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Inquinamento

Decreto Emissioni

BAT, valori limite di emissione


atmosferica ed obiettivi di qualita`
ambientale
3 Vittorio Giampietro
Introduzione

Note:

Il presente contributo intende esaminare il ruolo delle


migliori tecniche disponibili (Best Available Techinques
- BAT) nellambito della definizione dei valori limite per
le emissioni atmosferiche degli impianti, sottoposti alla
disciplina contenuta nella Parte V del D.Lgs. n. 152/2006,
allesito dellentrata in vigore del D.Lgs. n. 46/2014 (1),
che recepisce la direttiva n. 2010/75/Ce (2), relativa alle
emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate
dellinquinamento). In particolare, si vuole evidenziare come le BAT ormai costituiscano un riferimento imprescindibile - anche se talvolta, non sufficiente - per la determinazione dei limiti alle emissioni atmosferiche, anche per
gli impianti e le attivita` che non risultano sottoposti al
regime dellAIA.
Come noto, le BAT costituiscono una delle colonne portanti su cui si basa lapproccio integrato ambientale della
direttiva n. 2010/75/Ce (3), che presuppone il rispetto di
rilevanti condizioni di efficienza energetica, oltre che ambientale, quali:
il corretto utilizzo delle materie prime, anche attraverso la valutazione dellintero ciclo di vita dei prodotti, al
fine di valutarne gli impatti dalla fabbricazione allo
smaltimento;
lutilizzo efficace dellenergia;
lutilizzo di tutte le misure utili per combattere linquinamento, attraverso il ricorso alle BAT specifiche per
ogni tipologia distallazione;
la prevenzione di qualsiasi fenomeno grave dinquinamento;
la prevenzione, il riciclaggio o leliminazione dei rifiuti
con le tecniche meno inquinanti;
la prevenzione degli incidenti e la limitazione delle
eventuali conseguenze;
la verifica dei siti al termine delle attivita` (4).

3 Studio Tecnico Ing. Vittorio Giampietro, www.giampietroingegneria.it

Le nozioni di BAT, BREF e BAT-AEL


Appare utile, in primo luogo, richiamare la definizione nazionale di BAT, contenuta nellart. 5 comma 1, lett. l ter) del

