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Simonetta Martone, Maurizio Mannoni, Luciano Camprincoli
LE 100 REGOLE D'ORO
CHE SALVANO LA VITA
ARNOLDO MONDADORI EDITORE
Prima di iniziare a elencare le regole, per, abbiamo ritenuto
necessario fare una breve descrizione della struttura del
corpo umano analizzandolo nei suoi aspetti funzionali fondamentali:
l'apparato scheletrico, circolatorio e respiratorio.
E costituito da 208 ossa collegate tra loro dalle articolazioni.
Le ossa dello scheletro si suddividono, secondo la loro forma,
in tre categorie:
- ossa lunghe (quelle delle braccia e delle gambe)
- ossa piatte (quelle della testa)
- ossa brevi (vertebre
E composta da 14 ossa della faccia e dalle ossa della scatola
cranica che sono:
-

frontale
occipitale
dueparietali
due temporali
sfenoide
etmnide

Il tronco
E composto da:
a) Colonna vertebrale. Formata da 32 o 33 vertebre poste una
sull'altra. Le vertebre formano un canale in cui passa il midollo
spinale e si suddividono in:
-

sette cervicali
dodici dorsali
cinque lombari
cinque sacrali
tre o quattro coccigee

b) Costole. Sono dodici paia e partono dalla colonna vertebrale.


Sette paia (vere costole) raggiungono, sul davanti dello
scheletro, lo sterno. Le tre paia seguenti (false costole) si attaccano
ciascuna alla costola precedente. Le ultime due paia (costole
fluttuanti) hanno un'estremit libera. Costole, sterno e
colonna vertebrale formano la gabbia toracica.
Gli arti
Le ossa delle braccia e delle gambe sono collegate al resto
dello scheletro mediante un insieme di ossa dette cingoli.
Cingoli scapolari per le braccia, cingoli pelvici per le gambe.
colonna
vertebrale
omero
colonna
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vertebrale
cintura
pelvica
femore
tibia
- scatola
cranica
cintura
scapolare
- cassa
toracica
- radio
ulna
carpo
- rotula
perone
-- tarso
Apparato circolatorio
L'apparato circolatorio comprende: il cuore, che una
pompa motrice in grado di mettere in movimento il sangue e
distribuirlo a tutti gli organi; i vasi sanguigni all'interno dei
quali circola il sangue.
Il cuore
E un muscolo cavo posto al centro della gabbia toracica,
tra i due polmoni, con la punta spostata verso sinistra. Il cuore
diviso in due parti, destra e sinistra, in senso longitudinale.
Cuore destro e sinistro sono, a loro volta, divisi in due
cavit: orecchiette in alto e ventricoli in basso.
I vasi sanguigni
Si dividono in:
- arterie, che portano il sangue dal cuore ai vari organi;
- vene, che rimandano il sangue dagli organi al cuore;
- capillari, che mettono in comunicazione arterie e vene.
Le principali arterie sono: l'aorta e l'arteria polmonare.
L'aorta. Ha origine nel ventricolo sinistro, sale in verticale
per poi curvarsi all'indietro (arco aortico) e discendere verticalmente
(aorta discendente) lungo la colonna vertebrale.
All'altezza della quarta vertebra lombare si divide in due rami:
le iliache comuni, che a loro volta si dividono ciascuna in
iliaca interna destinata a irrorare la zona del bacino, e iliaca
esterna per gli arti inferiori. L'arteria iliaca esterna, all'altezza
dell'inguine, prosegue come arteria femorale che passa davanti
all'osso del pube, dove le pulsazioni possono essere visibili
sotto la pelle. L'arteria femorale scende poi lungo la faccia
interna della coscia e passa dietro il cavo del ginocchio, dove
prende il nome di arteria poplitea. Tale arteria si divide in due
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rami, arteria tibiale posteriore all'interno, e l'arteria peronale
all'esterno, che scendono lungo la faccia posteriore della
gamba. L'arteria tibiale posteriore va quindi a formare le arterie
plantari.
Dall'arco aortico partono le arterie del collo e delle braccia.
Lungo il collo passano le arterie carotidee che salgono ai lati
della trachea. Lungo le braccia passano le arterie succlavie.
Ogni arteria succlavia (destra e sinistra) prosegue sotto il nocarotide-me di arteria ascellare passando nell'incavo delle ascelle. Nel
braccio, l'arteria ascellare diviene arteria omerale e ne segue la
faccia interna sino a met della piega del gomito dove si divide
in due rami che prendono il nome di arteria ulnare all'interno,
e arteria radiale all'esterno. L'arteria radiale diventa superficiale
all'altezza del polso consentendo la percezione del
battito.
L'arteria polmonare. Parte dal ventricolo destro e si divide
in due rami che vanno ai due polmoni.
arteria
omerale
arteria
poplitea
arteria
peroneale
arteria
femorale
arteria
tibiale
anteriore
arteria
tibiale
posteriore

L'apparato respiratorio
Tale apparato consente la penetrazione dell'ossigeno
nell'organismo e l'eliminazione dell'anidride carbonica dello
stesso.
Le vie respiratorie permettono la comunicazione tra l'arteria
esterna e i polmoni, e comprendono:
-

le fosse nasali
il faringe
il laringe
la trachea
i bronchi

I bronchi si dividono a destra e sinistra in bronchi sempre


pi piccoli, che a loro volta si ramificano sino a sboccare, sottilissimi,
negli alveoli polmonari.
I polmoni. Sono gli organi fondamentali della respirazione.
Hanno l'aspetto di due masse spugnose ed elastiche situate
nella cassa toracica ai due lati del cuore. Il polmone destro
pi sviluppato di quello sinistro. In ciascun polmone penetrano:
- un bronco (destro o sinistro);
- un'arteria polmonare (destra o sinistra) che porta sangue dal
cuore destro;
- due vene polmonari (due a destra e due a sinistra) che riconducono
il sangue all'orecchietta sinistra.
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I polmoni sono un agglomerato di unit elementari, dette
lobuli polmonari. Ogni lobulo un agglomerato di vescicole
Ogni vescicola ha una parete frastagliata che forma delle cellette
chiamate alveoli. Per ogni vescicola vi sono dei capillari
sanguigni che mettono in contatto il sangue con l'aria.
aorta
vena cava _
supenore
vena cava
inferiore
bronchioli e~
alveoli
polmonari
laringe
trachea
vena
polmonare
arteria
polmonare
cuore
diaframma

