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Divorzio e separazione personale

Diritto Internazionale Privato


Clara Bejarano Alcntara

Giurisdizione in materia di divorzio e legge applicabile


Nel corso degli ultimi anni, il matrimonio e, conseguentemente, il divorzio tra
soggetti con una diversa cittadinanza divenuto un fenomeno in continuo e costante
aumento e, per tale motivo, con grande sollievo che, il 31 dicembre 1996, si accolta
lentrate in vigore il Titolo IV della Legge n. 218 del 31 maggio 1995, con la quale
stata approvata la Riforma del sistema Italiano di diritto internazionale privato.
Esso concerne il riconoscimento di sentenze e provvedimenti stranieri di volontaria
giurisdizione. Vengono qui in rilievo sia i procedimenti che riguardano convenuti non
domiciliati in uno Stato dellUnione sia quelli relativi ad una materia esclusa
dallambito di applicazione del regolamento n 44 del 2001.
Prima dellentrata in vigore della normativa in parola, le pronunce di
scioglimento del vincolo matrimoniale emesse da Tribunali e Corti stranieri avevano
efficacia nel territorio italiano solamente a seguito della delibazione della Corte
dAppello, che le riconosceva come valide attraverso lemissione di una sentenza che
veniva successivamente trascritta nei registri dello stato civile del Comune competente.
In conformit del principio della circolazione internazionale dei provvedimenti
giudiziari,con la legge n. 218, il riconoscimento di quelle sentenze e quei provvedimenti
stranieri che possiedono determinati requisiti divenuto automatico.
Alle Corti di Appello italiane, quindi, rimasta una competenza residuale in
ordine ai requisiti di riconoscimento in caso di mancata ottemperanza o di contestazione
attraverso unazione di mero accertamento (art. 67 della Legge 218).
Per quanto riguarda alla giurisdizione in materia d i divorzio, dobbiamo
comminciare risaltando gli articoli 31 e 32 della legge 215 del 1995.
Art.
31
Separazione
personale
e
scioglimento
del
matrimonio
1. La separazione personale e lo scioglimento del matrimonio sono regolati dalla legge
nazionale comune dei coniugi al momento della domanda di separazione o di
scioglimento del matrimonio; in mancanza si applica la legge dello Stato nel quale la
vita
matrimoniale
risulta
prevalentemente
localizzata.
2. La separazione personale e lo scioglimento del matrimonio, qualora non siano
previsti dalla legge straniera applicabile, sono regolati dalla legge italiana.
Art. 32 Giurisdizione in materia di nullit, annullamento, separazione personale e
scioglimento
del
matrimonio
1. In materia di nullit e di annullamento del matrimonio, di separazione personale e di
scioglimento del matrimonio, la giurisdizione italiana sussiste, oltre che nei casi
previsti dall'art. 3, anche quando uno dei coniugi cittadino italiano o il matrimonio e
stato celebrato in Italia.
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Possiamo vedere come queste disposizione estendono l'ambito della
giurisdizione italiana e l'articolo 32 aggiunge due critere specifici per questa materia: di
una parte, la cittadinanza italiana di uno dei coniugi e, dell'altra parte, la celebrazione
del matrimonio in Italia. Residenza e domicilio vanno determinati in base alle
disposizioni del codice civile e, come regola, devono sussistere al momento di
proposizione della domanda.
Grazie al criterio della cittadinanza italiana dellattore, i cittadini italiani si vedono
