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1.

LO STATO FEDERALE
1.1. La struttura organizzativa dello Stato
Il Belgio rappresenta un modello di federalismo particolarmente interessante per la complessit e per la
peculiarit dal punto di vista sia etnico-linguistico (coesistenza di tre popoli differenti per cultura e per
lingua), sia politico-amministrativo (il Belgio ha una struttura a cinque livelli di poteri: Governo federale,
Comunit, Regioni, Province e Comuni).
Infatti, lo Stato belga suddiviso in 4 Regioni linguistiche (Vallona di lingua francese, Fiandre di lingua
olandese, Bruxelles Capitale bilingue e Comuni ai confini tra Vallona e Germania di lingua tedesca) e si
compone di 3 Regioni, di 3 Comunit, di 10 Province e di 589 Comuni.
Lo Stato federale belga , pertanto, cos costituito:
a) Livello federale: Re, Governo federale, Camera dei rappresentanti, Senato.
b) Livello comunitario: Comunit germanofona, Comunit francese, Comunit fiamminga.
c) Livello regionale: Regione vallona, Regione fiamminga, Regione Bruxelles-Capitale.
d) Livello provinciale: Province valloni (5), Province fiamminghe (5), Territorio bilingue di BruxellesCapitale.
e) Livello comunale: Comuni valloni (262), Comuni bruxellesi (19), Comuni fiamminghi (308).
1.2. Gli elementi caratterizzanti il federalismo belga
Il Belgio, che ha come forma di governo la monarchia parlamentare, da Stato unitario diventato Stato
federale attraverso un processo di riforme costituzionali, caratterizzato da alcune tappe particolarmente
significative: 1970, 1980, 1988-89, 1993, 2001, 2002/2003. E, comunque, a partire dalla riforma del
1993 che il principio federale stato sancito dalla Costituzione, la quale, infatti, allart. 1 dispone: "Il
Belgio uno Stato federale che si compone di comunit e di regioni".
La peculiarit del processo di riforma costituzionale rappresentata oltre che dalla gradualit, anche dalla
cultura della trattativa e della collaborazione messa in atto dagli attori politici, protagonisti, in questi
trenta anni, delle riforme. E da precisare, infatti, a tale proposito, che i vari accordi sono stati raggiunti
mediante la collaborazione e ladozione di un numero pi o meno elevato di partiti, ma non della totalit
degli stessi. A ci va, comunque, aggiunto che la procedura di revisione costituzionale (art.131 Cost,
attuale art.195 Cost.), nonch quella prevista per la modifica delle leggi speciali richiedono un approccio
collaborativo.
Sono, inoltre, da evidenziare altri elementi caratterizzanti il federalismo belga. In primo luogo, lo Stato
federale si costituito mediante un processo di devoluzione di competenze dallo Stato centrale alle entit
federate e non attraverso lunificazione di precedenti enti sovrani. In secondo luogo, non vi gerarchia
normativa tra legge nazionale o federale e legge della Comunit o della Regione (decreti o ordinanze). Di
qui la decisione di attribuire alla Corte dArbitrato e al Consiglio di Stato la risoluzione di eventuali
conflitti. In particolare, la Corte dArbitrato ha avuto il compito di decidere in merito ai conflitti relativi agli
atti normativi; mentre il Consiglio di Stato in relazione a quelli riguardanti gli atti amministrativi o
esecutivi. In terzo luogo, il federalismo belga si contraddistinto per un accentramento, a livello
nazionale, del potere giudiziario, non avendo le Comunit e le Regioni alcuna responsabilit in questa
materia.

1.2.1. Il federalismo per lo Stato centrale e per le entit federate


Il processo di riforma ha investito sia gli organi federali, sia le entit federate (Regioni e Comunit);
mentre il livello di governo locale (Province e Comuni) rimasto pressoch invariato. Relativamente al
livello federale, le riforme hanno inciso sullorganizzazione dei poteri. Nellambito del potere legislativo,

da riscontrare il ruolo preminente attribuito alla Camera dei rappresentanti, rispetto a quello assegnato al
Senato, che diventato una Camera "di riflessione" e i cui componenti sono stati drasticamente ridotti.
Mentre per quel che concerne il potere esecutivo, la figura del Re non sembra aver subto delle modifiche
di rilievo, rispetto allo status allinterno del Governo parlamentare belga, nonostante le innovazioni
introdotte in ordine alle attribuzioni e alle funzioni, con particolare riferimento alla nuova
regolamentazione dellorganizzazione delle funzioni legislative e governative. Tra le innovazioni
riguardanti il Governo, da evidenziare ladozione di regole generali rispetto alla composizione della
compagine ministeriale. Le riforme hanno inciso sullamministrazione federale principalmente in relazione
al trasferimento di competenze dallo Stato alle Comunit e alle Regioni e, quindi, al corrispondente
trasferimento di personale, di mezzi e di servizi.
Per quanto riguarda il livello sub-statale, il processo di riforma ha condizionato ed stato condizionato da
aspetti caratterizzanti il sistema federale belga, come ad esempio la pluralit dei livelli federati
(Comunit-Regioni) e lasimmetria delle entit federate.
Rispetto alla pluralit dei livelli federati, la particolarit del Belgio consiste sia nella presenza di due
categorie di entit federate per uno stesso territorio (Comunit e Regioni), sia nella circostanza che le
due entit non hanno territori coincidenti. A tale proposito, da evidenziare che il territorio delle
Comunit tendenzialmente definito in rapporto alle Regioni linguistiche per quanto concerne le Fiandre
e la Vallonia. La Comunit fiamminga e quella francese corrispondono, rispettivamente, alla Regione di
lingua fiamminga e alla Regione vallona. Nellambito di tale Regione, necessario per fare alcuni
distinguo per quanto riguarda i Comuni di lingua tedesca e il territorio di Bruxelles. Al contrario, la
Comunit germanofona non coincide con il territorio della Regione, ma delimita unarea che include i
Comuni localizzati allestremo confine orientale del Belgio.
Relativamente al secondo aspetto, cio lasimmetria delle entit federate, da precisare che a quella di
tipo territoriale, presente fin dallorigine, vanno aggiunte lasimmetria determinata dai trasferimenti delle
competenze alle Comunit e alle Regioni e lasimmetria istituzionalizzata, ossia quella legata al
funzionamento delle entit federate. Da mettere in rilievo, a tale proposito, che, dal 1980, gli organi di
Governo della Comunit fiamminga e quelli della Regione fiamminga coincidono, avendo un unico
Consiglio e un solo Governo. In particolare, la Comunit fiamminga esercita le competenze attraverso i
propri organi (assemblea ed organo esecutivo); mentre la Regione fiamminga mediante gli organi della
Comunit fiamminga. Entrambe mantengono, per, una propria personalit giuridica. Al contrario, gli
organi della Comunit francese e quelli della Regione vallona sono distinti.
Inoltre, alle Comunit e alle Regioni stato riconosciuto un potere di auto-organizzazione soprattutto per
quello che concerne lelezione diretta delle rispettive assemblee rappresentative. Tuttavia, da
evidenziare che anche rispetto a tale facolt, il Belgio ha avuto una sua caratterizzazione, avendo le
entit federate ottenuto le competenze prima di avere una legittimazione democratica diretta. Infatti,
lelezione diretta del Consiglio regionale di Bruxelles avvenuta nel 1989, mentre quella dei Consigli
regionali vallone e fiammingo nel 1995.

