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ALLINTERNO

Sbilanciamo
lEuropa

CON LE MONDE DIPLOMATIQUE + EURO 2,00


Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento
postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004
n.46) art. 1, comma 1, Aut. GIPA/C/RM/23/2013

ANNO XLV . N. 50 . VENERD 27 FEBBRAIO 2015

EURO 1,50

RAI

RAI WAY E ALTRI GUAI

Freccero: Rai
sempre pi
piccola, Silvio
sfider Sky
Fin qui Mediaset era un pachiderma che pescava da cataloghi
anni 80. Con Rai way guadagner un sacco di soldi. Parla Carlo
Freccero, esperto di tv e gi dirigente Rai e Fininvest. Berlusconi
torna protagonista della tv. Mediaset guarda molto lontano.
Tramite Telecom punta alle convergenze. E cerca soci per sfidare
Sky
PREZIOSI |PAGINA 4

SI AGGIRA PER LUE

Lincubo
di Syriza
su Madrid
e Lisbona
In Spagna il 22 marzo prima
prova elettorale di popolari e
socialisti, con la novit dellanno, rappresentata da Podemos.
Ma nel discorso in parlamento,
sullo stato della nazione, il premier Rajoy fa, di fatto, partire la
campagna elettorale. Tutti guardano alla Grecia. Portogallo
compreso, allEurogruppo alleato di Berlino

Renzi apre il mercato,


Mediaset resta in campo

il mercato, bellezza, e bisogner abituarsi a prendere le operazioni di mercato per


quello che sono. Il messaggio che Matteo
Renzi invia a Silvio Berlusconi da palazzo Chigi,
durante la conferenza stampa con il segretario
generale della Nato Jens Stoltenberg, non somiglia affatto a una controffensiva dopo una dichiarazione di guerra. LOpas lanciata da Ei
Towers, la societ delle torri di trasmissione del
segnale tv controllata da Mediaset, su Raiway,
lomologa societ controllata dallazienda di servizio pubblico, va presa per quello che , unoperazione di mercato, appunto, e le regole del
mercato vanno rispettate.
BONGI |PAGINA 4

BIANI

PAREGGIO DI BILANCIO

Una battaglia
dimenticata
Piero Bevilacqua

tupisce un po' osservare oggi, nel campo della sinistra,


la tiepidezza politica e soprattutto la flebile mobilitazione
organizzativa che accompagna
una rilevante iniziativa politica.
Mi riferisco alla raccolta di firme
per una proposta di iniziativa popolare di revisione costituzionale,
al fine di cancellare l'introduzione del principio di pareggio di bilancio nella nostra Costituzione.
Si ricorder che il 22 settembre
2014 un comitato promotore,
composto da giuristi come Stefano Rodot e Gaetano Azzariti, da
Maurizio Landini, da parlamentari di Sel, Giulio Marcon e Giorgio
Airaudo, e del Pd, Pippo Civati e
Stefano Fassina, ha depositato la
proposta di legge in Cassazione.
Da allora, il dibattito su quel tema stato languente e soprattutto non si vista l'attivazione dei
comitati per un ampio coinvolgimento dei cittadini. A fine gennaio Sel l'ha rilanciato a Milano, con
il convegno Human Factor ( perch in inglese, francamente, non
si capisce), ma il fuoco della mobilitazione stenta ancora ad accendersi. Eppure si tratta di una iniziativa politica di prima grandezza, non dissimile per molti aspetti, dalla battaglia per l'acqua bene
comune. Intanto per la potenziale ampiezza del consenso che essa pu raccogliere.
Il fallimento delle politiche di
austerit, la devastazione sociale
e l'arretramento sul piano dei diritti che esse stanno generando in
Europa appare sempre pi evidente alla maggioranza dei cittadini. E le forze che sanno opporsi in
maniera credibile alla stupida ferocia di questa politica, alla cultura che la sorregge, raccolgono
consensi da ogni parte. Dicono
qualcosa a tutti noi il successo di
Syriza in Grecia e di Podemos in
Spagna. Ma dovrebbe dirci qualcosa anche l'avanzata e la proliferazione delle formazioni di destra, che si alimentano di una politica antiausterit, anche se antieuropea. E' evidente ormai che i governi in carica non rappresentano l'opinione pubblica dei paesi
dell'Unione, si reggono sull'astensionismo di massa e sulla dispersione delle opposizioni.Ma togliere dalla Costituzione lo stupido
sfregio del principio del pareggio
di bilancio ha per noi un significato che va al di l del piano costituzionale e dei diritti. Quella norma, inserita il 20 aprile del 2012,
rappresenta una scelta pianificata
del declino italiano.
CONTINUA |PAGINA 11

5 STELLE |PAGINA 4

Grazie presidente.
Il nuovo corso
di Grillo e Casaleggio
con il Quirinale
C. L.

Luso
della regione

ADINOLFI, GROSSO |PAG. 8

ISRAELE/PALESTINA

Netanyahu:
nuove colonie
e scontro
con Obama
Israele conta di costruire migliaia di case per coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Netanyahu si prepara a partire
per Washington dove il 3 marzo, davanti al Congresso, pronuncer un controverso discorso contro l'accordo sul programma nucleare iraniano al quale
sta lavorando l'Amministrazione
Obama GIORGIO |PAGINA 7

La tarantella regionale in Campania fa ballare i candidati del Pd


e butta fuori pista lex Sel, Gennaro Migliore. Rissa continua anche in Veneto
tra il governatore Zaia e il sindaco Tosi mentre Salvini
si prepara alla sua marcia su Roma PAGINE 2, 3
LUCIANO FABRO, ITALIA DORO 1971

SINISTRA/1

SINISTRA/2

Il "Fronte pop"
una buona idea

Lalternativa alla prova


della sfida regionale

Gallegati, Pianta, Notarianni, Stramaccioni

Tommaso Nencioni

articolo di Giorgio Airaudo e Giulio


Marcon "Un Fronte Pop" (marted
su manifesto e sbilanciamoci.info)
si pone le domande giuste: come possiamo
costruire in Italia una forza politica analoga a Syriza e Podemos? Come pu nascere
una forza che riunifichi protesta sociale e
azione politica con unagenda di cambiamento? Sono domande non nuove, i tentativi di risposta in questi anni sono stati diversi e mai risolutivi lultimo stata la Lista "Unaltra Europa con Tsipras" alle elezioni europee, che ha avuto il merito di allargare lorizzonte allalternativa rappresentata da Syriza.
CONTINUA |PAGINA 11

a sfida portata dal renzismo a tutto


campo, e a poco serve la denuncia,
pi che mai urgente la ridefinizione
del campo dellalternativa. Magari cominciando, in prossimit di unimportante tornata di elezioni amministrative, proprio
dal livello locale. Il potere esercitato dal partito unico delle classi dirigenti, e dai suoi cacicchi, sugli enti locali infatti uno dei puntelli principali del nuovo assetto del potere
centrale. Da l si esercita larte del bastone
e della carota. Il potere esercitato dal partito unico delle classi dirigenti, e dai suoi cacicchi uno dei puntelli del nuovo assetto
del potere centrale. CONTINUA |PAGINA 2

TELEVISIONE

La sfida vincente
afroamerican
GIULIA DAGNOLO VALLAN l PAGINA 8

CINA, PARTITO COMUNISTA

I 4 complessivi
del presidente Xi
SIMONE PIERANNI l PAGINA 16

pagina 2

il manifesto

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

LUSO DELLA REGIONE

Campania

Regionali, a poche ore dallapertura dei gazebo Gennaro Migliore


si ritira. Contro Caldoro restano in lizza De Luca e Cozzolino

Primarie Pd, sempre pi real


Adriana Pollice

ggi la presentazione dei candidati


rimasti in gara, domenica il voto:
le primarie Pd sembrano un reality
show dove i concorrenti vengono eliminati e le rese dei conti interne finiscono in
pasto al pubblico.
In lizza per sfidare il governatore uscente, Stefano Caldoro, sono rimasti per i democrat il sindaco 'emerito' (ma decaduto) di Salerno Vincenzo De Luca e l'eurodeputato Andrea Cozzolino, per il Psi Marco Di Lello e per Idv Nello Di Nardo, che
ieri per ha rimesso la candidatura al partito e quindi potrebbe sfilarsi. Un percorso accidentatissimo con i gazebo rimandati tre volte (la prima data fissata risale
all'anno scorso) con cordate di maggiorenti in contrattazione continua fino allo
showdawn di mercoled, quando l'eurodeputato Massimo Paolucci ha annunciato
l'addio al Pd e Gennaro Migliore (l'ex Sel
approdato tra i renziani) ha deciso di ritirarsi, decisione ufficializzata ieri dopo un
colloquio con il premier a Roma.
Il braccio di ferro per le regionali di primavera va avanti dall'estate, nessuno degli schieramenti in campo ha voluto trovare un accordo perch i sondaggi danno
Caldoro sconfitto con tutti i candidati
tranne Di Nardo. Ognuno insomma vuole giocare la partita per vincere, anche a
costo di trascinare il partito in una lotta
all'ultimo colpo. De Luca ha sul capo la
condanna in primo grado per il termovalorizzatore di Salerno che ha fatto scattare la legge Severino ( eleggibile ma non
pu entrare in carica), ma anche un esercito di sostenitori molto organizzato. I
viaggi continui da Salerno a Roma non so-

Lex dirigente di Sel approdato alla


corte di Renzi annuncia la decisione
dopo un incontro con il premier.
Decisiva lostilit del partito
partenopeo. La sinistra brinda
no serviti a farlo desistere tuttavia tra le
sue fila le defezioni sono state inevitabili,
a cominciare dal consigliere regionale,
grande collettore di voti, Mario Casillo.
Andrea Cozzolino un ex pupillo di Antonio Bassolino, su di lui pesano le primarie del 2011 per la carica di sindaco di Napoli vinte e poi annullate. Un pezzo di partito non lo vuole, un altro non lo preferisce ma ci dialogherebbe. Potrebbe essere
lui il vincitore domenica, sempre che si
voti. Paolucci andato via (per ora) sbattendo la porta proprio in polemica con
l'ex amico, con cui ha condiviso una lunga stagione politica. Probabilmente i due
non hanno trovato un accordo, l'esito finale sono state le accuse di connivenza
con Fi nel casertano: Tutti, a Napoli e a
Roma, sanno che le nostre prossime primarie saranno un grande revival di Forza
Italia. Tutti vedono le fotografie riportate
dai giornali. Tanti, navigando sulla rete,
hanno 'scoperto' fotografie imbarazzanti.
Tanti sanno che le nostre prossime primarie saranno un replay peggiore di quelle
svolte nel 2011. Le foto fatte girare ritraggono Cozzolino con Michele Ferraro e Nicola Turco, due cosentiniani. Del resto sia

Toscana/ SEL, PRC, LALTRA EUROPA E PCDI

Lista rossa e unitaria,


alle urne contro lausterity
elezioni di maggio siano gi banco di
prova anche nel pi grande sindacato
della regione.
inistra in Toscana. Con una sola
Se il lavoro al primo posto nelle
lista unitaria in aperta concorrenpreoccupazioni e nel disegno alternatiza al renzianissimo Pd locale.
vo delle forze politiche, associative e di
Con lobiettivo di passare pi che agebase che hanno dato vita al polo unitavolmente il quorum del 5%, ed entrare
rio di sinistra, la natura e le caratteristinella futura assemblea regionale - di
che dei movimenti sociali toscani aprosoli 40 consiglieri - con un numero di
no la strada a una campagna elettorale
eletti sufficiente per dare battaglia polia 360 gradi. Dallacqua che resta semitica contro unazione di governo semprivata - e forse in vendita - alle grandi
pre pi allineata alle direttive nazionaopere sempre pi contestate (Tav sotli. La decisione, che assicura tre mesi
to Firenze, aeroporto Vespucci, Autotirdi tempo a una campagna elettorale
renica), dallo sfruttamento delle risorappassionante, stata
se naturali (marmo, geopresa insieme da Sel e
termia) a una sanit semLa decisione
dai comitati dellAltra Eupre pi sussidiarizzata
presa
ropa, Rifondazione coverso il privato, per finire
munista e numerose licon il governo di un terriallindomani
ste di cittadinanza, Pcdi
torio sempre pi a ridella
svendita
e Sinistra Anticapitalista.
schio idrogeologico, non
Insieme: In alternativa
mancano certo argomendellAnsaldo
allausterity e alle polititi, competenze e idee, in
Breda
che liberiste, per unEuroun rassemblement che
pa e una Toscana dei diunisce i comitati locali e
di Pistoia
ritti di tutti e dei beni cole loro reti ambientaliste
muni.
alle realt di cittadinanza gi operanti
La riunione finale, quasi un segno
in gran parte della Toscana: da Siena a
del destino, si svolta allindomani delPrato, dallEmpolese Valdelsa a Pisa, fila (s)vendita di Ansaldo Breda, fabbrino a Firenze.
ca simbolo di Pistoia e per lintera inPer parte loro, le forze partitiche ordustria toscana. Una cessione che, seganizzate - come Sel e Rifondazione
condo i non pochi critici, dar il via a
comunista - sono gi rodate dallespeuna progressiva perdita delle capacit
rienza comune con lAltra Europa per
progettuali e di ricerca, in ambito ferroTsipras. I cui comitati toscani hanno
viario e ferrotramviario, che sono vanfatto da lievito a unoperazione politito dello stabilimento di via Ciliegiole.
ca che vedr come candidato presidenA riprova, alla benedizione dei vertici
te regionale uno storico attivista dei
del Pd toscano hanno fatto da contralmovimenti sociali, il fiorentino Tomtare le richieste della Rsu di conoscere
maso Fattori di Transform!. Scelto per
al pi presto, dai nuovi padroni di Hitala sua storia - Forum sociali europei e
chi, i piani industriali.
mondiali, Movimenti per lacqua pubMentre il sostanziale silenzio della
blica, apprezzata candidatura nella SiCgil Toscana, a fronte delle critiche di
nistra Europea - e per lesperienza del
Corso Italia, d il segno di quanto le
lavoro in rete maturata in ventanni di
lavoro di base.
Riccardo Chiari
FIRENZE

l'eurodeputato che De Luca non hanno


mai nascosto i loro contatti nelle linee nemiche, il senatore di Gal Vincenzo D'Anna non fa mistero dell'intenzione di votare uno del Pd piuttosto che Caldoro previo, certo, un accordo politico. Le elezioni
in Campania si vincono conquistando Napoli e Caserta, come insegnava anche Bassolino.
Renziani, dalemiani e lettiani hanno
provato a cancellare le primarie ma hanno fallito loccasione a settembre, quando venne organizzata la Fonderia. Intestardirsi, anche fuori tempo massimo, ha
portato alla guerra di firme (apparse,
sconfessate e poi scomparse) per annullare i gazebo fino a bruciare sia Gennaro Migliore che il presidente del Cnr, Gino Nicolais, come candidati di superamento. La
segreteria nazionale avrebbe dovuto imporli sul locale ma i due plenipotenziari
di Renzi, Lorenzo Guerini e Luca Lotti,
non hanno fatto l'ultimo miglio. Alla fine
lo schieramento antiprimarie si sciolto
lasciando sul campo la lettera aperta di
Migliore: Con Renzi si posta la questione del ricambio generazionale, della lotta
alle rendite di posizione, dello sguardo
sulla politica estraneo alle vecchie liturgie. Ed ancora aperta. Oggi pi che mai
dobbiamo lavorare per una Campania liberata: da Caldoro, dal cosentinismo e
dal post cosentinismo. Non vi scrivo per
farmi da parte, ma per fare meglio la mia
parte.
Facce felici a sinistra del Pd: Sel, Pdci,
Prc, Partito del Lavoro e Sinistra in movimento ieri hanno sottoscritto un documento in cui chiedono all'assessore del
comune di Napoli alla cultura, Nino Daniele, di dare la propria disponibilit come candidato di una lista comune. Daniele stato sindaco di Ercolano, dal Pci approdato ai Ds ma non ha la tessera democrat: potrebbe attrarre voti dal Pd e fare
da pontiere con gli ex colleghi di partito.
GENNARO MIGLIORE IL GIORNO DEL TESSERAMENTO LAPRESSE

LENTE LOCALE PUNTELLO DEL PARTITO UNICO RENZIANO

La sinistra alla prova regionale


DALLA PRIMA
Tommaso Nencioni
Da l si esercita larte
del bastone e della carota.
Il bastone delle privatizzazioni, degli appalti anti-economici, della precariet e delle
sue forme estreme, che Antonio Bevere di recente riformulava come nuove schiavit (il
"lavoro gratis"). E la carota
del clientelismo, della "consulenza" maxi e mini come scorciatoia alla ri-creazione di un
blocco sociale in via di progressivo sfarinamento. Anche
approfittando del battage pubblicitario delle "archistar" amiche, chiamate a dar lustro al
regime tramite opere di dubbio impatto sociale.
Troppo a lungo le forze di alternativa si sono illuse di poter
lucrare un qualche vantaggio
dalla partecipazione subordinata alla gestione locale del potere, a meno di considerare tali le rendite di posizione di mi-

ni-apparati burocratici autoreferenziali. La riscoperta del valore popolare e contestativo


delle autonomie locali dovrebbe entrare di diritto a far parte
di un pi vasto disegno di ripresa dellalternativa politica.
E s che la storia del movimento operaio del nostro Paese sarebbe in tal senso ricca di
fermenti da riproporre, aggiornati alla nuova stagione di lotte. Non solo di "buona ammi-

Trasformismo
e infeudamento
allombra degli
scontri dei gruppi
dirigenti locali
nistrazione" si sta qui parlando. Anche di questo, certo:
lorgoglio che anche i subalterni potessero dar prova di sapienza amministrativa, apprendendo a farsi classe dirigente attraverso la palestra
del "comune democratico",

costitu una potente leva per


il municipalismo socialista e
poi comunista. Ed un profondo rinnovamento del personale amministrativo si rende necessario ancor oggi, a fronte
del pi sfrenato trasformismo
e dellinfeudamento dei grup-

pi dirigenti locali al partito-dello-Stato e agli interessi


delle lite economico-finanziarie che lo sostengono. Ma,
pi in generale, la teorizzazione delle autonomie locali
come contro-potere a prestarsi ad unopera di attualizzazione. Oggi come allora infatti,
per usare le parole di Filippo
Turati, lente locale appare
servo dello Stato, qualche volta servo riluttante e non mai ribelle; precettore, amministratore, poliziotto, in gran parte
per conto dello Stato, quasi tenesse il potere per tolleranza
di questo; non reagisce n influisce sul governo, non sente
bisogno di autonomie, non
lotta per la propria libert.
Se poi dal Comune di passa
alla Regione, il giudizio sugli
indirizzi perseguiti nellattuale stagione varia di poco. Sempre stata viva, a sinistra, la
preoccupazione che listituto
regionale si configurasse come una sommatoria di burocrazie meramente sovrapposte a quelle dello Stato centra-

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

il manifesto

LUSO DELLA REGIONE

Destra

pagina 3

Lex potente coalizione di Berlusconi rischia di perdere ovunque. Intanto il


Cavaliere guarda altrove e si concentra sugli affari. Con lincubo del Ruby-ter

lity show

PD, BERSANI DISERTA E AVVERTE RENZI


Non ci penso proprio. Mi inchino alle esigenze della
comunicazione, ma che gli organismi dirigenti debbano
diventare figuranti di un film non ci sto. Per Luigi Bersani non
ci sar alla riunione dei parlamentari interessati convocata
da Renzi oggi nella sede del Pd su Scuola, Fisco, Ambiente e
Rai, unora per ogni argomento, dalle 14 alle 18. Come lex
segretario anche altri rappresentanti della minoranza interna
hanno rifiutato linvito. Prima di fare altri inviti Renzi prenda in

considerazione le posizioni che il suo gruppo all'unanimit ha


votato sul Jobs act. Di occasioni di presa in giro ne ho avute
abbastanza, ha detto Stefano Fassina. E come lui Alfredo
DAttorre non parteciper. Ma - in unintervista al quotidiano
Avvenire pubblicata oggi - Bersani aggiunge al rifiuto un
avvertimento: Il combinato disposto tra la nuova legge
elettorale e la riforma costituzionale rompe l'equilibrio
democratico. Se la riforma della Costituzione va avanti cos io
non accetter mai di votare lItalicum.

DESTRA Salvini: niente accordo se c Alfano. Gli azzurri: ora rischia Maroni

La Lega ha quasi rotto


Andrea Colombo

ire Caporetto poco. Quella che fu la potente coalizione di centrodestra si avvia


alle prossime elezioni regionali pi
sgangherata di come non si pu. Ieri mattina sembrava che si fosse
aperto uno spiraglio nel braccio di
ferro tra la Lega di Salvini e Forza
Italia, soprattutto grazie alla non disinteressata intercessione di Maroni, il governatore lombardo che teme una rappresaglia azzurra ove
in Veneto si arrivasse alla rottura.
Poi Salvini ha gelato l'entusiasmo:
A oggi un accordo con Berlusconi
non c. Lui sta con la Merkel, noi
con Marine LePen. Certo,
quellal momento lascia aperti
varchi, e infatti il leghista aggiunge
che in Fi c' un dibattito, chi vivr
vedr. Per le porte sono sicuramente chiuse per chi al governo
con Renzi come Alfano. Ed ecco
che si torna al punto di partenza.
Berlusconi non si pu permettere di mollare Alfano. Non in queste
Regionali. Non con la Campania,
unica regione in mano ai forzisti,
in bilico. A Salvini ha gi concesso
la garanzia che non si alleer con
Tosi, il ribelle con un piede e mezzo fuori dal Carroccio, ove questi
decidesse di candidarsi per silurare l'ancora compagno di partito governatore Zaia. Cos il gran capo affida a Toti la missione di bloccare
il nordico, con tanto di minaccia:
Vogliamo costruire un'esperienza

LA CONFERENZA STAMPA DI MATTEO SALVINI LAPRESSE

di centrodestra vincente, ma non


siamo disposti a farci prendere in
giro. E una mancata alleanza in
Veneto metterebbe in discussione anche l'esperienza della Lombardia. Se la temperatura tra Carroccio e Arcore questa, figurarsi
nella Lega. Tosi assicura che a lasciare il partito non ci pensa per
niente, ma non ce n uno che gli
creda. E Salvini, proprio come sta
facendo Berlusconi nel suo partito,
cerca come pu di spingerlo alla
porta: Chi crea difficolt a Zaia si
accomodi fuori dalla Lega.
Il quadro parla da s: Tosi minaccia il segretario del suo partito rischiando di far perdere al Carroccio la roccaforte veneta. Salvini,

che dallomonimo di palazzo Chigi


ha imparato a seguire sempre la linea pi intransigente, boccia ogni
dialogo con i centristi mettendo cos ancor pi a rischio la Campania.
Berlusconi, adirato, vagheggia rappresaglie che affonderebbero il governo di destra in Lombardia. Sullo sfondo prosegue, senza nessunissima schiarita, la guerra senza
quartiere tra lex Cavaliere e il vicer della Puglia, la cui riconquista diventa cos assai meno probabile.
Uno sfacelo.
Eppure Berlusconi non affatto
nero come sarebbe lecito attendersi da un leader politico che vede il
proprio partito e la propria ex coalizione andare in frammenti non ri-

componibili. O meglio, il suo malumore non da questo deriva. I fatti


degli ultimi giorni chiariscono infatti quale logica abbia guidato negli ultimi mesi Berlusconi, dallaccettazione di una legge elettorale
che lo mette con le spalle al muro
alla reazione, in realt molto pi
quieta di quanto avrebbero voluto
i duri azzurri, dopo lo sgambetto
dellelezione di Mattarella. Non
che ci siano clausole segrete del
patto del Nazareno. solo che gi
da un pezzo Berlusconi sta risalendo da quel campo nel quale era
disceso nel 1994. Basta con la politica o quasi basta, che una certa
forza parlamentare conviene sempre averla. Limprenditore sceso
in politica per salvare le proprie
aziende vuole ora tornare imprenditore a tempo pieno. Il patto del
Nazareno, certo, lo ha aiutato molto, ma non in virt di accordi inconfessabili. Solo perch gli ha restituito una credibilit molto pi
spendibile nellarena degli affari
che in quella politica.
Da questo punto di vista, le cose
gli vanno benone. Il 49% di Rai
Way era quello a cui mirava sin
dallinizio, dal momento che lo rende padrone delletere a pari merito
col servizio pubblico, dunque intoccabile, al sicuro da brutte sorprese nella riforma Rai. I libri saranno presto un suo monopolio. I conti di Mediaset vanno molto meglio
che in passato e con lacquisto dei
diritti della Champions sbaraglier
Sky. Mediolanum corre. Tutto andrebbe bene, con o senza Fitto e
Salvini., se non ci fosse quel Ruby-ter che allimprovviso minaccia
di diventare la grana pi grossa della sua vita. Ancora una volta, insomma, a guastargli lumore non
sono i politici. Sono i magistrati.

