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STORIA

DELLA
SPAGNOLA

LETTERATURA

PARTE PRIMA: IL MEDIOEVO


CAP 1 - DALLA FINE DELL XI SEC. AGLI INIZI DEL XIII
Momento molto importante x la societ castigliana: la crescita demografica porta al
ripopolamento di ampie zone del territorio e allo stesso tempo fioriscono gli insediamenti
urbani con fini commerciali dove prima leconomia era prevalentemente rurale
(agricoltura e allevamento).
ALFONSO VI (asceso al trono x la morte di suo fratello Sancho II) il re castigliano che
domina la seconda met del XI sec.:
o
o

Annessione di Toledo e di unampia zona circostante grazie allappoggio dei


mozarabes (popolazione cristiana vissuta sotto il dominio arabo)
Introduce in Castiglia varie innovazioni culturali promosse da suo nonno Sancho el
Mayor di Navarra.

Riforme cluniacensi movimento di riforma ecclesiale che dapprima rinnov


lordine benedettino e poi si estese a tutta la Chiesa Cattolica.
Morte di Almanzor ministro degli Omayyadi (m. 1002). Detto Almanzor dai cristiani, fu ministro di al-Hkam II
(961-976) e Him II (976-1009) e sotto quest'ultimo riun nelle sue mani tutti i poteri. Pacific l'Africa settentrionale, riordin
l'esercito e condusse numerose campagne contro i regni cristiani di Spagna ottenendo importanti vittorie. Celebre anche per
la sua attivit di costruttore, ampli la moschea di Cordova e costru, nei pressi di questa citt, la stupenda residenza di
Madnat az-Zahr (la citt lucente).

Comporta una profonda crisi per il califfato, con conseguenti rivoluzioni che a partire
dallanno 1008 aggravano la situaizione di Cordoba, provocando la sollevazione degli
eruditi e la sollevazione del popolo.
La mancanza di uneffettiva autorit politica rende possibile lo smembramento del
califfato e lapparizione di piccoli regni autonomi (taifas) che arrivarono a pi di 50.
Gli almoravidi (incolti guerrieri barbari) mettono fine a questa divisione territoriale nel
1090, dando origine ad un tentativo di riforma religiosa e di ritorno dellortodossia
1

islamica persecuzioni nei confronti degli ebrei e cristiani che tendono a rifugiarsi nei
domini del nord.
Li si sviluppano centri intellettuali di
notevole splendore, mettono in contatto la
scienza araba con loccidente medievale
(primi passi vs il rinascimento culturale del
XXII sec.)
La caduta del califfato cordobese, con tutta la sua raffinatezza culturale e letteraria e
lignoranza della lingua araba da parte degli Almoravidi portano allabbandono qsi totale
della poesia araba classica, che viene sostituita da forme volgari, fse provenienti dalla
tradizione: nascono cos i primi zejeles (tipo di poesia spagnola formata da un estribillo e
una mudanza che include un verso de vuelta)
Dalla fine dellXI sec. si notano nelloccidente europeo alcuni segni di rinvigorimento
intellettuale che porteranno al cosidetto Rinascimento culturale del XII sec.

o
o

Rivalutazione del latino


Maggiore diffusione della cultura grazie allammissione delle
donne ai centri di studio, incremento di lettori, apparizione della
letteratura in lingue romanze
Il XII sec. rappresenta il trionfo della cavalleria e delle crociate

2 elementi fondamentali in questo periodo:


-

Piena formazione delle diverse nazionalit peninsulari


Graduale dominio del regno di Castiglia sui restanti regni della penisola

I contrasti tra la nobilt e la borghesia penalizzano il commercio e hanno come


conseguenza nel 1110 la rottura del matrimonio tra Alfonso I dAragona (difensore degli
interessi di contadini e commercianti) e dona Urraca di Leon-Castiglia (incline a
proteggere la nobilt), e la successiva ascesa al trono castigliano leonese di Alfonso VII
che intraprende una politica di divisione tra i regni cristiani, a proprio vantaggio e a
sostegno della sua idea di essere riconosciuto imperatore dagli altri re della penisola.

Sotto il regno di Alfonso VII nasce il Portogallo come contea


indipendente da Leon (poco dpo si trasformer in regno) mentre la
Castiglia si separer ancora di pi dal regno leonese.
Panorama politico del XII sec.:
1. Conflitti tra i regni cristiani della penisola
2

2. Decadenza militare degli Almoravidi


3. Gli scontri tra gli arabi di El Andalus
4. Arrivo a met secolo degli Almohadi (musulmani ancor pi integralisti e guerrieri
dei loro predecessori, accusati di essere eterodossi e apostati). Il movimento sfocia
in unautentica rivoluzione politica: la Castiglia e gli altri regni peninsulari,
gravemente minacciati, si uniscono contro il potere almohade in una crociata che
culminer nella battaglia di Las Navas, segnando la fine dellegemonia militare
degli Almohadi
5. Continue ondate di crociati nei regni peninsulari. I rapporti con altri regni esterni
alla penisola venivano mantenuti anche attraverso le alleanze matrimoniali.
La letteratura si trasmette di generazione in generazione: il primo esempio sono le
canzoni popolari.
JARCHAS brevi composizioni che si trovano a conclusione di alcuni poemi in arabo o
ebraico chiamati muwaschahas (tra la met dellXI sec e fine del XII)

MUWASCHAHAS sembra fu inventata dai poeti di El Andalus (cordobesi), designa un


tipo di ode o di canzone amorosa composta da varie strofe di 5 o 6 versi: i primi 4 o 5
rimano tra loro, mentre lultimo o gli ultimi 2 rimano tra loro o con gli ultimi 2 delle altre
strofe costituendo cosi un doppio gioco di rime.
La muwaschaha il risultato di una serie di alterazioni e deviazioni delle norme stabilite
dalla poesia araba classica, che si basava su sequenze di lunghi versi monorimati,
scanditi secondo la qt della sillaba.
Si divide in strofe con versi brevi e rime alternate.
Lultimo o gli ultimi versi della muwaschaha erano formati dalla jarcha (aveva scarsa
relazione tematica con il resto della composizione).
ZEJEL altro tipo di poesia di carattere popolare coltivato in Andalus: scritto in arabo
volgare con prestiti romanzi nei suoi versi; di solito pi narrativo e satirico della
muwaschaha e presenta una struttura strofica simile a quella di composizioni di tipo
tradizionale di altri domini linguistici. Contiene un ritornello iniziale, 3 versi con la stessa
rima, un verso di ritorno e di nuovo il ritornello. Lo zejel manca di jarcha.
Risulta impossibile conoscerne le origini (si pensa invenzione dei poeti cordobesi).
Si ricorda in Aben Guzman il principale cultore (morto nel 1160).
Gi a partire dal XIII sec, la lirica popolare ebbe una chiara confluenza con gli ideali
cortesi, modificando limpostazione del genere:
- Da una parte venne assimilata dalla poesia colta che la rielabor
- Dallaltra si convert nel genere caratteristico della poesia erotica e delle
connotazioni volgari.
Enecessario segnalare lesiguo numero di testi di tipo tradizionale che possono essere
situati con certezza nel Medioevo.
VILLANCICO la strofa caratteristica della lirica castigliana di tipo tradizionale:
formata da 2 o 3 versi, con un nr variabile di sillabe; manca xtanto di forma fissa in qto
3

una composizione di enorme flessibilit (tendenza schema ABB con versi di 8 e 6 sillabe
che a volte possono presentare un verso corto).
Il VILLANCICO designa inoltre una forma strofica costituita dalla somma della
composizione tradizionale con la sua glossa, con cui ci si abitu ad accompagnare
le cancioncillas.
Il VILLANCICO anche un tipo di canto corale liturgico che veniva intonato nelle
chiese durante determinate festivit come Natale ed Epifania.
Poche notizie prima del XV sec.
La poesia tradizionale portoghese, castigliana o francese caratterizzata
dallabbondanza di componimenti brevi, di 2 o 3 versi, con una distribuzione di rime che
tende ad essere fissa.
Il villancico si considera elemento invariabile nella lirica tradizionale, mentre la glossa si
modifica continuamente in base ai gusti di epoche ed autori.
La lirica tradizionale si raggruppa intorno ad alcuni temi molto concreti:
1. La natura: mette in relazione la lirica primitiva con canti primitivi dedicati allarrivo
della primavera. In linea generale lidea dellarrivo della primavera si accompagna
con quella della nascita dellamore.
2. Nacquero canzoni apposite x celebrare determinati avvenimenti (es. canti di nozze,
di morte, di vittoria, )
3. Per accompagnare il lavoro furono composte alcune canzoni sulla mietitura, la
tessitura, la macinazione del grano, ecc.
4. Il gruppo pi nutrito quello formato dalle canzoni di tema amoroso, con tutte le
loro variet e sfumature.
5. Esistevano anche canzoni dedicate alla burla o alla satira
La lirica tradizionale entra nei Cancioneros a met del XV sec mediante, soprattutto, i
maestri di musica, che adattano le canzoni alla polifonia che inizia a diffondersi nella
penisola iberica, grz tra gli altri ai musicisti fiamminghi.
CAP 2 LA MATURITA
Lo spirito di crociata dominante nel XII sec era ancora presente in Castiglia agli inizi del
sec successivo.
E probabile che il Poema de Mio Cid nascesse in questo periodo con la sua forma attuale.
La vittoria degli Almohadi du Alfonso VIII di Castiglia ad Alarcos (1195) costituisce il
momento di massima egemonia degli arabi, ma la situazione cambier di li a pochi anni:
gi la battaglia di Las Navas del 1212 si pu considerare linizio di una rapida decadenza
(in battaglia morirono qsi tutti i componenti dellesercito arabo).
La morte di Yusuf II, emiro degli Almohadi, comport una divisione degli stati locali:
Ferdinando III di Castiglia e suo padre Alfonso IX di Leon la sfruttarono x conquistare
nuove citt, tra cui Cordoba (1236).
4

La morte di Alfonso IX e lascesa al trono del figlio Ferdinando III, che era gi re di
Castiglia dal 1217, ebbero come risultato lunione definitiva dei 2 regni e legemonia
castigliana sulla penisola iberica.
Nel 1262 restava da conquistare solo il piccolo regno arabo di Granada.
Nascita dei grandi latifondi meridionali: citt deserte che gli arabi sn stati costretti ad
abbandonare e campi da coltivare con una manodopera a basso costo (i musulmani
sconfitti).
Le ampie estensioni rurali in cui ancora vivevano gli antichi abitanti musulmani
(mudejares) vennero affidate agli ordini militari e alla nobilt pi antica e fedele al re.
Sotto il dominio della chiesa e della nobilt restano gli uomini senza titoli nobiliari,
contadini e pastori e i mudejares, i quali mantengono la libert in cambio di ingenti tributi
da pagare ai proprietari delle terre che occupano.
Gli ebrei costituiscono un gruppo a parte: in generale formarono un nucleo dedito al
commercio, allo studio delle scienze e alla pratica della medicina.
Finch perdur la prosperit economica grazie alle conquiste del XIII sec ci fu convivenza
e tolleranza allinterno delle 3 culture (cristiana, musulmana ed ebrea).
Quando x iniziarono le difficolt e le carestie del XIV sec, lequilibrio instabile si ruppe e
cominciarono le sanguinose persecuzioni contro gli ebrei, la pressione economica e
religiosa nei confronti dei mudejares (si ribelleranno in numerose occasioni).
Il potere della nobilt spinse i sovrani a cercare lappoggio del popolo, degli abitanti delle
citt e dei villaggi che venivano protetti con statuti che permettessero la loro crescita.
Tuttavia i privilegi locali furono sostituiti da codici. Daccordo con i modelli introdotti da
Giustiniano e da Graziano, Ferdinando III e suo figlio Alfonso X si sforzarono di unificare i
testi legali e di codificare le attivit dei sudditi (come appare evidente nelle Siete
Partidas), ma la forza dei nobili imped che la pretesa dei re riuscisse del tutto: sar
necessario aspettare fino ai re cattolici, nella seconda met del VX sec x trovare lunit
del corpus delle leggi applicato in Castiglia e Leon.
Per qto riguarda la cultura, la differenza pi significativa tra XII e XIII sec la nascita delle
universit, che come conseguenza del rinascimento europeo e dello sviluppo delle citt,
sostituiscono le scuole monastiche o episcopali.
Le universit sorgono come corporazioni formate da maestri e studenti, e come tali si
organizzano x difendere alcuni interessi comuni, con statuti e strutture proprie e con
grande indipendenza rispetto al potere del re o della chiesa.
Nel 1215 si tenne il IV concilio lateranense in cui risalt la preoccupazione delle alte
gerarchie ecclesiastiche per la scarsa formazione dei sacerdoti, mentre si propugnava la
necessit che il clero avesse una preparazione pi profonda.
MESTER DE CLERECIA massimi rappresentanti si forme letterarie elaborare, aliene dalla
tradizione orale, che iniziano a formarsi anche in Castiglia e Leon allinizio del XIII sec.
Le direttive lateranensi non giunsero in Castiglia fino al termine del Concilio di Valladolid
del 1228, ma la penetrazione delle riforme fu lenta.
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La letteratura scritta in lingua romanza si configura pienamente dagli inizi del XIII sec.
Ci sono 2 momenti di particolare importanza: il regno di Alfonso VIII e quello di Alfonso X.
Durante il XIII sec e in concomitanza con questi 2 sovrani, quasi mezzo centinaio di
trovatori e juglares visitano la corte castigliana e leonese.
La poesia epica
Nata con propositi informativi o come notiziario, spesso si converte in un mezzo di
propaganda politica, in quanto raggiunge un pubblico molto vasto:
- Il mondo del feudalesimo e delle crociate
- Quello dei monasteri e delle reliquie
- Quello della borghesia
La poesia epica caratterizzata da oggettivit e realismo. E considerata poesia narrativa
perch come qualsiasi tipo di narrazione ha x oggetto lesposizione di cose realizzate o
quasi realizzate e qdi la si pu intendere come espressione di verit (carattere
oggettivo).
Da evidenziare anche il suo carattere non problematico: trionfo e difesa di valori
riconosciuti dalla collettivit, dei quali sono portatori gli eroi.
I collegamenti tra il poema epico e la storia solitamente sn stabiliti in forma realista,
tuttavia da segnalare che in questa trasposizione la realt viene percepita come una
dimensione eroica, qdi esagerata: colui che valoroso e leale dovr esserlo sempre in
modo sovrumano e viceversa, i malvagi saranno tali fino in fondo.
Sul piano fisico eroi e antieroi sn capaci di azioni assolutamente straordinarie, dotati
come sn di una forza iperbolica.
I poemi epici si cantavano generalmente in una monodia e con laccompagnamento di
strumenti a corda. Gli indizi pi attendibili fanno pensare che il juglar (bardo)
apprendesse una serie di poemi epici insieme a una struttura narrativa.
Lutilizzo del latino come lingua colta vincolata alla Chiesa e la lunga tradizione dei canti
eroici tra i popoli germanici stanno alla base della nuova poesia epica.
I pi antichi poemi epici in lingua romanza presentavano vari nuclei tematici. In Castiglia
erano 2:
- Linvasione araba e i primi focolai della resistenza
- Gli inizi dellindipendenza di Castiglia.
In Provenza gran parte dei poemi epici della Francia settentrionale hanno per protagonisti
eroi meridionali (si sn conservati sl 2 poemi in provenzale ed entrambi sn collegati a Carlo
Magno e Rolando).
Avvenimento storico formazione della leggenda epica elaborazione in cantar de
gesta
Basandosi sui cantares de gesta conservati e con le notizie che ci giungono attraverso le
cronicas, si soliti considerare lepopea castigliana formata da 3 cicli tematici:
1. Quello dei conti di castiglia
2. Dello del Cid
3. Il ciclo cosidetto francese

Il Poema de Mio Cid


E arrivato ai giorni nostri grazie a una copia realizzata nel XIV sec a partire da un
manoscritto dellanno 1207 elaborato da Per Abbat (geniale autore o semplice scrivano?)
Il Poema si basa su una parte delle imprese di Rodrigo Diaz de Vivar, nobile castigliano
che visse nella seconda met dell XI sec , conquist Valencia nel 1094 e mor nel 1099.
Il Cantar allude alla presa di Valencia, ma non dandole particolare importanza (forse
perch gli Almoravidi la riscattarono poco dopo nel 1102).
A proposito dellautore, Menendez de Vival parl in un primo tempo dellesistenza di un
unico scrittore, ma nellultimo studio del Poema difese la tesi di 2 juglares, uno di Esteban
de Gormaz (che stabil il piano generale dellopera e scrisse il Cantar del destierro
dellesilio); un altro di Medinaceli (pi moderno che elabor i restanti 2 cantares).
Il Poema de Mio Cid si compone di 3 cantares di estensione simile: circa la met del
poema narra le prodezze del Cid con dettagli che completano il ritratto del protagonista
(coraggio, astuzia, generosit). Laltra met non include quasi nessuna scena bellica, ma
si concentra sulla relazione dei Conti di Carrion e le figlie del Cid.
2 assi del poema:
1. Il disonore morale e politico
2. Il discredito personale e famigliare

Il risultato che lazione costituisce lelemento fondamentale per recuperare lonore e la


rispettabilit fino alla piena riabilitazione agli occhi del re.
Il Poema risalta per la straordinaria sobriet e semplicit espressiva:
- Lazione si sviluppa in forma rettilinea, senza perifrasi ne digressioni
- Il Cid il personaggio centrale attorno al quale ruoteranno tutti gli altri,
collaborando con le loro azioni allesaltazione delleroe che equivale allesaltazione
di tutti loro.
- Per portare a termine il suo lavoro il poeta ricorre alluso di formule ed espressioni
formulari, utilizzate con grande abilit per evitarne la ripetizione meccanica e
adattandole in ogni momento alle necessit del racconto.
Rodrigo Diaz de Vivar divenne ben presto oggetto di varie leggende, la sua fama
raggiunse un ampio pubblico. Rodrigo cominci ad avere un ruolo importante nelle opere
che alludevano alla spartizione di regni attuata da Fernando I tra i suoi figli e gli scontri
che ne derivarono, fondamentalmente tra il re di Castiglia Sancho II e il re di Leon,
Alfonso VI: nasceva cosi il ciclo epico del Cid.
Le Mocedades de Rodrigo
-

Creazione di un Rodrigo Diaz giovane, ma sicuro di se stesso, come nella maturit


disposto a difendere il suo re di fronte a qualsiasi aggressione fisica o morale.

La redazione originale del testo conservato (1350-1360) opera di un autore colto, fse
un chierico, che rielabor un cantar de gesta precedente e perduto.
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La versificazione propria della juglaria, assolutamente irregolare.


