Sei sulla pagina 1di 411

Valrie Tasso:

Antimanuale del sesso

traduzione di Luisa Cortese


pag. 224
ISBN 9788855800600
prezzo 15,50
collana I trofei non-Fiction
Credo che al giorno doggi parlare di sesso
abbia smesso di essere un tab: il vero tab
diventato il sesso stesso. Valrie Tasso
Valrie Tasso nata e cresciuta in Francia, dove
si laureata in Scienze economiche e in Lingue
e letterature straniere. Nel 1991 si trasferita a
Barcellona
e ha cominciato una carriera manageriale in
aziende multinazionali, finch nel 1999 ha deciso
di esercitare per alcuni mesi la prostituzione
dalto bordo.
Da questa esperienza nato Diario di una

ninfomane (Tropea 2005), un successo editoriale


tradotto in 15 paesi, che lha resa una delle
scrittrici in lingua
spagnola con maggiore proiezione internazionale
e da cui stato tratto il film omonimo, di
prossima uscita nelle sale italiane. Nel 2006 si
laureata
in Sessuologia presso lUniversit di Alcal de
Henares a Madrid. Alla sua attivit di scrittrice
affianca le collaborazioni con quotidiani, riviste,
programmi
televisivi e radiofonici. Della stessa autrice,
Marco Tropea Editore ha pubblicato anche Paris
la nuit (2006) e Laltro lato del sesso (2007). In
Spagna
appena uscito il film Diario de una ninfomana
del regista Christian Molina.

Valrie Tasso

ANTIMANUALE DEL SESSO

Traduzione di Luisa Cortese

Tropea

Della stessa autrice, per Marco Tropea Editore:

Diario di una ninfomane

Paris la nuit
Laltro lato del sesso
Titolo originale: Antimanual de sexo
2008 Valrie Tasso, Ediciones Temas de Hoy
2008 Marco Tropea Editore s.r.l.
Corso Buenos Aires 36 20124 Milano Tel: (0039)
02 36596750 Fax: (0039) 02 36596754
www.marcotropeaeditore.it
Prima edizione: novembre 2008 ISBN: 978-885580060-0

ANTIMANUALE DEL SESSO

A Jorge, il mio compagno di viaggio A mio


padre, che ne ha gi iniziato un altro

NOTA DELLAUTRICE
Ho cambiatoli nome di alcune persone per
trasformarle in personaggi, e di alcuni luoghi per
trasformarli in scenari in cui quelle persone non
hanno mai vissuto. C chi inerita che la propria
intimit sia difesa, e c chi vi condannato. Le
situazioni, nel bene e nel male, sono tutte reali
nella scenografia di questo ballo di maschere. Gli
amati conservano il nome, gli amanti mantengono
la pelle.

Giusto per precisare


Qualche anno fa, quando ero una ragazza
perduta (cio fra le pi ricercate), un uomo che
si fece chiamare Alberto chiese una mia
prestazione. Come al solito, arrivai
allappuntamento con cinque minuti di anticipo:
pube ben rasato, mutandine di pizzo griffate e un
sorriso smagliante. Confesso che il suo aspetto
mi deluse un po. Doveva avere meno di
cinquantanni, ma aveva unaria da anziano un
po trascurato - ventre prominente, barba incolta
e occhi socchiusi. Dopo avermi salutato senza
eccessivo calore - ebbi limpressione di averlo
svegliato da un lungo sonno -, tese una mano
verso il tavolino nellingresso e prese un
portafoglio da un cassetto sgangherato. Tir fuori
alcune banconote e me le allung, chiedendomi
se era quanto pattuito. Risposi con un s molto
francese, e domandai il permesso di chiamare
lagenzia. Fece un gesto noncurante con le mani,
come a dire Fa pure. Data la conferma
allagenzia che era tutto a posto, gli chiesi,

fissandolo negli occhi, che cosa voleva fare. In


genere, la domanda provocava un effetto
eccitante sui clienti; era normale che gli occhi
luccicassero, come quando si regala a un
bambino un lecca lecca da tempo sospirato.
Alberto non fece una piega. Disse che il film era
cominciato da appena dieci minuti e che forse,
considerato il tempo a disposizione, avremmo
potuto vederlo sino alla fine. Mi preoccupai
moltissimo. Ci sedemmo su un vecchio divano
Chester rosso, di fronte a un televisore di non pi
di 14 pollici, e vedemmo il film per intero. Era
unopera di Alain Resnais, Hiroshima mon
amour, in versione francese originale, con
sottotitoli in spagnolo. molto raro che un cliente
non voglia avere rapporti sessuali. Nei mesi in cui
esercitai questa attivit mi capit due volte, e in
entrambe le occasioni provai un certo
compiacimento per aver tratto proftto senza fare
granch, ma anche una certa preoccupazione: e
se non fossi capace di sedurre il cliente? Ai miei
commenti sul film Alberto rispose a monosillabi.
Lora stabilita termin a dieci minuti dalla fine.
iMa io continuai a fissare il piccolo televisore

incastonato in un immenso muro di libri. Quando


apparvero i titoli di coda, Alberto si alz e mi
ringrazi. Fu lunica volta nel corso della serata
che osai pailargli con franchezza. Gli chiesi senza
mezzi termini perch non aveva voluto fare sesso
con me. Mi guard come per chiedere perdono e
disse: Ragazza mia il sesso non esiste.
Dimpulso pensai che alludesse a qualche
disfunzione che gli impediva di avere rapporti
sessuali, che fosse deluso dal sesso o che,
semplicemente, fosse una persona eccentrica.
Non so se furono quei suoi occhi simili a una
porta socchiusa, la valanga di libri che
minacciava di cascarci addosso ogni volta che
Emmanuelle Riva sussurrava il testo della Duras,
o il modo ossessivo in cui si grattava il ginocchio
sinistro, ma qualcosa mi diceva che
quellaffermazione conteneva un che di possente,
di sinistro e di selvaggiamente vero che, in quel
momento, non potevo capire. Non mi ci soffermai
oltre: la serata era appena cominciata e una
coppia mi aspettava in una bella casa nella zona
alta di Barcellona. Non vidi pi Alberto, e lui non

chiam pi Jagenzia.
Circa quattro anni dopo, stavo facendo lamore
con Jorge (appassionatamente, aggiungerei, e
poche volte questo avverbio ha avuto un
significato cos pregnante), sempre su un divano
Chester - questa volta color ocra. Per ore o forse
giorni, o forse in altre vite, smarriti luno nellaltra,
ci perdemmo e ci ritrovammo. Mentre Jorge
scendeva le scale del suo studio, schivando pile
di libri e oggetti - migliaia di oggetti -, per andare
a comprare qualche dolce che ci tirasse un po
su, mi salt in mente di chiedergli se quello che
avevamo fatto e avremmo continuato a fare era
sesso. Si volt, e un ciuffo di capelli gli copr un
occhio. Sorrise mentre un bagliore proveniente
dal lucernario faceva risaltare la sua figura, e mi
disse sottovoce, come se non volesse svegliarmi:
Il sesso non esiste esiste soltanto quello che
ne facciamo.
A differenza di Alberto, continuai a vedere
Jorge. Da quei giorni che si avvolgevano su se
stessi e su di noi, non lho pi perso di vista.

Michel Foucault, che mi ha trasmesso molti


piaceri - salvo quello della carne -, propose una
teoria molto interessante. A partire da un certo
momento, che lui colloc durante lepoca
vittoriana, il sesso stato occultato dal discorso
sul sesso. Lassunto sembra una contraddizione
(un ossimoro, per gli amanti della retorica), ma
si rivela di unefficacia straordinaria. Reprimiamo
il sesso non per oscuramento, bens per
sovraesposizione. Per nasconderne la portata e
la vastit, e per farne qualcosa di controllabile,
parliamo di continuo di ci che del sesso non ci
turba. Fino a che il sesso non diventa qualcosa di
limitato e semplice, fino a che parlare di sesso
smette di essere tab, fino a che a essere tab
il sesso in s.
Quando Alberto e Jorge negavano lesistenza
del sesso, negavano la concezione prescrittiva e
moraleggiante del sesso; negavano la forma
che con parole - milioni di parole - abbiamo
conferito al sesso.
In definitiva, negavano ci che in questo libro ho

chiamato discorso normativo sul sesso: il sesso


che vogliono imporci, ma che in realt non altro
che una sua rappresentazione moralistica.
Abbiamo prodotto questo discorso normativo,
questa specie di programma ideologico, per
consolidare un modello di sesso, e non il sesso in
s. Lautore di questo poderoso discorso stato
e continua a essere uno solo: la morale.
Indipendentemente da come venga paludata - di
religione, medicina, scienze umane -, la morale
divenuta signora e padrona del modello della
nostra sessualit. Un modello che si basa su tre
fondamenti: il coito, il fallo e la coppia.
Il coito la pratica per eccellenza del modello.
Quando ci masturbiamo, quando leggiamo brani
erotici o osserviamo corpi nudi, siamo esseri
improduttivi. Per questo, il modello
coitocentrico ha ridotto tutte le pratiche sessuali a
modalit di riscaldamento in preparazione del
grande obiettivo finale: la penetrazione.
Allinterno di questo gioco, il fallo lelemento
che maggiormente preoccupa il modello. Il

fallocentrismo consente di spiegare la sessualit


umana da un punto di vista esclusivamente
maschile. Chi non sa quali sono le dimensioni
medie di un pene? Quante donne conoscono
invece le dimensioni della propria vagina?
Ancora un esempio: perch nel Duemila
continuiamo a ignorare la veridicit di mere
supposizioni sullattivit sessuale della donna,
come il punto G, leiaculazione femminile (se si
pu verificare o meno e di che cosa fatta), o
lesistenza di un orgasmo esclusivamente
vaginale? Di fronte a questi esempi, che la
cultura fallocratica ha trasformato in una sorta di
miti - come lo sono gli elfi, il Bigfoot o il mostro di
Loch Ness -, bisogna porsi una domanda ben
precisa: non se esistano o meno, ma per quale
motivo non ne sappiamo ancora nulla.
La coppia il connubio erotico per eccellenza
del modello, un modello familiare, che protegge il
frutto del sesso (il sesso senza frutto, come
abbiamo detto, non valido), lo educa, lo
umanizza, lo responsabilizza. Pratiche erotiche
che non si conformano al modello della coppia

sono ancora oggi considerate anomalie e


depravazioni o, nel migliore dei casi, semplici
stravaganze da condannare e derivate senza
dubbio da una carenza affettiva.
Il discorso normativo che costruisce questo
sesso da manuale, omologato, omogeneo e
controllabile, si basa su affermazioni
normalmente false che, a forza di essere ripetute
fino alla nausea, finiscono per convincerci non
solo della loro veridicit, ma anche del fatto che
non esista unalternativa. una catena: nientaltro
che il susseguirsi dei suoi anelli. Queste
affermazioni ripetute e divulgate allinfinito, questi
anelli di ferro, sono i luoghi comuni. Il loro potere
tale che, come alcuni politologi hanno parlato
della fine della storia e alcuni critici della morte
dellarte, oggi possiamo cominciare a parlare
della morte del sesso. Quando non esiste
alternativa, perch un modello si imposto come
unico e indiscutibile, si distrugge levoluzione, lo
sviluppo e la crescita. Quando qualcosa questo
e nientaltro che questo, comincia a non essere
niente.

Il presente libro stato scritto contro il luogo


comune, contro linganno che ne deriva e contro
la rassegnazione che ne sta alla base.
Si dice che un giorno Platone defin luomo
animale bipede senza penne e che il saggio
Diogene gli port davanti alla porta di casa un
pollo spennato, esclamando: Eccoti luomo.
Dopo tale lezione, lateniese riformul la sua
definizione: Animale bipede senza penne con le
unghie piatte. Nel sesso manca ancora un
cinico che porti davanti alla casa del moralista
un uccello spennato.
Ma come mettere in discussione un manuale
senza sostituirlo con un altro? Ci sono alcuni
individui immorali che parlano con assoluta
precisione del sesso: i poeti. Quando Leopoldo
Maria Paner inizia una poesia con il verso Non
il tuo sesso ci che nel tuo sesso cerco, sta
parlando chiaramente di sesso. Forse perch
nella poesia la logica di unopera sostituisce
qualsiasi postulato morale, come diceva
Baudelaire.

Ma questo non un libro di poesia: un testo


divulgativo, sfacciato e temerario. E semplice,
molto semplice. Un libro che si oppone al
manuale duso e consumo, perch il sesso non
un manuale di autoscuola n un piano da
accordare o da imparare a suonare con i dogmi
della tecnica. un testo che pretende di
smontare la catena di parole con le quali
reprimiamo erroneamente la nostra sessualit. E
non neppure un libro che aiuta a risolvere i
problemi, ma semmai a evitarli, a evitare che
insorgano dove non esistono. Un libro che suscita
domande, pi che fornire risposte.
Ed per questo che lho intitolato Antimanuale
del sesso.
In una commedia sulla Guerra civile spagnola,
un disilluso sergente franchista chiede a un
soldato semplice del suo reggimento: E tu che
cosa ci fai qui?. Il soldato in atteggiamento
marziale e perfettamente addestrato risponde:
Sono qui, sergente, per evitare larrivo delle
orde rosse.

Il sergente, disgustato dalla lunga guerra,


ribatte: E tu lo sai che cos unorda,
coglione?.
Questo libro cerca di spiegare che cos
unorda, per evitare la formazione
istituzionalizzata di troppi coglioni (elementi
davvero molesti a letto, sotto la doccia e nel
linguaggio). E far s che, grazie alla libert offerta
dalla conoscenza, ciascuno si comporti come
pu, o come meglio crede, senza essere istruito
da nessun manuale di combattimento.
Una volta dissi di essere stata puttana. Oggi,
forse, continuo a esserlo.
Valrie Tasso

Luoghi comuni da demolire


Facciamo lamore per provare piacere,
comunicare o riprodurci
Ordunque, allorch la forma originaria fu tagliata
in due, ciascuna met aveva nostalgia dellaltra e
la cercava; e cos, gettandosi le braccia intorno e
annodandosi luna allaltra per il desiderio di
ricongiungersi nella stessa forma, morivano di
fame e anche di inattivit, poich luna non
intendeva far nulla separata dallaltra.
PLATONE, Simposio, 195-200

Il sesso il concetto che abbiamo di noi stessi


come esseri sessuati. La definizione non mia,
ma di Efigenio Ameza, e di certo ci torner su
ancora. Efigenio non mai stato uno dei miei
amanti (che io ricordi, almeno; le sue lezioni di
solito finivano allalba nei bar intorno allIncisex:1
tra fumo e vino rosso, si sa, la memoria inganna),

ma quello che posso dire con certezza di aver


fatto molto, moltissimo sesso con lui.
Fu in un letto dalbergo, tra quattro cuscini di
piumino sintetico e preoccupata che un cretino
non mi mandasse a sbattere contro la testiera
stile Impero, che pensai: Sar perch ho la
fica.
Era estate e la Francia aveva vinto il mondiale
contro il Brasile. Avevo lasciato il mio compagno
ufficiale di allora, Sandro, nella casa in cui ci
ospitavano i suoi genitori, in un paesino vicino
Padova, e me lero fatta con quel tizio in una
camera dalbergo. Non ricordo come si
chiamasse, ma non importa, perch in ogni caso
avrei usato uno pseudonimo. Nicolini,
chiamiamolo cos (Sandro aveva dato quel nome
al suo enorme gatto castrato, in onore al cantante
lirico napoletano), mi aveva offerto uno dei
rapporti sessuali pi noiosi, mediocri e insipidi
che gli annali dellerotologia italiana ricordino.
Da quando il padre di Sandro me lo aveva
presentato come suo socio in un importante

affare immobiliare, Nicolini non aveva mai


staccato gli occhi dal mio modesto dcollet.
Durante la cena di benvenuto che i genitori di
Sandro avevano organizzato per noi, tent di
mostrarsi galante e mi propose di
accompagnarlo il giorno dopo a vedere la sede
della societ nel capoluogo. Acconsentii, ben
sapendo che Sandro doveva restare a casa per
sbrigare alcune faccende. Naturalmente, della
societ non avrei visto nemmeno la facciata.
Quando venne a prendermi con lautista,
Nicolini era sul sedile posteriore e sembrava una
iena cui agitano davanti una costoletta. Con un
gesto tra il deciso e lo sfrontato gli chiusi la
mascella (temevo che a un certo punto
cominciasse a sbavare sulle mie calze Wolford) e
senza mezzi termini gli proposi di mostrarmi ci
di cui era capace. Per un attimo mi sembr di
avergli rovinato il giro turistico-erotico che aveva
previsto e che doveva aver fatto tante volte:
impressionare con la sua grandeur da
imprenditore, poi cena frugale in un ristorante
chic - intimo e rigorosamente costoso - e infine

champagne a letto. Di fronte a questo panorama


e a una simile compagnia, preferivo passare
direttamente allo champagne.
Mentre Nicolini cercava la posizione (certi
amanti dovrebbero sapere che a volte basta
muovere il dito medio con un minimo di grazia),
cominciai a chiedermi perch stavo a letto con
lui.
C una regola valutativa che consente di
giudicare bene la qualit di un rapporto sessuale.
Secondo il vecchio erotomane che me lha
suggerita, si deve applicare nel momento preciso
in cui latto raggiunge la massima intensit. La
regola recita cos: Se ora sei in grado di fare
qualsiasi altra cosa, falla. Se durante il sesso
sei capace anche soltanto di pensare di fare
qualsiasi cosa oltre a quello che stai facendo, c
qualcosa che non va.
Bene, con (e sotto) Nicolini avrei potuto
riarredare la suite, calcolare la radice cubica di
69 o prendere a testate una pietra. Eppure me ne
stavo l, con il suo profumo di Armani nelle narici,

mentre mi canticchiava allorecchio una canzone


di Frank Sinatra, mi frugava tra le gambe e
gemeva tra una nota e laltra. Fu in quel momento
che me lo chiesi: Perch faccio lamore?. E fu
in quel momento che mi risposi ingenuamente:
Sar perch ho la fica. Quellestate, a Padova,
quando la Francia aveva vinto il mondiale di
calcio al Pare des Princes.
Efigenio lo conobbi molti anni dopo e seppe
dare un nome e un cognome alle intuizioni che
avevo sperimentato di letto in letto, di vita in vita,
nelle trincee dove le guerre non si vincono, ma si
mettono in discussione. Quando lo sentii parlare
di esseri sessuati, ricordai gli episodi con i
vari Nicolini della mia vita, che mi avevano
permesso di domandarmi, mentre scopavo,
perch facciamo lamore.
Siamo esseri sessuati, vale a dire provvisti di
organi sessuali specifici, di un sistema endocrino
che presiede al loro funzionamento e di un
modello di valori culturali che approva o
condanna luso che ne facciamo. Cos come

siamo esseri dotati di linguaggio. Entrambe le


cose - il sesso e il linguaggio - ci plasmano e non
si misurano (n il pene n la laringe), sono una
condizione ultima di noi stessi e sono
irrinunciabili (si pu essere muti o astinenti, ma
non per questo il linguaggio o il sesso cessano di
essere tali). Partecipiamo dunque della
condizione di esseri sessuati, ma ci, oltre a un
modo di essere, anche una conclusione. Non
c modo di uscirne.
La breve citazione allinizio di questo capitolo
tratta dal Simposio di Platone, noto anche come Il
mito dellandrogino o Il mito di Aristofane. In essa
si tenta di spiegare perch gli esseri umani sono
entit sessuate. Platone mette in bocca al
commediografo Aristofane (forse con una punta
di malignit) la leggenda secondo la quale in
origine eravamo esseri sferici (completi e
perfetti) dal cuore forte e valoroso. Esistevano tre
generi: uomini, donne e androgini. La nostra
tracotanza ci spinse a salire nei cieli e ad
affrontare Zeus in persona, il quale, senza battere
ciglio, ce le suon di santa ragione (quando si

tratta di punire, gli di greci non vanno tanto per il


sottile). Ci divise in due, rendendoci molto pi
deboli, facendo s che potessimo riprodurci (solo
perch in questo modo gli di avrebbero avuto
pi devoti), e ci condann a cercare per tutta la
vita la met che ci aveva sezionato (il
participio passato del verbo secare, in latino
tagliare, sexus, da cui derivano le parole
sesso e sezionare). Se il corpo sferico
originario era quello di una donna, ora la donna
incompleta avrebbe cercato disperatamente la
sua donna complementare, un uomo avrebbe
cercato un altro uomo, e un androgino avrebbe
cercato il sesso opposto.
Questa boutade, che lo stesso Platone racconta
in tono di comica allegoria, cerca di spiegare
lantica questione del nostro essere sessuati. In
tutte le culture, non soltanto nella nostra, grecolatina e giudaico-cristiana, esistono miti e
cosmogonie sulla complementarit dei sessi e
su quella energia che ci spinge a cercare
disperatamente il congiungimento carnale.

Oserei dire che la nostra condizione (di esseri


sessuati) la nostra motivazione (a metterla in
atto). Facciamo sesso perch siamo sesso.
Quando mi venne in mente sar perch ho la
fica, forse non ci ero andata poi tanto lontano. E
possibile che anche Origene (uno dei padri della
Chiesa cristiana che si evir) la pensasse come
me, con un altro obiettivo, molto pi nobile e
devoto (Dio ce ne scampi). ovvio che nella
mia fica non erano implicati soltanto i genitali,
ma anche, e soprattutto, un cervello - il grande
organo genitale umano - e un sistema di valori
molto pi difficile da asportare (sebbene non sia
del tutto impossibile la Chiesa piena di
repressi).
Va da s che, tra le motivazioni che ci inducono
a fare sesso, se ne possono enumerare molte
altre. Per esempio, la ricerca di comunicazione e
di affetto. Dopo una stagione allinferno, gli
psichiatri della sanit pubblica diedero un nome
alla mia libert (di amare e di morire). Certo, ero
reduce dal secondo tentativo di suicidio e non
facevo nulla per nascondere la mia promiscuit.

A loro fu tutto chiaro ed emisero la diagnosi


(qualcosa di molto ampolloso e che aveva a che
fare con gli affetti). A me no. Quando pubblicai
Diario di una ninfomane2 molti benintenzionati
spiegarono la mia scherzosa ninfomania,
sostenendo che era dovuta allidentificazione del
sesso con lamore e che in realt dovevo essere
una specie di affettodipendente. Qualche
ragione ce lavevano, questi commentatori; la mia
infanzia, pur senza assomigliare a un romanzo di
Dickens, avrebbe potuto essere un po migliore
dal punto di vista affettivo. A ogni modo, non
nego che possa essere vero che facciamo sesso
per socializzare, per imparare e per trovare il
nostro posto (il pi in alto e confortevole
possibile) in questo contesto perverso e
sputasentenze che il sistema sociale.
Altre ragioni appartengono al campo del
piacere: abbiamo rapporti sessuali perch di
solito producono piacere. Un terzo gruppo di
cause da richiamare si rifa alla riproduzione (vero
e proprio feticcio per i biologi, gli evoluzionisti e i
preti).

Tuttavia, con Nicolini non cercavo affetto, forse


solo un po di piacere, ma per ottenerlo dal sesso
non avevo bisogno di uno come lui. Senso di
potere nel ridurre lui e tutta la classe sociale che
rappresentava a mendicare, pu darsi; desiderio
di riproduzione, nessuno. No. Cera dellaltro.
Credo ci fosse un bisogno che prevaleva su tutti
gli altri; cera il bisogno di essere me stessa, un
essere umano che si riconferma nella propria
umanit sessuata, che vuole, tramite questa,
sperimentare la sua condizione pi profonda, i
punti nodali del suo sistema affettivo, i limiti della
corporeit e lodore delleccesso.
C un altro motivo, forse un po pi difficile da
spiegare, a sostegno della mia convinzione che
ho rapporti sessuali perch sono un essere
sessuato, ed che uscire da questa causa
ultima significa entrare inevitabilmente in
questioni morali, e ne abbiamo abbastanza che
la morale si intrometta in questioni di sesso.
Perch il sesso non serve a rispondere a
domande come va bene quello che faccio?,

giusto?. No, il sesso risponde sempre alla


domanda chi sono io?. Perch il sesso
metafisica allo stato puro e pratico. Ogni volta
che ci assale questo dubbio esistenziale,
ricorriamo alla nostra conformazione sessuata o
desideriamo ricorrervi. Come forse avrebbe
potuto dire e mai disse (che perdita per la
sessuologia!) quellamorale di Nietzsche, il sesso
demoralizzato non serve a sapere se ci
comportiamo bene o male, serve a darci risposte
su chi siamo.
A mio modesto parere, questo il vero motivo
per cui facciamo lamore; sapere, a partire da
quello che siamo, chi siamo.
Era lestate del 1998 e Frank Sinatra non
avrebbe mai pi cantato Something stupid.
Anche se Nicolini, con tutta probabilit,
continuer a farlo

Il desiderio solo linizio di un rapporto sessuale

A un condannato a morte fu concesso un ultimo


desiderio. Desidero non essere presente
allesecuzione disse. Il boia ci pens su un
attimo.
Non te lo posso concedere gli rispose alla fine.
Devi esprimere un altro desiderio.
Il condannato riflette un momento e alla fine
disse: Allora desidero imparare il
giapponese.
Baruch Spinoza (che non il nome di qualche
mio vecchio cliente di cui voglio nascondere
lidentit) diceva, tra tante altre cose, che il
desiderio la vera essenza delluomo. Questo
filosofo di origine sefardita, secondo alcuni il
fondatore dellateismo moderno, sosteneva che
ci che davvero sostanziale in noi
lostinazione a essere noi stessi. Chiam conatus
lirrefrenabile e continua ostinazione a essere
se stessi. Tale fine essenziale, che identifica e
realizza ognuno come individuo e tutti come
esseri, si conquista solo mediante il desiderio.

Quella sera di settembre del 1999, quando


Susana mi apr la porta, entrai per la prima volta
nella casa. Cos noi ragazze chiamavamo il
bordello, forse perch per alcune era quanto di
pi simile a un focolare. Appena unora pi tardi,
dopo aver fumato nervosamente una sigaretta in
compagnia della portinaia e scambiato qualche
parola con Cristina, la madame, stavo gi
praticando una fellatio a pagamento a uno
sconosciuto nella suite Bacar. Una fellatio
difficile pi per la fatica di tenere fermo in bocca
nella posizione corretta il preservativo arrotolato
che per gli scrupoli morali. Difficile pi per la
debole erezione di un cliente cocainomane che
per lobbligo di fare quella cosa in quel preciso
istante.
Quella sera di settembre si realizzava un mio
desiderio (mi ostinavo nel continuare a essere
me stessa): essere una ragazza a pagamento,
prostituirmi. Per me, fare la puttana era un
desiderio, non una fantasia. Le fantasie non si
avverano mai. Appartengono allimmaginario
erotico individuale e intrasferibile di ognuno di

noi, e anche se agiscono con gli stessi elementi


immaginativi e narrativi dei desideri, non
giungono mai al livello della realt (almeno
volontariamente). La fantasia popolata di
personaggi fantasmatici che si muovono sullo
sfondo delle paure che abbiamo interiorizzato.
Possono essere terribilmente eccitanti in un
contesto onirico, ma in nessun altro.
Mentre mi immergevo nella jacuzzi, luomo mi
accarezz linterno delle cosce. Le bolle lo
coprivano dalla vita in gi. Lo lavai. Il giorno prima
avevo comprato in farmacia un sapone
dermatologico con un ph molto acido e lavevo
versato in un recipiente simile a una fiaschetta
che da allora portai sempre con me quando
uscivo. Stava appoggiato, nudo, a un lato della
vasca. Mentre mi davo discretamente da fare
davanti a quello sconosciuto, lui cominci a
sussurrarmi parole damore: Voi francesi
siete sempre state delle grandi puttane.
A loro piace credere di avere il potere. Ma
pura illusione. Il tempo, il ritmo e la bocca che si

inclinava sul suo pene umido erano miei. Era lui


che stava per essere disarmato, non io.
Desiderio e desidia (inerzia) hanno una
radice comune, desideo (verbo che in latino
significa qualcosa come vagare, vivere con
indolenza, lasciar andare le cose senza
intervenire per cambiarle). Il francese dsir
deriva dal verbo desiderare (guardare gli astri,
contemplare corpi siderali, osservare gli
oggetti che brillano). Sembra che presso gli
antichi solo i perdigiorno si dedicassero a
desiderare. E sembra che ben presto il desiderio
si sia trasformato in qualcosa di riprovevole.
Non povero chi ha meno, ma chi desidera
troppo affermava Seneca, che, oltre a essere
assennato e stoico, era un moralista (anche se
cos gli and male con Nerone).
Mentre mi afferrava la testa con le mani, sentivo
contrarsi sul collo le sue gambe.
Sei bravissima mi disse.
Alzai un attimo lo sguardo e lo fissai negli occhi.

perch sono francese risposi. Da allora


avrei usato questa frase come ciliegina sulla torta
con tutti quelli che davano quel giudizio sul mio
fascino lascivo.
Non so se, in quel momento di desiderio, le mie
capacit meritassero tale elogio, ma posso
assicurare che di certo non me ne stavo con le
mani in mano
Credo che fosse Agostino dIppona
(santAgostino per i devoti) a operare una
distinzione tra le varie forme di libido (che
letteralmente significa avidit). Il buon vecchio
Agostino ne individu tre, forse sulla base del
principio divide et impera. Riteneva inietti che
esistessero la libido sciendi (desiderio di
conoscenza), la libido dominandi (desiderio di
potere) e la libido sentiend (desiderio di
provare piacere, di godere carnalmente).
Suppongo che per questo padre della Chiesa la
distinzione permettesse di gestire ci che
connaturato agli esseri umani: il desiderio. Una

forma di libido doveva essere buona, unaltra


doveva essere guidata e unaltra ancora doveva
essere repressa senza mezzi termini.
Personalmente, non capisco la distinzione. Le tre
libido si identificano luna con laltra, vanno di pari
passo perch sono la stessa cosa. E non solo
perch desiderare potere, sesso o conoscenza
sia la stessa cosa, vale a dire desiderio, ma
perch lo sono anche il potere, il sesso e la
conoscenza stessi.
Dalle sue contrazioni, da come mi strinse pi
forte la testa fra le mani mentre mi spingeva il
pene in gola e dal serbatoio del condom che
avevo in bocca, che si riemp, mi accorsi che
luomo stava eiaculando, In quel momento
sapevo meglio chi ero e fino a dove potevo
arrivare: avevo dominato quellindividuo e quella
situazione (avevo avuto il potere su quella
persona e sulle circostanze dellincontro) e avevo
saziato un appetito carnale (toccare ed essere
toccata).
Come con il genio della lampada, avevo

realizzato i tre desideri grazie a unintervista da


trecento euro (netti). Quella sera di settembre, le
libido sentiendi, sciendi e dominandi mi spinsero
tutte insieme a essere me stessa, a continuare a
essere me stessa, a finire con lessere me
stessa.
Una volta, alcuni anni prima, a Parigi, anchio
avevo desiderato imparare il giapponese. In quei
mesi, a Barcellona, desiderai fare la puttana.

Crediamo di sapere ci che desideriamo


Faceva caldo. Simona mise il piatto sopra uno
sgabello; poi, proprio davanti a me, fissandomi
gli occhi con insistenza, si accoccol,
immergendo il suo culetto nel latte.
Per un po restai immobile: ma come tremante
di un tremito soffocato dal sangue che violento mi
affluiva in testa, mentre Simona guardava il mio
sesso inturgidirsi e tendersi, sotto i calzoni. Poi
mi coricai ai piedi di Simona, immobile sul piatto;

e, per la prima volta, vidi la sua carne rosa e


nera, bagnata e candida di latte. A lungo
restammo come paralizzati, in eccitata tensione.
GEORGES BATAII.I.E, Storia dellocchio
Leggeva lentamente, tentando di mantenere un
tono deciso, ma non minaccioso. Era unedizione
del 1967, pubblicata a Parigi, con la copertina
giallognola e le pagine sgualcite.
Nellagenzia Julien era noto come il Lettore.
Telefonava quasi tutte le settimane per chiedere
le prestazioni di una ragazza. La prima volta che
ne sentii parlare fu una sera allagenzia. Era
appena arrivato un cliente e aveva chiesto di
vedere le ragazze. Ci presentammo una per una
di fronte a lui, mostrando come sempre le nostre
qualit migliori. Ma quella volta mi and buca. La
prescelta risult essere Isa. Quando qualcuno era
interessato alle tette grandi, ci sentivamo tutte
spacciate di fronte ai 110 centimetri di
circonferenza di quella mulatta, che sperperava la
maggior parte dei suoi introiti nel mantenere
perfettamente erette quelle due bombe.

Quando luomo usc con Isa, Susana entr in


sala. Forse intu dalla mia espressione che ero
delusa, perch, al solo vedermi, mi prese da
parte e mi disse a bassa voce, cercando di non
farsi sentire dalle altre: Non preoccuparti,
tesoro, ha appena telefonato il Lettore, vuole che
una ragazza vada a casa sua.
Senza lasciarmi parlare, prosegu: Di solito
chiamo Cindy, ma gli ho detto che avevamo una
ragazza nuova, francese, molto colta e adesso lui
vuole conoscerti.
Ti ringrazio risposi, ma sapevo bene che
nella casa valeva la regola del do ut des.
Forza, sbrigati, gli ho detto che saresti stata l
in venti minuti. Devo pensare a qualcosa di
particolare? le domandai un po in ansia.
No, non preoccuparti, un cliente tranquillo,
leggigli qualcosina, mettigli un dito nel culo e
poco altro Esit un attimo. Ah, s! Portati una
matita e ricordati di mettertela dietro

lorecchio La matita dietro lorecchio, le tette


enormi di Isa, la Ferrari ultimo modello
parcheggiata davanti al portone o la gonna
vergognosamente costosa adocchiata in una
vetrina di Gucci Desideri.
Sappiamo che il desiderio opera allinterno di
strutture simboliche. Quando mostriamo
interesse per qualcosa - un determinato
appartamento, un certo uomo, un paio di scarpe non desideriamo quello e soltanto quello.
Desideriamo ci che gli sta dietro: uno status
sociale, un rapporto sessuale impareggiabile, un
fascino irresistibile. Non solo. Desideriamo
comodit, affetto, bellezza. E ancora pi in
profondit ecco celarsi il Potere, il bisogno di
Stabilit, lAmore e la lista potrebbe
continuare. Loggetto del desiderio rinvia sempre
a qualcosa che a sua volta rinvia ad altro. La
sequenza di rapporti tra elementi simbolici
infinita. E alla fine di questa interrelazione di
desideri codificati simbolicamente troviamo,
come abbiamo gi detto, noi stessi. Il desiderio
per eccellenza riuscire a essere se stessi.

Con Julien avevo almeno un vantaggio. Ero


francese, come lui, e il fatto di poter leggere nella
sua lingua madre Bataille o Sade mi conferiva un
certo fascino ai suoi occhi.
Quando giunsi davanti alla porta del suo attico
di Pedralbes, infilai la matita dietro lorecchio e
suonai una sola volta il campanello. Julien mi
accolse con una vestaglia di seta rossa e una
pipa accesa nella mano destra.
Sei francese, vero? mi domand nella mia
lingua.
S risposi. Sono nata nella Champagne.
Mi chiese di spogliarmi dalla vita in gi e di non
togliermi la matita dallorecchio, Cos feci. Lui si
sedette su una grande poltrona di pelle e prese
un libro da una pila che aveva accanto a s. Lo
sfogli, pieg langolo superiore di una pagina e
me lo allung dicendo: Leggi.
In piedi, davanti a lui, iniziai la lettura.

Per dare un ordine allinfinita trama di quei


significanti simbolici che sono i desideri,
facciamo ricorso alla nostra capacit di
rappresentazione, di rappresentarci a noi stessi.
Si tratta di una struttura di ordine narrativo. Un
desiderio gi un film. Ordiniamo una sequenza
immaginaria di episodi che vanno a costituire la
storia del nostro desiderare. Gilles Deleuze, il
filosofo del desiderio, elabor un concetto che
spiega molto bene tutto ci. Parl di strutture
esperienziali per spiegare come alcuni elementi
(persone, finestre, odori) siano in grado di
evocare attorno a s un intero mondo fittizio. Per
illustrare la sua tesi, utilizz un esempio in
negativo: Perch i manichini ci inquietano?. La
risposta perch i manichini non hanno una
struttura esperienziale, non rimandano cio ad
alcun luogo, e rinviano al nulla, alla morte.
Desiderare vuol dire comporre, vuol dire
scrivere. Forse questo il motivo per cui, a volte,
amiamo limmensa capacit creativa del
desiderio. Per questo, come affermava
Nietzsche, arriviamo ad amare il nostro

desiderio, e non loggetto di questo desiderio.


Non sempre la seduta si limitava alla lettura. A
volte, terminava con una prestazione sessuale pi
o meno ingenua, con un coito convenzionale. Ma
molte, moltissime volte, quelluomo viveva il
proprio erotismo esclusivamente nellascoltare
alcuni brani erotici. Il desiderio, come finirono per
constatare William Masters e Virginia Johnson,
indiscutibilmente una parte integrante della
risposta sessuale umana.
Visitai pi volte quellattico di lusso. Presumo
che si fosse affezionato alla mia voce dura e al
mio tono piacevole. Quando smisi di fare la
prostituta, Julien, il Lettore, riusc a trovarmi.
Dopo luscita di Diario di una ninfomane, si mise
in contatto con la mia casa editrice e mi chiese di
tornare a casa sua qualche volta, a leggere per
lui. Ci andai un paio di volte, senza volere alcun
compenso, salvo la copia di Histoire de lceil di
Georges Bataille, pubblicato nel 1967 a Parigi da
J. Pauvert, e da cui ho tratto la citazione in
esergo a questo capitolo.

Il sesso non pi tab


Ebbene s. Se la domanda offerta della
produzione soddisfatta non sufficiente, ne
risulteranno quotazioni in discesa. Appunt
Obelix, tentando di ricordare la regola doro
delleconomia che gli avevano spiegato.
R. GOSCINNY, A. UDERZO, Asterix e la Obelix
Spa
Michel Foucault nacque nel 1926 a Poitiers. Nel
1976 pubblic il primo volume della sua Storia
della sessualit, intitolato La volont di sapere.
Seguirono altri due volumi, pubblicati nel 1984.
In Foucault, di solito, le idee sono migliori delle
argomentazioni. Ma se le spiegazioni sono
corrette, le idee sono davvero brillanti. Questo
vale anche per la Storia della sessualit. Orson
Welles scaten il panico a New York quando fece
il suo celebre adattamento radiofonico della
Guerra dei mondi di Herbert George Wells. La

gente, terrorizzata, mand in tilt strade e servizi di


emergenza, preoccupata di difendersi dai gas e
dai raggi di calore dei marziani. I cittadini di New
York, per quaranta minuti, credettero di essere
vittime di uninvasione selenita, e nessuno si
premur di precisare che non era vero.
risaputo che, al giorno doggi, presso la
nostra cultura, il problema non riguarda tanto la
quantit dellinformazione, quanto la sua qualit.
Le opinioni - che non sono conoscenza - si sono
democratizzate. Chiunque pu esprimere le
proprie idee, chiunque pu imitare chicchessia
ed esprimersi a sua volta. Internet, autentica
rivoluzione sociale dagli effetti certamente
positivi, anche unimmensa biblioteca priva di
bibliotecario, in cui le verit e le menzogne si
diffondono solo in base al numero di visite, in cui
lesito si misura dal numero di volte che qualcosa
si ripete; in questo modo il valore
dellinformazione sta nella sua dimensione e non
nel suo contenuto.
La nostra una societ informata,

perfettamente a conoscenza di tutte le


sciocchezze, perfettamente edotta in materia di
dischi volanti e fulmini orgasmici.
Nella Storia della sessualit, Foucault afferma
che con linvenzione della sessualit moderna
e del suo discorso normativo, il sesso non si
occulta tramite la repressione e il silenzio, bens
grazie alla sovraesposizione e alla messa in
scena. La sua intuizione geniale, secondo cui, a
partire dallOttocento, per non parlare di sesso si
cominciato a parlarne in continuazione, pi
attuale oggi che durante il regno della regina
Vittoria.
Cristina una di quelle ragazze che fanno
dellatteggiamento disinibito una corazza.
Quando la conobbi in una topaia di Barcellona,
mi parve che la sua disinvoltura fosse sincera. Di
professione faceva la redattrice di una rivista di
settore ed era sempre circondata da attori
porno, donne nude e altra gentaccia (come me).
I suoi discorsi sul sesso, bench insulsi
nonostante le metafore colorite, erano molto

disinibiti. Scopare, fottere, inculare erano


espressioni ricorrenti, che usava non appena se
ne presentava loccasione. Ma non pass troppo
tempo prima che sulla sua maschera
comparissero alcune crepe, che ne rivelarono il
pudore e le atroci insicurezze.
Nel mondo della cultura, come in tutta la societ,
esistono molti vanagloriosi. Sono personaggi che
discorrono in modo superficiale, banalizzando
qualsias riflessione interessante, senza
dimenticare di ostentare pose au del, come
dicono i francesi.
pi forte di loro: ogni parola che pronunciano
o ogni loro gesto riflette un atteggiamento di
superiorit e grandezza. Questi soggetti fanno i
brillanti solo per evitare che ci si accorga delle
loro grandi lacune. E, di solito, ci riescono
benissimo.
Nel caso di Cristina, quel suo continuo e
sfacciato cianciare era una strategia per eludere
domande sul sesso. E Cristina tuttora
considerata una ragazza molto disinibita, una

vera maestra del sesso.


Sembra che il termine tab derivi dalla lingua
polinesiana e significhi letteralmente non
toccare. Riferiscono le cronache che fu il
capitano Cook a sentirlo per la prima volta nel
1777 sullisola di Tonga. Tab entr a far parte
del nostro vocabolario, anche se il concetto era
gi presente nelle nostre coscienze.
Non toccare ci che facciamo con il sesso
nellillusione di continuare a toccarlo. Ho letto da
qualche parte che Hegel, in punto di morte,
ricordando la moglie, pronunci queste parole:
Nessuno mi ha capito, tranne Marie e non
me che ha capito. Parliamo diffusamente di
sesso, ma non il sesso ci di cui parliamo. Nel
corso di questo sbandierato occultamento,
abbiamo cambiato i modi di esprimerci, i temi di
rilevanza pubblica e loggetto stesso dei nostri
discorsi. Ci esprimiamo in maniera radicalmente
diversa rispetto al passato. Siamo diventati pi
spigliati, non comunichiamo pi attraverso codici
segreti o il rossore delle guance: lo facciamo ad

alta voce e ridendo stupidamente. Linformazione


pubblica si basa esclusivamente sulla
prevenzione (che cos un preservativo?), sulla
didattica (come si infila?) e sulla
spettacolarizzazione (quali sono le posizioni?).
Ma, soprattutto, non facciamo altro che parlare,
sia in privato sia a livello istituzionale, attraverso i
media, di ci che abbiamo creato noi e che ha
sostituito il sesso vero e proprio: il discorso
normativo sul sesso, una specie di surrogato che
possiamo digerire con facilit e che ha fatto del
contnuo blaterare il suo punto di forza.
Supponiamo, per esempio, che le anguille
costituiscano la base della nostra cucina.
Siccome le ceche, cio le anguille appena nate,
sono un bene raro e difficile da controllare,
creiamo un succedaneo: le guille. Uninfinit di
annunci parlerebbero delle propriet di questo
prodotto, un mucchio di aziende comincerebbero
a commercializzarlo, dietologi e cuochi ci
spiegherebbero le sue magnifiche virt, e tutti si
ciberebbero di guille, fino al punto che, dopo una
o due generazioni, parlando di questo prodotto

fondamentale della nostra cucina - le anguille -,


continueremo a usare tale termine, riferendoci
per alle guille. Saremo convinti di mangiare
anguille appena nate tutti i giorni, quando in realt
si tratter soltanto di guille. Nel sesso abbiamo
creato come succedaneo il suo discorso
normativo, composto di coitocentrismo,
fallocentrismo e vita di coppia (proprio come la
guilla, composta di pesce bianco e nero di
seppia); un discorso che accettiamo senza
pudore, perch un prodotto sotto controllo
(che ci evita di andare a pescare ceche nel mar
dei Sargassi) e del tutto riconosciuto dalla morale
e dalla scienza (sempre pronte a vantarne le
qualit).
Per questo credo che al giorno doggi parlare di
sesso abbia smesso di essere un tab: il vero
tab diventato il sesso stesso. In un film che ha
per protagonisti alcuni avvocati, si parla a un
certo punto di una bizzarra strategia difensiva.
Lufficio di uno degli imputati coinvolti nel
processo chiede allufficio avversario
uninformazione di vitale importanza per il proprio

assistito. Siccome lo studio tenuto per legge a


fornire i dati richiesti, ma sa che in questo modo
perderebbe la causa, invia tre camion di
documentazione, decine di milioni di pagine,
allinterno delle quali si trova lunica informazione
decisiva.
Per nascondere un ago, non c niente di
meglio che buttargli sopra un pagliaio. Per
nascondere il sesso, non c niente di meglio che
occultarlo con un discorso infinito, insieme a
quello che pochi hanno ritenuto essere il corretto
discorso sul sesso.
Per comprendere e rendere pubblica la
comprensione, bisogna capire linformazione
(cosa per cui non tutti sono portati), che deve
essere vera e non ingannevole (o finiremo come i
newyorkesi del 1938, terrorizzati dei marziani), e
bisogna evitare le maschere che nascondono le
nostre vere inquietudini (come succede a
Cristina).
Domani ti pagher due pugni perch i prezzi
della congiuntura calano con il mercato in rialzo e

ti offro la domanda concluse Obelix, cui avevano


fatto credere di regalargli prosperit invece di
miseria.

Del sesso sappiamo pi di prima


La sua connessione 3G utilizza un sistema Evdo
che facilita la trasmissione di dati in un ambiente
tecnologico Cdma. La sua telecamera da 3.2
megapixel le permette, per esempio, di
pubblicare immagini sul suo blog per
condividerle. Naturalmente ha tripla banda con
Bluetooth disse, reggendo il dispositivo come
fosse un neonato.
Blutust? domandai.
Naturalmente rispose.
Sul cruscotto si accesero alcune spie. Fece un
gesto di finta contrariet, e poi si mise a premere
un tasto sul volante. impossibile concentrarsi
disse, prima di rispondere alla telefonata.

