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LE RIVOLUZIONI DEL 1848

UNA RIVOLUZIONE EUROPEA


Nel 1848 gran parte dell'Europa orientale (Francia, Italia, Impero asburgico, Confederazione germanica) fu invasa da una crisi
rivoluzionaria. Ad eccezione della Russia (a causa dell'arrettratezza della societ civile e della repressione che impediva la
ricolta) e della Gran Bretagna (nonostante il sistema politico non lo impedisse). I paesi in cui vi fu la crisi erano accomunati dalla
situazione economica (in Europa nel 1846-47 vi fu una crisi economica che caus miseria, carestie e disoccupazione), dalla
attesa di un nuovo grande sommovimento rivoluzionario, richiesta di libert politiche e di democrazia (in Italia, in Germania e
nell'Impero asburgico) e dalla emancipazione nazionale. Tutte queste giornate rivoluzionarie iniziarono con dimostrazioni
popolari nelle diverse capitali e sfociarono in scontri armati. La novit delle rivoluzioni del 1848 consiste nella partecipazione
delle massi popolari e nella presenza di obiettivi sia sociali che politici. Il testo base della rivoluzione proletaria era il Manifesto ei
comunisti di Marx ed Engels
LA RIVOLUZIONE DI FEBBRAIO IN FRANCIA
il centro principale del moto rivoluzionario fu la Francia in cui vi era la monarchia liberale di Luigi Filippo d'Orleans, la quale
aveva imposto dei limiti sempre meno tollerabili e conduceva una politica ultramoderata. Per tale motivo si form un opposizione
in cui erano presenti i lberali progressisti, i democratici, i bonapartisti, i socialisti e parte dell'opinione pubblica cattolica e
legittimista. Obiettivo dei democratici era il SUFFRAGGIO UNIVERSAE (secondo cui tutti i cittadini maschi potevano votare) in
modo da poter rislvere i problemi sociali del Paese. I democratici si riunivano in BANCHETTI ovvero delle riunioni private che
eludevano i divieti governativi. La scintilla che fece innescare la crisi rivoluzionaria fu il divieto di un banchetto previsto per il 22
febbraio a Parigi. Da ci ne consegu una ribellione da parte di lavoratori e studenti parigini. La Guardia Nazionale anzich
difendere la monarchia liberale di Luigi Filippo d'Orleans, si alle con la protesta, in quanto essa salvaguardava gli interessi
della borghesia cittadina. Tale ribellione non fu placata e dopo 2 giorni il 1 ministro venne destualizzato e Luigi Filippo
abbandon Parigi. Si form subito un governo provvisorio a prevalenza democratica in cui per la prima volta vi erano anche 2
socialisti: il politico Louis Blanc e l'operaio Alexandre Martin. Il governo della Seconda Repubblica: abrog ogni limitazione alla
libert di riunione e stampa; abol la pena di morte per reati politici; si impegnava a rispettare l'equilibrio dell'europa rinunciando
a portare la rivoluzione oltre i confini francesi; venne stabilito che in una giornata si poteva lavorare 11 ore; venne affermato il
principio di diritto al lavoro e per tale motivo vennero create delle officine nazionali che impiegavano i disoccupati in imprese di
pubblica utiit alle dipendenze del Ministero dei Lavori pubblici. Questo intervento dello Stato non venne considerato
positivamente dai moderati perch incompatibile con i principi del liberalismo economico. Il 23 Aprile 1848 ci furono le elezioni a
suffraggio universale per l'Assemblea Costituente e vinsero i REPUBBLICANI MODERATI e i socialisti venneor esclusi. Il 15
maggio il popolo parigino manifest per appoggiare i democratici, ma tale manifestazione venne repressa dalla Guardia
Nazionale e molti capi della sinistra furono arrestati. Un mese dopo il governo chiuse le officine nazionali e obblig i disoccupati
ad arruolarsi, il popolo si ribell ma venne sedato con la violenza. La repessione della rivolta segn la fine dell'ondata
rivoluzionaria europea e all'interno della Francia. Nel mese di Novembre l'Assemblea costtuente approv una costituzione
democratica (ispirata al modello statunitense) che prevedeva un presidente della Repubblica eletto dal popolo ogni 4 anni e
un'unica Assemblea legislativa eletta sempre dal popolo. Il 10 dicembre del 1848 ci furono le elezioni presidenziali i cui candidati
erano: CAVIGNAC per i repubblicani moderati; LEDRU-ROLLIN per i repubblicani progressisti; LUIGI NAPOLEONE
BONAPARTE per la desta conservatrice. Vinse quest'ultimo anche per la forza del suo nome.
LA FRANCIA DELLA SECONDA REPUBBLICA AL SECONDO IMPERO
Con le elezioni del 13 maggio 1849 per la nuova Assemblea legislativa, si afferm alla Camera una maggioranza clericoconservatrice. Tra le prime decisioni del governo ci fu quella di correre in difesa del papato contro la Repubblica romana. Nel
1850 venne varata sia una legge che consentiva alla Chiesa di controllare l'istruzione scolastica e universitaria sia una legge
che privava del voto elettorale ai nullatenenti. Nel luglio 1851 la Camera si rifiut di modificare un articolo della Costituzione che
impediva la rielezione di un presidente alla scadenza del mandato. Ci avvenne perch la maggioranza moderata riteneva che
Bonaparte stesse rafforzando il potere personale. Il 2 dicembre del 1851 ci fu un colpo di Stato in quanto Bonaparte con l'aiuto
dell'esercito sciolse la Camera. Nello stesso mese, un plebiscito a suffragio universale approv l'operato di Bonaparte e gli
attribu il compito di redigere una nuova costituzione. Questa venne varata il mese successivo e stabiliva una durata decennale
del mandato presidenziale. Nel dicembre del 1852 ci fu un altro plebiscito che abol la Repubblica e sanc la Restaurazione
dell'Impero. Luigi Napoleone assunse il nome di Napoleone III con il diritto di trasmettere il suo titolo ai suoi eredi.
LA RIVOLUZIONE DELL'EUROPA CENTRALE
Nel mese di marzo il moto rivoluzionario si propag all'impero asburgico, agli Stati Italiani e alla Confederazione germanica.
Diversamente da quanto era accaduto in Francia, lo scontro era fra la borghesia liberale (appoggiata da una buona parte delle
classi popolari) e le strutture politiche dell'assolutismo. Il 1 episodio insurrezionale avvenne a Vienna il 13 marzo ma venne
represso dall'esercito. Ma il regno di Ferdinando I fu costretto ad allontanare il cancelliere Metternich il quale rappresentava l'et
della Restaurazione e aveva avuto il potere per 40 anni. A maggio l'imperatore Ferdinando I fu costretto ad abbandonare Vienna
e dovette convocare un Parlamento dell'Impero a suffragio universale. A PRAGA, dove si era formato un governo prvvisorio fu
convocato un congrasso di tutte le popolazioni slave dell'Impero che chiedevano maggiore autonomia; a pochi giorni
dall'apertura del congresso, scoppiarono degli incidenti fra la popolazione e l'esercito dando in tal modo, alle truppe imperiali il
pretesto per intervenire. La capitale boema venne bombardata e il governo ceco venne sciolto. In UNGHERIA sotto la guida di
Lajoj Kossuth venne creato un governo nazionale per agire in modo autonomo da Vienna ( si approfittarono del momento di
crisi). A suffragio universale venne eletto un nuovo parlamento, venne abolita la servit della gleba in tutte le regioni dell'impero.
L'Impero Asburgico per venire a capo della secessione si approffit della rivalit che c'era tra gli Slavi del Sud (Croati) e i
Magiari. I MAGIARI volevano riunire in unico regno tutti quei territori slavi chein passato avevano fatto parte del regno magiaro.
Gli SLAVI DEL SUD si schierarono con l'Impero Asburgico in quanto gli permetteva di conservare un'identit nazionale. Josip
Jelaia fu nominato governatore della Croazia e con il suo esercito enro in Ungheria unendosi alle truppe imperiali. L'impero
austriaco per momentaneamente dovette abbandonare l'Ungheria perch a Vienna scoppi una rivolta ed era necessario
richiamare l'esercito presente in Ungheria. La rivolta che scoppi a Vienna consisteva nell'impedire la partenza di nuove truppe
per il fronte. Tale rivolta venne sedata. Poco dopo Ferdinando I abdic in favore di suo nipote Francesco Giuseppe che nel
marzo dell'anno successivo sciolse il Reichstag e concesse una costituzione moderata che prevedeva un Parlamento eletto a
suffraggio limitato e riaffermava la struttura centralistica dell'Impero. L'assemblea di Francoforte si blocc sulla questione
nazionale, in quanto era divisa tra sostenitori della GRANDE GERMANIA (secondo cui tutti gli Stati germanici si dovevano

unificare intorno all'Austria imperiaele) e sostenitori della PICCOLA GERMANIA (secondo cui lo Stato nazionale dovea
costruirsi sul nucleo principale del Regno di Prussia. Vinse l'ipotesi della PICCOLA GERMANIA ma quando al re di Prussia gli
venne offerta la corona imperiale, questi la rifiut perch offerta da un'assembea nata da un moto rivoluzionario. Questo rifiuto
segn la fine dell'Assemblea di Francoforte.
LA RIVOLUZIONE IN ITALIA E LA PRIMA GUERRA DI INDIPENDENZA
Le correnti politiche, nella rivoluzione del 1848 in Italia, avevano come obiettivo la concessione di costituenti (o statuti) ondata
sul sistema rappresentativo. In seguit alla sollevazione di Palermo nel gennaio del 1848, Ferdinando II di Borbone annunci la
concessione di una costituzione nel Regno delle 2 Sicilia. In seguito dovettero fare lo stesso Carlo Alberto di Savoia, Leopoldo II
di Toscana e Pio IX. Tali costituzioni avevano carattere moderato ed erano ispirate al modello francese. Quella pi importante
quella di Carlo Alberto e prevedeva: una CAMERA DEI DEPUTATI (che potevano essere votati da una ristretta minoranza di
cittadini di censo elevato); un SENATO (composto da elementi scelti dal re); un GOVERNO (che doveva dipendere dalle
decisioni del sovrano). Successivamente a Venezia insorse una manifestazione popolare che impose al governatore austrac di
liberare alcuni detenuti politici, tra cui il capo dei democratici: DANIEL MANIN. Dopo pochi giorni, in seguito a una rivolta degli
operai dell'Arsenale militare, i reparti austriaci dovettero arrendersi. Venne fatto un governo provvisorio presieduto da Manin e
venne proclama lata la costituzione della Repubblica Veneta. Dopo 5 giorni d'insurrezione gli austriaci vennero cacciati anche da
Milano, in cui la operazione fu guidata da Carlo cattaneo. Diverse regioni chiesero a Carlo Alberto di capeggiare il movimento
antiustriaco. Cos il Piemonte dichiar guerra all'Austria. Vi era un'agitazione patrittica e per non destabilizzare il loro trono
Ferdinando II di Napoli, Leopoldo II di Toscana e Pio IX decisero di unirsi alla guerra antiaustriaca inviando le loro truppe che
partirono assieme a molti volontari. La guerra austro-piemontese assumeva l'aspetto di una guerra d'indipendenza nazionale.
Questa fonte nazionale per si sgretol. Infatti di fronte all'evidente mira espansionistica di Carlo Alberto, il papa Pio IX ritir le
sue truppe perch era preoccupato di vedersi coinvolto in uno scontro con una potenza cattolica. Successivamente stessa cosa
fecero il Granduca di Toscana e Ferdinando di Borbone. Il regno sabaudo alla fine si ritrov solo ad affrontare l'esercito austriaco
anche se alcuni vennero in soccorso dal Sud America: GIUSEPE GARIBALDI. Le truppe sabaude vennero sconfitte alla fine del
mese di luglio a CUSTOZA (Verona) e si ritirarono oltre il Ticino. Il 9 agosto fu firmato l'armistizio con gli austriaci.
CRITICA A CARLO ALBERTO
A Carlo Alberto venne molto criticata la sua incertezza a scendere in campo contro l'Austria: egli infatti varc i confini lomabardi
solo dopo un esito positivo dell'insurrezione milanese e gli austriaci erano stati costretti ad abbandonare la citt. Dichier guerra
il 23 marzo non nascondendo di voler ampliare i suoi domini.
LOTTE DEMOCRATICHE E RESTAURAZIONE CONSERVATRICE
Dopo la sconfitta del Piemonte rimasero a combattere contro l'Impero Asburgico solo i democratici italiani e gli ungheresi. La
maggioranza della popolazione italiana rimase estranea e ostile alle loro battaglie. Nell'autunno del 1848 la situazione in Italia
era: SICILIA (sotto il controllo dei separatisti con un proprio governo e una propria costituzione democratica); VENEZIA (era in
mano agli insorti); TOSCANA (il granduca dovette accettare un governo di stampo democratic); ROMA (in seguito all'uccisione
del 1 ministro del Pontefice il papa fugg a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando di Borbone. I democratici si approffitarono di
ci per conquistare Roma).
Nel gennaio del 1849, in tutti i territori dell'ex Stato pontificio, venne eletta a suffraggio universale una Assemblea costituente.
Fra i molti eletti democratici c'erano anche Mazzini e Garibaldi. Nel mese successivo l'Assemblea annunci la decadenza del
potere temporale e proclam la Repubblica romana. Il governo democratico toscano rovesci Leopoldo II che fugg e il potere
pass nelle mani del triumvrato composto da Montanelli, Guerrazzi e Mazzoni. Carlo Alberto, stretto tra le pressioni dei
democratici piemontesi e le pesantissime condizioni del pace impostagli dall'Austria, dichier nuovamente guerra. Questa volta
la reazione austriaca fu immediata ed' Carlo Alberto, per non mettere in pericolo la continuit dinastica abdic a favore del figlio
Vittorio Emanuele II. Quest'ultimo il giorno dopo firm un nuovo armistizio con gli austriaci. Gli austriaci successivamente
presero d'assedio Venezia; i territori emiliano-romagnoli e marchigiani dello Stato pontificio furono occupati; la Repubblica
toscana venne abbattuta. Invece Ferdinando re di Borbone riusc a conquisatre la Sicilia. Dopo questa disfatta Pio IX si appell
a tutte le forze cattoliche perch abbattessero la Repubblica romana. Alla sua chiamata ader la Spagna, l'Austria, il Regno di
Naoli, la Repubblica francese. In giugno un corpo di spedizione francese attacc Roma ma poco prima della resa l'assemblea
costituente procam la Costituzione della Repubblica Romana in cui venia sottolineata la laicit dello Stato ma nonostante il
Papa era libero di esercitare la sua missione religiosa. Dopo la fine della Reppublica romana l'unico focolaio acceso era
l'Ungheria anche grazie all'aiuto dello zar di Russia Nicola I il quale era preoccupato di questo focolaio rivoluzionario vicino al
suo impero. Infine capitol anche Venezia.
6.1 Il capitalismo a una svolta: concentrazioni, protezionismo, imperialismo. Lultimo trentennio dellOttocento vide delle
enormi trasformazioni delleconomia capitalistica, che diedero vita alla seconda rivoluzione industriale. Nel 1873 scoppi una
improvvisa crisi di sovrapproduzione (non recessione, solo rallentamento), risultato delle mutazioni organizzative e delle
innovazioni tecnologiche, che permisero di abbassare i costi di produzione. Vi fu un rallentamento globale dei ritmi produttivi,
che assunse forme e durate diverse. Il commercio continu regolare e il livello di vita in media crebbe, essendo aumentato il
potere di acquisto. Gli imprenditori, di fronte alle nuove dinamiche presentate dal mercato e alla concorrenza sempre pi
accanita, cercarono soluzioni al di fuori dei canoni liberisti grandi consociazioni (holdings), consorzi (cartelli o pools),
concentrazioni tra imprese indipendenti (trusts): queste ultime potevano essere orizzontali (se associavano aziende operanti nel
medesimo settore) o verticali (diverse fasi di lavorazione del prodotto), e spesso sfociavano in regimi di monopolio (la Standard
Oil di John Rockefeller). Naturalmente le banche giocarono un ruolo fondamentale, essendo le uniche in grado di garantire
costanti flussi di capitale di investimento compenetrazione tra banche e imprese (capitalismo finanziario secondo i marxisti) fu
il motore del sistema economico. Vi fu una maggiore ingerenza statale nelleconomia, che sfoci in misure protezionistiche molto
severe (dazi doganali), che dovevano favorire la produzione interna limitando IMP. Unica eccezione: GB, che fu doppiamente
danneggiata, vedendo da un lato ridursi gli sbocchi di mercato per le sue merci, dallaltro la crescita delle imprese straniere
industrie tedesche e statunitensi (specializzate nelle nuove branche dellindustria) superarono quelle inglesi. Londra reag
intensificando scambi con colonie: la corsa ai nuovi mercati di sbocco e alle materie prime non fu prerogativa inglese et
dellimperialismo.
6.2 La crisi agraria e le sue conseguenze. Il settore pi colpito dalla crisi di fine Ottocento fu quello agricolo; lagricoltura
europea restava frenata da squilibri impressionanti: se infatti in gran parte dellEuropa occidentale le innovazioni agricole

(fertilizzanti chimici, rotazione, nuove colture, meccanizzazione) davano gi i loro frutti, nella fascia mediterranea del continente
il latifondo e larretratezza delle attrezzature inchiodavano la produzione su livelli bassissimi. Quando i prodotti della nuova
agricoltura americana (ogni contadino del Midwest poteva arrischiarsi ad investire) raggiunsero i mercati europei, i prezzi
crollarono bruscamente, mandando in rovina numerose aziende agricole disoccupazione, fame, miseria tensioni sociali e
movimenti migratori, soprattutto verso gli Stati Uniti (con il passare degli anni emigravano per lo pi latini e slavi, non pi
tedeschi, inglesi e irlandesi). La crisi agraria spinse i governi ad imboccare la via del protezionismo, che pur tamponando
parzialmente gli effetti del tracollo ebbe costi sociali altissimi: danneggi i consumatori e procrastin ulteriormente
lammodernamento delle tecniche il generale declino del settore agricolo era ormai inarrestabile.
6.3 Scienza e tecnologia. La seconda rivoluzione industriale fu diversa dalla prima, in quanto fece sentire i suoi effetti su
unarea pi vasta ed ebbe una diffusione pi capillare, facendo un uso continuo della scienza e dei suoi grandi personaggi
(Hertz, Marconi, Edison..), le cui scoperte mutarono le abitudini e i comportamenti futuri di milioni di persone (ascensore,
telefono, lampadina, grammofono, pneumatici, bicicletta, tram elettrico, automobile, macchina da scrivere). Era il trionfo della
scienza, e un legame inscindibile nasceva tra essa e la tecnologia e tra la tecnologia e la produzione quindi tra scienza e
economia.
6.4 Le nuove industrie. I rinnovamenti tecnologici pi interessanti si concentrarono in industrie giovani, come la chimica e la
produzione dellacciaio, insieme al settore elettrico. Lacciaio inizi ad essere utilizzato su larghissima scala, quando grazie a
nuove tecniche fu possibile produrne in grandi quantit a prezzi inferiori fu utilizzato nei campi pi disparati, dalle rotaie dei
treni alle corazze delle navi da guerra; se ne serv molto lingegneria civile (1889: Tower Building di NYC e la Tour Eiffel
parigina). Anche la chimica fece passi da gigante, legandosi agli altri settori con un rapporto causa-effetto alluminio, coloranti
artificiali, fibre tessili nuove, pneumatici, dinamite di Nobel. Grande utilit ebbe nella produzione dei prodotti intermedi (acido
solforico, soda) e nello sviluppo dei settori farmaceutico e alimentare: per la prima volta nella storia fu possibile conservare cibi
deperibili e trasportarli a grande distanza dai luoghi di produzione.
6.5 Motori a scoppio ed elettricit. Macchina a vapore e carbone stanno alla prima rivoluzione industriale come motore a
scoppio ed elettricit stanno alla seconda. Il motore a scoppio fu studiato dagli anni 50 in avanti, e le prime automobili
arrivarono nel 1885, ma fu solo nel periodo della IGM che la produzione in serie prese piede estrazione del petrolio, molto
costoso, anche se utile il carbone restava combustibile pi usato. Altra grande protagonista del periodo fu lelettricit: dalla
pila di Volta alle dinamo ai motori elettrici, questa forma di distribuzione della energia si fece largo nel mondo, culminando nel
1879 con linvenzione della lampadina da parte di Edison. Nacquero cos centrali termiche, che permisero per la prima volta
lilluminazione pubblica elettrica, e non a gas. Presto si cominci a fare ricorso alla potenza dellacqua e vennero costruite
numerose centrali idroelettriche. Il settore elettrico svolse un ruolo di primo piano nella modernizzazione ed ebbe effetti
incredibili sullinter societ (illuminazione e trasporti, ad esempio, ma anche telefono, grammofono e cinematografo).
6.6 Le nuove frontiere della medicina. Rimasta immobile per secoli, in questo periodo anche la medicina sub delle evoluzioni
profonde, poggianti su quattro cardini fondamentali: 1) la diffusione delle pratiche igieniste strategie di prevenzione e
contenimento delle malattie epidemiche attraverso un azione sullambiente, non lindividuo; 2) lo sviluppo della microscopia
ottica (Koch e Pasteur) e la successiva scoperta dei microrganismi responsabili di alcune malattie infettive; 3) i progressi della
chimica e della farmacologia nuovi farmaci (pratica della anestesia chirurgica, scoperta dellaspirina e del Ddt); 4) nuova
ingegneria sanitaria osservazione sistematica del malato, seguito ora in grandi policlinici organizzati.
6.7 Il boom demografico. La rivoluzione tecnologica non miglior solo la qualit della vita, ne aument anche la durata media: i
progressi di medicina e igiene, gli sviluppi dellindustria alimentare, la quasi totale eliminazione delle epidemie e delle carestie
port la vita delluomo europeo a durare in media circa 50 anni, dai 40 della met dellOttocento. La popolazione europea
crebbe del 60% in cinquantanni, quella americana quadruplic. Ma alla caduta della mortalit si accompagnava anche una
diminuzione della natalit, tendenza spesso riscontrata nei paesi pi sviluppati economicante, sintomo di un atteggiamento
nuovo che mira a programmare razionalmente la famiglia e il suo futuro. Europa: 425 milioni di abitanti. Nord America: 80 milioni
di abitanti.
7 - Imperialismo e colonialismo.
7.1 La febbre coloniale. Le potenze europee sul finire dellOttocento e in un brevissimo lasso di tempo costituirono degli
immensi imperi coloniali, ampliando i loro possedimenti doltremare: ma non era la colonizzazione tradizionale, erano invece a
sfruttamento economico e ad assoggettamento politico che le colonie e i protettorati erano esposti. Non solo GB e Francia, ma
furono colti dalla febbre coloniale anche Germania, Belgio, Italia, e poi Giappone e USA. Ben presto gran parte dellopinione
pubblica e della classe dirigente si faceva fautrice del colonialismo, che divenne preoccupazione primaria dei governi, mentre
nei decenni precedenti era stata prerogativa privata. Motivazioni economiche: materie prime a basso costo, sbocchi
commerciali, investimenti ad alto profitto; ma accanto a queste (comunque relative, visto che in realt pochissimo si investiva
nelle colonie e la maggioranza dei commerci avveniva tra paesi industrializzati) vi erano motivazioni politico-ideologiche, che
avevano le loro radici nella cultura positivista, nel nazionalismo, nel razzismo, persino nello spirito missionario. In particolare la
GB aveva lidea del fardello delluomo bianco, che in quanto superiore deve redimere i popoli selvaggi. Era un paternalismo
non privo di una componente positivista e umanitaria, ispirato e stimolato dalle avventure dei grandi esploratori, da Livingstone a
Burton e Speke che scoprirono le sorgenti del Nilo. Alla fine del processo di espansione, il mondo era totalmente spartito in
imperi e zone di influenza.
7.2 Colonizzatori e colonizzati. LEuropa esport spesso nelle colonie la sua parte peggiore: la violenza era sistematica contro
i locali, vittime di crudelt inaudite e massacri indicibili; dal punto di vista economico vi furono molte migliorie apportate dai
colonizzatori (come nuovi appezzamenti coltivati, nuove tecniche agricole, nuove attivit produttive), ma questo processo di
sviluppo era in funzione dellinteresse degli europei, che in pratica non facevano che mettere in opera uno sfruttamento
coloniale, che modific i sistemi economici locali basati su autoconsumo e commerci interni e fece passare le popolazioni
ingidene dalla povert al sottosviluppo. La cultura, per quanto i modelli coloniali fossero molto diversi gli uni dagli altri (gli inglesi
erano rispettosi dei locali, i francesi per niente), fu brutalmente alterata o distrutta dallarrivo dei colonizzatori, soprattutto dove vi
erano sistemi sociali meno organizzati (Africa nera, mentre Asia e Africa settentrionale si difesero meglio). Per contro, sul piano
politico gli europei portarono al risveglio dei nazionalismi locali.

7.3 Lespansione in Asia. La presenza europea in Asia era gi consolidata da tempo, ma nel 1869, con lapertura del canale di
Suez (controllato da Parigi e Londra), questa corsa allOriente divenne ancora pi febbrile; le direttrici rimasero le stesse: UK
consolida il dominio sull India (la sua perla, anche se possiede anche Ceylon, Hong Kong, Singapore), la Francia prosegue la
sua penetrazione in Indocina, lImpero russo spinge su Estremo Oriente e Asia centrale. Intanto ai portoghesi Macao e Goa. Agli
spagnoli le Filippine. Agli olandesi lIndonesia. India: risorsa incommensurabile per Londra, grande mercato di sbocco; era una
enorme nazione gestita dalla Compagnia delle Indie orientali. Nonostante gi un secolo di presenza inglese la societ indiana
non era cambiata molto: agricoltura poverissima reggeva leconomia, sistema di caste, industria cotoniera locale distrutta da
concorrenza brit, potere centrale Moghul ridicolmente debole. I brits tentarono occidentalizzazione e modernizzazione
appoggiandosi al sistema sociale gi esistente per ci sono reazioni: dopo la rivolta del Sepoys, la Compagnia delle Indie
abolita e la colonia amministrata dal vicer. Ristrutturazione del sistema, basata sulla collaborazione tra inglesi ed elementi
indigeni fedeli alla corona (indirect rule), le ferrovie permisero controllo militare pi capillare. Vittoria proclamata imperatrice
dIndia nel 1876. Come per emulare i brits, i francesi iniziano la penetrazione in Indocina, di religione buddista e divisa in regni
orbitanti attorno alla Cina: Annam, Siam e Cambogia. Inizialmente era solo una presenza commerciale in alcune basi, poi col
pretesto di difendere i missionari arriva lintervento militare prima fase: 1862, occupazione Cocincina; 1863, protettorato sulla
Cambogia. Seconda fase, anni 80: dopo tre anni di guerra con Cina annettono tutto Annam. La rispettiva paura spinse Francia
e GB ad occupare rispettivamente Laos e Birmania e a stabilire come stato-cuscinetto il Siam. A nord, invece, gli inglesi erano
minacciati dalla Russia, che si spingeva da un lato verso EO e il Pacifico attraverso la Siberia (che in 50 anni vide raddoppiata
popolazione e una crescita produttiva considerevole, ad opera dello stato): alcune regioni furono cedute dalla Cina, 1860, anno
di nascita di Vladivostok, sul Mar del Giappone. 1867: Alaska ceduta a USA. 1891: avvio costruzione Transiberiana MoscaVladivostok. Entro l85, in Asia Centrale, lo zar conquist il Turchestan, zona fondamentale guerra per procura con GB
attraverso le trib locali. 1885: accordo = Afghanistan indipendente, ma sotto influenza brit. Nel Pacifico si espandevano GB e
Germania, ma si affacciavano anche USA e Giappone. Questultimo mosse guerra alla Cina nel 1894, la sconfisse di brutto e si
fece cedere Corea e Formosa. Indebolimento della Cina giov agli europei. Il rischio di disfatta imperiale spinse in Cina alla
nascita di un movimento conservatore, nazionalista e xenofobo, i boxers, che volevano ripristinare lantico ordine cercando di
scacciare gli stranieri, oggetto di continue violenze 1900: USA e Giappone intervennero e Pechino fu occupata. Ma la Cina
non si poteva spartire, a causa del nazionalismo fortissimo, la cui sconfitt apr la strada ad un movimento democratico e
occidentalizzante.
7.4 Le origini dellimperialismo americano. USA non potevano attuare il colonialismo di stampo europeo senza tradire i loro
principi di nazione nata da una rivolta coloniale colonialismo informale, ovvero controllo economico attraverso EXP. Alcuni
volevano lesportazione dei principi americani. Dure direttrici: Pacifico, continuazione della corsa allOvest, e America Latina,
su cui secondo una aggiornata dottrina Monroe si esercita un controllo economico e una tutela politica. 1895: intervento a Cuba,
a supporto dei locali contro la presenza spagnola. Una corazzata affondata il casus belli Spagna sconfitta deve cedere
Porto Rico e le Filippine. Nel Pacifico furono annesse le Hawaii, fondamentale punto di appoggio per le rotte ocenaniche in
pochi mesi USA si erano affacciati sul mondo con forza.
7.5 La spartizione dellAfrica. Le antiche civilt africane erano un ricordo allarrivo degli europei, debellate da guerre,
decadenza commerciale e schiavit, prima islamica poi europea: antichi regni del Ghana e del Mali erano scomparsi, cerano
solo potentati locali e diverse trib; elemento coesivo: Islam. Etiopia: impero compattamente cristiano. Alcuna coesione invece
nellAfrica centrale e meridionale: societ tribali disaggregate e funestaste da guerre intestine sanguinosissime (zulu). I primi atti
dellespansione sono nel 1881 loccupazione francese della Tunisia e nel 1882 quella inglese dellEgitto, entrambe formalmente
ottomani. Paesi in cui modernizzazione era fallita: per evitare la bancarotta UK e Fr li occupano. Parigi entra dallAlgeria e
impone protettorato a Tunisi reazione in Egitto, dove Arabi Pasci nazionalista inizia una rivolta antieuropea, sedata poi dagli
inglesi che occupano il Paese. DallEgitto si lanciano contro il Mahdi del Sudan, integralista islamico fautore di una teocrazia
guerra santa, sedata da Londra solo nel 1898. Azione unilaterale brit Francia se la prende rivalit ventennale e corsa alla
conquista dellAfrica nera. Contrasti nel bacino del Congo, dove Leopoldo II con scuse umanitarie crea una colonia personale in
pratica (minerali del Katanga). Lite con Portogallo per la foce del Congo Conferenza di Berlino, 1884-85, stabil i principi della
spartizione dellAfrica: effettiva occupazione, ma questa peggior le cose e acceler la corsa. Spartizione totale: Congo a
Leopoldo, Togo e Camerun a Germania, Niger basso a GB mentre la Francia dopo dieci anni di guerra con islamici riusc a
controllare immensi territori, per lo pi desertici, che andavano dallAtlantico al Sudan e dal Congo al Mediterraneo. Londra si
concentra sullAfrica orientale, importante per lOceano Indiano; tra 1885 e 1895 partendo dal Capo risalgono fino allo Zambesi
e al lago Nassa, prendono Kenya e Uganda volevano un collegamento nord-sud lungo lasse nilotico dal Capo al Cairo,
impossibile per il Tanganika tedesco; in cambio hanno Zanzibar. Incidente di Fashoda, Sudan, tra GB e Fr: niente guerra perch
Parigi desiste. Inizio Novecento: Africa tutta spartita, con confini arbitrari e sballati, che saranno gli stessi delle indipendenze.
Allora restavano liberi e autonomi Liberia, Etiopia, Marocco e Libia.
7.6 Il Sud Africa e la guerra angle-boera. Caso particolare di conflitto tra una potenza coloniale europea e un nazionalismo
locale europeo. Boeri, discendenti dei contadini olandesi del Seicento stanziatisi al Capo di Buona Speranza, era caduti sotto il
dominio inglese quando Londra ottenne la colonia del Capo. Inizialmente fuggirono verso lOrange e il Transvaal, finch non vi
furono scoperti i diamanti. GB di nuovo interessata: politica aggressiva di Cecil Rhodes, fautore del grande ordine inglese in
Africa e dellasse Capo-Cairo, che fin per circondare le due repubbliche boere piazzandosi anche nello Zambesi (poi Rhodesia).
Attorno al 1885 molti inglesi si trasferiscono dai boeri quando sono scoperti giacimenti di oro nuove tensioni, anche perch tra
inglesi e boeri cerano visioni opposte della societ, specie indigene. 1899: Kruger, presidente del Transvaal, dichiar guerra alla
GB conflitto lungo e violento. Vittoria inglese dopo parecchi anni, ma i boeri ottengono statuti autonomi e di fatto collaborarono
con Londra nella gestione e lo sfruttamento delle enormi risorse metallifere e minerarie dellUnione Sudafricana.
8 - Stato e societ nellItalia unita.
8.1 LItalia nel 1861. Dei 22 milioni di italiani pochissimi parlavano la lingua italiana, invece usavano il dialetto; del resto il 78%
di loro era analfabeta. LItalia era uno dei paesi pi urbanizzati dEuropa: il 20% della popolazione viveva nelle citt, dove per
mancavano strutture produttive: il 70% della popolazione attiva era impegnato nellagricoltura, settore che occupava il 58% del
PIL. Agricoltura povera tra laltro, per le condizioni naturali produttivit bassa. Nellarea padana esistevano alcune aziende

capitalistiche moderne che impiegavano manodopera salariata, mentre nel centro della penisola dominava ancora la mezzadria,
un tipo di contratto che se da un lato caricava di immensi oneri il contadino impedendo uno sviluppo dellagricoltura, dallaltro
manteneva una certa pace sociale. Nel Mezzogiorno e nelle isole cera invece il latifondo (immensi terreni, pochi borghi), ancora
segnato dal sistema feudale da poco abolito (contratti agrari arcaici). I contadini italiani erano poverissimi, avevano un
bassissimo livello di vita, erano malnutriti (pellagra), vivevano in condizioni disumane. La realt agricola non era affatto
conosciuta da borghesia e opinione pubblica, perch mancavano dati e comunicazioni interne alla penisola; i politici si
disinteressarono sempre del Sud, considerandolo come un pezzo di Africa. Era un realt mal conosciuta e mal compresa.
8.2 La classe dirigente: Destra e Sinistra. I successori di Cavour continuarono la sua politica accentratrice, laica e liberista,
ma senza il suo genio politico. Nel primo quindicennio di unit il Paese fu governato da un gruppo dirigente costituito soprattutto
da lombardi, piemontesi, emiliani e toscani. Meno rappresentati erano i meridionali. Tuttavia era un gruppo piuttosto omogeneo,
di origine aristocratica e politicamente moderata: era la cosiddetta Destra storica. La vera destra (clericali e nostalgici dei
vecchi regimi) si era autoesclusa, di fatto come la sinistra mazziniana pi radicale e i repubblicani pi intransigenti, lasciando
sedere ai banchi dellopposizione in Parlamento la vecchia sinistra piemontese e i patrioti mazziniani e garibaldini che si
inserivano nelle istituzioni monarchiche (per cambiarle). La Sinistra aveva una base sociale pi ampia (piccolo e medio-borghesi
urbani e operai e artigiani) nei primi anni si concentr sulle rivendicazioni risorgimentali: suffragio universale, decentramento
amministrativo, completamento dellunit. Destra e Sinistra erano espressione di un paese legale, poco rappresentativo del
paese reale. Il sistema piemontese era stato allargato a tutto il Regno, di fatto la vita politica aveva un carattere oligarchico e
personalistico. Mancavano partiti, la lotta politica era incentrata su singole personalit, dominata da pochi notabili e condizionata
dallesecutivo. Incapacit politica di capire i fermenti della societ italiana isolamento della classe dirigente.
8.3 Lo Stato accentrato, il Mezzogiorno, il brigantaggio. Sebbene in teoria i leaders della Destra fossero favorevoli al
decentramento, le necessit incombenti del primo periodo unitario li spinsero a prediligere un modello pi napoleonico,
gerarchico e accentrato. Tra il 1859 e il 1860 il ministro La Marmora, sfruttando il potere straordinario derivatogli dalla stato di
guerra, eman una serie di leggi sui settori-chiave del paese: a volte estendeva a tutto il territorio le leggi piemontesi, altre volte
ne creava di nuove, come quelle Casati sullistruzione o quella Rattazzi sui comuni. Leggi unificatrici, prima provvisoriamente,
poi definitivamente col secondo governo Ricasoli. Altro motivo per cui fu preferito laccentramento era la situazione precaria del
Sud: il malessere del meridione si univa alla diffidenza verso un governo lontano geograficamente, socialmente ed
emotivamente disordini, rivolte (sovvenzionati dalla corte borbonica in esilio a Roma), brigantaggio: queste bande mettevano
a ferro e fuoco i piccoli comuni nel 1863 la met dellesercito italiano era stanziato al Sud per reprimere il fenomeno. Nelle
province interessate vigeva una sorta di regime di guerra. Nel giro di pochi anni il grande brigantaggio fu sconfitto. Ma i motivi
che lo avevano scatenato restarono tutti, in primo luogo il problema della terra: i contadini volevano la propriet della terra, la
divisione dei terreni demaniali proseguiva invece lentissima; nemmeno la vendita dei beni ecclesiastici sort gli effetti desiderati,
perch gli appezzamenti furono acquistati dai grandi proprietari terrieri. La questione meridionale nasce qui, quando
linadempienza politica della Destra accrebbe il divario tra Nord e Mezzogiorno.
8.4 La politica economica: i costi dellunificazione. Restava il problema dellunificazione economica, cio da un lato
uniformare sistemi monetari e fiscali diversi e di abbattere le barriere doganali, dallaltro costruire una efficiente rete di
comunicazioni stradali e ferroviarie. I principi liberisti del Regno sardo vennero estesi a tutta lItalia, mentre le vie di
comunicazione crescevano a ritmi vertiginosi: in dieci anni triplicarono i chilometri di binari, furono collegate le principali citt
esportazioni possibili agricoltura si sviluppa. Castigato invece dalla concorrenza internazionale fu il settore industriale, in
particolare nel Mezzogiorno. La classe dirigente non seppe dare impulso ai settori pi importanti ai fini della crescita, non
vedendo altro schema se non quello liberista, che di fatto ebbe alcuni effetti positivi, come la rapida integrazione dellItalia nel
contesto economico europeo e la crescita del settore agricolo, con conseguente accumulo di capitali destinati alla costruzione
delle infrastrutture. Restava un Paese poco sviluppato, nonostante grandi progressi, che raramente andavano a beneficio del
popolo tutto. Tenore di vita rimane basso, schiacciato da una durissima politica fiscale, necessaria a coprire i costi
dellunificazione. Essa inizialmente era equilibrata, e divisa in imposte dirette e indirette. Con la guerra contro lAustria lonere
fiscale crebbe sulle spalle degli italiani, furono introdotti il corso forzoso e la famosa tassa sul macinato, in pratica sul pane
prime agitazioni sociali nel 1869, le pi preoccupanti nella pianura Padana, represse duramente. Se non altro nel 1875 fu
raggiunto lobiettivo del pareggio del bilancio, ma il malcontento era diffuso a tutti i livelli, e avrebbe contribuito alla caduta della
Destra.
8.5 Il completamento dellunit. Mancavano ancora il Veneto, il Trentino, Roma e il Lazio, tutti erano daccordo su questo.
Roma sarebbe stata capitale, gi a detta di Cavour. La divergenza era sulla strategia da seguire: la Destra preferiva la via
diplomatica, la Sinistra la guerra popolare di liberazione. La presenza del Papa a Roma era il vero problema, in quanto egli era
protetto da Parigi, e la Francia era il primo partner commerciale dellItalia. Il clero e il cattolicesimo erano radicatissimi sul
territorio italiano questione spinosa. Libera Chiesa in libero Stato, diceva Cavour, che tent la via diplomatica con Pio IX ma
senza successo, come Ricasoli. Liniziativa democratica si rifece largo dunque, con il progetto di conquista di Roma, per poi
mettere le grandi potenze di fronte al fatto compiuto, ma lintransigenza di Napoleone III spinse Vittorio Emanuele II a
sconfessare limpresa garibaldina stato dassedio in Sicilia e nel Mezzogiorno scontro dellAspromonte. Dopo vi fu la
Convenzione di settembre con la Francia: capitale da Torino a Firenze, e ritiro francese dal Lazio in cambio del rispetto dei
confini pontifici da parte dellItalia. Intanto giunse la possibilit di liberare il Veneto: lalleanza dellItalia con la Prussia permise a
Bismarck di sconfiggere gli austriaci a Sadowa, nonostante le disfatte del nostro esercito incapace a Custoza e Lissa; dalla pace
di Vienna del 1866 lItalia ottenne il Veneto. Le sconfitte per gettarono il Regno nello sconforto e gli strascichi furono pesanti sul
piano finanziario unaltra volte i democratici approfittano della situazione di crisi e sconforto: Mazzini intensific la propaganda
e Garibaldi progett un nuovo attacco a Roma, cercando stavolta di sfruttare lappoggio dei patrioti romani che avrebbero
dovuto insorgere per permettere ai corpi volontari di entrare nellUrbe fu un altro fallimento, a cui si aggiunse la sconfitta di
Mentana ad opera dei francesi, il che chiuse lepoca delle imprese risorgimentali. Infatti, nel 1870 fu la caduta del Secondo
Impero in conseguenza alla disfatta di Sedan a permettere allItalia di avviare trattative col Papa, e una volta fallite queste di
conquistare Roma (breccia di Porta Pia) annessione di Roma e del Lazio. La successiva legge delle guarentigie assicur al
Papa la possibilit di svolgere il suo magistero spirituale e prerogative simili ad un capo di Stato: la Chiesa era libera in uno
Stato libero, Pio IX rifiut la dotazione annua per il mantenimento della corte papale offerta dal governo. Sciolta dal potere
temporale la Chiesa divenne pi snella ed influente, ma non per questo meno intransigente con il governo italiano il non
expedit divenne una sorta di regola per i cittadini, un divieto di partecipare alla vita pubblica ulteriore frattura nella societ.