I primi interventi
1. Chiamare i soccorsi
E la regola d'oro per eccellenza. In qualsiasi situazione di
emergenza vi troviate, in qualsiasi luogo siate, ricordatevi
che, prima di intervenire, dovete cercare in ogni modo di
mettervi in contatto con chi preposto al soccorso.
I quattro numeri telefonici pi importanti da ricordare sono:
113 Soccorso pubblico di emergenza
112 Carabinieri
115 Vigili del fuoco
118 Coordinamento ambulanze (dove attivo)
Questi servizi funzionano, con gli stessi numeri, su tutto il
territorio nazionale.
Oltre al 113, al 112, al 115 e al 118, ci si pu rivolgere alle
strutture pi vicine, per esempio: ospedali, guardia medica,
polizia municipale, Croce Rossa, Capitaneria di porto, Soccorso
alpino, Elisoccorso.
Se per i soccorritori non sono in grado di intervenire tempestivamente
o se vi trovate nell'immediata impossibilit di
contattarli, queste sono le altre 99 regole d'oro per salvare la
vita.
2. Respira ancora?
Non difficile capire se una persona inanimata respiri ancora.
Bisogna osservare con attenzione se la cassa toracica si alzi
e si abbassi. Oppure si deve avvicinare l'orecchio alla bocca
dell'infortunato e sentire il sibilo dell'aria che entra ed
esce dai polmoni.
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Un tempo, per verificare se una persona fosse in stato di
catalessi, si usava avvicinarle alla bocca una fiammella e vedere
se tremolasse. Oppure si adoperava uno specchio e si
controllava l'eventuale appannamento prodotto dal respiro.
3. Il cuore batte?
Accertare la presenza del battito cardiaco pi complesso.
Appoggiate due dita in prossimit del pomo di Adamo
dell'infortunato, al lato della gola, tra la trachea e i muscoli
laterali del collo. Una pressione graduale e decisa vi consentir
di avvertire l'eventuale pulsazione dell'arteria carotide e
di rendervi conto se il cuore batta ancora. Se pensate che sia
complicato, provate a cercare il battito sul vostro collo.
Quando il cuore batte
ma non c' pi il respiro
...E cos all'improvviso mi sono tornati alla mente gli esercizi
che avevo imparato leggendo un manuale per infermiere
venti anni prima.
Con queste parole la signora Giuliana ci ha raccontato, durante
la preparazione di una puntata di Ultimo minuto, come
riuscita a salvare la propria figlia vittima di una intossicazione
causata da una perdita della vecchia stufa.
Certamente la signora Giuliana una donna con grande
presenza di spirito, ma la nostra esperienza ci insegna che, se
abbiamo appreso le regole giuste per i soccorsi d'emergenza,
anche a distanza di anni sapremo sempre come comportarci.
Leggendo questo libro, sembrer di trovarvi di fronte a troppe
nozioni da ricordare. Noi vi assicuriamo che, in situazioni
di emergenza, il cervello ci restituisce le nozioni imparate e
immagazzinate.
Vediamo qual la regola che la signora Giuliana ha ricordato
e messo in pratica.
4. La respirazione bocca-bocca nell'adulto
Per prima cosa assicuratevi che l'infortunato sia adagiato su
una superficie solida e piatta. Controllate se nella sua bocca
siano presenti corpi estranei ed eventualmente asportateli
con le dita. Mettete una mano sulla fronte della vittima e con
l'altra mano spingete il mento verso l'alto in modo da aprire
bene le vie respiratorie. Con il pollice e l'indice chiudete le
sue narici e, dopo aver fatto un respiro profondo, ponete la
vostra bocca su quella dell'infortunato e soffiate l'aria nei
suoi polmoni. Cessate di immettere aria quando il torace della
vittima si espande.
Avvicinate subito il vostro orecchio alla bocca del soggetto
per verificare il rumore dell'aria che esce dai polmoni e controllate
che il torace si abbassi.
Riprendete l'operazione daccapo. Dovete riuscire a soffiare
l'aria nei polmoni 12 volte in un minuto (una insufflazione
ogni 5 secondi). Continuate fino a che il soggetto non riprender
a respirare da solo.
5. La respirazione bocca-bocca nel bambino
Per prima cosa assicuratevi che il bambino sia adagiato su
una superficie solida e piatta. Controllate se nella sua bocca
siano presenti corpi estranei ed eventualmente asportateli
con le dita. Mettete una mano sulla fronte della vittima e con
l'altra mano spingete il mento verso l'alto in modo da aprire
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bene le vie respiratorie. Ponete la vostra bocca in modo da
coprire contemporaneamente la bocca e il naso del bimbo e
iniziate a soffiare aria nei suoi polmoni. Cessate di immettere
aria quando il torace si espande.
Avvicinate subito il vostro orecchio alla bocca della vittima
per verificare il rumore dell'aria che esce dai polmoni e controllate
che il torace si abbassi.
Riprendete l'operazione daccapo. Dovete riuscire a soffiare
l'aria nei polmoni 15 volte in un minuto (una insuflazione
ogni 4 secondi). Continuate fino a che il bambino non riprender
a respirare da solo.
Attenzione. Per rianimare un bambino piccolo che ha cessato
di respirare, pu essere utilizzata una tecnica alternativa
alla respirazione bocca-bocca. Il metodo, che illustriamo nella
regola seguente, in grado di dare risultati altrettanto positivi.
6. Metodo di Eva
Mettete una mano sotto la nuca del bimbo e con l'altra afferratelo
saldamente all'altezza delle caviglie. Iniziate un movimento
pendolare che porti in alto, alternatamente, prima il
capo poi i piedi del bambino. Continuate con questo movimento
sino alla ripresa del respiro compiendo sempre movimenti
molto ampi.
7. La respirazione bocca-bocca nel neonato
Per prima cosa assicuratevi che il neonato sia adagiato su
una superficie solida e piatta. Controllate se nella sua bocca
siano presenti corpi estranei ed eventualmente asportateli
con le dita. Mettete una mano sulla fronte del lattante e con
l'altra mano spingete il mento verso l'alto in modo da aprire
bene le vie respiratorie. Ponete la vostra bocca in modo da
coprire contemporaneamente la bocca e il naso del neonato e
iniziate a soffiare nei polmoni una piccola quantit di aria.
Cessate di immettere aria quando il torace si espande.
Avvicinate subito il vostro orecchio alla bocca della vittima
per verificare il rumore dell'aria che esce dai polmoni e controllate
che il torace si abbassi. Riprendete l'operazione daccapo.
Dovete riuscire a soffiare l'aria nei polmoni 20 volte in
un minuto (una insufflazione ogni 3 secondi). Continuate fino
a che il neonato non riprender a respirare da solo.
Quando anche il cuore
ha smesso di battere
...Non volevamo arrenderci. Continuavamo a spingere sul
torace del piccolo Marco ma il bimbo non dava segni di vita.
Abbiamo continuato, alternandoci, per trentacinque minuti.
Eravamo sfiniti. Poi, finalmente...
Maria e Francesco, una giovane coppia di medici, durante
il loro viaggio di nozze in Sicilia hanno salvato la vita a un
bambino di quattro anni. Marco, ospite del loro stesso albergo,
era caduto nella piscina e quando l'avevano ripescato
sembrava non ci fosse pi nulla da fare perch il cuore non
batteva pi.
Consideriamo quindi l'ipotesi che il cuore dell'infortunato
abbia cessato di battere. In questo caso dovremo essere noi a
ripristinare la circolazione sanguigna, operazione essenziale
per la sopravvivenza.
8. La rianimazione cardio-polmonare di un adulto
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Fate in modo che il soggetto sia sdraiato su di una superficie
rigida e piatta, con la testa alla stessa altezza del corpo. Se vi
sar possibile mettete le sue gambe in posizione leggermente
sollevata al fine di favorire il ritorno del sangue verso il cuore.
Ponetevi in ginocchio accanto alla vittima e poggiate una
mano al centro del torace all'altezza dello sterno. Il vostro
palmo dovr poggiare sull'osso sternale e non sulle costole al
fine di evitare fratture e danni agli organi interni.
Coprite la mano che poggia sullo sterno con il palmo
dell'altra mano intrecciando le dita. Iniziate il massaggio cardiaco
facendo forza con tutto il vostro peso, attraverso il palmo
della mano, sul torace della vittima. Le braccia dovranno
essere ben rigide, senza flettere i gomiti. Comprimete lo sterno
per 15 volte facendolo abbassare ogni volta di circa 4 centimetri.
Tra una pressione e l'altra non togliete mai le mani
dal torace della vittima. Consentite soltanto al torace di tornare
in posizione normale. Il ritmo delle pressioni dovr essere
costante. Aiutatevi contando ad alta voce il numero delle
pressioni.
Dopo le 15 pressioni, togliete le mani dal torace e piegate
all'indietro il capo della vittima al fine di aprire bene le vie
respiratorie. Chiudete le narici dell'infortunato con le dita e
fate due insufflazioni profonde nella sua bocca fino a far sollevare
il torace. Riprendete il massaggio cardiaco (15 compressioni)
e le insufflazioni (due) per quattro cicli completi.
Solo a questo punto potrete accertarvi se il cuore dell'infortunato
abbia ripreso a battere premendo con due dita sull'arteria
carotide. Se il cuore ancora fermo, riprendete subito la
rianimazione cardio-polmonare. Non fermatevi mai per pi
di sette secondi. Se il cuore ha ricominciato a pulsare ma non
vi ripresa della respirazione, proseguite con la respirazione
bocca-bocca (vedi regola 4).
9. La rianimazione cardio-polmonare di un bambino
Fate in modo che il soggetto sia sdraiato su di una superficie
rigida e piatta, con la testa alla stessa altezza del corpo. Se
possibile le gambe dovranno essere leggermente sollevate al
fine di favorire il ritorno del sangue verso il cuore. Ponetevi
in ginocchio accanto al bambino e poggiate il palmo della
mano al centro del torace all'altezza dello sterno. Il vostro
palmo dovr poggiare sull'osso sternale e non sulle costole al
fine di evitare fratture e danni agli organi interni.
Iniziate il massaggio cardiaco facendo forza, attraverso il
palmo della mano, sul torace della vittima. Il braccio dovr
essere rigido, senza flettere il gomito. Comprimete lo sterno
per 5 volte facendolo abbassare ogni volta di 3 centimetri.
Tra una pressione e l'altra non togliete la mano dal torace
della vittima. Consentite soltanto al torace di tornare in posizione
normale. Il ritmo delle pressioni dovr essere costante.
Aiutatevi contando ad alta voce fino a 5.
Dopo le 5 pressioni, togliete le mani dal torace e inclinate
all'indietro il capo del bambino per aprire bene le vie respiratorie
e insufflate profondamente una volta coprendo con le
vostre labbra sia la bocca che il naso della vittima sino a far
innalzare il torace. Ponete nuovamente il palmo della mano
sullo sterno e riprendete il massaggio cardio-vascolare ripetendo
5 compressioni e una insufflazione. Non fermatevi prima
di aver completato 10 cicli completi.
Solo a questo punto accertatevi se il cuore del bambino abbia
ripreso a battere premendo con due dita sull'arteria carotide.
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Se il cuore ancora fermo, riprendete subito la rianimazione
cardio-polmonare. Non arrestatevi mai per pi di sette
secondi. Se il cuore ha ricominciato a pulsare ma non vi ripresa
dell'attivit polmonare, proseguite con la respirazione
bocca-bocca (vedi regola 5).
10. La rianimazione cardio-polmonare di un neonato
Sdraiate il lattante su di una superficie rigida e piatta con la
testa alla stessa altezza del corpo. Le gambe dovranno essere
leggermente sollevate per favorire il ritorno del sangue verso
il cuore. Poggiate unicamente due dita di una mano sullo
sterno del neonato per effettuare le compressioni e poggiate
il palmo dell'altra mano sulla sua fronte per tenere la testa
nella posizione pi idonea. Premete con le due dita sullo
sterno per 5 volte facendo abbassare il torace di mezzo centimetro
ogni volta. Per mantenere costante il ritmo delle pressioni
aiutatevi contando ad alta voce fino a 5.
Togliete le dita dallo sterno e insufflate, per una volta, una
piccola quantit d'aria nei polmoni coprendo con le vostre
labbra sia la bocca che il naso del bambino.
Riprendete il massaggio cardiaco (5 pressioni) e le insufflazioni
(una) per 10 cicli completi. Solo a questo punto potrete
accertarvi se il cuore del neonato abbia ripreso a battere cercando
con due dita l'arteria brachiale, posta all'interno del
braccio tra il gomito e la spalla.
Se il cuore ancora fermo, riprendete la rianimazione cardio-vascolare.
Non arrestatevi mai per pi di sette secondi.
Se il cuore ha ricominciato a pulsare ma non vi ripresa
dell'attivit respiratoria, proseguite con la respirazione bocca-bocca
(vedi regola 6).
11. Asfissia da annegamento
Se dovete soccorrere la vittima di un annegamento e pensate
che abbia ingerito una notevole quantit di acqua, ponetela a
pancia in gi e con il capo girato da un lato. Prendete la vittima
con entrambe le mani all'altezza dello stomaco e sollevatela.
La compressione dovuta al sollevamento consentir la
fuoriuscita dell'acqua dalla bocca dell'infortunato. Agite
molto rapidamente. Non appena l'acqua sar uscita dallo
stomaco, girate il soggetto sulla schiena e iniziate, secondo le
necessit, la respirazione bocca-bocca o la rianimazione cardio-polmonare
(vedi regole 4 e 5).
Il soccorso pu anche danneggiare
<"Fermi, fermi, non toccatelo!" Vidi il signor Giovanni, infermiere
dell'ospedale cittadino, correre verso di noi. Stavamo
attorno al ragazzo che era appena caduto. La gara di motocross
era stata immediatamente fermata ma l'ambulanza ancora
non era arrivata. Arnaldo cercava di rianimare il giovane
centauro, che non dava segni di vita, quando Giovanni lo
blocc. "Se gli muovi la testa rischi di ucciderlo!"
Questo episodio, avvenuto in provincia di Vicenza, raccontatoci
da Antonio, fa capire come molto spesso un soccorso
sbagliato pu aggravare la situazione.
Leggete quindi con attenzione questa regola.
12. Se si sospetta una lesione al collo
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Prestando soccorso a una vittima inanimata che si sospetta
abbia riportato una lesione al collo (incidenti stradali, cadute
dall'alto), la testa non deve essere mai spostata o fatta ruotare.
Se necessario procedere alla respirazione bocca-bocca o
alla rianimazione cardio-polmonare, dovete limitarvi a sollevare
lievemente il mento della vittima solo al fine di aprire le
vie respiratorie. Durante le operazioni di soccorso fate molta
attenzione che il capo dell'infortunato resti immobile.
Se qualcuno sta soffocando
Chi non si mai trovato a soccorrere qualcuno che stava
soffocando per un boccone di cibo andato di traverso o, nel
caso di bambini, una caramella, una moneta, una pallina, un
piccolo oggetto?
Nel corso della nostra trasmissione ne abbiamo viste e sentite
di tutti i tipi: pacche sulla schiena, bambini sollevati per i
piedi...
Vediamo qual il sistema giusto per prestare soccorso in
caso di soffocamento.
13. Manovra di Heimlich o compressione addominale
a) Su vittima cosciente. Se dovete soccorrere una persona
che sta soffocando per aver ingerito un corpo estraneo che
non possibile estrarre con le dita dalla sua gola e vi rendete
conto che la vittima non pu respirare, agite con fermezza e
rapidit.
Portatevi alle sue spalle e abbracciatela sopra la vita. Poggiate
la mano, stretta a pugno dal lato del pollice, poco pi in
alto dell'ombelico. Afferrate il pugno con l'altra mano e iniziate
a comprimere con forza spingendo verso l'alto.
Non stringete le costole della vittima con le vostre braccia.
Solo il pugno dovr pigiare contro l'addome e i vostri gomiti
non dovranno toccare il corpo ed essere ben protesi in avanti.
Dopo aver esercitato 4 rapide compressioni, controllate se
l'infortunato abbia espulso il corpo estraneo dalla trachea. In
caso contrario riprendete le compressioni.
b) Su vittima incosciente. Sdraiate la vittima che ha perso
conoscenza con le spalle sul terreno. Spingete indietro la testa
per aprire le vie respiratorie. Poggiate il palmo della vostra
mano poco pi in alto dell'ombelico della vittima e, per
esercitare una maggiore pressione, ponete l'altra mano sulla
prima.
Iniziate, senza flettere i gomiti, a esercitare alcune decise e
rapide compressioni spingendo anche verso la testa
dell'infortunato. Dopo 4 compressioni, controllate se il corpo
estraneo sia stato espulso dalla trachea. Il controllo deve essere
effettuato mettendo un dito nella gola della vittima ma
facendo attenzione a non spingere il corpo estraneo, eventualmente
espulso, nuovamente all'interno della trachea.
Se non ancora possibile asportarlo, riprendete le compressioni
fino a ottenere il risultato.
c) Su noi stessi. Pu accadere che dobbiate salvare voi stessi
da un soffocamento non essendoci alcuno in grado di aiutarvi.
In tal caso non perdetevi d'animo e ponete il vostro pugno
tra l'ombelico e la gabbia toracica e, aiutandovi con l'altra mano,
esercitate 4 rapide e intense compressioni spingendo contemporaneamente
verso l'alto.
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Se ci non fosse sufficiente, premete la parte dello stomaco
descritta contro la spalliera di una sedia, di una poltrona rigida
o contro il bordo di un tavolo o di un davanzale.
Attenzione. Mentre i colpi sulla schiena non sono pi consigliati
e possono anche risultare nocivi nel soccorrere una vittima
adulta di un episodio di soffocamento, per un neonato
potrebbero essere utili. Se per, dopo aver provato a dare
quattro leggeri colpi tra le scapole del neonato, il corpo estraneo
non fosse stato espulso, applicate la regola che segue.
d) Su un neonato. Sedetevi e mettete il lattante con la schiena
poggiata sulle vostre ginocchia. Mettete due dita sulla
parte alta del suo stomaco e iniziate delle leggere compressioni
spingendo anche in direzione della testa. Continuate le
