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...Sto bene!

Cambiare la propria vita ed essere veramente felici causa confusione negli altri, ti daranno del
pazzo, ti diranno che cos
non arriverai da nessuna parte, diranno che forse non stai bene, ti daranno dell'egoista, del
narcisista, del hippie,
menefreghista, asociale, espansivo.
Insomma ti giudicheranno solo per non ammettere che iL loro piccolo mondo di illusioni si sta
frantumando.
Allora s sono e voglio essere una pazza menefreghista LIBERA e FELICE!!

Io amo la semplicit che si accompagna con lumilt. Mi piace la gente che sa ascoltare il vento
sulla pelle,
sentire gli odori delle cose, catturarne lanima. Perch l c verit, l c dolcezza, l c
sensibilit,
l c ancora amore.

Reflection time! ::. WOOOOOOAHHHH~!! holy wow, that summer was quite the whirlwind of
sweet sunshine bliss, surrender,
and deep deep lessons. the journey of the last few months has left me overwhelmed with how
much magic surrounds my life and
how freaking in love with my friends I can be. Such deep lessons in surrender to what the
universe has for me, lessons in
Self-love and acceptance, and in release of what I truly don't need. so much appreciation for
each grounding breath I breath,
unbelievable dance floor moments, the sweet nectar journey of falling in love and then the
beautiful disaster of heartbreak.
Deeply grateful to have been able to grow with each endlessly amazing day and that I call in SO
much unstoppable power,
pleasure, and endless magic to the next phase in this life.
My motto for this moment is "be your truest most authentic self in every moment, and the rest
will follow"...following these
worlds, answering my sacred NO as well as my sacred YES in each and every moment to be
feeling in the juiciest embodiment of
Alyssa Keys ever! woooah! feeling the electric surge of magic run through these veins...mmmm
Yes please! Thank you all for
inspiring me so deeply
Solo per oggi, e domani ancora
Alzati presto. Fai un sorriso
Lascia andare i sensi di colpa, non guardarti indietro.
Fai un piano, credi in te stesso.
Goditi cio che sei. Accetta la tua umanit.

Chiedi aiuto, e accetta cio che gli altri hanno da darti.


Ringrazia.
Cambia, senza indugio e con coraggio.
Accetta cio che non puoi cambiare. Sii paziente.
Mantieni le promesse, quelle del tuo cuore.
Non indugiare sul passato.
Vivi con amore ogni momento. Costruisci un domani migliore.
Apri il tuo cuore, esplora la tua anima.
Ricorda, i miracoli accadono.
Sorridi.
Stephen Littleword
La splendida descrizione di Sciascia descrive perfettamente il territorio in cui operiamo:
La Sicilia difficile.
Lacera persone e sentimenti e invade chi, per nascita o per scelta, si lega a lei.
La Sicilia difficile.
La sua arretratezza sociale ed economica una lunga distanza geografica e mentale che la
spinge lontano dallEuropa.
La Sicilia crudele.
Le atrocit della mafia sono un marchio dorrore che tutti i siciliani si portano appresso come il
numero impresso sulla
carne degli ebrei dei lager.
Non si pu cancellare.
La Sicilia bellissima e dura col suo sole titanico e tirannico, la sua luce violenta, il suo mare
che dipinge e colora
laria e la rinfresca. Bellissima e morbida nelle sue lente sere odorose, ridondanti di brezze lievi
e vestiti leggeri e
di chiacchere indolenti, di luci lungo le coste, di cibi sensuali.
La Sicilia scomoda, ma viverla possibile con orgoglio antico e altero. C chi crede che
questa terra possa crescere e
diventare moderna, civile ed economicamente evoluta senza perdere per le sue suggestioni,
il suo fascino, la sua cultura.
C chi lavora perch ci accada. dedicato a loro.
Ai siciliani che crescono.
Leonardo Sciascia
Comincia la condivisione...lesplorazione.
Vai a caso, lascia le tue lacrime sul cuscino, incontrati con la vita, scontrati con il dolore ruba
lamore.
Non avere una meta ma cento, prova a ritornare perch il ritorno d senso al viaggio.

Affrancati da te stesso e dallattesa.


Per amare la vita bisogna tradire le aspettative.
Guardati intorno e guardati da chi si professa libero.
Il sapore della libert la paura.
Solo chi ha paura della libert ha il coraggio di inseguirla.

Amate pure il guadagno facile,


l'aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Chiedete pi cose prefabbricate,
abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.
Ma tu, amico,
ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Ama chi non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura quello che non capisci,
perch ci che l'uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno riposta.
Investi nel millennio... pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale la foresta che non hai seminato,
e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.
Finch la donna non ha molto potere,
dai retta alla donna pi che all'uomo.
Domandati se quello che fai
potr soddisfare la donna che contanta di avere un bambino.
Domandati se quello che fai
disturber il sonno della donna vicina a partorire.
Vai con il tuo amore nei campi.
Riposati all'ombra.
Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista,
quella che non hai preso.

Fai come la volpe, che lascia molte pi tracce del necessario,


diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione
Ognuno ha le sue prigioni , mentali, fisiche.
Ognuno ci convive.
Ma quando le pareti cominciano a restringersi, le facce diventano anonime.
Quando lo specchio comincia a darti del tu
quando i marciapiedi ti provocano vertigini e la strada sembra il tuo tappeto rosso
metti insieme il tuo bagaglio.
Riempilo di ricordi, speranze, parole, storie vissute e storie da vivere
riempilo di emozioni, musiche, liti, illusioni depoca, domande e risposte.
Trovati un amico e comincia la condivisione , lesplorazione.
Vai a caso, lascia le tue lacrime sul cuscino, incontrati con la vita, scontrati con il dolore ruba
lamore.
Non avere una meta ma cento, prova a ritornare perch il ritorno d senso al viaggio.
Pensa a Polifemo e alla sua solitudine e rispetta la solitudine altrui.
Gira intorno al mondo non girare con lui.
Affrancati da te stesso e dallattesa.
Per amare la vita bisogna tradire le aspettative.
Guardati intorno e guardati da chi si professa libero.
Il sapore della libert la paura.
Solo chi ha paura della libert ha il coraggio di inseguirla.
Travelling is such a complex way of living, it forces us to go beyond our fears, it pushes us to
courageously go ahead,
it shows us the truth about ourselves, it teaches us how to open and love even if it's just for a
day or a week, as sometimes
this is all that we have with another person. Traveling is exciting beyond words, bringing new
adventures, allowing us to see
new places and make new friends. Some people we meet stay our friends for a life time, some
of them just for that travel,
but each person brings something truly unique to our journey. When we travel time has no
meaning, we forget what day it is
and spend hours chatting with fellow travellers or local people, without rushing, as we usually
don't have to get anywhere,
unless it's a train or a flight to catch to another destination.
We take life one day at the time.
Traveling teaches us patience and acceptance, especially if something goes wrong, or not as
planned, and of course we learn
quite quickly that plans are good but going with the flow is even better. We learn that our
possessions are not so important,

especially when all that we have must fit into a backpack. And we learn that there is nothing
more important from what we
experience and share. Spontaneity, openness, love and urge to travel is what we keep in our
hearts, and it really doesn't
matter if you like our way of living or not.
We want to be free, we want to be who we are.
And yes, there are moments when we sit on a train without any familiar face around, or there is
nobody to hold us in his or
her arms while we fall asleep. These are the moments when we may feel lonely despite being
surrounded by all the beauty of
the world around us. We cry, we feel pain of separation or fear about the big unknown ahead.
We miss our family and friends
from our hometown, also the ones we met on the journey but we went separate ways. We are
constantly exposed, tested and
vulnerable. But as Brene Brown said "vulnerability sounds like truth and feels like courage. Truth
and courage aren't
always comfortable, but they are never weakness".
Travel is the way we learn how to live.
And we want to live fully, whatever it takes. When we love we want to love deeply, when we
laugh we want to laugh joyfully
and when we cry we want to cry madly until the last teardrop.
We want to be authentic and true to ourselves.
.. and then, when the time feels right, we want to take a backpack and go again for another Life
changing adventure.
Love, peace and light
~ Aleksandra Moren
Fai una vita in cui credi.
Io voglio fare questo.
Credo in quello che faccio.
Credo che sia bello giusto e buono quello che faccio.
Capisco le ragioni e credo in quel che faccio, cos bella la vita che fai.
Altrimenti menti a te, alla societ e avrai mediocri risultati.
Fai quel che credi smettendo di fare ci in cui non credi. Il trucco della vita tutto l.

Voi che siete una nuova generazione, guardate ai fatti, leggete, informateci, non prendete per
garantito niente,
non credete a niente di quel che vi viene raccontato. Gandhi disse una volta: "la verit il mio
Dio".
La verit una grande cosa, forse irraggiungibile, ma fatene la vostra meta nella vita, cercate la
verit
anche quella dentro di voi. Chi siete, cosa volete fare qu, che cosa ci siete a fare al mondo.
Ponetevi questi problemi e la vita diventer meravigliosa!
T.Terzani

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sar difficile che incontri qualcuno al quale tu
possa piacere cosi come sei!
Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita come un opera di teatro, che non ha prove
iniziali:
canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza
applausi...
Charlie Chaplin

Istruzioni per rendersi felici


Un libro interessante sul tema della felicit il mitico libro Istruzioni per rendersi infelici di
Paul Watzlawick (Feltrinelli).

un buon libro : si tratta di un manuale per dilettanti, appena avviati sulla via dellinfelicit.
Qualcuno chieder: perch tediarsi con un manuale per dilettanti, noi siamo dei professionisti sul
rendersi infelici?
Perch questa la realt: spesso noi siamo inutilmente infelici.
possibile il contrario?
Possibile.
Cominciamo dallABC .
Psicologia della felicit per poco dotati.
Informazione numero 1: conviene essere felici.
Per inciso: che vuol dire essere felici?
Limitiamoci ai minimi termini, questo un corso per dilettanti.
La felicit una forma di armonia elettroencefalografica: il ritmo alfa allelettroencefalogramma.
Un ritmo che ci dice come i due emisferi, il destro e il sinistro, emotivo e razionale, analogico e
logico stanno in armonia. La felicit vuol dire un assetto biochimico: endorfine e serotonina alte
ed ormoni da stress bassi.
Chi sono gli ormoni da stress? Uno per tutti: il cortisolo.
Effetti del cortisolo: fa ingrassare. Tutte le calorie che mangiate invece che trasformarle in
energia e calore le stratifica sul peritoneo e allinterno delle coronarie. Avete sempre freddo, siete
sempre stanchi, una fame vi devasta e ingrassate: un tipo particolare di grasso: faccia tonda, collo
grosso e pancia.
Il cortisolo blocca il sistema immunitario. Chi ha il cortisolo alto non memorizza: il cortisolo
intralcia le cellule dellippocampo che non un cavalluccio marino ma lorgano della memoria.
Quindi volete dimagrire, superare gli esami, essere sani?
Da infelici non ci riuscirete.
Endorfine e serotonina ci rendono pi intelligenti.
Da sempre linfelicit ha un marketing strepitoso. Riconosco che Leopardi ed Herman Hesse
scrivevano molto bene (non abbiamo per la prova che da felici non avrebbero scritto ancora

meglio), ma , fidatevi dellinformazione, sono in grado di dimostrarvela, da felici siamo molto


ma molto pi intelligenti che da infelici.
Noi diciamo intelligenza, ma in realt sono le intelligenze. Una persona pu avere una strepitosa
intelligenza cognitiva, fare le equazioni di terzo grado come fossero esercizi dellasilo, ma essere
incapace di vivere, come Nash. Mozart aveva unintelligenza musicale divina, ma zoppicava
nelle altre. Noi abbiamo le intelligenze, numerose e sono raggruppate in due gruppi, le
intelligenze che agiscono su base razionale e logica e quelle che agiscono su base emotiva e
analogica. Tutto qui. Il tenere i neurotrasmettitori endorfine e serotonina alti, fa in maniera che
tutte le intelligenze giochino nella nostra squadra, tutte si muovano allunisono.
Quindi noi spesso pensiamo che realizzare i nostri sogni ci darebbe la felicit.
Errore.
la felicit che ci dar il potere di realizzare i nostri sogni, perch nella felicit che il nostro
potere aumenta a dismisura. Da felici siamo pi sani, pi forti, memorizziamo meglio, la nostra
capacit di concentrazione aumenta, sappiamo pi cose (questo anche sono in grado di
dimostrarlo).
Linfelicit ha un grandissimo marketing, ripeto: basta prendere in mano un giornale femminile:
il 95% delle modelle ha una faccia imbronciata o arrabbiata o spaventata.
Ora usciamo da questa ottica e convinciamoci: conviene ogni istante della nostra vita, qualsiasi
cosa succeda essere il pi felici possibile. Questa, la capacit di assumerci la responsabilit delle
nostre emozioni la seconda rivoluzione copernicana.
Informazione numero 2: la felicit una scelta.
Da sempre noi siamo abituati a considerarci dei turaccioli in balia delle ondate delle nostre
emozioni.
Sono spaventato. Sono di malumore. Mia madre era depressa: ovvio sia depressa anche io. Il
dogma freudiano del trauma irrisolvibile ha accentuato questa teoria. Noi siamo i nostri traumi,
inchiodati per sempre al nostro passato.
Riduciamo tutti ai minimi termini: un corso per principianti poco dotati, ricordate? Alla fine
della fiera si tratta di aumentarsi serotonina e endorfine, tenersi basso il cortisolo, e equilibrare il
ritmo elettroencefalografico tra i due emisferi.
E se non fosse impossibile? Magari nemmeno troppo difficile

Informazione numero 3: da adulti siamo gli unici responsabili della nostra felicit. Per i
bambini diverso e questa la differenza tra adulto e un bambino.
Lunica responsabile della mia vita sono io. Mio marito alcolizzato mi massacra? Mia
responsabilit che mi sono messa in questa situazione e ci resto. Mio marito passa le domeniche
pomeriggio a giocare a golf. Come sopra: lunico responsabile di riempire la mia vita di allegria
facendo le cose che mi fanno star bene sono io. Mia nonna ha passato ogni singolo giorno della
mia vita a dirmi che un peccato, mia madre e mia sorella cos carine e io cos brutta, per favore
levato il vestito da principessa che col sedere che hai ti fa sembrare ancora pi una papera. Da
bambina la responsabile della mia infelicit era la nonna che mi ha riempito con la convinzione
della mia inferiorit, ora sono io che faccio la scelta quella convinzione di tenermela, sono io che
scelgo di continuare a permettere a questo ricordo di fare male.
Un adulto deve apprezzare la compagnia di s stesso, anche perch la solitudine un passaggio
necessario per costruire la propria felicit.
Informazione numero 4: le emozioni e gli stati mentali sono contagiosi.
Questa scoperta stata fatta su base empirica, statistica e mediante osservazione diretta da
numerosi autori: tra gli altri Watzlawick, (il linguaggio del cambiamento) lo stesso di Istruzioni
per rendersi infelici, Erikson, uno dei maggiori studiosi dellipnosi ( Milton Erkson stato un
altro benedetto dal cielo, nella top ten della sfiga era uno in testa: nato daltonico e dislessico
riuscito ad avere anche la poliomelite, cos da restare paralizzato: fidatevi, quando diceva che
siamo gli unici artefici della nostra vita sapeva di che parlava). Molto bello,anche se un po per
iniziati Il fenomeno interpersonale della coscienza ( Liotti).
Le osservazioni di questi ( e altri) autori sul fatto che emozioni e stati mentali sono contagiosi
fatte per via sperimentale ed empirica sono tutte confermate dalle recenti scoperte delle
neuroscienze sui neuroni a specchio. Questa unaffermazione certa: la felicit e linfelicit sono
contagiose. Il contagio avviene attraverso linguaggio verbale e non verbale, questo ultimo
include anche le microespressioni ( espressioni che durano pochi millisecondi) che il nostro io
razionale non sa decifrare, ma il nostro io emotivo s. Noi non possiamo mentire con le
microespressioni. Da questo si deduce anche il comandamento numero 11: non lamentarsi mai.
Dio odia i lagnosi. I lagnosi sono individui che fanno stare male tutti per stare sempre peggio
loro, che moltiplicano allinfinito i pesci e i pani del loro scontento: che ce ne sia sempre per loro
e per tutti gli altri, tutti, a dismisura. Istruzioni per rendersi felici: smettere ora e per sempre di
lamentarsi. Qualsiasi sia largomento. Parliamo solo di benessere e abbondanza: renderemo per
contagio tutti pi felici, gli altri ci restituiranno la felicit per contagio e la luce aumenter, come
un raggio di sole riflesso allinfinita tra due specchi. Per lo meno facciamo uno sforzo per
lamentarci il meno possibile e mai quando inutile.

