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Potatura 1

Gli alberi da limone devono essere potati solo in estate, meglio dopo la seconda settimana di luglio.
Prima dellestate, infatti, e soprattutto nei mesi di febbraio e marzo, la pianta in piena fioritura e
accumula fondamentali sostanze di riserva nutritiva dalle quali dipende poi lallegagione, cio la
fase iniziale della formazione del frutto. Per la potatura vanno evitati, in generale, i periodi molto
caldi e quelli molto freddi.
Nelle operazioni di potatura vanno alleggerite le chiome dellalbero eliminando i rami secchi, quelli
rotti, quelli curvati in basso e quelli che hanno gi fiorito.
I rami lunghi senza frutti (i cosiddetti succhioni) devono essere sempre asportati (sia nelle piante
giovani sia in quelle adulte) se provengono dalla base delle branche pi grandi, oppure
semplicemente spuntati se si trovano nellarea periferica della chioma dellalbero. In generale la
potatura degli agrumi non deve essere mai eccessiva e ci per mantenere il giusto equilibrio tra
vegetazione e produzione dei frutti.
Le potature sono indispensabili in caso di attacco parassitario da parte delle cocciniglie (insetti che
colonizzano in modo massiccio le parti giovani delle piante, i germogli e le foglie, perforano la
lamina fogliare o dei fusti giovani e si nutrono della linfa in essi contenuta, ricca di zuccheri),
oppure quando la pianta divenuta troppo alta, tanto da rendere difficile la raccolta dei frutti da
terra. "La potatura e' una operazione molto delicata, serve per dare una forma pi aggraziata alla
pianta e al tempo stesso per migliorarne la produttivit.
Deve essere fatta a primavera tendendo al corto, sulle nuove fronde che verranno potate, la
lunghezza massima consentita e' compresa fra la 3 e La 4 foglia, togliere i rami secchi in modo da
areare la pianta e cercare di lasciare nella parte interna della stessa lo spazio per permettere un buon
filtraggio della luce (questo solo nel caso di coltivazione a coppa). Se e' vostra intenzione arricchire
la coltivazione, selezionate dagli scarti della potatura appena effettuata le fronde piu' belle e
piantatele in un terreno argilloso arricchito di concime organico, circa il 70 % delle talee attecchir
donandovi nuove piante di limone.
Se le piante devono essere preparate, a fini di produzione, quando ancora sono alte poco pi di un
metro, tagliatene il ramo centrale. Cio gli tagliate un metro di altezza il ramo centrale e forzano le
tre branche superiori (le uniche che vengono lasciate) ad allargarsi a coppa per mezzo di appositi
supporti di canna. A volte la coltivazione si fa "a globo", semplicemente lasciando 4 branche invece
che 3, e mandando su in verticale la pi alta. Per un giardino invece, dove lo scopo non solo la
produzione e la facilit di raccolta, di solito la pianta viene lasciata crescere in maniera "naturale",
ma sempre facendo s che i rami non si intreccino troppo tra loro. La potatura dei rami degli alberi
di agrumi dovrebbero avere un portamento abbastanza allargato e senza intrichi, in maniera da
favorire oltre ad una facile raccolta dei frutti, la libera circolazione dell'aria tra le foglie e
l'insolazione regolare di tutti i rami. Quindi, nel Vostro caso, dovreste cercare di capire secondo
quale forma ha il limone (Citrus lemon) e cercare di riconoscere se ci sono i tre rami principali che
si allargano, ed adeguarvi nella potatura estetica (una volta impostato non cambiatela piu') al
mantenimento di quella forma. Se invece ha portamento naturale, cercate di capire quali rami si
sono sviluppati eccessivamente(succhioni) ed eliminateli un po' se proprio sono troppo fitti,
cominciando dai rami diretti dall'esterno verso l'interno della chioma. Se i rami fossero gi grossi
(ma evitalo se possibile...) dopo il taglio abbiate la cura di proteggere la ferita con della vernice
apposita che potete trovare nei centri di giardinaggio pi forniti o nei Consorzi Agrari. Questo per
evitare attacchi fungini attraverso il taglio, che provocherebbero gravi danni alla pianta. Ricordate
comunque che il limone produce fiori e frutti sui rami di un anno, quindi per una potatura "di
produzione" eliminare i rametti che hanno gi prodotto e quelli ormai secchi. La stagione di
potatura l'estate, perci aspettate la met di Luglio, per qualsiasi operazione di questo tipo."

