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l'etica

ALE
"
A

INTRODUZIONE
Lo sciamano e le
Quando uscf il suo primo libro

scimmie folli

(1968),

Carlos Castaneda fu

sbrigativamente etichettato come l'ennesimo araldo folle


della ditta "psichedelia-allucinogeni-diavolerie varie". Poi,
quando furono pubblicati i libri successivi, lo scenario cam
bi decisamente: Carlos si impose come fine antropologo
di ricca e varia umanit, che esponeva con raro acume la
filosofia e il

modus vivendi

di uno sconcertante stregone

indio, il mitico don Juan Matus, erede di antiche magie e di


segrete sapienze della scomparsa razza tolteca.
Non solo, ma le storie di Carlos erano al di l di ogni facile
classificazione, perch, in modo originale e accattivante,
puntavano inesorabili verso l'incredibile obiettivo di descri
vere in termini concreti un altro mondo, un'altra dimensio
ne, una "realt separata" dalla nostra, quanto mai spaven
tosa e affascinante: la realt percepita e vissuta dagli stre
goni (i brujos), il gruppo di sciamani guidati appunto da don
Juan. La porta d'accesso a questa realt non ordinaria,
secondo gli sciamani, risiede nel "doppio", lo spirito che
vive in noi e che pu essere liberato con l'atto magico del
sognare consapevolmente (sognare con la coscienza di
stare sognando). Negli ultimi decenni Castaneda divenu
to un caso, non solo letterario, ma anche culturale e di
costume.
Si racconta che frotte di persone, comprese alcune note
personalit, gli abbiano dato inutilmente la caccia per assu
merlo come guru ... Tentativi andati a vuoto poich, per qua
si trent'anni, Carlos si reso irreperibile, non concedendo
che rarissime interviste, evitando la scena pubblica, dando

cosi origine a una serie di irrisolte questioni sul suo reale sti
le di vita, la sua immagine e la sua stessa et e nazionalit.
Esponenti di rilievo della cultura occidentale lo hanno indi
cato come il maggiore antropologo vivente, l'unico che
abbia sondato in profondit i segreti della vita sciamanica,
divenendo l'erede di un'antica tradizione di conoscenza
che dovrebbe risalire a una stirpe di "veggenti" (seers) col
legati ai primordi della civilt precolombiana in Messico.
Lo sciamano: il contatto diretto con le segrete energie che
muovono la vita. Energie che non vediamo e non percepia
mo, perch viviamo completamente assorbiti da un tipo di
condizionamento sociale e collettivo che ci fornisce, fin dal
la nascita e poi con l'educazione, di formidabili paraocchi,
tirannici, totali e... insospettabili.
Secondo Castaneda noi siamo creature la cui strada evo
lutiva pu procedere soltanto, ed esclusivamente, sui bina
ri della consapevolezza. E per sviluppare la consapevolez
za bisogna imparare a vedere dietro alle apparenze, come
gli sciamani. Bisogna rimuovere i paraocchi. Invece, que
sto fine evolutivo stato tradito e abbandonato.
Noi, ormai, schiavi di un anonimo pilota automatico, una
sorta di "scimmia folle" che ci concede solo una misera illu
sione di identit, obbediamo ciecamente ai punti-cardine
del suo programma:

2)

1)

credere che gi sappiamo tutto;

sviluppare l'ego e il senso di importanza che esso richie

de; 3) procreare.
Questo il programma della <<scimmia folle, il pilota auto
matico, il padrone dei paraocchi che ci comanda non visto.
Invece, secondo la visione degli antichi veggenti, riportata
da Castaneda, l'essere umano essenzialmente una crea
tura la cui prima ragion d'essere consiste nel percepire. La
percezione il senso della vita, su di essa che si fonda e

prende forma la realt. Il problema che l'essere umano si

ridotto a percepire un'unica realt, quando invece fu crea


to per percepire e per vivere anche in altre realt, in altri
mondi, sviluppando cosi il proprio essere in un continuo
processo evolutivo.
Altre realt, mondi paralleli. .. i "veggenti" descrivono la vita
come differenti livelli di esistenza, sovrapposti l'un l'altro
similmente agli strati che compongono una cipolla. Il fine
ultimo della conoscenza sciamanica la conquista della
libert, atto che richiede di infrangere le barriere che limita
no la percezione delle realt (o mondi) possibili, per poter
infine ...volare verso l'immensit che ci attende qui fuori... ".
Dopo decenni di anonimato, Castaneda uscito allo sco
perto. Negli anni novanta ha concesso qualche intervista
(ma non foto) e, nell'area di Los Angeles, ha tenuto dei semi
nari aperti al pubblico, senza clamore e pubblicit. Ma rima
ne sempre un personaggio sfuggente, tanto che la grande
stampa ha ormai rinunciato a inseguirlo per catturarne l'im
magine e i possibili scoop.
Non forse singolare che un personaggio cosi noto e cari
smatico, l'ultimo erede degli stregoni toltechi, continui a
pubblicare con enorme seguito di pubblico e che, resosi
finalmente disponibile all'esterno, non sia piu inseguito e
tampinato dai mass-media? La risposta, forse, che la stra
da verso una <<realt separata>> e verso la crescita della con
sapevolezza possiede una sua naturale protezione dai gio
chi omologati delle folli scimmie che scorrazzano nella
nostra quotidianit, e che trascinano tutto nei fanghi della
palude di plastica, recitando soporiferi salmi con la convin
zione di essere immortali.

Giovanni Feo

Si ViVe SOlO IJU8 VOlte

Con la sua visione di una "realt separata", Carlos Ct1staneda !J,z


flminato una generazione. Qui, il leggendario stregoneparla con
Bruce \Vttgner a proposito di don juan, della libert, del sognare
e della morte (piu tutte le cose buffi che capitano sulltz strada ver
so l'infinito).
Carlos Castaneda non abita piu qui.
Dopo anni di disciplina rigorosa (gli anni della "via del guerrie
ro'',) scappato dal miserabile teatro della vita di tutti i giorni.
un uomo vuoto, un tubo, uno che racconta storie ej(wole, non
proprio un uomo quanto un essere che non sente nessun tipo di
attaccamento per il mondo come lo conosciamo noi.
l'ultimo nagual, il sigillo di una stirpe di stregoni wcchia di
secoli il cui trionfo stato quello di riuscire a rompere il "patto"
della normale realt. Con l'uscita del suo nono libro, Larte di
sognare riapparso (per un attimo) alla sua maniera.
IL SENSO COMUNE UCCIDE
Mi chiamo Carlos Castaneda.
Mi piacerebbe che voi oggi faceste una cosa. Mi piacerebbe che
sospendeste il vostro giudizio. Per favore: non venite qui arma
ti del vostro "senso comune". La gente ha saputo che avrei par
lato ed venuta per smontare Castaneda. Per farmi del male.
" Ho letto i suoi libri e li trovo infantili." "Tutti i suoi libri sono
noiosi." Non venite con questa idea in testa. Non servirebbe
a niente. Oggi sono venuto a chiedervi, solo per un'ora, di
aprirvi all'opzione che sto per presentarvi. Non ascoltatemi
come dei bravi studenti. Ho gi avuto occasione di parlare a
dei bravi studenti, sono morti e arroganti. Il senso comune e
l'idealit sono le cose che ci uccidono. Ci aggrappiamo a que-

ste cose con i denti: questo la "scimmia". Questo il modo


in cui ci chiamava don Juan Matus: scimmie insane.
Sono stato inavvicinabile per trent'anni. Non sono uno che va
in giro a parlare. Per un attimo adesso sono qui. Un mese, for
se due . . . poi scomparir.
Noi non siamo di mentalit ristretta, non adesso. Non possia
mo permettercelo. Abbiamo un debito da pagare verso coloro
che si sono presi il disturbo di mostrarci certe cose. Abbiamo
ereditato questa conoscenza, don J uan ci ha detto di non essere
apologetici. Vogliamo farvi vedere che esistono delle opzioni
strane, pragmatiche che non sono fuori dalla vostra portata.
Provo un piacere esotico nell'osservare questo volo, puro eso
terismo! un segreto. Non lo faccio per guadagnarci qualco
sa, non ho bisogno di nulla. Ho bisogno di voi come ho biso
gno di un buco in testa. Ma io sono un viaggiatore, un pas
seggero. Navigo, l fuori. Mi piacerebbe che anche altri aves
sero la stessa possibilit.
SI ESCE DA QUESTA PARTE
Il navigato re ha parlato di persona a gruppi di ascoltatori a San
Francisco e Los Angeles. Le sue compagne, Florinda Donner
Grau, Taisha Abelar e Carol Tiggs, hanno tenuto conferenze
dal titolo <l sognare tolteco- L eredit di don Juan in Arizo
na, a Maui e a Esalen. Nei due anni passati sono usciti i libri
della Donner-Grau (Essere nel sognare) e della Abelar (Il pas
saggio degli stregoni) in cui discutono su Castaneda e della loro
tutela sotto don Juan. I resoconti di queste due donne sono
delle miniere fenomenologiche, cronache in buona fede della
loro iniziazione e del loro addestramento. Sono anche una for
tuna inaspettata, dato che mai i lettori di Castaneda hanno

avuto accesso a tali prove dirette e illuminanti della sua espe


rienza. (Le don ne sono quelle che hanno l'incarico, lui dice.
il loro piano d'azione. Io sono semplicemente il loro auti
sta filippino.) La Donner-Grau descrive il consenso colletti
vo attorno a questi lavori come intersoggettivit tra strego
ni, ognuno di noi come una mappa altamente individuali
sta della stessa citt. Loro sono delle seduzioni "energetiche",
un richiamo percettivo alla libert radicata in una singola pro
messa mozzafiato. Noi dobbiamo assumerci la responsabilit del

fotto non negoziabile che siamo degli esseri che devono morire.
Si rimane colpiti dalla forza di persuasione dei loro argomen
ti, e per un buon motivo. Le protagoniste in questione, tutte
laureate in antropologia all'Universit di Los Angeles, sono
delle formidabili metodologiste che hanno stranamente adat
tato le loro discipline accademiche per arrivare a descrivere il
mondo magico che presentano: una configurazione di energia
chiamata Seconda attenzione. Un posto per nulla adatto a
un timido seguace della New Age.
I L PARTY OFFENSIVO
<<Non conduco una doppia vita. Vivo questa vita: non esiste
uno scollamento tra quello che io dico e quello che io faccio.
Non sono qui per tirare la vostra catena o per ntrattenervi.
Quello che vi dir oggi non sono le mie opinioni; sono quel
le d don Juan Matus, l'indiano del Messico che mi ha mostra
to questo altro mondo. Quindi non offendetevi! Juan Matus
mi ha rivelato un sistema funzionante garant ito da ventisette
generazioni di stregoni. Senza di lui sarei stato un vecchio pro
fessore che avrebbe passeggiato con gli studenti in un cortile
con il suo libro sotto il braccio.

Vedete, noi lasciamo sempre una valvola di sfogo, ecco perch


non esplodiamo. "Se tutto il resto fallisce, posso sempre inse
gnare antropologia. " Siamo sempre dei perdenti con delle sce
neggiature da perdenti. "Sono il dottor Castaneda. . . e questo
il mio libro, A scuola dallo stregone. Sapete che gi uscito in
edizione economica?" Sarei stato l'uomo che ha scritto quel
libro, il genio bruciato. "Sapete che siamo gi alla dodicesima
ristampa? stato appena tradotto in russo."
O forse sarei qui a parcheggiare la vostra macchina dicendo
banalit del tipo: "Caldo oggi eh? . . . Freddo oggi eh? Non ci
sono piu le stagioni come una volta . . . " .
I L TEATRO DELLA STREGONERIA UVE
Nel 1 960 Castaneda era un laureato in antropologia all'Uni
versit di Los Angeles. Mentre si trovava in Arizona per com
piere una ricerca sulle propriet medicinali delle piante, incon
tr un indiano yaqui che si offri di aiutarlo. Il giovane ricer
catore offri cinque dollari all'ora per i servizi di don Juan
Marus, la sua pittoresca guida. L'assistente maestro rifiut.
All'insaputa di Castaneda, il vecchio contadino coi sandali altri
non era che un potente stregone, un nagual che astutamente
lo arruol come attore nel <<mito dell'energia (Abelar lo chia
ma <<teatro della stregoneria li ve). Come ricompensa per i suoi
servizi, don Juan chiese qualcosa di particolare: l' <<attenzione
totale da parte di Castaneda.
Lo stupefacente libro nato da questo incontro - A scuola dal
lo stregone- divenne immediatamente un classico, strappando
sistematicamente i cardini delle porte della percezione e ful
minando una generazione. Da allora, ha continuato <<a toglie-

re una dopo l'altra le pelli alla cipolla, aggiungendo diari del


la sua esperienza, autorevoli delucidazioni di realt non ordi
narie in grado di erodere il s. Un titolo definitivo per la sua
opera potrebbe essere " La scomparsa di Carlos Castaneda''.
Abbiamo bisogno di un termine nuovo al posto di stregone
ria, troppo cupo. Lo associamo con delle assurdit medieva
li tipo: rituale, male. Mi piace di piu "la via del guerriero" o
"navigazione" . Questo ci che fanno gli stregoni: navigano.
Ha scritto che una definizione appropriata per stregoneria
il percepire l'energia direttamente. Gli stregoni hanno visto
che l'essenza dell'universo assomiglia a una matrice di energia
sparata attraverso un nastro di conoscenza, la vera consapevo
lezza. Questi nastri formano delle trecce che contengono t ut
ti i mondi possibili, tutti reali come il nostro (che solo uno
tra i tanti) . Gli stregoni chiamano il mondo che noi conoscia
mo il nastro umano>> o la prima attenzione>>.
Loro lianno nche visto>> l'essen za -della forma umana. Non
si tratta semplicemente di un' amalgama di pelle e ossa simile
a una scimmia, ma di una palla a forma di uovo, fatta di luce,
capace di viaggiare lungo questi fili incandescenti verso altri
mondi. Allora cosa ci t iene fermi? I.:idea degli stregoni che
noi siamo sepolti da un'educazione sociale, strutturata per per
cepire il mondo come un luogo di oggetti solidi e di finalit.
Andiamo alle nostre tombe negando di essere delle creature
magiche; il nostro ordine del giorno quello di servire il nostro
ego invece del nostro spirito. Prima di rendercene conto la bat
taglia finita: moriamo squallidamente messi in catene dal S.
Don Juan Matus aveva una proposta intrigante: cosa sarebbe
accaduto se Castaneda avesse cambiato la disposizione delle
sue truppe? Se avesse liberato l'energia utilizzata di solito per

l'aggressione del corteggiamento e dell'accoppiamento? Se


avesse limitato il suo senso di importanza; se si fosse ritirato
dalla difesa, mantenimento e presentazione>> dell'ego; se aves
se smesso di preoccuparsi di piacere agli altri, di essere rico
nosciuto o di essere ammirato? Avrebbe guadagnato abba
stanza energia per vedere la crepa nel mondo? E se l'avesse vista,
avrebbe potuto passarci? Il vecchio indiano Io aveva aggancia
to su commissione del mondo degli stregoni.
Ma cosa fa Castaneda durante il giorno?
Parla alle scimmie insane. Per adesso in luoghi privati, pale
stre, librerie. La gente compie dei veri e propri pellegrinaggi
per vederlo. Icone della <<Consapevolezza>> passata presente e
futura, groupies dell'energia, eremiti e sciamani, avvocati, fans
dei Grateful Dead, suonatori di tamburo, scettici e sognatori
lucidi, studiosi, gente che conta e seduttrici, seguaci del chan
nefing, della meditazione, magnati, persino amanti e vecchie
conoscenze <<di 10.000 anni fa>>.
Arriva gente che annota appunti furiosamente, apprendisti
stregoni. Qualcuno scriver dei libri su di lui, i piu pigri solo
qualche capitolo. Altri ancora terranno dei seminari, natural
mente a pagamento. <<Arrivano per ascoltarmi per un paio d'
re e il week-end seguente fanno gi delle conferenze su Casta
neda! Questa la scimmia.>> Sta per ore in piedi davanti al suo
pubblico, capace contemporaneamente di sedurre e di esorta
re i loro <<corpi energetici>>, e l'effetto allo stesso tempo cal
do e freddo, come ghiaccio secco. Con numinosa finesse, fa
schizzare fuori racconti selvaggi di libert e potere come fou
lard dal cappello di un prestigiatore: toccante, elegante, osce
no, divertente, raggelante e chirurgicamente preciso. <<Chie
detemi qualunque cosa>>, supplica. <<Cosa volete sapere?>>

Perch Castaneda & Co. si sono resi improvvisamente acces


sibili? Perch proprio adesso? Che cosa c' dietro?
!:ENORME PORTA
<< Esiste una persona che va nell'incognito e ci aspetta, vuole
che la raggiungiamo. Si chiama Caro! Tiggs, il mio comple
mento. Era con noi, poi svanita. La sua sparizione durata
dieci anni. Dove stata inconcepibile. Non si sottomette alla
razionalit. Quindi, per favore, sospendete il giudizio! Avre
mo un adesivo da attaccare alla macchina: Il senso comune uc

cide!
Carol Tiggs era andata via. Non a vivere nelle montagne del
New Mexico, ve lo assicuro. Un giorno stavo tenendo una con
ferenza al Phoenix Bookstore e lei si materializza. Il cuore mi
salta fuori dalla camicia, tump tump tump. Continuai a parla
re. Parlai per due ore senza sapere cosa stessi dicendo. La por
tai fuori e le chiesi dove fosse stata. Dieci anni! Si sentiva un
po' strana e cominci a sudare. Aveva solo vaghi ricordi . Scher
zava.
<< La riapparizione di Caro! Tiggs ha aperto - dal punto di vista
energetico - una porta enorme attraverso cui noi possiamo pas
sare. C' un grande ingresso dove posso portarvi per conto del
la stregoneria. Il suo ritorno ci ha dato un nuovo anello di pote
re, con s stessa ha riportato una enorme massa di energia che
pu permetterei di andare l fuori. Ecco perch siamo dispo
nibili adesso. Qualcuno stato presentato a Caro! Tiggs a una
conferenza ed rimasto deluso. "Ma hai un aspetto cosi nor
male." Caro l Tiggs gli ha risposto: Che cosa ti aspettavi? Che
mi uscissero dei fulmini dalle rette?",,

LE PUTTANE DELLA PERCEZIONE*


Chi Carlos Castaneda, ha una vita? Siamo negli anni novan
ta. Perch non la smette? Diteci quanti anni ha e fatelo foto
grafare da Avedon . Nessuno gli ha mai detto che la privacy
una cosa del passato? In cambio della nostra totale attenzio
ne lui deve guidarci. Ci sono cose che uno vorrebbe sapere,
cose mondane, personali. Dove abita? Che cosa pensa dei
Duetsdi Si narra? Che cosa ha fatto coi cospicui profitti dei suoi
libri? Guida una Bendey turbo come ogni vecchio guru che si
rispetti? Era proprio lui con Michael Jordan ed Edmund Whi
te in quel locale uptown alla moda?
Hanno provato per anni a infilzarlo come una farfalla. Han
no persino ricostruito la sua faccia usando i ricordi di suoi vec
chi colleghi e di conoscenti non molto affidabili; quello che
ne venuto fuori, il risultato assurdo, sembra un identikit del
la polizia raffigurante un bonario olmeco da Reader's Digest.
Negli anni settanta, Time gli dedic una copertina (nella foto
solo gli occhi erano visibili). Quando la rivista si rese conto
che non si trattava di lui, non lo ha perdonato.
Piu o meno nello stesso periodo in cui veniva dichiarato mor
to Pau! McCartney, le dicerie presero corpo: Carlos Castane
da era Margaret Mead.
Il suo agente e i suoi avvocati fanno barriera a tempo pieno
contro gli assalti di giornalisti e pazzi, animatori New Age e
sceneggiatori che vogliono adattare la sua opera, famosi e sco
nosciuti, con o senza autorizzazione. Per non parlare dei falsi
* Nel testo originale c' un gioco di parole tra "Whores of perception",
titolo del paragrafo, e

Doohrs ofperception (Le porte della percezione),


[n.dt.].

celebre libro di A. Huxley

seminari strapieni di p udoCarlos. Dopo trent'anni, la taglia


sulla sua testa ancora m lto alta. Lui non prova interesse ver
so i guru o il gurismo; n
ci saranno Bendey turbo, niente
ranch con devoti inturbantti, niente numeri speciali di Vogue
"
Paris sotto la sua direzione. Non ci saranno dei Castaneda
l nsritute, nessun Centro studi avanzati di stregoneria, nessu
na Accademia del sogno, niente dpliant, funghi o sesso tan
rrico. Non ci saranno biografie n scandali. (Quando viene invi
tato a una conferenza, Castaneda non riceve denaro e si offre
di pagare da s le spese di viaggio. L: ingresso di solito un paio
di dollari, giusto per pagare l'affitto della sala. Tutto ci che
viene chiesto ai partecipanti la loro totale attenzione.
La libert gratuita, non pu essere comprata o capita. Con
i miei libri ho provato a presentare un'opzione: la consapevo
lezza pu essere un mezzo di trasporto o di movimento. Non
sono stato molto convincente, tutti pensano che io stia scri
vendo dei romanzi. Se fossi alto e bello, le cose sarebbero diver
se, tutti ascolterebbero il Grande Babbo. La gente dice che sto
mentendo, come posso mentire? Si dicono bugie per ottenere
qualcosa, per manipolare. Io non voglio niente da nessuno,
solo consenso. Noi vorremmo consenso riguardo al fatto che
ci sono altri mondi oltre al nostro. Se ci fosse consenso sul fat
to di farsi crescere le ali, ci sarebbe il volo. Col consenso si for
ma la massa, con la massa ci sar il movimento.>>
Castaneda e i suoi confederati sono dei radicali energetici di
quella che potrebbe essere la sola significante rivoluzione del
nostro tempo: nient'altro che cambiare gli imperativi biologi
ci in fattori evolutivi. Se l'ordine sociale regnante impone la
procreazione, lo spericolato ordine degli stregoni (una banda
di pirati energetici) sta perseguendo qualcosa molto meno ter-

ra terra. Il loro sorprendente ed epico intento quello di lascia


re la Terra nello stesso modo in cui l'ha lasciata don Juan
vent'anni fa: come pura energia, lasciando intatta la consape
volezza. Gli stregoni chiamano questo salto mortale il volo
astratto>>.
LA SCIMMIA SQUISITA
Quando ero giovane, uno dei miei idoli eraAlan Wans. Dopo
essere diventato "Carlos Castaneda", sono stato ammesso alla
sua presenza. Mi fece una paura pazzesca. Non era quello che
pretendeva di essere. Mi chiese di andare a letto con lui. "Ehi
Alan , come la mettiamo?", gli dissi. E lui: "Ma Carlos non vedi
la bellezza di questo fatto? Io sono capace di capire la perfe
zione ma non posso raggiungere ci in cui credo. Sono imper
fetto, ma abbracciare la propria debolezza significa essere uma
no". Questa una stronzata. Gli dissi che conoscevo della gen
te che si comportava in maniera opposta: fa ci che dice. E
vive per provare che noi siamo degli esseri sublimi.
C' una certa donna, grande spiritualista. Attraverso le sue
mani passano milioni di dollari, esercita da vent'anni. Sono
andato a vederla a casa di un tipo e lei stava accarezzando un
uomo in mezzo alle gambe, proprio davanti a me. Lo stava
facendo per impressionarmi? Per scioccarmi? Non sono uno
che si scompone facilmente. Piu tardi l'ho placcata in un ango
lo della cucina e le ho detto: "Cosa ti racconti quando sei sola
nel bel mezzo della notte?". Era una cosa che era solito doman
darmi don Juan. " Cosa vedi quando sei sola davanti allo spec
chio?" La sua risposta stata: "Ah, Carlos, questo il segreto.
Non trovarti mai da solo" . questo il segreto? Non trovarti
mai da solo? Che orrore. proprio un segreto di merda.

l ,o stregone yaqui mi chiese di sospendere il giudizio per tre


giorni, di credere per tre giorni che essere umano non voleva
dire essere debole, ma essere sublime. Certo ognuna delle due
cose vera, si. . . ma quanto piu portentoso l'essere sublime!
La scimmia insana, ma anche squisita. Don Juan era una
brutta scimmia, ma era un guerriero impeccabile. Ha lasciato
il mondo, intatto. diventato energia, bruciato dall'interno.
Era solito dire: " Sono nato cane ma non devo morire allo stes
so modo. Vuoi vivere come tuo padre?". Questo mi ha chie
sto. "Vuoi morire come tuo nonno?" Poi arriv la grande
domanda: " Che cosa stai facendo per evitare di morire in quel
modo?". Non risposi, non dovevo. La risposta era: " Niente".
Un momento terrificante. Quanto mi ha ossessionato questo
fatto.>>

