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RESISTENZA AL

FUOCO DELLE
STRUTTURE
ANNESSI NAZIONALI
DEGLI EUROCODICI

dott. ing. LUCA PONTICELLI


C.N.VV.F. (Area V D.C.P.S.T.)
Seminario tecnico
Parma, 18 settembre 2013

1
IL COMPORTAMENTO AL
FUOCO DEI MATERIALI DA
COSTRUZIONE:
ASPETTI GENERALI

DA UN PUNTO DI VISTA qualitativo,


NEI CONFRONTI DELLINCENDIO:

1
2
3

C.A.

LEGNO

METALLO

LE STRUTTURE IN C.A.
Caratteristiche salienti:
PREGI
Incombustibilit
Bassa conducibilit (1/50 dellacciaio c.a.)
Sezioni molto spesse (bassi fattori di sezione)
DIFETTI
Presenza di acqua nel materiale (spalling dei
cls HSC)

RISCALDAMENTO

Temperatura
(C)

Cosa accade

1000
900

In genere questa la massima temperatura

800
700
600

Perdita della capacit portante

500

Limite convenzionale per le sezioni resistenti

400
300

Il cls assume colore rosato

200 400

Possibili fenomeni di spalling

DANNEGGIAMENTI TIPICI DEL C.A.

LE STRUTTURE IN LEGNO
Caratteristiche salienti:
PREGI
Bassa conducibilit dello strato carbonizzato
Sezioni massicce (bassi fattori di sezione)
DIFETTI
Combustibilit

SEZIONE
RESIDUA

SEZIONE
RESIDUA

Temperatura
(C)

RISCALDAMENTO

Cosa accade

1000
900

In genere questa la massima temperatura

800
700
600
500
400
300
< 200

E la temperatura del legno non carbonizzato

DANNEGGIAMENTO TIPICO DELLE


STRUTTURE IN LEGNO

LE STRUTTURE IN METALLO
(acciaio ed alluminio)
Caratteristiche salienti:
PREGI
Incombustibilit
Assenza di acqua nel materiale
DIFETTI
Alta conducibilit
Sezioni snelle (alti fattori di sezione)

Acciaio

RISCALDAMENTO

Alluminio

Temperatura
(C)

Cosa accade

1000
900

In genere questa la massima temperatura

800
700
600
500
400
300
200 400

Perdita della capacit portante

DANNEGGIAMENTI TIPICI DELLE


STRUTTURE METALLICHE

2
LE METODOLOGIE PER LA
VERIFICA AL FUOCO DI
ELEMENTI STRUTTURALI

CAMPO DI APPLICAZIONE
Il D.M. 16/2/07 si applica ai prodotti ed agli elementi costruttivi incorporati
permanentemente in opere civili e per i quali richiesto il requisito di resistenza al
fuoco.
La prestazione nei confronti della resistenza al fuoco di un prodotto o di un elemento
costruttivo pu essere effettuata mediante:

VALUTAZIONE DELLA
PRESTAZIONE

PROVE SPERIMENTALI

CALCOLI ANALITICI

CONFRONTO CON TABELLE

LA CLASSIFICAZIONE DI
RESISTENZA AL FUOCO
Simbolo

Significato

Campo di applicazione

Simbolo

Significato

Campo di
applicazione

Capacit portante

Muri, solai, tetti, travi, colonne, balconi, scale, passerelle,


controsoffitti, pavimenti sopraelevati.

P
PH

Continuit di corrente
o capacit di
segnalazione.

Cavi elettrici e loro


sistemi di protezione dal
fuoco

Tenuta

Muri, solai, tetti, controsoffitti, facciate continue, pavimenti


sopraelevati, sistemi di sigillatura, porte, canalizzazioni,
condotte di ventilazione, serrande tagliafuoco, condotti di
estrazione del fumo.

Resistenza
allincendio della
fuliggine.

Camini

Isolamento

Muri, solai, tetti, controsoffitti, facciate continue, pavimenti


sopraelevati, sistemi di sigillatura, porte, canalizzazioni,
condotte di ventilazione, serrande tagliafuoco, condotti di
estrazione del fumo.

Capacit di
protezione al fuoco.

Rivestimenti per pareti e


soffitti

Irraggiamento

Muri, facciate continue, porte, chiusure.

Durata della stabilit


a temperatura
costante.

Azione meccanica

Muri.

DH

Durata della stabilit


lungo la curva
standard temperatura
tempo.

Dispositivo
automatico di
chiusura

Porte, chiusure di passaggi.

Funzionalit degli
evacuatori motorizzati
di fumo e calore.

Evacuatori di fumo
motorizzati

Tenuta al fumo

Serrande tagliafuoco, condotti di estrazione del fumo.

Funzionalit degli
evacuatori naturali di
fumo e calore.

