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The Italianist, 33.

1, 120137, February 2013

GENIO E AMBIENTE NEL SECONDO


FUTURISMO FIORENTINO: SAM DUNN E`
MORTO DI BRUNO CORRA
GLORIA DE VINCENTI
University of Technology, Sydney, Australia

This study explores the relationship between genius and environment in the
secondo futurismo fiorentino. It draws on the theoretical writings of the
movement, which identify genius as a faculty to perceive the relentless dynamism
of reality, and focuses on the analysis of Bruno Corras Sam Dunn e` morto (1914).
The investigation of practices allowing articulation of Sam Dunns genius brings
into play schools of thought which, around the turn of the century, aimed at
developing the hidden powers of the mind. In Corras work, inner and cosmic
energy engage in interplay leading to discovery. To this end, occultism provides
alternative routes to cerebralismo, with unforeseen results.
KEYWORDS: genio, ambiente, secondo futurismo fiorentino, Bruno Corra,
cerebralismo, occultismo
Questo saggio si occupa del rapporto tra genio e ambiente nellambito del
futurismo. Si concentra in particolare sul ramo fiorentino del movimento ed
esplora tale interazione attraverso lanalisi del racconto di Bruno Corra, Sam
Dunn e` morto, del 1914. Si tratta di una delle opere piu` conosciute e
rappresentative della fase nota come secondo futurismo fiorentino.1 Partendo da
alcune riflessioni sulla genialita`, cos` come viene interpretata dal movimento, si
passa ad analizzare le condizioni che ne favoriscono lestrinsecazione, la dinamica
del processo di interazione con lambiente, e gli effetti che ne derivano.
Lispirazione a questo lavoro nasce dallaccostamento di due immagini (in
appendice): lillustrazione di Sam Dunn il protagonista del racconto di Corra
ad opera di Arnaldo Ginna (fratello di Corra) e Idolo Moderno di Umberto
Boccioni, datato 1911. In entrambi i ritratti si osserva una simile forma del volto,
appuntito, gli occhi enormi magnetizzati, a marcare lenfasi sul visionario. Benche
ambedue i lavori siano incentrati sullinterazione tra soggetto ed energie, nel
dipinto di Boccioni fasci di luce proveniente dai lampioni irradiano il volto
dallalto. Nellillustrazione di Ginna i raggi sembrano invece sprigionarsi da Dunn,
epicentro dellenergia che andra` a scatenare il tumulto descritto nel capitolo Parigi
impazzita. Losservazione comparata riflette il carattere distintivo del secondo
futurismo fiorentino, come si vedra` nel corso dellindagine.

# Italian Studies at the Universities of Cambridge,


Leeds and Reading 2013

DOI: 10.1179/0261434012Z.00000000031

GENIO E AMBIENTE NEL SECONDO FUTURISMO FIORENTINO

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Per quanto linteresse del romanzo sia stato enfatizzato soprattutto da Mario
Verdone, che ne ha curato ledizione del 1970, la novita` di questo saggio consiste
in una lettura critica che, attingendo ad un considerevole corpus di scritti teorici,
va a dimostrare come il lavoro di Corra sia rappresentativo della poetica del
secondo futurismo fiorentino. La sua collocazione nellambito della temperie
scientifico-culturale di quegli anni esplora altres` come entri in dialogo con quel
contesto, apportando un contributo originale.
I principi del Novecento vedono molti studi volti allo sviluppo delle facolta`
mentali ancora latenti. La rivoluzione tecnologica verificatasi nel mondo
occidentale tra la fine dellOttocento e i primi del Novecento sancisce la presenza
di zone inesplorate di realta`, non solo esterna allindividuo ma a questi inerente, da
scandagliare con ogni strumento a disposizione. Questi fermenti alimentano la
ricerca su piu` fronti: dalle scienze psichiche alla filosofia e allantroposofia, fino
agli studi sul paranormale, visto come possibile campo di manifestazione
dellenergia psichica in grado di condurre a risultati inaspettati grazie allesercizio
della volonta`.
Il futurismo, con il suo costante riferimento alla carica energetica delluniverso e
dellessere umano, ben si presta ad interpretare in chiave letteraria ed artistica gli
esiti di queste ricerche che, nel caso del secondo futurismo fiorentino, assumono
una fisionomia caratterizzata dal massimo sincretismo. Se da un lato, come
vedremo, questo gruppo si contraddistingue per lenfasi sul cerebralismo,
dallaltro rivolge il proprio interesse a campi di dubbio razionalismo quali
loccultismo. Nel racconto di Corra elementi diversi coesistono, confluiscono ed
entrano in cortocircuito con esiti imprevedibili.
Questo lavoro e` strutturato in due sezioni. Nella prima si esplora la genialita`,
cos` come viene interpretata dal secondo futurismo fiorentino. Nella seconda parte
si esaminano le pratiche che ne consentono lespressione (attraverso il percorso di
Dunn), la relazione con lambiente e gli effetti che ne derivano.

SAM DUNN

`
E` MORTO E LA GENIALITA

Scritto nel 1914, Sam Dunn e` morto viene pubblicato nel 1916. Il successo
dellopera viene confermato dalle varie edizioni che lo ripropongono tra il 1916 e il
1928, e poi ancora nel 1970 a cura di Mario Verdone.2 Nella prefazione
alledizione del 1917, a cura dello Studio Editoriale Lombardo, lo stesso Corra
afferma che la prima edizione si era esaurita rapidamente e aveva riscosso consensi
positivi sia da parte del pubblico che della critica.3 Nella prefazione alledizione
del 1928 il successo dellopera viene riconfermato e Corra afferma che le due
precedenti edizioni (tremila copie in tutto) ebbero un singolarissimo successo.4
Sam Dunn e` morto e` un racconto insolito, avvenirista: la storia si svolge infatti
negli anni 194352 a Parigi.5 La proiezione nel futuro indica il rifiuto del passato,
la negazione dellesperienza e lanelito verso il nuovo, verso lesplorazione di
possibilita` inusitate, in sintonia con lo spirito antipassatista del movimento.
Sebbene il senso dellumorismo e lironia pervadano il racconto e latmosfera
rievochi certe dinamiche ludico-nichilistiche proprie del movimento dadaista,
sconfinanti nel grottesco, sarebbe errato non vedere il romanzo come espressione
della poetica del secondo futurismo fiorentino, come ribadisce altres` Elio
Gioanola.6 Come vedremo, vengono qui trasposti quegli stessi temi che gli autori