Non capisco molto di auto, ma quella doveva


essere costata una somma pari al Pil dellAngola.
La voce di chi aveva chiamato risuon
nellabitacolo come se ce lo avessero
teletrasportato. Gli feci segno di togliere la
modalit vivavoce, affinch la conversazione
restasse privata, ma lui, agitando con enfasi una
mano, mi fece capire che non aveva importanza
se ascoltavo.
Il suo interlocutore si sforzava di spiegargli che
aveva bisogno della mediazione di un terzo per
poter inserire un nuovo programma in una rete
nazionale. Si compiaceva di metterlo alle strette
ricorrendo al suo punto debole. Non fu difficile
dedurre che al mediatore piacevano le call-girl
con le quali fare sesso in modi poco usuali.
Continuarono a spararle grosse, e quando
finirono ebbi la sensazione che non avevano fatto
nessun passo avanti, che non si erano intesi, che
non avevano concluso niente e che erano soltanto
due pavoni che agitavano la loro coda piumata.
Gli affari non mi lasciano mai in pace, bella

mia disse, premendo di nuovo il pulsante sul


volante e ostentando uno strano birignao.
La radio, che da unora impazziva per tentare di
sintonizzarsi su unemittente che non si trovava
alla frequenza che credeva lui, torn a
connettersi.
Avevo abbandonato da tempo il mestiere pi
antico del mondo, che non precisamente quello
di soffiare vetro, ma devo ammettere che con
quellimpiastro che mi chiamava bella mia, ero
quasi tentata di ricominciare, solo per il gusto di
spennarlo.
Cerc di nuovo di concentrarsi sul display del
navigatore satellitare, premendo tutti i pulsanti a
disposizione. Ma la sua faccia contratta indicava
che non aveva la pi pallida idea di come
funzionasse il Gps. E le sue dita adunche come le
zampe di un piccione viaggiatore non gli erano
daiuto.
Non voglio nascondere lidentit di J.M. con un
acronimo: semplicemente era uno di quelli che

amavano farsi chiamare con le iniziali. Tornavo


da una riunione in cui J.M. mi aveva proposto di
partecipare, come conduttrice, a una nuova
trasmissione televisiva che avrebbe prodotto.
Pu essere linizio di un bel rapporto disse alla
fine. In realt, lunica cosa che gli interessava era
scoparmi. Fu subito chiaro, prima ancora che si
notasse il suo modo affettato di parlare, quel
birignao da cafone che si da arie da granduomo.
Lasciami qui dissi. Prender un taxi, non
deve essere molto lontano.
Un taxi?
Non aveva proprio capito.
Oggi sappiamo che cos una e-mail e un sms,
sappiamo che una banda larga non un
gruppo composto da molti musicisti, e abbiamo
sentito parlare di telefonini di terza generazione,
ma non per questo abbiamo imparato a
comunicare. La tecnologia della comunicazione
non la comunicazione. Imparare a comunicare
non significa saper prendere la linea. Lera

digitale non sostituisce la grammatica, i colori dei


telefonini non rimpiazzano la retorica, n la
scoperta dei codici di scambio a vasto raggio
pu soppiantare lidea comunicabile.
Comunicare significa dare avvio a una scrittura
condivisa di intelligenze o stupidit, significa
costruire il discorso degli entrambi, significa
creare un codice di partecipazione. Nella nostra
cultura scientifica capita di confondere lo sviluppo
tecnologico con il sapere. Che ci piaccia o no,
sviluppo e conoscenza non sono la stessa cosa.
Conosciamo il genoma umano e sappiamo come
nasce una vita, dallimpianto del blastocito nella
parete dellutero fino al parto, ma siamo ancora
lontani dal conoscere la natura della condizione
umana e che cosa la vita. Shakespeare o Lao
Ts, ai loro tempi, forse ne sapevano pi di noi, e
anche se non disponevano del Bluetooth,
comunicavano molto meglio.
Nel sesso un po la stessa cosa. Conosciamo
e usiamo neologismi quali vita sessuale,
sessuologia, eterosessualit, complesso

edipico o abuso sessuale, proprio come


parliamo di elaboratore di testo, di
pennarello o di carta riciclata, per citare
termini riferiti alla scrittura. Usiamo parole che
abbiamo inventato per conferire un contesto
morale, giuridico e clinico al sesso. Parliamo con
i termini della nuova tecnologia della
sessualit, regalatici dallultima invenzione in
questo campo: il discorso normativo sul sesso.
Ci non implica che ne sappiamo di pi, ma
soltanto che abbiamo dotato il sesso di una
nuova regolamentazione, cos come abbiamo
dato un nuovo contesto tecnologico al nostro
modo di comunicare, Questo tutto il progresso
che abbiamo compiuto nel campo della
comprensione del sesso.
Il vignettista Forges un giorno disegn due
anziane contadine che si lamentavano afflitte:
Adesso che abbiamo imparato a dire pellicola,
salta fuori che lo chiamano film.
Il sesso non si spostato di un millimetro
nemmeno nella sua pratica, nellinterazione. Ci

sono al massimo un paio (tre o quattro) di


persone in Occidente, nel Duemila, che non fanno
quello che gi si faceva nella Grecia di Pericle.
Se qualcuno oggi pu immaginare una qualche
pratica senza nome questa gi stata
sperimentata. Ci che cambiato il decalogo
morale con il quale si giudica la sessualit
umana, linterpretazione sociale degli effetti della
nostra condizione di esseri sessuati, e non gli
effetti di per s.
Alcuni di questi effetti sono stati regolarizzati
(come la pornografia), altri li abbiamo ovviati
(come il sesso a pagamento), altri condannati
(come la pederastia) e altri ancora li abbiamo
semplicemente banalizzati (come lorgia). In
generale, abbiamo reso problematico lintero
fenomeno della sessualit e quindi lo abbiamo
trasformato in qualcosa di necessariamente
sottoposto a controllo, tramite i canali giuridici,
morali e religiosi abituali; di nuovo, rispetto ai
tempi antichi, c il fatto che oggi tali canali sono
sostenuti dalle moderne scienze mediche.

Persino i pi famosi oggetti commercializzati


dalla nostra industria del tempo libero, i dildo o i
vibratori, esistono da quando esiste la capacit
di rappresentazione. Anche in questo caso, lo
sviluppo tecnologico serve solo a distinguere un
vibratore di lattice da uno in legno di melo. Su
come usarlo, o per quale motivo, non cambiato
nulla.
Ma posso telefonare con quello? domandai
un po seccata, allo zelante venditore di prodotti
telefonici.
Naturalmente rispose.
Comunicare nellintimit con le persone, o con
se stessi, da quando hanno insegnato ai
telefonini a vibrare, davvero uno scherzo.

I pregiudizi sul sesso sono sempre stati gli stessi


Eros, che per gli antichi era un dio, per i moderni
un problema.

DENIS DE ROUGEMONT
Il metr correva come una zebra impazzita nella
savana.
Di tutte le metropolitane che conosco, quella di
Parigi probabilmente la pi funzionale, ma di
certo non la pi comoda. Ero stata a casa di
Claire, e stavo andando a lezione allIstituto di
Lingue orientali. Nel vagone, vicino a me - contro
di me, appiccicato a me - un giovane
maghrebino, grasso e trasandato, parlava
animatamente con un altro. Sebbene la distanza
tra i due fosse quella di una cartina di sigaretta, il
tono della sua voce era alto, sicch tutti i
passeggeri (e probabilmente mezza Francia)
potevano ascoltare le sue opinioni: Stanimi a
sentire: froci ce ne sono sempre stati.
Laltro assentiva.
Non solo, i froci sono sempre stati froci!
Mi afferrai saldamente alla sbarra, non perch

volevo picchiarlo, ma perch stavo per cadere; il


metr di Parigi allora di punta potrebbe essere
unattrazione degna di Eurodisney. Il maghrebino
us la parola pd, un termine spregiativo che ho
scelto di tradurre, a malincuore, con frocio.
Le parole non sono innocenti. Vogliono dire
molto di pi di ci che significano. Una
connotazione spregiativa come quella che
accompagna questo termine implica sempre una
condanna morale alla pratica che rappresenta.
la doppia umiliazione del pregiudizio: nelle parole
e nei fatti.
Siamo soliti credere, come il mio vicino di posto
sul metr, che gli stigmi e i pregiudizi in fatto di
sesso siano sempre stati gli stessi nel corso
della storia della nostra cultura. un inganno del
discorso normativo sul sesso: propalare un
modello di sessualit eterno, unico e infallibile (e
magari dettato da un qualche Dio legislatore o da
una biopolitica o pubblica sanit altrettanto
eterne, veridiche e chiaramente uniche come
Lui). Non sempre sono state emesse le stesse

condanne per determinate pratiche erotiche, non


sempre queste pratiche sono state definite con
un epiteto sprezzante.
Conobbi Claire nella chiesa di Saint-Julien-lePauvre. Contrariamente a quanto si possa
pensare, i luoghi di culto non sono un posto
inadatto a far scattare il desiderio. Avevo un
appuntamento con alcuni amici per assistere in
quella chiesa a un concerto di musica da camera.
Il programma comprendeva un brano per flauto di
Antonio Vivaldi: Il cardellino.
Cinque minuti prima dellinizio del concerto, il
pubblico cominci a occupare i posti, ma i miei
amici non arrivavano, cos decisi di non aspettarli
pi ed entrai. Alla mia sinistra si sedette una
ragazza. Con i suoi capelli neri e corti pettinati
la gargon, vestita in maniera impeccabile con un
abito di tulle scuro che non risparmiava le
trasparenze e un foulard verde, con quel muovere
le piccole mani come fossero ali, sembrava
cercare nellaria un qualche ricordo perduto. Ci
guardammo furtivamente per tutto il concerto.

Quando fin, si rivolse a me con aria timida e un


sorriso che avrebbe stregato tutte le fate del
bosco: Qui a Saint-Julien, i cardellini cantano
diversamente.
Quella sera non tornai a casa. Passai la notte,
laurora e lalba a casa di Claire, nel quinto
arrondissement.
I nostri pregiudizi esistono da quando esiste la
nostra sessualit moderna. possibile farne
risalire linizio alla prima met dellOttocento. in
questo periodo che i nuovi sistemi di produzione
(la Rivoluzione industriale), laffermazione di una
potente classe media (la borghesia) e i progressi
scientifici (Darwin e levoluzionismo) generano un
contesto sociale che obbliga a tenere sotto
controllo i cittadini e i loro costumi. la nascita
della clinica, del controllo sociale, per dirla
con Foucault, contrapposti alla passata
reclusione, ed il periodo in cui la sessualit,
sottoposta a rigorosa diagnosi clinica, diventa
problematica. Come sappiamo, affinch sorgano
gli stigmi, i pregiudizi, le condanne e le paure,

deve esistere qualcosa che consideriamo un


problema.
A questo periodo risalgono neologismi come
sesso, omosessualit, vita sessuale,
termini che prima non esistevano e che vengono
inventati in ambito clinico per designare,
controllare e gestire la nostra condizione di
esseri sessuati. In precedenza, le istituzioni
morali parlavano, per esempio, di peccati della
carne, di sodomia o di dovere coniugale.

Importanza dei termini.


Ecco una barzelletta volgare:
Un ragazzo, afflitto, si avvicina al padre.
Papa, devo confessarti una cosa
Dimmi risponde il padre bruscamente.
Sai sono omosessuale.

Fammi capire: hai studiato?


No, papa
Allora non sei omosessuale, sei frocio!
Claire era una ragazza straordinaria: complessa,
divertente, perspicace e generosa dal punto di
vista sessuale. Ho un bel ricordo del poco tempo
passato con lei. Mentre ci amavamo (credo di
averla amata davvero), credetti di aver trovato
quello che andavo cercando da tempo.
Ricordo quando usciva il mattino presto a
comprare i croissant al panificio allangolo di
boulevard Saint-Germain, caldi, friabili, che si
scioglievano in bocca (il croissant
uninvenzione austriaca; ma sono convinta che un
croissant francese sia tutta unaltra cosa).
Ricordo le colazioni nel suo piccolo
appartamento: lei tranquilla e io sempre di fretta,
tanto che spesso confondevo le lenzuola con il
cappotto. Ricordo la sua sorpresa davanti alla
mia foga sessuale quando ci abbandonavamo
alla passione e ricordo le nostre discussioni

quando sosteneva che noi donne abbiamo


sempre avuto un minore appetito sessuale
rispetto agli uomini. Io sono del parere, oggi
come un tempo, che si tratti solo di un luogo
comune, unidea errata, iniettata nel nostro
immaginario per assoggettare il desiderio
femminile.
No, caro compagno di viaggio di quel giorno, gli
omosessuali non sono sempre esistiti, n sono
sempre stati omosessuali. A Roma, per
esempio, esisteva la pratica della sodomia
(antichissima, risalente al giorno in cui gli esseri
umani hanno scoperto di avere un orifizio anale)
e un atteggiamento nei suoi confronti. Nella
pragmatica e casta Roma, non cerano gli
omosessuali, e non solo perch mancavano
ancora circa duemila anni allinvenzione del
termine; allora cerano gli attivi e i passivi. I primi
(quelli che davano) erano i virtuosi coloro che
mantenevano la virtus, il vigore sessuale che
doveva accompagnare tutti gli uomini che si
considerassero tali (com cambiato, nel
frattempo, il concetto di virt!), mentre i

secondi erano gli impudichi, un ruolo riservato


a schiavi, ragazzi da istruire o cortigiane che si
trovavano ai gradini pi bassi della scala sociale.
Un caso analogo era quello delle prostitute,
oggi chiamate, senza mezzi termini, puttane. A
Roma, le lupas (le lupe) erano rispettate e
considerate necessarie, anche se i lupanari
erano di solito situati nelle periferie. Persino il
castissimo Catone il Censore fece unapologi
delle prostitute, perch le riteneva socialmente
utili a difendere il pudore delle spose. Forse la
stima che si nutriva per queste donne ha
qualcosa a che vedere con lorigine leggendaria
della gloriosa Roma, quando una lupa allatt i
due fondatori della citt. Nella Grecia antica libertina, creativa e edonista - le ierodule avevano
anche un ruolo sacro e il loro darsi
generosamente al cittadino era sinonimo di
amore universale e disinteressato; erano molti i
templi e le festivit nelle quali donne di ogni
condizione si concedevano a tutti coloro che lo
desideravano.

Ciascun contesto morale ha i propri pregiudizi,


le proprie condanne e le proprie paure; pensare
che il nostro sia lunico, e non uno dei tanti,
significa essere condannati a rispettarlo. Come
diceva Georges Bataille: Una coscienza senza
scandalo una coscienza alienata.
Lasciai Claire quando finii il mio stage a Parigi.
Tempo dopo, ebbi sue notizie, attraverso un
conoscente comune, quando stavo lavorando
presso una multinazionale di Barcellona. Seppi
che Claire aveva sposato un pubblicista ed
ebbi nostalgia delle brioche.3

La prima volta fondamentale


Qui, sotto questa quercia, feci lamore per la
prima volta. Fece un sospiro malinconico e
prosegu: Sua madre, me lo ricordo bene, stava
qui, proprio dove sto io. Qui? domand
laltro spaventato, osservando la poca distanza
che li separava dalla quercia. E lei cosa
disse? Beeeeeeeeeee.

Vecchia barzelletta raccontatami da qualcuno


che sapeva cosa significa avere a che fare con le
pecore
A me non stato nascosto niente, ma non mi
stato neppure raccontato niente.
Mia madre mi guardava dalla piccola finestra
dellundicesimo piano quando attraversavo la
strada per andare a scuola. Tutti i giorni. Dai
tredici ai quindici anni.
Negli alloggi militari in cui vivevamo, in attesa
che a mio padre fosse assegnata una
destinazione, cera una biblioteca. L imparai
quello che una bambina pu imparare sul sesso
prima dellarrivo delle mestruazioni, prima che
mio padre iniziasse a comprarmi gli antidolorifici.
Nei sotterranei degli alloggi militari si trovavano
il parcheggio e i cassonetti della spazzatura. Nei
sotterranei, vicino alla porta dellascensore,
lasciavo che alcuni ragazzini mi baciassero con
la lingua e mi toccassero il seno. Non portavo

ancora lapparecchio per i denti n il reggiseno.


Stabilire quando stata la prima volta non
facile. La prima volta sempre preceduta da
molte piccole prime volte. La prima volta che
amiamo, labbiamo gi fatto. La prima volta che
ridiamo la prima volta che ne prendiamo
coscienza. E la vera prima volta soltanto quella
che ricordiamo come tale. O quella che ci fanno
ricordare.
Con il sesso succede qualcosa del genere. La
nostra prima attivit sessuale, derivata dalla
nostra condizione di esseri sessuati, avviene
molto prima della sua messa in pratica, e la
presa di coscienza ci che fissa il nostro
ricordo.
In noi, esseri sociali, la consapevolezza non si
raggiunge sempre in solitudine. Spesso non
siamo noi, in prima persona, a prendere
coscienza di qualcosa; sono gli altri a farcelo
notare. locchio sociale che spesso ci
costringe a pensarci, a diventare consapevoli
di una situazione o di una azione concreta. Sono

gli altri - i genitori, gli amici, gli insegnanti - che,


quasi sempre, ci danno la coscienza. La prima
volta che ci dicono questo non si fa, questo
non si tocca, questo non si dice o questo
non si pensa il momento in cui vediamo noi
stessi fare, toccare, dire o pensare una certa
cosa.
Spesso la coscienza il nostro sguardo
modellato sulla coscienza degli altri. La voce
severa del controllo sociale, la morale e lordine. Il
giudizio altrui fattosi io.
Andai in un consultorio familiare subito dopo le
prime mestruazioni, il giorno stesso in cui compii
14 anni. Ci andai da sola, dissi il mio nome e
aspettai seduta su una sedia di metallo. La
donna africana che mi stava accanto sorrise.
Allorch il ginecologo la chiam, mi cedette il suo
posto.
Ricordo che quel medico non fece nessun gesto
di sorpresa quando gli spiegai che volevo la
pillola perch desideravo avere rapporti sessuali
con penetrazione. Non mi raccomand nulla, non

fece commenti, non espresse giudizi. Mi visit sul


lettino. Mentre mi esaminava sotto il piccolo
grembiule bianco, mi pose alcune domande. Io
rispondevo e, per distrarmi, osservavo di
sottecchi uno schema dellapparato riproduttivo
maschile e femminile appeso a una parete. Mi
consegn una ricetta di Diane 35, tre opuscoli
informativi e due preservativi. Non ci fu alcun
trauma nel processo che, dalla biblioteca al
consultorio, mi permise di procurarmi la
prevenzione necessaria per affrontare un
rapporto. E dalla bibliotecaria e dal ginecologo
imparai anche che non necessario fare appello
alla paura degli adulti (o di quelli che si
presentano come pi grandi di noi) per fare
prevenzione, per quanto giovani si sia.
Arrivata a casa, riposi la ricetta tra le pagine di
un libro e la borsa con il resto nellarmadio, sotto
le mutande e il mio diario. Un giorno, poco tempo
dopo, scoprirono tutto. Della mia determinazione
fecero una gabbia per grilli e della mia curiosit
un problema.

Dicono che nella sessualit umana ci sia un


momento fondamentale in cui ognuno di noi
prende coscienza di aver fatto uso della propria
condizione di essere sessuato: il primo coito. E
non potrebbe essere diversamente. Tutto
preparato dal grande animale sociale per far s
che non ci sfugga nemmeno un dettaglio di
questo importante spettacolo pubblico: la perdita
della verginit. Forse, con tanta esaltazione, tanti
preparativi e tanta magniloquenza morale, lunica
cosa che perdiamo il coito stesso. In cambio,
possiamo ricordarlo come la prima volta.
Verginit/imene/coito pare essere la triade su
cui si basa il racconto di questo presunto rito
iniziatico. Un rito - questo ci fanno credere - nel
quale si perde tutto: innocenza, verginit,
imene e non si guadagna niente. Come se con
la prima parola che leggiamo perdessimo la
vista, come se con il primo dubbio che insorge si
perdesse il ben dellintelletto. Abbiamo fatto della
prima volta una preoccupazione e non un valore,
un pericolo e non un apprendistato, unandata e
non un ritorno, larrivo del principe azzurro e non il

bacio del ranocchio. E di quel rapporto sessuale


- consumato sulla base della disinformazione e
patrocinato dallinsuccesso - abbiamo fatto, e
continuiamo a fare, un condizionamento
esistenziale per il resto della nostra vita.
Mi piacerebbe spiegare qualcosa sullimene, su
come si indebolisca, se non si gi staccato, per
permettere il passaggio della prima
mestruazione, su come essere vergine significhi
implicitamente essere ignorante e su come il
coito non sia sinonimo della nostra sessualit pi
di quanto il roastbeef lo sia della nostra
alimentazione. Ma lascer questi argomenti a
quelli che li temono, perch quelli che non li
temono li conoscono gi.
Persi la verginit il 17 luglio 1984, alle 02.46.50
del mattino lo so, a volte sono ripetitiva. Devo
essermi liberata dellimene in qualche posto tra la
palestra e la cantina. Forse lasciato sul pulsante
del lugubre ascensore rivestito di moquette rossa
che mi portava dallundicesimo piano ai
sotterranei.

Fu in un letto, in campagna, a casa del fidanzato


dellamica presso la quale abitavo. Lunica
sensazione che ricordo, dopo aver ospitato per
un po il pene di Eduardo nella mia vagina, che
me lo sarei ricordato.
Credo che fu Shakespeare a dire: La memoria
la sentinella della mente. Guardie, secondini,
poliziotti Quelli che ne hanno fatto qualcosa di
trascendente sono quelli che continuano a
controllare la mia anima.
E quella di tutti.

Limpulso sessuale inizia con ladolescenza


Un bambino non ha bisogno di scrivere,
innocente.

HENRY MILLER
Innocente colui che non colpevole. Colui che
esente da colpa o, secondo letimologia, colui
che non nuoce. Come i bambini. Se linfanzia
let dellinnocenza, questultima, in quanto
assenza di colpa, un bene caduco. Arriva un
giorno in cui diventiamo colpevoli, in cui
smettiamo di essere innocenti, in cui qualcuno ci
colpevolizza di qualcosa.
Diventare colpevole un processo graduale:
simpara a esserlo, a smettere di essere
bambini; il senso di colpa forse il grande
insegnamento che ci viene impartito durante
linfanzia. A un certo punto ci ritroviamo
consapevoli di aver commesso un grave peccato.
Quando i genitali crescono, quando compare la
peluria in zone in precedenza glabre, innocenti, e
quando la capacit riproduttiva spunta in qualche
angolo della nostra biancheria intima: questa
ladolescenza.
Ormai una donna si sente spesso dire in

giro. E che nostalgia nel tono dei genitori che


pronunciano quelle parole a bassa voce, come
se intonassero un salmo. Ce la rappresentano
come la perdita di qualcosa, a cui dire addio
sventolando un fazzoletto, non fosse per lurgenza
di dover pulire affannosamente le prime macchie,
le prove del delitto, gli stigmi della colpevolezza.
la partenza senza ritorno dal paradiso, dove
lasciamo, perduto come se ci fosse caduto dalle
tasche - insieme alle figurine e allodore
dellorsacchiotto - qualcosa che non potremo pi
riavere: la nostra condizione dinnocenti. in
questo momento che possiamo cominciare ad
agire come colpevoli, che cominciamo a sentirci
colpevoli; e ad accettare come nostri i sensi di
colpa che ci hanno inculcato. Questa la
giovent. Per il resto del tempo pensiamo solo a
far maturare quello che ci hanno insegnato
durante linfanzia: facciamo nostra ladolescenza
e mettiamo in pratica la giovent. Per poter poi
colpevolizzare altri innocenti.
La nostra esistenza la storia di una colpa

interiorizzata e trasmessa come la peste.


Thomas Bernard scriveva che linfanzia un
buco nero in cui siamo stati gettati dai genitori e
dal quale dobbiamo uscire senza aiuto alcuno. La
maggior parte delle persone, per, non riesce a
uscire da questa fossa che linfanzia, resta l
per tutta la vita, non ne esce e ne
amareggiata. Non usciamo dalla colpa nella
quale ci hanno gettato forse perch, per
liberarcene, dovremmo recuperare linnocenza.
Le lenzuola, di solito, erano a fiori rosa.
Profumavano di amido, di fine settimana e della
pelle tiepida di mia cugina Isabelle.
Quello della colpevolizzazione uno schema
perverso. Questo s che perverso, e non
ilbaciare un fiore. In tale processo, ci imbattiamo
in un serpente che ci offre un frutto proibito. Il
serpente il sesso e il frutto la conoscenza del
sesso. Quando si innocenti, il sesso non esiste.
Non c giardino delle delizie o Eden nel quale
abiti un solo rettile. Quando addentiamo il frutto
della conoscenza di noi stessi in quanto esseri

sessuati, siamo immediatamente espulsi


dallinnocenza, dallassenza di colpa.
questo che ci hanno venduto (gli stessi, tra gli
altri, che inventano paradisi, serpenti, frutti proibiti
e fanno s che i bambini nascano con un peccato
originale che si pu espiare soltanto con il
sacramento del battesimo, con ladesione al club
dei liberatori dal peccato, quel peccato che
hanno inventato loro).
In realt, i bambini - quegli angioletti -,
contrariamente a quanto si dice, sono esseri
sessuati a tutti gli effetti, proprio come gli adulti.
La differenza che non provano sensi di colpa,
quel senso di colpa che inculchiamo loro durante
linfanzia e che interiorizzano nelladolescenza,
quando possono cominciare a pensare di fare
uso della loro condizione di essere sessuati.
Perch il sesso non ci che gli adulti fanno
con i genitali. Per fare sesso basta aspettare
che cresca un po di peluria, o che troviamo un
buco da tappare, o che qualcuno lo trovi in noi, o
avere piena coscienza del problema che ci fanno

credere sia il sesso; per fare sesso sufficiente


nascere.
Isabelle aveva compiuto dodici anni due mesi
prima di me. Entrambe vivevamo la nostra
adolescenza durante il fine settimana. La sua
casa si trovava in campagna. Vicino allentrata
cera unaltalena, appesa ai rami di una quercia,
dove avvenivano le nostre discussioni pi
importanti. Fingevamo di scaldare acqua in
teiere di plastica e di servire il t, in ordine
rigoroso, ai pupazzi riuniti attorno al tavolo. Io
cercavo ogni volta di offrire il pezzo di torta pi
grande al mio nounours4 ma non sempre ci
riuscivo, perch anche Isabelle aveva un pupazzo
preferito. E gi a litigare di nuovo. Lo facevamo
da anni, e io trovavo che ormai fosse una cosa
da bambine, ma Isabelle preferiva questo gioco a
quello di andare a vedere i ragazzi che
giocavano a calcio. A me piaceva Herv e anche
a Isabelle. E si finiva sempre per discutere.
Come quando lei si ostinava a mettere lo stesso
disco di musica pop sul giradischi che le avevano
appena regalato.

Ci raccontavamo i nostri segreti sotto la tettoia.


Strana, questa storia dei segreti L sotto le
raccontai del mio primo bacio e sempre l ci
scolammo due bottiglie di vino, che ci stesero. Un
giorno, tornando dal paese, trovammo un gattino.
Nonostante la nostra insistenza, Isabelle non pot
tenerlo con s: suo padre se lo port via.
Sulla strada che andava dalla casa al paese,
caddi per la prima volta da una bicicletta (credo
di non essere pi salita su una bici da allora).
La sera, quando non ci lasciavano uscire con gli
amici, guardavamo la televisione con i nostri
genitori. I grandi avevano unabilit speciale
nellindividuare i quadratini bianchi che
apparivano sullo schermo. Non appena ne
spuntava uno - avvertimento, in Francia, che il
programma era per adulti - ci mandavano a letto.
L, alla luce di una torcia elettrica, giocavamo
alla mamma e al papa. E naturalmente, le
mamme e i papa si baciano e si toccano.
Stabilire chi faceva la mamma e chi il papa era

semplice. Di questo non discutevamo mai.


Andare a casa di Isabelle per il fine settimana
rappresent per me uno dei pochi eventi
stimolanti delladolescenza.
Il sesso non neppure la sua messa in pratica.
Cos come il linguaggio non la favella.
Ladolescente una persona passionale che
balbetta. Il bambino una persona ricettiva che
sta ancora pensando a cosa dire. Ci non
significa che sia necessario proteggere entrambi
dal linguaggio. Bisognerebbe proteggerli dal
senso di colpa invece che dal sesso. Bisogna
proteggerli dalla paura degli adulti.
Per come la vedono questi ultimi, basterebbe
non mostrare ai figli lo spettacolo del sesso. E
ci, spesso, pi per le stupidaggini di cui
infarcito che per le ferite che pu arrecare alla
sensibilit di bambini e adolescenti. Ma allora, se
devono capire qualcosa che non sia una
stupidaggine, che la capiscano. Facciamo della
loro innocenza un fine e non un preambolo al
senso di colpa. E smettiamo di credere, noi

adulti, che linnocenza sia la negazione della


sessualit, solo perch non ricordiamo pi cosa
significa essere innocenti. Come diceva Jean
Giono: Linnocenza sempre impossibile da
dimostrare soprattutto quando abbiamo una
cugina a disposizione.

I preliminari servono a preparare il coito


Preriscaldare il forno a 170. Mettere Apollo in
un recipiente adatto al forno, scaldare ad altezza
media per dodici minuti. Servire caldo.
Istruzioni per preparare un piatto precotto
Il glicine aveva quasi ventanni. I suoi grappoli di
piccoli fiori violacei ricoprivano il balcone della
nostra camera da letto.
Preliminare significa prima della soglia:
dunque tutto ci che precede lentrata. Luso del
termine, di per s, implica che lazione decisiva
entrare. Prima di questa azione, possiamo

vagare o smarrirci, ma, consapevoli del fatto che


quello che stiamo facendo preliminare, il nostro
destino determinato dal raggiungimento di
quello che consideriamo il momento cruciale:
entrare, oltrepassare il limen, la soglia. Nella
fase preliminare i nostri passi sono gi diretti
inesorabilmente verso lentrata (e da questa
condizionati).
Nel discorso normativo sul sesso i preliminari
sono tutte quelle azioni che precedono il coito,
che preparano la sua corretta esecuzione. Se
non facessimo del coito la sostanza, il fulcro
dellerotismo, non esisterebbero nemmeno i
preliminari, come non esistono i preliminari dei
preliminari. Questa ossessione per lentrare,
che classifica tutte le pratiche erotiche come
anticipazioni o preliminari al coito, ci che
chiamiamo coitocentrismo.
Gli esperti definiscono la formica un insetto
imenottero, perch ha una metamorfosi
complessa e una bocca che serve sia a
masticare sia a leccare. E, come i poeti, va a

caccia di fiori, che percorre instancabilmente alla


ricerca di nettare.
Il termine parafilia significa etimologicamente
ai margini dellamore. Ci sar capitato di
imbatterci in questa etichetta, che la versione
corrente di ci che prima si chiamava
psicopatia sessuale o perversione sessuale. Il
discorso normativo sul sesso definisce la
parafilia unattivit che si fissa maniacalmente sui
preliminari, e trae piacere da questi,
disdegnando la copula. Freud, che invent un
magnifico sistema per dire molte cose, sostenne
che ci che caratterizza tutte le perversioni
che disdegnano lobiettivo essenziale del sesso:
la riproduzione. Se preliminare una
condanna nominale dellazione, parafilia la
colpa attribuita a chi la pratica.
Caddi nuda sul letto con le gambe divaricate,
lasciando che lui mi sorprendesse di nuovo.
Jorge apr le finestre del balcone. Pensai che
saremmo stati amanti esibizionisti. Ma non fu
cos. Fece in modo che sulla sua mano salisse un

gruppo di formiche che si stavano arrampicando


coscienziosamente sui rami del glicine. Poi le
lasci scendere a pi riprese sul mio ventre. Le
formiche cominciarono a vagare in modo
disordinato lungo il corpo. Osservavo quelle
zampette che percorrevano sconcertate la strana
geografia delle mie forme. Sussultai. Jorge
allung di nuovo la mano verso il rampicante e da
diversi grappoli colse decine di fiorellini. Alcune
formiche avevano gi abbandonato il mio corpo e
si erano avventurate sul terreno desolato delle
lenzuola. Allimprovviso mi vidi ricoperta di fiori
color malva, attorno ai quali si raccolsero
immediatamente le formiche. Come spinte da un
imperativo marziale e incoercibile, i piccoli insetti
seguirono la traccia azzurra del loro desiderio e il
sentiero invisibile del mio. Si affollarono sul
capezzolo sinistro, rovistando tra i fiori che Jorge
aveva sparso. Raggiunsero il palmo teso di una
mano, il pube e il polpastrello del mio dito che mi
accarezzava. E se ne andarono. Imprevedibili.
Temibili. Fu cos che Jorge mi tocc senza
toccarmi. Seminando fiori.

Perverso definire perverso ci che non lo .


Perverso fare di qualcosa dinsondabile
unimposizione omologata, sottoposta a controlli
di qualit. Perverso attribuire il nome di
formicofilia a ci che non ha nome. Perverso
affermare che per mangiare (non solo un pollo
precotto) bisogna preriscaldare il forno a 170,
cuocere per dodici minuti e servire caldo. E
perverso chi dice che lAmore sta ai margini
dellamore.
Quando non sappiamo rappresentare perch non
abbiamo capito ci che stiamo dipingendo,
narrando o cercando di analizzare,
dimentichiamo i particolari, non siamo capaci di
cogliere la sfumatura - il luogo in cui abita
lintelligenza, come diceva Wilde. Il piano della
nostra sessualit omologata si traccia con una
sola linea retta: quella che va dal bacio al coito. Il
resto sono manie morbose che cancelliamo dalla
rappresentazione, lasciandole ad altro, ai
preliminari, che non assurgono al rango di pratica
erotica.

Dire che i preliminari preparano al coito


delineare la nostra sessualit come i bambini
disegnano una casa: con un quadrato e un
triangolo rosso. indubbio che non ci sia niente
di pi emozionante nella vita di un uomo che la
scoperta casuale della perversione cui
destinato. Michel Tournier sa benissimo che per
lordine morale non c niente di pi eccitante che
reprimere le perversioni altrui.
Raggiunsi lorgasmo tra un brulichio di formiche
e lingue di fiori. Prima che facesse buio,
raccogliemmo i fiori e le loro amanti fedeli e li
restituimmo al loro giardino. Ora, in autunno,
aspetto la primavera e che il nostro balcone si
ricopra di fiori color malva. E che tornino ad
abitarli quegli insetti imenotteri che mordono e
succhiano.

Il sesso senza penetrazione incompleto


Si fa gol quando la palla ha superato
completamente la linea della porta tra i pali e

sotto la traversa, sempre che la squadra che ha


segnato il gol non abbia previamente violato le
regole del gioco.

Dal Regolamento ufficiale del calcio


Ral era un importante imprenditore, con affari di
vario tipo in diversi paesi dellAmerica Latina.
Una delle sue fabbriche tessili si trovava ad
Arequipa, in Per, al confine con il Cile. Fu l, la
seconda volta che ci tornai, che lo conobbi.
Nato in Cile, anche se di origine europea, figlio
di uno spagnolo e di una italiana, parlava con uno
strano accento che faceva ballare le lettere del
mio nome ogni volta che lo pronunciava.
Affascinante e cordiale, nutriva una vera e propria
passione per un magnifico cappello panama, che
aveva comprato in una famosa cappelleria
equadoregna. Aveva una graziosa figlia di cinque
anni, nata dal primo matrimonio. Le sue mani
erano forti, il sorriso affabile, il suo pene eretto
non raggiungeva i tre centimetri e gli occhi
azzurrissimi contrastavano con la pelle
abbronzata.
Quando lo conobbi avevo 25 anni ed ero
responsabile per lAmerica Latina di

unimportante agenzia di stampa, con sede in


Canada. Ral era prossimo alla cinquantina e,
oltre che mio amante, mi fu di grandissimo aiuto
nel coordinare il servizio speciale cui stavo
lavorando.
Furono gli scolastici a coniare lespressione
tutto ci che si fa, si fa con un qualche scopo.
Quando nel Medioevo il cristianesimo tent di
conciliare fede e ragione, mise mano
(simbolicamente, chiaro) alle tesi aristoteliche
per spiegare lesistenza di Dio. Niente invano
aveva suggerito il buon Aristotele, del quale ci
sono pervenute molte curiosit, come il fatto che,
oltre a essere un pensatore brillante - o forse
proprio per questo - nutriva una speciale
predilezione per la pratica erotica dellhomo
equus.
Con questa logica della finalit fu coniato il
termine teleologia, il cui uso, oggi, limitato ai
discorsi teologici e filosofici. Per, bench la
parola, solitamente impiegata come sinonimo di
finalismo, sia poco diffusa, il concetto continua

a essere attuale. Portiamo avanti attivit perch


intendiamo raggiungere un fine; altrimenti non
avrebbe senso iniziarle: potrebbe essere
questo il motto che accompagna tale pensiero
dei fini.
La nostra una cultura finalista. Derivando da
unidea molto cristiana e seguendo, per esempio,
la scia di un Machiavelli mal interpretato, il nostro
ordine morale, sociale e politico
contrassegnato da precetti improntati
alleconomia e al militarismo. Conquistarlo a
tutti i costi, morire piuttosto che fallire, se
manchiamo lobiettivo, quello che abbiamo fatto
non serve a niente, se la palla non entra,
faremo la figura degli stupidi (direbbe un
calciatore). Sono valutazioni in cui ci imbattiamo
tutti i giorni e che esemplificano la logica
dellobiettivo, puerile e un po ingenua, ma di
enorme utilit in una societ basata sulla libera
concorrenza.
Atterrare e decollare ad Arequipa non un
gioco da ragazzi. Potei constatarlo allarrivo,

quando le Ande sembravano grattare la pancia


del Boeing. Con Ral prendemmo un volo della
compagnia Faucett nelle prime ore del mattino,
perch nel pomeriggio, di solito, la nebbia
avvolge laeroporto e impedisce il traffico aereo
per Lima. Fino a quel momento il nostro rapporto
era stato strettamente professionale, ma
qualcosa al di l delle parole aveva fatto s che lui
tornasse a Lima con me.
Facemmo lamore per la prima volta su una
spiaggia a circa trecento chilometri dalla
capitale, perch a Lima nemmeno i pochi
quartieri residenziali avevano spiagge non
inquinate, che permettessero di fare il bagno.
Appoggiai la mia bocca sul suo petto coperto di
sale del Pacifico, mentre lui mi scompigliava i
capelli. Gli accarezzai i fianchi finch le mie dita
non incontrarono il costume da bagno. Ne seguii
lorlo sfiorandolo appena fino a quando non trovai
il laccio. Sentii il suo respiro diventare un
sussurro. Sciolsi il nodo facilmente e, con la
punta dellindice, arrivai al glande. Niente ci
preoccup, n valse a fermarci. Nemmeno la

totale impossibilit di infilare un preservativo che non poteva essere applicato a niente - n il
fatto che impiegassi pi tempo a trovare il suo
pene che ad accarezzarlo.
Non gli chiesi mai come aveva potuto avere una
figlia, e mai me lo disse, forse perch non fu mai
necessario.
Soltanto quelli che vogliono qualcosa pongono
obiettivi al sesso. N lorgasmo e ancor meno la
penetrazione sono obiettivi degni del sesso. Un
giorno, un amico mi spieg che la completezza
implica che nulla resti fuori, che non vi sia
unorigine o una destinazione, ma soltanto un
transito. Nemmeno qualcosa di chiuso pu
essere completo.
Credere che linterazione sessuale si
completi con il coito come credere che la vita
si completi con una Mercedes Slk. Ugualmente
frustrante, snervante, traumatizzante, labile. La
stragrande maggioranza delle ansie che sfociano
in disfunzioni sessuali (impotenza, eiaculazione
precoce, vaginismo) derivano dal malinteso di

dare senso allinterazione sessuale coronandola


con il coito.
E Yeureka obbligato, il fuoco dartificio finale
allapice di un rapporto, standardizzato in ognuno
dei suoi punti da persone che capiscono solo di
punti, rette e due dimensioni.
il sesso considerato come un viaggio
organizzato da ununica ed ecumenica agenzia,
che ci indica le soste, sceglie gli alberghi,
programma le attivit, ci accompagna ai negozi
di souvenir, regalandoci il coito come unica
destinazione. Ma, nella logica del viaggio,
soltanto gli uomini daffari hanno una
destinazione: la destinazione dei viaggiatori il
viaggio stesso.
Ral mi chiese di sposarlo. Accadde al mio
ritorno a Madrid. E io, con i miei 25 anni, esitai.
Due giorni. Ci interruppe il rapporto
illusoriamente fisso che avevo in Spagna. Be,
quello e unaltra decina di relazioni che si erano
sovrapposte (o che avevo permesso che si
sovrapponessero) negli ultimi tre mesi. Respinsi

la gentile offerta di Ral, anche se con lui non


solo avevo imparato un po meglio come
funzionava leconomia in America Latina, ma,
soprattutto, che il sesso aveva una finalit che
andava oltre una impossibile penetrazione.
Mi sia permesso di non essere letterale nella
citazione, i ricordi sono sempre nostre creazioni
pi che di altri, ma Paul Valry annot nel suo
quaderno del 1940 unosservazione che suonava
pressappoco cos: Unaltra delle aberrazioni
della sensibilit questo interesse persistente
per lidea semplicistica di finalit.
Un poeta che, senza dubbio, non sapeva granch
di calcio

Il sesso si conclude con lorgasmo


CONTINUO, agg.: Che si estende nello spazio o
dura nel tempo senza interruzioni.
ESITO, s.m.: Conclusione di unazione, risultato;

anche, successo.
Dal Dizionario della lingua italiana SabatiniColetti
Felipe era proprietario e direttore di numerose
calzolerie di Barcellona. Come amante era
disinibito e sfacciato, ma rispettoso. Mi piaceva. I
nostri incontri sessuali avvenivano nel piccolo
appartamento che avevo in affitto. Quando mi
comunic che stava per comprare una casa e
che gli sarebbe piaciuto che ci andassimo a
vivere insieme, considerai conclusa la nostra
relazione.
La cultura dominante fatta di inizi e di fini.
Tutto comincia e tutto finisce a partire dal legame
fra concetti contrapposti: nascita/morte,
suono/silenzio, giorno/notte Ma non tutte le
culture la pensano allo stesso modo. Il
diagramma che esprime il fluire dello ying e dello
yang mostra il movimento perpetuo delle
essenze; niente comincia e niente finisce, tutto
scorre, e quando raggiunge un massimo, questo
massimo contiene gi in s il proprio opposto. Il

giorno comincia a mezzanotte recita un detto


taoista; quando crediamo che qualcosa abbia
raggiunto la fine, non sta facendo altro che dare
vita al suo inizio. Nella pittura naturalista
giapponese, per esempio, la totalit sensibile quello che chiamano le mille cose -
rappresentata da macchie di colore non ben
definite ma riconoscibili: il mare, le nuvole, la
montagna, gli uccelli, il contadino Tuttavia,
ognuno di questi elementi rappresentati sembra
che, a un certo punto, vada a trasformarsi
nellaltro. Labilit del pittore sta nel saper
esprimere la differenziazione delle cose costituite
dallo stesso tuttuno. Lindividuazione di ci che
costituito dallo stesso tuttuno in moto perpetuo,
in inestinguibile cambiamento.
Conobbi Manuel su un set televisivo. Di
professione medico, partecipavamo, con altri
ospiti, a un dibattito piuttosto acceso. Al termine
ci scambiammo i numeri di telefono. Fu quando,
dopo cena, decisi di accettare il suo invito a
continuare la chiacchierata a casa sua, quando
sganci il mio reggiseno e mi appoggi una

mano sul petto, che mi alzai e troncai la nostra


relazione.
Spesso confondiamo il sesso con
linterazione sessuale. Il primo si riferisce a
tutto ci che promana dalla nostra condizione di
esseri sessuati. La seconda si riferisce alluso
che facciamo di questa condizione durante
lincontro con un altro essere umano o con
qualsiasi elemento ci spinga a esprimerci
sessualmente. Il primo come il linguaggio, la
seconda come unopinione espressa a un
conoscente. Il primo presente in noi fin dalla
nascita, la seconda esiste nel periodo di tempo
in cui si svolge quellincontro.
Il sesso non ha un inizio n una fine. N,
come abbiamo gi detto, si definisce tramite
lorgasmo. Linterazione sessuale opera, di
norma, secondo i meccanismi della cosiddetta
risposta sessuale umana, cio attraverso le fasi
di desiderio, eccitazione, preorgasmo, orgasmo
e risoluzione. Ma non sempre cos lineare e
prevedibile. A volte, linterazione sessuale si

esaurisce nel desiderio, altre nella fase di


eccitazione e altre ancora nel preorgasmo.
Lassenza di orgasmo non implica il fatto che il
rapporto non sia esistito, o che sia incompleto o
che debba essere considerato insoddisfacente.
Borja era un mio vicino di casa. Aveva un pene
di dimensioni insolite che trattava con cura. La
sua pelle abbronzata e il suo accento del Sud
rallegrarono alcune delle mie notti. Quando la sua
fidanzata rimase incinta, concludemmo la nostra
relazione.
La soddisfazione una questione molto pi
culturale di quanto crediamo, e molto pi
soggettiva di quanto vogliano farci credere.
Sentirsi soddisfatti dipende in gran parte dalla
scala di valori da noi adottata, ma la
soddisfazione, come accade con la delusione,
sempre uninterpretazione soggettiva che diamo
di alcune circostanze concrete.
Se siamo convinti che il coronamento di
uninterazione sessuale sia raggiungere
lorgasmo, rimarremo frustrati nel caso ci non

accada. Se diamo inizio a un incontro


condizionati dallobiettivo finale dellorgasmo,
senza rendercene conto provocheremo una
tensione che finir per rovinare, oltre la
destinazione, anche lo stesso viaggio.
La grande maggioranza delle richieste di
consigli che ricevo sulle difficolt sessuali comuni
- come leiaculazione precoce, il vaginismo o
limpotenza - ha sempre la stessa origine:
lobbligo ineludibile di procurare lorgasmo a se
stessi e al partner. Questa imposizione deriva a
sua volta dal fatto che abbiamo equiparato il
successo allorgasmo, cos come abbiamo
equiparato il successo allammontare di un conto
in banca. La stessa logica, la stessa necessit.
Schiavi occasionali, ma sottomessi, di un
successo malinteso.
Con Andrs tutto fin quando si masturb
davanti a me. Non che mimportasse che la
nostra relazione passasse attraverso questa
pratica o che lavesse inscenata soltanto poche
ore dopo esserci conosciuti. La causa fu pi una

carenza estetica. Il suo modo di ansimare, i


suoi capezzoli rosa, i movimenti convulsi delle
sue mani componevano un quadro che non
avevo voglia di rivedere.
Abbiamo parlato dei giapponesi e della loro
estetica. Nella loro cultura esiste il concetto di
shibui, intraducibile nella nostra lingua e
incomprensibile per il nostro modo di pensare.
Lo shibui consiste nellapprezzare la bellezza
dellincompleto, dello scialbo, di ci che ci lascia
lopportunit di completare quello che manca, il
godimento di ci che non si vede, ma che c.
Meglio di me lo spiega, per esempio, un
assaggio di sashimi, e altrettanto bene lo
spiegano le relazioni che non finiscono con un
orgasmo e ci soddisfano lo stesso.
Da quando ho rotto con Felipe a quando me ne
sono andata da casa di Andrs, dai primi giorni
di giugno del 2003 fino alla met dello stesso
mese, si verificarono parecchi finali per altrettanti
princpi, tutti nella stessa continuit: la mia
sessualit.