Veneto / DESTRA NEL CAOS PER LE REGIONALI. LA POSTA IN GIOCO PER VENEZIA

Il 15 la Laguna cerca un sindaco,


la carta Casson sotto i gazebo Pd
le. Per ovviare a questi rischi,
la battaglia regionale fu da subito legata da un lato a quella
per la pianificazione economica e territoriale - fu in questo
senso il Pli di Malagodi il pi
aspro e conseguente avversario del varo delle regioni;
dallaltro ad una esigenza di
maggiore partecipazione popolare - significativo che alle
regioni si arrivi al culmine del
"secondo biennio rosso"
(1968-1969). Il rovesciamento
a cui oggi assistiamo in questi
campi totale: i consigli regionali ridotti a casse di compensazione per un ceto politico
ipertrofico e desideroso di
banchettare sulle spoglie dello Stato; deregulation economica ed urbanistica promossa in concerto tanto dallo Stato centrale quanto dalle amministrazioni periferiche; leggi elettorali regionali che in
molti casi mortificano la libera espressione della volont
elettorale, ben oltre i limiti gi
scandalosi del modello nazio-

nale su cui vengono ricalcate.


Non basta tuttavia ispirarsi
alla lettera della lezione della
storia per invertire le attuali
tendenze regressive; n denunciare moralisticamente lo stato di cose esistente. E la stessa
riflessione critica sul passato
del nostro movimento operaio
a consegnarci una duplice eredit, da tener di conto ora pi
che mai. Gli avanzamenti del
potere popolare a livello locale, infatti, sempre sono stati in
connessione con lo sviluppo
delle grandi mobilitazioni sociali, e con lemergere di gruppi dirigenti nuovi in simbiosi
con le aspirazioni emerse dal
conflitto. E sempre si sono rilevati assai fragili, in assenza di
una strategia nazionale al cui
interno potessero essere inquadrati.
Ancor oggi, i rischi dellirrilevanza politica e del rifugio
nel localismo procedono di
pari passo. La dialettica tra il
momento locale e quello nazionale nella sfida politica di
alternativa pu assumere per contorni virtuosi, a patto
che si incarni in una serie di
candidature legate a movimenti di resistenza concretamente dispiegati sui territori,
ed allo stesso tempo unificate
da un disegno complessivo di
cambiamento politico.

Sebastiano Canetta, Ernesto Milanesi


VENEZIA

a Liga sempre una sicurezza: prima le


guerre intestine, poi il Veneto. E paradossalmente si capir domani a Roma
lesito del braccio di ferro fra il governatore
Luca Zaia e il sussidiario sindaco di Verona
Flavio Tosi. In 48 ore Matteo Salvini si gioca
la faccia nella capitale e la leadership nel
gran consiglio, che dovr mettere fine alla
guerra del Nord Est.
Si vota a maggio per le Regionali, ma le
grandi manovre nel centrodestra partono
dallimplosione di Forza Italia orfana di Giancarlo Galan (ai domiciliari per lo scandalo
Mose). Se davvero esplodesse anche la Lega,
si riaprirebbe lo scenario politico dopo un
ventennio. Ci conta Alessandra Moretti che
gi batte a tappeto ogni angolo del Veneto: il
Pd di Renzi ha lambizione di replicare il modello Serracchiani, tanto da imbarcare perfino gli autonomisti di Franco Rocchetta.
Ma la vera partita si sta giocando a Venezia. Il 15 marzo sono fissate le Primarie del
centrosinistra: in lizza per la candidatura a
sindaco lex pm e senatore dissidente Felice Casson, il giornalista Nicola Pellicani e lultr renziano Jacopo Molina. Sullaltro fronte,
invece, domani mattina allhotel Russott di
Mestre rompe gli indugi Francesca Zaccariotto: Il nostro domani inizia oggi lo slogan
su sfondo arancio e grigio dellex presidente
(ed ex leghista) della Provincia.
la maratona elettorale che mette in palio
la poltrona di Ca Farsetti con lingombrante
eredit di Giorgio Orsoni (a processo sempre
causa Mose, uno spettro che si allunga sullintero vertice Pd di fede bersaniana). Intanto il

Carnevale ha regalato il corteo in Canal Grande di maschere, barche allegoriche e vele


spiegate contro le lobby che cannibalizzano
la laguna. Il Comitato No Grandi Navi non
molla, anzi. E alla presentazione di Se Venezia muore di Salvatore Settis si registrato
un significativo pienone.
La citt-cartolina da sogno sembra inghiottita dal buco nero di affari & politica. Il Mose
- la grande opera della Repubblica per antonomasia, con 5,5 miliardi di euro solo di lavori pubblici scivolato ai margini del circo
mediatico. Come se larchitettura della fatturazione parallela (messa a punto fra la sede
del Consorzio Venezia Nuova a Castello
2737/f e la succursale di Piazza San Lorenzo
in Lucina 26) non fosse stata clonata altrove.
Venezia come nel 1630, allepoca della peste nera: certificato dalla Procura alle prese
con un sistema che spazia dalle autostrade
ai nuovi ospedali, dalle bonifiche allurbanistica. Intanto, il Comune sopravvive nellin-

terregno dellordinaria amministrazione. Il


commissario straordinario Vittorio Zappalorto consegner un bilancio pesante, nonostante la mannaia da 47 milioni abbattutasi su servizi sociali e buste paga dei dipendenti. Gli affari, per, non si fermano. Cera una volta il
nuovo palazzo del cinema: vero e proprio buco al Lido, costato 40 milioni. E Zappalorto
ha messo in vendita Villa Hriot alla Giudecca (10 milioni), con annessa opportunit di
trasformarla in albergo.
In attesa del voto, ogni lobby lavora a pieno regime. Lo testimonia in modo inequivocabile la relazione della Guardia di Finanza
che riproduce la mobilitazione in vista dello scavo del canale Contorta. la mini-Grande opera indispensabile a dirottare le gigantesche navi da crociera. A marzo 2014, Piergiorgio Baita (ex presidente Mantovani Spa, appena scarcerato) insieme ad Attilio Adami (presidente di Protecno Srl di Noventa Padovana)
si attiva con Mazzacurati del Cvn affinch
Paolo Costa (presidente dellAutorit portuale) assegni il cantiere alle imprese del giro
Mose. Intercettazioni agli atti.
In terraferma, invece, si vola. Nel quadrante Tessera si profila la seconda pista dellaeroporto caldeggiata dal presidente di Save Enrico Marchi, ma il masterplan rulla su ben altre
rotte. Contempla un tunnel per il Tav e addirittura la metropolitana sublagunare; contabilizza oltre 3 milioni di metri cubi di cemento
nelle stesse aree salvate dal piano comunale; fa scattare limbonimento delle barene
per interesse pubblico. Infine, si ricicla lExpo
con il padiglione Antares a ridosso del Parco
Vega. Michele De Lucchi, larchitetto del padiglione zero di Milano, replica in laguna la
struttura polifunzionale realizzata da Condotte Immobiliare. Una rigenerazione a Marghera che vale 30 milioni. Ma si conta sullarrivo di 156 milioni che il governo deve aggiungere in tre anni per la nuova fiera del Nord
Est. A gestirla fino al 2027 sar Expo Venice,
Spa a cavallo fra istituzioni, categorie economiche e privati.
Dal Mose allExpo, dunque: Venezia doget?

pagina 4

il manifesto

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

POLITICA

NAZARENO TV Il presidente del consiglio sullOpas per Raiway: E il mercato, abituatevi. Ma il 51% resta pubblico

Renzi non butta Berlusconi dalla torre


zione dei tg, con la creazione di
due newsroom con due soli direttori: in una confluiranno Tg1,
Tg2 e Rai Parlamento, nellaltra
Tg3, Tgr e RaiNews. Ogni testata
manterr il suo logo e per la scelta dei direttori dovr essere pubblicato sul sito dellazienda un avviso pubblico rivolto sia ai dipendenti che agli esterni. Dopo 35
anni cade un muro invisibile ma
storico - commenta Gubitosi contiamo di poter risparmiare 70
milioni lanno. E il dg si lancia
nel paragone con la Bbc. Ma nel
governo tale paragone sembra azzardato, perch si ritiene che si

Micaela Bongi

il mercato, bellezza, e bisogner abituarsi a prendere le operazioni di mercato per quello che sono. Il messaggio che Matteo Renzi invia a
Silvio Berlusconi da palazzo Chigi, durante la conferenza stampa
con il segretario generale della
Nato Jens Stoltenberg, non somiglia affatto a una controffensiva
dopo una dichiarazione di guerra. LOpas lanciata da Ei Towers la societ delle torri di trasmissione del segnale tv controllata da
Mediaset - su Raiway, lomologa
societ controllata dallazienda
di servizio pubblico, va presa per
quello che , unoperazione di
mercato, appunto, e le regole
del mercato vanno rispettate.
Certo, il presidente del consiglio

Il cda Rai d il via


libera al piano
Gubitosi sui Tg.
Ma il premier
vuole di pi

Lazienda di viale
Mazzini prende
atto dellofferta.
Ei Towers aspetta
le prossime mosse
aggiunge che bisogna rispettare
anche le regole stabilite dal governo, in questo caso quelle che riguardano il 51% di Raiway, che
deve restare pubblico, mentre Ei
towers vuole acquisire almeno
il 66,67% della societ delle torri
Rai. Ma non si tratta di unoperazione politica e punto, taglia
corto Renzi.
Nessun Nazareno delle tv, insomma. Eppure il riconoscimento da parte del premier del gruppo di Silvio Berlusconi come protagonista della partita delle telecomunicazioni, che va oltre quel-

MIGRANTI

Il Cir: Regolamento
di Dublino ormai
superato, lUe
deve modificarlo
L'Italia ormai il pi importante
punto di ingresso di migranti in
Europa: nel 2014 sono arrivati
via mare 170mila richiedenti asilo, rifugiati e migranti e gli arrivi
all'inizio del 2015 si sono intensificati. La situazione in Libia fa
presagire un flusso sempre maggiore: nessun altro Stato membro ha mai affrontato un tale numero di persone che attraversano in modo irregolare le frontiere
esterne dell'Unione. Molte di queste persone sono rifugiati: lo scorso anno l'Italia ha ricevuto 64mila domande d'asilo e ben il 60%
di persone ha ricevuto una forma
di protezione. Sono i dati illustrati dal Cir - Consiglio Italiano
per i rifugiati, che ha organizzato
a palazzo Chigi la tavola rotonda
Il Sistema Dublino e il Principio
di Solidariet intra-Ue, per promuovere il superamento del Sistema Dublino. Il Sistema Dublino - sostiene il Cir - oltre ad essere inumano, anche inefficace: i dati relativi al Sistema Dublino, che ha un pesantissimo impatto sia sulla vita delle persone
nonch sui costi che gli Stati
debbono sostenere, ha un impatto numerico veramente molto limitato.

LA DIRETTRICE DEL TG3 BIANCA BERLINGUER E MAURIZIO MANNONI FOTO LAPRESSE

la, comunque importantissima,


dellinfrastruttura di rete, a Cologno non passa inosservato. E comunque la stessa partita delle torri resta aperta, nonostante Renzi
ribadisca il paletto del 51% in capo alla Rai, il che significa che Ei
Towers potrebbe comunque arrivare fino al 49 acquisendo il restante 14% del capitale non collocato quotato in borsa. Del resto il
cda di Ei Towers ha gi spiegato
che le condizioni poste perch
lOpas vada a buon fine (come appunto quella sul 66,67%) possono essere modificate o annullate.

Per decidere la societ aspetta


che la Rai batta un colpo. Il presidente di Raiway Camillo Rossotto spiega che il consiglio damministrazione convocato durgenza
per ieri pomeriggio dopo le ultime notizie servito per il momento solo a informare i consiglieri, ma nessuna decisione
stata presa. E prematuro, ha
spiegato Rossotto, anche parlare
della nomina di un advisor, e resta al momento in programma solo la prossima riunione del 12
marzo, gi prevista prima del lancio dellOpas. Lattenzione resta

anche puntata sui titoli azionari:


Raiway, dopo il balzo di mercoled, ha perso il 2,86%; viene registrata invece ancora favorevolmente, con un leggero rialzo
(+0,54% per Ei Towers, +0,25%
per Mediaset), la recente aggressivit del Biscione sul mercato.
Ieri si riunito anche il cda della Rai, nella sede milanese di corso Sempione. Una seduta fiume
di oltre 7 ore durante la quale si
preso atto dellOpas su Raiway
ed stato approvato a maggioranza il piano del direttore generale
Luigi Gubitosi sulla riorganizza-

possa fare molto di pi.


Nei prossimi giorni Renzi infatti spinger lacceleratore sulla riforma della governance di viale
Mazzini. Lidea del decreto stata accantonata, nonostante Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd, non trovi di meglio, per
sostenere la validit di una simile
soluzione, che citare il precedente del decreto salva Retequattro approvato a fine 2003 dal governo Berlusconi dopo che Ciampi aveva rinviato alle camere il
ddl Gasparri. Il disegno di legge
del governo dovrebbe arrivare in
consiglio dei ministri entro due
settimane. La partita, tanto per
cambiare, intende giocarla il premier in prima persona. E nellopposizione cresce il timore della
prossima nascita di Tele Matteo.

INTERVISTA Freccero: Renzi vuole una tv pubblica come la Treccani, il Biscione punta lontano

Piccola Rai, Mediaset sfider Murdoch


di privatizzazioni, vedi la Grecia. Il modello europeo del secolo scorso aveva come valori lo stato
ai come adesso Mediaset stava visociale, il servizio pubblico anche radiotv, la
vendo come un pachiderma, come
scuola pubblica. Oggi invece il pubblico divenuna televisione che riprende protato sinonimo di spreco, casta, di abuso della pogrammi da un catalogo della tv commerciale orlitica. Quindi anche i governi che si proclamano
mai vecchio, antico, per nostalgici degli anni 80:
di sinistra vogliono privatizzare, tagliare. Il piano
lIsola dei famosi, il Karaoke che andr in onda
per la Rai tagliare i tg e cio il pluralismo. Ma il
pi in l. Invece, con questa Opa, diventa un nuopluralismo un elemento creativo, era lunica covo competitore del mercato. Carlo Freccero, uosa che rimaneva alla Rai. La verit che la Rai viemo di tv e di comunicazione, nella sua lunga carne dimensionata, e la politica di Renzi la privariera stato dirigente Rai e Fininvest. Ragiona
tizzazione.
sullopa di Mediaset su Rai way, linfrastruttura
Ma modello Bbc, di cui si parla oggi, pluralidelle torri Rai. Qualcosa non gli torna. Cos Mesta ma anche senza sprechi.
diaset si scrolla di dosso limmobilit per muoverHo letto che Milena Gabanelli propone difare
si con sicurezza sul mercato. Perch?.
come la Bbc. Ma tu ce li vedi i giornalisti entrati
Perch, Freccero?
per clientela che si trasformano in giornalisti inMediaset da tempo ha perso la battaglia dei
glesi? Non che con un corso di inglese fanno la
contenuti perch i nostri prodotti non possono
Bbc. Mi sembra utopia.
competere con i colossi americani. OgCome si dovrebbero nominare i vergi il prodotto vince sulla tv generalista.
tici Rai?
Ora quindi si muove su altri fronti. Se
inutile che io dia suggerimenti a
davvero il patto del Nazareno rotto,
Renzi, so che manda sms ai suoi amiBerlusconi lascia la politica e torna il
ci e solo quelli legge. Vedo che vuole
protagonista della tv. LOpa sulla struttrasformare la Rai nellistituto Treccatura, quelle che io chiamo le autostrani. Una Rai che gi non conta niente
de della comunicazione, un modo
verr ancora ridotta.
per dire: almeno controller il pedagScusi, ma proprio lei che stato algio ai nuovi che arrivano. Di pi: io,
lontanato dalle reti Rai sostiene
cio Mediaset, mi aggiorno su un fatto
che lattuale Rai pluralista?
cruciale, la convergenza. La nuova tv
Se dovessero dare a me la riforma
lavora sulla convergenza fra tv telefodella Rai, inizierei potenziando il plunia e internet.
ralismo. La tv ci condiziona, ci plaLa tv generalista per da noi va ancosma. Molte ricerche dicono che chi
ra forte.
esposto di pi a certi programmi tv Perch viviamo in un paese dominacronaca, nera - pi esposto alla pauto dallAuditel, che fatto in quota prora e allinsicurezza. Questa tv spinge a
prio come le torri. Ma ormai, nel nuodestra: il successo di Salvini il tipico
vo scenario, il prodotto vince sulla liprodotto della nostra tv localistica e
nea editoria. E quindi chi non ha la
generalista. Invece oggi pi che mai
possibilit di aggiornarsi cerca una preserve un una tv critica, che difenda lo
senza massiccia sulle autostrade. E
spettatore dalla manipolazione, che
guadagna un sacco di soldi. E poi c
il vero tema della comunicazione. In
anche un piano B.
internet il vero e il falso sono lo stesQual il piano B?
so. E la manipolazione passa per gli alCredo che Mediaset abbia in testa
goritmi di internet. Serve una tv che
un patto con Telecom. Anche Telecrei spettatori avvertiti, quindi intelliBerlusconi
abbandona
la
politica
e
torna
com ha messo in vendita i suoi siti e le
genti. E infatti la fiction dei grandi cosue torri. E in Telecom c il gruppo
lossi americani fiction di critica,che
protagonista della televisione, con le torri
Bollor che a sua volta azionista di
ti fa vedere per esempio che la giustisi guadagnano molti soldi. Viale Mazzini
Havas, colosso della comunicazione.
zia uno strumento in mano ai pi
Che a sua volta azionista di Canal
forti. Cosa vuol fare Renzi della Rai?
come la Bbc? Non basta fare un corso di
Plus, che si occupa di contenuti. Ecco
Dice parole vaghe: la bellezza, larte.
inglese ai giornalisti assunti con le clientele
la furbizia: far concorrenza a MurdoPuttanate. Vuole solo privatizzare.
Daniela Preziosi

ch, il vero nemico di Pier Silvio Berlusconi. Anche perch Murdoch sta per scendere dal satellite sul free, perch lItalia ha un tetto di abbonati
oltre in quale non si pu andare. Lo ha gi fatto
con linformazione. E la Rai per Berlusconi non
un avversario, neanche un alleato: ha unaudience vecchia. Berlusconi deve trovarsi un alleato. E
Canal Plus il nemico acerrimo di Murdoch.
Mediaset punta dunque a fare concorrenza a
Murdoch. E la Rai?
Da tutto questo il servizio esce completamente ridimensionato. Vede, nel capitalismo le crisi
periodiche hanno la funzione specifica di ripulire il mercato dei rentier dalla rendita parassitaria
e riportare tutte le risorse sul mercato degli investimenti. Oggi la crisi ha un compito diverso: privatizzare, tagliare ogni risorsa al pubblico per riversare tutte le risorse sul mercato. Non a caso ai
paesi in crisi si offrono finanziamenti in cambio

5 STELLE

Grillo al Colle
per parlare di tv.
E Renzi approva
ROMA

i parlato anche di Rai


nellincontro che Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio
hanno avuto ieri con il capo dello
Stato. E le cose dette dai due leader Cinquestelle a Sergio Mattarella fanno sperare Pd e governo sulla possibilit di unintesa con il
M5S per quanto riguarda la riforma della televisione pubblica. E
necessaria unaccelerazione della
riforma dellinformazione del servizio pubblico volta a evitare sprechi e a promuovere sinergie, hanno spiegato Grillo e Casaleggio al
capo dello Stato, con il quale sono
tornati a sottolineare come per il
movimento sia prioritario fare
maggior ricorso alle professionalit interne allazienda, nonch procedere con trasparenza nelle nomine dei direttori e avviare una razionalizzazione delle risorse. Oltre,
ovviamente, a fare in modo che si
arrivi a una completa autonomia
della Rai dai partiti.
Tutti punti sui quali una convergenza sarebbe possibile e che
non sono sfuggiti al Pd e allo stesso Matteo Renzi. molto interessante l'apertura di Beppe Grillo
sulla Rai, non dimentico che lui
dalla Rai fu cacciato. Se c' un argomento su cui ascolterei volentieri Grillo proprio questo, dice
in serata il premier aprendo a sua
volta al dialogo con lex comico. E
unulteriore conferma arriva anche da Roberto Fico. Sulla riforma della Rai il M5S pronto a dialogare con tutte le forze politiche
presenti in parlamento e con la
maggioranza di governo, conferma il presidente della commissione di Vigilanza Rai.
In attesa di sviluppi, Grillo non
ha perso loccasione per trasformare lincontro con il capo dello Statao in u pretesto per stupire e dividere il Movimento. Come annuncato ad arte per creare attesa, il leader si infatti presentato al Quirinale con una ragazza siciliana di
18 anni, Maria Teresa, definita dallo stesso Grillo come la pi giovane attivista del M5S. Una scelta
non compresa dagli attivisti che
avrebbero preferito veder salire al
Colle i capigruppo di Camera e Senato in rappresentanza dei lavosotr svolto da deputati e senatori Cinquestelle, e il vicepresidente della
Camera Luigi Di Maio. Tutti rimasti invece fuori la porta senza tante spiegazioni. Messa comunque
da parte qualche frase poco gentile inviata da Grillo allindirizzo di
Mattarrella nelle scorse settimane,
il duo di fondatori si detto soddisfatto dellincontro, al punto da augurarsi di poter replicare in futuro.
Rai a parte, con Mattarella Grillo
ha toccato alcuni punti fondamentali per il M5S. Come tutte le opposizioni ha chiesto maggior rispetto
da parte del governo verso il parlamento, ricordando leccessivo ricorso alla decretazione durgenza
fatto da Renzi. Il governo ha sinora presentato alle Camere 28 decreti legge (media 2,3 al mese) e
ha posto 34 questioni di fiducia
(media 2,8 al mese), scritto nel
documeto lasciato al capo dello
Stato. E poi la lotta a mafia e corruzione e labolizione dei vitalizi
parlamentari per i condannati,
ma anche una valutazione del presidente sulla legge elettorale che
disciplina lelezione soltanto di
una Camera. Infine hanno chiesto la discussione del ddl presentato dal M5S sul reddito di cittadinanza, attualmente in commissione Lavoro del Senato ma non ancora calendarizzato.
Alla fine Grillo e Casaleggio se
sono ripartiti senza riferire ai parlamentari del colloquio, e la cosa
non stata gradita. Al di l dei mal
di pancia interni, lincontro ha segnato comunque una netta inversione di rotta dei rapporti avuti finora con il Quirinale, quando capo dello Stato era Giorgio Napolitano. Vogliamo ringraziare il presidente per l'incontro e per la simpatia, stato il commento fatto da
Grillo e Casaleggio prima di imboccare la strada di casa. c.l.

