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ONCOLOGIA

I lezione

6.10.2014 ore 14-16


Prof. Tassone
Introduzione del corso:
(Alcune informazioni di questa breve introduzione, prima del video, sono state prese dalla sbob
dellanno precedente)
Il vostro studio deve andare al di l di quello che trattiamo noi a lezione. Dovete essere capaci di
avere, con lautonomia di studenti universitari, una visione generale degli ambiti che noi non
riusciremo a trattare, perch possono essere naturalmente oggetto di valutazione.
Una parte molto importante legata a ci che verr trattato a lezione per non pensabile che se
noi non siamo grado di trattare i sarcomi non avete idea di cosa siano i sarcomi.
Faremo uno scritto impegnativo con un numero elevato di domande a risposta multipla, un
centinaio di domande circa. Questo ci dar la possibilit di valutarvi nella maniera pi onesta
possibile, pi corrispondente alla vostra preparazione.
Seguir un orale: lorale sar un orale pi dettagliato per chi ha superato lo scritto mediamente,
meno dettagliato per chi dimostra di rispondere su 100 domande a tutte e 100.
Video:
Che cosa sapevamo prima del Cancro?
Sapevamo che un tumore fatto di cellule che si moltiplicano senza controllo ma non sapevamo
perch fosse cos poco prevedibile. Vedevamo che col tempo diventava sempre pi aggressivo come
se acquistasse nuove aree, ma non sapevamo quali fossero. Nonostante tutto abbiamo imparato a
curare molti tumori ma quelle cure sono state scoperte a volte quasi per caso grazie alle
osservazioni e alle intuizioni di alcuni ricercatori. Quei ricercatori infatti lo avevano potuto
osservare solo da fuori senza sapere che cosa accadesse dentro le sue cellule.
Il cancro la malattia pi difficile con cui la medicina abbia mai dovuto confrontarsi. Una ragione
c ed quella che le cellule malate in pratica sono quasi uguali a quelle sane e quindi se non si
individua quella piccola differenza allora non si riesce a colpire le cellule malate senza danneggiare
anche quelle sane.
Il cancro infatti una parte di noi stessi in un certo senso, perch una cellula che si altera e si
ribella allordine dellorganismo e quindi diventa una creatura che ha le sue risorse, che si sviluppa
in proprio, in un certo senso ancora una parte di noi e cerca di sopravvivere per conto suo.
La medicina oggi ottimista perch sta vivendo in un momento speciale. Quello che si scoperto
negli ultimi 20 anni pi di tutto quello che si scoperto in tutti i secoli precedenti. Sappiamo che
il cancro non una malattia, ma 100 malattie diverse, forse anche di pi, perch dipende
dallorgano colpito, dal tipo di cellule di tessuti, non solo, ogni singolo tumore ha la sua storia.
Quello che accomuna linsieme di queste malattie cancerose il fatto che partono da unalterazione
del DNA che si trova nelle nostre cellule.
La buona notizia che il cancro ha perso il vantaggio che aveva su di noi; oggi sappiamo che ha un
numero limitato di carte da giocare e non le ha tutte insieme subito ma le acquisisce poco alla volta,
nel corso del suo lungo viaggio, che dura a volte anni, fin quando poi diventa un problema.
Ogni carta unarma che il tumore pu usare contro di noi. Quindi evidente che se si riesce a
scoprire quello che c dietro non solo si riesce a identificare il tumore ma possibilmente anche
fermarlo.
Tutto comincia quando una sola cellula allinterno di uno dei nostri organi subisce un danno al
DNA e quando il danno colpisce un punto specifico, un punto particolare, la cellula inizia a
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dividersi, continua a dividersi in modo non controllato, non si ferma pi. Questo linizio di un
tumore.
Il prof:
Queste carte a cui fa riferimento Piero Angela nel video sono gli Hallmarks of
Cancer1 , e questi ancora oggi sono importanti non solo per inquadrare il
problema dal punto di vista biologico e conoscere le modalit di patogenesi e di
progressione della malattia ma naturalmente questi rappresentano importanti
target terapeutici.
Gli Hallmarkers of cancer sono il prodotto della sintesi pubblicata nel 2000 su
una rivista prestigiosa da parte di due ricercatori, Hanahan e Weinberg, ed
stata aggiornata nel 2011 dagli stessi ricercatori con un'altra review apparsa
su un altro giornale prestigioso della stessa entit che aggiunge nuovi
Hallmarkers of cancer che sono stati naturalmente identificati e definiti nel
corso degli ultimi 10 anni. Ognuno di questi aspetti viene quindi considerato un
potenziale punto di forza di un tumore ma allo stesso tempo un punto di forza
pu essere considerato anche un interessante punto di target terapeutico per
noi.