Il sesso fatto per divertirsi


E affinch le sue ancelle non la sapessero
intatta, dissimul questo disdoro con abluzioni
dacqua.
Ovidio, Amori, libro III, vv. 83-84
La nave salp allora prevista.
Non riesco a ricordare perch, in
quelloccasione, presi un traghetto della
compagnia Grimaldi per andare a Genova. Forse
perch, data la fretta con cui organizzai le
vacanze in Italia, non riuscii a trovare di meglio.
Non mi piacciono molto le navi commerciali. Il
mio primo viaggio in mare, nellanima sempre
umida di uno di questi mezzi, era stato quando,
appena diciassettenne, ero andata da Le Havre
a Southampton, dove mi avevano assunto come
istruttrice in alcune colonie estive.

Quello che invece ricordo bene il motivo che


mi aveva portato a Genova. Dovevo incontrarmi
con Jacopo, con il quale, al lavoro, era nata una
di quelle amicizie che vanno al di l delle parole e
delle strette di mano. Avevamo organizzato un
viaggio di alcuni giorni nel Sud Italia. Feci il
check-in quasi tre ore prima di salire a bordo,
cos ebbi molto tempo per osservare
Ledonismo un atteggiamento nei confronti
della vita. una filosofia che privilegia listante
rispetto al futuro, che rivendica il coraggio in
luogo della paura, che rispetta la materialit e
mette in discussione lo spirito, che accetta ci
che accade senza vergognarsi di ci che non
accaduto, che apprezza la logica della vita e
mette in discussione la logica della morte, che si
fa bastare ci che basta, che cerca il piacere l
dove si trova e non dove si cerca, che fa del
proprio corpo un alleato e non una prigione, che
desidera senza essere schiavo del desiderio,
che impiega il tempo pi che i soldi, che fa del
piacere uno strumento per capire e non per usare
e che crede che la felicit degli altri, che passa

attraverso la felicit del singolo, sia raggiungibile


non appena la intuiamo. Ledonista esercita la
difficile arte di raggiungere la pace con se
stesso.
I seguaci di Epicuro erano chiamati maiali,
perch si diceva che, proprio come questi, non
alzassero la testa verso il cielo. Epicuro era una
persona di salute cagionevole, che meditava in
un giardino, che beveva acqua e si cibava di
verdure - anche se apprezzava quando qualcuno
gli portava vino o fragole - e che era convinto che,
bench il dolore fosse inevitabile, la sofferenza
potesse essere messa in discussione.
Dopo che le auto furono caricate nella stiva, ci
fecero imbarcare con ordine. Riconobbi lodore
di salmastro, di vomito mascherato, di pervasiva
umidit e di suole di plastica che avevano
calpestato cloro. Il mare sembrava essersi
calmato. Diciannove ore di viaggio erano molte.
Gli toccai la spalla destra, rimasta libera da una
chitarra che gli occupava la schiena. Ti va se ci
prendiamo qualcosa da bere? Ci sar pure un

bar su questa nave S, perch no? mi


rispose sorridendo, come se sorridere fosse un
dovere.
Attraverso ledonismo degli antichi, la nostra
societ ha giustificato leconomia di mercato.
Viviamo in tempi in cui si rivendica di continuo il
dovere del piacere. Di un piacere associato solo
al possesso, al consumo. Ci hanno fatto credere,
e ci siamo cascati come polli, che la nostra
capacit di accumulare beni di consumo sia
indice del nostro livello di felicit. Dimenticando il
saggio motto secondo cui le cose ci
appartengono come noi apparteniamo alle
cose, dimenticando che il principio della perdita
il possesso e che, come diceva Seneca,
povero non colui che ha poco, ma colui che
desidera troppo.
Nel sesso, il consumo equivale alla
consumazione. Bisogna consumare a tutti i costi,
bisogna darci dentro, gemere e arrivare
allorgasmo. Altrimenti meglio fingere, meglio
ingannare, meglio lavarsi le cosce anche se non

c niente da lavare; tutto, pur di non ammettere


che si voluto comprare qualcosa e che non ci
sono pi fondi nella carta di credito. Ma lobbligo
del piacere tanto tirannico e poco edonista
quanto la proibizione del piacere stesso. E
credere che il sesso sia fatto solo per divertirsi
stupido e stressante, come credere che sia
qualcosa di sporco.
Quando Javier si stese sopra di me, notai un
lampo di paura nei suoi occhi. Avevamo passato
le prime ore della notte percorrendo i corridoi di
quella bagnarola, tra chiacchiere e risate. Era un
musicista e stava andando a Genova a trovare il
padre, almeno cos disse. Gli proposi la mia
cabina - la sua era interna, e la condivideva con
un amico. Mi accarezz con mani esperte e io
risposi con trasporto. Poi, quando fu sopra di me,
il suo pene perse lerezione, lui impallid e
pronunci la prima scusa. In questordine.
Subito la prima scusa si trasform in una
seconda, questa in ansia, lansia in amarezza e
lamarezza in catastrofe. Tentai di non dare

importanza alla cosa, non perch mi fossi


invaghita di quel musicista che stava colando a
picco, ma perch, onestamente, desideravo pi
le sue mani che il suo pene. Tuttavia, niente di
quello che dissi dovette suonargli vero. E l si
concluse il tutto.
Il nostro contesto culturale, retto dalle leggi,
quasi divine, delleconomia di mercato, si basa
anche sulla logica della mortificazione della
carne. Degli oltre trecento trattati che, come
sappiamo, sono stati scritti da Epicuro,
loscurantismo si preoccupato di lasciarci
soltanto tre epistole; dei cirenaici conosciamo
solo il nome; i cinici ellenisti sono stati
considerati agrafi; di Lucrezio stata tramandata
ununica opera (naturalmente perch prima era
stato screditato in quanto pazzo) e cos via. Della
maggior parte dei templi pagani conserviamo le
fondamenta sepolte sotto le chiese cristiane, e
dei loro culti sappiamo soltanto ci che ne dicono
i detrattori. Degli altri, invece, degli spiritualisti
che hanno imposto il sacrificio e lobbedienza al
posto del piacere e della discussione,

conserviamo persino i resti mortali (incorrotti,


ovvio).
per questo, forse, che pi si associa il
piacere al consumo, la ricchezza alla propriet e
il sesso allorgasmo, pi stretti si fanno i
meccanismi di controllo e sanzione sui mezzi per
raggiungere la felicit. Spendere soldi, arricchirsi
e divertirsi in modi, contesti e compagnie
determinate: questo da la felicit, tutto il resto
soltanto antico filosofare
Secondo il programma, dovevamo attraccare a
Genova il giorno dopo, alle sette di sera. Lo
cercai per tutta la nave, senza riuscirci.
Mi imbattei nellanimatore che cercava di dare
al gruppo di pensionati la dose di piacere
promesso, vidi nella piccola piscina di poppa
qualcuno che protestava perch la sua
prenotazione non includeva un posto riservato
nelle sedie a sdraio, ma della chitarra neanche
lombra. Una chitarra le cui corde si erano
allentate soltanto perch aveva dimenticato che il
sesso non tutto quello che ci dicono n ha lo

scopo che ci dicono, solo perch aveva creduto


che il successo del concerto dipendesse dai
bis.

Non si pu vivere senza sesso


Vi sono infatti eunuchi che sono nati tali dal
seno materno, vi sono eunuchi che sono stati fatti
eunuchi dagli uomini e vi sono eunuchi che si
sono fatti eunuchi da se stessi, per il regno dei
cieli.
Vangelo secondo Matteo, 19,12
difficile immaginare un atto pi sessuale
dellevirazione volontaria. Castrarsi, nel tentativo
di liberarsi della condizione di essere sessuato,
per cancellare, grazie allamputazione fisica,
qualsiasi parvenza del proprio sesso, un gesto
di infinita esaltazione del sesso. Un gesto che
soltanto un essere sessuato, consapevole fino in
fondo della propria natura, pu compiere
unicamente ed esclusivamente attraverso il

sesso. Un gesto che aggiunge pi che


cancellare, che esalta pi che occultare, e che
criminalizza coloro che della nostra natura
sessuale hanno fatto un delitto, molto pi che
purificarla.
Fare del sesso una condanna prima di tutto
fare sesso.
certo, tuttavia, che soltanto un eunuco pu
soddisfare i desideri della carne, la sensualit, la
passione, il libertinaggio, la corruzione, la
voluttuosit, loscenit. Poich non sono in grado
di generare, sono pi vicini al crimine degli
uomini perfetti, e sono pi ricercati dalle donne
libertine, perch offrono loro i piaceri del
matrimonio senza correre rischi. Cos
raccontava Ancillon nel suo Tratado de los
eunucos, una stranissima opera di inizio
Settecento.
Lalessandrino Origene, vissuto nel II secolo,
uno dei pi importanti esegeti della dottrina
cristiana, fece della castrazione un voto. Si mutil
per il desiderio di smettere di desiderare per

consegnare al regno dei cieli un eunuco.


Appassionatamente.
Attraverso la posta elettronica mi giunto il
messaggio di Paul. Insieme a poche righe, in cui
magnificava il fatto di avermi conosciuta e
stuzzicava la mia curiosit per lerotismo
masochista, inviava alcune immagini: Paul legato
a una croce di santAndrea, Paul scarificato in
una gabbia cilindrica e lo scroto di Paul
inchiodato a unasse. Credo che fosse una lettera
damore.
Nella scrittura della mortificazione, che si
alimenta di ci che reprime, anche il sesso
scrive.
Sofia temeva che suo marito la prendesse per
mano quando arrivava a casa. Temeva che le
scompigliasse i capelli, i gesti di complicit quando solo lui si sentiva complice - e temeva
qualsiasi cosa che stesse a indicare
lapprossimarsi di un rapporto sessuale. In
compenso, a 63 anni, dirigeva una catena di
negozi di abbigliamento, prima di recarsi al

lavoro giocava a paddle o a golf, fumava due


pacchetti di sigarette inglesi al giorno e il suo
cellulare non era mai spento. Il mal di testa, per,
compariva soltanto quando non restavano altre
scuse.
La conobbi alla fine del 1999. Sapeva che, a
quel tempo, esercitavo la prostituzione, mi aveva
infatti chiamata per dimostrare a se stessa che il
suo disinteresse per la sessualit non era un
problema di orientamento sessuale. Da allora, e
nonostante il nostro rapporto fosse fallito sul
piano erotico, abbiamo dato inizio a una strana
amicizia.
Epicuro, nella sua teoria edonista, classificava i
desideri in naturali e necessari, naturali e non
necessari e n naturali n necessari. La fame,
per esempio, apparteneva ai primi, mangiare un
souffl di aragosta ai secondi, e prendere un
sorbetto alla fragola, dopo aver mangiato un
souffl di aragosta nel ristorante pi elegante
della citt, ai terzi. La felicit consisterebbe nel
soddisfare i primi, non dipendere dai secondi e

prescindere dai terzi.


Il sesso, come condizione consustanziale alla
natura umana, naturale e necessario, oltre che
irrinunciabile. Il sesso non si evira, per quanto
ardore ci si metta. Altra cosa lesercizio delle
attivit mosse dal desiderio sessuale, che
risponde a un appetito naturale, ma non
necessario.
Il sesso la proposta, la nostra capacit infinita
di proporre, non soltanto la messa in pratica di
tali proposte. Come la scrittura una proposta di
scrittura e non soltanto la sua realizzazione
nelloggetto libro. Noi che scriviamo siamo
scrittori, noi che scopiamo siamo sesso, ma ci
non significa che chi non scrive o non ha rapporti
sessuali non sia letteratura o sesso.
Perdere la parola non significa perdere il
linguaggio; lafonico, il muto o chi desidera
restare in silenzio continuano a essere
linguaggio, perch il linguaggio una condizione
dellumanit. E lumanit non considera
negoziazioni, volont o mutilazioni. Parlare

qualcosa di naturale, ma non necessario. Il voto


del silenzio e il voto di castit non eliminano n il
linguaggio n il sesso, non eliminano la nostra
umanit, si limitano a mortificarla.
Sofia mi propose di andare a letto con suo
marito.
Si racconta che lesteta John Ruskin
abbandon ogni pratica sessuale quando scopr
che il pube di sua moglie era dotato di peli. Di
Schopenhauer sappiamo che rimase celibe per
tutta la vita, a causa della sua misoginia; Bataille,
nonostante i suoi splendidi e allusivi racconti, era
terrorizzato quando doveva parlare di sesso o
quando vedeva unopera di Magritte che
rappresentava un volto nel quale occhi e bocca
erano stati sostituiti da seno e pube. Georges
Sand lasci scritto che Chopin tastava soltanto il
pianoforte
Di Ruskin, Schopenhauer, Bataille o Chopin si
pu dire che erano piuttosto singolari nella
messa in pratica di ci che il loro sesso
prescriveva. Ma nessuno di loro mor per questo.

E a ciascuno di loro il sesso continu a parlare.


Poco tempo fa incontrai di nuovo Sofia e le
chiesi come si sentiva. Ci sedemmo in un bar
allaperto, di fronte a due tazze di caff e mi parl
con il suo tono sempre irruente e allegro. Era
sposata da ventanni e amava profondamente
suo marito, ma non sapeva pi che strategie
adottare per evitare il suo contatto. Mi raccont
che da giovane aveva avuto le mestruazioni
ininterrottamente per sei mesi, e che era convinta
di essere stata lei a provocarle per poter
giustificare il fatto di non avere rapporti sessuali
con il suo ragazzo di allora. Il ginecologo le aveva
detto di non aver mai visto una tale assenza di
desiderio. Mi raccont i dolori che fingeva di
provare di fronte al partner, alcuni dei quali molto
divertenti, come quando disse di soffrire di una
sindrome acuta da spasmo perineale. E
aggiunse che, ogni tanto, quando non aveva pi
niente cui attaccarsi, cedeva.
Dalle sue spiegazioni particolareggiate dedussi
che ci che la preoccupava di pi era la sua

presunta anormalit. Le spiegai che aveva pi


sesso di chiunque altro. Che, a mio avviso, nella
sua testa il sesso occupava pi spazio di
qualunque altra attivit. Che lunica cosa che le
succedeva era che non le piaceva scopare,
forse perch aveva perso o non aveva labitudine,
la cultura, dei rapporti sessuali.
Mi guard con sorpresa e, allimprovviso, mi
lasci con la tazza di caff in mano. Si conged
rapidamente, adducendo un qualche pretesto.
Forse la preoccup pensare che pensavo.

Il sesso un impulso biologico


Il cortile del palazzo, pieno di folla.
Padre Ubu incoronato; Madre Ubu, Capitano
Bordure, valletti carichi di carne.
POPOLO: Ecco il Re! Viva il Re! Urrah!
PADRE UBU (gettando delloro): Ecco, per voi,
per voi. Non mi garbava affatto darvi dei soldi,

ma, sapete, Madre Ubu lha voluto. Almeno


promettetemi di pagare le tasse come si deve.
TUTTI: S, s!
CAPITANO BORDURE: Vede, Madre Ubu,
come si contendono loro. Che battaglia!
MADRE UBU: davvero orribile. Puah! eccone
uno col cranio spaccato. PADRE UBU: Che bello
spettacolo! Portate altre casse doro.
ALFRED JARKY, Ubu Re, atto secondo, scena
settima
Rovesciare un re deludente quanto aspettarsi
qualcosa dal successivo, e solitamente tanto
anomalo per il popolo, quanto indifferente per il
concetto di potere. Almeno finch continuiamo ad
aver bisogno dei re.
Stabilire chi deve comandare non sempre una
questione semplice. Ma, tra le tante
caratteristiche del potere, ce n una comune a
coloro che aspirano a un trono: essere, o far
credere di essere, in possesso della verit,

La verit si trasforma in ci che giustifica la


presa di potere e il legittimo esercizio dello
stesso. Un discorso della verit ne sostituisce
un altro e vive per il lasso di tempo che lo divide
dalla comparsa di un terzo, che per imporsi
impiega il tempo necessario a convincere che la
propria verit pi vera rispetto a unaltra. Ci
che irrefutabile smette di esserlo quando un
nuovo potere si legittima come irrefutabile.
Un re dura quanto dura la sua verit, per il
tempo in cui non si concepisce altra verit che la
sua.
Nelle alcove di palazzo si discute su chi debba
essere il legittimo sovrano che gestisce il
discorso normativo sul sesso. Si discute su chi,
sulla base della propria verit, possa esercitare
luso della parola in nome del sesso. Intanto il
sesso tace, e il modello che lo rappresenta
permane immutabile, sostenuto dalle distinte
verit - i distinti sovrani - che lo legittimano e lo
consolidano. Non si cambia collare, si discute
soltanto su chi sia il padrone che, questa volta,

deve portare a spasso la bestia. E noi vediamo il


cane che passeggia, perch ci fanno credere che
sia un cane a passeggiare, un pastore tedesco
addestrato.
Un tempo, la voce del re ci diceva che
lesercizio del sesso dipendeva dal nostro
raziocinio, il quale, abilmente guidato dal giusto
codice morale emesso dalla Corte sotto forma di
cultura, manteneva il controllo su ci che
decidevamo di fare con la nostra sessualit.
Qualcosa di unico presiedeva alle nostre
passioni e ci permetteva di agire bene o male: la
volont. Questa era la verit.
Un bel giorno comparve un nuovo pretendente
al trono, secondo il quale gli uomini non erano
che entit biochimiche, determinate e regolate
dal sistema endocrino: ben poca influenza si
affidava alla coscienza e alla volont individuali.
Per giustificare la sua presa di potere, il
pretendente arriv carico di ormoni, di livelli di
pressione sanguigna, ghiandole e statistiche. Ed
espose la nuova verit delle cose.

Linfedelt non era pi una questione di


immoralit, bens un comportamento immorale
prodotto dallossitocina; il desiderio non era un
problema di maggiore o minore libertinaggio, ma
di livelli di testosterone che potevano trasformarci
o meno in libertini. In entrambi i casi, immorali e
libertini lo eravamo per qualche motivo.
E i peccatori si trasformarono in pazienti. E
quello che prima si sanava con le penitenze, ora
si curava con i farmaci. Perch le cose potevano
stare solo cos: ci che, secondo la morale,
bisogna guarire, ha il suo rimedio. Quando la
volont non controlla lendocrinologia che ci
costituisce, lunica volont che ci resta quella di
salvarci. La ridicola lotta tra alcuni culturalisti
(umanisti, religiosi, moralisti), che asseriscono
che ci che determina luso della nostra
sessualit sono fattori rigidamente culturali, e
certi biologisti (scienziati, medici, biologi),
che sostengono che siamo soltanto ci che ci
costituisce biochimicamente e che agiamo di
conseguenza, era servita. Sembra che ci sia
bisogno di un re che, in materia di sesso, difenda

con verit il discorso normativo di sempre.


Non mi mai piaciuto il tonno poco cotto.
Domandai che lo cuocessero un po di pi o che
almeno lo pescassero prima di servirmelo.
Preferisco che non mi nuoti nello stomaco
Osservai il mio bicchiere mezzo vuoto e cercai
disperatamente la bottiglia di vino nel secchiello
del ghiaccio. Se la serata proseguiva cos, non
restava altro che trovare consolazione nellalcol.
Dei quattro commensali che mi
accompagnavano, tre erano stupide e il quarto,
marito di una delle tre, ubriaco. Non poteva
essere altrimenti.
A volte tendiamo a sottolineare dicotomie
inesistenti. Il nostro raziocinio pare funzioni
soltanto mettendo a confronto gli opposti: se non
in alto, in basso, se non chiaro, scuro, se
non giorno, notte. la nostra logica del
confronto binario, dove questo ci che non
quello, ignorando il divenire e ci che

tende a. La logica stringente continua a


essere pi stringente che logica.
Stabilire se la nostra natura ultima sia cultura o
biologia mi sembra una di queste assurde
dicotomie. Siamo cultura e biologia. La nostra
biochimica condiziona lapprovazione o il rifiuto
dei valori culturali che ci vengono proposti e i
valori culturali acquisiti condizionano le reazioni
biochimiche, nel nostro processo di
umanizzazione. Quando i miei valori fanno s
che interpreti una situazione come triste, i miei
livelli di dopamina si abbasseranno, quando i
miei livelli di dopamina si abbassano, qualsiasi
situazione mi sembrer triste.
Sessualmente, lorgasmo, privo
dellinterpretazione che ne fa il mio codice di
valori, sarebbe simile a un crampo, mentre se
lorgasmo non fosse accompagnato da una
reazione fisica, sarebbe solo un concetto.
Poco tempo fa, scrissi in un articolo:
come se il mio panettiere, quando gli chiedo

una baguette ben cotta, si domandasse: Chi mi


sta parlando? La filosofia e la grammatica di
Valrie o la laringe e la lingua di questa francese
cos francese?.
Chi deve presiedere al mio modo di chiedere un
filone? I grammatici, i logopedisti, gli
otorinolaringoiatri, Dale Camegie o la mia voglia
di mangiare pane?
Stabilire di che cosa fatta la nostra natura
significa assegnare lo scettro a colui che
riteniamo disponga dellautorit (della verit) sul
sesso e decidere chi pu determinare i codici
morali validi per il sesso. Credo che ci che si
sta veramente decidendo sia questo.
Dato che al tavolo cero io, la conversazione
scivol inevitabilmente sul sesso. Nelle situazioni
di noia o riflessione riusciamo davvero a vedere
ci che un idiota pu dare di s. Le tre tipe
difendevano appassionatamente la tesi secondo
la quale il bene morale sta nella natura. Le
leonesse curano con amore i loro cuccioli
sostenne quella alla mia sinistra per dimostrare la

sua idea. Le altre due, invece, riflettevano a fondo


su quello che aveva appena detto la prima (o
forse si limitavano a pregare, in attesa di
unilluminazione divina). Laltro continuava a bere.
Arriv il punto centrale della sua
argomentazione: lomosessualit non presente
in natura e quindi lomosessualit non bene.
In vino veritas, pensai, buttando gi un altro sorso.
Probabilmente fu il vino, o il fatto che ne avevo fin
sopra i capelli o che prevedevo che avrei finito
per rimetterci io (con quattro ricchi a tavola, il
quinto povero a pagare la cena). Cos, mi alzai
con aria solenne, rovesciai addosso alla fautrice
della natura il suo bicchiere dacqua (benedetta?)
e dissi: Senti, bella, quando una delle cucciole
cresce e va in calore, suo padre se la scopa.
probabile che i cuccioli maschi non se li inculi,
ma solo perch se li sbranati prima, non
appena la tua tenera leonessa si distrae un
momento. Farfugli qualcosa, mentre si
asciugava la gonna bagnata. Pensavo che la
cena sarebbe finita l, e invece no. E fui io a
pagare il conto.

I rischi di unetica biologista sono evidenti: se


accettiamo la verit che siamo marionette
nelle mani dellendocrinologia, lordine morale
inizia a vacillare. Perch proprio il fondamento
del libero arbitrio e della responsabilit ultima
dellagire bene o male sarebbe messo in
discussione. Non saremmo pi n buoni n
cattivi, agiremmo semplicemente bene o male,
non per colpa nostra, ma di qualcosa che ci
trascende: la nostra costituzione fisica.
In Occidente, lessere umano la causa ultima
della sua responsabilit. Gli Stati Uniti sono il
paese (anche se non lunico) del sogno
americano. Volere potere, solo una questione
di fiducia e determinazione. Chiunque pu
diventare presidente o milionario, basta volerlo.
Forse, questo il motivo per cui sono il paese
con la maggior quantit di frustrazione e
amarezza per metro quadrato; chi non riesce a
ottenere ci che vuole considerato incapace di
esercitare la responsabilit su se stesso, il che lo
trasforma in un fannullone o in un minorato.
Daltro canto, quello stesso paese forse lunico

della nostra cultura in cui vige ancora la pena di


morte come punizione per un reato. Il principio
lo stesso: la responsabilit delle azioni ricade
sempre su chi le compie, non sul suo pancreas.
possibile che sia per questo che anche il paese
con il numero maggiore di creazionisti e in cui si
stigmatizza di pi Darwin (bench si dia una
particolare interpretazione della sua teoria della
selezione naturale applicata agli affari).
Si tratta di morali deterministiche, scritte dalla
scienza o dalla mano di Dio, mentre la vera
morale del sesso molto semplice: Godere e
far godere, senza danneggiare n te n nessun
altro: la morale, credo, tutta qui, come scrisse
Nicolas de Chamfort, lo stesso che afferm che
chiunque distrugge un pregiudizio, un solo
pregiudizio, un benefattore del genere umano.
E la prima affermazione impossibile senza la
seconda. Non faremo il bene se laltro si convince
che gli stiamo facendo del male.
Spezziamo i pregiudizi e non perpetuiamoli
basandoci sulluna o sullaltra concezione di noi

stessi che la conoscenza della nostra


condizione non alimenti la concezione che di noi
hanno quelli di sempre.
E lasciamo Ubu Re ai buoni lettori e i re ai
monarchici.

Gli uomini hanno sempre voglia e le donne no


Nelle donne le parti chiamate vagina e utero
per i medesimi motivi contengono un essere
vivente desideroso di procreare, e quando esso
fuori tempo rimane a lungo sterile, mal sopporta
questa situazione ed erra dappertutto nel corpo,
bloccando i passaggi dellaria e, non lasciandole
respirare, getta le donne in estremi turbamenti e
provoca altre malattie di ogni genere.
PLATONE, Timeo, 91c-d
Ancora Platone. Non un caso. Platone
qualcosa di pi di un filosofo: lideologia
dominante. Stiamo attenti, perch il padre del

nostro sistema di valori, di quella morale che


privilegia la moderazione o la mortificazione in
attesa di un aldil (molto aldi l), che disprezza il
mondo e punta al cielo. Il suo idealismo,
oltremondano, superiore e assoluto, ha
assicurato la vittoria dello spirito sulla carne, dello
scandalo sullaccettazione e del senso di colpa
sul godimento.
Se nella lotta per i sistemi di valori avessero
vinto, per esempio, il libertino Aristippo di Cirene
o il saggio Epicuro, la nostra cultura non
assomiglierebbe per nulla a quella che e, forse,
il cristianesimo non avrebbe finito per essere
quello che .
Non dimentichiamolo. Siamo ci che ci hanno
insegnato a essere. I meccanismi di accettazione
e rifiuto, di analisi e comprensione, li dobbiamo
ad alcuni modelli della nostra cultura. Molti
santificati dalle chiese e altri dalle universit
(come Platone).
Allora, ti fai vedere?

Guillermo era un viveur dalla vita piuttosto


modesta. Sposato con una mora un po stupida
(parlare con lei era come ascoltare la tv spenta),
alla quale non parl mai dei nostri passatempi
sessuali, potrei definire il mio rapporto con lui
come quello che ho con le sigarette: non che
servano a molto, per distraggono. Aveva il
merito, questo s, di non essersi lasciato
intimidire dalla reputazione pubblica che
cominciavo ad avere: quella di essere, per cos
dire, una donna esigente.
Ci pensai un attimo. Non conoscevo gli altri
invitati e, sebbene non fosse troppo importante,
con let si diventa piuttosto selettivi.
Va bene, daccordo, sar l verso le otto
risposi.
Lorgia era perfetta.
In greco utero si diqe hystera. Da qui deriva il
termine con il quale la nascente, repressiva e
classificatoria clinica dellOttocento designava le
donne che soffrivano di una sintomatologia

complessa; alle origini della nostra sessualit,


quelle che pativano di ardori della passione
erano chiamate isteriche. Le pazienti cui
veniva fatta una simile diagnosi erano di solito
quelle che si presumevano dotate di elevate virt
(monache, vedove, ragazzine).
Oggi il generoso desiderio sessuale femminile
si chiama ninfomania, letteralmente furore
uterino (a quanto pare, le cose non sono
cambiate di molto). I due termini, isterica e
ninfomane, godono (abbiamo gi detto che le
parole non sono innocenti) di una connotazione
profondamente stigmatizzante e dispregiativa. Il
lessico popolare le designa come porche,
puttane, cagne in calore (in fin dei conti,
termini anche molto affettuosi). Gli antichi
dicevano che, bench le ninfe in genere fossero
benefiche, bisognava guardarsi dallavvicinarle
troppo, perch il contatto prolungato provocava
un altro male: la ninfolessia. Il ninfolettico
sarebbe stato vittima di manie che avrebbero
indebolito il suo raziocinio. Cos, si cominciava a
definire il desiderio femminile come agente

patogeno e corruttore.
E gli uomini? Loro non possono essere isterici
(perch non possiedono il demone deHhystera),
anche se Freud tent in qualche caso di
dimostrarlo (ma non ebbe successo in ambito
accademico). Allora, come possiamo definire
quelli che soffrono di ardori genitali? Qualcuno
lo sa? Qualcuno sa perch non lo sa?
Il nostro modello fallocentrico, che spiega
tutta la sessualit umana basandosi sulle reazioni
sessuali maschili, non si preoccupato molto di
assegnargli un nome. A livello clinico si parla di
satiro e satiriasi. A livello popolare, di
macho o dongiovanni. Qualcuno ha mai
colto la loro diversa connotazione se paragonati
agli epiteti femminili? chiara la differenza tra
approvazione e condanna?
La casa su due piani dove ci eravamo dati
appuntamento si trovava nel quartiere della
Bonanova di Barcellona. Il proprietario era un tipo
smilzo, e mi guard come se avessi interrotto
qualcosa.

Salve, sono Valrie dissi.


S, ti ho riconosciuto ti ho visto alla tele
rispose con un certo entusiasmo.
Immediatamente si fece avanti Guillermo.
Vieni, ti presento i miei amici
Contai pi o meno dieci persone, oltre al
padrone di casa, Guillermo e io. In totale cinque
donne e otto uomini.
Silvia, una ragazza robusta e sicura di s, aveva
cominciato a pomiciare sul divano con un bel
ragazzo, il tipo del frequentatore di centri
benessere e abbonato a riviste metrosexual5.
Guillermo li interruppe un attimo per fare le
presentazioni. Silvia, con il seno sinistro
scoperto, allung la mano e mi sorrise maliziosa.
Giurerei che stava sbavando. Il ragazzo si alz
molto cortesemente e mi baci sulle guance.
Sentii nella sua bocca il capezzolo di Silvia.

Per le isteriche il trattamento era semplice:


unostetrica o un medico eseguivano un
massaggio pelvico consistente nello stimolare
con le mani o con un getto dacqua i genitali
finch la paziente non raggiungeva leretismo.
Il mio amico Juan Romeu, psichiatra, edonista e
saggio, un giorno mi raccont questa barzelletta:
Il medico sta auscultando la paziente.
Dottore, quella non la mia schiena.
E questo non il mio fonendoscopio, tesoro
Questa masturbazione terapeutica dovette
risultare eticamente controversa agli occhi dei
benpensanti, perch poco dopo fu inventato uno
strumento di grandissima utilit: il vibratore. In
origine concepito esclusivamente come mezzo
terapeutico, il suo uso cominci ben presto a
diventare abituale (il primo vibratore meccanico
risale al 1870 circa), in ragione di un flagello
generalizzato e spaventoso di isterismo collettivo.
Anche lo specolo, strumento a forma di cono che

si introduce nella vagina e che permette di


osservarne le condizioni, uninvenzione
dellepoca, che non ha riscosso molta fortuna al
di fuori dei reparti di ginecologia (salvo che tra i
voyeur e i sadomasochisti).
Il fatto che le donne non potessero masturbarsi
da sole e avessero bisogno di essere guidate da
medici maschi sinserisce nel contesto di
estremo controllo su ci che costituisce il vero e
proprio terrore del nostro modello sessuale: il
desiderio femminile.
La casa era invasa dalla musica. Mentre stavo
osservando Ingrid, la ragazza irlandese che
aveva cominciato a praticare una fellatio a
Guillermo, qualcuno mi afferr delicatamente da
dietro. La mano sul mio ventre e il membro duro
che si appoggiava alle mie natiche. Mi voltai e,
senza guardarlo in faccia, slacciai il bottone dei
suoi pantaloni e abbassai un po la cerniera fino
a vedere il glande che lottava per uscire dalle
mutande troppo strette. Il suo respiro si stava
facendo pi affannoso, inclinai la testa

sistemando i capelli sul lato sinistro. Rimasi


ferma per qualche secondo a cinque centimetri
dal suo glande violaceo. Con un gesto impedii
che mi afferrasse la testa con una mano.
Mettiti il preservativo e siediti sul divano gli
dissi.
Mentre ubbidiva, presi due cubetti di ghiaccio
dal bicchiere di whisky che mi aveva appena
servito il padrone di casa.
Li infilai sotto i suoi piedi. Strinse i denti in un
grido soffocato.
Prima che si siano sciolti, sarai venuto gli
sussurrai in un orecchio. E tutto sar finito per
te
Ancora vestita, mi misi a quattro zampe di
fronte a lui e appoggiai la punta della lingua sul
frenulo del prepuzio. Ingrid, da dietro e prona,
lottava per sbottonarmi i pantaloni. Guillermo la
penetrava ripetutamente con foga guerresca.

Niente teme di pi il discorso normativo sul


sesso che il desiderio femminile e niente capisce
meno della sessualit femminile. Per questo
inventa giudizi che, come il tormentone musicale
dellestate, ci si appiccicano addosso finch
risulta impossibile smettere di canticchiarli. Uno
di questi che gli uomini hanno sempre voglia e
le donne no.
Quella sera, che dur fino al giorno seguente, in
quella casa di Barcellona, uomini e donne
provarono le stesse voglie. Quella sera, porche e
machi si consolarono a vicenda. In quellincontro
non ci furono differenze di desiderio, non ci
furono n uomini n donne, anche se solo per un
attimo, per lattimo che dur quellincontro.

La maggior parte delle donne preferisce il


sesso con amore
Le donne, di statura bassa, spalle strette, anche
larghe e gambe corte, possono essere chiamate
bel sesso soltanto da una mente maschile

obnubilata dallistinto sessuale. In altre parole,


tutta la bellezza femminile sta nel suscitare
questo istinto.
ARTHUR SCHOPENHAUER
Lue mi chiese cosa volevo bere. Un t, grazie
risposi. Pierre aveva ancora un po di birra nel
bicchiere. Il bar era chiuso. Dovevano essere le
quattro del mattino.
La femmina della nostra specie non va in calore
a periodi fissi. Al contrario di quanto succede
negli altri mammiferi, il suo periodo fertile non
provoca un istinto incontrollabile ad accoppiarsi.
Non solo, se non si aiuta con un calendario e non
compie alcune elementari operazioni aritmetiche,
la donna non conosce nemmeno i giorni in cui
effettivamente feconda. Non esistono sintomi
fisici o segnali emotivi che inducano il maschio a
cercare laccoppiamento nel momento in cui il
suo intervento particolarmente efficace. Si pu
dire che noi femmine della specie umana siamo
sempre pronte a esercitare la nostra condizione
di esseri sessuati. Terribile. Apocalittico. Il

controllo, oltre che efficace, deve essere


continuo.
Conobbi Pierre tramite alcuni amici comuni in
un locale, di cui era comproprietario. Francese di
nascita, anche se risiedeva da tempo in Spagna,
aveva un che di enigmatico che mi attrasse
subito. Bello, dai modi gentili e un eloquio
semplice ma intelligente, intuii che era una di
quelle persone di grande umanit che non si
lasciano intimorire facilmente. In quel momento
della mia vita, nel quale la mia immagine
pubblica si prestava a una certa confusione,
pensai che poteva essere il tipo di persona che,
a differenza degli idioti e dei neoricchi che di
solito mi si avvicinavano come squali intorno a
una zattera, poteva darmi qualcosa. Fu cos che,
dopo esserci frequentati per un po, dopo aver
assistito insieme ad alcuni concerti e dopo varie
ore di sesso di qualit, mi innamorai di lui.
Larchetipo della donna sempre disponibile un
elemento davvero destabilizzante in una cultura
come la nostra. Una cultura che ha per modello la

famiglia, e il cui erotismo si fonda sulla coppia. In


questo contesto di strutturazione sociale (e di
ordine morale) necessario scoraggiare gli
istinti e la disponibilit della donna, e stabilire
periodi e condizioni che ne limitino la
passione. In definitiva, occorre inventare anche
per lei un periodo di calore.
Per controllare, dominare e coercitare questa
perenne e generosa disponibilit, abbiamo
escogitato, nel corso del tempo, numerosi
espedienti. Alcuni sono assolutamente puerili
(come la prima notte di nozze o la luna di miele),
altri perversi, come definire la donna ammalata o
spregevole allorch manifesti un forte desiderio
sessuale, e altri ancora ingenui, come il tentativo
di convincerci che il desiderio sessuale maschile
maggiore di quello femminile.
probabile che la luna di miele sia
uninvenzione del Cinquecento. La sua funzione
originaria era semplice. Gli sposi rimanevano soli
per un intero ciclo lunare (la luna di miele durava
28 giorni). Ci garantiva il fatto che durante

lestro asintomatico della moglie, lunico a poterla


fecondare fosse il marito. Evidentemente, i 28
giorni coprivano il ciclo femminile tra una
mestruazione e laltra (termine che rinvia
etimologicamente a mese) in modo da non
mancare il periodo di massima fertilit. Narrano
le leggende che, durante questa sorta di
clausura, gli sposi bevevano una pozione che si
riteneva aumentasse la fertilit: lidromele.
La notte di nozze, ancora oggi in voga,
garantiva che almeno la copula di quel giorno
fosse riservata al marito, mentre la luna di
miele sembra essersi trasformata nel viaggio
di nozze, nel quale coppie felici se ne vanno in
luoghi esotici, molto probabilmente e altrettanto
inconsciamente, per allontanare la donna dalle
tentazioni del proprio ambiente e giustificare, in
terra straniera, dove lei possa sentirsi in qualche
modo inibita, una stretta convivenza. Gli intenti
della luna di miele non sono cambiati di molto,
a quanto pare, anche se diventata un affare pi
redditizio, da cui sono stati esclusi soltanto i
produttori di idromele.

Questi espedienti sottomettono per un certo


tempo la femmina sempre disponibile, ma manca
qualcosa di davvero efficace. Manca la creazione
di un periodo in cui il suo desiderio sia
legittimato, nel quale lei stessa possa dimostrarsi
accogliente e ricettiva perch qualcosa la
autorizza. E se il corpo non manda segnali,
facciamo in modo che li invii lo spirito.
E, a tal fine, non c niente di meglio che
sfruttare lamore. Il calore delle donne
lamore. Si badi: non pretendo affatto di
screditare questo autentico e nobile sentimento
umano, credo per che venga manipolato per
autorizzare unattivit umana, il sesso, che non
necessariamente va di pari passi con lamore, n
a livello fisico n emotivo.
Fin da piccoli ci stato insegnato ad amare
amando. Linnamoramento legittima moralmente
le nostre avventure. E, crescendo, a rispettare
lassociazione sesso/amore. Questo il
programma, credo, anche se non tutte le donne vi
aderiscono immancabilmente. Certo, lamore

la risposta. Per, mentre aspettiamo la risposta,


il sesso pone domande molto pertinenti
affermava Woody Allen in unintervista. E subito
dopo precisava: Il sesso senza amore
unesperienza vuota, vero. Ma tra le esperienze
vuote una delle migliori.
Bevvi il t, cercando di non scottarmi. Pierre mi
teneva la mano con tenerezza. Avvicin le sue
labbra alle mie e, dopo avermi baciata, mi
propose di seguirlo.
Lue aveva appena finito di asciugare alcuni
bicchieri.
Andiamo su, vieni?
Il panno umido sul bancone fu la sua risposta
affermativa.
Nel desiderio sessuale la donna un animale
che beve t e luomo uno che beve acqua.
Entrambe sono azioni motivate dal medesimo
desiderio: la sete. Ci non significa, per, che il
volume di sete non sia lo stesso per gli uni e

per le altre. Allo stesso modo, il desiderio


sessuale non si quantifica in base al genere. C,
in ogni caso, una differenza qualitativa, che ha a
che vedere con la costruzione della bevanda,
con lelaborazione del desiderio.
Tornai a casa allalba. Il mio rapporto sessuale
con Lue e con Pierre era stato molto
soddisfacente. Continuai a vedere Pierre per un
certo periodo. Arrivai perfino a pensare che forse
avrebbe ovviato allassenza di Giovanni. Mi
sbagliavo. La discussione che avemmo il giorno
in cui io, in tutta innocenza, gli chiesi di Lue, pose
fine alla nostra relazione. Non riusciva a
comprendere che non amavo Lue. Ma gli
risultava ancor pi diffcile accettare che avevo
scopato con Lue senza amarlo.
Capire questi esseri dalle spalle strette, il cui
unico fascino consiste nella capacit di
obnubilare il pensiero maschile al punto da fargli
credere che siamo belle, non facile.

Bisogna sempre preoccuparsi dellaltro durante


il sesso
Lo yo-yo un marchngegno consistente in due
rotelle, unite da un asse, e da uno spago, biella
scanalatura tra le due rotelle, dove si trova lasse,
si arrotola lo spago che, legato a un dito, e con
scosse successive, fa salire e scendere il
congegno.
Definizione da enciclopedia
Nel 1660, Rembrandt dipinse se stesso davanti
al cavalletto con il berretto bianco da pittore, un
pennello e la tavolozza. Solo il suo volto restava in
penombra. Mori nove anni dopo e quello sarebbe
rimasto uno dei suoi ultimi autoritratti,
Solo gli egoisti hanno paura dellegoismo. La
comprensione, la compassione e laffetto sono
qualcosa che si pu esprimere soltanto sulla
base di una profonda conoscenza di se stessi,
dopo aver sperimentato su di s
lincomprensione, la crudelt e il disprezzo.
Legoismo, la pratica dellio, nelle varie forme

dellegotismo e del solipsismo, un tipo di


ontologia, una visione del mondo, in cui
questultimo non altro che ci che lio intende
per mondo. Dellio si alimenta la poesia, che si
trasmette a un noi, ed lio che i coraggiosi
osano spezzare e mettere in pericolo allo scopo
di conoscere la natura dellaltro. Legoismo,
inoltre, unetica: letica di chi non fa il male
perch sa che cos il male. Dallio impariamo
ci che non piace allaltro io.
Le persone poco solidali, gli stupidi e gli
ignoranti non sono egoisti, ma narcisisti,
praticano uno sterile culto di s per soddisfare la
miseria del proprio io, oppure sono megalomani,
convinti che al di fuori di loro non esista
nientaltro.
Non ci sono molti egoisti, ma narcisisti e
megalomani s. La nostra cultura della
competizione e del mito del cannibale vittorioso li
alimenta e li protegge. Allumanesimo egoista,
invece, si attribuisce il nome di egoismo e cos
viene definito nel dizionario.

Quando entrammo nella sala, la guida ci ordin


di stare in silenzio. Non ricordo perch quel
giorno avessi deciso, nelle ore buche tra una
lezione e laltra, di visitare il Louvre. Iniziai il
percorso da sola, ma poco dopo mi sentii a
disagio; cos, salita al secondo piano, mi
aggregai a un gruppo di turisti tedeschi. Allora,
non avevo difficolt a capire la lingua, per cui non
ebbi problemi a comprendere le spiegazioni
della guida.
Linterazione sessuale una fratellanza tra
egoisti. Il sesso, dal canto suo, una lezione di
egoismo.
Durante il rapporto sessuale, si deve ascoltare
soltanto una voce, la propria, e lunico termine di
paragone siamo noi. Pu risultare un po difficile
capirlo, abituati come siamo a trattare con
narcisisti di entrambi i generi, che non sono
capaci di capire con chi stanno interagendo e
ci che stanno mettendo in atto. I segaioli che
preferiscono la vagina altrui alla propria mano, o
le pie donne che preferiscono il lamento in

compagnia a quello solitario, non sono


naturalmente gli egoisti cui mi riferisco. Quelli
della serie me lo lavoro o non mi muovo, se
no mi spettino sono individui da evitare in ogni
caso, soprattutto perch sono individui che non
imparano.
Non sono costoro, ma gli egoisti quelli che
finiscono per risultare buoni amanti, quelli che si
sono formati alla scuola dellautocontemplazione;
quelli che, a forza di dedicare tempo a se stessi,
hanno saputo capire il desiderio e interpretare le
reazioni del proprio corpo. a partire da questa
formazione che si raggiunge la solidariet con
laltro, che lo si capisce e lo si ama. Ed a
partire da qui che si acquisisce il pi grande
apprendimento nelluso del sesso e nella
gestione della vita: la spontaneit.
Il silenzio chiesto dalla guida era un omaggio a
Rembrandt. La sala ospitava numerose sue
opere. Tra le altre, lAutoritratto al cavalletto, detto
anche Autoritratto con tavolozza e pennelli. Era il
frutto di una vita. Ogni ruga dipinta era una

conclusione, ogni penombra unemozione, e il


suo sguardo una lezione: la lezione. La guida era
un tedesco vivace, che spiegava gli aspetti
tecnici e biografici del dipinto. Mi strinsi al
gruppo, con lintenzione di non farmi notare.
Non ho un grande amore per le orge, perch
credo che di solito siano dispersive. Leccessiva
preoccupazione per lo stato degli altri,
lattenzione ai cambi di preservativo da una
vagina allaltra, i continui mutamenti di posizione
impediscono lintrospezione. Durante le orge, sia
in quelle a pagamento sia in quelle cui ho
partecipato per amicizia, ho raggiunto qualche
orgasmo soddisfacente, ma ho dovuto dare
indicazioni preventive e limitare il crocchio che mi
stava intorno a non pi di tre persone. Le orge
sono troppo solidali. Cercano il piacere del
gruppo pi che quello degli individui che lo
compongono e questo, a mio avviso, gli sottrae
efficacia. Sono pi interessanti da raccontare che
da vivere.
I percorsi del desiderio sono imperscrutabili. Di

fronte a quella magistrale lezione di vita dipinta


su una tela, provai lurgente necessit di
masturbarmi. In mezzo a quei tedeschi che
avevano pi voglia di vedere Pigalle che di
restare nella sala della pittura fiamminga, misi la
mano destra in una tasca dei pantaloni, infilai un
dito nella fodera sotto le mutandine e presi ad
accarezzarmi. Fui persino capace di fare una
domanda, senza smettere di toccarmi, quando il
nostro cicerone sembrava allontanarsi da
quellopera per dirigersi verso un altro quadro.
Avrei fatto qualsiasi cosa pur di trattenerlo ancora
un minuto. Non ascoltai la risposta. Quando
luomo grasso che stava alla mia destra si chin
per raccogliere la borsa che aveva appoggiato
sul pavimento e continuare il percorso, raggiunsi
lorgasmo.
Nel negozio di souvenir comprai una cartolina
con la riproduzione dellopera. Solo per poter
continuare a osservare come, tramite latto
egoista di fare il proprio ritratto, quel vecchio
pittore olandese mi avesse spiegato, meglio di
chiunque altro, il significato della condizione

umana.
Un mestiere e un sapere che gli aveva
procurato il tenero e magistrale dondolio dello yoyo.