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affrontano negli scritti teorici, sia nei manifesti che negli articoli delle riviste codirette da Corra (Il Centauro: novembre 1912febbraio 1913, Rivista: aprile
agosto 1913, LItalia futurista: giugno 1916febbraio 1918).
Nella poetica del secondo futurismo fiorentino la genialita` e` al centro di
importanti riflessioni. Partendo da alcune affermazioni che fanno luce sulle
caratteristiche del protagonista del racconto e puntano alla genialita`, andremo ad
analizzare il valore di questa facolta` per il movimento.
Il racconto narra litinerario di Sam Dunn, strano ed eccentrico personaggio
possessore di facolta` particolari, che verranno impiegate per produrre una
rivoluzione fantastica nella capitale francese. Lo slancio dunniano sara` tuttavia
soffocato da un contropotere avente il suo epicentro in un paese dal nome
Portorosa. Dunn viene rappresentato dal narratore come una persona apparentemente avulsa da cio` che lo circonda. Nonostante la sua condizione sociale ed
economica lo vedano presente nei salotti parigini, le peculiarita` e gli atteggiamenti
stravaganti lo rendono inadeguato. Come spiega il narratore, in Dunn si nota un
generale senso di disadattamento rispetto allambiente circostante, un modo
inusuale di reagire alle sollecitazioni del mondo esterno. Si legge infatti che egli
perdeva di vista gli avvenimenti dellesistenza quotidiana, i problemi della comune
vita sociale, i concetti e le leggi a cui deve informarsi la nostra attivita` normale.
Per questo motivo si trovava spiazzato di fronte agli eventi materiali piu` comuni,
agendo nelle piu` illogiche e piu` ridicole maniere.7
Se da un lato il suo comportamento viene interpretato come segno di
inettitudine, da altri particolari emerge un acume che induce chi lo conosce bene
a consegnarlo alla genialita`: Chi lo conosceva bene, in fondo, lo stimava un forte
cervello. Certe sue frasi incisive rivelavano una genialita` originale e profonda.
Tutti i suoi amici dicevano: E` un ragazzo di genio (SD, p. 15).
Il riferimento alla genialita` da parte del gruppo del secondo futurismo fiorentino
non e` isolato a Sam Dunn e` morto, ma il fatto che venga associato a Dunn offre
loccasione di esplorare da vicino il senso di questo termine, molto ricorrente tra i
futuristi. I sostantivi genialita`, genio, e laggettivo geniale compaiono spesso
nelle dediche che si fanno i futuristi fiorentini e nelle recensioni alla produzione dei
colleghi. Basta scorrere le pagine de LItalia futurista per trovarne conferma
attraverso numerosi esempi. Dedicando Frammento di novella colorata ad
Arnaldo Ginna sul primo numero della rivista, Maria Ginanni scrive: al groviglio
caotico della sua genialita` creatrice-alla pazzia meravigliosa della sua fantasia
iridescente.8 Nel numero successivo la poetessa dedica un altro segmento Alla
genialita` di Bruno Corra.9 Trasparenze, sempre della Ginanni, verra` invece
dedicata Al genio futurista Oscar Mara.10 E lelogio sarebbe poi stato ricambiato
dai colleghi, come dimostra la pagina di recensioni al suo libro Montagne
trasparenti. Infatti, qui Marinetti si riferisce alla Ginanni come al piu` formidabile
genio femminile che abbia lItalia [].11 A sua volta, Marinetti viene definito,
insieme a Settimelli, spirito geniale da Magamal nella recensione a Sam Dunn e`
morto, allorche la futurista fa notare che gia` Marinetti e Settimelli avevano
espresso tutta la loro ammirazione per il romanzo corriano.12 Nella prefazione ad
una raccolta di scritti, Corra parla dei periodici creati e diretti in simpatica
collaborazione con Marinetti con Settimelli e con gli altri amici geniali.13
Luso frequente del termine non deve tuttavia indurre a sminuirne la portata, in
quanto e` evidente che il gruppo gli attribuiva un significato profondo, da

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ricondurre alla concezione cerebralista dellarte. La peculiarita` del secondo


futurismo fiorentino consiste infatti nel considerare il processo creativo come
prodotto di energia cerebrale. Nei vari manifesti e scritti teorici viene ribadito con
grande forza il carattere scientifico dellopera darte, che e` frutto del pensiero, e
quindi del ragionamento.
In polemica con la teoria crociana che aveva operato una distinzione tra
conoscenza intuitiva e conoscenza logica, cioe` tra conoscenza per la fantasia
(produttrice di immagini) e conoscenza per lintelletto (produttrice di concetti),14
il gruppo afferma che la conoscenza umana e` una. Essa non crea, nel senso che
nulla sorge dal nulla, secondo quanto gia` avvalorato da Lucrezio e confermato da
molti secoli di esperienze, ma e` produttrice di scoperte. Infatti, se palesa a se e
agli altri una cosa che esiste e che rimane sino al momento della rivelazione
ignorata, in uno stato relativo a noi di inesistenza, vuol dire che scopre. Cio`
avviene grazie al ragionamento. La conoscenza umana e` dunque data dal
ragionamento.15
Nellambito di questo discorso si colloca la genialita`, considerata una facolta`
volta alla scoperta. Nel manifesto Pesi misure e prezzi del genio artistico, di Corra
e Settimelli,16 il termine e` contenuto nel titolo stesso e indica lingegno dimostrato
dallartista nella sua opera, frutto dellenergia cerebrale impiegata nella scoperta di
nuovi rapporti tra gli elementi della realta`. La genialita` consisterebbe dunque in un
certo livello di energia cerebrale impiegata a captare il dinamismo della materia
attraverso la percezione di infiniti possibili nessi tra le sue parti. Nel manifesto La
scienza futurista, si fa riferimento allo scopritore geniale che trova nella realta`
nuovi rapporti logici, nuove architetture di legami.17 Ma va detto che gia` nella
Collezione di saggi critici del 1912, diretta da Corra e Settimelli, si affermava:
Associare le cose piu` diverse, piu` impensabili, costituisce lingegno.18
Per quanto leredita` simbolista sia alla base di questa concezione e della
formazione del gruppo, come nota Mario Verdone,19 i giovani fiorentini assumono
una posizione autonoma ed originale convogliando le relazioni analogiche lungo i
binari del cerebralismo. Alla diffusione del simbolismo avevano contribuito
Ardengo Soffici, con le sue traduzioni di Arthur Rimbaud, e lo stesso Marinetti che
se ne era fatto promotore organizzando conferenze e recitando versi dei poeti
francesi simbolisti. Limmagine di una realta` dinamica pronta a rivelare al poeta
veggente corrispondenze inusitate, era stata raccolta da Marinetti ed elaborata nei
manifesti teorici inneggianti a tecniche espressive in grado di cogliere gradazioni
analogiche sempre piu` vaste.20 Tuttavia, la critica che i giovani futuristi fiorentini
muovono ai predecessori, Marinetti incluso, e` quella di essersi affidati al
soggettivismo.21 Laddove Soffici aveva indicato la facolta` del poeta di sentire
fra se e le cose, e nelle cose fra loro, delle corrispondenze e degli urti segreti e
inusitati, i giovani fiorentini ritengono che non si tratta di sentire, ma di scoprire.
Come spiegano Corra e Settimelli nel manifesto sul genio artistico, i rapporti
logici della mente umana sono regolati dallabitudine e imposti dallambiente
secondo il principio dellutilita`: Il ragionamento e` unabitudine di concatenare le
idee in un certo modo (Pesi, misure e prezzi, p. 167). Essi sono regolati dalla
maniera in cui si svolgono i fenomeni della realta` in cui viviamo e si basano su una
relazione di causa-effetto. Esistono tuttavia pezzi di conoscenza tra i quali e`
difficile stabilire un rapporto perche non sono mai stati associati, perche non
esistono somiglianze evidenti tra loro (p. 168). Lenergia nervosa che si applica ad

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un lavoro cerebrale, si trova dinanzi particelle di conoscenze, alcune vicine e affini,


altre distanti e diverse, su cui agisce trovandosi a scoprire dei rapporti e istituire
delle relazioni tra di esse, cioe` accozzarle, disgiungerle, crearne delle combinazioni
(p. 168). La scoperta vede dunque lenergia cerebrale impegnata a sottrarre gli
elementi della realta` alla subordinazione rispetto ad una logica che li vede asserviti
allabitudine per restituirne la potenzialita` stornante.
Se guardiamo allambiente scientifico, gia` anni prima lo psichiatra William
James descriveva the genius of discovery come un processo molto diverso dal
pensiero che si occupa delle cose concrete seguendo un circuito lineare governato
dallabitudine: Instead of thoughts of concrete things patiently following one
another in a beaten track of habitual suggestion, we have the most abrupt crosscuts and transitions from one idea to another, [] the most unheard-of
combinations of elements, the subtlest associations of analogy.22 E ancora,
spiegando quanto avviene, osservava:
In a word, we seem suddenly introduced into a seething caldron of ideas, where
everything is fizzling and bobbing about in a state of bewildering activity, where
partnerships can be joined or loosened in an instant, treadmill routine is unknown,
and the unexpected seems the only law. According to the idiosyncrasy of the
individual, the scintillations will have one character or another. (James, p. 456)

Il carattere dinamico, errante e provvisorio di questo tipo di associazioni viene


ribadito dal futurista Mario Carli. Nella sua Tesi di unarte nuova, Carli
individua nella digressione dal corso dei pensieri ordinari la genesi della scoperta.
La tendenza alla digressione e` da ricondurre alla natura del cervello rapido e
instabile nel suo oscillio, alla sua tendenza a passare da una cosa allaltra,
traverso ad una serie di concetti legati tra loro da un vincolo quasi insensibile.23
Per Carli, tale tendenza e` tanto maggiore quanto piu` sviluppata e` la facolta`
immaginativa, per cui un minimo stimolo puo` dar luogo ad una sequenza di
concetti distanti tra loro passando per ponti sottilissimi. Il livello di sviluppo
dellimmaginazione e` direttamente proporzionale alla rapidita` di passaggio tra le
idee: Quanto piu` limmaginazione e` sviluppata, tanto piu` sara` rapido il passaggio,
sottile il tramite intercedente tra le idee, lontano e bizzarro il fine a cui il pensiero
giungera` (Carli, p. 3).
Tornando a Sam Dunn e` morto, lo spaesamento rispetto allambiente
circostante, la deviazione dalle consuetudini sancite dalla societa` sono condizione
necessaria allo sviluppo della facolta` veggente, grazie alla quale aprirsi ad una
logica non ristretta entro i confini del pensiero lineare: una logica fantasiosa (SD,
p. 75). Come aveva spiegato Corra in uno scritto precedente per fantasia
intendiamo la facolta` di accozzare, cioe` di scoprire nuove relazioni.24

