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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
lA CORTEDEI CONTI
SEZIONE GIURISDIZIONALE PER lA CAMPANIA
composta dai seguenti magistrati:
dotto Fiorenzo SANTORO

Presidente

dotto Giuseppe DI BENEDETTO I Referendario


dotto Marzia

DE FALCO

ha pronunciato

Referendario

reI. est.

la seguente
ORDINANZA

nel giudizio iscritto al n. 66655 del registro di segreteria, avente ad oggetto reclamo avverso ordinanza
cautelare, proposto da:
Panza Lucio, rapp.to

e difeso dall'avv.

Francesco Accarino, presso il cui studio

elett.te

dom.to

in

Napoli, alla via Melisurgo 4, giusta procura in atti.


Barbuti Antonio,

rapp.to e difeso dagli avv. Mario D'Urso e Marcello Brescia Morra, presso il cui studio

elett.te dom.to in Napoli, alla via Monteoliveto


Uditi, all'udienza del 3/12/2014,

86, giusta procura in atti.

gli avv.ti Accarino e D'Urso, nonch il Pubblico Ministero

nella persona

del S.P.G. dr. Ferruccio Capalbo, e con l'assistenza del segretario dott.ssa Francesca Cerino;
Premesso in
FATTO
Con ricorso depositato

in data 8/9/2014,

disporsi il sequestro conservativo

la Procura Regionale presso la Sezione Campania chiedeva

ante causam in danno di Barbuti Antonio,

Nobile e De Giacomo Claudio, nella qualit,


Consiglio comunale e capigruppo

rispettivamente,

Panza Lucio, Montefusco

il primo e il secondo,

di Presidenti

del

consiliari, il terzo e il quarto, di Responsabili del I Settore comunale, a

causa di irregolarit

nella gestione dei fondi devoluti al finanziamento

dei gruppi consiliari tra il 2006 e il

2013.
In particolare, ai primi due (Barbuti e Panza) veniva contestato
rendiconti

e nell'utilizzo

Giacomo

veniva

indebitamente

improprio

attribuito

delle risorse del gruppo consiliare,

l'omesso

controllo

sui

rendiconti

mentre

e l'omesso

al Montefusco
recupero

e al De

delle

somme

utilizzate.

Con decreto 12/9/2014

il Presidente di questa Sezione autorizzava il sequestro conservativo

Comune di Cava de' Tirreni, nei confronti

il contraddittorio,

G.D. revocava il sequestro


mentre confermava

i convenuti

25.341,03, limitandolo

ed E. 31.939,03, per De Giacomo.

svolgevano le proprie difese e, con ordinanza

nei riguardi di Di Giacomo e Montefusco

la misura cauteiare

in favore del

degli invitati, sino a concorrenza di: E. 55.953,61, per Barbuti; E.

41.763,70, per Panza; E. 41.013,70, per Montefusco


Instauratosi

l'illecito consistito nell'omessa vigilanza sui

nei confronti

per difetto

n. 420/2014,

del periculum

di Barbuti, per E. 55.953,61,

il

in mora,

e di Panza, per E.

ai conti correnti accesi dai medesimi presso la Banca della Campania.

Con ricorso in data 18/11/2014

Lucio Panza proponeva

reclamo avverso la citata ordinanza ex art. 669

terdecies c.p.c. e deduceva: 1) il difetto del periculum in mora, per essere esso sequestrando

proprietario

di beni immobili; 2) la vioiazione del diritto di difesa, per essere stato chiamato a rispondere sulla base di
una documentazione

non

in atti,

Carabinieri, alla quale, soltanto,

documentazione

il PM fa riferimento,

pi, nella somma di E. 750,00, spesa per l'acquisto


interpretato

il procedimento

i capigruppo

consegnavano

Consiglio, ed ai funzionari
fatture, mentre il compito
funzionari

preposti,

quantificazione
21/1/2010,

di spesa, disciplinato
ie rendicontazioni

richiamata

e sintetizzata

e che il danno a s imputabile


di giornali;

dell'addebito,

con lo scioglimento

poteva consistere, al

dall'art. 22 del Regolamento comunale, in base al quale

all'Ufficio

del Protocollo

o all'Ufficio

l'esame

atteso che il mandato


del Consiglio comunale.

delle

singole

del Presidente del

che eseguivano il controllo delle

del Presidente consisteva nel verificare che il controllo


dai suoi compiti

dei

3) che non era stato correttamente

Noviello e 5cermino e al Dirigente Montefusco,

esulando

nell'informativa

fatture;

avvenisse attraverso
4) che era errata

i
la

in favore di esso Panza si era concluso in data


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al 2009, che doveva

essere verificata

entro

il 31/12/2010,

data alla quale

il Consiglio

era sciolto;

concludeva per la revoca del sequestro o, in subordine, per la riduzione dello stesso.
Con atto in data 26/11/2014
deduceva:

1) l'errata

funzionamento

proponeva

applicazione

reclamo avverso la precitata ordinanza altres Barbuti Antonio, e

dell'art.

