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DISPENSA

Operatore Socio - Sanitario Ore 1000

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ASS. IN.FO.GIO’ – ENTE DI FORMAZIONE VIA MERCALLI , - CAIVANO (NA) 0818317510

INDICE

INTRODUZIONE

CAPITOLO 1

1.1 ACCOGLIENZA DEL MALATO

1.2 UNITÁ DEL PAZIENTE

1.3 RIFACIMENTO LETTO VUOTO E OCCUPATO

1.4 POSTURE FONDAMENTALI

CAPITOLO 2

2.1 LE CURE IGIENICHE

2.2 AUSILI PER L’IGIENE

2.3 IL CAMBIO DEGLI INDUMENTI

2.4 IGIENE DELLA SALMA

2.5PREPARAZIONE DELLA CUTE

CAPITOLO 3

3.1 LA MOBILIZZAZIONE DELLA PERSONA

CAPITOLO 4

4.1 PARAMETRI VITALI

CAPITOLO 5

5.1 ALIMENTAZIONE

CAPITOLO 6

6.1 LAVAGGIO DELLE MANI

6.2 MEDICAZIONE SEMPLICE

6.3 BENDAGGI

CAPITOLO 7

7.1 ELIMINAZIONE URINARIA

7.2 ELIMINAZIONE INTESTINALE

CAPITOLO 8

8.1 EPIDEMIOLOGIA DELLE MALATTIE INFETTIVE E

OSPEDALIERE

8.2 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)

8.3 SANIFICAZIONE OSPEDALIERA

8.4 MODALITÁ DI RACCOLTA RIFIUTI

CAPITOLO 9

9.1 LA STERILIZZAZIONE

9.2 FERRI CHIRURGICI

CAPITOLO 10

10.1 COLLABORARE NELLA CORRETTA APPLICAZIONE DELLE

PRESCRIZIONI TERAPEUTICHE:L’ASSUNZIONE DEI FARMACI

10.2 AEREOSOLTERAPIA

10.3 OSSIGENOTERAPIA

10.4 APPLICAZIONE BORSA DI GHIACCIO

10.5 APPLICAZIONE IMPACCO CALDO UMIDO

10.6 PREPARAZIONE DEL MATERIALE PER ASPIRAZIONE E SUPPORTO

ALL’INFERMIERE

DURANTE LA MANOVRA

DELLE INFEZIONI

10.7 COLLABORAZIONE NELL’ISOLAMENTO DEL PAZIENTE

CAPITOLO 11

11.1 PRINCIPI DI IGIENE

11.2 IL CONCETTO DI BISOGNO

11.3 ELEMENTI DI GERIATRA

11.4 IL DIABETE

11.5 ICTUS E TIA

11.6 LA DEPRESSIONE NELL’ANZIANO

11.7 IL MORBO DI ALZHEIMER

11.8 IL MORBO DI PARKINSON

11.9 LA TERAPIA OCCUPAZIONALE

11.10 TRASPORTO MATERIALE BIOLOGICO

CAPITOLO 12

12.1 PRIMO SOCCORSO

12.2SICUREZZA E PREVENZIONE SUL LAVORO

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ASS. IN.FO.GIO’ – ENTE DI FORMAZIONE VIA MERCALLI , - CAIVANO (NA) 0818317510

INTRODUZIONE

L'operatore socio-sanitario, (in acronimo OSS), è una figura professionale italiana istituita dalla Conferenza Stato-Regioni con l'accordo del 22 febbraio 2001

COMPITI E FUNZIONI

Il suo compito è quello di svolgere attività che aiutino le persone a soddisfare i propri bisogni fondamentali,

finalizzate al recupero, al mantenimento e allo sviluppo del livello di benessere, promuovendone l'autonomia e

l'autodeterminazione. La sua attività è orientata dalle indicazioni proprie del suo profilo professionale, ed in

ambito assistenziale e sociale, opera, coopera e collabora con le altre figure ausiliarie e sanitarie.

L'ambito lavorativo riguarda sia strutture sanitarie (come ospedali, cliniche, ASL anche queste sono accessibili

indirettamente tramite aziende parastatali, pubbliche o private che esse siano) che strutture sociali (centri diurni

integrati, case di riposo, assistenza domiciliare, comunità di recupero, case famiglia, comunità alloggio) si trova

quindi a lavorare in collaborazione con professionisti dell'area sociale (assistenti sociali, educatori) e dell'area

sanitaria (medici, infermieri, fisioterapisti ecc.) a seconda dell'area di intervento.

Sempre a seconda l' area in cui si troverà ad operare, il suo sarà un intervento prettamente tecnico (in area

sanitaria, ove potrà occuparsi con qualche limitato margine di autonomia, solo dell'assistenza di base al paziente,

mentre può occuparsi di ulteriori attività solo dietro precisa attribuzione e indicazioni dell'infermiere, come

stabilito dai rispettivi profili professionali nazionali), oppure un intervento relazionale con l'utente (area sociale).

Elenco delle principali attività previste per l’operatore socio-sanitario.

1) Assistenza diretta e aiuto domestico alberghiero:

- assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e d’igiene

Personale;

- realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico;

- collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psicofisiche residue, alla rieducazione, alla

riattivazione e al recupero funzionale;

- realizza attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi;

- coadiuva il personale sanitario e sociale nell’assistenza al malato anche terminale e morente;

- aiuta la gestione dell’utente nel suo ambito di vita;

- cura la pulizia e l’igiene ambientale.

2) Intervento igienico-sanitario e di carattere sociale:

- osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell’utente;

- collabora all’attuazione degli interventi assistenziali;

- valuta, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre;

- collabora all’attuazione di sistemi di verifica degli interventi;

- riconosce e utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione-relazione appropriati in relazione alle condizioni operative;

- mette in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l’utente e la famiglia, per l’integrazione sociale e il

mantenimento e recupero dell’identità personale. 3) Supporto gestionale, organizzativo e formativo:

- utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio;

- collabora alla verifica della qualità del servizio;

- concorre, rispetto agli operatori dello stesso profilo, alla realizzazione dei tirocini e alla loro valutazione;

- collabora alla definizione dei propri bisogni di formazione e frequenta corsi di aggiornamento;

- collabora, anche nei servizi assistenziali non di ricovero, alla realizzazione di attività semplici.

Allegato B Competenze dell’operatore socio-sanitario Competenze tecniche

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In base alle proprie competenze e in collaborazione con altre figure professionali, sa attuare i piani di lavoro.

É in grado di utilizzare metodologie di lavoro comuni (schede, protocolli, ecc

É in grado di collaborare con l’utente e la sua famiglia:

- nel governo della casa e dell’ambiente di vita, nell’igiene e cambio biancheria;

- nella preparazione e/o aiuto all’assunzione dei pasti;

- quando necessario, e a domicilio, per l’effettuazione degli acquisti;

- nella sanificazione e sanitizzazione ambientale.

É in grado di curare la pulizia e la manutenzione di arredi e attrezzature, nonché la conservazione degli stessi e il

riordino del materiale dopo l’assunzione dei pasti. Sa curare il lavaggio, l’asciugatura e la preparazione del materiale da sterilizzare. Sa garantire la raccolta e lo stoccaggio corretto dei rifiuti, il trasporto del materiale biologico sanitario, e dei campioni per gli esami diagnostici, secondo protocolli stabiliti. Sa svolgere attività finalizzate all’igiene personale, al cambio della biancheria, all’espletamento delle funzioni fisiologiche, all’aiuto nella deambulazione, all’uso corretto di presidi, ausili e attrezzature, all’apprendimento e mantenimento di posture corrette. In sostituzione e appoggio dei familiari e su indicazione del personale preposto è in grado di:

- aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di

semplice uso;

- aiutare nella preparazione alle prestazioni sanitarie;

- osservare, riconoscere e riferire alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione, ecc );

- attuare interventi di primo soccorso;

- effettuare piccole medicazioni o cambio delle stesse;

- controllare e assistere la somministrazione delle diete;

- aiutare nelle attività di animazione e che favoriscono la socializzazione, il recupero e il mantenimento di capacità cognitive e manuali;

- collaborare a educare al movimento e favorire movimenti di mobilizzazione semplici su singoli e gruppi;

- provvedere al trasporto di utenti, anche allettati, in barella-carrozzella;

- collaborare alla composizione della salma e provvedere al suo trasferimento;

- utilizzare specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente, riducendo al massimo il rischio;

- svolgere attività d’informazione sui servizi del territorio e curare il disbrigo di pratiche burocratiche;

- accompagnare l’utente per l’accesso ai servizi.

Competenze relative alle conoscenze richieste Conosce le principali tipologie di utenti e le problematiche connesse. Conosce le diverse fasi di elaborazione dei progetti d’intervento personalizzati. Riconosce per i vari ambiti, le dinamiche relazionali appropriate per rapportarsi all’utente sofferente, disorientato, agitato. É in grado di riconoscere le situazioni ambientali e le condizioni dell’utente per le quali è necessario mettere in atto le differenti competenze tecniche. Conosce le modalità di rilevazione, segnalazione e comunicazione dei problemi generali e specifici relativi all’utente. Conosce le condizioni di rischio e le più comuni sindromi da prolungato allettamento e immobilizzazione. Conosce i principali interventi semplici di educazione alla salute, rivolti agli utenti e ai loro famigliari. Conosce l’organizzazione dei servizi sociali e sanitari e quella delle reti informali.

Competenze relazionali Sa lavorare in équipe. Si avvicina e si rapporta con l’utente e con la famiglia, comunicando in modo partecipativo in tutte la attività quotidiane di assistenza; sa rispondere esaurientemente, coinvolgendo e stimolando al dialogo.

É in grado di interagire, in collaborazione con il personale sanitario, con il malato morente.

Sa coinvolgere le reti informali, sa rapportarsi con le strutture sociali, ricreative, culturali dei territori. Sa sollecitare e organizzare momenti di socializzazione, fornendo sostegno alla partecipazione a iniziative culturali e ricreative sia sul territorio che in ambito residenziale.

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).

É in grado di partecipare all’accoglimento dell’utente per assicurare una puntuale informazione sul Servizio e sulle risorse. É in grado di gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità. Affiancandosi ai tirocinanti, sa trasmettere i propri contenuti operativi.

CAPITOLO 1

1.1 Accoglienza del malato

L’accoglienza del paziente presso la struttura è un momento importante; va fatto di norma con l’infermieri.

Obiettivi

Accogliere e ricevere il paziente il più serenamente possibile. L’accoglienza da parte dell’OSS è di tipo alberghiero,assieme al personale infermieristico egli collaborerà alla valutazione del livello di autosufficienza che l’individuo possiede.

Indicazioni

Imodi per l’accoglimento del paziente secondo il sistema di struttura, la prassi prevede che la persona giunga in ospedale autonomamente o accompagnata da un familiare o da un conoscente; in altri casi con un mezzo sanitario

di trasporto. Le diverse cause che determinano il ricovero prevedono comportamenti e modod’intervento diverso,

(comunicare informazioni per ridurre ansie e paure e favorire un accompagnamento al percorso che la persona intraprenderà).

Ricovero programmato

La persona può programmare il ricovero.

Può presentarsi in ospedale solo o accompagnato da un familiare o da un conoscente. il ricovero viene richiesto dal suo medico curante che coinvolge diverse figure:

Personale amministrativo ( che si occupa dei dati anagrafici dei pazienti).

Personale infermieristico ( per la presa a carico assistenziale).

Personale medico per la diagnosi e la cura.

Personale tecnico per l’esecuzione di accertamenti diagnostici.

Personale socio sanitario,per l’accoglienza di tipo alberghiero.

Ricovero in situazioni di emergenza

Immediato pericolo di vita per la persona,intervento immediato.

Ricovero in situazioni di urgenza

Immediato pericolo di vita per la persona, ma l’intervento si può protrarre oltre le 24 ore successive, al fine di ripristinare alcune condizioni cliniche che altrimenti non permetterebbero la sopravvivenza.

Ingresso in day Hospital o day surgery

In day Hospital ha principalmente la funzione di far effettuare esami preparatori all’intervento, o ad eseguire

interventi chirurgici di piccolo entità. Si effettua in caso di :

Intervento programmato.

Quando siano già stati eseguiti accertamenti a domicilio.

Erogazione di assistenza da parte del personale infermieristico .

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Osservazioni,

Dopo la visita medica di controllo( se non si presentano complicazioni).

Ingresso in RSA

Le residenze assistenziali accolgono persone anziane oltre i 65 anni, che non siano autosufficienti o a grave rischio e che non possono essere seguite a domicilio. In RSA il paziente viene seguito da più operatori ( geriatria, fisiatra,OSS,infermiere,assistente sociale). Si effettua una valutazione iniziale del paziente per misurare il livello di autonomia. Modalità di intervento in un ricovero programmato

Il paziente è già stato visitato dal personale sanitario,che è a conoscenza del caso clinico.

L’intervento che esegue l’OSS è di tipo alberghiero.

Verificare che il paziente non abbia gravi problemi fisici, in tal caso avvisare immediatamente l’infermiere.

Attendere il paziente all’ingresso evitando di farlo attendere troppo. Se è affaticato accompagnarlo con una sedia a rotelle.

Presentarsi con nome e qualifica.

Presentare il servizio ( es. sala terapia,l’ambulatorio,il telefono pubblico,il salone con la televisione se presente,la sala pranzo).

Indicare il suo numero di camera,dando dei punti di riferimento se necessario.

Presentare la camera e il bagno.

Presentare i compagni di stanza.

Spiegare il funzionamento del sistema di chiamata,della luce del telefono,della televisione,sempre se presenti.

Dare gli orari di visita per i parenti e amici.

Spiegare l’organizzazione del reparto.( orario dei pasti delle visite mediche,delle attività infermieristiche.

Aiutare il paziente a sistemarsi: riordinare i suoi effetti personali,svestirlo o aiutare a farlo, metterlo a letto o sulla poltrona.

Domandare al paziente se ha una dieta particolare o un trattamento particolare da seguire.

Verificare assieme all’infermiere se ha delle consegne speciali.

Mettere un bicchiere sul comodino.

Ordinare il menù seguendo la dieta consigliata del reparto e i desideri del paziente a riguardo.

Stimolare le domande,rispondere e rassicurarlo.

Raccogliere il massimo di informazioni con l’osservazione e l’ascolto al fine di completare la documentazione prevista dal servizio.

Trasmettere le informazioni raccolte all’infermiere.

1.2 UNITÁ DEL MALATO

Scopo: fornire al malato un proprio spazio vitale che gli procuri comodità e un certo benessere fisico e psichico.

Comprende:

letto ospedaliero,

comodino,

tavolino servitore,

armadietto,

lampada sulla testiera,

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eventuale sedia/poltrona,

il

sistema di chiamata.

Tavolo o piano per i pasti.

L’arredamento deve essere:

deve rispondere a requisiti di comodità per la persona assistita.

pulibile e disinfettabile

resistente all’usura e agli urti,

maneggevole,

di lunga durata.

LETTO OSPEDALIERO

Definizione: componente primario dell’unità del malato.