Informazione numero 5: dato che gli stati mentali sono contagiosi, se miglioro il mio
miglioro inevitabilmente quello di tutti quelli con cui vengo a contatto e quindi il mondo.
Se sono infelice rendo pi infelice il mondo. Quindi cercare di essere ogni istante il pi felice
possibile non solo un mio diritto, ma il principale dei miei doveri etici.
Martin E.P. Seligman - La costruzione della felicit il capostipite di una serie di studi dove si
dimostra che se mi tengo sistematicamente endorfine e serotonina alta e cortisolo basso vivo
molto di pi, una decina di anni circa, diminuendo malattie infettive e degenerative. Quindi
essere sempre il pi felici possibile anche un dovere etico nei confronti del nostro disastrato
sistema sanitario nazionale oltre che un gesto di assoluta saggezza.
Ok, va bene, ma come si fa?
Chiariamo una cosa: tutti i campioni mondiali del pensiero positivo erano tutti nella top ten della
sfiga a sgomitare per il primo posto. Il gi nominato Viktor Frankl si fatto ben tre campi di
sterminio, aggrappato alla sua teoria che bisogna tenere lo sguardo fisso alla bellezza come una
cozza allo scoglio. Erikson dislessico, daltonico, inchiodato ad una sedia a rotelle dalla
poliomielite quello che scopre il potere taumaturgico delle parole in grado di sconfiggere
addirittura il dolore fisico, costruendo la realt allinterno della nostra mente.
Come diceva un altro dei campioni mondiali, lautore della poesia Invictus: per quanto enorme
sia la notte che mi circonda da tutte le parti io sono e resto lunico Capitano della mia anima.
Allet di diciassette anni gli fu amputata una gamba per un morbo di Pott (tubercolosi ossea): le
gambe uno ci affezionato e quando non le ha pi gli mancano. Oltretutto il morbo di Pott fa un
male porco. In tutti i casi questo uomo riuscito a vivere fino a cinquantadue anni, non poco,
siamo nell800 e lui soffriva di tubercolosi fin dalleta di diciassette anni. Ma soprattutto ha
avuto una moglie che ha amato e da cui stato amato, e dei figli, che, forti e sani, se ne sono
andati per il mondo. Dave Pelzer lautore del libro The boy called it Il ragazzo chiamato
cosa, non so se sia stato tradotto in italiano. La mamma era un po irritabile, per vari motivi, per
esempio perch era sola, secondo lei era colpa di Dave, che non avrebbe dovuto nascere: lui era
nato e il rispettivo padre e compagno se ne era andato, insalutato ospite. Tutte le volte che era
arrabbiata la mamma di Dave metteva Dave con gli avambracci dentro al forno, acceso, fino a
quando si formavano delle bolle (ustioni di secondo grado) che poi curava versandoci sopra della
varechina. Il campo di concentramento in cui Dave rinchiuso finalmente si schiude con i suoi
sei anni, le martoriate braccia di Dave raggiungono la scuola dove inorridite insegnanti e
assistenti sociali si rendono conto della catastrofe e intervengono, Dave viene finalmente tolto
alla sua problematica e disfunzionale madre. E Dave passa gli anni successivi a parlare con
psicologi e assistenti sociali che cercano di curargli il trauma e lui sopporta con una noia
assoluta. Dave il trauma non ce lha. Come Mozart lenfant prodige della musica, Dave Pelzer
e lenfant prodige della resilienza, a quattro anni lui scopre come si fa a resistere: tieni

lattenzione concentrata su quello che funziona, lui vivo, mamma non lo ha mai ammazzato,
poteva andare peggio, nella sua maniera folle e disfunzionale, mamma lo ha accudito, quindi un
po lo ha amato, una volta gli ha fatto i biscotti: lui tiene lattenzione concentrata su quel ricordo.
Lui non ha potuto scegliere se avere una madre migliore ma in tutto il resto della sua vita lui pu
scegliere su quale ricordo concentrare lattenzione. Gi da bambino pur senza conoscere i termini
corretti Dave capisce che mamma malata e disfunzionale, c qualcosa che non funziona
allinterno della testa di mamma ma lui stato bravo, riuscito a sopravvivere, riuscito a
fermare mamma prima che lo ammazzasse, lui vivo e mamma non diventata unassassina.
Dave un vincitore pu passare il resto della vita a godersi la vita e la vittoria, questo il
passaggio fondamentale che avvenuto nella testa di Dave e che deve avvenire nella nostra, in
quelli di noi che hanno avuto genitori disfunzionali. Molti di noi hanno avuto genitori
disfunzionali (ma chi accidenti c su questo pianeta a parte i marziani e gli abitanti del mulino
bianco che ha avuto genitori perfetti 24 ore al giorno 365 giorni lanno 366 quelli bisestili ?)
nonni disfunzionali, insegnanti disfunzionali, vicini di casa criminali e compagni di classe
hooligan. So what? E allora? Non abbiamo avuto la scelta se averli o no ma adesso abbiamo la
scelta se continuare a starci male o no ed una scelta assolutamente nostra.
Informazione numero sei: lassoluta importanza del perdono. Il perdono, fondamentale nelle
grandi religioni, dovrebbe garantirci lingresso in paradiso. Non so, pu darsi, ma di sicuro, la
mancanza del perdono ci garantisce linferno in terra. Ricordate la simpatica nonna citata
allinformazione numero tre quella che ci diceva peccato che sei cos brutta no ti vestire da
principessa almeno. Fino a quando non lavremo perdonata questa frase continuer a farci del
male. E come continuare a stringerci al petto un nido di vespe. solo quando ci renderemo
conto che la nonna stava male, era disfunzionale, detestava se stessa e il mondo, solo dopo che
lavremo perdonata il ricordo delle sue parole smetter completamente di farci male.
Ricordiamoci i biscotti che almeno una volta ci ha fatto e diventiamo il Capitano. Noi dobbiamo
essere il Capitano, gli unici capitani della nostra anima, quelli che al mattino decidono: qualsiasi
cosa succeda oggi, vivr questa giornata nella luce. La felicit un atto di volont eroica,
allinizio almeno, il risultato di uneroica disciplina. Per ne vale la pena.
Istruzioni pratiche. Procuratevi carta penna e calamaio, anche un computer va bene ma solo se
ci passate almeno 20 ore al giorno, altrimenti carta e penna vanno meglio perch possiamo
tenerli in tasca, sempre con noi. Spendete qualche euro, il quaderno o lagenda devono essere
belli, la penna deve essere bella, a me piace scrivere con la stilografica o con i pennarelli a punta
fine alternando il blu e il verde. Qualsiasi cosa faccia aumentare i livelli di serotonina e endorfine
gi un primo gradino, mettetevi nel posto pi bello della vostra casa o quello in cui vi sentite
pi a vostro agio. Se vi piacciono le candele accendete una candela, se amate i fiori teneteli
vicino a voi. Dovete usare dei piccoli trucchi per vivere al meglio ogni istante della vostra vita e
per creare unassociazione mentale positiva con il vostro quaderno. Aumentano il nostro tasso di
serotonina e endorfine la musica, quella che amiamo ovviamente, e le immagini. Possiamo
ascoltare la nostra playlist mentre scriviamo, e cominciamo con lincollare sul quaderno tutte le

immagini che ci danno gioia, le fotografie dei bambini, il mare, un prato. Che ci scriviamo
sullagenda? Una lista di almeno dieci item di cose che vogliamo per molti di noi rispondere alla
domanda cos che voglio dalla vita sar facile, per altri difficile, scriviamo tutto cose importanti,
cose piccole, cose apparentemente sciocche, se incontrassimo la fata madrina, o il genio della
lampada, cosa chiederemmo loro? Vorrei trovare un lavoro. Vorrei avere un figlio. Non voglio
pi vedere mia figlia triste, sento il suo pianto al di l della porta chiusa. Voglio una casa. Voglio
diventare attore. Voglio pubblicare un libro e vendere centomila ( un milione, dieci milioni. cento
milioni di copie). Voglio un paio di scarpe di Prada. Voglio fare un giro in mongolfiera. Voglio
vincere le olimpiadi (specificare la specialit). Cominciamo a dare unocchiata a quello che
abbiamo scritto, gi dalla lista possiamo avere informazioni.
Noi diciamo intelligenza, ma in realt sono le intelligenze. Una persona pu avere una strepitosa
intelligenza cognitiva, fare le equazioni di terzo grado come fossero esercizi dellasilo, ma essere
incapace di vivere, come Nash. Mozart aveva unintelligenza musicale divina, ma zoppicava
nelle altre. Noi abbiamo le intelligenze, numerose e sono raggruppate in due gruppi, le
intelligenze che agiscono su base razionale e logica e quelle che agiscono su base emotiva e
analogica. Tutto qui. Il tenere i neurotrasmettitori endorfine e serotonina alti, fa in maniera che
tutte le intelligenze giochino nella nostra squadra, tutte si muovano allunisono, come i cavalieri
della cavalleria di Sire Aragorn o sire Rankstrail (scusate labitudine).
Quindi noi spesso pensiamo che realizzare i nostri sogni ci darebbe la felicit.
Errore.
la felicit che ci dar il potere di realizzare i nostri sogni, perch nella felicit che il nostro
potere aumenta a dismisura. Da felici siamo pi sani, pi forti, memorizziamo meglio, la nostra
capacit di concentrazione aumenta, sappiamo pi cose ( questo anche sono in grado di
dimostrarlo), la piantiamo di auto sabotarci.
I cavalieri della cavalleria ( le nostre intelligenze) invece di cavalcare affiancati si intralciano gli
uni con gli altri, si ammazzano anche: gli orchi attaccano e i cavalieri della cavalleria si fermano
nella radura a fare tornei dove si combatte fino allimpotenza. Limpotenza di chi?
Dellintelligenza razionale, la pi piccola e recente, quella che diventa impotente quando ci si
mena.
Un ragazzo intelligentissimo prende la maturit con il massimo dei voti, poi non si laurea perch
lattesa dellesame, lansia anticipatoria, devastante, talmente devastante che rimanda
allinfinito la data degli esami: a trenta anni deve ancora dare gli esami del primo anno.
Lerezione un fenomeno basato sulla vasodilatazione: alcuni vasodilatatori, il pi famoso il
viagra, favoriscono e mantengono lerezione. Lansia, la paura sono mediate da sostanze

(catecolamine) con azione inversa, la vasocostrizione. Questo un meccanismo di difesa:


ricordiamo che il nostro cervello si evoluto nella preistoria, noi siamo dei tizi che devono
confrontarsi ad un mondo postmoderno con un cervello preistorico. Se un uomo si distrae a fare
lamore con una donna mentre c un pericolo ( mammut, tigre con i denti a sciabola, altro uomo
armato di clava), quelluomo morir. Quindi la regola : la paura disinserisce lerezione
maschile.
La paura di non avere lerezione una paura ( catecolamine) e impedisce lerezione. Lansia da
prestazione, diventa quindi la prima causa dellimpotenza coeundi in uomini giovani.
Il sonno un fenomeno assolutamente fisiologico, ma per evitare di finire massacrati da
mammut, tigre con i denti a sciabola, tizio armato di clava, la regole che possiamo dormire solo
se non siamo preoccupati. Questo nella preistoria era un meccanismo di difesa, se per guardo la
sveglia in continuazione, preoccupato perch non dormo , e mi chiedo con gli occhi spalancati
nel buio, come posso fare ad alzarmi e andare a lavorare poi morto di sonno, lansia di non
dormire distrugge il sonno.
Come ho gi detto dobbiamo fare la lista di quello che vogliamo.
Se nella lista ci sono cose molto difficile da ottenere, va benissimo. Quante possibilit aveva un
oscuro e bruttariello tizio nato in un oscuro villaggio austriaco di diventare una star di
Hollywood e governatore della California? Una su un milione. Una su un milione comunque
possibile.
Difficile, ma possibile, e poi ci sono sempre i risultati parziali, che sono comunque un risultato.
Quante possibilit aveva la signora Rowling di diventare lautrice del best seller di tutti i tempi?
Una su un milione.
Allora se la cosa che volete maledettamente difficile, allora va bene, si pu fare. Poi con calma
ci facciamo tutto il discorso sui risultati parziali, ma va bene.
Se nella lista di quello che mi pu dare la felicit c diventare una campionessa di pattinaggio
artistico e sono una tizia di 57 anni che non sa pattinare, cio quello che mi pu dare la felicit
una cosa che ha zero possibilit su 100 di succedere, allora siamo nei guai.
Vuol dire che mi odio.
Lunica cosa che mi d la felicit qualcosa che non posso avere: impossibile. Quindi sono
condannata allinfelicit.

Quindi: riassunto. Se quello che vogliamo molto difficile siamo dei sognatori.
Se quello che vogliamo completamente impossibile siamo della gente che si odia e ci stiamo
avviando sullimperiale china di diventare degli aspiranti suicidi.
Se uno o pi item della nostra lista sono cose impossibile, allora dobbiamo porci la domanda:
perch mi odio? Attenzione al tono di voce con cui ci facciamo questa domanda. una semplice
richiesta di informazioni. Ma perch io mi odio cos tanto?
La risposta alla domanda Ma perch io mi odio? sempre la stessa, per tutti noi.
Se ci odiamo perch durante la nostra infanzia abbiamo interiorizzato uno o pi adulti, genitori,
nonni, insegnanti, vicini di casa, o anche coetanei , fratelli, cugini, compagni di classe, di squadra
sportiva, campeggio, orfanatrofio, riformatorio, sanatorio, lebbrosario, reparto oncologico, molto
aggressivi nei nostri confronti. Ricordate la simpatica nonna descritta al punto 3? I vostri
compagni vi hanno sfottuto, crocifisso, hanno reso la vostra vita un inferno?
E allora?
Da bambini non eravamo noi i responsabili della nostra felicit, ora lo siamo.
Noi non possiamo scegliere cosa la vita ci mette davanti, ma possiamo scegliere come
affrontarlo, ricordate?
Che cosa si intende per impossibile?
Fisicamente impossibile. Al di l di ogni ragionevole dubbio.
Sono cieco e voglio scalare la montagna pi alta del mondo. Possibile? gi stato fatto. Ho una
paralisi spastica e voglio diventare neurochirurgo? Siamo al limite: potrebbe essere il sogno di un
visionario. Il sogno deve essere diviso in parti. Prima devo risolvere il problema tecnico del
come fare, mettere a punto un computer programmabile anche da muscoli non funzionanti che
comandi un robot, oppure prima devo studiare una maniera di rigenerare i miei tessuti
danneggiati: un buon ottimista visionario comincerebbe a lavorarci sopra, magari dando per
scontato che non detto che ci riesca prima della fine della sua vita, magari il risultato sar
raggiunto da un successore, ma un visionario non mollerebbe.
Ho 57 anni, mai pattinato oppure mai corso, e posso essere felice solo se vinco le olimpiadi nel
pattinaggio artistico o nei 100 metri piani. Qui mi odio. Non ho nessuna possibilit.
Lo schema sarebbe corretto se desiderassi semplicemente correre o imparare a pattinare sul
ghiaccio, ma c inserito lo schema ipercompetitivo, posso essere felice solo se vinco. Lo schema

posso essere felice solo se vinco le olimpiadi gi un po deficitario per eccesso di competitivit
in un atleta dellet giusta e della preparazione giusta: pu funzionare solo a patto di una buona
valutazione del risultato parziale e in presenza dellelasticit sufficiente per passare a un
eventuale piano b. Nel caso nella 57enne siamo nei guai.
La regina di Biancaneve ha perso la sua bellezza, ma non uscita dallo schema: solo essere la
pi qualche cosa del reame pu rendermi degna di vivere.
Questo uno schema perdente e auto aggressivo.
Se questo uno degli item, io sono un perdente e un auto aggressivo. Perch? Molto semplice:
ho interiorizzato laggressivit di un adulto/ coetaneo / banda di coetanei. Devo liberarmi delle
loro voci e delle loro opinioni mediante lassunzione di responsabilit di me stesso e della mia
anima e mediante il perdono.
Questo mi impone di uscire dallo schema vittimistico, che un piacere, un marcio
stramaledetto piacere, uno di quei piaceri idioti e sporchi, come grattarsi la crosta e farla
sanguinare. Un maledetto piacere anche picconarmi addosso: ma quanto sono idiota, far di
nuovo schifo, ma evidente che far di nuovo schifo.
Nel picconarmi addosso c di nuovo un maledetto e sporco piacere. Chi si piccona addosso ha
interiorizzato una o pi figure svalutanti che lo hanno svilito durante linfanzia, e nel picconarsi
addosso si identifica con loro. Prova lo stesso piacere che provavano loro a svilirlo, perch di un
piacere si tratta, lancestrale piacere, assolutamente presente in tutti gli animali dotati di vita
sociale, di provare piacere davanti alla sconfitta o allimpotenza altrui. Questo ci fa sentire, per
contrasto pi forti, lo stesso concetto per cui un foglio azzurro sembra pi chiaro contro uno
sfondo blu scuro e pi scuro contro uno sfondo bianco. E dato che noi siamo quello che
pensiamo di essere, assistendo allumiliazione fisica o psichica di un altro mi sento pi forte io
mi sento pi forte. Ecco perch era piacevole per popolazioni che non avevano il corredo di
neuroni a specchio che abbiamo noi assistere a spettacoli tremendi come quelli degli anfiteatri
romani o quelli delle piazze in epoca medioevale e moderna. Quindi controllare il dialogo
interno, sempre.
Esempio: torno dal supermercato e mi accorgo di avere dimenticato le patate. La frase quanto
sono scema. Volendo si pu anche andare avanti per ore, sono sempre cos scema, ora come
faccio senza patate, sono sempre pasticciona e idiota, arrivo sempre in ritardo, devo fare le cose
due volte, eccetera. Un allenato pu dannarsi una giornata per le patate lasciate al supermercato.
Perch poi? Perch una persona deve essere umiliata per aver dimenticato le patate?
Ho dimenticato le patate.
Quanto sei idiota.

in dialogo padrone cattivo e servo maltrattato, oppure tra genitore aggressivo e figlio svilito.
Perch dobbiamo continuare a ripetere questo obbrobrio? Non eravamo responsabili da bambini
di averlo subito. Siamo responsabili ora di perpetuarlo. La nostra felicit una nostra
responsabilit, lo ripeto cos spesso perch io ho impiegato un tempo molto lungo per
convincermene e modificare il mio pensiero e quindi la mia vita. Per cambiali completamente. E
sono cambiati. Completamente. Da capo: dimenticate le patate. La frase corretta potrebbe essere:
ho dimenticato le patate: come sono normale. La mente umana normale non memorizza il 100%.
Se cos fosse annasperebbe soffocata dalleccesso dei ricordi fino a diventare una mente
gravemente deficitaria, come quella descritta nel film Rain Man.
Ho dimenticato le patate: come sono normale. La mente umana normale non memorizza
parecchio meno del 100% soprattutto se piena di cose e la nostra mente, la mente di noi
individui che ci muoviamo in una realt complessa come mai prima nella storia, piena di cose.
Ho dimenticato solo le patate: come sono brava. Non male ma possiamo fare di meglio.
Sono andata al supermercato e ho dimenticato solo le patate. Quanto sono grande. In primo
luogo i quattrini di famiglia li ho spesi al supermercato invece di strafarmi di coca, ho guidato
fino al supermercato senza ammazzare nessuno perch ho guidato sobria e ho rispettato i segnali
stradali, fate caso a quanto questi comportamenti sono considerati encomiabili nelle famiglie
dove c un cocainomane o un alcolizzato. Allora: come sono stata brava.
Al supermercato ho pagato fino allultimo centesimo quello che ho preso, ho di nuovo guidato
fino a casa senza lasciarmi una scia di sangue e gente urlante alle spalle e ho parcheggiato
lasciando intatti sia lauto che il muro.
Un applauso per Super Silvana.
Sui danni del dialogo interno svalutante e sulla necessit di correggerlo ci sono i lavori della
psichiatra statunitense Beck. Ci vuole unautodisciplina costante.
Parliamoci chiaro, la felicit esiste, e noi possiamo averla. La felicit vera, una luce che ci
traversa e che inevitabilmente illuminer tutti quelli che ci incontrano, ma il frutto una volont
eroica, almeno allinizio di unautodisciplina di acciaio. Controllate il dialogo interno. Un trucco
pu essere parlare a s stessi come se si parlasse in terza persona di un supereroe: ecco super
mamma che leva Arianna dalla culla, si precipita al fasciatoio e cambia il pannolino a tempo di
record. Riuscir supermamma a portare Francesco in tempo a scuola? Certamente s, un applauso
per supermamma.
Be, divertente. Se lo fate ad alta voce i bambini si sbellicano. Arianna troppo piccola, ma
Francesco morir dal ridere.

