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ANNO XLV . N. 73 . GIOVED 26 MARZO 2015

EURO 1,50

LEGGE ELETTORALE

Renzi accelera, obiettivo


spaccare le minoranza

IL MANIFESTO
ALLASTA
Norma Rangeri

are lettrici, cari lettori,


il momento storico per la
cooperativa finalmente arrivato: sfogliando il giornale di oggi troverete lannuncio del bando
di vendita della nostra testata. I Liquidatori, nominati dal Ministero
per lo Sviluppo economico, hanno finalmente reso pubbliche le
modalit e la somma richiesta per
acquistare il manifesto. La pubblicazione del bando il passaggio
fondamentale per completare,
speriamo positivamente, lultima
parte di un cammino iniziato ormai tre anni fa con la chiusura della vecchia cooperativa e la nascita
della nostra nuova impresa.
Una liquidazione, e poi l'asta di
un bene, possono essere momenti poco importanti. Nel caso nostro lesatto contrario perch
rappresentano la vendita di una
storia, del tempo e del cuore messi in campo da generazioni di donne e uomini in difesa di un bene
comune, di un patrimonio di
esperienze individuali dentro un
patrimonio collettivo. Perci dire
che lasta un momento delicato,
entusiasmante, difficile, forse
perfino riduttivo.
Comunque tutte le battaglie, tutti gli ostacoli affrontati e superati
per arrivare allappuntamento,
ora verranno sottoposti alla prova
finale: lultimo salto per oltrepassare lostacolo. Insieme a voi, in
questi due anni di vita della nuova
cooperativa, abbiamo lavorato
per un solo obiettivo: tornare a essere padroni di noi stessi. E per
raggiungere questa meta abbiamo camminato su un doppio binario: tenere in vita e in buona salute il manifesto e, contemporaneamente, attivare una campagna di
finanziamento. Essere ogni giorno in edicola per la causa (della
sinistra italiana), e nello stesso
tempo, dare una solida casa e un
futuro a uninformazione libera e
autonoma, mantenere aperto e allargare ancora di pi uno spazio
intellettuale e politico. Restando
fedeli alla forma che da quarantaquattro anni rappresenta una felice anomalia italiana: una testata
nazionale gestita da una cooperativa pura, trasparente.
Ma autonomia e indipendenza
si pagano. E noi stiamo pagando
salato: 26 mila euro al mese (mille
euro ogni giorno che usciamo)
per laffitto della testata. Cos da
due anni. Fate i calcoli di quanto
abbiamo dato e ancora daremo ai
Liquidatori. Oltre la met dellesorbitante richiesta del bando dasta.
CONTINUA |PAGINA 15

er nulla preoccupato per laccusa di arroganza, Renzi sferra lultimo affondo sulle
minoranze Pd nel momento della loro massima divisione. LItalicum accelera: si voter prima delle regionali. Oggi il Pd lo proporr formalmente alla riunione dei capigruppo. Per luned il
segretario ha convocato una riunione di direzione alla quale alla fine chieder un voto. Il bersaniani DAttorre rilancia la proposta di un tavolo
per modificare la legge elettorale e le riforme,
ma non aria. Laria invece quella dellultima
spaccatura della sinistra Pd, e di una nuova imbarcata dei riformisti dialoganti nella maggioranza renziana.
PREZIOSI |PAGINA 4

ANTICORRUZIONE |PAGINA 5

Al senato Pd e Ncd vanno


in direzione opposta
E il voto finale viene
rinviato al primo aprile
DOMENICO CIRILLO

Spie come noi


Renzi pi furbo di James Bond:
lItalia il primo paese
europeo a legalizzare trojan
e programmi di spionaggio
indiscriminati su qualsiasi
computer e telefonino. Senza
limiti di tempo o ipotesi di
reato. E cos anche la privacy
rottamata PAGINA 4

Nessuna defezione e tanti incontri per la kermesse della


societ civile mondiale, che si
aperta ieri alluniversit della
capitale tunisina. Citt invasa
da 60 mila persone solidali
con i tunisini sotto attacco. Polemiche sulla riapertura del Bardo solo per unlite, un segno
di scarso rispetto per i volontari
che hanno lavorato giorno e
notte per riaccogliere il pubblico
|PAGINE 2 E 3

YEMEN

Truppe saudite
al confine,
per avvisare
il nemico Iran

|PAGINA 7

Coalizione
sociale?
Difficile,
senza la crisi
della "forma
sindacato"
LARTICOLO
Marco Bascetta
pagina 15

1992 LA SERIE

Non siamo mica


gli americani
Alberto Piccinini

In edicola
un Manifesto
speciale
per i cento anni
di Pietro Ingrao

La Tunisi ferita
diventa
una capitale
altermondiale

ISituazione ogni giorno pi complicata: i ribelli Houthi continuano la loro avanzata verso sud e
la citt di Aden. Hanno conquistato il porto e laeroporto della
capitale provvisoria con il sostegno dei fedelissimi di Saleh,
mentre il presidente Hadi in
fuga. La sua assenza lascia
campo libero allo scontro tra
sciiti, trib sunnite e gruppi
estremisti. E, forse, sauditi

MATTEO RENZI NELLA SALA STAMPA DI PALAZZO CHIGI FOTO LUIGI MISTRULLI

MARTED 31 MARZO

WORLD SOCIAL FORUM

ome si dice? La storia si ripete due


volte: la prima in tragedia, la seconda in farsa. Per motivi di tempo Marx che escogit la frase - non immaginava una terza eventualit: che la
storia potesse ripetersi in una serie americana. Ora ce labbiamo anche noi. In
1992, da marted in onda su Sky Atlantic,
si rif il primo anno di Tangentopoli. Luomo Publitalia Stefano Accorsi si comporta come il Don Draper di Mad Man, il finto DellUtri (ma il nome vero) un cattivo tipo House of Card, laspirante soubrette Myriam Leone fa sesso coi potenti e
senza veli, proprio come si vedrebbe su
Netflix e su Hbo.
CONTINUA |PAGINA 5

BIANI
INTERVISTA A COLIN CROUCH

La sinistra per battere


le disuguaglianze
BENEDETTO VECCHI l PAGINA 10

OGM

Ttip, le aziende
del biotech alla carica
L. FAZIO, M. BUIATTI l PAGINE 8, 9

pagina 2

il manifesto

GIOVED 26 MARZO 2015

TUNISI NON SOLA

Polemiche

Nel museo colpito dallattacco si discute se lasciare i fori


dei proiettili: Anche questa una tappa della nostra storia

La museologa Sameh Arfaoui critica la scelta


di riaprire il luogo della strage solo per unlite.
Mascherata politicamente controproducente.
Ma la societ civile ha risposto con dignit

Unoffesa
per il Bardo
Valentina Porcheddu

ameh Arfaoui, giovane museologa che collabora col Museo del Bardo di Tunisi,
avrebbe dovuto trovarsi al lavoro
mercoled 18 marzo, giorno
dellassalto terroristico. Sotto legida dellIcom e nellambito della
Giornata Internazionale dei Musei del 18 maggio sul tema dello
sviluppo sostenibile promosso
dallUnesco, sta preparando
unesposizione sul mestiere di mosaicista, un percorso per immagini che metta in luce le metodologie antiche e quelle che ancora oggi vengono praticate in Tunisia:
dal restauro alla riproduzione.
Un ritardo provvidenziale le ha
forse salvato la vita, accrescendo
ancor pi il suo senso di responsabilit nei confronti delleredit del
passato. Mi sono recata al museo
allindomani della strage racconta Sameh ma la polizia scientifica stava eseguendo i rilievi e non
mi ha autorizzato ad accedere. Venerd 20 sono iniziate le pulizie e
ho dato la mia disponibilit a parteciparvi. Nonostante un primo intervento da parte degli agenti, la
Sala di Cartagine e la Sala del Tesoro rispecchiavano lorrore del massacro. stato atroce ma abbiamo
lavorato duro nella prospettiva di
unimmediata riapertura al pubblico continua Arfaoui perch
dal giorno successivo allattacco
siamo stati sommersi di messaggi
di sostegno da parte dei cittadini.
I membri dello staff del Bardo hanno offerto gratuitamente il loro
tempo, facendo delle ore supplementari. Io stessa, che presto servizio al museo come volontaria, ho
trascurato i miei impegni di studio. Tutto questo perch le persone si riappropriassero di un luogo
simbolico. Malgrado la gravit
dellevento, questa sarebbe stata
una buona occasione perch i tunisini capissero limportanza del
loro patrimonio. Le cifre ufficiali ri-

feriscono infatti che la maggioranza dei visitatori del Bardo sono


stranieri.
Come avete accolto, dunque,
lannullamento dellannunciata
giornata di porte aperte prevista per il 24 marzo?
stata una decisione irrispettosa nei confronti del popolo tunisi-

no e un atto politico controproducente. Il culmine stato raggiunto


con lorganizzazione di una cerimonia riservata a una lite ma trasmessa alla tv nazionale. Durante
questa kermesse che non esito a
definire una mascherata abbiamo assistito alla pi mediocre
messa in scena del folklore e
allonta di un balletto diretto dalla
scenografa Sihem Belkhodja, emblema di quella becera cultura per
le masse in voga durante la dittatura di Ben Al. Il privilegio concesso
alle autorit non avrebbe dovuto
precedere il coinvolgimento della
societ civile, la quale ha dato ancora una volta prova di dignit,

partecipando ugualmente allapertura con una manifestazione spontanea che si svolta allesterno,
senza clamore.
Secondo dichiarazioni attribuite
dalla stampa al direttore del Bardo, Moncef Ben Moussa, le tracce dellattentato non saranno
completamente rimosse.
Al museo se ne discute. Pensiamo sia
giusto lasciare il segno dei tiri, ad
esempio su una vetrina o sulle porte
dellascensore. Anche
questevento,
bench traumatico e
doloroso, rappresenta una tappa della
nostra storia. Dobbiamo voltare pagina ma ripartendo da
quanto accaduto.
La damnatio memoriae non serve, dobbiamo praticare letica della responsabilit costruttiva.
Le raffiche dei kalashnikov hanno
causato danni alle
opere?
La statuetta in
bronzo di Dioniso
bambino stata sfiorata da un proiettile e un piccolo
frammento di faence che formava parte di una parete stato disintegrato. Abbiamo appreso che gli
assalitori erano in possesso di
esplosivi ma non possiamo sapere se contassero di utilizzarli contro le opere darte.
verosimile prevedere in Tunisia attacchi al patrimonio come
quelli che si stanno verificando
da parte dellIsis in altri paesi
del Medioriente?
Dopo la rivoluzione del 2011 ci
sono stati diversi atti vandalici, mirati alla distruzione di marabout
mausolei di santi considerati
dallestremismo religioso offensi-

vi per lIslam, in quanto luoghi in


cui si adorano gli uomini e non
Dio. Non abbiano notizia, finora,
di un accanimento verso siti archeologici appartenenti alle civilt pre-islamiche.
Quali sono le prospettive della
museologia in Tunisia?

una disciplina nuova da noi,


che fatica ancora a trovare un suo
spazio e un riconoscimento professionale. Allo stato attuale, se venissi assunta col mio titolo verrei
pagata 300 dinari (circa 120 euro,
ndr) al mese. Nella migliore delle
ipotesi, superando un concorso interno, ne guadagnerei cinquecento. Noi giovani che ci specializziamo nei mestieri del patrimonio
siamo motivati, vogliamo restare
nel nostro paese e cambiare le cose. Per succede che molti, visti i
mezzi a disposizione e la miseria
dei salari, si scoraggiano e finiscono per assumere le norme com-

MAROCCO Arrestati in 13: Sono dellIsis


Dopo unoperazione compiuta in pi citt, compresa Marrakesh, la polizia marocchina ha arrestato 13 persone sospettate di aver organizzato una cellula
dellIsis e aver pianificato diversi attacchi in diverse zone del paese. Oltre agli
attentati, il gruppo avrebbe organizzato anche il passaggio dei jihadisti diretti a
combattere con gli uomini del Califfato in Iraq e Siria. Secondo quanto specificato alla Reuters dalla polizia marocchina, ai terroristi sarebbero state sequestrate armi, computer e telefoni cellulari. Secondo quanto ricostruito dalle autorit
marocchine, le armi sarebbe state procurate nellenclave spagnola di Melilla.

portamentali della generazione


precedente. In un museo ci sono
il direttore, che ha un ruolo prevalentemente amministrativo, e i ricercatori, ai quali tuttavia non
competono la logistica, lorganizzazione degli eventi e lanimazione. Un museologo elabora i progetti, propone nuove idee. una figura necessaria ma per farla accettare bisogna intervenire su mentalit cristallizzate, dare impulso a
nuove dinamiche, anche dal punto di vista economico. Io ho coscienza di una realt imperfetta e
investo le mie energie per migliorarla. Il fatto che altri simpegnino
per raggiungere le stesse aspirazioni mi d coraggio. Da quatto anni
lavoriamo per mutare la societ e
la democrazia non esclude il campo del patrimonio.

GIOVED 26 MARZO 2015

il manifesto

TUNISI NON SOLA

Movimenti

Citt invasa dagli altermondialisti. Per parlare di Mediterraneo,


migrazioni, media, sovranit alimentare, ambiente, clima. E pace
CELLULA TERRORISTA TRE ARRESTI TRA ITALIA E ALBANIA Tre persone sono state
arrestate ieri, con laccusa di reclutare i foreign fighters, desiderosi di combattere nelle fila dei
combattenti del Califfato in Siria e Iraq. Diverse decine di persone sono passate negli anni attraverso
la filiera messa in piedi dalla cellula, che ritengo che non fosse l'unica in attivit nel Paese, ha
specificato il questore di Brescia, Carmine Esposito. Anche la ricerca dell'autore del documento
propagandistico pubblicato su internet, un ventenne cittadino italiano di origine marocchina,
residente in provincia di Torino, considerato l'autore del documento, non stata semplice, data la
difficolt ad associare una persona fisica all'autore di materiale circolante sul web. E naturalmente
non mancano le speculazioni politiche. La Procura di Brescia, che ha coordinato le indagini che
hanno portato ad arresti di presunti fiancheggiatori dell'Isis in Italia dovrebbe diventare una sorta di
super-procura nazionale per il terrorismo islamico: quanto ha chiesto ieri il vice-capogruppo della
Lega Nord al Consiglio regionale lombardo, Fabio Rolfi. In una nota lesponente leghista ha
specificato che l'eccessiva presenza di immigrati islamici nella nostra provincia, sommata alla
diffusione incontrollata di luoghi di culto, rende il nostro territorio particolarmente esposto.

WORLD SOCIAL FORUM Ieri lapertura: nessuna defezione e tanti incontri

In 60 mila senza paura


Giuliana Sgrena
TUNISI

ALCUNI MOMENTI DELLA MARCIA CHE HA APERTO


IL WORLD SOCIAL FORUM DI TUNISI
/FOTO LAPRESSE E LA VETRINA CON LA STATUETTA
IN BRONZO DI DIONISO BAMBINO (II-III SEC. D.C.)
COLPITA DA UN PROIETTILE /FOTO SAMEH ARFAOUI

arrivo in massa dei partecipanti al Forum sociale internazionale ieri mattina


ha bloccato il traffico nelle strade
adiacenti al campus universitario
di al Manar. Abbandonati i mezzi
di trasporto perch si arrivava prima a piedi, ci aspettava una lunga
fila per superare i controlli di sicurezza, inevitabili a una settimana
dallattentato al museo del Bardo.
Ottenuto anche laccredito, non
restava che sfogliare le 88 pagine
del programma per individuare
un gruppo di lavoro da seguire.
C solo limbarazzo della scelta:
donne, diritti, lavoro, economia alternativa, Mediterraneo, cittadinanza, migrazione, media, sovranit alimentare, la pace, lambiente, il clima, etc.. E poi la difficolt
di trovare il luogo in cui si svolge
lincontro, tra le innumerevoli sale dislocate nelle varie facolt
delluniversit.
Ad aiutare a districarsi tra le varie sigle delle sale vi un nutrito
gruppo di volontari e soprattutto
volontarie tunisine, gentili e disponibili. Sembra fatta, sempre se durante il percorso non si viene travolti dalla corrente fatta di donne,
uomini, giovani che attraversano

lo spazio centrale della facolt di


diritto. Arrivati finalmente alla meta, pu darsi che la sala sia vuota
o che a parlare di Kobane ci sia un
comunista americano o un sindacalista italiano!
Il tutto mentre continuavano i
lavori per montare i vari gazebo,
stand, bancarelle, approfittando
del sole che oltre a riscaldare co-

I partecipanti /NON DIAMO RAGIONE AI TERRORISTI CAMBIANDO LE NOSTRE VITE


mionette militari davanti ai punti sensibili situati nel centro della citt e i rotoli di filo spinato in alcune traverse della centrale Avenue Burghiba, non facile rintracciare i segni della strage del 18 marzo. Ma il museo
del Bardo rimarr chiuso tutta la settimana.
Ho incontrato un gruppo di ragazzi tunisini che partecipano al Forum e ho chiesto lotecipanti da tutto il mondo e moltissimi gioro come cambiata la vita dopo il 18 marzo.
vani tunisini e maghrebini discutono in deciIn nulla, tutto prosegue come prima - mi
ne di seminari che si tengono all'Universit
hanno risposto - non deve cambiare nulla, aldi El Manar: sovranit alimentare, lotta contrimenti diamo ragione ai terroristi. Certo
tro l'accaparramento delle terre, traffico di
che abbiamo paura, vero che alcune migliaesseri umani, ecc. Si tenta di rafforzare la colia di nostri connazionali combattono in Siria
a fianco dell'Isis ed anche vero
che qui ci sono delle cellule dormienti, ma la nostra vita non deve cambiare. Noi dobbiamo difendere la democrazia che abbiamo conquistato con la nostra rivoluzione 5 anni fa e se sar necessario sapremo resistere.
Non sono solo i ragazzi presenti
al Forum a pensarla cos. L'impressione che si ha qui a Tunisi
di uno sforzo nazionale collettivo per cercare di mostrare in
ogni aspetto della vita quotidiana un senso di normalit. Le prime pagine dei quotidiani tunisini non dedicano pi lapertura
alle notizie relative alle indagini
Il timore del Fronte popolare
sui fatti del 18 , surclassate da altre notizie nazionali o internazio che cresca ora nel Paese
nali. Questa scelta ha certamenla richiesta di un governo
te anche motivazioni economiche: evitare un forte calo del turiforte e dittatoriale. Se ne parler
smo, si considera che siano alcunella conferenza nazionale di maggio ne migliaia (tra i 3 e i 5.000) i turisti che hanno cancellato le loro
laborazione tra la societ civile dalle due
prenotazioni per le vacanze pasquali.
sponde del Mediterraneo.
L'obiettivo delle autorit tunisine quello di
Se si eccettua il discreto controllo da parte
considerare l'attentato una parentesi in un
della polizia al quale devono sottoporsi i parPaese che rimane "normale" a differenza di
tecipanti al Forum e la presenza di alcune caquanto avviene in tutti i Paesi confinanti.

La normalit la resistenza
dei giovani tunisini. E non solo
Vittorio Agnoletto
TUNISI

opo il 18 marzo il rischio che nella


popolazione cresca la richiesta di un
regime forte, una dittatura, per fronteggiare il rischio del terrorismo e dell'integralismo islamico, mi racconta Fathi Chamkni, deputato tunisino del Fronte Popolare,
all'opposizione dellattuale governo.
Sull'esercito non abbiamo timori - prosegue - quattro anni fa ha difeso la rivoluzione
e nella nostra storia sempre stato leale verso chiunque governava. Diversa la situazione della polizia che nel passato ha represso i
movimenti democratici e in gran parte rimpiange il regime precedente. Oggi le cose
vanno un po' meglio perch nato un sindacato di polizia che difende gli spazi di democrazia. Ma alcuni dei vertici della polizia che
il governo ha dimesso dopo l'attentato del
18 marzo erano tra quelli che sostenevano il
regime precedente. La polizia si divide quindi in tre parti: una minoritaria che sostiene
la democrazia, una che ha simpatia verso settori islamici integralisti e la maggioranza che
a favore di un regime forte. E questo un
problema. Il Fronte Popolare ha convocato
la conferenza nazionale per maggio, abbiamo grande urgenza di aggiornare la nostra
strategia e dobbiamo riuscire a rendere evidente alla popolazione che esiste un'alternativa al terrorismo e al richiamo al governo
forte e dittatoriale.
Dopo la manifestazione di apertura che si
svolta sotto una pioggia torrenziale si
aperto ieri il Forum. Decine di migliaia i par-

pagina 3

minciava ad asciugare il fango lasciato dalla pioggia che aveva imperversato il giorno prima.
Il Forum non manca di aspetti
folkloristici, si canta, si balla, si
vende di tutto, c chi improvvisa
un comizio mettendosi in cima a
un barile per essere meglio notato, soprattutto dai giornalisti che
non possono certo fermarsi a se-

88 pagine
di programma,
1.500 algerini arrivati
per solidarizzare
con la popolazione
guire un dibattito approfondito.
Sono circa 60 mila i partecipanti al Forum, quasi nessuna diserzione causata dallattacco terroristico, a parte alcuni francesi, anzi
alcune delegazioni sono aumentate di numero proprio per esprimere solidariet ai tunisini, come
1.500 algerini che sono arrivati
proprio per questo e marted si sono scatenati durante la manifestazione urlando slogan per rinsaldare i legami e limpegno comune
nella lotta al terrorismo.
Daltra parte indispensabile
un lavoro comune tra Algeria, Tunisia e Libia per far fronte al terrorismo, mi ha detto Mbarka Brahmi,
la vedova di Mohamed Brahmi assassinato dai terroristi nel luglio
del 2013, ora deputata del Fronte
popolare e vicepresidente dellAssemblea nazionale. Non potevano
mancare dibattiti sulla violenza e il
terrorismo, uno dei quali stato organizzato proprio dallassociazione Brahmi. Secondo Mbarka il terrorismo ora ha cambiato tattica
colpendo un simbolo come il parlamento perch quel palazzo la sede dellAssemblea nazionale che
ospita anche il museo e se lo stato
non li fermer la prossima volta attaccheranno il palazzo di Cartagine (residenza del presidente della
repubblica) o la Kasbah, dove ha
sede il governo, ha aggiunto la deputata eletta a Sidi Bouzid, dove
nata la rivoluzione. E oggi lAssemblea nazionale discuter la legge
contro il terrorismo.