Potatura 2
La potatura una tecnica creata dalluomo per meglio adattare le piante e gli alberi in genere alle
proprie esigenze, esigenze di produzione, con riguardo agli alberi da frutto, ornamentali con
riguardo alle piante da arredamento, di sicurezza per le piante che potenzialmente possono
rappresentare un pericolo per la propria e laltrui incolumit. Ovviamente, ci non toglie che se
eseguiti correttamente sono interventi che contribuiscono a fortificare la piante, conferendole un
migliore assetto vegetativo ed una maggiore resistenza agli attacchi da parti di malattie e parassiti,
allungandone la vita. Si tratta di una serie cadenzata e programmata di interventi che modificano il
corso naturale di crescita, fioritura e fruttificazione degli arbusti, piante ed alberi. E con la
potatura di formazione, seguita da quella di mantenimento che si perseguono esigenze
ornamentali, di produzione, protezione e privacy. Con riguardo a queste ultime, il caso delle
siepe che delimitano vialetti e confini, dei filari di alberi che proteggono dagli occhi indiscreti del
vicino e dei passanti, delle barriere frangivento che proteggono dagli agenti atmosferici, come il
vento, il sole, il caldo. Vari sono le tecniche di potatura, ognuna della quali, da porre in essere nei
periodi previsti e con le giuste modalit, persegue obiettivi precisi, quali formare la pianta durante i
primi anni di vita, da cui il nome (potatura di formazione), mantenere nel tempo la forma
raggiunta (potatura di mantenimento), migliorare e regolare la produzione (potatura di
produzione). Gli interventi di potatura si caratterizzano per lo scopo che perseguono e per la
stagione in cui vengono posti in essere. Abbiamo al riguardo, interventi cosiddetti di potatura secca
e potatura verde (dette anche rispettivamente potatura invernale e potatura estiva), che debbono
il nome alla stato vegetativo in cui si trova la piante a fogli caduche nel momento dellintervento.
Con riguardo a questi due ultimi interventi, diciamo che, la potatura secca precede quella verde, ma
entrambe vengono eseguite durante una fase di riposo della pianta, rispettivamente durante la pausa
estiva e durante il periodo di riposo vegetativo della pianta, coincidente in linea di massima con la
stagione invernale. In qualche misura, questi due interventi di potatura perseguono lo stesso fine,
ossia eliminare rispettivamente i rami e la vegetazione che non presentano alcuna utilit alla salute
della pianta, alla produzione, per gli alberi da frutto, allaspetto estetico, per le piante ornamentali.
Con riguardo agli alberi vetusti, abbiamo la cosiddetta potatura di ringiovanimento che di norma
si concretizza con interventi drastici sullintera chioma della pianta o dellalbero, arrivando alla
tanto temuta capitozzatura. Si tratta di intervento che non sempre genera i risultati sperati. Spesso
si tratter di una pianta potenzialmente predisposta a spezzarsi se la nuova vegetazione assume
dimensioni e peso sproporzionato rispetto al vecchio tronco. Gli interventi di potatura vanno
eseguiti con attrezzi bene affilati, eseguendo tagli netti senza sfrangiature, con lame sterilizzate e
disinfettate, provvedendo a trattare i tagli col previsto mastice cicatrizzante, al fine di scongiurare
attacchi da parte di parassiti sia di origine animale che vegetale. In particolare, quando si pota
interamente un ramo, necessario lasciare il cosiddetto collare, ossia non eseguire il taglio del
ramo lungo la zona di adesione al tronco, ma di distanziarlo leggermente dal tronco. Il collare in
qualche misura fa da barriera alleventuale attacco da parte di parassiti, nonch limita la comparsa
di vegetazione indesiderata, purch non sia stata danneggiata la corteccia. Fanno parte della
potatura in senso lato, una serie di altri interventi che non prevedono tagli, ma che comunque
incidono sul naturale corso della pianta, interventi che spaziano dalla piegatura alla curvatura,
dalla scacchiatura alla sfogliatura, dalla cimatura alla spuntatura, e lelenco potrebbe
continuare. In particolare, con la spuntatura viene recisa la punta del ramo con lobiettivo di
irrobustirlo e di stimolare la crescita di nuovi rami lungo il tronco.
Il termine potatura racchiude una serie di interventi sulla pianta, che si concretizzano nella
eliminazione di rami e germogli, al fine di modificarne la vegetazione e limitatamente agli alberi da
frutta, anche il modo di fruttificare. Sono operazioni che vengono ripetute pi volte dalla primavera
allautunno. Vari sono i tipi di intervento a secondo della stagione, del tipo di pianta, dello scopo
che si vuole raggiungere. Per gli alberi da frutta, in genere si mira ad accrescere la produzione e

renderla pi costante nel tempo. A secondo che questa operazione venga effettuata quando la pianta
possiede o meno le foglie, si parla di potatura verde e potatura secca. Sinteticamente diciamo che il
taglio deve essere netto (la qualcosa agevola la cicatrizzazione della ferita), eseguito subito dopo un
nodo. I rami ritenuti inutile vanno eliminati alla base, nella loro interezza. Ricordiamo alcuni dei
numerosi interventi che vengono eseguiti con loperazione di potatura. Ricordiamo la cimatura e la
spuntatura, entrambe si concretizzano nel privare il ramo della parte terminale, anche se diversi
sono i momenti dellintervento. La cimatura si esegue destate, la spuntatura dinverno. Il
diradamento consiste nel rimuovere fiori, frutti e rami. La sfogliatura, come si evince dalla parola,
prevede la rimozione di foglie. La soppressione si concretizza nel taglio netto di un ramo.
Ovviamente, lelenco potrebbe continuare. Esistono poi una serie di interventi che non prevedono
tagli, come la curvatura, inclinazione, torsione, piegatura, divaricazione. Per loperazione di
potatura vengono impiegate forbici, sega, anche se negli ultimi tempi sempre con maggiore
frequenza trovano impiego le potatrici meccanizzate.