1.2.2. La ripartizione delle competenze tra Stato, Comunit e Regioni


Per quanto riguarda le competenze, lordinamento belga prevede la competenza residuale a vantaggio
dello Stato, anche se le entit federate godono di poteri impliciti. Infatti, lo Stato competente per le
materie che le sono riservate dalla Costituzione, per quelle sottratte in via di eccezione alle competenze
delle entit federate da leggi speciali e per le competenze residuali in senso proprio. Tuttavia, le entit
federate possono adottare norme anche in materie che esulino dalla loro sfera di attribuzione, qualora ci
fosse necessario per lesercizio delle competenze attribuite (art.10 della legge speciale 8 agosto 1980
come modificata nel 1988). La Corte dArbitrato ha, comunque, fornito uninterpretazione restrittiva,
precisando che tale disposizione non pu essere applicata per le materie riservate dalla Costituzione al
legislatore statale.
Oltre che per la prevalenza delle competenze esclusive, il Belgio si distingue per il fatto che il riparto delle
stesse avviene attraverso le leggi speciali finalizzate allindividuazione delle materie di competenza delle
Comunit e delle Regioni (artt.127 e 134 Cost.). Da precisare che nonostante le materie attribuite alle
entit federate siano di competenza esclusiva, tuttavia le leggi speciali (legge speciale 8 agosto 1980 e
succ. modif.) riservano allo Stato federale alcuni ambiti di competenza in diverse materie.
Per quanto riguarda, in particolare, la ripartizione delle competenze tra Comunit e Regioni, sembrerebbe

non esserci possibilit di sovrapposizione in quanto le Comunit sono titolari di competenze volte a
tutelare lidentit linguistico-culturale di ciascuna componente la nazione belga, quali la cultura, le
politiche linguistiche, linsegnamento, lassistenza sanitaria, la sicurezza sociale e gli affari familiari;
mentre, le Regioni sono competenti in materia di gestione del territorio, recupero rurale e conservazione
della natura, politica degli alloggi e della sicurezza delle abitazioni, ambiente e acqua, finanziamento degli
enti locali, energia, impiego, lavori pubblici e trasporti, politica economica. Le Regioni possono esercitare
le competenze in materia di ricerca scientifica, infrastrutture e in campo penale, ma solo se accessorie
allesercizio di una competenza propria delle Regioni stesse. Nellambito delle competenze attribuite alle
Regioni, allo Stato ne sono riservate alcune in materia di ambiente e acqua, di finanziamento degli enti
locali, di energia, dimpiego e, soprattutto, di politica economica.
Un ulteriore elemento distintivo dellordinamento rappresentato dalla previsione di un meccanismo di
trasferimento di competenze a livello orizzontale, giustificato sicuramente dalla particolare complessit
del sistema federale belga. E stata riconosciuta, infatti, la possibilit di effettuare dei trasferimenti di
competenza, sia tra la Comunit francese e la Regione vallona, sia dalla Regione vallona alla Comunit
germanofona. Per quanto concerne la citt di Bruxelles, che si trova allinterno della Regione BruxellesCapitale, la Comunit francese e quella fiamminga hanno alcune competenze pi specifiche. E indubbio,
tuttavia, che nonostante le disposizioni sulla suddivisione delle competenze siano piuttosto dettagliate,
nella realt, con laccrescersi del numero delle competenze stesse assegnate alle Comunit e alle Regioni,
risulta sempre pi arduo attuare una ripartizione netta. Da qui la previsione, anche se non
costituzionalizzata, di varie forme di cooperazione, volte a dirimere eventuali conflitti. Una breve
parentesi per ricordare la Commissione di Consultazione (legge ordinaria 9 agosto 1989), le Commissioni
di cooperazione (sedi di incontro tra i rappresentanti delle Comunit, ma senza poteri decisionali), il
Comitato di Concertazione (composto di ministri del Governo centrale, dei Governi delle Comunit e delle
Regioni), le Conferenze interministeriali (competenti per materia, tra cui la Conferenza Interministeriale
per la Politica Estera).
Per quanto riguarda le competenze attribuite alle Province e ai Comuni, da precisare che le Province
sono responsabili degli aspetti locali e dellattuazione delle politiche in materia di educazione, di servizi
sociali, di sviluppo economico, di cultura e di tempo libero; mentre i Comuni hanno responsabilit relative
a questioni legate agli interessi locali.