8.6 La Sinistra al potere. Con la Destra ormai frammentata, e gli avvenimenti della Comune parigina, la Sinistra parlamentare
si fece pi moderata, e accanto alla Sinistra piemontese di Depretis e a quella storica di Crispi e Cairoli, se ne fece avanti una
giovane attenta ai propri interessi. Sulla questione della statalizzazione delle ferrovie la Destra si trov in difficolt e cadde con
le dimissioni del governo Minghetti Depretis form un nuovo governo, e alla elezioni del 1876 la Sinistra stravinse al potere
giunge una classe dirigente nuova e inesperta, unet finiva con le morti di Mazzini e Garibaldi. I tentativi si spinsero verso una
democratizzazione della vita politica e verso un allargamento delle basi dello Stato: la Sinistra rispose bene alle necessit della
borghesia, che la Destra non aveva mai considerato. Il protagonista era il grande Agostino Depretis, esperto parlamentare
piemontese che seppe mediare abilmente tra spinte progressiste e tendenze conservatrici, governando per un decennio. Il
programma della Sinistra: allargamento suffragio universale, istruzione obbligatoria e gratuita, sgravi fiscali, decentramento
(proposito presto abbandonato). Legge Coppino sullistruzione elementare problema economico. Riforma elettorale del 1882:
corpo elettorale triplicato, anche se in realt era appena il 7% della popolazione a causa dellancora alto analfabetismo. Pi che
altro era un corpo elettorale pi vario, maggiormente rappresentativo del Paese intero. Tant vero che alle elezioni di quellanno
divenne deputato il socialista Andrea Costa. Le preoccupazioni per il rafforzamento dellestrema sinistra spinsero Depretis a
stipulare un accordo elettorale con Minghetti trasformismo ad un modello bipartitico di stampo brit subentr un sistema in
cui un grande centro ingloba le opposizioni moderate ed esclude le ali estreme. La maggioranza non era definita inbase ad un
programma, ma si creava giorno dopo giorno processo politico rallentato. Principale opposizione alle maggioranze
trasformiste erano i radicali.
8.7 Crisi agraria e sviluppo industriale. La Destra era caduta anche per la sua pessima politica economica, cui la Sinistra
tent di rimediare conciliando gli interessi della borghesia produttiva con quelli popolari. 1884: abolizione tassa sul macinato.
Venne aumentata la spesa pubblica, che ebbe due risultati: se da un lato avvi lindustrializzazione, dallaltro fece ricomparire il
deficit nel bilancio statale, senza risolvere le difficolt economiche. Miglioramenti in agricoltura solo nelle zone pi progredite, la
pianura lombarda e il Mezzogiorno delle colture specializzate. Bonifiche nella Bassa Padana. 1877: Inchiesta agraria di Jacini
mostr che nulla era cambiato in venti anni al tenore di vita contadino quadro drammatico dellagricoltura italiana. Servivano
investimenti sostanziosi, ma mancava capitale (bonifiche, irrigazioni, razionale avvicendamento delle colture) crisi agraria a
partire dal 1881. Per primi calarono i prezzi (a parte quelli che non subivano la concorrenza doltreoceano), poi la produzione
conflittualit nelle campagne, urbanizzazione, emigrazione (1881-1901: oltre due milioni di italiani emigrano). La crisi fece aprire
gli occhi a quanti si aspettavano una crescita basata sulla sola agricoltura, e diede una bella spinta al decollo industriale, anche
se dapprima lo ritard. Dal 1878 c un primo cambio di rotta dal liberismo allintroduzione di alcuni dazi doganali a protezione
del tessile. Con la fondazione poi delle Acciaierie di Terni fu chiaro che anche la siderurgica aveva bisogno di essere tutelata,
come tutta lindustria e lagricoltura italiane 1887: grande svolta protezionistica con lintroduzione di pesanti dazi dentrata e
nuove tariffe. Inizialmente ebbe effetti negativi: innanzitutto era sproporzionata la tutela data ai diversi settori (la meccanica e la
seta erano del tutto snobbate ed entrarono in crisi), il prezzo dei cereali crebbe quando scese quello del grano, ma a pagare le
conseguenze pi pesanti fu ovviamente il Mezzogiorno, che basava la sua economia sullexport, che la rottura commerciale, poi
la guerra doganale con la Francia, suo primo partner, debell.
8.8 La politica estera: la Triplice alleanza e lespansione coloniale. Per uscire da un odioso isolamento diplomatico, che a
Berlino aveva mostrato quanto poco lItalia fosse considerata allestero (immagine ancora pi chiara con loccupazione francese
della Tunisia da tempo nelle mire italiane), anche in disaccordo con lopinione pubblica, Depretis stipul con Germania e AustriaUngheria la Triplice alleanza (1882) trattato difensivo, che spinse lItalia nel sistema di sicurezza bismarckiano, costringendola
ad un impegno concreto in cambio della rinuncia alla rivendicazione delle terre irredente e alla protezione contro un
improbabilissimo attacco francese. Lirredentismo era ancora fortissimo (impiccagione del triestino Oberdan). 1887: rinnovo della
Triplice fu pi propizio allItalia, con due nuove clausole: la promessa di eventuali ed eque spartizioni balcaniche con Vienna; e
limpegno tedesco ad intervenire a fianco dellItalia in caso di iniziativa francese in Marocco o Tripolitania (le aspirazioni coloniali
si facevano largo). Contemporaneamente inizia lavventura coloniale africana: 1882, acquisto baia di Assab, occupazione di
Massaia. Si era al confine con lImpero etiopico, lunico Stato africano organizzato, fortissimo. Era un Paese povero, retto dal
negus, che allItalia non sarebbe servito a nulla economicamente: era tutto fatto di prestigio. Dopo tentativi pacifici ci fu un
tentativo militare, che sfoci con il massacro di 500 italiani a Dogali proteste in Italia, ma il Governo manda rinforzi nel Corno
dAfrica.
8.9 Movimento operaio e organizzazioni cattoliche. La composizione della classe operaia in Italia era tale per cui la maggior
parte fossero artigiani, lavoratori stagionali o a domicilio tarda ad organizzarsi un movimento operaio. Lunico era la societ di
mutuo soccorso, pi uno strumento di educazione che un organismo di lotta, che inizi a perdere terreno mano a mano che lo
scontro sociale si faceva pi acceso, a favore del movimento internazionalista (socialista) che si rifaceva per pi allanarchico
Bakunin che a Marx. Il fallimento dei tentativi di insurrezione sociale spinsero Andrea Costa a cambiare rotta, sentendo la
necessit di un programma pi concreto, e a fondare il Partito socialista rivoluzionario di Romagna, che rimase per sempre
formazione regionale scollegata dal proletariato industriale in via di formazione. A rivendicare i lavoratori vi erano molte leghe
operaie che nell82 si costituirono nel Partito operaio italiano, che per era classista e di partito aveva poco. Tuttavia
scoppiarono scioperi agricoli nella Bassa Padana; tra l87 e il 93 poi vi fu la nascita di federazioni di mestiere e Camere del
lavoro necessit di organizzarsi politicamente come una forza unitaria per coordinare gli sforzi a livello nazionale. Era difficile,
per scarsa conoscenza delle teorie socialiste (a parte Labriola) e per frammentazione ideologica. Fu il milanese Turati il vero
artefice della nascita del Partito socialista (basato su principi come separazione netta tra proletariato e borghesia, lotta
economica unita a quella politica, rifiuto dellanarchia, successiva socializzazione dei mezzi di produzione), a Genova nel 1892
(il nome per nel 1895). Se i socialisti spaventavano il fronte cattolico non era da meno: fedele al papa, rifiutava lo Stato uscito
dal Risorgimento. Erano pi pericolosi perch pi radicati nella societ italiana. 1874: nasce a Venezia lOpera dei congressi,
organo che doveva collegare tra loro le associazioni cattoliche, coordinando i loro sforzi nella lorra al liberalismo laico, al
socialismo e alla democrazia. 1878: con Leone XIII il clero si spost su istanze sociali. Difficolt di dialogo Stato-Chiesa.
8.10 La democrazia autoritaria di Francesco Crispi. 1887: Crispi succede a Depretis: da ex-mazziniano e garibaldino era
apprezzato dalla sinistra, ma anche la destra lo vedeva bene per la sua promessa di governo autoritario ed efficiente di impronta
bismarckiana larghissima maggioranza su cui si appoggi per riorganizzare e razionalizzare lo Stato, nonostante le spinte
repressive. Attu una riforma amministrativa (comuni e sindaci) ed del suo governo un nuovo codice penale, il codice
Zanardelli, che aboliva la pena di morte e implicitamente legittimava la sciopero. Paradossalmente per fu varata la nuova legge
di pubblica sicurezza che attribuiva ampia discrezionalit alla polizia politica repressiva nei confronti delle associazioni

operaie, cattoliche e irredentiste repubblicane (questo allontan Crispi dallestrema sinistra). In politica estera era molto
ambizioso: voleva fare dellItalia una grande potenza anche coloniale rafforz la Triplice alleanza (insprimento rapporti con
Parigi guerra doganale). Penetrazione coloniale nel Corno dAfrica (Colonia Eritrea). Politica coloniale ostacolata una
votazione alla Camera persa spinge Crispi alle dimissioni governo di Rudin, conservatore anti-colonialista, poi Giolitti, sempre
nel 1892.
8.11 Giolitti, i Fasci siciliani e la Banca romana. Giolitti non aveva partecipato al Risorgimento, era giovane, si era fatto
oppositore della politica economica della Sinistra. Il programma giolittiano: pi equa ripartizione del carico fiscale a favore delle
classi meno agiate, astensione da misure preventive-repressive nei confronti del movimento operaio. Non abbandona questa
linea nemmeno quando in Sicilia tra il 92 e il 93 si forma lorganizzazione dei Fasci dei lavoratori, portavoce del malessere
contadino e urbano rispetto alle tasse troppo alte e alla distribuzione delle terre. Ma non era un movimento rivoluzionario, n
socialista. La non risposta di Giolitti fu largamente criticata dai conservatori, e acceler la caduta del suo governo, che tuttavia fu
dovuta soprattutto allo scandalo finanziario della Banca romana, che in risposta alla febbre speculativa edilizia della capitale
aveva investito tantissimo, ma che si era mancata di gravissime irregolarit per rientrare del denaro perduto dalle imprese
debitrici in seguito alla crisi economica. Intreccio tra politica e finanza, e corruzione soprattutto, crearono questo scandalo
1893, caduta di Giolitti, certo colpevole ma usato come capro espiatorio. Si voleva il ritorno delluomo forte che fermasse il
movimento operaio: Crispi torn al governo, nonostante avesse responsabilit pi pesanti di Giolitti nello scandalo.
8.12 Il ritorno di Crispi e la sconfitta di Adua. Crispi rispose alla crisi economica latente inasprendo le tasse; alla
crisi bancaria riformando il sistema e fondando la Banca dItalia; alle agitazioni in Sicilia con la proclamazione dello
stato dassedio, misura eccezionale che si estese alla Lunigiana repressione militare, che presto si trasform in
una operazione di polizia contro enti facenti capo al Partito socialista di tutta Italia. Furono varate poi delle leggi
dette antianarchiche che per erano in realt rivolte contro il Partito socialista e andavano a limitare libert di
stampa, riunione e associazione. Tuttavia queste leggi non ottennero leffetto sperato: anzi, spinsero molti
intellettuali (come Pascoli o De Amicis) verso il Partito socialista e questo a riallacciare a sua volta i rapporti con la
borghesia radicale e repubblicana. Lalleanza con i democratici permise al partito di far eleggere 12 candidati alle
elezioni del 1895. La questione morale intanto travolgeva Crispi, e le sue responsabilit nello scandalo Banca
romana venivano sempre pi a galla. A questo si aggiungevano le critiche apportategli riguardo alle eccessive
spese militari e alla sua politica coloniale. Gi nel 1889 trattatto di Uccialli con il negus Menelik: ambiguit per la non
corrispondenza tra le due lingue: lItalia non aveva il protettorato sullEtiopia come pensava. Quando lequivoco si
scopr i rapporti peggiorarono di botto e si arriv ben presto ad uno scontro, presso lAmba Alagi, che si risolse in
uno sconfitta per lItalia, nulla in confronto alla disfatta di Adua (1896) caduta di Crispi dopo manifestazioni.
12. LItalia giolittiana.
12.1 La crisi di fine secolo. Come nella Francia del caso Dreyfus e nella GB dello scontro tra le camere, anche lItalia fu
attraversata da una crisi istituzionale, con in ballo levoluzione del regime liberale. Anche qui vinsero i progressisti evoluzione
su modello dellEuropa occidentale, non degli Imperi centrali. Dopo Crispi e di Rudin si cre un fronte conservatore contro i
nemici delle istituzioni, socialisti clericali e repubblicani. Era ispirato alla volont di limitare il potere parlamentare, rileggendo lo
Statuto in maniera pi restrittiva, e ai metodi crespini per mantenere lordine pubblico. 1898: aumento prezzi del pane fece
scattare dei moti in tutta la penisola invece che abbassare il dazio sul grano, di Rudin rispose come ad una rivoluzione, con
la polizia e lo stato dassedio. Fu la repressione militare: a Milano Bava Beccaris us lartiglieria sulla folla. Capi socialisti,
radicali e repubblicani vennero arrestati. Ristabilito lordine, lo scontr si spost in Parlamento Rudin si dimise nel 1898 per
dissensi con il re e con i propri alleati, Pelloux propose dei provvedimenti che avrebbero gravemente limitato sciopero, libert di
stampa e associazione lestrema sinistra rispose con lostruzionismo, bloccando cos loperativit delle camere, che Pelloux
sciolse indicendo nuove elezioni. 1900: batosta per la compagine governativa. Vittoria dellopposizione quando Pelloux rinunci
nonostante lesigua maggioranza Umberto I nomin Saracco, prima di cadere vittima di un attentato il 29 luglio, ad opera
dellanarchico Gaetano Bresci.
12.2 La svolta liberale. Con il governo Saracco inizi una fase di distensione per la politica italiana, favorita anche
dalleconomia in crescita, dal calare delle tensioni sociali e dalla disponibilit del nuovo re Vittorio Emanuele III verso i
progressisti. Alla dimissioni di Saracco, il re chiam al governo Zanardelli, che fece ministro degli Interni Giovanni Giolitti, lo
stesso che aveva detto di permettere gli scioperi perch era nellinteresse di tutti permettere ai lavoratori di organizzarsi ed
esprimersi. Riforme Zanardelli: legislazione sociale pi avanzata, nascita del Consiglio superiore del lavoro, municipalizzazione
di alcuni servizi pubblici. La linea seguita dal governo era di neutralit nei conflitti di lavoro crescita a macchia dolio delle
organizzazioni sindacali e del lavoro, come la Federterra delle leghe rosse padane impennata degli scioperi, oltre mille nel
solo 1902 rialzo generalizzato dei salari, che nel primo quindicennio del secolo crebbero in media del 35%.
12.3 Decollo industriale e progresso civile. A fine secolo ci fu il primo vero decollo industriale italiano, che come precondizioni
ebbe i trentanni di vita unitaria con tutti gli interventi utilissimi attuati dai vari governi: ferrovie, settore siderurgico sviluppato
grazie alla svolta protezionistica del 1887 e riforma del sistema bancaria dopo scandalo Banca romana 1894: nacquero la
Banca commerciale e il Credito italiano afflusso di risparmio privato verso gli investimenti industriali nuovi impianti di
lavorazione del ferro (Savona, Piombino, Bagnoli). Poche societ siderurgiche, e commesse statali. Tessile: industria cotoniera.
Sviluppi interessanti nei settori non favoriti o sfavoriti dalle tariffe dell87: chimico (gomma alla Pirelli milanese) e meccanico,
specie il settore automobilistico. Fiat, fondata nel 1899 da Giovanni Agnelli. In ventanni lindustria elettrica era cresciuta in modo
incredibile. 1896-1907: crescita italiana super del 7% quella di qualsiasi altro Paese europeo. Aument il reddito pro capite
gente pu comprare altri beni oltre al cibo, come utensili domestici o anche biciclette, etc Cambiava la qualit di vita. Metropoli
italiane pi piccole ma sempre pi simili alle altre europee (servizi pubblici). Precarie condizioni abitative, ma acqua corrente per
tutti e miglioramento delle reti fognarie calo mortalit da malattie infettive (colera o tifo), come quella infantile. Ma il divario con
le potenze europee restava larghissimo: analfabetismo alle stelle, eccesso di manodopera impiegata in agricoltura (55% in Italia,
8% in UK!!!) emigrazioni: otto milioni tra 1900 e 1914, soprattutto dal Sud. I meridionali andavano in Nord America
permanentemente. Effetti positivi emigrazione: calo pressione demografica e arrivo delle rimesse, ma era pur sempre una
perdita.
12.4 La questione meridionale. Lo sviluppo si concentr nel Nord del triangolo industriale (GE-TO-MI), accrescendo il divario

di questo con il Sud, dove le grandi imprese non erano presenti. Nemmeno lagricoltura riusc a crescere nel Meridione: per lo
pi lo sviluppo avvenne nella Pianura Padana. Da tutto questo scaturirono i mali storici del Sud: analfabetismo, disgregazione
sociale, assenza classe dirigente moderna, subordinazione borghese ai proprietari terrieri, lotta politica clientelare e
personalistica meridionalizzazione della pubblica amministrazione italiana. Al Sud la societ era molto molto arretrata.
12.5 I governi Giolitti e le riforme. Giolitti sal al governo nel 1903 e subit ampli la base dellesperimento liberal-progressista
offrendo al socialista Turati un posto al governo, che per questi rifiut. Governo di centro dunque, con influenze conservatrici
limiti del riformismo giolittiano, che sacrific importanti progetti se incompatibili con la maggioranza. Leggi speciali per il
Mezzogiorno, 1904: stanziamenti statali e agevolazioni fiscali per Napoli e Basilicata prima, per la Calabria e le isole poi. Esse
non curarono le cause dei mali per, anche se effettivamente erano molto veloci da applicare e permisero ad esempio lapertura
degli stabilimenti siderurgici di Bagnoli. Volle statizzare le ferrovie, ma incontr dura opposizione. Si dimise lasciando il governo
a Fortis. Lo faceva spesso nei momenti difficili, per poi tornare sicuro dellappoggio della maggioranza parlamentare. Dopo le
brevissime parentesi Fortis (che fece statizzare le ferrovie) e Sonnino, nel 1906 Giolitti torn al governo. Il lungo ministero
Giolitti inizi con la conversione della rendita, riduzione del tasso di interesse ai possessori di titoli di debito pubblico
riduzione oneri gravanti sul bilancio statale. Pochi chiesero il rimborso immediato: fiducia dei risparmiatori era evidente. La crisi
del 1907 fu arginata dalla Banca dItalia, la crescita riprese ma si inasprirono gli scontri sociali 1910: nasce la Confindustria.
Altra ritirata strategica a fine 1909, parentesi Sonnino e Luzzatti, ritorno nel 1911: Giolitti era ora spostato a sinistra. Nel 1912
fece approvare le leggi sullampliamento del suffragio e sul monopolio statale delle assicurazioni: apogeo del riformismo
giolittiano. Ma la guerra in Libia iniziava gi a mettere in crisi Giolitti.
12.6 Il giolittismo e i suoi critici. Quella di Giolitti fu una sorta di dittatura parlamentare, caratterizzata per da punti forti,
come: il sostegno alle forze pi moderne dello stato, tentativo di coinvolgere nel gioco politico forze considerate nemiche delle
istituzioni, tendenza ad allargare intervento pubblico per correggere gli squilibri sociali. La capacit di Giolitti di controllare il
Parlamento gli permise di governare a lungo senza lassillo di crisi ricorrenti, ma in cambio favoriva il trasformismo e le
ingerenze elettorali dellesecutivo, specie nel Sud. Ci finiva per contraddire le positivissime premesse del giolittismo. I critici di
tale sistema erano i socialisti rivoluzionati e i cattolici democratici, liberal-conservatori come Sonnino ( il cui programma era
buono, specie per il Sud, ma non frutto di un compromesso era calato dallalto) e Albertini (direttore Corriere), meridionalisti
come Salvemini (che chiam Giolitti il ministro della malavita), che accusarono il Governo di favorire economicamente il Nord.
Tutte queste critiche, per quanto eccessive, mostrarono la crescente impopolarit di Giolitti, la debolezza interna del suo sistema
e il suo distacco dalla massa.
12.7 La politica estera, il nazionalismo, la guerra di Libia. Dopo Crispi la politica estera italiana sub un cambio di rotta fu
attenuata la linea filotedesca, fu conclusa la guerra doganale con la Francia e con essa fu decisa la spartizione del Nord Africa.
AllItalia la Libia, a Parigi il Marocco. Ci non piacque alla Germania, mentre saliva la tensione con Vienna, quando essa occup
unilateralmente la Bosnia-Erzegovina nel 1908. Italia era alleato debole della Triplice riscossa nazionale: sentimenti
irredentisti rispuntarono, insieme alla volont coloniale. LItalia non voleva essere una potenza di secondo rango. Idee di
Corradini sulla nazione proletaria vs. quella capitalista movimento nazionalista in Italia, che nel 1910 si raccolse
nellAssociazione nazionalista italiana. Un suo gruppo inizi una campagna martellante a favore della conquista della Libia,
appoggiato dai cattolico-moderati e dal Banco di Roma, parlando delle ricchezze libiche poi mai trovate, fino a spingere il Paese
sullorlo dellintervento. Ma la spinta decisiva arriv dopo la seconda crisi marocchina e quando fu chiaro il controllo francese sul
Marocco invio di un contingente in Libia nel 1911 guerra contro la Turchia (guerriglia delle popolazioni arabe), per la quale
lItalia dovette occupare anche Rodi e il Dodecanneso. 1912: pace di Losanna, Turchia rinunci alla sovranit politica sulla Libia.
Resistenza per continu ed economicamente la Libia fu un pessimo affare: scarsissime risorse (non si sapeva del petrolio).
Opposizione e consenso alla guerra: la prima dai repubblicani, dai radicali, dai socialisti, il secondo dallopinione pubblica
borghese. Tale confronto radicalizz il confronto politico e rafforz le ali estreme: le correnti riformiste e collaborazionisti (quindi
Giolitti) persero terreno.
12.8 Riformisti e rivoluzionari. Il Psi si mostr vicino alla politica riformista giolittiana, vedendo le riforme come lunico modo di
consolidare i risultati gi ottenuti. Le correnti pi di sinistra ed intransigenti, contrarie allo stato borghese e monarchico e a
Giolitti, si opposero ben presto a Turati e alla sua idea di collaborare con il governo; particolarmente agguerriti erano i
sindacalisti rivoluzionari. Al congresso di Bologna i rivoluzionari tolsero ai riformisti la guida del partito 1904, primo sciopero
generale nazionale della storia italiana. Opinione pubblica e borghesia scosse, ma Giolitti non intervenne aspettando che lo
sciopero di esaurisse da solo; esso mostr al movimento operaio quanto disorganizzato fosse, rese chiara la necessit di un
migliore coordinamento nazionale i riformisti riuscirono a creare la Confederazione generale del lavoro (Cgl) nel 1906, sotto la
guida di Rigola i sindacalisti rivoluzionari iniziarono ad essere emarginati fino ad essere allontanati dallo stesso Psi nel 1907.
Ma tra i riformisti si cre una corrente revisionista (Bissolati e Bonomi), che voleva trasformare il Psi in un partito del lavoro non
ideologicamente schierato situazione si scalda con la guerra libica, cui Bonomi e Bissolati non sono del tutto contrari. Essi
furono espulsi nel 1912 insieme agli altri riformisti scissione del partito ebbe gravi conseguenze sul futuro del socialismo
italiano. La guida del Psi tornava agli intransigenti, tra cui si iniziava a distinguere Benito Mussolini, che divenne presto direttore
dellAvanti!.
12.9 Democratici cristiani e clerico-moderati. In et giolittiana si svilupp, in campo cattolico, il movimento democraticocristiano di Murri, condannato dal nuovo papa Pio X. Ebbero un grande sviluppo, contemporaneamente, le organizzazione
sindacali bianche (in Sicilia Luigi Sturzo guid il movimento cattolico contadino). Sul piano politico le forze clerico-moderate
stabilirono alleanze elettorali, in funzione conservatrice e anti-sinistra, con i liberali: questa linea politica avrebbe avuto piena
consacrazione, nelle elezioni del 1913, col patto Gentiloni; con esso i cattolici si assicuravano una capacit di pressione
notevole sulla classe dirigente, ma contemporaneamente allontanavano il momento in cui sarebbe nato un loro movimento
autonome.
12.10 La crisi del sistema giolittiano. Le prime elezioni a suffragio universale non cambiarono gli equilibri parlamentari: i
liberali avevano confermate le loro poltrone, ma facevano ingresso nuovi gruppi, che rendevano la maggioranza pi eterogenea
e difficile da controllare da Giolitti, che si dimise nel 1914 indicando al re di nominare Salandra, con lobiettivo di riprendere il suo
posto entro poco. Ma la guerra di Libia e una nuova crisi economica nel 1913 avevano radicalizzate ed estremizzato lo scontro
politico: destra conservatrice vs. correnti rivoluzionarie di sinistra. Giugno 1914: settimana rossa, manifestazioni in realt di
carattere insurrezionale in Marche e Romagna contro luccisione di tre manifestanti antimilitaristi ad Ancona. Il tutto si esaur in
pochi giorni, rafforzando i conservatori nelle loro posizioni. La grande guerra avrebbe reso irreversibile la crisi del giolittismo,

mettendo in discussione i modelli, non adatti alla societ di massa.


13. La prima guerra mondiale.
13.1 Dallattentato di Sarajevo alla guerra europea. 28 giugno 1914: un irredentista serbo uccise con due colpi di pistola
Francesco Ferdinando, erede al trono dAustria. Vienna volle dare una lezione alla Serbia era un caso internazionale, e il
casus belli. Il grande conflitto era gi nellaria da tempo. 23 luglio: Vienna invi un durissimo ultimatum alla Serbia, che per
aveva il sostegno della Russia e lo accett solo in parte dichiarazione di guerra, il 28 luglio. Il giorno dopo il governo russo
mobilit le forze armate verso ovest. La Germania interpret come preparativi per ostilit, mand un ultimatum, che non
ricevette risposta, e il giorno dopo dichiar guerra alla Russia zarista, in aiuto della quale intervenne naturalmente la Francia. Fu
la Germania a far crollare la situazione, a causa del complesso di accerchiamento che viveva e del piano Schlieffen, che
prevedeva lannientamento della Francia in poche settimane per poi concentrare lattenzione sulle truppe zariste, pi lente a
muoversi. Il 4 agosto, truppe tedesche invasero il Belgio neutrale, per attaccare la Francia dal punto pi debole a GB non va
bene affatto, e il 5 agosto dichiara guerra alla Germania (ecco il suo primo grave scacco). La guerra fu sottovalutata un po da
tutti, i governi pensavano che la guerra avrebbe rafforzato la loro posizione: in effetti successe questo almeno allinizio. Ci fu una
notevole mobilitazione patriottica a sostegno della guerra in gran parte dEuropa. Contemporaneamente entravano in crisi il
pacifismo e linternazionalismo socialista: lopposizione socialista alla guerra si conserv solo in Russia e Serbia.
13.2 Dalla guerra di movimento alla guerra di usura. Lo spiegamento delle forze dimostr quanto fossero cambiati gli eserciti,
che erano imponenti rispetto a quelli ottocenteschi (Germania aveva un milione e mezzo di soldati al fronte, Francia un milioni,
GB due milioni di volontari). Cerano nuovi armamenti, come i fucili a ripetizione e le potentissimi mitragliatrici automatiche, ma
le strategie erano vecchie, ancora quelle delle guerra di movimento, rapida e fatta di pochi scontri campali. Lattacco alla Francia
vide una serie di clamorosi successi iniziali: nonostante resistenza belga e intervento inglese, i tedeschi in due settimane
dilagarono in Francia fino ad attestarsi a poche decine di chilometri da Parigi, che venne abbandonata dal governo e dai civili.
Intanto sul fronte orientale il generale Hindenburg bloccava i russi che tentavano di entrare in Prussica, durante le battaglie di
Tannenberg e dei Laghi Masuri. Ma lavanzata russa preoccupava molto austriaci e tedeschi, che concentrarono forze sul fronte
orientale controffensiva francese: con la battaglia della Marna il piano tedesco si pot dire sostanzialmente fallito. A fine
novembre gli eserciti erano attestati in trincee improvvisate lungo una linea di 750 km, che andava dal Mare del Nord alla
Svizzera. 4 mesi di guerra: 400.000 morti sul solo fronte occidentale. Guerra di movimento era in realt una situazione di stallo
era una nuova guerra, detta di logoramento: eserciti immobili, scontri sterili e sanguinosissimi, stasi. Importante era invece il
ruolo inglese, e quello russo, ma anche quello di quante potenze erano restate fino ad allora fuori dal conflitto allargamento
della guerra. Giappone intervenne a sostegno di Londra, lo stesso fecero Italia, Portogallo, Grecia e infine Stati Uniti, mentre
con gli Imperi centrali si schierarono Bulgaria e Turchia. La guerra era mondiale.
13.3 LItalia dalla neutralit allintervento. Appena scoppiata la guerra, Salandra annunci la neutralit italiana, visto che la
Triplice era un trattato difensivo e lopinione pubblica detestava lAustria presto per inizi a diffondersi lidea di una guerra
contro Vienna, per completare lunificazione e dare un sostegno alla democrazia europea in pericolo. La sinistra democratica fu
portavoce della linea interventista: repubblicani, radicali e socialriformiti di Bissolati e frange estremiste del movimento operaio;
ad esso presto si aggiunsero i nazionaliti, ideologicamente lontanissimi dalla sinistra, ma altrettanto desiderosi di vedere lItalia
intervenire nel conflitto per affermare la sua vocazione imperialista. Linterventismo conservatore fu pi prudente e cauto, invece;
Salandra e Sonnino sapevano che una vittoria avrebbe rafforzato le istituzioni. Aderivano invece al neutralismo Giolitti e i liberali,
il mondo cattolico guidato dal nuovo papa, Benedetto XV, e i socialisti, in controtendenza rispetto ai colleghi europei (lunica
defezione fu quella di Mussolini). Il fronte neutralista era in maggioranza numerica, ma male organizzato e incapace di unirsi per
evitare il conflitto; gli interventisti invece avevano come volont comuna la guerra contro lAustria e, tra laltro, la fine del
giolittismo e la nascita di una nuova poitica italiana. Naturalmente erano a favore dellintervento soprattutto i giovani e gli
intellettuali (vedi DAnnunzio), le parti cio dinamiche della societ. Chi contava erano il re, Salandra e Sonnino, che tennero il
piede in due scarpe per mesi, ma si volsero allIntesa non appena videro la sconfitta tedesca in Francia. 26 aprile 1915: Patto di
Londra: in caso di vittoria lItalia avrebbe avuto cessioni territoriali necessarie a completare lunificazione. Lultimo ostacolo era il
neutralismo parlamentare: Salandra si dimise quando Giolitti gli oppose trecento deputati, ma il re rifiut le dimissioni mostrando
di approvare il suo operato. In pi le radiose giornate del maggio 1915 dimostrarono chiaramente che lopinione pubblica era
per lintervento. La Camera si vide costretta, per non sconfessare il sovrano, ad approvare il Patto. 23 maggio 1915: Italia
dichiar guerra allAustria. N aderire n sabotare dei socialisti.
13.4 La grande strage (1915-16). Si pensava naturalmente ad un conflitto veloce. Non fu cos. Immediatamente gli austriaci
ripiegarono di qualche chilometri fino ad attestarsi sullIsonzo e sulle alture del Carso, le posizioni difensive pi favorevoli. Le
battaglie guidate dal generale Cadorna costarono 250.000 uomini e non fecero avanzare di un solo metro lesercito italiano. Ma
per tutto il 1915 gli schieramenti restarono fermi anche sul fronte francese; gli unici successi furono quelli tedeschi contro la
Russia sul fronte orientale, prima con lavanzata in Polonia, poi il debellamento della Serbia. Febbraio 1916: i tedeschi ripresero
loffensiva contro la Francia Verdun, battaglia durata quattro mesi e troppo costosa per tutti; intervento inglese sulla Somme,
che si risolse in unaltra estenuante battaglia di logoramento carneficina: 1.600.000 caduti tra le due battaglie. Gli austriaci
tentarono nel giugno 1916 la Strafexpedition per spaccare in due lo schieramento italiano nella pianura veneta; leserciti
resistette allattacco ad Asiago, ma il contraccolpo morale fu pesantissimo: cadde il governo Salandra, sostituito da Boselli.
Ancora stasi sullIsonzo. Sul fronte orientale la Russia riusc a riprendersi quanto perso lanno prima e ad indurre la Romania ad
entrare nel conflitto a fianco dellIntesa disastro, Romania debellata, risorse agricole ed energetiche a disposizione degli
Imperi centrali. Tuttavia essi erano sotto lIntesa, economicamente, anche per il rigidissimo blocco navale attuato da Londra
battaglia navale dello Jutland. Fallimento tedesco.
13.5 La guerra nelle trincee. Sul piano tecnico, la trincea fu la vera protagonista del conflitto, per quanto semplice: la vita
monotona ma pesante che vi si svolgeva era interrotta solo, di quando in quando, da grandi e sanguinose offensive, prive di
risultati decisivi (gli assalti, anticipati dal fuoco di preparazione, che non faceva che rovinare ogni effetto sorpresa sul nemico).
Da ci, soprattutto nei soldati semplici, uno stato danimo di rassegnazione e apatia che spesso sfociava in forme di
insubordinazione (non si tornava dalla licenza, fino alla peggiore, lautomutilazione). Solo alcuni reparti speciali mantennero
sempre lentusiasmo, ma loro non erano tappati nelle trincee per settimane: le Sturmtruppen tedesche e gli arditi italiani; per gli

altri, soprattutto di estrazione contadina, la guerra era un flagello naturale da sopportare.


