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DIRITTO PRIVATO 3

I. I DIRITTI REALI E IL POSSESSO

1. Beni

Distinzioni
Sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti. La cosa, intesa come entit materiale o corporale,
considerata il presupposto per la configurazione di un bene in senso giuridico; possono formare oggetto
di un diritto anche i cosiddetti beni immateriali, come accade per le creazioni intellettuali. Soltanto le cose
che possono formare oggetto di diritti sono beni: divengono beni solo le cose appropriabili, per cui non
sono beni in senso giuridico le cose extra commercium comuni a tutti, accessibili in modo illimitato. I beni si
possono distinguere a seconda di diversi punti di vista: beni mobili e immobili; consumabili e inconsumabili;
divisibili e indivisibili; fungibili e infungibili; presenti e future.
I beni immobili si distinguono in immobili per natura e immobili per destinazione di legge: nella prima
categoria rientrano il suolo e una serie di entit ad esso incorporate, come gli edifici; alla seconda categoria
appartengono invece quei beni che, pur non presentando il tratto della inamovibilit, sono funzionali in modo
permanente allo svolgimento di unattivit collegata alla terraferma. I beni mobili sono individuati, invece,
per esclusione, comprendendo tutti i beni che non sono riconducibili a nessuna delle categorie di immobili.
La distinzione tra beni immobili e beni mobili rileva a vari effetti.
In primo luogo diverso il regime di circolazione dei diritti sui beni stessi. I negozi che costituiscono o
trasferiscono diritti reali su beni immobili sono circondati da diverse cautele, che si sostanziano nella
necessit di forme particolari richieste a pena di nullit e nella necessit di rendere conoscibili ai terzi
estranei le vicende stesse, mediante ladozione di un sistema di pubblicit affidato ai registri immobiliari.
Esiste poi una categoria particolare di beni mobili, ossia i beni mobili per i quali la legge istituisce particolari
meccanismi di registrazione e di pubblicit delle vicende dei diritti che li riguardano. Sono beni mobili
registrati gli autoveicoli, le navi e gli aeromobili, cui si applica un regime di circolazione controllata.
In secondo luogo, la distinzione tra beni immobili e mobili si riflette sulla conformazione della garanzia
reale, che assume la forma dellipoteca, se oggetto ne un immobile, e quella del pegno, se un oggetto
mobile.
In terzo luogo, vi sono situazioni giuridiche soggettive che possono avere ad oggetto solo beni immobili:
sono tali i diritti di superficie, enfiteusi, abitazione, servit, cui si aggiunge, quale diritto di godimento, il diritto
che nasce dal contratto di anticresi. Alcuni tipi di contratto non sono possibili se non con riferimento a beni
mobili: cos il contratto di estimatorio, la somministrazione, il trasporto, il deposito, il mutuo.
In quarto luogo, la natura mobiliare o immobiliare delle cose influisce diversamente sui modi di
appropriazione: mentre ammissibile che un bene mobile si trovi a non appartenere a nessun proprietario,
lo stesso non concepibile per gli immobili, i quali, se non risultano di propriet di alcuno, diventano
automaticamente di propriet dello Stato.

Le cose consumabili sono le cose insuscettibili di un uso ripetuto senza che ci comporti una perdita del
loro valore originario. Esse possono essere oggetto soltanto del diritto di propriet e non di diritti reali minori:
se infatti si costituisce un usufrutto su cose consumabili, si darebbe vita ad un diritto diverso (quasiusufrutto), giacch lusufruttuario non potrebbe restituire le stesse cose al termine dellusufrutto, ma sarebbe
tenuto a pagarne il valore.
Le cose divisibili sono quelle suscettibili di essere ridotte in frazioni, senza che le singole frazioni perdano la
loro qualit sostanziale o la loro funzione economica; cose indivisibili sono quelle per cui tale suddivisone
materialmente o economicamente impossibile. La distinzione rileva soprattutto nei casi di compropriet del
bene in vista della divisione; lindivisibilit di un bene pu dipendere anche dalla legge o dalla volont delle
parti.
Le cose fungibili sono quelle che risultano identiche, per qualit, ad altre cose appartenenti allo stesso
genere, cosicch rileva soltanto laspetto quantitativo (peso, numero, misura). Sono infungibili tutte le altre
cose, che rilevano per le loro qualit particolari e non possono, perci, essere sostituite con altre di diversa
specie. La distinzione tra cose fungibili e infungibili viene in rilievo sotto diversi profili: ladempimento delle
obbligazioni, poich lobbligo di prestare cose fungibili non viene mai meno per impossibilit della
prestazione; il modo e il tempo in cui la propriet dei beni fungibili passa dal venditore al compratore, per i
quali occorre la previa individuazione; lidentificazione di certi contratti, quali il mutuo (che pu avere ad
oggetto soltanto il denaro o altre cose fungibili) e il deposito (che diventa irregolare quando ha per oggetto
una quantit di denaro o di altre cose fungibili, con facolt per il depositario di servirsene).
Le cose presenti, ossia gi esistenti in natura, possono formare oggetto di propriet o di diritti reali; al
contrario, le cose future possono formare oggetto di rapporti obbligatori, perch un potere immediato non
pu esercitarsi su una cosa che ancora non esiste.
Universalit di beni mobili, pertinenze, frutti
considerata universalit di mobili la pluralit di cose che appartengono alla stessa persona e hanno una
destinazione unitaria. Caratteristica delluniversalit di poter essere considerata come un unico bene
rispetto alle singole unit che concorrono a comporla. Accanto alluniversalit di mobili, esiste luniversalit
di diritto, che si ha quando una pluralit di beni e di rapporti giuridici considerata dal legislatore come un
complesso unitario. Le cose o i rapporti che costituiscono luniversalit di diritto sono diversi e privi di una
unitariet omogenea, il processo di unificazione trova fondamento non nellatto di destinazione del
proprietario ma nella legge. Alla figura della universalit di diritto si riconducono leredit, intesa come
linsieme di beni, di diritti e di obblighi che facevano capo al de cuius, e lazienda, definita come il complesso
dei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa. Tanto leredit quando lazienda sono
suscettibili di rilevanza unitaria, potendo ad esempio formare oggetto di ununica negoziazione.
Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di unaltra cosa. Il regime
delle pertinenze si articola in tre regole fondamentali: gli atti e i rapporti che hanno per oggetto la cosa
principale comprendono anche le pertinenze, salvo che sia diversamente disposto (accessorium sequitur
principale); la disponibilit separata, per cui il rapporto pertinenziale pu essere fatto cessare dando
allaccessorio sorte autonoma come oggetto di separati atti giuridici; la salvezza dei diritti dei terzi sulle cose
destinate a pertinenze.

I frutti sono beni prodotti da altri beni. Essi si distinguono in naturali e civili: i frutti naturali provengono
direttamente dalla cosa e si presentano come possibile oggetto di diritti reali; i frutti civili si ritraggono dalla
cosa come corrispettivo del godimento che altri ne abbia e sono sempre alla base di diritti di credito. I frutti
naturali, fino a che non sono separati dalla cosa che li produce, si dicono pendenti, per cui non hanno
unautonoma individualit ma formano parte della cosa fruttifera, seguendone le sorti. Di regola, i frutti
naturali appartengono al proprietario della cosa madre, ma, se la cosa fruttifera oggetto di diritti reali di
godimento, o posseduta in buona fede da persona diversa del proprietario, la legge prevede che i frutti
siano acquistati dai soggetti titolari di quei diritti, o dal possessore di buona fede per il semplice fatto della
separazione. Nel caso dei frutti civili, si presuppone che una cosa sia stata concessa in godimento ad un
altro soggetto e a titolo oneroso: sono frutti civili gli interessi dei capitali, i canoni enfiteutici, le rendite, il
corrispettivo delle locazioni. I frutti civili si acquistano giorno per giorno, in ragione del rapporto con la cosa
madre.
Beni pubblici
La propriet pubblica o privata: il codice individua e disciplina i beni appartenenti allo Stato e agli enti
pubblici, i quali sono soggetti a un regime giuridico speciale. I beni pubblici si distinguono in beni demaniali
e beni patrimoniali.
Nellambito dei beni demaniali, si distinguono beni del demanio necessario, o naturale, e beni del demanio
accidentale, o eventuale: nel primo gruppo rientrano beni che possono appartenere esclusivamente allo
Stato, non essendo concepibile una propriet privata degli stessi (demanio marittimo, idrico, militare); nel
secondo gruppo rientrano beni che possono appartenere anche a privati e che fanno parte del demanio solo
se appartengono allo Stato o agli enti territoriali (strade, immobili di interesse storico). I beni che fanno parte
del demanio pubblico sono inalienabili, e quindi neppure usucapibili, e non possono formare oggetto di diritti
a favore dei terzi, se non nei modi (in genere mediante concessione amministrativa) e nei limiti stabiliti dalla
legge. Tutti i beni non demaniali appartenenti allo Stato o agli enti pubblici territoriali ne costituiscono il
patrimonio.
Nellambito dei beni patrimoniali, si distinguono beni indisponibili e beni disponibili: i primi hanno una
particolare destinazione di pubblico interesse, alla quale non possono essere sottratti se non nei modi
stabiliti dalla legge; i secondi non sono assoggettati a un regime giuridico speciale, ossia valgono le stesse
regole dettate per i beni dei privati, per cui sono alienabili e usucapibili.
2. Propriet

Nozioni
La propriet il diritto reale che ha per contenuto la facolt di godere e disporre delle cose in modo pieno
ed esclusivo, entro i limiti e con losservanza degli obblighi stabiliti dallordinamento giuridico.
La facolt di godimento comprende tutte le possibili forme di utilizzazione del bene. Il proprietario
legittimato a far uso della cosa per i propri fini e nel proprio interesse, traendo dalla cosa tutte le utilit volute,
direttamente o indirettamente, ricavandone, in questo secondo caso, i frutti civili. La propriet un diritto

imprescrittibile, non estinguendosi per mancato esercizio, salvi gli effetti dellacquisto della propriet da parte
di altri per usucapione.
La facolt di disposizione invece quella con cui il proprietario provoca una modificazione della
condizione giuridica della cosa: il mutamento della titolarit del diritto, mediante un atto di alienazione, o la
costituzione, a favore di terzi, di un diritto reale minore, cio di nuove situazioni soggettive inerenti alla
stessa cosa.
Il diritto di propriet rappresenta il paradigma di tutto il sistema dei diritti reali, essendo il fondamento
indispensabile sul quale poggiano tutti gli altri; questi sono detti diritti reali minori, perch attribuiscono al
titolare poteri di utilizzazione del bene inferiori a quelli che spettano al proprietario.
La propriet condivide con i diritti reali di godimento alcuni caratteri: limmediatezza, intesa come possibilit,
assicurata al titolare del diritto, di ottenere un certo risultato utile senza che occorra lapporto della
prestazione altrui; lassolutezza, con cui si allude sia allobbligo negativo di tutti gli altri consociati di
astenersi da turbative, sia alla inerenza del diritto al bene oggetto, intesa come opponibilit del diritto nei
confronti di chiunque.
Alle facolt del proprietario si riconducono poi le nozioni di pienezza del diritto ed esclusivit del diritto. Per
pienezza del diritto si intende che la propriet non conferisce poteri delimitati o specifici, ma unattribuzione
caratterizzata dalla generalit delle forme di godimento e di disposizione. Ci distingue la propriet dagli altri
diritti reali. La pienezza del diritto di propriet viene meno in presenza di diritti reali di godimento; tuttavia la
propriet resta, anche in tal caso, potenzialmente piena, giacch, per effetto del principio della elasticit
del dominio, essa conserva lattitudine a riprendere automaticamente la primitiva pienezza una volta estinto
il vincolo che ne limitava il contenuto.
Per esclusivit del diritto si intende invece che il proprietario ha la facolt di vietare i comportamenti che si
concretino in uningerenza sulla cosa. Esistono limiti e obblighi che si accompagnano al diritto di propriet e
che concorrono, al pari delle facolt, a darne lesatta configurazione: il divieto degli atti emulativi, gli obblighi
di non lasciare deperire i propri beni con grave pregiudizio verso la sanit pubblica, la regola delle
immissioni, le prescrizioni degli strumenti urbanistici.
Nella Costituzione la propriet privata contemplata non tra i principi fondamentali, ma nellambito dei
rapporti economici. Questa collocazione segna una decisiva discontinuit rispetto alla tradizione precedente,
la quale, seguendo la traccia indicata dai teorici del diritto naturale, poneva la propriet tra i diritto inviolabili.
La Costituzione garantisce la posizione del proprietario e tutela i suoi interessi privati, ma ammette limiti in
nome dellinteresse generale. La garanzia costituzionale della propriet privata si articola nei seguenti
punti: la determinazione dei modi di acquisto, di godimento e dei limiti pu avvenire soltanto per via
legislativa (riserva di legge relativa); lespropriazione della propriet privata pu avvenire solo sulla base di
disposizioni di legge, per una causa di interesse generale e dietro indennizzo; le limitazioni alla propriet
privata non possono spingersi fino al punto di svuotare sostanzialmente la propriet privata di ogni contenuto
(garanzia del contenuto minimo della propriet privata). Accanto alla garanzia della propriet privata, la
Costituzione prevede anche una funzione sociale della propriet, alla luce dei principi di solidariet e di
eguaglianza sociale. La Costituzione impone una mediazione tra interesse individuale e interessi connessi
alla dimensione sociale. La funzione sociale pu manifestarsi attraverso varie tecniche di intervento,
riconducibili a due: la prima si attua attraverso unopera di diretta conformazione e definizione dei poteri del

proprietario (legislazione urbanistica); la seconda si realizza con norme che incidono indirettamente sui modi
di godimento o sulla destinazione del bene, attraverso la disciplina del contenuto degli atti di autonomia
privata relativi al bene stesso (normativa in tema di locazioni di immobili urbani). Il legislatore, inoltre, deve
mirare a rendere la propriet privata accessibile a tutti e, a tal fine, pu prevedere agevolazioni fiscali,
prelazioni legali, norme sulledilizia popolare, leggi di riforma fondiaria. Un particolare rilievo ha, infine, il
divieto degli atti emulativi, cio gli atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare
molestia ad altri. Il proprietario non pu considerarsi legittimato, solo perch titolare del diritto, a fare uso
della cosa senza il bench minimo riguardo agli interessi altrui. Per poter qualificare il comportamento del
proprietario come emulativo, occorre che latto abbia soltanto il danno ad altri come scopo: cos, per rendere
lecito latto, basta che il proprietario abbia tratto dal proprio comportamento una qualsiasi utilit.
Propriet fondiaria: rurale e edilizia
La disciplina della propriet nel codice, oltre alle disposizioni generali, prevalentemente dedicata alla
propriet fondiaria. Particolari figure di propriet fondiaria sono la propriet rurale, cio dei terreni rustici o
urbani, la propriet edilizia, cio degli edifici. Tali figure sono contraddistinte, rispettivamente, dalla
destinazione agricola o edilizia del fondo.
Per ci che attiene allestensione della propriet, la propriet del suolo era tradizionalmente concepita
come propriet di tutto ci che sta sotto il suolo e sopra il suolo, senza alcun limite in profondit e in altezza
(ab inferis usque ad sidera). Oggi il codice si colloca in una prospettiva diversa: stabilisce infatti che la
propriet del suolo si estende al sottosuolo, con tutto ci che vi contiene, ma indica una serie di ipotesi in cui
questo criterio non vale. In primo luogo, tale criterio non si applica a quanto forma oggetto delle leggi sulle
miniere, cave e torbiere, mentre soggetto ai limiti previsti dalle leggi sulle antichit, sulle acque e da alcune
leggi speciali, che prevedono la sottrazione del sottosuolo alla disponibilit del proprietario. In secondo
luogo, la titolarit del diritto di propriet non rende legittima qualsiasi attivit del dominus nel sottosuolo, non
potendo recare danni al vicino. Infine, ai terzi non preclusa qualsiasi attivit nel sottosuolo: affinch il
proprietario possa opporvisi, occorre che egli abbia interesse ad escluderle (il proprietario di un fondo situato
su una collina non pu impedire lescavazione di una galleria). Per lo spazio aereo, il codice si limita a
stabilire che il proprietario non pu opporsi ad attivit di terzi che si svolgano a tale altezza nello spazio
sovrastante che gli non abbia interesse ad escluderle (aerei)
Il proprietario pu chiudere in qualunque tempo il fondo, in funzione di protezione del bene. Il proprietario
pu dunque vietare laccesso al fondo da parte di estranei, con due eccezioni: non pu impedire lesercizio
di servit di passaggio costituite a favore di terzi e non pu impedire che il cacciatore entri nel fondo per
cacciarvi, a meno che il fondo sia chiuso o vi siano colture suscettibili di danno. Inoltre, il proprietario deve
permettere laccesso e il passaggio sul suo fondo in presenza di particolari esigenze altrui, e cio quando il
vicino ha necessit di costruire un muro o vuol prendere la cosa sua che vi si trova accidentalmente o
lanimale che vi si trovi sfuggendo alla sua custodia.
Il proprietario di un fondo non pu impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori e simili
propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilit. La norma applicabile
dove siano presenti la materialit dellimmissione e il carattere continuato o periodico dellimmissione. Il
codice delimita il concetto di immissioni lecite in quanto tollerabili tramite il riferimento a parametri oggettivi,

quali la condizione dei luoghi, le esigenze della produzione, la priorit di un determinato uso. Quando
unimmissione risulti intollerabile, chi la subisce pu ottenere dal giudice misure di protezione.
Le norme sulla propriet terriera si raccolgono attorno a tre nuclei: il compendio unico, ossia lestensione
di terreno necessaria al raggiungimento del livello minimo di redditivit; la bonifica integrale, per cui
lautorit amministrativa pu determinare comprensori di bonifica, con obbligo per i proprietari di contribuire
alle spese; i vincoli per scopi idrogeologici, in particolare le limitazioni rivolte a conservare i boschi. La
propriet agraria rinviene oggi la sua disciplina pi significativa nelle leggi speciali: importante fu la legge
Sila (1950), la riforma agraria volta alleliminazione del latifondo e alla redistribuzione della terra. Oggi le
Regioni hanno il compito di emanare norme per il recupero produttivo delle terre incolte.
I principali strumenti di conformazione della propriet edilizia, rintracciabili nella normativa extracodicistica,
sono lattivit di pianificazione urbanistica e il permesso di costruire. Lattivit di pianificazione urbanistica,
divenuta obbligatoria per tutti i Comuni, si svolge attraverso i piani regolatori: il piano regolatore generale
predisposto dal Comune al fine di fissare le linee dello sviluppo urbanistico; il piano particolareggiato
volto a considerare le singole zone del territorio comunale e a specificare nei dettagli le scelte urbanistiche
definite nello strumento generale. Il proprietario che intenda effettuare interventi edilizi di nuova costruzione
o ristrutturazione, comportanti il mutamento di destinazione duso dellimmobile o laumento del volume o
della superficie esistente, deve ottenere dal Comune un permesso di costruire. Tale permesso
subordinato a due condizioni: alla conformit del progetto alle previsioni degli strumenti urbanistici;
allesistenza di opere di urbanizzazione primaria. Per avere il permesso, il proprietario deve pagare un
contributo. Chi ponga in essere unattivit edilizia senza rispettare le norme previste commette un illecito
amministrativo; inoltre, contro labuso edilizio commesso dal vicino, il proprietario del fondo confinante pu
chiedere la riduzione in pristino, cio la demolizione della costruzione illegittimamente realizzata, e il
risarcimento del danno.
Nel quadro della disciplina dedicata ai rapporti di vicinato, si hanno norme relative ai seguenti ambiti: la
distanza tra le costruzioni, fissata nella misura minima di tre metri; il muro divisorio, che si presume di
propriet comune; le luci e le vedute, ossia le aperture che, rispettivamente, impediscono e consentono di
affacciarsi sul fondo del vicino; le acque private, che si considerano appartenenti al demanio dello Stato.

Modi di acquisto della propriet


La propriet si acquista per occupazione, invenzione, accessione, specificazione, unione o
commistione, usucapione, per effetto di contratti, per successione a causa di morte. Lelencazione non
tassativa: si pensi allacquisto dei beni mobili mediante il possesso vale titolo, agli acquisti coattivi, alla
vendita forzata dei beni del debitore, alla confisca. Tra i modi di acquisto della propriet elencati nel
codice, i contratti e la successione a causa di morte si pongono a fondamento dellacquisto di altri diritti oltre
alla propriet, mentre lusucapione pu avere ad oggetto anche i diritti reali su cosa altrui.
Particolare importanza ha la distinzione tra modi di acquisto della propriet a titolo derivativo e a titolo
originario. I modi di acquisto a titolo derivativo sono quelli nei quali il diritto di propriet prende origine,
deriva dallaltrui diritto: essi presuppongono la precedente propriet di un altro soggetto e il suo passaggio in
quella dellacquirente. I modi di acquisto a titolo derivativo sono il contratto e la successione a causa di
morte.

I modi di acquisto a titolo originario sono quelli che prescindono dal rapporto con un precedente titolare in
veste di dante causa: essi non trovano fondamento nella precedente propriet di un altro soggetto, ma si
costituiscono ex novo in virt di un determinato fatto, sino a provocare lestinzione della propriet altrui. Alla
categoria dei modi di acquisto a titolo originario appartengono loccupazione, linvenzione, laccessione, la
specificazione, lunione o commistione, lusucapione.
La distinzione tra modi di acquisto a titolo originario e derivativo ha particolare importanza. Nellacquisto a
titolo derivativo, il diritto di propriet spetta allavente causa come e in quanto esso spettava al dante causa:
se chi trasmette la propriet non ne titolare, o ha un diritto di propriet non pieno perch gravato da un
diritto reale minore, lacquirente non acquista nessun diritto, o non acquista un diritto con ampiezza
maggiore; se il titolo del dante causa viene meno, cade anche il diritto trasferito nel patrimonio dellavente
causa. Nellacquisto a titolo originario, invece, chi lo compie acquista un diritto di propriet pieno e stabile, il
quale, non dipendendo dal diritto del proprietario precedente, non soffre delleventuale irregolarit
dellacquisto anteriore.
Occupazione
Loccupazione un modo di acquisto delle cose mobili che non sono in propriet di alcuno, o perch non
appartenute mai ad altri (res nullius) o perch abbandonate dal proprietario (res derelictae). Pu
riguardare solo le cose mobili, perch gli immobili che non risultano di propriet di alcuno spettano
automaticamente al patrimonio dello Stato. Loccupazione di realizza con limpossessamento, ossia con
latto di materiale apprensione del bene. Eccezionalmente, possono acquistarsi per occupazione anche beni
altrui (res alicuius): il caso degli animali che formano oggetto di caccia, che il codice menzionava tra le
res nullius ma che sono entrati a far parte del patrimonio indisponibile dello Stato.
Invenzione
Linvenzione riguarda la cosa mobile smarrita, ossia la cosa di cui si persa la disponibilit materiale, senza
che sia ravvisabile lintenzione di disfarsi del bene. Lacquisto a titolo originario si realizza in favore del
ritrovatore quando, adempiuto lonere di consegna al Sindaco del luogo in cui lha trovata, nellanno non si
presenti il proprietario. Se invece il proprietario recupera la cosa, il ritrovatore ha diritto ad un premio da
parte del proprietario, pari al decimo del prezzo della cosa ritrovata.
Una particolare ipotesi di invenzione il ritrovamento del tesoro, per tale intendendosi qualunque cosa
mobile di pregio, nascosta o sotterrata, di cui nessuno pu provare di essere proprietario. Il tesoro
appartiene al proprietario del fondo in cui giace; se tuttavia scoperto per solo effetto del caso da un terzo, il
tesoro spetta per met al proprietario del fondo e per met al ritrovatore; infine, se il ritrovamento riguarda un
oggetto che presenta interesse artistico, questo spetta allo Stato e lo scopritore ha diritto ad un premio.
Accessione
Laccessione si realizza quando una cosa accessoria si unisce o si incorpora ad una cosa principale: in tal
caso il bene accessorio subisce unattrazione reale nella sfera della propriet del bene principale. Il codice
utilizza questa figura per designare lacquisto della propriet per incorporazione di mobili, quali
piantagioni, costruzioni e opere, ad immobili, cio il suolo: qualunque piantagione, costruzione od opera

esistente sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario di questo. La regola dellacquisto della propriet per
accessione, tuttavia, variamente modulata da meccanismi riequilibrativi, a seconda che lattivit sia
compiuta: dal proprietario del suolo, con materiali altrui; dal proprietario dei materiali, sul fondo altrui; da un
terzo, con materiali di un estraneo.
Se le costruzioni sono state fatte dal proprietario del suolo con materiali altrui, lacquisto della propriet
automatico solo nel caso in cui la separazione da parte del proprietario delle cose incorporate comporti un
grave pregiudizio dellopera costruita. Se, invece, la separazione possibile, il proprietario delle cose
incorporate pu rivendicarle. Qualora lacquisto si perfezioni, per evitare un arricchimento senza causa a
detrimento altrui, previsto un effetto obbligatorio a carico del proprietario del suolo.
Se le costruzioni sono state eseguite dal proprietario dei materiali sul fondo altrui, la propriet delle opere
si acquista non appena avvenuta lincorporazione, ma il proprietario pu chiedere la rimozione di quanto
realizzato e il risarcimento del danno. Tale facolt pu essere esercitata entro sei mesi dalla notizia
dellincorporazione ed preclusa nellipotesi di buona fede del terzo o quando le addizioni siano state fatte
senza lopposizione del proprietario del suolo. Se, invece, si realizza lacquisto per accessione, il proprietario
del suolo deve pagare al proprietario dei materiali la somma minore tra il valore dei materiali e laumento di
valore arrecato al fondo.
Se le costruzioni sono state fatte da un terzo con materiali altrui, il proprietario di questi pu rivendicarli, se
la separazione pu ottenersi senza grave danno; altrimenti il terzo che ne ha fatto uso e il proprietario del
suolo sono obbligati in solido al pagamento di una indennit pari al valore dei materiali stessi. Il proprietario
dei materiali pu anche chiedere il risarcimento dei danni.
Il meccanismo dellaccessione incontra le eccezioni ricollegabili ad una diversa volont delle parti. Nel caso
di occupazione di porzione di fondo attiguo, nota come accessione invertita, la propriet dellopera non va
a vantaggio del proprietario del suolo, ma la propriet delledificio ad attrarre a s la propriet del suolo.
Unione e commistione
Lunione o commistione ricorre quando due o pi cose mobili, diverse o omogenee tra loro, appartenenti
a diversi proprietari, siano unite o mescolate in modo da formare un solo tutto e da risultare inseparabili, o da
esserlo solo con effetto distruttivo per la funzionalit delle cose stesse. In tal caso, se una delle cose
principale rispetto allaltra, o la supera di molto per valore, il proprietario di essa diventa da solo proprietario
del tutto, salvo lobbligo di pagamento di un indennizzo e, se lunione o la mescolanza imputabile a fatto
grave, del risarcimento del danno. Se nessuna delle cose inseparabili possa considerarsi principale, sorge
una situazione di compropriet.

Specificazione
La specificazione ricorre nel caso di elaborazione di una nuova cosa dalla materia di altri. Il conflitto tra il
lavoro e la propriet della materia risolto attribuendo la propriet della nuova cosa a chi ha compiuto
lopera; se per il valore del materiale sorpassa notevolmente quello della mano dopera, la soluzione del
conflitto ribaltata e lacquisto della propriet della cosa specificata si realizza in favore del proprietario della
materia. In entrambi i casi, allacquisto della propriet della nuova cosa si accompagna leffetto legale di
pagamento di un indennizzo.

Incrementi fluviali
Gli incrementi fluviali legati ad eventi naturali sono tradizionalmente considerati come ipotesi di
accessione di immobile a immobile. Nel caso dellalluvione, lacquisto delle unioni di terra e degli
incrementi fluviali formatisi nei fondi posti lungo le rive dei fiumi si produce a favore dei proprietari dei fondi
stessi. Nel caso dellavulsione, lacquisto della propriet si produce a vantaggio del proprietario del fondo
rivierasco, al quale si unita una porzione di terreno considerevole trascinata da altro fondo per forza
dellacqua: in questa ipotesi, tuttavia, vi lobbligo del versamento allaltro proprietario di unindennit. Il
codice conosceva unaltra ipotesi di acquisto della propriet per accessione naturale, lalveo abbandonato,
oggi assoggettato al regime del demanio pubblico.
Azioni a difesa della propriet
Le azioni a difesa della propriet, dette anche petitorie o reali, sono lazione di rivendicazione, lazione
negatoria, lazione di regolamento dei confini, lazione per apposizione di termini. Esistono altre misure
di tutela, le quali non sono tuttavia previste esclusivamente per il diritto di propriet, ma anche per gli altri
diritti reali di godimento e per il possesso: si tratta delle azioni di nunciazione (denunzia di nuova opera e
denunzia di atto temuto).
Azione di rivendicazione
Con lazione di rivendicazione, il proprietario fa valere il suo diritto di propriet per recuperare la cosa da
altri illegittimamente posseduta o detenuta. Lazione di rivendicazione ha una finalit restitutoria: con essa il
proprietario, che non nel possesso della cosa, chiede, previo accertamento della titolarit del proprio
diritto, la condanna alla restituzione del bene. Lazione ha natura reale: essa si rivolge cio non solo nei
confronti della persona che per prima si impossessata del bene, ma contro chiunque ne ha attualmente la
disponibilit di fatto ed quindi in grado di restituirlo. Il convenuto che, dopo la domanda, ha cessato, per
fatto proprio, di avere la disponibilit di fatto della cosa, obbligato a recuperarla o a corrispondergliene il
valore, oltre a risarcirgli il danno. Il proprietario pu agire anche contro il nuovo possessore o detentore e
conseguire da questultimo la restituzione della cosa.
Secondo il principio generale in materia di onere della prova, chi agisce in rivendicazione deve fornire la
dimostrazione del suo diritto di propriet, anche se il convenuto si astenga dal vantare un titolo che lo
legittima a possedere o a detenere. Tale prova pu presentare aspetti di particolare difficolt (probatio
diabolica), soprattutto quando si tratti di beni immobili: per essere proprietario, infatti, non basta aver
acquistato il bene in base a una compravendita, a una donazione o a una successione mortis causa, perch
il dante causa potrebbe non essere stato a sua volta proprietario; occorre dare la prova anche dellacquisto
legittimo dei vari danti causa dellattore, immediati e mediati, fino a risalire ad un acquisto a titolo originario
da cui ha avuto origine la catena dei trasferimenti.
Nellassolvimento di questo onore probatorio, allora, lattore in rivendicazione pu giovarsi dellistituto
dellusucapione,

che pu essere costruito avvalendosi

della successione nel possesso

(o

dellaccessione nel possesso, se la successione a titolo particolare), che consente di sommare la durata
del proprio possesso a quella dei danti causa. Per i beni mobili, inoltre, ai fini della ricerca dellacquisto a
titolo originario soccorre la regola possesso vale titolo.

Lazione di rivendicazione imperscrittibile; tuttavia, se allinerzia prolungata del proprietario fa riscontro il


possesso del non proprietario per il tempo necessario ad usucapire, questi alla fine ne acquista la propriet
a titolo originario e lazione di rivendicazione promossa non potr avere alcun seguito. Se il proprietario ha
interesse solo alla restituzione o alla consegna della cosa che si trova in mano di altri, potr esercitare,
anzich lazione di rivendicazione, lazione personale ex contractu nei confronti del soggetto parte del
rapporto contrattuale (del conduttore, del comodatario) e baster dare la prova del contratto.
Azione negatoria
Lazione negatoria viene esercitata dal proprietario contro chi affermi lesistenza di un diritto reale minore
sulla cosa, come un usufrutto o una servit prediale. Lazione negatoria tende ad accertare che il diritto di
propriet non gravato dai vincoli e dalle limitazioni da altri affermate: costituisce unazione di
accertamento negativo, che pu essere esperita se sussiste, in capo allattore, un motivo di temere
pregiudizio dallaffermazione altrui. Lazione negatoria pu anche assolvere ad una funzione inibitoria, per
cui il proprietario potr ottenere lordine di cessazione delle turbative arrecate sulla base del diritto vantato,
nonch ad una funzione risarcitoria. Incombe allaltra parte lonere di provare lesistenza del diritto che
pretende di avere su quel bene altrui. Lazione negatoria imperscrittibile, salvi gli effetti dellacquisto del
diritto reale di godimento da parte di altri per usucapione.
Azione di regolamento dei confini e per apposizione di termini
Lazione di regolamento di confini volta a identificare esattamente il confine tra due fondi quando la linea
materiale di demarcazione sia incerta. Si parla di conflitto non di titoli, ma di fondi: la situazione di incertezza
deriva infatti dalla mancanza di un limite o dalla circostanza che lattore ritiene inesatto il confine apparente.
Lazione per apposizione di termini presuppone che non sia individuata la linea di demarcazione tra i due
fondi contigui. Ciascuno dei due proprietari pu allora chiedere al giudice che i segnali di confine siano
apposti o ristabiliti.
3. Superficie

Il diritto di superficie il diritto di edificare e di mantenere sul suolo altrui, o nel sottosuolo altrui, una
propria costruzione. Il diritto di superficie limita lattivit di godimento del proprietario del suolo e inibisce
loperativit del principio generale dellaccessione, impedendo al proprietario del suolo di acquistare a titolo
originario la propriet della costruzione esistente sopra o sotto di esso. Il diritto di superficie, infatti, giustifica
la coesistenza di una propriet della costruzione, detta propriet superficiaria, di spettanza del
superficiario, separata da quella del suolo.
Il diritto di superficie si presenta in due varianti: luna consiste nel diritto di fare al di sopra o al di sotto del
suolo altrui una nuova costruzione; laltra consiste nel diritto di mantenere la propriet della costruzione
una volta ultimata. Il diritto del superficiario di fare una nuova costruzione al di sopra o al di sotto del suolo
altrui si prescrive per non uso dopo venti anni; mentre, se la costruzione gi esiste, su di essa si instaura un
vero e proprio diritto di propriet, come tale non soggetto a prescrizione estintiva.

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Potrebbe anche accadere che il proprietario di unimmobile alieni la propriet della costruzione gi esistente
separatamente dalla propriet del suolo: in questo caso lavente causa acquista direttamente, insieme alla
propriet superficiaria, il diritto di superficie di mantenere la costruzione sul suolo che rimasto di propriet
altrui. La propriet superficiaria delledificio resta dunque legata alle vicende del diritto reale su cosa altrui. Il
diritto di superficie, inoltre, pu essere costituito in perpetuo o a tempo determinato; configurabile solo per
le costruzioni mentre, per espressa previsione normativa, non lo per le piantagioni.
Fonti del diritto di superficie sono un atto di diposizione negoziale del proprietario e lusucapione. Sono
modi di acquisto negoziali il contratto e il testamento; il contratto con cui si costituisce il diritto di superficie
ricompreso tra i negozi ad efficacia reale, pu essere a titolo oneroso o a titolo gratuito, deve farsi per atto
pubblico o per scrittura privata sotto pena di nullit, soggetto allonere della pubblicit col mezzo della
trascrizione. Il diritto di superficie si acquista invece per usucapione quando venga in considerazione una
situazione di possesso.
Sia il diritto di superficie che la propriet superficiaria possono essere oggetti di alienazione. Il superficiario
pu inoltre disporre del proprio diritto costituendovi altri diritti reali minori: il titolare del solo diritto di edificare
pu concedere unipoteca sul bene che oggetto del suo diritto.
Il codice prevede espressamente alcune cause di estinzione del diritto di superficie: la scadenza del
termine, se apposto nel contratto; il perimento della costruzione, salvo dove diversamente stabilito; la
prescrizione per non uso ventennale, la quale riguarda soltanto il diritto di superficie nella sua accezione di
diritto a edificare. Lestinzione del diritto di superficie pu avvenire anche per altre cause: per rinuncia
abdicativa del titolare; per consolidazione, ossia per riunione in capo allo stesso soggetto della posizione di
proprietario del suolo e di superificiario; per il verificarsi della condizione risolutiva, apposta nel titolo.
Con lestinzione del diritto di superficie la propriet del suolo si riespande e non soffre pi limiti allattivit
edificatoria. Torna cos ad operare il principio dellaccessione, cosicch il proprietario del suolo diventa
proprietario della costruzione. Il superficiario non ha diritto ad alcun corrispettivo.
4. Enfiteusi

Lenfiteusi un diritto reale di godimento su fondo altrui caratterizzato dalla particolare ampiezza delle
facolt attribuite al titolare. Lenfiteuta ha gli stessi diritti che avrebbe il proprietario sui frutti del fondo, sul
tesoro e sulle utilizzazioni del sottosuolo; il suo diritto si estende alle accessioni; a differenza
dellusufruttuario, lenfiteuta pu anche trasformare il bene, mutandone la destinazione economica; mentre
lusufrutto ha sempre una durata temporanea, lenfiteusi pu essere anche perpetua e comunque di almeno
venti anni. Lenfiteuta ha due obblighi fondamentali, quello di migliorare il fondo e quello di versare al
concedente un canone periodico. Nellenfiteusi si rifletterebbe lantica distinzione tra dominio utile, cio
quello dellenfiteuta, al quale attribuita, con pienezza di poteri decisionali, la gestione del bene, e dominio
diretto, ossia quello del concedente, il cui diritto si riduce ad una titolarit formale svuotata di contenuto.
Rispetto alla disciplina contenuta nel codice, lenfiteusi ha subito nel corso degli anni significative modifiche
normative. Il legislatore, nellintento di favorire in capo allenfiteuta il titolo dellappartenenza e delleffettivit
del godimento, ha sottratto allautonomia delle parti la determinazione del canone e ha agevolato lacquisto
della propriet da parte dellenfiteuta.

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Fonti dellenfiteusi sono latto di autonomia privata, cio il contratto e il testamento, e lusucapione. Il
contratto deve rispettare i requisiti di forma, dovendo essere redatto con atto pubblico o scrittura privata, ed
soggetto allonere della trascrizione; si qualifica come contratto ad effetti reali e a prestazioni
corrispettive. Sia il contratto che il testamento non possono derogare ad alcune norme, da considerare
imperative: il divieto di dar vita a un rapporto enfiteutico inferiore ai venti anni; la disponibilit del diritto
dellenfiteuta; il divieto di subenfiteusi; la facolt di affrancazione del fondo.
Nellenfiteusi, al concedente fanno capo talune situazioni giuridiche soggettive di vantaggio. Esse sono: il
diritto al miglioramento del fondo; il diritto di credito relativo al versamento del canone periodico; la facolt di
chiedere la devoluzione del fondo enfiteutico, il cui esercizio ha per conseguenza il riacquisto della piena
propriet a vantaggio del concedente; la facolt di chiedere la ricognizione del proprio diritto, che serve a
tutelare lesigenza del proprietario di impedire lacquisto per usucapione della piena propriet del fondo da
parte dellenfiteuta; il diritto, al cessare dellenfiteusi, a ritenere le addizioni, salvo indennizzo da parte del
concedente.
Lenfiteuta ha gli stessi diritti che avrebbe il proprietario, potendo liberamente disporre del proprio diritto, per
atto tra vivi o per atto mortis causa. Convenzionalmente pu essere stabilito il divieto di alienazione per una
durata non eccedente i venti anni, ma lalienazione compiuta in violazione del divieto non nulla,
comportando esclusivamente la responsabilit solidale dellalienante per tutte le obbligazioni del nuovo
enfiteuta. Lenfiteuta ha inoltre il diritto potestativo di affrancazione del fondo, al cui esercizio consegue
leffetto dellacquisto della piena propriet del fondo, dietro versamento di una somma, detto capitale di
affranco. Il diritto di affrancazione pu esercitarsi in via extragiudiziale o in via giudiziale. Laffrancazione non
subordinata ad alcun presupposto e il diritto di esercitarla prevale sulla facolt del concedente di chiedere
la devoluzione o di avvalersi di uneventuale clausola risolutiva espressa. Tra i diritti dellenfiteuta collegati
allestinzione del rapporto vi il diritto di credito al rimborso dei miglioramenti.
Oltre alla rinuncia e alla consolidazione, sono causa di estinzione dellenfiteusi: la scadenza del termine,
se si tratta di enfiteusi temporanea; il perimento integrale del fondo; la prescrizione estintiva, effetto del non
uso protratto per venti anni; lacquisto della propriet da parte dellenfiteuta per esercizio del diritto di
affrancazione; riacquisto della piena propriet da parte del concedente per esercizio del diritto alla
devoluzione.
5. Usufrutto, uso e abitazione
Il diritto di usufrutto attribuisce allusufruttuario la facolt di godere della cosa altrui e di trarne tutte le
utilit che essa pu fornire, ma con il limite di rispettare la destinazione economica della stessa. Quando su
un bene costituito un diritto di usufrutto, la posizione del proprietario limitata: questi infatti non pu
esercitare, finch dura lusufrutto, la facolt di godimento, per cui si parla di nuda propriet. Lusufrutto un
diritto reale di godimento temporaneo: non pu eccedere la vita dellusufruttuario o, se previsto in favore di
una persona giuridica, i trenta anni.
La costituzione dellusufrutto pu avvenire per contratto, testamento, usucapione, disposizione di legge. Il
proprietario pu costituire a favore di altri lusufrutto, conservando la nuda propriet, oppure pu mantenere i
lusufrutto al momento della vendita o della donazione ad altri della nuda propriet. La cosa pu essere

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attribuita ad altri sia a titolo gratuito, come nel comodato, sia a titolo oneroso, come nella locazione; in
questultima ipotesi si realizza la percezione di frutti civili. Particolari figure sono poi lusufrutto legale,
spettante ai genitori sui beni dei figli minori, e lusufrutto giudiziale, stabilito dal giudice in favore di uno dei
coniugi, in relazione alle necessit della prole, in seguito alla separazione.
I diritti nascenti dallusufrutto sono espressione della facolt di godimento che spetta allusufruttuario. La
facolt di godimento comprende sia luso che lo sfruttamento del bene, tanto diretto, attraverso la percezione
dei frutti naturali, quanto indiretto, attribuendo ad altri lutilizzazione della cosa.
Lusufruttuario ha facolt di esercitare il possesso della cosa, pu agire a tutela del proprio diritto e ha
facolt di disporre dello stesso diritto. In particolare, lusufruttuario pu cedere il proprio diritto per un certo
tempo o per tutta la sua durata, se ci non vietato dal titolo costitutivo; pu costituire diritti reali minori,
cedendo in godimento al terzo il bene oggetto del proprio diritto a titolo di uso o di abitazione, o costituendo
sul bene stesso diritti di pegno e di ipoteca. Il diritto dellusufruttuario, a differenza di quanto previsto per
lenfiteuta, non comprende il tesoro che si scopra durante lusufrutto.
Nellesercizio della facolt di godimento, lusufruttuario incontra limitazioni e oneri. Oltre a rispettare la
destinazione economica della cosa, lusufruttuario deve usare la diligenza del buon padre di famiglia nel
godimento della cosa; fare linventario e prestare garanzia; provvedere alla conservazione del bene,
sopportando le relative spese e facendo tempestiva denuncia al proprietario delle attivit di terzi lesive del
suo diritto. Lobbligo principale dellusufruttuario quello di restituire la cosa al termine dellusufrutto.
Sono cause di estinzione dellusufrutto: la scadenza del termine; la morte dellusufruttuario; la
prescrizione per non uso ventennale; la consolidazione; il totale perimento della cosa su cui si costituito; la
rinuncia dellusufruttuario; la decadenza dovuta ad abusi dellusufruttuario. Leffetto tipico dellestinzione
dellusufrutto, come di qualsiasi altro diritto reale minore, la riespansione della nuda propriet in diritto di
piena propriet. Dallestinzione dellusufrutto sorge, a carico dellusufruttuario, lobbligo di restituire la cosa,
ma sorgono anche, a suo favore, determinati diritti: il diritto ad unindennit per i miglioramenti apportati e
sussistenti allatto della restituzione; il diritto di togliere le addizioni; il diritto di esercitare la ritenzione sulle
cose da restituire sino al rimborso delle somme a lui spettanti. Il codice disciplina alcune conseguenze
dellestinzione rispetto ai diritti costituiti dallusufruttuario (locazione, servit, ipoteca).
Una deviazione rispetto al paradigma normale dellusufrutto rappresentata dal quasi-usufrutto. Esso ha
ad oggetto beni consumabili, i quali, per poter essere utilizzati, devono essere consumato o alienati: in tal
caso lusufruttuario ha lobbligo di restituire, alla scadenza dellusufrutto, non la stessa cosa ricevuta, ma
altrettante cose della stessa specie e qualit o il loro valore di stima. Ci che lusufruttuario acquista la
propriet dei beni. Nessuna deviazione rispetto allo schema tipico dellusufrutto si ha invece quando esso
comprende cose deteriorabili, ossia cose suscettibili di una utilizzazione ripetuta, che ne diminuisce il valore
senza distruggerle: al termine dellusufrutto, lusufruttuario tenuto a restituirle nello stato in cui si trovano.
Lusufruttuario inoltre tenuto, per la durata del suo diritto, al pagamento dei carichi di godimento (imposte,
canoni).
Dallusufrutto devono essere distinti luso e labitazione, che hanno contenuto pi limitato. Il titolare del
diritto duso di una cosa pu servirsene e, se fruttifera, raccoglierne i frutti, ma limitatamente ai bisogni propri
e della propria famiglia. Il titolare del diritto di abitazione ha facolt duso dellimmobile al solo scopo di
abitarvi per soddisfare i bisogni propri e della propria famiglia. A differenza dellusufrutto, i diritti di uso e