DAL SILENZIO AL TUMULTO


Nella parte che segue andremo ad analizzare il modo in cui si esplica la genialita` di
Sam Dunn e linterazione con lambiente in questo processo. Il narratore parla di
sforzo psichico di Dunn, teso a rivelare agli uomini una vasta logica fantasiosa
(SD, p. 75). E lanalisi del racconto indica come Dunn si prepara a raggiungere tale
obiettivo. Il percorso di Dunn si svolge allinsegna di discipline basate su pratiche

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quali il silenzio, la concentrazione, la contemplazione. Si legge che per Dunn era


una cosa naturale stare immobile per diverse ore di seguito silenzioso,
imbambolato, estatico. Il narratore aggiunge che la sua personalita` era quasi
sempre ottenebrata e si risvegliava e viveva e fremeva solo quando diceva
qualcuna delle sue brevi liriche stravaganti e profonde, ricadendo subito dopo nel
suo abituale letargo. Cio` che colpiva in Dunn era limmobilita`, unimmobilita`
totale che evidentemente gli penetrava anche lo spirito (SD, p. 14).
Dunn viene inoltre descritto in attitudine di intensa meditazione (p. 25) al
cospetto di tutto quanto e` ramificazione: dagli incroci di strade ai grovigli di rami
degli alberi, alle radici delle piante. Per quanto riguarda lo sguardo, si legge di
occhi fissi, in attitudine di intensa osservazione sulla spirale di fumo che dalla sua
sigaretta si insinuava nellatmosfera (p. 20). Il narratore spiega che lenfasi posta
sul verbo si insinuava e` in realta` da attribuire ad un altro amico di Dunn,
anchegli artista, che in una pagina di diario descrive Dunn in quello stesso
atteggiamento: Ho passato la sera con Dunn. Era piu` taciturno del solito! Avra`
fumate, in poche ore, almeno cento sigarette, osservando sempre con fissita` da
allucinato il modo in cui la spirale di fumo si innalzava insinuandosi nellaria. Da
ultimo ha cominciato a fumarne due contemporaneamente, aspirandole, prima
una e poi laltra, con un ritmo da pazzo (p. 21). Da questi estratti si intuisce che il
silenzio, limmobilita` e la concentrazione sono funzionali allosservazione attenta
della realta`, vista nelle sue possibilita` interattive.
Il raccoglimento e la concentrazione costituiscono pratiche fondamentali di
varie scuole di pensiero coltivate dal gruppo del secondo futurismo fiorentino, in
particolare dai fratelli Ginanni Corradini. Nonostante Eva Khun Amendola,
proprio nella sua recensione al romanzo di Corra, prenda polemicamente le
distanze dalla teosofia, cos` come da magia e occultismo, negando che la
concezione futurista abbia qualcosa in comune con queste discipline passatiste,
linfluenza esercitata da alcune scuole di pensiero e` evidente e condivisa del resto
dallambiente culturale di quegli anni.25 A testimonianza di questi interessi vanno
le dichiarazioni dei Ginanni Corradini26 e la ricca biblioteca dei fratelli ravennati,
tra cui si contano oltre 30 volumi di Rudolf Steiner,27 fondatore dellantroposofia.
Tra le pratiche fondamentali allo sviluppo dei sensi superiori, presenti allo stato
latente in ogni individuo, Steiner pone la concentrazione, grazie alla quale
penetrare attraverso la superficie delle cose e scoprire gli arcani insospettati di
esse.28
Gia` a partire dal 1910 i fratelli Ginanni Corradini avevano dedicato alcune
riflessioni allo sviluppo del potenziale umano. In Metodo29 venivano infatti
affrontate alcune questioni relative allo sviluppo delluomo nella sua triplice
valenza fisica, intellettuale e spirituale. Dalla corrispondenza (inedita) di Corra a
Settimelli si evince che alla base di queste riflessioni vi era lapporto teorico di un
movimento di Cultura Umana affermatosi in Francia e in America, che a sua volta
affondava le radici nelle filosofie orientali e in particolare indiane, da sempre
attente allo sviluppo delle facolta` mentali.
Partendo dal presupposto che lessere umano utilizza solo in parte le sue energie,
questo movimento incitava a mettere a frutto i poteri della volonta` per coltivare
tutte le potenzialita` dellindividuo, sia sul piano fisico che su quello delle facolta`
psichiche, in armonia con il principio di evoluzione della materia, in vibrazione
perenne. Lenergia individuale era vista infatti come intrinsecamente connessa con

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lenergia cosmica e un tuttuno con essa. In una delle lettere sopramenzionate,


Corra descrive tale movimento come diretto ad insegnare agli uomini il modo di
crescere e di sfruttare meglio le loro energie a diffondere con una propaganda
attiva una quantita` enorme di sistemi di sviluppo fisico e intellettuale dai sistemi di
ginnastica comuni, sino alle esercitazioni con cui arrivare alla possessione dei
poteri occulti che dovrebbero permettere di operare i miracoli.30 E parla del
successo colossale ottenuto da questo movimento in America, Inghilterra e in
Francia, come dimostrano le centinaia di migliaia di libri venduti e il successo
dei corsi per corrispondenza, nonostante il costo elevato. Corra spiega le
ragioni di questo successo con il fatto che ogni persona ha un grande interesse
a svilupparsi.
A dimostrazione del fatto che non si trattava di teorie prese sommariamente a
prestito, bens` di principi che essi intendevano ulteriormente sviluppare tramite un
attento approfondimento, vanno alcune affermazioni di Corra il quale, in unaltra
lettera inedita a Settimelli, scritta da Parigi nello stesso periodo, sostiene di
frequentare la Scuola di Psichismo sperimentale della Societa` Magnetica di Francia
dove si studiavano le forze misteriose mal definite esistenti nella natura, nei corpi,
nelluomo.31 Nellesprimere il proprio consenso allidea di fondare insieme un
nuovo giornale (pare si tratti di Rivista),32 Corra propone di annunciare
nellarticolo-programma che il giornale svolgera` un movimento che parte da
tutto cio` che si e` fatto nel campo delloccultismo in Francia, in Inghilterra, in
America e in India senza pero` presentare il giornale come organo ufficiale di tale
associazione, in quanto cio` ne avrebbe diminuito loriginalita`. Si capisce che Corra
e` molto ferrato nella materia perche afferma: In questo campo io sarei gia` in grado
di scrivere dei volumi.
Come programmato, in uno degli articoli del primo numero di Rivista, Corra fa
riferimento a quanto fatto in Francia, in Inghilterra e in America sui diversi
metodi atti a sviluppare le innumerevoli facolta` ed attitudini esistenti nelluomo
per pervenire alla creazione di un tipo umano superiore, ponendosi lobiettivo di
introdurre pero` in questi studi lesattezza e loggettivita` della scienza positiva.33
Queste teorie permeavano il mondo culturale, come testimoniano i vari articoli
comparsi sulla rivista Leonardo, che seguiva da vicino le scuole di pensiero
costituitesi in quegli anni e le attivita` promosse dalla Biblioteca Filosofica di
Firenze, quali lorganizzazione di incontri e conferenze. Costituitasi nel 1905, la
Biblioteca provvedeva alla circolazione di idee con lofferta di circa 5000 volumi
su svariati argomenti quali filosofia, psicologia, teosofia, misticismo, storia delle
Religioni, scienze psichiche, magia, occultismo, Christian Science, New Thought,
come ricorda Simona Cigliana.34
Illustrando i principi del Nuovo Pensiero americano, Roberto Assagioli parla
della concentrazione come metodo per sviluppare la volonta`, la quale non sarebbe
altro che una forza, dellenergia che si sprigiona a patto che vi sia un punto di
applicazione sul quale agire.35 Tale punto di applicazione consisterebbe in una
rappresentazione, unimmagine mentale la quale, per effetto della volonta`
riversata su di essa, sarebbe in grado di produrre delle modificazioni durature.
Attraverso un uso corretto della concentrazione, definita come latto di fissare
lattenzione su una sola idea o immagine mentale e di tenerla cos` per un certo
periodo di tempo senza interruzione (Assagioli, p. 203), la volonta` condurrebbe
dunque la coscienza a stati completamente differenti ed enormemente superiori a