LE INDAGINI

Arrestato il capo
della cellula,
dice al Maghreb
Gina Musso

durato 26 ore l'interrogatorio a cui sono stati sottoposti


dal Bat, la Brigata anti-terrorismo della polizia tunisina, i congiunti di Yassine Labidi, uno dei
due terroristi uccisi dopo l'assalto
al museo del Bardo. Padre, fratello
e sorella, a proposito dei 28 giorni
che secondo gli investigatori l'uomo avrebbe trascorso in un campo
di addestramento dell'Isis in Libia,
hanno riferito che Labidi aveva
comunicato di trovarsi a Sfax, in
Tunisia, per motivi di lavoro.
Se una svolta nelle indagini c'
stata, ieri, di certo avvenuta lontano dalla stanza in cui i tre venivano torchiati. Secondo quanto riferito dal segretario di Stato per la sicurezza tunisina, Rafik Chelli, in
un'intervista al quotidiano al-Maghreb, sarebbe addirittura stato arrestato il mandante della strage,
un cittadino tunisino residente in
Belgio indicato come il capo di
una cellula composta da 16 persone, delle quali due con alle spalle
esperienze combattenti in Siria. Resta invece latitante Maher bin
al-Moulidi Al-Qaidi, considerato il
terzo membro del commando in
azione al Bardo.
Una cellula, sempre secondo
quanto sostiene Chelli nell'intervista, il cui contenuto non stato peraltro smentito n confermato dal
governo, legata a Okba bin Lafaa,
brigata jihadista attiva soprattutto
nell'area dei monti Chambi, al
confine dell'Algeria, un gruppo
che in diverse azioni ha ucciso decine di soldati tunisini impegnati
nel pattugliamento della zona. Negli ultimi mesi Luqman Abu Sakhr,
leader della formazione salafita e
uno degli uomini pi ricercati della Tunisia, con levoluzione del
conflitto in Libia sarebbe passato
dallorbita di al Qaeda a quella dello Stato islamico. Cosa che senzaltro spiegherebbe meglio la rivendicazione dellattentato al Bardo,
che ha provocato 23 morti, di cui
20 turisti in visita al museo.
Aumentano intanto le adesioni
alla manifestazione di domenica
prossima, parola dordine Le
monde est bardo, per quella che
si annuncia come una grande marcia di condanna e di sostegno internazionale alla Tunisia, un po sul
modello della marcia parigina dopo lattentato a Charlie Hebdo.
DallItalia oltre al ministro degli
esteri palo gentiloni confermarno
la loro presenza il premier Matteo
renzi e la presidente della Camera
Laura Boldrini (ieri l'aula di Montecitorio ha osservato un minuto di
silenzio per commemorare le vittime dell'attentato, nel quale hanno
perso la vita anche quattro italiani). LEliseo fa invece sapere che
anche il presidente Hollande sar
in piazza a Tunisi.
La prossima settimana invece sar la volta del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e dellalto rappresentante per la politica
estera dellUe, Federica Mogherini. LUe parla di Tunisia anche
nell'ultimo rapporto annuale sulle
relazioni con i Paesi partner vicini,
annunciando massima collaborazione nella lotta al terrorismo tramite un dialogo politico ma anche
progetti concreti, nell'ambito di
un sostegno pi ampio alla riforma del settore della sicurezza

pagina 4

il manifesto

GIOVED 26 MARZO 2015

POLITICA

LEGGE ELETTORALE Lultimo schiaffo alla minoranza: subito il s della direzione, poi in aula prima delle regionali

Italicum, Renzi accelera e sfida i suoi


DAttorre fa lultimo
tentativo di
mediare: Convochi
un tavolo, ripartire
dal metodo
Mattarella. Ma
la sinistra potrebbe
spaccarsi. I duri
verso il non voto

OGGI IL TWEET BOMBING

Per essere degni


ci vuole come
minimo un reddito
Roberto Ciccarelli

Daniela Preziosi

ssere definito arrogante da


Massimo DAlema, con annesse polemiche, non lo ha preoccupato. Forse per stato proprio questo a ispirargli lidea di sferrare lultimo affondo sulle minoranze Pd nel
momento della massima esposizione
mediatica delle proprie divisioni. Per
questo ieri Matteo Renzi, nella casacca di segretario del Pd, partito in contropiede convocando una riunione
della direzione sullItalicum e sulle riforme. Mossa inaspettata: fin qui era
opinione diffusa che il fatidico voto
sullItalicum alla camera, quello per
cui la minoranza ha lanciato avvertimenti e ultimatum, sarebbe arrivato
pi avanti, a maggio, dopo le elezioni
regionali.
Invece Renzi accelera, cogliendo al
balzo loccasione di spaccare definitivamente le minoranze e imbarcare
unaltra fetta della sinistra Pd. Nella
convocazione della riunione infatti
specificato che al termine della direzione sono previste votazioni. Un voto gli darebbe cos il mandato di portare a casa definitivamente lItalicum, e
senza cambiare una virgola, come
da settimane ripetono i renziani del giro pi stretto. La mossa studiata. Ettore Rosato, vicecapogruppo alla camera, annuncia che oggi, alla riunione della capigruppo, il Pd proporr
unaccelerazione sulla legge elettorale. Non decide il Pd ma la capigruppo, e aggiunge con nonchalance che
per non ci sono motivi per non esaminare la legge elettorale, non ci sono
provvedimenti in scadenza, i tempi ci
sono. Una decisione che pu portare
a una reazione a catena dentro il gruppo del Pd, almeno nella minoranza
che a legge non modificata giura di
non votare lItalicum. Peraltro lannuncio arriva da un franceschiniano
molto vicino a Renzi, e non dal capogruppo Roberto Speranza, che da
esponente dellala moderata del bersa-

MATTEO RENZI FOTO MAX ROSSI-REUTERS

nismo ha chiesto le modifiche alla legge elettorale. E invece da presidente


dei deputati porter la richiesta renziana alla capigruppo.
Ma il tentativo di rompere il fronte
delle minoranze scoperto. La strada
sembra segnata: In direzione i rapporti di forza sono sul filo del rasoio,
ironizza Gianni Cuperlo. I numeri della direzione sono a prova di bomba,
per Renzi. Quanto alle minoranze,
una parte non voter il dispositivo, rivendicando un margine di autonomia
sulla materia costituzionale assicurato dagli statuti dei gruppi parlamentari; unaltra voter s e sancir la spaccatura dei bersaniani e lingresso dellala
dialogante nella maggioranza del Pd.
Nei fatti, la ripetizione tardiva della
mossa fatta dai giovani turchi un anno fa, al momento dellelezione di
Matteo Orfini alla presidenza del Pd.
Lala intransigente, uscita malconcia dallassemblea di sabato scorso, si
prepara a una battaglia che potrebbe
essere la prima di una nuova fase. Ieri
in Transatlantico DAttorre spiegava
che sui tempi non abbiamo nulla da
obiettare, il nostro obiettivo non dilatorio. Vuol dire che la proposta di un
gruppo di lavoro sulle riforme e
sullItalicum lo ribadiremo in direzione. Torniamo al metodo Mattarella, ripartiamo dal Pd per trovare laccordo
con tutti quelli che ci stanno. E se ci sar una disponibilit, la minoranza garantisce di non toccare pi i testi nei

successivi passaggi. Anche Pippo Civati spera che Renzi venga in direzione con la proposta di una serie di modifiche allItalicum. Se non lo far, ci
troveremo a votare quella legge nel
pieno della campagna elettorale: poi
non venga a dirci che vogliamo le divisioni, cos lui a creare un clima di
tensione
Il no di Renzi sembra per gi scritto. una sfida ai suoi, per costringere
i pi critici a pesarsi. E mettere spalle
al muro lex segretario Bersani: il padre nobile del dissenso dovr abbandonare quella autoinflitta lealt alla
ditta ripetuta come unossessione e
risolta in un regalone alla propaganda
renziana. Per DAttorre comunque la
materia istituzionale non si risolve
con un voto in direzione, su questi temi sempre stato riconosciuto un
margine di autonomia ai gruppi parlamentari. Mi hanno fatto notare che
nello statuto del primo gruppo
dellUlivo del 2006 la materia costituzionale era apertamente indicata come quelle per cui cera una autonomia dei gruppi. Cos anche negli statuti parlamentari.
Ma la prova di forza del premier
non solo interna: anche rivolta
allNcd e a Forza Italia (alla camera per non servirebbero i voti dei dissidenti). Per dimostrare di essere luomo forte di un quadro politico debole, tormentato e irredimibilmente ricattato
dalla minaccia di voto anticipato.

SCUOLA

Il Ddl alla Camera


il 31 marzo. Forse

opo settimane di attesa sembra che il Ddl sulla "Buona Scuola sia stato rintracciato ieri dalle parti del
Quirinale. Dove in corso lesame di un provvedimento che istituisce la figura del preside-padre-padrone e
quella dei docenti nomadi costretti a cambiare scuola ogni
tre anni. Contro questo obbrobrio, che luned ha ricevuto la
bollinatura da parte della Ragioneria di Stato andranno in
piazza gran parte dei sindacati della scuola il prossimo 18
aprile. In attesa del parere del Quirinale voci insistenti ieri davano il Ddl incardinato alla
Commissione Cultura dove
Scomparsa da
discussione potrebbe parsettimane, la Buona la
tire luned 30 marzo (giorno
in cui le commissioni non laScuola ieri stata
o pi probabilmenavvistata dalle parti vorano)
te il giorno successivo. La retorica delle indiscrezioni
del Quirinale
parla di cronoprogramma, in puro stile renziano. I tempi sono da sincope: tempo
per gli emendamenti fino al 24 aprile. Discussione negli ultimi tre giorni del mese e poi, sprintando, di corsa al Senato.
Pronti per finire entro fine maggio quando le scuole dovranno comunicare il piano formativo e dovranno sapere chi sar
assunto. Sempre che non ci siano sorprese e intoppi, il che
probabilissimo. Quelli che da sette mesi impediscono al governo di far coincidere gli annunci con la realt.

FRANCIA Il sociologo Michel Wieviorka analizza il voto di domenica

La sinistra divisa e senza bussola


e il paese ha paura dellavvenire
Anna Maria Merlo

l voto la fotografia di un momento, ma racconta anche la


situazione di fondo. Al primo
turno delle dipartimentali francesi, uno dei dati principali lestensione del voto per il Fronte nazionale su tutto il territorio, anche in
zone finora refrattarie (lovest, il
centro). Non solo pi lelettorato
anziano o pied-noir del sud-est e
quello impoverito del nord a rivolgersi allestrema destra, ma Marine Le Pen sembra aver fatto breccia nel mondo rurale o in quello
cosiddetto rurbano, ex abitanti
delle citt che si sono trasferiti in
cittadine o in campagna per ragioni soprattutto economiche, che subiscono oggi la crisi e sembrano
aver perso i punti di riferimento
del passato.
Laccusa fatta alla sinistra di
non riuscire pi a dare risposte
convincenti alle preoccupazioni
dei cittadini. Le divisioni hanno
fatto il resto, unite al tradizionale
messaggio di sfida al governo delle elezioni locali. Con laiuto del
sociologo Michel Wieviorka, stu-

dioso delle manifestazioni del razzismo (tra i suoi ultimi libri, Pour
la prochaine gauche, Robert Laffont, 2011; Lantismitisme expliqu aux jeunes, Le Seuil, 2014),
analizziamo il voto.
Cosa dice della Francia di oggi il
risultato di domenica, quando
un quarto del 50% che andato
a votare ha scelto un partito
che propone xenofobia, antise-

mitismo, razzismo?
E il frutto di una situazione politica singolare. La sinistra screditata, ha fallito sul fronte economico.
La destra coltiva illusioni, ma minata dalla guerra dei capi. Gli outsider sono in condizioni favorevoli. In Francia, poi, non ci sono in
questo momento movimenti sociali importanti, con una forte mobilitazione, un alto livello di progetto. Non esiste unazione politica e sociale tipo quella espressa
da Podemos in Spagna, per esempio. Invece, il paese inquieto, diffidente, ha paura dellavvenire. Vive nellattualit dei media, come
se avesse perso il senso dello spessore della storia. Vive nel presentismo, chiuso nel tempo presente.
Il Fn occuper un posto importante nel futuro del paese?
Il partito propone una societ
chiusa, rispetto allEuropa, alleuro, ai migranti. E senza alleati.
Esercita unattrattiva nella congiuntura politica attuale. A breve,
non si vedranno le conseguenze
del voto di domenica, perch al secondo turno i dipartimenti finiranno nelle mani della destra

Per fermare
lascesa di Le Pen
presto. Ma dopo
le regionali le cose
possono cambiare
Ump-Udi, in alcuni casi grazie ai
voti della sinistra (in nome del
Fronte repubblicano), in altri per
accordi vergognosi con il Fronte
nazionale. Alle regionali, a dicembre, il Fn potr avere una posizione molto forte. Allora si prepareranno le presidenziali e le legislative del 2017, e solo allora vedremo
se la Francia sar capace di fermare questo fenomeno. Adesso presto per bloccarlo. Ma non bisogna
disperare, in politica le cose possono cambiare in fretta.

Si pu quindi non essere del tutto pessimisti sul medio-lungo periodo?


Nel 97, lallora presidente Chirac
aveva convocato elezioni legislative anticipate. La sinistra era a pezzi, eppure ha vinto e ne seguito
un governo di sinistra. Nel breve
termine, la situazione appare catastrofica, con il Fronte nazionale al
25%. Ma dopo le regionali le cose
possono cambiare, ci si render
conto che la situazione congelata. Il problema della sinistra oggi
che d di s unimmagine terrificante, divisa, non si sa dove va.
Ma esiste, secondo me, un piccolo
margine per riprendersi, ci pu essere unevoluzione, sia sul fronte
dellunione con le altre componenti della sinistra che su quello
economico, agendo a favore della
redistribuzione e della crescita.

ancano 87 giorni, e 43 mila firme


su change.org, per chiedere lapprovazione al Parlamento una rapida discussione e approvazione di una
legge sul reddito minimo o di cittadinanza. Una misura necessaria, contro povert e mafie sostengono le associazioni promotrici: Libera di Don Ciotti, il Bin - Basic
Income Network-Italia, il Cilap. Alla campagna ha aderito la Fiom di Landini. Per
tutta la giornata di oggi previsto un tweet bombing ai capigruppo di Camera e Senato, oltre che sul pluribersagliato account twitter del presidente del Consiglio
Matteo Renzi. I materiali della campagna
possono essere scaricati dal sito web:
www.campagnareddito.eu/partecipa/. Ad
oggi le firme raccolte sono 57 mila. L'obiettivo raggiungerne 100 mila in 100 giorni.
Malgrado le risoluzioni dell'Unione Europea abbiano incoraggiato dal 1992 a definire una soglia di reddito minimo garantito, l'Italia (insieme alla Grecia) non ha una
legge che garantisca una protezione economica per chi disoccupato, precario o
in povert. La campagna reddito per la dignit sollecita uno dei Welfare pi arretrati d'Europa a recuperare 23 anni di ritardo
e promuove una misura ispirata ad un
principio consolidato: il reddito minimo
stabilito almeno al 60% del reddito mediano dello Stato membro.
In parlamento esistono due proposte di
legge presentate da Sinistra Ecologia e Libert sul reddito minimo (nata da una
proposta di legge popolare) e dal Movimento 5 Stelle sul reddito di cittadinanza, oggi incardinate nella commissione
Lavoro del Senato dove sono in corso le audizioni. La campagna Reddito per la dignit propone mediazione migliorativa
tra proposte non proprio coincidenti:
Reddito minimo o di cittadinanza. In tutta evidenza, si tratta di misure diverse: il
reddito minimo condizionato alla scelta
di un lavoro congruo, quello di cittadinanza rivolto a tutti i residenti. Da precisare
che la proposta dei Cinque Stelle non corrisponde ad un reddito di cittadinanza,
ma in realt un reddito minimo soggetto
a limitazioni ispettive e lavoriste. Alla base
di questo equivoco c una confusione terminologica in cui tutto il sistema mediatico si fatto trasportare in modo acritico.
La proposta di Libera, Bin e Cilap invoca un accordo sulla base di quattro principi: il reddito dev'essere individuale, sufficiente, congruo rispetto alle competenze
al reddito e al lavoro precedente e riservato a tutti i residenti. La campagna propone
inoltre un doppio passo in avanti. Il reddito minimo non va considerato come una
misura alternativa al sussidio di disoccupazione (la Naspi o il Dis-Coll previsti dal
Jobs Act) e, tanto meno, un sussidio contro la povert assoluta. Dev'essere invece
considerato anche uno strumento opposto a chi pensa che un reddito deve essere
accettato in cambio di un lavoro purch
sia. Sono elementi utili per prefigurare
una riforma del Welfare in senso universalistico, ben diversa da quella contenuta
nel Jobs Act per il solo lavoro dipendente.
Il costo del reddito minimo sostenuto
dalla campagna Reddito per la dignit
varia tra i 15 ai 26 miliardi di euro. Lincertezza deriva anche dal fatto che nel nostro
paese esistono misure frammentate e incoerenti che andrebbero semplificate e gradualmente accorpate. Una buona parte di
questi fondi potrebbero essere ricavati da
una riduzione strutturale delle spese militari, da una imposta sui grandi patrimoni
e da una maggiore tassazione dei giochi
dazzardo.
Ipotesi ormai di senso comune, nella societ e in una larga porzione dell'opposizione parlamentare, che non ha ancora
trovato una sponda nel governo che ha
preferito l'erogazione a pioggia del bonus
Irpef da 80 euro per il lavoro dipendente
con un costo di 10 miliardi all'anno. Soldi
che avrebbero potuto essere usati in maniera pi efficace e universale, senza cedere a tentazioni populistiche ed elettoralistiche come invece ha fatto Renzi.

GIOVED 26 MARZO 2015

il manifesto

SPIE COME NOI

pagina 5

TERRORISMO Prevista anche una norma anti-Greta e Vanessa per chi si reca in Paesi a richio

Sorvegliati per decreto

Carlo Lania
ROMA

a necessit di contrastare il
terrorismo internazionale rischia di trasformarci tutti e a
nostra insaputa in sorvegliati speciali. Il pericolo, per niente teorico,
contenuto nel decreto antiterrorismo varato dal governo e in discussione alla Camera. Salvo correzioni
dellutimo minuto, il testo licenziato dalle Commissioni Difesa e Giustizia prevede infatti la possibilit
per la polizia di utilizzare programmi che consentono di controllare
da remoto le comunicazioni e i
dati presenti in un sistema informatico, ma anche di effettuare intercettazioni preventive sulle reti
informatiche. Una possibilit che
al momento non limitata ai soli
sospetti di terrorismo, ma estesa a
tutti i cittadini indiscriminatamente. Una svista per il deputato di
Scelta civica Stefano Quintarelli
che per primo ha denunciato i rischi di un nuovo e pi esteso Grande fratello dal quale sarebbe impossibile difendersi. La speranza che
ora laula intervenga correggendo
il tiro e introducendo paletti che limitino i controlli a soli soggetti sospetti tutelando di pi la privacy
dei cittadini.
Ma non si tratta dellunica novit introdotta dalle commissioni.

La polizia potr
fare controlli sulle
comunicazioni
e i dati contenuti
nei computer
Un emendamento del relatore Pd
Andrea Manciulli e chiamato anti-Greta e Vanessa dal nome delle
due volontarie rapite e poi rilasciate in Siria, introduce per la prima
volta la responsabilit individuale
per quanti decidono di recarsi in
Paesi considerati a rischio dalla Farnesina. Un modo per scoraggiare
viaggi in aree considerate pericolose e come tali indicate sul sito del
ministero degli Esteri. Resta fermo - specifica la norma -, che le
conseguenze dei viaggi allestero ricadono nellesclusiva responsabilit individuale e di chi si assume la
decisione di intraprendere o di organizzare i viaggi stessi.
Ieri il decreto stato bloccato in
attesa di un parere del governo su
alcun emendamenti per i quali
manca la copertura di spesa. La situazione dovrebbe sbloccarsi oggi,
ma visti i 250 emendamenti presentati dalle opposizioni, palazzo Chigi sta valutando la possibilit di un
ricorso al voto di fiducia in modo
da poter licenziare il testo marted
prossimo. Gi oggi, per, si sapr
se saremo destinati a perdere una
grossa fetta della nostra libert. A rischio non c infatti solo il contenuto di una conversazione telefonica,
ma tutto ci che abbiamo inserito
nel nostro computer ritenendolo
al sicuro da occhi indiscreti: fotografie, scritti, filmati, registrazioni,

appunti di lavoro, corrispondenza


con gli amici. Tutta una vita a disposizione di chi sar addetto ai
controlli. Tecnicamente questo sar possibile grazie a captatori informatici (Trojan, Keylogger, sniffer
ecc.) che dopo essere stati scaricati
casualmente consentiranno alle
autorit di sicurezza di accedere ai

nostri dati senza limiti di tempo.


Con questo emendamento lItalia
diventa, per quanto a me noto, il
primo paese europeo che rende
esplicitamente ed in via generalizzata legale e autorizzato la remote
computer searches e lutilizzo di
captatori occulti da parte dello Stato!, scrive Quintarelli sul suo sito.

Luso di captatori informatici quale mezzo di ricerca delle prove prosegue - controverso in tutti i
paesi democratici per una ragione
tecnica: con quei sistemi compio
una delle operazioni pi invasive
che lo Stato possa fare nei confronti dei cittadini. E opportuno ricordare come solo due giorni fa il garante per la privacy Antonello Soro
ha espresso preoccupazione per la
mancata proporzionalit esistente
nel decreto tra le esigenze della privacy e della sicurezza.
Il decreto prevede inoltre altre
misure finalizzate contrastare il terrorismo internazionale. Si va dallo
stanziamento di 40 milioni di euro
per la missione mare sicuro nel Mediterraneo, allaffidamento al procuratore nazionale antimafia anche delle indagini sul terrorismo.
Prevista inoltre la reclusione dai 5
aglim 8 anni di carcere per i foreign fighters, laggravante se reati come larruolamento e la propaganda vengono effettuati via web e la
perdita della patria potest per i
condannati per associazione terroristica che abbiamo coinvolto dei
minori nella realizzazione del reato. Infine il decreto consente larresto in flagranza per gli scafisti, i promotori, gli organizzatori e i finanziatori dei viaggi dei migranti. oltre
allassuzione di 150 carabinieri e
allaumento di 300 unit del contingente impiegato nelloperazione
stade sicure.

OCSE Corruzione percepita, Italia al top


Scarsa fiducia nel governo e convinzione diffusa che ci sia un alto livello di corruzione nelle istituzioni. Nel documento dell'Ocse Cubbing corruption. Investing in
growth presentato ieri, che riporta uno studio Gallup, lItalia al top: la percezione della corruzione nelle istituzioni al 90%. La fiducia nel governo poco sopra il
30. LOcse, a convegno sulla corruzione a Parigi, ricorda i costi della corruzione,
dalle spese pi alte per le opere pubbliche alla loro scarsa qualit. Il costo di truffe e corruzione negli investimenti pubblici anche politico e istituzionale con seri
risvolti per la legittimazione dellapparato dello Stato e il funzionamento delle istituzioni. C una stretta connessione - dice il capogabinetto del Mef Roberto Garofoli - tra economia e legalit o illegalit. La corruzione crea danni di sistema non
scientificamente misurabili ma che influenzano landamento dell'intera economia.
Secondo alcune tesi c correlazione tra crescita del Pil e indice di percezione della corruzione. Il Pil aumenta dove la corruzione meno percepita e viceversa.