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abitazione non consentono unutilizzazione indiretta della cosa: essi infatti non si possono cedere n dare
in locazione.
6. Servit prediali

La servit prediale il diritto reale di godimento che consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo
servente) per lutilit di un altro fondo (fondo dominante) appartenente a diverso proprietario. Dal lato
passivo, la servit crea a carico del proprietario del fondo servente una compressione della propria facolt di
godimento, in funzione della realizzazione di una utilit per il fondo dominante; a ci fa riscontro, dal lato
attivo, un incremento di facolt in capo al titolare del fondo dominante, in ragione dellutilit del suo fondo.
Esempi di servit sono le servit di passaggio, la servit di presa o di derivazione dacqua, la servit di non
sopraelevazione.
Un carattere peculiare delle servit linerenza attiva, che vale a rendere inseparabile il diritto di servit
dalla propriet del fondo dominante: il diritto di servit non pu cio essere trasferito separatamente dalla
propriet del fondo dominante.
Lutilit deve essere stabilita in favore di un fondo, a prescindere dal suo titolare. Lutilit in favore di un
fondo implica che la servit non possa costituirsi per soddisfare unesigenza individuale o un interesse
meramente temporaneo di chi ne sia proprietario: la servit tende a corrispondere a un bisogno permanente
del fondo dominante. Nei casi nei quali non configurabile una servit, ci troviamo di fronte a un diritto di
credito. Lutilit che la servit in grado di arrecare al fondo dominante pu riguardare lesercizio di
unattivit economica, consistere nella maggiore comodit del fondo dominante e pu non essere attuale al
momento della costituzione della servit. Quando lutilit rivolta ad un edificio da costruire o ad un fondo da
acquistare, lefficacia reale della servit rimandata a decorrere dal giorno in cui ledificio costruito o il
fondo acquistato.
La servit si uniforma ad alcuni principi fondamentali: i due fondi (dominante e servente) devono
appartenere a proprietari diversi; il titolare del fondo servente che sopporta il peso non tenuto ad alcuna
attivit positiva in favore del fondo dominante, salvo previsione legale (obbligazioni propter rem); egli
per tenuto a sopportare lattivit di ingerenza sul proprio fondo da parte del proprietario del fondo
dominante e, eventualmente, ad astenersi da determinate utilizzazioni del proprio fondo.
Si distinguono diverse categorie di servit: servit positive e servit negative, a seconda che per il loro
esercizio sia richiesta o no unattivit del proprietario del fondo dominante, autorizzato ad ingerenze sul
fondo servente; servit apparenti e servit non apparenti, a seconda che si abbiano o no opere visibili e
permanenti destinate al loro esercizio; servit continue e servit discontinue, a seconda che per il loro
esercizio sia necessario o no il fatto delluomo (servit di acquedotto). La pi importante distinzione delle
servit per quella che riguarda i modi di costituzione, rispetto alla quale si distinguono servit coattive e
servit volontarie a seconda che si impongano in forza di legge o si ricolleghino ad una libera scelta dei
soggetti interessati. Nelle servit coattive, la legge la fonte del diritto potestativo del proprietario del fondo
ad ottenere la servit, anche senza, o addirittura contro, la volont del proprietario del fondo che diverr
servente. Per la costituzione della servit ci sono due vie: o il proprietario dellaltro fondo presta il consenso
alla costituzione della servit, e in tal caso la servit si costituisce mediante contratto; o, in mancanza di

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accordo, il proprietario del fondo che si trova nelle condizioni tassativamente previste dalla legge pu
proporre domanda giudiziale e ottenere dal giudice una sentenza costitutiva.
Le servit coattive sono tipiche, sorgono cio soltanto nei casi stabiliti dalla legge e con il contenuto per
esse delineato dalla legge. Le servit coattive previste dal codice sono la servit di acquedotto, di appoggio,
di somministrazione coattiva di acqua, di passaggio coattivo, di elettrodotto coattivo. Nella servit di
passaggio coattivo, in particolare, il proprietario di un fondo ha diritto di ottenere una servit di passaggio sul
fondo del vicino in due casi: quando il fondo non abbia uscita alla via pubblica (interclusione assoluta);
quando al proprietario non sia possibile procurarsela senza eccessivo dispendio (interclusione relativa).
Le servit volontarie sono atipiche, per cui vige il principio della libert nella determinazione del relativo
contenuto. Esse si costituiscono per contratto o per testamento; il contratto costitutivo di servit richiede la
forma scritta ad substantiam ed soggetto a trascrizione. Quanto alla legittimazione a costituire servit,
essa va riconosciuta al nudo proprietario su un fondo dato in usufrutto. Le servit apparenti, inoltre, possono
acquistarsi anche a titolo originario, ossia per usucapione e per determinazione del padre di famiglia: per
questultimo modo di acquisto, si consideri lavvenuta destinazione di un fondo a servizio di un altro fondo da
parte dellunico proprietario attraverso opere visibili e permanenti. La servit nasce automaticamente quando
i due fondi cessano di appartenere allo stesso proprietario, purch lo stato di fatto creato in precedenza sia
rimasto inalterato e che nellatto che provoca la divisione dei due fondi non sia inserita una dichiarazione
contraria.
Lesercizio delle servit regolato dal titolo di acquisto, oppure, in caso di acquisto a titolo originario, in
base al possesso protrattosi nel tempo necessario per lusucapione o allo stato dei fondi conseguente alla
destinazione del padre di famiglia. Il diritto di servit comprende tutto ci che necessario per usarne e deve
essere esercitato col minor aggravio del fondo servente.
Sono causa di estinzione delle servit: la confusione, ossia quando in una sola persona si riunisce la
propriet del fondo dominante con quella del fondo servente; la prescrizione, per non uso ventennale;
limpossibilit sopravvenuta di usare della servit, o il venir meno dellutilit, quando dal verificarsi di simili
eventi siano trascorsi almeno venti anni; lestinzione dellenfiteusi, dove la servit sia stata costituita
dallenfiteuta a carico del fondo enfiteutico; la rinuncia alla servit da parte del titolare; la scadenza del
termine, se previsto; il perimento totale del fondo dominante o del fondo servente.
A difesa della servit contro chi ne contesta la legittimit dellesercizio, prevista lazione confessoria. Si
tratta di unazione reale, esperibile contro chiunque contesti lesercizio della servit, sia esso il proprietario
del fondo servente o un qualunque terzo. Se, invece, si in presenza di turbative o minacce che non
implicano la contestazione della servit, il titolare del diritto di servit pu esercitare unazione di
responsabilit extracontrattuale, chiedendo il risarcimento del danno. A tutte le servit suscettibili di
possesso si estende inoltre la tutela possessoria.

7. Comunione, condominio e multipropriet

Comunione
Si ha comunione quando la propriet, o altro diritto reale, spetta in comune a pi persone. Comunione
equivale, quindi, a riferibilit a pi soggetti di un unico diritto reale: si parla in questi casi, in corrispondenza

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alle varie figure di diritto reale, di compropriet, di cousufrutto, di coenfiteusi, di contitolarit di servit
prediale. La contitolarit pu aversi anche con riguardo a diritti soggettivi diversi dai diritti reali o ad altre
situazione giuridiche soggettive (diritto di credito). La comunione ordinaria si distingue da altre tipologie di
comunione, quali la comunione legale tra coniugi, la comunione ereditaria e il condominio degli edifici.
Il carattere tipico della comunione dato dalla contitolarit di un medesimo diritto di propriet, o diritto
reale minore, in capo a pi soggetti. Si pertanto al di fuori della comunione se sulla stessa cosa
concorrono diritti diversi, come la nuda propriet e lusufrutto, oppure se, mancando la pluralit di persone, la
titolarit unica, come nel caso del fondo comune delle associazioni. Un secondo carattere lesistenza
della quota, intesa come misura della partecipazione del singolo comunista alla contitolarit del diritto
comune. La quota esplica la sua rilevanza sia in ragione del concorso di ciascuno dei contitolari nei
vantaggi e negli oneri della comunione, sia in vista dello scioglimento, indicando la misura del diritto
individuale di ciascuno nella futura divisione. Le quote dei partecipanti si presumono uguali. Vi poi
listituzionale transitoriet, che riconosce a ciascun partecipante il diritto potestativo di domandare quando
vuole lo scioglimento della comunione. Un ulteriore carattere il mero scopo di godimento: questo
elemento vale a distinguere la comunione dalla societ, la quale, invece, caratterizzata dallesercizio in
comune di unattivit economica allo scopo di dividerne gli utili. Infine, vi la mancanza di autonomia
patrimoniale: vige la regola che consente al creditore personale di ciascun comunista di soddisfarsi
coattivamente sui beni comuni.
Dal punto di vista della sua costituzione, la comunione pu essere volontaria, incidentale o forzosa. La
comunione si dice volontaria se deriva da un atto di autonomia dei soggetti, che vi acquistano la qualit di
comunisti. Laccordo pu risultare dal contratto con cui una persona, titolare del diritto di propriet o di altro
diritto reale su un bene, ne cede una o pi quote ad altre persone, oppure pu essere leffetto dellacquisto
congiunto dello stesso diritto di propriet da parte di una pluralit di persone, che formano ununica parte
contrattuale.
La comunione si dice incidentale se si costituisce senza o indipendentemente dalla volont dei partecipanti.
Per esempio, il tesoro trovato per caso nel fondo altrui spetta per met al proprietario del fondo e per met al
ritrovatore. Lipotesi pi importante di comunione incidentale la comunione ereditaria, che si costituisce
ogniqualvolta leredit venga acquistata da pi persone, senza che siano preventivamente identificati i beni a
ciascuna di esse attribuiti.
La comunione si dice forzosa quando la legge attribuisce ad un soggetto il diritto potestativo di ottenere la
comunione di un bene di propriet di un altro soggetto: il caso della comunione del muro sul confine e delle
parti comuni degli edifici in condominio.
Per quanto riguarda lorganizzazione della comunione, sono disciplinate le attivit di uso della cosa
comune ricollegabili: allesercizio della facolt di godimento; alla gestione e allamministrazione; agli atti di
disposizione e gli obblighi relativi alle spese.
Lattivit di godimento, consistente nel servirsi direttamente della cosa comune nella sua interezza, spetta
singolarmente a ciascun partecipante. Il modo normale di uso della cosa comune , quindi, il godimento
promiscuo, caratterizzato della contemporanea partecipazione di tutti i comunisti al godimento di tutta la
cosa. Liniziativa individuale di ciascuno incontra un duplice limite: il rispetto della destinazione del bene

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comune; il divieto di frapporre impedimenti agli altri partecipanti di fare uso della cosa. La maggioranza
semplice dei comunisti pu deliberare lutilizzo separato, nel tempo e nello spazio, della cosa comune.
Le attivit di gestione della cosa comune sono, in linea di massima, attivit collettive: tutti i partecipanti
hanno il diritto di concorrere allamministrazione della cosa comune. La regola dellamministrazione
congiuntiva fondata sul principio maggioritario, in base al quale le deliberazioni adottate a maggioranza
dei partecipanti, calcolata sempre in base al valore delle loro quote, vincolano la minoranza dissenziente.
sufficiente la maggioranza semplice per le deliberazioni aventi per oggetto gli atti di ordinaria
amministrazione, altrimenti occorre una maggioranza qualificata. Accanto alla regola della spettanza
collettiva del potere di gestione, ci sono le prerogative del singolo: in caso di trascuranza degli altri
partecipanti (o dellamministratore), ciascuno dei comproprietari pu compiere atti per la conservazione della
cosa comune, direttamente impegnativi per la collettivit; il singolo condomino pu ricorrere al giudice contro
le disfunzioni o le inerzie amministrative; ciascuno dei componenti la minoranza dissenziente pu
impugnare, davanti allautorit giudiziaria, le deliberazioni della maggioranza quando ricorrono i vizi formali
(mancata preventiva comunicazione a tutti i partecipanti delloggetto della delibera) o sostanziali (delibera
pregiudizievole alla cosa comune) indicati dalla legge. La nullit di ha quando la deliberazione
caratterizzata da un oggetto impossibile o illecito.
Gli atti di disposizione e di costituzione di diritti reali sul bene di propriet comune, possono compiersi
soltanto con il consenso di tutti i partecipanti. Il legame comunitario non preclude per al singolo comunista
di disporre liberamente, indipendentemente dal consenso degli altri, della sua posizione di contitolare del
diritto comune. Pertanto, ciascun contitolare ha facolt di: disporre del diritto comune, nel limite della sua
partecipazione, tramite una vendita, una donazione o una cessione della propria quota; cedere il godimento
della cosa nei limiti della quota; prenotare a favore di terzi un diritto reale di ipoteca nei limiti della quota.
Ciascun comproprietario pu chiedere in ogni momento lo scioglimento della comunione: la divisione sar
fatta con un contratto o per ordine del giudice. Lautorit giudiziaria ha il potere di sospendere lo
scioglimento della comunione per un periodo che non ecceda i cinque anni; inoltre valido il patto di non
divisione, per un periodo massimo di dieci anni. Esiste una deroga al diritto di ogni comunista di provocare la
cessazione della situazione di contitolarit: vietato chiedere lo scioglimento della comunione quando si
tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire alluso a cui sono destinate. Se la cosa comune pu
essere divisa in parti corrispondenti alle quote dei partecipanti, la divisione ha luogo in natura, altrimenti si fa
luogo a conguagli in denaro. Se la cosa comune non divisibile, potr aversi la vendita del bene al terzo con
la ripartizione del ricavato tra i comunisti.
Condominio
Il condominio una situazione mista, nella quale alle propriet solitarie si affianca la compropriet di
altre parti delledificio. Negli edifici in condominio, ogni condomino ha la propriet esclusiva di un piano ed
, al contempo, comproprietario con gli altri condomini di alcune parti delledificio. Il condominio sorge
quando si passa dal dominio esclusivo sullintero edificio a molteplici e distinte propriet solitarie concernenti
le diverse unit immobiliari che compongono ledificio. Questo passaggio avviene mediante lalienazione, da
parte delloriginario unico proprietario, di pi piani a pi acquirenti.

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Il condominio negli edifici si distingue dalla comunione ordinaria per alcune significative differenze di
disciplina. Esse riguardano: lindivisibilit delle parti comuni delledificio; la circolazione della quota dei beni
comuni solo insieme alla propriet esclusiva del piano; limpossibilit, per il condomino, di liberarsi
dallobbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle cose comuni, rinunziando al diritto su di esse;
laccentuata preminenza dellinteresse collettivo sugli interessi individuali dei singoli condomini attraverso la
previsione di un amministratore e di un regolamento.
La misura del diritto di compropriet di ciascun condomino sulle cose comuni proporzionata al valore della
sua propriet esclusiva, ragguagliato a quello dellintero edificio. Il valore proporzionale di ciascuna unit,
espresso in millesimi, costituisce anche il criterio per determinare il concorso negli oneri gravanti sul singolo
partecipante. Il criterio, per, non sempre quello della proporzionalit: infatti, se si tratta di cose destinate a
servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione non della quota, ma delluso che
ciascuno pu farne.
Il singolo condomino ha anche dei poteri oppositivi, contro la maggioranza dei condomini, a tutela di un uso
delle parti comuni conforme al tipo di destinazione a cui le parti stesse sono vincolate. Nel godimento delle
parti di propriet esclusiva dei singoli condomini, il codice vieta lesecuzione di opere che rechino danno alle
parti comuni delledificio. Una regola speciale dettata per il proprietario dellultimo piano delledificio, al
quale attribuita la facolt di sopraelevare.
Nei condomini con pi di quattro partecipanti, il modo legale dellorganizzazione prevede la presenza
necessaria dellamministratore, che pu essere scelto indifferentemente tra i condomini oppure in persona
di un estraneo. Lamministratore ha compiti esecutivi (esegue le deliberazioni dellassemblea), regolamentari
(disciplina luso delle cose comuni), contabili (riscuote i contributi ed eroga le spese), manutentivi (compie
atti conservativi). Inoltre lamministratore ha, nei rapporti esterni, la rappresentanza sostanziale dei
condomini, nonch la rappresentanza processuale dei partecipanti.
Lorgano deliberativo del condominio lassemblea. Ad essa sono riservate: le attribuzioni concernenti
lattivit di amministrazione straordinaria; la gestione economico-finanziaria; la nomina, la conferma e la
revoca dellamministratore; lapprovazione del regolamento; la promozione o lassunzione di liti. Lassemblea
dei condomini deve essere convocata in via ordinaria almeno una volta allanno, oppure in via straordinaria.
Ai fini sia della costituzione dellassemblea, sia nellapprovazione delle delibere, si segue un criterio misto,
che tiene conto del numero dei condomini e del valore delle partecipazioni millesimali rispetto al valore
delledificio che essi rappresentano. Le deliberazioni adottate dallassemblea sono obbligatorie anche per i
condomini assenti o dissenzienti, i quali, per, possono impugnarle entro trenta giorni quando esse risultino
contrarie alla legge o al regolamento di condominio.
Il regolamento di condominio richiesto quando i condomini siano pi di quattro. Il regolamento stabilisce
lorganizzazione e il funzionamento dellattivit del condominio; in nessun caso pu pregiudicare i diritti di
ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto, o derogare alle disposizioni dettate dal codice o
dalle norme di attuazione.
Situazioni di propriet comune in rapporto di accessoriet con i fabbricati possono realizzarsi non soltanto
allinterno di un unico edificio, ma anche in forme diverse. Si tratta degli edifici aventi in comune impianti o
servizi: si parla, in questo caso, di condominio complesso o di supercondominio.

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Multipropriet
La multipropriet una creazione della prassi contrattuale che consiste nellavvicendamento, mediante un
sistema a turni, nella fruizione dellunit abitativa, da parte di una pluralit di soggetti titolari. Si hanno vari
tipi di multipropriet: la multipropriet immobiliare, la multipropriet azionaria, la multipropriet alberghiera.
La multipropriet si differenzia dalla comunione perch la destinazione del bene non modificabile, la
divisione non consentita e lutilizzazione esclusiva del bene a periodi alternati costituisce un aspetto
indefettibile dellistituto. La multipropriet realizzerebbe unipotesi di concorrenza di diritti analoghi alla
propriet individuale, piuttosto che unipotesi di contitolarit del diritto. Mentre per la propriet ordinaria ha
come punto di riferimento un bene individuato solo spazialmente, la multipropriet, quale forma speciale di
propriet, avrebbe ad oggetto una frazione spazio-temporale del bene; inoltre la situazione si
caratterizzerebbe per la mancanza dei caratteri della pienezza e della esclusivit, data la necessit di
coordinare le utilizzazioni da parte dei diversi titolari.
A tutela del consumatore che acquista una multipropriet, intervenuto il codice del consumo, che disciplina
il contratto relativo allacquisto di un diritto di godimento ripartito concluso da un consumatore con un
venditore. Lintervento normativo prevede la regolamentazione di obblighi di informazione a carico del
venditore e la previsione della facolt di recesso, senza alcuna penalit, da parte dellacquirente.
8. Possesso

Nozioni
Il possesso il potere sulla cosa che si manifesta in unattivit corrispondente allesercizio della propriet
o di altro diritto reale. Si tratta di una situazione di fatto, alla quale pu corrispondere o no la situazione di
diritto consistente nella titolarit del diritto reale: possessore, quindi, anche colui che eserciti il potere di
fatto sulla cosa senza un pregresso acquisto del diritto reale sulla cosa stessa, o, addirittura, in seguito
allillecita acquisizione di essa. A fondamento della tutela possessoria risiedono ragioni di ordine pubblico:
se non si tutelasse il possesso di per s, si consentirebbe a chi afferma di avere un diritto sulla cosa di farlo
valere con la forza contro chi ha, in quel momento, la cosa in suo potere.
La natura giuridica del possesso, sebbene controversa, qualificabile in termini di aspettativa. In conformit
alla tradizione romanistica e alle origini dellistituto, due sono gli elementi costitutivi del possesso: lelemento
oggettivo (corpus), che consiste nella relazione di fatto con la cosa; lelemento soggettivo (animus
possidendi), cio lintenzione di tenere la cosa ad immagine di un diritto reale. Alla concezione romanistica
del possesso si contrappone quella germanica, per la quale lunico elemento costitutivo dato dalla
relazione materiale con la cosa: cos, finiscono col porsi sullo stesso piano situazioni di vario tipo,
riconducibili anche alla categoria della detenzione.
La relazione materiale pu essere diretta o indiretta: diretta nel caso in cui il possessore abbia nella sua
personale disponibilit la cosa; indiretta qualora un soggetto non eserciti direttamente il possesso sulla
cosa, ma lo eserciti per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa. In questultimo caso si
parla di possesso mediato e chi detiene la cosa non esercita il possesso ad immagine di un diritto reale.
Lanimus possidendi caratterizza il potere di fatto sulla cosa. Se un soggetto utilizza una cosa ritenendo di
custodirla nellinteresse altrui, egli non pu essere ritenuto possessore, stante il difetto della volont di

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utilizzare la cosa come propria; qualora, invece, egli utilizzi la cosa nella consapevolezza, anche erronea, di
averla acquistata dal precedente proprietario, tale consapevolezza integra lanimus possidendi e, pertanto, il
suo potere di fatto qualificato come possesso.
Il possesso pu essere titolato e non titolato: si ha possesso titolato (ius possidendi) quando alla situazione
possessoria di fatto corrisponde una valida situazione di diritto; si ha possesso non titolato (ius
possessionis) quando la situazione di fatto non trova legittimazione della corrispondente situazione giuridica.
Atti di tolleranza
Pu accadere che un soggetto eserciti una forma di godimento della cosa soltanto per condiscendenza di
colui che sulla cosa vanti una posizione giuridica o di mero possesso. In tal caso, la legge stabilisce che gli
atti compiuti con laltrui tolleranza non possono servire di fondamento allacquisto del possesso. Gli atti di
tolleranza si caratterizzano per gli elementi della transitoriet e della saltuariet, nonch della permissio
domini, ossia la consapevolezza da parte del beneficiario che il godimento pu essere fatto cessare dal
dominus in un qualsiasi momento con un atto di proibizione.
Oggetto del possesso
Sono oggetto del possesso le cose e non i diritti; questi ultimi, se hanno natura reale, rappresentano
unicamente limmagine del possesso, ossia la situazione giuridica che corrisponde a quel determinato potere
di fatto esercitato dal possessore. Lacquisto della propriet o di un altro diritto reale rappresenta leffetto pi
importante del possesso, ma possono costituire oggetto di possesso anche le cose di cui non si pu
acquistare la propriet e, in tal caso, il possesso senza effetto. Le cose di cui non si pu acquistare la
propriet sono le res extra commercium e, in particolare, i beni appartenenti al pubblico demanio.
Successione nel possesso
Due fattispecie diverse, che hanno in comune tra loro il mutamento del soggetto che esercita il possesso sul
bene, sono la successione mortis causa del possessore e la successione a titolo particolare del
possessore, sia mortis causa (legatario) che per atto inter vivos (compravendita, donazione).
Per la successione mortis causa del possessore si prevede che il possesso continua nellerede con effetto a
partire dallapertura della successione. Lerede succede con le stesse caratteristiche che connotavano il
possesso del de cuius: pertanto egli, pur ignorando di ledere un altrui diritto, sar considerato possessore di
mala fede, qualora il defunto versasse in situazione soggettiva di mala fede.
Nella successione a titolo particolare del possessore, il successore, a differenza dellerede, non succede
automaticamente nel possesso del dante causa, ma pu unire al proprio possesso quello del suo autore per
goderne gli effetti. Lunificazione giuridica dei due possessi il risultato di una facolt il cui esercizio
rimesso alla libera volont del successore a titolo particolare.
Possesso e detenzione
Dal possesso deve essere distinta la detenzione: essa consiste nella relazione materiale con la cosa
sempre fondata su un titolo, il quale attribuisce o un diritto personale di godimento o una mera
obbligazione. La detenzione ha in comune col possesso la disponibilit materiale della cosa, ma tale

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relazione di fatto ad immagine dellesercizio di un diritto reale, ma riconducibile ai poteri che derivano da
un rapporto obbligatorio o da una relazione con il possessore della cosa. La distinzione tra possesso e
detenzione agevole nei casi in cui la situazione di fatto si fondi su un titolo, ossia su quellatto da cui
derivano situazioni giuridiche in capo a determinati soggetti.
Con riferimento ai titoli contrattuali, vi sono contratti che fondano situazioni di possesso e contratti che
fondano situazioni di detenzione. Occorre richiamare la distinzione tra contratti con effetti reali e contratti
con effetti obbligatori: i primi, poich costituiscono o trasferiscono un diritto reale, fondano situazioni
possessorie; i secondi, invece, costituiscono un mero rapporto obbligatorio, in cui ad una delle parti
attribuito un diritto personale di godimento (locazione) o un obbligo di custodia (deposito, mandato),
configurandosi cos situazioni di detenzione.
Analoga considerazione va fatta per i titoli giudiziari. Le sentenze costitutive di diritti reali (esecuzione in
forma specifica di una promessa di vendita) fondano situazioni di possesso, mentre le pronunce che
attribuiscono diritti personali di godimento (sentenza che assegna la casa familiare al coniuge affidatario
dei figli nella separazione o nel divorzio) fondano situazioni di detenzione.
Mentre la detenzione risiede sempre su un titolo di legittimazione, il possesso pu prescindere da un titolo di
legittimazione. Se il possesso prescinde da un titolo di legittimazione, la legge pone una presunzione
secondo la quale si presume il possesso in colui che esercita il potere di fatto, quando non si prova che ha
cominciato a esercitarlo semplicemente come detenzione.
Nellambito della detenzione, si distingue tra detenzione qualificata, detenzione non qualificata e detenzione
senza interesse. La detenzione si dice qualificata quando il detentore titolare di un interesse proprio al
godimento della cosa (conduttore, affittuario, comodatario): in questo caso, la detenzione tutelabile nei
confronti di chiunque. La detenzione si dice non qualificata quando il detentore detiene non gi
nellinteresse proprio, bens nellinteresse del possessore: il detentore pu allora agire in reintegrazione solo
contro i terzi e non anche contro il possessore, nel cui interesse detiene (mandatario, o amministratore del
patrimonio altrui). Infine, la detenzione si dice senza interesse quando sussiste per ragioni di servizio o di
ospitalit: tali detentori, designati come detentori non autonomi, sono sprovvisti di qualsiasi tutela a fronte
dello spoglio perpetrato nei loro confronti da chiunque.
Il detentore pu divenire possessore e il possessore pu divenire detentore. Se, ad esempio, il proprietario
aliena il bene a colui che gi lo detiene in base ad un rapporto di locazione, il conduttore-detentore, per
effetto dellacquisto del diritto reale, muta la sua relazione con la res da detenzione in possesso. Questa
situazione descritta come traditio brevi manu, perch il possessore ottiene la disponibilit del bene senza
che venga effettuata in suo favore una materiale consegna. Viceversa, se il possessore, contestualmente
allalienazione della propriet, stipula con lacquirente un contratto di locazione del bene, egli perde la
qualifica di possessore ma resta detentore. Questa fattispecie definita come costituto possessorio:
lacquirente diviene possessore senza conseguire alcuna diretta relazione con il bene. Sia nella traditio brevi
manu che nel costituto possessorio, non muta la relazione materiale con la cosa, ma muta il titolo e, con
esso, si modifica la qualifica di colui che esercita il potere di fatto.
A queste ipotesi occorre poi aggiungere due ulteriori fattispecie. Nella prima, il mutamento della detenzione
in possesso pu derivare da un fatto proveniente da un terzo, o in forza dellopposizione fatta dal
detentore nei confronti del possessore. Nella seconda fattispecie, nota come interversio possessionis, il

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possesso ad immagine di un diritto reale minore si modifica, iniziando ad essere esercitato ad immagine del
diritto di propriet.
Presunzioni relative al possesso
In materia di possesso, la legge stabilisce quattro presunzioni. Esse sono: la presunzione di possesso, a
favore di colui che esercita il potere di fatto, quando non si prova che ha cominciato a esercitarlo
semplicemente come detenzione; la presunzione di possesso intermedio, per cui il possessore attuale
che ha posseduto in tempo pi remoto si presume che abbia posseduto anche nel tempo intermedio; la
presunzione di possesso anteriore, secondo la quale il possessore che abbia un titolo a fondamento del
suo possesso si presume abbia posseduto dalla data del titolo (altrimenti, il possesso attuale non fa
presumere il possesso anteriore); la presunzione di buona fede del possessore a partire dal tempo
dellacquisto.
In particolare, il possessore si presume in buona fede se egli possiede ignorando di ledere un altrui diritto o
ha la disponibilit di un bene acquistato sulla base di un titolo di cui ignori la nullit. La buona fede soggettiva
definita come la convinzione dellagente di comportarsi in maniera conforme al diritto, mentre la buona
fede oggettiva rileva nellambito del rapporto contrattuale.
Effetti del possesso
Il codice disciplina tre effetti giuridici del possesso: i diritti e gli obblighi del possessore nella restituzione
della cosa; lacquisto del diritto reale su bene mobile mediante il possesso; lusucapione.

Restituzione della cosa


possibile che il possessore, convenuto in giudizio dal titolare del diritto reale, sia condannato alla
restituzione della cosa stessa. In tale situazione, gli obblighi e i diritti del possessore sono diversamente
regolati con riguardo ai frutti, alle riparazioni e ai miglioramenti, alle addizioni. Per quel che concerne i frutti
della cosa posseduta, il possessore, se in buona fede, ha diritto a farli suoi fino al momento della domanda
giudiziale; se in mala fede, tenuto alla restituzione integrale dei frutti e dovr corrisponderne il valore se
percepiti.
Il possessore, anche di mala fede, ha diritto al rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie e a
unindennit per i miglioramenti recati alla cosa, purch sussistano al tempo della restituzione. Nel caso di
addizioni, lattivit posta in essere dal possessore equiparata a quella del terzo che, con materiali propri,
esegua opere su fondo altrui. Tuttavia, se le addizioni costituiscono miglioramenti e il possessore di buona
fede, dovuta unindennit; inoltre, se in buona fede, il possessore pu usufruire di un particolare strumento
di autotutela, che consiste nella ritenzione della cosa fino al momento in cui non gli vengano corrisposte le
indennit dovute.
Possesso vale titolo
Mentre per i beni immobili esiste il regime della trascrizione dei titoli di acquisto nei registri immobiliari, per i
beni mobili non previsto alcun sistema di pubblicit, fatta eccezione per particolari categorie di beni. Chi
acquista un bene mobile, dunque, non pu verificare la legittimazione formale dellalienante: lunico dato

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che emerge quello del potere dellalienante di trasmettere, mediante la consegna, il possesso della cosa
oggetto del contratto.
Per garantire la sicurezza dei traffici giuridici, il codice sancisce un particolare modo di acquisto a titolo
originario del diritto reale sul bene mobile, che si perfeziona nel momento in cui chi acquista da un
soggetto non proprietario, sulla base di un titolo astrattamente idoneo, consegue, se in buona fede, il
possesso della cosa. Si dice, al riguardo, che il possesso vale titolo. Il conflitto tra linteresse del
proprietario, interessato a non perdere la propriet della cosa mobile che un terzo abbia alienato come
propria, e linteresse dellacquirente, che abbia conseguito in buona fede il possesso, risolto attribuendo la
preferenza allacquirente.
Gli elementi costitutivi dellacquisto a titolo originario mediante il possesso vale titolo sono: lalienazione
a non domino; il titolo astrattamente idoneo; il possesso conseguito dallacquirente; la buona fede
dellacquirente al momento della consegna; la natura mobile del bene.
Il possesso vale titolo si applica solo agli acquisti a non domino. Se invece lalienazione proviene a domino,
per verificare lavvenuto acquisto in capo allacquirente occorre esaminare lidoneit del titolo di
trasferimento: gli eventuali vizi non possono essere sanati dal possesso conseguito in buona fede
dallacquirente. Chi acquista dal vero proprietario sulla base di un contratto nullo, nonostante il possesso e la
buona fede, non acquista alcun diritto sul bene; chi, invece, acquista da soggetto non proprietario, sulla base
di un contratto che sarebbe stato valido se fosse stato concluso col vero proprietario, consegue la propriet
mediante il possesso e la buona fede al momento della consegna.
Lesistenza di un titolo astrattamente idoneo significa che il titolo sarebbe effettivamente idoneo a
trasferire il diritto qualora provenisse dal dominus. Non astrattamente idoneo un titolo nullo, perch, in
quanto tale, non produrrebbe alcun effetto traslativo anche se proveniente dal vero proprietario. idoneo,
invece, un titolo annullabile o risolubile o rescindibile, perch, in tal caso, il titolo produce i suoi effetti,
qualora non siano proposte le rispettive azioni. Il titolo astrattamente idoneo pu essere oneroso o gratuito;
pertanto, anche la donazione un titolo astrattamente idoneo.
Non vi acquisto della propriet se lacquirente non ottiene il possesso della cosa in conseguenza della
consegna effettuata dallalienante: per consegna deve intendersi soltanto la traditio materiale.
La buona fede dellacquirente consiste nellerronea convinzione che lalienante sia leffettivo proprietario
della cosa e che possa, quindi, legittimamente disporne. La buona fede si presume e non giova se derivi da
colpa grave. In una sola ipotesi la legge esclude ogni rilevanza allerronea convinzione in ordine alla qualit
di proprietario dellalienante: il caso di colui che, allatto dellacquisto, conosceva lillegittima provenienza
della cosa, ma riteneva erroneamente che il suo autore fosse divenuto comunque proprietario.
Lacquisto della propriet del bene, come ogni acquisto a titolo originario, opera in presenza dei presupposti
indicati dalla legge e, pertanto, automaticamente. Tuttavia, qualora lalienante non sia proprietario del bene
alienato, lacquirente pu anche rinunciare alleffetto acquisitivo: il vero proprietario rester titolare del diritto
e lalienante sar obbligato al risarcimento del danno cagionato allacquirente.
Attraverso la regola del possesso vale titolo si pu acquisire il diritto di propriet su beni mobili, ma anche i
diritti di usufrutto, di uso e di pegno, cio quei soli diritti reali minori che possono avere ad oggetto beni
mobili. In questi casi, occorre che lautore agisca come soggetto legittimato a trasferire il diritto sul bene
mobile. Il possesso vale titolo, invece, non si applica alle universalit di beni mobili e ai beni mobili registrati,

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per i quali valgono le norme in materia di usucapione. Gli effetti del possesso di buona fede dei titoli di
credito sono regolati dalle norme specifiche.
Una specifica applicazione del possesso vale titolo riguarda la fattispecie della doppia alienazione di bene
mobile. Il proprietario che ponga in essere una prima alienazione del bene trasferisce allacquirente il diritto
sul bene stesso, per effetto del principio del consenso traslativo; allorch compia un successivo atto di
alienazione, egli agisce a non domino. Il secondo acquirente ottiene la propriet del bene mobile soltanto nel
caso in cui consegua in buona fede il possesso prima di colui che ha acquistato in epoca anteriore.
Pertanto, se taluno, con successivi contratti, aliena a pi persone un bene mobile, quella tra esse che ne ha
acquistato in buona fede il possesso preferita alle altre, anche se il suo titolo di data posteriore.
Usucapione
Lusucapione un modo di acquisto della propriet e degli altri diritti reali che si perfeziona mediante il
possesso continuato per il tempo stabilito dalla legge. Per condurre allacquisto del diritto reale, il possesso
deve essere continuo, non interrotto, pacifico e pubblico.
La continuit del possesso consiste nellesercizio costante dei poteri sulla cosa e deve essere provata da
colui che intenda farne valere gli effetti. Tale attivit probatoria agevolata dalle presunzioni di possesso
intermedio e di possesso anteriore.
La non interruzione attiene alla circostanza che lesercizio del potere sulla cosa non deve cessare per
cause oggettive o per un fatto proveniente da un terzo. Mentre il requisito della continuit si riferisce
allattivit posta in essere direttamente dal possessore, la non interruzione richiama eventuali cause che
abbiano determinato una perdita del possesso. Lusucapione interrotta quando il possessore stato
privato del possesso per oltre un anno; linterruzione stessa si ha come non avvenuta se stata proposta
lazione diretta a recuperare il possesso e questo stato recuperato.
Il possesso deve essere acquistato in modo pacifico. Viceversa, il possesso acquistato in modo violento
non giova per lusucapione, se non dal momento in cui la violenza cessata.
Il possesso deve essere acquistato in modo pubblico. Ai fini dellusucapione, infatti, il possesso non pu
essere acquistato in modo clandestino, ossia con modalit che non possono essere percepite dal
proprietario, il quale non potrebbe manifestare la sua opposizione verso latto dellimpossessamento.
clandestino quel possesso non attuato in maniera visibile ed esteriormente apprezzabile, in modo da rivelare
lanimus del possessore di assoggettare la cosa al proprio potere.
Possono essere oggetto di usucapione la propriet e i diritti reali minori di godimento; non si possono
acquistare per usucapione i diritti reali di garanzia e le servit non apparenti.
Si distinguono due forme di usucapione, lusucapione ordinaria e lusucapione abbreviata: lusucapione
ordinaria richiede unicamente il possesso e il decorso del tempo; lusucapione abbreviata, invece,
presuppone che, a fondamento del possesso, sussista un acquisto compiuto dal possessore in buona fede e
in base a un titolo astrattamente idoneo, da parte di chi non proprietario del bene. Tra usucapione
abbreviata e istituto del possesso vale titolo cambia la natura del bene oggetto del possesso:
lusucapione abbreviata concerne i beni immobili, le universalit di mobili e i beni mobili registrati; ricadono
invece nellistituto del possesso vale titolo i semplici beni mobili, per i quali disposto lacquisto immediato
della propriet.

