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a
Sped. in Abb. Postale -D.L. 353/2003 (conv. in L.
27/02/2004 n46) art.1, comma 2, DCB Forl.

Laccumulo di nozioni ed esperienze durante


tutta la nostra vita ha lo scopo di porre la
nostra esistenza su basi solide e sicure, ma
nel frattempo, lessenziale non lontano da
noi, e lavora in silenzio, dallinterno e
dallesterno. Se il nostro sforzo di
allontanarci il pi possibile dallessenziale,
guardando da unaltra parte, nascondendo la
testa sotto la sabbia o scrollando le spalle, ci
nonostante lessenziale paziente e predilige
le vie nascoste alla vista dellego.
Fino a che, un giorno, ci troviamo ad un punto
morto, con la nostra presunta conoscenza
piegata, muta di fronte ai grandi interrogativi
della vita, allessenziale. In quegli istanti una
gioia sorge da quel punto morto del nostro
presunto conoscere. Quello che reputavamo
un non sapere scopriamo essere una grande
gioia. In quel non sapere, cercare e trovare
giungono a una fine, e noi stessi veniamo
cercati e trovati. Attendere equivale quindi ad
avanzare. E qui, inaspettatamente, diviene
parte di noi la Coscienza superiore,
lesperienza di una vera Conoscenza, con la
C maiuscola. Una Conoscenza proveniente da
un altro Ordine.

pentagramma
Lectorium Rosicrucianum

Il Canto segreto di Lode


Il Nos e luomo
Come un sorriso dal cielo
Pitagora e la sua scuola
Verso una rivoluzione mondiale
dellanima
Errando nella terra di nessuno

2013

NUMERO

Viene pubblicata nelle seguenti lingue:


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(La rivista esce sei volte allanno.)
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La rivista Pentagramma si propone di attirare


lattenzione dei lettori sulla nuova era,
che cominciata per lo sviluppo dellumanit.
Il Pentagramma da sempre il simbolo delluomo

Proprietario:
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Editore:
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Direttore responsabile:
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n.16/99 dell11/05/99
Per concessione della
Rozekruis Pers, Olanda.

rinato, delluomo nuovo. anche


il simbolo delluniverso e del suo eterno divenire,
grazie al quale si manifesta il Piano di Dio.
Tuttavia, un simbolo ha valore solo se diventa realt.
Luomo che realizza il pentagramma nel suo
microcosmo, nel suo piccolo mondo,
sul cammino della Trasfigurazione.
La rivista Pentagramma invita il lettore
a compiere questa rivoluzione spirituale
in se stesso.

Tribunale competente per qualsiasi controversia:


Tribunale di Forl.

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PENTAGRAMMA viene autorizzata a condizione di citarne
la fonte e farne pervenire una copia fedele alleditore italiano.

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PENTAGRAMMA
2013

NUMERO

Il cammino verso il sole

Poi lasciai quella regione e mi elevai verso la prima sfera,


brillante di una luce sfolgorante, quarantanove volte pi
intensa di quella di cui io brillavo nel firmamento. Al mio
arrivo davanti alla porta della prima sfera, tutte le sue porte
si misero in movimento e si aprirono di concerto. Penetrai
nelle dimore di questa sfera, e tutti gli arconti e tutti quelli
che vi si trovavano entrarono in agitazione.
In questo brano tratto dalla Pistis Sophia ci si riferisce al
campo solare, chiamato prima sfera. il campo del
sistema solare di cui la terra fa parte. Per ascendere a
questo campo, la luce del terzo mantello deve divenire
quarantanove volte pi potente, e ci possibile.
Nelluniverso vibra una forza gnostica che sfugge a ogni
controllo e a ogni interpretazione scientifica. Questa
forza permette che il debole e linsignificante divengano
il forte e il maestoso. Perci, un figlio di Dio che possa
unirsi a questa forza gnostica sfugge a ogni sollecitazione
e dominio naturali.
Jan van Rijckenborgh, I Misteri Gnostici della Pistis Sophia

Sommario
2

Il Canto segreto di Lode


Il Sole 5, 35, 43, 46

Il Nos e luomo
I
Perle ermetiche
II Dio, il cosmo e lessere
umano
III Luomo un dio mortale
11
IV Il Nos e Pimandro
13
V Il risveglio del Nos
14
6
9

16

Come un sorriso dal cielo

18
19
21
23
24
28
30

Pitagora e la sua scuola


Una esplorazione in sette parti
I
Un pensiero di 2600 anni fa
II Il mito di dionisio
III La Tetraktys
IV La restaurazione della triade
V I Versi dOro
VI Le quattro scienze
VII Dietro il velo...

Impressioni dal cammino di


esperienze di un allievo
37 Verso una rivoluzione
mondiale dellanima
44

Del non sapere e oltre


Errando nella terra di nessuno

SU RINASCITA E INIZIAZIONE

Il Canto segreto di Lode


La gnosi ermetica di Ermete Trismegisto offre della creazione, del mondo e dellumanit una
triplice visione perfettamente manifestata nella forma. Una forma in cui lessere umano pu
coscientemente integrarsi.A tal fine, necessario che lessere umano impari a conoscere lanima,
e a prenderla come sua guida. Lanima, in seguito, si volger verso linteriore e rifletter su ci
che vero e giusto. Nel XIV libro del Corpus Hermeticum, Ermete e Tat il Nous (lanima)
e lessere umano che sa ascoltare elevano un canto di lode allUnico, al Creatore infinito.

at: Padre, vorrei sentire il canto di lode


che tu, come mi hai raccontato, hai sentito cantare dalle Potenze quando avevi
raggiunto lOgdoade.
Ermete: Conformemente a ci che Pimandro
ha rivelato nellOgdoade, approvo la tua
fretta per abbattere questa tenda, visto che
ora sei puro. Pimandro, lo Spirito, non mi ha
rivelato nulla pi di quanto ho scritto, ben
sapendo che io stesso sono in grado di comprendere, di sentire e di vedere tutto quanto
desidero. Egli mi ha ordinato di fare tutto ci
che buono. Perci, le forze che sono in me
cantano sempre.
Tat: Padre, anchio desidero sentire e conoscere
tutto ci.
Ermete: Allora, sii silenzioso, figlio mio e
ascolta questo canto di Lode, lInno della rinascita. Non era mia intenzione renderlo noto, ma
solo a te che sei giunto al termine di questa iniziazione. Questo Canto di lode non si insegna,
infatti, ma resta celato nel silenzio. Mettiti,

allora, in un luogo allaria aperta, con il viso rivolto verso il vento del sud dopo il tramonto
del sole, inginocchiati e prega; fai la stessa cosa
quando sorge il sole, ma rivolgiti, allora, verso
loriente. Ed ora, figlio mio, fai silenzio.
IL CANTO SEGRETO DI LODE.

Che tutta la natura del cosmo ascolti questo


canto di lode.
Apriti, o terra! E le acque del cielo aprano le
loro chiuse allascolto della mia voce.
Voi, alberi, siate immobili!
Perch voglio cantare e lodare il Signore del
Creato, il Tutto e lUnico.
Apritevi cieli! Voi, venti, placatevi affinch
limmortale ciclo di Dio possa accogliere la
mia parola. Infatti, canter la lode di Colui
che ha creato lintero universo, che ha indicato alla terra il suo posto e che ha fissato il
firmamento, che ha ordinato allacqua dolce
di lasciare loceano e di spandersi sulla terra
abitata e disabitata al servizio dellesistenza e

Ermete . Ermete incarna il vero Uomo celeste che ha attraversato


le porte della Testa dOro. Perci chiamato Trismegisto, il tre
volte grande o il tre volte sublime. In effetti, lUomo celeste ,
in un triplice senso, assolutamente sublime dal punto di vista della
religione, della scienza e dellarte pura. Religione, scienza e arte
formano in lui un triangolo equilatero perfetto.
Jan van Rijckenborgh

Giovanni Fattori (1825-1908), Tramonto sul mare, circa 1890

della sopravvivenza di tutti gli uomini; che ha


ordinato al fuoco di risplendere per ogni uso
che vogliano farne gli Dei e gli uomini.
Lodiamo insieme Colui che elevato al di
sopra di tutti i cieli, il Creatore di tutta la natura. Egli lOcchio dello Spirito: a Lui sia la
lode di tutte le potenze.
O voi, forze che siete in me, cantate la lode
dellUnico e del Tutto, cantate in sintonia con
la mia volont, o voi forze che siete in me.
Gnosi, o santa conoscenza di Dio, illuminato
da te mi dato di cantare la Luce della conoscenza e di rallegrarmi nella gioia dellAnimaSpirito.
O voi, forze, cantate tutte con me questo
canto di lode. E tu, modestia, e tu giustizia in
me, lodate per me quello che giusto.
O amore per il Tutto in me, loda il Tutto in
me; o verit, loda la verit, o bont loda il
bene.
Da Te, o Vita e Luce, proviene il Canto di
lode e a Te ritorna.
Ti ringrazio Padre, tu che manifesti le forze; ti
ringrazio Padre, tu che sospingi il potenziale
allattivit.
la tua parola che canta, attraverso di me, la
tua lode. Ricevi attraverso me il Tutto, come
la Parola, come unofferta della Parola.
Ascolta ci che le forze in me esclamano: esse
lodano il Tutto, esse compiono la tua volont.
La tua volont emana da Te e tutto ritorna a Te.
Ricevi da tutti lofferta della parola.
Salva il Tutto che in noi.
Illuminaci, o Vita, Luce, Soffio, Dio.
4

Infatti, lAnima-Spirito il custode della tua


Parola.
O Portatore dello Spirito, o Demiurgo, tu sei Dio.
Questo esclama luomo che appartiene a te,
attraverso il fuoco, attraverso la luce, attraverso la terra, attraverso lacqua, attraverso lo
Spirito, attraverso le tue creature.
Ho ricevuto da te questo Canto di lode dalleternit, come il riposo che cercavo, grazie
alla tua volont.
Tat: Ho visto, Padre, come secondo la tua volont questo Canto di lode deve essere
espresso. Ora, lho espresso anche nel mio
mondo.
Ermete: Figlio mio, devi dire nel mondo autentico, cio nel mondo divino.
Tat: S, nel mondo vero, Padre, ho potere.
Grazie al tuo Canto di lode e il tuo ringraziamento, lilluminazione della mia AnimaSpirito divenuta perfetta. Ora, anchio
voglio rendere grazie a Dio dal pi profondo
del mio essere.
Ermete: Non essere avventato, figlio mio.
Tat: Ascolta, Padre, ci che dico nellAnimaSpirito: a Te, o primo artefice della rinascita,
a te, mio Dio, io Tat faccio lofferta della
parola. O Dio, tu Padre, tu Signore, tu Spirito accetta da me lofferta che tu desideri.
Infatti, tutto si compie conformemente alla
tua volont.
Ermete: Figlio mio, dunque tu offri a Dio, al
Padre di ogni cosa, unofferta a Lui gradita.
Per, aggiungi ancora: mediante la parola! 

Il sole visibile unespressione del sole spirituale invisibile. Il sole visibile era denominato
Ra o Aton dagli Egiziani, Elios o Apollo dai Greci e Vulcano dai Romani. molto pi di
una semplice controparte materiale del sole invisibile. Il sole visibile trasmette le forze che
il sole invisibile e spirituale il Logos del sistema solare libera nel nostro cosmo. In
questo modo, nella vita quotidiana e spirituale di ciascuno, il sole come un appello che
viene dallOriente e che va incessantemente da est a ovest. Perci detto: Lavora finch
giorno e fa buon uso del tuo tempo. cos che luomo pu testimoniare della gloria
dellUnico, il Creatore infinito.