MASSA CRITI CA
Mi sono incontrato con Castaneda e le "streghe" per un perio
do di una settimana in ristoranti, stanze di albergo, grandi
magazzini. Loro erano attraenti e giovanili. Le donne erano
vestite in modo discreto, con un tocco di casual chic. Non le
avresti mai notate in mezzo alla folla, questo il punto.
Stavo sfogliando New Yorker seduto in un caff all'aperto p res
so il Regent Beverly Wilshire. La pubblicit del Drambuie
sembrava particolarmen te odiosa: inevitabil mente, non
importa quanto lottiamo, in un modo o nell'altro, un giorno
diventeremo come i nostri genitori. Invece di resistere a que
sto fatto, vi invitiamo a celebrare questo rito di passaggio con
un liquore squisito ... Don Juan stava ridendo nella sua tomba
(o fuori ) , la cosa mi port alla mente una confusione di
domande: in ogni caso dove era? Nello stesso posto da cui era

tornata Caro! Tiggs? Se cosi era, voleva dire che il vecchio


nagual sarebbe stato in grado di tornare? In Ilfooco dalprofon
do Castaneda ha scritto che don Juan e la sua comitiva svani
rono a un certo punto nel 1973 quattordici navigatori par
titi verso la seconda attenzione. Che cosa era esattamente la
seconda attenzione? Mi pareva tutto chiaro mentre leggevo
quei libri. Cercai i miei appunti. Avevo scribacchiato sul bor
do di una pagina: se-a attenzione= consapevole:za accre
sciuta, ma non mi aiutava molto.
Con impazienza diedi una scorsa veloce ai vari Il potere del
silenzio, Il dono dell'aquila, Viaggio a Ixtlan. Sebb.ene li in mez
zo ci fosse piu di una cosa che non capivo, i concetti base mi
parevano chiari, descritti coerentemente. Ma perch non mi
restavano in testa?
Non riuscivo a immettermi sulla Sorcery l O l.
Ordinai un cappuccino e aspettai. Lasciavo scorrere la mia
mente. Pensavo alla Donner-Grau e alle scimmiette giappo
nesi. Quando le avevo parlato al telefono, lei aveva menzio
nato Imo. Ogni studente di antropologia conosce la storia di
Imo, il famoso macaco. Un giorno Imo, spontaneamente, si
mise a lavare una patata dolce prima di mangiarsela; in breve
tempo, l'intera popolazione di macachi dell'isola dove viveva
segui il suo esempio. Gli antropologi chiamano questo fatto
comportamento culturale, ma per la Donner-Grau si tratta
va di un perfett e;-p io di massa critica, intersoggettivit tra
SClmffile.
Castaneda apparve con un largo sorriso. Strinse la mia mano
e si sedette. Stavo per tirare fuori la storia delle scimmiette
quando cominci a piangere. Vidi la sua fronte corrugarsi e
tutto il corpo sussultare per i singhiozzi. Stava rantolando
-

come un pesce tolto dalla vasca. I l suo labbro inferiore si con


torceva, bagnato ed elettrificato. Distese il suo braccio verso di
me, la mano tremante e contratta mi venne incontro come la
bocca di un vegetale carnivoro, come per chiedere l' elemosi
na. <<Per favore! Riusd a sputare fuori queste parole in un atti
mo di tregua, col tremolio dei suoi muscoli facciali. Per favo
re amami!, disse piegando la testa come un cavallo, suppli
candomi. Castaneda stava ancora piangendo, come un gran
de idrante rotto e strozzato. La sua goffa rappresentazione, dal
sublime al ridicolo, si esauri in una oscena contrazione da pian
to. Ecco quello che siamo: scimmie con piattini di latta per
l'elemosina. Cosi prevedibili, cosi deboli. Masturbatori. Sia
mo sublimi, ma la scimmia insana non ha energia per vedere.
Cosi il cervello della bestia prevale. Non possiamo afferrare la
nostra finestra di opportunit, il nostro "centimetro cubo di
chance". Non possiamo, siamo troppo occupati a tenere la
mano di mammina. A pensare come siamo meravigliosi e uni
ci e sensibili. Non siamo unici! Le sceneggiature delle nostre
vite sono state gi scritte, da altri>>, disse sogghignando sini
stramente. Lo sappiamo . . . ma non ce ne importa. Vaffancu
lo diciamo. Siamo i cinici definitivi. Porca puttana! Questo
il modo in cui viviamo! In un rigagnolo di merda tiepida. Cosa
ci hanno fatto? Questo quello che don Juan continuava a
dire. Aveva l'abitudine di domandarmi: " Com' la carota?".
" Che carota?", gli rispondevo io. " Quella che ti hanno infila
ta su per il culo." Ero terribilmente offeso, come poteva arri
vare a tanto? "Sii loro riconoscente per non averci ancora mes
so una maniglia.",,
Ma se possiamo scegliere, perch stiamo in quel rigagnolo?>>,
gli chiesi.

<< cosi calduccio. Non vogliamo abbandonarlo, noi odiamo


dover dire addio. E abbiamo paura, cavolo come abbiamo pau
ra, ventisei ore al giorno! E di cosa pensi che abbiamo paura? Di
noi stessi . Cosa sar di noi? Cosa c' in serbo per noi? Che ci
succeder? Che egomaniaci! Cosi orribile, ma anche cosi affa
scinante!>> Sorrideva come un gommoso gattone del Cheshire.
Gli ho fatto notare che la sua visione della vita mi sembrava
un po' troppo aspra e lui si messo a ridere. Poi, con una comi
cit stitica da accademico, si messo a declamare: <<Castaneda
un vecchio uomo amareggiato>>. La sua caricatura era buffa,
brutalmente azzeccata. <<Le scimmie ingorde hanno raggiunto
la nocciolina attraverso le sbarre e non possono mollare la pre
sa. Sono stati fatti degli studi in proposito, nessuno riuscireb
be a fargli mollare la nocciolina. Terrebbero il pugno chiuso
anche se gli segassi il braccio, noi moriamo stringendo la mer
da. Ma perch? fs that al! there is, come diceva Miss Peggy Lee?
Non pu essere, sarebbe troppo terribile. Dobbiamo impara
re a mollare la presa. Collezioniamo ricordi e li incolliamo su
degli album, come biglietti per uno spettacolo di Broadway di
dieci anni fa. Moriamo attaccati a souvenir. Essere uno stre
gone avere energia, curiosit e fegato per lasciare le cose, per
fare salti mortali nell'incognito. Tutto ci di cui si ha bisogno
sono delle ridefnizioni, regolare gli strumenti. Dobbiamo
vederci come esseri che devono morire. Una volta che accettiamo
questo fatto, i mondi si schiuderanno per noi. Ma per abbrac
ciare questo concetto devi avere delle "balle d'acciaio". >>
L:EREDIT NATURALE DEGLI ESSERI SENZIENTI
<<Quando tu dici "montagna" o "albero" o "Casa Bianca",
stai invocando u n universo di dettagli con una singola

espressione. Questo magia. Vedi, noi siamo creature visua


li. Potresti leccare, odorare e toccare la Casa Bianca e questa
non ti direbbe niente. Ma basta uno sguardo e sai tutto
quello che c' da sapere: la "culla della democrazia" o qual
cosa del genere. Non devi neanche guardare, vedi gi Clin
ton seduto li dentro, Nixon inginocchiato che prega, roba
del genere. Il nostro mondo un'agglutinazione di dettagli,
una valanga di parafrasi; non percepiamo, semplicemente
interpretiamo. E il nostro sistema di interpretazione ci ha
reso pigri e cinici. Preferiamo dire "Castaneda un bugiar
do" oppure "Questa storia delle opzioni intuitive non roba
per me". Cosa ti va bene? Cosa "reale"? Questo mondo
quotidiano, duro, insignificante e merdoso? Sono "realt"
disperazione e senilit? Il fatto che il mondo sia un qualco
sa "stabile" e "definitivo" un concetto fallace. Sin da pic
coli riceviamo la tessera di appartenenza a questo club. Un
bel giorno, quando ci rendiamo conto della faciloneria di
questo concetto, il mondo ci dice " Benvenuti". Benvenuti
dove? In prigione. Benvenuti all'inferno. Che cosa succede
rebbe se Castaneda non si stesse inventando niente? Se fos
se vero, saresti nei guai.
Il sistema di interpretazione potrebbe essere interrotto, non
per niente "definitivo." Ci sono mondi all'interno di altri mon
di, ognuno reale come questo. In quel muro laggiu c' un mon
do, questa stanza un universo di dettagli. Gli autistici sono
presi, congelati dai dettagli, loro puntano il dito verso la cre
pa fino a farlo sanguinare. Siamo prigionieri nella stanza del
la vita di tutti i giorni. Esistono opzioni al di fuori di questo
mondo, reali come questa stanza, luoghi dove vivere o mori
re. Gli stregoni fanno questo; come eccitante! Pensare che il

nostro mondo possa racchiudere tutto un compendio di arro


ganzL Perch non apriamo la porta che d nell'altra stanza?
Questa : l'ered it naturale degli esseri senzienti. il momen
to di interpretare e di creare nuove parafrasi. Andate in un
posto dove n o n esiste una conoscenza a priori. Non buttate via
il vostro vecchio sistema interpretativo, usatelo, in orario d'uf
ficio. E dopo le cinque? l'ora della magia.
AQU f NO SE HABLA ESPAN OL
Ma che cosa vuole dire con l'ora della magia?
I loro libri sono meticolose e dettagliate invocazioni dello sco
nosciuto. Sebbene rimanga dell'ironia, non esiste un lessico
per le loro esperienze. L ora della magia non una espressione
simpatica, i suoi surplus energetici devono essere sperimenta
ti col corpo. Ogni volta che Castaneda lasciava don Juan per
tornare a Los Angeles, il vecchio nagual amava dire che era in
grado di sapere cosa avrebbe fatto il suo allievo mentre era via.
Poteva fare un elenco, lungo ma pur sempre un elenco, dei
pensieri e delle azioni che Castaneda avrebbe fatto. Era impos
sibile per Castaneda fare lo stesso con il suo maestro. Non c'e
ra intersoggettivit tra i due uomini. Qualunque cosa succe
desse all'indiano nella <<seconda attenzione poteva solo essere
sperimentato di prima mano, non comunicato.
A quei tempi, Castaneda non aveva n l'energia n la prepa
razione necessaria al consenso. Ma la scimmia posseduta dal
la parola e dalla sintassi. Deve capire, a ogni costo. E la sua
comprensione deve seguire un certo percorso.
<<Siamo esseri lineari: creature pericolose dotate di abitudini e
ripetizioni. Abbiamo bisogno di sapere. Questo il pollaio!
Questo il posto per le stringhe! Questo il lavaggio auto! Se

un giorno una di queste cose non al suo posto, andiamo fuo


ri di testa.
I nsistette per pagare il conto. Quando il cameriere torn con
la ricevuta della carta di credito da firmare, mi venne voglia di
strappargli di mano la carta per vedere se riportava le sue gene
ralit. Doveva essersi accorto delle mie intenzioni.
,,un uomo d'affari ha tentato di convincermi a fare la p ubbli
cit per l'American Express, sai quella "Carlos Castaneda,
membro da/1968';,, mi disse ridendo allegramente, poi rico
minci da dove aveva interrotto: Siamo delle scimmie mol
to, molto noiose, molto rituali. Il mio amico Ralph aveva la
consuetudine di andare a trovare sua nonna ogni lunedf sera.
Poi lei morf e lui mi venne a cercare per dirmi che potevamo
uscire insieme ogni lunedf sera. Lo trovava magnifico, ogni
lunedf sera potevamo uscire insieme . . . >>.
SORCERY 10 1
,,Ho incontrato uno scienziato a un party, una persona molto
conosciuta. Una eminenza. Un luminare. Il dr. X. Aveva pro
prio voglia di smontarmi. Mi dice di aver letto il mio primo
l ibro, gli altri no, li trovava noiosi. Mi dice che i miei aned
doti non lo interessano, lui vuole prove. Il dr. X voleva con
frontarsi con me. Pensava che fossi al suo livello. Gli ho rispo
sto che se potevo dimostrargli la legge di gravit, lui avrebbe
avuto bisogno di un certo tipo di preparazione per seguirmi.
Avrebbe avuto bisogno di un titolo, forse anche di qualche
attrezzatura. Avrebbe avuto bisogno di prendere qualche lezio
ne di fisica, di fare tremendi sacrifici, andare a scuola, studia
re lunghe ore sui libri. Avrebbe dovuto dare un taglio agli
appuntamenti romantici. Se voleva delle prove doveva pren-

dere la Sorcery l O l. Ma lui non poteva farlo, avrebbe avuto


bisogno di preparazione. S'incavol e lasci la stanza.
La stregoneria un flusso, un processo. Come in fisica hai biso
gno di una certa conoscenza per seguire il flusso delle equa
zioni, il dr. X avrebbe avuto bisogno di alcune nozioni basila
ri per avere abbastanza energia per comprendere il flusso del
la stregoneria. Doveva ricapitolare la sua vita. Cosi lo scien
ziato voleva prove ma non voleva prepararsi. Ecco come sia
mo fatti. Non vogliamo fare fatica, vogliamo essere portati in
elicottero alla consapevolezza, senza inzaccherarci le scarpine
col fango. E se quello che troviamo non di nostro gradimento
vogliamo che l'elicottero ci porti indietro.>>
I SENTIERI DEL TEMPO
Stare con quest'uomo faticoso. sempre spietatamente ed
eccessivamente presente; la p ienezza della sua attenzione ti sfi
nisce. Sembra rispondere alle mie domande con tutto s stes
so; nella sua eloquenza c' una urgenza liquida, ostinata e defi
nitiva, elegante, elegiaca. Castaneda dice che sente il tempo
avanzare su di s. Percepisci il suo peso, qualcosa di estraneo
che non riesci a catalogare, etereo, indolente, densamente iner
te, come una boa, un sughero poggiato pesantemente sulle
onde. Mentre camminiamo si ferma per darmi una dimostra
zione di una mossa di arti marziali chiamata il cavallo, gambe
leggermente piegate come se fosse su una sella. <<Ai miei tem
pi la gente stava in questa posizione a Buenos Aires. Ogni cosa
era molto stilizzata. Adottavano le pasture di gente morta da
tempo. Mio nonno stava cosL Il muscolo qui, sotto la coscia,
dove conserviamo la nostalgia. L autocommiserazione una
delle cose piu orribili. Sento il tempo avanzare su di me. Don

Juan aveva una metafora. Siamo in una cambusa, stiamo guar


dando recedere le piste del tempo. Eccomi, ho cinque anni!
Dobbiamo semplicemente girarci per vedere il tempo scorrer
c i addosso. In questo modo non esistono priorit. Niente pre
sunzioni, supposizioni, pacchetti gi incartati. Ci sedemmo
alla fermata d'autobus. Dall'altra parte della strada un mendi
cante mostrava un pezzo di cartone agli automobilisti. <<Non
ho traccia del domani, e nemmeno del passato. Il Diparti
mento di antropologia per me non esiste piu. Don Juan soste
neva che la prima parte della sua vita era stata una perdita di
tempo. Era in un limbo. La seconda parte della sua vita era sta
ta assorbita dal futuro, la terza nel passato, nella nostalgia. Solo
l'ultima parte della sua vita si stava svolgendo nell'adesso. Ecco
dove mi trovo in questo momento.
Pronto a ricevere un rifiuto, gli chiesi qualcosa di personale.
Per questo genere di persone le testimonianze biografiche pos
sono ipnotizzare come una crepa nel muro, lasciando ognuno
col dito sanguinante. <<Chi era per te l'uomo piu importante
quando eri bambino? <<Quello che mi ha cresciuto, mio non
no. Aveva un porco da monta di nome Rudy. Ci faceva un sac
co di soldi. Rudy era magnifico, aveva la testa bionda. Nonno
aveva l'abitudine di mettergli un cappello e un vestito, gli ave
va scavato un tunnel tra il porcile e la sala delle esposizioni.
Rudy spuntava all'improvviso con quel suo faccino, portan
dosi dietro quel corpo gigantesco. Aveva un affare a cavatu
raccioli e noi lo guardavamo mentre commetteva delle barba
rie i n giro. Adoravo mio nonno. Era lui quello che dava l'or
d i ne del giorno, da grande sarei stato quello che avrebbe pre
so il suo posto. Sembrava il mio fato, ma quello non era il mio
destino. Sin da piccolo mi fece scuola di seduzione. All'et di

dodici anni camminavo come lui, parlavo come lui, con la voce
di chi ha problemi alla laringe. lui che mi ha detto di salta
re dalla finestra. Mi insegn ad avvicinare le ragazze, mai a testa
alta, ma adulandole. Si alz e si incammin. Il mendicante se
ne stava andando verso i cespugli ai lati della strada. Arrivati
alla sua macchina, Castaneda rimase per un attimo con la por
tiera aperta.
Molto tempo fa uno stregone mi chiese che faccia avesse l'uo
mo nero, secondo me. Ero intrigato. La cosa doveva essere
tenebrosa, oscura e avere un volto umano. Luomo nero spes
so ha il volto di qualcuno che pensi di amare. Per me era mio
nonno. Mio nonno che adoravo. Salimmo in macchina men
tre il mendicante spariva in un viottolo. Mio nonno ero io.
Pericoloso, mercenario, connivente. Insignificante, vendicati
vo, pieno di dubbi e inamovibile. Don Juan lo sapeva.>>
INNAMORARSI DI NUOVO
All'et di settantacinque anni siamo ancora in giro a cercare
"amore" e "amicizia". Mio nonno aveva l'abitudine di svegliarsi
nel bel mezzo della notte urlando: "Pensi che lei mi ami?". Le
sue ultime parole prima di morire furono: "Eccomi, eccomi,
sto venendo piccola!". Ebbe un grande orgasmo e mori. Per
anni pensai che fosse una cosa meravigliosa, splendida. Poi don
Juan mi disse: "Tuo nonno morto come un porco. La sua
vita e la sua morte non hanno nessun significato". Don Juan
affermava che la morte non un lenitivo, solo il trionfo pu
esserlo. Gli ho chiesto cosa intendesse per trionfo e lui mi ha
risposto libert: quando spezzi il velo e ci passi attraverso por
tandoti la tua forza vitale appresso. Gli dissi che avevo ancora
un sacco di cose da fare nella vita, la sua risposta stata: "Vuoi

,j i re che ci sono ancora tante donne che ti vuoi scopare?". Ave

ragione. Siamo cosi primitivi. La scimmia pu arrivare a


onsiderare l'ignoto, ma prima di saltarci dentro chiede cosa
l 'i: da guadagnarci. Siamo uomini d'affari, investitori, usi a
l i mi rare le perdite, un mondo di mercanti. Se facciamo un
" i n vestimento" vogliamo delle garanzie. Ci innamoriamo solo
'>L' ci amano. Quando non amiamo piu, tagliamo una testa e
Lt rimpiazziamo con un'altra. Il nostro "amore" semplice
mente isteria. Non siamo esseri affettuosi, siamo privi di cuo
re. Pensavo di sapere come amare. Don Juan mi disse: "Come
puoi? Non ti hanno mai insegnato ad amare. Ti hanno inse
gnato a sedurre, invidiare, odiare. Non ami neanche te stesso,
.dtrimenti non avresti esposto il tuo corpo a tali barbarie. Non
hai fegato per amare come uno stregone. Puoi amare per sem
pre oltre la morte? Senza il minimo aiuto, niente in cambio?
l \w i amare senza investimenti, giusto per il gusto di farlo? Non
-,aprai mai com' amare in questa maniera, cosi implacabil
mente. Vuoi proprio morire senza saperlo?". No, non volevo.
Prima di morire, dovevo sapere cosa vuoi dire amare cosi. Mi
ha incastrato in questo modo. Quando ho riaperto gli occhi
\lavo rotolando giu dalla collina, sto rotolando ancora adesso.
\a

RICAPITOLA LA TUA VITA!


Avevo bevuto troppa coca-cola ed ero diventato paranoico.
( :astaneda mi avverti che lo zucchero un killer pari al senso
comune. Non siamo creature psicologiche. Le nostre nevro
si sono il prodotto di quello che ci mettiamo in bocca. Ero
sicuro che avesse visto il mio <<corpo energetico>> irradiare coca
cola. Mi sentivo assurdo, sconfitto, decisi che quella sera avrei
fatto baldoria a base di profterole. Ecco come fatta l'arguta

vergogna al cioccolato amaro dell'insignificante scimmia.


Ho avuto una storia d'amore con la coca-cola. Mio nonno
possedeva una pseudosensualit. " Devo farmi quella fighetta!
Ne ho bisogno! Ne ho bisogno adesso!" Mio nonno pensava
di essere il cazzo piu straordinario della citt. Il piu stravagan
te. Io mi comportavo allo stesso modo, qualsiasi cosa finiva
dritta alle mie palle, ma non era reale. Don Juan me lo aveva
detto: " lo zucchero che preme il grilletto. Sei troppo incon
sistente per avere quel tipo di energia sessuale. Troppo ciccio
per avere quel cazzo infuocato".
Tutti fumano all'Universal City Walk. strano stare seduto
con Carlos Castaneda in questa approssimazione architetto
nica della Los Angeles da ceto medio, questa agglutinazione
di dettagli, questa valanga di parafrasi che formano questa
citt virtuale. Non ci sono negri e niente che assomigli a una
consapevolezza accresciuta. Stiamo abitando una versione per
versamente blanda di una scena familiare di un suo libro, quel
lo dove di colpo si viene a trovare in un simulacro del mondo
di tutti i giorni.
Hai detto che se il dr. X avesse ricapitolato la sua vita, avreb
be potuto recuperare un po' di energia. Cosa volevi dire?
La ricapitolazione la cosa piu importante che facciamo. Per
incominciare si fa una lista di tutte le persone che hai cono
sciuto nella tua vita. Qualsiasi persona con cui tu abbia parla
to o avuto a che fare.
Ognuno?
Esattamente, scorri la lista, ricreando cronologicamente le
scene dell'incontro.
Ma ci vorrebbero degli anni.
Certo, una ricapitolazione completa ha bisogno di tanto tem-

l >, ,podich ricomincia. Non ricapitoliamo mai le cose per


111 . Non devono restare residui in questa operazione. Non
1 .11111u pause. La pausa un concetto da classe media, l'idea
l1, '" lui lavorato duramente hai guadagnato una vacanza.
l 1, l ,,n>po per andare in giro con la tua quattro ruote motri1 11 .1 pescare in Montana. Che cagata.
\llllra tu devi ricreare le scene . . . l>
1 11 1 1 1 i n c ia con i tuoi incontri di sesso. Rivedi le lenzuola, i
"l"l,rli. il dialogo. Quindi passa alla persona, al feeling. Qua
l.
1.1 il tuo feeling? Osserva! Respira l'energia che hai speso
"' llt, >cambio, di indietro ci che non tuo.
\ !t ,;1 tanto di psicoanalisi.
\:, 1 11 analizzare, osserva. La filigrana, il dettaglio, ti stai aggan
, r.111do all'intento dello stregone. una strategia, un atto di
11 t.l i ;l vecchio di centinaia di anni, la chiave per ristabilire l'e
ltt t i a che ti servir per passare ad altre cose. Muovi la testa e
t t 'l1ira. Scorri la lista sinch non incontri mamma e pap. A
, lttl punto sarai sotto shock, avrai visto dei moduli di com
l
l >t li t amento ripetersi di continuo, ti faranno nausea. Chi sta
l'l lllsorizzando le tue insanit? Chi ha fatto l'ordine del gior
t , .. : La ricapitolazione ti dar un momento di silenzio, questo
11 pnmerter di buttare via le premesse e di fare spazio per qual
' t ,.,a d'altro. Verrai fuori dalla ricapitolazione con delle storie
"ma fne a proposito del S, ma non stai piu sanguinando.
, ,

lUTTO QUELLO CHE VOLEVAT E SAPERE A P RO


I,l )SITO DELL: ENERGIA. .. MA CHE AVEVATE PAURA
l ) l CHIEDERE
.. lluando incontrai don Juan ero gi scoppiato, mi ero spom
pato in quel modo che sai. Non sono piu nel mondo, non in

quel modo. Gli stregoni usano quel tipo di energia per volare
l fuori, o per cambiare. Scopare dal punto di vista energe
tico il nostro atto piu importante. Vedi, abbiamo bruciato i
nostri migliori generali mandandoli allo sbaraglio e non pos
siamo sostituirli. Ecco perch cosf importante ricapitolare la
propria vita. La ricapitolazione separa l'incarico datoci dal
l'ordine sociale dalla nostra forza vitale. Le due cose non sono
inseparabili. Una volta che sono stato in grado di sottrarre l'es
sere sociale dalla mia energia nativa, ho potuto vedere chiara
mente: non ero poi cosf sexy.
A volte parlo con degli psichiatri. I l loro tema preferito l'or
gasmo. Quando sei lf che fluttui nell'infinito non te ne frega
un cazzo del "Grande 0". La maggior parte di noi frigida,
tutta questa sensualit p ura masturbazione mentale. Al
momento del concepimento noi siamo delle "scopate annoia
te", senza energia. Se siamo i primogeniti i nostri genitori non
sanno come comportarsi, se siamo gli ultimi nati non gliene
frega piu niente di come comportarsi. Siamo fregati in ogni
caso. Siamo solo carne biologica con cattive abitudini e sen
za energia. Siamo creature noiose, ma diciamo che siamo
annoiate. Scopare molto piu ingiurioso per le donne, gli
uomini sono solo dei fuchi. Luniverso femminile. Le don
ne hanno accesso totale, sono gi IL Sono solo stupidamente
socializzate. Le donne sono delle volatrici portentose, hanno
un secondo cervello, un organo che possono usare per dei voli
inimmaginabili. Usano i loro grembi per sognare. "Dobbia
mo smettere di scopare?", chiesero gli uomini a Florinda. Lei
gli rispose: "Continuate a infilare il vostro pistolino in giro
ogni volta che volete!". una strega tremenda! Si comporta
molto peggio con le donne, le dee del week-end che si dipin-

, <l"
t

i capezzoli e vanno in ritiro a fare i gruppi. A loro dice:

lr.t -,ietc qui a fare le dee. E quando tornate a casa cosa fate?

scopate come delle schiave! Gli uomini lasciano dei


luminosi nelle vostre fghette!". Cavolo, Florinda una
\1 rega orrenda!