Bisogna fare molto allamore per farlo bene


Coll: Bene, adesso vi insegneremo come si
riempie un bicchiere dacqua. A partire da questo
istante, il mio compagno tradurr tutte le parole in
francese che, come vedrete, una lingua che
padroneggia alla perfezione.
TIP: Bah com si coni sa []
COLL: Cominciamo
TIP.: Comenson
COLL.: Iniziamo
TIP : Inision

COLL: Principiante
TIP : Prinsipion []
COLL: Per riempire un bicchiere di acqua
TIP : Pur remplir un bicer do
COLL: indispensabile che il bicchiere sia
vuoto
TIP : S indispensable qe il bicer sua vid
COLL: Perch se il bicchiere pieno
TIP : Purcu se il bicer esplen
COLL: Non si potr
TIP : Ne peu p.
Da uno sketch televisivo di Tip e Coli,6 in cui si
spiega come riempire un bicchiere dacqua
Seduta in quel vecchio taxi mi chiedevo a che
cosa era servito al tassista stare tutti quegli anni

al volante. Sono trentanni che faccio questo


lavoro, signorina. E le assicuro che meglio
salire per la Diagonal disse tra scossoni e
sterzate improvvise.
Linconveniente dellesperienza che crea
routine. Il problema quando si fa della routine
dellesperienza la propria esperienza. Tra le
infinite attivit che realizzano gli esseri umani, ce
n una, in particolare, che richiede pi creativit
e conoscenza che routine: linterazione tra le
persone. Ogni essere umano un individuo
estremamente complicato, vario e imprevedibile
e stabilire un rapporto carnale non esattamente
come vendergli unauto o chattare con lui.
Tuttavia, spesso ci imbattiamo in persone che
usano la stessa strategia, lo stesso metodo o la
stessa sequenza di azioni, indipendentemente
dallindividuo con cui hanno a che fare, dalla
situazione in cui si trovano o da ci che vogliono.
Sono persone che hanno creato un modo
routinario di interagire, che, nel contesto in cui
sorge, pu avere una certa efficacia, ma risulta
ridicolo quando viene usato in circostanze

diverse da quelle che lo hanno prodotto. Sono


persone incapaci di creare un altro schema
di rapporto, perch non possiedono capacit
creative, n il sapere della spontaneit.
Suonare un violino, guidare un aereo o costruire
una scarpa sono attivit che richiedono una certa
dose di spontaneit creativa, ma soprattutto un
gran bagaglio di esperienza. Il violinista, il pilota o
il calzolaio devono arrivare a una comunione
totale con lelemento con cui stanno interagendo,
facendo dellesperienza un metodo
estremamente efficace. Tuttavia, gli esseri umani
non sono uno strumento musicale, un aereo o una
scarpa: sono una sinfonia, un cielo o una strada.
Quando conobbi Monsieur Guignot alla facolt
di Filosofia dellUniversit di Besancon, ne rimasi
ammaliata. La sua conoscenza su vita, opere e
miracoli dei filosofi francesi del Novecento era
vastissima. Le sue idee mi parvero cos originali
che, con i miei ventun anni, mi arresi
irrimediabilmente al suo fascino. Il problema,
allora, fu che lui non si arrese al mio.

Otto anni dopo, partecip come ospite a un


programma televisivo. Io mi trovavo a casa dei
miei genitori, per trascorrere con loro alcuni
giorni dopo che per troppo tempo ci eravamo
tenuti a malapena in contatto. Mi incollai al
televisore. Nel corso del dibattito, le sue risposte
furono banali, la sua erudizione sempre pedante
e le riflessioni stereotipate. Ebbi la sensazione
che, tra tante letture, tanta esperienza di
pensiero, gli era sfuggita la cosa pi importante:
aveva imparato a memoria la carta geografica,
ma non sapeva nulla del paese. Monsieur
Guignot, otto anni dopo, era un filosofo, ma non
un saggio. Lesperienza aveva fatto di lui un
esperto, ma non un umanista, aveva imparato
molto, ma non capiva granch.
Il valore dellesperienza sempre in funzione
della capacit di apprendimento dellindividuo.
Se la soglia di apprendimento bassa,
lesperienza acquisita con la pratica risulta del
tutto superflua. Il genio, in una disciplina, con la
pratica potenzier la propria genialit, lo stupido,
con la pratica, potenzier la propria stupidit.

Lesperienza il pi alto di tutti i valori quando


diventa esperienza di un valore. Quando si riduce
la pratica a routine, che non porta esperienza, per
quante ore ci si applichi, lesperto non ha pi
meriti del principiante. Ci che conta, secondo
me, la capacit di capire, lempatia che siamo
capaci di produrre tra noi e i nostri simili, e
questo non deriva necessariamente dalle ore di
volo, dal numero di letti o dai titoli accademici. Il
sapiente pu sedersi su un formicaio, soltanto
lignorante ci resta dice un proverbio cinese.
Occorre sapere quando bisogna alzarsi dal
formicaio e guardare altrove, per trasformarsi in
un entomologo esperto e sapiente.
Mi venne in mente Diego, il mio ultimo amante,
che lasciai sulla soglia di casa mia. La prima
notte, Diego fu un amante magnifico. Seppe
mettere insieme una coreografia che fece s che
il nostro rapporto fosse del tutto soddisfacente.
La sua perizia e abilit erano evidenti. Era ovvio
che il mio non era il suo primo letto, n lunico in
cui si sarebbe infilato quella settimana.

La seconda notte, qualcosa fece scattare il mio


segnale di allarme: la scomoda sensazione di
dj-vu. La terza notte sapevo gi che cosa
avrebbe detto, che posizione avrebbe assunto,
per quale porta sarebbe entrato e per quale
sarebbe uscito. Se Verne, insieme a Phileas
Fogg, fece il giro del mondo in ottanta giorni, e
Cortzar il giro del giorno in ottanta mondi, io
avevo rigirato Diego ottanta volte in una notte.
Giusto il tempo che ci si impiega a mangiare un
piatto precotto o a leggere le istruzioni per luso
della lavastoviglie.
Per linterazione sessuale, una buona testa vale
molto di pi di gesti meccanici pi o meno
efficaci. Come per la vita. Il sesso una
questione di comprensione dellessere umano,
non una sequenza di gesti e passaggi ben
acquisiti. La pratica migliore per il sesso il
pensiero. Tuttavia, c sempre un buon
samaritano disposto a darci o a venderci la
ricetta e a ricordarci che labito fa il monaco.
In tempi nei quali non c tempo, in questa

nostra era dellimminenza, siamo facili prede dei


manuali, degli automatismi, degli articoli copiati e
dei farmaci miracolosi. Preferiamo ridurre tutto a
una canzonetta orecchiabile o alla ricetta della
composta di mele.
Lunico vantaggio di acquistare manuali del
perfetto amante che, quando ti ritrovi nel letto
qualcuno che li ha letti, puoi sapere quale di quei
libri ha consultato, e se li hai letti anche tu, puoi
almeno avere un argomento di cui parlare mentre
fai quello che hai sempre fatto.
Nel sesso basta conoscere tre cose
fondamentali, che simparano, per poco che ce lo
permettano, ancor prima di imparare a leggere. I
manuali che raccomandano lo stereotipo della
seduzione o del Yars amandi sono uguali a quei
comici che impartiscono una lezione bilingue su
come riempire un bicchiere dacqua o come
laforisma di Salvador Dali: Sono praticante, ma
non credente. Con lunica differenza che la
lezione e laforisma sono geniali.
Pensavo a queste cose, quando il taxi si ingolf.

In mezzo al traffico bloccato della Diagonal.

Luomo che dura di pi lamante migliore


Puccini impieg quattro anni a comporla!
sussurr stupito, interrompendo ancora una volta
lascolto. Giovanni si volt verso di lui, seccato:
Credi che se avesse impiegato dieci minuti di
pi, cambierebbe qualcosa? disse. Il politico
rimase pensieroso.
Ci metti troppo tempo a pagare i tuoi dipendenti
allora concluse Giovanni.
In un paesino della Toscana, durante uno
spettacolo che comprendeva brani della Turandot
(Lassessore alla Cultura, che voleva entrare in
societ con Giovanni in un affare immobiliare,
fece gli onori di casa. Premuroso, compiacente,
gentile, ci concesse la notte.)
La pratica del coitus reservatus, come il coitus
interruptus, nacque come metodo

anticoncezionale. Il suo scopo, in linea di


principio, era semplice: evitare, durante il coito,
leiaculazione allinterno della vagina. Per
ottenere ci, si usavano varie tecniche di
controllo fisico (ritenzione della prostata
attraverso il muscolo pubococcigeo e controllo
della respirazione), mentale (dominio
delleccitazione) e un sistema routinario di
copulazione che contemplava penetrazioni
profonde e superficiali insieme a sospensioni.
Conobbi Giovanni nel bordello nellottobre 1999.
Dal momento in cui ci vedemmo, fummo
consapevoli, nostro malgrado, che avremmo
vissuto qualcosa di pi di qualche momento di
sesso a pagamento. Nei nostri primi incontri, era
solito venire accompagnato da un amico con gli
occhi molto rotondi, come quelli di una triglia, di
nome Alessandro. Le ragazze assegnarono ad
Alessandro il soprannome di pesce martello.
Immaginiamoci un mondo perfetto, nel quale non
esistano obblighi nellinterazione sessuale. Se si
dovesse scrivere latto costitutivo dello statuto,

probabilmente comincerebbe cos:


Nessun maschio obbligato a far durare il coito
pi di cinque minuti.
Nessuna femmina costretta a sopportare il
maschio che faccia durare il coito pi di cinque
minuti.
E siccome non c due senza tre:
Nessuno dei partecipanti obbligato a rispettare
i punti uno e due e nessuno costretto nemmeno
a sapere che cosa significa il termine coito.
Preoccuparsi della durata del coito produce due
cose: preoccupazione e coito. Nessuna delle due
necessaria alla nostra natura di esseri sessuati.
Normalmente, prolungare il coito, per il maschio,
significa accorciare la sua capacit di
godimento. Per la donna, di solito, significa
prolungare la sua capacit di distrazione.
Quando qualcuno teme di soffrire, sta gi
soffrendo dice un proverbio cinese. Negli

uomini, lobbligo, quasi morale, di prolungare il


coito genera unansia che, con troppa frequenza,
sfocia nelle disfunzioni sessuali pi comuni, quali
impotenza, eiaculazione ritardata, e soprattutto
nel contrario di quello che sintende ottenere:
leiaculazione precoce.
Davanti alla porta di casa mia, poco tempo fa,
rimossero il marciapiede per installare non so
quali tubature. Alle otto della mattina si metteva in
moto il martello pneumatico, che si fermava alle
otto di sera. Durante quei giorni di lavori, non
riuscii a smettere di pensare ad Alessandro.
Il tempo minimo che pagava era di due ore (pi
di una volta, Giovanni e io dovevamo aspettare
nella hall di un albergo che finisse, o in camera a
guardare alla televisione la replica di qualche film
noir).
Clara, una ragazza per la quale Alessandro
nutriva una particolare predilezione, tutte le volte
che andava da lui, portava nella borsa una
bottiglietta da 250 mi di olio extravergine di oliva.
Niente di meglio dellolio doliva per tentare di

calmare lirritazione che un duraturo provoca


nella vagina, mi spieg un giorno. Alessandro,
invece, era convinto di essere il miglior amante
che lItalia avesse prodotto dai tempi di Giacomo
Casanova
Si convinti che quando qualcosa, per esempio
unopera darte,
impiega tanto tempo a essere costruita, il suo
valore sia maggiore. Nel tempo in cui Mozart
componeva una sinfonia, Schumann scriveva un
accordo mentre Antoni Tpies dipinge un quadro,
Antonio Lopez svita il tappo di un tubetto di colori
a olio; allorch Basho scriveva di getto un haiku,
Dante impieg circa quindici anni per la
Commedia. Ci non significa che il valore della
Sinfonia Renana sia necessariamente superiore
alla Sinfonia n. 40 di Mozart, che la Gran Via di
Antonio Lopez sia meglio di Nvol i caira o che
si gusti di pi La Divina Commedia che il vecchio
stagno. Confondere il tempo con la qualit
come confondere il valore con il prezzo.
Il buon amante, come il bravo artista, non

sintende di tempi di esecuzione, ma di


esecuzione. Non si intende di minuti, ma di
durata.
Allora, quando Alessandro ne combinava una
delle sue e Giovanni cominciava a essere
Giovanni per me, frequentava il bordello un tipo
chiacchierone, spalle strette e di professione
avvocato. La sua pratica preferita era impiegarci
59 minuti e veniva quando la sua sveglia, che
regolava sempre per paura che gli fregassimo
qualche minuto, indicava che era trascorsa
unora. Le ragazze lo vedevano come fumo negli
occhi e io ero particolarmente stufa di quel
seccatore, delle sue pause e delle sue istruzioni,
delle sue accelerate e delle sue frenate
improvvise. Quella mattina, quando aspettavo
che un italiano telefonasse per incontrarmi, tocc
a me accoglierlo.
Come ho gi detto, la vagina ha circa la stessa
sensibilit del retto. Il che non significa che ne sia
priva; durante il sesso tutto il nostro corpo una
terminazione nervosa e qualsiasi sua parte

suscettibile di provocare un orgasmo (anche la


vagina). Coito lungo per gli amanti cui piace il
coito lungo, come succede agli americani con il
caff, coito senza tempi prestabiliti per quelli che
vogliono un coito e non una sfida, e coito come
ulteriore possibilit erotica per quelli che vogliono
interagire sessualmente.
Resistetti finch la sua eccitazione lo spinse a
trattenersi per la prima volta. Non fu molto, a dire
il vero.
Aspetta, aspetta, aspetta
Allora lanciai un urlo come se tutti gli orgasmi
del mondo mi piombassero addosso. Contrassi
ripetutamente e con forza i muscoli della vagina
per simulare le contrazioni dellorgasmo. E
venne.
Non mi assunse come segretaria, come aveva
promesso, e non si mise pi a trattare il prezzo
della prestazione, perch l non mise pi piede. E
io mi liberai di un avvocato con spalle strette,
idiota e martellante.

Non c miglior modo di sfruttare il tempo che


ignorarlo. E non c miglior modo di essere un
buon amante che smettere di preoccuparsi di
esserlo.

Il tantra serve per imparare a scopare per ore


Dostat se autem na letiste je velice snadn,
protoze letite lezi vedle lnice DI BrnoOlomoucjeste na zemime sta Brna. Na 201 km
od Prahy je sjezd na Slatinu a odbocka na letiste
je viditeln oznacena. Od dlmcniko sjezduje
letiste vzdleno 2 km.

Naturalmente mi persi
Siamo capaci di nominare ci che capiamo, ci
che siamo in grado di concepire. Non abbiamo
parole per esprimere linintelligibile, perch, per
noi, non ha significato.
Potremmo tradurre il termine sanscrito tantra con
estendere o connettere, ma potrebbe anche
essere continuit, e anche ordito, trama o
tessuto e, per derivazione, anche trattato,
insegnamento. Troppe traduzioni, troppe
approssimazioni e troppe disparit tra loro per
dare un nome a qualcosa che un ind, in grado di
concepirlo, chiama tantra.
Simn era argentino. Mi iscrissi al centro yoga
che dirigeva perch si trovava vicino al bordello.
Nel suo biglietto da visita, che mi porse quando
si present, figurava il titolo di maestro di tantra,
oltre a strani disegni e una massima elegante.
Dopo la prima lezione, fatta di parole come
autoaiuto e comunione fraterna pi che di

yoga, mi salut mandandomi un bacio di luce.


Uscendo, notai il suo sguardo inchiodato sul mio
sedere.
Il tantrismo uno dei grandi filoni religiosi
dellinduismo, anche se gli insegnamenti del
tantra sono influenzati pure dal buddhismo, nella
versione Vajrayana, nota come buddhismo
tibetano o lamaismo.
Nellinduismo tantrico vige il culto e lo studio di
sakti, lenergia genetica e creatrice che deriva
dallunione dei generi opposti. La sua pratica
ascetica, improntata a una profonda disciplina
fisica e corporea, nella quale gli insegnamenti
ritualizzati sono esemplificati da enigmatici
diagrammi della conoscenza, chiamati yantras, e
che si rafforza tramite la pratica rigorosa di
attivit fisiche quali lo yoga kundalini. La ricerca
di una rivelazione dellassoluto, che superi il
dualismo attraverso un elevato ordine
contemplativo, lobiettivo di un sakta, di un
esperto di sakti.
Nel buddhismo tibetano, gli insegnamenti del

tantrismo rivestono lo stesso significato, anche


se insistono sugli aspetti concettuali
dellistruzione pi che sulla disciplina fisica.
In entrambi gli orientamenti, buddhista e
induista, si impara a controllare il desiderio, sia
per canalizzarlo e utilizzarlo come mistica
rivelatrice, sia per evitare di esserne dipendenti.
Sia il tantrismo induista sia gli insegnamenti
tantrici del buddhismo tibetano sono scuole
esoteriche. Vale a dire che gli insegnamenti sono
segreti e si trasmettono soltanto a iniziati
mediante listruzione di un guru o maestro. Non
come il cristianesimo o altre religioni esoteriche
che fanno del proselitismo e
dellevangelizzazione la propria forza. Sono
dottrine rivelate e nessuno, a eccezione
delliniziato, pu saperne nulla.
Il secondo giorno, molta musica di sitar, molto
incenso, molto mantra tenendoci per mano e
molta stoffa arancione. Di yoga kundalini continu
a essercene ben poco.

Fu durante lesecuzione di una asana che capii


chiaramente le intenzioni di Simn. Afferr con la
mano destra le mie natiche, mentre mi
appoggiava la sinistra sul petto per aprire il
terzo chakra disse. A casa mia lo chiamiamo
palpare, pensai.
Nel salutarmi mi raccont che i suoi centri di
sessualit tantrica erano in una fase di grande
espansione su tutto il territorio spagnolo e che
una come me, attraente e sveglia, poteva
essergli molto utile.
Chiedere i risultati sessuali che si presumono in
un iniziato al tantrismo, senza aver potuto
accedere ai suoi processi formativi esoterici,
come intuire la possibilit di operare una valvola
aortica senza preoccuparsi di passare dalla
facolt di Medicina.
Ottenere o pretendere di ottenere lobiettivo
senza la conoscenza data dallimpegno per
raggiungerlo pericoloso. come quei bambini
che nascono ricchi senza sapere che cosa siano
i soldi o le armi automatiche in mano a chi non sa

che cos una vita.


Quando si chiese al fisico Stephen Hawking di
che cosa avesse pi paura ora che i progressi
scientifici potevano trasformarci in semidei,
rispose: Che il nostro potere cresca molto pi
rapidamente della nostra saggezza. A volte non
pericoloso, ma semplicemente ridicolo. Nella
nostra cultura fatta di slogan commerciali, di
quella filosofia sapienziale che il tantra ci hanno
spifferato soltanto le prodezze amatorie e i
successi in fatto di ritenzione eiaculatoria; in
definitiva, leffetto spettacolare, come nei grandi
centri commerciali quando arriva il mese della
Cina. Ma esporre barattoli di cibo cinese non
Cina, e mangiare unanatra laccata non significa
capirla, perch la Cina la capiscono solo i cinesi.
Poche idee ma confuse unespressione
che potrebbe benissimo essere stata coniata per
la maggior parte di coloro che, qui in Occidente,
parlano di tantra e presumono di praticarlo.
Lasciai il centro e il maestro tantrico dopo la
terza lezione, per iscrivermi in un altro un po pi

lontano, che per frequento da tre anni. Dissi al


guru chiaro e tondo che non era il sanscrito a
essermi ostico, ma il fatto che mi sembrava che
lunica cosa che gli interessasse era fare soldi e
scoparmi: per quanto riguardava il secondo punto
poteva arrangiarsi da solo e quanto al primo,
sarei stata io a spillargli quattrini.
Forse tutti potremmo un giorno imparare il ceco
e saper arrivare allaeroporto di Brno senza
perderci. Alcuni, forse con un impegno maggiore,
potrebbero anche ottenere la cittadinanza ceca.
Ma molto difficilmente qualcuno potr essere
ceco. Qui, nellOccidente giudaico-cristiano di
fede e greco-latino di ragione, vale a dire da noi,
bisogna intendere il tantra come uno spettacolo
esotico studiato dai benintenzionati e sfruttato
commercialmente nelle televendite. Perch per
essere qualcosa occorre, oltre a capire e
interpretare, una cultura e un contesto. E la cultura
e il contesto in cui ha senso e intendimento il
tantrismo ci sono estranei come le lezioni di
falconeria per un cane.

Lui mi disse sorridendo che non avevo capito


lessenza del suo messaggio. Nei tre mesi
successivi sul mio conto bancario continuarono
ad arrivare accrediti. Avevo capito eccome
lessenza di Simn
Si racconta che un giorno Antonin Artaud
assistette a una rappresentazione del teatro
balinese. Dopo lo spettacolo, ignaro del fatto che
si trattava di una rappresentazione, perch era
convinto che gli attori fossero posseduti da
unestasi visionaria, cre il teatro della
crudelt. La sua proposta teatrale stata alla
base dello sviluppo di unavanguardia teatrale
nella nostra cultura.
Probabilmente, convinti di aver capito qualcosa,
anche se in realt non ne abbiamo azzeccata
una, in Occidente possiamo produrre qualcosa di
interessante che migliori i nostri rapporti sessuali,
in teoria e in pratica. Una specie di sesso tontico
che, visto che ci interessa, risulti utile e operativo.
Come diceva il saggio indiano nel Tantraraja
Tantra:

Na kadacit pivet siddho devyarghyam aniveditam


Pananca tavat kurvita yavata syan manolayah
Tatah karoti cet sadayah pataki bhavati dhruvam
Devtagurusevanyat pivannasavam ashaya Pataki
rajadandyash cavidyopasaka va ca.
Naturalmente.

Tutti possiamo avere orgasmi plurimi


Il 1 febbraio 2006 Sonya Thomas mangi 26
panini al formaggio in dieci minuti, vincendo cos
il prestigioso Campionato mondiale di mangiatori
di panini al formaggio. Al termine della gara,
comment, delusa: Avrei potuto fare molto
meglio.

Notizia di cronaca
Ricordo pi gli urli di mia madre che il motivo
degli urli. Dovevo avere appena cinque anni e un
orsacchiotto di peluche, color orsacchiotto di
peluche, poco pi grande di me. Non sapevo
perch mi strusciavo contro di lui, ma
probabilmente mia madre doveva averne unidea
pi chiara. La sua faccia terrorizzata,
quantomeno, esprimeva una grande sicurezza.
Un po di tempo dopo, continuando a ignorare
che cosa provocasse gli urli di mia madre,
imparai per a nascondermi ogni volta che
cercavo le coccole del mio amico di pezza. Allora
listinto si trasform in intenzione e la
soddisfazione in occultamento, anche se la
preoccupazione non stava dentro di me, bens
negli occhi di mia madre. Con le migliori
intenzioni.
Quando ero gi ben pi grande
dellorsacchiotto, venni a sapere che non ero la
sola a cercare la compagnia degli orsacchiotti,

n lunica che svestiva le bambole pi per


vedere che per cambiarle. Si potrebbe persino
dire che il mio comportamento non era per niente
originale. Ma, chiss, forse quando lo seppi, e
con il proposito di allontanare il senso di colpa,
ormai era un po tardi.
Lorgasmo ha qualcosa della partenza, di
unesperienza ineffabile e dellespressione muta.
Bataille lo chiamava la petite mort (la piccola
morte), probabilmente perch, sebbene abbia
un termine, ha sempre occasione di ritornare.
qualcosa di inequivocabile da provare, ma
diabolicamente difficile da definire. pura
azione, pura ampollosit, senza perifrasi n
argomentazioni. Lesperienza che se ne fa
cancella qualunque discorso sul tema. N serve
ad alcunch una descrizione chiara della
sintomatologia che laccompagna, perch
levento concreto assai pi complesso della
somma dei sintomi che provoca. E neppure
servono le valutazioni che se ne danno, perch,
quando arriva, se le porta via tutte. Infine, non c

scienza in grado di analizzarlo, che non sia la


mistica.
Lorgasmo divora parole. Consente soltanto il
gemito, lululato, lespressione inumana, ma non
la parola. Quello che resta di umano in noi, in sua
presenza, solo la necessit di esprimersi, ma
non il linguaggio n il pensiero. E in sua presenza
non si ride neppure, lo si fa prima,
probabilmente, o dopo, forse, ma durante
mai. N risate, n parole: soltanto lui.
Dovetti superare i ventanni prima di provare il
mio primo orgasmo. Lo raggiunsi da sola. In una
di quelle notti nelle quali desideravo pensare al
mio amante occasionale, pi che stringerlo a me.
Il meccanismo sessuale femminile di enorme
complessit; dimenticato, stigmatizzato
moralmente, e intriso di mistero. Bisogna
imparare a maneggiarlo da sole e imparare a
non aver paura a maneggiarlo. La marea di false
credenze, di superstizioni, di paure accumulate,
di dotte ignoranze nasconde la verit: avere un
orgasmo significa aver imparato ad averlo. E

ogni conoscenza richiede coraggio per capire,


talento per valutare e tempo per crescere.
Nellaula vuota di Diritto internazionale ebbi il
primo orgasmo in compagnia, con la mia mano
che guidava la sua. Il peluche di quei giorni si
chiamava Thierry. Fu un orgasmo in
costruzione. Comparve, non ci sono dubbi, e in
una certa misura amplific le sensazioni piacevoli
che decine di amanti prima di lui mi avevano
regalato.
Unaltra incombenza tentare di definire il
sesso senza associarlo allorgasmo. Eppure si
dovrebbe fare cos. Credere che il sesso sia ci
che tende a, o ci che procura lorgasmo
significa limitare notevolmente il significato del
sesso e conferirgli una finalit concreta. tentare
di fare un vestito da sposa per il vento. Il sesso ha
limiti e finalit soltanto per coloro che se li
impongono.
Arrivai giusto in tempo per cambiarmi e
accoglierlo. Aveva pochi capelli. Di statura
media, doveva essere sulla cinquantina e,

bench avesse braccia e gambe sottili, il suo


ventre era prominente e rotondo. Dal suo aspetto
dedussi che forse faceva lavvocato. Io avevo gi
compiuto trentanni.
La risposta sessuale umana, in termini
strettamente operativi, ha inizio con il desiderio.
Al desiderio fa seguito leccitazione, che a sua
volta precede il preorgasmo, dopo il quale si
raggiunge lorgasmo; linterazione termina con il
periodo refrattario. Questultimo segmento
varia da uomini a donne. Nei primi, se lorgasmo
stato accompagnato da eiaculazione, il periodo
refrattario diventa una fase di risoluzione che da
luogo a unincapacit fisica transitoria a
continuare. Dopo un periodo di riposo, che
cambia a seconda di vari fattori, niente
impedisce che il processo di desiderio,
eccitazione e preorgasmo si rimetta in moto fino
a raggiungere un altro orgasmo. Se nei maschi si
sanno riconoscere le contrazioni prostatiche che
precedono leiaculazione, identificandole con
lorgasmo, la fase di risoluzione non subentra e
possono succedersi diverse sequenze di

spasmi prostatici in uno stesso rapporto, senza


che leccitazione venga meno. Nelle donne, il
periodo refrattario meno definitivo e ha una
parabola discendente pi dolce, sicch
relativamente semplice che leccitazione lo
disattivi, senza che si renda necessario un
periodo di riposo.
La possibilit di raggiungere un orgasmo dopo
laltro in uno stesso rapporto, grazie al controllo
del periodo refrattario, stata chiamata da
qualcuno multiorgasmia. Lorgasmia
sequenziale, un neologismo che propongo e
che ritengo pi corretto, perch evita la
simultaneit cui pu far pensare il prefisso
multi, un concetto introdotto di recente nel
discorso normativo sul sesso.
Nella stanza con la jacuzzi e le tende rosse non
mi risult molto diffcile farlo arrivare allorgasmo.
Tuttavia, aveva pagato per due ore e, inoltre, era
uno di quei clienti compiacenti. Cos sugger
che ora avrei dovuto raggiungerlo io. Accettai il
suggerimento.

In altri casi non mi era stato troppo difficile


raggiungere lorgasmo. Non era sempre cos, ma
se lo stato di eccitazione mi coinvolgeva
mentalmente, non lo disprezzavo certo.
Mi sedetti sulla sua faccia e lui cominci a
leccarmi. Lorgasmo venne sorprendentemente
dopo pochi minuti e fu un orgasmo con i fiocchi. Il
suo livello di gratificazione fu talmente elevato
che leccitazione super ampiamente il breve
periodo refrattario. Per cui dopo il primo, venne il
secondo. E dopo questo, un altro ancora. Era la
prima volta che provavo un orgasmo dopo laltro
in uno stesso rapporto.
Perch questo accadesse, dovetti compiere
trentanni, fu necessario imbattermi in una
persona che sia per fisico sia per competenza mi
lasciasse del tutto indifferente, in modo da
potermi preoccupare esclusivamente di me
stessa e del mio piacere, e dovetti, anche questo
bisogna dirlo, essermi messa a fare la puttana,
qualche mese prima.
In una societ che si regge sui livelli di

produzione, che continua a condannare la


sessualit non produttiva (quella che non
concepisce n procrea: onanismo,
omosessualit, voyeurismo, feticismo),
nessuno contrasta gli alti livelli di rendimento
procurati dalla multiorgasmia. Forse per questo
la multiorgasmia uno dei grandi temi della
divulgazione del discorso normativo. Le agenzie
di stampa della sessualit comme ilfaut e del
godete e venite come nessun altro cercano in
tutti i modi di divulgare il superorgasmo o la
sequenza infinita, senza tralasciare di spiegare il
come del coito, senza neppure ammettere che
esista un altro come diverso da questo. E
intanto la signora, con il suo modesto orgasmo un
sabato su tre se il mese propizio, soffre perch
non riesce a raggiungere questi eccellenti livelli di
rendimento.
Diceva Epicuro: Niente sufficiente per colui
che ritiene che il sufficiente sia poco. Uno non
sapr di niente, se possono essere due, e il terzo
sar una miseria, se non si raggiunge il quarto.
Questa la schiavit della produzione a catena,

dellottenete tutto quello che volete, con cui


finiscono di solito i racconti nella nostra societ
postindustriale.
assai probabile che tutti, in quanto esseri
umani, siamo in grado di mangiarci due panini al
formaggio in 10 minuti o 15 o anche 26, ma per
chi e perch?
Tanto parlare di orgasmo mi ha fatto venire
appetito

Lorgasmo simultaneo il massimo


In una giornata molto calda, un leone e un
cinghiale raggiunsero un ruscello nello stesso
istante. Discussero animatamente per stabilire
chi fosse a bere per primo, fino al punto di
sfidarsi a morte. Mentre stava per avere inizio il
feroce combattimento, si avvicin un gruppo di
avvoltoi e corvi. Allora il cinghiale propose:
meglio che beva tu per primo e che siamo amici,
piuttosto che diventare spettacolo e cibo per

altri.
ESOPO, IL leone e il cinghiale
Eric aveva perso laereo. Avevamo passato la
notte provando una delle sue scoperte erotiche
pi recenti, riferita alla simultaneit. Senzaltro
esito, naturalmente, che quello che gli feci
credere.
Uno dei vantaggi del fatto che tuo padre sia il
proprietario dellazienda per cui lavori che, a
volte, puoi perdere il volo senza che con questo
se ne voli via anche il tuo impiego. Dallufficio gli
riorganizzarono gli appuntamenti per il giorno
dopo, ma non modificarono i quattro giorni a
Parigi. Gli concessero un giorno libero, pi per
umiliarlo che per premiarlo. Non lo seppi finch
non suon al portone.
La notte precedente, mentre mi trovavo con
alcune amiche in un locale chic della Madrid
postmoderna, avevo conosciuto Fernando. Era
uno di quegli aspiranti trovatori, con unaria molto
studiata di poeta maledetto e con pi fascino che

lavoro. Diventammo intimi, nel modo in cui si pu


diventarlo nei due metri quadrati del bagno del
locale. Poich la conoscenza era stata piuttosto
ristretta, gli proposi di fare il bis il giorno dopo,
alle undici di sera a casa mia, cio a casa di
Eric, insomma a casa del papa di Eric.
Tra le molte cose che ci dicemmo fra la porta
chiusa del bagno e lo sciacquone, non cerano n
il numero di telefono n se avessi un partner. La
settimana successiva sarei dovuta partire per il
Sudafrica per un soggiorno che si sarebbe
prolungato per tre mesi. A casa, stavo facendo gli
ultimi preparativi per il viaggio.
Alle undici del mattino suon il citofono e un Eric
abbacchiato mi chiese di aprirgli. Sorpresa che
non si trovasse sullaereo per Parigi, ma solo
leggermente contrariata, gli aprii il portone. Poco
dopo aver premuto il pulsante e prima di
riagganciare il ricevitore, sentii qualcuno che si
rivolgeva a Eric chiedendogli di non chiudere la
porta, Riconobbi la voce di Fernando.
Sembra che nelletimologia del termine coito

sia implicito il fatto di andare in qualche luogo e


di farlo in compagnia. In latino coito si dice coitus,
da cui deriva il termine odierno. Coitus formato
dal prefisso co (che implica unit e congiunzione)
e itus, il participio passato del verbo ire (andare,
partire). Andati insieme potrebbe essere una
definizione etimologica del significato di coito.
Simultaneo deriva dal latino simul, che
significa contemporaneamente, tutti
insieme. possibile che se per i romani la
simultaneit di azioni e manifestazioni, invece
della compagnia, fosse stata una caratteristica
definitoria del sesso, avrebbero chiamato il coito
qualcosa come similitus (andati tutti insieme).
Mi perdonino i filologi: si tratta ovviamente di pura
fantasia etimologica.
Fin da quando andai ad abitare in
quellappartamento, ebbi sempre difficolt ad
azionare i comandi dei serramenti elettronici.
Forse fu per questo che non mi decisi a fuggire
da una finestra, quando dallo spioncino vidi
Fernando ed Eric mentre salivano diretti alla mia

porta. Fu in quel momento, forse, che cominciai a


detestare la simultaneit e il sincronismo.
Godo la mia espressione usuale. Ma ce ne
sono molte altre: vengo, sto venendo,
vado,.. Tutte per esprimere la stessa cosa:
limminenza del venirmene la fine delle parole e la
pervasivit dellorgasmo.
Gli esseri umani sono individui chiacchieroni.
Ma forse - e non intendo essere cattiva - le donne
anticipano verbalmente levento pi degli uomini,
per dare inizio a uno spettacolo. Molta storia e
molta vita di ognuna di noi si basata e si basa
sulla messa in scena dellopera Orgasmo
simulato per soprano e basso continuo, nella
quale bisogna mandare in pista i cavalli, la donna
barbuta, il mangiatore di spade, il veggente
bendato e persino la scimmia ammaestrata.
E anche possibile che gli esseri umani, di
fronte a questa fugace incursione nel mondo
dellaldil, cerchino compagnia. Anche se,
eccetto la morte, non esiste esperienza pi
solitria, individuale e incondivisibile

dellorgasmo.
per questo che la ricerca della simultaneit
degli orgasmi mi ricorda ci che alcuni chiamano
una stravaganza pi che un risultato che va ad
arricchire il patrimonio sessuale di ciascuno,
Inoltre, se sincronizzare lorgasmo di una persona
semplice e di due pu essere una questione
complessa, organizzare la simultaneit di tre,
quattro o di n+1 partecipanti deve risultare
davvero miracoloso.
Bisogna anche chiarire che la simultaneit di
due esperienze personali non presuppone mai la
loro somma. Se si accendono due luci, vediamo
di pi, ma se una nave affonda, ci sono pi morti
e pi feriti, ma non pi morte. per questo che
tendo a vedere in affermazioni quali lorgasmo
simultaneo il massimo una deliberata volont
di continuare a imporre una sessualit basata
esclusivamente sulla coppia, che va benissimo, a
patto di voler offrire una possibilit e non una
definizione del sesso, creandogli attorno un
contesto di buoni costumi.

Prima che Eric si voltasse per chiedere a


Fernando che cosa volesse, io avevo gi aperto
la porta.
Diedi un bacio a Eric e strinsi la mano a
Fernando, aggiungendo che avrei consegnato
personalmente la documentazione al direttore
dellagenzia, perch non era ancora pronta. Sul
suo volto comparvero due punti interrogativi.
Scusate, non vi ho presentato. Eric, il mio
fidanzato, e Fernando, il fattorino dellagenzia.
Finsi ancora, ma Fernando finse peggio di me
Il sesso un pessimo animale da soma. Pi gli
si impongono obblighi, suggerimenti, obiettivi e
consigli, pi si ribella. Nel sesso, come nella
meditazione, lo sguardo deve dirigersi verso ci
che e non verso il come deve essere, perch
questo simpara soltanto essendo. Lorgasmo
simultaneo, quando non una semplice
casualit, diventa un imperativo da manuale del
perfetto amante, costituisce cio uno di quei
fardelli di cui il sesso non vede lora di liberarsi.

Il mio viaggio non era rinviabile. Al contrario di


Eric, io non potevo perdere nessun aereo.
Dovetti stabilirmi a casa di unamica fino alla
partenza, sapendo che, al ritorno, prima ancora
di disfare le valigie, avrei dovuto cercare un altro
appartamento in cui vivere. Seppi che Eric e
Fernando diventarono amici, anche se non li rividi
pi. Non so che cosa si raccontarono, ma
possibile che avessero passato ore a parlare
dellinteresse delluno a sincronizzare gasmo e
dellaltro a non sincronizzare lorologio.

Il punto G esiste
Talvolta la testa di leone, il corpo di capra e la
coda costituita da un serpente []; talvolta
abbiamo invece un solo corpo, di leone o di
capra, e tre teste, di leone, capra e serpente;
talvolta, infine, ha le tre teste degli animali
attaccate in parti diverse di un unico corpo,
generalmente leonino.
La chimera, in MASSIMO IZZI, Dizionario
illustrato dei mostri
Mia madre era solita raccogliere i punti che
trovava sulla confezione del detersivo per
lavatrice. Due per scatola. Dopo averne raccolti
trenta, bisognava spedirli in busta affrancata
allindirizzo dello stabilimento. Passato un mese,
ricevevamo a casa, in porto assegnato, una
grande tazza, decorata con figure animali, che
mia madre ancora conserva nella credenza.
Anche la vagina ha i suoi punti. Da quando si
scopr che insensibile, con talmente poche

terminazioni nervose che possibile fare un


raschiamento del collo dellutero quasi senza
anestesia, i punti cominciarono a spuntare in ogni
parte della sua geografia. Assegnarono ai punti
alcune lettere dellalfabeto (F, A, K, G),
che sono sempre pi serie e scientifiche di ci
che vogliono descrivere.
Tranquilli: se finiscono le lettere, come succede
con le targhe automobilistiche, si useranno i
numeri; n vi dovete preoccupare per le limitate
dimensioni della vagina: dodici elastici centimetri
contengono un mucchio di cose, figuriamoci di
punti!
Linconveniente dei superlativi che non si
possono ulteriormente enfatizzare. Per esempio,
non possiamo dire molto buonissimo o
straordinariamente massimo. Ma a quanto
pare questi punti promettono di accrescere un
superlativo: lorgasmo. E gi che ci sono,
promettono anche, a tutte noi che insistiamo a
stimolarci il clitoride, di ovviare alla nostra
ignoranza e alla nostra mediocre capacit di

godere.
E intanto capita ancora di incontrare ragazzine
che chiedono se il preservativo debba essere
ingerito piegato o aperto, se possono restare
incinta con una fellatio o se la pillola si debba
introdurre nella vagina, e ragazzini - non cos
ragazzini - che si domandano se un pene di
dodici centimetri sia normale o se tre volte alla
settimana sia poco.
E la scienza continua a ignorare se s,
continua a ignorare. Nel frattempo, il coito, il re
delle pratiche erotiche del discorso normativo sul
sesso, sorride.
Ci che resta indubbio, per piccole e meno
piccoli, che, se glielo si mette dentro, la donna
raggiunge immancabilmente quello che, fino a
non molto tempo fa, chiamavano il parossismo
isterico, cio lorgasmo. E che unisterica pu
smettere di esserlo grazie a quel dentro e fuori,
ma condannata alla pura isteria se si imbatte in
uno di quei frugatori vaginali, quegli
esploratori di grotte sempre pi frequenti.

Me lo propose alla fine della cena: Miguel non


riesce a trovare il mio punto G, non so forse,
posso sembrarti sfacciata, ma insomma se
tu e io.
Conoscendola, la proposta non mi sorprese pi
di tanto.
Il fascino di Tatiana stava soprattutto nella sua
ingenuit. Un attimo prima, al sorbetto di melone,
ci aveva intrattenuto con il resoconto dettagliato
di quando suo marito laveva posseduta
furiosamente durante una crociera sul Nilo. Le
sue grida e i gemiti accelerarono larrivo del
conto.
Non dissi n s n no, stavo valutando se mi
interessava approfittare della situazione, quando
prosegu: Non preoccuparti per Miguel, glielho
detto e gli sembra perfetto!.
Non stava pensando a me, ma a Miguel.
Il punto G serve almeno a distinguere due tipi di

donne: quelle che ce lhanno e ne magnificano le


virt, e quelle che non ce lhanno o fanno a meno
della sua esistenza e ne mettono in dubbio le
qualit, ammesso che esistano. Entrambe le
posizioni (credenti versus agnostiche) si
scontrano in una lotta allultimo sangue, nella
quale le suscettibilit si esasperano e in cui
sembra in gioco il livello di femminilit. In
generale, gli uomini sembrano avere le idee
assai pi chiare: la stragrande maggioranza delle
mogli che si lascia penetrare gode come gazzelle
inseguite da leoni nella savana. Comunque sia,
largomento di quelli sensibili (probabilmente
quanto il chiacchierato punto di Grafenberg).
Come si pu capire, io faccio parte delle
agnostiche. Non ho mai sperimentato un
orgasmo derivato esclusivamente dalla
stimolazione vaginale. Quando stimolo, o mi
stimolano, la zona rugosa che, secondo le
mappe, corrisponde al punto G, non sento n
smetto di sentire, forse perch non dimentico che
si sta stimolando la radice interna del clitoride e
facendo pressione sulluretra.

Insomma, direi che il punto G esiste e non


esiste, ma anche il contrario. Credo che le donne
che sostengono di raggiungere lorgasmo
attraverso questa zona della vagina dicano la
verit (provano ci che raccontano), ma ritengo
che anche quelle che lo negano dicano il vero.
Ogni donna un universo a s e ogni desiderio
individuale opera con meccanismi dinfinita
complessit che si attivano quando chi desidera
lo ritiene opportuno. Ma insisto su questo, il punto
G - cos come gli altri punti - serve senza dubbio
a perpetuare il modello di una sessualit a
vocazione riproduttiva e copulativa. E il problema,
la domanda e la risposta al teorema dei punti,
non sta nello stabilirne lesistenza o meno. Che
esista o no forse il problema minore. Il tema di
fondo un altro.
Quando, a letto, in ginocchio di fronte a lei, feci
scivolare le sue mutande lungo le gambe, vidi il
suo pube grazioso, coperto da uno strato sottile
di pelo rosso. Tatiana mi aveva leccato a lungo,
disegnando con la lingua sulla mia vulva un

alfabeto intero. La sua bocca andava e veniva sul


mio clitoride, sembrava dimenticare qualcosa
che le tornava in mente allimprovviso. Intanto,
con le dita mi accarezzava il ventre e linterno
delle cosce, il petto, mentre i suoi lunghi capelli
mi stuzzicavano le anche. Gi non ero pi
presente a me stessa, tentai di trattenermi
ancora un secondo, ma una corrente viva nel
sacro diede inizio ai miei spasmi.
Leggermente sollevata e adagiata sulla sua
destra, iniziai a baciarle la linea che dal ventre
sale fino al mento. Con la mano sinistra le
accarezzavo la testa e con la destra mi
concentrai sui suoi genitali. Facendo una leggera
pressione con la punta del pollice, le sollevai il
cappuccio del clitoride, mentre con la parte
media del dito sfregavo ci che restava scoperto.
Al contempo, introdussi il dito medio nella sua
vagina fino a raggiungere losso pelvico.
Mantenni per un po di tempo i movimenti del
pollice e del medio sincronizzati. Il suo respiro si
fece affannoso, i gemiti aumentarono e gridando
esclam: Vengo!. Notai le convulsioni facendo

pressione con il dito, e mano e braccio furono


inzuppati di un liquido caldo. Rimanemmo
sorprese entrambe. Si sollev di scatto e
osservando la situazione e le lenzuola bagnate,
mi disse con lo stesso candore con il quale mi
aveva chiesto la prestazione: Mi dispiace ho
fatto pip.
Era vero.
I dubbi prodotti dal punto G portano a chiedersi
perch, se da un lato stiamo per donare gli esseri
umani, dallaltro non sappiamo ancora come
funziona il meccanismo sessuale della donna. Un
interrogativo che sorge quando si vuole capire a
chi interessa che le cose continuino a stare cos.
Che il punto G o leiaculazione femminile siano
come il Santo Graal o come una chimera
dimostra soltanto il panico atroce che continua a
suscitare la sessualit della donna nel discorso
normativo sul sesso. Diceva Victor Hugo che
esistono due modi per ignorare le cose: la prima
ignorarle, la seconda credere di saperle.

Non sappiamo niente e non ci permettono di


sapere niente della sessualit femminile, che per
alcuni continua a essere un mostro che divora e
confonde tutto ci che gli si avvicina. Se c
qualcosa che ha una parvenza di verit, lo
sommergono di fantasie e leggende, di unicorni
alati, di schemi cifrati per pianisti o speleologi, di
punti e sequenze.
Molti punti per qualcuno che, come me,
preferisce il caff alle tazze.

Le palline cinesi servono per dare piacere


Tolse con cura dalla scatola le sue palline cinesi.
La presentatrice le chiese con fare malizioso: E
queste a cosa servono, Susana?. Susana era
una stripper diplomata in ginnastica vaginale.
Servono per introdurle nella vagina rispose.
Intervenni: Servono a rafforzare i muscoli della
base pelvica. Proprio cos comment
Susana.

La presentatrice allung una mano e le tenne un


po a distanza, osservandole come si guarda la
carcassa di un piccione appena morto.
Pesano molto, vero?
S, ma solo perch queste sono di acciaio, e i
muscoli della vagina di Susana sono molto
allenati precisai. S, infatti sono le mie
afferm.
Faccia terrorizzata della presentatrice: Ma le
avr lavate, spero! esclam nel panico.
In uno studio televisivo, un venerd notte
I cinesi le chiamano Ben Wa, ma nei negozi
tutto a un euro o nei sex shop meglio fare il
nome di palline cinesi (per non correre il
rischio che ci rifilino qualche spazzola per abiti
con manico ergonomico). Pare che la loro
invenzione risalga a tempi antichissimi e,
naturalmente, provengono dalla Cina. Costruite in
origine in giada, marmo o osso, alcune
contenevano mercurio per facilitare i movimenti.