Video :
1. Normalmente esistono dei segnali che arrestano la proliferazione tumorale; abbiamo
imparato a conoscere come il cancro riesca a superare questo ostacolo e a permettere la
proliferazione incontrollata, prima linea di difesa.

Proliferazione incontrollataMetabolismo

Resistenza all'apoptosi

Immortalit

Blocco dei geni oncosoppressori

Instabilit genomica

Infiammazione

Inibizione delle difese immunitarie

Metastasi

Angiogenesi

http://www.airc.it/ricerca-oncologica/cos-e/proprieta-comuni/

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2. Le cellule normali hanno un meccanismo al loro interno, lorologio biologico, che permette
loro di moltiplicarsi solo per poche decine di volte. Al termine di queste moltiplicazioni le
cellule lentamente invecchiano e alla fine muoiono.
3. La cellula tumorale invece completamente diversa da questo punto di vista perch ad un
certo punto del suo sviluppo rompe questo meccanismo, lorologio si blocca e pu
cominciare a moltiplicarsi per un numero infinito di volte: diventa immortale.
Prof:
Quindi abbiamo dei meccanismi interni che normalmente regolano la cellula che possono
essere alterati; sono meccanismi della morte programmata che possono smettere di
funzionare, quindi meccanismi capaci di inibire lapoptosi: allimmortalizzazione delle
cellule consegue quindi ad una condizione di elevata proliferazione.
Video :
4. La cellula tumorale molto presto in grado di riprogrammare il proprio metabolismo e
quindi la sua produzione di energia, per dedicarla interamente alla divisione e alla crescita
cellulare; quello che faceva prima non conta pi, la funzione originaria viene persa, ora
lunico obiettivo riprodursi.
5. Allinizio il tumore fatto di pochissime cellule, pochi millimetri, le quali non riescono a
proliferare perch non hanno abbastanza ossigeno e nutrimento e quindi restano silenziose.
Per pu succedere che anche solo una di queste cellule abbia unalterazione ulteriore al suo
DNA, quindi si metta a produrre dei fattori di crescita per i vasi circostanti che entrano in
questo piccolo aggregato di cellule e portano ossigeno e nutrimento che permette alle cellule
di crescere e proliferare in maniera incontrollata. Oggi noi conosciamo che cosa sono questi
fattori di crescita e possiamo bloccarli.
Prof:
Abbiamo parlato della neoangiogenesi, ovvero al fenomeno della creazione di nuovi vasi sanguigni
per il supporto delle cellule tumorali, e anche che la cellula assume delle caratteristiche diverse,
cambia il proprio metabolismo e si adatta a condizioni che variano rispetto a quelle delle cellule
normali. Questo perch nei tumori solidi le cellule si adattano ad una condizione ambientale che
non permetterebbe la crescita da una cellula normale e neanche di sopravvivere; cambiano pH,
lossigenazione e altri fattori e questo implica che le due cose sono assolutamente collegate.
Video:
6.