, 1 1 ' t,.

, 11111
. , r .1

I'ISTA DEL COYOTE


1, rrnda Donner-Grau non fa prigionieri. di struttura deli11.1 . . 1ffascinante, e aggressiva, come un fantino con la frusta.
1 _,1.111 d o la Donner-Grau incontr per la prima volta don Juan
rl '>tto entourage, pens che si trattasse di gente che lavorava
,1' 1 rLo, disoccupata e dedita al traffico di merce rubata. Come
1 "<'larc altrimenti la presenza di cristalli di Baccarat, di abiti
'l"i-,iri, di gioielli di antiquariato? Si sentiva avventurosa nel
11 ' ., JLtL"ntare quella gente, per natura lei era impertinente, teme
l .11 1.1, vivace. Per essere una ragazza sudamericana la sua vita
, 1.1 \lata molto libera.
l\ 11savo di essere uno degli esseri piu meravigliosi sulla fac
. r. 1 della terra. Cosf sfrontata, cosf speciale. Mi vestivo da uomo
l'lrtccipavo alle corse automobilistiche. Poi spunta questo
111diano che mi dice che l'unica cosa speciale della mia perso
li.! -,o no i capelli biondi e gli occhi azzurri in un paese dove
, 111ntc cose sono apprezzate. Volevo picchiarlo, mi sa che lo
l' , i anche. Ma aveva ragione, sapete? Questa celebrazione del
'' L' rotalmente insana. Quello che gli stregoni fanno esatta
IIH'Iltc uccidere il S. In quel senso tu devi morire per vivere,
.
.
111111 vivere per monre.
l >()n Juan incoraggiava i suoi allievi ad avere una storia d'a
lll()t"C con la conoscenza. Voleva che le loro menti fossero
d ,bastanza addestrate per vedere la stregoneria come un
l \

autentico sistema filosofico. I n un delizioso rovesciamento


tipico della stregoneria, il lavoro sul campo conduceva all'ac
cademia. In quel modo la strada per l'ora della magia diven
tava divertente.
Si ricordava la prima volta che Castaneda la port in Messico
per incontrare don Juan. <<Viaggiammo per una di quelle lun
ghe strade p iene di curve, sapete la pista del coyote. Pensavo
che avesse preso quella strana strada per non essere seguito, ma
mi sbagliavo. Dovevi avere molta energia per rintracciare quel
vecchio indiano. Dopo non so piu quanto tempo, incrociam
mo qualcuno che ci salutava in mezzo alla strada. Dissi a Car
los: "Ehi non ti fermi?". "Non necessario", rispose. Capite,
eravamo passati sopra la nebbia. >>
Schizzammo attraverso Pepperdine, dove era successo un ter
ribile incendio. Qualcuno lungo la strada vendeva cristalli. Mi
domandai se la casa di Shirley MacLaine fosse andata a fuoco,
se Dick Van Dike avesse ricostruito la sua. Forse Van Dike si
era trasferito dalla MacLaine con Sean Penn.
Cosa succede alla gente che i nteressata al tuo lavoro, che
legge i tuoi libri, che ti scrive lettere? Gli di una mano?>>
La gente intellettualmente curiosa, sono solleticati o qual
cosa del genere. Rimangono sino a che non diventa troppo dif
ficoltoso. La ricapitolazione una faccenda sgradevole, voglio
no risultati immediati, gratificazioni istantanee. Per un sacco
di New Agers la cosa come "il gioco degli appuntamenti".
Cambiano la tappezzeria alla stanza, dopodich lanciano
sguardi furtivi e prolungati ai partner. Oppure come andare
a fare shopping in centro. Quando la faccenda diventa troppo
costosa in rapporto a quello che devono dare di s, non voglio
no andare avanti. Vedi, vogliamo il massimo ritorno col mini-

1 1 11 ,

i n vesti mento.

Nessuno realmente interessato nel fare il

1 . 1 \'0Hl .
\ 1 .t

se

ci fossero delle prove di quanto dici, sarebbero inte-

l < ' ' ' l ( l .

( .trlos h a una storia grandiosa. C'era una donna che cono


. , n a da anni. Lo chiam dall'Europa, era in pessima forma.
l 1 1 1 le propose di raggiungerlo in Messico, di "saltare nel suo
1 1 ) ( l n do". Lei esitava. Poi gli disse: "Verrei se sapessi che i miei
r r H ia l i mi aspettano dall'altra parte del fiume" . Voleva delle
l' r r a nzie che sarebbe atterrata sui suoi piedi. Naturalmente
l l < l l l ci sono garanzie. Siamo tutti cosi: salteremmo anche, se
' d o fossimo sicuri che i nostri sandali ci aspettano dall'altra
.

..

1 ' 1 r((:. ,,

tu saltassi nel modo migliore in cui sei capace, per poi


conto che tutto era solo un'allucinazione dovuta alla
khbre?>>
.\ llora spero che ti venga una buona febbre!>>
l

se

l < ' r t d crt i

.\ PARTI PRIVATE DI CARLOS CASTANEDA


( uesto non un libro per tutti. "
t _)ucsto ci che gente che l o h a seguito per anni h a detto del
. t r o ultimo lavoro, L'arte di sognare. In effetti il coronamen
r ' ) dell'opera di Castaneda, un manuale per un paese non sco
l lLTto, la delineazione di antiche tecniche usate dagli stregoni
l ' l' l' entrare nella seconda attenzione. l ucido e snervante
, ome i suoi libri precedenti, anche se in questo c' qualcosa di
( l\SCssivo. Odora come se fosse stato rtto in qualche altro "luo
! ! l" . Ero curioso di sapere come l'avesse scritto.
ho solito prendere degli appunti con don Juan, migliaia di
. r ppunti. Alla fine lui mi disse: " Perch non scrivi un libro?".
l

Gli risposi che era impossibile: "Non sono uno scrittore". E


lui: "Per puoi sempre scrivere un libro del cazzo no?". Pensai
tra me e me che, certo, potevo scrivere un libro del cazzo. Don
Juan mi sfidava: "Sei sicuro di poter scrivere questo libro
sapendo che pu portarti alla notoriet? Puoi rimanere distac
cato? Che ti amino o ti odino insignificante. Puoi scrivere
questo libro e rinunciare a quello che potrebbe essere la tua
strada?". Ci sto! Lo faccio, mi son detto.
<<Mi sono accadute delle cose terrificanti sul mio cammino. Ma
le mutandine non erano della mia misura.
Gli dissi che non avevo afferrato l'ultima frase.
<< una vecchia barzelletta. Una donna porta la sua macchina
a riparare in un garage. Il meccanico fa il suo lavoro e, al
momento di pagare, la donna si accorge di non avere con s il
portafoglio. Allora si offre di pagare il conto con i suoi orec
chini. Il meccanico le dice che se sua moglie glieli avesse visti
le avrebbe fatto una scenata di gelosia. Lei allora gli offre l'o
rologio, ma lui rifiuta dicendo che sicuramente i ladri glielo
avrebbero portato via. Alla fine la donna si sfila le mutandine
e gliele d. Al che il meccanico le dice: "No grazie, non sono
della mia misura" .
I CRITERI PER ESSERE MORTI
<<Sino al mio incontro con don Juan, non ero mai stato solo. Lui
mi disse di liberarmi dei miei amici, loro non mi avrebbero mai
permesso di agire in maniera indipendente, mi conoscevano
troppo bene. Mi disse di affittare una stanza, la piu sordida che
trovavo. Del genere tende verdi e pavimento verde che puzzano
di piscio e fumo. Mi disse di restarci da solo, forse non sarei
morto. Gli dissi che non potevo. Non volevo lasciare i miei

' ' ' ' ' ' i.


1

Lui afferm che, stando cosf le cose, non avrebbe piu

1 1 ! . 1 to con me, m i salut con un gran sorriso e se ne and.

come mi sentivo sollevato! Quello strambo vecchio,


, , , , ! l ' i n diano, mi aveva buttato a terra. La cosa era andata trop1 ' " 111 l. Ma piu mi avvicinavo a Los Angeles piu mi sentivo
, ' ' " l 'l'iato. Mi rendevo conto che stavo andando a casa dai miei
" ' ' ' ' i . Per quale motivo? Per avere delle conversazioni insigni
I ' , . 1 1 1 t i c o n gente che mi conosceva troppo bene. Stare seduto in
i " ' l t ro na in attesa che squilli il telefono per essere invitato a
, J 1 1 . , k h e festa? Ripetizioni senza fine. Presi una stanza verde e
1 , l d o nai a don Juan. "Non che mi interessi, ma quali sono i
. ' 1 1 ni per essere morto?" La sua risposta fu: "Quando ti sar
1 1 1 1 ! d ferente essere solo o essere in compagnia. Questi sono i cri
l , 1 1 per essere morto". Ci misi tre mesi per morire. Mi arrampi
. ' \ ' > sui muri sperando in una breve visita di un amico. Ma resi' n o. Alla fine mi resi conto che non si diventa matti a stare
, [ , , mi ero liberato di una supposizione. Diventi matto se con1 1 1 1 1 1 i s u questa strada. Questo certo."
l l)',. l tJo,

\ '. '. EMBLANDO

LA CONSAPEVOLEZZA
t 1 di rigemmo verso lo squallido hotel dove Castaneda era
' ' < h ro a morire. <<Possiamo andare alla tua vecchia stanza, giu
.1 ' ' p er vedere com'." Disse che non era il caso. <<Che cosa vuoi
, l.1lla vita?", era solito chiedermi don Juan. La mia risposta clas
' ' . t era che francamente non ne avevo idea. Questo era il mio
1 1 t q.;giamento da persona profonda, da intellettuale. E don
! 1 1 . 1 1 1 : "Questa risposta soddisfarebbe tua madre non me". Ero
.11 . 1 volto, non riuscivo a pensare. E quello era un indiano. Por
, .1 puttana! Dio, non hai idea di cosa questo significhi. Ero una
1 ,,rsona educata, ma di fronte a lui non ero niente. Un gior-

noi due eravamo uguali . Lo abbracciai pian


! '.< ' l l l i < >. "Certo che lo siamo, don Juan! Come puoi dire una
t ma dd genere?" Grandi abbracci, stavo praticamente sin
g h iozzando. "Lo pensi davvero?" "Certo per Dio!" Si stacc
dall'abbraccio e mi disse: "No, noi non siamo uguali. Io sono
un guerriero impeccabile, tu sei uno stronzo. Posso riassume
re la mia intera vita in un momento. Tu non puoi neanche
pensarci".,,
Parcheggiammo sotto gli alberi. Castaneda si ferm davanti
allo sgangherato edificio con uno strano entusiasmo, sciocca
to dal fatto che fosse ancora in piedi. Mi disse che avrebbe
dovuto essere abbattuto da molto tempo, che la sua persisten
za nel mondo rappresentava qualcosa di stranamente magico.
Dei bambini giocavano con un grosso camion dei pompieri di
plastica. Una homeless camminava come una sonnambula.
Non si mosse. Cominci a parlare sul significato del morire in
una "stanza verde". Da quando aveva lasciato quel posto, era
stato in grado di ascoltare senza invidia le premesse pazzesche
del vecchio indiano. Don Juan gli disse che, quando gli stre
goni vedono l'energia, la forma umana appare come un uovo
luminoso. Oltre l'uovo, approssimativamente alla distanza di
un braccio dalle spalle, si trova il punto di unione, dove i
nastri incandescenti della consapevolezza si riuniscono. I l
modo i n cui noi percepiamo i l mondo determinato dalla
posizione di questo punto. Il punto di unione dell'umanit
fissato nella stessa posizione dell'uovo; questa uniformit
responsabile del nostro modo comune di vedere la vita di tut
ti i giorni. Gli stregoni chiamano questa arena di consapevo
lezza la prima attenzione. Il nostro modo di percepire cam
bia con lo spostamento di questo punto, il che pu essere dovu111 1111 ,

l l l t't

se

, ' 1 1 1 1 1 incidente, a uno shock, all'uso di droghe oppure pu


in: nel sonno, quando sognamo. L arte di sognare>> con
11l'llo spostare e fissare il punto di unione in una nuova
1 " " " ione, generando la percezione di mondi alternativi onni
> 1 1 1 p rcnsivi (la seconda attenzione>>). Piccoli spostamenti del
'
"
" t o all'interno dell'uovo fanno ancora parte del nastro urna
l
' " ' ,. p roducono allucinazioni o delirio o il mondo incontrato
, l11 1 .111tc i sogni. Movimenti piu ampi del punto di unione, piu
, l 1 . 1 1 11 matici, tirano il <<Corpo di energia>> fuori dal nastro urna
"" verso reami non umani. Questo il luogo dove don Juan
1\ s u o entourage viaggiarono nel 1 973 quando bruciarono
, \. d i ' interno>>, adempiendo all'inconcepibile affermazione del
l .1 loro stirpe: il volo evolutivo.
l .tstaneda aveva scoperto che intere civilt - un conglomera
I l i d i sognatori - erano svanite in quella stessa maniera.
\ l i parl di uno stregone della sua stirpe malato di tubercolo
'> . Era stato capace di spostare il suo punto di unione allonta
nando la morte. Questo stregone doveva restare impeccabile,
l. t sua malattia incombeva su di lui come una spada. Non pote
va permettersi di avere un ego, sapeva esattamente dove lo sta
,.a aspettando la sua morte.
Castaneda si volt verso di me sorridendo. Ehi . . . >> Aveva uno
strano sguardo esuberante, e io aspettavo che finisse la frase.
Per tre settimane mi ero sprofondato nei suoi libri e nella loro
presentazione contagiosa di possibilit. Forse era questo il mo
mento in cui avrei fatto il mio patto con Mescalito. Che fossi
gi passato sopra la nebbia senza essermene reso conto?
Ehi>>, ripet, con gli occhi che brillavano. <<Vuoi farti un ham
burger?>>
1 , ' ,,t
l .1,

BOI COTTA N DO LA SACRA RAPPRESENTAZIONE


Che il p u n to d i unione di un uomo sia fssato in un posto
u n crl ln l n L'.
Fro sed u to con Taisha Abelar su una panca di fronte al Museo
d'arre di Wilshire. Non s'adattava per nulla all'immagine che
mi ero fatto di lei. Castaneda mi aveva detto che, come parte
del suo addestramento, Abelar aveva dovuto assumere diverse
i dentit, ai tempi in cui era un'attrice che cercava di farsi stra
da nel teatro della stregoneria live>>. Una delle identit era sta
ta quella della "pazza di Oaxaca", una mendicante lasciva e
sporca di fango.
Volevo chiamare il mio libro "Il grande attraversamento", ma
suonava troppo orientale."
Il concetto buddhista abbastanza simile."
Ci sono molti paralleli. Il nostro gruppo passato oltre per
anni, ma solo recentemente abbiamo dei dati comparativi,
dato che la nostra dipartita imminente. Il 75% della nostra
energia qui, il 25% dall'altra parte. Ecco perch dobbiamo
andare."
<< lf che stata Caro! Tiggs? Quel posto del 75%?,
<<Vuoi dire la zona "ai confini della realt?"
Rimase per un momento col viso senza espressione, poi rise.
<<Noi sentivamo Caro! Tiggs nei nostri corpi quando and via.
Aveva una massa tremenda. Era come un faro, un segnale. Ci
dava speranza, un incentivo ad andare avanti. Perch sapeva
mo che lei era l. Ogni volta che diventavo autoindulgente,
sentivo che mi dava un colpetto sulle spalle. Era la nostra
magnifica ossessione. . .
<<Perch cosi diffcile per una scimmia fare il suo viaggio?,
<<Noi percepiamo in maniera minima, piu legami abbiamo con

questo mondo, piu ci difficile dirgli addio. Tutti ce li abbia1 1 1 0 , vogliamo la fama, essere amati, piacere alla gente. Cavo
lo. qualcuno di noi ha persino dei bambini. Perch dovrem1 1 1 0 andarcene? Siamo incappucciati, mascherati . . . Abbiamo
dl'i momenti felici che durano in noi per tutta la vita. Cono
''-o una ripa che stata Miss Alabama. Pensi sia abbastanza per
I L'ncrla lontano dalla libert? Si, "Miss Alabam' sufficiente
pL'r tenerla inchiodata.
ha venuto il momento di porle una di quelle grandi doman
dl' (ne avevo parecchie) : quando parlano di passare attraverso,
i mendono anche con il corpo fisico? Lei rispose che col cam
hiare il S non si intendeva l'ego freudiano, ma il S reale, con
l rL'tO, si, il corpo fisico. Quando don Juan e la sua comitiva
'>L' ne andarono, lo fecero con la totalit del loro corpo. Se ne
.mdarono coi loro stivali calzati.
l .L'i diceva che il sognare era l'unico autentico nuovo reame del
d iscorso filisofico, che Merleau-Ponty si sbagliava quando
.1ffermava che l'umanit era condannata a provare del pregiu
d izio verso un mondo a priori. <<Esiste un posto dove non esi
'>tono cose a priori, la seconda attenzione. Don Juan diceva
'>L'mpre che i filosofi erano degli stregoni mancati. Ci che
mancava loro era l'energia per fare un salto oltre le loro idea
li t. Nella nostra strada verso la libert tutti ci trasciniamo die
tro un bagaglio; molliamolo. Dobbiamo anche mollare il baga
glio della stregoneria.
Il bagaglio della stregoneria?
Noi non facciamo stregoneria, non facciamo niente. Tutto il
nostro lavoro muovere il punto di unione. Alla fine, l'essere
uno stregone una cosa che ti tiene intrappolato quanto l'es
sere Miss Alabama.>>

Una donna male in arnese, senza denti, si stava trascinando


verso di noi per venderei delle cartoline, la Pazza di Miracle
M ile. Ne presi una e le diedi un dollaro. La feci vedere ad Abe
lar, era una immagine di Gesti che rideva. Un momento raro,
mi disse.
GLI OSPITI ARRIVANO
<<C' rimasto qualcosa da esplorare in questo mondo? Dove?
tutto a priori, fatto ed esaurito. Siamo in lista per la vecchiaia,
ci attende come la magina, la malattia del fiume. Quando ero
un bambino ne avevo sentito parlare. Un male di ricordi e
memorie. Prende la gente che vive sulle sponde dei fiumi. Vie
ni preso da una brama che ti spinge a muoverti continuamente,
a vagare senza senso, all'infinito. Il fiume scorre, la gente dice
che il fiume vivo. Quando cambia il suo corso, non si ricor
da che una volta fluiva da oriente a occidente. Il fiume si scor
da di s. C'era una donna che andavo a visitare in una casa di
cura. Era li da quindici anni. Da quindici anni faceva i p repa
rativi per un party che aveva organizzato all'Hotel Coronado.
Restava sempre delusa; si preparava tutti i giorni, ma gli ospi
ti non arrivavano mai. A un certo punto mori. Chi lo sa, for
se quel giorno alla fine gli ospiti arrivarono.
LINDICE DEGLI INTENTI
<<Come devo dire che sei?
La sua voce divent untuosamente assurda. Era Fernando Rey,
il borghese narcisista, con un pizzico di Laurence Harvey.
<<Puoi dire che assomiglio a Lee Marvin.
Si stava facendo scuro a Roxbury Park. Si sentiva il rumore di
una palla da tennis contro un muro di cemento. <<Una volta

ktto su Esquire un articolo a proposito della stregoneria


t . r n rn in ile in California. La prima frase diceva: "Lee Marvin
! 1 . 1 paura". Quando le cose non vanno per il verso giusto, p uoi
. , 11t irmi: Lee Marvin ha paura.
1 r mettemmo d'accordo, l'avrei descritto come una persona
, m t retta su una sedia a rotelle, un torso con dei meravigliosi
1 1 H lllcherini. Aveva addosso del profumo di Bijan e lunghi
. q ll'i l i che incorniciavano delicatamente un volto somiglian
, , . . 1 Foucault da giovane.
o.., , oppi a ridere. <<Conosco una tipa, attualmente fa confe1 \ ' I I Ze su di me. Quando si sentiva depressa, aveva un trucco
l 'n usci me fuori. Si diceva: "Carlos Castaneda assomiglia a un
, .1 meriere messicano!" . Tutto qui. Questo bastava a tirarla su
d i morale. Carlos Castaneda assomiglia a un cameriere messi
' .mo! Si sentiva istantaneamente ricaricata. Non affascinan
t l'? Ceno un po' triste! Ma per lei era buono quanto il Prozac!
'i t avo sfogliando ancora i suoi libri e volevo chiedergli qualcosa
, i rca l' intento. Era uno dei concetti prevalenti e piu astratti del
loro mondo. Loro parlavano di intendere la libert, intendere
l 'energia del corpo, parlavano anche di intendere l' intento.
Non capisco cosa intendete per intento.>>
.: ru non capisci niente.>>
M i sentivo preso alla sprovvista. <<Nessuno di noi capisce nien
te! Noi non capiamo il mondo, al massimo lo maneggiamo,
ma lo maneggiamo in maniera meravigliosa. Quando dici
"non capisco" stai dicendo uno slogan. Non capirai mai nien
te all'inizio.>>
M i sentivo in vena di domande. Anche per la stregoneria esi
ste una "definizione comprensibile". Perch non me ne dava
una anche per "intento"?
!1"

Non posso dirti cosa sia l'intento. Non lo so neanch'io. Apri


un nuovo indice di categorie. Siamo catalogatori, tassonomi
sti; come ci piace fare delle classificazioni! Una volta don Juan
mi ha chiesto cosa fosse una universit, gli ho risposto che era
una scuola per insegnamento avanzato. Mi chiese cosa signi
ficava scuola per insegnamento avanzqto. Gli dissi che era un
posto dove la gente si riuniva per imparare. Lui mi chiese se
era un campo o un parco. Avevo capito. " Universit" ha un
significato diverso per un professore, per uno studente e per
chi paga le tasse. Non abbiamo idea di cosa sia una "univer
sit", un indice di categorie, come "montagna" o "onore". Tu
non hai bisogno di sapere cosa sia l'onore per andarci incon
tro. Allo stesso modo ti devi muovere verso l'intento. Fai del
l'intento un indice. Intento semplicemente la consapevolez
za di una possibilit, di una chance di avere una chance. una
delle forze perenni dell'universo che noi non utilizziamo mai:
agganciandoti all'intento del mondo dello stregone ti stai dan
do una chance di avere una chance. Non ti stai agganciando
al mondo di tuo padre, il mondo dell'essere sepolto un metro
sottoterra. Intendi muoverti verso il tuo punto di unione. In
che modo? Intendendo! Pura stregoneria!
Muoverti verso di esso, senza capire.
Esattamente! "Intento" solo un indice, assolutamente falla
ce, ma totalmente utilizzabile. Proprio come "Lee Marvin ha
paura".
POVERA BAMBINAGGINE
<ncontro continuamente della gente che muore dalla voglia
di raccontarmi le proprie storie di abusi sessuali. Un tipo mi
ha raccontato che, quando aveva dieci anni, suo padre gli ha

t l l nrato il cazzo dicendogli : "Questo serve a scopare!" . Que


htto lo ha traumatizzato per dieci anni! Ha speso migliaia
, !t dollari dagli psicoanalisti. Siamo cosi vulnerabili? Cazzate.
'. 1 . 1 1 110 in giro da cinque miliardi di anni! E come si definisce
' J I I L'I tipo? "Vittima di un abuso sessuale." Mierda. Siamo tut
l i dci poveri bambini. Don Juan mi ha costretto a esaminare
t i 111odo in cui mi relazionavo con la gente; volevo che si sen
l t \scro dispiaciuti per me. Questo era il mio "trucco numero
l t no" . Tutti abbiamo un trucco che impariamo molto presto e
, h c ripetiamo sino alla nostra morte. Se abbiamo molta imma
ginazione ne abbiamo due. Accendi la televisione e ascolta i
t alk show: dall'inizio alla fine tutta una sfilata di poveri bam
bini. Amiamo Gesti, sanguinante, inchiodato alla croce, il
nostro simbolo. Nessuno minimamente interessato al Cristo
risorto e asceso in Cielo. Vogliamo essere dei martiri, dei per
denti, non vogliamo aver successo. Poveri bambini che prega
no il povero bambino. Quando l'Uomo si messo in ginoc
chio, diventato lo stronzo che oggi.
.t"

CONFES S I O N I DI U NA PERSONA ASSU EFATTA


ALLA CONSAPEVOLEZZA
Da molto tempo Castaneda non ha piu a che fare con le dro
ghe psicotrope, sebbene queste abbiano avuto una parte fon
damentale nella sua iniziazione nel mondo del nagual. Gli ho
chiesto di parlarmene.
<<Essendo un maschio, ero molto rigido, il mio punto di unio
ne era inamovibile. Don Juan non aveva molto tempo da per
dere, cosi impieg dei mezzi estremi.>>
<<Per questo ti ha dato delle droghe? Per smuovere il tuo pun
to di unione?>>