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quelli ordinari (p. 207). Con cio` si deve intendere la capacita` di essere in
comunione con parti sempre piu` vaste del mondo, fino ad arrivare ad uno stato di
coscienza cosmica, che sarebbe una condizione di comunione con le cose e gli
esseri partecipi tutti di un unico spirito di vita (p. 208). A questo proposito si
osserva che, recensendo Sam Dunn e` morto sulle pagine de LItalia futurista, Eva
Kuhn Amendola, firmando con lo pseudonimo Magamal, aveva fatto riferimento
al coraggio dimostrato da Corra nel presentare una realta` veramente nuova sotto
apparenze quotidiane, dando prova di possedere una psiche non piu` terrestre, ma
cosmica (Magamal, p. 3). Questo stato di coscienza cosmica si accompagna ad
un aumento generale di potenza, tanto piu` forte quanto piu` lessere entra in
sintonia con luniverso, dal momento che ne condivide le caratteristiche (Assagioli,
p. 209).
Altri interventi, tra cui Le energie degli uomini di William James, incitano alla
graduale attivazione di energie non ancora adoperate a causa delle barriere
fabbricate dallabitudine attorno agli strati piu` profondi della volonta`.36 Lo stesso
Giovanni Papini, co-direttore di Leonardo insieme a Giuseppe Prezzolini, si era
dedicato con grande passione allo studio dei sistemi atti ad accrescere il potere
della volonta`. In Un uomo finito,37 dove narra il suo percorso intellettuale, egli
descrive il desiderio di ascesa verso le piu` alte vette del potere. Un potere non gia`
rivolto a scopi umani, ma teso al raggiungimento di un obiettivo molto piu`
inusitato, che egli cos` spiega:
In me sorgeva allora il sogno taumaturgico: il bisogno, il desiderio di purificare e
rafforzare lo spirito per farlo capace dagir sulle cose senza strumenti e intermediari e
giungere cos` al miracolo e allonnipotenza. Attraverso la volonta` di credere
tendevo alla volonta` di fare alla possibilita` di fare. Se la volonta` potesse
estendere il suo cerchio di comando dal corpo proprio alle cose che lo circondano
e far s` che tutto luniverso fosse il suo corpo, obbediente in ogni sua parte a un
ordine suo, come ora sono obbedienti questi pochi fasci di muscoli! (Un uomo finito,
p. 89)

Papini e` insomma convinto che lo spirito, la piu` nobile, perfetta e raffinata forza
della natura, possa essere anche la piu` potente a patto che venga intesa e diretta nel
modo opportuno (Un uomo finito, p. 132). Crede che il successo del sogno
taumaturgico richieda un arduo percorso interiore, un intenso sforzo cerebrale, un
raccoglimento nella profonda intimita` del suo essere, leducazione al dolore e la
pratica del silenzio, il distacco dalla materia (p. 121). Per intraprendere la sua
missione dovra` tramutarsi in un genio. Ma Papini non guarda certo al genio inteso
nel suo senso piu` comune, quanto al genio vero, allanima grande, alleroe gigante
e solitario come un monte di notte (p. 119). E confessa: Voglio, disperatamente
voglio, diventare un granduomo davvero diciamo addirittura la parola che fa
paura: un genio!. Immaginando il piacere di sentirsi lanima tesa verso qualcosa
di assurdo e di maestoso, spiega che: Il genio e` fanciullo e pazzo, ed e` genio
perche ha il coraggio di essere fanciullesco e pazzesco e non puo` fare a meno di fare
qualche volta la figura dellignorante e dellidiota, di quello che si meraviglia di
tutto e fa dei discorsi senza senso comune (p. 120).
Questo concetto di genialita` legata alla realizzazione di un impresa maestosa
quanto inconcepibile e la risposta dellambiente nel quale il genio si trova ad

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operare, sono rapportabili al personaggio creato da Corra. Il percorso di Dunn, le


pratiche seguite in vista del suo scopo, generano fraintendimento. Il suo
comportamento viene interpretato come segno inequivocabile di squilibrio e
disadattamento.
Coerentemente con le teorie sopracitate, Papini sostiene che la compenetrazione col tutto e` condizione necessaria perche il tutto ci obbedisca. Per incidere
sulla realta` e` necessario entrare e fondersi in essa. Diversamente, non saremmo in
grado di dare ordini a cio` che e` disgiunto da noi, di fare in modo che la nostra
volonta` particolare diventi volonta` universale e riesca a muovere ogni elemento del
mondo nella stessa maniera in cui si comanda un arto del corpo. Papini parla di
una volonta` che riesce a demolire le piu` rigide barriere dei fisici (Un uomo finito,
p. 136).
Questa esposizione e` rilevante ai fini della nostra analisi, in quanto anche per
Dunn il raccoglimento e la concentrazione sono mezzi attraverso i quali incidere
sulla realta`. Dalla lettura del racconto si capisce come, per Dunn, la
concentrazione equivalga ad uno sforzo intenso, continuo, accanito, stremante.
Tale impegno e` teso a cogliere un caos di possibilita` meravigliose che egli vuole
ad ogni costo afferrare e dominare (SD, p. 28). Elio Gioanola osserva a questo
proposito: Il protagonista non e` un operatore di modificazioni magiche, ma un
centro dinerzia psichica, che fa scoppiare il reale in virtu` di unenorme
concentrazione di energie: al contrario di un medium dominato da forze che lo
sovrastano, Sam Dunn scatena energie perche vuole il mondo uguale al suo
desiderio, scardinato da ogni obbedienza alle leggi fisiche, alla logica, alla
normalita` (Gioanola, p. 790). Alla luce di queste riflessioni si capisce come
lillustrazione di Ginna veda Dunn fulcro dellenergia che si irradia verso lesterno.
Essa culminera` con lo scardinio (SD, p. 75) di una Parigi che viene per questa
ragione definita impazzita (p. 31) e inizia a fermentare di fantasia (p. 35). Il
narratore parla infatti di corrente fantastica imposta a Parigi dal suo sforzo
psichico (p. 74).
In risposta a questa spinta la materia tutta inizia ad agitarsi, a ribollire: La
materia respirava e fantasticava. [] Laria era piena di sorprese [] (SD,
pp. 4041). Dal silenzio si genera lurlo, limmobilita` del soggetto conduce
allaccelerazione scomposta della metropoli francese, al sovvertimento di cose e
persone. La rivoluzione fantastica e` descritta da Bruno Corra in modo suggestivo.
Parigi e` invasa da una corrente di energia che si manifesta attraverso il dinamismo
degli oggetti, la loro capacita` di volo, di sparpagliamento. Liberandosi dalla
gabbia delle leggi fisiche, ribellandosi alle strutture imposte loro dallordine
stabilito, gli oggetti si animano. Ed ecco che la giacca dello smoking assume vita
propria: la vidi partire dalla mia mano ad una velocita` straordinaria, [] perdersi
nel cielo in pochi secondi (p. 34). Nel bar la macchina da caffe` inizia a versare il
liquido bollente nelle sale e poi ancora fuori per la strada senza che nessuno labbia
messa in azione. E ancora, i negozi dei gioiellieri si spalancano contemporaneamente per liberare i preziosi che si raggrupparono in un unico sciame sfolgorante e
sonoro (p. 36): un vortice di movimenti, una metropoli sinfonizzata (p. 71). Il
segnale e` arrivato. La materia tutta esplode rispondendo a un richiamo a catena.
Un fenomeno ne genera un altro in una rete di rapporti che altera la natura stessa
delle cose. La materia respira, si dilata, si espande, si trasforma: La torre Eiffel
germoglio` come un arbusto (p. 40).