13.6 La nuova tecnologia militare. Tecnologia applicata alle esigenze belliche. Grande novit subdola furono le armi chimiche,
i gas tossici. Le telecomunicazioni vennero perfezionate, cos come i mezzi motorizzati, il che rese pi veloci ed efficienti gli
spostamenti. Laviazione per, ad esempio, non ebbe un peso decisivo nella IGM, non essenso ancora sufficientemente sicura e
affidabile. Stentati esordi anche per i carriarmati: le autoblindo. Le potenzialit non furono capite, e gli inglesi iniziarono a
servirsene regolarmente solo nel 1917, dopo aver sostituito le ruote con i cingoli. Il sottomarino invece influ molto sul corso
della guerra: la guerra sotto il mare era molto utile, i primi ad accorgersene furono i tedeschi. Guerra sottomarina fu sospesa per
le pressioni americane sulla Germania dopo laffondamento del Lusitania, 1915.
13.7 La mobilitazione totale e il fronte interno. Tutti i civili, vicini o lontani al fronte che fossero, furono vittime dirette del
conflitto, ne sentirono gli sconvolgimenti. Ad esempio gli armeni, vittime di un genocidio nel Caucaso. Rivolgimento maggiore fu
senzaltro la mobilitazione industriale per sostenere le continue consegne del cliente Stato, che doveva alimentare in
continuazione la macchina militare nazionale senza badare a spese. Lintervento statale in economia si faceva molto forte in
Germania si arriv a parlare di socialismo di guerra. Si rafforzarono anche gli apparati statali, per aumento della burocrazia.
Si assistette ad una militarizzazione della societ, tanto in Germania quanto in GB e Francia: lo stato maggiore aveva un
potere ampissimo nella societ del primo conflitto mondiale, e si preoccupava di debellare i nemici interni. Mobilitazione
avveniva attraverso la propaganda, che per era ancora rudimentale. Contemporaneamente alle conferenze di Zimmerwald e
Kienthal i socialisti europei contrari alla guerra di riunirono per urlare il loro no. Col protarsi del conflitto, ovviamente,
lopposizione socialita vedeva sempre pi persone coinvolte; cerano tensioni interne tra le sinistre riformiste e il disfattismo
rivoluzionario, spartachisti e bolscevichi.
13.8 La svolta del 1917. Nei primi mesi dellanno accaddero due cose che cambiarono le sorti del conflitto e del mondo: la
rivoluzione in Russia con la destituzione dello zar e lintervento americano nella guerra contro la Germania. Il peso americano
inizi a farsi sentire in capo a pochi mesi. Lesercito russo intanto si dissolveva, e i tedeschi penetrarono in Russia con facilit. Il
malessere delle truppe in battaglia si fece sempre pi forte: erano stanche della guerra e di ricevere un trattamento disumano,
tanto tra gli eserciti dellIntesa quanto tra quelli degli Imperi centrali. In Austria-Ungheria landamento non brillante della guerra
provoc il risveglio delle nazionalit oppresse, e presto Carlo I tent di portare avanti dei negoziati per una pace separata,
respinti dallIntesa. Benedetto XV fece appello perch si ponesse fine alla inutile strage.
13.9 LItalia e il disastro di Caporetto. Anche per lItalia il 1917 fu lanno pi difficile della guerra; le truppe stanche
continuavano i tentativi di sfondare le linee austriache sullIsonzo, invano. Lo popolazione civile era sempre pi scontenta e
rabbiosa, perch iniziavano a mancare beni e cibo; a Torino la carenza di pane sfoci in moti con forte partecipazione operaia;
situazione complessa e delicata Austria ne approfitt, e con laiuto delle truppe tedesche, sfond le linee italiane a Caporetto
e tent per la prima volta la tattica dellinfiltrazione, cos efficace da prendere gli avversari di sorpresa. Lesercito italiano si riusc
ad attestare su una linea difensiva solo in corrispondenza del Piave, dopo una tragica ritirata. Cadorna fu sostituito da Diaz. La
sconfitta era stata causata dalla demoralizzazione delle truppe, ma soprattutto dallincapacit dei comandi di rispondere alla
tattica tedesca. Intanto per la guerra per lItalia era diventata difensiva e aveva riacceso gli animi: intorno al governo Orlando si
strinsero tutte le forze politiche. Diaz si mostr pi sensibile alle necessit delle truppe, e cerc di sollevare loro il morale e le
loro condizioni di vita; contemporaneamente iniziava a diffondersi con il Servizio P la propaganda al fronte si inizi a parlare di
guerra democratica, lotta per un pi giusto ordine interno e internazionale.
13.10 Rivoluzione o guerra democratica? La rivoluzione dottobre port al governo Lenin e i bolscevichi, che volevano gettarsi
alle spalle la guerra e decisero di firmare un trattato di pace separata con gli imperi centrali 3 marzo 1918, pace di BrestLitovsk, dalle condizioni durissime per la Russia. Eppure Lenin aveva salvato il nuovo stato socialista. Per rispondere alla sfida
lanciata da Lenin, si accentu il tono ideologico del conflitto, come lotta contro lautoritarismo ad opera del presidente
americano Wilson soprattutto. Sono del gennaio 1918 i quattordici punti di Wilson: non solo prevedeva diminuzione degli
armamenti o labolizione della diplomazia segreta, ma anche precise delineazioni dei nuovi confini europei una volta sconfitta la
Germania, nonch la fondazione della Societ delle Nazioni. Da molti il wilsonismo du vissuto come una rivoluzione diplomatica,
ma la realt era che molti governi europei non lo condividevano affatto, ma finsero di farlo perch avevano troppo bisogno
dellaiuto americano e perch si opponeva alla rivoluzione che contemporaneamente stava avendo luogo in Russia, ben pi
pericolosa ai loro occhi.
13.11 Lultimo anno di guerra. Le posizioni degli schieramenti erano ancora le stesse. Le truppe tedesche riuscirono a
sfondare a Arras e Saint Quentin e arrivarono sulla Marna di nuovo, mentre gli austriaci attaccarono in forze il Piave ma gli
anglo-francesi riuscirono anche con lappoggio americano a respingerli, come gli italiani del resto. Tra l8 e l11 agosto i tedeschi
furono sconfitti ad Amiens: al governo di coalizione nazionale spett lingrato compito di aprire le trattative di pace, anche se i
responsabili di tutto erano stati i comandi militari. Ma era tardi: i suoi alleati crollavano uno dopo laltro, prima la Bulgaria, poi la
Turchia, infine lAustria, travolta dai moti indipendentisti e anche dalloffensiva italiana sul Piave battaglia di Vittorio Veneto
armistizio Austria-Italia, 3 novembre. La Germania intanto era scossa da una rivoluzione su modello russo, con ammutinamento
dei marinai a Kiel e la formazione di consigli rivoluzionari. Ebert fu messo a capo del governo, il Kaiser trov rifugio in Olanda.
Larmistizio fu firmato a Rethondes l11 novembre, e impose alla Germania delle condizioni molto molto dure: consegna della
flotta, ritiro oltre il Reno, cessione unilaterale dei prigionieri, annullamento dei trattati con Russia e Romania. Germania perdeva
una guerra senza che un solo lembo del suo territorio fosse stato occupato da un esercito straniero: la perse per fame e
stanchezza. 8,5 milioni di vittime e una generazione decimata fu lesito della guerra.
13.12 I trattati di pace e la nuova carta dEuropa. Il compito dei vincitori a Versailles era quello di ricostruire un ordine
europeo dopo la guerra e la caduta di quattro imperi (tedesco, austro-ungarico, turco e russo). Si pensava che i lavori si
sarebbero basati sui quattordici punti di Wilson, ma si scopr in fretta che la loro messa in pratica non era cos semplice, perch
in realt lEuropa era un intreccio molto complesso di etnie e popoli, ed era difficile stabilire confini secondo lautodeterminazione
senza creare nuovi irredentismi. Erano presenti: Wilson, Clemenceau, Llyod George e Orlando. Pace democratica o pace
punitiva per la Germania? A Parigi non bastavano Alsazia e Lorena, voleva invece il confine sul Reno, ma dovette rinunciarvi. Il
trattato di Versailles con la Germania fu una imposizione vera e propria: cessioni territoriali, come il corridoio polacco con
Danzica che andarono alla Polonia, lAlsazia e Lorena e le colonie. Clausole economiche e militari: riparazioni altissime che
avrebbero bloccato lo sviluppo economico tedesco, abolizione del servizio di leva, Ruhr smilitarizzata umiliazione della
Germania, che la Francia temeva tornare ad essere la potenza egemone europea. Altro problema furono i riconoscimenti delle
realt nazionali post-Impero austro-ungarico. La Repubblica dAustria fu ridotta ad uno Stato piccolo, senza sbocco sul mare,

impossibilitato a riunirsi con la Germania, mentre lUngheria si vide tolte molti territori magiari. Molte etnie godettero della caduta
dellImpero austro-ungarico: nacquero la Cecoslovacchia (stato federale con una minoranza di tre milioni di tedeschi sudeti) e la
Jugoslavia, mentre lItalia acquisiva territori e lImpero ottomano si riduceva alla sola penisola anatolica. La Bulgaria fu
ridimensionata. La Repubblica socialista russa non fu riconosciuta a Versailles, anzi fu circondata da un cordone sanitario di
stato cuscinetto che impedissero un eventuale dilagare della rivoluzione in Europa occidentale (Finlandia, Estonia, Lettonia,
Lituania). Nel 1921 si aggiungeva al numero di Stati neonati anche lIrlanda. Wilson voleva che a garanzia del nuovo equilibrio si
ponesse la Societ delle Nazioni, un organismo internazionale che non aveva precedenti nella storia; ma era gi minata
allinizio, perch non comprendeva gli sconfitti e la Russia. Ma il colpo le fu dato dagli States stessi, quando il Senato vot
contro ladesione alla Societ delle Nazioni a favore dellinizio di un periodo di isolazionismo reclamato dallopinione pubblica.
Organizzazione inutile!!
14. La rivoluzione russa.
14.1 Da febbraio a ottobre. In Russia dopo la IGM ci fu una svolta storica: la pi grande rivoluzione dopo quella francese. Fine
del regime zarista abbattuto dalla rivolta degli operai e dei soldati di Pietrogrado. Nel marzo 1917 ci fu quindi un governo
provvisorio liberale, che voleva continuare la guerra a fianco dell'Intesa e occidentalizzare la Russia. Con loro stavano cadetti,
menscevichi e socialisti rivoluzionari. I bolscevichi invece rifiutarono qualsiasi partecipazione, perch ritenevano che solo la
classe operaia avrebbe potuto guidare la trasformazione del Paese. Ma la coalizione antizarista non bastava a tenere su il
governo: infatti, spuntarono ovunque come nel 1905 i soviet, che vennero a formare una sorta di parlamento proletario che
emanava disposizioni diverse da quelle del governo. Lenin torn in Russia nel 1917 e inizi a far circolare le cosiddette tesi di
aprile (un documento in 10 punti), che rovesciando il pensiero marxista chiamavano i proletari alla rivolta per la presa del potere
(nonostante secondo Marx la rivoluzione sarebbe prima scoppiata nei paesi pi sviluppati). Lenin voleva conquistare il controllo
su pi soviet possibile, dare la terra ai contadini poveri e che i consigli operai avessero il controllo sociale della produzione. E di
fatto le sue idee e la sua opposizione alla guerra valsero ai bolscevichi numerosissimi consensi tra contadini e operai. Intanto
lopposizione socialista contraria al governo e alla guerra sfoci in uninsurrezione, presto sedata dalle truppe fedeli a Lvov, che
per presto si dimise lasciando il governo a Kerenskij, che tent una politica personale. Ma costui era screditato in quanto aveva
fallito nell'offensiva contro gli austro-tedeschi da lui stesso promossa. Il comandante dellesercito, Kornilov, tent il colpo di stato,
ma fall perch il governo ebbe lappoggio bolscevico e delle forze socialiste, anche se Lenin ormai stava preparandosi a
insorgere contro il governo provvisorio.
14.2 La rivoluzione dottobre. Dopo unaccesa riunione del partito, in cui molti si opposero alle sue proposte, Lenin
(appoggiato da Trotzkij, mente militare dellinsurrezione) riusc a far scattare la rivolta, che Kerenskij non riusc a stroncare
perch lesercito non gli obbed. Il 7 novembre (25 ottobre del calendario russo) i soldati rivoluzionari e le guardie rosse (milizie
operaie armate presero i punti nevralgici della citt e circondarono il Palazzo dInverno, per poi prenderlo la sera stessa. Nel
frattempo a Pietrogrado si riun il Congresso panrusso dei soviet (cio l'assemblea dei delegati dei soviet di tutte le provincie
dell'ex Impero russo). Questo Congresso approv decreti sulla pace giusta e senza indennizzi, e sulla terra, che diede ai
contadini ci che volevano, abolendo cos la grande propriet terriera. Venne creato dai bolscevichi un Consiglio dei commissari
del popolo ovvero un governo rivoluzionario con Lenin presidente. Nonostante questa presa di potere nelle successive elezioni,
ci fu un amara delusione per i bolscevichi. I vincitori furono i socialrivoluzionari. La successiva Costituente fu per
immediatamente sciolta dai bolscevichi e ci pose le premesse per una dittatura di partito. Infatti Lenin era convinto che solo il
proletariato avesse il potere di guidare la rivoluzione.
14.3 Dittatura e guerra civile. La Russia aveva ereditato problemi immensi, primo tra tutti la guerra, e i bolscevichi non
godevano dellappoggio di nessunaltra forza politica, n degli strati sociali pi elavati, vi fu un emigrazione politica, un vero e
proprio esodo. Il governo volle costruire uno Stato proletario secondo il modello disegnato da Lenin nella sua opera Stato e
rivoluzione ovvero un autogoverno delle masse secondo i principi di democrazia sperimentati nei soviet e non ci sarebbe stato
bisogno di parlamenti e di magistratura, di eserciti e di burocrazia. Niente Stato, espressione del potere di una classe su
unaltra. Ormai il governo doveva fare la pace, e il 3 marzo 1918 firm il durissimo trattato di Brest-Litovsk, pace separata con la
Germania. I Bolscevichi totalmente isolati in quanto corrente di sinistra ritir i suoi rappresentanti dal Consiglio dei commissari
del popolo. A livello internazionale la pace fu interpretata come un tradimento dalle potenze lIntesa che nel frattempo
combattevano gli Imperi centrali. La reazione dell'Intesa fu quella di appoggiare gli oppositori dei bolscevichi, quest'ultimi furono
rafforzati dagli sbarchi di truppe anglo-francesi, americane e giapponesi e in diverse zone de paese si aliment guerra civile. Le
armate bianche controrivoluzionarie giunsero dalla Siberia al Volga con lammiraglio Kolciak (ci fu l'esecuzione dello zar e della
famiglia a Ekaterinenburg per ordine dei soviet) e dal Nord della Russia si mossero verso sud (per questo motivo vi fu lo
spostamento della capitale da Pitrogrado a Mosca). Il governo intanto accentuava i suoi caratteri autoritari infatti vi fu la
creazione della Ceka (polizia politica), e del Tribunale rivoluzionario centrale in questo modo ogni contestazione venne placata,
con arresti ed esecuzioni sommarie. Nel febbraio 1918 venne ricostituito lesercito, con il nome di Armata rossa degli operai e
dei contadini. Vennero istituiti i commissari politici che assicuravano fedelt al governo rivoluzionario. Le forze
controrivoluzionarie erano mal coordinate a causa di rivalit politica e di distanza geografica, finch nel 1919 persero anche
lappoggio occidentale. Entro pochi mesi la guerra civile fin. Ma vinti i nemici interni, la Russia nellaprile 1920 fu attaccata dalla
nuova Repubblica di Polonia, insoddisfatta dal trattato di pace di Parigi. La risposta bolscevica fu travolgente, e lArmata rossa
giunse presto alle porte di Varsavia, ma i polacchi ebbero la meglio e li respinsero. Nel 1921: trattato di pace alla Polonia parti
di Ucraina e Bielorussia. Durante questo attacco alla Polonia, crebbe una coesione nazionale che spinse molti ad avvicinarsi al
regime sovietico.
14.4 La Terza Internazionale. Nel 1919 i vertici russi consideravano ancora necessario lappoggio del proletariato europeo per
poter sopravvivere e vi era la inoltre prospettiva di una rivoluzione europea. Lenin volle unInternazionale comunista , per
coordinare gli sforzi rivoluzionari in tutto il mondo. Gi nel 1918 era nato il Partito comunista (bolscevico) di Russia. Inizio di
marzo 1919 venne convocata la Terza Internazionale, in cui venne accettata la costituzione della nuova Internazionale
comunista (il Comintern). Lenin stabil i ventun punti necessari a qualsiasi partito per entrare a far parte del Comintern, tra cui
cerano la rottura con gli oppositori, il cambio di denominazione in Partito comunista, etc. Tra 20 e 21 comunque in moltissimi
Paesi del mondo nascevano partiti comunisti ispirati al modello sovietico, che appoggiavano la Russia bolscevica in una rete

efficiente ed organizzata. Ma in Europa occidentale i partiti comunisti restavano minoritari rispetto a quelli socialisti.
14.5 Dal comunismo di guerra alla Nep. Leconomia russa era in totale dissesto economico, aggravato dalla rivoluzione e dalla
guerra civile. Agricoltura volta solo allautocomsumo, industrie mal gestite, banche nazionalizzate e debito con lestero
cancellato, ma il governo non era in grado di riscuotere tasse ritorno al baratto. Il governo nel 1918 decise una linea dura
anche in economia: il comunismo di guerra. Primo problema: approvvigionamenti alle citt. Vennero creati dei comitati rurali che
dovevano ammassare e distribuire le derrate. Fu incoraggiata la nascita di kolchoz( fattorie collettive) e sovchoz (fattorie
sovietiche) gestite dallo Stato o dai soviet locali. Lindustria fu nazionalizzata. Quest'ultima fu una misura di emergenza, i vecchi
dirigenti delle imprese furono affiancati a dei funzionari di partito e vi fu la reintroduzione del cottimo ovvero del salario legato
al rendimento (del tutto contrario allegualitarismo salariale). Il comunismo di guerra fu per un fallimento economico:
produzione industriale del 1920 era un settimo di quella del 1913. Raccolti scarsi. Razionamenti e requisizioni mercato nero e
malcontento popolare, sfociato spesso in sommosse. 1921: carestia nelle campagne della Russia e dell'Ucraina che uccise tre
milioni di persone. Duro colpo per limmagine del regime sovietico. Ma il dissenso era anche degli operai, delusi dalla gestione
autoritaria dell'economia, dalla scomparsa dei sindacati e dal regime di militarizzazione imposto nelle fabbriche. Nel marzo
1921 vi fu rivolta da parte dei marinai di Kronstadt, i quali chiedevano elezioni liberi nei soviet, maggiori libert politiche e
sindacali ma vi fu una repressione militare. Il X congresso del Partito comunista abol ogni dialettica al suo interno e decret la
fine del comunismo di guerra, in favore di una timida liberalizzazione nella produzione e negli scambi.
nuova politica economica (la Nep) aveva come primo scopo lo stimolo dellagricoltura e larrivo di cibo nelle citt. I contadini
iniziarono a vendere le eventuali eccedenze. Liberalizzati anche commercio e piccola industria, mentre la grande industria e le
banche restarono sotto il controllo statale. Vi fu una notevole ripresa produttiva, che per fece riemergere il ceto dei contadini
ricchi, i kulaki, che in poco tempo ebbero il controllo del mercato agricolo. Col commercio aperto cerano pi beni di consumo,
ma anche una nuova categoria di trafficanti ricchissimi, i nepmen. Lindustria di Stato per stentava a decollare e vi fu una
crescita della disoccupazione. Salari degli operai bassissimi. La classe operaia, protagonista della rivoluzione e principale
sostenitrice del regime comunista, fu la pi sacrificata dalle scelte della Nep.
14.6 LUnione Sovietica: costituzione e societ. La prima costituzione della Russia rivoluzionaria del 1918 e stabiliva che il
potere doveva essere del popolo e dei suoi organi rappresentativi, i soviet, che lo Stato fosse federale, rispetasse le minoranze
etniche e si aprisse all'unione con altre future repubbliche sovietiche. In realt il nuovo stato comprendeva Russia e le ex
province zariste (Azerbaigian, Armenia, Georgia, Bielorussia, Ucraina). Alla fine 1922 i congressi dei soviet delle singole
repubbliche diedero vita allURSS (Unione delle repubbliche socialiste sovietiche). La nuova costituzione dell'URSS del 1924
dava il potere supremo al Congresso dei soviet dell'Unione, anche se in realt era nelle mani del Partito comunista. Era in
pratica una dittatura di partito: esso guidava il governo, controllava la polizia politica, proponeva i candidati per i soviet, attuava
un rigido centralismo. Ma i capi bolscevichi non volevano solo cambiare economia e istituzioni, volevano una nuova societ
compatibile con il nuovo ordine comunista educazione della giovent e lotta alla Chiesa ortodossa. Scristianizzazione in
pratica riuscita, linfluenza del clero era quasi del tutto scomparsa, anche perch la Chiesa ortodossa era gi in crisi da tempo,
perch legata allantico regime zarista. Fu permesso solo il matrimonio civile e semplificato il divorzio, fu legalizzato laborto nel
1920, proclamata lassoluta parit tra i sessi in generale ci fu una liberalizzazione dei costumi. Listruzione fu posta
obbligatoria fino a 15 anni; venne favorito linsegnamento tecnico a quello umanistico; le giovani menti si forgiavano
ideologicamente spingendone quante pi possibile ad iscriversi alla Komsomol (Unione comunista della giovent). Il regime di
partito da un lato spinse molti artisti ad emigrare, dallaltro favor la nascita di vivaci avanguardie, almeno in un primo periodo.
Fioritura creativa, ma presto le necessit propagandistiche bolsceviche cancellarono la libert despressione.
14.7 Da Lenin a Stalin: il socialismo in un solo paese. Con la malattia di Lenin e lascesa di Stalin alla segreteria generale
del Partito Comunista gli scontri interni al partito degenerarono. Il primo problema fu la centralizzazione e la burocratizzazione
del partito, e quindi lenorme potere che sarebbe finito nelle mani di Stalin. Laltro protagonista, che cerc di dare spazio alla
vera democrazia sovietica, fu Lev Trotzkij. Questi era molto autorevole, e forse per questo gli altri membri del partiti fecero
blocco attorno al segretario, Stalin, che non godeva nemmeno della fiducia di Lenin. Lo scontro tra Stalin e Trotzskij inizi dopo
la morte di Lenin. Infatti secondo Trotzskij lUnione Sovietica doveva cercare di favorire qualche un processo rivoluzionario
nell'Occidente capitalistico e cercarsi di industrializzarsi. In Opposizione la tesi di Stalin per cui fu coniata l'espressione la
rivoluzione permanente, che invece stabil il principio del socialismo in un solo paese, una rottura rispetto alla tradizione
bolscevica, ma un assunto molto realistico. Le potenze europee tra 24 e 25 si decisero a riconoscere lo stato sovietico,
favorendo cos indirettamente Stalin e isolando Trotzkij che infine infine sconfitto. Dopo di lui, nuovo scontro sulleconomia:
Kamenev voleva sospendere la Nep perch stava facendo rinascere il capitalismo nelle campagne. Contrario era Bucharin il
quale voleva incoraggiare la piccola impresa agricola; Stalin stette con lui, espulse Trotzkij. Stalin inizi la sua dittatura
personale.
15. Leredit della grande guerra.
15.1 Le trasformazioni sociali. La guerra fu la pi grande, forse la prima, esperienza di massa dellumanit, che coinvolse 65
milioni di persone e si comport come un acceleratore di processi; inoltre i combattenti vivettero per anni in unaltra realt e una
volte tornati fu difficile reinserirli in una societ dove intanto le donne erano subentrate. La mancanza della figura paterna, al
fronte a combattere, mut la struttura della famiglia (prima patriarcale) e la mentalit e le abitudini dei pi giovani. Grandi
cambiamenti, nellabbigliamento, negli uomini come nelle donne e nei giovani. Ricerca di nuove occasioni di divertimento,
spesso trovate nel cinema e nella musica americane. Tutti cercavano di rifarsi degli anni perduti. Sorsero molte associazioni
combattentistiche per sostenere i reduci e aiutarli a reinserirli nella societ. Vi fu la tendenza della massificazione della politica
infatti per far valere i propri diritti e per affermare le proprie rivendicazioni era necessario associarsi e organizzarsi in gruppi
numerosi. Infatti vi fu un aumento di iscritti nei partiti e nei sindacati. Perdevano importanza ad esempio lazione parlamentare.
Vi fu una maggiore frequenza di manifestazioni pubbliche basate sulla partecipazione diretta dei cittadini.
15.2 Le conseguenze economiche. La guerra cre un grave dissesto economico per tutti paesi belligeranti, eccetto USA. A
causa di ci furono aumentate e tasse, e avevano contratto debiti con i paesi amici, soprattutto con gli USA . Venne stampata
moneta in eccedenza generando cos l'inflazione. Era un fenomeno mai visto, che sconvolse la societ intera. Se gli operai
riuscivano a mantenere il loro reddito reale, e se la guerra aveva arricchito industriali e speculatori, per i proprietari terrieri e il
ceto medio, linflazione fu la piaga peggiore. Serviva una riconversione delleconomia. La supremazia europea era intanto stata

scalzata da USA e Giappone, dalla nascita di nuove potenze sempre meno dipendente dallEuropa, e per alcuni paesi come la
GB, dalla frammentazione di vecchi partner commerciali continentali in tante realt statuali diverse. Fu un periodo di
nazionalismo economico e protezionismo doganale soprattutto in quei Stati dove si voleva sviluppare una propria industria. Vi fu
il blocco dei prezzi dei generi di prima necessit e sui canoni d'affitto. Si rafforz la tendenza dei pubblici poteri ad intervenire su
materie un tempo riservate alla libera iniziativa e vi fu il mantenimento di una enorme macchina burocratica per gestire tale
intervento. Ad una prima espansione artificiale segu una nuova crisi. La vera ripresa si sarebbe avuta dalla met degli anni 20
in avanti.
15.3 Il biennio rosso. Dopo la guerra ci fu una prodigiosa avanzata del movimento operaio e dei socialisti, che videro ovunque
incrementi elettorali. Ci furono agitazioni, che culminarono con lottenimento della riduzione della giornata lavorativa ad otto ore
a parit di salario. Era il biennio rosso: 1918-1920 Fare come in Russia era il motto un po ovunque, recitato dai gruppi
rivoluzionari. In Francia e GB le autorit riuscirono senza problemi a tenere a bada le spinte operaie. Germania, Austria e
Ungheria furono invece teatri di veri e propri tentativi rivoluzionari. Lipotesi rivoluzionaria per fall miseramente: troppo diverse
erano in Europa le condizioni rispetto a quelle russe, in quanto l vi era un capitalismo debole, una borghesia numericamente
esigua e un movimento operaio abituato alle cospirazioni. Fu allora che il movimento operaio si divise nella corrente
davanguandia e in quella pi moderata un po dappertutto; fu allora che nacquero i partiti di ispirazione bolscevica che
nonostante volessero portare alla rivoluzione, invece avrebbero indirettamente aperto la strada ai conservatori.
15.4 Rivoluzione e controrivoluzione nellEuropa centrale. La rottura comunismo-socialdemocrazia fu causata dalle vicende
russe (con i bolscevichi al potere) e da quelle tedesche (con la proclamazione della Repubblica). Dopo larmistizio lesercito
tedesco rientr e si disgreg in migliaia di unit armate. Il governo legale era esercitato dal Consiglio dei commissari del popolo,
ma in realt a governare erano i consigli degli operai e dei soldati. A Berlino cerano continue manifestazioni. Situazione simile a
quella russa del 1917, ma in realt molto diversa. La rivoluzione era ostacolata da: la presenza degli eserciti stranieri al confine,
pronti a sedare una rivoluzione; lindifferenza rurale rispetto ai moti rivoluzionari urbani; la solidit sociale della classe dirigente; i
particolari rapporti di forza interni al movimento operaio (diversi da quello russo). A differenza dei menscevichi russi i
socialdemocratici dopo la guerra erano lunica forza organizzata del paese.
I leader socialdemocratici non volevano una rivolta come in Russia, ma una democratizzazione del sistema politico che rientrava
nel quadro delle istituzioni parlamentari. I capi della Spd e gli esponenti della vecchia classe dirigente appoggiarono i
socialdemocratici perch ritenevano che potesse placare le rivoluzioni. Venne stabilito un patto non scritto tra socialdemocratici
e i capi dellesercito,lealt in cambio di tutela dell'ordine pubblico e mantenimento della struttura gerarchica delle forze armate.
Ma la scelta della Spd si scontr con i pi radicali, come la Lega di Spartaco, che eppure non cercava uno scontro diretto,
sapendo di essere minoritaria. Tuttavia le masse spinsero gli spartachisti ad insorgere (1919), anche se al loro appello a
rovesciare il governo quasi non risposero, cosa che invece fece il governo che represse duramente il tentativo rivoluzionario
attraverso i Freikorps, i corpi franchi, e trucid i suoi leaders, Liecknecht e Luxemburg. Il 19 gennaio si tennero le elezioni per la
Costituente, vinte dalla Spd che per non ebbe la maggioranza assoluta. Ci voleva quindi un accordo o con i cattolici o con i
liberali. L'accordo tra socialisti, cattolici e democratici permise di governare, di eleggere a presidente della Reppublica Ebert e di
stilare la nuova democratica costituzione, detta di Weimar (assetto federale, suffragio universale maschile e femminile, gov
responsabile di fronte al parlamento, presidente eletto dal popolo). Tuttavia la pace sociale non arriv, ci furono nuovi tentativi
rivoluzionari, specie in Baviera, dove era stata proclamata una Repubblica dei consigli che per venne stroncata dall'esercito del
governo. Ma il vero pericolo era nellestrema destra: lesercito era sempre meno fedele alla repubblica e faceva quello che
voleva. Esso diffuse la leggenda della pugnalata nella schiena: secondo cui l'esercito tedesco avrebbe potuto vincere la guerra
se non fosse stato tradito da una parte del Paese, anche se ci non era affatto vero. La Spd nel 1920 fu sconfitta e dovette
lasciare il governo ai cattolici del Centro. Anche in Austria i socialdemocratici furono sconfitti quellanno dal Partito cristianosociale. Tentativi comunisti di insurrezione continuavano a fallire, mentre in Ungheria i comunisti riuscirono a tirare su un
governo di stampo sovietico, che dur quattro mesi appena, quando Bla Kun fu destituito dallammiraglio Horthy, che sal al
potere scatenando unondata di terrore bianco. Il Paese cadeva nelle mani della Chiesa e dei grandi proprietari terrieri.
15.5 La stabilizzazione moderata in Francia e in Gran Bretagna. La fine del biennio rosso e la recessione economica
segnarono la sconfitta operaia e la ripresa dei moderati, che sconfitto il pericolo rivoluzionario cercarono di ristabilire lordine
tradizionale socio-politico, di frenare linflazione e di dare stabilit allassetto internazionale. In Francia e GB lobiettivo della
stabilizzazione politica interna fu raggiunto: in Francia la destra govern con una politica molto conservatrice dal 19 fino al 24,
fino a che i radicali di sinistra attraverso il cartello delle sinistre (coalizione delle sinistre) riuscirono ad avere la maggioranza e a
portare al governo il loro leader Herriot, che per sarebbe durato molto poco perch non seppe affrontare una crisi finanziaria.
Nel 1926 la guida del Paese torn al leader moderato Poincar, che rest per tre anni riuscendo a stabilizzare la moneta e a
risanare il bilancio statale, sempre a spese del popolo. In questi anni vi fu un boom economico in Francia. In GB il processo fu
pi lento ed incerto, anche a causa della stagnazione economica che prosegu per tutti gli anni 20. Tra il 1918 e il 1929 in GB
governarono solo i conservatori, a parte una brevissima parentesi laburista nel 1924 in cui vi fu una secca sconfitta liberale di
quel periodo rifece del sistema inglese un sistema bipartitico, con i laburisti primi antagonisti dei conservatori. I governi
conservatori tornati al potere avviarono una politica di austerit finanziaria e tagli dei salari che caus scontri con i sindacati.
Grandi manifestazioni e malcontento popolare scioperi dei minatori ma essi non portarono a nulla, dopo sette mesi di scontro i
lavoratori non ottennero nulla. crisi dei laburisti causata dal fatto che venne dichiarata illegale la pratica per cui gli aderenti alle
Trade Unions venivano iscritti d'ufficio al Labour Party (si dimezzarono gi iscritti), che per si ripresero fino a vincere le elezioni
del 1929.
15.6 La Repubblica di Weimar. Grandi anni per la Germania, la cui costituzione era un esempio di liberalismo e democrazia
per tutti. Rigoglio attivit intellettuale e della cultura. Tuttavia la Repubblica era in crisi anche perch mancava una stabilit nelle
maggioranze e nei governi, le forze politiche erano molto frammentate, incapacit di guidare il paese nella difficile crisi di
trasformazione che stava attraversando. forza che poteva aspirare al ruolo di partito egemone era la socialdemocrazia (con la
confluenza del Spd e dell' Uspd). La Spd fece sempre sentire il suo peso sia al governo sia allopposizione, ma non riusc mai
ad ampliare la sua base elettorale. Le classi medie, infatti, si raccoglievano attorno ai partiti della destra conservatrice e
moderata e a quello cattolico. La diffidenza verso il nuovo sistema dunque non coinvolgeva solo la vecchia classe dirigente,
ancora arroccata nella burocrazia e nellesercito, e lestrema destra, ma anche la piccola e media borghesia, per la quale let
imperiale aveva significato tranquillit e grandezza nazionale, mentre la Repubblica era sinonimo di sconfitta e riparazioni di
guerra. 1921: gli alleati dichiararono che le riparazioni ammontavano a 132 miliardi di marchi-oro da pagare in 42 rate annuali:

per 50 anni cio la Germania avrebbe dovuto dare via un quarto del suo PIL. Popolazione furiosa proteste. Ci fu unoffensiva
da parte dellestrema destra nazionalista (in cui si stavano facendo largo i nazionalsocialisti guidati da Adolf Hitler) ai danni della
Repubblica considerata traditrice. Tra 1918 e 1919 furono assassinati il ministro delle Finanze Erzberger e quello degli Esteri
Rathenau. I governi tra il 1921 e il 1923 cercarono di non far pesare il problema delle riparazioni sulla popolazione, per evitare
insurrezioni, quindi non alzarono le tasse, iniziando invece a stampare carta-moneta ci fu per cos un processo inflazionistico e
crollo del valore del marco. Il governo sperava che ci avrebbe fatto desistere le potenze vincitrici dal continuare ad imporre loro
le sanzioni economiche delle riparazioni.
15.7 La crisi della Ruhr. 1923: Francia e Belgio occuparono il bacino della Ruhr (zona pi ricca e industrializzata della
Germania) in modo che la Germania pagasse quelle riparazioni ancora non corrisposte. Il governo tedesco non pot reagire
militarmente ma incoraggi la resistenza passiva: operai e imprenditori si rifiutarono di collaborare con gli occupanti. Attentati
contro i franco-belgi questi per reagirono con fucilazioni e arresti in massa. Tutto ci provoc il definitivo tracollo finanziario per
la Germania: il marco si svalut sino a perdere praticamente ogni potere dacquisto. Polverizzazione della moneta. Inflazione
inarrestabile. Chi aveva beni reali (agricoltori, industriali, commercianti) o chi aveva contratto debiti era avvantaggiato; mentre
chi aveva risparmi da parte perse tutto. Gli industriali esportatori guadagnarono molto perch percepivano valuta straniera.
La classe dirigente reag: nellagosto 23 nacque un governo di grande coalizione presieduto da Stresemann, convinto della
necessit di un accordo con le potenze vincitrici. Riallacci il legami con Parigi e proclam lo stato di emergenza, potendo cos
sciogliere i governi regionali della Sassiona e della Turingia (dove erano al potere comunisti e socialdemocratici di sinistra), e
sedare le rivolte comunista ad Amburgo e dellestrema destra a Monaco. Questultima, l8 e 9 novembre, era capeggiata da
Hitler e da Ludendorff che si opposero cos al governo centrale, ma non ottennero lappoggio sperato dei militari e delle autorit
locali e vennero fermati. Hitler fu condannato a 5 anni di carcere anche se poi ne fece meno: la sua carriera sembrava conclusa.
Nellottobre si tent di risanare leconomia emissione del Rentenmark, il marco di rendita, il cui valore era garantito dal
patrimonio agricolo ed industriale tedesco, ovvero lo Stato tedesco impegnava i suoi averi per garantirsi un credito. Fu avviata
una politica deflazionistica: ulteriori sacrifici, ma ritorno alla normalit finanziaria. Il piano Dawes: secondo questo la Germania
per pagare le riparazioni doveva essere al max della sua forma economica. Per questo la Germania si fece dare delle
sovvenzioni dagli USA da restituire in rate in modo che cos la Germania si potesse riappropriassero della Ruhr. Effettivamente
vi fu una ripresa economica notevole. Nonostante questa ripresa, la crisi della Ruhr e la grande inflazione del 1923 avevano
lasciato il segno e nelle elezioni 24 ci fu lavanzata delle ali estremiste (comunisti e tedesco-nazionali). Fu eletto Presidente
della Repubblica von Hindenburg, vecchio maresciallo imperiale. Si susseguirono anni di stabilit. Stresemann rimase ministro
Esteri fino alla sua morte e continu una collaborazione con le potenze vincitrici. Fino al 28 governa il centro.
15.8 La ricerca della distensione in Europa. Dopo la guerra la Francia cerc di creare un suo sistema di sicurezza e di
alleanze (con i neo-stati dellEst europeo), e fu molto rigida con la Germania. Il governo francese e tedesco accettarono il piano
Dawes e inizi una fase di distensione internazionale, confermata dagli accordi di Locarno del 1925, che normalizzarono i
rapporti franco-tedeschi (grazie anche alloperato dei ministri Stresemann e Briand). Il piano Young diminu ulteriormente le
sanzioni alla Germania, che intanto fu inserita nella Societ delle Nazioni e vide gli ultimi reparti francesi lasciare la Renania nel
1930. Tale fase di distensione (culminata con il Patto Briand-Kellog, di Parigi, che rifiutava la guerra come mezzo di risoluzione
delle controversie) si interruppe alla fine del decennio in coincidenza con la grande crisi economica internazionale (nel 1930 la
Francia stava gi costruendo quel cordone difensivo contro la Germania che era la linea Maginot).
16. Il dopoguerra in Italia e lavvento del fascismo.
16.1 I problemi del dopoguerra. Alla crisi economica tipica del periodo postbellico, in Italia si aggiunsero notevoli tensioni
sociali: tutte le parti sociali erano in fermento. Gli operai volevano pi potere nelle fabbriche e manifestavano, anche sotto gli
echi della rivoluzione russa. I contadini con una nuova consapevolezza volevano garantiti i loro diritti. I ceti medi iniziarono ad
organizzarsi e a mobilitarsi per sostenere i loro interessi. Ma rispetto a Francia e GB, in Italia leconomica e la
democratizzazione erano appena agli inizi, fragilissime. La classe dirigente liberale era entrata in una crisi impressionante, in
quanto venne contestata e isolata, non fu in grado di gestire le mobilitazioni di massa e per questo motivo perse la usa
egemonia. In Italia vennero favorite le forze socialista e cattoliche perch non erano ritenuti responsabili alla guerra.
16.2 Cattolici, socialisti e fascisti. 1919: nasce sotto la guida spirituale di Sturzo e legato alla Chiesa, il Partito popolare
italiano (Ppi). La Chiesa aveva un nuovo atteggiamento politico: voleva arginare il socialismo. Inoltre ci fu una crescita
incredibile del Partito socialista, al cui interno prevaleva la corrente di sinistra, chiamata massimalista, mentre i riformisti erano
forti in Parlamento. I massimalisti guidati da Giacinto Menotti erano ammiratori della rivoluzione bolscevica e volevano lo stato
socialista. Ma la rivoluzione la aspettavano e basta. Dei gruppi di estrema sinistra nacquero attorno a personaggi quali Bordiga,
Gramsci o Togliatti, i quali si battevano per un maggior impegno rivoluzionario. Tutte illusioni, visto che questo atteggiamento
non fece che allontanare i proletari dalla vita politica: la borghesia era chiaramente spaventata da tali idee, aveva paura di una
dittatura proletaria, e si teneva lontana dai socialisti. Nacquero tanti gruppi difensori dei valori della vittoria: come ad esempio i
Fasci di combattimento, fondati il 23 marzo 1919 a Milano da Benito Mussolini. Politicamente erano a sinistra e chiedevano
riforme sociali audaci, ma in realt odiavano i socialisti. I fascisti furono i protagonisti del 1 grace episodio di guerra civile
dell'Italia postbellico con lassalto e lincendio alla sede dellAvanti!.
16.3 La vittoria mutilata e limpresa fiumana. Italia usc politicamente rinforzata dal conflitto: raggiunse i confini naturali e
vide dissolto il suo acerrimo nemico, lImpero asburgico. Secondo il Patto di Londra la Dalmazia andava allItalia, Fiume
all'impero asburgico nonostante fosse italiana. La conferenza di pace a Versailles andava male per: Orlando e Sonnino
cercarono di ottenere anche Fiume, ma incontrarono il rifiuto alleato, in particolare di Wilson e Abbandonarono la conferenza per
protesta, ma quando vi tornarono non ottennero nulla. Il governo Orlando allora si dimise. Governo Nitti al potere, mentre nel
Paese si sviluppava il disappunto con le potenze ex alleate, che defraudavano lItalia, e con il governo incapace di assicurare gli
interessi nazionali: Gabriele DAnnunzio, noto ormai come una sorta di vate nazionale, parl allora di vittoria mutilata. Nel
settembre 1919 alcuni reparti ribelli guidati dal poeta occuparono Fiume e ne proclamarono lannessione allItalia. Limpresa
fiumana dur quindici mesi, durante il quale si misero in atto alcuni espedienti e si fece esperienza di alcune realt che
sarebbero state utilizzate durante il ventennio fascista.
16.4 Le agitazioni sociali e le elezioni del 19. Tra 1919 e 1920 lItalia fu attraversata da aspre agitazioni sociali: linflazione e il
caro-viveri procurarono moti spontanei della popolazione e forti reazioni sindacali, che culminarono nelle centinaia di scioperi