Le difese immunitarie sono molto abili nello scoprire e distruggere le minacce contro
lorganismo. Purtroppo le cellule tumorali riescono a sfuggire a questo controllo o
nascondendosi addirittura dietro cellule normali o in alcuni casi facendosi proteggere da
loro.
7. Adesso il tumore pu davvero accelerare perch si crea lambiente favorevole infiammato
intorno a se e dallaltro lato non pi in grado di riparare il DNA e quindi accumula
alterazioni che lo favoriscono nella sua crescita.
Prof:
Quindi le cellule crescono in un contesto di microambiente (insieme di quei fattori che permettono
lespansione).
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Il cancro una malattia genetica o no?2 Studente: si. Studente: Multifattoriale, sia componente
genetica sia fattori esterni.
La genetica ha un ruolo importante anche se non segue le normali vie di trasmissioni geniche tranne
per qualche caso in cui si tratta di un tumore con caratteristiche ereditarie.
Video:
8. C un momento in cui il tumore diventa davvero pericoloso, quando le sue cellule imparano
a lasciare il tessuto da cui ha avuto origine e a formare delle colonie in altri tessuti, in altri
organi. Queste colonie sono le famose metastasi.
Prof:
Questo un aspetto interessante. Prima si faceva riferimento ad una certa eterogeneit della
malattia; ebbene tutto il percorso oncologico si caratterizza per una progressione da una clonalit
abbastanza ristretta ad una perdita della clonalit. La malattia ha inizio da eventi che si manifestano
a carico di una determinata cellula e questa cellula, che pu essere in uno stadio di differenzazione
variabile, pu dare vita ad un clone che cresce pi degli altri cloni, non necessariamente espulsivo,
pu essere un clone che cresce pi lentamente ma che comunque cresce con modalit differenti.
Generalmente quando in un motore ci sono dei difetti, e noi continuiamo ad utilizzare quel motore
ed ha un difetto, quel difetto si tira dietro tutti gli altri difetti; questo pu ricondurre il tutto ad un
accumulo di alterazioni genetiche di vario tipo, che possono naturalmente differenziare la cellula
quanto il pi possibile dal tessuto di origine. A quel punto il meccanismo cos a briglia sciolta che
noi siamo davanti ad un fenomeno che rapidamente continua caratterizzando il tessuto tumorale,
che pu essere anche di piccole entit, con la presenza di cloni di natura diversa: in pratica le cellule
possono acquisire delle caratteristiche assolutamente differenziate tra di loro e non difficile
trovare delle cellule che presentano delle caratteristiche diverse da altre, la malattia iniziale tende
poi a caratterizzarsi in vie differenti. In altre parole, il tumore assume gi in uno stadio precocissimo
una sua caratteristica di eterogeneit.
possibile che il clone metastatico presenti delle caratteristiche differenziate rispetto al tumore
originario, alcune volte proprio questa eterogeneit che caratterizza un homing in un tessuto
rispetto ad un altro (esempio, il tumore della mammella metastatizza al tessuto osseo). Esistono
caratteristici homing e questi processi di migrazione sono da mettere a confronto con le particolari
caratteristiche che assumono queste cellule, quindi assumono una specificit che li porta ad avere
una preferenza per un contesto di microambiente particolarmente specifico che diverso se
parliamo di fegato, di polmone o di osso.
Quando una cellula particolarmente indifferenziata come se acquisisse le caratteristiche di una
cellula primordiale, quindi una cellula tumorale ha potenzialmente le stesse possibilit di proliferare
di una cellula totipotente.
In genere quando voi pensate ad un tumore dovete sempre pensare ad una controparte: un processo
tumorale una controparte di una condizione normale. Vi dovete sempre chiedere, da dove parte
questa malattia. Se voi avete una cascata di differenziazione e voi avete nellambito della cascata di
differenziazione un evento trasformante che colpisce un determinato step, ovvio che avrete una
controparte neoplastica di quello step; questo permette di differenziare una malattia simile che per
parte da uno step diverso o da un tessuto diverso.
2 Il cancro una malattia genetica. http://www.bgbunict.it/Html/DiPietro/LezioniSito/Medicina/pdf%20Med
%2010/Cancro.pdf