sempre riconosciuta la possibilit di chiedere la separazione o il divorzio ad un tribunale
italiano con applicazione della legge italiana, quando tali istituti sono sconosciuti alla
legge
straniera
altrimenti
applicabile.
Il criterio relativo alla celebrazione del matrimonio in Italia, una carta nuova concessa
con la legge di riforma su citata, per effettuare la richiesta di divorzio e separazione in
Italia.
Notevole rilievo presenta il secondo comma dell' articolo 31, a norma del quale
la legge italiana applicabile qualora la separazione o il divorzio non siano previsti
dalla lex straniera ma questa prevalenza della lex fori non una novit nel panorama del
diritto europeo comparato e si spiega con le grandi differenze che esistevano nella
disciplina del divorzio ed giustificata dall'esigenza di assicurare e garantire ai propri
cittadini la possibilit di sciogliere il propio matrimonio indipendentemente dal modo di
disporre della legge straniera.
La giurisdizione potr esistere anche qualora la parte convenuta abbia un rappresentante
autorizzato a stare in giudizio ai sensi dellart. 77 c.p.c. Si tratta di un criterio speciale di
giurisdizione, che, nel contesto che ci riguarda qui, potr trovare applicazione in un
ambito limitato di ipotesi, ad esclusione, in particolare di quei provvedimenti di
volontaria giurisdizione idonei ad incidere sullo stato o sulla capacit degli individui
ovvero su rapporti personali e familiari.
Particolare rilevanza assume la parte finale del secondo comma dellart. 3, che
attribuisce giurisdizione allItalia, nelle materie escluse dallapplicazione del
regolamento n. 44 del 2001, ai criteri stabiliti per la competenza per territorio.
In somma, possiamo affirmare che la legge 218/1995 prevede, quale regola
generale, lautomatica efficacia in Italia di sentenze straniere che rispettino alcuni
requisiti
basilari
di
compatibilit
con
lordinamento
italiano.
I provvedimenti stranieri devono per essere trascritti presso il Comune italiano
competente.
Le sentenze straniere, munite di legalizzazione e traduzione in italiano, possono essere
presentate per la trascrizione in Italia:
- al Comune italiano, direttamente dallinteressato;
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- oppure al Consolato italiano nella cui circoscrizione stata emessa la sentenza.
Per richiedere la trascrizione necessario esibire un documento di identit in
corso di validit e produrre:
- istanza di trasmissione della sentenza sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto
notorio resa ai sensi dellart. 47 del DPR 445/2000 attestante la sussistenza dei requisiti
di cui allart. 64 della legge 218/1995 nella quale si dichiara che la sentenza non
contraria ad altre sentenze pronunciate da un giudice italiano e che non pende un
giudizio davanti a un giudice italiano per il medesimo oggetto e fra le stesse parti;
- copia integrale della sentenza completa dei requisiti di cui allart. 64, debitamente
legalizzata e tradotta.
Sulla materia studiata previamente ha inciso in maniera considerevole il
regolamento CE 2201/2003 di cui parleremo dopo.
Conviene fermare un attimo per lo studio del reglamento UE 1259/2010 (Roma
III) del Consiglio relativo alla legge applicabile al divorzio e alla separazione personale.
Consente ai coniugi di designare di comune accordo la legge applicabile. In fatto, la
electio iuris ad opera dei coniugi constituisce linnovazione forse pi visibile del
regolamento.