"Potatura di ritorno"
Pi che di potatura di ritorno, si dovrebbe parlare di tagli da eseguire nel rispetto della chioma.
Lintervento mira ad accorciare i rami eseguendo il taglio subito dopo una diramazione laterale, in
modo che questultima affievolisce le conseguenze salutari ed estetiche del venir meno della chioma
che faceva capo al ramo principale accorciato. Nello stesso tempo lintervento cerca di non alterare
eccessivamente la dominanza apicale, in modo da consolidare e ripristinare la forma raggiunta
dalla chioma, eventualmente ridimensionandola.
In pratica, la gemma laterale diventa la nuova gemma apicale. Affinch ci avvenga, il rame
laterale, al di sopra del quale viene eseguito il taglio di ritorno, deve presentare una certa
consistenza, altrimenti non possiede la forza necessaria per prendere il posto della vecchia gemme
apicale, mentre il taglio darebbe vita ad una nuova ed indesiderata vegetazione. Perch l'intervento
dia il risultato sperato, le dimensioni della diramazione laterale devono essere almeno il 30% di
quelle del ramo da potare.
La dominanza apicale si manifesta con intensit diversa rispetto alle varie specie di piante. Essa
rappresenta lattitudine che hanno alcune specie, come labete, di sviluppare maggiormente la
chioma a scapito della vegetazione bassa della piante. Si tratta di una caratteristica non facilmente
correggibile con gli interventi di potatura.
In occasione di potature di ritorno, o meglio di tagli di ritorno, bisogna cercare di intervenire su
rami non eccessivamente grandi, dal momento che i tagli risultano tanto pi stressanti quanto pi
grande il diametro del ramo da tagliare, senza considerare che le ferite di un certa entit
rappresentano terreno fertile agli attacchi da parte di patologie fungine e parassiti animali
La potatura col cosiddetto taglio di ritorno trova applicazione in molte specie di piante
ornamentali e da frutto, poich rappresenta una tecnica che non altera la forma della pianta e
lassetto vegetativo della stessa. Il taglio di ritorno, contrariamente a quanto possa sembrare non
da vita ad una minicapitozzatura.

"Potatura di formazione"
La potatura di formazione detta anche di allevamento praticata durante i primi anni di vita delle
piante, mira a conferire loro una forma che meglio soddisfa le esigenze estetiche, con riguardo alle
piante ornamentali, mentre con riguardo alle piante da frutto persegue un obiettivo funzionale

alla produzione nel suo complesso, sia sotto laspetto qualitativo che quantitativo. Gli interventi di
formazione mirano a imprimere alla pianta una crescita che assicuri la forma desiderata nel rispetto
di quello che il portamento della specie lasciata libera di vivere in natura, senza essere oggetto di
manipolazioni da parte delluomo. La potatura di formazione raggiunge la sua massima espressione
con leducazione dei Bonsai, piante in miniatura. Per queste specie, gli interventi di potatura sui
rami e sulla massa radicale, col contributo dei rinvasi e dei tutori, assumono un ruolo
determinante per la creazione delle piante miniaturizzate. Una corretta potatura di formazione rende
pi facili ed efficaci i successivi interventi di potatura di produzione e mantenimento, con i quali
tra laltro non risulterebbe agevole eliminare le conseguenze di unerrata potatura di formazione.
La potatura di formazione, da praticare per la quasi totalit delle piante, durante il periodo di
riposo vegetativo, durante la stagione invernale, prima che per la pianta inizia la nuova
vegetazione, prevede interventi significativi al fine di assicurare alla pianta uno scheletro, una
struttura che meglio risponde alle proprie aspettative, nel rispetto delle esigenze naturali della
specie, struttura che i successivi interventi di potature di mantenimento provvedono a consolidare e
mantenere nel tempo.

"Potatura di produzione"
La potatura di produzione, come si desume dal nome, rappresenta un intervento che ha come
obiettivo la produzione nel suo complesso, di cui intende regolare la periodicit, nonch
migliorarla dal punto di vista qualiquantitativo, sia con riguardo alla fioritura che alla
fruttificazione, assicurando un giusto equilibrio tra produzione e vegetazione, cercando di
favorire la produzione.
Lentit dellintervento varia a secondo della specie di piante. Relativamente ad alcune piante, come
il pero ed il melo, che fruttificano sui rami vecchi, gli interventi devono essere misurati, se si vuole
massimizzare la produzione, mentre per altre specie che fioriscono e fruttificano sui rami dellanno,
gli interventi devono essere drastici se si vuole incrementare la fioritura o la fruttificazione, a
secondo che trattasi di piante da fiore o piante da frutto.
Lintervento di potatura di produzione va eseguita durante il periodo di riposo vegetativo della
pianta, verso la fine della stagione invernale, quanto la pianta si sta preparando per la nuova
vegetazione.

La Vite
Potare la vite rappresenta limpegno pi impegnativo per il viticoltore. Come per tutte le piante da
frutto, lintervento di potatura si pone lobiettivo di migliorare la produzione, sia sotto laspetto
qualitativo che quantitativo, assicurando nel contempo alla pianta un giusto equilibrio vegetativo.
Capi a frutto e capi a legno
Con riguardo alla vite si parla di capi a legno per indicare quei tralci che non producono frutti,
quindi, destinati alla potatura, e di capi a frutto per indicare quelli destinati a produrre il frutto, ossia
il grappolo duva. Non esiste una distinzione netta tra le gemme che daranno germogli a frutto e
quelle che daranno germogli a legno analogamente non esiste una distinzione netta tra capi a frutto
e capi a legno. La maggiore o minore propensione delle diverse gemme, allocate dalla base
allestremit del tralcio, a produrre germogli a frutto varia in funzione della variet del vigneto e
delle condizioni climatiche della stagione primaverile. E stato rilevato che in larga misura la
longevit della vite, anche sotto laspetto della produzione, dipende dalla potatura.

