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IDEALISMO

Il periodo in cui ha vissuto Hegel detto idealismo. Per comprendere meglio la genesi dellidealismo
bisogna ricorrere al criticismo Kantiano, il quale composto da tre critiche:
1) la critica della ragion pura conoscenza
2) la critica della ragion pratica etica del comportamento
3) la critica del giudizio sentimento (nella quale incontriamo anche il concetto di bello e sublime).
Nella critica della ragion pura, Kant aveva parlato di fenomeno e noumeno.
Il fenomeno qualcosa di studiabile, intuibile e pensabile.
Il noumeno, invece, la cosa in s, la quale pensabile ma non conoscibile.
Il compito degli idealisti, dare unidentit al noumeno, vogliono dunque sciogliere i nodi rimasti irrisolti da
Kant, ma questi non riusciranno a portare a termine il compito che si erano proposti.
Ci che accomuna gli idealisti, il fatto che sono tutti professori universitari.
Il primo idealista risulta essere Fichte, il quale il primo che parla di dialettica come tesi-antitesi-sintesi
(questa triade dialettica sar molto usata da Hegel).
Nella filosofia fichtiana lelemento fondamentale lIo, inteso come pura attivit creatrice. La sua
dottrina si articola in tre momenti:
1) Lio pone se stesso (tesi)
2) Lio pone il non io (antitesi)
3) Lio pone, nellio, a un non io divisibile un io divisibile (sintesi)
Secondo Fichte il modo per superare la divisione tra lIo e il Non-Io il dotto, che per Fichte il maestro
del genere umano, un educatore appunto. Lopera la missione del dotto infatti una delle pi importanti
di Fichte.
Unaltra opera fondamentale di Fichte sono i discorsi alla nazione tedesca, in cui Fichte dice appunto
che la Germania superiore, in quanto questultima, a differenza di altri paesi aveva mantenuto intatte e
incontaminate la propria lingua e la propria religione.

FRIEDRICH HEGEL
LA VITA
Hegel nasce a Stoccarda nel 1770. Riceve un'educazione rigidamente protestante, studia al ginnasio di
Stoccarda. Dopo la scuola, Hegel decide di studiare al seminario Stift di Tubinga. Dopo il seminario, Hegel
lavora come precettore presso una famiglia di Berna: in questi anni si dedica allo studio della figura di
Cristo, che si concretizza nelle La vita di Ges e La positivit della religione cristiana.
In questi anni si avvicina al pensiero di Kant, Rousseau e alle opere di Goethe, inoltre stringe amicizia con
il poeta Hlderlin e il filosofo Schelling, che avranno entrambi un loro peso nelle filosofia hegeliana.
Successivamente Hegel si sposta a Francoforte e la vicinanza con l'amico Hlderlin lo allontana
ulteriormente dal pensiero kantiano in materia di religione.
Alla morte del padre riceve un eredit che gli permette di abbandonare la carriera di precettore e di
dedicarsi alla carriera accademica. Approda a Jena, l'universit tedesca pi attiva di quel momento, e
ottiene subito l'abilitazione all'insegnamento. Qui Hegel rincontra l'amico Schelling, anch'egli professore
a Jena, e i due iniziano a lavorare insieme. Dalla loro collaborazione nasce la rivista "Il giornale critico di
filosofia", in cui Hegel si schiera a favore di Schelling nella polemica di quest'ultimo contro Kant, Fichte
e Jacobi. Ma quando Schelling abbandona Jena oltre alla distanza fisica inizia a interporsi tra i due amici
anche una distanza teorica, che si manifesta definitivamente nella Fenomenologia dello spirito, redatta a
Jena e pubblicata nel 1807. Hegel muore il 14 novembre 1831.