2. LA COSTITUZIONE BELGA
2.1. La Costituzione del 1831
La Costituzione del Regno del Belgio del 7 febbraio 1831 una delle pi antiche dEuropa e rispecchia il
quadro storico nel quale stata elaborata, caratterizzato dal superamento della dottrina del legittimismo
che le grandi potenze avevano tentato di restaurare al Congresso di Vienna del 1815. Con la
rivoluzionaria separazione dal regno d'Olanda, al quale il Belgio era annesso a seguito delle decisioni
assunte dal Congresso di Vienna, si affermato il principio della sovranit popolare e la richiesta, da
parte del popolo con decisione autonoma, che a regnare sui belgi fosse la nuova dinastia dorigine
germanica Sassonia-Coburgo. Lintenzione era quella di costituire un ordinamento monarchico e
rappresentativo con un capo di Stato straniero in posizione di organo super partes. Il modello delineato
con la Costituzione era quello di uno Stato accentrato con un forte potere esecutivo stabilito nella
capitale. La Costituzione ha previsto, infatti, un Sovrano, capo dellesecutivo e delle forze armate, con
poteri effettivi nella nomina dei suoi ministri e competente a dirigere le relazioni internazionali e due
Camere rappresentative, di cui una eletta direttamente dai cittadini (Camera dei Rappresentanti) e laltra
(Senato) parzialmente costituita con un procedimento di secondo grado.
A livello periferico, la Costituzione ha previsto due categorie di enti territoriali: Province e Comuni,
governati dai propri Consigli elettivi, ma controllati dai Prefetti dipendenti dal Ministero dellInterno.
Mentre per quel che concerne le Regioni, stato soprattutto il legislatore ad adottare la maggior parte
delle disposizioni a carattere istituzionale attraverso leggi ordinarie e leggi speciali. (1)
La forma di governo parlamentare non era prevista nel dettato costituzionale, ma si instaurata nella
prassi quotidiana con lassunto che ogni atto del re avrebbe avuto la controfirma di un ministro (art. 106
Cost.), sul quale si sarebbe trasferita la responsabilit dell'atto. Il Governo era, comunque, politicamente
responsabile di fronte al Parlamento.

2.2. Le principali revisioni della Costituzione belga


Lesame delle principali revisioni della Costituzione del Belgio consente di comprendere come si sia
pervenuti allattuale testo costituzionale e come la Costituzione del 1831, modello anche per il nostro
Statuto albertino, si sia adeguata alle esigenze linguistiche, culturali e socio-economiche del Belgio. Sono
stati necessari, infatti, trentanni e quattro revisioni perch si attuasse la vera riforma della Costituzione,
con i suoi limiti e i suoi pregi.
Da ricordare che la tecnica di revisione costituzionale, che si basa sugli artt.84 (2) (oggi 196) e 131(3)
(oggi 195) della Costituzione, molto complessa. Daltra parte, proprio per tale procedura di revisione
che la Costituzione belga inclusa tra quelle definite rigide.

2.2.1. Le prime due revisioni costituzionali (1892/93 e 1920/21)


Le prime due ondate di riforme della Costituzione del 1831 avvenute, rispettivamente, alla fine del 1800
(1892/93) e dopo la prima guerra mondiale (1920/21) non hanno riguardato la struttura accentrata
dell'organizzazione dello Stato, ma sono state conseguenti allo sviluppo socio-economico della
popolazione belga. Con le prime riforme del 1893, stato introdotto il suffragio universale nelle elezioni
con l'adozione del voto plurimo(4); mentre, con le seconde del 1920/21 stato sostituito il voto plurimo
con il principio della rappresentanza proporzionale. Solo dopo oltre un ventennio, con la legge ordinaria
27 marzo 1948, le donne hanno ottenuto il diritto di voto.

2.2.2. La terza revisione costituzionale del 1970


A partire dagli anni sessanta, ci si resi conto che lo Stato unitario era ormai giunto ad una situazione di
particolare difficolt e che, quindi, era diventato indispensabile avviare un processo di revisione della
Costituzione finalizzato ad attribuire una qualche autonomia alle diverse componenti dello Stato in
materia culturale, economica e finanziaria. La terza revisione costituzionale, infatti, si avuta nel 1970
proprio per levolversi delle idee filosofiche, politiche, economiche e sociali, che hanno rappresentato una
sfida per una Costituzione concepita in uno spirito di centralizzazione di tipo napoleonico.
Le riforme del 1970 (5) hanno messo in luce i contrasti dovuti principalmente ai conflitti linguistici tra
fiamminghi e valloni, ai contrapposti raggruppamenti politici con una prevalenza dei socialisti e dei liberali
in Vallona e dei cattolici nelle Fiandre ed alla trasmigrazione del benessere economico dalla Vallona, a
causa di una crisi carbosiderurgica, alle Fiandre grazie ad un processo di industrializzazione. Nel
frattempo, l'Agglomerato della Capitale Bruxelles, a prevalenza francese, diventava sempre pi
caratterizzato da un crescente bilinguismo; mentre, alcuni Comuni germanofoni al confine tedesco
iniziavano a chiedere una limitata autonomia.
Con le riforme del 1970 sono state delineate due Comunit a caratterizzazione culturale francese e
olandese, elevate a persone giuridiche di diritto pubblico, con un'Assemblea deliberante (Consiglio
culturale composto di membri della Camera dei rappresentanti e del Senato eletti nel proprio territorio) e
con attribuzioni esercitabili nelle forme di decreto avente forza di legge. Una terza Comunit, formata da
pochi Comuni di origine germanofona, ha avuto inizialmente attribuzioni di scarso rilievo; mentre, dal
1973, stata abilitata ad eleggere, a suffragio diretto, i membri del Consiglio, attribuitole per solo con
funzioni consultive e con una potest regolamentare in materia culturale.
Con le stesse riforme, il territorio belga stato diviso in 4 Regioni linguistiche: Vallona (francese),
Fiandre (olandese), Bruxelles Capitale (bilingue) e Comuni ai confini tra Vallona e Germania (tedesco) e,
soprattutto, stata proposta listituzione di tre Regioni (Vallone, Fiamminga e Bruxelles), avvenuta poi in
fasi successive.
I cambiamenti hanno investito anche l'organizzazione statale con l'introduzione del principio paritario
(ministri met valloni e met fiamminghi), di una struttura dualistica (in ogni Camera un gruppo
parlamentale fiammingo contrapposto ad uno vallone) e di leggi a maggioranza speciale (6) per decisioni
a sfondo linguistico.