Scopo: favorire il riposo e la corretta posizione del malato stesso.

Il letto ospedaliero differisce da quello normale per le seguenti caratteristiche:

Deve essere lavabili

Mobilità;

Materiale usato;

Per gli accessori che aiutano il paziente a sollevarsi (staffa e maniglia);

Angoli smussi per evitare: accumulo di polvere,traumi al malato

Deve essere comodo per chi lo occupa e per il personale che deve operare.

Componenti del letto

a) 2 testate ( testiera e pediera devono essere estraibili) in

Metallo e laminato plastico.

Metallo e legno.

Fornite di :

Ruote frenabili o libere per permettere lo spostamento o il bloccaggio.

Tappi di gomme.

b) Telaio con rete o elastico:

Fisso

Semplice

Articolato

Semiarticolati: si può alzare solo la parte superiore del letto.

Misure: altezza da terra non inferiore a cm. 50 che diventano 70cm con il materasso, Lunghezza 2m Larghezza 1m.

c)

Letto ospedaliero semplice: Non dispone di pompa idraulica o di elettromotori. E’ costituito in metallo

o

materiale lavabile.

d)

Letto con pompa idraulica:La posizione della testa può essere regolata dal fondo del letto per mezzo di un dispositivo. Azionando la pompa a pedale si ottiene lo spostamento supplementare dell’altezza.

e)

Letto da azionare elettricamente:E’ possibile ottenere lo spostamento dell’altezza del piano di giacenza,di qualsiasi posizione seduta, mediante un interruttore manovrabile sia dal paziente che dal personale di assistenza

f)

Letti speciali particolarmente adatti per alcune patologie es ( ustionati gravi) o per particolari servizi ( traumatologia,centri di rianimazione, centri diagnostici ecc.).

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Letto sandwich: Non dispone di pompa idraulica o di elettromotori. E’ costituito in metallo o materiale lavabile

Letto girevole:Per mezzo del pulsante si ottiene qualsiasi posizione desiderata. Questo letto facilita il cambio della biancheria a pazienti gravi. Il suo impiego è indicato per ustionati, invalidi, pazienti con lesioni spinali.

Accessori del letto

Per il confort del malato può essere necessario disporre di alcuni accessori quali:

Le sbarre laterali o sponde di sicurezza sono usate sui letti ospedalieri e sulle barelle. Sono di varie forme e dimensioni. si differenziano per i sistemi di innalzamento e di abbassamento.

Asta per fleboclisi ( per sorreggere i flaconi per l’infusione) Sono di solito in metallo, sostengono i contenitori per infusione endovenosa mentre si infondono liquidi ad un paziente. Possono stare in piedi accanto al letto o essere attaccate ad esso. Alcune unità ospedaliere hanno sostegni per fleboclisi su rotaie alla sommità della testata del letto.

Staffa o trapezio: dispositivo che permette al paziente di potersi sollevare nel letto

Archetto metallico:Detto anche struttura di Anderson, è un’apparecchiatura utile a mantenere la biancheria del letto lontana dai piedi, dalle gambe e talvolta dall’addome. Un lato va sotto il materasso e mantiene la struttura in sede l’altra tiene in alto le coperte.

Apparecchi solleva cuscini,quando la rete è fissa.

Il materasso: igienico(pulibile e disinfettabile),silenzioso,maneggevole, composto da fodera e ripieno:gommapiuma (Minimo peso, elasticità, adatto per la disinfezione), a molle (Lunga durata, resistenza nella forma, maggiore peso, alto costo di manutenzione), materassi speciali( materassi anti- decubito).

Materiale lettereccio

Cuscini con fodera

Federe di cotone

Lenzuola di cotone

Coperte di lana e di cotone.

Tela cerata.

L’armadietto in genere in struttura metallica da utilizzare come appendi abiti o per introdurre borse,contiene un

cassetto per riporre la biancheria,e alla dimissione del paziente si pulisce con molta facilità. La lampada testa/letto è necessaria al personale oltre che alla persona (visita medica ,lettura ecc),in oltre la parete deve avere predisposte diverse prese per inserire :Spine del letto elettrico,eventuale materasso antidecubito,pompe per l’ alimentazione,l’infusione,ed eventuali altri presidi medico/sanitari. I comodini delle stanze di degenza sono funzionali con tavolino estraibile incorporato per mangiare a letto,regolabile in altezza ,ruote ,ecc.

MICROCLIMA

Uno dei compiti fondamentali dell'OSS è curare l'ambiente di degenza dell'ammalato sia all'interno di strutture che in ambito domiciliare. Diventa quindi di fondamentale importanza ricreare all'interno della stanza di degenza un contesto confortevole ed accogliente in modo tale da garantire al paziente uno stato di benessere psico-fisico. Tra le cose che l'operatore socio sanitario deve monitorare ed eventualmente correggere vi sono le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche della stanza di degenza, ossia tutti quei parametri che possono influenzare il cosiddetto "microclima" dell'ambiente in cui si trova a vivere il degente o l'ospite.

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Quali sono le caratteristiche fisiche -temperatura, umidità relativa e velocità dell'aria Per i reparti di

Quali sono le caratteristiche fisiche -temperatura, umidità relativa e velocità dell'aria Per i reparti di degenza sono consigliati temperature dell'aria comprese tra 20 e 24 °C in inverno e 22-26°C in estate con valore di umidità relativa variabile entro limiti molto ampi (35-70%) e con velocità dell'aria inferiore a 0,2-0,3 m/sec

Quali sono le caratteristiche chimiche Chimiche (presenza di sostanze chimiche possibili inquinanti)

Quali sono le caratteristiche microbiologiche -presenza di polveri e microrganismi

La variazione di questi parametri provoca la mancanza di equilibrio nello scambio di calore paziente-ambiente e determina inquinamento o vizia tura. Cosa deve controllare l'operatore socio sanitario per far sì che tal equilibrio rimanga stabile le cose che possono modificare il microclima sono:

-illuminazione della stanza, non deve essere troppo debole ma neanche troppo abbagliante e soprattutto deve essere diffusa in maniera costante in tutto l'ambiente. -ventilazione della stanza, può avvenire attraverso aperture naturali ma anche attraverso sistemi climatizzanti. L'importante è assicurare il ricambio dell'aria nella stanza. Questi devono essere almeno due per ora in caso di scambio aria attraverso porte e finestre e fino a 6 ora in caso di aria prodotta con climatizzatore. -riscaldamento della stanza, deve essere distribuito in maniera uniforme e mantenersi nei valori di temperatura sopra riportati. -condizionamento, in caso di utilizzo di mezzi artificiali per l'aria bisogna controllare che questi mantengano i valori ambientali idonei per quanto riguarda la temperatura e l'umidità e che siano disposti in modo da distribuire l'aria uniformemente nella stanza. In merito alla presenza di polveri e microrganismi bisognerà intervenire con tutte le procedure legate alla pulizia,sanificazione, disinfezione, ecc. Il rispetto del microclima, negli anni, ha acquisito sempre maggiore sensibilità tra gli operatori ed ha portato anche alla costruzione di strutture più idonee con arredi più accoglienti, spazi più vivibili ed evitando il sovraffollamento.

1.3 RIFACIMENTO DEL LETTO

Scopo :assicurare il benessere del malato.

Rimuovere lo sporco.

Prevenire le infezioni.

Indicazioni: il letto deve essere:

Rifatto a fondo una volta al giorno

Riordinato più volte nella giornata. MATERIALE OCCORRENTE

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Un carrello biancheria pulita con:

Due lenzuola

Una o più federe.

Un copriletto.

Una o più coperte.

Uno o più cuscini.

Tela cerata e traversa se necessario.

Guanti monouso.

Carrello per la biancheria sporca

Sacchi per la raccolta delle diverse biancherie sporco o infetto.

Coperchi rigidi per chiudere i sacchi in uso.

Sacca per la raccolta di materiale da rifiuto ( es. pannoloni,teli cerate bagnati di urine o feci , ecc). Sedia o tavolo.

Tecnica di esecuzione

Due operatori che operano con movimenti sincroni

Lavaggio sociale delle mani.

Aprire le finestre senza creare correnti d’aria.

Indossare i guanti monouso( vanno cambiati ad ogni rifacimento letto).

Mettere in orizzontale il piano del letto,azionando le manovelle o i pulsanti.

Allontanare leggermente il comodino per avere più spazio.

porre una sedia in fondo al letto per appoggiarvi biancheria da riutilizzare, coperte e cuscini;

togliere i cuscini e scalzare lenzuola e coperte;

piegare singolarmente copriletto, coperta di lana, lenzuolo superiore, traversa, con i seguenti passaggi:

1. piegare il terzo inferiore verso il centro;

2. piegare il terzo superiore verso il centro;

3. piegare una sopra all'altra le due metà;

4. sollevare le parti laterali e piegarle al centro;

5. sollevare il rettangolo ottenuto e disporlo sulla sedia;

Se puliti appoggiarli nella spalliera della sedia. Se sporchi: riporre il copriletto nel contenitore per lo sporco. La coperta va messa in un apposito contenitore separato in quanto il ciclo di lavaggio è diverso.

Piegare il lenzuolo superiore in tre parti avvolgendolo su se stesso e metterlo nel sacco dello sporco. ( Se il lenzuolo è pulito, piegarlo in tre parti e sistemarlo sulla sedia, per poi riutilizzarlo)

Scalzare la traversa e metterla nello sporco.

Scalzare dal materasso il lenzuolo inferiore su un lato del letto, dal basso verso l’alto poi dall’altro lato, piegarlo in tre parti e rimuoverlo completamente riponendolo nel sacco per lo sporco.

Rifare il letto. Stendere il coprimaterasso sul materasso tirandolo in modo da mantenere una superficie liscia. Disporre e sistemare il lenzuolo inferiore pulito sistemando gli angoli.

Tirare la parte rimanente del lenzuolo sotto il materasso; Se il paziente è incontinente sistemare la cerata al centro del letto,

Ricoprire con una traversa, Mettere il lenzuolo di sopra e la coperta, apriteli nella loro lunghezza, sul piano del letto; quindi rimboccarlo in fondo confezionando l’angolo;

distendere la coperta di lana a un'altezza sufficiente a coprire bene la persona;

quindi fissarlo nella parte inferiore rimboccando prima i lati e poi il fondo;

distendere il copriletto, posizionarlo in alto e rovesciare il lenzuolo, quindi rimboccarlo in fondo confezionando gli angoli;

coperte e lenzuola non devono essere eccessivamente tese per evitare di premere sui piedi della persona;

togliere la federa sporca .

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infilare le mani all’interno della federa pulita ( 1° operatore).

Afferrare dall’interno gli angoli.

Portare gli angoli verso l’esterno.

Rigirare l’imboccatura della federa verso il ( 2° operatore) che regge il cuscino con ambedue le mani.

Prendere,con le mani inserite nella federa,gli angoli del cuscino.

Afferrare ( 2° operatore) i bordi della federa e farla scorrere lungo il cuscino.

Chiudere la federa.

Collocare il cuscino sul letto ponendo la chiusura dal lato opposto all’entrata.

Fare una piccola piega per lasciare lo spazio per i piedi del paziente,

Piegare a ventaglio, o indietro ad angolo la biancheria ai piedi del letto, per facilitare il rientro del paziente; riposizionare il letto nella posizione bassa. Aiutare il paziente a posizionarsi nel letto se desidera sdraiarsi alzare la testata del letto.

Rimettere a loro posto il comodino e la sedia.

Portare via il carrello della biancheria sporca e lavarsi le mani.

 

RIFACIMENTO DEL LETTO OCCUPATO

Chiudere porte e finestre.

Lavarsi le mani.

Spiegare la procedura al paziente e valutare il grado di collaborazione.

Posizionare un paravento se necessario.

Indossare i guanti monouso( vanno cambiati ad ogni rifacimento letto).

Abbassare la testiera del letto solo se il paziente può assumere la posizione orizzontale.

Porre una sedia in fondo a letto.

Allentare il copriletto,coperta,lenzuolo,cerata e traversa intorno al letto.

Rimuovere i cuscini,tranne uno, posizionarli sulla sedia;se necessario spingere il materasso verso la testiera del letto.

piegare singolarmente copriletto, lenzuolo superiore, coperta di lana, seguenti passaggi:

 

1. piegare il terzo inferiore verso il centro;

2. piegare il terzo superiore verso il centro;

3. piegare una sopra all'altra le due metà;

4. sollevare le parti laterali e piegarle al centro;

5. sollevare il rettangolo ottenuto e disporlo sulla sedia;

il

primo operatore gira la persona su un lato facendo attenzione a non scoprirla.

Il secondo operatore ,dall’altra parte del letto, arrotola in ordine:traversa,cerata,lenzuolo inferiore fino a toccare il dorso della persona.

Stendere il lenzuolo inferiore pulito nella metà libera del letto,arrotolando la parte eccedente fino a toccare il dorso della persona.

Rimboccare il lenzuolo inferiore pulito alla testiera del letto e fare l’angolo,rimboccarlo ai piedi e fare l’angolo,rimboccarlo sul lato lungo del letto.

Stendere la cerata,rimboccarla sotto il materasso e arrotolare il capo libero verso il dorso della persona.

Stendere la traversa sulla cerata,rimboccarla sotto il materasso e arrotolare il capo libero verso il dorso della persona.

Girare la persona sulla parte di letto appena cambiata,avendo cura di non scoprirla.

Il

primo operatore togliere la biancheria sporca senza scuoterla e la pone nell’apposito sacco .

Tirare e tendere uno per volta i capi di biancheria iniziando dal lenzuolo inferiore,procedendo con cerata

e

traversa.

Riportare la persona al centro del letto.

Posizionare il lenzuolo superiore pulito a partire dalle spalle della persona

Fissare il lenzuolo il lenzuolo pulito con tecnica ad angolo facendo attenzione a non comprimere i piedi.

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Mettere la coperta piegata sulla persona all’altezza del torace ,stenderla procedendo verso i piedi.

Posizionare il copriletto allo stesso modocon tecnica ad angolo facendo attenzione a non comprimere i piedi.

Cambiare le federe con le modalità già viste in precedenza.

Posizionare i cuscini e sistemare la persona in posizione comoda.

Rimuovere il paravento e riordinare il materiale.

Riferire e annotare le osservazioni eseguite durante la tecnica.

 

MOMENTO VALUTATIVO

ho agito secondo procedura?

il

letto deve essere rifatto bene:

- la biancheria non deve toccare terra o essere asimmetrica

1.4 POSIZIONE (DECUBITO) DEL MALATO

Definizione: atteggiamento del corpo umano giacente su di un piano orizzontale.

Tipi:la posizione può essere:

Posizione naturale:ovvero quella propria di ognuno di noi quando siamo a riposo;può variare da individuo a individuo ed è influenzato dalle abitudini personali.

Postura obbligata: in particolari condizione patologiche del malato, es. traumi,interventi chirurgici, accertamenti diagnostici; in tal caso il personale infermieristico indicherà all’OSS le posizione consentite all’assistito.

