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Diritto dellunione europea Francesco Cant Santini Andrea

Le modalit di esercizio dei poteri dell'UE


L'UE non strutturata secondo il principio della separazione dei poteri i tradizionali poteri sono rintracciabili ma danno luogo
ad atti complessi.

La FUNZIONE LEGISLATIVA di cui si parla propriamente solo a partire dal Trattato di Lisbona (2009).
La nozione di atto legislativo nel TFUE

Il riferimento nel testo del trattato l'art 289 TFUE, par 3.

A differenza che negli ordinamenti giuridici nazionali, un atto non definito come tale in virt del suo contenuto /
portata ma in virt della procedura adottata per la sua emanazione. Secondo il trattato di Lisbona tutti gli atti giuridici
adottati mediante procedura legislativa sono atti legislativi; la procedura DETERMINA la natura dell'atto,
indipendentemente dal contenuto.1

NB: Rovesciamento della logica statuale STATO: la natura dell'atto determina la procedura a cui si fa ricorso.

Quindi, anche regolamenti decisioni direttive hanno natura legislativa perch si basano su una procedura
prevista nella base giuridica. Tutte le fonti normative [Trattati, Fonti di diritto derivato = regolamenti, direttive,
decisioni] sono atti legislativi: non esiste un atto che si chiami legge (c'era stato un tentativo nell'abortito trattato
costituzionale, poi appositamente eliminato con Lisbona per evitare di suggerire un'evoluzione UE verso una forma
statuale).

Inoltre, non ancora stata definita una gerarchia tra le fonti del diritto dell'UE.

In particolare, dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona vengono utilizzati due tipi di procedura:
una procedura legislativa ordinaria (ossia quella di co-decisione)
le procedure legislative speciali.

Le istituzioni protagoniste della funzione legislativa e levoluzione dellequilibrio tra le stesse nel corso del tempo
i Soggetti istituzionali coinvolti sono la piramide a base triangolare formata da ...
commissione + consiglio UE + parlamento europeo (il triangolo istituzionale)
compartecipazione delle istituzioni politiche nell'esercizio della funzione legislativa, da cui escluso il Consiglio Europeo.

I regolamenti e le direttive utili ai fini dell'art. 101, 102 in materia di concorrenza (2003) non costituiscono un atto legislativo
ai sensi della nostra definizione Si tratta di un atto di fatto, nella sua sostanza, di natura di legislativa, la cui procedura identica
a una procedura legislativa speciale MA la procedura non qualificata come procedura legislativa speciale.
Perch?
Perch il fatto di non cambiarne denominazione permette l'esistenza di due specifiche norme che, valide in relazione della
procedura speciale, non lo sono in questo caso:

Quando delibera e vota su atti legislativi, il Consiglio si riunisce in seduta pubblica; in realt in ogni caso il vero
negoziato comunque si svolge nelle riunioni precedenti scappatoia dall'effettiva PUBBLICITA' DEI LAVORI

Controllo dei Parlamenti nazionali del rispetto del principio di sussidiariet (art 103 Protocollo) scappatoia alla
sottoposizione al controllo dei parlamenti nazionali.
In definitiva, quando la procedura legislativa il Parlamento entra in gioco; la garanzia di partecipazione non garantita se la
procedura non legislativa.
Anche gli atti inerenti alla PESC non costituiscono un atto legislativo ai sensi della nostra definizione.

La forza relativa di queste istituzioni cambiata nel tempo:

Inizialmente: l'attribuzione delle competenze si fonda sull'equilibrio tra interessi generali e particolaristici (degli Stati)

Commissione = potere di iniziativa, perch rappresenta l'interesse generale Consiglio dell'UE = potere decisionale, perch vi
siedono i rappresentanti degli stati secondo la logica internazionalista (Parlamento Europeo marginale, rilegato alla procedura di
consultazione funzione meramente consultiva, per cui i consigli non erano necessariamente recepiti, prima della deliberazione
del Consiglio; solo talvolta la procedura di consultazione era considerata obbligatoria)
Regola fondamentale che permetteva di mantenere l'equilibrio: la proposta della Commissione pu essere modificabile solo
all'unanimit (altrimenti si perde l'interesse generale).

Primo cambiamento:

Indebolimento del ruolo della Commissione, che ha il potere di iniziativa ma soggetto a condizionamenti, a seguito della nascita
del Consiglio Europeo, che ne d orientamento politico e dunque di fatto influenza il potere di iniziativa;

Secondo cambiamento:

Laccordo si sposta tra Consiglio e Parlamento e ne risulta un parziale indebolimento del potere della Commissione;
Il rafforzamento del ruolo del Parlamento Europeo una risposta alla problematica del DEFICIT DEMOCRATICO (prima di fatto
legiferavano i Governi riuniti in sede di Consiglio dell'UE tollerabile solo fin quando ci si occupava esclusivamente di mercato).
Le richieste del Parlamento si fanno pi forti dal 1979.
Il parlamento europeo coinvolto, secondo step cronologicamente successivi nella...
Procedura di consultazione
Procedura di cooperazione (Atto Unico Europeo, oggi non pi valida): Il Consiglio pu discostarsi dal Parere del Parlamento
Procedura di parere conforme (Atto Unico Europeo) : il Consiglio pu deliberare solo conformemente al Parlamento
MA il ruolo del Parlamento varia anche in base alla materia

introduzione della Procedura di codecisione (Trattato di Maastricht): Consiglio dell'UE e Parlamento Europeo diventano
colegislatori; dopo la proposta delle Commissione, sia Consiglio dell'UE che Parlamento Europeo fanno emendamenti 2,
senza bisogno di unanimit e devono approvare lo stesso testo definitivo.

il potere di iniziativa della Commissione e gli strumenti introdotti per condizionarne lesercizio ad opera, in particolare, degli
Stati membri;
Art 17 TUE: La Commissione ha potere di iniziativa (par 2);
L'iniziativa sempre necessaria almeno che i trattati non dispongano diversamente.
Eccezione: potere di iniziativa esercitabile da degli Stati Membri in tema di spazio libert, sicurezza, giustizia.
Nel corso del tempo sono state poste delle limitazioni al potere di iniziativa della Commissione con un successivo indebolimento
di esso. Ci nonostante, essa ne rimane sempre titolare.

Condizionamenti:
1. rafforzamento del Consiglio Europeo che detta le priorit politiche
2. il Comitato dei rappresentanti permanenti COREPER influenza la funzione di iniziativa di cui la Commissione titolare,
attraverso un'operazione di filtro e stabilendo l'ordine del giorno
3. 3. La terza serie di condizionamenti deriva dal fatto che alla Commissione possa anche essere richiesto di formulare delle
proposte:

Il Consiglio dell'UE (art 241 TFUE) ed il Parlamento europeo (art 225 TFUE) possono chiedere alla Commissione di

Gli emendamenti non possono stravolgere le finalit dell'atto legislativo proposto dalla Commissione; in questo caso la
decisione del Consiglio risulterebbe illegittima perch priva della proposta della Commissione.
Nel caso la Commissione si renda conto che il Consiglio si stia comportando in questo modo, pu ritirare la sua proposta
(sent 1988 C. di Giustizia, caso Fediol).

formulare delle proposte se la Commissione non presenta una proposta essa ne comunica le MOTIVAZIONI al
Parlamento
art 11 TUE: I cittadini (1 milione) possono invitare la Commissione a presentare una risposta appropriata (norma
sulla democrazia partecipativa); il numero significativo degli stati membri da cui devono provenire pari ad almeno ;
la Commissione deve motivare adeguatamente se non d seguito;

- Il comitato promotore pu proporre direttamente un ipotetico testo o meno, ma il contenuto deciso in definitiva dalla
Commissione ne risulta un condizionamento pi debole;

una funzione che parte della pi ampia necessit di interazione con il sistema economico-sociale europeo

Tale volont nasce dall'interno della Commissione stessa, a partire dal Libro Bianco sulla governance (2001):
l'elemento del lobbying sempre pi formalizzato in quanto l'interazione considerata come elemento di democraticit;
inoltre il lobbying pu permettere di adeguare la forma ideale della proposta alla sua effettiva ricezione; elementi
dell'attivit di lobbying contemplati: proposta + relazione illustrativa, la Commissione dovr spiegare se ne ha tenuto
conto e dare spiegazione del perch.
i poteri del Consiglio e del Parlamento europeo nellambito della procedura legislativa ordinaria e delle procedure legislative
speciali

ORDINARIA: adozione congiunta di un regolamento, direttiva o decisione da parte di Parlamento e Consiglio


(adozione congiunta) previa proposta della Commissione; equivale alla codecisione di Maastricht ed effettivamente la
pi utilizzata.

art 294 TFUE: proposta Commissione: atto formale di natura interorganica, in quanto non rivolto verso
l'esterno; obbligatoria a meno che

pi proposte in un ampio contesto organico sono contenute nei libri bianchi


Sia il Parlamento che il Consiglio hanno il potere di veto
prima lettura:
il Consiglio Europeo3 prende una posizione sulla proposta;
Se il Parlamento si esprime a favore rispetto all'opinione espressa dal Consiglio entro 3 mesi, si adotta l'atto legislativo, altrimenti
emenda la proposta; nel caso in cui non si raggiunga un accordo sugli emendamenti...
seconda lettura: il Parlamento esprime una posizione tenendo conto dell'espressione del
Consiglio, ma se l'accordo nuovamente non raggiunto..

Convocazione del Comitato di conciliazione, formato da


28 rappresentanti dei membri del Consiglio,
28 rappresentanti del Parlamento europeo e la Commissione, con funzione di mediatrice. Se il Comitato raggiunge non
un accordo, l'atto si considera non adottato e la procedura si conclude.

Se l'accordo si trova...
terza lettura
- NON serve l'accordo unanime dei 28 stati membri
- se scadono i termini di 6 settimane e non si raggiunto un accordo sulla proposta, essa decade.

Prassi: si distanzia dalla norma soprattutto per le materie pi controverse


3

Se l'iniziativa della Commissione necessaria, allora il Consiglio deve deliberare all'unanimit, art 293 TFUE.

triloghi informali: il Parlamento4 non prende posizione per non far partire il conto alla rovescia (rispetto dei termini), i
i rappresentanti del triangolo istituzionale discutono al di fuori delle aule per smussare le differenze; dopo anni di lotte
informali possibile che il Consiglio approvi la posizione espressa dal Parlamento anche in prima lettura;
es. di fallimento dell'iter della procedura ordinaria: questione della clonazione.

SPECIALE: adozione di un regolamento, direttiva o decisione da parte di Parlamento con partecipazione del Consiglio o
vice versa da parte del Consiglio con partecipazione del Parlamento

NON c' necessit di proposta legislativa da parte della Commissione.


Solo apparentemente la norma (art 289 TFUE) perfettamente simmetrica, ma la simmetria non si ritrova nella realt: le singole
basi giuridiche fanno la differenza si prevedono solo 3 casi in cui il Parlamento decide con la partecipazione del Consiglio
(contro 30)
1) decisione del Parlamento
(casi: approvazione statuto parlamento europeo,
definizione delle modalit per l'esercizio del diritto di inchiesta del Parlamento europeo,
adozione dello statuto di mediatore europeo)
- il Consiglio dell'UE ha potere di veto
decisione del Consiglio
- il Consiglio decide all'unanimit depotenziamento ruolo del Parlamento
sono di due diversi tipi
il Parlamento esprime un parere conforme vincolante (ex procedura di parere conforme)
il Parlamento ha funzione di mera consultazione (ex procedura di cooperazione) es. revisione dei trattati, sicurezza sociale,
movimenti di capitali
Il parere del Parlamento obbligatorio e la sua assenza rende passibile l'atto legislativo emanato dal Consiglio passibile si essere
dichiarato nullo da parte della C.d.G.; non basta la mera richiesta da parte del Parlamento.
+ Pareri facoltativi del Parlamento in tutti i casi in cui il trattato non preveda esplicitamente l'obbligo
+ eventuali pareri obbligatori (se previsti dai trattati) da parte di organi consultivi come CES, CDR, BCE.
Il quadro va sempre calato in una materia: occorre andare a vedere quale procedura (legislativa o meno) applicata ci
permette di capire quali sono gli equilibri di forza per prendere decisioni su ciascuna questione
es. politiche dell'energia (art 194 TFUE): proposta decisione, consultazione Comitato Regioni e Comitato economico e sociale,
codecisione + par 14 se ci sono implicazioni fiscali: unanimit del Consiglio e consultazione Parlamento.
Le relazioni esterne dell'UE vengono viste nel trattato di Roma 1957 come un mezzo per la realizzazione del mercato unico

garanzia della libera circolazione di 4 fattori di produzione: merci, servizi, lavoratori, capitali
effettiva libera concorrenza.

Progressiva estensione con l'accresciuta importanza dell'Europa come attore della comunit internazionale basata sul
riconoscimento come valore fondante dei multilateralismo (eguaglianza tra tutti i membri della comunit internazionale) effettivo
(basato sull'azione delle O.I., ONU):
Maastricht (1992): debole visione unitaria
Consiglio di Colonia 1999: sviluppo della politica europea di sicurezza e di difesa
Trattato di Lisbona (2009): fine della dicotomia aspetti economici aspetti politici delle relazioni estere; l'UE acquisisce la
personalit formale per agire come un soggetto internazionale
MA persistente il metodo di stampo intergovernativo applicato alla Politica estera e di sicurezza (prerogativa assente infatti degli
art 3-6 TUFE e citata solo in termini di disciplina specifica nel TUE)altri obiettivi dell'azione esterna (art 3 TUE + art 21 TUE).