22 del

Regolamento,

che

disciplina

le spese

per

il

dei gruppi consiliari, sancendo la responsabilit dei capigruppo per la gestione dei fondi ad

essi assegnati, con conseguente


delle spese, di competenza

estraneit

del Presidente del Consiglio sia alla verifica di istituzionalit

dei capigruppo,

sia alle operazioni

di rendiconto,

spettanti

all'Ufficio

di

contabilit dell'Ente, che alla gestione e al controllo delle spese sostenute dai vari consiglieri; 2) che il G.D.
aveva erroneamente

interpretato

le dichiarazioni

Serra e Scermino; 3) che non erano stati valutati

rese in sede penale dai dipendenti

Sorrentino,

nella reclamata ordinanza gli elementi

Noviello,

raccolti in sede

penale, atteso che nei riguardi del Barbuti si era proceduto solo per il delitto di peculato -nella qualit di
capogruppo- e per un importo

inferiore

a quello nell'odierna

sede richiesto; 4) la carenza dell'elemento

soggettivo e del periculum in mora; concludeva in conformit.


All'udienza del 3/12/2014

il Collegio, a seguito di discussione orale, si riservava la decisione.

Considerato in
DIRITTO

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I reclami vann#ntrambi

disattesi.

1.Va in primis rilevato, quanto alla violazione del diritto di difesa prospettata

dal Panza, che la

stessa non sussiste.


L'impianto

accusatorio

espletata dai

c.c. in sede

vede invero,

a proprio

fondamento,

penale, i cui esiti sono compendiati

la copiosa

in dettagliate

attivit

di indagine

ed esaustive relazioni,

tutte versate in atti ed accessibili alle parti.


Va in particolare

rilevato che le singole informative

precisamente

e singolarmente

controdedurre

in relazione a ciascuna di esse.

Non va inoltre

trascurato

le varie fatture

che i

c. c.,

di P.G., depositate

contestate,

lungi dall'effettuare

in giudizio,

s da consentire

una valutazione

richiamano

ai prevenuti

autonoma

di

delle

condizioni di rimborsabilit

delle spese, hanno demandato tale valutazione -anche

conto delle osservazioni scritte e orali degli indagati e replicando alle medesime-

tenendo
al dott.

Sorrentino che, in qualit di Responsabile del servizio finanziario del Comune, era deputato a
controllare

i rendiconti

consiliari e, dunque, a stabilire definitivamente

l'ammissibilit

della

spesa.

2. Quanto al merito, sulla base di una sommaria delibazione degli atti e documenti di causa, deve
affermarsi

la sussistenza del presupposto

del furnus

boni iuris nei riguardi di entrambi

reclamanti.

2.1 Sebbene la ricostruzione


compiutamente

effettuata

della vicenda

nel gravato

in punto

provvedimento

di fatto

e di diritto

sia stata gi

del G.D., appare tuttavia

opportuno

premettere brevemente quanto segue:


l'art. 38, co. 3, TUEL, prevede che i consigli comunali siano dotati di autonomia funzionale e organizzativa;
l'organo politico in questione
proprio funzionamento

altres deputato a regolare la gestione di tutte le risorse attribuite per il

e per quello dei gruppi consiliari regolarmente

costituiti.

Analogo dettato

si

rinviene, peraltro, nella parte dello statuto comunale relativa ai consiglieri comunali.
L'art. 22 del Regolamento adottato con delibera del consiglio comunale 96/2002 prevede che:
1) all'inizio del mandato il consiglio comunale delibera l'entit del fondo da costituirsi per ciascun gruppo
consiliare, da assegnarsi annualmente

per le sole spese postali,

telefoniche,

di cancelleria

e di

rappresentanza;
2) tali somme vengono erogate ai capigruppo consiliari -e dunque non ai singoli consiglieri- che ne curano
la gestione, assumendosene la responsabilit;
3) i capigruppo presentano ogni anno, entro il 31 dicembre dell'esercizio di riferimento,

un rendiconto

documentato della gestione, la cui mancata presentazione comporta l'obbligo di restituzione della somma
erogata al capogruppo.
L'art. 1, co. 2 del regolamento

stabilisce inoltre che l'applicazione delle disposizioni regolamentari

affidata al presidente del consiglio comunale. che conserva

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sia

relativa ai rendiconti.