(1) Si rinvia in questa Rivista: A. Quaranta, Prime osservazioni a caldo sul decreto emissioni industriali (D.Lgs. n. 46/2014), 2014, 5, per una sintetica lettura delle numerose modifiche, introdotte dal c.d. decreto emissioni; A. Muratori, La (nuova) AIA riveduta e corretta dal D.Lgs. n. 46/2014, 2014, 6, per
unanalisi generale sulla nuova disciplina AIA; L. Giampietro, Prime riflessioni
sulle nuove sanzioni penali introdotte nella disciplina sullAIA, 2014, 7, per la
ricostruzione dei rapporti tra le diverse sanzioni penali, poste a presidio del
corretto esercizio degli impianti sottoposti ad AIA; A. Scialo`, Lintegrazione
VIA-AIA in attesa del collegato ambientale alla legge di stabilita` 2014,
2014, 7, per le novita` introdotte dal D.Lgs. n. 46/2014 e le prospettive evolutive del TUA; A. Muratori, La Parte V del D.Lgs. n. 152/2006 riveduta e corretta
dal D.Lgs. n. 46/2014, 2014, 7, per lesame delle nuove disposizioni sulle emissioni in atmosfera.
(2) Che ha rifuso e modificato in unico testo numerose direttive precedenti,
relative allindustria del biossido di titanio (n. 78/176/Cee, n. 82/883/Cee e n.
92/112/Cee), allemissione di COV (n. 1999/13/Ce), allincenerimento dei rifiuti
(n. 2000/76/Ce), alle emissioni atmosferiche dei Grandi Impianti di Combustione (n. 2001/89/Ce), alla prevenzione e riduzione integrate dellinquinamento (n. 2008/1/Ce).
(3) Approccio gia` previsto dalle precedenti direttive n. 96/61/Ce e 2008/1/
CE, anche conosciute come direttive lPPC (acronimo di Integrated Pollution
Prevention and Control), volto a garantire un elevato livello di protezione
ambientale, attraverso la prevenzione e la riduzione integrate dellinquinamento, anche al fine devitare il trasferimento degli impatti da una matrice
allaltra.
(4) Cfr. lart. 22, comma 3, della direttiva n. 2010/75/Ce e lart. 29 sexies,
comma 9 quinquies, lett. b) del D.Lgs. n. 152/2006, nonche la nozione di
relazione di riferimento, contenuta nellart. 5, comma 1, lett. v bis) del
D.Lgs. n. 152/2006, che deve contenere: informazioni sullo stato di qualita`
del suolo e delle acque sotterranee, con riferimento alla presenza di sostanze pericolose pertinenti, necessarie al fine di effettuare un raffronto in termini quantitativi con lo stato al momento della cessazione definitiva delle
attivita`. Tali informazioni riguardano almeno: luso attuale e, se possibile,
gli usi passati del sito, nonche, se disponibili, le misurazioni effettuate
sul suolo e sulle acque sotterranee che ne illustrino lo stato al momento
dellelaborazione della relazione o, in alternativa, relative a nuove misurazioni effettuate sul suolo e sulle acque sotterranee tenendo conto della
possibilita` di una contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da
parte delle sostanze pericolose usate, prodotte o rilasciate dallinstallazione
interessata. Le informazioni definite in virtu` di altra normativa che soddisfano i requisiti di cui alla presente lettera possono essere incluse o allegate
alla relazione di riferimento. Nella redazione della relazione di riferimento
si terra` conto delle linee guida eventualmente emanate dalla Commissione
europea ai sensi dellart. 22, par. 2, della direttiva n. 2010/75/Ue. Si rinvia,
per ulteriori dettagli, alle linee guida contenute nella Comunicazione della
Commissione, pubblicate il 6 maggio 2014.

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D.Lgs. n. 152/2006 (5), anche al fine di segnalarne alcune


lievi differenze, rispetto alla corrispondente nozione, contenuta nellart. 3, comma 10 della direttiva n. 2010/75/Ce. La
definizione italiana e` la seguente: la piu` efficiente e avanzata fase di sviluppo di attivita` e relativi metodi di esercizio indicanti lidoneita` pratica di determinate tecniche a
costituire, in linea di massima (6), la base dei valori limite
di emissione e delle altre condizioni di autorizzazione intesi ad evitare oppure, ove cio` si riveli impossibile (7), a
ridurre in modo generale (8) le emissioni e limpatto sullambiente nel suo complesso. Nel determinare le migliori tecniche disponibili, occorre tenere conto in particolare
degli elementi di cui allAllegato XI (9). Si intende per:
. tecniche: sia le tecniche impiegate sia le modalita` di
progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e
chiusura dellimpianto (10);
. disponibili: le tecniche sviluppate su una scala che ne
consenta lapplicazione in condizioni economicamente e tecnicamente idonee nellambito del relativo
comparto industriale, prendendo in considerazione i
costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che
siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purche il gestore possa utilizzarle a condizioni ragionevoli (11);
. migliori: le tecniche piu` efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dellambiente nel suo complesso.
Il BREF (12) e` definito dallart. 5, comma 1, lett. l ter) n. 1)
del TUA come: documento pubblicato dalla Commissione europea ai sensi dellart. 13, par. 6, della direttiva n.
2010/75/Ue. In estrema sintesi, tale documento descrive le BAT gia` affermate a livello comunitario, nonche le
tecniche emergenti, costituendo la base informativa per
determinare gli strumenti e le misure, tecnicamente ed
economicamente sostenibili, utili a migliorare le performance ambientali delle istallazioni soggette ad AIA.
In particolare, le Conclusioni sulle BAT, contenute nei
BREF ed adottate con decisione della Commissione europea (13), consentono di determinare anche i livelli di
emissione associati alle migliori tecniche disponibili
(BAT-AEL (14)), che sono spesso rappresentati da un intervallo di valori, associati alla emissione di ciascun inquinante, correlato alla specifica dotazione impiantistica (riconosciuta come BAT) di ciascun comparto produttivo.
Le BAT, ovviamente, costituiscono un sistema:
. dinamico, poiche soggetto a revisione periodica, per
laffermarsi di nuove misure e tecniche su scala industriale, che possono influenzare profondamente tutto
il ciclo di vita dellistallazione (dalla progettazione, alla
costruzione, alla manutenzione, allesercizio fino alla
chiusura);
. articolato e complesso, poiche definito dalla compresenza di BREF cosiddetti orizzontali e verticali,
laddove la prima tipologia di documento (15) include