Evacuatori di fumo
naturali

Classi: 15, 20, 30, 45, 60, 90, 120, 180, 240, 360 minuti

IL FOCUS SUL METODO ANALITICO


Allegato C Modalit per la classificazione in base ai risultati di calcoli
C.1 I metodi di calcolo della resistenza al fuoco hanno l'obiettivo di consentire la
progettazione di elementi costruttivi portanti, separanti o non separanti, resistenti al
fuoco anche prendendo in considerazione i collegamenti e le mutue interazioni
con altri elementi, sotto specifiche condizioni di esposizione al fuoco e attraverso il
rispetto di criteri prestazionali e l'adozione di particolari costruttivi.
C.2 Le condizioni di esposizione al fuoco sono definite in specifici regolamenti
e basate sugli scenari di incendio in essi prescritti o su quelli attesi. Nei medesimi
regolamenti sono definite le combinazioni di carico da considerare agenti
insieme all'azione del fuoco e i coefficienti di sicurezza sui materiali e sui
modelli.
Condizioni di esposizione al fuoco (ossia incendi di progetto):
Definiti nelle regole tecniche di prevenzione incendi o nel DM 9 marzo 2007
Definiti nel DM 14 gennaio 2008 (NTC) per le attivit non soggette ai controlli VF in
base al DPR 151/2011
Combinazioni di carico e coefficienti di sicurezza
Definiti nel DM 14 gennaio 2008 (NTC)

RIASSUMENDO IL QUADRO NORMATIVO


ATTIVIT NORMATA DA
SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI
PREVENZIONE INCENDI
(D.M. xxxx)

LEGENDA
=

APPROCCIO
PRESCRITTIVO

APPROCCIO
PRESTAZIONALE

NO

ATTIVIT SOGGETTA AI
CONTROLLI VV.F.
(D.M.
DPR 16/2/1982)
151/2011

APPROCCIO PRESCRITTIVO
(classe R/REI imposta dal
D.M. xxxx)

NO

APPROCCIO PRESCRITTIVO
(D.M. 9/3/2007)

APPROCCIO PRESCRITTIVO
(D.M. 14/1/2008)

NO

CLASSE R/REI IN FUNZIONE


DEL LIVELLO DI
PRESTAZIONE IMPOSTO

VERIFICA PER TUTTA LA DURATA


DELLINCENDIO
(ed anche con classe R/REI ridotta)

CLASSE R/REI IN FUNZIONE


DEL LIVELLO DI
PRESTAZIONE IMPOSTO

COMBINAZIONI DELLE AZIONI - D.M. 9/3/2007 punto 5

SUCCESSIVAMENTE
ENTRARONO
IN VIGORE LE
NTC 2008

NTC 2008 (D.M. 14/1/2008 in corso di revisione)

...

G
Q

MUTUE INTERAZIONI TRA GLI ELEMENTI


D.M. 9/3/2007 punto 5

QUINDI LANALISI STRUTTURALE CON CURVE NATURALI DI INCENDIO


VA CONDOTTA, DI NORMA, SULLINTERA STRUTTURA!

APPROCCI ALLANALISI STRUTTURALE

ANALISI PER SINGOLI ELEMENTI


COMODA ED USATA GENERALMENTE SE
LINCENDIO MODELLATO CON CURVE
NOMINALI

ANALISI DI PARTI DI STRUTTURE O


DELLINTERO COMPLESSO
DA USARE SE LINCENDIO MODELLATO
CON CURVE NATURALI

IL FOCUS SUL METODO ANALITICO


C.3 I metodi di calcolo da utilizzare ai fini del presente decreto sono quelli contenuti
negli Eurocodici di seguito indicati se completi delle appendici contenenti i parametri
definiti a livello nazionale (NOPS):
C.3.1 EN 1991-1-2 Azioni sulle strutture - Parte 1-2: Azioni generali - Azioni sulle
strutture esposte al fuoco
C.3.2 EN 1992-1-2 Progettazione delle strutture di calcestruzzo - Parte 1-2:
Regole generali - Progettazione strutturale contro l'incendio
C.3.3 EN 1993-1-2 Progettazione delle strutture di acciaio - Parte 1-2 Regole
generali - Progettazione strutturale contro l'incendio
C.3.4 EN 1994-1-2 Progettazione delle strutture miste acciaio calcestruzzo Parte 1-2: Regole generali - Progettazione strutturale contro l'incendio
C.3.5 EN 1995-1-2 Progettazione delle strutture di legno - Parte 1-2: Regole
generali - Progettazione strutturale contro l'incendio
C.3.6 EN 1996-1-2 Progettazione delle strutture di muratura - Parte 1-2: Regole
generali - Progettazione strutturale contro l'incendio
C.3.7 EN 1999-1-2 (Progettazione delle strutture di alluminio - Parte 1-2: Regole
generali - Progettazione strutturale contro l'incendio

GLI ANNESSI NAZIONALI DEGLI EUROCODICI E LA


CIRCOLARE 4638 DEL 5 APRILE 2013

IL FOCUS SUL METODO ANALITICO


C.4 In attesa della pubblicazione delle appendici nazionali degli Eurocodici,
possibile limitare l'impiego dei metodi di calcolo alla sola verifica della resistenza al
fuoco degli elementi costruttivi portanti, con riferimento agli Eurocodici indicati in
C.3.2, C.3.3, C.3.4 e C.3.5 con i valori dei parametri da definire a li-vello nazionale
presenti nelle norme stesse come valori di riferimento ovvero con riferimento alle
norme UNI di seguito indicate:
C.4.1 UNI 9502 Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli
elementi costrut-tivi di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso
C.4.2 UNI 9503 Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli
elementi costrut-tivi di acciaio
CA.3 UNI 9504 Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli
elementi costrut-tivi di legno