Postura antalgica: ovvero quella che si ritrova in molti soggetti che presentano un dolore localizzato o diffuso, allo scopo di alleviarlo per quanto possibile: es la persona con dolori addominali tende a flettere le gambe.

Scopi:

Favorire il decubito idoneo al soddisfacimento dei bisogni di :

respirazione,nutrizione,eliminazione,immobilizzazione,riposo e movimento in relazione alla malattia e al suo grado di gravità.

Prevenire l’insorgenza di lesioni da decubito.

Le posizioni

1. Eretta o all’inpiedi: è la posizione che permette di camminare e rimanere in piedi in equilibrio.

2. Orizzontale,supina o dorsale: distesa sulla schiena con le gambe allungate;occorre sostenere le curvature lombari,evitare l’estroflessione e la flessione plantare dei piedi.

3. Prona o ventrale: la persona è distesa sull’addome con il viso girato di lato o no a seconda delle necessità;occorre compensare la curvatura lombare ed evitare l’estensione dei piedi.

4. Sul fianco o laterale destra o sinistra: la persona è appoggiata sul fianco con entrambe le braccia rivolte in avanti; le ginocchia leggermente flesse,maggiormente flessa quella che sta sopra.

5. Semiprona o di Sims: la persona è in posizione intermedia fra quella laterale e quella prona,con corpo e faccia ruotati lateralmente, il braccio in posizione posteriore è parallelo al corpo.( es.esecuzione di un clistere)

6. Ortopnoica o seduta: la persona è seduta,con la parte superiore del torace sollevata ad angolo retto;può o no mantenere le gambe sul piano del letto,eventualmente far appoggiare le braccia su un tavolino portatile

o i piedi su un panchetto.

7. Semiortopnoica o semiseduta o di fowler: la persona è seduta con la parte superiore del corpo sollevata

ad angolo di circa 25° rispetto al piano del letto,occorre sostenere il capo e la curvatura lombare.( migliora l’esposizione polmonare del paziente)

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8.

Di Trendelemburg: la persona è appoggiata su un piano in modo che le estremità inferiori sono ad un livello più alto delle spalle ed il bacino più alto del torace.( es. posizione utilizzata quando il paziente sviene per assicurare la circolazione al cervello ) .

9. Anti Trendelemburg: la persona sta in posizione supina con la testa più in alto delle estremità inferiori; si solleva il piano del letto di 20 °-25°.( es. migliorare lo svuotamento gastrico e prevenire il reflusso gastro-esofageo).

10. Ginecologica: la persona è supina con gambe flesse e divaricate, i piedi sono appoggiati sul piano del letto.

CAPITOLO 2

2.1 Le cure del corpo La pulizia e la cura del corpo hanno un’importanza fondamentale per il benessere psicofisico della persona. È esperienza comune la sensazione di freschezza e di “ star bene” subito dopo la pulizia del corpo; ad essa si accompagnano sensazioni di ritrovata energia o, al contrario, di rilassamento, a seconda della durata del contatto con l’acqua, della temperatura di questa, del fatto che si sia scelto il bagno in vasca o la doccia. È necessario ricordare che la pulizia del corpo è parte di quelle prime cure che vengono prestate al bambino dalla madre e dalle persone che lo accudiscono da piccolo. La vita e la salute del neonato dipendono infatti dall’alimentazione e da altre cure che sono essenzialmente “ cure igieniche”, ovvero la pulizia della pelle, l’eliminazione delle feci e delle urine, il cambio della biancheria e la protezione dal freddo e via dicendo. Di queste cure l’uomo ha bisogno, quotidianamente, per tutta la vita; durante l’infanzia apprende progressivamente a compierle in maniera autonoma e a prendersi cura di se stesso; queste attività rimangono pertanto un aspetto intimo della vita individuale. In relazione a tutto ciò, possiamo dire che l’esigenza di igiene personale è oggi molto sentita dagli individui; nella generalità dei casi il bagno o la doccia sono abitudini quotidiane, tanto che, se occasionalmente non ne ve ne è la possibilità, la persona avverte una sensazione di disagio e di imbarazzo. Sentirsi bene con se stessi deriva anche dal corpo, dal gradimento che ogni persona ha della propria immagine. Tutto questo è profondamente influenzato dalla psiche: momenti di depressione possono accompagnarsi a una maggiore trascuratezza di sé, viceversa lavarsi, vestirsi, pettinarsi, contribuisce talvolta a ridare fiducia e sicurezza in momenti di difficoltà.

CURE IGIENICHE

Definizione: manovre inerenti all’igiene personale che vengono normalmente praticate dal paziente stesso o, nel caso in cui egli risulti impossibilitato momentaneamente o definitivamente a causa di handicap o malattie, gli vengono praticate dall’ operatore socio sanitario in quanto le cure igieniche occupano un posto centrale nell’attività di assistenza alla persona. È necessario soffermarsi sul particolare significato che assume la pulizia del corpo quando viene effettuata da un’altra persona, specie se estranea all’assistito, come l’operatore. L’essere accudito in un bisogno di base come l’igiene della persona o l’eliminazione intestinale e urinaria, può essere interpretato come propria deficienza, incapacità, come totale dipendenza e perdita della propria dignità. Per questi motivi prestare aiuto in tali situazioni richiede all’operatore sensibilità nel proporlo, nel spiegarne le ragioni, e nel presentare il proprio ruolo; in questo modo può comunicare all’assistito che egli è ancora “ padrone” del proprio corpo, che può decidere e guidare il supporto che gli viene offerto. L’instaurarsi di un rapporto positivo è reso più facile se l’operatore presta particolare attenzione ne l rispetto della privacy della persona. L’operatore inoltre comunica il proprio atteggiamento attraverso il contatto fisico tra le sue mani e il corpo della persona assistita: gesti accurati o frettolosi hanno un significato di maggiore o minore attenzione. È un momento quindi molto delicato e importante, che richiede professionalità da parte dell’operatore; egli mette in campo conoscenze( i principi), abilità pratiche ( saper far bene) e di relazione con la persona ( offrire supporto, rispettarne la volontà e la dignità.

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L’apparato cutaneo e le sue funzioni

La cute è formata da tre strati principali:

- epidermide

- derma

- ipodermao tessuto sottocutaneo

L'epidermide è lo strato a contatto con l'ambiente esterno. Da essa originano le ghiandole sudoripare, i peli, le ghiandole sebacee (annessi cutanei). Il derma è uno strato intermedio di sostegno contenente gli annessi cutanei, i vasi sanguigni e le terminazioni nervose. Esso è separato dall'epidermide da una sottile membrana, la membrana basale. Il sottocutaneo o ipoderma è lo strato più profondo, è composto da tessuto adiposo (adipociti) e può variare in spessore nelle diverse sedi corporee L’apparato cutaneo svolge importanti funzioni:

Funzione protettiva: ci difende dai traumi e dalla penetrazione di microrganismi all’interno del corpo.

Funzione di termoregolazione: esso contribuisce a mantenere costante la temperatura interna del corpo,come ad esempio la sudorazione.

Funzione di riserva di energia: è nel tessuto sottocutaneo( tessuto adiposo), infatti, che si accumulano i grassi di deposito. L’ igiene personale, quindi, garantisce che la pelle sia mantenuta in buone condizioni e possa svolgere le sue funzioni naturali.

Scopi dell’igiene

Mantenere pulito il corpo.

Eliminare odori sgradevoli.

Prevenire le lesioni da decubito.

Favorire la circolazione.

Prevenire l’insorgenza di infezioni.

Permettere l’osservazione dello stato generale della cute.

Produrre effetti terapeutici.

Garantire al paziente un benessere psicofisico.

Migliorare l’immagine di sé.

Svolgere attività di educazione sanitaria nei confronti del paziente e dei suoi familiari su come svolgere le cure igieniche.

In una persona sottoposta a un intervento chirurgico, ad esempio, l’igiene della cute intorno alla ferita chirurgica contribuisce a prevenire l’infezione.

In un paziente febbricitante asciugare il sudore, detergere il corpo e cambiare la biancheria, apporta una sensazione di sollievo.

Classificazione delle cure igieniche

Cure igieniche parziali: Capo, Occhi, Orecchie, Naso, Bocca, Viso, Collo, Mani, Genitali, Piedi.

Cure igieniche totali: Bagno in vasca, Bagno a letto, Doccia.

Preparazione del paziente La persona che deve essere sottoposta ad una qualsiasi delle pratiche sopraelencate deve essere opportunamente informata e stimolata,se le sue condizioni lo permettono,a collaborare nel limite delle sue possibilità.

Preparazione dell’ambiente

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Controllare l’esistenza di garanzie di sicurezza per il paziente (maniglie di sostegno,tappetini antiscivolo,ecc).

Garantire una temperatura media tra i 24°C e i 26°C.

Chiudere porte e finestre per evitare correnti d’aria.

Predisporre idonei accorgimenti per rispettare l’intimità del paziente e per evitare il propagarsi d’infezioni o di parassiti.

Accertarsi che tutto il materiale necessario sia pronto e a portata di mano.

CURE IGIENICHE PARZIALI

IGIENE DEL CAPO Può essere praticata nel bagno della sezione se il paziente può alzarsi, in caso contrario viene praticata al letto del malato.

Frequenza Almeno una volta alla settimana

Indicazioni

ha lo scopo di asportare sporco e sebo dal cuoio capelluto.

può favorire un certo rilassamento nel paziente.

contribuisce ad aumentare il senso di autostima.

MATERIALE OCCORRENTE Per la pulizia del capo praticata presso il bagno della sezione

Shampoo.

2 asciugamani.

1 bacinella reniforme.

Guanti monouso.

1 pettine.

1 spazzola.

1 asciugacapelli.

1 sedia.

Preparazione dell’ambiente

Porte e finestre chiuse.

Temperature sui 24C°- 26C°.

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Porre la sedia di fronte al lavandino.

Far sedere il malato con le spalle rivolte al lavandino e il capo iperesteso ( testa all’indietro); le spalle e il petto coperti con un asciugamano.

Fare scorrere acqua tiepida.

Calzare i guanti monouso.

Invitare il paziente ad iperestendere (all’indietro) il capo sotto il getto dell’acqua che non deve essere troppo violento.

Bagnare il capo e versare sui capelli una piccola quantità di shampoo.

Massaggiare con i polpastrelli il cuoio capelluto al fine di rimuovere la forfora e stimolare la circolazione.

Porre particolare cura affinché la schiuma non penetri negli occhi del paziente.

Sciacquare accuratamente fino ad eliminare ogni traccia di shampoo ripetere se, necessario, l’applicazione di shampoo.

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Tamponare con un asciugamano e poi strofinare per assorbire la maggior quantità di acqua possibile.

Controllare che il pavimento sia asciutto.

Innestare la spina dell’asciugacapelli e procedere alla asciugatura del capelli aiutandosi, eventualmente,con spazzola o il pettine.

Riaccompagnare il paziente a letto.

Procedere alla pulizia e al riordino di tutto il materiale usato.

IGIENE DEL CAPO PER IL PAZIENTE ALLETTATO MATERIALE OCCORENTE

Un carrello con:

Due tele di cerate di cui una grande,oppure uno scivolo per shampoo.

Un secchio.

Recipiente per l’ acqua.

Shampoo.

Due asciugamani di spugna.

Un lenzuolo.

Guanti monouso.

Una bacinella reniforme.

Un pettine.

Una spazzola.

Un asciugacapelli.

Guanti monouso.

Preparazione dell’ambiente e del malato

Finestre e porte chiuse per evitare correnti d’aria.

Far assumere al malato il decubito supino, se è possibile,con il volto girato di lato e farlo spostare verso la sponda del letto.

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Togliere i cuscini, meno uno che va accuratamente coperto con la tela cerata più piccola.

Ricoprirgli il torace con un asciugamano.

Mettere lo scivolo sotto la testa del paziente ; se si usa la tela cerata questa deve essere arrotolata ai bordi per impedire che l’acqua scorra nel letto, e la sua parte terminale deve entrare nel secchio posto per terra vicino alla sponda del letto.

Porsi alla testiera del letto.

Calzare i guanti monouso.

Inumidire i capelli del paziente e versare una piccola quantità di shampoo.

Invitare il malato a tenere gli occhi chiusi.

Frizionare il cuoio capelluto con i polpastrelli.

Sciacquare accuratamente.

Ripetere l’applicazione di shampoo e la relativa risciacquatura.

Strizzare i capelli e avvolgere il capo del paziente con un asciugamano a mo’ di turbante.

Far scivolare la cerata nel secchio oppure togliere lo scivolo.

Strofinare i capelli del paziente facendo attenzione a non indirizzargli il getto di aria calda direttamente sul viso o orecchie.

Spazzolare e pettinare i capelli.

Cambiare gli indumenti eventualmente inumiditi.

Riordinare il letto e il materiale usato.

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IGIENE DEGLI OCCHI

Indicazioni Viene effettuata, in situazioni di normalità, insieme all’igiene del viso . Invece, su indicazione dell’infermiere in pazienti con rischio di infezioni (di processi infiammatori, con presenza di secrezioni), l’igiene degli occhi richiederà invece una procedura rigorosamente Asettica. Scopo

Rimuovere eventuali secrezioni.

Prevenire infezioni oculari.

MATERIALE OCCORRENTE

Tamponi oculari sterili o compresse di garza sterili.

Soluzione fisiologica.

Bacinella reniforme.

Guanto sterile.

Telo di protezione.

Tecnica di esecuzione

Spiegare la procedura al paziente.

Scaldare leggermente la soluzione utilizzata, ponendo il flacone ancora chiuso in acqua a circa 37C°, per alcuni minuti.

Aiutare la persona ad assumere una posizione adeguata:supina,semiseduta o seduta, con la testa iperestesa ( all’indietro) e sostenuta da cuscini.

Proteggere la persona e il letto con un telo.

Effettuare il lavaggio antisettico delle mani.

Aprire il flacone della soluzione fisiologia.

Aprire la confezione dei tamponi sterili, facendo attenzione a non contaminarli.

Indossare un guanto sterile sulla mano dominante.

Prelevare un tampone sterile dalla confezione don la mano che indossa il guanto sterile.

Inumidire il tampone sterile evitando di sfiorare il bordo del flacone.

Invitare la persona a chiudere le palpebre.

Strizzare leggermente il tampone sulla bacinella: un residuo di umidità aiuta a rimuovere secrezioni essiccate, specie se si mantiene il tampone sulle palpebre per qualche secondo.

Pulire ogni occhio separatamente: questa procedura previene contaminazione tra un occhio e l’altro.

Passare il tampone sull’occhio, procedendo in un solo senso, dall’angolo mediale (interno) a quello laterale dell’occhio, per evitare che le secrezioni si accumulino in corrispondenza del canale lacrimale.

Utilizzare più tamponi, fino alla completa pulizia dell’occhio, effettuando con ogni tampone un solo passaggio.

Osservare e riferire all’infermiere l’eventuale presenza, secrezioni abbonanti, dolore.

IGIENE DELLE ORECCHIE

Comprende la pulizia della parte esterna dell’orecchio: il padiglione auricolare e l’ orifizio esterno.