FUNZIONE NORMATIVA DELEGATA


4

Lobbying all'interno del Parlamento Europeo: cresciuto a partire da Maastricht, perch aumentano le funzioni del
Parlamento; in linea di principio si tende a pensare che ne facciano parte soprattutto organizzazioni governative, che
portano interessi pi sociali che economici ma ci vero solo parzialmente.E' possibile che il lobbying si eserciti anche sui
membri del Coreper (ambasciatori), soprattutto per le questioni pi tecniche. Invece, l'attivit di lobbying al Consiglio dell'UE
pressoch impraticabile.

E' ad oggi chiaramente differenziata dall'esecutiva (due articoli diversi).


Gi in precedenza per la Commissione aveva il potere di emanare provvedimenti normativi di esecuzione su delega del Consiglio
dell'UE o degli Stati Membri (e soggetto a controllo secondo la procedura della c.d. comitologia - disciplinata direttamente dal
Consiglio). Le materie pi coinvolte erano politica agricola, politica dei trasporti e politica della concorrenza.
Il bisogno di introdurre questa funzione risponde alla necessit di semplificazione: i dettagli tecnici di volta in volta aggiornati non
possono essere inseriti tramite una procedura complessa come quella legislativa, quindi si d delega alla Commissione. Infatti si
tende a evitare un eccesso di dettagli negli atti legislativi.
art 290 TFUE introdotto con in Trattato di Lisbona
Un atto legislativo pu delegare alla Commissione il potere di adottare atti non legislativi di portata generale che integrano o
modificano determinati elementi non essenziali dell'atto legislativo

prima del Trattato di Lisbona esisteva nella prassi ma si confondeva con la funzione esecutiva
adozione di atti di portata generale (quindi si tratta di atti normativi anche se definiti non legislativi)
oggetto: elementi NON ESSENZIALI o elementi di dettaglio che possono essere modificati / integrati

gli elementi essenziali non possono essere oggetto di delega, se ne pu occupare solo il legislatore. La nozione stata introdotta
per la prima volta dalla CdG in una sent dicembre 1970. Se facile definire un allegato di trattati scientifici come elementi
tecnici non essenziali, altre volte distinguere al di fuori del contesto specifico gli elementi essenziali non essenziali. Probabile
contenzioso - - >La Commissione tende a espandere il potere di delega oltre gli elementi non essenziali.
Ma l'atto legislativo stesso che definisce quali siano gli elementi essenziali non essenziali e la tempistica di modifica: Gli atti
legislativi delimitano esplicitamente gli obiettivi, il contenuto, la portata e la durata della delega di potere. NB. E' la
Commissione stessa che con la proposta legislativa propone anche le modalit di delega legislativa.

E' prevista la facolt di controllo dell'esercizio di questa funzione:


l'atto delegato pu entrare in vigore soltanto se, entro il termine fissato dall'atto legislativo, il Parlamento europeo o il Consiglio
non sollevano obiezioni
lo fanno in quanto legislatori = titolari in prima istanza di questa funzione

L'atto che viene adottato deve specificare che si tratti del risultato dell'esercizio della funzione legislativa delegata (si
tratter di regolamenti delegati o direttive delegate)L'aggettivo delegato o delegata inserito nel titolo degli atti
delegati.

FUNZIONE ESECUTIVA
art 291 TFUE
in linea di principio una funzione decentralizzata in quanto spetta agli Stati Membri agiscono come veri e propri organi
dell'Unione. Gli Stati membri adottano tutte le misure di diritto interno necessarie per l'attuazione degli atti giuridicamente
vincolanti dell'Unione.
Si delinea un MODELLO DECENTRALIZZATO DI ESERCIZIO DEL POTERE ESECUTIVO:

una struttura burocratica leggera e centralizzata come quella dell'UE non pu attuare le norme efficacemente

bisogno di adattamento delle norme dell'UE al contesto giuridico-sociale (flessibilit)


MA bisogna garantire dei limiti alla difformit nell'applicazione / frammentazione c' possibilit di assegnazione della funzione
alla Commissione. Allorch sono necessarie condizioni uniformi di esecuzione degli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione,
questi conferiscono competenze di esecuzione alla Commissione. La Commissione ne ha fatto largo uso soprattutto per quanto
riguarda l'applicazione ai casi concreti delle norme sulla concorrenza previste nei trattati.
C' la tendenza, ancora oggi, a confondere la funzione esecutiva e legislativa delegata nel caso di adozione di misure di portata
generale la natura esecutiva dell'atto pu risultare molto sottile
es. controversia attuale tra Commissione e Consiglio su un regolamento del 2012: il Consiglio lo considera oggetto di funzione
esecutiva e la Commissione normativa delegata (per ora ci sono solo le conclusioni dell'avvocato generale)

Il controllo spetta ai titolari di prima istanza della funzione esecutiva: gli Stati

NB. ad oggi c' un regolamento del 2011 che fissa un sistema di controllo di comitologia:
Un comitato composto da un rappresentante per stato membro e presieduto da un rappresentante per stato posto al fianco della
Commissione. Lo Stato che vuole esercitare la funzione di controllo o fa attraverso il proprio rappresentante.
A chi ha giovato la separazione delle due funzioni? La comitologia sembra essere un sistema di controllo pi blando, quindi

dovrebbero averne beneficiato gli stati come rappresentanti degli interessi uti singuli. (penso ci sia stata di fatto una riduzione dei
casi si delega legislativa vera e propria per la Commissione)

FUNZIONE DI CONTROLLO POLITICO come esercizio dei poteri del Parlamento Europeo
La fondamentale differenza tra controllo politico e controllo giuridico:
oggetto controllo giuridico la legittimit
oggetto controllo politico la fiducia,
mozione di censura del Parlamento europeo, in quanto rappresentativo dei cittadini, lo esercita nei confronti della
Commissione (esecutivo comunitario) art 234 TFUE
Il Parlamento Europeo NON pu esercitare alcun controllo politico su Consiglio europeo / Consiglio dell'UE gli organi che
rappresentano le istanze particolari degli Stati non sono soggetti al controllo; i membri della Commissione sono costretti a dare
collettivamente le dimissioni anche se la sfiducia del Parlamento si riferisce all'operato di un solo membro; per valutare se
concedere o meno la fiducia il Parlamento Europeo valuta la relazione generale annuale, che descrive l'attivit dell'UE nell'anno
precedente in coincidenza dell'apertura della sessione annuale del Parlamento Europeo ed ultimamente ha preso a sottoporre anche
il programma per l'anno successivo; il Parlamento pu inoltre rivolgere alla Commissione delle interrogazioni (ed l'unico organo
che ha l'obbligo di rispondervi).
Ad oggi nessuna Commissione stata costretta a dimettersi a seguito di una mozione di censura:

poche mozioni di censura sono state presentate perch Commissione e Parlamento Europeo tendono a configurarsi come
alleati pi che come nemici perch entrambi esprimono l'interesse generale;
in altri termini, la mozione di censura colpisce un obiettivo "incolpevole": le istituzioni pi forti e che pi meriterebbero
di essere soggette a controllo sono il Consiglio e il Consiglio Europeo, ma essendo queste costituite da Stati vengono
sottratte a tale controllo;
per altro, oltre a pochi casi, il fatto che il controllo politico sia indirizzabile solo nei confronti della Commissione, che
per altro organo con funzione pi propositiva del diritto europeo, sembra aver accresciuto la sensibilit etica dei
commissari (Draetta)
di fatto per lo strumento stato usato proprio per sollevare problematiche etiche, come nel caso della Commissione
Santer: non c'era un problema di conflitto tra istanze generali particolari ma le ragioni della mozione erano
prevalentemente etiche (per altro non si raggiunse la maggioranza necessaria).

regolamento parlamentare: vengono delineate una serie di garanzie, siccome le conseguenze della mozione di sfiducia sono
particolarmente gravi...
1. 1/10 dei parlamentari pu inoltrare la mozione di censura nei confronti dell'intera Commissione;
2. il Parlamento si pronuncia dopo 3 giorni dalla deposizione
3. il voto deve essere palese
4. maggioranza dei 2/3 dei presenti+ 50% dei membri del Parlamento Europeo
Mediatore europeo: gli possono essere rivolte denunce contro per casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni
dell'Unione (ogni altro caso irricevibile) [figura introdotta dal trattato di Maastricht]
In quanto non si tratta di un organo giudiziario:
L'accesso alla procedura di denuncia facilitato
non si pronuncia con se sentenze vincolanti, ma pu esercitare solo pressioni.

LA FUNZIONE DI BILANCIO
Specifiche del sistema di risorse proprie

Procedura speciale (decisione del Consiglio) - approvazione degli stati membri

Quadro pluriennale

Procedura speciale

Bilancio annuale

Procedura speciale somigliante all'ordinaria

In generale, il fatto che un'O.I. reperisca risorse finanziarie proprie lascia intendere che ci sia un livelli di integrazione superiore e
pi stabile. Ma l'UE non ha ancora un vero e proprio potere impositivo autonomo.
Le disposizioni finanziarie --> art 310-325 TFUE

fondamento = principio del pareggio di bilancio: l'Unione non pu indebitarsi per finanziare le proprie attivit;

art 310 TFUE: sana gestione delle finanze entrate e spese devono risultare in pareggio
Le ENTRATE: il sistema di risorse proprie
I contributi finanziari possono costituire una leva per gli stati membri atta a condizionare l'autonomia riconosciuta originariamente
all'organizzazione.

La CECA si finanziava con imposte sulle imprese carbo-siderurgiche (possibile perch l'integrazione riguardava solo
questo settore) - - > per replicare una logica simile occorrerebbe un Parlamento che rappresenti i cittadini garante del
principio no taxation without representation, quindi di fatto un'Unione federale. Invece, non essendo l'UE uno Stato, gli
Stati Membri sovrani non potevano accettare di vedersi sottratte le prerogative in materia di determinazione delle entrate
(n lasciare al Parlamento europeo l'approvazione del bilancio)

art 311 TFUE: "Il bilancio, fatte salve le altre entrate, finanziato integralmente tramite risorse proprie.
Le decide il Consiglio, deliberando secondo procedura legislativa speciale, previa semplice consultazione del Parlamento
Europeo,
adotta
una
decisione
relativa
al
sistema
delle
risorse
proprie.
Tale decisione entra in vigore solo previa approvazione degli Stati Membri conformemente alle rispettive norme
costituzionali."

nel 1970 c' l'introduzione del sistema delle risorse proprie, stabilite dal Consiglio tramite procedura legislativa speciale (voto
all'unanimit); vengono aboliti i contributi finanziari degli stati;tale decisione entra in vigore previa approvazione degli stati
membri conformemente al diritto interno (es. ratifica del P.d. Repubblica in Italia) si tratta non di un qualsiasi atto dell'UE ma
di un atto alla stregua di un trattato. Cosa cambiato rispetto al sistema precedente basato sui contributi finanziari degli stati?
Praticamente niente.
Anche se non si parla pi di contributi finanziari degli stati,
- gli stati stessi stabiliscono quali siano le risorse proprie
- la struttura prevalentemente data dal reddito nazionale lordo
di fatto l'UE continua a finanziarsi con contributi finanziari degli stati.
Struttura del sistema delle risorse proprie attualmente in vigore, stabilito dalla decisione del consiglio, del 7 giugno 2007:
1. prelievi agricoli
tassa su chi importa da paesi terzi al fine di proteggere la produzione agricola dell'UE, nel quadro della PAC
2. dazi riscossi sulla Tariffa Doganale Comune (10%)
molto limitati a seguito dell'operato del WTO
a titolo di spese di riscossione viene trattenuto il 25%
3. percentuale sull'imponibile IVA degli stati membri tiene conto dei consumi e non del PIL, quindi provoca storture; in passato
gravava in modo particolare sulla GB
0,10% dell'imponibile la quota attualmente versata (il manuale cita 0,30%)
4. Reddito nazionale lordo = contributi proporzionali alla ricchezza di ciascuno stato
il tetto massimo delle SPESE dell'Unione (insieme delle risorse proprie per transitivit) l'1,23% del reddito dei paesi UE
Dalla met degli anni 80, la GB gode di una riduzione della contribuzione alla quale sarebbe tenuta in virt dell'argomento di M.
Thatcher la GB era un pagatore netto,
[ad oggi una serie di riduzioni sono previste anche per GE, SVE, DAN, AUS]
- ma l'argomento stato accettato solo per uscire da stalli negoziali e NON perch coerente con la filosofia dell'Unione;

il fatto che gli stati membri pi ricchi contribuiscano in misura maggiore il presupposto essenziale per
l'applicazione della politica di coesione economica e sociale.

+ voci minori = trattenute sui funzionari europei, che non pagano le tasse ai rispettivi stati di cittadinanza;
ammende pagate dalle imprese che violano la politica sulla concorrenza
Complessivamente, le risorse finanziarie dell'UE sono estremamente limitate: grandi politiche di spesa non sono effettuate, tranne
per la politica regionale.
quadro finanziario pluriennale
L'UE ha delle USCITE sia per l'esplicazione delle attivit di propria competenza, sia per il suo semplice funzionamento. Prima
della prassi affermatasi negli anni 80, la procedura di bilancio mirava a stabilire l'organizzazione delle spese sulla base delle
risorse a disposizione annualmente.

Prassi di pianificazione di spesa su base pluriennale:

1988: pacchetto Delors I, mirante a regolare il periodo 88-93


pacchetto Delors II
Agenda 2000
Programmazione 2007-2013.