2.2.3. La quarta e la quinta revisione costituzionale negli anni ottanta


Le riforme del 1980 sono state ancora pi rilevanti in quanto si sono prefisse l'attuazione
dell'ordinamento regionale, secondo quanto previsto dalla Costituzione: "Il Belgio comprende tre Regioni:
la Regione Vallona, la Regione Fiamminga e la Regione di Bruxelles" (art. 107 quater). Con la legge
speciale 8 agosto 1980, le Comunit francese ed olandese hanno ottenuto delle competenze definite
"personalizzabili (sanit e assistenza sociale). Nel corso degli anni, le competenze delle Comunit sono
state estese alle materie relative alle tradizioni culturali, al turismo, al tempo libero, allo sport ed
all'educazione. Da sottolineare, tuttavia, che le Regioni si caratterizzano per un numero pi ampio di
competenze rispetto a quelle delle Comunit, con particolare riferimento alla pianificazione territoriale
(viabilit minore, urbanistica, politica fondiaria, arredo urbano), alledilizia residenziale, alla protezione
dell'ambiente, alla tutela della natura (boschi, caccia, pesca, bonifica), alla politica economica e a quella
energetica. Il Governo centrale esercita un numero di funzioni sempre pi limitato (difesa del territorio
statale, amministrazione della giustizia, relazioni con gli altri Stati ed ordine pubblico), anche se le leggi
speciali continuano a riservare allo Stato degli ambiti di competenza in alcune materie.
Le tre Comunit sono state, inoltre, dotate di un proprio esecutivo collegiale con membri eletti dal
Consiglio a maggioranza assoluta dei voti e di una propria burocrazia. Con le leggi 28 giugno 1983 e 10
maggio 1985 viene istituita la Corte d'arbitrato (Cour dArbitrage), a composizione paritaria vallone e
fiamminga, volta a dirimere i contrasti di competenza tra Governo centrale ed entit etniche e territoriali.
Per quanto riguarda le Regioni, quella di Bruxelles si realizzata con molta difficolt per vari motivi, tra
cui il fatto che, richiedendo un'espansione superiore ai 19 Comuni dell'Agglomerazione urbana, avrebbe
rischiato di invadere le zone fiamminghe. Fino all'effettiva creazione della Regione di Bruxelles (1989),
l'esecutivo composto di ministri del Governo nazionale; mentre, con l'introduzione della legge speciale
12 gennaio 1989, stato attribuito alla Regione di Bruxelles, un Consiglio eletto a suffragio diretto (prima
elezione nel giugno 1989) e, soprattutto, stato deciso che gli organi della Regione avrebbero esercitato
le competenze attribuite all'Agglomerazione. Tale Regione ha avuto, quindi, i poteri e le istituzioni
d'autonomia previsti dagli artt.3 e 35 dell'attuale versione costituzionale (7).
Con la stessa legge del 1989, il sistema istituzionale stato articolato basandosi sulla Regione,
sull'Agglomerazione e su tre Commissioni comunitarie: una francese, una fiamminga ed una comune ai
due gruppi etnici. Ciascuna delle tre Commissioni ha un'assemblea ad elezione diretta da parte della
popolazione di Bruxelles e un collegio esecutivo eletto dall'assemblea stessa tra i suoi componenti.
Le leggi istitutive delle Regioni fiamminga e vallone hanno previsto per la Regione fiamminga e per la
Comunit olandese un unico Consiglio ed un unico Esecutivo; mentre, per la Regione vallona e per la
Comunit francese, due distinti Consigli con altrettanti Esecutivi. I due Consigli sono facoltizzati ad
adottare un decreto, a maggioranza di 2/3 dei suffragi espressi in ciascuno dei Consigli, volto ad unificare
le rispettive strutture, costituendo un unico Consiglio ed un solo Esecutivo. I Consigli delle Regioni e delle
Comunit sono formati da membri dei rispettivi gruppi linguistici delle due Camere.