GENIO E AMBIENTE NEL SECONDO FUTURISMO FIORENTINO

129

Al sovvertimento degli oggetti si accompagna quello degli individui, che iniziano


a comportarsi irragionevolmente, nella maniera piu` pazza che sia dato di
immaginare (p. 44). Cos` accade che una guardia lancia il berretto in aria e inizia a
saltellare come un passero (p. 35). Il prefetto di polizia, garante dellordine e del
rispetto delle regole, esce a passeggio nudo con la consorte ugualmente nuda (p.
37). Gli individui si sottraggono allabitudine, alle aspettative, alle consuete leggi
di causa ed effetto, per cui una reazione ne genera unaltra inconsueta, se non del
tutto anomala. Alla sequela di ingiurie con la quale un operaio reagisce ad un
oltraggio subito, laltro risponde intonando La Marsigliese (p. 35).
E tutti si riversano sulle strade: un ribollimento di folla (p. 42) che marcia
compatta e convinta verso un fine ignoto (p. 44). Ad un tratto, da questa
moltitudine di esseri, si sente emettere un unico grido compatto che era lo scopo,
che era il culmine della frenetica vertigine dalla quale erano stati trascinati (p. 45).
Questo grido fantastico scaglia verso il cielo, per cinque volte, un nome: Sam
Dunn! Sam Dunn! Sam Dunn! Sam Dunn! Sam Dunn! (p. 45). Il sommovimento
indotto da Dunn raggiunge il climax in questo frangente, che tuttavia non
rappresenta un punto di arrivo, ma solo linizio di un progetto su piu` larga scala.
Allinizio del capitolo successivo si legge infatti:
Lo scatenamento di energie occulte operato da Sam Dunn poteva sembrare, durante
lintera giornata del cinque giugno, trionfalmente avviato. Cera veramente nella
realta` lo smarrimento di chi si sente assalito da una forza gigantesca e ignorata. La
piu` complessa delle rivoluzioni era iniziata. Le vecchie apparenze materiali
crollavano. Nel mondo degli uomini si aprivano crateri di imprevedibilita`,
emergevano foreste di capricci, irrompevano torrenti di nuove leggi e di nuove
logiche. La decrepita immobilita` della materia era sul punto di venir sostituita da una
viva elasticita` multiforme. (SD, p. 49)

Le foreste di capricci, cos` come il colossale vortice di energie capricciose (p. 42)
attribuito a Parigi, ricordano i capricci dellispirazione rivendicati dai futuristi
come canone della Ricostruzione futurista delluniverso.38 Si tratta di una
concezione dellarte vista come espressione astratta degli elementi delluniverso
combinati secondo la rivelazione inattesa e fulminea, lassociazione repentina. E` la
realta` in movimento che si puo` allacciare e slacciare in tante relazioni inusitate. Il
moto liberatorio si ritrova nella definizione di Parigi impazzita, dove laggettivo
indica la ribellione di oggetti e persone allordine stabilito, a favore di un ritmo
frenetico e imprevedibile. Lalterazione, lanomalia vanno di pari passo con latto
esplorativo, nel momento in cui esso e` rivolto a captare e rivelare possibili
interazioni, allacciamenti inconsueti: una logica fantasiosa.
Questo approccio alla realta` fa parte di unindagine multidisciplinare che investe
varie espressioni artistiche, come testimonia il film Vita Futurista, girato da
Arnaldo Ginna nel 1916 (purtroppo andato perso). Nel commentare alcune
sequenze del film, lo studioso Giovanni Lista osserva: Illustrando una discussione
fra un piede, un martello e un ombrello, oppure presentando oggetti
stranamente accozzati per vederli sotto nuovi aspetti, il film Vita Futurista
metteva in opera un estraniamento visivo sulla base di quei nuovi rapporti tra le
cose del mondo che Corra annoverava tra le indagini percettive da svolgere in
funzione di una energia cerebrale rinnovata.39

130

GLORIA DE VINCENTI

Se e` vero che la concentrazione di energie di Dunn incanalata nella capitale


francese ne provoca il tumulto, non si tratta di un transfer a senso unico, ma
piuttosto di uninterazione tra psiche e ambiente, per cui le energie esterne
investono lenergia cerebrale contribuendo al suo rinnovamento. Leffetto
prodotto dalla civilta` tecnologica sulla psiche di Dunn e` stato evidenziato da
alcuni studiosi, come Gian Battista Nazzaro, per cui la spinta rinnovatrice operata
da Dunn sarebbe stata alimentata dai ritmi della nuova era ed in sintonia con essi.
Per lo studioso, il mondo di Sam Dunn e` anche il prodotto dellinterazione tra
inconscio e linguaggi tecnologici.40
Questo tipo di scambio e` alla base della sperimentazione futurista e si puo`
individuare gia` a partire dal paroliberismo, che combina lacceleramento prodotto
dalla vita moderna con la consapevolezza di un identica irruenza del mondo
interiore, allacciato alluniverso intero. Marinetti vede infatti nelle parole in liberta`
la possibilita`, per lindividuo moderno, di rendere tutte le vibrazioni del suo io
cos` come nascono, senza fili conduttori (Marinetti, p. 71), che andrebbero a
interferire con il ritmo della psiche caratterizzata da idiosincrasie. Nazzaro tiene
conto di questi precedenti quando afferma: La rivitalizzazione dei linguaggi
prodotti dallambiente tecnologico attraverso scambi continui di energie tra
linconscio e il reale e` uno dei nodi, non solo del paroliberismo marinettiano, ma
dello stesso sintetismo narrativo corriano (Nazzaro, p. 110).
Alle riflessioni di Nazzaro vanno aggiunte quelle di Anna Maria Cioni, la quale
pure individua una stretta corrispondenza tra il mondo di Dunn e le energie
esterne. Secondo la studiosa incanalando le energie fantastiche della multiforme
realta` della vita moderna nel suo spirito, Dunn arriva allo scatenamento di tutte le
forze occulte e allinstaurazione di nuove leggi e di nuove logiche.41 A questo
proposito, la Cioni ricorda lattenzione di Dunn verso gli ingorghi di folla che
richiamano il tema di spirali e vortici, figure caratteristiche dellavanguardia e
ricorrenti presso i futuristi.42
Come si e` gia` avuto modo di notare, al centro dellinteresse di Dunn vi era tutto
quanto rappresentava ramificazione, incroci, grovigli. Si capisce che il soffermarsi
su questi intrecci andava al di la` della semplice osservazione. Parlando
dellinteresse di Dunn a fermarsi nel punto di incrocio tra due o piu` strade, il
narratore osserva: Mi sembra che egli debba sfruttare questi vasti ingorghi di folla
fermentanti di strepiti e di colori incanalandoli nel suo spirito (SD, p. 25). La sua
tendenza a convogliare energie altre si ritrova in un altro punto del racconto, dove
si legge che Dunn veniva costruendo nel buio, a tentoni, il ponte di esperimenti
che doveva permettergli, in seguito, di incanalare nella nostra realta` energie
proprie di un mondo di fenomeni piu` complessi (p. 28). Corra avrebbe poi
rafforzato questo punto in un documento del 1919, dove afferma: La potenza
infallibile ed invincibile della concentrazione degli sforzi giunge a operare tali
prodigi che non si puo` fare a meno di pensare che essa agisca non solo per forza
propria ma anche raccogliendo attorno a se la collaborazione attiva di energie
ancora ignote sparse ovunque nella realta`.43
Se da un lato le energie della vita moderna sono percepite nel loro aspetto solare
legato allesaltazione della civilta` tecnologica, dallaltro presentano un risvolto
inquietante. Nella recensione di Amendola al racconto di Corra, parlando di
psiche cosmica di cui questultimo da` prova e identificando in essa la disposizione
psichica delluomo futurista, si legge: Luomo cosmico (5 luomo futurista) sta gia`