Divorziare in Europa e il regolamento CE 2201/2003


Dal 1 marzo 2001 le sentenze di divorzio pronunciate in uno Stato membro
dellUnione europea sono riconosciute pi facilmente negli altri Stati membri.
Due persone di nazionalit diversa, o non pi residenti nello stesso Stato
membro, che intendono divorziare devono sapere a quali tribunali o autorit competenti
nazionali rivolgersi.
Nel 2000 il Consiglio ha adottato un regolamento che stabilisce:
- in quale Stato membro i tribunali sono competenti per giudicare un procedimento di
divorzio;
- le modalit secondo cui le sentenze di divorzio pronunciate in uno Stato membro sono
riconosciute dalle autorit degli altri Stati membri.
Tale normativa riguarda lo scioglimento del matrimonio, come pure le decisioni
relative alla potest dei genitori sui figli di entrambi i coniugi, se tali decisioni sono
state prese insieme al divorzio. Informazioni in materia possono essere consultate
cliccando su potest dei genitori.
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Detta normativa non riguarda invece questioni come gli assegni di
mantenimento, disciplinate da un regolamento del Consiglio sulla competenza
giudiziaria, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e
commerciale, oppure la divisione dei beni.
Il regolamento in vigore dal 1 marzo 2001 e si applica alle sentenze di
divorzio pronunciate dopo tale data. Si applica anche alle sentenze di separazione
personale dei coniugi e di annullamento di matrimonio.
Trattandosi di un regolamento, le sue disposizioni sono direttamente applicabili,
nel senso che tutti possono avvalersene dinanzi ad un tribunale.
Non si applica alla Danimarca.
A seguito di una proposta della Commissione europea del maggio 2002, il 29
novembre 2003 i ministri della Giustizia europei hanno approvato un nuovo
regolamento che, per quanto riguarda il riconoscimento e lesecuzione, riprende le
disposizioni del suddetto regolamento n. 1347/2000 del Consiglio, ma che va oltre in
materia di potest dei genitori. Questo testo che non modifica le disposizioni del
regolamento n. 1347/2000 relative al divorzio, entrato in vigore il 1 agosto 2004, ma
le sue disposizioni sono applicabili dal 1 marzo 2005.
Gli articoli 64 e 65 del regolamento CE 2201/2003 definisce in maniera sua
propria e tassativamente i criteri di competenza giurisdizionale del giudice dello Stato di
origine della sentenza. Non sar necessario che questi "potesse conoscere della causa
secondo i principi sulla competenza giurisdizionale propri della causa secondo i principi
sulla competenza giurisdizionale propri dell'ordinamento italiano" e neppure che
appartenga allo Stato la cui legge " richiamata dalle norme o produce effetti
nell'ordinamento di quello Stato".
Da un'altra parte, il regolamento 2201/2003 non richiede che la decisione sia
definitiva ma conferisce comunque al giudice la facolt di sospendere il procedimiento
se la decisione stata impugnata nello Stato di origine con un mezzo di impugnazione
ordinario. Per effetuare le iscrizioni di stato civile la decisione deve essere invece
definitiva.
La legge italiana invece richiede i l passaggio in giudicato della sentenza se il
riconoscimiento si fonda sull' articolo 64 e dispone nulla nel quadro dell'articolo 65.
Occorre sapere che il regolamento n. 1347/2000 non stabilisce quale legge
nazionale i tribunali dovranno applicare al divorzio. In taluni casi, infatti, i tribunali di
uno Stato membro si trovano a dover applicare la legge di un altro paese. Ci dipende
dalla normativa nazionale di ogni Stato membro.