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

il manifesto

ECONOMIA

pagina 5

DOSSIER Il re dei panini avrebbe evaso tasse per 1 miliardo in Europa, 75 milioni in Italia

E cos i profitti McDonalds


scappano in Lussemburgo

FOTO REUTERS

Antonio Sciotto

ul men di McDonalds c unevasione


da un miliardo di dollari: laccusa viene da una coalizione di sindacati e associazioni europee e statunitensi,
che ieri ha presentato un corposo dossier a Bruxelles. Il titolo dello studio Unhappy Meal. Lelusione fiscale di McDonalds in Europa e lalleanza anti-Mac raccoglie il consorzio di
sindacati del comparto pubblico europeo (Epsu) e degli Usa
(Seiu), quelli del turismo e del
settore alimentare (Effat), la lega di lavoratori americana
Change to win, e infine la ong
inglese War on Want, che si
batte contro la povert.
Il rapporto riferisce che Mc
Donalds sarebbe gi sotto indagine da parte della Commissione europea per un sistema
di evasione che, come per tante altre multinazionali, finisce
dritto in Lussemburgo. E se di
recente il consorzio internazionale di giornalisti ICIJ ha portato alla luce il dossier Luxleaks,
che ha messo sotto accusa ben
300 grandi aziende per i loro accordi con il piccolo stato nel
cuore dellEuropa - tra cui Pepsi, Ikea e FedEx - dallaltro lato
Bruxelles ha gi messo nel mirino colossi come Amazon, Google, Apple e litaliana Fca/Fiat.
Levasione di McDonalds,
in particolare, su cui lalleanza

ue tra le principali cause


allorigine della lunga crisi economica italiana fanno riferimento ad alcune decisioni portate avanti dai governi
di centro- sinistra negli anni novanta. Da allora in poi, in buona
parte, sia pure con qualche oscillazione, andato male landamento del pil, degli investimenti, della produttivit, delle spese
in ricerca e sviluppo.
Tra queste decisioni ricordiamo, da una parte, il nuovo approccio ai temi del lavoro, prima con gli accordi di
concertazione governo- imprese- sindacati, poi con la legge Treu del 1997, che inaugura
la stagione del lavoro flessibile;
dallaltra, lavvio dei processi di
privatizzazione.
Il primo tipo di provvedimenti ha portato ad un aumento rilevante dei profitti delle imprese,
che non sono per stati usati, come era necessario, per ammodernare lapparato industriale
del paese, ma invece per gonfiare gli impieghi speculativo-finanziari e alimentare il trasporto del denaro, almeno in parte,
al di l delle Alpi. Si aperta parallelamente la via al precariato.
Per quanto riguarda il secondo tipo di decisioni, va ricorda-

La denuncia di
una coalizione di
sindacati e
associazioni:
vizio comune
a tanti altri big,
da Fca ad Apple
di sindacati e associazioni ora
chiede ufficialmente di indagare, si formerebbe attraverso il
meccanismo delle royalties, ovvero i diritti che i punti vendita
in franchising (il 73% del totale
in Europa) devono alla casa
madre: non solo il 5% sulle vendite, ma spesso anche laffitto
dei locali, visto che la societ
dei due archi dorati ha in mano anche un discreto patrimonio immobiliare.
McDonalds, secondo il dossier, convoglierebbe le sue royalties in una controllata lussemburghese, la McD Europe
Franchising Srl, istituita nel
2009, cos da evitare di pagare
le tasse nei singoli paesi dove
le raccoglie. Cifre non da poco:
dal 2009 al 2013 le royalties europee sarebbero state pari a
3,7 miliardi di euro, peraltro in
crescita costante anno dopo
anno. Se si fossero mantenuti
questi diritti nei diversi stati eu-

ropei, e fossero stati tassati come profitti, si sarebbe avuta


nei cinque anni analizzati
unentrata nei bilanci di ben
1,06 miliardi di euro. Una bella
somma sottratta al fisco.
E dire che la struttura lussemburghese ha solo 13 impiegati, mentre sempre nel 2009
la McDonalds spostava il suo
quartier generale europeo a Ginevra. Un meccanismo che ha
permesso di sottrarre gettito fiscale non solo ai paesi europei,
ma perfino agli Usa. Risibili le
tasse pagate dalla McDonalds
nei cinque anni analizzati: solo
16 milioni di euro. E ancora
pi incredibili quelle versate
nel 2013 al Lussemburgo, tanto che lo studio le definisce
stupefacenti: 3.335,33 euro.
Cifra talmente bassa che la
coalizione ipotizza addirittura
un patto tra la multinazionale e le autorit lussemburghesi,
per uno sconto ulteriore rispetto alla tassazione standard.
Negli anni della grande crisi,
mentre McDo incrementava
profitti e royalties (la crescita
delle vendite del 20% dal
2007-2008)), venivano sottratte
risorse che gli stati avrebbero
potuto investire in welfare.
Certo, il secondo datore di lavoro privato del mondo (1,9 milioni di addetti) dovrebbe porsi
forse anche qualche problema
etico: Mc Donalds ha 36 mila
punti vendita in tutto il globo,
e 7.850 in Europa. Nel nostro

continente nel 2013 ha realizzato vendite per 20,3 miliardi di


euro, quasi il 40% dei suoi guadagni mondiali. Ma al contrario, si sa che in molti casi i lavoratori risultano precari o sottopagati, spesso con cos poche
ore a settimana (a volte anche
zero) da non poter mettere insieme pranzo e cena.
Pesante anche levasione imputata alle attivit italiane: con
i suoi 500 locali, il McDo nostrano ha incassato secondo il
dossier ben 4,6 miliardi di euro
nel periodo 2009-2013 (e oltre
1 miliardo nel solo 2013), dovendo royalties pari a 237,8 milioni. Levasione sarebbe di
74,7 milioni, che sommati ai
149,3 di eventuali sanzioni farebbero ben 224 milioni sottratti al fisco. Cifra notevole,
che avremmo potuto investire
per la cassa in deroga, ad esempio, o per la sanit.
In Italia il dossier stato ripreso da Fp e Filcams Cgil: Si
chiede alla Direzione europea
sulla concorrenza - dicono i
due sindacati in una nota - di
indagare e approfondire il caso Mc Donald's, alla stregua di
quanto si iniziato a fare per
imprese quali Amazon, Fca,
Apple o Google. Lobbiettivo
allargare il fronte. Il governo
italiano dovrebbe avere tutto
linteresse a scoraggiare pratiche di questo tipo e a farsi parte attiva in Europa.
McDo ha replicato: Rispettiamo tutte le regole fiscali applicabili: oltre a pagare le tasse
sui profitti, versiamo significativi contributi sociali dei dipendenti, le imposte di propriet
sugli immobili, e tutte le altre
tasse richieste dalla legge.

Lultimo rapporto sul lavoro:


irregolare unazienda su due
Massimo Franchi

eri mattina - come da tradizione -


stato presentato al ministero del Lavoro il Rapporto annuale dellattivit di
vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale. I numeri non si discostano
molto dagli ultimi anni e delineano un paese dove il lavoro nero e le irregolarit sono la regola. Ma il rischio reale che il rapporto sia lultimo attendibile. Il decreto delegato che istituir lAgenzia unica, accorpando molte delle funzioni ora espletate
da Inps e Inail, per i sindacati ridurr fortemente i controlli.
Nel 2014 sono state ispezionate 221.476
aziende, di cui sono risultate irregolari
142.132, il 64,1 per cento (con il picco che
si conferma nei cantieri edili), tasso in linea con quello dellanno precedente.
L'ammontare dei contributi e dei premi
evasi nel 2014 pari a 1,508 miliardi di euro, in aumento del 6,1 per cento rispetto
al 2013 (1,421 miliardi di euro). In media,
guardando agli anni precedenti la met
viene poi effettivamente incassato.
I lavoratori in nero rappresentano comunque il 42,61% di quelli irregolari, percentuale significativa se confrontata con
quella rilevata nellanno 2013 (pari al
36,03%) e che registra, dunque, un incremento di quasi 7 punti percentuali. Un
dato - sottolinea il rapporto - sintomati-

SCUOLA Anief: ai neoassunti stipendio bloccato per 12 anni


Per finanziare le 140mila assunzioni nella scuola, il Governo pensa di bloccare per 12
anni gli stipendi dei neo immessi in ruolo. Lo afferma il sindacato Anief che annuncia una
valanga di ricorsi. Si sta pensando di allungare ulteriormente il primo "gradone" (ora di 9
anni) e di raffreddare le ricostruzioni di carriera, rinviandole magari a tempi migliori. E gi
si parla di una nuova riduzione del fondo di istituto gi adesso del tutto insufficiente a remunerare il maggiore impegno dei docenti e del personale ATA spiega il sindacato. Secondo questa indiscrezione, non diversa da quelle pubblicate dal governo sulla stampa negli
ultimi giorni, la Buona Scuola sar una riforma a costo zero, che si finanzier con il lavoro dei docenti neo-assunti (125 mila? 148 mila?), danneggiandoli ancora una volta. Prima
di un vertice a Palazzo Chigi, il ministro dellIstruzione Giannini ha detto: Questo non il
provvedimento dei precari: non abbiamo pensato di far ripartire la scuola, per cominciare a
migliorare anche le condizioni culturali della nostra societ, pensando solo a precari.

ENEL

Privatizzare per fare cassa,


guastando il nostro sistema industriale
Vincenzo Comito

to che le imprese pubbliche,


con tutti i loro difetti, facevano
investimenti, garantivano di frequente unoccupazione qualificata, spendevano in ricerca e
sviluppo, contribuendo a sostenere il paese. Una volta privatizzate tutto questo venuto sostanzialmente e in larga misura
a cessare.
Le liquidit rilevanti ottenute
dalla vendita delle imprese sono quasi immediatamente
scomparse nelle voragini della
spesa pubblica improduttiva
dei governi che si sono succeduti al comando, a partire da quelli Berlusconi-Tremonti. Inoltre
le cessioni hanno in alcuni casi
contribuito a creare degli oligopoli privati si pensi alle autostrade, che dal momento della
privatizzazione in poi hanno visto aumentare a dismisura i pedaggi-, in altri hanno dato luo-

VERSO LAGENZIA UNICA I sindacati: ridurr i controlli

go ad operazioni politiche distruttive si ricordi il caso Alitalia- ed in altri ancora, come


nellesempio di Telecom Italia,
ad un affossamento delle prospettive di sviluppo aziendale.

Lo Stato ha venduto
per 2,2 miliardi il
5,74%, abbassando la
sua quota al 25,5%: a
rischio il controllo
Mentre per il lavoro da allora in
poi stata tutta una sequenza ulteriore di provvedimenti - con il
job-act ultimo e decisivo passo in
materia-, che hanno contribuito
ad affossare le prospettive delloccupazione, per le privatizzazioni
si era ad un certo punto smesso
di pensarci ulteriormente.

Ma ecco che si ricomincia.


Dopo la cessione, qualche mese fa, di una quota rilevante di
Rai Way e quella pi recente di
Ansaldo Energia e di Ansaldo
Trasporti a societ asiatiche varie, la notizia di ieri che si data mano alla privatizzazione di
una quota del 5,74% dellEnel,
mentre sono in pista, a vari stadi di avanzamento, quella del
40% delle Poste e delle Ferrovie.
Per quanto riguarda lEnel, il
Tesoro possedeva il 31,2% della
societ, mentre adesso, incassando 2,2 miliardi, scender al
25,5%. In teoria il governo potrebbe mantenere il controllo
del gruppo anche con tale percentuale, anche perch lo statuto dellazienda prevede che nessun privato possa detenere pi
del 3%. Ma tale clausola potrebbe essere cambiata, o, comunque, alcuni gruppi di imprendi-

tori si potrebbero coalizzare


per cercare di prendere il comando.
Intanto si sta lavorando alacremente sulle Poste, societ
che dovrebbe essere quotata
in borsa fra qualche mese e di
cui dovrebbe essere ceduto
per il momento solo il 40%
del capitale.
La vendita di una quota di capitale di entit percentuale simile per le Ferrovie invece per
lanno prossimo.
In complesso, il nostro amabile governo si impegnato a vendere con lobiettivo di incassare
10 miliardi allanno tra oggi e il
2017. Naturalmente il traguardo
non sar interamente raggiunto, ma speriamo comunque che
i guasti che si faranno al nostro
sistema industriale e finanziario
siano inferiori a quelli dellondata di privatizzazioni precedenti.
Sul fronte finanziario i proventi
Enel magari serviranno a fare la
guerra alla Libia, azione di cui
tutti sentiamo il bisogno, o magari a comprare gli indispensabili F-35. Chiss. Che servano invece, come ufficialmente dichiarato, a ridurre il debito pubblico,
pari oggi a pi di 2100 miliardi
di euro, appare in ogni caso poco plausibile.

co della completa assenza della sia pur minima attenzione ai diritti e alle tutele fondamentali dei lavoratori, nonch ai connessi profili della salute e della sicurezza.
Lelusione contrattuale soprattutto utilizzo abusivo di forme contrattuali flessibili volte a dissimulare veri e propri rapporti
di lavoro subordinato: ben 9.428 casi rilevati, con il picco nel terziario (7.618 casi).
Le sospensioni di attivit adottate si riferiscono quasi esclusivamente (6.836)
alloccupazione di lavoratori in nero, men-

Boom del nero,


specie in agricoltura.
Marted il decreto.
Cgil: controlli caleranno
il sogno di Sacconi
tre soltanto 2 provvedimenti sono per gravi e reiterate violazioni sulla tutela della salute e sicurezza. In fatto di appalti, subbappalti e voucher si registra un vero e
proprio boom in agricoltura: pi 85 per
cento rispetto al 2013. Ancora presente la
piaga del lavoro minorile: 172 casi rilevati.
Presentando i dati assieme al direttore
per lAttivit ispettiva, Danilo Papa, il ministro Giuliano Poletti ha confermato che
il decreto sar portato alla discussione in
consiglio dei ministri marted, appena dopo il tavolo convocato la mattina stessa
con i sindacati mentre lUsb ha gi annunciato uno sciopero che dar seguito alla
manifestazione di domani a Milano a cui
parteciperanno gli ispettori di Inps e Inail.
Vogliamo lavorare - ha spiegato Poletti essenzialmente in una logica di tutela dei
lavoratori, di mantenimento della corretta concorrenza fra imprese e di limitazione delle truffe ai danni dello Stato e delle
istituzioni. Faremo questo - ha concluso concentrandoci sulle violazioni sostanziali. Si tratta della "dottrina Renzi" in fatto
di controlli (e di fisco): Non pu esistere
che unimpresa subisca controlli continui: ci deve essere un controllo unico che
valga per tutti e per anni.
Una dottrina che il prodromo dellillegalit legalizzata - attacca Salvatore
Chiaramonte, segretario nazionale Fp
Cgil - cos come il rapporto del ministero
lultimo che ha un senso. Lagenzia unica infatti la realizzazione del sogno di
Sacconi che da ministro parlava di
unagenzia unica con un trattamento pi
attento alle esigenze delle imprese allinterno di un patto di governo con lNcd. E
il decreto delegato far proprio questo:
chiuder tutte le Direzioni territoriali del
ministero sul territorio, rafforzer il controllo politico sulla filiera e toglier il coordinamento fra Inps, Inail e ministero. La
ratio del provvedimento viene totalmente
contestata dalla Cgil: Si dice che si vuole
evitare la doppiezza delle funzioni e dei
controlli ma in molte regioni questo problema gi superato dal cosiddetto coordinamento delle agende: con i database si
evita che dove andata lInps, arrivi dopo
poco lInail o il ministero. In realt poi le
tre istituzioni gi oggi avrebbero compiti
ben diversi: il ministero si occupa dei controlli sui contratti, le altri due Inps e Inail
dovrebbero verificare la posizione contributiva e gli infortuni.
La protesta dei sindacati ha gi bloccato il blitz del governo - il decreto doveva
essere presentato assieme alle tipologie
contrattuali venerd scorso - ma Cgil, Cisl
e Uil non si fanno illusioni. Puntano a ridurre il numero dei lavoratori - ora quasi
1.800 - che verranno spostati (con il solo
scopo di risparmiare 15-20 milioni) dopo
aver cancellato dalla legge di stabilit le
gi poche assunzioni di ispettori previste,
appena 200.

pagina 6

il manifesto

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

INTERNAZIONALE
NELLA FOTO GRANDE PROTESTE CONTRO LE COLONIE E IL PREMIER NETANYAHU, A DESTRA IL BOIA DELLISIS LAPRESSE

Israele conta
di costruire migliaia
di nuove colonie
in Cisgiordania
e a Gerusalemme Est.
Il premier contro
l'accordo sul nucleare
iraniano al quale sta
lavorando
Washington

ISIS Altri rapimenti nel nord della Siria

un britannico
il boia del Califfo
Chiara Cruciati

Non si ferma la colata


di cemento di Netanyahu

INCENDIO A PORTA GIAFFA

Estremisti israeliani
tra i sospettati

Il 3 marzo parler al Congresso Usa. Obama non lo ricever


Michele Giorgio
GERUSALEMME

l governo israeliano, se riconfermato dal voto del 17 marzo, conta di


costruire in Cisgiordania 48 mila
dei 279 mila appartamenti previsti dai
progetti che tiene pronti nei cassetti.
Altre 15 mila unit abitative saranno
edificate nella zona araba (Est) di Gerusalemme, non certo per gli abitanti palestinesi. unimmensa colata di cemento in un territorio occupato, in
continuit con il 2014, lanno-record
in cui il governo israeliano ha lanciato
pi gare dappalto, nellultimo decennio, per espandere le colonie.
Con in tasca questo regalo del ministro delledilizia Uri Ariel, uno dei superfalchi del governo, il 3 marzo Netanyahu pronuncer il suo controverso discorso davanti al Congresso Usa. Il premier israeliano a Washington non punta solo a condannare la linea del dialogo con Tehran portata avanti da Obama. Lappuntamento che rischia di far
precipitare al punto pi basso le gi difficili relazioni tra il presidente americano e il primo ministro israeliano (quelle strategiche tra Usa e Israele restano
ben salde), servir a Netanyahu per rivolgersi allopinione pubblica israeliana. Anche a scopo elettorale, drammatizzer la minaccia iraniana (che due
anni fa lo stesso servizio segreto israeliano Mossad aveva fortemente ridimensionato, secondo gli Spycables)
per presentarsi come lunico garante
della sicurezza di Israele.
Per Netanyahu fondamentale tornare a casa da vincitore, come quello
che le ha cantate ad Obama a casa sua,
il leader dal pugno di ferro pronto ad
attaccare militarmente lIran sfidando
anche Washington. Il premier crede di
ottenere, in questo modo, i voti di quel
20% di israeliani ancora indecisi che
potrebbero dargli la vittoria alle legislative del 17 marzo. I sondaggi indicano
sempore un testa a testa tra il Likud, il
partito di Netanyahu, e Blocco sionista, lo schieramento centrista guidato
dal leader laburista Isaac Herzog. Il premier convinto di farcela ma sulla sua
strada apparsa lemergenza-casa sulla quale ora batte il suo principale rivale. Un rapporto presentato qualche
giorno fa dal Controllore dello Stato
(una sorta di Corte dei Conti), afferma
che da quando al potere, sei anni fa,
Netanyahu e i suoi ministri hanno fatto poco per soddisfare la richiesta di case, provocando cos il forte aumento
del costo delle abitazioni.
emerso quello che in verit era
chiaro a tutti: Netanyahu ha costruito
tanto per motivi ideologici, migliaia e
migliaia di case per coloni nei Territori
occupati e ben poco per i cittadini che
vivono in Israele. Netanyahu parla solo dellIran, tutti i giorni, mentre dovrebbe spiegare cosa intende fare per
dare pi case agli israeliani e far scendere il costo delle abitazioni. Se diven-

ter premier, per prima cosa mi occuper del problema-casa, ha promesso


ieri Herzog inserendo definitivamente
questo tema nella campagna elettorale. Tuttavia il leader di Blocco Sionista non ha detto che le case per decine di migliaia di famiglie lui le costruir tutte in Israele. E non ha mai annunciato di voler sospendere la colonizzazione.
Qualche giorno fa ha spiegato che
dar altre case solo ai coloni che vivono nelle maggiori concentrazioni di insediamenti israeliani in Cisgiordania,
ossia in quella Area C del territorio
palestinese che qualsiasi governo, di
centrodestra o di centrosinistra, pensa
di annettere tutta o in parte a Israele.
Per ora procede la colonizzazione ordinaria, comunque da record. Secondo uno studio dellassociazione Peace
Now, i bandi per le nuove costruzioni
sono triplicati dal 2013 rispetto al precedente governo, sempre guidato da
Netanyahu. Sono state fatte 4.485 gare
dappalto nel 2014 e 3.710 nel 2013
(2007 erano state meno di 900). Lincremento demografico annuale dei colo-

ni di circa il 5,5%, contro l1,7% degli


altri israeliani.
A nulla sono servite le condanne statunitensi degli ultimi progetti israeliani di colonizzazione. Hanno solo confermato la tensione quasi esplosiva
che c tra Obama e il premier israeliano. Il discorso al Congresso non pochi parlamentari democratici, snobbati da Netanyahu che non li incontrer,
hanno annunciato che non saranno
presenti in aula ha avvelenato il clima, spingendo una convinta sostenitrice di Israele, il Consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice, a definire,
in unintervista, larrivo negli States del
primo ministro una mossa infelice e
distruttiva per il tessuto delle relazioni tra Usa e Israele.
Una stoccata al premier arrivata
dal Segretario di stato Kerry che ha
condannato le dichiarazioni, a suo dire poco informate, di Netanyahu sul
contenuto dei colloqui con lIran. Obama ha fatto sapere che non ricever
Netanyahu e si comporter allo stesso
modo il suo vice Joe Biden. Kerry invece il giorno del discorso sar allestero.

Tutti gli indizi relativi allincendio doloso che ieri allalba ha


danneggiato un seminario
greco ortodosso alla Porta di
Giaffa, nella citt vecchia di
Gerusalemme, portano ai
gruppi estremisti israeliani
del cosiddetto Price Tag, il
prezzo da pagare. Sui muri
del seminario sono state rinvenute scritte oltraggiose come Ges un figlio di puttana, e lo slogan Redenzione
per Sion ritrovato anche sui
muri esterni della moschea
del villaggio palestinese di
Jabaa (Betlemme),data alle
fiamme due giorni fa da sconosciuti. In questi ultimi anni, numerosi attacchi Price
Tag sono stati compiuti contro moschee, chiese e persino autoveicoli dellesercito
israeliano, accusato dai coloni di avere la mano morbida nei confronti dei palestinesi. Raid sono stati compiuti in Galilea contro siti religiosi cristiani, prima della visita
di Papa Francesco. A novembre il gruppo di estrema destra Lehava ha dato alle
fiamme le aule della scuola
Hand in Hand di Gerusalemme, dove ragazzi ebrei e
palestinesi studiano insieme.