compressioni sino a che il neonato non abbia espulso il corpo
estraneo dalla trachea.
Questo non ve lo consigliamo
Una operazione estrema che pu essere effettuata su una vittima
del soffocamento la tracheotomia.
Non consigliamo mai al soccorritore di effettuare questa
operazione perch, se eseguita in modo improprio, pu essere
fatale all'infortunato. Tuttavia le cronache riportano casi
disperati nei quali questo intervento stato eseguito per evitare
la morte certa della vittima in condizioni di assoluta
emergenza.
La tracheotomia si effettua quando non esiste alcuna possibilit
di disostruire la parte superiore della trachea e la vittima
non ha alcuna possibilit di respirare. Illustriamo le varie
fasi dell'operazione perch pu accadere che un
soccorritore si trovi a dover assistere un medico impegnato a
effettuare tale operazione in situazione di emergenza.
14. Tracheotomia
Si tratta di aprire un foro nella parte della trachea posta tra il
pomo di Adamo e l'osso sternale. L'infortunato deve essere
disteso con le spalle poggiate su una superficie rigida e la
sua testa deve essere spinta all'indietro in modo che il collo
sia ben allungato e teso.
Prendete la laringe e la trachea tra il pollice e l'indice di
una mano e, con l'altra, incidete la pelle e il tessuto sottocutaneo.
L'incisione deve essere effettuata con una lama molto
sottile taliando dal basso verso l'alto.
Dopo questo taglio superficiale, con le dita si dovranno allargare
i tessuti incisi per mettere a nudo la trachea che si
mostrer formata da una serie di anelli. Quindi si proceder
all'incisione della trachea praticando un taglio sufficiente a
far entrare l'aria e consentire la ripresa della respirazione.
Nel foro dovrete inserire una cannula di plastica o di gomma
rigida. L'infortunato dovr essere posto sulla pancia in attesa
dei soccorsi.
Sotto shock
Dove ho messo l'ombrello? Scusi, sa dirmi dove posso trovare
il mio ombrello? Mi ero avvicinato di corsa a quel tremendo
groviglio di lamiere, sulla strada statale che passa poco
sotto a casa mia. Un uomo, che si era appena tirato fuori
dalla sua auto semiaccartocciata, mi ripeteva questa frase
guardandomi smarrito. Una frase senza senso, in quel momento.
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L'uomo era ferito, aveva le mani e il viso sporchi di
sangue e si trascinava una gamba: a tutto si pu pensare in
quei frangenti - mi dicevo - meno che al proprio ombrello. E
poi non stava nemmeno piovendo. Mentre lo soccorrevo, ho
capito - ci ha scritto il signor Vittorio da Termoli - che quel
poveraccio non poteva rendersi conto di quel che diceva perch
era sotto shock.
In caso di incidente si sente comunemente dire che una
persona rimasta sotto shock.
In realt, lo stato di shock si verifica quando si ha un difetto
nella irrorazione sanguigna delle cellule dell'organismo.
Le cause possono essere molte: ferite gravi, fratture, schiacciamenti,
ustioni, emorragie e reazioni allergiche. Ogni infortunato
potenzialmente sotto shock e il soccorritore deve
sempre mettere in atto un trattamento preventivo e comportarsi
come illustrato nella seguente regola.
15. Lo shock o collasso cardio-circolatorio
Prima di ogni altra cosa dovete arrestare la causa dello
shock. Ad esempio, fermando un'emorragia in corso o immobilizzando
un arto fratturato. La vittima deve essere
sdraiata con le gambe un poco sollevate in modo da consentire
il ritorno del sangue verso il cuore e il cervello.
Allentate la cravatta, slacciate il colletto, la cintura e tutto
ci che pu stringere l'infortunato. Il soccorso anche psicologico
e per questo dovrete parlare con il ferito con calma,
cercando di infondere coraggio e tranquillit. Le eventuali
ferite dovranno essere nascoste in modo che la vittima non
possa vederle. Il ferito dovr essere coperto per evitare che
prenda freddo. Se i soccorsi sono in procinto di arrivare, non
date nulla da bere all'infortunato.
Attenzione. Quante volte abbiamo sentito dire: E sotto
shock, dategli qualcosa di forte da bere!.
Questo forse uno dei luoghi comuni pi diffusi. Ma
sbagliato. Somministrare bevande alcoliche a chi sotto
shock molto pericoloso.
Quando la reazione allergica grave
Era una giornata di luglio molto calda. Viaggiavo da ore
con i finestrini dell'auto abbassati... Ad un tratto ho sentito
un dolore pungente alla guancia. Era stata un'ape. Avevo
molta fretta e non ho dato importanza alla cosa anche se il
bruciore continuava. Dopo poco tempo, per, la vista cominci
ad appannarsi e il respiro si fece affannoso. Entrai con
l'auto nella piazzola di un autogrill. Stavo molto male. C'era
un uomo; feci appena in tempo a dirgli che ero stato punto e
svenni.
Il signor Giulio di Montecatini stato salvato dal rapido
intervento di un'ambulanza.
Alcuni piccoli insetti, come api, vespe, calabroni possono
essere micidiali. Quando pungono iniettano veleno. In alcuni
soggetti particolarmente sensibili la reazione allergica pu
essere violenta, comportare lo stato di shock, il coma e talvolta
la morte. Per evitare gravi complicazioni, applicate questa
regola.
16. Shock anafilattico da puntura di insetti
Intervenire rapidamente praticando la respirazione boccabocca
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o la rianimazione cardio-vascolare (vedi regole 4 5
9). Se la puntura localizzata a un arto, dovr essere utilizzato
un laccio che sar posto una decina di centimetri sopra la
lesione al fine di rallentare l'entrata in circolo del veleno.
Ricordate che tale operazione dovr impedire la circolazione
venosa e linfatica della vittima e non quella arteriosa. Per tale
motivo il laccio non dovr essere troppo stretto. Applicate
poi un impacco freddo sulla zona colpita.
Chi sa di essere allergico alle punture di insetto deve portare
sempre con s una fiala di adrenalina pronta per essere
iniettata in caso di necessit.
Attenzione. Le vespe e i calabroni possono ritrarre il pungiglione
e colpire pi volte in breve tempo la vittima, anche se
la quantit di veleno inoculata diminuisce di volta in volta.
L'ape invece, dopo aver punto, lascia sempre infisso un pungiglione
dotato di microscopici uncini, che continua a immettere
veleno.
Estraete immediatamente il pungiglione. Non usate mai
una pinzetta per effettuare tale operazione perch rischiereste
di schiacciare il pungiglione e di immettere una maggiore
quantit di veleno. Aiutatevi premendo con le dita attorno
alla zona lesa o servendovi della lama di un coltello o delle
unghie per raschiare via il pungiglione.
17. Shock anafilattico da puntura di animali marini
Anche le meduse, con le loro punture velenose, possono causare
reazioni allergiche estremamente pericolose. Il contatto
con tali animali causa di regola un intenso bruciore, eritema
della cute e crampi. Se siete punti uscite immediatamente
dall'acqua perch talvolta la reazione pu essere pi violenta
e arrivare a causare gravi difficolt respiratorie. In tale caso il
soccorritore dovr intervenire rapidamente praticando la respirazione
bocca-bocca o la rianimazione cardio-vascolare
(vedi regole 4 5). Alcune meduse lasciano attaccati al corpo
della vittima i tentacoli che continuano nella loro azione
dannosa. Staccateli servendovi di una pinzetta o delle mani
dopo averle opportunamente protette. Procedete poi a frizionare
le parti lese della vittima con alcol o aceto.
Attenzione. Nei nostri mari, in prossimit della riva, nascosto
nella sabbia, spesso presente il pesce rano. La sua puntura
non ha effetti molto pericolosi ma sempre causa di dolore
localizzato e di reazioni allergiche. Un rimedio molto efficace
e di immediata applicazione quello di immergere il
piede punto in una bacinella contenente acqua di mare miscelata
con l'orina della vittima.
Non nostra intenzione spaventarvi e farvi fuggire terrorizzati
ogni volta che vi passer accanto un'ape o un altro
animaletto. Abbiamo, come sempre, descritto i casi limite.
Normalmente gli effetti di una puntura d'insetto si risolvono
con semplicit utilizzando anche rimedi naturali. Il pi antico
quello di bagnare la zona punta con la propria saliva. Un
buon effetto si ottiene anche applicando una soluzione di acqua
e di ammoniaca. Altra tecnica efficace quella di toccare
la zona con succo di cipolla o di strofinare una foglia di pomodoro
dopo averla stropicciata tra le dita. Naturalmente, in
commercio, esistono molte creme e pomate in grado di lenire
il dolore e controllare il gonfiore.
Gli animali intorno a noi
Rolf un cane lupo molto docile e simpatico. Fin da cucciolo
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l'ho abituato a comportarsi bene e non ho mai avuto il problema
di mettergli la museruola quando lo porto a passeggio
in mezzo alla gente. E per questo motivo - ci ha raccontato
Renato, un ragazzo di Ivrea intervenuto in trasmissioneche sono rimasto di stucco quando, quel giorno, l'ho visto
avventarsi contro il mio amico. Andrea il classico tipo che,
quando incontra qualcuno, gli butta subito le braccia al collo.
L'ha sempre fatto anche con me senza che questo turbasse
l'aplomb del mio cane.
Quella volta, evidentemente, c'era qualcosa che non andava.
Cos, prima che potessi rendermene conto, Rolf aveva azzannato
Andrea a una coscia. Il mio amico era pi incredulo
di me: era diventato bianco come un panno lavato e si era accasciato
su una panchina. Per fortuna, passato lo spavento, ci
siamo resi conto che Rolf, per quanto "impazzito", non si era
dimenticato del tutto di essere un cane buono e si era limitato
a dare un morso, per cos dire, dimostrativo, che non aveva
lasciato neppure una traccia sulla gamba di Andrea.
Amare gli animali significa anche imparare a conoscerli.
Nel corso della nostra trasmissione ci siamo spesso occupati
di loro. Animali in pericolo o protagonisti di atti eroici.
Talvolta per possono rappresentare un pericolo. Il loro
morso, oltre alla lesione locale, pu causare gravi infezioni.
18. Il morso del cane
La cura per la lesione locale provocata dal morso di un cane
semplice. Il soccorritore deve disinfettare bene la ferita o, in
assenza di antisettici, lavare la parte lesa con acqua corrente
e sapone ripetendo pi volte l'operazione al fine di garantire
l'eliminazione dei germi. Dopo la disinfezione dovr essere
applicata una garza che si assicurer con una benda.
Il morso del cane pu trasmettere gravi malattie quali il tetano
o la rabbia. La cura per l'infezione da tetano specialistica.
Se l'animale idrofobo trasmette un virus che attacca il
sistema nervoso umano con effetti mortali. I provvedimenti
medici da prendere nel caso di una persona che si sospetta
morsa da un cane rabbioso sono complessi e richiedono il ricovero
in ospedale. L'animale responsabile del morso dovrebbe
essere catturato vivo per poter permettere ai sanitari
di controllare che non sia affetto dalla rabbia. Se indispensabile
abbattere il cane per poterlo catturare, si deve evitare
di danneggiargli la testa.
19. Il morso del topo
Il ratto un altro animale che pu trasmettere il tetano e la
rabbia, malattie che richiedono cure mediche specialistiche.
Chi morso da un topo deve temere una malattia particolare,
la spirochetosi, che pu essere individuata solo dopo aver
effettuato le analisi del sangue. La cura della lesione locale
prevede la disinfezione, l'applicazione di una garza e il bendaggio.
Attenzione. Il morso o il colpo di becco di animali selvatici
o da cortile deve sempre far temere l'insorgere dell'infezione
da tetano.
20. Il morso della tarantola
Un ragno pericoloso presente nel nostro Paese la tarantola.
Di grandi dimensioni, con il corpo e le zampe molto pelosi,
vive nell'Italia centro-meridionale e nelle isole. La tarantola
inocula un veleno particolarmente tossico che, nei bambini
molto piccoli, pu avere effetto mortale. Il morso lascia evidenti
due punti di penetrazione. Il veleno tossico per il sistema
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nervoso e pu causare nella vittima tremori, contrazioni
dell'addome e rallentamento della funzione cardiaca. Il
morso non immediatamente doloroso. Successivamente insorge
il dolore e tende ad aumentare. La lesione provoca la
necrosi dei tessuti che si espande poco alla volta. Provvedete
a curare gli effetti di un eventuale stato di shock. Quindi disinfettate
la ferita e applicate una compressa fredda sulla zona
del morso.
21. Il morso del ragno marrone o ragno violino
Questo ragno riconoscibile perch presenta sulla parte anteriore
del corpo una macchia marrone a forma di violino. Il
morso, particolarmente pericoloso per i bambini piccoli, provoca
un forte bruciore. Il dolore tende ad accentuarsi successivamente.
L'arrossamento della zona della lesione prelude
al formarsi di una bolla e successivamente alla formazione di
una ferita aperta.
Il soggetto, se non viene subito curato, pu avere febbre,
brividi, vomito e dolori articolari. Il soccorritore dovr innanzitutto
curare l'eventuale stato di shock. Successivamente
disinfetter la zona del morso e applicher una compressa
fredda.
Attenzione. Non esiste in Italia un siero specifico contro il
veleno di questi ragni. Una iniezione di calcio, iniettata per
via endovenosa, d sempre buoni risultati.
22. Il morso di zecca
La zecca un animale molto piccolo che vive sugli alberi e
nei prati. Lunga circa 3 millimetri, si attacca alla pelle della
vittima con la bocca e ne succhia il sangue sino a raggiungere
una dimensione sette volte pi grande. Il morso della zecca
indolore, genera prurito e solitamente non pericoloso. Le
cronache per riportano rari episodi in cui il morso ha avuto
effetti mortali. Gli animali domestici possono essere veicoli
di zecche. Una volta individuata una zecca importante rimuoverla
seguendo alcuni accorgimenti. Utilizzate un paio
di pinzette per staccare l'animale dalla pelle. Se durante
l'operazione la testa della zecca si staccasse dal corpo e rimanesse
infissa, utilizzate una lama affilata e sterilizzate per raschiare
la zona e asportare ogni residuo. La ferita deve essere
disinfettata con un antisettico.
Una possibile conseguenza del morso di tale animale la
malattia di Lyme che pu essere individuata solo tramite
analisi del sangue e curata con specifici antibiotici.
Esistono in commercio liquidi repellenti per uomini e animali
che tengono lontane le zecche.
Attenzione. Se una zecca, come qualsiasi altro piccolo insetto,
dovesse entrare nell'orecchio della vittima, l'unico intervento
del soccorritore dovr essere quello di soffocarlo introducendo
una goccia d'olio nell'orecchio.
23. La puntura di scorpione
Nel nostro Paese non esistono specie molto pericolose di
scorpione. Se per la vittima punta un bambino molto piccolo,
esiste il rischio che il veleno possa avere effetti mortali.
Lo scorpione ha un aculeo posto nell'estremit della coda
che contiene una ghiandola velenifera. La puntura provoca
un intenso bruciore locale seguito da nausea e vomito. Nei
casi pi gravi, oltre allo stato di shock, si hanno difficolt respiratorie
e coma. Innanzitutto provvedete a eliminare
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l'eventuale stato di shock. Se la puntura su un arto, dovete
applicare un laccio, non troppo stretto, una decina di centimetri
sopra la lesione. La parte deve essere accuratamente
disinfettata e deve essere applicata una compressa fredda.
Esiste un siero contro il veleno dello scorpione.
24. Il morso di vipera
Avevo preso tutto. Il solito armamentario di ogni domenica
mattina: il fucile, le cartucce, il panino, la birra, le calze pesanti
nel caso avesse fatto freddo. Avevo per quasi un presentimento.
Mi sembrava di aver dimenticato qualcosa, qualcosa
che mi sarebbe stato molto utile...
Cos comincia la lettera che ci ha inviato, dalla provincia di
Forl, Wilmer, che si definisce esperto cacciatore e uomo solitamente
prudente.
Ero appena arrivato al passo, prosegue Wilmer quando
avvenuto l'incidente. Per oltrepassare un fossato, ho messo
una mano nell'erba e ho sentito un dolore lancinante. Mi
aveva morso una vipera! In quel preciso momento, paralizzato
dalla paura, con la mano che cominciava a gonfiarsi, mi
tornato alla mente cosa avevo dimenticato quella mattina
uscendo di casa: il siero antivipera. Lo porto sempre con me
e, come sempre succede nella vita, la volta che l'avevo dimenticato,
era stata quella buona. Per mia fortuna, per, le
nostre zone, specialmente la domenica, sono battute da molti
cacciatori. Due di loro mi hanno immobilizzato il braccio con
due stecchi e mi hanno accompagnato in paese tranquillizzandomi.
L'unico serpente velenoso presente nel nostro Paese la
vipera europea. Il suo morso pu essere mortale soprattutto
per i bambini e per le persone anziane o debilitate anche se
tale evenienza piuttosto rara. La vipera ha il corpo tozzo,
lungo circa un metro, di colore grigio, marrone, rossastro o
giallastro che, in genere, attraversato da una striscia a zig
zag lungo il dorso. La testa pi larga del collo. Il morso della
vipera lascia una traccia inconfondibile sulla cute. A differenza
delle tracce lasciate dai serpenti non velenosi, quella
lasciata dalla vipera contraddistinta da due piccole ferite
puntiformi distanziate di circa 68 millimetri. Intorno ai forellini,
dai quali fuoriesce sangue misto a siero, presente
una chiazza rossa. La zona colpita assume un colorito bluastro,
diventa molto dolente e si gonfia con rapidit. Se la
quantit di veleno iniettata notevole, la vittima diventa pallida
e sudata, compaiono brividi, difficolt di respirazione,
accelerazione del battito cardiaco, crampi all'addome, vomito
e diarrea. Se i soccorsi non intervengono con celerit, la
vittima, dopo un iniziale stato di agitazione e di angoscia,