SENATO Pd e Ncd vanno in direzione opposta

Legge anticorruzione
rinviata al primo aprile
Domenico Cirillo
ROMA

anno scelto il primo aprile, mercoled prossimo,


come il giorno giusto per
lapprovazione (in prima lettura)
della legge cosiddetta "anticorruzione" al senato. La legge - otto
articoli piuttosto modificati rispetto alla proposta di inizio legislatura del presaidente Grasso prevede sostanzialmente linnalzamento delle pene per la corruzione (si arriva fino a 12 anni per
la corruzione in atti giudiziari) e
la riformulazione del reato di falso in bilancio, con un regime pi
tollerante per le societ non quotate. Non proprio quellintervento "di sistema" tanto spesso evocato, ma anzi un provvedimento
nemmeno coordinato con quello approvato marted alla camera che allunga i termini di prescrizione per la stesso reato di corruzione.
Da qui - anche da qui - i problemi nella maggioranza, con gli
alfaniani che si sono astenuti a
Montecitorio e che minacciano
"battaglia" a palazzo Madama
(dove possono essere determinanti). Tensioni ravvivate ieri dalla presidente della commissione
giustizia della camera. la democratica Donatella Ferranti, secondo la quale "il preoccupante da-

1992, QUANDO TUTTO ERA ANCORA POSSIBILE

Lincubo peggiore per i radical


cio, si tirano alla fine.
Sposteremo invece laccento non sul saAlberto Piccinini
per fare (le serie americane, noi, in Italia, dopo Gomorra e Romanzo Criminale eccetera
Il leghista un fascio disadattato reeccetera), ma sul poterle fare. A saperle faduce dallIraq con un retrogusto di
re prima, le serie americane, ci saremmo riambiguit patriottica e disastro famisparmiati tante menate sulla procura di Miliare alle spalle, tipo film di Clint Eastwood.
lano, la pacificazione nazionale, luscita da
Punto di partenza: il 1992 stata linfanzia
Tangentopoli, le discese in campo, Vespa,
di un Paese nuovo (il futuro non
Fede, Liguori e tutto il resto. A poterle
ancora scritto, recita il sottotitolo
fare ci saremmo risparmiati tanta pesdella serie Sky). Alla seduzione (e alsima televisione: i santi, gli eroi e le
la nostalgia) del quando tutto era
guardie forestali della fiction del venancora possibile difficile resistetennio. Perch c una quarta possibire. Ma non sar un caso se i pochi
lit rispetto alla Storia (e neppure
film che in Italia hanno raccontato
questa il buon Marx avrebbe potuto
quel momento in presa diretta sono
prenderla in considerazione): che
stati comici, cinici e di grana grossa
cio la storia si ripeta come una fic(Anni 90 di Oldoini, Spqr dei Vanzition Rai/Mediaset. Incubo di ogni
na e poi cosaltro?). Il portaborse
spettatore radical, di ogni sceneggiadel 1991.
tore ambizioso, di ogni attore con preEd precisamente qui che entra
tese di contribuire alla crescita cultuin gioco lestetica delle serie amerirale del proprio paese.
cane. Che fichissima. Nelle serie
Nella storia della narrazione televiamericane nessuno mai completasiva italiana ci sono voluti ventanni
mente buono e mai completamenper poter pronunciare seriamente
te cattivo. Guidato dai propri istinti
una battuta come quella di DellUtri
tiranni, alterna pose shakespeariasulla Repubblica delle Banane da salne a battute da barzelletta. Alta la cavare a tutti i costi. Ce ne sono voluti
rica erotica (i bambini sono a letto,
altrettanti per mettere in bocca a Ano guardano youtube sul tablet), cult
tonio Di Pietro la frase: Questa Tanil livello del trovarobato e dei costugentopoli signori, rocknroll!. VanNelle prime due puntate non c neppure
mi, la regia non risparmia soluzioni
no messe a verbale, perch per noi
ardite. Le serie americane sono
equivalgono alle grandi sfide liberal
un personaggio di sinistra. Soltanto ex,
quella cosa in cui a ogni minuto
che animano le migliori serie amerisparsi, smarriti. Gli unici probabilmente
uno sceneggiatore, un attore o un
cane: tipo il vecchio padre che divenregista ti convince che sta facendo
ta trans in Transparent, o la famiglia
appetibili per gli sceneggiatori
una cosa pazzesca, e ti strizza locex rappettara criminale miliardaria di
di una ambigua serie americana
chio. Tu strizzi locchio a lui. Le sceEmpire, per citarne solo due recenti.
ne americane sono quella cosa in
E va messa a verbale unaltra cosa:
cui spesso la sceneggiatura molto meglio
no, ogni oggetto sbagliato si ritorcer contro
nelle prime due puntate di 1992 non c nepdella vita vera.
di loro: la tv contemporanea vive in simbiosi
pure un personaggio che possa dirsi di siniPure gli sceneggiatori di 1992 ti fanno loccon i social network, e il livello di sbeffeggio
stra. Soltanto ex, sparsi, smarriti. Gli unici prochiolino. Esibiscono con civetteria i loro riferimarted sera stato medio-alto. Per le sombabilmente appetibili per gli sceneggiatori di
menti (peccano di provincialismo? E il Rosi
me, come sempre dicono gli allenatori di caluna ambigua serie americana.

DALLA PRIMA

delle Mani sulla citt allora dove lo mettiamo?) Citano un testo chiave della narrativa
storica moderna come American Tabloid di
James Ellroy, da cui proviene la struttura con
i personaggi inventati che si muovono accanto ai personaggi veri. Che ci riescano fino in
fondo un altro paio di maniche ma fa parte
del gioco. Ogni imprecisione, ogni caduta di
stile, ogni dialoghetto da sceneggiatore italia-

to che emerge dal report dellOcse sulla corruzione rende a maggior ragione incomprensibile latteggiamento del Ncd, mi auguro
un ravvedimento operoso al senato".
Il report dellOcse in questione
in realt il documento preparatorio della conferenza sulla corruzione che cominciata ieri a Parigi, che peggiora le gi pessime stime del 2013 di Transparency international, spostando lItalia dal
terzultimo allultimo posto tra i
paesi sviluppati quanto a corruzione percepita.
Il primo risultato del grande
freddo tra Ncd e Pd - la cui origine ha a che fare con la corruzione sono nel senso che riguarda
le dimissioni dellex ministro Lupi e la partita per la sua sostituzione - appunto la frenata
sullanticorruzione. Che espone
il presidente del senato a una gaffe: Grasso comincia la giornata
prevedendo unapprovazione
dellaula entro la settimana, poi ,
dopo la conferenza dei capigruppo, deve prendere atto che si va
a mercoled. E fedeli allaccordo,
i senatori del Pd cominciano da
subito a intervenire in massa nella discussione generale - mentre
in tanti altri passaggi come le riforme o la legge elettorale hanno
saputo dare prova di mutismo interessato.
Contraria Forza Italia, che parla di provvedimento "manifesto", "non una buona legge ma
una grida manzoniana per dare
un segnale". Sono critici, ma non
nel tutto, i grillini e Sel. E la stessa posizione potrebbe assumere
la Lega. Nel conteggio finale, i 36
voti degli alfaniani possono risul-

Orlando ottimista
sugli alfaniani:
Il relatore loro,
perch dovrebbero
dare battaglia?
tare indispensabili. Il ministro
della giustizia Orlando si esercita
allora in una professione di serenit: "Il relatore del Ncd, il testo concordato con il Ncd, non
vedo perch dovrebbero dare
battaglia".
Oggi e marted prossimo saranno i giorni dedicati allesame degli emendamenti, prima delle dichiarazioni di voto e del voto finale mercoled pomeriggio. Gli
emendamenti sono 213 e non
mancano proposte di modifica
firmate da senatori del Pd, anzi
sono almeno una quindicina.
Tra queste una che si riferisce direttamente alla prescrizione (la
legge approvata in prima lettura
alla camera) e propone di congelarla del tutto dopo il rinvio al giudizio (idea anche dei grillini). Un
altro emendamento riscrive la
legge Severino, riportando a
ununica fattispecie la concussione per costrizione e la concussione per induzione (della distinzione ha beneficiato Berlusconi nel
processo Ruby). Una terza proposta di modifica del Pd aumenta
la pena massima per il falso in bilancio delle societ non quotate,
cos da consentire il ricorso alle
intercettazioni durante le indagini. In ognuno di questi passaggi i
senatori del Ncd saranno sicuramente di opinione opposta.

pagina 6

il manifesto

Ritrovato uno
dei due registri
di bordo.
Ma ancora
nessuna ipotesi
sulle cause
dellincidente
Luca Tancredi Barone
BARCELLONA

olo le tragedie sono capaci di


restituire a tutti gli altri problemi la loro giusta importanza. Se due giorni fa i giornali spagnoli erano pieni di commenti sulle elezioni in Andalusia o sulle indagini per la corruzione dei due principali partiti spagnoli, ieri improvvisamente la tragedia aveva occupato ogni spazio informativo. 150 persone morte in un volo di linea che
univa Barcellona a Dsseldorf hanno sconvolto Spagna, Germania e
Francia, sul cui territorio avvenuto lincidente.
Il volo 4U 9525 della Germanwings, la filiale low cost della Lufthansa, aveva lasciato laeroporto del
Prat di Barcellona alle 9.55 di marted mattina, con qualche minuto
di ritardo, con 144 passeggeri, 2
beb e sei membri dellequipaggio.
Alle 10.31, sorvolando le Alpi francesi, inizia una strana discesa, passando da 11mila metri di altitudine
a circa 3000 in 8 minuti. Osservando limprovvisa discesa, il centro di
controllo francese cerca di mettersi in contatto con i piloti, senza successo. Non chiaro cosa sta succe-

GIOVED 26 MARZO 2015

EUROPA

HOLLANDE E RAJOY
SUL LUOGO DELLA
TRAGEDIA. SOTTO,
LOMAGGIO ALLE
VITTIME
FOTO
LAPRESSE REUTERS

Strage aereo, leggibile


una scatola nera
dendo, lunica cosa che si sa che i
piloti non lanciano nessun allarme. Lultimo segnale il transponder dellaereo lo manda alle 10.41.
Questa breve ricostruzione dei
fatti stata confermata ieri da Rmi Jouty, presidente dellagenzia
Bea francese, incaricata delle indagini aeree, durante una conferenza
stampa alle 16. Nel frattempo sul
posto sono arrivati i leader dei tre
paesi a cui appartengono la maggior parte delle vittime. I soccorsi
sono resi molto complicati dalla natura del terreno. Il paesino pi vicino si trova a circa 10 km di terreno
montagnoso dal luogo dellimpatto e le autorit avvertono che ci potrebbero volere giorni per recuperare i corpi e reperti fondamentali
per le indagini. Ieri sera allora di
andare in stampa non era ancora
stata recuperata una delle due scatole nere, quella che registra i dati
di bordo. Laltra, con le voci in cabina, era gi nelle mani della Bea che

IN CABINA Standard di sicurezza rispettati: ma si rischiano le eccezioni

In alcune compagnie low cost


la pressione sui piloti insostenibile
Antonio Sciotto

nche io piloto un Airbus


A320, come quello che
ha avuto l'incidente in
Francia. E certo non piacevole
pensare che potrebbe accaderti
una cosa simile. Ma noi ci sentiamo sicuri, i nostri voli sono sicuri. Stefano Di Cesare, 45 anni, lavora come primo ufficiale in Alitalia e nel sindacato responsabile
piloti della Fit Cisl. Spiega che gli
standard applicati nel sistema di
controllo,
fissati
in
Italia
dall'Enac, sono rigidi e vengono rispettati: ma dall'altro lato, le compagnie low cost, alcune almeno,
esercitano una pressione sul personale navigante tale che a volte il
confine tra regola e trasgressione
diventa molto sottile.
Cosa avete pensato, tra piloti e
assistenti di volo, quando avete
saputo dell'incidente?
Io sono in Alitalia da 17 anni, e
da 12 lavoro proprio sugli Airbus
A320. Quindi sono veicoli familiari, che conosco bene. Nel caso
dell'aereo che ha avuto l'incidente, se ho capito bene, parliamo di
un'anzianit di 24 anni, la nostra
flotta Alitalia ha una media di 8

anni: ma se i controlli e gli standard sono rispettati, la maggiore


et di un aeromobile non lo rende
meno sicuro. Prima di ipotizzare
qualsiasi cosa, dobbiamo aspettare di capire cosa contengono le
scatole nere, sapere cosa successo nel cockpit, la cabina di pilotaggio, e nell'intera cellula dell'aereo,
sentire le analisi degli esperti.
Vi sentite sicuri?
Qui posso parlare come pilota

Di Cesare guida un
A320, come quello
della tragedia.
Il comandante e il
peso delle aziende
Alitalia, e dico s: ci sentiamo sicuri. Gli standard di controllo sono
alti, e noi li rispettiamo con assoluto rigore.
Vale anche per le compagnie
low cost?
Gli standard fissati dall'Enac sono uguali per tutti, quindi sia le
compagnie tradizionali che le low
cost applicano procedure operative e di discrezionalit da parte

dell'equipaggio, che sono praticamente equivalenti. Ma certamente alcune low cost, avendo come
primo obiettivo il massimo utilizzo degli aeromobili e la massimizzazione del profitto, diciamo che
stressano di pi il personale, e
questo pu ripercuotersi sulle procedure e sul grado di discrezionalit nel prendere le decisioni.
In pratica si rischia di avere un
grado di sicurezza inferiore?
Non possiamo generalizzare.
Ci sono low cost come Easyjet che
in realt sono molto vicine allo
standard di compagnie tradizionali come Alitalia. Non c quello
stress sui piloti e sugli assistenti di
volo che invece troviamo esercitato in altre compagnie. Il personale non sempre riesce a esprimere
dubbi e lamentele, ci pu essere il
timore di parlare con il sindacato
o con la stampa: in Ryanair, ad
esempio, i piloti e gli assistenti di
volo hanno denunciato pi volte,
spesso camuffandosi, una pressione sui tempi. Lultimo servizio
lho visto alla tv tedesca. Intendiamoci, si resta comunque dentro
gli standard di sicurezza, ma la linea di travalicamento pu diventare molto sottile se devi per forza

STEFANO DI CESARE, 45 ANNI: DA 17 PRIMO UFFICIALE IN ALITALIA E SINDACALISTA FIT CISL

riportare laeromobile alla base.


Gli standard ci sono, insomma,
e tutti devono ugualmente rispettarli, ma poi si corre. E se ci
sono anomalie nellaeromobile?
Pu capitare in casi eccezionali che qualcuno voglia spingere la
macchina al massimo, pur di portare a termine il volo: volo che in
altre aziende, dove lorganizzazione e i tempi sono diversi, magari
avresti cancellato. La decisione
autonoma e spetta al comandante e al primo ufficiale, che in genere decidono insieme: la responsabilit giuridica, comunque, secondo il Codice di navigazione, alla fine solo del comandante. Se le

pressioni della compagnia sono


forti, il margine di discrezionalit
si restringe. Se vedo che c
unanomalia e decido di restare a
terra, garantisco pi sicurezza.
La presenza del sindacato, di un
contratto, aiuta? Nelle low cost
non sono molto presenti.
Dico sempre che ovunque ci sia il
sindacato confederale, il personale si sente pi tutelato, anche nel
denunciare le anomalie. Ma ovviamente non significa automaticamente che ci sia pi sicurezza. In
Alitalia ad esempio abbiamo un
ente preposto a queste problematiche, e una figura di raccordo tra
lazienda e il sindacato.

durante la conferenza stampa ha


confermato che contiene dati "leggibili" anche se con cautela ha detto che ci vorr qualche giorno prima di poter dare informazioni attendibili. Alla domanda se si potessero riconoscere le voci dei piloti,
Jouty non ha risposto.
In teoria sono aperte tutte le ipotesi, ma nelle ultime ore si sta restringendo il campo. Lo stesso Jouty ha scartato esplicitamente un
blocco del motore o che il tempo
possa essere stata una delle cause.
Anche lo scenario di unesplosione
in volo escluso, perch i resti
dellaereo sono troppo piccoli. Il
presidente di Lufthansa ha dichiarato ieri sera in una conferenza
stampa congiunta con lamministratore delegato di Germanwings
a Barcellona che lincidente incomprensibile. Molti osservatori,
come per esempio alcuni piloti del
blog PPrume (Professional Pilots
Rumor Network, http://www.pprune.org) pur in assenza di dati certi
e contrastabili, manifestano la possibilit che ci sia stata una depressurizzazione (forse dovuta a un impatto) che abbia costretto i piloti a
una brusca manovra di discesa (a
quellaltezza la percentuale di ossigeno nellaria troppo bassa, e ci
sono pochi secondi prima di perdere la coscienza se non si indossano
le maschere). Alcuni infatti parlano di piloti forse privi di sensi. Il
che, secondo alcuni, spiegherebbe
che il volo abbia proseguito in linea retta. Ma, come detto, tutte
queste per ora sono illazioni.
Joan Hernndez, pilota commerciale di linee aeree di stanza a Barcellona sentito dal Manifesto, conferma che la discesa s rapida,
ma non straordinaria, e forse dovuta a una depressurizzazione
esplosiva o comunque a unemergenza. In caso di depressurizzazione a quellaltezza ci sono solo 18
secondi di coscienza. Negli aerei
attuali ci sono dai 15 ai 22 minuti
di ossigeno, abbastanza tempo
per prendere la decisione, una volta arrivati allaltitudine di 3000 metri dove laria di nuovo respirabile, di sviare il volo dallostacolo
principale: le Alpi. Hernndez ricorda che ci sono tre regole per il
volo: Volare, compito del pilota, e
cio in questo caso rimanere in
aria e scendere di quota; navigare,
cio assicurarsi che non ci siano
ostacoli, cercare gli aeroporti pi vi-

La Spagna sotto choc,


Rajoy e il presidente
catalano Mas per la
prima volta da mesi
tornano a parlarsi
cini o dirigersi verso il mare, e calcolare il combustibile rimanente,
compito del copilota; e comunicare, sempre compito del copilota.
Sempre che aggiunge Hernndez,
non ci fosse un problema nei sistemi di comunicazione.
Quello che certo che non appena saputo dellincidente in Francia sono scattati i protocolli di
emergenza (Hollande ha dato una
conferenza stampa praticamente
in contemporanea con luscita della notizia) e a Barcellona e Dsseldorf stato immediatamente messo a disposizione delle famiglie e
amici delle vittime personale qualificato per trattare in casi delicati come questi.
Come sempre, sono le storie personali a fissarsi nella mente: la navigazione aerea cos presente nelle
nostre vite che ciascuna delle vittime potrebbe essere uno di noi. Su
quella rotta viaggiavano in molti
per lavoro, ma anche unintera
classe di sedicenni con i loro professori, di ritorno da un intercambio con una scuola catalana. O due
cantanti dopera che avevano appena finito di rappresentare il Sigrfrid
al Teatro Liceu, una delle quali con
il suo beb. O la mamma che andava a trovare suo figlio in Erasmus.
Marted mattina non c stata nessuna impresa, ente o istituto in Catalogna che non abbia immediatamente controllato che fra i suoi dipendenti non ce ne fosse qualcuno
in volo. Persino il presidente spagnolo Rajoy e il presidente catalano Mas per la prima volta da mesi
si sono parlati al telefono per coordinarsi e per viaggiare assieme verso le Alpi.

GIOVED 26 MARZO 2015

il manifesto

INTERNAZIONALE
A SANAA UN UOMO MOSTRA LA FOTO DEL FIGLIO UCCISO, A DESTRA MOGHERINI A CUBA LAPRESSE

pagina 7

CUBA Si avvicina il trattato bilaterale con la Ue

Mogherini: Acceleriamo,
senza imporre modelli
Roberto Livi
LAVANA

YEMEN Gli Houthi avanzano e conquistano porto e aeroporto di Aden, il presidente Hadi in fuga

I sauditi sono pronti al confine


Chiara Cruciati

a marcia dei ribelli sciiti


Houthi su Aden cominciata, la citt prossima alla caduta. Dopo il fallimento del negoziato e la conseguente chiamata
alle armi per rovesciare il presidente Abd Rabbo Mansour Hadi,
il movimento ha lanciato ieri loffensiva contro la capitale provvisoria del paese.

La petromonarchia
non ha intenzione
di lasciare spazio
di manovra
al nemico Iran
alle battute finali la battaglia
per lo Yemen, a cui potrebbe
prendere parte lesercito saudita,
dispiegato al confine. Ieri i ribelli
sciiti, che da settembre hanno assunto il controllo della capitale
Sanaa, hanno arrestato il ministro della Difesa, Mahmud al-Subaihi, nella citt di Houta. Nelle
stesse ore aerei da guerra bombardavano il palazzo presidenziale di Aden, mentre forze governative passate con i ribelli e militari fedeli allex presidente Saleh
prendevano il porto e laeroporto della citt ed esplosioni risuonavano nella base dellesercito.
Hadi fuggito via mare nel pomeriggio, fanno sapere funzionari della sicurezza yemenita. Nessuno sa dove sarebbe diretto,
ma la sua assenza lascia campo
libero allo scontro tra Houthi, trib sunnite e gruppi estremisti.
E, forse, sauditi.
Su di lui pesa una taglia da
100mila dollari, messa sul tavolo
dagli Houthi ormai intenzionati
a porre fine alla guerra civile assumendo il potere. E occupando
aree strategiche: nella marcia da
nord, loro roccaforte, verso sud,
gli sciiti hanno preso possesso di
numerose comunit fino ad occupare ieri la base militare di Al-Annad, a 50 km da Aden, utilizzata
dallesercito Usa come piattaforma di lancio dei droni anti-al Qaeda. Dopo la presa di Al-Annad,
gli Houthi sono tornati ad attaccare Houta: testimoni raccontano di corpi senza vita lungo le
strade e del rumore continuo delle armi automatiche in molti
quartieri.
Allavanzata sciita rispondono
gli alleati del presidente Hadi:
lArabia Saudita ha dispiegato
lartiglieria pesante lungo il confine con lo Yemen, il pi povero
del Golfo e per questo da decenni cortile di casa saudita. Riyadh
e Washington la definiscono una
mossa a fini solo difensivi. Ma la
verit che la petromonarchia,
che non ha disdegnato in passato di intervenire per frenare le ribellioni sciite e soffocare le proteste popolari, non intende lasciare

alcuno spazio di manovra al nemico Iran, accusato da pi parti


di guidare il colpo di Stato Houthi. Ora la probabilit di uninvasione via terra dello Yemen si fa
sempre pi concreta.
Ufficialmente lArabia Saudita
ha fatto sapere di voler decidere
un eventuale intervento oggi, durante il meeting della Lega Araba
in Egitto, anticipato di un giorno
per far fronte allescalation delle
violenze. Agli appelli regionali al
dialogo, gli Houthi hanno risposto con un secco no, consapevoli
che il tavolo sarebbe gestito dai
sauditi a scapito delle richieste
degli sciiti che altro non chiedevano che riforme democratiche e distribuzione del potere. E al no
Houthi ha reagito il governo ufficiale che due giorni fa si era appellato alla comunit internazionale perch intervenisse in Yemen: prima al Consiglio di Sicurezza e poi al Consiglio di Cooperazione del Golfo, che si detto
disposto ad assumere le misure

necessarie.
Perch in Yemen a scontrarsi
non sono solo gruppi avversari interni. In corso c una guerra per
procura tra i due potenti assi regionali, lo sciita guidato da Teheran e il sunnita con a capo Riyadh: Il rischio di frammentazione elevatissimo perch i gruppi
interessati sono numerosi e ognuno con una zona di influenza
spiega al manifesto lanalista yemenita Samaa al Hamdani Il
nord non del tutto sotto linfluenza iraniana, cos come il sud
non interamente controllato
dai sauditi. LIran sostiene i suoi
alleati e lArabia Saudita fa lo stesso, seppur tale sostegno sia diverso. Per anni leconomia yemenita sopravvissuta con laiuto finanziario di Riyadh, mentre lintervento iraniano pi logistico.
Il timore che la frammentazione dello Yemen non seguir i
confini del 1990: accanto alla divisione nord-sud, ne esistono altre.
Lo scenario peggiore prevede par-

te del nord controllato dagli Houthi, che potrebbero prendere anche Taez e Ibb, comunit che si ribelleranno al controllo sciita. Le
regioni di Marib e al-Jawf finirebbero in mano alle trib sunnite locali, quelle a sud (Socotra, Hadhramout, al-Mahara) si autogovernerebbero. E Lahj e Abyan potrebbero finire definitivamente
in mano ad al Qaeda. Uno scenario distruttivo, una divisione articolata a cui si aggiunge la voce
dei fedelissimi dellex presidente
Saleh: ieri il portavoce del cosiddetto Alto Comitato per la difesa
delle forze armate (formato da
militari ancora vicini al dittatore
deposto) ha annunciato che il
gruppo prender le armi contro
qualsiasi interferenza esterna.
Dopo la caduta di Saleh, Washington ha accettato la nuova leadership pro-saudita, senza tener conto delle istanze delle minoranze e
di un popolo sceso in piazza per
la democrazia, pur di salvare la
guerra dei droni.