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Per quanto riguarda l'esecuzione il regolamento CE 2201/2003 fa proprio il
sistema del reglamento 44/2001: istanza al giuduce competente; decisione da parte di
quest' ultimo senza l'intervento di altre parti; eventuale oppsizione successiva.
Quali sono i tribunali competenti?
Sono competenti a pronunciare una sentenza di divorzio i tribunali dello Stato
membro:
- in cui i coniugi risiedono abitualmente;
- in cui il convenuto risiede abitualmente;
- qualora i coniugi non risiedano pi nello stesso Stato membro, i tribunali dello Stato
membro in cui i coniugi avevano l'ultima residenza abituale, se uno di essi vi risiede
ancora;
- in caso di domanda congiunta, i tribunali dello Stato membro in cui uno dei due
coniugi risiede;
- a determinate condizioni, i tribunali dello Stato membro in cui il richiedente risiede
abitualmente;
- di cui i coniugi hanno la nazionalit.
Le parti non possono scegliere un tribunale diverso da quelli sopra menzionati.
Qualora vengano adite le giurisdizioni competenti di diversi Stati membri per
una procedura relativa alle stesse parti, si pronuncia sul divorzio quella che stata adita
per prima. In altri termini, se un tribunale viene adito, resta competente anche se
successivamente ne viene adito un altro. Quest'ultimo, invece, deve rifiutarsi di
deliberare.
Il riconoscimento delle decisioni
Di norma, una sentenza di divorzio pronunciata in uno Stato membro
automaticamente riconosciuta dagli altri Stati membri senza particolari procedure;
quindi non necessario alcun procedimento per laggiornamento delle iscrizioni nello
stato civile di uno Stato membro a seguito di decisione di divorzio, separazione,
annullamento contro la quale non sia pi possibile proporre impugnazione.
Tuttavia, qualsiasi persona interessata pu chiedere che il giudice non riconosca
la sentenza di divorzio. Ci nel caso in cui, per esempio, tale riconoscimento
palesemente contrario allordine pubblico o, a determinate condizioni, se la decisione
contraria a un'altra decisione o ancora se l'atto introduttivo non sia stato comunicato o
notificato al convenuto contumace in tempo utile e in modo tale che questi possa
provvedere alla propria difesa.
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Grazie al riconoscimento delle decisioni, non richiesta alcuna procedura per
l'aggiornamento degli atti di stato civile di uno Stato membro. La domanda va fatta sulla
base di una sentenza di divorzio (o di separazione personale o di annullamento di
matrimonio) che sia definitiva e non possa essere oggetto di ricorso secondo la
normativa di tale Stato membro.
Ci sono nuove proposte in relazione al diritto applicabile e alla competenza dei
tribunali in materia di divorzio
La Commissione ha avviato i lavori sul diritto applicabile in materia di divorzio.
Il 14 marzo 2005 ha pubblicato un libro verde sul diritto applicabile e sulla
giurisdizione in materia di divorzio e ha ricevuto 65 risposte. Il 6 dicembre 2005 si
svolta un'audizione pubblica.
A seguito del processo di consultazione, il 17 luglio 2006 la Commissione ha
presentato una proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE)
n. 2201/2003 limitatamente alla competenza giurisdizionale e introduce norme sulla
legge applicabile in materia matrimoniale . L'obiettivo generale di tale proposta di
fornire un quadro giuridico chiaro e completo in materia matrimoniale nell'Unione
europea e di garantire ai cittadini soluzioni adeguate per quanto riguarda la certezza del
diritto, la prevedibilit, la flessibilit e l'accesso ai tribunali.