pu essere colta da sonnolenza, perdere i sensi ed entrare in
coma. Il soccorritore deve, se necessario, per prima cosa ripristinare
la respirazione (vedi regole 4 5) o effettuare la rianimazione
cardio-polmonare (vedi regole 8 9). Se la vittima
cosciente, deve essere tranquillizzata e tenuta immobile.
Se l'intervento tempestivo, si pu procedere alla suzione.
Il soccorritore deve per essere certo di non avere lesioni di
alcun tipo all'interno della propria bocca. Solo in tal caso pu
succhiare direttamente dalla ferita e sputare dopo ogni suzione.
L'operazione deve essere ripetuta per una trentina di
minuti. Al termine dell'operazione il soccorritore dovr
sciacquarsi accuratamente la bocca.
Se il morso localizzato in un arto, deve essere utilizzato
un laccio che sar posto, non troppo stretto, una decina di
centimetri sopra la lesione. L'arto deve essere immobilizzato.
Si pu dare da bere alla vittima caff o t molto forti. Non
somministrare mai bevande alcoliche.
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Se il soccorritore in possesso del siero antivipera ed certo
che i soccorsi medici non potranno intervenire in breve
tempo, deve provvedere a iniettarlo nella vittima. L'utilizzazione
del siero infatti l'azione pi efficace per neutralizzare
gli effetti del veleno. L'iniezione deve essere sottocutanea:
met dose attorno al morso, l'altra met a distanza (gluteo).
Per evitare reazioni allergiche al siero, la puntura deve essere
effettuata utilizzando una particolare tecnica. Iniettate una
piccola quantit di siero (0,1 cc) sotto la pelle. In mancanza di
sintomi di allergia quali arrossamento della zona, prurito,
vesciche e bolle, iniettate ogni 15 minuti 0,25 cc di siero fino a
esaurire la dose.
Attenzione. Una particolare cura deve essere usata nella
conservazione del siero antivipera. Se deciderete di portare
con voi il siero, durante una gita in montagna nei mesi caldi,
vi consigliamo di utilizzare una borsa termica per evitare il
deterioramento del siero stesso.
Il pericolo veleni
Stavo stirando nella stanza dei bambini. Roberto stava giocando
nel salotto col trenino elettrico che aveva ricevuto in
dono a Natale.
Da qualche minuto non sentivo pi alcun rumore. Andai
in salotto a controllare ma Roberto non c'era. Chiamai. Nessuna
risposta. Dalla cucina per sentii venire rumore di bottiglie.
Corsi preoccupata pensando che stesse rompendo
qualcosa. Quello che vidi mi paralizz: Roberto aveva in mano
la bottiglia della varechina. Il grembiulino ne era zuppo.
L'aveva ingerita!
La signora Luciana, per fortuna, abitava a due passi
dall'Ospedale Maggiore di Bologna e cos oggi Roberto un
bel ragazzo di 21 anni che pu sorridere di questa avventura.
Se i soccorsi per non possono essere cos immediati, in caso
di avvelenamento, ecco come ci si deve comportare.
25. Avvelenamento da solventi, saponi, caustici, acidi
Se la vittima ha ingerito solventi (acetone, benzina, smacchiatori,
trielina, petrolio) o saponi (detersivi, detergenti, saponi
per lavare i piatti sia liquidi che solidi, granulari o in
scaglie) o caustici (candeggina, ammoniaca, soda caustica,
alcuni liquidi per sturare i lavandini) o acidi (muriatico,
solforico, acqua ossigenata, alcuni tipi di acido per sturare i
lavandini) non si deve provocare il vomito. Infatti le sostanze
acide o caustiche, se vomitate, provocano ulteriori danni allo
stomaco.
Lo stesso vale per i solventi che, durante il vomito, potrebbero
passare nelle vie aeree e causare danni anche ai polmoni.
Se la vittima ha ingerito solventi o saponi non deve essere
dato nulla da bere.
Se ha ingerito caustici o acidi ed cosciente, pu essere
somministrata acqua, al fine di diluire le sostanze velenose,
oppure una miscela di latte e bianchi d'uovo (quattro albumi
in mezzo litro di latte). Se la vittima ha perso conoscenza non
date nulla da bere in nessun caso e controllate la sua respirazione.
Eventualmente fate riprendere l'attivit polmonare e il
battito cardiaco (vedi regole 4 5).
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Attenzione. Un sistema da utilizzare per evitare che la vittima
cosciente vomiti spontaneamente quello di farle succhiare
dei cubetti di ghiaccio.
26. Avvelenamento da farmaci e da altri prodotti di uso domestico
Tra le sostanze, di frequente utilizzo negli ambienti domestici,
responsabili di avvelenamenti, dobbiamo mettere in
primo piano i farmaci (quasi il 50 per cento dei casi). Colle,
profumi, olii minerali, cosmetici, colori, vernici e altro, completano
la gamma di quelle sostanze che mietono vittime
quotidianamente, soprattutto tra i bambini. Quando avete
la certezza che la sostanza ingerita non sia compresa in
quelle indicate nella precedente regola n. 25 e la vittima
cosciente, dovete provocare il vomito per liberare lo stomaco
dalla sostanza tossica.
Per indurre il vomito, toccate la parte posteriore del palato
della vittima con un cucchiaio o con le dita. Ponetela poi con
la faccia rivolta in gi, con la testa pi bassa rispetto al corpo,
per evitare rischi di soffocamento. Fatele bere acqua, t o succo
di frutta e inducete nuovamente il vomito sino a che la sostanza
espulsa sia esclusivamente quella che avete fatto bere.
Nel caso in cui la vittima abbia perso conoscenza, non inducete
il vomito n date alcun liquido da bere. Controllate se
respira e in caso contrario provvedete a far riprendere l'attivit
polmonare e, se necessario, anche quella cardiaca (vedi
regole 4 5).
27. Avvelenamento da funghi
Era stato un pomeriggio memorabile. Per un paio d'ore
Dante e io avevamo battuto il bosco in cerca di funghi senza
risultato. Poi, finalmente, avevamo trovato un angolino
nascosto dove decine di funghi facevano capolino da sotto il fogliame
ai piedi degli alberi. In dieci minuti avevamo riempito
i nostri cestini. Dante sprizzava felicit. Vedrai - diceva questa sera faremo festa. Questi funghi devono essere buonissimi
in padella!
Al campeggio invitammo gli amici. Io infarinavo e Dante
friggeva... Anche quanto accadde dopo fu memorabile...
Mi ero svegliato con un mal di pancia terribile. Dante era
gi in piedi, pallido e sudato, che si torceva per il dolore.
Quando abbiamo visto le luci accese nelle tende dei nostri
amici abbiamo capito. In un'ora eravamo tutti in ospedale...
e la lavanda gastrica non la auguro a nessuno!>
Questo un brano della lettera che ci ha inviato Giorgio
dalla provincia di Firenze. Ha aggiunto che da allora non
mangia pi funghi. Neanche quelli che sua moglie compera
in negozio.
E una intossicazione alimentare piuttosto frequente perch
molte persone raccolgono e mangiano funghi con leggerezza.
Vi sono numerose specie di funghi tossiche per l'uomo
ma quelle veramente pericolose sono solo tre: l'amanita falloide,
l'amanita muscaria e l'amanita panterina. I sintomi
dell'avvelenamento sono: dolore di pancia, vomito, brividi,
sudori freddi, vertigini, difficolt respiratorie e, nei casi pi
gravi, delirio e sincope.
I sintomi possono manifestarsi poco tempo dopo l'ingestione
(34 ore) o anche pi tardi (10-15 ore). In questo ultimo
caso la situazione clinica certamente pi grave e vi un
maggiore pericolo per la sopravvivenza. In ogni caso deve
essere indotto il vomito nella vittima. Successivamente pu
essere somministrato un contravveleno generico che si realizza
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facilmente sbattendo quattro bianchi d'uovo in un litro
di acqua o meglio ancora di latte.
28. Avvelenamento da cibi guasti
Alcune intossicazioni alimentari possono avere effetti molto
temibili e talvolta mortali. E il caso del botulismo che si contrae
mangiando carne guasta o cibi mal conservati. Il bacillo
di questa malattia, in realt piuttosto rara, si annida nelle
conserve alimentari deteriorate, nel prosciutto andato a male,
nel pat non fresco.
I sintomi del botulismo si avvertono, in genere, dopo 12 36
ore dall'ingestione del cibo avariato. Talvolta il periodo
molto pi lungo e pu raggiungere i 10 giorni. I sintomi sono:
vomito con coliche addominali, difficolt respiratorie, disturbi
visivi, debolezza, rallentamento del battito cardiaco.
La cura di tale avvelenamento specialistica. Importante la
prevenzione. Non utilizzate mai scatole di cibo conservato il
cui coperchio gonfio o che, al momento dell'apertura,
emettono gas. Non cibatevi di carni frollate.
29. Avvelenamento da cibi infetti (stafilococco)
Il consumo di alcuni cibi conservati a temperatura inadeguata
o infettati al momento della preparazione d luogo all'intossicazione
da stafilococco. Uova, dolci alla crema, gelati e
pollame, sono i principali responsabili di questo tipo di avvelenamento.
I sintomi si presentano rapidamente, circa 23 ore dopo
l'ingestione e generalmente sono: malessere generale, nausea,
vomito, dolore di testa, diarrea. Il soccorritore deve far
sdraiare la vittima, indurre il vomito e somministrare una
bevanda tiepida quale t o brodo. L'evoluzione generalmente
favorevole e i sintomi scompaiono nel giro di 24 ore.
30. Avvelenamento da cibi infetti (salmonella)
Nelle carni, uova, pesci contaminati e soprattutto nei frutti di
mare pescati in acque sporche e infette, pu annidarsi la salmonella,
responsabile di numerose intossicazioni alimentari.
Questo avvelenamento pu essere grave nei bambini, negli
anziani e nelle persone particolarmente debilitate. I sintomi
si manifestano dopo 68 ore e sono: vomito, crampi all'addome,
nausea, diarrea, dolore di testa e spossatezza. Tenete la
vittima sdraiata e al caldo. Dopo il vomito, fatele bere una
bevanda tiepida quale t o brodo.
Tra fumo e fiamme
... Non vero che durante un incendio le fiamme siano il
pericolo maggiore. Certo, il fuoco fa paura. Le statistiche
per ci dicono che il pericolo mortale soprattutto il fumo.
Mariano, vigile del fuoco di Genova, brillante protagonista
di un episodio di salvataggio, ci ha convinto che il fumo
il responsabile maggiore dei decessi durante un incendio.
Nel soccorrere una persona imprigionata dalle fiamme dovremo
quindi far bene attenzione a questa regola.
31. Intossicazione da fumo (incendio)
Per poter prestare un efficace soccorso, dovete attenervi a
precise norme di comportamento. Prima di entrare in un locale
invaso dal fumo, legatevi una corda intorno alla vita che
dovr essere sorvegliata da un altro soccorritore che rimarr
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all'esterno. Munitevi di una torcia elettrica che accenderete
prima di entrare. Copritevi la bocca e il naso con un panno
bagnato e procedete sempre carponi. Portate la vittima
all'esterno e, se non respira, provvedete alla ripresa dell'attivit
polmonare (metodo bocca-bocca, vedi regole 4 5) ed
eventualmente del battito cardiaco (rianimazione cardio-polmonare,
vedi regole 8 9).
32. Intossicazione da gas
In presenza di rilevanti fughe di gas (cucine, caldaie, ecc.) nel
prestare soccorso, dovete fare attenzione anche alla vostra
incolumit. Entrate nell'ambiente trattenendo il respiro e cercate,
aprendo porte e finestre, di creare un ricambio d'aria.
Camminate sempre carponi. Non accendete fiamme e non
provocate scintille (per esempio, toccando interruttori) che
causerebbero esplosioni. Quando sar necessario, uscirete
all'esterno per riprendere fiato. Trovata la vittima, portatela
fuori dall'ambiente saturo di gas. Se ha cessato di respirare,
provvedete a far riprendere l'attivit polmonare (metodo
bocca-bocca, vedi regole 4 5) ed eventualmente il battito cardiaco
(rianimazione cardio-polmonare, vedi regole 8 9).
33. Intossicazione da ossido di carbonio
Tali intossicazioni possono verificarsi a causa del cattivo funzionamento
di stufe, impianti di riscaldamento o per l'accumulo
di gas di scarico di automobili in un ambiente chiuso.
Entrate nel locale trattenendo il respiro e cercate, aprendo
porte e finestre, di creare un ricambio d'aria. Camminate
sempre carponi. Nel caso di accumulo di ossido di carbonio
non esiste pericolo di esplosioni e, in caso di necessit, sar
possibile accendere la luce. Se sar necessario, effettuate il
salvataggio a pi riprese, uscendo all'esterno ogni volta che
vorrete riprendere fiato. Individuata la vittima, portatela al
sicuro e, se necessario, provvedete a far riprendere l'attivit
polmonare (metodo bocca-bocca, vedi regole 4 5) ed eventualmente
il battito cardiaco (rianimazione cardio-polmonare,
vedi regole 8 9).
Attenzione. Il trattamento pi efficace in caso da intossicazione
di ossido di carbonio la somministrazione di ossigeno,
unico mezzo per eliminare il veleno dall'emoglobina del
sangue. Chiamando i soccorsi, specificate la necessit di avere
l'ossigeno
34. Intossicazione da anidride carbonica
Questo tipo di gas si forma nei pozzi di fermentazione, nei tini,
nei tombini. Intervenite senza rischiare la vostra incolumit.
Prima di entrare a prestare soccorso, legatevi una corda
intorno alla vita che dovr essere sorvegliata da un altro soccorritore
che rimarr all'esterno. Una volta trascinata fuori la
vittima, se necessario, provvedete a far riprendere l'attivit
polmonare (vedi regole 4 5) ed eventualmente il battito cardiaco
(vedi regole 8 9).
Ustioni
a) Di primo grado. Sono le scottature meno pericolose e pi
semplici da curare essendo la lesione molto superficiale. La
pelle si arrossa (senza formazione di vesciche) e pu manifestarsi
un eritema. L'esposizione ai raggi solari pu causare
ustioni di primo grado. Esistono in commercio molte pomate
specifiche (a base di calendola o altro). In mancanza di queste
ponete la zona ustionata sotto acqua corrente fredda o applicate
un fazzoletto o un asciugamano intrisi d'acqua fredda
sulla parte lesa.
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Potrete anche applicare alcuni rimedi casalinghi. Mettete
sulla parte arrossata alcune fettine di patata o un poco di
emulsione che preparerete sbattendo insieme due cucchiai di
olio di oliva e due cucchiai d'acqua. Un altro rimedio l'applicazione
sulla parte ustionata di bicarbonato impastato con
acqua bollita fredda.
b) Di secondo grado. Questo tipo di ustione provoca lesioni
anche agli strati di pelle sottostanti. La parte si arrossa, la
pelle si gonfia e si formano le vesciche. La causa pu essere
il contatto con liquidi bollenti o anche una prolungata esposizione
ai raggi del sole. Il primo intervento quello di abbassare
la temperatura della zona ustionata ponendola sotto
acqua corrente fredda o applicando un fazzoletto o un asciugamano
bagnato con acqua fredda. Non deve essere utilizzato
il ghiaccio che potrebbe peggiorare la situazione. Quando
il dolore si sar attenuato, dovrete asciugare la parte con
delicatezza e coprirla con stoffa pulita al fine di impedire infezioni.
Le vesciche non devono essere rotte. La gravit delle
ustioni di secondo grado dipende anche dalla zona dove esse
si sono verificate e soprattutto dall'estensione delle stesse.
Se le bruciature coprono pi del 10 per cento del corpo, pu
insorgere lo stato di shock che il soccorritore dovr trattare
preventivamente .
Attenzione. Qualcuno, specialmente nei tempi passati, suggeriva
di rompere le vesciche formate in seguito a tali scottature.
Indicava di bucare con ago e filo le vesciche e di lasciare il filo
attraverso la vescica fino a che il liquido non avesse cessato
di formarsi e di fuoriuscire. Questo metodo in realt pericoloso.
Una vescica forata infatti un ricettacolo di infezioni.
c) Ustioni di terzo grado. Queste ustioni distruggono tutto lo
spessore della pelle e possono ledere gli elementi sottostanti
quali i tessuti muscolari e le ossa. La parte ustionata pu apparire
bianca o carbonizzata. Il dolore limitato perch sono
bruciate anche le terminazioni nervose. La causa delle ustioni
di terzo grado solitamente il fuoco, il contatto con sostanze
incandescenti o liquidi bollenti, la corrente elettrica.
Se la vittima avvolta dal fuoco, spegnete le fiamme soffocandole
con una coperta o con un indumento pesante. Raffreddate
le aree ustionate con acqua fredda. Coprite le zone
bruciate con stoffa pulita al fine di impedire che la polvere
generi ulteriori infezioni. Non usate ghiaccio. Non tentate di
staccare lembi di indumenti rimasti attaccati alle zone ustionate.
Trattate preventivamente lo stato di shock. Se la vittima
ha respirato fumo, controllate la respirazione ed eventualmente
riattivatela (vedi regole 4 5). Tenete immobile l'ustionato.
Se pensate che l'arrivo dei soccorsi non sia immediato
(oltre un'ora) e se la vittima non ha perso conoscenza, potrete
somministrare mezzo bicchiere d'acqua a piccoli sorsi.
36. Scossa elettrica
Se la vittima investita dalla corrente ancora a contatto con
la fonte dell'elettricit non toccatela senza aver preso le
opportune precauzioni. Interrompete la corrente se l'interruttore
situato in un posto a voi noto o se facilmente rintracciabile.
Altrimenti non perdete tempo a cercarlo e staccate
l'infortunato dalla fonte di elettricit servendovi di un pezzo
di legno asciutto, di una corda o comunque di un oggetto
non metallico n bagnato n umido. Tenetevi isolati dal suolo
poggiando i piedi su di un'asse, un tappetino di gomma,
un mucchio di giornali.
Se si tratta di corrente ad alta tensione il rischio per il soccorritore
molto alto. Non dovrebbe essere tentato alcun tipo
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di salvataggio prima dell'interruzione della corrente.
Avuta la certezza che il corpo non pi attraversato dall'elettricit,
se la vittima non respira, ripristinate l'attivit polmonare
(vedi regole 4 5) o se il cuore ha cessato di battere provvedete
alla rianimazione cardio-polmonare (vedi regole 8 9).
