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Capitolo quinto

La formazione del prezzo nelle altre forme di


mercato

5.1.

Lipotesi di equilibrio parziale

Gran parte della ricerca economica finalizzata all'analisi dei


meccanismi che regolano la formazione del prezzo di mercato dei beni. La
complessit della realt economica, tuttavia, impone l'adozione di modelli
schematici, con riferimento ai quali risulti pi semplicemente interpretabile
il meccanismo di formazione del prezzo. Tra tali modelli (forme o regimi di
mercato) vi quello gi descritto di libera concorrenza o concorrenza
perfetta. Esso rappresenta una forma di mercato "limite, all'opposto della
quale si pone il regime cosiddetto di monopolio. Entro questi due limiti
estremi si collocano poi altre strutture tipiche di mercato, denominate regimi
di concorrenza imperfetta, che si differenziano in rapporto sia alla
"dimensione economica" ed al comportamento dei soggetti operatori, sia alle
condizioni che presiedono allo svolgimento delle contrattazioni.
Anche per queste forme di mercato, peraltro, l'analisi del prezzo di
equilibrio pu essere eseguita nel breve periodo oppure nel lungo periodo.
Nel breve periodo, ovviamente, la quantit di bene offerta sul mercato non
pu essere sensibilmente aumentata; ci pu avvenire invece nel lungo
periodo, nel quale pu infatti mutare la potenzialit produttiva delle aziende
in termini di dotazioni impiantistiche e di tecniche di produzione.
Sia nel breve che nel lungo periodo, nellanalisi del prezzo si ritiene
valida, di norma, l'ipotesi di equilibrio parziale di mercato. In virt di tale
ipotesi, si assume in particolare che la variazione del consumo di un dato

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bene dipenda soltanto dal rispettivo prezzo e non anche dai prezzi dei beni
ad esso connessi ovvero dal reddito degli operatori del mercato.

5.2.

Il monopolio unilaterale del venditore

E caratterizzato da un'offerta proveniente da un'unica impresa e da una


domanda "polverizzata" in numerose unit decisionali.
La egemonia di offerta del monopolista pu essere dovuta alla
irriproducibilit di talune risorse in suo possesso ovvero di taluni servizi
essenziali alla produzione (monopolio naturale), come pure pu dipendere
da specifiche disposizioni legislative per le quali la vendita del bene
affidata ad un'unica impresa (monopolio legale).
In generale, in regime di monopolio il prezzo del bene fissato
dall'imprenditore in modo che sia massimo il profitto totale ritraibile dalla
vendita dei prodotti. Tale prezzo, ovviamente, non coincide con quello pi
elevato tollerabile dal mercato: in corrispondenza di quest'ultimo prezzo,
infatti, risulterebbe estremamente esigua la domanda dei beni, s che
l'imprenditore non giungerebbe a massimizzare il profitto totale derivante
dalle vendite. Pi opportunamente, invece, il calcolo economico
dell'imprenditore deve tener conto - come si dir nel prosieguo dell'andamento della domanda di mercato e dei costi marginali connessi ai
livelli di produzione attuabili.
5.2.1.

Il prezzo di equilibrio di breve periodo

Nel definire la quantit di ottimo economico, a differenza


dellimprenditore concorrenziale, il monopolista pu operare una politica di
prezzo, non essendo questultimo stabilito in maniera univoca dal mercato.
Supponiamo, allora, che il monopolista conosca le curve dei costi medi
totali e dei costi marginali di produzione. Ci, tuttavia, com intuibile, non
sufficiente allimprenditore per individuare il prezzo che rende massimo il
profitto totale. Occorre infatti definire, altres, la curva di domanda del bene
prodotto, o pi precisamente la curva che rappresenta le quantit di bene che

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limprenditore spera di vendere in corrispondenza dei vari prezzi unitari.


Per semplicit di trattazione, ipotizziamo che la domanda (RM) sia funzione
lineare della quantit sperata (q):
RM = i jq.

(5.1)

La curva di domanda anche per il monopolista la curva del ricavo


medio. Il ricavo totale fornito dal prodotto tra ricavo medio (RM) e la
quantit di prodotto q:
RT = (i jq) q = iq - jq .

(5.2)

dRT
= i 2 jq .
dq

(5.3)

Il ricavo marginale
R' =

Landamento del ricavo marginale quindi descritto da una retta che ha


uguale intercetta della curva di domanda, con lasse delle ordinate, ma
pendenza doppia rispetto a questultima.
Riportiamo adesso, in un piano cartesiano q-p (figura 32), le leggi del
ricavo medio (RM) e del ricavo marginale (R), nonch le curve del costo
medio totale (CM) e del costo marginale di produzione (Cma).