Scopo Rimuovere i detriti cellulari (pelle morta), il sebo e il cerume che fuoriescono dal canale uditivo; è essenziale sottolineare che il cerume è una secrezione naturale dell’orecchio e non deve essere rimossa dal canale uditivo. MATERIALE OCCORRENTE

Asciugamano di tessuto.

Acqua e sapone.

Guanti monouso.

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Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani

Spiegare la procedura al paziente.

Indossare i guanti monouso.

Effettuare la pulizia con acqua e sapone; afferrando, con il pollice e l’indice, il bordo superiore esterno del padiglione auricolare effettuando una leggera trazione verso l’alto e verso l’esterno.

Un asciugamano di tessuto permette inoltre un’accurata asciugatura del padiglione auricolare.

È sconsigliato l’uso di bastoncini cotonati che, in ogni caso, non devono essere mai introdotti all’interno del canale uditivo : possono infatti provocare traumi e infezioni.

IGIENE DEL NASO

In condizioni di normalità non richiede attenzioni particolari; si consiglia alla persona di utilizzare, per soffiarsi il naso, fazzolettini di carta da gettare in un apposito sacchetto, piuttosto che dei fazzolettini di cotone che possono favorire contaminazioni delle mani, della biancheria ecc.

Indicazioni

Portatori di sonde nasali o occhialini nasali per l’ossigeno.

Portatori di sonde naso-gastriche.

MATERIALE OCCORRENTE PER CIASCUN PAZIENTE

Un flacone di soluzione fisiologica.

Guanti monouso.

Garze.

Cerotto .

Un paio di forbici.

Posizione del paziente Decubito supino o, se consentito, in posizione semiseduta.

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani

Spiegare la procedura al paziente.

Indossare i guanti monouso.

Rimuovere delicatamente il fissaggio, che mantiene in situ la sonda.

Togliere i residui di cerotto dalla pelle e dalla sonda.

Pulire accuratamente la narice e il sondino che provvederà quindi a fissare di nuovo variandone leggermente il punto di appoggio sulla narice.

IGIENE DEL VISO, COLLO, DELLA PARTE SUPERIORE DEL TORACE E DELLE BRACCIA.

Scopo

Apportare sensazione di benessere e comfort.

Curare l’aspetto della persona.

MATERIALE OCCORRENTE

Oggetti da toilette personali dell’assistito.

Sapone liquido.

Asciugamani e biancheria pulita.

Bacinella(personale per l’assistito durante tutta la degenza).

Recipiente per l’acqua.

Guanti monouso.

Manopole di spugna

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cotone idrofilo.

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani

Spiegare la procedura al paziente.

Aiutare la persona a svestirsi parzialmente, a raccogliere i capelli se lunghi, ad assumere, se possibile, la posizione seduta.

Se si tratta di un uomo, valutare se desidera radersi; se disponibile, è preferibile un rasoio elettrico, altrimenti procedere con la rasatura con schiuma da barba e rasoio monouso.

Proteggere la persona con un asciugamano e predisporre sul tavolino la catinella contenete acqua tiepida.

E tutto l’occorrente per la toilette.

Aiutare la persona a lavarsi il viso, orecchie, collo e mani: porgere i materiali, fornire acqua pulita versandola dalla brocca, aiutarla ad asciugarsi.

Se vi fosse bisogno dell’aiuto dell’operatore, indossare i guanti monouso e, sopra alla mano che lava, un guanto spugna che verrà insaponato e quindi sciacquato, sopra la catinella, versandoci acqua pulita dal recipiente.

Nella pulizia del viso, lavare gli occhi per primi, evitando l’uso del sapone: pulire ciascun occhio separatamente con una compresse di garze o tessuto non tessuto, procedendo dall’angolo mediale ( interno) a quello laterale dell’occhio, utilizzando ciascun tampone per un solo passaggio.

Completare la pulizia del viso con l igiene del cavo orale.

Fornire acqua pulita per lavare il torace, le ascelle e le braccia.

Aiutare la persona ad asciugarsi completamente, specie sotto le ascelle e dove la cute forma delle pliche ( es. la zona sottomammaria nelle donne); in questi punti la cute, rimanendo, può facilmente lesionarsi .

Aiutare la persona a vestirsi e a pettinarsi secondo le proprie esigenze; i capelli lunghi possono essere raccolti, evitando di fermagli o pettinature che possono creare fastidio nello stare a letto.

La rasatura ad un paziente allettato Innanzitutto regolare l’illuminazione, mettere sul torace un asciugamano, riempire una bacinella con acqua calda, ritornare al letto del paziente e collocare la bacinella sull’apposito tavolino da letto; immergere una salvietta nella bacinella , strizzare e collocare sul viso del paziente per ammorbidire la pelle e lasciarla per 3-5 minuti, poi applicare la crema da barba con le mani inguantate o con il pennello e con l’altra mano tenere la cute della zona da radere tesa tendendola verso l’alto.

Si passa il rasoio sulla cute a piccoli tratti, il rasoio deve essere monouso o personale; tenere il rasoio inclinato a 45° e procurare piccoli movimenti sulle guance e sul mento come intorno alle labbra. Importante è sciacquare frequentemente il rasoio durante la rasatura perché durante la rasatura si possono produrre accidentalmente delle piccole lesioni, dei tagli: in questo caso si preme il punto con garza asciutta sterile o cotone idrofilo e con una mano si sciacquano i residui di schiuma rimasti sul viso e se il paziente gradisce usare il dopobarba

Indicazioni

IGIENE DELLE MANI

Si effettua e viene fatta effettuare prima e dopo ogni pasto .

Dopo che la persona ha fatto uso di padella o della storta.

MATERIALE OCCORRENTE PER CIASCUN PAZIENTE

Un carrello a due piani , uno munito di secchio per l’acqua usata .

Un catino.

Una cerata e una traversa.

Un asciugamano.

Una manopola di spugna .

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Una bacinella reniforme.

Una lima da unghie monouso.

Un paio di forbici e/o tronchesi.

Una saponetta neutra.

Una catinella con acqua tiepida.

Guanti monouso.

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Immergere le mani del paziente per alcuni minuti in una bacinella contenete acqua tiepida, allo scopo di ammorbidire le unghie e la pelle intorno a esse.

Indossare guanti monouso.

Asciugare accuratamente le mani della persona specie negli spazi tra dito e dito.

Utilizzare per la pulizia delle unghie uno spazzolino morbido a uso personale, che dovrà essere sciacquato e lasciato asciugare prima di essere riposto.

Tagliare le unghie del paziente con forma arrotondata,( l’ utilizzo di apposite tronchesi e della lime per unghie al posto delle forbici evita il rischio di ferire il paziente specie se le unghie sono dure e irregolari.

Applicare una crema idratante e protettiva secondo le abitudini della persona o la necessità ( es. cute secca e fragile).

IGIENE DEI DENTI E DELLA BOCCA

Scopo L’igiene è la più importante misura di prevenzione della carie dentaria, delle affezioni delle gengive e della bocca. Un’ igiene efficace prevede la pulizia dei denti e della bocca dopo ogni pasto; particolare importanza ha l’igiene serale; essa prevede l’uso dello spazzolino e del denitrifico e del filo interdentale, per eliminare i residui di cibo tra un dente e l’altro; può inoltre essere completata dall’uso di un collutorio antisettico. Nel paziente autosufficiente è importante assistere la persona nell’esecuzione della pulizia della bocca.

TECNICA PER IL PAZIENTE AUTOSUFFICIENTE

MATERIALE OCCORRENTE PER CIASCUN PAZIENTE

Tavolino portatile.

Un vassoio con:

- Un bicchiere.

- Uno spazzolino.

- Una confezione di denitrifico .

- Una bacinella reniforme.

- Un asciugamano .

- Una cerata.

- Collutorio, se necessario.

- Una brocca con acqua.

- Fazzolettini di carta.

- Guanti monouso .

- Filo interdentale.

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Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare al paziente di eseguire la pulizia del cavo orale almeno 2 volte al giorno

Sistemare il malato in posizione semiseduta.

Porgli sulle ginocchia la cerata e la traversa.

Procurare tutto il materiale necessario lontano dai pasti

Se portatore di protesi dentaria dare indicazioni per una corretta conservazione della stessa consigliandogli di conservarla durante la notte in una soluzione

antisettica in un contenitore preferibilmente chiuso

Pulizia e conservazione della protesi dentaria

MATERIALE OCCORRENTE

Spazzolino personale e dentifricio.

Collutorio.

compresse effervescenti per l’igiene della protesi.

Contenitore chiuso per la conservazione della protesi.

Bacinella.

Garze.

Guanti monouso.

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani.

Indossare i guanti.

Invitare il paziente a togliere la protesi:aiutandosi con una garza, afferrare la protesi tra pollice e indice degli incisivi centrali; compiere dei piccoli movimenti in senso verticale per facilitare il distacco; in caso

di

difficoltà afferrare lateralmente la protesi tra pollice e indice di ambedue le mani.

Prendere saldamente in mano la protesi e lavarla, con spazzolino e dentifricio sotto acqua corrente tiepida nel lavabo della stanza, lavorando sopra una bacinella colma di acqua per evitare che la protesi si rompa

in

caso scivoli dalle mani dell’operatore.

Osservare se al protesi è pulita e se vi è deposito di calcare, se viene riposta per la notte, porla nell’apposito contenitore.

Porgere alla persona il materiale per completare l’igiene della bocca ( lavaggio degli eventuali denti naturali, massaggio delle gengive con uno spazzolino morbido, sciacqui con collutorio).

Osservare il cavo orale e riferire l’eventuale presenza di arrossamento, lesioni,sostanza bianca,sanguinamento, dolore.

 

Pulizia della bocca nella persona debilitata o non collaborante

Scopo

Mantenere l’integrità della mucosa orale.

Prevenire le infezioni.

Favorire l’alimentazione.

MATERIALE OCCORRENTE

Soluzione fisiologica o altra soluzione prescritta.

Compresse di garza o tessuto non tessuto.

Abbassalingua.

Apribocca.

Aspiratore.

Lampadina portatile.

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Guanti monouso.

Pinza auto statica.

Bacinella reniforme.

Telo di protezione.

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani.

Aiutare la persona ad assumere la posizione seduta; se la persona è confusa o incosciente,farle assumere, se possibile, la posizione laterale con il tronco leggermente rialzato per evitare l’aspirazione nelle vie aeree di soluzione di lavaggio,residui alimentari ecc.; in alternativa girare lateralmente la testa; se necessario, operare insieme a un infermiere utilizzando un aspiratore.

Proteggere, il paziente e il letto con un telo di protezione.

Preparare la soluzione prescritta.

Indossare guanti.

Se è presente la protesi dentaria, rimuoverla e provvedere separatamente alla sua pulizia.

montare un tampone su una pinza auto statica, avendo cura di fasciare completamente le branche dello strumento per prevenire lesioni della mucosa o arrotolare la garza sull’abbassalingua.

Mantenendosi sopra alla bacinella reniforme, inumidire la garza versandovi sopra la soluzione.

Eliminare la soluzione in eccesso per evitare che venga aspirata.

Invitare il paziente ad aprire la bocca.

Se il paziente non è in grado di collaborare, provvedere ad aprire la bocca utilizzando una delle seguenti tecniche:

- Inserendo un abbassalingua tra le arcate dentali e ruotandolo.

- Utilizzando un apribocca.

Pulire delicatamente i denti e le gengive, il palato, la lingua, la parte interna delle guance e delle labbra, cambiando garza a ogni passaggio; se necessario, utilizzare l’abbassalingua e la lampadina portatile per

visualizzare meglio la mucosa.

Ripetere l’operazione fin quando la bocca non appare priva di residui di cibo o sostanza bianca.

Se prescritto applicare eventuali sostanze emollienti per le mucose.

Osservare il cavo orale e riferire l’eventuale presenza di arrossamento, sostanza bianca, lesioni, sanguinamento,dolore.

ANATOMIA DEI GENITALI ESTERNI FEMMINILI E MASCHILI

I genitali esterni femminili sono costituiti dalla vulva; essa è formata da pieghe cutanee, le grandi labbra, da pieghe della mucosa, le piccole labbra, e dal clitoride. All’interno della vulva hanno sbocco, molto ravvicinati fra loro, due orifizi naturali:

Anteriormente il meato urinario ( foro dove fuoriesce l’urina), attraverso il quale viene emessa l’urina proveniente dalla vescica.

Posteriormente il canale vaginale; in esso sono contenuti, anche in condizione naturali, alcuni tipi di microrganismi che contribuiscono a mantenere le caratteristiche proprie della mucosa vaginale; dalla vagina vengono emesse secrezioni, in genere più abbondanti in alcuni giorni del mese, e il sangue mestruale. Procedendo verso la parte posteriore del corpo, separato da un breve tratto di cute ( perineo), si trova lo sfintere anale, dal quale vengono emesse le feci, nelle quali sono fisiologicamente presente dei batteri che costituiscono la flora batterica intestinale.

I genitali esterni maschili sono costituiti dal pene e dallo scroto: la parte finale del pene è chiamata glande, alla sua estremità è situato il meato urinario; il glande è ricoperto da una mucosa mobile detta prepuzio; fra glande e prepuzio si formano delle secrezioni biancastre che devono essere rimosse quotidianamente. Posteriormente allo scroto, separato da alcuni centimetri di cute, è situato l’ano.

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IGIENE DEI GENITALI E DELLA ZONA PERIANALE

Indicazioni

La pulizia deve essere effettuata quotidianamente, o più volte al giorno se:

- durante il periodo mestruale ( nella donna).

- Ogni volta che evacua.

Scopo

Garantire benessere e comfort.

Prevenire infezioni delle vie urinarie.

MATERIALE OCCORRENTE

Asciugamano personale.

Padella.

Brocca per l’acqua.

Guanti monouso.

Una traversa e una cerata.

Manopola di spugna( in mancanza cotone idrofilo).

Sapone liquido neutro.

A seconda delle condizioni patologiche, se necessario:

• Pannoloni

• Busta urine (paziente cateterizzato)

• Condom

Tecnica di esecuzione( NELLA DONNA)

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Garantire la privacy con un paravento.

Proteggere il letto con traversa e cerata.

Aiutare la persona a svestire la parte inferiore del corpo.

Indossare i guanti.

Fare assumere la posizione ginecologica.

Posizionare la padella.

Indossare e inumidire la manopola.

Bagnare lentamente i genitali con acqua tiepida.

Lavare i genitali procedendo sempre dal pube verso l’ano utilizzando diverse falde di cotone idrofilo ad ogni passaggio. (N.B. Questa manovra è necessaria perché la zona anale è più inquinata della zona genitale, quindi è indispensabile che la pulizia avvenga sempre dal pube verso l’ano.)

Divaricare le grandi e le piccole labbra, lavare e sciacquare dal meato urinario verso l’ano.

Se è presente un catetere vescicale, pulire il catetere dal meato urinario con movimento circolare. N.B.evitare trazioni.