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I beni immobili e le universalit di mobili sono usucapibili nel tempo di venti anni, mentre i beni mobili
registrati nel tempo di dieci anni. Se vi stata trascrizione del titolo di acquisto, i beni immobili sono
usucapibili entro dieci anni da detta trascrizione, mentre i beni mobili registrati entro tre anni. I beni mobili
non registrati, invece, sono usucapibili nel tempo di dieci o venti anni, a seconda che il possessore sia in
buona fede o in mala fede. Tuttavia, con riguardo ai beni mobili non registrati, se si realizza lipotesi del
possesso vale titolo, il possessore ne acquisisce immediatamente la propriet.
Una volta maturato il termine per lusucapione, il possessore acquista automaticamente il diritto. Lacquisto
opera ex nunc dal compimento del tempo previsto dalla legge. Poich lusucapione non ha efficacia
retroattiva, il precedente proprietario ha diritto di pretendere i frutti percepiti dallusucapiente, se in mala
fede prima dellacquisto del diritto. Lusucapione deve essere sempre fatta valere dal possessore nei
confronti di chi rivendichi la propriet del bene.
Il termine per lusucapione pu essere sospeso o interrotto. Quanto alle cause di sospensione, vi sono le
vicende relative a specifici rapporti obbligatori: cos il tutore che eserciti un potere di fatto sui beni
dellinterdetto non potr computare tale possesso ai fini dellusucapione. Tuttavia, qualora chi si impossessi
del bene dellincapace consegni il bene stesso ad altro soggetto, nei confronti di questultimo la causa di
sospensione non opera, se il possesso abbia ad oggetto un bene immobile, e il possesso pu condurre
allusucapione del bene.
Tra le cause di interruzione dellusucapione, idonea la domanda giudiziale che il titolare del diritto
proponga nei confronti del possessore. Per il riconoscimento del diritto, occorre che il possessore esprima la
volont non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare. Si ritiene che lacquisto per usucapione non
implichi lestinzione dei diritti reali minori sul medesimo bene (usucapio libertatis), al pari di quanto
previsto nellacquisto di beni mobili mediante il possesso in buona fede ottenuto a non domino.
Azioni a difesa del possesso
Lordinamento consente al possessore di reagire nei confronti dei fatti lesivi del suo possesso, anche
quando tali fatti siano posti in essere dal titolare del diritto reale sul bene oggetto di possesso. Lo spoglio,
ossia la privazione violenta o occulta del possesso, nonch le molestie arrecate al godimento del
possessore, costituiscono fatti illeciti. Per essi ammissibile, in primo luogo, la legittima difesa, e cio una
forma di autotutela, anche violenta, purch immediata e proporzionale alloffesa, diretta a scongiurare la
lesione della propria situazione possessoria. In secondo luogo, il possessore ha a disposizione due rimedi
giudiziari: lazione di reintegrazione, o di spoglio, e lazione di manutenzione. In entrambi i giudizi,
loggetto dellaccertamento giudiziario costituito dallesistenza del possesso in capo allattore, che
lamenta la lesione, e dalleffettiva realizzazione dello spoglio o della molestia da parte del convenuto.
irrilevante la circostanza che il possessore, o il presunto autore dello spoglio o della molestia, siano o no
titolari di un diritto reale sul bene: lunico aspetto rilevante consiste nella situazione di fatto.
Per le azioni possessorie il codice di procedura civile prevede un procedimento speciale, che presenta il
carattere della sommariet (audizione dei testi) e che si conclude con lemanazione di una decisione
provvisoria in forma di ordinanza (interdetto possessorio), con la quale pu ordinare la reintegrazione nel
possesso o la cessazione del comportamento molesto. Avverso tale ordinanza proponibile il reclamo
avanti al tribunale in composizione collegiale. La fase di merito, che pu seguire quella sommaria, pu

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essere introdotta soltanto su richiesta di una delle parti. Il giudizio possessorio deve essere distinto dal
giudizio petitorio, che quello in cui si controverte in ordine allesistenza di un diritto sul bene e nel quale
colui che afferma il diritto ha lonere di provare i fatti a fondamento del suo acquisto.
Azione di reintegrazione
Se il possessore viene privato violentemente ed occultamente del possesso, egli pu proporre azione di
reintegrazione nei confronti dellautore dello spoglio, allo scopo di riottenere la disponibilit materiale del
bene. La legittimazione attiva spetta non soltanto al possessore ma, nei confronti delle privazioni compiute
dai terzi, anche al detentore qualificato e non qualificato. La legittimazione attiva sussiste anche in capo al
possessore che sia titolare del diritto reale sul bene: egli, in luogo dellazione di rivendicazione, che
comporta lonere di provare la titolarit del diritto sul bene, pu esercitare lazione di reintegrazione, il cui
onere probatorio si riduce alla dimostrazione del possesso e dello spoglio.
La legittimazione passiva spetta allautore dello spoglio, ma se costui, prima della proposizione dellazione,
ha perso la disponibilit materiale del bene per averlo consegnato a un terzo, legittimato passivo allazione di
spoglio il terzo, purch egli abbia conseguito il possesso in virt di un acquisto a titolo particolare fatto con
la conoscenza dellavvenuto spoglio. Lautore dello spoglio , invece, lunico legittimato passivo dellazione
risarcitoria per i danni derivati dal patito spoglio.
Lazione risarcitoria lunica che possa essere esperita se il bene sottratto sia stato distrutto. Il
presupposto oggettivo dellazione rappresentato dallo spoglio, cio la sottrazione totale o parziale del
bene dalla sfera della disponibilit del possessore, cosicch viene ad essere impedito lesercizio del potere
di fatto sulla cosa. La molestia, al contrario, consiste in una condotta, che si limita a frapporre un ostacolo
allesercizio del possesso. Lo spoglio richiede anche un elemento temporale, in quanto non pu consistere in
un impedimento di natura momentanea o transitoria; pu inoltre presupporre un comportamento attivo od
omissivo. Invece, il rifiuto di restituzione del bene da parte del detentore non configura uno spoglio: il
locatore, allo scopo di recuperare il bene, dovr agire con lazione contrattuale finalizzata alla restituzione.
Lo spoglio deve presentare i requisiti della violenza o della clandestinit. Affinch lo spoglio possa
considerarsi violento, sufficiente che lautore agisca contro la volont, dichiarata o presunta, del
possessore. Lo spoglio non violento attribuisce la legittimazione allazione di reintegrazione soltanto nel caso
in cui il possesso duri da oltre un anno, continuo e non interrotto e non sia stato acquistato violentemente o
clandestinamente (spoglio semplice). La clandestinit dello spoglio richiede che lautore abbia agito senza la
presenza dellinteressato, il quale ne sia venuto a conoscenza in un momento successivo. esclusa la
necessit di uno specifico intento doloso diretto alla consumazione dello spoglio. Lazione di reintegrazione
soggetta al termine dei decadenza di un anno dal sofferto spoglio; termine che decorre dal giorno dello
spoglio o, in caso di spoglio clandestino, dal giorno della scoperta dello spoglio.
Azione di manutenzione
Lazione di manutenzione consente di reagire alle molestie che siano commesse ai danni del possessore.
Non si tratta di unazione di tipo recuperatorio, ma di un rimedio di carattere conservativo e preventivo,
finalizzato a mantenere il godimento del bene senza mutamenti o maggiori difficolt di esercizio. Lazione di
manutenzione tutela il solo possesso e non anche la detenzione. Inoltre, il possesso deve avere come

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oggetto beni immobili o universalit di mobili, deve durare, in modo continuo e non interrotto, da pi di un
anno e deve non essere stato acquistato con violenza o clandestinit. La legittimazione passiva spetta
allautore della molestia.
Il presupposto oggettivo dellazione costituito dalla molestia o turbativa del possesso. Si distingue la
molestia di fatto, che ricorre quando la turbativa incide sul concreto esercizio del potere di fatto esercitato dal
possessore, dalla molestia di diritto, che consiste, invece, nella contestazione dellaltrui possesso mediante
atti giudiziali o stragiudiziali, manifestamente privi di fondamento, con i quali si pretende la cessazione o la
modificazione della situazione possessoria. Anche a proposito dellazione di manutenzione, esclusa la
necessit di uno specifico animus turbandi. A pena di decadenza, il termine per proporre lazione di
manutenzione di un anno dal momento in cui si verificata la turbativa.
Azione di risarcimento del danno
La lesione del possesso qualificata come fatto illecito, rispetto al quale pu essere proposta,
alternativamente o cumulativamente con la domanda di reintegrazione o manutenzione, lazione di
risarcimento del danno. Quando il possessore, o il detentore, riesca a recuperare il bene, il danno
limitato al pregiudizio corrispondente al mancato godimento. Come rimedio alternativo alle azioni
possessorie, lazione di risarcimento del danno risulta proponibile in due casi: per impossibilit di recuperare
il bene, come nel caso di distruzione o di alienazione a terzo di buona fede; per mancanza di interesse al
recupero.
Azioni di nunciazione
Il possessore (o il proprietario, o il titolare di altro diritto reale minore) pu proporre due azioni volte a
prevenire possibili danni materiali alla cosa oggetto del possesso e a tutelare, perci, il diritto del possessore
di continuare a godere del bene nello stato di fatto in cui si trova. Si tratta delle cosiddette azioni di
nunciazione, le quali, a seconda della diversa natura del pericolo temuto per la res, consistono nella
denuncia di nuova opera e nella denuncia di danno temuto. Entrambe sono disciplinate anche dal codice di
procedura civile e hanno natura cautelare.
La denuncia di nuova opera lazione con cui si domanda al giudice di vietare la continuazione della
nuova opera, intrapresa da altri sul proprio o sullaltrui fondo. Ha due presupposti: lopera deve essere stata
intrapresa, ma non ancora compiuta; deve sussistere un ragionevole timore di danno alla cosa che forma
oggetto del diritto o del possesso. Il termine per la proposizione dellazione di un anno dallinizio dellopera.
La legittimazione passiva appartiene a colui che realizza la nuova opera. Lesecuzione di unopera, dalla
quale possa derivare un danno per la cosa oggetti di altrui diritto o possesso, configura un atto illecito: il
denunciante, perci, pu domandare anche il risarcimento del danno che abbia gi sofferto.
La denuncia di danno temuto lazione proponibile quando il proprietario, il titolare di un altro diritto reale
di godimento o il possessore abbia ragione di temere che da qualsiasi edificio, albero o altra cosa sovrasti
un pericolo di danno grave e prossimo alla cosa oggetto del diritto o del possesso. Il presupposto oggettivo
dellazione costituito dal pericolo di danno grave e prossimo alla cosa. La legittimazione passiva
appartiene sempre a colui che, essendovi obbligato, abbia omesso di espletare lattivit necessaria per
evitare linsorgenza del pericolo. Mentre con la denuncia di nuova opera il denunciante lamenta un facere,

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nella denuncia di danno temuto si contesta la legittimit di un non facere da parte del soggetto tenuto alla
manutenzione o alla custodia.
II. FAMIGLIA E MATRIMONIO

1. Nozioni generali
Famiglia nella Costituzione e nel Codice civile
La Costituzione definisce la famiglia come una societ naturale fondata sul matrimonio. Il concetto di
societ naturale richiama la struttura comunitaria della famiglia e allude alla sua rilevanza sociale e giuridica.
La famiglia si fonda sullistituto del matrimonio, disciplinato alla stregua di un negozio giuridico non
patrimoniale, che vincola giuridicamente i coniugi e assicura la tendenziale stabilit del rapporto coniugale.
La Costituzione, attraverso il richiamo al matrimonio come fondamento della famiglia, sancisce il
riconoscimento dei diritti della sola famiglia legittima, formata dai coniugi e dai figli nati dal matrimonio;
tuttavia, stabilisce il dovere e il diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori
del matrimonio, e prevede la necessit di assicurare per legge ai figli naturali ogni tutela giuridica e sociale. Il
modello costituzionale di famiglia ha indotto il legislatore ordinario ad attuare una revisione dellintera
disciplina del diritto di famiglia gi contenuta nel codice (1975), conformandola al principio delluguaglianza
morale e giuridica dei coniugi e alla prospettiva dellequiparazione tra filiazione legittima e naturale.

Famiglia di fatto
Al modello di famiglia delineato dalla Costituzione estraneo il fenomeno della cosiddetta famiglia di fatto,
che consiste nella convivenza stabile, e non occasionale, tra soggetti che assumono reciprocamente
comportamenti corrispondenti ai diritti e doveri che caratterizzano lunione coniugale. Sul piano della vigente
disciplina legislativa, la famiglia di fatto resta priva di unorganica regolamentazione e assume una rilevanza
soltanto occasionale. La giurisprudenza ha attribuito rilevanza al vincolo affettivo che connota la famiglia di
fatto soltanto in settori specifici: stata talvolta riconosciuta la legittimazione del convivente more uxorio
alla proposizione dellazione di reintegrazione e al risarcimento dei danni subiti per la morte del convivente in
seguito al fatto illecito del terzo; stato invece negato il diritto del convivente more uxorio a ripetere le
eventuali attribuzioni patrimoniali effettuate nel corso della convivenza. La famiglia di fatto trova il suo
principio costituzionale di riferimento nelle norme in cui si riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo
nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit.

Parentela e affinit
La parentela il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite. Consiste in un legame di
sangue tra persone, che hanno in comune la discendenza da uno stesso soggetto. Si distingue tra parentela
in linea retta e parentela in linea collaterale: per linea retta si intende la generazione in senso verticale, cio
tra padre e figlio e tra questultimo e i suoi figli; la parentela collaterale, invece, indica il legame
intercorrente tra persone che hanno in comune un ascendente (zio e nipote). Lintensit del vincolo di

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parentela si misura per gradi; salvo che la legge disponga espressamente in senso contrario, il vincolo di
parentela non ha pi rilevanza giuridica oltre il sesto grado.
Laffinit il vincolo tra un coniuge e i parenti dellaltro coniuge. Laffinit non cessa con la morte, anche
senza prole, del coniuge da cui deriva, mentre cessa se il matrimonio dichiarato nullo. Laffinit non ha
alcuna rilevanza ai fini della successione legittima o necessaria.
Nozione di matrimonio
Il matrimonio latto con cui luomo e la donna costituiscono la famiglia, assumendo il reciproco obbligo di
fedelt, di assistenza morale e materiale, di collaborazione, di coabitazione, di contribuzione ai bisogni della
famiglia. Il matrimonio non un mero atto, bens un negozio giuridico bilaterale, che presuppone la
manifestazione della volont personale degli sposi nella piena consapevolezza degli effetti giuridici della loro
dichiarazione. Ha natura non patrimoniale.
Si deve comunque distinguere il matrimonio inteso come atto con cui i coniugi costituiscono tra loro la
comunione materiale e spirituale, dal matrimonio inteso come rapporto giuridico che si instaura per effetto
della stipulazione dellatto.
Lesercizio di fatto dei diritti e degli obblighi coniugali definito possesso di stato. Gli elementi costitutivi del
possesso di stato sono il nome, il trattamento e la fama: il nome consiste nellidentificazione degli sposi
attraverso il cognome del marito; il trattamento consiste nella convivenza fondata sullattuazione dei doveri
matrimoniali; la fama concerne la notoriet dellunione coniugale. Il possesso di stato conforme allatto di
celebrazione assume una duplice rilevanza giuridica: sana eventuali difetti di forma del matrimonio e
consente la prova dellesistenza del matrimonio, quando latto di matrimonio non sia stato inserito nei registri
dello stato civile.
Promessa di matrimonio e matrimonio per procura
La libert matrimoniale un diritto fondamentale della persona riconosciuto dalla Costituzione. Il codice
ammette che luomo e la donna possano reciprocamente promettersi di unirsi in matrimonio, ma la
promessa di matrimonio non obbliga a contrarlo, n ad eseguire ci che si fosse convenuto per il caso di
non adempimento. Si distinguono la promessa semplice e la promessa solenne: linadempimento della
promessa semplice comporta solo la restituzione dei doni; la promessa solenne comporta, in caso di
mancato adempimento, la restituzione dei doni e lobbligo di risarcire il danno cagionato allaltra parte per le
spese fatte e per le obbligazioni contratte a causa di quella promessa. La promessa solenne pu essere
espressa, quando compiuta vicendevolmente per atto pubblico o per scrittura privata da persone maggiori
di et (o minori ammessi a contrarre matrimonio), oppure essere tacita, perch implicita nella richiesta di
pubblicazioni: la promessa solenne necessariamente bilaterale. Lobbligo di risarcimento dei danni
sussiste soltanto a carico del promittente che rifiuti di adempiere la promessa senza giusto motivo o che, con
la propria colpa, offra giusto motivo al rifiuto dellaltro. La promessa di matrimonio qualificata come mero
atto giuridico, dal quale derivano unicamente, anche se non voluti dai promittenti, gli effetti stabiliti dalla
legge, mentre non si producono altri eventuali effetti voluti dai promittenti stessi.
Il principio di libert matrimoniale trova espressione nella personalit dellatto e nel divieto di partecipare
alla celebrazione del matrimonio attraverso un rappresentante. Una previsione del tutto eccezionale quella

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del matrimonio per procura, in presenza di particolari circostanze: il cosiddetto rappresentante dello sposo
si limita ad esternare una volont interamente riconducibile allo sposo e, nel caso in cui il matrimonio venga
celebrato nonostante la revoca della procura, il matrimonio deve considerarsi inesistente, nullo o
annullabile.
Attiene alla problematica della libert di matrimonio la figura della cosiddetta mediazione matrimoniale
(prossenetico), che consiste nel contratto con cui il mediatore si obbliga, verso un corrispettivo, a prestare la
propria opera al fine di realizzare la celebrazione del matrimonio: laccordo considerato illecito. pure
illecita, e si considera non apposta, la condizione apposta ad unistituzione testamentaria, di erede o di
legato, che impedisca le nozze.
2. Forme del matrimonio-atto

Matrimonio civile
Il matrimonio civile quello celebrato davanti allufficiale dello stato civile e disciplinato dal codice civile,
che ne stabilisce le condizioni, le formalit preliminari e le modalit di celebrazione.
Condizioni
Le condizioni che devono sussistere affinch si possa procedere validamente alla stipulazione del
matrimonio si ricollegano a principi di ordine pubblico e possono essere classificate a seconda che
concernano specifiche esigenze di etica civile; lidoneit psico-fisica degli sposi; lesigenza di certezza in
ordine allattribuzione della paternit.
Sotto il profilo delletica civile, condizione indispensabile per stipulare validamente il matrimonio , in primo
luogo, la libert di stato. Non si considera libero di stato chi sia vincolato ad un precedente matrimonio
efficace nellordinamento giuridico italiano; chi, nonostante limpedimento, contragga un secondo matrimonio
avente effetti civili, commette il reato di bigamia. In secondo luogo, possono impedire il matrimonio vincoli di
parentela, affinit, adozione e affiliazione. Alcune ipotesi integrano impedimenti assoluti, per i quali
lautorit giudiziaria non pu concedere alcuna dispensa: rientrano in questa categoria la parentela in linea
retta, legittima o naturale; la parentela in linea collaterale di secondo grado; laffinit in linea retta; i vincoli
derivanti da adozione. Altre ipotesi integrano impedimenti dispensabili, ossia quelli derivanti da parentela
in linea collaterale di terzo grado (zio e nipote), affinit in linea collaterale di secondo grado (cognati), affinit
in linea retta derivante da matrimonio dichiarato nullo. In terzo luogo, limpedimento da delitto preclude il
matrimonio tra persone delle quali luna stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge
dellaltra.
Sotto il profilo dellidoneit psico-fisica degli sposi, il codice prevede anzitutto un requisito minimo di et, che
coincide, di regola, con la maggiore et. Il requisito legale pu essere derogato soltanto in virt di un
provvedimento del tribunale, che, su istanza dellinteressato, dopo aver accertato la sua maturit psicofisica
e la fondatezza delle ragioni addotte, pu ammettere al matrimonio il minore che abbia compiuto i sedici
anni. In ogni caso, non pu contrarre matrimonio linterdetto per infermit di mente, stante la sua
presunzione di incapacit assoluta di intendere e di volere.

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Infine, per garantire lattribuzione della paternit previsto il divieto temporaneo di nuove nozze, della
durata di trecento giorni, per la donna il cui precedente matrimonio sia stato sciolto o annullato.
Formalit preliminari
Allo scopo di verificare lassenza di impedimenti alla celebrazione del matrimonio, il codice prevede talune
formalit preliminari, che consistono nelle cosiddette pubblicazioni. Il matrimonio una vicenda che, per
quanto privata, assume rilevanza pubblica, anche nei riguardi dei terzi, i quali hanno interesse a conoscere
lo status coniugale dei soggetti con i quali intrattengono rapporti personali o patrimoniali. La pubblicazione
deve essere richiesta dallufficiale dello stato civile del comune dove uno degli sposi ha la residenza ed
fatta nei comuni di residenza degli sposi. Lufficiale dello stato civile, il quale, ravvisando un impedimento,
non ritenga di poter procedere alla celebrazione, rilascia un certificato coi motivi del rifiuto. Le pubblicazioni
possono essere omesse nel caso di imminente pericolo di vita di uno degli sposi.
Il matrimonio pu essere celebrato dopo tre giorni dalla compiuta pubblicazione quando non sia stata fatta
alcuna opposizione. In seguito alle pubblicazioni, si pu fare opposizione al matrimonio nei casi
espressamente previsti dalla legge, che elenca i soggetti legittimati a seconda della ragione di opposizione
che venga fatta valere. Lopposizione pu essere, quindi, proposta: dai genitori, dal coniuge della persona
che vuole contrarre matrimonio, dallex coniuge, dal pubblico ministero. Coloro che vogliano opporsi al
matrimonio, senza esserne legittimati, possono rappresentare la causa di impedimento al pubblico ministero
e sollecitare cos lopposizione di questultimo.
Modalit di celebrazione
Il matrimonio celebrato pubblicamente nella casa comunale davanti allufficiale dello stato civile al quale fu
fatta la richiesta di pubblicazioni. Nel giorno indicato dalle parti, lufficiale dello stato civile, alla presenza di
due testimoni, procede alla celebrazione, che si compone di tre momenti: la dichiarazione dei diritti e i doveri
reciproci derivanti dal matrimonio (artt. 143, 144 e 147); la dichiarazione personale degli sposi, luno dopo
laltro, di volersi prendere rispettivamente in marito e moglie; la dichiarazione, resa dallufficiale dello stato
civile, che gli sposi sono uniti in matrimonio.
La dichiarazione degli sposi di prendersi rispettivamente in marito e in moglie non pu essere sottoposta a
condizione o termine; se il matrimonio ugualmente celebrato, il termine o la condizione si hanno per non
apposti. Dopo la celebrazione del matrimonio, lufficiale di stato civile procede alla compilazione dellatto di
matrimonio, nel quale gli sposi possono eventualmente optare per il regime patrimoniale della separazione
dei beni o compiere il riconoscimento di figli naturali. Latto di matrimonio costituisce la prova dello stato
coniugale.
Matrimonio canonico con effetti civili
Sin dallapprovazione dei Patti lateranensi (1929), lordinamento giuridico italiano ha riconosciuto gli effetti
civili del matrimonio celebrato e disciplinato secondo il diritto canonico. La materia ricevette unapposita
regolamentazione con la legge matrimoniale; il codice civile, a sua volta, stabil che il matrimonio celebrato
davanti a un ministro del culto cattolico era regolato in conformit del Concordato con la Santa Sede e dalle

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leggi speciali in materia. La Costituzione ha mantenuto tale innovazione, stabilendo che i rapporti tra Stato e
Chiesa siano regolamentati dal regime concordatario.
La disciplina del matrimonio canonico con effetti civili, il cosiddetto matrimonio concordatario, stata
riformata con lAccordo di revisione del concordato (1985). Qualora gli sposi decidano di attribuire efficacia
civile al matrimonio celebrato davanti al ministro del culto cattolico, i loro rapporti coniugali vengono
sottoposti alle norme del codice civile, nonch a quelle relative alla separazione personale e al divorzio.
La celebrazione del matrimonio concordatario preceduta dalla richiesta di pubblicazioni, la quale deve
provenire, oltre che dagli sposi, anche dal parroco davanti al quale il matrimonio dovr essere celebrato.
Anche in tal caso, lufficiale dello stato civile, che non creda di poter procedere alle pubblicazioni, rilascia un
certificato coi motivi del rifiuto. Effettuate le pubblicazioni, lufficiale dello stato civile dichiara il suo nullaosta, rilasciando un certificato in cui attesta che non risulta lesistenza di cause che si oppongano alla
celebrazione di un matrimonio valido agli effetti civili.
La celebrazione del matrimonio avviene secondo il rito cattolico, ma lAccordo di revisione prevede che,
dopo la celebrazione, il parroco spieghi ai contraenti gli effetti civili del matrimonio. Compiuta la
celebrazione, il parroco redige in doppio originale latto di matrimonio; uno di questi originali viene subito
trasmesso allufficiale dello stato civile del comune in cui il matrimonio stato celebrato.
La trascrizione latto che attribuisce effetti civili al matrimonio canonico; pu essere ordinaria, ritardata o
tardiva. La trascrizione ordinaria quella eseguita tempestivamente dallufficiale dello stato civile entro
ventiquattro ore dal ricevimento dellatto di matrimonio da parte del ministro del culto cattolico. Se la
celebrazione del matrimonio non sia stata preceduta dalle pubblicazioni o dalla dispensa, lufficiale dello
stato civile affigge alla porta della casa comunale lavviso del matrimonio da trascrivere. Lavviso resta
affisso per dieci giorni, durante i quali possibile proporre opposizioni alla trascrizione. In mancanza di
opposizioni, lufficiale dello stato civile provvede alla trascrizione, che in questo caso detto ritardata. Infine,
se latto di matrimonio non trasmesso tempestivamente allufficiale dello stato civile, cio entro cinque
giorni dalla celebrazione, pu essere effettuata la trascrizione tardiva.
La trascrizione del matrimonio canonico non pu essere effettuata in presenza delle seguenti cause
ostative: quando gli sposi non rispondano ai requisiti della legge civile circa let richiesta per la
celebrazione; quando uno dei contraenti sia interdetto per infermit di mente; quando sussista tra gli sposi
un altro matrimonio valido agli effetti civili; quando vi siano impedimenti derivanti da delitto o da affinit in
linea retta. Non consentita la trascrizione post mortem, ossia la trascrizione tardiva, che uno dei due
coniugi richieda dopo la morte dellaltro. La trascrizione del matrimonio pu essere impugnata, su istanza
dei coniugi, degli ascendenti prossimi, del pubblico ministero e di coloro che abbiano un interesse legittimo e
attuale, qualora sussista una causa di intrascrivibilit non rilevata dallufficiale dello stato civile.

Matrimonio dei culti acattolici


Dal matrimonio concordatario, il codice distingue il matrimonio celebrato davanti a ministri di culti diversi da
quello cattolico, stabilendo che esso sia regolato, salvo disposizioni speciali, dalle norme sul matrimonio
civile. Il matrimonio pu essere celebrato davanti a ministro di culto acattolico soltanto se questultimo sia
cittadino italiano e dopo specifica approvazione del Ministro dellInterno. Si applica la stessa disciplina
prevista per il matrimonio civile.

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A partire dagli anni Ottanta, lo Stato italiano ha stipulato numerose intese con altrettante confessioni
religiose, il cui contenuto, ratificato con legge ordinaria, ha disciplinato, tra laltro, le modalit di celebrazione
del matrimonio. Alla luce delle intese, il matrimonio acattolico assume le caratteristiche di un matrimonio
religioso, ma, a differenza del matrimonio canonico, il matrimonio acattolico soggetto alla giurisdizione
esclusiva dei tribunali civili.

Matrimonio del cittadino allestero e dello straniero in Italia


Il cittadino italiano pu contrarre matrimonio in uno Stato estero innanzi allautorit diplomatica o
consolare competente, oppure innanzi alle autorit locali secondo le leggi dello Stato estero. Anche nel caso
in cui il cittadino contragga matrimonio secondo le forme dello Stato estero, egli, per la legge italiana, deve
trovarsi nelle condizioni necessarie previste.
Lo straniero pu contrarre matrimonio in Italia, ma ha lonere di presentare allufficiale dello stato civile una
dichiarazione dellautorit competente del proprio Paese, dalla quale risulti che non sussistono condizioni
ostative al matrimonio. Qualora lo Stato di appartenenza dello straniero ometta o rifiuti il nulla-osta per motivi
contrari allordine pubblico italiano, il Tribunale pu comunque autorizzare la celebrazione. La legge ha
aggiunto ai requisiti necessari per contrarre matrimonio il possesso di un documento attestante la regolarit
del soggiorno. Lo straniero che ha il domicilio o la residenza in Italia tenuto allonere delle pubblicazioni, in
conformit alla legge italiana.
3. Invalidit del matrimonio

Nullit, annullabilit, inesistenza e irregolarit


Nella materia dellinvalidit del matrimonio, il codice non distingue, a differenza di quanto avviene a
proposito del contratto, tra nullit e annullabilit. Il codice si limita a fare riferimento alla nullit per
disciplinare una serie di ipotesi nelle quali il matrimonio pu essere impugnato dai coniugi, dal Pubblico
Ministero e da altri soggetti legati ai coniugi da vincolo di parentela o aventi soltanto un interesse legittimo e
attuale allazione. La mancata distinzione tra nullit e annullabilit non deriva da una scelta consapevole del
legislatore, bens a ragioni storiche, dovute alla redazione del libro primo del codice civile in epoca
precedente a quella del libro quarto, nel quale il legislatore ripart tra nullit e annullabilit la disciplina
dellinvalidit del contratto.
La nozione di nullit, riferita al matrimonio, indica qualsiasi ipotesi di invalidit, comprese quelle che
appaiono maggiormente assimilabili, sul piano sistematico, alla figura dellannullabilit. La dottrina distingue,
per, linvalidit del matrimonio dalle figure dellirregolarit e dellinesistenza. Lirregolarit ricorre nellipotesi
di violazione delle norme che disciplinano il procedimento di formazione dellatto, non inificia la validit ed
efficacia del matrimonio e comporta una sanzione a carico del celebrante o degli sposi, come nel caso in cui
siano state omesse le pubblicazioni o la celebrazione sia avvenuta in violazione del divieto temporaneo di
nuove nozze. Linesistenza del matrimonio ricorre in mancanza dei requisiti minimi necessari per la giuridica
configurabilit del matrimonio stesso: a tale figura ricondotto, ad esempio, il matrimonio stipulato tra due
persone dello stesso sesso o davanti a un celebrante privo di abilitazione.

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Le cause di invalidit si possono classificare in relazione alla tipologia dellimpedimento o del vizio che
inificia il matrimonio: impedimenti derivanti da mancanza di stato libero, parentela o affinit, delitto;
impedimenti relativi alla minore et e allincapacit; difetto del consenso o vizio della volont legalmente
determinato. Una figura a se stante deve essere considerata quella della simulazione.
Mancanza di stato libero, parentela, delitto
Gli impedimenti derivanti da mancanza di stato libero, parentela e delitto sono cause di invalidit del
matrimonio accumunate sotto il profilo dellazione di invalidit. In questi casi, infatti, la legittimazione a
impugnare il matrimonio assoluta, spettando ai coniugi, agli ascendenti prossimi, al pubblico ministero e a
tutti coloro che abbiano un interesse legittimo e attuale; lazione imprescrittibile; la coabitazione tra i
coniugi, successiva al matrimonio, non preclude la proponibilit dellimpugnazione, poich si ha una nullit
insanabile.
La mancanza di stato libero rende nullo il matrimonio. Limpedimento sussiste soltanto se il precedente
matrimonio valido. Se un secondo matrimonio stipulato dal coniuge dellassente, limpugnazione non
consentita finch dura lassenza. Il coniuge di colui che stato dichiarato morto presunto pu contrarre
matrimonio, ma il matrimonio nullo qualora la persona della quale stata dichiarata la morte presunta
ritorni o ne sia accertata lesistenza.
I vincoli di parentela, affinit, adozione e affiliazione sono causa di nullit del matrimonio. Se
limpedimento consiste in un vincolo di parentela naturale, occorre che questultimo risulti giudizialmente
accertato, nellambito del giudizio di nullit del matrimonio. Se limpedimento poteva essere derogato
mediante autorizzazione giudiziale, il matrimonio non pu essere impugnato dopo un anno dalla
celebrazione.
Limpedimento da delitto rende nullo il matrimonio tra le persone delle quali luna stata condannata per
omicidio consumato o tentato sul coniuge dellaltra.
Minore et e incapacit di agire
La disciplina dellinvalidit derivante da difetto di et o di capacit degli sposi appare differenziata. Nel
caso di difetto di et, la legittimazione relativa, poich spetta solo ai coniugi, ai genitori e il Pubblico
Ministero. Inoltre la domanda deve essere respinta qualora il minore raggiunga la maggiore et, vi sia
concepimento o procreazione o sia accertata la volont del minore di mantenere in vita il vincolo
matrimoniale. Il coniuge minore legittimato a proporre personalmente lazione una volta divenuto
maggiorenne, ma deve agire entro un anno; la volont del minore di mantenere in vita il vincolo matrimoniale
rende in ogni caso sanabile la nullit.
Nel caso dellinterdizione giudiziale per infermit di mente, limpedimento sussiste se, al tempo del
matrimonio, vi era gi sentenza di interdizione o se linterdizione stata pronunciata posteriormente, ma
linfermit esisteva al tempo del matrimonio. In tal caso la legittimazione assoluta; la coabitazione dei
coniugi per un anno dopo la revoca dellinterdizione sana la nullit; in mancanza di coabitazione per un
anno, dalla data della revoca dellinterdizione decorre il termine decennale di prescrizione.
Lincapacit di intendere e di volere inificia la validit del matrimonio. Sul piano della disciplina, la
legittimazione relativa, perch spetta esclusivamente al coniuge che si sia trovato in condizione di

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incapacit naturale; la coabitazione dei coniugi per un anno sana la nullit; in mancanza di coabitazione per
un anno, dal recupero della pienezza delle facolt mentali decorre il termine decennale di prescrizione.
Vizi del volere
Esistono quattro fattispecie nelle quali il consenso risulta essersi formato in maniera viziata: la violenza; il
timore di eccezionalit gravit derivante da cause esterne allo sposo; lerrore sullidentit del coniuge;
lerrore essenziale su qualit personali dellaltro coniuge.
La violenza deve essere di tal natura da fare impressione ad una persona sensata e da farle temere di
esporre s o si suoi beni a un male ingiusto e notevole, avendo riguardo allet, al sesso e alla condizione
delle persone.
Quanto al timore di eccezionalit gravit derivante da cause esterne allo sposo, la coartazione al
matrimonio pu derivare da fatti oggettivi, che ingenerino nel soggetto il convincimento di poter sottrarre s
da un danno di eccezionale gravit attraverso la stipulazione del matrimonio (colui che si risolva al
matrimonio per evitare il suicidio della compagna).
Si ha errore sullidentit del coniuge nel caso del matrimonio concluso con persona diversa da quella che
si intendeva sposare (fratello gemello).
Lerrore essenziale su qualit personali dellaltro coniuge ricorre in ipotesi tassativamente indicate:
lesistenza di una malattia fisica o psichica; lesistenza di una sentenza di condanna per delitto non colposo
alla reclusione non inferiore a cinque anni, salvo il caso di intervenuta riabilitazione; la dichiarazione di
delinquenza abituale o professionale; lo stato di gravidanza causato da persona diversa dal soggetto caduto
in errore. In questi casi, la legittimazione ad agire relativa, perch spetta esclusivamente al coniuge il cui
consenso sia stato viziato; la coabitazione dei coniugi per un anno, dopo che siano cessate le cause, sana la
nullit; in caso di mancata convivenza, il termine di prescrizione decennale.
Simulazione
Il matrimonio simulato quando i coniugi abbiano convenuto di non adempiere agli obblighi e non
esercitare i diritti da esso discendenti. Gli sposi si accordano nel senso di realizzare una mera apparenza di
matrimonio, nella quale la condizione coniugale pu rappresentare lo strumento per il conseguimento di
finalit o di vantaggi ulteriori (cittadinanza da parte dello straniero).
Tra la disciplina della simulazione matrimoniale e quella della simulazione contrattuale le differenze
sussistono con riferimento: alla legittimazione, ristretta ai soli coniugi e non anche ai terzi che abbiano
interesse; alla sanabilit del vizio, ammessa solo nella simulazione matrimoniale; alla prova dellaccordo
simulatorio, che in materia matrimoniale, non sottoposta alle limitazioni della simulazione contrattuale.
La simulazione, per costituire causa di invalidit del matrimonio, deve essere assoluta, ossia deve riguardare
tutti i doveri tipici derivanti dal matrimonio; qualora, invece, i coniugi abbiano inteso escludere soltanto uno o
alcuni dei doveri matrimoniali (simulazione relativa), trova applicazione la nullit di tale accordo. Laccordo
simulatorio deve essere precedente o contestuale alla celebrazione del matrimonio.

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Azione di annullamento del matrimonio


Lazione di annullamento del matrimonio si propone davanti al tribunale civile del luogo in cui il coniuge
convenuto ha la residenza, il domicilio o la dimora.
La legittimazione attiva cambia a seconda della causa si nullit che si intenda far valere. Nel giudizio di
annullamento, inoltre, il Pubblico Ministero deve sempre intervenire, a pena di nullit rilevabile dufficio.
La sentenza di annullamento scioglie il matrimonio con efficacia retroattiva. Ulteriori effetti della
pronuncia sono i seguenti: la cessazione del vincolo di affinit; lo scioglimento della comunione legale; la
cessazione della destinazione del fondo patrimoniale; la nullit della donazione obnuziale; la perdita del
diritto della moglie di usare il cognome del marito. Limiti alla retroattivit devono essere rinvenuti
nellirripetibilit delle prestazioni di mantenimento o di assistenza effettuate durante il rapporto matrimoniale.
Deve escludersi che lannullamento del matrimonio comporti la perdita della cittadinanza acquisita dal
coniuge straniero per effetto del matrimonio.
Matrimonio putativo
Si parla di matrimonio putativo per indicare la situazione dei coniugi, o di uno soltanto di essi, che abbiano
contratto il vincolo matrimoniale in buona fede, cio ignorando senza colpa la causa di invalidit, o
esprimendo un consenso estorto con la violenza, o determinato da timore di eccezionale gravit derivante
da cause esterne. Nei rapporti interni ai coniugi, fino alla sentenza che pronuncia la nullit, gli effetti del
matrimonio si producono come se si tratti di matrimonio valido.
Quando le condizioni del matrimonio putativo si verificano rispetto ad ambedue i coniugi, il giudice pu
disporre a carico di uno di essi lobbligo di corrispondere somme periodiche di denaro. In favore del solo
coniuge di buona fede, la legge stabilisce il diritto a una congrua indennit a carico dellaltro coniuge o del
terzo, cui sia imputabile la nullit del matrimonio. Nel caso in cui ricorra il presupposto dello stato di bisogno,
il coniuge in mala fede tenuto a corrispondere gli alimenti al coniuge in buona fede.
Effetti dellannullamento nei confronti dei figli
I figli nati o concepiti durante il matrimonio dichiarato nullo restano legittimi in seguito alla pronuncia di
annullamento, anche in ipotesi di mala fede di uno o di entrambi i coniugi; parimenti, restano legittimi i figli
nati prima del matrimonio e riconosciuti anteriormente alla sentenza che dichiara la nullit.
Quanto ai figli nati o concepiti durante un matrimonio nullo per bigamia e incesto, si distinguono due ipotesi:
se il matrimonio stato contratto in mala fede da entrambi i coniugi, lannullamento del matrimonio fa
perdere ai figli la condizione di legittimit e fa acquistare quella di figli naturali riconosciuti; la buona fede di
uno solo dei genitori, invece, giova anche ai figli.
Quando disposta la separazione temporanea dei coniugi durante il giudizio di nullit del matrimonio, o
contestualmente alla sentenza di nullit, il giudice adotta i provvedimenti riguardo ai figli previsti dalla
corrispondente norma in materia di separazione personale. Il provvedimento giudiziario, pertanto, dispone
laffidamento dei figli minori a uno dei genitori, la determinazione del contributo di mantenimento a carico del
genitore non affidatario, lassegnazione della casa familiare.

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Nullit del matrimonio concordatario e giurisdizione dei tribunali ecclesiastici


Una specifica disciplina prevista per linvalidit del matrimonio concordatario, rispetto alla quale il
nostro ordinamento riconosce la giurisdizione dellautorit ecclesiastica. I Patti Lateranensi fissavano il
principio di riserva esclusiva di giurisdizione in favore dei Tribunali ecclesiastici, mentre alla Corte dAppello
era attribuito unicamente il potere di rendere esecutive le sentenze ecclesiastiche di annullamento.
Successivamente la Corte costituzionale dichiar lillegittimit della legge matrimoniale (1982), nella parte
in cui non prevedeva che la Corte dAppello, allatto di rendere esecutiva la sentenza del Tribunale
ecclesiastico, potesse verificare la conformit della sentenza ecclesiastica allordine pubblico italiano.
In seguito alla revisione del Concordato, le sentenze ecclesiastiche possono essere dichiarate efficaci
nellordinamento, previo accertamento di tre condizioni: la competenza del giudice ecclesiastico a decidere
la controversia; il rispetto del diritto delle parti ad agire in giudizio in conformit ai principi dellordinamento
italiano; la sussistenza degli altri presupposti richiesti dalla legge italiana per la dichiarazione di inefficacia
delle sentenze straniere.
In seguito allaccordo di revisione, la dottrina nega la riserva di giurisdizione ecclesiastica per i giudizi di
annullamento dei matrimoni concordatari. Pertanto, la domanda di annullamento del matrimonio
concordatario pu essere proposta avanti al giudice ecclesiastico o al giudice italiano, ma qualora la
giurisdizione ecclesiastica sia stata preventivamente adita, il giudice italiano carente di giurisdizione.
4. Rapporti personali tra coniugi

Principio di eguaglianza morale e giuridica dei coniugi


Fino alla riforma del diritto di famiglia del 1975, i rapporti personali tra coniugi erano regolati in base al
principio della potest maritale. Secondo la previsione codicistica, il marito era il capo della famiglia,
mentre la moglie seguiva la condizione civile del marito, ne assumeva il cognome ed era obbligata ad
accompagnarlo dovunque egli ritenesse di fissare la sua residenza. La riforma del diritto di famiglia, nel dare
attuazione al principio costituzionale di eguaglianza morale e giuridica tra i coniugi, ha stabilito che con il
matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.
Obblighi coniugali reciproci
Il matrimonio fa sorgere a carico dei coniugi obblighi reciproci: si tratta degli obblighi di fedelt, assistenza
morale e materiale, collaborazione nellinteresse della famiglia, coabitazione e contribuzione ai bisogni
della famiglia. Tali obblighi, tassativamente previsti dalla legge, sono inderogabili e incoercibili. La loro
violazione assume diversa rilevanza a seconda dei casi: pu determinare la sospensione dellesigibilit dei
medesimi obblighi da parte dellaltro coniuge; pu essere dedotta nel giudizio di addebitabilit della
separazione personale; in caso di inadempimento degli obblighi di assistenza, comporta una sanzione
penale; pu essere fonte di responsabilit e del conseguente obbligo di risarcimento del danno in favore
dellaltro coniuge.
Lobbligo di fedelt il dovere di assoluta dedizione affettiva di un coniuge nei confronti dellaltro, sia in
senso fisico che in senso spirituale. Lobbligo di assistenza morale e materiale comporta che i coniugi si
prestino reciprocamente aiuto e sostegno; in particolare, sotto il profilo materiale, il coniuge tenuto ad

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intervenire in quelle vicende patrimoniali dellaltro che siano suscettibili di incidere sulla comunione di vita
familiare (debiti personali), al di l del regime patrimoniale adottato dai coniugi. Lobbligo di collaborazione
nellinteresse della famiglia comporta che il coniuge offra le proprie capacit per il bene della medesima.
Lobbligo di coabitazione comporta che i coniugi vivano sotto lo stesso tetto; tale obbligo deve ritenersi
comunque osservato quando lassenza dalla residenza familiare sia temporalmente limitata o giustificata da
esigenze di lavoro. Lobbligo di contribuzione ai bisogni della famiglia comporta che ciascun coniuge, in
relazione alle proprie sostanze e alla propria capacit di lavoro, tenuto a contribuire ai bisogni della
famiglia. Al dovere di contribuzione la dottrina attribuisce la valenza di regime patrimoniale primario con
efficacia esterna: ci significa che, qualunque sia il regime patrimoniale adottato dai coniugi (comunione
legale, separazione dei beni, comunione convenzionale), entrambi i coniugi sono responsabili in solido per le
obbligazioni contratte per i bisogni della famiglia (obbligazioni contratte da uno solo dei coniugi per il
soddisfacimento dellinteresse alla salute di uno dei componenti della famiglia).
Indirizzo della vita familiare
Laccordo tra i coniugi determina lindirizzo della vita familiare e, in generale, linsieme delle scelte idonee
a definire le modalit della vita familiare. Tra queste ultime, il codice menziona espressamente la fissazione
della residenza familiare, cio del luogo dove i coniugi decidono di dare attuazione al reciproco obbligo di
coabitazione. Le scelte dei coniugi devono essere adottate tenendo conto delle esigenze di entrambi e di
quelle preminenti della famiglia. Laccordo tra i coniugi non ha natura giuridica di contratto: un atto di
autonomia privata che, tuttavia, non n coercibile n irrevocabile. A ciascun coniuge spetta il potere di
attuare lindirizzo concordato, che consiste nelladozione di tutte le condotte e le decisioni necessarie per
realizzare gli accordi conclusi.
Nel caso in cui i coniugi non riescano a pervenire allaccordo su scelte riguardanti lindirizzo della vita
familiare, ciascuno di essi pu chiedere lintervento del giudice, affinch sia questultimo a compiere il
tentativo di raggiungere una soluzione concordata. Il giudice ha una funzione meramente conciliativa: la
legge, infatti, non attribuisce al giudice il potere di sostituire la volont dei coniugi con lautorit della
decisione giudiziale e il procedimento non ha carattere di contenzioso.
Cognome e cittadinanza della moglie
Per effetto del matrimonio, la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo
stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze. Si tratta di una previsione che introduce una deroga al
principio di eguaglianza dei coniugi.
La legge ha escluso che il matrimonio del cittadino italiano con lo straniero possa produrre leffetto della
perdita della cittadinanza. Nel caso, invece, di cittadino straniero che contragga matrimonio con un cittadino
italiano, il diritto a ottenere la cittadinanza sussiste in due ipotesi: se lo straniero sia residente in Italia da
almeno due anni; se sono decorsi tre anni dal matrimonio. I termini sono ridotti della met in presenza di figli
nati o adottati dai coniugi.

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Obblighi nei confronti dei figli


Il matrimonio fa sorgere in capo ai coniugi lobbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, tenendo conto
delle capacit, dellinclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. Mentre gli obblighi di educazione e
istruzione si estinguono con il raggiungimento della maggiore et, lobbligo di mantenimento perdura fino
alleffettivo raggiungimento dellautosufficienza economica e sorge sin dal momento della nascita.
Lobbligazione di mantenimento deve essere adempiuta dai coniugi in proporzione alle rispettive sostanze e
secondo la loro capacit di lavoro; quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi
o naturali, in ordine di prossimit, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinch possano
adempiere i loro doveri nei confronti dei figli. Se uno dei genitori inadempiente allobbligo di mantenimento
dei figli, la legge prevede uno speciale strumento esecutivo, consistente nellordine, emesso con decreto del
Presidente del tribunale su istanza di chiunque vi abbia interesse, che una quota dei redditi dellobbligato sia
versata direttamente allaltro coniuge o chi sopporta le spese per la prole.
5. Rapporti patrimoniali tra coniugi
Regimi patrimoniali della famiglia
Sotto lintitolazione del regime patrimoniale della famiglia, il codice disciplina istituti tra loro diversi: la
comunione legale, la comunione convenzionale e la separazione dei beni, che concernono le modalit
con cui i coniugi, durante il matrimonio, acquistano ed esercitano i diritti aventi contenuto patrimoniale; il
fondo patrimoniale, istituto per mezzo del quale i coniugi danno attuazione allobbligazione di contribuire ai
bisogni della famiglia; limpresa familiare, che regola i rapporti patrimoniali della collaborazione lavorativa
nellattivit dimpresa.
Qualora e finch i coniugi non decidano consensualmente di adottare un diverso regime, cio la separazione
dei beni o la comunione convenzionale, essi versano automaticamente in regime di comunione legale.
La convenzione matrimoniale pu essere definita come latto con cui i coniugi (o anche un terzo, nel caso
del fondo patrimoniale) regolano la situazione patrimoniale della famiglia, derogando, in tutto o in parte, al
regime legale della comunione dei beni. La convenzione matrimoniale atto giuridico solenne, che
richiede la forma dellatto pubblico sotto pena di nullit. Soltanto la scelta del regime di separazione dei
beni, se compiuta contestualmente alla celebrazione del matrimonio, pu essere dichiarata direttamente al
celebrante, che provvede ad inserirla nellatto di matrimonio. I coniugi sono parti necessarie dellaccordo, ma
il fondo patrimoniale pu essere costituito anche da un terzo, con atto tra vivi (che richiede laccettazione dei
coniugi) o con testamento.
Le convenzioni matrimoniali sono sottoposte a pubblicit, sono opponibili ai terzi solo se annotate a
margine dellatto di matrimonio e sono soggette a trascrizione qualora abbiano ad oggetto beni immobili e
riguardino la costituzione del fondo patrimoniale, lo scioglimento della comunione, gli atti di acquisto di beni
personali o lesclusione di specifici beni dalla comunione. Le modifiche delle convenzioni matrimoniali,
anteriori o successive al matrimonio, non hanno effetto se latto pubblico non stipulato col consenso di tutte
le persone che sono state parti nelle convenzioni medesime, o dei loro eredi. Le convenzioni matrimoniali
possono essere oggetto di simulazione assoluta o relativa.