Lunica maniera per non tenere stretto al petto il nido di vespe il perdono. Chiunque non mi
abbia amato, a maggior ragione chi avrebbe avuto il dovere di farlo, non mi ha potuto amare
perch non amava abbastanza se stesso e la vita. Perdono chiunque mi abbia fatto del male. In
questa maniera lo allontano da me. Non pu pi farmi del male. Io mi assumo la responsabilit di
amarmi io.
Lunica maniera per non tenere stretto al petto il nido di vespe il perdono. Chiunque non mi
abbia amato, a maggior ragione chi avrebbe avuto il dovere di farlo, non mi ha potuto amare
perch non amava abbastanza se stesso e la vita. Perdono chiunque mi abbia fatto del male. In
questa maniera lo allontano da me. Non pu pi farmi del male. Io mi assumo la responsabilit di
amarmi io.
Continuiamo a osservare la lista di 10 item come fonte di osservazione su di noi.
Se c:
al numero 1 voglio diventare veterinario
al numero 3 voglio avere una pensione per animali e
al numero 8 voglio allevare basset hound e o pastori tedeschi e o gatti siamesi e o caprette
tibetane e o anatre mandarine e pavoni, evidente che tutti i miei desideri vanno nella stessa
direzione e sono di facile realizzazione.
Se allitem numero 2 c diventare un fotografo naturalista di fama mondiale (che non il
naturalista di fama mondiale pi bravo del mondo, la regina di Biancaneve qui fuori dai piedi),
e
litem numero 6 fare il giro del mondo in barca a vela, di nuovo i desideri sono tutti nello
stesso senso e mi danno informazioni su quello che voglio dalla vita. sufficiente che mi ricordi
di portarmi la macchina fotografica sulla barca a vela, le macchine fotografiche quella terrestre e
quella subacquea, e due terzi del lavoro sono fatti.
Ma se litem numero 1 avere un allevamento di basset hound e o pastori tedeschi e o gatti
siamesi e o caprette tibetane e o quello che e litem numero 2 fare il giro del mondo in barca a
vela, la domanda, attenzione al tono di voce una semplice richiesta di informazioni, : perch
mi sto auto sabotando?. Lindecisione tra destini contrastanti una sacrosanta realt infantile
ancora accettabile nelladolescenza, non oltre. da bambini che siamo ancora cellule staminali e
non abbiamo ancora deciso se da grandi vogliamo fare la cellula del fegato o quella del rene.

Un bambino, o un adolescente, pu voler fare il veterinario al mattino, il pompiere al


pomeriggio, lastronauta il giorno dopo eccetera. Un adulto, e il nostro essere adulto comincia a
16/18 anni in tutti i sensi, non solo legale, ma anche biologico e psicologico, deve sapere dove
la sua passione, deve sapere dove sono le sue priorit. A 18 anni necessario che noi sappiamo
chi siamo e cosa vogliamo dalla vita. Se ancora non lo sappiamo perch ci stiamo autosabotando. Abbiamo interiorizzato un adulto o un insieme di adulti il cui messaggio finale,
riassunto ai minimi termini, stato tu non ci provare nemmeno tanto non sei capace e noi
continuiamo a eseguire lordine di non provarci nemmeno. Un altro motivo dellordine non sei
capace, quindi non provarci nemmeno che ladulto era maledettamente spaventato dalla sua
supposta incapacit a vivere solo, senza di noi ed ha inculcato dentro di noi la certezza del nostro
fallimento perch non ci allontanassimo.
Tutto qui.
Ricordate quello che abbiamo gi detto, il nostro cervello si evoluto nella preistoria, noi siamo
degli individui che devono confrontarsi a un mondo postmoderno mediante un cervello
preistorico. Nella preistoria quello che ti dicevano gli antenati, gli anziani, i genitori, attento al
leone, non perdere il controllo del fuoco, cuoci la carne prima di mangiarla che campi di pi
eccetera era la roba che ti salvava la vita, quindi noi tendiamo e eseguire per tutta la vita gli
ordini interiorizzati nellinfanzia. Se lordine stato tu non ci provare nemmeno perch no sei
capace noi rischiamo di diventare degli adulti in costante fase di paralisi, ma, questa la parte
carina e divertente di tutta la baracca, rispetto alluomo preistorico noi abbiamo tutta la corteccia
cerebrale in pi e quindi sufficiente che impariamo a riconoscere lo schema, che lo
disinseriamo.
Il genitore che ha trasmesso questa informazione un genitore che aveva interiorizzato lo
schema regina di Biancaneve. Chi ha questo schema tende a schiacciare i propri figli. Per
ulteriori particolari su questo argomento vedere anche Il drago come realt, il mitico e
irrinunciabile saggio sullimmaginario collettivo scritto da me e acquistabile per pochi euro nelle
migliori librerie (anche perch quelle peggiori e quelle cos cos tengono solo i best seller, Harry
Potter, la saga dei vampiri e i libri di Moccia).
Seconda alternativa: un genitore che aveva paura della solitudine, non avendo mai scoperto la
propria forza, non essendo cio mai diventato adulto. Lasciate andare la voce di questo genitore,
perdonatelo, una dannazione essere la regina di Biancaneve o quello che non sa vivere solo.
Riprendetevi la vostra vita e stabilite le priorit. Prima o poi insegnerete anche al vostro genitore
a cavarsela meglio: voi diventate felici e lui/lei seguir a ruota.
Le priorit si stabiliscono mediante la visualizzazione, cos cominciamo tutti ad allenarci con
questa tecnica potente, che sar una delle chiavi fondamentali per la nostra felicit, una felicit

vera, completa, la capacit di avere dentro di s la luce e irradiarla. Fatevi una tavola della
visualizzazione. importante perch quando noi usiamo anche immagini il nostro cervello
funziona in maniera pi completa. Scrivete possibilmente a mano non con il computer. Questo
consiglio, scrivete a mano, valido anche per coloro che facciano lavori di scrittura creativa. Le
parti difficili scrivetele a mano. Si utilizza meglio larea di Broca ( area cerebrale della scrittura)
e la scrittura migliora. Provare per credere. Sulla vostra tavola delle visioni, incollate foto, degli
animali che volete allevare, di quelli che curerete, scrivete, a mano, tra una fotografia e laltra, i
vantaggi, ma anche gli svantaggi del fare il veterinario. Quanto amore vi circonder, quante volte
dovrete alzarvi alle due di notte, la quantit di escrementi che dovrete pulire tutte le mattine ( al
massimo un giorno su due). Visualizzatevi mentre ricevete le persone nel vostro ambulatorio
veterinario, mentre i cagnolini vi corrono incontro, visualizzatevi mentre consegnate un cucciolo
forte e sano nelle braccia di una ragazzina che da anni lo chiede a Babbo Natale. Poi, altro foglio
delle visualizzazioni, fotografie di barche a vela, di delfini, di code di megattera che si stanno
inabissando, del mare che scintilla, sotto il sole al tramonto, delle costellazioni e la via lattea che
brillano sopra di voi creando una semisfera perfetta. Dormire sotto le stelle, oppure dormire nella
puzza della cucina perch i locali quelli sono, quando ci sono sei giorni filati di pioggia si dorme
nellodore delle cipolle un po marce, ma ci sono solo quelle, fino al prossimo porto meglio non
buttare via niente. Convivere con i piedi freddi e bagnati, per giorni. Convivere con un caldo
porco. Bonaccia, solitudine abissale. Svegliarsi disposti a vendere lanima a Belzeb esso
medesimo per un cappuccino, un croissant come Dio comanda, e il fruscio di un quotidiano.
Per distinguere le infatuazioni dalla vera passione, visualizzate tutti gli effetti negativi,
visualizzateli con attenzione, restate concentrati su di loro, perch la vostra passione, ed una
passione assolutamente degna, potrebbe anche essere fare limpiegato di banca o delle
assicurazioni, e quella del velista essere uninfatuazione con cui vi nascondete la vostra vera
passione, una vita regolare, perch la ritenete meno romantica e spettacolare. Se avete la
passione dellonest e dellorganizzazione fate limpiegato di banca e delle assicurazioni, prima
o poi diventerete funzionario o dirigente e il mondo sar nettamente migliore. Se avete la
passione della cordialit, lufficio delle poste aspetta solo voi. Dato che ormai abbiamo
dimostrato al di l di ogni ragionevole dubbio che gli stati mentali sono contagiosi, seguire la
nostra passione, essere chi siamo, non solo il primo dei nostri doveri verso noi stessi, ma il
nostro primo dovere nei confronti del mondo. Legoismo ( rendo felice me stesso) quindi il
primo gradino della generosit (faccio dono della mia allegria al mondo: il lato divertente che
pi la dono pi ce ne per me. Abbiamo imparato a moltiplicare i pani e i pesci) e qui
cominciamo a incontrare un, altro punto fondamentale, il pensiero paradossale, gi contenuto
nelle Upanishad nel Talmud e nella Kabbala. Il pensiero paradossale comincia a levarci dal
pensiero logico e lineare dellemisfero di sinistra e a introdurci nel sistema cognitivo analogico
del sistema di destra. Senza pensiero paradossale non pu esistere lumorismo, questo il motivo
per cui i popoli molto forti nel pensiero paradossale hanno un gran senso dellumorismo.

Quindi, per noi e per il mondo, noi dobbiamo seguire le nostre passioni e capire quali sono le
nostre passioni mediante la visualizzazione. Se abbiamo la passione di curare i lebbrosi
diventeremo Madre Teresa, se abbiamo la passione del denaro, moltiplicarlo come i pani e i
pesci, che ce ne sia per noi e per tutti, diventeremo Bill Gates, se abbiamo la passione della
cordialit, ufficio delle poste. Tutte le posizioni sono ugualmente etiche. Diventare Bill Gates o
impiegato alle poste non sono posizioni meno etiche di curare i lebbrosi. Se tutti facessimo
Madre Teresa leconomia mondiale crollerebbe, nessuno assisterebbe i miserabili perch tutti
saremmo miserabili.
I lebbrosi andateli a curare solamente se ne avete voglia, se avete voglia di vedere posti nuovi, di
sentirne lodore, di scoprire piantagioni con frutti di cui ignoravate il profumo, se le malattie
dermatologiche non vi infastidiscono. Se vi state sacrificando, se non questa la vostra passione,
statevene a casa vostra. Se mi sacrifico sono infelice. E linfelicit contagiosa, che lo si voglia
o no. Nessuno pu entrare nella mia testa e conoscere o rubare i miei pensieri. Ma esiste
(Watzlawick, Erikson, Liotti, tutte le acquisizioni delle neuroscienze sui neuroni a specchio, il
linguaggio non verbale, le microespressioni) una sorta di telepatia emotiva, la coscienza uno
stato interpersonale. Chi si sacrificato infelice, chi infelice irradia infelicit, se i lebbrosi e i
luoghi in cui vivono non sono la vostra passione, una cosa che vi diverte, allora stare con loro
sar una tortura. Lasciate perdere, hanno gi la lebbra, non contagiate la vostra infelicit. Fate
altro. E i lebbrosi? I lebbrosi li assister qualcun altro o si assisteranno da soli, per inciso, grazie
anche a Bill Gates lIndia sta diventando un gigante informatico, un luogo dove la ricchezza
aumenta ogni anno. Una volta che abbiano a disposizione un sistema sanitario che metta a
disposizione i chemioterapici necessari, la lebbra sotto controllo, i lebbrosi se ne stanno a casa
loro a farsi gli affari loro. Bill Gates ha contribuito alla felicit dei lebbrosi non meno di Madre
Teresa di Calcutta, e se tutte le volte che aveva bisogno di mandare una raccomandata ha
incontrato un impiegato cortese e simpatico il sistema ha funzionato ancora di pi. Sii te stesso,
segui le tue passioni, infatti un fondamentale comandamento del buddismo ed il
comandamento numero nove, non desiderare la roba daltri, della legge mosaica. Non desiderare
la roba daltri non sta difendendo la propriet privata. La roba daltri sono i loro oggetti, se mi
distraggo a desiderare gli oggetti degli altri, non mi concentro sul produrre ricchezza e
conquistarmi gli stessi oggetti io, ma, attenzione, non devo desiderare la vita degli altri. Victor
Frankel non spreca la sua energia a domandarsi perch diavolo gli altri abbiano avuto una vita
dove il campo di sterminio non cera e lui no, fa il meglio che pu con quello che ha, una vita
dove il campo di sterminio c stato e tutte le persone che lui amava vi sono state uccise.
Eriksson non spreca tempo a volere quello che gli altri hanno: un cervello senza dislessia, un
sistema nervoso centrale mai aggredito dalla poliomielite. Inchiodato sulla sua sedia a rotelle fa
il meglio che pu, studia le incredibili potenzialit taumaturgiche dellimmaginazione umana.
Senza quella sedia a rotelle non ci sarebbe mai arrivato, allora cominciamo a essere felici di
quello che siamo, segui il tuo talento, non desiderare la roba daltri, cominciamo a essere fieri di
quello che abbiamo, qualsiasi cosa esso sia e facciamo vedere quanto siamo bravi a trasformarlo
in luce.

Esempi di item
Cosa possiamo scrivere sulla nostra agenda.
Voglio trovare un lavoro. Sono disperato, devo trovare un lavoro.
Vorrei non sentire pi mia figlia che piange dallaltra parte della porta chiusa. sempre sola,
sempre triste, ho paura che stia giocando con lidea del suicidio.
Peso duecento chili, ho il culo basso e i brufoli, dove trovo laspirante suicida che potrebbe
amare me?
Sono stufo di contare i centesimi, voglio avere anche io un po di soldi in tasca.
Sono stufo di soffrire di insonnia.
Vorrei non mi capitasse pi, mai pi, proprio mai pi, anche perch, ecco, in un certo senso, non
so proprio neanche come dirlo, vorrei essere sicuro che quando sono con una ragazza e arriviamo
al dunque, non mi succeda pi che, ecco quella roba l, talmente orribile che non voglio
nemmeno scriverla (in termini tecnici impotentia coeundi generata da ansia da prestazione).
Vorrei laurearmi in medicina (o altro) beh, almeno finire gli esami del primo anno, perch non li
ho ancora dati e adesso sono al terzo.
Vorrei diventare scrittore, ma figurati, tutta una lobby, tanto anche se sei Shakespeare se non
conosci nessuno col fico che ti pubblicano.
Vorrei diventare attore, ma figurati, tutta una lobby, tanto anche se sei Anna Magnani/
Mastroianni se non conosci nessuno col fico che ti prendono.
Vorrei fare un giro in mongolfiera.
Vorrei essere amato.
Vorrei essere bello, almeno non cos brutto.
I miei colleghi sono delle iene, vorrei che il pavimento si aprisse e li inghiottisse uno dopo
laltro, poi si richiudesse dolcemente come loceano dopo il passaggio delle megattere.

Vorrei che la stanza si riempisse di angeli che portassero via mio marito, lasciando al posto suo
un uomo gentile e simpatico possibilmente somigliante a Brad Pitt/Marcello Mastroianni da
giovane.
Vorrei un tailleur di Armani/Gucci/Valentino.
Vorrei un paio di scarpe di Prada/Ferr/qualcun altro.
La lista dei desideri fondamentale.
A) Come fonte di informazione su di noi.
B) Per darci la direzione: nessuno pu avere il vento in poppa se non sa in che direzione deve
andare.
C) Per darci la motivazione per lazione, perch lazione, lazione ripetuta, lazione ostinata,
lazione che non si arrende mai quella che ci porter quello che vogliamo Thomas Edison ha
inventato la lampadina al 138 esimo tentativo. Lui ci ha lasciato scritto io non ho fallito 137 volte
ho trovato 137 ottime maniere su come non si fabbrica una lampadina, personalmente nello
spazio dei dodici anni durante i quali nessun mio libro stato pubblicato io ho scoperto decine di
ottimi sistemi su come non si pubblica un libro. Per noi fondamentale la lista dei nostri desideri
che noi dobbiamo sempre avere sotto gli occhi per vincere quella che noi chiamiamo pigrizia. La
pigrizia un sistema naturale di difesa di madre natura, ricordo ancora una volta che il nostro
cervello si evoluto nella preistoria, la pigrizia serve per evitare di disperdere energie. Il leone,
come luomo preistorico, non fa footing, o corre dietro alla preda o dorme nellombra, se fa
caldo, al sole se fa freddo. Il nostro cervello ancestrale impostato sullo schema della
gratificazione, mi muovo solo per una gratificazione. La lista dei desideri, organizzata per in
maniera da darmi piacere, questo un punto fondamentale su cui ritorneremo, mi deve fornire la
continua gratificazione per mettere in moto lazione.
D) E questo il lato pi bello di tutto il sistema, la lista dei desideri deve rendermi in qualche
maniera felice subito. Il solo farla mi deve rendere felice.
Ci sono altri item che potrebbero comparire.
Vorrei non avere il cancro. Almeno un cancro pi piccolo.
Mio figlio ha il cancro.
Mio figlio morto. Non so cosa potrei volere. Riavere mio figlio indietro? Non mi sembra
nemmeno decente chiedere di soffrire meno. Essere lasciato in pace non mi dispiacerebbe.

Vi dispiace se cominciamo dalla morte del figlio?


Come si sopravvive alla morte di un figlio. decente anche sono cercare di soffrire meno dopo
la morte di un figlio?
I due racconti sulla morte del figlio: sono ne Il cavaliere, la strega, la Morte e il diavolo, edito
da Lindau.

UNA STORIA COME TANTE.


Venerd 7 Aprile.
Eserciti di formiche girano per la mia casa. Si intersecano e si incrociano, formando geometrie di
righe e puntini.
Quando manca la corrente, durante i temporali estivi, la televisione non funziona, e allora guardo
loro, con il loro continuo movimento di puntini che si spostano e si intersecano. Portano via le
briciole che mi cadono dal letto. Faccio un infinita attenzione a non schiacciarle quando mi alzo.
Senza di loro, la mia solitudine sarebbe veramente infinita, come quella di un astronauta su un
meteorite.
Mi alzo solo per andare in bagno e per prendermi le cose da mangiare in cucina. Questa casa un
oceano e questo letto una zattera da cui oso abbandonare, come tutti i naufraghi, solo per lo
stretto necessario. Cambiarmi la camicia da notte e le lenzuola non fa pi parte dei bisogni
primari da quando tre mesi fa la lavatrice ha smesso di funzionare.
Guardo il mondo attraverso la televisione. Le formiche e i biscotti del droghiere riempiono la
mia vita. Non ho bisogno di niente altro. Accreditano la mia pensione direttamente alla banca. La
banca paga le bollette e gli addebiti del droghiere. La drogheria mi manda la roba a casa; fanno
le consegne al gioved. Il garzone consegna la roba lasciandola davanti alla porta, cos non
dobbiamo incontrarci e non mi chiede perch compro roba per otto visto che qui ci vivo sola. Gli
risponderei che vivo con le formiche. Siamo migliaia. Da quando ho superato i cento cinquanta
chili non so pi il mio peso perch la bilancia non va oltre; allora ho fatto rinforzare il fondo del
mio letto. stato tre anni fa. Da allora nessun altro oltre me e le formiche entrato in questa
stanza.
Come i Simpson e l'occidente postmoderno ho perso la decenza, ma conservo la mia innocenza.
Oggi ci sono due episodi di dottor House. Prima della fine del mese ridaranno Guerre Stellari.
Sabato 8 Aprile.