LA FILOSOFIA HEGELIANA
Hegel, uno dei massimi pensatori occidentali, e ci ha lasciato una sintesi filosofica complessa ed
articolata, che ha avuto grande influenza sulla filosofia successiva (Marx in particolare) e sulle
interpretazioni delle categorie fondamentali della societ moderna.
Le opere fondamentali sono La Fenomenologia dello Spirito, LEnciclopedia delle Scienze
Filosofiche, I Lineamenti della Filosofia del Diritto. I punti fondamentali del sistema Hegeliano sono:
1. La Filosofia il presente oppresso con il pensiero, volendo con questa affermazione sostenere
che per Hegel la funzione della Filosofia consiste nella conoscenza della realt;
2. Lidentificazione del razionale con il reale e del reale con il razionale;
3. La Dialettica intesa come anima del reale e metodo di pensiero;
La Dialettica della storia mostra il divenire della vita spirituale; essa lanima motrice del progresso
conoscitivo ed legge sia della logica sia della realt. Pi in generale il concetto di dialettica viene
esteso ai tre momenti della:

tesi concetto unilaterale e perci astratto


antitesi negazione del suddetto concetto
sintesi riaffermazione in termini qualitativamente nuovi della tesi e dellantitesi.

Nella filosofia Hegeliana la tesi corrisponde alla logica, lantitesi alla filosofia della natura e la sintesi alla
filosofia dello spirito.
LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO
Tripartizione del Sapere Filosofico:

LOGICA tesi
(studia lidea in s)

dottrina dellessere
dottrina dellessenza
dottrina del concetto

LA FILOSOFIA DELLA NATURA


(studia lidea altro da s)

antitesi

meccanica
fisica
organica

LA FILOSOFIA DELLO SPIRITO


(studia lidea che rientra in se)

sintesi

soggettivo
oggettivo
assoluto

La fenomenologia dello Spirito lopera pi bella di Hegel, ed unintroduzione alla sua filosofia pi
matura, che attraverso lo studio della filosofia e della storia della filosofia, mostra come la coscienza
sia in grado di superare le alienazioni, cio le opposizioni, divenendo capace di portare in se stessa ci che
prima appariva esterno e ricomponendo cos larmonia perduta.
La fenomenologia ha unalta funzione pedagogica perch, mostrando i progressi compiuti nellet
precedenti, evoca luomo alla vita spirituale, evitandogli limmane fatica che lo spirito infinito ha dovuto
sopportare durante il lungo corso della storia per giungere al risultato dellet presente.
esposta in un linguaggio difficile, ed il romanzo filosofico della coscienza, ossia il racconto del
manifestarsi della coscienza umana nella storia, in tutta la sua drammatica sequenza di errori, cadute,
felicit ed infelicit, questa prende il nome dal greco phainomai che vuol dire apparire.
Hegel denomina figure le forme storiche di sapere in cui lo spirito si incarna e bisogna analizzare alcune
di queste, partendo da quelle pi ingenue e semplici, per arrivare al sapere assoluto in cui ogni lacerazione
sar riassorbita e conciliata in una unit superiore.
La prima figura che si incontra nella fenomenologia la coscienza sensibile o sapere dellimmediato, di ci
che in se. Questa conoscenza appare subito una conoscenza falsa perch la coscienza subito si rende
conto di quanto sia falso porre la verit delle cose fuori di se e si rende conto che bisogna porre la
verit per se.
Unaltra figura importante quella dellincontro-scontro tra le autocoscienze, che porta ad una lotta
serrata fino alla morte. La lotta cessa quando una delle due autocoscienze, per paura della morte si
sottomette allaltra abbandonando la lotta stessa.
Un altra figura importante della fenomenologia, quella del servo-padrone, molto studiata da Marx e dai
Marxisti, che in essa colgono la vittoria delloperaio sul padrone (ovviamente in Hegel essa ha un valore