POSSIBILIT CESSATA

IL FOCUS SUL METODO ANALITICO


C.5 I metodi di calcolo di cui in C.3 e C.4 possono necessitare della determinazione,
al variare delle temperature, dei parametri termofisici dei sistemi protettivi
eventualmente presenti sugli elementi costruttivi portanti. In questi casi i valori che
assumono detti parametri vanno determinati esclusivamente attraverso le
prove indicate all'articolo 2 comma 4 del presente decreto ed elencate nella
tabella A.3 dell'allegato A. (Norme EN n.d.r.)
I valori dei parametri presenti nelle norme citate in C.4 possono essere ancora
utilizzati purch il produttore, sulla base di idonee esperienze sperimentali, dichiari
sotto la propria responsabilit, che il sistema protettivo garantisca le prestazioni
definite in suddette norme, nonch aderenza e coesione per tutto il tempo
necessario e ne fornisca le indicazioni circa i cicli di posa o di installazione. Tale
possibilit decade con l'obbligo della marcatura CE dei sistemi protettivi, prevista in
conformit alla pertinenti specificazioni tecniche ovvero dopo 3 anni dall'entrata in
vigore del presente decreto (possibilit decaduta n.d.r.).
Elaborazioni numeriche dei valori di detti parametri, che esulano dall'ambito delle
prove indicate all'articolo 2 comma 4 del presente decreto o dalle norme citate in C.4
sotto le condizioni suddette, non sono valide ai fini della verifica della resistenza al
fuoco degli elementi costruttivi portanti (si seguono esclusivamente le norme di
prova n.d.r.).

IL METODO TABELLARE
LUNICO METODO
TABELLARE INTESO NEL
SENSO FORNITO DAL D.M.
4 maggio 1998 QUELLO DEL
D.M. 16 febbraio 2007 !!!

IPOTESI DI BASE:
IL METODO TABELLARE UN METODO RIGIDO:
NON SONO AMMESSE INTERPOLAZIONI O
ESTRAPOLAZIONI
GLI ELEMENTI TRUTTURALI SONO ESPOSTI
ALLINCENDIO STANDARD
SONO ESCLUSI I PROFILATI DI CLASSE 4
SI CONSIDERANO TRAVI APPOGIATE, COLONNE
E TIRANTI
IL PRODUTTORE DEI RIVESTIMENTI DEVE
DICHIARARNE LIDONEITA
LA POSSIBILITA DI RICORRERE ALLE TABELLE
DELLACCIAIO E DECADUTA IL 25/9/2010.

3
LA VERIFICA AL FUOCO DEGLI
ELEMENTI IN ACCIAIO

ACCIAIO
METODI ANALITICI SEMPLIFICATI
DELLEUROCODICE 3 PARTE 1-2

IL METODO DELLA
temperatura critica
Nellipotesi di distribuzione uniforme della temperatura la condizione di collasso
si verifica quando leffetto dei carichi (eventualmente ridotti a seguito di
ridistribuzione) eguaglia la resistenza della membratura:

Efi,d = Rfi,d(cr)

(1)

Nellipotesi che la resistenza a caldo si possa esprimere come aliquota di quella ad


inizio incendio mediante il coefficiente di riduzione della tensione di snervamento (e
dunque NON NEL CASO DI VEIRFICHE DI STABILIT):

Efi,d = k(cr)Rfi,d,0 (2)


Introdotto il coefficiente di utilizzazione ad inizio incendio 0:
La condizione di collasso diviene:
da cui si deduce la cr

0 = ky,cr

0 =

E fi,d
R fi,d,0

(3)

(4)
Per le sezioni snelle in
acciaio cr,a = 350C

ESPRESSIONE DELLA
TEMPERATURA CRITICA

LANALISI TERMICA
Analisi semplificata
materiale non protetto

K(g ) dt A = Q = dU = V ca d

Analisi F.E.M.

K g
a c a

) A t

Modellazione
dellincendio
Propriet del
materiale

Fattore
di sezione

LANALISI
TERMICA

a,t

A p g,t a,t
10
=

t - e 1 g,t

dp c a a V

1+
3
p

materiale protetto
Propriet del
materiale

Propriet del
protettivo

=
Fattore
di sezione

c p p

c a a

dp

Ap
V

Modellazione
dellincendio

LE PROPRIET DEI PROTETTIVI


DELLACCIAIO
Si valutano in base alle due
norme europee:
EN 13381-4 reattivi e passivi
EN 13381-8 reattivi
di fondamentale importanza
la definizione del fattore di
sezione A/V.

LE CURVE DI RISCALDAMENTO
cp = 0 =

c p p
c a a

dp

Ap
V

=0

Si trascura lassorbimento
del protettivo

Per gli elementi protetti,


queste
curve
possono
essere costruite solo se
sono noti i valori dei
parametri termofisici dei
protettivi in base alle norme
EN 13381-4 e EN 13381-8.

UN ESEMPIO APPLICATIVO
PROGETTO DI UNA TRAVE INFLESSA R30
qfi,d = 20,0kN/m
HE200B (A/V aderente = 156 m-1)

L = 6,0 m
Mfi,d = qfi,dxL2/8= 90 kNm
Mr,d,0 = Wxfy/a = 642550x235/1,0 = 151 kNm
(a = 1,0 in base al N.A.D.)
0 = Mfi,d/Mr,d,0 = 90/151 = 0,6

CALCOLO DELLA
TEMPERATURA CRITICA

a,cr (0,6) = 554C

CALCOLO DELLA TEMPERATURA DELLA


TRAVE NON PROTETTA DOPO 30 minuti
A/V = 156 m-1
760C > 554C
LA TRAVE DEVE
ESSERE PROTETTA

PROGETTO DEL PROTETTIVO


Si sceglie un protettivo di tipo reattivo applicato a pennello sulla trave testato in base
alla EN 13381-4. Dal rapporto di valutazione emesso da un laboratorio abilitato si
evince che servono 400 m di protettivo per tenere il profilo al di sotto della
temperatura critica
R30
3000
350C

