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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

N.1856/06 Reg. Sent.


N.2124 Reg. Gen.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Terza, ha


ANNO 2003
pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso n. 2124/2003, Sezione III, proposto da Lo Bello Giovanni, rappresentato e difeso
dall'avv. Pompeo Mangano presso il cui studio elett.te dom.to, in Palermo, via Notarbartolo n 38;
contro
1) il Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso
dallavv. Santo Zanch, presso il cui studio eletgtivamente domiciliato, in Palermo, via dello
Spezio, n. 41;
2) il Responsabile del III settore del Comune di Isola delle Femmine, in persona del legale
rappresentante pro-tempore, non costituitosi in giudizio;
per l'annullamento
- dell'ordinanza di demolizione del Comune di Isola delle Femmine n.15/R.O. del 27/2/03,
notificata il 27/2/03;
- in subordine, del diniego di concessione in sanatoria n.2/98 del 9/2/98 notificato contestualmente
all'ordinanza di demolizione sopra indicata
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti l'atto di costituzione in giudizio del Comune intimato e le relative difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Designato relatore il Cons. Calogero Ferlisi;
Uditi, alla pubblica udienza del 9 giugno 2006, i difensori delle parti come da verbale;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto:
FATTO
1. Con ricorso ritualmente notificato e depositato, il sig. Lo Bello Giovanni impugna i provvedimenti
di cui in epigrafe chiedendone l'annullamento, vinte le spese, deducendo in fatto che:
- egli proprietario di tre costruzioni site nel Comune di Isola delle Femmine, via Siracusa n.6,
identificate al N.C.E.U. dello stesso Comune, fg.1, p.lle 1311, 1312, 1313;
- le suddette costruzioni consistono in tre fabbricati ciascuno ad unica elevazione fuori terra;

- i provvedimenti impugnati riguardano le citate opere per le quali il ricorrente ha presentato


istanza di sanatoria ai sensi della L.47/85, in data 17/4/86 prot. n. 3028 nn. 045343331 1/4-5-6;
- Successivamente il Comune di Isola delle Femmine, senza previamente comunicare l'avvio del
procedimento di diniego della sanatoria richiesta e senza notificare al ricorrente il definitivo
provvedimento di diniego, ingiungeva al sig. Lo Bello lordine di demolizione riguardo ai sopradetti
fabbricati con ordinanza n. 15/R.O. del 27/2/03, notificata in medesima data, motivando tale
provvedimento sul rilievo che le opere abusive risultano eseguite in violazione dell'art.15 lett. A
della L.R. 78/76 e sul rilievo del diniego di concessione in sanatoria pubblicato all'albo pretorio
del Comune dal 10/2/98 al 10/3/98, mai notificato al ricorrente.
2. In punto di diritto deduce:
1) Violazione e falsa applicazione art. 35 L. 47/85, per mancata notifica del diniego di sanatoria.
2) Eccesso di potere per violazione delle norme sulla prescrizione, in quanto l' Amministrazione
comunale ha avuto conoscenza delle opere realizzate dal ricorrente, se non prima, al momento
della presentazione della domanda di sanatoria, 17/4/1986, quindi, diciassette anni prima
dell'emanazione del provvedimento impugnato, 27/2/2003; anche perch la prescrizione non
pregiudica la demanialit del bene.
3) Difetto di motivazione.
Premette, altres, il ricorrente che nella fattispecie non sembrerebbe opportuno impugnare il
provvedimento di diniego della sanatoria, n. 2/98 del 9/2/98, per il fatto che non mai stato
notificato al ricorrente. Tuttavia, in via del tutto subordinata e per completezza di difesa, tenuto
conto che l'ordinanza di demolizione fa menzione del rigetto dell'istanza, il deducente propone
ricorso avverso il diniego per i seguenti motivi.
a) il Comune non avrebbe indicato le ragioni per le quali ha ritenuto di dover negare la
concessione richiesta;
b) il Comune avrebbe travisato i fatti in quanto la costruzione, almeno nelle strutture portanti,
stata eseguita entro il 1976, sicch la sanatoria deve ritenersi legittima a norma di quanto previsto
dall'art.23 L.R. 78/76. In particolare si fa rilevare che il sig. Lo Bello con atto del 3/3/86
dichiarava che la struttura delle opere realizzate veniva completata nel 1976 e che i lavori di
perfezionamento delle stesse venivano ultimati nel 1982;
c) violazione e falsa applicazione dellart. 35 L.47/85, in quanto la concessione in sanatoria
richiesta dal ricorrente da ritenersi assentita ex art. 35 L. 47/85 (silenzio-assenso).
3. Per resistere al ricorso si costituita in giudizio l'Amministrazione intimata che con memoria
difensiva contesta la fondatezza del ricorso concludendo per il suo rigetto con ogni conseguente
statuizione sulle spese.
4. Il ricorrente ha depositato memoria in data 29 .5.2006 insistendo nelle gi rassegnate domande.
5. Alla pubblica udienza del 9 giugno 2006, presenti i difensori delle parti - che si sono riportati agli
scritti difensivi insistendo nelle relative conclusioni - la causa stata posta in decisione.
DIRITTO
1. Col primo motivo il ricorrente lamenta la violazione e la falsa applicazione dellart. 35 L. 47/85,
per la mancata previa notifica del diniego di sanatoria edilizia.