Note:
(5) Non modificata dal D.Lgs. n. 46/2014.
(6) Linciso non e` presente nella definizione comunitaria.
(7) Il legislatore nazionale ha sostituito il termine comunitario impraticabile,
che denota un approccio molto pragmatico ed in linea con la stessa nozione
di BAT, con lespressione impossibile, che potrebbe apparire come anche come
negazione assoluta (oltre che a determinate circostanze, identificate appunto
dalle BAT).
(8) La locuzione in modo generale non e` presente nella direttiva ed appare
pleonastica.
(9) LAllegato XI, aggiunto dal D.Lgs. n. 128/2010, determina le categorie da
tenere presenti in generale o in un caso particolare nella determinazione delle
migliori tecniche disponibili, tenuto conto dei costi e dei benefici che possono
risultare da unazione e del principio di precauzione e prevenzione, secondo il
seguente elenco:
Impiego di tecniche a scarsa produzione di rifiuti
Impiego di sostanze meno pericolose
Sviluppo di tecniche per il ricupero e il riciclo delle sostanze emesse e usate nel processo, e, ove opportuno, dei rifiuti
Processi, sistemi o metodi operativi comparabili, sperimentati con successo
su scala industriale
Progressi in campo tecnico e evoluzione, delle conoscenze in campo
scientifico
Natura, effetti e volume delle emissioni in questione
Date di messa in funzione degli impianti nuovi o esistenti
Tempo necessario per utilizzare una migliore tecnica disponibile
Consumo e natura delle materie prime ivi compresa lacqua usata nel processo e efficienza energetica
Necessita` di prevenire o di ridurre al minimo limpatto globale sullambiente delle emissioni e dei rischi
Necessita` di prevenire gli incidenti e di ridurne le conseguenze per lambiente
Informazioni pubblicate dalla Commissione europea ai sensi dellart. 16,
par. 2, della direttiva n. 96/61/CE, o da organizzazioni internazionali.
(10) Si noti il riferimento alla vecchia nozione di impianto, introdotta dal
D.Lgs. n. 128/2010, e non alla nuova definizione di installazione, riportata nellart. 5, comma 1, lett. i quater) del D.Lgs. n. 152/2006, come modificato dal
D.Lgs. n. 46/2014. (cfr. anche art. 3, punto 3 della direttiva n. 2010/75/CE).
(11) Lultima parte del punto 2 appare sostanzialmente equivalente alla corrispondente locuzione comunitaria: indipendentemente dal fatto che siano o
meno applicate o prodotte nello Stato membro di cui si tratta, purche il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli.
(12) Acronimo di BAT Reference document.
(13) Le Conclusioni sulle BAT sono definite dallart. 5, comma 1, lett. l ter) n. 2)
come: un documento adottato secondo quanto specificato allart. 13, par. 5,
della direttiva n. 2010/75/Ue, e pubblicato in italiano nella GU dellUnione europea, contenente le parti di un BREF riguardanti le conclusioni sulle migliori
tecniche disponibili, la loro descrizione, le informazioni per valutarne lapplicabilita`, i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili, il monitoraggio associato, i livelli di consumo associati e, se del caso, le pertinenti
misure di bonifica del sito. Tra le ultime approvate, si segnalano quelle per la
produzione dei cloro-alcali, approvate con decisione della Commissione del 9
dicembre 2013, disponibile anche sul sito del Ministero dellAmbiente (http://
aia.minambiente.it/Documentazione.aspx).
(14) Definiti dallart. 5 comma 1, lett. l ter) n. 4) come: intervalli di livelli di
emissione ottenuti in condizioni di esercizio normali utilizzando una migliore
tecnica disponibile o una combinazione di migliori tecniche disponibili, come
indicato nelle Conclusioni sulle BAT, espressi come media in un determinato
arco di tempo e nellambito di condizioni di riferimento specifiche.
(15) Vedi i BREF sullefficienza energetica, sui principi generali del monitoraggio, nonche la linea guida sulla valutazione degli aspetti economici e degli
effetti (impatti ambientali e sanitari) incrociati.