Nellintroduzione in prosa si racconta la storia dei giudici di Castiglia, Nuno Rasura e Lain
Calvo. Il verso inizia con lo scontro tra Fernan Gonzalez e il re di Leon, che culminer con
lindipendenza della Castiglia.
Discendente del bellicoso conte fu Sancho Abarca, primo re castigliano, il quale scopr la
tomba di san Antolin presso Palencia: il ritrovamento utilizzato dallautore per narrare la
storia della diocesi palentina.
Da Lain Calvo discendono Rodrigo Diaz e le principali famiglie castigliane. Durante il
regno di Ferdinando I si produssero attriti tra i discendenti di entrambi i giudici.
Vedi storia pag. 44/45
Dal punto di vista tematico sono presenti vari nuclei ben definiti:
- Lintroduzione storica
- Le imprese di Rodrigo nella penisola
- Le prodezze in terra di Francia
Molti studiosi pensano che il cantar de gesta debba essere diviso in 2 parti che avrebbero
come scopo lesaltazione del re Fernando tra gli altri re peninsulari, di modo che tutti lo
considerino imperatore.
Il testo delle Mocedades presenta curiose divergenze rispetto alle altre testimonianze
conservate:
Rodrigo pi violento e superbo
La diocesi di Palencia acquista un ruolo fondamentale, sconosciuto nelle versioni in
prosa delle cronicas, chiara testimonianza degli interessi che muovevano lanimo
dellautore
Le Mocedades de Rodrigo, testo tardivo dellepica castigliana, mostrano limpronta dei
cantares de gesta a cui si ispirano, ma il materiale utilizzato nellanonima rielaborazione
include anche elementi che provengono dal folclore.
Con linizio del XIV sec. appare nella penisola un nuovo tipo di poesia narrativa dal tono
eroico: le cronicas in rima.
Il proposito di una cronica e quello di un pema epico possono coincidere, in qto entrambi
servono a volte per confermare la nobilt di una famiglia, o per animare lo spirito guerriro
di una collettivit o di un gruppo; altri poemi epici hanno carattere biografico (come nel
Poema de Mio Cid).
La poesia colta
Dal XII sec proliferano in tutto loccidente medievale poemi dialogati in cui gli
interlocutori discutono in latino o in lingua volgare sui temi pi vari (religiosi o profani,
filosofici, teologici, amorosi o sociali).
In generale il dibattito prende spunto da personificazioni o allegorie che incarnano i
personaggi pi disparati (un cadavere, lanima, il giglio e la rosa, Carnevale e la
Quaresima) in un gioco letterario in cui il ricorso allantitesi ha primaria importanza. Tutto
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ci con una chiara intenzione didattica, che con il tempo pu essere sostituita dalla
tendenza alla burla o alla parodia.
Il successo del dibattito nel mondo medievale si deve allabitudine scolastica delle
controversia e della disputatio, ereditate dai programmi di insegnamento dellantichit.
-

Razon de amor con los denuestos del agua y el vin:


da una parte un racconto di tipo amoroso ambientato in un giardino; dallaltra un
dibattito tra lacqua e il vino.
Debate di Elena y Maria
Discussione tra Elena (amica di un cavaliere) e Maria (compagna di un abate) su
quale dei 2 sia migliore come amante

Poemi in cuaderna via. Il mester de clerecia


Dagli inizi del XIII sec alla fine del XV sec nasce in Castiglia una serie di opere scritte in
strofe di 4 versi in rima consonante di 14 sillabe con cesura dopo la settima, che si
conoscono con la denominazione di cuaderna via, dal termine che appare nella seconda
quartina del Libro de Alexandre.
La forma metrica di questo gruppo di opere si associa al verso alessandrino francese:
linflusso dei modi francesi non sorprende se si considera limportanza della presenza dei
commercianti e dei monaci arrivati dalla Francia a partire dalla fine dellXI sec.
Le origini di questo tipo di verso e di strofa si situano nella poesia ritmica goliardica, in
latino, e da ci appare evidente la base colta (tuttavia nei testi in latino manca la
tendenza didattica o moralizzante che si trova nelle letterature romanze).
I cultori della cuaderna via in Castiglia formano un gruppo ben caratterizzato nel XIII e XIV
sec:
- Il vincolo pi significativo la forma metrica cui ricorrono (si differenziano dai
cantares de gesta o da forme pi brevi)
- Sono scrittori colti, conoscitori del latino e dotati di una formazione superiore alla
media. Solo i clerici possedevano una preparazione simile e pertanto stata
definita mester de clerecia (=professione del clero) lattivit letteraria espressa
in cuaderna via.
-

Dominano i ricordi retorici e gli autori,


data la loro formazione, si considerano
eredi di conoscenze trasmesse da altri
attraverso le loro opere
Disprezzano tutto ci che non si regga
su unautorit, qdi anche i juglares
per le loro parole ingannevoli
Scrivono con una chiara intenzione
didattica
Affinch le loro parole arrivino a un
pubblico pi ampio non utilizzano solo
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la lingua romanza, ma ricorrono a


tecniche juglarescas (coinvolgimento
del pubblico, intromissione dellautore
nellopera, )
Si concedono grandi libert sia nella
metrica, sia nel contenuto delle loro
opere, cosi i generi che ricorrono alla
cuaderna via sono numerosi

La materia religiosa: Gonzalo de Berceo


Gonzalo de Berceo era chierico, ed anche se non fosse monaco, era vincolato al
monastero di San Millan.
Berceo scrisse una dozzina di opere che si soliti riunire in 3 gruppi a seconda del
contenuto:
1. Vite di santi
2. Opere mariane (El duelo de la Virgen, Los Milagros de Nuestra Seora)
3. Opere dottrinali o liturgiche
Lopera di maggior diffusione di Berceo Los Milagros de Nuestra Seora.
La tradizione letteraria dei miracoli mariani si inserisce nella corrente del culto alla
Vergine Maria, testimoniata da numerose opere a lei dedicate per la consacrazione di
chiese e cattedrali sotto la sua invocazione e per molte altre manifestazioni artistiche.
Le raccolte dei miracoli della Vergine cominciano a formarsi a partire dalla seconda met
dellXI sec, ma sar durante i sec XII e XIII che aumenteranno considerevolmente.
I Milagros di Berceo si inseriscono in questa tradizione letteraria con dei chiari obiettivi:
rendere grazie alla Vergine e intrattenere i pellegrini: poco importa se i miracoli realizzati
non sono delimitati geograficamente nelle prossimit del monastero; al contrario,
luniversalit testimonierebbe il potere di Maria.
Lintroduzione il filo conduttore dellinsieme dei miracoli riuniti da Berceo, grazie ad un
abile utilizzo di un gioco allegorico che permette di apprezzare la storia della caduta
delluomo e la sua salvezza per intercessione di Maria: in definitiva lo stesso schema
che si ripete in ciascun racconto, anche se basato su casi concreti, lontani
dallimpostazione astratta dellintroduzione.
I 25 miracoli (il 5 in nr della Vergine secondo la numerologia cristiana) che compongono
la raccolta seguono da vicino una versione latina, in cui sarebbero inclusi gli stessi
miracoli, con lo stesso ordine, tranne lintroduzione allegorica.
I limiti creativi di Berceo si basano sullamplificatio, sul dominio del dialogo e sullabilit
narrativa, che porta a frequenti cambi di ritmo o a rischiose rotture del filo della
narrazione mediante anticipazioni o con altri ricorsi stilistici appresi nelle arti poetiche.
La materia antica: il Libro de Alexandre e il Libro de Apolonio
Il Libro de Alexandre si pu considerare una delle opere pi vigorose della letteratura
castigliana medievale, pure come una di quelle che causa maggiori problemi e divisioni
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tra gli studiosi, in qto se ne ignora lautore e la data approssimativa della redazione si
situa tra il 1201 e il 1205.
Lautore si basato sullAlexandreis di Gautier de Chatillon, elaborando il poema latino
mediante lutilizzo delle pi varie fonti, orali e scritte, che compongono pi di un terzo del
materiale.
La ricchezza di fonti straordinaria e manifesta la chiara volont dellautore di raccontare
la storia di Alessandro Magno senza lasciare lacune, in modo esaustivo, riunendo perci
tutto il materiale a disposizione e combinandolo in un insieme perfettamente omogeneo.
Insieme al materiale classico, scritto in latino, lautore ricorso alla tradizione orale.
Inoltre, poich lAlexandreis di Gautier era impostato come un poema epico, lanonimo
autore castigliano si sforz di mantenere tale carattere nel narrare le imprese del
protagonista dellopera.
Dopo un esordio in cui lautore giustifica il proprio lavoro, si narra la giovent di
Alessandro Magno, formato nellideale delle armi e delle lettere, del cavaliere e del
chierico.
La seconda parte rappresenta la maturit delleroe, dallincoronazione come re alla
trasformazione in grande imperatore, in virt delle numerose conquiste realizzate.
Infine, il libro spiega le ragioni della caduta e della morte di Alessandro. Lopera si
conclude con 5 strofe di commiato dellautore.
Questa struttura essenzialmente tripartita mantiene il suo equilibrio su scale pi
ridotte (ciascuna delle 3 parti si divide a sua volta in 3 episodi e ogni episodio in 3 scene,
e cosi via fino ai minimi dettagli).
La morale dellautore castigliano: Alessandro verr castigato a causa del suo
atteggiamento superbo e del suo desiderio di conoscere tutto.
Ne conseguono 2 insegnamenti:
1. Il disprezzo del mondo
2. Labbandono di qualsiasi manifestazione di superbia
Ma nel Libro di Alexandre la didattica domina su qualsiasi altro proposito e ci trasforma
lopera in un compendio di gran parte del sapere dellepoca: i viaggi del protagonista
forniscono il pretesto per la descrizione del mondo, delle varie terre e dei loro abitanti,
degli animali e degli alberi; nello stesso tempo litinerario percorso permette di riflettere
sulla storia passata (es il caso di Troia). La curiosit di Alessandro non si accontenta del
mondo conosciuto, ma lo porta in cielo, nelle profondit marine o allinferno

Libro de Apolonio
Lanonimo Libro de Apolonio viene generalmente situato a met del XIII sec ed elabora in
cuaderna via i materiali provenienti dalla Historia Apollonii regis Tyri, probabilmente
scritta nel VI sec a partire da un tema precedente.
Il Libro de Apolonio presenta una costante preoccupazione per il mondo intellettuale;
inoltre lamore o pi esattamente i rapporti sessuali, sono uno degli assi della narrazione.
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In effetti non solo un caso di incesto (tra Antioco e la figlia) il motore di tutta la trama,
ma addirittura lincontro tra Apollonio e la figlia Tarsiana descritto con tinte incestuose,
che solo un fortunoso riconoscimento sapr smorzare.
Unaltra delle caratteristiche fondamentali della narrazione costituita dai continui
viaggi: Apollonio intraprende 13 traversate marittime.
Il mare e la musica saranno le chiavi del libro.
Il Libro de Apolonio narra la storia del re di Tiro, la drammatica separazione dalla moglie e
dalla figlia e lincontro finale (agnizione) dei 3.
La struttura dellopera segue la stessa impostazione: il filo dellopera quello scandito
dalle vicissitudini del protagonista, ma si interrompe in varie occasioni per allacciarsi alla
storia di Luciana e Tarsiana. Lincontro finale comporta il termine dellazione, cosi come la
morte di Apollonio chiude il racconto.
Questa trama elementare si pu complicare con altri elementi narrativi: i soprusi subiti
allinizio da Apollonio verranno puniti dopo il ritrovamento della famiglia e, x la stessa
ragione laiuto ricevuto sar ricompensato.
Il filo narrativo non sempre rettilineo: con una tecnica gi presente nellOdissea, i
protagonisti ricordano la loro vita passata con frequenti ricapitolazioni, che aiutano il
pubblico a seguire le vicissitudini del racconto e dei personaggi.
La materia di Castiglia: il Poema de Fernan Gonzalez
Il Poema de Fernan Gonzalez si conservato in un manoscritto quasi completo che
accoglie un poema scritto in cuaderna via nella seconda met del XIII sec.
La rielaborazione del Poema de Fernan Gonzalez, che segue abbastanza fedelmente le
norme poetiche del mester de clerecia, allude in 5 occasioni distinte a un testo scritto,
bench in nessuno di questi casi si possa pensare a poemi epici o a cantares de gesta
precedenti. Le uniche fonti citate esplicitamente dallautore e che stato possibile
identificare, sono fonti colte, in latino e di carattere storiografico.
Per largomento (figura del conte castigliano che rese la sua terra indipendente da Leon)
il Poema de Fernan Gonzalez potrebbe essere un testo epico; per la forma un poema di
carattere pi o meno storico: in definitiva si potrebbe considerare un cantar de gesta con
forma storica.
Lanonimo autore fece in modo che il Poema de Fernan Gonzalez mantenesse
unimmagine di seriet e perci ricorse a 2 procedimenti:
1. Alluse allo scripto, ossia ricorse auctoridades (lautorit di una precedente
elaborazione scritta della vicenda)
2. Avvicin largomento dellopera al monastero di San Pedro de Arlanza,
conferendogli cos ulteriore autorevolezza
Il risultato della somma di questi 2 fattori ha fatto pensare agli studiosi che lautore fosse
un monaco o un chierico di solida formazione.
Il maggiore interesse storico della figura di Fernan Gonzalez consiste nel fatto che fu
promotore dellunione delle contee castigliane, facendo in modo che diventassero una
12

sola Castiglia, la pi estesa e potente del regno di Leon, che con il passare del tempo (qsi
100 anni pi tardi) si trasformer in regno.
XIII sec indipendenza della Castiglia ottenuta nei confronti di Leon, proprio in un
momento in cui appena avvenuta lunione dei 2 territori in un solo regno sotto la figura
di Fernando III.
La presenza di motivi tradizionali insieme allabbondante uso dello stile formulare, rileva
una relazione del Poema con la tradizione orale, aspetto evidente anche per le numerose
anomalie metriche (strofe composte perfino da 6 versi o rime irregolari).
Limpostazione metrica del Poema contrasta con labilit che mostra il suo autore nella
strutturazione e nel dominio della tecnica narrativa cercando in ogni momento di
identificare leroe con il destino della conte di Castiglia.
La struttura del Poema de Fernan Gonzalez si presenta come se si trattasse di una
narrazione cronachistica: unintroduzione storica (precursori del conte) e le imprese del
protagonista.
La narrazione come nella storiografia lineare, bench esistano eccezioni, dovute alla
necessit di menzionare fatti accaduti contemporaneamente o dinterrompere il racconto
per dare spazio a differenti digressioni. Lautore riesce a mantenere salda la struttura
dellinsieme mediante premonizioni, riepiloghi, parallelismi e altre risorse narrative.
Dellepica e della tradizione orale lautore ha mantenuto labbondante utilizzo del dialogo
e dello stile diretto, cosa che allinizio permette lintroduzione di diversi punti di vista e fa
si che il narratore possa intervenire sugli avvenimenti che si raccontano come uno
spettatore aggiuntivo.
Sembra che il Poema de Fernan Gonzalez non abbia incontrato un grande successo,
nonostante linteresse dellargomento trattato.
La prosa e le traduzioni dallarabo
A Cordoba si produce uno straordinario incremento degli studi, specie scientifici, durante
il califfato di Abd al-Rahman III (912-61) e di suo figlio al-Hakam II (961-76), protettori
della scienza e della cultura.
La presenza, nella biblioteca del califfato, di alcuni testi tradotti dal greco, dal persiano e
dal siriano favoriscono e stimolano linteresse per la medicina, la matematica o
lastronomia.
A met del X sec in Occidente inizi a esistere la consapevolezza dellesistenza delle
scienze arabe, particolarmente sviluppate in matematica e astronomia, campi estranei
agli interessi dei Romani e quasi sconosciuti tra i popoli occidentali.
La morte di al-Hakam II, la turbolenta successione del debole figlio Hixam II condizionato
da Almanzor, la rapida disintegrazione del califfato di Cordoba e la sua definitiva
scomparsa fecero si che cambiasse completamente il panorama: in alcuni casi i reinos de
taifas si trasformeranno in centri scientifici distaccati, ma Cordoba perder legemonia e
la sua biblioteca gi ripulita da Almanzor verr distrutta, bench numerosi volumi
siano trasferiti a Toledo.
13

NellOccidente europeo iniziano a esserci chierici interessati ad approfondire lo studio


delle nuove scienze di origine orientale.
Le biblioteche di alcune localit e la privilegiata situazione culturale ispanica che
permettevano una coesione tra ebrei, arabi e cristiani facilitava in modo straordinario la
conoscenza delle lingue e rendeva possibile la realizzazione di traduzioni.
La conquista di Toledo da parte di Alfonso VI e il flusso dei commercianti franchi verso la
nuova citt cristiana, dei musulmani eterodossi che fuggivano da Cordoba e degli ebrei
perseguitati dallintolleranza degli Almohadi, furono fattori decisivi affinch si producesse
uno spostamento della cultura dalla Valle dellEbro a Toledo (in seguito i monasteri della
Marca Superior diventeranno centri di grande importanza culturale grazie alle ricche
biblioteche e allo sviluppo economico).
La politica di Alfonso VI, decisamente francofona, stimol la presenza di cluniacensi alla
guida dei monasteri pi importanti di Castiglia e nelle principali sedi episcopali.
Lattivit dei traduttori del XII sec si incentr sulle stesse materie che erano state oggetto
di versioni in latino nei secoli precedenti: matematica, astronomia, medicina, filosofia.
Viene mantenuto il metodo abituale nel medioevo: un ebreo o un arabo traduceva
direttamente il testo in lingua romanza, parola per parola, e un altro autore volgeva in
latino la materia che era stata tradotta.
Il panorama delle traduzioni si altera durante il XIII sec uso del romanzo come lingua
finale del processo di traduzione.
Sermoni ed exempla
Il Concilio di Tours (1813), raccomandava al clero di utilizzare la lingua dei fedeli per farsi
comprendere e a partire da quel momento esso avr il doppio ruolo di ricettore di una
tradizione letteraria in latino e di emissario di nuove forme in lingue vernacole (dialettali).
Con la prescrizione del Concilio di Tours le prediche dovevano essere fatte in lingua
volgare.
La finalit moralizzante dei sermoni porta alcuni chierici a coinvolgere il pubblico,
migliorando le omelie: il primo passo consiste nellelaborazione di sermoni in versi
(tendenza abituale nella letteratura francese del XII sec).
Altri predicatori cercano di abbellire i sermoni attraverso distinctiones, divisioni e
suddivisioni della materia trattata, e non rinunciano alluso di rime e ritmi: si trovano con
frequenza giochi che facilitano la costruzione di unomelia basata su determinate
associazioni di idee. Abbondano le testimonianze e forse per questo la Chiesa reag
violentemente contro questa forma di predicazione, che considerava poco edificante.
Un altro modo di abbellire i sermoni e mantenere lattenzione delluditorio consisteva
nelluso di exempla (singolare exemplum), tratti generalmente dai libri sacri, dalle vite dei
santi o dagli scritti dei Padri della Chiesa.