La loro funzione consisteva nel rafforzare i


muscoli della base pelvica, per ottenere un
maggior controllo sulle pareti della vagina allo
scopo di procurare un orgasmo rapido nei
maschi (di solito clienti di bordelli o soldati).
Che Hassan amasse infilarmi nella vagina
bottigliette di Coca-Cola da 25 ci, forse
qualcosa che alcuni sanno gi. Le faceva girare
(a introdurle di testa cera il rischio di formare il
vuoto), le inseriva lentamente, e si divertiva cos.
Per Hassan erano le bottigliette, per Piero erano
le banane sbucciate (che poi si mangiava),
Andrs propendeva per il cetriolo (che gli facevo
pelare, non solo perch la buccia del cetriolo
fastidiosamente rugosa, ma anche perch la
polpa contiene sostanze astringenti e
antisettiche), il pio Roberto (un vecchio cliente)
preferiva candele bianche del diametro di cinque
centimetri che comprava in una cereria del
quartiere gotico di Barcellona, Luz era
innamorata dei vibratori (dalle fogge disparate, e
pi erano grandi e realisti meglio era), a
Carlos (un cliente dai gusti fetish) piaceva infilarci

una collana di perle della sua defunta mamma e a


molti, molti altri, le dita. Non parlo di quelli che
cercano direttamente di infilare il pene.
E strano quante cose si possono mettere o
togliere dalla vagina, ma molto pi strano il
motivo per cui vengono introdotte.
La base pelvica formata da una serie di
muscoli che solitamente operano in modo
sincronizzato, per questo spesso se ne parla
come se si trattasse di un muscolo solo, detto
pubococcigeo. Dato che si estende dalla parte
anteriore della pelvi al sacro (losso coccige),
trattiene organi quali la vagina, lutero e la
vescica nella donna, e la prostata negli uomini.
Un muscolo ben formato consente di controllare
la minzione o levacuazione fecale e previene
disturbi come il prolasso uterino e vaginale nelle
donne, mentre negli uomini permette di
controllare la prostata e quindi leiaculazione.
Negli anni Quaranta del Novecento, laustriaco
Arnold Kegel ide una serie di esercizi che
consentono di allenare questa muscolatura,

esercizi nei quali risultano di grande utilit le


palline cinesi. Conobbi Marisa a Madrid. Fu lei a
presentarsi. Era lalba. Io stavo uscendo da uno
studio televisivo, dove ero stata intervistata.
Valrie, ho letto il tuo libro e volevo dirti che mi
parso affascinante! mi disse facendosi avanti,
decisa.
Marisa era una donna elegante, bellissima, con
la figura di una quindicenne. Si notava che aveva
gusto, soldi e una speciale predilezione per
Versace.
Molto gentile, grazie risposi, lieta del
complimento.
Da allora ci vedemmo con relativa frequenza
fino a diventare intime (a parole) e a condividere
alcune discipline nelle aule dellIncisex. Cresciuta
in un clima di cristianesimo integralista, con me si
sent disinibita, e mi raccont, con dovizia di
particolari, i suoi peccati della carne, che
commetteva nel rigoroso rispetto del vincolo
matrimoniale. Linterpretazione che dava della

dottrina del dovere coniugale che le avevano


inculcato era semplicemente geniale. Assolveva
a tutti i singoli precetti di obbedienza e
sottomissione, ma trasformandoli non in una
menomazione, bens in un continuo godimento
carnale.
Sono la puttana di mio marito ripeteva. Non
cera niente che lui facesse che non le
procurasse uno straordinario piacere sessuale.
Inoltre, come ogni buon ortodosso, lasciava
aperte le opportune vie di fuga sotto forma di
inadempienze alla legge divina, con cui
giustificarsi di fronte al confessore e alla famiglia.
Fu un altro austriaco, Sigmund Freud, a
valorizzare lorgasmo vaginale come superiore a
quello clitorideo. Secondo il padre della
psicanalisi (uno degli intellettuali pi originali
della modernit), la donna, nel periodo di
formazione, prova un orgasmo di carattere
clitorideo che, nella maturit, si orienta in
direzione della vagina. Dunque, una donna
matura raggiunge lorgasmo con la vagina, e non

con il clitoride. Tutti, a eccezione di un piccolo


gruppo un po scriteriato (le donne),
concordarono con Freud: il terzo pilastro del
discorso normativo sul nostro modello di
sessualit, il coitocentrismo, veniva rafforzato
con il cemento armato. Se si trasformava la
vagina in qualcosa di sensibile, infilarci dentro
oggetti assumeva pieno significato.
Erano gli anni in cui le suffragette cominciavano
a rivendicare il diritto di voto (che in Francia, per
esempio, fu concesso soltanto nel 1944, pi o
meno quando Kegel ide i suoi esercizi); era il
momento di cominciare a soddisfare le donne.
Nellaula di sessuologia dellUniversit di Alcal
de Henares cal il silenzio. Marisa aveva appena
dichiarato che, nonostante le osservazioni del
professore, lei s che raggiungeva lorgasmo
vaginale quando suo marito la penetrava. Di
fronte agli sguardi puntati su di lei di una ventina
di studenti (non tanto per losservazione in s,
quanto per la mancanza di pudore con cui aveva
parlato), Marisa fece una pausa e aggiunse:

Be, godo anche quando me lo mette in culo.


Devo confessarlo: a me piace che me lo mettano
dentro, di tanto in tanto. Non la modalit erotica
che prediligo, ma non mi fa nemmeno schifo.
Per mai, nemmeno per empatia, il coito mi ha
provocato di per s un orgasmo. N a me n a
nessuna delle donne con le quali ne ho parlato. A
eccezione di Marisa. una sensazione
piacevole, non lo nego, soprattutto quando il fallo
tocca la parete anteriore della vagina e stimola
indirettamente la zona interna del clitoride. una
sensazione psicologicamente piacevole sentirsi
parte di qualcuno, quando questo qualcuno lo
merita. Ma da qui allorgasmo Perch
continuiamo a discuterne? Perch continuiamo a
ignorare se la vagina ha terminazioni nervose che
possano provocare lorgasmo? A chi interessa
che non lo sappiamo?
Susana pu fare movimenti ritmici con le palline
cinesi introdotte nella vagina. Secondo lei, pu
muovere il pene del suo compagno a volont e
masturbarlo (o vagiturbarlo) senza eccessivo

sforzo. Bene, una grande conquista, ma sono


propensa a vederci un ulteriore adattamento
dellanatomia femminile al piacere sessuale
maschile, pi che un progresso nel proprio
godimento. Il male dellignoranza che va
acquisendo fiducia nella misura in cui si
diffonde affermava Alexis de Tocqueville.
Ignoranza credere che le palline cinesi servano
per far godere le donne. Ignoranza non sapere
a vantaggio di chi va questa convinzione.
Due donne stanno chiacchierando tra loro.
Sta arrivando mio marito con un mazzo di fiori
Sta notte mi
toccher aprire le gambe.
Oh, cazzo, ma non ce lhai un vaso da fiori?
Di fronte a un coitocentrismo annientante ed
escludente, non mi sentirei di proporre un
coitofugismo, ma un cogitocentrismo,
conciliante e sensato. E se uno non trova il suo
cogito, vada pure a cercarlo dentro una vagina,

magari sta l; non si sa mai quante cose strane ci


si possono mettere

Non provo piacere perch sono anorgasmica


Credo davvero che le decisioni che ho preso
renderanno il mondo migliore.
GEORGE BUSH, dichiarazione al Time in merito
allinvasione dellIraq
Lorgasmo non una casualit, ma una
decisione. Un proposito cui si giunge, nel corso
dellinterazione sessuale, dopo aver valutato
quelle circostanze concrete che lo rendono
possibile. Come in qualsiasi decisione, pur
inconsapevole che sia, il nostro sistema di valori
giudica ci che sta accadendo, stabilisce se il
caso di prendere in considerazione questa
opportunit. Si tratta di una decisione che spesso
prendiamo senza sapere che stiamo prendendo
una decisione. Normalmente un processo
implicito, per il quale non servono carta e penna,

ed esige che simpari a prendere tale decisione


in maniera implicita.
Non si ha un orgasmo, simpara ad averlo. O
meglio, simpara a concederselo. Bisogna
apprendere il corretto funzionamento delle nostre
reazioni sessuali di fronte a determinati stimoli
anatomici (sapere com fatto il nostro corpo e
che cosa e in che modo ci procura piacere), ma,
soprattutto, bisogna educarsi nella difficile arte di
lasciarsi andare, di lasciare che sia la nostra
reazione sessuale a prendere una decisione, e
non le nostre ragioni. Quando subentra la
ragione, lorgasmo fugge come un agnello dal
lupo. Quando la ragione a decidere, lorgasmo
ha gi preso la sua decisione.
Pi che dire che non esistono donne frigide, ma
amanti che non sanno toccare, sarebbe
opportuno discolpare un po lamante (sebbene ci
siano troppi amanti che non meritano questa
definizione) e affermare che non esistono donne
frigide, ma donne che non hanno imparato a farsi
toccare.

Il ruolo dellamante, da questo punto di vista,


assai meno importante di quanto solitamente si
crede. Raggiungere lorgasmo una decisione
che spetta al singolo, nella quale lamante solo
uno degli elementi, soggetti a interpretazione,
che concorrono alla decisione di raggiungere o
meno leretismo. Lorgasmo non ci viene
procurato: ce lo procuriamo da soli. Diceva
Catherine Millet che il sesso non un mezzo per
comunicare, bens il campo in cui ognuno vive le
cose nel modo meno condiviso possibile. In
questo contesto, lorgasmo una delle azioni pi
individualiste che si possano immaginare. Godi,
bella? ripeteva Agapurnio. E io avrei goduto sia
che Agapurnio avesse toccato il perineo sia che
avesse suonato il liuto.
Il fatto di non raggiungere lorgasmo con lui non
era una manifestazione di anorgasmia. Era
semplicemente che con lui e con tutto ci che
circondava la nostra interazione sessuale io
decidevo di non raggiungere lorgasmo.
Lanorgasmia limpossibilit di raggiungere
lorgasmo, non limpossibilit di raggiungere un

orgasmo.
Asuncin era una di quelle persone che vivono
con la logica del di male in peggio. Tutto le
riusciva male e, in caso contrario, si preoccupava
anche di pi. Qualsiasi circostanza della sua vita
veniva interpretata da Asuncin come il segno
inequivocabile che le cose andavano di
merda.
Eppure, chiunque non fosse Asuncin avrebbe
giudicato la sua vita invidiabile. Libera
professionista, poteva stabilire da s gli orari di
lavoro, e disporre di un grande patrimonio,
composto, oltre che dalla sua abitazione
principale, da varie propriet in zone turistiche
della Spagna meridionale. Appassionata di
musica classica e di film strappalacrime, non si
lasciava scappare una prima alla Fundacin Caja
di Madrid.
Tuttavia, fin da bambina, la sua vita fu segnata
dalla sofferenza. Il padre la ripudi e la madre la
maltratt quanto basta per far s che associasse
laffetto al maltrattamento (solo perch aveva

creduto alle favole, nelle quali le madri sono


sempre regine e mai streghe cattive). Finch
fece della sofferenza il marchio della propria
identit.
Tutto andato male. Ad Asuncin tutto riesce
male. Per questo sono Asuncin.
Abbiamo pi paura di perdere la nostra
supposta identit che la nostra sofferenza.
Viveva da sola, in una grande casa nei
sobborghi di Madrid, circondata da un numeroso
personale di servizio che la faceva soffrire quanto
basta (la trattavano con laffetto che
pretendeva). Asuncin, inoltre, godeva di una
cattiva salute di ferro, che le permetteva di vivere
costantemente preoccupata, anche se i suoi
disturbi non si aggravavano mai.
I casi di anorgasmia derivanti da un problema
organico sono appena il cinque per cento rispetto
al totale. Pertanto, e di norma, il terapeuta che
voglia guarire lanorgasmia deve intervenire non
nellorganismo, ma nei processi sessuologici che

riguardano la decisione di raggiungere un


orgasmo.
Frigidit un termine che, per la sua
connotazione spregiativa, caduto piuttosto in
disuso nei testi scientifici. Non cos nel linguaggio
corrente. strano come la sessualit femminile
sia sempre, a parole, stigmatizzata se, agli occhi
di qualcuno, ostenta un desiderio sessuale
troppo breve o troppo lungo. Frigida o ninfomane
(ancora una volta termini che, nel discorso
normativo sul sesso, non contemplano
corrispettivi maschili), la pratica della sessualit
femminile circoscritta da limiti assai stretti.
Organismo e orgasmo (ma anche
organizzazione e orgia) condividono la stessa
radice etimologica: qualcosa vorr pur dire Il
prefisso org significa lavoro. Lorgasmo
bisogna lavorarselo, organizzarselo per
ottenerlo.
Nei casi di anorgasmia, si distingue tra chi non
raggiunge lorgasmo perch non supera
nemmeno la fase iniziale della reazione sessuale

(il desiderio), e chi non lo raggiunge dopo aver


superato le fasi di desiderio, eccitazione e
preorgasmo. In genere, si parla anche delle
condizioni di tale impossibilit: se non si mai
raggiunto lorgasmo, se si smesso di
raggiungerlo o se non lo si raggiunge nel modo in
cui si presume di poterlo fare.
Comunque sia, il grande nemico dellorgasmo
lobbligo di procurarsi un orgasmo, e lansia il
peggior amico di chi vuole imparare a
raggiungerlo. Il nostro meccanismo sessuale
tale che, normalmente, funziona molto bene se lo
lasciamo funzionare. La disinformazione, spesso,
ci porta a creare un problema dove c soltanto
un caso. Facciamo dellignoranza un problema,
quando lunico problema la nostra ignoranza.
Una mancanza di reazione orgasmica
nellesplicazione della sessualit non significa
quasi mai che dobbiamo diagnosticare
unanorgasmia. Ma se ci convinciamo che cos,
allora molto probabile che soffriamo di
anorgasmia.

Naturalmente Asuncin aveva deciso di non


avere orgasmi. Lesaltazione del godimento che
soggiace allorgasmo era inconsciamente
inconcepibile per lei. Le risultava molto pi
gratificante, nonostante fosse contraria alla sua
volont cosciente, linsoddisfazione che
laccettazione del piacere. La poverina ce la
metteva tutta (posso dirlo in prima persona
perch andai a letto con lei tre volte in una delle
sue case sulla costa dellAndalusia), ma dopo un
prolungato sto venendo!, Godot non arrivava
mai. Infine, tornava al suo esaltato discorso
damore. Perch Asuncin mi amava, continuo a
esserne certa ancora oggi. E il modo migliore
per dimostrarlo era la negazione del piacere.
Lamore, come le insegnarono da bambina, non
ha niente a che vedere con il piacere, cosa che
lei non mai riuscita a dimenticare.
Non c peggior guerra civile di quella che si
combatte contro se stessi. Diceva Gide che sono
assai pochi i mostri che meritano la paura che ne
abbiamo. Uno dei mostri che dobbiamo temere,
questo s, la paura di smettere di essere quello

che crediamo di essere; altri mostri, talvolta,


governano nazioni.

Leiaculazione precoce un problema delluomo


Non bestemmiamo il suo Santo Nome invano
perch la commedia guadagna in divinit,
quando il divino perde in tragedia.
FERNANDO ARRABAL, Giaculatoria
Una giaculatoria unorazione breve e
appassionata che normalmente si recita fissando
il cielo. Le giaculatorie si lanciano, per questo
il loro nome deriva dal latino iaculatorius (da
iacere, lanciare). Giaculatoria ed eiaculazione
hanno la stessa origine etimologica, come ben
sa il drammaturgo Fernando Arrabal.
Ah, mio Dio, sto venendo vengo! era la
particolare giaculatoria eiaculatoria di Gnter.
Gnter non era male, come amante. Di

temperamento nervoso e iperattivo, sembrava


che non volesse mai stare dovera, ma dove
sperava di stare in seguito; il mondo, per lui,
girava troppo piano. Aveva sempre un dito in
bocca, che mordicchiava inconsapevolmente, e
completava le frasi pronunciate dagli altri prima
che avessero finito di parlare, anche se non
sempre ci azzeccava.
Di origine bavarese, Gnter era alto e
magrissimo. Quando lo conobbi, era appena
stato nominato presidente per la Spagna di una
multinazionale del comparto tecnologico. Quando
andai a letto con lui la prima volta, mi colp uno
strano rituale: teneva a portata di mano un
recipiente con alcuni cubetti di ghiaccio. Brillante
sul lavoro, originale nelle proposte, Gnter era
fermamente convinto di essere un eiaculatore
precoce.
Solo coloro che non conoscono il tempo credono
che il tempo passi senza tener conto di noi.
Credono che sia qualcosa di lineare, che non si
dilati, si deformi o si riduca. Non necessario

conoscere Bergson o la teoria della relativit per


sapere che il tempo accade in funzione
dellinterpretazione che ne diamo. Il tempo non si
misura con gli orologi, ma con le emozioni,
perch il tempo il sentimento del nostro tempo.
Per questo mi sempre sembrato un po
ridicolo usare un tempo oggettivo per valutare
una risposta o proferire una conclusione.
Lamore pensa nellistante e nelleternit, mai
nella durata diceva Nietzsche. Abbiamo dato un
tempo anche alla durata che intercorre tra
eccitazione e orgasmo. Per trovare, di nuovo
sulla base di unaltra misurazione, la normalit, e
classificarci cos come subnormali o
eccezionali relativamente alla risposta
sessuale.
Leiaculazione precoce o, per meglio dire,
leretismo precoce, riguarda esclusivamente ai
sentimenti di frustrazione e soddisfazione, e non
lo scorrere delle lancette. Riguarda il fatto che
viviamo pienamente uninterazione sessuale
allinterno della quale sono le emozioni, e non gli

orologi, a stabilirne il valore. E nella quale a


condizionarci il piacere che diamo o riceviamo
e non i tempi di esecuzione, la cui adeguatezza
altri, per molti che siano, hanno stabilito.
Con Gnter bisognava stare in comunicazione
continua. La sua valutazione riguardo la rapidit
con la quale rischiava sempre lorgasmo
faceva s che il gesto di appoggiare un cubetto di
ghiaccio alla base della schiena si trasformasse
in un ulteriore gesto comune nella coreografia
sessuale di ogni rapporto. Quando cominciava
ad agitare una mano alla ricerca del ghiaccio,
sapevo che il suo orgasmo era imminente. A
volte la postura o la posizione gli impedivano di
recuperarlo da s, allora supplicava ghiaccio!.
Io mi fermavo e lui se lo strofinava sulla colonna
vertebrale, sul ventre, tra lombelico e il pube.
Sorprendentemente, a volte accadeva che
trascorresse molto tempo prima che la sua
angoscia gli facesse intravedere il suo eretismo.
Capitava di dover interrompere il rapporto, per
far s che lacqua continuasse a mantenere il suo

stato solido. Anche cos, il risultato era lo stesso;


quando eiaculava, Gnter si scusava per non
aver saputo sconfiggere la sua malattia. Per
Gnter la convinzione di essere malato era la sua
unica malattia.
In base alla mia esperienza con lui e con altri, non
tanto importante il tempo impiegato per arrivare
allorgasmo, quanto la convinzione che quel
tempo sia sempre troppo breve. Molti uomini
sono convinti di essere eiaculatori precoci e
forse, in tanti casi, il loro problema proprio
questo.
La clinica definisce questa disfunzione primaria
o secondaria, a seconda della frequenza con la
quale si presenta. Se si verifica sempre
primaria, se si verifica sporadicamente
secondaria. Viene fatta anche una distinzione
temporale sul momento in cui si raggiunge
lorgasmo; se avviene prima della penetrazione si
parla di ejaculatio ante portas (davanti alle
porte) o di ejaculatio intra portas (tra le porte).
Non necessario spiegare a cosa rimandino le

porte, n quale sia la pratica che le attraversa.


Nella cultura romana esisteva unespressione di
pericolo imminente che potrebbe equivalere al
nostro Al lupo, al lupo!. Dopo la Seconda
guerra punica, a Roma si diceva Hannibal ad
portas o Hannibal ante portas. Quando si udiva
questa frase, significava che qualcosa di terribile
stava capitando: per esempio il generale
cartaginese Annibale Barca stava per
conquistare la citt.
Qui, il nemico non un soldato con i suoi
elefanti, ma qualcosa di gratificante come
lorgasmo. Sarebbe opportuno riflettere sugli
strani meccanismi che aumentano la paura nei
confronti del nostro orgasmo.
Mi vidi con Hugh tre volte durante il mio
soggiorno a Londra, dove ero andata per uno
stage postlaurea in unazienda. Cenammo
insieme, bevemmo qualcosa e ci baciammo.
Tutte tre gli incontri terminarono in modo brusco,
due sotto il portone di casa sua e uno nella hall di
un albergo nel quartiere londinese di Notting Hill.

Quando tutto sembrava preludere a un rapporto


sessuale, ecco che qualcosa veniva a mancare.
Non riuscii a capirne molto bene la causa
finch, due anni dopo, si mise in contatto con me
perch doveva recarsi a Parigi e voleva che gli
suggerissi qualche luogo da visitare. Nella lettera,
minformava anche che da sei mesi viveva con
una ragazza di Birmingham e che con lei era
riuscito a superare il problema che senzaltro
dovevo aver intuito (e che invece non avevo
proprio afferrato): Hugh era un eiaculatore
anticipato, veniva al solo pensiero che potesse
verificarsi un coito.
Leiaculazione precoce ha a che fare pi con la
fame che con gli uomini. un disturbo comune
che, come la maggior parte dei problemi, trova la
sua soluzione nella comprensione di ci che
accade. Una delle prime cose che realizza il
terapeuta, e con tutte le ragioni del mondo,
quella di andare al di l delluomo, in quanto
soggetto clinico, per concentrarsi sulla coppia. Le
disfunzioni eiaculatorie non sono infatti il

problema di uno, bens della coppia che


interagisce. Nella pratica terapeutica di questo
conflitto, hanno unimportanza basilare gli esercizi
chiamati di focalizzazione sensoriale, con i
quali si intende stabilire una relazione carnale
non esigente, cio che non abbia come scopo
n lorgasmo n, in linea di principio, la stessa
eccitazione. Si fa ricorso anche ad alcune
tecniche di controllo mediante pressione del
glande operate dal partner, che ha il compito di
infondere sicurezza ed evitare il falso
convincimento dellinevitabilit dellorgasmo.
Si tratta di rieducare la stima nei confronti del
piacere (proprio e altrui) e del significato del
rapporto sessuale (per esempio, assegnando al
coito il ruolo che si merita, vale a dire quello di
principale agente patogeno, in ragione
dellinterpretazione sbagliata che se ne da), per
attenuare, fondamentalmente, le ansie prodotte
dalla disinformazione.
Questo approccio terapeutico stato sostenuto
dai sessuologi Masters e Johnson, i quali

proposero anche che, nei casi in cui un cliente


(termine pi adatto per evitare la connotazione
patologica insita in paziente) si presentasse
senza partner, gli fosse affiancato una terapeuta
sessuale, in vece della sua partner inesistente.
Sulla base di ci, lo scrittore Irving Wallace
pubblic, nel 1987, uno strano romanzo, Langelo
del piacere7 dove si riferivano gli atteggiamenti e
i comportamenti di queste carnali terapeute
sessuali.
Un giorno ho letto, in unopera del filologo
Marius Serra, il caso di un monaco, Pompeyo
Salvio, il quale, allinizio del Seicento, riusc a
ricavare dalla giaculatoria Ave Maria, grafia
piena, dominus tecum cinquecento anagrammi,
cinquecento frasi di senso compiuto, ottenute
combinando e utilizzando le 31 lettere della
giaculatoria. Non sappiamo quanto tempo
impieg Salvio a ultimare il suo compito, ma in
nessun caso dovette trattarsi di una produzione
precoce. E se con una giaculatoria si pu fare
questo, immaginatevi con uneiaculazione

Se il mio compagno mi tocca meno allora non


mi ama pi
Lessere umano sbatte le palpebre dieci volte al
minuto gli
dissi.
Ah s? ni rispose.
E cominci involontariamente a sbattere le
palpebre come un
indemoniato.
Marcelo era un ipocondriaco, oltre che un cretino
che mi aveva fatto aspettare.
Se lera meritato
Per creare un problema basta credere che
esista.
I rapporti di coppia sono problematici,

soprattutto perch si fondano su patti che non


sempre possono essere messi per iscritto.
Come fa un buon legislatore, bisogna saper
leggere e saper interpretare. Per prima cosa,
occorre conoscere la scrittura dellaltro, sapere
come si esprime, conoscere il suo vocabolario e
capirne la grafia. Per interpretare bisogna
conoscere lidioma del rapporto, aver imparato
a collocare ogni parola in un discorso tra individui
che scrivono a quattro mani il libro della loro vita.
Michel de Montaigne scriveva nei suoi Saggi che
la parola per met di chi la pronuncia e per
met di chi la ascolta. In pochi casi questa
affermazione assume tanto significato come
allinterno della coppia.
Vivevo a casa mia da circa sei mesi.
Abbiamo gi detto che lamore una questione
di comprensione e di cultura amorosa. un
po come per il gusto estetico: Non mi intendo
granch di arte, ma so perfettamente quello che
mi piace si dice quando ci si trova davanti a
unopera e non se ne sono viste molte altre

prima. Con ci si rivendica di possedere un


criterio estetico, dimenticando che il gusto
estetico non altro che una capacit inconscia,
comune a tutti i mortali dotati di facolt visiva. Ma
valutare se qualcosa ci piace o meno assai
lontano dallavere gusto. La differenza radicale
tra un informato e un esperto che il
secondo ha saputo educare il proprio occhio
tramite una lettura efficace e ha saputo costituire
una norma con le migliaia di sguardi effettuati.
Mentre il primo si limita a vedere, il secondo
interpreta ci che vede. Nei rapporti di coppia
lo stesso: tutti crediamo di poterli gestire, nel
momento in cui amiamo, senza renderci conto
che potremo gestirli autenticamente solo quando
saremo capaci di interpretarli.
Gli dissi che avevo mal di testa. vero che da
tempo non andavo a letto con lui. Non saprei dire
da quanto, ma di certo era cos. Mi volt le spalle
e spense la luce. Mi alzai a tentoni per cercare
unaspirina.
Un sofisma un ragionamento apparente che

pretende di convincerci del falso:


Socrate mortale.
Le mucche sono mortali.
Socrate una mucca.
Alcuni, come questo, partono da premesse vere
per arrivare a una conclusione falsa. Altri si
basano su premesse apertamente false, ma che
riteniamo vere, per elaborare una conclusione
ingannevole. Esempio:
Il sesso passione. La passione amore. Il
sesso amore.
Il sesso non solo un atto passionale, n la
passione sinonimo di amore, n lassenza di
sesso di disamore. Questultimo punto quello
che ci interessa.
Mi svegliai col pensiero di quel rapporto
mancato. Mi rannicchiai contro il suo corpo e
appoggiai affettuosamente una mano sui suoi

genitali. Dormiva ancora. Gli sussurrai qualche


parola allorecchio e lui mi rispose brusco
qualcosa tipo: Lasciami dormire, cazzo!. Mi
scostai contrariata e decisi che lavremmo fatto
di nuovo solo quando e come avessi voluto io.
Al discorso normativo sul sesso piacciono le
misurazioni. Non so esattamente il motivo, anche
se intuisco che ha qualcosa a che vedere con
certe strategie di marketing. Una delle
misurazioni preferite la frequenza: Quante
volte allanno facciamo sesso?. Nessuno ci
spiega, e men che meno chi fabbrica
preservativi, che cosa significa fare sesso,
anche se tutti sembrano averne unidea piuttosto
chiara.
Ho gi scritto che le statistiche servono a
sapere ci che dicono le statistiche, e poco pi.
Tuttavia - e questo lo sa qualsiasi politico in
campagna elettorale - possono anche influenzare
in modo significativo lidea di normalit che i
cittadini hanno di se stessi. Una statistica
anche il racconto dellamica su quante scopate si

fatta con il suo ragazzo in una settimana. Se,


per esempio, ci convinciamo che le coppie
normali scopino tre volte alla settimana,
cominceremo ad avere un problema. Quando non
siamo nella media stabilita, cominciamo a
credere di essere meno amati.
Passarono i giorni e io lo ricattai emotivamente
rifiutando il rapporto sessuale. Ci fece
aumentare di molto la tensione in casa. Fu una
cara amica - a volte una disgrazia avere care
amiche - che mi chiam, preoccupatissima, per
informarmi che lo avevano visto in compagnia di
unaltra grande amica. Una vera fortuna, avere
grandi amiche Mi dispiacque enormemente,
ma mi sembr volgare rimproverarglielo, volevo
qualcosa di pi sofisticato, e cos me la feci con il
suo miglior amico.
Linterazione sessuale in una coppia stabile
un atto culturale. Non un sentimento, come
vogliono farci credere, ma un patto sentimentale.
Non una pulsione ingestibile, ma un desiderio
pattuito. Come andare a teatro, mangiare

insieme, cercare conforto. Domina unidea


dellamore e della convivenza in cui si dimentica
che, al di l di sentimenti incontrollabili (che
motivano linizio di una storia, ma non la sua
gestione a lungo termine) e di passioni
ottocentesche, c un patto; un patto per crescere
in compagnia di qualcuno sapendo scrivere,
leggere e interpretare ognuno dei paragrafi del
patto. Ma se consumare facile, come
sbagliarsi, costruire laborioso, come capire.
Non impieg molto ad accorgersene. Fece una
scenata, mise insieme le sue cose e se ne and.
Non so se gli piacevo davvero o se arriv mai ad
amarmi, non so se si fatto la mia amica, so solo
che da un mal di testa e dal sonno di una
domenica abbiamo creato un problema.
Queste righe non sono unapologi della
coppia, sono unapologi della comprensione
quando si vuole vivere in coppia. E un calcio nelle
palle a chi ci vuol far credere che amare, quando
si vuole amare, sia facile, a chi ci imbroglia
dicendo che, quando si scopa poco perch,

irrimediabilmente, non esiste pi amore e a chi fa


della propria irragionevolezza la ragione di altri.
Come diceva perfettamente il poeta: Amiamo
senza ragione e dimentichiamo senza motivo.
Sarebbe bello amare con ragione e dimenticare i
motivi.

Con let cala il desiderio


Il suo maestro, poi, Gorgia di Lentini, comp 107
anni e non smise mai n di studiare n di
lavorare. E a chi gli chiese perch volesse
rimanere in vita cos a lungo, rispose: Non ho
rimprovero alcuno da muovere alla vecchiaia.
MARCO TULLIO CICERONE, De senectute
Perch qualcosa sia vero basta credere che lo
sia.
Madame Claudette aveva una speciale
predilezione per gli abiti di Chanel. Nonostante la
sua et avanzata, aveva una figura snella e

capelli bianchi e lisci che le addolcivano il volto e


davano senso alle sue rughe. Aveva braccia e
gambe lunghe e sottili e i suoi gesti erano
sempre misurati, ma decisi. Mentre parlava,
muoveva le mani come un pianista durante un
concerto.
Durante loccupazione nazista della Francia, era
proprietaria di un prestigioso ristorante della
regione, e il suo atteggiamento, come quello di
molti francesi in quel frangente, era stato di
disturbare; quando arrivavano gli ufficiali
tedeschi, i migliori vini della casa venivano
annacquati, i prezzi aumentavano e ludito si
acuiva. Si diceva, tuttavia, che avesse svolto
anche attivit di controspionaggio per la
Resistenza francese e che nel suo letto avesse
intrecciato relazioni pi che affettive con alcuni
capi tedeschi della zona. Lei per, per quanto ne
so, non conferm n sment mai queste voci. Dal
primo matrimonio ebbe due figli, uno dei quali
mor sulle Ardenne, mentre laltro eredit il
ristorante. Da bambina, la vedevo passare con
andatura lenta e portamento sicuro davanti alla

porta di casa mia, quando, destate,


trascorrevamo alcuni giorni nel paese di mio
padre, nella regione della Champagne-Ardenne.
Il discorso normativo sulla nostra sessualit ha
trasformato il sesso in unattivit adultista. Il
segmento di popolazione legittimato a esercitarla
stato ristretto al gruppo produttivo, il gruppo
in grado di procreare, che pu destreggiarsi
bene con lo sperma. Nella cernita operata dal
modello - che, come abbiamo detto, ha fatto del
sesso il coito e della sessualit un problema - ha
eliminato due vasti gruppi di popolazione: i
bambini e gli anziani. Il sesso nei bambini non
esiste e negli anziani svilito.
Poich poteva risultare politicamente scorretto
affermare che una persona non un essere
umano - e quindi nemmeno unentit sessuata - in
queste fasi della vita, si cominciato ad
assegnare ai bambini e agli anziani alcuni
attributi. I bambini sono innocenti (come se
innocenza e sessualit fossero
inconciliabili) e gli anziani indifferenti (come se il

sesso fosse muovere il bacino come


indemoniati). I bambini non conoscono linfamia
stigmatizzante legata al sesso e gli anziani non
hanno pi energia per abbandonarsi alle
sregolatezze della carne. Ci accontenta tutti,
salvo le persone coinvolte. E se chiedono, alcuni
sono ignorati, altri ingannati.
Per esempio, chiunque abbia avuto a che fare,
pi o meno direttamente, con i centri che
ospitano i bambini e gli anziani - scuole
dellinfanzia e istituti geriatrici - sa che lattivit
sessuale intensa. Ci non significa che vi
vengono organizzate orge o accoppiamenti di
massa tra i ricoverati sotto gli occhi attoniti dei
sorveglianti, ma che si mette in atto lesercizio
della condizione di esseri sessuati di queste
persone. E se i bambini scoprono, gli anziani
ribadiscono.
Madame Claudette, che veniva chiamata
sprezzantemente Madame Traineuse (qualcosa
tipo signora Bighellona), era spesso
argomento di conversazione nelle interminabili

riunioni che, tra un bicchiere di cassis e laltro, si


tenevano in casa di mia madre e delle sue vicine.
Non vuole occuparsi dei suoi nipoti, il signor
X stato visto entrare in casa sua, non ha let
per queste cose erano i giudizi ricorrenti. E
quanto pi la loro collera andava a colpire
lanziana vestita da Chanel, tanto pi affascinante
risultava ai miei occhi quella persona. Cominci
a rappresentare per me una canzone insolita, un
film che mi distoglieva dalle sedute di carte e
ipocrisia, dalla routine dellordine familiare e dai
rituali delle buone consuetudini della classe
media francese.
Ma ora ho capito che ci che pi indignava del
comportamento di Madame Claudette non era la
sua presunta promiscuit, bens la sua
comprovata dignit. E non era neppure la sua
libert, ma luso che ne faceva. Per questo, tutte
le mattine, prima di andare a comprare il pane
con mio padre, mi sedevo sulla soglia di casa
perch Madame Claudette rispondesse come
sempre al mio sguardo curioso, al mio sorriso
sincero.

La menopausa ha un carattere molto pi


marcato rispetto allandropausa maschile. Il
processo che porta allinterruzione delle
mestruazioni lungo e difficile, costellato da una
serie di cambiamenti traumatici nei nostri
meccanismi ormonali, che si concretizzano in
alterazioni emotive e disturbi organici pi o meno
evidenti. Lirregolare produzione di un ormone
chiamato testosterone (che spesso crediamo sia
prodotto soltanto dai maschi) produce una serie
di inconvenienti a livello dei genitali: maggior
secchezza vaginale, perdita di elasticit,
riduzione del tratto posteriore e del collo
dellutero e alterazioni nel processo biochimico
del desiderio.
Ma ci non significa che luso soddisfacente
della sessualit da parte di una donna venga in
qualche modo compromesso dopo la
menopausa. Questo processo naturale
condiziona - anche se sempre meno a quanto
sembra-la fertilit femminile, ma soltanto per
coloro che associano la fertilit al sesso pu
costituire un inconveniente, o soltanto per coloro

che vogliono farlo credere alle persone che sono


gi passate attraverso questa fase organica.
Kourocrazia un termine che non esiste, ma
che, sulla base di gerontocrazia, potrebbe
formarsi unendo i termini kouros (uomo
giovane) e kratos (potere). Il suo significato
potrebbe essere governo dei giovani. Il
modello della giovinezza, che abbiamo adottato
per vendere prodotti a essa associati (dagli
yogurt alla chirurgia), con il suo vitalismo
produttivo, la sua fresca bellezza, la sua
iperattivit, ci rimasto appiccicato come un
cattivo amante. Se, come dicevamo, il modello
normativo della sessualit ha trasformato il sesso
in qualcosa di adultista, ha convertito la
sessualit in qualcosa di giovanile.
necessario avere corpi perfetti da modelli,
lagilit di un trapezista, lelasticit di un
contorsionista cinese e il cervello insomma, in
sintonia con tutto questo. Gli adulti cominciano a
scarseggiare e i giovani, non quelli della
pubblicit, sono spariti. E ci dimentichiamo
sempre che il vero organo genitale il cervello e

che la sua efficienza dipende dal pensiero, e che


questo si allena soltanto con let.
Una mattina non si svegli pi. La cameriera la
trov nel suo letto. Si disse - perch bisogna
sempre dire qualcosa - che ultimamente era stata
vista con un ragazzo che, forse, tra quelle stesse
lenzuola, aveva consumato le sue ultime energie.
Accompagnai mia madre a casa di Madame
Claudette per fare le condoglianze alla figlia nata
da un secondo matrimonio, che viveva a Parigi e
che non avevo mai visto. Quando entrai in casa al
braccio di mia madre, notai qualche traccia della
sua vita. Alcune foto sorridenti sul pianoforte
nero, stoviglie dietro i vetri della credenza, con
decorazioni che sembravano ricamate, una
bottiglia di cognac vicino a un bicchiere, abiti di
Chanel ammucchiati su un divano di velluto
azzurro, e sulla piccola console dellingresso un
libro. Non riuscii a leggere il titolo, ma poteva
essere il De senectute di Cicerone, nel quale si
racconta di un vecchio sofista che visse molto a
lungo, senza disprezzare ci che lo fece vivere.

La masturbazione un surrogato del sesso


Di tanto in tanto, una donna un sostituto
ragionevole della masturbazione. Ma,
naturalmente, ci vuole molta immaginazione.
KARL KKAUS
Un giorno decisi che non sarebbero pi entrati
uomini nel mio letto. Doveva essere intorno alla
met di novembre del 2004.
Si dice che il brutto delle corna che bisogna
accollarsi anche la vacca. Mi tocc un brutto
periodo di opportunisti, bambinoni, presuntuosi
dallinnamoramento facile, di quelli che capisci
prima ancora che si calino le mutande e che
finiscono sempre da dove hanno cominciato.
Avevo dovuto sopportare corteggiamenti idioti,
cene di chiacchiere insulse, scopate che
insudiciano pi che edificare e un filarsela
allinglese. Molta vacca per troppe poche corna.
Pensai di aver trottato a sufficienza. E che non

c miglior sesso di quello che si fa da soli.


La carruba un surrogato del cioccolato solo
per chi crede che non esista nientaltro che il
cioccolato. Per tutti gli altri il frutto del carrubo,
dai baccelli allungati, marrone scuro quando sono
maturi, e un cibo sano.
Lorigine del termine masturbarsi non molto
chiara nemmeno per i filologi. Potrebbe provenire
dallespressione latina manu stupare, che
significa qualcosa come violarsi, forzarsi con la
mano, o da manti turbare, turbarsi con la
mano. La sfumatura tra la condanna e il piacere
presenta un ampio spettro di possibilit, e
dipende dal gusto del consumatore quale
significato conferire a questa pratica erotica.
Abbiamo gi parlato del fatto che la sessualit
stata mascolinizzata. Conosciamo le misure
di un pene, ma ignoriamo quelle di una vagina, la
risposta sessuale femminile continua a essere un
terreno paludoso, il desiderio sessuale
stigmatizzato nelle femmine e giustificato nei
maschi (a una porca o a una ninfomane

corrispondono un dongiovanni o un satiro) e


abbiamo fatto del coito il fondamento teleologico
delle nostre possibilit erotiche.
Masturbazione, che esemplifica unazione
compiuta con la mano, non sembra essere al
riparo da questa tendenza a nominare gli
elementi della sessualit umana in modo
maschile: per esempio, non esiste il termine
digiturbare.
Questa eccessiva dipendenza dalla mano non
passata inosservata agli occhi dei sessuologi di
inizio Novecento. Havelock Ellis, nel suo
Psicologia del sesso, preferisce usare
autoerotismo, per definire tutte quelle pratiche
che tendono a dare piacere tramite linterazione
sessuale con se stessi.
Il sessuologo italiano Rinaldo Pellegrini, negli
anni Cinquanta, utilizz, credo per la prima volta,
il termine ipsazione (equivalente
allautoerotismo di Ellis), anchesso derivato
dal latino e che vorrebbe dire qualcosa come
azione su se stesso. Con ipsazione ci si

riferisce, dunque, a tutte quelle pratiche solitrie


che, con laiuto o meno di strumenti (vibratori,
dildo eccetera), procurano piacere. Pellegrini,
per eliminare le connotazioni morali dalla
masturbazione e per fare esclusivo riferimento a
quelle pratiche autoerotiche che usano la mano,
introduce il termine, derivato dal greco,
chiroerastia (amare con la mano).
Una cosa sono le pratiche solitrie e unaltra
quelle che si realizzano con la mano. Una cosa
amare se stessi e unaltra amare con la mano.
Una cosa non implica laltra e la seconda non
sinonimo della prima. La sfumatura
fondamentale. Quando capiamo le cose, diamo
loro le definizioni corrette.
Mentre accendevo il portatile e inserivo nel
lettore dvd un film porno, mi venne in mente il
cinico Diogene di Sinope, che si masturbava in
pubblico tutte le volte che lo desiderava. Pare che
a chi lo rimprover rispose: Ah, se fosse
altrettanto facile soddisfare la fame
semplicemente sfregandosi il ventre!.

Nel stato di nubilato volontario (per nulla casto) in


cui mi ritrovai, disporre della mia condizione di
essere sessuato senza bisogno di un(a)
rompiballe fu una benedizione. Quindi slacciai il
bottone dei miei pantaloni texani e mi infilai le
dita sotto il tanga: come altre dita avevano fatto in
altre occasioni.
Due sono i grandi errori che circondano la
masturbazione: aver pensato che sia unazione
esclusivamente solitria, e aver creduto che sia
un surrogato di altre pratiche erotiche (come la
carruba per il cioccolato). Entrambe queste
convinzioni sbagliate si basano sul fatto che il
discorso normativo sul sesso sanziona le
pratiche sessuali non produttive, facendone,
come abbiamo gi visto, dei preliminari di
qualcosa, o mortificando chi vi si dedica,
trasformandolo in una specie di deficiente
sociale.
Nella Roma antica, una persona non poteva
procurarsi da s lorgasmo, Nemmeno se era da
solo. Era sempre richiesto laiuto di un genio, di

un semidio, il quale attraverso la pratica


autoerotica, procurava leretismo. Nel Settecento
Crbillon figlio scrisse un romanzo nel quale
diede il nome di Sylphe al genio che porta
lorgasmo. Come emerge dagli epigrammi di
Marziale, neppure in latino esisteva il sostantivo
masturbazione, anche se esisteva il verbo
masturbare. Un verbo implica, o almeno non
esclude, la partecipazione, Qui e a Roma luno
pu masturbare laltro.
Credo di aver sentito proprio Arrabal ricordare
che Sartre, compiuti i cinquantanni, si dichiar
esclusivamente come masturbatore di
clitoride. Ma, a meno che lesistenzialismo, nella
sua infinita saggezza, non gli avesse procurato un
clitoride, Sartre masturbava in compagnia. La
chiroerastia, lamare con la mano, non soltanto
una faccenda privata.
Avevo un amico che amava la sua spugna, una
bella spugna naturale con la quale praticava il
coito nella solitudine della vasca da bagno,
Unamica preferiva le melanzane, con le quali si

accoppiava nel suo letto.


Il coito, la copula, il congiungimento e persino la
fornicazione possono anche essere una pratica
solitria (se qualcuno dubita di quello che sto
dicendo, consulti un buon dizionario); tuttavia,
quando succede, diciamo che si tratta di
masturbazione. Perch?
La seconda condanna proviene dal farci
credere che le pratiche autoerotiche siano un
succedaneo di qualcosa che vogliamo, ma non
riusciamo ad avere. Un succedaneo del rapporto
sessuale in compagnia (scoparsi un belluomo,
per essere pi espliciti).
Raccontava il retorico Dione Crisostomo che il
dio Pan ardeva dal desiderio di possedere la
ninfa Eco. Di fronte allimpossibilit di
raggiungere il suo obiettivo, Ermes, suo padre,
gli rivel i segreti del piacere solitario. Segreti
che subito divulg tra i pastori dellArcadia,
probabilmente insieme a quello della zoofilia.
Gi nella sua origine leggendaria si fa

dellautoerotismo il sostituto di una unione


impossibile, il frutto di una carenza. Sappiamo
per che vivere in coppia non elimina il fatto di
mantenere il nostro amor proprio (che, come
diceva Wilde, unavventura per la vita).
Lautoerotismo permane anche quando abbiamo
un partner, o un gruppo di partner, che
soddisfano pienamente la nostra pratica
sessuale.
Un giorno decisi che non sarebbero pi entrati
uomini nel mio letto. Doveva essere la met di
novembre del 2004. La decisione dur appena
15 giorni. La vita mi spinse ad andare a letto, nel
giorno pi lungo, con Jorge. Anche se la mia
nuova decisione, ve lo posso assicurare, non fu
dettata da una cosa da niente

difficile perdonare uninfedelt


Questa la storia di Pasifae. Moglie di
Minosse, regina di Creta, si innamora del toro
divino che Nettuno ha regalato al re. Pasifae va in

cerca di Dedalo, il tecnico. Gli chiede di


fabbricare una vitella meccanica dove potersi
nascondere, realizzata in modo cos ingegnoso
da riuscire a ingannare il toro affinch questi
introduca il fascinus nella sua vulva. Pasifae,
cos, pu conoscere la sensualit animale, i
desideri non consentiti. La vitella di Pasifae il
cavallo di Troia del desiderio.
PASCAL QUIGNAR, Le sexe et leffroie
Gli animali con le corna non sono sempre stati
mal visti. A volte sono persino serviti per
cornificare un re.
Ci sono cose che, col senno del poi, non avrei
fatto. Una di queste fu telefonare a Dieter ed
Elsa.
Accadde nel 1997 e io ero tornata a stabilirmi a
Barcellona dopo un periodo troppo lungo
trascorso a Madrid. Lannuncio recitava:
Coppia liberale, di bella presenza ed elevato
livello socioculturale, cerca ragazza con cui

intrattenere rapporti sessuali.


Non esitai molto e telefonai. Rispose Dieter.
Abbiamo gi detto che uno dei tre fondamenti
sui quali si basa ci che alcuni chiamano
sessualit umana (cio il discorso normativo sul
sesso, che abbiamo elaborato per salvaguardare
un sistema sociale impostato sulla famiglia e
destinato alla procreazione) lesercizio della
nostra condizione di esseri sessuati allinterno
della coppia in quanto entit sociale.
Famiglia e procreazione sono gli unici usi
consentiti da questo discorso, che ci rifilano
come fosse il sesso vero. Tutto ci pu
sembrare dmod e possiamo credere che sia
sorpassato perch abbiamo comprato un
vibratore; per, se qualcuno pensa, per esempio,
di non essere cristiano solo perch non va in
chiesa, meglio che riveda il suo sistema di
valori, per poi riconsiderare laffermazione che
nega la sua cristianit (ci sono assai meno
infedeli di quanto non immaginiamo).