Il motivo privo di pregio, in quanto la notifica del diniego di sanatoria rileva ai fini della
valutazione della tempestivit o meno dellimpugnazione e non anche ai fini della validit del
relativo provvedimento; ci in quanto la notificazione attiene ad una fase successiva alla
formazione dellatto la cui legittimit non pu essere condizionata da eventuali irregolarit attinenti
a tale fase (cfr. Cons. St., Sez. I, par. 3 dicembre 2003, n. 3279; Cons. St., Sez. IV, 27 ottobre
2003, n. 6631; Cons. St., Sez. IV, 18 dicembre 2001, n. 6299; Cons. St., Sez. IV, 10 dicembre
1986, n. 831; T.A.R. Puglia, Lecce, 20 novembre 2003, n. 8430).
Peraltro, da osservare che il diniego di sanatoria edilizia stato versato in atti dal Comune e
contro le ragioni ivi indicate il ricorrente non ha ritenuto di proporre alcun ricorso per motivi
aggiunti.
2. Col secondo motivo il ricorrente deduce eccesso di potere per violazione delle norme sulla
prescrizione, in quanto il Comune avrebbe avuto conoscenza delle opere realizzate dal
ricorrente, se non prima, al momento della presentazione della domanda di sanatoria, 17/4/1986.
Anche tale motivo appare privo di pregio, in quanto il potere-dovere del Comune di sanzionare gli
immobili abusivi non soggetto ad alcuna prescrizione, salvi i limiti propri del potere di autotutela
in presenza di eventuali affidamenti incolpevoli del privato che risultino obiettivamente fondati su
provvedimenti autorizzativi della P.A.; provvedimenti che nella specie non risultano essere mai
intervenuti.
3. Col terzo motivo il ricorrente, premesso che nella fattispecie non sembrerebbe opportuno
impugnare il provvedimento di diniego della sanatoria, n. 2/98 del 9/2/98, per il fatto che non gli
mai stato notificato, deduce tuttavia, contro lo stesso, che il Comune non avrebbe indicato le
ragioni per le quali ha ritenuto di dover negare la concessione richiesta.
La doglianza non pu essere condivisa in quanto il diniego di sanatoria si basa sulla seguente
chiara motivazione: le costruzioni risultano eseguite in violazione dellart. 15 lett. A, L.R. 78/76,
poich realizzate allinterno della fascia di rispetto costiero dopo il 31.12.1976 (art. 23, comma 10,
L.R. 37/85).
In sostanza, il Comune ha negato la sanatoria in quanto il ricorrente avrebbe realizzato, dopo
lanno 1976, i manufatti abusivi nella fascia di 150 metri dalla battigia che per effetto dellart. 15,
lett. a) della L.r. n. 78/1976 assolutamente
In edificabile, e tale motivazione appare del tutto adeguata e chiara.
4. Ad avviso del ricorrente, il diniego di sanatoria sarebbe, altres, illegittimo in quanto il Comune,
travisando i fatti, non avrebbe tenuto conto che la costruzione, almeno nelle strutture portanti,
stata eseguita entro il 1976. In particolare il ricorrente fa rilevare che egli con atto del 3/3/86
dichiarava che la struttura delle opere realizzate veniva completata nel 1976 e che i lavori di
perfezionamento delle stesse venivano ultimati nel 1982.
Lassunto non pu essere condiviso, posto che il ricorrente con la dichiarazione sostitutiva dellatto
di notoriet del 3.3.1986 ha dichiarato che entro lanno 1976 erano state realizzate solamente le
opere di fondazione e di sostegno, non precisando, quindi, la realizzazione di tutte le strutture
essenziali (come ad esempio la copertura) dei manufatti entro il 31.12.1976, come, invece,
prescritto dallart. 23, comma 10, L.R. 37/1985, alla cui stregua restano altres escluse dalla
concessione o autorizzazione in sanatoria le costruzioni eseguite in violazione dell'art. 15, lett. a,
della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, ad eccezione di quelle iniziate prima dell'entrata in
vigore della medesima legge e le cui strutture essenziali siano state portate a compimento entro il
31 dicembre 1976.