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Lexemplum era qualsiasi narrazione, storia, favola o parabola, descrizione o morale,


proverbio o aneddoto capace di servire come prova a sostenere unargomentazione
dottrinale, religiosa o moralizzante.
Saranno gli ordini mendicanti a disputarsi la priorit nel genere: il contatto diretto con la
gente e la conoscenza di espedienti consacrati dai juglares, permette loro di trarre il
massimo profitto da questa nuova forma di argomentazione.
In un lasso di tempo di 15 anni, le idee cambiarono: lexemplum al principio era solo un
espediente per sottolineare o appoggiare una dottrina; pi tardi si convert anche in una
forma di distrazione, carica naturalmente di intenzioni moralizzanti.
Nelle raccolte di exempla le narrazioni costituiscono unit autonome, con valore proprio e
sn indipendenti luna dallaltra, in qto sostengono una dottrina servendo da prova
oggettiva.
Alla fine del XIII sec non erano solo i predicatori a riunire collezioni di exempla: altri autori
lo facevano con interessi puramente letterari.
Massime e proverbi
A met del XIII sec si traducono dallarabo una serie di testi di carattere moralizzante o
didattico. Sappiamo che tali opere apparvero nella penisola iberica nellXI o XII sec, tra i
medici ebrei: c da considerare che sono proprio gli ebrei a richiedere queste versioni, in
qto gli ebrei sn i medici reali.
Sono molto numerose le opere medievali formate da proverbi, aforismi o sentenze.
Laddottrinamento dei principi
Fin dallantichit la forma abituale per laddottrinamento dei giovani di famiglie nobili
erano gli Specula: genere basato sul consiglio di un padre a suo figlio, di un saggio al
discepolo o di un re allerede.
Con il passare del tempo, queste opere concepite come trattati morali si trasformano e
danno origine a regole di carattere militare.
Durante il XIV e XV sec, i trattati bellici e di cavalleria sostituiranno in gran misura
qualsiasi altra forma di istruzione e occuperanno un posto di primordine x leducazione
della nobilt.
Il Calila e Dimna
Forse la pi importante tra tutte le raccolte di racconti medievali conservate.
Si basa su una collezione hind di favole animali, probabilmente del IV sec, direttamente
imparentata con il pancatantra (Il Pacatantra la pi famosa raccolta di favole indiana e
probabilmente anche la pi antica).
La popolarit dellopera e il lungo cammino percorso fece si che presto si distanziasse
dalla sua primitiva finalit (manuale di addottrinamento dei principi) e ampliasse il suo
pubblico.
La traduzione castigliana riappare vincolata alla famiglia reale.

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Il Calila e Dimna strutturato come un dialogo tra un re e un filosofo durante i 15 capitoli


di cui si compone lopera.
Il filosofo consiglia il suo signore esemplificando mediante racconti, quasi sempre con
animali per protagonisti, come le due linci nel cap III i cui nomi daranno il titolo al libro.
Limportanza del Calila e Dimna si deve non solo al contenuto, che rafforz la tradizione
delle favole animali, ma anche alla grande ricchezza di tecniche narrative che si
sviluppano allinterno dellopera e che costituiscono la base della narrativa breve
successiva, organizzando i racconti in un quadro pi ampio, rappresentato dal dialogo tra
il re e il filosofo.
Alfonso X
Lattivit di Alfonso X come sostenitore e coltivatore delle scienze e delle lettere di
straordinaria importanza: il suo nome appare su trattati scientifici, opere legali,
compilazioni storiche e composizioni poetiche, liriche e narrative, damore e di burle, e
cantigas religiose.
Il contributo fornito alla redazione delle sue stesse opere stato oggetto di dibattiti e
precisazioni che si basano sulle parole dello stesso Alfonso nella General Estoria.
Bisogna considerare il nome di Alfonso X come
unetichetta sotto la quale si riunirono numerosi autori
che lavorarono al servizio del re.
I libri astronomici, astrologici e di magia
Alla fine dellantichit, lastrologia formava parte integrante di tutte le scienze della
natura: astronomia, mineralogia, botanica, zoologia e anche medicina psicologica.
Tutti gli esseri e tutti i fenomeni sono vincolati in un modo o nellaltro dal dominio dello
zodiaco e in definitiva dei pianeti: luniverso, il tempo e luomo lasciano percepire
linflusso continuo degli astri. La chiave della conoscenza totale si trover nellesattezza
con cui verranno decifrate le relazioni esistenti, che si stabiliscono sia nel mondo
(macrocosmo) sia nelluomo (microcosmo).
La situazione cambier a partire dal XII sec grazie alle traduzioni in latino dei testi
scientifici arabi. Per gli arabi astronomia e astrologia erano unite e inseparabili, perci con
il fiorire degli studi astronomici (facilitato dalle abbondanti traduzioni di testi arabi
realizzate dagli ebrei), si produsse il risveglio dellastrologia.
Gli autori cristiani cercarono di adattare queste conoscenze alle dottrine della Chiesa e
trovano la soluzione adeguata nel considerare che gli astri sono la manifestazione pi
evidente dei disegni divini: interpretare il mondo degli astri in modo adeguato equivale a
conoscere la volont di Dio.
Alfonso X storiografo e astronomo-astrologo
16

I Libros del saber de Astronomia costituiscono la raccolta pi importante di trattati


astronomici in lingua romanza.
Linsieme fu riunito da diversi collaboratori di Alfonso X, su istanza e sotto supervisione
pi o meno diretta dello stesso re.
I Libros del saber de Astronomia si dividono in 3 parti ben differenziate, riunite in epoche
molto diverse, e che ebbero vita indipendente luna dallaltra:
1. Los cuatro libros de la ochava espera :
daccordo con le osservazioni che risalgono a Tolomeo e ai matematici greci
secondo le quali la terra sarebbe al centro di una serie di circoli e sfere, le orbite considera il cielo delle stelle fisse e dei segni zodiacali come lottava sfera.
2. Libro de los estrumentos et de las huebras:
manuale per la costruzione e lutilizzazione di 13 strumenti diversi che in vari casi
costituiscono novit per il campo dellastronomia (anche se di dubbia utilit)
3. Libros del saber de Astronomia formati dalle Taulas alfonsies:
tavole di calcolo astronomico che hanno come base le coordinate di Toledo e sn di
gran lunga il lavoro scientifico pi importante tra quelli realizzati alla corte di
Alfonso X.
Lattivit astronomica e astrologica dei collaboratori di Alfonso X dura una trentina danni,
tra il 1250 e il 1279 (si possono identificare almeno 12 collaboratori).
Opera storiografica
Il Chronicon Villarense, redatto in riojano (Rioja regione della Spagna) allinizio del XIII
sec, costituisce il primo esempio di utilizzo di una lingua romanza peninsulare nella
redazione di opere storiche.
Il latino, tuttavia, continuer ad essere usato ancora per mezzo secolo.
La Estoria de Espaa
Non si sa con precisione quando Alfonso X e i suoi collaboratori intrapresero la
composizione della Cronica General de Espaa. Si pensa che verso il 1272 fossero gi
stati redatti 565 capitoli della Estoria de Espana.
Allinterno di questi capitoli si racconta la storia dellantichit e del dominio dei Goti fino
allarrivo degli arabi: nellinsieme fu utilizzata una sola fonte poetica, la Farsalia, ma fu
dato spazio a ogni tipo di informazione proveniente da testi storici e da leggende
tradizionali.
La seconda parte della Estoria de Espana che arriva fino alla morte di Ferdinando III
venne terminata durante il regno di Sancho IV, ma seguendo la struttura e i modelli
stabiliti nei primi 565 capitoli: la bozza di questa seconda parte su probabilmente redatta
prima del 1274, ma il Re Saggio non arriv a poterla correggere; pi tardi con Sancho IV
venne attualizzata e lievemente ritoccata.
Ci fu anche unaltra continuazione auspicata dal re Alfonso XI, che terminer verso il
1340, settantanni dopo linizio della Cronica.

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Laspetto pi importante dellopera che Alfonso X amplia il concetto di storia per dare
spazio a tutti i fatti che si potessero trovare in Spagna e non solo alla biografia dei
monarchi.
La Grande e General Estoria
Le 2 imprese storiografiche di Alfonso X presentano analogie metodologiche, ma in esse
abbondano differenze sui dettagli e sullesecuzione.
Sono profondamente separate dal criterio compilatorio utilizzato:
- Nella Estoria de Espana restrittivo
- Nella General Estoria si presenta con una tendenza pi esaustiva. Qui inoltre
presenta informazioni ricevute da fonti diverse, mediante una concatenazione di
dati e ripetendo differenti versioni dello stesso fatto.
Si stima che la stesura della storia universale inizi nel 1272 e che il lavoro dur fino alla
morte del re, nel 1284.
Il piano generale era molto ambizioso: realizzare una storia universale della creazione del
mondo fino a i tempi di re Alfonso.
Utilizz come trama i Canones cronicos di Eusebio da Cesarea (san Gerolamo), con le
modifiche apportate da santAgostino e san Isidoro, specialmente quelle relative alla
divisione del mondo in 6 et distinte.
I.
II.
III.
IV.
V.
VI.

La prima et si estende dalla genesi e creazione del mondo fino a Mos,


includendo i fatti pi importanti degli antichi imperi dEgitto, Assiria e cosi via
arriva fino alla morte di re Davide
inizia dai Salmi e giunge a Ezechiele
si estende dallepoca di Daniele allEcclesiaste
narra la storia dei Maccabei, insieme a una traduzione della Farsalia di Lucano e la
storia di Roma fino alla nascita di Cristo
parte molto frammentata, narra dei profeti e della genealogia della Vergine Maria

Alla trama attinta dallAntico testamento si sono intrecciate informazioni provenienti dalle
fonti pi svariate.
La simultaneit dei fatti narrati obbligava a interrompere continuamente il racconto del
filo principale (la storia degli Ebrei), di conseguenza i redattori della General Estoria
formarono unit narrative autonome con tutte le conoscenze relative a un fatto o a un
personaggio.
Limportanza dellEstoria de Espana e della General Estoria grande non solo per la
storiografia medievale, ma per la cultura peninsulare e per la formazione della prosa
castigliana: in entrambi i testi si trovano le prime versioni nella lingua romanza di opere
fondamentali per lo sviluppo del pensiero letterario medievale (dalla Bibbia, a Ovidio, la
storia di Alessandro Magno, )
tutto scritto in una lingua di grande ricchezza espressiva, in cui le costruzioni sintattiche
hanno guadagnato in complessit e anche in esattezza.
Lattivit giuridica e legislativa
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Le differenti forme di occupazione dei territori e la necessit di ripopolare zone


abbandonate diedero luogo nella penisola iberica alla nascita di tradizioni e abitudini di
diritto consuetudinario, raramente messo per iscritto.
Fra i testi scritti, pi importanti e caratteristici di Castiglia e Leon:
- i fueros: compendio dei privilegi di ogni localit
- i cartas pueblas: costituivano i documenti destinati a proteggere il ripopolamento
dei luoghi di frontiera
Ferdinando III cominci il lavoro di unificazione degli strumenti legali di Castiglia e
Leon:
o fece tradurre il Liber iudicum: il testo che ne deriv, il Fuero juzgo, simpose
quale strumento legale delle citt conquistate sotto il suo regno, in modo che
gran parte dellAndalusia e della Murcia ebbero le stesse leggi.
o Inizi un nuovo corpus legale, il Setenario, che venne terminato allepoca di
Alfonso X.
Le Siete Partidas furono probabilmente concepite come codice legale, ma le continue
revisioni e le stesure a cui furono sottoposte fecero dellopera un trattato pi retorico,
tanto da diventare un testo di consultazione per giudici e legislatori in generale.
Per qto riguarda il contenuto, le Siete Partidas si occupano delle relazioni con e tra i
sudditi, sulla base di una chiara gerarchizzazione:
- Della religione e dello status ecclesiastico
- Dei re e dei grandi signori, includendo problemi giuridici relativi alla guerra, agli
studi e al sapere
- Dellamministrazione della giustizia
- Del matrimonio e dei rapporti di parentela
- Lattivit mercantile
- I testamenti e le eredit
- I delitti e le pene
Lattivit legislativa di Alfonso X non si concluse con le Siete Partidas. Sotto il suo regno
fu raccolta una serie di opuscoli legali di minore importanza per la storia della
letteratura.
I sovrani successori di Alfonso X rielaborarono parzialmente la sua opera legislativa.
Basandosi su criteri diversi circa i rapporti tra nobilt e potere reale e i ripetuti tentativi di
ricreare un sistema giuridico pi agile si scontrarono durante tutto il XIV sec con la
resistenza della nobilt, che vedeva ridursi parte dei suoi privilegi.
CAP 3 CRISI
Dalla morte di Alfonso X allinizio del XV sec
Gli ultimi anni del regno di Alfonso X furono segnati dalla guerra civile tra i sostenitori dei
discendenti del primogenito Fernando de la Cerda, morto prima di essere incoronato, e
coloro che sostenevano i diritti dellaltro figlio maschio di Alfonso, Sancho.
Fu Sancho ad imporsi e almeno in apparenza, a riportare la calma.
19

In realt le ragioni che condussero allo scontro furono pi profonde, quali le tensioni
esistenti tra nobilt e chiesa (che appoggiavano Sancho) e gli abitanti dei centri urbani,
insieme alla nascente borghesia (favorevoli alle pretese di Alfonso).
Alla morte di Sancho IV (1295) la situazione si fece particolarmente delicata in quanto il
figlio maggiore, Fernando aveva appena 9 anni: le tensioni che erano state soffocate con
la forza da Sancho riapparvero.

Da una parte cerano i successori di Fernando de la Cerda;


dallaltra la nobilt pronta a ottenere vantaggi dalla debolezza del giovane re
il Portogallo e lAragona decisi a conquistare nuovi territori a detrimento della
Castiglia.

La situazione era critica e inoltre bisognava anche considerare le manovre interessate


della famiglia reale per la tutela del re bambino.
La regina vedova, Maria de Molina, riusc a salvare la situazione, contando sullappoggio
ambiguo dellinfante don Enrique (bellicoso fratello di Alfonso X).
Dalla parte della regina si era schierato anche un altro membro dellalta nobilt, don Juan
Manuel (nipote di Alfonso X e cugino di Sancho IV) che diventer il pi importante
prosatore del XIV sec.
La morte prematura di Ferdinando IV, a 25 anni, ricre la situazione instabile di fine
secolo.
Lerede era nato appena un mese prima della morte del padre, per cui si riprodussero gli
scontri della nobilt in cerca di incarichi che avvicinassero alla corte del re.
Di nuovo la regina Maria de Molina torn a farsi carico della reggenza, destreggiandosi tra
i pericoli che minacciavano il piccolo Alfonso XI.
La morte dellabile sovrana (1321), tuttavia, provoc in Castiglia una profonda
frammentazione del potere e la crisi di autorit si avvertir ovunque fino al compimento
della maggiore et del re.
Le rivolte nobiliari non cessarono, ma a poco a poco, venne ristabilito lordine, grazie
allappoggio incondizionato di citt e comuni al potere regio, che presuppose al tempo
stesso un incremento della rappresentanza del popolo nelle Cortes (istituzione creata
inizialmente con funzioni giudiziarie e diventata pi tardi organismo legislativo).
Alfonso XI si preoccup di pacificare il regno e di assicurare le frontiere con i Portoghesi,
gli Aragonesi e gli Arabi. Il pericolo rappresentato da questi ultimi era accresciuto con
lapparizione dei Ben Mern (trib berbera che aveva gi strappato il Marocco agli
Almohadi) che avevano passato lo Stretto di Gibilterra per intervenire nella politica del
regno di Granada.
Qui si forma una situazione di instabilit analoga a quella castigliana: lo stretto costituiva
una posizione strategica, dominarlo voleva dire possedere la chiave daccesso alla
penisola.
Alfonso XI spese buona parte delle sue energie per raggiungere tale proposito.
20

Con la vittoria di Salado il dominio sullo stretto era stato raggiunto, restava solo la
conquistare la piazzaforte di Gibilterra, ma durante lassedio mor il re, a causa della
peste che in soli 2 anni aveva decimato la popolazione delloccidente europeo.
La riconquista di vasti territori durante il XIII sec e la riduzione del dominio arabo al solo
regno di Granada limitarono considerevolmente le entrate finanziarie, perci i sovrani di
Castiglia dovettero cercare fonti alternative.
Inoltre lo stato di guerra continuo, spesso alimentato dai mercenari, rendeva urgente il
bisogno di denaro:
- le cortes si mostravano restie allimposizione di nuovi oneri fiscali, se non in
determinati casi, per i quali i sovrani ricorsero ad imposte indirette (tasse sul
commercio).
Per la riscossione fu formato un gruppo di ufficiali che avrebbero garantito le
entrate con i propri beni. In questo modo gli ebrei pi ricchi entrarono al servizio
diretto del re, svolgendo incarichi che risultarono particolarmente odiosi al resto
della popolazione: di fronte alla generale povert essi erano gli unici ad avere
denaro e a poterlo prestare. Non tarderanno le sistematiche persecuzioni nei
confronti di alcuni di loro, in un primo momento, e pi tardi, generalizzate contro
tutta la popolazione, raggiungendo lapice con i massacri del 1391.
La scarsa produzione di opere in latino evidenzia lignoranza di gran parte del clero: ne il
IV Concilio lateranense (1215) ne i sinodi successivi riuscirono a compensare la mancanza
di preparazione degli ecclesiastici castigliani.
Tre nomi sembrano degni di attenzione bench non rappresentino autori straordinari:
Pedro Compostelano
Gonzalo de Hinojosa
Martin de Cordoba

Nemmeno nel regno arabo di Granada ci sono scrittori di particolare rilievo.