Spessore di protettivo (m)

2500

2000

400C

1500

450C

1000

500C
500

550C
600C

0
0

50

100

150

200
-1

Am/V (m )

250

300

UN ESEMPIO APPLICATIVO
VERIFICA DI UNA COLONNA COMPRESSA
Nfi,d = 400 kN

Esposizione: 15 minuti allincendio ISO 834


sui quattro lati

HEA 200
A = 5380 mm2

La verifica soddisfatta se:

p = 1136 mm

Nfi,d < Nb,fi,,r,d

Acciaio S355
H = 3m

MEMO

Nb,fi,,R,d = fi A

k y, fy
m,fi

= 1,0

Relazione valida
solo per profilati di
classe 1, 2 e 3. Per
i profilati di classe 4
la cr di 350 C.

1. DETERMINAZIONE DELLA TEMPERAURA DEL


PROFILATO (a)

Am/V = p/A = 1136/5380


= 0,211 mm-1 = 211 m-1

a 620 C

2. CALCOLO DELLA TENSIONE DI SNERVAMENTO DI


PROGETTO A CALDO (fy,,d)

a = 620C
ky,620 = 0,42

fy,,d = fy ky, / m,fi =


= 355 0,42 / 1,0 =

kE,620 = 0,27

= 150 N/mm2
620 C

3. CALCOLO DEL COEFFICIENTE DI RIDUZIONE


DELLA RESISTENZA PLASTICA (fi)
Parametro di imperfezione
Parametri

Formulazione a freddo

Formulazione a caldo

+ 2 2

+ 2

0,5[1++ 2]

0,5[1++ 2]

= ( -0,2)

Valore tabellato (0,13 0,76)

; fi

A fy
N cr

= 0,65
=

235
fy

A f y k y,
k y,

=
N cr k E,
k E,

Snellezza adimensionalizzata

3. CALCOLO DEL COEFFICIENTE DI RIDUZIONE


DELLA RESISTENZA PLASTICA (fi)
2EI 2 210000 13360000
Ncr = 2 =
= 3077kN
L
3000 2

3m

A fy

N cr

5380 355
= 0,788
3077000

A f y k y,
k y,
0,42

=
= 0,788
= 0,983
Ncr k E,
k E,
0,27

= 0,65

235
235
= 0,65
= 0,529
355
fy

= = 0,529 0,983 = 0,520

= 0,5[1++2]=0,5(1+0,520+0,9832) = 1,243
fi =

1
2

1
2

1,243 + 1,243 0,983

= 0,50

4. VERIFICA A CALDO
Nb,fi,,R,d = fi A

k y, fy
m,fi

0,42 355
= 0,50 5380
= 400 KN
1,0

La verifica soddisfatta.
La temperatura di 620C la temperatura critica del profilato in
quanto la resistenza eguaglia lazione corrispondente.
Qualora la verifica non fosse stata soddisfatta, sarebbe stato
necessario proteggere opportunamente il profilato per
ritardarne il riscaldamento.

APPLICANDO brutalmente IL METODO


DELLA TEMPERATURA CRITICA:
0 =

E fi,d
R fi,d,0

Efi,d = 400 kN
R fi,d,0 = Nb,fi,20,R,d = fi A

k y, fy
m,fi

= 0,86 5380

1,0 355
= 1642 KN
1,0

0 = 400/1642 = 0,24 (coefficiente di utilizzazione)

= 697 C > 620 C !!!

NEL CASO DI VERIFICHE DI STABILITA IL METODO DELLA


TEMEPRATURA CRITICA NON RISULTA CONSERVATIVO

CALCOLO DELLA RESISTENZA AD INIZIO


INCENDIO
2EI 2 210000 13360000
Ncr = 2 =
= 3077kN
L
3000 2

A fy
Ncr

= 0,65

5380 355
= 0,788
3077000

235
235
= 0,65
= 0,529
355
fy

= = 0,529 0,788 = 0,417

= 0,5[1++2]=0,5(1+0,417+0,5292) = 0,848
fi =

1
2

1
2

0,848 + 0,848 0,788

= 0,86

5. CLASSIFICAZIONE DELLA SEZIONE A CALDO


ALI

c 82
=
= 8,2
t f 10

ANIMA

A caldo:
= 0,85

235
235
= 0,85
= 0,692
fy
355

LA SEZIONE DI CLASSE 3

c 134
=
= 20,6
t w 6,5

un decalogo per ricapitolare


La resistenza al fuoco di una costruzione, in
generale, dipende:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)

Dallo schema strutturale (isostatico o iperstatico per la ridistribuzione delle azioni).


Dalle azioni agenti in condizioni di incendio (per il calcolo coefficiente di utilizzazione 0)
Dalle propriet meccaniche del materiale
Dalle propriet termiche del materiale
Dalla modellazione dellincendio (curve nominali, curve naturali).
Dalla presenza di rivestimenti protettivi (lastre, vernici ).
Dalla classificazione delle sezioni e dalla loro forma
Dal fattore di sezione che influisce sulla velocit di riscaldamento della stessa (A/V).
ed inoltre:

9) Dalla corretta esecuzione ad opera di personale specializzato


10) Dalla corretta manutenzione delle strutture

4
LA VERIFICA AL FUOCO DEGLI
ELEMENTI IN CLS ARMATO

CEMENTO ARMATO
METODO ANALITICO
SEMPLIFICATO DELLEUROCODICE
2 PARTE 1-2

IL METODO DELLISOTERMA A
500C (EC2 1-2)
Barra reagente alla
temperatura s

heff

Sezione di cls
reagente a 20C
beff
B

Isoterma a 500C

ESEMPIO

a = 2,5 cm

CALCOLO DEL MOMENTO RESISTENTE DI UNA SOLETTA


IN C.A. DOPO UNESPOSIZIONE ALLINCENDIO
STANDARD DI 60 minuti SECONDO EC2 1-2

H = 25 cm

B = 100 cm

Copriferro netto: 2 cm
Barre 10/10

Calcestruzzo:
fcd = fck/c,fi = 25/1,0 = 25,0 N/mm2
Acciaio:
fyd = fyk/s,fi = 440/1,0 = 440,0 N/mm2
sy = fyd/Es = 440/(1,0 x 200000) = 0,22%
I COEFFICIENTI PARZIALI DI SICUREZZA SONO RIPORTATI NEI N.A.D.

MAPPATURA TERMICA
>500C = 2 cm

s = 450C

CALCOLO DEL MOMENTO


RESISTENTE
fcd
x

Ass
t = 60

T60 = 0,8As fyd = 0,810 102/4 440/1,00 = 276,5 kN


C60 = h fcd x B
T60
=
f cd B

276500
= 13,8 mm < 25 - 2 = 23 cm
25
1,0
0,8 1000
1,0

3,5
= 5,35% > sy = 0,22%
s = (H - a x ) cu3 = (250 - 25 13,8 )
x
13,8
x=

Mu,d,60 = C60 x (H a x/2) = 276,4 (250 25 0,813,8/2) = 60,7 kNm

PROGETTO DEL PROTETTIVO


Nellipotesi che il momento di progetto della soletta sia superiore a quello
resistente calcolato per lesposizione allincendio di 60 minuti (75kNm), si
progetta lo spessore di protettivo da applicare per garantire la resistenza
richiesta dopo il prefissato tempo di esposizione allincendio.
Si adottano i risultati di test condotti in base alla norma ENV 13381-3.
Md = 75 kNm
Mr,d,60 = 60,7 kNm
Affinch il momento resistente di progetto sia pari a 75 kNm, necessario che
aumenti lo sforzo di trazione delle barre di armatura, penalizzato dalla
temperatura raggiunta (450C k = 0,8). Lapplicazione del protettivo
raffredda la sezione e ne incrementa la capacit portante.
Procedendo per tentativi, si calcola lo sforzo di trazione delle barre affinch si
raggiunga la richiesta resistenza. Tale sforzo di 345 kN, ottenibile con una
tensione di snervamento non ridotta per effetti termici. In sostanza, lacciaio
deve essere mantenuto ad una temperatura non superiore a 400C.

CALCOLO DEL COPRIFERRO DI PROGETTO


DELLACCIAIO

30 mm

CALCOLO DELLO SPESSORE DI


PROTETTIVO DI PROGETTO
Per garantire i 3 cm di copriferro, necessario applicare uno spessore di
protettivo allintradosso della soletta tale da risultare equivalente ai 5 mm
di calcestruzzo mancanti per i 60 minuti di esposizione allincendio
standard.
La norme ENV 13381-3 introduce il concetto di spessore equivalente.
Se ne riporta un esempio:

dp (mm)

30 min

60 min

90 min

120 min

180 min

240 min

d,pmin (mm)

2,0

3,9

7,8

9,9

10,1

p,dmax (mm)

4,0

5,3

11,0

14,9

16,5

16,6

15,9

La norma ammette linterpolazione lineare. Dallesempio si vede che uno


spessore di 2 mm di protettivo sufficiente.

IN CASI PI COMPLESSI
(SI PU RICORRERE AI DOMINI DI INTERAZIONE N-M)
Dominio di interazione N-M colonna 40x40 in c.a. armata con 416
(esposizione su 4 lati)
M (kNm)

250
200
150
Punto di progetto
100
50
180 min

120 min

90 min

60 min

A freddo 30 min

Inizio incendio

0
-500

0
-50
-100
-150
-200
-250

500

1000

1500

2000

2500

3000

3500

N (KN)

4000

CEMENTO ARMATO
IL METODO TABELLARE DEL
D.M. 16/2/2007

ELEMENTI IN C.A. (R)


TRAVI APPOGGIATE
Combinazioni possibili di b e a

Classe

bw

30

b = 80
a = 25

120 / 20

160 / 15

200 / 15

80

60

b = 120
a = 40

160 / 35

200 / 30

300 / 25

100

90

b = 150
a = 55

200 / 45

300 / 40

400 / 35

100

120

b = 200
a = 65

240 / 60

300 / 55

500 / 50

120

180

b = 240
a = 80

300 / 70

400 / 65

600 / 60

140

240

b = 280
a = 90

350 / 80

500 / 75

700 / 70

160

PARETI PORTANTI
Classe

bw
b

PILASTRI CIRCOLARI (b = ) O RETTANGOLARI (b = bmin)


Esposti su pi lati

Classe

Esposti su un lato

30

b = 200 / a = 30

300 / 25

160 / 25

60

b = 250 / a = 45

350 /40

160 / 25

PARETI NON
PORTANTI

90

b = 350 / a = 50

450/40

160 / 25

120

b = 350 / a = 60

450 / 50

180 / 35

Esposte su un lato

Esposte su due lati

Esposte su un lato

180

b = 450 / a = 70

230 / 55

30

s = 120 / a = 10

120 / 10

s = 60

240

300 / 70

60

s = 130 / a = 10

140 / 10

s = 80

90

s = 140 / a = 25

170 / 25

S = 100

120

s = 160 / a = 35

220 / 35

S = 120

180

s = 210 / a = 50

270 / 55

S = 150

240

s = 270 / a = 60

350 / 60

S = 180

I valori di a devono essere non inferiori ai minimi di regolamento per le


opere di c.a. e c.a.p. In caso di armatura pre-tesa aumentare i valori di a di
15 mm. In presenza di intonaco i valori di b e a ne devono tenere conto
nella maniera indicata nella tabella relativa ai solai in c.a. e c.a.p. Per
ricoprimenti di calcestruzzo superiori a 50 mm prevedere una armatura
diffusa aggiuntiva che assicuri la stabilit del ricoprimento.