l segnale forte della volont di


dialogo stato recepito da Cuba.
Per questo lAlto rappresentante
della politica estera dellUe, Federica
Mogherini, si dichiarata molto soddisfatta della sua missione allAvana:
nella giornata aveva incontrato il cardinale Jaime Ortega, rappresentante
di una Chiesa impegnata nel processo di trasformazione dellisola, il
presidente delAssemblea nazionale,
Esteban Lazo, due ministri economici, Rodrigo Malmierca - commercio
estero- e Marino Murillo - incaricato
di supervisionare le riforme economiche lanciate quattro anni fa- il capo
della diplomazia Bruno Rodrguez, il
presidente Ral Castro e, infine, rappresentanti del mondo culturale e della societ civile.
LUe il secondo partner commerciale di Cuba (dopo il Venezuela) con
un interscambio di 3,6 miliardi di dollari nel 2013 e il maggiore investitore,
ma lisola lunico paese dellAmerica latina con cui lUnione non ha un
trattato bilaterale. Lostacolo principale costitutito dalla questione dei diritti umani e civili, usati nel 1996 come una clava politica - su incitamento Usa e per iniziativa del governo spagnolo dellultra destro Aznar- per destabilizzare il regime dittatoriale di
Fidel Castro.
Lostacolo rimasto anche dopo
che Fidel nel 2006 ha lasciato le redini
politiche e la presidenza di Cuba al
fratello minore Ral e, per iniziativa
di paesi ex socialisti come Polonia, Repubblica ceca, ha fatto s che le trattative per firmare un Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra Ue e
Cuba si trascinino dallaprile dellanno scorso, nonostante i progressi fatti
in campo commerciale e di cooperazione. La visita di Mogherini, primo
Alto rappresentante europeo allAvana, ha appunto lo scopo di sbloccare
la situazione e fare in modo che i negoziati abbiano unaccelerazione tale che lAccordo venga firmato entro
la fine dellanno. Per questo, oltre ai
temi economici e commerciali, Lady
Pesc ha affrontato la questione dei diritti umani, senza tab e ammettendo che anche a casa nostra abbiamo

Ucraina/ I CLAN HANNO PRESO IL SOPRAVVENTO, IN BALLO GLI AIUTI OCCIDENTALI

Arrestati due funzionari governativi, ormai


guerra aperta tra Poroshenko e Kolomojskij
Fabrizio Poggi

trane cose stanno accadendo in Ucraina. Sembra che lo stesso forte vento
(e non i cocktail Molotov lanciati
dall'esterno) che, dopo 10 mesi di indagine,
gli investigatori hanno dichiarato responsabile della strage di 48 persone bruciate vive
nella Casa dei sindacati di Odessa il 2 maggio 2014, porti con s anche il momentaneo
trasferimento del fronte dal Donbass a Kiev.
Alla guerra (per ora senza morti) tra il presidente-magnate Petro Poroshenko e il magnate-(ormai ex) governatore Igor Kolomojskij, si aggiunto ieri un nuovo fronte.
Serghej Bochkovskij, capo del Servizio statale per le situazioni d'emergenza e il suo vice, Vasilij Stoevskij, sono stati arrestati in diretta tv, durante una riunione del Governo,
accusati di appropriazione di fondi pubblici,
tramite uno schema di contratti di appalto
che dirottava la valuta verso loro conti in
banche cipriote. Dunque, con i cannoni momentaneamente silenziosi nel Donbass, si distinguono ora i veri rumori della lotta per la
democrazia: la guerra tra clan fino ai vertici
del potere per i miliardi occidentali.
Dopo gli assalti armati alle sedi di Ukrtransnafta e Ukrnafta della scorsa settimana, Poroshenko ieri ha infine accolto la richiesta
di dimissioni di Igor Kolomojskij (il cui
gruppo Privat controllava Ukrtransnafta
gi nel 2009, grazie all'allora premier Julja Timoshenko) da governatore della regione di
Dnepropetrovsk.
Il meeting pro-Kolomojskij fissato per sabato a Dnepropetrovsk, Azione civile in difesa dellunit dell'Ucraina, pare tanto civile
che, per il servizio dordine, sarebbero stati

fatti affluire da Odessa reparti dei battaglioni


ultranazionalisti sponsorizzati da Kolomojskij. Secondo il Presidente della Commissione della Duma russa per le questioni della Csi, Leonid Slutskij, le dimissioni di Kolomojskij possono condurre a una Majdan oligarchica.
Il leader di Russia giusta Serghej Mironov dice che Poroshenko, dimissionando Kolomojskij, ha aperto un secondo fronte; ma
ogni semplice stratega sa che una guerra su
due fronti finisce sempre con la sconfitta di
chi la conduce. Il conflitto tra Kolomojskij e

Poroshenko scoppiato dopo che la Rada,


lo scorso 19 marzo, ha abbassato dal 60% al
50% pi una azione, il quorum per le assemblee degli azionisti, con ci privando loligarca governatore di Dnepropetrovsk del controllo su Ukrnafta, la principale compagnia
ucraina di gas e petrolio, di cui lo Stato detiene il 50% pi una azione. Ora dunque il gruppo Privat di Kolomojskij, con il 42% delle
azioni, oltre a non poter pi bloccare l'assemblea, dovr pagare allo Stato dividendi
per 1,7 miliardi di grivne. Tra il 20 e il 22 marzo si erano verificati gli assalti e contrassalti
alla sede di Ukrtransnafta. Dopo l'esonero
del manager a libro paga di Kolomojskij e la

sua sostituzione con un direttore di fiducia


di Poroshenko, Kolomojskij ha reagito occupando militarmente la sede di Ukrtransnafta. Secondo pravda.ru, qualcuno a Washington ha dato il via libera a Kolomojskij: dopo
che i suoi sponsor entreranno alla Casa bianca, Poroshenko sar fatto fuori. Sponsor del
Presidente sarebbe infatti Obama. Ma, dato
che luno e laltro hanno i loro santi protettori oltreoceano, per Kolomojskij si parla del
duo Clinton-McCaine e dei repubblicani, finanziati da Goldman Sachs. Goldman Sachs
che, insieme a Monsanto e Vangurd Group,
finanzierebbe l'esercito mercenario Academi (ex Blackwater), che combatte con i governativi nel Donbass.
Secondo Tatiana Volkova, migliaia di uomini della Academi rimpinguano sia il battaglione Dnepr di Kolomojskij, sia il Sokol del Ministero degli interni: Monsanto
perderebbe centinaia di migliaia di dollari se
la guerra finisse un giorno prima e alcuni miliardi se finisse un mese prima. Alla Monsanto non si pongono la domanda infantile
Chi vince. Kolomojskij avrebbe sostenitori anche tra alcuni media tedeschi, tipo Der
Tagesspiegel, che sponsorizzano le imprese
di guerra dei suoi battaglioni. Da parte sua,
Poroshenko, tra i propri sostegni tedesco-americani, pu vantare la Shell (legata alla Deutsche Bank), cui ha concesso i diritti
di perforazione per i giacimenti di scisto nel
sudest dell'Ucraina.
Sembra dunque che sia Kolomojskij,
sia Poroshenko, rispondendo agli impulsi della medesima centrale di comando,
esprimano quello che Marx definiva il
grande segreto di ogni guerra: gettare il
nemico sulla difensiva.

i nostri problemi. Su questo tema


chiave, Mogherini ha voluto sottolineare che il metodo scelto il dialogo,
non lo scontro e che lUe non intenzionata a imporre modelli. Posizione questa molto apprezzata dal vertice cubano, che ha sempre difeso non
solo la sovranit politica ma anche il
modello socialista cubano, basato
sul poder popular, una sorta di democrazia assembleare.
Nella conferenza stampa, Mogherini ha ribadito che non vi concorrenza tra i negoziati dellUe con Cuba e
il processo di distensione e ristabilimento di relazioni diplomatiche tra
Washington e lAvana annunciato lo
scorso 17 dicembre. Mogherini ha affermato che lembargo decretato pi
di cinquantanni fa dagli Usa obsoleto e dannoso perch colpisce soprattutto la popolazione cubana (e
inoltre con i suoi effetti extraterritoriali ha riflessi negativi anche in Europa). Ma si tratta - ha detto - di due
processi negoziali differenti, non
concorrenziali, che anzi possono in alcuni temi essere complementari. Per appare evidente che la linea pi
pragmatica presentata da Lady
Pesc - con il consenso dei membri
dellUe anche in passato pi recalcitranti - ha molto a che fare con la
concorrenza economico- commerciale che gli Stati uniti potranno esercitare. E non solo a Cuba, perch il
processo di distensione con gli Usa
pu cambiare la dinamica nellisola,
ma anche nella regione latinoamericana. Per questa ragione, lEuropa
pu e deve giocare un ruolo attivo in
questa fase , accompagnando le trasformazioni - le riforme- in corso
nellisola. In sostanza, quello proposto dallUnione un accordo impostato sul dialogo e la collaborazione, ben
differente dalla politica perseguita dagli Usa, i quali per bocca della vicesegretaria di Stato, Roberta Jacobsonhanno ribadito che la distensione in
corso una nuova linea (dopo il fallimento dellembargo) per perseguire
il vecchio obiettivo: un cambiamento
di regime e di modello politico e economico a Cuba.
Mogherini - che ha informato della
firma di un programma che prevede
50 milioni di euro in 5 anni per progetti agricoli a Cuba - stata attenta nel
mettere in chiaro che il dialogo politico e la cooperazione offerte dallUe
debbano portare benefici al popolo
cubano, dunque ad aiutare lo sviluppo di una societ civile che si sta rafforzando nellisola proprio in seguito
alle riforme che permettono attivit
private (por cuentapropria). Attualmente vi sono nellisola circa mezzo
milione di piccoli imprenditori che
operano soprattutto nel campo
dellalimentazione e ristorazione, trasporto e turismo. Ma nei progetti di riforme del governo previsto che entro un anno, soprattutto grazie allo
sviluppo di cooperative non agricole,
il settore non statale assorba circa
un milione di lavoratori che il governo dovrebbe secondo il piano di modernizzazione- tagliare dallinflazionato e deficitario settore statale. In
questo campo, rafforzamento della
societ civile, formazione di nuovi imprenditori sono impegnati la Chiesa e
il movimento laico cattolico che ad essa collegato con lo scopo di favorire
la formazione di una classe media
cubana che in futuro ottenga diritti
politici e democratici.

pagina 8

il manifesto

GIOVED 26 MARZO 2015

LINCHIESTA

Gliogm europei
alla prova del Ttip

Su 600 incontri bilaterali Usa-Ue


per il nuovo trattato supersegreto,
500 si sono svolti alla presenza
delle aziende del settore biotech.
Obiettivo: conquistare i mercati
comunitari. Mentre negli States
i consumatori chiedono trasparenza
Luca Fazio

a nuova direttiva europea sugli Organismi geneticamente modificati


(2015/412) appena stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea. A una
prima lettura sembrerebbe una norma
in difesa della biodiversit e dellagricoltura sostenibile poich prevede la possibilit per gli stati dellUnione europea di
vietare la coltivazione di Ogm. Anche i
dati relativi al 2014 pubblicati dallInternational Service for the Acquisition of
Agri-biotech Applications (Isaaa) non sono incoraggianti per le multinazionali
biotech: con un ulteriore calo del tre per
cento la superficie coltivata a Ogm in Europa si ridotta a 143.016 ettari di mais
Bt coltivati in 5 paesi su 28 (si coltiva in
Spagna il 90% delle superficie totale). Il
resto sono briciole sparse tra Portogallo,
Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca.
In Italia, nellimmediato, non dovrebbero aprirsi scenari allarmanti: in vigore
un divieto temporaneo che impedisce la
coltivazione dellunico Ogm autorizzato
per la coltivazione in Europa, il mais
Mon810 di Monsanto.
Battaglia vinta? Tuttaltro. La nuova
legge europea presenta alcune criticit.
Una in particolare. Il governo che volesse bandire gli Ogm dal suo territorio non
potr addurre motivazioni che contrastano con la valutazione di impatto ambientale condotta dallEfsa (Autorit europea
per la sicurezza alimentare). Significa
che i governi - spiega Federica Ferrario
di Greenpeace - non possono basare i
bandi su specifici impatti ambientali o
evidenze di possibili danni da parte delle
coltivazioni Ogm a livello nazionale nel
caso in cui questi rischi non siano stati
presi in considerazione da parte della valutazione dellEfsa. Quindi i paesi non

potranno utilizzare argomentazioni di carattere ambientale per giustificare il divieto di coltivazione. Inoltre, la nuova direttiva rimette in moto lattivit della Commissione europea sempre molto disponibile ad autorizzare nuovi Ogm (il primo
in esame il mais 1507, inventato per resistere allerbicida glufosinato che nel
2017 sar vietato in Europa per la sua tossicit). Ma anche di fronte a un Ogm buono autorizzato dalla Ue e certificato
dallEfsa non sarebbe scongiurato il fattore di rischio pi pericoloso per coltivatori e consumatori: la contaminazione. Secondo uno studio di Greenpeace, condotto con il gruppo di ricerca inglese GeneWatch e pubblicato dalla rivista International journal of food contamination,
dal 1997 al 2013 si sono verificati circa
400 casi di contaminazione.
Ma la vera trappola che potrebbe vani-

ficare un decennio di lotte condotte dagli ambientalisti europei e stravolgere le


regole della produzione del sistema agroalimentare del vecchio continente - non
solo per linsidia Ogm - si chiama Transatlantic Trade and Investment Partnership, meglio (s)conosciuto ai pi con la
sigla Ttip. Si tratta di un accordo semi segreto per facilitare gli scambi economici tra Europa e Stati Uniti. Lobiettivo dichiarato agevolare la circolazione delle
merci armonizzando le diverse normative che esistono in Europa e negli Stati
Uniti. Cosa succeder per quanto riguarda agricoltura e cibo? Il mistero fitto. Le
trattative febbrili. I catastrofisti ritengono che le nuove regole del trattato favoriranno le aziende a stelle e strisce. Le conseguenze? Cibi Ogm difficilmente rintracciabili, maggior utilizzo di pesticidi, predominio dei grandi cartelli agroindustria-

BIG COMPANY

Si fondono Kraft e Heinz,


insieme il ketchup e la maionese
Maionese e Ketchup saranno prodotte dalla stessa
socciet, grazie alla fusione tra Kraft e Heinz, che dar
vita al quinto gruppo alimentare al mondo. La nuova
societ si chiamer Kraft Heinz Company, avr il suo
quartier generale a Pittsbugh, negli Stati Uniti, e dovrebbe raggiungere ricavi per 28 miliardi di dollari, con otto marchi capaci di raggiungere
un fatturato di oltre 1 miliardo e cinque tra i 500 milioni e il miliardo di dollari. Il numero
uno al mondo nel settore resta la Nestl, con 95 miliardi di dollari di fatturato. L'investitore
Warren Buffett e la societ di private equity 3G, che possiede Heinz, avr il 51 per cento
della nuova impresa, mentre gli azionisti di Kraft riceveranno il 49 per cento e un dividendo
in contanti di 10 miliardi di dollari. Questa operazione, che unisce due societ di livello
mondiale e dar pi valore agli azionisti -ha detto Buffett- Sono entusiasta delle opportunit che questa nuova societ potr raggiungere. Kraft ha lottato negli ultimi anni per raggiungere i gusti degli americani puntando sugli alimenti trasformati. La fusione dovrebbe
portare a misure di riduzione dei costi per Kraft.

li, scarsa tutela dei prodotti tipici, etichettature e tracciabilit meno approfondite
e delocalizzazione della produzione alimentare dove costa meno. Non la "pistola fumante" ma poco ci manca: su
quasi 600 incontri di consultazione realizzati dalla Commissione europea - di cui
ci sono pochi documenti in circolazione
- circa 500 si sono svolti alla presenza di
potenti aziende del settore (sementi, allevamento e mangimi, biotech, produttori
di bevande e cibi).
Le trattative per il Ttip sono complicate. Si stanno confrontando due mondi diversi. Da una parte ci sono gli Usa che tutelano il mercato e i loro prodotti e
dallaltra c lEuropa che, sulla carta, dovrebbe prediligere la tutela dei consumatori e la qualit dei prodotti. Lo scontro
tra un paese con un sistema agricolo che
punta sulla quantit e uno che sta sul
mercato grazie alla qualit della sua produzione. Un sistema a maglie larghe contro uno con normative pi rigide. Per le
associazioni ambientaliste e dei consumatori lesito scontato: larmonizzazione delle leggi per lEuropa si tradurr in
una cessione di sovranit in termini di sicurezza. Marco Zullo, parlamentare europeo del M5S (commissione agricoltura)
non ha dubbi. La qualit dei cibi che arriveranno sulle nostre tavole a rischio ha spiegato - perch perderemo la tutela
derivante dalle informazioni presenti sulle nostre etichette. Gli Usa non hanno un
sistema di etichettatura ferreo come quello europeo e non hanno certo intenzione
di introdurlo con il Ttip. In Europa le procedure di controllo per ottenere unautorizzazione sulla sicurezza alimentare sono pi complesse. Negli Usa sono permesse sostanze vietate in Europa, come
cereali Ogm, antibiotici, carne derivata
da animali clonati e sostanze chimiche.

In nome del libero mercato tutte queste


informazioni non saranno a nostra disposizione nelle etichette post-Ttip.
Questo vero in particolare quando si
parla di Ogm. Mentre in Europa, nonostante i tentativi delle lobby, esiste un
quadro giuridico che si basa sul principio di precauzione (procedure rigide per
lautorizzazione ampia valutazione del rischio, consultazione pubblica obbligato-

GIOVED 26 MARZO 2015

il manifesto

LINCHIESTA

pagina 9

PROTESTE ANTI-OGM FOTO LAPRESSE. IN BASSO FOTO ALEANDRO BIAGIANTI

MULTINAZIONALI

La ricerca sacrificata
sullaltare dei brevetti
introduce in una pianta un gene alieno, non prevediamo in quante copie
n questo Paese gli Ogm sono amati
entrer nel Dna delle piante modificane odiati come un simbolo del male
dolo, se il gene funzioner, che effetti
o del bene ma non per quello che
avr sul metabolismo della pianta e
sono, cio piante modificate per due
questa sullagro-ecosistema, se sar
geni per la resistenza ad un insetto e/o
produttiva e il prodotto alimentare sauna resistenza a un diserbante. Questo
r pericoloso per la salute degli umani
sulla base della ideologia meccanica
e dellagro-ecosistema. Di tutto questo
della Ingegneria Genetica (nomen
Monsanto, Dupont e Syngenta non si
omen) e sulla potenza finanziaria basasono interessate e hanno invece ridotta sulle royalties dei brevetti di tre multo la spesa per la ricerca di nuovi Ogm
tinazionali: Monsanto, Dupont e Synmigliori, imponendo listituzione del
genta. Lideologia base degli Ogm inibrevetto industriale introducendo il
zia con la rivoluzione verde della Fao
concetto della sostanziale equivalendel Novecento, che puntava a ridurre
za fra vivente e non vivente. Cos, chi
la fame nel mondo selezionando piancompra semi Gm deve pagare di nuote e animali ottimali con il metodo di
vo ogni anno, anche se usa semi da lui
Donald, un selezionatore scozzese il
prodotti. Anzi basta che ci sia anche
quale assimilava piante e animali a
una sola pianta Gm perch il contadimacchine costituite da parti indipenno paghi per tutto il campo.
denti e quindi proponeva che si potesIl cambiamento del valore legale dei
sero ottimizzare migliorandone sinbrevetti ha arricchito le multinazionali
gole parti una a una e mettendole insieal punto da poter trattare anche con le
me come nelle macchine. Cos si tent
nazioni luso di Ogm nel loro Paese. Conei bovini di aumentare insieme carne,
s in America latina le Sorelle hanno
latte e lavoro e di ottenere piante tutte
trattato e introdotto i loro prodotti comuguali e fatte di parti ottimali e si coprando poi a basso prezzo i campi dei
struirono laboratori in molti Paesi.
contadini locali e formando giganteLa rivoluzione verde ebbe inizialsche aziende dove non si coltiva cibo lomente successo soprattutto in America
cale ma solo soia resistente a un diserlatina e in India, meno in Africa, la cui
bante di Monsanto che si esporta copovert impediva di
me mangime. Milioni
comprare prodotti chidi ettari della agricoltuLa
rivoluzione
mici e le macchine per
ra locale sono stati comlagricoltura moderna.
prati, i contadini cacciaverde della Fao
La rivoluzione verde si
ti o ridotti a braccianti
ha
aperto
basava sul concetto di
a basso costo nelle
variet pure, con
la strada. Ora solo grandi aziende, dove irpiante tutte uguali cororano il pericoloso dilEuropa resiste
me i modelli delle macserbante Round Up.
chine, senza pensare
Per ora lEuropa resiste
che le vite restano tali solo se diverse e
in parte alle Sorelle, ma gli Ogm sono
quindi capaci di resistere ai cambiacoltivati in 170 milioni di ettari nelle
menti esterni. Mancando la variabilit
Americhe, in Cina, in India e in Africa.
nelle variet selezionate si ricorse alla
LItalia ne proibisce la coltivazione per
chimica e alla meccanica, con alti costi
evitare possibili pericoli per la salute
nei Paesi in via di sviluppo. Per questo,
umana e per difendere unagricoltura
dopo una riduzione degli affamati del
basata sulla variabilit dei cibi. Purtropmondo dai 918 milioni del 1970 a 780
po gli Ogm non sono sufficientemente
nel 1995, questi aumentarono a oltre
controllati dallAgenzia europea per la
800 pochi anni dopo e ora sono pi di
sicurezza alimentare, che ha linee guiun miliardo e cento milioni. Questo anda che non permettono di usare laborache perch si perse oltre il 75% della vatori indipendenti per i controlli. Questa
riabilit esistente prima della rivoluzioprassi contrastata da laboratori eurone, fatto che particolarmente adesso
pei che hanno da tempo segnalato poscolpisce lumanit tutta, per laccelerasibili effetti dannosi delle Gm per la sazione del cambiamento climatico che
lute e per lecosistema suolo. Questo
modifica le temperature, riduce lacnonostante molti laboratori europei si
qua disponibile, aumenta la concentrasiano riuniti nella Rete per la responsazione di sali e produce la migrazione di
bilit sociale e ambientale (Ensser), del
parassiti in ambienti mai infestati. Sercui direttivo fa parte chi scrive e che ha
vono quindi sempre di pi variet pladifficolt ad avere finanziamenti Ue.
stiche che si possano adattare ai camIn Italia un solo progetto stato fibiamenti del contesto.
nanziato molti anni fa con risultati intePurtroppo la risposta stata lomoloressanti, ma non stato ripetuto per la
gazione degli agro-ecosistemi viventi a
povert dei finanziamenti della nostra
industrie meccaniche che migliorano i
ricerca nazionale, nonostante gli sforzi
prodotti innovando pezzi singoli pezzi
della Coalizione anti-Ogm coordinata
e facilmente brevettabili. Lingegneria
dalla Coldiretti, dalla Cia e da altri. Il nogenetica consiste nellintroduzione di
do quindi non che solo in parte la presingoli geni che, come nelle macchine,
senza di pericoli per i consumatori, ma
non dovrebbero determinare nessun
si rischia la distruzione della nostra
cambiamento non previsto. Le piante
agricoltura, delle nostre variet e dei ciinvece sono viventi e possono reagire a
bi. Tutto questo per la potenza dellecoun gene alieno con reazioni negative
nomia finanziaria delle royalties delle
impreviste che hanno limitato lintroimprese Ogm che, come Big Pharma,
duzione nel mercato solo a soia, mais,
hanno smesso di fare scienza per sfrutcolza e cotone resistenti a diserbanti e
tare il mercato virtuale dei brevetti ina un insetto. Questo perch, quando si
dustriali sulle vite.
Marcello Buiatti