2.2 Dalla documentazione in atti (v. informative dei CC, nell'ambito del procedimento
presso la Procura

di

Nocera

documentazione giustificativa

Inferiore)

si evince

che

l'esame

dei

rendiconti

penale
e della

di spesa presentata dai singoli consiglieri per gli anni 2006-2012

(cui, peraltro, con difficolt gli investigatori

hanno avuto accesso, stante il protratto

rifiuto del

Barbuti di esibire gli atti in suo possesso) ha delineato un quadro di diffusa illegalit circa l'utilizzo
dei fondi assegnati ai gruppi consiliari, fondi in realt impiegati per finalit private ed egoistiche
dei singoli consiglieri.
Tale utilizzo stato reso possibile: 1) dall'illegittima
singolarmente a ciascun consigliere, effettuata

divisione del fondo in quote, assegnate

dal Capogruppo in violazione dell'art. 22, co. 3,

del relativo regolamento, il quale prevede che "i fondi sono erogati ai Capigruppo/Presidenti
gruppi consiliari,

i quali ne cureronna

lo gestione,

presentazione, da parte del capogruppo,

assumendone

lo responsabilit";

di una rendicontazione

illegittima,

giustificativi di spesa non attinenti a finalit istituzionali, ma di natura totalmente

dei

2) dalla

costituita

da

privata; 3) dalle

omissioni dei Presidenti del Consiglio, Panza e Barbuti, i quali hanno trascurato

di vigilare

sull'applicazione del regolamento, cos consentendo ai capigruppo consiliari un utilizzo dei fondi
per finalit

personali, in violazione

dell'art.

"l'applicazione delle disposizioni reg%mentari

1, co. 2, del Regolamento, a norma del quale

affidato a/ Presidente del Consiglio camuna/e".

2.3 Il danno che si assume riveniente da sifatte illegittimit stato, in parte, ascritto agli odierni
reclamanti: invero, il Barbuti ha rivestito funzione di Presidente del consiglio comunale dal 2010
al 2013; stato inoltre capogruppo

consiliare del "Gruppo

31/12/09 e del gruppo "La Margherita"

daIl'1/1/0G al 31/12/07.

Unione Popolare" daIl'1/1/08

Il Panza stato invece capogruppo consiliare del "Partito Socialista" daIl'1/1/09

al

al 31/12/09 e

Presidente del consiglio comunale dal 200G al 21/1/2010.


Quanto alla posizione dei due presidenti del consiglio comunale, Panza e Barbuti, va precisato
che.

contrariamente

auanto

asserito

dalla

difesrI.

non

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loro

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IIn~

corresponsabilit

da omesso controllo

della rendicontazione

(di competenza

dei capigruppo,

in

prima battuta, e poi del dirigente della Ragioneria, ex art. 22 reg.cit.), bens una dolosa omissione
dell'esercizio dei propri poteri di vigilanza su tali controlli, cui erano tenuti ai sensi del combinato
cui il presidente del consiglio tenuto

a verificare

consiliare- e 22 -{;he assegna ai capigruppo

il controllo

disposto degli artt. 1, cO.2, reg.cit. -secondo


l'osservanza delle norme del regolamento
sui rendiconti-o
Si configura, all'evidenza,

un autonomo

titolo di responsabilit,

consiglieri e capigruppo,

cos determinando

che si innesta su quella dei singoli

il concorso di tutti

costoro

nella causazione del

danno erariale.
Invero, tale omissione -presumibilmente

dettata anche dall'interesse

dei due ad occultare

gestione impropria dei fondi loro assegnati in qualit di capigruppo, ed ingenerando


clima di lassismo- ha agevolato
distraenti

nel corso del tempo

le somme, di protrarre

la propria

condotta

la possibilit,

in merito un

per i consiglieri

illecita, cos accrescendo

una

comunali

il pregiudizio

erariale.
3. Le indagini

hanno

previsione normativa
restituzione

pertanto

evidenziato

e regolamentare,

dei relativi importi,

illegittimit

ingiusto ed attuale, trattandosi

di spese al di fuori

la mancata rendicontazione

nonch l'assenza di documenti

fini istituzionali delle somme attribuite


Tali macroscopiche

l'assunzione

di qualsivoglia

delle stesse e/o la mancata

giustificativi

circa l'impiego

per

alle formazioni politiche assembleari.

hanno determinato

un danno, alle finanze comunali,

concreto,

di somme non adoperate per finalit di legge -n, tantomeno,

di

pubblico interesse- e quindi erogate dal Comune senza giusta causa.


L'entit complessiva del nocumento

erariale

stata quantificata dalla Procura contabile in oltre

87.000,00 euro.