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indicazioni generali, che risultano valide per tutte le


istallazioni soggette alla direttiva IPPC, mentre la
seconda e` relativa a ciascun comparto produttivo (16), includendo una varieta` di tecniche di riferimento, che risultano distinte per settore (e, allinterno del medesimo settore, per diverse tecnologie
utilizzabili (17)).
Non si deve, peraltro, dimenticare che alcuni processi e
tecnologie sono considerati BAT e, conseguentemente,
citati allinterno di BREF (e Conclusioni sulle BAT), relativi
ad altri comparti produttivi: cos`, ad es., nelle recenti (18)
BAT Conclusions relative alla produzione di cemento,
calce ed ossido di magnesio, vi e` un esplicito rinvio (oltre
che ai BREF orizzontali, sopra indicati) ai BREF verticali,
relativi alle emissioni prodotte dallo stoccaggio ed alle
industrie di trattamento dei rifiuti, poiche il recupero di
rifiuti nellindustria della produzione del cemento, in sostituzione delle materie prime e/o dei combustibili fossili,
e` qualificata come BAT (19), in quanto puo` contribuire al
risparmio di risorse naturali.

BAT ed emissioni atmosferiche delle istallazioni


Come gia` anticipato, il monitoraggio delle diverse emissioni, incluse quelle atmosferiche, e` oggetto sia di un
BREF orizzontale (20), sia dei diversi BREF settoriali, applicabili a ciascun comparto produttivo.
In estrema sintesi, il BREF orizzontale contiene i criteri ed
i principi generali, relativi al monitoraggio di tutte le tipologie demissioni (21), anche al fine di garantire a livello
comunitario sufficienti garanzie di rappresentativita` (22),
replicabilita` e comparabilita` (23) dei dati dalle diverse
istallazioni. Ovviamente, il documento non entra nello
specifico delle singole tipologie impiantistiche e/o attivita`
produttive, ma fornisce indicazioni chiave, in particolare
su sette elementi critici della catena informativa del
monitoraggio, al fine di garantire una corretta valutazione e/o comparazione di dati standard, anche se provenienti da diverse istallazioni e/o settori produttivi:
1. la misura del flusso, parametro che riveste un importanza fondamentale nella determinazione dellimpatto
sullambiente circostante;
2. il campionamento, che comprende sia la pianificazione
che lesecuzione del prelievo;
3. il deposito, il trasporto e la conservazione del campione, inclusi gli eventuali pretrattamenti, finalizzati a stabilizzare i parametri chimici, in attesa delle analisi;
4. il trattamento del campione, da effettuarsi il laboratorio, prima delle analisi;
5. le analisi sul campione, secondo una delle metodiche
disponibili;
6. lelaborazione, valutazione e validazione ed assicurazione della qualita` dei dati, inclusa la riduzione statistica dei dati (24);