Riconoscimiento di divorzi stranieri e la convenzione dell' Aja sul


riconoscimiento dei divorzi e delle separazioni personali del 1970
L'arrivo del divorzio in Italia ha reso possibile il riconoscimiento delle sentenze
straniere di divorzio, anche se rese nei confronti di cittadini italiani. Con la legge
218/1995, il riconoscimiento di una sentenza straniera di separazione e di divorzio
diviene automatico. A lungo, l'ostacolo principale al riconoscimiento degli atti stranieri
di divorzio rimasto l'ordine pubblico, previsto espressamente sia dall'articolo 64 sia
dall' articolo 65. La giurisprudenza italiana divenuta molto pi liberale: sopratutto per
effetto della convenzione dell' Aja del 1970, la convenzione internazionale pi
importante nel settore, che permette aprire la porta in Italia al riconoscimiento di un
divorzio straniero meramente consensuale, anche tra coniugi italiani. Essa facilita il
riconoscimiento dei divorzi sopratutto perch stabilisce regole molto ampie di
competenza internazionale riconosciendo il potere dei giudici di altri Stati di
pronunciare il divorzio sulla base di una competenza determinata da una molteplicit di
criteri). L'unico presidio dell' ordine pubblico che questo scioglimento del matrimonio
"venga pronunciato all'estero all'esito di un rigoroso accertamento dell'irrimediabile
disfacimento della comunione familiare".
Il giudice a quo competente se una delle parti residente in quello Stato al
momento della domanda. Inoltre, il riconoscimiento dovuto quando la sentenza si
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pronuncia nello Stato di cui entrambi coniugi erano cittadini o di cui era cittadino anche
soltanto l'attore.
Questa elencazione non tassativa per: essa fa riferimento a una serie di casi in
cui lo Stato ad quem non pu rifiutare di ricooscere il divorzio ma non esclude che tale
Stato possa riconoscere dei divorzi stranieri anche sulla base dei propri criteri sulla
competenza internazionale.
L'obiettivo di la convenzione dell' Aja del 1970 di garantire, a determinate
condizioni, il riconoscimento, tra gli Stati contraenti, dei divorzi e delle separazioni
personali pronunciate in un altro Stato contraente, a seguito di una procedura giudiziaria
o di altra procedura ufficialmente riconosciuta nello Stato a quo. Essa ha un carattere
"minimalista": impone agli contraenti uno standard minimo, ma non esclude che essi
facciano di pi nel senso del riconoscimiento dei divorzi.
La convenzione non si applica alle relazioni tra gli Stati membri dell'Unione
disciplinate dal Regolamento n. 1347/2000, ad eccezione della Danimarca.
La convenzione si applica, invece, alle relazioni tra gli Stati membri che l'hanno
ratificata (attualmente 8) e agli Stati terzi parti della convenzione (attualmente 8.)
La convenzione si pone l'obiettivo di determinare :
- quali sono i tribunali competenti per giudicare una procedura di divorzio,
- in quale modo i divorzi pronunciati in uno Stato membro contraente debbano essere
riconosciuti dalle autorit degli altri Stati contraenti.
La convenzione riguarda solo la competenza dei tribunali e il riconoscimento
delle decisioni di divorzio e di separazione personale. Le decisioni relative alle
conseguenze patrimoniali del divorzio o alla custodia dei figli non rientrano nella
convenzione tanto quanto le disposizioni relative agli obblighi di risarcimento, alle
condanne accessorie o alle condanne di ordine pecuniario rese con la sentenza di
divorzio anche escluse..
Per quanto riguarda agli convenzioni bilaterali, alcuni Stati membri hanno
inoltre concluso convenzioni bilaterali con paesi terzi sul riconoscimento dei divorzi.

Il divorzio straniero come motivo di divorzio


L'articolo 3, n. 2, lettera e) della legge sul divorzio, "lo scioglimento... del
matrimonio pu essere domandato da uno dei coniugi... nei in cui... l'altro coniuge,
cittadino straniero, ha ottenuto all' estero l'annullamento o lo scioglimento del
matrimonio o ha contratto all'estero nuovo matrimonio".
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Si tratta di una norma che prescinde dal sistema di diritto internazionale privato,
cio dall'applicabilit della legge italiana alla stregua dell' articolo 31 della legge di
riforma, dotata di un campo autonomo di applicazione essendo una norma di
applicazione necessaria.

Cosa c' in caso di divorzio in Italia tra coniuge straniero e italiano?


La coppia che ha deciso di divorziare, lo pu fare, seguendo liter attuale della
separazione legale e del divorzio dopo tre anni dalla data della separazione quindi
occorrer seguire il normale iter procedimentale previsto dal codice di procedura civile
italiano,
e
rivolgersi
al
tribunale
del
luogo
competente.
Se la coppia decisa a fare domanda congiunta o consensuale, pu divorziare
nello Stato dorigine dellextracomunitario rispettando la normativo dello stato estero e
non necessaria la separazione legale, a meno che lo Stato dorigine non richieda per
sua normativa, questo passaggio.
Perch
ci
sia
valido
in
Italia
occorre
1) Non esista sentenza italiana contraria alla sentenza straniera, riguardante
oggetto
e
le
stesse
2) Non sia iniziato un processo in Italia, per lo stesso oggetto e
3)
Non
sia
contrario
allordine

