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22

La grafica un luogo comune


Graphic Design is a Commonplace

progetto grafico

22

Common Space
Spazio Comune

Serena Brovelli, Luigi Farrauto, Silvia Sfligiotti

Autunno 2012

Dal Cairo a New York, tra spazio comune, obblighi e divieti


From Cairo to New York, Between Common Space,
Commands, and Bans
Luigi Farrauto, Claudia Vago

Il design come articolazione dei conflitti


Design as an Articulation of Conflict
Andrea Facchetti

claude marzotto

Un cantiere aperto
An Open Construction Site
Silvia Sfligiotti

Smarriti tra le leggi, alla ricerca di una guida


Lost in all the Laws, in Search of a Guide
Daniele Tonon

In un luogo preciso. Lupo & Burtscher & Lungomare


In a Precise Place. Lupo & Burtscher & Lungomare
Serena Brovelli, Silvia Sfligiotti

Che cos il design?


What is Design?
Project Projects

Condividere in rete: idee partecipative in tempo di crisi


Online Sharing: Participatory Ideas in a Time of Crisis
Mario Fois

Progettazione come spazio comune


Design as Common Space
Maria Rosaria Digregorio

Delta del Po: immagini del futuro per un presente comune


The Po River Delta: Images of the Future for a Common Present
Emanuela Bonini Lessing, Enrico Anguillari

Roberto Gigliotti, Jonathan Pierini, Alvise Mattozzi

Isabella Inti, Marco Tortoioli Ricci

Un carattere oltre la balcanizzazione


A Typeface Beyond Balkanization
Riccardo Olocco

E se tutte le strade pubbliche italiane diventassero


della Fiat o della Ford?
What if all public roadsin Italy became owned by Fiator Ford?
Dave Crossland

Perch non abbiamo ancora visto una fotografia di tutta la Terra?


Why havent we seen a photograph of the whole Earth yet?
Stewart Brand

Le vicissitudini dellimpresa. Note in margine a Progetto grafico.


The Vicissitudes of the Work: Marginal Notes on Progetto grafico
Alberto Lecaldano

Una trilogia per Pintr


A Trilogy for Pintr
Riccardo Falcinelli

Histoire de lcriture. De lidogramme au multimdia


Histoire de lcriture. De lidogramme au multimdia
Antonio Perri

Combinazioni di pezzi semplici.


Lalfabeto universale del Bauhaus.
A Combination of Simple Elements:
The Universal Alphabet of the Bauhaus
Chiara Barbieri

Poste italiane s.p.a. Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

edizioni aiap

Segni e spazio pubblico alla Libera Universit di Bolzano


Signs and Public Space at the Free University of Bozen-Bolzano

Happinessie. Il mostro della felicit.


Happinessie: The Happiness Fiend

Spazio Comune / Common Space

Formes Vives, militanti e contenti


Formes Vives, Joyous Militants

progetto grafico
rivista inte rnazional e di grafic a
internationa l g ra phic desig n ma g a zine

Anno 10 n.22 Autunno 2012 15,00 euro

22

Spazio Comune
Common Space

progetto grafico
RIVISTA INTE RNAZIONAL E DI GRAFIC A
INTERNATIONA L G RA PHIC DESIG N MA G A ZINE
Periodico dellAiap. Associazione italiana design della comunicazione visiva
Registrazione del tribunale di Milano n. 709 del 19/10/1991

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Via A. Ponchielli, 3
20129 Milano
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fax 02 29 51 24 95
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direttore responsabile
editor in chief

collaboratori di questo numero


contributors in this issue

Riccardo Falcinelli

Enrico Anguillari, Chiara Barbieri,


Emanuela Bonini Lessing, Stewart
Brand, Dave Crossland, Roberto
Gigliotti, Andrea Facchetti, Mario Fois,
Isabella Inti, Alberto Lecaldano,
Alvise Mattozzi, Riccardo Olocco,
Antonio Perri, Jonathan Pierini,
Project Projects, Daniele Tonon,
Marco Tortoioli Ricci, Claudia Vago

direzione editoriale
editors

Riccardo Falcinelli
Silvia Sfligiotti
comitato di redazione
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Alberto Lecaldano,
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Luigi Farrauto
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Serena Brovelli
progetto grafico
graphic design

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Le immagini utilizzate in Progetto grafico rispondono alla pratica del fair use (Copyright
Act 17 U.S.C. 107) essendo finalizzate al commento storico critico e allinsegnamento.