Il Nos e luomo
I PERLE ERMETICHE

Lasciati compenetrare dal pensiero che nulla ti


impossibile; considerati immortale e capace
di comprendere ogni cosa, le arti, le scienze e
la natura di tutto ci che vive. (Libro II, v. 80)
he cos lermetismo? Questa corrente
spirituale ci accompagna, probabilmente, fin dallinizio della nostra era,
anche se la sua origine risale al mondo delle
divinit egizie, a Ermete Trismegisto, il tre
volte grande. Questa interpretazione si perde
nella foschia della storia e la questione, vera o
falsa che sia, rimane.
Se esaminiamo la storia dellumanit, vediamo
una molteplicit di correnti filosofiche o spirituali che nascono, spariscono, per rinascere e
poi sparire di nuovo. A volte, queste correnti
sono orientate pi sulla filosofia, a volte sulla
religione, ma sono sempre parte integrante di
un contesto culturale. Questa alternanza simile ai fili che vengono intrecciati per formare
una corda, appaiono regolarmente sulla superficie e poi scompaiono di nuovo verso linterno. Lermetismo come uno di questi fili.
Altri fili sono gli antichi misteri egizi, la filosofia ellenistica, lebraismo, il cristianesimo, lo
gnosticismo, il buddismo, lislamismo, il sufismo, il razionalismo, la scienza e altri ancora.
Queste correnti non sono estranee le une alle
altre, perch sovente hanno molti punti in comune tra di loro. Per esempio, lermetismo ha

Nella nostra vita tormentata e agitata,


le perle dellermetismo della saggezza
di Ermete Trismegisto appaiono come
un privilegio e un dono prezioso.
Giovanni Fattori, La torre rossa
Museo civico Giovanni Fattori, Livorno

numerosi punti in comune con certi aspetti


della filosofia ellenistica e del pensiero gnostico. Incontriamo lermetismo per la prima
volta negli scritti del Corpus Hermeticum.

Tuttavia, notiamo che i primi ermetici non


utilizzavano il termine ermetismo per qualificare il loro metodo, ma stato adottato in
seguito, anche se il riferimento ad Ermete
7

Sono passati 2000 anni, e scopriamo che qualcuno ha


vissuto e provato ci che noi viviamo e proviamo oggi

avvenne molto presto.


Lermetismo non un sistema chiuso, una
dottrina. Al contrario, pu trasformarsi secondo
le circostanze, come il camaleonte che ha la
propriet di cambiare colore. Alcuni studiosi
sottolineano le grandi differenze tra i singoli
testi che compongono il Corpus Hermeticum.
In effetti ci sono delle differenze, ma forse la
visione scientifica non permette di comprenderne
laspetto essenziale.
Comparso tra il 100 e il 300 d.C., il Corpus
Hermeticum si compone di diciotto libri sotto
forma di insegnamento, di dialoghi tra maestro
e allievo, di preghiere. Le sue fonti sono diverse. Alcuni testi sono scritti in greco, altri in
copto e in aramaico. Cos, non possibile conoscere chi sia lautore dei testi. Vi si riconoscono influenze ellenistiche, egiziane, ebraiche
e gnostiche.
Il Corpus Hermeticum originario di Alessandria dEgitto, grande focolaio culturale
dellAntichit, il cui centro fu la sua immensa,
straordinaria biblioteca. Alessandria era una
grande metropoli, la si potrebbe definire la
New York di quellepoca.
Per molti secoli il Corpus Hermeticum cadde
nelloblio, ed era conosciuto soltanto per le critiche dei suoi denigratori. Le cose cambiarono
nel XV secolo, nella Firenze dei Medici,
quando il filosofo Marsilio Ficino tradusse in
latino i manoscritti redatti in greco.
Il Corpus Hermeticum non mai stato un
8

best-seller, e non lo oggi. Questo non perch


sia difficile da comprendere, ma a causa della
sua natura esoterica e per il fatto che tratta
temi profondamente spirituali. Inoltre, alcuni
di questi temi devono essere interpretati secondo il metro del contesto sociale di quellepoca, e cos non soddisfano il gusto corrente.
Una parte del testo potrebbe essere definito
come pedante, falso o ingenuo. Tuttavia, questi
aspetti accessori riguardano lo stile, perch
lessenza di questi testi magnifica e la loro
influenza perdura nella storia dello spirito
umano. sorprendente e commovente, leggendo il Corpus Hermeticum, accorgersi che
lautore ci considera quali soggetti dei suoi
scritti. Sono passati 2000 anni, e scopriamo
che qualcuno ha vissuto e provato ci che noi
viviamo e proviamo oggi. come se questi
2000 anni passati non contassero. E, a ben vedere, non contano.
Lermetismo una filosofia basata sulla religione e i suoi temi principali sono: la creazione; il rapporto tra Dio, il mondo e lessere
umano; lessenza della verit, del bene e del
male; la vocazione e il compito dellumanit.
Per questi articoli abbiamo pensato di approfondire i seguenti concetti ermetici: il rapporto
tra Dio, il cosmo e lessere umano; lessere
umano in quanto dio mortale; lispirazione e il
risveglio grazie al Nos. 

Il Nos e luomo
II DIO, IL COSMO E LESSERE UMANO

Per questo, Dio deve essere venerato con i


nomi il Bene e il Padre, nomi che spettano
solo a Lui e a nessun altro. (Libro VI, v. 37)

a noi noto con le sue opposizioni, la sua complessit, la sua finitezza e la morte e lunico
bene. Dio immanente in ogni cosa.

ullantica questione filosofica: Qual la


causa prima? il Corpus Hermeticum risponde: Dio. Il testo insiste sul fatto che
Dio inconoscibile per luomo e sulla necessit di seguire un processo di sviluppo interiore
per unirsi a Dio.
Ritorneremo su questo punto pi avanti.
Il Corpus Hermeticum definisce Dio come il
Bene o lunico Bene, perch il Bene il
solo nome, con quello di Padre, che gli si addice. Questo termine sottintende una evidente
preferenza per la perennit, limmutabilit e
leternit. Il Corpus Hermeticum d al concetto di cambiamento una connotazione negativa. Oggi, al contrario, questo concetto
percepito in modo positivo: la parola cambiamento comunica dinamismo. Invece, per il
Corpus Hermeticum non il cambiamento
che va ricercato, ma il riposo.

ancor pi giusto dire che Dio non contiene


tutte le creature in s, ma che, in verit, Egli
tutte loro! [...] Dio racchiude tutto in s, non
vi nulla al di fuori di Lui, ed Egli in tutto.

In questo risiede la sofferenza del mondo: la


rotazione e la scomparsa in ci che viene definito morte. La rotazione , infatti, ripetizione
e la sparizione rinnovamento. (Libro II, v. 62)
Questa affermazione nel Corpus Hermeticum
e non in uno scritto buddhista!
Una chiara distinzione viene fatta tra il mondo

(Libro XI, vv. 23-24)

Che Dio sia in tutto , certo, una meravigliosa


notizia. Molte persone ne traggono la conclusione che sia sufficiente abbandonare lillusione del nostro distacco dal divino per
superare questa separazione. Quindi, per alcuni, solo una lacuna della nostra percezione
che ci separa da Dio. Tuttavia, il principio su
cui si fonda il Corpus Hermeticum un altro:
si tratta, soprattutto, di un problema di vibrazioni. Dio in tutto non significa che tutto
in uno stato divino, bens che esiste, per tutti,
la possibilit di ritornare a Dio. Un cambiamento interiore si rivela assolutamente necessario: la rinascita del divino in noi. Il Corpus
Hermeticum stabilisce una chiara differenza
tra il mondo terrestre e il mondo divino.
Nella Tavola Smeraldina altra testimonianza
ermetica leggiamo:
Quello che in basso come quello che in
alto, e quello che in alto come quello che
in basso, affinch si compiano i miracoli
dellUno.
9

Il ritorno di quello che in basso verso quello


che in alto partecipa dei miracoli dellUno.
Questi miracoli caratterizzano lopera del divino. Noi possiamo parteciparvi in modo cosciente e attivo, oppure come spettatori
quando nessun miracolo si verificato nella
nostra coscienza. Senza essere in grado di comprendere, siamo spinti verso altri stati dessere.
Quello che in basso come quello che in
alto, non significa che coesistono due mondi
paralleli uguali, ma che si influenzano a vicenda. Cos, il pi sottile, che in alto, penetra
il pi grossolano, che in basso. Linferiore si
conforma alle attivit del superiore, secondo le
parole del Corpus Hermeticum:

Anche le illusorie attivit di quaggi dipendono da lass, dalla Verit stessa. E poich
proprio cos, io dichiaro che lapparenza

opera della Verit. (Libro XVII, v. 21)


Il piano di quello che in alto rappresentato
in basso; tutto quello che accade in basso non
uguale a quello che in alto, ma testimonia
dellattivit di quello che in alto, ad esempio
con un confronto o una parabola. Inoltre, con
le espressioni in alto e in basso, il Corpus Hermeticum non intende laldil e il quaggi: ci
che in alto non il regno dei morti.

Luomo, invece, si eleva fino al cielo e lo misura. Egli conosce sia la sublimit del cielo sia
le cose che sono sotto; accoglie in s tutto con
la pi grande precisione e, soprattutto, per elevarsi al cielo non ha bisogno di lasciare la terra.
(Libro XII, v. 75)

Pertanto, non necessario morire per sperimentare questo cielo. 

Il Nos e luomo
III LUOMO UN DIO MORTALE

opo questo chiarimento sulla relazione


tra lalto e il basso, occupiamoci della
creatura umana.
Ecco perch, unico tra tutte le creature della
natura, luomo duplice, mortale secondo il

corpo e immortale secondo la sua essenza


fondamentale. (Libro I, v. 38)
Poich luomo un essere divino che non
dovrebbe essere paragonato ad altre creature
viventi sulla terra, ma a quelle che vengono

La comunit frammentata pu essere trasformata mediante il dialogo profondo.


Ashok Gangadean www.http://thelearningcontinuum.biz

dallalto, alle creature celesti chiamate di.


(Libro XII, v. 73)

Osiamo, pertanto, dire: luomo terrestre un


dio mortale, il dio celeste un uomo immortale. (Libro XII, v. 76)
La seguente citazione un assioma ermetico:
Luomo un essere divino, un dio mortale.
Lespressione dio mortale , in tutta evidenza,
un paradosso. La mortalit riguarda solo
luomo terrestre: luomo vero immortale.
Luomo quindi un essere composito, un essere duplice. Quando affermiamo: luomo
un essere duplice, vuol anche dire che tutti
siamo esseri duplici. Conosciamo la nostra
parte terrestre, ma chi luomo reale?
Introduciamo ora le nozioni di Pimandro e di
Nos. Questi termini designano lAnima-Spirito, laspetto divino in noi. Quindi, il Nos
non si riferisce al carattere o alla personalit,
bens a un aspetto immortale in noi.

LAnima-Spirito, per la sua essenza, non pu


calarsi in un corpo terrestre senza un involucro. Infatti, il corpo terrestre non pu portare
una divinit talmente grande, n una forza
cos pura e magnifica pu sopportare di essere
direttamente unita a un corpo soggetto alle
passioni. (Libro XII, v. 51)
Il Nos una parte del vero essere umano, non
presente in noi, ma vi si pu stabilire, o, com
12

scritto in un altro brano del Corpus Hermeticum, pu rinascere in noi.


In realt, lessere divino e luomo terrestre
sono, per cos dire, incompatibili.
Detto in altro modo: non c spazio per entrambi nello stesso istante. Non sono intercambiabili a nostro piacimento. Nel Corpus
detto che noi, uomini terrestri, siamo sottomessi alle passioni. Siamo esseri emotivi e di
questo stato conosciamo gli aspetti piacevoli e
sgradevoli. Numerosi sono, per, gli esseri
umani coscienti della lacerazione provocata in
loro dalle discordi voci interiori.
E numerosi sono anche coloro che riconoscono
la voce interiore divina e sono in grado di tacitare il loro ego. Riconoscere questa voce non
frutto dellimmaginazione. Non siamo soltanto
esseri terrestri, ma anche di addormentati, o,
come detto nel Corpus Hermeticum, degli
di mortali. In realt siamo degli di, ma, al
momento, mortali.
Limmortalit del vero essere umano non intesa qui nel senso di unanima che ritorna a
Dio dopo la morte. Il viaggio di ritorno deve
cominciare prima della morte. Nel Corpus
Hermeticum possiamo leggere che la morte
naturale conduce a una nuova incarnazione la
quale, a sua volta, condurr di nuovo, inevitabilmente, alla morte.
Allora, come possiamo giungere alla rinascita
delluomo immortale? 