2.2.4. La sesta revisione costituzionale (1992/93)


La sesta revisione costituzionale si riferisce alle riforme del 1992/93, che hanno portato il Regno del
Belgio a diventare uno Stato anche formalmente federale, basato su un accentuato regionalismo a sfondo
etnico. L'art.1 dell'ultima revisione della Costituzione del 1993, infatti, sancisce: " Il Belgio uno Stato
federale che formato da Comunit e Regioni". Lo Stato federale ha, quindi, come sue parti costitutive le
Comunit composte, con criterio personalistico, da differenziati gruppi etnici e le Regioni formate su base
territoriale. Con la revisione della Costituzione del 1993 (accordi della Sainte Michele) sono state
inserite delle rappresentanze dirette delle Comunit e delle Regioni nell'ambito del Parlamento nazionale
e le Comunit e le Regioni stesse hanno organi consiliari con membri appositamente eletti a tale scopo.
Sul piano amministrativo locale, invece, le Province (10) ed i Comuni (589) sono rimasti quelli sorti nel
periodo napoleonico. E ancora immutata, inoltre, la possibilit di creare Agglomerazioni e Federazioni di
Comuni, ognuna delle quali con un Consiglio ed un esecutivo.
La legge 5 maggio 1993 ha sancito che i c.d. poteri residui spettassero alle Comunit ed alle Regioni,
secondo i rispettivi ambiti (art.35 Cost., c.2) ed ha affidato loro ampie competenze in materia di relazioni
internazionali (artt.67 68 Cost.), consentendo ai Governi, con l'assenso dei Consigli, di concludere trattati

nell'ambito delle materie di loro spettanza. La stessa legge ha disposto che il Re ed il Governo federale
venissero avvertiti tempestivamente (prima della firma) delle intenzioni delle Comunit e delle Regioni,
introducendo, inoltre, un potere di sostituzione, a favore delle autorit federali, per preservare linteresse
nazionale e per garantire il rispetto degli obblighi internazionali e sovranazionali gravanti sullo Stato
federale.
Sempre nell'ambito delle relazioni internazionali, l'art.167 nuova Cost. ha concesso al Re numerose
attribuzioni espresse nei commi 1 (il Re dirige le relazioni internazionali salvaguardando le competenze
delle Comunit e delle Regioni) e 2 (il Re conclude i trattati sia pure in accordo con il Governo e con la
successiva approvazione della Camera). La figura del Re nel nuovo Stato federale ha acquisito una
funzione nuova, divenendo simbolo dell'unit del paese, impersonando il "principio della lealt federale" e
ponendosi al di sopra delle forze politiche e dei gruppi etnici. Le Comunit e le Regioni, pur autonome
(non sottoposte a diretto controllo statale), hanno ancora gli ordinamenti stabiliti dallo Stato con leggi a
maggioranza speciale" (art.4 Cost.) e non svolgono funzioni giurisdizionali (i tribunali statali fanno capo a
cinque Corti d'appello e ad una Corte di Cassazione centrale).
La crisi di funzionamento del governo parlamentare ha portato al superamento di un parlamentarismo
pluripartitico, causa dell'instabilit governativa, attraverso una razionalizzazione del meccanismo
parlamentare. Un emendamento costituzionale del 1993 ha introdotto per l'elezione della Camera dei
deputati il metodo proporzionale senza correttivi che ha fatto crescere, in misura rilevante, il potere dei
partiti con la conseguenza di creare governi molto instabili (nel 1994 per formare un governo di
coalizione occorrevano 4 dei 13 partiti esistenti); mentre, i revisori della Costituzione del 1993 hanno
deciso di far diventare il Senato una "Camera di riflessione", stabilendo che le leggi ordinarie venissero
discusse e votate dalla Camera dei rappresentanti (i deputati sono stati ridotti da 212 a 150 seggi), con
esclusione per le fattispecie indicate negli artt. 74 e 77 Cost.: approvazione bilanci federali, leggi di
revisione costituzionale, leggi di tutela delle comunit etniche. Da allora, stato stabilito che le proposte
di emendamento del Senato fossero richieste da parte di 15 senatori e presentate entro 15 giorni dalla
ricezione del progetto. I legislatori hanno stabilito, inoltre, che la responsabilit dei ministri fosse
unicamente nei confronti dei deputati,(8) di cui avrebbero dovuto ottenere la fiducia e mantenerla per
tutta la legislatura. I senatori sono stati, inoltre, ridotti da 181 a 71, di cui 40 eletti direttamente dai
cittadini (25 nel collegio elettorale olandese e 15 in quello francese) e 31 suddivisi tra senatori designati
dai Consigli delle Comunit francese (10), olandese (10) e germanofona (1) e senatori appartenenti ai
gruppi parlamentati linguistici olandese (6) e francese (4). La componente fiamminga risulta, comunque,
molto pi rilevante di quella vallone; mentre, quella tedesca rappresentata da un solo senatore.
Riguardo ai rapporti tra Governo (affiancato dal Re) e Parlamento, le modifiche costituzionali hanno
riguardato la nomina del Primo Ministro da parte del Sovrano e lo scioglimento anticipato della Camera
dei rappresentanti. In particolare, il Re poteva sciogliere la Camera dei rappresentanti solo se
quest'ultima, a maggioranza assoluta dei propri membri: a) avesse respinto una mozione di fiducia al
Governo e proposto al Re, entro 3 giorni, la nomina di un successore; b) avesse adottato una mozione di
sfiducia nei confronti del Governo e proposto al Re, contemporaneamente, la nomina di un successore del
Primo Ministro. In questi casi, il Re doveva obbligatoriamente nominare il Primo Ministro indicato dalle
Camere. In caso di dimissioni da parte del Governo federale, il Re poteva sciogliere la Camera dei
rappresentanti solo dopo aver ricevuto l'assenso di quest'ultima, con il voto della maggioranza assoluta
dei componenti. Lo scioglimento anticipato della Camera comportava un automatico scioglimento del
Senato (art.46 Cost.).
La nuova Costituzione ha confermato l'istituto della c.d. "sonnette d'alarme", introdotto con un
emendamento del 24 dicembre 1970 (art.38 bis Cost., attuale art.54 Cost.), per facilitare la composizione
dei conflitti tra le due grandi Comunit linguistiche nei dibattiti in seno alle Camere. Tale istituto prevede
una mozione motivata e firmata da almeno 3/4 dei membri di uno dei gruppi, volta ad evidenziare come
le disposizioni di un progetto potrebbero provocare grave danno alle relazioni fra le Comunit. In questo
caso, la procedura parlamentare viene sospesa e la mozione deferita al Consiglio dei Ministri, che entro
30 giorni deve esprimere un parere motivato, invitando la Camera interessata a pronunciarsi sul parere e
sul progetto. Tale procedura si pu applicare una volta sola da parte dei gruppi parlamentari nei riguardi
di uno stesso progetto ed esclusa per il bilancio e per le leggi che richiedono una maggioranza speciale.
La Costituzione del Regno del Belgio del 7 febbraio 1831, dopo i numerosi emendamenti introdotti in oltre
60 anni, risulta di difficile lettura nel testo promulgato il 5 maggio 1993, tanto che le Camere e il Sovrano
approvano il 17 febbraio 1994 una nuova stesura pi organica e scorrevole (Costituzione enumerata)
pubblicata sul Moniteur belge. Tale rinumerazione risultata necessaria, a causa del disordine creato con