Asciugare accuratamente tamponando; togliere la padella.

Aiutare la persona ad assumere la posizione laterale e verificare che la zona sacrale e perianale siano pulite e, e se necessario, provvedere a completare la pulizia.

Osservare e riferire l’eventuale presenza di arrossamento delle mucose e/o lesioni cutanee.

Aiutare la persona a rivestirsi con indumenti puliti.

Riordinare il letto e il materiale usato.

Tecnica di esecuzione (NELL’UOMO)

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Garantire la privacy con un paravento.

Proteggere il letto con traversa e cerata.

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Aiutare la persona a svestire la parte inferiore del corpo.

Indossare i guanti.

Invitare il paziente a piegare le ginocchia,divaricare le gambe ed alzare il bacino per posizionare la padella.

Indossare e inumidire la manopola.

Bagnare lentamente i genitali con acqua tiepida.

Abbassare il prepuzio, lavare e sciacquare accuratamente procedendo dal glande con movimento rotatorio , al corpo del pene, allo scroto fino all’ano.

Se è presente un catetere vescicale, pulire il catetere dal meato urinario con movimento circolare. N.B.evitare trazioni.

Asciugare accuratamente tamponando; togliere la padella.

Aiutare la persona ad assumere la posizione laterale e verificare che la zona sacrale e perianale siano pulite e, e se necessario, provvedere a completare la pulizia.

Osservare e riferire l’eventuale presenza di arrossamento delle mucose e/o lesioni cutanee.

Aiutare la persona a rivestirsi con indumenti puliti.

Riordinare il letto e il materiale usato.

Scopo

IGIENE DEI PIEDI

Prevenire la formazioni di calli che provocano dolore e possono modificare la deambulazione( il cammino).

Prevenire la micosi ( infezioni da funghi) delle unghie e/ o degli spazi interdigitali.

Prevenire le lesioni determinate dallo sfregamento e dalla pressione sul piano del letto.

MATERIALE OCCORRENTE

Una bacinella.

Brocca con acqua tiepida.

Una manopola di spugna.

Tronchesi.

Una cerata, una traversa e un asciugamano.

Guanti monouso.

Pietra pomice.

Indicazione

La tecnica può essere praticata con il paziente seduto sulla sponda del letto o direttamente a letto del paziente( proteggere il letto con cerata).

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Indossare i guanti monouso.

Immergere i piedi nell’ acqua tiepida per circa 10 minuti( pediluvio).

Lavare e sciacquare i piedi con acqua e sapone , rimuovere le callosità usando la pietra pomice.

Tagliare le unghie ne troppo lunghe ne troppo corte con apposite tronchesi.

Asciugare accuratamente il piede soprattutto negli spazi interdigitali, dove un residuo di umidità può favorire la formazione di lesioni della cute e micosi.

Riordinare il letto e il materiale usato.

CURE IGIENICHE TOTALI

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È la pulizia completa del corpo, quando le condizioni della persona lo consentano è sempre preferibile che avvengono nella stanza da bagno che, può essere attrezzata in maniera tale da permettere di effettuare il bagno in vasca o doccia anche a persone che non hanno gravi limitazioni nel movimento; quando ciò non è possibile gli operatori procedono a effettuare il bagno a letto, nella maggior parte dei casi , questa procedura verrà effettuata in collaborazione con l’infermiere; le modalità con cui il bagno a letto viene realizzato possono variare in relazione al grado di indipendenza della persona.

Bagno in vasca e la doccia

Indicazioni

I malati in grado di alzarsi ( almeno una volta la settimana).

I malati che devono essere sottoposti a intervento chirurgico.

MATERIALE OCCORRENTE

Lenzuolo da bagno o accappatoio

Sapone neutro.

Manopola di spugna.

Asciugamano.

Tappetino di gomma antiscivolo.

Biancheria pulita del malato.

Tappeto di spugna.

Sedile da vasca o sedia da doccia ( se occorre).

Guanti monouso.

Tecnica di esecuzione (bagno in vasca)

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Preparazione dell’ambiente:

- Chiudere le finestre per evitare correnti d’aria.

- Controllare la temperatura circa 22-24 C°.

- Verificare la pulizia dei sanitari.

- Preparare l’acqua da bagno(la vasca verrà riempita circa a metà, immettendo acqua tiepida).

- Predisporre un tappetino antiscivolo sul fondo della vasca e un tappetino di spugna sul pavimento.

Aiutare il malato a spogliarsi e ad entrare nella vasca, se occorre.

la presenza di un sedile da vasca permette di mantenere una posizione sicura e di non affaticarsi .

se necessario, aiutare la persona nell’igiene, lavando le parti del corpo più difficili da raggiungere ( es schiena ecc.) ,altrimenti rimanere a disposizione fuori dalla stanza da bagno per intervenire quando la persona richieda il suo supporto con il sistema di chiamata.

Aiutare il malato a uscire dalla vasca, se occorre, porgergli l’accappatoio.

Aiutarlo ad asciugarsi e rivestirsi in modo che non si stanchi e non prenda freddo.

Riaccompagnarlo al suo letto già pronto e rifatto con biancheria pulita.

Riordinare e pulire il materiale usato.

Riordinare, pulire e disinfettare la vasca.

Tecnica di esecuzione ( doccia)

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Preparazione dell’ambiente:

- Chiudere le finestre per evitare correnti d’aria.

- Controllare la temperatura circa 22-24 C°.

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- Verificare la pulizia dei sanitari.

- Predisporre un tappetino antiscivolo sul fondo della doccia e un tappetino di spugna sul pavimento.

- Sistemare la sedia per doccia( se occorre).

- Regolare l’acqua a temperatura tiepida e in modo che il flusso non abbia troppa forza.

Invitare il paziente a controllare la temperatura dell’acqua, se è di suo gradimento.

Aiutare il malato ad entrare sotto la doccia e a sedersi sulla sedia da doccia.

Rimanere vicino alla cabina per dare aiuto, se richiesto.

Aiutare il malato a uscire dalla doccia, se occorre, porgergli l’accappatoio.

Aiutarlo ad asciugarsi e rivestirsi in modo che non si stanchi e non prenda freddo.

Riaccompagnarlo al suo letto già pronto e rifatto con biancheria pulita.

Riordinare e pulire il materiale usato.

Pulire e disinfettare la cabina doccia.

Scopo

Bagno a letto

Garantire benessere e comfort.

Mantenere l’integrità della cute.

MATERIALE OCCORRENTE

Brocca per l’acqua e bacinelle.

Padella.

Guanti monouso.

Manopole di spugna o telini.

Compresse di garza o cotone idrofilo.

Sapone liquido neutro.

Cerate( teli impermeabili), biancheria per il letto.

Asciugamani.

Indumenti personali puliti.

Tecnica di esecuzione

Lavaggio sociale delle mani.

Spiegare la procedura al paziente.

Garantire la privacy con un paravento.

Mantenere una temperatura ambientale almeno 22-24 C°; evitare correnti d’aria

Se le condizioni cliniche lo permettono, mettere la persona in posizione supina o semiseduta.

Rimuovere le coperte, lasciando solo il lenzuolo superiore.

Proteggere il letto con traversa e cerata.

Aiutare la persona a togliere il pigiama o la camicia e la biancheria intima.

Scoprire il torace, mantenendo coperta la parte inferiore del corpo con il lenzuolo.

1° operatore: indossa guanti monouso e una manopola con la quale lava e risciacqua la persona; in alternativa, e in relazione alla parte del corpo lavata, utilizza gli altri materiali indicati.

2° operatore: indossa i guanti monouso, bagna, insapona e sciacqua la manopola tenuta dal collega, versando acqua tiepida dalla brocca e raccogliendola in una bacinella; asciuga la persona.

Lavare e asciugare nell’ordine:viso e collo, orecchie, ascella, braccio, mano prima da un lao e quindi dall’altro, torace anteriormente e addome; successivamente procedere secondo una delle modalità di seguito indicate.

Se la persona è in grado di collaborare:

- Aiutarla a girarsi su di un lato e procedere alla pulizia del dorso; farle quindi indossare la biancheria intima per evitare il raffreddamento.

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- Scoprire la parte inferiore del corpo e procedere alla pulizia degli arti e dei piedi; quindi all’igiene dei genitali e della zona perineale dopo aver posizionato la persona sulla padella.

Se la persona è completamente dipendente:

- Per limitare al minimo gli spostamenti, mantenere coperti torace e arti superiori con il lenzuolo e procedere alla pulizia degli arti inferiori e dei piedi; quindi all’igiene dei genitali e della zona perineale, senza utilizzare la padella.

- Posizionare la persona su di un lato e, con una manopola pulita, procedere a lavare il dorso e la regione sacrale.

Infine cambiare completamente la biancheria del letto e completare la vestizione della persona.

Osservare e riferire l’eventuale presenza di lesione cutanee.

2.2 AUSILI PER L’IGIENE Sono rappresentati da attrezzature che consentono di eliminare le operazioni di sollevamento manuale del paziente durante le attività di igiene Nella scelta dell’ausilio è di particolare importanza uno studio preliminare sia delle manovre da

compiere legate alla tipologia di disabilità del paziente, sia degli spazi e percorsi. Le strutture fisse andranno posizionate nel rispettando spazi/distanze previste dalla normativa di settore per l’handicap. BARELLA DOCCIA:

piano regolabile in altezza con quattro bordi reclinabili, posto su base mobile, che consente il prelievo del paziente direttamente dal letto di degenza. E’ munita di tubo flessibile per lo scarico dell’acqua. La barella doccia è particolarmente indicata nelle situazione di carenza di spazi operativi, in presenza però di almeno un bagno accessibile. Da valutare:

1. sistema meccanico

2. pedale facilmente azionabile (max. a 30 cm da terra) e che non induca ingombro per

l’avvicinamento al letto

3. presenza di 4 ruote dotate di bloccaggio simultaneo di sicurezza

4. escursione di movimento (indicativo da 55cm. a 86 cm.)

5. larghezza di massimo ingombro (da valutare in relazione agli spazi disponibili, indicativi 64-

75 cm.)

6. spondine laterali ribaltabili con dispositivo di bloccaggio di sicurezza

7. maniglie di spinta che non creino ingombro laterale

8 scarico da entrambi i lati per scegliere la posizione della testa del materassino 9. inclinazione del materassino regolabile per facilitare lo scarico dell’acqua

10. rivestimento antiruggine

VASCA ATTREZZATA:

Vasca regolabile in altezza che può essere associata ad un sistema automatico di sollevamento del paziente

(barella regolabile in altezza con piano rigido che può essere inserito direttamente nella vasca o sollevatore munito di idoneo imbrago possibilmente a rete). Da valutare:

1. congruenza della vasca con i sistemi di sollevamento del paziente

2. dimensioni della vasca da valutare in relazione agli spazi e alla tipologia di paziente

3. sistemi di disinfezione

4. possibilità/necessità di idromassaggio

5. escursione in altezza della vasca (indicativa 45 cm 107 cm)

6. termometro per misurazione temperatura acqua

7. miscelatore termoscopico con sistema antiscottatura

8. tipologia dei materiali :adatti a sopportare umidità e prodotti chimici di disinfezione

9. maneggevolezza dei comandi di regolazione di altezza

VASCA A SEDILE CON PORTA PER ACCESSO:

indicata per pazienti parzialmente collaboranti. Le operazioni di pulizia vengono compiute con paziente seduto. Ne esistono differenti tipologie di cui le due più frequenti sono:

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- Vasca a sedile con porta estraibile per accesso frontale - Vasca regolabile in altezza e meccanismo a bascula con porta di accesso laterale Da valutare:

1. apertura totale per accessibilità e facilità di pulizia

2. porta a tenuta stagna

3. termometro per misurazione temperatura acqua

4. miscelatore termoscopico con sistema antiscottatura

5. sistemi di disinfezione

6. w.c. con cassetta di scarico incorporata nella vasca

7. appoggio anatomico per la testa (lavaggio capelli)

8. appoggio a sbalzo su pavimento per permettere l’eventuale passaggio di un sollevatore

9. possibilità di seggiolino scorrevole per l’accesso in autonomia (per la vasca con accesso

frontale) praticità e sicurezza dei comandi di regolazione di altezza e di apertura degli sportelli

DOCCIA ATTREZZATA:

piatto doccia a filo pavimento per un facile accesso di persone con ridotte capacità motorie (e con sedia a rotelle), dotata di comoda o seggiolino, maniglioni per agevolare i trasferimenti del paziente. La doccia attrezzata è particolarmente indicata per pazienti parzialmente collaboranti e con buon controllo del tronco. Da valutare:

1) trattamento antisdruciolo del piatto doccia 2) sistemi di disinfezione 3) miscelatore termoscopico con sistema antiscottatura 4) sedile ribaltabile e maniglioni a parete per trasferimento carrozzinadoccia di pazienti con buon controllo del tronco 5) stabilità e sicurezza del sistema di seduta e dei maniglioni 6) sistema di seduta richiuso e maniglioni devono avere ingombro tale da non impedire l’accesso della carrozzina:

in particolare verificare la facilità di accesso di una carrozzina per doccia o del sollevapazienti in uso presso il reparto.

2.3 IL CAMBIO DEGLI INDUMENTI

Indicazioni

Sono consigliati semplicemente indumenti comodi non rigidi, di tessuti morbidi che possono essere facilmente infilati e sfilati, calze prive di elastici costrittivi ( stretti), scarpe o pantofole comode, chiuse per prevenire le cadute.

Utilizzare indumenti aperti sul d’avanti per facilitare l’esecuzione di alcune manovre diagnostiche o terapeutiche.

Sono preferibili per le donne portatrice di catetere vescicale camice da notte, per gli uomini pantaloni aperti sul d’avanti.

Nel caso sia presente un deficit di movimento di un arto ( paralisi, apparecchio gessato, ferite chirurgiche) è necessario, per evitare trazioni, che questo, nella svestizione, sia sfilato per ultimo e, nella vestizione, sia infilato per primo.

Scopo

Cambiare gli indumenti, garantendo la sicurezza della persona, senza procurarle affaticamento e disagio.