Gli ebrei continuarono a scrivere commenti ai loro testi sacri in un ambiente sempre pi
ostile: in tale situazione non stupiscono le continue conversioni al cristianesimo, che
sviluppano una ricca letteratura di polemica religiosa, sia in ebraico che in castigliano.
Testi aljiamidi opere scritte in dialetto romanzo e conservanti la grafia araba o ebraica
(cominciano a diffondersi qdo arabi ed ebrei persero terreno, forme
letterarie che perdureranno nel XVI sec)
Dallultimo periodo del XIII sec si sono prodotte importanti alterazioni nei generi letterari
(nuova sensibilit letteraria legata alla nuova situazione politica e socio-culturale):
- I cantares de gesta restano ancora parte della tradizione orale
- Allo stesso tempo appaiono i pi antichi romances, forse come risultato della
frammentazione dei cantares de gesta.
- Appare il romanzo allinizio del XIV sec
21

Il panorama letterario castigliano in questo periodo contrassegnato dalla presenza di 2


figure, rappresentanti delle categorie di maggiore preparazione culturale, nobilt e clero:
- Linfante don Juan Manuel
- Larciprete de Hita, Juan Ruiz Manuel
La morte di Alfonso XI nel 1350, vittima della peste, riaccende i problemi di successione
che si erano creati a inizio secolo: non si tratta della minore et dellerede, per qto avesse
appena 16 anni, ma della disputa tra i figli del sovrano.
Pedro I era lerede legittimo, figlio del re e di sua moglie, la regina Maria del Portogallo;
contro di lui si sollev Enrique II, figlio di Alfonso XI e di Leonor Guzman.
I duri scontri tra fratellastri erano solo un riflesso di ci che stava capitando nel resto del
paese, in quanto comportarono il riaccendersi delle ostilit tra nobili e sovrani (irrisolte
dai tempi di Alfonso X) e la partecipazione della Castiglia come nuovo scenario della
guerra dei centanni tra Inghilterra e Francia.
La morte violenta di Pedro per mano del fratello a Montiel permise a Enrique di ascendere
al trono e di stabilire la dinastia bastarda dei Trastamara sulla Castiglia, ma fu anche
causa di un profondo sconvolgimento tra gli abitanti del regno, come testimoniano alcuni
scrittori.
Pedro I, bisognoso di denaro, proteggeva i commercianti (esattamente come suo padre)
in qto qualsiasi operazione mercantile pagava un tributo, cosa che comportava una
ingente fonte di introiti costanti.
Per maggiore sicurezza promulg leggi e impose garanzie al fine di reprimere gli abusi,
fisici ed economici, di nobili ed ecclesiastici: lo sviluppo della borghesia e lascesa degli
ebrei erano inevitabili.
La nobilt e la chiesa, scontente per ci che consideravano una riduzione del loro potere,
si opposero al re, che non esit a punirle, confiscando beni e imponendo tributi: tutte
manovre atte solo ad accrescere le ostilit e a portare il regno alla guerra civile.
Mentre la borghesia e i commercianti appoggiavano il sovrano, i nobili e il clero cercarono
un sostituto in Enrique di Trastamara.
Il nuovo re dovette occuparsi in primo luogo di riportare la pace, e perci fece ricorso agli
eserciti stranieri, ridusse le imposte e fece il possibile per guadagnarsi lappoggio del
terzo stato, senza perdere la fiducia di quanti lo avevano appoggiato a scapito di Pedro I.
Intanto la guerra dei centanni continuava e il panorama politico delloccidente europeo
da anni non riusciva a raggiungere la stabilit.
La pace in Castiglia non conveniva allInghilterra, in quanto era prevedibile unalleanza
con i francesi, che avevano appoggiato Enrique II nella lotta per il potere.
I timori inglesi vennero confermati: le navi castigliane distrussero la flotta inglese al largo
di La Rochelle e questa piazzaforte, uno dei principali punti di appoggio inglesi sul
continente, soccombette allassedio francese.
La vittoria assicur la supremazia della flotta castigliana sullAtlantico per molti anni e
tranquillizz Enrique II che pot negoziare la pace, in posizione di vantaggio, con
portoghesi e aragonesi, e al tempo stesso stringere rapporti con la Francia.
22

Ma la pace fu minacciata dallazione di Juan I di Castiglia in Portogallo alla morte di


Ferdinando I: dopo una serie di combattimenti e assedi fu nominato re del Portogallo.
Ci che resta del secolo segnato da nuove guerre intestine in Castiglia, motivate dalla
morte prematura di Juan I, quando il figlio Enrique III aveva appena 11 anni, e le
conseguenti lotte tra nobili per una collocazione allinterno della corte.
La situazione era simile in Aragona:
lerede al trono, unico figlio maschio di Martin I, mor nel 1409 e lo stesso sovrano (che
non aveva pi eredi legittimi n poteva pi averne) cerc di nominare un erede accettato
dai suoi sudditi, ma non fece in tempo a causa della sua morte improvvisa.
Si acutizzarono le tensioni interne tra valenciani, aragonesi e catalani, difensori di diversi
pretendenti al trono, e ci furono 9 delegati (3 per ogni regno) che si riunirono a Caspe per
scegliere il candidato pi adatto alla corona: venne eletto Fernando de Antequera, zio del
sovrano di Castiglia (casato dei Trastamara).
Linstabilit nei regni di Castiglia e Aragona aument a causa della crisi del papato e dello
scisma doccidente che comport lelezione qsi simultanea di due papi: Urbano VI e
Clemente VII.
Lappoggio ispanico al papa di Avignone fu costante, specialmente dallelezione di Pedro
de Luna (Benedetto XIII) e si mantenne fino al 1416, ma le pressioni esterne e la ferma
volont del Concilio di Costanza porteranno allabdicazione di papa Luna, alla fine dello
scisma e alla riunificazione della chiesa.
Le guerre e, soprattutto, le successive ondate epidemiche di peste ridussero
notevolmente la popolazione della penisola iberica, come accadeva anche per Francia,
Italia, Inghilterra e in generale x tutti i paesi delloccidente.
Si aggrav la carestia, la decadenza economica delle citt e degli stati dediti allattivit
agricola o commerciale; le regioni che allevavano bestiame si arricchirono proprio per la
diminuzione della popolazione (la Castiglia esport lana in abbondanza nelle Fiandre e nei
Paesi Bassi).
La peste segn in larga misura anche le relazioni sociali nella seconda met del XIV sec.
La mortalit fece si che il numero di contribuenti diminuisse sensibilmente in un
momento in cui i sovrani avevano necessit di abbondante denaro per armare e
mantenere gli eserciti.
Aumentarono le imposte e gli esattori (x la maggior parte ebrei). Verso di loro si andava
formando unostilit crescente, in quanto erano considerati rappresentati del re e membri
di una comunit diversa.
I massacri degli ebrei, sporadici nei primi anni della seconda met del secolo, divennero
sempre pi frequenti, in qto li si associava alla diffusione della peste.
Conversos o cristianos nuevos svolgevano le stesse attivit prima svolte dagli ebrei. In
definitiva erano le stesse persone e in molti casi avevano anche mantenuto di nascosto le
loro pratiche religiose. Il gruppo di convertiti era numeroso e riuniva membri di tutte le
classi sociali, dalle grandi famiglie, agli ecclesiastici, agli uomini di lettere, borghesi o
artigiani.
23

La seconda met del XIV sec segnata dalla scomparsa della scuola poetica galaicoportoghese e dallo sviluppo della cosiddetta scuola galaico-castigliana.
La sostituzione di una lingua con unaltra ha come punto di partenza lanno 1350, quando
don Pedro, conte di Barcelos, affida ad Alfonso XI un libro de canciones. Il punto di arrivo
di tale processo il Cancionero de Baena (1430 ca), dove la costante principale luso
del castigliano, bench permangano alcune testimonianze della moda precedente.
Poesia e prosa alla fine del XIII sec e agli inizi del XIV
Lultimo quarto del XIII sec presenta caratteristiche letterari pienamente configurate:
- Le traduzioni, i testi scientifici e le cronache si scrivono in prosa
- Il verso utilizzato per gli altri generi: cantares de gesta, letteratura devasione,
opere del mester de clerecia, narrazioni varie.
La letteratura pi impegnata ricorre alla prosa (libri destinati allo studio o alla lettura
individuale).
Alla fine del XIII sec compaiono racconti sui temi pi vari: argomenti che pochi anni prima
erano stati trattati in versi, ora cambiano forma letteraria, cercando forse di avvicinarsi
alla storiografia per ottenere una maggiore credibilit con la prosa (fino ad allora
riservata ad opere importanti). Questo cambiamento da attribuire probabilmente alla
diffusione di scuole e universit.
mester de clerecia in piena espansione, anche se gli autori non si sentono tanto
legati a conservare la cuaderna via nella sua forma pi pura (il
tetrastico monorimo di 14 sillabe con 2 emistichi). Al contrario alla fine
del secolo, gli autori tendono ad utilizzare diverse combinazioni
metriche in una stessa opera.
In tale conteso si sviluppa un nuovo genere, il romanzo. Appaiono i primi romances,
composizioni lirico-narrative che avranno un successo straordinario nei secoli successivi.
Romance parola che in castigliano ha pi significati:
- Lingua derivata dal latino
- Parola usata nel medioevo per denominare la narrativa fantastica, in versi o in
prosa, diversi tipi di canzoni e le composizioni lirico-narrative in versi ottonari.
Con il passare del tempo, il termine romance si focalizza su questultima accezione,
abbandonando i significati di narrativa fantastica e canzone.
Inoltre, anche la lirica fantastica tende a scomparire durante il medioevo; nel
rinascimento si adotter un italianismo (novela) x designare il genere imposto da
Cervantes, con il risultato che le narrazioni fantastiche medievali rimangono senza
etichetta e gli studiosi li denominano libros, istoria, novelas, romances.

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Genere narrativo in cui predominano caratteristiche ben delineate:


carattere simbolico, struttura idealizzante, i personaggi mancano di
spessore in qto sn generalmente modelli esemplari che si limitano a
seguire un destino imposto in precedenza. Il protagonista sar sempre
un cavaliere, di cui si narrano le imprese o le avventure, fino al
raggiungimento del trionfo finale (amoroso, bellico, religioso, morale)
dopo aver superato innumerevoli prove.
Gli ultima anni del XIII sec e linizio del XIV si presentano, dunque, come un momento di
maggiore interesse letterario per lapparizione di nuovi generi e per il cambiamento di
mentalit che si sta verificando. Linnovazione x si produce solo nella forma.
Gli inizi del Romancero
Con la graduale scomparsa dellepica e con la nascita di nuovi generi narrativi, nascono i
primi romances.
Termine inizialmente polisemico, poi fu utilizzato per indicare i poemi narrativi, di
estensione variabile (generalmente brevi), di carattere epico-lirico, formati da versi
assonanti di 16 sillabe, divisi in 2 emistichi.
Inoltre, tali versi sn caratterizzati da una grande semplicit espressiva, di immediata
comprensione, poich nella loro sinteticit e nella frammentazione finale tendono a
essere concisi e drammatici, senza alcun tipo di digressione.
Decadenza dei cantares de gesta

nascita dei romances

Secondo Menendez Pidal, con lampliarsi del numero dei lettori dellepopea, vennero
introdotti elementi graditi ad una platea pi eterogenea (amore, episodi romanzeschi). Il
pubblic si entusiasmer per certi passaggi del cantar e li far ripetere al juglar che in
qke caso ritocca frammenti o li rielabora x dare maggiore drammaticit o introduce novit
x una comprensione pi immediata del testo.
I romances pi antichi risalgono al XIV sec e sn di carattere informativo (alludono alla
morte di Fernando IV nel 1312, alla ribellione di Fernan Rodriguez allordine di San Juan
sotto il regno di Alfonso XI, .).
Tra i romances pi antichi databili nessuno di carattere epico; bisogna attendere fino al
1465-70 x trovarne uno.
Gli antichi romances, derivati dai cantares (non dalle versioni in prosa contenute nelle
cronicas), sn assai scarsi e furono raccolti in epoca tardiva; sn difficilmente databili e
classificabili.
Santob de Carrion: un ebreo che scrive in castigliano
Proverbios morales di Santob de Carrion si allontanano dalla cuaderna via. Contengono
una complessa tradizione testuale e presentano evidenti relazioni con le didattiche
ebraiche.
I proverbios morales sn dedicati a Pedro I di Castiglia, anche se furono composti sotto il
regno di Alfonso XI, tra il 1355 e il 1360.
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Sono di chiara radice ebraica, sia per la forma metrica utilizzata che per gli insegnamenti
in essi contenuti:
- Il metro utilizzato pu essere quartina di settenari o distico alessandrino con rima
interna, giochi di parole, omonimie, paradossi,
- Il contenuto si nutre del pensiero ebraico, caricato di relativismo morale e di un
innegabile pessimismo basato sullosservazione della vita quotidiana.
Il Libro de buen amor
Lautore Juan Ruiz, arciprete de Hita. Il protagonista di questa autobiografia fittizia
considera se stesso un chierico, dalla preparazione scarsa, e ha come messaggero Fernan
Garcia, un altro chierico compagno di baldorie, il quale finir x portargli via Cruz la
panettiera.
Dalla lettura dellopera si evince che lautore doveva essere un uomo di ottima cultura,
tuttavia il complicato gioco dellio narrante non ci da sempre la sicurezza che le
informazioni del racconto riferite in prima persona coincidano con la realt storica di Juan
Ruiz.
Il contenuto del libro presenta una grande ricchezza di argomenti e in molte occasioni
risulta difficile seguire il filo narrativo per la qt di excursus, digressioni, exempla,
similitudini che rompono il ritmo o complicano la logica del racconto.
Lopera comincia con unintroduzione in cui si mescolano verso e prosa: si tratta di un
paio di orazioni e di un sermone scolastico, di chiara impronta universitaria che ci prepara
allambiguit del testo.
Pi avanti Juan Ruiz difende il naturalismo amoroso: lautore giunge alla conclusione della
necessit che ha luomo di amare e lesempio concreto rappresentato dal primo
insuccesso amoroso del protagonista, che a sua volta lascia spazio a un paio di exempla
di tradizione esopica (favole) e biblica.
Pagg. 115/116
Il Libro de buen amor si presenta in prima analisi come un insieme caotico, per non dire
amorfo: laccumulo di episodi e lo squilibrio tra le loro estensioni contribuiscono a dare
questa sensazione.
Utilizzo della cuaderna via, possibile suddividere lopera in 6 nuclei perfettamente
differenziati:
1. Un prologo in prosa che segue le tecniche del sermone
2. Diversi exempla usati nelle argomentazioni
3. Un insieme di composizioni liriche, con diverse forme metriche
4. Alcune digressioni didattiche o burlesche
5. Una parafrasi libera del Pamphilus
6. Una versione della Batalla de Carnal y Cuaresma e una composizione che segue il
tema della Consultatio sacerdotum (la Cantica de los clerigos de Talavera)
La componente didattica nellarciprete de Hita intrinsecamente associata allhumor,
come lo stesso Juan Ruiz riconosce in varie occasioni nel corso dellopera, gi dai primi
versi.
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Ma non tutto uno scherzo. Juan Ruiz si fa eco, a iniziare dal prologo in prosa, di alcune
questioni molto dibattute negli ambiti universitari dellepoca:
- La necessit della riproduzione per la conservazione della specie
- Linsensatezza di considerare peccato la relazione sessuale tra uomo e donna, cosa
che porta necessariamente a proclamare lamore libero x il beneficio della
specie.
Lambiguit segnalata da tutti gli studiosi del Libro de buen amor una delle costanti
dellopera sia dal punto di vista didattico (serio) che da quello scherzoso.
Nel primo caso molto difficile decifrare il pensiero dellautore, sempre nascosto dietro
uno schermo sul quale si mescolano verit e fantasia, eterodossia e ortodossia.
Il Libro de buen amor si presenta come unopera di immensa ricchezza di significati, con
una grande variet di livelli di lettura e con ampie possibilit di interpretazione.
La prosa: don Juan Manuel
Don Juan Manuel il pi importante prosatore castigliano del XIV sec.
Rappresentante della pi alta nobilt (figlio dellinfante don Manuel, fratello minore di
Alfonso X), fu educato alla corte del re Sancho IV.
Dopo la morte di Sancho IV (1295) partecip attivamente alla politica castigliana,
cercando di mantenere incolume il proprio patrimonio.
Morto anche Fernando IV (1312), la sua ambizione si concentr sulla possibilit di
diventare reggente (incarico che sarebbe stato duraturo visto che linfante don Alfonso,
futuro Alfonso XI, era nato appena un mese prima della morte del padre).
Don Juan Manuel impieg 9 anni per vedere realizzati i suoi propositi: nonostante tutto
dovette condividere la tutela del giovane re con Maria de Molina e linfante don Felipe.
Non tutti i nobili accettarono di buon grado il nuovo passo di don Juan Manuel: si
susseguirono morti e assassini, ostilit e battaglie in campo aperto, finch nel 1325
Alfonso XI fu dichiarato maggiorenne e chiese ai reggenti di abbandonare i loro incarichi.
Gli scontri armati con il re cominciarono e durarono 5 anni, durante i quali don Juan
Manuel si vide confiscare e poi restituire i possedimenti a Murcia e poi conferire il titolo di
principe di Villena.
Ma la tregua dur poco: alla morte di Alfonso IV di Aragona (1336) ricominciarono gli
scontri tra castigliani, aragonesi e portoghesi, tutti interessati alla successione al trono.
Don Juan Manuel si schier a fianco del re portoghese, contro quello di Castiglia.
Le guerre e gli intrighi politici terminarono solo dopo la sua morte avvenuta nel 1348.
Don Juan Manuel fu principalmente un nobile che conosceva e difendeva i propri interessi,
con chiare idee politiche testimoniate nelle sue opere, ma anche nelle cronache del XIV
sec e nel Poema de Alfonso XI.
La sua opera fondamentalmente di carattere didattico. Tra i suoi scritti:
- Conde Lucanor
- Libro de los exemplos
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Libro de los proverbios