le numerose revisioni della Costituzione del 1831 ed stata effettuata dal Re (art.198 attuale) di comune
accordo con le Camere costituenti. Le rinumerazioni della Costituzione (senza bis, ter, quater) stata
realizzata concordando tra loro i testi tedeschi, francesi, fiamminghi ed stata riorganizzata in titoli e
capitoli. Le disposizioni transitorie sono state, invece, raggruppate alla fine del testo.

2.2.5. La revisione costituzionale del 2001


2.2.5.1. I nuovi trasferimenti di competenze a Regioni e Comunit
Con la legge speciale del 13 luglio 2001, pubblicata il 3 agosto, sono state introdotte delle innovazioni alla
legge del 1980 sulle riforme istituzionali, con lattribuzione alle Regioni di importanti competenze in
materia di politica agricola, pesca marittima ed esportazioni. Molto rilevanti, inoltre, le novit in termini di
riforme costituzionali, che hanno determinato lassegnazione alle Regioni di competenze in tema di poteri
subordinati con riferimento, in particolare, alle seguenti materie: composizione, organizzazione,
competenza e funzionamento delle istituzioni provinciali e comunali, nonch delle federazioni di Comuni;
elezione degli organi provinciali, comunali e intercomunali; cambiamenti e rettifiche dei confini delle
Province e dei Comuni. Inoltre, per garantire una certa omogeneit in settori di rilievo, la legge ha
disposto che ciascuna Regione disciplinasse, secondo le medesime modalit, la composizione,
lorganizzazione, la competenza, il funzionamento, la designazione o lelezione degli organi dei Comuni,
cos come la tutela amministrativa.
Non sono, tuttavia, da trascurare alcuni limiti e condizioni alla sfera di attribuzioni regionali. A tale
proposito, si pu far riferimento alle previsioni del legislatore federale sia di far salve la legge comunale,
la legge elettorale comunale, la legge organica di centri pubblici di assistenza sociale, la legge provinciale,
il codice elettorale e la legge organica delle elezioni provinciali, nonch le regolamentazioni del regime
pensionistico del personale e dei mandatari ; sia di rendere i consigli comunali e provinciali competenti in
relazione alla composizione, organizzazione, competenza e funzionamento delle istituzioni locali, su tutto
ci che sia di interesse, rispettivamente, comunale e provinciale.
Una limitazione, cui sono sottoposti gli enti locali, si riferisce, invece, al fatto che sia impedito loro di
adottare regolamenti, ordinanze o, comunque, atti contrari a leggi o decisioni dellautorit federale, cosi
come delle Comunit, spettando eventualmente ad essi una competenza unicamente esecutiva.

2.2.5.2. Riforma delle istituzioni locali della Regione di Bruxelles Capitale


Le riforme del 2001 hanno investito anche la Regione di Bruxelles Capitale, con riferimento alla tutela
delle rappresentanze dei gruppi linguistici francese e fiammingo, presso le istituzioni locali della Regione
stessa. Infatti, con la legge del 13 luglio 2001 (pubblicata il 31 agosto 2001), stato inserito un nuovo
comma allart. 279 della legge comunale, in base al quale, in determinate ipotesi, necessario che
almeno un chevin appartenga al gruppo linguistico francese e un altro a quello fiammingo. La legge ha
precisato, per, che la condizione pu considerarsi soddisfatta se, nonostante lassenza di un
rappresentante di uno dei due gruppi linguistici allinterno del collegio, di tale gruppo faccia parte il
Presidente del Consiglio del centro pubblico di assistenza sociale.
Da evidenziare che la dichiarazione di appartenenza linguistica pu essere compiuta allatto di
presentazione delle candidature per lelezione del Consiglio comunale o del Consiglio di assistenza sociale
o allatto di presentazione di ogni chevin.
La legge ha previsto, inoltre, unulteriore tutela della componente fiamminga. Infatti, ha disposto che i
Consigli di polizia delle zone del distretto amministrativo di Bruxelles Capitale comprendessero un numero
minimo, variabile da zona a zona, di membri appartenenti al gruppo linguistico olandese. Nel caso in cui
tale condizione non potesse essere soddisfatta, il Consiglio di polizia interessato avrebbe dovuto reclutare
i membri mancanti tra i Consiglieri comunali, appartenenti al gruppo linguistico fiammingo, dei Consigli
comunali di zona.