7. il report dei dati, secondo standard predefiniti, che


possono includere valori medi orari, giornalieri, mensili, annuali ecc., che consentono la valutazione della
conformita` dei valori di emissione, rispetto ai valori
limite.
Maggiore dettaglio sulla produzione, sul controllo e sullabbattimento degli inquinanti e`, invece, contenuto nei
BREF settoriali, che indicano range prestazionali delle
emissioni anche piuttosto ampi, allinterno dei quali devono essere fissati i limiti, salvo che non intervengano
valori ancora piu` restrittivi, dettati dagli obiettivi di qualita`,
sotto esplicitati.
Ad esempio, le Conclusioni sulle BAT relative alla produzione di cemento, sopra indicate, prescrivono che il monitoraggio comprenda:
misurazioni continue dei parametri di processo atte a
dimostrarne la stabilita`, quali temperatura, tenore di
O2, pressione e portata;
il controllo e la stabilizzazione dei parametri di processo fondamentali (ad es., una miscela omogenea delle
materie prime e dellalimentazione di combustibile, un
dosaggio regolare ed un tenore di ossigeno in eccesso);
una misurazione in continuo delle emissioni di NH3 in
caso di utilizzo della tecnica SNCR (25);
misurazioni continue di polvere ed emissioni di polveri
di NOx, SOx e CO;

Note:
(16) Lindustria ceramica, i grandi impianti di combustione, lindustria tessile,
del vetro, della carta, il trattamento dei rifiuti ecc.
(17) Si pensi, ad es., alla pletora di processi e tecniche di trattamento (biologiche, chimico-fisiche, rigenerazione ecc.) dei rifiuti, o alle diverse tecnologie
di trattamento termico (pirolisi, gassificazione, incenerimento) dei rifiuti.
(18) Ladozione delle Conclusioni sulle BAT e` avvenuta con decisione n. 2013/
163/UE della Commissione del 26 marzo 2013, con successiva pubblicazione
nella G.U. dellUnione europea del 9 aprile 2013.
(19) Ovviamente a determinate condizioni, specificate allinterno dello stesso
BREF.
(20) Trattasi del documento Monitoring of emission from IED-istallation,
adottato nel luglio 2003.
(21) Sia quelle diffuse (fuggitive) sia quelle convogliate.
(22) Intesa come correttezza, o almeno sufficiente vicinanza del dato misurato, rispetto al dato reale. Tale concetto, come noto, introduce il tema della
rappresentativita` dellintera catena di misura (dal campionamento fino alla
determinazione analitica).
(23) Che puo` essere espressa, ad es., dalla misura dellintervallo di confidenza,
con cui possono essere confrontati set di dati appartenenti a diverse istallazioni e/o settori.
(24) Lelevata varieta` e numerosita` dei dati, infatti, induce ad utilizzare diversi
i consueti parametri che derivano dallanalisi statistica, quale il valore medio,
massimo o minimo, la deviazione standard ecc.
(25) Trattasi del sistema di abbattimento degli ossidi di azoto, mediante riduzione selettiva non catalitica, ottenuta mediante iniezioni di urea in camera di
combustione.

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misurazioni periodiche di PCDD/F e delle emissioni di


metallo;
misurazioni continue o periodiche (26) delle emissioni
di HCl, HF e COT.
Le stesse Conclusioni sulle BAT, inoltre, prescrivono lutilizzo di una o piu` tecniche primarie di riduzione delle
emissioni (27), in combinazione tra loro, ed indicano i
conseguenti livelli di emissione, associati alle BAT, differenziati per tipologia dimpianto.
Ad es., i BAT-AEL (intesi come valori medi giornalieri) per
gli impianti di cottura e/o con preriscaldamento/precalcinazione nellindustria del cemento sono inclusi nei seguenti intervalli, che sono accompagnati da ulteriori annotazioni, finalizzate alladozione del valore limite (28):
per forni con preriscaltatore: < 200 - 450 mg/Nmc;
per forni Leopol e forni rotanti lunghi: 400 - 700 mg/
Nmc.