che videro protagonista quasi ogni settore. Ci furono anche agitazioni agrarie, portate avanti per gli stessi scopi ora dalle leghe
rosse socialiste ora da quelle bianche cattoliche. Nel Sud invece inizi a diffondersi loccupazione di terre incolte e latifondi da
parte di contadini ed ex combattenti. Le lotte erano per tra loro separate e a volte si opponevano, infatti si erano accentuate le
divisioni del Paese. Novembre 1919 si ebbero le prime elezioni del dopoguerra ed ottennero successo dei partiti di massa
(socialisti 32%, e i popolari). Vecchi equilibri politici in crisi, nuovi difficili da creare, anche a causa del sistema proporzionale, su
cui si erano basate le elezioni, che difficilmente dava vita a coalizioni stabili; lunica che fu possibile, era quella tra popolari e
liberal-democratici, govern per gli ultimi anni prima dellavvento del regime.
16.5 Giolitti, loccupazione delle fabbriche e la nascita del Pci. Dopo Nitti, Giolitti prese il governo con un programma molto
avanzato, anche dal punto di vista fiscale. Infatti introdusse la nominativit dei titoli azionari (cio l'obbligo di intestare le azioni al
nome del possessore, permettendone cos la tassazione) e un' imposta straordinaria sui sovraprofitti realizzati dall'industria
bellica. La questione adriatica ovvero la negoziazione con la Jugoslavia fu risolta da Giolitti nel 1920 con il trattato di Rapallo.
AllItalia conserv Trieste, Gorizia e lIstria, alla Jugoslavia la Dalmazia eccetto Zara che fu assegnata all'Italia. Fiume, quando
venne attaccata, fu presto abbandonata da DAnnunzio. Avviando il risanamento del bilancio, il governo Giolitti stabil la
liberalizzazione del prezzo del pane; per il suo disegno politico complessivo non era pi applicabile: gli mancava la
maggioranza dellanteguerra e non poteva fare delle piccole concessioni ai socialisti per tenerli buoni. Evento pi importante:
occupazione delle fabbriche da parte dei metalmeccanici nellautunno 20. Era un pesantissimo scontro sindacale tra
imprenditori e operai, che conobbe anche degli accenni rivoluzionari (nacquero i consigli di fabbrica ovvero organismi eletti dai
lavoratori). Dalle attese rivoluzionarie si pass al compromesso sindacale, favorito da Giolitti e dalla sua politica di neutralit
controllo sindacale sulle imprese. I dirigenti riformisti della Cgl furono accusati di aver svenduto la rivoluzione in cambio di un
accordo sindacale. I contrasti nel movimento operaio esplosero per solo al II Congresso del Comintern, atto di nascita di molti
partiti comunisti. Serrati si rifiut di espellere i riformisti perch in questo modo il Psi avrebbe perso buona parte dei suoi quadri
sindacali, dei suoi deputati, dei suoi amministratori locali. Al congresso del partito, tenutosi Livorno, la minoranza di sinistra
abbandon e fond il Partito comunista dItalia (Pci), con un programma leninista, ma londata rivoluzionaria europea e italiana
si stava esaurendo. In pi, il Psi era come bloccato dalle sue vicende interne, in cui i massimalisti tenevano fermi i riformisti
nessun accordo con i borghesi e incapacit di ostacolare la tendenza antisocialista che si stava diffondendo in Italia.
16.6 Il fascismo agrario e le elezioni del 21. Con il riflusso delle lotte operaie vi fu a livello europeo un aumento della
disoccupazione e un calo della capacit contrattuale degli operai, mentre in Italia si inizi a diffondere il fascismo agrario.
Allinizio il fascismo non aveva seguaci, ma poi sub una trasformazione: inizi una lotta spietata contro il socialismo,
abbandon del programma radical-democratico e costitu delle strutture paramilitari, squadre d'azione. Mussolini infatti aveva
deciso di cavalcare londa di riflusso antisocialista che si era creata a seguito del biennio rosso. Il sistema delle leghe socialiste
nella Valle Padana era estremamente efficace, perch controllava il mercato del lavoro e aveva ampio potere contrattuale. Il
fascismo port a galla le fratture interne al sistema: quelle tra braccianti e mezzadri. Il fascismo agrario nacque quando ci furono
i fatti di Palazzo dAccursio a Bologna, nel 1920, dove fascisti si mobilitarono per impedire la cerimonia d'insediamento della
nuova amministrazione comunale fascista. I socialisti per sbaglio spararono sulla folla tra i loro sostenitori. I fascisti da ci
trassero il pretesto per scatenare una serie di ritorsioni antisocialiste in tutta la provincia. I proprietari scoprirono nei fascisti degli
alleati preziosi per distruggere il potere delle leghe, e li sovvenzionarono molto generosamente. Le fila fasciste intanto si
ampliavano, lo squadrismo dilag in tutto il centro-nord. Solo il Sud per ora restava immune. Gli obiettivi squadristi erano
lesclusione dalla vita politica ed economica del socialismo spedizioni che andavano a devastare e incendiare camere del
lavoro, sedi delle leghe, case del popolo, e sottoponevano i socialisti a ripetute violenze. Molte giunte furono costrette alle
dimissioni. Molto leghe chiusero i battenti. Ma il successo fascista oltre a spiegarlo con fattori di ordine militare, ma si devono
attribuire delle responsabilit anche al governo e allo stesso Giolitti: i fascisti erano visti come naturali alleati nella lotta ai rossi.
Maggio 1921: elezioni i fascisti sono invitati ad entrare nei blocchi nazionali, le coalizioni nate per fermare lascesa elettorale
dei partiti di massa. I socialisti persero relativamente poco, considerato le spedizioni contro di loro e la secessione comunista.
La vera novit furono i 35 deputati fascisti eletti, capeggiati da un Mussolini sempre pi desideroso di potere.
16.7 Lagonia dello Stato liberale. A Giolitti successe Bonomi, che promosse ed ottenne una tregua tra socialisti e fascisti
patto di pacificazione con entrambi rinunciavano alla violenza. In particolare i socialisti accettavano di sconfessare quei gruppi di
militanti di sinistra che si erano organizzati spontaneamente per opporsi allo squadrismo. Ma al patto erano contrari i fascisti pi
intransigenti, che si opposero a Mussolini fino a che egli non sconfess il patto stesso, non potendo fare a meno dello
squadrismo agrario. I ras riconobbero la guida politica di Mussolini e nacque Partito nazionale fascista (Pnf), con 200.000 iscritti.
Nel febbraio 22 il governo pass nelle mani di Facta, il quale dimostr una scarsa autorit politica. A causa di ci lo squadrismo
dilag incontrollato. Il fascismo era sempre pi importante intanto: venivano attuate scorribande e occupati centri. Il fascismo
giocava da un lato sulla violenza armata, dallaltro sulla manovra politica; il socialismo non seppe rispondere in modo efficace e
quando si decise era troppo tardi. I dirigenti sindacali proclamarono lo s ciopero generale legalitario , in difesa delle libert
costituzionali. Questo fu usato come pretesto dai fascisti per passare come garanti dellordine e per sferrare un attacco alle
ultime fortezze socialiste (Milano, Genova, Ancora, Parma). Movimento operaio distrutto. Ottobre 1922: i riformisti Turati
abbandonarono il Psi, per fondare il Psu (Partito socialista unitario)
16.8 La marcia su Roma. Mussolini e i fascisti ora volevano il potere: quindi fecero buon viso a cattivo gioco e iniziarono a
prepararsi ad un colpo di Stato, mentre intanto rassicuravano il re e cercavano accordi con i moderati per formare un governo a
cui i fascisti avrebbero partecipato. La mobilitazione fascista fece i primi passi e presto si ebbe il progetto di una marcia su
Roma, con obiettivo la conquista del potere centrale, che non sarebbe mai giunta a buon fine se solo avesse incontrato
lopposizione governativa e lesercito spiegato. Mussolini stesso vedeva la marcia su Roma come un mezzo di pressione
politica. La mattina del 28 ottobre il re Vittorio Emanuele III si rifiut di firmare il decreto per la proclamazione dello stato
dassedio le camicie nere ebbero libero accesso a Roma e Mussolini al potere. Il 30 ottobre Mussolini incontr il re e ottenne il
compito di formare il nuovo governo, che la sera stessa fu gi pronto. Il cambio di governo era in realt di regime, ma pochi lo
capirono.
16.9 Verso lo Stato autoritario. Mussolini continuava a seguire due linee, una dura e una morbida. I fiancheggiatori (liberali e
cattolici) non capirono cosa ci fosse sotto. La normalizzazione moderata appar presto sempre pi lontana, quando il Partito
assunse ruoli incompatibili con un governo liberale. Nacque il Gran consiglio del fascismo alla fine del 1922, per delineare le
linee guida della politica fascista e il rapporto tra potere e governo; allinizio del 1923 nacque la Milizia volontaria per la
sicurezza nazionale, che aveva come vero scopo non tanto gestire la rivoluzione, ma tenere sotto controllo lo squadrismo e

limitare il potere dei ras. La repressione divenne anche legale: chiusura giornali e arresti preventivi, ad esempio. Le vittime
principali furono i comunisti che furono costretti alla semiclandestinit. Crisi definitiva del movimento operaio; scomparvero
scioperi e sindacati, diminuirono i salari. La politica fascista in economia mirava a ridare libert dazione alliniziativa privata. Ad
es il servizio telefono venne privatizzato, fu abolito il monopolio statale sulle assicurazione sulla vita. Si cerc di contenere la
spesa pubblica attuando dei licenziamenti. Venne attuata una politica di privatizzazione e liberista. pareggio del bilancio entro il
1925, anche se il merito era ancora degli ultimi governi liberali. Il governo di Mussolini fu appoggiato dalla Chiesa e Mussolini se
lo garant anche con la riforma Gentile, che andava incontro ai desideri del clero in ambito dellistruzione. La prima vittima
dell'avvicinamento Chiesa e fascismo fu il partito popolare. Mussolini impose le dimissioni dei ministri popolari. Per avere una
maggioranza pi forte, Mussolini istitu la legge elettorale maggioritaria (che avvantaggiava la lista che avesse ottenuto la
maggioranza relativa assegnandole i 2/3 dei seggi disponibili). Molti liberali e alcuni cattolici accettarono di candidarsi insieme ai
fascisti nelle liste nazionali. Le forze antifasciste erano troppo divise, ed erano di fatto gi condannate alla sconfitta. Le elezioni
del 6 aprile 1924 videro il trionfo del fascismo anche senza l'uso della legge maggioritaria. Nonostante fosse avvantaggiato
durante la campagna elettorale e le votazioni i fascisti usarono violenza contro gli avversari.
16.10 Il delitto Matteotti e lAventino. Mussolini usc rafforzatissimo dalle elezioni. Dopo 2 mesi dalle elezioni un gruppo di
squadristi uccise Giacomo Matteotti (segretario del Partito socialista unitario) il 10 giugno 1924. Proprio egli pochi giorni prima di
morire aveva lanciato uninvettiva contro il fascismo denunciandone le violenze e i crimini e aveva contestato la validit dei
risultati elettorali. Opinione pubblica scossa e il fascismo fu isolato allimprovviso. Tutto ledificio del regime parve per un attimo
sul punto di crollare. Lopposizione era debolissima, tutto quello che fece fu la cosiddetta secessione dellAventino, cio si
astennero cio dai lavori parlamentari attendendo il ritorno della legalit democratica. Gli aventiniani speravano in un intervento
del re e in un indebolimento della maggioranza: ma niente. Mussolini accett di dimettersi da ministro degli Interni e di
sacrificare alcuni suoi collaboratori pi coinvolti nell'affare Matteotti. Londata antifascista riflu in fretta. 3 gennaio 1925: ci fu una
svolta autoritaria, Mussolini con un discorso alle Camere minacci apertamente di usare la forza contro le opposizioni. Nei giorni
successivi infatti vi furono arresti, perquisizioni e sequestri contro partiti di opposizione e organi di stampa.
16.11 La dittatura a viso aperto. Se il Manifesto degli intellettuali del fascismo raccolse alcune menti tra cui Giovanni Gentile,
quello antifascista nacque per iniziativa di Benedetto Croce. Loccupazione fascista dello Stato proseguiva; allopposizione non
restava alcuno spazio di libert. Alla fascistizzazione della stampa italiana segu un colpo fatale ai sindacati, con il patto di
Palazzo Vidoni, con cui la Confindustria si impegnava a riconoscere la rappresentanza dei lavoratori ai soli sindacati fascisti. Il
govern promulg delle leggi fascistissime: rafforzamento del potere del capo del governo; legge sindacale che proibiva lo
sciopero e che solo i sindacati fascisti avevano il diritto di stipulare contratti collettivi; una raffica di provvedimenti repressivi
segu ai tentati attentati alla vita di Mussolini. I partiti antifascisti furono sciolti, i deputati aventiniani furono dichiarati decaduti e
fu reintrodotta la pena di morte per chi commetteva reati contro la sicurezza dello Stato. Nacque il Tribunale speciale per la
difesa dello Stato, i cui giudici per erano ufficiali dellesercito e della Milizia. Legge elettorale 1928: sistema della lista unica con
tanti candidati quanti erano i seggi da occupare (gli elettori potevano approvarla o respingerla in blocco) e la
costituzionalizzazione del Gran consiglio del fascismo, che divenne organo dello Stato. Il regime era completo (e diverso da
quelli del passato perch non solo voleva dominare le masse, ma anche inquadrarle nelle sue ideologie), le decisioni importanti
erano concentrate nelle mani di un solo uomo. Lo Stato liberale morto e sepolto.
17. La grande crisi: economia e societ negli anni 30.
17.1 Crisi e trasformazione. Anni 20: ripresa per tutta lEuropa, apparente stabilit e diffusa prosperit; ma un taglio netto con
tutto ci lo diede la grande crisi del 1929 che scoppi negli USA, evento di portata storica; evento periodizzante che modific i
destini del mondo, catalizz procedimenti gi in atto e acceler la storia. Le trasformazioni degli anni '30 consistono
nell'affermarsi del capitalismo diretto, lo sviluppo di mezzi di comunicazione di massa, crescita di classe medie
17.2 Gli anni delleuforia: gli Stati Uniti prima della crisi. Durante la guerra, gli USA erano non solo il 1 paese produttori ,
ma anche primi esportatori di capitali (prestiti a buona parte dell'Europa), con il dollaro una moneta fortissima. Dal 1921 per gli
USA inizi un grande periodo di prosperit, anche grazie al boom industriale (PIL aumenta del 25%); per il numero degli
occupati nell'industria cal a causa della disoccupazione tecnologica. Aumentava invece l'occupazione nel settore dei servizi.
Numerosi mutamenti nella vita quotidiana della gente: 1 automobile ogni 5 abitanti (Europa 1 a 83), elettrodomestici diffusissimi .
Negli anni '20 ci fu legemonia repubblicana, e una rigida politica liberista, che favor liniziativa privata, le grandi corporations,
ridusse le imposte dirette, senza preoccuparsi delle classi pi povere. Infatti si pensava che l'accumulazione della ricchezza
privata costituisse la miglior garanzia di prosperit. Enormi squilibri sociali: specie gli operai comuni e quelli di colore erano
svantaggiati rispetto agli altri. Inoltre ci fu un ondata di conservatorismo ideologico: legge limitative dellimmigrazione, razzismo e
cattolici ed ebrei venivano guardati con diffidenza, discriminazione contro i neri, e nel Sud diffusione impressionante della setta
razzista Ku Klux Klan. Proibizionismo: divieto di fabbricare e vendere bevande alcoliche perch l'ubriachezza era ritenuta un
vizio tipico di neri e proletari in genere. Tuttavia vi era ottimismo tra la borghesia americana, Wall Street lavorava
freneticamente, anche se appoggiandosi per lo pi su attivit speculative; in realt lespansione americana era problematica: i
beni di consumo durevoli saturavano il mercato, mentre il settore agricolo attraversava una crisi durissima. Fu allora che si
tentarono di penetrare con le esportazioni nel resto del mondo: da allora tra Europa e America vi fu un legame di
interdipendenza economica, perch l'espansione americana finanziava la ripresa europea. L'Europa alimentava con le sue
importazioni lo sviluppo degli USA. Ma tutto ci si poteva per sfaldare da un secondo allaltro, perch i crediti statunitensi
all'estero erano generalmente erogati da banche private e dunque legati a calcoli di profitto. Quando meno investimenti giunsero
da noi, ci si ripercosse sullindustria USA crisi del 1929.
17.3 Il grande collo del 1929. Il crollo di Wall Street mise alla luce tutti gli squilibri dellespansione. Tra il 24 e il 29 ottobre vi
fu una grande corsa alla vendite, che fece precipitare il valore dei titoli, facendo volatilizzare intere fortune (ci furono diversi
suicidi). Pur avendo colpito i ricchi e i benestanti, il crollo arriv a toccare tutta leconomia americana e da l quella mondiale; il
vero problema arriv quando gli USA per difendersi smisero di inviare capitali allestero e inasprirono il protezionismo. Tra il
1929 e 1932 il commercio mondiale cal del 60%. La recessione dilag con la significativa eccezione dellURSS. 14 milioni di
dissocupati in USA, 15 in Europa. Industrie e negozi chiudevano. Agricoltura non aveva mercato di sbocco. Disastro economico
che in alcuni paesi port un senso di sfiducia che poi avrebbe attuato un mutamento politico.
17.4 La crisi in Europa. In Europa tra laltro entr in crisi anche il sistema finanziario (le banche crollarono in Germania e

Austria), con una conseguente crisi monetaria. Molto capitale inglese era investito in quei paesi. Le banche inglesi dovettero far
fronte a un precipitoso ritiro dei capitali stranieri ed a richieste di conversione della sterlina in oro. Esaurite le riserve aurifere, fin
la convertibilit e ci fu la svalutazione della sterlina. Molti paesi sospesero la convertibilit e ci fu la svalutazione della moneta.
Ma la crisi ebbe effetti cos negativi e duraturi anche perch i politici non sapevano come gestirla, e usavano i vecchi mezzi,
come il pareggio del bilancio, facendo tagli alla spesa pubblica e mettendo nuove tasse. Politiche di austerit che per non
fecero che ridurre ulteriormente la domanda interna, aggravando il tutto. Dal 1933 qualche miglioramento, ma in realt si usc
dalla crisi economica solo col riarmo e lcon la guerra. La crisi in Germania fu particolarmente forte, a causa del legame
strettissimo della sua economia con quella americana: governo Spd in crisi. Nel 1930 arriv al governo il Centro cattolico con
Brning politica di sacrifici, anche per mostrare al mondo la severit delle sanzioni nel 1932 le riparazioni furono abbassate
e il pagamento fermato per tre anni, ma tali politiche avevano creato sei milioni di disoccupati ne approfittarono i
nazionalsocialisti. In Francia la crisi arriv tardi e dur di pi, perch Parigi tent a lungo di difendere il franco, invece che
svalutarlo (fu fatto solo nel 1937). Instabilit politica: diciassette governi tra il 29 e il 36. GB: ministero laburista Mac Donald
fronteggi la crisi tagliando i sussidi ai disoccupati. Con lopposizione delle Trade Unions, Mac Donald le moll e fece una
coalizione con liberali e conservatori svalutazioni e politiche che favorivano gli scambi allinterno del Commonwealth GB
usc dalla crisi prima degli altri Paesi.
17.5 Roosevelt e il New Deal. Elezioni presidenziali 1932: Hoover sconfitto dal democratico F.D. Roosevelt. Pur non avendo
un programma ben definito Roosevelt era popolarissimo, perch ispirava fiducia (chiacchierate al caminetto famosissime e
amatissime). Allinsediamento egli parl di un New Deal che voleva avviare nella politica economica e sociale: un nuovo stile di
governo che avrebbe visto gi nei primi cento giorni un intervento dello Stato nei processi economici e nelle riforme sociali.
Allinizio furono stabilite le terapie durto per bloccare il grosso dei danni: ristabilimento sistema creditizio, svalutazione dollaro,
aumento sussidi. Inoltre il governo utilizz nuovi strumenti dinterventi: Aaa, Agricultural Adjustament Act, che voleva limitare la
sovrapproduzione agricola; Nira, National Industrial Recovery Act, stabiliva codici comportamentali per evitare la concorrenza
troppo accanita tra imprese e tutelava i lavoratori; istituzione del TVA, Tennessee Valley Authority, per sfruttare le risorse
idroelettriche del bacino del Tennessee, producendo energia a buon mercato. Ma a parte la TVA gli altri progetti furono lenti a
partire e diedero mediocri risultati. A questo punto il governo potenzi l'iniziativa statale varando vasti programmi di lavoro
pubblici e aumentando la spesa pubblica e vasti programmi di opere pubbliche (per limitare disoccupazione). 1935: riforma
fiscale, legge sulla sicurezza sociale, che garant alla maggior parte dei lavoratori la pensione e riorganizz l'assistenza statale a
favore dei bisognosi. Inoltre favor l'attivit sindacale e tutel i diritti dei lavoratori. Roosevelt si garant cos lappoggio sindacale,
in un periodo di grandi tensioni sociali. Lopposizione rooseveltiana era notevole (persino la Corte Suprema cerc di bloccare le
riforme), ma la sua vittoria schiacciante alle elezioni del 1936 la zitt. Il New Deal dimostr che a volte lintervento statale
indispensabile, per nonostante ci riusc a ridare slancio alliniziativa economica dei privati.
17.6 Il nuovo ruolo dello Stato. Sia in Europa che negli USA prima della crisi lintervento statale era visto come sporadico e
limitato ad alcune specifiche situazioni; dalla crisi del 1929 allo Stato spettarono nuovi oneri, non solo controllo e sostegno
esterno ma Stato divenne un soggetto attivo dellespansione economica. La grande trasformazione degli anni 30 dal
capitalismo liberale si pass al capitalismo diretto, che limitava in alcuni casi le scelte dei privati. Realt analizzata nel 1936 da
John Maynard Keynes, gi critico sullosservanza dogmatica del liberismo. Stabil una serie di correttivi allinstabilit capitalista,
senza mai spostarsi su soluzioni socialiste. Per da solo il capitalismo non era in grado di creare equilibrio. Secondo lui allo
Stato spettava aumentare la spesa pubblica per accrescere la domanda effettiva. Quindi andava abbandonato il mito del
bilancio in pareggio. Fu di grande ispirazione per le politiche economiche del New Deal rooseveltiano.
17.7 I nuovi consumi. Nonostante dopo il 1929 ci fu un processo di impoverimento nacquero nuove abitudini di consumo e
nuovi modelli di vita urbanizzazione, anche a causa della crisi del settore agricolo e nonostante le teorie ruralistiche. Quindi
sviluppo del settore edilizio case sempre migliori e pi vivibili, nelle periferie e nei centri mezzi pubblici (tram elettrici e
autobus). I salari reali di chi aveva mantenuto il lavoro nonostante la crisi non scesero il crollo dei prezzi agricoli permetteva
loro di consumare nuovi beni, quelli del cosiddetto consumo di massa, che si era affermato in USA nei 20 e in Europa arriv
dieci anni dopo in piena depressione. Apparivano anche in Europa le prime vetture popolari, come la Volkswagen in Germania
o la Topolino in Italia. Anche luso di elettrodomestici (ferro da stiro, cucina a gas, radio, scaldabagni, frigoriferi) andava via via
estendendosi.
17.8 Le comunicazioni di massa. Grande successo ebbero la radio e il cinema, che divennero ben presto elementi
caratteristici della societ di massa; la radio costava poco e non necessitava di manutenzione, divenne popolare con la guerra,
quando si trasform in un mezzo per comunicare con un gran numero di persone; boom degli apparecchi, specie in USA, a
partire dal 1920, anno di inizio anche delle prime trasmissioni (in UK ad esempio gestite o su modello della BBC). Tempo libero
occupato dalla radio, nel periodo in cui i quotidiani subirono un calo notevole (nacquero cos le riviste illustrate, come Life).
Anni di affermazione della radio, un mezzo utilissimo, uninvenzione epocale; anche il cinema si svilupp in quegli anni; verso
la fine dei Venti arriv il sonoro, e con esso anche il divismo di massa. Inoltre attraverso il cinema si potevano divulgare anche
messaggi ideologici. Inoltre nelle sale cinematografiche venivano proiettati i cinegiornali. Radio e cinema erano mezzi di svago,
di informazione ma anche di propaganda (cinegiornali). Furono soprattutto i regimi autoritari a sfruttare appieno i nuovi mezzi di
comunicazione.
17.9 La scienza e la guerra. Negli anni 20 e 30 vennero fatte alcune scoperte scientifiche destinate a segnare la storia futura:
anzitutto quella dellenergia nucleare (che avrebbe portato qualche anno pi tardi alla costruzione della bomba atomica). Sul
piano delle applicazioni belliche della scienza, sono da ricordare i grandi sviluppi dellaeronautica. Arma aerea sempre pi
minacciosa. Prime imprese aeree, come le trasvolate atlantiche anche laviazione civile avanz timidamente in quegli anni.
17.10 La cultura della crisi. Nella cultura europea si accentuarono allora i fenomeni di disgregazione e di perdita dellunit,
tanto che nessuna delle correnti del periodo pu essere assunta, da sola, come particolarmente rappresentativa. I maggiori
personaggi di allora, come Picasso ad esempio, non facevano parte di nessuna avanguardia. Ai movimenti gi affermatisi prima
della grande guerra (astrattismo, cubismo, futurismo, espressionismo) SE NE AGGIUNSERO ALTRE COME IL SURREALISMO
Il romanzo borghese entr in crisi. Cera una ricerca, a volte folle e delirante, di nuovi modi di esprimersi. Furono anni, per gli
intellettuali, di grandi contrapposizioni ideologiche (liberalismo-comunismo, democrazia-fascismo) e di impegno politico (essi
erano chiamati ad appoggiare apertamente certe idee e affermazioni). Lemigrazione degli intellettuali tedeschi durante il
nazismo, dopo quelli russi sotto lo stalinismo, provoc un impoverimento culturale dellEuropa, a favore degli Stati Uniti.

18. Let dei totalitarismi.


18.1 Leclissi della democrazia. Anni 30: periodo pi buio per la democrazia, per la quale non si aveva pi alcuna fiducia. Si
aspettava soltanto lavvento di qualche dittatura, mano a mano che esse si facevano largo in molti paesi, poveri o ricchi che
fossero. Questi regimi fascisti si facevano portatori di una rivoluzione allinizio, e si proponevano di dare vita ad un nuovo ordine
politico e sociale. Sul piano dell'organizzazione politica, fascismo significa accentramento del potere, gerarchia rigida,
inquadramento delle masse, controllo sulla cultura e linformazione. Sul piano economico e sociale il fascismo proponeva una
iterza via tra capitalismo e comunismo, cosa che intrigava molto i ceti medi, che diedero al fascismo unampia base sociale,
riconoscendosi in esso. Ma in realt non ci fu nessuna terza via piuttosto ci fu la soppressione della libera dialettica sindacale.
Totalitarismo: volont di dominare una societ in modo totale fascismo, nazismo e stalinismo avevano capito profondamente
la societ di massa ed avevano imparato a servirsene per i loro scopi di propaganda.
18.2 La crisi della Repubblica di Weimar e lavvento del nazismo. Hitler nel novembre del 1923 venne arrestato per aver
tentato un colpo si stato a Monaco di Baviera. Hitler faceva parte del Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi o nazista, il
quale fino al 29 era un partiro minoritario e marginale a met tra un partito e unorganizzazione paramilitare, che usava la
violenza per i suoi fini e si serviva delle SA, cio reparti dassalto. Dopo il tentato golpe di Monaco, sullesempio di Mussolini,
Hitler volle dare unimmagine pi rispettabile al partitino programma nazista: denuncia trattato di Versailles, riunione di tutti i
tedeschi in una nuova grande Germania, discriminazione contro ebrei, fine del parlamentarismo corruttore. I progetti a lungo
termine erano contenuti nel Mein Kampf, testo sacro per i nazisti. Istanze antisemitiche e razziste (grossolana teoria
darwiniana di una razza ariana superiore). Per lui gli ariani erano i tedeschi, che un giorno avrebbero dominato il mondo: gli
ebrei erano un ostacolo, e simbolo della decadenza europea (responsabili dei misfatti del capitale finanziario e di quelli el
bolscevismo). Bisognava prima sbarazzarsi di loro e degli altri nemici interni; e poi, una volta rifatta lunit in uno Stato nuovo, i
tedeschi si sarebbero dovuti ribellare a Versailles ed espandersi ad est, a scapito degli slavi considerati anch'essi inferiori. Simili
teorie non ebbero seguito fino allavvento della grande crisi, che radicalizz la lotta politica, visto che la gente non credeva pi
nella repubblica. A sinistra, spostamento verso bolscevismo e speranza di una rivoluzione; a destra, le forze conservatrici
scontente dello status quo appoggiarono gli eversivi, tra cui i nazisti. Ladesione al nazismo conveniva a molti, dando protezione,
supporto, capri espiatori, prospettive esaltanti per la patria, senso di potenza. Nelle elezioni del 1930 i nazisti ebbero
unimpennata incredibile, mentre i partiti moderati e democratici (come la Spd, cattolici, etc) venivano esclusi dal gioco
politico. Forze antisistema trionfarono. Nel 1932 la crisi fu allapice; produzione industriale si era dimezzata in 4 anni e la met
dei tedeschi era disoccupata. Violenza politica ovunque: scontri tra nazisti e comunisti. Crisi di governo e continua crescita del
partito nazista. Hindenburg venne rieletto (anche perch i democratici non volevano Hitler presidente), ma subito dopo cedette
alle pressioni e conged Brning. Seguirono i fallimentari governi Papen e Schleicher. Elezioni 1932: nazismo era il primo partito
tedesco senza cui non era possibile governare. 30 gennaio 1933: Hitler fu convocato dal presidente della Repubblica e accett
di divenire capo del governo, leader di un partito che rappresentava 1/3 del Paese.
18.3 Il consolidamento del potere di Hitler. In pochi mesi Hitler riusc ad imporre un potere totalitario. La prima stretta
repressiva: contro i comunisti, dopo lincendio del Reichstag (parlamento nazionale) di cui erano stati accusati. Partito comunista
venne dichiarato fuori legge, e vennero eseguite spedizioni punitive. Alle elezioni del marzo 33 il nazismo non ottenne la
maggioranza assoluta (ebbe il 44%), poteva avere unampia base parlamentare, ma Hitler gi mirava all'abolizione del
Parlamento. Il Reichstag approv una legge suicida che attribuiva al governo (Hitler) pieni poteri, compreso quello di legiferare e
quello di modificare la costituzione. Nel giugno venne abolita la Spd perch accusata di alto tradimento e di conseguenza cadde
il sistema sindacale e operaio tedesco. A luglio, Hitelr var una legge in cui proclamava che il Partino nazionalsocialista era
l'unico consentito in Germania; mentre a novembre la consultazione di tipo plebiscitario, a lista unica, fece registrare un 92% per
i nazisti. Annientate le opposizioni restavano due ostacoli: le SA, estremisti nazisti che non erano disposti a sottomettersi al
controllo dei poteri legali, e la destra conservatrice che chiedevano ad Hitler di frenare i rigurgiti estremisti e di tutelare le
tradizionali prerogative delle forze armate(ad esempio Hindenburg). Iniziando a creare le squadre di difesa, SS, Hitler decise il
colpo di mano contro le SA di Rhm, le assassin nella notte dei lunghi coltelli. Inoltre Hitler profitt dell'occasione per
eliminare altri elementi sgraditi, come l'ex cancelliere von Schleicher. In cambio della testa di Rohm, le forze armate
appoggiarono la candidatura di Hitler a capo dello Stato come successore di Hindenburg. Alla morte del maresciallo, nellagosto
34, Hitler si trov cos a coprire la duplice carica di Cancelliere e di Presidente. Ci significava che gli ufficiali erano obbligati a
prestare giuramento di fedelt a Hitler e quindi al nazismo. Fine autonomia dal potere politico per i generali tedeschi. Nel
febbraio del 1938 Hitler decise di assumere personalmente il comando supremo delle forze armate.
18.4 Il Terzo Reich. Cos sparivano le ultime tracce del sistema repubblicano e nasceva cos il Terzo Reich (il 3 impero) con a
capo il Fhrer, leader carismatico e in carica pressoch di ogni cosa, il quale aveva un rapporto diretto con il popolo. L'unico
tramite con le masse era costituito dal partito unico e da tutti gli organismo ad esso collegati come il Fronte del lavoro (che
sostituiva i disciolti sindacati oppure come il Hitlerjugend (organizzazioni giovanili). Obiettivo di queste organizzazioni era di fare
dei cittadini una compatta e disciplinata comunit di popolo, che ovviamente non comprendeva stranieri, non ariani e ebrei. Gli
ebrei tedeschi, circa 500.000, si concentravano nelle citt, e ricoprivano le zone medio-alte della scala sociale furono oggetto
di una durissima propaganda, sancita nel settembre 1935 dalle leggi di Norimberga, che tolsero agli ebrei la parit di diritti e il
divieto di matrimoni misti. Molti ebrei fuggirono, i pogrom contro di loro erano sempre pi violenti ed organizzati. Tra 8 e 9
novembre 1938 ci fu la notte dei cristalli, uno degli attacchi pi violenti e sanguinosi contro gli ebrei. Una volta iniziata la
guerra, Hitler avrebbe deciso per quella raccapricciante soluzione finale, deportazione e sterminio del popolo ebraico. La
difesa della razza era fondamentale nel nazismo, pi importante dello Stato stesso: sterminio o sterilizzazione per i portatori di
malattie ereditarie e la soppressione dei malati di mente perch considerati incurabili.
18.5 Repressione e consenso nel regime nazista. Lopposizione al nazismo fu sempre debolissima, ed esso sopravvisse
benissimo fino alla sua distruzione in guerra. Persino i cattolici accettarono il nazismo, dopo il suo accordo con la Chiesa
cattolica, un concordato firmato del 1933 con cui lo Stato prometteva di non interferire negli affari interni del clero. Marzo 1937:
intervenne con un enciclica Pio XI per fermare le politiche razzista hitleriane. Le chiese luterane, in maggioranza nel Paese, per
lo pi si conformarono alla nazificazione. Paradossalmente lopposizione era proprio conservatrice. Lapparato repressivo era
crudelissimo, per cui non stupisce pi di tanto il limitato dissenso: molte polizie (tra cui la Gestapo), campi di concentramento
per oppositori politici. Ma il consenso?! Sicuramente grazie ai successi in politica estera (abbattimento delle disposizioni di
Versailles) e alla ripresa produttiva, che in nel 38 torn ai livelli del 28, senza pi riparazioni da pagare, ma anche grazie ai
lavori pubblici (autostrade) e al calo della disoccupazione piena occupazione nel 39, alla vigilia della guerra. In qualche modo