che:
lo stesso
persone;
persone;
pubblico

Lostacolo pi grande quando la normativa straniera impone che uno dei due
coniugi
debba
avere
la
residenza
in
quello
stesso
Stato.
Sebbene quindi, in caso di lite non consensuale a domanda congiunta le cose siano pi
complicate, la domanda si potr proporre sempre che si rispettino i punti elencati sopra
e
si
notifichi
allaltra
parte
allindirizzo
anagrafico
italiano.
Dal momento della notifica che deve essere dimostrata e documentata, la
controparte ha 90 giorni di tempo per nominare un suo legale rappresentante, oppure
eccepire la giurisdizione, visto che questa derogabile consensualmente dalle parti.
Se trascorso tale periodo la controparte non ha nominato difensore o ha eccepito la
giurisdizione, il divorzio pu essere pronunciato in contumacia se ci previsto dallo
Stato estero, e una volta che la sentenza passata in giudicato potr essere trascritta
dallufficiale di Stato civile del luogo in cui avvenuto il matrimonio in Italia.

Cosa c' in caso di divorzio in Italia tra coniugi emtrambi straniero?

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Per la separazione personale ed il divorzio, il legislatore ha mantenuto un ruolo
di primo piano al principio di nazionalit, cio quello relativo al luogo da cui
provengono le parti, ma questo viene in parte sacrificato, nel caso di coniugi di
cittadinanza diversa, allesigenza di una regolamentazione unitaria del rapporto. La
ricerca della legge applicabile viene rimessa in questi casi al prudente apprezzamento
del giudice, che dovr individuare il paese in cui la vita matrimoniale prevalentemente
localizzata, tenendo conto delle connessioni esistenti con i diversi ordinamenti.
Lart. 31 legge n. 218 del 1995, stabilisce che la legge italiana applicabile
qualora la separazione o il divorzio non siano previsti dalla lex cause straniera, a tutela
del
diritto
al
divorzio.
Dunque, da tale norma non viene richiesta la cittadinanza italiana del coniuge che
chiede in Italia la separazione o il divorzio, e pu essere pertanto invocata anche da uno
straniero, sia in un matrimonio misto sia in un matrimonio tra stranieri.
La stessa cassazione civile a sezioni unite con la sentenza 1994/2004, ha stabilito
che la domanda di separazione personale, quando nessuno dei coniugi sia cittadino ed il
matrimonio non sia stato celebrato in Italia, devoluta alla cognizione del giudice
italiano, nella disciplina dellart.3 della legge 218/1995, in relazione al successivo art.
32, non solo se il convenuto sia residente o domiciliato in Italia, ma in difetto di tale
situazione , anche se la parte attrice abbia residenza ( anche di fatto) in Italia, tenendosi
conto che lultima parte del secondo comma dellart. 3, rendendo operanti ai fini della
giurisdizione pure i criteri stabiliti per la competenza territoriale.
Come il Regolamento CE 2201/2003 allart. 3 stabilisce, sono competenti a decidere
sulle questioni inerenti al divorzio, alla separazione personale dei coniugi e
allannullamento del matrimonio le autorit giurisdizionali dello Stato membro:
a) Nel cui territorio si trova uno di questi requisiti:
La
residenza
abituale
dei
coniugi;
- Lultima residenza abituale dei coniugi se uno di essi vi risiede ancora;
La
residenza
abituale
del
convenuto;
- In caso di domanda congiunta la residenza abituale di uno dei coniugi;
- La residenza abituale dellattore se questi vi ha risieduto almeno per un anno
immediatamente prima della domanda o, - la residenza abituale dellattore se questi vi
ha risieduto almeno per sei mesi immediatamente prima della domanda ed cittadino
dello Stato membro stesso, o nel caso del Regno Unito e dellIrlanda, ha l il proprio
domicilio;
b) Di cui i due coniugi sono cittadini.