BAT ed emissioni atmosferiche degli impianti


Le BAT gia` costituiscono, e diverranno sempre di piu`, un
riferimento imprescindibile anche per gli impianti non
sottoposti ad AIA, ma alla disciplina generale delle emissioni atmosferiche, contenuta nella Parte V del D.Lgs. n.
152/2006. In proposito, basti citare i numerosi rinvii
espliciti alle migliori tecniche disponibili, contenuti:
nelle definizioni, ove viene riproposta nellart. 268,
comma 1, lett. aa) la medesima nozione di BAT, sopra
indicata, relativa alle istallazioni disciplinate dalla Parte
II del TUA;
nella determinazione delle emissioni tecnicamente convogliabili, ex art. 270, comma 1, ove si stabilisce che: in sede di autorizzazione, lautorita` competente verifica se le emissioni diffuse di ciascun impianto e di ciascuna attivita` sono tecnicamente convogliabili sulla base delle migliori tecniche disponibili (29) e sulla base delle pertinenti prescrizioni dellAllegato I alla Parte V dei presente decreto e, in tal caso,
ne dispone la captazione ed il convogliamento;
nellindividuazione dei valori limite nazionali per
tutti gli impianti vecchi e nuovi (30), ex art. 271, comma 2, laddove si prescrive che: con decreto da adottare ai sensi dellart. 281, comma 5, sono individuati,
sulla base delle migliori tecniche disponibili, i valori di
emissione e le prescrizioni da applicare alle emissioni
convogliate e diffuse degli impianti ed alle emissioni
diffuse delle attivita` presso gli stabilimenti anteriori al
1988, anteriori al 2006 e nuovi, attraverso la modifica
e lintegrazione degli Allegati I e V alla Parte V del
presente decreto;
nellindividuazione di valori limite regionali e provinciali
per tutti gli impianti e le attivita` in deroga, di cui
allart. 272, comma 1, in quanto lart. 271, comma 3
stabilisce che: la Regione o la Provincia autonoma,

puo` stabilire, anche con legge o provvedimento generale, sulla base delle migliori tecniche disponibili, appositi valori limite di emissione e prescrizioni, anche
inerenti le condizioni di costruzione o di esercizio e i
combustibili utilizzati;
nelle prescrizioni riguardanti la costruzione e lesercizio di tutti gli impianti, inclusi i combustibili utilizzati, ex
art. 271, comma 5, ove si statuisce che: per gli impianti e le attivita` degli stabilimenti anteriori al 1988,
anteriori al 2006 o nuovi lautorizzazione stabilisce i
valori limite di emissione e le prescrizioni, anche inerenti le condizioni di costruzione o di esercizio ed i
combustibili utilizzati, a seguito di unistruttoria che
si basa sulle migliori tecniche disponibili e sui valori
e sulle prescrizioni fissati nelle normative di cui al
comma 3 e nei piani e programmi di cui al comma
4. Si devono altres` valutare il complesso di tutte le
emissioni degli impianti e delle attivita` presenti, le
emissioni provenienti da altre fonti e lo stato di qualita`
dellaria nella zona interessata. I valori limite di emissione e le prescrizioni fissati sulla base di tale istruttoria devono essere non meno restrittivi (31) di quelli
previsti dagli Allegati I, II, III e V alla Parte V del presente decreto e di quelli applicati per effetto delle
autorizzazioni soggette al rinnovo;
nella conseguente definizione di limiti e prescrizioni piu` severi di quelli previsti negli Allegati alla Parte V,
ex art. 271, comma 7, laddove si stabilisce che: anche
a seguito delladozione del decreto di cui al comma
2 (32), lautorizzazione degli stabilimenti anteriori al
1988, anteriori al 2006 e nuovi puo` sempre stabilire,
per effetto dellistruttoria prevista dal comma 5, valori