Il trattato di Lisbona traduce la prassi nell'art 312 TFUE che istituisce


limite minimo quinquennale
Come adottato il quadro? Secondo una procedura legislativa speciale:

1. proposta Commissione
2. approvazione Consiglio Europeo
3. il Consiglio delibera all'unanimit (comunque di solito PREVIA approvazione del Parlamento conforme)
NB: di fatto il Parlamento europeo non pu rimettere in discussione un accordo faticosissimamente raggiunto e cos essenziale per
il funzionamento dell'UE; generalmente vota favorevolmente dopo aver viso accettati cambiamenti anche solo marginali (margine
di manovra in pratica molto basso).
Ogni stato membro ha priorit diverse; in base alla ripartizione si determina una posizione finanziaria di pagatore / beneficiario
netto
voci, in ordine di importanza nell'ultimo quadro approvato:
crescita intelligente ed inclusiva: comprende coesione economica, sociale e territoriale in primo luogo (o fondi strutturali) +
competitivit di minore entit
crescita sostenibile e risorse naturali: di fatto es PAC
sicurezza e cittadinanza, di entit in decrescita
altre voci fuori bilancio o compensazioni: fondo europeo di sviluppo, spese amministrative (meno del 10%)
Il bilancio annuale conserva una sua importanza la procedura di bilancio continua a tenersi annualmente (art 314 TFUE) a cui
partecipano Consiglio, Commissione e Parlamento europeo.
si tratta di una procedura legislativa speciale: TUTTAVIA somigliante alla procedura legislativa ordinaria
Consiglio e Parlamento europeo codecisori
possibilit di convocazione del comitato di conciliazione MA convocato dopo la prima lettura e non la seconda- - - >
bisognerebbe semplificare in questo senso anche la procedura ordinaria? - ad oggi si fatta questa ipotesi ma non ancora stata
realizzata5
Nonostante in questo ambito il deficit democratico sembra colmarsi, il Parlamento europeo riveste un'importanza minore nello
stabilire quali debbano essere le risorse.
esecuzione del bilancio e relativo controllo di natura politica / finanziaria
art 317 TFUE: Organo centrale in questo ambito la Commissione: essa esegue il bilancio in cooperazione con gli Stati Membri e
in conformit al principio di buona gestione finanziaria;
+ Autorit regionali e locali, che prendono decisioni su programmi di finanziamento, su cui la Commissione svolge una funzione
di supervisione
La Commissione sottoposta a 2 tipi di controllo
Controllo finanziario, esercitato dalla Corte dei Conti europea a seguito dell'espletamento della funzione di
investigazione; essa presenta anche una relazione annua a chiusura di ciascun esercizio.
Controllo politico, esercitato dal Parlamento europeo (+ Consiglio) concessione dello scarico, accompagnato da
osservazioni critiche su aspetti perfettibili (atto politico).
La mancata concessione dello scarico pu portare al voto su mozioni di censura.

CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA

In assenza di bilancio approvato, bisognerebbe far ricorso al regime dei dodicesimi: l'UE spende al mese al massimo 1/12 di
quanto previsto nel bilancio precedente

(FUNZIONE GIURISDIZIONALE)
Istituzione dell'UE (art 19 TUE): compito di assicurare il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati.
Sentenza: la sentenza sempre sentenza dell'intera corte. La deliberazione sempre segreta e non dato sapere se l'adozione
avvenuta a maggioranza o all'unanimit perch anche i dissenzienti devono farla propria. L'esclusione di opinioni dissenzienti
ritenuta utile ad accrescere l'autorevolezza delle sentenze stesse.
le norme della disciplina ad essa relativa (norme di diritto primario) sono abbastanza sparse:

art 251 281 TFUE;

Protocollo n. 3 trattato di Lisbona, contente lo Statuto della Corte di Giustizia e altri protocolli; regolamento Corte di
Giustizia ( di rango pari ai trattati)
Caratteristiche strutturali della CdG
La corte di giustizia dell'UE comprende:
Corte capacit di esercizio delle pi alte funzioni giurisdizionali
Tribunale capacit di esercizio di alte funzioni giurisdizionali
Tribunali speciali capacit di esercizio di funzioni giurisdizionali
1. la corte
Si riunisce secondo sezioni (da 3, 5 giudici)
o grande sezione formata da 15 giudici solo quando le cause sono rilevanti ed inoltrata una richiesta in questo senso da parte
di un'istituzione UE si riunisce la plenaria);
2. il tribunale o general court , nasce con l'AUE e prendeva il nome di tribunale di primo grado, modificato con il trattato di
Lisbona.
Competenza GIUDICA IN PRIMO GRADO sui Ricorsi presentati da persone fisiche o giuridiche in genere relativi 6
alla disciplina in materia di concorrenza: si tratta quindi di casi molto complessi (difficolt di merito, ricostruzione dei fatti)
controversie di lavoro tra funzionari UE e UE
Introduce il doppio grado di giurisdizione: la sentenza del tribunale pu essere impugnata davanti alla Corte di Giustizia.
Da chi? Dai soggetti legittimati, ovvero da:

1.

parti soccombenti nel giudizio di primo grado


stati membri
altre istituzioni dell'UE per chiarire i punti di diritto.

L'impugnazione pu essere proposta solo per motivi di diritto (non si rimette in discussione la ricostruzione del fatto) es. vizi di
competenza, vizi di procedura, errata interpretazione del diritto dell'UE.
GIUDICA IN SECONDO GRADO
Il tribunale non pi solo tribunale di primo grado, in quanto giudica in secondo grado (motivi di mero diritto) su controversie di
lavoro in questo caso la corte giudica in terzo grado.
3. i tribunali specializzati: la possibilit di istituirne prevista dal trattato di Nizza in virt della crescente mole di lavoro della
corte a seguito dell'aumento degli stati membri; hanno competenza in determinate materie e vengono istituiti con procedura
legislativa ordinaria; ad oggi stato istituito solo il Tribunale della funzione pubblica europea (2004) a seguito dell'osservato
sovraccarico di lavoro da parte del tribunale in merito alle controversie di lavoro, composto da 7 giudici.
es. controversia di lavoro: tribunale della funzione pubblica europea ricorso per motivi di diritto--> tribunale--> ricorso per
motivi di diritto corte
Composizione delle singole formazioni:

un giudice per stato membro (28): in teoria non si pu escludere l'ipotesi che uno Stato candidi un giudice che non
abbia la cittadinanza nello Stato; nominati di comune accordo dai Governi degli stati membri; c' inoltre un comitato
apposito istituto per dare un parere agli stati membri;

Mandato di 6 anni rinnovabile, con possibilit di rinnovi parziali ogni 3 anni per garantire la continuit del lavoro della corte.
requisiti:
6

Vedi ricorso per annullamento di un atto di un'istituzione dell'UE

art. 253 TFUE


"I giudici e gli avvocati generali della Corte di giustizia, scelti tra personalit che offrano tutte le
garanzie di indipendenza e che riuniscano le condizioni richieste per l'esercizio, nei rispettivi paesi,
delle pi alte funzioni giurisdizionali..."

1.

obbligo adempimento delle garanzie di indipendenza: enunciata in termini identici per tutte le formazioni; non
possono esercitare alcuna funzione politica / amministrativa / professionale che li condizioni nel giudizio;

2.

competenza: dipende dalla formazione, i gradi di competenza riflettono la gerarchia dei gradi di giudizio
idealmente delineata.

ASSISTENZA di 9 avvocati generali:

Il numero di 8 previsto finora implicava che 5 posti spettassero per PRASSI ai 5 stati maggiori, gli altri a rotazione; l'opportunit
di aumentare il numero era gi prevista nella Dichiarazione allegata al Trattato di Lisbona: su richiesta della Corte, il Consiglio
porter il numero degli avvocati generali a 11 (di cui uno spetter alla Polonia); l'aumento di una sola unit ha introdotto un
giudice polacco ma non certo che rimarr polacco.
Avvocato generale:
presente solamente nella Corte (nel tribunale sono eventualmente i giudici che ricoprono questo ruolo)
un amici curiae: opera a sostegno della corte
art 252 TFUE: L'avvocato generale ha l'ufficio di presentare pubblicamente, con assoluta imparzialit e in piena indipendenza,
conclusioni motivate sulle cause che, conformemente allo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea, richiedono il suo
intervento.
lavora con la massima libert nell'ambito della corte perch non deve trattare con altri giudici diversi dai suoi pi stretti
collaboratori
le conclusioni sono una proposta di soluzione della causa, autorevoli ma non vincolanti (alcune volte essi tentano
un'evoluzione della giurisprudenza della Corte, consapevoli che comunque la Corte non prender posizioni cos ardite)
la pubblicazione delle conclusioni un momento di snodo nell'evolversi della causa.
Procedura di nomina a giudice e avvocato generale:
designazione dei governi degli stati membri
sottoposizione al giudizio di un Comitato composto da 7 membri (giuristi di notoria competenza) che esprime un parere
sulla loro adeguatezza a svolgere quelle funzioni [preoccupazione crescente all'interno della Corte infatti quella della
competenza, a seguito della crescente complessit del diritto dell'UE].
I giudici e gli avvocati generali possono all'unanimit dichiarare decaduto dal diritto a pensione o rimuovere dalla propria
funzione uno o pi tra essi, se ritengono che egli non sia pi in possesso dei requisiti richiesti per espletare le funzioni legate alla
carica.
LE PRINCIPALI COMPETENZE DELLA CORTE ,
I trattati riservano 3 tipi di competenze alla Corte di giustizia
FUNZIONE GIURISDIZIONALE
L'ordinamento dell'UE in quanto comunit di diritto consente
a) di controllare la legittimit delle sue azioni rispetto alle sue norme
b) di offrire un'adeguata tutela ai diritti attribuiti ai suoi soggetti.

Contenzioso: "sui ricorsi presentati da uno Stato membro, da un'istituzione o da una persona fisica o giuridica;" (Art.19,
par.3a)

Pregiudiziale: il giudice nazionale si rivolge alla Corte per dare corretta interpretazione ad una norma europea; (esercizio
della funzione consultiva)

Controllo compatibilit: rispetto ai trattati, di un accordo internazionale che l'UE intende concludere con terzi

CONTENZIOSO

1. Controllo sugli inadempimenti degli stati membri.


funzione di VIGILANZA della Corte - nell'ambito del rispetto dei trattati e del diritto derivato 7- in caso di ricorsi per infrazione /
violazione del diritto dell'UE/ inadempimenti degli stati membri;
modalit:
procedura generale per inadempimento (art 258 TFUE)

iniziativa della Commissione


(Art. 17 TFUE-> funzioni della Commissione , tra le altre, "guardiana dei trattati")

fase informale e invio di una lettera di messa in mora finalizzata alla ricezione di informazioni La Commissione,
quando reputi che uno Stato membro abbia mancato a uno degli obblighi a lui incombenti in virt dei trattati, emette un
parere motivato al riguardo, dopo aver posto lo Stato in condizioni di presentare le sue osservazioni.

La Commissione fissa un termine per la fornitura di una serie di informazioni da parte dei Governi a seguito dell'invio della
lettera di messa in mora.
Lo stato ha il dovere di fornire informazioni: se non lo fa, questo stesso fatto costituisce un inadempimento autonomo.

Soluzione nella fase conciliativa:


caso 1: Lo stato ammette la violazione
la Commissione pu garantire un lasso di tempo per adempiere gli obblighi oppure La Commissione pu ritenere che
comunque l'inadempimento non sia grave abbastanza da formalizzare la contestazione allo stato (il freno per ragioni di natura
politica sempre previsto)
caso 2: Lo stato non ammette la violazione
formulazione di un parere motivato: formalizzazione da parte della Commissione

nel secondo caso, se lo Stato continua a non adempiere


c', e si tratta ancora di un'ipotesi eventuale, la presentazione del ricorso davanti alla Corte di Giustizia:
Qualora lo Stato in causa non si conformi a tale parere nel termine fissato dalla Commissione, questa pu adire la Corte di
giustizia dell'Unione europea.
iniziativa di un altro stato membro (molto rara nella prassi) art 259 TFUE
Uno Stato membro, prima di proporre contro un altro Stato membro un ricorso fondato su una pretesa violazione degli obblighi
che a quest'ultimo incombono in virt dei trattati, deve rivolgersi alla Commissione.8
la Commissione riceve il ricorso e ricorre essa stessa alla Commissione
se la Commissione non ricorre alla CdG entro 3 mesi: Ricorso direttamente alla Corte da parte degli Stati Membri
Qualora la Commissione non abbia formulato il parere nel termine di tre mesi dalla domanda, la mancanza del parere non osta
alla facolt di ricorso alla Corte.
...Pronuncia della Corte di Giustizia...(art 260 TFUE)

la corte pu constatare che non c' violazione

oppure

sentenza meramente dichiarativa, il cui dispositivo afferma che c' stata violazione

Se l'inadempimento consiste nel non aver notificato delle misure con cui si d attuazione alle direttive alla Commissione (che
svolge una funzione di controllo), la sanzione pecuniaria pu essere richiesta dalla Commissione e comminata dalla Corte nella

Eccezioni: per alcune materie la competenza della Corte di Giustizia non trova applicazione, es. materia di politica
estera e sicurezza comune, rispetto da parte degli stati dei vincoli di bilancio (60% debito/pil, 3% deficit/pil). In questo
ultimo caso, la procedura politica.
8
segnalazione alla Commissione pu essere fatta anche da persone fisiche e giuridiche; tuttavia pi frequente che la
questione venga sollevata davanti a un giudice nazionale, il quale potr poi eventualmente ricorrere alla Corte in via
pregiudiziale.

prima sentenza.
lo stato adempie
SE lo stato dovesse continuare a non adempiere:
eventuale attivazione di una nuova procedura per inadempimento della sentenza della Corte in via semplificata con sentenza di
doppia condanna (senza presentazione del parere motivato da parte della Commissione, che si rivolge direttamente alla Corte)
alla seconda sentenza pu anche comminare una sanzione pecuniaria.
Anche se ad oggi nella prassi la situazione si sempre risolta all'interno dell'ordinamento dell'UE, nel caso lo stato non si
conformi anche dopo questa fase bisognerebbe ricorrere alle contromisure del diritto internazionale.
2.