ria), negli Stati Uniti gli Ogm non devono


essere sottoposti ad autorizzazione. Non
esiste nemmeno un registro pubblico degli Ogm autorizzati. Per non parlare della
trasparenza. In Europa, dove non esiste
un solo prodotto Ogm destinato allalimentazione umana, obbligatorio segnalare sulletichetta una quantit geneticamente modificata superiore allo 0,9 per
cento. Negli Stati Uniti, invece, letichet-

tatura volontaria. Ma anche nella patria di Monsanto&Co. i consumatori cominciano a chiedere pi trasparenza: lo
stato del Vermont ha deciso che dal luglio 2016 sar obbligatorio segnalare una
quantit di Ogm superiore allo 0,9%, una
legge che stata impugnata da una potente associazione che raggruppa produttori e distributori alimentari.
La consapevolezza del rischio per il set-

tore agro alimentare dellEuropa documenta anche da uno studio specifico realizzato per il Parlamento europeo dalla
Direzione generale delle politiche interne. Secondo il dossier, se il commercio
fosse liberalizzato senza una convergenza normativa, i produttori europei potrebbero subire gli effetti negativi della
concorrenza in alcuni settori Questo
particolarmente rilevante per quanto
riguarda i vincoli dellUe in merito
alluso degli Ogm, dei pesticidi e alle misure di sicurezza alimentare nel settore
della carne.
Il gioco dazzardo degli americani non
un mistero per nessuno. Nei negoziati
relativi al Ttip - si legge nel dossier - una
facilitazione nellapprovazione e nel
commercio degli Ogm unimportante
richiesta dei coltivatori e delle imprese
statunitensi. Essi sono sostenuti dalle autorit Usa, che lamentano la lentezza e le
poche autorizzazioni alla vendita e al
commercio di organismi geneticamente
modificati. Il governo americano, inoltre,
ritiene che letichettatura obbligatoria degli Ogm discrimini ingiustamente questi
prodotti. Come se ne esce? Secondo
Dan Mullaney, uno dei negoziatori statunitensi per il Ttip, dovrebbe essere la
scienza a fare da arbitro: Se lUnione europea ha un processo scientifico per le
biotecnologie, questo deve essere seguito, ecco il suggerimento. Quindi, le decisioni in materia di sicurezza alimentare dovrebbero essere basate sulla scienza
e sulla valutazione dimpatto. Traduzione: che decida lAutorit europea per la
sicurezza alimentare (lEfsa) e che gli stati europei facciano un passo indietro davanti a un parere scientifico favorevole
allintroduzione di un Ogm sul mercato.
Che si siano gi accorti delle criticit (o
trappole) della nuova direttiva europea?

pagina 10

il manifesto

GIOVED 26 MARZO 2015

CULTURE

COLIN CROUCH

Il paradosso
democratico
Benedetto Vecchi

olin Crouch appartiene alla


esigua, ma autorevole schiera di economisti, filosofi, sociologi riformisti che, rimanendo fedeli alle loro convinzioni, sono ormai indicati, dai media mainstream, come teorici radicali. Ne
fanno parte studiosi come Richard Sennett, Zygmunt Bauman,
Alessandro Pizzorno e Luciano
Gallino. Negli anni tutti loro si sono applicati ad indagare le trasformazioni del mondo del lavoro o il
venir meno di quelle identit collettive che hanno caratterizzato il
Novecento. Si sono applicati al loro specifico campo disciplinare,
registrando le continuit e le discontinuit nello sviluppo capitalistico. Non hanno mai nascosto la
convinzione che leconomia di
mercato potesse continuare a prosperare solo in presenza di robusti, seppur flessibili diritti sociali
di cittadinanza che garantissero
una ragionevole redistribuzione
della ricchezza.
Crouch inoltre lo studioso che
ha, come gli altri, individuato nel
welfare state il punto pi avanzato raggiunto durante il secolo socialdemocratico,
per
usare
unespressione coniata da Ralph
Darendhorf, altra figura chiave di
questa cultura politica democratica europea. Non un radicale
dunque, anche se i suoi ultimi studi - Il potere dei giganti e Postdemocrazia, entrambi pubblicati da
Laterza - sono stati considerati
una corrosiva critica del neoliberismo. Colin Crouch sar ospite della Biennale Democrazia.

Unintervista con lo studioso


inglese, ospite della Biennale
Democrazia di Torino.
La necessit di una puntuale
critica al potere dei giganti
e di una complementare
capacit innovativa
della sinistra europea
Sono anni che la discussione
sulla democrazia occupa un posto rilevante nella riflessione di
filosofi, economisti, sociologi.
Lei ha scritto diffusamente di regimi politici postdemocratici,
caratterizzati da un paradosso:
in essi sono vigenti tutti i diritti
civili e politici acquisita dalla
modernit, ma i centri decisionali sono caratterizzati da logiche che difficilmente possono
essere sottoposte al controllo
dei cittadini. Stiamo cio assistendo a una cambiamento della forma-stato. Pu spiegare cosa intende per postdemocrazia?
Si, viviamo una situazione paradossale, come lei suggerisce. Oltre
che un paradosso, i regimi politici
europei e statunitense sono una
forma di atrofia della democrazia.
La globalizzazione lo rende evidente, cos come rende manifesto
il fatto che la democrazia (che ri-

mane principalmente nazionale)


cessa di esistere sulla soglia dei posti dove si prendono le decisioni
pi importanti sulleconomia. Il
declino delle identit di classe e
della religione, elementi fondamentale nella definizione delle
identit politiche nei primi decenni dei processi di democratizzazione, priva gli elettori di legami con
il mondo politico. Ma anche i partiti politici ormai si sentono lontani dalla popolazione e usano i metodi del marketing come surrogato dei legami venuti meno con
chi dovrebbero rappresentare.
La cattura dellattenzione creata dal marketing politico crea per legami artificiali, contingenti; e
dunque non convincenti. La crescita della diseguaglianza rende infine molto pi facile che le lite e
le grandi imprese controllino la
politica. Questo comporta una trasformazione della forma dello sta-

Incontri/ PARTITA IERI LA BIENNALE DEMOCRAZIA

Quei passaggi che segnano


la transizione verso il futuro
Uno speciale percorso sar dedicato ai Grandi Discorsi della Liberazione: Winston Chure trasformazioni socio-economiche, le
chill commentato da Adrian Lyttelton e letto da
grandi migrazioni, i tempi accelerati della
Umberto Orsini; pagine di Primo Levi a cura di
vita quotidiana. Sono alcuni dei passaggi
Fabio Levi e interpretate da Fausto Paravidino; e
ai quali dedicata la quarta edizione di Biennale
infine Giuseppe Cederna dar voce alle lettere di
Democrazia, la manifestazione presieduta da
Vittorio Foa, con unintroduzione di Carlo GinzGustavo Zagrebelsky in proburg. Tra gli appuntamenti, il
gramma a Torino dal ieri al 29
26 marzo per i discorsi della
marzo. Lobiettivo fotografaBiennale, Moni Ovadia interre il presente nellatto della
verr al Teatro Carignano su Il
transizione appunto i passagprincipio della dignit, fondagi, tema della rassegna per
mento della democrazia. Il 27
tornare a credere nel futuro.
workshop con Marco Revelli e
Nei cinque giorni dellevento
Beppe Rosso al Circolo dei Letsi daranno appuntamento nel
tori su Le conseguenze del lacapoluogo piemontese 128
voro. Il 28 marzo si svolger alospiti che discuteranno di cola aula magna della Cavallerizme ogni passaggio dischiuda
za Reale il dibattito Democraorizzonti e apra molteplici
zia e diritti negati, con i socioDa
Saskia
Sassen
possibilit: dalla crisi econologi Colin Crouch, Donatella
a Marco Revelli,
mica alle capacit previsionaDella Porta e Saskia Sassen. Rili dei Big Data, dalle riforme
fletteranno su come il neoliberii
seminari,
i
workshop
che il nostro Paese deve afsmo, con il privilegio accordato
e le mostre
frontare alle scoperte della
al libero mercato, abbia portato
scienza, dalle mutazioni clia una continua erosione di diritdel meeting di Torino
matiche alle rivoluzioni del
ti civili, politici e sociali. Sempre
mondo del lavoro. Nella giorsabato, al Carignano, in pronata inaugurale Claudio Magris terr una lecgramma il dialogo tra Luciano Canfora e Antonio
tio magistralis al Teatro Regio intitolata LEuGnoli LEuropa e Il mondo. Panta Rei. Domeniropa della cultura. La cultura sottolinea Zaca, 29 marzo, tavola rotonda, al Circolo dei Lettogrebelsky - chiamata in causa nella sua funri, su Le tre guerre della resistenza con gli storici
zione pi profonda, per comprendere, dare un
David Bidussa, Guido Crainz, Giovanni De Luna,
senso e offrire prospettive di convivenza.
Mariuccia Salvati e Franco Sbarberi.
Mauro Ravarino

to. Ci che stiamo assistendo la


formazione di uno stato post-feudale saldamente nelle mani della
nuova aristocrazia delle grandi imprese. Uno stato, tuttavia, che ha
una legittimazione democratica.
Alle lite non serve quindi pi una
dittatura per esercitare il potere.
Parallelamente alla discussione
della democrazia, c quella sul
deperimento dello stato-nazione, vista la cessione di sovranit ad organismi sovranazionali,
come lUnione europea, il Fondo
Monetario Internazionale, il Wto
o la Banca mondiale. Eppure assistiamo a una superfetazione
dellintervento statale in termini di norme amministrative che
regolano la vita dei singoli. In Inghilterra, ci stato qualificato
come politica della vita. Da
una parte dunque, perdita della
sovranit, dallaltra aumento
delle sfere di intervento dello
Stato. Come vede lei questa situazione?
Il deperimento dello stato-nazione sotto gli occhi di tutti. Per me,
per, le cose sono complesse. Alla
luce della globalizzazione, un fenomeno che ritengo positivo, abbiamo bisogno di trascendere lo
stato-nazione, perch un modo
di organizzare e gestire la vita pubblica inadeguato rispetto i compiti politici che abbiamo di fronte.
Abbiamo bisogno di queste istituzioni sovranazionali. Pi che abolirle dobbiamo per lavorare a
una loro democratizzazione. Questo vale anche per lUnione Europea. Per quanto riguarda lEuropa
siamo di fronte a un caso di reculer pour mieux sauter, come dicono i francesi, cio di arretrare un
po per meglio compiere un balzo
in avanti. infine vero che la politica nazionale ormai si interessa,
forse troppo, delle piccole cose, in
una miscela di superfetazione degli interventi sulla vita dei singoli e
incapacit di fronteggiare i problemi derivanti dalla globalizzazione.
LEuropa politica e sociale
loggetto del desiderio del riformismo socialdemocratico europeo. Tuttavia, lEuropa sembra
essere un laboratorio sociale e
politico di un neoliberismo in crisi, certo, ma ancora abbastanza
forte da definire draconiane politiche di austerit. Cosa ne pen-

SCAFFALI

Dalle relazioni industriali


alla critica del neoliberismo
Si deve a Colin Crouch lespressione postdemocrazia.
Ma al di l del successo di questa fortunata espressione, Crouch uno studioso che negli anni ha analizzato
con continuit i mutamenti dei regimi politici mettendole in relazione con le trasformazioni nel mondo del lavoro, forte della convinzione del triangolo esistente tra identit sociale, rappresentanza,
identit politica. Se vengono meno uno o pi lati del triangolo ad essere messa in discussione e in crisi proprio la democrazia, intendendo con questo il potere della societ
nellorientare e influire sulla decisione politica. Nato nel Regno Unito, Crouch ha insegnato per molti anni alla London School of Economics. Noto per lo studio sulle relazioni industriali condotto con Alessandro Pizzorno raccolto nel volume Conflitti in Europa: Lotte di
classe, sindacati e Stato dopo il 68 (Etas), stato docente anche nelle Universit di
Bath, di Oxford e nellIstituto universitario europeo di Fiesole. Tra i suo libri vanno ricordati Sociologia dellEuropa occidentale (Il Mulino), Postdemocrazia (Laterza), Europe
and problems of marketization: from Polanyi to Scharpf (Firenze University Press), Il
potere dei giganti (Laterza), Quanto capitalismo pu sopportare la societ (Laterza)

sa della situazione europea?


C stata sempre una tensione nella politica europea tra il neoliberalismo e una politica sociale, con
una egemonia del primo aspetto.
Daltronde non possiamo dimenticare che il progetto iniziale era di
fare un mercato comune. Ma la
mercatizzazione, bench porta
alcuni vantaggi, produce danni sociali. Da questo punto di vista la
definizione di politiche sociali indispensabile per riparare i danni prodotti dalle politiche neoliberali.
Per sintetizzare: pi si diffonde
la mercatizzazione, pi deve crescere limpegno per sviluppare interventi politico-sociali per stabilirne limiti e argini. Questo accaduto, seppur parzialmente, durante i lavori delle commissioni europee presiedute da Delors e da Prodi. Quel che manca oggi invece
lopera di bilanciamento che
pu essere esercito da parte della
politica. questo un aspetto del
trionfo della postdemocrazia. Affinch si sviluppi unEuropa sociale servono proteste e mobilitazioni dei cittadini. Solo in questo modo i governi, le banche e le altre
istituzioni (sia nazionali, che europee che internazionali) potranno
cambiare la loro agenda.
In tutto il mondo sono cresciute
le diseguaglianze sociali. Anche

questo rimette in discussione la


democrazia. come se nei gloriosi, meglio sarebbe dire infausti trenta anni di neoliberismo ci
sia stato uno spostamento rilevante di potere nella societ.
Poche centinaia di migliaia di
persone hanno redditi e poteri di
gran lunga superiore a quelli della maggioranza della popolazione. Lei ha scritto un saggio su
questo elemento (Il potere dei
giganti). A che punto siamo di
questa tendenza alla crescita
delle crescita delle disuguaglianze sociali?
Questo il tema al centro delle
analisi non solo di studiosi autorevoli come Joseph Stiglitz e Thomas Piketty, ma anche di organismi come lOcse e il Fondo Monetario Internazionale. Dalle loro
analisi emerge nelle loro analisi
un elemento comune: il negativo
impatto economico dovuto alla
crescita delle disuguaglianze. Concordo per con Stiglitz quando afferma che ci sono anche aspetti
politici scaturiti dalle disuguaglianze sociali. Il principale che
la ricchezza economica pu trasformarsi in potere politico; il quale, a sua volta, pu essere usato
per acquisire ulteriori vantaggi
economici. Ma sta a noi interrompere questa spirale alimentata dalla crescita incardinata sulla cre-

GIOVED 26 MARZO 2015

il manifesto

CULTURE
PER LE FALSE ACCUSE DI EVASIONE FISCALE,
STEPHEN KING CHIEDE SCUSE UFFICIALI
Accusato ingiustamente di evasione fiscale, Stephen King reclama scuse
ufficiali. Nei giorni scorsi, lo scrittore era stato citato dal governatore
repubblicano dello Stato del Maine, Paul LePage, in carica dal 2011,

come un esempio di evasore fiscale. In un discorso pubblico, LePage


ha attaccato lo scrittore sper aver aggirato il regime fiscale del Maine,
scegliendo quello pi vantaggioso della Florida. Immediata la replica di
King, che ha affermato di pagare le tasse fino all'ultimo centesimo, ed
anche felice di farlo. Vediamo le nostre tasse come un modo per

rimborsare lo Stato che ci ha dato tanto, ha scritto via Twitter. Tutto


nato dal fatto che King vive alcuni mesi lanno in Florida. In una mail
indirizzata al Portland Press Herald, Stephen King ha fatto sapere di
aver versato nelle casse dello Stato del Maine circa 1,4 milioni di dollari
di imposte, pi o meno la stessa cifra che verser anche per il 2014.

ADDII La scomparsa di Renato Solmi

e fatti oggetto persino (non senza


ambiguit) di culto, ma la prospettiva e lo spessore di storia e cultura
entro cui un lettore come Solmi si
poneva: quella di una traduzione
nel senso pi vero (incluso, ovviamente, il pi letterale, in cui eccelleva), capace ogni volta di fare i
conti con la societ che si andava
sviluppando nelle tumultuose ondate di quella modernizzazione,
le cui contraddizioni ed i cui limiti
si sono poi rivelati tragicamente
nel corso degli anni seguenti, e ancora oggi scontiamo.
C un testo del 1985 in cui rammentando lautunno del 68, Solmi
annotava: Ricordo una mattina, in
tram e non era unesperienza unica o eccezionale in quei giorni, - gli
studenti e le studentesse che andavano a scuola, e che si raccontavano reciprocamente quel che era accaduto nelle rispettive scuole e in
quei giorni, con unimmediatezza,
una spontaneit, come se tutte le
barriere fossero cadute: cera
unesperienza comune di cui si poteva parlare. Proseguiva poi, con
un rilievo consonante con le osser-

Un elegante stile critico


per guardare al futuro
Luca Lenzini

scita delle disuguaglianze sociali.


Uno dei suoi primi libri, scritto e
curato assieme con Alessandro
Pizzorno, pervaso dalla convinzione che il conflitto di classe
avesse portato a compimento la
definizione dei diritti sociali di
cittadinanza. Usc quando era
cominciato a spirare il vento neoliberista. Da allora i diritti sociali di cittadinanza sono stato
il bersaglio preferito di molte politiche in Europa, mentre la precariet ha fatto crescere a dismisura lesercito dei working
poor, che hanno bassi salari e
pochissimi diritti. Come vede la
situazione dei rapporti di lavoro
nel capitalismo?
Il declino dei sindacati - causato
principalmente dal declino della
gran industria e la crescita dei settori postindustriali non organizzati - ha reso pi facile un attacco
contro i diritti sociali di cittadinanza. Ora per importante capire i
cambiamenti nel lavoro. Le conquiste operaie e sindacali degli anni Settanta hanno come sfondo
uneconomia industriale, che non
ovviamente scomparsa, ma tuttavia segnata da una sistematica
condizione congiunturale dovuta ai continui e repentini mutamenti nelleconomia .
Prendiamo, ad esempio, larticolo 18 del vostro Statuto dei lavoratori. una norma pensata e valida
in un preciso contesto storico-produttivo tesa a garantire alcuni diritti dei lavoratori, come ad esempio il licenziamento ingiustificato.
Lesito delle profonde e drammatiche trasformazioni economiche
la sparizione di interi settori produttivi in alcuni paesi europei. Da
qui la necessit di elaborare nuove tipologie di diritti a difesa del lavoro. Se i lavoratori sono costretti
a vivere periodi pi o meno lunghi di disoccupazione, hanno bisogno di un compenso generoso per
continuare a vivere. Allo stesso
tempo devono accedere a corsi di
formazione professionale finaliz-

zati a trovare un nuovo lavoro. Politiche di questo tipo sono particolarmente deboli in Italia. I sindacati, pi che attestarsi nella sola difesa dellarticolo 18, dovrebbero attivarsi anche per lo sviluppo di politiche del lavoro. Allo stesso tempo, per, il governo non pu limitarsi a volere labolizione dellarticolo 18: dovrebbe sviluppare nuovi diritti adeguati per leconomia
attuale.
Nel suo ultimo libro tradotto in
Italia - Quanto capitalismo pu
sopportare la societ - lei scrive diffusamente sulla socialdemocrazia assertiva. Cosa intende con questa espressione?
In ogni paese europeo, i socialdemocratici sono attestati su una posizione difensiva. Credono che il
trionfo del mercato e del neoliberalismo li abbiano ridotti a dinosauri in via di estinzione o a pezzi
da museo. Ritengo che per i socialdemocratici si aprono nuove e inedite strade politiche da percorrere. Come ho gi detto, il mercato
crea problemi sociali; proprio in
questa situazione di potere del
mercato che abbiamo bisogno delle politiche sociali della socialdemocrazia. Il potere del mercato,
delle grandi e spesso globali imprese pi mercato, la crescita delle disuguaglianze sociali prevedono la forte presenza della socialdemocrazia che pu rappresentare
gli interessi sociali, civili, culturali
di chi penalizzato dallegemonia
delleconomia di mercato. Certo,
dovrebbe essere una socialdemocrazia innovativa, nel senso di
una democrazia femminilizzata
e verde. Il neoliberalismo non pu
infatti riuscire a risolvere i problemi sociali e di svuotamento della
democrazia creati proprio del neoliberalismo.