Note:
(26) A seconda della fonte di emissioni e del tipo di inquinante atteso.
(27) Ad esempio, per le emissioni di ossidi di azoto sono indicate alcune tecniche specifiche, quali le iniezioni di acqua in fiamma, i bruciatori a basse
emissioni di azoto, impianti di tipo mid-kiln firing, laggiunta di agenti mineralizzanti per migliorare la lattitudine alla cottura della farina cruda (clinker
mineralizzato), lottimizzazione del processo, la combustione a stadi (con
combustibili convenzionali o da rifiuti), anche in combinazione con luso di
un precalcinatore e di un mix di combustibili ottimizzato, la riduzione selettiva catalitica o non catalitica.
(28) Ad esempio, si specifica che il valore e` influenzato dalle caratteristiche
dei fonti esistenti, dalle proprieta` del mix di combustibili (rifiuti compresi),
dalla attitudine alla cottura delle materie prime (cemento speciale o clinker
da cemento bianco ecc.), mentre livelli inferiori a 350 mg/Nmq si ottengono
in forni con condizioni favorevoli, quando si utilizza la riduzione selettiva non
catalitica (SNCR).
(29) Ma vedi anche la facolta` dellautorita` competente di andare oltre le BAT,
indicata nel paragrafo seguente.
(30) Si veda il citato contributo di A. Muratori.
(31) I limiti contenuti negli Allegati alla Parte V diventano, pertanto, solo un
valore di cautela minima ed inderogabile, da utilizzare come riferimento per
la selezione di valori piu` restrittivi, in base alle BAT e/o agli obiettivi di qualita`.
(32) Si veda il terzo punto dellelenco.

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limite e prescrizioni piu` severi di quelli contenuti negli


Allegati I, II, III e V alla Parte V del presente decreto e
nei piani e programmi di cui al comma 4 (33).
Le BAT, infine, sono esplicitamente richiamate per gli
impianti di bioraffinazione, ex art. 271, comma 5 ter,
che gia` ora (34): devono applicare le migliori tecniche
disponibili, rispettare i limiti massimi previsti dalla normativa nazionale applicabile in materia di tutela della qualita`
dellaria, di qualita` ambientale e di emissioni in atmosfera.

Emissioni degli impianti oltre le BAT


E` noto che in alcune aree particolarmente vulnerabili o
sviluppate (35) il ricorso alle BAT puo` rivelarsi insufficiente a garantire il rispetto delle norme di qualita` ambientale,
stabilite dalle legislazione comunitaria, o definite in attuazione della stessa. E, daltra parte, le BAT risultano focalizzate (solo) sul controllo e sulla riduzione delle emissioni, ma non sullimpatto che le medesime emissioni provocano sullambiente circostante e, pertanto, non risultano idonee al fine di valutare, ad es., larea dinfluenza
dellistallazione e gli effetti sanitari ed ambientali connessi, soprattutto, alla sua fase desercizio.
Pertanto, il legislatore ha previsto la possibilita` dimporre
valori limite e prescrizioni, relativi alle emissioni degli impianti (non soggetti ad AIA), che risultano ancora piu` cautelativi-restrittivi, rispetto sia a quelli contenuti negli Allegati alla Parte V, sia a quelli previsti dalle BAT. Basti
citare, in proposito:
lart. 270, comma 2, ove si stabilisce che: in presenza di particolari situazioni di rischio sanitario o di zone
che richiedono una particolare tutela ambientale, lautorita` competente dispone (36) la captazione ed il convogliamento delle emissioni diffuse ai sensi del comma 1 anche se la tecnica individuata non soddisfa il
requisito della disponibilita` (37) di cui allart. 268, comma 1, lett. aa), n. 2);
lart. 271, comma 4, ove si prevede che: i piani e i
programmi di qualita` dellaria previsti dalla normativa vigente (38) possono stabilire appositi valori limite di
emissione e prescrizioni piu` restrittivi di quelli contenuti
negli Allegati I, II e III e V alla Parte V del presente
decreto, anche inerenti le condizioni di costruzione o di
esercizio, purche cio` sia necessario al perseguimento ed
al rispetto dei valori e degli obiettivi di qualita` dellaria.