Don Juan Manuel non nasconde in nessuna occasione la sua scarsa cultura e non esita a
ripetere ci che si aspetta dalla sue opere.
Oltre ad essere espressione di umilt, il suo intento di scrivere libri didattici per coloro
che non conoscono il latino e cio per la maggior parte dei nobili che frequentano la
corte.
Per don Juan Manuel forma e contenuto sono inseparabili e devono svilupparsi insieme se
si vogliono raggiungere fini didattici (sono importanti i temi qto le parole).
Stile dello scrittore: non c parola che non sia stata soppesata e ponderata secondo le
regole della retorica.
Don Juan Manuel utilizza la parola cercando di occupare un posto nella cultura, quasi
esclusivamente dominata dal clero, per contrastare la perdita di potere politico.
La sua grande originalit stata quella di tessere elementi tradizionali con uno stile
nuovo, personalissimo, perfettamente equilibrato e ponderato, attraverso il quale si
intravede lanima dello scrittore che lotta contro un ordine di cose che non gli piace e
contro cui combatte anche nella vita reale.
CAP 4 VERSO UN NUOVO MONDO
Il XV secolo
XIV sec in Castiglia fu segnato dalle lotte intestine e dalla debolezza dei sovrani, che
spesso dovettero sottomettersi alle pretese della nobilt per mantenere il potere.
La situazione non miglior con la morte di Enrique III (1406) in quanto dovettero
scontrarsi con Ferdinando I dAragona e Juan II di Aragona e Navarra che partecipavano
alle guerre civili come nobili di questo regno.
A causa dei continui scontri, il potere della nobilt andava aumentando e al tempo stesso
decadeva il prestigio della monarchia: nel 1480 qsi pi della met delle rendite dello stato
appartenevano alla nobilt, che costituiva appena una decima parte della popolazione.
I re cattolici dovettero porre fine a questi abusi, che avevano provocato numerose
ribellioni dei contadini, stremati dai continui eccessi dei signori.
Juan II aveva appena 2 anni alla morte del padre. I reggenti erano Caterina di Lancaster e
Fernando duca di Panafiel (fratello di Enrique III), che ottenne un enorme prestigio
militare per la conquista di Antequera.
Lintroduzione dei compromissare di Caspe produsse un importante cambiamento:
trasform in re dAragona colui che fino ad allora era stato reggente di Castiglia.
Alla morte del re lalt nobilt tornava ad imporsi.
Il potere raggiunto dagli aristocratici durante le guerre contro il re ancora pi evidente
sotto il regno di Enrique IV, il quale diventa vittima delle manovre di corte fino al punto di
vedersi obbligato a riconoscere come erede il fratello Alfonso (di fronte ai legittimi diritti
della figlia Juana, che viene allontanata da corte perch sospetta di non essere figlia del
re ma del suo favorito Beltran de la Cueva).
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Quando il re cerc di annullare tale decisione i nobili lo destituirono, dimostrando cosi la


loro mancanza di scrupoli e la debolezza morale e politica della corona.
La morte di Alfonso (1467) port i nobili a nominare erede Isabella, sorellastra di Enrique
IV, e il re ancora una volta accett limposizione.
Il matrimonio della nuova ereditiera (Isabella) con linfante don Fernando, erede di
Aragona, spinse Enrique IV a modificare le decisioni gi prese, nominando successore la
figlia Juana e provocando una nuova guerra civile, che finir solo con la morte del
monarca (1474) e la proclamazione di Isabella I regina di Castiglia, con lappoggio delle
pi importanti citt del regno, specialmente la poderosa Segovia, e di una parte della
nobilt, guidata dal suo stesso marito.
Il regno dei re cattolici (1479-1516), Isabella I di Castiglia e Fernando II di Aragona,
cambia completamente il panorama, mettendo fine alla crisi politica e imponendo
lautorit reale sugli interessi nobiliari.
Le corti di Toledo obbligarono i nobili a restituire alla corona tutte le terre di cui si erano
impadroniti dal 1464, mentre venne loro consentito di mantenere le terre acquisite prima
di tale data situazione di superiorit adottata dal potere reale.
Lunione di Castiglia e Aragona, la fine dei disordini promossi dai nobili e il lavoro di
organizzazione interna effettuato dai re cattolici, insieme allunit del territorio, fanno
della Spagna uno stato moderno, con una monarchia forte.
Come conseguenza delle epidemie del XIV sec, la Castiglia era riuscita ad imporsi
economicamente sul resto del regno peninsulare (lallevamento era concentrato nelle
mani di pochi, lindustria e lartigianato erano qsi completamente scomparsi ed erano
aumentate le terre incolte per mancanza di manodopera o per le carestie). La lana di
Castiglia era diventata una fonte di ricchezza, favorita nellesportazione dalla potente
flotta castigliana (x i proprietari dei greggi, di solito nobili e clero, destinavano gli introiti
di tale commercio allacquisto di generi di lusso come tessuti, quadri, gioielli, senza che la
popolazione rurale riuscisse a percepire un miglioramento della qualit della vita).
Gli ebrei e i mudejares, ultimo anello della catena sociale, subirono lattacco di tutti, in
qto accusati di essere responsabili dei problemi:
- Nelle corti di Valladolid fu loro imposto un distintivo sugli abiti
- Nel 1412 fu emanato un ordinamento con il quale si inasprivano le leggi nei
confronti di musulmani ed ebrei nel territorio castigliano
- Fu messo in moto il tribunale dellinquisizione, sotto il regno dei re cattolici
espulsione degli ebrei e dei mudejares granadini, conversione forzata del resto dei
mudejares e repressioni contro i moriscos (mudejares convertiti al cristianesimo)
Al contrario gli ebrei continuarono a mantenere unattivit culturale importante, malgrado
le persecuzioni a cui vennero sottoposti con sempre maggior frequenza e intensit.
Gi agli inizi del XV sec si apprezza lo sforzo di alcuni intellettuali castigliani di dominare il
latino e linsieme degli studia humanitatis (grammatica, retorica, poetica, storia e filosofia
morale): si tratta fondamentalmente di studiosi che si sn formati fuori dal regno
castigliano (a Barcellona), o che hanno frequentato le aule universitarie di Salamanca.
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Nonostante la padronanza del latino e gli sforzi realizzati, non si pu definirli umanisti.
Essi stavano per preparando il terreno: se costoro si limitavano a sporadici viaggi in
Italia e mantenevano isolati i contatti con gli umanisti italiani, per la generazione
successiva diventano unabitudine le prolungate permanenze a Roma, Firenze e Bologna.
Anche i nobili cominciarono a dilettarsi con la lettura e a formare le prime biblioteche
personali.
Il XV sec caratterizzato dal fiorire dei Cancioneros, dallo sviluppo dei libri di cavalleria e
dalla nascita di altre forme narrative, come le finzioni sentimentali.
Si tratta della risposta dellaristocrazia alla crisi dei valori che lavevano
sostenuta nei secoli precedenti.
I cavalieri non possono quasi pi occuparsi di guerra, in qto
completamente cambiato il modo di combattere nata la burocrazia, in
cui nemmeno i nobili hanno un gran peso e sul versante economico la
borghesie e i commercianti sono riusciti a superare buona parte dei cavalieri.
I rapporti che si stabilirono tra Aragona e Castiglia dal momento del compromesso di
Caspe facilitarono larrivo di nobili castigliani alla corte reale aragonese di Barcellona e in
seguito alla corte di Alfonso V a Napoli. Linflusso delloriente peninsulare si incontra cos
con le novit italiane, i nuovi modelli letterari confluiscono nel profondo cambiamento che
si produsse con la salita al trono dei re cattolici, la conquista di Granada e la scoperta
dellAmerica.

A partire da quel momento inizia la lunga decadenza della poesia dei


Cancioneros e la trasformazione dei libri di cavalleria e delle finzioni
sentimentali.
La poesia
Pero Lopez de Ayala
Apparteneva a una delle famiglie nobili che ottennero grandi benefici dalle guerre
fratricide tra Pedro I ed Enrique II.
Svolse incarichi diplomatici in varie ambasciate, alla curia pontificia di Avignone e alla
corte del re di Francia. Questo permise a Pero Lopez de Ayala di entrare in contatto con gli
scrittori pi importanti del momento.
Venne fatto prigioniero nella battaglia di Aljubarrota e rinchiuso per 2 anni e mezzo nella
fortezza di Obidos, dove comporr buona parte del Libro Rimado de Palacio.
Nel 1398 fu nominato cancelliere maggiore di Castiglia da Enrique III.

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Presso la corte dei re Carlos V e Carlos VI, Pero Lopez conobbe gli autori francesi pi
famosi dellepoca.
Lo scritto pi importante del cancelliere Ayala senza dubbio il Libro Rimado de Palacio,
redatto per buona parte della sua vita e probabilmente ritoccato prima della morte: in
esso critica la societ del suo tempo, censurando anche la chiesa e i diversi governi civili.
Ayala considera lo scisma di occidente come la pi chiara manifestazione della crisi
spirituale del mondo e conclude parafrasando liberamente le Moralia gregoriane e il Libro
di Giobbe.
Con una straordinaria sobriet di mezzi espressivi reclama il ritorno allordine perduto,
come unica possibilit per recuperare lequilibrio. Sullo sfondo risaltano i problemi in cui
si trov coinvolta la Castiglia nella seconda met del XIV sec e che continueranno durante
parte del XV.
Luso della cuaderna via e il carattere didattico-moralizzante dellopera evidenziano la
tendenza arcaicizzante delle impostazioni estetiche dellautore che riunisce le sue poesie
in una sorta di canzoniere personale in cui luso della prima persona singolare fa da filo
conduttore; a differenza del Libro de buen amor, per, nel Rimado non c spazio per le
burle, al contrario tutto serio e solenne e lo spirito pessimista.
La poesia del Cancionero
La scuola poetica galaico-portoghese da gli ultimi frutti nella prima met del XIV sec, e gli
autori posteriori al 1350 abbandonano a poco a poco la loro lingua per ricorrere al
castigliano.
Il processo di abbandono del galaico-portoghese e ladozione del castigliano hanno come
punto di partenza lanno 1350 in cui don Pedro, conte di Barcelos, lascia ad Alfonso XI un
libro de cancionas. Il punto di arrivo di tale processo il Cancionero de Baena (1430
ca).
La stanchezza per le forme e i temi, o la mancanza di rinnovamento degli stessi, port a
una plebeizzazione della lirica cortese perdita di prestigio legata anche
allallontanamento del rigore feudale e limpostazione di una nuova scala di valori
Varie ragioni che spiegano labbandono del galaico-portoghese in Castiglia:
- Lallontanamento e le tensioni sempre maggiori con il regno del Portogallo, che
terminarono con la sconfitta castigliana ad Aljubarrota in cui morirono e furono
catturati numerosi nobili
- Qualsiasi concessione anche linguistica ai vincitori sarebbe stata considerata un
affronto al re
Il primo passo verso nuove forme fu la separazione di musica e parole, che fino alla met
del XIV sec erano rimaste unite: tale dissociazione permise composizioni poetiche
destinate alla lettura e non al canto (dezires), per cui si poteva arricchirne il contenuto,
allargarne lestensione e cercare diversi livelli di significato attraverso lallegoria.
Inoltre, la separazione della musica dalle parole facilit la formazione di generi fissi,
inesistenti fino ad allora: il fenomeno comune a tutto loccidente europeo e alimenta lo
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sviluppo di canciones e villancicos in Castiglia, canzoni e sonetti in Italia o vi relais,


rondeaux e ballades in Francia.
Il caso di Alfonso Alvarez di Villasandino si pu considerare paradigmatico: unisce le
vecchie tendenze incluso lutilizzo del galaico-portoghese e i nuovi modelli, in modo
da diventare uno dei poeti di corte pi apprezzati; alla fine sar per dimenticato, in qto
incapace di seguire il sentiero tracciato dal genovese-sivigliano Francisco Imperial (13501409 ca).
Dopo Baena, molti autori si occupano di raccolte poetiche, fino ad arrivare ad un totale di
ca 200 cancioneros manoscritti diversi, con un insieme di oltre 800 autori e 7000 opere
databili fra il 1360, data in cui comincia la produzione dei poeti pi vecchi del Cancionero
de Baena, e il 1564 in cui viene pubblicato il primo Cancionero composto solo da opere
del XVI sec.
Secondo i contenuti e i criteri di selezione, sono stati raggruppati in 4 serie delle
caratteristiche differenti, che costituiscono la base di altrettanti gruppi: Baena, Palacio,
Estuniga e Herberay.
Cancionero de Baena fu riunito in almeno 2 tappe (1430-1445), anche se
posteriormente furono aggiunti alcuni poemi e lultima poesia databile risale al 1449.

Non contiene nessuno dei grandi poeti della prima met del secolo e non vi trovano
posto neppure i membri della nobilt, senza che se ne conoscano le ragioni.
La raccolta viene presentata al re Juan II e alla regina Maria nel febbario 1445.
La selezione realizzata da Juan Alfonso de Baena sembra basarsi su criteri passati di
moda a met del XV sec e per questo possibile che lo sforzo del compilatore fosse
inutile e sterile.
Le ragioni dellesclusione dei poeti nobili restano oscure; si potrebbe pensare che il
circolo culturale e sociale di Baena non coincidesse con lambiente degli aristocratici di
corte.
In un tentativo di avvicinarsi alla nobilt, Baena imita e raccoglie un tipo di poesia gi
obsoleta, forse lunica che conosceva e a cui poteva accedere, che non era coltivata dai
nobili, ma dai funzionari reali ancorati ad un passato che inesorabilmente scompariva.
Cancionero de Palacio di fronte al volume della raccolta di Baena, il Cancionero de
Palacio misura appena la met ed accompagnato da disegni scabrosi, spesso osceni,
che servono ad interpretare il doppio senso di alcune canzoni teoricamente appartenenti
alla tradizione pi casta dellamor cortese.
Il marchese de Santillana (Don Inigo Lopez de Mendoza)
Don Inigo Lopez de Mendoza, marchese di Santillana (1398-1458), era un membro
dellalta nobilt di corte dei Trastamara, con un incarico politico di primordine sotto il
regno di Juan II.
Combatt contro i mori, appoggiando il re in alcune occasioni o alleandosi con gli infanti
dAragona o scontrandosi con don Alvaro de Luna, suo acerrimo nemico.
Risalt anche come uomo di lettere.
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La sensibilit del marchese di Santillina si era formata, inoltre, presso la corte di


Barcellona dove era giunto allet di appena 14 anni, al seguito di don Fernando de
Antequera; qui conobbe don Enrique de Villena e i numerosi poeti catalani che stavano
dando nuovi impulsi alla lirica.
Egli riun una ricca biblioteca nel suo palazzo di Guadalajara: in essa si trovavano i libri
pi letti dalla nobilt del momento e altri che arrivavano per la prima volta in Castiglia
dalla Francia e dallItalia, e che lo stesso marchese ordinava di comprare, di copiare o di
tradurre. La biblioteca di Guadalajara, a met del XV sec, divent un luogo di incontro di
intellettuali, cristiani ed ebrei.
Per lui in poesia, il contenuto (che deve essere utile) tanto importante quanto la forma,
che deve essere bella ed esatta nella suddivisione sillabica; tuttavia molte volte si ha
limpressione che egli si lasci trascinare dagli aspetti formali, senza riuscire ad elaborare
sufficientemente il contenuto.
Ci si avverte soprattutto nelle sue composizioni giovanili, di carattere cancioneril, in cui
la variet metrica rivela uninquietudine artistica, una ricerca delle fonti espressive, che
non raggiunge pienamente il suo fine.
Decires narrativos (sentenze) altro tipo di poesia in cui si impegn il marchese; di
contenuto pi serio, vincolati alla tecnica utilizzata da autori come Dante o Petrarca, e
come Guillame de Machaut e Alain Chartier, tutti conosciuti e ammirati dallo stesso
marchese.
Juan de Mena
Di origine cordobese, costituisce un chiaro esempio di una nuova classe emergente:
lintellettuale puro, senza rendite e prebende, che esercit unattivit a corte (notaio,
segretario).
Probabilmente Juan de Mena fu un ebreo convertito, in qto le sue origini sn avvolte da
una sospetta oscurit.
Laureato come maestro in arte, si trasfer in Italia, ma dopo 2 anni ricevette un incarico
presso la corte di Juan II, che divenne suo protettore.
Come membro della corte partecip agli stessi giochi letterari dei suoi contemporanei,
scrisse canzoni amorose e sentenze che ottennero unimportante diffusione, e il fatto che
appaiano in un gran numero di Cancioneros indica il prestigio di cui godette Mena nella
sua epoca.
La sua maggior fama si deve alle composizioni pi lunghe come la Coronacion del
Marques de Santillana (1438) in cui si celebra il successo del marchese durante la
campagna di Huelma contro i Mori.
Si tratta di unopera allegorica che spazia dalle miserie del mondo
allesaltazione di don Inigo Lopez de Mendoza, con unimpostazione
che potrebbe avere un remoto punto di partenza nella Divina
Commedia di Dante.
Laberinto de fortuna lopera principale di Juan de Mena (1444). Dedicata al re, il
poeta narra i vizi e le virt dei poeti di tutti i tempi attraverso un continuo scontro tra
Fortuna e Provvidenza (filo conduttore). La descrizione della casa di Fortuna si estende
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per i 7 circulos (Diana, Mercurio, Venere, Apollo, Marte, Giove e Saturno) in cui si trovano i
diversi personaggi (casti, consiglieri, amatori, saggi, eroi, re e cavalieri, e infine don
Alvaro de Luna).
Al di sopra di tutto c la figura del re.
Ogni girone ha la stessa struttura, che permette di osservare in modo simultaneo la ruota
del passato e quella del presente (quella del futuro resta nascosta), anche se il numero di
strofe dedicato a ogni girone varia considerevolmente.
Non solo una narrazione in tono grave, un poema morale e politico in cui il verso, la
lingua e lo stile cercano lespressione pi elevata, in sintonia con il contenuto.
Luso della forma strofica conosciuto come arte mayor (una marcata distribuzione degli
accenti ciascuno degli emistichi contiene 2 accenti separati da 2 sillabe atone) impone
una nuova estetica in cui il ritmo al di sopra di qualsiasi considerazione prosodica,
lessicale o sintattica.
Tutto ci porta a numerosi spostamenti daccentazione, alla creazione di frequenti
neologismi o alluso di arcaismi e alla presenza di abbondanti iperbati a rompere lordine
abituale o prevedibile delle frasi.
Questo fa si che il Laberinto presenti un aspetto artificioso, di rottura con una realt
caotica a cui si impone il ritmo come regola e principio ordinatore.
E probabile che Mena non pensassee solo a una creazione poetica, ma anche musicale,
in un momento in cui tali arti iniziavano a separarsi.
Jorge Manrique
Anche il terzo grande poeta del XV sec, Jorge Manrique (1440 ca-1479), apparteneva a
una famiglia importante.
Intervenne in numerose campagne militari, in appoggio allinfante Alfonso e pi tardi alla
regina Isabella. Partecip anche a frequenti conflitti per proteggere gli interessi familiari e
venne arrestato nel 1477, un anno dopo la morte del padre.
Come tanti altri nobili del XV sec, imposta la sua vita intorno alla guerra e alle
conoscenze relative alle Cortes, alle armi e alle leggi.
Coltiva la poesia amorosa con discrezione, ricorrendo con frequenza al vocabolario
militare e giuridico che gli risultava cos familiare, con un tono adeguato a quello che
utilizzavano i poeti dei Cancioneros.
Coplas a la muerte de su padre gli diedero fama immediata. Si soliti indicare 3
parti:
1. Una dedicata alla morte in astratto
2. Una alla morte storica
3. A quella del padre
Jorge Manrique ha saputo introdurre il pubblico lettore, ascoltatore allinterno
dellopera attraverso accorgimenti elementari ma di grande effetto.
In primo luogo utilizza sempre un plurale inclusivo, in cui la forma nosotros diventa la
chiave della costruzione: le idee esposte sn comuni a tutti e tutti le conoscono, le
identificano e pertanto concordano nella loro piena credibilit, senza bisogno di ulteriori
spiegazioni.
Il pubblico si identifica immediatamente con il poeta e accetta i suoi sentimenti come
propri.
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Inoltre, lautore rafforza questo rapporto attraverso un continuo uso di verbi che si
appellano allesperienza collettiva, e cosi si ripetono le esortazioni e i riferimenti a ci che
tutti hanno visto e conosciuto, sia come aspetti della vita quotidiana sia come ricordi
vincolati alle conoscenze libresche.
Lesperienza generale, quella che unisce il pubblico e il poeta, giunge fino alla strofa XXV;
poi inizia leccezionale, ci che sostituisce il nucleo centrale della composizione, il vissuto
che Jorge Manrique vuole trasmettere: la vita armoniosa, di semplice perfezione
dellufficiale don Rodrigo.
A partire da questo momento non appaiono pi i plurali incisivi, ne si ripetono i verbi
relativi alle percezioni sensoriali.
Don Rodrigo avanza da solo verso lincontro con la morte; lo scenario quello della corte,
con tutto il suo sfarzo. Si produce un contrasto violento tra la serena figura dellufficiale e
la vita turbolenta che gli si svolge intorno, mentre il protagonista avanza lasciando
indietro coloro che sono morti prima di lui, eroi, personaggi famosi e anche (come segno
di vittoria suprema) i propri nemici.
Le Coplas danno unimmediata impressione di tranquillit, di armonia, non solo per le
idee che espongono, ma x la scorrevolezza con cui si sviluppa il pensiero, nonostante il
poema sia stato scritto in un periodo di tempo molto lungo.
Il dominio di una tecnica, o fse linsicurezza davanti alla propria capacit lirica, portano
Manrique a ricorrere con frequenza a mezzi che gli servono a rafforzare lunione interna
del poema e a intensificare il sentimento lirico.
Nascono cos le reiterazioni con tutte le loro sfumature; geminazioni e anafore,
parallelismi, contrasti, gradazioni,
La prosa
Per molto tempo la prosa si era limitata ai generi di carattere didattico e moralizzante.
Agli inizi del XIV sec appare una prima opera di finzione, il Libro del cavallero Zifar, scritto
in prosa e che ostentava una credibilit presa in prestito, sicuramente dalla storiografia.
Se la prosa veniva utilizzata per raccontare fatti realmente accaduti (cronache e storia),
la narrazione in prosa di qualsiasi avvenimento (x es. romanzi) avrebbe necessariamente
portato a unassociazione immediata con fatti reali e pertanto, avrebbe vinto la battaglia
della credibilit.
Cos durante il XIV sec la prosa verr coltivata con impegno sempre maggiore da
storiografi e romanzieri, che in questo modo si vogliono assicurare la credibilit meritata
dalla storiografia.
Oltre a loro, continueranno a scrivere in prosa gli autori di testi scientifici, i creatori di
racconti, i moralisti e gli esegeti di opere serie, i traduttori e spesso anche i poeti nei
prologhi o nei commenti che accompagnavano le loro opere.
La prosa guadagna terreno nei confronti del verso, specialmente grazie allaccettazione
del nuovo genere, il romanzo.
Il racconto
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El conde Lucanor di don Juan Manuel, costituisce un pilastro della narrativa breve:
lesistenza di una struttura ben definita, basata sul dialogo tra Lucanor e Patronio, e il fine
pratico contenuto in ogni racconto del libro rendono evidente la concezione unitaria
dellopera e una preoccupazione stilistica di gran lunga superiore a quella abituale
dellepoca.
Don Juan Manuel non seppe liberarsi del valore pesantemente moralizzante ereditato
dalla tradizione; in Castiglia il racconto sar per molto tempo vincolato alla predicazione.