EST EUROPA Nei Paesi Baltici, al confine russo, manovre Usa e Nato

Armi allUcraina: i governi di Praga


e Bratislava dicono con forza no
Jakub Hornacek
PRAGA

opo la decisione della


scorsa settimana del governo ceco di vietare le
esportazioni di materiale militare in Ucraina, il fronte dei Paesi
dellEst si spacca definitivamente. Sulla stessa linea donda anche il governo slovacco.
Ad avere uninfluenza preponderante sulla decisione dei due
esecutivi sono stati i partiti socialdemocratici locali. Primo a
esprimersi decisamente e con
grande chiarezza stato il premier slovacco Robert Fico, che
guida un governo monocolore
socialdemocratico. AllUcraina
possiamo offrire le nostre esperienze nel processo di trasformazione sociale e politica, ma non
le armi. Al conflitto non esistono
soluzioni militari ha dichiarato
il premier slovacco.
Posizione pi dibattuta invece
nel governo ceco, anche perch
sorretto da una coalizione tra i
socialdemocratici, il movimento
del miliardario Andrej Babis Ano
2011 e i popolari di Kdu-Csl, da
sempre su posizioni filo-atlanti-

che. A inizio febbraio si era opposto allinvio di armi il Comitato


centrale del partito approvando
una mozione proposta dal ministro degli esteri Lubomir Zaoralek.
La priorit del momento la
piena attuazione dei piani di
Minsk, il cui fallimento aprirebbe una spirale di escalation sul
piano militare e di altre sanzioni
economiche ha sottolineato in-

vece il premier socialdemocratico Bohuslav Sobotka Dare armi allUcraina sarebbe una scelta infelice.
La posizione del governo ceco
stata per offuscata da una serie di articoli pubblicati negli ultimi giorni dal maggior quotidiano del Paese Mlada fronta Dnes,
di propriet del vicepremier Andrej Babis. Le inchieste del giornale hanno messo in luce il viva-

KIEV Inizia il ritiro delle armi pesanti dal fronte


L'Ucraina accetta l'inizio del ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte in
seguito alla riduzione delle ostilit per il secondo giorno consecutivo.
Ci stiamo avvicinando alle condizioni necessarie all'avvio dell'attuazione
del secondo punto previsto dagli accordi di Minsk, ha detto il portavoce del
consiglio di sicurezza nazionale ucraino Andriy Lysenko, rendendo noto che
anche nelle ultime 24 ore, cos come in quelle precedenti, nessun militare
rimasto ucciso nell'est. L'ordine per l'avvio del ritiro - nella prima mattinata
di ieri, non era stato ancora impartito, ha precisato. Il cessate il fuoco nel
Donbass fragile, ma per lo pi rispettato, ha detto Dacic, presidente in
carica dell'Osce parlando alla commissione Helsinki del Congresso Americano a Washington. Si parla ancora di gas. La Commissione Ue ha fissato un
incontro trilaterale luned a Bruxelles con Ucraina e Russia per risolvere la
disputa sul gas. Lo ha annunciato la portavoce del vicepresidente dell'esecutivo Ue Maros Sefcovic, che fa da mediatore tra Kiev e Mosca. Ora aspettiamo la conferma da entrambe le parti, ha per precisato la portavoce.

ihadi John ha solo 26 anni.


Cos era stato ribattezzato
dai media internazionali il
boia dellIsis, il frontman dei video delle esecuzioni spedite
nel mondo via web. A identificarlo sono stati i servizi segreti
inglesi: si tratterebbe di
Mohammed Emwazi, cittadino britannico, nato in Kuwait
ma cresciutoa Londra, a Lancefield Street, quartiere a maggioranza musulmana, case popolari, gang e traffico di droga.
Di nuovo un foreign fighter,
un combattente straniero, a riprova di dove il califfato va a pescare, tra i giovani musulmani
europei spesso marginalizzati
economicamente e socialmente
nelvecchiocontinente,orecchio
pronteperle sireneislamiste:secondo lintelligence Emwazi,
unalaureaininformaticaallUniversit di Westminster, sarebbe
arrivato in Siria nel 2012.
Luomo che giustizi il primo ostaggio Usa, James Foley,
e poi Sotloff, Haines, Henning,
Kassig e i giapponesi Yukawa e
Goto, fu arrestato nel 2009 in
Tanzania durante una vacanza: detenuto e poi deportato in
Gran Bretagna, fu accusato dai
servizi segreti di Sua Maest di
voler entrare illegalmente in Somalia per unirsi ai qaedisti di
al-Shabab. Gli ufficiali tentarono poi di reclutarlo come informatore. Emwazi rifiut, si avvicin a gruppi islamisti estremisti e qualche tempo dopo si trasform in Jihadi John.Lintelligence britannica sistematicamente impegnata nel vessare
giovani musulmani, rende loro
la vita impossibile e li lascia senza supporto legale a cui appog-

ce traffico darmi tra alcune


aziende ceche e il governo ucraino. Una di esse, la CZ Hemenex,
ha mandato unultima partita di
armamenti proprio a fine anno.
Subito in conflitto aperto con il
governo ceco. Il Ministero
dellIndustria e del Commercio
ha per fatto sapere, che le licenze per la vendita delle armi sono
state sospese a partire da met
febbraio.
Il traffico darmi imbarazzante per lesecutivo di Bohuslav Sobotka anche perch sembra violare lindirizzo espresso dal Consiglio Europea in febbraio 2014,
che invitava i stati membri a
non fornire allUcraina materiale, che potesse servire alla represne interna. Nel 2013 sono state concesse licenze per le esportazioni di materiale militare verso lUcraina per un valore complessivo di 111 milioni di corone,s,o mentre nel 2014 sono state date licenze per le esportazioni di un valore complessivo di soli otto milioni di corone si difende il Ministero.
Con queste decisioni il governo ceco e quello slovacco vanno
in controtendenza rispetto alla
posizione della Polonia e dei Paesi baltici, che sono per la fornitura di armi allesercito ucraino.
Raggiunge quindi lapice la rottura emersa gi nel 2009, quando
gli Stati Uniti rinunciarono alla
costruzione delle basi missilistiche - lo Scudo antimissile - in Repubblica Ceca e in Polonia.
A Praga la decisione fu presa

giarsi, spiega Asim Qureshi,


direttore di Cage, organizzazione britannica per i diritti umani. Qureshi incontr il giovane
nel 2009, ancora sotto choc
per il trattamento subito nei
mesi precedenti. Avevo un lavoro l e stavo per sposarmi
scriveva in una mail Emwazi a
Qureshi nel 2010, dopo che gli
era stato impedito di trasferirsi in Kuwait Ma ora mi sento
come prigioniero a Londra.
Una persona controllata dai
servizi segreti, che mi impediscono di vivere la mia vita nel
mio paese natale.
Mentre il mondo veniva a conoscenza della vera identit di
Jihadi John, raid Usa colpivano
le postazioni Isis a nord della Siria dove nei giorni scorsi i miliziani hanno rapito centinaia di
assiri cristiani. Luned, a poche
ore dal sequestro, si parlava di
90 rapiti, ma secondo il Consiglio Militare Siriaco, unit che
combatte con le Ypg kurde sarebbero 350-400. Quasi mille le
famiglie in fuga, 5mila i profughi. Secondo fonti locali, la vasta operazione la risposta islamista alle recenti sconfitte inflitte dai combattenti kurdi. Il possibile obiettivo uno scambio
di prigionieri: i civili assiri in
cambio degli islamisti detenuti
nelle carceri kurde.
C per anche chi vede nel
sequestro di massa un messaggio per la coalizione: secondo
fonti kurde, donne e bambini
saranno usati come scudi umani per impedire i raid Usa e
spiega Osama Edward, presidente dellassociazione per la
difesa degli assiri sarebbe
pronto un video per la coalizione: stop ai bombardamenti in
cambio della vita dei rapiti.

con sollievo, mentre per i polacchi preoccupati si trattava di un


chiaro segno di disimpegno
dellamministrazione Obama
dallarea. Da allora le politiche
estere dei due Paesi hanno faticato a trovare qualche convergenza.
Questa divaricazione non sfugge alle opposizioni conservatrici, che accusano il governo di appeasement. Il governo sta portando il Paese verso delle posi-

Repubblica ceca,
stop allexport
militare per Kiev:
nel 2013, 110
milioni di corone
zioni pi improntate alla neutralit di tipo austriaco nota allarmato il parlamentare del partito
conservatore Top 09 Marek Zenisek Al contrario in Polonia prevale una posizione filoatlantica,
e non ci si chiede se si debba stare dalla parte dellOccidente o
dellOriente.
Posizioni manichee prevalgono anche nel dibattito pubblico,
dove sono sempre pi frequenti
gli scontri tra i sostenitori di una
linea pro-ucraina e quelli pro Putin. Nel dibattito la societ ceca
appare - vista da entrambi i fronti - sempre pi attraversata dai
fantasmi del passato e dalla volont di dar vita a una vera e propria Guerra fredda delle idee.

Sbilanciamo l'Europa
VENERD 27 FEBBRAIO 2015 WWW.SBILANCIAMOCI.INFO - N55

SUPPLEMENTO AL NUMERO ODIERNO

Ottanta miliardari in tutto il mondo detengono le risorse di 3,5 miliardi di persone. La loro
ricchezza cresciuta del 50 per cento tra il 2010 e il 2014. Cosmopoliti, provinciali, senza
responsabilit. Perch la crisi economica stata unopportunit per pochi. A discapito dei pi

er i classici, la tirannia era il solo vero rischio anti-democratico, nella forma individuale o di piccoli gruppi (di oligarchi). La licenza e lingordigia per il potere erano le
passioni a rischio di sovvertire lordine, spesso con il sostegno
del pi poveri, mesmerizzati dai demagoghi. Lo scenario che
ci possiamo attendere oggi diverso: non masse anarchiche e
in ebollizione, non guerrieri e oligarchi di ceto; ma masse di individui isolati negli stati-nazione e oligarchi della finanza nei
villaggi globali. Una societ divisa tra subalterni dentro i confini statali e plutocrati dentro i confini del loro potere globale.
Alla base, una convergenza di tutti i poteri che originariamente operavano separatamente, secondo il modello liberale

Nadia Urbinati
classico: il potere economico, quello religioso e quello politico. Sheldon Wolin ha chiamato questa nuova societ un totalitarismo invertito, nel quale pubblico e privato diventano
simbiotici e perdono la loro specifica distintivit. Invertito
non significa che una sfera prende il posto dellaltra (come col
patrimonialismo). Significa che luna e laltra sono in un rapporto di integrazione totale (come la scuola statale e quella privata parificata che sono dette appartenere a un sistema pubblico integrato). Convergono e danno luogo a qualche cosa di

nuovo, una incorporazione di forme che erano separate. E


questo spiega il lamento per il declino dei corpi intermedi:
una societ totalizzante.
Mentre alle origini della modernit, leconomia di mercato
aveva promosso decentralizzazione e frantumato i monopoli
(Adam Smith) stimolando la libert economica e indirettamente lespansione dei diritti, civili e politici, nella nostra societ
assistiamo a un processo molto diverso. Qui, imprenditori e capitalisti finanziari alimentano il loro potere nella misura in cui
cancellano la decentralizzazione e creano una societ organica e incorporata, sia a livello nazionale che internazionale.
CONTINUA |PAGINA II

La rilettura

Corsi e ricorsi
Pertanto si pu dire con maggior
ragione che si ha democrazia quando i liberi governano, oligarchia
quando governano i ricchi, ma accade che gli uni siano molti e gli altri pochi, perch i liberi sono molti
e i ricchi pochi (Aristotele, Politica, IV, 1290). Cos ci sono pure state parecchie costituzioni oligarchiche, che sembrano avere qualche
somiglianza con quelle aristocratiche, nonostante siano lontanissime tra loro (Polibio, Storie, VI, 3).

Questo il cerchio nel quale girando tutte le republiche si sono governate e si governano: ma rade volte
ritornano ne governi medesimi;
perch quasi nessuna republica
pu essere di tanta vita, che possa
passare molte volte per queste mutazioni, e rimanere in piede (Machiavelli, Discorsi, I, 2).
Quando un secolo fa ci si riferiva
alle oligarchie si pensava a gruppi ristretti apicali nelle istituzioni politiche. Oggi invece ci si rife-

Carlo Donolo

risce in primo luogo a gruppi ristretti di ricchi e super-ricchi e in


seconda battuta a lite tecnocratiche, dominanti nei gangli decisionali dei processi politici, amministrativi e imprenditoriali. Tra i
ricchi la componente finanziaria
particolarmente eminente, nelle tecnocrazie prevale la componente gestionale, malgrado il peso crescente di minoranze di competenti tecnici, essenziali per il
controllo delle grandi strutture re-

ticolari del nostro tempo.


Ci che colpisce di questi gruppi
ristretti lestremo oligopolio sia
del denaro che del potere politico. In questi gruppi sono concentrarti grandi poteri di disposizione sia per leconomia che per la
politica. Essi sono entrenched, corazzati, in quanto sono in grado
di difendere questo processo di accumulazione (anche simbolica)
da ogni interferenza.

CONTINUA |PAGINA II

Democrazia
per pochi
Duccio Zola

ossiamo avere una democrazia oppure una ricchezza concentrata in poche mani, ma
non possiamo avere entrambe le cose.
Non c davvero momento migliore di
quello attuale per rispolverare la fulminante battuta formulata nel lontano
1941 da Louis Brandeis, avvocato progressista e giudice della Corte Suprema
statunitense. A tal proposito, soltanto
un paio di dati tratti da un recente rapporto di Oxfam e riportati su queste colonne nel numero del 17 febbraio scorso: nel 2014 l1% pi ricco del globo ha
posseduto il 48% dellintera ricchezza
mondiale, mentre all80% pi povero
ne toccata appena il 5,5%. Gli 80 miliardari in testa alla classifica di Forbes
detengono oggi una ricchezza pari a
quella di 3,5 miliardi di persone, la met della popolazione pi povera del pianeta. La crisi economica stata la migliore alleata di questi personaggi, se
vero che tra il 2010 e il 2014 la loro ricchezza cresciuta del 50%, 600 miliardi
di dollari. Le cose vanno alla grande anche per i super-ricchi di casa nostra, come mostra un altro studio de la Repubblica su dati di Banca dItalia. Nel 2008,
agli albori della crisi, i 18 milioni di italiani pi poveri avevano il doppio del
patrimonio complessivo delle 10 famiglie pi ricche (114 contro 58 miliardi di
euro). Nel 2013, in soli cinque anni, arrivato il sorpasso delle seconde sui primi (98 contro 96 miliardi).
Cifre e tendenze che parlano da sole,
sufficienti a suggerire limmagine di
una mutazione oligarchica della democrazia, un processo caratterizzato da
forme sempre pi pervasive e sistematiche di influenza e controllo sulla vita
pubblica da parte dei detentori di grandi patrimoni. Allinsegna di una parola
dordine che li mette tutti daccordo:
wealth defense, protezione della ricchezza. Gli oligarchi di oggi hanno in effetti
ben poco da spartire e ben poco vogliono spartire con il resto della societ; molto pi dei loro nonni e padri, manifestano una vocazione secessionista.
Vivono in quartieri esclusivi e protetti,
si formano in scuole e universit elitarie, condividono luoghi di vacanza e
consulenti ed esperti che curano i loro
interessi, sincontrano e accordano in
occasione di eventi dedicati in patria e
allestero, stabiliscono residenze e attivit imprenditoriali dove pagano meno
tasse. I loro figli, i rich kids, affollano palinsesti e copertine e sfoggiano sui social network il lusso pi sfrenato.
Provinciali cosmopoliti, non sono
portati a riconoscere vincoli e responsabilit nei confronti di chi non appartiene alle loro cerchie n a contribuire al
benessere collettivo in proporzione alla
loro ricchezza. Non amano il welfare e i
servizi pubblici perch non ne hanno
bisogno. Amano per proteggere i propri patrimoni: rappresentati da potenti
lobby, finanziano campagne elettorali a
destra e sinistra e coltivano rapporti privilegiati con i pi alti esponenti politici
e istituzionali. E presidiano in forze gli
snodi cruciali della legislazione dalla
politica fiscale interna a quella economica internazionale assicurandosi
che vengano respinte le potenziali minacce alla loro ricchezza e ai loro investimenti, siano esse imposizioni fiscali
progressive, limiti alle speculazioni finanziarie o accordi commerciali sfavorevoli per multinazionali e grandi investitori.
Nel 1995 Christopher Lasch scrisse:
La difficolt di porre dei limiti al potere della ricchezza fa capire che la ricchezza stessa che deve essere limitata.
Quando il denaro parla, tutti sono costretti ad ascoltare. Per questo una societ democratica non pu permettere
unaccumulazione illimitata. Si pu
forse dargli torto?

VENERD 27 FEBBRAIO 2015


SBILANCIAMO L'EUROPA
N55 - PAGINA II

La marcia
dei ricchi
Una societ divisa tra subalterni dentro lo Stato
e plutocrati nei confini del loro potere globale
DALLA PRIMA
Nadia Urbinati

i tratta di un ritorno al monopolio, non pi nella forma di


un bisogno tirannico di accumulo, come nel passato, ma nella
forma organizzata da norme e abiti comportamentali che generano
una classe di ricchi globali; una societ a s stante di persone che stilano tra loro contratti matrimoniali, che non hanno nazione e vivono
nelle stesse citt e negli stessi grattacieli. Che si monitorano a vicenda, cercando di captare i mutamenti di fortuna. E creano istituzioni internazionali loro proprie con
le quali determinare la vita degli
stati, ovvero della classe dei senza-potere, che vivono dentro gli
stati e se varcano i confini lo fanno
per emigrare andando a rioccupare la stessa classe nel nuovo paese;
una classe di milioni di disaggregati, illusi di essere liberi perch parte di social network.
Questa lettura mostra la traiettoria della modernit dallindividualismo allolismo, da una societ che
riposava sul conflitto tra eroi individuali o di casato, e poi tra le classi
organizzate in partiti, a una societ

che un vero corpo omogeneo e


unitario, sia negli strati bassi che in
quelli alti. E se e quando i conflitti
esplodono, si tratta di eventi periferici (alcune fasce di precariato, questa o quella regione contro il centro, ecc.) che non cambiano il carattere dellordine globale e non
ne incrinano lorganicit.
A provarlo basta pensare a questo: molte delle strategie sviluppate nella societ moderna per rendere possibile la resistenza individuale a questa logica olistica stanno
producendo leffetto opposto. Per
esempio, i partiti di sinistra del ventesimo secolo avevano lo scopo di
rivendicare i diritti dei molti contro labuso del potere dei pochi potenti; e usavano la sola arma che i
deboli hanno da sempre: lalleanza, lunione, lintegrazione delle
forze sparse. In questo modo riuscivano a resistere alloligarchia industriale.
Ma il risultato, che sta sotto i nostri occhi, molto diverso dalle
aspettative o dalle intenzioni originarie: i partiti che si nominano di
sinistra operano contro i diritti sociali e la dignit politica delle moltitudini mentre svolgono il ruolo di
convincere i senza-potere che quel
che occorre fare assecondare la
logica del sistema, quindi lavorare

Il Belpaese a misura
di pochi facoltosi
Imposte sui redditi diminuite, via laliquota Iva sui beni
di lusso. Dal fisco alla sanit, dalluniversit ai trasporti:
le riforme e le norme che avvantaggiano chi ha di pi

Leopoldo Nascia

Italia diventato il paese


ideale per una ristretta
cerchia di persone capaci
di concentrare il potere economico e quello politico nelle proprie
mani. Come ricorda lOcse, la mobilit fra le classi sociali ingessata da anni e sono sempre maggiori le diseguaglianze. Negli anni
limposta sui redditi ha ridotto la
sua capacit di prelievo sui redditi
milionari: laliquota massima dal
72% del 1980 scesa fino a raggiungere il 43% nel 2006, avvantag-

giando i detentori di redditi molto


elevati. Dal 2010 gli introiti per affitti, in precedenza tassati secondo laliquota marginale, dispongono di un regime di favore, con
unaliquota massima del 21% e
un grandissimo beneficio per i
grandi proprietari fondiari.
LIva, grazie anche allarmonizzazione europea, non prevede pi
unaliquota al 38% sui beni di lusso: oggi questultima la stessa
per una pelliccia o una fuoriserie
e per una matita. Le imposte sul
capital gain, pari al 12,5% fino a
due anni fa, sono ancora al di sot-

to della media europea, a tutto


vantaggio dei grandi patrimoni
mobiliari. Le riforme delle imposte di successione hanno suggellato la difesa della ricchezza fra le generazioni appartenenti alle cerchie dei facoltosi, grazie a franchigie molto pi alte che in passato.
Tutto questo mentre il resto del
paese deve fronteggiare una ridotta accessibilit ai servizi pubblici,
sempre pi legata a requisiti di
reddito assai stringenti. Il mercato
di luce, acqua e gas ha visto scomparire nel tempo le fasce protette
a favore di unofferta volta ad avvantaggiare chi consuma di pi. I
trasporti pubblici non sono da meno, con lintroduzione dellAlta velocit a discapito delle reti locali:
servizi premium al posto di quelli
di base. Nella sanit pubblica, un
tempo gratuita per tutti, con lintroduzione dei primi ticket nel
1989 si avviato un percorso che
sfociato in tariffe spesso pi alte
di quelle della sanit privata. Anche luniversit pubblica ha subto rincari continui (+75% solo
nel periodo 2009-2014) e le sue rette sono adesso tra le pi alte in Europa. Tutto il contrario della Germania, che le ha abolite. Il volto
compassionevole dei ricchi si concretizza nei diritti di tutti trasformati in carit spicciola, come con
la social card o le elargizioni elettorali degli 80 euro.
Le classi pi ricche hanno approfittato e tratto vantaggio dalla
crisi: a differenza dei meno abbienti, per loro investimenti e possibilit per proteggere redditi e patrimoni si trovano sempre. Quello
che manca il soggetto politico capace di affermare soprattutto oggi il principio secondo cui a chi
ha di pi si dovrebbe chiedere di
pi, e a chi ha di meno si dovrebbe offrire di pi.

nel rischio e senza diritti e procurarsi una formazione funzionale alla loro oggettiva precariet. La favola del merito il nucleo di questa
ideologia della subalternit.
La convergenza delle forze nel
campo sociale e in quello economico ha vinto sulle resistenze e come esito abbiamo una massa di
senza-potere senza organizzazioni di resistenza. A questo punto resta ai deboli il populismo, che ripropone il vecchio mito collettivo
del vox populi vox dei, salvo usarlo, come facevano gli antichi demagoghi, per attuare un cambio
di leadership che non cambia la
condizione dei molti. ipocrita
gridare allo scandalo contro il populismo, che non il fenomeno
scatenante ma il sintomo, retto
sullillusione data ai senza-potere
di mutare la loro sorte.