Il Nos e luomo
IV IL NOS E PIMANDRO

Tutto ci mi accaduto perch ho ricevuto il


mio Nos da Pimandro, dallessere che di per
s, la Parola dellinizio. (Libro I, v. 72)
Come il vero essere umano si sviluppa in noi,
dipende dalla conoscenza e dalla comprensione
di ci che deve accadere.
Questa conoscenza non ci trasmessa da qualcuno. Essa viene da dentro, da un dialogo interiore: il dialogo con Pimandro.
Se mi domandaste: Mostrami Pimandro! Io
non potrei farlo. Pimandro non direttamente
percettibile. Non si pu accendere Pimandro
come fosse una lampada in salotto. Pimandro
si manifesta solo quando qualcuno pronto a
riceverlo. Allora, egli pu accogliere la Parola
dellinizio.
Che cos questa parola? La sua somiglianza
col prologo del Vangelo di Giovanni In principio era il Verbo evidente. Naturalmente,
non si tratta di un caso, perch dietro la parola

si cela una realt spirituale, lunico Bene; inoltre, il Vangelo di Giovanni e il Corpus Hermeticum sono vicini nel tempo cos come dal
punto di vista culturale.

Tu hai visto nel Nos la bella forma originale


dellessere umano, larchetipo, il principio originale anteriore allinizio senza fine.
(Libro I, v. 23)

Il Corpus non ci dice in modo esplicito ci che


il Nos in realt. lAnima-Spirito? O la coscienza toccata dallo Spirito? Ora, ci non mi
sembra pi cos importante.
In fondo, non si tratta di spiegare il Nos, Pimandro, ma di risvegliarlo e di lasciarlo guidare
le nostre vite. Non appena il Nos vive in noi,
luomo interiore diventa concreto.
Allora, egli prende forma e rivela la statura
umana originale. 

In fondo, non si tratta di


spiegare il Nos, Pimandro,
ma di risvegliarlo e di lasciarlo
guidare le nostre vite

13

Il Nos e luomo
V IL RISVEGLIO DEL NOS

uando pensiamo: Attivare il Nos?


Non ci riuscir mai, forse ci sentiamo
indegni. Il Corpus Hermeticum tiene
conto di tali sentimenti.

Lasciati compenetrare dal pensiero che nulla ti


impossibile; considerati immortale e capace
di comprendere ogni cosa, le arti, le scienze, la
natura di tutto ci che vive. (Libro II, v. 80)

14

Quando sperimentiamo noi stessi come esseri


umani mortali, allora il pensiero che siamo immortali solo un sogno e un rifiuto di affrontare la realt. Infine, ignoriamo la nostra
parte immortale, lanima.
Cresci fino a essere di immensa grandezza, supera
tutte le forme, elevati al di sopra del tempo;
diventa eternit. Allora, comprenderai Dio.
(Libro II, v. 79)

Il Corpus Hermeticum non si limita a presentare una visione straordinaria, ma attacca


anche la nostra pusillanimit e la nostra cos
nobile modestia, pretesti per nascondere la
nostra indolenza. Fa anche riferimento allaiuto concreto del divino, ricevuto da chi
intraprende il cammino.

Durante il tuo viaggio lo incontrerai (il divino)


ovunque, ti si manifester ovunque anche dove
e quando non lo aspetteresti mai. (Libro II, v. 85)
Cercate chi vi prender per mano e vi condurr verso le porte della Gnosi, dove irradia la
chiara luce, dove non vi tenebra alcuna e
dove nessuno ubriaco, ma tutti sono sobri e
alzano gli occhi del cuore verso Colui che
vuole essere conosciuto. (Libro III, v. 4)
Cos, siamo guidati e condotti per mano!
Nel Corpus Hermeticum non c nessuna
spiegazione mistica, bens una formulazione
diretta, sobria, sorprendentemente moderna.
anche notevole lespressione Tutti alzano
gli occhi del cuore. Un riferimento al vero
essere umano le cui percezioni sensoriali sono
relativizzate. Che ci piaccia o no, nel Corpus
Hermeticum i sensi non hanno una buona
reputazione. Sono considerati ingannevoli,
perch danno unimmagine deformata della
realt e distolgono lattenzione.
Il Corpus Hermeticum radicale nel suo

rifiuto delluomo terrestre e delle sue facolt.

Dapprima lanima deve lottare contro se


stessa, provocare una grande divisione e lasciare a una parte la vittoria su se stessa. Sorge,
infatti, un conflitto tra una parte e le altre due:
la prima parte cerca di fuggire mentre le altre
due dal basso la tirano gi. (Libro V, v. 10)
Il conflitto interiore tra il tempo e leternit
rappresentato in modo rilevante.

Se prima non provi odio per il tuo corpo, figlio


mio, non potrai amare il tuo vero Io. Ma, se ami
il tuo vero Io, possederai lAnima-Spirito; dopo
aver ottenuto lAnima-Spirito, parteciperai
anche alla sua conoscenza vivente. (Libro VII, v. 16)
Queste parole sono chiare e non lasciano sussistere alcun dubbio. Esse esigono una decisione.
una questione di priorit nella nostra vita. Nella
nostra epoca parlare di odio per il corpo fuori
luogo e potrebbe indurre in errore. Si tratta di
dare la priorit al vero s che vive in noi.

Cos, o Tat, ti ho dato come meglio ho potuto una immagine di Dio. Se tu, accuratamente e interiormente, lapprofondisci e
losservi assiduamente con gli occhi del tuo
cuore figlio mio, credimi troverai la via del
cielo. O, ancor meglio, la stessa immagine di
Dio ti guider su questa via. (Libro VII, v. 30) 
15

Come un sorriso dal cielo


Un adolescente di buona famiglia frequenta dei nuovi amici. Suo padre, consapevole
della propria responsabilit, linterroga a tal proposito e ci provoca un immediato
conflitto: Non devi controllarmi! Il loro rapporto a tal punto alterato che il padre
decide di dargli fiducia.

onostante lapparenza ingenua e le


sue conseguenze prevedibili, la fiducia
accordata rivela il suo carattere magico e luminoso e mi rammenta questaforisma
Sufi: Vieni, anche se hai rotto cento volte il
giuramento, vieni! Ma, in certi casi, cento volte
sono anche meno della realt!
Unattivit cerebrale intensa e improvvisa mi
spinge a ricercare tutti i mezzi atti a ridurre
questa fiducia. Poi il silenzio cala in me e la
luce compie il suo lavoro: realizzo che una fiducia limitata non fiducia. Non scontato
che avere fiducia significhi accordarla. La Luce
stessa Cristo scopr nei suoi discepoli pi
vicini degli uomini di poca fede. dal pi
profondo dellessere che bisogna attingere la fiducia nella magia della Luce la fiducia
luce! Essa contiene gi laccettazione di ogni
possibile reazione e delle sue conseguenze.
Ampia, illimitata, libera. Vieni, anche se hai
rotto cento volte il giuramento, vieni!
Ho fiducia nella luce che anche in te, ti do la
mia fiducia, libera da suscettibilit e paure.
Chi si affidato alla Luce pu effondere la
Luce, portare la consolazione. Senza luoghi comuni del genere: Coraggio, domani andr meglio! Ma come una sorgente di luce, anche
modesta, che permette a unanima persa di riconoscere la sua origine e di ricongiungersi ad
essa grazie alla fede. Un campo di respirazione
e unapertura si creano nellatto impersonale;

16

non esiste pi lio o laltro.


Un condotto ostruito si sblocca, una porta
chiusa si dischiude e una luce liberata da ogni
tenebra si diffonde, un riflesso della Terra
Santa, la nuova Gerusalemme. Soltanto un
chiarore, ma sufficiente per scoprire la prima
traccia sulla via del ritorno, la terraferma, chiamata anche fede.
Le parole fiducia, consolazione o fede fanno
parte del vocabolario e dellimmaginario di
questo mondo terrestre, ma appartengono, in
sostanza, al mondo della luce. Ci spiega e
giustifica una certa prudenza riguardo alla
loro utilizzazione. Nel nostro mondo, in cui
linganno costituisce una realt indiscutibile,
questi termini possono apparire insipidi.
Linganno, infatti, fa parte integrante di questa
natura, ed a volte elevato al rango darte di
vivere. Persino gli animali, le piante e i minerali
utilizzano astutamente linganno, al fine di
mantenere se stessi. Il minuscolo ragno si trasforma in mostro, il fiore paradisiaco intrappola
il visitatore ignaro. In quanto alle attivit
umane, esse oscillano tra commerci equi e
frodi legali, addolcite con una strizzatina docchio e un pizzico di buon umore.
Nellessere umano si congiungono cielo e terra,
due mondi si compenetrano. La fiducia trova la
sua sorgente nel Principio, il cui tocco ci fa
riconoscere in ogni cosa la luce, Dio e, forse
ancora inconsciamente, le giuste relazioni.

Nella ricerca della saggezza puoi trovare un significato. Fotografo sconosciuto

Allora, la comprensione e la conoscenza di s


possono determinare il nostro atteggiamento.
la porta aperta a un sottile modo di percepire ci che possibile, senza giudizio e,
soprattutto, a dispetto dinnumerevoli sconfitte; e ci permette di fare lesperienza di

come la fiducia compia miracoli, tanto per chi


la d che per chi la riceve.
Come un sorriso dal cielo. 

17

Pitagora e la sua scuola


I UN PENSIERO DI 2600 ANNI FA

n essere umano di questepoca pu


sentirsi perso, come un punto isolato,
effimero, nellimmensit del tempo e
dello spazio. Egli vive il pi delle volte in una
citt, ha una famiglia e delle relazioni sociali
apparentemente casuali.
Egli vede e ascolta gli altri esseri umani e ha
sentimenti di simpatia o antipatia per loro. Ha
paura del futuro e cerca l'amore e la certezza.
come una piccola fiamma nell'universo buio,
che si illumina brevemente e poi si estingue.
Qual lo scopo di questa vita?
Tuttavia, se egli dovesse incontrare il saggio
Pitagora, ad esempio in un libro, potrebbe leggere: Tu puoi esistere con il tuo corpo e la tua
coscienza personale in un certo luogo dellinfinito mondo spazio-temporale; ma come
corpo dotato di un io, tu sei l'incarnazione
transitoria di un essere eterno: un pensiero di
Dio che, come la divinit stessa, pu muoversi
coscientemente nel tempo e nello spazio ed
in grado di evolversi per una gloria sempre
maggiore. Tu non percepisci le eterne armonie
divine delle sfere, che circondano e permeano
lo spazio-tempo con l'amore, la libert e la
pace. Tu non le odi perch il tuo corpo e il tuo
io non possiedono un organo di percezione
idoneo. Fin dall'inizio del tempo, il tuo essere
immortale ha pi volte creato, quale modo di
espressione, un corpo e una personalit
mortale. Queste personalit formano, nelle
profondit dello spazio e del tempo, una
catena dincarnazioni. Fino ad ora, nessun
anello di questa catena ha sviluppato un

18

organo di percezione in grado di intendere le


armonie delle sfere.
Tuttavia, potresti essere in grado di farlo. Hai
non solo il compito, ma anche la possibilit di
sviluppare un tale organo. Il tuo essere immortale potrebbe, sulla via della crescita spirituale,
divenire cosciente di se stesso, della sua origine
divina, delleternit e del mondo divino.
Allora, il tuo corpo e la tua coscienza personale
potrebbero cambiare totalmente. E con i nuovi
occhi spirituali, potresti vedere che la tua vita
attuale, questo apparentemente punto di fuga
nel mondo spazio-temporale, la conseguenza
necessaria di innumerevoli incarnazioni. Tu
potresti comprendere il significato della tua attuale incarnazione. Le coincidenze e le arbitrariet non ti sembrerebbero pi decisive per la
tua vita. Comprenderesti quanto piccoli e limitati siano i tuoi attuali interessi, desideri e
paure, in confronto a questa possibilit
grandiosa, inscritta nellinfinito, del quale tu sei
partecipe. 