La storiografia
Alfonso X aveva segnato linizio della storiografia in Castigliano.

il modello alfonsino sar seguito, imitato e rielaborato da numerosi autori nel corso dei
secoli XIV e XV, per i quali la storia continuer a incentrarsi sulla figura dei re,
rappresentanti del popolo, intorno a cui si delineano i fatti degni di essere raccontati.
La salita al trono dei re cattolici diede inizio al superamento delle crisi che si erano
prodotte quasi a partire dallinizio del XIV sec e che avevano acquisito una dimensione
allarmante durante il regno di Enrique IV.
La storiografia assume adesso un aspetto da panegirico ( orazione elogiativa o celebrativa in onore di
personaggi illustri; in quella cristiana, scritto o discorso in lode di un santo) , lasciandosi alle spalle le tensioni dinastiche
che avevano caratterizzato epoche anteriori e permettendo allautore di dare spazio alle
sue opinioni (si completava cos un processo di filiazione umanista iniziato da Alfonso de
Palencia alcuni anni prima).
Limportanza acquisita dalla storiografia nella seconda met del XV sec port alla sua
imitazione da parte di altri generi e apparvero sottogeneri di carattere pseudo-storico o di
carattere propriamente storico, come le biografie di personaggi celebri, in relazione con
lo spirito umanistico.
Non molto distasti dalle biografie troviamo le cronache individuali, in cui la figura centrale
non il re, ma qualche personaggio importante.
La passione per le cronache, che inizia a svilupparsi prima tra la nobilt e poi raggiunge il
resto della societ, spiega lauge dei cronisti che nascono in relazione alla scoperta
dellAmerica e che presto cominceranno a scrivere del Nuovo Mondo.
A queste trasformazioni della storiografia bisogner aggiungere, alla fine del secolo, la
presenza di testi in versi in cui risalta lentusiasmo per i successi della reconquista e
lorgoglio di sentirsi membri di una societ eroica, quasi come era successo ai cavalieri
che parteciparono alla conquista di Gerusalemme durante le Crociate.
Libri di viaggi
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Le narrazioni di viaggi sono quasi sempre pi fantastiche che autentiche.


A met del XIV sec un anonimo francescano spagnolo scrisse il Libro del conocimiento de
todos los reinos.
Presto si tradussero in aragonese, e pi tardi in castigliano, i 2 principali libri di viaggi del
medioevo:
- Il Milione di Marco Polo
- Libro de las maravillas del mundo di John Mandeville
La diffusione della stampa diede un enorme prestigio ai testi storiografici veri o falsi
che non solo vennero largamente letti durante il XVI sec, ma servirono da spunto per
romanze e opere teatrali durante il secolo doro: in questo modo il medioevo sopravviver
nel rinascimento e nel barocco.
Il romanzo
A partire da Alfonso X, la storiografia in lingua romanza si sviluppa in modo straordinario,
anche perch costituisce uno dei pilastri della formazione dei nobili, che cercano nelle
cronache esempi del passato, giustificazioni del presente e un buon intrattenimento.
La prosa offrir ampie possibilit narrative e gli argomenti comprenderanno epoche pi
moderne, ma linteresse generale continuer a fissarsi su avvenimenti realmente
accaduti, o che il pubblico accettava come autentici.
Il romanzo cavalleresco diventa il principale genere narrativo nel medioevo: con questa
prospettiva il romanzo medievale interamente di tema storico (o pseudo-storico), in qto
i fatti narrati sn considerati realmente accaduti.
Amadis le abbondanti glosse e i commenti moralizzatori, rendono evidente che
lautore non pretende solo di divertire il pubblico. Il libro deve servire da
manuale di comportamento per chi si considera cavaliere, in quanto vi si
possono trovare modelli da imitare nei rapporti con il re, con i nobili e con le
dame; allo stesso modo i principi e i re trovano nel libro le migliori testimonianze
di un buon governo.
Lunica differenza esistente tra i romanzi di tema letterario e gli altri si deve alle origini: le
trasformazioni sociali, le nuove correnti estetiche o laumento del pubblico colto, in grado
di leggere, fanno si che alcuni generi che avevano avuto un notevole sviluppo nei secoli
precedenti si trasformino in romanzi.
il caso dellepica, che abbandona gli schemi abituali per diventare narrazione
cavalleresca. Ma non succede solo con questo genere: le vite dei santi, alcuni racconti e
altri testi dalle pi svariate origini apportano argomenti e tematiche al nuovo genere.
Linfluenza francese in gran parte delle narrazioni cavalleresche evidente, ma la
presenza sempre maggiore di episodi amorosi indica lesistenza di un pubblico che non si
identifica con il racconto delle prodezze di coraggiosi cavalieri.
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Dalla met del XV sec e fino al 1548 appare una serie di romanzi in cui gli episodi armati,
i combattimenti e le prodezze occupano un posto di secondo piano o scompaiono
completamente.
La culla di questa finzione sentimentale si trova in Italia.
La fusione di narrativa amorosa italiana, narrazioni cavalleresche e poesia di canzonieri
configurer il sottogenere sentimentale rappresentato da una ventina di testi fino al
1450.
Durante i centanni in cui si sviluppa questo genere letterario, una serie di elementi si
mantiene inalterata:
- Sn frequenti le impostazioni autobiografiche
- Le lettere occupano un posto importante nello sviluppo dellazione, in qto non solo
la forma che permette di esprimere i sentimenti pi profondi, ma anche di
raggiungere lamore e la morte.
In genere, la trama il risultato di 2 storie amorose parallele, che tendono a separare
irrimediabilmente lo sfortunato protagonista della donna che ama (e che non corrisponde
i suoi sentimenti) e che danno origine a frequenti dibattiti sullamore e le sue molteplici
caratteristiche e conseguenze.
Linclusione di testi contenuti nelle epistole, di discorsi e dibattiti e di altre testimonianze
trasmesse in stile diretto, riflette le stesse preoccupazioni che avevano avuto alcuni
storiografi e cronisti, e che pi tardi erediteranno gli autori di romanzi cavallereschi.
Si tratta di un elemento stilistico attinto dagli autori latini che testimonia larrivo
dellumanesimo nella narrativa di finzione.
Il teatro
Il teatro primitivo
Il passaggio dallantichit al medioevo vide scomparire le forme teatrali del mondo
classico.
La scomparsa del teatro classico non significa la morte di ogni spettacolo pubblico: i
juglares attingeranno da mimi e istrioni larte del divertimento e si dedicheranno a
distrarre la gente con i mezzi pi diversi.
Salvo poche eccezioni, tutti i juglares sn oggetto di censura ecclesiastica e vittime di
castighi spirituali e fisici.
Ma lattivit dei juglares, anche se influ nello sviluppo della drammaturgia, non
allorigine del teatro medievale: bisogner aspettare fino al XI sec per trovare autentiche
rappresentazioni teatrali vincolate alla liturgia e incentrate sulla vita e la passione di
Cristo.
Gli studiosi pensano che il genere drammatico nasca come contorno alla liturgia,
attraverso i tropos, testi interpolati nelle letture liturgiche, usati come chiarimento o
abbellimento.
Ci sn vari tipi di tropos (sequentia, prosa, prosula, farsa, tropus) e non tutti possono
essere considerati adatti per la drammatizzazione, ma innegabile limportanza che
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ebbero questi testi e la loro musica per la nascita e lo sviluppo di diversi generi letterari
in lingua romanza.
Durante il XII sec si amplia la tematica, includendo nuovi episodi della vita di Ges con
diverse scene e figure dellAntico Testamento.
Representation de los Reyes Magos una delle testimonianze pi antiche della
letteratura castigliana e il primo esempio di teatro medievale scritto
completamente in lingua vernacola.
Non si sa nulla dellautore, il contenuto si divide in 5 scene:
1. I soliloqui dei 3 re
2. Incontro dei Magi e decisione di verificare le condizioni del nuovo nato con
lofferta di oro, incenso e mirra
3. Intervista con Erode
4. Monologo di Erode
5. Erode e i suoi saggi ebrei cercano di scoprire la verit.
Anche se il teatro castigliano ha avuto un frutto precoce come la Representation de los
Reyes Magos, in realt c un vuoto che si estende dal XII al XV sec.
Fuori dalla chiese e dai monasteri si era soliti fare rappresentazioni di genere teatrale, gi
dalla met del XV sec.
Era frequente che i commensali si intrattenessero con spettacoli come i momos (semplici
giochi in maschera, senza dialoghi) e gli entrememes, che in generale mantenevano il
carattere sacro.
Le feste allaperto raggiungevano il massimo splendore nei ricevimenti dei re o di grandi
personalit, per i quali si preparavano processioni e spettacoli vari.
Anche nelle corti dei nobili si producono manifestazioni a partire dalla met del XV sec.
Juan del Encina (vero nome Juan de Fermoselle) poeta cortese e musicista di grande
prestigio, deve la sua fama soprattutto allattivit di autore teatrale. Il suo Cancionero
(Salamanca 1496) comprende 8 opere teatrali, che nelle edizioni posteriori divennero 12,
e alle quali verranno aggiunte 2 egloghe stampate in fascicoli indipendenti.
La Celestina
Lopera considerata una commedia umanista (che veniva letta a voce alta ma non si
rappresentava) per il fatto che tutta lopera costruita sul dialogo dei personaggi, che il
tema si basi su relazioni amorose illecite (in qto non suggellate dal matrimonio) e che
lazione si limiti a un periodo di tempo molto breve.
La Celestina ci pervenuta in 2 versioni differenti attribuite allavvocato converso e
baccelliere alluniversit di Salamanca, Fernando de Rojas: la prima (1499) intitolata
Comedia de Calisto y Melibea; nel 1502 apparverp nuove edizioni dellopera, in cui era
intitolata Tragicomedia de Calisto y Melibea o Libro de Calixto y Melibea y de la puta vieja
Celestina.

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La chiave del successo dellopera sta nella vera costruzione di un mondo proprio, in cui
tutto funziona come se fosse reale.
Un accostamento a quel mondo fittizio mette in evidenza la distanza esistente tra la vita
reale e la realt del racconto.
Lo spazio non identificabile, il tempo scorre in modo completamente diverso dal suo
corso normale, i personaggi parlano una lingua piena di elementi letterari che
difficilmente si accordano con la loro condizione sociale.
Allautore interessa al di sopra di tutto lo sviluppo dellazione: molto pi significativo il
ritmo degli avvenimenti e il loro epilogo, cumulo di casualit o di abilit dello scrittore che
forza il destino delle sue creature.
In quanto alla lingua, i personaggi ricorrono frequentemente a espressioni prese dalla
letteratura pi in voga, fatto che li allontana dal modo di parlare che loro si addice.
Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che La Celestina ancora frutto della fine del XV sec
e che come tale conserva ancora numerosi aspetti medievali (lelemento didattico
dellopera o labbondanza di soliloqui come espediente per caratterizzare i personaggi).
Ma sopra questi si impone labilit del dialogo, che acquista differenti registri a seconda
degli interlocutori, abbandonando in questo modo le rigide norme retoriche, che
obbligavano ogni personaggio a parlare secondo la propria situazione sociale.

PARTE SECONDA LET DORO


Luomo nuovo

Luomo rinascimentale pone se stesso al centro dei propri pensieri, del proprio
mondo;
cambia il suo rapporto con Dio, con la natura, con il prossimo
le sue esperienze damore lo portano a esprimere in letteratura un desiderio
inappagato di bellezza.
Conoscere se stessi sar il primo passo per conversare con Dio
Luomo pu trasformare se stesso, elevarsi o distruggersi. il primo momento
della sua solitudine. Dio il creatore, ma luomo ha la libert di raggiungere con le
proprie forze un posto nel mondo, ha la libert di essere ci che vuole.

Il rapporto con Dio inizia con la conoscenza di se stessi; lintrospezione porter infatti
luomo alla divinit o allespressione dei suoi sentimenti in una nuova forma lirica che
simporr come modello nel futuro.
Lessere umano si perfeziona grazie alla conoscenza e nel sapere occupano un posto
privilegiato le arti liberali.
Luomo, che Dio crea a sua immagine e somiglianza, ha lanima simile a Dio e il corpo
simile al mondo.
Lumanesimo considera lo studio della letteratura alla base delleducazione. Gli studia
humanitatis porteranno luomo a raggiungere la dignit e a conquistare il posto a cui
aspiravano il suo intelletto e la sua ragione.
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Leducazione
La regina Isabella ordin a Nebrija di tradurre in castigliano le Introductiones latinae
(1481)