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Giurisdizione e legge applicabile alla separazione dei coniugi in una


recente sentenza del Tribunale di Belluno
Una sentenza resa il 30 dicembre 2011 dal Tribunale di Belluno affronta
unarticolata serie di questioni relative alla giurisdizione e ai conflitti di leggi in materia
di separazione giudiziale.
Si trattava della separazione di coniugi di cittadinanza marocchina residenti in
Italia. Dopo il matrimonio, celebrato in Marocco, la coppia si era stabilita in provincia
di Belluno. Allepoca del procedimento, i tre figli nati dalla loro unione non avevano
ancora raggiunto la maggiore et.
Il procedimento era stato instaurato dalla moglie. Questa chiedeva che venisse
dichiarata la separazione con addebito al marito, che le venisse affidata la prole e
assegnata la casa coniugale e che venisse disposto a carico del marito un contributo
mensile al mantenimento dei figli, oltre alla partecipazione alle spese straordinarie,
scolastiche e mediche. Il marito era rimasto contumace.
Nella pronuncia il Tribunale introduce innanzitutto nel dibattito processuale la
questione della propria giurisdizione. A tale proposito il Tribunale ha riguardo
separatamente alle varie domande oggetto del ricorso.
Quanto alla dichiarazione della separazione, il Tribunale premette anzitutto di
ritenere applicabile il regolamento (CE) n. 2201/2003 sulla competenza giurisdizionale
e lefficacia delle decisioni in materia di cause matrimoniali e responsabilit genitoriale
(Bruxelles II bis). Come chiarito dalla Corte di giustizia nella sentenza del 29 novembre
2007 relativa al caso Sundelind Lopez (causa C-68/07), la circostanza che i coniugi
siano cittadini di uno Stato terzo rispetto allUnione non esclude infatti lapplicabilit,
negli Stati membri, della disciplina europea.
Nel caso di specie prosegue la sentenza la giurisdizione italiana deve
ritenersi sussistente in forza dellart. 3, par. 1, lett. a), del regolamento. La residenza
abituale dei coniugi secondo la nozione (autonoma, osserva il Tribunale) accolta dal
diritto dellUnione risulta infatti trovarsi in Italia. In particolare, riferendosi al quinto
trattino dellart. 3, par. 1, lett. a), il Tribunale osserva che, anche a voler tacere della
residenza del marito, la ricorrente risulta aver risieduto in Italia per oltre un anno
immediatamente prima della domanda.
Circa laddebito, il Tribunale di Belluno comincia col dare atto che il
regolamento Bruxelles II bis interessa soltanto, l dove parla di separazione personale e
divorzio, lo scioglimento e lattenuazione del vincolo matrimoniale, restando escluse
dalla disciplina uniforme, fra le altre, le questioni riguardanti le cause della crisi
coniugale (cos l8 considerando del regolamento). Senonch, osserva il Tribunale,
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deve affermarsi nella specie la giurisdizione italiana anche in rapporto alla domanda di
addebito, giacch questa, pur costituendo una domanda autonoma e soltanto
eventuale, risulta essere, nel nostro sistema, inscindibilmente connessa alla domanda
di separazione personale, tanto da non poter essere proposta in un diverso giudizio.
Sussiste la giurisdizione italiana, continua il Tribunale, anche in relazione alla
domanda riguardante laffidamento dei figli minori. Risulta infatti che questi ultimi
risiedono in Italia e tanto basta, ai sensi dellart. 8 del regolamento n. 2201/2003, a
conferire al giudice italiano la competenza a pronunciarsi su questo aspetto.
Il Tribunale passa, quindi, ad accertare la propria competenza in ordine alle
domande relative al mantenimento della prole, rilevandone lestraneit alla sfera di
applicazione materiale del regolamento n. 2201/2003, in quanto relative a quelle che il
diritto dellUnione europea autonomamente qualifica come obbligazioni alimentari.
Rispetto a tali domande occorre dunque guardare altrove, e in particolare al regolamento
(CE) n. 44/2001 sulla competenza giurisdizionale ed il riconoscimento delle decisioni in
materia civile e commerciale (Bruxelles I). Inapplicabile ratione temporis invece il
regolamento (CE) n. 4/2009 sulle obbligazioni alimentari, dato che il procedimento in
questione stato proposto anteriormente alla data di applicabilit di tale disciplina.
Il Tribunale, su queste premesse, ritiene che la giurisdizione italiana possa
affermarsi (quanto meno) in base allart. 5 n. 2 del regolamento n. 44/2001, norma che
eleva a titolo di giurisdizione in materia alimentare, appunto il domicilio e la
residenza abituale dellalimentando e che comunque valorizza il vincolo di accessoriet
fra la domanda di alimenti e lazione relativa allo stato delle persone cui tale pretesa si
riconnetta.
Rilevata la sussistenza della giurisdizione italiana in ordine a tutte le domande, il
Tribunale passa ad affrontare la questione relativa alla legge applicabile alla
separazione.
La fattispecie, si osserva nella pronuncia, rientra nel campo di applicazione
dellart. 31 della legge 31 maggio 1995 n. 218, recante la riforma del sistema italiano di
diritto internazionale privato. Tale disposizione richiama anzitutto la legge nazionale
comune dei coniugi al momento della domanda di separazione o di scioglimento del
matrimonio. Da qui, lapplicabilit in prima battuta della legge marocchina.
Senonch, il Codice della famiglia marocchino (Moudawana), come modificato
nel 2004, non disciplina specificamente la separazione personale, limitandosi a
prevedere listituto del divorzio.
In tali condizioni, ad avviso del Tribunale, viene in rilievo la previsione dettata
dallart. 31, 2 comma, della stessa legge n. 218/1995, ai sensi del quale la separazione
personale e lo scioglimento del matrimonio, qualora non siano previsti dalla legge
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straniera applicabile, sono regolati dalla legge italiana. La separazione, rileva
conclusivamente il Tribunale, deve ritenersi regolata dalla lex fori.