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prezzi

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D
Cma
CM

T
S
C

R'
x' x

R
quantit

Figura 32. Lequilibrio economico dellimprenditore monopolista

Il prezzo di equilibrio (OS) individuato dal punto T nel quale la curva


dei costi marginali incontra la retta dei ricavi marginali. In corrispondenza di
questo punto, la quantit di bene Ox rende massimo il profitto totale
dellimprenditore. Se infatti il monopolista vende inizialmente una quantit
inferiore a quella di equilibrio, poniamo Ox, lincremento di ricavo totale
che consegue alla vendita di ununit addizionale di prodotto (ricavo
marginale), risulta superiore allincremento di costo (costo marginale)
necessario per produrla. E ci, ovviamente, induce il monopolista ad offrire
sul mercato ulteriori quantit di bene, sino a quando il ricavo ottenibile
dallultima unit di prodotto uguaglia il costo marginale ad essa attribuibile.
E evidente, daltro canto, che al monopolista non conviene offrire sul
mercato quantit di bene superiori a quella di equilibrio, giacch in tal caso,
per ogni unit addizionale di prodotto, deve sostenere un costo marginale
superiore al corrispondente ricavo, il che determina una diminuzione del
profitto totale.

Microeconomia

D
Cma
F

Figura 33. Regime di rendimenti crescenti

Non v dubbio che il ragionamento ora esposto non valido quando il


monopolista opera in regime di rendimenti crescenti, sostenendo costi
marginali decrescenti allaumentare della quantit offerta (figura 33). Se ci
si verifica, infatti, il punto di intersezione della curva dei costi marginali con
la retta dei ricavi marginali (F), chiaramente non individua la posizione di
equilibrio del monopolista il quale, al fine di massimizzare il profitto
imprenditoriale, continua a produrre sino alla saturazione della capacit
dellimpianto.
La ricerca dellequilibrio economico del monopolista pu essere anche
condotta a partire dalle curve del costo totale e del ricavo totale, dove
questultima curva, in particolare, nellipotesi di linearit della funzione
ricavo medio, rappresenta una parabola che intercetta lorigine degli assi
coordinati:
RT = iq - jq2 .

(5.4)

In effetti, la quantit di equilibrio, com noto, definita


dalluguaglianza del ricavo marginale con il costo marginale, che in altri
termini si traduce nelluguaglianza tra lincremento di costo totale e
lincremento di ricavo totale entrambi connessi alla realizzazione di ununit
addizionale di prodotto. Ne deriva pertanto che la quantit di equilibrio pu
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essere individuata nel punto in cui le tangenti geometriche alle curve del
costo totale e del ricavo totale presentano uguale coefficiente angolare,
giacch questultimo esprime, per lappunto, la variazione incrementale delle
relative funzioni.
CT

RT
0
q

Figura 34. Equilibrio dellimprenditore monopolista determinato con riguardo a ricavi e

costi totali

In figura 34 sono riportate le curve del ricavo totale (RT) e del costo
totale di produzione (CT), ed insieme la curva del profitto totale (P) ottenuta
per differenza dalle prime due curve.
La quantit di equilibrio indicata dallascissa Oq, in corrispondenza
della quale, essendo parallele le tangenti geometriche alle curve RT e CT, il
profitto imprenditoriale totale massimo.
5.2.2.

Il prezzo di equilibrio di lungo periodo

Per definire il livello del prezzo da praticare nel lungo periodo, il


monopolista deve valutare opportunamente la possibilit di ingresso nel
mercato di nuove imprese rivali.

Microeconomia

P
Cma

CM

F0
F3
P'
Pf

F2
F4
F5

R'
q'

qf

F6

F1

Figura 35. Equilibrio di lungo periodo dellimprenditore monopolista

Con riferimento al diagramma di figura 35, ipotizziamo che inizialmente


il prezzo di equilibrio (vedi paragrafo precedente) sia P e q la
corrispondente quantit di bene.
Se tale prezzo P risulta superiore al prezzo di frontiera Pf al di sopra del
quale le imprese rivali trovano conveniente accedere al mercato, si verifica
evidentemente una diminuzione della domanda dei beni prodotti dal
monopolista, cosicch questi costretto a praticare un prezzo inferiore a
quello iniziale.
Per prezzi di equilibrio superiori al prezzo di frontiera, quindi, la retta
originaria di domanda F0F2 si trasforma nella retta F3F2 (figura 35). Per
converso, se il prezzo di equilibrio inferiore a Pf, la curva di domanda
ovviamente coincide con quella corrente. Ne deriva che la domanda di lungo
periodo costituita dalla spezzata F3F2F1, e che daltra parte la curva del
ricavo marginale (F3F4F5F6) presenta una discontinuit in corrispondenza
del prezzo di frontiera Pf.
E bene osservare che, quando la curva del costo marginale interseca
lintervallo di discontinuit F4F5, il monopolista pu trovare conveniente
praticare il prezzo di frontiera. Ci perch questultimo prezzo, sebbene non
consenta di massimizzare il profitto imprenditoriale, elimina il pericolo di
ingresso nel mercato delle imprese rivali.
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Se accade invece che la curva del costo marginale non intercetta il


segmento di discontinuit del ricavo marginale, il prezzo praticato dal
monopolista si pone in posizione intermedia tra P e Pf ( il caso di figura
35).
Va notato, peraltro, quando PPf il monopolista chiaramente sottratto
alla concorrenza delle imprese rivali. In tal caso si dice che il monopolista
gode del massimo grado di protezione del mercato, per questo motivo pu
liberamente procurare di massimizzare il profitto imprenditoriale.