Manuale per lapprendimento del


latino, destinato agli ordini monastici
femminili.
Le introductiones latinae diventarono il nucleo della nuova educazione, che si fondava
sulla conoscenza del latino classico, unica via per la lettura dei grandi scrittori.
Il latino e leloquentia costituivano il punto di partenza per approdare a nuove discipline:
il diritto, la medicina, la teologia.
Solo la conoscenza del latino classico permette di leggere le opere dei grandi maestri di
ogni disciplina delle lettere antiche.
La conoscenza del latino permetteva laccesso ai classici, la lectio poetarum (lettura dei
poeti), che era la base degli studia humanitatis. E leggerli era indispensabile per imitarli.
Nel romanticismo si imporr loriginalit come metro a cui ispirare; nellet doro, lo
scrittore non pretende di essere originale come il baco da seta che elabora i suoi fili
creandoli da se, ma come ape imitatrice, che presuppone di aver letto tutti i classici e
pertanto di conoscere il latino (essere dotto).
Il cortigiano
Possedere conoscenze e saperle dimostrare una delle caratteristiche che delineano il
ritratto del cortigiano: il prototipo delluomo rinascimentale a cui Baldesar Castiglione
diede forma nel suo dialogo (1528).
Il cortigiano, di ottimo lignaggio, di buon ingegno e di gentile aspetto e fisico
armonioso deve essere abile nelluso e nellesercizio delle armi, ma anche in quello delle
lettere.
La dama
In lei la bellezza una qualit molto pi importante che nelluomo, come pure deve
esserlo la difesa del proprio onore.
Deve caratterizzarla una graziosa affabilit nellarte della conversazione; non deve
essere disinvolta ne ritrosa, ma scegliere la giusta via di mezzo.
Deve badare al proprio abbigliamento per essere attraente, ma non deve farlo notare.
La sua educazione consiste nel possedere nozioni di lettere, di musica, di pittura e deve
saper danzare.
La dama deve avere una cultura media e non ostentarla.
Lamore
Nel Cortegiano di Pietro Bembo si parla damore (materia di amar gentilmente).
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I Dialogos de amor di Leon Hebreo e gli Asolani di Bembo sviluppano una nuova forma di
relazione amorosa che diventer la base dellargomento amoroso (tema centrale della
nuova poesia e di alcune forme narrative appena nate come quella bucolica).
Il godimento platonico della bellezza femminile sar inoltre un primo passo nel cammino
della comunicazione con la divinit.
Per evitare il tormento dellassenza, il cortigiano deve seguire un processo che conduce al
godimento puro della bellezza, che si trova nella divinit.
Contempler prima la sola bellezza per formarla nellimmaginazione; li arriver al
concetto universale della bellezza, allidea.
Inizier allora a rivolgersi a se stesso, in un processo di interiorizzazione, per contemplare
la bellezza che si vede con gli occhi dellanima, raggio della vera immagine della bellezza
angelica, verso cui diretto lo sguardo dellanima.
La vedr elevarsi nella sua parte pi nobile, che la conoscenza, e ne godr quando sar
in grado di passare dalla conoscenza particolare a quella universale, in cui lanima si
unir con la natura angelica: la unio del processo mistico.
La teoria amorosa romanzata nella letteratura bucolica. I personaggi incarnano o
parlano della casistica dellamore.
La natura
Luomo scopre, nelle sue creazioni, un posto per la natura, ma essa apparir sempre con
le stesse caratteristiche: prati verdi con fiori e uccellini, ruscelli e alberi che fanno ombra.
I nomi geografici cambieranno, ma gli elementi che li popolano saranno sempre gli stessi,
nelluniverso bucolico e nella lirica.
Luomo in un paesaggio gradevole, si trasforma in un io poetico che lamenta il proprio
dolore. Il desiderio dellirraggiungibile bellezza della dama configura la sua introspezione.
Il paesaggio sar testimone del dolore dell io poetico e diventer il muto interlocutore
dei suoi lamenti.
Il rapporto con Dio
In questo inizio secolo, accanto al nuovo uomo appare un modo diverso di comunicare
con Dio, una nuova pietas.
Erasmo da Rotterdam sar lartefice principale di una religiosit in grado di impregnare la
cultura spagnola.
Enchiridion militis christiani opera di Erasmo da Rotterdam del 1503. Il titolo significa
arma manuale e lautore parla delle armi necessarie per la
guerra spirituale che il cristiano deve combattere: la preghiera e
la parola con Dio.
Lerasmismo un ritorno sia allo studio delle Sacre Scritture e
degli scritti dei padri della chiesa, sia a un cristianesimo interiore:
luomo deve conoscere se stesso e dialogare intimamente con
Dio.
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La comunicazione con Dio non si stabilisce attraverso cerimonie


esterne, vuote se non sono frutto di una riflessione, ma
attraverso linteriorizzazione.
Luomo si raccoglie per parlare autenticamente con Dio e tale
rapporto deve essere vissuto con gioia.
Erasmo d inizio a una critica delle pratiche esteriori dei cristiani: ne le messe, ne i
digiuni, ne il culto delle immagini o delle reliquie valgono se non sono accompagnati da
un proposito adeguato.
Non rifiuta tali pratiche e non vuole scontrarsi con la gerarchia ecclesiastica, ma ne
avverte la vacuit: solo la piena esperienza dellindividuo dar loro un senso.
Antepone i comandamenti di Dio a quelli della chiesa (il suo dire labito non fa il
monaco provocher le ire degli ordini religiosi).
Il rifiuto di Lutero nei confronti della gerarchia ecclesiastica porter allo scisma della
chiesa. La religione si trasformer cosi in un argomento di guerra nella cerchia degli
stessi cristiani.
La spiritualit antropocentrica dellerasmismo viene sostituita da Juan de Valdes con
quella teocentrica.
Latmosfera di spiritualit sfocer nelle grandi creazioni della mistica.
La riforma luterana, che si deve interpretare alla luce di un clima di protesta contro la
corruzione ecclesiastica, provocher il grande scisma della Chiesa.
Il Concilio di Trento sanzioner una forma di comportamento e la controriforma perseguir
nelle posizioni attaccate dai riformisti. In questo modo linquisizione in Spagna riafferma il
proprio potere.
Il tribunale dellinquisizione venne creato nel 1468 per perseguitare gli Ebrei convertiti al
cristianesimo che conservavano segretamente le proprie tradizioni.
Lespulsione degli ebrei nel 1492 e quella dei moriscos nel 1609 (duro colpo alleconomia
per lo spopolamento delle terre) segner la rottura definitiva della convivenza delle 3
religioni.
Gli inquisitori perseguitano gli uomini e molte delle loro creazioni letterarie, che
figureranno nellIndice dei libri proibiti dallinquisitore Valdes.
Un incontro fruttifero. La grande rivoluzione poetica allitalico modo.
Nel 1526, il giorno dopo le nozze dellimperatore Carlos V celebrate a Granada, Juan
Boscan discusse di poesia con lambasciatore Andrea Navagero.
Lo racconta nella dedica alla duchessa di Soma nel secondo libro delle sue opere.
E una piccola opera darte in prosa, curata, precisa, piena di sfumature ed estremamente
espressiva.
E un breve appassionante racconto delle circostante che portarono alla pi grande
rivoluzione poetica delle lettere spagnole, che venne dal discorso.
Come sfondo c ancora una volta un avvenimento politico.
La nuova forma di far poesia, che signific ladattamento in spagnolo dellendecasillabo e
delle strofe italiane, apporta una nuova musicalit:
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Rimane in uso la rima consonante, ma non lesticomitia (coincidenza della frase


sintattica con il verso)
Lenjambment fonde un verso con quello seguente, cos la rima non si stacca per la
coincidenza del finale dellunit sintattica e non suenan tanto le consonanti. Inoltre
si rifiuta il verso acuto.

Tanto la lirica cancioneril come quella italianizzante avevano la stessa origine: la lirica
provenzale.
Il Cancionero General compilato da Hernando del Castillo (Valencia 1511), che Boscan
suggerisce agli appassionati di poesia, ha un successo straordinario, con numerose
riedizioni.
Lamore come destino cui si sottomette linnamorato, con le sue contraddizioni interiori,
diventa largomento centrale di questo tipo di poesia, che insiste sul silenzio cortese e
tace il ritratto fisico della dama.
La poesia italianizzante, invece, subordina una lingua poetica la cui artificiosit andr
tuttavia aumentando- allespressione di un sentimento intenso, frutto dellintrospezione
dell io poetico che vive appassionatamente una storia damore, in essenza letteraria, in
un paesaggio stilizzato che spesso trasforma nel suo confidente.
Il successo fulmineo della poesia italianizzante in Spagna si deve allopera di un poeta
straordinario, amico di Boscan, Garcilaso de la Vega.
Le correnti poetiche
Insieme alla concomitanza della poesia italianizzante e quella cancioneril, altre 2 correnti
poetiche si incrociano nel XIV sec: la poesia tradizionale e i romances.
Sebbene la nuova educazione e il comportamento dei dotti implicasse un disprezzo totale
nei confronti del volgo ignorante, paradossalmente se ne ammirano le creazioni, si
stampano in antologie e si imitano.
Si conserva una tradizione letteraria nella sua forma colta, la poesia cancioneril, e la si
recupera in quella popolare: i villancicos e i romances, che da opuscoli si trasformano in
libri veri e propri, a cancioneros e romanceros.
I romances e la lirica tradizionale
Martin Nucio raccoglie e stampa ad Anversa, tra il 1547 e il 1548, la prima collezione dei
romances viejos nel Cancionero de romances, un piccolo volume di quelli chiamati de
faldriquera (da tasca).
I 156 romances sono preceduti da un breve prologo del tipografo, dove si leggono le
ragioni della raccolta:
- Per ricreazione e passatempo dei lettori
- Per le possibili assenze e gli errori di trascrizione dovuti alle 2 fonti da cui stato
attinto
- Per la trasmissione orale e i fascicoli

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Accanto ai romances, che nascono dalla creazione anonima e finiscono per diventare uno
strumento in pi di risalto dellingegno e del dominio linguistico, c lanonima lirica
tradizionale, i villancicos, che inizialmente vennero anche divulgati in fascicoli.
I poeti colti si sentirono attratti da questa creazione popolare, compilata per la prima
volta presso i re cattolici.
Il villancico solito essere accompagnato da una glossa, di carattere colto e popolare,
quando presente nelle antologie; lo caratterizzano la brevit e lintensit espressiva,
accanto alla sobriet nellespressione del sentimento e alla drammaticit del contenuto.
Le situazioni che si sviluppano sn disparate, gli argomenti molto diversi.
I poeti colti compongono anche villancicos e spesso non si pu precisare lorigine di una
canzone. Fu composta dal poeta colto o solo glossata? Se non ci sn altre testimonianze,
non possibile saperlo.
Riprendono il tema divino poich le composizioni religiose sn pi facili da divulgare;
approfittano della popolarit di determinate cancioncillas.
Lelevazione della lingua romanza. Larte della difficolt
Mentre il castigliano diventava definitivamente veicolo despressione di qualsiasi tipo di
contenuto, il latino era privilegio solo dei dotti (non lo parlavano neppure le monache) e
appare reiteratamente espressa nei testi lidea della situazione precaria delle lettere
spagnole, di fronte alla lucentezza delle armi dovuta alle vittorie militari.
Quando la monarchia degli austriaci sar in decadenza totale grazie al patetico Carlos II,
una splendida creativit letteraria che giustifica pienamente il termine et doro avr
arricchito la lingua spagnola.
A met del XVI sec, la Spagna dominava la maggior parte del Nuovo Mondo, e Carlos I
(1517-56) un leredit spagnola, borgognona e asburgica, frutto della politica
matrimoniale dei re cattolici.
Nel 1580 il Portogallo viene annesso alla corona da Felipe II.
E il culmine dellegemonia spagnola nel mondo, presto destinata a sgretolarsi.
Nellesaltare la lingua, se ne considera la bellezza, la dolcezza, labbondanza lessicale,
ma la si lascia in uno stato di trascuratezza per la mancanza di scrittori che le diano
lustro, che evidenzino le qualit che possiede.
Viene paragonata alla lingua toscana e la differenza risiede nellesistenza di scrittori
come Dante, Boccaccio, Petrarca che le hanno dato dignit.
C dunque una coscienza generalizzata della necessit di elevare la lingua al rango che
le compete.
Prendono forma cos, le teorie sullorigine della lingua. Un modo per darle dignit farlo
dalle sue radici.
La poesia di san Juan de la Cruz
Juan de Yepes y Alvarez il frate Juan de la Cruz quando fonda il primo monastero di
carmelitani scalzi a Duruelo. Da inizio alla riforma dellordine sotto la direzione di Teresa
de Jesus, la grande fondatrice, che conobbe nel 1567.
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Nel 1577 i suoi confratelli lo rinchiudono nella prigione di un convento a Toledo da cui, 9
mesi pi tardi, riesce a fuggire rifugiandosi nel convento di San Jos de las descalzas.
Quando il suo ordine viene riconosciuto, le persecuzioni nei suoi confronti cessano,
permettendogli cos di continuare con il suo impegno di fondatore e diventare priore di
vari monasteri, bench poco prima di morire sar privato di tutti gli incarichi.
Nuove forme e nuovi contenuti nella poesia lirica
La straordinaria sensibilit lirica di Garcilaso de la Vega fece trionfare le nuove strofe, i
nuovi temi.
I riferimenti mitologici dei suoi sonetti acquisteranno maggiore funzionalit letteraria.
I dolci versi delle canzoni di Garcilaso fanno scuola. E anche le sue elegie.
..
Frate Luis de Leon
La combianazione di settenari ed endecasillabi che si definiva con il nome di lira
raggiunge la perfezione nei versi di un altro grande poeta: frate Luis de Leon.
La sua poesia da leggere in contrapposizione a quella di Garcilaso.
Il suo punto di partenza Orazio e Virgilio, da una parte, e i Salmi, la poesia biblica
dallaltra.
Vuole imitarli direttamente e scrivere poesia come un umanista: la lira lo schema
flessibile che gli permette di trasformare in castigliano il pensiero classico con
unelaborazione umanistica.
Il suo orazionismo diventa un modello della poesia neolatina; la sua filosofia morale
parla di ci che deve fare luomo per ottenere laurea mediocritas, il giusto mezzo, e con
essa la serenit, temi divulgati della poesia umanistica e che nutriranno la poesia morale
barocca, soprattutto quella di Queveda, grande ammiratore dellagostiniano.
Frate Luis de Leon fu arrestato e processato per la traduzione e il commento del Cantico
dei Caintici, in cui fa sotto forma di egloga bucolica, una gioiosa esaltazione del corpo e
del sentimento amoroso.
Scrittura e sermoni
Latmosfera di spiritualit creata dalla reimpostazione del rapporto delluomo con Dio non
cre solo conflitti, fratture e correnti rinnovatrici, ma contribu anche al fiorire di
unabbondantissima letteratura ascetica e mistica, arricchita dalla convivenza in Spagna,
x secoli, delle 3 religioni.
Il cammino verso Dio percorre la via purgativa, illuminativa e unitiva, attraverso le quali
lanima si libera delle passioni terrene per giungere allunione con la divinit, materia
esclusiva della mistica.
Scrittura in libert di santa Teresa de Jesus
Sar una monaca carmelitana, forte e intraprendente, a dare spessore alla lingua: santa
Teresa de Jesus, una scrittrice nata.
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Teresa e la sua esperienza ci guidano attraverso le prime dimore in modo evidente, poi lei
si nasconde dietro una terza persona in cui si sdoppia. A mano a mano che si addentra
nel sovrannaturale, nellineffabile, la santa insiste sempre pi sulla propria incapacit e
raddoppia le petizioni a Dio affinch la illumini.
La bellezza dei propri simili, il potere suggeritore della parola, la plasticit della sua prosa
sintensificano.
Teresa rifiuta limiti, elimina le barriere tra lei e Dio, tra lispiratore e le lettrici.
La sua capacit espressiva la agevola, affonda nella conoscenza dellanima e ci regala
pagine bellissime in cui cerca di svelarla.
San Juan de la Cruz, collaboratore di santa Teresa durante la riforma dei carmelitani, non
segue nelle sue liriche principali un unico codice letterario, ma ne mescola diversi con
assoluta originalit e raggiunge vertici di bellezza poetica.
Dio lautorit che gli permette di scrivere poemi estremamente complessi.
Santa Teresa, che conosce attraverso le letture il linguaggio utilizzato per la materia
trattata, lo rifiuta, perch vuole principalmente che la capiscano.
Se, definendosi donna debole e meschina, ha intrapreso un lavoro titanico di fondazioni,
irto di difficolt, lei, che si presenta illetterata, confida pienamente nellefficacia del
linguaggio in libert.
Il paradossale risiede nel fatto che riesce a impressionarci con la sua scrittura insolita,
senza limiti, perch donna e pu, pertanto, essere non dotta, pu discostarsi dal
modello letterario dellepoca.
Scrive di getto perch non deve essere colta, anzi al contrario.
Non scrive per dare dignit alla lingua, ma perch la ricchezza spirituale che contiene
possa essere patrimonio comune.
La parola letteraria al servizio dellidea e dellinformazione
Nel XVI sec, la monarchia gode le massimo prestigio: la figura di Carlos V incarna il
monarca universale, difensore della cristianit.
Lettere e libri
Il successo del genere cavalleresco raggiunge il suo apice alla met del XVI e lo mantiene
fino alla fine.
A met del secolo, il romanzo bucolico e morisco e, pi tardi, quello cortigiano
sostituiranno i libri di cavallerie nelle preferenze di coloro che li leggono: cavalieri, dame,
chierici, uomini colti.
Sorprende il successo dellepica colta a partire dalla seconda met del secolo: tra il 1550
e il 1650 vennero stampati in Spagna circa 70 poemi epici.
Questo successo era legato alla passione dei cavalieri per largomento, per il canto delle
imprese dei conquistatori e per la sfida che significava per gli scrittori: la materia eroica
permetteva loro luso dello stile sublime e di arricchire il pi possibile la lingua.
Un autore e il suo personaggio: il Retrato de la Lozana andaluza
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Francisco Delicado scrive il Italia, a Venezia nel 1528, il Retrato de la Lozana andaluza.
Racconta ci che vide e sent e lo presenta come trasposizione della realt.
Per dimostrarlo si inserisce sotto forma di personaggio aggiuntivo in questo racconto
dialogato.
Vedi trama pag. 247

Lautobiografia di un picaro: La vida de Lazarillo de Tormes


Lazarillo de Tormes banditore di Toledo. Nel 1554 si pubblicano le prime 3 edizioni di
questo rivoluzionario racconto, La vida de Lazarillo de Tormes, y de sus fortunas y
adversidades.
Il libro fu incluso nellIndice dei libri proibiti dellinquisitore Valdes nel 1559 e nel 1573 fu
pubblicata ledizione riveduta.
Vedi trama pag. 248

I libri di pastori
Figuravano a ragione nella biblioteca di don Chisciotte, perch dalla pubblicazione dei
Siete libros de la Diana di Jorge de Montemayor, il successo del genere fu straordinario.
I libri di pastori espongono sotto forma di romanzo le casistiche amorose impostate
teoricamente dai trattati damore. I personaggi incarnano varie situazioni amorose che
narrano e parlano di altri (colui che ama senza speranza di essere corrisposto, colui che
fu amato e poi disprezzato, colui che am ma dimenticato).
E frequente la scena di un pastore nascosto, mentre ascolta il racconto di altri.
A volte i protagonisti agiscono come se vivessero in quel momento una situazione
damore diversa, legata al passato e che non corrisponde pi a quella attuale.
La struttura aperta delle opere permette di aggiungere nuovi casi o di continuarli.
Jorge de Montemayor poeta religioso e amoroso di origine portoghese che inaugura con
Los siete libros de la Diana una nuova forma letteraria del tema bucolico che trionf nella
vita di corte nella seconda met del secolo.
Mori e cristiani, leali cavalieri: il romanzo morisco
Pi breve fu lapparizione di personaggi esotici in romances e romanzi, ma nei primi la
figura del moro fu parallela a quella del pastore: si distinguevano solo per labbigliamento
e per i nomi; entrambi erano amanti fedeli.
Miguel de Cervantes: Io sono il primo a scrivere novelle in lingua castigliana
Cosi afferma Cervantes nel prologo alle Novelas ejemplares, ed vero.
Miguel de Cervantes lindiscutibile creatore e maestro del genere, introdotto
definitivamente in Spagna dalle sue 12 Novelas ejemplares (1613) che gli conferiscono
forme diverse con una genialit magistrale.