in stile rooseveltiano, il nazismo tramite intervento pubblico cerc di rafforzare liniziativa privata accordo con grande industria
e grandi proprietari terrieri. Dal punto di vista delle industrie, lequilibrio fu sconvolto, i lavoratori persero ogni diritto contrattuale
guadagnando solo qualche concessione, come migliori servizi sociali e l'allontanamento dell'incubo della disoccupazione. Ma
c anche da dire che il nazismo fu in grado di toccare la gente nel profondo con miti e ideologia, sapendo anche sfruttare i
nuovi mezzi di comunicazione di massa. Utopia ruralista inculcata nel popolo; uomini sani e forti, guerrieri-contadini lontani dalle
malsane citt e dalle malattie della civilt industriale; controsenso, visto che poi il nazismo ha sempre sostenuto la grande
industria. Tale mito attecchiva perch si appoggiava agli antichi miti della terra e del sangue e al rimpianto per un passato
preindustriale dipinto in forme idilliache. Ma per questa crociata anti-moderna il regime si serv di mezzi modernissimi. Venne
istituito un ministero per la Propaganda, affidato allabile Goebbels. Gli intellettuali vennero inquadrati nel regime o costretti
lasciare il Paese. Tecniche di spettacolo feste e cerimonie pubbliche erano studiate come rappresentazioni teatrali, dalle
scenografie alle coreografia, tutto doveva essere perfetto per questi sacri momenti magici. Esempio erano le cattedrali di luce.
18.6 Il contagio autoritario. Con la fine della Prima Guerra Mondiale (anni 20) i regimi liberali europei entrarono in crisi; il virus
autoritario arriv s in Italia, ma si diffuse anche nel resto del continente, a partire dallest; Ungheria: lammiraglio Horthy impose
un regime conservatore e abol le libert politiche e sindacali. Nel 1926 in Polonia lex socialista Pilsudski organizz una marcia
su Varsavia per instaurare un regime. Anche negli Stati balcanici continuarono a nascere autoritarismi o ad entrare in crisi
liberal-democrazie ancora un po grezze: Grecia, Bulgaria e Jugoslavia, anche se questultima aveva il grande problema delle
rivalit tra le varie etnie. Non erano veri e propri fascismi ma regimi autoritari di tipo tradizionale, sostenuti dall'esercito e dai
gruppi conservatori, simili a quelli che si formarono nello stesso periodo nelle penisola iberica. Il generale Miguel Primo de
Rivera con l'appoggio del sovrano Alfonso XIII nel 1923 attu un colpo di Stato in Spagna. Nel 1930, dopo 7 anni di governo
semidittatoriale fu costretto alle dimissioni di fronte alle masse in rivolta , mentre lanno successivo la vittoria repubblicana alle
elezioni spinse il re a lasciare il paese. Nel 1926 in Portogallo i militari interruppero l'esperienza di una democrazia
parlamentare Antnio Salazar, il cui regime clericale e corporativo si sarebbe rivelato stabilissimo per mezzo secolo. A partire
dalla vittoria hitleriana, tutta lEuropa centro-orientale fu infestata da movimenti ispirati al nazismo (Croci fracciate o le Guardie di
ferro) e in molti casi da altri regimi autoritari e di nuove dittature di stampo monarchico-fascista (Romania e Grecia). Persino in
Austria nacque un regime di ispirazione clericale e corporativa simile al fascismo e il Partito socialdemocratico venne messo
fuori legge.
18.7 LUnione Sovietica e lindustrializzazione forzata. Mentre lOccidente conosceva il fascismo e la crisi economica,
lURSS era la patria dellantifascismo, e non era minimamente toccata dalla recessione grazie al suo isolamento economico.
Anzi stava attuando un colossale sforzo di industrializzazione. Tra il 27 e il 28 Stalin decise di abbandonare la Nep in favore di
un piano massiccio di industrializzazione che avrebbe fatto dellURSS una potenza militare lo Stato dovette quindi assumere il
totale controllo dei processi economici. Primo ostacolo alleconomia collettivizzata e industrializzata erano i kulaki, i quali erano
accusati di arricchirsi alle spalle del popolo e di affamare la citt non consegnando allo Stao la quota di prodotto dovuta.
sconfitta lopposizione guidata da Bucharin (convinto teorico della Nep), Stalin diede il via alla collettivizzazione forzata del
settore agricolo, e alla dekulakizzazione. Tra il 1929 e il 1933 ci fu una vera e propria rivoluzione dallalto nelle campagne, i
kukaki fulono eliminati sia come classe che come persone fisiche, i contadini furono costretti a trasferirsi nelle fattorie collettive
(kolchoz), mentre chiunque si opponesse veniva deportato in Siberia. Ma la resistenza contadina, sommata allinefficienza del
programma, causarono una terribile carestia (1933). Solo nella seconda met del decennio la produzione agricola super i livelli
Nep. Ma il vero obiettivo era non tanto quello di aumentare la produzione agricola, quanto a favorire lindustrializzazione del
Paese. risultati notevoli con il primo piano quinquennale, del 28. 1932: 5 milioni di operai e una crescita produttiva del 50%;
col secondo piano quinquennale, 1933-37, la produzione crebbe del 120% e gli operai divennero 10 milioni. Ritmi di crescita mai
visti prima. Gli operai furono convinti a fare sacrifici dalle convincenti ideologie staliniane, che premiavano limpegno e si
mescolavano anche ad un certo patriottismo; aveva presa sulle masse lavoratrici. Chi produceva di pi veniva premiato
materialmente e moralmente con onorificenze (eroe del lavoro). Nacque lo stacanovismo (da Aleksej Stachanov che era riuscito
ad estrarre un quantitativo di carbone ben 14 volte la media)), celebrato anche da giornali e cinema. Il mondo lURSS era
ammirato per questa impresa epica, ma i costi umani e politici dei piani non si conoscevano affatto. Nelle campagna era una
tragedia. Il potere assoluto di Stalin cresceva.
18.8 Lo stalinismo. Stalin, alla stregua di Hitler, divenne il capo carismatico, prosecutore del lavoro di Lenin, era diventato il
padre e la guida infallibile del suo popolo. Depositario della dottrina marxista-leninista, dettava anche le direttive della cultura. Vi
era censura e controllo sulla propaganda. La letteratura, il cinema, la musica e le arti figurative dovevano avere una funzione
propagandistica-pedagogica che doveva rientrare nei canoni del cosiddetto realismo socialista, cio la sola realt sovietica. Fu
riscritta la storia in modo da esaltare il ruolo di Stalin e sminuire quello di Trotzkij. Stalinismo di difficile interpretazione: per
alcuni unanomalia di destra nella rivoluzione, per altri una ovvia conseguenza del leninismo e del bolscevismo, per altri una
forma nuova di dispotismo industriale, per altri semplice e naturale eredit del centralismo zarista. Stalin port agli eccessi
alcune teoria di Lenin, conducendole con arbitrio e spietatezza. Stermin i suoi rivali politici, e con loro chiunque fosse
sospettato di deviazionismo. Macchina del terrore 1934: iniziarono le grandi purghe staliniane, era una gigantesca
repressione poliziesca. Arcipelago Gulag, amministrazione dei lager in cui furono mandati i dissidenti. Processi arbitrari.
Vennero uccisi anche i pi vicini a Stalin, vittime di una macchina da loro stessi creata. Trotzkij venne freddato da un sicario di
Stalin in Messico, nel 1940. la repressione non risparmi nessun settore della societ. Secondo certe stime, tra il 28 e il 39 le
vittime dello stalinismo sarebbero 10-11 milioni. Gli echi in Occidente ci furono, ma per svariati motivi non si fece nulla (lURSS
era troppo prezioso prezioso per la lotta antifascista,; non vi erano reali informazioni su ci che sta avvenendo; pregiudizi
ideologici come quelli di origine giacobina, secondo cui una certa dose di terrore fosse una componente indispensabile di ogni
rivoluzione).
18.9 La crisi della sicurezza collettiva e i fronti popolari. Le prime iniziative hitleriane in politica estera furono il ritiro della
Germania dalla conferenza internazionale di Ginevra e poi dalla Societ delle Nazioni. La politica aggressiva tedesca destava
preoccupazione in Europa, anche nellItalia nonostante le affinit ideologiche e il comune atteggiamento revisionista (cio critico
dellassetto internazionale stabilito a Versailles). Quando fu assassinato il cancelliere austriaco Dollfuss da reparti infiltrati
nazisti, lItalia schier le sue truppe al confine italo-austriaco e Hitler che voleva unificare la Germania e l'Austria, ancora
impreparato per una guerra, dovette far marcia indietro. Alla conferenza di Stresa del 1935 Italia, Francia e GB condannarono il
riarmo tedesco (Hitler aveva intanto reinserito la coscrizione obbligatoria vietata dal trattato di Versailles), riaffermarono la
validit dei patti di Locarno e il loro interesse allindipendenza dellAustria. Pochi mesi dopo l'aggressione italiana all'Etiopia

avrebbe rotto il fronte di Stresa e dato avvio a un processo di riavvicinamento italo-tedesco. Nel 1935 Stalin dovette scendere in
campo e rompere il silenzio, viste le non troppo celate idee di Hitler riguardo la Russia: entr nella Societ delle Nazioni e
stipul unalleanza militare con la Francia. L'URSS nel VII congresso del Comintern (1935) dichiar il fascismo il primo e il
principale nemico. Era compito dei partiti comunisti cercare di creare ampi fronti popolari che raccogliessero tutti i governi e i
popoli intenzionati a combattere la minaccia fascista, anche quelli borghesi. LEuropa temeva il fascismo: in particolare la
Francia, nel febbraio 1934, vide lestrema destra organizzare una marcia sul Parlamento per protestare contro il governo
Daladier, ma venne fermata dalla polizia e osteggiata da manifestazioni con socialisti e comunisti insieme. Questo anticipava e
preparava l'Internazionale comunista in Francia e in altri paesi che avrebbe portato alla firma dei patti di unit dazione tra
socialisti e comunisti. Ci diede lillusione di una sinistra forte che potesse battere il fascismo, ma non fu cos. Nonostante la
politica di sicurezza collettiva lItalia attacc lEtiopia e la Germania invi truppe nella Renania smilitarizzata. Se non altro le
iniziative dei fronti popolari ridiedero unit e speranza ai movimenti operai. Addirittura il Fronte popolare vinse le elezioni in
Spagna e in Francia; qui fu la volta del governo Blum, primo governo socialista della storia francese gli operai iniziarono
proteste durissime che finirono con la firma degli accordi di Palazzo Matignon, (40 ore la settimana, e ferie, aumento dei salari).
Gli accordi di Palazzo Matignon crearono per notevoli difficolt all'economia francese, che non si era ancora ripresa dalla
grande depressione. L'improvviso aumento del costo del lavoro imped la competitivit dei prodotti dell'industria e innesc un
rapido processo inflazionistico che vanific in gran parte i vantaggi salariali ottenuti dai lavoratori. Ci fu la svalutazione del
franco. Blum nel 1937 si dimise. Il Fronte popolare ebbe vita breve.
18.10 La guerra civile in Spagna. Tra il 1936 e il 1939 la Spagna fu dilaniata dalla guerra civile. Aveva motivi interni, che per
finirono per peggiorare anche la situazione internazionale. Il Paese era stato traversato da tensioni politiche e sociali notevoli,
era molto arretrato e si trovava spaccato in due tra un ceto dominante reazionario e un proletariato vicino alle istanze anarcosindacaliste. Aristocrazia ancora forte. 1936: vittoria delle sinistre unita alla coalizione di Fronte popolare tensione esplode in
tutto il Paese. Le masse proletarie videro la vittoria come l'inizio di una rivoluzione sociale: collera popolare contro proprietari
terrieri e il clero cattolico. La classe dominante rispose con la repressione operata dalla Falange (gruppi fascisti). Le truppe
coloniali in Marocco furono il fulcro della ribellione. Le truppe ribelli guidate da Francisco Franco assunsero inizialmente il
controllo della Spagna occidentale, il governo repubblicano riusc a mantenere il controllo su Madrid e il Nord-est. Per i
franchismi furono aiutati parecchio da Italia e Germania (questa vi mand aerei, per testare la sua aviazione) aiuto fascista fu
determinante. Mentre la Repubblica non ottenne alcun appoggio dalle potenze democratiche. Lunica ad aiutare fu lURSS che
riforn il governo spagnolo di materiale bellico e fece s che si costituissero delle Brigate internazionali che raccogliessero
chiunque volesse combattere i fascisti (anche Hemingway, Orwell cerano). Tuttavia esse non erano sufficienti a fermare
lavanzata franchista. Mentre il caudillo (duce, condottiero) Franco guadagnava consensi e attuava lunit di tutte le destre sotto
un partito unico chiamato Falange nazionalista, il Fronte popolare perdeva terreno, anche a causa delle tensioni interne tra
anarchici e comunisti. Nel 1937 ci fu lo scontro di Barcellona, anarchici contro comunisti ed esercito repubblicano. Gli anarchico
e alcuni loro partiti scomparvero. Le divisioni nel fronte repubblicano contribuirono a far svanire il clima di entusiasmo popolare e
a facilitare l'offensiva delle forze nazionaliste. I franchisti nel 1938 riuscirono a spezzare in due il territorio controllato dai
repubblicani separando Madrid dalla Catalogna. Quando la Repubblica spagnola fu abbandonata da tutti, allinizio del 1939,
Madrid cadde. 500.000 morti in tutto il Paese. Guerra civile preludio del conflitto mondiale perch ne prefigur gli schieramenti
(URSS e democrazie contro gli Stati fascisti) e perch in Spagna furono adottati per la prima volta metodi e tecniche di guerra
(bombardamenti dei centri urbani, rappresaglie, rastrellamenti).
18.11 LEuropa verso la catastrofe. La politica estera hitleriana acceler il cammino verso la tragedia della guerra. GB e
Francia avevano un atteggiamento arrendevole; la Germania aveva ormai lamicizia dellItalia in seguito all'impesta etiopica e
all'avventura spagnola, e Hitler si vide abbastanza forte da iniziare il suo programma: riunificare tutta la Germania ed espandersi
ad est a danno della Russia. Il Fhrer sperava di poter evitare lo scontro con Fr e GB. Lo stesso Chamberlain, Primo Ministro
inglese, propose l appeasement nei confronti del Reich. Proponeva cio di dare a Hitler quello che voleva nei limiti del
ragionevole come risarcimento per Versailles, di ammansirlo. Lunico davvero contrario, insieme ad un altro po di conservatori,
era Winston Churchill, che voleva fermare la Germania a tutti i costi. La Francia in crisi viveva nellombra di Londra, non
prendeva posizione, avendo paura della Germania e domandandosi se valesse la pena di fare una guerra per difendere la
Russia comunista o i lontani alleati dell'Est europeo. Hitler aveva cos campo libero senza dover ricorrere all'uso delle armi. Il 1
successo di Hitler si ebbe nel marzo 1938: annessione dellAustria alla Germania. Stavolta Mussolini non si oppose, e altrettanto
fece Londra, che non si interessava di Vienna. Altra questione: i tedeschi sudeti residenti in Cecoslovacchia. Lo stato
cecoslovacco era legato da trattati di alleanza con la Francia e l'Urss. L'Urss per poteva intervenire solo se lo avesse la fatto la
Francia. Per quest'ultima, influenzata dal governo britannico, accontent Hitler. La regione dei Sudeti fu annessa al Terzo
Reich (accordi di Monaco, 38). La pace di Monaco era falsa, il conflitto alle porte; Hitler si sentiva forte e legittimato, perch Fr e
GB non erano pi credibili, con il loro comportamento permissivo e debole.
19. LItalia fascista.
19.1 Il totalitarismo imperfetto. LItalia era gi uno Stato totalitario nel 20 con le sue strutture giuridiche (partito unico, milizia,
sindacati di regime), e ben riconoscibile nelle sue manifestazioni esteriori (adunate di cittadini in uniforme, amplificazione
dell'immagine e della parola del capo, quando ancora in Germania il nazismo era una forza marginale. Caratteristica del regime
erano le 2 strutture e le 2 gerarchie parallele: quella dello Stato (impalcatura monarchica) e quella del partito. Il punto di
congiunzione fra le 2 strutture il Gran consiglio del fascismo. Mussolini era invece capo del governo e duce del fascismo, potere
supremo. Nel fascismo italiano, tuttavia, lo Stato continu sempre a prevalere sul partito (la Milizia non fu mai niente di simile
alle SS). Tuttavia il Partito fascista continu a dilatarsi e ad inserirsi nella societ civile ladesione al partito era una pratica di
massa, quasi una formalit burocratica per avere un posto nell'amministrazione statale. La fascistizzazione del paese fu anche
appoggiata dalle organizzazioni laterali del partito: lOpera nazionale dopolavoro (tempo libero dei lavoratori), il Comitato
olimpico nazionale (Coni) e le varie organizzazioni giovanili (i Fasci giovanili, i Gruppi universitari fascisti, lOpera nazionale
Balilla). L'ONB inquadrava tutti i giovani tra i 12 e i 18 anni con un indottrinamento ideologico, ed fisica e qualche rudimento di
istruzione premilitare e questi in base all'et venivano divisi in balilla e avanguardisti. I Figli della lupa erano quelli sotto i 12 anni.
Il progetto totalitario cera: il fascismo voleva occupare la societ e riplasmarla. Ma i risultati non sempre ci furono, anche a
causa del peso della Chiesa, che fu fin da subito un ostacolo Mussolini cercava laccordo dialogo portato avanti

segretamente che sfoci nel febbraio 1929 nei Patti lateranensi, comprendenti un trattato internazionale (Santa Sede
riconosceva lItalia con capitale Roma, mentre lo Stato italiano le riconosceva il Vaticano), una convenzione finanziaria (con cui
l'Italia si impegnava a pagare al papa una forte indennit a titolo di risarcimento per la perdita dello Stato pontifico) e un
concordato sui rapporti tra Stato e Chiesa (sacerdoti esonerati dal servizio militare, insegnamento religione, matrimonio religioso
veniva riconosciuto civilmente, le organizzazioni dipendenti dall'Azione cattolica potevano continuare a svolgere la propria
attivit, purch sotto il controllo delle gerarchie ecclesiastiche e al di fuori di ogni partito politico). Per il regime fascista i patti
lateranensi ebbero un effetto propagandistico. Prime elezioni plebiscitarie, marzo 1929: 98% di voti favorevoli. La Chiesa fu
favoritissima dai patti, perch in cambio di qualcosa che aveva gi perso da decenni (potere temporale) ebbe molta libert di
azione (ad esempio le organizzazione giovanili, che se non concorrenza rappresentavano unalternativa a quelle fasciste). Oltre
alla Chiesa Mussolini doveva fare i conti con la monarchia, che non gli era affatto subordinata. Il re era la pi alta carica, infatti a
lui spettavano il comando supremo delle forze armate, la scelta dei senatori e il diritto di nomina e revoca del capo del governo.
Nel momento in cui il regime fosse diventato debole, il re avrebbe avuto le carte migliori.
19.2 Il regime e il paese. Limmagine dellItalia del ventennio era quella di un paese molto fascistizzato. Mussolini riprodotto
ovunque, fascio littorio su ogni edificio, libro, etc, scritte guerriere sui muri, grandi mobilitazioni, sfilate degli scolari in camicia
nera Ma era vera questa immagine? Il Paese reale comera? Statisticamente, si scopre che lItalia continu a crescere
appena pi lentamente degli altri Paesi europei; dal 21 al 39 popolazione pass da 38 a 44 milioni, urbanizzazione,
diminuzione impiegati agricoltura. Nonostante ci era per un paese arretrato. Reddito medio italiano era la met di quello
francese, un terzo di quello inglese, un quarto di quello americano. Spendevano met delle entrate per mangiare,mangiava in
quantit inferiori rispetto ad un inglese o ad un americano. Anche i beni di consumo durevoli erano molto meno diffusi, dalle
auto alle radio ai telefoni. Tutto ci in realt ben si coniugava con il tradizionalismo fascista, con il ruralismo convinto
propagandato dal regime; credendo che la forza di un Paese risiede nel numero dei suoi abitanti, Mussolini incoraggi la
crescita demografica ( tasse sui celibi, assegni per le famiglie pi prolifere..) il regime era contrario allemancipazione
femminile, anche se anche le donne ebbero le loro organizzazioni facenti capo al fascismo (piccole italiane, giovani italiane,
massaie rurali) la cui funzione principale era di valorizzare le virt domestiche della donna, nel ribadirne l'immagine tradizionale
di angelo del focolare. Tuttavia il regime aveva contemporaneamente al suo tradizionalismo unutopia delluomo nuovo, di un
sistema totalitario moderno, in cui la popolazione era pronta a combattere per la grandezza nazionale ma ne rappresent un
ostacolo il ritardo economico e culturale del paese. Carta del lavoro non garantiva i lavoratori calo salari. Il consenso
maggiore fu raccolto tra la piccola e media borghesia, classe pi legata ai valori fascisti (nazione, gerarchia, ordine sociale) e
pi favoriti dalle scelte del regime.
19.3 Cultura, scuola, comunicazioni di massa. Dopo la riforma Gentile il fascismo cerc di fascistizzare ulteriormente la
scuola: controllo sugli insegnanti, testi unici, etc. Rispetto a elementari e medie luniversit rest molto pi autonoma: anche se
a tutti i docenti fu imposto il giuramento di fedelt al regime pena la perdita della cattedra.. Ladesione dellalta cultura vide molti
nomi illustri accanto al regime, da Marconi a Pirandello. Ma il controllo su di loro fu relativo; controllatissima era la cultura di
massa, e quindi i mezzi di comunicazione. Il controllo sulla stampa era capillare, ma non era solo censura: veniva indicato cosa
scrivere. Se ne occupava il duce in persona. La radio divenne un mezzo di comunicazione di massa, in Italia, dal 1935 in avanti;
prima era poco diffusa, poi il regime la install nelle scuole, ad esempio. Alle orecchie degli italiani arrivavano canzonette,
cronache del regime, notiziari politici, sceneggiati radiofonici, etc. Cinema, venivano censurati i film considerati sconvenienti, ma
non ne venivano prodotti di propagandistici: per questo cerano gi i cinegiornali dellIstituto Luce. I cinegiornali si rivelarono
degli efficacissimi strumenti.
19.4 Il fascismo e leconomia. La battaglia del grano e quota novanta. Il fascismo ritenne di aver trovato la terza via
nel corporativismo, di ispirazione in parte medievale in parte rivoluzionaria. Sarebbe stato una gestione diretta delleconomia da
parte delle categorie produttive, organizzate in corporazioni distinte per settori di attivit (fatti di lavoratori e di imprenditori).
Vennero istitute nel 1934, ma vennero attuate solo in parte. Qualcosa in economia il fascismo riusc a fare, ma mai con una
politica continuativa e coerente. 1922-25 adott una linea liberista e produttivista per incoraggiare l'iniziativa privata e allentando
i controlli statali, che per port inflazione. Svolta del 25 con lavvento al ministero delle Finanze di Volpi, che attu una politica
protezionistica, deflazionistica, di stabilizzazione monetaria. Maggiore intervento statale inasprimento dazi sui cereali,
accompagnato da una rumorosa campagna propagandistica, quella della battaglia del grano, il cui obiettivo era
lautosufficienza nel settore cerealicolo sia attraverso l'aumento della superficie coltivata a grano sia mediante l'impiego di
tecniche pi avanzate. Obiettivo in parte raggiunto: fine anni 30 la produzione raddoppiata. Per le vittime furono altri settori
come l'allevamento e il settore ortofrutticolo). La seconda battaglia fu quella per la rivalutazione della lira obiettivo di quota 90
(90 lire per una sterlina). In un anno, anche grazie ai massicci prestiti delle banche americane, lobiettivo fu raggiunto, ma a
spese dei lavoratori dipendenti perch gli vennero tagliati gli stipendi mercato interno favorito grazie agli sgravi fiscali e un
forte aumento delle commesse pubbliche, quello dellexport assolutamente no perch a causa del valore della lira erano poco
competitivi. In pi si accentu la concentrazione aziendale a favore delle grandi imprese.
19.5 Il fascismo e la grande crisi: lo Stato-imprenditore. La crisi del 1929 si fece sentire parecchio in Italia, anche se le
scelte del 1925 avevano gi iniziato a far crollare leconomia. Risposta del regime fu duplice: sviluppo dei lavori pubblici (come
Hitler e Roosevelt per rilanciare la produzione e attutire le tensioni sociali) e intervento dello Stato a sostegno dei settori in
difficolt. Nuove strade e ferrovie, nuovi edifici pubblici, risanamento di Roma, bonifica dellAgro Pontino un vasto territorio
incolto perch paludoso e malarico. In meno di tre anni furono bonificate le Paludi Pontine, altro successo propagandistico.
Nacquero nuovi poderi e centri urbani (Littoria e Sabaudia). Le banche stavano attraversando poi una fase di crisi nera, erano
molto esposte per salvarle dal fallimento venne creato nel 1931 lImi, Istituto mobiliare italiano, con il compito di sostituire le
banche nel sostegno all'industrie in crisi, e 2 anni dopo nel 1933 venne creato lIri, Istituto per la ricostruzione industriale, che
divenne principale azionista delle banche e assunse cos il possesso di molte grandi aziende, come la Terni o lAnsaldo, poi mai
pi riprivatizzate come invece doveva accaedere e l'Iri divent un ente permanente. Era uno Stato-imprenditore, che aiut molti
gruppi a risollevarsi e fu di fatto accolto con gioia dalle aziende. Leconomia non era fascistizzata: per le consulenze e i progetti
Mussolini si appoggiava a tecnici puri, non a membri del partito burocrazia parallela, importantissima nel dopo-regime. Uscita
dalla crisi prima di altri cio negli anni '30, lItalia non seppe sfruttare questa sua posizione: Mussolini inizi uan politica di
dispendiose imprese militari, sottraendo risorse ai consumi e agli investimenti produttivi e accentuando l'isolamento econimico
del paese.
19.6 Limperialismo fascista e limpresa etiopica. Il nazionalismo non aveva sbocchi: lItalia non aveva rivendicazioni

territoriali, perch era uscita vincitrice dalla guerra completando lunificazione e aveva risolto la questione adriatica. Inizialmente
il fascismo si limit ad appoggiare le velleit revisioniste di chi non accettava lassetto di Versailles (come Ungheria e Austria).
LItalia proletaria si opponeva alle ideologie delle potenze plutocratiche che avevano dettato legge dopo il primo conflitto
mondiale: nonostante le tensioni con la Francia, Mussolini fu presente a Stresa con UK e Francia per denunciare il riarmo
tedesco. Fu lultimo accordo con le democrazie, perch il regime stava gi preparando lattacco allImpero etiopico. Mussolini
voleva limpresa imperialista per vendicare Adua e dimostrare di poter avere successo, ma in realt per distogliere lattenzione
interna dalla crisi economica. Parigi e Londra in teorie disposte a lasciar fare Mussolini, non potevano permetterlo a causa della
loro opinione pubblica. 1935: attacco senza dichiarazione di guerra allEtiopia sanzioni economiche, ben poco significative,
ma che accentuarono il contrasto Italia-potenze democratiche. Mussolini riusc a mobilitare le masse, facendo passare lItalia
per il paese bistrattato cui le grandi potenze coloniali impedivano di ottenere un posto al sole il paese fu percorso da un
ondata di imperialismo popolaresco. Guerra con tinte razziste, e apparentemente umanitarie per liberare la popolazione etiopica
da un regime corrotto e schiavista. Il negus Selassi guid per sette mesi gli etiopici, ma nel 1936 Badoglio entrava ad Addis
Abeba Mussolini proclam la vittoria e offr al sovrano la corona di imperatore d'Etiopia. Se economicante limpresa fu folle,
politicamente fu un successo clamoroso per il regime, in grado di imporsi al volere delle grandi potenze e fare dellItalia un
Impero. Sanzioni ritirate, ma in realt lItalia non avrebbe vinto uno scontro con una potenza. Dopo limpresa in Etiopia lItalia si
riavvicin alla Germania; fu firmato un patto di amicizia che prese il nome di Asse Roma-Berlino, che, sommato al Patto
anticomintern, subordin lItalia alla Germania, quando Mussolini voleva solo ottenere pi vantaggi coloniali facendo pressione
sulle potenze occidentali; invece fin per essere condizionato da Hitler, e nel 1939 firm il patto dacciaio, che legava
definitivamente le sorti dell'Italia a quella dello Stato nazista.
19.7 LItalia antifascista. In Italia la maggioranza degli antifascisti soprattutto ex popolari e liberali restarono in una
posizione di silenzione opposizione (Benedetto Croce era per loro un punto di riferimento). I comunisti invece si impegnarono,
bench con scarsi risultati, clandestinamente diffusero opuscoli, giornali e volantini di propaganda, a infiltrare suoi uomini nei
sindacati e nelle organizzazioni giovanili fasciste; sulla stessa linea si mosse il gruppo di Giustizia e Libert, di indirizzo liberalsocialista. Gli altri gruppi in esilio allestero (socialisti, repubblicani, democratici, federati nel 1927 nella Concentrazione
antifascista allestero gi da anni stavano personalit eminenti come Turati, Treves, Nenni e Saragat) svolsero soprattutto
unopera di elaborazione politica in vista di una sconfitta del regime che lantifascismo non era in grado di provocare. I comunisti
anche erano presenti allestero, ma Togliatti, il loro leader, era un pezzo grosso del Comintern, quindi seguiva chiaramente le
direttive di Mosca: non inser mai il Pci nella concentrazione antifascista, nonostante molti fossero contrari. Gramsci lo era, nei
suoi Quaderni del carcere, che per non furono pubblicati che dopo la guerra. Le idee di chi la pensava diversamente
restarono sconosciute ai militanti. Nonostante queste debolezze, limportanza dellantifascismo risiedette nella funzione di
testimonianza e di preparazione dei quadri e delle piattaforme politiche della futura Italia democratica.
19.8 Apogeo e declino del regime fascista. Lapice del consenso al fascismo si ebbe con limpresa etiopica, dopo la quale
inizi ad incrinarsi la fiducia nei confronti del regime. Mussolini decise di adottare la politica dell autarchia finalizzata
allobiettivo dellautosufficienza economica in caso di guerra ottenne solo parziali successi e provocando un aumento dei
prezzi suscit un diffuso malcontento. Inoltre molte risorse furono impiegate per spegnere gli ultimi focolai in Etiopia e nella
guerra civile spagnola. La politica estera di Mussolini e Ciano era un altro problema: era impopolare lamicizia con la Germania
nazista. Il duce prevedeva un futuro di guerre e conquiste per lItalia, che doveva diventare un paese di guerrieri
totalizzazione: istituzione Camera dei fasci e delle corporazioni, e altri cambiamenti (passo romano, etc). La politica
discriminatoria nei confronti degli ebrei (ricalcando quelle naziste) suscit timori e dissensi nella maggioranza della popolazione.
Queste leggi discriminatorie crearono un contrasto con la Chiesa. Solo tra i giovani il disegno totalizzante mussoliniano ebbe
successo anche perch erano cresciuti nelle organizzazioni del regime fascista. Per con lo scoppio del conflitto e con i primi
rovesci bellici, il fascismo perse anche il sostegno dei giovani, i quali divenuti nel frattempo soldati e ufficiali videro in prima
persona il fallimento del governo nel prepararsi alla guerra
21. La seconda guerra mondiale.
21.1 Le origini e le responsabilit. A Monaco era stata negoziata una falsa pace tra Hitler e le forze democratiche; il mondo
si trov ben presto coinvolto in un nuovo conflitto, la cui responsabilit della Germania nazista per la sua politica di conquista e
di aggressione. Le democrazie occidentali si erano illuse a Monaco che a Hitler bastassero i Sudeti, ma nel marzo 39 g il Fhrer
occup la Boemia e la Moravia, ovvero la parte pi grossa della Cecoslovacchia. Fu la svolta; Gran Bretagna e Francia,
abbandonato lappeasement, cercarono di stipulare pi alleanze militari possibili: Grecia, Turchia, Romania, Belgio, Olanda, ma
soprattutto Polonia la quale costituiva il 1 obiettivo delle mire espansionistiche tedesche. Hitler stava rivendicando il possesso
di Danzica e il diritto di passaggio attraverso il corridoio che univa la citt al territorio polacco ad impedire ci c'era l'alleanza
anglo-francese con la Polonia. Per lItalia la libert di manovra era limitata: Mussolini fece infuriare le democrazie occupando il
piccolo Regno di Albania, per poi legarsi alla Germania nazista con il patto dacciaio: il patto prevedeva che una delle 2
sarebbe dovuta scendere in campo in aiuto dell'altra in qualsiasi guerra la coinvolgesse (anche daggressione): ma lItalia non
era pronta, le fu assicurato da Hitler che il conflitto avrebbe aspettato tre anni. Invece non fu cos. Le trattative tra le democrazie
e lURSS non portarono a nulla, perch cerano troppi dubbi e troppe diffidenze reciproci. Il 23 agosto 1939 a Mosca i ministri
degli esteri tedesco e sovietico firmarono un patto di non aggressione fra i 2 paesi. Tale accordo dest indignazione e stupore in
quanto si trattava di 2 regimi ideologicamente opposti: in realt faceva comodo ad entrambe le parti, che allontanavano il rischio
di un attacco (URSS impreparata alla guerra, avrebbe ottenuto dei territori secondo il protocollo segreto (spartizione della
Romania e della Polonia); Hitler risolveva la questione polacca evitando la guerra su due fronti). 1 settembre 1939: Germania
attacc la Polonia. Dopo due giorni GB e Fr le dichiararono guerra alla Germania. Italia proclam la sua non belligeranza. La
guerra non sarebbe stata solo mondiale, ma totale. Scontro ideologico molto aspro. Nuove armi e tecnologie. Le cause di fondo
della seconda guerra mondiale erano: il tentativo della Germania di affermare la propria egemonia sul continente europeo e la
volont di FR e GB di impedire questa affermazione.
21.2 La distruzione della Polonia e loffensiva al Nord. Poche settimane di guerra furono sufficienti a mostrare a tutti una
perfetta macchina da guerra; la Polonia capitol in pochissimo, il suo esercito antiquato era niente rispetto a quello tedesco e
alla sua guerra-lampo, che prevedeva luso congiunto di aerei e mezzi corazzati. A fine settembre Varsavia cadde, e in

pochissimo in base al protocollo segreto i sovietici occuparono la parte est del Paese e stabilivano, esattamente come i tedeschi
ad ovest, uno spietato regime di occupazione. Per sette mesi ci fu quello che i francesi chiamarono drle de guerre,la guerra fu
momentaneamente congelata, ci demoralizz le truppe alleate e dando a Hitler il tempo di rimettersi in forze. A fine novembre
lURSS attacc la Finlandia, che per resistette e nel marzo 40 cedette alle richieste sovietiche pur restando indipendente. Il 9
aprile Hitler attacc Danimarca e Norvegia e le travolse. Hitler cos controllava buona parte dell'Europa centro-settentrionale. Il
suo prossimo obiettivo era scatenare l'attacco a occidente.
21.3 Lattacco a occidente e la caduta della Francia. L'offensiva tedesca sul fronte occidentale inizi il 10 maggio 1940 e si
risolse in poche settimane a favore di Hitler. I francesi erano superiori per numero e armamento, ma i comandi francesi
commisero degli errori, basandosi ancora sulla vecchia concezione della guerra statica e riponendo troppa fiducia nella linea
Maginot, fortificazione difensiva che per copriva solo la frontiera franco-tedesca, lasciando scoperto Belgio e Lussemburgo
Hitler invase ed occup Belgio, Olanda e Lussemburgo, valic la impenetrabile foresta delle Ardenne e sfond a Sedan,
puntando sul mare e chiudendo in una sacca reparti francesi, belgi e lintero contingente inglese, che riusc a reimbarcarsi a
Dunkerque solo grazie ad un rallentamento tedesco. Per gli inglesi quel reimbarco fu la loro salvezza, mentre la Francia
capitolava e il 14 giugno i tedeschi entrarono a Parigi. De Grulle da Londra cerc di incitare i francesi alla rivolta contro gli
occupanti, ma Petin firm larmistizio il 22 giugno a Rethondes luogo dove precedentemente i tedeschi si erano piegati al Diktat
nel 1918. in base all'armistizio il governo francese fu trasferito a Vichy e governava solo la parte centro-meridionale, mentre il
resto della Francia restava occupato dai nazisti. Finiva la Terza Repubblica, mentre a Vichy lAssemblea nazionale si spogliava
dei suoi poteri e dava il compito a Petin di promulgare una nuova costituzione; era un conservatore accanito(culto dell'autorit,
difesa della religione e della famiglia, esaltazione retorica della piccola propriet e del lavoro nei campi, organizzazione sociale
di stampo corporativo), che fece del regime di Vichy uno stato-satellite della Germania hitleriana, un Paese guidato da una
tradizione alla ancien rgime. Rapporti Fr-GB rotti.
21.4 Lintervento dellItalia. Nellestate 1939 lItalia non era entrata in guerra giustificandosi per motivi economici: dipendeva
cronicamente dalle importazioni estere. Ma il crollo della Francia fece sparire le ultime esitazioni di Mussolini e vinse le
resistenze di quanti si opponevano allintervento italiano, compresa lopinione pubblica che inizialmente odiava la Germania
hitleriana. 10 giugno 1940: il duce annunci lentrata in guerra dellItalia contro le democrazie plutocratiche e reazionarie
dellOccidente. Loffensiva sulle Alpi contro una Francia gi sconfitta (il giorno prima della firma dellarmistizio) fu una prova di
notevole incompetenza: molti morti, limitata penetrazione in territorio francese, ma comunque armistizio il 24 giugno. Dalla GB
lItalia ricevette due sconfitte navali vicino alla Calabria e vicino a Creta. Altri insuccessi contro GB in Africa settentrionale a
causa dell'insufficienza dei mezzi corrazzati. Mussolini rifiu un'offerta d'aiuto da parte della Germania perch convinto che
l'Italia dovesse combattere una sua guerra, parallela, a quella tedesca. Ma lItalia era impreparata.
21.5 La battaglia dInghilterra. La GB era sola a combattere Hitler, ma non aveva intenzione di piegarsi alla sua volont e
accettare un accordo che riconoscesse le sue conquiste. La classe dirigente inglese guidata da Winston Churchill convinse gli
inglesi a dover fare dei sacrifici per poter resistere e sconfiggere le velleit hitleriane. L'Inghilterra reag compatta e coraggiosa
alloperazione Leone marino, quella che Hitler aveva ideato per la battaglia di Inghilterra: era necessario colpire dal cielo, per
compensare la potenza navale inglese prima grande battaglia aerea della storia, estate 40: Luftwaffe vs. RAF (GB), che era
avvantaggiata per il radar. Londra e altri centri furono ripetutamente bombardati, ma la resistenza brit fu accanita e Hitler non
riusc a piegare la GB; linvasione dellInghilterra fu rimandata prima battuta darresto per la Germania nazista dall'inizio del
conflitto.
21.6 Il fallimento della guerra italiana: i Balcani e il Nord Africa. 28 ottobre 1940: lesercito italiano attacc improvvisamente
la Grecia, stato semi-fascista che si pensava di travolgere. L'attacco fu determinato da ragioni di concorrenza con Hitler e
lespansione tedesca solo che la resistenza fu molto pi organizzata del previsto e ricacci gli italiani in Albania, i quali si
schierarono sulla difensiva. Grossa eco in Italia, ondata di sfiducia nei confronti del regime e del duce. Colpo allimmagine del
regime, anche perch contemporaneamente arrivava dallAfrica altre notizie di insuccessi. Con un contrattacco gli inglesi
conquistarono lintera Cirenaica, e per non dover abbandonare la Libia Mussolini dovette accettare laiuto di Hitler inizi una
lunga controffensiva guidata dal brillante generale Rommel, che nel 1941 riprese la Cirenaica, mentre lAfrica orientale (Etiopia,
Somalia, Eritrea) italiana veniva presa dagli inglesi nella primavera. Era la fine della guerra parallela italiana-tedesca.
Simultaneamente le truppe italiane e tedesche travolsero la Grecia e Jugoslavia e gli inglesi si dovettero ritirare. In Europa Hitler
non aveva pi rivali, lunico fronte aperto era quello nordafricano. L'obiettivo di Hitler era quello di conquistare lo spazio vitale a
est ai danni dell'Urss.
21.7 Lattacco allUnione Sovietica. Guerra entr in una nuova fase con lattacco allURSS dellestate 1941: si apr un nuovo
fronte e lambigua alleanza russo-tedesca cadeva. Stalin sapeva che Hitler un giorno avrebbe attaccato, ma pensava che prima
avrebbe voluto la GB fuori gioco. Invece no: loperazione Barbarossa scatt il 22 giugno 1941 e colse i russi impreparati (anche
per le purghe del 37 che avevano decimato i comandi dellArmata Rossa). In due settimane le forze del Reich penetrarono per
centinaia di chilometri in territorio russo (insieme ad un corpo di spedizione italiano), seguendo due direttrici: una dai Paesi
baltici e una dallUcraina che puntava sulle petrolifere caucasiche. Ma a Mosca i nazisti non arrivarono, perch colti dallinverno
e dalla accanita resistenza sovietica, attiva anche in dicembre. Infinito serbatoio umano russo permise a Stalin di far ripartire le
industrie ad est del Volga, che permisero allURSS di rimettersi in gioco: dalla guerra-lampo si passava a quella dusura, in cui
l'elemento decisivo era costituito dalla capacit di compensare rapidamente il logoro degli uomini e dei materiali, cui la
Germania non era avvantaggiata.
21.8 Laggressione giapponese e il coinvolgimento degli Stati Uniti. Alla terza elezione di Roosvelt a presidente, gli USA
appoggiarono la GB con lapprovazione delle legge affitti e prestiti che consentiva la fornitura del materiale bellico, intesa per
sostenere la GB, ormai sola nella lotta contro il nazismo. In maggio Washington ruppe i rapporti diplomatici con Italia e
Germania, e in giugno la marina americana scort un carico di aiuti per le potenze alleate fino allIslanda. Gli USA volevano
diventare larsenale delle democrazie e la politica USA fu suggellata dalla Carta atlantica, firmata da Churchill e Roosvelt su
una nave da guerra al largo di Terranova nellagosto 1941. Stabiliva lavversione ai fascismi e il nuovo ordine democratico postbellico:rispetto dei principi di sovranit popolare e di autodecisione dei popoli, libert dei commerci e dei mari, cooperazione
internazionale, rinuncia all'uso della forza nei rapporti fra gli Stati. La guerra era ora anti-fascista. Gli USA intervennero dopo
laggressione improvvisa del Giappone sul Pacifico, il Giappone potenza asiatica legata allAsse dal patto tripartito (con Italia e
Germania). Dal 1937 il Giappone stava penetrando in Cina, ma la guerra in Europa gli permise di allargare le sue mire allintero
Sudest asiatico; quando penetr nellIndocina francese, USA e UK bloccarono le esportazioni verso il Giappone, che aveva