Pitagora
Bassorilievo
della cattedrale
di Chartres
(XII secolo)

UNA ESPLORAZIONE IN SETTE PARTI

II IL MITO DI DIONISIO

itagora (569-474 a.C.) raccontava che


egli conosceva le sue precedenti incarnazioni e, nella sua ultima incarnazione,
era stato un certo Euforbo. Egli udiva anche
larmonia delle sfere, perch aveva sviluppato
organi di percezione spirituali nelle scuole dei
misteri dellantico Egitto, della Persia, della
Fenicia e della Grecia. Nel corso di alcuni decenni era diventato ci che chiamiamo un
liberato o iniziato ai misteri della vita.
Questo il motivo per cui era qualificato ad
aiutare altri cercatori di verit ad acquisire tali
qualit. Fond una scuola spirituale o scuola
dei misteri per tutti coloro che aspiravano
ardentemente a conoscere il senso profondo
della loro esistenza.
In una citt dellattuale Italia Meridionale,
Crotone, intorno allanno 530 si costitu un
gruppo di persone che lo riconobbero come

loro maestro.
Tutti i costumi e le regole della scuola dei misteri di Pitagora si basavano sulla sua intuizione
che un ordine e una energia divina pervadono
luniverso, e vogliono diventare coscienti nellessere umano. Un autore dallantichit ha
scritto: Ogni cosa che essi (i pitagorici) decidono di fare, si pu far risalire alla volont divina [...], perch insensato aspettarsi la
salvezza da altri che dagli dei.
Collegarsi al divino nelluniverso era lo scopo
che guidava la vita degli allievi di Pitagora, e
dava loro la forza di percorrere il sentiero.
Ogni giorno offrivano agli dei cibi, bevande e
incenso.
Deve essere esistito un culto speciale per
Dioniso, i rituali del quale sono purtroppo andati perduti. Ci non sorprendente, alla luce
del segreto assoluto che era mantenuto nelle

19

antiche scuole misteriche. Tuttavia, ci che


sappiamo che il centro di gravit di questo
culto era il mito di Dioniso.
Dioniso era il simbolo dellesaltazione spirituale e dellimmortale divinit interiore.
Egli fu dilaniato dai Titani, simboli delle
forze del mondo non divino. Ma una divinit
femminile, simbolo del potere rigenerante
dellanima, raccolse i pezzi e lo ricompose.
Dioniso Zagreo, il figlio generato da Dioniso
con questa divinit femminile, combatt e
sconfisse i Titani. Cos, lapparentemente
morto Dioniso pot essere rianimato. Il dio,
che era stato dilaniato dalle forze di attrazione
del mondo transitorio, divenne di nuovo vivo e
riprese il suo posto nel pantheon divino.

20

Ora Dionisio aveva, come mezzo di espressione, un figlio immortale che era in grado di
lavorare nel mondo.
I seguaci di Pitagora, in occasione di feste speciali, probabilmente rappresentavano questo
mito negli anfiteatri o negli edifici della
scuola. In ogni caso, agli studenti era sempre
ricordato il loro compito di accompagnamento rituale, in modo di ricevere lenergia
necessaria attraverso le nuove forze danima
per far rivivere lapparentemente morto
Dioniso nel loro stesso essere, e per annullare
i legami con il mondo terrestre: i Titani. Cos,
potevano rivivere come esseri immortali,
come Dioniso Zagreo. 

Pitagora e la sua scuola


III LA TETRAKTYS

he cosa facevano gli allievi di Pitagora


per raggiungere il loro obiettivo?
Immaginiamo un giovane che veniva
accettato come allievo da Pitagora. Un periodo
di cinque anni di ascolto e di apprendimento
iniziava per lui. Imparava a non giudicare e a
non criticare avventatamente ci che avveniva
intorno a lui e, soprattutto, imparava a tacere.
Egli era cosciente che in realt non sapeva
nulla di essenziale, e apriva quindi il suo cuore
agli insegnamenti di Pitagora, in modo che essi
diventassero attivi nel suo essere interiore.
Nella scuola di Pitagora tale atteggiamento di
ascolto e di silenzio era espresso in modo simbolico: i novizi sedevano davanti a un sipario
dietro il quale, invisibile a loro, Pitagora dispensava i suoi insegnamenti. In questo modo,
era chiaro a tutti che lallievo non poteva sperimentare direttamente il mondo divino. Un sipario, un velo doveva prima essere tolto. Detto
in altre parole: gli organi sensoriali e la mente
non erano gli strumenti adatti per osservare le
relazioni e le forze del mondo divino. A tal
fine, altri organi spirituali erano necessari e
dovevano essere sviluppati.
Da allora stata fatta una distinzione tra essoterico ed esoterico. Gli essoterici sono davanti
ai Misteri, ma ne hanno soltanto sentito
parlare. Gli esoterici, invece, sono gi in possesso di un certo potere di percezione spirituale e sono nei Misteri: essi li sperimentano.

In questa fase di silenzio del suo pubblico, gli


insegnamenti di Pitagora toccavano argomenti
teorici e pratici. La teoria consisteva nella descrizione della struttura della natura originale:
la natura divina e quella dellessere umano.
Pitagora affermava: Lorigine dellesistenza
Dio, unentit che ricopre tre aspetti:
1. una volont creatrice onnipresente, possiamo chiamarla il Padre, lo Spirito;
2. una sostanza primordiale realizzatrice, una
sorta di materia ed energia che riceve la
volont del Padre: la Madre, lanima del
mondo.
3. Poi arriva il frutto della collaborazione tra
questi due aspetti, che si riflettono uno nellaltro: la Luce, il Figlio, la coscienza.
4. Da questi tre aspetti del divino sorgono
creature, emanazioni, pensieri; microcosmi a
immagine del macrocosmo: noi stessi come
entit eterne.
In questa visione, allorigine della vita vi una
tetrade e un macrocosmo nel suo sviluppo.
Questa non solo una meccanica celeste guidata dalla causalit o il risultato di una possibilit dopo il big bang.
Pitagora una caratteristica del suo pensiero
vedeva, nelluniverso divino e nelluniverso
spazio-temporale, dei rapporti armonici in relazione ai numeri. Una delle sue espressioni
era: Tutto numero.
21

Per lui, il numero comprendeva non solo un


concetto quantitativo, ma rappresentava anche
una qualit. La fonte originale indicata dal
numero uno, Dio, lunit che tutto abbraccia.
Fin dallinizio, egli bipolare: il Padre, la
Madre il due.
interessante notare che il due non la
somma di due unit, ma la divisione dellUno

22

da cui nasce una nuova qualit: la polarit.


La dinamica tra i due poli crea il Figlio, il tre,
che ancora una divisione armonica dellUno.
E da questi tre procede una nuova creazione: il
microcosmo, il quattro.
1 + 2 + 3 + 4 = 10. la famosa Tetraktys di
Pitagora, la tetrade, che pu essere paragonata
alla ottava superiore dellUno. 

Pitagora e la sua scuola


IV LA RESTAURAZIONE DELLA TRIADE

na lunga e profonda meditazione su


questo schema portava il discepolo a
scoprire che esso conteneva non solo
una descrizione del macrocosmo, ma anche di
se stesso come microcosmo. Il Padre era attivo
in lui, come Dioniso, come volont divina
inconscia o, si potrebbe dire, come scintilla
di spirito.
In lui, la Madre, la divinit femminile, lanima
in uno stato di sostanza divina primordiale,
materia-energia ancora indifferenziata, riceveva
lo Spirito. Lunione del Padre e della Madre
generava il figlio, Dioniso Zagreo, la nuova luce
della coscienza, lilluminazione. Sulla base di
questi primi tre elementi, il suo essere aveva la
possibilit di produrre unopera immortale: il
quarto elemento della tetrade.
Al tempo stesso, il discepolo scopriva che la
sua forma attuale non era pi questa perfetta
tetrade. In effetti, la scintilla di spirito, il Padre
in noi, quasi mai attiva. La Madre, la nostra
anima originale, sommersa dalle passioni e
dai coinvolgimenti nel groviglio delle apparenze transitorie. La conseguenza che non
vi pi spazio per accogliere lo Spirito. E cosa
successo alla nostra coscienza, il Figlio?
La nostra personalit dovrebbe essere
lespressione immortale della volont divina,
unanima divina pura, un vero S e, come dice
la Bibbia, limmagine di Dio. Tuttavia, al suo
posto si sviluppata una personalit mortale

dallorizzonte molto limitato; e ci si sente soli,


disconnessi, persi nello spazio-tempo che ci
straniero. Ci che essa crea, il quarto
elemento, molto imperfetto: guerre,
malattie, relazioni sociali caotiche, deviazioni
psicologiche il bene e il bello stessi sono
effimeri, invariabilmente annientati, come
sappiamo. Siamo incatenati al mondo dei
Titani, simboli di innumerevoli passioni,
desideri, interessi e illusioni, ed per questo
che la divinit, lUno, frammentata in noi.
Quando iniziava il suo cammino, lallievo di
Pitagora avrebbe voluto porre fine a questa
spiacevole situazione. Che cosa poteva fare?
Fare spazio allanima, in modo che la Madre
potesse ritornare alla sua purezza originaria
onde poter ricevere coscientemente lo
Spirito, il Padre ridivenuto Uno. Poi, una
personalit immortale, il suo vero S, poteva
sorgere da queste due unit, e creare le sue
opere insieme con il Padre-Madre. 

23

Pitagora e la sua scuola


V I VERSI DORO

aspetto pratico degli insegnamenti di


Pitagora era, nel corso dei primi cinque
anni, chiarito al discepolo da dietro il
sipario. I Versi dOro di Pitagora sono giunti a
noi nella loro interezza. Essi descrivono il cammino spirituale come una sorta di matrice, la
quale consente alla personalit mortale di passare dallo stato di divinit incosciente, a una
resurrezione cosciente di tutto il microcosmo,
dotato di una personalit immortale. La prima
parte dei Versi dOro tratta della purificazione
dellanima. Per raggiungere questobiettivo il
discepolo deve vivere adottando un comportamento adeguato.
La nostra personalit originale, immortale, possedeva tre grandi centri di coscienza: uno nel
corpo, dove lenergie dellamore divino erano
attive; un altro nel cuore, dove era vissuta
lunione con Dio; e un terzo nella testa, dove la
sapienza divina regnava liberamente. Anche la
nostra attuale personalit mortale dispone di
questi tre centri, ma in uno stato degenerato.
Nel corpo, in particolare nel bacino, si concentrano le pulsioni egoistiche, le passioni e i desideri. Nel cuore sono presenti, oltre agli impulsi
sentimentali, la gelosia, lavidit e la paura.
Nella testa risiedono delle idee e delle convinzioni di natura morale che aiutano a controllare gli effetti negativi degli altri due centri, ma
in modo insufficiente. Un cammino spirituale
richiede la neutralizzazione di questi centri degenerati. Ci spiegato nella prima parte dei
Versi dOro.

24

Leggiamo: Cerca il bene, meditalo e abituati a


dominare le seguenti passioni: prima di tutto
lappetito e il sonno, poi la lussuria e lira.
Il discepolo deve acquisire moderazione, non
solo riguardo alla sua alimentazione, ma per
tutto ci che viene consumato, ad esempio i
mezzi di comunicazione. Egli impara a superare la sua letargia e pigrizia; a reprimere la sua
sessualit. Deve anche contenere la collera,
cio la sua aggressivit e la critica distruttiva.
In questo modo, egli apporta un certo ordine
nel centro di coscienza del bacino e lo accorda
alle esigenze della nuova anima.
Impara a sostituire la paura con il coraggio, la
dipendenza dal parere delle altre persone con
lindipendenza, lindolenza riguardo le esigenze etiche con un giusto senso dellonore.
I Versi dOro aggiungono: Non commettere
mai azioni vergognose, n con altri n da solo;
ma, al di sopra di tutto, rispetta te stesso.
Il concetto di coraggio riassume in pratica
quasi tutte queste propriet. Nella testa, una
nuova ragione deve emergere: un pensiero
autonomo, una "saggezza" che sappia cosa
pu favorire la salute e la situazione familiare
e sociale.
Che nessuno, con le parole o con gli atti, ti
persuada a fare o a dire ci che la tua coscienza stima non essere la cosa migliore!
I tre centri dovrebbero lavorare insieme in armonia: pensiero, sentimento, energia vitale. Questa
la "giustizia", la quarta grande virt che dovrebbero conseguire i discepoli di Pitagora e qualsiasi