22

Spazio comune
Common space

fuori tema
off topic

a cura di / edited by SERENA BROVELLI LUIGI FARRAUTO SILVIA SFLIGIOTTI

10

50

76

108

130

La grafica un luogo comune


Graphic Design
is a Commonplace

Smarriti tra le leggi,


alla ricerca di una guida
Lost in all the Laws,
in Search of a Guide

Progettazione
come spazio comune
Design as Common Space

Un carattere oltre
la balcanizzazione
A Typeface Beyond
Balkanization

Le vicissitudini dellimpresa. Note


in margine a Progetto grafico.
The Vicissitudes of the Work:
Marginal Notes on Progetto grafico

RICCARDO OLOCCO

ALBERTO LECALDANO

114

134

E se tutte le strade pubbliche


italiane diventassero
della Fiat o della Ford?

Una trilogia per Pintr


A Trilogy for Pintr

SERENA BROVELLI, LUIGI FARRAUTO,


SILVIA SFLIGIOTTI

18
Dal Cairo a New York,
tra spazio comune,
obblighi e divieti
From Cairo to New York,
Between Common Space,
Commands, and Bans
LUIGI FARRAUTO, CLAUDIA VAGO

26
Il design come
articolazione dei conflitti
Design as an Articulation
of Conflict

58
In un luogo preciso.
Lupo & Burtscher & Lungomare
In a Precise Place.
Lupo & Burtscher & Lungomare
SERENA BROVELLI, SILVIA SFLIGIOTTI

64
Che cos il design?
Un manifesto per la Gwangju Design
Biennale 2011 Academy series

What is Design?
A Manifesto for the Gwangju Design
Biennale 2011 Academy series

PROJECT PROJECTS

ANDREA FACCHETTI

34
Formes Vives,
militanti e contenti
Formes Vives,
Joyous Militants
CLAUDE MARZOTTO

42
Un cantiere aperto
An Open Construction Site
SILVIA SFLIGIOTTI

MARIA ROSARIA DIGREGORIO

DANIELE TONON

70
Condividere in rete: idee
partecipative in tempo di crisi
Online Sharing: Participatory
Ideas in a Time of Crisis
MARIO FOIS

82
Delta del Po:
immagini del futuro
per un presente comune
The Po River Delta:
Images of the Future
for a Common Present
EMANUELA BONINI LESSING,
ENRICO ANGUILLARI

What if all public roads


in Italy became owned
by Fiator Ford?
Thoughts on Freedom for Typographers

92
Segni e spazio pubblico
alla Libera Universit
di Bolzano
Signs and Public Space
at the Free University
of Bozen-Bolzano
ROBERTO GIGLIOTTI, JONATHAN PIERINI,
ALVISE MATTOZZI

DAVE CROSSLAND

122
Perch non abbiamo ancora
visto una fotografia di tutta
la Terra?
Why havent we seen
a photograph of the whole
Earth yet?

102

STEWART BRAND

Happinessie.
Il mostro della felicit

128

Workshop di 7 giorni sul riuso temporaneo


dei luoghi e lidentit spontanea delle citt

Nota del traduttore


Translators Note

Happinessie:
The Happiness Fiend
A 7-Day Workshop on Temporary
Reuse of the Citys Spaces
and Their Spontaneous Identity

ISABELLA INTI, MARCO TORTOIOLI RICCI

RICCARDO FALCINELLI

Riflessioni sulla libert dei tipografi

138
Histoire de lcriture.
De lidogramme au multimdia
Histoire de lcriture.
De lidogramme au multimdia
ANTONIO PERRI

140
Combinazioni di pezzi semplici.
Lalfabeto universale del Bauhaus
A Combination of Simple Elements:
The Universal Alphabet
of the Bauhaus
CHIARA BARBIERI