Annui. Ma le droghe sono i ncontrollabili, come sulle mon


tagne russe.
Vuoi dire che a un certo punto eri capace di muovere il tuo
punto di unione e di sognare senza ausilio di droghe?
Certo! Ecco cosa stava facendo don Juan. Vedi, Juan Matus se
ne sbatteva di Carlos Castaneda. Era interessato ali'altro essere,
il corpo energetico, ci che gli stregoni chiamano il Doppio.
Era questo che lui voleva risvegliare. Tu usi il tuo Doppio per
sognare, per navigare nella seconda attenzione. l u i che ti
spinge verso la libert. "Ho fiducia che il tuo Doppio far il suo
dovere" , mi diceva. "Far di tutto per aiutarlo a risvegliarsi."
Avevo i brividi. Questa gente reale. Non vanno in giro a pian
gere per mammina. A piangere per una fghetta.>>
Eravamo in un piccolo caff all'aeroporto di Santa Monica.
Andai alla toilette per bagnarmi la faccia e ricapitolare i miei
pensieri. Mi guardavo allo specchio mentre pensavo al Dop
pio. Mi veniva in mente qualcosa che don Juan diceva a Casta
neda nell A rte di sognare. La tua passione saltare senza fare
capricci e senza premeditazione per spezzare le catene di qual
cun altro. Tornato da lui avevo un'altra domanda. Come
stata la prima volta che hai spostato il tuo punto di unione sen
za droghe?>> Lee Marvin era molto molto spaventato! Ride
va. Quando inizi a rompere le barriere della percezione nor
male, storica, pensi di essere ammattito. in quel momento
che hai bisogno del nagual, semplicemente per farti una risa
ta. Ridendo ti libera dalle tue paure.
'

IL SERPENTE PIUMATO
Li ho visti andare via, don Juan e il suo gruppo, un intero
stormo di stregoni. Se ne sono andati in un luogo libero da

ci che umano, dal coercitivo culto dell'uomo. Si sono


b ruciati dall'interno. Al momento di andarsene hanno fatto
1 1 ! 1 certo movimento, loro lo chiamano del "serpente piuma
l 1 >". Si trasformano in energia, persino le loro scarpe diventa
I l O energia. Fanno un ultimo giro, un passo, giusto per dare
per l'ultima volta un'occhiata a questo squisito mondo. Cavo
lo! Mi vengono i brividi, tremo! Un ultimo giro . . . un segreto
solo per i tuoi occhi.
Avrei potuto andarmene con lui. Quando don Juan parti mi
disse: "Devo usare tutto il mio fegato per andare. Tutto il mio
coraggio, la mia speranza, nessuna aspettativa. Per restare qui
ru avrai bisogno di tutta la tua speranza e di tutto il tuo corag
gio" . Feci un bel salto nell'abisso e mi risvegliai nel mio uffi
cio. Avevo interrotto il fluire della continuit psicologica.
Quello che si risvegli nel mio ufficio non poteva essere l' io
che conoscevo linearmente. Ecco perch sono il naguaL Il
nagual una non entit, non una persona. Al posto dell'ego
c' qualcos'altro, qualcosa di antico. Una cosa attenta, distac
cata, infinitamente meno compromessa con il S. Un uomo
con un ego guidato da desideri psicologici. Il nagual non ne
ha. Riceve ordini da qualche ineffabile fonte che non pu
essere discussa. Questa la comprensione fi nale: il nagual alla
fine, diventa una storia, una favola. Non offeso, geloso, pos
sessivo, non p u essere niente. Ma pu raccontare storie di
gelosia e possessione. Lunica cosa che un nagual teme la
"tristezza antologica". Non la nostalgia per i bei tempi anda
ti, questa egomania. La tristezza antologica qualcosa di
differente. una forza perenne che esiste nell'universo, come
la gravit, e il nagual la percepisce. Non uno stato psicolo
gico. una confluenza di forze che si uniscono per disturba1 1 1 1 to

re questo povero microbo che ha sconfitto l'ego. percepita


quando non ci sono piu attaccamenti. La vedi arrivare, poi te
la senti addosso. >>
LA SOLITUDINE DEL REPLICANTE VENUTO DA
LONTANO
Gli piacevano i film, almeno 1 0.000 anni fa. Quando veniva
no proiettati al Vista di Hollywood, mentre stava imparando
i criteri per essere morto. Lui non ci va piu, ma le streghe sf.
un diversivo dalle loro attivit bizzarre ed epiche, una sorta
di fare sesso sicuro sognando. Ma non esattamente.
Hai in mente quella bella scena in Biade Runner? Lo scritto
re non si reso conto di cosa ha scritto, ma ha fatto centro. Il
replicante alla fine sta parlando: "Ho visto cose che voi uma
ni non potreste nemmeno immaginarvi" , parla delle costella
zioni. "Ho visto navi da battaglia presso i bastioni di Orione."
Cose senza senso, vacuit. Questa per noi era l'unica parte che
non funzionava, perch era chiaro che lo scrittore non aveva
visto nulla di tutto ci. Ma quello che avviene dopo meravi
glioso. Sta piovendo e il replicante dice: "E se tutti quei
momenti si perdessero nel tempo. . . come lacrime nella piog
gia?" . Questa la vera, seria domanda per noi. Potrebbero esse
re solo delle lacrime nella pioggia, certo. Ma tu fai del tuo
meglio, signore. Fai del tuo meglio e se il tuo meglio non
abbastanza buono, mandalo affanculo. Se il tuo meglio non
abbastanza buono manda affanculo Dio stesso. "
APPUNTI A PI PAGINA PER FEMMINISTE
Prima che incontrassi Castaneda per l'ultima volta, mi ero pre
notato per vedere la misteriosa Caro! Tiggs a colazione. Venti

prima era saltata col gruppo di don Juan Matus nell'in


" ) n ito. Era inconcepibilmente ritornata, mettendo in moto
' ' 1 1 1 cro spettacolo itinerante di stregoni. Piu si avvicinava l'ap1 '1 1 1 \ l amento, piu mi sentivo a disagio. Ogni volta che faceva
t polino la Grande Domanda (dove cazzo sei stata questi die
1 .m ni?), la vedevo svanire. Mi sentivo sulla pista e vedevo
<
1 ro l Tiggs che mi salutava dalla cambusa. In un universo di
. l t dit, Tiggs e Castaneda sono due opposti energetici. Non
" l i l O su questo mondo come marito e moglie. Hanno doppia
, 1 1crgia, a chi riuscisse a vederli i loro corpi energetici appari
I Lhbero come due uova luminose invece di uno solo. Questo
1 1 o n li rende migliori della Donner-Grau o di Abelar o di non
' o chi altro, al contrario. D loro la possibilit di essere "due
' o l te stronzi" , come disse una volta Juan Matus. Sino ad ora
( :astaneda ha scritto esclusivamente sul mondo di don Juan,
mai sul suo. Ma L'arte di sognare emana la presenza oscura,
estranea di Caro! Tiggs, abbonda di racconti raccapriccianti
delle sue escursioni nella seconda attenzione, compreso il sal
vataggio precipitoso di "un essere senziente di un' altra dimen
sione" sotto forma di un angolosa ragazzina dagli occhi di
acciaio chiamata Blue Scout.
Stavo uscendo quando squill il telefono. Ero sicuro che fos
se Caro! Tiggs che cancellava l'appuntamento. Era la Donner
Grau. Le raccontai il sogno che avevo avuto quella mattina.
Ero con Castaneda in un negozio di oggetti da regalo chiamato
La Pista del Coyote. A lei non gliene fregava un cazzo! Mi dis
se che i sogni normali sono delle masturbazioni senza senso.
Brutta strega crudele!
<<Voglio aggiungere qualcosa, la gente mi dice che ho mollato
il femminismo, che permetto che il "leader" del nostro grup,,,,,j

'

po sia un uomo, don Juan. Che il nuovo nagual sempre un


altro uomo, Carlos Castaneda. Bene, la ragione per cui que
sti uomini fanno da "leader" una questione di energia, non
certo perch ne sanno di piu o perch sono migliori. I.:uni
verso veramente femminile, l'uomo viziato perch uni
co. Carlos ci guida nel sognare, non nelle nostre azioni nel
mondo.
Don Juan aveva una frase orrenda. Era solito dire che le
donne erano delle fighe scervellate; lui andava dritto alle
cose. proprio perch siamo scervellate che abbiamo faci
lit di sognare. I maschi sono totalmente rigidi. Ma le don
ne non hanno sobriet, struttura, contesto; nella stregone
ria sono gli uomini che provvedono a questo. Le femmini
ste si incazzano quando dico che le femmine sono intrinse
camente compiacenti, ma la verit! Questo perch noi
riceviamo la conoscenza direttamente. Non dobbiamo
girarci intorno con le parole, questo il processo maschile.
Sai cos' il nagual? Il mito del nagual? Che esistono illimi
tate possibilit per ognuno di noi di essere qualcosa di dif
ferente da quello che pensiamo di essere. Non devi seguire
la strada dei tuoi genitori. Che io ci riesca o meno imma
teriale.
SOLO PER I TUOI OCCHI
Avevo appena appeso la cornetta che il telefono squill di nuo
vo: Caro! Tiggs cancellava il suo a ppuntamento. Invece di sen
tirmi sollevato mi sentivo a terra. Avevo parlato con delle per
sone che erano state alle conferenze a Maui e in Arizona. Mi
avevano detto che era splendida, che prendeva gli astanti di
petto, si comportava come un Elvis cattivo. Mi spiace di non

, " l nt i incontrare, mi aveva detto. Almeno mi sembrava sin


1 . 1 . Ci tenevo.>>
"\ " n importa, ci incontreremo a una delle tue conferenze.>>
t l h , penso che non ne far per un bel po' . ,, Fece una pausa.
l l < l qualcosa per te.>>
\!on saranno mica i lampi delle tue tette?>>
l , 1 1 (> un attimo, poi scoppi a ridere. Qualcosa di piu dram
' ' L i t tco.>>
'wn rivo un nodo allo stomaco.
l o sai, hanno sempre sostenuto che esiste questa divisione tra
, m nte e corpo, questa mancanza di equilibrio, questo proble
l l l ;t "mente-corpo". Ma la vera dicotomia tra corpo fisico e
, orpo energetico. Moriamo senza neanche essere riusciti a sve
)'. l iare quel magico Doppio, e lui ci odia per questo. Ci odia
, osi tanto che potrebbe anche ucciderei. Questo il vero segre
l o della stregoneria, entrare nel Doppio per il volo astratto. Gli
' t regoni saltano nel vuoto della pura percezione col loro cor
I )O energetico.>>
Una nuova pausa. Mi chiedevo se avesse finito di parlare. Sta
vo per dire qualcosa quando sentii le mie parole bloccarsi tra
le guance.
<C' una canzone che don Juan amava molto, diceva che chi
l'aveva scritta era quasi arrivato al centro della faccenda. Don
J uan sostituiva una parola per renderla perfetta. Metteva
libert al posto di amore.>>
Quindi inizi una recita spettrale:
,

Si vive solo due volte


o cosi almeno sembra.
Una volta per te stesso

e una per i tuoi sogni.


Scivoli attraverso gli anni
e la vita ti sembra senza sorprese.
Finch un sogno appare
e libert il suo nome.
E libert uno sconosciuto
che ti fa un cenno.
Non pensare al pericolo
o lo straniero sparir.
Questo sogno per te
quindi pagane il prezzo.
Trasforma un sogno in realt*.
Rest in silenzio per un attimo. Mi augur sogni d'oro, ridac
chi come una strega e appese.
IL PRURITO DEL NAGUAL
Facendosi piu fredde le giornate diventava facile provare un
rimpianto, per tutto, anche per il Prozac. E se Castaneda non
si fosse inventato nulla? Se vero, saresti messo male.
Ci incontrammo per l'ultima volta sulla spiaggia vicino al
molo; era una giornata fredda. Mi disse che non poteva fer
marsi molto. Gli spiaceva che non avessi incontrato Caro!
Tiggs. Sarebbe stato per un'altra volta. Mi sentivo proprio un
povero bambino. Dannazione, voglio solo essere amato. Ave
vo paura come Lee Marvin .
E Gesu guard giu verso l a gente e disse: Sono cosf annoiato!.
*

You only live twice , di Barry-Bricusse, 1 967. Canzone d e l flm omo

nimo della serie James Bond, di Jan Flem i ng

[n.d.t.] .

sedemmo su una panchina che dava sugli scogli. Volevo


solo un momento. Qual l'ultima volta che hai
. , 1 1 t ito nostalgia?
\ f i rispose senza esitazione. Quando dissi addio a mio non
I lo . Era gi morto da molto tempo. Don Juan mi avverti che
, 1 . 1 l'ora di dire addio: mi stavo preparando per un lungo viag
i o , senza ritorno. "Devi dire addio perch non tornerai indie
l ro" , mi disse. Evocai mio nonno, lo vidi davanti a me in tut"'
1 i i dettagli. Una visione di lui totale. Aveva gli "occhi che dan
r.tvano". Don Juan mi disse: "Di' il tuo addio per sempre".
( :he pena! Era venuto il momento di ammainare la bandiera
c lo feci. Mio nonno divenne una storia. L:ho ripetuto migliaia
di volte.
l rn alla sua macchina. Sento un prurito nel mio p lesso
solare, molto eccitante. Mi ricordo che lo sentiva anche don
J uan e io non capivo cosa significasse. Ora lo so, vuoi dire che
presto verr il momento di partire. Si gratt con gusto.
1

1 1 . 1 1 renerlo,

una sensazione squisita!>>


Mentre guidava mi grid dal finestrino: Addio, illustre gen
tiluomo!.
LE LUCI SI ABBASSANO
Mi era arrivata la notizia di una loro conferenza a San Franci
sco. Avevo finito di scrivere sul soggetto, ma decisi di andarci
ugualmente. Di metterei un tappo sopra, per cosi dire. L audi
torium si trovava in un parco industriale a Silicon Valley. Il suo
aereo era in ritardo, quando arriv la sala era piena. Parl con
eloquenza per rre ore circa senza interruzioni. Rispondeva alle
domande sollecitamente, incitando e parando colpi. Nessuno
si muoveva. Verso la fine parl dell'uccisione dell'ego.

l t, , ,

l 1 1 t 1 1 . t 1 n . 1 1 1 1 1 a metafora per questo: " come quando

. 1 .t hlt..mo e i musicisti impacchettano i loro stru\; , , 1 1 L ' p i u tempo per danzare, tempo di morire".
! 1 1 .1 1 1 1.tt us diceva che c'era un tempo infinito e uno total
l l l l' l l t L' s e nza tempo. La contraddizione stregoneria. Vivete
h! Vivetela splendidamente! >>
U n giovane in sala si alz. Ma come possiamo farlo senza qual
cuno come don Juan? Come possiamo farlo senza aggregarci
a qualcuno?
<<Nessuno si aggrega a noi, non siamo guru. Non hai bisogno
di don Juan>t, disse enfaticamente. <<lo avevo bisogno di lui,
ecco perch te ne parlo. Se vuoi libert, hai solo bisogno di
decisione. Abbiamo bisogno di massa nel mondo, non voglia
mo farci delle seghe. Se ricapitolate, sarete in grado di racco
gliere energia, e noi vi troveremo. Ma avrete bisogno di mol
ta energia. E per arrivarci dovete tirare fuori le balle. Allora
sospendete il giudizio e afferrate l'opzione. Fatelo. Don Juan
diceva spesso: " Uno di noi uno stronzo. E non sono io". Fece
una pausa. "Questo quello che sono venuto a dirvi oggi".
La sala esplose in una risata, il pubblico si alz in piedi per
applaudirlo mentre lui usciva dalla porta posteriore.
Volevo corrergli dietro urlando: <<Per favore amami!. Se non
altro sarebbe stato divertente. Ma avevo dimenticato il mio
piattino di latta per le elemosine. Camminai nel buio vicino a
uno stagno. Un vento leggero scuoteva le fragili foglie sul bor
do. Mi torn alla mente una delle nostre conversazioni, stava
parlando di amore. Sentivo la sua voce e mi immaginavo nel
la cambusa mentre mi giravo lentamente per fronteggiare le
parole che mi venivano incontro.
Mi inammorai all'et di nove anni. Avevo veramente trovato

1 1 1. ,

1 1 1 1 1 1 1

' ' 1 1 1 ia met. Davvero. Ma non era destino. Don Juan mi dis
,

hc se la storia avesse avuto un seguito sarei stato statico,

' ' ' 1 1 nobile. Il mio destino era dinamico. Un giorno, questo
1 1 1 m re della mia vita, questa ragazzina di nove anni trasloc.
\ 1 i;l nonna mi disse di non essere codardo e di correrle dietro.
\ <>l evo bene a mia nonna ma non glielo avevo mai detto, per
h lei mi imbarazzava, aveva dei problemi di pronuncia. Mi
l h i amava "afor" invece di "amor". Era solo una questione di
. I l Cento straniero, ma ero molto giovane c non lo sapevo. Mia
I H>nna mi mise un mucchio di monete in mano. "Vai e pren
d i l a! La nasconderemo a casa nostra e la crescer io!" Presi i
-, oldi e andai. In quel momento l'uomo di mia nonna le bisbi
gl i qualcosa all'orecchio. Lei mi chiam con uno sguardo
vuoto. "Afor. . . mio piccolo caro", e si riprese i soldi. "Mi spia
ce ma i l tempo scaduto." M i dimenticai di questo episodio,
don Juan me lo tir fuori anni dopo. Mi ossessiona. Quando
sento il prurito, e l'orologio segna le dodici meno un quarto,
mi vengono i brividi! Tremo, ancora oggi!
"Afor. . . piccolo caro. Il tempo scadutO.>>
,

Intervista di Bruce Wagner (Details Magazine) .


Traduzione di Matteo G uarnaccia.

l nrorno all'una del pomeriggio il mio amico e io ci avviamo in


.tuto verso il campus della UCLA (Universit della California
presso Los Angeles) . Ci attendono piu di due ore di viaggio.
Seguendo le indicazioni di Castaneda, arriviamo senza diffi
colt alla guardiola situata all'ingresso del parcheggio dell'u
niversit-. Sono quasi le quattro meno un quarto. Ci fermiamo
in una zona sufficientemente ombreggiata.
Alle quattro in punto alzo lo sguardo e lo vedo avvicinarsi
all'auto. Castaneda indossa dei blue jeans e una giacca senza
tasche di color crema pallido, con il colletto della camicia sbot
tonato. Esco dall'auto e mi affretto a incontrarlo. Dopo le cor
tesie e i saluti formali, gli chiedo se posso usare il registratore.
Ne abbiamo uno in macchina, nel caso egli acconsenta. No,
meglio di no>>, risponde, stringendosi nelle spalle. Ci incam
miniamo insieme verso l'auto per prendere gli appunti, i tac
cuini e i libri.
Carichi di libri e di fogli, facciamo guidare Castaneda. Cono
sce bene la strada. Laggiu, dice, indicando con la mano, <<le
sponde del fiume sono particolarmente belle.
Sin dall'inizio, Castaneda stabilisce il tono della conversazio
ne e gli argomenti che di li a poco affronteremo. Mi rendo
subito conto dell'inutilit di tutte le domande che avevo pre
parato con tanta solerzia in vista del nostro incontro. Mi ave
va gi anticipato, durante la sua telefonata, che avrebbe volu
to parlare del progetto in cui era coinvolto e dell'importanza
delle sue ricerche.
La conversazione si svolge in spagnolo, una lingua che padro
neggia con fluidit e con un grande senso dell'umorismo.
Castaneda un maestro nell'arte del conversare. Parliamo per
sette ore, senza che il suo entusiasmo e la nostra attenzione

, , " ! '. ' ' ' " " ' (' ' ' "
.1

l ' i egli si seme a proprio agio, piu fa ricorso

" l ' ' ' h , o p rnsioni argentine quale gesto amichevole nei

con fronti, data la nostra comune origine argentina.


kbbo accennare che, per quanto il suo spagnolo sia corretto,
appare evidente che la sua lingua l'inglese. Sono molte le vol
te in cui ha fatto uso di espressioni e parole inglesi, cosi come
tipicamente inglese la struttura sintattica delle sue frasi.
Per tutto il pomeriggio Castaneda si sforzato di mantenere
la conversazione a un livello non intellettuale. Sebbene sia cer
tamente un accanito lettore e conosca le diverse correnti di
pensiero, non ha mai istituito raffronti con altre tradizioni del
passato o del presente. Ci ha comunicato gli <<insegnamenti
toltechi>> mediante immagini concrete, che ne hanno impedi
to, in virtu del loro esser tali, l'interpretazione speculativa. In
tal modo Castaneda non solo non ha contravvenuto alle indi
cazioni dei suoi maestri, ma ha pure dimostrato un'adesione
totale alla via da lui scelta. Semplicemente non ha voluto con
taminare il suo insegnamento con altre cose a esso estranee.
Poco dopo il nostro incontro, curioso di sapere le ragioni che
ci hanno spinto a conoscerlo. gi al corrente del libro d'in
terviste che ho in progetto di redigere. Al di l dei motivi pro
fessionali, insistiamo sull'importanza dei suoi libri, che mol
tissimo hanno influenzato non solo noi ma tanti altri. Siamo
profondamente interessati a conoscere l'origine del suo inse
gnamento. Nel frattempo, arriviamo alla sponda del fiume e
ci sediamo all'ombra degli alberi. Don Juan mi ha dato tut
to>>, comincia. Quando l'ho conosciuto, non avevo altri inte
ressi all'infuori dell'antropologia, ma dopo quei primi incon
tri sono cambiato. E quello che mi accaduto non lo scam
bierei per nessuna cosa al mondo!>>
1 1 m 1 rr

\vvertiamo costantemente la presenza di don Juan. Ogni vol


' ' che Castaneda lo rammenta, partecipiamo della sua profon
da emozione. Ci racconta come da don Juan avesse appreso
,kll'esistenza di una mirabile totalit in grado di fargli dono
di qualunque cosa in qualsiasi momento. <l concedere ine
'ti nguibile fa parte della sua natura>>, afferma Castaneda. Cosa
i n realt essa sia non rientra nell'ordine della spiegazione e rara
mente la si comprende, "semplicemente ".,,
l n Il secondo anello del potere Castaneda riferisce di una parti
colare caratteristica condivisa da don Juan e don Genaro e
assente in tutti gli altri. Egli scrive: Nessuno di noi dispo
sto a prestare totale attenzione all'altro come facevano don
Juan e don Genaro>>.
Il secondo anello del potere mi aveva lasciato molti quesiti irri
solti; il libro mi aveva colpito assai, soprattutto dopo la secon
da lettura. Su di esso, nondimeno, i commenti non erano sta
ti favorevoli, e io stessa nutrivo qualche dubbio. Gli dico che
tutto sommato preferisco Viaggio a lxtlan, anche se il motivo
mi oscuro. Castaneda mi ascolta e risponde alle mie parole
con un gesto che sembra tradire un "e io che c'entro con que
sto balletto di preferenze?". Continuo a parlare, alla ricerca di
motivi e spiegazioni.
Forse preferisco Viaggio a lxtlan per via dell'amore che vi ho
percepito.>> Castaneda storce la bocca. La parola amore non gli
va a genio. probabile che per lui il termine abbia una con
notazione romantica, sentimentale, troppo debole. Nel cerca
re di spiegarmi, sostengo che la parte finale del libro trabocca
d'intensit. Ecco>>, dice Castaneda. Sf, condivide quest'ulti
ma frase. <<Intensit, sf,,, continua, <<questa la parola giusta>>.
Sempre a proposito dello stesso libro, dico che secondo me

ben vedere, sembrano assurde. Non riesco pro


l ' ' t " .t ri n t racciarne una giustificazione. Castaneda si mostra
d '.tl cordo con me. vero, afferma, il comportamento di
quelle donne mostruoso e assurdo, tuttavia quella visione
stata necessaria perch io entrassi in azione. Castaneda aveva
bisogno di quello shock.
Senza un avversario non siamo n ulla, prosegue. Lavversa
rio appartiene alla forma umana. La vita guerra, contesa.
La pace un'anomalia.>> Riferendosi al pacifismo, lo definisce
una mostruosit, poich, secondo lui, gli uomini sono esse
ri il cui fine l'affermazione e la lotta.
Nell'impossibilit di trattenermi, gli dico che non posso accet
tare la similitudine tra pacifismo e mostruosit. E allora
Ghandi?, chiedo. Che ne pensa di Ghandi, per esempio?
Ghandi? Ghandi non un pacifista. Ghandi uno dei piu
straordinari combattenti che siano mai esistiti. E che combat
tente!
Solo ora capisco la peculiare importanza che Castaneda d alle
parole. Il pacifismo a cui si riferisce non pu essere un pacifi
smo dettato dalla debolezza, quello di coloro che non hanno
sufficiente coraggio per essere e di conseguenza per fare qual
cosa d'altro, quello di chi non fa n ulla perch privo di obiet
tivi o di energia nella vita; questo pacifismo riflette un atteg
giamento autoindulgente e edonista.
Con un gesto imponente che vuole includere tutta la societ
senza valori, volont o energia, egli ribatte: <<Tutti narcotizza
ti . . . nient'altro che edonisti!.
Castaneda non approfondisce oltre queste sue idee, e noi non
gli chiediamo di farlo. Mi pareva di aver capito che un aspet
to dell'estetica del guerriero prevedesse la sua liberazione dal.d,

t t t t t ' \t t ' l t t" ,

l.1 natura umana, ma gli insoliti commenti di Castaneda mi

' icmpiono di confusione. A poco a poco, tuttavia, comincio a


, api re che l'essere delle entit il cui fine l'affermazione e la
lotta riguarda il primo livello della scala evolutiva del guer
riero, il fondamento primo con cui egli costruisce il proprio
destino. Don Juan menziona sempre il buon <<tono di una
persona. Da qui inizia l'apprendimento, che prosegue poi in
.d tre direzioni. <<Non si pu passare dall'altra parte senza pri
ma aver ceduto la forma umana>>, afferma Castaneda.
Sottolineando altri aspetti del suo libro che ho trovato alquan
to oscuri, gli chiedo dei buchi che rimarrebbero impressi in
Loloro che hanno avuto figli.
.. vero, dice Castaneda, <<esistono differenze tra chi ha avu
t o dei bambini e chi non li ha. Per passare in punta di piedi di
l-onte all'aquila si deve essere interi. Una persona che abbia
dei "buchi" non riesce a passare.
l ,a metafora dell'aquila ci verr spiegata in seguito. Per adesso
basta solo un accenno, poich al momento un altro l'argo
mento al centro del nostro interesse.
Come si spiega l'atteggiamento di Dofia Soledad nei con
fronti di Pablito e quello della Gorda con le figlie?, chiedo
insistentemente. Riprendersi dai figli quell'energia che alla
nascita essi ci hanno portato via un qualcosa che non capi
vo fino in fondo.
Castaneda ammette di non esser stato abbastanza chiaro al
riguardo. Insiste, tuttavia, sulla differenza che esiste tra le per
sone che hanno generato e le altre.
lo, al pari di don Juan, dice, <<ho dei buchi, pertanto debbo
seguire il percorso. I Genaro, invece, hanno un altro modello
da seguire. I Genaro, per esempio, hanno una particolare ener-