Per preservare questi usi, tra le altre cose,


occorre controllare in modo feroce il desiderio
femminile (e tollerare o approvare quello
maschile, in quanto naturale), occorre
sacralizzare i genitali femminili (quelli che
generano, che procreano), basandosi su un
controllo morale oscurantista del loro uso e
sullignoranza (solo ci che non conosciamo pu
essere sacralizzato), occorre fare dellunica
pratica procreativa - il coito - la finalit del sesso
o conferire ai contraenti del contratto di coppia
titoli di propriet sui genitali dellaltro,
definendo fedelt la strana pratica
dellesclusiva genitale.
Dieter non mi fece una brutta impressione.
Rimanemmo daccordo di vederci il giorno dopo
per prendere un caff e fare quattro chiacchiere.
Mi comunic che lo avrebbe accompagnato sua
moglie Elsa.
Ladulterio stato depenalizzato in Spagna nel
1978, in Francia nel 1975, ma in entrambi i paesi
continua a essere considerato un reato civile che

consente, tramite il divorzio, di sciogliere


laccordo matrimoniale sanzionando ladultero.
Elsa fiss subito i suoi begli occhi nei miei.
Dieter si mostr tranquillo e affettuoso, ed
espose con chiarezza quello che si aspettava
dallincontro. Pag i caff e uscimmo. Quella
stessa sera sarebbero passati a prendermi per
accompagnarmi a casa loro, a Sitges. Mi diressi
verso un negozio di biancheria intima; fare
questo tipo di acquisti mi stimolava lappetito.
Lespressione spagnola equivalente allitaliano
mettere le corna, se le mie fonti non mi
ingannano, in cinese si dice mettere un cappello
verde. Comunque sia, che si tratti di corna o di
cappelli, sembra che linfedelt stia sulla testa di
chi ne vittima.
Il grande pretesto del discorso normativo sul
sesso, per imporre la fedelt e colpire gli amanti
di famiglia come sincollano gli insetti alla carta
moschicida, lamore. Ebbene, lesercizio di
quello che gli stessi estensori del discorso
chiamano amore un impegno per la vita, nel

quale lobbligo di fedelt si trasforma in uno dei


fondamenti inequivocabili della sua esistenza.
Ma amare non significa amare se stessi nellaltro.
E unazione colta (che richiede cultura,
apprendimento ed esperienza) e si basa sulla
stima per laltro, tramite la comprensione. La
persona amata non si ammaestra, si osserva,
non la si trasforma, la si vede crescere, e non la
si guida, la si accompagna. Amare qualcosa
che assomiglia assai alla comprensione pi che
allimpegno. Tuttavia, associamo continuamente
lamore allimpegno, tramite espressioni che si
basano pi sulla logica della chiusura che
dellapertura; facciamo della persona amata una
propriet e non una risorsa, un podere e non un
paesaggio.
Arrivarono puntuali allora stabilita. Durante il
percorso in direzione di casa loro ci fermammo a
bere un bicchiere in un locale alla moda di
Barcellona, dove, tra risate e sfioramenti,
sparirono i dubbi che potevano essere rimasti.
A letto, ci concentrammo su Elsa. Dieter

partecip giusto perch lei lo vedesse


accarezzarmi e vedesse come io rispondevo. Poi
se ne and discretamente, senza smettere di
sorridere, togliendosi dal gioco fino a
trasformarsi in un osservatore attivo che si
dilettava con il piacere di Elsa.
Allo spuntare del giorno e dopo una doccia,
Dieter mi accompagn a casa. Ci salutammo
con due baci cordiali e con la promessa di un
nuovo incontro.
Non ho saputo amare molto bene, lo confesso.
Non sono stata una sposa modello per uno sposo
modello. Tuttavia credo di aver sempre capito
bene la differenza tra affinit e fedelt, tra lealt e
impegno, tra empatia e obbligo. Quando mi ha
accompagnato, ho tentato sempre di essere
leale con lui, rispettando la sua intelligenza,
trattandolo come una persona adulta che da me
si aspettava di non sentirsi ingannato (non
necessariamente non essere ingannato). Ho
taciuto quando potevo ferire e ho raccontato
quando volevo ferire. E quando laffinit mi ha

tenuto sessualmente legata a una sola persona,


ho fatto in modo che non fosse per onorare un
contratto, ma per onorare un desiderio.
Quella di Dieter ed Elsa non era forse la storia
dinfedelt che fin per incendiare Troia, n Elsa
era Emma Bovary o Desdemona, n Dieter
assomigliava a Mister Chatterley. Nessuno dei
due scriveva come Omero, Flaubert,
Shakespeare o Lawrence, ma, secondo la mia
modesta opinione, utilizzarono la mia pelle come
una carta intestata per scriversi una bella lettera
damore. Utilizzando un gioco damore senza
mettere in gioco lamore. Ottennero il migliore dei
perdoni: il non doversi perdonare.
Pass una settimana e non ebbi pi notizie di
loro.
Coppia di 70 anni lui e 65 lei, ma con una marcia
in pi, cerca ragazza che voglia condividere le
loro avventure sessuali. Seriet e discrezione.
Staccai il ricevitore.

A chi frequenta prostitute manca qualcosa in


casa
Un giudice chiede a una donna che ha chiesto il
divorzio: Qual il motivo della sua richiesta?.
Mio marito mi tratta come fossi una cagna.
La maltratta?
No, vuole che gli sia fedele.
Barzelletta raccontatami da un avvocato
matrimonialista, che tentava di approfondire i
motivi per i quali facciamo certe cose
Nella sala del rinfresco, il regista non smetteva di
darle incoraggiamenti pateinalistici. Lei
spalancava i suoi occhi luminosi, mentre con
mani piccole e grassocce cercava sul vassoio
unappetitosa tartina. Lavevo vista quella stessa
sera, pochi attimi prima di entrare in camerino.
Quando ci incontrammo avevo notato la sua

vitalit e il suo turbamento. Sembrava una


bambina piccola lasciata sola in un negozio di
caramelle. Mi salut con un sorriso generoso che
sembrava dire: Apparir in televisione!.
Lui lo conoscevo per averlo incontrato in altri
programmi. Il suo passato da attaccabrighe a
pagamento in queste trasmissioni scandalistiche
era ben noto. Per il gran pubblico era un tipo
spiritoso, dallinsulto facile e scontato, dal
presente e futuro oscuri.
Ormai ci sei le sussurr, appoggiandole
una mano sulla spalla.
Accesi una sigaretta con calma. Lui evit il mio
sguardo.
Sanzionare il consumo non la strategia
preferita dellordine economico (che si distingue
sempre meno dallordine morale), proprio perch
la logica del consumo che lo alimenta: produrre
beni di consumo per poter consumare beni di
consumo. Ma a volte succede che, per farla finita
con un comportamento che pu danneggiare il

bene comune, risulta meno costoso


condannare, colpevolizzare e terrorizzare il
consumatore che far fuori la possente struttura di
produzione e distribuzione che rende possibile
tale comportamento.
Per fare un esempio, il vero successo della
lunga e ostinata campagna contro il consumo di
tabacco stato quello di far ricadere la
responsabilit soltanto sul consumatore finale (il
libero arbitrio una magnifica invenzione per
generare colpe). Una volta arrivati a questo
punto, si pens che sarebbe stato sufficiente
documentare in maniera esaustiva gli effetti fisici
della droga per mettere il terrore in corpo. Ma
forse non era sufficiente; la dipendenza dal
tabacco forte, come pure la volont di decidere
da s che cosa fare del proprio corpo. Il vero
successo arriv quando si fece del fumatore un
soggetto inquinante, un appestato che
trasmette la pestilenza e contagia al suo
passaggio. La scoperta della figura del
fumatore passivo trasform il fumatore in un
irresponsabile stigmatizzato dalla pubblica

opinione, sottoposto al controllo vigile del vicino,


come accade nei sistemi repressivi dei regimi
totalitari. Finch non solo si convinse il vicino del
reato commesso dallaltro, ma anche laltro del
proprio reato.
Il bene comune rimane preservato (bene
comune che, al di l della preoccupazione
morale, una semplice bilancia della spesa tra
produzione e costo, tra la ricchezza prodotta da
ogni sigaretta consumata e il danno sanitario che
provoca). Quando il consumo di tabacco
diventer lanacronismo di una societ immatura,
le imprese produttrici ricicleranno la loro attivit in
altre pi salutari produzioni (lindustria delle
armi, per esempio).
Nella prostituzione il consumo si sanziona con
slogan del tipo la prostituzione esiste perch TU
paghi o a chi frequenta prostitute manca
qualcosa in casa. Uno istituzionale, laltro di uso
comune. Uno di partito, laltro popolare.
Entrammo sul set cinque minuti prima dellinizio
della trasmissione. Mi applicarono il microfono

sulla giacca quando mi ero gi accomodata


nellarea riservata agli ospiti. Riuscii a scorgere il
suo volto esultante tra il pubblico. Il nervosismo si
era impossessato perfino del suo vestito nero, di
una taglia troppo ottimista, che doveva aver
comprato per loccasione.
Prova, uno, due, prova sussurrai nel
microfono senza badare troppo alla risposta del
tecnico del suono. Era lei a catturare la mia
attenzione.
Abbiamo trasformato la donna in un elemento
multifunzione, come i coltelli svizzeri. Ora un
tagliacarte, ora una lima, ora una lente
dingrandimento, ora uno stuzzicadenti. La sua
identit definita tramite il ruolo sociale che
svolge in ogni momento. Da elemento amante
(la fidanzata), passa a essere elemento
amministrativo (la moglie), e da elemento
tutelare (la madre), passa a elemento
contemplativo (la nonna). Ogni funzione
sembra unica ed esclusiva del lavoro svolto dalla
donna in una determinata fase della sua vita, e

definisce la sua stessa identit. Si stenta a


immaginare una nonna amante, o unamante
madre di famiglia. Nel teatro greco Yhypocrites,
lattore, era, a seconda della maschera che
indossava, il personaggio rappresentato in quel
momento, mai lattore in carne e ossa.
Tutti noi creiamo questa determinazione
identitaria in funzione delle responsabilit, Per
questo attribuiamo uninfedelt mercenaria alla
compagna che ha smesso di svolgere il ruolo di
amante nella commedia dellarte, solo perch le
hanno imposto la maschera del dottor Peste.
Solo perch confondiamo la maschera con la
persona.
Tutto ci applicabile anche alleterna
fidanzata: la meretrice. Nella sua funzione di
amante compiacente non la si pu considerare
moglie, madre o nonna. La puttana, in ragione di
questo sistema sociale che attribuisce marchi ed
etichette, soltanto una puttana. E per tutta la
vita.
Il dibattito si svolse con relativa normalit, ma di

certo non si poteva definire brillante. Il


presentatore, seguendo forse le indicazioni
ricevute nellauricolare, annunci la presenza in
studio di qualcuno che voleva fare una denuncia.
E le diede la parola.
Si alz di scatto. Afferr tremando il microfono
che le pass una valletta e con un tono di grande
convinzione raccont, come se stesse
declamando una lezione imparata a memoria,
che suo marito frequentava case di tolleranza,
nonostante lei fosse disposta a fare per lui,
sessualmente, qualsiasi cosa. I suoi chili di
troppo si agitavano ogni volta che enfatizzava la
protesta. La faccia rotonda aveva cominciato a
sudare e il trucco si scioglieva come una
macchia di vernice fresca. Per leuforia, rischiava
di cadere gi dalla gradinata.
Il presentatore, o la voce nellauricolare, volle
approfondire.
E che cosa sei disposta a fare?
Tra le risate generali, lei spieg nei dettagli tutto

quello che era in grado di fare, agitando in aria le


mani sudate. E, insieme alle mani, il microfono.
Qualsiasi cosa: farmelo mettere in culo,
inghiottire il suo seme, stare con altre donne,
farmi legare al letto Tutto. Ma proprio tutto!
Mano a mano che lasciava da parte il pudore, si
faceva pi audace. Stringeva forte i pugni,
descrivendo la sua trasformazione in puttana
maritale per condannare il puttaniere fedifrago.
Sicura di s, rinfrancata dallentusiasmo popolare
che si esprimeva in grasse risate, i suoi tacchi
nuovi non riuscirono a sostenere il peso di tanta
enfasi: il piede destro cedette e lei, nello
scivolare, piomb in braccio a un signore calvo
che occupava il posto accanto al suo, mentre la
sua voce spariva per la caduta del microfono e la
sua immagine veniva sepolta dalla inevitabile e
omerica risata del pubblico.
A quel punto intervenne lui: Con una matta
come te, dobbligo andare a puttane, e se non ti
sbrighi a toglierti di mezzo, il programma dovr
pagargli un giro al bordello. Vai, su, e vedi di

perdere qualche chilo.


Tent di ribattere, ma non ci riusc.
La sua espressione cambi, e la sicurezza
conquistata and scemando. La sua immagine
cedette a unaltra testimonianza.
Non era pi la donna che si stava emancipando
e che rivendicava i propri diritti: ora era solo una
cicciona che aveva fatto divertire tutti con la sua
stupidit. E nel passaggio dalla gloria
allangoscia prese, ingiustamente, coscienza di
ci.
La gloria effimera di uno scherzo che,
certamente, non dovettero perdersi sua madre, i
suoi amici e chi le aveva venduto il vestito di due
taglie inferiori alla sua.
La vedemmo di nuovo soltanto nel monitor
centrale, quando la telecamera inquadr, alcuni
minuti dopo e per tutti gli spettatori a casa,
lamarezza e il rimmel che le colava sul viso.

Senza dubbio qualcuno si era assicurato il


posto fisso in trasmissione, e non era,
precisamente, quella ragazza che salutava con il
sorriso. La ragazza convinta di essere lei la
protagonista.

La prostituzione contro la dignit


Cazzo, pare proprio che io non possa fare
quello che voglio con i miei genitali! ! ! dissi
indignata. come se la mia vulva fosse
propriet dello Stato! conclusi. La fica di
Valrie come un bene di uso sociale questa s
che unorgia con i fiocchi disse lui,
insonnolito, aspirando il fumo di una sigaretta
esotica.
Durante una conversazione, nella casa, dopo la
pubblicazione di Diario di una ninfomane
Quando la conobbi lavorava in unazienda che
inscatolava pesce. Il suo contratto di trenta giorni
terminava quella settimana. Ogni due ore le

venivano concessi cinque minuti per fumare una


sigaretta. Il berrettino di carta le stava
appiccicato ai capelli come una parrucca rigida
degli anni Cinquanta. Il resto delluniforme, della
cui cura era responsabile, la trasformava in una
persona qualunque, con unidentit difficile da
distinguere rispetto a quella delle altre operaie.
Ci non impediva al padrone di tenerle gli occhi
addosso, forse con la promessa di altri trenta
giorni di lavoro. La giornata di otto ore si
prolungava fino a diventare di dodici (e le
sigarette diventavano sei). Nessuno la
costringeva, a eccezione di un marito in crisi per
depressione cronica, un affitto pi alto del salario,
le matite colorate promesse al figlio e lacquisire
meriti professionali evitando di passare per le
mani del padrone. La cosa pi complicata di tutte
era eliminare lodore di pesce una volta tornata a
casa.
Me lo raccont nel 2006 alla Fiera del libro di
Madrid. Aveva comprato il mio ultimo libro e
voleva che le facessi una dedica: A Desir, con
affetto. Mi domand, tra il timido e lo

speranzoso, che cosa poteva fare per suscitare il


desiderio che, ormai da molto tempo, il suo
compagno non provava pi per lei. Le diedi una
risposta standard, di quelle che non servono a
niente, ma che suonano abbastanza bene.
In quel momento, la coda di gente che
aspettava di salutarmi davanti allo stand era
piuttosto lunga.
La dignit comincia ad associarsi al sesso
quando si sacralizzano i genitali, quando i genitali
di una persona diventano propriet della
comunit (religiosa, sociale o politica) e il loro
uso regolato dalle sue leggi. Credo che
allorigine di questo processo di identificazione
genitali/dignit tramite consacrazione ci sia la
figura della Vergine Maria. Sulla genesi del mito
della verginit di Maria istruttivo leggere autori
come Arnheim, che attribuiscono il fenomeno
di Maria a una cattiva e intenzionale traduzione
dallebraico al greco (la lingua parlata da tutti gli
esegeti della figura messianica). Nel Medioevo,
lamor cortese, con il suo casto significato di

amour de loin (lamore per lidea di donna,


lamore disincarnato), e la nascita del culto
mariano (la Vergine Maria prima di allora era
stata una figura devozionale nellimmaginario
cristiano: solo nel Basso Medioevo si cominciano
a consacrarle chiese e cattedrali e la sua
immagine inizia a diffondersi) sancirono lobbligo
della virt genitale. In quegli organi delle donne
che chiamiamo genitali sembra che abbia sede
la dignit, come una sorta di ospite inopportuno,
che non si decide a togliere il disturbo.
Qualche settimana dopo fui contenta di ricevere
una sua mail. Un indirizzo di posta elettronica che
figurava nel risvolto di copertina del mio libro
facilit il contatto. Mi raccont che non le avevano
rinnovato il contratto nellazienda per cui lavorava,
ma che, in soli dieci giorni, la Ett laveva assunta
a impacchettare orsacchiotti di peluche in un
magazzino. Non cera nessuna recriminazione
nelle sue parole.
Non raro incontrare ignoranti che mi
infastidiscono con la loro amarezza e il loro

rancore, solo perch sono capaci di immaginare


un avvenire migliore. Persone che incolpano altre
del fatto che le favole non si realizzano, e che,
con tanta acredine verso la vita e verso chi la
abita, non sono in grado di concepire per s
alcuna responsabilit. Persone che a volte mi
pongono al centro dei propri desideri onirici e
che, al momento di tornare con i piedi per terra,
quando si sentono dire, per esempio, scusa, ma
non mi va di venire a bere qualcosa con te,
riaffermano la loro essenza di odio e ignoranza,
accusando chiunque - il lattaio, Tipe, Valrie
Tasso - di non rispondere con generosit alle loro
attese. Com possibile che mi ignori, con tutto
quello che sono disposto a fare per te?
Ma questo non era il caso di Desir. Per lei, io
ero quasi una finzione cinematografica, chele
permetteva di evadere, anche solo per il tempo di
una riga, da una realt che ti stritola come
uninfame garrota. Concludeva ringraziandomi
per averle dato retta a Madrid. E per essere stata
gentile con lei.

La dignit una rettitudine individuale che


consiste nel difendere il proprio codice di valori,
per quanto strana, difficile o assurda sia la vita.
La dignit non ha luogo, n collettivo n plurale.
Non esistono genitali che preservino la dignit,
non esiste una dignit femminile e non
esistono dignit adattabili alle circostanze,
anche se, come in tutto ci che costituisce noi
esseri umani, esiste unevoluzione nella scala di
valori che ne alla base.
Da ragazza lessi che, se alcune persone
intelligenti hanno dignit, agli idioti non manca
mai. E molte volte chi pontifica in tema di morale
fa parte di questi ultimi. Indegno il politico
corrotto che con la scusa del bene comune bada
soltanto al proprio; indegno il moralista che,
mentre mortifica la carne degli altri, si avvicina ai
bambini per plagiarli; indegno colui che,
sdraiato sulla sua chaise longue e badando a che
il t non si raffreddi, giustifica, perch dignitoso,
lo stare dodici ore al giorno piegati sulle
ginocchia in una catena di montaggio a stringere

viti; delinquente chi, per vantaggio personale,


costringe un altro a fare unattivit contraria al suo
codice di valori e ignorante il progressista che,
come un buon fascista, crede che per
salvaguardare una dignit di genere sia
necessario annullare la capacit individuale di
decidere che cosa degno per una persona e
che cosa non lo .
Gli orsacchiotti di peluche durarono 23 giorni e
lazienda di lavoro interinale impieg due mesi a
cercarle un nuovo impiego.
La prostituzione unattivit professionale che
consiste nelloffrire un servizio di carattere
sessuale in cambio di una retribuzione
economica. Spesso, ci implica un contatto
genitale, ma la prostituzione non si esaurisce in
esso. Pu essere esercitata in maniera libera e
volontaria (anche se i meccanismi morali,
giuridici e fiscali della nostra comunit non lo
contemplano) e, proprio per il contesto morale in
cui inserita, pu essere indotta o forzata, ma
neppure questo definisce tale attivit.

Nella prostituzione si stabilisce un contratto nel


quale una persona con determinate qualit offre,
per un periodo concordato, un talento di
carattere amatorio in cambio di una
controprestazione economica pattuita. Rispetto
alla stragrande maggioranza delle attivit
professionali - agente di Borsa, muratore, guida
turistica, calciatore - lunica cosa che la distingue
non sono certe specifiche relazioni di dominio o
sottomissione tra cliente e persona ingaggiata,
n gli orari o le retribuzioni variabili, ma
esclusivamente loccasionale uso dellanatomia
del prestatore dopera.
Tre giorni prima di scrivere queste righe,
ricevetti unultima e-mail di Desir. Il suo
compagno aveva trovato un lavoro temporaneo
come sguattero in un ristorante della zona.
Sperava cos di poter risanare alcuni debiti e che,
cosa ancor pi importante, il suo compagno
potesse recuperare la passione perduta. Inoltre,
da circa due mesi, montava tergicristalli in una
catena di montaggio e le avevano promesso che
al terzo mese lavrebbero assunta a tempo

indeterminato. Sprizzava ottimismo, anche se


temeva per il suo indice di produttivit; nel tempo
che impiegava a montare due tergicristalli, alcuni
compagni di lavoro riuscivano a montarne tre. Il
suo secondo mese scadeva quella settimana e
ancora non le avevano detto niente. Il marted
successivo le avrebbero fatto sapere qualcosa.
Drieu de la Rochelle fu un intellettuale francese,
fascista e collaborazionista durante
loccupazione. Mor al secondo tentativo di
suicidio. Nel suo romanzo Luomo a cavallo
scrisse: Ho trovato la dignit degli uomini
soltanto nelle loro passioni.
Desir una donna che lotta e che, come molte
altre persone, esemplifica, ben al di l dei
discorsi scritti, che cos e che cosa implica la
dignit. una donna che affronta con rettitudine e
coraggio le difficolt della vita, oltre a sopportare
persone uscite da Yale che, nelle loro cene di ex
allievi figli di papa, dicono che la fortuna non
esiste, che bisogna saperle costruire, le
occasioni, e che chi non lo fa un incapace o un

fannullone.
E la Vergine Maria la Vergine Maria.

Chi si prostituisce vende il proprio corpo


Un caff e una fetta di torta di mele, per
favore disse con tono risoluto.
Scusi Signor Munoz, ma questo un negozio
di ottica
Cazzo, allora ha ragione mia moglie. Be,
allora dammi un paio di occhiali afferm con la
stessa sicurezza.
Dialogo svoltosi in un piccolo negozio di ottica
di una citt catalana
Chi crede che qualcuno possa vendere il proprio
corpo perch sarebbe disposto a comprarlo.
Non vedo altra spiegazione.
Sulla collina di Anfa esisteva una casetta

imbiancata a calce mi disse mentre mi


accarezzava delicatamente il petto con le dita.
Rachid lavorava allHotel Le Royal Mansour, dove
mi ero stabilita con Hassan. Stare con unospite
occidentale in quella piccola stanza di casa sua
avrebbe significato il licenziamento, e soffiare
la compagna di Hassan sarebbe costato
piuttosto caro. Ma Rachid decise di rischiare lo
stesso.
I marinai portoghesi la chiamavano Casa
Bianca. Da qui prende il nome la mia citt,
Casablanca. Una voce proveniente dal minareto
interruppe landirivieni delle nostre mani. Senza
esitare un attimo, si stacc da me, si inginocchi
su un piccolo tappeto e, voltandomi le spalle,
recit versetti del Corano.
Il giorno seguente si offr di accompagnarmi al
mercato centrale.
Nel periodo in cui esercitai la prostituzione,
incappai in clienti di ogni tipo. Stupidi ce ne
furono molti, devo confessarlo, ma nemmeno il
pi idiota di tutti credette, anche solo per un

momento, che nella retribuzione per i servizi che


gli avrei prestato fosse implicito lacquisto del
mio corpo. probabile che, tra quelli che
celebrano la propria unione con il sacramento del
matrimonio, ci sia chi, davvero stupido, reputi la
cosa poco chiara. Nel contratto matrimoniale,
perfettamente regolato e approvato dal nostro
ordine morale, forse bisognerebbe includere una
formula, civile o religiosa, nella quale figurasse
esplicitamente tale clausola compromissoria.
Gli arabi lo chiamano suq. Quello di
Casablanca non uno dei mercati pi
spettacolari del Marocco, almeno secondo me;
qualsiasi mercato arabo, per, merita una
passeggiata, compreso quello di Casablanca.
Lofferta variopinta, dalle aragoste dellAtlantico
che si dibattono per tornare alloceano, ai fiori dai
nomi esotici che, per quanto Rachid si fosse
sforzato di ripetermeli, non riuscii mai a
memorizzare. Non comprai niente, ma se avessi
potuto portare a casa qualcosa sarebbe stato
lodore intenso, diffuso e intriso di cultura di quel
mercato. Permisi a Rachid di ascoltare le mie

divagazioni.
Ci sono cose nei mercati che sono il mercato,
ma non si comprano mi disse nel suo francese
stravagante quel ragazzo dellalbergo che
interrompeva le nostre carezze ogni volta che il
muezzin chiamava alla preghiera.
Nella prostituzione il corpo non si vende, si usa.
Nessuno dubita di questa owiet se applicata a
qualsiasi altro tipo di professione, il cui strumento
di lavoro sia il proprio corpo (attore, calciatore,
modello). Inoltre, far credere che nella
prostituzione si vendano corpi, oltre a essere
assurdo, ha una componente di indiscutibile
rischio: il rischio che qualcuno possa crederci.
A scuola mi insegnarono che la sineddoche
quella figura retorica che consiste nel nominare la
parte per indicare il tutto. Se il corpo la parte di
un tutto chiamato prostituta, ci che si vende non
soltanto il corpo della prostituta, ma la prostituta
stessa. In realt, la prostituta non si compra, si
ingaggia.

Se nel discorso sociale si lascia intendere che i


corpi (o le anime o le madri) sono materiale
commerciabile, si mette a serio rischio loggetto
della transazione (i corpi, le anime o le madri),
non perch la vendita possa essere realizzata,
ma perch qualcuno possa credere di aver
comprato qualcosa che non si pu comprare.
Diamo titoli di propriet e libera disposizione
perch colui che ha la possibilit di credersi
acquirente faccia ci che vuole dellelemento
comprato.
Rachid vedeva passare dallingresso il gruppo
di danzatrici che rendevano piacevoli a me e a
Hassan alcune serate. Hassan era un uomo
potente, che poteva permettersi di comprare le
prestazioni erotiche di queste ragazze, le cui
attivit risvegliavano immancabilmente la sua
libido. Arrivavano, ancheggiavano con grande
abilit, scoprivano le loro grazie al suono di una
musica diffusa dallhi-fi della suite, riscuotevano il
dovuto e se ne andavano. Poi, Hassan e io,
rimasti soli, completavamo il numero.

una vecchia strategia di dominazione quella


di creare un problema per presentarsi poi come
gli unici in grado di risolverlo. Si crea il peccato e,
nello stesso tempo, si inventa il professionista
che lo espia.
Lo slogan chi si prostituisce vende il proprio
corpo non si sente dire soltanto dai pulpiti, ma
anche nelle aule di tribunale. Largomento
racchiuso nellenunciato parrebbe pi civile che
ecclesiastico. Pi politico che religioso. Se si
tiene conto della massima Date a Cesare quel
che di Cesare e a Dio quel che di Dio
sembra che il corpo delle prostitute sia stato
assegnato alla parte di Cesare.
La cosa curiosa che questa massima ricorre
anche sulla bocca di chi siede, o almeno sedeva,
alla sinistra dellAssemblea costituente. O fra i
banchi di quelle femministe progressiste di
nobili origini che, se un tempo si battevano per
avere pi diritti, ora sembrano farlo per limitarli (il
diritto alla libert individuale, per dirne uno).
Perch quando si dice chi si prostituisce vende

il proprio corpo allo scopo di proibire o abolire


la prostituzione, quello di cui si sta parlando non
la prostituzione, ma la libert individuale: libert
di non essere pi costretta da nessuno a
esercitare la prostituzione, di esercitarla per
libera scelta.
Chi mi conosce lo sa: non ho mai voluto fare
proselitismo. Nessuno, n in pubblico n in
privato, mi ha mai sentito parlare in favore
dellesercizio della prostituzione nel contesto
morale e politico di oggi. Sono persino disposta
a sognare un mondo migliore, nel quale la
prostituzione non esista, a patto che ognuno
possa crescere come persona sessuata in
condizioni di vantaggio per tutti, un mondo privo
di oscurantismi, senza danni n condanne. Ma
questo mondo, con grande umilt, dovrebbe
prima passare attraverso il rispetto profondo
delle libert individuali, perch Cesare ci
restituisca ci che nostro, e che gestisce come
fosse suo, e non badando a quelle persone che
chiedono un caff in un negozio di ottica senza
sapere che stanno facendo una battuta.

necessario legalizzare, proibire o abolire la


prostituzione
Gli di hanno fatto soltanto due cose perfette: la
donna e la rosa.
SOLONE
Solone, uno dei leggendari sette savi della
Grecia antica, nacque ad Atene nel 638 a. C.
Uno dei suoi meriti fu quello di dotare Atene di
una Costituzione, unica nel mondo ellenico, che
limit il potere politico dellaristocrazia. Laltro fu
quello di fondare i dicteriones, case di tolleranza
(allora note come postriboli) gestite dallo Stato.
Solone, oltre a essere probabilmente il primo
democratico, fu il primo amministratore di un
bordello pubblico.
Sappiamo che nella Grecia antica la donna non
era molto considerata. I suoi diritti civili erano
pochi e le sue responsabilit pubbliche
inesistenti. Soltanto una categoria di donne

aveva accesso a un patrimonio considerevole,


amministrabile senza la supervisione di un
maschio. Grazie alle loro doti diplomatiche,
queste donne potevano acquisire una certa
influenza politica e sociale. Erano le he-tairas, il
livello pi alto delle cortigiane che prestavano la
loro opera nelle citt-stato greche. Prostitute
libere, con uno spazio privato in cui poter
esercitare, erano al vertice di una scala
sociale di meretrici, al di sopra delle donne
libere, che lavoravano in strada, e delle donne
schiave o vendute, le fornai. Con queste ultime
Solone fond i lupanari pubblici.
Soltanto una delle citt-stato greche si vantava
di non aver alcuna prostituta allinterno dei suoi
domini. Era la militarista Sparta. Fu anche lunica
a non adottare il sistema democratico (anche se,
in qualche momento della sua storia, ebbe
unassemblea popolare del tutto formale), lunica
di cui non sono stati tramandati resti artistici, e in
cui i bambini nati deboli venivano gettati dalle
rupi, lunica che fece della donna una madre che
mette al mondo figli per lo Stato, e che fece

dellamore un impegno eugenetico. Lunica che


adott come motto: Torna con lo scudo o sopra
lo scudo.
La Storia propone modelli che si ripresentano nel
futuro.
Legalizzare significa accettare con riserva.
Regolarizzare legalmente unattivit. Farne un
atto comune, conferirle il carattere di ci che si
pu fare, sempre che, nel suo funzionamento,
rispetti il contesto giuridico che ne sancisce la
legalizzazione. Quando si legalizza unattivit fino
a quel momento condannata, la condizione di
legalit ne consente la depenalizzazione.
Proibire impedire. Rendere impossibile luso
e penalizzare tramite regole qualsiasi livello di
esecuzione di ci che viene proibito.
Abolire eliminare, scacciare dal contesto
legale. Si pu abolire il precetto, lattivit o la
legge caduta in disuso, ci che ancora in
attivit deve essere proibito in attesa che la
repressione punitiva faccia s che cada in disuso.

Si pu abolire la legge che obbligava le dame a


incipriarsi il viso con polvere di madreperla prima
di scendere in strada, perch ormai nessuno si
incipria con polvere di madreperla, ma non si pu
abolire lurinare in luogo pubblico, perch, in
questo caso ipotetico, bisognerebbe rimuovere
gli orinatoi pubblici e proibire (non abolire) di
urinare in luoghi pubblici, punendo i trasgressori
che pisciano contro gli alberi.
Il programma proseguiva senza inconvenienti.
Mi avevano invitato perch esprimessi la mia
opinione sulla prostituzione. Il presentatore, un
bullette molto popolare sui media, mi ascoltava
a occhi spalancati, il rinfresco era stato
abbondante, mi avevano dato un camerino tutto
mio, un trucco adeguato impediva che la mia
pelle brillasse pi di me, e le domande erano
sufficientemente stupide da non preoccuparmi.
Legalizzazione, proibizione o abolizione, sono
atti sociali, determinati dallinsieme della
cittadinanza per linsieme della cittadinanza.
Nessuno legalizza, proibisce o abolisce

unattivit propria. I tre atti implicano una


valutazione morale del soggetto che deve essere
legalizzato, proibito o abolito. La legalizzazione
presuppone tolleranza, la proibizione rifiuto e
labolizione sterminio. Le tre posizioni sono
messe in atto da tre soggetti differenti:
legalizzare spetta ai giuristi, proibire rinvia ai
poliziotti e abolire ai moralisti.
Abolire senza dubbio il pi morale dei tre
termini. Oltre a proibire luso, comporta la
condanna morale della coscienza; oltre a
penalizzare, lazione persegue la pulizia di
qualsiasi traccia che dellattivit proibita resta
nella coscienza. La logica dellabolizione la
strategia della terra bruciata, della pulizia etnica,
per trasformare ci che si abolito in qualcosa di
inimmaginabile. Un proverbio ebraico dice che
quando vengono offerte due scelte si deve
cercarne sempre per una terza. Io dico che,
quando te ne danno tre, bisogna cercarne
sempre una quarta.
La vera rivoluzione nellaccettare e capire la

prostituzione passa attraverso la riabilitazione


etica della prostituta. Non serve a niente rendere
pubblica la donna pubblica, regolandone lattivit
legalmente, se non si ricostituisce la sua
immagine morale. Invece di dire: Questa una
puttana, si dir: Questa una puttana che
paga le tasse. Misera ricompensa per una
puttana che continua a essere considerata
puttana!
Certi presentatori televisivi sono come certi
psicanalisti. Quando concludi una frase, la
ripetono sotto forma di domanda o di
affermazione.
Ho sognato una palude asciutta nella quale
bevono centinaia di
sottufficiali calvi.
Centinaia di sottufficiali calvi? ripetono.
S, prussiani.
Certo, prussiani concludono.

Lui era uno di questi. Alla fine dellintervista


elogi come pot la mia difesa della libert
individuale, unico valore da perseguire da parte
di chi si presenta come esercito della salvezza
per i diritti della donna. Plaud al concetto di
dignit in quanto difesa dei valori di ognuno e non
delluso dei genitali, annuiva mentre cercavo di
spiegare che la prostituzione una professione e
non una condizione di vita, e concord con me
sulla necessit di riscattare limmagine morale
della prostituta, evitando di considerarla diversa
o di stigmatizzarla, additandola in strada. Certo,
bisogna riscattare limmagine morale della
prostituta.
Fu in quel momento che, ormai rilassata, mi vidi
per la prima volta nel monitor centrale. Sotto il
mio volto sorridente e non troppo lucido, lessi la
scritta che mi aveva accompagnato per tutta
lintervista: Valrie Tasso: ex prostituda.
Mi sembr che sintetizzasse perfettamente ci
che avevo detto e contraddicesse in toto le
affermazioni dellintervistatore riguardo a ci che

bisognava evitare. Feci un cenno nella sua


direzione: Scusa, ex prostituta si scrive con la
t e non con la d Puoi cominciare a
riscattarmi da qui.
Subito dopo mormorai uno stronzo; ignoro se
lui o il regista (stronzo pure lui) lo udirono, ma al
tecnico del suono devono fischiare ancora le
orecchie.
Il mio commento finale fu tagliato dalla
registrazione, e la scritta fu corretta.
Le (sono sempre le) abolizioniste, che
pretendono di abolire la prostituzione e mandare
le puttane a lavare pavimenti in nome della libert
e delluguaglianza di genere, hanno un
argomento ricorrente: la schiavit.
E il ritornello di una canzonetta fatta di
statistiche e ancora statistiche (probabilmente
tratte da LOsservatore Romano), che riflettono
alla perfezione solo ed esclusivamente se stesse.
Esiste una prostituzione forzata, nella quale le

donne, e in misura minore gli uomini, sono


costrette a esercitare questa attivit contro la loro
volont. Questo reato di disumanit pu
generarsi sotto la tutela della proibizione, della
condanna allillegalit. In un contesto
regolarizzato, i mafiosi scompaiono o diventano
imprenditori, i lavoratori usufruiscono di contratti
che regolano i loro orari, i loro obblighi e le loro
retribuzioni, la domanda si canalizza verso quei
prestatori dopera che offrono garanzie di
professionalit; inoltre si ha il diritto di dimettersi
quando si vuole, senza continuare a essere per
tutta la vita ex prestatori di questo servizio.
Solo ci che chiuso imputridisce, solo ci che
non ci interessa viene emarginato, e solo chi non
ha protezione dorme sotto i ponti. Labbandono
che creano i criminali viene raccolto dagli
sfruttatori. Lo sanno tutti, a eccezione forse di
quelli che non si preoccupano della donna, ma
della pubblica morale.
Il traffico di donne e lo sfruttamento non
definiscono lattivit della prostituzione: sono le

sue acque putride, nate esclusivamente da un


pessimo sistema di fognature. Cos come la
schiavit e lo sfruttamento dei lavoratori in
fabbriche dislocate allestero non definisce i
settori in cui operano le multinazionali che
commettono simili ignominie. Nessuno, neppure
gli abolizionisti, propone di abolire i settori
dellarredamento, delle calzature o
dellabbigliamento.
La rogna non si cura sopprimendo il cane, e
quando questo che si pretende vuol dire che
ci che si detesta non la rogna, ma i cani.
Abolire la prostituzione non significa farla finita
con uneventuale schiavit: significa farla finita
con le prostitute.
Non si pu abolire la stregoneria, si possono
soltanto bruciare le streghe. Anche questo
risaputo da tutti, a cominciare dagli abolizionisti
che, nel migliore dei casi, tra streghe e puttane,
temono la concorrenza.
Lo spartano Licurgo mor allincirca quando
nacque Solone. A lui si devono i princpi

fondamentali del regime statalista spartano:


leliminazione degli interessi e delle emozioni
private a favore degli interessi statali,
lorganizzazione militarizzata della societ, e la
castit come imposizione di Stato.
Mentre scrivo queste righe, al cinema si sta
proiettando 300 di Zack Snyder, il film che
racconta, come il fumetto da cui tratto - perch i
bambini si abituino ai tormentoni -, le gesta
epiche della battaglia delle Termopili.
La rinascita di Sparta in nome della libert e della
democrazia.
Racconta una barzelletta:
Che cos la democrazia?
Fare quello che desideri senza dar fastidio agli
altri.
E se non desideri fare niente?
Allora, cazzo, ti obbligheranno!

A volte si raccontano barzellette che solo la


marmaglia capisce e che alle puttane e alle
persone libere piacciono assai poco.

Le fantasie sessuali possono realizzarsi


[] n ad Alice sembr poi molto straordinario
sentire il Coniglio dire a se stesso: Oh cielo! oh
cielo! Arriver troppo tardi! []; quando per il
Coniglio tir fuori un orologio dal taschino del
panciotto, lo guard, e poi si mise a correre
ancora pi in fretta, Alice balz in piedi, poich le
balen in mente che non aveva mai visto prima
un coniglio con un taschino nel panciotto e per di
pi con un orologio dentro [].
LEWIS CARROLL, Alice nel paese delle
meraviglie
Quando ci chiediamo: Che cosa mi piace
fare?, risponde il desiderio. Quando ci
chiediamo: Che cosa sono capace di
immaginare?, risponde la fantasia. La fantasia
sta al desiderio come il vestito sta a come mi
vesto.
Facciamo un esempio.

Sono le due del mattino e devo alzarmi di


buonora per andare a lavorare. Voglio
addormentarmi, ma la musica a tutto volume del
mio vicino di casa me lo impedisce. Il mio
desiderio che il mio vicino abbassi il volume
dello stereo.
Con la fantasia posso invece immaginare me
stessa mentre butto gi dal balcone il mio vicino
(dopo avergli infilato lo stereo nel culo, insieme ai
dischi di Shakira).
Pi probabilmente, mi limiterei a bussare alla
sua porta, chiedendogli di tener bassa la musica.
Se, nel momento in cui mi appresto a bussare
alla porta un giornalista ottuso mi chiedesse:
Che fantasia le piacerebbe realizzare?, dovrei
rispondergli nessuna, perch ci che mi
piacerebbe realizzare il desiderio che il mio
vicino faccia meno rumore e, immediatamente,
fantasticherei di mettergli il microfono dove
allaltro avevo infilato i dischi. In realt, ci che
farei sarebbe spiegargli cortesemente che le
fantasie non sono realizzabili, proprio perch

sono fantasie, e non desideri.


Le fantasie e i desideri sessuali sono
rappresentazioni di carattere narrativo, che si
generano grazie alla nostra capacit
immaginativa. Entrambi fanno parte della
condizione di esseri sessuati; sono la
grammatica del sesso, la sua lingua, mentre
linterazione sessuale ne la messa in scena.
Cos come Aspettando Godot lopera, mentre
lo spettacolo che inizia alle dieci al Teatro
Nacional soltanto la messa in scena del
dramma di Beckett.
Il desiderio sessuale esplora limmaginario
erotico per rendere possibile la realizzazione del
sesso. Esamina il nostro codice di valori e
decide, per suo tramite, che possibile mettere
in pratica ci che si desiderato. La fantasia
sessuale, tuttavia, ci indica fin dove possiamo
arrivare, quali sono i nostri limiti. il
mappamondo del nostro immaginario e nel suo
lavoro di redazione non dipende da alcun codice
morale, per cui cerca a piene mani nella madia

delle paure e, quando vuole, risveglia i fantasmi,


gli attori della fantasia. La fantasia sa che pu
permetterselo, perch la sua opera non sar mai
rappresentata. Il desiderio erotico eccita, mentre
la fantasia erotica propone che ci eccitiamo. Il
desiderio sessuale realizzabile allorch le
condizioni della nostra vita lo permettono. Ha la
nostra approvazione morale. La fantasia
sessuale non mai realizzabile, se dipende da
noi, e molte volte non neppure confessabile.
Per realizzare una fantasia, questa deve prima
trasformarsi in desiderio e pertanto non sarebbe
pi una fantasia.
La fantasia la visione del paesaggio, il
desiderio linquadratura della foto che vogliamo
scattare.
La spia rossa dello studio si accese. Respirai e
cominciai a leggere:
La nostra immaginazione galoppava se
immaginavamo di adagiare Marcella con le
gonne alzate, ma senza togliersi nulla di dosso, in
una vasca mezza piena di uova sulle quali

pisciava, schiacciandole contemporaneamente.


Continuai a leggere il brano tratto dalla Storia
dellocchio di Georges Bataille. Quando terminai
la lettura, il tango segn linizio del programma.
Carlos mi salut e mi present agli ascoltatori,
annunciando largomento che avrei affrontato: le
fantasie erotiche e il desiderio.
Per questo avevo letto quellimmensa fantasia
di Bataille che Storia dellocchio. Erano le
quattro del mattino e stavamo trasmettendo in
diretta dalle stazioni di Radio Nacional de
Espana.
La fantasia sessuale e il desiderio erotico sono
strettamente personali, perch soltanto lio
desiderante a scriverli, basandosi su un tempo,
una situazione e un codice etico. Ogni fantasia e
ogni desiderio che si formula ha perci un tempo
e una situazione propri e intrasferibili. Che la
fantasticheria sia una fantasia o un desiderio
dipende dal codice morale di chi fantastica.
Ci che per una persona pu essere una fantasia
in un determinato momento della sua esistenza,

pu trasformarsi poi in desiderio.


Fare la prostituta e diventare un oggetto di
desiderio per il piacere di altri, anonimi e
diversi, una fantasia ricorrente in molte donne,
ma in genere si ferma qui, perch i sistemi di
valori della maggior parte delle donne non
permettono di trasformare queste fantasie in
desiderio.
Nel mio caso, compiuti i trentanni, esercitare la
prostituzione fu un desiderio che la situazione
personale che vivevo in quel momento contribu a
realizzare. Quando avevo undici anni, il sesso
orale, per me, era una fantasia erotica. Quando
ne compii 16, era gi un desiderio. La fantasia di
immaginare i miei genitori che si accoppiavano
era una fantasia da bambina e continua a
esserlo da adulta. Mai, n prima n adesso, ho
desiderato vedere i rapporti sessuali dei miei
genitori, anche se lho fantasticato.
Il giorno dopo la messa in onda, si verificarono
numerose reazioni alla mia lettura e alle opinioni
da me espresse. Una di queste fu

particolarmente violenta. Un ascoltatore abituale


del programma, che telefonava un giorno s e
laltro pure, manifest la sua ripugnanza per quel
mostro corruttore che ero. Si indign per il fatto
che qualcuno che aveva facilit a esprimersi
potesse pronunciare, con la lettura del testo di
Bataille, parole come verga, ano o
capezzolo (lelenco dei sostantivi fu molto pi
lungo: ne dedussi che o leccitazione
dellascoltatore risentito lo aveva indotto a
prendere appunti, oppure conosceva il testo a
memoria). Accus anche il conduttore del
programma di pederastia, perch aveva
proposto a un altro ascoltatore giovane, che
esprimeva dubbi sul proprio desiderio, di
ascoltare la mia rubrica. E domand che
ritrattassi pubblicamente la mostruosa offesa ai
buoni costumi che avevo proferito.
Carlos, a quanto mi dissero, sopport il rimbrotto
come pot. I bravi presentatori come lui sono
sufficientemente educati per non raccomandare
luso erotico dei clisteri agli ascoltatori che
telefonano, per quanto stitici possano essere

costoro.
La settimana dopo, quando mi fu data la
possibilit di rispondere allascoltatore, declinai
linvito. impossibile corrompere un corrotto e
non si pu togliere la paura a un pauroso.
Dovevano essere molti anni che lascoltatore
reprimeva le sue fantasie e, in fondo, credo che
io facessi parte di una di queste.
Si pu pensare che confondere desiderio con
fantasia sia un equivoco innocente. Ma io credo
di no. Se non siamo capaci di comprendere la
differenza tra ci che siamo in grado di
immaginare e ci che vogliamo fare, perch a
qualcuno interessa che confondiamo luna con
laltra cosa e gli interessa molto. Se i nostri
meccanismi di controllo sociale ci colpevolizzano
per quello che fantastichiamo e ci fanno credere
che ci che fantastichiamo ci che
desideriamo, e che, potendo, metteremmo in
pratica, avremo paura di noi stessi e gli altri ci
potranno manovrare e controllare con molta pi
facilit. Avremo bisogno di dosi massicce di

ipocrisia perch il mostro delle nostre fantasie


non simpadronisca di noi, e lipocrisia, come la
paura, non mai stata grande amante della
conoscenza. Ma fantasticare di uccidere il mio
vicino non fa di me un assassino. Ci che
fantastichiamo non ci trasforma in ci che
fantastichiamo.
Se qualcuno ha ancora qualche dubbio, Carroll
non desiderava vedere un coniglio parlante con
panciotto e cipollone nel taschino. N era un
pazzo che vedeva sorrisi che avevano perso il
loro gatto. Ed pi che probabile che
desiderasse soltanto che la bambina Alice
Liddell ascoltasse il suo racconto, anche se,
forse, si era fatto qualche fantasia su di lei.