Le zone ustionate devono essere raffreddate con acqua corrente
e coperte con stoffa pulita per impedire infezioni.
37. Folgorazione da fulmine
L'effetto di un fulmine che colpisce un essere umano pu essere
devastante. La scarica elettrica pu sconvolgere l'attivit
cerebrale e provocare l'arresto del cuore e della respirazione.
Il fulmine pu provocare ustioni gravi, fratture, ferite e lesioni
interne.
Se la vittima cosciente, dovrete preventivamente trattare
lo stato di shock. Se ha perso conoscenza, controllate se respira
ed eventualmente riattivate la funzione polmonare (vedi
regole 4 5) o, se il cuore ha cessato di battere, provvedete
alla rianimazione cardio-polmonare (vedi regole 8 9). Le zone
ustionate devono essere raffreddate con acqua corrente e
coperte con stoffa pulita per impedire infezioni.
Attenzione. Una persona investita dalla corrente o folgorata
dal fulmine pu mostrarsi inanimata e con la bocca fortemente
serrata. Per effettuare la respirazione artificiale necessario
aprire la bocca della vittima. Nel compiere questa
operazione non servitevi di oggetti metallici facendo attenzione
a non danneggiare i denti. Prima di iniziare la respirazione
bocca-bocca, verificate la posizione della lingua che
potrebbe essere rivolta all'interno della gola. Se cos fosse,
provvedete a riportarla nella posizione normale aiutandovi
con le dita.
La vista del sangue
...Quando ho visto quella scena non ho resistito e ho cambiato
canale...>
E una frase che sentiamo ripetere molte volte quando ci
occupiamo di soccorsi a persone che hanno riportato gravi
ferite e che perdono molto sangue. Il sangue forse la cosa
che pi impressiona la gente. Di fronte a esso molti soccorritori
restano bloccati. Qualcuno addirittura sviene. E molto
importante invece farsi coraggio e sapere come intervenire.
38. Emorragia esterna per taglio di una vena
Le ferite riportate a seguito di traumi possono essere di varia
gravit. Quando la lesione non superficiale pu rompersi
una vena. In tal caso, dalla ferita il sangue, di colore scuro,
esce copioso con flusso uniforme. Il soccorritore deve effettuare
una medicazione compressiva al fine di arrestare
l'emorragia. Mettete sulla ferita una compressa sterile o, in
assenza, un fazzoletto o un pezzo di stoffa puliti. Con il palmo
della mano comprimete la vena lesionata contro l'osso
sottostante. La compressione deve durare diversi minuti.
Quando l'emorragia si arresta o il flusso del sangue diminuisce
notevolmente, fasciate la medicazione facendo attenzione
a non stringere troppo per non bloccare la circolazione
del sangue. Se la ferita in un arto, questo deve essere sollevato
sopra il livello del cuore dell'infortunato. Provvedete
sempre alle cure anti-shock.
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39. Emorragia esterna per taglio di un'arteria
In caso di ferita grave e profonda, pu verificarsi la rottura di
un'arteria. Il sangue fuoriesce zampillando a intervalli ed
di colore rosso vivo. Per arrestare l'emorragia il soccorritore
deve ricorrere ai cosiddetti punti di pressione. Dovrete
comprimere l'arteria lesionata, tra la ferita e il cuore, utilizzando
il vostro pollice o la mano stretta a pugno tenendo il
braccio teso.
I principali punti di pressione sono: il collo, per comprimere
le arterie carotidi; la spalla, per comprimere l'arteria
succlavia nella fossa sopra la clavicola; l'interno del braccio,
tra l'ascella e il gomito, per comprimere l'arteria omerale; la
coscia, nella parte anteriore a livello della piega inguinale,
per comprimere l'arteria femorale. La compressione arteriosa
deve continuare sino all'arresto dell'emorragia. Se successivamente
dovesse riprendere il flusso del sangue, ripetete la
tecnica compressiva. Se i punti di pressione sono ben individuati
e se la tecnica applicata buona, il sangue cessa di
sgorgare.
Se per, per qualche motivo, l'intervento dovesse risultare
inefficace o se il soccorritore fosse costretto a occuparsi da
solo di diversi feriti che versano in uguale pericolo di vita,
pu essere utilizzato il laccio emostatico. La messa in opera
del laccio emostatico in un arto un procedimento rischioso
perch esiste la possibilit di provocare alla vittima lesioni
molto gravi. Tale tecnica deve essere utilizzata solo in caso di
assoluta necessit. Utilizzate una cravatta, una sciarpa o anche
delle calze da donna. Ponete il laccio emostatico a monte
della ferita. Fate passare due volte il laccio improvvisato intorno
all'arto ferito lasciando i due capi abbastanza lunghi
per essere annodati. Fate un primo nodo. Mettete un bastone,
una matita o un altro oggetto allungato e rigido sopra il
nodo e fatene altri due. Girate il bastone per stringere il laccio
sino ad arrestare l'emorragia. Immobilizzate il bastone
con altri nodi. Una volta applicato, il laccio emostatico non
va rimosso se non da personale specializzato. Appuntate un
biglietto ben in vista sui vestiti della vittima annotando l'ora
e il minuto dell'applicazione del laccio. Intervenite sempre
sullo stato di shock.
40. Emorragia interna
L'emorragia interna non quasi mai evidente ma pu essere
supposta dal soccorritore quando la vittima abbia subto un
grave trauma a seguito di un incidente oppure sia precipitato
dall'alto. Il sangue si riversa, per la rottura dei vasi, all'interno
del corpo e l'infortunato apparir estremamente pallido,
con labbra fredde e violacee, stato di agitazione, sete
violenta, abbassamento della vista, ronzio alle orecchie, confusione
mentale e polso rapido e debole. In attesa dei soccorsi
non sono molte le operazioni che il soccorritore pu mettere
in pratica. Trattate lo stato di shock e ricordatevi di non
dare nulla da bere alla vittima.
41. Amputazione
Mio Dio, e adesso cosa faccio?
Questo ha pensato Giovanni - che ci ha scritto da Napoli ed facile immaginare che lo stesso sgomento avrebbe colto
chiunque si fosse trovato al suo posto.
Mio cugino Lele stava trafficando con il legno della falegnameria
di suo padre. Lo faceva spesso ma, evidentemente,
anche l'esperienza non conta in certe situazioni sfortunate...
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La lama della sega di precisione si era spezzata e aveva tagliato
di netto le falangi di due dita della mano sinistra di
mio cugino. Io ero in casa e quando ho sentito le sue urla mi
sono precipitato nella falegnameria. Lele si teneva la mano e
il sangue sgorgava copioso. Io non sapevo bene come intervenire.
Poi mi sono fatto coraggio, ho preso uno straccio e ho
cercato di arrestare l'emorragia. Nel frattempo Lele era svenuto
per il dolore e la paura...>
L'amputazione di un dito, di una mano, di un piede o di
un intero arto, pone la vittima in una situazione di assoluta
emergenza. Preoccupatevi innanzitutto di arrestare l'emorragia
individuando i punti di pressione o di applicare, in caso
di insuccesso, il laccio emostatico (vedi regola 39). Dovete
inoltre trattare lo stato di shock e, se necessario, riattivare la
funzione respiratoria o cardiaca (vedi regole 4 5).
L'arto amputato deve essere messo in un contenitore pulito
e tenuto al freddo circondando il contenitore con ghiaccio.
Il freddo, infatti, rallenta la distruzione delle cellule. Ricordate
che un arto amputato, nella maggior parte dei casi, pu essere
riattaccato chirurgicamente al corpo della vittima.
42. Congelamento
L'esposizione prolungata a una temperatura sotto lo zero
provoca una diminuzione o il blocco della circolazione sanguigna.
Il danno maggiore provocato dal congelamento la
cancrena. Le parti del corpo maggiormente soggette a congelamento
sono: le mani, i piedi, il naso, le orecchie. Nella fase
iniziale la vittima avverte dolore alle zone colpite con sensazione
di formicolio e intorpidimento. Successivamente le
parti diventano gelide e insensibili, il dolore non si avverte
pi e compaiono un gonfiore diffuso e vesciche come in caso
di ustione.
Nella fase pi grave si formano chiazze di colore scuro. Il
soccorritore dovr avvolgere l'infortunato in una coperta e
portarlo al riparo in un ambiente moderatamente caldo. Dovr
farlo coricare e togliergli gli indumenti che coprono le
parti congelate con precauzione. In ogni caso le zone interessate
dovranno essere immerse in acqua calda ma non bollente.
In mancanza di acqua calda, le zone colpite devono essere
avvolte delicatamente con indumenti di lana.
Attenzione. Istintivamente il soccorritore portato a riscaldare
eccessivamente e bruscamente le zone colpite. Non fatelo
mai. Il calore improvviso dilata i piccoli vasi sanguigni sino
a farli scoppiare, con conseguenze dannose irreversibili.
Un rimedio indicato dalle vecchie guide alpine quello di
massaggiare bene con la neve le parti congelate e, soltanto
dopo la ripresa della circolazione del sangue, provvedere al
graduale riscaldamento dell'infortunato.
43. Colpo di sole
Comunemente si definisce colpo di sole il senso di stordimento
dovuto a una lunga esposizione ai raggi solari. In
realt, con questa specifica definizione, intendiamo indicare
l'esposizione sconsiderata al sole che, oltre alle ustioni, pu
causare l'emorragia cerebrale e condizioni di assoluta emergenza.
Solitamente la vittima, in stato confusionale, ha la pelle
calda, arrossata e asciutta. La temperatura corporea raggiunge
e supera i 40 gradi centigradi. Il battito cardiaco
forte e accelerato. Fate sdraiare la vittima in un luogo fresco e
all'ombra e mettete sulla sua testa impacchi freddi al fine di
far abbassare la temperatura. Dategli da bere acqua fresca
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ma non gelata. Non somministrate mai bevande alcoliche o
stimolanti perch potreste peggiorare la situazione.
44. Svenimento
La perdita dei sensi, che pu durare alcuni minuti, dovuta
sempre a un ridotto apporto di sangue al cervello. Le cause
possono essere diverse: una forte emozione, un blocco della
digestione, ecc. Talvolta possibile intuire il sopraggiungere
dello svenimento dalla presenza di sintomi quali senso di
freddo, sudorazione accentuata, nausea, stordimento.
In tal caso il soccorritore pu prevenirlo mettendo la vittima
in posizione tale da far affluire maggiormente il sangue
al cervello. Fate sedere quindi il soggetto con il busto piegato
in avanti sino ad avere la testa fra le ginocchia. Altrimenti
potete farlo sdraiare e sollevargli le gambe di trenta centimetri.
Se l'intervento su una persona che ha gi perso i sensi
ed caduta a terra, dovete sollevarle le gambe di trenta centimetri,
slacciare gli abiti (cravatta, colletto, cintura) e bagnare
il suo volto con acqua fredda. Controllate che la vittima respiri
bene e che non abbia riportato ferite durante la caduta.
Tenetela sotto controllo fino alla ripresa dei sensi.
45. Infarto cardiaco
Chi vittima di un infarto presenta una serie di sintomi che
il soccorritore deve saper individuare tempestivamente. Il
dolore solitamente localizzato al centro del petto e pu essere
pi o meno acuto. La vittima avverte un senso di oppressione
e suda abbondantemente. Il respiro affannoso, la
pelle pallida e le labbra assumono un colorito violaceo. Il
dolore pu estendersi fino al braccio, alla spalla, al collo, alla
schiena e allo stomaco.
La vittima debole e pervasa da un senso di angoscia. Per
prima cosa controllare se l'infartuato ha difficolt respiratorie
o se ha cessato di respirare. In tal caso riattivate il respiro
(vedi regola 4) o il battito cardiaco (vedi regola 8). Se non ha
perso conoscenza, la vittima deve essere sistemata in posizione
comoda, seduta o semisdraiata. Riscaldata con un cappotto
o una coperta e tranquillizzata. Nell'avvertire i soccorsi
dovrete specificare la richiesta di ossigeno, indispensabile
nei casi di infarto.
46. Convulsioni
Le crisi convulsive sono causate da un disturbo dell'attivit
elettrica del cervello che genera nella vittima una serie di
movimenti incontrollati.
Durante le convulsioni, che durano mediamente uno o due
minuti, pu verificarsi la perdita di coscienza e la sospensione
dell'attivit respiratoria. Le cause delle crisi possono essere
molte e gravi: avvelenamento, folgorazione, febbre alta (particolarmente
nei bambini piccoli), crisi di astinenza da droghe,
lesioni alla testa, tumori al cervello.
La vittima si presenta con i muscoli irrigiditi che si contraggono
a scatti, con gli occhi ruotati verso l'alto e che mostrano
solo la parte bianca; pu perdere bava dalla bocca e
non riuscire a trattenere feci e urine.
Quando soccorrerete una vittima, allontanate tutto ci che
potrebbe ferirlo durante la crisi, non cercate di tenerla ferma
perch potreste procurarle strappi muscolari e fratture.
Slacciate i vestiti troppo stretti (cravatta, colletto, cintura) e
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non versate alcun liquido sul suo volto o nella gola. Terminata
la crisi, assicuratevi che la respirazione sia regolare. In caso
contrario provvedete a riattivarla (vedi regola 4). Controllate
che la lingua non sia rivolta all'indietro ed eventualmente riportatela
nella posizione normale aiutandovi con le dita. Se
dovesse sopraggiungere il vomito, piegate la testa del soggetto
da un lato per evitare che possa soffocare.
Anche se la crisi passata, tenete la vittima sdraiata sino al
termine dello stato confusionale che pu essere presente.
Attenzione. Non introducete nulla nella bocca della vittima.
Non vero, infatti, che rischia di mordersi la lingua chi
colto da una crisi convulsiva.
47. Convulsioni nei bambini e nei neonati
Le cause delle convulsioni nei bambini piccoli sono determinate,
nella maggior parte dei casi, da un rapido aumento della
temperatura corporea e sono dette convulsioni febbrili. Ne
sono maggiormente soggetti i bambini di et compresa tra
uno e quattro anni.
Le convulsioni durano, in media, due o tre minuti. I sintomi
sono: muscoli irrigiditi che si contraggono a scatti, occhi
ruotati in alto, bava alla bocca, perdita incontrollata di feci e
di urine. Il soccorritore dovr abbassare la temperatura corporea
del bambino praticandogli delle spugnature di acqua
tiepida o immergendolo nell'acqua tiepida. Nel secondo caso
dovr essere fatta molta attenzione affinch, a causa dei
movimenti incontrollati, il piccolo non ingerisca acqua durante
la crisi. Il bagno tiepido deve essere attuato con un
preciso procedimento: il bambino deve essere immerso in
acqua riscaldata a 40 gradi centigradi per evitargli un brusco
sbalzo di temperatura. Successivamente si aggiunger acqua
fredda sino a far scendere la temperatura a 37 gradi e poi
ancora a 35.
Al termine delle convulsioni controllate che la lingua sia in
posizione normale e che il bambino respiri regolarmente. In
caso contrario, aiutandovi con le dita, rimettete la lingua in
posizione normale e ricorrete alla respirazione artificiale (vedi
regole 5 7). Se il bambino avesse conati di vomito, piegate
la sua testa da un lato per impedire il soffocamento.
Attenzione. Anche se sappiamo che l'insorgere della crisi
convulsiva non dipende tanto dall'innalzamento eccessivo
della febbre quanto dall'aumento repentino della stessa,
possibile prevenire l'insorgere delle convulsioni con un assiduo
controllo dell'andamento della temperatura corporea.
Quando la febbre si alza troppo utile fare delle spugnature
di acqua fresca per raffreddare il bambino. Se poi la febbre
supera i 39,5 gradi, necessario tenergli sul capo una borsa
del ghiaccio.
48. Epilessia
E una malattia, causata da un disturbo dell'attivit elettrica
del cervello, che si manifesta con sintomi che possono essere
del tutto simili a quelli delle convulsioni di un adulto. Il malato,
prima di cadere a terra, lancia solitamente un grido. I
muscoli si contraggono e iniziano i movimenti scoordinati
degli arti. Gli occhi si rovesciano all'indietro mostrando solo
la parte bianca. Compare schiuma alla bocca a volte sanguinolenta.
Chi in preda alla crisi non pu trattenere feci e urine.
La respirazione pu arrestarsi temporaneamente.
Dopo una fase acuta che dura mediamente un paio di minuti,
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il malato cade in stato confusionale e sonnolento che
pu durare anche un'ora. Quando interverrete a prestare
soccorso, allontanate tutti gli oggetti che potrebbero ferire il
malato durante la crisi. Non cercate di interferire con i movimenti
causati dalle convulsioni perch potreste procurare al
malato strappi muscolari o fratture. Slacciate gli indumenti
stretti (cravatta, colletto, cintura).
Al termine della crisi controllate se il malato respira e, in
caso contrario, provvedete a riattivare l'attivit polmonare
(vedi regole 4 5). Controllate che la lingua non sia rivolta
all'indietro e se cos fosse riportatela in posizione normale
aiutandovi con le dita. Se la vittima vomita, girate la sua testa
da un lato per impedire che soffochi. Rimanete accanto al
malato sino alla completa ripresa e tenete presente che non
ricorder nulla di quanto accaduto.
Attenzione. Nel passato la credulit popolare vedeva questi
ammalati come posseduti dal demonio e li emarginava. In
realt l'epilessia una malattia che si cura molto bene e chi
ne colpito pu condurre una vita normale attenendosi alle
disposizioni del proprio medico.
Improvvisamente tra noi
<...Maria, Maria, resisti, siamo quasi arrivati... Sapevo bene
che mancavano ancora una decina di chilometri all'ospedale,
ma ho preferito dire una piccola bugia a mia moglie per cercare
di farle coraggio. Dopo un paio di chilometri, per, ho dovuto
fermare l'automobile perch Pietro stava nascendo. Mi
sono messo accanto a Maria e ho cominciato ad aiutarla...
Sono tante le storie
parti imprevisti sono
Qualche volta dipende
che i piccoli abbiano