5.3.

Il monopolio unilaterale del compratore

E' definito anche monopsonio. Si realizza quando la domanda di un dato


bene proviene da un unico soggetto operatore, mentre l'offerta frazionata in
numerose unit di vendita (si pensi, ad esempio, alle gare di appalto). Si
tratta, quindi, di una forma di mercato per cos dire "duale" del monopolio di
offerta. A differenza di quest'ultimo, tuttavia, in regime di monopsonio
l'unit di domanda ha la facolt di "porre in concorrenza" i venditori; in
ragione di ci, il prezzo di equilibrio tende a coincidere con quello minimo
tollerabile dai venditori, e in ogni caso con il prezzo per cui massima la
convenienza del monopolista nell'acquisto del bene.

5.4.

Il monopolio bilaterale

un regime di mercato connotato da un monopolio di offerta cui si


contrappone un monopolio di domanda.
In un mercato siffatto, ovviamente, difficile definire un prezzo di
equilibrio che renda simultaneamente soddisfatte le convenienze di entrambi
i monopolisti. Pi semplicemente possibile per definire gli "estremi"
dell'intervallo di valori all'interno del quale il prezzo medesimo si colloca.
Questo pu in pratica avvenire tenendo conto delle differenti aspettative dei
soggetti operatori e pi precisamente facendo riferimento ai prezzi minimo e

Microeconomia

massimo che i due monopolisti sono disposti, rispettivamente, ad accettare e


a pagare per la vendita o l'acquisto del bene.

5.5.

Il monopolio parziale

connotato, dal lato della domanda, da numerose ed ininfluenti unit


decisionali; dal lato dell'offerta, invece, caratterizzato da un unico
imprenditore di notevole capacit produttiva (monopolista) ed altres da
numerosi piccoli imprenditori ciascuno dei quali non presenta una
"dimensione economica" che rende attuabile una "politica di quantit"
ovvero una "politica di prezzo". Pur tuttavia, coalizzandosi, gli imprenditori
minori possono verosimilmente ostacolare l'operato del monopolista. In
funzione di ci, questultimo di norma non agisce da monopolista puro,
bens stabilisce in primo luogo un prezzo conveniente per le imprese minori,
in secondo luogo provvede a saturare la domanda che esse non sono in grado
di soddisfare.
La determinazione delle aliquote di offerta attribuibili distintamente alle
imprese minori e al monopolista, pu essere svolta sulla base delle curve dei
costi marginali delle prime e del secondo, nonch della curva della domanda
complessiva di mercato.
In figura 36, siano Cmp e Cmg le curve dei costi marginali riferite,
rispettivamente, alle imprese minori (somma dei costi marginali relativi alle
singole imprese) e all'impresa dominante. Sia inoltre D1D2 la curva di
domanda, che per semplicit assumiamo di tipo lineare.

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Cmp
Cmg
D1
D3

D2
r'g
D4
0
q1

q2

q3

Figura 36. Equilibrio in un mercato di monopolio parziale

Supponiamo adesso che il monopolista fissi un prezzo pari a 0P; in tale


ipotesi, l'offerta delle imprese minori pari complessivamente a 0q1. Una
volta saturata la capacit produttiva di tali ultime imprese, l'impresa
dominante pu quindi agire da monopolista puro e, in particolare, pu
provvedere a massimizzare il profitto con la domanda residua D3D4. Questa
ovviamente si ottiene traslando parallelamente, di una quantit q2q3 pari
all'offerta 0q1 delle imprese minori, la curva di domanda originaria. Nota la
domanda residua, poi possibile determinare (paragrafo 5.2.2) la retta del
ricavo marginale (r'g), la cui intersezione con la curva Cmg fornisce l'offerta
0q2 proveniente dal monopolista.

5.6.

Loligopolio

E caratterizzato, dal lato della domanda, da un gran numero di unit


decisionali e, dal lato dellofferta, da un numero limitato di operatori
economici (oligopolisti) che vendono beni del tutto similari e pertanto
reciprocamente succedanei.