Nella globalizzazione
abbiamo bisogno
di istituzioni sovranazionali
che mettano in campo
politiche di contenimento
delle disuguaglianze sociali

ella Prefazione a Autobiografia documentaria, il volume che raccoglie i suoi


scritti di oltre mezzo secolo (Quodlibet, 2007), cos scriveva Renato
Solmi: Ho pi che mai limpressione () che questo libro, che , se
cos si pu dire, un sommario dettagliato della mia vita, sia tutto rivolto verso il passato, e non posso
fare a meno di temere che essa sia
destinata a prevalere su qualsiasi
altra agli occhi degli esponenti della nuova generazione che si battono con tanto ardore e con tanta fermezza sulla linea pi avanzata del
fronte che separa il passato dal futuro, o, se si preferisce, la salvezza
dalla catastrofe. Ma a chi abbia
presenti le ottocento e passa pagine del libro, limpressione dellautore risulta infondata, anzi fuorviante: perch, al contrario, la lezione dellAutobiografia di Solmi scomparso ieri - era ed quella di
un pensatore la cui bussola stata
sempre orientata verso ci che, nel
presente, si schiude a nuovi sviluppi, al di fuori di schemi dottrinari o
teleologici. E gi il sommario
dellantologia del 2007 dispiegava
in piena luce lamplissimo orizzonte entro cui si mossa, con straordinaria mobilit intellettuale, la riflessione di Solmi: dai primi lavori
su Jaeger, Snell, Cassirer, De Martino degli anni Cinquanta, ai contributi su Discussioni, la rivista realizzata con Insolera, Amodio, Ranchetti, Fortini, i Guiducci, tra il 49
e il 53, agli interventi del redattore
Einaudi nel periodo pi fecondo
della casa editrice, fino a quelli su
Quaderni Piacentini, i pezzi sulla
scuola e sui movimenti degli anni
60/70, sul pacifismo.
A partire da quei testi si pu bene intendere come lopera di Solmi non sia in alcun modo classifi-

pagina 11

Traduttore di Benjamin
e Adorno, lavor
per anni a Einaudi.
Il lungo sodalizio
con Fortini e Ranchetti
cabile come quella di uno specialista, anche se sul terreno volta a
volta affrontato, dalla filosofia in
senso stretto alla storia della cultura, dallantropologia alla sociologia, la storia o la critica letteraria,
pochi specialisti oggi meno che
mai - ne sarebbero allaltezza. Il carattere militante, e perci critico,
del pensiero di Solmi, ostile per natura ai dogmi e agli shematismi,
il filo che ne tiene saldamente insieme lopera, e non meno caratteristico il suo stile intellettuale,
tanto pi garbato, raziocinante e
talvolta persino cerimonioso
nellargomentare i suoi dissensi,
quanto pi si rivela radicale e indocile alle pretese della doxa, fosse
pure quella della parte politica per
cui si sempre schierato, con preveggente impegno pacifista e altrettanto rigore morale.

Tutto questo, mentre spiega la


sua emarginazione rispetto ai sentieri della cultura ufficiale, sia dei
partiti sia accademica, pone la sua
opera esattamente, per usare le
sue parole, sulla linea pi avanzata del fronte che separa il passato
dal futuro. Ed di una tale lezione, nel nostro tempo di filosofi da
festival e microspecialisti, segnato
dal conformismo (non meno tale
per vestirsi di provocazione modaiola o da lezione di disincanto),
che c bisogno, ora che lui ci ha lasciato. Chi sapr misurarsi con i
saggi introduttivi allopera di Adorno o Benjamin, scritti tra il 1953 ed
il 59, potr rendersi conto di quali
calibrate rimozioni capace la cultura del nostro paese: quel che
stato rimosso, beninteso, non sono Adorno o Benjamin, che anzi
sono stati ampiamente pubblicati

vazioni di De Certeau sulla presa


della parola: Non durato molto,
forse, nel senso che ben presto si sono aggiunti anche altri elementi
che hanno alterato o adulterato la
purezza originaria del movimento.
Questa purezza si manifestava, fra
laltro nella lingua, nel linguaggio,

nel modo di esprimersi e di comunicare degli studenti. Lo ricordiamo


cos, mentre guarda ai giovani e a
quanto in movimento; e con i versi
che gli dedic Franco Fortini, che
portano unaltra data cruciale, quella del 1956 (Ventesimo Congresso):
Una mattina di febbraio/ grigio gentile ghiaccio/ nello sventolio/ delle
edicole, balzo e riso,/ delizioso fulmine, le mani gli occhi dellamico/ convulso, con larticolo/ mangiato dal
vento: Il vento/ - diceva ridendo fra i
denti / il vento della storia, che ci precipita!

NARRATIVA Anima di Wajdi Mouawad per Fazi editore

La singolarit umana della violenza


Marco Rovelli

osa intende Spinoza per etica, si chiedeva Deleuze. Per capirlo pensiamo
alletologia, ovvero una scienza pratica
delle maniere di essere. Se la morale ha a che
fare con lessenza e con i valori, e dunque col
giudizio, unetica parla di singolarit, dove singolarit cosa opposta a individualismo, perch non di atomi separati gli uni dagli altri si
tratta, ma di un mondo fatto di infinite connessioni tra ogni singolarit. Ecco, Anima di Wajdi Mouawad (Fazi, 18 euro) un romanzo-mondo che (anche) un capolavoro di etica. Quella raccontato da Mouawad un universo senza giudizio dove ogni ente (uomo o
animale che sia) connesso con ogni altro ente, ognuno restituito nella sua forma di vita assolutamente singolare, eppure intramata
dellaltro da s. Un universo di risonanze di
anime animali, dove a risuonare una scrittura impetuosa, trascinante, a tratti miracolosa.
Mouawad un libanese cresciuto in Francia, dove celebratissimo anche come autore
teatrale. In questo romanzo, la messa in scena
inizia con un evento tremendo: il selvaggio,
folle, macabro omicidio di una donna. Da l
inizia il viaggio: il suo uomo si mette sulle tracce dellassassino psicopatico, che la polizia ha
rinunciato a cercare, e in quella rincorsa si
aprono mondi, uno dopo laltro. Prima le riserve indiane del Quebec, perch lassassino un
mohawk; e poi sar una corsa lungo tutti gli
States, un punto zero che non si fermer alla ricerca dellassassino, ma proseguir fino alla radice dellorrore, una radice che abitava il protagonista da sempre. Sar insieme una anaba-

si e una catabasi, per Wahhch (nome che in libanese significa mostruoso, dove il cognome Debch significa brutale), una discesa/risalita al suo proprio orrore rimosso e cancellato, fino a quella Sabra e Chatila dove era nato,
e dove aveva vissuto lorrore che adesso doveva riscoprire nelle sue viscere, nella sua ani-

Un omicidio dove la ricerca


dellassassino una discesa
negli abissi della Storia.
Un romanzo scandito
dalle parole degli animali
ma. Ma lanima, racconta Mouwad, una sola, nei suoi infiniti modi: tutto si tiene, tutto
connesso nel regno della vita. Anime ed animali, tutto risuona. Ed questa la particolarit
narrativa del romanzo: che a raccontare gli
eventi sono gli animali che li osservano. il loro sguardo alieno a farne parola. Fino a scoprire che quella presunta alterit degli animali
rispetto alluomo solo apparente, fino a scoprire la profonda animalit delluomo stesso,
nel bene e nel male: l dove bene e male scompaiono, e c solo un unico canto animale che
tutto tiene, e lascia scorrere.
Le parole risuonano grazie al silenzio degli
animali che ascoltano gli uomini, ed proprio
grazie a quel silenzio che il mondo degli umani si riconnette al proprio senso pi profondo.
Gli animali guardano, e la sapienza narrativa
di Mouawad riesce a mostrarci lo sguardo degli animali, la loro specifica forma di vita (restituita con precisione nella scrittura: del resto

ogni capitolo, nelle prime due parti del romanzo, si intitola col nome scientifico dellanimale
che racconta, e gi questo segnala che non c
impressionismo naif nellimmaginarsi quegli
sguardi). Si costruisce cos una trama di senso
del mondo che coincide con la trama stessa
del romanzo. Ovviamente, non c nessuna
idillizzazione della natura: la ferocia appartiene al regno animale, una delle modalit di
quellinterconnessione universale. Ma la ferocia dellumano ha un suo senso specifico, sembra dirci Mouawad, particolarmente abietto. E
allora il viaggio del protagonista a partire dalla
ferocia che lo ha toccato un percorso (una
macabra caccia al tesoro) che va a toccare le
corde pi intime della violenza degli uomini, i
frammenti di una storia esplosa che sono le loro guerre, che si richiamano le une con le altre.
Gli umani sono soli, cos a un certo punto
riflette Tomahawak, lo scimpanz del capo indiano che aiuter Wahhch. Malgrado la pioggia, malgrado gli animali, malgrado i fiumi e
gli alberi e il cielo e malgrado il fuoco. Gli umani sono sempre sulla soglia. Hanno avuto il dono della verticalit, e tuttavia conducono la loro esistenza curvi sotto un peso invisibile. C
qualcosa che li schiaccia. Piove: ecco che corrono. Sperano nella venuta delle divinit, ma
non vedono gli occhi degli animali che li guardano. Non sentono il nostro silenzio che li
ascolta. Prigionieri della loro ragione, la maggior parte di loro non faranno mai il grande
passo dellirragionevolezza, se non al prezzo
di unilluminazione che li lascer esangui, e
folli. Sono assorbiti da ci che hanno sotto mano e quando le loro mani sono vuote, se le portano al viso e piangono. Sono fatti cos.

pagina 12

il manifesto

GIOVED 26 MARZO 2015

VISIONI

Intervista Shira Geffen ha presentato in anteprima a Sguardi Altrove Self Made,


la sua opera seconda, nella sezione dedicata alle prospettive femminili in Medio Oriente

Memoria e identit
perdute in Israele
F0T0 GRANDE UNA SCENA DA
SELFMADE.
SOTTO LA REGISTA SHIRA
GEFFEN/FOTO ROBERTA
GIALOTTI, SOTTO ANDREJ
WAJDA A BARI DURANTE
LA MASTER CLASS

Giovanna Branca

ichal Kayam una famosa artista israeliana, che si prepara alla biennale di Venezia con
unopera scioccante ed ancora segreta;
Nadine invece una ragazza palestinese tutti i giorni costretta ad attraversare
il check point per andare a lavorare da
Ikea, da cui verr licenziata perch proprio Michal chiama lazienda per lamentare la mancanza di una vite dal
nuovo letto che ha ordinato. Self Made,
opera seconda di Shira Geffen gi regista con il marito Etgar Keret di Jellyfish,
vincitore a Cannes della Camera DOr
nel 2007 inizia con una sequenza in
cui Michal cade dal letto, che si rotto,
e dopo aver salutato il marito in partenza per una missione di lavoro ordina
un nuovo letto dalla nota azienda svedese. Cadendo ha sbattuto la testa e
questo evento le ha fatto perdere progressivamente la memoria, pretesto
con il quale il film scivola in una dimensione sempre pi surreale nel seguire
le vicende delle due protagoniste, diversissime tra loro ma ugualmente sperdute, e destinate a scambiarsi le reciproche identit quando si incontreranno
al check point. Nadine vive nel suo
mondo, desidera tantissimo un figlio
ma luomo che le piace vorrebbe fare
di lei unattentatrice suicida. Michal invece scopre che lopera scioccante che
voleva esporre alla biennale era il suo

Sono una persona


che si occupa
di politica e quindi
importante dire
ci che penso
stesso utero, che in un gesto di rifiuto
della maternit si era fatta rimuovere.
Nel seguire queste due donne, Shira
Geffen si interroga in primo luogo
sullidentit femminile e sul paradossale intreccio di desiderio di maternit e
di autodistruzione, ma ritrae una condizione profondamente politica, in cui
un confine separa due mondi vicinissimi e distanti allo stesso tempo, che si
incontrano solo nellanonimato delle
sale sterminate di Ikea.
Self Made, uscito lanno scorso, stato proposto ieri in anteprima italiana allo Sguardi altrove Film Festival, nella sezione dedicata alle prospettive femminili sul Medio Oriente.
Il film incentrato su un surreale
scambio di identit tra due persone,
che da un lato ci mostra qualcosa di
molto privato due tipi di femminilit
e dallaltro qualcosa di molto politico: i due lati del confine.
Credo che il tema principale sia
lidentit, mentre laspetto politico rimane pi sullo sfondo. Ma io sono una
persona che si occupa di politica, per
cui per me era molto importante dire
ci che penso, dal momento in cui ho
scelto di vivere in un posto complesso
come Israele. Una decina di anni fa ho
letto unintervista a una giovane donna
palestinese di Betlemme; lesercito israeliano aveva ucciso il suo fidanzato e
lavevano convinta a fare un attentato

Bifest/ NEI SUOI FILM LA STORIA DELLA POLONIA DAL DOPOGUERRA AD OGGI

Wajda: La guerra ci ha condizionato, era


il nostro tema sotto linfluenza del neorealismo
Silvana Silvestri
BARI

u uno dei muri di Varsavia c un murales che raffigura


Zbigniew Cybulski, il James Dean polacco, come era
chiamato, linterprete dei primi film di Andrzej Wajda.
Questo sta a significare che ancora oggi c un legame tra
quei film e la nuova generazione dice il regista invitato dal Bifest (21-28 marzo) a tenere una Master Class, lezione di cinema e di storia, accolta tanto pi intensamente dopo la proiezione di Katyn. I
suoi film attraversano la storia del paese
dal dopoguerra ad oggi, ha formato nuove generazioni di cineasti, ha saputo parlare al pubblico a dispetto della censura,
vate della Polonia. Sono stati gli anni 50
di Una Generazione, di Cenere e diamanti, Ingenui perversi, gli anni 80 dei film girati n Francia dopo il trionfo dellUomo
di Marmo, del film richiesto espressamente dagli operai di Danzica Luomo di
ferro per la sua vicinanza a Solidarnosc,
fino allOscar alla carriera ricevuto nel
2000. Di tutti i suoi film Katyn il pi personale, un conto da chiudere, una ferita
aperta: la vicenda del padre massacrato
con un colpo alla nuca insieme ad altri
diecimila ufficiali polacchi gettati nelle
fosse comuni nel 1940 dai russi e non
dai nazisti.
La vittima del crimine stato mio padre, ma la vittima della menzogna stata mia madre che avevo sotto i miei occhi. Ho fatto un film sulle donne che aspettano e sugli uomini
che non tornano. Nel 43 i tedeschi hanno scoperto le fosse e
hanno trasmesso anche in polacco che erano stati trovati gli
ufficiali trucidati dai russi. LUrss non ha mai ammesso il crimine, era un argomento tab. Gli ufficiali sono stati trovati avvolti da giornali con cui si proteggevano dal freddo e quelle date testimoniano la data della loro morte. In qualche modo
questo film chiude un cerchio: la guerra ci ha condizionato,
era il nostro tema ed era la forma dei nostri film sotto linfluenza del neorealismo, aspettavamo i film che arrivavano dallIta-

lia, ci aprivano gli occhi, si trattava di cinema sincero, vero,


personale. Noi aggiravamo la censura eliminando il pi possibile la parola. Il cinema sonoro malsano, meglio le immagini che stimolano limmaginazione, mentre facile dire con le
parole qualcosa contro lideologia. Noi volevamo intraprendere un dialogo con il pubblico polacco non attraverso le parole,
ma attraverso le immagini. In Kanal, quando i rappresentanti
della resistenza che combattevano nelle fogne arrivano di
fronte a una grata e da l vedono un fiume. Il pubblico polacco sapeva che si trattava della Vistola,
che sulle sponde cerano i russi di Stalin
con i carri armati e che avrebbero potuto sostenere la resistenza contro i nazisti, ma non si sono mossi, hanno commesso il crimine di fermare la resistenza.
Io non avevo bisogno di mostrare i cingolati, il pubblico sapeva.
Cenere e diamanti , ricorda, fu un altro
film che fece scalpore, premio Fipresci a
Venezia, ma osteggiato in Polonia tanto
da farlo uscire in una sola sala, con una
immensa folla che si era radunata per
strada. Per non fare intervenire la polizia
a disperderla si cambi strategia: sarebbe stato in pi sale ma senza titolo. Tutti
lo sapevano lo stesso - queste cose succedevano nel nostro paese - e il film super i confini per via di un piccolo distributore che lo port in una sala fuori Venezia, dove lo vide Rubinstein che ne parl
a Ren Clair che rimase incantato e cos
il film presentato fuori concorso ebbe il
premio Fipresci che segn il successo internazionale. Certo Zbigniew Cybulski non sembra per niente un attivista dellArmata craiova: Lui portava occhiali da sole perch aveva problemi agli occhi, portava un giubbotto
americano, pantaloni come jeans che per noi era un sogno irraggiungibile, scarpe che solo in seguito sarebbero arrivate in
Polonia. Non voleva cambiarsi, io che avevo trentanni ed ero
un buon regista decisi che andava bene cos ed diventato il
simbolo della nuova generazione. Dopo tutti si vestivano come Cybulski. Quel murales che ho visto nel mio quartiere significa che ha ancora qualcosa da dire ai giovani.

suicida. Lhanno mandata insieme ad


un ragazzo di sedici anni a farsi esplodere in un centro commerciale, in cui
ha visto tutte le persone che facevano
shopping e mangiavano il gelato. Ha
raccontato che la cosa che avrebbe voluto fare istintivamente sarebbe stata
di unirsi a loro, andare a fare shopping.
Cos ho pensato subito a lei con la cintura esplosiva, che probabilmente la faceva sembrare una donna incinta, che
va in un negozio a comprarsi un abito
premaman. E continuavo a pensarci costantemente: al momento in cui vuoi
morire e a quello in cui vuoi vivere, e
quando esattamente scatta il cambiamento. Per cui ho iniziato a fare ricerche, e sono stata a Ramallah a casa della prima attentatrice suicida. Avevo paura di quale sarebbe stata la reazione
della madre, ma poi nel momento in
cui questa anziana signora mi ha vista
mi ha abbracciata, mi sono sentita come sua figlia, e tutto si confuso nella
mia testa. Questo il seme da cui nato Self Made.
In questa indagine dellidentit femminile uno dei tratti principali che il
desiderio di maternit collegato anche a un impulso di morte. Non solo a
causa del possibile attentato ma anche per via del rifiuto di Michal per
lidea di poter mai avere un figlio.
La connessione gi in me stessa: ho
messo al mondo un figlio e mi chiedo
sempre in che genere di posto lho fatto nascere, ma credo anche che quando si d alla luce unaltra persona si
muoia sempre un po. una questione
che ha molti aspetti: io stessa non volevo un figlio finch non ho incontrato
mio marito, e lui mi ha dato la sicurezza necessaria per farlo.
Le recenti elezioni in Israele hanno visto nuovamente la vittoria della destra di Benjamin Netanyahu.
un argomento per me molto doloroso. Credo che Bibi Netanyahu spaventi le persone e per questo motivo lo
votano. E la sinistra, di cui faccio parte,
si ritrova impotente. Mio padre, Yehonatan Geffen, un giornalista e un co-

Credo che Netanyahu


spaventi le persone,
per questo motivo
lo votano. E la sinistra
si ritrova impotente
mico, anche lui fortemente di sinistra, e
il giorno dopo le elezioni ha detto dal
palco che tutte le persone che hanno votato per Bibi hanno votato anche per la
prossima guerra, in cui di nuovo moriranno dei bambini. Pi tardi un uomo
andato a casa sua, ha bussato alla sua
porta e quando mio padre un uomo
solo di 67 anni ha aperto, lha attaccato e picchiato. Da noi non si pu parlare
della guerra: noi israeliani siamo come
la protagonista del mio film, non abbiamo memoria, abbiamo perso tanti figli
in guerre stupide, abbiamo ucciso tanti
palestinesi. Ma per cosa? Tra un anno ci
sar la stessa identica guerra.
Oltre alla perdita della memoria, anche il tema dellidentit si pu leggere attraverso lattualit di Israele, un
paese in cui ha prevalso la linea di
una destra che vorrebbe farne un paese solo ebraico...
Il governo di estrema destra che ci
troviamo adesso cova lidea di rendere
Israele il paese degli ebrei, ignorando
che met della popolazione araba e
che abbiamo portato via la terra dei palestinesi. Ecco credo - come artista che sia giusto dire che ci sono altre opinioni nel paese di persone che vogliono la pace. Se guardi la CNN sei portato a pensare che tutti gli israeliani siano come Bibi Netanyahu, mentre ci sono tanti ebrei come me, che vogliono
un futuro migliore per i loro figli.

GIOVED 26 MARZO 2015

il manifesto

VISIONI
RADIOHEAD
La band di Oxford entra a far parte definitivamente del pantheon del
rock. Il loro album del 1997 O.K. Computer - quello della
consacrazione - stato scelto dai responsabili della Libreria del
Congresso statunitense per essere inserito nel National Recording

Registry, archivio gestito dal governo di Washington che annualmente


seleziona venticinque titoli da preservare in quanto patrimonio
culturale. Insieme al disco della band di Thom Yorke, sono stati scelti
anche Lauryn Bell (che vedremo a Roma a luglio) con The
miseducation of Lauryn Hill, l'omonimo album dei Doors del 1967, il

pagina 13

singolo del 1964 dei Righteous Brothers Youve lost that lovin
feelin, Stand!, album di Sly and the Family Stone del 1969, il
singolo del blues man Blind Lemon Jefferson Black snake
moan/Matchbox blues, Stand by medi Ben E. King e l'omonimo
album del 1960 di Joan Baez.

EVENTI Gli appuntamenti di Ascona

Un t tra utopie,
futuro e ossessioni
FOTOGRAFIA

Robert Capa, film


e mostra a Milano

FRICA 851 DI PILAR MONSELL, A DESTRA ORHAN PAMUK

CINMA DU REL frica 851 di Pilar Monsell in gara al festival parigino

Mal(e) dAfrica, lambiguit


violenta dellOccidente
Cristina Piccino

n questi giorni appena uscito in


Francia
Mon
occupation
prfre, un libro-intervista di
Avi Mograbi guidato nella conversazione da Eugenio Renzi. Quello di
Mograbi, lucido narratore critico del
suo Paese, Israele, un cinema alla
prima persona, e non solo perch il
cineasta ne narratore e protagonista ma soprattutto perch la sua presenza determina linvenzione della
forma cinematografica, quel muoversi sul bordo di realt e messinscena che il segno forte di ogni suo
film. La scelta della prima persona,
declinata in modi diversi, ricorrente nel cinema di realt, pensiamo a
Ross McElwee, o ai magnifici diari
di Jonas Mekas, e con il diffondersi
delluso degli archivi divenuta cifra comune. Ma come si fa a creare
il passaggio dalla dimensione intima allattenzione collettiva?
Prendiamo frica 851 il film di Pilar Monsell, cineasta trentenne spagnola, in gara a Cinma du Rel, il festival parigino del documentario. Cosa racconta la giovane regista spagnola? Di fondo la relazione tra lei e suo
padre, un dialogo frammentato, fatto
di silenzi, domande dirette, storie di
sogni, dolori della vita che scivolano
nei gesti quotidiani: il mare azzurro, i
panni stesi, le nuvole che tagliano il
cielo, il dettaglio di un volto, le arance
spremute, i capelli scuri agitati dal
vento. Le mani della regista sfogliano
un libro, la biografia paterna, la prima
parte si chiama La mia vita in rosa,
pu sembrare eccentrico visto che
narra il suo addestramento militare

negli anni prima di diventare medico,


e subito dopo, nel Sahara spagnolo.
Ci sono fotografie in bianco e nero
che somigliano alle stampe dei libri
esotici, si vedono giovani uomini in divisa, e poi nudi che si fanno il bagno.
Intorno la sabbia, le palme, il sentimento di solitudine che esplode lungo la linea ineffabile dellorizzonte.
Lomosessualit era nellaria, dice
la voce del padre anziano oggi. I soldati lo seducevano per avere dei favo-

Dialogo frammentato
tra la regista e
il padre omosessuale,
fatto di silenzi e
domande indirette
ri, magari essere messi in stanza da
soli perch la diagnosi diceva che la loro malattia era seria. Poi cerano i
Sahrawi, loro, gli spagnoli, non potevano parlarci ma alcuni collaboravano con i militari, ed stato cos che ha
incontrato Mohammed.
Non facile parlare al proprio padre della sua omosessualit, che stride coi filmini familiari delle nozze, delle vacanze al mare insieme ai figli piccoli, delle estati in viaggio... Perch ti
sei sposato chiede la cineasta. Volevo dei figli e non potevo averli diversamente allora. A loro dedica il libro
della sua vita, di uno che ha molto
amato e vissuto, ma anche molto sofferto. Con gli anni sono arrivati gli
Yamel, gli Ahmed, riccetti e giovanissimi, le facce impertinenti. Quelluomo
era il loro passaporto dal Magreb

allEuropa, la via di fuga dalla miseria,


verso la Spagna, la Francia, la Svizzera. Ogni incontro un nuovo dolore,
ogni principe azzurro una marchetta.
Negli anni Ottanta cera quel ragazzino, bellissimo, giovanissimo, senza timore che pensassero stesse con un
vecchio era andato a vivere insieme a
lui in Spagna per studiare. Non era
gay e sapeva che io lo ero, dice luomo, per lui aveva perduto il cuore.
Un padre e una figlia, e questo loro
parlarsi pacatamente, senza accuse
n recriminazioni sulla vita. E che in
una parabola quasi letteraria - somigliano ai protagonisti dei film di Tchin e ai ragazzi di vita pasoliniani i
giovani delle sue fotografie - diviene
una riflessione su quanto i ruoli di potere determinano i sentimenti, sullimpossibilit di essere liberi. E su una
scelta che mantiene quella separatezza originaria: i colonizzatori, militari,
gli spagnoli, gli occidentali da una parte, e i colonizzati dallaltra. Il Marocco, dice luomo alla fine non distante ma da l Gibilterra sembra un altro
mondo.
Erano opportunisti, alcuni mi hanno deluso, mostravano una finta innocenza e invece avevano dei piani in
mente molto chiari. Eppure lui guardava solo loro, i proletari con lo sguardo irriverente. Non era il primo a cercarli sapendo ogni volta cosa questo
rapporto di forza aveva in s?
Mal dAfrica e male dellAfrica. Esotismo e dominio. E questa storia di un
padre e una figlia allimprovviso racconta il nostro mondo, il crinale che
mette davanti ricchi e poveri, occidente e Africa, con la sua ambiguit violenta e sempre attuale.