GENIO E AMBIENTE NEL SECONDO FUTURISMO FIORENTINO

131

al di sopra delle leggi terrestri; egli non e` piu` statico. Dinamico, sempre elettrico,
egli acquista come Sam Dunn una diretta influenza sul Cosmos, lo plasma, produce
catastrofe (Magamal, p. 3). La seconda parte del racconto corriano apre infatti
uno squarcio sullimprevedibilita` e la complessita` degli effetti prodotti da queste
energie.
La rivoluzione messa in atto dallo sforzo psichico di Dunn non va oltre il
processo di avvio e fallisce a causa di un contropotere avente il suo epicentro in
Portorosa. Si tratta in realta` di Bogliano, un piccolo golfo della riviera ligure poco
conosciuto, ribattezzato Portorosa dallo stravagante cav. Angelo Santerni che sul
suo terreno costruisce il Portorosa hotel. Inusuale sia nella forma che nella gestione
e frequentato da tipi altrettanto eccentrici, lhotel e` ribattezzato hotel manicomio
a motivo delle conversazioni strampalate e le scene di imprevedibile illogicita`
(SD, p. 66) che avvengono tra i clienti dellalbergo. Principale protagonista di
questo scenario e` la moglie del cav. Santerni, certa Giuseppina chiamata anche,
probabilmente a motivo della sua imponenza fisica, Peppona.
La signora Giuseppina, la quale trascorre intere giornate sdraiata sopra una
poltrona nella hall dellalbergo, e` conosciuta per le sue spiccatissime attitudini
medianiche (p. 67). Si legge di un fluido benefico emanato dal suo corpo, allo
stesso tempo calmante e vivificante, che agiva sugli ospiti dellalbergo,
particolarmente attivo quando questi prendevano posto nella poltrona precedentemente occupata dalla Peppona, a dimostrazione del fatto che il fulcro di tale
fluido magnetico andava individuato nellenorme posteriore della signora. Il
narratore spiega che non e` chiaro se questa energia venisse generata dalla Peppona
o se non fosse piuttosto attirata dallesterno e cumulata per essere usata al
momento opportuno (p. 69). Questultima teoria, a detta del narratore, era la piu`
probabile. Di fatto, lhotel Portorosa era diventato gradualmente un gigantesco
serbatoio di quelle sfuggevoli e fosforee energie avviluppanti il nostro mondo che
da cinquantanni le scienze nuove si sforzano di dominare (p. 73).
Quando sembra che niente possa piu` arrestare il sovvertimento messo in moto
da Dunn, il flusso magnetico emanato dalla Peppona entra in circolo ad interferire
con il potere dunniano e converte lesito di questa rivoluzione nella frenesia di una
moltitudine che si trova a compiere compatta un gesto volgare ed assurdo. Un
minuto dopo che il delirio della folla parigina culmina nellinvocazione a Sam
Dunn, un terribile terremoto colpisce la riviera ligure e distrugge Portorosa. Con
essa, lhotel e tutti i suoi clienti, inclusi i coniugi Santerni. A due minuti di distanza
da questo evento, gli effetti del magnetismo della Peppona si avvertono sulla
moltitudine parigina che, rispondendo ad un impulso irresistibile, inizia a pizzicare
il deretano delle signore vicine. Commentando laccaduto, il narratore osserva:
Una impreveduta corrente di energie astrali aveva soffocato lo slancio lirico di una
realta` che stava per elevarsi ad un superiore piano di vita (p. 77). Il giorno dopo
Sam Dunn viene colpito a morte dalla sua cameriera che, legatolo ad una poltrona,
si abbatte ripetutamente su di lui lanciandosi dallo scrittoio, colpendolo con il
fondoschiena.
Lepilogo del racconto si presta a piu` di un filone interpretativo. Per Elio
Gioanola, lo scacco di Dunn rappresenterebbe il risvolto della sua vittoria, in una
lettura che va ad individuare in questo personaggio lerede della tradizione
superomistica fiorentina, culminata nel papiniano Uomo finito e nel Lemmonio
Boreo di Soffici (Gioanola, p. 791). Alcune indicazioni di Rossana Verdone

132

GLORIA DE VINCENTI

puntano invece ad una lettura autobiografica per cui la sconfitta di Dunn


coinciderebbe con latteggiamento scettico e rinunciatario di Corra, da collocarsi
in una societa` mediocre ed indifferente, compresa in schemi convenzionali ed
impreparata ad accogliere la novita` della rivoluzione lirica dunniana.44 In linea
con questa teoria Mario Verdone parla di scettico disincanto con cui viene risolto
lo scontro tra i due poli rappresentati da Parigi e Portorosa.45
Accanto a queste linee interpretative se ne impone unaltra. Questultima indaga
le forze agenti e collega lesito della rivoluzione alla maniera in cui esse vengono
dirette. Si osservi il nesso tra le considerazioni di Corra in Avventure (una delle sue
prose poetiche) e quelle della voce narrante in Sam Dunn e` morto. Nel primo caso,
riflettendo su quanto andava esperendo, Corra aveva parlato di squilibri di forze
nelloscuro substrato invisibile in cui si regge la vita visibile.46 Sotto linflusso di
queste forze onnipotenti, egli avrebbe potuto scatenare un cataclisma disastroso
per se stesso, per gli altri e per il mondo. Tutto questo sosteneva Corra era
possibile, e lo spiegava in questi termini:
Unenergia elettrica, non intelligentemente diretta, puo` produrre una catastrofe. Cos`
le energie ignote che si agitano nella materia e negli esseri, intorno a noi ed in noi
stessi. Vivendo molto stranamente, agendo molto ed in maniera sempre nuova,
sempre diversa, poteva ben darsi che io provocassi una scarica violenta,
apparentemente illogica. (Avventure, pp. 10708)

Se si accosta il segmento di Avventure a quello del romanzo, dove si legge: La vita


di Dunn si e` svolta in questo substrato incosciente, dinamitico, inesplorato sul
quale e` stratificata la realta` materiale (SD, p. 30), si capisce che la rivoluzione
prodotta in Sam Dunn e` morto ha le sue radici in questo substrato ancora
inesplorato ma dinamitico, in grado di generare delle scariche potenti ma dai
risultati imprevedibili.
Come sostiene Gian Battista Nazzaro, la rivoluzione di Sam Dunn e il gesto
volgare che uccide il tentativo di Dunn, appartengono allo stesso nucleo di forze
ma costituiscono due diversi possibili sbocchi (Nazzaro, p. 118). Succede cos` che
lenergia emanata dalla Peppona, non intelligentemente incanalata, vada a
scatenare un esito imprevedibile e disastroso. Per Nazzaro in gioco sono soltanto
delle alternative, delle mere possibilita` in base alle quali i risultati mutano pur
rimanendo intatta la forza energetica di tutte le correlazioni che reggono una pura
visione del mondo. Il mutamento riguarda solo la periferia, non gia` il nucleo
genetico (p. 118).
Il dualismo dellesito della vicenda dunniana acquista un senso se si colloca nel
complesso contesto di unepoca in grande fermento. La rivoluzione tecnologica
genera un clima di fiducia ed ottimismo decretando allo stesso tempo la presenza
di zone inesplorate di realta`, che si agitano come uno spettro. Fecondato da quello
stesso spirito esplorativo che, proiettato verso lesistenza di forze invisibili, aveva
condotto sul finire del secolo alla scoperta, tra laltro, delle onde elettromagnetiche
e della radioattivita`, cresce linteresse verso i fenomeni occulti e paranormali. Tali
questioni non polarizzano solo lattenzione di fisiologi e psichiatri ma anche di
filosofi e della pubblica opinione intellettuale piu` in generale.
Come ricorda Papini, gli editori si fanno interpreti di questi nuovi gusti del
pubblico, con luscita di sempre piu` numerosi libri di filosofia, di psicologia, di

GENIO E AMBIENTE NEL SECONDO FUTURISMO FIORENTINO

133

religione e perfino di vero e proprio occultismo, i quali testimoniano la vastita`