disperato bisogno di materie prime: dovette scegliere tra sottomissione al volere occidentale o guerra. Scelse la guerra
attacco a sorpresa a Pearl Harbor, 7 dicembre 1941, che vide distrutta buona parte della flotta americana nel Pacifico. Ora
lespansionismo giapponese non aveva particolari ostacoli e si rivolse verso Malesia e Birmania, Filippine e Indonesia, fino a
minacciare Australia e India. Pochi giorni dopo Pearl Harbor, Germania e Italia dichiaravano guerra a USA. Il conflitto a questo
punto divenne mondiale.
21.9 Il nuovo ordine. Resistenza e collaborazionismo. Nellestate 42 le forze dellAsse raggiunsero la loro massima
espansione; in Europa la Germania egemone governava indisturbata su 350 milioni di persone, e aveva una serie di statisatellite o alleati impressionante; allinterno di questa rete lItalia non contava nulla. Tanto Germania quanto Giappone tentarono
nei territori sotto di loro di stabilire un ordine nuovo basato sulla supremezia della nazione eletta e sulla rigida subordinazione
degli altri popoli alle esigenze dei dominatori, ma mentre Kyoto si appoggi per questo ai movimenti indipendentisti locali e
allantimperialismo, il nazismo non fece concessioni di sorta alle esigenze di indipendenza e di autogoverno dei popoli ad essa
soggetta. Fu invece molto duro, specie con i popoli slavi, considerati inferiori di razza e trattati come semi-schiavi: lEuropa
orientale doveva diventare una colonia agricola del Reich. 8 milioni di civili sovietici e polacchi morirono durante loccupazione
nazista. Naturalmente per la persecuzione pi disumana fu quella contro gli ebrei, nemico principale per Hitler, che iniziarono
prima ad essere confinati nei ghetti (come quello di Varsavia) e a portare una stella al braccio, quindi deportati in campi di
prigionia, i lager (Auschwitz, Dachau), sfruttati fino alla consunzione fisica, usati come cavie per esperimenti, uccisi se
considerati inutili. La soluzione finale ideata nel 1941 e affidata alle SS prevedeva leliminazione fisica degli ebrei: 6 milioni di
ebrei sterminati. Gli effetti del dominio nazista furono molto positivi per i tedeschi in un primo momento, che poterono mantenere
un altissimo livello di vita, ma la grande presenza militare in Europa e lo sfruttamento sistematico nazista misero i tedeschi al
centro dellodio di molti popoli. La resistenza al nazismo si fece via via pi organizzata e convinta, e se prima comprendeva
piccoli gruppi che si appoggiavano a Londra e ai governi in esilio, con lattacco nazista allURSS che port i comunisti di tutta
l'Europa a impegnarsi attivamente nella lotta armata contro i nazisti. Allinterno per i fronti di resistenza erano divisi, perch nei
confronti dei comunisti cera grande diffidenza da parte degli anglo-americani. Ma la collaborazione si rivel impossibile in quei
paesi dell'Europa orientale e balcanica dove pi diffuso era il timore che i partiti comunisti fungessero da strumento per i piani
egemonici ell'Urss. Ma cera anche il collaborazionismo, in tutti i Paesi invasi della Germania o da essi controllati, con la
popolazione e i loro dominatori e ci accadde per convinzione o convenienza. I tedeschi trovavano ovunque sostenitori e i
governi collaborazionisti spuntavano ovunque: il pi eclatante fu certamente Vichy, che cess di esistere alla fine del 1942.
21.10 1942-43: la svolta della guerra e la grande alleanza. Grande svolta per il conflitto nel 1942-1943, nel Pacifico: i
giapponesi vennero sconfitti dagli americani nelle due battaglie del Mar dei Coralli e delle Midway: aerei decollavano dalle
portaerei, le flotte non si vedevano. Con la presa americana di Guadalcanal, i giapponesi rinunciarono ad espandersi ed
iniziarono a difendere i territori. Atlantico: gli americani riuscirono con il tempo a limitare i danni della guerra sottomarina
tedesca, grazie alla tecnologia (rader perfezionati, bombe di profondit, razzi antisommergibile). Ma lepisodio pi importante di
questo periodo fu in agosto linizio dellassedio e della battaglia di Stalingrado, che dopo mesi vide i tedeschi sconfitti dalla
resistenza sovietica. Ci rappresent un simbolo di riscossa per i sovietici e per gli antifascisti di tutto il mondo. Ottobre 1942,
Africa settentrionale: Montgomery comandante delle forze britanniche attacc Rommel, generale del contingente italo-tedesco,
ad El Alamein e riusc a cacciarlo verso la Tunisia, dove le truppe italo-tedesche furono presto intercettate da un contingente
alleato sbarcato in Algeria e Marocco. Tra due fuochi, le forze dellAsse dovettero arrendersi. Ora gli alleati potevano occuparsi
dellEuropa. Conferenza di Washington: patto delle Nazioni Unite contro il fascismo e impegno a tener fede ai principi edlla carta
atlantica. I contrasti tra alleati, cio tra URSS e USA-UK, riguardavano anzitutto lapertura del fronte di battaglia in Europa: Stalin
lo voleva subito in Nord Europa in modo da alleggerire la pressione tedesca dall'Urss, Churchill voleva prima chiudere la partita
in Africa e poi sbarcare nell'Europa meridionale; la spunt linglese. Conferenza di Casablanca gli inglesi e gli americani
decisero che lo sbarco sarebbe avvenuto in Sicilia, per motivo logistici e politici; e la guerra non sarebbe finita senza la resa
incondizionata della Germania, senza patteggiamenti di sorta con la Germania o con i suoi alleati
21.11 La caduta del fascismo e l8 settembre. Il 10 luglio 1943 i primi contingenti anglo-americani sbarcarono in Sicilia e in
poche settimane conquistarono lisola: colpo di grazia per il regime fascista, che gi era messo in crisi dagli scioperi che in
marzo avevano messo in subbuglio tutto il Nord, ad opera dei comunisti in risposta al malcontento popolare. Ma a far cadere
Mussolini fu la congiura monarchica, ordita dalla corona e da esponenti del prefascismo che volevano preservare lo status quo
monarchico ma uscire dalla guerra. 24-25 luglio 1943: riunione del Gran consiglio; su proposta di Dino Grandi il comando delle
forze armate torn al sovrano Vittorio Emanuele III, che al pomeriggio convoc Mussolini e lo costrinse alle dimissioni, per poi
farlo arrestare. Capo del governo divenne Pietro Badoglio. La cadute del fascismo suscit l' esultanza popolare. Crollo repentino
e inglorioso del sistema fascista, debole allinterno e indebolito dal discredito. La gente voleva la fine della guerra, per questo
esultava, ma luscita dal conflitto fu pi tragica del conflitto stesso: al nord si stavano accumulando forze tedesche, pronte a
punire la defezione e fermare lavanzata alleata. Badoglio disse che lItalia non sarebbe venuta meno ai suoi impegni, ma in
realt allacci contatti con le potenze alleate, con cu per firmo unarmistizio il 3 settembre, senza garanzie sul futuro. Fu reso
noto solo l8 settembre caos totale: il re e il governo abbandonarono Roma, mentre i tedeschi iniziarono ad occupare la parte
centro-settentrionale dellItalia. Mentre i tedeschi avanzavano, un esercito stanco e abbandonato a se stesso non era in grado di
opporre alcune resistenza, di fronte alla decisa e crudele determinazione tedesca a punire e fronteggiare gli anglo-americani
(unintera divisione italiana che non voleva arrendersi fu sterminata a Cefalonia, ad esempio). I tedeschi riuscirono ad attestarsi
sulla linea Gustav (da Gaeta a Pescara Cassino) e a bloccare l lavanzata alleata fino alla primavera 44.
21.12 Resistenza e lotta politica in Italia. Nel 1943 Italia spaccata in due: monarchia filo-alleata al Sud, tedeschi e fascisti al
nord. Il 12 settembre Mussolini fu liberato da un commando di tedeschi sul Gran Sasso e inizi ad organizzare un nuovo stato
fascista, la Repubblica sociale italiana, la cui capitale era Sal e un nuovo esercito che continuasse a combattere a fianco degli
antichi alleati; La Repubblica di Mussolini non acquist mai una vera credibilit in quanto totalmente dipendenti dai tedeschi, che
si comportavano come un esercito di occupazione (sfruttamento delle risorse economiche e umane dei territori controllati,
applicazione delle politiche razziali). La principale funzione svolta dal governo di Sal fu quella di reprimere e combattere il
movimento partigiano che stava nascendo nell'Italia occupata per opporsi ai tedeschi. Quindi oltre alla guerra tra stranieri nel
Nord Italia si sviluppava una guerra civile, tra repubblichini e partigiani della resistenza. Iniziava la vera resistenza: i partigiani e i
soldati che aveva rifiutato la resa ai nazisti si unirono per combattere i tedeschi con azioni di disturbo e rappresaglie, specie
lontano dai centri abitati. I tedeschi furono del tutto intransigenti con loro (furono fucilati alle Fosse Ardeatine, 1944). Dopodich
i partigiani si iniziarono ad organizzare in vere e proprie formazioni: Brigate Garibaldi, fatte di comunisti, Giustizia e Libert,

antifascisti, Brigate Matteotti, socialisti. Rinascita dei partiti antifascisti: Partito dazione (Pda), Democrazia cristiana (Dc), Partito
liberale e Partito repubblicano, infine Partito socialista di unit proletaria. Rappresentanti di partiti si riunirono a Roma subito
dopo l8 settembre e fondarono il Comitato di liberazione nazionale, il Cln, incitando la popolazione alla lotta e alla resistenza. I
partiti antifascisti si proponevano come guida e rappresentanza dell'Italia democratica che si contrapponeva sia all'occupazione
tedesca, sia al sovrano responsabile della dittatura, sia al governo Badoglio. Il re e Badoglio non erano ben visti, ma il Cln non
era abbastanza compatto e organizzato per opporsi al governo di cui gli alleati si fidavano, in quanto garante degli impegni
assunti con l'armistizio. Nell'ottobre del 1943 il governo dichiar guerra alla Germania e un corpo italiano di liberazione combatt
a fianco degli anglo-americani. Il contrasto tra Cln e governo fu sbloccato con il ritorno di Palmiro Togliatti dallesilio in URSS.
Con la svolta di Salerno Togliatti propose un governo di unit nazionale per combattere i tedeschi e il fascismo, e per legittimare
agli occhi moderati e liberali il comunismo italiano. Questo governo di unit nazionale ci fu, insieme ad una tregua istituzionale: il
re Vittorio Emanuele III promise di passare i poteri al figlio, per poi fare s che a guerra finita fosse il popolo a decidere se lItalia
dovesse essere ancora retta da una monarchia. Giugno 1944: Roma liberata, re Umberto divenne luogotenente generale del
Regno, mentre al governo Badoglio successe quello di Ivanoe Bonomi maggiore legame tra governo e resistenza, che si
rafforz sempre pi e si organizz efficacemente. Lazione partigiana divenne sempre pi diffusa, i tedeschi rispondevano con
pugno di ferro ( dove a Marzabotto venne uccisa l'intera popolazione), mentre citt, come Firenze, vennero liberate prima
dellarrivoperchera terrorizzata. Nellinverno tra il 1944 e il 1945 lo scontro tra tedeschi e alleati si blocct sulla linea gotica
(Rimini-La Spezia). Gli inglesi non vedevano di buon occhio il Clnai, ma il governo alla fine lo riconobbe come suo
rappresentante nellItalia occupata. Il movimento partigiano riusc a sopravvivere, mentre nella primavera 45 ci fu il crollo
tedesco.
21.13 Le vittorie sovietiche e lo sbarco in Normandia. I sovietici iniziarono a premere contro i tedeschi con una lenta ma
inesorabile avanzata verso Berlino. Prezzo altissimo in vite e risorse, ma almeno Stalin ottenne un ruolo forte nella grande
alleanza e alla conferenza di Teheran (nov-dic 1943, con Stalin, Churchill e Roosvelt)ottenne limpegno alleato ad attuare uno
sbarco in forze sulle coste francesi nella primavera 44. Con sforzo sovrumano e unattentissima pianificazione gli angloamericani, riuscendo a superare il vallo atlantico, portarono a compimento loperazione Overlord (generale Eisenhower), il 6
giugno 1944, facendo sbarcare in un mese un milione e mezzo di uomini. In due mesi linee tedesche sfondate, il 25 agosto
Parigi venne liberata. Tedeschi scacciati quasi sul confine del 39, dove hanno il tempo di riorganizzarsi, ma per poco.
21.14 La fine del Terzo Reich. Mentre gli alleati della Germania si arrendevano uno dopo laltro e il Paese era vessato da
pesantissimi bombardamenti (Amburgo e Dresda, ad esempio) volti a demoralizzare la popolazione, Hitler sperava ancora in un
rivolgimento del conflitto a suo favore, sperando nella rottura dei rapporti tra URSS e anglo-americani; invece essi tennero fede
agli impegni presi, e la grande alleanza tenne, anche in virt delle conferenze di Mosca e Yalta, durante le quali si pianificava
una vera e propria spartizione del mondo in sfere di influenza una volta conclusosi il conflitto. Intanto lera del Terzo Reich
volgeva al termine: lArmata Rossa tra aprile e maggio liberava Vienna e Praga dai tedeschi, mentre pi a nord proseguiva verso
Berlino, dove si ricongiunse con i reparti anglo-americani provenienti da ovest; lesercito nazista era sfaldato, e anche in Italia si
ritir il 25 aprile. Mussolini catturato e impiccato. 30 aprile: Hitler si suicid. Il 7 maggio la Germania firm la resa incondizionata
a Reims. Guerra europea finita.
21.15 La sconfitta del Giappone e la bomba atomica. Dal 43 gli USA avevano iniziato a riguadagnare terreno nel Pacifico;
nonostante dal 44 il territorio nipponico fosse bombardato e gli USA fossero sempre pi forti, i giapponesi continuavano ostinati
a resistere (kamikaze) Truman, presidente americano, decise di porre fine al tutto con la bomba atomica (deterrente per
lURSS atto di forza): due ordigni su Hiroshima e Nagasaki (160.000 vittime + conseguenze LP). Imperatore Hirohito firm
larmistizio senza condizioni il 2 settembre 1945 nella baia di Tokyo. Cos finiva la seconda guerra mondiale.
22. Il mondo diviso.
22.1 Le conseguenze della seconda guerra mondiale. La IIGM era stata uno spartiacque storico, con conseguenze incredibili
sul mondo contemporaneo. La 2 guerra mondiale vide la vittoria delle democrazie e ridisegn la carta dEuropa, acceler la
crisi delle potenze europee: Germania debellata, Francia e GB indebolite e incapaci di mantenere i loro imperi coloniali. Le
uniche due che potevano aspirare ad essere potenze mondiali, o superpotenze, erano USA (superiorit economica e militare) e
URSS (padrona di mezza Europa), due entit continentali e multietniche, ricche di risorse, con interessi mondiali, portatrici di
due messaggi ben contrapposti: il messaggio americano, a sfondo individualistico, era fatto di pluralismo, democrazia liberale,
concorrenza economica e libert. Il messaggio sovietico era quello dellanti-individualismo, del sacrificio e della disciplina, del
modello collettivistico e centralizzato. mondo bipolare, molto chiaro in Europa dove le sfere di influenza furono determinate da
dove gli eserciti erano arrivati. Il disastro della guerra aggiunto alle rivelazioni sullOlocausto e alla bomba atomica (arma in
grado di distruggere lintera umanit) segnarono molto il pensare comune. Ci furono tentativi di rifondare i rapporti internazionali:
gestione generosa della pace da parte americana, nuova fisionomia alle Nazioni Unite, codificazione e aggiornamento del diritto
internazionale, anche penale processo di Norimberga (1945-46) contro i capi nazisti in cui molti collaboratori di Hitler vennero
condannati a morte. Legemonia USA fece s che gli States divennero promotori e garanti del progetto di un nuovo sistema
mondiale e per lEuropa un punto di riferimento: il mito americano era quello di cui lEuropa atterrita e spaventata aveva
bisogno: influenza culturale (musica, balli, etc).
Le Nazioni Unite e il nuovo ordine economico. ONU nasce a San Francisco nel 1945 con l'obiettivo di salvare le generazioni
future dal flagello della guerra e di impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i
popoli. Ispirato ai principi della Carta atlantica, seguiva due concezioni: lutopia democratica wilsoniana e la roosveltiana
(necessit di un unico direttorio per gli affari mondiali tra le potenze.
Assemblea generale (principi di universalit dell'organizzazione e di uguaglianza di tutti gli Stati) si riunisce annualmente e ha il
potere di adottare risoluzioni che per non sono vincolanti ma hanno solo il valore di raccomandazioni.
Consiglio di Sicurezza organo permanente che in caso di crisi internazionale, ha il potere di prendere decisioni vincolanti per gli
Stati e di adottare misure che possono giungere fino all'intervento armato. Il consiglio formato 15 membri (i 5 membri
permanenti sono le maggiori potenze vincitrici e dhanno diritto di veto: Usa, Urss, Gran Bretagna e Francia + 10 membri
vengono eletti a turno fra tutti gli Stati)
Consiglio economico e sociale organo dell'ONU(Unesco, Fao, etc)
Corte internazionale di giustizia organo dell'ONU, cui spetta di dirimere le controversie fra gli Stai che vi si rimettono
volontariamente. Spesso lONU non servito a niente, stato inadempiente, paralizzato dai contrasti tra le potenze, incapace di

prevenire e contenere le crisi; per importante centro di dialogo. Anche i rapporti economici internazionali per cambiarono:
nel 1944 nacque a Bretton Woods il Fondo monetario internazionale, con lo scopo di costruire riserve valutarie e assicurare la
stabilit dei cambi, ancorando le moneta non solo alloro, ma anche al dollaro (con conseguente primato). Banca mondiale si
occupa invece di fare prestiti a lungo termine ai Paesi per la loro ricostruzione o sviluppo. E poi ci fu il Gatt (Accordo generale
sulle tariffe e sul commercio), 1947, che abbass il livello dei dazi doganali. Gli USA si servirono di questi mezzi per indirizzare
la rinascita economia europea.
22.3 La fine della grande alleanza. Presto i contrasti tra le due superpotenze furono chiari: gli USA erano in realt stati
toccati poco dalla guerra e ora puntavano a creare un nuovo ordine mondiale, mentre lURSS, uscita molto pi acciaccata dal
conflitto, non faceva che esigere il prezzo della vittoria (niente paesi ostili ai confini, riconoscimento del suo ruolo nel mondo,
riparazioni). Nel grande disegno di Roosvelt era previsto un dialogo tra le due potenza , lURSS sarebbe stata una forza
dordine importante in unarea turbolenta come lEuropa orientale, dovera la sua sfera di influenza, ma gli USA sarebbero restati
egemoni. Con Roosvelt mor anche tale progetto, e Truman fu sin dallinizio pi diffidente nei confronti dellUnione sovietica.
Lirrigidimento cera gi alla conferenza di Postdam dellestate 45, quando vennero a galla i punti di frizione: la possibilit che
l'Urss avesse un influenza sulla Germania e sul'Europa orientale era inesistente. A questo punto l'Urss impose i partiti comunisti
al potere locale con l'appoggio dell'esercito sovietico. Nel 1946 Churchill pronunci un discorso che denunciava il
comportamento dei sovietici in Europa orientale. Si ruppe la grande alleanza e il processo negoziale sui trattati di pace ne
sub le conseguenze. Alla conferenza di Parigi nel 1946 si raggiunse un accordo tra i vincitori e sui confini tra URSS, Polonia e
Germania: a spese di questultima la Polonia si spost a ovest, cos come lURSS annesse una parte di Polonia.
22.4 La guerra fredda e la divisione dellEuropa. La conferenza di Parigi del 1946 fu lultima atto di cooperazione tra URSS
e potenze occidentali; nellagosto 1946 scoppi una grave crisi tra URSS e Turchia (appoggiata dagli Usa) per lo stretto dei
Dardanelli prima applicazione della teoria del containment (contenimento dellespansionismo sovietico): invio della flotta a
sostegno della Turchia, per paura che anche la Grecia entrasse nella sfera comunista. La dottrina Truman era questo:
intervenire anche con la forza per sostenere i liberi popoli nella resistenza all'asservimento da parte di minoranze armate o
pressioni straniere. Giugno 47: lanciato lEuropean Recovery Program, ovvero il piano Marshall (un programma di aiuti
economici all'Europa). Ma l'Urss rifiutarono il piano perch convinti che il vero obiettivo degli Stati Uniti era assoggettare
l'Europa a discapito dell'Urss. Tra 1948 e 1952 13 miliardi di dollari permisero non solo la ricostruzione in Europa occidentale,
ma anche un rilancio dell'economia dell'Europa occidentale. Altra provocazione staliniana nel settembre 1947: la fondazione
Cominform, una sorta di riedizione in tono minore della Terza Internazionale. Cessato il dialogo tra le potenze, inizi la
cosiddetta guerra fredda contrapposizione fortissima tra i due blocchi. In Grecia la resistenza comunista venne combattuta
e debellata. In Francia e in Italia i comunisti furono estromessi dai governi di coalizioni nel 1947. Principale terreno di scontro
restava per il destino della Germania, divisa dalla fine della guerra in 4 zone di occupazione (americana, inglese, francese e
sovietica), come Berlino che si trovava all'interno dell'area sovietica era divisa ulteriormente in 4 zone. Quando liniziativa angloamericana inizi a fare delle loro zone tedesche un forte stato integrato nel blocco occidentale (riforma monetaria, liberalizzando
l'economia), Stalin reag con il blocco di Berlino, ovvero chiuse gli accessi della citt impedendone il rifornimento, nella
speranza di indurre gli occidentali ad abbandonare la zona ovest da loro occupata. altissima tensione, ma non vi fu uno
scontro militare grazie alla costruzione di un ponte aereo americano per rifornire la citt, che alla fine fece desistere i sovietici.
Sempre nel 49 furono unificate le 3 zone occidentali della Germania: Repubblica federale tedesca (con capitale Bonn). Per
risposta i sovietici costituirono la Repubblica democratica tedesca (con capitale Panlow, sobborgo berlinese). Europa divisa in
due 1949: firma del Patto atlantico che consisteva in una allenza difensiva fre i paesi dell'Europa occidentale, gli USA e il
Canada. Questo patto fondato sulla democrazia prevedeva un dispositivo militare integrato composto da contigenti dei singoli
paesi membri: la Nato (Organizzazione del trattato nel Nord Atlantico). 1955: URSS rispose stringendo un alleanza militare
ovvero il Patto di Varsavia con i paesi satelliti. Guerra fredda: compattezza dei blocchi, legame di politica estera fondamentale,
militarismo e armamenti paradossi notevoli, infatti: USA in Occidente appoggiano regimi pur di sostenere il mondo libero.
22.5 LUnione Sovietica e le democrazie popolari. Il dispotismo staliniano prosegu la sua opera, con purghe e
condizionamenti pesantissimi a vita intellettuale e artistica. La ricostruzione avvenne senza aiuti esterni diretti, se non le
riparazioni imposte ai paesi ex nemici controllati dall'Armata Rossa. Dalla Germania dell'Est, dall'Ungheria, dalla Romania e
dalla Cecoslovacchia, i sovietici prelevarono risorse finanziarie, derrate agricole, macchinari, impianti e mezzi di locomozione.
La ricostruzione economica sovietica molto rapida, con crescita industriale del 70%. per venne agevolata lindustria pesante e
bellica e non il settore dell'agricoltura dei beni di consumo. LURSS era una grande potenza bellica, nel 1949 fece esplodere la
sua prima bomba atomica, ponendo cos fine al monopolio nucleare americano. Politica estera: trasformazione dei Paesi
occupati dallArmata Rossa in democrazie popolari, formula che cercava di mascherare il loro assoggettamento e il loro ruolo di
satelliti. Polonia: la sua difesa era questione di orgoglio inglese, ma Stalin la voleva comunista perch era stata corridoio di
passaggio per attacchi gi due volte. Stalin la spunt e nel 1945 a Varsavia s'insedi, il socialista Morawski, controllato dai
comunisti e via via pi dispotico e in rotta con i borghesi. Stesse cose in Romania, Bulgaria, Ungheria (un po di resistenza da
parte del Partito dei contadini), Albania e Jugoslavia. Cecoslovacchia: paese democratico e sviluppato, favorevole allURSS e
guidato dal comunista Gottwald e da una coalizione di sinistra, che si ruppe quando fu il momento di decidere se accettare o no
gli aiuti dellERP. Allinizio del 1948 i comunisti si imposero al governo, dopo pressioni sul presidente Bene. In Europa dellEst,
comunque, arriv la modernizzazione e lindustrializzazione inizi a dare i primi frutti: collettivizzazioni, nazionalizzazioni e piani
di sviluppo diedero un impulso deciso alla crescita economica di questi Paesi, che per restavano subalterni ai legami
economici con lURSS Comecon, Consiglio di mutua assistenza economica, mezzo di rigido controllo sulleconomia. Modello
di crescita sovietico priivilegiava industria pesante, limitando i consumi malcontento popolare necessario rigido controllo sui
satelliti. In Jugoslavia, Tito attu uno scisma da Mosca, che aveva decretato il comunismo slavo deviazionista. Tito pose il
paese in una posizione equidistante dai due blocchi e inizi a cercare un equilibrio possibile tra statalizzazione ed economia di
mercato modello jugoslavo: autogestione delle imprese + libera concorrenza. Per paura di un diffondersi delle deviazioni
comuniste, vi furono epurazioni spaventose nei regimi comunisti, con purghe ed esecuzioni.
22.6 Gli Stati Uniti e lEuropa occidentale negli anni della ricostruzione. USA non avevano il problema della ricostruzione,
ma della riconversione del sistema economico americano a scopi di pace. Il programma di Fair Deal di Truman non fu neanche
lontanamente paragonabile alla politica riformista roosveltiana. Il programma per si realizz in parte a causa della resistenza
del Congresso contrari all'integrazione razziale. In pi il costo della vita stava aumentando a causa dell'abolizione dei controlli
sulle attivit industriali e del forte deficit del bilancio statale il Congresso contro il volere presidenziale adott il Taft-Hartley Act,

legge conservatrice che limitava la libert di sciopero. Nonostante le conquiste del New Deal si mantennero e anzi la politica
sociale venne accresciuta, la spinta progressista dellet roosveltiana si esaur. In particolare dal 1949, si svilupp una vera e
propria caccia alle streghe contro i comunisti, il maccartismo che fin nel 1955. In Europa invece cera aria di trasformazione e
riforme; a parte Spagna e Portogallo, lEuropa occidentale era tutta democratica.
GB: 1945, Churchill fu battuto dal laburista Attlee, che promosse la nascita di un vero Welfare State (stato del benessere) di
ispirazione svedese Servizio sanitario nazionale e nazionalizzazioni di imprese e banche. Questo per comport dei sacrifici
per la popolazione e di conseguenza venne favorito il ritorno dei conservatori al potere nel 1951.
Francia: il governo provvisorio gaullista lasci il posto a successive coalizioni tra i partiti di massa, comunisti, Sfio e repubblicani
popolari. Nel 1946 part il piano Monnet, quadriennale progetto riformista e dirigistico, e fu stilata la nuova costituzione di stampo
democratico-parlamentare, simile a quella prebellica. De Gaulle si oppose, avrebbe preferito un sistema presidenziale con
esecutivo forte, e fond un movimento per cambiare la costituzione Raggruppamento del popolo francese. La coalizione tra i
partiti di massa si ruppe a causa dei contrasti fra i comunisti ed essi furono estromessi dal governo. Si susseguirono numerosi
governi iniziava la Quarta Repubblica, con la sua instabilit cronica.
Germania: ripresa pi rapida di tutte. Il Paese era uscito devastato dalla guerra: morte e distruzione ovunque, citt ed
infrastrutture rase al suolo, economia al collasso, 10 milioni di profughi ad Ovest. Solo nel 1949 la Germania aveva recuperato
una teorica sovranit nazionale ma aveva contemporaneamente perso la sua unit ed era stata divisa in due stati, la Repubblica
federale governata da Adenauer e la Repubblica democratica guidata dal partito unico Sed. Eccezionale capacit di recupero:
ma nellEst lURSS prelevava molto e investiva poco, mentre ad Ovest gli USA garantirono laccesso ai fondi Marshall e fecero
s che nel 51 il PIL fosse gi al livello del 1938.
22.7 La ripresa del Giappone. Il Giappone cos come la Germania uscirono sconfitti dal conflitto della 2 uerra mondiale.. in
Giappone per iniziativa degli occupanti americani, si afferm un modello di organizzazione politica e sociale di tipo liberale e
occidentale. Il Giappone era sotto la tutela del generale Mac Arthur nel 1946 si vide imporre una costituzione redatta da
funzionari americani, che trasformava lautocrazia imperiale in una monarchia costituzionale (a queste condizioni Hirohito pot
mantenere il trono) e introduceva un sistema parlamentare. Lo stesso anno fu avviata una rifor ma agraria, anche se gli
americani non volevano indebolire troppo i ceti conservatori. In particolare con la guerra di Corea i grandi agglomerati industriali
divennero fornitori per gli USA, non vennero smantellati e leconomia pot decollare, anche grazie alla stabilit politica e agli
elevatissimi investimenti. Merito della classe imprenditoriale fu quello d puntare sui settori in crescita come: siderurgia,
cantieristica, automobile e tecnologia. Gi negli anni 60 il Giappone era terza potenza economica mondiale dopo USA e URSS.
Miracolo nipponico.
22.8 La rivoluzione comunista in Cina e la guerra di Corea. Grande svolta nel 1949 con la vittoria comunista in Cina: una
grande potenza tornata indipendente del tutto e portatrice di un modello comunista distinto da quello russo e destinato ad
attrarre molti Stati ex coloniali. La precaria alleanza del 1937 tra nazionalisti (Chang Kai-shek) e comunisti (Mao Tse-tung)
contro l'aggressione giapponese, scomparve quando il Giappone si trov occupato nel Pacifico contro gli USA e Chang Kai-shek
riprese la sua repressione contro i comunisti. Guidava un regime impopolare, corrotto e che preferiva fare guerra ad altri cinesi
piuttosto che agli occupanti (giapponesi). Al contrario i comunisti di Mao avevano guadagnato il consenso delle masse contadine
(alternativa maoista) con riforme agrarie nellinterno della Cina da loro controllato e facevano unaccanita guerriglia ai
giapponesi. Finita la guerra, gli USA cercarono di promuovere un accordo tra Mao e il Kuomintang, ma Chang Kai-shek rifiut
ogni compromesso e decise di attaccare i comunisti, ma le sue forze erano ormai limitate e demotivate dopo tre anni di
vicende alterne, Mao entr a Pechino nel febbraio 1949 e nellottobre fond la Repubblica popolare cinese, riconosciuta
dall'Urss e dalla GB ma non dagli USA che continuava a considerare legittimo il governo cinese di Kai-shek fuggito a Formosa.
Ad unampia socializzazione segu un accordo di amicizia e di mutua assistenza tra Cina e URSS fronte comunista si
ampliava. Primo campo aperto di scontro fu nel 1950 la Corea, che era stata divisa in due parti dagli accordi interalleati, divise
dal 38 parallelo. In Corea del Nord cera un regime comunista guidato da Kim Il Sung, mentre in Corea del Sud un governo
nazionalista appoggiato dagli americani. Entrambi rivendicavano lintera penisola coreana e una serie di incidenti di frontiera
port nel giugno 1950 allattacco nordcoreano (nordcoreani armati dai sovietici) al Sud. Gli americani, sotto la bandiera
dellONU, agirono inviando delle truppe in Corea del Sud e riuscendo a penetrare nel Nord comunista intervento cinese di
MAO a difesa dei comunisti ribalt le sorti del conflitto, riuscendo a penetrare nella Corea del Sud. Nel 1951 Truman apr lr
trattative con la Corea del Nord che, assieme alla guerra, durarono fino al 1953 e terminarono con il ritorno alla situazione
precedente cio con il confine al 38 parallelo. La minaccia comunista era sentita come mai prima.
22.9 Dalla guerra fredda alla coesistenza pacifica. Nel giro di cinque mesi fin la presidenza Truman (1952) e mor Stalin
(1953), il confronto tra blocco occidentale e sovietico assunse nuove forme. In URSS la direzione collegiale mantenne la linea
dura, mentre in USA arriv Eisenhower che con la nuova amministrazione repubblicana aveva intenzione di sfidare l'Urss
1953-54, uno dei periodi di maggiore tensione. Eppure in quel periodo si venne formando la reciproca accettazione e le
premesse per la coesistenza pacifica fra i 2 blocchi, con la presa di coscienza della forza dellavversario e della progressiva
scomparsa del divario tecnologico (bomba H). 1955 con la fine del maccartismo negli USA e ascesa Kruscev in URSS si ebbero
gesti di distensione. In marzo, i sovietici decisero di ritirare le proprie truppe di occupazione dall'Austria in cambio dell'impegno
occidentale a garantire la neutralit del paese. Ci venne sancito con il trattato di Vienna. Gli americani accettavano come dato
di fatto la situazione in Est Europa, infatti non intervenirono quando i sovietici attaccarono l'Ungheria
22.10 Il 1956: la destalinizzazione e la crisi ungherese. Lascesa di Kuscev culmin nel 1957 quando questi raccolse in s le
cariche di primo ministro e di segretario del partito. Si fece promotore di alcune significative aperture sia in politica estera sia in
politica interna infatti si riconcili con gli jugoslavi, sciolse il Cominform, partecip agli incontri di Vienna e Ginevra, mentre in
politica interna rilanci lagricoltura con maggiore attenzione alle condizioni di vita dei cittadini e abol le grandi purghe. Demol
con sistematica determinazione la figura di Stalin denunciando gli errori e i crimini commessi in Unione Sovietica, pur senza
mettere in discussione il modello sovietico e la dottrina leniana; ci si evince nel rapporto Kruscev, durante il XX congresso del
Pcus, fece luce sulle atrocit compiute da Stalin negli anni del suo governo personale e lo denunci. Effetto traumatizzante della
destalinizzazione si ebbe soprattutto in Polonia e Ungheria, anche se allinterno dellURSS le parole di Kuscev non mancarono
di scuotere molti animi. Polonia: con lappoggio della Chiesa cattolica gli operai polacchi iniziarono rivendicazioni e
manifestazioni, fino ad arrivare a proclamare scioperi. Lottobre polacco, moto di protesta a livello nazionale che voleva
democratizzazione, spinse Mosca a favorire un cambio di regime Gomulka attu una politica liberalizzatrice e di conciliazione
con la Chiesa, senza uscire dalla sfera comunista sovietica per. In Ungheria, invece, le proteste sfociarono in insurrezione che