Controllo sulla legittimit degli atti delle istituzioni

La differenza tra l'UE e le altre O.I. che gli Stati Membri non possono limitarsi a disapplicare gli atti delle istituzioni dell'O.I.
ritenuti illegittimi.
Ricorsi per annullamento di un atto / ricorsi di legittimit 9
Il ricorso non ha effetto sospensivo. Se la Commissione lo ritiene, pu sospendere l'atto se l'applicazione dell'atto pu avere effetto
pregiudizievole per qualcuno oppure se ritiene (fumus boni iuris).
OGGETTO
art 263 TFUE: "La Corte di giustizia dell'Unione europea esercita un controllo di legittimit sugli atti legislativi , sugli atti del
Consiglio, della Commissione e della Banca Centrale Europea che non siano raccomandazioni o pareri "
La formulazione implicitamente consente che possano essere oggetti di ricorso anche atti diversi da quelli tipici
sent CdG 1971 Commissione vs Consiglio: l'oggetto del ricorso da intendersi nel modo pi estensivo possibile, va esteso cio a
tutte le disposizioni adottate dalle istituzioni miranti a produrre effetti giuridici, inclusi atti di conclusione o applicazione di trattati
internazionali (in questi casi si propone una soluzione amichevole con lo stato terzo attraverso un rinegoziato).
es. In quel caso la Commissione impugnava di fronte alla Corte una deliberazione del Consiglio che autorizzava gli Stati membri
alla negoziazione di un accordo con stati terzi, e la Commissione lo riteneva ammissibile.

Quando un atto illegittimo?

TRE VIZI DI ILLEGITTIMITA'


1) Vizio di competenza: un'istituzione emana un atto che non competente ad emanare;
2) Violazione delle forme sostanziali: mancato rispetto di tutte le garanzie procedurali;
3) Sviamento di potere: il potere dell'istituzione viene utilizzato per fini diversi rispetto a quelli che giustificano
l'attribuzione dello stesso;
Violazione dei trattati o di qualsiasi regola di diritto relativa alla loro applicazione. Questa competenza volta a verificare la
legittimit degli atti dell'Unione nel senso del rispetto della "costituzione" dell'Unione. Regola di diritto: la Corte ritiene che a
fondamento giuridico dell'Unione non vi siano solamente i trattati, ma anche delle fonti non scritte che hanno natura di principi
generali dell'Unione e sono da rispettarsi come nel caso dei trattati, es. certezza del diritto, rispetto dei diritti acquisiti, rispetto dei
diritti fondamentali.
Un'istituzione potrebbe per violare i trattati non attraverso un suo atto, ma una omissione. (*)
La Corte dispone di una competenza giurisdizionale di merito solo quando le viene conferita da un regolamento del Parlamento
Europeo e Consiglio o un regolamento del Consiglio.

SOGGETTI LEGITTIMATI A PROPORRE IL CONTROLLO DI LEGITTIMIT

I ricorrenti, di qualsiasi natura essi siano, hanno un termine temporale di due mesi entro il quale proporre ricorso.

Tre categorie

Se il soggetto che lo propone una persona fisica o giuridica, vengono indirizzati al Tribunale, la cui sentenza sar
impugnabile di fronte alla Corte per i soli motivi di diritto.

1. Ricorrenti privilegiati: possono presentare ricorso senza dover dimostrare specifico interesse nella dichiarazione di nullit
dell'atto impugnato (il ricorso non soggetto ad alcun limite)
- Stati Membri: es. all'interno del Consiglio, se il Consiglio ha deciso a maggioranza qualificata ed uno stato in minoranza,
ritenendo motivi di illegittimit dell'atto, propone ricorso per annullamento; Il ricorso pu essere presentato anche da uno Stato
che ha votato in maniera favorevole;
-

Commissione10
Consiglio
Parlamento Europeo.

2. Ricorrenti semi-privilegiati: possono solamente proporre ricorsi per salvaguardare le proprie prerogative, cio se non sono stati
consultati su un atto, quando la consultazione obbligatoria ai sensi dell'atto;
- Corte dei Conti,
- BCE
- Comitato delle Regioni (organo): es. Se un atto stato adottato senza consulta del Comitato bench prevista, questo avr facolt
di impugnare l'atto per questa ragione e non per un altro possibile vizio.
3. Ricorrenti non privilegiati: Deve esserci un fattore che consente al singolo di distinguersi dalla generalit, ossia un singolo per
impugnare un atto dell'Unione deve dimostrare che tocca la sua sfera giuridica
Qualsiasi persona fisica o giuridica pu proporre un ricorso...
- contro gli atti adottati nei suoi confronti nello specifico: la decisione il classico atto definito "individuale" (es. Commissione
che ha sanzionato Microsoft per violazione delle regole di concorrenza ha adottato un atto nei suoi confronti che perci ha potuto
essere impugnato successivamente)
- che la riguardano direttamente e individualmente: secondo la teoria dello smascheramento dell'atto se l'atto non direttamente
indirizzato alla persona nella forma, ma lo nella sostanza, la persona in questione deve avere la possibilit di impugnare
quell'atto;
Il coinvolgimento diretto: se quell'atto produce effetti sulla situazione giuridica della persona, incide sulla sua sfera giuridica;
Individuale: la sent CdG Plaumann 1963 ne d un'interpretazione restrittiva "Un atto riguarda individualmente una persona se
tocca quella persona a causa di determinate qualit personali ovvero di particolari circostanze atte a distinguerlo dalla generalit e
quindi lo identifichi alla stessa stregua dei destinatari".
D rilevanza alla forma e alla denominazione dell'atto
Tuttavia la formula Plaumann stata superata; il trattato di Lisbona estende la portata della Formula Plaumann, introducendo il
criterio per cui (art 263 comma 4 TFUE): la persona fisica o giuridica pu presentare un ricorso contro gli atti regolamentari che la
riguardano direttamente e che non comportano alcuna misura d'esecuzione
Problema interpretativo: cosa si intende per atto regolamentare?

Atto di portata generale: deve riguardare solo direttamente i singoli e non anche individualmente

Atto adottato secondo procedura legislativa per ragioni che non risultano di evidenza del tutto chiara.
es. per quanto riguarda le decisioni della Commissione dirette a uno Stato Membro per autorizzarlo a rifiutare alcune licenze di
importazione, gli importatori sono stati considerati dalla Corte legittimi ricorrenti non privilegiati.
Dal ricorso per annullamento fatto da persone fisiche o giuridiche, non discende per la possibilit di ottenere risarcimento. 11

Conseguenze della sentenza della Corte

Ricorso infondato
Ricorso fondato
art. 264 TFUE: "Se il ricorso fondato, la Corte di giustizia dell'Unione europea dichiara nullo e non
avvenuto

10

la Commissione ha il compito di vigilare le imprese sul rispetto delle regole di concorrenza e sanzionare in caso di
violazione. L'impresa destinataria di sanzioni per queste ragioni, impugna di sovente la decisione della Commissione (es.
caso Microsoft- abuso di posizione dominante)
11
necessario un ricorso per responsabilit extracontrattuale per l'unione o i suoi agenti

l'atto cessa di produrre i suoi effetti ex tunc;


Tuttavia la Corte, ove lo reputi necessario, precisa gli effetti dell'atto annullato che devono essere considerati
definitivi.
L'annullamento ha effetti erga omnes e non soltanto inter pares.
(*) Ricorso in carenza
Art. 265 TFUE
"Qualora, in violazione dei trattati, il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, il Consiglio, la Commissione o la Banca centrale
europea si astengano dal pronunciarsi, quando i trattati invece lo prevederebbero, gli Stati membri e le altre istituzioni dell'Unione
possono adire la Corte di giustizia dell'Unione europea per far constatare tale violazione. Il presente articolo si applica, alle stesse
condizioni, agli organi e organismi dell'Unione che si attengano dal pronunciarsi"
Non vi sono limiti al ricorso in carenza derivanti dalla natura del provvedimento la cui omissione in questione.
Ne sono esclusi per gli atti la cui esecuzione sottoposta a discrezionalit politica: es. caso in cui si richiede alla commissione di
avviare una procedura per infrazione.

PREGIUDIZIALE
Assicurare il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati NON esclusiva ma condivisa con i giudici
nazionali12: le posizioni soggettive di vantaggio derivanti dal diritto dell'UE vengono fatte valere in primo luogo dai giudici
nazionali, poi dalla Corte.
Perch anche la CdG interpreta le norme dell'ordinamento dell'UE?
a garanzia del primato del diritto dell'UE sui diritti interni
per evitare che giudici nazionali provenienti da tradizioni giuridiche diverse e muniti di canoni interpretativi disomogenei
minino l'omogeneit dell'applicazione del diritto dell'UE
ne evidenzia cos i principi cardine (efficacia diretta, primato sui diritti interni, responsabilit degli stati membri per danni
conseguenti alla violazione delle norme del diritto dell'UE).
Di fatto la Corte finisce per svolgere un ruolo di supplenza normativa, influendo in maniera decisiva sul processo di integrazione
europea.
art 267 TFUE pronuncia sui rinvii pregiudiziali dei giudici nazionali
Fin dall'origine a garanzia dell'uniformit dell'interpretazione ( e dunque dell'applicazione) del diritto dell'UE nella giurisprudenza
dei diversi stati: in via pregiudiziale, su richiesta delle giurisdizioni nazionali, sull'interpretazione del diritto dell'Unione o sulla
validit degli atti adottati dalle istituzioni; sospensione del procedimento interno sottoposizione del quesito pregiudiziale alla
Corte. Alla base di questa competenza c' quindi il fatto che il diritto dell'UE si integra al diritto nazionale, il cui giudice deve
applicare.

E' qualitativamente (gli ha permesso di enunciare i principi basilari dell'UE ex diritto comunitario es. efficacia diretta,
non palesati da trattati) e quantitativamente (anche perch l'unica a disposizione dei singoli per far valere gli
inadempimenti degli stati) la pi importante competenza della Corte;
La competenza spetta, all'interno della CdG dell'UE, esclusivamente alla Corte di Giustizia, anche se all'art 256 TFUE la
questione non definita strettamente in tali termini (in alcune materie previste dallo Statuto di Giustizia competente il
Tribunale - ma tali materie non sono ancora state definite).

Oggetto del quesito pregiudiziale: pu essere di due tipi


1) interpretazione dei trattati e interpretazione di atti 13 compiuti da istituzioni / organi / organismi (norme primarie e derivate)
Di fatto ci che d avvio al ricorso il dubbio della conformit della norma interna alla norma europea (in genere si chiede di
fornire gli elementi per stabilire se c' un contrasto se una norma interna ed il diritto dell'UE in base ad una certa interpretazione
della norma dell'UE).
12

13

Per giurisdizione nazionale si intende qualsiasi grado e tipo di giurisdizione civile / penale / ordinaria / speciale /
amministrativa / costituzionale / organismi arbitrali di diritto pubblico.
Per atto deve intendersi qualsiasi atto emanato dalle istituzioni, organi ed organismi, indipendentemente da
- denominazione
- vincolativit
- efficacia diretta.

es. Caso Costa Enel, anni 60: Costa azionista di un'azienda elettrica, chiusa con la legge sul monopolio dell'Enel; non paga la
bolletta dell'Enel > ricorso per violazione del Trattato istitutivo della CE Corte di Giustizia UE: la legge nazionale non
contrasta con il diritto dell'Unione condanna sul piano interno di Costa.
Il ragionamento del giudice:
Esiste un dubbio interpretativo? (Es. esistenza di precedenti pronunce)

la soluzione del dubbio interpretativo rilevante ai fini della decisione del giudice interno?
Analisi della priorit da attribuire al problema in base
alla distinzione tra il giudice nazionale di ultima istanza o non di ultima istanza solo il giudice di
ultima istanza obbligato (in quanto la sua sentenza definitiva) a sollevare il dubbio interpretativo; di
conseguenza la Corte tende a privilegiare i quesiti sollevati dai giudici di ultima istanza;

alle persone coinvolte: Quando una questione del genere sollevata in un giudizio pendente davanti a un
organo giurisdizionale nazionale e riguardante una persona in stato di detenzione, la Corte statuisce il pi
rapidamente possibile.

Sentenza: in teoria la sentenza vincola soltanto il giudice a quo (dal quale proviene il rinvio), si configura cio una
efficacia inter pares
--> tendenzialmente per nella prassi una sentenza pregiudiziale su rinvio di interpretazione fornita dalla Corte ha effetto "erga
omnes", ovvero l'efficacia pi generale 14:
la sentenza non toglie la possibilit di un ulteriore rinvio pregiudiziale ma di fatto i giudici nazionali, a meno che non ci siano
elementi nuovi nella norma, non ricorrono nuovamente alla Corte; essi fanno leva sull'interpretazione gi data;

notifica a stati membri e istituzioni .

2)

rinvio di validit

L'oggetto in questo caso la validit dell'atto compiuto da un'istituzione, organo o organismo dell'UE [tre vizi classici di
legittimit + vizio per violazione dei trattati, pag. 14]

In questo caso anche il giudice non di ultima istanza deve fare ricorso alla Corte solo la corte pu statuire
l'invalidit

l'efficacia della sentenza vale solo nei confronti del giudice a quo, quindi l'atto non abolito
MA di fatto l'efficacia che dispiega pi ampia:

1. tutti gli altri giudici si conformano alla sentenza della corte


le istituzioni UE sono tenute a modificarla (anche se non c' un obbligo formale).

FUNZIONE CONSULTIVA

parere di compatibilit di previsti accordi internazionali con il diritto primario dell'UE.


Lordinamento giuridico dellUnione europea e i suoi rapporti con gli ordinamentidegli Stati membri
FONTI DELL'ORDINAMENTO DELL'UE

fonti primarie
posizione intermedia: trattati internazionali
fonti secondarie.

Lordinamento giuridico dellUnione come ordinamento derivato dal diritto internazionale.