Il televisore si rotto. Guardo da due giorni linee grigiastre che tremolano come pozzanghere.
Non avessi smesso di piangere venticinque anni fa credo che piangerei. Nemmeno ai Simpson,
che sono quattro, una tegola del genere gli era mai arrivata. Io devo sommarmi alle formiche per
dire noi.
Bisogna che cerchi di ricordarmi dov' la guida del telefono, in quale angolo di questa stanza
semibuia e sotto che cosa.
Luned 10 Aprile.
Oggi ho telefonato dove avevo comprato il televisore. Verr un tecnico.
Mercoled 12 Aprile.
Il tecnico della televisione arrivato. In realt il tecnico della televisione appartiene al sesso
femminile, particolare di cui all'inizio della nostra conoscenza non mi sono resa conto, perch
tiene tutti i capelli completamente nascosti sotto il berretto e il resto nascosto in un blusone di
due taglie superiore alla sua. Non mi era venuto in mente che anche le donne riparassero i
televisori. Il tecnico della televisione mi dice che le donne fanno anche l'astronauta.
Ho avuto una bambina che voleva fare l'astronauta, cos poteva vedere le nuvole dal di sopra.
stato venticinque anni fa.
Il tecnico della televisione dice che le manca un pezzo e che me lo porter domani.
Il tecnico della televisione una iena e mi dice che domani non mi monter nessun pezzo se non
mi faccio trovare con le lenzuola e una camicia da notte puliti. Dico al tecnico della televisione
di farsi i cavoli suoi; faccio parte del pezzo di umanit che l'et dell'oro ce l'ha gi avuta e
neanche si ricorda pi quando finita. Mi ripari il televisore e levi il disturbo, ambedue le cose
nel pi breve tempo possibile. Il tecnico della televisione mi risponde che la sua assicurazione si
limita alla tendiniti da uso improprio del cacciavite e alle scosse elettriche; l'antiinfortunistica
non copre la salmonella, il carbonchio e lei non vaccinata contro il colera.
Mi sono arrabbiata. L'ho cacciata.
Erano anni che non mi arrabbiavo.
Gioved 13 Aprile.
Ho fatto una doccia. Mi era dimenticata l'acqua tiepida sulla pelle e l'odore buono dello
shampoo. Ho cercato di cambiarmi la camicia, ma nessuna delle altre mi va pi. Ho fatto una
specie di tunica con il copriletto a righe.

Ho cambiato le lenzuola, ma non so che fare con quelle sporche, essendo la lavatrice defunta da
mesi. Ho trovato del detersivo per piatti: ho riempito il lavandino di acqua e schiuma e ci ho
messo dentro le lenzuola. Anche se non sono tazzine andr bene lo stesso. Tra tre mesi, al
prossimo cambio di lenzuola, mi porr il problema di dove stenderle. Non bisogna esagerare. Poi
ti viene la sindrome della casalinga.
Venerd 14 Aprile.
Il tecnico della televisione tornato. Forse non tanto una iena. Mi ha aiutato a stendere le
lenzuola e mi ha chiesto di vedere la lavatrice. C'era solo il filtro intasato: l'ha fatta ripartire;
invece il televisore sempre fuori combattimento. Il pezzo che ha portato non raccorda, dovr
portarne un altro. Mentre la lavatrice faceva un giro per essere sicuri che vada bene, il tecnico ha
tirato fuori dalla sua valigetta una bomboletta di insetticida e prima che riuscissi a fermarla mi ha
sterminato quasi tutte le formiche.
Le ho detto che le formiche erano mie, forse le avrei usate per farci una minestra o un quadro
delle Biennale. Le ho detto che stavo scrivendo un trattato di entomologia e cos nessuno sapr
mai come va a finire. Le ho detto che lei non ha il diritto di farsi gli affari miei. Tutto quello che
mi serve qualcuno che conosca il mestiere e faccia ripartire il maledetto televisore.
L'ho cacciata di nuovo. Per forse non una iena. Andando via mi ha urlato che mi porter
qualcosa per farmi compagnia, cos le formiche non mi mancheranno troppo.
Domenica 16 Aprile.
Ho lavato i pavimenti con acqua calda e sapone, sempre quello dei piatti, che l'unico che in
casa, ma troppo spumoso per qualsiasi utilizzazione fuori di un lavandino. Navigavo in una
nuvola di bolle come la Cenerentola che canta dell'omonimo film. Prima avrei dovuto scoparli, i
pavimenti, ma non ho trovato la scopa. stata un fatica immane. Ercole al paragone era un
novellino. Dovevo spostarmi a quattro zampe con lo straccio e ogni due metri la saponata nel
secchio era da cambiare perch era diventata fango.
Venticinque anni fa facevo la saponata per far giocare la mia bambina alle bolle di sapone.
Quando ho finito di lavare ho buttato secchiate e secchiate di acqua per levare il sapone. Ero
sudata marcia. Bisogna che faccia un'altra tunica con un altro copriletto perch di pulito c' solo
la camicia da notte e non ho pi tanta voglia di stare in camicia da notte.
Luned 17 Aprile.

Il tecnico della televisione tornato e mi ha portato un cucciolo di gatto femmina. Dico che
avrebbe almeno potuto chiedere. Non sono sicura che il pelo di gatto non mi dia allergia. E poi i
gatti femmina tendono a fotocopiarsi, si comincia con uno e dopo sei cucciolate ci si ritrova con
sei diviso due elevato alla sesta potenza visto che la cucciolata media di sei e che la met dei
gatti sono maschi e non producono cuccioli in loco.
"Vale a dire?" Ha chiesto il tecnico.
"Vale a dire settecento ottantanove".
Per una volta il tecnico rimasto senza parole. Quando le ha ritrovate, ha commentato che una
come me probabilmente fa le equazioni di secondo grado al posto delle parole crociate.
Gi, vero ero brava in matematica. In effetti per anni ho fatto le equazioni di secondo grado al
posto delle parole crociate.
I miei libri di matematica devono essere da qualche parte, forse in soffitta. Neanche questa volta
il televisore funziona.
Marted 18 Aprile.
Il pezzo del televisore questa volta raccorda, ma il televisore non funziona ancora perch c'era
un'altra cosa rotta, da cambiare, lei non se ne era accorta.
Dico al tecnico che mi sto perdendo tutti i Simpson e anche Thelma e Luise. Dice che non sa di
cosa parlo. Lei i televisori li ripara, ma non li guarda.
Deve essere un extraterrestre. Probabilmente arrivata dal pianeta Vega come Goldreik. Uno di
questi giorni la sua testa si staccher e se ne andr per i fatti suoi dopo aver cacciato le zampe,
come La Cosa di Carpenter o la mano della famiglia Adams.
Lei ha circa trent'anni, piccola, rotonda, ha una faccia simpatica senza trucco. Anche la mia
bambina adesso avrebbe quasi trent'anni, se quel camion fosse riuscito a frenare.
Mercoled 19 Aprile.
Ho telefonato al droghiere di mandare pi latte per via del gatto. E di non mandare biscotti. La
settimana scorsa mi sono avanzati. Poi ho chiesto detersivo per la lavatrice, per i pavimenti, per i
piatti, per la roba che si lava fuori la lavatrice, per i mobili, per le piastrelle, per la cucina, per i
vetri, per i lavandini e anche qualche barattolo di D.D.T. o come si chiama adesso, perch io e la
gatta bastiamo, come creature viventi, in questa casa. Ho ordinato anche una scopa, uno
spazzolone, due spugne, tre strofinacci e un barattolo di roba per l'argento, cos lucido la

zuccheriera e i tre cucchiaini sopravvissuti dei dodici originari: tutto quello che mi resta del
naufragio del mio matrimonio; almeno che brilli.
Mercoled 26 Aprile.
Oggi ho pulito la cucina. Ho messo anche le tendine in lavatrice. La gatta mi miagola attorno e
ogni tanto viene a farsi una strusciata contro le mie gambe. Mi chino a carezzarla e sento il suo
pelo morbido e le vertebre della sua schiena che si allungano sotto la mia mano per il piacere
della carezza. Le mie ossa scricchiolano in questa fatica del chinarsi, ma poi la mano incontra il
ronron della gatta e ne vale la pena. Quando ho finito mi sono fatta la doccia e cambiata perch
adesso il camicione di ricambio ce l'ho. L'ho fatto usando gli asciugamani di cotone a fiori e ora
ho le frange in fondo e sul collo.
Alla sera sono rimasta seduta nella cucina pulita, con il camicione pulito addosso e la gatta sulle
ginocchia che faceva ronron. In cucina c' la radio e sono stata a leggere vecchie riviste che ho
trovato dietro la ghiacciaia. piacevole leggere riviste. La prossima volta che viene il tecnico
della televisione si potrebbe fare una tazza di tea e poi stare un po in cucina con tutto pulito e le
finestre con le tendine. Ho pure la zuccheriera scintillante con i cucchiaini.
Gioved 27 Aprile.
Sono andata in soffitta a cercare i miei libri di matematica; quelli su cui ho studiato io e quelli
che mi sono serviti per insegnare agli altri. Ho un libro di equazioni della terza media e le faccio
come un gioco di enigmistica, sentendo la radio, sul tavolo della cucina pulita.
Marted 2 Maggio.
Il gatto rimasto senza latte. Il droghiere fa le consegne solo il gioved e oggi marted. Potrei
telefonargli e spiegare che sono nei guai. Oggi non ha il garzone, ma potrebbe portarmi le cose
quando chiude. Il gatto per resterebbe senza niente fino a stasera. Forse potrei andare al
supermercato.
Mercoled 3 Maggio.
Sono andata io a comprare il latte. Avevo la tunica copriletto a righe e le ciabatte. Qualcuno si
voltato e qualcuno no. Al supermercato ho comprato delle ciabatte nuove, quelle con la suola
ortopedica, che vanno bene anche per uscire. Sono passata all'edicola e ho comprato qualche
giornale e un catalogo di roba per corrispondenza. Ho finito i soldi che avevo in casa. Dovrei
passare in banca.
Venerd 12 Maggio.

Il televisore sempre rotto. Forse il tecnico non riesce a trovare i pezzi. Sono andata in banca,
volevo ritirare un bel po di soldi per non doverci tornare, ma in effetti l'impiegata ha ragione,
meglio non averne troppi addosso e poi la banca sulla strada del supermercato. In effetti al
supermercato la roba costa meno che dal droghiere. vero che poi le cose me le devo portare a
casa io, ma se la spesa la faccio giorno per giorno ce la posso fare.
Ho finito il libro di equazioni. Ho ricominciato la geometria analitica.
Venerd 19 Maggio.
Ho ricominciato a cucinare. Il droghiere non aveva n carne n verdura fresche: al supermercato
ci sono e sono buone. Mi ero dimenticata di com'era cucinare e mangiare roba cucinata.
Sabato 20 Maggio.
arrivata la roba del catalogo per corrispondenza. Avevo preso le cose pi grandi che c'erano.
Mi stanno. Un po al pelo, ma mi stanno.
Il tecnico non ancora venuto a riparare il televisore.
Gioved 1 Giugno.
Il tecnico della televisione tornato e neanche questa volta il televisore ripartito. Adesso la
casa sembra la pubblicit del mastrolindo, ma il tecnico della televisione spiega di nuovo che
sempre colpa mia se non riesce a riparare il guasto, e mi avrebbe stupito il contrario. Il fatto
che l'edera che ricopre la casa cresciuta anche sulle finestre che non si possono pi aprire. Mi
piace la mia edera. Le sue foglie sembrano scaglie di un drago e la mia casa sembra una via di
mezzo tra l'antro di una strega e la tana di uno gnomo. Il tecnico dice che mica bisogna
abbatterla. Basta salire su una scala e tagliare quella che blocca le finestre, cos usciamo da
questa penombra da miniera prebellica e lei riuscir a riparate il televisore. Ho detto al tecnico di
portarsi dietro una pila e qualcuno che conosca il mestiere la prossima volta che torna, cos
potremmo interrompere la frequentazione e io potrei tornarmene a guardare i Simpson e le
riedizioni di Thelma e Luise.
Lei se n' andata sbattendo la porta.
E poi io non sono in grado di salire su una scala. Avrei bisogno di una rampa per ippopotami, e le
hanno solo negli zoo.
Venerd 2 Giugno.

Ho chiesto al postino se conosceva qualcuno disposto a tagliarmi l'edera. Dice che pu farmelo
lui. Verr sabato pomeriggio. In cambio tutte le mattine si fermer da me per una tazza di caff.
Dice che carina la mia cucina. un posto dove ci si ferma volentieri a fare due chiacchiere e
tirare il fiato. Dice anche che contento di conoscermi. Sono cinque anni che distribuisce la
posta da questa parte del fiume ed la prima volta che mi incontra.
Gioved 8 Giugno.
Il postino ha tagliato l'edera in eccesso. Gli ho anche chiesto di piantarmi una rosa. Il tecnico
della televisione dice che gli piacciono. Io gli ho fatto trovare la torta con la crema. Non mi
ricordo quanto tempo che non la cucinavo. Ero brava a cucinare. Mi piaceva. Il postino mi ha
detto che cercano qualcuno due ore la mattina alla biblioteca comunale. Non hanno trovato
nessuno perch la paga piuttosto simbolica, ma tanto io non dovrei sbarcarci il lunario, forse
potrebbe interessarmi.
Mercoled 14 Giugno.
La paga in effetti simbolica, ma posso leggere tutti i libri che voglio, sia l che a casa mia. Poi
la gente quando va in biblioteca sorride, simpatica; mi chiama signora bibliotecaria. Al mattino
aspetto il postino, ci facciamo il caff insieme, poi lui si finisce il suo giro e io vengo ad aprire la
biblioteca. simpatico il postino. Vive solo: sua moglie morta, molto tempo fa, e i suoi figli
sono cresciuti e se ne sono andati, poco tempo fa. Tra due anni andr in pensione anche lui. Fino
a allora possiamo dividerci il caff al mattino. A nessuno dei due piace prenderlo solo.
Venerd 30 Giugno.
Ora che esco tutti i giorni meglio che ordini qualche altra cosa al catalogo di roba per
corrispondenza. Magari una taglia di meno; ho dovuto stringerla tutta la roba dell'altra volta.
Luned 10 Luglio.
Oggi c' una pioggia torrenziale. Il tecnico della televisione tornato. Mi ha detto che per il mio
televisore non c' niente da fare, non lo pu riparare. Le ho detto che non importava. Le ho
chiesto se voleva sedersi, prendere un caff, una fetta di torta. Ha detto di no. Continuava a
ripetere:
" tardi, devo andare via, devo andare via".
corsa via sotto la pioggia; non sono riuscita a fermarla. Volevo almeno darle un ombrello.
Mentre correva il berretto le volato via. Lei lo tiene calcato sugli occhi, cos che non si vedono
i capelli. Oggi si sono visti, mentre il cappello le volava via. Sono rossi, rosso fiammante, come

quelli della mia bambina. Anche quel giorno c'era la pioggia, per questo il camion non riuscito
a frenare.
Il rumore della pioggia e poi quello della frenata del camion. Mi metto a piangere. Erano
venticinque anni che non piangevo. Mi metto a piangere e non smetto fino al mattino. Mi
addormento alle prime luci dell'alba con il gatto che mi dorme contro e il profumo dell'erba
bagnata che entra dalle finestre aperte. Il temporale finito.
Luned 17 Luglio.
Sono andata al negozio dove ho comprato il televisore. Mi hanno detto che deve esserci stato un
errore: il loro un unico tecnico inequivocabilmente di sesso maschile e non fa riparazioni a
domicilio.

L'ULTIMO ESAME.
Il liceo ancora chiuso.
Non sono il primo. Ci sono ragazzi e ragazze seduti davanti che aspettano lapertura. Sono
giovani uomini e giovani donne che aspettano di sapere con che voto andranno affrontare la vita
e lesame di ammissione alla facolt. Mi siedo nascosto tra le colonne del porticato. Non voglio
incontrarli. Non voglio le loro condoglianze. Non tollero il mi dispiace tanto di chi ha la vita
davanti.
Il liceo si apre. Loro entrano, leggono, ridono, non ridono, escono di nuovo nel sole: la luce
proietta le loro ombre sul selciato. Si risiedono sulle scale. Uno incazzato come una iena, ma
domani sar vivo e dopodomani pure, la luce continuer a proiettare la sua ombra sul selciato,
come osa essere furioso, miserabile cretino.
Arriva anche lei. Lei piange. Gli altri si alzano. Gli altri le stanno attorno, le dicono che gli
dispiace tanto, che non mica detto che non sia vero, senzaltro vero, mica sono mostri, ma
smetter di essere vero tra otto minuti; tra otto minuti torneranno a ridere, a scambiarsi sigarette,
a incazzarsi, lei smetter tra pi tempo, forse tra otto mesi forse tra otto anni, forse mai, forse lo
ricorder sempre, forse chiamer Stefano il primo figlio o il secondo o il quinto, ma lei avr un
primo figlio, un secondo, un quinto, il sole proietter anche la loro ombra. Non sopporto neanche
lei a dirmi che le dispiace tanto.
Loro vanno via, ne arrivano altri. Ci sono altre risa, altre incazzature, altre sigarette scambiate.
Ogni tanto il tono si abbassa, le risa si interrompono, qualcuno dice che gli dispiace tanto, che
senzaltro vero, mica sono mostri, ma c anche il compiacimento di essere, loro, la classe quinta