5. Il ricorrente contesta infine la legittimit del diniego di sanatoria per asserita violazione e falsa
applicazione dellart. 35 L. n. 47/85, nellassunto che la chiesta concessione sarebbe da ritenersi
assentita per silenzio-assenso.
Anche tale profilo di censura appare immeritevole di accoglimento.
Invero, nella Regione siciliana, ai sensi dell' art. 23, commi 10 e 12, L. reg. 10 agosto 1985 n. 37,
escluso il rilascio di concessione e/o autorizzazione edilizia in sanatoria in presenza di un vincolo
preesistente alla realizzazione dell' opera e comportante inedificabilit assoluta; di conseguenza
non pu legittimamente formarsi il silenzio assenso sulle domande di concessione edilizia in
sanatoria relativamente ad opere che siano state realizzate in contrasto con vincolo di
inedificabilit assoluta ex art. 15, lett. a) della L.r. n. 78/1976 (cfr. C.g.a. 19 marzo 2002, n. 158;
Cons. St., Sez. V, 9 dicembre 1996, n. 1493).
In conclusione, il ricorso dev'essere respinto siccome infondato.
Le spese seguono la soccombenza come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Terza, rigetta il ricorso in epigrafe.
Condanna il ricorrente al pagamento, in favore del Comune di Isola delle Femmine, delle spese di
lite che liquida in complessivi Euro 1.500,00 (millecinquecento\00), oltre IVA e CPA.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorit amministrativa.
Cos deciso in Palermo, nella Camera di consiglio del 9 giugno 2006, con lintervento dei signori
magistrati:
- Calogero Adamo

Presidente

- Calogero Ferlisi

Consigliere-estensore

- Mara Bertagnolli

Referendario

Depositata in Segreteria il_4 settembre 2006

Il Direttore della Sezione

https://www.giustiziaamministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=O6HC
FROEWGADFHFWX4IU64SQIA&q=isola%20or%20delle%20or%20femmine&tipoFile=DOC
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale ha pronunciato la
seguente
DECISIONE
sul ricorso in appello n. 1471/06 proposto da
LO BELLO GIOVANNI
rappresentato e difeso dallavv. Pompeo Mangano, elettivamente domiciliato in Palermo, via Notarbartolo n.
38, presso lo studio dello stesso;

contro
il COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE, in persona del sindaco pro tempore e il RESPONSABILE pro
tempore DEL III SETTORE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE, non costituiti in questo grado di
giudizio;
per lannullamento e/o la riforma
della sentenza del T.A.R. per la Sicilia - sede di Palermo (sez. III) - n. 1856 del 4 settembre 2006;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore il Consigliere Filippo Salvia;
Udito alla pubblica udienza del 10 maggio 2007 lavv. P. Mangano per lappellante;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:
FATTO
Con la sentenza in epigrafe il TAR ha rigettato il ricorso del sig. Lo Bello Giovanni contro il Comune
di Isola delle Femmine per lannullamento dellordinanza di demolizione n. 15/R.O. del 27 febbraio 2003 e,
in subordine del diniego di concessione della sanatoria edilizia (atto n. 2/98 del 9 febbraio 1998) di tre
fabbricati siti nel predetto Comune in via Siracusa n. 6. Lamministrazione aveva negato il beneficio, in
quanto ledificio abusivo insiste nella fascia costiera di inedificabilit assoluta.
La sentenza stata impugnata innanzi a questo Consiglio.
Lappellante - riproponendo sostanzialmente le censure svolte in primo grado - lamenta
A) quanto allordine di demolizione:
1)violazione e falsa applicazione dellart. 35 l. n. 47/1985, sotto il profilo della mancata notifica del diniego di
sanatoria che - a giudizio dellappellante - avrebbe dovuto avvenire prima della emissione dellordine di
demolizione. Lappellante conclude nel senso che la sanzione irrogata discende da un illegittimo iter
procedurale in cui sarebbe incorsa lamministrazione, in violazione del rispetto del principio della
correttezza amministrativa e del giusto procedimento;
2)eccesso di potere per violazione delle norme sulla prescrizione, sul rilievo che sebbene la prescrizione
esclusa in materia di beni demaniali, nel caso di specie deve ritenersi operante poich il terreno sul quale si
costruito di propriet del ricorrente;
B) quanto al diniego di concessione in sanatoria:
3) difetto di motivazione, osservandosi che era onere dellAmmi-nistrazione valutare la sanabilit dellopera
sulla base della non incompatibilit con lassetto del territorio, tanto pi ove si consideri che nellarea in cui si
trovano gli edifici esistono altre costruzioni situate in prossimit della costa;
4) eccesso di potere per travisamento dei fatti, sostenendosi che lopera era stata realizzata nella sua
struttura essenziale prima dellentrata in vigore della legge regionale n. 78/1976 e che, per giurisprudenza
pacifica, sono sanabili le opere realizzate prima della entrata in vigore della citata legge regionale;
5) violazione e falsa applicazione dellart. 35 della legge n. 47/1985 per assentita formazione del silenzio
assenso sulla istanza di sanatoria.