Nonostante l'ordinamento giuridico dell'UE sia caratterizzato da autonomia sia rispetto al D.I. che da quello degli stati membri
(come richiamato in importanti sentenze),

l'ordinamento giuridico dell'UE non originario (come quello degli Stati) ma derivato rispetto all'ordinamento
internazionale
- essendo basato su un trattato
- per operare all'interno del territorio degli Stati Membri, nonostante si sia ormai affermato il principio di primato del diritto
dell'UE sul diritto interno, necessita in primis della cooperazione tra gli Stati Membri, in quanto non dispone di una sfera di sua
signoria propria che non gli sia attribuita dagli stessi Stati Membri
una volta esaurite le vie di ricorso interne offerte dagli ordinamenti nazionali, nel diritto internazionale trova le sue garanzie
ultime;

14

Il valore generale delle sentenze peraltro un effetto che rende l'ordinamento europeo simile ai sistemi di common law.

l'UE sottoposta in quanto soggetto con personalit internazionale a tutte le norme di D.I. generale ad essa applicabili; le
sue norme vi si devono conformare e devono essere interpretate alla luce di questo
sent CdG 2008 caso Kadi le competenze della comunit, devono essere esercitate nel rispetto del diritto internazionale e un
atto adottato in forza di tale competenze va interpretato, e la sua sfera di applicazione circoscritta, alla luce delle norme pertinenti
di D.I.

Fondamentale distinzione tra fonti primarie e derivate.


Le fonti primarie dellordinamento giuridico dellUnione

TUE
TFUE
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione

Non c' rapporto di gerarchia tra le tre fonti primarie, nonostante ci fosse stata una proposta per separare i principi fondamentali
(modificabili solo tramite accordo unanime) ed il resto delle norme.
Art 1 TUE: TUE e TFUE hanno lo stesso valore giuridico

(a) I TRATTATI E LE PROCEDURE PREVISTE PER LA LORO REVISIONE


I trattati stabiliscono quali sono le caratteristiche fondamentali dell'Unione, la loro modifica l'unico strumento che permette di
modificarne il funzionamento.
Interpretabili come fonti costituzionali dell'ordinamento dell'UE ;
allo stesso tempo costituiscono accordi internazionali (fonti secondarie del diritto internazionale):
l'ordinamento giuridico dell'UE infatti derivato dal diritto internazionale ( ordinamento giuridico originario dello Stato, che non
trae la propria forza da altri ordinamenti), e trova le sue garanzie ultime nell'ordinamento giuridico internazionale; una volte
esaurite le garanzie interne si fa riferimento a quelle stabilite a livello di diritto internazionale; in quanto soggetto di D.I., l'UE
tenuta a rispettare le consuetudini internazionali
Procedura di revisione dei trattati (art 48 TUE)
procedura di revisione ordinaria
formulazione di un progetto di modifica dei trattati del Governo di uno Stato Membro / Parlamento Europeo /
Commissione
presentazione del progetto al Consiglio europeo e ai Parlamenti nazionali
il Consiglio europeo decide se esaminare o meno il progetto [previa consultazione di Commissione - Parlamento europeo
BCE in caso di settore monetario] A MAGGIORANZA SEMPLICE (15 ad oggi)
Convocazione di una Convenzione: elaborazione di un testo di bozza, adottato per consenso
NB. A condizione dell'approvazione del Parlamento europeo questa fase pu essere saltata nel caso in cui le modifiche siano
limitate.
componenti:
rappresentanti parlamenti nazionali
rappresentanti Governi
rappresentanti Parlamento europeo
rappresentanti Commissione;
prassi precedente a questa norma organo ad hoc convocato dal Consiglio europeo per elaborazione del trattato costituzionale
prima della Conferenza intergovernativa; con la norma si voluto approfondire l'aspetto democratico, rispetto alla prassi che
prevedeva la mera convocazione di una CIG (elevata percentuale di seggi dei rappresentanti del parlamenti nazionali);

Convocazione della Conferenza intergovernativa CIG

adozione del testo del trattato di revisione; tutti gli stati membri devono firmare il testo del trattato di revisione, altrimenti i
lavori della CIG si chiudono senza successo.
Vengono poi messe a punto tutte le traduzioni nelle lingue ufficiali dell'Unione.
Ratifica del trattato da parte degli stati membri secondo le rispettive norme costituzionali,

l'obbligo dell'unanimit delle ratifiche


costituzionale):

la norma, altrimenti il trattato non entra in vigore anche se firmato (es. trattato

ISTITUTO REFERENDARIO NEL DIRITTO INTERNO


nel caso IT la Cost esclude la possibilit di ricorrere ad un referedum per la legge di ratifica di un trattato internazionale FR,
OL nel caso del trattato costituzionale, entrambi facoltativi
Se non tutti gli Stati Membri ratificano:
paragrafo 5: decorrenza di due anni; solo se e una volta che i 4/5 hanno ratificato, la questione deferita al Consiglio europeo15
che la risolve sul piano politico.
Gli strumenti a disposizione di fatto del Consiglio, non elencati nella norma, sono:

offerta di garanzie supplementari per incentivare la ratifica 16


Formulazione esplicita dell'abbandono dell'iter di ratifica
Ripresa del negoziato

2) due procedure di revisione semplificata


inserite dal Trattato di Lisbona per facilitare la revisione; la semplificazione sta nel fatto che il potere decisionale spetta
direttamente al Consiglio europeo, che delibera sempre all'unanimit (+ approvazione dei Parlamenti nazionali). Di fatto il
Consiglio Europeo opera in questo caso nella veste di conferenza intergovernativa vera e propria, in quanto si richiede nello
specifico la non opposizione di ognuno degli stati membri.
La procedura pi semplice dal punto di vista dei passaggi formali da compiere. Tuttavia, dal punto di vista sostanziale, la
necessit dell'accordo unanime degli stati fin dalla prima fase non rende l'iter meno rigido. L'unanimit blocca il sistema.
1 La prima procedura di revisione semplificata si applica in caso di modifica della parte III del TFUE (Politiche e azioni interne
dell'Unione)17:
sembra essere pi tesa ad operare nel senso di una riduzione delle competenze del'UE

il potere di iniziativa spetta agli stessi soggetti dell'ordinaria (Stato Membro / Parlamento Europeo / Commissione)
il testo menziona in questi casi il termine approvazione e non ratifica: la manifestazione della volont dello Stato a
vincolarsi pu dunque essere realizzata attraverso forme meno rigorose

Ha trovato applicazione solo una volta sotto la spinta dell'urgenza: 2011, integrazione dell'art 136 TFUE istituzione del fondo
permanente salvastati.
2 La seconda procedura di revisione semplificata si applica se si vuole modificare la norma del diritto dell'UE nei seguenti sensi:

sostituzione del requisito dell'unanimit con quello della maggioranza qualificata per le decisioni del Consiglio prese
in base al TFUE e al titolo V del TUE
(tranne decisioni con implicazioni militari)

sostituzione della procedura legislativa speciale con l'ordinaria per le decisioni del Consiglio da prendersi in base al
TFUE

Ma tale procedura si applica all'unanimit e previa approvazione del Parlamento europeo: non mai stata applicata.

(b) Carta dei diritti fondamentali


La ricostruzione dell'evoluzione della tutela dei diritti fondamentali durante il processo di integrazione
I principi generali dell'ordinamento comprendono ma non esauriscono i diritti fondamentali.
1. Originario silenzio dei trattati
Prima mancava una disposizione generale che sancisse i diritti fondamentali, ma esistevano disposizioni specifiche: es. parit
15
16

17

in realt il Consiglio si pu occupare dei problemi inerenti all'iter di ratifica anche prima.
Invece non pu spingere alcuni Stati Membri a recedere da un trattato, o da particolari clausole
es. fiscal compact, la GB era contraria gi in fase di negoziato.
Non pu comunque in nessun caso essere utilizzata per estendere le competenze attribuite all'UE

retributiva uomo donna (richiesto per ragioni prevalentemente economiche dalla FR, cio affinch le proprie imprese non
venissero svantaggiate). Infatti la comunit europea nasce come comunit primariamente economica. Quindi, lesigenza di
prevedere norme relative al rispetto dei diritti fondamentali assente presso i padri fondatori.

Giurisprudenza della Corte di giustizia e la codificazione della stessa ad opera del Trattato di Maastricht

Tuttavia, nasce il bisogno di introduzione di diritti comuni in relazione:


al bisogno di tutela dei diritti di propriet ed obblighi che ne derivano in seno alla PAC (no utilizzo di certi territori da
parte degli agricoltori),
la Corte di GE e IT minacciano di procedere esse stesse verificare il rispetto dei diritti fondamentali in seno all'Unione.
Fine anni 60 / inizio anni 70: momento di svolta
La CdG inizia a vedersi sottoposti dei casi in cui vengono in gioco i diritti fondamentali.

sent 1969 Corte di Giustia europea

i diritti fondamentali fanno parte dell'ordinamento comunitario in quanto fonte non scritta,
essi fanno parte dellordinamento comunitario in quanto principi generali di questo ordinamento: i principi generali si
collocano nella scala gerarchica a livello dei trattati
I diritti fondamentali da rispettarsi in quanto principi generali dellordinamento, sono ricavati dalla Corte sulla base di
due fonti(si tratta di una condizione necessaria, se non derivano da esse non vigono all'interno dell'ordinamento UE):

tradizioni costituzionali comuni agli stati membri, anche se non si sono mai fatte vere e proprie analisi comparatistiche
(es. della segretezza nella corrispondenza tra avvocato e cliente, presente solo nell'ordinamento della GB)
trattati internazionali sui diritti umani, tra cui in particolare la CEDU (elaborata in seno al Consiglio d'Europa, quindi
NON strumento giuridico dell'UE);

Caso Connolly (fine anni 90)

C. era un funzionario della Commissione, pubblica un libro in cui critica Delors ed in generale il progetto di unificazione
monetaria, la Commissione lo licenzia, ricorso alla Commissione (impugnazione dell'atto di fronte al Tribunale dell'Unione) per
violazione della libert di espressione art 10 CEDU - facendo ricorso al ragionamento del 1969, diventato prassi.

La Corte afferma che i diritti fondamentali vanno rispettati in seno all'ordinamento dell'Unione.

Differenziazione tra diritti derogabili e diritti inderogabili:

Per quanto riguarda il caso in s, la Corte esamina l'art 10 CEDU, ma non ritiene che la libert di espressione non sia inderogabile.
La limitazione della libert di espressione di Connolly per la corte giustificata dal venir meno della condizione di fiducia tra
lavoratore e datore di lavoro rigetto del ricorso da parte di Tribunale
Tali prassi (giurisprudenza della Corte) codificata e trova consacrazione con il Trattato di Maastricht (art 6 TUE, par. 3 ). Dalla
mancanza di un elenco esplicito di diritti fondamentali derivarono per due ordini di problemi:
1. La determinazione specifica dei contenuti viene rimesso sempre alla Corte di Giustizia europea (funzione pretoria o creatrice di
diritto);
2. Assenza di trasparenza nei confronti dei cittadini.
Si procede dunque all'approvazione di una fonte unica di facile ed immediata consultazione
Infatti, tale disciplina ricopre un valore residuale (un paragrafo in una disciplina pi complessa).
3. Novit introdotte dal trattato di Lisbona
Art 6 TUE
par. 1 : L'Unione riconosce i diritti, le libert e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7
dicembre 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.
par. 2: L'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali. Tale
adesione non modifica le competenze dell'Unione definite nei trattati.
Chi deve rispettare i diritti fondamentali?
- Gli atti delle istituzioni e degli organi dell'UE
Gli stati, in relazione all'attuazione delle norme dell'Unione.
Contenuti e valore giuridico della Carta dei diritti fondamentali

marzo 1999: Colonia, si decide di redigere la Carta dei diritti fondamentali / Carta di Nizza
la Convezione redige il testo approvato dalla CIG a Nizza nel settembre del 2000 in tempi molto rapidi - la proclamazione
solenne contestuale alla conclusione dei negoziati del Trattato di Nizza, che per un trattato di revisione da cui la Carta resta
fuori.

Brevit: solo 54 art, suddivisa in 7 titoli


La sistematica utilizzata per classificare i diritti diversa da quella generalmente utilizzata dai patti delle N.U.
(1966), ed in generale nel D.I. relativo ai diritti umani (divisione diritti di natura economica-sociale dai civili-politici)
C' un'attualizzazione dei contenuti rispetto alle discipline di diritto internazionali, approvate numerosi anni prima

Ambito di applicazione art 51, par 1 a rispettare i diritti sono tenuti gli organi ed organismi dell'UE e gli stati membri nello
svolgimento di attivit normativa-esecutiva-giurisdizionale, se non esula dal campo di attuazione delle norme europee. Ci pu
porre nel concreto problemi interpretativi che chiamano in gioco le pronunce della CdG.
Caso IRL: divulgazione di informazioni circa la possibilit di abortire in GB da alcune organizzazioni irlandesi, vietato dalla Cost
irlandese; controversia giudiziaria tra organizzazioni e IRL; esse lamentano la violazione della loro libert di espressione; l'IRL fa
valere la difesa del principio di moralit pubblica.
Due differenti interpretazioni

CdG non ambito di attuazione del diritto UE (anche se altre volte sono bastati legami molto pi vaghi con il
diritto di circolazione perch essa si pronunciasse)

Corte di Strasburgo (vigila su qualsiasi stato contraente la Convenzione Europea dei diritti dell'uomo di cui l'art 10
quello sul diritto di espressione) violazione del principio di proporzionalit dall'IRL.
Par. 2: Le disposizioni della Carta non estendono in alcun modo l'azione dell'Unione: la carta NON costituisce una base giuridica,
quindi i diritti non costituiscono ambiti in cui l'UE pu legiferare; la base giuridica sempre da trovarsi nei trattati.