Quando potare la vite


La potatura della vite inizia quando il vigneto ha perso completamente le foglie, e si protrae per
tutta la stagione invernale, concentrandosi nei mesi di gennaio-febbraio. L intensit dellintervento
dovr essere proporzionato alla vigorosit del vigneto. Di fronte ad un vigneto debole, lintervento
sar misurato, come inferiore sar il numero di gemme che verranno risparmiate. Pi forte la
pianta meno si taglia, pi debole la pianta pi si taglia. In ogni caso, bisogna assicurare ai tralci e
quindi ai futuri grappoli una corretta esposizione, per luminosit e aerazione. Per localit
particolarmente fredde e soggette a gelate, consigliabile rimandare il pi possibile loperazione di
potatura invernale. Alla potatura invernale o a secco si aggiunge la potatura a verde, eseguita
durante la stagione estiva, che in presenza di un sistema di allevamento a spalliera possibile
meccanizzare.
Come potare la vite
Premesso che la vite genera i grappoli sui rami di un anno:
Con il metodo Guyot semplice di ogni pianta vengono eliminati tutti i tralci vecchi con eccezione
di quello pi vigoroso. Questo tralcio, opportunamente piegato e legato, viene accorciato in modo
da lasciare mediamente 7-9 gemme, in funzione dellet della pianta. Ad esso affidata la quasi
totalit della produzione. Oltre al capo al frutto, pi in basso si lascia uno sperono con un paio di
gemme il cui tralcio diventer il nuovo capo a frutto dellanno successivo. Il metodo prevede anche
la possibilit di lasciare due capi a frutto e due speroni (guyot doppio). In questo caso, i due capi
possono correre in direzioni diametralmente opposte (guyot doppio bilaterale) o nella stessa
direzione su due altezze diverse, cosiddetto guyot doppio sovrapposto.
Con il metodo a cordone speronato, con opportune legature, alla vite si impone una crescita
orizzontale, parallela al suolo. Al tralcio cos educato vengono lasciati 3-5 speroni consecutivi,
opportunamente distanziati, ad ognuno dei quali vengono lasciate mediamente 3 gemme, per essere
sicuri che i tralci di almeno una di esse sopravvive alle eventuali gelate primaverili. Ognuno dei due
metodi presenta vantaggi e svantaggi rispetto allaltro. Il metodo Guyot assicura un pi lento
invecchiamento della pianta, una resa maggiore, ma richiede molte pi cure e manutenzione, in
particolare per le legature, mentre col metodo a cordone speronato lintervento di potatura non
richiede ulteriori adempimenti. Dal punto di vista strettamente operativo, le forbici pneumatiche ed
elettriche velocizzano loperazione di potatura, assicurando nel contempo un maggior confort agli
operatori.
potatura agrumi
Come ti consiglia Eugenio la potatura deve servire per dare un verso alla pianta (diminuire l'effetto
salice piangente dei rami teneri non accorciati e carichi di frutti) , ma anche per vuotarla
internamente favorendo ingresso di aria e luce per diminuire il formarsi di malattie.
Tutto questo non consigliabile farlo adesso che la pianta va verso l'inverno, in Abruzzo il clima
dovrebbe essere simile alla Toscana, i rami che si formeranno dopo la potatura rischiano di arrivare
all'inverno troppo teneri e vulnerabili in inverno e fino alla primavera non crescerebbero
abbastanza. La potatura fondamentale consigliabile farla, da tarda primavera fino all'inizio estate,
quando la pianta rivegeta con velocit, ricordando che gli agrumi in genere fruttificano sui rami
teneri in basso quindi eliminare sopratutto i rami pi vigorosi per aumentare l'equilibrio sulla pianta.
Adesso consigliabile fare una potatura di rifinitura, ma a quanto ho capito non hai fatto quella
principale, a questo punto taglia i succhioni e rami secchi e quelli che credi necessario senza
esagerare ricordando che quello che non levi lo puoi fare tranquillamente in tarda primavera.
Ti consiglio, visto le temperature e il grado di umidit, una ramatura con prodotti rameici dopo la

potatura alle dosi consigliate per agrumi (in genere le dosi sono pi basse rispetto alla ramatura di
altri alberi da frutto). In caso di taglio di grossi rami consigliabile usare sulla ferita: o prodotti
rameici diluiti al 50% o il mastice per evitare l'ingresso di funghi, i tagli dei rami consigliabile
farli inclinati e su piante non bagnate