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Prima della riforma del 1975, la convenzione matrimoniale pi diffusa era la dote, costituita da quei beni che
la moglie apporta al marito per sostenere i pesi del matrimonio; se la dote consisteva in una somma di
denaro o in cose mobili, il marito ne acquistava, di regola, la propriet. Oggi sancita la nullit di ogni
convenzione che tenda alla costituzione di beni in dote, anche se i coniugi possono adottare comunque un
regime patrimoniale atipico. In ogni caso, gli sposi non possono pattuire in modo generico che i loro rapporti
patrimoniali siano in tutto o in parte regolati da leggi alle quali non sono sottoposti o dagli usi, ma devono
enunciare in modo concreto il contenuto dei patti con i quali intendono regolare questi loro rapporti.
Comunione legale
La nozione di comunione legale ha un duplice significato: indica la massa patrimoniale, ossia linsieme dei
beni e dei diritti in costanza di matrimonio; costituisce un regime patrimoniale, cio un insieme di regole
normative che disciplinano in maniera peculiare i rapporti giuridici dei coniugi, interni ed esterni, durante la
vita coniugale.
Esistono differenze tra comunione legale e comunione ordinaria. In primo luogo, la comunione ordinaria
non modifica i rapporti esistenti tra i partecipanti, n tra costoro e i terzi. Ad esempio, il singolo
comproprietario ordinario, a differenza del coniuge in comunione legale, delle obbligazioni nei confronti dei
terzi risponde con il bene oggetto della comunione senza alcuna possibilit di far valere lonere del creditore
di soddisfarsi preventivamente sui beni oggetto di propriet individuale.
In secondo luogo, mentre la comunione ordinaria una comunione per quote, nella comunione legale
ciascun coniuge, di regola, pu esercitare il diritto reale con riferimento allintero bene, senza il limite del
rispetto della destinazione della cosa e del diritto degli altri partecipanti di fare parimenti uso della cosa.
Nella comunione legale, infatti, la nozione di quota assolve soltanto a due funzioni: indicare il limite entro il
quale i beni della comunione legale possono essere escussi dal creditore particolare di uno dei coniugi;
segnare il rapporto proporzionale cui i coniugi devono attenersi in sede di divisione. La comunione legale
definibile come propriet solidale.
La comunione legale non una comunione universale perch non comprende tutti i beni di ciascun
coniuge, ma prevede unesplicita riserva di beni personali e talune categorie di beni che trovano ingresso nel
patrimonio coniugale soltanto per effetto dello scioglimento. I beni che compongono il patrimonio del coniuge
in comunione legale possono essere suddivisi in tre categorie: beni oggetto di comunione legale immediata;
beni che cadono in comunione legale de residuo, cio al momento dello scioglimento della comunione
stessa; beni personali.

Comunione legale immediata


Costituiscono oggetto della comunione legale gli acquisti compiuti da due coniugi insieme o separatamente
durante il matrimonio, esclusi quelli relativi ai beni personali. Loggetto dellacquisto cade in comunione
legale immediatamente e automaticamente, a prescindere dalla conoscenza, in capo al venditore, del
regime di comunione legale, dal consenso dellaltro coniuge e dalla trascrizione dellacquisto in favore
dellaltro coniuge.
Si discusso se nella nozione di acquisti siano compresi, oltre a quelli a titolo derivativo, anche gli acquisti
a titolo originario: si ritenuto che nella comunione legale siano compresi gli acquisti per usucapione,

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mentre gli acquisti per accessione appartengono soltanto al coniuge proprietario del suolo (per averlo
acquistato prima del matrimonio) su cui la costruzione viene realizzata. Altra questione controversa
concerne lestensione della previsione normativa anche ai diritti di credito o la sua limitazione ai soli acquisti
reali, ma la giurisprudenza di legittimit si espressa per lestensione della normativa.
Costituiscono oggetto della comunione legale le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il
matrimonio. Lappartenenza alla comunione legale subordinata a due presupposti: la costituzione del
complesso aziendale dopo linstaurazione del regime di comunione legale; la gestione dellimpresa da parte
di entrambi i coniugi. Nel caso in cui manchi uno dei due requisiti, lazienda non oggetto di comunione
legale immediata e la fattispecie regolata diversamente a seconda della combinazione dei requisiti.
discussa la qualificazione del rapporto giuridico tra i coniugi che gestiscono congiuntamente lazienda
oggetto di comunione legale: per alcuni, allazienda coniugale si applica lintera disciplina della comunione
legale, comprese le norme concernenti lamministrazione e la responsabilit per le obbligazioni; per altri, si
applicherebbero le norme riguardanti la societ.
Quanto al rapporto tra oggetto della comunione legale e partecipazioni societarie dei coniugi, la dottrina
maggioritaria ha accolto un criterio fondato sulla natura della responsabilit derivante dallassunzione della
qualifica di socio: le partecipazioni in s.p.a. o s.r.l. rientrano nella comunione immediata; le quote
comportanti responsabilit illimitata ricadono in comunione de residuo, essendo espressive dellesercizio di
unattivit imprenditoriale da parte del coniuge socio.
Comunione de residuo
La comunione de residuo comprende quei beni che, durante la vigenza del regime di comunione, sono
nella titolarit e nella disponibilit esclusiva del coniuge che li ha acquistati e che solo in seguito allo
scioglimento entrano a comporre la complessiva massa patrimoniale oggetto di divisione tra i coniugi. Sono
oggetto di comunione legale de residuo i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi e i proventi dellattivit
separata di ciascuno dei coniugi: frutti e proventi, durante la comunione legale, sono rimessi alla libera
disponibilit del singolo coniuge, il quale pu impiegarli nelle forme che preferisce.
Sono ipotizzabili tre tipi di impiego: il coniuge pu consumare i frutti e i proventi, per cui laltro coniuge non
potr pretendere alcunch dopo lo scioglimento; il coniuge pu impiegare i frutti e i proventi nellacquisto di
beni e, in tal caso, i beni acquistati divengono oggetto di comunione legale immediata; il coniuge pu
accantonare frutti e proventi sotto forma di risparmio, i quali cadono in comunione in seguito allo
scioglimento.
Beni personali
Il regime di comunione legale non preclude a ciascun coniuge di essere titolare esclusivo di alcuni beni. Il
codice menziona sei categorie di beni personali: i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era
proprietario, o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento; i beni acquisiti successivamente al
matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nellatto di liberalit o nel testamento non
specificato che essi sono attribuiti alla comunione; i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge e i
loro accessori; i beni che servono allesercizio della professione del coniuge; i beni ottenuti a titolo di

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risarcimento del danno; i beni acquistati con il prezzo del trasferimento dei beni personali suddetti o col loro
scambio.
Lacquisto di beni immobili, o di beni mobili registrati, effettuato dopo il matrimonio, pu essere escluso dalla
comunione. Lesclusione dalla comunione legale deve per risultare dallatto di acquisto, cio
subordinata ad un riconoscimento compiuto dal coniuge non acquirente, che partecipi allacquisto stesso. Il
cosiddetto rifiuto al coacquisto priverebbe il regime di comunione legale della sua valenza normativa
generale. La giurisprudenza aveva attribuito alla dichiarazione del coniuge non acquirente carattere
ricognitivo e non negoziale; poi stata qualificata alla stregua di una confessione, revocabile soltanto per
errore di fatto o per violenza. La Cassazione ha successivamente precisato che la dichiarazione ha portata
confessoria soltanto con riferimento a situazioni di fatto (beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni
personali); altrimenti la dichiarazione dellaltro coniuge pu essere solo espressiva di una manifestazione di
intenti. Pertanto, il coniuge non acquirente pu successivamente proporre domanda di accertamento della
comunione legale anche rispetto a beni che siano stati acquistati come personali dallaltro coniuge.
Amministrazione
I beni che costituiscono loggetto della comunione legale si differenziano dai beni personali di ciascun
coniuge sia sotto il profilo della loro amministrazione, sia sotto il profilo dei limiti entro i quali essi
rispondono delle obbligazioni contratte dai coniugi, congiuntamente o separatamente, nellinteresse della
famiglia o per il conseguimento di scopi individuali.
Il legislatore ha stabilito regole operative differenti a seconda che latto di amministrazione dei beni in
comunione si caratterizzi come atto di ordinaria o di straordinaria amministrazione: nel primo caso,
lamministrazione e la rappresentanza in giudizio spettano disgiuntamente ad entrambi i coniugi; nel
secondo caso, gli atti devono essere compiuti dai coniugi congiuntamente. Come criterio per distinguere tra
atto di ordinaria e straordinaria amministrazione, occorre assumere quello dellessenzialit dellaffare in
relazione alle esigenze della vita familiare.
Se uno dei due coniugi rifiuta il consenso per la stipulazione di un atto di straordinaria amministrazione, o
per gli altri atti per cui il consenso richiesto, laltro coniuge pu rivolgersi al giudice per ottenere
lautorizzazione, purch la stipulazione dellatto sia necessaria allinteresse della famiglia. In caso di
lontananza o altro impedimento di un coniuge (scomparsa, inabilitazione, infermit), laltro pu compiere,
previa autorizzazione del giudice, gli atti necessari per i quali chiesto il consenso di entrambi. Tale onere
viene meno qualora il coniuge lontano, o altrimenti impedito, abbia conferito allaltro una procura risultante
da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, purch non si tratti di procure generali. Invece, lassenza o
la dichiarazione di morte presunta fa conseguire leffetto dello scioglimento della comunione legale.
Un coniuge pu domandare al giudice lesclusione dellaltro coniuge dallamministrazione dei beni della
comunione legale in presenza di tre presupposti: la minore et di uno dei coniugi; il suo impedimento ad
amministrare; la pregressa cattiva amministrazione. Linterdizione esclude il coniuge di diritto fino a quando
permanga il suo stato di incapacit; il coniuge privato dellamministrazione pu chiedere al giudice la
reintegrazione se sono venuti meno i motivi che hanno determinato lesclusione.
Il codice disciplina le conseguenze giuridiche degli atti compiuti da un coniuge senza il necessario
consenso dellaltro, nelle ipotesi in cui richiesta la partecipazione congiunta di entrambi. infatti previsto

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che: se gli atti riguardano beni immobili o beni mobili registrati, il coniuge che non ha prestato il suo
consenso, qualora non intenda convalidare latto, pu domandarne lannullamento; se gli atti riguardano,
invece, beni mobili, il coniuge che li ha compiuti obbligato alla ricostituzione della comunione o alla
corresponsione dellequivalente.
Nel caso dei beni immobili, il terzo acquirente ha la possibilit di accertare se lalienante persona
coniugata e quale sia il regime patrimoniale prescelto: lomissione di tali cautele sanzionata dalla legge
attraverso lannullabilit dellatto su domanda del coniuge pretermesso. Sono soggetti a questa disciplina sia
gli atti aventi effetti reali, sia quelli aventi effetti obbligatori (contratto preliminare di vendita di un bene
facente parte della comunione legale). Lazione di annullamento pu essere esperita soltanto dal coniuge
che rimasto estraneo allatto, in ragione della natura personalissima dellazione. Il termine per proporre
lazione di un anno dalla data in cui il coniuge pretermesso ha avuto conoscenza dellatto e, in ogni caso,
dalla data di trascrizione; se latto non stato trascritto e il coniuge non ne ha avuto conoscenza, il termine
annuale per proporre lazione di annullamento decorre dal momento dello scioglimento della comunione
legale. Lonere di informazione grava direttamente sul contraente coniugato, che , pertanto, obbligato al
risarcimento dei danni nei confronti del terzo che abbia subito lannullamento del contratto: il danno
risarcibile quello consistente nella diminuzione patrimoniale subita per aver confidato senza colpa nella
validit del contratto. La sentenza di annullamento produce effetti retroattivi. La convalida dellatto di
alienazione, da parte del coniuge che non ha espresso il necessario consenso, attribuisce definitiva stabilit
agli effetti dellatto compiuto dallaltro coniuge.
Nel caso dei beni mobili, il coniuge che ha violato lobbligo di amministrazione congiunta tenuto a
ricostituire la comunione nello stato in cui era prima del compimento dellatto. Lobbligazione sorge
automaticamente col compimento dellatto, ma la sua attualit presuppone listanza del coniuge
pretermesso. Il legislatore allude ad una sorta di reintegrazione in forma specifica del patrimonio
coniugale, che il coniuge alienante potrebbe conseguire o attraverso lo scioglimento consensuale del
contratto o, in caso di rifiuto del terzo, mediante lacquisto, con mezzi propri, di un bene di natura e qualit
non inferiore a quello ceduto. Qualora la ricostituzione in forma specifica non sia possibile, la reintegrazione
della comunione legale deve avvenire col pagamento dellequivalente del valore del bene alienato. Il diritto
alla ricostituzione della comunione legale soggetto a prescrizione decennale a far data dallatto di
alienazione.
Si posto, in dottrina, il problema della possibilit del coniuge pretermesso di agire nei confronti del coniuge
alienante per ottenere il risarcimento del danno. Lalternativa risarcitoria potrebbe essere preferita per non
esporre il coniuge alienante a responsabilit nei confronti del terzo e, quindi, la stessa comunione legale alla
necessit di far fronte alla relativa obbligazione risarcitoria. Si affermato, cos, che lobbligo di risarcimento
del danno, sancito per i soli atti riguardanti beni mobili, rappresenta un rimedio di carattere generale,
invocabile in ogni fattispecie di alienazione compiuta da un coniuge in violazione delle regole di
amministrazione congiunta. Il coniuge escluso non pu agire, invece, nei confronti del terzo acquirente,
anche in ipotesi di mala fede di questultimo.
Qualunque sia il titolo in virt del quale i beni fanno parte del patrimonio personale del coniuge,
questultimo ha diritto di goderne e di disporne in modo esclusivamente individuale. In questo caso, alla
stregua delle norme di diritto comune, ciascun coniuge pu conferire allaltro, pur in vigenza del regime di

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comunione legale, la procura ad amministrare i propri beni. Problema distinto , invece, quello relativo ai
beni che, per quanto personali, siano stati in concreto asserviti dal coniuge titolare al soddisfacimento di
esigenze della famiglia (bene immobile personale adibito a residenza della famiglia): il singolo coniuge non
pu unilateralmente rinegoziare lindirizzo concordato e riappropriarsi del godimento esclusivo di un bene
funzionale allo svolgimento della vita familiare.
Responsabilit
Il regime di comunione legale contiene una disciplina speciale in tema di responsabilit patrimoniale per
ladempimento delle obbligazioni. La legge distingue infatti tra: obbligazioni della comunione legale, per
le quali il creditore pu soddisfarsi, prioritariamente, sui beni della comunione legale e, in via sussidiaria, sui
beni personali di ciascuno dei coniugi nella misura della met del credito; obbligazioni personali dei
coniugi, per le quali il creditore pu agire sui beni personali del coniuge debitore e, solo in via sussidiaria, su
quelli facenti parte della comunione legale, e comunque nei limiti della quota del coniuge obbligato.
Le obbligazioni della comunione legale sono elencate tassativamente. I beni della comunione legale
rispondono: di tutti i pesi ed oneri gravanti su di essi al momento dellacquisto (vincoli reali e obbligazioni
propter rem); di tutti i carichi dellamministrazione; delle spese per il mantenimento della famiglia, per
listruzione e leducazione dei figli e di ogni obbligazione contratta dai coniugi, anche separatamente,
nellinteresse della famiglia; di ogni obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi (obbligazioni
soggettivamente complesse).
I beni personali di ciascuno dei coniugi possono essere aggrediti dal creditore per le obbligazioni della
comunione legale soltanto quando i beni della comunione non sono sufficienti. La limitazione di
responsabilit applicata soltanto al coniuge che non abbia contratto lobbligazione; viceversa, il coniugedebitore risponde per ladempimento dellobbligazione con tutti i suoi beni presenti e futuri.
I beni della comunione legale, inoltre, non rispondono delle obbligazioni contratte da uno dei coniugi: prima
del matrimonio; per il compimento di atti eccedenti lordinaria amministrazione senza il necessario consenso
dellaltro; per un interesse diverso da quello della famiglia, per lacquisto di beni personali o nellesercizio
separato della professione; durante il matrimonio, ma nella vigenza del regime di separazione dei beni. I
beni della comunione legale non rispondono neppure delle obbligazioni derivanti da fatto illecito imputabile
esclusivamente al coniuge, n delle obbligazioni da cui sono gravate le donazioni e le successioni
conseguite dai coniugi durante il matrimonio e non attribuite alla comunione.
Per il soddisfacimento delle obbligazioni personali, i creditori possono agire sui beni personali del coniuge
debitore e, in via sussidiaria, sui beni della comunione, fino al valore corrispondente alla quota del coniuge
obbligato. Il creditore pu aggredire i beni della comunione legale, salva la facolt del debitore di eccepire il
beneficium excussionis, con lindicazione dei beni personali sui quali soddisfarsi. Il valore della quota del
coniuge obbligato calcolato non per ogni singolo cespite, ma con riferimento allintera massa della
comunione legale. Ai creditori particolari dei coniugi, se chirografari, sono preferiti i creditori della comunione
legale: si tratta di un privilegio speciale.

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Scioglimento
Il regime patrimoniale della comunione legale tra coniugi soggetto a scioglimento nelle seguenti ipotesi:
dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi; annullamento, scioglimento o cessazione
degli effetti civili del matrimonio; separazione personale; separazione giudiziale dei beni; mutamento
convenzionale del regime patrimoniale; fallimento di uno dei coniugi. Si preferisce qualificare il fenomeno
dello scioglimento della comunione in termini di cessazione o estinzione del regime di comunione.
Lestinzione della comunione legale ha due effetti principali: i beni in comunione legale costituiscono la
massa patrimoniale oggetto di eventuale divisione; gli acquisti compiuti dai coniugi, congiuntamente o
separatamente, dopo lo scioglimento, cessano di essere sottoposti al regime di comunione legale, bens
restano di titolarit esclusiva del coniuge acquirente.
Nelle ipotesi di scioglimento della comunione legale, che non coincidono con il contestuale scioglimento del
vincolo matrimoniale, al regime della comunione legale subentra automaticamente quello della separazione
dei beni. In capo a ciascun coniuge sorge lobbligo di rimborsare alla comunione legale le somme prelevate
per fini individuali e il valore dei beni escussi dai creditori per le obbligazioni contratte separatamente dai
coniugi, nonch lulteriore obbligo di restituire al coniuge le somme che questi abbia attinto dal proprio
patrimonio personale per far fronte a spese del patrimonio comune.
Ciascun coniuge acquista il diritto potestativo di ottenere la divisione dei beni acquisiti durante la vigenza di
tale regime patrimoniale. Entro un anno dalla data di scioglimento, ciascun coniuge pu esperire lazione di
annullamento degli atti riguardanti beni immobili (o mobili registrati), compiuti dallaltro coniuge senza il
proprio consenso, non trascritti e dei quali egli non abbia avuto altrimenti conoscenza.
Si discute quale sia, per effetto dello scioglimento, la natura giuridica della massa di beni oggetto di
comunione legale. La dottrina prevalente sostiene che, allatto dello scioglimento, la comunione legale tra i
coniugi si trasformi automaticamente in comunione ordinaria. Ci comporta: il potere di ciascun coniuge di
domandare lo scioglimento della comunione; lautomatica espansione della quota ad effettivo elemento
strutturale di compartecipazione dei coniugi alla titolarit del diritto sui beni facenti parte della massa; il diritto
di ciascun coniuge di servirsi della cosa comune; la facolt per ciascun coniuge di alienare la propria quota
non soltanto in favore dellaltro coniuge, ma anche nei confronti dei terzi.
Le altre tesi sostengono: lultrattivit della disciplina della comunione legale, che continuerebbe a trovare
applicazione nonostante lintervenuto scioglimento, fino alleffettiva divisione della massa comune; lapertura
di una fase liquidatoria, analogamente allo scioglimento di associazioni e societ, finalizzate alla distinzione
del patrimonio comune da quello personale di ciascun coniuge; la cessazione del regime amministrativo e
il ripristino del principio ordinario di coincidenza tra titolarit del diritto e potere dellamministrazione, per cui
occorre constatare quale dei coniugi sia il titolare del diritto su ciascun bene e riconoscere esclusivamente a
questultimo il potere di compiere gli atti di amministrazione (questa tesi sostenuta da coloro che
disattendono la qualificazione della comunione legale come figura di contitolarit di diritti).
Le cause di scioglimento possono essere suddivise tra quelle che si ricollegano direttamente alla
cessazione del vincolo matrimoniale e quelle che si riferiscono a vicende attinenti allattivit economico
patrimoniale dei coniugi. Le singole cause di scioglimento della comunione legale sono tassativamente
indicate: morte di uno dei due coniugi; dichiarazione di assenza o di morte presunta; scioglimento o
cessazione degli effetti civili del matrimonio; annullamento del matrimonio; separazione personale dei

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coniugi, previa sentenza passata in giudicato; separazione giudiziale dei beni, a seguito di interdizione,
inabilitazione, cattiva amministrazione della comunione, disordine degli affari, mancata contribuzione ai
bisogni della famiglia; mutamento convenzionale del regime patrimoniale; fallimento di uno dei coniugi.
Infine, i coniugi possono sancire lo scioglimento della comunione legale limitatamente allazienda gestita da
entrambi e costituita dopo il matrimonio.
Nei casi di cessazione della comunione legale, vi lesigenza di tutela dei terzi, che si trovino a compiere
attivit negoziale con uno dei coniugi. Sono pertanto previste varie forme di pubblicit, che consentono ai
terzi di apprendere la cessazione del regime patrimoniale legale: delle cause di scioglimento della
comunione legale si fa annotazione negli atti di matrimonio.
Per alcune cause di scioglimento della comunione legale, possibile la caducazione dei loro effetti e il
conseguente ripristino del regime patrimoniale legale. La reversibilit delle cause di scioglimento
prevista nei seguenti casi: il ritorno, o la prova dellesistenza, dellassente o del dichiarato morto presunto,
fanno cessare gli effetti della sentenza; nel caso di mutamento convenzionale, laccertamento dellinvalidit
della convenzione determina il ripristino del precedente regime; la revoca o la chiusura del fallimento
comporta lautomatico ripristino del regime patrimoniale legale; nel caso di separazione personale tra
coniugi, gli effetti dello scioglimento cessano in seguito alla riconciliazione tra i coniugi. In particolare, la
riconciliazione pu consistere in unespressa dichiarazione resa dai coniugi o in un comportamento non
equivoco che sia incompatibile con lo stato di separazione. Alla cessazione degli effetti della separazione
personale, consegue la riviviscenza automatica del regime patrimoniale gi vigente tra i coniugi, che non
sar opponibile, per, nei confronti dei terzi di buona fede. Gli eventuali acquisti, compiuti da ciascun
coniuge nel periodo compreso tra la pronuncia di separazione e la riconciliazione, non possono essere
compresi nellambito del patrimonio coniugale e costituiscono, pertanto, beni personali; delle obbligazioni
contratte nel medesimo periodo, ciascun coniuge risponder personalmente.
La divisione dei beni costituisce la fase successiva allo scioglimento della comunione legale e consiste
nella ripartizione fra i coniugi dei beni acquistati secondo il regime legale durante la vita coniugale.
Operazione preliminare alla divisione della comunione legale lesatta distinzione dei beni appartenenti al
patrimonio comune da quelli personali dei coniugi, ai fini dellindividuazione e formazione della massa.
Ciascun coniuge, o i loro eredi, hanno il diritto di prelevare i beni mobili che appartenevano ai coniugi stessi
prima della comunione, o ad essi pervenuti durante la medesima per successione o donazione; qualora tra i
coniugi insorga controversia in ordine alla natura personale di tali beni, opera la presunzione di
appartenenza dei beni stessi alla comunione legale.
La formazione della massa patrimoniale oggetto di divisione deve essere perfezionata mediante i rimborsi e
le restituzioni: in primo luogo, ciascun coniuge pu pretendere dallaltro il conferimento nella comunione
legale delle somme prelevate dal patrimonio comune per fini diversi dalladempimento delle obbligazioni
gravanti sui beni della comunione; in secondo luogo, il coniuge che abbia compiuto atti di straordinaria
amministrazione senza il necessario consenso dellaltro ha lobbligo di rimborsare il valore dei beni della
comunione legale sui quali il creditore, per le obbligazioni nascenti da tali atti, si sia soddisfatto in sede
esecutiva; in terzo luogo, ciascun coniuge pu richiedere la restituzione delle somme prelevate dal
patrimonio personale ed impiegate in spese ed investimenti del patrimonio comune. Allesito dei conteggi di

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rimborsi e restituzioni, qualora uno dei coniugi risulti creditore verso laltro coniuge, pu chiedere di prelevare
beni della comunione legale sino alla concorrenza del proprio credito.
Vi lobbligo di ripartire in parti uguali lattivo e il passivo; i coniugi possono procedere a divisione
contrattuale o, in mancanza di accordo, ciascun coniuge pu azionare il proprio diritto di ottenere la
divisione giudiziale, nellordinario termine decennale di prescrizione. Quanto alla ripartizione dei debiti della
comunione legale, sono ammissibili patti interni di accollo, inopponibili ai creditori che non vi prestino
volontaria adesione.
Il giudice pu costituire in favore di uno dei coniugi, in relazione alle necessit della prole e allaffidamento di
essa, lusufrutto su una parte dei beni spettanti allaltro coniuge. Si parla in proposito di usufrutto giudiziale:
esso inalienabile e si estingue col raggiungimento della maggiore et da parte dei figli.
Comunione convenzionale
I coniugi possono modificare il regime di comunione legale dei beni, nel rispetto di specifici limiti di forma e
di contenuto. Con riguardo ai limiti di forma, lo strumento idoneo quello della convenzione
matrimoniale, la quale, ai fini dellopponibilit a terzi, deve essere annotata a margine dellatto di
matrimonio e, se ha ad oggetto beni immobili, anche trascritta. Circa la natura giuridica della comunione
convenzionale, alcuni ritengono che essa configuri un regime patrimoniale autonomo e alternativo alla
comunione legale, altri sostengono che essa rappresenti una mera modificazione del regime di comunione
legale.
Per quel che concerne il contenuto, la comunione convenzionale pu consistere in una comunione con
oggetto pi ampio rispetto a quella legale, oppure meno ampio. La comunione convenzionale ha oggetto
pi ampio di quella legale quando i coniugi conferiscono in comunione tutti i loro beni personali. per
vietato comprendere in comunione i beni di uso strettamente personale, quelli che servono allesercizio della
professione e quelli ottenuti a titolo di risarcimento del danno: la ratio del divieto consiste nellopportunit di
salvaguardare una soglia minima di autonomia ed individualit patrimoniale di ciascun coniuge, che si
traduce nellinammissibilit di una comunione di tipo universale. Fatta salva questa previsione, i coniugi
possono includere in comunione i beni di cui erano proprietari prima del matrimonio, quelli acquisiti
successivamente per effetto di donazione o successione e quelli acquisiti con il prezzo del trasferimento di
beni personali; la comunione convenzionale pu comprendere, inoltre, i frutti dei beni personali e i proventi
dellattivit separata di ciascuno dei coniugi. Allo scopo di evitare che la comunione convenzionale possa
essere impiegata per sottrarre garanzie patrimoniali al terzo creditore di uno dei coniugi, previsto che i beni
della comunione rispondono delle obbligazioni contratte da uno dei coniugi prima del matrimonio
limitatamente al valore dei beni di propriet del coniuge che sono entrati a far parte della comunione dei
beni.
Quanto alla comunione con oggetto meno ampio rispetto a quella legale, previsto che i coniugi possano
decidere lesclusione dei beni mobili e immobili dal regime comunitario. Le convenzioni matrimoniali che
escludono i beni immobili dalla comunione tra i coniugi devono essere trascritte. Non possono costituire
oggetto di deroga convenzionale da parte dei coniugi le regole relative allamministrazione dei beni, il
principio di uguaglianza delle quote e le norme sulla responsabilit patrimoniale.

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Separazione dei beni


In alternativa alla comunione legale, i coniugi possono optare per la separazione dei beni. In tal caso,
ciascun coniuge conserva la titolarit esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio, dei quali ha facolt
di godimento e di amministrazione. Ai beni che, invece, siano acquistati dai coniugi congiuntamente, prima o
dopo il matrimonio, si applicano le norme sulla comunione ordinaria. I coniugi possono scegliere il regime di
separazione dei beni: al momento del matrimonio, con dichiarazione resa al celebrante; durante il rapporto
coniugale, con il mezzo della convenzione matrimoniale; attraverso lo scioglimento della comunione legale.
La legge disciplina lamministrazione dei beni di un coniuge da parte dellaltro distinguendo tre ipotesi:
amministrazione con procura e obbligo di rendiconto, secondo le regole del mandato; amministrazione con
procura, ma senza obbligo di rendiconto; amministrazione contro la volont dellaltro coniuge. Questultima
fattispecie configura un fatto illecito, che fa sorgere a carico del coniuge amministratore lobbligo del
risarcimento dei danni e della corresponsione dei frutti percepiti.
Il coniuge che esercita il godimento dei beni dellaltro tenuto alle obbligazioni dellusufruttuario. Sebbene
il regime di separazione dei beni attribuisca a ciascun coniuge la propriet esclusiva dei beni acquistati,
possibile che alla titolarit individuale del diritto reale corrisponda il godimento o lamministrazione degli
stessi beni da parte dellaltro coniuge. Per tale ragione, il legislatore ha dettato una disciplina speciale in
tema di prova della propriet dei beni, che contempla due regole: la presunzione di contitolarit tra i
coniugi, per pari quota, dei beni di cui il singolo coniuge non possa dimostrare la propriet esclusiva; la
possibilit per ciascun coniuge di provare con ogni mezzo nei confronti dellaltro la propriet esclusiva di un
bene.
Fondo patrimoniale
Il fondo patrimoniale consiste nella destinazione di determinati beni (immobili, mobili registrati, titoli di
credito) a far fronte ai bisogni della famiglia. Non si tratta, quindi, di un regime patrimoniale generale, ma di
un istituto che si affianca alla comunione, legale o convenzionale, o alla separazione dei beni. Il fondo
patrimoniale si costituisce: per atto inter vivos, compiuto da uno o da entrambi i coniugi, o anche da un
terzo, richiedendosi, in tal caso, la forma dellatto pubblico e laccettazione dei coniugi; per testamento.
Per tutelare laffidamento dei terzi, la legge ha previsto che il fondo patrimoniale possa avere ad oggetto
soltanto beni immobili, mobili registrati o titoli di credito nominativi, beni, cio, sui quali possa essere reso
pubblico il vincolo di destinazione. Ai fini dellopponibilit ai terzi, si attribuisce rilevanza soltanto
allannotazione a margine dellatto di matrimonio. La propriet dei beni costituenti il fondo patrimoniale spetta
ad entrambi i coniugi, salvo che sia diversamente stabilito nellatto di costituzione.
La destinazione del fondo patrimoniale al soddisfacimento dei bisogni della famiglia si realizza: in modo
diretto, attraverso limpiego dei frutti dei beni per la realizzazione di tali bisogni; in modo indiretto, per effetto
di limiti legali allalienabilit e allespropriabilit dei beni e dei frutti. Se non stato espressamente consentito
nellatto di costituzione, non si possono alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare beni del
fondo patrimoniale se non con il consenso di entrambi i coniugi. Il limite legale di espropriabilit consiste
nella previsione secondo cui i beni del fondo (e i frutti di essi) non possono essere oggetto di esecuzione
forzata da parte del creditore consapevole che il debito stato contratto per scopi estranei ai bisogni della

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famiglia. Tuttavia, il creditore per debito estraneo ai bisogni della famiglia pu agire con lazione revocatoria
per far dichiarare inefficace nei suoi confronti latto costitutivo del fondo stesso.
La destinazione del fondo termina a seguito dellannullamento o dello scioglimento o della cessazione degli
effetti civili del matrimonio. In seguito allestinzione si applicano le norme sullo scioglimento della
comunione legale, ma regole particolari sono dettate per lipotesi in cui vi siano figli minori.
Impresa familiare
Listituto dellimpresa familiare, introdotto con la riforma del 1975, disciplina lattivit lavorativa prestata dal
familiare, in modo continuativo, nella famiglia o nellimpresa. La normativa non concerne soltanto i rapporti
patrimoniali tra coniugi, ma si riferisce allattivit lavorativa del coniuge, dei parenti entro il terzo grado e degli
affini entro il secondo.
Limpresa familiare configura una forma collettiva di esercizio dellimpresa, ma si distingue dalla societ
per alcuni tratti. Le differenze pi rilevanti sono le seguenti: limpresa familiare ha la sua fonte nella legge e
non nel contratto; i collaboratori dellimpresa familiare sono titolari non di quote dellazienda, ma del diritto
alla remunerazione della loro opera; lamministrazione non spetta paritariamente a tutti i componenti
dellimpresa, ma solo al familiare-imprenditore; i collaboratori dellimpresa familiare non sono illimitatamente
responsabili per le obbligazioni assunte nellesercizio dellimpresa.
Limpresa familiare deve essere distinta, altres, dallazienda coniugale: in questultima, infatti, ciascun
coniuge non presta soltanto attivit lavorativa, ma partecipa interamente allattivit di gestione.
La partecipazione allimpresa familiare pu cessare per recesso, esclusione, sopravvenuta insussistenza del
requisito oggettivo di partecipazione, sopravvenuta impossibilit della prestazione continuativa di attivit
lavorativa, estinzione dellimpresa familiare.
6. Separazione

Nozioni
La separazione personale determina una sospensione o modificazione dei diritti e doveri nascenti dal
matrimonio. Essa costituisce il rimedio cui i coniugi possono ricorrere in presenza di fatti che rendano
intollerabile la convivenza coniugale o rechino grave pregiudizio ai figli.
La separazione personale si differenzia dal divorzio, che estingue gli effetti giuridici derivanti dal
matrimonio. Peraltro, prima del 1970, il nostro ordinamento prevedeva soltanto listituto della separazione
personale e non conosceva listituto del divorzio, in ossequio al principio di indissolubilit del matrimonio.
Loriginario testo del 1942, inoltre, prevedeva che la separazione potesse essere richiesta nei soli casi
determinati dalla legge, e cio adulterio, volontario abbandono, minacce.
La separazione personale pu essere legale o di fatto. La separazione legale si presenta nella duplice
forma di separazione giudiziale e separazione consensuale. La separazione di fatto, invece, consiste
nella sospensione di alcuni diritti e doveri coniugali: essa, in genere, prelude allinstaurazione del giudizio di
separazione giudiziale o consensuale, ma pu cessare qualora i coniugi, di comune accordo, decidano di
ripristinare la loro comunione di vita.

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Separazione giudiziale
La separazione giudiziale la separazione personale pronunciata dal giudice con sentenza allesito di un
procedimento contenzioso instaurato con ricorso da uno dei due coniugi. Il presupposto sostanziale per
domandare la separazione giudiziale costituito da fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della
convivenza, o da recare grave pregiudizio alleducazione della prole. Tali fatti possono verificarsi anche
indipendentemente dalla volont di uno o di entrambi i coniugi.
controversa la nozione di intollerabilit della convivenza. Da una parte c una concezione
soggettivistica, secondo la quale sarebbe precluso al giudice ogni sindacato di merito riguardo alle ragioni
a cui uno o entrambi i coniugi abbiano attribuito valenza di cause ostative della prosecuzione della
convivenza. Dallaltra parte, vi un prevalente orientamento che rimette al giudice la valutazione
delloggettiva rilevanza del fatto addotto dalla parte come impeditivo: il giudice deve assumere come
parametro di riferimento non gi la comune valutazione sociale, bens laccordo stipulato dai coniugi
sullindirizzo della vita familiare. Lintollerabilit della convivenza derivante da comportamenti volontari del
coniuge pu emergere anche da condotte consentite dalla legge (interruzione della gravidanza, mutamento
del credo religioso). Costituiscono uno specifico presupposto di separazione giudiziale le condotte di un
coniuge gravemente pregiudizievoli per la prole.
Su richiesta di uno dei coniugi e qualora ne ricorrano le circostanze, il giudice pu addebitare allaltro la
separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri del matrimonio. Solo i
comportamenti di cosciente e volontaria violazione degli obblighi matrimoniali possono determinare la
pronunzia di addebito, con effetti giuridici sfavorevoli a carico del coniuge nei cui confronti sia stata emessa.
Gli effetti delladdebito della separazione sono due: il coniuge al quale sia stata addebitata la separazione,
qualora non abbia adeguati redditi propri, non ha diritto allassegno di mantenimento ma solo il diritto agli
alimenti; perde i diritti successori nei confronti dellaltro coniuge e ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio
se, al momento dellapertura della successione, godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto.
Recentemente, parte della giurisprudenza ha poi riconosciuto che, dinanzi a violazioni degli obblighi
coniugali che integrino lesioni di diritti fondamentali della persona, il coniuge possa domandare il
risarcimento del danno non patrimoniale.
Il procedimento di separazione giudiziale inizia col ricorso di uno dei coniugi. Nella prima fase, i coniugi
compaiono avanti al Tribunale, il quale ne sente le rispettive ragioni e tenta di conciliarli. In caso di mancata
conciliazione, il Presidente del Tribunale autorizza i coniugi a vivere separatamente e d provvedimenti
temporanei e urgenti; il giudice pu anche assumere laudizione del figlio minore. Il processo definito con
sentenza emessa dal tribunale, avverso la quale pu essere proposto appello e, successivamente, ricorso
per Cassazione.

Separazione consensuale
Con la separazione consensuale, i coniugi concordano sulla decisione di separarsi e sulle condizioni della
loro separazione relative allaffidamento dei figli, agli obblighi di mantenimento e allassegnazione della casa
familiare. Tuttavia, la separazione per il solo consenso dei coniugi non ha effetto senza lomologazione del
giudice. I coniugi possono dunque presentare ricorso al Tribunale e domandare che il giudice dichiari, con
decreto, lefficacia di tale accordo; questo non costituisce un contratto, ma un negozio bilaterale di diritto

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familiare. Nel caso di contrasti con gli interessi della prole, il Presidente del Tribunale indica le modificazioni
da adottare e, qualora i coniugi non accettino al proposta del giudice, il Tribunale rifiuta lomologazione.
Effetti della separazione
La separazione produce effetti nei rapporti personali tra i coniugi, nei loro rapporti patrimoniali e nei confronti
dei figli.
Effetti della separazione nei rapporti personali tra coniugi
Non sciogliendo il vincolo matrimoniale, la separazione legale non consente ai coniugi di riacquistare lo
stato libero. Ciononostante, la cessazione della coabitazione costituisce il fondamento di una serie di
effetti, tipizzati dal legislatore, relativi ai rapporti personali fra coniugi: la presunzione di paternit del
marito non opera rispetto al figlio nato oltre trecento giorni dalla separazione; la moglie separata pu
continuare, di regola, a fare uso del cognome del marito; tra coniugi separati non si applica la causa di non
punibilit con riguardo ai delitti contro il patrimonio; come conseguenza della sospensione dellobbligo di
coabitazione, devono ritenersi sospesi gli obblighi di fedelt e di assistenza morale, mente il dovere di
collaborazione nellinteresse della famiglia conserva la sua valenza in presenza di figli minori.
Effetti della separazione nei rapporti patrimoniali tra coniugi
Sul piano del regime patrimoniale tra coniugi, la separazione determina lestinzione della comunione
legale, mentre non produce alcun effetto sul fondo patrimoniale, sullimpresa familiare e sulla tutela
previdenziale.
Il coniuge che non abbia adeguati redditi propri, purch non gli sia stata addebitata la separazione, ha diritto
alla corresponsione di un assegno di mantenimento da parte dellaltro coniuge. Il presupposto della
mancanza di adeguati redditi propri deve essere commisurato rispetto al tenore di vita goduto dai coniugi
durante la coabitazione, occorre, cio, che tra i coniugi sussista una disparit economica. Per ottenere
lassegno di mantenimento, il coniuge avente diritto deve proporne domanda giudiziale; pu rinunciare
allassegno, ma tale rinuncia revocabile.
Il coniuge che versi in stato di bisogno, ma al quale sia stata addebitata la separazione, ha diritto ai soli
alimenti legali da parte dellaltro coniuge.
La legge prevede talune misure preventive dellinadempimento del coniuge obbligato. Il giudice pu
imporre al coniuge obbligato di prestare idonea garanzia reale o personale. La sentenza di separazione che
condanna uno dei coniugi a corrispondere allaltro un assegno di mantenimento costituisce titolo per
liscrizione dellipoteca giudiziale. Qualora il coniuge obbligato si riveli inadempiente, il giudice pu emanare
due provvedimenti volti a far ottenere il soddisfacimento coattivo del credito: il sequestro di parte dei beni
del coniuge obbligato (sequestro atipico); lordine al terzo, tenuto a corrispondere anche periodicamente
somme di denaro allobbligato, di versare parte di esse direttamente al coniuge avente diritto al
mantenimento.

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Effetti della separazione nei confronti dei figli


La separazione personale tra coniugi non incide sui doveri dei genitori verso i figli, ma linterruzione della
coabitazione tra coniugi determina uninevitabile modificazione nellattuazione dei doveri di mantenimento,
istruzione ed educazione. Per effetto della separazione, infatti, il giudice deve adottare tre provvedimenti
riguardanti i figli: disporre laffidamento dei figli minori; stabilire, se necessario, a carico del genitore
presso il quale la prole non sia collocata, la corresponsione di un assegno periodico in favore dellaltro;
assegnare la casa familiare al genitore presso il quale i figli siano prevalentemente collocati.
Il diritto alla bigenitorialit, gi riconosciuto in fonti sovranazionali, stato espressamente introdotto
nellordinamento italiano (2006). Il giudice valuta prioritariamente la possibilit che i figli minori restino affidati
a entrambi i genitori, disponendo un affidamento condiviso; qualora, invece, ritenga che ci sia contrario
allinteresse del minore, il giudice dispone laffidamento dei figli ad uno solo dei genitori, realizzando un
affidamento esclusivo. Sia nellaffidamento condiviso che nellaffidamento esclusivo la titolarit della
potest genitoriale appartiene ad entrambi i genitori; quanto allesercizio della potest genitoriale, esso
spetta ad entrambi i genitori nellaffidamento esclusivo, mentre spetta al solo genitore affidatario nel caso
dellaffidamento esclusivo.
Ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito. Al fine di
realizzare il principio della proporzionalit, salvi gli accordi che i genitori stipulino tra loro, il giudice stabilisce,
se necessario, la corresponsione di un assegno periodico. La congruit dellassegno valutata dal giudice
anche in sede di separazione consensuale. Lassegno di mantenimento dovuto anche in favore dei figli
maggiorenni, i quali non siano ancora economicamente autosufficienti.
Il legislatore del 1975 aveva attribuito al giudice della separazione il potere di assegnare la casa familiare di
preferenza al coniuge affidatario della prole: con tale previsione, la legge aveva inteso tutelare linteresse dei
figli. La disposizione stata modificata nel 2006: il giudice ha il potere di determinare una localizzazione
prevalente della vita della prole, a tutela della quale egli provvede ad assegnare la casa familiare al genitore
con il quale i figli debbano intrattenere pi stabili e frequenti relazioni. Il diritto allassegnazione della casa
familiare si estingue se lassegnatario non abiti nella casa familiare, se lassegnatario instauri una
convivenza allinterno della casa oggetto di assegnazione e se lassegnatario contragga nuovo matrimonio.
Modifica o revoca dei provvedimenti
I genitori hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti laffidamento dei
figli, lattribuzione dellesercizio della potest su di essi e delle eventuali disposizioni relative alla misura del
contributo. Per quel che concerne, invece, i provvedimenti nei confronti dei coniugi, il codice stabilisce che la
revoca o la modifica possano essere risposte soltanto qualora sopravvengano giustificati motivi.
Soluzione delle controversie tra coniugi
I genitori possono rivolgersi al giudice in presenza di controversie in ordine allesercizio della potest
genitoriale o delle modalit dellaffidamento. Qualora verifichi gravi inadempienze nellaffidamento, il giudice
pu modificare i provvedimenti in vigore e pu: ammonire il genitore inadempiente; disporre il risarcimento
dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore; condannare il genitore inadempiente al
pagamento di una sanzione amministrativa.