fece ritirare le truppe sovietiche dal Paese e portarono al governo il comunista dellala liberale, Nagy, che il primo novembre
annunci luscita ungherese dal Patto di Varsavia. Il segretario del Partito Comunista, Kdr, invoc l'intervento sovietico. Nel
giro di pochi mesi l'Armata Rossa occup Budapest, Nagy venne fucilato e Kadar assunse la guida del paese.
22.11 LEuropa occidentale e il Mercato comune. Se lEuropa dellEst aveva sovranit limitata, quella occidentale
dipendeva in tutto e per tutto dagli States. GB: smobilitazione dellImpero estremamente tranquilla. Nonostante il Welfare State
fosse stato mantenuto, i governi conservatori non riuscirono a frenare un declino economico iniziato da mezzo secolo, che
presto divenne stagnazione. La ripresa pi spettacolare fu quella tedesca, grazie alla sua economia sociale di mercato. I fattori
del miracolo tedesco furono: ampia disponibilit di manodopera grazie ai profughi, la mobilitazione sindacale e la stabilit
politica. In coalizione con il Partito liberale, lUnione cristiano-democratica rest al governo con Adenauer fino al 1963, mentre
lopposizione costituzionale era nelle mani del Partito socialdemocratico. Di fronte alla crisi europea e al fatto di essere tutte
governate da sistemi simili, le Nazioni europee si iniziarono a concentrare su quanto avevano in comune spinta
allintegrazione europea, che inizi concretamente nel 1951 con la nascita della Ceca (Comunit europea del carbone e
dell'acciaio) che aveva il compito di coordinare produzione e prezzi in quelli che erano i settori-chiavi della grande industria
continentale. Trattato di Roma nel 1957 Francia, Italia, Germania federale, Belgio, Olanda e Lussemburgo, che istitu la CEE
(Comunit europea economica) scopo creare un Mercato comune europeo (Mec) attraverso il graduale abbassamento delle
tariffe doganali e la libera circolazione della forza-lavoro e dei capitali. Organi principali della CEE erano: Consiglio dei ministri,
Corte di giustizia e il Parlamento europeo. Sul piano economico lintegrazione diede grande impulso alle economie nazionali,
mentre sul piano politico la spinta all'integrazione rallent nel giro di pochi anni, frenata dal peso delle tradizioni e dagli egoismi
nazionali.
22.12 La Francia dalla Quarta Repubblica al regime gaullista. La Francia fu lunica democrazia occidentale a subire una crisi
istituzionale nel dopoguerra: dopo la rottura tra i tre partiti di massa nel 1947 ci furono dieci anni di instabilit. Difficolt nel
gestire una smobilitazione imperiale con lopposizione della popolazione: nel 1958 arriv la minaccia di un colpo di Stato da
parte delle truppe di stanza in Algeria. De Gaulle venne richiamato e invitato a redigere una nuova costituzione, con la quale
nacque la Quinta Repubblica. Rafforz lesecutivo, il Capo dello Stato aveva il potere di nominare il capo del governo, di
sciogliere le Camere e di sottoporre a referendum le questioni importanti. Risolse con la forza laffare algerino, e nonostante
avesse deluso le aspettative della destra colonialista. De Gaulle si fece promotore di una politica estera che tendeva a
svincolare la Francia dagli Stati Uniti, in modo che la Francia potesse diventare la guida di una futura Europa indipendente dai
due blocchi. De Gaulle ritir nel 1966 le truppe francesi dall'organizzazione militare della Nato, pur restando fedele all'alleanza
atlantica; contest la supremazia del dollaro nell'economia occidentale, proponendo il ritorno al sistema della convertibilit in
oro; mise il veto all'ingresso della GB nel Mec. Ma questa politica era velleitaria anche perch non sostenuta da una base
economica, ma nonostante ci suscit adesioni sia a destra che a sinistra.
24. LItalia dopo il fascismo.
24.1 Un paese sconfitto. Difficile dopoguerra; situazione economica disastrosa: industrie poco devastate, ma agricoltura e
allevamento in ginocchio problema approvvigionamenti alimentari. Inflazione alle stelle. Infrastrutture e case in gran parte
distrutte + disoccupazione problemi di ordine pubblico, inasprimento lotte sociali e problema dei partigiani riluttanti a ritirarsi.
Nel Sud i contadini occupavano le terre e i latifondi, ma la minaccia pi grave era senza dubbio costituita dal contrabbando e
dalla borsa nera (ossia al commercio clandestino dei generi razionati), e in Sicilia da un ritorno del fenomeno mafioso, anche a
causa dellatteggiamento americano che si serv di noti esponenti delle malavita italo-americana per stabilire contatti con la
popolazione. Nellisola si svilupp un movimento indipendentista composto soprattutto dalla vecchia classe dirigente prefascista
condizionato dalla presenza mafiosa, ma i suoi tentativi furono sempre stroncati dai governi postliberazione si trasform in
banditismo del dopoguerra. Il Paese era disgregato moralmente e la frattura Nord-Sud si faceva pi profonda: essi avevano
vissuto dal 43 in due realt diverse, con la continuit monarchica e gli alleati nel Mezzogiorno; loccupazione tedesca, le lotte di
liberazione e la guerra civile al Nord. La liberazione aveva poi lasciato una voglia di rinnovamento in quanti avevano combattuto
per ottenerla ma il vento del Nord (lotta partigiana) non soffiava in tutto il Paese, ancora sconvolto dal ventennio e comunque
uscito sconfitto dalla guerra.
24.2 Le forze in campo. I partiti in campo erano in pratica gli stessi del prefascismo, per cambiato era il contesto. Si assist ad
una crescita della partecipazione politica. Il Partito socialista, pareva destinato ad assumere un rulo da protagonista anche
grazie alla popolarit del suo leader Pietro Nenni. Il gruppo dirigent per era diviso fra le spinte rivoluzionarie e il richiamo alla
tradizione riformista. Il Partito comunista, invece, aveva guadagnato terreno grazie al contributo dato alla liberazione dai
fascismo: era un partito nuovo, di massa e deciso a prendere parte alle istituzioni. Lunico in grado di competere con loro era la
Democrazia Cristiana, che si richiamava al partito popolare di Sturzo e ne eredit la base contadina e piccolo-borghese, con le
sue fila rimpinguate anche dai membri di Azione cattolica durante il ventennio. Con lesplicito appoggio della Chiesa, la Dc era
perno dellala moderata, anche perch il Partito liberale vedeva ormai eroso il suo legame con la base sociale, mentre il Partito
dazione, per quanto moderno, non aveva una base di massa. I neofascisti si ricostituirono solo a fine 46, ma le destre
andarono a ingrossare ora i monarchici ora la Dc ora il movimento del qualunquismo. LUomo qualunque, movimento che si
prefiggeva di sostenere e rappresentare il cittadino medio, senza alcuna caratterizzazione ideologica, che raccolse parecchi
consensi nel Sud ma che gi nel 1947 inizi a scomparire. Nel frattempo la Cgil ovvero la Confederazione generale italiana de
lavoro (tre componenti, cattolica, comunista e
socialista) fece delle conquiste sindacali: commissioni interne (che
rappresentavano il sindacato all'interno delle aziende), scala mobile, disciplina licenziamenti, egualitarismo retributivo fra i
lavoratori delle diverse categorie
24.3 Dalla liberazione alla repubblica. A Bonomi successe il governo Parri,che era stato uno dei capi militari della Resistenza.
Parri cerc di normalizzare un Paese ancora sconvolto dal regime e dalla guerra epurazione. Inoltre afferm di voler alzare le
tasse per le grande imprese e favorire la piccola e media i moderati si opposero, e il governo cadde. La Dc fece salire De
Gasperi (cattolici forti ormai), che fece una svolta in senso moderato, bloccando le riforme economiche e lepurazione (troppo
complessa). La sinistra rest delusa, ma ancora sperava nelle elezioni del 2 giugno 1946 dellAssemblea costituente. Lo stesso
giorno si sarebbe votato per il referendum istituzionale, per decidere se mantenere monarchia o instaurare la repubblica. Per la
prima volta, avrebbero votato le donne. Nonostante labdicazione di Vittorio Emanuele III a favore del figlio Umberto II, la
repubblica si afferm di netto, mentre per la Costituente trionfava la Dc con il 35% dei voti, seguita dal 20% socialista con alle

calcagna il 19% dei comunisti. Sinistra rinforzata ma non abbastanza da essere maggioritaria; la nuova espressione dellItalia
moderata era la Dc. I partiti di massa stravinsero, e le vecchie dirigenze liberali erano ormai retaggio del passato ed erano stati
sostituiti dalla Sc. Anche il voto fu spaccato in Italia: al Nord repubblica e sinistra, al Sud contrario.
24.4 La crisi dellunit antifascista. LItalia nei due anni successivi defin il suo ordinamento istituzionale con la Costituzione,
la riorganizzazione economica secondo schemi capitalistici e un equilibrio politico notevole; democristiani, comunisti e socialisti
governavano insieme, riuscirono a scegliere De Nicola come Presidente della Repubblica. Secondo governo De Gasperi: i
contrasti sociali e la guerra fredda iniziarono ad esasperare le differenze interne alla coalizione della Dc con le sinistre. Mentre la
Dc tendeva sempre pi ad assumere il ruolo di garante dell'ordine sociale e della collocazione del paese nel campo occidentale;
i comunisti invece guidavano le lotte operaie e contadine (per il salario, per l'occupazione, per la terra) e accentuavano il loro
allineamento all'Urss. A fare le spese di tale radicalizzazione fu per il Partito socialista in cui alla fine del 1946 si erano delineati
in seno al Psiup 2 schieramenti contrapposti:
1) a capo Nenni, voleva che il Partito mantenesse i suoi caratteri classisti e rivoluzionari e puntava su una possibile
alleanza fra l'Urss e le sinistre occidentali
2) a capo Saragt ostile verso il comunismo sovietico e la politica staliniana nell'Europa dell'Est
Nel 1947 a Roma vide la scissione di Palazzo Barberini, Giuseppe Saragat e i suoi che presero le distanze da Nenni e dalla sua
alleanza con i comunisti. Venne fondato un nuovo partito Partito socialista dei lavoratori italiani che poi successivamente prese il
nome di Partito socialdemocratico italiano. Crisi politica maggior libert dazione alla Dc, che fin per escludere le sinistre dal
governo, ponendo alcuni membri democristiani nei ministeri (Einaudi e Sforza).
24.5 La Costituzione repubblicana. Nonostante la crisi per, la Costituente prosegu i lavori e li ultim il 22 dicembre 1947. La
Costituzione si ispirava alle democrazie ottocentesche: sistema parlamentare, governo responsabile di fronte alle 2 camere:
camera dei deputati e il senato della repubblica (due camere elette a suffragio universale e titolari del legislativo), Corte
superiore della magistratura, Corte costituzionale, referendum abrogativo, istituto della regione. Molte norme restarono inattuate
per anni, come molti dei contenuti sociali (che erano solo risultato dellincontro tra interessi Dc e interessi sinistre). Limpianto
politico stato criticato molto, perch favorisce lagibilit e la visibilit delle forze politiche, anzich la stabilit e legittimazione
autonoma al potere esecutivo. I partiti divennero arbitri della politica italiana, anche a causa della legge elettorale proporzionale
immobilismo, sistema italiano bloccato anche dalla guerra fredda. In realt fu un compromesso equilibrato, tanto pi in un
periodo incerto e instabile come quello. Momento di estrema asprezza: accordi Stato-Chiesa, alla fine Togliatti accetta larticolo 7
nonostante l'opposizione dei socialisti e degli altri partiti laici, in cui si stabiliva che i rapporti fra Stato e Chiesa erano regolati dal
concordato stipulato nel 1929 fra Santa Sede e regime fascista
24.6 Le elezioni del 48 e la sconfitta delle sinistre. I partiti iniziarono la corsa per conquistarsi i favori degli elettori; due
schieramenti opposti: lopposizione comunista e la Dc. Quando i socialisti si unirono con il Pci sotto l'isegnna del Fronte
popolare, fu chiaro che lalternativa era secca. De Gasperi poteva godere di due potentissimi alleati: la Chiesa cattolica da un
lato, che fece grossolana ma efficace propaganda a favore della Dc, e gli Stati Uniti, che sostennero il partito democristiano e
minacciarono una sospensione degli aiuti del piano Marshall in caso di vittoria delle sinestre. Le sinistre e i socialisti fecero
appello ai lavoratori e alle classe disagiate, ma il legame con lURSS, estremamente malvista, non gioc a loro favore, mentre la
Dc aveva dalla sua le prospettive di sviluppo e benessere. 18 aprile 1948: la Dc stravinse con il 48,5% dei voti, bruciante
sconfitta per le sinistre i cui sogni si infransero. Egemonia del partito cattolico si rafforzava intanto. A luglio uno studente di
destra fer con un colpo di pistola Togliatti proteste comuniste in tutto il Paese, che in molti casi si trasformarono in
insurrezioni violente che si esaurirono in pochi giorni, ma mostrarono a tutti quanto lItalia fosse divise. Persino nei sindacati si
vide tale contrasto la decisione della maggioranza social-comunista della Cgil di proclamare uno sciopero generale per protesta
contro l'attentato a Togliatti forn alla componente cattolica l'occasione per staccarsi dal sindacato unitario e per dar vita ad una
nuova confederazione la Cisl (Confederazione italiana sindacati lavoratori), mentre quella socialdemocratica e repubblicana
fond la Uil (unione italiana del lavoro)
24.7 La ricostruzione economica. Gli elettori italiani avevano anche scelto una certa impostazione economica: gi dalla fine
della guerra le riforme mancarono e avvenne una sorta di restaurazione liberista, che i governi postbellici mantennero. Non
volevano utilizzare i mezzi economici usati dopo la grande crisi, e tra laltro non volevano assolutamente che lo Stato ingerisse
troppo nelleconomia, prerogativa questa da regime. La sinistra non seppe creare alternative credibili ma si limitarono ad
un'azione di sostegnoai sindacati, di difesa dei salari e di tutela dell'occupazione mediante il blocco dei licenziamenti. Quando la
sinistra fu esclusa dal governo, De Gasperi fece Einaudi ministro del Bilancio. La sua linea prevedeva la lotta allinflazione, la
stabilit monetaria e il risanamento del bilancio statale. Li ottenne con inasprimenti fiscali, svalutazione della lira e restrizione del
credito, ma a costi sociali immensi crebbe la disoccupazione in quanto venne abolito il blocco dei licenziamenti. Le politiche
keynesiane stentavano ad attecchire in Italia: i milioni di dollari arrivati da noi con il piano Marshall furono mal gestiti, e non
furono usati per sviluppare la domanda interna ma per finanziare le importazioni di derrate alimentari e materie prime.
24.8 Il trattato di pace e le scelte internazionali. A Parigi nel 1947 lItalia fu trattata esattamente come una potenza sconfitta:
dovette pagare riparazioni ai paesi attaccati e ridurre il suo esercito. Perse le colonie, ma di questo non import a nessuno.
Mentre grande attenzione era data ai confini nazionali: ad ovest lItalia non perse praticamente nulla e a nord riusc a mantenere
il Trentino Alto-Adige grazie alla maggiore debolezza austriaca, ma i problemi si presentarono a est, dove gli jugoslavi avevano
occupato Trieste e gran parte del Friuli. Sistemazione provvisoria alla fine del 1946, ma si apr cos la questione di Trieste, che
doveva essere un territorio libero divise in una zona A occupata dagli alleati e in una B dagli jugoslavi. Nel 1954 la citt torn
allItalia, ma la questione continu a suscitare problemi. Il contrasto tra italiani e slavi si era inasprito nella guerra dopo le
vessazioni del regime ai nostri vicini, che per si rifecero alla fine della guerra, vendicandosi degli italiani (strage delle foibe, ad
esempio). Ma lItalia non poteva incentrare la sua politica estera sulla questione triestina; da paese sconfitto, doveva attuare una
scelta di campo USA naturalmente: fu chiaro con lesclusione delle sinistre e laccettazione dei fondi Marshall. Ma questo
schieramento non significava unalleanza militare, che eppure arriv nel 1949 nonostante le titubanze di tutti, per scelta di De
Gasperi e Sforza, quando lItalia ader al Patto atlantico.
24.9 Gli anni del centrismo. 1948-53: egemonia della Dc. La Dc continu a puntare sull'alleanza coi partiti minori laici e
appoggi la candidatura del liberale Einaudi a presidente della Repubblica. Era la formula del centrismo, consistente nellavere
la Dc in mezzo che escludeva dalla maggioranza la destra monarchica e neofascista e la sinistra social-comunista e portava
avanti un timido riformismo sociale, per tenersi buone le masse, specie contadine riforma agraria del 1950: espropriazione e
distribuzione delle terre, per tenere buona la popolazione e a lungo andare per rafforzare la piccola impresa agricola (da sempre

fattore di stabilit sociale), che tuttavia fu sempre piuttosto gracile e debole. Nonostante la riforma agraria iniziarono le grandi
migrazioni verso le citt. Altro intervento fondamentale fu listituzione della Cassa per il Mezzogiorno, un istituto che avrebbe
dovuto coordinare lo sforzo statale per lo sviluppo e il miglioramento del livello di vita nel Meridione. Risultati deludenti per,
quando si cap che la modernizzazione non partiva e la societ era statica. Altre, come la legge Fanfani (case popolari) e la
riforma Vanoni (dichiarazione dei redditi) furono osteggiate dalla destra, mentre sempre pi accanita era lopposizione delle
sinistre, che protestavano per le condizioni dei lavoratori che non erano mai migliorate. Nonostante la ripresa industriale la
disoccupazione e i salari bassi persistevano scioperi e manifestazioni politica repressiva (ministro degli Interni, Scelba). I
comunisti e i socialisti furono persino schedati. Appena prima delle elezioni del 1953 De Gasperi e la Dc riuscirono a far
passare la legge elettorale che introduceva un sistema maggioritario. Legge fatta a pennello per la Dc (soprannominata legge
truffa dallopposizione), ma la cui coalizione centrista fu sorprendentemente sconfitta e non pot accaparrarsi il premio di
maggioranza. La Dc di De Gasperi subiva cos la prima sconfitta.
24.10 Alla ricerca di nuovi equilibri. Si iniziarono a cercare nuovi equilibri politici, e lesigenza era quella di legarsi alle sinistre
e di dare una spinta riformatrice al Paese e intergrarlo in Europa (Mercato unico nel 1957). I successivi governi democristiani
comunque continuarono sulle orme degasperiane e mantennero la maggioranza quadripartita. Alcune novit: piano Vanoni
(programmazione economica), nascita del ministero delle Partecipazioni Pubbliche (coordinare attivit delle aziende di Stato),
insediamento della Corte costituzionale, fondamentale per adattare la vecchia legislazione alla Costituzione e distruggere
qualche ultimo ricordo del fascismo. Ma progressiva si inizi a vedere unemarginazione dei degasperiani e lemergere della
nuova generazione democristiana, quella di Moro, Rumor e Fanfani insomma. Questultimo cerc di strutturare meglio il partito e
di scioglierlo dal vincolo con Confindustria, legandolo maggioramente alle imprese di Stato, come lEni pericoloso legame tra
partiti ed economia. La linea centrista non mut nemmeno con Fanfani (segretario dal 1954), ma con lelezione presidenziale di
Gronchi il partito sent forte linstabilit della coalizione e la necessit di una apertura a sinistra, che ovviamente non poteva che
significare un dialogo con il Partito socialista, che nel 1956 con le denunce in URSS dello stalinismo ruppe con il Pci e attu una
svolta autonomista portata avanti dallo stesso Nenni.
26. Distensione e confronto.
26.1 Mito e realt degli anni 60. Si dibatte se gli anni 60 siano davvero stati un decennio felice o se in realt siano stati
travagliati e duri come gli altri. Infatti se da un lato vi era lo sviluppo economico dall'altro vi erano i contrasti sociali e il mondo
viveva in un equilibrio del terrore, causato dalla deterrenza nucleare. Ci furono molti scontri anche sanguinosi soprattutto in
Medio Oriente e il Sud-Est asiatico
26.2 Kennedy e Kruscev: la crisi dei missili e la distensione. 1960: diventa presidente JFK, primo cattolico alla Casa Bianca.
Molto amato, si rifece a Wilson e Roosvelt, aggiornandoli con il mito della nuova frontiera, ovvero una frontiera non pi
materiale ma spirituale, culturale e scientifica. Il riformismo kennediano in politica interna si risolse in un incremento della spesa
pubblica e nel promuovere integrazione razziale nel Sud. In politica estera fu ambiguo: accanto a dichiarazioni di volont di
distensione, portava avanti una intransigente difesa degli interessi USA nel mondo. Primo incontro Kennedy-Kruscev fu a
Vienna nel 1961 sul problema di Berlino Ovest (che gli americani consideravano parte della Germania federale, mentre i
sovietici avrebbero voluta trasformarla in citt libera): ma fu un fallimento. USA mantennero il loro impegno nella difesa di
Berlino Ovest, URSS eresse un muro per dividere i due settori: simbolo della divisione del mondo in due. Ma il teatro di
confronto tragico fu Cuba, dove Kennedy tent di far crollare il regime castrista sia boicottandolo economicamente sia
appoggiando una insurrezione di esuli che sbarcarono alla Baia dei porci nel 1961 fallimento e scacco per Kennedy. LURSS
rispose allintrusione americana a Cuba offrendo a Castro aiuto economico e militare, ma fece anche installare delle basi di
lancio per missili nucleari sullisola. Quando nel 1962 le basi furono scoperte da aerei-spia americani, Kennedy ordin un blocco
navale attorno a Cuba per impedire alle navi sovietiche di raggiungere l'isola. Il mondo fu sullorlo della guerra totale. Alla fine
Kruscev cedette smantellando le basi missilistiche, in cambio Cuba fu lasciata in pace distensione. 1963: firma del trattato per
la messa al bando degli esperimento nucleari nellatmosfera (invece continuarono quelli sotterranei); poco dopo installazione
della linea rossa dalla Casa Bianca al Cremlino per scongiurare una guerra per errore. Il 22 novembre 1963 Kennedy fu
assassinato a Dallas (nel 1968 sarebbe toccato al fratello Robert, e a Martin Luther King), gli successe Lyndon Johnson, capace
uomo politico che ampli e attu molti progetti di legislazione sociale (assistenza medica, sussidi ai poveri..) che gi erano stati
avviati da Kennedy. Per leg il suo nome all'impopolare e sfortunato impegno americano nella guerra del Vietman Vietnam.
Kruscev aveva iniziato a parlare di mera competizione economica tra le due potenze, in discorsi pacifici; sfid lOccidente e la
vittoria sarebbe andata a quello capace di assicurare al popolo il massimo benessere e la giustizia sociale. Ma nellottobre
1964 fu estromesso a caduta dell'andamento non brillante (come promesso) dell'economia sovietica.
26.3 La Cina di Mao: il contrasto con lURSS e la rivoluzione culturale. Si vedeva un crescente contrasto tra URSS e
Cina, dovuto a molti motivi, ma principalmente a differenze ideologiche; se l'Urss voleva un mondo bipolare, Mao tendeva a
mettere in dubbio lo status quo internazionale e ad appoggiare la causa dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo. La Cina
reclamava un ruolo di maggior rilievo. Metre l'Urss voleva mantenere fermo il suo ruolo di Stato-guida e di unica superpotenza
del campo socialista. Nel 1949 la situazione del la Cina era tragica, la nazionalizzazione delle industrie era completa e il settore
industriale prosperava; meno bene andava lagricoltura: la riforma agraria raccolse la miriade di piccole imprese agricole in
cooperative controllate dalle autorit statali. Ma non andava ancora: troppa gente da sfamare grande balzo in avanti, 1958:
che prevedeva una razionalizzazione produttiva e sacrificio del popolo le cooperative furono forzatamente riunite in comuni
popolari, unit pi grandi che dovevano puntare ciascuna allautosufficienza economica, producendo in proprio quanto era
necessario. In unatmosfera da piani quinquennali si consum un assurdo fallimento: la produzione agricola croll; la situazione
con l'Urss croll, dopo le critiche sovietiche alla politica agricola cinese e il rifiuto dei russi di sostenere i piani nucleari della Cina
(che comunque nel 1964 la Cina aveva fatto esplodere la su prima bomba latomica) addirittura scontri lungo il fiume Ussuri,
ai confini fra la Siberia e la Manciuria. Allinterno il fallimento del balzo in avanti apr la strada alle forze moderate, ma a Mao non
stava bene avvi la cosiddetta rivoluzione culturale, mobilitazione dei giovani contro i pi moderati che impedivano lavvento
del comunismo, imprigionamento di molti di quelli che in realt erano semplicemente gli oppositori di Mao Tse-tung. Il primo
ministro Chou En-lai, fu garante della continuit del potere istituzionale in tutti quegli anni, nonch artefice della clamorosa
apertura cinese verso gli USA Nixon a Pechino nel 1972, e conseguente ingresso della Cina comunista nellONU. Fase di
transizione della Cina aveva cos inizio.
26.4 La guerra del Vietnam. Gli accordi di Ginevra del 1954 avevano diviso il Vietnam in due repubbliche : quella del Nord

dove vi erano i comunisti di Ho Chi-minh; in quella del Sud vi era un regime semidittatoriale del cattolico Diem, sostenuto dagli
americani che volevano prendere il posto dei francesi in Indocina, per impedirne un contagio comunista.
Nel sud si svilupp il Vietcong, movimento di guerriglia, guidato dai comunisti e sostenuto dalo Stato nordvietnamita; il governo
del Sud ricevette aiuti da Washington che invi 30.000 consiglieri militari. Con Johnson lintervento divenne apertamente
bellico: per tutto il 64 il contingente fu alimentato di uomini e risorse, nel 65 iniziarono i bombardamenti nel Nord Vietnam. Ma
n i vietcong n le truppe di Ho Chi-minh cedettero. Crisi dellesercito USA, che tra laltro vedeva in patria una mobilitazione
pressoch generale contro la guerra, contro la quale muovevano milioni di persone in imponenti manifestazioni di protesta. Nel
mondo si sviluppava il senso di solidariet ai vietnamiti. I successi del Vietcong apparvero come la prova del fatto che la pi
potente macchina militare potesse essere tenuta in scacco da una guerra del popolo. Inizio 68: i vietcong lanciarono contro le
pricipali citt del Sus loffensiva del Tet (capodanno buddista), che non fece particolari danni ma mostr quanto potente fosse la
guerriglia. A marzo Johnson ferm i bombardamenti del Nord e annunci che non si sarebbe ricandidato Nixon ridusse la
presenza militare americana in Vietnam e avvi negoziati ufficiali con il Vietnam del Nord e con il governo provvisorio, ma
contemporaneamente attacc anche Laos e Cambogia per cercare di tagliare gli approvvigionamenti ai vietcong. Gennaio 1973:
armistizio di Parigi, ritiro americano. La guerra prosegu per altri due anni dopo larmistizio, finch il 30 aprile 1975 i vietcong e le
truppe del Nord entrarono a Saigon ovvero la capitale del Sud. Poco prima in Cambogia, Lon nol (il cui governo era
filoamericano), era stato cacciato dai comunisti, che anche in Laos prevalevano. Indocina comunista: pi grande sconfitta
americana.
26.5 LURSS e lEuropa orientale: la crisi cecoslovacca. A Kruscev successe Brenev, che mantenne la politica del
predecessore mutandone lo stile, e rendendolo meno aperto e ottimista. Accentu la repressione di ogni dissenso e le riforme
che promosse in economia non diedero grandi risultati; ripart il riarmo a spese del popolo, anche se non cambiarono n i
rapporti con la Cina n quelli con lOccidente. Se tollerarono la dissidenza rumena e la successiva parziale autonomia della
Romania, i sovietici furono intransigenti con la Cecoslovacchia. Il riformista Dubek fece un mini-golpe e prese il potere,
avviando un esperimento di socialismo misto ad elementi di pluralismo economico e soprattutto politico era la primavera di
Praga, una sembianza di socialismo dal volto umano. Il Paese restava comunista, ma l'Urss non pot tollerare!! Il 21 agosto
1968 Praga fu occupata e un governo filosovietico stabilito. La resistenza passiva imbarazz Mosca e la vide costretta a
rimettere al loro posto gli artefici del nuovo corso, compreso Dubek. Ma i sovietici iniziarono a lavorare per la normalizzazione
del Paese e la cacciata dei dissidenti. 1969: Husk al potere. Lintervento a Praga fu ciriticato da tutti i Pc, ma Mosca pot cos
stabilire il controllo ferreo sullEuropa orientale senza rendere conto a USA, impegnati in Indocina. Disagio tra governati e
governanti anche in Polonia, con la crisi del 1970 e linsurrezione degli operai di Danzica e Stettino.
26.6 LEuropa occidentale negli anni del benessere. Gli anni '60 furono un periodo florido per le democrazie dellEuropa
occidentale; progressi nel tenore di vita della popolazione, quindi cambiarono i costumi. In Italia, Germania e GB questa fase
coincise con l'entrata al governo dei socialisti, in Francia invece tale contesto fu garantito dai gruppi di obbedienza gaullista,
anche dopo le dimissioni di De Gaulle nel 1969, con le successive presidenze Pompidou e Giscard dEstaing. Germania: nel
1966 si interruppe il monopolio del potere dei cristiano-democratici, che dovettero creare una grande coalizione con i
socialdemocratici di Willy Brandt. I socialemocratici, passata la contestazione e la crisi economica, abbandonarono i cristianodemocratici e si allearono con i liberali, con cui governarono per il quindicennio successivo, anni di prosperit e crescita, ma
anche di un diverso approccio in politica estera. Infatti Scheel tese alla normalizzazione dei rapporti fra la Germania federale e i
paesi del blocco comunista, e ripropose una riunificazione delle 2 Germanie attraverso un graduale superamento dei blocchi.
Questa politica orientale (Ostpolitik) si concret nell'instaurazione di rapporti diplomatici coi paesi comunisti, nel riconoscimento,
sancito da trattati con la Polonia e l'Urss, dei confini fissati dopo la 2 guerra mondiale e in un primo scambio ufficiale di contatti
con i tedeschi dell'Est.
GB: una congiuntura economica difficile costrinse il governo laburista Wilson a imporre un periodo di austerit, proprio mentre in
Ulster (Irlanda del Nord) riesplodeva la questione irlandese che andava anche a mischiarsi con la protesta sociale
rivendicazioni e violenze, terrorismo e guerriglia urbana. Praticamente l'Irlanda del Nord era rimasta nel Regno Unito dopo la
concessione dell'indipendenza del resto dell'isola, ci che gli irlandesi volevano ottenere era la riunificazione. La crisi economica
e labbandono delle ultime colonie (es. Singapore) spinsero Londra ad abbandonare la sua genetica riluttanza nei confronti
delladesione britannica alla Comunit Europea, che per avvenne nel 1972 insieme a Irlanda e Danimarca. Tuttavia ci non fu
sufficiente a risolvere i problemi economici del Regno Unito, n a rilancare il processo d integrazione politica fra gli Stati del
Vecchio continente.
26.7 Il Medio Oriente e le guerre arabo-israeliane. Anche dopo la crisi di Suez del 1956 il Medio Oriente rest unarea
complessa e di potenziale scontro tra potenze; in particolare Israele era un protetto degli USA, lEgitto dellURSS. 1967: Nasser
chiese il ritiro dellONU dal Sinai, chiuse il golfo di Aqaba, vitale per gli approvvigionamenti israeliani, e strinse un patto militare
con la Giordania. Israele lanci un attacco preventivo contro Egitto, Giordania e Siria e in sei giorni vide capitolare l'intera
aviazione egiziana e ci fu disastroso per gli arabi. L'egitto perse Sinai, Giordania, Siria. La guerra dei sei giorni cambi molte
cose, tra cui: declino d Nassaer e della sua politica di oltranzismo panarabo; lo stesso atteggiamento dellOlp di Yasser Arafat,
che soprattutto dopo il settembre nero (re Hussein di Giordania port avanti unoffensiva contro i feddayn e i palestinesi profughi
per non essere nel mirino di Tel Aviv) rivolse la sua lotta terroristica al piano internazionale (attentato contro squadra israeliana
alle Olimpiadi Monaco 72). 1970: morte di Nasser, cui succede Sadat, che voleva riprendere il Sinai e attacc Israele il 6 ottobre
1973 il giorno dello Yom Kippur, da cui la guerra prese il nome. Fu respinto, ma riusc a lavare lonta del 1israele grazie agli aiuti
massicci americani riusc a respingere gli attaccanti. La crisi assunse portata mondiale quando i Paesi arabo chiusero il canale
di Suez e decretarono il blocco petrolifero contro i Paesi occidentali amici di Israele.
La crisi petrolifera. Dopo venticinque anni di crescita incontrastata le societ capitalistiche iniziarono a mettere in dubbio i
fondamenti stessi della loro esistenza; due eventi epocali provocarono questa crisi economica diversa da tutte le precedenti;
anzitutto, la decisione di Nixon nel 1971 di bloccare la convertibilit del dollaro in oro, che aveva garantito la stabilit monetaria
mondiale dal 1944, in secondo luogo la decisione dei paesi arabi di quadruplicare il prezzo del petrolio tale shock petrolifero
colp maggiormente quei paesi che dipendevano totalmente dalle importazioni. La produzione cal, ma a differenza del passato
vi fu una concomitante crescita inflazionistica, che prese il nome di stagflazione, dovuta alla cause esterne e alla rigidit dei
salari lavoratori tutelati. Il vero problema fu infatti la disoccupazione.
Capitolo 27 Anni di crisi

inizio degli anni '70 due avvenimenti dalle conseguenze traumatiche


1971: Stati Uniti decisero di sospendere la convertibilit del dollaro in oro.
1973: decisione presa dai paesi produttori di petrolio, in seguito alla guerra arabo-israeliana, di quadruplicare il prezzo della
materia prima.
=> Generale tensione inflazionistica (stagflazione) dovuto in parte all'origine esterna dell'inflazione, in parte alla maggiore
rigidit dei salari. Crescita della disoccupazione. Crisi del Welfare State. La crescita continua della spesa pubblica costrinse i
governi a portare a livelli sempre pi alti la pressione fiscale. Avvento al potere dei conservatori in Gran Bretagna, con Margaret
Thatcher (1979) e l'elezione alla presidenza Usa del repubblicano Ronald Regan (1980)
La crisi delle ideologie
Cultura di sinistra era stata la cultura egemone: si basava sul presupposto di un'illimitata capacit espansiva del sistema
economico. Queste e altre certezze cominciarono a venir meno.
incapacit dei regimi ispirati al modello leninista e collettivista di offrire soluzioni accettabili ai problemi della societ
contemporanea => fine del mito Urss.
Drammatica esplosione di terrorismo politico, attuato da piccoli gruppi clandestini fortemente militarizzati (le Brigate rosse in
Italia; la Raf, ossia federazione dell'Armata rossa, attiva in Germania; il gruppo di Action directe in Francia) ispirate a una
versione estremizzata del marxismo-leninismo. movimenti di liberazione del Terzo Mondo e quelli nati dalle lotte delle minoranze
etniche nella stessa Europa (Ira ed Eta). terrorismo come fenomeno internazionale: terrorismo di matrice fondamentalista
islamica (1981: papa Giovanni Paolo II fu gravemente ferito in Piazza San Pietro da un terrorista turco).
Gli Stati Uniti e la rivoluzione reaganiana
Stati Uniti gli anni '70: crisi del dollaro, la guerra del Vietnam, il caso Watergate, che nel 1974 costrinse alle dimissioni il
presidente Nixon.
1976: Jimmy Carter cerc di promuovere una politica di tipo wilsoniano, fondata sul difesa dei diritti umani => la linea di
opposizione a quella sovietica e la rivoluzione iraniana contribuirono alla sconfitta di Carter
1980: Ronald Regan, anziano esponente dell'ala destra del Partito repubblicano. in politica estera adott una linea pi dura nei
confronti dell'Urss, incarnando l'orgoglio nazionalista americano.
Fra l'83 e l'86 l'economia riprese a marciare,
Strategia di Regan: mantenimento di un alto livello di armamenti (lo scudo elettronico spaziale).
Sostegno in armi e materiali ai guerriglieri afgani in lotta contro l'invasione sovietica, sfida ai regimi intagralisti del Medio Oriente,
l'Iran e la Libia.
Regan concluse il suo secondo mandato con una popolarit pressoch intatta, grazie anche al successo dei suoi incontri con il
leader sovietico Gorbacev e all'avvio di una nuova fase di distensione.
1988: George Bush, gi vicepresidente con Regan: significativo ridimensionamento dello scudo spaziale.
1989: intervento militare a Panama
1990-91: intervento massiccio contro l'Iraq di Saddam Hussein.
1991-92: dissoluzione della potenza rivale e definitiva vittoria degli Stati Uniti.
L'Urss: da Breznev a Gorbacev (1985-90 segreteria del Pcus e poi presidente dell'Urss nel '90)
Anni '70: furono gli anni del potere incontrastato di Breznev. Successo effimero fu quello ottenuto dall'Urss nel vicino Afghanistan
1975: Conferenza di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa
Fine degli anni '70 i membri europei della Nato decisero l'installazione di nuovi missili a media gittata - gli euromissili - per
rispondere allo spiegamento di armi analoghe da parte dell'Urss
Fine 1979: i sovietici inviarono in Afghanistan un forte contingente di truppe che si dovette scontrare per quasi dieci anni, contro
l'accanita resistenza dei gruppi guerriglieri islamici (sostenuti dal Pakistan, dall'Iran e anche dagli Stati Uniti).
1982: morte di Breznev
1985: Gorbacev, svolta radicale: la perestroika (riforma) => serie di interventi nel segno della liberalizzazione, volti a introdurre
nel sistema socialista elementi di economia di mercato.
Ginevra ('85)e a Reykjavik ('86): Incontri fra Reagan e Gorbacev, inaugurarono un clima pi disteso nei rapporti Usa-Urss.
1987: terzo vertice a Washington che port a uno storico accordo sulla riduzione degli armamenti missilistici in Europa.
Emergere di movimenti autonomisti e indipendentisti fra le popolazioni non russe: le tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e
Lituania) e le repubbliche caucasiche (Armenia , Georgia, Azerbaigian).
1988: l'Urss s'impegn a ritirare le sue truppe dall'Afghanistan.
1989: nuovi incontri al vertice fra Gorbacev e Bush
1990: la Repubblica russa rivendic la propria autonomia dal potere federale ed elesse Boris Eltsin
Nuovo ordine internazionale:
1990: Parigi. Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa
Gran Bretagna
1979: vittoria dei conservatori di Margaret Thatcher (che govern ininterrottamente per 11 anni).
1990: La presidenza passa a Hohn Major, conservatore.
Germania
1983: i governi Brandt e Smidth, ascesa al governo del cristiano-democratico Helmuth Kohl.
Francia
1981-93: presidenza il socialista Francois Mitterrand
Governi a guida socialista si affermarono, all'inizio degli anni '80 , nelle nuove democrazie dell'europa meridionale (Grecia,
Spagna e Portogallo). ulteriore allargamento della Cee, cui aderirono tutti e tre i paesi: la Grecia nell'81, la Spagna e il
Portogallo nell'86.
America Latina
quelli compresi fra la crisi petrolifera (1973) e la caduta del muro di Berlino (1989) furono anni di profonde trasformazioni.
Il Cile, da Allende a Pinochet.
L'Argentina, fra peronismo e dittature militari. 1983: vittoria del radicale Raul Alfonsin.
1984-85: si ebbero libere consultazioni in Per, Uruguay, Bolivia.
1988: in Cile, il regime di Pinochet fu sconfitto => vittoria dei democristiani.

1989: fu rovesciata anche la dittatura del generale Stroessner in Paraguay.