LIMONE
Vediamo come e quando potare un albero di limone per ottenere buoni risultati con il fai da te
evitando di danneggiare la pianta.
Loperazione di potatura del limone va eseguita in primavera o fine estate, evitando i periodi
particolarmente caldi e quelli particolarmente freddi, avendo cura di intervenire quando gli
eventuali frutti risultano particolarmente piccoli e ancora verdi.
Per la potatura dei limoni bisogna usare i seguenti attrezzi: le forbici da giardino per i rami
piccoli, la cesoia per i rami fini a 3 cm di diametro circa, la sega per i rami pi grandi, lo svettatoi
per i rami alti.
Tenuto conto che i limoni fruttificano sui rami di un anno la potatura di produzione deve essere
molto contenuta. Se lintervento di potatura mira ad assicurare alla pianta un migliore aspetto
estetico bisogna cercare in ogni caso di rispettare la struttura naturale che ha assunto l'albero
crescendo.
I primi rami da tagliare sono quelli eventualmente secchi, spezzati, e quelli che invece di aprirsi ad
ombrello si dirigono verso il centro della chioma e sono privi di frutti (succhioni). Con la potatura si
coglie loccasione per sfoltire la chioma della pianta, in modo che luce e calore del sole possa
interessare la pianta nel suo complesso.
Le piante di limone coltivate in vaso non necessitano di significativi interventi. E' sufficiente
rimuovere gli eventuali polloni ed accorciare i rami con andamento irregolare.
Consigli utili:
E' opportuno trattate i tagli pi consistenti con un mastice specifico, in modo da creare una barriera
contro l'attacco dei parassiti che potrebbero colpire la pianta.

Il Fico
Il primo intervento di potatura di formazione o allevamento del fico, consiste in un taglio netto
(capitozzatura) della parte apicale della giovane pianta. Il taglio deve essere eseguito dai 60 ai 180
cm dal suolo, in funzione dellaltezza che dovr presentare la futura chioma. Il periodo migliore per
la messa a dimora del fico, coincide con la fine dellinverno-inizio primavera, cui segue il decisivo
intervento di potatura di formazione. Dopo questo intervento di capitozzatura, la chioma viene
lasciata libera di formarsi, senza ulteriori interventi delluomo.
Come per la quasi totalit degli alberi da frutto, il periodo migliore per la potatura produzione o
mantenimento, coincide con la fine dellinverno, periodo in cui lalbero di fico si sta preparando
per la nuova stagione vegetativa. Con questo intervento, si provvede a rimuovere o accorciare i

rami troppo lunghi, soprattutto se diretti verso lalto o linterno, per favorire la crescita della
chioma in larghezza. Con loccasione vengono recisi gli eventuali polloni presenti ai piedi della
pianta, i rami secchi e spezzati o comunque interessati da patologie e quelli danneggiati dalle
gelate. Infatti, lalbero di fico non tollera le temperature che scendono di molto al disotto dello zero.
Per regolare gli interventi di potatura, opportuno tenere presente che esistono piante che
fruttificano 1 sola volta allanno, a fine estate, e piante che fruttifica 2 volta allanno, allinizio
ed alla fine dellestate. La prima fruttificazione (fioroni) avviene sulle gemme apicali dellanno
precedente, mentre la seconda avviene sui rami giovani. Pertanto, per il fico che fruttifica 2 volte, la
potatura sar meno o pi intensa a secondo che si voglia favorire la prima o la seconda
fruttificazione.
La potatura di mantenimento mira non tanto ad incidere sulla quantit e qualit della produzione,
quanto a mantenere la chioma compatta, arieggiata e ordinata, attuando un graduale
svecchiamento. In occasione di ogni intervento, si provvede ad eliminare alcuni dei rami pi vecchi,
da rimpiazzare con le nuove vegetazioni.
Da un punto operativo, bisogna disporre di: 1 paio di guanti da giardinaggio; 1 scaletto; 1 kit di
attrezzi dalle forbici da giardino alla cesoia, dal seghetto allo svettatoio. Gli attrezzi devono
avere le lame bene affilate, mentre i tagli relativi ai rami pi consistenti devono essere coperti con
una crema cicatrizzante. Il mastice crea una barriera ai parassiti e velocizza la cicatrizzazione.
Lalbero di fico, originario dellAsia, appartiene alla famiglia delle Moraceae. Di esso se ne
conoscono 2 specie, quella selvatica e quella domestica. La pianta, caratterizzata da una voluminosa
massa radicale che corre in superficie a raggiera, non teme la siccit. Preferisce terreni drenati e
leggeri, un clima caldo-asciutto, e teme i ristagni idrici.

"Potatura alberi da frutto"


Perch, quando e come potare gli alberi da frutto: tecniche e attrezzi necessari. La potatura
degli alberi da frutto persegue lobiettivo di migliorare la qualit e quantit della produzione,
nonch correggere e contenere la crescita della pianta.
Anche per gli alberi da frutto, con riferimento allet della pianta, gli interventi di potatura si
possono distinguere in potatura di formazione e potatura di produzione. Questultima mira a
stabilire un giusto equilibrio tra vegetazione e produzione di una pianta adulta, mentre la potatura di
formazione o allevamento cerca di formare la struttura (lo scheletro) della pianta durante i primi
anni di vita, ricorrendo se necessario allapplicazione di fili, tiranti e tutori, per correggere il
portamento dei rami pi difficili e irregolari.
Salvo qualche eccezione, per la quasi totalit degli alberi da frutto previsto un solo intervento
di potatura da eseguire a fine inverno, prima che inizi la nuova stagione vegetativa. Si comincia
con eliminare i rami pi vecchi, secchi e malati, poi si passa a quelli con andamento irregolare
(rami che corrono parallelamente al tronco, che si incrociano tra di loro) quindi si passa a sfoltire la
chioma dei rami in sovrappi, nelle zone pi folte, in modo che la luce possa interessare i vari punti
della pianta. Infine, bisogna accorciare i rami pi lunghi per conferire alla pianta una chioma
compatta, in grado di rendere agevole la raccolta dei frutti. Anche se di norma la potatura degli
alberi da frutto viene eseguita a fine inverno, non mancano casi in cui gli stessi obiettivi vengono
conseguiti durante la stagione vegetativa (potatura verde o estiva).