di questo tipo. Abbiamo scoperto che i


molti di pi di quanto si possa pensare.
dai calcoli sbagliati, altre volte sembra
una gran fretta di vedere il mondo.

Se vi dovesse capitare di aiutare una mamma, mantenete


la calma e comportatevi come descriviamo nella regola successiva.
49. Parto in emergenza
L'inizio del travaglio contraddistinto da contrazioni dolorose
(doglie) dell'utero materno che hanno un andamento
progressivo. Nella prima fase le doglie sono leggere, hanno
una durata di circa 30 secondi e avvengono ogni 15 minuti
circa. Nella fase critica la frequenza aumenta, le doglie si ripetono
a distanza di pochissimi secondi e il dolore pi forte.
E questo il momento in cui la donna avverte lo stimolo a
spingere per favorire l'espulsione del neonato.
Solitamente si rompono le acque e vi la fuoriuscita di
circa mezzo litro di liquido. Di norma il bambino inizia ad
affacciarsi alla vagina. Prima di intervenire, se il tempo ve lo
consente, dovete fare alcuni preparativi: lavatevi le mani con
acqua e sapone facendo attenzione a pulire bene le unghie;
sterilizzate un paio di forbici o un coltello facendoli bollire in
acqua per circa 10 minuti o passando le lame sulla fiamma
per qualche decina di secondi; tenete accanto a voi una coperta
morbida per avvolgere il neonato, un pezzo di spago,
sterilizzato con la bollitura, per legare il cordone ombelicale,
asciugamani, salviette o fazzoletti puliti.
La donna deve essere posta sul letto, su un tavolo sufficientemente
lungo e largo o a terra su un telo o una coperta.
Fatela sdraiare sulla schiena, con le ginocchia piegate, i piedi
ben poggiati e le cosce divaricate. La futura mamma deve essere
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confortata
Di solito
Non dovete
il piccolo
comprimere
intorno al
allentarlo
il capo si
rompete la
la faccia.

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e incitata a respirare brevemente e con frequenza.
fuoriesce per prima la testa e poi il corpo del neonato.
interferire con il parto e limitarvi a sorreggere
a mano a mano che esce. Non dovete tirare n
il cordone ombelicale. Solo nel caso che sia arrotolato
collo e rischi di strangolare il neonato dovete
con cautela e farlo scivolare intorno alla tsta. Se
presenta ancora all'interno di una sacca piena di liquido,
membrana con le dita o con le forbici e liberate