altro cercatore spirituale. Colui che volge lo


sguardo verso linteriore e sviluppa queste qualit come Dioniso Zagreo, figlio di Dioniso si
affranca dai coinvolgimenti, dalle aspettative,
dalle paure e illusioni del mondo transitorio. Si
libera dei Titani che si oppongono alla riflessione
su se stesso e disturbano la sua unit interiore.
In sintesi, egli edifica una nuova quadruplice
anima pura, che corrisponde alla Tetraktys: il
Padre (il pensiero con la testa), la Madre (il
sentimento nel cuore), il Figlio (lenergia vitale
cosciente) e gli atti in sintonia con lanima.
Nella scuola di Pitagora, era consuetudine
sostenere questo insegnamento con delle
massime simboliche, frasi che assomigliavano
ai koan, immagini della vita quotidiana che di
volta in volta ricordavano al discepolo i suoi
compiti. Metti prima la scarpa destra. Subito
dopo averla messa pensa, con la scarpa
destra, che sei sulla buona strada per un
obiettivo importante. Subordina questo
obiettivo alla tua scarpa sinistra. Ci sono
molti esempi di questo tipo.
I discepoli di Pitagora lavoravano per creare
una nuova personalit, in sintonia con lordine
del macrocosmo divino e sulla base delle quattro grandi virt: la moderazione, il coraggio, la
saggezza e la giustizia. Avrete notato a questo
proposito che i Pitagorici non erano interessati
alla perfezione della personalit terrestre. Non
cercavano di essere eroi virtuosi o santi. Tutto
poteva essere di aiuto per un obiettivo che,
tuttavia, poteva essere realizzato solo con le

forze dello Spirito. Gli insegnamenti della


scuola di Pitagora erano portatori di energie
spirituali. Ottenere lilluminazione e lelevazione della coscienza determinava il tipo di
preparazione e gli strumenti atti a tal fine.
Inoltre, probabilmente avete notato come questi strumenti e il nuovo comportamento non
avevano lo scopo di rendere i discepoli capaci
di padroneggiare le circostanze interiori ed
esteriori, di dominare e ottenere cos il piacere,
il potere o il raggiungimento di ideali personali. I mezzi utilizzati servivano per liberare
lanima naturale dai legami terreni. Procedendo nel cammino, diminuiva in lui il desiderio di prestigio, di potere e di felicit, mentre
cresceva la sua vera anima.
In questo modo, il discepolo entrava nella seconda importante tappa del suo cammino.
Grazie alla sua aspirazione e alla sua comprensione imparava a rinunciare alla sete di vita terrena, al potere e alla felicit impermanente, e
ristabiliva il contatto con i Misteri.
Il "Giuramento di Pitagora", che si trova esattamente tra la prima e la seconda parte dei
Versi dOro, esprime perfettamente questo
grande cambiamento: S, lo giuro per Colui
che ha fatto dono alla nostra anima della Tedrade... Con un no irrevocabile, il discepolo
si distaccava dalle passioni, dallignoranza e
dalla collera, dalle influenze esterne, dalle illusioni e dalle paure e, con un s definitivo,
aderiva al mondo divino in cui, dopo questa
lunga preparazione, entrava esitante. 
25

I Versi dOro

Parte prima
1 Onora gli Dei immortali secondo il rango
loro assegnato dalla legge.
2 Venera il giuramento e anche gli eroi
gloriosi.
3 Onora allo stesso modo i Geni terrestri,
secondo i riti tradizionali.
4 Onora i tuoi genitori e i tuoi consanguinei.
5 Fatti come migliore amico chi ti supera
nella Virt.
6 Sii amabile nelle parole e utile nelle
opere.
7 Non odiare lamico per una colpa veniale.
8 Agisci secondo le tue facolt, tenendo
conto che ci che si pu fare molto
vicino alla necessit.
9 Cerca il bene, meditalo e abituati a
dominare le seguenti passioni:
10 prima di tutto lappetito e il sonno, poi la
lussuria e lira.
11 Non commettere mai azioni vergognose,
12 n con altri n da solo; ma al di sopra di
tutto rispetta te stesso.
13 Sii giusto, negli atti e nelle parole.
14 Sii ragionevole e sensato in tutte le tue
azioni.
15 Non dimenticare che la morte il destino
di tutti.
16 Quanto alle ricchezze, esercitati nello
stesso modo a conquistarle e a perderle.
17 Le avversit che la sorte riserva agli uomini provengono dagli dei.
18 Sopporta il tuo destino senza indignarti,
19 anche se conveniente correggere il tuo
destino secondo le tue possibilit.
20 Agli uomini dabbene il Destino non invia
queste sventure.
26

21 Delle parole che gli uomini dicono, alcune


sono buone e altre cattive;
22 che esse non ti turbino n abbiano alcuna
influenza su di te.
23 Ascolta con pazienza e dolcezza
le falsit.
24 E quello che ti sto per dire, osservalo in
tutte le circostanze.
25 Che nessuno, con le parole o con gli atti,
ti persuada
26 a fare o a dire ci che la tua coscienza
stima non essere la cosa migliore.
27 Rifletti prima di commettere una azione
stolta;
28 perch proprio delluomo debole fare e
dire sciocchezze.
29 Ma tu agisci in modo da non dolertene
pi tardi.
30 Evita di fare ci che non conosci,
31 ma impara tutto ci che importante e
vivrai una vita felice.
32 Non trascurare la salute del corpo.
33 Sii misurato nel bere, nel mangiare e
nellesercizio fisico.
34 Io chiamo misura ci che non porta
dolore.
35 Abituati a condurre unesistenza pura,
priva di mollezze.
36 Evita di fare tutto ci che pu attirare
linvidia su di te.
37 Non sprecare sconsideratamente, come
colui che ignora la Bellezza.
38 Non essere nemmeno avaro: in ogni cosa,
la misura la perfezione.
39 Fa ci che non ti nuocer, e rifletti prima
di agire.
40 Non accogliere il sonno nei tuoi occhi
stanchi

41 prima di aver esaminato tutte le tue azioni


della giornata.
42 In che cosa ho sbagliato? Che cosa ho
fatto? Quale dei miei doveri ho trascurato?
43 Ripercorri tutte le tue azioni cominciando
dalla prima e senza dimenticarne nessuna.
44 Se hai commesso delle bassezze,
punisciti; se hai agito virtuosamente,
rallegrati.
45 Applica a te stesso questi precetti, meditali, amali con fervore;
46 essi ti metteranno sulle tracce della virt
divina.
Il Giuramento di Pitagora (47-48a)
S, lo giuro per Colui che ha fatto dono
alla nostra anima della Tetrade, la quale
ha origine nellEssere eterno ed , a sua
volta, fonte della Natura eterna.
Parte seconda
48b Non intraprendere un lavoro,
49 senza chiedere aiuto agli Dei per
completarlo.
50 Se metterai in pratica queste regole, conoscerai il legame che unisce gli Dei
immortali agli uomini mortali.
51 Saprai il motivo per cui le cose si separano e in quale misura esse si riuniscono.
52 Saprai anche, per quanto ne sei degno,
che la Natura in tutto simile a se stessa,
53 in modo che non spererai pi linsperabile
e nulla ti sar pi nascosto.
54 Saprai che gli uomini sventurati hanno i
mali che essi hanno scelto.
55 Miserabili, essi non vedono i beni che
sono vicini a loro.

56 Pochi son coloro che sanno liberarsi dei


loro mali.
57 Tale la sorte che turba gli spiriti
dei mortali.
58 Essi rotolano di qua e di l, carichi di mali
innumerevoli.
59 Perch la discordia, sinistra compagna, a
loro insaputa li fuorvia.
60 Essa a loro congeniale: non bisogna
provocarla, ma fuggire colui che
soccombe ad essa.
61 O Zeus, padre nostro, tu libereresti tutti gli
uomini dai molti mali che li affliggono,
62 se mostrassi a ognuno il demone che al
suo servizio.
63 Ma tu, fatti coraggio, perch sai che i
mortali sono di razza divina,
64 e la Natura, che sacra, rivela loro tutte le
cose.
65 Se tu parteciperai di queste rivelazioni,
comprenderai i miei precetti.
66 Avendo guarito la tua anima, la libererai
da questi mali.
67 Ma astieniti dagli alimenti dei quali
abbiamo parlato, esercitando il tuo giudizio
68 su tutto ci che pu servire per purificare
e liberare la tua anima. Medita su ogni
cosa,
69 e prendi come guida la perfetta
Intelligenza superiore.
70 E se, dopo aver lasciato il tuo corpo, elevi
la tua anima nel libero etere,
71 sarai un dio immortale, incorruttibile,
e libero per sempre dalla morte.

27

Pitagora e la sua scuola


VI LE QUATTRO SCIENZE

ella scuola interiore di Pitagora, lo


studio di quelle che oggi chiamiamo
scienze era considerato importante
per lo sviluppo dellanima. I pitagorici
cercavano di acquisire e sviluppare una
comprensione delle correlazioni dellesistenza.
In questa prospettiva studiavano quattro
scienze: laritmetica o calcolo, la musica, la
geometria e lastrologia.
Vedevano il Tutto creato dai numeri. Dalla divisione bipolare dellunit, Dio, procede la
diade Padre-Madre. Dalla loro interazione
emana la triade Padre-Madre-Figlio, che genera un nuovo processo creativo: la tetrade.
Altra scienza studiata dai pitagorici era la
musica. Pitagora aveva scoperto o forse portato con s dallEgitto che gli intervalli che
danno origine alla scala musicale ad esempio
lintervallo di terza, di quarta, di quinta, di ottava, etc. si basano su una progressione di numeri a partire da un determinato rapporto
matematico: quello dellintervallo di quinta,
avente il rapporto 2 : 3 (in senso ascendente)
meraviglia dei numeri! Ora, esaminando la nostra esperienza percettiva, possiamo intuire la
presenza di una proporzione che si ripete con
regolarit anche nel nostro udito o nel rapporto reciproco tra alcuni elementi fisici che
vibrano insieme armoniosamente. Ecco, forse,
perch sperimentiamo come piacevoli certi
intervalli. C unarmonia interiore tra questi

28

suoni, tra la vibrazione esterna dellaria e la nostra situazione interiore. Per analogia, possiamo
spingerci oltre e immaginare che sia anche possibile percepire le vibrazioni delle orbite dei
pianeti, come ascoltare la musica delle sfere.
Pitagora utilizzava anche leffetto empatico
della musica. Sapeva esattamente quali
melodie e quali strumenti potevano esercitare
un effetto calmante sullumore, e quali, invece, potevano esacerbare le passioni. Egli applicava queste conoscenze a scopi terapeutici.
La musica che induceva esaltazione e portava
al parossismo era bandita dalla sua scuola. Non
cerano strumenti a fiato, che agiscono sullequilibrio della mente, n tamburi, che stimolano il centro del bacino e alterano
larmonia fra i diversi aspetti dellanima: la
saggezza, il coraggio e la misura.
La terza scienza volta a promuovere lo
sviluppo dellanima nellInsegnamento
pitagorico era la geometria. Un discepolo o una
discepola di Pitagora analizzava, nella sua coscienza, la correlazione tra i due cateti di un
triangolo rettangolo e la sua ipotenusa. Egli
sperimentava il prodigio che per ogni triangolo
rettangolo la somma dei quadrati dei cateti
uguale al quadrato dellipotenusa: a2 + b2 = c2.
Chi approfondisce questo in modo disinteressato, in grado di applicare questa esperienza
anche in altri settori della vita.

Pensiamo al conflitto generazionale. I pitagorici


confrontavano le idee di una persona giovane
con quelle di una persona adulta, diverse come
un cateto che perpendicolare allaltro. Poi,
cercavano di guidare luna e laltra in un nuovo
contesto, corrispondente allipotenusa del
triangolo. Cos, il pensiero, con un intervento
privo di interesse personale, poteva, utilizzando la geometria, discernere il dissimile in
ogni situazione della vita ed esaminarne il
potenziale di riconciliazione. Quanta infelicit
potrebbe essere risparmiata se, prima del
matrimonio, luomo e la donna potessero
avere una visione chiara delle loro affinit e
delle loro differenze caratteriali, senza essere
distolti dallattrazione sessuale o dalle illusioni
romantiche.
Infine, la quarta scienza: lastronomia, o
meglio, lastrologia, la logica e la comprensione delle stelle. La posizione macrocosmica
dei pianeti alla nascita di una persona mostra,
per analogia, le relazioni microcosmiche che
determinano le peculiarit del suo carattere.
Loroscopo fornisce una descrizione schematica. Ogni pianeta non solo un corpo ma
anche una sfera, un campo di radiazione che
riempie lintero sistema solare. Tutti i campi di
radiazione dei pianeti e del sole si compenetrano e, quindi, influenzano anche la terra e
ogni entit su di essa. Al momento della
nascita, questa costellazione macrocosmica

segna col suo sigillo il sistema microcosmico


del neonato; questo gioco di forze opera sul
suo carattere e sul suo destino.
Quando un essere umano spiritualmente
sviluppato osserva queste cose, pu aiutare gli
altri, il cui pensiero si sta rinnovando, a raggiungere questa capacit di vedere. Osservando i campi di radiazione dei pianeti e la
loro influenza sul carattere e sul destino del
neonato, si pu intravedere la relazione tra ci
che in alto e ci che in basso. 