, . ,- ,

d 1 , 1 1 1 noi d i kttiamo. Sono piu nervosi e rapidi nei movi

\o I lo molto incostanti, niente li trattiene. Don Gena


p.ru.o! Pazzo! Don Juan, a modo suo, un pazzo serio.
l >on J uan lento, ma copre lunghe distanze. Alla fine, arriva
no entrambi . . . Quelli che come la Garda e me hanno avuto
dei figli posseggono altre caratteristiche che compensano que
sto svantaggio. Si piu stabili e, quantunque la via possa esser
lunga e difficoltosa, si arriva ugualmente alla mta. In genera
le chi ha avuto dei figli sa come prendersi cura degli altri. Ci
non significa che gli altri non lo sappiano fare, ma diverso . . .
Di solito, non sappiamo cosa stiamo facendo; s i inconsape
voli delle nostre azioni e ne paghiamo le conseguenze. Un tem
po non sapevo cosa stessi facendo, esclama.
Quando nacqui, tolsi tutto a mio padre e mia madre, dice.
Erano tutti ammaccati! In seguito ho dovuto restituire loro
quell'energia che avevo sottratto. Adesso devo ricuperare la for
za che ho perduto.
Sembrerebbe che questi buchi> , che necessario tappare,
abbiano a che vedere con l'apparato biologico. Vogliamo sape
re se l'aver dei buchi un fatto cui non si pu porre rime
dio. <<No, ci risponde, <<S pu guarire. Niente irreparabile
nella vita. sempre possibile restituire ci che non ci appar
tiene e ricuperare ci che nostro.
Questa idea del ricupero coerente con il camminare l ungo il
Sentiero dell'apprendimento, che richiede, piu che il cono
scere o il praticare qualche tecnica, una profonda trasforma
zione individuale. Ha a che vedere con tutto: un coerente siste
ma di vita con obiettivi concreti e precisi.
Dopo un attimo di silenzio, gli domando se Il secondo anello
delpotere stato tradotto in spagnolo. Secondo Castaneda una
l l l l. l l t 1 . .

l" v

, tsa editrice spagnola ha gi acquisito i diritti, ma non sicu1< l se il libro sia stato ancora pubblicato.
l .a traduzione in spagnolo opera di Juan Tovar, un mio caris
-, i mo amico.>> Juan Tovar ha usato gli appunti in spagnolo che
lo stesso Castaneda gli ha fornito, appunti che taluni critici
hanno messo in dubbio.
\ .a traduzione in portoghese sembra esser molto bella.
vero>>, dice Castaneda. Questa traduzione stata fatta a par
t i re dalla versione francese. Certamente, molto ben riuscita.>>
l n Argentina stata proibita la pubblicazione dei suoi primi
due libri. Pare per le storie di droga che vi sono contenute.
( astaneda non ne era al corrente. Immagino che ci sia lo zam
pino della " Madre Chiesa".>>
All'inizio della nostra conversazione Castaneda ha ttto men
Iione dell' insegnamento tolteCO>>. Anche in Ii secondo anello
delpotere si parla dei toltechi>> e dell' essere un tolteco>>. Cosa
significa essere un tolteco?>> , gli domando.
Stando a Castaneda, la parola "tolteco" riveste un ampio signi
fcato. Solitamente si dice che qualcuno un tolteco come si
potrebbe dire che qualcuno un democratico o un filosofo.
Secondo il suo impiego del termine, questa parola non ha nul
la a che vedere con la sua accezione antropologica. Da una pro
spettiva antropologica, il termine connota una cultura india
del Messico centrale e meridionale, che gi si era estinta al tem
po della conquista e della colonizzazione spagnola dell'Ame
nca.
Tolteco colui che conosce i misteri del vedere e del sogna
re. La parola designa un piccolo gruppo che ha saputo man
tener viva una tradizione risalente a oltre 5000 anni.>>
Dal momento che sto lavorando al pensiero mistico e sono

particolarmente interessata a rinvenire l'origine delle diverse


tradizioni, chiedo ancora: <<Lei crede che la tradizione tolteca
offra degli insegnamenti che vanno incontro alla specifcit
americana?>>.
Non vi dubbio che il popolo tolteco mantenga viva una
tradizione che peculiare dell'America. Castaneda ammette la
possibilit che i primi uomini che attraversarono lo stretto di
Bering avessero portato con s alcuni elementi essenziali di
quella tradizione; questo per accadde molte migliaia di anni
fa e al momento non possiamo andar oltre la mera specula
ZIOne.
In L'isola del tona! don Juan parla dei nagual, di quegli uomi
ni di conoscenza>> che la conquista e la colonizzazione spagnola
non riuscirono a distruggere, vuoi perch l'uomo bianco era
ignaro della loro esistenza oppure perch non prestava atten
zione alle loro idee incomprensibili.
Chi sono i membri del popolo tolteco? Lavorano insieme?
Dove si incontrano?>>, chiedo.
Castaneda risponde a tutte le mie domande. Egli al momen
to responsabile di un gruppo di giovani apprendisti che vivo
no nella zona del Chiapas, nel sud del Messico. Si sono tra
sferiti in quella regione poich la donna che adesso insegna
loro abita laggiu.
<<Allora. . . ritornato?>>, sento l'urgenza di chiedergli , riferen
domi all'ultima conversazione tra Castaneda e le sorelline
riportata al termine di Il secondo anello del potere. Ha fatto
subito ritorno come la Gorda le aveva chiesto?>>
No, non sono ritornato subito, ma sono ritornato>> , mi
risponde, ridendo. Sono ritornato per terminare un compito
.
.
cut non posso rmunoare.>>
.

I l gruppo annovera all'incirca quattordici membri. Bench il

r 1 ucleo sia costituito di otto o nove persone, tutti sono indi


'llLnsabili per la buona riuscita del compito affidato a ciascu
l l o . Qualora ogni singolo membro sia sufficientemente impec
' abile, il gruppo pu aiutare un gran numero di persone.
" ( hto un numero magicO>>, dice d'un tratto. Sottolinea anche
d ruolo indispensabile degli ultimi roltechi nel continuare e
11 d mantener viva la tradizione. Non necessario che il grup
po sia numeroso, purtuttavia ogni singolo individuo che pren
da parte all'impresa collettiva svolge una funzione insostitui
hile per la sua buona riuscita.
" La Garda e io siamo responsabili dei nuovi arrivati. Beh . . . in
realt sono io il responsabile, ma lei mi di grande aiuto in
questo compito, spiega Castaneda.
Ci parla poi dei membri del gruppo che conosciamo dai suoi
l ibri. Ci racconta che don Juan era un indio yaqui, nativo del
lo Stato di Sonora. Pablito invece era un indio mixteco, Nestor
era mazateco (di Mazatlan, nella provincia di Sinaloa) e Beni
gno era tzotzil. Pio volte sottolinea che Josefna non era india
ma messicana e che uno dei suoi nonni aveva origini francesi.
La Garda, al pari di Nestor e don Genaro, era mazateca. La
prima volta che incontrai la Garda era una donna enorme,
abbrutita dalla vita, dice. Chi l'ha conosciuta in passato oggi
non la riconoscerebbe pio.
Vogliamo sapere in quale lingua comunica con le persone del
gruppo e qual la l ingua che impiegano generalmente tra di
loro. Gli rammento che nei suoi libri vi sono dei riferimenti a
taluni idiomi indios.
Comunichiamo in spagnolo perch la lingua che tutti noi
conosciamo, risponde. <noltre, n Josefna n la donna tal-

teca sono indie. Io conosco un po' il linguaggio nativo, frasi


isolate, come saluti e altre poche espressioni. Non certo suf
ficiente per sostenere una conversazione.>> Approfittando del
la sua pausa, gli domando se l'impresa in cui sono coinvolti sia
accessibile a tutti oppure abbia a che vedere con qualcosa riser
vato a pochi iniziati. Dal momento che le nostre domande
mirano a mettere in luce l'importanza dell'insegnamento tal
teco e il valore dell'esperienza del gruppo per il resto dell' u
manit, Castaneda ci illustra come ogni singolo membro di
quella piccola comunit abbia dei compiti specifici da assol
vere, vuoi nella regione dello Yucad.n, in altre zone del Messi
co oppure in altri luoghi.
Nell'adempiere i propri compiti, si vengono a scoprire sva
riate cose, che possono essere applicate a situazioni concrete
della vita di tutti i giorni. Non c' dubbio, si impara moltissi
mo. I Genaro, a esempio, suonano in una banda musicale che
consente loro di spostarsi in tutti i paesi lungo la frontiera.
Hanno quindi la possibilit di vedere e contattare molte per
sone. Ciascuno di noi, assolvendo fedelmente il proprio com
pito, trova sempre l'occasione di comunicare la conoscenza;
ci pu avvenire con una parola, con una piccola insinuazio
ne. Tutti gli esseri umani sono in grado di apprendere. A tut
ti si d la possibilit di vivere come guerrieri. Chiunque capa
ce di affrontare l'impresa del guerriero. L unico requisito il
valeria con intensit adamantina; ci significa che si deve esse
re irremovibili nel desiderare la totale libert. Non una via
facile. Noi tutti cerchiamo insistentemente delle scuse e adoc
chiamo la fuga. Ma anche qualora la mente riesca a deviare
l'attenzione, al corpo non sfugge nulla . . . il corpo impara con
facilit e rapidamente.>> E continua: Ii tolteco non pu spre-

are la sua energia in sciocchezze. Io ero una di quelle perso


ne che non pu fare a meno degli amici . . . Non riuscivo nep
p me ad andare al cinema da solo. Un giorno don Juan gli dis
'>e di abbandonare tutto, in particolar modo di separarsi da
quegli amici con cui non aveva nulla in comune. Per lungo
t empo egli si oppose all'idea, finch non prese la decisione.
Un giorno, arrivato a Los Angeles, fermai l'auto a un isolato
dalla mia abitazione e scesi a telefonare. Come al solito, anche
quella volta, la mia casa era affollata di persone. Chiesi a una
delle mie amiche di riempirmi una borsa con alcune cose e di
portarmela. Le dissi anche che si potevano spartire tra loro tut
to ci che avevo - libri, dischi, ecc. Naturalmente l'amica non
mi credette e lo consider un semplice prestito>>.
L'atto di disfarsi della biblioteca e dei dischi significa recidere
i legami con il passato, un intero mondo di idee ed emozioni.
< miei amici credevano che fossi diventato pazzo e continua
rono a sperare che rinsavissi. Non li vidi piu per dodici an ni.>>
Trascorso questo periodo, Castaneda li incontr di nuovo.
Avevano progettato un'uscita collettiva per l'ora di cena. Si di
vertirono molto; il cibo era abbondante e i suoi amici si ubria
carono.
<<Ritrovarmi con loro dopo tutti quegli anni fu il mio modo di
ringraziarli dell'amicizia che mi avevano offerto in passatO>>,
dice Castaneda.
<<Adesso sono tutti adulti. Tutti hanno la loro famiglia, i loro
figli . . . Era necessario nondimeno che li ringraziassi. Solo a quel
modo potevo interrompere definitivamente i miei legami con
loro e terminare una fase della mia vita.>>
probabile che gli amici di Castaneda non capiscano quello
che sta facendo, ma il voler manifestare loro la sua gratirudil

ne stato molto bello. La sua non era finzione, ma un atto sin


cero di riconoscenza verso la loro amicizia. Grazie a esso si era
affrancato interiormente da quel passato.
Parliamo poi d'amore, <<di quel sovente menzionato amore.
Castaneda ci riferisce alcuni aneddoti a proposito di suo non
no italiano, immancabilmente innamorato, e di suo padre:
Era cosi bohmien!. Oh, amore! Amore!, ripete svariate
volte. Tutti i suoi commenti tendono a distruggere le idee che
solitamente abbiamo dell'amore.
Mi ci voluto molto per imparare, continua. Anch'io ero
solito innamorarmi. Don Juan ha dovuto lavorar sodo per far
mi capire che dovevo interrompere certe relazioni. Il modo in
cui alla fine ruppi uno di questi rapporti fu il seguente: la invi
tai a cena in un ristorante. Come di consueto, cominciammo
a litigare; non mi risparmi n urla n insulti. Calmate le
acque, le chiesi se aveva dei soldi. Mi rispose che ce li aveva.
Ne approfittai per dirle che dovevo andare a prendere il por
tafogli o qualcosa del genere in auto. Mi alzai e non tornai piu.
Prima di uscire volli accertarmi che avesse sufficiente denaro
per prendere un taxi. Da allora non l'ho piu vista. Voi non mi
crederete, ma i toltechi conducono una vita molto ascetica.
Senza mettere in dubbio le sue parole, sostengo nondimeno
come questa affermazione, stando alla lettura di Il secondo anel
lo del potere, trovi ben poche conferme. Anzi)), sottolineo
ancor piu, credo che molte scene e atteggiamenti riferiti nel
suo libro abbiano un che di promiscuo)).
Come avrei potuto dirlo chiaramente?)), mi domanda. Dire
che i rapporti tra di loro erano casti era impossibile, in quan
to nessuno mi avrebbe creduto n tantomeno capito.))
Secondo Castaneda, noi viviamo in una societ molto "degra-

data". Di tutto ci di cui abbiamo parlato quel pomeriggio


molte cose non sono state comprese. Il fatto che lo stesso
Castaneda si vede obbligato a venir incontro a talune richie
ste editoriali, le quali, alle volte, pretendono da lui un lin
guaggio piu confacente al lettare medio.
<<La gente coinvolta in altre faccende, continua Castaneda.
<<L'altro giorno, per esempio, sono entrato in una libreria, qui
a Las Angeles, e mi san messo a sfogliare le riviste sul banco.
Ho scoperto che vi una gran quantit di pubblicazioni con
foto di donne nude . . . molte anche di uomini . Non so cosa dir
le. Una di queste fotografie ritraeva un uomo intento a ripa
rare un cavo elettrico in cima a una scala. Portava un elmetto
protettivo e una grossa cintura piena di arnesi. Tutto qui. Per
il resto era nudo. Ridicolo! Una cosa del genere non pu esser
vera! Una donna aggraziata . . . ma un uomo! A m di spie
gazione aggiunge che le donne hanno molta piu esperienza,
data la loro lunga storia in questo genere di cose. Un ruolo
come quello non lo si pu improvvisare.
la prima volta che sento dire che il comportamento delle
donne non improvvisato; davvero, la prima volta, affermo.
Dopo aver ascoltato le parole di Castaneda, siamo convinti che
per i toltechi il sesso un'immensa dissipazione delle energie
necessarie per il compimento di altre imprese. Si pu com
prendere, pertanto, la sua insistenza sulle relazioni totalmen
te ascetiche che i membri del gruppo mantengono tra di loro.
<<Secondo la prospettiva consueta, la vita che il gruppo con
duce e il genere di rapporti che i suoi membri intrattengono
sono un qualcosa di inaccettabile e inaudito. Nessuno vi cre
de. Io stesso ho impiegato lungo tempo per comprenderlo, ma
alla fne ho potuto verifcarlo di persona>>, dice.

Castaneda ci aveva detto poco prima che quando un indivi


duo mette al mondo un figlio perde una certa forza. Pare che
questa <<forza sia un'energia che i bambini sottraggono ai loro
genitori come conseguenza del semplice atto di nascere. Il
<<buco>> che si viene a formare nell'individuo deve essere tappa
to e risanato. necessario ricuperare la forza che andata per
duta. Ci dice anche che una relazione sessuale prolungata
destinata a incontrare il declino. In un rapporto, le differenze
si fanno progressivamente piu marcate, e di conseguenza ven
gono rifutate, a poco a poco, certe caratteristiche dell'uno o
dell'altro partner. Ai fini riproduttivi, finisce per essere scelto
l'aspetto dell'altro che piu gradito al partner, ma non esisto
no garanzie circa la bont di questa selezione. <<Dal punto di
vista della riproduzione, commenta Castaneda, la miglior
cosa affidarsi alla casualit>> . Castaneda si sforza affinch
comprendiamo meglio questi concetti, quantunque egli con
fessi che sono temi, questi, non ancora del tutto chiari a lui
stesso.
Castaneda ci descrive un gruppo i cui requisiti, stando all'uo
mo comune, appaiono estremi. Siamo molto interessati a sape
re da dove provenga tutta quella vitalit. <<In che consiste l'u
nico obiettivo del tolteco?>> Vorremmo cogliere il senso di ci
che Castaneda ci dice. <<Qual l'obiettivo che lei persegue?>>
Insistiamo sul portare il problema a un livello personale.
<<L obiettivo di abbandonare il mondo vivente; abbandonar
lo portandosi dietro ci che si , nient'altro che ci che si .
Don Juan si separato definitivamente dal mondo. Egli non
morto, perch i toltechi non muoiono. In Il secondo anello
delpotere la Gorda istruisce Castaneda riguardo alla dicotomia
ntlgual-tonal. Lo stato della seconda attenzione viene rag-

giunto solo dopo che i guerrieri hanno rimosso tutto ci che


sta sulla superficie del tavolo . . . la seconda attenzione fa sf che
le due attenzioni formino un'unit, che rappresenta l'intero di
ciascuno. Nello stesso l i b ro, la Gorda dice a Castaneda:
Quando gli stregoni apprendono il "sognare" riescono a uni
re insieme le loro due attenzioni e non accade piu che il cen
t ro spinga fuori . . . gli stregoni non muoiono . . . ci non sign ifi
ca che noi non moriamo. Noi non siamo niente, siamo gente
insulsa, stupida, n di qua n di l. Loro, al contrario, hanno
talmente unito le loro due attenzioni che, probabilmente, non
.
.
monranno mai>>.
Secondo Castaneda, l'idea che noi siamo liberi un'illusione
c un'assurdit. Egli si sforza di farci capire come il buon senso
ci inganni, in quanto la percezione ordinaria ci racconta solo
una parte della verit.
La percezione ordinaria non ci rende consapevoli dell'intera
verit. Vi ben altro al di l del semplice transitare sulla terra,
del nutrirsi e del riprodursi>> , afferma enfaticamente. Con un
gesto che interpreto quale allusione all'insensibilit dei tutto e
allo sconfinato tedio dell'esistenza quotidiana, ci domanda:
Che cos' tutto questo che ci avvolge? Il buon senso non
altro che la risultante di un lungo processo educativo che ci
impone quale unico strumento di verit la percezione ordina
ria. Larte della stregoneria consiste proprio nell' imparare a
smascherare e distruggere questo pregiudizio percettivo>>.
Castaneda sostiene che Edmund Husserl il primo occiden
tale che abbia ipotizzato la possibilit della Sospensione del
giudizio>>. In Idee per una jnomenologia pura e per una jloso
fia jnomenologica ( 1 9 1 3) , Husserl affronta il problema della
"epoch" o "riduzione fenomenologica". Il metodo fenome-

nologico non vuoi negare, ma solo "porre tra parenresi" que


gli elementi su cui si fonda la nostra ordinaria percezione.
Castaneda afferma come la fenomenologia gli abbia offerto la
struttura teoretico-metodologica cui ricorso per apprendere
gli insegnamenti di don Juan. Secondo questa disciplina, l' at
to del conoscere dipende dall'intenzione, non dalla percezio
ne. Quest'ultima sempre soggetta alle mutazioni storiche,
vale a dire alla conoscenza acquisita dall'individuo che, inevi
tabilmente, si trova a vivere in una determinata cultura. Il prin
cipale imperativo del metodo fenomenologico : verso le cose
stesse.
Il compito che don Juan mi aveva affidato, dice, consiste
va nell'incrinare, a poco a poco, i pregiudizi percettivi, fino ad
arrivare a una loro completa rottura>> . La fenomenologia
sospende>> il giudizio e pertanto si limita alla descrizione del
puro atto intenzionale. In questo modo, per esempio, costrui
sco l'oggetto "casa". Il rimando fenomenologico assai mode
sto. Ci che lo trasforma in qualcosa di concreto e specifico
!"'intenzione".
Non vi sono dubbi che la fenomenologia abbia per Castane
da un semplice valore metodologico. Husserl non ha mai tra
sceso l'aspetto teoretico e, di conseguenza, non ha indagato
l'essere umano nel suo vivere quotidiano. Per Castaneda la
massima mta sinora raggiunta dall'occidentale, dall'europeo,
l'uomo politico. Costui l'epitome della nostra civilt. <<Don
Juan>>, dice, con i suoi insegnamenti ha aperto la porta affin
ch un'altra specie piu interessante di uomo si affacci sulla sce
na: un uomo che tuttora soggiorna in un mondo, in un uni
verso magico>>.
Riflettendo sul concetto di "uomo politico", mi viene in men-