soltanto speculativo e non politico come accadr con Marx). Il padrone colui che avendo messo a
repentaglio la propria vita riuscito a sottomettere a se il servo, che invece colui il quale a un certo
punto della lotta, avendo paura si sottomesso al padrone. Tuttavia, nel lavoro, il servo si autodisciplina e
impara a vincere la paura e gli altri istinti naturali e piano piano prende coscienza della propria
indipendenza. Il lavoro, infatti, non qualcosa di istintivo, ma la razionalit stessa che si incarna nel
lavoratore, che mediante lattivit lavorativa imprime nelle cose che lavora una nuova forma che permane e
dura nel tempo. Si noti la differenza tra servo e padrone: il padrone proprietario delle rendite e dei
terreni e consuma i beni che il servo gli prepara, mentre il servo coltiva e crea non distruggendo ma
trasformando. In definitiva il padrone consuma le cose e rende se stesso dipendente dal servo perch
incapace di lavorare, mentre il servo trasformando le cose, trasforma anche se stesso e pone le basi per
rovesciare la sua posizione, cio per trasformarsi in signore del suo signore che a sua volta si trasforma
in servo del suo servo.
Unaltra figura celeberrima quella della coscienza infelice. Essa deriva dalla autocoscienza cristiana,
che consapevole della mutevolezza della realt, ma anche aspirazione verso limmutabile, ossia Dio. Da
tale consapevolezza scaturisce quella che il filosofo denomina appunto coscienza infelice, ossia linfelicit
derivante dallesperienza della propria finitudine in rapporto allinfinit di Dio, figura tipica del misticismo
Medievale che giunge ad annullare luomo in Dio.
Ancora nel viaggio evolutivo della coscienza troviamo altri momenti importanti come la coscienza che si
eleva a ragione, figura centrale dellet moderna, si pensi ad esempio a Cartesio. Poi la volta della scienza
basata sulla logica sperimentale in cui la ragione formula le leggi della natura, pensando per che esse
siano inscritte nella natura stessa (Galilei) senza rendersi conto che lei a crearle. In realt soltanto
nellidealismo Hegeliano che la coscienza raggiunge la piena e perfetta consapevolezza di se stessa.
*FIGURA= MOMENTO STORICO

LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO


DESCRIVE LE TAPPE EVOLUTIVE
DELLA VITA SPIRITUALE
(FIGURE*)

LA FILOSOFIA DELLO SPIRITO

La Filosofia dello Spirito forma la terza parte del sistema Hegeliano. Esso riguarda lultima fase dello
sviluppo dellidea, che rientra in se stessa per prendere coscienza della propria razionalit, cio per
giungere alla perfezione dellautocoscienza.
Lo Spirito assoluto e lessenza dello spirito la libert. Nello Spirito avviene il superamento delle
opposizioni nella maniera pi completa; esso la meta ultima di ogni religione, di ogni filosofia, di ogni
scienza.
Lidea si rivela nella forma di Spirito attraverso tre gradi, anchessi legati tra loro da un rapporto
dialettico: Spirito soggettivo, Spirito oggettivo, Spirito assoluto.
LO SPIRITO SOGGETTIVO o individuale finito e limitato, cio implicato nello spazio e nel tempo.
Esso si esprime nella vita interiore degli uomini, e da luogo al sorgere della coscienza dellindividuo e
al suo evolversi verso le forme della volont e del pensiero. Questo processo avviene attraverso una
nuova triade dialettica, che comprende lanima, la coscienza, lo spirito in senso proprio.
LANIMA: il principio naturale per il quale luomo parte integrante della vita delluniverso e
sente le condizioni dellambiente. Essa principio vivente immateriale, organizzatore della

materia ed come il sonno dello spirito.


LA COSCIENZA: il momento della riflessione dello Spirito nel quale lIo si costituisce come

certezza di se stesso e riflette sulloggetto esterno.


LO SPIRITO: lo spirito vero e proprio manifesta la sua universalit nello Spirito teorico
(conoscitivo), nello Spirito pratico e nello Spirito libero, cio nella libera volont.

LO SPIRITO OGGETTIVO si realizza concretamente come necessit esistente, nelle istituzioni


storiche. Questo si attua attraverso un nuovo processo triadico che comprende il diritto, la moralit
e leticit.
IL DIRITTO: sorge per regolare la condotta delle singole persone, e si fa sentire come una

volont generale in grado di farsi valere sui particolarismi.


LA MORALIT: la libert si interiorizza e lindividuo diventa soggetto. Esso si rende
consapevole della universalit che lega le varie coscienze particolari e tende ad agire nella sua

interiorit secondo una legge universale.