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Quindi ad oggi c la caratterizzazione del tessuto di origine ma si inizia a vedere qualcosa di


diverso: la caratterizzazione molecolare dei tumori, cio la possibilit di dissecare uno stesso tipo
tumorale in sottotipi molecolari, al cui stata attribuita la possibilit di evoluzione, con prognosi
diverse, ed oggi si guarda a questo tipo di approccio anche dal punto di vista terapeutico con
lobiettivo della personalizzazione dei trattamenti. Un giorno forse arriveremo ad una terapia
differenziata non perch si tratter di un tumore della mammella o di un tumore del colon ma
magari in base ad una differenzazione molecolare3, come si fa oggi con lantibiogramma. Quindi
disegnare una strategia terapeutica a partire da un determinato status molecolare che ci indica per
esempio che, pi che considerare quella malattia come un cancro alla mammella, forse dovremmo
considerarlo di pi come ex, come un cancro del colon perch ha delle caratteristiche molecolari
che lavvicina al colon e la terapia che utilizziamo sul colon funzioner meglio. Questa sar una
missione futura, magari tra 20 anni.

Video:
9. Inoltre i tumori non sono fatti di cellule tutte uguali, i tumori hanno una sottopopolazione di
cellule di riserva, le cellule pi difficili e insidiose per il cancro che sono capaci di resistere
ai farmaci e quindi di far crescere la malattia anche a distanza di anni quando meno ce lo
aspettiamo.
Prof:
Si parla delle cancer stem cells (cellule staminali tumorali): abbiamo numerose informazioni ma
consideriamo ancora iniziale lapplicabilit delle stesse; per molte cellule esistono dei progenitori, e
bersagliare, avere un target su le cellule progenitrici di un tumore pi efficace che agire sulle
cellule del tumore stesso
Video:
10. In questi ultimi anni abbiamo osservato che il tumore in grado di liberare in circolo delle
sostanze alterate che noi possiamo misurare attraverso un esame del sangue e quindi
possibile identificare la presenza del tumore nelle sue prime fasi di sviluppo quando non ha
ancora acquisito quelle aree di cui abbiamo parlato finora e questo permette di aggredirlo
quando ancora molto pi vulnerabile.
Sono queste le armi segrete dei tumori che li aiutano a resistere ai nostri tentativi di fuga ed i
ricercatori, sostenuti dallAssociazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, lavorano su tutte queste.
Dietro ciascuna ci sono dei meccanismi molecolari che possono essere toccati con farmaci molto
specifici, dunque pi efficaci e meno tossici delle terapie tradizionali. Oltre 50 di questi nuovi
farmaci sono gi in uso nel mondo e unaltra decina viene approvata ogni anno. Per fortuna non
bisogna neutralizzare tutte le armi del tumore, ne basta qualcuna, una nuova stagione nella cura del
cancro gi iniziata.
Quante volte al mattino, ascoltando la radio abbiamo sperato che arrivasse la notizia che il cancro
stato debellato. In realt difficile perch il cancro tante cose diverse. Quello che per pu
succedere e sta succedendo che un medico ci dica che il suo tumore, quello di sua madre, di suo
figlio curabile e moltissime persone hanno avuto questa buona notizia. Abbiamo avuto una vittoria
3 http://www.unicz.it/immunology/
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per la maggior parte delle leucemie infantili, delle leucemie mieloidi croniche, di tantissimi tumori
al seno, dei linfomi di Hodgkin, una ricerca difficile e che costa. Il lavoro di un ricercatore nel
mondo della scienza viene valutato in base a un parametro molto semplice, cio quante volte la sua
ricetta stata citata da altri su riviste scientifiche perch pi citata pi importante e utile. I lavori
dei ricercatori sostenuti dallAIRC sono citati due volte di pi rispetto alla media internazionale. La
vittoria sul cancro fatta di tante battaglie vinte contro questa o quella forma di tumore.
Pensate che negli ultimi ventanni la mortalit diminuita dell1 % lanno.
Quanto tempo ci vorr ancora? Non possiamo prevedere le scoperte ma con le nostre donazioni
possiamo continuare a sostenere i ricercatori pi bravi e insieme a loro possiamo sconfiggere il