della rivoluzione intellettuale che si va compiendo in Italia. A questi si affiancano
nascite incessanti di riviste di pensiero.47
Questi interessi attecchiscono particolarmente nellambito fiorentino del futurismo che, a differenza di quello milanese caratterizzato da una certa solarita` legata
alla civilta` tecnologica, propende verso moduli esoterici e notturni, di derivazione
simbolista. A conferma di questa disposizione speculativa vanno gli ampi spazi
dedicati alloccultismo su LItalia futurista. Dal manifesto La scienza futurista, gia`
citato, allarticolo di Arnaldo Ginna Il coraggio nelle ricerche di occultismo,48 e a
quello di Irma Valeria Occultismo e arte nuova,49 e` tutto un incitamento
allesplorazione delle scienze occulte, dalle quali ci si attendeva nuove rivelazioni.
In La scienza futurista, i firmatari denunciano i limiti di una scienza che insiste
nella ricerca di nuove proprieta` di vecchie sostanze, e incitano i cervelli geniali a
lanciarsi nellesplorazione delle nuove materie e delle nuove energie che vanno
affacciandosi alla nostra conoscenza. Si tratta di energie dotate di un grado di
intelligenza superiore, di energie piu` complesse che avrebbero agito nel corso dei
fenomeni di medianismo, psichismo, telepatia (La scienza futurista, pp. 20809).
Questo concetto viene reiterato in Sam Dunn e` morto, allorche Corra fa
riferimento alla vecchia scienza idiotamente presuntuosa che sino ad oggi ha
preteso di incatenarci in una tutela di minorenni ai quali si proibisce di lanciarsi
nellorgia di possibilita` che lignoto offre (SD, p. 9).
Le ripercussioni di queste scoperte nel campo artistico sono auspicate nei
documenti teorici. In Pittura dellavvenire (1915), Ginna si dichiara fiducioso nelle
prospettive spalancate dalle scienze occulte e preannuncia un nuovo e piu` largo
ordine di idee nel campo dellarte e della scienza per effetto di nuove rivelazioni in
questi ambiti.50 Per Ginna, il fatto che i fenomeni chiamati occulti, e cioe` spiritismo,
medianismo, telepatia, alchimia, rabdomanzia, astrologia, magia, divinazione, ecc.
fossero gia` oggetto di studi da parte dellE cole de psychologie di Parigi, indicava la
loro portata sul piano scientifico (Pittura dellavvenire, p. 195). Se lindagine portata
avanti dal gruppo dei giovani futuristi fiorentini, indagine dichiaratamente
improntata al rigore scientifico, imponeva la necessita` di riconoscere leggi-forze
ammesse da tutti, lauspicio andava in direzione dellesplorazione di nuove energie.
Nello stesso anno Ginna firma con Marinetti e Settimelli Il teatro futurista sintetico
nel quale si parla di forze mal definite disseminate nella realta`, che esercitano
uninfluenza nella nostra vita. Ad esse lartista viene invitato ad attingere, per
pervenire a scoperte geniali che andra` poi a rappresentare.51
Tornando alle due immagini da cui ha preso ispirazione questo saggio Idolo
Moderno e lillustrazione di Sam Dunn e` evidente che entrambe rappresentano
il rinnovamento della psiche per effetto della civilta` moderna. Psiche-ambientepsiche sono coinvolti in una spirale di influenza reciproca: la psiche viene
sollecitata dalle energie della civilta` moderna e a sua volta agisce sulla realta`
proiettando su di essa la sua carica esploratrice. Il rinnovamento della sensibilita`
messo in moto dalle scoperte scientifiche era stato proclamato da Marinetti nel gia`
citato manifesto Distruzione della sintassi-Immaginazione senza fili-Parole in
liberta` e dai firmatari del Manifesto tecnico della pittura futurista,52 tra cui
figurava Boccioni. Penetrando oltre la superficie, il genio demiurgo ausculta le
pulsioni delluniverso e, attraverso la sua psiche rinnovata, lo ricostruisce
artisticamente per renderne il palpito vitale.

134

GLORIA DE VINCENTI

Laddove il dipinto di Boccioni raffigura lampioni elettrici, simbolo della


fisionomia industriale e urbana che investe la psiche, la rappresentazione di Sam
Dunn rivela un aspetto inquietante. I raggi che si sprigionano da Dunn evocano la
presenza di energie complesse, che includono e non delimitano, ricche di
possibilita`. Il tentativo di esplicare la genialita` in campo letterario e artistico
avvalendosi di strumenti di ricerca alternativi rappresenta uno degli elementi
distintivi del movimento. Lanalisi di Sam Dunn e` morto rivela come tra il percorso
di Dunn e quello dellartista individuato negli scritti teorici esista congruenza di
intenti. La coesione dellopera con il percorso del gruppo verso lo scandaglio della
dimensione occulta della realta`, dimostra come essa sia rappresentativa della
poetica del movimento e le conferisce carattere programmatico.

FIG. 1. Sam Dunn nellillustrazione di Arnaldo Ginna. Bruno Corra, Sam Dunn e` morto,
5. ed. (Milano: Alpes, 1928)

FIG. 2.

Umberto Boccioni, Idolo moderno, 1911, Estorick Collection London.

GENIO E AMBIENTE NEL SECONDO FUTURISMO FIORENTINO

135

NOTE
1

Il secondo futurismo fiorentino fa parte


del periodo eroico del futurismo, detto
anche primo futurismo (190920), a
cui seguira` il secondo futurismo
(192044). Nellambito del primo futurismo, il gruppo di giovani poeti ed artisti
che daranno vita al secondo futurismo
fiorentino segue cronologicamente il
gruppo lacerbiano. In realta` alcuni personaggi di questo nucelo sono attivi
gia` a partire dai primi anni 10. La collaborazione culminera` nella vicenda editoriale LItalia futurista (giugno 1916
febbraio 1918). I principali protagonisti
di questa stagione letteraria sono Emilio
Settimelli, i fratelli Ginanni Corradini
ribattezzati dal pittore Balla Bruno
Corra (da correre) e Arnaldo Ginna (da
ginnastica) in tema con lo spirito
dinamico del movimento , Mario
Carli, Remo Chiti, Primo Conti, Maria
Crisi Ginanni, Rosa Rosa`, Irma Valeria.
Il romanzo viene pubblicato a puntate
su LItalia futurista dal 1 giugno 1916
(primo numero) al 25 agosto 1916
(sesto numero). Appare poi in volume
per le Edizioni Futuriste di Poesia,
Milano, 1917. La seconda edizione in
volume e` a cura dello Studio Editoriale
Lombardo, Milano, 1917. Viene quindi
incluso nella raccolta Madrigali e grotteschi, Milano, Facchi, 1919. Sia questedizione che quella del 1917 a cura
dello Studio Editoriale Lombardo si
avvalgono delle illustrazioni di Rosa
Rosa`. La quinta edizione e` del 1928, a
cura delle edizioni Alpes, Milano, e
questa volta e` illustrata da Arnaldo
Ginna. La sesta edizione, curata da
Mario Verdone, viene pubblicata da
Einaudi, Torino, nel 1970.
Bruno Corra, Prefazione a Sam Dunn
e` morto (Milano: Studio Editoriale
Lombardo, 1917), pp. 1112 (p. 12).
Bruno Corra, Prefazione a Sam Dunn
e` morto (Milano: Alpes, 1928), pp. 7
10 (p. 9).
Mario Verdone, Introduzione a
Manifesti futuristi e scritti teorici di

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Arnaldo Ginna e Bruno Corra, a cura


di Mario Verdone (Ravenna: Longo,
1984), pp. 737 (p. 16).
Elio Gioanola, Bruno Corra, in
Letteratura italiana contemporanea,
diretta da Gaetano Mariani e Mario
Petrucciani, 3 vol. (Roma: Lucarini,
1980), II, 78792 (p. 787).
Bruno Corra, Sam Dunn e` morto
(Milano: Edizioni Futuriste di Poesia,
1917), p. 28. Dora in avanti faro`
riferimento a questopera con labbreviazione SD.
Maria Ginanni, Frammento di novella
colorata, LItalia futurista, 1 (1916), 2.
Ginanni, Frammenti di novelle colorate, LItalia futurista, 2 (1916), 2.
Ginanni, Trasparenze, LItalia futurista, 11 (1916), 2.
AA.VV., Giudizi su Montagne trasparenti di Maria Ginanni, LItalia futurista, 7 (1917), 4.
Magamal, Sam Dunn e` morto, LItalia
futurista, 28 (1917), 3.
Bruno Corra, Per larte nuova della
nuova Italia (Milano: Studio Editoriale
Lombardo, 1918), p. 9. Corra specifica
che si tratta de Il Centauro, Rivista,
LItalia futurista.
Benedetto Croce, Estetica come scienza
dellespressione e linguistica generale
(Bari: Laterza, 1902). A questo seguira`
Problemi di estetica e contributi alla
storia dellestetica italiana (Bari:
Laterza, 1910).
Emilio Settimelli, Scienza crociana e
scienza (pardon!) mia, Rivista, 1819
(1913), 13 (p. 1). Lenfasi posta su
parole o frasi facendo ricorso a caratteri in corsivo, neretto o maiuscolo
era pratica ricorrente nel movimento. Si
precisa che nel saggio tutte le citazioni
riportano lenfasi posta dagli autori e
non dalla sottoscritta.
Bruno Corradini-Emilio Settimelli, Pesi,
misure e prezzi del genio artistico.
Manifesto futurista (Milano, 1914).
Ora in Manifesti futuristi e scritti teorici
di Arnaldo Ginna e Bruno Corra, a cura