Riflessione in base al Libro Verde sul diritto applicabile e sulla


giurisdizione in materia di divorzio (2005) presentato dalla
Commissione
Il Libro verde individua i problemi che possono sorgere allo stato attuale e
propone alcune possibili soluzioni. Il documento di lavoro della Commissione in
allegato fornisce informazioni sul diritto sostanziale e processuale e sulle norme che
regolano i conflitti di legge in materia di divorzio negli Stati membri.
Attualmente non esistono norme comunitarie sul diritto applicabile in materia di
divorzio. Il regolamento (CE) n. 1347/2000 del Consiglio (regolamento Bruxelles II)
disciplina la giurisdizione e il riconoscimento delle decisioni in materia matrimoniale,
ma nulla dispone in merito al diritto applicabile.
Considerate le differenze esistenti tra le norme sui conflitti di legge degli Stati
membri in materia di divorzio e la complessit di tali norme, spesso difficile prevedere
quale legge nazionale si applicher a un determinato caso. Possiamo parlare di una
mancanza di certezza giuridica e di prevedibilit per i coniugi e di una insufficiente
autonomia delle parti eistendo il rischio di risultati che non corrispondono alle legittime
aspettative dei cittadini.
Tra le soluzioni possibile si pu lasciare lo status quo, armonizzare le norme sui
conflitti di legge, permettere ai coniugi di scegliere il diritto applicabile, rivedere i
criteri di giurisdizione di cui allarticolo 3 e all' articolo 7 del regolamento n.
2201/2003, o permettere ai coniugi di scegliere il tribunale giurisdizionalmente
competente.

Bibliografia

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Divorzio e separazione personale


Diritto Internazionale Privato
Clara Bejarano Alcntara

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