ALTA PRICE

156
Hanno collaborato
a questo numero
Contributors in This Issue

160
Abbonamenti e arretrati
Subscriptions and Back Issues

La foto di copertina
On the Cover
Un tavolo una metafora facile e immediata
dello spazio comune, cos come lo abbiamo
inteso in questo numero di Progetto grafico:
pu essere di volta in volta il luogo degli
incontri conviviali, delle discussioni, delle
trattative, dei conflitti. Quello che vedete
nella foto un elemento centrale di Public
Matters, una mostra di architettura realizzata
da Project Projects, lo studio newyorchese di
cui a p. 64 pubblichiamo il manifesto Che cos
il design?. Questo tavolo insieme luogo
di riposo, di lettura, di conversazione: farne
lelemento chiave di unesposizione una scelta
che rivela una visione del design attenta ad
accogliere e far convivere diversi modi di usare
uno spazio.
A table is an easy, immediate metaphor for
common space as we define it in this issue of
Progetto grafico: it can be a place for various
types of encounterconvivial meetings,
discussions, debates, negotiations or conflicts.
The cover image shows a central element of
Public Matters, an architecture exhibition
organized by Project Projects, the New York
based studio whose manifesto What is
Design? appears on page 64 of this issue.
This table is a place for resting, reading, and
conversing: the decision to make it the key
element of an exhibition reveals a vision of
design that welcomes various uses of a single
space and helps them coexist.

http://projectprojects.com/public-matters/
Foto Photo: James Ewing

In un momento in cui la rappresentazione dei conflitti rimossa dalla sfera sociale,


il design della comunicazione pu riportare in vista differenze e contraddizioni.

Il design come
articolazione dei conflitti
[Design as an Articulation of Conflict]
ANDREA FACCHETTI

Il bacio tra il primo ministro


israeliano Netanyahu e il
presidente palestinese Abbas nella
campagna Unhate di Benetton,
2011. La condizione postpolitica
delle democrazie occidentali oggi
portata avanti innanzitutto sul
piano della comunicazione.
The kiss between Israeli Prime
Minister Netanyahu and
Palestinian President Abbas in
Benettons Unhate campaign,
2011. The postpolitical condition
of Western democracies is now
promoted primarily on the
communications level.

26

pg 22 Spazio comune Common space

A ventanni dalla caduta del muro di Berlino lo


scoppio della crisi finanziaria del 2008 ha mostrato come un mondo plasmato sul modello del
capitalismo finanziario non sia il migliore dei
mondi possibili. Ma linfrangersi dellutopia
liberista si traduce oggi in un esito positivo:
possibile infatti intravedere come lidea di crisi
stia assumendo, a livello simbolico e come narrazione collettiva, un valore positivo, dal momento
che in molti la percepiscono come opportunit
di un cambiamento. I movimenti antagonisti e
di opposizione nati dopo la crisi del 2008 hanno
innescato un cambio paradigmatico nel concepire
sia le loro strategie di lotta che i loro obiettivi.
Sembra infatti che il cambiamento non venga
pensato e perseguito su scala globale, ma semmai
su scala locale. Questo ben evidente nel Movimiento 15-M degli Indignados spagnoli o in Occupy Wall Street: la loro strategia non si basa su
un attacco simbolico (e fisico) alle cittadelle del
potere edificate in occasione dei summit mondiali (come era accaduto a cavallo tra xx e xxi secolo
e soprattutto al G8 di Genova), ma fondata
sulloccupazione degli spazi pubblici urbani (le
principali piazze delle maggiori citt spagnole e
lo Zuccotti Park di New York) e sulla riappropriazione e riconversione di questi in spazi condivisi e
partecipati collettivamente. Pur diffondendosi su
scala nazionale e continentale, ogni movimento