STRUTTURA della Carta dei diritti fondamentali: Titoli


1. dignit

art. 2: esclusione della pena di morte come corollario del diritto alla vita (la CEDU vi giunta solo in una tappa
successiva);

art 3: integrit della persona, prende in considerazione gli ultimi sviluppi della medicina e della bioetica;
2. libert

tende a corrispondere con i classici diritti civili , es. libert di espressione, libert di pensiero, coscienza, religione
- include una norma specifica (elemento di modernizzazione) sulla protezione dei dati di carattere personale (art 7)
- art 9: diritto di sposarsi e costituire una famiglia; si scontravano in seno alla Convenzione visioni differenti, siccome non
possibile imporre agli stati membri una visione unica di famiglia, c' un rinvio alle leggi nazionali, in una logica di sussidiariet;

Accanto ai diritti civili, sono presenti riferimenti a diritti economici e sociali (es. istruzione, libert)
3. uguaglianza intesa come non discriminazione
- parit uomo-donna in relazione all'impiego e non solo in materia retributiva; 18
- sent CdG UE: discriminatorio prevedere delle et di pensionamento differenti
4. solidariet materia pi delicata, si tratta solo di principi19
- Si tratta di quelli che prendono di solito il nome di diritti sociali: diritti dei lavoratori (es. sciopero, tutela in caso di
licenziamento ingiustificato, retribuzione giusta ed equa) e diritti della sfera sociale in senso generale (es. protezione dei
consumatori);
- costituisce il titolo pi controverso;
- art 27= diritto dei lavoratori all'informazione e alla consultazione nell'ambito dell'impresa:
come altre norme, enuncia un principio ma affida la sostanza alla successiva legislazione di stati membri o dell'UE
5. cittadinanza
- art 41= diritto ad una buona amministrazione, posto in termini generali, quindi ne destinatario sia il cittadino che lo straniero
Infatti vengono vietate sia le discriminazioni dirette che quelle indirette (occulte).
Caso di discriminazione indiretta: apparentemente ha a che fare con altri elementi (fa leva su altri criteri), ma di
fatto svantaggia in modo molto pi cospicuamente i lavoratori di uno dei due sessi.
es. Caso della discriminazione tra lavoratori full-time e part-time: la Corte stabilisce che se si pu dimostrare che non
c' giustificazione obiettiva tra distinzione di paga e se la maggior parte dei lavoratori part-time sono donne, la norma
discriminatoria.
19
Differenza tra principi e diritti: diritto pu essere fatto valere direttamente in giudizio
es. Art 21: diritto alla non discriminazione in base al sesso, razza ecc.
Art 27: enuncia solo un principio, che necessita di essere precisato da norme dell'UE o da Stati Membri; se la
normativa non c' rimane non operativo.
18

che risieda sul territorio


6. giustizia
- art 50= ne bis in idem, per la prima volta lo si intende nella sua applicazione / valenza nella sfera internazionale;
- art 97= durata ragionevole dei processi condanne innumerevoli all'IT;
7. disposizioni di carattere orizzontale: norme che valgono in generale per tutte le categorie di diritti presenti nella carta.
Diritti assoluti e non: Alcuni diritti possono essere soggetti a limitazioni in quanto diritti non assoluti. Tuttavia il legislatore
europeo non distingue le categorie di diritti assoluti e non assoluti si deciso di mettere in luce solo il contenuto positivo senza
esplicitare l'eventuale possibilit di limitazione e le condizioni per soddisfarle.
La Carta vincolante giuridicamente o costituisce un mero atto di soft law?

Prima del Trattato di Lisbona: Utilizzata dai ragionamenti dei giudici della CdG ma comunque ha un carattere meramente
politico

Con il Trattato di Lisbona (art 6 TUE): chiaro valore giuridico vincolante, di fonte primaria.

Ci sono tuttavia due prezzi da pagare all'acquisizione di carattere vincolante:


1.

si rafforza la distinzione tra diritti e principi: il testo della Carta stato di necessit rivisto proprio pochi giorni prima la
firma del Trattato di Lisbona e molte norme non possono essere di conseguenza fatte valere direttamente in giudizio;

2. introduzione della clausola di opt-out per Polonia e GB:


GB: problema con i diritti sociali
Polonia: teme l'impatto sul diritto di famiglia
- - > Ci serve ai due stati soprattutto come strumento politico in quanto comunque le aree di interesse di GB e Polonia
erano contenute nel titolo IV e quindi costituivano meri principi; anche secondo il protocollo allegato 20 Nulla nel titolo
IV della Carta crea diritti azionabili dinanzi ad un organo giurisdizionale .
Questione dell'adesione dell'UE alla CEDU
Art 6 par.2 TUE: L'Unione aderisce alla CEDU (ma non ne membro)
La corretta interpretazione dell'art che ogni stato membro deve essere parte contraente della CEDU.
Ci non implica che l'UE sia parte contraente della CEDU, infatti:
non c' stato un trattato
l'UE non pu stabilirlo unilateralmente 21 .
L'adesione avrebbe l'effetto di sottoporre anche le istituzioni dell'UE al controllo esterno e specializzato esercitato dalla Corte di
Strasburgo. La CdG ha cercato di ostacolare questo processo di adesione per evitare che si costituisca di fatto un ulteriore grado di
giudizio rispetto ad essa. L'adesione comporterebbe inoltre probabilmente un rafforzamento della disciplina di tutela dei diritti
individuali in seno all'UE, in quanto l'analisi della loro applicazione sarebbe analizzata di fatto anche da una Corte esterna.
Caso Connolly: C. fa allora ricorso alla Corte di Strasburgo. La Corte afferma di non essere competente perch l'UE non parte
contraente.
(c) I principi generali elaborati dalla Corte di giustizia, fonti non scritte dellordinamento giuridico dellUnione
Principi generali:
diritti fondamentali
principi di logica giuridica (es. certezza del diritto)

principi specifici (es. attribuzione, sussidiariet, proporzionalit, prossimit)


Si tratta di
Categorie di fonti non scritte, in quanto ricostruiti dalla giurisprudenza della CdG;
la loro gerarchia nelle fonti dell'UE incerta:
due ipotesi...
interposti tra fonti primarie e derivate
fonte primaria E' questa l'interpretazione che prevale se li si considera dei parametri di legittimit: essi devono avere
gli stessi effetti e stessa portata delle norme costituzionali.
Alcuni (non tutti) articoli possono essere interpretati come principi o diritti in base a testi esplicativi allegati. Altrimenti si
fa riferimento alla formulazione stessa, ed in genere prevale l'interpretazione dell'art come principio.
21
Inoltre inizialmente c'era scritto nel testo (poi modificato) della CEDU che potevano essere parti contraenti solo
stati.
20

Le fonti secondarie dellordinamento giuridico dellUnione (Diritto derivato dell'UE /atti giuridici dell'UE )
Requisiti formali degli atti dell'Unione
Per tutti gli atti giuridici dell'UE vi sono una serie di prerequisiti comuni fissati dall'art 297 TFUE:
si tratta di forme sostanziali, quindi l'assenza determina l'illegittimit dell'atto considerato

Motivazione dell'atto (si colloca nella prima parte, prima del dispositivo):
il legislatore espone le ragioni che portano a necessitare di un atto e di sue specifiche parti;
utile in sede interpretativa;
comprende l'indicazione della base giuridica fondamentale nella prospettiva di garanzia di legittimit dell'atto

Pubblicit
limitando il discorso agli atti vincolanti, ne restano escluse le direttive non rivolte a tutti gli stati membri e le decisioni di portata
individuale queste due categorie vanno solo notificate.
art 288 TFUE, comma 1: cinque categorie di atti che costituiscono gli atti tipici

regolamenti, direttive, decisioni = atti vincolanti


raccomandazioni e pareri = atti non vincolanti

ATTI TIPICI
La loro natura e la loro posizione gerarchica dipende dalla natura della funzione che esercitata per produrli:
funzione legislativa atti legislativi
funzione legislativa delegata atti delegati
funzione esecutiva regolamenti di esecuzione.
Solo in virt del tipo di funzione si pu far derivare un rapporto gerarchico tra regolamenti, direttive o decisioni.
Talvolta la base giuridica lascia la possibilit di scelta della natura della misura (es. art 114 TFUE), altre volte essa impone l'uso
di una determinata tipologia di atto (es. art 115 TFUE).
Atti vincolanti e non vincolanti: A differenza delle altre O.I. come l'ONU i pareri costituisce sono una minoranza dell'arsenale di
atti a disposizione prevalgono gli atti vincolanti.
Atti vincolanti:

REGOLAMENTO

Presenta le seguenti caratteristiche:


1.
portata generale: i destinatari del regolamento sono una o pi categorie di soggetti determinati in maniera astratta ed
obiettiva. Il corrispondente tipico a livello di ordinamento interno la legge. es. atto che vincola ad un determinato
prezzo i produttori di zucchero, ma NON atto che vincola tutti coloro che presentano una domanda di rimborso (si tratta
in sostanza di una decisione nonostante il nomen di regolamento).
2.
obbligatoriet: il testo afferma che il regolamento obbligatorio in tutti i suoi elementi nel senso che contiene una
definizione giuridicamente completa del precetto e lo esplicita per diversificarlo dalle direttive, che invece lasciano
completare il precetto dagli stati membri in sede di attuazione.
3.
Applicabilit diretta: una volta emanato, il regolamento entra in automatico negli ordinamenti degli stati membri senza
alcuna misura di recepimento (come gli ordini di esecuzione o misure di attuazione) il 20esimo giorno dopo la
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

DIRETTIVA

Vincola lo stato membro per quanto riguarda il risultato da raggiungere, e non - in linea di principio - per quanto riguarda la forma
e i mezzi semplicemente perch non vengono fissati, ha cio carattere programmatico. Nella prassi in realt sono frequenti
direttive dettagliate che entrano nel merito delle modalit: ci implica una riduzione del margine lasciato agli stati per scegliere i
mezzi, perch le direttive sono comunque atti vincolanti in tutte le proprie parti.

Presenta le seguenti caratteristiche:

Si indirizza esclusivamente a Stati (tutti o singoli) Tutti gli stati membri devono raggiungere lo stesso obiettivo, nel
rispetto delle tradizioni giuridiche.

Necessita dell'adozione da parte degli stati membri delle necessarie misure di attuazione: es. si d definizione di
pubblicit ingannevole ma non definisce quali procedimenti giurisdizionali attivare per sanzionare la pubblicit
ingannevole
previsto un termine per l'adozione di misure di attuazione se non rispettato scatta una misura per inadempimento
(possibile ammenda senza procedura di doppia condanna in caso di mancata notifica, art 260 TFUE);
la misura di attuazione deve presentare il carattere di chiarezza e certezza giuridica (no misure di carattere
amministrativo).

DECISIONE
Come i regolamenti e a differenza delle direttive, sono atti completi.
La decisione si distingue per dal regolamento perch il regolamento si indirizza ad una o pi categorie di destinatari, la decisione
si indirizza ad una o pi specifiche persone o stati.
Esistono ad oggi:
decisioni a portata individuale (prima del trattato di Lisbona ne esistevano solo di questo tipo)
sono tuttora le decisioni pi frequenti,
es. atto che commina una sanzione nei confronti di uno Stato Membro o a una persona (caso di Connolly), contro cui si possono
avviare ricorsi di annullamento
decisioni non dirette a specifici destinatari: col tempo si diffusa la prassi per cui le istituzioni dell'Unione hanno
adottato atti denominati decisioni senza che queste avessero specifici destinatari
es. ratifica di accordi internazionali dall'UE.
Atti non vincolanti:

RACCOMANDAZIONE

Invito rivolto ai destinatari (Stati Membri/ persone / altri organi UE nel caso di raccomandazioni interorganiche 22) perch adottino
un certo comportamento.

PARERI

Esposizione della propria posizione su una determinata questione


es. parere del Parlamento quando prevista la sua mera consultazione.
Altre tipologie: parere motivato nel caso della procedura per inadempimento.

ATTI ATIPICI

Sono atipici perch gli effetti giuridici sono valutati in virt della loro sostanza:
la CdG ha ricavato talvolta la natura vincolante anche di atti atipici come i codici di condotta. L'effetto giuridico in generale non
dipende dal nomen dell'atto.
Anche gli atti atipici possono essere adottati dalle istituzioni e possono essere divisi in
atti atipici previsti dai trattati
atti atipici non previsti dai trattati ma adottati nella prassi
es. codici di condotta, comunicazioni della Commissione come i Libri Verdi e i Libri Bianchi.
La questione dell'efficacia diretta delle norme dei trattati e del diritto derivato
(a) Nozione di EFFICACIA DIRETTA : Principio di elaborazione giurisprudenziale della CdG (dagli anni 60), che fa riferimento
alla possibilit da parte di un singolo di far valere i diritti che gli derivano da una determinata disposizione di fronte al giudice
nazionale.
es. Un caso in cui vale efficacia diretta quello delle norme relative al divieto di restrizioni quantitative all'importazione.

22

si distingue nel senso che ne l'altra faccia- dalla diretta applicabilit, da cui scaturiscono direttamente degli obblighi nei
confronti dei singoli destinatari (decisioni di portata individuale, regolamenti)
L'efficacia diretta non relativa solo ai trattati ma anche agli atti giuridici dell'UE

es. raccomandazione del Consiglio verso il Parlamento, quando quest'ultimo deve concedere lo scarico alla Commissione

(b) efficacia diretta per i trattati


Si pone per la prima volta nel caso Wan Gend&Loos (sent 5 febbraio 1963):

Il trattato CEE 1957 (art 12) prevedeva un periodo di transizione relativo alla disciplina dei dazi: dal 1958 in poi gli
Stati Membri non potevano applicare dazi superiori rispetto a quelli del primo gennaio 1958
la Wan Gend&Loos si vede comminata un dazio superiore
il giudice olandese pone un quesito pregiudiziale alla CdG: i singoli possono far valere la norma davanti ai giudici
nazionali?