LAmministrazione intimata non si costituita in giudizio.


Alla pubblica udienza del 10 maggio 2007, lappello passato in decisione.
DIRITTO
1. Lappello infondato.
2.Per quanto riguarda il primo motivo di ricorso, questo Collegio condivide anzitutto la tesi del giudice di primo grado,
secondo cui la mancata notifica pu incidere sul terreno processuale (non facendo decorrere i termini per il
ricorso), ma non su quello sostanziale della validit/invalidit del provvedimento. Non neppure condivisibile
la tesi dellappellante, secondo cui la sanzione irrogata al Lo Bello discenderebbe unicamente da un
illegittimo iter procedurale. Al contrario la sanzione applicata al medesimo discende dalla insanabilit della
costruzione per essere allocata nella fascia costiera di rispetto dei 150 metri (circostanza non
adeguatamente contestata dalla parte privata).
3.Anche il secondo motivo di appello infondato.
Si osserva al riguardo che per principio giurisprudenziale, condiviso dal Collegio, la funzione
repressiva, in quanto collegata alla tutela dellinteresse pubblico, cos come delineato nella
regolamentazione edilizia vigente, non soggetta a termini di decadenza o di prescrizione e pu essere
esercitata anche a notevole distanza di tempo dalla commissione dellabuso (cfr. C.S., IV, 27 aprile 2004, n.
2529).
4.Il diniego di sanatoria poi adeguatamente motivato con lassunto che le costruzioni risultano eseguite in
violazione dellart. 15 lett. A, L.R. 78/76 poich realizzate allinterno della fascia di rispetto costiero dopo il
31.12.1976 (art. 23, comma 10, L.R. 37/85).
Infondato quindi il terzo motivo, risultando in questo contesto irrilevante ai fini dellabusivit
dellopera, leventuale esistenza in zona di altri manufatti abusivi.
5.Infondato anzitutto in fatto il quarto motivo diretto ad evidenziare che lopera nelle sue strutture essenziali era
stata edificata entro il 1976.
Per quanto consta agli atti, le costruzioni di cui trattasi nel 1976 erano state solo intraprese con
opere di fondazione e sostegno, mentre le strutture essenziali (ad esempio la copertura) risultano eseguite
solo successivamente (v. dichiarazione sostitutiva dellatto di notoriet in atti).
6. Va disattesa anche lulteriore censura, secondo cui la concessione in sanatoria dovrebbe ritenersi
assentita per silenzio assenso.
Non pu infatti come rilevato dal TAR formarsi silenzio assenso sulle domande di concessione edilizia
in sanatoria relativamente ad opere che siano state realizzate in contrasto con il vincolo di inedificabilit
assoluta ex art. 15 lett. a) della L.R. n. 78/76.
Rimane assorbito ogni altro motivo ed eccezione.
Nulla per le spese di giudizio, non essendosi costituita lammi-nistrazione intimata.
P. Q. M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale,
definitivamente pronunciando, respinge lappello in epigrafe e per leffetto conferma la sentenza di primo
grado.
Nulla per le spese.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dallautorit amministrativa.

Cos deciso in Palermo, dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede
giurisdizionale, nella camera di consiglio del 10 maggio 2007, con lintervento dei signori: Pier Giorgio
Trovato, Presidente f.f., Pietro Falcone, Ermanno de Francisco, Antonino Corsaro, Filippo Salvia, estensore,
componenti.
F.to: Pier Giorgio Trovato, Presidente
F.to: Filippo Salvia, Estensore
F.to: Maria Assunta Tistera, Segretario
Depositata in segreteria
il 21 novembre 2007

https://www.giustiziaamministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocnam
e=XPMQ4FQ5BJFAJSJLIADY6BIOG4&q=isola%20or%20delle%20or%20femmine&tipoFile=D
OC

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE


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