Hmax 4,5 m
COLONNE O
PARETI ESPOSTE

Hmax 6,0m

5
LA VERIFICA AL FUOCO DEGLI
ELEMENTI IN LEGNO

LEGNO
METODO ANALITICO
SEMPLIFICATO DELLEUROCODICE
5 PARTE 1-2

DETERMINAZIONE DELLA
VELOCIT DI CARBONIZZAZIONE
Spessore carbonizzato
Perimetro iniziale

Zoom
Linea di
carbonizzazione
Zona carbonizzata
Zona di pirolisi

IL METODO DELLA SEZIONE


RESIDUA (EC5 1-2)
SPESSORE
CARBONIZZATO

SEZIONE
RIDOTTA

SEZIONE
INIZIALE

PERIMETRO
DELLA SEZIONE
RESIDUA
PERIMETRO
DELLA SEZIONE
RIDOTTA

n t

ELEMENTI NON PROTETTI


ED ELEMENTI PROTETTI
CON MATERIALI AVENTI
tch 20 min

t (min)

SPESSORE IN
ZONA
DI FASE DI
CARBONIZZAZIONE
PIROLISI

ELEMENTI PROTETTI
CON MATERIALI
AVENTI tch> 20 min

t (min)

ESEMPIO
METODO DELLA SEZIONE RESIDUA
Mfi,d = 7 kNm
Legno C24
n = 0,8 mm/min
Verifica R30

h fi

26 cm

sezione iniziale

bf i
12 cm

sezione residua

Il frattile al 20% della resistenza pari a kfifk = 1,2524,0 = 30 N/mm2


Il coefficiente kmod posto pari a 1,0.
f
1.25 24,0
N
= 30,0
La resistenza di progetto del legname pari a: f d,fi = k mod 20 = 1,0
2
M,fi

1,0

mm

Dopo 30 minuti di esposizione allincendio, lo spessore carbonizzato pari a:


def = dchar,n + k0d0 = 0,830 + 1,07 = 31,0 mm
La sezione residua avr le seguenti dimensioni:
bfi = 12 - 23,1 = 5,8 cm
hfi = 26 3,1 = 22,9 cm
b fi h 2fi 5,8 22,9 2
Il modulo di resistenza ridotto della trave vale: W fi =
=
= 506,9 cm 3
6
6
La massima tensione normale nel legno vale pertanto: fi =

M fi 7000000
N
=
= 13,8
< f d,fi
W fi
506900
mm 2

6
LA VERIFICA AL FUOCO DEGLI
ELEMENTI IN MURATURA

MURATURA
IL METODO ANALITICO
SEMPLIFICATO DELLEUROCODICE
6 PARTE 1-2

IL METODO DELLA SEZIONE


RESIDUA (EC6 1-2)
Si mappa termicamente lelemento strutturale esposto allincendio standard, si
elimina la porzione di materiale ritenuta inefficace ai fini della resistenza e si
verifica la membratura caratterizzata dalla porzione di materiale resistente con
i metodi ordinari della tecnica delle costruzioni e le regole della parte generale
dellEurocodice 6.
La resistenza al compressione di progetto per una parete o una colonna
esposta allincendio standard data dalla seguente espressione:

NR,d,fi( i ) = (f d,1 A 1 + f d,2 A 2 )


1 e 2 (con 1 < 2) sono temperature che individuano tre porzioni di sezione
trasversale dellelemento:
-il materiale a temperatura fino a 1 considerato pienamente resistente
-il materiale a temperatura superiore a 2 considerato inefficace
-il materiale a temperatura intermedia tra 1 e 2 considerato parzialmente
resistente (???).

ESEMPIO
METODO DELLA SEZIONE RESIDUA
tFr

Isoterma 2

Isoterma 1

Sezione residua

Pilastro
murario
50x50
cmxcm alto 3 m realizzato in
blocchi di laterizio pieni ed
esposto allincendio standard
sui quattro lati per 90 minuti.
Lallegato C di EN 1996 1-2
stabilisce le seguenti due
temperature limite per la
muratura in esame:
1 = 100C;
2 = 600C.