Twenty years after the fall of the Berlin


Wall the explosion of the 2008 financial crisis showed how a world modelled on financial capitalism is not
the best of all possible worlds. But
this shattering of the neoliberal utopia
has now translated into a positive outcome: we can now catch a glimpse of
how the crisis is assumingon a symbolic level and as a collective narrativea positive sense, since many people perceive it as an opportunity for
change. The protests and opposition
movements born in the wake of the
2008 crisis have sparked a paradigm
shift, both in their conceived strategies
of struggle and their goals. Indeed,
it seems hat change isnt thought of
and enacted on a global level, but is
instead put in motion on a more local level. This much is clear from the
Movimiento 15-M of the Spanish
Indignados and Occupy Wall Street:
their strategy isnt based on a symbolic (and physical) attack on the bastions of power embodied by worldwide
summits (as was the case during the
transition between the twentieth and
twenty-first centuries, and above all at
the G8 in Genoa); rather, its based on
the occupation of urban public spaces (Spains main city plazas and New
Yorks Zuccotti Park) and the reappropriation and reconversion of said
spaces into shared spaces for collective participation. Although the occupy movement has spread to a national
27

doccupazione rimane specifico e riferito al proprio territorio urbano.


possibile affiancare a questi movimenti e a
queste pratiche le riflessioni di alcuni pensatori
(Jacques Rancire, Slavoj iek, Noam Chomsky,
Giorgio Agamben) che, pur con le dovute differenze, trovano un punto in comune nella critica
al pensiero liberale e alle democrazie occidentali.
Quella che dai pi viene acclamata come postideologica si rivela piuttosto come unepoca postpolitica, in cui qualsiasi presupposto della dialettica
democratica viene sospeso. Nelle democrazie
occidentali, sia a livello locale che nazionale,
sempre pi forte la tendenza a estromettere, o
ridurre, i momenti di conflitto sociale (che nascondono dei veri e propri punti critici relativi a
tensioni e contraddizioni del modello capitalista)
da qualsiasi rappresentazione o narrazione. Di
conseguenza questi momenti di conflitto, ma anche di semplice confronto e dialogo, non trovano
forme appropriate in cui svilupparsi e svolgersi,
e quindi risolversi. Ci determina il carattere
profondamente postpolitico o postdemocratico,
dovuto essenzialmente alleliminazione di ogni
contraddizione allinterno del discorso pubblico e
alla parallela rappresentazione del modello neoliberista come uno stato di cose naturale a cui non
pu essere data alcuna alternativa.
A livello locale, nel territorio metropolitano o
urbano, questa condizione postpolitica viene
praticata su un duplice livello. La rimozione del
conflitto, o meglio della possibilit del conflitto,

Metahaven, Facestate, 2011.


Metahaven, Facestate, 2011.

and continental level, each movement


remains specific and refers to its own
urban territory.

pg 22 Spazio comune Common space

Barbara Kruger, I shop therefore

I am, 1987.
These movements and practices can
be viewed alongside the reflections of
a few key intellectuals (Jacques Rancire, Slavoj iek, Noam Chomsky,
Giorgio Agamben) who, albeit with
their real differences, all find common
ground in their critique of (neo-)liberal thought and Western democracies. What most proclaim is a postideoJan van Toorn, Calendario 1972/73.
logical age turns out to be a postpolitical
Jan
van Toorn, calendar, 1972/73.
era, in which any assumption of democratic dialectics is suspended. In Western democracies, on both the local and
national level, theres an increasingly strong tendency to exclude, or at
least reduce, moments of social conflict (which mask truly critical points
regarding the tensions and contradictions of the capitalist model) from all
representation or coverage. Consequently such moments of conflictor
even mere confrontation and dialog
find no appropriate forms through
which they might further develop or
play out, and thereby find resolution.
This determines their deeply postpolitical or postdemocratic character,
which is primarily due to the elimination of all internal contradiction within public discourse and the parallel
representation of the neoliberal model
as the natural state of thingsto which
no alternative can be offered.