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Cervantes sa di avere il potere di creare qualsiasi variante alla materia narrativa che
adopera. Pu non voler conoscere il motivo del comportamento di un suo personaggio.
Il gioco narrativo infinito nella penna di Cervantes, egli si colloca allinterno e allesterno
della materia romanzesca, la presenta come reale, come approssimativa, la nega, dice di
non conoscerla completamente, fa che non vengano smentite le bugie dei suoi
personaggi e, pertanto, restino verit (o no?) per gli altri.
Racconta solo parte di ci che potrebbe narrare e crea cos la profondit della zona
dombra in materia romanzesca. O si erge a registra teatrale e scenografo trasformando
lazione in spettacolo.
Cervantes mostra ai suoi lettori scene create dai personaggi, con altri che le osservano
ammirati.
A volte il lettore sa pi degli stessi personaggi ed divertito dalla situazione.
Lautore sapeva trasformare in materia romanzesca storie damore con peripezie e
agnizioni o lorganizzazione della malavita sivigliana o ingegnose sentenze di un pazzo
visionario che fa satira sulla realt quotidiana. Novelle splendide.
Don Quijote de la Mancha
Il culmine dellarte narrativa ci viene offerto da Miguel de Cervantes in El ingenioso
hidalgo don Quijote de la Mancha (1605- 2 parte 1615).
Vedi trama pag. 263

Il pellegrino damor cristiano: il romanzo bizantino


Los trabajos del Persiles y Sigismunda pubblicato dopo la morte di Cervantes (1617).
Cervantes scrisse un romanzo bizantino, erede di una
tradizione letteraria, rendendole dignit e trasformandola
in epica in prosa. Il pellegrino damore protagonista
dellopera un cavaliere cristiano, paradigma delluomo
della Controriforma, del Barocco.
Vive diverse avventure, soffre stoicamente numerose
avversit, supera molte prove, vaga errante di paese in
paese fino a raggiungere il suo traguardo. Nel suo intimo
convinto che la vita in questo mondo non sia altro che
una peregrinazione che termina con la vita eterna.
La commedia, artificio ingegnoso. Due dei suoi creatori: Bartolom de Torres Nabarro e Gil
Vincente.
Il teatro si trasform nel grande spettacolo popolare: i cortili in cui venivano inscenate le
rappresentazioni si riempivano di gente entusiasta, Lope de Vega riusc a modellare la
commedia secondo i gusti del pubblico.
Gi si visto come nel XVI secolo si produca la grande rivoluzione poetica e si crei una
lingua letteraria e come nascano nuove forme narrative, che configureranno il genere del
romanzo; anche il momento della gestazione e del trionfo del genere drammatico.
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Bartolom de Torres Naharro, nel Prohemio alla Propalladia (napoli 1517), espone le
proprie preoccupazioni teoriche a proposito del teatro: un breve saggio di precettistica
drammatica.
Torres Naharro definisce la commedia un ingegnoso artificio di importanti e finalmente
allegri avvenimenti, disputati da persone, sottolineando cos la trama, la inventio, lo
stile, il lieto fine e la rappresentazione.
Accetta la divisione antica in 5 atti jornadas e considera che il numero adeguato dei
personaggi varia da 6 a 12. Evidenzia il concetto di decoro: proprio il decoro il concetto
essenziale del teatro.
Se il personaggio non parla o non recita in maniera corrispondente alla propria
condizione, non viene riconosciuto come tale.
Non dimentichiamo che lo spettatore lo identifica dallabbigliamento e dal modo di
parlare.
Torres Naharro divide le commedie:
- A noticia opere realiste, per notizia si intende di cosa nota e vista realmente e
dal vero;
- A fantasia opere dinvenzione, per fantasia, di cosa fantastica o finta, che abbia
color di verit, bench non losia
La complessit, invece, caratterizza alcune delle opere pi considerevoli del portoghese
Gil Vincente, che cercher di unire elementi diversi dalle fonti da cui procedono le sue
trame, tanto da rendere indispensabili le postille in alcune opere per comprendere tutto
ci che accade; molte volte nel dialogo si omettono le informazioni essenziali.
Gil Vincente, che organizza le funzioni teatrali per la corte lusitana, conosce molto bene le
burle di palazzo, le pantomime con argomenti cavallereschi interpretate dai membri di
corte.
Lussuosi abiti e montaggi originali caratterizzavano queste rappresentazioni con musica e
danze che si celebravano nel grande salone del palazzo o che si prolungavano in
spettacolari processioni itineranti.
La sua capacit di scrivere adattamenti per il teatro gli permette di utilizzare le letture
fatte per drammatizzarle.
Il drammaturgo include con maestria alcune cancioncillas nellopera teatrale. Queste
ambientano lazione o la duplicano, sottolineandola, o caratterizzano un personaggio; sn
perfettamente integrate e spesso bellissime.

Il Codice de autos veijos e la Danza de la muerte


Il Codice de autos viejos lunico repertorio di opere religiose conservate;
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formato da una collezione di scritti compresi tra il 1570 e il 1578, ma molti potrebbero
essere riedizioni di opere anteriori.
Nelle grandi citt (Siviglia, Toledo, Madrid, Valladolid) il municipio assoldava compagnie
teatrali affinch si festeggiasse il giorno del Corpus Domini con una rappresentazione.
Il nucleo del Codice de autos viejos fu probabilmente il repertorio di una compagnia
teatrale, a cui furono aggiunte opere provenienti da unaltra raccolta, fino a raggiungere il
numero definitivo di 96. Si mescolano autos e farse insieme a lodi e coplas sciolte.
Si tratta di opere brevi, composte da un solo atto, la maggior parte in quintillas (quattro
sn in prosa) che venivano rappresentate per il Corpus Domini.
Il loro contenuto va dalla creazione delluomo fino alla sua redenzione grazie
allincarnazione di Cristo e alleucarestia, che il nucleo tematico che le unisce, sempre
allinterno della pi stretta ortodossia.
La figura di Adamo collega lAntico e il Nuovo Testamento e su di essa si basano varie
opere.
Normalmente le opere sn precedute da una lode o dallargomento stesso espresso in
versi.
Le operette terminano solitamente con un inno liturgico un villancico o una canzone.
I pasos o entremeses: brevi opere comiche. Il teatro di Lope de Rueda e di Miguel de
Cervantes
I suoi pasos o entremeses definiscono il genere: sono episodi comici indipendenti
dallazione principale e che potevano essere inseriti in qualsiasi momento della
rappresentazione, fino a trovare un posto definitivo tra un atto e laltro della commedia.
La grande diffusione delle rappresentazioni provoca naturalmente la creazione di
compagnie professioniste, che necessitano di un ampio repertorio: cos che
acquisiscono forma propria gli entremeses.
Lope de Rueda, che scrive in prosa commedie a imitazione di quelle italiane, non solo
un abile e famoso autore teatrale; le sue opere non sono solo frutto dintuizione e
scenografie.
Conosce molto bene gli aspetti comici e da come utilizzarli.
Lope de Rueda crea una serie di dialoghi comici, e a seconda del tipo di pubblico, li
include nelluna o nellaltra opera.
I pasos sono soliti rappresentare un aneddoto o dei racconti folcloristici interpretati da
personaggi burleschi: scemi, ruffiani, studenti.
Per la sua brevit, la situazione comica deve nascere e concludersi rapidamente. Il gesto
sottolinea con intensit il dialogo, pieno anchesso di espressivit.
Larte del comico teatro: Juan de la Cueva e l Ejemplar poetico
Juan de la Cueva compone verso il 1605 lEjemplar poetico, precettistica poetica formata
da 3 epistole, dove, al termine della 3 lettera, parla della commedia.

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Juan de la Cueva fu un prolifico autore; scrisse raccolte di romances, sonetti, canzoni,


elegie, egloghe, poemi epici seri e burleschi.
Lejemplar poetico ricorda la semplicit delle antiche rappresentazioni; lautore definisce
la commedia come un poema attivo, ameno e fatto per divertire.
Lelocuzione ornata. Il poete che professa il proprio mestiere: Fernando de Herrera
Fernando de Herrera (Siviglia 1534-97) uno scrittore assolutamente dedito al suo
mestiere, colto e ossessionato dal rigore.
Ci d una lezione di rigore poetico e di dominio dellornato della lingua ma,
paradossalmente, buona parte della sua opera poetica arrivata a noi in edizioni
contraddittorie, presentando quindi problemi finora irrisolvibili.
Il sivigliano scrisse componimenti di poesia morale e lodatoria, oltre che amorosa, ma
raggiunse unintensit straordinaria nelle canzoni eroiche.
Herrera un grande poeta damore. Scrive sonetti, canzoni, elegie ed egloghe. Come
fosse un trovatore, crea la sua storia damore letteraria per consacrarle un canzoniere.
Amar y hacer versos todo es uno: La poesia di Lope de la Vega
Lope de la Vega am, visse e scrisse tanto da fondere opera e vita cosi che, dietro la
convenzione del linguaggio amoroso, tra le sue composizioni si affacciano le sue
avventure sentimentali.
Il successo del suo teatro su straordinario, pari alla popolarit dei suoi versi.
Lope esalta, nei versi idealizzati, le vicissitudini della propria esistenza.
Scrive romances, villancicos, sonetti, epistole, egloghe, poemi estesi., coltiva ogni tipo
di metrica; scrive anche centinaia di opere teatrali in versi (alcuni sonetti pubblicati nelle
Rimas).
Era il poeta popolare per eccellenza e, al tempo stesso, il suo ingegno dominava
totalmente la scena.
La sua poesia fluttua fra lespressione amorosa platonica e la presenza del desiderio di un
corpo trasformato dalla metafora, ma evidente nei versi.
Uomo pieno di contraddizioni, sembra piegarsi alle convenzioni letterarie, e allimprovviso
fa si che appaia il suo autentico io in alcuni versi, rompendo con esse.
Lamore riemp la sua vita e le sue opere.
La profonda crisi religiosa che lo porter a diventare sacerdote si trasforma in poesia: le
Rimas Sacras (1614) contengono sonetti molto belli accompagnati da testi di discreto
valore, frutto di un freddo concettismo sacro.
Lo stupore e leffimero nella lirica

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La lingua poetica affonda sempre nellarte della difficolt: le metafore si sovrappongono,


le figure si allacciano; la decodificazione possibile perch si parte da una stessa storia
damore con varianti, e perch i tropos si collocano in corrispondenze logiche e costanti.
Tramite la difficolt, il poeta dimostra la propria cultura e il proprio ingegno e obbliga il
lettore a condividerli: lo stupore e il piacere di svelare allusioni, di avvertire lartificio
retorico, forma lesperienza della lettura.
Il si vive con lintelligenza, e tanto si vive quanto si sa gracianesco il punto di
partenza di una creazione politica ricchissima che culmina nel processo di dignificazione
della lingua.
Il gioco, lintensificazione del pensiero e la parola trasformeranno la poesia in una sfida
per il lettore, in un esercizion dingegno, in uninsolita creazione che scopre associazioni
totalmente innovatrici.
Nuovi argomenti simpongono al centro di questa lirica che raggiunge le massime vette
dartificio e bellezza esaurendosi al tempo stesso.
La grande rivoluzione poetica del XX secolo introdurr lirrazionale come elemento lirico e
romper la logica rigida che permette di decodificare questa perfetta macchina
artificiosa, situata nellornato (Complesso di elementi decorativi e ornamentali) dellelocuzione.
Largomento amoroso continua a essere il tema centrale di questa poesia, ma la
riflessione sulla fugacit di tutto ci che terreno, sul passare inesorabile del tempo,
risuona sotto forme diverse in moltissimi componimenti.
I miti, che caratterizzavano lepopea dell io poetico nel rinascimento, intensificano la
loro presenza e si trasformano in espedienti per larte della difficolt sia con velate
allusioni, sia nel tema centrale.
Due poeti aragonesi: gli Argensola
Lupercio Leonardo de Argensola (1559-1613) scrive freddi e scarni sonetti damore,
belli e profondi sonetti morali, canzoni, buone satire in
terzine, poesie religiose.
Bartolom Leonardo de Argensola (1562-1631) oltre a poesie religiose e damore,
compone poesie morali e opere per certami poetici e feste.
La sua eleganza poetica, la serenit e lefficacia estetica si
nutrono degli scrittori greco-latini.
Il conte di Villamediana: il volo di Icaro
Juan de Tassis y Peralta, conte di Villamediana (1582-1622) poesie morali. In uno dei
suoi sonetti , di fronte allinvidia dell io poetico poich
muore vicino alla luce e al fuoco. L io poetico si commuove
profondamente per la sua disillusione.
Il dominio della lingua poetica di Francisco de Quevedo
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Francisco de Quevedo y Villegas (1580-1645) di vastissima cultura, modell la lingua


a proprio gusto; lo dimostrano la ricchezza del contenuto
della sua poesia e i diversi registri che in essa appaiono:
dallangustia esistenziale alla burla pi grossolana; dalle pi
belle e intense poesie damore alle jacaras con gergo della
malavita. Lintensit, la forza espressiva che raggiunge sono
straordinarie.
Sullargomento del mal damore, i suoi versi ci offrono una nuova e profonda esperienza.
Si sdoppia come un io che ascolta.
La riflessione sulla lingua
Il processo per la dignificazione della lingua romanza era culminato in opere splendide,
nellassoluto dominio dellidioma.
Luomo, che pu definire i limiti della propria natura e modellare se stesso come diceva
Pico della Mirandola secondo la volont dello spirito, pu elevarsi fino a una dimensione
angelica, almeno nello spazio letterario.
Anticipando il lavoro di ricompilazione del secolo successivo, si amplieranno la riflessione
e lo studio sulla lingua, eredit anchessa dellumanesimo.
Quando il potere politico cominci a sfumare, la forza della lingua letteraria apparve con
tutto il suo splendore.
Poetiche storiche e romanzi picareschi. Il Guzman de Alfarache e il Buscon
Alcune delle nuove forme narrative si esauriscono: i libri di pastori, che ebbero tanta
fortuna nella seconda met del XVI secolo, non permettevano cambiamenti sostanziali
che li rendessero durevoli nel tempo.
Il racconto picaresco si configura tale grazie a una geniale creazione, il Guzman de
Alfarache (vendetta della vita umana) di Mateo Aleman. (I parte 1559-II parte 1604).
Lautobiografia del picaro il suo autore la chiama poetica historia o finzione letteraria
verosimile interrotta da frequenti meditazioni e passi moraleggianti, ma Aleman sa
che il lettore preferisce il racconto delle avventure del picaro, che a loro volta pretendono
di servire da esempio da non seguire.
Nellautobiografia del picaro, Aleman fondeva la finzione con linsegnamento.
Guzman, nel narrare la propria vita, racconta come va a servizio di un cuoco; ruba con
astuzia, ma la passione per il gioco dilapida i suoi averi.
Leredit grazie alla quale vive e lamore per il gioco sono giudicati dallo stesso Guzman
come la sua condanna.
Il successo della Primera parte del Guzman fu straordinario, al punto che nel 1602 appare
una Segunda parte.
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Francisco de Quevedo nel Buscon ci da unulteriore lezione sul dominio della lingua.
Non gli interessa tanto il personaggio quanto ci che dice. Non arricchisce, pertanto, il
genere: si appoggia a esso per sbizzarrirsi in prodigiosi giochi di artificio verbale.
Il Buscon non una grande creazione romanzesca, uno straordinario esercizio
dingegno basato sulle parole.

Nel Buscon le risate sottolineano la comicit di personaggi e situazioni e risuonano anche


quando il protagonista vittima. Lopera intrisa di ironia. I colpi di scena si susseguono,
lobiettivo sempre la burla, quella burla sostenuta dagli stessi personaggi, ma Quevedo
si deve basare su una struttura, e sceglie il romanzo picaresco: di un antieroe e del suo
mondo ci si pu prendere gioco.
Il carattere itinerante delle sue avventure, tipico del genere, gli permette di far sfilare
caricature di svariati tipi umani. Il romanzo dunque una continua lezione di ingegno,
conseguita attraverso il linguaggio.
Ma, bench si questo il valore supremo che la converte in unopera darte, alla base resta
la struttura romanzesca in cui si susseguono i diversi episodi raccontanti da un
personaggio che non commuove e non convince, ma che applica in nome di Quevedo una
distanza ironica a tutto ci che vede e lo trasforma in grottesco e irreale grazie a una
continua iperbole.
Meraviglie e romanzi. Maria de Zayas
Il romanzo cortigiano, nato con loriginalit e lingegno cervantino, sar vitale durante il
XVIII secolo.
Maria de Zayas, autrice di La tracion en la amistad e poetessa, dar alle Novelas
amorosas y ejemplares (1637) e ai Desenganos amorosos (1647) la forza di un discorso
femminile, lattrattiva di alcuni ingredienti la stregoneria, la magia e lelemento
diabolico e un modo di narrare espressivo e ispiratore.
Il discorso di Maria de Zayas, che diventa combattivo, poggia sulla tesi che uomini e
donne possiedono la stessa anima, le stesse potenzialit e la stessa sensibilit, ma le
donne non ricevono leducazione adeguata.
Maria de Zayas evidenzia, con le sue finzioni, la falsa parola degli uomini, come agiscono
con carezze ingannevoli allinizio per sedurre le donne, cosa da cui le mette
continuamente in guardia.
E anche se arriver ad ammettere che esistono pure donne cattive che a volte possono
giustificare la disistima degli uomini, e che non tutti gli uomini sono malvagi, la maggior
parte di loro afferma corrisponde al giudizio negativo di chi li critica.
Maria de Zayas, per non convince con i discorsi appassionati, ma con larte e ci da una
lezione di talento, dimostrando una sensibilit da scrittrice nel descrivere i particolari, i
gesti e nel ricreare gli ambienti con precisione.
Il mondo letterario creato dalla sua capacit affabulatrice e la precisione della sua parola
arricchiscono, dunque, questa modalit narrativa.
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Fantasie morali, i Suenos di Francisco de Quevedo: il regno della parola ingegnosa


La maestria di Francisco de Quevedo nelluso della lingua si acutizza per fustigare con
la satira. I Suenos sono 5 brevi opere in cui sfilano condannati di tutte le categorie e gli
strati sociali, servitori della vanit, dellipocrisia e della pazzia.
I topici della lingua, che lo stesso Quevedo utilizza nella poesia amorosa, li caratterizzano
e contrastano con la loro reale povert.
La caricatura e la satira si uniscono alla riflessione morale. I giochi di parole, gli intarsi
linguistici per delineare i personaggi, lasciano posto a volte al senechismo quevedesco.
Lallegoria del pellegrino vitale: El Criticon di Baltasar Gracian.
Baltar Gracian nel 1651 pubblic la prima parte di El Criticon.

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