29

Pitagora e la sua scuola


VII DIETRO IL VELO...

ra, il candidato si trovava di fronte a


Pitagora, e ai Misteri che lentamente
si erano svelati. La sua coscienza e la
sua mente erano distaccati da ogni interesse
personale. Una percezione oggettiva e una
nuova anima erano nate. Esse costituivano la
base per lo sviluppo di nuovi organi spirituali.
Come sostenere questo processo in modo positivo? Ci possibile consolidando il nuovo
stato dellanima. A tal fine, la scuola di Pitagora
utilizzava un eccellente metodo. Nei Versi
dOro leggiamo: Non accogliere il sonno nei
tuoi occhi stanchi prima di aver esaminato
tutte le tue azioni della giornata.
In che cosa ho sbagliato? Che cosa ho fatto?
Quale dei miei doveri ho trascurato?
Ripercorri tutte le tue azioni cominciando
dalla prima e senza dimenticarne nessuna.
Se hai commesso delle bassezze, punisciti; se
hai agito virtuosamente, rallegrati.
Ripetuta ogni sera, questa meditazione rafforzava in modo straordinario il nuovo stato dellanima. I pitagorici sapevano che ogni
personalit mortale non un giocattolo in balia
del suo destino o karma, bens pu imparare ad
accettarlo in modo da non ostacolare il cammino di liberazione; essa pu accumulare
nuovo karma, oppure ridurlo. Tutti gli atti di
una personalit mortale sono registrati nellessere immortale, il microcosmo. La somma di
tutte le registrazioni delle precedenti incarnazioni determina il karma della vita attuale. Ci

30

che si semina in una vita crea nuove cause e, se


non viene elaborato e risolto in questa vita, diventa il punto di partenza per la prossima incarnazione. Questultima raccoglier ci che
tutte le incarnazioni precedenti hanno seminato. Karma individuale e collettivo, a volte
sono un fardello cos pesante che luomo pu
soccombere. I Versi dOro: Le avversit che la
sorte riserva agli uomini provengono dagli dei.
Tale la sorte che turba gli spiriti dei mortali.
Tuttavia, luomo pu comprendere le cause per
cui egli accumula nuovo karma. I conflitti della
coscienza, la lotta per lesistenza e il desiderio
di mantenersi determinano tutta la vita e il suo
fardello. Pitagora usa addirittura il termine
demonio. I Versi dOro dicono: Perch la
discordia, sinistra compagna, a loro insaputa li
fuorvia. Essa a loro congeniale: non bisogna
provocarla, ma fuggire colui che soccombe
ad essa.
Se un candidato pu riconoscere questo demone, con laiuto dellenergia divina e di un
maestro come Pitagora, anche in grado di
liberarsi di esso, del conflitto, del desiderio di
vita e dellignoranza. Le forze ricevute lo aiutano ad accettare il suo destino. Leggiamo nei
Versi dOro: Sopporta il tuo destino senza
indignarti, anche se conveniente correggere il
tuo destino secondo le tue possibilit.
Le immagini del testo greco dei Versi d'oro sono tratte da
Pythagore, Les Vers d'Or, Marcel Boin, Bourges (Francia), 1948

Un allievo che percorre il cammino liberatore


non fatalista. Sulla base dellenergia spirituale
del suo microcosmo, riuscito gradualmente a
liberarsi. O Zeus, padre nostro, tu libereresti
tutti gli uomini dai molti mali che li affliggono,
se mostrassi a ognuno il demone che al suo
servizio.
Lasciando agire cos le leggi e le energie divine,
in lui e fuori di lui, il discepolo di Pitagora allentava i suoi legami e riceveva lo Spirito, lilluminazione. Perseverando nellagire sulla base
delle leggi e delle forze divine, questo stato diventava parte integrante del suo essere. Ecco
perch, alla fine dei Versi dOro, detto:
Prendi come guida la perfetta Intelligenza superiore. E se, dopo aver lasciato il tuo corpo,

elevi la tua anima nel libero etere, sarai un dio


immortale, incorruttibile, e libero per sempre
dalla morte.
Che cosa avviene, allora, della solitudine, della
sensazione di essere un granello di polvere
insignificante nelluniverso? Un tale essere
umano colmato da un ordine nuovo e
grandioso; egli onnisciente, uno con Dio e
con tutte le cose e le creature, nella libert e
nel rispetto delle leggi divine. Grazie alla
nuova anima purificata, il Dioniso immortale
in lui, lo Spirito che sembrava morto resuscitato in una nuova personalit immortale.
In questo processo, chiaro che non il s
egocentrico che raggiunge la libert nelletere.
Infatti, questo s il risultato della separazione

31

Nelle numerose analogie tra Pitagora e Ges, sia che si trattasse della loro vita sia dei loro
insegnamenti, la pesca occupava un posto particolare. Pitagora incontr un giorno dei pescatori
sulla spiaggia dove essi stavano spiegando le vele; egli disse loro che avrebbe potuto predire
labbondanza della loro pesca fino al numero esatto dei pesci. La condizione che egli pose fu che
i pescatori dovevano rigettare in mare i pesci se la predizione si fosse rivelata esatta. Tutti i pesci
tirati fuori dallacqua furono tenuti in vita e il loro numero si rivel conforme alla predizione.
Pitagora li riscatt e questi furono rigettati in mare. I pescatori diffusero la storia e da allora
Pitagora fu venerato come un semidio. Salvator Rosa, Pitagora e il pescatore. Berlino, Museo Nazionale

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da Dio. Separazione che mantenuta dai


continui conflitti e anche per auto-protezione.
La coscienza fisica, grossolana o raffinata, perseverante o accorta, un ostacolo al vero S.
Tuttavia, nella scuola di Pitagora essa ha imparato a rimanere in silenzio e a servire il vero
S: punto di partenza di tutte le scuole spirituali, sia nel passato cos come nel presente.
Gli studenti e gli allievi di queste scuole continueranno a lavorare nella loro vita quotidiana
per sviluppare nuovi strumenti atti alla comprensione. Sulla base della scintilla di spirito in
loro e con laiuto delle energie divine, essi si separeranno dai desideri, dalle paure e dalle illusioni, e realizzeranno un collegamento sempre
pi luminoso con il mondo divino. Incantesimi,
preghiere o trattative sono inutili. Questi
mezzi stabiliscono, nel migliore dei casi, un
contatto con laldil, con il mondo sotterraneo,
chiamato da Pitagora il mondo inferiore. Il
discepolo di Pitagora teneva conto di questo
mondo e lo rispettava: Onora allo stesso modo
i Geni terrestri, secondo i riti tradizionali.
E non andava oltre.
Anime del mondo divino sincarnano volontariamente per consentire ai cercatori sul cammino di acquisire autonomia e libert. Queste
anime prendono su di loro tutte le difficolt
del mondo materiale, al fine di aiutare i cercatori a superarle. Cos fece Pitagora. Dopo 20
anni di intensa attivit, egli e la sua scuola furono perseguitati. Dovette lasciare il paese e i
33

suoi seguaci furono dispersi. Ci fu causato


principalmente da ragioni politiche. A Crotone, Pitagora aveva stabilito buoni rapporti
con laristocrazia al potere. Nella sua scuola si
formavano uomini eccellenti. Ci era dimostrato dalla struttura politica esteriore della
scuola con il suo scopo aristocratico e la speranza di influenzare positivamente le relazioni
politiche, grazie allenergia che essa irradiava.
Ma dei precetti democratici sostituirono in
tutta la Grecia questo scopo aristocratico (a
quel tempo, in Magna Grecia Sicilia ci significava libert illimitata ed egoismo esacerbato). Questo cambiamento sollev delle

Konrad Dietzfelbinger
Pitagora
Vita
Scuola dei Misteri,
Versi dOro
Larticolo si basa su
una conferenza dellautore.
www.rozekruispers.com

34

opposizioni alla scuola pitagorica, dove regnavano la disciplina e lamicizia. La situazione di


una scuola spirituale sempre critica quando
diventa dipendente da condizioni esterne, politiche o economiche.
Non c bussola migliore per preparare il cammino spirituale, dellaforisma che Pitagora indirizzava ai suoi studenti: Non frantumate il Dio
interiore. Luomo limmagine di Dio, un Dio
potenziale; non cos come , ma come essere
spirituale, come microcosmo. Non frantumate
questo principio spirituale in voi, perdendovi
nei molteplici aspetti del mondo terrestre, incapace di unirsi al vostro essere interiore. Una
volta sul cammino, non frantumate pi il
vostro Dio interiore, ma unitevi a lui. Impedite
alla vostra anima qualsiasi identificazione con
le innumerevoli cose buone o cattive del
mondo, e pervenite cos allUnit, che d
accesso allenergia divina in voi.
Non frantumate il Dio interiore! 

indispensabile sapere che ci sono due soli, uno spirituale e laltro naturale: un sole
spirituale per coloro che sono nel mondo spirituale e uno naturale per coloro che vivono nel
mondo naturale. Se questo non si compreso, nulla si pu comprendere correttamente
riguardo alla creazione e alla razza umana.
Emanuel Swedenborgh (1688-1772)

Giuliano lApostata (331-363) insegnava: Ci sono tre soli in uno; il primo la causa
universale di tutte le cose, il bene pi grande e la perfezione; la seconda forza la ragione
suprema che domina tutti gli esseri dotati di ragione; il terzo il sole visibile.
William Turner, Langelo nel sole

35

Verso una rivoluzione


mondiale dellanima

IMPRESSIONI DAL CAMMINO DI ESPERIENZE DI UN ALLIEVO


Ogni anno arabi e africani si riuniscono per consultarsi sulle arti e per verificare se siano state
fatte scoperte migliori o se lesperienza abbia confutato le loro convinzioni. In tal modo ogni
anno emerge qualcosa di nuovo, che permette di far progredire la matematica, la fisica e la
magia, nelle quali gli abitanti di Fez sono molto evoluti. A Fez fece la conoscenza di coloro che di
solito sono chiamati gli abitanti delle origini, che gli rivelarono molte delle loro conoscenze;
anche noi tedeschi potremmo riunire molte delle nostre idee, se regnasse tra di noi la stessa
unit e con grande seriet aspirassimo alla ricerca. Fama Fraternitatis, 1614

I media ci presentano ci che noi siamo:


una vittoria sul campo di calcio, un grave
incidente stradale, un omicidio commesso per
gelosia, un aumento delle esportazioni, il
viaggio in Cina del nostro presidente, il concerto del nostro cantante preferito. Ma siamo
davvero queste cose? Il nostro essere si riduce
alla notizia che assorbiamo, alle relazioni che

38

intratteniamo? Che cosa resta di noi se rinunciamo a quelle informazioni e relazioni?


Gi da bambino e da adolescente avevo la sensazione che qualche cosa non andasse. Siamo
diversi da tutti quelli che incrociamo sul nostro cammino. Non riusciamo mai a incontrarci nella nostra interezza. Solo alcune parti
di noi, dei frammenti, si incontrano. La parte

essenziale resta velata. Ne risulta una grande


quantit di cose esagerate, deformate, finte:
caricature della realt, sebbene operi in noi
lessenziale dimora nascosta. Anche se tentiamo in ogni modo di comunicare, non vi
n comunione, n unit. I pensieri e le parole
creano la propria realt. Siamo tutti collegati e
tuttavia molto lontani gli uni dagli altri. Questa condizione espressa nellantica canzone
di gesta I Quattro Figli Aymon: Essi non possono avvicinarsi, lacqua troppo profonda.
Come possiamo vivere in questo modo? Lo
facciamo perch non vediamo alternative.
Consideriamo noi stessi ci che siamo e cerchiamo di fare del nostro meglio. Numerosi
sono coloro che si ribellano contro questo
modo di vivere. Lo rifiutano e lo combattono
in molti modi, giungendo a metterlo totalmente in discussione.