On the local level, within the metro28

Barbara Kruger, I shop therefore


I am, 1987.

avviene innanzitutto sul piano fisico, ossia su


quello dellarchitettura e del disegno della citt:
non difficile infatti notare come nelle recenti
politiche di gestione territoriale la trasformazione
di ampie aree urbane in aree a uso commerciale
porti alla scomparsa degli spazi pubblici, e in
generale di qualsiasi luogo in cui lincontro e la
convergenza (di persone, ma anche di idee, pensieri, e forme di vita urbana) costituiscano il fine
ultimo e gratuito di tali spazi.
Il secondo livello invece costituito dallinsieme
dei processi che regolano la genesi delle informazioni, la loro progettazione in una forma
sensibile e la loro comunicazione allinterno della
metropoli e del contesto urbano. Limportanza di
questi processi comunicativi per la vita delle citt
oggi pi che mai cruciale e strategica. Possiamo
infatti immaginare la metropoli come unimmensa macchina che produce e comunica forme,
significazioni, simbologie, narrazioni, immagini,
concetti a partire dalla complessa rete di relazioni
che la animano.
Da qui lutilizzo del termine dispositivo per
descrivere linsieme delle parti che formano la
macchina comunicativa allopera nel contesto
urbano, e soprattutto per connotare il suo effetto
secondo un accezione biopolitica; attenendosi
alla definizione data da Agamben (derivata a sua
volta da Foucault), il dispositivo possiede infatti

politan or urban territory, this postpolitical condition plays out on two levels. First, the removal of conflict (or,
better yet, any possibility of conflict)
takes place on the physical level, that
of architecture and urban planning: indeed, it isnt hard to notice how in recent territorial-management politics
the transformation of vast urban areas
into commercial zones leads to the disappearance of public spacesin general, any place where meetings and convergences (of people but also of ideas,
thoughts, and approaches to urban living) constitute the ultimate and gratuitous end of said spaces.
The second level is the entirety of processes that regulate the creation of information, its design into sensible
forms, and its transmission within the
metropolis and throughout the urban
context. The importance of these communicative processes for the life of
the city is now more crucial and strategic than ever before. We can actually imagine the metropolis as immense
machine that produces and conveys
forms, meanings, symbologies, narratives, images, and concepts, beginning
with the complex network of relationships that animate it.
Hence the use of the term apparatus
to describe the entirety of parts that
make up the communicative machine
at work in the urban context, and
above all in reference to its method
of action as understood in a biopoliti29

la capacit di creare soggetti e orientarne e determinarne la condotta, il comportamento, nonch


le opinioni e i discorsi.
Un esempio concreto di come i dispositivi comunicativi metropolitani siano determinanti per le
forme di vita urbane costituito dal concetto di
cittadinanza. Lidea di cittadino infatti si forma a
partire dai modi con cui una persona (che nata
o vive in una determinata citt) si relaziona e
partecipa delle dinamiche urbane e dal grado di
coinvolgimento allinterno dei meccanismi volti
a definire gli aspetti di quella citt. Nel corso della
storia della citt i dispositivi comunicativi hanno
svolto un ruolo essenziale nel tessere una rete di
relazioni tra i singoli individui (e sviluppando
quindi la sfera pubblica), e nellelevarli a interlocutori dei poteri esclusivi (ed elusivi) che tradizionalmente governavano la citt. I dispositivi che
informano, comunicano e mediano le esperienze
allinterno del contesto urbano disegnano quindi
una certa immagine di cittadino, definendone il
tipo di relazione e di partecipazione con cui sono
legati alla citt.
Lo scenario descritto si ripercuote perci sulle
pratiche del design e dei designer: infatti dato che
i modi di vita urbana ricevono la propria forma
30

pg 22 Spazio comune Common space

cal sense; in keeping with Agambens


definition of the dispositivo (derived in
turn from Foucaults dispositif), the apparatus has the ability to create subjects, orient them, and determine their
conduct and behavior as well as their
opinions and chosen discourses.
A concrete example of how metropolitan communicative apparatuses are
determinant forces for forms of urban life is the concept of citizenship.
The idea of citizenship begins with the
ways in which a person (who is either
born in or lives in a given city) relates
to and participates in the citys dynamics, as well as his or her degree of
involvement in the mechanisms that
define certain aspects of that city. Over
the course of history urban communicative apparatuses have played an essential role in weaving relationship
networks between individuals (thereby developing the public sphere) and in
elevating them to become interlocutors of the exclusive (and elusive) powers that traditionally govern the city.
The apparatuses that inform, communicate, and mediate experiences within the urban context therefore shape
a given image and idea of the citizen,
defining the types of relationships and
degrees of participation that tie such
citizens to the city at large.