Il Governo dei Paesi Bassi ritiene di no perch la norma ha come destinatari solo gli stati. L'unica soluzione sarebbe quindi la
procedura per inadempimento.
Sentenza pregiudiziale della CdG:

La CgG introduce il criterio dell'effetto utile: le norme vanno interpretato nel modo che consente loro di esplicare
pienamente i loro effetti; siccome dall'art 12 discendono diritti per gli individui, gli individui possono far valere
direttamente il proprio diritto appellandosi al giudice nazionale e la norma ha efficacia diretta. I singoli possono far
valere i propri diritti anche se le norme si rivolgono a stati.

L'unica condizione che la norma ponga obblighi sufficientemente chiari e precisi.


es. non soddisfano questa condizione: le norme di cui all'art 3 del TUE e all'art 27 Carta dei diritti fondamentali, perch anche se
la sostanza del diritto all'informazione pu essere agilmente ricostruita, costruita in modo tale che la definizione nei singoli
campi di applicazione non sia chiara; la soddisfa la norma di cui al primo paragrafo dell'art 157 Carta dei diritti fondamentali, ma
non al paragrafo 3 dello stesso articolo perch non chiarifica quali siano le altre aree di applicazione;
SENSO ORIZZONTALE E VERTICALE
In quel caso l'efficacia diretta va intesa quindi in senso verticale: possibilit per i singoli di far valere diritti discendenti dal trattato
nei confronti dell'autorit pubblica.
In qualche caso la CdG ha inteso l'efficacia diretta in senso anche orizzontale in virt del criterio dell'effetto utile: possibilit per i
singoli di far valere diritti discendenti dal trattato anche nei confronti di altri privati es. norma della parit sul lavoro art 157
Carta dei diritti fondamentali.

efficacia diretta del diritto secondario


- se la norma self-executing ha efficacia diretta (sent maggio 1972 CdG)
- se la norma non self-executing = atti che non hanno diretta applicabilit23 (direttive, che sono infatti per definizione atti
programmatici, ovvero non direttamente applicabili.)
- - In generale la CdG si sempre rifiutata di riconoscere l'efficacia diretta in senso orizzontale alle direttive.
In generale la direttiva assume efficacia / applicabilit diretta in virt dell'adempimento dello Stato Membro (ordine di
esecuzione). Il problema dell'efficacia diretta di una direttiva si pone generalmente quando lo stato inadempiente, altrimenti il
singolo fa valere il diritto in virt della fonte nazionale di attuazione, e non dell'atto dell'UE.
Da ci dovrebbe derivare come conseguenza che le direttive non possono avere efficacia diretta.
Tuttavia, la Corte di Giustizia, attraverso una serie di sentenze, ha affermato che almeno in 3 casi le direttive possono avere
efficacia diretta, coerentemente con quanto suggerito nella sent VanGend & Loos.
1. obblighi sufficientemente chiari e precisi
sent 1982 CdG
di modo tale da essere idonea a avere efficacia diretta per i singoli senza la necessit di attendere l'emanazione delle disposizioni
di attuazione (pur necessarie in senso assoluto) da parte degli Stati
es.direttive dettagliate,
di conseguenza, nello specifico...
2. limitazione ad obblighi negativi o di non facere

la direttiva specifica obblighi (per gli Stati) che discendono da trattati.

In ogni caso l'efficacia diretta non stabilita in astratto, ma c' uno studio da parte della Corte della direttiva stessa, finalizzato a
distinguere le parti della direttiva suscettibili di essere fatte valere dai singoli senza la necessit di attendere provvedimenti di
attuazione dallo Stato.
Il fatto che la CdG abbia previsto alcuni casi di efficacia diretta anche per la direttiva deve essere interpretato nel senso
23

Ovvero che richiedono l'adozione di misure attuative o integrative da parte degli Stati Membri

di una garanzia aggiuntiva per i singoli


di una sanzione indiretta all'inadempimento dell'obbligo degli Stati il riconoscimento dell'efficacia diretta non esime
lo Stato inadempiente dall'emanare tutte le norme interne necessarie ai fini di tale adempimento

Le direttive continuano a non avere, per, efficacia diretta in senso orizzontale. I privati, infatti, non possono essere considerati
responsabili della mancata attuazione della direttiva da parte dello Stato di appartenenza.
Ci pone un problema:
es. Caso dell'art 157 par. 3:
Il fatto che la Corte non faccia valere l'efficacia diretta in senso orizzontale crea una discriminazione tra lavoratori il cui datore di
lavoro privato / pubblico, privilegiando i secondi.
La CdG ha allora introdotto un altro principio:

PRINCIPIO DELL'INTERPRETAZIONE CONFORME


In una causa tra privati possibile interpretare le norme interne in modo il pi possibile conforme alla direttiva europea, senza
spingersi ad un'interpretazione contra legem (caso di contrasto chiaro). In questo modo, non serve pi applicare l'efficacia diretta
in senso orizzontale.

PRINCIPIO del PRIMATO DEL DIRITTO COMUNITARIO sull'ordinamento degli Stati Membri
(a)la sentenza della Corte di Giustizia nel caso Costa vs Enel
Sent Costa contro Enel (1964): presunto contrasto tra la legge italiana (posteriore, del 1962) che determinava per l'Enel un
monopolio ed il diritto comunitario; il giudice conciliatore di Milano sospende il procedimento e fa un rinvio pregiudiziale alla
CdG;
Due argomenti sono sostenuti dal Governo italiano:

assenza di incompatibilit e trattati: la CdG ritiene che di fatto non ci sia un contrasto (questione di merito)

2. in subordine, se vi fosse contrasto, comunque prevarrebbe la legge interna: le norme internazionali circa l'adattamento del
diritto interno al diritto internazionale prevedono il ricorso ad una legge ordinaria contenente un ordine di esecuzione per recepire
la norma nell'ordinamento interno,
quindi si starebbe valutando il rapporto tra due fonti di pari grado e varrebbe il principio ex posterio derogat legis priori, quindi
prevarrebbe la legge che istituisce un monopolio per l'Enel successiva alla legge contenete l'ordine di esecuzione;
questo ragionamento non accettato dalla CdG che afferma che:
gli stati hanno volontariamente limitato la propria sovranit e creato un insieme di norme vincolanti per i loro cittadini e loro
stessi; essi non possono pi quindi validamente porre in essere norme contrastanti con quelle comunitarie. Nel caso di contrasto
tra legge interna e diritto comunitario, prevale quindi il diritto comunitario.

Il principio esteso alla generale prevalenza di tutte le fonti vincolanti dell'ordinamento dell'UE: nella giurisprudenza
successiva (es. sent Simmenthal 197824), pronunciandosi sul problema del contrasto tra norme del diritto interno e di
regolamenti UE, si afferma primato dell'ordinamento dell'Unione sull'ordinamento interno degli Stati Membri.

Si tratta di principi ancora non inseriti nei trattati.


Solo la Costituzione europea, se fosse entrata in vigore, avrebbe sancito il principio del primato. Il trattato di Lisbona introduce il
principio, ma in una Dichiarazione, quindi priva di carattere vincolante (mero ausilio interpretativo). Si tratta comunque di un
principio valido e fondante.

24

Per quanto riguarda la sent Costa contro Enel, prima della sentenza della CdG UE, c'era stata anche una sent giugno 1964

E' la prima espressione complessiva della concezione di ordinamento europeo: esso inteso come ordinamento
autonomo che si integra negli ordinamenti degli stati membri e prevale su questi ultimi per forza propria.
Ne consegue:

l'inapplicabilit ipso iure delle norme antecedenti contrastanti con norme europee: non c' nemmeno
necessit da parte del giudice nazionale di rivolgersi alla C. Cost.; ci possibile solo se la norma europea in causa
self-executing ovvero dotata di efficacia diretta e non programmatica, altrimenti la disapplicazione provocherebbe
un vuoto normativo;

L'impossibilit di adottare norme successive contrastanti.

della C. Cost IT: essa si esprimeva in senso contrario rispetto a quanto avrebbe detto successivamente la CdG.
L'unico modo per ovviare al problema, fin dall'inizio, sarebbe potuto avvenire sul piano del diritto interno: bisognava porre la
legge contenente l'ordine di esecuzione su un piano superiore rispetto alla legge ordinaria. (Alcuni membri UE l'hanno fatto).
In IT non si deciso di ricorrere a tale soluzione. La Corte Cost. Italiana ha quindi successivamente risolto l'incomprensione, e
giustificato la prevalenza del diritto europeo con un altro argomento.

Il primo suggerimento art 10 Cost.: Pacta sunt servanda; si abbandona poi quest'ipotesi;
Si fa allora leva sull'art 11 Cost limitazioni di sovranit necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la
giustizia tra le Nazioni: nonostante il testo era stato concepito dai padri costituenti in termini di limitazioni all'uso della
forza militare nell'ottica di membership ONU, Monaco suggerisce di utilizzare il testo come limitazione non solo della
sovranit internazionale ma anche di sovranit interna (potere di governo). Infatti, la funzione legislativa sarebbe in parte
delegata all'Unione Europea. Di fatto il diritto europeo prevale grazie a questa interpretazione su quello interno.

Tale cambiamento di posizione interviene con:


la sent Frontini C. Cost (1973) che fa discendere la superiorit delle fonti europee dall'art 11 Cost ma fa salvo il potere della
sola C. Cost di dichiarare l'incostituzionalit della norma del diritto interno; il giudice nazionale deve comunque fare ricorso alla
CdG UE perch la legge nazionale sia riconosciuta come illegittima perch in contraddizione con il diritto UE. (*)
la sent Granital C. Cost. (1984):
interviene il discorso sulla disapplicazione del giudice nazionale a garanzia dell'immediato allineamento da parte della CdG;
la C. Cost si allinea definitivamente; si afferma la possibilit per il giudice interno di disapplicare egli stesso la norma contraria al
diritto dell'UE senza dover fare obbligatoriamente ricorso alla Corte Costituzionale.
Se la norma europea in discussione non direttamente efficace per il giudice nazionale non pu disapplicare la legge nazionale
......
Il Primato del diritto dell'UE si afferma anche sulle norme costituzionali, con un limite significativo posto dalla Corte Cost.
(*) Nonostante la Cort. Cost. Afferma di ritenere la questione come meramente teorica, coerentemente con il principio del
primato dell'ordinamento dell'UE, la C. Cost. non esercita alcun controllo sul diritto dell'UE.
Tuttavia, ci che sommamente improbabile non impossibile: gli atti dell'UE possono essere in contrasto con le norme
costituzionali, compresi i diritti inalienabili. Le probabilit aumentano nel momento in cui l'UE assume carattere politico oltre che
economico.
es. Mandato d'arresto europeo: siccome l'arresto di una persona potrebbe violare un diritto fondamentale, la disciplina UE
fortemente suscettibile di violazione di norme costituzionali sul piano dell'ordinamento interno.
Di conseguenza, per tutelare i principi fondamentali, la C. Cost. afferma, come la Corte Cost. Tedesca, la ...
Teoria dei controlimiti: controllo sul diritto UE al solo fine di verificare il rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento
costituzionale italiano e, tra di essi in special modo, dei diritti inalienabili della persona.
Controargomento: .....
Se una norma interna contrasta con una norma internazionale (non europea), invece, il giudice non pu disapplicare la norma
interna ma deve ricorrere alla Corte Cost.
art 117 Cost: la potest legislativa esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonch dei vincoli
derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali

recependoli, gli accordi internazionali si pongono nella gerarchia delle fonti dell'ordinamento interno com norme
interposte tra la Cost. e le leggi ordinarie
non spetta al giudice comune rilevare l'incostituzionalit della norma interna che recepisce l'accordo internazionale
per violazione dell'art. 117, ma alla Corte Cost.

Alcuni giudici italiani, ritenendo di potersi comportare che la CEDU sia diritto dell'UE ( alla luce di una sbagliata
interpretazione dell'art 6 ), hanno tentato di disapplicare direttamente norme interne in contrasto con la CEDU. Questo
ragionamento, finch l'UE non divenga effettivamente membro della CEDU, non corretto.
L'art 117 in contrasto con la sentenza Frontini?
Non necessariamente in contrasto per due motivi possibili:

L'art 117 non pu esimere dal richiamare l'art 11, per cui il diritto dell'UE si trova in una posizione gerarchicamente
superiore

Oppure si pu affermare che l'art 117 va comunque interpretato alla luce delle pronunce della Corte Cost.

In IT si sono approvate leggi sulla partecipazione dell'IT ...


alla formazione (fase ascendente): rapporti del Governo, che ha competenze legislative sul piano UE, con Parlamento e
Regioni;
all'attuazione del diritto dell'UE (fase discendente): disciplina di attuazione nell'ordinamento delle direttive - per cui
peraltro l'IT stata accusata di inadempimento in numerosi casi.
La disciplina si rinviene:
Legge Lapergola (1999)
Legge Buttiglione (2005)
Legge 234/2012:
fase ascendente con l'introduzione della procedura di controllo sul rispetto del principio di sussidiariet da parte del
Parlamento,
fase discendente dopo l'introduzione della legge comunitaria (legge italiana riguardante le questioni europee /
comunitarie),25 prevede due tipologie distinte di legge comunitaria
- legge di delegazione europea : attuazione direttive
- legge europea: allineamento tra diritto dell'UE e italiano in generale.

Il riconoscimento della personalit internazionale dell'UE il presupposto logico dell'azione esterna dell'UE.
Norme sulla personalit giuridica dell'UE

art 335 TFUE: ................

Si fa riferimento in questo caso alla soggettivit giuridica di diritto interno.

Art 47 TUE: L'unione ha personalit giuridica - - - > afferma la soggettivit internazionale dell'UE.