B, quelli sfiorati dalle ali della morte , interessati dallombra della tragedia, sui quadri, in mezzo
ai loro nomi c anche lui, Stefano Indaco, nato il 18 11 1980, maturo con 60/60 e morto ieri,
andato a scuola giorno dopo giorno, terapia, dopo terapia, operazione dopo operazione, anno
dopo anno: loro gli hanno tenuto la testa al gabinetto quando vomitava, hanno picchiato quelli
che lo sfottevano perch era calvo, sono venuti a casa la domenica pomeriggio invece di andare a
giocare a pallone a fargli fare i compiti che non aveva fatto perch invece di stare a scuola era
stato in ospedale a farsi operare. O a fare maledette flebo che gli facevano vomitare lanima, ma
lui diceva che non era vero. O a farsi irradiare. O a fare esami che dicevano che, be, sa guarito,
no, migliorato nemmeno, ma stazionario, ecco stazionario, stazionario la parola giusta, corretta,
c un equilibrio tra lui e la malattia, tra lui e il mostro, tra lui e il drago.
Il drago arrivato quando non cero. Ero nellOceano Indiano Ero andato a prendere un cargo a
Sydney: era stata la prima nave di un mafioso pieno di quattrini come la bunderbank, la rivoleva
per motivi affettivi o forse ci aveva stivato mezzo quintale di cocaina da qualche parte e io
manco lo sapevo. Bho. Era una bagnarola del cavolo, si trascinava lungo le coste dellIndia: le
barche a remi dei pescatori ci doppiavano. Il mare era blu e verde chiaro. Gli orizzonti erano
pieni di gabbiani. Io avevo ventiquattro anni, la testa pieni di sogni, gli occhi pieni di orizzonti.
Mi avevano appiccicato una moglie e un ragazzino, lei era stata troppo scema per non restarci e
io mi ero sposato pi che altro perch altrimenti mio padre mi avrebbe ammazzato di botte.
Lunica cosa che volevo era il mare. Aspettavo loccasione per andarmene, in un mondo pieno di
porti e pieno di gabbiani. Non me ne ero ancora andato solo perch loccasione non era ancora
arrivata.
Mi arriv invece un cablo dalla scema, pardon la mia signora, diceva che il bambino era malato.
Del bambino non me ne era mai strafottuto un fico, tutto quello che facevo nei pochi giorni in cui
ci convivevo, era stare il meno vicino possibile alle sue manine sbavose a ai suoi pannolini
caccolosi, ma ora cera il cablo, quella parola sinistra: leucemia, scritta con due m, la mia signora
non mai andata oltre la terza elementare, daltra parte non avevo trovato nessunaltra disposta a
darmela, quando si hanno venti anni e si vive nel fondo di un paesino sulle coste calabre bisogna
accontentarsi.
Non cera altro da fare se non portare avanti la bagnarola, porto dopo porto, gabbiano dopo
gabbiano. Dei gabbiani non me ne importava pi un fico, dei porti neanche. Cera il cablo,
lammasso di pannolini sporchi e bavaglini sbavati era diventato un bambino con la leucemia, il
mio bambino con la leucemia, affidato a una minorata mentale semianalfabeta, che aveva lunico
merito di avermela data quando nessunaltra voleva sentirne parlare.
Sono arrivato dopo interminabili ventisei giorni. Tutto quello che mi interessava era arrivare. Lui
era alla clinica pediatrica. Mi sono messo a cercarlo per le corsie. Finalmente ho trovato quella
delloncologia. Cera un ragazzino con la testa fasciata, una bambina con le mani fasciate, e uno
scacazzino che sembrava vomitato da un campo di sterminio, che se ne stava attaccato alle sbarre

del lettino e urlava: -Pap-, un urlo acuto, che mi perforava i timpani, fin dentro al cranio. Ero
arrivato fino alla fine del corridoio prima di riconoscere la voce. Mi ero girato. Avevo guardato
lo scacazzino: avevo riconosciuto il pigiamino con le papere, glielo aveva regalato mia madre.
Avevo riconosciuto gli occhi, quel colore grigio-azzurro del mare in inverno. Il nome sul grafico
sopra il lettino era il suo. Non riuscivo a riconoscere lui. Lo guardavo e non lo riconoscevo. Lo
avevo preso in braccio e mi ero messo a cercare i medici. Lui mi abbracciava e mi chiamava
pap. Pap bello. Voleva che lo portassi via. Della scema aveva gi imparato a non fidarsi, ma di
me si fidava ancora. Cercai i medici, gli chiesi urlando come avevano osato ridurlo cos. I medici
mi chiesero urlando come osavo pensare che ridurlo cos fosse stata una scelta. Mi ero messo a
piangere. Stefano diceva: -Pap bello...casa- sempre pi piano. Anche di me imparava a non
fidarsi. Come la scema, non lo avrei portato via di l. Sarebbe rimasto a pigolare -...Casa...- come
un piccolo ET dimenticato dallastronave su un pianeta alieno, pieno di fleboclisi che fanno
vomitare.
Almeno non lo avrei pi lasciato solo.
Mi sono trasferito a terra. Un posto nel porto. Sto a undici minuti netti dalla clinica pediatrica.
Otto di notte. Tredici con i semafori rossi. Cinque alle quattro del mattino, quando non c
proprio nessuno.
Otto ore di scartoffie e polvere, ma poi alla sera ritornavo da lui, dai suoi occhi grigio-azzurro
colore del mare di inverno, dove volavano i gabbiani. Il drago stazionava. Prima o poi qualcuno
avrebbe inventato lAnticancrin Forte, il Leucemlison Deposito e Stefano sarebbe guarito,
sarebbe diventato un bambino normale, di quelli che giocano a calcio e vanno allo stadio. Nel
frattempo era un bambino speciale. Gli dei visitano nella malattia. Lui aveva lo sguardo fermo e
la saggezza profonda di coloro che sono gi stati nel mondo dei morti e non ne hanno avuto
paura. Passavo le mie otto ore di scartoffie a contare i minuti. Poi alla sera tornavo da lui, dai
suoi occhi grigio-azzurro come il mare dinverno. Gli piaceva sentire storie. Io non avevo mai
letto un fico in vita mia, solo il minimo indispensabile del Passero solitario e deiPromessi sposi
per il sei di italiano. Perch lui avesse qualcosa da ascoltare la sera mi sono fatto, sera dopo sera,
Pinocchio, Robin Hood, I tre Moschettieri e il Signore degli Anelli. Poi lui diventato
abbastanza grande da leggerseli da s, abbiamo continuato a leggere vicini, in silenzio, ognuno
per conto suo. Quando era a letto perch stava troppo male guardava fuori dalla finestra. Ho
imparato a conoscere le nuvole, perch gli piaceva saperne il nome, prevederne i movimenti. Ho
studiato le costellazioni. Ho passato notti a fare calcoli perch lui potesse costruirsi una
meridiana. Ho accolto in casa mia un immondo botolo che lo aveva seguito per strada e che era
pi pulci che cane, ora qui, vicino a me, non so se riuscirei a sopravvivere senza la sua lingua
tiepida sul freddo delle mie mani.
La scema era sempre scema, passava le giornate a fare novene e dire rosari, io dicevo che se il
padreterno si interessasse agli umani destini, avrebbe fermato i treni che andavano ad Auswitz,

caricato a salve le mitragliatrici della Prima guerra mondiale. Lei si disperava, chiamava i suoi
santi a raccolta, gridava al sacrilegio. Poi ho smesso di dirglielo. Ognuno deve avere i suoi. Lei
sognava Santa Rosalia che fa il miracolo, io sognavo la medicina che fabbrica lAnticancrin
forte: qualcuno che arrivasse a fottere il drago, che nel frattempo stazionava. Santa Rosalia deve
essere un santo di scarto, buona al massimo per guarire i geloni. La scienza ufficiale ha perso la
strada tra limmunologia e lantiangiogenesi: non si capito bene chi ha trovato il bandolo
giusto: nessuno lo ha ancora srotolato. Forse il bandolo si un po sfioccato in giro. Se avessero
pregato di pi Santa Rosalia mentre guardavano dentro i loro fottuti microscopi, magari ce la
facevano. Ormai tardi. Il drago ha improvvisamente smesso di stazionare e unemorragia se lo
portato via.
Allimprovviso.
In quattro minuti netti. Sei di meno di quelli che ci volevano per la clinica universitaria.
finita in quattro minuti.
Se esiste un dio spero che si strafotta.
Spero che schiatti. Spero che si anneghi nella sua acqua santa. Spero che si impicchi con uno dei
suoi rosari.
Spero per lui che non esista.
Se c, preferisco bruciare allinferno per leternit che stare con chi ha torturato il mio bambino
per anni e poi lo ha fatto morire. Non ci credo non ci voglio credere.
Preferisco schiattare allinferno.
Star fino alla fine dei miei giorni con la scema che dice il rosario.
E non dir niente.
Non si lascia la madre di uno che morto il giorno dopo la maturit.
E non glielo dir che sono tutte stronzate.
Forse ha ragione lei. Averlo avuto pur sempre meglio che non averlo avuto. Anche malato.
Anche condannato.
Anche malato, anche condannato stato felice. Rideva. Era felice che lei gli voleva bene, anche
se era calvo e doveva fare le flebo. Era contento che la maturit era andata.

Bisogna che torni dalla scema.


stata la sua mamma. Non che sia poi cos scema. solo che ha la terza elementare, e poi c
questa faccenda di Santa Rosalia, ma non vero che poi cos scema. E poi me lha data. Se lei
non me la dava Stefano non ci sarebbe stato.
Devo tornare dalla scema.
Devo scrivere a loro.
Devo scrivergli a tutti, uno per uno, devo ringraziarli di avergli tenuto la testa al gabinetto
quando vomitava, di aver picchiato quelli che lo sfottevano perch era calvo, di essere venuti a
casa la domenica pomeriggio invece di andare a giocare a pallone.
E poi devo scrivere a lei.
Per augurarle tutto il bene possibile. Di sposarsi, laurearsi, di avere dei figli, tutto il bene
possibile.
Forse ha ragione la scema. Averlo avuto, sia pure condannato, pur sempre stata una
benedizione. Prima o poi guarder le nuvole o le stelle e ringrazier il padreterno di avermi dato
Stefano.
Ma questo domani.
Oggi sto qui.
Me ne resto qui a passare la mia mano sulla sua riga, a cercare di sentire con la pelle dei
polpastrelli, il suo nome, quella scritta 60 su60, che lo avrebbe fatto incazzare, perch lui non
voleva regali e quel 60/60 forse non ce laveva. E stato scritto quando gi si era sicuri che lui
non cera pi a incazzarsi. Passo le dita sulla scritta: Stefano Indaco nato il 18 11 1980 maturo
con 60/60 e non riesco a smettere, perch tutto quello che mi resta di lui. Tra qualche giorno
leveranno questo foglio e non rester pi niente.

Scriviamo di nuovo i nostri desideri. Ma attenzione a come scriviamo.


Voglio trovare un lavoro. Sono disperato perch sono disoccupato.
Questo diventa:

Sono certo che trover un lavoro.


Sono certo che trover un lavoro, sono certo che trover un lavoro e sar il lavoro che sto
cercando, mi piacer.
Non ci credete? Non importa scrivetelo lo stesso. E convincetevene. E sentite gi la contentezza,
deve essere una vibrazione. E allora funziona.
stato scritto anche nel Vangelo e nel Buddismo : chiedete e vi sar dato. Bussate e vi sar
aperto, ma dovete chiedere nella gioia di avere gi ricevuto. E allora funziona. E solo allora
funziona.
Questo anche lo schema del costruttivismo. Il costruttivismo ha due branche: il costruttivismo
cosiddetto spirituale o ingenuo a seconda che ne parlino estimatori o detrattori, secondo il quale
quando siamo felici possiamo influenzare la realt fuori da noi. Questa anche la base del
mentalismo, che pi o meno circola da un paio di secoli, rappresentata anche nel dvd the secret.
Queste cose sono vere o no? Ognuno risponda per conto suo e noi qui per il momento noi
parliamo del costruttivismo razionale, un corso per dilettanti non dotati. Oltretutto il
costruttivismo razionale dimostrabile con facilit al di l di ogni ragionevole dubbio.
Torniamo al lavoro.
Se mi convinco che sono destinata ad avere un buon lavoro, se do per scontato che questo
certo, non mi scoraggio. Continuo a cercare. Continuo a cercare con gioia, con attenzione. Il
pensiero non ci sono riuscito fino ad ora c la crisi scarico cortisolo, mi viene lulcera,
ingrasso, ma soprattutto condiziono il mio inconscio alla sconfitta. Quando finalmente avr un
colloquio mi saboter presentando un curriculum e al colloquio il mio io inconscio sar certo del
fallimento che lo realizzer: far schifo. Se sono certo di farcela, certo e ne sento gi la gioia, io
programmo la mia intelligenza emozionale, che si muove a mio favore. Inoltre io irradier la mia
certezza di avere il lavoro con il linguaggio non verbale, con le microespressioni e il mio futuro
datore di lavoro lo percepir con il suo io inconscio e sar molto propenso a darmi il lavoro. E
come addestrare un cagnolino: si addestra con i biscotti. Gli asinelli si spostano se c la carotina.
Il nostro io inconscio arcaico. Ha bisogno di essere addestrato: come? Come un cagnetto. Devo
fare vedere quello che voglio, il lavoro, io che lavoro e dare il biscotto, far sentire al mio io
emotivo tutta la serotonina e le endorfine, e il cagnolino, lio inconscio, capisce, e far lui tutto il
necessario per raggiungere il mio scopo. Il mio io intuitivo agir per me, e questa lunica
maniera che ho di azionare il mio io intuitivo a farmi dare una mano, lunica. Se cerco il lavoro
da sfiduciato tutto il mio io intuitivo mi far lo sgambetto e io vivr malissimo. Se sono felice
non mi scoragger, andr avanti, mi accontent allinizio di risultati temporanei e parziali, nel
frattempo vivr meglio, mi far degli amici e vivr pi a lungo (dimostrato, gli ottimisti vivono
in media 10 anni in pi dei pessimisti e soprattutto vivono meglio).

Se sono gi contento subito mi risparmio il cortisolo, programmo lio inconscio e moltiplico le


mie capacit di farcela. Fino a che non ce la faccio campo sereno, non rompo lanima ai miei
familiari e non li meno e mi godo quello che mi resta, sono vivo, ogni tanto trasmettono qualcosa
di buono alla televisione e per quanto mi sembri poco quello che ho, sono sempre pi ricco di un
pastore somalo. Che magari pi contento. Quindi se sono furioso, frustrato non solo non
aumento le mie possibilit di trovare lavoro, ma le diminuisco. Lassetto emozionale che
funziona meglio di tutti la gratitudine. Se siete credenti siate grati a Dio, altrimenti alla natura o
alluniverso. La gratitudine, che otteniamo concentrando lattenzione su quello che abbiamo,
lassetto di neurotrasmetitori che aumenta la nostra potenza. Siamo grati di qualche cosa, ora
subito: io sto scrivendo, ho le dita, le mani, gli occhi, il computer. Voi state leggendo, avete
anche voi queste quattro cose.
Evvai.
Scrivete sullagenda: sono profondamente grato di avere me stesso, la mia intelligenza, lagenda,
la mia famiglia, il gatto, cane assistenti pennuti, e sono certo che trover il lavoro. Aggiungete
qualcosa, un disegno o una foto che vi metta gioia e che centri con il alvoro che state cercando.
Tutto qui. Funziona, non una bacchetta magica, ma un addestramento di forza di volont. Prima
o poi funziona. Peraltro il contrario, essere arrabbiati, dare per scontato che il lavoro non ci sar
ci porter al fallimento. Peraltro: il lavoro non c. Allora inventatelo. Siate voi limprenditore di
voi stessi. Inventate un lavoro, abbiate successo e tra un anno assumente qualcuno cos che sia un
altro con un lavoro. Credeteci, provateci. Avete unidea di tutta la gente che ha cominciato da
sottozero ed ha avuto tutto quello che voleva. Chi vi ha detto che non sarete voi? Avete parlato
con il genio cattivo della lampada scassata?
Allora, c un libro magico, il grande libro della magia, che dice che siamo fatti a immagine e
somiglianza di Dio, e se questo libro dice il vero vuol dire che siamo fatti a sua immagine e
somiglianza allora vuol dire che anche noi siamo creatori, anche noi siamo magnifici e anche noi
siamo creatori. Noi creiamo la realt. Non ci credete? Allora fate finta di crederci ed agite di
conseguenza: vivrete meglio. Per anni sono stata disperata perch non riuscivo ad avere un figlio.
La disperazione bloccava l'ovulazione. Appena mi sono calmata il bimbo arrivato. e se proprio
non fosse stato destinato a venire senza quella disperazione sarei vissuta meglio. E' tutto qui.
Diceva la buonanima del dottor Einstain molto meglio essere ottimisti ed essere delusi che
essere pessimisti ed averla azzeccata. Aggiungo io: perch da ottimisti siamo pi forti, pi sani,
pi potenti e viviamo meglio. Perch a furia di cercare di tenere l'attenzione su tutto quello che
succede di bello, sempre pi spesso, comincerete a sentire la gioia, come una vibrazione, e poi la
sentirete tutti i giorni, e poi sempre di pi.
Vorrei non sentire pi mia figlia che piange dallaltra parte della porta chiusa. sempre
sola, sempre triste, ho paura che stia giocando con lidea del suicidio.