Foundland, Political facts and


fictions as observed through
Facebook, 2012.
Foundland, Political facts and
fictions as observed through
Facebook, 2012.

Peter Zuiderwijk e Karin


Mientjes, Conflict-ID.
Comunicazione per il Todaysart
Festival, 2009.
Peter Zuiderwijk and Karin
Mientjes, Conflict-ID.
Communication for the Todaysart
Festival, 2009.

attraverso dispositivi che mediano lesperienza e i


rapporti, piuttosto che dallesperienza immediata
e vissuta in prima persona, gli artefici di queste
mediazioni si ritrovano, volenti o nolenti, a occupare una posizione strategica. Scrittori, giornalisti, fotografi, pittori, artisti, registi, designer
del prodotto e della comunicazione, stilisti, art
director, pubblicitari: sono questi i principali artefici della mediazione allinterno della metropoli
moderna. Non sono pochi a intravedere in queste
pratiche del design una tendenza che, come gi si
detto, trasforma lo spazio pubblico urbano in un
luogo postpolitico, nel momento in cui qualsiasi
processo e progetto di gestione e organizzazione
dellurbano prescinde da chi quello spazio lo abita
e lo vive ogni giorno. Sembra infatti che oggi linsieme dei dispositivi comunicativi urbani tenda a
dar vita a forme (sia come rappresentazioni visive
che come narrazioni) in cui il cittadino presente nel ruolo del consumatore. Non difficile
accorgersi di come la stragrande maggioranza
delle rappresentazioni e delle narrazioni che
circolano e che occupano lo spazio pubblico delle
citt (sia a livello fisico che virtuale) abbia come
motivo dominante quello che Baudrillard chiama
il sogno della merce. La cittadinanza quindi
non si definisce a partire dalla partecipazione

The scenario described above also


has a ripple effect that impacts design
practices. Because urban ways of life
are shaped by apparatuses that mediate experiences and relationships,
rather than by unmediated first-hand
experience, those who contrive these
mediations find themselveswhether they like it or notin a strategic position. Writers, journalists, photographers, painters, artists, film directors,
product and communication designers, fashion designers, art directors,
advertisers: these are the main people
shaping such mediation in the modern metropolis. More than a few have
spotted within these design practices
a trend that, as has already been said,
transforms urban public space into a
postpolitical place; it happens as any
process or design for urban management and organization is separated
from the people who inhabit that space
each day. Today, it seems that the entirety of urban communicative apparatuses tends to create forms (be they
visual representations or narratives)
in which the citizen plays the role of
the consumer. It isnt hard to see how
the vast majority of visual representations and narratives currently in circulation and occupying cities public
spaces (both physically and virtually) are aimed at what Baudrillard, in
31

Copertine della serie Solution,


Zak Group, Sternberg Press,
2008-2011.
Covers from the series Solution,
Zak Group, Sternberg Press,
20082011.

Limmaginario urbano, la capacit cio della collettivit urbana di recepire la vita della metropoli,
di interpretarla e rappresentarla in forme simboliche e allegoriche attraverso cui non solo conoscerla e spiegarla ma soprattutto reinventarla, in
altre parole la possibilit di immaginare un futuro
allinterno dello spazio urbano e di tendere verso
di esso: tutto ci oggi paralizzato nellimmaginario simbolico della merce. Di fronte a questa
analisi la domanda che sorge spontanea : in che
modo il graphic design e le pratiche di rappresentazione visiva applicate allurbano possono aprire
nuovi spazi veramente pubblici e condivisi e dare
cos vita a nuove forme e relazioni a fondamento
di unidea di cittadinanza attiva e partecipata?

Stories with the full background,


Cnn, ddb&Co., 2010.
Stories with the full background,
Cnn, ddb&Co., 2010.