I L' u n
l

libro di Eduard Spengler, Forme di vita, ove si sostiene

hc l'agire del politico intessuto di rapporti di potere e di

rivalit. Costui l'uomo del dominio, il cui potere tende a


L ontrollare e il mondo nella sua densa realt e gli esseri che vi
.1birano.
I l mondo di don Juan, invece, un mondo magico popolato
d i entit e di forze.
" La grandezza di don Juan)), dice Castaneda, << che per quan
to nella realt usuale egli apparisse un folle, nessuno stato in
grado di percepirlo. Al mondo don Juan offriva un volto che
non poteva che esser temporale . . . un'ora, un mese, sessant'an
n i . Nessuno sarebbe riuscito a prenderlo alla sprovvista! In que
sto mondo don Juan era impeccabile, perch consapevole del
la fugacit delle cose che vi appaiono e . . . beh . . . della bellezza
avvenire! Don Juan e don Genaro amavano intensamente la
bellezza>>.
La percezione e il concetto che don Juan ha della realt e del
tempo sono indubitabilmente assai diversi dai nostri. Se nel
l'ambito dell'esistenza quotidiana don Juan sempre impec
cabile, ci non impedisce di esser consapevoli che da questa
parte)) tutto , in ultima istanza, fugace.
Castaneda prosegue descrivendo un universo polarizzato in
due estremi: il lato destro e il lato sinistro. Il lato destro corri
sponderebbe al tona! e quello sinistro al nagual.
In L'isola del tonal don Juan racconta a Castaneda di queste
due met della bolla della percezione. Egli afferma che il
compito piu importante del maestro quello di ripulire meti
colosamente una parte della <<bolla)), e poi di riorganizzare <<tut
to ci che c')) dall'altra parte. Il maestro impegnato in que
sta opera incessante di apprendimento fino a quando l'intera

sua visione del mondo non si depositi in una met della bol
la. L'altra met, rimasta pulita, pu pertanto venir ricuperata
a quella che gli stregoni chiamano volont.
Chiarire tutto ci molto difficile, data l'inadeguatezza delle
parole di fronte a un compito cosi estremo. In realt, la parte
sinistra dell'universo <<prevede l'assenza delle parole>> e senza le
parole non possiamo pensare. Si danno soltanto azioni. In
questo altro mondo>>, dice Castaneda, il corpo ad agire. Il
corpo non ha bisogno di parole per capi re.
Nell'universo magico - come viene chiamato - di don Juan,
esistono alcune entit, descritte come alleati o ombre pas
seggere, che possono essere catturate svariate volte. Per chia
rire questo insolito tipo di cattura vengono presentate nume
rose spiegazio n i , ma, secondo Castaneda, non vi sono dubbi
che questi fenomeni abbiano a che vedere con l'anatomia uma
na. L'importante l'essere consapevoli dell'esistenza di un'in
tera gamma di spiegazioni che rendono ragione di queste
ombre passeggere.
Gli chiedo, a questo punto, della conoscenza con il corpo di
cui parla nei suoi libri. Lei considera l'intero corpo uno stru
mento di conoscenza?>>
<<Sicuramente! Il corpo conosce, mi risponde. A m di esem
pio, Castaneda parla delle numerose possibilit racchiuse in
quella parte della gamba che si trova tra il ginocchio e la cavi
glia, ove potrebbe risiede un centro della memoria. Pare anche
che si possa imparare a utilizzare il corpo per catturare le
ombre passeggere. L'insegnamento di don Juan trasforma il
corpo in uno scanner elettronico, dice, ricercando la parola
spagnola che renda quest'immagine. Il corpo avrebbe la facolt
di percepire vari e distinti livelli di realt che, a loro volta, rive-

lt:rebbero configurazioni, anch'esse distinte, di materia. Per


Castaneda, pertanto, il corpo ha capacit di movimento e di
percezione di cui la maggior parte di noi all'oscuro. Mentre
si alza e indica il piede e la caviglia, ci parla delle possibilit
insite in questa zona del corpo e di quanto poco sappiamo di
rutto ci. Nella tradizione tolteca>>, afferma, l'apprendista
viene addestrato a sviluppare queste facolt>>.
Rit1ettendo sulle parole di Castaneda, penso alle analogie con
lo yoga tantrico e con i vari centri o chakras attraverso i quali
il discepolo raggiunge lo stato del risveglio. Nel libro IL circo
lo ermetico di Miguel Serrano si parla dei chakras come di <<cen
tri di consapevolezza>>. Sempre nello stesso volume, l'autore
riporta una conversazione avuta da Cari Jung con un capo pue
blo chiamato Ochwian Biano o Lago della Montagna. Mi
parl degli uomini bianchi come di individui in perenne agi
tazione, sempre alla ricerca di qualcosa da afferrare . . . Secondo
Ochwian Biano, l'uomo bianco un folle; difatti solo i folli
pretendono di pensare con la testa. Questa affermazione del
capo indiano suscit in me una grande sorpresa e pertanto gli
chiesi con che cosa lui pensasse. Mi rispose, "con il cuore". ,,
Il sentiero della conoscenza del guerriero molto lungo e
richiede una totale dedizione. Il guerriero ha un obiettivo con
creto che persegue con intento puro.
Qual l'obiettivo?>>, insisto nuovamente. Pare che esso con
sista nello spostarsi consapevolmente dall'altra parte, attraver
sando il lato sinistro dell'universo.
Si deve tentare di avvicinarsi il piu possibile all'aquila, evi
tando che essa ci divori. Cobiettivo>>, dice, sgusciare via in
punta di piedi passando per il lato sinistro dell'aquila>>.
Non so se voi sapete>>, prosegue, cercando di chiarirci meglio

l'immagine, che esiste un'entit chiamata l'aquila dei tolte


chi. Il veggente la vede come un'immensa oscurit che si esten
de all'infinito; un immenso nero cupo attraversato da lame di
luce. chiamata l'aquila perch ha ali e dorso neri e il petto
luminoso.
<..: occhio dell'entit non umano, n essa conosce piet. Tut
to ci che vivente riflesso nell'aquila. Questa entit rac
chiude in s tutta la bellezza che l'uomo in grado di creare
cosi come tutta la bestialit che esula dalla natura umana. Il
lato umano dell'aquila immensamente piccolo rispetto a tut
to il resto. La massa, le dimensioni e l'intensit del suo nero
sovrastano difatti, in maniera incommensurabile, quel poco
che la sua parte umana. I.: aquila, continua, attrae a s tut
te le creature un tempo viventi e ora morte, che subito scom
paiono, in quanto essa si nutre della loro energia. I.: aquila un
immenso magnete che raccoglie queste fiammelle e poi le con
suma.
Mentre Castaneda procede nel suo racconto, le mani e le dita
imitano il beccare vorace di un'aquila. Vi riferisco solo ci che
affermano don Juan e gli altri. Sono tutti stregoni e streghe!,
esclama. <<Tutti loro sono coinvolti in una metafora che mi
incomprensibile. Chi "il padrone" dell'uomo? Chi che ci
reclama?, si domanda. Ascolto attentamente e mi trattengo
dal chiedere. Avverto che siamo entrati in un dominio ave tut
to possibile.
<l padrone dell'uomo non pu essere un uomo>>, dice. Pare
che i toltechi chiamino <<padrone>> lo <<stampo umano>>. Tutte
le cose - piante, animali, esseri umani - hanno uno <<stampo>>.
Lo <<Stampo umano>> identico per tutti gli uomini. <l mio
stampo e il vostro>>, spiega, <<sono i medesimi, eppure, in ognu-

di noi, essi si manifestano e agiscono in una forma specif


l a , a seconda dello sviluppo dell'individuo)) .
Riflettendo sulle parole di Castaneda, interpretiamo lo Stam
po umano>> come ci che tiene unita la forza della vita. La for
ma umana)), invece, potrebbe essere ci che ci impedisce di
vedere lo stampo. A quanto pare, qualora non perdiamo la
,. forma umana)), ci neghiamo il cambiamento.
l n Il secondo anelLo del potere, la Garda istruisce Castaneda a
proposito dello <<Stampo umano>> e della forma umana>>. Il pri
mo viene qui descritto come un'entit luminosa, e Castaneda
rammenta come don Juan lo considerasse la fonte, l'origine
dell'uomo>>. La Garda, con il pensiero rivolto a don Juan, si
ricorda che egli le aveva derto: Se abbiamo abbastanza pote
re personale, possiamo intravedere lo stampo, anche se non si
stregoni. Quando ci accade, diciamo di aver visto Dio.
Chiamarlo Dio - diceva - la verit, perch lo stampo Dio)).
Piu volte, quel pomeriggio, ritorniamo sul tema della forma
umana)) e dello stampo)) dell'uomo. In qualunque prosperti
va lo si inquadri, sempre piu diviene evidente come la forma
umana)) rappresenti, dell'individuo, il guscio duro.
Questa forma umana>>, dice, come una coperta che ci rico
pre dalle ascelle ai piedi. Sotto la coperta c' una candela che
brilla intensamente finch la sua fiamma non si esaurisce del
tutto. Quando ci avviene perch si muore. A quel punto
l'aquila sopraggiunge e divora la forma)).
d veggenti)), continua Castaneda, sono coloro in grado dive
dere l'essere umano come un uovo luminoso. All'interno di
questa sfera di luce vi una candela accesa. Se il veggente vede
che la candela piccola, per quanto la persona appaia forte,
significa che essa giunta oramai al termine>>.
110

Castaneda ci aveva detto poc'anzi che i tolrechi non muoiono


mai, giacch l'essere tali implica l'aver perduto la forma uma
na. Solo allora capiamo: se il tolteco ha perduto la propria for
ma, non vi nulla che l'aquila possa divorare. chiaro ormai,
e Castaneda ha fugato qualsiasi nostro dubbio al riguardo, che
tanto i concetti di <<padrone>> dell'uomo e di Stampo umano
quanto l'immagine dell'aquila si riferiscono alla medesima
entit o sono, tuttavia, intimamente connessi.
Alcune ore piu tardi, seduti a mangiare degli hamburger in una
caffetteria all'angolo tra il Westwood Boulevard e un'altra via
di cui non ricordo il nome, Castaneda ci racconta la sua espe
rienza legata alla perdita della forma umana. Stando a quello
che ci dice, la sua non stata cosi intensa come l'esperienza
vissuta dalla Corda, che aveva avvertito dei sintomi analoghi
a quelli di un infarto. (In Il secondo anello del potere, la Corda
racconta a Castaneda che, una vol ta perduta la forma umana,
cominci ad apparirle un occhio dinnanzi a lei. Quell'occhio
l'accompagnava ovunque andasse e quasi la stava per condur
re alla pazzia. A poco a poco ci fece l'abitudine, finch, un gior
no , l'occhio divenne parre di lei. Quando sar davvero infor
me, non vedr piu l'occhio; l'occhio diverr me stessa . . . .)
Nel mio caso, dice Castaneda, S verificato un semplice
episodio di iperventilazione. In quel momento ho sentito una
forte pressione: la testa stata attraversata da un flusso di ener
gia, che poi si trasferito al petto e allo stomaco fn giu lungo
le gambe, scomparendo infine dalla gamba sinistra. Tutto qui.
Per tranquillizzarmi, continua, sono andato dal medico, che
non ha rilevato alcunch. Mi ha solo consigliato di respirare
dentro un sacchetto di carta al fine di ridurre la quantit di
ossigeno e di prevenire fenomeni di iperventilazione.

Secondo i toltechi, dobbiamo restituire all'aquila ci che le


appartiene, o perlomeno ripagarle in qualche modo il debito.
Sappiamo oramai, dalle descrizioni di Castaneda, che l'aquila
il nostro padrone e che in essa stanno tanto la bellezza e la
nobilt quanto l'orrore e la ferocia che dimorano in tutto ci
che . Perch l'aquila il padrone dell'uomo? <<Perch si nutre
del richiamo della vita, dell'energia vitale che si libera da tut
to l'esistente.)) E, imitando con le mani il beccare dell'aquila,
con il braccio ripulisce lo spazio tutt'attorno. <<Proprio cosi!
Essa divora ogni cosa! Il solo modo di sfuggire la voracit del
la morte un atto inevitabile e irrefutabile: si tratta della rica
pitolazione. >>
In cosa consiste?>>, domando.
Si comincia con il compi lare una lista di tutte le persone cono
sciute nel corso della propria vita>>, risponde, una lista di tut
ti coloro che, in un modo o nell'altro, ci hanno costretti a met
tere in gioco il nostro ego (quel centro di crescita personale che
piu innanzi verr raffigurato come un mostro dalle tremila
teste) . Dobbiamo richiamare alla memoria tutti quelli che
hanno preso parte alla nostra vita, affinch si possa entrare nel
gioco di "a-loro-piaccio-a-loro-non-piaccio". Un gioco che a
null'altro attiene se non al nostro vivere scombussolato ... Un
semplice leccarsi le proprie ferite!>>
La ricapitolazione deve essere totale>>, continua, si prosegue a
ritroso dalla Z alla A, partendo dal momento presente fino a
retrocedere alla prima infanzia, all'et di due o tre anni, e anche
prima qualora sia possibile. Tutto ci che abbiamo vissuto, a
partire dalla nascita, si impresso nei nostri corpi. La "ricapito
lazione" richiede un forte addestramento della mente>>.
<<Ci pu descrivere meglio questa <<ricapitolazione))?)), chiedo.

Si riportano alla superficie le immagini del nostro vissuto e,


trattenendole dinnanzi a s, con un movimento da destra ver
so sinistra della testa si soffiano via i n modo da eli minarle dal
campo visivo . . . Il respiro magico, aggiunge.
Con la fine della ricapitolazione terminano anche tutte le
abitudini, i giochetti e i sentimenti personali. Pare che alla fine
siamo consapevoli dei nostri inganni e che non vi sia alcun
modo di mettere in gioco l'ego senza subito accorgersi che stia
mo barando. Grazie alla <<ricapitolazione personale>> ci possia
mo affrancare da qualsiasi cosa. A questo punto ri mane solo il
compito, con tutta la sua semplicit, la sua purezza e la sua
crudezza.
La "ricapitolazione" accessibile a chiunque, ma richiede una
volont inflessibile. Nel caso indugiamo, siamo perduti, per
ch l'aquila far di noi il proprio cibo. Entro il suo dominio
non si d alcuno spazio riservato al dubbio. Nel primo libro,
A scuola dallo stregone, si legge: "Ci che devi apprendere
come arrivare alla fessura tra i mondi e come entrare nel mon
do di l. . . esiste un luogo dove i due mondi si uniscono sovrap
ponendosi. L la fessura. Essa si apre e si chiude come una
porta sbattuta dal vento. Per arrivarci un uomo deve esercita
re la propria volont, deve, cio, possedere un desiderio indo
mabile, una dedizione totale. E lo deve fare senza l'aiuto di
alcun potere e di chicchessia. . . ". Non so come spiegarlo, ma
nell'adempimento e nella dedizione al compito si deve essere
impulsivi senza veramente esserlo, poich il tolteco un uomo
libero. Il compito pretende la nostra totale attenzione, eppu
re ci libera. Capisce? So che paradossale e in quanto tale dif
ficile da comprendere>>.
<<A questa ricapitolazione, tuttavia>> , continua Castaneda,

m utando il tono della voce e la pastura, Si debbono aggiun


gere delle "spezie". La caratteristica di don Juan e dei suoi
"compagni" era la loro vol ubilit. Grazie a lui ho smesso d
essere noioso e pedante. Don Juan non era n serioso n for
mab). Nonostante l'austerit del compito cui sono chiamati
c' sempre spazio per l 'umorismo.
Al fine di illustrarci con esempi concreti il modo in cui don
Juan impartiva i suoi insegnamenti, Castaneda ci riferisce un
episodio molto interessante. Egli era un accanito fumatore e
don Juan aveva deciso di curarlo.
Fumavo tre pacchetti al giorno, uno dopo l'altro! Non ne ero
mai sprovvisto. Come vedete, adesso non ho tasche)), dice,
mostrando la giacca che difatti ne priva. Le ho eliminate
perch i l mio corpo non abbia la possibilit di avvertire alcun
ch sul lato sinistro, un qualcosa che potrebbe rammentargli
l'antico vizio. Eliminando i l pacchetto, ho eliminato anche l'a
bitudine di portarmi le mani in tasca. ))
Una volta don Juan mi disse che avremmo trascorso alcuni
giorni sulle colline del Chihuahua e si raccomand che non
dimenticassi di portare le sigarette. Mi consigli anche di non
superare la provvista di due pacchetti al giorno. Presi quindi i
pacchetti, solo che invece di 20 ci misi dentro 40 sigarette. Feci
delle belle confezioni, che poi avvolsi in fogli d'alluminio per
proteggerle dagli animali e dalla pioggia. Riempito lo zaino
dell'occorrente, ci avviammo verso le col line. Mentre cammi
navo ero solito accendermi una sigaretta dietro l'altra, facen
do fatica a respirare. Don Juan, invece, mostrava uno straor
dinario vigore. Non riuscendo a tenergli il passo, ogni tanto si
fermava e mi osservava fumare. Mai avrei avuto la pazienza che
ha avuto con me!)), esclama. Alla fine giungemmo sopra un

altopiano circondato da dirupi e ripidi pendii. Don Juan mi


disse allora di provare ad attraversarlo. Per un po' stetti a misu
rare con lo sguardo l'intera distanza finch non mi decisi a
rinunciarvi. Mai ci sarei riuscito!
Continuammo a camminare per svariati giorni, quando un
mattino mi svegliai e subito mi precipitai a cercare una siga
retta. Dove erano i miei bei pacchetti? Cercai ovunque, ma fu
i nutile. Una volta sveglio, chiesi a don Juan cosa mi stesse acca
dendo. "Non ti preoccupare",,, mi disse, <<"sicuramente venu
to un coyote e li ha portati via, ma non possono essere lonta
ni. Guarda qui! Ci sono le tracce del coyote!">>
<<Passammo tutto il giorno a inseguire le tracce del coyote con
la speranza di trovare i pacchetti. D'un tratto, don Juan, fin
gendo di essere un vecchietto decrepito, si accasci in terra e
cominci a lamentarsi. "Questa volta sono sicuro di non far
cela. . . Sono vecchio . . . Non ce la faccio piu . . . " Mentre parlava,
si prese la testa tra le mani, agitandola forsennatamente.>>
Castaneda ci racconta l'intera storia imitando i gesti e il tono
di voce di don Juan. uno spettacolo vederlo! Ci dice anche
che don Juan era solito ricorrere alle sue capacit istrioniche.
Dopo tutto quel vagare>>, continua Castaneda, <<credevo fos
sero trascorsi l O o 12 giorni. Oramai non mi importava piu
nulla delle sigarette! cosi che ho perso la voglia di fumare.
Avevamo percorso una lunga distanza camminando come
indemoniati! Quando fu la volta di ritornare, don Juan non
ebbe alcuna difficolt a ritrovare la via. Ci dirigemmo diretta
mente in citt. Adesso non avvertivo piu il bisogno di com
prare le sigarette. Da quell'episodio>>, dice con una vena di
nostalgia, <<sono trascorsi quindici anni>>.
<<La regola del non-fare>>, commenta, << esattamente l'opposto

della routine. Le abitudini, come il fumare ad esempio, sono


quelle cose che ci riducono in catene . . . aderendo alla regola del
non-fare, al contrario, si pu dischiudere qualsiasi possibilit>>.
Rimaniamo in silenzio per un po'. Alla fine mi decido a chie
dergli di Dona Soledad. Gli dico quanto ella mi abbia colpito
per la sua figura grottesca; proprio al pari di una strega. Dona
Soledad india>>, mi risponde. La storia della sua trasformazio
ne ha un che di incredibile. Aveva impegnato cosi tanta forza di
volont in quella trasformazione che alla fine ci era riuscita. A
motivo di quell'estrema volont aveva anche sviluppato un
orgoglio troppo smodato. Proprio per questa ragione non credo
che possa sgusciare in punta di piedi attraverso il lato sinistro
dell'aquila. Comunque sia, fantastico quello che riuscita a
tre con le sue sole forze! Non so se Lei ricorda chi era prima . . .
era l a "mammina" di Pablito. Non faceva altro che lavare i pan
ni, i piatti, stirare . . . dare da mangiare a questo e quello.>>
Nel riferirei la sua storia, Castaneda imita con gesti e movi
menti una vecchietta. Dovreste vederla ora>>, continua. Dona
Soledad una donna giovane e robusta. Quando la si incon
tra incute timore! Dona Soledad ha impiegato serre anni per
fare la "ricapitolazione". Si infrarr in una caverna e ci rimase
fin quando non ebbe terminato. Fu rutto ci che fece in sette
anni. Sebbene non possa sgusciare oltre l'aquila>>, dice Casta
neda pieno di ammirazione, non ritorner mai piu a essere la
poveraccia che era>>.
Dopo una pausa, Castaneda ci rammenta che, tuttavia, don
Juan e don Genaro non sono piu con loro.
<<Adesso tutto diverso>>, afferma Castaneda con nostalgia.
<<Don Juan e don Genaro non ci sono piu. Ora, con noi, c' la
Donna Tolteca. lei a chiederci di adempiere i compiti. La

Gorda e io li eseguiamo insieme. Anche gli altri hanno dei


compiti da assolvere; compiti diversi , come diversi sono i luo
ghi d'azione.
Secondo don Juan le donne hanno piu talento degli uomini.
Hanno una maggiore sensibilit. Rispetto agli uomini, inol
tre, si logorano e si stancano di meno. Per questo don Juan mi
ha lasciato nelle mani di una donna. Mi ha lasciato nelle mani
di uno dei lati dell'unit uomo-donna. In parricolar modo mi
ha lasciato nelle mani delle sorelline e della Gorda.>>
La donna che ora ci insegna non ha nome. semplicemente
la Donna Tolreca.>> (Alcuni mesi dopo, la Gorda - Maria Tena
- mi avrebbe chiamato per recapitarmi un messaggio di Casta
neda. Durante la conversazione mi avrebbe detto che la Signo
ra Tolteca si chiama Dona Florinda e che una donna molto
raffinata, vivace e inquietante. Ha un'et di circa 50 anni.)
La Signora Tolteca la responsabile di tutto. Gli altri, la Gor
da e io non contiamo nulla.>> Chiediamo a Castaneda se lei sa
di questo nostro incontro e di altri suoi progetti.
La Signora Tolteca sa tutto. stata lei a mandarmi a Los Ange
les per parlare con voi>>, risponde, volgendo la sua attenzione
verso di me. <<Lei sa dei miei progetti e del fatto che andr a
New York.
<< giovane o vecchia?>>, gli chiediamo. una donna molto
forte. I suoi muscoli si muovono in maniera assai insolita. Non
piu giovane, bench sia una di quelle persone che risplen
dono della forza del loro temperamento.>>
Non facile, a quanto pare, descriverne l'aspetto. Nel tentati
vo, Castaneda cerca un raffronto , rintracciandolo in uno dei
personaggi del film Il gigante.
<Ni ricordate>>, ci chiede, quel film con James Dean e Eliza-

beth Taylor? La Taylor vi svolge il ruolo di una donna matu


sebbene in realt sia molto giovane. Ecco, la Donna Tolte
c a mi provoca la stessa impressione! Il volto come quello di una
donna attempata ma con un fisico ancora giovane. Potrei ag
gi ungere anche che recita come una donna anziana>>.
<<Conoscete il National Enquirei?>>, seguita casualmente. Ho
dato l'incarico a un mio amico di Las Angeles di conservar
mene le copie, che poi mi leggo quando sono in citt. l'u
n ica cosa che leggo qui . . . Proprio in uno degli ultimi numeri
ho visto alcune foto di Elizabeth Taylor. Non vi sono dubbi
che adesso sia ingrossata!>>
Castaneda vuole forse farci intendere che l'unica cosa che leg
ge il National Enquirer? difficile immaginare che un gior
nale scandalistico sia la sua fonte di informazioni.
Quel commento, in certo qual modo, compendia il suo giu
dizio circa l'eccessiva produzione di notizie che caratterizza la
nostra epoca. Esso vuoi essere anche un verdetto nei confron
ti dei valori dell'intera nostra cultura occidentale. Tutto ormai
al livello del National Enquirer.
Niente di ci che ha detto Castaneda quel pomeriggio stato
casuale. I diversi frammenti di discorso che ci ha offerto han
no avuto come obiettivo quello di suscitare in noi una deter
minata impressione. Data questa finalit, nessuna cosa che ha
detto stata priva di senso; ci che a lui premeva era il tra
smetterei la verit di fondo dell'insegnamento tolteco.
Riprendiamo il discorso sulla Donna Tolteca; Castaneda ci
informa che ella presto se ne andr. Ci ha detto che al suo
posto verranno due donne. La Donna Tolteca molto severa,
le sue richieste sono terribili! Ebbene, se lei crudele, ho l'i
dea che le due che la sostituiranno siano assai peggiori. Spera,

riamo che non se ne sia gi andata! Non si cessa mai di vole


re, n si pu impedire al corpo di lamentarsi e temere la seve
rit del compito ... Tuttavia non vi modo alcuno di cambia
re il destino. Il destino mi ha afferrato!
Non sono libero, continua, come colui che impeccabile;
solo se fossi tale potrei cambiare il mio destino, vale a dire sgu
sciare in punta di piedi oltre il lato sinistro dell'aquila. Se non
sono impeccabile, il mio destino non muta e l'aquila mi divo
ra. Il nagualdon Juan Matus un uomo libero. libero di por
tare a termine il proprio destino. Non so se voi capite ci che
voglio dire>>, chiede con apprensione.
<<Certo che abbiamo capito!>>, replichiamo con enfasi. <<In que
sta ultima parte come in molte altre cose che lei ci ha riferito
finora abbiamo riscontrato una forte analogia con quello che
sentiamo e viviamo giornalmente.>>
<<Don Juan un uomo libero>>, prosegue. <<Egli ricerca la libert.
Il suo spirito la ricerca. Don Juan libero dal pregiudizio fon
damentale: il pregiudizio percettivo che ci impedisce di vede
re la realt.>>
L'importanza di tutto ci di cui abbiamo parlato consiste nella
possibilit di infrangere il circolo delle abitudini; don Juan gli
aveva insegnato una serie di esercizi affinch Castaneda dive
nisse consapevole delle proprie abitudini: esercizi come quello
del <<camminare nell'oscurit>> e della <<camminata di potere>>.
Come spezzare questo circolo delle abitudini? Come spezzare
quell'arco percettivo che ci vincola alla visione ordinaria della
realt? Quella visione ordinaria che la nostra abitudine con
tribuisce a foggiare ci che Castaneda chiama <<l'attenzione
del tona!>> o anche <<il primo anello dell'attenzione.
<<Spezzare questo arco percettivo non impresa facile; potreb-

bero volerei degli anni. Nel mio caso, la difficolt>>, dice riden
do, risiede tutta nella testardaggine. All'inizio ero piuttosto
restio ad apprendere; per questo, con me, don Juan dovette
usare delle droghe . . . che finirono per ridurmi il fegato in bran
delli!>>
<<Seguendo la regola del non-fare, si distruggono le abitudini
e si diviene consapevoli, spiega Castaneda. Mentre parla, si
alza in piedi e comincia a camminare a ritroso, ricordandosi
di una tecnica che don Juan gli aveva insegnato: camminare
all' indietro con l'aiuto di uno specchio. Castaneda ci raccon
ta che per rendersi piu agevole l'impresa aveva escogitato un
manufatto di metallo (una specie di anello che a m di coro
na si infilava in testa) in cui era fissato lo specchio. In quel
modo poteva praticare l'esercizio avendo le mani libere. Altri
esempi di tecniche del non-fare consistevano nell'allacciarsi la
cintura e nel calzare le scarpe al contrario. Tutti questi accor
gimenti servono a renderei consapevoli di ci che facciamo di
volta in volta. Distruggendo le abitudini, dice, il corpo spe
rimenta delle nuove sensazioni. Il corpo conosce ...
Castaneda ci riferisce alcuni dei giochi di cui si diletta per ore
il giovane tolteco. Sono giochi relativi al non-fre, ci spiega.
Giochi che non prevedono regole fisse, ma che, anzi, si svi
luppano nel corso dell'azione.
Non avendo regole codificate, il comportamento dei giocato
ri imprevedibile e, di conseguenza, chi vi partecipa deve pre
stare molta attenzione. Uno di questi giochi, prosegue, con
siste nell' inviare all'avversario dei falsi segnali. Si chiama il gio
co del tiro.
Vi partecipano tre persone e sono necessari due pali e una fune.
Con la fune si lega uno dei giocatori e lo si fa penzolare dai