La potatura sar pi drastica per le piante, come la vite, che fruttificano sui rami giovani, che
si generano con la nuova vegetazione. Lintervento sar pi soft per gli alberi, che soffrono molto
lintervento di potatura, come il ciliegio e lalbicocco. Daltra parte, non bisogna dimenticare che
la potatura stata inventata dalluomo, per propri tornaconti, ma non ben vista dalle piante, che in
natura germogliano, fioriscono e fruttificano senza alcuna manipolazione da parte delluomo.
In linea con il crescente rispetto per la natura e dei singolo elementi che la compongono, negli
ultimi tempi sta ricevendo una grande attenzione la cosiddetta potatura naturale, che, come si
evince dal nome, viene eseguita nel rispetto del portamento naturale della pianta. Questa
tecnica prevede poche regole, ma importanti: bandisce la capitozzatura e la creazione dei monconi. I
rami vanno recisi per intero, operando il taglio nelle biforcazioni. Dei due rami, si rimuove quello
che altera di meno la forma che la pianta presenta in natura. Per contenere la crescita della chioma,
assicurandole una forma compatta, si ricorre alla cosiddetta potatura di ritorno. Con questa tecnica,
il ramo apicale che si intende rimuovere, viene tagliato immediatamente dopo la biforcazione con
un ramo pi piccolo, che prender il posto del precedente rame apicale. Con questa tecnica si cerca
di raggiungere lobiettivo, evitando traumi alla pianta, con potature severe, monconi e
capitozzature.
Per eseguire la potatura necessario indossare un paio di guanti da giardinaggio e utilizzare
attrezzi di qualit, con lame bene affilate, in grado di assicurare tagli non sfrangiati. Bisogna
trattare i tagli pi grandi con mastice cicatrizzante. Il mastice, oltre a velocizzare la
cicatrizzazione, crea una barriera ai parassiti sia di origine animale, che vegetale. Per gli alberi da
frutto pi delicati e difficili, come il ciliegio, bisogna disinfettare le lame degli attrezzi utilizzati,
prima di passare da una pianta allaltra. Tra gli attrezzi ricordiamo: le forbici da giardino per rami
sottili, la cesoia per rami con diametro fino a 3 cm circa, il seghetto per rami pi gradi, lo
svettatoio per rami situati ad unaltezza non raggiungibile da terra. Lo svettatoio una cesoia o
forbici con un manico telescopico che permette di recidere rami fino a 3-4 metri di altezza. Per
rendere meno faticoso pi confortevole lintervento, in presenza di molti alberi da potare, si
possono utilizzare cesoie pneumatiche.

"Potare gli ulivi"


Ecco una facile guida su come e quando potare gli ulivi ed alcuni consigli operativi su come
procedere passo dopo passo per un'operazione completa, efficiente ed efficace. La frequenza degli
interventi di potatura dipende da vari fattori tuttavia per lo pi si ritiene che sia giusto procedere
alla potatura dellulivo ad anni alterni Si interviene nellanno precedente a quello in cui si presume
che non ci sia raccolto dato che lulivo soggetto al fenomeno dellalternanza e tende a produrre i
frutti ad anni alterni. Ci non toglie che sia possibile operare anche annualmente. La potatura degli
ulivi sar pi o meno intensa a secondo della fertilit del terreno. Gli interventi di potatura di
sfoltimento, favoriscono il passaggio della luce ed il circolo dellaria attraverso la chioma della
pianta, assicurando alla stessa una migliore salute. La potatura dellulivo unoperazione da
eseguire nella stagione invernale, successivamente al raccolto, anche se non mancano casi in cui
lintervento lo si esegue contemporaneamente alloperazione di raccolta, che tra laltro risulta
velocizzata e facilitata, orientando lintervento in misura maggiore sui rami destinati a legna, rami
cio che non producono frutti, assicurando spazio e luce ai rami di ultima generazione cui fa capo la
produzione. La potatura operazione delicata, che richiede professionalit e non improvvisazione
per tutte le specie di alberi, ma con riguardo agli alberi di ulivo lintervento di potatura presuppone
conoscenze e cure particolari se si vuole garantire alla pianta produttivit e salute. La prima cosa da
definire il periodo adatto alla potatura. Per gli ulivi bene eseguire tale operazione con l'arrivo
della primavera nel mese di marzo. Circa le tecniche di potatura, la scelta tra manuale e
meccanizzata, a parte la preferenza, dipende dalle dimensioni dellazienda, tenuto conto che il costo