DALLA PRIMA
Carlo Donolo
Lo fanno esercitando direttamente il potere, condizionando i processi democratici (finanziamento della politica),
premendo come lobby, bloccando
qualsiasi regolazione loro avversa,
come si visto bene nella crisi attuale.
Le vecchie oligarchie elitarie erano caratterizzate da legittimazioni
di qualche tipo: cultura, carismi, tradizione, merito. Le attuali non ne
hanno e non ne hanno bisogno. Il
loro rapporto di dominio essenzialmente fattuale, alla lettera:
pre-dominio. Non partecipano al
discorso pubblico, ma operano per
voci intermedie (media o agenzie
di rating) o per alleanze interistituzionali (come pi frequente nel caso di oligarchie tecnocratiche). Si
raccolgono in parlamenti interni
fori privati a Davos e altrove, dove
predominano linformale, laccor-

Oligarchia,
corsi e ricorsi
Da Aristotele a Machiavelli, com
cambiata lidea del potere nelle mani
di pochi. Che oggi sono i pi facoltosi
do tacito, magari il contratto. Va sottolineata questa dimensione essenzialmente globale delle oligarchie,
perch solo tenendosi in tali reti allentate riducono i conflitti interni,
che pure esistono, e moltiplicano il
proprio peso decisionale (e anche
quello estrattivo di risorse).
Si parla di oligarchie come estrema concentrazione del denaro e
del potere al vertice in gruppi ristretti (ma in espansione numeri-

GLI ISTITUTI DEMOCRATICI SI SONO


DIMOSTRATI INCAPACI DI FAR FRONTE
ALLA GLOBAL OLIGARCHY INC,
CHE LI RENDE IRRILEVANTI

ca), denotati da unaltrettanta estrema indifferenza per le forme democratiche, che vengono localmente
tollerate come soluzione ancora
preferibile ad altri tipi di regimi. In
questi contesti, del resto, la politica
stata resa del tutto dipendente dalla finanza, almeno in occidente. Le
oligarchie in cui finanza e ricchezza
siano componenti prevalenti sono
plutonomie o plutocrazie: oggi sappiamo quanto possiedano e quindi
quanto pesino nei rapporti di forza
poche decine di persone.
Aristotele intende oligarchia come forma degenerata dellaristocrazia, come passaggio da unlite del
valore a un gruppo di estrattori di risorse, non democratico e non orientato al bene comune. Noi vediamo
invece loligarchia crescere dal seno stesso della democrazia, non
pi nel senso indicato dai teorici realisti di primo novecento (Mosca,
Michels, Pareto) come legge ferrea
e inesorabile, corretta magari dalla
circolazione delle lite, bens come
deperimento del processo democratico, usato direttamente per selezionare nuovi magnati e potentati.
Il carattere sempre pi naturalistico dei processi economici con i
loro imperativi sistemici, come la
crescente tecnicizzazione delle materie, aiuta questa spinta oligarchica segregando quelli capaci di
estrarre da quelli resi incapaci di pesare nelle decisioni. E lentropia tecnicistico-finanziaria della Ue molto
agevola questo processo anche a livello nazionale. Del resto la democrazia diventa sempre pi impotente quanto pi le oligarchie si sentono ben trincerate da istituti, regole
del gioco e privilegi continuamente
accordati. In questo contesto, gli
stessi istituti e processi democratici
si sono dimostrati fragili e incapaci
di correggere queste vistose devianze, e continuano a perdere rilevanza a fronte di Global Oligarchy Inc.

VENERD 27 FEBBRAIO 2015


SBILANCIAMO L'EUROPA
N55 - PAGINA III

I contropoteri
delle comunit
resistenti
Un salto negli Stati Uniti, alla riscoperta
delle pratiche anti-oligarchiche
del community organizing

Welfare, poteri forti


e democrazia debole
Trentanni di tagli al welfare e privatizzazioni
hanno polarizzato le disuguaglianze e silenziato
le istanze provenienti dalla societ
Ota de Leonardis

ellarco degli ultimi trentanni lindebolimento sistematico del welfare ha grandemente contribuito alla polarizzazione delle diseguaglianze. Questo
evidente e ben noto: basta pensare
allo smantellamento delle tutele
del lavoro e ai pesanti tagli della
spesa sociale. Meno evidente e

meno discusso quanto questo


smontaggio del welfare abbia contribuito allindebolimento della
democrazia.
Serve un piccolo esercizio di memoria, raccogliendo anche linvito
di Ken Loach in The Spirit of 45:
allindomani del secondo conflitto
mondiale ovvero avendo appreso
collettivamente dallesperienza di
trentanni di guerra in Europa, comprensiva dei totalitarismi e degli
stermini di massa che la costruzione del welfare assume il compito di
rifondare su basi un po pi solide
il regime democratico. Dotandolo
cio di protezioni sociali fondate su
garanzie di diritto, che estendessero potenzialmente a tutti la partecipazione al gioco sociale. Il welfare
ha istituito supporti per la risalita
in generalit delle istanze dal basso, per la rappresentanza politica,
dando forza al diritto politico di voce e di partecipazione ai processi di
governo alla base per lappunto di
un regime democratico.
Il welfare state ha redistribuito poteri, non soltanto beni. Di questo si
trattato e si tratta. Lo smontaggio
del welfare che continua: con lausterit, le riforme, i vincoli di bilancio alimenta i processi di polarizzazione non soltanto in termini di
beni ma anche di poteri; e come tale incide sullarchitettura della democrazia. Vediamo dunque qualche passaggio di questa polarizzazione, per punti, e a titolo di promemoria.
Del welfare sono indeboliti i supporti per la risalita in generalit, i
collettivi di parola: la disarticolazione dei collettivi che mediavano
lappartenenza e il riconoscimento pi evidente nel mondo del lavoro a seguire la cosiddetta individualizzazione e la derubricazione dei cittadini a clienti o consumatori atomizzati, e soli, di servizi
riconfigurati come aziende. Chi

pu permetterselo ha libert di
scelta. E poi le molte dinamiche divisive che attraversano il mondo
del welfare, tra queste la messa in
concorrenza generalizzata nella
lotta per il procacciamento di risorse che ha investito il mondo dei
servizi (e come al solito pesci grossi mangiano quelli piccoli); per
non parlare delle guerre tra poveri, del rancore e dellostilit diffusa
che ribollono nelle terre di nessuno lasciate dietro di s dal ritrarsi
del welfare (attorno alla casa, per
esempio).
Per contro troppo spesso i collettivi che prendono forma nel welfare magari allinsegna della partecipazione, magari tra benintenzionate associazioni e cooperative che
partecipano al bando della Fondazione XY sono aggregazioni strumentali pi che politiche, nel formato semmai di alleanze spartitorie, o lobbies, o reti di amici degli
amici. E poi le arene del welfare si
depoliticizzano, a seguito della loro
mercatizzazione non son pi luoghi per la voice. Oltre allapertura a
interessi privati e attori di mercato,
oltre al business sul sociale, sulla
logica stessa di funzionamento dei
sistemi di servizi nel loro insieme,
compresi quelli pubblici, che premono con forza parametri di mercato (lefficienza, la redditivit, i vincoli di bilancio). Del resto, sono i
mercati a imporcelo. Altrettanto, la
privatizzazione ha alimentato il privatismo, lidea che beni e servizi di
welfare rispondano a questioni private, da regolarsi tra domanda e offerta: non beni comuni, non propriet sociale. Del resto ormai senso comune che con le tasse si paghino servizi.
Per non parlare degli effetti devastanti del discorso meritocratico.
Nei mondi sociali questo discorso
moralistico ha moltiplicato linee di
frattura tra chi merita e chi no
generalizzando una postura del giudizio e della messa alla prova, dei
premi e delle punizioni, che preme
verso il basso ma che grava su tutti.
Allinsegna della valutazione si generalizza lassoggettamento allimperativo della performance, che
coinvolge tutti: tutti partecipano,
ma in una forma opposta alla partecipazione politica, ai collettivi di parola, poich gli obiettivi sono gi dati, e di solito in cifre. Dalla prospettiva del welfare: quando le voci dal
basso sono neutralizzate, si produce una polarizzazione delle diseguaglianze di potere che svuota la democrazia.

QUANDO LE VOCI DAL BASSO SONO NEUTRALIZZATE,


SI PRODUCE UNA POLARIZZAZIONE DELLE DISEGUAGLIANZE
DI POTERE. E SPESSO I COLLETTIVI CHE PRENDONO FORMA SONO
FAGOCITATI DA LOGICHE DI MERCATO: IL BUSINESS DEL SOCIALE

form Now (sciolta nel 2010) fino alle organizzazioni sindacali impegnate nella
sindacalizzazione di settori ad alta inegli Stati Uniti, dove le oligartensit di manodopera il terziario arrechie hanno da sempre mostrato
trato dove si concentrano i migranti, e
il volto pi moderno e sofisticain particolare i migranti latinos quali
to, la sfida al loro strapotere ha ispirato
la Service Employees International
lo sviluppo di correnti democratiche raUnion, passando per gli esperimenti
dicali il cui fine principale stato quello
di sindacalismo territoriale portati
della ridistribuzione sociale del potere.
avanti da coalizioni innovative quali la
La principale tra queste correnti senLos Angeles Alliance for a New Ecoza dubbio quella del community organinomy, il patrimonio di tecniche e stili
zing. Fondato da un sociologo allievo di
e organizzativi ereditato dal communiClifford Shaw nella Chicago degli anni
ty organizing ha vissuto una nuova pro30, Saul Alinsky, si tratta di un metodo
mettente fioritura.
finalizzato alla creazione di forme di sinLeredit principale di questa tradidacalismo di comunit dispirazione sozione anti-oligarchica consiste innanzilidale che si mobilita, attraverso la costitutto nella capacit di ridare vita a cotuzione di organizzazioni formalmente
munit powerless. Ed questa la ragiostrutturate, su obiettivi specifici e di amne della sua recente scoperta europea,
piezza relativamente limitata.
che dallInghilterra si propagata a
Nello storico distretto proletario del
Francia, Germania e anche Italia: si rimeatpacking nella Chicago degli anni
cerca unispirazione pragmatica, per
trenta, Alinsky (il cui capolavoro, Reveilsperimentare nuovi inneschi organizzale for Radicals, in uscita in traduzione
tivi della mobilitazione. I motivi di queitaliana per le Edizioni
sta riscoperta sono didellasino, a cura di chi
versi e tutti fondati: la
Negli Usa
scrive) era stato protacrisi gravissima dei pagonista di uno dei pi
radigmi culturali e orgail sindacalismo
straordinari esempi di
nizzativi dellazione sodi comunit
sindacalizzazione e cociale legati alla tradiziostruzione comunitaria
ne socialista e lappa cresciuto molto
della storia americana.
rente irriformabilit di
negli ultimi anni
Al centro della sua ricetmolti dei loro stanchi
ta vi era lidea che lazioeredi; il farsi strada di
ne politica e sociale democratica dovesuninterpretazione della democrazia
se avere come fine fondamentale la coproattiva e volontarista, fatta dinvestistruzione del potere fra i deboli e gli
menti strategici su soggetti e discorsi
esclusi. Tutto ci sulla base della perceper mezzo di organizzazioni progettuazione che dei propri interessi avevano
li, adatte a una vita sociale turbolenta e
le stesse popolazioni mobilitate, del
in costante cambiamento, in cui le strutcoinvolgimento del territorio in tutte le
ture di potere sono viscose ma non sosue forme, della tessitura di coalizioni
no date una volta per tutte.
sociali larghe e in una certa misura inuCon il community organizing si accetsuali. E puntando infine sulla laboriosa
ta il piano della democrazia deliberaticostruzione di leadership naturali e inva prendendo sul serio nello stesso temdigene che fossero espressione diretta
po i suoi limiti, a partire dalle differenze
dei gruppi mobilitati.
nellaccesso alle risorse cognitive e culDagli anni trenta in avanti, la tradizioturali che sono indispensabili alla partene del community organizing ha animacipazione alle diverse arene pubbliche:
to decenni di battaglie progressiste nel
si punta cos a redistribuire il potere e il
paese dal movimento per i diritti civili
sapere. Ricostruire questo capitale colai movimenti per i diritti di welfare
lettivo con logiche e pratiche organizper poi dare un contributo fondamentazative che permettano di conservarlo
le, sulla soglia degli anni novanta, alla ri precondizione per il controbilanciavitalizzazione del movimento sindacale
mento del potere oligarchico e di rendie del progressismo americano. Dalle
ta. Il community organizing ricorda agli
grandi organizzazioni impegnate nelle
organizzabili che il potere per quanto
campagne di massa per la registrazione
sfuggente, complesso, articolato in dial voto delle minoranze quali lAssociamensioni multilivello un gioco a
tion of Community Organization for Resomma zero: o si vince o si perde.

Alessandro Coppola, Mattia Diletti

VENERD 27 FEBBRAIO 2015


SBILANCIAMO L'EUROPA
N55 - PAGINA IV

La macchina del consenso


al servizio dei potenti
Ieri cera la propaganda, oggi ci sono le spinte gentili
con le quali gli architetti delle decisioni ci indirizzano
nel prendere le decisioni giuste per chi comanda

Lelio Demichelis

ligarchia. Ma anche lite,


aristocrazia, tecnocrazia.
Concetti ovviamente diversi ma molto simili negli effetti che producono contro la democrazia. Ma sempre pi con il
nostro consenso. Dalla Repubblica dei filosofi di Platone alle
tecnocrazie europee al governo
autoreferenziale di Renzi passando per le analisi di Mosca, Pareto, Michels, Wright Mills, Lasch e arrivando a Canfora e Zagrebelsky questa sembra purtroppo la legge ferrea del potere.
Perch anche loligarchia ha
una propria macchina del con-

senso per s. Efficientissima.


Collaudata per secoli. Si veste di
egemonia e di dominio. Indossa
spesso una maschera democratica o si declina virtuosamente in
classe dirigente o in neoborghesia. Si legittima incessantemente e agisce attraverso una sorta
di foucaultiana microfisica di poteri e saperi oligarchici. Ed biopotere.
Scriveva nel 1928 Edward Bernays (nipote di Freud e consulente di governi e di grandi imprese, grande teorizzatore e produttore di propaganda) che la
manipolazione consapevole e intelligente delle opinioni e delle
abitudini della gente ha un ruo-

lo importante e necessario soprattutto in una democrazia,


per dare ordine al caos. E cos i
cittadini sono in gran parte governati da uomini di cui ignorano tutto, ma in grado di plasmare la mentalit collettiva e il senso comune, orientare i gusti, suggerire cosa pensare. Perch se
tutti volessero confrontare i
prezzi e studiare la composizione delle saponette e dei tessuti
che usano e del pane che mangiano, la vita economica ne sarebbe paralizzata. E per evitare
di inceppare la macchina economica che deve funzionare a
produttivit e profitto crescenti
la societ accetta di limitare le

Il fascino
dei soldi
Un breve viaggio nellarte per raccontare
i ricchi, la finanza, il capitalismo predatorio
Nicola Villa

he sia piaciuto o meno che abbia disgustato o esaltato bisogna ammettere che The Wolf of
Wall Street, ispirato alla vera vicenda di
un famoso broker, un lupo della finanza, sia stato un fenomeno di cultura di
massa che ha rimesso al centro dellinteresse popolare una fascinazione potente: quella per i ricchi. Il controverso film
di Martin Scorsese racconta una classe
ristretta di super-ricchi, ma non ricchi
qualsiasi: i padroni della finanza, una
minoranza di uomini che pu tutto e
pu di pi, che ha accesso allestremo
dei consumi, della droga e del sesso determinato dal denaro e dal potere da
questo derivato.
Difficile stabilire se questa attrazione
per loligarchia sia un ritorno o una novit nellimmaginario di film, libri o opere
di vario tipo. Non a caso proprio in questi giorni, e fino a marzo, sta andando in
scena al Piccolo di Milano la Lehman Trilogy, una saga famigliare in tre spettacoli
sulla nascita, lascesa e la caduta del famigerato colosso bancario e finanziario,
scritta da Stefano Massini e diretta da Luca Ronconi, a dimostrazione di due cose: che il teatro contemporaneo non
impermeabile alla cronaca e alla storia
recente e che si sta sprigionando, in qualche modo, la forza poetica della crisi finanziaria mondiale inaugurata proprio
dal fallimento della Lehman Brothers.
In questi ultimi anni a Hollywood la
crisi stata affrontata in diversi film in
alcuni confondendo, in altri spiegando
troppo didascalicamente. Pochi hanno

visto Margin Call di J. C. Chandor, ambientato in una notte prima della tempesta finanziaria tra gli uffici di una
grande banca americana, che lopera
pi efficace nel ritratto della nuova oligarchia odierna.
Nella letteratura contemporanea lo
scrittore statunitense che ha affrontato
con pi rigore il rapporto postmoderno
tra arte, denaro e societ stato senzaltro Don DeLillo che con Cosmopolis,

proprie scelte a quanto posto alla sua attenzione dalla propaganda, evitando di distrarsi inutilmente.
Ovvero, noi sempre intimoriti
dalla libert e dalla responsabilit (diceva Fromm; e Kant prima
di lui), cerchiamo qualcuno che
decida per noi. La macchina del
consenso per loligarchia comincia ancora una volta da una rinuncia alla libert e alla sovranit, tutti e ciascuno ponendosi in
uno stato di auto-minorit convinti dal potere (che insegna la
minorit) che non si pu sapere
tutto, n capire e quindi neppure decidere. Ieri la propaganda,
oggi si chiamano spinte gentili con cui gli architetti delle decisioni ci indirizzano nel prendere le decisioni giuste.
La macchina del consenso. E
quindi laccettazione del governo dei tecnici (loligarchia degli
economisti) come i soli che sanno e quindi che devono decidere per tutti; loligarchia degli
scienziati che vogliono imporci
gli ogm; lesclusione progressiva
della societ civile e del sindacato (un fastidio per loligarchia);
le retoriche insistite sulle classi
dirigenti da ricostruire; il dilagare delle forme di governance;
lindustria culturale in servizio
permanente effettivo anche in
rete; e soprattutto la legittimazione degli stati di eccezione come sublimazione e insieme normalizzazione delloligarchia.
Un tempo loligarchia si nascondeva; oggi si mette oscenamente in scena. Sia come perso-

ne che come apparati tecnici (la


forma tecnica delloligarchia).
Ma una storia e una pedagogia che sempre replica il modello del Grande Inquisitore di
Dostoevskij che comincia appunto da lontano ma che si rafforza con la modernit al crescere della complessit della societ e delleconomia: perch gi
Saint-Simon invocava una societ governata da scienziati e industriels e Comte una governata
da scienziati e tecnici; perch oligarchia erano i dirigenti secondo Taylor, i soli che conoscevano la one best way per produrre
in modo scientifico. Oligarchia
o lite manageriale (Casiccia). E

se la societ deve diventare mercato e lo stato unimpresa, ecco


che loligarchia come modello
di eccellenza e razionalit economica (e quindi politica, secondo
il neoliberismo che esclude ogni
democrazia economica) si trasferisce allo stato e gli imprenditori/oligarchi diventano eroi
dellimmaginario collettivo.
E la rete, che doveva essere libertaria e anarchica? Sempre
pi oligopolistica, ma loligopolio (anche) la continuazione
delloligarchia con altri mezzi.
Con i motori di ricerca diventati
oligarchia degli aggregatori di
conoscenza e le app la nuova oligarchia delle scelte.

incredibile ritratto di un predatore contemporaneo, un tecnocrate che ha in


mano i fili per muovere il mondo, senza
sapere dove condurlo nonostante ne conosca il funzionamento e speculi sulle
sue regole. Il romanzo di DeLillo pu essere letto come levoluzione di una sorta di narrativa di genere, che, immaginando un immediato futuro prossimo,
ci dice molto della nostra societ. Senza
scomodare i classici emblematici sullalba del capitalismo (basti pensare a Balzac, Dickens, Trollope), il rinnovato interesse per il racconto di una societ oligarchica nei romanzi si pu ritrovare,
curiosamente, nella letteratura di fantascienza sociale.
Dobbiamo a Philip K. Dick, in due romanzi visionari come La penultima verit e I simulacri, la creazione di mondi
apocalittici in cui una classe ristretta e
dominante mette in campo meccanismi di manipolazione delle coscienze
per mantenere lo status quo e i privilegi.
E Kurt Vonnegut, con la sua penna tragicomica e grottesca, ha raccontato lascesa delle corporation (Un pezzo da galera) e gli effetti di una societ positivista
e tecnocratica in cui il potere in mano
a un gruppo ristretto di ingegneri (Pia-

DA THE WOLF OF WALL STREET


ALLA LEHMAN TRILOGY, LA CRISI
ECONOMICA TRA IMMAGINI ICASTICHE
E RAPPRESENTAZIONI PROFETICHE
poi trasposto al cinema da Cronenberg,
ha raccontato unanti-odissea doggi
con protagonista un anti-ulisse multimilionario. Cosmopolis non solo un libro
che ha predetto il movimento Occupy
Wall Street, ambientato in una New
York sotto assedio per la visita del presidente, e non solamente una metafora
pessimista di una civilt morente rappresentata dalla limousine che attraversa la citt in un viaggio insensato per
portare il suo passeggero, il giovane miliardario Erik Packer, a tagliarsi i capelli
mentre controlla landamento dello yen
su cui ha investito ingenti somme.
Cosmopolis anche e soprattutto un

no meccanico).
Ma la descrizione degli aspetti pi inquietanti di una societ polarizzata e caratterizzata da uno stomaco sociale reazionario e risentito la classe media
forse quella ospitata in Condominio di
James Ballard, il pi surreale e sociale
degli scrittori di science fiction. In questo romanzo del 1975 simmagina che
la classe dominante risieda nei piani
pi alti di un megapalazzo, mentre in
quelli inferiori si assiste a una guerra di
tutti contro tutti per conquistarsi un angolo di paradiso, lass nel regno degli
oligarchi. Unimmagine profetica, quanto mai attuale.