A lungo andare, delle correnti di pensiero o


delle convinzioni possono dominarci e determinare il nostro comportamento.
Mostriamo ogni volta una faccia diversa di noi.
Tuttavia, si tratta veramente di noi? Lo ignoriamo. Non abbiamo ancora trovato noi stessi.
Qual il luogo della mia esistenza, il posto che
pu essere occupato solo da me e da nessun
altro? Dov il posto nel cosmo in cui la mia
presenza indispensabile, il soggiorno ineffabile del mio essere?
La vita di molte persone come un grido, un
grido senza parole. Ma la risposta si fa
attendere. Durante la nostra vita, qualsiasi cosa

La Madrasa Bou Inania una scuola coranica di Fez in


Marocco, costruita intorno al 1350. Secondo la Fama
Fraternitatis, qui che si incontrarono i saggi arabi e
africani che vivendo cos lontani gli uni dagli altri,
non sono solamente uniti e contrari a ogni diatriba
ma inclini e disposti a confidare ed a rivelare i loro
segreti. Ed qui che Cristiano Rosacroce fece
conoscenza con coloro che aveva la consuetudine di
chiamare gli abitanti delle origini.
Foto Ivar Hamelink

facciamo, continuiamo a girare intorno a qualcosa. Giriamo intorno al nostro essere pi


profondo senza conoscerlo. Tuttavia, talvolta ci
sfugge un sospiro, ci afferra una strana
emozione. Diventiamo silenziosi e gettiamo un
sguardo sul nostro modo di vivere. Ci viene
voglia di lasciare tutto, di sottrarci alla nostra
esistenza. Ma questo pu davvero aiutarci?
Si direbbe che la mia vita dimori in periferia.
In centro c lessere interiore. Ha un senso
spostarsi in periferia? La distanza dal mio essere profondo resta invariabile. Vorrei indagare
questa distanza. Vorrei ricevere informazioni
dal centro. La mia vita sembra svolgersi sulla
scena di un teatro invisibile. Recito numerosi
ruoli, ma mi accorgo che la scena resta identica, immobile, immutabile. Che senso hanno i
ruoli che interpreto? Sono attivi in me tutti i
personaggi, le forze, le turbolenze, glintrighi.
Ci che ricevo dai media avviene anche dentro
di me. La mia partecipazione al mondo limmagine di ci che accade nel mio essere. Come
il mondo vive in me e mi anima, cos la mia
psiche mette in movimento ci che accade nel
mondo. Faccio parte di ogni avvenimento.

Da molto ho la sensazione di essere straniero a me stesso. Straniero a ci che accade, pur essendone parte. A volte, quando
intravedo degli spazi nascosti della mia coscienza, delle identit non ancora svelate,
penso che forse potr sollevare il velo. Allora,
gioia e desiderio mi invadono e so che qualcosa
39

Anche lo spazio che avvolge la terra d limpressione di


essere in attesa. Le stelle ci guardano

di grande in attesa per noi, qualcosa che deve


essere ritrovato. Il nostro essere interiore in
attesa del momento in cui dispiegheremo la
nostra vera essenza. Quando guardo gli alberi,
mi trasmettono sempre lidea che essi sono in
attesa: una pazienza cosmica allopera in loro.
Molti animali sembrano essere in attesa. Anche
lo spazio che avvolge la terra d limpressione
di essere in attesa. Le stelle ci guardano.
Tutto nellattesa, ma di cosa? Della nostra decisione di intraprendere il cammino che conduce al nostro essere interiore. Se prendiamo
questa decisione, un cambiamento fondamentale avverr nel mondo: la rivoluzione mondiale
dellanima, una rivoluzione che cambier tutto.
Quando arriva il momento critico, nella vita di
un essere umano allincrocio delle strade
dove si svela la via verso lessere interiore
levoluzione e il flusso del tempo sembrano
fermarsi un istante. Si crea la possibilit di una
decisione importante, libera dai pesi del passato. Per un attimo, lessere umano libero da
ogni legame.

In sintesi, lessere interiore si rivela. Esso


mostra la porta che conduce al dominio
trascendente, esistente oltre il flusso del tempo.
Istante effimero. Il mondo fluisce nel vuoto.
Sette miliardi di essere umani attraversano lessere interiore. Essi formano unenorme ruota
che gira e trascina tutto. Ciascuno come un
pianeta che si muove intorno al sole interiore.
Chi pu sottrarsi? Immaginate che un certo
numero di pianeti decidano di seguire unorbita diversa, pi vicina al centro e pi trascendente. Tutta lumanit dovrebbe reagire a
40

questo. Le antiche certezze svanirebbero e apparirebbe lincertezza. Laspetto spirituale


delle anime si intensificherebbe e renderebbe
possibili nuovi sviluppi.
Questo non sarebbe precisamente ci che accade nel mondo ai giorni nostri? Il trascendente vuole offrirci ancora una volta la nostra
vera identit. Risvegliare in noi il trans-personale e luniversale. Risvegliare lanelito allunit
perch Egli Unit. Per noi umani, lunit che
ci avvolge lumanit, non solo in senso esteriore, ma anche in un senso pi profondo;
lumanit come essere eterni, in quanto ordine
e comunione di anime, libere dal corpo fisico,
dalla mortalit, dagli imbrogli, dagli ancoraggi
e dalle strategie.
forse una visione, questa? Anche da giovane
ho avuto esperienze simili di unit. Ora posso
dire che lessere interiore a suscitare questo.
Vorrei confrontare questa situazione con
quella di un alpinista attratto da una cima. I
suoi amici gli raccomandano di non salire. Perch vuoi salire lass? Perch ti esponi a questo
pericolo? La sua risposta : Devo farlo. Non
posso fare altrimenti. Sceglie la sua attrezzatura e lascia un sacco di cose dietro di s.
Mia moglie e io abbiamo percorso questo cammino. Abbiamo cercato ed esplorato numerosi
passaggi prima di scoprire quello di un gruppo
che ci corrispondeva. Ne facciamo ancora
parte. La caratteristica del percorso la resa di
s allessere interiore, allo specchio del campo
pi interiore del gruppo. un po vago? In effetti, la sola ragione non pu capire questo. Nel
nostro cuore ci fu un riconoscimento, una sorta
di prericordo. Un campo di vita sommerso che

emergeva di nuovo allaria aperta, come un futuro da riconquistare. Una certezza ha preso
forma in noi. Il gruppo utilizza delle parole per
definire la via. Parole del Vangelo, ma anche di
Lao-Tze, di Buddha e parole del nostro tempo.
Quale ne leffetto? Esse ci permettono di
distinguere le differenze, di stimolare le possibilit nascoste della coscienza. Attualizzano
nello spazio lenergia del cammino, dal momento in cui queste forze operano in coloro
che le pronunciano.
Appaiono di colpo anche degli effetti ombra,
delle reazioni avverse. Queste compaiono dalle
sfaccettature del nostro carattere. Non puoi
sottrarti dalla palude come il barone di Mnchausen. Non puoi allontanarti realmente da
ci che sei. Ora lessere interiore si rivela, e
mi insegna che qualcosa di completamente
diverso dalla mia attuale personalit.

Il mio passato cristiano mi ha fatto chiamare lessere interiore il Salvatore, Emanuele, Dio, Cristo, lAltro in me. la parte
opposta di ci che io sono. Posso molto familiarmente dargli del tu. Lo so, il mio vero io.
Ma faccio anche questa frustrante esperienza:
se decido di orientarmi su di lui, provo loscurit, il vuoto, il nulla. Lampi di pensieri sorgono improvvisi, accompagnati da
unagitazione emotiva e fisica, da desideri e
forse anche da vecchie eredit del subconscio a
lungo dimenticate. Ma tutto ci non appartiene allessere interiore.
Com possibile che non riesca a trovarlo?
Un giorno, le scaglie caddero dai miei occhi.
Quando guardo nelle profondit, con la luce

della mia coscienza, vedo ci che mi appartiene, ci che mi corrisponde. Ma cos non
posso scoprire il vero s, immortale ed eterno.
Questo non si riflette nelle forze della mia coscienza. Egli appartiene a unaltra dimensione
e rappresenta una presa di coscienza liberatrice. Improvvisamente, rido e mi libero dei
miei vani tentativi. Ora comprendo perch un
ateo ha potuto dire con convinzione che non
era riuscito a trovare Dio. Tuttavia, ho fatto
pienamente lesperienza dellessere interiore.
Come successo? Durante le riunioni della comunit a cui appartengo, sovente faccio lesperienza della Luce dellanima spirituale.
Come possibile ci? Appartengo al gruppo,
mi apro alle parole che vengono dette circa la
via, e questo senza aspettarmi altro. Ed ecco la
Luce che si riflette in me, che si comunica a
me durante o dopo la riunione. Ho capito che
lessere interiore ha bisogno di opportunit per
costruire in me la sua cassa di risonanza.
Leterno ha bisogno di trovare ci che gli corrisponde, uno specchio limpido in cui riflettersi.
Ho compreso come io oscuri senza sosta questo
specchio: con la paura, con le emozioni e con
il pensiero. Questo specchio non pu essere
diverso dal livello di coscienza. La base per la
nuova coscienza-anima si forma nella vecchia
personalit. Da quel momento, la nuova e la
vecchia coscienza dicono io con la stessa voce.

Il gruppo di cui faccio parte mi stato di


aiuto decisivo per gestire le energie e le informazioni che sorgevano. Ci che determinante il livello di coscienza. Come si compie
il cambiamento dalla coscienza inferiore a
41

delle nuove esperienze, di creare, per esempio,


la facolt di distinguere le nuove energie, proprie dellessere interiore, dalle vecchie, proprie
della personalit. Ci si accompagna alla possibilit di vivere in un modo nuovo. Cambiano i
rapporti con le persone. Cos, tutto nuovo, e
ci si incontra da anima ad anima. Scoprire negli
altri unanima di livello superiore rende indicibilmente felici.
Se restiamo fedeli alla via, la via rimane fedele
a noi. Una nuova orbita si stabilisce. Il nuovo
livello di coscienza diventa una nuova struttura
dellanima che lessere interiore occupa. Il Salvatore, il trascendente, costruisce una nuova
corporeit dellanima allinterno del corpo fisico. Sperimentiamo questo processo come una
grande forza di sostegno. Ora, i due livelli di
coscienza possono svilupparsi insieme. Ci che
nuovo ha acquisito la sua struttura e ci che
vecchio pu integrarsi in essa.

quella superiore? Ho dovuto pensare a lungo


su questo, anche se cos semplice. lessere
interiore il creatore di ogni cosa. Egli risveglia
il livello di coscienza superiore, ma ci ha un
effetto anche al livello inferiore. Risveglia la
nostalgia nel vecchio io. Desta ci che ideale
e stimola innanzitutto la disposizione alla resa.
La resa la chiave pi importante per lintero
processo. Solo attraverso la resa possibile fare
42

Credo che questo processo sia il prossimo


passo dellevoluzione che il mondo
attende. Siamo coinvolti in tutto. Differenti vie
spirituali sono indispensabili. Il trascendente
non pu riflettersi che nella diversit. La sue
ricchezze interiori sono in grado di emergere
solo da una moltitudine di forme. Ogni individuo pu intraprendere la via che conduce allunico. La felicit suprema, la grazia sovrana
il riconoscersi nellaltro. Ogni cosa attende il
risveglio del cuore. Ogni cosa attende il risveglio dellessere interiore. Un gruppo, unito da
uno stesso orientamento, pu riflettere pi
intensamente lenergia dellessere interiore di
quanto possa un individuo isolato. Abbiamo
bisogno di focolai di energia spirituale dellanima che diffondano luce sul mondo. Questi
focolai si costituiscono, indifferenti alle culture
e alle religioni. Insieme, essi attivano talvolta la
rivoluzione mondiale dellanima. 