Gli afrodisiaci esistono


Qui, presto, vieni, o glorioso Odisseo, grande
vanto degli Achei, ferma la nave, la nostra voce a
sentire.
Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave
nera, se prima non sente, suono di miele, dal
labbro nostro la voce; poi pieno di gioia riparte, e
conoscendo pi cose.
OMERO, Odissea, canto XII, w. 184-188
Raccontano che Lucrezio scrisse il De rerum
natura nei pochi momenti di lucidit che gli
lasciava un filtro damore. Terminato il poema, e
probabilmente in un altro momento di lucidit, si
tolse la vita. Doveva essere il primo secolo della
nostra era, e della sua vita non si sa molto di pi.
Queste notizie su Lucrezio le dobbiamo
fondamentalmente alleremita cristiano Girolamo,
padre della Chiesa, grande latinista e autore
della Vulgata (la traduzione in latino della Bibbia).

probabile che i particolari sulla vita del poeta


latino, della quale solo il devoto Girolamo ebbe
notizie, gli fossero stati rivelati tra i miraggi del
deserto. Come questo trattato poetico del sapere
epicureo e della fisica materialista di Democrito
sopravvisse fino al Medioevo un mistero.
Si racconta che anche Catullo e il poeta
elegiaco Properzio morirono per aver ingerito
filtri damore.
Bevvi il t lentamente.
Le turbolenze mi disturbavano. Stavo tornando
da Madrid, dopo la mia ultima apparizione
televisiva a un programma di una rete nazionale.
Avevano interrotto la mia collaborazione perch,
come mi spieg bene il regista, la rubrica,
nonostante lelevata audience, aveva bisogno di
maggior spettacolarit e meno rigore. Premetti
il pulsante per chiamare la hostess e le chiesi di
portar via il t.
Lalchimia si occupata molto dei processi di
trasformazione delle materie vili in materie nobili,

della conversione da stati spirituali primitivi in


stati spirituali elevati, o della salute e longevit
dei corpi. In tutte queste tecniche svolgeva un
ruolo essenziale la polvere di una pietra rossa
nota con il nome di pietra filosofale. Gli
alchimisti la cercarono per secoli, ma non risulta
che siano mai riusciti a trovarla. La ricerca della
pietra filosofale fu lillusione che fece s che
lalchimia continuasse a esistere. Lapporto pi
significativo dellalchimia, come accadde per la
psicanalisi, fu il percorso e la letteratura cui diede
vita, pi che i risultati, che non arrivarono mai.
Chiusi gli occhi e cercai di tranquillizzarmi. Nella
stessa fila dove sedevo, quattro posti pi in l, un
uomo di mezzet sfogliava una rivista. Feci in
modo che il mio pensiero si concentrasse sul
rumore delle pagine. Ignoro quale meccanismo
inconscio provoc ci che segu, ma quel rumore
bast a mandare alle stelle la mia libido. Non
fantasticavo alcun rapporto sessuale, n mi
eccitava limmagine di quelluomo, cui non avevo
prestato la minima attenzione. Era solo quel
suono cadenzato, che mi fece girare come le

turbine dellaereo.
Implorai mentalmente che la rivista avesse mille
pagine. Ma a un certo punto si interruppe. Aprii
gli occhi e vidi il passeggero che metteva la
rivista nel portaoggetti del sedile anteriore. Esit
un istante, poi prese unaltra rivista e riprese a
sfogliare. Chiusi di nuovo gli occhi. Il mio ardore
recuper un impeto ancora maggiore di prima.
Gli afrodisiaci sono i frutti offerti da Afrodite.
Lunica cosa che esiste di loro la convinzione
che esistano. Anticamente si credeva che certe
sostanze miracolose, usate a volont, facessero
cedere le donne e dessero agli uomini la forza
per soddisfarle. Abbiamo sempre sognato il
pulsante, il punto, la sequenza. Abbiamo sempre
sognato un essere umano strutturato a nostro
piacimento, duttile, docile e sottomesso.
In questa ricerca ci si imbattuti, per esempio,
nel corno di rinoceronte o nelle ostriche: lunico
aspetto stimolante che mi viene in mente dato
dallassociazione visiva tra i genitali maschili e il
corno e tra quelli femminili e i bivalvi (il corno di

rinoceronte un impareggiabile produttore di


adrenalina: ma solo quando ci insegue insieme al
rinoceronte).
Nellera delle scoperte geografiche, si
attribuirono qualit stimolanti a molti cibi estranei
alla nostra cultura, e di cui ignoravamo perfino la
commestibilit. Lo zenzero o il cardamomo, la
vaniglia, il guaran, la cannella, la noce moscata,
il pepe o il cacao servirono, tra le altre cose, a
credere che se qualcuno non si eccitava per loro
tramite era perch laveva gi beccato il
rinoceronte.
La settimana dopo mi chiam Carla. Stai
guardando la tele? Le risposi di no. Accendila
allora
La ragazza era senzaltro molto pi bella di me.
Una figura florida, piena di curve e un vestito
succinto, molto attillato, che metteva in risalto un
dcollet nel quale avrebbero potuto perdersi in
parecchi. Seduta di sghembo su una sedia
stretta, dai cui lati debordavano le ampie natiche,
si sforzava di difendere le virt degli afrodisiaci.

Su un tavolino accanto a lei, cera una grande


tazza di cioccolata.
E oltre al cardamomo, per esempio, c anche
la cantaridina
Ho sempre pensato che leggere e assimilare
non la stessa cosa. E in televisione, se si tenta
di memorizzare qualcosa che qualcuno ha
scaricato da Internet perch un altro lo impari
prima di entrare sul set, normalmente finisce cos.
Nessuno, per, pens di correggerla.
La spiegazione fu chiara quando quella stessa
ragazzetta invit alcuni smarriti spettatori e, dopo
aver fatto bere loro un po di cioccolata, domand
se si erano eccitati. E quelli, soddisfatti e con
baffi di cacao, risposero allunisono: Siiii!,
molto!.
La cantaride o mosca spagnola (di cui
parlava gi Aristotele), insieme alloppio, fu la
stella delle case di tolleranza nel Settecento e
nellOttocento. A causa della polvere dellinsetto
(ottenuta con lessiccazione) o della cattiva

qualit dei cioccolatini in cui la mise (va a


sapere), Donatien Alphonse Francois de Sade
(pi noto come marchese de Sade) sub una
condanna a morte, che evit fuggendo
temporaneamente in Italia.
Anche la clinica di oggi - che ha smesso di
credere ai miracoli, ma non per spirito di
razionalit - ha le sue sostanze afrodisiache, la
maggior parte delle quali costituita da
vasodilatatori, alcuni per uso locale, che creano a
livello dei genitali, e con pi o meno successo,
una situazione di eccitamento.
Una signora che intende migliorare la propria vita
sessuale, su consiglio del sessuologo, mette una
pastiglia di Viagra nel caff del marito.
Quando sessuologo e signora si incontrano di
nuovo, lei gli racconta le terribili conseguenze di
quella trovata: Mi ha strappato i vestiti, ha fatto
volare i piatti, mi ha steso sul tavolo e ha fatto
lamore per due ore.
Il sessuologo, stupito per il disappunto della

donna, le chiede quale sia il problema. che


quelli del ristorante non sapevano come fare a
fermarlo
Barzellette come questa sono il riflesso del
convincimento popolare secondo il quale il citrato
di sildenafilo, il cui nome commerciale pi noto
Viagra, un magnifico afrodisiaco. Ma leffetto di
uneccitazione non leccitazione. E una buona
erezione, sulla quale il Viagra agisce con enorme
efficacia, non altro che questo: una buona
erezione.
Lultima novit ancora in fase di
sperimentazione sono i cerotti che secernono
ormoni (fondamentalmente estrogeni) per
aumentare il desiderio femminile.
Ubriachi di una cultura teleologica che guarda ai
fini pi che ai percorsi per raggiungerli e alla
quale piace di pi maneggiare che capire,
continueremo a cercare - fino a sbatterci il naso ci che permette di agire sul desiderio, come
abbiamo fatto con leterna giovinezza e con la
pietra filosofale.

probabile che laudience abbia avuto


unimpennata.
Non a tutti piacciono storie di pagine sfogliate
su un aereo, che accendono la libido di chi ne
ascolta il suono. La tv preferisce le sirene ai loro
canti.

Il kamasutra serve a imparare posizioni per il


coito
Il carro avanzava lentamente. Le ragazze
tentavano di reggersi con una mano alle sbarre
del rimorchio per non cadere. Con laltra tiravano
caramelle ai ragazzini che si trovavano sulla
piazzetta. Io aspettavo in auto che il veicolo
passasse. Contai dieci ragazze in costume da
bagno, alcune portavano collant e una guanti di
pelle. I loro sorrisi assomigliavano a smorfie
glaciali pi che a unespressione di allegria.
Il conducente, avvolto in una sciarpa, fumava un

piccolo sigaro, mentre un radioregistratore,


appeso su un lato del carro, faceva da colonna
sonora allevento.
Era febbraio.
E a nord di Girona il freddo di febbraio non
scherza.
Anche se a Rio de Janeiro febbraio il mese
pi caldo dellanno.
Giorno di Carnevale
Il trattato dei kama sutra non il kamasutra.
Kama un termine sanscrito che nellinduismo si
traduce con concupiscenza, desiderio
sessuale. Nel buddhismo, il suo significato si
riferisce a ci che deriva dal desiderare gli
elementi che soddisfano e rinvigoriscono i
sensi. Nellinduismo ha una connotazione
positiva, mentre nel buddhismo viene interpretato
come un ostacolo alla liberazione. Sutra
significa, in entrambe le culture, filo, e per
derivazione aforisma, riflessione,

massima. Perci, e in relazione alla sua


origine ind, il titolo si dovrebbe tradurre Gli
aforismi dellamore carnale, oppure, se
vogliamo mantenere la formula maschile
singolare, Il libro degli aforismi dellamore
carnale. Sembra una stupidaggine, ma, come
diceva Eugeni DOrs, ci che non tradizione
plagio. Allora, se in assenza di tradizione
vogliamo plagiare, almeno facciamolo il pi
correttamente possibile.
Nel suo processo di colonizzazione ed
evangelizzazione il cristianesimo ha fatto
proprie tutte le celebrazioni pagane. pi
semplice riciclare un costume, dandogli unaltra
finalit, che tentare di sopprimerlo (prima il
maschio si accoppiava sopra la femmina perch
questa era un animale privo di coscienza, che
era l per servirlo, ora il maschio si accoppia
sopra la femmina per provocarle un grande
piacere, stimolandole il punto G). Con il
Carnevale succede qualcosa di analogo. La festa
pagana della sregolatezza per eccellenza si
trasforma in festa cristiana che prepara la

Quaresima.
Non soltanto il cristianesimo a eliminare il
significato per tradurre o adattare a una cultura
ci che nato e ha senso in unaltra. A volte
proprio la nostra cultura commerciale,
consumistica e coitocentrica a farlo. Il modo in cui
ci hanno venduto i kama sutra un buon
esempio.
Scimpanz? E cos, sono uno scimpanz? le
domand Otto indignato.
Wanda fece un cenno affermativo.
Gli scimpanz per caso leggono Nietzsche?
domand ancora Otto. S, Otto, lo leggono, ma
non lo assimilano.
Osservai di sottecchi Arnau, per vedere se in
qualche modo si era riconosciuto nella scena del
film. Ma il suo sguardo continuava a essere
inchiodato al televisore e la sua faccia
impassibile.

Non era Nietzsche che leggeva, e neppure i


kama sutra; Arnau passava la giornata a leggere
Larte della guerra. Lo citava in continuazione;
mentre scopavamo, mentre mangiavamo, in
compagnia di amici se si rovesciava lo
zucchero, se il piatto era troppo caldo, se pioveva
e doveva prendere lombrello, qualsiasi scusa
era buona per citare il trattato di Sun Tzu.
Di solito succedeva che il suo commento non
aveva niente a che vedere con la situazione in cui
ci trovavamo, altre volte non ricordava la
massima e la pronunciava un po come poteva, e
molte volte non era Sun Tzu che citava, pur
essendone convinto: Un cavallo, il mio regno per
un cavallo! Come dice Larte della guerra disse
un giorno.
Di Vatsyayana sappiamo assai poco. Visse in
India tra il primo e il quarto secolo dellera
cristiana, il che equivale a dire, pi o meno, che
visse in un qualche periodo. Vatsyayana
compendi opere di autori precedenti, e confer
la forma definitiva ai kama sutra. Furono gli

inglesi a introdurli in Europa grazie a unedizione


pubblicata a Benares nel 1883.
I 36 capitoli che compongono il libro sono
organizzati in sette parti. Di tutte queste, soltanto
nella seconda parte, nel primo e sesto capitolo, si
parla esplicitamente di coito. Lo spazio che il
trattato dedica a questa pratica equivale, per
esempio, a quello dedicato, sempre nella
seconda parte, a come mordere lamata in
relazione al suo paese di provenienza, al modo in
cui si deve usare la frusta e ai gemiti da
emettere, a come si deve graffiare e ai segni che
si devono lasciare sulla pelle. Delle 170 pagine
del testo soltanto una quindicina dedicata al
coito; si tenga conto, inoltre, che di queste 15 una
decina consacrata a esaminare le
complementarit affettive e fisiche degli amanti. Il
resto delle parti costituisce una presentazione
riguardo la scelta della sposa, sulla propria
sposa, sulle spose degli altri, sulle cortigiane e
sulla seduzione.
Ritenere i kama sutra una spiegazione di

posizioni per realizzare il coito miserevole e


ridicolo come vedervi un trattato di Bdsm8 o un
compendio sullarte della prostituzione. come
se in India considerassero il Don Chisciotte un
trattato sul modo di abbattere i mulini a vento.
Ma qui, dove ci piace prendere fischi per fiaschi
e dove non siamo capaci di capire che cos
Yars amandi, abbiamo fatto del sesso una
tecnica con un fine e non una sapienza senza fini,
lo abbiamo trasformato in una specie di manuale
per imparare a ballare il twist. Come dice Larte
della guerra: il fine giustifica i mezzi
chioserebbe quello scemo di Arnau.
Qui, quando vogliamo copiare una tradizione
che non ci appartiene, in mancanza di unestate,
di un sambodromo e di una scuola di samba,
ci accontentiamo di guanti di pelle, di una
piazzetta e di un radioregistratore.

La dimensione importante o non importante

Quando si svegli, il dinosauro era ancora l.


AUGUSTO MONTERROSO, Il dinosauro
Se Monterroso fosse stato convinto che le
dimensioni sono importanti, non avrebbe scritto
questo racconto.
Ormai stanco del fatto che la sua opera fosse
giudicata in base alle dimensioni, quando un
giornalista gli fece notare, per lennesima volta,
che una frase come quella non poteva essere un
racconto, lui, furibondo, rispose: Ha
perfettamente ragione: non un racconto, un
romanzo!.
Facciamo del sesso la misurazione del sesso.
Misurare significa fornire una misura, e ci
rappresenta una parte importante della
moralit del sesso: ci che normale e ci
che anormale, supernormale o subnormale, ci
che va bene e ci che va male. Ogni volta che
misuriamo il sesso lo sminuiamo.
I dati sono ancor meno tolleranti dei giudizi di

valore. Quando qualcuno dice che gli piacciono


soltanto le persone belle o quelle intelligenti,
non sta immancabilmente escludendo qualcuno.
Bellezza e talento sono soggettivi e quindi
discutibili. Tuttavia, laffermazione che la media
nazionale del pene di dodici centimetri o che le
persone hanno una media di 1,8 rapporti sessuali
alla settimana impossibile da discutere,
perch la misura una logica binaria: o o
non . I metri non si interpretano e i calendari
neppure.
Ma allora, quanti amanti hai avuto nella tua
vita?
La domanda venne a conclusione di una delle
interviste pi stupide che mi siano mai state fatte.
Il giornalista era un personaggio del mondo del
gossip, senz altro merito che quello di essere un
ex di qualcuno parimenti privo di meriti.
Meno di quanto presumi e tre di pi di quelli
che credi risposi, con la speranza che quella
risposta ambigua ponesse fino allincontro.

Esit un attimo e concluse: Cio, tra i mille e i


millecinque-cento.
La Nona sinfonia di Beethoven dura tra i 65 e i
74 minuti, a seconda di chi la dirige. Questo dato
importante per chi sta facendo pip durante il
concerto, per chi vorrebbe commercializzare la
sinfonia in un solo cd, o per chi non vede lora di
ascoltare lInno alla gioia di Schiller, perch
almeno quello lo conosce. Per gli altri, il dato
del tutto insignificante per valutare levento.
Neppure la musica, che un bellissimo modo di
raccontare il tempo, si valuta in funzione della
dimensione. Una sinfonia non un minutaggio,
ma ci che si fa in un minutaggio.
Frequenza di orgasmi, numero di orgasmi,
lunghezza del pene, durata dellinterazione,
frequenza del rapporto, durata delleretismo,
numero di amanti Il sesso non si misura. Il
sesso si sperimenta, si costruisce, si compone,
si disegna e si racconta. La misura non spiega
niente del sesso, spiega soltanto gli interessi che
eventualmente hanno coloro che intendono fare di

qualcosa di incommensurabile una misura. Come


se a un trombonista della filarmonica di Berlino
interessasse sapere quanti tromboni ci sono
nella Nona, per sapere se domani lavorer.
Numero di coiti allanno per una produzione che
soddisfi la domanda di preservativi, durata
dellorgasmo per vendere libri della serie Fai
vedere chi sei e aumenta il tuo orgasmo una
buona volta, e numero di volte che ci
masturbiamo per poter dare del segaiolo a un
segaiolo. Questo tutto linteresse rappresentato
dalla misurazione del sesso.
Allinizio i sessuologi sono stati grandi misuratori,
per capire che cosa sia il fenomeno della
sessualit umana, in tempi in cui si ignorava
persino la misura dellombrello. Il loro impegno ad
analizzare, classificare e demistificare il fatto
sessuale umano era ed un impegno di
comprensione. Perch poi i matti e le matte del
sesso potessero scrivere articoli scaricati da
Internet o proponessero trattamenti per allungare
il pene per distrarre assai pi che per capire.

Luccello pi grande che abbia mai visto


apparteneva a un atleta africano. Fu durante una
prestazione sessuale, che richiese mentre si
trovava convalescente per una lesione a un
ginocchio, in un centro di riabilitazione di
Barcellona.
Quando chiam lagenzia, domand di una
ragazza che parlasse francese, perch cos,
anche se non era la sua lingua madre, potevano
capirsi. Lagenzia mi trasmise lincarico, per cui
fui io a incontrarmi con quelluomo dal fallo che
sembrava finto.
Dopo il rapporto, nel quale feci di tutto fuorch
godere, mi mostr le foto di sua moglie e dei suoi
cinque figli. Mentre simulavo interesse per le
immagini, non riuscivo a non pensare a quello
che doveva aver mandato gi quella povera
donna. Intanto la mia vagina vibrava come se ci
avessero introdotto mille batterie e un gruppo
elettrogeno. E cos rimase per quasi tre giorni;
per questo, quando telefon di nuovo in agenzia,
passai il cliente superdotato a Lisa, famosa per

apprezzare le grandi sfide.


Non siamo capaci di rapportarci a ci che non
si pu misurare, forse perch possiamo utilizzare
il concetto di infinito (mettendolo in
contrapposizione con il finito), ma non possiamo
concepirlo. Senza la misura, non possiamo
stabilire simmetrie, e il nostro stesso pensiero
misura pi che pensare. Senza misura, tutto ci
risulterebbe incomprensibile. Questo non
significa che un coefficiente di intelligenza (che
fornisce soltanto il dato relativo alla nostra abilit
nel risolvere il test che misura il coefficiente di
intelligenza) sia un punto di riferimento o spieghi
qualcosa di minimamente interessante della
nostra capacit di pensare o della nostra
genialit, come individui o come specie. E un
dato irrilevante. Miserabile sarebbe quellamore
che si lasciasse misurare dice Antonio a
Cleopatra, nella tragedia di Shakespeare.
Sappiamo chi era Shakespeare per quello che
fece con il suo pensiero, non per quale potesse
essere stato il suo coefficiente di intelligenza.

Nel discorso normativo sul sesso, abbiamo fatto


del sesso un coito, e del suo livello di
soddisfazione la misura di un pene. Intorno a
questo fatto si generata tutta una serie di
contrapposizioni tra chi postula che non ci sia
sesso migliore che quello praticato con uno
grande e chi crede che la misura di tale organo
sia ininfluente nella pratica della nostra
sessualit.
E curioso ci di cui si pu discutere nella
societ del superfluo. La dimensione del pene
pu non importare a qualcuno e la misura del
pene pu essere importante per un altro, ma
quello che certo che misurare il pene
irrilevante.
Mi trovai in una stanza dallalto soffitto e
ampissima. Le lunghe finestre gotiche erano cos
alte, sul nero pavimento di quercia, da divenir
assolutamente inaccessibili. E la debole luce
cremisi che traversava i vetri ingraticciati bastava
appena a lasciar distinguere gli oggetti principali;
gli occhi si sarebbero sforzati invano di

raggiungere i lontani angoli della stanza, o i


recessi della volta intagliata. Oscuri arazzi
ricoprivano le pareti; cera una profusione di
mobilio, antico, ingombrante, logoro e sparsi
ovunque libri e strumenti musicali che non
riuscivano ad animare la scena. Mi accorgevo di
respirare unaria di pena: unaria buia di
malinconia, profonda e irredimibile che
sovrastava e pervadeva tutto. (E.A. Poe, La
rovina della casa degli Usher)
Se Poe fosse stato convinto che la misura non
importava, non si sarebbe mai profuso nel
descrivere la stanza di Roderick Usher. Misurare
ridicolo quando non si sa cosa, per cosa o
perch

Il clitoride piccolo
In un quadro era dipinto un leone enorme e
forte, catturato da un uomo e messo a morte. La
gente si gloriava nel vedere tanto coraggio, ma
un leone che era presente disse: Fantasia!

Scommetto che tutta questa gloria sarebbe stata


mia se il pittore fosse stato un leone.
LA FONTAINE, Il leone e il pittore
Se noi donne avessimo scritto il discorso
normativo sulla nostra sessualit probabile
che il pene sarebbe un clitoride smisurato,
grottesco, ridicolo; Adamo sarebbe uscito da una
brutta notte di va o dai postumi di una sbronza
di liquore alla mela; privi di coscienza, gli uomini
sarebbero esseri inferiori sprovvisti di un organo
esclusivo per il piacere, avrebbero orgasmi
testicolari, o penici, a seconda della loro maturit;
la pratica tipica di un rapporto carnale sarebbe la
masturbazione del clitoride; ridicoli, sarebbero
una pericolosa ed evidente bruttacopia delle
donne, una riproduzione malriuscita del modello
femminile, goffa e imperfetta. Sarebbero esseri
improduttivi, poich sprovvisti di utero e di ovaie,
e si limiterebbero a sprizzare un liquido che
avremmo impiegato secoli a scoprire che cosa
fosse; noi donne libidinose saremmo eleganti e
vittoriose, regine, mentre gli uomini vogliosi

sarebbero maiali. Invece di infilarlo, diremmo


riceverlo, sapremmo le misure della nostra
accogliente vagina, ma ignoreremmo le misure
standard di quellaffare pendulo tra le gambe del
maschio; sarebbero esseri sanguigni e
fornicatori, che ruzzano eccitati pi che pensare,
un male necessario per la procreazione, e la
signora Schopenhauer di turno avrebbe descritto
il loro aspetto scimmiesco - le spalle
smisuratamente larghe, i fianchi stretti, le gambe
lunghe e pelose.
Anche noi, impaurite, avremmo scritto un
discorso ridicolo, come quello che fanno coloro
che opprimono solo per essere stati oppressi,
come quello delle vittime di oggi che aspirano a
essere gli aguzzini di domani e come quello di
coloro che condannano perch sono stati
condannati
Avremmo continuato per la stessa strada,
perch lignoranza non una questione di
genere, ma di disinformazione e perch lansia di
dominio non nasce dai genitali, ma dal disprezzo.

Quel che certo, per, che i vari discorsi


normativi della nostra sessualit sono sempre
stati androcentrici. Sono stati scritti da individui a
cui abbiamo fornito linchiostro e che, nella
maggior parte dei casi, erano, tra le altre e
numerose cose, maschi.
Costoro fecero s che tutte le scempiaggini (e
molte di pi di quelle che ho citato) fossero
ritenute prerogative delle donne e considerate (in
nome di Dio o della Scienza) verit inconfutabili.
E hanno fatto in modo che la maggioranza degli
uomini e delle donne della nostra progredita e
tecnologica cultura, non sappia che il clitoride
misura tra gli undici e i 13 centimetri.
Agapurnio aveva un debole per il clitoride. Lo
accarezzava con piacere e osservava con la
coda dellocchio le mie reazioni. La prima volta
che lo incontrai, pensai che fosse un feticista del
clitoride. Cos non mostrai eccessivo stupore
quando, dopo un breve coito, cominci ad
accarezzarlo.
Clitoride sembra che derivi dal termine greco

kleitoris, che si potrebbe tradurre con altura o


collina. Pare anche che luso di questo termine
per designare tale organo estremamente
sensibile, sia attestato gi nellantichit.
A quanto pare, fu riscoperto nel
Rinascimento. Il chirurgo Renaldo Colombus,
nella sua opera De re anatomica (1559),
menziona la scoperta di questorgano, che
chiama amor veneris. Gabriele Falloppio, un altro
celebre anatomista dellepoca, si dichiara il
primo scopritore del clitoride.
Poi, giunsero i tempi dellisteria. Alla fine del
Settecento, la scienza medica lo riteneva lunico
responsabile della follia masturbatoria che
devastava le donne europee. La sua funzione,
dato che non aveva nessuna attivit procreativa
n era stimolato durante il coito, non poteva
essere che quella di incitare a masturbazioni
compulsive, che provocavano una serie di mali
fisici e spirituali. Qualsiasi sintomo di malinconia,
malessere, irritabilit o mal di denti accusato da
una donna, a quellepoca, era diagnosticato

come isteria, e veniva curato con le ben note


pratiche di stimolazione genitale terapeutica che
provocavano il parossismo isterico, lorgasmo,
che liberava temporaneamente la donna dal
male.
Le ninfomani dominarono in Europa nel
Settecento e in buona parte dellOttocento.
Di certo, esistevano trattamenti assai pi
efficaci e risolutivi per curare gli accessi di
mania clitoridea. Esisteva lablazione,
lestirpazione o la cauterizzazione. Ancora nel
1936 negli Stati Uniti fu pubblicato un libro dal
titolo Malattie dellinfanzia e della fanciullezza, nel
quale si consigliava la cauterizzazione clinica del
clitoride nelle bambine per evitare malattie
masturbatorie. Nel 1936, era gi avvenuta la
scissione dellatomo, Hubble aveva elaborato la
teoria dellespansione delluniverso ed erano
passati dieci anni dallinvenzione della
televisione, 23 da quella dellacciaio inossidabile
e pi di 120 dal primo intervento chirurgico su un
tumore alle ovaie. Mancavano per ancora

quarantanni perch fosse autorizzato luso del


termine clitoride nei mezzi di comunicazione
statunitensi.
Ciao, mia bella francesina diceva con la
sua leggera pronuncia blesa, mentre piegava con
cura sul letto la giacca verdognola. Come ti va
oggi? Si spogliava completamente, lasciando
per ultimi le calze a mezzo polpaccio, anche
quelle ripiegate e appoggiate sopra gli slip,
sempre di color rosso bordeaux. Un coitino di tre
minuti e poi finiva lora accarezzandomi con il
polpastrello di un dito la parte inferiore della
vagina, mentre mi sussurrava innocenti oscenit
allorecchio. Ah, che porcellona, la mia
francesina Senzaltro per aumentare la mia
libido, che in quei momenti si trovava
sicuramente a Tegucigalpa a comprare banane
(o stava pensando che il mestiere di puttana non
sempre semplice).
Il clitoride ha la forma di amo con due radici.
Assomiglia a una y al contrario, nella quale la
linea comune molto breve e sorge

perpendicolarmente a biforcazioni molto lunghe.


La parte esterna il glande e il tronco del
clitoride, che non si vede, perch coperto dal
cappuccio retrattile che copre completamente il
glande, a meno che non si ritiri. Entrambi, il
glande e il tronco, rappresentano il tratto comune
della nostra immaginaria y rovesciata. Le
radici scendono a circondare entrambi i lati della
vagina.
Lelemento autenticamente significativo del
clitoride, con la sua complessa rete di
terminazioni nervose, e che disegnato
esclusivamente per procurare piacere. Mentre gli
uomini dispongono di uno stesso organo, il pene,
che assolve a tre funzioni (secrezione,
riproduzione e piacere), lanatomia femminile ha
tre apparati diversi per ogni funzione. La funzione
secretoria si realizza attraverso luretra, che
termina nel meato urinario, situato sopra la
vagina e sotto il clitoride; quella riproduttiva o
genitale assolta dalla vagina, come porta
dellutero; il piacere destinato in esclusiva al
clitoride e alla parte esterna della vulva. Il clitoride

sta al piacere come il neurone al pensiero. Forse


per questo, per questa funzione esclusiva, che
ne abbiamo fatto una disinformazione grande e
un organo piccolo.
Hai il clitoride pi delicato che abbia mai
visto mi disse, tentando di darsi da fare tra il
culo e laffare.
Non lo corressi.
E gli orgasmi pi falsi che abbiamo mai
sentito pensai mentre gemeva.
Se Agapurnio sapesse dov il clitoride, se i
leoni dipingessero o il sesso parlasse

Gli omosessuali sono promiscui


Non la chiameranno mai cos, questa macchina.
Useranno un nome greco, come autocinetica,
oppure latino, come ipsomobile. Ma chiamarla
automobile non ha senso. Un nome simile non

pu imporsi.
A quanto mi raccontarono, questo fu ci che
disse un sapiente quando gli parlarono per la
prima volta, alla fine dellOttocento,
dellinvenzione del veicolo ad autopropulsione.
Con il termine omosessuale accadde qualcosa di
simile.
Nato alla fine dellOttocento, a scopi giuridici e
clinici, il termine composto dal greco omo e dal
latino sessuale. Omo significa uguale,
equivalente, somigliante. La convinzione
che si riferisca al latino homo (uomo) ha
aumentato la confusione. Prendendo il termine
inventato da Kertbeny per condannare le pratiche
sodomitiche tra maschi e divulgato da KrafftEbing per patologizzarle, si potrebbe aprire
una discussione: se omosessualit il sesso
tra simili, allora dovrebbe riferirsi a tutte quelle
interazioni sessuali che gli umani stabiliscono fra
loro. E si potrebbe concludere che, una volta
tanto, omosessuali lo siamo tutti, in quanto tutti
facciamo sesso con altri esseri umani.

Allo stesso modo, termini come omofobia


significano letteralmente timore o avversione
per il simile. Lautore del neologismo ha preso il
prefisso omo da omosessualit e lo ha unito
a fobia per designare coloro che nutrono
antipatia verso gli omosessuali. In realt
omofobia significherebbe, semplicemente,
odio verso gli esseri umani (i simili), concetto
espresso anche col termine misantropia. Le
parole non sono mai chiare quando il concetto
non lo . La confusione delle parole sempre la
confusione dei concetti. Non esiste un buon
significante quando il significato permane oscuro.
In un villaggio tra i monti dellAndalusia, un
giorno incontrai una bella signora che mi inform
che il suo paese era molto antico
e che era stato fondato dai fittizi.
Probabilmente, la signora non sapeva granch
dei fenici.
Ma se il significante omosessuale
discutibile e il significato cui rinvia altrettanto

oscuro, definire omosessuali le persone che


amano, convivono o formalizzano i propri
sentimenti con altre persone dello stesso genere
come dire che i filantropi sono quegli esseri
che vanno a letto con tutti gli esseri umani.
Il termine omosessuale si riferisce
esclusivamente a una preferenza sessuale, ma
qualcuno che ama qualcun altro del suo stesso
genere fa molto di pi che interagire
sessualmente con lui. Tacciare di
omosessualit qualcuno che ama una persona
del suo stesso genere equivale a trasformarlo in
un individuo che fa della sua preferenza soltanto
un atteggiamento di interazione sessuale. Come
chiameremmo la persona casta che ama quelli
del suo genere?
Per ovvie ragioni, non ho avuto molti rapporti
sessuali con maschi omosessuali, ma ne ricordo
uno.
Gay il termine che la comunit di San
Francisco scelse per designare i propri
appartenenti maschi e che si consolida a New

York alla fine degli anni Sessanta. Lesbica


un termine di uso pi antico, attestato gi nella
letteratura ottocentesca. Gay sembra derivare
dal latino gaudium (allegria), connotazione
festosa che mantiene nella lingua anglosassone.
Lesbica si associa allisola greca di Lesbo,
dove risiedeva la poetessa Saffo, circondata da
un folto gruppo di donne, cui dedicava poesie.
Nei primi tempi in cui il termine fu in uso, la
lesbica non era necessariamente una donna che
amasse o interagisse sessualmente con altre
donne, ma una donna che condivideva vita e
ansie culturali con altre donne.
Entrambi i termini intesero e intendono tuttora
supplire al generico omosessualit.
Lacronimo comunemente usato per riferirsi alla
comunit omosessuale Glbt, vale a dire gay,
lesbiche, bisessuali e transessuali.
Conobbi Marcos nella primavera del 2003 a
Barcellona a casa di unamica comune, durante
una festa per il suo trentesimo compleanno. Di
grande fascino e di modi educati, aveva unaria

malinconica che lo rendeva particolarmente


desiderabile.
Fui io a cominciare la chiacchierata, che divenne
subito divertente e cordiale, mano a mano che la
festa si svolgeva. Aveva letto Diario di una
ninfomane e dimostr molto interesse per il mio
percorso di vita, per cui parlammo pi di me che
di lui. Entrambi scoppiammo a ridere quando la
padrona di casa, pi sbronza che mai, cominci
una danza del ventre alla fine della quale lunica
cosa a rimanere coperta fu proprio il ventre.
Alle tre del mattino Marcos si offr di
accompagnarmi a casa.
Capire significa saper dire la parola.
Promiscuit deriva dal latino promiscere, che
significa qualcosa come propenso a
mescolare. Si potrebbe dire, allora, che il lavoro
di un pittore promiscuo o che uninsalata russa
frutto della promiscuit di un cuoco. Tuttavia,
nelluso comune la promiscuit rimasta relegata
allinterazione sessuale con un numero assai

vario di partner.
Il desiderio maschile penalizzato in pochissimi
casi. Lo abbiamo visto, per esempio, quando
abbiamo tentato di trovare un termine
dispregiativo che equivalga, per i maschi, a
quello di ninfomane. Il desiderio maschile
debordante sinonimo di virilit, di sintonia
con il genere, espressione dellansia di potere
del conquistatore, la comprensibile bava alla
bocca del predatore. Il desiderio maschile
naturalmente giustificabile, ma quello
femminile culturalmente depravato.
Nel caso dei gay, tuttavia, la libido maschile
penalizzata ed etichettata come promiscua. Il
luogo comune secondo il quale le relazioni
amatorie tra maschi sono condannate
anticipatamente in ragione della promiscuit dei
membri suscita la diffidenza tra gli stessi amanti.
La promiscuit il preliminare del sospetto.
Non dobbiamo dimenticare che, non troppo
tempo fa, essere gay significava trasformarsi in
un possibile soggetto contaminante. Nei giorni

nei quali lAids occupava le prime pagine dei


giornali, perfino dare la mano a un gay era
esporsi a un irrimediabile contagio. Pi o meno
quello che pu succedere oggi sedendosi vicino
a un fumatore attivo. La causa di questa
vergogna era e continua a essere la promiscuit.
E la promiscuit diventa una vergogna.
Sul portone accett il mio invito e sali in casa.
Fumammo un ultimo spinello e mi inform, tra
risate un po sceme, che probabilmente il suo
ragazzo stava cominciando a preoccuparsi. Devo
ammettere che il commento fece
improvvisamente sparire in me gli effetti della
marijuana. Mi alzai e dissi che s, era probabile
che il suo compagno fosse in pensiero e che era
meglio che se ne andasse. Marcos not la mia
rabbia e mi spieg che era perplesso a causa
dellattrazione che provava per me. Appoggiai la
mano sul cavallo dei suoi pantaloni, abbassai
delicatamente la cerniera e presi in mano il suo
membro eretto. Mi domand di aspettare un
momento e cominci a parlarmi di Ramn.

Sono ancora in contatto con Marcos. Di solito


parliamo di sesso e della sua condizione
emotiva. Alla fine, si spos con Ramn. Mi
trovavo in Inghilterra quando si celebrarono le
nozze, e, a quanto mi rifer, fu una bella
cerimonia.
Poco tempo fa, mi ringrazi di nuovo per aver
tenuto in mano, quel giorno e per un attimo, il suo
pene eretto. A quanto pare, gli insegn alcune
cose, per esempio che il suo amore per Ramn
non era una faccenda di genere e che la sua
fedelt non era un problema di desiderio.
E anche Marcos mi insegn molte cose, per
esempio che c ancora molto da capire e che
nei rapporti tra i generi o nel collettivo umano Glbt
i confusi giochi di parole significano poco e che,
forse, gli acronimi sono limitati.

Il sesso comporta molti pericoli


Quella mattina, quando accesi il televisore

nellalbergo di Buenos Aires dove alloggiavo,


stavano dando la notizia del suicidio collettivo d
una setta. Si avvicinava il terzo millennio e
aspettavano una catastrofe ecologica che
avrebbe fatto finire in maniera apocalittica
lepoca in cui vivevamo, la polizia portava via i
corpi dei seguaci coperti da lenzuola, tra lo
stupore dei vicini. Del leader della setta non si
sapeva nulla, se non che non era tra i defunti.
Niente ci rende pi docili della paura. E niente pi
timorosi della disinformazione. Tutto rumore
per chi ha paura disse Sofocle.
Per un certo tempo vissi alle spalle di Esteban.
Lo avevo conosciuto poco dopo aver pagato i
grossi debiti che avevo accumulato per essermi
impuntata su chi non dovevo, ma che desideravo.
Esteban non aveva molte qualit, salvo quella
dei soldi e questa qualit di solito dispensa
dalle altre. Esteban era quello che si dice un
rompiscatole. Un attivo passivo, uno di quelli che
si presentano come sottomessi e comprensivi,
ma che pretendono che la tua vita giri

ininterrottamente intorno a loro. Uno di quelli che


dominano, o pretendono di dominare,
lamentandosi, che non azzannano come squali,
ma rosicchiano come topi. Uno di quelli che
amano se stessi attraverso laltro, e si mettono a
tua completa disposizione soltanto perch tu
faccia quello che fanno loro. Uno di quelli che
offrono amore a pagamento senza sconto per
pagamento immediato. E parlano damore
perch non sanno amare. Una di quelle persone
assai pi facili da trovare che da descrivere. Un
rompiscatole.
Educhiamo con la paura pi che con la
comprensione. Sulla base del senso di colpa
nevrotizzante pi che della soddisfazione.
Insegniamo a un bambino che se infila le dita
nella presa di corrente subir una scossa letale,
ma dimentichiamo di raccontargli che la corrente
elettrica quella che gli permette di vederci in
faccia quando di notte gli rimbocchiamo le
coperte.
Educhiamo alla vita per astenerci dal vivere,

non per vivere senza astenercene. Suscitiamo


paura prima di insegnare che cosa bisogna
temere. E questo, di solito, provoca il contrario
(perch la paura genera i paurosi); da qui
nascono i maleducati, che mordono per il timore
di essere morsi, che eccedono per paura di
essere limitati, che urlano per paura di non
essere sentiti e che si comportano in modo
insensato per paura di dover trovare un
significato. Senza che abbiano imparato a
mordere, senza che sappiano che cos
leccesso, senza che abbiano alcunch da dire o
senza che conoscano la difficile abitudine di
trovare significati.
Il sesso sempre stato un problema nella
nostra educazione. Perch nel discorso
normativo sul sesso il sesso un pericolo.
Abbiamo fatto del sesso unattivit a rischio a
fronte della quale occorre comportarsi con tutte le
riserve del mondo, con tutte le apprensioni e con
tutte le diagnosi, per non accendere linterruttore
della luce: non sia mai che restiamo attaccati alla
presa.

E questo il motivo per cui, nelleducazione


sessuale e nella comprensione del fenomeno
sesso, il grande tema che si affronta la
prevenzione. Ma questultima, per una persona
mediamente ragionevole e di qualsiasi et, si
risolve in due lezioni: a) se pratichi il coito, usa il
preservativo; b) se uno dei due non vuole, non
avere rapporti sessuali.
Fermarsi alla prevenzione o alla didattica della
prevenzione, e illustrare fino alla noia la condanna
che comporta la mancata prevenzione, significa
fare di ci che non bisogna fare ci che .
come se, per insegnarci a parlare, i nostri
maestri cominciassero dalle parolacce che non
dobbiamo dire, chiedendoci di elencarle in bella
grafia sul nostro quaderno a righe. Senza
insegnarci che il linguaggio serve, per esempio,
a parlare con chi amiamo.
Non ho mai preteso da Esteban pi di quanto
consideravo giusto come retribuzione per
sopportare la sua stupidit. Mi eccitava sapere
che potevo spennarlo, pi che spennarlo. E poi

sono sempre stata limitata nelle spese. Esteban


aveva unaltra particolarit: era pauroso, e questo
lo rendeva particolarmente malleabile.
Voglio lasciare lappartamento; la zona
centrale comoda, ma ne ho visto uno magnifico
nella zona sud.
Lui ci pensava su un attimo. Valutava la
pericolosit del quartiere. Si immaginava di
transitare in piena notte per quelle viuzze, senza
trovare un posto per la sua Mercedes.
E faceva qualsiasi cosa perch traslocassi in
uno della zona alta. In questo caso, contratt con
lApi9 un affitto pari a quello che stavo pagando
per il mio appartamento, e in cambio avrebbe
inserito lagente in non so quale consiglio di
amministrazione.
lo sai che farei qualsiasi cosa per te.
Ora poteva vedersi mentre parcheggiava la
Mercedes e mentre percorreva i quartieri dove si
sentiva sicuro. Cos, potei traslocare

nellappartamento che avevo visto due mesi


prima e il cui affitto fino a quel momento non
potevo permettermi.
Ma se simulare un orgasmo semplice, niente
stanca di pi che parlare damore con qualcuno
che non sa che cosa significhi.
Vaffanculo.
Ma, tesoro, come puoi dirmi questo con tutto il
bene che ti voglio?
Ecco.
Impieg tre mesi a diventare il sugar daddy di
Dragana, una mia conoscente, di nazionalit
serba e arrivista di professione che, per quanto
ne so, non ebbe riguardi a dirgli che lo amava
In cambio, certo, di un appartamento di propriet
e la Mercedes intestata a suo nome. E in cambio
dello smisurato senso di paura di un narcisista,
Dragana si fece anche una pelliccia di visone.
Nel processo di condanna del sesso, non c

soltanto il parlare del sesso come di qualcosa da


cui proteggersi. C anche la volont di
trasformarlo nellautore del delitto, come il povero
maggiordomo dei romanzi gialli. Parlando di
reati sessuali, per esempio, dimentichiamo
che il sesso non commette reati; che il reato lo
commette il delinquente usando il sesso, ma non
il sesso in quanto tale. Per un reato che si
compie ai danni di un appartamento o di
unautomobile non viene certo creato il reato
appartamentistico o il reato automobilistico.
Non parliamo neppure di reati del linguaggio
quando qualcuno fa un cattivo uso della nostra
condizione di esseri dotati di linguaggio per
offendere un altro, Per questo usiamo termini
come ingiuria, calunnia o diffamazione, parole
nelle quali non il linguaggio ad aggettivare il
reato. Perch non avrebbe senso. Sono i
delinquenti a commettere reati, ovunque siano e
qualsiasi cosa facciano.
Analogamente impensabile parlare di delitti
amorosi; perch lamore non perpetra delitti e in

nome dellamore non si pu perpetrare un delitto.


Non concepiamo che si possa delinquere
facendo uso dellamore. E perch non ci risulta
ugualmente inimmaginabile col sesso e
continuiamo a parlare di reati sessuali?
Il vero pericolo per la sessualit umana
credere che il sesso sia qualcosa di
intrinsecamente pericoloso, non educando ai
suoi piaceri (come si pu educare al civismo),
e continuando a parlare di privazioni. Cos, in
un modo o nellaltro, finiremo per uccidere la
nostra stessa umanit, in un suicidio collettivo.
Come fecero gli appartenenti a quella setta.
Suicidandoci per paura della morte, per paura di
un asteroide che non mai caduto.

Il sesso pu indurre dipendenza


Nel castello di Bitov, in Moravia, s trova la pi
importante collezione di cani imbalsamati del
mondo. Ci sono 51 cani di razze differenti.