della potatura rappresenta una voce significativa del complessivo costo di produzione. Per eseguire
le operazioni di potatura abbiamo bisogno dei seguenti strumenti: La scala e lo svettatoio per
raggiungere i rami alti, la cesoia e la forbice per i rami sottili ed il seghetto manuale o ad aria
compressa per i rami con un diametro maggiore. L'intervento di potatura ha inizio con la
eliminazione di eventuali rami secchi, spezzati o comunque interessati da eventuali patologie. In
funzione del diametro del ramo da asportare si utilizza l'attrezzo pi appropriato. Per rami il cui
diametro risulta prossimo a 2/3 centimetri si utilizza la cesoia, mentre per rami con una maggiore
consistenza si ricorre al seghetto. Per rami non raggiungibili con facilit ed in condizioni di
sicurezza si ricorre allo svettatoio, in sostanza una cesoia collegata ad un asta azionabile da terra
con una cordicella. Qualunque sia l'attrezzo utilizzato, il taglio deve essere netto e privo di
sbavatura, da eseguire radente al tronco, mentre le ferite pi significative vanno trattate con mastice
cicatrizzante, che nel mentre velocizza la cicatrizzazione, allontana i pericoli di infezioni e attacchi
da parte di parassiti fungini. Cosa dobbiamo potare? Tenuto conto che la vegetazione destinata alla
produzione tende a svilupparsi verso l'esterno, bisogna orientare l'intervento innanzitutto verso i
cosiddetti succhioni, vegetazione di legno che si manifesta con rami consistenti che crescono verso
l'alto e comunque all'interno della chioma. Sono da potare anche le branchette produttive esauste
ossia quei rami che vengono alimentati poco dalla pianta o sono in ombra e risultano quindi piccoli
e rinsecchiti. Una volta intervenuti sui rami secchi, spezzati, malati ed i succhioni, si passa a sfoltire
l'interno della chioma, per consentire alla luce di raggiungere ogni punto della pianta. Con
l'occasione, si provvede ad eliminare qualche ramo particolarmente alto, che non si presta ad un
raccolto in sicurezza.

"Come potare un albicocco"


Come per molte specie dalberi da frutto, anche per lalbicocco, la potatura di formazione o
allevamento quella che riveste maggiore importanza. Con essa si imprime alla pianta la sagoma
che risponde meglio alle proprie esigenze, sia di produzione e raccolta che ornamentale. Infatti, agli
incisivi interventi di formazione, che accompagnano lalbicocco durante i primi 3-4 anni di vita,
seguono soft interventi di potatura di produzione, che mirano a conservare il risultato raggiunto e
mantenere la pianta in ordine. Con linterro del pollone ha inizio la potatura di formazione. Il
primo intervento prevede un solo taglio, con il quale viene rimossa la parte apicale della giovane
pianta. Il taglio viene eseguito ad unaltezza dal suolo che oscilla da metro ai 2 metri, a
secondo dellaltezza che dovr presentare la futura chioma della pianta. Con la nuova stagione
vegetativa, dal taglio spunteranno un certo numero di rami. Quelli che servono per la
formazione dello scheletro (in genere da 2 a 4), verranno tagliati a 20-30 cm dal primo taglio,
mentre i restanti dovranno essere eliminati alla base. Con la successiva vegetazione, per ogni ramo
lasciato ed accorciato, ci si comporta come abbiamo visto per il primo anno. La tecnica si protrae
per 3-4 anni, fino a realizzare lo scheletro pensato. Si possono realizzare vari tipi di sagome (a
spalliera, ad alberello), variando laltezza del primo taglio e scegliendo opportunamente i rami delle
successive vegetazioni. Formata la pianta, inizia la potatura di produzione, con la quale si
provvede a rimuovere eventuali rami secchi, spezzati o con andamento irregolare. Con questo
intervento, si mira a mantenere la chioma in ordine, pulita e compatta, in modo che tutti i rami
risultino accessibili per il raccolto, senza difficolt e in sicurezza. Riguardo allalbicocco, gli
interventi di potatura non riescono ad incidere eccessivamente sulla produzione e risultano
molto stressanti per la pianta, le cui ferite stentano a cicatrizzarsi. Gli interventi devono essere
misurati e mirare a contenere la chioma utilizzando la tecnica della potatura di ritorno. Ci
nonostante, la potatura di produzione potr essere pi incisiva durante i primi anni di vita
dellalbicocco, periodo in cui la pianta fruttifica sui rami giovani. In ogni caso, bisogna tarare la
potatura di produzione alla quantit di gemme da fiore presenti, quantit collegata al fenomeno
dellalternanza. La potatura di produzione sar, pertanto, pi drastica ad anni alterni. Dopo aver
trattato della potatura in funzione dellet e della pianta, vediamo i periodi migliori per eseguirla.

La potatura a secco o invernale deve essere eseguita durante il periodo di riposo vegetativo,
possibilmente verso la fine della stagione invernale, quando lalbicocco si sta preparando per la
nuova stagione vegetativa, fine gennaio-febbraio, in funzione della Zona climatica. Se la zona
climatiche caratterizzata da gelate che si possono protrarre anche al mese di marzo, mentre nel
frattempo per lalbicocco potrebbe riprendere la germogliazione, la potatura invernale pu essere
anticipata alla fine dellautunno, quando la pianta ha perso completamente le fogli e si prepara
per linizio del periodo di riposo vegetativo. Nel rispetto di quando abbiamo detto, per lalbicocco
vale la regola generale che, come il ciliegio, non ama le manipolazioni delluomo. Per gli
interventi di potatura, il periodo di dormienza quello maggiormente indicato in quanto i rami sono
attraversati da una minore quantit di linfa, che in misura maggiore affluisce alla massa radicale. La
potatura estiva o verde, che mira essenzialmente ad arieggiare la chioma e ad eliminare eventuali
succhioni, deve essere eseguita durante la stagione vegetativa, fine giugno-inizio luglio, in
funzione della Zona climatica. Come per la potatura della totalit degli alberi da frutto: indossare
un paio di guanti; praticare tagli netti con attrezzi dalle lame affilate; trattare i tagli con mastice
cicatrizzante; non eseguire interventi drastici e traumatizzanti; per ogni ramo usare lattrezzo
appropriato alle dimensione e alla posizione, quale forbici da giardino, cesoia, seghetto,
svettatoio.