2.2.5.3. Le revisioni costituzionali del 2002/2003

Le riforme costituzionali del 2002/2003 hanno avuto come oggetto la tutela delluguaglianza dei diritti tra
persone di sesso differente. In realt, lobiettivo prefissato, soprattutto con la legge costituzionale del 21
febbraio 2002 (pubblicata sul monitore belga del 26 febbraio 2002), stato quello di includere,
nellordinamento belga, delle disposizioni volte a rendere legittime le azioni in grado di ridurre il problema
della scarsa rappresentativit delle donne nel contesto istituzionale e politico. In particolare, la legge
costituzionale del 2002 ha aggiunto un nuovo comma allart.10 Cost., in base al quale "luguaglianza delle
donne e degli uomini garantita". Da precisare, a tale scopo, che luguale esercizio dei propri diritti e
libert, soprattutto in relazione alla parit nellaccesso ai mandati elettivi e pubblici, garantito alle
donne e agli uomini da diverse fonti della legislazione statale e locale. La stessa legge costituzionale del
2002 ha, inoltre, introdotto lart.11 bis secondo cui gli esecutivi dei diversi livelli di governo devono
essere composti di persone di sesso differente. Tale disposizione evidenzia come il legislatore belga abbia
voluto spingersi oltre rispetto alla sola previsione di uguaglianza nellaccesso alle cariche elettive e ai
mandati pubblici.
Il tema della parit di sessi allinterno degli esecutivi disciplinato, inoltre, dalla legge speciale del 5
maggio 2003, cui sono seguiti due decreti della Regione Vallona del 15 maggio 2003. In particolare, la
legge speciale ha disposto che, nellambito del rinnovo dei Governi regionali, qualora si riscontri la
presenza di membri di un solo sesso, lultimo componente designato debba appartenere allaltro sesso. La
stessa legge ha precisato che, nel Governo della Regione di Bruxelles Capitale, si sarebbe dovuta
garantire, secondo le medesime modalit, anche la presenza di membri di diversa appartenenza
linguistica.
I due decreti della Regione vallona del 15 maggio 2003 (il primo pubblicato il 20 maggio 2003 e il
secondo il 21 maggio 2003), relativi alla parit di sessi nellambito degli organi consultivi, hanno seguito
le linee direttive della legge speciale, disponendo che gli organi, aventi come funzione principale
lassistenza consultiva del Governo o del Consiglio regionale vallone, avrebbero dovuto essere composti di
persone di sesso differente. Tra le diverse disposizioni, da sottolineare quella secondo cui i membri di uno
stesso sesso non avrebbero potuto superare i due terzi del numero totale.
La legge speciale del 12 agosto 2003 ha apportato delle modifiche alla legge speciale dell8 agosto 1980,
ma solo in relazione alle competenze in ordine allimportazione e allesportazione delle armi e delle
munizioni.

3. IL FEDERALISMO FISCALE NELLA COSTITUZIONE BELGA


3.1. Lintroduzione del federalismo fiscale nel 1989
Le revisioni costituzionali del Belgio hanno determinato un rafforzamento del federalismo fiscale volto a
superare una situazione di crisi dovuta sia al progressivo moltiplicarsi dei centri di decisione e di spesa,
sia ad una programmazione poco organica in relazione all'entit degli introiti e delle spese da ripartire e
ai tempi nei quali effettuare i trasferimenti.
Infatti, mentre fino al 1988, lo Stato federale versava annualmente alle Comunit e alle Regioni le
somme necessarie per lo svolgimento delle loro attivit; al contrario, proprio a partire dallanno
successivo, con la legge finanziaria speciale 16 gennaio 1989 si attribuita, alle Regioni, autonomia
finanziaria attraverso un meccanismo di trasferimenti, nonch un certo potere d'imposizione fiscale, pur
circoscritto da limiti particolari. Da precisare che lautonomia finanziaria (entrate e spese) stata
attribuita sia alle Comunit, sia alle Regioni (pur con un diverso grado di autonomia); mentre,
lautonomia impositiva stata assegnata solo alle Regioni. In particolare, alle Comunit sono state
assegnate le entrate non fiscali collegate allesercizio delle proprie competenze, una quota del gettito di
alcune imposte e la raccolta dei prestiti; mentre alle Regioni le entrate fiscali e un intervento di
solidariet nazionale (9).
Inoltre, sono stati stabiliti i seguenti criteri generali di finanziamento: a) principio di base: le entrate
statali alle Regioni sono assegnate attraverso il trasferimento dei mezzi finanziari in proporzione alle
somme con cui le stesse avrebbero contribuito al pagamento dell'imposta personale sulle persone fisiche
(i fiamminghi risultarono avvantaggiati perch benestanti); b) la proporzionalit applicata solo in
misura progressiva fino al 2000 (per non danneggiare la Vallona); c) una dotazione supplementare
(solidariet nazionale) versata alla Regione la cui contribuzione personale media all'IPP sia risultata