LETICIT: lo spirito libero identifica la volont individuale con quella universale, prende cio
coscienza dellidentit esistente tra fini particolari e fini universali. Diventa spirito di un
popolo, in cui coincidono lessere e il dover essere.
Lo Spirito etico si concretizza da prima nella famiglia, con lunione dei singoli membri, poi nella
societ civile che regola la realizzazione del benessere particolare delle famiglie e infine nello
Stato. Nello Stato avviene la completa realizzazione della libera volont perch in esso si
attua lunit degli intenti degli individui e della societ civile con lo spirito universale di cui lo
Stato lincarnazione storica. Lo Stato la manifestazione terrena della stessa volont divina:
non fondato su un contratto, non un unione di volont particolari, ma lespressione dello
spirito di un popolo, alla cui volont universale devono aderire le volont dei singoli, che
soltanto in esso esprimono la loro natura pi vera. Lo Stato per Hegel autonomo: ricava la
propria sovranit e il proprio potere da s stesso e non dal popolo, che senza lo Stato una
moltitudine informe. Lo Stato non deve essere sottoposto nellesercizio del potere, a delle
regole morali: lunica sua preoccupazione la sua stessa esistenza.

LO SPIRITO ASSOLUTO lo spirito che ha raggiunto finalmente linfinitezza della propria natura
e la piena autocoscienza e libert perch si sciolto da ogni limite nello spazio e nel tempo. Esso
costituisce il superamento e la sintesi dello Spirito soggettivo individuale e dello Spirito oggettivo
super-individuale. Anchesso si presenta in tre forme che costituiscono una triade dialettica: larte,
la religione e la filosofia.
LARTE: la manifestazione sensibile dellidea per mezzo delle forme, dei colori, dei suoni,
delle parole. Con essa luomo eleva alla coscienza spirituale il mondo esterno in cui egli
riconosce il proprio Io. Il bello costituito dallarmonia della forma con lidea, e cio lidea
che si manifesta in forma sensibile. Il bello artistico ha alla propria base la fantasia che
attivit produttiva e creatrice. Lartista coglie con la fantasia lidea, ne dominato nel

momento della ispirazione, ma riesce poi a dominarla in quello dellespressione.


LA RELIGIONE: la manifestazione dellidea in forma spirituale, con lattuazione dellunit
tra infinito e finito. Le forme in cui lidea si manifesta nella religione sono in sentimento e
limmaginazione. Fra tutte le religioni positive, quella cristiana la pi perfetta, perch
soltanto in essa Dio viene rappresentato come lo Spirito assoluto che per s tale e quale
in s. Ma anche la religione, come larte, costituisce una filosofia inferiore. Infatti in essa
lo Spirito assoluto, lidea, appare in forma rappresentativa, mediante concetti astratti.
Perci la religione un momento di passaggio verso la verit filosofica, infatti la filosofia sa

rappresentare lidea in modo dialettico, cio veramente speculativo.


LA FILOSOFIA: lautocoscienza assoluta dello Spirito, la libert assoluta. In essa lidea di
manifesta come idea che pensa s stessa e che si riconosce sempre tale, avendo coscienza di
essere tutto. Se la filosofia autocoscienza dello Spirito e lo Spirito nella sua essenza
processo, sviluppo, la filosofia si risolve nella storia della filosofia ed espone
concettualmente una precisa realt storica, quella della propria epoca. Se la ragione tutto
ne consegue che anche la storia un processo razionale: la storia del mondo la
manifestazione della ragione divina, una delle particolari forme in cui essa si rivela. Per
questo la storia deve essere studiata dal punto di vista della ragione, perch soltanto la
ragione sa cogliere in essa lunit dei momenti dialettici tesi a realizzare lo spirito del
mondo. Secondo questa concezione di una provvidenza razionalistica tutte le vicende
storiche avvengono come devono avvenire, perch sono perfettamente razionali. Ci implica
che la storia solo apparentemente un divenire: in realt essa nel suo complesso qualcosa
di immobile perch costantemente dominata dalla presenza dellidea.

Hegel lasci un gran numero di scolari, che dopo la morte del maestro si divisero in due correnti, chiamate,
a partire dal 1837, Destra e Sinistra Hegeliana. La Destra Hegeliana cerc di conciliare con la
credenza religiosa e di utilizzarla per la difesa del cristianesimo, nel campo politico assunse spesso una
posizione conservatrice. La Sinistra Hegeliana neg invece ogni trascendenza e diede alla propria
speculazione filosofica uninterpretazione naturalistica, giungendo al materialismo. Tutti gli Hegeliani di
ogni tendenza, accolsero laffermazione del maestro sulla razionalit del reale, che rivendicava il malore
della storia. Con essa gli studi storici acquistarono una nuova base filosofica e un nuovo fondamentale
impulso.