"Potatura ciliegio"
Il ciliegio tra gli alberi da frutto che non risponde bene agli interventi di potatura, sia ai fini
della produzione che della cicatrizzazione dei tagli, malessere che manifesta con la produzione di
un liquido gelatinoso sui rami pi vecchi. Come per tutti gli alberi da frutto, in base allet
distinguiamo la potatura di formazione o allevamento, che interessa i primi anni di vita, e la
potatura di produzione o mantenimento per il ciliegio adulto. La potatura di allevamento, mira a
formare lo scheletro della pianta, e deve essere eseguita durante la stagione vegetativa (fine
primavera-inizio estate). Si preferisce la potatura verde rispetto a quella di fine inverno, perch il
clima mite favorisce la cicatrizzazione dei tagli. La potatura di produzione di un ciliegio adulto
viene eseguita preferibilmente a fine estate, quando la pianta completato il ciclo produttivo. La
potatura estiva pu essere seguita da una potatura invernale (fine gennaio febbraio) al fine di
favorire la vegetazione di una pianta esausta. Il momento migliore per la potatura invernale varia in
funzione della zona climatica. In ogni caso, dovr essere rimandata se si prevedono gelate. I
periodi migliori per la potatura di produzione, coincidono, quindi, con la fine dellinverno e con la
fine dellestate. In pratica, a differenza che per i primi anni di vita (potatura di allevamento),
bisogna evitare di intervenire durante la stagione vegetativa, ossia durante la fase di
germogliazione, fioritura e fruttificazione. Bisogna utilizzare la tecnica del taglio di ritorno,
evitando cio di creare monconi, non perdendo mai di vista che il ciliegio non ama essere potato, ne
la potatura stimola significativamente la produzione. Si potrebbe sintetizzare il tutto dicendo che il
ciliegio va potato molto poco. Il ciliegio mantiene per anni la produzione pressoch costante.
Fruttifica sui dardi degli anni precedenti, che bisogna rinnovare con soft interventi di
svecchiamento. Comunque, la recisione del ramo deve avvenire nel punto in cui presente una
diramazione che prender il posto del ramo rimosso. Bisogna evitare di tagliare i rami pi
consistenti, trattando le ferite con mastice cicatrizzante, che crea anche una barriera agli attacchi
parassitari. Il taglio deve essere inclinato, per limitare i danni di eventuali piogge. Per i pochi
interventi di cui il ciliegio necessita, bisogna usare la massima igiene, sterilizzando con cura le
lame degli attrezzi bene affilate. I tagli devono essere eseguiti da una mano esperta, senza creare
sfrangiature.

Nespolo
per rispondere alla tua domanda, c' bisogno di qualche dato aggiuntivo, mi spiego meglio. Nel caso
del Nespolo, dobbiamo capire se si tratta di un Nespolo del Giappone con frutti di colore giallo,

oppure del nespolo comune con frutti che vanno sul marrone. Ma a questo punto credo che si tratti
del primo, per cui ti dico intanto che il Nespolo, non ama particolarmente essere potato come tutt le
piante che siamo abituati a vedere, per cui ti baster eliminare i rami secchi e dargli una bella
sfoltita, sempre pensando che questa operazione va effettuata nel periodo estivo, subito dopo la
raccolta dei frutti.
Salve a tutti, volevo chiedere consigli su come trattare la ruggine del nespolo. Io irroro 2 volte
l'anno con la poltiglia bordolese all' 1%, ma una certa quantit di nespole ugualmente arrugginita e
da qualche tempo a questa parte su alcune piante i rami sono diventati neri, hanno perso la corteccia
e l'anno successivo sono morte. E' lo stesso fungo oppure si tratta di altro ? Grazie per le risposte.
Provate a cambiare funghicida.
Per le nespole (contro lo oidio, ticchionatura e ruggine) ci sono prodotti a base di "Dodina" e
"Diconap" facilmente reperibili e prodotti un p da tutte le societ di fitofarmaci.
Non sono neanche molto tossici.
devi stare attento , se invece di oidio peronospera, io ho avuto un caso del genere prova
La peronespera manda in necrosi la corteccia facendola diventare nera e sollevata dal tronco?
io ho avuto una situazione simile alla tua, in un albero di nespole vaniglia . io ,lo risolto con prodotti
per la peronospera , che utilizzo per il vigneto. dopo un anno l'albero , ora sembra rinato
nel mio orto ho un nespolo che aveva una brutta ticchiolatura. Subito l'ho potato in modo da far
circolare bene l'aria all'interno della pianta, successivamente ho bruciato tutti i residui della potatura
e infine l'ho irrorato con CRITTAM WG della Siapa.
Questo schifo di malattia si propaga che una meraviglia