Dalla mappatura termica riportata nella figura C3 dellEurocodice EN 1996 1-2, si


ricava che lo spessore di muratura a temperatura superiore a 600C di 2,5 cm e lo
spessore di muratura a temperatura superiore a 100C di 10,0 cm.
Per tale motivo, il lato della sezione residua di muratura da considerare nel calcolo
pari a 30 cm e tFR pari a 45 cm. Lincremento di eccentricit dei carichi in quanto
il cimento termico simmetrico. Si trascura il materiale oltre i 100C

MURATURA
IL METODO TABELLARE DEL
D.M. 16/2/2007 E DELLA
CIRCOLARE M.I. 15/2/2008

MURATURE NON PORTANTI (EI)


BLOCCHI DI LATERIZIO

BLOCCHI DI CALCESTRUZZO NORMALE

CLS ALLEGGERITO

Classe
Classe
Blocco con percentuale
di foratura > 55 %

Blocco con percentuale di


foratura < 55 %

Blocco con fori mono o


multicamera o pieno

Blocco con
fori
monocamera

Blocco con
fori
multicamera
o pieno

Intonaco
normale

Intonaco
protettivo
antincendio

Blocco con fori


monocamera

Blocco con
fori
multicamera
o pieno

Intonaco
normale

Intonaco
protettivo
antincendio

Intonaco
normale

Intonaco
protettivo
antincendio

30

s = 120

80

100

80

30

s = 120

100 (*)

100 (*)

80 (*)

s = 100

80 (*)

60

s = 150

100

120

80

60

s = 150

120 (*)

120 (*)

100 (*)

s = 120

80 (*)

90

s = 180

120

150

100

90

s = 180

150

150

120 (*)

s = 150

100 (*)

120

s = 200

150

180

120

120

s = 240

180

200

150

s = 200

150

180

s = 250

180

200

150

180

s = 280

240

250

180

s = 240

200

240

s = 300

200

250

180

240

s = 340

300

300

200

s = 300

240

ISO 834
su un lato !!!

(*) Solo blocchi pieni (percentuale foratura < 15%)

BLOCCHI DI PIETRA SQUADRATA


Classe

Blocco pieno

30

S = 150

60

S = 150

90

S = 250

120

S = 250

180

S = 360

240

S = 360

H 4m

Intonaco normale: intonaco tipo sabbia e cemento, sabbia


cemento e calce, sabbia calce e gesso e simili caratterizzato da
una massa volumica compresa tra 1000 e 1400 kg/m3
Intonaco protettivo antincendio: Intonaco tipo gesso, vermiculite
o argilla espansa e cemento o gesso, perlite e gesso e simili
caratterizzato da una massa volumica compresa tra 600 e 1000
kg/m3

Materiale

Tipo blocco

30

60

90

120

180

240

Laterizio
(*)

Pieno (foratura 15%)

120

150

170

200

240

300

Laterizio
(*)

Semipieno e forato (15% <


foratura 55 %)

170

170

200

240

280

330

Calcestruz
zo

Pieno, semipieno e forato


(foratura 55 %)

170

170

170

200

240

300

Calcestruz
zo leggero
(**)

Pieno, semipieno e forato


(foratura 55 %)

170

170

170

200

240

300

Pietra
squadrata

Pieno (foratura 15 %)

170

170

250

280

360

400

(*) presenza di 10 mm di intonaco su ambedue le facce ovvero di 20 mm sulla sola


faccia esposta al fuoco; i valori in tabella si riferiscono agli elementi di laterizio sia
normale che alleggerito in pasta
(**) massa volumica netta non superiore a 1700 kg/m3

H 8m

MURATURE PORTANTI (REI)

h/s 20

7
LA VERIFICA AL FUOCO DI
SOLAI

SOLAI
IL METODO TABELLARE DEL
D.M. 16/2/2007

SOLAI IN C.A. E C.A.P. (R)


TIPOLOGIA

30

60

90

120 180 240

Solette piene con


armatura
monodirezionale

H = 80
a = 10

H = 120
a = 20

H = 120
a = 30

H = 160
a = 40

H = 200
a = 55

H = 240
a = 65

Solai misti di lamiera


di acciaio (cassero)
con riempim. in cls

Hm = 80
a = 10

Hm= 120
a = 20

Hm= 120
a = 30

Hm= 160
a = 40

Hm= 200
a = 55

Hm= 240
a = 65

Solai a travetti con


alleggerimento

H = 160
a = 15

H = 200
a = 30

H = 240
a = 35

H = 240
a = 45

H = 300
a = 60

H = 300
a = 75

Solai a lastra con


alleggerimento

H = 160
a = 15

H = 200
a = 30

H = 240
a = 35

H = 240
a = 45

H = 300
a = 60

H = 300
a = 75

Valori minimi per il requisito R. Le misure sono espresse in mm. H rappresenta lo spessore della
soletta, a rappresenta la distanza dallasse delle barre di armatura dalla superficie esposta allincendio
STANDARD. La tabella va letta con le indicazioni fornite nel D.M. 16/2/2007.

PER I REQUISITI EI DEI SOLAI:


Per garantire i requisiti di tenuta e isolamento i solai di cui alla tabella D.5.1
devono presentare uno strato pieno di materiale isolante, non combustibile e
con conducibilit termica non superiore a quella del calcestruzzo, di cui almeno
una parte in calcestruzzo armato. La tabella seguente riporta i valori minimi
(mm) dello spessore h dello strato di materiale isolante e della parte d di
c.a., sufficienti a garantire i requisiti EI per le classi indicate.
Classe

30

60

90

120

180

240

Tutte le tipologie

h = 60 / d = 40

60 / 40

100 / 50

100 / 50

150 / 60

150 / 60

In presenza di intonaco i valori di h e di a ne possono tenere conto nella maniera indicata


nella tabella D.5.1. In ogni caso a non deve mai essere inferiore a 40 mm.
In presenza di strati superiori di materiali di finitura incombustibile (massetto, malta di
allettamento, pavimentazione, etc.) i valori di h ne possono tener conto

UN ESEMPIO:
a = 6,0 + 0,6 = 6,6 cm (copriferro lordo)
H = 6,0 + 15,0 + 5,0 = 26,0 cm (altezza strutturale)
h = 6,0 + 5,0 + 4,0 = 15,0 cm (strato isolante continuo)
H = 6,0 + 5,0 = 11,0 cm (spessore di cls continuo nello
strato isolante)
Pavimento incombustibile + massetto

R 120
EI 240

Alleggerimento (es. polistirolo)


4
5
15
6

barre 12

predalla

SOLAIO REI 120 !!!