pali. Gli altri due debbono tirare le estremit della corda e cer
care di ingannarlo inviandogli dei falsi segnali. un gioco che
richiede molta attenzione, di modo che, quando uno tira, l'al
tro faccia altrettanto per evitare che la fune si attorcigli attor
no alla persona legata.
Le tecniche e i giochi del non-fare sviluppano l'attenzione: si
pu dire che sono esercizi di concentrazione in quanto obbli
gano coloro che li praticano a essere pienamente consapevoli
di ci che stanno facendo. Castaneda commenta che la vec
chiaia consiste nell'esser rimasti bloccati entro il circolo delle
abitudini.
I l modo di insegnare della Donna Tolteca quello di farci
entrare in azione. Credo sia la maniera migliore, poich agen
do in situazioni concrete ci accorgiamo che non siamo niente.
L'altro modo, quello consueto, quello dell'amore verso s stes
si, dell'orgoglio personale. La prima alternativa fa di noi degli
investigatori, sempre attenti a tutto ci che potrebbe presentar
si o disturbarci. Investigatori? Certo! La gente, invece, passa il
proprio tempo a ricercare dimostrazioni d'amore: mi amano o
non mi amano? In questo modo, focalizzati sul nostro ego, non
facciamo altro che rafforzarlo. Secondo la Donna Tolteca, la
cosa migliore cominciare a pensare che nessuno ci ama.
Castaneda ci racconta che per don Juan l'orgoglio personale
assomiglia a un mostro dalle tremila teste. <<Non si fa pari a
distruggere e abbattere teste che altre subito si drizzano ... , era
solito dire.
<<Il fatto che ricorriamo a infiniti stratagemmi!, esclama. In
forza di essi non facciamo che ingannarci, credendo di essere
chiss chi.
Accenno, poi, al concetto di perdita di vigore, legato all'im-

magine del Coniglio in gabbia che compare in uno dei suoi


libri. Certo>>, mi risponde, <<si deve stare sempre in guardia>> .
Cambiando posizione, Castaneda comincia a raccontarci la
storia degli ultimi tre anni. Tra i molti compiti che ho dovu
to assolvere ho lavorato come cuoco in uno di quei caff che
si incontrano per la strada. La Garda, invece, era stata assun
ta come cameriera. Per piu di un anno vivemmo li come Joe
Cordoba e sua moglie! Per esser precisi, Joe Luis Cordoba, al
suo servizio>>, dice con profonda riverenza. Per tutti ero Joe
Cordoba.>>
Castaneda non ci rivela il nome della citt in cui hanno vissu
to, ma possibile che abbiano abitato in posti diversi. I primi
tempi con loro era anche la Donna Tolteca. Si trattava, all'i
nizio, di trovar casa e lavoro per Joe Cordoba, sua moglie e sua
suocera. Ci presentavamo cos[,,, dice Castaneda, altrimenti
la gente non avrebbe capito>>.
Impiegarono un po' di tempo nella ricerca del lavoro finch
non lo trovarono in quel caff sulla strada. Alle cinque di mat
tina dovevamo gi essere in servizio. >>
Castaneda ci racconta, ridendo, che in quei posti la prima cosa
che ti chiedono : Sei capace di cucinare le uova?>>. Pare che
inizialmente non riusciva a capire cosa intendessero con ci
cosa ci vorr mai a prepararle! - quando alla fne scopri che
stavano parlando dei diversi modi di preparare le uova per cola
zione. Nei ristoranti e nei caff per camionisti molto impor
tante saper cucinare le uova.
Adesso so come si fa>>, dice ridendo. <<Potrei far fronte a qual
siasi richiesta!>> Anche la Garda lavorava sodo. Era talmente
brava che fu promossa, alla fne, caposala. Al termine di un
anno, quando la Donna Tolteca disse loro: Ora basta, avete

finito il vostro compito, il proprietario del locale non voleva


che se ne andassero. <l fatto che lavoravamo con grande
impegno, e con orari massacranti, dalla mattina fino alla not
te.>>
Durante quel periodo ebbero un incontro significativo. Ha a
che vedere con la storia di una ragazza di nome Terry che si era
presentata al caff perch cercavano una cameriera. All'epoca
Joe Cordoba si era guadagnato la stima del proprietario, che
lo aveva incaricato della selezione e della sorveglianza del per
sonale. Terry disse loro che stava cercando Carlos Castaneda.
Come faceva a sapere che si trovava da quelle parti? Castane
da non ne aveva la piu pallida idea.
Questa ragazza>> , dice Castaneda, facendo trasparire dal tono
della voce una certa tristezza e dandoci a intendere che era una
persona sporca e disordinata, era una di quelle hippy che si
drogano . . . Poverella!". Castaneda ci dice che, nonostante le
avesse nascosto per rutto il tempo la propria identit, Joe Cor
doba e sua moglie la aiutarono sempre. Ci racconta anche che
un giorno ella entr nel locale rutta eccitata, dicendo che ave
va appena visto Castaneda in una Cadillac parcheggiata di
fronte al caff. << " qui", url; " nella sua auto, sta scriven
do!". "Sei sicura che si tratta di lui? Come fai ad esser cosf con
vinta?", le dissi. Ma lei insisteva: "Sf, lui, sono sicura . . . ". Le
suggerii, allora, di andargli incontro e domandarglielo. "Vai!
Vai!", insistetti. La ragazza non aveva il coraggio di parlargli
perch, diceva, si sentiva grassa e brutta. La incoraggiai. "Fal
la finita, sei splendida! Corri!" Alla fine si decise e usd per ritor
nare di lf a poco piangendo come una forsennata. Pare che l' uo
mo della Cadillac l'avesse mandata via dicendole di non rom
pergli le scatole. Cercai di consolarla>>, continua Castaneda.

Mi fece talmente pena che quasi stavo per rivelarle la mia


identit. La Corda non me lo permise; mi protesse. Non pote
va dirle nulla perch stava adempiendo un compito che pre
vedeva che lui fosse Joe Cordoba e non Carlos Castaneda. Non
poteva disobbedire.
Come dice Castaneda, all'inizio Terry era una pessima came
riera. Con il passar dei mesi, i due riuscirono, tuttavia, a far si
che la ragazza fosse pulita e ordinata. La Corda le dava nume
rosi consigli. Eravamo molto premurosi con lei. Mai Terry
sospett chi fossimo.
In questi ultimi anni i due avevano vissuto dei momenti di
spaventosa miseria, durante i quali la gente era solita maltrat
tarli e offenderli. Piu di una volta egli fu sul punto di rivelare
la propria identit, ma. . . Nessuno mi avrebbe creduto! I nol
tre, chi decide la Donna Tolteca.
<<Quell'anno>>, continua, ci furono m omenti in cui possede
vamo solo l'indispensabile: dormivam o in terra e ci nutriva
mo di un misero pasto al giorno>>. Gli chiediamo, a questo
punto, quale sia la loro dieta. Castan eda ci dice che i toltechi
mangiano solo un tipo di cibo alla volta, solo che lo fanno in
maniera continuativa. < toltechi si n utrono per l'intero arco
della giornata>>, commen ta con noncu ranza. (In questa affer
mazione di Castaneda si legge il desiderio di infrangere l'im
magine che la gente ha degli stregoni, esseri con poteri speciali
che non hanno gli stessi bisogni del resto dei mortali. Dicen
do che essi si nutrono per l'intero arco della giornata>>, Casta
neda li accomuna al resto dell'umanit.)
Secondo Castaneda il mescolare cibo, come, ad esempio, man
giare la carne con le patate e la verdura, molto nocivo per la
salute. Questa mescolanza un'abit udine assai recente nella

storia dell'umanit, afferma. Mangiare un tipo di cibo aiu


ta la digestione e fa bene all'organismo. >>
<<Una volta don Juan mi accus di sentirmi sempre male. U
per li mi difesi da quelle critiche! Tuttavia, in seguito, ho capi
to che aveva ragione e finalmente ho imparato. Adesso sto
bene, mi sento forte, sano.
Anche il loro modo di dormire diverso da quello della mag
gior parte di noi. La cosa importante rendersi conto che si
pu dormire in svariate maniere. Secondo Castaneda si impa
rato a coricarsi e a svegliarsi a una determinata ora perch que
sto ci che la societ pretende da noi. A esempio, dice, i
genitori mettono a letto i bambini per toglierseli di torno.
Ridiamo tutti, considerando quanto di vero ci sia in questa sua
affermazione. <<Io dormo tutto il giorno e tutta la notte, con
tinua, ma se sommo le ore e i minuti di sonno, non credo di
raggiungere le cinque ore al giorno. Per dormire a quel modo
l'individuo deve essere in grado di entrare all'istante nel son
no profondo.
Ritornando a Joe Cordoba e sua moglie, Castaneda ci raccon
ta che un giorno si present la Donna Tolteca, dicendo loro
che non stavano lavorando abbastanza. <<Ci ordin di metter
su un'attivit di Landscaping, una cosa piuttosto impegnativa;
si trattava di progettare e sistemare giardini. Il nuovo compi
to affidatoci dalla Donna Tolteca non era una roberta da nul
la. Dovevamo accordarci con un gruppo di persone che ci aiu
tassero a svolgere il lavoro durante la settimana, quando
entrambi eravamo impegnati nel locale. Ogni fine settimana
ci dedicavamo esclusivamente ai giardini. Gli affari , per,
andarono a gonfie vele.
<<La Garda una donna molto intraprendente. Quell'anno

lavorammo veramente sodo. Durante la settimana eravamo


nel caff e il sabato e la domenica guidavamo il camion e pota
vamo gli alberi. La Donna Tolteca molto esigente nelle sue
richieste.>>
Ricordo, continua Castaneda, che eravamo in casa di un
amico quando giunsero dei giornalisti che cercavano Carlos
Castaneda. Erano del New York Times. Per passare inosservati,
la Garda e io ci mettemmo a piantare degli alberi nel giardi
no del mio amico. Li vedemmo entrare e uscire dall'abitazio
ne. A quel punto il padrone di casa cominci a urlarci contro
e a trattarci male in loro presenza. Pareva proprio che chiun
que si potesse permettere di inveire contro Joe Cordoba e la
sua donna. Nessuno dei presenti ci venne in soccorso. Chi era
vamo noi? Guardateli, solo i poveracci e i cani lavorano sotto
il sole!.
Fu cosi che in combutta con il nostro amico ingannammo i
giornalisti. Il mio corpo, tuttavia, non potevo ingannarlo. Per
tre anni ci siamo impegnati a far apprendere al nostro fisico
come, in realt, siamo ben poca cosa. La verit che esso non
l'unico a soffrire. Anche la mente assuefatta a continue sti
molazioni. Il guerriero, invece, non riceve stimoli dai mass
media; non ne ha bisogno. Il miglior posto, pertanto, era quel
lo dove eravamo! Lf nessuno pensava!
Proseguendo nel racconto delle sue avventure, Castaneda
ricorda che piu di una volta lui e la Gorda sono stati cacciati
via dalla gente. Altre volte, guidando il camion lungo l'auto
strada, ci costringevano a rasentare il guardrail. Non avevamo
alternative. Era meglio )asciarli passare!
Stando a ci che Castaneda ci racconta, i compiti che lo han
no visto impegnato in questi ultimi anni sono stati quello di

in circostanze avverse>> e di impara


all'esperienza della discriminazione>>. Quest'ul
l l l l l o compito mi ha messo a dura prova ma stato molto
i\t ruu ivo>> , conclude con grande serenit.
Il compito consiste nell'imparare a distaccarsi dalle reazioni
emotive provocate dalla discriminazione. La cosa importante
non reagire, non infuriarsi. Se lo si fa, si perduti. <<Non ci
si offende se una tigre ci attacca>>, spiega, ci si sposta e la si
lascia passare>>.
In seguito, la Corda e io trovammo lavoro in una casa, lei
come domestica e io come maggiordomo. Non potete imma
ginare come and a tnire! I padroni ci buttarono fuori senza
pagarci. Non solo! Per proteggersi da una nostra eventuale con
testazione, chiamarono la polizia. Vi rendete conto? Ci mise
ro in galera per niente.>>
In quel periodo lavorammo molto duro e patimmo molte pri
vazioni. Quante volte siamo rimasti a stomaco vuoto! La cosa
peggiore era che non potevamo lamentarci, n avevamo il sup
porto del gruppo. In quel compito eravamo soli e non pote
vamo fuggire. Anche qualora avessimo potuto svelare la nostra
identit, nessuno ci avrebbe creduto. Il compito non prevede
mai degli sconti.>>
In realt, io sono Joe Cordoba>>, prosegue Castaneda, accom
pagnando le parole con l'intero suo corpo, e sono molto con
tento perch piu in basso di cosi non posso scendere. Io sono
gi arrivato al fondo. Il fondo tutto ci che sono>>. E nel men
tre dice questo con le mani tocca la terra.
Come gi vi ho accennato, ognuno di noi ha dei compiti spe
cifici da assolvere. I Genaro sono piuttosto arguti; Benigno
in Chiapas e se la cava molto bene. Ha una banda musicale.
J l l l l ' " l r t'

l<

.1

\o p ravvivere

.1 1 . 1 1 l ro n t c

Perdipiu bravissimo nell'imitare Tom Jones e molti altri.


Pablito sempre lo stesso di prima: un inveterato pigrone.
Benigno quello che fa rumore e Pablito colui che lo imbel
letta. Il primo lavora e il secondo raccoglie gli applausi.
Adesso, dice, concludendo, <<noi tutti abbiamo terminato i
compiti che ci spettavano e ci stiamo preparando a nuove man
sioni. sempre la Donna Tolteca a darci le direttive.
La storia di Joe Cordoba e di sua moglie ci ha colpito assai. Ha
a che vedere con un'esperienza molto diversa da quelle descrit
te nei libri di Castaneda. Vorremmo sapere se egli abbia mai
scritto o sia in procinto di scrivere qualcosa su Joe Cordoba.
<<Sono convinta che Joe Cordoba sia esistito, deve essere esi
stito! Perch non scrive qualcosa su di lui? Di tutto quello che
ci ha riferito, la storia di Joe Cordoba e sua moglie ci che
piu mi ha colpito.>>
<<Ho appena consegnato un nuovo manoscritto al mio agen
te>>, ci risponde Castaneda. <<I n questo libro la Donna Tolte
ca colei che ci insegna. Non poteva essere in altro modo . . . Il
titolo dovrebbe recitare 'Tagguato e l'arte di essere nel mon
do" . >> (Il libro stato poi pubblicato nel 1 98 1 con il titolo Il
dono dell'aquila.) <<ln esso parlo del suo insegnamento. lei la
responsabile del manoscritto. Doveva necessariamente essere
una donna a insegnarci l'arte dell'agguato. Le donne la cono
scono bene perch hanno sempre vissuto con il nemico; han
no, cio, sempre camminato "in punta di piedi" nel mondo
dominato dal maschio. Proprio per questa ragione, per il fat
to che le donne hanno acquisito da lungo tempo questa arte,
la Donna Tolteca a istruirei sui principi dell'agguato.>>
<<I n questo manoscritto, tuttavia, non vi n ulla che si riferisca
specificamente alla vita di Joe Cordoba e di sua moglie. Non

potevo scrivere di quell'esperienza perch nessuno l'avrebbe


capita n ci avrebbe creduto. Solo con pochi posso parlare di
queste cose . . . Resta il fatto che l'essenza degli episodi vissuti
negli ultimi tre anni tutta contenuta in questo libro.
Sempre a proposito della Donna Tolteca, Castaneda sottoli
nea quanto ella sia diversa da don Juan. Non mi ama>>, dice.
<<Alla Gorda, invece, molto affezionata. Non le puoi chiede
re nulla; prima che tu le parli, gi sa cosa deve dire. Per di piu,
incute molto timore; quando si arrabbia, diviene violenta>>,
dice, accompagnandosi con una serie di gesti che indicano
quanto egli la tema.
Rimaniamo in silenzio per un po'. Il sole giunto quasi all'o
rizzonte e i suoi raggi ci colpiscono attraverso i rami degli albe
ri. Avveno un leggero freddo. "Forse" , penso, "sono le sette di
sera.
Anche Castaneda si accorto dell'ora tarda. <<Far buio pre
sto>>, ci dice. <<Che ne direste di andare a mangiare qualcosa?
Vi invito io.>> Ci alziamo e andiamo via. Trovo simpatico che
Castaneda prenda in consegna i miei appunti e i miei libri per
una parte del tragitto. La cosa migliore !asciarli in auto. Cosi
facciamo. Liberi dai nostri fardelli, camminiamo per alcuni
isolati conversando animatamente.
Tutto quello che hanno conseguito richiede anni di prepara
zione e di pratica. Un esempio l'esercizio del <<sognare>>.
<<Sembra cosi ridicolo>>, afferma enfaticamente Castaneda, <<in
realt assai difficile da praticare>>.
L'esercizio consiste nell'imparare a sognare a volont e in
maniera sistematica. Si comincia con il sognare una mano. Poi
si fa entrare l'intero braccio nel campo visivo del sogno. Si pro
segue in questa maniera fino a quando non appaia tutta la
"

nostra persona. L altro metodo consiste nell'imparare a utiliz


zare i sogni. Una volta, cio, che si sia raggiunto il controllo
su di essi, dobbiamo interagirvi. <<A esempio, dice Castane
da, Voi sognate di uscire dal corpo; aprite la porta e siete sul
la strada. Ma la strada un luogo pericoloso. Qualcosa in voi
decide allora di abbandonarvi; un qualcosa che viene attivato
dalla vostra volont.
Secondo Castaneda il sognare non impegna molto tempo. I
sogni, cio, non accadono entro il tempo dei nostri orologi.
Quello del sogno un tempo compatto.
Castaneda ci fa capire come nei sogni si produca un immen
so dispendio di energie fisiche. <<All'interno del sogno si pu
vivere per un tempo lunghissimo, afferma, per il corpo ne
risente. Il mio in maniera particolare . . . come se mi avesse
investito un camion, dopo.
Tutte le volte che ritorner sul tema del sognare, Castaneda
confermer il valore pratico di ci che il suo gruppo fa duran
te il sogno. In L'isola del tona! si legge che le esperienze vissu
te durante il sogno e quelle vissute nelle ore di veglia assu
mono il medesimo valore pratico>>, e che per gli stregoni <<il
criterio per distinguere un sogno dalla realt del tutto inef
ficace>>.
Le esperienze di uscita dal corpo catturano vivamente la nostra
attenzione e vorremmo saperne di piu. Ci risponde dicendo
ci che ciascuno di loro ha vissuto esperienze diverse. <<La Gor
da e io, per esempio, usciamo insieme. Lei mi afferra per l'a
vambraccio e . . . partiamo.>>
Ci racconta anche che il gruppo compie dei viaggi in comu
ne. Sono sempre in costante allenamento; il loro obiettivo
q uello di <<divenire testimoni>>. <<Essere testimoni>>, afferma

Castaneda, significa interrompere il giudizio. Ha a che vede


re, cio, con una vista interiore che equivale al non avere piu
pregiudizi.
Pare che Josefina sia molto brava a viaggiare nel corpo del
sogno. Vorrebbe che la si seguisse sempre; dice che nelle sue
esplorazioni incontra cose meravigliose. La Gorda colei che
le viene sempre in soccorso.
Per Josefina molto facile spezzare l'arco s u cui s i riflettono
tutte le cose. Quella donna pazza! Pazza!>>, esclama. }osefi
na riesce a coprire lunghe distanze ma non vuole mai andare
da sola. Immancabilmente, quando ritorna, mi riferisce cose
prodigiose.>>
Per Castaneda Josefina un essere che non pu funzionare in
questo mondo. <<Se fosse stata sola>>, dice, sarebbe andata a
finire in qualche istituto di cura>>. un essere etereo <<che rifug
ge dalle cose concrete. Sarebbe disposta ad abbandonare tutto
in qualsiasi momento>>. La Garda e Castaneda, al contrario,
sono piu accorti nei loro voli. In particolare, la Gorda possie
de quella stabilit ed equilibrio che a lui, in certo qual modo,
difettano.
Dopo una pausa, gli rammento la visione di quella cupola
immensa che, in Il secondo anello del potere, descrive il luogo
ove starebbero ad attenderli don Juan e don Genaro.
Anche la Gorda ha questa visione>>, commenta con un tono
di malinconia. <<Ci che vediamo non un orizzonte terrestre.
Esso presenta un aspetto omogeneo e inanimato, entro cui si
innalza un immenso arco che ricopre tutto fino a raggiungere
lo zenit. Qui si apre una vasta luminescenza. Si potrebbe para
gonare a una cupola da cui si diffonde un'intensa luce gialla.>>
Lo incalziamo di domande affinch ci dia maggiori informa-

zioni su quella cupola. Cosa ? Dove ?, chiediamo. Casta


neda risponde che, a giudicare dalle dimensioni, potrebbe esse
re un pianeta. Allo zenit, aggiunge, c' come un forte ven
to. Altro non dice di quella visione. possibile che non rie
sca a trovare le parole adatte per esprimere ci che vedono.
Nondimeno appare evidente come quelle visioni, quei voli nel
corpo sognante rappresentino un costante allenamento in vista
del viaggio definitivo: lo sgusciare attraverso il lato sinistro del
l' aquila, quel salto finale chiamato morte, quel porre termine
alla ricapitolazione. Quel poter dire "siamo pronti", quando,
appresso, ci portiamo solo ci che siamo e nient'altro all'in
fuori di ci che siamo.
Secondo la Donna Tolteca>>, confessa Castaneda, queste
visioni danno la cifra del mio smarrimento: lei pensa che sia
la mia maniera inconsapevole di paralizzare l'agire; vale a dire,
la mia maniera di dire "non voglio abbandonare il mondo".
Ella sostiene inoltre che con il mio atteggiamento impedisco
alla Garda l'opportunit di avere voli piu fecondi e creativi>>.
Don Juan e don Genaro erano grandi sognatori. Essi posse
devano un controllo totale di quest'arte. Sono sorpreso>>,
esclama d'un tratto Castaneda, portandosi la mano alla fron
te, del fatto che nessuno noti come don Juan sia un incredi
bile sognatore. Lo stesso si pu dire di don Genaro. Egli, a
esempio, era capace di trasferire il suo corpo sognante nella
vita di tutti i giorni>>.
Il grande controllo posseduto da don Juan e don Genaro tra
spare da quel non essere notati>> o passare inosservati>> di cui
parla Castaneda in tutti i suoi libri. In Il secondo anello delpote
re Castaneda annota le volte che don Juan gli aveva ordinato
di concentrarsi sul passare inosservati. Anche Nestor dice che

don Juan e don Genaro impararono a non essere notati. I


due sono dei maestri nell'arte dell'agguato . A proposito di
don Genaro, la Garda racconta che egli viveva nel corpo
sognante per la maggior parte del tempo.
<<Tutto ci che facevano, dice Castaneda con tono entusiasti
co, <<era motivo di encomio. Di don Juan ammiro immensa
mente il controllo di s e la serenit notevoli. Di lui non si pu
dire che fosse un vecchietto decrepito. Non era come altre per
sone. C' qui nel campus, per esempio, un vecchio professore
che, quand'ero giovane, era gi all'apice della carriera. A quel
tempo egli aveva raggiunto il massimo della forza fisica e del
la creativit intellettuale. Adesso si mastica la lingua avvizzita!
semplicemente diventato quello che , un vecchietto decre
pito. Di don Juan, al contrario, non si pu dire la stessa cosa.
Il suo vantaggio nei miei confronti sempre abissale.
Nell'intervista rilasciata a Sam Keen*, Castaneda racconta che
una volta don Juan gli chiese se lui pensava che fossero ugua
li. Bench, in realt, egli pensasse che non lo fossero, rispose,
con fare condiscendente, che lo erano. Ma don Juan non
approv questa opinione: <<Non credo che lo siamo, disse,
<<perch io sono un cacciatore e un guerriero mentre tu asso
migli di piu a un mezzano. lo sono pronto, in qualsiasi
momento, a offrire la ricapitolazione della mia vita. Il tuo
mondo angusto pieno di tristezza e indecisione non pu mai
uguagliare il mio.
In tutto ci che Castaneda ci riferisce si possono rintracciare dei
paralleli con altre correnti e tradizioni del pensiero mistico. Nei
* Sam Keen,

Voices and Visions, Harper and Row, New York, 1 976.

suoi libri si citano autori e opere dell'antichit e del presente.