MATERIALE OCCORRENTE Preparare sulla sedia, posta vicina al letto del malato, la biancheria necessaria secondo il seguente ordine a partire dal basso:

a) per l’uomo pantaloni del pigiama (già sbottonati)

mutande

giacca del pigiama (già sbottonata)

maglia a pelle b)per la donna

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idem o camicia da notte

mutande

idem (se si usa il pigiama)

Tecnica per spogliare e rivestire il malato lavaggio sociale delle mani; spiegare la procedura al paziente;

isolare il paziente con 2 paraventi;

abbassare le coperte fino alla vita ;

slacciare la giacca del pigiama o la camicia da notte;

— porsi ai lati del letto all’altezza del torace del paziente;

infilare il braccio, rispettivamente, sotto le ascelle del paziente;

Porre una mano sotto la nuca del paziente per sostenerlo; —Tirare verso l’alto l’indumento;

— raccogliere nella mano tutta la parte posteriore dell’indumento,portarlo in avanti facendo superare la testa del paziente e poggiarlo sul petto dello stesso (movimento sincrono di ambedue operatori );

adagiare il paziente sui cuscini;

afferrare insieme il bordo estremo delle maniche e sfilare contemporaneamente l’indumento;

—Passare dentro la manica dell’indumento pulito e arricciarla; —Afferrare dolcemente la mano del paziente e farla passare attraverso l’apertura della manica mentre con l’altra mano si tira a posto l’indumento;

ripetere la stessa operazione per gli altri indumenti; passare gli indumenti arricciati sopra la testa del paziente;

afferrare contemporaneamente il malato sotto le ascelle, sollevarlo e tirare in basso il bordo degli indumenti; Abbassare ulteriormente le coperte; Slacciare i pantaloni del pigiama;

invitare il paziente a sollevare il bacino o aiutarlo a compiere il movimento;

sfilare pantaloni e mutande;

Infilare le mutande pulite facendo sollevare il bacino o aiutando a farlo; Passare la mano dentro la gamba del pantalone ed arricciarla;

— afferrare il piede del paziente e farlo passare attraverso l’apertura, mentre con l’altra mano si

tira verso l’alto l’indumento; —Proseguire come per le mutande;

sistemare bene gli indumenti, nella parte dorsale, onde evitare disagio al malato, che si potrebbe determinare a causa delle pieghe;

riordinare il letto;

— porre la biancheria sporca nell’apposito contenitore. N.B.

NELLE VESTIZIONE : VESTIRE PRIMA INFILANDO DALL’ARTO “MALATO”, COMPROMESSO.

NELLA SVESTIZIONE : SFILARE PRIMA IL VESTITO DALL ’ ARTO SANO O

LIBERO E POI SOSTENENDOLO L’ARTO COMPROMESSO O OCCUPATO DA INFUSIONE.

2.4 IGIENE DELLA SALMA

SCOPO

L’operatore a seguito del decesso di una persona deve preparare, con il massimo rispetto, la salma per presentarla ai parenti.

Effettuare le cure igieniche.

Rispettare il credo religioso e i riti culturali del defunto e della sua famiglia.

MATERIALE:

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Lenzuola.

Un asciugamano.

Brocca con acqua.

Occorrente per la rasatura se si tratta di un uomo

Camici .

Reniforme.

Forbice.

Pinza .

Garze.

Cotone .

Siringa da 10 ml.

Cerotti.

Guanti monouso.

TECNICA:

Garantire la privacy

La salma deve essere spostato in una stanza abilitata alla composizione delle salme .

Per le operazioni di pulizia della salma gli operatori indosseranno i presidi di protezione individuale.

Eventuali flebo,catetere, ecc

vanno rimossi dall’infermiere, che provvederà anche a posizionare al polso

il cartellino di riconoscimento.

N.B: l’OSS può procedere alla rimozione del catetere vescicale solo su paziente defunto si procede aspirando dalla valvola del catetere , con una siringa da 10 cc applicata mediante il cono con movimenti di avvitamento, alla valvola, la soluzione fisiologica , circa 10 cc, presente nel palloncino che tiene in sede il catetere nella vescica) .

Effettuare una toilette di pulizia.

Tamponare tutti gli orifizi naturali per contenere le perdite eventualmente posizionare i pannoloni per ovviare l’incontinenza.

Rimuovere tutta la biancheria del letto, riposizionando un lenzuolo pulito sopra il materasso

Chiudere gli occhi della salma ed inumidire delle garze e porle sulle palpebre .

Porre la salma in posizione

Avvicinare le mani al petto

Avvolgere la testa con una benda per mantenere la bocca chiusa ed evitare la caduta della mandibola La bocca è chiusa e per le prime ore applicare un mentoniera( fino a che non è avvenuto il processo di irrigidimento dato dalla morte)

Coprire il corpo con un lenzuolo .

Raccogliere gli oggetti personali, elencarli e consegnarli a un responsabile (coordinatore dell’unità operativa, e/o un familiare).

Controllare ed elencare gli indumenti e gli oggetti personali, riporli in un sacchetto e consegnarli ai parenti.

Trasferire la salma in un luogo riservato, deve restare per almeno 2 ore nel reparto in cui avviene il decesso , prima di poter essere trasferita in obitorio, quindi far si che i parenti possano piangere il loro caro senza turbare gli altri degenti.

Il trasporto sarà fatto nella maniera più discreta possibile, con semplicità e dignità.

Provvedere alla pulizia e alla disinfezione dell’unità del letto.

Provvedere al cambio della biancheria del letto

Offrire sostegno ai parenti nel lutto.

N.B. In caso di oggetti di valore e/o protesi di qualsiasi tipo riporli in un cassetto chiuso a chiave segnalando in consegna la locazione degli effetti personali del defunto o l’eventuale consegna degli stessi. La salma sarà accompagnata all’obitorio circa dopo 2 ore dopo il decesso

2.5 Preparazione della cute all’intervento chirurgico

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Le differenti tappe della preparazione cutanea dell’ operando devono seguire il seguente

schema:

Preparazione cutanea dell’operando

Doccia o bagno completi di shampoo

(la sera prima o il giorno dell’intervento)

Tricotomia

Cambio indumenti igienici e cambio biancheria del letto

DOCCIA O BAGNO COMPLETI DI SHAMPOO La cute è popolata da milioni di batteri che contribuiscono a mantenere un equilibrio microbico che ostacola l’instaurarsi di germi patogeni. Questa popolazione batterica viene chiamata flora residente; altri batteri, flora transitoria, sono presenti sulla cute per un breve periodo perché si trasferiscono dall’ambiente o da altre persone. La doccia prima di un intervento chirurgico riduce la carica microbica su tutta la superficie del corpo. Si effettua il bagno o la doccia( o aiutare il paziente a fare la doccia o il bagno a letto) la sera prima o il giorno dell’intervento utilizzando soluzione detergente o disinfettante .

È necessario spiegare al paziente di effettuare una doccia o un bagno completo anche in caso di intervento periferico( es. ginocchio),

di avere particolare cura delle zone maggiormente difficili ( pieghe, linea sottomammaria, ombelico, unghie),

lavare anche i capelli e rimuovere trucco, smalto dalle unghie( la presenza di smalto altera la rilevazione della saturazione dell’ossigeno tramite saturi metro), La pulizia del corpo va eseguita in senso cranio-caudale ( dall’alto verso il basso), con particolare attenzione alle ascelle, alla zona ombelicale e alle altre pieghe cutanee; insaponare con cura la zona perianale ( dall’area genitale

all’area anale), successivamente insaponare e lavare gli arti e i piedi, con particolare riguardo ai solchi interdigitali; al termine risciacquare, asciugare accuratamente sempre dall’alto verso il basso utilizzando teli puliti

e invitare il paziente ad indossare gli indumenti puliti oppure un camice pulito. Si possono lavare separatamente capelli e cavo orale.

ESECUZIONE DELLA TRICOTOMIA

Obiettivi

- Depilazione della cute tramite rasoi monouso, clipper (rasoio elettrico)

Indicazioni

- Su indicazione infermieristica per migliorare la visione del campo operatorio

Strumenti

- Rasoio: valido come strumento, ma causa microlesioni cutanee in cui colonizzano microrganismi patogeni

nell’intervallo di tempo tricotomia-intervento chirurgico

- Rasoio elettrico o clipper: riducono il rischio di lesioni cutanee ma possono non consentire un’adeguata rasatura della zona

- Tempi di esecuzione: in caso di intervento programmato si esegue il più vicino possibile al momento

dell’intervento. In caso di intervento d’urgenza, va eseguita immediatamente prima di scendere in sala operatoria

o sala di radiologia diagnostica.

MATERIALE

- Guanti monouso

- Clipper elettrico o rasoio monouso per tricotomia

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- Forbice

- Schiuma da barba o sapone liquido

- Reniforme

- Telino o asciugamano pulito

- Garze sterili ed antisettico (clorexidina)

Tecnica di esecuzione

- Spiegare alla persona la procedura e le motivazioni, fargli assumere una posizione comoda

- Effettuare il lavaggio delle mani ed indossare i guanti

- Esporre la zona da radere ed ispezionare lo stato cutaneo, accertandosi che la cute sia

integra, proteggendo l’intimità della persona con teli e coperture

- La zona da radere varia in base al tipo d’intervento, deve essere indicata dall’infermiere

- Inumidire ed insaponare l’area da radere

- Eseguire la tricotomia con movimenti rapidi e decisi con passaggi sovrapposti

- Detergere e sciacquare bene la zona

- Asciugare la zona tamponando

- Disinfettare la zona con garze ed antisettico

- Pulire il materiale usato, eliminando il rasoio monouso o lama del rasoio elettrico nell’apposito contenitore per aghi e taglienti

COMUNICAZIONI OSS- INFERMIERE

- Presenza d’alterazioni cutanee tipo lesioni, eritemi, o arrossamenti

- Difficoltà o impossibilità all’esecuzione della procedura (es. persona non collaborante o con gravi lesioni cutanee)

- Stato di cura ed igiene della persona

IGIENE DEL LETTO DI DEGENZA

• Cambiare la biancheria del letto:

- Dopo la doccia o bagno o spugnatura.

- Prima del rientro del paziente dalla sala operatoria.

Cambiare la biancheria della barella ogni qualvolta si utilizza per il trasporto dei pazienti.

VESTIZIONE DEL PAZIENTE

• Prima di accompagnare il paziente in Sala operatoria per l’intervento rimuovere:

- Lenti a contatto e occhiali

- Protesi dentarie o di altro tipo

- Apparecchi acustici (toglierli il più tardi possibile)

• Segnalare se il paziente è portatore di ponti o denti instabili

• Far togliere gioielli, catenine, anelli, orologi

• Depositare gli effetti personali di valore in luogo sicuro o consegnare ad un parente chiaramente identificato

• Far indossare camice e cuffia monouso forniti dall’ospedale.

CAPITOLO 3

3.1 Cenni di anatomia e fisiologia Dell’apparato locomotore

Il sistema muscolo-scheletrico costituisce l’impalcatura del nostro corpo: grazie a questo possiamo mantenerci stabili e in equilibrio, nonché muoverci. Ogni movimento che effettuiamo è in pratica reso possibile da: ossa, muscoli ( sono in grado di allungarsi o contrarsi grazie ai legamenti e tendini), articolazioni ( permettono il movimento), sistema nervoso ( dà l’impulso e coordina il movimento).

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Lo scheletro è composto da 206 ossa di forma e dimensioni varie Le sue principali funzioni sono:

• impalcatura e sostegno

• movimento

• protezione di organi e strutture delicate

Lo scheletro si divide in testa, colonna vertebrale, gabbia toracica, scapola, clavicola e arti superiore, bacino e arti inferiore.

Testa La testa è costituita dalle ossa del cranio, dalle ossa della faccia, dalla mandibola e dagli ossicini dell’orecchio. L’unico osso mobile della testa è la mandibola che consente l’apertura e la chiusura della bocca. Tutte le altre ossa della testa si fissano completamente tra di loro. La completa fissazione avviene verso i vent’anni di vita, quando lo sviluppo corporeo è pressoché terminato. La scatola cranica è quindi un contenitore rigido ed inestensibile in cui è contenuto il cervello. Colonna vertebrale La colonna vertebrale è costituita da 33 vertebre sovrapposte l’una all’altra

• 7 cervicali

• 12 toraciche o dorsali

• 5 lombari

• 5 sacrali

• 4 coccigee

Le vertebre hanno grossolanamente la forma di un anello. Le trentatré vertebre sono sovrapposte l’una all’altra e, articolandosi la prima con la base del cranio e fondendosi le ultime col bacino, costituiscono una vera e propria colonna ossea (la colonna vertebrale). Questa esercita una notevole azione di sostegno e garantisce mobilità (grazie alla modalità di articolazione delle vertebre fra loro). La colonna vertebrale presenta nell’adulto delle normali concavità e convessità anteriori. Le vertebre, pur con leggere differenze, hanno grossomodo simili caratteristiche. La vertebra “tipo” ha la forma di un irregolare anello delimitante un foro (forame vertebrale). I fori che vengono a sovrapporsi, vertebra su vertebra, danno origine al canale midollare, in cui è contenuto il midollo spinale. La colonna vertebrale rappresenta quindi una protezione per il midollo spinale, così come la scatola cranica protegge il cervello. Il midollo spinale è costituito da fasci di nervi che trasportano impulsi dalla periferia del corpo al cervello e dal cervello alla periferia del corpo. Una frattura della colonna vertebrale costituisce un grave pericolo in quanto può comportare una grave lesione del midollo spinale. Poiché il midollo spinale è costituito da cellule nervose che non possono rigenerarsi, se esse sono lesionate irrimediabilmente il paziente può perdere per sempre la capacità di trasmettere impulsi e di riceverli al di sotto del punto di frattura della colonna vertebrale. Gabbia toracica È costituita dalle coste che si articolano in avanti con lo sterno e dietro con le vertebre toraciche Lo sterno è un osso lungo e piatto a cui si attaccano direttamente o indirettamente dieci delle dodici paia di coste. Con la parte superiore dello sterno, detta manubrio, si articolano anche le due clavicole. Le clavicole collegano lo sterno alle scapole, rendendo così più stabile l’articolazione scapolo-omerale (comunemente detta spalla). Il pavimento della gabbia toracica, durante l’inspirazione aumenta di volume, e quindi la sua integrità è indispensabile per una efficace respirazione (fratture allo sterno e alle coste complicano non poco la respirazione. Oltre che a questa importante funzione, la gabbia toracica assolve anche ad un altro compito molto importante: la protezione di organi intratoracici (polmoni e cuore) e intraddominali (fegato e milza). Scapola, clavicola e arto superiore La scapola osso piatto ed irregolare triangolare, è tenuta aderente alla parte posteriore della gabbia toracica da muscoli e legamenti. Con la scapola si articola l’omero (osso del braccio) al quale si articolano, in corrispondenza del gomito, il radio e l’ulna (ossa dell’avambraccio)In corrispondenza del polso, il radio e l’ulna si articolano con le ossa della mano (carpo, metacarpo e falangi della dita). La clavicola è un osso piatto che collega il manubrio dello sterno alla scapola. Bacino e arto inferiore

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Il bacino è costituito da tre ossa fuse assieme (ileo, ischio e pube), a destra e a sinistra, con l’ultima parte della colonna vertebrale. A destra e a sinistra il bacino si articola con il femore (osso della coscia, nonché osso più lungo del corpo). Articolazioni Le articolazioni possono essere fisse o mobili. Le articolazioni fisse, come quelle delle ossa del cranio, non consentono alcun movimento delle ossa tra di loro. Le articolazioni mobili, invece, consentono i movimenti delle ossa tra di loro. Le più importanti articolazioni sono:

• articolazione scapolo-omerale (spalla)

• gomito

• articolazione coxo-femorale (anca)

• ginocchio

• caviglia

• articolazioni intervertebrali

MUSCOLI Ogni muscolo è costituito da cellule muscolari che hanno la capacità di contrarsi e rilasciarsi provocando rispettivamente accorciamento ed allungamento del muscolo stesso. Ogni attività motoria, che richiede il controllo volontario dell’individuo, risulta possibile grazie alla contrazione

muscolare degli oltre 400 muscoli del nostro corpo, che ne rappresentano circa il 40% del peso totale. Possiamo distinguere tre tipi di muscolatura:scheletrica,liscia e cardiaca. I muscoli scheletrici,cioè quelli che consentono i movimenti delle ossa,sono sotto il controllo della volontà dell’individuo:per questo vengono anche chiamati muscoli volontari. tali muscoli sono costituiti da tessuto striato,elemento che li distingue dalla muscolatura dei visceri,che è di tipo liscio. I muscoli lisci sfuggono al controllo volontario dell’individuo,pertanto sono detti involontari; tali muscoli sono presenti negli organi cavi, nei vasi sanguigni e nei dotti ghiandolari, a eccezione del cuore: esso infatti ha una motilità involontaria, ma è costituito da un tessuto muscolare particolare ( tessuto muscolare striato).