3.1 Di tale danno sono chiamati a rispondere, nei limiti di cui in premessa e che in questa sede
appaiono condivisibili,

gli odierni reclamanti,

qui indagati nella duplice qualit di Presidenti del

consiglio e di Capigruppo consiliari, oltre ad aver provveduto

in prima persona, quali consiglieri,

ad effettuare

o consentire spese non istituzionali

(tra le quali, telefoni

cellulari e tablets di

elevato costo, computers ed accessori vari, telefax, numerosi pranzi in diversi ristoranti

e per

rilevanti importi, buoni carburante, biglietti per mezzi di trasporto, diversi viaggi di piacere, spese
di matrimonio della figlia del consigliere Mazzeo).
Il Barbuti, inoltre, risulta aver impedito
responsabile

dei

controlli

di

a chiunque -ed in primo luogo allo stesso Dirigente

regolarit

di

amministrativo-contabile

verificare

la

documentazione da lui posseduta e conservata presso il proprio ufficio.


AI riguardo, si evince dagli atti che la funzionaria Noviello ha testualmente affermato -nel corso
delle indagini penali- che gli interessati rendicontavano direttamente
owero,

se la documentazione

quest'ultimo
informativa

girata al detto

c.c. del

era presentata
presidente,

direttamente

al presidente del consiglio,

all'ufficio

ragioneria,

veniva da

il quale la conservava presso il proprio

ufficio (v.

18/4/2014).

Per tali fatti, pende nei riguardi dei predetti procedimento penale per il delitto di cui all'art. 314

c.p.
3.2 Appare condivisibile la valutazione delle risultanze istruttorie del procedimento penale, come
operata dal G.D., e, in particolare, delle s.Lt. rese dai funzionari comunali direttamente

coinvolti

nell'iter burocratico concernente l'assegnazione, gestione e rendicontazione dei fondi in parola.


Dalle concordi dichiarazioni rese da Sorrentino, Noviello, Serra e Scermino,

invero emerso che:

-le rendicontazioni in questione erano consegnate al Presidente del Consiglio comunale p.t., che
ne prendeva visione e le custodiva nel proprio ufficio;
-il Presidente Barbuti aveva dato disposizioni alla Serra di informarlo
chiunque fosse stata inoltrata- di visionare la documentazione

circa ogni richiesta -da

relativa ai rendiconti

consiliari,

vietandone tassativamente l'ostensione a terzi;


-il

Sorrentino

aveva

reiteratamente

e vanamente

chiesto

al

Barbuti

di

visionare

la

documentazione, che non gli era mai stata mostrata;


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2ruooi consiliari non hanno mai restituito i beni acquistati con le somme di

denaro destinate alle spese di funzionamento


Correttamente

pertanto

dei gruppi.

la responsabilit

appare -allo

stato degli atti-

ascritta

agli odierni

reclamanti.
Appare altres condivisibile

la quantificazione

delle quote

di danno

come operata

dal PM

contabile, in quanto fondata sulle riferite risultanze delle indagini penali.


4. l'imputazione
evidenziato

appare

agli stessi ascrivibile

(manifesta

comportamento

chiarezza

non meramente

del

quadro

a titolo

di dolo,

normativo

in virt

e regolamentare

omissivo ma commissivo-impeditivo

entrambi i presidenti alla protrazione

di quanto
di

innanzi

riferimento;

del Barbuti;

interesse di

di un clima omertoso, atteso il loro coinvolgimento

come

capigruppo; palmare evidenza della finalit privata ed egoistica degli esborsi effettuati).
5. L'impugnata

ordinanza

va confermata

altres sotto il profilo

periculum in mora, in relazione alla gravit delle condotte

della ritenuta

contestate,

sussistenza del

all'atteggiamento

doloso

dei sequestrandi, nonch alla rilevanza economica del danno erariale conseguitone.
Quanto, in particolare,

al Panza, va inoltre

evidenziato

avvocato del libero foro, dunque con redditi estremamente


Quanto alla pi volte lamentata

disparit

che lo stesso esercita

professione

di

incerti e di difficile verificazione.

di trattamento,

all'ambito della presente indagine, appare tuttavia opportuno

sebbene configuri

censura estranea

rimarcare la notevole differenza di

posizione tra gli odierni reclamanti,

atteso il cumulo, negli stessi, delle qualit di presidenti

del

consiglio comunale e di capigruppo

consiliari, rispetto a quella di De Giacomo e Montefusco,

nei

cui riguardi il sequestro

stato revocato per difetto di pericufum in mora.

Come poi ritenuto da costante giurisprudenza

di questa Sezione, la stipula di polizza assicurativa

non vale di per s ad escludere la concedibilit

della misura cautelare.

6. Spese al merito.
P.Q.M.
La Corte, definitivamente

pronunciando,

rigetta il reclam~ e riserva al merito la decisione sulle spese

della presente fase cautelare.

Manda alla Segreteria per gli adempimenti

di competenza.

Cos deciso in Napoli, nelle camere di consiglio del 3.12.2014 e del 18.2.2015.

IliPOSITATO H'J SEGRETERIA

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DotI, Carmine DE M/CH

C.~.0~