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Riconciliazione
I coniugi possono far cessare gli effetti della separazione mediante la riconciliazione, senza che sia
necessario lintervento del giudice. Le forme della riconciliazione sono la dichiarazione espressa o il
comportamento non equivoco incompatibile con lo stato di separazione: la dichiarazione di riconciliazione
non soggetta ad oneri di forma, mentre la riconciliazione per comportamenti concludenti consiste nella
totale ricostituzione della comunione materiale e spirituale dei coniugi. La cessazione degli effetti della
separazione comporta la rinnovata vigenza degli obblighi tra coniugi, ossia la riviviscenza ex nunc del
regime di comunione legale. I provvedimenti relativi ai coniugi e alla prole perdono automaticamente
efficacia.
7. Divorzio

Nozioni
Il termine divorzio indica lo scioglimento del matrimonio civile e la cessazione degli effetti civili del
matrimonio religioso. Lefficacia di questultimo permane nellambito dellordinamento religioso: il giudice
italiano, infatti, non pu pronunciare il suo scioglimento, ma deve limitarsi a dichiarare cessati gli effetti che,
allinterno dellordinamento italiano, sono stati prodotti dal matrimonio in conseguenza della sua trascrizione.
Il divorzio presuppone che, per una delle cause tipiche e tassative indicate dalla legge, la comunione
spirituale e materiale tra i coniugi non possa essere mantenuta o ricostituita. La legge non consente il
divorzio puramente consensuale, bens rimette sempre al giudice la valutazione circa le concrete possibilit
di mantenimento o ricostituzione della comunione tra i coniugi.
Lintroduzione dellistituto del divorzio nel nostro ordinamento si avuta nel 1970, mentre nel 1974 fu
respinto il referendum con cui si proponeva labrogazione della legge.
Cause di divorzio
Le ipotesi tassative nelle quali i coniugi possono domandare il divorzio sono cinque: accertamento
giudiziale di fatti di rilevanza penale commessi dallaltro coniuge (pena superiore a quindici anni, delitti
contro la libert sessuale, violazione degli obblighi di assistenza familiare); ininterrotta separazione legale,
sia essa giudiziale o consensuale, di durata non inferiore a tre anni a decorrere dalla data di comparizione
dei coniugi innanzi al Tribunale (la separazione di fatto non consente la proposizione della domanda di
divorzio); scioglimento del matrimonio ottenuto allestero dal coniuge straniero (o che allestero abbia
contratto un nuovo matrimonio); mancata consumazione del matrimonio; rettificazione dellattribuzione
di sesso compiuta da uno dei coniugi (che gi di per s produce lo scioglimento del matrimonio).

Procedimento
Il procedimento per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio presenta
numerose analogie col procedimento previsto per la separazione personale. Il procedimento inizia col
ricorso avanti al Presidente del Tribunale; se la conciliazione non riesce, emette i provvedimenti temporanei
e urgenti e designa il giudice che proceder allistruzione della causa. Il processo definito con sentenza
emessa dal Tribunale, avverso la quale pu essere proposto appello e ricorso per Cassazione.

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Effetti del divorzio


Il divorzio produce effetti nei rapporti personali tra i coniugi, nei loro rapporti patrimoniali e nei confronti dei
figli.
Effetti del divorzio nei rapporti personali tra coniugi
Effetto precipuo del divorzio nei rapporti personali tra coniugi lestinzione del vincolo coniugale. I
coniugi perdono i diritti e gli obblighi derivanti dal matrimonio e riacquistano automaticamente lo stato libero.
A carico della ex moglie stabilito il divieto temporaneo di nuove nozze, la cui violazione, per, costituisce
una mera irregolarit del matrimonio. Il divorzio non fa cessare limpedimento matrimoniale consistente nel
rapporto di affinit in linea retta, n fa perdere la cittadinanza allo straniero che abbia acquistato detta
cittadinanza per effetto del matrimonio con cittadino italiano. La donna perde invece la facolt di aggiungere
al proprio il cognome del marito.

Effetti del divorzio nei rapporti patrimoniali tra coniugi


Gli effetti principali del divorzio nei rapporti patrimoniali tra coniugi consistono nello scioglimento della
comunione legale e, dove non vi siano figli minori, del fondo patrimoniale. Ulteriori effetti di natura
patrimoniale consistono in diritti che ciascuno degli ex coniugi pu vantare nei confronti dellaltro, in
presenza di presupposti determinati dalla legge. Essi sono: il diritto allassegno post-matrimoniale; il diritto
alla pensione di reversibilit; il diritto allassegno successorio; il diritto ad una percentuale dellindennit
di fine rapporto percepita dallaltro coniuge.
Il presupposto oggettivo del diritto allassegno post-matrimoniale consiste nella mancanza di mezzi
adeguati e nellimpossibilit di procurarseli per ragioni oggettive. Lo scopo che il legislatore si prefisso
quello di prevenire lapprezzabile deterioramento della situazione economica del coniuge in conseguenza del
divorzio. Per la determinazione del quantum, il giudice deve applicare tre criteri: il criterio risarcitorio, volto
ad indagare sulle responsabilit del fallimento del matrimonio; il criterio compensativo, al fine di accertare il
contributo personale ed economico dato da ciascuno della conduzione familiare e alla formazione del
patrimonio di ciascuno o di quello comune; la durata del matrimonio. Sono nulli per illiceit della causa gli
accordi preventivi tra coniugi riguardanti lassegno di divorzio, in considerazione della natura indisponibile di
diritti patrimoniali, per la loro natura assistenziale. Sono, invece, cause di estinzione dellassegno postmatrimoniale la morte di uno dei coniugi; il passaggio a nuove nozze da parte del coniuge beneficiario; la
sopravvenienza, in favore del coniuge beneficiario, dei mezzi adeguati al mantenimento del tenore di vita
matrimoniale; il peggioramento delle condizioni economiche del coniuge obbligato. Anche a tutela del credito
allassegno di divorzio, come per lassegno di mantenimento nella separazione personale, la legge prevede
alcune misure preventive dellinadempimento del coniuge obbligato: il giudice pu imporre allobbligato di
prestare idonea garanzia reale o personale e pu disporne il sequestro dei beni; la sentenza di condanna al
pagamento dellassegno post-matrimoniale costituisce titolo per liscrizione di ipoteca giudiziale sui beni del
coniuge obbligato; azione esecutiva diretta nei confronti del terzo tenuto a corrispondere periodicamente
somme di denaro al coniuge obbligato; previsione di una sanzione penale in caso di mancato versamento
dellassegno di divorzio.

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Poich la morte del coniuge obbligato estingue il diritto allassegno di divorzio, la legge prevede talune
forme di tutela dellex coniuge superstite. Al coniuge superstite riconosciuto il diritto alla pensione di
reversibilit, per lintero ammontare di questultima o, in ipotesi di concorrenza con altro coniuge superstite,
pro quota. I presupposti del diritto alla pensione di reversibilit sono lanteriorit del rapporto di lavoro, la
mancata celebrazione di nuove nozze e la titolarit del diritto allassegno post-matrimoniale.
Sebbene lo scioglimento del vincolo matrimoniale determini la perdita dei diritti successori spettanti al
coniuge, previsto un assegno successorio, ossia un assegno periodico a carico delleredit. I presupposti
dellattribuzione dellassegno successorio sono la titolarit del diritto allassegno post-matrimoniale, la
mancata celebrazione di nuove nozze e lo stato di bisogno. Il coniuge beneficiario qualificato come
legittimario. Sono cause di estinzione del diritto allassegno successorio il passaggio a nuove nozze o il
venir meno dello stato di bisono del coniuge beneficiario.
Infine, un altro istituto di carattere assistenziale in favore del coniuge divorziato il diritto ad una quota
percentuale dellindennit spettante allaltro coniuge in conseguenza della cessazione del rapporto di
lavoro. I presupposto del diritto sono la mancata celebrazione di nuove nozze e la titolarit del diritto
allassegno post-matrimoniale. La percentuale consiste nel 40% dellindennit totale riferibile agli anni in cui
il rapporto di lavoro coinciso con il matrimonio.
Effetti del divorzio nei confronti dei figli
La riforma sullaffidamento condiviso ha equiparato gli effetti nei confronti dei figli nelle ipotesi di
separazione personale, di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, di annullamento del
matrimonio, nonch di cessazione della convivenza. Si applicano, pertanto, allipotesi di divorzio le previsioni
normative della separazione personale.
Modifica o revoca dei provvedimenti
Circa la modifica o la revoca dei provvedimenti relativi ai coniugi e ai figli, la legge distingue tra i
provvedimenti adottati dal Presidente del Tribunale e quelli contenuti nella sentenza che definisce il giudizio:
i primi possono essere revocati o modificati dal giudice istruttore, in seguito alla mera istanza della parte
interessata; dei secondi, invece, ammessa la revisione soltanto qualora sopravvengano giustificati motivi.
Tale ultima previsione deve essere diversificata a seconda che si tratti di provvedimenti relativi ai coniugi o ai
figli. Con riguardo ai figli, infatti, la disposizione contrasta con quanto previsto in materia di separazione
personale, ossia con la previsione in ragione della quale la revisione dei provvedimenti prevista senza la
condizione della sopravvenienza di giustificati motivi. Poich non vi ragione che la revisione dei
provvedimenti relativi ai figli sia sottoposta a maggiori restrizioni nellambito del divorzio, si ritiene che il
presupposto della sopravvenienza dei giustificati motivi si applica ai soli provvedimenti relativi ai coniugi
contenuti nella sentenza di divorzio.

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8. Filiazione e adozione

Nozioni
Per filiazione si intende il rapporto, in genere di derivazione biologica, che intercorre tra una persona e i
suoi genitori: se il figlio stato procreato da genitori uniti in matrimonio, si parla di filiazione legittima; se,
invece, il figlio stato procreato fuori dal matrimonio, si parla di filiazione naturale. La differenza principale
di disciplina in ordine alla formazione del titolo dello stato di figlio legittimo e di figlio naturale risiede nel
diverso modo di accertamento della paternit: in presenza del vincolo matrimoniale lordinamento
stabilisce una presunzione; in assenza di tale vincolo, invece, laccertamento ufficiale della paternit
naturale consegue o ad un atto volontario del genitore, il riconoscimento, o ad un apposito procedimento
giurisdizionale promosso dal figlio, volto ad acclarare il rapporto di genitura. Unaltra differenza di disciplina
consiste nella necessaria contestualit del titolo di figlio legittimo nei confronti di entrambi i genitori, che
invece manca nella filiazione naturale.
Attraverso la disciplina della filiazione, il legislatore mira ad accertare ufficialmente e pubblicamente la
qualit di figlio. Poich laccertamento pubblico del rapporto di filiazione materia di un diritto fondamentale
del figlio, lordinamento appronta, sia nella filiazione legittima che in quella naturale, apposite azioni giudiziali
dirette ad accertare lesistenza dello stato e a costituirne il relativo titolo. Lordinamento prevede anche gli
strumenti idonei a demolire le false apparenze di stato, non suffragate da una corrispondente realt
biologica: vengono in rilievo il disconoscimento di paternit, per rimuovere lo stato di filiazione legittima, e
limpugnazione del riconoscimento del figlio naturale per difetto di veridicit, al fine di rimuovere lo stato di
filiazione naturale.
Il matrimonio non costituisce pi elemento di distinzione nei rapporti tra genitori e figli: laccertamento dello
stato di figlio naturale, infatti, comporta da parte del genitore lassunzione di tutti i doveri e di tutti i diritti che
egli ha nei confronti dei figli legittimi. Questa parificazione, avvenuta con la riforma del diritto di famiglia, si
completa sotto il profilo successorio, nel senso che il figlio naturale acquista, nei confronti del genitore, gli
stessi diritti successori che spetterebbero a un figlio legittimo.
Permangono tuttavia alcune differenze tra la situazione del figlio naturale e quella del figlio legittimo. Una
prima differenza riguarda la potest: mentre la potest sul figlio legittimo spetta sempre ad entrambi i
genitori, per il figlio naturale la potest spetta in via esclusiva al genitore che ha effettuato il riconoscimento
o, se il figlio stato riconosciuto da entrambi i genitori ma essi non convivono, la potest esercitata dal
genitore che ha riconosciuto il figlio per primo. Unaltra differenza tra filiazione legittima e filiazione naturale
attiene alla circostanza che il figlio legittimo porta il cognome del padre, mentre il figlio naturale pu avere il
cognome della madre se costei lo ha riconosciuto per prima. Ulteriori differenze sono le seguenti: la filiazione
naturale non stabilisce rapporti giuridici pieni con i parenti del genitore; nella successione ereditaria, i figli
legittimi possono esercitare una facolt di commutazione, ossia soddisfare in denaro o in beni immobili
ereditari la porzione spettante ai figli naturali (questa facolt oggi limitata); mentre il genitore legittimo un
successore necessario del figlio, al genitore naturale non sono attribuiti diritti di riserva sulla successione del
figlio che abbia disposto dei suoi beni a favore di altre persone.
Oltre alla filiazione legittima e alla filiazione naturale, che hanno in comune il fondamento naturalistico della
procreazione, lordinamento conosce un altro tipo di filiazione nel quale manca il rapporto di derivazione

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biologica e che la filiazione adottiva. Esistono vari modelli di adozione: ladozione del minore
abbandonato, con la quale il minore cessa ogni rapporto con i genitori che lo hanno procreato e diventa
figlio legittimo dei coniugi adottanti; ladozione in casi particolari di minori, alla quale si pu ricorrere
quando, pur non sussistendo tutti i requisiti dello stato di adottabilit, vi sono specifiche situazioni che la
legge ritiene idonee a giustificare un vincolo di filiazione giuridica che si sovrappone a quello originario;
ladozione di maggiorenni, diretto a dare alladottante una discendenza, attraverso cui assicurare la
continuazione del nome e la trasmissione del patrimonio di famiglia.
Filiazione legittima
legittimo il figlio concepito da genitori uniti in matrimonio. La presunzione di paternit del marito uno
degli effetti principali del matrimonio e integra le risultanze dellatto di nascita; tale presunzione per
relativa, essendo possibile dare la prova contraria. Lo status di figlio legittimo provato dallatto di nascita
iscritto nei registri dello stato civile: latto di nascita latto dal quale risulta formalmente lo stato di figlio
legittimo, latto cio titolo dello stato.
Il disconoscimento di paternit lazione tendente a superare la presunzione di paternit in presenza di
un atto di nascita che indica come genitore il marito della madre. La prova della non paternit del marito
ammessa soltanto in presenza di alcune circostanze tassativamente indicate e verificatesi nel periodo
compreso fra il 300 e il 180 giorno prima della nascita: mancata coabitazione dei coniugi; impotenza del
marito; adulterio della moglie. Lattore ammesso a provare con ogni mezzo qualsiasi fatto che possa
escludere la paternit, in particolare lincompatibilit genetica o dei gruppi sanguigni. La legittimazione attiva
allazione di disconoscimento della paternit relativa, non spettando a terzi interessati ma solo al marito,
alla madre e al figlio. A seconda di chi la esercita, lazione soggetta a termini diversi di decadenza.
Lazione di contestazione della legittimit mira anchessa, al pari di disconoscimento della paternit, a
demolire lo stato di figlio legittimo risultante dallatto di nascita, ma attraverso la contestazione degli altri
presupposti costitutivi dello stato di figlio legittimo, diversi dalla presunzione di paternit del marito: la
maternit, il matrimonio e il concepimento durante il matrimonio. possibile esperire la contestazione della
legittimit dimostrando che: il figlio non stato partorito da colei che risulta come madre dagli atti dello stato
civile (sostituzione di un neonato); il padre e la madre non sono mai stati coniugati; il figlio nato prima del
matrimonio. La legittimazione a promuovere lazione di contestazione della legittimit assoluta, poich
spetta a colui che dallatto di nascita del figlio risulti suo genitore e a chiunque vi abbia interesse; lazione,
inoltre, imprescrittibile.
Lazione di reclamo di legittimit diretta ad ottenere una sentenza che accerti lesistenza dello stato di
figlio legittimo di determinati genitori e ne costituisca il relativo titolo. Essa presuppone la mancanza di un
titolo dello stato di figlio legittimo, ipotesi che ricorre quando manchi latto di nascita o quando questo sia
inidoneo a fungere da titolo dello stato di figlio legittimo. Linidoneit di tale atto deriva dalla circostanza che
esso designa il figlio come nato da genitori ignoti, o da genitori indicati con nomi falsi, o da genitori naturali
che sono in realt suoi genitori legittimi in quanto uniti in matrimonio al tempo del concepimento. Pu anche
accadere che la persona risulti ufficialmente figlio legittimo di genitori diversi rispetto ai veri genitori: in
questo caso lazione di reclamo mira allacquisizione di una diversa legittimit, lazione di reclamo spetta al
figlio ed imprescrittibile.

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Filiazione naturale
Sono figli naturali i figli procreati da genitori non uniti in matrimonio tra loro. La procreazione non
determina automaticamente la costituzione dello stato di figlio naturale: perch si abbia lo stato di figlio
naturale, occorre che al dato biologico della procreazione si aggiunga o un atto volontario del genitore, cio il
riconoscimento del figlio naturale, o una pronuncia del giudice, in esito ad un procedimento di
dichiarazione giudiziale di paternit o maternit naturale.
Il riconoscimento del figlio naturale un atto di libera scelta del genitore con il quale questi dichiara di essere
padre o madre di una determinata persona. Il riconoscimento ammissibile per tutti quei figli, anche se
generati da genitore o da genitori coniugati con persona diversa, i cosiddetti figli adulterini. Il figlio pu
essere riconosciuto ancor prima della nascita, purch posteriormente al concepimento, ed ammesso
anche il riconoscimento del figlio premorto.
Il riconoscimento un atto unilaterale, anche se i genitori possono farlo congiuntamente; un atto
personalissimo, irrevocabile ed un atto legittimo. Lautore del riconoscimento deve essere capace in
relazione allatto, ossia deve aver compiuto i sedici anni e non deve essere giudizialmente interdetto. Il
riconoscimento presenta poi alcune condizioni di efficacia: se il figlio che si intende riconoscere ha gi
compiuto il sedicesimo anno di et, necessario che questi presti il suo assenso; se il figlio ha meno di
sedici anni, occorre il consenso del genitore che per primo ha effettuato il riconoscimento. Infine, il
riconoscimento soggetto a requisiti di forma: esso pu essere compiuto nellatto di nascita, con una
apposita dichiarazione resa davanti ad un ufficiale di stato civile o con un testamento.
Il riconoscimento del figlio naturale impugnabile per difetto di veridicit, per violenza morale e per
interdizione giudiziale: nel primo caso, la legittimazione ad agire spetta a chiunque vi abbia interesse e
lazione imperscrittibile; nel secondo caso, legittimato solo lautore del riconoscimento e lazione
sottoposta al termine di decadenza di un anno; nel terzo caso, lazione pu essere esercitata dal
rappresentante legale dellinterdetto. Inoltre, in caso di violenza morale e interdizione giudiziale, se lautore
del riconoscimento morto senza aver promosso lazione, ma prima che sia scaduto il termine, limpugnativa
pu essere promossa dai discendenti, dagli ascendenti o dagli eredi.
Allassenza del riconoscimento si pu supplire giudizialmente. Se il rapporto di filiazione naturale non stato
riconosciuto da uno dei genitori naturali o da entrambi, si pu procedere, su istanza del figlio e delle altre
persone a tal fine legittimate, allaccertamento giudiziale della paternit o della maternit naturale, che
rappresenta lo strumento capace di attribuire la titolarit formale del rapporto di filiazione anche contro la
volont genitoriale: qualora lesito di un tale accertamento sia positivo, il figlio acquista lo stato formale di
figlio naturale. Lazione per la dichiarazione giudiziale della paternit o della maternit naturale va proposta
direttamente al giudice di merito, il quale decide sia sulla rispondenza della dichiarazione di genitura naturale
allinteresse del figlio, sia sul fondamento della domanda, il cui accoglimento subordinato allesibizione di
prove. La legittimazione attiva allazione di dichiarazione giudiziale di paternit o maternit naturale spetta al
figlio, nei confronti del quale imprescrittibile; se il figlio ancora minorenne, lazione pu essere proposta in
suo nome dal genitore esercente la potest, ma occorre il consenso del figlio qualora questi abbia compiuto
let di sedici anni.
La legittimazione attribuisce a colui che nato fuori dal matrimonio la qualit di figlio legittimo. La
legittimazione pu aversi per susseguente matrimonio dei genitori del figlio naturale o per provvedimento del

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giudice: nel primo caso necessario che la filiazione naturale risulti ufficialmente nei confronti di entrambi i
genitori; nel secondo caso, occorre che per il genitore vi sia limpossibilit o un gravissimo ostacolo a
legittimare il figlio per susseguente matrimonio. La legittimazione per provvedimento del giudice
domandata dai genitori stessi o dal figlio; richiede inoltre lassenso dellaltro coniuge, il consenso del figlio
legittimando e la sussistenza di un interesse per il figlio.
Filiazione e procreazione assistita
Con la legge 40/2004 sono state introdotte le norme in materia di procreazione medicalmente assistita. Il
ricorso ad essa consentito solo quando sia accertata limpossibilit di rimuovere altrimenti le cause
impeditive della procreazione. Sotto il profilo dei requisiti soggettivi, alle tecniche di procreazione assistita
possono accedere soltanto le coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi; consentita
solo la fecondazione omologa, mentre vietata quella eterologa. Sotto il profilo dello stato giuridico, i nati a
seguito dellapplicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita previste dalla legge hanno lo
stato di figli legittimi, se i genitori sono uniti in matrimonio, o di figli naturali automaticamente riconosciuti, se i
genitori sono conviventi.
Adozione
Ladozione lo strumento rivolto a dare al minore una famiglia, quando la sua famiglia del sangue manchi o
si riveli totalmente e definitivamente incapace a svolgere la sua funzione educativa. Ladozione ha una
funzione residuale: il minore, infatti, ha diritto di crescere ed essere educato nellambito della propria
famiglia e le condizioni di indigenza dei genitori non possono essere di ostacolo allesercizio del diritto del
minore alla propria famiglia. Lautorit pubblica ha il dovere di predisporre strumenti di sostegno e di
supplenza alla famiglia in cui il bambino nato e di ricostruire il legame con la famiglia naturale. A tal fine
lordinamento appronta misure di sostegno economico e educativo, tramite i servizi sociali, e lo strumento
dellaffidamento, che opera quando la famiglia di origine versa in situazione di temporanea difficolt.
Sotto la denominazione di affidamento dei minori, la legge regola due situazioni diverse: laffidamento
familiare, quando il minore viene inserito in una famiglia o in una comunit familiare, e laffidamento ad un
istituto di assistenza. Se c il consenso dei genitori, o del tutore, laffidamento familiare disposto dal
servizio sociale locale e reso esecutivo dal giudice tutelare; in mancanza, provvede il Tribunale per i
minorenni. Laffidatario deve accogliere presso di s il minore e provvedere al suo mantenimento e alla sua
educazione e istruzione: durante laffidamento, il servizio sociale agevola i rapporti con la famiglia di
provenienza ed il rientro nella stessa del minore. Solo quando la famiglia di origine manca, o quando ogni
sforzo di aiuto appare o risulta vano, si apre la via alladozione: essa, poich diretta a sostituire una nuova
famiglia alla famiglia di origine, recide radicalmente i legami del minore con questultima. Ladozione
costituisce un vincolo di filiazione pieno e garantisce il diritto del minore a vivere nella posizione di figlio.
Ladozione riguarda tutti i minori, senza distinzione di et, che siano stati dichiarati in stato di adottabilit.
Presupposto essenziale di questo stato la situazione di abbandono, che consegue alla mancanza di
assistenza da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi. Ladozione consentita a favore dei
coniugi: uniti in matrimonio da almeno tre anni e non separati; di et superiore di almeno diciotto anni e di

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non pi di quarantacinque anni rispetto a quella delladottando (ma una clausola elastica); che siano
affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere il minore che intendano adottare.
Una volta dichiarato lo stato di adottabilit, il procedimento di adozione si snoda attraverso due fasi. La
prima quella della scelta, da parte del Tribunale per i minorenni, della coppia maggiormente in grado di
rispondere alle esigenze del minore. Il Tribunale, una volta acquisito il consenso del minore che abbia
compiuto i quattordici anni, dispone laffidamento preadottivo a favore della coppia prescelta. La seconda
fase quella della dichiarazione di adozione: decorso il periodo di affidamento, il Tribunale provvede ad
emettere la sentenza di adozione. La sopravvenuta morte o incapacit di uno dei coniugi durante
laffidamento preadottivo non ostativa alladozione, mentre in caso di sopravvenuta separazione tra i
coniugi si ammette che ladozione possa essere disposta nei confronti di uno solo o di entrambi.
Ladozione del minore abbandonato comporta lestinzione, definitiva ed irreversibile, dei suoi rapporti con la
famiglia di origine, salvi i divieti matrimoniali, e il correlativo acquisto da parte delladottato dello stato di
figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome (effetto legittimante). Ladozione,
tuttavia, non cancella il diritto della persona di conoscere la propria identit: i genitori adottivi devono
provvedere ad informare il minore della sua condizione; una volta raggiunta let di venticinque anni,
ladottato pu accedere alle informazioni concernenti lidentit dei genitori biologici, purch la madre non
abbia dichiarato, alla nascita, di non voler essere nominata.
Ladozione internazionale riguarda due figure diverse: ladozione di minori stranieri residenti allestero, da
parte di coniugi residenti in Italia, o di coniugi cittadini italiani residenti allestero; ladozione di minori italiani
da parte di richiedenti residenti allestero, siano essi cittadini italiani o stranieri. Ladozione del minore
straniero rinviene la fonte della propria disciplina sia nella legge sulladozione, sia nella Convenzione dellAja
del 1993, che enuncia principi e direttive. I coniugi che, in possesso dei requisiti previsti per ladozione del
minore cittadino italiano in stato di abbandono, intendono adottare un minore straniero, devono presentare
una dichiarazione di disponibilit al Tribunale per i minorenni, che provveder ad emettere il decreto di
idoneit.
Ladozione in casi particolari ricorre quando, non sussistendo i presupposti per ladozione legittimante, si
verificano situazioni specifiche che la legge ritiene meritevoli di apposita disciplina. I casi particolari sono: il
caso del minore, orfano di padre e di madre, che pu essere adottato dai parenti entro il sesto grado; il caso
del minore figlio del coniuge, che pu essere adottato dallaltro coniuge; il caso del minore per il quale vi sia
la constatata impossibilit di affidamento preadottivo. Ladozione in casi particolari di minori si distingue
dalladozione piena, o legittimante, per il pi ristretto campo di applicazione e per la previsione di regole pi
elastiche in tema di legittimazione ad adottare; in particolare, ladozione in casi particolari riservata non
soltanto ai coniugi, ma anche a chi non sia coniugato. Sul piano degli effetti, con ladozione in casi
particolari il minore non acquista lo stato di figlio legittimo di chi lo adotta, ma uno stato di figlio adottivo che
si aggiunge a quello originario, non cessano i rapporti delladottato con la famiglia di origine, ladottato
mantiene il proprio cognome e ladottato succede pienamente alladottante.
Il codice disciplina ladozione di persone maggiori di et, che ha sostituito lantica adozione ordinaria.
Essa non ha lo scopo di dare una famiglia alladottando, ma di assicurare alladottante la perpetuazione del
nome, del patrimonio e della tradizione familiare e di far godere nel contempo alladottato i vantaggi di ordine
patrimoniale e sociale derivanti dal nuovo status. Perch si possa procedere alladozione, occorre che

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ladottando non sia n figlio naturale delladottante n figlio adottivo di unaltra persona. Ladozione,
disposta dal Tribunale con sentenza, presuppone il consenso delladottante e delladottando, lassenso dei
rispettivi coniugi e dei genitori delladottando, il consenso dei discendenti delladottante. Ladozione d vita
ad un rapporto di filiazione civile che si aggiunge al precedente stato familiare, i cui caratteri peculiari sono
lassunzione del cognome delladottante da parte delladottato, lacquisto dei diritti successori, il sorgere
dellobbligo reciproco degli alimenti tra adottante e adottato, la conservazione dei rapporti con la famiglia di
origine, la revocabilit del vincolo adottivo in caso di indegnit delladottato o delladottante.
9. Alimenti

Nozioni
Gli alimenti sono le prestazioni di assistenza e di soccorso materiale che la legge impone ad alcuni soggetti
che si trovano in una particolare relazione con la persona in situazione di indigenza ed incapace di
provvedere alle proprie necessit di vita. Alla base del rapporto alimentare di fonte legale vi normalmente
una causa di solidariet familiare: le persone tenute a prestare gli alimenti, infatti, sono di regola i
componenti della famiglia estesa. In questo senso, la disciplina degli alimenti rappresenta la traduzione in
termini giuridici del legame affettivo e dei doveri etici che si presumono esistenti tra parenti ed affini.
Oltre che nella solidariet familiare, la causa dellobbligo alimentare pu risiedere nel sentimento di
gratitudine che anima colui che stato benificiato da altri con spirito di liberalit: il caso del donatario,
tenuto, con precedenza su ogni altro obbligato, a versare gli alimenti al donante.
Lobbligazione alimentare deriva in primo luogo dalla legge, che individua le persone obbligate, stabilisce i
presupposti per il sorgere e per il permanere dellobbligo alimentare, indica loggetto e la misura della
prestazione. Una prestazione diretta a provvedere ai bisogni di vita del creditore, per, pu nascere anche
da un atto di autonomia privata: il caso del legato di alimenti e del contratto di vitalizio alimentare
oneroso.
Presupposti
Lobbligazione alimentare di fonte legale presuppone che il beneficiario versi in stato di bisogno e non sia
in grado di provvedere da solo al proprio mantenimento. Per stato di bisogno si intende la mancanza di
mezzi adeguati al fine di soddisfare le primarie esigenze esistenziali, purch costui si adoperi per rimuovere
tale stato. Laltro presupposto dellobbligo alimentare costituito dalla capacit economica dellobbligato:
occorre, cio, che lalimentante disponga di risorse sufficienti, che superino quanto necessario a soddisfare
le sue esigenze di vita e quelle della sua famiglia.
Misura della prestazione alimentare
Al soggetto che versa in stato di bisogno deve essere somministrato, in proporzione alle condizioni
economiche del soggetto obbligato per legge, quanto sia necessario per la vita, o, nel rapporto tra fratelli e
sorelle, quanto sia strettamente necessario. Le necessit di vita comprendono tutto ci che serve per il
soddisfacimento dei bisogni fondamentali della persona (vitto, alloggio, cure sanitarie). Qualora il soggetto

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obbligato a prestare gli alimenti sia il donatario, previsto un tetto massimo per la prestazione alimentare,
stabilendo che il donatario non tenuto oltre il valore della donazione tuttora esistente nel suo patrimonio.
Gli alimenti vanno tenuti distinti dal mantenimento, perch questo commisurato al tenore di vita
dellobbligato, comprende il soddisfacimento di esigenze esistenziali che non hanno un carattere di primaria
necessit ed indipendente dal bisogno del beneficiario. Lobbligo alimentare pu essere adempiuto, a
scelta dellalimentante, in denaro o in natura. La scelta operata comunque sottoposta al controllo
dellautorit giudiziaria, che pu determinare il modo di somministrazione.
Soggetti obbligati e situazioni di concorso
I soggetti obbligati a prestare gli alimenti sono indicati dalla legge in base ad un elenco tassativo che segue
un ordine progressivo o successivo. La graduatoria ha i caratteri della immodificabilit, poich il vincolo di
grado posteriore escluso in presenza del vincolo di grado anteriore: lavente diritto non pu rivolgersi ad un
obbligato della categoria successiva se non quando gli obbligati appartenenti alla categoria anteriore non
siano in grado di provvedere alla prestazione alimentare perch privi delle risorse sufficienti.
Il donatario tenuto alla prestazione alimentare nei riguardi del donante che sia caduto in stato di bisogno
con precedenza su ogni altro obbligato. Seguono poi i membri della famiglia: il coniuge, i figli, i genitori, i
generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle. Nei vari gradi possono aversi pi soggetti
obbligati al medesimo livello: in tal caso, il concorso di una pluralit di obbligati nello stesso grado regolato
in base ad una modalit di attuazione parziaria, che esclude la solidariet tra gli obbligati.
Disciplina dellobbligazione alimentare
Lobbligazione alimentare sottoposta ad una disciplina particolare. Sotto il profilo della decorrenza, poich
il soccorso opera per il futuro, lavente diritto non pu chiedere prestazioni riferite al passato: lobbligo
alimentare decorre dal giorno della domanda giudiziale, o dal giorno della costituzione in mora dellobbligato.
Inoltre, la misura della prestazione destinata a mutare se variano le condizioni economiche di chi
somministra gli alimenti o di chi le riceve.
Anche le vicende estintive sono legate alla peculiarit dei presupposti di nascita dellobbligazione
alimentare, poich il venir meno dello stato di bisogno dellalimentato e della capacit economica
dellalimentante comporta la cessazione della prestazione.
Infine, il diritto agli alimenti ha carattere strettamente personale, pertanto incedibile, irrinunciabile e
intransigibile, imprescrittibile, insuscettibile di compensazione e di sottoposizione ad esecuzione forzata.
III. SUCCESSIONI A CAUSA DI MORTE

1. Vocazione ereditaria

Nozioni
Con lespressione successione si designa la sostituzione di un soggetto ad un altro nella titolarit di
situazioni giuridiche patrimoniali e trasmissibili. Le occasioni che ne determinano la realizzazione sono
diverse: un atto tra vivi, come un contratto, un atto unilaterale o un provvedimento amministrativo o

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giudiziario; la peculiarit della situazione considerata, come nel caso delle obbligazioni propter rem o degli
oneri reali; lestinzione della persona fisica. Le successioni a causa di morte, a loro volta, si distinguono in
successioni legittime e successioni testamentarie, a seconda che la successione ravvisi la propria
regolamentazione nella legge o in un testamento.
Il fondamento istituzionale della successione mortis causa riconducibile al diritto di propriet: alle
successioni a causa di morte sono dunque riservate le stesse garanzie del diritto di propriet, relative al
riconoscimento e alla riserva di legge. La stessa Costituzione, nella disposizione in cui riconosce il diritto di
propriet, richiama la successione a causa di morte, affermando che la legge stabilisce le norme e i limiti
della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredit (art. 42). La connessione tra
diritto di propriet e successione confermata dalla circostanza che la vicenda traslativa a causa di morte
compresa, allinterno del codice civile, tra i modi di acquisto della propriet.
Il diritto ereditario presenta un nesso anche con listituto familiare: tale collegamento stato espresso, per
la categoria dei legittimari, nel rilievo attribuito ai vincoli di sangue e, in particolare, al rapporto di coniugio e
ai rapporti di filiazione natura e adottiva.
Lintervento pi significativo diretto ad un adeguamento normativo del diritto successorio stata la riforma
del diritto di famiglia (1975), alla quale si deve, in attuazione dei rilevanti principi costituzionali, la piena
parificazione tra figli legittimi e figli naturali nella successione necessaria, la rivalutazione della posizione
successoria del coniuge superstite, il mutamento dellassetto normativo della capacit di ricevere per
testamento. Con un altro intervento normativo stato introdotto, in parziale deroga al divieto dei patti
successori, il patto di famiglia (2006).

Oggetto della successione


Non tutti i diritti e i rapporti che facevano capo al defunto possono formare oggetto di successione. La
vicenda traslativa che trae origine dallestinzione della persona fisica, infatti, riguarda soltanto le situazioni
giuridiche soggettive che abbiano carattere patrimoniale e che non siano inscindibilmente connesse alla
persona del titolare. In tal senso si possono indicare, tra le situazioni reali, il diritto di propriet, di
superficie, di enfiteusi; tra i diritti di credito, quello al risarcimento del danno derivante dalla lesione del diritto
alla salute e il diritto dautore; tra i diritti potestativi, quello di revoca della donazione per ingratitudine del
donatario. Non sono invece trasmissibili i diritti della personalit, n lo sono i crediti o i rapporti che, pur
avendo il carattere della patrimonialit, siano per loro natura strettamente personali: ne sono un esempio i
crediti e gli obblighi alimentari; i crediti e gli obblighi che conseguono alla separazione personale tra coniugi
o al divorzio; il contratto di rendita vitalizia. Tra le situazioni reali, inoltre, alcune sono insuscettibili di cadere
in successione perch destinate ad estinguersi con la morte del titolare: cos il diritto di usufrutto (salvo
cessione del diritto), il diritto di uso e il diritto di abitazione.
Forme della successione a causa di morte
Ai diversi titoli di successione fa esplicito riferimento il codice, che individua nella legge e nel testamento
le due diverse cause o fonti della successione mortis causa. Tale regola prevede sia una priorit di
applicazione della successione testamentaria rispetto a quella legittima, sia la possibilit di un concorso fra
esse. La regolamentazione della successione a causa di morte pu dunque attuarsi: nel caso di

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successione legittima, attraverso le regole contenute nella legge, quando manchi del tutto un testamento;
nel caso di successione testamentaria, secondo la volont del defunto espressa in un testamento, che
disponga della totalit del patrimonio; con il concorso di entrambe le fonti di successione, qualora il
testatore non abbia provveduto a disporre di tutte le proprie sostanze.
Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredit, o altri diritti nella successione, sono
detti legittimari. La successione dei legittimari, o successione necessaria, non rappresenta una fonte
autonoma di successione: essa si colloca infatti nellambito della successione legittima, pur se qualificata da
caratteristiche proprie. La successione necessaria si impone come limite al potere di disporre del testatore, il
quale non potr non riservare una quota di eredit, o altri diritti, a favore di alcune persone a s legate da
vincoli di coniugio o di parentela diretta. Pertanto, le disposizioni testamentarie non possono pregiudicare i
diritti che la legge riserva ai legittimari.
Apertura della successione, delazione e acquisto delleredit
La successione si apre al momento della morte, nel luogo dellultimo domicilio del defunto. Allo stesso
effetto dellestinzione della persona pu venire in considerazione la dichiarazione giudiziale di morte
presunta, ma, se si prova lesistenza della persona, gli effetti successori saranno risolti. La nozione di
domicilio deve intendersi come la sede principale dei propri affari e interessi.
Con lapertura della successione si realizza la vocazione ereditaria, ossia la designazione del soggetto o
dei soggetti individuati, per legge o per testamento, a succedere al defunto. La vocazione ereditaria
costituisce il titolo della delazione, cio delleffettiva chiamata alleredit. La destinazione dei beni
appartenenti al soggetto della cui eredit si tratta (de cuius hereditate agitur) trova la sua fonte esclusiva
nella legge o nel testamento, il quale costituisce lunico atto mortis causa di ultima volont con cui il
soggetto pu disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui avr cessato di vivere.
Non sono ammessi i contratti ereditari: in linea generale, sono nulli i patti successori, ossia tutte quelle
convenzioni tra privati con le quali gli interessati intendano o regolare la propria successione (patti istitutivi),
o disporre dei diritti che possono derivare da una successione non ancora aperta (patti dispositivi), o
rinunciare a diritti derivanti da successioni future (patto rinunciativi). La ragione del divieto da ravvisarsi
nella salvaguardia del principio della piena tutela della libert del testatore di disporre dei propri beni fino
allultimo istante della propria vita. La Cassazione ha qualificato come patti successori tutti quegli accordi
rispetto ai quali si possa accertare che: il vincolo abbia la specifica finalit di costituire, modificare o
estinguere diritti relativi ad una successione non ancora aperta; la cosa o i diritti che rappresentano loggetto
della successione siano stati considerati dai contraenti come entit della futura cessione; il promittente si sia
privato dello ius poenitendi; il trasferimento convenuto tra promettente e promissario sia stato previsto a
titolo di eredit o di legato.
Poich la perentoriet del divieto stride con la libert contrattuale dei soggetti privati, stato codificato un
nuovo tipo contrattuale denominato patto di famiglia: si tratta di un patto successorio dispositivo, volto ad
agevolare, in modo stabile ed efficace, il passaggio generazionale delle imprese. Limprenditore pu quindi
disporre della propria azienda in favore dei propri discendenti, garantendo la dinamicit degli istituti collegati
allattivit di impresa. Il patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia
di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, limprenditore trasferisce, in tutto o in

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parte, lazienda ad uno o pi discendenti. Le caratteristiche principali del patto di famiglia sono le seguenti: il
contratto deve essere stipulato per atto pubblico a pena di nullit; devono partecipare, oltre ai discendenti,
anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari; gli assegnatari dellazienda devono corrispondere
agli altri legittimari non assegnatari una somma di denaro corrispondenti al valore delle quote loro spettanti;
quanto ricevuto dai contraenti assegnatari non soggetto a collazione o a riduzione; il patto pu essere
impugnato per errore, violenza e dolo, oppure sciolto o modificato mediante diverso contratto o per recesso.
Successione a titolo universale e a titolo particolare
La chiamata alla successione pu avvenire a titolo universale o particolare: erede colui che, per legge o
per testamento, succede al defunto nelluniversalit o in una quota-parte del patrimonio; legatario colui
che acquista dal defunto uno o pi beni determinati, mai rappresentativi di una quota di patrimonio. Le
divergenze tra acquisizione della qualifica di erede e di legatario riguardano sia il modo di acquisto della
qualifica stessa, sia gli effetti che vi si ricollegano.
Leredit si acquista con laccettazione. Lerede succede al defunto nellidentica posizione che questi
rivestiva rispetto ai diritti e agli obblighi che facevano parte del patrimonio ereditario. Lerede, pertanto,
tenuto al pagamento dei debiti e dei pesi ereditari anche con il proprio patrimonio personale, salvo che si
avvalga dellaccettazione con beneficio di inventario; inoltre, secondo listituto della successione nel
possesso, lerede continua il possesso del de cuius con tutte le caratteristiche (buona o mala fede) che lo
connotavano. Listituzione di erede non ammette lapposizione di termini iniziali o finali.
Il legato si acquista in modo automatico fin dal momento dellapertura della successione, fatta salva la
facolt di rinuncia. Il legatario, proprio perch acquista dal defunto uno o pi beni determinati, di regola
dispensato dal pagamento dei debiti. Pu unire al proprio possesso quello del suo autore per goderne gli
effetti: si tratta della previsione dellaccessione nel possesso, o di unione di possessi, per cui il legatario,
alla stregua di qualsiasi altro successore particolare per atto tra vivi (compratore, donatario), lasciato libero
di decidere se unire o no il proprio possesso a quello del suo dante causa. Lunificazione giuridica di quelli,
infatti, consegue allesercizio di una facolt basata su un mero calcolo di convenienza, per il quale saranno
decisive le caratteristiche soggettive del possesso del dante causa. Il legatario potrebbe acquistare diritti
estranei al patrimonio del testatore: quanto avviene allorch oggetto della disposizione mortis causa a
titolo particolare sia la costituzione ex novo di un diritto reale minore o la liberazione da un debito.
Listituzione di legato, infine, ammette lapposizione di termini iniziale o finale.
Capacit di succedere
In linea generale sono capaci di succedere le persone fisiche, le persone giuridiche e gli enti non
riconosciuti come persone giuridiche.
La capacit di succedere delle persone fisiche prospettata come espressione della capacit giuridica,
anche se, rispetto ad essa, legata a presupposti diversi. Sono infatti capaci di succedere tutti coloro che
sono nati o concepiti al tempo dellapertura della successione. La sola capacit di ricevere per testamento
riconosciuta anche al non concepito, purch sia figlio di una persona vivente al momento della morte del
testatore: in questo caso, listituzione dei figli nascituri sottoposta a condizione sospensiva.

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Per le persone giuridiche (associazioni e fondazioni) laccettazione di eredit o il conseguimento di legati


ipotizzabile solo in seguito ad una successione testamentaria: lunico caso di successione legittima
prevista infatti a favore dello Stato, qualora un soggetto muoia senza lasciare alcun successibile. Dopo
importanti interventi legislativi, anche per gli enti non riconosciuti si prevede la possibilit di acquistare
eredit e di conseguire legati senza autorizzazione governativa allacquisto di beni immobili.
Indegnit
per legge escluso dalla successione lindegno: integrano ipotesi tassative di indegnit alcuni fatti delittuosi
(omicidio) e specifici comportamenti di particolare gravit (denunzia calunniosa) commessi da chi pu
assumere la qualifica di successibile, contro la persona della cui eredit si tratta. Lindegnit
tradizionalmente considerata come una sanzione civile per una condotta antigiuridica nei confronti del de
cuius o dei suoi congiunti. Essa configura una forma di incapacit successoria e come impedimento alla
delazione, per cui lazione diretta a farla valere imprescrittibile; parte della dottrina, per, ravvisa
nellindegnit unincapacit allacquisto delleredit, con la conseguenza che lazione per farla valere
soggetta al termine ordinario di prescrizione decennale. Per impedire che lindegno tragga qualsiasi
beneficio dalleredit, si impone un obbligo di restituzione dei frutti che questi abbia acquistato dopo
lapertura della successione.
Chi incorre nellindegnit riammesso alla successione se interviene la riabilitazione ad opera dello stesso
de cuius, espressa in un atto pubblico o in un testamento. Lindegno non espressamente abilitato, se
contemplato nel testamento, ammesso a succedere nei soli limiti della disposizione testamentaria.
Sostituzioni
Per sostituzione si intende il meccanismo, legale o volontario, che consente la devoluzione delleredit, o
lattribuzione del legato, ad altri successibili, qualora il chiamato non possa accettare, perch premorto al de
cuius o indegno, o non voglia accettare. Sono ipotesi di sostituzione la rappresentazione, la sostituzione
ordinaria e la sostituzione fidecommissaria.
Rappresentazione
La rappresentazione fa subentrare i discendenti legittimi o naturali (rappresentanti) nel luogo e nel grado
del loro ascendente (rappresentato) in tutti i casi in cui questi non pu o non vuole accettare leredit o il
legato. Il primo chiamato, che non pu o non vuole accettare, deve essere figlio, fratello o sorella del de
cuius; colui che ne prende il posto, per diritto di rappresentazione, deve essere un loro discendente legittimo,
legittimato, adottivo o naturale.
I rappresentanti succedono direttamente al de cuius, cosicch hanno diritto di partecipare alla successione
di questultimo anche se hanno rinunciato alleredit del loro ascendente (rappresentato), o sono, nei suoi
confronti, indegni o incapaci. Quando opera la rappresentazione, inoltre, la divisione si fa per stirpi: pertanto
i suoi discendenti, indipendentemente dal numero, subentrano tutti in luogo del loro capostipite e lo stesso
criterio si applica anche quando uno stipite abbia prodotto pi rami.

