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Poste Italiane, Simona Giorgetti:

Il futurismo italiano al
Guggenheim di New York
Arte, 360 opere, 80 artisti, il futurismo italiano al Guggenheim di New York. Le
tempere a encausto di Benedetta Cappa Marinetti, moglie di Filippo Tommaso
Marinetti, esposte per la prima volta fuori dalla collocazione originale, il Palazzo delle
Poste di Palermo. Si tratta di una vera e propria "ricostruzione futurista dell'universo"
che investe tutte le arti, dalla nascita del movimento con la pubblicazione del Manifesto di
Marinetti al suo tramonto che coincide con la fine della seconda guerra Mondiale. Simona
Giorgetti, in qualit di Direttore Comunicazione Esterna di Poste italiane: Questo
il contributo culturale di Poste Italiane al tributo artistico del Guggenheim per il
movimento futurista.

Testo tratto da Ansa.it del 17 gennaio 2014

La "Sintesi delle Comunicazioni" trasvola l'Atlantico: le straordinarie tempere a


encausto di Benedetta Cappa Marinetti, aeropittrice e la moglie di Filippo Tommaso
Marinetti, esposte per la prima volta fuori dalla collocazione originale, il Palazzo delle
Poste di Palermo, in cima alla rampa dinamica del Guggenheim di New York dove
sar allestita una grande esposizione sul futurismo italiano.
La grande rassegna - 360 opere di oltre 80 artisti molte dei quali non avevano mai
attraversato l'oceano - sara' la mostra dell'anno per il Museo sulla Quinta Strada. Si
trattera' di una vera e propria "ricostruzione futurista dell'universo" che investe tutte
le arti, nonch la vita e la societ dei primi decenni del Novecento, dalla nascita del

movimento con la pubblicazione del Manifesto di Marinetti al suo tramonto che coincide
con la fine della seconda guerra Mondiale.
E il contributo culturale di Poste Italiane al tributo artistico dedicato dal Guggenheim al
movimento futurista ha commentato il Direttore Comunicazione Esterna di Poste
italiane, Simona Giorgetti, che ha coordinato il progetto.
Vivien Green, la curatrice, studia da anni le avanguardie europee e qualche anno fa
present sempre al Guggenheim l'enigmatica "Materia" di Umberto Boccioni. Non solo
dipinti e sculture, saranno dunque nella mostra, ma anche le testimonianze
artistiche di un'avanguardia i cui protagonisti si esercitarono nei campi pi
disparati: architettura, teatro, poesia, arte tipografica, editoria, arredamenti,
moda, costumistica di scena, serate e perfino la cucina e i giocattoli. "Marinetti spiega la Greene - e' stato Warhol prima di Warhol".
In realt il collezionismo museale e privato americano scopri' il futurismo con largo
anticipo, tanto che "La citta' che sale", "Forme uniche della continuita' nello spazio" e altre
opere di Boccioni sono al MoMA da anni. Finora pero' non era mai stata allestita una
rassegna come quella che sta organizzando il Guggenheim. La mostra spazia dal 1909 al
1944. Le opere arriveranno da musei europei e collezioni private, e sono stati assemblati
con l'aiuto di un comitato consultivo internazionale. Rappresentati tutti i protagonisti tra
cui Giacomo Balla, Benedetta (Benedetta Cappa Marinetti), Boccioni, Carlo Carra',
Enrico Prampolini, Ferdinando Depero, poeti e scrittori come Francesco Cangiullo e
Rosa Rosa', l'architettura di Antonio Sant'Elia, la musica di Luigi Russo, le ceramiche di
Tullio d'Albisola. Nomi notissimi con altri meno noti le cui creazioni saranno installate sulla
rampa del Guggenheim in ordine cronologico dal basso verso l'alto per concludersi con la
Sintesi delle Comunicazioni (1933-34) mostrata per la prima volta fuori dalla collocazione
originale.
FONTE: Ansa

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