Interpretazione della Corte: siccome esiste gi un articolo sulla personalit di diritto interno, questo articolo deve intendersi come
riferito alla soggettivit internazionale, per quanto non detto esplicitamente.
Invece, nel trattato CECA si diceva palesemente che aveva soggettivit giuridica internazionale.
Tuttavia, la personalit giuridica internazionale valida erga omnes: deve essere accettata come tale negli stati terzi. Quindi questa
norma non costituisce che un principio per l'affermazione della soggettivit internazionale, espressione della volont dei propri
membri che essa operi come attore internazionale.
Solo sul piano operativo si pu affermare che l'UE abbia soggettivit internazionale, per esempio nella prassi della conclusione di
accordi con gli Stati Terzi.
Il potere di stipulare accordi internazionali dell'UE
art 3 TUE, comma 5: affermazione di principio per cui
Nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi
cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidariet e al rispetto reciproco tra i
popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povert e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del
minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle
Nazioni Unite.
Nonostante la fusione dei pilastri, si declina in due gruppi di norme perch coesiste un'anima ancora intergovernativa separata da
un'anima gi sovranazionale. Tale separazione fattuale palesata anche visivamente:

TUE: Titolo V

- disposizioni generali sull'azione esterna dell'UE complessiva


- disposizioni specifiche sulla Politica estera e di sicurezza comune PESC
- - > tra cui la politica la politica di sicurezza e di difesa comune PSDC

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da approvare ogni anno ai fini del recepimento di tutte le direttive e le altre norme europee che necessitassero di
interventi nazionali, secondo due possibili modalit
- dando delega al Governo
- tramite attuazione delle direttive direttamente nella legge comunitaria

tali politiche restano fortemente intergovernative

TFUE: contiene la disciplina relativa alla politica commerciale e politica di cooperazione allo sviluppo

tali politiche rispondono a logiche ormai sovranazionali.


Dimensione esterna di alcune politiche interne:
Anche le politiche interne dell'UE possono comprendere relazioni con stati terzi, quindi configurarsi parzialmente come azioni
esterne.
Un caso specifico costituito dalla politica di vicinato (art 8 TUE) si sostanzia nelle politiche privilegiate con i paesi limitrofi:
- area mediterranea
- paesi dell'est Europa.
DISPOSIZIONI GENERALI dell'AZIONE ESTERNA DELL'UE
La dimensione intergovernativa ancora estremamente condizionante.
art 21 Fissa

principi (par1)

obiettivi (par 2)
ES. consolidare e sostenere la democrazia
favorire lo sviluppo sostenibile
sui quali si fonda l'intera azione esterna dell'UE, indipendentemente dall'area intergovernativa / sovranazionale a cui appartiene.
Necessit del rispetto del principio di coerenza:
Il trattato di Lisbona istituisce la figura dell'Alto Rappresentante per garantire coerenza complessiva dell'azione esterna dell'UE
(anche se nell'art si cita Consiglio e Commissione, prefigurando un rappresentante che fa da ponte tre le due istituzioni).
L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza consulta regolarmente il Parlamento europeo sui
principali aspetti e sulle scelte fondamentali della politica estera e di sicurezza comune e della politica di sicurezza e di difesa
comune e lo informa dell'evoluzione di tali politiche
A questo proposito, il quadro strategico che garantisce la coerenza fissato secondo il metodo intergovernativo.
Il principio di coerenza sostanziato nell'art 22: spetta al Consiglio europeo individuare interessi ed obiettivi strategici dell'UE; il
Consiglio delibera all'unanimit su raccomandazione del Consiglio affari esteri

strategie geografiche: relazioni con determinate aree geografiche

strategie tematiche.
Conclusione di accordi internazionali
In linea di principio l'UE ha competenza solo sulle materie in cui competente alla luce dei trattati / dove presente la base
giuridica: in alcuni campi i trattati stabiliscono esplicitamente che l'UE possa concludere accordi (es. ambiente, politica
commerciale comune).
In assenza di base giuridica, affinch possa concludere accordi con Stati Terzi, l'UE pu fare leva su

clausola di flessibilit ma richiede l'unanimit

teoria del parallelismo tra competenze interne ed esterne (declinazione della teoria dei poteri impliciti):
sent AETS 1971, CdG in materia di trasporti
sent 1987 sulla conservazione di risorse biologiche del mare
le novit sono integrate ai trattati
art 216 TFUE: 4 casi (il primo quello della presenza di base giuridica)
- se un atto giuridico dell'UE attribuisce tale competenza: sia prevista in un atto giuridico vincolante dell'Unione

in assenza di una specifica attribuzione...


- quando l'accordo pu incidere su norme comuni o alterarne la portata

- se la conclusione dell'accordo necessaria26 a realizzare uno degli obiettivi fissati dai trattati.
Si tratta di una competenza esclusiva dell'UE o gli Stati Membri la mantengono anche in questi 4 casi?
La competenza sempre esclusiva tranne quando la competenza direttamente stabilita dai trattati: in que caso va valutato volta
per volta, in base al trattato.
es. cooperazione allo sviluppo: il trattato dice che la competenza dell'UE in merito non esclusiva.
Art 3 TFUE: L'Unione ha inoltre competenza esclusiva per la conclusione di accordi internazionali allorch
tale conclusione prevista in un atto legislativo dell'Unione o necessaria per consentirle di
esercitare le sue competenze a livello interno o nella misura in cui pu incidere su norme comuni
o modificarne la portata
Modalit di conclusione dei rapporti internazionali
art 218 TFUE:
Fase di negoziato:
- iniziativa: Commissione Alto Rappresentante
- richiesta di autorizzazione al Consiglio, che stabilisce anche chi negozier (generalmente la Commissione, tranne per la PESC,
negoziata di solito dall'Alto Rappresentante)
- il Consiglio pu decidere di affiancare alla Commissione un Comitato per controllarla o darle semplicemente delle direttive
La Commissione, o l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza quando l'accordo previsto
riguarda esclusivamente o principalmente la politica estera e di sicurezza comune, presenta raccomandazioni al Consiglio, il quale
adotta una decisione che autorizza l'avvio dei negoziati e designa, in funzione della materia dell'accordo previsto, il negoziatore o
il capo della squadra di negoziato dell'Unione
Per questo motivo la Commissione spesso ingessata nelle trattative ed ha un margine negoziale estremamente limitato.
Dall'altra parte questo pu essere un punto di forza perch giustifica il tirarsi indietro rispetto ad alcuni punti del testo in bozza,
quando si discute con la controparte;
E' in questa fase che si esplica la funzione consultiva della Corte di Giustizia: Commissione, Consiglio, Consiglio europeo,
Parlamento possono domandare il parere della CdG sulla compatibilit di un accordo previsto con i trattati. Se il parere negativo
l'accordo non pu essere concluso.
es. sent circa l'impossibilit di aderire alla CEDU prima del Trattato di Lisbona
fase di ratifica: Il Consiglio ha un ruolo centrale
Il Consiglio autorizza l'avvio dei negoziati, definisce le direttive di negoziato, autorizza la firma e conclude 27 gli accordi.
La deliberazione del Consiglio avviene
- a maggioranza qualificata
- all'unanimit se l'unanimit richiesta in quella materia sul piano interno (altrimenti si potrebbe aggirare il problema sul piano
interno concludendo un accordo sul piano esterno)
ma necessita dell'approvazione del Parlamento europeo:
es. il Parlamento si opposto al trattato sul trasferimento di dati tra UE e USA
TRANNE nel caso della PESC (materia intergovernativa)
- il Parlamento non entra in gioco fino a questo punto (non un caso di deficit democratico perch i parlamenti non intervengono
nemmeno nel caso di trattative di Stati Sovrani)
- si tratta di uno strumento utilizzato dal Parlamento per tentare di convincere il Consiglio a farsi coinvolgere anche prima.

Competenze dell'UE in materia di immigrazione

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27

Interpretato in maniera restrittiva


Conclusione = ratifica in questo contesto

La prima collaborazione tra gli Stati dell'UE in materia risale all'accordo di Schengen (1985), sostituita dalla CAAS Convenzione
dell'applicazione dell'accordo di Schengen (1990), poi comunitarizzata con il trattato di Amsterdam. Il trattato di Maastricht
introduce competenze in materie di immigrazione, in virt della contemporanea introduzione delle norme in materia di libert di
circolazione e l'abolizione dei controlli alle frontiere interne obiettivo di armonizzazione delle norme e di tutela di stati pi ligi
nella gestione dei controlli delle frontiere.
Art 77 80 TFUE

art 77: norma generale in tema di gestione delle frontiere


ambiti di cooperazione
- abolizione dei controlli alle frontiere interne
- sorveglianza efficace delle frontiere esterne
- istituzione di Frontex: agenzia dell'UE che introduce un sistema integrato di gestione delle frontiere esterne, mette a disposizione
del personale e aiuti in termini di mezzi
il Parlamento europeo ed il Consiglio adottano le misure riguardanti
- la politica comune dei visti (visti Schengen)
- controlli ai quali sono sottoposte le persone che attraversano le frontiere esterne
- le condizioni di libera circolazione dei cittadini di paesi terzi nell'Unione: attualmente la libera circolazione valida per 3 mesi
istituzione di EUROSUR: sorveglianza delle acque territoriali ed internazionali tramite sistemi satellitari

art 78: soggetti destinatari delle norme sul diritto d'asilo

- Protezione internazionale: 3 forme


1) rivolta ai rifugiati (Convenzione di Ginevra 1951) = coloro che temono fondatamente di subire una persecuzione nel loro
paese d'origine per motivi di razza / religione / opinioni politiche, che si trovano fuori dal loro paese di appartenenza e non
possono / vogliono tornare nel loro paese;
+ altri tipi di protezione validi solo all'interno dell'UE:
2) protezione sussidiaria: i destinatari sono tutti coloro esposti al rischio di tortura o trattamenti umani degradanti (anche per
cause naturali), anche se non necessariamente vittime potenziali di persecuzione
3) protezione temporanea: ha durata di 6 mesi ed indipendente dal motivo, valida in caso di fuga in massa (si parla in questo
caso di sfollati), la cui applicazione regolata dalla direttiva 2001 n.55 e pensata nel 1999 alla luce delle conseguenze della guerra
in Kosovo. Tuttavia questa di direttiva non mai stata richiesta l'attivazione perch non c' pi stato un flusso massiccio, al di l
del caso della primavera araba. Non stata chiesta l'attivazione dall'IT nel 2011 in caso dell'afflusso massiccio dei tunisini se non
dopo la chiusura delle frontiere da parte del Presidente francese Sarkozy. A quel punto per l'attivazione non aveva pi senso
perch erano scaduti i termini temporali di buon senso.
- Garanzia del rispetto del diritto di non respingimento (pi correttamente il non-refoulement: nessuno pu essere estradato
respinto o espulso verso paesi in cui pu essere sottoposto a trattamenti umani degradanti / pena di morte)
direttiva 2004, poi 2011:
l'ottenimento dello status di rifugiato in un paese dell'UE implica il riconoscimento dello stesso in qualsiasi altro paese UE,
status di protezione sussidiaria comune.

Inoltre l'articolo disciplina


- (2, e)Meccanismi di determinazione dello Stato Membro competente = Meccanismo di Dublino: un solo stato membro
competente per ogni domanda d'asilo; una volta che la domanda stata presentata in un Paese membro [competente perch ha
rilasciato un visto o un permesso di soggiorno; in caso di ingresso illegale, competente lo Stato di primo ingresso anche se di
fatto paesi come l'IT che si trovano ai confini prendono in esame meno domande di FR - GER], gli altri hanno facolt di non
prendere in esame nuovamente la domanda,
- (2, f) Norme concernenti le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo / protezione sussidiaria
- (2,g) Partenariato /Cooperazione con paesi terzi ipotesi di centri di accoglienza in paesi terzi (es. Nord Africa, Est Europa) a
causa dei problemi di natura giuridica che ne deriverebbero

Misure temporanee che possono essere adottate a beneficio di uno stato membro in caso di afflusso massiccio ed
improvviso
art 79: gestione del fenomeno migratorio regolare ed irregolare

settori nella cui materia si adotta la disciplina legislativa ordinaria

rilascio di visti di breve durata (visti Schengen) e titoli di soggiorno di lunga durata (su cui manca una disciplina

autorizzata se non per l'ingresso per motivi specifici, es. direttiva su ricongiungimento familiare, lavoratori altamente
qualificati, studenti)
diritti dei cittadini di paesi terzi soggiornanti in uno stato membro: la cooperazione di fatto si esplica solo per la
temporanea libera circolazione
immigrazione clandestina, soggiorno irregolare, allontanamento e rimpatrio ad oggi la cooperazione si limita alla
Direttiva sul rimpatrio del 2008; persiste infatti un problema dei costi di rimpatrio di un cittadino che non abbia questa
volont
lotta alla tratta di esseri umani

accordi con Paesi terzi, che prendono il nome di accordi di riammissione


la determinazione del volume di ingressi da garantire ogni anno rimane competenza di ciascuno stato
art 80: equa ripartizione delle responsabilit finanziarie degli stati membri.
Politica di rimpatrio .. Immigrati somali ed eritrei in Italia portati in Libia Pratica 2003 2009, quando i rapporti delle
organizzazioni governative quali Il comitato contro la tortura del Consiglio d'Europa, risalgono a 2006. Nel 2009 la cooperazione
si spostata in alto mare (acque internazionali deresponsabilizzazione in quanto non vale la sua giurisdizione) a seguito della
condanna da parte del Parlamento europeo della pratica. Ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo (Convenzione europea
dei diritti dell'uomo) caso Hirsi contro Italia per violazione art 3 CEDU la giurisdizione sussiste ogni volta che il personale
di quello Stato sono esercitano un controllo (trasbordo dei migranti sulle motovedette italiane). NB. La Libia non ha sottoscritto
Convenzioni internazionali in materia. La prassi cessata con la morte di Gheddafi.