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Sostituzione fidecommissaria
Nella successione testamentaria, la rappresentazione opera solo qualora il testatore non abbia provveduto a
dettare specifiche disposizioni per il caso in cui il primo istituito non possa o non voglia accettare leredit o il
legato, che non abbia per ad oggetto un diritto di natura personale (usufrutto). Se, invece, il testatore indica
un altro soggetto in sostituzione del primo designato, si configura una sostituzione ordinaria. La
disposizione pi significativa al riguardo attiene agli obblighi che incombono sui sostituiti qualora siano
imposti dal testatore al primo istituito, come oneri o legati.
Sostituzione fidecommissaria
Altra ipotesi di sostituzione volontaria la sostituzione fidecommissaria. una doppia vocazione in ordine
successivo e, dunque, non condizionata alla mancata o impossibile accettazione delleredit da parte del
primo istituito. Nella sostituzione fidecommissaria, infatti, il primo istituito che accetta leredit ha, rispetto ad
essa, un obbligo di conservazione, perch, al momento della propria morte, la stessa eredit dovr essere
acquistata dal secondo chiamato. La sostituzione fidecommissaria volta a realizzare una maggiore
protezione di soggetti incapaci: linterdetto pu essere istituito con lobbligo di conservare e restituire alla
sua morte i beni a favore della persona o degli enti che, sotto la vigilanza del tutore, hanno avuto cura
dellinterdetto medesimo; la stessa disposizione si applica per il minore di et che si trovi in condizioni di
abituale infermit di mente. Al momento della morte dellistituito, leredit si devolve direttamente al sostituito
e, nel caso di pluralit di persone o di enti, lattribuzione deve avvenire proporzionalmente al tempo durante il
quale gli stessi hanno avuto cura dellinterdetto. La sostituzione fidecommissaria priva di effetto qualora
linterdizione sia stata revocata o negata, oppure se le persone o gli enti preposti alla cura dellistituito
abbiano violato gli obblighi di assistenza. Se le persone o gli enti che hanno svolto opera di cura
dellincapace muoiono o si estinguono prima della morte di lui, i beni o la porzione di essi che spetterebbe
loro devoluta ai successori legittimi dellincapace.
Accrescimento
Unaltra particolare ipotesi di vocazione ereditaria il diritto di accrescimento, individuato nellambito della
successione testamentaria. Presupposto fondamentale che pi eredi siano istituiti nelluniversalit dei
beni o che siano stati istituiti nella stessa quota: il testatore, cio, si limita a nominare eredi i suoi figli,
oppure attribuisce la stessa quota di eredit a pi istituiti. In ciascuna di queste ipotesi di coeredit, se uno
degli istituiti non possa o non voglia accettare leredit, la sua quota o la sua parte si accresce agli altri eredi.
Lacquisto per accrescimento ha luogo di diritto e i coeredi a favore dei quali si verifica subentrano negli
obblighi a cui era sottoposto listituito mancante, salvo che si tratti di obblighi di carattere personale.
Il diritto di accrescimento non opera se possibile dar luogo alla rappresentazione a favore dei discendenti
legittimi e naturali dellerede mancante o se dal testamento risulta una diversa volont del testatore che si
pu concretare in un espresso divieto ma anche nella previsione di una sostituzione volontaria.
Il diritto di accrescimento pu operare, oltre che nella successione testamentaria, anche nella successione
legittima fra i chiamati del medesimo grado, qualora uno di questi non possa o non voglia accettare leredit;
se il rinunziante solo, leredit si devolve a coloro ai quali spetterebbe nellipotesi che egli mancasse.

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Poteri del chiamato alla successione e eredit giacente


Nel lasso di tempo che intercorre tra la morte dellereditando e laccettazione del chiamato sussiste una
sostanziale incertezza sulla sorte definitiva della titolarit delle situazioni giuridiche soggettive inerenti al
patrimonio ereditario. A tal proposito il legislatore detta specifiche regole per la conservazione e
lamministrazione di quel patrimonio, provvedendo ad individuare i poteri del chiamato alla successione o,
in alternativa, a disciplinare listituto delleredit giacente.
La posizione del chiamato diversificata in ragione del fatto che egli si trovi o no nel possesso dei beni
ereditari. Al chiamato, sia o no possessore, sono riconosciute diverse facolt: ha legittimazione attiva
nellesperire le azioni possessorie a tutela dei singoli beni ereditari; pu compiere atti conservativi e di
vigilanza, atti di ordinaria amministrazione e, qualora ricorrano giustificati motivi di urgenza, anche di
straordinaria amministrazione; pu procedere, su autorizzazione dellautorit giudiziaria, alla vendita di quei
beni che non si possono conservare. Soltanto al chiamato possessore invece attribuita la legittimazione
processuale passiva, ossia il potere di stare in giudizio come convenuto per rappresentare leredit nelle
azioni promosse dai creditori del defunto. Lattivit di amministrazione interinale non preclude al chiamato
di rinunziare alleredit.
Il patrimonio ereditario qualificato in termini di eredit giacente quando il chiamato non accetta e non nel
possesso di beni ereditari, oppure quando si ignora se il de cuius abbia possibili successori. In questa
situazione, la legge prevede la possibilit di affidare lamministrazione delleredit ad un curatore, al quale
spettano poteri di conservazione, amministrazione ordinaria e straordinaria e tutela del patrimonio ereditario;
pu anche procedere alla liquidazione delle passivit ereditarie, pagando debiti e legati. Il curatore cessa
dalle sue funzioni quando leredit stata accettata.
Le regole dettate per i curatori delleredit giacente si applicano anche per gli esecutori testamentari, ossia
per gli amministratori nominati quando la vocazione non sia ancora compiuta: il caso della vocazione di
fonte testamentaria sottoposta a condizione sospensiva e della vocazione di nascituri.
Dalleredit giacente deve essere tenuta distinta leredit vacante, allorch manchi un qualsiasi successibile
che possa accettarla, con conseguente devoluzione della stessa allo Stato.
Accettazione delleredit
Leredit si acquista con laccettazione: il diritto di accettare nasce a favore del chiamato, sia esso tale per
legge o per testamento, a seguito della delazione, e, se il chiamato muore prima di aver accettato, il diritto si
trasmette ai suoi eredi.
Leredit pu essere accettata puramente e semplicemente, oppure col beneficio di inventario: spetta al
chiamato optare liberamente per luna o per laltra forma, anche contro la volont del testatore. Tuttavia, nei
casi di eredit devolute a soggetti incapaci, ai beneficiari dellamministrazione di sostegno, alle persone
giuridiche, laccettazione deve essere fatta col beneficio di inventario.
Laccettazione un atto unilaterale irrevocabile e non recettizio; pu essere realizzata da un
rappresentante o da un gestore daffari e, in questultimo caso, acquister efficacia soltanto con la ratifica del
chiamato. Laccettazione ha efficacia retroattiva, per cui il chiamato diventa erede a far tempo dallapertura
della successione. Il diritto potestativo di accettare soggetto a prescrizione decennale, ma chiunque vi
abbia interesse pu chiedere al giudice di fissare un termine entro il quale effettuare la dichiarazione,

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scaduto il quale il chiamato perde il diritto di accettare: si tratta dellazione interrogatoria, proponibile da un
successibile di grado ulteriore o dai creditori del defunto.
Accettazione pura e semplice
Laccettazione pura e semplice pu essere espressa o tacita: espressa allorch il chiamato dichiari, in
un atto pubblico o in una scrittura privata, di accettare leredit, oppure assuma il titolo di erede; tacita
quando il chiamato ponga in essere comportamenti concludenti (donazione, vendita, cessione delleredit da
parte del chiamato).
Laccettazione espressa pu essere impugnata quando effetto di violenza o dolo; lazione si prescrive in
cinque anni dal giorno in cui la violenza cessata o il dolo stato scoperto. Diversamente da quanto
avviene in materia di contratto, tali vizi costituiscono causa di annullamento chiunque ne sia lautore, mentre
esclusa, in questa materia, la rilevanza dellerrore. Laccettazione espressa un atto legittimo, per cui
non tollera apposizione di termini o di condizioni.
Allaccettazione pura e semplice consegue la confusione (o unione) del patrimonio ereditario con quello
personale dellerede. Ci ha una duplice conseguenza: il successore a titolo universale risponde anche con i
propri beni dei debiti che gravano sulleredit; i creditori personali del successore potranno aggredire anche
il patrimonio ereditario per il soddisfacimento delle proprie ragioni.
Esigenze di pubblicit si impongono per entrambe le forme di accettazione: laccettazione deve essere
trascritta allorch comporti lacquisto o la liberazione da diritti reali immobiliari.

Accettazione con beneficio di inventario


Laccettazione con beneficio di inventario consiste nel tenere distinto il patrimonio del defunto da quello
dellerede, in modo da impedire la confusione dei due patrimoni: il chiamato accetter con beneficio di
inventario quando sospetti che leredit sia eccessivamente gravata da debiti e, pertanto, non voglia correre
il rischio di far fronte alle passivit oltre il valore del relitto. La dichiarazione di accettazione con beneficio di
inventario richiede un atto pubblico, da inserirsi nel registro delle successioni del Tribunale e presso lufficio
dei registri immobiliari, a pena di nullit.
Laccettazione con beneficio di inventario si caratterizza come unaccettazione beneficiata: lerede conserva
verso leredit tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto; lerede non tenuto al pagamento dei
debiti ereditari, dei legati e di ogni altro onere o modo oltre il valore dei beni a lui pervenuti; i creditori
delleredit e i legatari hanno preferenza sul patrimonio ereditario rispetto ai creditori dellerede. Lelemento
che qualifica laccettazione con beneficio la formazione dellinventario, che consiste nella descrizione
delle attivit ereditarie.
Il chiamato possessore di beni ereditari deve fare l'inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura della
successione; trascorso tale termine senza che l'inventario sia stato compiuto, il chiamato all'eredit
considerato erede puro e semplice. Compiuto l'inventario, il chiamato ha un termine di quaranta giorni per
decidere se accetta o rinunzia all'eredit; trascorso questo termine senza che abbia deciso, considerato
erede puro e semplice.
Il chiamato non possessore di beni ereditari pu fare la dichiarazione di accettare col beneficio d'inventario
entro dieci anni. Quando ha fatto la dichiarazione, deve compiere l'inventario nel termine di tre mesi dalla

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dichiarazione; in mancanza, considerato erede puro e semplice. Quando, invece, ha fatto l'inventario non
preceduto da dichiarazione d'accettazione, questa deve essere fatta nei quaranta giorni successivi al
compimento dell'inventario; in mancanza, il chiamato perde il diritto di accettare l'eredit.
Durante i termini stabiliti per fare linventario e per deliberare, il chiamato pu esercitare le azioni
possessorie a tutela dei beni ereditari e procedere al pagamento di creditori e legatari fino allesaurimento
dellasse ereditario. Una volta esaurito lasse ereditario, i creditori rimasti insoddisfatti hanno soltanto un
diritto di regresso contro i legatari, ancorch di cosa determinata appartenente al testatore, nei limiti del
valore del legato.
Lerede non pu dare inizio al pagamento qualora ad esso si oppongano i creditori e i legatari, perch in tal
caso si deve provvedere alla liquidazione delleredit. Questa procedura assicura a tutti i creditori una
parit di trattamento ed una soddisfazione proporzionale, salvo il rispetto delle cause legittime di prelazione.
Le procedure dellinventario e della liquidazione potrebbero anche essere evitate dallerede beneficiato
qualora questi decida, con atto formale scritto, il rilascio dei beni ai creditori e ai legatari del defunto.
Sono cause di decadenza dal beneficio di inventario: la mancata accettazione delleredit o la mancata
redazione dellinventario nei termini previsti; lalienazione di beni ereditari senza autorizzazione del giudice;
le omissioni nellinventario. La decadenza pu essere fatta valere soltanto dai creditori del defunto e dai
legatari.
Separazione dei beni del defunto da quelli dellerede
A differenza del beneficio di inventario, che opera a beneficio dellerede nel caso in cui il patrimonio
ereditario sia gravato da debiti, la separazione dei beni del defunto da quelli dellerede un peculiare
istituto previsto in favore dei creditori e dei legatari del defunto, nella diversa ipotesi che, ad essere oberato
di passivit, sia il patrimonio personale dellerede.
La separazione dei beni del defunto da quelli dellerede assicura il soddisfacimento, con i beni del defunto,
dei creditori di lui e dei legatari che lhanno esercitata, a preferenza dei creditori dellerede. La separazione
deve essere chiesta dai creditori e legatari interessati: con tale strumento, anche se lerede ha acquistato
puramente e semplicemente, si d ai creditori ed ai legatari separatisti del defunto un diritto di prelazione
sui singoli beni del patrimoni ereditario rispetto ai quali la separazione stata richiesta. Se invece lerede ha
acquistato con beneficio di inventario i creditori e i legatari separatisti mantengono il loro diritto di prelazione
anche nel caso in cui lerede decada dal beneficio.
Petizione di eredit
La petizione di eredit unazione diretta a chiedere il riconoscimento della qualit ereditaria. Pu
essere esperita dallerede contro chiunque possieda tutti o parte dei beni ereditari a titolo di erede, o senza
titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi. Lazione ha carattere reale ed
imprescrittibile, fatti salvi gli effetti dellusucapione.
La funzione dellazione di accertare la qualit ereditaria; allaccertamento consegue il recupero dei beni
ereditari da chiunque li possegga, siano essi lintero asse ereditario o una quota di eredit. La restituzione
riguarda tutti quei beni che al momento dellapertura della successione erano di pertinenza del de cuius per il
solo fatto di trovarsi a qualunque titolo nella sua sfera patrimoniale.

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La legittimazione attiva spetta allerede, legittimo o testamentario; se pi sono gli eredi, essi sono tutti
legittimati singolarmente ad esperire lazione. Lerede pu anche agire contro gli aventi causa da chi
possiede a titolo di erede o senza titolo, ma sono fatti salvi i diritti acquistati dai terzi per effetto di
convenzioni a titolo oneroso con lerede apparente, purch provino di aver contrattato in buona fede.
Rinunzia alleredit
Il chiamato pu rinunziare alleredit soltanto dopo lapertura della successione. La rinunzia alleredit
consiste in un atto unilaterale non recettizio da sottoscrivere con atto pubblico, un atto legittimo ed
dotato di efficacia retroattiva. Latto di rinunzia, a differenza dellaccettazione, revocabile: finch il diritto
di accettare leredit non prescritto, i chiamati che vi hanno rinunziato possono sempre accettarla, sempre
che, nel frattempo, leredit non sia stata accettata da altri chiamati (anche per rappresentazione) e non si
rechi in nessun modo pregiudizio alle ragioni acquistate da terzi sopra i beni delleredit. Limpugnazione
dellatto di rinunzia esperibile anche quando il medesimo sia frutto di violenza o dolo.
2. Successione necessaria (o dei legittimari)
Riserva di legge
La legge, anche contro la volont del defunto validamente espressa in un testamento, impone, nella
successione, la riserva di una quota deredit o altri diritti a favore di particolari soggetti legati
allereditando da vincoli di parentela diretta o per rapporto di coniugio. La quota riservata si denomina
indisponibile (o legittima, o riserva); varia, nellammontare, in ragione della posizione personale dei
riservatari e delleventuale concorso di varie categorie di aventi diritto. Per determinare lentit della porzione
disponibile si procede alla riunione fittizia di tutti i beni che appartenevano al de cuius al tempo della morte
(relitto) e dei beni di cui sia stato disposto, in vita, a titolo di donazione (donato). Se risulta che il defunto, con
testamento o con le donazioni fatte in vita, abbia disposto delle sue sostanze in modo da ledere la quota
indisponibile, gli aventi diritto possono agire in giudizio per la reintegrazione della riserva attraverso lazione
di riduzione.

Soggetti riservatari ed entit della riserva


I titolari di quota indisponibile sono detti eredi diretti (o riservatari, o legittimari). Sono eredi necessari: il
coniuge; i figli legittimi, legittimati o adottivi; i discendenti dei figli legittimi e naturali che vengano alla
successione per rappresentazione in luogo di essi e i figli naturali. Solo in mancanza di figli, anche gli
ascendenti legittimi del de cuius hanno diritto ad una quota-parte del patrimonio relitto (compresi i genitori
adottivi).
La riserva a favore dei figli consiste nella met del patrimonio, se il genitore lascia un solo figlio, legittimo o
naturale; comprende invece i due terzi del patrimonio, da suddividere in parti uguali fra gli aventi diritto, in
presenza di pi figli. Ai figli legittimi spetta la facolt di commutazione, ossia il diritto di commutare in
denaro o in immobili ereditari le ragioni dei figli naturali. Infine, se chi muore non lascia n figli legittimi n
naturali ma ascendenti legittimi, a favore di costoro riservato un terzo del patrimonio.

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La riserva a favore del coniuge consiste nella met del patrimonio dellaltro coniuge, tranne che per il caso
di concorso con i figli; gli sono anche attribuiti, pur in concorso con gli altri chiamati, il diritto di abitazione
sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili. Un trattamento del tutto analogo a quello
del coniuge legittimo superstite previsto per il coniuge separato al quale non sia stata addebitata la
separazione. Per il coniuge con addebito passato in giudicato, la riserva consiste in un assegno vitalizio se
al momento dellapertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto.
Il quantum della legittima subisce variazioni in ragioni del concorso fra pi categorie di aventi diritto.
Lipotesi pi significativa di concorso quella fra coniuge e figli: se chi muore lascia, oltre al coniuge, un
solo figlio, legittimo o naturale, a questultimo riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al
coniuge. Quando i figli, legittimi o naturali, sono pi di uno, ad essi complessivamente riservata la met del
patrimonio ed al coniuge spetta un quarto. Infine, la divisione fra tutti i figli effettuata in parti uguali e con il
coniuge, ma non con i figli, possono eventualmente concorrere gli ascendenti del defunto.
Disposizioni testamentarie e quota di riserva
Sono previste alcune peculiari regole destinate ad intervenire qualora il testatore, attraverso lattribuzione di
legati o con donazioni fatte in vita, alteri i diritti dei legittimari. Le ipotesi espressamente previste
costituiscono temperamenti al principio dellintangibilit della quota ed in particolare riguardano: il lascito
eccedente la porzione disponibile; il legato in sostituzione di legittima; la donazione e i legati in conto di
legittima.
Il lascito eccedente la porzione disponibile (o cautela sociniana) si realizza allorch il testatore disponga,
a favore di un estraneo, di un usufrutto il cui reddito eccede della porzione disponibile, lasciando al
contempo ai legittimari la nuda propriet della disponibile o di parte di essa. Al legittimario attribuito il diritto
potestativo di abbandonare la nuda propriet della porzione disponibile e di pretendere la quota a lui
riservata.
Il legato in sostituzione di legittima si configura allorch il testatore disponga beni determinati a favore del
legittimario, precisando che, con lattribuzione, si intendono soddisfatti tutti i diritti che a quello spettano
sulleredit. Il legittimario pu rifiutare il legato e pretendere la liquidazione della quota riservatagli dalla
legge; se per conserva il legato perde la possibilit di ottenere un supplemento.
La donazione e i legati in conto di legittima presuppongono che il legittimario abbia rinunciato alleredit e
che non operi la rappresentazione. Il legittimario, che ha perso la qualit di chiamato, pu mantenere le
donazioni e i legati solo fino alla concorrenza della quota disponibile. Tuttavia, poich dopo la rinuncia la
quota disponibile pu risultare ridotta per la mancata imputazione alla legittima delle donazioni e dei legati, si
stabilisce che questi ultimi si riducano per primi in deroga alle disposizioni sulla riduzione delle disposizioni
lesive della legittima.
Lesione di legittima e azione di riduzione
Se il testatore, mediante disposizioni testamentarie o donazioni fatte in vita, provoca una lesione dei diritti
dei legittimari, attribuendo loro una quota inferiore, o non attribuendo affatto la quota (legittimario
pretermesso), si determina la necessit di integrare le quote di riserva, o di attribuire quelle pretermesse: il

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rimedio predisposto lazione di riduzione. Essa ha natura personale e ha la funzione di accertamento


costitutivo; non soggetto a riduzione quanto ricevuto dai contraenti di un patto di famiglia.
La legittimazione attiva spetta solo ai legittimari o ai loro eredi o aventi causa; la legittimazione passiva
riguarda i destinatari delle disposizioni testamentarie che eccedono le quote disponibili indipendentemente
dal loro acquisto. Per ulteriori integrazioni della riserva possono anche essere chiamati in giudizio i donatari
o i terzi ai quali i beni dati in donazione siano stati alienati.
Quanto alle condizioni necessarie per avvalersi del rimedio, il legittimario che non ha accettato leredit con
beneficio di inventario non pu chiedere la riduzione delle donazioni e dei legati, salvo che le donazioni e i
legati siano stati fatti a persone chiamate come coeredi. Nel concorso di legittimari con altri successibili, le
porzioni che spetterebbero a questi ultimi si riducono proporzionalmente nei limiti in cui necessario per
integrare la quota riservata ai legittimari. Le disposizioni testamentarie che eccedono la quota sono ridotte
nei limiti della quota medesima e la loro riduzione avviene proporzionalmente senza distinguere tra eredi e
legatari. Anche le donazioni che eccedono la quota disponibile sono soggette a riduzione entro i limiti della
quota.
Quanto alla restituzione dei beni a seguito di vittorioso esperimento dellazione di riduzione, i beni restituiti
in conseguenza della riduzione sono liberi da ogni peso o ipoteca di cui il legatario o il donatario pu averli
gravati. Il legittimario pu chiedere la restituzione dei beni agli aventi causa dai donatari soggetti a riduzione
se non sono trascorsi venti anni dalla trascrizione della donazione. Contro i terzi acquirenti pu anche
essere richiesta, entro venti anni dalla donazione, la restituzione dei beni mobili oggetto della donazione,
salvi gli effetti del possesso si buona fede.
Il termine per esperire lazione di riduzione decorre: dalla data di apertura della successione, nel caso in cui
la lesione derivi da donazioni; dalla data di accettazione delleredit da parte del chiamato, nel caso in cui la
lesione della legittima sia ricollegabile a disposizioni testamentarie.
3. Successione legittima

Presupposti e categorie dei successibili ex lege


Alla successione legittima si ricorre in due ipotesi: quando un soggetto muoia ab intestato, ossia senza
aver lasciato un testamento; nel caso in cui un testamento vi sia, ma il testatore non abbia provveduto a
disporre di tutte le proprie sostanze. In questa ultima ipotesi, necessario procedere allidentificazione dei
destinatari dei beni dei quali non si disposto, per cui la successione mortis causa sar regolata con il
concorso di entrambe le vocazioni, testamentaria e legittima.
Il criterio pi significativo utilizzato nellindividuazione degli aventi diritto quello dellaffectio familiaris. La
successione si aprir per legge qualora manchino esponenti della categoria dei riservatari, a favore di tutti gli
altri parenti, senza distinzione di linea, e non oltre il sesto grado di parentela. Lo Stato acquister la veste di
vero e proprio successore legittimo e subentrer nella titolarit dei beni del defunto soltanto in assenza di
successibili.
Secondo il codice, leredit si devolve al coniuge, ai discendenti legittimi e naturali, agli ascendenti legittimi,
ai collaterali, agli altri parenti e allo Stato, nellordine e secondo le regole stabilite. Questa disposizione, per,
stata dichiarata costituzionalmente illegittima sia nella parte in cui non contempla tra i chiamati legittimi i

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fratelli e le sorelle naturali riconosciuti o dichiarati, sia nella parte in cui non prevista la successione
legittima tra fratelli e sorelle naturali dei quali sia legalmente accertato il rispettivo rapporto di filiazione nei
confronti del comune genitore.
Lordine esclusivo e lattribuzione dei beni fatta per stirpi. Regole specifiche riguardano poi la
successione dei parenti (figli, genitori, fratelli e sorelle, altri parenti), del coniuge e dello Stato.
Successione dei parenti
La prima categoria di parenti, che esclude tutti gli altri dalla successione, costituita dai figli. Al padre e alla
madre succedono i figli legittimi e naturali, o i loro discendenti, in parti uguali. Il rapporto di filiazione
naturale deve essere riconosciuto o dichiarato giudizialmente. I figli legittimi possono esercitare il diritto
potestativo di commutazione, che consiste nel soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione
spettante ai figli naturali; se questi ultimi si oppongono, spetta al giudice prendere le opportune decisioni. Ai
figli legittimi sono equiparati i figli legittimati e i figli adottivi; il figlio adulterino che abbia ottenuto lo status
di figlio naturale ha diritto di partecipare alla successione del genitore naturale; ai figli naturali non
riconoscibili (incestuosi) attribuito un assegno vitalizio. Solo nei casi di adozione di maggiorenni e di
adozione in casi particolari gli adottati sono estranei alla successione dei parenti delladottante. I figli
possono subire il concorso soltanto con il coniuge del defunto, al quale dovr essere attribuita la met del
patrimonio se il figlio unico e un terzo dellasse ereditario in tutti gli altri casi.
La seconda categoria di parenti costituita dai genitori e dagli altri ascendenti legittimi. La circostanza che
consente la successione di uno solo o di entrambi i genitori legittimi che il soggetto muoia senza lasciare
prole, n fratelli o sorelle o loro discendenti. Se sopravvivono entrambi i genitori, leredit divisa fra essi in
proporzioni uguali. Ai genitori legittimi sono equiparati i genitori di figli legittimati e i genitori adottivi, mentre
esclusa la successione del genitore che non ha provveduto a legittimare il figlio naturale. I genitori possono
subire il concorso dei fratelli, delle sorelle e del coniuge del defunto. Qualora al defunto non sopravvivano n
genitori, n fratelli o sorelle o loro discendenti, n il coniuge, leredit devoluta agli eventuali ascendenti
legittimi: se gli ascendenti sono di pari grado leredit divisa in parti uguali tra linea paterna e materna; in
caso di disuguaglianza di grado (nonno paterno e bisnonno materno) leredit devoluta allascendente
pi vicino senza distinzione dei linea parentale.
La terza categoria di parenti costituita dai fratelli e dalle sorelle. A colui che muore senza lasciare prole,
n genitori, n altri ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali. Ai fratelli e alle sorelle
unilaterali, spetta la met della quota conseguita dai fratelli o sorelle germani. I germani sono i fratelli e le
sorelle nati dai medesimi genitori, gli altri sono detti unilaterali (consanguinei, se abbiano lo stesso padre;
uterini, se abbiano la stessa madre).
Infine, se taluno muore senza lasciare prole, n genitori, n altri ascendenti, n fratelli o sorelle o loro
discendenti, la successione si considera aperta, senza distinzione di linea paterna o materna, a favore del
parente o dei parenti collaterali, esclusi quelli oltre il sesto grado. Il parente pi prossimo esclude quello pi
remoto e che, a parit di grado, leredit deve essere suddivisa per capi o in parti uguali.

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Successione del coniuge


Al coniuge si attribuisce, oltre al diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso sui mobili che la corredano,
una quota in propriet dellasse ereditario con la conseguente attribuzione, a tutti gli effetti, della qualit di
erede. Lammontare della quota varia in ragione delle possibili ipotesi di concorso rilevanti: la quota fissata
nella met del patrimonio del defunto, se il coniuge concorre con un solo figlio legittimo o naturale; in un
terzo, se alla successione concorrono pi figli; in due terzi, se concorrono ascendenti legittimi o fratelli o
sorelle (anche se unilaterali) del defunto. In mancanza di figli legittimi o naturali, di ascendenti, di fratelli o
sorelle, al coniuge superstite devoluta lintera eredit. Gli stessi diritti spettano: al coniuge putativo,
escluso dalla successione solo nel caso in cui il de cuius era legato da valido matrimonio al momento della
morte; al coniuge separato senza addebito. Il coniuge separato con addebito ha diritto solo ad un
assegno vitalizio, se godeva degli alimenti, mentre il coniuge divorziato ha diritto, se non passato a
nuove nozze e se godeva dellassegno post-matrimoniale, alla pensione di reversibilit.
Successione dello Stato
Leredit si devolve allo Stato in mancanza di altri successibili, cio quando non vi siano, o non possano, o
non vogliano accettare leredit parenti oltre il sesto grado e fratelli o sorelle naturali del defunto. Lacquisto
dello Stato ha luogo di diritto, senza bisogno di accettazione. Esso decorre dal momento dellapertura della
successione e con beneficio di inventario: lo Stato, infatti, non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il
valore dei beni acquistati. Non pu farsi luogo a rinuncia.
Successioni anomale
Si definiscono successioni legittime anomale tutte quelle ipotesi nelle quali lacquisto di beni determinati o
di complessi di beni avviene con regole e criteri diversi dai principi vigenti nella materia successoria. I casi
pi significativi riguardano: le indennit di preavviso e di fine rapporto, in caso di morte del prestatore di
lavoro; la successione nel contratto di locazione urbana e nel contratto di affitto di fondo rustico.
Alla morte del prestatore di lavoro, le indennit debbono essere corrisposte al coniuge, ai figli, se vivevano
a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo.
In caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi, i parenti e gli affini con lui
conviventi.
In caso di morte dellaffittuario, gli succedono nel contratto gli eredi che abbiano esercitato e continuino ad
esercitare attivit agricola sul fondo.
4. Successione testamentaria

Duplicit della vocazione ereditaria e prevalenza della successione testamentaria


Al momento dellapertura della successione necessario procedere allidentificazione dei successori del de
cuius, o seguendo le indicazioni offerte a tal fine della legge, o attuando le direttive a suo tempo predisposte
dal soggetto in un testamento. Non si fa luogo alla successione legittima se non quando manca, in tutto o in
parte, quella testamentaria: la preminenza accordata dal legislatore alla successione testamentaria cede
solo di fronte alla considerazione riservata dalla legge alla categoria dei legittimari.

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Regole generali della vocazione testamentaria sono: la necessit che alla morte dellindividuo si apra una
successione; la natura unitaria della successione mortis causa, pur in presenza di due diverse fattispecie
successorie, legale e volontaria; la determinazione dellordine di applicazione fra le due forme di
vocazione; la presenza di un limite allautonomia del testatore di disporre, al fine di tutelare la categoria dei
legittimari.
Atto mortis causa di ultima volont
Il testamento un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avr cessato di vivere, di
tutte le proprie sostanze o di una parte di esse. Il testamento inquadrabile nella pi generale categoria
degli atti mortis causa, ossia degli atti volti a regolare quei rapporti che vengono a formarsi in via originaria
con la morte del soggetto, o che dalla sua morte traggono comunque una loro autonoma classificazione. Tra
gli atti giuridici a causa di morte non aventi natura patrimoniale possibile ricordare la dichiarazione del
proposito di legittimare il figlio naturale, la disposizione fiduciaria, le disposizioni sui funerali. Lunico atto
unilaterale di attribuzione patrimoniale a causa di morte il testamento, cui possibile aggiungere il patto di
famiglia per quanto concerne gli interessi familiari nellambito dellimpresa.
Dagli atti mortis causa vanno distinti i cosiddetti atti inter vivos con efficacia post mortem, ossia gli atti tra
vivi condizionati allevento della morte del loro autore. Ne sono un esempio: il contratto di donazione con
clausola di premorienza, dove la morte funge da condizione sospensiva retroattiva; il mandato, conferito in
vita dal mandante, che abbia ad oggetto il compimento di determinate modalit concernenti la sepoltura.
La convenzione, per costituire una valida alternativa al testamento, deve realizzare un effetto attributivo post
mortem senza dar vita ad una vicenda successoria. Fenomeni capaci di sfuggire al divieto dei patti
successori sono, ad esempio, il contratto a favore di terzo con prestazione dopo la morte dello stipulante e la
rendita vitalizia a favore di terzo. Perch il contratto costituito in vita sia valido, occorre: luscita del bene dal
patrimonio dellautore prima della sua morte; lattribuzione diventi definitiva solo dopo la morte di colui che
dispone; la possibilit per il disponente di esercitare lo ius poenitendi.
Poich il testamento un atto revocabile, si ricorre spesso, per la sua individuazione, alla locuzione atto di
ultima volont. Si ritiene che possano sussistere taluni atti unilaterali di ultima volont con i quali si
disciplinano interessi familiari e della personalit per il tempo successivo alla morte del soggetto, siano essi
espressi o no in forma testamentaria. Possono in tal senso menzionarsi la designazione del tutore
dellinterdetto; le disposizioni, contenute in scritti, che concernono la pubblicazione delle opere dellingegno,
la sorte della corrispondenza epistolare, le disposizioni sui funerali e sul luogo di sepoltura.
Caratteri e contenuto del testamento
Il testamento un atto revocabile, non recettizio, unilaterale, unipersonale e assolutamente personale,
formale e solenne, a contenuto essenzialmente patrimoniale. Da queste caratteristiche si evince che: il
testatore pu variare la volont gi espressa fino allultimo istante della sua vita; lefficacia del testamento
non dipende dalla comunicazione a terzi, che pure risultino i destinatari dellatto; la regolamentazione mortis
causa dei propri interessi pu essere effettuata dal testatore soltanto attraverso ununilaterale
manifestazione di volont, da cui il divieto di patti successori; il testamento deve contenere la volont di un
testatore soltanto, mentre sono nulle le disposizioni che il testatore compia a condizione di essere

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avvantaggiato nel testamento dellerede o del legatario (condizione captatoria); il testatore deve manifestare
personalmente la sua volont e non si ammette alcuna forma di rappresentanza, n legale n volontaria; la
volont del defunto efficace soltanto se dichiarata per iscritto tramite uno dei vari moduli espressivi
individuati dal legislatore; la qualificazione del testamento come atto solenne attiene alle forme testamentarie
ordinarie per atto di notaio (testamento pubblico o segreto), le quali si distinguono dalla forma olografa e dai
testamenti speciali per la peculiare solennit di rito; il contenuto proprio del testamento consiste
nellistituzione di erede e di legato.
Il contenuto tipico del testamento rimane circoscritto alle sole disposizioni che realizzano una positiva
attribuzione di beni e, pertanto, allistituzione di erede e allistituzione di legato. Ci non impedisce che il
testatore possa inserire nellatto anche manifestazioni di volont attinenti ad interessi del tutto privi del
carattere della patrimonialit e che rispondano, invece, ad esigenze di tipo personale, affettivo, familiare o
morale. Non vi un testamento in senso proprio quando latto riguardi soltanto disposizioni di natura non
patrimoniale, poich, in tal caso, manca lelemento che imprime allatto specificit causale: si tratta allora di
un mero veicolo emissivo delle dichiarazioni, che riveste non la sostanza ma soltanto la forma del
testamento. Sulla base di queste indicazioni normative stata tracciata la distinzione tra contenuto tipico e
contenuto atipico.
Nel contenuto tipico rientrano, oltre alle disposizioni patrimoniali, tutte quelle che, per loro natura, sono
rispetto a queste complementari ed accessorie. Tra le disposizioni complementari vengono in
considerazione le disposizioni che stabiliscono un criterio di ripartizione dei beni e quelle che fissano un
termine per la divisione. Tra le disposizioni accessorie vi sono invece le clausole che contengono una
condizione allistituzione di erede, una condizione o un termine allistituzione di legato. Ulteriori disposizioni
che possono esaurire il contenuto tipico del testamento sono il modus testamentario, la riabilitazione
dellindegno, la disposizione che abbia ad oggetto la costituzione di una fondazione, la diseredazione (o
clausola negativa). In particolare, la diseredazione quella disposizione patrimoniale con la quale il
testatore esclude dalla successione un successibile ex lege purch non necessario: tale clausola valida se
nel testamento si accompagni ad altre disposizioni che siano attributive di beni, o se dallinterpretazione
dellatto risulti che il de cuius abbia inteso implicitamente attribuire le proprie sostanze ad altri soggetti.
Secondo il criterio oggettivo di qualificazione, le disposizioni testamentarie, qualunque sia lespressione o
la denominazione usata dal testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualit di erede se
comprendono luniversalit o una quota dei beni del testatore, mentre ogni altra disposizione a titolo
particolare e attribuisce la qualit di legatario. Secondo il criterio soggettivo di qualificazione, o institutio
ex re certa, lindicazione di beni determinati, o di un complesso di beni, non esclude che la disposizione sia a
titolo universale, se risulta che il testatore ha inteso assegnare quei beni come quota del patrimonio (lascio a
Tizio tutti i beni mobili e a Caio tutto il resto). La giurisprudenza considera sempre come disposizioni a titolo
universale quelle che attribuiscono tutto il patrimonio a pi soggetti, indistintamente o in porzioni aritmetiche
differenziate (coeredit), e quelle che conferiscono tutti i beni o una frazione di essi ad un solo soggetto;
nelle altre ipotesi, si impone unindagine ermeneutica particolarmente approfondita. Concorrono a delineare
il contenuto dellatto le clausole accessorie della condizione, del termine e del modo, se apposte alle
disposizioni patrimoniali a titolo universale o a titolo particolare.

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Sia listituzione di erede sia il legato possono essere fatte sotto condizione sospensiva o risolutiva, sia
essa casuale, potestativa o mista. La condizione opera ex tunc a far tempo dalla morte del testatore
(retroattivit reale della condizione). A differenza di quanto accade negli atti tra vivi, la condizione impossibile
o illecita non rende nulla la disposizione cui si riferisce, ma si considera non apposta; se per dallatto risulta
che linserimento della clausola condizionale ha costituito lunico motivo che ha determinato il testatore a
disporre, la nullit della condizione travolge lintero testamento. Ad esempio, considerata nulla la
condizione di reciprocit (o captatoria) ed illecita la condizione che imponga un divieto di nozze.
Il termine, a differenza della condizione, pu essere apposto soltanto al legato: il legatario di cosa
determinata a termine iniziale non acquista il bene oggetto del legato sino alla scadenza; quello a termine
finale acquista allapertura della successione, ma alla scadenza dovr restituire il bene allerede.
Lonere testamentario si risolve sempre in un obbligo di dare, fare o non fare; imposto allerede o al
legatario nellinteresse dello stesso testatore, a beneficio di un terzo o dello stesso onorato, ed implica una
limitazione dellattribuzione patrimoniale gratuita. Costituiscono oneri posti nellinteresse del testatore tutte le
disposizioni modali a favore dellanima. Lonere impossibile o illecito si considera non apposto, ma rende
nulla la disposizione se ne ha costituito il solo motivo determinante. Riguardo allinadempimento dellonere si
applicano i principi dettati in tema di inattuazione del rapporto obbligatorio: possono agire in tal senso tutti
coloro che vantino un interesse materiale o anche soltanto morale allesecuzione della prestazione.
Lautorit giudiziaria pu pronunciare la risoluzione della disposizione modale su richiesta di chiunque vi
abbia interesse.
Linserimento di disposizioni non patrimoniali in un testamento che, per qualsiasi ragione, fosse considerato
nullo, non pregiudica la loro validit ed efficacia.
Forme dei testamenti
I testamenti possono redigersi con forme ordinarie o speciali. Le forme ordinarie sono distinte in testamento
olografo e testamento per atto di notaio, il quale, a sua volta, pu essere pubblico o segreto. A questi si
aggiunge un nuovo tipo di testamento, detto internazionale, la forma del quale simile a quella olografa. Le
forme speciali ricorrono solo in casi eccezionali e sono caratterizzati da una semplificazione delle formalit
richieste per il testamento pubblico: tutti hanno in comune la dichiarazione di ultima volont resa dal
testatore ad un pubblico ufficiale, o soggetto a questi assimilato, che ne cura la redazione scritta. A questa
tipologia di testamenti sono riconducibili il testamento fatto da chi si trova in un luogo dove sono in atto
calamit; il testamento fatto a bordo di navi o aeromobili che siano in viaggio; il testamento di militari al
seguito delle forze armate. Elementi comuni sono: la semplificazione della forma; la provvisoriet
dellefficacia dellatto, che decade dopo la cessazione della circostanza di emergenza; la necessit del
deposito dellatto; le fattispecie di nullit.
Testamento olografo
Si definisce olografo il testamento scritto per intero, datato e sottoscritto dal testatore: la sua volont deve
risultare in modo chiaro, inequivoco e definitivo. Questa forma testamentaria integra gli estremi di una
scrittura privata.

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Il primo requisito riguarda lintegralit dellautografia, la cui mancanza integra un difetto di formalit
essenziale e determina la nullit del testamento.
Il secondo requisito la data, che deve contenere lindicazione del giorno, del mese e dellanno in cui
avvenuta la confezione dellatto. La data acquista rilevanza giuridica per accertare la capacit del testatore,
per determinare lordine di priorit fra pi testamenti e per verificare leventuale sopravvenienza dei figli. La
mancanza o lincompletezza di questo elemento determinano lannullabilit dellatto e lannullamento pu
essere richiesto da chiunque vi abbia interesse. Lindicazione del tempo in cui il testamento stato redatto,
per, pu anche essere impossibile, erronea o falsa: limpossibilit espressamente voluta (data anteriore alla
nascita del testatore) equiparabile ad un caso di inesistenza di data, mentre la data volutamente falsa o
erronea (31 febbraio) pu essere rettificata.
Il terzo requisito necessario per la validit del testamento olografo individuato nella sottoscrizione
apposta alla fine delle disposizioni. La sottoscrizione ha la funzione di identificare la persona del testatore,
perfezionare il negozio testamentario, attribuire il carattere di definitivit alla volont manifestata per iscritto.
Testamento pubblico
definito testamento pubblico quello ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni: il pubblico
ufficiale rogante riceve direttamente la volont del testatore e redige latto in forma giuridica. Sono
indispensabili requisiti di validit: la dichiarazione di volont del testatore resa al notaio davanti a due
testimoni; la redazione di tale dichiarazione ad opera del notaio rogante; la lettura dellatto al testatore da
parte del notaio fatta alla presenza dei testimoni; la menzione di adempimento di tutte le formalit; la
sottoscrizione dellatto da parte del testatore, del notaio e dei testimoni; lindicazione del luogo, della data di
ricevimento e dellora della sottoscrizione. Ai fini della validit dellatto, occorre inoltre accertare lidentit del
disponente e la sua capacit di esprimere con coscienza e libert la sua volont dispositiva Se il testatore
non in grado di scrivere, deve dichiararne la causa e il notaio deve menzionare questa dichiarazione prima
della lettura dellatto (dichiarazione sostitutiva della sottoscrizione); ulteriori formalit si impongono quando il
testatore sia affetto da mutismo o sordit.
Il testamento pubblico nullo quando manchino la redazione per iscritto delle dichiarazioni del testatore a
cura del notaio o la sottoscrizione di entrambi o la dichiarazione sostitutiva della sottoscrizione, oppure in
caso di falsa dichiarazione di impossibilit a sottoscrivere. La mancanza degli altri requisiti formali causa di
annullabilit.
Testamento segreto
Il testamento segreto costituisce una forma intermedia tra il testamento olografo e quello pubblico: dal
primo mutua il vantaggio della segretezza sul contenuto delle disposizioni; dal secondo quello di rendere
meno probabile il pericolo dello smarrimento. La sua formazione passa attraverso due fasi: la redazione
della scheda testamentaria, da parte del testatore o di un terzo; la redazione di un verbale di ricevimento,
in cui si attesta lavvenuta consegna della scheda al notaio. La diversa natura, privata e pubblica, di queste
due attivit documentali assume rilievo nellidentificazione della natura giuridica della forma testamentaria.
La giurisprudenza, pur ammettendo la netta distinzione tra scrittura privata (scheda testamentaria) e atto

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pubblico (verbale di ricevimento), conferisce al testamento segreto nel suo complesso natura di atto
pubblico.
Revoca del testamento
Il testamento pu essere revocato e non si pu in alcun modo rinunciare alla facolt di revocare o di mutare
le disposizioni testamentarie. La revocazione pu essere espressa o tacita.
La revocazione espressa delle disposizioni testamentarie pu farsi soltanto con un nuovo testamento o con
un atto ricevuto da un notaio, in presenza di due testimoni, nel quale il testatore personalmente dichiara di
revocare, in tutto o in parte, la sua volont. La revoca espressa pu essere a sua volta revocata e, in tal
caso, rivivono le disposizioni revocate.
La revocazione tacita ricorre nellipotesi di un testamento posteriore che non revochi in modo espresso i
precedenti: in tal caso sono considerate annullate soltanto quelle disposizioni che sono con esso
incompatibili. Il ritiro del testamento segreto ad opera del testatore, effettuato dal notaio o dallarchivista
presso cui si trovava depositato, non integra necessariamente una revoca tacita. Rileva invece come revoca
presunta la distruzione del testamento olografo.
Si considera revoca del legato lalienazione che il testatore faccia della cosa legata. Si parla invece di
caducit legale delle disposizioni per indicare lipotesi in cui il testatore, al tempo del testamento, non
aveva o ignorava di avere figli o discendenti: in tal caso, le disposizioni testamentarie sono revocate di
diritto.
Pubblicazione dei testamenti olografi e dei testamenti segreti
La pubblicazione consiste nellattribuzione del crisma dellufficialit allesistenza del testamento ed
necessaria per far valere in giudizio latto di ultima volont. Regole particolari sono dettate per la
pubblicazione del testamento olografo e del testamento segreto.
Riguardo al testamento olografo, si prevede che chiunque sia in possesso di una scheda testamentaria
olografa, non appena avuta notizia della morte del testatore debba presentarla ad un qualunque notaio,
perch provveda alla pubblicazione. Il notaio procede alla pubblicazione del testamento olografo, in
presenza di due testimoni, attraverso la redazione nella forma degli atti pubblici di un verbale. Al verbale
debbono essere allegati la carta in cui scritto il testamento e lestratto dellatto di morte del testatore.
Avvenuta la pubblicazione, il testamento olografo ha esecuzione. Sono previste particolari forme di pubblicit
idonee a rendere nota lesistenza del testamento: il notaio obbligato a trasmettere alla cancelleria del
tribunale nella cui giurisdizione si aperta la successione una copia dei verbali e del testamento pubblico; lo
stesso pubblico ufficiale deve dare notizia dellesistenza dellatto agli eredi o legatari di cui conosca il
domicilio o la residenza. A seguito della Convenzione di Basilea (1972), stato istituito un Registro generale
dei testamenti.
Riguardo al testamento segreto, previsto che, non appena avuta notizia della morte del testatore, il notaio
che ha ricevuto, o presso il quale stato depositato, il testamento segreto, deve provvedere alla sua
apertura e alla relativa pubblicazione. Qualora il notaio depositario abbia cessato di esercitare la
professione, o sia deceduto, sar il conservatore dellarchivio notarile che provveder ad adempiere quelle
formalit.