Il ruolo dell’OSS nella mobilizzazione. Senza ombra di dubbio l’OSS non agisce se prima non ha ricevuto indicazioni dalle figure professionali che lo subordinano; inoltre è necessario che collabori con tutta l’equipe sanitaria al fine di perseguire un unico obbiettivo. Ciò vuole significare che anche l’OSS deve essere informato sulla patologia del paziente, sui progetti di recupero dello stesso, sulle capacità residue e sulle attività che egli può compiere individualmente e quelle che invece deve assolutamente compiere con supervisione del personale. L’operatore prima di iniziare qualsiasi procedura deve sempre documentarsi sulla situazione del paziente, su quali sono le principali precauzioni da adottare durante l’igiene del malato, durante i suoi trasferimenti ecc….Ad esempio se un paziente allettato, in un reparto di ortopedia, sottoposto di recente a un intervento di artroprotesi all’anca, deve mantenere in scarico l’arto operato per un numero svariato di giorni, andrà mobilizzato con la massima cautela, onde evitare che carichi sull’arto durante l’igiene, andrà scrupolosamente seguito sulle posizioni da mantenere nel letto e sulle manovre da eseguire durante i trasferimenti. L’OSS si deve attenere alle prescrizioni mediche e infermieristiche .Il ruolo dell’OSS non è quindi da sottovalutare se si considera che è la figura che sta più tempo a contatto con il paziente.

Le principali attività che l’OSS può eseguire nell’ambito della mobilizzazione. Tutte queste attività vanno eseguite garantendo sempre un’adeguata sicurezza sia nei confronti del paziente per prevenire danni secondari a cadute, sia nei confronti dell’operatore per evitare infortuni dello stesso. Attività assistenziali e mobilizzazione

Durante l’igiene:

Bisogna fare in modo di posizionare il paziente in una posizione confortevole. Aiutarlo e accompagnarlo nella fase del sollevamento del corpo. Le manovre devono essere delicate ma decise, non devono causare dolore al paziente.

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Evitare di stirare eccessivamente le strutture muscolo tendinee, la cute laddove vi siano parti lese, le articolazioni immobili. Cercare di coinvolgere il paziente e farlo collaborare sempre se vi sono capacità residue.

Nei cambi di postura:

Evitare prese scorrette e poco sicure al fine di evitare infortuni per l’OSS e di far del male al paziente. Valutare sempre la collaborazione del paziente, e se lo stesso è completamente immobile oppure non collaborante, chiedere l’intervento di un terzo operatore. Informare sempre il paziente sulle manovre che si andranno ad eseguire; si otterrà in questo modo maggiore collaborazione. Utilizzare eventuali ausili antidecubito.

Nei trasferimenti Valgono le norme dette in precedenza. In determinati pazienti si possono utilizzare particolari ausili quali sollevatori, cinghie con maniglie, dischi girevoli, teli senza attrito. Disporre la carrozzina vicino al letto, la poltrona, la barella, ecc….

REGOLE BASE PER LA CORRETTA MOVIMENTAZIONE

Prima di illustrare tutte le procedure di mobilizzazione del paziente e di movimentazione di carichi, è bene sapere quali sono le posture meno sovraccaricanti , da tenere a mente ogni qualvolta si approcci ad una azione di movimentazione manuale. Conservare l’equilibrio. L’equilibrio è tanto più stabile quanto più ampia è la base di appoggio. Flettere gli arti inferiori. Nell’atto del sollevamento è bene usare la muscolatura degli arti inferiori e non quella della colonna. Pertanto non si deve mai piegare il busto in avanti ma si devono flettere le gambe . Evitare la flessione del rachide. Come già anticipato al punto 2, lo sforzo muscolare deve essere riservato agli arti inferiori, mentre il tronco deve restare dritto. Evitare latorsione del rachide, ma piuttosto, girarsi con tutto il corpo. Avvicinareilpeso da sollevare. La forza necessaria per equilibrare un peso aumenta con l’aumentare della distanza del peso dal corpo. Pertanto è necessario ridurre il più possibile tale distanza e quindi:

ridurre la distanza tra paziente ed operatore , nel sollevamento ed eventuale trasporto di un oggetto, tenere lo stesso il più vicino possibile al tronco. Appoggiare un ginocchio sul letto. Ciò è utile sia per ridurre la distanza del peso (paziente) , sia per ridurre il carico sulle colonna in tutte le operazioni che richiedono di stare chinati . Prima di iniziare un’attività, preparare e posizionare correttamente il materiale da utilizzare per quel determinato lavoro. Ripartire il carico da movimentare. Quando si solleva un peso ad un lato del corpo si inclina il tronco dalla parte opposta per bilanciare lo sforzo (es. sollevamento e trasporto di una valigia ). In questo caso il rachide deve sopportare sia il carico complessivo, sia lo sforzo dei muscoli del tronco. E’ quindi necessario ripartire il peso sui due lati. Quando il carico è eccessivo , lo sforzo dovrà essere o suddiviso fra più operatori, o compiuto utilizzando ausili o attrezzature meccaniche (es. sollevapazienti).

Prima di parlare delle singole procedure è necessario identificare la disabilità del paziente, perché questo porta a muoversi con metodiche diverse. Paziente non collaborante Per paziente non collaborante si intende il paziente che non può aiutare il movimento né con gli arti superiori né con gli arti inferiori (es: tetraplegico, anziano allettato, paziente in anestesia generale, in coma,) Paziente parzialmente collaborante Per pazienti parzialmente collaboranti si intendono i pazienti che possono sfruttare una residua capacità di movimento come ad esempio: emiplegico, paraplegico,paziente in fase di recupero funzionale ecc )

La tetraplegia o quadriplegia è una paralisi del busto e di tutti e quattro gli arti conseguente a un trauma o a una malattia. Si distingue dalla paraplegiache coinvolge solamente gli arti inferiori.

Emiplegia: paralisi della parte sinistra o destra del corpo

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Per paralisi si intende la perdita totale o parziale (nel primo caso si parla di paralisi propriamente detta o plegia - sebbene quest'ultima dizione, benché ampiamente utilizzata in clinica, non costituisca un vocabolo della lingua italiana, ma solo una desinenza in termini come tetraplegia, paraplegia, etc. -, mentre nel secondo caso si parla di paresi) non irreversibile della funzione motoria di un organo, causata da lesione del nervo motore o da patologia di natura tossica, infiammatoria, o meccanico-traumatica del sistema nervoso o delle fibre muscolari.

POSTURE FONDAMENTALI Posizione supina

Il piano de letto è allineato.

La persona è distesa sul piano del materasso: testa, tronco e arti sono allineati. Un cuscino è posto sotto il capo, e le braccia possono essere leggermente flesse( 30°) e adagiate sul torace, oppure allineate lungo il corpo;

Le ginocchia sono tenute in lieve flessione da un sostegno morbido, i talloni sono isolati dal materasso mediante un sostegno morbido collocato sotto le caviglie. Sacchetti di sabbia possono essere utilizzati per l’allineamento degli arti inferiori. Posizione prona

Il piano del letto è allineato.

La persona è distesa sul piano del materasso e poggia con la parte anteriore del corpo su questo.

Il capo della persona è rivolto di lato, poggiando sul cuscino. Per gli arti superiori: quello corrispondente alla direzione del volto è flesso, con il palmo della mano adagiato sul materasso; l’altro è allineato lungo il tronco, con il palmo della mano rivolto verso l’alto.

Nelle donne un sostegno morbido è collocato al di sopra e al di sotto del seno.

Nell’uomo un sostegno morbido è collegato al di sopra o al di sotto dei genitali.

Le gambe sono leggermente divaricate e separate l’una dall’altra; sotto le caviglie è posto un sostegno morbido per consentire il posizionamento dei piedi. Posizione laterale

Il paino del letto è allineato oppure leggermente rialzato nella parte superiore.

La persona poggia sul piano del materasso con il fianco destro o sinistro.

La testa è sostenuta da un cuscino. La spalla poggia sul materasso, ruotata lievemente verso l’esterno. Il braccio dello stesso lato è adagiato in flessione sul materasso, con il palmo della mano rivolto verso l’alto; L’altro è adagiato sul tronco in leggera flessione, nel caso sostenuto da un cuscino. Il tronco può essere sostenuto posteriormente da un cuscino, collocato tra il materasso e la schiena della persona.

La gamba del fianco in appoggio è allineata o leggermente estesa rispetto al tronco, con il ginocchio in lieve flessione. Il piede poggia lateralmente su un sostegno morbido che isola le prominenze ossee. L’altra gamba è piegata e poggia in avanti rispetto alla prima, su un cuscino.

Le coperte sono sollevate mediante un arcuccio.

Posizione semiseduta

Il piano del letto è rialzato nella parte superiore (circa 45°), oppure: i cuscini sono posti a lisca di pesce, oppure: un cuneo di gommapiuma è inserito a contrasto con la testiera.

La persona è adagiata con il busto appoggiato sul piano rialzato; la testa è allineata con il tronco mediante un sostegno morbido posto sotto il collo o la nuca. E’ importante assicurarsi che il bacino poggi con la giusta angolatura sul piano del letto. Le braccia son in posizione libera.

Le gambe sono leggermente flesse con un sostegno morbido posto sotto le ginocchia, oppure: la parte centrale del letto è lievemente angolata in modo da sostenere l’articolazione del ginocchio. I talloni sono isolati dal materasso mediante un sostegno morbido sotto le caviglie e un cubo di gommapiuma di appoggio per la pianta del piede, posto a contrasto con la pediera.

Le coperte sono sollevate mediante un arcuccio.

Posizione seduta in letto

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Il piano del letto è rialzato (circa 70°), oppure: il solleva cuscino è posto dietro la schiena, oppure: i cuscini vengono disposti a scalare dietro la schiena della persona.

Il busto poggia sul sostegno; e la testa poggia su un cuscino sottile, in allineamento con il tronco. Le braccia sono in posizione libera

Le gambe sono leggermente flesse con un sostegno morbido sotto il cuscino o in posizione libera.

Posizione seduta in poltrona

Lo schienale della poltrona/sedia a rotelle è perpendicolare al sedile oppure lievemente abbassato.

I braccioli ed i poggiapiedi consentono un sostegno corretto per le braccia e le gambe.

La persona siede con il tronco appoggiato allo schienale, in particolare mantenendo le curve naturali della colonna vertebrale. Piccoli sostegni in zona lombare o sotto la nuca possono aiutarne il posizionamento.

LA MOBILIZZAZIONE Il corretto posizionamento della persona è fondamentale per garantire: il benessere, un adeguato allineamento del corpo, e a prevenire eventi patologici posturali come:

lesioni da decubito,

complicanze respiratorie e vascolari.

L’operatore dovrà avere una serie di attenzioni particolari e di conoscenze rispetto alla deambulazione, al mantenimento delle posture corrette e al corretto utilizzo di presidi e attrezzature specifiche, riducendo le

sollecitazioni meccaniche per la schiena dell’operatore. Al fine della mobilizzazione,l’OSS deve:

conoscere le posizioni che la persona non è in grado di assumere,oltre a quelle che eventualmente preferisce,se concesse,

predisporre il materiale e gli ausili necessari a portata di mano,

lavarsi le mani,

informare la persona e invitarlo per quanto possibile a collaborare,

posizionare il paravento, se necessario, per garantire la riservatezza,

allontanare eventuali ausili utilizzati per il posizionamento precedente,

assicurare la postura assunta non sia scomoda per il paziente,

riordinare ( il letto, i materiali, gli ausili).

Gli ausili Gli ausili sono attrezzature e supporti utilizzabili per sostituire a funzione o posture alterate della persona. per ognuno di essi può essere richiesta una manutenzione ordinaria al fine di garantire la sicurezza,consiste in:

pulizia ed eventuali disinfezione di parti dell’ausilio ( es. tela della sedia a rotelle,impugnature della stampella) o dell’ausilio stesso( es. solleva cuscini,corrimano).

Controllo periodico delle parti soggette a usura ( es. gommini delle estremità delle stampelle,cromatura del deambulatore).

Lubrificazione di parti articolate ( es. ruote e poggiapiedi della sedia a rotelle).

Barra a trapezio: il trapezio è un presidio attaccato alla testiera del letto che consente al paziente di usare gli arti superiori per sollevare il tronco,per aiutare a spostarsi dal letto alla sedia a rotelle-poltrona.

Teli ad alto scorrimento: sono teli, di diverse misure, realizzati in materiale a basso attrito, che possono aiutare il passaggio del paziente da piano a piano in assenza di dislivello (es. trasferimento letto-barella) oppure lo spostamento del paziente a letto.

Tavoletta. E’ un asse in materiale rigido che in assenza di dislivelli consente di non sollevare il paziente durante il trasferimento letto/barella ,si utilizzano in genere in associazione con un telo ad scorrimento.

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Tavole a rullo : si tratta di un tavola ricoperta da un telo rotante a basso attrito e alto scorrimento lunga almeno 175 cm. Come i teli ad alto scorrimento consentono la traslazione del paziente fra superfici situate alla stessa altezza es ( trasferimento letto-barella).

Disco girevole:È una pedana costituita da un disco girevole con superficie antiscivolo per la sicurezza del paziente. Deve essere utilizzato per quei pazienti che riescono a reggersi in piedi da soli ma non riescono a muovere i piedi. Infatti consente la rotazione in posizione eretta del paziente, serve ad esempio per lo spostamento del paziente dal letto alla carrozzina .

Barelle regolabili in altezza. Molti ospedali sono ancora dotati di antiquate barelle ad altezza fissa e ciò rende i frequenti trasferimenti laterali letto/barella in reparto e i trasferimenti barella/tavolo operatorio estremamente impegnativi sia dal punto di vista fisico che da quello logistico. La barella ad altezza variabile va da 50 ai 90 cm , l’altezza si può regolare tramite pedale posto a lato piedi. È un presidio indispensabile per rendere tali operazioni meno traumatiche per operatore e paziente. La barella deve essere dotata di freni per bloccare le ruote durante il trasferimento del paziente; deve inoltre essere dotata di sponde laterali completamente abbattibili e che non sporgano rispetto al piano della barella durante le procedure di movimentazione dei pazienti.