Gli ricordo che, tra gli altri, vi si fanno dei riferimenti al Libro
egiziano dei morti, al Tractatus di Wittgenstein, a poeti spagno
li come San Giovanni della Croce e Juan Ramo n Jimnez, non
ch a scrittori latini come il peruviano Csar Vallejo.
vero, risponde, <<nella mia auto ci sono sempre molti libri.
Opere che mi vengono spedite da piu persone. Egli era soli
to leggerne alcuni brani a don Juan. Gli piacevano le poesie.
Ma solo i primi quattro versi! Diceva che tutto quello che
seguiva era insulso, privo di vigore, una semplice ripetizione.
Uno di noi gli chiede se abbia mai letto qualcosa delle tecni
che dello yoga o delle descrizioni dei diversi livelli di realt
offerte dai testi sacri indiani. Tutto ci meraviglioso>>, dice.
Ho avuto, per di piu, dei rapporti abbastanza stretti con per
sone che lavorano con lo hata yoga.>>
Nel 1 976 un amico medico di nome Claudio Naranjo - lo
conoscete? - mi present a un maestro yoga. Andammo a far
gli visita nel suo ashram, qui, in California. Con noi vi era un
professore che fungeva da interprete. Uno dei miei obiettivi di
quella conversazione era rintracciare dei paralleli con le mie
esperienze di uscita dal corpo. Tuttavia, al riguardo, egli non
mi disse nulla di significativo. Nonostante le grandi cerimo
nie e tutta una serie di rituali, il maestro non soddisfece affat
to le mie richieste. Verso la fine del colloquio, questo perso
naggio eccentrico prese un recipiente di metallo e cominci a
cospargermi del liquido che vi era contenuto, di un colore
nient'affatto gradevole. Si era appena allontanato che subito
gli chiesi cosa mi avesse spruzzato addosso. Qualcuno mi si
avvicin, spiegandomi che avrei dovuto essere molto conten
to perch si trattava della sua benedizione. Ma io, non pago,

mi ostinai a voler conoscere il contenuto del recipiente. Alla


fine mi fu detto che tutte le secrezioni del maestro erano sacre:
'Tutto ci che proviene da lui sacro" . A quel punto, con
clude con tono scherzoso, ebbe termine la conversazione con
il maestro yoga.
L anno successivo Castaneda ebbe un'esperienza simile con
uno dei discepoli di Gurdjieff Si incontr con lui a Los Ange
les dietro sollecitazione di uno dei suoi amici. Pare che il tipo
avesse imitato in tutto e per tutto Gurdjieff. Aveva la testa
rasata e portava dei baffi giganteschi, commenta, indicando
con la mano la loro dimensione. <<Eravamo appena entrati che
subito mi afferra con forza alla gola e mi assesta dei colpi tre
mendi. Immediatamente dopo mi dice di abbandonare il mio
maestro in quanto stavo perdendo tempo. Stando alle sue
parole, in otto o nove lezioni mi avrebbe insegnato lui tutto
ci che avevo bisogno di sapere. Vi i mmaginate? In poche
lezioni poteva insegnare qualsiasi cosa a chiunque!
Castaneda ci dice anche che il discepolo di Gurdj ieff aveva
menzionato l'uso delle droghe per accelerare il processo d'ap
prendimento. Pare che l'amico di Castaneda si fosse reso subi
to conto della situazione ridicola e dell'enormit del suo erro
re. Egli aveva insistito che si incontrasse con quel discepolo,
in quanto era convinto che Castaneda avesse bisogno di un
maestro piu serio di don Juan. Terminato l'incontro>>, rac
conta Castaneda, il mio amico prov molta vergogna>>.
Continuiamo a camminare per sei o sette isolati. Parliamo per
un po' di fatti incidentali. Gli dico che ho letto su La Gaceta
un articolo di Juan Tovar ove egli menziona la possibilit di
ricavare un film dai suoi libri.
Si>>, dice, una volta stata accennata questa possibilit>>. In

seguito ci racconta la storia del suo incontro con il produttore


Joseph Levine che lo avrebbe intimidito da dietro un'enorme
scrivania. Le sue dimensioni e le parole del produttore a mala
pena comprensibili furono le cose che p ili lo colpirono. Se ne
stava dietro quella scrivania come se fosse su di un palco>', rac
conta, <<ed io, giu in fondo, piccolissimo. Che possenza! Aveva
le mani piene di anelli con enormi pietre incastonate>>.
Castaneda aveva gi spiegato a Juan Tovar che l'ultima cosa
che avrebbe voluto vedere era un Anthony Quinn nel ruolo di
don Juan. Pare che qualcuno avesse proposto Mia Farrow per
ricoprire una delle parti . . . Concepire l'idea di un film siffat
to molto difficile>>, commenta. <<Qui non si tratta n di etno
grafia n di finzione. Non sarebbe possibile farlo.>>
I n quello stesso periodo fu invitato a partecipare al johnny
Carson e al Dick Cavett show. <<Alla fine mi son deciso di non
andarci. Cosa potrei raccontare a Johnny Carson quando mi
chiedesse, ad esempio, se parlavo o meno con il coyote? Cosa
potrei rispondere? Potrei dire di sf. . . e poi?>> I ndubbiamente la
situazione si tingerebbe di ridicolo.
<<Don Juan mi aveva affidato l'incarico di testimone di una tra
dizione>>, dice Castaneda. <<Lui stesso insisteva perch io accet
tassi di essere intervistato e dare conferenze per promuovere i
libri. Con il tempo, per, mi consigli vivamente di darci un
taglio, dato che questo tipo di attivit dissipa un sacco di ener
gia. Se si dentro questo genere di cose necessario impegnarci
molta forza.>>
Grazie alla pubblicazione dei miei libri, sono incaricato di
provvedere alle spese di tutto il gruppo>>, dichiara apertamen
te. Con le sue opere d da mangiare agli altri.
<<Don Juan mi ha affidato l'incarico di mettere per iscritto tut

to ci che dicono i nagual e gli stregoni. Il mio compito non


altro che scrivere finch un giorno non mi diranno, " suffi
ciente, ora basta". Io non so se i miei libri esercitino o meno
un forte impatto sul pubblico, dato che non mi occupo di
quello che accade qui. Tutto il contenuto delle mie opere
apparteneva prima a don Juan e adesso alla Donna Tolteca.
Sono loro i responsabili di quel che vi scritto.
Il tono della voce e i suoi gesti ci colpiscono vivamente. evi
dente come, entro quell'ambito, il compito di Castaneda con
sista nell'obbedire. Il suo obiettivo non altro che essere
impeccabile nel ricevere e nel trasmettere una tradizione e un
insegnamento.
Personalmente>>, prosegue dopo una pausa, Sto lavorando a
una rivista; una specie di manuale. Di questo lavoro sono io
l'unico responsabile. Vorrei che un editore serio lo pubblicas
se e s'i mpegnasse a distribuirlo a persone interessate e a centri
di studio>>.
Ci dice di aver elaborato diciotto unit concettuali in cui ritie
ne vi siano compendiati tutti gli insegnamenti del popolo tol
teco. Per organizzare il materiale ricorso alla fenomenologia
di Edmund Husserl quale impianto teoretico che renda com
prensibile quello che gli hanno insegnato.
La settimana scorsa>>, dichiara, ero a New York. Ho conse
gnato il progetto alla casa editrice Simon & Schuster, ma pare
che si siano spaventati. Sono convinti che una cosa del gene
re non potr mai avere successo.
<<Di queste diciotto unit concettuali sono io l'unico respon
sabile>> , continua con tono meditativo, ma, come vi ho det
to, non ho avuto successo. Esse sono state come diciotto in
ciampi contro cui ho sbattuto la testa. Concordo con l'edito-

re che si tratta di un lavoro di difficile lettura, eppure eccomi


servito!. .. Don Juan, don Genaro e tutti gli altri sono diversi.
Loro sono volubili!. (Siamo poi venuti a conoscenza che
Simon & Schuster hanno deciso di accettare il progetto della
rivista che pareva lo turbasse tanto.)
Perch le chiamo unit?, domanda, precedendoci. Le chia
mo cosi perch ognuna di esse vuole mostrare uno dei modi
di infrangere l'unit della realt ordinaria. Quest'unica visio
ne percettiva pu venire infranta in diverse maniere.
Per chiarirci meglio il concetto Castaneda adduce l'esempio
della mappa. Qualora vogliamo arrivare in un determinato
luogo senza perderei per strada, abbiamo bisogno di una map
pa ove siano riportati dei chiari punti di riferimento. Non
possiamo orientarci senza una mappa, esclama Castaneda.
<<Alla fine, per, succede che l'unica cosa che guardiamo la
mappa. Anzich osservare quello che c' da vedere, finisce che
guardiamo la mappa che ci portiamo dentro. L'insegnamento
essenziale di don Juan consiste, pertanto, nell'infrangere l'ar
co della riflessibilit, nel recidere continuamente i legami che
ci vincolano ai noti punti di riferimento.
Svariate volte, quel pomeriggio, Castaneda avverte l'esigenza
di sottolineare come egli funga da <<semplice contatto con il
mondo. Tutta la conoscenza racchiusa nei suoi libri appar
tiene al popolo tolteco. Di fronte alla sua insistenza non -pos
so che reagire, rilevando la diffic olt e la magnitudine che deve
aver comportato l'impresa di sistemare gli appunti nella for
ma coerente e organizzata del libro.
<<No, risponde Castaneda. <<Non devo faticare affatto. Il mio
compito semplicemente quello di copiare la pagina che mi
appare m sogno.

Stando a Castaneda non si pu creare un qualcosa dal nulla.


Il pretenderlo un'assurdit. Per chiarirci questa idea ci riferi
sce un episodio della vita di suo padre. Mio padre aveva deci
so di diventare un grande scrittore. La prima cosa che decise
di fare era quella di sistemare il suo ufficio. Aveva bisogno di
un ufficio che fosse perfetto. Non dovevano sfuggirgli i ben
ch minimi dettagli, dalle decorazioni delle pareti al tipo di
luce da mettere sul tavolo. Una volta preparata la stanza, si
mise alla ricerca di uno scrittoio all'altezza della sua impresa.
Esso doveva essere di una certa misura, di un legno e un colo
re particolari, e cosi via. La stessa cosa accadde per la scelta del
la sedia su cui si sarebbe seduto. Poi volle scegliere un rivesti
mento adeguato per non rovinare il legno della scrivania. Era
indeciso se optare per la plastica, il vetro, l cuoio o il cartone.
Sopra la scrivania mio padre alla fine poggi il foglio su cui
avrebbe scritto il suo capolavoro. Ma di fronte a esso non sep
pe piu cosa scrivere. Questo era mio pap. Voleva cominciare
dalla frase perfetta. Ovviamente non si pu scrivere a quella
maniera! Noi siamo solo degli strumenti, degli intermediari.
lo vedo ciascuna pagina nei miei sogni e la sua buona riuscita
dipende dal grado di fedelt con cui riesco a copiare quel
modello. La pagina che piu mi colpisce ed entusiasma pro
prio quella che meglio riproduce l'originale.
Questi commenti di Castaneda rinviano a una particolare teo
ria della conoscenza e della creazione intellettuale e artistica.
Subito mi sovvengono Platone e Sant'Agostino con la sua
immagine del maestro interiore. Conoscere significa scopri
re e creare significa riprodurre. N la conoscenza n la crea
zione sono la risultante di un atto individuale.
Mentre ceniamo gli rammento alcune delle interviste che ho

letto. Gli dico che mi piaciuta moltissimo quella di Sam


Keen, apparsa per la prima volta su Psychology Today. Anche
Castaneda si mostra soddisfatto di quella intervista, inoltre ha
grande stima di Sam Keen. <<In tutti questi anni, dice, ho
conosciuto svariate persone di cui mi sarebbe piaciuto conti
nuare ad essere amico. . . il teologo Sam Keen una di queste.
Sennonch don Juan mi disse, ora basta.
A proposito dell'intervista rilasciata a Time, Castaneda ci rac
conta che all'inizio si era incontrato con un giornalista qui a
Los Angeles. Pare che non fosse andata bene (Castaneda era
ricorso ad alcune frasi in dialetto argentino.) La redazione in
vi allora Una di quelle ragazze cui non puoi dire di no, affer
ma con un tono che provoca la nostra risata. Tutto fil liscio
e i due si capirono magnificamente>>. Castaneda aveva l'im
pressione che la giornalista comprendesse ci che le racconta
va. Sennonch, alla fine, l'articolo non fu scritto. Gli appunti
che la ragazza aveva preso erano stati consegnati a un giorna
lista che <<penso sia adesso in Australia>>, aggiunge. Sembra che
costui li abbia poi usati per scopi personali.
Ogni qual volta, per un motivo o per l'altro, viene menziona
ta l'intervista del Time, palese il fastidio di Castaneda. Egli
aveva fatto presente a don Juan come Time fosse una rivista
autorevole e influente, forse anche troppo, ma don Juan ave
va insistito che l'intervista fosse fatta. ((Lintervista stata
comunque fatta>>, conclude Castaneda.
Parliamo anche delle critiche e di ci che stato scritto su di
lui e i suoi libri. Accenno a Richard deMille e ad altri che han
no messo in dubbio la veridicit delle opere e il loro valore
antropologico.
((Limpresa cui sono chiamato>>, afferma Castaneda, <<esula da

qualsiasi cosa i critici possano dichiarare. I l mio obiettivo con


siste nel comunicare nel miglior modo possibile quel tipo di
conoscenza. Nulla di ci che dicono ha per me importanza,
poich oramai non sono piu Carlos Castaneda, lo scrittore. Io
non sono n uno scrittore, n un pensatore, n un filosofo ...
di conseguenza, i loro attacchi non mi raggiungono affatto.
Ora so di non essere niente; nessuno pu prendere alcunch
da me, dato che Joe Cordoba non niente. In tutto ci non
vi alcun orgoglio personale.
((Noi viviamo, continua, ((a un livello piu basso dei contadi
ni messicani, e questo gi dice molto. Abbiamo toccato il fon
do e non possiamo scendere oltre. La differenza tra noi e il con
tadino che lui spera, vuole delle cose e lavora affinch un
giorno abbia piu di quello che ha oggi. Noi, al contrario, non
abbiamo nulla e avremo sempre di meno. La critica non pu
colpire il bersaglio.
((Non sono mai cosi ricco come quando sono Joe Cordoba,
esclama con enfasi, alzandosi in piedi e allargando le braccia
in un gesto di profusione. ((Joe Cordoba, il cuoco che frigge
hamburger tutto il giorno affumicandosi gli occhi . . . Mi capi
te?>>
Non tutte le critiche sono state negative. Octavio Paz, per
esempio, scrisse una bella prefazione all'edizione spagnola di
A scuola dallo stregone. Secondo me si tratta della piu bella
introduzione in assoluto. (( vero>>, dice Castaneda con tono
emozionato, ((quella prefazione eccellente. Octavio Paz un
vero gentiluomo. Forse uno degli ultimi rimasti>>.
La frase ((un vero gentiluomo>> non si riferisce alle qualit
incontestabili di Octavio Paz quale pensatore e scrittore. No!
Essa vuole richiamare le intrinseche qualit e il valore di un

individuo quale essere umano. Il fatto che Castaneda lo defi


nisca uno degli ultimi rimasti accentua il riferimento a una
specie in via d'estinzione.
Beh, prosegue Castaneda, cercando di essere meno severo,
<<forse ne rimangono due. [altro uno storico messicano, un
suo vecchio amico il cui nome non ci familiare. Ci racconta
alcuni aneddoti della sua vita da cui traspaiono una vitalit fisi
ca e una vivacit intellettiva notevoli.
Subito dopo Castaneda ci spiega come seleziona le lettere che
gli arrivano. <<Volete che vi dica come ho fatto con la vostra?,
domanda, rivolgendosi a me.
Le lettere le riceve un suo giovane amico che provvede a met
terle in un sacco in attesa del suo arrivo a Los Angeles. Una
volta in citt, Castaneda segue sempre la medesima prassi:
rovescia tutta la corrispondenza dentro una scatola capiente
<<una scatola dei balocchi - e poi prende solo una lettera.
Quindi la legge e infine risponde. Senza scrivere, ovviamente.
Castaneda non lascia tracce.
<<La lettera che ho preso, spiega, << stata la prima che lei ha
scritto. Poi ho cercato l'altra. Non si pu immaginare quanti
problemi ho incontrato per avere il suo numero di telefono!
Quando ormai ero convinto di non poterlo piu ottenere, mi
venuta in soccorso l'universit. Credevo proprio che non
sarei mai riuscito a parlare con lei>>.
Sono molto sorpresa di venire a conoscenza di tutti gli incon
venienti che ha incontrato per raggiungermi. Pare che una vol
ta presa la mia lettera egli dovesse contattarmi in tutti i modi.
Nell'universo magico viene accordata molta importanza ai
<<segnt>>.
<<Qui a Las Angeles, continua Castaneda, <<ho un amico che

mi scrive molte lettere. Le volte che arrivo in citt, le leggo tut


te, una dopo l'altra, come se fossero un diario. Un giorno, tra
la sua corrispondenza, mi capita tra le mani una lettera che,
sebbene mi accorga subito che non del mio amico, leggo
ugualmente. Il fatto che si trovasse nel mucchio era per me un
"segno">>.
Quella lettera lo mise in contatto con due persone le quali gli
riferirono un episodio assai interessante. Era notte e dovevano
immettersi nell'autostrada per San Bernardino. Per incontrar
la avrebbero dovuto proseguire innanzi fino alla fine della stra
da. Dopodich dovevano svoltare a sinistra e continuare a gui
dare fino al raccordo. Cosi fecero, ma dopo circa venti minu
ti si ritrovarono in un posto sconosciuto. Sicuramente non era
l'autostrada per San Bernardino! Uscirono dall'auto per chie
dere informazioni, ma nessuno fu loro d'aiuto. In una delle
case dove bussarono udirono delle urla.
Castaneda prosegue nel racconto dicendoci che i due amici
tornarono indietro finch non raggiunsero un'area di servizio.
U chiesero nuove indicazioni che risultarono essere quelle che
gi conoscevano. Ripresero quindi la medesima direzione e,
senza alcun inconveniente, s'immisero nell'autostrada.
Castaneda decise di incontrarli. Pare che solo uno di loro fos
se veramente interessato a capire il mistero.
Sulla terra, afferma a m di spiegazione, esistono dei siri,
dei luoghi particolari o fessure, attraverso cui si pu entrare
per accedere a dimensioni altre>>. Qui si ferma e si offre come
guida. qui vicino . . . proprio in citt ... Se volete, vi ci posso
portare.
<<La terra un qualcosa di vivente. Questi luoghi sono fessure
da cui la terra riceve periodicamente la forza e l'energia del

cosmo. la stessa energia che il guerriero chiamato ad a cc u


mulare. Forse, qualora fossi rigorosamente impeccabile, porrl'i
avvicinarmi all'aquila. Spero proprio di si!
Ogni diciotto giorni un'onda energetica si rovescia sulla ter
ra. La prossima si presenter il 3 agosto. Sarete in grado di
avvertirla. Quest'onda di energia pu essere piu o meno forte,
dipende. Quando la terra la riceve, non importa dove vi tro
viate, essa si fa sempre sentire. Al cospetto dell'immensit di
quella forza, non vi sono punti del pianeta che possano sfug
girle.
Stiamo tuttora conversando animatamente quando si avvici
na la cameriera che, con tono sferzante, ci chiede se vogliamo
ordinare qualcos'altro. Dato che nessuno di noi vuole il des
sert o il caff, non resta altro che alzarci. Non appena la came
riera si assenta, Castaneda commenta: << Pare che ci sbattano
fuori ... .
vero, ci stanno sbattendo fuori e, forse, con ragione. Si fat
to tardi. Con sorpresa rileviamo il rapido succedersi delle ore.
Ci alziamo e ci incamminiamo lungo il viale.
notte, la strada e la gente hanno l'aspetto di un lunapark.
Dietro le nostre spalle un mimo con marsina e tuba intrattie
ne il pubblico. Tutto ci che vediamo suscita la nostra ilarit.
Ci scrutiamo attorno alla ricerca del piattino che vien solita
mente fatto girare durante questi spettacoli. Alla nostra destra,
sotto le gronde di un vecchio teatro, un uomo sta eseguendo
un altro numero su di un palco in miniatura. Un gatto, cosi
mi sembra, in procinto di adempiere il suo compito. Da que
ste parti si pu veramente vedere di tutto. Una volta ho visto
un tipo mascherato da orso che cercava di competere con una
orchestra umana. Il problema trovare delle alternative ogni

volta piu stravaganti>>, commenta qualcuno. Mentre cammi


niamo in direzione del campus, Castaneda parla del suo pros
simo viaggio in Argentina.
Con l'Argentina si conclude un ciclo>>, dice. <<Ritornarvi
molto importante per me. Non so tuttora quando, ma di sicu
ro ci andr. Per adesso ho delle cose da fare qui. Ad agosto avr
portato a termine il mio compito triennale; probabile quin
di che parta subito dopo.>>
Quel pomeriggio Castaneda ha parlato molto di Buenos Aires,
delle sue strade, dei suoi quartieri, dei suoi club sportivi. Ram
menta con nostalgia via Florida, con i suoi negozi eleganti e il
continuo viavai della folla. Si ricorda anche nei dettagli della
celebre via dei cinema, la via Lavalle.
Castaneda trascorse l'infanzia a Buenos Aires. Del periodo sco
lastico ricorda con amarezza l'appellativo <<piu largo che lun
go>> con cui veniva chiamato, parole che feriscono molto quan
do si bambini. <<Guardavo sempre con invidia tutti gli argen
tini alti e belli>>, commenta.
<<Voi sapete che a Buenos Aires si deve sempre appartenere a
qualche tifoseria>>, continua Castaneda. <<lo tifavo per il Cha
carita. Tifare per il River Plate cosa piuttosto scontata, giu
sto? Il Chacarita invece sempre una delle ultime in classifi
ca.>> A quei tempi il Chacarita era i mmancabilmente il fanali
no di coda. commovente vederlo identificarsi con chi per
de, con <<chi ha la peggio>>.
<<Di sicuro la Gorda verr con me. Vuole viaggiare. Vuole anda
re a tutti i costi a "Pari ce". La Gorda si serve adesso nei nego
zi di Gucci, elegante e vuole andare a Parigi. Le dico sempre:
"Gorda, perch vuoi andare a Parigi?, non c' niente l". Si
fatta una certa idea di Parigi, "la citt delle mille luci".>>

Molte volte, quel pomeriggio, stata nominata la Corda. Non


c' dubbio che Castaneda nutra verso di lei un rispetto e
un'ammirazione notevoli. Eppure, quale il senso di tutte
quelle informazioni particolareggiate che ci ha offerto riguar
do alla sua vita? Io credo che con quei commenti, come pure
con quelli sul regime alimentare e sul modo di dormire dei rol
techi, Castaneda abbia cercato di impedire che ci formassimo
un'immagine rigida del loro modo d'essere. Il lavoro che li vede
impegnati molto serio, cosi come austera la loro vita, tut
tavia essi non sono n rigidi n inglobati entro le norme tra
dizionali della societ. La cosa importante affrancarsi dagli
schemi, non sostituirli con altri.
Castaneda ci fa capire di non aver viaggiato molto in Ameri
ca Latina, eccetto il Messico. Ultimamente sono stato solo in
Venezuela>>, dice. <<Come vi ho gi detto, presto devo andare
in Argentina. Li si concluder un ciclo. Dopodich sar in gra
do di partire. Beh . . . la verit che non so ancora se voglio par
tire. Sorride, mentre pronuncia queste ultime parole. <<Chi
non ha delle cose che Io trattengono!
Egli stato in Europa svariate volte per motivi legati ai suoi
libri. <<Nel l 973, tuttavia, don Juan mi mand in Italia, affer
ma. <<Ii mio compito era quello di andare a Roma per ottene
re un'udienza dal Papa. Non pretendevo certo di avere un'u
dienza privata, ma solo di partecipare a una di quelle che ven
gono concesse a gruppi di persone. Cunica cosa che dovevo
fare durante il colloquio era baciare la mano al Pontefice Mas
stmo.
Castaneda fece tutto quello che gli aveva detto don Juan. And
in Italia, arriv a Roma e chiese l'udienza. Era una di quelle
udienze del mercoledf, terminata la quale il Papa celebra la

messa. Mi venne, si, concessa un'udienza ma. . . non riuscii ad


andarci>>, dice. Non arrivai neppure alla porta.>>
Molte volte, quel pomeriggio, Castaneda ha menzionato la sua
famiglia e la sua educazione tipicamente liberale nonch deci
samente anticlericale. Anche in Il secondo anello del potere si
accenna al suo retaggio anticlericale. Don Juan, che sembra
non giustificare i suoi pregiudizi e i suoi scontri con la Chie
sa cattolica, afferma: Per sconfiggere la nostra stupidit abbia
mo bisogno di tutto il nostro tempo e di tutta la nostra ener
gia. Questa l'unica cosa che conta. Tutto il resto difetta di
consistenza. Niente di quello che tuo nonno e tuo padre han
no detto della Chiesa li ha resi felici. La forza, la vitalit e il
potere derivano solo dal nostro essere guerrieri impeccabili.
Pertanto, la cosa appropriata per te il sapere come scegliere>>.
Castaneda evita di concettualizzare su questi temi. Riguardo
alla dicotomia "clericalismo-an ti clericalismo", desidera sem
plicemente offrirei un insegnamento per il tramite della sua
esperienza. Ci fa capire, cio, come sia molto difficile rompe
re gli schemi che si sono formati in giovennl.

Intervista di Gracida Corvalan (Mutantian e Magica! Bland).


Traduzione di Roberto Fedeli.