Conclusioni
Questa breve disamina consente di riscontrare come le
BAT, che gia` costituiscono un riferimento vincolante, ai
fini della determinazione dei livelli di emissione delle
istallazioni sottoposte ad AIA (39), siano destinate ad assumere un ruolo sempre piu` rilevante nella determinazio-

ne delle prescrizioni tecniche, e dei conseguenti limiti,


per le emissioni di ogni tipologia dimpianto o attivita`,
soggetti ad autorizzazione ordinaria (40).
Daltra parte, gli Allegati alla Parte V risulteranno sempre
piu` confinati al ruolo di livello di tutela minima ed inderogabile, da utilizzare solo come primo riferimento per la
selezione di limiti piu` cautelativi, in base al piu` restrittivo
tra i due valori demissione, derivanti dallapplicazione
delle BAT e dagli obiettivi di qualita` dellaria.
Appare, pertanto, auspicabile che tutte le associazioni
imprenditoriali ed industriali partecipino attivamente allo
scambio di informazioni, previsto dallart. 13 della direttiva n. 2010/75/Ce, garantendo piena condivisione (41) dei
dati sulle prestazioni degli impianti e delle attivita` (parametri effettivi di funzionamento di ogni tecnica applicata,
consumi, livelli di emissione, monitoraggi ecc.). Diversamente, dai continui processi di revisione ed aggiornamento dei BREF potrebbero anche derivare futuri limiti
e prescrizioni, del tutto estranei e/o indigesti per il tessuto produttivo nazionale.

Note:
(33) In tal senso, dal ricorso alle BAT si possono derivare limiti e prescrizioni
piu` severi, rispetto e quelli contenuti nella normativa regionale, destinata al
rispetto dei valori e degli obiettivi di qualita` dellaria.
(34) In attesa delle future linee guida ministeriali, previste dal comma 5 bis
del medesimo art. 271.
(35) Si veda ad esempio, la pianura padana, ove la morfologia del territorio e
le condizioni climatiche spesso favoriscono il ristagno degli inquinanti atmosferici, peraltro prodotte in unarea caratterizzata da notevole sviluppo industriale, con i conseguenti impatti ambientali.
(36) Si noti che tale prescrizione non risulta facoltativa e rende superflua
ogni possibile valutazione sulla sostenibilita` economica, connessa al concreto
adempimento alla prescrizione. Resta, in ogni caso, la necessita` di motivare
adeguatamente le condizioni di particolare rischio sanitario o ambientale.
(37) Sono disponibili le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta lapplicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nellambito del
pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purche il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli.
(38) Si veda anche il comma 3 del medesimo articolo, ove si riscontra che: La
normativa delle Regioni e delle Province autonome in materia di valori limite
e di prescrizioni per le emissioni in atmosfera degli impianti e delle attivita`
deve tenere conto, ove esistenti, dei piani e programmi di qualita` dellaria
previsti dalla vigente normativa. Per tutti gli impianti e le attivita` previsti dallart. 272, comma 1, la Regione o la Provincia autonoma, puo` stabilire, anche
con legge o provvedimento generale, sulla base delle migliori tecniche disponibili, appositi valori limite di emissione e prescrizioni, anche inerenti le condizioni di costruzione o di esercizio e i combustibili utilizzati. Con legge o
provvedimento generale la Regione o la Provincia autonoma puo` inoltre stabilire, ai fini della valutazione dellentita` della diluizione delle emissioni, portate caratteristiche di specifiche tipologie di impianti.
(39) Si pensi, in particolare, ai BAT-AELS, livelli di emissioni associati alle BAT,
contenuti nelle Conclusioni sulle BAT, emanate dalle decisioni della Commissione europea.
(40) Si tralascia, in questa sede, lanalisi degli impianti e delle attivita` in deroga.
(41) Ovviamente, eccetto le informazioni commerciali riservate o ritenute
sensibili, ai fini della legittima tutela della concorrenza.

AMBIENTE & SVILUPPO


11/2014

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