Sono felice che mia figlia sia viva, sono cos felice che lei esista e che sia viva, perch essere
vivi bellissimo. Se noi non siamo convinti di questo, perch nostra figlia non dovrebbe
suicidarsi o essere disperata? Quanto siamo responsabili di quello che sta succedendo: quanto ci
siamo lamentati? Quante volte per via diretta o indiretta, lamentandoci dei prezzi, del traffico,
della cellulite abbiamo trasmesso per via trasversale il messaggio: la vita non vale nulla?
Cominciamo a vedere nostra figlia come vorremmo, mentre ci dice sono felice, e teniamo
lattenzione concentrata su questa immagine senza spostarla mai. Irradierete serenit Possiamo
irradiarla solo se ce labbiamo dentro, ma non ce labbiamo non possiamo trasmetterla, quindi il
nostro compito, il nostro unico e fondamentale e irrinunciabile compito, la nostra serenit.
Noi rendiamo pi sereni noi e nostra figlia si rasserener, non avr pi la nostra negativit
addosso, la nostra fiducia nella sua capacit di ritrovare la strada della serenit aumenter
enormemente la probabilit che nostra figlia trovi la serenit. Pi ci preoccupiamo, pi buttiamo
negativit addosso a nostra figlia, pi lei peggiora. Come possiamo non preoccuparci: dobbiamo
vederla gi felice, come se potessimo vedere in una sfera di cristallo. Per rendere serena lei
saremo costretti a essere felici noi, a concentrare lattenzione sullaurora, stamattina stata
straordinaria, saremo noi costretti a concentrarci su quanto maledettamente bello essere vivi.
Peso duecento chili, ho il culo basso e i brufoli, dove trovo laspirante suicida che potrebbe
amare me?
Sono felice di essere vivo, e comincia a vedermi gi adesso mentre ho il peso che voglio e
qualcuno mi ama. In questa maniera il cortisolo si abbassa, la gioia mi d la voglia di muovermi.
Solo cos posso prendere la decisione di camminare tutti i giorni fino a quando comincer a
sentire la forza aumentare, la leggerezza nascere. Le diete fanno ingrassare: nel timore di morire
di fame, quando lapporto calorico diminuisce, il nostro corpo abbatte il metabolismo e aumenta
il numero di cellule adipose, cos da poter ingrassare pi facilmente. Quello che mi fa perdere
peso camminare. Ma ci vuole energia. Da dove la prendo? Dalla visualizzazione, devo gi
vedermi forte e con il fisico che voglio. Camminer e camminer e sentir il peso che voglio
entrare nella mia vita un passo dopo laltro. La decisione di camminare posso prenderla e
mantenerla solo se ho gi un po di neurotrasmettitori buoni che circolano, se sono disperato e mi
sento abbandonato avr una fame insopportabile e invece di bruciare quello che mangio lo
metter da parte. Serotonina e endorfine sono molecole anoressogene, fanno scomparire la fame:
solo chi si ama snello. I brufoli sono una malattia da stress (cortisolo) e il sedere basso
unopinione dovuta al fatto che i popolo cacciatori ( barbari, sedere alto) hanno invaso e
schiavizzato i popoli agricoltori ( romani, sedere basso) imponendo la loro estetica. Che avere il
sedere basso sia meno bello che averlo alto un gesto di razzismo come essere convinti che la
pelle scura valga meno di quella chiara. Imparate a essere fieri di voi e della vostra genetica.
Mettete immagini di forza, di passeggiate, paesaggi, scalate, discese con gli sci. Non dimagrite
per laspetto ( sistema competitivo, cortisolo a palla, fallimento) ma per la forza: grazie perch so

che potr fare 20 chilometri a piedi, correre) Dovete condizionare il cagnetto, lio inconscio.
Siate felici per ogni persona forte, sana e del peso giusto che incontrate. Il contrario di quello che
abbiamo sempre fatto: lunica cosa che per anni ci ha reso pi felice di aver perso due chili che
la nostra migliore amica ne abbia presi tre. Solo se uscite dallo schema competitivo potete avere
il peso giusto. Non unaffermazione etica, ma biochimica. I sogni necessitano di azione per
avverarsi: la visualizzazione nella gioia, mi vedo gi con quello che voglio, mi vedo gi come
voglio, mi d lenergia per lazione.
Sono stufo di contare i centesimi, voglio avere anche io un po di soldi in tasca.
Sono profondamente grato di tutto quello che ho, fate la lista di tutto quello che avete, e di
quanto un contadino del medio evo o un contadino del Sahel abbia meno di voi, e sono felice di
tutto quello che sono destinato a guadagnare. Mettete immagini di ricchezza, di abbondanza.
Sono stufo di soffrire di insonnia.
Sono profondamente grato di essere vivo. Di avere un letto, una stanza da letto bella e comoda,
sono certissimo che il sonno, un fenomeno fisiologico, lasciato in pace ricomincer a funzionare.
Mi visualizzo mentre il mio letto alinterno di una bolla, dove sono banditi i pensieri, mi
visualizzo mentre mi sveglio al mattino e mi dico: come ho dormito ben, e do per scontato che
succeder.
Alla stessa maniera si curano anche gli altri problemi fisici.
Qualsiasi malattia abbiate parlatene il meno possibile, aiutate il vostro io inconscio a fare il
miracolo della guarigione. La preghiera e la meditazione e possono portare le endorfine a picchi
verticali e sono loro, le endorfine, che permettono le guarigioni e sono la base biochimica dei
miracoli.
Se siamo destinati a morire, impariamo a preparare la nostra morte, impariamo a morire senza
rancori, senza rimorsi e senza rimpianti e ricordiamoci che se siamo vicini al morire tutto quello
che diciamo diventa pi importante. Prepariamo il testamento: quello materiale, certo, ma
soprattutto quello spirituale, sono stato fiero di essere il tuo pap, stato bellissimo vivere con te.
Per me facile parlarne perch ho avuto lonore di ascoltare il ricordo di chi stato dallaltra
pare e nessuno potr mai convincermi che sono solo riflessi nervosi.
Quindi il mio corpo che sta morendo, non io.
La stessa cosa vale per quelli che amo: il loro corpo che muore. E se non sono credente ed
morto qualcuno che amiamo?

Teniamo lattenzione sulla felicit di averlo avuto. E su quanto la vita sia sempre un dono.
Ho il cancro. Cosa scrivo sullagenda?
Sono felice perch il mio sistema immunitario ha la forza di guarirlo.
Sono grata perch ho la forza di affrontarlo.
Sono colto contenta per tutti gli studi fatti sulla terapia, per tutti gli oncologi, i chirurghi, i
radiologi coniugi Curie inclusi, i radioterapisti, i laboratoristi, gli infermieri e quelli che lavano le
scale negli ospedali perch senza di loro sarei in braghe di tela.

UN POSTO DOVE CI SONO LE LUCCIOLE


Mammografia.
Ieri ho fatto la mammografia. Forse c una lesione. Forse.
Torni domani, per lagobiopsia, signora.
Domani sarebbe oggi. La signora sarei io.
Il ticket devo pagarlo anche per lagobiopsia? Se ho il cancro non dovrebbe essere gratis? Se ho
il cancro non mi dovrebbero anche dare indietro i quattrini di ieri per la mammografia?
Forse benigno.
Fino a ieri avevo una vita magnifica.
Io neanche lo sapevo quanto era magnifica.
Mi sembrava nei suoi momenti migliori una broda insulsa.
Sui momenti peggiori stendiamo un velo.
Per anche quelli, i momenti peggiori, adesso mi sembrano migliori di quello che ho adesso,
questa sala daspetto color verdolino e la sempre pi esile attesa che qualcuno arrivi a dirmi che
benigno.
Rivoglio indietro la mia vita di ieri.

Ditemi che benigno cos me ne torno ai miei scazzi, alle multe per parcheggio vietato, quelli
che ti mettono le ganasce perch ti va un pezzo delle ruote davanti sulle strisce pedonali, mia
suocera che viene a prendere il bambino e mi spiega che le donne per bene non si separano mai,
e mia madre che non me lo spiega perch, visto che le donne per bene non si separano mai, non
viene pi neanche a prendere il bambino.
Per anche mia madre e il bastardo che non mi paga gli alimenti, sono meglio di qualcuno che
entri da quella porta e non mi dica che benigno.
Il bastardo non mi paga gli alimenti. E mi aspetta sotto le scale.
E se voglio i soldi dellaffitto devo farlo salire.
E mi riempie di lividi. E la sola maniera di non concludere. Per mi d i soldi. Pensandoci bene,
la mia, una vita avventurosa. Rischio, coraggio e avventura. Sopravvivenza. Rafting. Una via di
mezzo tra Tarzan, Cita e Indiana Jones.
Nei miei momenti migliori la mia vita una broda insulsa, dove tutto quello che eccelle la noia
e la rottura di coglioni, poi improvvisamente si vivacizza, e cambiamo genere.
Pi documentario sociale che rafting.
Ma comunque non film dellorrore. Non ancora almeno. Per un paio di volte che il bastardo mi
ha preso un po deciso per il collo, ci siamo arrivati vicino. Adesso uno dei giorni che porto il
foulard di Hermes intorno al collo. Il foulard me lo ha regalato la mamma quando ancora ci
parlavamo. Comprato in una boutique seconda mano, ma di Hermes. Nasconde i livide dei
mancati strangolamenti e d un tocco di classe ai jeans catalogo Postal Market.
Forse benigno.
Ce la potevo fare a arrivare alla fine del mese; ce lavrei fatta se non mi avessero messo le
ganasce. Ce lavrei fatta, non avrei dovuto telefonare al bastardo, adesso non avrei i lividi.
Uno deve essere una bella carogna per mettere le ganasce a una Panda dell86. Ce lavrei fatta a
fare il rafting fino alla fine del mese. Ce lavevo praticamente fatta. Adesso sono fuori per tre
mesi, questo e i due dopo.
Altre due volte dovr telefonare al bastardo.
Che mi aspetter sotto le scale. Non perch senza di me non possa vivere, ma per la rabbia di una
cosa che prima era sua e poi ha smesso senza autorizzazione di far parte delle propriet.

Il divieto di parcheggio rimasto lultimo baluardo di uno stato che per il resto ha calato le
brache su tutto, dalla mafia a quelli che non pagano gli alimenti, passando per quelli che ti fanno
lavorare in nero.
Vedrai che benigno.
Aspetto le parole magiche. Adesso qualcuno aprir la porta e dice:
- Ci scusi signora, che labbiamo fatta tornare per niente. Ci dispiace tanto che lei dovuta
tornare, siamo mortificati che lei stanotte non ha dormito, siamo desolati per linutile buchetto
dellinutile agobiopsia; oggi ha parcheggiato male? Non si preoccupi, ci porti la multa; gliela
facciamo pagare dal Sistema Sanitario Nazionale. Anche stanotte che non ha dormito il Sistema
Sanitario Nazionale gliela risarcisce: si chiama sindrome post traumatica. Ci far tanti di quei
quattrini che rafter fino alla fine del mese senza lividi per i prossimi duemila fine di mese.
Anche queste due ore di attesa in questa sala daspetto color verdolino vomito, con le sedie di
formica e le cicche schiacciate per terra, il Sistema Sanitario Nazionale gliele ripagher: il tempo
degli utenti sacro, va ripagato, lei cosa fa signora? Il disoccupato con saltuari lavori in nero? Il
tempo dei disoccupati con saltuari lavori in nero puro oro: con quello che le risarcir il Sistema
Sanitario Nazionale sar come avere vinto al lotto.
Adesso entra qualcuno e dice che, veramente, forse, guardando bene, c unalesione, s lesione
la parola che si usa, una lesione piccola, piccola, stata una fortuna accorgersi di una lesione
ancora cos piccola. Che fortuna fare la mammografia! Che fortuna venire qui, che loro sono
tanto bravi, i pi bravi della nazione (regione provincia, citt, quartiere, condominio, scala; ci
sar qualcosa di cui loro sono i pi bravi; hanno le sedie di formica nelle stanze color vomito con
le cicche per terra, ma sono i pi bravi di qualche cosa.). stata una tale botta di culo che
inutile che si disturbi ancora a giocare al lotto signora, la fortuna che le toccava nella vita se l
gi sperperata oggi, ad avere il cancro qui in questa sala daspetto color merdolina.
Mi faranno anche la multa.
Non parcheggiata bene. un parcheggio un po creativo; ero di corsa, dovevo venire qui a
aspettare su questa sedia. E su questa sedia, lo giuro, non me ne strafotte un fico che forse dovr
essere operata, forse dovr fare la radioterapia come mia nonna che vomitava anche lanima,
forse perder i capelli, forse schiatter e allora dovranno lasciarmi in pace.
La vera tragedia domani, dopodomani, luned.
Chi far la spesa, chi consegner le traduzioni gi fatte, chi porter in banca i soldi di quelle gi
pagate, chi andr i giro a mendicare traduzioni da fare?

Chi porter la bambina a scuola?


Chi potr portare la bambina alla sua strafottuta scuola, che dallaltra parte della citt, una
scuola bene, e la scuola dove il bastardo, lui, ha fatto le scuole, e ora ci manda sua figlia. Gli
alimenti non li paga, se lei campa o schiatta mangiata viva dalle piattole va bene lo stesso, ma
sua figlia e deve fare la sua scuola. Che dallaltra parte della citt. Io traverso la citt,
parcheggio la mia Panda dell86 in mezzo ai fuoristrada e ci resto dentro, nella Panda dell86,
fino a quando Ilaria non arriva, perch tanto se scendessi nessuno mi cagherebbe. Le madri dei
fuoristrada resterebbero tutte di schiena, sui loro tacchi a spillo, sotto le loro chiome di
parrucchiere (coiffeur), dentro i loro tailleur firmati, con in mostra le loro ossa, i loro gioielli, le
rughe che stagioni e stagioni di neve e Caraibi gli hanno scavato sulla faccia. Sono magrissime,
abbronzatissime, piene di rughe e gioielli enormi. Oltre che le pi stronze, sono le donne pi
brutte che abbia mai visto. Sembrano un assembramento di prugne secche ingioiellate. Ma non si
era detto che il sole fa venire il cancro? E perch me lo sono beccato io, che lultima volta che
sono stata andata al mare era il 92 e pioveva?
E poi fanno il regalo alla maestra. Bisogna fare il regalo alla maestra.
Chiedono a me trentamila lire per fare il regalo alla maestra.
Trentamila lire: un pomeriggio di traduzioni in nero. Mentre il parcheggio vietato e le ganasce
sono sette giorni di traduzioni in nero.
Avevo due ruote sulle strisce. Non giusto. Lui non paga gli alimenti; sono cazzi miei quando lui
non paga gli alimenti, dove sono gli avvocati i giudici, le assistenti sociali quando lui non paga
gli alimenti? Dove sono i vigili urbani? Dove sono le prugne secche? Ce lavrei fatta questo
mese, ce lavevo fatta; mi hanno mandato fuori di tre fine del mese. Mi metto a piangere. Le
lacrime cominciano a colare. Cominciano a cadere sul pavimento di linoleum su cui le cicche
spente hanno scavato innumerevoli piccoli immondi crateri, cadono sulle mie scarpe, sui jeans
del catalogo Postal Market ( saldo 30%), sul maglione dellOviesse ( saldo al 40%). Cadono sui
miei ottantatr chili. Adesso che ho il cancro magari dimagrisco.
Mentre piango sento che qualcuno mi guarda. Percepisco lo sguardo di qualcuno. Alzo gli occhi.
C una vecchissima dottoressa che mi guarda. Ha laria di una che dovrebbe essere in pensione
da almeno cinque anni; forse semplicemente si porta male let, visto che ancora in servizio. E
piccola piccola, sembra uno gnomo. Ha delle carte in mano con il mio nome sopra. Mi dice che
ho il cancro. Cacchio, non si diceva lesione? Una lesione piccola piccina, piccina, piccola come
il mignolo di Pollicina, i lacci della scarpa di Cenerentola, i baffi del Gatto con gli stivali.

La dottoressa, qui, dice che ho il cancro. Come loroscopo? S, come loroscopo. Cancro viene
dal latino: vuol dire granchio. Perch ha le chele, che distruggono, si espandono. Scavano. Per
si curano, guariscono. Lei mi dice che, se voglio, mi accompagna lei al reparto di chirurgia, per
prendere gli accordi. Il ricovero prima lo faccio meglio . I granchi si possono schiacciaremi
dice con un sorriso timido, si possono estirpare per sempre, ma bisogna fare in fretta.
Ci avviamo insieme. Ci sono i suoi passi e i miei sul corridoio. un ospedale senza parcheggi,
ma c qualcuno che prende il suo tempo per accompagnarti a schiacciare i granchi. Ripenso a
questa parola, cancro, decentemente atroce, decorosamente spaventosa: contro le cose
spaventose e atroci ci si arma e si combatte. Sono le lesioni piccole piccole, la trappola mortale;
questo linguaggio da Grande Fratello, il non buono al posto del cattivo, non sano al posto di
malato, lesione al posto di cancro, non corretto al posto di stronzo maledetto che non ti paga gli
alimenti e ti aspetta sotto le scale.
Era tanto tempo che camminavo ovunque sola, che non provavo pi la sensazione di avere i passi
di qualcun altro vicino ai miei.
I granchi si possono schiacciare. Bella metafora.
Suona senzaltro meglio di una lesione piccina piccina. Cancro, come granchio: si pu
schiacciare.
Oppure no, c il rischio che vinca lui.
Col cancro si pu anche telefonare alla mamma, dire Mamma ho il cancro, va a prendere Ilaria
a scuola. S, si pu fare. E si fa in fretta, direttamente stasera, perch anche quando si possono
schiacciare i granchi ti ricordano che di vita ce n una sola e che ogni giorno sprecato sprecato
per sempre. Sia che vinca il granchio, sia che vinca io non devo dimenticarmi mai pi che i miei
giorni non sono infiniti, engo unici, preziosi e irripetibili. Giuro che li passer tutti, fino
allultimo, meglio che posso.
Il corridoio finito. Traversiamo insieme un cortile interno, che ha il tradizionale aspetto di
discarica dei cortili interni degli ospedali nazionali. Ci sono scatoloni vuotati, vecchi letti
arrugginiti, un pezzo di tavolo operatorio, con la sua sinistra aria di strumento di tortura. La
vecchia dottoressa ha unaria di gnomo triste; fa un sorriso imbarazzato accennando alla
discarica. - Per qui ci sono le lucciole - mi dice indicando due cespugli di gelsomino.
S, un posto con i cortili discarica e i cespugli di gelsomino dove vivono le lucciole, le sale
daspetto color merdolina, e qualcuno che mi accompagna perch i miei passi fino al reparto di
chirurgia non siano soli.

Andiamo a schiacciare i granchi. Granchi. Scorpioni. Scarafaggi. Vermi.


Non so se sia lurgenza del granchio, che pu essere schiacciato oppure no, o la consolazione dei
miei passi che per la prima volta da tempo immemore non sono soli, ma per la prima volta, lo
giuro, per la prima volta, mi viene in mente che, se passo al pronto soccorso a far vedere i miei
lividi a qualcuno, poi si pu fare denuncia.
Dico alla dottoressa gnomo che prima di andare in chirurgia, gi che sono qui, vorrei passare in
pronto soccorso. Lei mi guarda. Il suo sguardo si sposta dai lividi del collo dove Il foulard
Hermes si scompisciato alla faccia dove si scompisciato il rimmel.
Continua a guardarmi.
Poi dice:- Ma certo. Laccompagno.
S, accompagnami. Se qualcuno mi accompagna e mette i suoi passi vicino ai miei potrei farcela.
Potrei riuscire a arrivare fino al Pronto Soccorso. Fino alla Chirurgia.
Potrei riuscire a schiacciare i granchi, gli scorpioni, gli scarafaggi e i vermi.
Potrei traversare i deserti. Vedere le lucciole.
Forse la multa non me lhanno fatta.

Ho avuto una famiglia atroce. Cosa scrivo sullagenda?


Sono felice di essere viva, sono grata che il mio passato sia finito: sono sopravvissuta al mio
passato, sono un supereroe, il futuro mi appartiene. Sono grata perch il futuro mi appartiene.

FIORI
Sono le diciannove e zero sette. Questo significa che mancano undici minuti alle diciannove e
diciotto che lora a cui parte il treno e che quindi lei, la signora Martina, ce la potrebbe anche
fare. Lei ce la potrebbe anche fare se solo la signora prima di lei si spicciasse.
La signora prima di lei ha il carrello pieno e non si spiccer.
Lei perder il treno. Unora e ventun minuti fino a quello successivo.