Tenete sempre presente che il corpo del neonato molto


scivoloso e deve essere sorretto con attenzione. Quando sar
completamente uscito, dovete aiutarlo a respirare. Dopo
aver pulito il suo viso e la bocca con un fazzoletto, mettetelo
a testa in gi e detergete delicatamente con una pezzuola il
naso e l'interno della bocca dalle secrezioni presenti. Se non
ha cominciato a piangere e respirare, iniziate la respirazione
bocca-bocca ed eventualmente il massaggio cardiaco (vedi
regole 7-10). Quando il bambino avr preso a respirare avvolgetelo
in una morbida coperta e appoggiatelo sullo stomaco
della madre con la testa rivolta verso i piedi.
Quindici minuti circa dopo il parto, la madre, tramite le
contrazioni dell'utero, espelle la placenta che si presenta come
una massa di colore rosso collegata al cordone ombelicale.
Se i soccorsi sono in procinto di arrivare, limitatevi ad avvolgere
la placenta in un asciugamano e non fate niente altro.
Se avete la certezza che i soccorsi non potranno arrivare rapidamente,
dovete provvedere a tagliare il cordone ombelicale.
Fate due nodi con lo spago, a pochi centimetri l'uno dall'altro,
sul cordone ombelicale, a circa 10 centimetri dal corpo
del neonato. Tagliate con le forbici o con il coltello tra i due
nodi.
A operazioni concluse, mettete una pezzuola piegata sulla
vagina della madre per assorbire il sangue e, se la donna lo
desiderasse, datele da bere acqua, t o caff.
Quando un osso si rompe
...Ma come possiamo essere sicuri che si tratti di una frattura?
Il dottor Giuseppe, ortopedico veneziano ospite nei nostri
studi, ci ha risposto che riconoscere una frattura abbastanza
semplice. ... Oltre al dolore pu esserci una tumefazione,
una deformazione e pu comparire un colorito bluastro localizzato.
In ogni caso difficile o addirittura impossibile il
movimento. Se poi la frattura esposta, non c' possibilit di
sbagliare.
50. Le fratture
Le fratture possono essere interne o esposte. Nel secondo caso
sono complicate da una ferita che lascia fuoriuscire un osso
o parti dello stesso.
Una regola fondamentale del soccorso prevede che una
persona vittima di un trauma, se ha riportato una o pi fratture,
non debba essere spostata dal luogo dell'incidente se
prima il soccorritore non abbia provveduto a immobilizzare
le parti fratturate. Questa regola pu essere disattesa solo nel
caso in cui la vittima, rimanendo sul posto, corra un immediato
pericolo di vita (incendio, fughe di gas, rischio di
esplosioni o di annegamento).
Dovete sempre regolare il vostro intervento secondo le
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gravit delle condizioni dell'infortunato. Se ha cessato di respirare
o il suo cuore non batte pi, ripristinate l'attivit
polmonare o il battito cardiaco (vedi regole 4 5). Trattate
sempre lo stato di shock. Se la frattura esposta, dovete tamponare
la ferita e arrestare l'emorragia. Provvedete quindi a
immobilizzare la frattura usando la stessa tecnica sia nelle
fratture esposte che in quelle interne.
Per immobilizzare le fratture dovrete usare stecche di fortuna
quali manici di scopa, bastoni, assicelle, giornali arrotolati.
Tra le stecche e l'arto dovrete inserire un'imbottitura
fatta con pezzi di stoffa. Le stecche dovranno essere legate
con corde, strisce di tessuto, cinghie. Le legature devono essere
annodate sopra e sotto la frattura. Le stecche non dovranno
essere legate cos strette da impedire la circolazione
del sangue.
a) Frattura di una gamba. Utilizzate due stecche di lunghezza
uguale che partiranno dal tallone e arriveranno a met
della coscia.
b) Frattura di una coscia. Utilizzate due stecche. Una dovr
partire dal tallone e arrivare all'inguine. L'altra dal tallone
all'ascella. In mancanza di stecche, mettete una coperta piegata
tra le gambe della vittima e immobilizzate l'arto fratturato
contro quello sano.
c) Frattura dell'avambraccio. Utilizzate due stecche che partiranno
dal gomito. Una andr al dorso, l'altra al palmo della
mano. Appendete l'avambraccio al collo dell'infortunato con
un ampio bendaggio a fionda.
d) Frattura del braccio. Il torace funger da stecca. Mettete
un'imbottitura sotto l'ascella. Piegate il braccio ad angolo
retto e bloccatelo contro il torace usando un telo o un'ampia
striscia di stoffa annodata sotto l'altro braccio. Se l'arto non
pu essere piegato a causa di lesioni al gomito, stendetelo
lungo il corpo e, dopo aver messo un'imbottitura sotto
l'ascella, immobilizzatelo contro il torace.
e) Frattura della clavicola. E molto frequente nelle cadute
dalla bicicletta o da cavallo ed sempre contraddistinta da
un forte dolore alla spalla che il pi delle volte appare deformata.
Dovete sostenere il braccio, relativo alla spalla dolente,
con una fascia obliqua, dopo averlo piegato ad angolo retto.
f) Fratture del collo o della colonna vertebrale. Se la vittima di
un trauma lamenta dolori alla schiena o al collo ed evidente
una perdita di sensibilit o paralisi degli arti, dovete
sospettare una lesione alla colonna vertebrale. In tal caso la
vittima non deve essere spostata senza l'aiuto di personale
medico specializzato. Se per, a causa di pericoli immediati,
indispensabile il trasferimento, dovrete comportarvi come
segue. Sollevate l'infortunato in una sola volta, nella posizione
in cui si trova e fategli scivolare sotto il corpo un piano
rigido (asse, porta, tavola). Immobilizzatelo sul piano rigido
legandolo dalla testa ai piedi dopo aver imbottito gli
incavi che si sono formati con pezzi di stoffa. Se la vittima
dovesse vomitare, non piegategli la testa ma inclinate il piano
rigido.
g) Frattura delle costole. Se la vittima di un trauma lamenta
dolore vivo al torace che aumenta con la respirazione o con i
colpi di tosse, dovete sospettare una frattura delle costole.
Mettete l'infortunato nella posizione meno dolorosa per lui
(sdraiato o semiseduto) senza effettuare alcun bendaggio.
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51. Distorsioni
La distorsione un trauma che si verifica quando un'articolazione
viene sottoposta a sforzi tali da compiere movimenti
innaturali. Quando la sollecitazione innaturale lieve, si verifica
un semplice stiramento. Quando grave, insorge la lacerazione
dei legamenti. I sintomi sono localizzati: dolore,
gonfiore, colorito bluastro. In casi come questi dovete comportarvi
come se si trattasse di una frattura, procedendo a
immobilizzare con stecche l'arto distorto. Il gonfiore pu essere
diminuito e alleviato applicando sulla zona lesa la borsa
del ghiaccio.
52. Lussazioni
Questo tipo di trauma comporta la fuoriuscita di un osso
dalla propria articolazione naturale. Il dolore acuto e l'articolazione
si presenta deformata e tumefatta. Non dovete in
alcun modo tentare di rimettere a posto l'osso fuoriuscito. Se
tentaste di farlo, potreste aggravare la situazione lesionando
nervi o vasi sanguigni. L'articolazione lussata deve essere
immobilizzata con steccatura o bendaggi nella posizione in
cui si trova.
Quando lo sport fa male
Reinhold Messner, Gerhard Berger, Claudio Chiappucci, Cesare
Maestri... Tanti campioni, tanti uomini di sport sono venuti
a Ultimo Minuto a raccontare le loro imprese. Quello
che ci ha particolarmente colpito che queste persone per la
loro professione, per la loro passione, rischiano anche la vita
e ne sono consapevoli. Proprio questa consapevolezza li
spinge a mantenere sempre una forma fisica perfetta, attraverso
gli allenamenti, e a osservare tutte le regole di prudenza
necessarie
C' per un esercito di sportivi non professionisti, occasionali,
che, pur non rischiando la vita, possono incorrere in piccoli
incidenti. Nei casi che elenchiamo, che sono i pi frequenti,
seguite i consigli che vi suggeriamo qui di seguito.
53. Frattura da sforzo
Caratteristica di sport come la corsa, la marcia, la ginnastica,
il basket, il tennis, la frattura da sforzo. Il piede, con le sue
ossa lunghe poste nella parte frontale (metatarso), e la tibia
sono sede di questa lesione. Il movimento ripetitivo della
corsa o lo sforzo improvviso di uno slancio, sono la causa di
questa frattura. Il dolore intenso ed accompagnato da una
sensazione di bruciore localizzato.
Il primo soccorso consiste nell'applicare sulla lesione la
borsa del ghiaccio per impedire l'espandersi del gonfiore.
L'arto deve essere tenuto a riposo.
54. Ginocchio del corridore
E una lesione che si manifesta nella cartilagine della faccia
interna della rotula. A causa di microtraumi ripetuti, la cartilagine
tende a gonfiarsi, successivamente a divenire ruvida,
quindi a consumarsi fino a scomparire nei casi pi gravi.
Nonostante il nome, la lesione pu presentarsi anche in
soggetti che praticano altri sport quali il calcio, il ciclismo,
l'atletica pesante, il tennis. I sintomi sono: dolore all'interno
del ginocchio che si irradia anche nel cavo posteriore, tumefazione,
debolezza muscolare che pu arrivare sino al cedimento
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del ginocchio e provocare cadute.
Dovrete applicare sulla parte interessata la borsa del
ghiaccio per impedire l'espandersi del gonfiore e ridurre la
tumefazione. Il ginocchio deve essere tenuto a riposo assoluto.
Successivamente potr essere applicata una benda elasticizzata.
55. Gomito del tennista
Con questa definizione si soliti indicare la lesione o l'infiammazione
del tendine dei muscoli dell'avambraccio che si
collega alla protuberanza ossea esterna del gomito (epicondilo).
Lo stesso tipo di movimento del braccio, ripetuto costantemente
nel gioco del tennis, pu causare questa lesione.
Altri sportivi soggetti a questi traumi sono gli arcieri, i giocatori
di bocce e di bowling, gli sciatori.
Il gomito del tennista pu manifestarsi anche in chi svolge
lavori manuali, in chi dipinge e in chi scrive molto. Il dolore
localizzato nella parte esterna del gomito e si presenta nei
piccoli atti quotidiani come afferrare un oggetto o stringere
la mano a qualcuno.
Per ridurre l'infiammazione dovete applicare sul gomito
dolente la borsa del ghiaccio e tenere il braccio a riposo. Solo
dopo due o quattro giorni di applicazioni fredde, quando il
gonfiore sar sparito, potrete passare a mettere sul gomito la
borsa dell'acqua calda. Il calore, infatti, aumenta localmente
il flusso del sangue e abbrevia il tempo di guarigione.
56. Gomito del giocatore di golf
Anche in questo caso, la ripetizione costante dello stesso tipo
di movimento a generare il trauma. La lesione o l'infiammazione
colpisce il tendine dei muscoli dell'avambraccio che
collegato alla protuberanza ossea mediale del gomito (epitroclea).
Non sono unicamente i giocatori di golf a patire
questa sofferenza, ma anche i vogatori, gli arcieri, i tennisti e
chi pratica lo sci d'acqua e l'atletica pesante.
Questo trauma pu colpire anche chi esegue alcuni lavori
domestici come lavare i panni a mano o pulire i pavimenti Il
dolore localizzato in quella parte del gomito che, a braccia
distese lungo il corpo, a contatto con l'anca. Sollevando pesi
la sensazione dolorosa aumenta. Applicate sempre la borsa
del ghiaccio e tenete il braccio a riposo. Solo dopo la scomparsa
del gonfiore potete avvicendare la borsa del ghiaccio
con quella dell'acqua calda.
57. Spalla del nuotatore
E lo strappo del muscolo della spalla posto tra il collo e l'inizio
del braccio. La causa del trauma l'uso ripetuto e costante
di tale muscolo ma pu essere anche data da uno sforzo
particolarmente violento. Ne sono soggetti, oltre ai nuotatori,
i tennisti, gli scalatori, i vogatori, i velisti, i giocatori di basket
e i sollevatori di pesi. Anche i lavoratori rischiano tale
lesione, in particolare quelli del settore edile, gli imbianchini
e tutti coloro che sono obbligati a rimanere per lungo tempo
con le braccia al livello delle spalle o oltre.
Il dolore localizzato nella parte alta della spalla e, in genere,
cos acuto da impedire il movimento del braccio. Applicate,
anche in questo caso, la borsa del ghiaccio e tenete
l'arto a riposo. Il freddo ridurr l'infiammazione e il gonfiore.
Quando quest'ultimo sar scomparso potrete applicare la
borsa dell'acqua calda fino a completa guarigione.
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58. Dito del giocatore di baseball
Questo trauma, detto anche del <dito a martello, indica la
lesione del tendine dell'articolazione interfalangea della
punta del dito di una mano. La causa sempre dovuta a una
violenta sollecitazione dell'articolazione come avviene nel
baseball quando un giocatore prende al volo la palla. Nei casi
pi gravi diventa impossibile raddrizzare completamente
la punta del dito. La falange si presenta tumefatta, gonfia e il
dolore costante. Immobilizzate il dito con una steccatura e
applicate subito la borsa del ghiaccio.
59. Pollice dello sciatore
In tale modo si indica la rottura di uno dei legamenti dell'articolazione
che unisce la prima falange del pollice all'osso
metacarpale. E un trauma che insorge frequentemente nelle
cadute degli sciatori, quando la racchetta allontana con violenza
il pollice dalle altre dita della mano. Il dolore forte e
localizzato alla base del pollice che si presenta tumefatta. Dovete
sempre immobilizzare il pollice con una steccatura e applicare
la borsa del ghiaccio.
Anche le parole salvano
...Don't move... don't move. Ok... that's all right. Stay here!
[...Non ti muovere... Non ti muovere. Ok... va tutto bene
stai fermo...] gli dicevano.
Cinque vigili del fuoco americani si rivolgevano con tono
calmo e deciso a un ragazzo di colore aggrappato al cornicione
del tredicesimo piano di un palazzo a Manhattan. Volevano
dissuaderlo dal suo intento suicida e lo stavano lentamente
accerchiando. Improvvisamente uno dei vigili lo ha
chiamato a gran voce e lui si subito voltato alla sua destra
Gli altri vigili, da sinistra, gli sono immediatamente balzati
addosso e lo hanno immobilizzato. Un salvataggio perfettamente
riuscito grazie alla grande esperienza di quei vigili del
fuoco. Ma ciascuno di noi potrebbe trovarsi in una situazione
del genere, senza avere la capacit di quegli uomini.
Non tentate mai azioni avventate. Limitatevi a portare soltanto
un soccorso psicologico.
60. Soccorso psicologico nel tentativo di suicidio
L'assistenza psicologica a un aspirante suicida molto importante
e, a volte, l'unico mezzo per dissuadere la persona
dal togliersi la vita. Di solito chi tenta di compiere un gesto
estremo, ha un disperato bisogno di aiuto e un soccorritore
che sappia come comportarsi pu evitare che il suicidio si
compia. Come sempre, per prima cosa, dovete avvisare i soccorsi,
poi, in attesa che arrivino, dovete poter controllare gli
avvenimenti senza lasciarvi cogliere dal panico. Dovete parlare
con la vittima con calma e dolcezza, evitando i rimproveri
e mostrando interesse alle sue risposte. Non dovete tentare
di avvicinarvi e dovete evitare tutti i movimenti bruschi.
Non lasciate mai sola la vittima. Cercate di confortarla tenendo
sempre a mente che necessario guadagnare tempo in attesa
dei soccorsi.
61. Soccorso psicologico verso noi stessi
Pu accadere di trovarci in situazioni gravi, che noi stessi
giudichiamo superiori alle nostre forze. Soli, isolati, infortunati,
molto facile farsi prendere dal panico e dall'angoscia.
E questo il momento in cui dobbiamo fare ricorso a tutte le
nostre capacit intellettuali. Solo in tale modo potremo cavarcela.
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Quando la disperazione cerca di attanagliarci, dobbiamo
quasi autosuggestionarci, ripetendoci che il nostro
istinto di conservazione talmente radicato che ci far trovare
una via d'uscita. Dobbiamo attingere alle nostre riserve
sconosciute e cacciare la paura. Per soffocare il panico cerchiamo
di agire, prefiggendoci dei compiti. Cerchiamo un riparo,
facciamo dei segnali, accendiamo un fuoco, orientiamoci,
riflettiamo. Questo il modo migliore per soffocare
l'angoscia.
62. Violenza su donne e bambini
Se sospettate che si stia facendo violenza a qualcuno e non vi
possibile intervenire direttamente, dovete avvisare i servizi
di pronto intervento quali il 113, il Telefono Azzurro nel caso
di violenza contro i bambini o il Telefono Rosa per la violenza
contro le donne. Se siete in grado di intervenire, operate
secondo la gravit del caso. Se la vittima priva di conoscenza,
controllate la respirazione e il battito cardiaco ed eventualmente
riattivateli (vedi regole 4 5). Trattate sempre lo
stato di shock e curate le eventuali lesioni. Se la vittima cosciente,
confortatela e rassicuratela.
Anche nel caso di violenza sessuale importante il soccorso
psicologico. Confortate sempre la vittima e non lasciatela
mai sola. In attesa di intervento medico, impedite che si lavi
e che si cambi d'abito. E importante, infatti, non cancellare le
eventuali tracce lasciate sulla vittima dal violentatore al fine
di poterlo identificare. Anche se vi sembrer di non poter fare
molto, la vostra presenza e il vostro conforto aiuteranno la
vittima a superare il senso di angoscia.
63. Overdose di droga (sostanze depressive)
L'assunzione massiccia di sostanze depressive quali eroina,
oppio, morfina, hashish, marijuana, barbiturici e alcol, rallenta
pericolosamente le funzioni del sistema nervoso centrale.
Dovrete capire dai sintomi di essere in presenza di una
vittima di overdose da droga. Il soggetto confuso e ha difficolt
nell'articolazione delle parole. Il respiro breve e frequente,
le pulsazioni sono rallentate, la sudorazione abbondante,
la temperatura bassa. Sono presenti torpore e
sonnolenza che pu raggiungere il coma. A una attenta osservazione
dell'occhio, la pupilla appare molto rimpicciolita.
Se il soggetto avesse cessato di respirare o se il cuore si fosse
fermato, provvedete subito a riattivare le funzioni (vedi
regole 4 5). Tenete sveglia la vittima e passatele sul viso
un fazzoletto intriso d'acqua fredda. Confortatela e tranquillizzatela
in attesa dei soccorsi.
64. Overdose di droga (sostanze stimolanti)
Alcune droghe stimolano il sistema nervoso centrale e producono
un aumento dell'attenzione, della percezione e
dell'attivit. In questa categoria sono incluse la cocaina e le
anfetamine. L'assunzione massiccia di tali sostanze pu provocare
ansia, allucinazioni, paranoia, comportamento psicotico,
convulsioni, coma, arresto respiratorio e cardiaco. Anche
in questo caso saranno i sintomi a indicare al soccorritore
di essere in presenza di un soggetto in preda a overdose. La
vittima mostra aggressivit, confusione mentale, senso di angoscia,
irritabilit e fiducia esagerata nei propri mezzi.
Controllate se la vittima respira regolarmente e se il suo cuore
batte.
Se occorre, provvedete a riattivare la respirazione o il battito
cardiaco (vedi regole 4 5).
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Se il soggetto cosciente, avvicinatelo con prudenza. Se il
suo comportamento violento, cercate di evitare che possa
nuocere a se stesso o agli altri.
La prevenzione
Non aspettiamo l'ultimo minuto
Clara quella sera tardava a rientrare. Io ero solo a casa con
Saverio. Il bambino aveva fame e allora misi sul fuoco la
pentola con l'acqua per cuocere la sua pastina. Saverio continuava
a giocare col suo piccolo aereo di carta. Improvvisamente
l'ho sentito entrare in cucina. Ho fatto appena in tempo
a girarmi che era gi sotto i fornelli. E accaduto in un
attimo. Con il braccio ha urtato il manico della pentola e l'acqua
bollente gli caduta addosso. Quello che accaduto dopo
e nei giorni successivi lo potete immaginare. L'importante
che adesso Saverio stia bene. A me, per, rimasto il rimorso
per l'imprudenza commessa. Sarebbe bastato mettere la
pentola a bollire sul fornello interno dove Saverio non sarebbe
mai potuto arrivare...
E vero, talvolta basta pochissimo per evitare un incidente.
Ma spesso l'educazione alla prevenzione troppo scarsa. Eppure
le statistiche ci dicono che gli incidenti, soprattutto
quelli domestici, potrebbero essere evitati se venissero applicate
alcune semplici regole. Sono quelle che adesso vi illustriamo.
65. In cucina
Fughe di gas. E una buona regola controllare periodicamente
lo stato dei tubi di gomma che portano il gas ai fuochi di
cucina. Se notate screpolature o tagli, anche superficiali, i tubi
debbono essere subito sostituiti. Se sospettate che un tubo
del gas abbia una perdita, non cercate di individuare il punto
servendovi di una fiamma. Bagnate il tubo con acqua saponata,
se il gas fuoriesce si formeranno delle bollicine in corrispondenza
della perdita. Non lasciate mai senza controllo
una pentola con liquidi in ebollizione. Il liquido potrebbe traboccare,
smorzare la fiamma e il gas continuerebbe a uscire.
Ricordate che in commercio esistono apparecchi in grado di
segnalare le fughe di gas.
Elettricit. L'impianto elettrico della casa deve essere dotato
di un salvavita e tutti gli elettrodomestici debbono avere
la presa a terra. Controllate periodicamente lo stato dei fili e
delle spine di tutti gli apparecchi, se notate tagli o danneggiamenti
provvedete alla sostituzione. Quando staccate una
spina dalla presa elettrica, non tirate mai il filo. A lungo andare
si staccher dalla spina causando un corto circuito. Non
toccate gli elettrodomestici in funzione se avete le mani bagnate.
Non arrotolate il filo elettrico intorno a un apparecchio
ancora caldo (ferro da stiro, tostapane). Prima di riporlo,
mettetelo in un posto sicuro in attesa che si raffreddi.
Lame. Coltelli, forbici e altri oggetti acuminati o muniti di
lame devono essere tenuti chiusi e fuori dalla portata dei
bambini. Dopo averli lavati, metteteli a sgocciolare con le lame
rivolte verso il basso.
Detersivi. Detersivi, smacchiatori, acidi, alcol denaturato e
simili, devono essere riposti in un luogo sicuro, fuori dalla
portata dei bambini.
Attenzione. Avviso ai genitori: fate attenzione ai contenitori!
Non mettete, per comodit, sostanze tossiche nelle bottiglie
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di acqua minerale o simili. Molti bambini sono vittime di
avvelenamenti perch bevono liquidi che credono potabili.
Liquidi bollenti. Abbiate sempre l'accortezza di tenere le
pentole in ebollizione, o altri recipienti di cottura contenenti
liquidi bollenti, nei fuochi interni della cucina, pi vicini al
muro. In tal caso eviterete che un bambino possa rovesciarsi
addosso il contenuto urtandoli inavvertitamente e che non
arrivi a toccare i manici dei recipienti.
Fiamme. Non lasciate mai fiammiferi o accendini alla portata
dei bambini. Non appendete gli strofinacci di cucina accanto
ai fornelli, potrebbero prendere fuoco.
66. Nel bagno
Elettricit. Non usate mai un apparecchio elettrico (rasoio,
asciugacapelli, spazzolino da denti) mentre fate il bagno, se
siete a piedi nudi o se avete le mani bagnate. Non adoperate
il rasoio elettrico sopra il lavandino pieno d'acqua. Se vi cadesse
di mano potreste essere tentati di ripescarlo. Le stufette
elettriche per riscaldare l'ambiente debbono essere installate
lontano da vasca, doccia e lavandino. Possibilmente in alto,
su una parete. Quando fate la doccia o il bagno, staccate sempre
lo scaldacqua elettrico.
Vasca-doccia. Mettete sul fondo gli appositi tappetini antiscivolo.
Dopo il bagno, fate molta attenzione a non scivolare
a causa dell'acqua e della schiuma sul pavimento.
Medicinali. L'armadietto farmaceutico deve essere fissato
in alto, sulla parete, fuori dalla portata dei bambini. Anche i
prodotti di bellezza, profumi e deodoranti debbono essere
chiusi in un luogo sicuro.
Contenitori. E buona regola sostituire tutti i contenitori di
vetro con contenitori di plastica infrangibili.
67. In cantina-disimpegno-garage
Solitamente sono i luoghi magici per i bambini, dove possono
trovare gli oggetti pi disparati e inusuali. Tenete ben
chiusi e fuori dalla portata dei bambini: liquidi infiammabili,
acidi, solventi, veleni, bottiglie di vetro e tutti gli oggetti forniti
di lame e punte acuminate.
68. Armi
Se avete in casa armi da fuoco, per difesa personale o fucili
da caccia, dovete preoccuparvi che siano riposti in un luogo
chiuso a chiave e inaccessibile ai minori. I grilletti delle armi
da fuoco possono essere bloccati con appositi lucchetti.
69. Stufe e apparecchi per il riscaldamento
Gli apparecchi per il riscaldamento debbono essere installati
da personale specializzato e in modo corretto. Debbono poggiare
su un'area incombustibile che superi di molto la superficie
dell'apparecchio medesimo. Lo stato dei tubi di tiraggio
deve essere controllato periodicamente. Se avete una stufa in
camera da letto, buona norma tenere una finestra socchiusa
durante la notte per scongiurare il pericolo di asfissia.
70. Prese di corrente
Non sovraccaricate mai le prese elettriche. In presenza di
bambini, sulle prese ponete le apposite protezioni di sicurezza.
Fate molta attenzione alla distanza tra il piano di lavoro e
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le prese di corrente. Se non sono a distanza di sicurezza, un
liquido, rovesciato accidentalmente, potrebbe inondarle e
causare un corto circuito.
71. Finestre
Se
in
le
di

avete bambini in casa non lasciate mai seggiole o sgabelli


prossimit delle finestre. Se necessario dotate le finestre e
ringhiere del terrazzo o del balcone con delle apposite grate
protezione.

72. Pericolo d'incendio


Le principali cause d'incendio all'interno delle mura domestiche
sono date dal cattivo funzionamento degli apparecchi
elettrici, dall'uso improprio dei liquidi infiammabili, dall'imprudenza
nell'utilizzazione delle fiamme libere. Le misure di
prevenzione sono indispensabili per evitare il rischio del
fuoco.
Non usate mai benzina o alcol per accendere una stufa, un
camino o un barbecue e tenete ben lontani dagli apparecchi
di riscaldamento i liquidi infiammabili.
Non lasciate incustoditi apparecchi elettrici sotto tensione
(ferro da stiro).
Non lasciate paralumi o carte troppo vicini a lampadine
che si surriscaldano.
Non gettate fiammiferi o sigarette accesi.
Non fumate a letto e non lasciate portacenere sui braccioli
di poltrone o divani di materiale sintetico o di gommapiuma.
Non lasciate una fiamma libera incustodita (caminetto,
candela).
73. Regola de trenta secondi
Qualsiasi incendio, non completamente domato durante i
primi trenta secondi dallo scoppio, richiede l'intervento dei
vigili del fuoco. In caso di incendio in casa, cercate di spegnere
le fiamme con tutti i mezzi disponibili. Ricordate che
l'acqua non deve essere usata per spegnere fuochi di olio o di
grassi perch gettando acqua sull'olio in fiamme si propaga
l'incendio.
Tenete in casa un estintore. Fatevi consigliare al momento
dell'acquisto e prendete quello pi adatto per estinguere il
fuoco pi probabile nella vostra abitazione. Se sono passati
trenta secondi e l'incendio non domato, chiudete il gas
(contatore o bombola) e abbandonate il locale in fiamme. Lasciando
la casa, chiudete tutte le porte delle stanze dietro di
voi.
74. Mal di viaggio
Durante i viaggi, indipendentemente dal mezzo di trasporto
molti di voi soffrono di un malessere causato principalmente
dal movimento. Andare in automobile, in aereo o in barca,
pu provocare vertigini, sudorazione fredda e vomito. Solitamente
i disturbi passano quando il viaggio termina. Chi
soffre di mal d'auto non deve leggere durante il viaggio, non
deve volgersi indietro ma guardare sempre davanti a s. La
posizione migliore quella accanto al posto di guida. Chi
soffre di mal di mare o di mal d'aria deve restare sdraiato
con gli occhi chiusi e sistemarsi nel punto dove il movimento
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si avverte di meno: nel mezzo della nave o nel centro di gravit
dell'aeroplano.
Una buona prevenzione si ottiene controllando i pasti: non
viaggiate a digiuno ma non mangiate cibi troppo grassi e
non bevete alcolici.
75. La sicurezza non un optional
Chi viaggia in automobile deve sincerarsi che il veicolo sia
efficiente e abbia pneumatici, freni e ammortizzatori a posto.
Dovete limitare la velocit e rispettare la segnaletica. Rispettate
la distanza di sicurezza tra un veicolo e l'altro ricordando
che se procedete a 100 km orari occorrono circa 100 metri
per arrestare l'auto. Se la strada bagnata pu verificarsi il
fenomeno dell'aquaplaning o cuscino d'acqua. In questo caso
la frenata pericolosa perch la vettura non aderisce perfettamente
all'asfalto. Non bevete alcolici e non mettetevi alla
guida dopo un pasto abbondante. Se vi coglie la sonnolenza,
fermatevi e riposatevi. Utilizzate sempre le cinture di
sicurezza. Quando comprate un'automobile non risparmiate
sulla sicurezza: l'Abs e l'airbag possono salvarvi la vita.
76. Se viaggiate in aereo
Prima e durante il volo evitate di mangiare cibi che fermentano
perch l'altitudine favorisce l'aumento dei gas. Non bevete
acqua frizzante ed evitate l'alcol. Non fumate. Il tabacco
infatti aumenta, con l'altitudine, i disturbi respiratori. L'abbigliamento
deve essere comodo, senza cinture o colletti troppo
stretti. Non esistono controindicazioni per chi viaggia in
aereo. Se non si hanno particolari malattie che possono essere
aggravate dalla pressione, possono viaggiare in aereo anziani,
donne incinte e neonati che abbiano almeno una settimana
di vita. Nel caso dei lattanti, opportuno dare loro un
biberon nelle fasi di salita e di discesa dell'aereo.
Tempo di vacanze
Il pericolo delle ferie quello di maggior rilassatezza e di
svago ma il nostro comportamento deve essere sempre vigile
e attento per evitare che la spensieratezza possa all'improvviso
mutarsi in angoscia per noi e per i nostri cari.
77. Al mare
Rispettate sempre i segnali di sicurezza ricordando che se
viene esposta sulla spiaggia la bandiera rossa proibito fare
il bagno. Anche se il mare calmo e siete buoni nuotatori,
non fate mai troppo affidamento sulle vostre forze. Evitate di
fare il bagno o di praticare attivit subacquee da soli. Tenete
sempre conto del variare delle maree, delle correnti e, soprattutto,
attendete almeno tre ore dopo il pasto per entrare in
acqua. Se amate le lunghe nuotate, mantenetevi sempre paralleli
alla riva. Se foste colti da crampi, non agitatevi e galleggiate
in posizione di riposo attendendo che il dolore
scompaia. Se cos non fosse, non vergognatevi di chiamare
aiuto.
Siate cauti anche nell'esporvi al sole. Una buona abbronzatura
si ottiene con una esposizione graduale e con opportune
creme protettive. Anche se siete patiti della tintarella, dovete
ricordare che ogni tanto opportuno stare all'ombra e bere
molta acqua per evitare un possibile collasso da calore.
78. In montagna
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Prima di partire per una escursione in montagna informatevi
sempre delle condizioni meteorologiche previste. Non partite
mai da soli e lasciate sempre detto qual l'orario previsto
per il ritorno, quali sentieri avete intenzione di percorrere e
quale sar la vostra meta.
In caso di escursioni a quote molto alte (in genere sopra i
3000 metri) si pu incorrere nel mal di montagna. I sintomi
di questo disturbo, causato dalla carenza di ossigeno
nell'aria, sono solitamente mal di testa, stanchezza accentuata,
difficolt respiratorie, nausea, vomito e talvolta allucinazioni.
Dovete calmare la vittima e farla riposare. Se i sintomi
non scompaiono, aiutatela a tornare a una quota pi bassa.
Un altro pericolo della montagna sono le vertigini che generano
angoscia, panico e movimenti incontrollati. Tranquillizzate
la vittima e fatela sdraiare con la testa bassa. Impedite
che guardi verso il precipizio.
79. Nel bosco
Ogni anno, nel nostro Paese, bruciano migliaia di ettari di
bosco causando vittime anche tra i soccorritori. Nella maggior
parte dei casi gli incendi boschivi sono causati da incuria
e disattenzione. Non accendete mai un fuoco se esiste il
divieto e comunque mai a meno di 300 metri dagli alberi.
Esistono spazi attrezzati dove possibile accendere il fuoco e
cucinare all'aperto.
Al momento di lasciare il luogo dove stato acceso il fuoco,
assicuratevi che sia completamente spento. Non gettate
sigarette o fiammiferi accesi. Se si sviluppa un incendio, date
subito l'allarme. Al termine di una gita, lasciate il bosco pulito.
In mancanza di contenitori, portate con voi i rifiuti.
80. Durante un temporale
Se temete di essere colpiti da un fulmine e vi trovate all'aperto,
state lontani dagli alberi isolati, dai ponti metallici, dai
tralicci e dalle torri. Non tenete sollevati oggetti metallici
(piccozze, fucili da caccia). Se siete in automobile, ritirate
l'antenna della radio. Se vi trovate al coperto, all'interno di
una casa, chiudete le finestre, non restate accanto a masse
metalliche, state lontani dai muri e staccate l'interruttore generale
della corrente elettrica.
81. La borsa del soccorritore
In casa, in automobile, in campeggio o in barca, dobbiamo
sempre avere a disposizione una serie di oggetti utili in caso
di emergenza che debbono essere controllati periodicamente
e sostituiti in prossimit della scadenza:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
i)
l)
m)
n)
o)
p)
q)