SOLAI
IL METODO ANALITICO
SEMPLIFICATO DELLEUROCODICE
4 PARTE 1-2

ESEMPIO
VERIFICA DI UN SOLAIO MISTO
ACCIAIO-CLS
120

Il requisito di tenuta E si assume che sia sempre soddisfatto


(cfr. par. 4.3.2 (6) di EN 1994 1-2)

h1 = 120-58 = 62 mm
h2 = 58 mm
h3 = 0 mm (nessun massetto)
l1 = 101 mm
l2 = 62 mm

dalla norma

l3 = 207-101 = 106 mm
Limite

Valore del parametro

Verifica

50,0 h1 125,0 mm

h1 = 62 mm

OK

50,0 h2 100,0 mm

h2 = 58 mm

OK

80,0 l1 155,0 mm

l1 = 101 mm

OK

32,0 l2 132,0 mm

l2 = 62 mm

OK

40,0 l3 115,0 mm

l3 = 106 mm

OK

t i = a 0 + a 1 h1 + a 2 + a 3
A
=
Lr

l +l
h2 1 2
2
l l
l 2 + 2 h 22 + 1 2
2

A 1
A
1
+ a 4 + a 5 tempo di superamento del requisito I
Lr
l3
L r l3
2

=
2

1
fattore di sezione del dente

VERIFICA DI APPLICABILIT DEL METODO

VERIFICA DEL REQUISITO I

l l

l l
h 22 + l 3 + 1 2 h 22 + 1 2
2

2
l3

fattore di configurazione della flangia superiore

VERIFICA DEL REQUISITO R

dalla norma

a = b 0 + b1
s = c 0 + c1

1
A
+ b2
+ b3 + b4 2
l3
Lr

u3
A
1
+ c2 z + c3
+ c4 + c5
h2
Lr
l3

Fi = slab (l1 + l 3 ) z pl fc,d,fi

lato acciaio

lato cls

Temperatura lamiera
Temperatura barre di armatura
Equilibrio alla traslazione in
condizioni di plasticizzazione

8
LEGHE DI ALLUMINIO

LEGHE DI ALLUMINIO
IL METODO ANALITICO
SEMPLIFICATO
DELLEUROCIDICE 9 PARTE 1-2

SI TRATTANO IN ANALOGIA CON


LACCIAIO
1,0

0,9

0,8

0,7
EN AW-5052 O
EN AW-5052 H34
EN AW-5083 O
EN AW-5083 H113
EN AW-5454 O
EN AW-5454 H32
EN AW-6061 T6
EN AW-6063 T6
EN AW-6082 T6

k0,2

0,6

0,5

0,4

0,3

0,2

0,1

0,0
0

100

200

300

400

500

Temperature (C)

Per le sezioni snelle in lega di


alluminio cr,aL = 170C

0 = k 0,2,cr

9
IL METODO SPERIMENTALE

NORMATIVA

- I rapporti di prova emessi entro il 31/12/1985 decadranno il 25/9/2008.


- I rapporti di prova emessi entro il 31/12/1995 decadranno il 25/9/2010.
- I rapporti di prova emessi entro il 30/09/2007 decadranno il 25/9/2012.

Le prove si effettuano accoppiando alla norma EN 13501


(valida in generale per tutte le prove di resistenza al fuoco) le
norme di prodotto specifiche.
A lato un esempio di marcatura CE di una trave prefabbricata.

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


MURO RESISTENTE AL FUOCO

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


SOLAIO MISTO ACCIAIO-CALCESTRUZZO

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


TRAVE DI ACCIAIO

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


PANNELLO LEGGERO

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


CONTROSOFFITTO A MEMBRANA AUTOPORTANTE

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


PORTONE SCORREVOLE METALLICO

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


CHIUSURA COMPLESSA VETRATA

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


CAMPIONE DI SIPARIO DI SICUREZZA

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


SERRANDE TAGLIAFUOCO

PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI CLASSIFICATI


ATTRAVERSAMENTI SOLAIO

9
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Structural Design for Fire


Safety
di Andrew Hamilton Buchanan
Pubblicato da Wiley & Sons
(2001)

Resistenza al fuoco delle strutture


di Roberto Lenzi
E.P.C. (2004)

Traduzione
P. Gambarova e R. Felicetti
(2009) HOEPLI

Fire Safety Engineering Design of


Structures
di J. A. Purkiss
Pubblicato da Butterworth &
Heinemann (2007)

Progettazione di strutture in
acciaio e composte acciaiocalcestruzzo in caso di incendio
di E. Nigro, S. Pustorino,
G. Cefarelli, P. Princi
Pubblicato da Hoepli (2010)

Resistenza al fuoco delle costruzioni


di Luca Ponticelli e Mauro Caciolai
a cura di Claudio De Angelis
Pubblicato da UTET per il CNVVF (2008)

Reazione e resistenza al fuoco


di Lamberto Mazziotti, Giuseppe
Paduano e Saverio La Mendola
Pubblicato da EPC (2010)

GRAZIE DELLATTENZIONE

DOTT. ING. LUCA PONTICELLI