cancro.
Siamo quasi due milioni di soci, finanziamo la ricerca sul cancro dal 1965, abbiamo finanziato
progetti di ricerca per oltre 741 milioni di euro, sosteniamo pi di 3000 ricercatori tutti insieme
rendiamo il cancro sempre pi curabile.
Epidemiologia.
Il cancro un problema socio-sanitario di grandissima rilevanza ed in rapida crescita e conoscere
lentit del problema utile per capire la necessit in termini di risorse umane ed economiche.
Quando si parla di epidemiologia oncologica si fa riferimento alla distribuzione dei tumori nello
spazio e nel tempo, importante per capire le correlazioni con fattori causali personali ed ambientali.
Esistono diversi tipi di studi:
- DESCRITTIVI: lobiettivo principale descrivere la distribuzione dei tumori nella
popolazione ed analizzare le caratteristiche dei soggetti affetti; si fanno con statistiche
demografiche che includono parametri importanti come la valutazione dellincidenza e della
mortalit permettendo di concludere con ipotesi relative a meccanismi di tipo eziologico.
- ANALITICI: servono ad analizzare associazioni tra fattori di rischio (determinanti) o fattori
protettivi e la patologia in studio.
Dagli studi emerge che a fronte di un aumento dellincidenza delle patologie neoplastiche, la
mortalit per cancro in riduzione progressiva nei paesi industrializzati; stessa cosa non dicasi per i
paesi pi poveri dove ammalarsi di cancro equivale a morire per cancro. Lincidenza maggiore nei
paesi pi industrializzati. Se si fa riferimento alla popolazione femminile si nota che ad un aumento
dellincidenza si ha che la mortalit risulta ridotta sorprendentemente a meno del 50% grazie alla
diagnosi precoce e quindi grazie a misure di prevenzione secondaria.
Qual il rischio cumulativo di ammalarsi di tumore? La probabilit di ammalarsi di tumore
riguarda: un uomo su due ed una donna su tre nel corso della loro vita. Ogni otto donne, una si
ammala di tumore della mammella; un uomo ogni nove ed una donna ogni trentasei svilupper un
tumore al polmone; un uomo ogni sette svilupper un tumore alla prostata; un uomo ogni dieci ed
una donna ogni diciassette svilupper un tumore del colon-retto.
Quando si parla di probabilit, si parla di probabilit LAST TIME, considerando la vita media della
popolazione.
Incidenza: il numero di nuovi casi che si sviluppano in un determinato periodo di tempo,
rapportato con il numero di persone a rischio per lo sviluppo della malattia. Questi studi, in campo
oncologico, si basano sulla presenza di specifici registri, che sono dei registri per i tumori. Uno dei
metodi utilizzati ricavare le informazioni dalle SDO (scheda di dimissione ospedaliera) che per
non rappresenta loptimum per ottenere delle informazioni.
Quanti sono i tumori in Italia? Nel 2012 sono stati diagnosticati circa 364.000 nuovi casi di tumore
maligno, circa mille al giorno. Di questi circa 202.000 (56%) riguardano il sesso maschile e
162.000 (44%) il sesso femminile.
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Come si suddividono questi tumori? Il cancro al colon-retto conta 50.000 diagnosi, il cancro alla
mammella 40.000 diagnosi, per il polmone siamo a 38.000 casi e per la prostata a 36.000 casi. Se
poi facciamo una suddivisione sulla base del sesso, vediamo che il cancro alla prostata assume un
ruolo dominante per il sesso maschile a cui segue polmone e colon-retto; per quanto riguarda il
sesso femminile abbiamo il cancro alla mammella, seguito dal cancro al colon-retto e poi al
polmone. Se poi consideriamo vescica, stomaco, utero e tiroide vediamo che le patologie
neoplastiche di questi organi sono un poco meno frequenti. Questi dati risalgono al 2012 ma i dati
risalenti al 2013 non sembrano essere significativamente diversi.
Per quanto riguarda il gradiente dincidenza delle patologie neoplastiche tra nord sud esistono dei
dati, su cui per non ci si pu sbilanciare data la scarsa tendenza alla registrazione dei casi presente
al sud, che indicano una minore incidenza di cancro alla mammella e al polmone al sud, mentre per
il cancro allo stomaco o alla prostata, i dati sembrano non avere una rilevante differenza.