Il Sole divino di cui abbiamo parlato, proietta sul mondo caduto e perduto sette tipi di
raggi. Questi raggi formano uno spettro completo: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro,
indaco e violetto. con questi sette tipi di raggi del Sole divino che noi mettiamo talvolta
in contatto gli allievi della Scuola mediante il canto mantrico:
Avanziamo cos nel rosso del contatto attraverso il sangue e viviamo dello splendore arancione del Prana divino.
Nostro il cuore doro della gloria solare di Cristo. Siamo uniti nel verdeggiante paese della speranza. Vasti si
aprono davanti a noi gli azzurri orizzonti. La nube del Signore ci precede nellindaco e ben presto, tolto dal
volto ogni velo, ci attende il manto violetto del sacerdote-re. Jan van Rijckenborgh, LUomo Nuovo

Elios conduce il carro del sole Vaso ateniese, circa V secolo a.C.

43

Errando nella terra di nessuno


C chi curioso e vuole semplicemente conoscere. C chi invece vorrebbe subito
sapere tutto e anche di pi. Alcuni cercano la conoscenza assoluta per giungere alla
comprensione pi profonda e alla suprema verit. Chi, in fondo, non ha mai provato il
desiderio e la fame di conoscenza?

utti noi vogliamo conoscere. Il sapere ci


rassicura, rende il mondo prevedibile, ci
protegge e ci tranquillizza. La conoscenza domina, supervisionando ogni cosa e
controllando il caos. Il sapere un solido
appoggio, una corazza contro lignoranza;
costruisce dei muri intorno a s e si pone come
un bastione a difesa dellimponderabile ignoto.
Il sapere pone allesistenza delle condizioni: se
manteniamo un impiego, se siamo in buona salute, se abbiamo un tetto sulla testa, allora
Ma anche condizioni meno materialistiche: se
siamo onesti, giusti, autentici, umili, assennati,
miti, equilibrati, allora Allora tutto andr
bene, ci suggerisce la nostra comprensione

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intelligente del mondo. Comprensione intelligente che tenta di porre la nostra esistenza su
basi solide e sicure e si sforza di colmare e soddisfare la nostra vita.
Allo stesso tempo, per, esiste il non-sapere.
Da sempre ci rode silenziosamente dallesterno
come dallinterno. Dal tormento del non-sapere ci difendiamo volgendo lo sguardo altrove, nascondendo la testa sotto la sabbia o
semplicemente alzando le spalle. Ma il non-sapere paziente, e ci raggiunge dalle strade pi
inattese. Finch un giorno capita che ci troviamo immersi totalmente in esso. Prima o poi,
di fronte alle grandi questioni esistenziali, la
nostra comprensione intelligente ci abbandona.

DEL NON-SAPERE E OLTRE

Chi non ha mai sentito il disagio, la sofferenza,


la vergogna e lumiliazione, quando la nostra
fame di conoscenza e comprensione non pu
pi essere soddisfatta e dobbiamo ammettere
che non abbiamo una risposta? In ogni modo,
tutti abbiamo provato lesperienza del non-sapere o del non-sapere pi.
Non-sapere non significa una mancanza di
educazione o di cultura generale, come non essere in grado di riparare una macchina o non
conoscere la risposta ad un quiz. Il non-sapere
inteso qui non ha nulla a che fare con il mondo
fisico nel quale viviamo. Non neppure dovuto a una inadeguata educazione, a una insufficiente quantit di nozioni accumulate e

possedute, a fatti un tempo conosciuti e poi


dimenticati. Qui non si intende il banale, insignificante non-sapere dellesperienza quotidiana. Il non-sapere cui ci si riferisce il
non-sapere silente, il quale non risponde alle
nostre appassionate, superficiali, impazienti
domande sulle profondit abissali e sulle pi
alte vette della nostra esistenza. Nessuna porta
si aprir in risposta al nostro prepotente bussare. La verit non pu essere manipolata dalle
nostre aspettative n dalle condizioni che noi
stessi vorremmo porre.
Riferendoci al non-sapere, distinguiamo nettamente tra il nostro banale, insignificante nonsapere e il Grande Inconoscibile che

45

Poich la testa delluomo possiede due organi delludito, due della vista, due dellodorato e
uno della parola, e sarebbe inutile aspettarsi di parlare dalle orecchie o di udire dagli occhi,
allo stesso modo ci sono stati tempi in cui la gente vedeva, in cui udiva e tempi in cui ha
odorato. Entro breve tempo verr lepoca, che si avvicina a grandi passi, in cui toccher alla
lingua ricevere lonore di esprimere tutto ci che si visto, udito e odorato in passato. Dopo
che il mondo si sar risvegliato dal suo sonno di ebbrezza bevuto dalla coppa avvelenatrice,
luomo andr incontro al Sole nascente, alla nuova alba, con il cuore aperto, il capo scoperto
e i piedi nudi, gioioso e felice.
Confessio Fraternitatis, Cap. VIII Illustrazione: Uccello-anima egiziano o Ba, ca 330 a.C.

46

appartiene a un altro regno. Il Grande Inconoscibile non pu essere definito ricorrendo ai


nostri consueti parametri. ovunque, aperto,
illimitato, al di l di tutte le negazioni, oltre il
positivo e il negativo. Il Grande Inconoscibile,
irraggiungibile dalla nostra coscienza dialettica,
racchiude in s uno straordinario potere, un
potere sotteso a tutto. Questo potere lessenza di ogni cosa, la forza sostanziale di tutto
ci che , un potere che il nostro intelletto non
pu cogliere n comprendere.
Che cos dunque questa forza, questo potere?
Come possiamo metterci in relazione con essa?
Potremmo mai comprenderla?
Una canzone per bambini racconta del meraviglioso regno degli angeli, dove tutti noi vorremmo andare, ma il cancello di quel regno
chiuso a chiave e la chiave rotta. Chi pu riparare quella chiave? Il Grande Inconoscibile,
lessenza di ogni cosa, potrebbe essere questa
la chiave del regno degli angeli, del Nirvana?
il cammino verso il regno divino? Qual la
chiave che apre quella serratura? Quale sapere
dovremmo utilizzare per aprire quel cancello?
Non certo il nostro sapere intellettuale.
Ammettere che non abbiamo risposte ci costringe a una ricerca. Quante volte abbiamo
pensato di possederle e quanto spesso ci siamo
disillusi. Alla fine, dobbiamo ammettere che
non siamo in grado di trovare le risposte. Non
facile accettare che, dopo averle provate
tutte, non siamo venuti a capo di nulla. Non
abbiamo trovato alcuna risposta. Pi cose sappiamo, pi conoscenze abbiamo accumulato
nel corso del tempo, e maggiore limpatto
con la consapevolezza che nessuna di esse pu
aiutarci a rispondere alle domande fondamentali della vita. Il voler sapere si inabissa nelle

infinite profondit del non-sapere. Rimane soltanto io non so. Lio si arrende, capitola.
A questo punto restiamo con tutta la nostra
conoscenza accumulata nel corso degli anni,
con tutte le esperienze vissute, senza tuttavia
sapere nulla sullessenziale, trascinati verso la
disperazione; sussurrando, col cuore spezzato,
una preghiera supplice. Il non-sapere diventa
quindi il punto di svolta del nostro viaggio.

Scendi pi in basso, scendi sino


al mondo della solitudine perpetua.
Un mondo che non un mondo,
ma un non-mondo,
oscurit interiore, privazione
e destituzione di ogni propriet,
offuscamento del mondo dei sensi,
svuotamento del mondo della fantasia.
T.S. Eliot, Quattro Quartetti

Se restiamo calmi e sereni, e non fuggiamo


verso il porto sicuro del nostro sapere consueto di solito il primo impulso possiamo
scoprire quanto grande e spazioso e ricco di
ossigeno possa essere il non-sapere. Abbiamo
la possibilit di fermarci e respirare, senza
fretta seppure tremanti ed esitanti e di
sopportare di non-sapere, restando immobili
in questa immensit di idee, di ideologie, di
principi e di immagini.
Quando siamo spinti dal nostro io che pretende di sapere tutto, quando siamo tentati di
comprimere tutto entro schemi prestabiliti che
hanno un senso per noi, quando il nostro io si
prepara alla prossima battaglia contro il
Grande Inconoscibile, allora dobbiamo mantenere la calma e perseverare.

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Ho detto alla mia anima:


sii silenziosa e lascia
che loscurit ti pervada.
Sar loscurit di Dio.
T.S. Eliot, Quattro Quartetti

Restare nel non-sapere non significa arrendersi. Il non-sapere esige un ardimento non
comune. Il non-sapere vuol dire ampliare lo
scenario, spalancare la porta, iniettare nuova
linfa, predisporre una apertura per il rinnovamento, per lAltro. Il non-sapere implica la lucida consapevolezza che in questo mondo
ogni cosa ha il suo opposto, che ogni fenomeno ha un rovescio della medaglia e che
tutti i suoi aspetti non sono in realt separati,
poich tutto procede dallUnit.
Il non-sapere non un gioco, tuttavia si potrebbe qualificarlo come leggero, rilassante,
smascherante, disarmante. Ma si tratter allora
del sospiro liberatore della rana tronfia del
proprio sapere?
Rimanete quindi vigili: nel non-sapere cosciente risiede anche il pericolo di saper imitare e di trasformare tutto ci che non ha
fondo in un fondo. Il non-sapere non qualcosa da realizzare, non pu essere compreso
nelle nostre agende, non si lascia raggiungere
seguendo tappe precostituite secondo buone
abitudini e una saggia direzione. Solo quando
il nostro ego, con tutta la sua energia e forza
di volont, ha provato di tutto per trovarlo;
solo quando il nostro ego esausto si arrende,
solo allora il non-sapere pu essere trovato.
Non-sapere povert di spirito. La potenza
della materia si indebolisce. Per lio, il non-sapere annuncia una fermata, che non il capolinea. Non-sapere una soglia, un passaggio o
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una transizione, linizio di un cammino. Questo cammino ha molte deviazioni e pu richiedere molto tempo per essere percorso.
Lego un bruco che attende in un bozzolo di
non-conoscenza.
Quanto davvero importante non pu essere
realizzato o afferrato dallio. Occorre aspettarlo. Nel non-sapere rinunciamo al controllo e
ci abbandoniamo nelle mani dellAltro.
Nel non-sapere dimorano miracolo e mistero.
Non-sapere una grande benedizione.
Nel non-sapere, il cercare e il trovare arrivano
al termine; siamo noi a essere cercati e trovati.
L, aspettare significa continuare. E cos, allimprovviso, possiamo fare lesperienza di un
Sapere proveniente da un altro regno. Un Sapere di unaltra natura, un Sapere che non ha
origine nellio ma nellAltro. Il nostro piccolo,
insignificante sapere non in grado di penetrare nel grande Sapere, anche se essi sono
inseparabili. Aspettiamo quindi la farfalla.
Qui, nella terra di nessuno.

Ho detto alla mia anima: sii silenziosa,


nellattesa senza speranza.
Per la speranza sarebbe speranza mal riposta,
nellattesa senza amore.
Per lamore sarebbe amore mal riposto.
Resta ancora la fede.
Ma la fede, la speranza e lamore
sono tutti in attesa.
Attendi senza pensare, perch non sei pronta
per il pensiero:
cos loscurit sar luce, e la quiete danza
T.S. Eliot, Quattro Quartetti 

Nei Misteri antichi, Osiride rappresenta la forza creatrice e Iside la forza formatrice. durante la visione di Ermete,
nel tempio funerario segreto, che il candidato vede per la prima volta Osiride, la sovrana Intelligenza. allora che il
candidato comprende i sette raggi del Verbo-Luce corrispondenti a una fase della vita delle Anime; i sette Geni della
Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno. Sente e riconosce la voce della Luce; vede
dentro il Libro dei Morti degli Egizi, dove le Anime navigano nella barca di Iside pi o meno a lungo verso questa
Luce, secondo lo stato della loro purificazione (dalle colpe delluomo-materia, il bruco). LAquila dello Spirito
divino, lAlbero della Vita, la barca di Iside, la Colonna di Luce che aveva visto disegnati rozzamente da una mano
non abile, ma sicura e documentata, entrano nel suo Spirito con tutta limportanza attribuita loro dagli Anziani.
Si rende conto del valore dellEredit completa: Atlantidea, Indiana, Persiana, Babilonese, Egiziana.
Antonin Gadal, Sul cammino del Santo Graal