Noi esseri umani ci abbandoniamo a qualsiasi


cosa. E qualsiasi cosa pu canalizzare la nostra
passione in maniera irrefrenabile. Persino
collezionare cani con occhi di vetro.
Il termine adict10 (dipendente) deriva dal
latino adictus, che significherebbe privo di
discorso o privo di parola. Serviva a definire
quelle persone che seguivano ciecamente una
guida senza mai contraddirla n obiettare
alcunch, senza prestare molta attenzione alle
sue parole. Oggi chi intende curare e non
sanzionare la tossico-dipendenza, la definisce
quel consumo o quella pratica che si impone alla
propria volont di non consumare o non praticare.
Un elemento indicativo del livello di dipendenza
sarebbe limpossibilit di condurre una vita
normale, sempre che tale impossibilit sia
accompagnata da una palese sofferenza. Questi
stati di dipendenza sono noti fin dallantichit in
relazione a certe sostanze o certi credi religiosi.
Ma non in rapporto al sesso.
Lo psichiatra Joan Romeu, un luminare nel suo

campo e un mio grande amico, solito salutarmi


con questa espressione: Cara Valrie, la mia
ninfomane preferita! Poi si interrompe un
attimo e, con unaria sempre pi beffarda,
conclude: e lunica che conosco.
Il fatto che il dottor Romeu, che esercita la
professione di psichiatra da pi di 35 anni, con
particolare attenzione alla cura delle
tossicodipendenze, non conosca altre ninfomani
e che io sia lunica che conosce (io, che sono pi
dipendente dal fumo che dal bacio, e dalle
rivendicazioni che dalle scopate) piuttosto
significativo.
Quando una rete televisiva autonomistica
andalusa mi propose di realizzare una serie di
servizi giornalistici, uno dei quali avrebbe
riguardato la dipendenza dal sesso, mi misi in
contatto con Joan e con un buon numero di
professionisti alla ricerca di una testimonianza di
prima mano che spiegasse il significato di tale
dipendenza.
John Dos Passos scriveva che lunico elemento

che pu sostituire la nostra dipendenza dal


guardare al passato la nostra dipendenza dal
guardare al futuro.
Memoria e speranza sono due cause di
dipendenza. Come i tappi a corona, come le slot
machine, come lalcol, come lamore, come le
auto sempre pi grandi. O come nessuna di
queste, perch, mentre esistono sostanze che
inducono dipendenza, che ci portano ad amarle
al di l di noi stessi, non esistono cause, bens
solo psicologie di dipendenza. Niente, n leroina
n lalcol, in quanto sostanze, n il gusto del
rischio, la fede o la malinconia, come attivit,
sono di per s cause di dipendenza. Soltanto
luso che ne facciamo pu trasformarle
nelloggetto di una dipendenza.
Le tossicodipendenze, come le farfalle, si
classificano. Ma, mentre nel caso delle seconde
si seguono criteri morfologici e scientifici, le
tossicodipendenze rispondono a parametri
morali. E la morale, assai pi che includere ed
escludere, discolpa o condanna. Nel caso della

dipendenza dal sesso, si colpevolizza il sesso pi


che la dipendenza. Parlare di sessodipendenza
significa pronunciare una triplice condanna: la
dipendenza vera e propria, lessere considerati
dipendenti e il sesso.
Come abbiamo gi sottolineato, curioso che il
termine sesso tenda a essere usato come
aggettivo; a volte per dimostrare che il sesso si
pu capire soltanto a partire da altri terreni che
non sono il sesso vero e proprio (parliamo di
antropologia sessuale o psicologia
sessuale, raramente di ci che il sesso
rappresenta e che definito dalla
sessuologia), e altre per connotare un reato
che stato specificamente commesso in suo
nome (reato sessuale o abuso sessuale,
mentre questi sono semplicemente un reato o un
abuso). Quando il sesso abbandona la propria
condizione di aggettivo, solitamente le cose non
sembrano migliorare. Un dipendente dal gioco
un ludopatico, dal furto, un cleptomane, dallalcol
pu essere un dipsomane o un alcolista, ma un
dipendente dal sesso non un sessopatico o

un sessomane, no, un sessodipendente. E


chi dimostra grandi doti nelluso dellarte
amatoria non un talento sessuale, bens un
bravo amante. Essere ben dotato, in un
contesto sessuale, non significa agire con
intelligenza nel gestire la propria sessualit, ma
soltanto avere genitali grandi. Elucubrazioni mie.
Maite si mostr restia e confusa.
Un noto psichiatra di Barcellona mi parl di lei
con una certa riservatezza, riferendomi della
disponibilit della paziente a portare la sua
testimonianza purch, durante la trasmissione o
al momento della registrazione, ne oscuratissimo
il viso.
Era sposata da qualche anno con un fanatico che
pretendeva in casa sua una rigida disciplina
religiosa. Aveva un figlio di circa sei mesi, e non
aveva dubbi su chi fosse il padre. Tentai di farla
rilassare, senza successo.
Quando le domandai di spiegarmi un po
meglio in che cosa consistesse la sua

dipendenza, balbett che non riusciva a resistere


alla tentazione di cedere alle avance di alcuni
compagni di lavoro. Quando le chiesi di
quantificarmi il numero di rapporti casuali o stabili
che aveva avuto, per esempio, nel corso
dellultimo anno, mi rispose due. Le domandai se
al momento aveva una relazione extraconiugale e
lei rispose di no. Che si stava curando.
Dopodich, sempre confusa, ma meno inibita,
mi parl dei sentimenti contraddittori e della
sofferenza che provava nel desiderare la ragazza
che veniva il marted o il ragazzo della guardiola
allingresso.
Non posso evitarlo
Insistetti nel chiedere se avesse avuto rapporti
erotici con uno dei due. Rispose di no, che
doveva essere merito della cura. Domandai se,
prima della cura, ne avesse avuti. Lei esit e
infine neg, ma aggiunse di aver sofferto pi che
altro per essere stata distratta dal suo lavoro,
prova irrefutabile della sua dipendenza
maniacale dal sesso. Non seppi cosaltro

chiedere. La ringraziai.
Mentre toglievano il microfono allospite, chiesi al
medico il motivo per cui mi aveva proposto quella
testimonianza. A lei piace pensare di essere
sessodipendente. La diagnosi se l fatta da
sola, io be, a volte meglio curarli per malattie
che non hanno. Ascoltata lintelligente risposta
dello specialista, lo convinsi a tornare il giorno
successivo per unintervista.
Salutai Maite con un cenno e mi allontanai
rapidamente non volevo correre il rischio che
mi immaginasse nuda, proprio quel giorno che
non mi ero sistemata il pube. Con le ninfomani
non si sa mai
La dipendenza dal sesso riguarda determinati
tempi e determinati costumi. Oh tempora, oh
mores! diceva Cicerone, quando ancora non
esisteva la dipendenza sessuale. Negli Stati Uniti
esiste uninfinit di associazioni locali, statali e
federali di solidariet e sostegno per questa
autentica piaga che devasta il paese, mentre in
Europa i malati vanno cercati come Diogene

cercava luomo: con una lanterna e la pazienza di


un cinico. A quanto pare, pi una societ rigida
sul piano sessuale, pi sessodipendenti ci sono.
Quando non si pu fare niente, qualcosa gi
troppo.
Forse, ci che manca a un sessodipendente
non un uso normale della propria sessualit, ma
un ordine etico sempre sensibile alle questioni
legate al consumo, e la sofferenza indotta dalla
dipendenza causata pi dal violare la castit e
certi codici di comportamento che da qualsiasi
altro motivo. Una sofferenza che non ha origine
allinterno di se stessi, ma allesterno,
rappresentato dagli altri. Forse il
sessodipendente un malato il cui sangue
rivela non un livello troppo alto di sesso, ma una
carenza di morale, un uso troppo limitato di
puritanesimo. Forse la sessodipendenza non
una dipendenza dal sesso, ma dalla colpa.
Se imbalsamassero i colpevolizzati

La pornografia volgare e lerotismo elegante


E ho chiesto allamore il sonno delloblio; ma
lamore un giaciglio pieno daghi, e non serve
che a dissetare perfide puttane!
CHARLES BAUDELAIRE, La fontana di
sangue, I fiori del male
I fiori del male un libro di poesie un tempo
considerato pornografico. Il 21 agosto 1857
Charles Baudelaire fu condannato a pagare
trecento franchi per averlo pubblicato, e fu
accusato di oltraggio alla morale pubblica.
Baudelaire fu riabilitato dalla Corte di cassazione
francese nel 1949, 82 anni dopo la sua morte.
Il termine pornografia uninvenzione
vittoriana. Prima dellOttocento non era in uso,
non solo perch non esisteva, ma perch non
cera la necessit di evidenziare laspetto morale
dellassistere a scene o racconti maliziosamente
erotici. Pertanto, pornografia, come termine,
un giudizio che differenzia le persone colte che
assaporano da quelle ordinarie che trangugiano,

sorto allinterno di una nuova concezione puritana


di ci che deve essere, continua a essere e mai
stata la sessualit umana.
Parrasio stato forse il primo pittore di puttane.
Cittadino ateniese, bench fosse nativo di Efeso,
visse tra il quinto e il quarto secolo a.C. Nessuno
tacci di pornografia le grafias di Parrasio, cui
piaceva raffigurare qualche pome (prostituta).
Parrasio fu il primo pornografo, anche se non lo
seppe mai. Lo sguardo che sempre incrimina, in
quel momento, aveva gli occhi chiusi.
La scoperta dei ginecei (le stanze delle
donne) e dei bordelli tra le rovine di Pompei ed
Ercolano, allinizio dellOttocento, offr un discreto
numero di immagini stuzzicanti. Il pericolo sorse
subito; che cosa avrebbero fatto menti abbruttite
e ignoranti con quel materiale sensibile? La
maggior parte degli affreschi and a finire in
collezioni erotiche private (solo i ricchi
erotomani potevano mettere insieme
collezioni), mentre quelli che si ritenne dovessero
restare di propriet pubblica furono confinati dal

duca di Calabria nel 1819 nel Gabinetto degli


oggetti osceni, cui avevano accesso visitatori di
et matura e moralit accertata.
Gli inizi della fotografia, che permisero la facile
diffusione di immagini di qualsiasi tipo,
consolidarono limpiego del termine
pornografico, con un crescente riferimento
implicito a chi osservava limmagine pi che al
contenuto della stessa. I primi film erotici furono
davvero tali: erotici e non pornografici; gli unici a
poterli vedere erano le classi ricche, i nobili e la
monarchia.
Diceva Andre Breton (o Alain Robbe-Grillet o
Eric Losfeld o Woody Allen): La pornografia
lerotismo degli altri. Luna e laltra si
distinguono non in relazione a quello che si
osserva, ma in relazione al modo in cui si
osserva, a seconda che vi si legga la differenza
tra ci che depravato e ci che virtuoso
piuttosto che tra una spalla che spunta e una
vulva che si espone.
A quel tempo, vivevo in un appartamento al

pianterreno. Dai miei vicini mi separava un


piccolo cavedio, dove andavano a finire le
mutandine di quella del primo piano o le cicche
dello studente del terzo. La finestra della mia
stanza dava sulla camera da letto dei miei vicini.
Quella notte destate, spensi la luce e rimasi in
piedi dietro le tende. La vidi passare davanti alla
finestra, con il petto scoperto e quello che mi
parve un tanga di pizzo, quando lui suon alla sua
porta. Trascorse pochissimo tempo tra larrivo
del visitatore e lingresso dei due nella camera.
Non avevo mai visto quellindividuo. Nel dialogo
che riuscii a sentire, lui si assicurava che il marito
non sarebbe tornato per quella notte. Lei
conferm e nel riquadro formato dalla finestra lo
baci.
Formalmente la composizione di una situazione
erotica pu differire da unaltra di carattere
pornografico nel modo in cui viene trattato il
concetto di esplicito. La costruzione erotica non
rende una situazione esplicita, ma fa presumere
che in qualche momento la diventer. un
divenire, una promessa. La costruzione

pornografica presenta una situazione esplicita in


uno scenario chiuso, preconcepito, dato. Tutto
quello che si pu svelare si svela e tutto quello
che non viene svelato diventa accessorio,
superfluo, inessenziale.
Nellerotismo, la simulazione fondamentale,
la simulazione diventa il paradigma della
rappresentazione erotica. Nella pornografia, si
cerca di eliminare la simulazione per rendere
reale la rappresentazione. Nel cinema erotico,
per esempio, gli attori recitano, simulano; nel
porno, i protagonisti intervengono, fanno.
Entrambi, erotismo e pornografia, agiscono
sulla nostra pulsione scopica, quella che porta
sempre il nostro sguardo a tentare di svelare ci
che nascosto, di scoprire losceno (ci che sta
fuori della scena) per riconoscerci. Tuttavia,
mentre lerotismo la stimola, la pornografia
pretende di soddisfarla. La stessa pulsione
scopica che, per esempio, ci spinge a seguire
trasmissioni televisive (pornografiche) che si
intromettono nella vita degli altri, i reality o i

programmi strappalacrime (la cosiddetta


televisione spazzatura).
Erotismo e pornografia sono utili attivatori della
libido. Poich entrambi sono una
rappresentazione, anche se la pornografia
tenta di evitarlo, i nostri ingranaggi del desiderio
completano lopera e si proiettano nella funzione
che i due attivatori ci trasmettono. Sotto questo
profilo, non credo che, contrariamente a quanto si
soliti pensare, unimpostazione erotica sia pi
eccitante di una pornografica. Dipende
semplicemente dal voyeur, dal testimone che
osserva, perch i meccanismi di stimolazione
appartengono unicamente ed esclusivamente a
lui.
Una precisazione: i modi di rappresentare il
nostro essere sessuale non predeterminano
nessun giudizio morale n estetico. Un delitto
un delitto, indipendentemente dalla sua buona o
cattiva pianificazione, e unopera di genio
unopera di genio, indipendentemente dal tempo
impiegato per elaborarla. Erotismo e pornografia

sono due forme di esibizione, due proposte di


esposizione, non due giudizi di valore sulla
moralit di chi li costruisce o di chi li osserva.
Lospite la abbracci da dietro e la mia vicina
appoggi le mani sul cardine della finestra con un
gesto di appagamento. Il suo volto si sporse
verso lesterno di qualche centimetro. Mi appiattii
contro il muro per evitare di essere scoperta,
mentre scostavo leggermente la tenda per poter
vedere attraverso la fessura lasciata. Osservai
come, da dietro, lui le toccava un seno con la
mano sinistra, e con la destra le abbassava il
tanga. Li udii bisbigliare e ansimare quando lui
cominci a stringerla da dietro. Lo slancio port
lei ad allungare le braccia e a proiettarsi in avanti,
in modo tale da cambiare linquadratura. Non vidi
pi la sua faccia, ma in compenso apparve la
linea superiore del pube.
Quella notte, lerotismo degli adulteri fu la mia
pornografia.
Se fu Eros a dare il nome allerotismo e una
puttana qualsiasi alla pornografia, sembra che gli

inventori di questi termini avessero chiaro ci che


intendevano designare nei rispettivi casi, ma
dietro entrambi non c un virtuoso o un
depravato, soltanto qualcuno dotato o privo di
talento, e davanti non c un esteta o un vizioso,
bens qualcuno che guarda attraverso le tende o
smette di guardare!
I fiori del male, prima di essere male, sono
fiori

Religione e sesso non vanno daccordo


Quel pezzo era senzaltro linizio della
bandierina che stava in cima allalbero. Tuttavia
Raisha tentava di metterla ai piedi dellanatra, tra
il riflesso dellacqua e la ninfea. Non vedi che
non si incastra? Questo pezzo non centra con gli
altri con cui lo stavi mettendo deve andare nel
palo. Raisha faceva orecchio da mercante
Voltava il pezzo e tentava ancora di metterlo nello
stesso posto. Poi, lo metteva da parte e
continuava con altri, finch le sue dita si

imbattevano di nuovo nel primo pezzo, come


senza volere. Quando il campanello suon e
mentre ci preparavamo a salire nel salone,
Raisha, furiosa, butt via il pezzo. Perch invece
di buttarlo via non lo metti dove ti ho detto? le
domandai, mentre finivo di abbottonarmi la
camicetta. Perch questo fottuto pezzo non mi
piace rispose. Durante la composizione di un
puzzle di cinquecento pezzi in uno dei tempi morti
che passavamo al bordello
A volte preferiamo restare fedeli alla nostra
stupidit che risolvere
un conflitto.
Raisha, una ragazza capricciosa che lavorava
nella casa da due anni, era cos. Di origine
russa, ma di padre italiano e madre lituana, non
andava daccordo con Louise. Eppure Louise le
aveva offerto lezioni di spagnolo, la possibilit di
dormire a casa sua e non nella pensione
malfamata dove stava, e di badare alla figlia
mentre Raisha lavorava, perch non fosse
costretta a lasciarla a un amico bulgaro, le cui

intenzioni erano poco chiare. Ma Raisha non


voleva fare amicizia con Louise. Sotto il
malanimo nei suoi confronti si nascondeva la
paura di Raisha, la sua insicurezza perch la
considerava pi bella e pi abile di lei, e la sua
amarezza perch non capiva la gentilezza senza
secondi fini di Louise. Raisha, tuttavia, non
faceva altro che parlare di lei tutto il giorno (anche
se era per criticarla) e ogni comportamento di
Louise era loccasione per atteggiarsi nel modo
opposto (se Louise sorrideva, lei si accigliava, se
Louise scherzava, lei
si lamentava).
Di solito riteniamo incompatibile con noi ci che
non capiamo, ed pi consolante provare paura
per ci che non capiamo che soddisfazione per
ci che comprendiamo. La religione si comporta
allo stesso modo nei confronti del sesso. Forse
per questo che le religioni della mortificazione e
della castit sono quelle che dipendono
maggiormente dalla sessualit umana.
Ammirare, etimologicamente, significa

mirare, guardare verso; le religioni della santa


crociata contro il sesso ammirano il sesso,
eccome. E molto. Tant vero che si pu definire
una religione in base a come tratta la sessualit.
Quando una religione ci dice che la sessualit
una cosa sporca, peccaminosa, viziosa o
immorale, ci sta dicendo, in realt, che quella
una religione idealista, antimaterialista,
irrazionale e penitente. Non bisogna dimenticarlo.
La dipendenza che manifestano nei confronti
del fatto sessuale umano tale da trasformare
le religioni in autentici trattati sulluso della
sessualit (anche se in quei precetti non
presente una sola riflessione sulla sessualit
stessa, e nel cristianesimo, per esempio, gli unici
ad assomigliare a un trattato amoroso sono i
racconti di peccati raccolti nei libri dei
confessori). Evitano lapproccio trattatistico
soltanto quelle religioni che costituiscono forme
di comprensione, che si impegnano a capire il
mondo e luomo e non a elaborare strategie per
usarlo e dominarlo.

Sono talmente fissate sulla sessualit che


queste vere e proprie scuole di proselitismo
morale rivelato credono che sesso e morale
siano la stessa cosa, che qualsiasi azione
realizzata in base alla nostra condizione di esseri
sessuati contenga implicitamente una regola
morale sanzionatoria e una valutazione
colpevolizzante. E finiscono per confondere i
devoti con quelli che non lo sono, e che vivono
immersi nella loro cultura improntata alla colpa.
Troppo frequentemente la religione serve molto
pi a regolare il traffico che a mettere in
contatto luomo con il proprio senso
dellassoluto. Neppure questo da dimenticare.
Quando di un sentimento umano eterno e
originario come quello della trascendenza si fa
una professione, accadono cose come queste.
Quando non lasciamo parlare il sentimento, ma
un professionista, costui, in suo nome, fa cose
di questo genere. Il problema della religione sono
i professionisti della religione e il problema dei
professionisti della religione che fanno della
religione il proprio mezzo di sostentamento.

Un cliente di Louise era un sacerdote cattolico.


Era un tipo particolare, ossessionato da due
cose: fare sesso ed evitare di pagare le
prestazioni di Louise (forse perch aveva fatto
voto di povert).
Provo una certa simpatia per le persone capaci
di mettersi in discussione, e mettere in
discussione i dogmi per operare in modo
coerente con le proprie convinzioni. E provo
ripugnanza, invece, per chi predica bene e
razzola male. Il prete di Louise apparteneva a
questi ultimi. Nel bordello sbavava su tutto quello
che gli passava accanto, mentre fuori continuava
a pretendere dagli altri mortali morigeratezza
sessuale e verecondia morale. Mai nei suoi occhi
vidi un barlume di dubbio.
Quando Louise, stufa della sua meschinit e
della sua taccagneria, lo risped in parrocchia, lui
si butt tra le braccia di Raisha. Andarono
perfettamente daccordo. A lei bastava sapere
che la preferiva a Louise e allaltro bastava
infilarlo seduta stante e gratis. I due misero in giro

la palla che Louise soffriva di herpes genitale,


costringendola cos ad abbandonare la casa.
Linterpretazione del sesso come qualcosa di
contagioso non ha sempre fatto parte integrante
del cristianesimo. Numerose sono state le
eresie che, anche allinterno di questa
religione dellamore fraterno, hanno tentato di
conciliare luso della sessualit con la dottrina
evangelica. Sappiamo come reagisce
lortodossia nei confronti delleterodossia, e se
in nome del Padre, ancor di pi.
I fratelli e le sorelle del Libero spirito, uneresia
che risale al XII secolo, di origini gnostiche,
negano qualsiasi autorit ecclesiastica terrena.
Nel loro panteismo, teorizzano lassenza del
peccato (perch Dio il Tutto e il peccato Gli
estraneo) e la realt dellimmolazione del figlio
per redimere gli uomini dal peccato (Cristo, con il
suo sacrificio, salv dal peccato luomo).
Rifiutano, pertanto, i sacramenti (inutili, visto che
non si pu peccare), ritengono linferno e il
cielo stati spirituali (il secondo indotto dalla

conoscenza e il primo dalla colpa dellignoranza)


e proclamano il piacere come santificazione di
Dio e il sesso come offerta alla sua
manifestazione. Libertini e edonisti, furono tutti
sterminati, alcuni, come sostiene Michel Onfray,
giustiziati, altri, come Amaury de Bne, sepolti
vivi, i loro resti bruciati e sparsi nei campi. Cosa
non si farebbe in nome dellamore e della carit
cristiana
Beghini, goliardi, sarabaiti, picardi, adamiti,
pietisti di Knigsberg, nicolaiti, flagellanti (che da
asceti passarono a condannare soltanto i
rapporti sessuali allinterno del matrimonio e a
incoraggiare gli altri), carpocraziani eretici, per
lo pi mistici, che in maggiore o minore misura e
partendo da ipotesi molto diverse, tentarono di
realizzare una vera prassi dellamore per il
prossimo, dallinterno dei precetti del
cristianesimo, mediante la dedizione volontaria
dei loro corpi e grazie alla loro capacit di
ricevere e dare piacere.
Ma fare del mondo uno stato sensibile, dove la

soddisfazione possibile, e della nostra


sessualit un regalo da offrire quando viene
chiesto e non una condanna non richiesta,
qualcosa che coloro che preferiscono greggi a
persone non tollerano misericordiosamente. La
logica masochista nella quale non c altra
ricompensa se non quella prodotta
dallesaltazione della sofferenza ha molti pi
seguaci di quelli che troviamo ai piedi delle
padrone. Questi, almeno, sanno quello che
fanno, non impongono le proprie preferenze a
proseliti e trasformano la mortificazione in
piacere erotico (non la mortificazione in
mortificazione), e forse per questo, e per il fatto di
essere il ritratto ironico di quelli che non si
riconoscono come tali, sono emarginati.
Lorgia (la celebrazione di Dioniso) latto di
liberalit per eccellenza, di spoliazione di ego
viziati alla ricerca di qualcosa che li trascenda.
Esiste solo un piacere da perseguire: il piacere
comune, lunit di intervento la comunit, non gli
individui. una manifestazione religiosa
paradigmatica. In essa si sintetizzano e si

mettono in atto tutti i princpi concettuali che


costituiscono il fenomeno religioso: la
manifestazione dellamore per la divinit nel
prossimo, lamore per laltro che si costituisce
come Io mediante la dedizione gratuita ed
esemplare, la trascendenza per raggiungere
misticamente (senza confessori n mediatori)
una comunione diretta con il divino, la
generazione di un comportamento che persegue
il piacere.., Senza dipendere dai sistemi di
controllo sociale, per dimostrare che siamo
qualcosa di pi del modo in cui ci definiscono e
per contravvenire al codice della strada, inutile
nelle lande desolate. Essendo moralmente etici.
Le espressioni di piacere sono spesso
invocazioni alla divinit. Dio compare molto di pi
negli orgasmi che nelle discussioni teologiche.
Sono stati necessari secoli di repressione
carnale, di mortificazione dei sensi e di nevrosi
da colpevolizzazione per dimenticare ci. E per
trasformare lorgia in quello che oggi lorgia.
Sesso e religione sono pezzi di uno stesso

puzzle, nel quale il modello lessere umano. Un


puzzle di milioni di pezzi, affinch i saggi passino
la vita a completarlo, mentre i pavidi, quelli che
buttano via i pezzi che non gli piacciono, non
completeranno niente. Anche se sono convinti del
contrario e ce lo dicono dallalto di una cattedra.
Perch per loro non esiste altro modello che
quello che si sono inventati, n altro montaggio
che quello che sono capaci di realizzare.
Perch confondono un pezzo con il puzzle.

La stimolazione anale cosa da omosessuali


Bruno e increspato come un garofano viola
respira, umilmente rannicchiato tra il muschio,
umido ancora damore, che segna il dolce pendio
delle natiche bianche fino allestremo dellorlo.
PAUL VERLAINE e ARTHUR RIMBAUD,
Sonetto del buco del culo11
La virt, come tutte le catalogazioni morali,

stata, come recita la celeberrima aria dal


Rigoletto di Verdi a proposito della donna,
mobile, qual piuma al vento, muta daccento, e
di pensiero. stato, e continua a esserlo,
limmutabile codice morale a presiedere alla
nostra sessualit.
Tra le pratiche virtuose, proprie del maschio
(il vir latino), nellintegerrima Roma antica, cera
la sodomia. Ma le regole virtuose, la morale di
allora, pretendevano che il virtuoso fosse un
soggetto attivo: costui penetrava sempre con
qualcuno di classe inferiore, uno schiavo o un
homo (un uomo schiavizzato, definito dal codice
humanitas del dominato, non dalla virtus del
dominatore). Non si contemplava let del
soggetto sodomizzato e ancor meno il genere,
soltanto la classe sociale e la mascolinit con
la quale veniva perpetrata la sodomia. Lano era
unulteriore porta dingresso per i maschi virtuosi
e il retto un condotto del tutto rispettabile.
Le leggi che fanno della nostra sessualit un
fatto produttivo, procreativo, nel quale la vagina

e il coito sono il mezzo e la pratica, non sono


sempre state cos radicate, almeno in un periodo
in cui lomosessualit non era malvista, n
benvista, dato che non esisteva neppure.
Di questa virtus romana, che permetteva
laccesso carnale dalla retroguardia senza farne
un orientamento sessuale, sembra siano rimasti
solo i virtuosi maschi eterosessuali di oggi che
danno e non ricevono.
Lospite tentava di dare una spiegazione della
differenza tra preferenza e orientamento
sessuale. La presentatrice aveva gi taciuto per
troppo tempo, ben undici secondi. Allora quale
sarebbe lorientamento di Superman? chiese,
anche se tutti ignoravano, forse eccetto lei, a che
proposito avesse posto quella domanda.
Lintervistata esit sconcertata, ma tent
comunque di rispondere. Troppo tardi. La
presentatrice si rispose da sola: Bene
Superman antracite.
Presi nota della risposta. Scossi un po i capelli,
chiusi le labbra per togliere il rossetto in eccesso

e mi preparai a entrare in scena. Dopo questa


chiacchierata, iniziava la mia parte di
programma.
Credo che sia stata la psicanalisi la prima a
stabilire il concetto di orientamento sessuale,
come quello di pulsioni o di stati latenti.
Quella stessa psicanalisi che ha fatto della
scoperta del senso di colpa la ragione del senso
di colpa. Nelle sedute psicanalitiche, il paziente
crea il proprio senso di colpa, sotto la guida
capace dello psicanalista narrante. Lo
psicanalista si trasforma in una specie di tutore
allinterno di questa scuola di scrittura che
guida e orienta lo psicanalizzato
nellelaborazione del proprio senso di colpa. La
terapia dura per tutto il tempo necessario a
scrivere il senso di colpa. Cos, parlare di
orientamento sessuale invece di preferenza un
buon argomento per definire una colpa e fare
dellano il personaggio centrale della storia, una
buona risorsa. Nel sesso che vogliono imporci,
bisogna essere, non preferire. E, a seconda di
quello che sei e non di quello che preferisci, devi

usare luno o laltro. Cos molto pi semplice.


Fare dellantracite (o della criptonite) un
orientamento sessuale tuttaltra storia.
Due dati non mi escono dalla testa:
1. Il buco pi sporco del corpo (quanto alla
concentrazione di batteri che vi sono contenuti)
non lano, ma la bocca.
2. Il retto contiene pi terminazioni nervose della
vagina.
Il cinema porno eterosessuale non contempla mai
che a qualcuno dei dotati datori vengano
introdotti corpi estranei di varia natura nel retto.
Nel cinema porno gay, invece, la sodomizzazione
un momento chiave della messa in scena.
Losservatore eterosessuale si convince
ulteriormente nella difesa del suo sacro buco
anale, mentre lomosessuale si vede spinto a
sollecitare il libero transito per la parte finale del
suo intestino. Di nuovo, bianco e nero.
Sappiamo che il porno preferisce consolidare

questo modello, che metterlo in discussione. Le


scene realizzate costituiscono unaccurata scelta
di ci che la normativa del discorso morale sul
sesso stabilisce, rappresentandolo nel modo pi
conformistico possibile. Nonostante i numerosi
aspetti specifici affrontati dal porno (bestialismo,
feticismo, coprofilia), si ricorre a quanto di pi
omologato e conformistico contenga ciascuna di
queste specificit erotiche.
Nel culo! esclam Jean-Marie quando lo
speaker domand dove si doveva collocare la
nuova riforma dellistruzione che si stava per
approvare. Accadde durante una delle tante
mobilitazioni cui partecipavano in quegli anni in
Francia gli studenti universitari
come me.
Jean-Marie era un anarchico omosessuale che,
in una notte di sbronza (tanto frequenti quanto i
giorni della mobilitazione), mi confess
langoscia che suscitava in lui la pratica della
penetrazione anale. Proprio lui, che era solito
parafrasare la frase di uno dei suoi ideologi

politici: Il culo, nelluomo, la parte pi


spregevole dellanatomia; nella donna, il luogo
dove ha sede la sua dignit.
Una frase con la quale, forse, non sarebbero
stati molto daccordo i raffinati esegeti del terzo
occhio, Verlaine e Rimbaud. La palpazione
rettale, oltre che una scienza, unarte.

Esistono malattie a trasmissione sessuale


Mauro mi si avvicin e mi sussurr: L. Il
giorno dopo, mi svegliai raffreddata. Tra le
malattie trasmesse dalle chiacchiere, oltre al
catarro e alla malinconia, tendo a evitare la
stupidit e linfluenza. Quando mi si avvicina uno
stupido, lo prego sempre di non parlare. Le
parole sono un pericolo.
La definizione malattie veneree in disuso.
Troppo ambigua e generica, in tempi in cui
Venere poco conosciuta e ha smesso di
essere oggetto di culto. stata sostituita con

malattie a trasmissione sessuale (o Mts, per


coloro cui non piacciono le tiritere, non si sono
laureati in una scuola tecnica superiore, o
temono, dicendo lespressione estesa, di
beccarsi un malanno) e, pi di recente, con
infezioni a trasmissione sessuale. Per,
mentre si discute se si tratti di malattie o
infezioni, nessuno sembra dubitare che la
modalit di trasmissione di questi acciacchi sia il
sesso.
Luomo nero con il suo sacco responsabile di
tutto. Pi grande il sacco, pi numerose sono le
atrocit che gli si possono attribuire e maggiore
la paura che pu provocare. strana
lescalation di terrore che gli adulti sono capaci di
costruire per i bambini, oltre che per se stessi.
Se non bevi il latte, i tuoi muscoli si indeboliranno,
quando i muscoli sono deboli, lorganismo smette
di crescere e ci provocher una debolezza
generalizzata che finir per trasformarti in un
adulto handicappato, che sar preso in giro dai
suoi compagni, incapace di difendersi dai loro
scherzi, di formare una famiglia e diventare un

essere umano normale. Finirai come


lInnominabile di Beckett e tutto per non bere un
bicchiere di latte.
Ebbi la prima candidiasi genitale a 15 anni. In
primavera. Il mio diario, su cui registravo i miei
primi tentativi sessuali, era appena stato
scoperto da mia madre, insieme alle pillole
anticoncezionali e a una lettera damore. Subito
tutti gli occhi si fissarono su di me.
Il rapporto esistente tra certe malattie e alcune
pratiche associate allinterazione sessuale
davvero impressionante. E vero. Tra quelle il cui
agente patogeno un batterio, troviamo la
gonorrea, la sifilide e la clamidia. Tra quelle di cui
responsabile un virus, troviamo Hiv, Hpv
(Human papilloma virus), lherpes genitale o
lepatite. Le malattie possono essere provocate
dallazione di un fungo (candida) o di un parassita
(come nel caso delle piattole). Pochissime sono
trasmesse esclusivamente tramite il contatto
sessuale; la maggior parte, infatti, oltre a questo
modo di trasmissione, ne ha altri, come nel caso

dellHiv (Aids).
Rispetto a tutte queste malattie, il metodo
migliore, e unico, di profilassi quello di
impermeabilizzare i tessuti delle mucose con
luso del preservativo. Naturalmente, ideologie di
carattere puritano raccomanderebbero
lastinenza pi rigorosa, ma non bisogna
dimenticare che le maggiori fonti di trasmissione
delle malattie, per quanto limitati possano essere
i nostri contatti con il mondo, sono laria e
lacqua. Smettere di respirare o di bere non
particolarmente raccomandabile, meglio le
mascherine o lacqua in bottiglia in caso di
pericolo.
Dicevamo che queste malattie utilizzano il
contatto sessuale per trasmettersi. I
conduttori sono i genitali, non il sesso. Come
linfluenza, si trasmette attraverso laria, e non
tramite la parola. Quindi, come non parliamo di
malattie a trasmissione discorsiva, non
dovremmo parlare nemmeno di malattie a
trasmissione sessuale, ma di malattie a

trasmissione genitale (Mtg, per gli amanti della


concisione). A meno che, naturalmente, non
vogliamo incriminare di nuovo il sesso.
Quando arrivarono le prime recriminazioni, a nulla
serv che io insistessi sul fatto che non avevo
avuto rapporti sessuali. Mia madre non aveva
dubbi. Intanto, la candida continuava a fare la sua
parte e io, pi candida della candida, decisi di
comunicarlo subito alle mie amiche. E fu cos
che, invece di comprensione, arrivarono altre
recriminazioni. Anche le mie amiche non avevano
dubbi. Tra tutte, mia madre, le mie amiche (o
quello che avevano detto loro le mamme delle
mie amiche), scatenarono un putiferio. stato
Jean-Baptiste, chiaro un vero maiale.
Ma non sono mai stata con Jean-Baptiste! Era
lo stesso. Non serviva a niente continuare a
insistere che non poteva essere per quello; loro
sembravano conoscere meglio di me luso che si
era fatto dei miei genitali. E laumento di colpe,
minacce e paure era direttamente proporzionale
alla crescita del prurito alla vagina.

Le malattie ereditarie sono quelle per le quali


lindividuo colpito non responsabile: non si
ammalato per aver preso uniniziativa, per aver
agito, ma soltanto per il fatto di essere vivo e di
aver accolto involontariamente un gene malato. In
queste malattie non c un colpevole, e
nemmeno i genitori possono esserlo
(probabilmente per questo che non si chiamano
malattie testamentarie). Tuttavia, queste
malattie inevitabili, per le quali nessuno
responsabile, n il paziente che le ha ereditate,
n il donatore contagioso, non ci capita mai di
chiamarle malattie a trasmissione sessuale,
mentre, inevitabilmente, sono state contratte a
causa di un rapporto sessuale, quello stesso
grazie al quale siamo stati concepiti. No, la
trasmissione sessuale esiste quando esiste
una colpa nella profilassi e nella pratica di un
determinato scambio sessuale.
Il ginecologo ci aveva dato appuntamento per
due giorni dopo. Quando arrivai nel suo studio,
mi tremavano persino le orecchie. Non appena
mi sedetti e non appena mia madre cominci a

riferire i sintomi di cui soffrivo, mi alzai in piedi e,


scoppiando a piangere, esclamai: Ma se non
sono andata a letto con nessuno!. Il ginecologo
tent di calmarmi, mentre io, tutta compunta, non
riuscivo a balbettare nemmeno una parola.
La diagnosi fu di infezione per una
proliferazione di candida. Il medico spieg a me
e a mia madre il significato della cosa e le
molteplici forme in cui poteva verificarsi
linfezione, in modo naturale e in assenza di un
contatto genitale. Pu capitare anche per aver
avuto rapporti sessuali disse mia madre. Ma
sono sicuro che non stato questo il caso
ribatt il medico. Mi parve di vedere mia madre
che distoglieva lo sguardo, come se non volesse
ascoltare, deplorando il fatto che, in qualche
modo, avevano sottratto le pallottole a quel fucile
caricato a colpevolezza, che aveva tanto penato
a caricare. Le madri sono sempre piene di buone
intenzioni, ma a volte dimenticano quanto
bruciano le pallottole di colpevolezza nel culo.
Alla fine della chiacchierata, mi prescrisse un

antibiotico che avrebbe sconfitto linfezione in un


paio di giorni, e fece uscire mia madre
dallambulatorio. Rimasti soli, senza alcun
barlume di allarmismo, mi spieg che dovevo
essere molto responsabile riguardo ai rapporti
sessuali e che dovevo sempre avere con me dei
preservativi e pretendere, senza pudori, che
fossero utilizzati.
Mia madre volle sapere che cosa mi avesse
detto il ginecologo, quando era rimasto da solo
con me.
Che ho dei bei capelli risposi.
Bisogna fare attenzione alle malattie a
trasmissione genitale, perch con alcune di
queste non c da scherzare. Per, il fatto di
essere tassativi nelluso del preservativo durante
i rapporti sessuali che possiamo avere non
significa esserne terrorizzati, incolpare chi non ha
nessuna colpa, n condannare per il fatto di non
aver bevuto un bicchiere di latte (comunque sia, a
volte, bevo anchio un bicchiere di latte: una
buona fellatio, in qualche caso, fa star bene prima

di andare a dormire).
Anche la paura una malattia contagiosa
difficile da curare. Parliamo, beviamo, amiamoci
e respiriamo, senza per questo dimenticare
quello stiamo facendo. E a ci che non vorremmo
mai nominare, mettiamo il nome che meglio lo
spiega. Mts, Mtg e cos via.

La sessuologia una faccenda di medici e


psicologi
Perch quel signore coi baffi mette una mano
dietro a Viole?
Viole era un pupazzo con la faccia da pollo e
vestito da cow-boy che il ventrloquo teneva sulle
ginocchia.
Perch quello che da la voce al pupazzo
risposi.
Sylvie rimase un attimo pensierosa.

E se quel signore a parlare, perch non lo fa


direttamente? Non si azzarda a dirle lui quelle
sciocchezze?
Qualche anno fa, mentre guardavo la televisione
insieme a Sylvie, la figlia di una collega.
Beata innocenza
Il sesso il pupazzo di molti ventriloqui. In nome
del sesso, parlano sociologi, antropologi,
etnologi, biologi, psicologi, psicanalisti, psichiatri,
ginecologi, andrologi, papi e una mia zia della
Champagne. Ci ragionano sopra tutti. Alcuni lo
fanno parlare della sua cultura, altri gli fanno
raccontare la sua natura biochimica, altri ancora
gli danno voce per affrontare le affezioni spirituali
degli esseri sessuati, altri la struttura organica dei
genitali e molti altri, semplicemente, gli fanno dire
stupidaggini.
Ma, attenzione, con la scusa del sesso, quello di
cui parliamo non il sesso, ma la sociologia, la
biologia, la psicologia, lanatomia o la religione.

Ci che vanno a costituire tutti questi discorsi


sono le loro relative discipline, non il sesso. Se,
mediante una statistica, la sociologia ci mostra
lincidenza di un determinato comportamento
sessuale, a essere veramente significativo il
fatto che la sociologia usi la statistica perle sue
analisi e valutazioni sociologiche. Perch si sta
facendo sociologia e non sesso. Se una religione
dellastinenza, della castit e della mortificazione
ci parla di sesso, non dobbiamo credere che
questa sia la natura del sesso, perch
semplicemente la natura di quella particolare
religione.
Nei discorsi sul disegno, si parla di nature
morte, paesaggi o ritratti, mai della nostra
capacit di disegnare. Sopra tutti, il Grande
Ventriloquo del sesso: la morale. E intanto il
sesso tace e muove le labbra. Unanatra non sa
niente di ornitologia, per unanatra.
Se intendiamo parlare di sesso dal punto di vista
del sesso, la prima cosa sar restituirgli la voce,
sdisciplinarlo, farne un ribelle, e poi, se si

vuole, considerare le spiegazioni che ne danno


altre discipline. Quindi, non parlare a nome suo
nellottica della morale, non farne quello che ci
dice ci che va bene e ci che va male, ma
quello che siamo; demoralizzarlo e poi agire in
lui eticamente. A tal fine, per renderlo ribelle e
privarlo della morale, occorre una fase di
costruzione che stata chiamata
sessuologia: la voce che rende intelligibile il
sesso dal punto di vista del sesso.
Una signora si reca dallo psichiatra con la figlia
pervasa dalla malinconia. Lo psichiatra, dopo
averla visitata, dice alla signora che quello di cui
avrebbe bisogno la figlia un bel coito. La
signora, preoccupata, dice al medico di
procurarglielo. Dopo un po la figlia torna
sorridente e la madre, entusiasta, dice al medico:
Dottore, per fortuna che io e lei sappiamo che
cos un coito, altrimenti si direbbe che glielha
data..
Il coito una unaltra cosa che, contrariamente
a quanto avviene, la sessuologia dovrebbe

spiegare. Quando si manifesta nel sesso un


problema psichiatrico, si ricorre allo psichiatra,
quando esiste un problema organico
nellapparato riproduttivo, si va da un ginecologo
o da un andrologo, quando si vuole sapere come
si manifesta il sesso in una cultura, si ascolta
lopinione di un antropologo e quando un
criminale delinque nelluso della sua condizione
di essere sessuato, bisogna rivolgersi al
tribunale. Su questo siamo tutti daccordo.
Per esempio, se la propria preferenza erotica
il voyeurismo, non si tratta di un problema
psichiatrico; se questa pratica comporta una
nevrosi, non un problema psicologico, ma di
comprensione del fatto sessuale. Avere una
disfunzione erettile o eiaculatoria o il vaginismo,
nel 99,9 per cento dei casi, non un disturbo
organico, bens una questione di capire che
cos il sesso.
Tuttavia, tutte le volte che siamo colpiti da
unalterazione come le precedenti, ci rechiamo
dal medico (psichiatra o dellapparato

riproduttivo), dallo psicologo o dal confessore;


perch abbiamo fatto del sesso una patologia.
Abbiamo medicalizzato la nostra condizione di
esseri sessuati, e abbiamo lasciato che la
morale, qualunque sia la sua origine, fosse
lorgano giudicante.
Una volta qualcuno mi sussurr allorecchio:
Trova quello che ti risolve il problema e, quasi
sempre, avrai anche quello che te lo provoca (i
politici sono spesso un magnifico esempio di
questa massima). Sar perch, molte volte, sono
quegli stessi che ci assolvono ad averci inculcato
il senso di colpa.
Abbiamo omologato il sesso (quante volte lo
facciamo, in quali modi e in quanto tempo), lo
abbiamo normalizzato (tanto misura, tanto
dura) e lo abbiamo reso teleologico (il famoso
coitorgasmo), con il risultato di trasformarlo in
unattivit nevrotizzante. Che genera la nevrosi
della colpa e le sue conseguenze: la pena e
langoscia.
Volersi tagliare le unghie con una chiave inglese

molto frustrante, ma lorigine della nevrosi


semplice come sapere a che cosa serve una
chiave inglese. E opportuno che chi sa che cos
una chiave inglese lo spieghi, senza raccontarci
soltanto quante ossa si possono rompere se la si
usa per picchiare, senza far s che ci
dimentichiamo la chiave inglese in casa perch
siamo ossessionati dal metterci i guanti da
saldatore prima di usarla e senza pensare a
curare le eventuali lesioni che pu provocare
luso della chiave inglese, come se tali lesioni
derivassero da qualcosa di diverso dal non saper
usare una chiave inglese.
La sessuologia pu essere il grande nemico
della morale, ed forse per questo che la sua
esistenza, bench abbia una storia centenaria,
continua a essere nebulosa, come una macchia
dinchiostro su cui qualcuno ha sputato. un
sapere senza formazione specifica propria
(almeno in Spagna), privo di un ordine
professionale, quindi aperto allabuso e alla
ciarlataneria, e continua a essere cos strano e
carico di potenziale distruttivo che non se ne

avverte neppure la necessit n il desiderio di


commercializzarlo.
Nel mio percorso di vita e nella mia formazione
ho conosciuto sessuologi straordinari; alcuni
lavorano proprio come sessuologi, altri lo fanno
con la tutela delle scienze mediche e altri ancora
compiono le loro riflessioni nelle catacombe di
qualche aula dove si pu ancora fumare. A tutti
loro vanno il mio pensiero e il mio rispetto.
Era una mattina di fine marzo del 2007 e i susini
cominciavano a mostrare le gemme dei loro fiori
bianchi. In Giappone, i tamburi taiko
risuonavano per celebrare la fine dellinverno. In
casa si diffondeva la musica dei Caputeti e
Montecchi, dalla suite del balletto Romeo e
Giulietta di Prokofiev. Mi infilai nel letto e presi il
quaderno su cui la sera precedente avevo
annotato alcune cose che mi avevano interessato
della lettura di Elfriede Jelinek. Spostai dal mio
grembo Monsieur Alfred, il gatto che avevamo
preso un anno prima da un gattile, e con la stessa
matita che avevo utilizzato cominciai a scrivere

questo libro.
E annotai: Antimanuale del sesso.
Per raccontare cose come queste.
Per parlare di Piol, delle anatre e delle chiavi
inglesi.

Ringraziamenti
A Jorge de los Santos, che mi sveglia la mattina,
che mi culla di notte e poche volte mi fa dormire.
Grazie, amore mio, per avermi aiutato nella
costruzione di questo libro e per avermi offerto
fonti inestimabili alle quali, senza di te, non avrei
potuto accedere.
Ad Ana Lafuente e Beln Lopez, due seduttrici
che hanno fatto di Temas de Hoy il mio pianeta.
A Efigenio Ameza, il sapiente, che fece del
sesso il Sesso. Per averci insegnato a pensare

in una societ che non ci vuole pensanti (solo


benpensanti).
A quelli che leggono, la mia gratitudine e che
sappiano a cosa mi riferisco.
Al Trankimazin e al Lormetazepam (da 2 mg
ciascuno). Anche a loro.

note:
1 Istituto di studi sulla sessuologia. [N.d.T.]
2 Marco Tropea Editore, Milano 2005. [N.d.R.]
3 Bollo nel testo originale, che in spagnolo
significa sia brioche sia fica. [N.d.T.]
4 Orsacchiotto, in francese nel testo. [N.d.T.]
5 Nuova generazione di uomini eterosessuali,
tendenzialmente metropolitani, consumatori di
cosmetica avanzata, curatissimi nellaspetto,
abbronzati, spesso salutisti. [N.d.T]

6 Duo comico presente in Spagna dalla met


degli anni Sessanta, ora non pi in attivit.
[N.d.T.]
7 Sperling & Kupfer, Milano 1989. [N.d.R.]
8 Bondage, dominazione, sadismo,
masochismo. [N.d.T.]
9 Agenzia immobiliare spagnola. [N.D.T.]
10 La parola usata nella lingua spagnola per
definire chi tossicodipendente. [N.d.T.]
11 Le prime due quartine del sonetto furono
scritte da Paul Verlaine, le due terzine di chiusura
da Rimbaud. Lo scrissero per beffeggiare il
florilegio che Albert Mrat dedic alla moglie e
nel quale cantava le sue varie parti del corpo.
Mrat non disse nulla del foro dei glutei. Verlaine
e Rimbaud colmarono il buco. Forse, dopo (o
durante) una notte damore.