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GLORIA DE VINCENTI

di Mario Verdone (Ravenna: Longo,


1984), pp. 16773.
Bruno Corra, A. Ginanni, R. Chiti,
Settimelli, M. Carli, Oscar Mara e
Nannetti, La scienza futurista, LItalia
futurista, 2 (1916), 1.
Emilio Settimelli, La critica di
Benedetto Croce, in Collezione di saggi
critici, 2 vol. (Bologna: Beltrami, 1912),
II, 5101 (p. 74).
Mario Verdone ricorda che la discendenza degli appartenenti al gruppo e`
simbolista, non solo per quanto riguarda
la scelta del genere, i poemetti in prosa,
ma anche per le frequenti citazioni
baudelariane. Mario Verdone, Prosa e
critica futurista (Milano: Feltrinelli,
1973), p. 22.
Filippo Tommaso Marinetti, Distruzione
della sintassi Immaginazione senza fili
Parole in liberta` (1913), ora in Teoria
e invenzione futurista, a cura di Luciano
De Maria (Milano: Mondadori, 1968),
pp. 6580 (p. 72).
Emilio Settimelli, Superare dAnnunzio
e Croce, Rivista, 1 (1913), 1617 (p.
1).
William James, Great Men, Great
Thoughts and the Environment,
Atlantic Monthly, 46 (1880), 44159
(p. 456).
Mario Carli, Tesi di unarte nuova,
Difesa dellarte, 2223 (1910), 34 (p. 3).
Bruno Corradini, Il liberismo, in
Collezione di saggi critici, 2 vol.
(Bologna: Beltrami, 1912), II, 14174
(p. 165).
Alcuni studiosi hanno rilevato come
questi interessi fossero particolarmente
attivi in Emilia Romagna, terra dei
fratelli Ginanni Corradini. Per un
approfondimento si veda Futurismo in
Emilia Romagna, a cura di Anna Maria
Nalini (Modena: Artioli, 1990).
Simona Cigliana fa altres` riferimento
a una specifica tradizione culturale
emiliano-romagnola, caratterizzata da
frequentazioni esoteriche e teosofiche.
Simona Cigliana, Futurismo esoterico
(Napoli: Liguori, 2002), p. 273.
Nella testimonianza raccolta da Mario
Verdone Ginna afferma: Ci rifornivamo

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di libri spiritualisti ed occultisti, mio


fratello ed io, presso gli editori Dourville
e Chacormac. Leggevamo loccultista
Elifas Levi, Papus, teosofi come la
Blavatski e Steiner, la Besant, segretaria
della societa` Teosofica, Leadbeader,
Edouard Schure. Seguivamo le conferenze della societa` Teosofica, a Bologna e
Firenze. Mario Verdone, Cinema e
letteratura del futurismo (Roma:
Bianco e Nero, 1967), pp. 2122.
A questi vanno aggiunti circa 35 volumi
su campi quali alchimia, astrologia,
discipline orientali, che vanno dal
1895 fino agli anni 50. Da una ricognizione della dott. Lucia Collarile, curatrice del fondo Ginanni Corradini, di
recente donato dagli eredi ai Musei
Vaticani.
Rudolf Steiner, Liniziazione: come si conseguono le conoscenze dei mondi superiori
(Milano: Editrice Antroposofica, 1904).
Questa citazione tratta dalledizione del
1977, p. 23.
Arnaldo e Bruno Corradini, Metodo
(Ravenna: Tipo-lito Ravegnana, 1910).
S.l e s.d. Fondazione Primo Conti onlus,
Fiesole, Fondo Settimelli, Corrispondenza
B. CorraE. Settimelli.
S.l. e s.d. Fondazione Primo Conti onlus,
Fiesole, Fondo Settimelli, Corrispondenza
B. CorraE. Settimelli. Si ringraziano gli
eredi e il Comitato Scientifico della
Fondazione Primo Conti per lautorizzazione a citare stralci della corrispondenza.
Dal contenuto si evince che Corra si
trova a Parigi e il contesto fa pensare
che egli si riferisca alla fondazione di
Rivista.
Bruno Ginanni Corradini, La coltura
umana, Rivista, 1 (1913), 23 (p. 2).
Simona Cigliana, Futurismo esoterico,
2. ed. (Napoli: Liguori, 2002), p. 52.
Roberto Assagioli, Il Nuovo Pensiero
americano, Leonardo: rivista didee,
3.2 (1907), 20112 (p. 203).
William James, Le energie degli
uomini, Leonardo: rivista didee, 3.1
(1907), 125.
Giovanni Papini, Un uomo finito, pubblicato a Firenze nel gennaio 1913
nei Quaderni della Voce diretti da

GENIO E AMBIENTE NEL SECONDO FUTURISMO FIORENTINO

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Giuseppe Prezzolini per la Libreria


della Voce (quaderno n. XVIIIXIV).
Questa citazione dalledizione Firenze:
Ponte delle Grazie, 1994.
Giacomo Balla, Fortunato Depero,
Ricostruzione futurista delluniverso
(Milano, 11 marzo 1915), ora in Marinetti e i futuristi, a cura di Luciano De
Maria (Milano: Garzanti, 1994), pp.
17282.
Giovanni Lista, I caratteri specifici del
futurismo emiliano-romagnolo e le loro
ripercussioni nel campo dello spettacolo, in Futurismo in Emilia Romagna,
a cura di Anna Maria Nalini (Modena:
Artioli, 1990), pp. 9599 (p. 98).
Gian Battista Nazzaro, Nel mondo di
Sam Dunn, Es, 2 (1975), 88126 (p.
110).
Anna Maria Cioni, Teoria e pratica della
scrittura esoterica nel futurismo, Critica
letteraria, 1.9 (1975), 68487 (p. 684).
La Cioni menziona, tra gli altri, il
romanzo di Paolo Buzzi Lellisse e la
spirale (Edizioni di Poesia, Milano,
1915) e la rivista di Anton Giulio
Bragaglia La Ruota, fondata nel 1916.
Bruno Corra, O rinnovarsi o morire
(sviluppate la vostra personalita`)
(Milano: Facchi, 1919), pp. 4041.
Rossana Schiavina Verdone, Bruno
Corra tra futurismo e surrealismo,

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137

Teatro contemporaneo, 5 (ottobre 1983


gennaio 1984), 20108.
Mario Verdone, Nota a Sam Dunn e`
morto, nelledizione da lui curata
(Torino: Einaudi, 1970), pp. 7380 (p.
79).
Bruno Corra, Avventure (1912), in Con
mani di vetro (Milano: Studio Editoriale
Lombardo, 1916), poi in Madrigali e
grotteschi (Milano: Facchi, 1919),
pp. 10510 (p. 107).
Giovanni Papini, Franche spiegazioni,
Leonardo: rivista didee, 3 (1907), 130.
Arnaldo Ginna, Il coraggio nelle
ricerche di occultismo, LItalia futurista, 12 (1917), 2.
Irma Valeria, Occultismo e arte
nuova, LItalia futurista, 17 (1917), 2.
Arnaldo Ginna, Pittura dellavvenire,
LItalia futurista, 18 (1917), 4.
Marinetti, Settimelli, Corra, Il teatro
futurista sintetico (11 gennaio 191518
febbraio 1915), ora in Marinetti e i
futuristi, a cura di Luciano De Maria
(Milano: Garzanti, 1994), pp. 16571
(p. 170).
Boccioni, Carra`, Russolo, Balla,
Severini, La pittura futurista, manifesto
tecnico (11 aprile 1910), ora in
Marinetti e i futuristi, a cura di
Luciano De Maria (Milano: Garzanti,
1994), pp. 2326.

NOTES ON CONTRIBUTOR
Gloria De Vincenti is a lecturer at the University of Technology Sydney (Faculty of Arts and
Social Sciences), and coordinates the Italian Language and Culture program. Her interest in
the European avant-garde of the early twentieth century led to the completion of a doctoral
thesis on Secondo Futurismo Fiorentino. Her forthcoming monograph will be published in
2013 by Angelo Longo Editore, Ravenna.
Correspondence to: Gloria De Vincenti. Email: Gloria.DeVincenti@uts.eu.au

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