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Esecuzione del testamento


Per eseguire il testamento, sia esso olografo, pubblico o segreto, il testatore, con una clausola apposita
contenuta nellatto, pu nominare uno o pi esecutori testamentari. La funzione precipua dellesecutore
quella di curare che siano esattamente eseguite le disposizioni di ultima volont del defunto; il relativo
esercizio, conseguente allaccettazione del designato, espressione della titolarit di un ufficio di diritto
privato e, cio, di un potere conferito per la tutela di un interesse altrui. Per lo svolgimento della sua
funzione, lesecutore deve amministrare la massa ereditaria prendendo possesso (detenzione) dei beni che
ne fanno parte, ma il possesso non pu protrarsi oltre un anno dalla dichiarazione di accettazione
dellincarico. Lamministrazione richiede la diligenza del buon padre di famiglia.
Il testatore pu affidare allesecutore, purch non sia n erede n legatario, il compito di procedere alla
divisione tra gli eredi dei beni. Al termine della gestione, lesecutore testamentario deve rendere il
rendiconto della sua gestione e, in caso di mala gestione, previsto il risarcimento del danno nei confronti
degli eredi e dei legatari. Su istanza di ogni interessato, lautorit giudiziaria pu procedere allesonero
dellesecutore per gravi irregolarit nelladempimento dei suoi obblighi o per inidoneit allufficio.
Capacit di testare e la capacit di ricevere per testamento
La capacit di testare un elemento indispensabile ai fini della delazione testamentaria. Essa intesa
come espressione della capacit di agire: esprime infatti la capacit del soggetto di predisporre, attraverso
latto testamentario, la regolamentazione dei propri interessi. Coloro che non sono dichiarati incapaci dalla
legge possono disporre per testamento. Sono dichiarati incapaci di testare: coloro che non hanno compiuto
la maggiore et; gli interdetti per infermit di mente; coloro che, sebbene non interdetti, siano stati incapaci
di intendere e di volere nel momento in cui fecero testamento. Tale elencazione tassativa.
Sono legittimati ad esperire lazione di annullamento dellatto tutti coloro che traggono dallannullamento
dellatto un risultato apprezzabile. Lazione si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui stata
data esecuzione alle disposizioni testamentarie.
Il codice individua due categorie di soggetti incapaci di ricevere per testamento. Vi sono due regole
particolari: la nullit delle disposizioni testamentarie che, pur effettuate sotto il nome di interposta persona,
si risolvano comunque a vantaggio delle persone incapaci di ricevere; lattribuzione di un assegno vitalizio
a favore dei figli naturali non riconoscibili. Sono dunque incapaci di ricevere per testamento il tutore e il
protutore; il notaio, i testimoni e linterprete; chi ha scritto o ricevuto il testamento segreto; i figli naturali
non riconoscibili. A questi ultimi, per, spetta un assegno vitalizio pari allammontare della rendita della
quota di eredit alla quale avrebbero diritto se la filiazione fosse stata dichiarata o riconosciuta: lobbligo
della corresponsione imposto agli eredi, ai legatari e ai donatari in proporzione di quanto hanno ricevuto.
Interpretazione del testamento
Nellambito del testamento viene meno loperativit dei principi dellaffidamento e dellautoresponsabilit,
ossia quei principi che, in campo contrattuale, esprimono la complessit dei rapporti intercorrenti tra volont
e dichiarazione. Pertanto, linterpretazione dellatto di ultima volont si caratterizza per essere soggettiva e
individuale.

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Riguardo allermeneutica dellatto di ultima volont, le proposte teoriche avanzate possono ridursi a due: la
prima, sostenuta dai pi, ritiene che al testamento sia applicabile, sia pure in via analogica e nei limiti della
compatibilit, la disciplina generale sullinterpretazione del contratto; altri, invece, privilegiano la ricerca di
principi fondamentali allinterno delle norme espresse in materia di successione testamentaria. Anche in
questultima impostazione, tuttavia, si hanno due modelli, che sono linterpretazione basata sul significato
socialmente riconoscibile della dichiarazione e linterpretazione basata sulla ricerca della volont del
testatore anche al di l del significato che potrebbe essere generalmente attribuito.
Sul piano della disciplina normativa non si pu avere unestensione automatica al testamento dei canoni
interpretativi previsti per il contratto. Le norme che regolano i contratti si osservano, in quanto compatibili,
per gli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale: posta dunque una regola non riferibile in modo
diretto allatto di ultima volont. Il ricorso al metodo interpretativo analogico viene in rilievo per
linterpretazione soggettiva, mentre i canoni ermeneutici di carattere oggettivo sono esclusi, non essendo
la dichiarazione di ultima volont diretta a fondare un affidamento di altri. Gli unici principi oggettivi che
possono essere applicati sono il principio di conservazione, che preferisce la nullit parziale alla nullit
totale, e la clausola generale della buona fede oggettiva, volta a risolvere eventuali conflitti tra gli interessi
di soggetti che risultino destinatari dei suoi effetti (eredi e legatari) e a ricercare, nel quadro successorio
predisposto dal testatore, un interesse che possa dirsi obiettivamente meritevole di tutela da parte
dellordinamento.
Esistono comunque alcune regole interpretative speciali. In particolare, il codice dispone che, in caso di
erronea indicazione della persona dellerede o del legatario, la disposizione ha comunque effetto quando
dal contesto del testamento o altrimenti risulta in modo non equivoco quale persona il testatore voleva
nominare; analogamente in caso di erronea indicazione della cosa che forma oggetto della disposizione,
se certo a quale cosa il testatore intendeva riferirsi. Infine, per le disposizioni testamentarie a titolo
universale e particolare e per il testamento posteriore, si preferisce uninterpretazione di tipo teleologico, la
cui operativit prescinde dalla ricerca della volont del dichiarante.
Invalidit del testamento
I principi generali previsti per definire il profilo dellinvalidit del contratto si applicano anche al testamento: a
tali principi si dovr fare ricorso ogni volta che la singola clausola testamentaria, o il testamento nel suo
complesso, presentino una causa di nullit non esplicitamente contemplata nelle ipotesi di disciplina
peculiare. Il fenomeno dellinvalidit del testamento si traduce nelle differenziate fattispecie della nullit e
dellannullabilit, a seconda della mancanza o delirregolarit di uno dei requisiti di forma e di sostanza
espressamente previsti per latto.
Per quanto attiene ai difetti di forma, si ha nullit, nel testamento olografo, quando manchino lautografia o
la sottoscrizione; nel testamento per atto di notaio, invece, la nullit comminata qualora manchino la
redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore, o la sottoscrizione del notaio e del
testatore. Ogni altro vizio di forma, quali lirregolarit della data o lomessa trascrizione dei testimoni,
comporta lannullabilit dellatto.
Per quanto riguarda i vizi di sostanza, la nullit disposta anzitutto quando la volont testamentaria non sia
stata espressa in modo spontaneo o addirittura manchi. Sotto il primo profilo vengono in rilievo il divieto dei

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patti successori, del testamento congiuntivo o reciproco e della condizione di reciprocit, i quali sono
considerati fattori capaci di alterare la spontaneit del volere. Sotto il secondo profilo, il testamento sempre
nullo se la dichiarazione di ultima volont stata resa sotto violenza fisica, oppure, a differenza di quanto
accade nel contratto, affetta da riserva mentale o resa per scherzo. La sanzione di nullit poi comminata,
in via speciale, per le disposizioni fatte dal testatore sotto tutela a favore del tutore o del protutore; per quelle
a favore del notaio, dei testimoni o degli interpreti; per quelle in favore di persone incapaci di ricevere per
testamento, pur se fatte sotto nome di interposta persona. Infine, il motivo illecito, se il solo ad aver
determinato il testatore a disporre, rende nulla la disposizione testamentaria.
I vizi di sostanza che, invece, comportano lannullabilit dellatto, integrano i casi di incapacit di testare e
le ipotesi in cui la disposizione, o il testamento nel suo complesso, sia leffetto di errore, violenza o dolo.
Lerrore, sia esso un errore vizio o un errore ostativo, deve essere essenziale, ma non occorre che abbia i
caratteri della riconoscibilit e della scusabilit. Lerrore sul motivo, di fatto o di diritto, a differenza di
quanto accade per gli atti inter vivos, causa di annullabilit se stato lunico motivo determinante che ha
indotto il legislatore a redigere latto. Per ci che riguarda la violenza morale, si applicano le regole relative
ai contratti, con la precisazione, per, che la gravit della minaccia deve essere valutata su un piano
rigorosamente soggettivo e con astrazione da ogni termine di comparazione al comportamento normale
delluomo medio. Quanto al dolo, lerrore provocato da raggiri altrui, sia un terzo o un beneficiario, determina
sempre lannullabilit del testamento.
Il testamento e le singole disposizioni nulle non sono idonei a produrre alcun effetto e non consentono
neanche lapertura della successione. La nullit pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse ed
rilevabile anche dufficio dal giudice; lazione di nullit, inoltre, non soggetta a termine di prescrizione. Il
beneficiario di un testamento nullo non rivestir legittimazione alcuna, qualora sia in possesso dei beni
delleredit, in ordine allesercizio delle azioni poste a loro tutela.
Diversamente, il testamento o le disposizioni che siano soltanto annullabili producono effetti fin dal
momento dellapertura della successione e in particolare determinano, per il chiamato alleredit, il sorgere
del diritto di accettare. Leventuale pronuncia di annullamento, pur operando ex tunc, non pregiudica i diritti
che i terzi abbiano acquistato a titolo oneroso e in buona fede, dallerede o dal legatario. Lazione di
annullamento soggetta ad un termine quinquennale di prescrizione e pu essere esperita da chiunque vi
abbia interesse. Ci segna una differenza con quanto avviene per il contratto, in cui la legittimazione attiva a
proporre lazione di annullamento riservata alla parte nel cui interesse lannullamento previsto: nel
testamento, infatti, vi lesigenza di rispettare lultima volont del testatore.
Conferma delle disposizioni testamentarie nulle
La nullit del testamento o di una singola disposizione non impediscono, a chi sarebbe legittimato a farla
valere, di confermare, tramite una dichiarazione espressa o per esecuzione volontaria, quanto espresso dal
testatore. Sono stati in particolare considerati oggetto di possibile conferma: il testamento orale, o
testamento nuncupativo, una volta che sia offerta la prova in ordine alla volont dichiarata, anche se non
consegnata in uno scritto, da parte del testatore; il testamento dissimulato, in caso di simulazione relativa; il
testamento olografo nullo per assenza o falsit solo formale della firma del testatore, se dalla scheda o da
altri dati risulti comunque una manifestazione reale seria e definitiva delle ultime volont; le disposizioni
testamentarie revocate, comprese quelle tali di diritto per sopravvenienza di figli.

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La conferma e lesecuzione volontaria di una disposizione testamentaria o di un testamento nulli


rappresentano uneccezione rispetto al principio dellinsanabilit del vizio della nullit. La ragione
ispiratrice di tale eccezione ravvisata nellesigenza di far salva quella volont che il testatore non ha potuto
o saputo esprimere in modo efficace. Tale volont, pur non meritando in astratto la tutela della legge, merita
il rispetto dellerede che, pur riconoscendo il vizio della nullit e potendo disporre del relativo diritto a farla
valere, ha ritenuto comunque di prestarvi ossequio. La nullit della disposizione testamentaria, da qualunque
causa essa dipenda, non pu pi essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullit, ha, dopo la
morte del testatore, confermato la disposizione o dato ad essa volontaria esecuzione.
5. Legati

Nozioni
Lespressione legato pu esprimere aspetti diversi del fenomeno successorio: pu rappresentare un atto di
autonomia privata, che, in quanto disposizione di ultima volont, pu essere espressa soltanto in un
testamento; pu riferirsi al titolo della chiamata alla successione e, dunque, alla fonte del diritto acquistato
dal legatario; pu identificare loggetto dellattribuzione. In genere, per, si fa riferimento al legato come ad
una successione mortis causa a titolo particolare, in contrapposizione a quella mortis causa a titolo
universale che propria dellerede. Si denominano onerati i soggetti a carico dei quali posto
ladempimento del legato, mentre il legatario beneficiario si dice onorato.
Lattribuzione di beni determinati, cio mai rappresentativi di una quota del patrimonio ereditario, non
realizza sempre una forma di successione in senso proprio. Il legatario infatti pu anche acquistare diritti che
non fanno parte della massa ereditaria o beni che non appartengono al defunto: il caso dei legati
obbligatori; dei legati che abbiano ad oggetto la costituzione ex novo di un diritto reale minore, o una cosa
generica, o la liberazione da un debito; dei legati di cosa altrui.
La definizione di legato che traduce queste indicazioni normative quindi quella di attribuzione
patrimoniale mortis causa priva del carattere delluniversalit.

Oggetto, acquisto, rinuncia


Pu formare oggetto di legato tutto quanto pu essere oggetto di obbligazione e, pertanto, tutto ci che sia
suscettibile di valutazione economica. Si salvaguarda in tal modo il requisito della patrimonialit e, in
analogia a quanto previsto nella materia del contratto, loggetto del legato deve essere possibile, lecito,
determinato o determinabile.
Il legato si acquista di diritto, senza bisogno di accettazione, a far tempo dallapertura della successione: a
differenza delleredit, per il legato il momento della delazione e dellacquisto coincidono. Occorre ricordare
che la fonte principale del legato, seppure non esclusiva, il testamento. Sono infatti legati ex lege, o
ipotesi di vocazione legale a titolo particolare: lattribuzione dei diritti sulla casa familiare al coniuge
riservatario; lassegno vitalizio a favore del coniuge cui sia stata addebitata la separazione; lassegno ai figli
naturali non riconoscibili; lassegno a favore del coniuge divorziato che versi in stato di bisogno.
La rinuncia al legato consiste in un atto unilaterale, non recettizio e irrevocabile, che risolve con effetto
retroattivo lacquisto in favore del legatario, con conseguente imputazione del bene o del diritto alla massa

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ereditaria. In quanto atto di disposizione, la rinuncia pu essere soggetta allazione revocatoria da parte dei
creditori del legatario che si ritengano pregiudicati nelle loro ragioni. La rinuncia considerata un atto
illegittimo e, quando abbia ad oggetto un diritto reale immobiliare, richiede la forma scritta ad substantiam.
La facolt di rinunciare si prescrive nel periodo ordinario; chi ne abbia interesse, come colui che chieda
ladempimento di un modus apposto al legato, pu comunque esercitare unazione interrogatoria, a seguito
della quale il giudice pu fissare un termine il cui inutile decorso fa perdere la facolt di rinuncia.
Classificazione dei legati
I legati possono essere classificati in ragione delloggetto e dellefficacia della disposizione istitutiva.
Riguardo al primo aspetto, si distinguono legati di specie e legati di genere: il legato di specie se ha ad
oggetto la propriet di una cosa determinata, o altro diritto appartenente al testatore; invece detto di
genere (o di quantit) il legato che ha ad oggetto una cosa presa in considerazione della sua appartenenza
ad un genus.
La differenza di oggetto influisce sul profilo dellefficacia dellattribuzione. Quando loggetto del legato una
cosa determinata solo nel genere, il legatario acquista il diritto ad una prestazione posta a carico del
soggetto su cui grava il peso economico dellattribuzione: pertanto, i legati di genere sono classificati come
legati ad efficacia obbligatoria. Al contrario, nel caso di legati di specie, la propriet o il diritto si trasmette
dal testatore al legatario direttamente al momento della morte del testatore, per cui i legati di specie sono
legati ad efficacia reale (o diretta).
I legati di specie ad efficacia reale possono avere ad oggetto, oltre al diritto di propriet su un bene
determinato, un diritto di credito vantato dal testatore nei confronti di un terzo, o un diritto reale minore
trasmissibile mortis causa (con esclusione, pertanto, dei diritti di usufrutto, di uso e di abitazione,
insuscettibili di cadere in successione perch destinati ad estinguersi con la morte del titolare). Lefficacia
reale del legato, inoltre, si pu realizzare in due forme: nei legati traslativi, con il trasferimento di un diritto
appartenente al testatore; con i legati costitutivi, con la costituzione di un nuovo diritto reale, compresi
lusufrutto, luso e labitazione, ma con esclusione dellipoteca e del pegno.
Tipi particolari di legati
Il legislatore individua con disciplina puntuale alcuni tipi di legati: legato di cosa genericamente determinata;
di cosa non esistente nellasse; da prendersi in un certo luogo; di alimenti; di prestazioni periodiche; di cosa
dellonerato o di un terzo (legato di cosa solo in parte del testatore, di cosa del legatario, di cosa acquistata
dal legatario); di credito; di debito.
Il legato di cosa genericamente determinata costituisce lesemplare ipotesi di legato ad efficacia
obbligatoria. Pu avere ad oggetto cose determinate soltanto nel genere o una determinata quantit di cose
fungibili; valido anche se nessuna cosa del genere indicato era nel patrimonio del testatore al tempo del
testamento e nessuna se ne trova allapertura della successione.
Nel legato di cosa non esistente nellasse, la cosa particolare, o la cosa determinata soltanto nel genere,
non si trova nel patrimonio del testatore al momento della sua morte: in tal caso, il legato non ha effetto,
salvo che per la quantit che ancora si trova nel patrimonio.

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Il legato di cosa da prendersi da certo luogo ha effetto soltanto se le cose vi si trovano e per la quantit
che vi si trova.
Nel legato di prestazioni periodiche, oggetto del legato sono prestazioni di una somma di denaro o di altre
cose fungibili da prestarsi al beneficiario a termini periodici. Il diritto alle singole prestazioni si acquista
allinizio di ciascun periodo ed esse diventano esigibili soltanto alla scadenza del termine corrispondente.
Nel legato di alimenti, lo stato di bisogno si impone come condizione di efficacia, la determinazione del
quantum va individuata in proporzione del bisogno del legatario e delle condizioni economiche dellonerato e
comunque non potr mai essere superiore a quanto necessario per la vita dellalimentando. Il testatore pu
anche escludere la rilevanza dello stato di bisogno del beneficiario e individuare con precisione lentit
dellattribuzione.
Il legato di cosa dellonerato o di un terzo valido solo se: la cosa legata, che pure apparteneva ad altri al
momento della confezione del testamento, si trovi in propriet del testatore al momento della sua morte; se il
testatore sapeva che la cosa non era sua. Lonerato ha lobbligo di acquistarla e di trasferirla al legatario, ma
pu anche liberarsi pagando il giusto prezzo. Questo tipo di legato rientra tra quelle ipotesi di legati che
hanno per oggetto una cosa non appartenente al testatore.
Il legato di cosa solo in parte del testatore si realizza quando al testatore appartiene solo una parte della
cosa legata o un diritto sulla medesima (enfiteusi o superficie). Il legato valido solo relativamente a questa
parte o a questo diritto, salvo che risulti dal testamento lintenzione di legare la cosa per intero: in questo
caso, sorge per lonerato lobbligo di acquistare dal terzo laltra parte e di trasferirne la propriet al legatario.
Per il legato di cosa del legatario occorre distinguere due casi. Il legato di cosa che al tempo in cui fu fatto
il testamento era gi di propriet del legatario nullo, se la cosa si trova in propriet di lui anche al tempo
dell'apertura della successione. Al contrario, il legato valido se, all'apertura della successione, la cosa si
trova in propriet del testatore, oppure se la cosa si trova in propriet dell'onerato o di un terzo e dal
testamento risulta che essa fu legata in previsione di tale avvenimento: in questo caso, onerato sar lerede.
Nel legato di cosa acquistata dal legatario la cosa oggetto del legato non apparteneva al legatario quando
fu fatto il testamento, ma successivamente entrata a far parte del suo patrimonio e, al momento
dellapertura della successione, ancora in sua propriet. Il legato senza effetto qualora il legatario abbia
acquistato la cosa a lui legata dal testatore, oppure abbia acquistato il bene, dallonerato o da un terzo, a
titolo gratuito. Se, invece, lacquisto dallonerato o dal terzo avvenuto a titolo oneroso, il legatario ha diritto
al rimborso del corrispettivo pagato.
Il legato di credito, o di liberazione da debito, ha per oggetto un credito che il testatore vanti nei confronti
dellonerato o di un terzo, oppure la liberazione da un debito che il legatario aveva nei confronti del defunto.
Nel primo caso, lattribuzione potrebbe avere oggetto parziale, cio per la sola parte del debito che sussiste
al tempo della morte del testatore; nel secondo caso si deve presumere che il legato abbia ad oggetto la
liberazione dai soli debiti esistenti al momento in cui fu fatto il testamento e non da quelli esistenti al
momento dellapertura della successione. Attraverso la disposizione testamentaria si realizza una
modificazione soggettiva nel lato attivo di un rapporto obbligatorio. Nel legato a favore del creditore, il
testatore, senza fare menzione del debito, fa un legato al suo creditore, ma tale legato non si presume fatto
per soddisfare il legatario del suo credito.

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Il legato di debito si realizza quando il testatore, debitore del legatario, lega un bene di uguale valore: se il
testatore menziona il debito, egli, attraverso una prestazione in luogo di adempimento, soddisfa il credito
dellonerato ed estingue il suo debito. Il legato di debito talvolta escluso dal novero delle attribuzioni mortis
causa a titolo particolare perch inidoneo a realizzare un qualsiasi vantaggio patrimoniale per lonerato, che
infatti attraverso il legato riceve solo quanto a lui dovuto.
Si dice prelegato il legato disposto dal testatore a favore di un coerede e a carico di tutta leredit. Il
prelegato, per la sua natura e per il suo carattere preferenziale, destinato ad avere effetto prima della
divisione della massa ereditaria, tramite prelievo dallintero relitto. Si ha invece un sublegato quando il peso
del legato disposto dal testatore a carico di uno o pi legatari a favore di persone determinate.
Adempimento del legato
Ogni legato deve essere adempiuto: nei legati che abbiano ad oggetto il diritto di propriet o altro diritto reale
appartenente al testatore lonerato obbligato a consegnare il bene nello stato in cui si trova al momento
della morte del testatore; nei legati che abbiano ad oggetto un diritto di credito lonerato obbligato a
consegnare i titoli del credito legato che si trovavano presso il testatore.
Normalmente, sono onerati della prestazione del legato gli eredi, ma il testatore pu anche porre lonere a
carico di uno o pi eredi oppure di uno o pi legatari. Nellipotesi di pi onerati, il legato grava in proporzione
della rispettiva quota di eredit o del legato. Se la prestazione del legato o altri particolari oneri sono posti a
carico di un legatario (sublegato) costui tenuto alladempimento delluno e degli altri entro i limiti del valore
della cosa legata.
Varie sono le modalit delladempimento. Per ladempimento dei legati di genere, lonerato deve
consegnare cose di qualit non inferiori alla media e non potr liberarsi pagandone il giusto prezzo. Quando
oggetto del legato siano due o pi prestazioni determinate e diverse, o quando loggetto debba essere
individuato tra due o pi cose o tra due o pi prestazioni, il legato si dice alternativo. Per ladempimento dei
legati di specie ad efficacia reale, la cosa con tutte le sue pertinenze deve essere prestata al legatario
nello stato in cui si trova al momento della morte del testatore. Un regime particolare riservato ai frutti: se
oggetto del legato una cosa fruttifera appartenente al testatore al momento della sua morte, i frutti e gli
interessi sono dovuti al legatario da questo momento. In caso di legati ad efficacia obbligatoria, e salvo che il
testatore non abbia disposto diversamente, i frutti sono dovuti al legatario dal momento in cui viene proposta
la domanda giudiziale diretta ad ottenere la prestazione del legato, oppure dal giorno in cui la prestazione
del legato sia stata promessa allonerato. Il legato non ha effetto se la cosa legata interamente perita
durante la vita del testatore e lobbligazione dellonerato si estingue comunque se, dopo la morte del
testatore, la prestazione diventa impossibile per causa a lui non imputabile.
6. Comunione e divisione ereditaria

Nozioni
possibile che gli eredi siano pi di una persona e dunque che si prospetti lipotesi di una pluralit di
chiamati, anche sulla base di differenziati titoli di delazione, la legge o il testamento. Si crea in tal modo il

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presupposto per la formazione di una comunione ereditaria o coeredit: i beni che costituiscono il
patrimonio spettano in comune ai coeredi.
La comunione ereditaria condivide con la comunione ordinaria il tratto della contitolarit di un diritto, di
propriet o di altro diritto reale, su beni indivisi. Differisce per dalla comunione ordinaria perch la
comunione ereditaria potrebbe riguardare anche diritti di natura personale, quali i crediti.
Perch si abbia comunione ereditaria necessario che i soggetti che la costituiscono abbiano tutti la qualit
di eredi del medesimo de cuius. Si tratta dellipotesi pi significativa di comunione incidentale: essa cio si
costituisce per un mero fatto giuridico, del tutto indipendente dalla volont dei singoli partecipanti,
rappresentato dalla pluralit di acquisti, autonomi fra di loro, dei singoli chiamati. Alla comunione ereditaria si
applicano le norme generali sulla comunione ordinaria; per lo scioglimento della comunione ereditaria, per,
vi sono norme particolari, le quali non costituiscono comunque un regime speciale applicandosi, in generale,
a qualsiasi ipotesi di divisione delle cose comuni.
Oggetto
Loggetto essenziale della comunione ereditaria rappresentato dal diritto di propriet o da un altro diritto
reale, ma anche dai diritti potestativi a questi collegati, come le azioni preposte alla loro difesa. Per quanto
concerne i diritti di credito, cadono in comunione i crediti che abbiano ad oggetto prestazioni a carattere
indivisibile e che dunque non si dividano automaticamente tra i coeredi in ragione delle rispettive quote. Non
entrano a far parte della comunione i debiti del de cuius. I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei
pesi e dei debiti ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie.
Disciplina
In costanza di comunione opera un comune regime di amministrazione e di mero godimento. Ciascun
erede ha diritto di servirsi della cosa comune senza per alterarne la destinazione e in modo tale da
consentire agli altri coeredi di farne parimenti uso. Il singolo coerede pu anche alienare uno o pi
determinati beni ereditari, oppure la quota ereditaria o parte di essa.
Nel caso di alienazione di beni ereditari, la natura di tale alienazione non condivisa: coloro che
conferiscono natura dichiarativa allatto di divisione, infatti, ritengono che lalienazione in questione sia
sottoposta alla condizione sospensiva che il bene ceduto sia poi attribuito, in sede di divisione, al coerede
che ne ha disposto; coloro che, invece attribuiscono alla divisione natura costitutiva, e dunque efficacia ex
nunc, sostengono che tale alienazione integri la fattispecie di vendita di cosa altrui.
Il singolo coerede pu anche alienare la quota ereditaria o parte di essa e, in questo caso, viene in rilievo
listituto del retratto successorio. Diversamente da quanto avviene nella comunione ordinaria, il coerede
che intenda alienare ad un estraneo la sua quota ereditaria o parte di essa, deve notificare la proposta di
alienazione agli altri coeredi, i quali hanno un diritto di prelazione, a parit di condizioni, rispetto
allestraneo. Se la notifica omessa, ai coeredi spetta il diritto di riscattare (retratto) la quota dallacquirente
e da ogni successivo avente causa, finch dura lo stato di comunione ereditaria.

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Scioglimento della comunione


Poich la comunione ereditaria caratterizzata da una istituzionale transitoriet, ciascuno dei coeredi pu
in qualunque tempo domandare la divisione, ma lesercizio del diritto potestativo del singolo coerede a
chiedere lo scioglimento trova limiti volontari e legali. Tra i limiti volontari, vi la facolt, riconosciuta al
testatore, di disporre che la divisione non abbia luogo prima che sia trascorso, dalla sua morte, un termine
non eccedente il quinquennio: la divisione potr effettuarsi qualora gravi circostanze lo richiedano. Tra gli
impedimenti legali ricade invece la previsione per cui se, tra i chiamati alla successione, vi un concepito,
la divisione non pu farsi prima della sua nascita. Lautorit giudiziaria pu sospendere la divisione
delleredit qualora possa recare notevole pregiudizio al patrimonio ereditario. poi possibile un patto fra
coeredi di restare in comunione per una durata non superiore ai dieci anni.
Lo scopo della divisione ereditaria quello di far conseguire a ciascuno dei coeredi, in denaro o in natura,
una quantit di beni corrispondenti alle quote loro spettanti; pu avere forma contrattuale o giudiziale. La
divisione contrattuale (o amichevole) consiste in un contratto col il quale i coeredi procedono alla
ripartizione fra loro dei beni gi facenti parte della comunione. La divisione annullabile quando costituisce
effetti di violenza o dolo, non lo a causa di errore; lazione di annullamento non proponibile se il coerede
abbia alienato i beni che gli sono assegnati. Il contratto di divisione rescindibile per la lesione patita da uno
dei coeredi per oltre un quarto di quanto a lui sarebbe spettato, purch vi sia linesatta valutazione dei cespiti
componenti la quota di uno dei condividenti.
La divisione giudiziale presuppone un disaccordo fra coeredi sullindividuazione o sullattribuzione dei
cespiti ereditari corrispondenti alle quote che loro spettano. Il procedimento prevede la formazione della
massa dei beni che deve essere divisa e la formazione e assegnazione delle porzioni. In tale contesto si
provvede allimputazione dei debiti e alla collazione delle donazioni.
Si ritiene che la divisione abbia natura dichiarativa e di mero accertamento e che abbia efficacia retroattiva
a far tempo dallapertura della successione. Altri, per, attribuiscono allo scioglimento della comunione
natura costitutiva ad efficacia ex nunc, ossia un atto tipicamente dispositivo perch diretto a provocare la
trasformazione di una situazione di contitolarit in situazioni di titolarit solitaria.
Formazione delle porzioni e assegnazione delle quote
La divisione presuppone una precisa definizione dello stato attivo e passivo delleredit: si devono cio
individuare i beni che debbono essere attribuiti ai singoli coeredi in ragione delle loro quote e si debbono
eliminare le passivit attraverso il pagamento dei debiti che gravano leredit. La formazione delle porzioni
pu dunque essere preceduta da una serie di operazioni, il cui quadro riassuntivo cosi tracciato:
liquidazione delle passivit che gravano sullasse ereditario ed eventuale vendita dei beni per il
pagamento dei debiti ereditari, in caso di insufficienza di denaro liquido; resa dei conti; collazione.
Per ci che attiene al pagamento dei debiti ereditari, i coeredi debbono contribuire tra loro in proporzione
delle loro quote, salvo che il testatore non abbia diversamente disposto. Alla formazione delle porzioni si
procede dopo aver effettuato la stima di ci che rimane della massa. Lineguaglianza in natura delle quote si
compensa con un equivalente in denaro. Lassegnazione delle porzioni uguali fatta per estrazione a
sorte; per quelle diseguali si procede mediante attribuzione.

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La resa dei conti fra i coeredi consiste nel verificare se dalla gestione dei beni ereditari siano sorti fra i
coeredi rapporti obbligatori per i frutti percepiti, le spese sostenute o le migliorie apportate. Il rendiconto
necessario per la formazione dello stato attivo e passivo del patrimonio.
La collazione ha la funzione di riequilibrare la posizione di alcune categorie di coeredi. Quei coeredi che
abbiano ricevuto donazioni dal de cuius, hanno lobbligo di conferire agli altri quanto gi conseguito, ossia di
aggiungere il donato al relitto al fine di formare una sola massa ereditaria. I soggetti tenuti alla collazione
sono i figli, i loro discendenti leggimi e naturali ed il coniuge che concorrono alla successione. Loggetto del
conferimento rappresentato da tutto ci che i coeredi abbiano ricevuto dal defunto per donazione, nonch
quanto il defunto abbia speso a favore dei suoi discendenti. Nellipotesi di donazione modale, se
ladempimento del modus riduce il valore di quanto donato, la collazione operer nei limiti di quel valore. Il
coerede pu essere dispensato dal conferimento attraverso una clausola contenuta nello stesso atto di
donazione o nel testamento; la dispensa, per, non avr effetto se non nei limiti della quota disponibile, non
potendo essere violate le norme poste a tutela dei legittimari. Non soggetto a collazione quanto ricevuto
dai contraenti di un patto di famiglia, n sono soggette a collazione le donazioni di modico valore. La
collazione si attua in natura o per imputazione: nel primo caso ci che fu donato viene effettivamente
rimesso nella massa ereditaria; nel secondo, invece il valore di ci che fu donato ad essere computato a
carico del donatario-coerede in conto della sua quota di eredit.
Divisione fatta dal testatore
Il testatore pu direttamente procedere alla divisione dei suoi beni fra gli eredi. Ci non comporta lo
scioglimento della comunione, perch la distribuzione dei beni opera allapertura stessa della comunione. Se
nella formazione delle porzioni omessa lindicazione di alcuni beni, questi vengono attribuiti secondo le
regole della successione legittima. Se il testatore ignora un legittimario (legittimario pretermesso) la divisione
nulla. Il coerede leso nella quota di riserva pu esercitare lazione di riduzione. Il testatore pu anche
dettare norme per la composizione delle porzioni e tali indicazioni sono vincolanti per gli eredi.

IV. TUTELA DEI DIRITTI

1. Prescrizione e decadenza
Decorso del tempo e lordinamento
Il trascorrere del tempo influisce sulla formazione, sulle vicende e sulla sorte di istituti e rapporti previsti
dallordinamento giuridico. La rilevanza del tempo si riscontra in due ipotesi fondamentali: lacquisto a titolo
originario del diritto di propriet e dei diritti reali di godimento per usucapione (o per prescrizione
acquisitiva), quando con il decorso del tempo concorrano altri elementi come il possesso; la perdita del
diritto per prescrizione estintiva, cio per il mancato esercizio protratto per un periodo di tempo stabilito
dalla legge, o per decadenza.

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Prescrizione estintiva
Per regola generale, ogni diritto si estingue per prescrizione quando ricorrono i seguenti requisiti: il
mancato esercizio del diritto da parte del titolare per il tempo stabilito dalla legge; leccezione sollevata
dalla parte direttamente interessata ad ottenere la dichiarazione di estinzione del diritto. Il fondamento di
simile regola ravvisato, per i diritti di credito, nella tutela di un interesse meritevole di protezione secondo
lordinamento, quello cio di impedire che il libero esercizio del diritto di credito, protratto illimitatamente nel
tempo, costringa il debitore in una situazione passiva intollerabile quanto al comportamento dovuto, o renda
difficile la proponibilit delle eccezioni avverso la pretesa avversaria. Alla base della prescrizione di possono
intravedere esigenze di ordine pubblico.
Le norme che disciplinano la prescrizione sono inderogabili. Le parti non possono stipulare accordi
finalizzati ad abbreviare o prolungare i termini di prescrizione stabiliti dalla legge. Non possibile neppure
rinunciare, in via preventiva, ai termini di prescrizione, mentre, una volta che il termine sia maturato, la parte
alla quale la prescrizione giova pu rinunciare a farla valere.
Nei rapporti obbligatori, la legittimazione ad opporre la prescrizione spetta al debitore, ma, in caso di sua
inerzia, pu essere opposta dai creditori di questultimo e da chiunque vi abbia interesse. Decorso il termine
di prescrizione, tuttavia, il debitore non solo pu non eccepire la prescrizione, ma pu anche adempire la
prestazione dovuta. Una volta intrapresa la libera via delladempimento, non gli riconosciuto un ius
poenitendi: il debitore adempiente non pu pretendere in restituzione ci che stato spontaneamente
adempiuto in forza di un debito prescritto. Solo se la prestazione eseguita dopo che leccezione di
prescrizione stata proposta, il fenomeno pu essere ricondotto allambito delle obbligazioni naturali, con
la conseguenza della ripetibilit nel caso in cui ladempimento non sia stato libero e consapevole.
Alla prescrizione si sottraggono i diritti indisponibili e gli altri diritti indicati come non soggetti a prescrizione
dalla legge. Sono pertanto imprescrittibili i diritti della personalit, il diritto al nome, allidentit personale, il
diritto agli alimenti. imprescrittibile pure il diritto di propriet, ma il suo mancato esercizio pu ritorcersi a
danno del titolare quando alla sua inerzia si accompagni il possesso del bene da parte di terzi con le
caratteristiche richieste per lacquisto a titolo originario (per usucapione). Tra i diritti imprescrittibili per
previsione legislative vanno infine ricordati: il diritto allaccertamento della nullit del contratto; il diritto al
riconoscimento della qualit di erede; il diritto del genitore a contestare la legittimit della filiazione. Le
facolt o i poteri vivono con il diritto e cadono solo con il diritto cui appartengono.
In considerazione delle gravi conseguenze che seguono al decorso del termine di prescrizione,
importante stabilire sia il giorno a partire dal quale il diritto poteva essere esercitato (dies a quo), sia il giorno
in cui maturato il termine per la dichiarazione della sua estinzione per prescrizione (dies ad quem). Non
impediscono il decorso del termine di prescrizione gli impedimenti di fatto (ignoranza dellesistenza del
diritto). I termini di prescrizione sono indicati dalla legge per ogni diritto prescrittibile e, quando il legislatore
non stabilisce un termine specifico di prescrizione, vale la prescrizione ordinaria decennale.
Qualora un diritto, sottoposto ad un termine di prescrizione pi breve, sia riconosciuto in capo al titolare con
sentenza di condanna passata in giudicato, soggetto alla prescrizione di dieci anni: ad esempio, per
effetto del giudicato, il diritto al risarcimento dei danni da fatto illecito, normalmente soggetto alla
prescrizione di cinque anni (due anni per il danno prodotto dalla circolazione dei veicoli), sottoposto alla

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prescrizione decennale. Se il fatto illecito integra anche gli estremi di un reato, e per il reato stabilito un
termine di prescrizione pi lungo, nello stesso termine si prescrive il diritto al risarcimento in sede civile.
I diritti reali di godimento su cosa altrui si prescrivono per non uso ventennale. Il codice prevede, poi, una
serie di prescrizioni quinquennali, come il diritto del concedente al pagamento dei canoni di locazione e le
annualit delle rendite perpetue o vitalizie; infine, sono previsti termini brevi di prescrizione di uno o due
anni con riferimento a taluni diritti.
La legge prevede che, nel computo dei termini di prescrizione, possa verificarsi una sospensione o
uninterruzione. Nella sospensione il tempo eventualmente decorso prima della causa sospensiva dovr
essere aggiunto a quello trascorso successivamente allavveramento della stessa causa (cumulo dei tempi).
Le ragioni che impongono la sospensione dei termini di prescrizione attengono a determinati rapporti che
intercorrono tra le parti o alla particolare condizione del titolare del diritto. Quanto ai rapporti personali, il
termine di prescrizione sospeso, in particolare: tra i coniugi; tra chi esercita la patria potest e le persone
che vi sono sottoposte; tra il tutore e il minore di et o linterdetto; tra il curatore e il minore emancipato o
linabilitato; tra lerede e leredit accettata con beneficio di inventario. Quanto alle ipotesi che si riferiscono
alla condizione del titolare del diritto, il termine di prescrizione rimane sospeso: contro i minori non
emancipati e gli interdetti per infermit di mente; in favore dei militari in servizio in tempo di guerra.
Nellinterruzione, invece, il tempo maturato fino al verificarsi dellevento perde ogni rilevanza e il termine di
prescrizione riprende a decorrere dopo il fatto interruttivo, secondo lintegrale previsione originaria: segue, in
definitiva, il decorso di un nuovo periodo di prescrizione. Costituisce atto di interruzione, anzitutto, la
notificazione di ogni domanda con la quale il titolare del diritto intraprende un qualsiasi procedimento
giudiziale, di cognizione, conservativo e esecutivo: in questi casi, la prescrizione non corre fino al momento
in cui la sentenza che definisce il giudizio non passa in giudicato. Il termine di prescrizione inoltre interrotto
da ogni altro atto del creditore (o di soggetto che ne abbia i poteri rappresentativi) che valga a mettere in
mora il debitore. Gli atti interruttivi della prescrizione devono contenere lesplicitazione di una pretesa
idonea a manifestare linequivocabile volont del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti
del soggetto passivo, con leffetto di costituirlo in mora. Linterruzione del termine di prescrizione pu avere
la sua causa anche in un atto di riconoscimento del diritto del creditore posto in essere dal debitore. Il
riconoscimento deve concretarsi in una consapevole manifestazione di volont (riconoscimento espresso), o
in un comportamento che implichi, da parte del debitore, lammissione dellesistenza del proprio debito e del
credito contrapposto (riconoscimento tacito).
Non assimilabile a quello della prescrizione ordinaria listituto della prescrizione presuntiva, perch
questa non si configura come un modo generale di effettiva estinzione dei diritti e, inoltre, attiene solo ai
diritti di credito. Nella disciplina delle prescrizioni presuntive, vengono prese in considerazione figure di diritti
di credito che, nella normalit dei casi, vengono esercitati dal titolare immediatamente, senza dilazioni, o
comunque entro un breve tempo dalla nascita del rapporto obbligatorio. Ciascuna prescrizione presuntiva
stabilita in termini diversi in dipendenza dallimportanza complessiva del rapporto di debito-credito (i diritti di
credito delledicolante, considerati estinti dopo un anno dalla vendita). Il legislatore, nei casi di prescrizione
presuntiva, ha dettato norme specifiche, stabilendo che il termine decorre dalla scadenza del diritto, se si
tratta di retribuzione periodica, o dal compimento della prestazione negli altri casi. Il creditore ha a
disposizione ununica prova contraria per la dimostrazione del mancato pagamento: il deferimento del

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giuramento decisorio al debitore per accertare se si verificata o meno lestinzione del rapporto
obbligatorio. Il creditore, nel proprio interesse, deve esercitare il diritto secondo i tempi considerati come
regola per lesecuzione del debito da parte dellordinamento e, comunque, nei termini della prescrizione
ordinaria. Limpossibilit di avvalersi per qualsiasi ragione della prescrizione presuntiva non esclude la
possibilit di fare ricorso alla prescrizione estintiva, trattandosi di istituti di natura diversa: luna fondata su
una presunzione di adempimento dellobbligo da parte del debitore; laltra sulloggettiva inerzia da parte del
titolare del diritto. In entrambi i casi, leccezione deve essere sollevata dalla parte interessata e il giudice non
pu applicare la prescrizione estintiva qualora la parte si sia limitata ad eccepire la prescrizione presuntiva, e
viceversa.
Decadenza
I termini prescritti a pena di decadenza non sono diretti allestinzione del diritto una volta che essi siano
trascorsi, o a stabilire una presunzione (relativa) del suo soddisfacimento, bens evitare leccessiva
pendenza nel tempo dei rapporti giuridici. Di qui la necessit che lesercizio del diritto avvenga entro tempi
determinati e perentori: cos, ad esempio, il diritto del possessore ad essere reintegrato nel possesso deve
essere esercitato entro un anno dal sofferto spoglio. Come nella prescrizione estintiva, anche nella
decadenza linerzia del titolare che provoca lestinzione del diritto.
Le parti possono stabilire convenzionalmente termini di decadenza, ma prevista la nullit del patto se il
termine concordato rende eccessivamente difficile, a una delle parti, lesercizio del diritto. Oltre che alle parti,
anche al giudice data la possibilit di fissare termini di decadenza. La decadenza , invece, sempre
preclusa per effetto del riconoscimento compiuto dal soggetto contro il quale il medesimo diritto pu essere
fatto valere: il diritto sar allora soggetto alla normativa sulla prescrizione estintiva.
Neanche di comune accordo le parti possono derogare alla disciplina legale sui termini di decadenza se si
tratta di diritti indisponibili o sottratti alla loro disponibilit, n la parte in favore della quale il termine
previsto pu, in tal caso, validamente rinunciarvi. Il giudice, anche in difetto di eccezione della parte
interessata, pu rilevare dufficio il decorso del termine di decadenza, se trattandosi di materia sottratta alla
disponibilit delle parti, egli debba rilevare le cause di improponibilit dellazione.
2. Pubblicit
Nozioni
Alcune vicende dei soggetti giuridici e dei beni possono interessare la generalit degli individui. Per indicare
quellinsieme di procedimenti attraverso i quali una situazione giuridica, reale o personale, acquista
unevidenza tale da poter essere conosciuta da chiunque lo voglia o ne abbia interesse, si parla di
pubblicit. Si intende con ci fare riferimento ad una categoria di istituti disomogenea, il cui dato comune
costituito unicamente dalla funzione conoscitiva, nei confronti della collettivit, di differenti fatti, atti, negozi
giuridici, provvedimenti amministrativi e giudiziari. Una differenza fondamentale deve essere compiuta tra la
pubblicit concernente i soggetti giuridici da quella riguardante i beni.