Lei ha solo cinque cose: il pane, il latte, il caff e la scatolina di tonno, che sono la colazione e il
pranzo di domani e il flacone grande di Piastrella plus, ch rimasta senza. Il Piastrella Plus
serve a pulire le scale, e quello glielo dovrebbe passare la ditta, perch uno che pulisce le scale,
almeno il prodotto bisogna darglielo. Ma quello che le passa la ditta una schifezza: uno pulisce
le scale e poi sono sporche come prima e allora il prodotto se lo compra lei, a spese sue, il
Piastrella Plus appunto, che, in quel supermercato l, costa un po meno.
Lei ha solo cinque cose: forse la signora davanti guarda dalla sua parte e poi dice : Ma passi,
prego!- Una signora con tutta quella roba l ha la macchina, mica deve prendere il treno o il tram
o la metropolitana. La signora dir.- Ma prego passi pure!-, la signora Martina dir Grazie, ma
com gentile!- e alle diciannove e diciotto sar in stazione, alle venti i cinquanta sar nella sua
stanza e alle ventuno e venti sar nel suo letto, con i piedi su due cuscini a sgonfiarsi un po
perch, dal mattino, ha sessantadue scale pulite, su quei piedi e ora sono cos gonfi che le
cinghiette delle scarpe ci affondano dentro come quando uno mette il dito nella maionese. In pi
alle ventuno e venti su rete quattro comincia La terra del nostro Brasile e questa la puntata
dove Suor Bastiana incontra donna Teresita.
La signora davanti lancia una mezza occhiata alla signora Martina e alle sue cinque cose e poi si
rimette a guardare nel suo carrello.
Unora e ventun minuti di giornata di pi.
Ci sarebbe la possibilit di chiedere alla signora di farla passare. Potrebbe dire:- Mi scusi,
signora ho solo cinque cose, mi parte il treno- Potrebbe almeno provare. La signora Martina
giocherella qualche istante con lidea, poi lo stomaco le si chiude, le pulsazioni accelerano e
dentro la testa le rimbomba la voce di suo padre: Non si chiede mai. Non si deve chiedere mai.
Nulla a nessuno. Noi siamo gente che non chiede mai. MAI. Straccioni s, straccivendoli s, ma
mendicanti noi no. Mia figlia, almeno mendicante no.
Anche ora, che suo padre morto da anni e lei non pi bambina da anni, a ripensarci, per un
istante trema.: - Non si chiede mai. Mai. Che almeno non faccia la mendicante.
E anche ora, che suo padre morto da anni e lei non pi bambina da anni, a ripensare a quell
almeno le si chiude la gola.
La signora Martina ricorda le lettere a babbo Natale che non ha mai scritto. Ricorda le zie che,
loro, qualche soldo ce l avevano, che le domandavano :- Ma che cosa vuoi? Una bambola? Un
golf? - E lei, sotto lo sguardo truce del padre: - Niente, non voglio niente.
Ricorda la lettera del patronato: le avrebbero dato i libri gratis e avrebbe potuto finire le medie,
bastava firmare, ma il padre non ha firmato, anzi si arrabbiato e ha di nuovo spaccato tutto,

urlando che loro non erano straccioni e non chiedevano la carit a nessuno. Che almeno sua
figlia imparasse a non chiedere. Mai. Almeno quello. Perch tanto lei le scuole cosa le avrebbe
dovute fare a fare?
Quell almeno e quel tanto le risuonano nella testa come le trombe del giudizio universale. La
signora davanti comincia a passare. La signora Martina guarda con astio la collinetta di
mercanzia che si fatta sulla cassa: almeno fosse roba da mangiare, cose utili, detersivi! Sono
stupidaggini: cose da giardinaggio, forbici per potare, vasi, fertilizzante, sacchetti di terra, buste
di semi. Ci sono decine e decine di buste di semi, con sopra la fotografia del prodotto finito:
mentre la cassa fa un clink per ognuna delle bustine, perch hanno un prezzo diverso a seconda
del contenuto e, quindi, bisogna passarle tutte una per una, migliaia di fiori multicolori
stazionano sulla cassa.
- Ha un balcone grande?- dice la commessa
- Ho un giardino- risponde laltra serenamente.
La signora Martina la odia. Non ha mai odiato nessuno cos tanto in vita sua. Sono le diciannove
e ventisei. Il suo treno partito da almeno due minuti. Dovr tenersi i cinghietti che si piantano
nella pelle delle caviglie come la spatola nel burro per unora e ventuno in pi. Si perder anche
la puntata La Terra del Nostro Brasile e non sapr se Suor Bastiana ha capito che Donna Teresita
altri non che la sua bambina perduta da neonata durante lepidemia oppure resta ancora nella
disperazione. Per un attimo gli occhi della signora Martina si riempiono di lacrime perch di
guardarsi La Terra del Nostro Brasile guardata dal letto con due cuscini sotto i piedi, per quella
sera l, non se ne parla.
Sono le sette e trenta quando la signora Martina arriva alla cassa. Adesso la commessa che ha
fretta, perch tra trenta secondi pu chiudere il supermercato e andarsene e, se abita vicino, lei
La terra del Nostro Brasile se lo potr vedere, mentre la signora Martina, che il treno ormai lo ha
perso, tende a tirare in lungo, perch il supermercato riscaldato e la stazione no.
Purch si spicci, la commessa stessa che le caccia rapidamente le sue cinque robe in un
sacchetto, le preleva i suoi otto euro e quarantatre centesimi, rilascia regolare scontrino e,
finalmente, la mette fuori dal supermercato e le chiude la saracinesca dietro.
Alle ventidue e quarantatre, quando la signora Martina sbarca nel suo monolocale La terra del
nostro Brasile finito da venti minuti e i cinghietti affondano nel gonfio dei piedi come un
coltello nel prosciutto. La signora Martina mette su la pentola di acqua per la minestrina e poi si
mette sul tavolo del cucinotto a svuotarsi il sacchetto: Piastrella Plus, latte (in frigo), tonno,
paneLa signora Martina sbianca e si deve sedere. Nel sacchetto, come un folletto malefico, si
infilata anche una piccola busta di semi da giardino, con sopra la fotografia di una trionfale

distesa di viole del pensiero gialle e viola. La stupidissima signora con il suo stupidissimo
carrello carico del necessario per infiorare la pianura Padana e per far perdere a lei il treno,
unora e ventun minuti di vita e lincontro di donna Teresita con la madre perduta, ha dimenticato
una delle sue stupidissime bustine di stupidissimo fiori gialli.
Con un ultimo sussulto di speranza la signora Martina ricupera lo scontrino: forse non successo
niente di grave. Forse la commessa ha pensato che una delle bustine di semi fosse sua e lha
messa in conto a lei. Pu succedere. E invece no. La commessa non glielha fatta pagare.
Altrimenti detto: la signora Martina ha rubato.
RUBATO.
una ladra.
LADRA.
Le pulsazioni sono alle stelle, la pressione pure, il respiro manca, un sudore gelido ricopre la
signora Martina.
Non la prima volta che la signora Martina indulge in un furto. Ne ha gi commesso uno a sei
anni e mezzo, al mercato. Era con suo padre perch mamma era di nuovo a letto con il male alla
schiena e toccava al padre, con tutto quello che aveva gi lavorato, di fare la spesa. Era maggio e
sulle bancarelle cerano le ciliege: collinette di ciliegie, metri cubi di ciliegie, milioni di ciliege,
trilioni di fantaslioni, come i dollari di Paperon de Paperoni. Loro per le ciliegie non le
avrebbero comprate, neanche un etto, neanche una, perch le ciliegie erano stolidamente care e
solo gli stupidi e quelli che gli regalano i soldi le avrebbero comprate, mentre il pap, che
saggio e i suoi soldi se li guadagna duro con il suo carretto di straccivendolo, mica li butta via
cos. Per, a un certo punto, una delle ciliegie gli era andata in mano, alla signora Martina
seienne, quasi da sola: forse un qualche maligno folletto. Era una ciliegia, grande, quasi nera,
lucida, con tutta la luce di quella mattina di maggio che le si rifletteva sopra, una di quelle
contemporaneamente morbide e sode, dolcissime e aspre, una di quelle ciliegie che ha dentro
tutti i sapori della primavera e del mondo. La signora Martina aveva guardato la ciliegia, la aveva
contemplata come si contempla un oggetto darte, e in quel momento una micidiale manata sulla
nuca laveva fatta cadere in ginocchio: la ciliegia le era rotolata via, poi un altro colpo, questa
volta sulla faccia e un altro ancora e la voce di suo padre che urlava che lui non era il padre di
una ladra. UNA LADRA. Straccione e straccivendolo s, ma non il PADRE DI UNA LADRA.
Poi le aveva fatto raccogliere la ciliegia e le aveva fatto dire, davanti a tutti, tra le lacrime, con il
naso che le sanguinava per i ceffoni, sono una ladra, sono una ladra, sono una ladra. Poi la gente
aveva detto che no, basta, basta cos, per carit, e il padre si era ancora arrabbiato perch, per

colpa sua, di nuovo lo avevano trattato da pazzo e lo avevano cacciato e le aveva fatto fare a
calci la strada fino a casa, facendole ancora dire, a ogni calcio, che era una ladra.
Bisogna dire che la lezione servita, perch in tutta la sua vita la signora Martina non ha mai pi
preso nulla che non fosse rigidamente suo, non raccoglie nemmeno le more sui rovi, fino a quella
maledetta sera con la bustina di semi. La parte di lei che ha ancora sei anni e mezzo annaspa
nellorrore e nel panico, e gi progetta di rimettersi le scarpe con i cinghietti, riprendere il treno e
andare a depositare la bustina nelle inferriate del supermercato.
Finalmente la parte di cervello che di anni ne ha trentasei ricomincia a funzionare. Non
successo niente. E stato un incidente, non un furto. Andr domani a restituire la bustina.
Niente di grave.
Restituire a chi? La bustina evidentemente era gi stata pagata: quindi tecnicamente restituirla al
supermercato non annulla il furto, visto che la legittima proprietaria la signora con giardino.
Oltretutto se la signora Martina si presenta al supermercato con la bustina non la guarderanno
come lonesta, ma, nella migliore delle ipotesi, come la stramba o quella che sta cercando di
distrarre lattenzione perch ha qualcosa da nascondere. Potrebbe andare fino al banco delle
bustine e rimetterla nel mucchio. E se la vedono armeggiare e la scambiano per una ladra?
Questo mai, piuttosto si butta gi dal quarto piano.
La parte del cervello che di anni ne ha trentasei non riesce ad evitare il tremito e la nausea che,
sempre, le piombano addosso quando ripensa a quella mattina di maggio, ma, comunque, riesce a
ristabilire la calma. Non successo niente. Non un furto, Basta cos. Non conoscendo
lindirizzo della signora con giardino, la signora Martina non restituir la bustina e basta cos.
Si passa la problema due: che fare con la bustina? Lipotesi pi semplice scaraventare i semi
nella spazzatura e andare finalmente a mangiarsi la minestrina, ma questo sarebbe uno spreco,
perch della roba nuova, non pagata e non voluta daccordo, ma nuova finirebbe nella
spazzatura. E lo spreco non praticabile, perch lo spreco un altro divieto assoluto nelletica
del padre, confinato alle abitudini di gente balzana e sciupona, della cui categoria loro non fanno
parte. MAI. La signora Martina mica si dimenticata quando lei aveva cercato di buttare via
quello che era avanzato dei fagioli tre giorni prima e che lei doveva finire anche se lei i fagioli li
odia e ormai sulla parte dei fagioli che usciva dal brodo cera una pellicina tipo muffa che era
color verde muffa che in effetti era muffa. Era un ricordo che stava vicino alle ciliegie.
Regalare la bustina a qualcuno. Chi? E con che scusa? Farebbe di nuovo la figura di quella
stramba e questo MAI. La signora Martina si ricorda anche quando in un tema a scuola aveva
scritto di quanto mamma doveva stare a letto con il mal di schiena ed era venuta lassistente
sociale a fare domande, e pap ci aveva fatto di nuovo la figura di quello strambo. La signora

Martina , per, sa che anche procurarsi un vaso e della terra e piantare i fiori presuppone una
violazione, perch il tempo e lacqua necessari alla loro crescita rientrano sempre nella categoria
spreco, senza contare il vaso e la terra iniziali: la signora Martina , che ovviamente non ha mai
posseduto n un cane, n un gatto, n un canarino, ha ben piantato nella memoria, di fianco al
banco di ciliegie, quando la madre aveva stupidamente piantato due gerani in due vecchie latte di
pomodori. Suo padre si era cos arrabbiato, perch lei gli sprecava i soldi che lui guadagnava per
nutrire le piante, che la mamma aveva dovuto restare a letto con il mal di schiena per almeno due
settimane. A questo punto la signora Martina si ricorda di aver visto in basso, sul cassonetto della
spazzatura davanti allingresso un vaso con dentro un pianta seccata. Lo va a prendere, butta la
pianta morta, scuote un po la terra, apre la busta, contempla i piccoli semi, li conta ( quindici) fa
con uno stuzzicadenti altrettanti buchetti, li sistema, li guarda e poi li ricopre. Bagna il tutto e poi
finalmente se ne va a dormire. Trema ancora, ma ha una sensazione strana dentro. Per la prima
volta in tutta la sua vita la signora Martina invece di addormentarsi subito pensa. Il pensiero
corre come una lepre impazzita tra le ciliegie e i gerani nelle latte di conserva riempite di terra.
Per fortuna la routine si ristabilir il giorno dopo. Suor Sebastiana non ha riconosciuto la figlia,
ma, al contrario, donna Teresita che ha dei dubbi. Il fatto che don Antonio ha fatto sparire
tutte le prove, e quindi il riconoscimento diventato impossibile. Il dubbio si trasciner per due
mesi. Poi alla fine di febbraio una vecchia cieca allospizio dichiara che lei era la levatrice alla
nascita di Donna Teresita, ma don Antonio la fa deportare in manicomio.
La mattina dopo la Signora Martina ancora scombussolata per linfamia. Di tutta la giornata
della signora Martina, la parte pi dura il mattino, perch c ancora tutta la fatica da fare e
mancano ancora quattordici ore alle ventuno e venti che sono levidente clou di tutta lesistenza.
Mentre armeggia con il caff chiedendosi perch lAltissimo non stermini i malvagi e per quale
motivo a don Antonio gli vada sempre tutto bene, la signora Martina resta folgorata: dalla terra
del vecchio vaso spuntano una dozzina di bottoncini verdi. Qualcuno un po pi alto, qualcuno
pi piccoletto. Sono piantine. Diventeranno fiori. La signora Martina li fissa incantata e
incredula. Si rende conto che non si era mai fermata a pensare che qualcosa sarebbe nato. Ha
fatto solo la cosa, tra tutte le opzioni possibili, che dava unangoscia un po pi bassa delle altre,
ma non che veramente si era mai posta il problema di cosa sarebbe venuto fuori. Ma qualcosa
uscito; dodici minuscoli bottoncini verdi: le dita ruvide passano sul fresco morbido degli dodici
minuscoli miracoli che ieri non cerano e oggi s. La signora Martina guarda le piantine come se
fossero figli suoi. Se avesse scaraventato tutto nella spazzatura ora i miracolini non
esisterebbero. La signora Martina ripensa ai gerani della mamma, aggiunge un po dacqua alla
pianta e se ne va a lavorare con una curiosa sensazione: come il sasso che da sempre si porta tra
lo stomaco e lanima abbia cominciato ad alleggerirsi un po. La sera finalmente arriva. Don
Antonio comincia ad avere i guai suoi. Tempo una settimana e tutto il suo castello di menzogna
comincia a fare acqua. I bottoncini sono gi abbastanza grandi da riconoscere cosa diventer
fiore e cosa foglia. Ci vogliono due giorni perch donna Teresita e Suor Sebastiana si
riconoscano ( Dio c) e perch spuntino i fiori, dodici miracoli gialli screziati di blu scuro. La

signora Martina non riesce a ricordare di avere mai visto nulla di pi bello: le sue dita grosse e
ruvide con le unghia sudice passano e ripassano sulle corolle lisce mentre donna Teresita
comincia e ricuperare la memoria. -Il destino non mai scritto: siamo noi che ce lo facciamo.dice suor Sebastiana, che in realt altri non che donna Matilda, la vera donna Matilda. Il giorno
dopo la signora Martina va a lavorare e si sente, be, come non si mai sentita. Al ritorno, tra le
diciannove e le diciannove e sedici, mentre aspetta il treno, la signora Martina si ferma a
guardare ledicola della stazione. Questo, per la verit, lo aveva gi fatto in passato. Guarda
Topolino. Da bambina leggeva quelli delle compagne di scuola. Le piaceva. Ma questa volta
guarda anche i manuali. Le edicole delle stazioni pullulano sempre di manuali. Evidentemente
una discreta percentuale di viaggiatori medita, durante gli spostamenti, di cambiare mestiere e
leditoria si adegua. Come allevare cincill nel giardino di casa. Internet spiegato ai semplici.
Come allevare coccodrilli in garage. Internet spiegato ai minorati mentali. Come fabbricare borse
di coccodrillo. Internet spiegato agli scimpanz. Come convertire i coccodrilli allevati in garage
in borsellini porta euro. Internet spiegato alle amebe.
Eccolo, finalmente: Piante e fiori di casa tua. Cinque euro e cinquanta centesimi.
(diecimilaseicentoquarantotto lire). La signora Martina lo compra. Ha un attimo di smarrimento
perch unesplosione il padre le rimbomba dentro il cranio per tutto quello spreco, tutta quella
stramberia, perch tanto lei non legger mai niente, non neanche il caso che finisca le medie,
tanto tutto quello che avrebbe potuto diventare una che almeno non chiede, non ruba e non
stramba. Ma lei riesce a ricacciarlo nel silenzio. Il destino non mai scritto: siamo noi che ce lo
facciamo.- dice suor Sebastiana. La signora Martina tira fuori i cinque euro e mezzo e compra il
manuale. Poi aggiunge un euro e venti e compra Topolino. Sul treno la signora Martina ci sale
tenendo il libro ben in vista. Si siede, apre il suo manuale e comincia a leggere, con una
sensazione non altrimenti definibile che come cambiamento di stato. Fa parte anche lei del
gruppo di quelli che leggono. Ogni tanto lancia piccole occhiate in giro per assicurarsi che
qualcuno ci sia ad assistere. La fucsia viene dalle brume inglesi: poca luce e molta acqua. Il
filodendro invece arriva dallAmazzonia: acqua a volont, sia nel vaso che sulle foglie. Sono
piante che la signora Martina conosce, anzi riconosce, perch stazionano sui pianerottoli delle
scale che lei lava. Memorizzarne i nomi, allinizio una fatica che pare insormontabile, poi
invece ce la fa. Dimenticato dallet di undici anni, ritorna il piacere di memorizzare: prima le
cose non si hanno nella testa e poi s.
A casa la signora Martina mangia con le viole sulla tavola. La tele la guarda con le viole in
braccio e a letto, con le viole sul comodino, prima di addormentarsi legge Topolino. S, perch,
ora, lei una che legge prima di addormentarsi, anche se non ha finito le medie perch tanto
La mattina dopo la signora Martina si mette il libro in borsa cos ha qualcosa da legger e in
treno. Uscendo d lultima occhiata alle viole. Forse la sua cucina un po buia: il libro si
raccomandato sullesposizione alla luce, che non deve essere diretta, ma nemmeno quella di un

finestrino che si apre su un muro. La signora Martina prende le viole e la sposta sul pianerottolo,
come i monumentali ficus delle scale che pulisce lei. E per tutta la giornata ogni tanto ripensa a
tutti quelli che passeranno e vedranno lo splendore delle viole che sono sue, vale a dire un
accidenti di nessuno, perch, dato che c lascensore le scale sono deserte, ma comunque un
barlume di gongolamento le svolazza nella testa come una farfalla. Al ritorno sul treno la signora
Martina impara a distinguere le viole: la sua si chiama tricolor per il giallo, il blu scuro e il
bordino di arancio che borda i tre petali centrali. Allarrivo una laminata di buio si abbatte su
tutto il rosa della giornata. Le viole non ci sono pi. Non che siano state rubate, perch il vaso
c ancora, anche se stato evidentemente preso a calci, visto dove si trova e quanta terra ha
sparso in giro. Le viole sono semplicemente strappate, sparse in giro, a pezzi e a bocconi, con il
loro giallo gi rinsecchito. Forse lascensore si rotto e qualcuno molto arrabbiato ha fatto le
scale a piedi Forse un animale? (caimano da borsetta scappato dal garage? Cincill evaso dalla
vasca da bagno? )
Forse
La signora Martina ha esaurito i forse.
Il padre le riesploso dentro alla testa.
Dopo aver pulito il pianerottolo e buttato quello che resta del vaso se ne va a letto e l se ne resta
guardando il soffitto con gli occhi spalancati. Trema e ha voglia di vomitare. Alle ventuno e venti
la signora Martina accende il televisore, ascolta Donna Matilda, gi suor Sebastiana, che spiega
che il destino non scritto e spegne immediatamente, perch il destino scritto e quando ti
dicono che non lo , una bugia. Suo padre almeno le bugie non le diceva. Sua madre s. Aveva i
gerani nelle latte e diceva le bugie. Le aveva detto che le voleva bene e che non la avrebbe mai
lasciata e, invece, il suo ultimo giorno di scuola la signora Martina era tornata a casa e la aveva
trovata appesa al soffitto con un lenzuolo a strisce stretto attorno al collo e la faccia viola. E lei
era rimasta sola con il padre. E ora aveva avuto le viole ed era rimasta sola, senza viole. Tanto
vale non avere mai niente, cos quando non ce lhai pi sei gi abituato a non averlo. Mai pi
niente. TantoAlmeno Il giorno dopo la signora Martina va a lavorare come al solito. Come
al solito scende dal treno, passa davanti al supermercato e, come al solito, si ferma a guardare gli
annunci, perch non si sa mai. Cercasi Colf. Cercasi abile colf. Cercasi colf abile e sperimentata.
Per fare la colf tanto vale continuare con le scale. Almeno non ci sono mutande in giro. Cercasi
giardiniere. Cercasi Colf.
Cercasi colf seria e onesta
Chiss se qualcuno telefona e dice:- Scusi sono una colf disonesta, va bene lo stesso?
Cercasi giardiniere. I suoi occhi continuano a tornare sul cercasi giardiniere.