1992: in Per. Colpo di Stato, sospensione della Costituzione ed esautorazione del Parlamento.
Colombia: strapotenza dei grandi trafficanti di droga
1979: in Nicaragua il movimento sandinista rovesci la dittatura di Somoza. 1989-90: elezioni che portarono al potere il fronte
antisandinista.
La sconfitta dei sandinisti accentuava l'isolamento di Cuba, dove il regime di Fidel Castro era messo in seria difficolt dal
collasso dell'Urss.
Asia comunista
Negli anni successivi alla vittoria dei comunisti in Vietnam (1975) e alla morte di Mao in Cina (1976), l'Asia comunista attravers
una fase di profonde trasformazioni e di drammatici conflitti.
tragiche vicende in Cambogia, dove i khmer rossi misero in atto, fra il '76 e il '78, uno dei pi radicali e sanguinari esperimenti di
rivoluzione sociale mai tentati nella storia. i comunisti cambogiani consumarono uno spaventoso massacro, non solo dal punto
di vista umano
1978: soldati vietnamiti, invadevano il paese e vi installavano un governo amico rovesciando quello dei khmer rossi.
1979: i cinesi effettuarono una spedizione punitiva nel Vietnam del Nord.
Solo nell'88, grazie alla mediazione dell'Onu, le forze vietnamite cominciarono a ritirarsi dalla Cambogia, raggiungendo solo nel
'91 un precrio accordo di pacificazione.
La Cina dopo Mao
Fine anni '70: ascesa di Deng Xiaoping: furono introdotti nel sistema elementi di economia di mercato. La contestazione
studentesca: Pechino, primavera dell'89, serie di imponenti e pacifiche manifestazioni di piazza per chiedere pi libert e pi
democrazia. intervento dell'esercito nella piazza Tienannen (giugno '89) che si risolse in un vero e proprio massacro, suscit
reazioni sdegnate in tutto il mondo democratico.
il paese pi popoloso del mondo divenne teatro di un inedito esperimento di liberalizzazione economica all'interno di un regime
che si proclamava ancora comunista.
Il miracolo giapponese
Uscito dalla guerra in condizioni disastrose, il Giappone era divetato, gi negli anni '60, la terza potenza economica del mondo,
dopo Usa e Urss.
28. LItalia dal miracolo economico alla crisi della prima repubblica.
28.1 Il miracolo economico. Tra 58 e 63 si ebbe il miracolo economico, durante il quale lItalia crebbe a ritmi virtuosissimi. Il
settore manifatturiero nel 61 triplic il suo livello di produzione rispetto a quello prebellico aumento export prodotti italiani
(elettrodomestici persino). Solidit lira, stabilit prezzi, diffusione prodotti italiani, successo Olimpiadi di Roma del 1960
ottimismo italiano. Molti fattori hanno favorito il miracolo: la congiuntura internazionale favorevole, la politica di libero scambio,
adesione alla CEE, le poche tasse, ma soprattutto bassi salari e alti profitti. Manodopera a basso costo perch cera molta
disoccupazione e migrazioni dal Sud al Nord. In questo periodo, di fronte ad un agricoltura ferma a livelli vecchi e che perdeva
addetti, lItalia divenne un Paese industriale. Agricoltura ristagnava, mentre crescevano i consumi in conseguenza del calo della
disoccupazione e dellaumento della capacit contrattuale dei lavoratori salari pi alti battuta darresto del miracolo tra 63 e
64. Sarebbe ripreso nel 1966.
28.2 Le trasformazioni sociali. Notevoli mutamenti, Italia si lasci alle spalle le strutture e i valori della societ contadina ed
entr nella civilt dei consumi. Fenomeno pi importante: esodo da Sud a Nord e dalle campagne alle citt: Torino ad esempio
crebbe addirittura del 40% spugne di questa manodopera in arrivo erano i settori commerciale ed edilizio. Pesanti costi umani
dellurbanizzazione: disordine urbano e speculazione impiantare i meridionali nelle citt del Nord non era procedimento
indolore. Tuttavia in questi stessi anni le differenze nei comportamenti sociali cominciarono ad attenuarsi: ebbe inizio un
processo di integrazione legato alle comuni esperienze lavorative, favorito anche dalla scolarizzazione dalla diffusione di alcuni
strumenti di massa: diffusione della televisione principalmente, ma anche dellautomobile. 1955: avvento televisione,
programmazione Rai, ma boom arriv con il miracolo attraverso essa passavano la lingua comune (che inizi a diffondersi) e
modelli culturali di massa. Automobile: utilitarie 500 e 600 della Fiat. Diffusione favorita da una politica fiscale che favoriva le
basse cilindrate e dal progetto di costruzione di una grande rete autostradale.
28.3 Il centro-sinistra. Necessaria unapertura a sinistra da parte del governo; non era facile, osteggiata da molti della Dc, dalle
destra economica, ma anche dal Vaticano e dagli USA. La svolta ci fu dopo una serie di avvenimenti drammatici: 1960, il
democristiano Tambroni, non riuscendo a trovare l'accordo con i socialdemocratici e repubblicani, si leg ai voti del Movimento
sociale, lunico con cui al momento riusciva ad accordarsi, e instaur un governo monocolore proteste dei laici e della
sinistra Dc. Quando Tambroni permise allMsi di svolgere il suo congresso nazionale a Genova, citt antifascista di tradizione,
scoppiarono disordini, in tutta Italia, dove lopinione pubblica di sinistra insorse contro il governo che voleva allearsi con
lestrema destra Tambroni fu sconfessato e costretto a dimettersi. Fu Fanfani, pi tardi lo stesso anno, ad aprire la stagione
del centro-sinistra. Alleanza tra Dc, Pri e Psdi nel 1962, grazie soprattutto alloperato di Aldo Moro, finch un secondo governo
Fanfani non ottenne lappoggio socialista ai singoli progetti legislativi. Il programma del centro-sinistra prevedeva la
realizzazione della scuola media unica, nazionalizzazione dell'industria elettrica. Enel nacque nel 1962. Era un esperimento di
programmazione economica per ridurre disuguaglianze. Fu creata tra laltro la scuola media unica, mentre lattuazione delle
regioni fu rinviata. La programmazione non riusc mai sul serio, troppe divergenze tra socialisti e repubblicani, in pi mancava
una base politica e sindacale sufficientemente ampia. Alle elezioni del 1963 i democristiani e i socialisti persero voti a favore di
liberali e comunisti governo organicodi centro-sinistra, cio con ministri socialisti accanto a quelli democristiani,
socialdemocratici e repubblicania, nacque sotto la presidenza di Moro nel dicembre 1963. il processo riformatore fu bloccato a
causa di un rallentamento economico + forze ostili al centro-sinistra (alte gerarchie militari e presidente della Repubblica Segni).
Ma il contrasto allinnovazione era interno alla stessa Dc, in realt. Mai scelte radicali, anche nelloperato tendenzialmente
negoziale di Moro. 1964: scissione socialista e nascita del Psiup (Partito socialista di unit proletaria); nel Psi, comunque,
restavano due linee diverse: una faceva capo a Lombardi (voleva riforme di struttura), laltra a Nenni (voleva unirsi al Psdi,
unione che sarebbe durata appena un paio di anni). 1964: morte di Togliatti che lsci un testamento politico memoriale di Yalta:
indipendenza da Mosca e proseguimento della originale via italiana al socialismo; nonostante ampi consensi, il Pci era isolato

politicamente, anche quando contribu allelezione a presidente della Repubblica di Saragat. Centro-sinistra sarebbe durato per
un bel po.
28.4 Il 68 e lautunno caldo. Fine anni 60: radicalizzazione dello scontro sociale, iniziato con la contestazione studentesca e
loccupazione di alcune universit. Accanto agli elementi classici (es anti-imperialismo, protesta contro la guerra in Vietnam,
avversione alla civilt dei consumi), la contestazione studentesca italiana ebbe una forte componente marxista e rivoluzionaria,
che quindi sempre di pi era ostile alla societ borghese e sempre pi si collegava per combattere le sue battaglie alla classe
operaia. Cambiarono i comportamenti, che si ripercossero sul ruolo della famiglia e sui rapporti tra sessi. Tra 68 e 70 nacquero
numerosi movimenti extraparlamentari di ispirazione operista e maoista in alcuni casi (es. Potere operaio, Lotta continua e
Unione dei marxisti-leninisti). 1969: lotte dei lavoratori in vista dei rinnovi contrattuali, culminate nell autunno caldo; protagonista
fu loperaio massa (immigrato, poco qualificato, a disagio nellinserirsi) Cgil, Cisl e Uil riuscirono a pilotare le lotte e ad
ottenere ingenti aumenti salariali (18%). Si avvicinarono una allaltra, dando il via ad una stagione di nuovo peso dei sindacati
nella politica italiana: trattative dirette con il governo su molti temi anche non del lavoro, e invasione del campo dazione dei
partiti. Il nuovo peso delle organizzazioni sindacali fu favorito, e in qualche modo sancito dall'approvazione da parte del
Parlamento, nella primavera del '70, dello Statuto dei lavoratori, una serie di norme che garantivano le libert sindacali e diritti
dei lavoratori all'interno delle aziende. La classe dirigente fu incerta nel rispondere ai sommovimenti del 68-69, ma furono
approvato ugualmente leggi molto importanti: liberalizzazione degli accessi alle facolt universitarie, listituzione delle regioni e
successivamente del divorzio.
28.5 La crisi del centro-sinistra. Crisi del paese nei primi anni 70, instabilit politica e terrorismo. 12 dicembre 1969: strage di
piazza Fontana si seguiva una pista anarchica, ma la sinistra vedeva una matrice estremista di destra nellattentato. Si parl
di strategia della tensione portata avanti dalla destra per incrinare le basi dello Stato democratico. Estate 70: Reggio Calabria
esasperata per non essere diventata capoluogo insorse, in pratica guidata dallMsi. Contrasti nella maggioranza: la Dc si e Psdi
tendevano a farsi interpreti di un opinione pubblica moderata (maggioranza silenziosa) spaventata dalle agitazioni operaie e
voleva spostarsi a destra; il Psi mirava al progressivo coinvolgimento del Pci nelle responsabilit del governo. Elezioni
anticipate, 1972: n governo centrista di Giulio Andreotti (72-73), n quelli di centro-sinistra di Rumor (73-74) riuscirono a fare
scelte politiche adeguate e a superare la i problemi economici (ristagno produttivo dovuto anche alle continue conflittualit
sindacali, crescita della spesa pubblica) , che si tramut in catastrofe nel 1973 con la crisi petrolifera. Infatti l'aumento del prezzo
del petrolio caus un calo della produzione industriale e l'avvio di un processo inflazionistico. In pi, scandali politico-finanziari,
di corruzione frattura tra societ politica e societ civile. Nel 1974 la nuova legge sul divorzio fu sottoposta a referendum
abrogativo voluto dai cattolici. Vittoria per i divorzisti. Mutamenti della societ, donna come uomo equiparazione dei coniugi
nel diritto di famiglia (1975), abbassamento della maggiore et. 1978: dopo aspro dibattito, aborto. Forze del cambiamento
parvero in crescita il Pci di Enrico Berlinguer volle un compromesso storico, alleanza duratura con socialisti e cattolici per
allargare base sociale e facilitare il riformismo. Quindi stabil contatti con i comunisti spagnoli e francesi eurocomunismo,
diverso da quello sovietico. Il carattere rassicurante del Pci favor i successi elettorali a livello regionale e locale, molte giunte
comuniste. Per lo spostamento a sinistra dell'elettorato accentu i dissensi tra Dc e Psi dissensi tra Dc e Psi che portarono alla
fine dell'esperienza centro-sinistra. Ritiro socialista port a elezioni anticipate nel 1976: crescita del Pci fino al 34,4%, rimonta Dc
e sconfitta Psi ascesa della corrente autonomista alla cui segreteria via era Bettino Craxi.
28.6 Il terrorismo e la solidariet nazionale. L' Unica soluzione ad una nuova formula del governo era il coinvolgimento Pci
nella maggioranza. Cos' si giunse a un governo monocolore democristiano guidato da Andreotti. Era la risposta governativa alla
crisi economica e allemergenza terroristica, tanto di destra quanto di sinistra. Terrorismo nero (di destra): attentati dinamitardi
indiscriminati, per creare il panico e favorire una svolta autoritaria piazza della Loggia a Brescia nel 1974 e attentato alla
stazione di Bologna nel 1980. Il potere politico fu incapace di indirizzare correttamente le indagini e scoprire come fermare il
terrorismo nero. Stato debole, terrore di un colpo di Stato, terrorismo di destra e corruzione politica terrorismo rosso, di
sinistra: Lotta armata e clandestinit erano considerate eccezionali scelte di vita mobilitazione operaia contro il capitalismo.
Dopo qualche attentato incendiario, le Brigate rosse iniziarono con i rapimenti e gli assassinii programmati. Sopraggiunse anche
la crisi economica nel 1975, con inflazione altissima e la piaga della disoccupazione giovanile ondata di protesta, anche
armata, nel 1977, da parte degli studenti. Anche perch con lo sviluppo della scolarizzazione accrescevano anche le aspirazioni
dei giovani, i quali faticavano per a trovare sbocchi adeguati l titolo di studio. Nessun esito impennata del terrorismo rosso.
Centinaia di attentati tra 1978 e 1980. 1978: pi ambizioso progetto delle Brigate rosse sequestro di Aldo Moro, presidente
della Dc. 55 giorni di prigionia, quindi lassassinio. Cadavere ritrovato in una via del centro romano. Fu lapogeo ma insieme
linizio del declino del terrorismo rosso, che gi nel 1980 incass le prime sconfitte. Il governo di solidariet nazionale, creato
dopo la morte di Moro, inizi la politica dellausterit per migliorare le condizioni economiche del Paese: qualche miglioramento
ci fu, ma mancarono le riforme. Lequo canone (per regolare e calmierare gli affitti) e la riforma sanitaria che sanciva la gratuit
delle cure per tutti e riordinava la medicina pubblica, affidandone la gestione ad appositi organismo, le Usl, ma si rivelarono
fonte di inefficienza e di sprechi, furono dei fallimenti. La solidariet nazionale fu una amara delusione, anche con lingresso dei
comunisti al governo non serv a molto. Continu ad esserci cattiva gestione e corruzione che arrivarono a toccare persino il
Quirinale costringendo alle dimissioni Leone nel giugno 1978 che era stato accusato di connivenze con gruppi affaristici.
Elezione di Sandro Pertini, socialista moralmente indiscusso che ottenne subito molta popolarit. Psi insofferenti dei vincoli
imposti dalla grande coalizione che rendeva sempre pi difficile la collaborazione all'interno della maggioranza e e ricreava le
condizioni per una ripresa dell'alleanza fra i partiti del centro e del Psi (interrotta nel '75 per volont degli stessi socialisti),
mentre con luscita del Pci dalla coalizione la solidariet nazionale fin miseramente.
28.7 Politica, economia e societ negli anni 80. I risultati delle elezioni anticipate del 1983: il Pci perse terreno, il Psi raccolse
risultati deludenti (non sarebbe stato il perno della politica italiana) e la Dc sub una netta sconfitta. Unica strada praticabile?
Coalizione di centro-sinistra pentapartito (Dc, Psi, Pri, Psdi, Partito liberale: governo pentapartitica) , ma la novit fu che la
guida del governo and nell81-82 al segretario repubblicano Giovanni Spadolini, dall83 al socialista Bettino Craxi. La
presidenza di Craxi si caratterizz per il tentativo di potenziare il ruolo esecutivo e affermare una pi incisiva presenza dell'Italia
nella politica internazionale. Inoltre Craxi firm nel 1984 un nuovo concordato con la Chiesa. Ciriaco De Mita cerc di rinnovare
internamente la Dc, ridandole credibilit. In generale, tutti i partiti maggiori erano in crisi, anche il Pci che dopo il sorpasso della
Dc alle elezioni europee del 1984 torn sotto il 30% lanno successivo. I sindacati furono sconfitti nella vertenza contro la Fiat
sul problema della riduzione della manodopera. La Fiat riusc a portare avanti la sua razionalizzazione produttiva. Da questo
momento ruolo politico dei sindacati ridimensionato in negativo. Craxi tagli alcuni punti della scala mobile, nellambito della sua

lotta allinflazione scontri sul costo del lavoro. Problema della spesa pubblica si inser nel generale clima di sfiducia e
abbandono del Welfare State, e la denuncia dellassistenzialismo statale. A partire dal 1984 leconomia italiana diede segni di
ripresa anche grazie al rinnovamento tecnologico di alcuni settori industriali, che comunque ebbe ripercussioni sulla collettivit
(disoccupazione cassa integrazione guadagni). Il sistema economico italiano era estremamente vitale, grazie soprattutto della
crescita delleconomia sommersa ossia quella miriade di piccole imprese con bassi costi e alta adattabilit e produttivit.
Terziario in espansione, clima generale di ottimismo e risveglio, subito rallentato da nuovi scandali politici, come quello della
Loggia P2 (branca segreta della massoneria che puntava ad una ristrutturazione autoritaria dello Stato e con molti legami con
politici di quegli anni). La malavita organizzata prosperava, e la mafia arriv persino a perpetrare attentati terroristici inizialmente
attribuiti alla destra estrema (treno Firenze-Bologna, 1984). Mafia e camorra trovarono la loro principale fonte di lucro nel
controllo del mercato della droga. La lotta contro il terrorismo rosso invece fece notevoli passi avanti, quando i cosiddetti pentiti
decisero di denunciare i compagni e collaborare con lo Stato (in seguito ai sconti di pena) dal 1981 in avanti gli attentati
cominciarono a diminuire e i gruppi clandestini cessarono di esistere.
28.8 Le difficolt del sistema politico. Le disfunzioni del sistema italiano (lentezza delle procedure parlamentari, l'instabilit di
una maggioranza troppo composita e logorata da continue polemiche interne, la mancanza di u alternative alla coalizione di
governo) richiedevano una riforma istituzionale. Luglio 1985: Francesco Cossiga presidente della Reppublica. Difficolt del
pentapartito (in realt contrasti Psi-Dc) portarono al crollo del lungo governo Craxi e alle elezioni anticipate del 1987 Psi e Dc
crebbero, Pci scese, ma la cosa importante che apparvero nuovi gruppi, i Verdi e Leghe regionali (antimeridionalisti xenofobi).
Si riusc a costituire una maggioranza a fatica governi Goria e De Mita, non fecero assolutamente nulla degno di noto, non
risanarono le finanze e non riformarono le istituzioni nuovo segretario Dc, Forlani, e non pi De Mita, che nel maggio 1989 fu
anche costretto a lasciare il governo. Crisi risolta in luglio con la ricostituzione del pentapartito e un governo Andreotti, che
tuttavia dovette affrontare una crisi di maggioranza, che vide luscita dei repubblicani dalla coalizione (1991). I limiti strutturali del
sistema politico italiano iniziarono a venire a galla, ma furono elementi esterni al sistema a causare la crisi della prima
repubblica.
Capitolo 30 La caduta dei comunismi
Un sistema in crisi: Sconfitta dell'Urss tanto pi evidente negli anni della stagnazione brezneviana; regimi spietatamente
autoritari, o addirittura responsabili di genocidio, come quello di Pol Pot in Cambogia; il modello cubano aveva perso gran parte
del suo fascino; fatti di piazza Tienanmen.
Gorbacev e il collasso dell'impero sovietico: Nel momento in cui il riformismo gorbaceviano apr le prime brecce nel sistema,
cercando di introdurvi dosi controllate di pluralismo e rinunciando all'uso della forza nei confronti dei satelliti, l'intera costruzione
croll in tempi rapidissimi.
I mutamenti in atto nell'Urss ebbero immediate ripercussioni nei paesi satelliti.
1980-1981: in Polonia era nato un sindacato indipendente a forte base operaia, e di dichiarata ispirazione cattolica, chiamato
Solidarnosc (solidariet).
1981: Colpo di stato in cui Partito operaio polacco (l'equivalente del Partito comunista) assunse pieni poteri e mettendo fuori
legge Solidarnosc.
La Chiesa e il sindacato continuarono tuttavia a operare in semiclandestinit e dopo la svolta gorbaceviana il dialogo si
intensific, fino al'apertura, nel 1989 di un tavolo ufficiale di negoziato.
1989: si svolsero libere elezioni, prime in un paese comunista, e videro la schiacciante vittoria di Solidarnosc, aprendo la strada
alla nascita di un governo di coalizione.
Gli avvenimenti polacchi diedero avvio a una sorta di reazione a catena che, nel giro di pochi mesi, fra il1989 e il 1990 avrebbe
messo in crisi l'intero sistema delle democrazie popolari.
1989: anche in Ungheria si tennero libere elezioni. segnarono l'affermazione di un partito di centro-destra, e la quasi scomparsa
degli ex comunisti.
Importanti decisioni: rimozione dei controlli polizieschi e delle barriere di filo spinato al confine con l'Austria.
9 novembre 1989: la caduta del muro di Berlino, simbolo della guerra fredda => rappresent un evento epocale e assurse a
simbolo della fine delle divisioni che avevano spaccato in due l'Europa e il mondo all'indomani del secondo conflitto mondiale.
In Cecoslovacchia: il Parlamento, presieduto da Dubcek, elesse alla presidenza della Repubblica lo scrittore Vaclav Havel, gi
perseguitato dal regime comunista.
In Romania: fine della dittatura di Ceausescu, catturato e condannato a morte assieme alla moglie Elena.
In Bulgaria: fu avviato un graduale processo di liberalizzazione.
1990: In Bulgaria e in Albania i comunisti mantennero il potere temporaneamente, ma furono sconfitti alle successive
consultazioni politiche.
In Germania dell'Est vinsero i cristiano-democratici. Il governo Kohl riusc a preparare con grande efficacia e in pochi mesi
l'assorbimento della Germania orientale nelle strutture istituzionali ed economiche della Repubblica federale tedesca e a far
acettare all'Est la nuova realt di una Germania unita.
Maggio 1990: i due governi tedeschi firmarono un trattato per l'unificazione economica e monetaria.
3 ottobre 1990: Gorbacev diede il suo assenso alla riunificazione => la Germania vide entrare realmente in vigore il trattato e,
dopo un quarantennio di divisione, torn ad essere un paese unitario.
1991: Gorbacev fu sequestrato nella sua casa in Crimea. Il Golpe fall clamorosamente e una gran folla si raccolse a presidio
delle libere istituzioni appena conquistate e costringendo i golpisti alla ritirata. Decisivo fu il ruolo del presidente della Repubblica
russa Eltsin che, dopo aver capeggiato la resistenza popolare e aver imposto laliberazione di Gorbacev, si propose come il vero
detentore del potere, relegando in secondo piano lo stesso presidente sovietico.
Il fallimento del golpe valse a spazzare via quanto restava del regime comunista: morte dell'Unione Sovietica.
Il 25 dicembre 1991: Gorbacev annunci in un discorso televisivo le sue dimissioni => la bandiera sovietica fu ammainata dal
Cremlino e sostituita da quella russa.
1992: separazione consensuale tra cechi e slovacchi => creazione di due repubbliche.
La crisi jugoslava
Fra il '90 e il '91: in Jugoslavia la crisi precipit in seguito al contrasto fra le risorgenti aspirazioni egemoniche della Serbia di
Milosevic e la volont autonomistica delle repubbliche di Slovenia e Croazia, che proclamarono la propria indipendenza, seguite

poi dalla Macedonia. 1992: la Bosnia divenne teatro di una guerra crudelissima, condotta, soprattutto dai serbi, all'insegna della
pulizia etnica. N gli sforzi di mediazione della Comunit europea, n le iniziative dell'Onu, che impose l'embargo alla Serbia
e invi in Bosnia contingenti di pace, ottennero alcun esito. Sarajevo fu sottoposta a un lunghissimo assedio a opera delle
milizie serbe. Per raggiungere una tregua d'armi, fu necessario l'impegno diretto, diplomatico e militare, degli Stati Uniti, che
agirono sotto la copertura dell'Alleanza atlantica.
1995: la Nato attu una serie di raid aerei contro le posizioni dei serbo-bosniaci e fu imposto il cessate il fuoco. Accordo di pace,
la cui attuazione per si rivel alquanto problematica.
1998: crisi del Kosovo, che era stato uno dei fattori scatenanti dell'intera crisi jugoslava. Ancora una volta furono i paesi della
Nato,fra cui l'Italia, a intervenire.
I serbi risposero intensificando la pulizia etnica in Kosovo: drammatico esodo dei kosovari albanesi nelle vicine repubbliche di
Albania e Macedonia, dove furono allestiti,con l'aiuto dei paesi della Nato (e in particolare dell'Italia), grandi campi per accogliere
i profughi.
Ma alla fine grazie alla mediazione della Russia, Milosevic cedette e ritir le sue truppe dal Kosovo. fu sostituito da Kostunica,
alla guida di una coalizione democratica. Milosevic e venne successivamente arrestato, consegnato al Tribunale internazionale
dell'Aja e processato per crimini contro l'umanit
2006: mor Milosevic, prima della conclusione del processo, e fu proclamata l'indipendenza della Repubblica del Montenegro.
2008: fu riconosciuta l'indipendenza del Kosovo.
Dal 1997: collasso delle istituzioni in Albania, fattore scatenante fu il fallimento di una serie di societ finanziarie (Berisha e il
Partito democratico erano accusati di connivenza coi responsabili delle societ fallite).
L'Albania fu salvata dall'intervento dell'Onu che invi nel paese un contingente di pace. Nuove elezioni che videro il successo
dei socialisti.
Capitolo 31 Il nodo del Medio Oriente
Medio Oriente: una zona dai confini non precisamente definiti che va dall'Egitto all'Iran, dalla Turchia all'Arabia Saudita.
Un'area di grande rilievo strategico.
I fattori di tensione: accresciuto interesse per la risorsa petrolio, l'aggravarsi del conflitto arabo-israeliano per la Palestina, la
rinascita del fondamentalismo islamico.
1974-75: Sadat (l'allora presidente egiziano), attu un clamoroso rovesciamento di alleanze, espellendo i tecnici sovietici
dall'Egitto, congelando i rapporti con l'Urss imprimendo alla sua politica un segno filo-occidentale.
1977: Sadat formul a Gerusalemme una promessa di pace.
1978: accordi di Camp David grazie ai quali l'Egitto ottenne la restituzione della penisola del Sinai, occupata da Israele nel '67.
La scelta dell'Egitto fu per condannata dalla maggioranza degli Stati arabi e Sadat fu ucciso al Cairo in un attentato organizzato
da un gruppo integralista islamico.
La rivoluzione iraniana
Laici e integralisti: il risveglio politico-culturale del mondo arabo-islamico in lotta contro la dominazione occidentale si era
aspresso attraverso due canali diversi e contrapposti.
Al di fuori del mondo arabo, il nazionalismo laico in Medio Oriente aveva la sua principale roccaforte nella Repubblica turca,
nata dalla rivoluzione kemalista dei primi anni '20.
E di questa identit erano custodi i militari, eredi di Ataturk, pronti a interferire pesantemente nella vita politica ogni qualvolta
vedessero minacciati i valori laici a fondamento dello Stato.
L'Iran dello sci: a partire dagli anni '60 aveva avviato una politica di modernizzazione accelerata, e per molti aspetti traumatica,
che mirava a trasformare il paese in una grande potenza militare, senza per riuscire ad assicurare significativi progressi nella
condizione di vita delle masse.
1978: la rivoluzione (nata dalla crescente opposizione dei gruppi di sinistra e del clero islamico tradizionalista di osservanza
sciita).
1979: lo sci dovette abbandonare il paese.
Si instaur cos una Repubblica islamica di stampo teocratico, ispirata a un vago riformismo sociale basato sui dettami del
Corano e guidata dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, massima autorit dei musulmani sciiti, violentemente antioccidentale e
antiamericano.
1980: guerra tra Iraq e Iran => l'Iran fu attaccato dal vicino Iraq, che cercava di profittare della situazione per impadronirsi di
alcuni territori da tempo contesi fra i due paesi. La guerra rappresent un gravissimo fattore di tensione in un'area di eccezionale
importanza strategica.
1988: il cessate il fuoco stabilito, grazie alla mediazione dell'Onu, trov i contendenti sulle stesse posizioni dell'inizio del conflitto
=> fu una spaventosa quanto inutile carneficina.
La fine della guerra e la morte nel 1989 di Khomeini aprirono qualche spazio alle componenti meno estremiste del regime
iraniano.
La questione palestinese
Gli accordi di Camp David, che prevedevano dei negoziati per la soluzione del problema palestinese, non furono mai avviati.
L'ostacolo principale venne in un primo tempo dagli Stati arabi dell'Olp, che denunciarono il tradimento dell'Egitto e rifiutarono
ogni trattativa col nemico storico.
Anni '80: gli Stati arabi moderati (in particolare Giordania e Arabia Saudita) e la stessa dirigenza dell'Olp assunsero una
posizione pi morbida e, sfidando la condanna del cosiddetto fronte del rifiuto (Siria, Iraq, Libia e l'ala radicale delle
organizzazioni palestinesi), si dissero disposti a trattare con Israele e a riconoscerne l'esistenza in cambio del suo ritiro dai
territori occupati (Cisgiordania e striscia di Gaza), dove sarebbe dovuto sorgere uno Stato palestinese. Ma furono proprio i
dirigenti dello Stato ebraico a rifiutare la trattativa con l'Olp di Arafat.
1987: la tensione si accrebbe ulteriormente quando i palestinesi dei territori occupati diero vita una lunga e diffusa rivolta, detta
intifada. in arabo risveglio.
I riflessi dell'irrisolto nodo palestinese si erano fatti sentire pesantemente anche in Libano, un piccolo Stato pluriconfessionale,
dove l'Olp aveva trasferito le sue basi dopo il settembre nero del 1970.
Dal 1975: sanguinosa guerra civile => non resse il fragile equilibrio su cui si reggeva la convivenza fra le diverse comunit

libanesi (cristiani, musulmani sunniti, sciiti, drusi).


1982: l'esercto israeliano invase il paese spingendosi fino a Beirut per cacciarne, dopo sanguinosi combattimenti, le basi
dell'Olp, il cui centro dirigente fu trasferito a Tunisi. La forza fu ritirata nel 1984.
La Siria impose una sorta di protettorato sul Libano, che era rimasto lacerato da lotte intestine.
1990: La guerra del Golfo. Il dittatore dell'Iraq Saddam Hussein, gi protagonista della guerra di aggressione contro l'Iran (e per
questo a lungo armatoe rifornito sia dall'Urss, sia da molti paesi occidentali, compresa l'Italia) invase il piccolo e confinante
Emirato del Kuwait, affacciato sul Golfo Persico, uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio. L'invasione fu subito
condannata dalle Nazioni Unite, che con voto pressoch unanime, decretarono l'embargo nei confronti dell'aggressore.
Contemporaneamente gli Stati Uniti inviavano in Arabia Saudita un corpo di spedizione, a cui si univano anche alcuni Stati
europei (in misura assai limitata l'Italia). Decisivo fu l'atteggiamento dell'Unione Sovietica: Gorbacev non si oppose all'intervento
armato e consent cos alla forza multinazionale di agire sotto la copertura delle Nazioni Unite.
La strategia di Saddam: presentandosi come il vendicatore delle masse arabe oppresse e come il banditore di una guerra santa
contro l'Occidente, trov notevole eco fra le masse di molti paesi arabi, in particolare fra i paesi dell'Olp, il cui leader, Arafat, si
schier a fianco dell'Iraq.
1991: l'attacco all'Iraq. la forza internazionale scatenava un violento attacco aereo contro obiettivi militari in Iraq e nel Kuwait
occupato. Saddam rispondeva lanciando missili con testate esplosive sulle citt dell'Arabia Saudita e di Israele (che pure era
rimasto estraneo al conflitto) e minacciando il ricorso alle armi chimiche. L'esercito iracheno cedeva di schianto abbandonando
precipitosamente il Kuwait occupato (incendiandone prima gli impianti petroliferi). Ottenuto lo scopo principale (la liberazione del
Kuwait) Bush decideva di arrestare l'offensiva della forza multinazionale per evitare il rischio di complicazioni diplomatiche.
Saddam Hussein sopravviveva politicamente alla sconfitta. Ma gli Stati Uniti risultavano ugualmente trionfatori e contando su
questo prestigio cercarono di profittare della situazione per rilanciare il processo di pace in tutta l'area mediorientale.
1991: fu convocata a Madrid la prima sessione di una conferenza di pace sul Medio Oriente.
1992: vittoria del partito laburista nelle elezioni politiche israeliane dopo quasi un ventennio di egemonia del Fronte nazionalista.
Il nuovo primo ministro Itzhak Rabin fu pi propenso dei suoi predecessori a concessioni territoriali in cambio della pace.
1993: nuova svolta storica => Rabin e Peres, presero la sofferta decisione di trattare direttamente con l'Olp, profittando di un
Arafat uscito indebolito per l'appoggio fornito a Saddam Hussein..
Un lungo negoziato segreto fu firmato a Oslo (poi solennemente sottoscritto a Washington sotto gli auspici di Bill Clinton) e
prevedeva un avvio graduale dell'autogoverno palestinese nei territori occupati, a partire dalla citt di Gerico, in Cisgiordania, e
dalla striscia di Gaza.
4 novembre 1995: Una nuova spirale di violenza e di fanatismo ebbe il suo culmine nell'uccisione del premier Rabin, avvenuta a
Tel Aviv per mano di un giovane estremista israeliano.
1996: sale al potere Benjamin Netanyahu, leader della coalizione di destra. La vittoria della destra segn una battuta d'arresto
nel processo di pace, ma non ne interruppe il cammino. Netanyahu e Arafat firmarono un nuovo accordo che fissava i tempi del
ritiro israeliano dai territori occupati i cambio di un pi forte impegno da parte dell'autorit palestinese nella repressione del
terrorismo.
1999: vittoria alle elezioni politiche israeliane della coalizione di centro-sinistra guidata dal laburista Ehud Barak.
2000: Clinton convoc le parti per una nuova tornata di colloqui di pace a Camp David. L'accordo per una pace globale e
definitiva fu per ancora una volta mancato, si pass invece in brevissimo tempo a una nuova situazione di scontro
generalizzato.
A innescare lo scontro fu, in settembre, una visita compiuta da Ariel Sharon, leader della destra israeliana, alla spianata delle
Moschee di Gerusalemme: una provocazione agli occhi dei palestinesi. => seconda intifada, fu assai pi cruenta ella prima, sia
per la violenza delle manifestazioni,sia per la durezza della repressione.
2001: la crisi del governo Barak port a elezioni anticipate che videro la netta vittoria del centro-destra, guidato questa volta
proprio da Sharon. Il nuovo governo giunse a contestare l'autorit di Arafat, considerato un interlocutore non pi credibile per la
sua incapacit di bloccare gli atti di terrorismo che pure ufficialmente condannava.
2002: decisione del governo di Gerusalemme di costruire una barriera difensiva per proteggere i confini storici di Israele, con
l'effetto di far calare il numero di attentati ma fu condannata da buona parte della comunit iternazionale, per il suo carattere
unilaterale ( e anche perch il tracciato includeva parti di territorio palestinese).
2004: mor Arafat.
2005: governo Sharon (diventato governo di unit nazionale grazie a un accordo con i lbouristi di Peres) prese la decisione di
procedere al ritiro dell'esercito dalla striscia di Gaza.
2006: Sharon usc di scena per le conseguenze di una gravissima malattia. Il suo partito si afferm ugualmente nelle sucessive
elezioni con Ehud Olmert.
Ma i nuovi spazi di dialogo che erano sembrati aprirsi con l'autorit palestinese, guidata ,dopo la morte di Arafat, dal moderato
Abu Mazen, furono vanificati dall'inatteso risultato delle elezioni a Gaza e in Cisgiordania che videro l'affermazione degli
estremisti di Hamas, fermi nel rifiuto di riconoscere Israele. Dalla striscia di Gaza, non pi occupata, continuarono a partire
missili contro lo Stato ebraico, che rispose con pesanti rappresaglie, mentre si accentuavano i contrasti, in seno all'Autorit
nazionale palestinese, fra le organizzazioni rivali di Hamas e di Al Fatah. Tali contrasti sarebbero poi sfociati in una vera guerra
civile nella striscia di Gaza, passata sotto il completo controllo degli integralisti.
2007: l'amministrazione Usa riusc a strappare a Olmert e Abu Mazen l'impegno per un nuovo negoziato da concludere entro il
2008. (?)
La crisi libanese: la Siria fu costretta a ritirare le sue truppe dal Libano ma continu a far sentire la sua influenza soprattutto
attraverso il movimento integralista sciita Hezbollah, appoggiato e armato anche dall'Iran.
Israele reag alle continue provocazioni di Hezbollah con un attacco su vasta scala e invadendo il Libano meridionale. Una
tregua fu stabilita grazie all'arrivo dell'Onu (con la partecipazione determinante dell'Italia) contestualmente al ritiro dei reparti
israeliani.
L'emergenza fondamentalista
-I talebani in Afghanistan.
1996-97: gruppi fondamentalisti detti talebani (studenti delle scuole coraniche) assunsero il controllo di buona parte
dell'Afghanistan. Vittime principali furono le donne, cui fu tra l'altro impedito di lavorare e di frequentare le scuole.

-I problemi in Turchia.
1995: un partito di ispirazione islamica (il Refah, Partito del benessere) assunse la guida del governo.
1997: le pressioni dei militari convinsero i partiti laici a formare una nuova maggioranza (il Refah fu addirittura messo fuori
legge).
2002: si afferm alle elezioni un altro partito di ispirazione islamico-moderata chiamato Giustizia e Sviluppo e guidato da R. T.
Erdogan.
=> contraddizioni di un paese impegnato da molti decenni in una difficile (e incompiuta) modernizzazione, di uno Stato costretto,
per difendere le proprie istituzioni democratiche, a tradirne in qualche misuralo spirito. Un problema evidenziato anche dalla
sanguinosa repressione attuata ai danni dei movimenti separatisti curdi e che ebbe non poca responsabilit nelle difficolt
incontrate dalla Turchia per vedere accolta la sua richiesta di adesione all'unione europea.
-La tragedia algerina. Imponente debito con l'estero. 1992: prime elezioni libere del dopo-indipendenza videro la vittoria al primo
turno degli integralisti del Fis (Fronte islamico di salvezza). Il governo annull allora le elezioni, scatenando le reazioni dei gruppi
islamici. Questa reazione assunse tratti di particolare ferocia, dal momento che le frange estreme del fondamentalismo, misero
in atto una strategia del terrore a base di massacri indiscriminati fra la popolazione civile. I governanti risposero con una dura
repressione che peraltro non riusc a fermare le violenze, anche dopo un'iniziativa di pacificazione lanciata dal nuovo presidente
della Repubblica.