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Pubblicit relativa alle persone fisiche e giuridiche


Lordinamento garantisce la conoscenza di alcune vicende delle persone fisiche attraverso i registri dello
stato civile, tenuti presso ogni Comune. In essi sono compresi i registri di cittadinanza, nascita, matrimonio
e morte. A seconda dellatto da registrare, lufficiale dello stato civile effettua iscrizioni o trascrizioni; gli atti
iscritti o trascritti possono essere oggetto, a loro volta, di annotazioni o rettificazioni.
Presso i tribunali sono istituiti i registri delle tutele dei minori e degli interdetti, delle curatele dei minori
emancipati e degli inabilitati, delle amministrazioni di sostegno. Vi poi il registro delle successioni, in cui
sono registrate le dichiarazioni di accettazione delleredit con beneficio di inventario, le dichiarazioni di
rinunzia alleredit e i provvedimenti di nomina dei curatori delle eredit giacenti. Infine, presso il tribunale
per i minorenni, sono istituti il registro delle sentenze definitive che dichiarano lo stato di adottabilit e il
registro delle sentenze definitive di adozione.
Presso le Camere di commercio istituito lufficio del registro delle imprese, nel quale sono iscritte le
vicende riguardanti gli imprenditori commerciali.
Pubblicit relativa ai beni
Un secondo settore di pubblicit legale quello che riguarda talune categorie di beni. La categoria pi
significativa quella dei beni immobili, ma sono soggette a pubblicit anche alcuni beni mobili. Tra questi vi
sono gli autoveicoli, iscritti nel Pubblico Registro Automobilistico; i diritti dautore, per i quali previsto un
registro pubblico generale di tutte le opere protette dalla legge; i marchi e i brevetti.

Funzioni della pubblicit


La funzione di ciascuna forma di pubblicit legale pu mutare a seconda del soggetto o del bene sottoposto
a pubblicit. In generale, si tende a riconoscere ad ogni forma di pubblicit una primaria funzione di notizia,
che consiste nel rendere conoscibili determinati eventi o vicende a chiunque ne abbia interesse. In alcuni
casi, tuttavia, la pubblicit assume una funzione costitutiva, nel senso che ladempimento della formalit
pubblicitaria perfeziona la fattispecie giuridica e determina il sorgere di un diritto o di una situazione giuridica.
Esempi tipici di pubblicit costitutiva sono quello delliscrizione ipotecaria e quello delliscrizione della
societ per azioni nel registro delle imprese. La pubblicit assolve, inoltre, ad una naturale funzione
probatoria del compimento di determinati atti, i quali attestano determinati accadimenti. Infine, la pubblicit
pu avere una funzione dichiarativa quando abbia la finalit di rendere gli atti pubblicati opponibili ai terzi, i
quali assumano la titolarit di diritti in contrasto con quelli sottoposti al regime di pubblicit legale: in questi
casi lesecuzione della formalit pubblicitaria configurata dalla legge come un onere, cio un adempimento
che attribuisce un vantaggio a colui che adempie.
Pubblicit di fatto
Il sistema della pubblicit legale si distingue dalla cosiddetta pubblicit di fatto, che ricorre, invece,
quando la legge subordina un determinato effetto giuridico alla diffusione di una certa notizia presso i terzi
con qualunque mezzo idoneo. In questi casi, non sussiste un interesse pubblico alla conoscenza del fatto,
ma il legislatore tutela comunque laffidamento che i terzi ripongano nei riguardi di una determinata
situazione giuridica: infatti stabilito che la modificazione o lestinzione di quella situazione possa essere

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fatta valere nei confronti dei terzi soltanto se questi ultimi siano stati posti in condizione di conoscere la
vicenda modificativa, o estintiva, con qualunque mezzo idoneo. La legge non tipizza gli strumenti cui debba
ricorrere il soggetto che ha lonere di pubblicizzare la vicenda.
3. Trascrizione immobiliare

Funzioni e natura giuridica


Per i beni immobili la legge assicura un sistema di pubblicit legale di numerose vicende giuridiche che li
riguardano. In questo ambito, la trascrizione ha una funzione di pubblicit-notizia: di tali notizie, chiunque
pu acquisire conoscenza mediante la consultazione dei registri immobiliari, la cui cura affidata ad un
pubblico ufficiale, il Conservatore dei Registri Immobiliari, presso le Agenzie del Territorio.
La trascrizione costituisce anche uno strumento di tutela del soggetto che, a qualunque titolo, acquisti un
diritto su beni immobili e intenda opporre ai terzi le situazioni giuridiche di cui titolare: in questo caso, la
trascrizione ha una funzione dichiarativa. La trascrizione di un atto da cui derivi lacquisto di un diritto
consente al titolare di far valere il diritto nei confronti di chiunque affermi la titolarit del medesimo diritto, o di
altro diritto incompatibile, sulla base di un altro atto, che non risulti anteriormente trascritto.
La trascrizione non costituisce un obbligo, bens un onere, ossia un comportamento necessario per il
conseguimento di un vantaggio che, in questo caso, consiste nellopponibilit ai terzi dellatto trascritto. Essa
o non vale a sanare gli eventuali vizi da cui latto trascritto sia eventualmente viziato: se chi ha trasferito il
diritto non era titolare del diritto stesso, lavente causa non acquister alcun diritto. Tuttavia, la trascrizione di
un atto viziato non irrilevante: vi sono casi in cui la trascrizione si pone, insieme ad altri requisiti, come
elemento costitutivo dellacquisto di quel diritto. Cos, la trascrizione di una compravendita immobiliare non
vale a trasferire il diritto di propriet in favore dellacquirente, se il dante causa non era proprietario del bene
compravenduto; se, invece, lacquirente era in buona fede al momento dellacquisto e il trasferimento
avvenuto sulla base di un titolo astrattamente idoneo a trasferire la propriet, lacquirente stesso conseguir
a titolo originario la propriet di quel bene decorsi dieci anni dalla trascrizione di quellatto di acquisto, salvo
che, in detto periodo, leffettivo proprietario del bene non agisca per rivendicare la titolarit del diritto.
La trascrizione ha funzione costitutiva con riferimento ai vincoli di indisponibilit di beni immobili derivanti
da sequestro o pignoramento: dopo la trascrizione del provvedimento giudiziario di sequestro o dellatto di
pignoramento, i successivi atti di alienazione del bene sequestrato o pignorato sono inopponibili al creditore.
Infine, alla trascrizione si pu attribuire una funzione sanante, nel senso che devono essere a loro volta
trascritti le domande dirette a far dichiarare la nullit o lannullamento di atti soggetti a trascrizione.
Struttura della trascrizione e principio di continuit
La trascrizione immobiliare ha base personale: essa si compie, cio, in relazione ai soggetti, e non
alloggetto, dellatto giuridico da trascrivere. Nelle province autonome di Trento e Bolzano, invece, la
trascrizione a base reale, ossia strutturata in relazione al bene immobile di cui si voglia accertare la
relativa titolarit dei diritti reali.
Nel sistema a base personale, ogni atto risulta trascritto contro colui che dispone del diritto e in favore del
soggetto che lo acquista. Ad ogni trascrizione a carico di un soggetto deve corrispondere una trascrizione in

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favore di altro soggetto e tale meccanismo non ammette salti. Per il principio della continuit delle
trascrizioni, infatti, quando un atto di acquisto soggetto a trascrizione, le successive trascrizioni o
iscrizioni a carico dellacquirente non producono effetto se non stato trascritto latto anteriore di acquisto.
La trascrizione svolge dunque la sua efficacia dichiarativa nei confronti dei terzi quando latto risulti
sostenuto da unininterrotta catena di trascrizioni, che leghi ciascun dante causa al suo avente causa e cos
via. Pertanto, la trascrizione non ha efficacia costitutiva del diritto sancito nellatto e non pu mai tenere
luogo del regime sostanziale di appartenenza del diritto. La continuit delle trascrizioni condizione
necessaria per rendere opponibile ai terzi la trascrizione di un atto, ma non sufficiente a dimostrare in ogni
caso leffettiva appartenenza sostanziale del diritto a colui in favore del quale sia compiuta per ultimo la
trascrizione di un acquisto. Nonostante il rispetto della continuit delle trascrizioni, possibile, infatti, che
colui che risulti formalmente titolare del diritto sulla base dei registri immobiliari, non sia leffettivo
titolare di tale diritto: in primo luogo, pu accadere che lavente causa dellultimo titolo trascritto abbia
compiuto un atto di disposizione che non sia stato trascritto; in secondo luogo, potrebbe essersi verificato un
acquisto a titolo originario (usucapione) che non sia stato ancora accertato con un atto (ad esempio, una
sentenza) soggetto a trascrizione.
Doppia alienazione immobiliare
Quando un soggetto pone in essere due successivi atti di disposizione relativi allo stesso bene immobile, per
il principio dellefficacia traslativa del contratto si dovrebbe dedurre che latto dispositivo posteriore sia
inefficace: il diritto stesso, infatti, trasferito allacquirente per effetto del consenso delle parti, per cui
loriginario titolare del diritto non pu disporre di un diritto gi trasferito. Tuttavia, in caso di doppia
alienazione immobiliare, previsto che la trascrizione rende lacquisto opponibile anche nei confronti del
precedente acquirente che non abbia ancora trascritto il suo titolo: il conflitto tra i due acquirenti cos risolto
sulla base della priorit della trascrizione del titolo, con la conseguenza che, se colui che ha acquistato
per secondo esegue per primo la trascrizione, il suo acquisto prevale su quello del primo acquirente,
in deroga al principio dellefficacia traslativa del contratto.
Allatto della seconda alienazione, il dante causa agisce a non domino. Occorre confrontare la doppia
alienazione mobiliare con quella immobiliare: nel primo caso, se taluno con successivi contratti aliena a pi
persone un bene mobile, quella tra esse che ne acquistato in buona fede il possesso preferita alle altre,
anche se il suo titolo di data posteriore; nel secondo caso, lelemento risolutore non il possesso, che
rappresenta lunica forma di pubblicit per i beni mobili, ma la trascrizione.
Il primo acquirente non pu ricorrere a rimedi restitutori, quali lazione di nullit della seconda alienazione per
illiceit causale, dovuta a mala fede oggettiva o a frode. La giurisprudenza, per, ha talvolta ammesso
lazione revocatoria della seconda alienazione, a tutela del credito risarcitorio vantato dal primo acquirente
nei confronti dellalienante.
Atti soggetti a trascrizione
Gli atti soggetti a trascrizione sono espressamente e tassativamente elencati dalla legge. Avendo la
disciplina della trascrizione natura di ordine pubblico, le relative norme non sono suscettibili di applicazione

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e analogica. Lelencazione riguarda non il tipo di atto (compravendita, donazione), bens leffetto prodotto
dallatto (trasferimento della propriet).
Gli atti soggetti a trascrizione possono essere suddivisi tra atti aventi effetti reali e atti aventi effetti
obbligatori. Gli atti aventi effetti reali per i quali prevista la trascrizione sono: i contratti che trasferiscono
la propriet di beni immobili; costituiscono, trasferiscono o modificano i diritti reali minori; costituiscono la
comunione dei diritti reali; i provvedimenti giudiziari che producono i medesimi effetti reali, come quelli in
conseguenza dellesecuzione forzata; alcuni atti giuridici unilaterali, tra cui gli atti tra vivi di rinuncia a un
diritto reale e gli atti di affrancazione del fondo enfiteutico. Si sottopongono a trascrizione anche i contratti
che costituiscono la comunione dei diritti reali e le divisioni che hanno per oggetto beni immobili. Quando
lacquisto di diritti reali avviene mortis causa, si devono trascrivere laccettazione delleredit che importi
lacquisto della propriet e dei diritti reali minori (o la liberazione dai medesimi diritti) e lacquisto del legato
che abbia lo stesso oggetto.
Tra gli atti aventi effetti obbligatori, devono essere trascritti: i contratti di locazione di beni immobili che
hanno durata superiore a nove anni; i contratti di societ e di associazione; i contratti di anticresi; i contratti
preliminari.
Sfuggono alla classificazione relativa alla natura reale o obbligatoria: gli atti che imprimono sui beni immobili
particolari vincoli, a seguito di sequestro, pignoramento o cessione dei beni ai creditori; la costituzione del
fondo patrimoniale, se avente ad oggetto beni immobili, e le convenzioni matrimoniali che escludono beni
immobili dalla comunione tra coniugi; gli atti e i provvedimenti di scioglimento della comunione legale.
Infine, previsto un sistema di pubblicit anche relativamente ad alcuni beni mobili, e cio alle navi, agli
aeromobili e agli autoveicoli: la trascrizione a base reale e anche per tali beni vale il principio di continuit
delle trascrizioni.
Trascrizione delle domande giudiziali
Gli effetti giuridici in relazione ai quali la legge prevede la trascrizione di atti e provvedimenti possono essere
oggetto di controversie giudiziarie. Pu accadere, ad esempio, che il contratto di compravendita di un
bene immobile non sia esattamente adempiuto dallacquirente (che non paghi il prezzo pattuito) e che, a
causa di ci, il venditore agisca per la risoluzione del contratto: in tal caso, leventuale accoglimento della
domanda giudiziale di risoluzione determina lestinzione ex tunc delleffetto traslativo. Tuttavia il compratore
inadempiente, qualora abbia trascritto il suo titolo di acquisto, risulta rispetto ai terzi come effettivo
proprietario del bene e, dunque, potrebbe alienare il bene stesso ad un terzo (subacquirente) ignaro della
controversia. Il legislatore ha allora previsto la trascrizione di domande giudiziali riguardanti alcuni atti
soggetti a trascrizione, cos da portare a conoscenza dei terzi lesistenza delle controversie giudiziarie.
La sentenza che, accogliendo la domanda di risoluzione del contratto di compravendita immobiliare, rimuova
lefficacia del titolo traslativo, pu, sin dalla data di trascrizione della domanda, essere opposto ai terzi che
abbiano eventualmente acquistato diritti dal convenuto. La funzione della trascrizione della domanda
giudiziale quella di una prenotazione degli effetti della sentenza. La trascrizione della domanda
giudiziale conserva il suo effetti per venti anni dalla sua data. Le domande giudiziali soggette a trascrizione
sono previste dal codice in maniera tassativa.

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In alcune ipotesi, lunico dato rilevante costituito dalla trascrizione della domanda: gli effetti della sentenza
sono opponibili soltanto ai terzi che abbiano acquistato diritti in base a un atto trascritto o iscritto
successivamente alla trascrizione della domanda giudiziale; coloro che, invece, abbiano acquistato un
diritto (ipoteca) in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda giudiziale,
non saranno lesi dalla sentenza che definisca la controversia tra il proprio dante causa e la controparte di
questultimo. Rientrano in questa categoria: le domande di risoluzione del contratto, della disposizione
testamentaria, della donazione, per inadempimento dellonere; le domande di rescissione; le domande di
revocazione delle donazioni; la domanda di esecuzione specifica dellobbligo a contrarre.
In altri casi, lanteriorit della trascrizione o iscrizione del titolo costitutivo del diritto non sufficiente al
terzo per opporre il suo acquisto a colui che abbia trascritto una domanda giudiziale: occorre, altres, che il
terzo abbia acquistato in buona fede. In questi casi la sentenza che accoglie la domanda pregiudica sia i
diritti acquistati dai terzi in mala fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della
domanda, sia i diritti comunque acquistati dai terzi in base a un atto trascritto o iscritto successivamente alla
trascrizione della domanda. Ricade in questa ipotesi la domanda diretta allaccertamento della simulazione
di atti soggetti a trascrizione.
In altre ipotesi, rilevante, oltre alla condizione soggettiva di buona fede dellacquirente, la natura onerosa
o gratuita del titolo: alle ragioni del terzo che, pur in buona fede, abbia acquistato a titolo gratuito, la legge
privilegia linteresse di colui che, mediante limpugnazione del titolo del dante causa, mira a evitare un
pregiudizio alla propria sfera patrimoniale. Lipotesi riconducibile a questa categoria la trascrizione delle
domande di revoca degli atti soggetti a trascrizione, che siano stati compiuti in pregiudizio dei creditori.
Vi sono, infine, ipotesi nelle quali la legge attribuisce rilevanza al tempo trascorso dalla trascrizione dellatto
impugnato fino alla trascrizione della domanda giudiziale. Ad esempio, qualora la trascrizione della prima
compravendita (affetta da nullit) sia anteriore di oltre cinque anni rispetto alla trascrizione della domanda
diretta a farne dichiarare la nullit, la trascrizione del secondo atto di acquisto, purch il terzo abbia
acquistato in buona fede, sana ogni vizio di inefficacia rendendo definitivamente in opponibile al terzo
acquirente la nullit del precedente titolo. Con riferimento a questipotesi, si parla di trascrizione con
funzione sanante. Alle domande di nullit il legislatore ha equiparato le domande di annullamento per
incapacit legale e quelle dirette a impugnare la validit della trascrizione.
La cancellazione della trascrizione delle domande giudiziali eseguita: quando debitamente consentita
dalle parti interessate; quando ordinata giudizialmente con sentenza passata in giudicato.
Trascrizione del contratto preliminare
Unimportante previsione riguarda la trascrizione dei contratti preliminari aventi ad oggetto la conclusione
dei contratti che trasferiscono la propriet dei beni immobili, o che costituiscono, modificano o trasferiscono
diritti reali minori sui beni immobili. Per effetto di una recente modifica legislativa (30/1997), tali contratti
possono essere trascritti anche quando sottoposti a condizione o sono relativi a edifici da costruire o in
corso di costruzione.
Gli effetti della trascrizione del contratto preliminare sono tuttavia sottoposti a termine: essi si considerano
come mai prodotti se entro un anno dalla data convenuta tra le parti per la conclusione del contratto
definitivo, e in ogni caso entro tre anni dalla trascrizione predetta, non sia eseguita la trascrizione del

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contratto definitivo, o di altro atto che costituisca comunque esecuzione del contratto preliminare o della
domanda giudiziale.
Dati questi requisiti, la trascrizione del contratto preliminare prevale sulle successive trascrizioni o iscrizioni:
secondo la tesi prevalente, la funzione della trascrizione del preliminare quella di prenotazione degli effetti
del contratto definitivo. La cancellazione della trascrizione dei contratti preliminari si deve eseguire quando
sia debitamente consentita dalle parti interessate, oppure quando sia ordinata giudizialmente con sentenza
passata in giudicato.
In caso di mancata esecuzione del contratto preliminare, la normativa previgente prevedeva che il
promissario acquirente maturava un credito meramente chirografario alla restituzione delle somme versate al
promittente venditore. Per effetto successiva modifica legislativa, invece, i crediti del promissario acquirente,
che abbia trascritto il preliminare, hanno privilegio speciale su bene immobile oggetto del contratto
subordinato alla condizione che gli effetti della trascrizione siano ancora in atto al momento in cui si
verificano gli eventi che costituiscono la causa del credito. Il privilegio speciale del promissario acquirente
soggiace al principio di prevalenza della precedente trascrizione: se il contratto preliminare risulti trascritto
successivamente allipoteca, il credito garantito da questultima prevarr sul credito del promissario
acquirente conseguente alla mancata esecuzione del preliminare. Infine, la trascrizione del contratto
preliminare, nellipotesi di fallimento del promittente venditore, consente al promissario acquirente il diritto
allesecuzione del contratto e alla stipula del contratto definitivo, purch avente ad oggetto un immobile, e il
privilegio sulle somme dovute in restituzione.
Trascrizione dellatto di destinazione patrimoniale
prevista la trascrizione degli atti in forma pubblica con cui beni immobili o mobili registrati sono destinati
alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela, riferibili, in particolare, a persone con disabilit, a
pubbliche amministrazioni o ad altri enti e persone fisiche. Il legislatore ha inteso consentire che ad una
specifica destinazione di beni possa conseguire un effetto di segregazione patrimoniale, nel senso che i
beni conferiti e i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione e
possono costituire oggetto di esecuzione solo per debiti contratti per tale scopo. stata dettata una sorta di
norma in bianco, che consente a ciascuno di stabilire che propri beni possano essere utilizzati per
realizzare determinati interessi meritevoli di tutela.
La norma prevede dunque che possano essere trascritti i vincoli di destinazione stipulati con atto pubblico.
Dopo la trascrizione, i creditori per titolo inerente allo scopo della destinazione possono aggredire soltanto i
beni destinati e non potranno agire sugli altri beni appartenenti al soggetto che ha contratto lobbligazione
nei loro confronti. Il vincolo di destinazione non pu essere superiore ai novanta anni o alla durata della vita
del beneficiario. La funzione della trascrizione di tipo costitutivo.
Trascrizione degli acquisti a titolo originario
La trascrizione non incide sulla titolarit del diritto: nonostante le risultanza dei registri immobiliari, pu infatti
accadere che un bene immobile sia acquistato a titolo originario (usucapione) da un soggetto diverso dal
formale intestatario e che, in mancanza di trascrizione di detto acquisto, i terzi ignorino che lattuale
proprietario del bene soggetto diverso da colui che tale risulti sulla base della catena ininterrotta delle

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trascrizioni. In tal caso, lacquisto a titolo originario, per quanto non trascritto, prevale anche sui successivi
acquisti a titolo derivativo, computi dai terzi che abbiano contrattato con colui che appariva proprietario dai
registri immobiliari.
Si devono tuttavia trascrivere le sentenze da cui il diritto di propriet e i diritti reali minori risultino estinti per
prescrizione o acquistati per usucapione. La norma si riferisce alle sentenze dichiarative del diritto reale, la
cui trascrizione ha la sola funzione di pubblicit-notizia. Anche in difetto dellaccertamento giudiziale
dellacquisto a titolo originario non pu escludersi, peraltro, che il proprietario a titolo originario abbia facolt
di disporre del suo diritto in favore di un terzo, il quale possa trascrivere il suo acquisto.
Procedimento
Si pu procedere a trascrizione soltanto sulla base di un titolo costituito da una sentenza o da un atto
pubblico a scrittura privata autenticata. Il procedimento si diversifica a seconda che sia richiesta la
trascrizione di un atto tra vivi o di un acquisto a causa di morte: se latto da trascrivere un atto tra vivi, chi
domanda la trascrizione deve presentare al conservatore dei registri immobiliari la copia del titolo e la
cosiddetta nota di trascrizione, contenente i dati relativi alle parti, il titolo di cui si chiede la trascrizione, la
natura e la situazione dei beni a cui si riferisce il titolo; nel caso di acquisto a causa di morte devono essere
presentati, in aggiunta, i documenti che attestano la legittimazione successoria del richiedente.
Il legislatore ha introdotto listituto della trascrizione o iscrizione con riserva, che il conservatore esegue,
su istanza della parte richiedente, qualora emergano gravi e fondati dubbi sulla trascrivibilit di un atto. Una
volta ottenuta la trascrizione con riserva, la parte a favore della quale stata eseguita la formalit deve
proporre reclamo. Per gli eventuali danni cagionati dal conservatore, risponde il Ministero delle Finanze.
4. Tutela giurisdizionale dei diritti e prova dei fatti giuridici
Tutela giurisdizionale dei diritti e autotutela
Il diritto di rivolgersi al giudice, ossia di agire in giudizio per la difesa dei propri diritti e interessi legittimi,
riconosciuto e garantito come diritto inviolabile: con il processo si perviene alla soluzione delle
controversie (o liti) che possono sorgere tra soggetti portatori di interessi in fatto contrastanti, attraverso
laccertamento delle reciproche posizioni e la fissazione della norma di diritto applicabile al caso di
specie. Viceversa, la cosiddetta autotutela, ossia la possibilit concessa al soggetto di opporsi ad un altrui
fatto lesivo o pericoloso con un proprio comportamento, senza che sia necessario ricorrere allautorit
giudiziaria, ammessa solo in via eccezionale, essendo vietata la possibilit di farsi ragione da s (legittima
difesa). La soluzione della lite, ma con esclusione delle controversie relative a diritti indisponibili, pu
comunque essere deferita dalle parti a giudici privati, ossia ad arbitri: larbitrato rituale si chiude con una
decisione che prende il nome di lodo arbitrale, il quale, una volta dichiarato esecutivo dal tribunale, ha
lefficacia di una sentenza; larbitrato irrituale si conclude invece con un lodo contrattuale, cui si
attribuisce comunemente la natura di un contratto di transazione.

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Principio dispositivo e onere della prova


Il processo civile dominato dal principio dispositivo, in base al quale la tutela giurisdizionale dei diritti
lasciata alliniziativa dei relativi titolari e solo eccezionalmente a quella del pubblico ministero o del giudice:
sono dunque le parti che hanno interesse a promuovere il giudizio e il processo ad iniziativa di parte. Il
giudice che pronunciasse oltre o al di fuori delle richieste formulate dalle parti, salvi i casi di rilevabilit di
ufficio, violerebbe il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato.
Per agire in giudizio necessario avere un interesse, per cui la pronunzia richiesta al giudice dovr essere
di qualche utilit per colui che assume liniziativa giudiziale, che si dice legittimato allazione. I diritti, inoltre,
devono essere provati: la prova oggetto di un onere, che incombe su chi vuole fare valere un diritto in
giudizio o su chi intenda opporsi alle richieste avanzate da altri nei suoi confronti. Chi vuol far valere un
diritto in giudizio deve provare i fatti costitutivi, ossia i fatti che costituiscono il fondamento di un diritto; colui
contro il quale il diritto fatto valere dovr provare i cosiddetti fatti impeditivi, modificativi o estintivi
tramite la proposizione di apposite eccezioni.
stato introdotto il principio di non contestazione, per cui il giudice pu porre a fondamento della
decisione, oltre alle prove proposte dalle parti o del pubblico ministero, anche i fatti non specificatamente
contestati dalla parte costituita in giudizio. La ripartizione dellonere della prova pu inoltre essere modificata
dalla legge, che pu dispensare chi agisce in giudizio dalla necessit di dover provare i fatti costitutivi del
diritto fatto valere: il caso delle presunzioni legali relative. La ripartizione dellonere della prova pu
anche essere modificata anche dalle stesse parti, in via preventiva, a condizione che tali accordi pattizi
riguardano solo diritti disponibili e che non rendano ad una delle parti eccessivamente difficile lesercizio del
suo diritto.
Mezzi di prova: funzione e gerarchia
I mezzi di prova hanno la caratteristica della tipicit, ma stata ammessa la possibilit dellingresso di
prove atipiche nel processo. I mezzi di prova sono oggetto di classificazioni secondo diversi criteri: rispetto
alla loro preesistenza sopravvenienza nel processo si distinguono le prove precostituite (prova
documentale) alle prove costituende (ispezione), che devono invece essere formate nel processo; a
seconda che i mezzi di prova rappresentino fatti o siano il riflesso di ragionamenti si distinguono le prove
storiche dalle prove logiche. In ogni caso, il principio fondamentale quello del libero convincimento del
giudice in ordine alle prove assunte nel processo, che il giudice deve valutare secondo il suo prudente
apprezzamento. La legge pu per disporre diversamente, vincolando il giudice a ritenere per verificati i fatti
come risultati da determinate prove: in questi casi, il giudice tenuto a prendere atto delle loro risultanze, nel
senso che questi mezzi fanno piena prova. Al riguardo si parla di prove legali, per indicare che la
valutazione di attendibilit delle risultanze probatorie compiuta a priori dalla legge, che preclude una
considerazione discrezionale da parte del giudice rispetto allefficacia da assegnare alla prova (verit legale
del fatto). Hanno valore di prova legale latto pubblico, la scrittura privata autenticata, il documento
informatico sottoscritto con firma digitale o con firma elettronica qualificata, la confessione e il
giuramento. Sono invece valutate liberamente la scrittura privata non autenticata, il documento
informatico sottoscritto con firma elettronica, la testimonianza, per i quali si parla di prova libera.

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Prova documentale
Costituisce documento qualunque oggetto capace di fornire la rappresentazione di un fatto, come uno
scritto, una fotografia, una registrazione. Tra le prove documentali, si distinguono latto pubblico, la scrittura
privata e il documento informatico, definito dal codice dellamministrazione digitale.
Latto pubblico il documento redatto con le richieste formalit da un notaio o da altro pubblico ufficiale
autorizzato ad attribuire allatto pubblica fede. Latto pubblico fa piena prova: della provenienza del
documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato; delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il
pubblico ufficiale attesta essere avvenuti alla sua presenza o essere stati da lui compiuti. La particolare
efficacia probatoria dellatto pubblico viene meno solo con la proposizione della querela di falso, con la
quale si intende dimostrare che il documento non ha la forza certificativa indicata, perch redatto in maniera
non veritiera o perch successivamente alterato.
La scrittura privata un documento non redatto da pubblico ufficiale ma formato privatamente. Il problema
principale che si pone rispetto ad essa quello di accertare la genuinit della sottoscrizione. Questo si
verifica quando: la scrittura privata riconosciuta dal suo autore; la scrittura privata legalmente
considerata come riconosciuta; si proceduto ad un giudizio di verificazione. In tali casi la scrittura privata fa
piena prova.
Nel documento informatico la funzione svolta dalla sottoscrizione prevista per gli atti redatti in forma scritta
su supporto cartaceo sostituita: dallapposizione della firma elettronica qualificata, della firma digitale e
della firma elettronica.

Prova testimoniale
La prova testimoniale consiste in una dichiarazione resa davanti al giudice, secondo specifiche modalit
stabilite dal codice di procedura civile, da un terzo estraneo alla lite e non avente interesse nella causa circa
fatti rilevanti per il giudizio di cui lo stesso abbia avuto diretta conoscenza. La dichiarazione del terzo, riferita
sotto giuramento, costituisce una dichiarazione di scienza, che non deve contenere apprezzamento o
valutazioni soggettive.
Lordinamento pone allammissibilit della prova testimoniale numerosi limiti. Un primo limite riguarda la
natura dei fatti da provare: non ammessa la prova testimoniale dei contratti, n di due fatti estintivi
dellobbligazione, ossia il pagamento e la remissione del debito.
Una seconda categoria di limitazioni concerne lipotesi in cui, di fronte al contenuto di un documento, si
intendano provare, a mezzo testimoni, patti aggiunti o contrari. A questo riguardo, la disciplina diverge a
seconda che tali patti risultino antecedenti o contemporanei oppure successivi alla formazione del
documento: nel primo caso, il divieto della prova testimoniale assoluto; nel secondo caso, invece,
consentito lintervento permissivo del giudice se appare verosimile che siano state fatte aggiunte o
modificazioni verbali. La prova testimoniale per ammessa in ogni caso se: vi un principio di prova per
iscritto; il contraente stato nellimpossibilit morale o materiale di procurarsi una prova scritta; il contraente
ha perduto senza sua colpa il documento che gli forniva la prova.
Un terzo ordine di limiti della prova testimoniale riguarda i contratti che esigono la forma scritta a pena di
nullit o che per legge o per volont delle parti devono essere provati per iscritto: in tali casi lunica
possibilit di ricorrere alla prova testimoniale quella di dimostrare in giudizio la perdita incolpevole del

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documento. Le limitazioni concernenti la prova testimoniale valgono solo per le parti, non gi per i terzi,
rispetto ai quali il contratto tra altri intercorso un fatto che essi possono liberamente dimostrare, come
accade per la simulazione.
Presunzioni
Nellelenco dei mezzi di prova il codice include le presunzioni, definite come le conseguenze che la legge o
il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignoto. Le presunzioni si dicono legali quando siano
stabilite dalla legge con regole ritenute speciali, non suscettibili dunque di applicazione analogica; si dicono
semplici le presunzioni lasciate alla prudenza del giudice.
Le presunzioni legali non costituiscono un mezzo di prova, ma incidono sulla prova dei fatti giuridici o
dispensando una parte dalla prova oppure invertendo lonere probatorio. Le presunzioni legali assolute
(o presunzioni iuris et de iure) non ammettono prova contraria, poich la legge stabilisce che una certa
situazione deve essere trattata come se un certo fatto fosse provato. Le presunzioni legali relative (o
presunzioni iuris tantum) ammettono invece prova contraria: la legge ritiene provato un fatto fino a che laltra
parte non dimostri il contrario.
Anche le presunzioni semplici non rappresentano a loro volta un mezzo di prova, ma costituiscono il risultato
di un procedimento logico in base al quale da un fatto noto, secondo regole di comune esperienza, il
giudice perviene a ritenere esistente un fatto ignoto o non provato, rilevante per il giudizio. Il riferimento alla
prudenza del giudice si specifica nella previsione della possibilit di ammettere solo presunzioni gravi,
precise e concordanti.

Confessione
La confessione la dichiarazione che una parte fa della verit di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli
allaltra parte, ossia di fatti che siano in concreto idonei a produrre conseguenze svantaggiose per colui che
ne riconosce la verit (il debitore confessa il mancato pagamento). La confessione pu essere di tre tipi:
giudiziale, se resa davanti al giudice, in forma spontanea o provocata tramite interrogatorio formale;
stragiudiziale, se resa fuori dal giudizio, allaltra parte o ad un terzo; contenuta in un testamento. La
dichiarazione confessoria d vita ad una mera dichiarazione di scienza e pertanto costituisce un atto
giuridico in senso stretto. La confessione deve provenire da persona capace di disporre del diritto, a cui i fatti
confessati si riferiscono. Vi la possibilit di revocare la confessione qualora si provi la mancanza di
veridicit (errore di fatto) o la mancanza di spontaneit (per effetto di violenza) delle dichiarazioni rese.
Giuramento
Il giuramento rappresenta uno strumento di decisione della lite: prestato il giuramento da una parte, laltra
parte non ammessa a provare il contrario, ossia ad allegare e provare fatti ulteriori che si contrappongono
alla dichiarazione resa. Una parte pu dunque deferire allaltra il giuramento per farne dipendere la decisione
della lite (giuramento decisorio): se la parte giura vince la causa; se la parte rifiuta di giurare, si considera
provato il contrario del fatto oggetto del giuramento e la parte perde la causa; se la parte alla quale il
giuramento riferito riferisce il giuramento allaltra parte, a soccombere sar questultima se non presta o
rifiuta di prestare a sua volta giuramento. Il giudice pu deferire dufficio ad una parte il giuramento.

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APPENDICE
I - DIRITTI REALI, POSSESSO, DETENZIONE
Diritto di godere e di disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con
Propriet
losservanza degli obblighi stabiliti dallordinamento giuridico.
Superficie

Diritto di edificare e di mantenere sul suolo altrui una propria costruzione.


Diritto di utilizzazione della cosa a contenuto generale, sostanzialmente coincidente con

Enfiteusi
quello del proprietario, dietro pagamento di un corrispettivo.
Facolt di godere della cosa altrui e di trarne le utilit che essa pu fornire, con il limite di
Usufrutto
rispettare la destinazione economica della stessa.
Diritto derivante dal peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per lutilit di un altro
Servit prediali
fondo (fondo dominante) appartenente a diverso proprietario.
Potere sulla cosa che si manifesta in unattivit corrispondente allesercizio della propriet o
Possesso
di un altro diritto reale.
Relazione materiale con la cosa sempre fondata su un titolo, il quale attribuisce o un diritto
Detenzione
personale di godimento o una mera obbligazione.
1. Occupazione
2. Invenzione
Modi di acquisto

3. Accessione

della propriet

4. Specificazione
5. Unione e commistione
6. Contratto, usucapione, successione a causa di morte
1. Rivendicazione

Azioni a difesa del


2. Negatoria
possesso
3. Regolamento dei confini e apposizione dei termini
1. Reintegrazione
Azioni a difesa

2. Manutenzione

della propriet

3. Risarcitoria
4. Nunciazione
Modo di acquisto della propriet che si perfeziona nel momento in cui chi acquista un bene

Possesso vale
mobile da un soggetto non proprietario, sulla base di un titolo astrattamente idoneo,
titolo
consegue in buona fede il possesso della cosa.
Se taluno, con successivi contratti, aliena a pi persone un bene mobile, quella tra esse che
Doppia alienazione
ne acquistato in buona fede il possesso preferita alle altre, anche se il suo titolo di data
mobiliare
posteriore
- Modo di acquisto della propriet e degli altri diritti reali che si perfeziona mediante il
possesso continuato per il tempo stabilito dalla legge. Per condurre allacquisto del diritto
reale, il possesso deve essere continuo, non interrotto, pacifico, pubblico.
- Lusucapione ordinaria richiede solo il possesso e il decorso del tempo; lusucapione
abbreviata richiede anche lacquisto a non domino, un titolo astrattamente idoneo, la buona
Usucapione

fede (per i beni mobili, opera il possesso vale titolo).


- Tempi:
1. Beni immobili, universalit di mobili: 20 anni, 10 dalla trascrizione
2. Beni mobili registrati: 10 anni; 3 dalla trascrizione
3. Beni mobili: 20 anni possessore di mala fede, 10 anni possessore di buona fede,
immediata in presenza dei requisiti del possesso vale titolo

104

II. FAMIGLIA E MATRIMONIO


1. Fedelt
2. Assistenza morale e materiale
Obblighi coniugali
3. Coabitazione
reciproci
4. Contribuzione
5. Collaborazione
1. Mancanza di stato libero
2. Parentela
3. Delitto
4. Minore
5. Incapacit di agire
Invalidit del
6. Incapacit di intendere e di volere
matrimonio
7. Vizi della volont: 1) Violenza - 2) Timore di eccezionalit gravit - 3) Errore sullidentit 4) Errore su qualit essenziali: a) malattia fisica o psichica; b) sentenza di condanna per
delitto non colposo alla reclusione non inferiore a cinque anni, salvo il caso di intervenuta
riabilitazione; c) dichiarazione di delinquenza abituale o professionale; d) stato di gravidanza
causato da persona diversa dal soggetto caduto in errore.
1. Comunione legale: 1) Comunione legale immediata - 2) Comunione de residuo - 3) Beni
Regimi patrimoniali

personali

della famiglia

2. Comunione convenzionale
3. Separazione dei beni
1. Acquisiti prima del matrimonio
2. Acquisiti per donazione o successione
3. Acquisiti a titolo di risarcimento danni

Beni personali
4. Di uso strettamente personale
5. Di uso professionale
6. Acquisiti dal trasferimento dei suddetti
1. Morte, dichiarazione di assenza o di morte presunta
2. Annullamento del matrimonio
Cause di

3. Divorzio

scioglimento della

4. Separazione personale

comunione legale

5. Separazione giudiziale dei beni (interdizione, ecc.)


6. Mutamento convenzionale
7. Fallimento
1. Accertamento giudiziale di fatti di rilevanza penale
2. Separazione giudiziale

Cause di divorzio
3. Matrimonio rato e non consumato
4. Nuovo matrimonio allestero
1. Assegno matrimoniale (senza addebito); alimenti (con addebito)
2. Diritti successori (senza addebito); assegno vitalizio (con addebito)
Effetti patrimoniali

3. Pensione di reversibilit

di separazione e
divorzio

1. Assegno post.-matrimoniale
2. Assegno successorio
3. Pensione di reversibilit (se godeva dellassegno post-matrimoniale)

105

1. Affidamento: 1) Familiare - 2) In istituto di assistenza


2. Minore abbandonato
3. Adozione internazionale
Adozione
4. Adozione in casi particolari: 1) Adottato dai parenti entro il 6 grado - 2) Figlio del coniuge,
adottato dallaltro coniuge - 3) Impossibilit di affidamento preadottivo
5. Adozione del maggiore det
III. SUCCESSIONI
1. Accettazione pura e semplice
2. Accettazione con beneficio di inventario:
Accettazione

1) Chiamato possessore: 3 mesi inventario + 40 giorni dichiarazione puro e semplice

delleredit

2) Chiamato non possessore:


a) 10 anni dichiarazione + 3 mesi inventario puro e semplice
b) Inventario + 40 giorni dichiarazione perde diritto di accettare
1. Revocabile
2. Unilaterale
3. Non recettizio

Caratteri del

4. Unipersonale

testamento

5. Assolutamente personale
6. Formale
7. Solenne
8. Contenuto essenzialmente patrimoniale
1. Olografo

Forme del

2. Pubblico

testamento

3. Segreto
4. Speciale
NULLIT
1. Vizi di forma
1) Assenza di autografia o sottoscrizione (testamento olografo)
2) Assenza della dichiarazione del testatore o della sottoscrizione (testamento per atto di
notaio)
2. Vizi di sostanza
1) Non spontaneit del volere (patti successori, testamento congiunto, condizione di
reciprocit)
2) Assenza di volont (violenza fisica, riserva mentale)

Invalidit del

3) A favore del tutore, del notaio

testamento

4) Motivo illecito
ANNULLABILIT
1. Vizi di forma
- Irregolarit della data
- Omessa trascrizione dei testimoni
2. Vizi di sostanza
- Errore
(vizio, ostativo; sul motivo: di fatto, di diritto)
- Violenza morale (soggettivistica)
- Dolo (anche da terzi)

106

SUCCESSIONE NECESSARIA
1. Figli
- 1/2 del patrimonio, in presenza di un solo figlio;
- 2/3 del patrimonio, in presenza di pi figli
2. Coniuge
- 1/2 del patrimonio
3. Concorso figli e coniuge:
Quote della

- 1/3 al figlio unico, 1/3 al coniuge;

successione

- 1/2 ai figli, 1/4 al coniuge

necessaria e

SUCCESSIONE LEGITTIMA

legittima

1. Figli
2. Coniuge
3. Concorso figli e coniuge:
- 1/2 al figlio unico, 1/2 al coniuge;
- 2/3 ai figli, 1/3 al coniuge.
4. Ascendenti
5. Fratelli e sorelle
6. Collaterali fino al 6 grado

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