inferiore alla media nazionale (Regione beneficiaria la Vallona); d) per talune spese (istruzione) il
contributo statale rapportato al numero totale degli abitanti di et inferiore ai 18 anni (per la Comunit
francese tale onere si aggira intorno al 77% del bilancio complessivo); e) lo Stato trasferisce
annualmente delle forti somme alle Regioni, con le quali le Regioni stesse devono contribuire al
progressivo rimborso del debito pubblico.
Per quanto riguarda i trasferimenti finanziari, da precisare che i fondi facevano capo allImposta sul
Valore Aggiunto (IVA), allImposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEG), ai fondi per gli studenti
stranieri e alla tassa sulla radio e sulla televisione e che i calcoli per la determinazione dellentit dei
trasferimenti da ripartire erano effettuati sulla base di criteri differenti. Tra queste imposte, quella che
creava maggiori difficolt di applicazione, soprattutto nella Regione bilingue di Bruxelles, era la tassa
sulla radio e sulla televisione (definita come imposta delle Comunit) a causa della difficolt di
individuare, per ciascun contribuente, la rispettiva comunit di appartenenza (non vi era, infatti, lobbligo
per i residenti di dichiarare il proprio gruppo linguistico). Di conseguenza, lattribuzione era forfetaria. A
ci si deve aggiungere che la base imponibile e laspetto sanzionatorio erano, comunque, determinati a
livello federale.
Come gi precisato, nel 1989 le Regioni hanno ottenuto, oltre ai trasferimenti finanziari, anche la
gestione di alcune imposte, ma il grado di autonomia attribuito loro non solo si differenziava in base alla
tipologia dellimposta, ma poteva investire, al massimo, tre aspetti: le aliquote, la base imponibile e le
esenzioni. In particolare, le Regioni avevano la facolt di determinare sia la base imponibile, sia le
aliquote per limposta sui giochi e le scommesse, limposta sui distributori automatici di giochi e limposta
sullapertura di spaccio di alcolici; mentre potevano stabilire solo le aliquote per limposta sulla propriet
e per limposta sui diritti di successione. Il grado di autonomia era minimo per le tasse di trascrizione sui
trasferimenti di immobili (le Regioni avevano solo la possibilit di determinare le addizionali delle
esenzioni o dei crediti dimposta); mentre, risultava praticamente nullo per le tasse sui veicoli. Con la
riforma costituzionale del 1993/94, sono state introdotte le ecotasse riservate esclusivamente alle
Regioni, stato sancito che ogni imposta dovesse essere istituita con apposita legge e che le imposizioni
tributarie delle Province, delle Agglomerazioni, delle Federazioni di Comuni e dei Comuni venissero
deliberate dai rispettivi Consigli. Oltre a ci, stato introdotto lobbligo di votare, ogni anno, le imposte
dello Stato, delle Comunit e delle Regioni ed stato disposto che la Camera dei rappresentanti
approvasse annualmente un bilancio preventivo ed uno consuntivo per lo Stato (art. 174), assegnando il
controllo, sulla stretta osservanza, alla Corte dei Conti.

3.2. Il federalismo fiscale nella legge del 2001


La legge speciale del 1989, relativa al finanziamento delle Regioni e delle Comunit, stata modificata
dalla legge speciale del 13 luglio 2001 (pubblicata il 3 agosto), che ha attribuito nuove competenze agli
enti sub-statali. Con la legge speciale del 2001, stata assegnata, infatti, una quasi totale autonomia
fiscale alle Regioni. In particolare, la novella legislativa ha disposto, in primo luogo, che non vi dovesse
essere alcuna necessit di una legge speciale finanziaria per regolare il funzionamento dellautonomia
fiscale delle Regioni. In secondo luogo, ha riconosciuto alle Regioni la titolarit di alcune imposte (la tasse
sui giochi e scommesse; la tassa sugli apparecchi automatici di divertimento; la tassa di apertura dei
locali di rivendita di alcolici; i diritti di successione degli abitanti del Regno; i diritti di registrazione sui
trasferimenti a titolo oneroso di beni immobili situati in Belgio; i diritti di registrazione su donazioni di
beni mobili o immobili; i canoni radiotelevisivi; la tassa di circolazione degli autoveicoli), consentendo loro
di modificare laliquota, di determinare la base imponibile e di individuare i casi di esonero. Inoltre, ha
definito i seguenti principi : a) la tassa sulla radio e sulla televisione non pi unimposta delle Comunit,
ma diventa imposta regionale (le Comunit ricevono per un contributo dalle Regioni tramite il Governo);
b) limposta sui veicoli regolata da un accordo di cooperazione tra le Regioni; c) limposta di
successione deve essere pagata nella Regione nella quale avvenuta la successione; d) il Governo
federale continua a riscuotere le imposte, ma le Regioni possono decidere altrimenti, effettuando
direttamente la riscossione di alcuni tipi di imposta.
Secondo i principi riguardanti limposta sul reddito delle persone fisiche, le Regioni hanno un certo
margine di manovra sullaliquota, introducendo delle addizionali o dei crediti dimposta; mentre, per quel
che concerne limposta sul valore aggiunto (IVA), il trasferimento dei fondi finanziari collegato non solo
allindice dei prezzi e al numero degli studenti, ma anche alla crescita economica.

E evidente che lestensione delle competenze ha implicato la previsione di qualche limite. Si pu far
riferimento, ad esempio, allobbligo per le Regioni di esercitare le proprie competenze fiscali nel rispetto
del principio relativo al divieto di doppia imposizione: in una simile evenienza, la Regione dovrebbe
accordarsi con le altre autorit interessate in modo da rimediare alla situazione.

SOMMARIO:
1. Lo Stato federale
1.1. La struttura organizzativa dello Stato
1.2. Gli elementi caratterizzanti il federalismo belga
1.2.1. Il federalismo per lo Stato e per le entit federate
1.2.2. La ripartizione delle competenze tra Stato, Comunit e Regioni
2. La Costituzione belga
2.1. La Costituzione del 1831
2.2. Le principali revisioni della Costituzione belga
2.2.1. Le prime due revisioni costituzionali (1892/93 e 1920/21)
2.2.2. La terza revisione costituzionale del 1970
2.2.3. La quarta e la quinta revisione costituzionale negli anni ottanta
2.2.4. La sesta revisione costituzionale (1992/93)
2.2.5. La revisione costituzionale del 2001
2.2.5.1. I nuovi trasferimenti di competenze a Regioni e Comunit
2.2.5.2. Riforma delle istituzioni locali della Regione di Bruxelles Capitale
2.2.5.3. Le revisioni costituzionali del 2002/2003
3. Il federalismo fiscale nella Costituzione belga
3.1. Lintroduzione del federalismo fiscale nel 1989
3.2. Il federalismo fiscale nella legge del 2001