I giardinieri sono maschi.


Le scale le puliscono le femmine e i giardinieri sono maschi.
Cos .
Cercasi giardiniere, non giardiniera.
Non richiesta esperienza. Perlomeno non c scritto.
E una stupidaggine.
Lei una che pulisce le scale.
Mica fa il giardiniere.
Non lo vogliono sperimentato daccordo, ma lo vogliono giardiniere, mica una che pulisce le
scale e sta cercando di riciclarsi in qualche maniera.
La signora Martina resta a lungo davanti ai piccoli annunci del supermercato, ma veramente a
lungo, poi, passo dopo passo, finalmente si muove. Raggiunge il bar Da Katia, dove c uno
degli ultimi telefoni pubblici del quartiere, perch ormai tutti hanno il cellulare. Di l telefona in
ditta e dice che ha dei probleminon proprio malata ( non si mente MAI)dei problemi: pu
fare il pomeriggioe ricupera sabato.
Il giardiniere lo cercano da TUTTO PER IL VERDE che un ciclopico magazzino due strade
pi in l. Dentro c un tizio lungo e sbilenco che quello che ha messo lannunzio. E in mezzo
a centinaia di vasi con dentro piante di tutti i verdi possibili. Non fa commenti sul fatto che lei sia
femmina e si informa sull esperienza. La signora Martina resta un attimo perplessa con
lingiunzione a non mentire mai che le risuona dentro come le campane del giudizio universale.
Alla fine risponde che ha sempre curato i fiori di casa sua.
Poi si gira e indica in giro: fucsia, poca luce, appenderla in alto, da dove si veda la cascata di
fiori. Ficus beniamina: molta acqua e nebulizzare sulle foglie.
Il tizio sbilenco sembra favorevolmente impressionato. Sa potare? La signora Martina resta a
lungo nel dubbio ( non si mente MAI), poi per china la testa e dice no. Pare sia la risposta
giusta: il tizio sbilenco tutto contento. molto pi facile insegnare bene a uno che non sa
niente che a uno che gi fa e fa sbagliato.

La signora Martina annuisce e scuote la testa con convinta compartecipazione. Perch, dice il
tizio, lei non si preoccupi, di l a febbraio per la potatura lui ci insegna, perch l di roba da
potare ce n tanta
La signora Martina resta senza fiato. La prende. La assume. Non solo sono duecento euro in pi
di quelli che prende ora per cinque ore in meno la settimana, ma vuol dire che lei, proprio lei,
vivr tutti i giorni in mezzo a tutti quei verdi, li far germogliare, li far fiorire
Il tizio sbilenco la porta nel retro del capannone e di l si esce in un enorme vivaio che si
continua ininterrotto sulla collina. Sono file e file di minuscoli alberi da frutto: ognuno ricoperto
da migliaia di fiori, rosa per i peschi, bianchi per i ciliegi e i meli. La signora Martina li guarda
incantata. I suoi occhi continuano a spostarsi da fiori ad altri fiori, migliaia di fiori, milioni di
fiori, fantaslioni di fantaslioni, come i dollari di Paperon de Paperoni.
La signora Martina pensa che il destino non scritto e siamo noi che ce lo facciamo.
Scriviamo di nuovo i nostri desideri. Ma attenzione a come scriviamo.
Voglio trovare un lavoro. Sono disperato perch sono disoccupato.
Questo diventa:
Sono certo che trover un lavoro.
Sono certo che trover un lavoro., sono certo che trover un lavoro e sar il lavoro che sto
cercando, mi piacer.
Non ci credete? Non importa scrivetelo lo stesso. E convincetevene. E sentite gi la contentezza,
deve essere una vibrazione. E allora funziona.
stato scritto anche nel Vangelo e nel Buddismo: chiedete e vi sar dato. Bussate e vi sar
aperto, ma dovete chiedere nella gioia di avere gi ricevuto. E allora funziona. E solo allora
funziona.
Questo anche lo schema del costruttivismo. Il costruttivismo ha due branche: il costruttivismo
cosiddetto spirituale o ingenuo a seconda che ne parlino estimatori o detrattori, secondo il quale
quando siamo felici possiamo influenzare la realt fuori da noi. Questa anche la base del
mentalismo, che pi o meno circola da un paio di secoli, rappresentata anche nel dvd the secret.
Queste cose sono vere o no? Ognuno risponda per conto suo e noi qui per il momento noi
parliamo del costruttivismo razionale, un corso per dilettanti non dotati. Oltretutto il
costruttivismo razionale dimostrabile con facilit al di l di ogni ragionevole dubbio.

Torniamo al lavoro.
Se mi convinco che sono destinata ad avere un buon lavoro, se do per scontato che questo
certo, non mi scoraggio. Continuo a cercare. Continuo a cercare con gioia, con attenzione. Il
pensiero non ci sono riuscito fino ad ora c la crisi scarico cortisolo, mi viene lulcera,
ingrasso, ma soprattutto condiziono il mio inconscio alla sconfitta. Quando finalmente avr un
colloquio mi saboter presentando un curriculum e al colloquio il mio io inconscio sar certo del
fallimento che lo realizzer: far schifo. Se sono certo di farcela, certo e ne sento gi la gioia, io
programmo la mia intelligenza emozionale, che si muove a mio favore. Inoltre io irradier la mia
certezza di avere il lavoro con il linguaggio non verbale, con le microespressioni e il mio futuro
datore di lavoro lo percepir con il suo io inconscio e sar molto propenso a darmi il lavoro. E
come addestrare un cagnolino: si addestra con i biscotti. Gli asinelli si spostano se c la carotina.
Il nostro io inconscio arcaico. Ha bisogno di essere addestrato: come? Come un cagnetto. Devo
fare vedere quello che voglio, il lavoro, io che lavoro e dare il biscotto, far sentire al mio io
emotivo tutta la serotonina e le endorfine, e il cagnolino, lio inconscio, capisce, e far lui tutto il
necessario per raggiungere il mio scopo. Il mio io intuitivo agir per me, e questa lunica
maniera che ho di azionare il mio io intuitivo a farmi dare una mano, lunica. Se cerco il lavoro
da sfiduciato tutto il mio io intuitivo mi far lo sgambetto e io vivr malissimo. Se sono felice
non mi scoragger, andr avanti, mi accontent allinizio di risultati temporanei e parziali, nel
frattempo vivr meglio, mi far degli amici e vivr pi a lungo (dimostrato, gli ottimisti vivono
in media 10 anni in pi dei pessimisti e soprattutto vivono meglio).
Se sono gi contento subito mi risparmio il cortisolo, programmo lio inconscio e moltiplico le
mie capacit di farcela. Fino a che non ce la faccio campo sereno, non rompo lanima ai miei
familiari e non li meno e mi godo quello che mi resta, sono vivo, ogni tanto trasmettono qualcosa
di buono alla televisione e per quanto mi sembri poco quello che ho, sono sempre pi ricco di un
pastore somalo. Che magari pi contento. Quindi se sono furioso, frustrato non solo non
aumento le mie possibilit di trovare lavoro, ma le diminuisco. Lassetto emozionale che
funziona meglio di tutti la gratitudine. Se siete credenti siate grati a Dio, altrimenti alla natura o
alluniverso. La gratitudine, che otteniamo concentrando lattenzione su quello che abbiamo,
lassetto di neurotrasmettitori che aumenta la nostra potenza. Siamo grati di qualche cosa, ora
subito: io sto scrivendo, ho le dita, le mani, gli occhi, il computer. Voi state leggendo, avete
anche voi queste quattro cose.
Evvai.
Scrivete sullagenda: sono profondamente grato di avere me stesso, la mia intelligenza, lagenda,
la mia famiglia, il gatto, cane assistenti pennuti, e sono certo che trover il lavoro. Aggiungete
qualcosa, un disegno o una foto che vi metta gioia e che centri con il lavoro che state cercando.
Tutto qui. Funziona, non una bacchetta magica, ma un addestramento di forza di volont. Prima
o poi funziona. Peraltro il contrario, essere arrabbiati, dare per scontato che il lavoro non ci sar

ci porter al fallimento. Peraltro: il lavoro non c. Allora inventatelo. Siate voi limprenditore di
voi stessi. Inventate un lavoro, abbiate successo e tra un anno assumente qualcuno cos che sia un
altro con un lavoro. Credeteci, provateci. Avete unidea di tutta la gente che ha cominciato da
sottozero ed ha avuto tutto quello che voleva. Chi vi ha detto che non sarete voi? Avete parlato
con il genio cattivo della lampada scassata?
Allora, c un libro magico, il grande libro della magia, che dice che siamo fatti a immagine e
somiglianza di Dio, e se questo libro dice il vero vuol dire che siamo fatti a sua immagine e
somiglianza allora vuol dire che anche noi siamo creatori, anche noi siamo magnifici e anche noi
siamo creatori. Noi creiamo la realt. Non ci credete? Allora fate finta di crederci ed agite di
conseguenza: vivrete meglio. Per anni sono stata disperata perch non riuscivo ad avere un figlio.
La disperazione bloccava l'ovulazione. Appena mi sono calmata il bimbo arrivato. e se proprio
non fosse stato destinato a venire senza quella disperazione sarei vissuta meglio. tutto qui.
Diceva la buonanima del dottor Einstain, molto meglio essere ottimisti ed essere delusi che
essere pessimisti ed averla azzeccata. Aggiungo io: perch da ottimisti siamo pi forti, pi sani,
pi potenti e viviamo meglio. Perch a furia di cercare di tenere l'attenzione su tutto quello che
succede di bello, sempre pi spesso, comincerete a sentire la gioia, come una vibrazione, e poi la
sentirete tutti i giorni, e poi sempre di pi.
Vorrei non sentire pi mia figlia che piange dallaltra parte della porta chiusa. sempre
sola, sempre triste, ho paura che stia giocando con lidea del suicidio.
Sono felice che mia figlia sia viva, sono cos felice che lei esista e che sia viva, perch essere
vivi bellissimo. Se noi non siamo convinti di questo, perch nostra figlia non dovrebbe
suicidarsi o essere disperata? Quanto siamo responsabili di quello che sta succedendo: quanto ci
siamo lamentati? Quante volte per via diretta o indiretta, lamentandoci dei prezzi, del traffico,
della cellulite abbiamo trasmesso per via trasversale il messaggio: la vita non vale nulla?
Cominciamo a vedere nostra figlia come vorremmo, mentre ci dice sono felice, e teniamo
lattenzione concentrata su questa immagine senza spostarla mai. Irradierete serenit Possiamo
irradiarla solo se ce labbiamo dentro, ma non ce labbiamo non possiamo trasmetterla, quindi il
nostro compito, il nostro unico e fondamentale e irrinunciabile compito, la nostra serenit.
Noi rendiamo pi sereni noi e nostra figlia si rasserener, non avr pi la nostra negativit
addosso, la nostra fiducia nella sua capacit di ritrovare la strada della serenit aumenter
enormemente la probabilit che nostra figlia trovi la serenit. Pi ci preoccupiamo, pi buttiamo
negativit addosso a nostra figlia, pi lei peggiora. Come possiamo non preoccuparci: dobbiamo
vederla gi felice, come se potessimo vedere in una sfera di cristallo. Per rendere serena lei
saremo costretti a essere felici noi, a concentrare lattenzione sullaurora, stamattina stata
straordinaria, saremo noi costretti a concentrarci su quanto maledettamente bello essere vivi.

Peso duecento chili, ho il culo basso e i brufoli, dove trovo laspirante suicida che potrebbe
amare me?
Sono felice di essere vivo, e comincia a vedermi gi adesso mentre ho il peso che voglio e
qualcuno mi ama. In questa maniera il cortisolo si abbassa, la gioia mi d la voglia di muovermi.
Solo cos posso prendere la decisione di camminare tutti i giorni fino a quando comincer a
sentire la forza aumentare, la leggerezza nascere. Le diete fanno ingrassare: nel timore di morire
di fame, quando lapporto calorico diminuisce, il nostro corpo abbatte il metabolismo e aumenta
il numero di cellule adipose, cos da poter ingrassare pi facilmente. Quello che mi fa perdere
peso camminare. Ma ci vuole energia. Da dove la prendo? Dalla visualizzazione, devo gi
vedermi forte e con il fisico che voglio. Camminer e camminer e sentir il peso che voglio
entrare nella mia vita un passo dopo laltro. La decisione di camminare posso prenderla e
mantenerla solo se ho gi un po di neurotrasmettitori buoni che circolano, se sono disperato e mi
sento abbandonato avr una fame insopportabile e invece di bruciare quello che mangio lo
metter da parte. Serotonina e endorfine sono molecole anoressogene, fanno scomparire la fame:
solo chi si ama snello. I brufoli sono una malattia da stress (cortisolo) e il sedere basso
unopinione dovuta al fatto che i popolo cacciatori ( barbari, sedere alto) hanno invaso e
schiavizzato i popoli agricoltori ( romani, sedere basso) imponendo la loro estetica. Che avere il
sedere basso sia meno bello che averlo alto un gesto di razzismo come essere convinti che la
pelle scura valga meno di quella chiara. Imparate a essere fieri di voi e della vostra genetica.
Mettete immagini di forza, di passeggiate, paesaggi, scalate, discese con gli sci. Non dimagrite
per laspetto ( sistema competitivo, cortisolo a palla, fallimento) ma per la forza: grazie perch so
che potr fare 20 chilometri a piedi, correre) Dovete condizionare il cagnetto, lio inconscio.
Siate felici per ogni persona forte, sana e del peso giusto che incontrate. Il contrario di quello che
abbiamo sempre fatto: lunica cosa che per anni ci ha reso pi felice di aver perso due chili che
la nostra migliore amica ne abbia presi tre. Solo se uscite dallo schema competitivo potete avere
il peso giusto. Non unaffermazione etica, ma biochimica. I sogni necessitano di azione per
avverarsi: la visualizzazione nella gioia, mi vedo gi con quello che che voglio, mi vedo gi
come voglio, mi d lenergia per lazione.
Sono stufo di contare i centesimi, voglio avere anche io un po di soldi in tasca.
Sono profondamente grato di tutto quello che ho, fate la lista di tutto quello che avete, e di
quanto un contadino del medio evo o un contadino del Sahel abbia meno di voi, e sono felice di
tutto quello che sono destinato a guadagnare. Mettete immagini di ricchezza, di abbondanza.
Sono stufo di soffrire di insonnia.
Sono profondamente grato di essere vivo. Di avere un letto, una stanza da letto bella e comoda,
sono certissimo che il sonno, un fenomeno fisiologico, lasciato in pace ricomincer a funzionare.
Mi visualizzo mentre il mio letto alinterno di una bolla, dove sono banditi i pensieri, mi

visualizzo mentre mi sveglio al mattino e mi dico: come ho dormito bene, e do per scontato che
succeder.
Alla stessa maniera si curano anche gli altri problemi fisici.
Qualsiasi malattia abbiate parlatene il meno possibile, aiutate il vostro io inconscio a fare il
miracolo della guarigione. La preghiera e la meditazione e possono portare le endorfine a picchi
verticali e sono loro , le endorfine, che permettono le guarigioni e sono la base biochimica dei
miracoli.
Se siamo destinati a morire, impariamo a preparare la nostra morte, impariamo a morire senza
rancori, senza rimorsi e senza rimpianti e ricordiamoci che se siamo vicini al morire tutto quello
che diciamo diventa pi importante. Prepariamo il testamento: quello materiale, certo, ma
soprattutto quello spirituale, sono stato fiero di essere il tuo pap, stato bellissimo vivere con te.
Per me facile parlarne perch ho avuto lonore di ascoltare il ricordo di chi stato dallaltra
pare e nessuno potr mai convincermi che sono solo riflessi nervosi.
Quindi il mio corpo che sta morendo, non io.
La stessa cosa vale per quelli che amo: il loro corpo che muore. E se non sono credente ed
morto qualcuno che amiamo?
Teniamo lattenzione sulla felicit di averlo avuto. E su quanto la vita sia sempre un dono.
Gli ultimi item?
Ormai siete pi bravi di me.
Istruzioni per rendersi felici finisce qui.