Tutto su Robert Capa: lo Spazio Oberdan di Milano dal 29


marzo al 13 aprile presenta
due documentari e un film
inedito in Italia. Robert Capa: In Love and War comprende interviste a familiari come
il fratello Cornell, pure fotogiornalista, amici e colleghi,
come Henri Cartier-Bresson;
L'homme qui voulait croire
sa lgende di Patrick Jeudy
basato su immagini d'archivio
dello stesso Capa e della compagna Gerda Taro, mentre
The Journey il film diretto
da Capa in Israele nel 1951.
Nelle stesse sale dello Spazio
Oberdan, fino al 26 aprile,
anche una mostra fotografica
organizzata dalla Citt Metropolitana di Milano. La sua vita viene ripercorsa proprio in
Robert Capa: In Love and
War, documentario con interviste a familiari (il fratello Cornell Capa, pure fotogiornalista), amici e colleghi, come
Henri Cartier-Bresson, con cui
Capa fond l'agenzia fotografica Magnum.
ROMA JAZZ

Nel segno
di Max Urbani
Ventidue anni dopo la prematura scomparsa, Roma dedica a Massimo Max Urbani
una rassegna, Il Jazz di Monte Mario (27-29 marzo, ingresso libero, p.zza Nostra
Signora di Guadalupe, dalle
ore 18). La manifestazione
finanziata dal XIV municipio e
nasce dallimpegno e dalla
volont del fratello Maurizio e
della scuola di musica LEsacordo, nonch di quanti da
tempo lavorano perch la memoria storico-sonora del sassofonista non si appanni, non
solo nelle strade di Monte
Mario. Tra le iniziative mostre
fotografiche, incontri sulla
storia del jazz, dibattiti sui
problemi dei jazzisti, una tavola rotonda dedicata al
messaggio di Max Urbani. Sul palcoscenico gruppi
giovanili e artisti internazionali tra cui Zebre a Pois, Tony
Formichella, Antonello Salis,
Maurizio Urbani Sextet. l.o.

Antonello Catacchio

ppuntamento con gli


Eventi letterari al
Monte Verit di Ascona (da oggi a domenica 29,
informazioni su: www.eventiletterari.ch), giunti alla terza edizione sotto la guida di
Joachim Sartorius, Irene Bignardi e Paolo Mauri. Da
sempre luogo magnetico,
territorio fertile per coltivare t e utopie, lasciato in eredit e in gestione al Canton
Ticino con il vincolo di realizzare iniziative di carattere
culturale, dal 1990 stato
trasformato in un Centro seminariale, gestito dalla Fondazione Monte Verit e dal
Centro Stefano Franscini, legato al Politecnico di Zurigo. Il primo anno il titolo
della manifestazione puntava su Ossessioni e magnifiche utopie, lo scorso anno
stata la volta del demone
dellutopia, questa volta largomento Utopia e memoria. E linterrogativo posto
cos spiegato Quanti ricordi servono per sviluppare
delle nuove utopie? Quante
utopie mai realizzate personali, ma anche politiche
giacciono nella nostra memoria? Che cosa significa
elaborare i ricordi nella creazione letteraria? e i curatori
aggiungono Solo chi dispone di una memoria pu essere orientato verso il futuro.
A ragionare intorno al tema sono stati chiamati in
molti a partire da Orhan Pamuk, lo scrittore turco premiato con il Nobel qualche
anno fa, che ha gi avuto
modo di dichiarare che
allutopia preferisce la memoria. Toccher a lui a
inaugurare la manifestazione questa sera. Sar poi la
volta degli italiani Paolo
Giordano e Paolo DiStefa-

PRIMA VISIONE Jean Dujardin il giudice Pierre Michel che nei 70 dichiar guerra alla malavita

Quellesercizio di stile nel clan dei Marsigliesi


FRENCH CONNECTION DI CDRIC
JIMENEZ, CON JEAN DUJARDIN E
GILLES LELLOUCHE, FRANCIA 2014
Giona A. Nazzaro

nutile ricordare che The French


Connection il titolo originale
di Il braccio violento della legge
di William Friedkin visto che French
Connection era il nome del filone
dinchiesta che indagava sullesportazione di eroina francese verso gli
Stati uniti. Daltronde il film di
Cdric Jimenez il controcampo
del capolavoro friedkiniano: dalle

strade di New York si passa a quelle


di Marsiglia da dove leroina prende
il largo verso gli Usa. Come in un poliziesco di Damiano Damiani, Jimenez pone al centro della vicenda il
giudice Pierre Michel (Jean Dujardin) chiamato a stroncare ma non
troppo il narcotraffico che ha reso
la citt invivibile.
Chi tiene le fila del traffico Getan Zampa (Gilles Lellouche), detto
Tany, mafioso dorigine italiana che
intrattiene ottimi rapporti con il milieu corso (sbirri corrotti compresi)
evitando saggiamente di mostrarsi
troppo avido nella ripartizione dei

profitti. Dujardin, per, come il


Franco Nero dei film di Damiani,
un testardo rompiscatole che non
molla la presa. E presto i suoi superiori si pentono pentirsi di avergli affidato lincarico.
Ispirato alla figura del giudice
Pierre Michel, assassinato il 21 ottobre 1981 a cavallo della sua Honda
sul boulevard Michelet a Marsiglia
con tre proiettili 9mm sparati da
una Parabellum, La French (titolo
originale) un corretto film dazione che se da un lato omaggia il cinema civile italiano, dallaltro sembra
guardare dichiaratamente allindie-

tro verso i classici polar diretti da


Henry Verneuil, Yves Boisset o Georges Lautner. Ovviamente Jimenez
non pu ignorare nemmeno che
nel frattempo di acqua sotto i ponti
del cinema di genere ne passata
tantissima e che la lezione dei cloni
di Luc Besson ormai stata assimilata ed diventata a suo modo parte
del canone. Quindi ottima ricostruzione ambientale e gangster che
sembrano avere visto in una mese
ventanni di cinema noir tanto fanno i gangster. Dujardin e Lellolouche, simboli del popolo htro-beauf, di nuovo insieme dopo Piccole

bugie tra amici e Gli infedeli, piuttosto che sbarazzarsi della loro aura divistica, ci giocano, ma non sempre
funziona. Se la cavano molto meglio, Cline Sallette, nel ruolo decorativo del moglie lagnosa di Michel
e Bruno Todeschini in quello del

no, dello scrittore svizzero


Thomas Hrlimann, dallautrice Terzia Mora, dallo
scrittore francese vincitore
del Goncourt Ferrari, nonch dallautore e regista belga Jean-Philippe Toussaint.
Con un punto di vista che si
pone con un angolatura leggermente differente ecco il
filosofo e poeta francese Michel Deguy e gli svizzeri Fabio Pusterla, Isabelle Sbrissa e Raphael Urweider.
Anche la danza, che in
questi luoghi ha sempre
avuto una tradizione importante oltre a essere stata ampiamente praticata, trova
spazio con la coreografa e
ballerina Sasha Waltz che
andr in scena insieme alla
batterista
Robyn
Schulkowsky presso il vicino Teatro San Materno. Altri incontri cercheranno poi
di inquadrare il tema proposto nel contesto storico, sociale e letterario grazie agli
interventi dello scrittore Iso
Camartin, del filosofo Georg Kohler, del critico Martin Meyer e della studiosa di
letteratura Barbara Vinken.
Altro momento importante la consegna del premio
Enrico Filippini, vulcanica figura di giornalista culturale,
editor e traduttore, tra i cofondatori del gruppo 63, nato qui, a due passi da Ascona, a Locarno, e attivo soprattutto in Italia, scomparso precocemente. Figura
ideale per un premio che intende onorare le persone
che lavorano dietro le quinte delle case editrici e dei
giornali. Attribuito questanno a Renata Colorni, traduttrice storica di Sigmund
Freud e di Thomas Mann e
editor dei Meridiani Mondadori. La laudatio della traduttrice e editor italiana sar tenuta dallo scrittore
Claudio Magris.

banchiere. Benot Magimel, invece,


interpreta il Matto ossia Jacques Imbert, noto anche come Jacky Le
Mat, cui Richard Berry ha dedicato
Limmortale (2010) affidando il ruolo del protagonista a Jean Reno.
La French risulta cos poco pi di
un onesto esercizio di stile, prevedibile nella sua scansione narrativa,
che riserva gli unici momenti di interesse autentico quando entra in scena Gaston Deferre (Fodor Atkine),
sindaco di Marsiglia che Mitterand
nominer ministro degli interni.
Certo Jimenez non Jean-Claude Izzo la denuncia della corruzione politica marsigliese, con i suoi intrecci
altolocati, resta inerte come una notazione di colore ambientale sprecata considerato che lo spettatore avvertito intuisce i rapporti di forza in
campo e comprende che i giorni del
giudice Michel sono contati.

il manifesto

I BAMBINI CI PARLANO

Sulleclisse

Giuseppe Caliceti
Ricordate cosa abbiamo fatto venerd mattina?
Abbiamo visto il sole. No, la luna.
Abbiamo guardato il cielo perch cera
lelisse. Siamo andati dal vetro dove ci sono le bidelle e abbiamo guardato con i vetrini neri. Io mi ricordo che dei bambini
avevano paura di guardare e tremavano
perch pensavano che dopo diventavano
ciechi. Io ho portato il vertrino nero che
mi ha dato mio padre. Anche io.
Mi spiegate come erano i vetrini?
Noi avevamo solo due vetrini. Invece in
seconda ne avevano quattro o cinque. Ce
li siamo fatti prestare per guardare leclissi
perch altrimenti non potevamo guardare, altrimenti ci facevano male gli occhi.
Perch se tu guardi leclissi senza i vetrini
puoi diventare anche cieco. I vetrini servono a non farsi male agli occhi. Noi avevamo attaccato il vetrino a un cartone on il
nastro adesivo. Noi mettevamo il cartone davanti alla faccia, poi guardavamo nel
buco dove cera il vetrino nero e dopo vedevamo tutto.
Mi dite cosa avete visto?
Io ho visto che era tutto un po nero, come in un film di paura. Anche gli alberi avevano i rami neri. Si vedevano il sole e la
luna che cera andata sopra. Si vedeva
che il sole non era proprio rotondo, ma era
un po. Un po quadrato Come se un
topo ne avesse mangiato un pezzo. Io ho
visto che il sole, dietro il vetrino,m non era
giallo ma era
color verde.
Era molto bello vedere nel vetrino. Era come
se tu guardavi
con gli occhiali
da sole. Per si
vedeva pi nero. Dentro il
vetrino si vedeva tutto nero.
Anche il sole
era un po nero. Io ho visto anche che cerano degli uccelli che volevano. Io non ho visto bene
perch cerano delle nuvole. Io ho visto
che cera una luce verde chiara. Anche il sole era verde. Per non ero tutto rotondo.
Era un po come una luna, non come il sole. Anche a me sembrava che il sole era
la luna.
Mi dite se avete capito cosa allora un
eclisse?
Una eclisse quando viene il buio di
giorno. Perch c la luna che va davanti al
sole! Per non venuto molto buio. Io ci
vedevo benissimo. Per me leclissi
quando la luna va davanti al sole. Allora ci
fa ombra e tu non vedi bene. E quando
il sole e la luna stanno per scontrarsi, ma
poi non si scontrano. La luna non bianca come il sole! Io ho visto che il sole
un po pi grande della luna, ma forse mi
sbaglio. Per me uneclissi quando non
puoi guardare il sole come tutti i giorni ma
con i vetrini, altriomenti ti pu fare male
agli occhi, se lo guardi troppo! Leclisse
una cosa un po di paura perch. Perch
diventa tutto un po strano
Perch alcuni bambini hanno avuto paura? Me lo volete dire?
Io avevo paura perch pensavo che mi
potevano fare male agli occhi. Io avevo
paura che dopo non ci vedevamo pi.
MIo ho avuto paura solo allinizio perch
io non avevo mai visto uneclisse, non sapevo come era, se faceva molta paura o
no, ma poi ho capito che una cosa normale e non mi ha fatto pi paura e alla ricreazione sono andato fuori a giocare anche io, per non ho mai guardato il sole
ma giocavo e basta.

GIOVED 26 MARZO 2015

COMMUNITY

CAMPANIA

Sabato 28 marzo
DONNE E FOLLIA A.S.L. Napoli 1 Centro
presenta Donne, follia e solitudine. Un
evento che comprende linaugurazione della
mostra Outre la dance di Luigi Bilancio (ore
10.30) e un azione teatrale Specchi di sole per la regia Mauro Maurizio Palumbo
(ore 16). Ingresso libero.
Ex ospedale psichiatrico Leonardo
Bianchic, calata Capodichino 232,
Napoli

LOMBARDIA

Gioved 26 marzo, ore 19


CANTIERI MARXIANI Il Laboratorio di
autoformazione Leggere Marx oggi organizza
un dibattito con Sandro Mezzadra, autore
del testo usato nellapprofondimento collettivo: Nei Cantieri marxiani il soggetto e la
sua produzione (Manifesto libri).
Unipop - Spazio di Mutuo Soccorso, piazza Stuparich, 18, Milano

PIEMONTE

Venerd 27 marzo, ore 20


A CHE GENDER GIOCHIAMO? Il Centro
documentazione GLBTQ Maurice presenta
lincontro/dibattito: A che genere di gioco
giochiamo? Il gender tra decostruzioni libertarie e ricostruzioni reazionarie. Partecipa
Federico Zappino, curatore di Fare e disfare
il genere di Judith Butler (Milano 2014).
Intervengono anche: Christian Ballarin (attivista trans, Maurice GLBTQ Torino), Carmen
DellAversano (Universit di Pisa). Modera
Cristian Lo Iacono (Centro documentazione
GLBTQ Maurice Torino).
Maurice GLBTQ, via Stampatori, 10,
Torino

TOSCANA

Venerd 27 febbraio, ore 19


SU LA TESTA, ARGENTINA Presentazione
del libro Su la testa, Argentina! con Orlando Baroncelli. Era il 24 marzo del 1976 ed i
militari con un golpe presero il potere in
Argentina... Il numero di desaparecidos ad
oggi non quantificabile, ma potrebbe arrivare - solo per l'Argentina - a 30 mila. Interviene Orlando Baroncelli, autore di Su la testa,
Argentina! Desaparecidos e recupero della
memoria storica.
Cpa Firenze sud, via di Villamagna
27/a, Firenze
Sabato 28 marzo, ore 15.30
PACE IX assemblea dell'Accademia Apuana
della Pace, rete di associazioni e singole
persone impegnata nella costruzione di una
cultura di pace, di nonviolenza e di giustizia.
l'occasione per riflettere sul cammino fatto
in tutti questi anni e sul ruolo che l'Accademia Apuana della Pace, pur nella consapevolezza di essere solo una piccola realt di
provincia, pu svolgere per offrire elementi di
riflessione sulle tematiche della pace e della
nonviolenza, declinate a 360 gradi, partendo
anche dalle comunit locali.
Circolo Arci Agogo, p.zza Roma,Aulla (Ms)

UMBRIA

Sabato 28 marzo, ore 17


EUTANASIA LEGALE L'Ass. Cult. Civilt
Laica in collaborazione con il circolo Uaar di
Terni vi invita a partecipare al convegno
Eutanasia Legale: il diritto a una morte
dignitosa. Giornata incentrata sulla proposta di legge popolare per cui sono state
raccolte oltre settantamila firme negli anni
passati e che ferma in parlamento nonostante le promesse della politica.
Sala Rossa di Palazzo Gazzoli, via
del teatro Romano, Terni
Tutti gli appuntamenti:
eventiweb@ilmanifesto.it

le lettere

pagina 14

to a criteri di progressivit. Esiste


di fatto gi una patrimoniale anche su persone con redditi bassissimi del tutto iniqua, che ha gi
contribuito ad aggravare la crisi
dellintera filiera delle costruzioni
e ora colpir anche il settore agricolo, con enormi danni per singoli cittadini e per l'intero sistema
economico.
Vincenzo Gallo

Non si chiudono le poste!


INVIATE I VOSTRI COMMENTI SU:
www.ilmanifesto.info
lettere@ilmanifesto.it

Renato solmi ci ha lasciati

Dopo lunga malattia si spento


il prof. Renato Solmi. E' stato impegnato nei movimenti nonviolenti e pacifisti torinesi e nazionali
ed ha collaborato con il manifesto. Ne danno lannuncio a quanti lo conobbero e gli vollero bene
la figlia Matilde con la madre Anna Maria Marietti, la sorella Raffaella con i cugini Martinet, Bedetti,
Siggia e Galliani.

LImu e liniquit fiscale

In relazione allintroduzione anche dellImu agricola e in genere


alla tassazione sugli immobili ritengo pi corretto ed equo tassare eventualmente il reddito di una
persona ma non certo i suoi immobili dovunque localizzati e di
qualsiasi tipo se improduttivi e
soprattutto appartenenti a cittadini con redditi bassi. I proprietari
con questa crisi devono accollarsi
spesso solo dei costi non sempre
sostenibili, pur di mantenere i
loro immobili nei quali hanno investito i loro risparmi in periodi di
inflazione crescente o frutto di
eredit. Basti considerare ad
esempio gli immobili di persone
con pensioni basse o di persone
che hanno perso il lavoro che a
volte non riescono ad arrivare a
fine mese. Li si costringe a cercare di vendere le loro propriet per
pagare le tasse, non tenendo conto che in questo periodo la domanda di immobili bassissima.
Sono costretti pertanto spesso a
svenderle e se non ci riescono
rischiano pignoramenti e fallimenti. Non si tiene pertanto conto
della Costituzione che prevede
che tutti sono tenuti a concorrere
alle spese pubbliche in ragione
della loro capacit contributiva e
che il sistema tributario informa-

IL POSTINO DI MICHAEL RADFORD, NELLA FOTO, PHILIPPE NOIRET E MASSIMO TROISI

Ormai Renzi ci sta abituando a


non rispettare pi la Costituzione,
difende i corrotti e i corruttori,
difende sottosegretari indagati,
vende lItalia a pezzettini, mette
le mani nella cassa depositi e
prestiti come se i risparmi postali
dei cittadini fossero suoi. Non
contento dei danni che sta provocando con la sua politica economica, cerca di chiudere anche gli
uffici postali dei piccoli centri,
strafottendosene dei vecchietti e
di quelle persone disagiate che
per cui lufficio postale come la
farmacia o il medico, strafottendosene anche di quellaccordo universale chiamato UPU dove lItalia ne ancora membro. Un accordo universale che tutti fanno
finta di non conoscere per non
rispettarlo. Un accordo dove tutti
i cittadini delluniverso hanno diritto di avere scambi postali anche
in zone disagiate e piccolissimi
centri. Almeno sig. Renzi, sig. ministro delle comunicazioni, sig.
amministratore delegato, abbiate
rispetto della vita umana, abbiate
rispetto di quel vecchietto che
non ha la possibilit economica e
purtroppo non ha pi la capacit
mentale di mettersi dietro ad un
pc, o di avere il bancomat, date
la possibilit di andare ancora al
proprio ufficio postale a ritirare la
propria pensioncina e di ricevere
una cartolina. Per voi la vita non
ha valore, fate morire le persone
lentamente di crepacuore.
Giuliano Colaci

Il fascista Bellugi a Massa

La partecipazione di autorit di
governo alla celebrazione di un
fascista solo la punta delliceberg della superficialit ormai diffusa verso lantifascismo, il traguardo di quel famoso e ipocrita
bravi ragazzi riferito ai soldati di
Sal. A Massa, che capoluogo
di Provincia, decorata di medaglia doro al VM per i suoi meriti
resistenziali, vissuti soprattutto

dalla popolazione civile, si discute da tempo, con tanto di raccolta firme, della intitolazione di una
strada al podest fascista Bellugi, che fu squadrista violento, gi
con Dumini a Sarzana nel 1921,
tanto che si pu chiosare che tra
gli squadristi qualcuno divenne
assassino, e qualcun altro podest. Lo si fa in ragione delle sue
qualit letterarie che sono innegabili e non discusse, ma che comunque non permettono di dimenticare il suo ruolo di rappresentante istituzionale di regime:
govern la citt per quasi una
ventina di anni, e nemmeno bene, almeno secondo le autorit di
polizia! La sua azione violenta e
illiberale, di cui si vant, cancell
la vita democratica, e fece fuggire gli avversari politici, tra i quali
va ricordato Aladino Bibolotti, poi
un Costituente. Con il clima che
tira io ho timore che prima o poi
la strada gli sar intitolata! Quanti come me esprimono questa
preoccupazione sono spesso accusati di essere ancorati a divisioni ideologiche superate, quindi
retrogradi, e anacronistici. In effetti rifletto che ci basiamo su parole desuete e forse non pi capibili come sussidiariet, progressivit fiscale, divisione dei poteri,
autonomia democratica. Il recente decreto che ha inventato la
nomina dei dirigenti scolastici, mi
fa purtroppo intravvedere un non
lontano ritorno dei podest di nomina governativa. Altro drammatico traguardo sulla strada di una
ormai pi che possibile svolta
autoritaria. Ci diranno che come
per i presidi si individueranno i
migliori. Certo possibile! Ma noi
continueremo a rimarcare che il
metodo che non sicuro, e saremo ancor pi maltrattati come
garantisti, qualit che sar sempre pi pubblicamente disprezzata, forse messa alla gogna. I peggiori di tutti sono i fascisti che
invocano il pluralismo delle idee,
quasi che la libert, conquistata
da chi li ha avversati, non comporti dei principi e delle regole,
e quindi dei limiti, senza i quali
essa stessa decade.
Massimo Michelucci, Istituto
Resistenza Apuana

La cattiva scuola di Renzi

Caro manifesto, pensavo di aver


visto tutto il peggio con Berlusconi, ma questo governo sta superando ogni limite, per cose fatte

il manifesto
DIR. RESPONSABILE Norma Rangeri
CONDIRETTORE Tommaso Di Francesco
DESK
Matteo Bartocci, Marco Boccitto, Micaela Bongi,
Massimo Giannetti, Giulia Sbarigia
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri,
Silvana Silvestri

e per stile, arrogante e protervo.