Domanda: Quelli che raddoppiano sono pi legati a fattori ambientali?


Risposta: Non pu esserci una risposta univoca, viene per considerato che alcune di queste
neoplasie sono in forte relazione con i fattori ambientali, da pensare che vi sia una preponderanza di
SI come risposta.
Se valutiamo i primi 5 tumori in termini di frequenza e proporzione sul totale dei tumori incidenti
per sesso e fascia di et vedete che ci sono delle differenze: nei maschi con et < 50 anni, al primo
posto, troviamo il testicolo e poi i linfomi non Hodgkin, tra i 50 e 69 invece la prostata poi colonretto e polmone. Per quanto riguarda le donne il tumore della mammella coinvolge tutte le fasce di
et.

Per quanto riguarda il rischio dellincidenza abbiamo un gradiente Nord-Sud che si ripropone sia
nel sesso maschile che in quello femminile: questo mette in relazione i fattori ambientali e il loro
peso.

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Mortalit. Numero di decessi per singolo tumore nella popolazione in un determinato intervallo di
tempo.
Trend mondiale: diminuzione della mortalit. Questo incoraggiante.
Negli USA a partire dagli anni 90 si comincia a notare una riduzione della mortalit, anche il dato
italiano ripercorre il dato internazionale con questa tendenza generale ad una riduzione della
mortalit.
Per quanto riguarda il cancro del polmone abbiamo una netta riduzione nel sesso maschile, invece
questa non cos evidente nel sesso femminile. Per il sesso femminile questa riduzione della
mortalit del cancro del polmone invece non si sta apprezzando in maniera significativa, questo
dovuto un po' alle abitudini del sesso femminile recentemente acquisite dal '68, dopo la rivoluzione
il fumo di sigaretta diventata una abitudine apprezzata nelle donne e questo ha portato a un
incremento drammatico delle diagnosi a tuttoggi e quindi verifichiamo una frequenza di incidenza
nel sesso femminile come non si era mai vista prima.
I decessi sono circa 175.000 allanno con una prevalenza del sesso maschile rispetto a quello
femminile: 99.000 tra gli uomini e 76.000 tra le donne.
Domanda: Potrebbe essere dovuto questo a fattori ormonali?
Risposta: difficile dare una risposta, correlato pi a un discorso di tipo occupazionale.
Ogni anno ci sono 3,5 decessi per 1.000 uomini contro 2,5 decessi per 1.000 donne, per una media
totale di 3 decessi per 1.000 persone, quindi circa 500 persone muoiono ogni giorno in Italia a causa
del cancro.
Dal punto di vista dei decessi la situazione diversa rispetto allincidenza, abbiamo per quanto
riguarda il sesso maschile al primo posto il cancro del polmone seguito da quello del colon retto,
seguito da quello della prostata che in termini di incidenza era il pi frequente. Questo vuol dire che
curiamo meno bene i tumori del polmone e del colon retto rispetto a quello della prostata.
La mammella continua ad essere la prima causa di morte nel sesso femminile e in questo caso non
vediamo significative differenze tra incidenza e mortalit.
Prime cinque cause di morte tumorali pi frequenti e proporzione sul totale dei decessi oncologici
per sesso.
Uomo

Donna

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1 Polmone (27%)

Mammella (16%)

2 Colon retto (11%)

Colon retto (12%)

3 Prostata (8%)

Polmone (11%)

4 Fegato (7%)

Pancreas (7%)

5 Stomaco (7%)

Stomaco (6%)

In termini di sopravvivenza a 5 anni:


MASCHI
Rango
1
2
3
4
5

Anni (049)
Polmone
(15%)
SNC
(11%)
Colon-retto
(8%)
Vie aerodigestive
sup. (7%)
Stomaco
(6%)

FEMMINE
Anni (5069)
Polmone
(31%)
Colon-retto
(10%)
Fegato(8%)

Anni (70+)

Pancreas
(7%)

Polmone
(26%)
Colon-retto
(11%)
Prostata(11%
)
Stomaco
(7%)

Anni (0-49) Anni (5069)


Mammella Mammella
(28%)
(21%)
Polmone
Polmone
(11%)
(14%)
Colon-retto Colon-retto
(7%)
(10%)
SNC
Pancreas
(7%)
(7%)

Stomaco
(6%)

Fegato
(6%)

Leucemie
(6%)

Stomaco
(7%)

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Anni (70+)

Ovaio
(7%)

Mammella
(14%)
Colon-retto
(13%)
Polmone
(10%)
Pancreas
(8%)

Questo il trend di sopravvivenza negli uomini negli ultimi anni. I maggiori progressi si sono fatti
ad esempio nei confronti del cancro della prostata.

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Sopravvivenza a cinque anni per quanto riguarda il sesso femminile: nel cancro della mammella
abbiamo avuto un incremento della sopravvivenza valutata a 5 anni, anche in questo caso lo
spostamento in un decennio minimamente apprezzabile. Siamo passati dall81 all87%.

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Prevalenza. Fa riferimento alla percentuale del numero dei malati esistenti in un dato momento e in
una data popolazione e si esprime in termini di proporzione sul totale della popolazione.
importante perch ci da unimmagine della patologia in quel momento e non della sua
evoluzione.
Pu variare a seconda dellincidenza e della mortalit; ci permette inoltre di valutare lefficacia
della nostra strategia terapeutica Se teniamo come punto fermo lincidenza e abbiamo una riduzione
della mortalit avremo unestensione della prevalenza.

Sopravvivenza. lintervallo tra la diagnosi e la morte e viene espressa come probabilit di


sopravvivenza a diversi intervalli di tempo. una cosa che consideriamo con grande interesse
perch gli studi clinici e le prospettive terapeutiche fanno riferimento all overall survival.4 Quando
sentite parlare di overall survival facciamo rifermento alla sopravvivenza di questi pazienti.

4 Sopravvivenza complessiva (OS - Overall Survival). La sopravvivenza globale il periodo di tempo che intercorre
tra la data di randomizzazione nello studio clinico e la data del decesso.

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Un dato interessante riguarda cosa riusciamo a fare in Italia ( nellistogramma al quarto posto a
partire dallalto) rispetto al resto del mondo: per quanto riguarda colon-retto e mammella vediamo
che il punto in cui si colloca il nostro paese si dimostra, in termini di sopravvivenza, un po
inferiore rispetto a quella degli USA o dellAustralia ma superiore rispetto a quella della Norvegia o
del Regno Unito. Il che significa che il nostro standard di cura non inferiore a quello di paesi
avanzati dellUnione Europea.
Epidemiologia Molecolare
Oggi abbiamo una nuova frontiera che quella dellepidemiologia molecolare, che va integrare la
semplice analisi (incidenza, prevalenza, eccetera) con lintroduzione di marcatori che possono
essere ad esempio marcatori di tipo genetico.
Gli obiettivi dellepidemiologia molecolare sono lo studio di indicatori di suscettibilit genetica
(presenza di mutazioni, presenza di polimorfismi), di effetti genetici precoci, dellesposizione a
fattori carcinogeni (es. alterazioni cromosomiche e geniche).
Essa probabilmente aprir nuovi scenari e oggi indispensabile per approcciarsi ad analisi di
problematiche che possono essere collegate, ad esempio, allambiente: pensate ad alcune aree,
anche in Calabria, che registrano unalta incidenza di tumori e che probabilmente sono dovute ad
alterazioni genetico-individuali, a polimorfismi o ad alterazioni ambientali.

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