Cintura ergonomica Cintura munita di maniglie laterali e posteriori applicata alla vita del paziente che permette all’operatore di guidarne il movimento nei passaggi da seduto a stazione eretta e viceversa; la cintura può essere applicata oltre che al paziente anche all’operatore offrendo un sostegno al paziente, in tutti i casi è comunque preferibile fornire al paziente un supporto di superfici di appoggio fisse ad esempio il bracciolo della carrozzina, il piano del letto o idonee maniglie e corrimano.

Carrozzine/comode. Per quanto riguarda carrozzine e comode, è bene che:

I braccioli possano essere tolti per facilitare il trasferimento letto/carrozzina e carrozzina/wc,

I poggiapiedi siano estraibili o ripiegabili all’esterno,

Le ruote siano dotate di freni facilmente azionabili,

Lo schienale non sia troppo ingombrante.

Sollevatori:.I solleva pazienti sono ausili meccanici utilizzati per la movimentazione di pazienti totalmente non collaboranti, pazienti particolarmente pesanti o in situazioni particolarmente difficili. Esistono diverse tipologie di sollevapazienti: mobili o fissi, ripiegabili, a colonna, elettrici o a funzionamento manuali. Essi eliminano la necessità di eseguire movimentazioni manuali nelle situazionieffettivamente più pericolose quali:

Il sollevamento sul letto.

Il sollevamento dal letto alla carrozzina.

Il sollevamento dentro e fuori la vasca.

Il sollevamento da terra.

Il sollevamento di pazienti politraumatizzati e/o obesi

ORTESI Per ortèsi si intende un dispositivo medico, un tutore, un'apparecchiatura ortopedica o simili, utilizzati in ortopedia o traumatologia nel trattamento di alcune patologie. È uno strumento esterno utilizzato per aiutare il paziente in una sua funzione. La definizione di ortesi introdotta dall'Organizzazione Internazionale degli Standard è dispositivo esterno utilizzato al fine di modificare le caratteristiche strutturali o funzionali dell' apparato neuro-muscolo- scheletrico. Esempi di ortesi sono i collari cervicali, le cinture lombari steccate (o busti ortopedici), le ginocchiere, le cavigliere, eccetera.

Funzione: La loro funzione è, in genere, quella di garantire una immobilizzazione relativa di

un'articolazione colpita, per esempio, da traumi, artrosi, distorsioni dei legamenti o che abbia subito un intervento

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chirurgico. Un altro impiego delle ortesi è quello concomitante alla riabilitazione o rieducazione funzionale.

L'ortesi può essere utilizzata per ridurre il carico su un'articolazione e diminuirne il dolore e può essere adoperata

a scopo preventivo in casi di osteoporosi o cedimenti ossei.

Oltre che in dinamiche e funzionali, a seconda dell'impiego per cui sono indicate, le ortesi possono essere divise

anche in ortesi fabbricate su misura (presso officine ortopediche) e ortesi standardizzate (prodotti industriali).

COLLABORARE NELL’ APPLICAZIONE ORTESI-TUTORE

Verificare che non vi siano lesioni cutanee

Verificare che non vi sia dolore o gonfiore

Detergere e applicare crema nelle zone interessate su progetto

Collaborare nell’Applicazione - ortesi - tutore secondo le indicazioni dello specialista e verificarne la funzionalità

Fornire alla persona le informazioni e le rassicurazioni necessarie

Lasciare la persona in una posizione comoda e sicura

SPOSTAMENTI Si definisce spostamento il movimento all’interno o al di sopra di una stessa superficie es.( spostamento verso la testiera del letto). Principi generali:

Soddisfare il bisogno di informazione del paziente spiegandogli cosa si vuole fare e come può aiutarsi,

favorire la privacy.

evitare infortuni ed insegnare ad evitarli,

ogni operatore deve effettuare il lavaggio sociale delle mani,

le mani e gli avambracci degli operatori devono essere privi di anelli,braccialetti,orologio,

prima dello spostamento, si devono rimuovere eventuali raccoglitori/supporti ancorati al letto/poltrona; se la persona è portatore di drenaggi o ha in corso terapia infusiva , un operatore si occuperà della loro gestione durante lo spostamento,

al termine dello spostamento, porre gli oggetti utili e/o richiesti a portata di mano per l’utente ( sistema chiamata , bicchiere e bottiglia, occhiali , telecomando per la televisione, altro).

Evitare correnti d’aria.

Spostamento verso la testiera del letto per soggetto collaborante. Scopo: spostare la persona verso la testiera del letto. Materiale occorrenti:cuscini

Tecnica di esecuzione ( 1 operatore)

Identificare la persona, informarla di quanto si sta per compiere e invitarla a collaborare per quanto si possibile.

Lavarsi le mani.

Allineare il piano del letto.

Posizionarsi di lato del letto in prossimità degli arti inferiori della persona, flettendo le gambe e ponendole l’una davanti all’altra.

Invitare il paziente a flettere le gambe e poggiare la pianta dei piedi sul materasso.

Stabilizzare i piedi,mettere un braccio sotto le spalle e l’altro sotto il bacino/cosce dell’assistito.

Invitare la persona a fare forza sui gomiti e con la pianta dei piedi sul materasso.

Invitare la persona a piegare la testa in avanti, a sollevare il bacino e a spostarsi verso la testiera.

Assicurarsi che la persona sia comoda e sistemare il campanello di chiamata a portata del paziente.

Lavarsi le mani e registrare la prestazione sulla documentazione.

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Riferire all’infermiere eventuali osservazioni.

 Riferire all’infermiere eventuali osservazioni. Spostamento: dalla posizione supina alla posizione laterale Scopo:

Spostamento: dalla posizione supina alla posizione laterale Scopo: far assumere al paziente la posizione laterale. Materiale occorrenti:cuscini

Tecnica di esecuzione

Identificare la persona, informarla di quanto si sta per compiere e invitarla a collaborare per quanto si possibile.

Lavarsi le mani.

Preparare cuscini e posizionarli su una sedia in prossimità del letto.

Allineare il piano del letto. Variante 1 operatore

Posizionarsi dal lato del letto scelto per il posizionamento laterale

Far flettere le gambe della persona,spostando poi verso l’esterno il braccio su cui andrà a giacere.

Porre una mano sulla spalla, l’altra sul ginocchio della gamba esterna della persona .

Effettuare una trazione verso se stessi, flettendo le gambe e ponendole l’una avanti l’altra.

flettendo le gambe e ponendole l’una avanti l’altra. Variante 2 operatore Gli operatori si pongono entrambi

Variante 2 operatore Gli operatori si pongono entrambi allo stesso lato del letto, dopodiché dovranno:.

Introdurre delicatamente le braccia sotto il corpo della persona,l’uno all’altezza del tronco,l’altro delle gambe,fino a far fuoriuscire le mani sull’altro fianco( gli operatori poggiano sulle gambe flesse e poste l’una davanti all’altra; durante la manovra il carico si sposta dall’arto anteriore a quello posteriore).

Ruotare, in sincronia, la persona sul fianco, effettuando una trazione verso il proprio corpo.

Assicurare che la posizione assunta sia confortevole.

Lavarsi le mani

Annotare e riferire le eventuali osservazioni emerse durante l’esecuzione della manovra.

osservazioni emerse durante l’esecuzione della manovra. Spostamento:dalla posizione laterale alla posizione seduta

Spostamento:dalla posizione laterale alla posizione seduta sul bordo del letto ( 1 operatore assistito collaborante;2 operatori:assistito dipendente).

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Scopo: far assumere alla persona la posizione seduta sul bordo del letto. Materiale occorrenti:cuscini

Tecnica di esecuzione:

Identificare la persona,informarla di quanto si sta per compiere e invitarla a collaborare per quanto sia possibile.

Lavaggio sociale delle mani.

Preparare i cuscini e sistemarli a portata di mano anche su una sedia in prossimità del letto

Variante con 1 operatore

Porsi a lato del letto prescelto.

Far passare un braccio al di sotto della spalla del paziente,facendo leva per sollevare il busto verso l’alto.

Contemporaneamente, con l’altro braccio porre i piedi della persona oltre il bordo del letto, facendo leva sul ginocchio esterno e spingendo verso il basso.

Aiutare la persona a portarsi seduta.

Sistemare dei cuscini dietro la schiena della persona, assicurarsi che la posizione assunta sia confortevole.

Sistemare il campanello di chiamata a portata di mano della persona.

Lavarsi le mani.

Registrare la prestazione sulla documentazione assistenziale, annotare e riferire eventuali osservazioni emesse durante l’esecuzione della tecnica.

osservazioni emesse durante l’esecuzione della tecnica. Variante con 2 operatori  Porsi entrambi dallo stello

Variante con 2 operatori

Porsi entrambi dallo stello lato del letto, dopodiché: il primo operatore circonderà con le braccia il busto della persona, tenendo le proprie gambe flesse e divaricate.

il secondo operatore sorreggerà le gambe della persona,ponendo una mano sotto le ginocchia e l’altra sotto le caviglie( tenendo anch’esso le proprie gambe flesse e divaricate).

In sincronia faranno ruotare la persona sul proprio bacino: mentre il primo operatore solleva il busto, il secondo sposta le gambe verso il basso.

Sistemare dei cuscini dietro la schiena della persona,assicurandosi che la posizione sia confortevole

Sistemare il campanello di chiamata a portata di mano della persona.

Lavarsi le mani.

Annotare e riferire eventuali osservazioni emesse durante l’esecuzione della tecnica.

osservazioni emesse durante l’esecuzione della tecnica. Spostamento dalla posizione laterale alla posizione prona (

Spostamento dalla posizione laterale alla posizione prona ( 2 operatori:assistito dipendente). Scopo:far assumere all’assistito la posizione prona.

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Materiale occorrenti:cuscini,rotoli in gommapiuma. Tecnica di esecuzione

Identificare la persona, informarla di quanto si sta per compiere e invitarla a collaborare per quanto si possibile.

Lavarsi le mani.

Allineare il piano del letto.

Preparare cuscini e rotoli e posizionarli su una sedia in prossimità del letto.

Gli operatori si pongono entrambi dallo stesso lato del letto,alle spalle dell’assistito,dopodiché dovranno:

Allineare le braccia della persona lungo il tronco ed estendere gli arti inferiori.

Introdurre le braccia sotto il corpo della persona e girarla gradualmente, effettuando una trazione verso il proprio corpo. Se necessario, riportare poi la persona verso il centro del letto ( le gambe degli operatori sono flesse e poste l’una avanti all’altra; durante la manovra il carico si sposta dall’arto anteriore a quello posteriore).

Assicurarsi che la posizione assunta sia confortevole .

Lavarsi le mani.

Annotare e riferire eventuali osservazioni emerse durante l’esecuzione della tecnica.

osservazioni emerse durante l’esecuzione della tecnica. Spostamento in poltrona-sedia a rotelle. Scopo: spostare la

Spostamento in poltrona-sedia a rotelle. Scopo: spostare la persona in poltrona-sedia a rotelle. Materiale occorrenti:cuscini

Tecnica di esecuzione

Identificare la persona, informarla di quanto si sta per compiere e invitarla a collaborare per quanto si possibile.

Lavarsi le mani. Variante 1 operatore

Afferrare la persona per gli avambracci incrociati,passando sotto le sue ascelle.

Invitare il paziente a poggiare i piedi in terra e spingere,facendo leva su questi verso lo schienale

Oppure:

Invitare il paziente a far forza sugli arti superiori appoggiati ai braccioli e a sollevarsi verso l’alto.

Sistemare eventualmente un cuscino dietro la schiena della persona,assicurandosi che la posizione assunta sia confortevole

Annotare e riferire eventuali osservazioni emerse durante l’esecuzione.

eventuali osservazioni emerse durante l’esecuzione. Variante 2 operatori Gli operatori si pongono uno allo

Variante 2 operatori Gli operatori si pongono uno allo schienale della poltrona-sedia a rotelle,l’altro dinanzi alla persona, in posizione accovacciata con appoggio sfalsato dei piedi:

Il primo operatore afferrerà la persona per gli avambracci incrociati,passando sotto le sue ascelle.

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Il secondo operatore afferrerà le ginocchia della persona invitando la persona a far forza con le spalle verso il basso durante la manovra.

Spostare la persona.

Sistemare eventualmente un cuscino dietro la schiena della persona,assicurandosi che la posizione assunta sia confortevole.

Annotare e riferire eventuali osservazioni emerse durante l’esecuzione della tecnica.

osservazioni emerse du rante l’esecuzione della tecnica. PRINCIPI DI TRASFERIMENTI E TRASPORTI Il trasferimento

PRINCIPI DI TRASFERIMENTI E TRASPORTI Il trasferimento consiste nel passaggio da una superficie a un’altra. in premessa si ricorda che:

Ogni operatore deve effettuare il lavaggio sociale delle mani.

Le mani e gli avambracci degli operatori devono essere privi di anelli,braccialetti,orologio.

Se indicato l’utilizzo di ausili,questi devono essere verificati nella loro integrità e sicurezza.

La poltrona deve essere posizionata al lato del letto,con lo schienale orientato al muro.

La sedia a rotelle deve essere parallela al letto;con lo schienale orientato al muro; in vista del trasferimento del soggetto dipendente si deve azionare il freno,sfilare il bracciolo di ostacolo,sollevare i poggiapiedi.

La barella deve essere predisposta con biancheria pulita,posizionata ad angolo retto rispetto al letto,con la parte superore in prossimità della pediera ;deve essere frenata con apposito dispositivi. in alternativa collocarla parallela al letto.

Prima del trasferimento, si devono rimuovere eventuali raccoglitori/supporti ancorati al letto/poltrona; se la persona è portatore di drenaggi o ha in corso terapia infusiva , un operatore si occuperà della loro gestione durante il trasferimento.

La persona deve essere aiutata a indossare gli indumenti: se trattasi di un trasferimento in altra sede, far indossare calzature e indumenti appropriati alla situazione;se trattasi di un trasferimento presso la sala operatoria,gli indumenti propri devono essere tolti e deve indossare una vestaglia;se seguirà un posizionamento,far indossare indumenti e calzature idonei al successivo stazionamento.

In caso di un trasferimento in sedia a rotelle o barella,la persona deve essere condotta dandole modo di vedere dove si sta dirigendo.

Se la persona viene condotto presso altro servizio o unità operativa,è necessario affidarlo all’operatore incaricato di riceverlo,a cui deve essere consegnata anche lì eventuale documentazione relativa.

al termine del trasferimento, porre gli oggetti utili e/o richiesti a portata di mano per l’utente ( sistema chiamata , bicchiere e bottiglia, occhiali , telecomando per la televisione, altro). N.B: Trasporto con barella/letto

Fissare alla barella/letto raccoglitori idonei per eventuali drenaggi e supporti per infusione in corso.

Fissare all’apposito supporto, se necessario la bombola di ossigeno.

Applicare eventualmente le sponde ma solo se indispensabili per la sicurezza del paziente.