ILLUSTRAZIONI DI JOHN HOLCROFT, WWW. JOHNHOLCROFT.COM

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

il manifesto

SI AGGIRA PER LEUROPA

pagina 7

NELLE FOTO PODEMOS IN PIAZZA, RAJOY E IGLESIAS. SOTTO LA MINISTRA ALBUQUERQUE LAPRESSE

SPAGNA Socialisti e popolari allattacco di Podemos. Izquierda Unida rischia limplosione

Campagna elettorale al via


con un occhio alla Grecia
Giuseppe Grosso
MADRID

fficialmente manca ancora


qualche mese ma, di fatto,
marted scorso, durante lannuale dibattito parlamentare sullo
stato della nazione, iniziata la
campagna elettorale per le politiche, che si annuncia aspra e concitata: in gioco non c solo il gover-

Il primo test il 22
marzo in Andalusia,
feudo socialista
presidiato
da Susana Daz
no, ma un intero sistema: il bipartitismo che ha segnato la storia politica della Spagna democratica, e che,
nonostante gli alterni splendori, ha
saputo traghettare la Spagna dalle
tenebre della dittatura alla modernit. I sondaggi sono impietosi (-24%
per il Pp e -10% per il Psoe rispetto
alle ultime politiche, dati Metroscopia a inizio mese) e tracciano la parabola discendente del duopolio
Pp/Psoe, in affanno nel tentativo si
non soccombere allondata di scontento dei cittadini.
Con queste le premesse, comprensibile listeria da fine impero
che ha segnato il dibattito parlamentare: colpi bassi ai limiti
dellinsulto, tra un Rajoy impegnato a tessere la favola della crescita
e della ripresa, e un Pedro Sanchez
senza nulla da perdere, allattacco
a testa bassa nel tentativo di salvare la sua leadership e la credibilit
del partito. Il premier avrebbe preferito toni pi moderati: una sorta
di tacito patto di non belligeranza
per evitare di soffiare sul fuoco
sempre vivo di Podemos, non (ancora) rappresentato in parlamento, eppure onnipresente nei riferimenti e nello scambio di battute
tra governo e opposizione. Il Pp, insomma, sarebbe disposto a una tregua elettorale, a un fronte comune
nel segno della continuit istituzionale pur di non favorire la formazione di Pablo Iglesias e Ciudadanos, un partito di centro guidato
da Albert Rivera, nato anchesso
sullonda dello scontento generale
e consolidatosi come opzione alternativa per gli elettori delusi del Pp;
i socialisti per hanno scelto di
marcare le distanze dal Pp, cercando cos di ricostruire unidentit di
sinistra che nei piani dovrebbe frenare il travaso di voti verso Podemos. Anche a costo di ribaltare il tavolo e rischiare una dolorosa

dbcle alle urne. Indicazioni in


merito arriveranno comunque dalle regionali: lAndalusia, feudo socialista presidiato da una delle personalit pi forti del partito, Susana Daz, sar un test chiave (fissato
per il 22 marzo); ma anche la regione di Madrid, alla quale, dopo aver
silurato Toms Gmez, il Psoe ha
candidato Angel Gabilondo, intellettuale vicino al partito (ma non
parte dellapparato), ex rettore
delluniversit Autonoma di Madrid ed ex ministro dellistruzione.
Podemos,prende nota e studia
le mosse degli avversari, con un occhio sullo scacchiere politico nazionale e laltro rivolto verso la Grecia:
le possibilit di governo della formazione nata dal 15M sono connesse
anche ai successi in chiave antitroika di Tsipras allaltro estremo
del mediterraneo. Non solo per una
questione politica, ma anche per
un effetto di galvanizzazione
dellelettorato: Podemos, che ha un
anno di vita, un partito senza pas-

sato, e la traiettoria di Syriza ne in


qualche modo il surrogato e il banco di prova. Se la cura di Tsipras sortir effetti positivi, il risultato di Podemos alle urne ne trarr beneficio;
in caso contrario, possibile che
molti potenziali elettori, tornino
nei ranghi del Psoe o di Izquierda
unida (Iu).
Sempre ammesso che Iu non
esca a brandelli dalle lotte intestine
e dal cambio di guardia alla segretaria, dove il giovane e promettente
Alberto Garzn, gi leader in pectore del partito, dovrebbe succedere a
Cayo Lara, dirigente della vecchia
guardia al termine del suo corso politico. Nella guerra interna, Madrid
il fronte pi caldo, come citt e come regione: Garzn favorevole a
unalleanza con Podemos a livello
locale, ma nella capitale, questipotesi di (auspicabile) convergenza
osteggiata dalla dirigenza locale del
partito. Un ostruzionismo riproposto anche su scala regionale, tanto
che Tania Snchez - fino a poco me-

no di un mese fa candidata di Iu alla Comunidad de Madrid e compagna di Pablo Iglesias - ha dovuto abbandonare il partito per creare una
lista di convergenza con Podemos
(Convocatoria por Madrid, presentata sabato scorso).
A livello nazionale le cose stanno
in maniera diversa. Localmente Podemos non ha radici salde e per le
comunali e le regionali del prossimo 24 maggio deve cercare lappoggio di forze esterne. Alle politiche,
invece, il partito dovrebbe avere lo
slancio sufficiente per correre da solo. Cos dicono i sondaggi; e cos
vorrebbe Iglesias, che non un
mistero - preferirebbe stare al comando da solo. Calcoli pi oculati
verranno comunque fatti allapprossimarsi delle politiche, anche valutando la direzione del vento greco.
Intanto laltro ieri Podemos ha
convocato il suo contro-dibattito
sullo stato della nazione, in cui Iglesias ha mostrato una volta di pi i
denti affiliatissimi al partito di go-

GOVERNO TSIPRAS

Deputati Syriza, s
allaccordo con Ue
Dopo una maratona parlamentare conclusasi a tarda serata, ieri mattina la maggioranza dei deputati del partito
greco Syriza (sinistra radicale) al governo ha dato il proprio sostegno all'accordo raggiunto nei giorni scorsi dal
premier Alexis Tsipras con
l'Eurogruppo per una proroga
di quattro mesi per il salvataggio del Paese. Nel corso della
riunione, che era cominciata
ieri mattina alle 10:45, i parlamentari sono stati informati
dal premier sul contenuto dei
negoziati condotti dal governo
con i partner. Tsipras, come
riferito dall'agenzia Ana-Mpa,
ha chiesto ai parlamentari del
suo partito di votare per alzata di mano sull'accordo con
l'Eurogruppo e la maggioranza si espressa a favore. Il
risultato dell'accordo dipender e sar giudicato dal modo
in cui lavoreremo come governo. Faremo in modo che l'esecutivo lavori in maniera rapida e governeremo sulla base
del mandato popolare che ci
stato dato, ha detto Tsipras al termine della riunione. Aspetteremo di vedere
ci che faranno i parlamenti
degli altri Paesi e poi formuleremo una proposta politica
nei due o tre giorni successivi, ha concluso.

PORTOGALLO Nella trattativa dellEurogruppo con Atene, Lisbona sul carro dei falchi

Il governo Coelho peggio di Merkel


pubblica portoghese erano ancora accesi,
commenta stizzito: Spagna e Portogallo vogliono mostrarsi pi tedeschi dei tedeschi.
Ad avvalorare la tesi del consenso intorno alle politiche austeritarie uno studio pubblicato recentemente da Catherine Moury ricercatrice in scienza politica allUniversit
Nova di Lisbona relativo ai processi di negoziazione del bailout del 2011. Basato su 28 in-

Goffredo Adinolfi
LISBONA

no degli effetti secondari e inaspettati della vittoria di Syriza stato sicuramente quello di avere svelato chi
fossero e quanti fossero i partigiani dello status quo. Ha obbligato cio tutti a prendere
una posizione netta che andasse al di l
dellopacit con cui in Europa vengono prese le decisioni.
Dalle nebbie dellultimo consiglio europeo
infatti emerso un consenso intorno alle politiche austeritarie decisamente maggiore di
non quanto molti si sarebbero aspettati. Linterpretazione fino a qui preponderante stata quella in cui a un nord intransigente si opponeva un sud che supinamente doveva subirne i diktat. E invece nei giorni scorsi la resistenza al nuovo spirito di Atene stata forte ovunque, ma in Portogallo che, probabilmente, il fanatismo troikista ha raggiunto
livelli parossistici.
Ricapitolando: lo scorso venerd 20 febbraio, nei momenti pi delicati e caldi della trattativa tra la Grecia e lEurogruppo, Lisbona si schiera convintamente dalla parte
dei falchi. Il giornale Die Welt rivela come
la ministra delle finanze portoghese Maria
Lus Albuquerque abbia personalmente
chiesto al suo omologo tedesco Wolfgang
Schuble fermezza. La televisione greca
Skai Tv riferisce poi come Spagna e Porto-

La vittoria di Alexis
Tsipras dirompente:
mostra che possibile
distribuire diversamente
i carichi della crisi
gallo abbiano fatto forti pressioni affinch
un accordo in cui si accogliesse i nuovi
orientamenti del governo greco venisse bloccato. Yanis Varoufakis durante la conferenza stampa che segue la riunione dellEurogruppo cerca di mettere acqua sul fuoco per
stemperare tensioni sempre pi ingestibili,
cos, quando un giornalista gli chiede cosa
pensasse delle posizioni assunte dagli esecutivi iberici, si limita a rispondere che non concordava ma che tuttavia cercava di capirne le
motivazioni. I toni diplomatici durano poco
perch Varoufakis, pochi minuti dopo, non accorgendosi che i microfoni della televisione

terviste a ministri, o ex, e sottosegretari, Moury evidenzia come il rapporto tra la Troika
(Fmi, Ue, Bce) e il Portogallo sia stato tuttaltro che improntato alla sudditanza delluno
sullaltro ma che anzi ci sia stato tra i due una
sostanziale visione su ci che fosse necessario fare per mettere i conti a posto.
Fondamentalmente lo stato di eccezione
che si venuto a creare con la firma del Memorandum ha rappresentato unopportunit che ha permesso di adottare provvedimenti che in un contesto normale, non
avrebbero mai potuto essere approvati. A
conferma, anche alcuni commenti di Ant-

verno. Dal palco, il leader di Podemos ha riaffermato tutti i punti centrali del programma: revisione del
debito pubblico, un reddito minimo garantito per combattere
lesclusione sociale (una delle piaghe e degli effetti pi nefasti della
crisi spagnola), investimenti in sanit e istruzione e una tassa sui grandi capitali, sul modello francese:
So che ci vogliono persone ricche
per far funzionare leconomia di
mercato, ma ricchi responsabili,
ha detto Iglesias a poche ore dallincontro che alcuni dirigenti del partito hanno intavolato per spiegare il
piano economico ad una trentina
di esponenti di grandi imprese, tra
cui Google e la banca HSBC. E poi
la sfida diretta a Mariano Rajoy, che
Iglesias considera il suo vero avversario politico: Il dibattito dovremmo farlo faccia a faccia, in televisione. Dica lei dove e quando. Lo
scontro sempre pi intenso: la rincorsa di Podemos ormai sulla retta finale.

nio Lobo Xavier - ex deputato del Centro Democrata Social, uno dei due partiti ora al governo il quale ha dichiarato come nella primavera del 2011 il centrodestra avesse fatto
pressioni affinch una riottosa Angela Merkel accettasse di imporre al Portogallo un
intervento simile a quello approvato un anno prima in Grecia.
Che lintervento della Troika sia stato non
solo auspicato, ma anche favorito e condiviso dalle lite lusitane, o almeno da una parte
di queste, non vi sono dubbi, cos come non
vi sono dubbi che in tutti i consessi il governo guidato da Pedro Passos Coelho abbia
mantenuto un atteggiamento di chiusura a
qualsiasi tipo di innovazione. In questo senso la questione della violazione della sovranit nazionale e di una supposta dicotomia stato/Europa e nord/sud appare come un problema mal posto. Queste spiegazioni tendono ad assumere un carattere autoassolutorio
e vagamente nazionalistico nelle quali poi si
omette quella che sembra essere la vera chiave di lettura e cio quella basata su di un conflitto tutto ideologico e assolutamente non
geografico. Riprendendo una categoria che
oggi molti vorrebbero desueta, evidente come ci si trovi di fronte a uno scontro che oppone una sinistra ugualitaria a un universo
politico predominantemente convinto
dellefficacia delle politiche di tagli. Vista sotto questa luce la portata rivoluzionaria della
vittoria di Alexis Tsipras dirompente perch mostra come il problema non siano le politiche di bilancio in s, ma anche come i carichi di bilancio vengono distribuiti. Questo
certamente laspetto che risulta meno digeribile al governo Passos Coelho che per anni
ha negato che altre vie fossero praticabili a
meno di non volere uscire dallEuro e precipitare inevitabilmente verso il baratro.

pagina 8

il manifesto

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

VISIONI

Serial Autori, produttori, registi e attori black sono responsabili di alcuni dei pi

grandi successi dei network Usa. E ora arriva Empire di Lee Daniels dal 3 marzo su Fox
TERRENCE
HOWARD IN
EMPIRE A
DESTRA LA
PROTAGONISTA
DI SCANDAL
OLIVIA POPE
ALIAS KERRY
WASHINGTON.
SOTTO LUCA
MERCALLI

Let delloro in tv
afroamerican
Giulia DAgnolo Vallan
NEW YORK

sentire le lamentele dei commentatori, durante questultima campagna


Oscar, le donne e gli afroamericani
sarebbero le Cenerentole di Hollywood.
Ma basta aggiustare un po le dimensioni
dello schermo e ci si trova di fronte a una realt in cui le minoranze di sopra non so-

La storia a tinte soap


di un mogul discografico
di Chicago e della sua
famiglia, tra hip hop,
Shakespeare e Dallas
no solo adeguatamente rappresentate, ma
stanno andando benissimo. Autrici, produttrici, registe e attrici sono infatti responsabili di alcuni dei grandi successi della nuova
et doro della tv Usa. Lo stesso vale per autori, produttori e registi Afroamerican.
Dopo i grandi successi di Scandal e How
To Get Away With Murder, e quasi superando le iperboli melodrammatiche alle quali
ci hanno abituati le due serie della produttrice black Shonda Rhimes (tanto per dare
unidea, in questa stagione Olivia Pope viene rapita, messa allasta e contesa da Isis,
Iran e mafia russa) il nuovo fenomeno
dellannata televisiva americana la soap
opera hip hop Empire. Scritta e prodotta
da Lee Daniels (il regista di Precious e The
Butler), insieme a Danny Strong, Empire
da sette settimane consecutive- protagonista di un scalata ai rating che Variety ha

definito fenomenale, senza precedenti


e indescrivibile. La serie trasmessa su
Fox (in Italia su Sky dal 3 marzo alle 21.50
su Fox) e aveva gi dimostrato fiuto per la
black tv pi trasgressiva, con la serie dei
fratelli Wyans In Living Colors, in onda tra
il 1990 e il 1994.
Un po Shakespeare un po Dallas, la
nuova creazione di Daniels la storia di un
mogul discografico di Chicago che, dopo
aver scoperto di essere mortalmente malato, deve decidere come il re Lear- a quale
dei figli lasciare il controllo del suo impero.
Nel ruolo di Lucius Lyon, Terrence Howard
ricorda una versione miliardaria del suo
personaggio nellhit indipendente del 2005
Hustle n Flow, il protettore/spacciatore di
Memphis Dj che, colpito da una crisi di
mezza et, si butta sulla strada della musica. Come quelle di Dj, le origini della fortuna artistica e finanziaria di Lucius sanno di
ghetto e di crimine. A dimostrarlo, i 17 anni

di galera scontati (per droga) da sua moglie


Cookie (Taraji P. Henson, anche lei da Hustle n Flow) che, in leopardato attillatissimo
e pelliccia bianca, esce di prigione allinizio
di Empire, decisa a reclamare la sua parte
dellimpresa di famiglia. Le strade non sono per tutti, per quello sono stati inventati i
marciapiedi una delle tante battute miliari di Cookie, personaggio feroce in tutte
le sue incarnazioni (moglie, mamma,
amante, donna daffari..) che chiama la
nuova compagna di suo marito Halle Berry mezza sega e che detta la temperatura
rovente della serie fin dal primo episodio.
A confronto con la furia di questa Joan
Collins dei project, e con la spregiudicatezza felina di Lucius, che ogni tanto ricorda
JayZ e che si sente regolarmente al telefono
con Obama, poco possono i tre figli/eredi:
Andre, quello pi grande, il pi business,
sposato con una donna bianca; Jamal, quello di mezzo, il genio musicale rifiutato dal

SKY A mezzanotte va House of cards, la terza stagione


Non esiste pi attesa nel mondo globale delle serie tv che ora debuttano allegramente in contemporanea aldil delloceano e nel vecchio continente. Cos da stasera su Sky Atlantic HD a mezzanotte, in contemporanea con il debutto Usa, arriveranno i primi due episodi in lingua originale sottotitolata dellattesa terza stagione di House of Cards. Dal 4 marzo, ogni mercoled alle 21.10,
andranno invece in onda gli episodi in italiano. La serie tratta dal thriller politico dello scrittore e
membro del Partito Conservatore inglese Michael Dobbs, anche produttore e sceneggiatore della
serie ispirata al suo omonimo romanzo. La sua trilogia, di cui Fazi Editore ha pubblicato in Italia i
primi due volumi, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e per il 5 marzo prevista luscita
del terzo e ultimo capitolo, Atto finale. Ritorna cos il protagonista - Frank Underwood - interpretato da Kevin Spacey il Golden Globe, ora nella finzione televisiva alla guida degli Stati uniti come
nuovo Presidente, con accanto la sua first lady Claire. A dirigere due episodi della nuova stagione
stata sceltaAgnieszka Holland, gi a lavoro in serie televisive come The Wire e The Killing.

padre perch gay, Hakeem (il rapper Yazz


the Greatest), il minore, una caricatura da
gangsta rap, tutto catene doro, donne e alcol. Quando la fidanzata Tiana lo scopre
nella vasca da bagno con Naomi Campbell,
lo ricambia mettendosi con una modella
bionda di nome India. Di che ti lamenti?
chiede ad Hakeem suo padre, guarda la cosa dal punto di vista della matematica: la
tua fidanzata ha una fidanzata. Fai la somma e hai due fidanzate. Il sogno di un matematico! Pura trigonometria. Trigonometria proprio non , ma nel mondo di Empire il ragionamento non fa una piega.
All intricato dramma di famiglia che si
dispiega con il ritorno a casa di Cookie, la
lotta per la discendenza e il potenziale coming out di Jamal- Daniels e Strong aggiungono rivali daffari di Lucius (tra cui Jud Nelson, la star del film di John Hughes The Bre-

akfast Club) , unimminente entrata sul


mercato azionario e il maggior numero di
momenti musicali possibile; meglio se ambientati sullo sfondo di party decadenti a
cui viene invitata anche Courtney Love, nei
panni di una ex star drogatissima.
In genere, a quelle megafeste, un gruppo
di ricchi bianchi, potenziali investitori
nellimpero di Lucius, finiscono sedotti dagli exploit di famiglia. A conquistarli, un po
il talento artistico e molto il senso di pericolo, perch Empire gioca volutamente sugli stereotipi e sui pregiudizi razzial/culturali.. anzi li rivendica.. La colonna sonora accessibile su iTunes, del rapper produttore
Timbaland. Tra gli ospiti deccezione, oltre
a Courtney Love e Naomi Campbell , anche Patti LaBelle e Jennifer Hudson. Per la
prossima stagione si parla di Denzel
Washington.

Raitre/DOMANI DEBUTTO ALLE 21.30

Clima e disastri vari, la sfida


di Mercalli in prima serata
Stefano Crippa
ROMA

immancabile papillon e la dialettica a cui siano stati abituati


nelle sue frequenti ospitate a
Che tempo che fa. Luca
Mercalli, classe 1966,
rappresenta da pi di
dieci anni una sorta di
grillo parlante della tv
pubblica, avvertendoci
con garbo e metodo sui
disastri che luomo ha
combinato sul pianeta,
i suoi possibili rimedi e
le resistenze di lobbies
e politica.
Finalmente quei dieci minuti dieci
si sono trasformati in un ciclo di sei
puntate - dallimpegnativo titolo Scala
Mercalli - che da domani Raitre propone in prima serata, lanciata proprio
dallo show di Fazio. In diretta dal Centro Multimediale Sheikh Zayed della
Fao, il climatologo torinese racconter
i vari gradi della crisi ambientale e la
via della sostenibilit e lesaurimento
delle risorse energetiche.
Nonostante il titolo della trasmissione sia un piano inclinato su cui si rischia di scivolare - ha sottolineato Mercalli nellincontro di presentazione - io
voglio, lontano da ogni narcisismo, essere portavoce di una comunit scientifica che da circa trentanni ha analizzato completamente i vari problemi
ambientali. E non solo, esistono milioni di pubblicazioni scientifiche che ci
avvertono sulla criticit della situazioni e i rischi che stiamo correndo. La
prima puntata infatti giocata proprio
su questi interrogativi: che clima ci
aspetta domani? E quanto potremo ancora sfruttare le risorse del pianeta che
ci ospita. Stiamo distruggendo il pianeta e pur consapevoli del precipizio incombente, reiteriamo negli stessi erro-

ri. Linformazione - continua Mercalli


- quindi fondamentale. Nel 1992 a
Rio de Janeiro tutti i governi del mondo hanno firmato la convenzione quadro sui cambiamenti climatici che
avrebbe dovuto dare degli effetti pratici sulla riduzione dellinquinamento. Sono passati 23 anni: di cosa stiamo parlando, sappiamo gi tutto, perch si
cos lenti?.
Secondo il climatologo autore di circa 2 mila
articoli, una decina di
saggi e oltre 1400 conferenze in Italia e nel
mondo, parte della responsabilit va imputata anche a una
informazione non capillare: Quello
che cerchiamo di fare raggiungere
milioni di persone, una partecipazione che migliaia di conferenze da sole
non possono dare, per cercare di sollevare questo muro una volta per tutte.
Una sensibilizzazione che passa attraverso una serie di documentari internazionali - dai ghiacci delle Ande alle megalopoli cinesi - , ospiti dal mondo scientifico: non aspettatevi i soliti
noti, sono personalit perlopi mai apparse in tv, ma con competenze specifiche, per approfondire gli argomenti
affrontati nelle varie puntate.
Scala Mercalli - un progetto curato
anche da Stefano Di Gioacchino, Elisabetta Marino, Mariella Salvi per la regia di Claudio Del Signore - vuole essere anche: Una sfida metodologica, vediamo se riusciamo a spiegare con certi ingredienti e un vocabolo costruttivo, la situazione ambientale nel mondo. Senza allarmismi ma senza sottovalutare i problemi in modo da coinvolgere le persone e di conseguenza la
politica e leconomia per fare quelle
scelte che ci consigliano di fare da oltre trentanni.

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

il manifesto

VISIONI
ED SHEERAN
il ventiquattrenne cantautore di Halifax il trionfatore delledizione 2015
dei Brit Awards, il corrispondente oltremanica dei Grammys, che si
tenuta alla O2 Arena di Londra la cerimonia di consegna dell'edizione
2015 dei Brit Awards, i premi musicali assegnati dalla British

Phonographic Industry. Sheeran ha conquistato infatti il British Male Solo


Artist e il Mastercard Album Of The Year per X - il secondo album che
ha conquistato simultaneamente la prima posizione in Inghilterra e negli
Stati uniti. Sam Smith - il trionfatore inglese dei Grammy - andato
invece il British Breakthought Act e il Global Success per il brano Stay

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white. Gli altri premi sono andati a Paloma Faith, migliore cantante, i
Royal Blood, miglior gruppo. Il singolo top invece risultato Uptown
funk di Mark Ronson con la voce di Bruno Mars. Video dellanno: You &
I dei One Direction, artisti internazionli invece Taylor Swift e i Foo
Fighters. Il premio della critica andato a James Bay.

ICONE Il cantante morto a 91 anni

Giacomo Rondinella,
'A voce e Napule

CINEMA

Timbuktu cancellato
dal Fespaco?

CINEMA Patria di Felice Farina, ispirato al libro di Enrico Deaglio

La storia italiana in bilico


sulla torre della fabbrica
Cristina Piccino

re uomini sulla torre di una fabbrica. Uno, Salvo (Francesco


Pannofino) salito per protestare contro la trattativa sindacale che
mander tutti a casa. Quella giornata
iniziata proprio male, la macchina
lo ha lasciato a piedi, la sua compagna non lo vuole pi vedere, e ora ecco che il sindacato china la testa cercando di portarsi a casa un po di soldi. Lui siciliano, berlusconiano, amante del calcio non lo sopporta quel sindacalista di merda che parla troppo
(Roberto Citran): Quanto vi hanno
dato? gli urla addosso saltandogli al
collo. E decide che non ci sta, rabbioso sale in cima alla torre, le tasche piene di schifezze della macchinetta che
gli cadono gi, vuole fare casino, vuole la tv che pu tutto anche salvarli
dal licenziamento. Il sindacalista sale
anche lui sulla torre per convincerlo
a scendere, per aprirgli gli occhi Non vedi che intorno hanno chiuso
tutti? e resta l. un comunista di
quelli rottamabili, in tasca ha ancora il biglietto del treno, Torino-Roma
per andare ai funerali di Berlinguer:
1984, una vita (e tanti Pci ) fa. Il padre, anche lui operaio, si ammazzato quando lo hanno messo in cassa integrazione, e lui il suo primo giorno
in fabbrica, a ventiquattro anni era
da solo, stavano tutti in piazza a manifestare contro il rapimento di Moro.
Poi c quel ragazzo che fa il guardiano, lo hanno preso con la legge su disabili, fuma tantissimo, legge Patria
di Deaglio, sempre sintonizzato su
strani transistor che riportano fram-

menti della nostra storia.