rotoli di garza
cotone idrofilo
bende e cerotti
compresse sterili
bendaggi elastici
cerotto a nastro
forbici a punta tonda
coltello a lama corta e affilata
pinzette
termometro
spille di sicurezza
compresse di aspirina
bottiglietta di acqua ossigenata (soluzione al 3 per cento)
sapone neutro
compresse di antistaminico
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AAVVLe100RegoleDOroCheSalvanoLaVita.txt
r) torcia elettrica
s) questo manuale.
Altruismo e paura
Concludendo questo capitolo dedicato alla prevenzione dobbiamo
parlare dell'Aids e della paura di contrarre tale virus
che potrebbe cogliere chi soccorre una vittima. Vi diciamo
subito che la casistica ci consente di affermare che estremamente
improbabile che un soccorritore possa contrarre tale
infezione durante le operazioni di primo soccorso.
82. L'Aids
La sindrome di Immuno Deficienza Acquisita una malattia
infettiva causata dal virus Hiv. L'infezione determina
l'indebolimento del sistema immunitario umano che causa
l'insorgere di numerose malattie opportunistiche. L'Aids
si trasmette per contagio tra persone. Il virus presente in
numerosi liquidi organici ma sono noti contagi trasmessi
esclusivamente attraverso il sangue e il liquido seminale
(sperma). Il contatto con una vittima, magari durante la respirazione
artificiale bocca-bocca, pu suscitare paura di
contagio e malattie, ma n per il virus dell'Aids n per quello
dell'epatite B questo tipo di contagio mai stato documentato
dalla letteratura medica.
Non riuscivo a capacitarmi di come potesse essere successo.
Avevo lasciato Giulio e Barbara solo un momento per vedere
dove finisse quel sentiero. Quando sono tornata non c'erano
pi. Ho provato a chiamare ma nessuno ha risposto. Poco
male - ho pensato - adesso torno indietro da sola e raggiungo
gli altri del gruppo. Andavo avanti ma quel viottolo ha
cominciato a salire. Non era quello giusto. Sono tornata indietro
e ho preso un altro sentiero ma anche quello non andava
bene. Ero spaventata e ho cominciato a correre. Poi sono
caduta.
Ora sta calando la notte. Non ho pi voce per quanto ho
gridato. La spalla mi fa male e non riesco quasi a camminare.
Nella caduta ho battuto il ginocchio che si gonfiato molto.
E quasi buio, ho freddo e tanta paura. Non mi troveranno.
Sono disperata.
L'avventura di Gloria finita bene, ma i soccorsi hanno
impiegato due giorni per trovarla. Quante volte un solo momento
di disattenzione pu mutare una giornata di svago in
una tragedia.
In situazioni di pericolo, la nostra sopravvivenza, o quella
delle persone che vogliamo soccorrere, dipende in massima
parte dal nostro sangue freddo e dalla applicazione di precise
norme di comportamento.
83. Automobile in acqua
Il comportamento varia secondo la dinamica dell'incidente.
Se il veicolo galleggia e non si capovolto, abbassate i cristalli
dei finestrini e uscite dall'auto prima che sia invasa dall'acqua.
Nella maggior parte dei casi, per, non possibile questa
manovra perch, se i finestrini sono aperti, l'acqua si
riversa rapidamente. Chiudete allora i cristalli per far s che
l'acqua entri pi lentamente nell'abitacolo. Ricordate che la
pressione esterna impedir di aprire gli sportelli finch l'acqua
non abbia completamente invaso il veicolo. Quando l'acqua
sar arrivata all'altezza del collo e le pressioni esterne e
interne si saranno equilibrate, fate un respiro profondo, aprite
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la portiera e tornate in superficie. Se la porta incastrata,
uscite dal finestrino o staccate il parabrezza colpendolo con i
piedi. Se non potete in alcun modo uscire dall'abitacolo senza
aiuto, accendete, se possibile, i fari per guidare i soccorritori.
84. Ifreni nonfunzionano
Se il pedale del freno non risponde alle vostre sollecitazioni e
l'automobile non si ferma, scalate rapidamente le marce e tirate
il freno a mano. Provate a spingere a pi riprese il pedale
del freno perch pompando> il funzionamento potrebbe
riprendere. Se l'auto non si arresta, cercate di rallentarne la
corsa uscendo di strada e strisciando contro un argine o un
terrapieno.
85. Slittamento
La prima regola in caso di slittamento quella di non toccare
il pedale del freno e di non togliere la marcia. Quando l'automobile
slitta, dovete cercare di correggere la sbandata della
parte posteriore usando lo sterzo e girando le ruote nella direzione
in cui vanno quelle posteriori. Cercate di ritrovare
l'assetto dando piccoli colpi di acceleratore. In ogni caso, in
presenza di asfalto sdrucciolevole o ghiacciato, moderate la
velocit.
86. Scontro
Le cinture di sicurezza e l'airbag sono i sistemi pi efficaci
per contenere le conseguenze di uno scontro. Se la vostra auto
non disponesse di tali sistemi, aggrappatevi al volante e
puntellatevi con i piedi sul cruscotto. Il passeggero posteriore,
se si rende conto dell'imminenza dell'urto, si deve rannicchiare
sul pavimento dell'auto sorreggendosi al sedile anteriore.
87. Motocicletta
Il casco il miglior salvavita per chi guida veicoli a due ruote.
Se avete la possibilit di rendervi conto che l'urto inevitabile,
saltate gi dalla motocicletta. Tenete il corpo raggomitolato
e, se non avete indossato il casco, mettete le mani e le
braccia a protezione della testa.
88. Incidente aereo
I momenti pi delicati durante un viaggio aereo sono il decollo
e l'atterraggio. Durante il volo possibile incontrare un
vuoto d'aria e l'aereo pu perdere quota violentemente.
L'unica prevenzione possibile quella di tenere le cinture
sempre allacciate. Gli aerei sono dotati di opuscoli che spiegano
come comportarsi in caso di emergenza. E ottima regola
leggerli e seguire con attenzione le spiegazioni fornite dal
personale di volo.
Se l'aereo dovesse affrontare un atterraggio di emergenza
dovete: allacciare le cinture, alzare lo schienale del sedile, togliervi
gli occhiali e le scarpe, allentare la cravatta e slacciare
il colletto della camicia. Puntate bene i piedi, abbassate la testa
e mettete le mani dietro il collo. Tenete il corpo rigido e
in tensione fino al momento dell'impatto e dell'arresto
dell'aereo.
In caso di ammaraggio forzato, ricordate che il giubbotto
salvagente sotto il sedile. Il giubbotto deve essere gonfiato
solo quando sarete all'esterno dell'aereo.
89. Incidente ferroviario
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E molto difficile rendersi conto dell'imminenza di un incidente
ferroviario. Se per, durante un viaggio in treno, avvertiste
rollii insoliti e pensaste che stia per accadere qualcosa
di grave, sdraiatevi a terra e appiattitevi con il ventre
contro il pavimento del vagone. Proteggetevi sempre la testa
con le mani. Se non vi fosse possibile sdraiarvi a terra, proteggetevi
la nuca con le mani e giratevi con la schiena nella
direzione di marcia.
90. Naufragio
In caso di pericolo a bordo di una nave, dovete seguire attentamente
le istruzioni di emergenza stampate in pi lingue e
affisse nei corridoi, nelle sale e nelle cabine. Dovete individuare
con precisione il punto di raccolta dove si ricevono le
istruzioni di salvataggio dal personale di bordo e dovete memorizzare
il percorso pi breve per raggiungerlo. Dovete sapere
dove sono i salvagente e i giubbotti di salvataggio e imparare
a indossarli correttamente.
E buona regola evitare di dormire con i tappi nelle orecchie
o sotto l'effetto di sonniferi perch potreste non sentire i
segnali d'allarme. Tenete a portata di mano una torcia elettrica
impermeabile che pu servire in caso di mancanza di elettricit
o per fare segnalazioni se si costretti ad abbandonare
la nave di notte. Una volta in acqua, allontanatevi in fretta
dalla nave che affonda senza per lasciare la zona perch i
soccorsi inizieranno le ricerche dei naufraghi nel punto in cui
la nave affondata.
91. Come restare a galla
Se cadete in acqua e siete senza salvagente o non avete nulla
che galleggi a cui aggrapparvi, servitevi di alcuni sistemi
d'emergenza che vi impediranno di andare a fondo. Utilizzate
i vostri abiti che, gonfiati d'aria, possono diventare ottimi
galleggianti. Se disponete di una maglia, una camicia, una
gonna o pantaloni, lasciate libera una sola apertura e chiudete
tutte le altre con lacci di fortuna (fazzoletti, cravatte, calze).
Gonfiate l'indumento sventolandolo o lasciando che il vento
penetri nell'apertura rimasta libera. Chiudete l'ultima apertura
con un altro legaccio. Ricordate che, con questo sistema, potrete
restare a galla per diverse ore in attesa dei soccorsi.
92. Ascensore
E quasi impossibile che un ascensore moderno possa precipitare.
Tutte le cabine dispongono di un sistema di sicurezza
che ne rallenta la caduta. In ogni caso dovete evitare di poggiare
sul pavimento dell'ascensore al momento dell'impatto.
Cercate di aggrapparvi alle pareti o al soffitto della cabina.
Un rischio non molto raro quello invece di rimanere, a
volte per molte ore, imprigionati all'interno della cabina a
causa di guasti o interruzioni di corrente. In attesa dei soccorsi
importante mantenere la calma e non farsi prendere
dal panico. Ricordate che nessuna cabina di ascensore a tenuta
stagna e che l'aria non potr mai venirvi a mancare.
Se avete ragione di credere che i soccorsi non possano intervenire
con rapidit, cercate di rilassarvi e predisponetevi
mentalmente a una lunga attesa. Dovete dominare l'ansia
che molte volte un ambiente ristretto pu generare. Se avete
cibo o bevande, consumateli con raziocinio. Ascoltate attentamente
i rumori che provengono dall'esterno e gridate per
richiamare l'attenzione. Quando utilizzerete il segnale di allarme
(dotato di una batteria autonoma), ricordate che pi
facile percepire un suono intervallato rispetto a uno continuo.
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93. Abiti in fiamme
Se i vostri vestiti hanno preso fuoco, gettatevi a terra e rotolatevi
pi volte. Se avete una coperta, un cappotto, un tappeto,
avvolgeteveli addosso per soffocare le fiamme. Se state
soccorrendo una persona con gli abiti in fiamme, fatela rotolare
a terra, copritela con un telo o una coperta. Se non avete
nulla a disposizione, sdraiatevi su di lei per soffocare le
fiamme.
94. Valanga
Gli escursionisti e coloro che praticano lo sci fuori pista sono
maggiormente esposti al pericolo delle valanghe. Se siete in
procinto di essere investiti da una valanga, lasciate cadere
subito zaino, piccozza, sci e fuggite verso il costone tenendo
la testa alta. Se la neve vi investe, tenete chiusi la bocca e il
naso e mettete un braccio piegato davanti al volto per formare
uno spazio intorno alla testa. Sforzatevi di uscire dalla neve
o di portarvi il pi vicino possibile alla superficie. Dopo
aver rotolato, travolti dalla massa nevosa, impossibile capire
dove sia l'alto o il basso. Per scoprirlo e trovare la direzione
giusta sputate: la saliva cadendo vi indicher il basso. Se
neppure questo sistema vi consentir di capire la direzione
in cui scavare, orinatevi addosso e individuerete la direzione
giusta. Se siete sepolti dalla neve non perdetevi di coraggio.
Le squadre di soccorso intervengono con celerit con l'aiuto
prezioso dei cani da valanga. Ricordate che sono state salvate
persone rimaste imprigionate dalla neve per molte ore.
Attenzione. E stato brevettato uno zainetto salvavita che
nella Confederazione Elvetica una dotazione obbligatoria
per chi pratica lo sci fuoripista. Se si investiti da una valanga,
basta tirare un cordino per far gonfiare rapidamente un
pallone, contenuto nello zainetto, che consente di galleggiare
sulla massa nevosa.
95. Alluvioni e inondazioni
A seguito di piogge di eccezionale durata e intensit, i fiumi
possono superare o rompere gli argini e inondare campagne
e centri abitati. L'immane massa d'acqua si rovescia verso le
zone pi basse facendo crollare case e ponti, trascinando con
s terra, rocce, alberi, animali e uomini. Se siete vittime di
un'alluvione e l'acqua vi impedisce di uscire dalla casa perch
il livello ormai molto alto, rifugiatevi nei piani pi alti
o sul tetto. In attesa dei soccorsi, cercate di staccare la corrente
elettrica nei locali minacciati dall'acqua.
Se siete in salvo e volete portare i primi soccorsi alle vittime,
cercate di trovare le attrezzature necessarie per il salvataggio
quali barche, corde, salvagenti, scale. Individuate le
persone rimaste isolate e aiutatele a evacuare dalle zone ancora
pericolose. Portate cibo, acqua, coperte e mezzi di
segnalazione. In mancanza di energia elettrica, come di solito
avviene nelle zone sinistrate, portate con voi una radio a batteria
con la quale poter ascoltare gli appelli alle popolazioni e
tenervi aggiornati sulle condizione atmosferiche.
Tenete sempre conto delle vostre condizioni fisiche. La fatica
e lo stress potrebbero non solo impedirvi di prestare un
valido soccorso, ma anche farvi restare vittima del vostro altruismo.
96. Frane
Una frana si verifica quando masse di roccia e terra si staccano
da un pendio a causa di una insufficiente coesione del terreno
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dovuta a eventi naturali o artificiali. Le infiltrazioni di acqua
piovana o la presenza di fratture nascoste nel terreno sono le
principali cause naturali. La rottura di condutture, i lavori di
scavo non effettuati secondo le norme, l'incauta costruzione
di edifici sui pendii, il disboscamento dissennato, sono le
principali cause di frane addebitabili all'uomo. Se decidete di
soccorrere persone rimaste vittime di una frana, comportatevi
con cautela per evitare di restare vittime voi stessi.
Quando attraverserete una zona pericolosa, prevedete
sempre quale potrebbe essere la migliore via di fuga in caso
di ripresa della frana. Prima di avventurarvi lungo un pendio
a rischio, lanciate alcuni sassi davanti a voi per saggiare
la consistenza del terreno. Una volta raggiunto il luogo dove
pensate ci sia una vittima sepolta, iniziate a scavare con le
mani cercando di liberare per prima cosa il suo volto per
consentirgli di respirare.
Attenzione. Se, nonostante le cautele, doveste essere travolti,
cercate di tenere la bocca chiusa fino al termine della caduta
per evitare di respirare corpi estranei e rimanere asfissiati.
97. Sottoterra
Chi si avventura in esplorazioni sotterranee corre il rischio di
perdersi, di restare sepolto da una frana o di annegare. Se
amate la speleologia non andate mai da soli in esplorazione.
Organizzatevi in squadra e lasciate sempre qualcuno in superficie.
Il vostro equipaggiamento deve essere idoneo e verificato
molto spesso. Quando iniziate una esplorazione, contrassegnate
il percorso con punti di riferimento. Non iniziate
discese in grotta se piove abbondantemente. Il pericolo di
inondazione sempre in agguato e l'acqua potrebbe invadere
i cunicoli impedendovi la risalita.
98. Terremoti
Forti scosse sismiche possono provocare il crollo di case e
palazzi e imprigionare molte vittime sotto le macerie. Se vi
trovate all'interno di un'abitazione durante un terremoto,
cercate di trovare riparo nei punti pi solidi della casa (muri
maestri, angoli, architravi, vani delle porte). Se decidete
di trovare scampo all'esterno, utilizzate le scale e mai
l'ascensore. Se vi trovate all'aperto, allontanatevi dalle abitazioni.
Un buon rifugio pu essere l'automobile purch non sia
ferma in prossimit di ponti, palazzi, tralicci o viadotti.
Se siete in grado di soccorrere le vittime di un terremoto,
aiutate innanzitutto quelle solo parzialmente sepolte dalle
macerie che potranno essere liberate con relativa facilit.
Cercando chi rimasto sepolto, evitate di spostare parti importanti
che abbiano funzione di sostegno. Se dovete camminare
su un pavimento lesionato, tenetevi sempre accostati ai
muri.
Chiamate a gran voce e immediatamente dopo restate in
silenzio per sentire le eventuali richieste di aiuto. Una volta
individuata una vittima, spostate le macerie con cautela e
scavate con le mani. Per prima cosa cercate di liberarle il viso.
Se cosciente, cercate di rassicurarla e di infonderle coraggio.
Una volta liberata, provvedete alle cure del caso e ponetela
in salvo dall'eventualit di ulteriori crolli.
Attenzione. Ricordate che, a causa dei crolli, si rompono le
condutture del gas, dell'acqua e della corrente elettrica. In attesa
che vengano interrotte le erogazioni, pensate ai pericoli
che possono derivare da tali rotture. Non fumate durante le
operazioni di soccorso e non utilizzate fiamme libere cercando
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di far luce. Potreste causare un'esplosione.
99. Come accendere un fuoco
Il fuoco pu essere acceso anche in mancanza di fiammiferi o
accendini. Di giorno utilizzate i raggi del sole. Se avete una
lente d'ingrandimento concentrate i raggi solari su un pezzo
di carta, di stoffa o sull'erba secca. Utilizzate nello stesso modo
la lente di un binocolo, di una macchina fotografica, degli
occhiali o il vetro di un orologio. Se il sole coperto o notte,
potete utilizzare due pezzi di selce sfregandoli l'uno contro
l'altro per provocare le scintille. Sar ancora pi facile se sfregherete
la selce contro la lama di un coltello o contro un pezzo
di metallo. Un pezzetto di stoffa di cotone sfilacciata la
sostanza pi idonea a incendiarsi con le scintille.
100. Come orientarsi
Durante il giorno molto facile osservando il sole. Ricordate
che il sole sorge a est e tramonta a ovest. Una volta individuato
uno dei punti cardinali, potrete dedurre gli altri. Se vi
ponete con il volto verso nord, avrete l'est a destra, l'ovest a
sinistra e il sud dietro le spalle.
Di notte dovete orientarvi con le stelle. Nel nostro emisfero
(settentrionale) visibile la stella polare che indica il nord
Trovate l'Orsa Maggiore (grande carro) e tracciate una linea
immaginaria tra le due stelle situate all'opposto della coda.
Proseguite la linea in direzione dell'Orsa Minore (piccolo
carro) e troverete la stella polare.
Appendice
Lo facevano i nostri nonni
La vedi quell'erba l? Ce n' tanta nei nostri campi. Ormai
non la raccoglie pi nessuno ma, ai miei tempi, quando non
c'erano farmacie in paese, il dottore era uno solo per tutta la
vallata e abitava molto lontano, con quell'erba facevamo tante
medicazioni... poi usavamo anche altri rimedi che non sto
neanche a raccontarti perch ti metteresti a ridere.
Cos diceva la nonna a un nostro collega di redazione
quando, piccolino, la andava a trovare in montagna. La simpatica
vecchietta morta certamente convinta della bont di
quelle rudimentali ricette.
Qualche volta, vero, erbe, infusi e strane alchimie potevano
anche alleviare un dolore ma, per un mal di testa che
passava o per un'infezione che scompariva, quante persone
morivano per mancanza di un'adeguata assistenza?
Nella parte conclusiva del nostro libro abbiamo voluto
raccogliere alcune di queste ricette di medicina popolare.
Vi raccomandiamo di prenderle per quelle che sono, cio
una semplice curiosit da leggere sorridendo.
Rimedio per coliche violente
Si piglia una gallina, le si tira il collo, e si fa cuocere tutta intera,
senza pelarla, in un litro d'acqua.
Questa cottura si deve farla in un recipiente chiuso esattamente
con colla di farina per lutar bene il recipiente, indi si
passa il brodo per pannolino senza pressione e l'ammalato lo
bever in pi volte.
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Colpi di sole
Quando i colpi di sole sono forti, mestieri aprir tosto la vena
al malato, e dove il caso lo richiegga, replicar le cavate di
sangue, amministrar bevande acide e rinfrescative, e applicare
alla testa pannilini inzuppati di un miscuglio di acquavite
e d'aceto.
Contravveleno
Non vi sono accidenti nella vita umana in cui si abbia d'uopo
dei pi pronti soccorsi, quanto a quelli dell'avvelenamento;
giacch il veleno, se talvolta non ucide sul momento, produce
per lo meno dei disordini interni ai quali non si pu sopravvivere
lungamente.
Qualunque sia la natura dell'avvelenamento, fa sempre
d'uopo far trangugiare subito al malato bevande insipide e
mucillaginose, sia per farlo vomitare, come per disciogliere il
veleno o diminuirne la sua tivit, e quindi decozione tiepida
di radice d'altea o di granelli di lino, a dosi frequentemente
ripetute. Si omettono le sostanze grasse in generale, l'olio e
altre stimolanti giacch lungi dall'esser utili, come crede comunemente
il popolo, in certe circostanze sono nocevolissime
e non fanno che accelerare la morte.
Come riconoscere i funghi velenosi e rimedio al loro veleno
I funghi che crescono all'ombra nelle folte foreste dove il sole
non penetra, sono in generale cattivissimi; la loro superficie
umida, pi o meno sporca, e il loro aspetto orrido. Devonsi
aver per cattivi anche quelli che sono pesanti, la cui superficie
bagnata, l'odore nauseoso, che escono da un involucro,
e che tagliati offrono molti colori o che li cangiano spesso.
Quelli che sono stati morsicati dagli insetti devonsi rigettare.
Lo stesso dicasi di quelli i quali crescono prontamente e che
si putrefanno con facilit, siccome di quelli che hanno gambi
molli, e alla superficie dei quali trovansi aderenti pezzi di
pelle.
Subito che si sperimentano i sintomi d'avvelenamento per
i funghi, s'amministrano tre grani di tartaro emetico in un
bicchier d'acqua. Dopo venti minuti, un secondo bicchier
d'acqua nel quale siensi fatti sciogliere altri tre grani di tartaro
emetico, ventiquattro grani d'ipecacuana e 27 grammi di
sal di Glauber. Poi si amministra un clistere preparato con 54
grammi di cassia contusa, mezza dramma di senna e 14
grammi di sale d'Epsom, bolliti per un quarto d'ora con un
litro d'acqua.
Finalmente se malgrado tutti questi mezzi i funghi non sono
evacuati, si applica un altro clistere preparato facendo
bollire per un quarto d'ora 27 grammi di tabacco in un litro
d'acqua. Se la malattia lungi dal calmarsi, fa nuovi progressi,
si prescrive acqua zuccherata o decozione di semi di lino o di
radice d'altea; si applicano sui punti pi dolorosi del ventre
pannilini inzuppati in una di queste bevande e si mette l'individuo
in un bagno e se il dolore non cede si applicano le
sanguisughe.
Trattamento del morso della vipera
Se uno vien morsicato da questo rettile velenoso, la parte ferita
tosto afflitta da dolore acuto il quale non tarda a diffondersi
anche all'interno del corpo. All'oggetto di ritardare la
circolazione del sangue si comincier dal fare una legatura
leggermente stretta al disopra della morsicatura. Si premer
leggermente la parte morsicata e si avvolger in un pannilino
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bagnato. Si cauterizzer al pi presto possibile la piaga
col ferro rovente, o colla pietra infernale, o colla pietra caustica,
o col butirro d'antimonio. Sulla parte ingorgata vicino alla
piaga si applica un miscuglio di una parte di alcali volatili
e due parti d'olio.
Contemporaneamente al trattamento esterno si procurer,
mediante apposito trattamento interno, a favorire la traspirazione
e il sonno. A tal oggetto si far prendere all'infermo da
due in due ore un bicchier d'acqua di fiori di sambuco in cui
siano state versate sei od otto gocce d'alcali volatili.
Si potr anche accordargli qualche piccolo bicchiere di vino
di Madera o di Xeres, la dieta sar tenue e umida.
Molte esperienze ed alcune osservazioni tenderebbero a
provare la somma efficacia dell'arsenico contro questa malattia:
si fa bollire per un quarto d'ora un grammo d'arsenico
bianco, un grammo di potassa e tre cucchiai d'acqua. Si lascia
raffreddare il liquore e vi si aggiunge 40 grammi di menta
peperita, dieci gocce di tintura d'oppio e 14 grammi di
succo di limone. Si d questa pozione in una volta e si replica
ogni mezz'ora per otto volte successive.
Contusioni
Il rimedio pi semplice e sicuro contro le contusioni cagionate
da percosse o da cadute, quello di applicare sulla parte
offesa dei pannilini inzuppati in acqua carica di sal comune,
oppure nell'orina calda. Siccome non di rado le contusioni
sono accompagnate di sole escoriazioni, un eccellente specifico
quello di applicare la cenere proveniente dalla carta
bruciata, lasciandola fino a perfetta guarigione, fino a che cade
da s.
Convulsioni
I pidocchi dei legnami sono insetti che hanno certe propriet
riconosciute in medicina. Prendetene in quantit e fateli bollire
cogli avanzi del loro nido, otterrete una bevanda che promuove
i sudori e calma le convulsioni, il tetano e altre affezioni
spasmodiche di simil genere.
Costipazioni
Un tuorlo d'uovo mischiato con un poco di fiele di toro, e applicato
in un mezzo guscio di noce sull'ombelico de' bambini
ha virt di solver loro il ventre.
Maniera d'accertarsi se un cane che morse era arrabbiato
Accade sovente che, dopo aver ammazzato un cane sospetto
d'essere idrofobo, e che aveva morsicato varie persone e bestie,
si resta per pi giorni in una crudele incertezza per riguardo
a' soggetti morsicati. Ora facile chiarire ogni dubbio,
fregando la gola, i denti e le gingive del cane ammazzato
con un poco di carne cotta, e dandola ad un altro cane: questo
la manger se il cane morto non era arrabbiato; ma la rifiuter
e fuggir via urlando se quel cane era arrabbiato realmente.
Mezzo per non essere soffocati dal fumo in caso d'incendio
Un giornale inglese propone una nuova maniera di sottrarsi
al pericolo di essere soffocati da fumo quando si vuol penetrare
nelle case incendiate. Giusta quel foglio, un fazzoletto
di seta bagnato basterebbe a quest'uopo. Una persona - dice
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il Norfolk Chronicle - ne ha fatto la prova e l'esito corrispose
all'aspettazione: copertosi il volto col fazzoletto a
quella maniera, essa ha potuto rimanere gran tempo in una
stanza che era tutto fuoco e fumo, mettere in moto una piccola
tromba, e spegnere, senz'accidente, le fiamme.
Rimedi pei mali di denti
Un pezzo d'acciaio calamitato, lungo 6 pollici e largo 2 linee,
applicato sul dente che duole, tenendo la bocca aperta e il viso
rivolto, al par dell'acciaio, verso il polo settentrionale,
produce da principio sul dente un freddo assai vivo, a cui
succede un lieve sussulto e una specie di sbattimento che in
tre o quattro minuti porta via il dolore per forte che sia.
Il signor Hirsch solito guarire i mali di denti toccandoli
colle dita fra cui ha schiacciato un piccolo insetto, chiamato
dai francesi bete bon Dieu [coccinella]. E una specie d'insetto
le cui ali sono rosse e picchiettate di sette punti neri.
Rimedio contro quei ritiramenti di muscoli
che i medici chiamano granchi
Piglia quanto basta di zolfo in polvere per riempire due sacchetti
di pelle dell'estensione di uno o due pollici circa. Alla
sera andando a letto assicura questi due sacchetti intorno al
collo del piede con due cordelline. In poco tempo ti troverai
liberato dal granchio. Alcuni usano di portare indosso una
bacchetta di zolfo nella saccoccia pi vicina alla carne. In tal
caso, pi che il zolfo, opera la buona fede.
Nota bibliografica
American Medical Association, Il primo soccorso, a cura di Stanley
M. Zidlo jr. e James A. Hill, Sperling & Kupfer, Milano 1993.
R. J. Chevalier, J. P. Lechartier, S. Mignot, Il libro dei primi soccorsi,
Vallardi, Milano, 1988.
Attilio Speciani, Pronto soccorso con le risorse di casa, Edizioni di
red./studio redazionale, Como 1988.
Robert Fuentes, Carl Lowe, The Family First Aid Guide, Berkeley
Books, New York 1994.
Veronica Moss, Come curarsi da soli in attesa del medico, Piemme,
Casale Monferrato 1992.
Italo Farnetani, In attesa del medico tutte le emergenze del bambino,
Mondadori, Milano 1994.
Croce Rossa Francese e Associazione Italiana Medicina delle Catastrofi,
Manuale di protezione civile, Piemme, Casale Monferrato,
1994.
Il vero tesoro dei segreti della natura, Editore Francesco Pagnoni,
1876.
Indice delle regole
Abiti in fiamme, 123
Aids,115
Al mare, 109
Alluvioni e inondazioni, 124
Altruismo e paura, 115
Amputazione, 74
Armi, 103
Ascensore, 121
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Asfissia da annegamento, 36
Automobile in acqua, 118
Avvelenamento da cibi guasti,
Avvelenamento da cibi infetti
(salmonella), 63
Avvelenamento da cibi infetti
(stafilococco), 63
Avvelenamento da farmaci, e
da altri prodotti di uso domestico,
Avvelenamento da funghi, 61
Avvelenamento da solventi, saponi,
caustici, acidi, 59
Borsa del soccorritore, 112
Chiamare i soccorsi, 23
Colpo di sole, 76
Come accendere un fuoco, 128
Come orientarsi, 128
Come restare a galla, 121
Congelamento, 74
Convulsioni nei bambini e nei
neonati, 78
Convulsioni, 77
Distorsioni, 88
Dito del giocatore di baseball,
Durante un temporale, 112
Emorragia esterna per taglio di
un'arteria, 72
Emorragia esterna per taglio di
una vena, 71
Emorragia interna, 73
Epilessia, 79
Finestre, 104
Folgorazione da fulmine, 70
Frane, 125
Frattura da sforzo, 91
Fratture, 85
- del braccio, 87
- del collo o della colonna vertebrale, 88
- della clavicola, 87
- dell'avambraccio, 86
- delle costole, 88
- di una coscia, 86
- di una gamba, 86
Ginocchio del corridore, 92
Gomito del giocatore di golf, 93
Gomito del tennista, 92
I freni non funzionano, 118
Il cuore batte?, 24
In cantina-disimpegno-garage,
In cucina, 99
- detersivi, 100
- elettricit, 100
- fiamme, 101
- fughe di gas, 99
- lame, 100
- liquidi bollenti, 100
In montagna, 110
Incidente aereo, 120
Incidente ferroviario, 120
Infarto cardiaco, 77
Intossicazione da anidride carbonica, 67
Intossicazione da fumo (incendio), 65
Intossicazione da gas, 66
Intossicazione da ossido di carbonio, 66
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AAVVLe100RegoleDOroCheSalvanoLaVita.txt
La sicurezza non un optional
Lussazioni, 89
Mal di viaggio, 107
Indice delle regole 141
Manovra di Heimlich o compressione addominale, 39
- su noi stessi, 41
- su un neonato, 41
- su vittima cosciente, 39
- su vittima incosciente, 40
Metodo di Eva, 27
Morso del cane, 52
Morso del ragno marrone o ragno violino, 54
Morso del topo, 52
Morso della tarantola, 52
Morso di vipera, 55
Morso di zecca, 54
Motocicletta, 119
Naufragio, 121
Nel bagno, 101
- contenitori, 103
- elettricit, 101
- medicinali, 102
- vasca-doccia, 102
Nel bosco, 111
Overdose di droga (sostanze
depressive), 97
Overdose di droga (sostanze
stimolanti), 97
Parto in emergenza, 81
Pericolo d'incendio, 105
Pollice dello sciatore, 94
Prese di corrente, 103
Puntura di scorpione, 55
Regola dei trenta secondi, 106
Respira ancora?, 23
Respirazione bocca-bocca nel
bambino, 27
Respirazione bocca-bocca nel
neonato, 27
Respirazione bocca-bocca
nell'adulto, 25
Rianimazione cardio-polmonare di un adulto, 31
Rianimazione cardio-polmonare di un bambino, 33
Rianimazione cardio-polmonare di un neonato, 34
Scontro, 119
Scossa elettrica, 36
Se si sospetta una lesione al collo, 37
Se viaggiate in aereo, 108
Shock anafilattico da puntura di
animali marini, 48
Shock anafilattico da puntura di
insetti, 47
Shock o collasso cardio-circolatorio, 46
Slittamento, 118
Soccorso psicologico nel tentativo di suicidio, 95
Soccorso psicologico verso noi
stessi, 96
Sottoterra, 125
Spalla del nuotatore, 93
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AAVVLe100RegoleDOroCheSalvanoLaVita.txt
Stufe e apparecchi per il riscaldamento, 103
Svenimento, 76
Terremoti, 126
Tracheotomia, 43
Ustioni, 67
- di primo grado, 67
- di secondo grado, 67
- di terzo grado, 68
Valanga, 123
Violenza su donne e bambini,
Le 100 regole d'oro che salvano la vita
di Simonetta Martone, Maurizio Mannoni e Luciano Camprincoli
Collezione Comefare
Arnoldo Mondadori Editore
Finito di stampare nel mese di maggio 1995
presso Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
Stabilimento di Verona
Stampato in Italia - Printed in Italy

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