32

pg 22 Spazio comune Common space

Una risposta a questa domanda possibile intravederla attraverso una ridefinizione dei compiti
del design della comunicazione, il quale deve oggi
porsi come obiettivo quello di rappresentare e
comunicare i conflitti che attraversano lo spazio
urbano. In altre parole le pratiche rappresentative, comunicative e narrative che operano tramite
i designer nel contesto urbano devono oggi essere
in grado di aprire gli spazi, ma anche i tempi
e i ritmi, della citt verso forme comunicative
conflittuali. Ci vuol dire immaginare lo spazio
urbano come un momento dincontro tra differenze e contrasti, uno spazio capace di articolare
posizioni antagoniste (e non di uniformarle), di
rappresentare contraddizioni sociali e politiche.
In questo senso le pratiche del design, e in special
modo del design della comunicazione, assumono un valore realmente politico. Da una parte
infatti il territorio fisico delle citt ad acquisire
un significato politico, come spazio di scontroconfronto, presupposto di qualsiasi dialettica
democratica. Dallaltra parte sono gli individui, o
meglio la collettivit che abita e anima lurbano,
a risentire del nuovo orientamento del dispositivo design, nel momento in cui questo d vita a
un nuovo concetto di cittadinanza e di cittadino
guidato dallidea di diritto alla citt.

Slavs and Tatars, Slavs, 2005.


Slavs and Tatars, Slavs, 2005.

an Italian anthology of his work, called


the sogno della merce or dream of consumer goods (addressed in the English-language anthologies The System of
Objects and Consumer Societytrans.).
Citizenship therefore isnt determined
by ones participation in public/civic
life, and individuals arent citizens because they participate in the dynamics
that define urban forms and ways of
life. Instead, citizenship is now defined
by ones ability (or inability) to access the symbolic universe made up of
the brands, logos, and icons that occupy and obfuscate public discourse. The
citizen is someone capable of entering
that universe through the purchase
and possession of consumer goods.
Our urban imaginarythat is, the urban collectives ability to understand
the life in a metropolis, and then interpret and represent it in symbolic and
allegorical forms through which it can
not only be better understood and explained but also reinvented (in other words, the possibility of imagining a future within urban space, and
striving toward it): all that is now par-

alyzed, immobilized by the symbolic


idea of consumer goods. Faced by such
an analysis, the first question that naturally springs to mind is: in what ways
can graphic design and other visual
practices applied to urban life open up
new spaces that are truly public, truly
shared, and thereby create new forms
and relationships upon which to base
an active, participatory idea of citizenship?
One answer to this question could lie
in a redefinition of communication designs tasks: today, the goal of such design should be to represent and convey
a sense of the conflicts found throughout urban space. In other words, the
representative, communicative, and
narrative practices at work in the output of designers in urban areas must
now be able to open up not only the
citys spaces, but also its tempos and
rhythms, to conflicting forms of communication. That means imagining
urban space as a moment of encounter between differences and contrasts,
a space capable of articulating opposing viewpoints (rather than trying to

reconcile them or make them more


uniform), of representing social and
political contradictions. In this sense
design practices, especially in communication design, assume real political value. On the one hand, the citys
physical territory takes on political significanceas a space of confrontation
and conflictwhich is a prerequisite of
any democratic dialectic. On the other
hand, individualsor, better yet, the
collectives that inhabit and animate
urban lifeare the ones who feel the
effects of the design apparatuss new
direction, as soon as it creates a new
concept of citizenship and of a citizen
guided by an idea of a right to the city.

sitografia webliography http://urli.st/VUH

alla vita pubblica e civica e il singolo individuo


non cittadino perch partecipa alle dinamiche
che definiscono le forme dellurbano. Ci che ora
definisce la cittadinanza semmai la possibilit di accedere a quelluniverso simbolico che si
forma a partire dai brand, dai loghi e dalle icone
che occupano e offuscano il discorso pubblico.
Il cittadino colui che in grado di entrare a far
parte di quelluniverso, attraverso lacquisto e il
possesso delle merci.

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