Anche Felice Farina prende come
riferimento il libro di Deaglio in cui si
ripercorre lItalia dal 78 al 2010: bombe, attentati, misteri, corruzione, aerei inghiottiti dal mare, mafia, politica, P2, terrorismo banchieri corrotti,
mandanti e morti ammazzati. Ma anche il calcio, i Mondiali, la televisione
e, naturalmente, lirresistibile ascesa
di Berlusconi. Farina per non ne cerca la riduzione narrativa pure se la
sua ambizione quella di ritrovare
una cifra da cinema politico che
questa Storia la riesca a declinare al
presente. Cos dal luccicho degli anni Ottanta formato piccolo schermo,

Pannofino e Citran
sono un operaio e
un sindacalista che in
una notte interrogano
passato e presente
su cui si apre il film, si arriva nel grigio della Torino industriale (Fiat) oggi punteggiata da fabbriche chiuse dove la protesta operaia - nel ricatto del
lavoro - sembra svanita, ridotta a un
gesto solitario, di uno che impazzito, senza politica e con lunica fede
nella piazza virtuale della tv. Che distanza dalle immagini dei cortei e delle lotte operaie, di una una speranza
(in fondo) ancora possibile.
Ed per in quel passato che Farina ricerca le ragioni di questo presente, la sua memoria diventano i repertori - tg, archivi ecc - dove rivediamo

lItalia dellItalicus e di Ustica, di Mirafiori, di Agnelli e di Romiti, di Berlinguer col suo ultimo comizio, delleroina rovesciata a tonnellate a nord coi
suoi miliardi, del boom edilizio di Berlusconi, di Tangentopoli e dei processi con Di Pietro alla Prima repubblica, di Sindona e dei boss, del maxi
processo di Palermo e dellassassinio
di Falcone e di Borsellino. Come
schegge compaiono disturbando le
certezze dei due uomini: destra e sinistra, una contrapposizione in cui
ognuno di loro prova a piegarle alla
propria visione. Lunico che controbatte il ragazzo lettore di Deaglio
(Carlo Giuseppe Gabardini), che sfidando la sua quasi cecit gli ha portato lass da bere e da mangiare. Alle tirate dei due oppone dati concreti come se fosse un computer.
Siamo dunque alla frattura tra la labilit della memoria specie se strumentalizzata dagli opportunismi della politica e la sua necessit per capire il vuoto attuale. Le due parti di incontreranno - ma non nella direzione del governo renziano del Job acts
piuttosto in quella dei beni comuni con un finale di qualche speranza. Il
fatto per che questa memoria necessaria rischia qui di essere poco
Storia; Farina la percorre come una
trama gigantesca che ci schiaccia, in
un modo totale che sempre rischioso - a parte che viene compresa solo
da chi conosce gi lo svolgersi dei fatti. E larchivio che pu essere uno
strumento prezioso in questa cornice
narrativa finisce per apparire come
un unico enorme flusso in cui scompaiono conflitti e contraddizioni.

Il presidente burkinab Michel


Kafando ha chiesto ufficialmente
ai direttori del Fespaco, uno dei
pi importanti festival del cinema
africano che si aprir domani (fino al 7 marzo) a Ouagadougou,
di mantenere nel cartellone Timbuktu di Sissako. Lintervento
presidenziale arriva in risposta
alle voci sulla possibile cancellazione del film per ragioni di sicurezza. Sar con voi nelle sale se
mi promettete di mostrare Timbuktu ha detto Kafando.
Non riesco a capire le ragioni di
un eventuale annullamento della
proiezione. Il Fespaco un incontro panafricano perci rappresenta un appuntamento importantissimo per un film africano ha dichiarato Sissako.

Un film come Timbuktu solleva molti


problemi di sicurezza ha dichiarato
invece il ministro della cultura burkinab Jean-Claude Dioma aggiungendo
per di non avere avuto nessuna notizia su eventuali minacce dei terroristi
islamici.

PARIGI

Retrospettiva Olmi
alla Cinmathque
Parigi dedica per la prima volta
un omaggio speciale a Ermanno
Olmi con una retrospettiva dei
suoi film in programma alla Cinematheque francaise fino al 17
aprile. Per l'apertura, mercoled
sera, stato proiettato l'ultimo
suo lavoro, Torneranno i prati,
girato sulle Alpi che furono teatro
dei massacri della Seconda guerra mondiale. Un programma di
ben 63 titoli, tra fiction, corti e
documentari. Da Il tempo si
fermato (1956) passando ai film
sul lavoro in fabbrica come I fidanzati (1963), fino ai pi sperimentali, E venne un uomo sulla
vita di Papa Giovanni XXIII, e al
documentarismo 'esistenziale' di
'Un certo giorno (1968) e La
circostanza (1974). Nel programma anche L'albero degli zoccoli
(1978), Palma d'oro al Festival di
Cannes, Lunga vita alla signora
(1987), La leggenda del santo
bevitore (1988), La genesi: la
creazione e il diluvio (1994), Il
mestiere delle armi (2001).

Flaviano De Luca

testimoni dellepoca
raccontano che Malafemmena,
datata
1951, nata a Formia,
scritta sul retro di un pacchetto di Turmac bianche, in una pausa della
lavorazione di Tot terzo
uomo, probabilmente
piccato per il cocente rifiuto (anchio ti voglio
bene ma come fossi mio
padre) di Silvana Pampanini. Il principe De
Curtis aveva scritto decine di poesie e di canzoni
per diletto, principalmente negli anni del teatro di rivista, ma stavolta
laveva mandata a Ettore
Marotta, titolare della casa editrice La Canzonetta, affinch fosse presentata nelle audizioni per
Piedigrotta.
Tot chiam Giacomo
Rondinella, uno degli interpreti del repertorio
classico napoletano che
stimava tanto, e gliela declam come se recitasse
marcandogli le pause, i
punti e le virgole per il
giusto tono dellinterpretazione. La canzone, la
prima scritta da Tot a
essere incisa su un disco
( a 78 giri), divenne un
grande successo, presto
in Italia e poi nel mondo
dei night-club internazionali (interpretato da generazioni di cantanti).
Mercoled notte morto Giacomo Rondinella,
91 anni, lultimo dei grandissimi della canzone napoletana, divo del cinema negli anni 50, figlio
darte (pap Ciccillo e
mamma Maria Sportelli
cantanti ed attori, il fratello Luciano cantante e
discografico, le nipoti
Clelia, Francesca e Ame-

BIOPIC Solo stasera nelle sale il documentario dedicato allex capitano dellInter

Zanetti lex mingherlino profeta del football


Antonello Catacchio

hiunque abbia avuto modo di vedere


la muscolatura delle cosce di Javier Zanetti non pu non essere rimasto stupito dalle dimensioni, comprendendo immediatamente perch sia stato soprannominato
el tractor. Ma non sempre stato cos, anzi,
da ragazzino lo avevano scartato per il calcio
perch troppo gracile e mingherlino. Avevano fatto i conti senza la volont di Javier. Testardo, cocciuto, volitivo e soprattutto sgobbone, disposto a modificare in meglio quello
che la natura sembrava avergli fornito sotto
standard. una delle cose che si scoprono in
Zanetti Story, il documentario dedicato al leg-

gendario ex capitano dellInter ora vicepresidente. Documentario che Nexo digital presenta questa sera alle 20.30 con replica alle 22,45
(per i numerosi esauriti dello spettacolo unico) in moltissime sale italiane (elenco completo sul sito www.nexodigital.it).
Diretto da Carlo Sigon e Simone Scafidi la
ricostruzione della biografia di Javier segue lo
schema classico delle interviste e delle immagini di repertorio, il padre muratore, la povert, il lavoro infantile e quella caparbiet che
lo ha contraddistinto da sempre unito a
unetica inattaccabile. C solo una forzatura
linvenzione di uno scrittore argentino Albino
Guaron, cieco come Borges, appassionato di
calcio come Soriano cui affidato il compito

di magnificare Zanetti. Ma, essendo farlocco


lo scrittore suona tutto un po forzato.
In compenso ci sono materiali curiosi come una singolare e inaspettata lite tra Zanetti
e Hodgson per una sostituzione incompresa,
e la commozione imprevedibile di Jos Mourinho quando rievoca il triplete e soprattutto
la Champions come sogno a lungo accarezzato divenuto realt. Buffi poi alcuni siparietti
con Mazzola che afferma come Zanetti sia stato acquistato come giunta allattaccante
Rambert, mentre Moratti dichiara come fosse
proprio Javier lobiettivo, osservato e apprezzato in un video. Ecco poi la carrellata di tifosi
nerazzurri eccellenti: Lerner, Serra, Severgnini, Fiorello, niente Riotta, suo biografo, piutto-

lia cantanti anche loro),


dotato di una bella voce
impostata e di grande
bravura nellinterpretazione. Atletico e bello da
giovane (aveva fatto il militare nel battaglione San
Marco e tentato la carriera di pugile), vinse il concorso per voci nuove indetto da Radio Napoli
nel 44, appena un anno
dopo lanci Munasterio
e Santa Chiara in uno
spettacolo di rivista di
Michele Galdieri, lavor
a teatro con la Magnani
e Cervi (e pi tardi con
Eduardo De Filippo), fino a conquistare il cinema con la sua fotogenia.
Nel 1950, partecipa a
Carosello napoletano, di
Ettore Giannini, portato
sia a teatro che sul grande schermo e anche al
film Napoli terra damore e a molti altri compreso Dov la libert di Roberto Rossellini . Tra gli
anni 50 e 60, la sua popolarit straordinaria,
ottenendo
importanti
successi al Festival della
Canzone
Napoletana
(Suspiranno na canzone, Serenata arraggiata,
Tu si comma na palummella) e anche in programmi televisivi come
Canzonissima tanto da
superare persino lostracismo della Rai, per un
programma radiofonico,dove gli avevano fatto
cambiare la canzone
allultimo momento. Negli anni 70 e 80 stato
spesso in tour negli Usa
e in Canada ma abitava
da molti anni nelle vicinanze di Roma. Tra le
sue incisioni da ricordare, unantologia di oltre
100 classici partenopei
intitolata Napoli fonte perenne di melodia.

sto rituali anche le dichiarazioni dei colleghi


da Messi e Baggio a Cambiasso e Cordoba.
Spazio anche alla fondazione Pupi (altro soprannome di Javier) che si occupa molto attivamente in Argentina di problematiche infantili, alla moglie Paula, conosciuta da adolescente e sempre al suo fianco. Inevitabile che
in questi casi esca un po il santino, lagiografia per mettere sul piedistallo una figura gi gigantesca per meriti sportivi e umani. Va detto
per che, se qualcuno nel mondo del calcio
contemporaneo merita questo trattamento
sicuramente Zanetti: straniero con maggior
numero di presenza in seria A (618), pi presenze nella storia dellInter (858), capitano interista con pi presenze in Champions (82),
maggior numero di partite consecutive giocate (137), ha vinto 5 scudetti, 4 coppe Italia, 4
supercoppe, una Uefa. una Champions e una
Coppa del mondo per club. Ha giocato con la
nazionale argentina 145 volte. Record. Non
male per un mingherlino che non aveva il fisico per fare il calciatore. Per aveva la testa.

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il manifesto

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

CULTURE

oltre

DAVID BALEY AL PAC DI MILANO


Oltre 300 fotografie, selezionate personalmente da David
Bailey dal suo archivio, ripercorrono pi di mezzo secolo di
carriera del grande artista. Francis Bacon, Salvador Dal,
Johnny Depp, Bob Dylan, Mick Jagger, Man Ray, Bob

tutto

Marley, Jean Shrimpton: una straordinaria galleria di attori,


scrittori, musicisti, politici, registi, modelle, artisti, ma anche
persone incontrate durante i suoi viaggi in Australia,
India,Sudan e Papua Nuova Guinea. La mostra al Pac
(proveniente dalla National Portrait Gallery di Londra), che si

terr dal 1 marzo al 2 giugno, sar accompagnata da una


monografia edita da Skira introdotta da un saggio dello storico
dellarte Tim Marlow. Nato a Londra nel 1938, negli anni 60
Bailey si afferm come collaboratore di Vogue, divenendo
uno dei pi popolari esponenti della fotografia dautore.

PAMPHLET Perch non ci sono state grandi artiste? di Linda Nochlin

SCAFFALE

La creativit uccisa
dal pregiudizio

Praga, un incrocio
di culture nel mito
di Franz Kafka

Castelvecchi propone
questo libretto
che affronta il tema
del sessismo culturale
e che usc la prima
volta nel 1971
sulla rivista Art News
Giovanna Zapperi

ultimo romanzo di Siri


Hustvedt, A Blazing World non ancora pubblicato in traduzione italiana ha come protagonista una donna che,
dopo una breve e insoddisfacente carriera come artista a cavallo
tra gli anni ottanta e novanta, decide di abbandonare larte per vivere allombra del marito gallerista. Sar soltanto dopo la morte
di questultimo che torner a
esporre, questa volta nelle pi importanti gallerie di New York, costretta per a nascondere la propria identit dietro a pseudonimi
maschili.
Il romanzo, che ripercorre la
vita e le scelte di questo personaggio fittizio attraverso una serie di testimonianze di familiari,
amici, conoscenti, studiosi e critici darte, compone un affresco
variegato della vita della donna,
mettendo in evidenza, tra le altre cose, il privilegio maschile
che ha un peso cos determinante nelle strutture del riconoscimento del mondo dellarte. Nel
romanzo, infatti, la maschera
maschile adottata dalla protagonista si configura come un viatico per il successo che non si limita soltanto a dissimulare lidentit femminile dellartista, ma le
serve anche per riposizionare il
proprio lavoro sulla linea della
differenza sessuale.
Il romanzo affronta con acutezza e senza fornire facili risposte la questione dei meccanismi
di inclusione e di esclusione che
permeano una sfera di attivit
ancora cos fortemente sorretta
da pregiudizi e idee preconcette.
I criteri del riconoscimento e del
successo nellarte sono tutto
fuorch neutri o universali, come messo in evidenza sin dai primi anni settanta da un numero
importante di artiste, critiche e
storiche dellarte.
Il celebre pamphlet di Linda
Nochlin, Perch non ci sono state
grandi artiste?, pubblicato per la
prima volta nel 1971 nella rivista
Art News e ora ritradotto in italiano in forma di libretto per i tipi
della Castelvecchi, sollevava la
questione del sessismo culturale, imponendosi come il testo
fondatore della critica femminista alla storia dellarte (Linda Nochlin, Perch non ci sono state
grandi artiste?, traduzione di Jessica Perna, Roma, Castelvecchi,
pp. 92, euro 12).
Linda Nochlin una delle storiche dellarte pi influenti e significative della sua generazione, nota in Italia soprattutto per il suo
studio sul Realismo, molto meno
per lo sguardo femminista che caratterizza la maggior parte della
sua produzione, che spazia dallo
studio della pittura francese
dellOttocento fino alle recenti indagini sul femminismo nellarte
pi contemporanea, al centro della mostra Global Feminism, da lei
co-curata nel 2007 per il Brooklyn Museum di New York.

La riedizione di questo saggio


dunque particolarmente benvenuta in un contesto, quello
dellaccademia italiana, che soltanto in anni recenti si sta faticosamente aprendo alle questioni
femministe.
Come sottolinea Maria Antonietta Trasforini nella prefazione del libro, questo saggio venne
tradotto in italiano gi nel 1977
nella raccolta La donna in una
societ sessista, edita da Einaudi,
a fianco di una serie di testi per
lo pi legati alle scienze sociali,
cosa che aveva reso eccentrica la
sua presenza, che infatti pass
quasi inosservata, almeno per
quanto riguarda il campo degli
studi storico-artistici.
Perch non ci sono state grandi
artiste? una domanda provocatoria che rende esplicito il pregiudizio sessista che attraversa la storia dellarte. Si tratta di un saggio
che non cesser di essere discusso criticamente negli anni successivi alla sua prima pubblicazione,
proprio perch pone le basi per
una critica interna alla storia
dellarte che era , allepoca, del
tutto nuova.

Per Linda Nochlin, la storia


dellarte non neutra dal punto di
vista del genere: necessario abbandonare la torre davorio della
sua autoreferenzialit, per cominciare a leggere larte nel quadro
della complessit dei rapporti sociali, dei suoi diversi contesti storici e culturali e attraverso il suo
coinvolgimento con lideologia.
La pubblicazione di questo saggio
va ricollocata infatti in quel momento storico caratterizzato dalla
contestazione a tutto campo delle
strutture del sapere.
In questo senso, la ricerca femminista nel campo della storia
dellarte mostra fino a che punto
un movimento che ambiva ad un
rivolgimento totale dei rapporti
tra i sessi abbia potuto mettere in
questione le fondamenta di una
disciplina accademica. stato
lemergere di un movimento delle donne a rendere visibile il sessismo presente allinterno delle istituzioni artistiche e il modo in cui
lattivit delle donne stata esclusa dai processi di valorizzazione,
per essere per lo pi relegata e diminuita nel quadro di un sistema
di valutazione sessista.

WE DON'T NEED ANOTHER HERO DI BARBARA KRUGER. SOTTO, UN MURALES DI NUNCA

Perch le donne sono cos fortemente sotto-rappresentate nelle istituzioni artistiche? Perch le
artiste storicamente non hanno
avuto la stessa carriera dei loro
colleghi uomini?
La domanda che fornisce il titolo al saggio , da questa prospettiva, una sorta di avvertimento rispetto agli interrogativi: il punto,
scrive Nochlin, non quello di andare alla ricerca di una improbabile Michelangelo donna, ma
di interrogarsi ci che determina
la grandezza in campo artistico.
La ragione dellassenza delle
donne dalla storia dellarte deve
essere ricercata nelle condizioni
di accesso al mestiere stesso di artista, nel carattere sessuato della
formazione, nella persistenza di
una serie di pregiudizi che riguar-

dano il significato dellarte e il


suo ruolo nella societ.
La domanda perch non ci sono state grandi artiste?, spiega
Nochlin, capziosa proprio perch sottintende tali pregiudizi,
dissimulando quello che invece
il nocciolo della questione: il mito del grande artista, il cui genio,
inteso come una forza astorica e
misteriosa viene rappresentato
come unessenza che si pu o meno possedere, indipendentemente dalle condizioni storiche e materiali in cui agiscono i soggetti.
La mancanza di riconoscimento di cui soffrono le artiste non
da attribuire a caratteristiche individuali, ma a una serie di pregiudizi istituzionali e discorsivi che
hanno di fatto ostacolato lespressione artistica delle donne.

SAGGI Monete locali e moneta globale di Tonino Perna, per Altreconomia

La sottomissione al vitello doro


Luigi Pandolfi

e vero che le dinamiche


speculative del denaro sono alla base della crisi epocale in cui ancora siamo immersi, altrettanto vero che oggi fare i conti col Denaro significa fare i conti col Potere. quel che
pensa Tonino Perna, nel suo ultimo saggio Monete locali e moneta globale. La Rivoluzione monetaria del XXI secolo (Altreconomia); un libro che accompagna
il lettore nel discernimento di fenomeni complessi e comunque
attinenti al vivere quotidiano
con linguaggio accessibile e, a
tratti, perfino ironico, ma sempre allinsegna di un solido rigore scientifico e metodologico.
Al centro del ragionamento di
Perna c la convinzione che il
denaro non sia in s il Demonio, ma uno strumento indispensabile agli scambi ed al funzionamento delleconomia.
stato sempre cos, fin dagli albori della civilt umana. E quando
si pensato che abolire il denaro
costituisse un passo necessario
per ledificazione di una societ
pi equa sono stati creati sistemi di potere ancora pi crudeli e
disumani. Il problema, quindi,
non il denaro in quanto tale
ma la sua funzione. Recuperarne la funzione sociale diventa
pertanto lobiettivo cui tendere.
In apertura una suggestione
biblica: la sottomissione del popolo ebraico al vitello doro.
Per Perna la metafora del nostro
assoggettamento al Dio denaro,
al quale abbiamo sacrificato tutto, dai legami sociali agli affetti,
fino allambiente. stato, ovviamente, un percorso lungo, dalla
moneta-oggetto (spesso coincidente con beni alimentari ed animali) delle civilt primitive alla
moneta fiat (o a corso legale) dei
tempi attuali, che ha perso del

Possiamo liberarci
dalla schiavit
del denaro? Secondo
lautore siamo
sulla buona strada
tutto la sua materialit, il suo
valore duso o intrinseco. In
mezzo, una puntuale analisi sulla fenomenologia del debito pubblico, che secondo lautore rimane uno strumento di eccezionale efficacia per schiavizzare
un essere umano o un intero Paese. Il ragionamento questo:
di debito sovrano - riconducibile a re, principi, repubblichesi pu parlare soltanto con la nascita degli Stati nazionali, che
hanno introdotto una contabilit statale. Ma per secoli gli stati
si sono indebitati soltanto per fare le guerre (in tempo di pace i
bilanci erano sempre in pareggio!). Con lavvento dello stato
sociale moderno cambiano i
presupposti del ricorso allindebitamento, ma accade anche
qualcosa di pi speciale: un
rovesciamento dei rapporti di
forza tra potere politico e credi-

tori. Per un lungo periodo


scrive Perna la storia europea
ci mostra che sono gli stati nazionali che comandano sulle
banche, che il potere delle armi
pi forte del potere del denaro. Ora viviamo in mondo rovesciato dove il potere in mano
agli hedge fund, e a quellarcano
che viene definito i mercati
(). Nelle nostre societ chi gestisce i flussi di denaro indirizza i flussi di energia umana, trasforma lambiente che ci circonda, decide della vita e della morte di milioni di esseri umani.
In questa cornice rientra anche la questione del debito ecologico, cui lautore rimanda a
pi riprese nel corso del lavoro.
Una questione che rappresenta
il grande assente nel dibattito
odierno sulla crisi finanziaria e
sulla metamorfosi del capitalismo. Eppure c un legame strettissimo tra finanziarizzazione
delleconomia e potenza del denaro da un lato e inquinamento
e disastro ambientale dallaltro. I
titoli tossici, ricorda Perna,
non sono stati rifilati solo alle
banche, ai risparmiatori o agli
enti locali, ma sono stati ampiamente distribuiti nel sistema ter-

raqueo. Ci sono esempi clamorosi di come linteresse di grandi


fondi speculativi abbia coinciso
negli ultimi anni con il verificarsi
di eventi calamitosi, perdite di
raccolti, rovine ambientali. Che
dire poi dello sfruttamento intensivo di alcune risorse naturali (foreste, miniere, petrolio) da parte
di alcuni stati per far fronte allo
strozzinaggio da parte degli hedge fund sui propri titoli? Non
pi percorribile, secondo lautore, la strada che porta a un maggiore consumo di acqua e di suolo, di combustibili fossili: il tema
della fuoriuscita dalla crisi strettamente legato a quello di un
nuovo modello di civilt.
Possiamo liberarci dalla schiavit del denaro? A questa domanda Perna risponde con un
certo ottimismo, asserendo che
sono sempre di pi le persone
nel mondo che stanno prendendo coscienza del fatto che il denaro debba essere solo un bene strumentale al servizio della
societ e non lo strumento
principe del potere.
Ci spiegherebbe anche il proliferare di monete locali complementari, tentativi, in parte riusciti in parte no, di recuperare la
moneta ad una funzione di tipo
sociale. In molti casi, esse hanno giovato a rivitalizzare leconomia di un territorio, a rinforzare
le identit locali, a contrastare
leconomia criminale. NellEurozona, per di pi nei paesi del
Sud, lintroduzione a livello locale, comunitario, di monete complementari potrebbe servire addirittura ad aggirare i rigidi protocolli di austerit imposti dal
patto di bilancio europeo. Si tratterebbe, per certi versi, di un recupero di sovranit monetaria
dal basso, utile al rilancio
delleconomia locale e delloccupazione. Utopia? Una necessit per Tonino Perna.