Le dichiarazioni di Poletti sono le
ultime di una mediocre serie: questi mescola approssimazioni inaccettabili per un ministro (i "tre
mesi di vacanza" degli/delle insegnanti) a puro teppismo ideologico (invitare i giovani a andare a
lavorare durante lestate, come
se non bastasse il lavoro gratuito o sottopagato che spreme
profitto durante gli inverni,
allExpo, nei call center e altrove). Poletti non sa di cosa parla
o lo sa benissimo?-, come tanti ministri di questo governo.
Hanno devastato la Costituzione, il mercato del lavoro -per
favorire i padroni-, la democrazia di base (la farsa meschina
delle primarie, il partito debole
ma potentissimo nel governare
tessere e nel distribuire incarichi). Ora attaccano la scuola
con trivialit di parole e azioni:
spero in una reazione unitaria
del mondo della scuola. Noi insegnanti siamo ormai stretti tra
presidi assenteisti (dirigono
due, tre o quattro istituti scolastici, e spesso non sono in nessuno), famiglie di clienti e alunni ingovernabili (classi anche di
30 studenti, ingestibili per un
minimo di lavoro che rispetti
gli/le individui/e) e unopinione
pubblica ostile. A cosa servono
i provvedimenti del governo,
che tra laltro d potere ai presidi qualora li trovassero - e a
cosa queste ultime parole di
Poletti? A colpire noi insegnanti, a metterci in un angolo, a
sabotare la Costituzione in uno
dei suoi cardini: la scuola pubblica. Rileggo i discorsi di Walter Binni alla Costituente, e misuro la distanza tra quella forza
pulita e lo squallore delloggi.
Bivacco di manipoli incravattati,
sono laula parlamentare e i banchi del governo. E spero anche
che il manifesto dia un po meno spazio alla sinistra PD, complice attiva di Renzi (come ne
complice la base di questo partito), per aprire ad altre figure e movimenti, anche minoritari e invisibili che a volte vengono anche
dileggiati, molto al di l degli indubbi limiti. Ve lo chiede uno che
da decenni sostiene il nostro giornale comunista; ve lo chiede un
uomo di pace, oltraggiato dalla
violenza non solo verbale di Renzi
e della sua pattuglia.
Gianluca Paciucci

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certificato n. 7905
del 09-02-2015
chiuso in redazione ore 22.00

tiratura prevista 41.199

GIOVED 26 MARZO 2015

DALLA PRIMA
Norma Rangeri

Lultimo miglio
della nostra impresa
Abbiamo accettato queste condizioni proibitive per avere in
cambio un contratto decennale, sottoscritto allinizio di questa nuova avventura. Non avevamo possibilit di scelta, anche se noi, come i nostri
interlocutori, sappiamo che si tratta di
un affitto iperbolico, senza alcun riscontro di mercato. Come iperbolica
e fuori da ogni reale rapporto di valore
la cifra di un milione e 757mila euro
come prezzo di vendita del bando
dasta.
Se non avessimo accettato la mannaia dei 26 mila euro al mese il manifesto sarebbe uscito dalle edicole forse
per sempre, il suo valore sarebbe crollato e la testata sarebbe stata preda degli affaristi del settore, merce low-cost
in quel traffico di testate in cui sono
specializzati finanzieri di ogni risma.
Qui occorre un chiarimento, doveroso nei confronti di tutti e in particolare
delle lettrici e dei lettori: semmai si
presentassero allasta una o pi persone con offerte milionarie per comprare il nostro giornale, bene sapere che
gli eventuali futuri proprietari dovranno convivere per lunghi anni con questa redazione e questo vivace collettivo di lavoro.
Lultima volta che scrivevo per informarvi sullo stato del manifesto era proprio lultimo giorno dell'anno, il 31 dicembre 2014. Vi ringraziavo per la generosit con cui avevate aderito alla
campagna di donazioni, mettendoci
oggi nelle condizioni di fare una congrua offerta al momento della vendita.
Ma al tempo stesso davo anche conto
dello stallo, delle procedure ministeriali che andavano a rilento, del bando di
vendita che non arrivava e dei liquidatori che non avrebbero rispettato la
scadenza di fine anno, come concordato proprio in una riunione di tutte
le parti avvenuta addirittura nel luglio
del 2014 negli uffici del Ministero.
Questo incomprensibile ritardo ci
ha molto danneggiato per il peso
dellaffitto, un macigno da trascinare
ogni giorno sulle nostre spalle per scalare una montagna senza mai poterne
vedere la vetta. Perch il tempo denaro che esce dalle nostre casse per entrare in quelle della Liquidazione. E
siccome passeranno altri mesi prima
della conclusione delle procedure
dasta, bene sapere che se vogliamo
arrivare allatto finale dobbiamo affrontare i tempi (gli affitti) supplementari.
Per corrispondere allimpegnativa
fase che ci attende e compensare la
mensile emorragia di risorse che ci viene richiesta, metteremo in campo iniziative speciali, lungo il percorso informativo/culturale/storico avviato con i
numeri speciali a venti euro. Che hanno ottenuto un grande successo, nonostante limpegno economico fuori del
comune. Queste iniziative editoriali ci
permetteranno di affrontare meglio
gli appuntamenti con il nostro futuro.
E non solo da un punto di vista economico. Perch la vostra partecipazione
ci d anche una grande forza di spirito. La percezione, anzi la certezza, di
sapere che siamo circondati da una
comunit di donne e di uomini, che ci
segue, ci sostiene, ci critica, ci vuole
bene, il nostro pane quotidiano. E
tutto questo non potr mai essere messo in discussione da unasta al miglior offerente.

il manifesto

COMMUNITY
Che cosa significa "coalizione sociale"? Il susseguirsi delle precisazioni e dei distinguo indica
che la risposta non semplice
n univoca. Di certo il nome
non conseguenza delle cose.
Le quali, nel nostro Paese, indicherebbero piuttosto una societ poco incline alle coalizioni,
tutt'ora pervasa da pulsioni corporative saldamente radicate
nella sua storia, attraversata da
conflitti che faticano a parlarsi e
riconoscersi a vicenda. Se non si
tratta di una formula generica
da spendersi nelle dispute interne ai contesti politici canonizzati per ridefinirne gli equilibri, tuttavia, ha il valore di una presa di
coscienza, sia pure tardiva, delle
trasformazioni che hanno investito non solo il lavoro, ma l'insieme dei rapporti sociali, delle
prospettive di vita individuali e
collettive. Il problema che l'idea
stessa di "coalizione sociale"
mette a fuoco altro non , per farla breve, che quello di una soggettivit politica all'altezza dei
tempi. La quale precede, e spesso contraddice, il tema, ampiamente screditato dalle poco brillanti avventure elettorali, parlamentari
e
convegnistiche
dell'agognato "nuovo soggetto
politico". Una "soggettivit politica" , in primo luogo, un modo
di guardare alle cose e di relazionarsi ad esse sul piano dell'azione e dell'organizzazione. Persino Susanna Camusso la rivendica al suo sindacato, ma si tratta,
appunto, di una "soggettivit politica" prigioniera dell'ottica sindacale, che guarda anche a questioni generali, ma dal punto di
vista di specifiche condizioni di
esistenza, parziali, semplificate
e circoscritte, per giunta, ai loro
aspetti "sindacalizzabili". Per
scendere nel concreto tramite
un esempio, una siffatta "soggettivit" difficilmente potr venire
a capo di una contraddizione, tipica del nostro tempo, come
quella tra industrializzazione e
questione ambientale.
Il fatto che mette in gioco
l'idea della "coalizione sociale",
a prescindere dalle forme che
potr assumere e dalle sue possibilit di successo, l'indiscutibile indebolimento della prospettiva sindacale. Insidiata su due
fronti principali. Il pi evidente
quello del lavoro intermittente
e precario, del lavoro autonomo
impoverito, e del "non lavoro"
produttivo ma a reddito zero
che non solo lo statuto degli anni'70, ma l'intera cultura sindacale e la sua organizzazione per
categorie non abbraccia, non
contempla e nemmeno capisce.
Avendo lungamente coltivato
l'idea, ingenua a voler essere clementi, che si trattasse di una
"anomalia" provvisoria destinata ad essere riassorbita nel lavoro a tempo indeterminato. Un atteggiamento, questo, che ha agevolato quanti giocavano il precariato, senza peraltro tutelarlo in
alcun modo, contro l'"egoismo"
degli occupati. Con un discreto
successo di pubblico.
Il secondo fronte, quello meno evidente, la mutazione che
ha investito la stessa figura del lavoratore stabilmente occupato
(ma sempre pi ricattabile e minacciato). Questa figura divenuta pi complessa e sfaccettata
di un tempo, non pi interamen-

Coalizione sociale,
con un altro sindacato

HERI DOMO, "FERMENTATION OF MIND"

Marco Bascetta
te centrata sull'identit conferita
a svilupparsi, per approssimaziotra economia e politica che lo cadal lavoro, ma arricchita da done, concetti come quello di "sinratterizzava, non v' pi traccia.
mande culturali, da desideri di lidacalismo sociale" e strumenti
Resta, invece, fluttuando nel
bert, da interessi molteplici e
di lotta, ancora piuttosto indivuoto di una storia conclusa, la
aspirazioni di crescita individuastinti, come lo "sciopero sociadifesa, tipica di una antica tradile che mal si conciliano con i "sale". Alla ricerca di una soggettivizione corporativa, delle rispetticrifici" sempre pi pesanti,
t politica che faccia dello "stare
ve sfere di "competenza", dei
scambiati con il mantenimento
in societ", meglio del "produr"segreti professionali" tramandadel posto di lavoti dai maestri agli
ro. La stessa
apprendisti anPer evitare il fallimento,
espressione "merche quelli appacato del lavoro"
rentemente pi rinon baster affiancarsi
suona oggi, nella
belli. Partiti che si
come una sorta di terzo settore
sua presunta auautoriproducono
tonomia "tecniin vitro con pochi
alla
sfera
politica
e
a
quella
delle
ca", come una inelettori e ancor
gannevole astrameno
iscritti,
rappresentanze lasciandone intatti
zione. Le percencomprese
le
poteri e dispositivi di perpetuazione
tuali vertiginose
folkloristiche opdella disoccupaposizioni interne;
zione giovanile discendono, anre societ" il teatro di un agire efsindacati ben attenti a rimanere
che se solo parzialmente, da queficace, che cancelli il confine,
"parte sociale" senza immisto genere di resistenze esistenscomparso nei fatti, ma persischiarsi in ci che non li riguarziali, effettive o anche solo temustente nella dottrina, tra dimenda, ma che riguarda, eccome, la
te dalle imprese, decisamente resione sindacale e dimensione
vita di coloro che pretendono di
stie ad assumere possibili piantapolitica. Questa divisione dei
rappresentare, nonch di molti
grane. Sono soprattutto questi
compiti tra partito e sindacato rialtri la cui esistenza, consumanelementi ad avere gravemente risale a una impostazione antrodosi fuori dalla sfera di azione
dotto la forza contrattuale del
pologica fondata sulla distinziosindacale, non che un "dramsindacato e, soprattutto, la sua
ne tra l'immediatezza dei bisoma" imprevisto e ingombrante.
capacit di parlare all'insieme
gni e la lungimiranza della "coSe "coalizione sociale" significa
della societ. Senza contare l'inscienza" (per quanto riguarda la
che la politica non abita pi n
sufficienza della dimensione natradizione socialista) o sulla cadalla prima, n dalla seconda
zionale per qualsiasi ipotesi di
pacit "professionale" di tenere
parte una prospettiva benvenucambiamento o anche di pura e
in equilibrio interessi contrastansemplice difesa dei diritti acquiti proteggendo adeguatamente
siti. La prospettiva sindacale, arl'ordine proprietario ( per quanroccata nella sua tradizione, alto riguarda il parlamentarismo litrettanto impotente quanto quelberale). Su un'idea di soggettivila nazionale abbarbicata alle sue
t, dunque, quella proletaria e
antiche prerogative.
quella borghese, che dovevano
in questo contesto di radicaessere "completate" da una guile mutamento e commistione
da "specializzata", dagli stratedelle condizioni lavorative ed esighi della classe di appartenenza.
stenziali che hanno cominciato
Di quel mondo, e del rapporto

pagina 15

ta. Se prende atto della crisi della rappresentanza, senza la pia illusione di poterla ripristinare,
pu essere un'occasione.
Su questa prospettiva incombono, tuttavia, due probabili derive. La prima quella di una
sommatoria di associazioni e
soggetti collettivi gelosi delle rispettive identit, ma accomunati dalla denuncia di una politica
divenuta "asociale" e ostile ai
segmenti pi deboli della societ. Qualcosa di non molto dissimile dal mito della "societ civile" in cui deflu il movimento altermondialista dei primi anni
2000 con l'esperienza, presto trasformatasi in "alterparlamentare", dei social forum. Ma senza
lo slancio, l'azzardo e l'entusiasmo che caratterizzarono quegli
anni. Una "coalizione", insomma, nella quale obiettivi apprezzabili e settori specifici di intervento sociale e politico si affianchino senza per stabilire nessi
cogenti. Nella quale interessi comuni e reciproche indifferenze
convivano in una condizione fragile e sostanzialmente instabile
tenuta insieme da occasionali
mobilitazioni. La seconda deriva
possibile, di segno contrario,
una pretesa di sintesi, l'aspirazione a istituire una rappresentanza dei movimenti intesi come
semplici portatori di "istanze"
che altri dovranno poi trasformare in programma politico. In poche parole, una restaurazione,
in altri termini, della divisione di
compiti e dei rapporti gerarchici
tra la dimensione politica e quella sindacale.
Come sfuggire a queste alternative fallimentari resta un problema aperto. Ma quel che deve
essere chiaro che, comunque
si voglia chiamare la direzione
in cui muovere, "coalizione sociale", "nuovo soggetto politico"
o "sindacalismo sociale", non baster affiancarsi come una sorta
di "terzo settore" alla sfera della
politica e a quella del sindacato
lasciandone intatti poteri e dispositivi di perpetuazione. Quando si tratta di reinventare la politica bisogner pure entrare in
rotta di collisione con le forze
che si sono insediate al suo posto. La crisi della forma partito
ha trovato una sua soluzione a
destra: partiti-azienda, partiti-ditta, partiti della nazione, monocratici, mediatici, oracolari,
trasformisti, postparlamentari.
C' da dubitare che da qualche
costola, miracolosamente sana,
di queste formazioni possa prender avvio una diversa direzione
di marcia. La crisi della forma-sindacato , invece, ancora
aperta. E anche quella dei movimenti lo . Ma se non riusciranno, in un modo o nell'altro, a entrare in relazione con la dimensione politica (forza, efficacia,
durata, organizzazione) non
fuori luogo profetizzare, anche
in questo caso, una soluzione a
destra: quella neocorporativa.

pagina 16

il manifesto

LULTIMA

Sandro Medici

GIOVED 26 MARZO 2015

ta per concludersi uno dei peggiori


capitoli nella storia dellurbanistica
romana. Una storia ormai secolare,
che pure pu vantare una ragguardevole
quantit di scelleratezze. Tra strombazzi
inaugurali e pacchianerie varie, proprio
oggi uno dei gioielli dellarcheologia ferroviaria di fine Ottocento diventa un grande centro commerciale: un altro centro
commerciale, lennesimo. Ma questa volta non annidato ai bordi della citt, bens
incapsulato, incistato nella citt storica:
circondato da grandi fabbricati dinizio secolo, affacciato su unarteria stradale perennemente congestionata.
Lo chiamavano affettuosamente (e anacronisticamente)
il deposito Stefer dellAlberone, dallacronimo dellantica
municipalizzata del trasporto
su ferro. Si trova in Via Appia
Nuova, al centro di un quartiere ad alta densit abitativa, appoggiato sul margine dellintensissimo flusso di traffico che attraversa Roma dal sud al nord.
Diecimila metri quadrati di una
meravigliosa, quanto cadente e
abbandonata, rimessa ferroviaria. Aggraziate travature in ferro, grandi vetrate, arredi industriali, perfino qualche polveroso macchinario.
Da l partivano i trenini che andavano a raggiungere i Castelli romani, Frascati, Grottaferrata, Velletri. Transitando lungo i popolosi quartieri della Via
Tuscolana e facendo tappa nei sacrari
della cinematografia italiana, lIstituto
DUE IMMAGINI
Luce, il Centro sperimentale, gli stabiliDELLEX
menti di Cinecitt. Fu proprio Federico
DEPOSITO
Fellini, nel suo penultimo film, LinterviSTEFER, OGGI
sta, a ripercorrere quel tragitto autobioHAPPIO
grafico, filmando alcune scene proprio
/ FOTO
in quel deposito e riesumando quei vecROMA TODAY
chi, stridenti vagoni.
Quel film del 1987, lo stesso anno in
cui viene approvata la prima delibera
sulla riconversione urbanistica. Che in
sostanza disponeva il trasferimento in
quegli spazi del vicino mercato rionale,
insediato malamente in mezzo a una
strada, poco igienico a molto scomodo.
Ed stata proprio questa lodevole previsione il grimaldello che ha permesso,
anno dopo anno, decennio dopo decennio, giunta dopo giunta, di consegnare
agli interessi privati un preziosissimo

storie
Apre oggi a Roma il centro
commerciale Happio,
(improbabile via di mezzo
tra happy e Appio).
A farne le spese stavolta
un gioiello di archeologia
ferroviaria nella citt
storica. E i servizi sociali

La felicit

NON ABITA QUI


fabbricato pubblico: uno di quei rari
manufatti storici che avrebbero potuto
ospitare ben altre funzioni, culturali, artistiche, sociali. Come peraltro accade
in altre metropoli europee, dove le amministrazioni pubbliche non sono certo cos servili nei confronti di finanzieri
e immobiliaristi.
Altre delibere si sono avvicendate, altri progetti si sono susseguiti, altri sindaci si sono alternati, ma sempre finalizzando lintervento intorno a questa presunta utilit pubblica. finita come diversamente sarebbe stato difficile finisse: il mercato dellAlberone non si trasferir, resta dov. dunque scomparso anche quel minimo vantaggio pubblico, quellutile funzione di servizio,
quella vaghissima e illusoria ipocrisia con
cui per trentanni lamministrazione co-

munale ha motivato (giustificato) il perverso inganno che ha perpetrato ai danni


della citt.
Si chiama Happio questo nuovo monumento al mercato: un mediocre impasto di inglesismo e romanismo che allude a unimprobabile felicit ma che,
al contrario, appare goffo e stucchevole
come la gran parte dei tentativi di mistificazione linguistica che ci hanno ormai colonizzato. Sar un concentrato
di attivit commerciali, di spazi dintrattenimento, di uffici, di servizi privati e
di tutti i consueti derivati al seguito. Il
perfetto modulo speculativo con cui si
sviluppa lodierna gestione urbanistica:
un intreccio tra limmediatezza dellincasso, cio il frenetico gettito di scontrini dacquisto, e il pi rilassato ricavato
della rendita affittuaria, tanto costante

quanto progressivo.
C chi impudicamente definisce rigenerazione urbana, queste colossali
operazioni affaristiche. E molte altre se
ne annunciano in citt, nei vecchi Mercati generali, nellantico Mattatoio, nel
Mercato dei fiori, nel Palazzo degli esami, in altri depositi e magazzini svuotati, nelle aree ferroviarie e nelle Dogane
in disuso, nelle caserme.
Del resto, con la crisi delledilizia, con
milioni di metri cubi residenziali che restano invenduti, questo tipo di riconversioni commerciali diventa lunico sbocco per un sistema finanziario-immobiliare impigrito e parassitario. In linea complementare, le amministrazioni locali,
ormai dissanguate dai tagli ai bilanci e
paralizzate dal patto di stabilit, non trovano di meglio che svendere il proprio

patrimonio per compensare i loro deficit. Ed cos che si creano quelle sciagurate condizioni che permettono ai privati di impossessarsi di immobili storici e
perfino pregiati, per poi trasformarli in
lucrose attivit, che certo non appaiono
particolarmente utili e, anzi, ricadono
pesantemente sul tessuto urbano, appesantendolo ulteriormente.
Insomma, sembra proprio un destino inesorabile vedersi sottrarre dai privati quei beni pubblici che, in quanto
pubblici, appartengono a tutti noi. Eppure, unaltra possibilit ci sarebbe. Se
solo la politica riacquistasse il suo ruolo
progettuale, o pi semplicemente accogliesse le esigenze cittadine, e non si limitasse a svolgere le funzioni di ente liquidatore, di facilitatore degli interessi
del mercato. Riconvertire e riusare il patrimonio dismesso sicuramente utile
e proficuo: il punto per farci cosa. E
poi, perch privarsene per svenderlo?
Non sarebbe meglio utilizzarlo per offrire alla citt quel che manca e che sarebbe invece necessario? Servizi sociali, opportunit di lavoro, attivit culturali,
luoghi di aggregazione e (perch no)
quegli alloggi popolari che tanto servirebbero per contrastare lemergenza
abitativa.
A un paio di chilometri da Happio, un
altro fabbricato tramviario dismesso
svolge unaltra attivit. Non si compra
niente n ci sono vetrine e plastiche colorate. C per una signora eritrea che
ti offre il t alla menta pi buono di Roma. stato occupato qualche anno fa
da un gruppo di donne del quartiere ed
diventato un centro daccoglienza per
donne e bambini in difficolt o che hanno subito violenze. C un bel giardino
per giocare e stare insieme. Destate si
proiettano film. In una stanza stata allestita una biblioteca. Il fine-settimana
c anche un mercatino e si pu fare la
spesa. C poi una sartoria che ricicla
vecchi indumenti e che qualcuno si azzarda a definire vintage. Un servizio sociale, insomma. Una di quelle attivit
pubbliche che, in base a direttive europee e anche per semplice buon senso,
dovrebbe sorgere in tutti i quartieri e di
cui invece non si vede lombra.
Non per facili retoriche n per apparire corrivi a tutti i costi, ma una domanda affiora irresistibilmente. Cosa serve
di pi alla citt: un centro commerciale
o un centro anti-violenza?