Michele Fumagallo

afka era Praga e Praga era


Kafka. Niente era mai stato cos completamente e
tipicamente Praga, e mai pi qualcosa poteva esserlo cos come accadde ai tempi della vita di Kafka,
diceva Johannes Urzidil, lautore di
racconti in cui la citt boema era
protagonista come e pi di una persona. Lopinione di Urzidil fa da incipit al libro di Patrizia Runfola Praga al tempo di Kafka uscito per le
edizioni Lindau (pp. 280, euro 19)
nella collana Le Comete, dove
anche approdato - e si farebbe bene a leggerli entrambi quasi come
testi complementari - Kafka. Una
biografia di Grard - Georges Lemaire (pp. 328, euro 24).
Patrizia Runcola ci conduce per
mano dentro una Praga magica
(titolo del fondamentale libro di Angelo Maria Ripellino) e intrigante,
abitata da avanguardie artistiche di
ogni tipo, dalla pittura (enorme linfluenza cubista) alla letteratura
(con la grande scoperta di Apollinaire per i caff letterari della citt), al
cinema. Praga era una fitta mappa
di cenacoli e di associazioni letterarie, scrive Runfola nel suo peregrinare per la citt. Dopo la fondazione del Circolo di Praga da parte dei
poco pi che ventenni Max Brod,
Oscar Baum, Franz Kafka e Felix
Weltsch, gli universi letterari mutarono irreversibilmente. E inizi un
fitto programma di avversione alla
decadenza dei neoromantici, a una
letteratura definita artificiosa e falsa. Sempre, in cima ai pensieri, il
paesaggio urbano. E fu proprio
lamico pi intimo di Kafka, Max
Brod, a definire la linea dominante
del gruppo: Il nostro maestro e il
nostro programma era Praga, la
sua gente, le sue lotte, le sue speranze racchiuse in molti cuori. Il libro introdotto da una breve intervista a Claudio Magris che immagina la citt fluire come un racconto che contiene emozioni, di storie
misteriose, di scrittori, di artisti, architetti come se fossero ancora vivi, e di luoghi che si narrano da s
penetrando in tutte le pieghe di
queste culture.
E poi c la morte prematura di
Kafka che prelude alla fine di un
mondo. E di unatmosfera irripetibile. Su questa improvvisa assenza, apre squarci di luce il volume
di Grard-Georges Lemaire, che
aggiunge alle biografie esistenti
sullo scrittore lindagine minuziosa sulluomo - le nevrosi, i condizionamenti, quel modo di porsi in
bilico tra una timidezza antica e il
desiderio di declamare in pubblico i propri scritti.
Va considerata, inoltre, la sua
leggenda infinita, alimentata
senzaltro dal lascito testamentario allamico Brod (era incaricato
di distruggere le sue opere, ma
molti capolavori vennero pubblicati postumi. Questultima ha percorso la scrittura di diversi autori contemporanei che non hanno resistito al confronto con il suo mito, da
Sartre a Bataille, da Borges a Roth,
da Nabokov a Kundera, da Deleuze a Guattari, fino agli italiani Galasso, Magris, Citati.

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

il manifesto

COMMUNITY

pagina 11

Dove finita la battaglia


contro il pareggio di bilancio?
SINISTRA

Il Fronte pop, proposta


inclusiva per 5 obiettivi
DALLA PRIMA
Gallegati,Notarianni,Pianta,Stramaccioni
Lurgenza di una risposta risolutiva accentuata oggi da
tre novit.
La prima la continua accelerazione del "renzismo". In pochi giorni,
ha introdotto nuovi decreti del Jobs
Act che sono particolarmente punitivi per i lavoratori (e ha attaccato personalmente Maurizio Landini e la
Fiom). Ha colpito i magistrati in un
modo pesante. Ha affrontato la questione delle televisioni non per affrontare il conflitto dinteressi di Berlusconi, ma per rafforzare il potere di
Mediaset con la cessione di Raiways.
E sta per invadere la scuola con un
nuovo decreto.
La seconda novit nella reazione
sociale che inizia a mostrarsi dopo
lo sciopero generale di Cgil e Uil
con il sindacato di Susanna Camusso che si prepara allo scontro frontale sul Jobs Act e la Fiom di Maurizio
Landini che apre oggi lassemblea
dei delegati a Cervia con unagenda
di mobilitazioni sociali.
La terza novit la tenuta del governo di Alexis Tsipras nel suo scontro con i poteri europei. Pur con un
negoziato difficilissimo, con molte
concessioni e destinato a durare a
lungo, la Grecia di Syriza ha messo
allordine del giorno il superamento
dellausterit in Europa. Ha aperto
uno spazio politico anche per noi: la
Commissione europea non a caso
ha dato il via libera laltroieri ai conti
di Italia, Francia e altri paesi senza interferire ulteriormente. Ma questo
spazio ha bisogno di sviluppi politici
che cambino i rapporti di forza in tutti i paesi: con le prossime elezioni in
Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e
con un allontanamento dei governi
di Parigi e Roma dalle posizioni di
Berlino: senza di questo, la stessa
Grecia non potr farcela.
Airaudo e Marcon scrivono che ci
sono segni di risveglio sociale, che
tuttavia sono ancora frammentati,
senza una cornice che trasformi le
mobilitazioni in risposta politica.
Anche noi pensiamo che la costruzione di una cornice politica e sociale
forte, di una convergenza organizzativa, sia oggi essenziale. Le disponibi-

il manifesto
DIR. RESPONSABILE Norma Rangeri
CONDIRETTORE Tommaso Di Francesco
DESK
Matteo Bartocci, Marco Boccitto, Micaela Bongi,
Massimo Giannetti, Giulia Sbarigia
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri,
Silvana Silvestri

lit e le iniziative di tanti, espresse in


queste settimane, sono pezzi importanti, ma nessuno risolutivo. Siamo chiamati a un "salto di scala", a
un nuovo modo di pensare lazione
collettiva, fuori dai perimetri che sono fin qui costruiti, nei partiti, nei sindacati e nei movimenti.
Il "Fronte Pop" proposto da Airaudo e Marcon la proposta pi inclusiva che sia emersa finora. Chiede a
tutti un passo indietro e offre un balzo in avanti. Potrebbe far cessare
lentropia di iniziative che vanno in
direzioni diverse, strumentalizzate
dai giornali. Il nome non piacer a
chi ricorda la sconfitta del Fronte democratico popolare di socialisti e
comunisti nel 1948. Ma un nome
che definisce una convergenza tra
soggetti diversi un Fronte, non un
partito e che ci richiama alle radici popolari che il nostro lavoro deve avere: mobilitazioni dal basso,
auto-organizzazione sociale, difesa
dei pi deboli, dei precari, dei giovani, delle vittime della crisi. E solo cos che potremo sottrarre consenso ai populismi contrapposti di
Beppe Grillo e Matteo Salvini. Sono
le cose che hanno fatto Syriza e Podemos.
I nomi possono cambiare, ma
questa ci sembra la strada giusta. E
le cinque campagne indicate da Airaudo e Marcon sono quelle essenziali: lEuropa da cambiare, il lavoro
da difendere, lambiente da salvare, i
diritti civili e il welfare da affermare,
la pace da costruire. Con in pi laffermazione della legalit: un contrasto vero a mafie e corruzione. Le mille iniziative che gi esistono su questi temi hanno bisogno di una cornice pi forte, di "sfondare" nella politica, di cambiare le decisioni di Palazzo Chigi e di Bruxelles.
Lassemblea Fiom di questi giorni
un passaggio importante, a cui far
seguire una fase costituente che definisca come realizzare questa convergenza politica e sociale. Il difficile, lo
sappiamo gi, nei modi che tengano insieme tutti: la pratica di una
nuova politica insieme alle mobilitazioni sociali e sindacali; le forme di
organizzazione collettiva con le motivazioni e limpegno delle persone
che vogliono, finalmente, contare.
Proviamoci.

Piero Bevilacqua
Una scelta che appare insensata gi
alla luce delle caratteristiche storiche del capitalismo italiano. Chi conosce le vicende della nostra industrializzazione sa quale ruolo strategico ha dovuto
giocare la mano pubblica, non solo nell'imporre regole e istituzioni, ma nel supplire
all'assenza di capitali di rischio in settori
strategici per lo sviluppo del paese. E non si
tratta solo delle antiche nostre debolezze.
Oggi, dopo i colpi della crisi, viene imposta
una riduzione sistematica della spesa pubblica che paralizza comuni e regioni, impedisce investimenti, riduce la produzione di
ricchezza, deprime la domanda interna, trascina in un circolo vizioso l'intera macchina
economica.
Limitare cos pesantemente il ruolo economico dello stato in una societ di capitalismo maturo denuncia una strategia di pianificata autoemarginazione dell'Italia e
dell'Europa. Al confronto il modello Usa, da
un punto di vista strettamente capitalistico,
appare pi lungimirante e avanzato. Come
ha mostrato con dovizia documentaria Mariana Mazzuccato ne "Lo stato innovatore"
( Laterza), il potere pubblico gioca in quel
paese un ruolo strategico di prima grandezza in investimenti nei quali il capitale privato non si avventura. Esso costituisce la vera
avanguardia dell'innovazione tecnologica.
Senza dire che lo stato americano ha continuato a investire generosamente in formazione e ricerca mentre in Europa, ma soprattutto in Italia, si marciato e si continua a
marciare in senso contrario.
Ma che cosa dire, d'altronde, del modello
di accumulazione originaria in atto in Cina
da decenni, dove lo stato che guida le danze? E potremmo fare un lungo elenco di paesi emergenti in cui lo sviluppo economico
promosso con intelligenza strategica dal potere pubblico. L'Europa no. E' ossessionata
dal debito, perch ragiona con l'animo strozzino dei banchieri tedeschi. Confida nel fatto
che i conti in ordine attireranno investimenti

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DALLA PRIMA

certificato n. 7905
del 09-02-2015
chiuso in redazione ore 22.00

tiratura prevista 42.964

Isis distrugge
statue a Mosul
CONTRO GLI IDOLI
Asserendo sia un precetto
coranico, i miliziani dellIsis
proseguono la distruzione delle
opere darte nei territori del
califfato. Sui propri social media,
uomini in nero hanno distrutto a
colpi di mazza e martello
pneumatico opere assire del X
secolo a.C. nel museo di Mosul e
altri siti archeologici della zona.
Secondo gli esperti le opere
hanno un valore inestimabile.
Nei giorni scorsi erano stati
diffusi video con roghi di migliaia
di libri antichi e rari

dall'esterno e che la bassa domanda interna,


dovuta a bassi salari e disoccupazione, sar
compensata dalle esportazioni.
Ma tutti i paesi del mondo sperano nelle
esportazioni e schiacciano i propri lavoratori per poter competere tra di loro nel mercato mondiale, col risultato di ordine e prosperit generale che oggi sotto gli occhi di tutti. Senza dire che paesi come l'Italia, la Spagna, la Grecia, ecc i conti in ordine, con questo schema, non possono metterli, senza distruggere la societ e alla fine gli stessi conti.
Tale riflessione ci consente di vedere la
pi ampia portata delle recenti politiche della Ue. Oggi non siamo solo di fronte a una
strategia economica controproducente in
un periodo di crisi. Quello che si stenta a cogliere che essa rappresenta ormai un nuo-

Leuropa dellausterity un cane


morto, e lItalia con larticolo 81
in Costituzione ha deciso il suo
declino. Rilanciare i comitati per
la legge di iniziativa popolare
un modo per cambiare rotta
vo orizzonte programmatico dei tecnocrati
di Bruxelles. E' emerso sempre pi chiaro
da un paio di anni con il Patto europlus che
impone ai governi dell'Unione le regole del
Fiscal compact.
Si impone che il disavanzo strutturale di
ogni stato non superi lo 0,5% del Pil. Ma il
Pil dei paesi di capitalismo maturo sempre pi poca cosa, com' noto, se mai torner a crescere. E come potr crescere con la
contrazione della spesa pubblica? E quanto
potr spendere, con tali patti iugulatori, lo
Stato italiano che in 20 anni deve riportare
il suo enorme debito al 60% del Pil - per potenziare la scuola, per ridare dignit e risorse all'Universit, per consentire ai comuni
di proteggere i loro territori, per mantenere
in piedi la sanit coi suoi crescenti bisogni,
per tutelare il nostro immenso e immeritato
patrimonio artistico?

Dunque, l'Ue appare oggi non solo lontanissima dai generosi propositi dei suoi primi ideatori, ma manifestamente peggiorata
rispetto anche alla squilibrata fisionomia
che si era data con i Trattati. La sfida della
costruzione di una economia sociale di mercato, che doveva competere con gli Usa e
col mondo, stata abbandonata. Oggi le ammaccate conquiste del nostro welfare continuano a proteggere ampie fasce di popolazione dalle asprezze del cosiddetto mercato. Ma di questo passo esse saranno in gran
parte spazzate via. In Europa un solo assillo
sembra far vivere la volont degli stati di stare insieme:la logica usuraia della solvibilit
del debitore. Chi presta soldi deve riaverli
con i giusti interessi.
L'Unione, una delle pi grandi creazioni
politiche dell'et contemporanea, si avvia,
dunque, sotto il furore del dogmatismo tedesco, a ridursi a un cane morto. Ne abbiamo
avuto la plastica rappresentazione in questi
ultimi giorni nello scontro che ha contrapposto il governo greco di Tsipras ai rappresentanti dell'Ue. Con un fuori programma
che avrebbe dovuto trovare qualche voce
politica capace di rivendicare la dignit degli stati sovrani. Vedere il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schuble, ringhiare
come fosse il padrone d'Europa, non stato
uno spettacolo edificante. Ma ancor meno
edificante stato vedere che nessun capo di
stato o di governo ha osato ricordare al ministro che l'Unione ha i suoi organismi, in rappresentanza di ben 28 paesi.
In quelle trattative abbiamo visto non solo due idee di Europa, ma anche il muro che
in Germania e a Bruxelles intendono tenere
alto contro l'avvenire del nostro paese. Dopo l'approvazione del jobs act, la grancassa
mediatica si messa in moto e il capo dei
prestigiatori italiani amplifica i suoi trucchi
per rappresentarci le magnifiche sorti che ci
attendono. Non lasciamoci abbacinare. I
problemi sociali degli italiani resteranno gravi a lungo, anche se ci sar qualche segno di
ripresa economica. La mutilazione del ruolo dello stato imposta dal pareggio di bilancio un macigno su cui Renzi non potr
danzare.

pagina 12

il manifesto

VENERD 27 FEBBRAIO 2015

LULTIMA

storie
Il Quotidiano del Popolo
celebra il motto
di Xi Jinping
a proposito dei Quattro
complessivi, la teoria
politica destinata
ad avvicinare il segretario
del Pcc ai grandi del
passato come Mao e Deng.
I punti riguardano la
volont di ottenere una
complessiva costruzione
di una societ
moderatamente prospera,
il complessivo
approfondimento delle
riforme, il complessivo
Stato di diritto, la
complessiva realizzazione
della disciplina di partito
Simone Pieranni

POPOLAZIONE

Lufficio di statistica:
Siamo1 miliardo
e 367,8 milioni
S. Pie.

Complesso

radizione vuole che ad un certo


punto del proprio mandato il
presidente cinese, nonch segretario del partito comunista, sveli il
suo contributo teorico alla storia della
nazione cinese e dell'umanit in generale. Spesso, queste forme di pensiero
teorico e politico, finiscono per diventare tormentoni, terminando il proprio percorso di gloria nella Costituzione cinese, riconosciuti come bastioni fondamentali nella teoria del
Partito per gli anni a venire.
Nell'escogitare i motti, alcuni tra i
leader cinesi hanno privilegiato slogan di grande enfasi, altri elenchi numerati. Quest'ultimi sono un classico,
del resto, anche dell'interazione quotidiana in Cina. Quando si discute con
un o una cinese, facile che l'interlocutore cominci la sua frase con primo e poi secondo eccetera.

CINESE

Teorie puntate

NELLA FOTO LA
VETRINA DI UN
NEGOZIO DI
PECHINO,
SOTTO UNA
SEDUTA
DELLASSEMBL
EA NAZIONALE
LAPRESSE

il caso, dal punto di vista politico,


delle note teorie delle quattro modernizzazioni (dellex premier Zhou Enlai) o delle tre rappresentanze del
grande vecchio Jiang Zemin. Altri come Deng Xiaoping privilegiarono altre forme e formule, per apertura e riforme, cos come l'ultimo presidente
Hu Jintao e il suo sviluppo scientifico
del socialismo. Mao utilizz entrambe le tecniche. Lattuale presidente Xi
Jinping era atteso da tempo alla prova. In molti ritenevano che il suo iniziale sogno cinese potesse essere
considerato un adeguato slogan, unitamente alla rinascita nazionale,
ma troppo povero da un punto di vista teorico. E cos lo scorso dicembre
Xi ha posto la sua prima pietra, durante una visita nella provincia del Jiangsu, in Cina orientale.
L avrebbe specificato che lo scopo
della Cina raggiungere una complessiva costruzione di una societ
moderatamente prospera, il complessivo approfondimento delle riforme,
il complessivo Stato di diritto, la complessiva realizzazione della disciplina
di partito. Xi Jinping ha usato dunque quattro volte la parola complessivo. Ed ecco che nei giorni scorsi un

le riforme richiesta dal nuovo corso.


Infine un riferimento esplicito alla
complessiva realizzazione della disciplina di partito, chiaro riferimento alla campagna anti corruzione che ha
mietuto vittime illustri e sembra non
finire. Negli ultimi tempi a cadere nel
mirino di Xi e il suo team di inchiesta
presieduto da Wang Qishan, sono anche gli operatori finanziari, le banche.
Una lotta senza piet, per nessuno,
neppure generali in pensione e gravemente malati. Una guerra totale che
Xi Jinping si dice abbia compiuto per
due obiettivi principali: disfarsi di nemici politici, ricompattando il partito
attraverso la loro sostituzione, con uomini fedeli al nuovo corso, e tentare
di salvare il partito da una sfiducia totale della popolazione, di fronte a clamorosi casi di tangenti e mazzette.

Le reazioni

editoriale del Quotidiano del Popolo,


l'organo ufficiale del Partito comunista cinese, ha sancito la sua teoria con
una formula tipicamente locale.

La consacrazione di Xi
I quattro complessivi (si ge quanmian in cinese). In tempi che precedono il tradizionale appuntamento legislativo - quanto di pi simile ad un
parlamento - l'articolo del quotidiano
comunista sembra prevedere un futuro inserimento dei quattro complessivi tra i pilastri teorici del Partito e
come futuro ricordo dell'opera del segretario Xi Jinping. Va specificato, infatti, che se il primo dei quattro com-

plessivi, strategicamente, crea una


continuit con il passato recente (la
moderata prosperit un concetto
confuciano ripreso e utilizzato a lungo anche da Hu Jintao e Wen Jiabao,
nonch dall'attuale premier Li Keqiang), gli altri tre complessivi sono
tutti farina del sacco del principino.
E segnano una svolta molto chiara:
il riferimento alle riforme e allo stato
di diritto voluto, per contrassegnare
lo scarto, invece, proprio con il passato. La Cina che procede con riforme e
diritti, dopo un periodo di grande attenzione soprattutto all'economia, ormai contrassegnata con il concetto di
quantit, rispetto alla qualit del-

Il South China Morning Post ha riportato il parere di alcuni studiosi, riguardo i quattro complessivi. Lanalista politico della Renmin University
Zhang Ming ha detto che i quattro
complessivi rappresentano un motto politico pi concreto rispetto al sogno cinese. Il pubblico pu capire
meglio il concetto rispetto a quello di
Sogno cinese, che molti considerano
come una vaga idea, ha detto. Il commentatore politico Zhang Lifan ha detto che i leader di partito spesso pensano slogan per sollecitare il sostegno
dell'opinione pubblica. Anche leader
di partito precedenti hanno sottolineato i concetti alla base della teoria dei
quattro complessivi, come la costruzione di una societ prospera e mantenere un rigoroso governo, ma lesecuzione stata spesso ostacolata.

econdo l'Ufficio nazionale di statistica cinese, la popolazione in


Cina alla fine del 2014 era di un
miliardo e 367,8 milioni di abitanti. Circa il 5,21 per cento in pi dellanno
precedente. Dal 2012, inoltre, secondo
il grande censimento nazionale, effettuato nel 2013, la Cina diventata una
nazione a maggioranza urbana, segnando un passaggio storico, rispetto
alla tradizione rurale del paese. I dati
demografici evidenziano alcune caratteristiche dellattuale societ cinese.
In particolare evidenziano tre tendenze: un problema di nascite, per
compensare la mancanza di forza lavoro giovane, a causa dellinvecchiamento progressivo della popolazione (la seconda questione aperta) e - infine uno squilibrio di genere.
Nel 2014 sono nate 16.870.000 persone; un dato compensato con il numero dei morti, 9.770.000. Pi della met delle persone che hanno partecipato al censimento vive in aree urbane,
con il numero totale dei residenti urbani che ha raggiunto i 74,9 milioni, che
costituiscono il 54,77 per cento della
popolazione. I nati nel 2014 sono
470.000 in pi rispetto al 2013, da
quanto ha reso noto la China Population Association (Cpa) luned scorso.
Dagli anni 90, il numero annuo di
neonati diminuito da pi di 20 milioni a circa 16 milioni. Il numero pi basso stato di 15,8 milioni nel 2006. In
Cina la forza lavoro, di et compresa
tra 15 e 59 anni, diminuita di 3,45 milioni su base annua dal 2012, segnando la prima diminuzione assoluta,
dallintroduzione della riforma e apertura nel 1979.
A partire dal 2013, ha scritto il China Daily, il numero di cinesi di 60 anni
o pi ha superato i 202 milioni, 8,53
milioni in pi rispetto al 2012 e pari al
15 per cento della popolazione totale,
registrando una crescita di 0,6 punti
percentuali.
Lo squilibrio di genere infine -
un altro effetto collaterale della politica del figlio unico, dato che la preferenza dei genitori cinesi per i figli maschi
ha spesso portato ad aborti (anche forzati, specie anni fa).
Negli ultimi 20 anni, il rapporto tra i
sessi dei neonati rimasto al di sopra
di 115 su 100 (uomini rispetto alle donne). Nel 2014, il rapporto sceso a
115,88 su100 da 117,6 su 100 del 2013.
Dati i problemi riguardanti forza lavoro e invecchiamento della popolazione, lo Stato cinese ha provveduto a
modificare la legge del figlio unico.
Zhai Zhenwu, capo della Cpa, ha
detto che molte famiglie sono in fase
di preparazione e si prevede che il numero di neonati aumenter sensibilmente nel 2015.
Il problema che un eventuale aumento sostenuto delle nascite potrebbe essere perfino tardivo. Il baby
boom potrebbe durare per un periodo
compreso tra cinque a otto anni, ha
detto Zhai, aggiungendo che maggiori
sforzi saranno effettuati nel settore dei
servizi pubblici per affrontare la sfida.