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Microeconomia

In tale forma di mercato, evidentemente, il singolo imprenditore non pu


aumentare indiscriminatamente il prezzo di vendita del bene, dovendo
debitamente congetturare le reazioni che alla sua politica di prezzo sono
opposte dai rimanenti oligopolisti. Se infatti questi ultimi non si adeguano al
prezzo praticato dal primo imprenditore -praticando ad esempio prezzi pi
bassi -, si riduce la domanda del bene offerto dallo stesso e diminuisce in
conseguenza il volume di vendite che egli pu realizzare. Tra i vari
imprenditori presenti sul mercato, pertanto, si instaurano delle
interdipendenze oligopolistiche che rendono inattuabile la definizione di un
prezzo di equilibrio dei beni offerti.
In linea di principio, il comportamento economico degli oligopolisti pu
essere analizzato mediante la teoria dei giochi, la cui trattazione originaria si
deve al Von Neumann ed al Morgenstern. Nel caso qui considerato, il
gioco costituito dal susseguirsi delle azioni e reazioni strategiche
contrapposte dagli imprenditori rivali ognuno dei quali, prima di effettuare le
proprie scelte, formula delle previsioni sui possibili comportamenti degli
altri imprenditori. In pratica il gran numero di variabili che intervengono
nella valutazione delle contrapposte strategie degli oligopolisti, difficilmente
consente di risolvere il gioco.
Conseguentemente, si pu affermare che: il carattere fondamentale del
mercato oligopolistico la indeterminatezza del prezzo di equilibrio.
Pu tuttavia accadere che il prezzo di vendita dei beni sia univocamente
definito allorch gli oligopolisti si accordano sulla politica da adottare.
Una forma abbastanza diffusa di collusione tra oligopolisti costituita
dalla price leadership, per la quale il prezzo stabilito da un venditore
leader alle cui decisioni si uniformano tutti gli altri venditori presenti sul
mercato.
Unaltra forma di collusione il cartello, che consente agli oligopolisti
di concordare la politica dei prezzi da attuare al fine di massimizzare il
profitto di gruppo. Questultimo viene poi ripartito tra gli imprenditori
secondo regole stabilite allatto di costituzione del cartello, nel quale pu
peraltro essere contemplata la ripartizione delle aree di vendita tra i diversi
produttori.
Unulteriore forma di accordo tra gli oligopolisti consiste
nelluniformare i criteri di determinazione del prezzo di vendita dei beni
mediante il cosiddetto sistema dei punti base. In virt di tale sistema, per il
singolo oligopolista, il prezzo del bene viene stabilito maggiorando del costo
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di trasporto (operazioni di mark up) lanalogo prezzo praticato nella localit


pi prossima a quella in cui limprenditore considerato intende operare
(punto base). Cos facendo, per ciascuna zona di vendita non pu essere
praticato che un unico prezzo, la qual cosa ovviamente elimina ogni forma di
interdipendenza tra gli oligopolisti.
Infine, tra le forme di collusione tra oligopolisti vi il trust, che consiste
nella fusione tecnica o anche soltanto amministrativa delle imprese rivali. Il
trust pu essere di tipo verticale o orizzontale a seconda che la fusione
riguardi o meno le modalit del processo produttivo attuate dalle singole
aziende.

5.7.

La concorrenza monopolistica

Il termine concorrenza monopolistica, introdotto dal Chamberlin,


designa una forma di mercato connotata, dal lato della domanda, da molte ed
ininfluenti unit decisionali e, dal lato dellofferta, da un numero pi o meno
elevato di imprese che producono beni similari, dotati per di una certa
differenziazione.
Per tale ultima caratteristica dei beni, ciascun imprenditore presente sul
mercato pu godere di una propria clientela, che tende a preferire il prodotto
da lui realizzato piuttosto che i prodotti dei rimanenti imprenditori. Ci in
altri termini vuol dire che sul mercato coesistono vari monopolisti, in
concorrenza gli uni con gli altri, che non producono beni identici fra loro, n
del tutto diversi. La differenziazione dei beni, infatti, significa che i beni
stessi sono per qualche aspetto diversi, non gi completamente differenti
(Stonier-Hague). Daltra parte, tale differenziazione che pu agire da
fattore stabilizzante per il mercato della singola impresa, assicurando a
questultima un nucleo di clientela che preferisce il bene da essa prodotto, ad
esempio per le sue caratteristiche qualitative o semplicemente per la sua
diversa confezione.
Pur tuttavia, lesistenza sul mercato di altri beni similari pone in guardia
ciascun singolo imprenditore. Ognuno di essi, in effetti, consapevole che se
rincara indiscriminatamente il prezzo di vendita, viene abbandonato dalla
sua clientela, la quale si rivolge ad altre imprese che praticano prezzi pi

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Microeconomia

vantaggiosi. La parziale succedaneit dei beni del resto fa s che eventuali


spostamenti di clientela siano assorbiti uniformemente dalla totalit delle
rimanenti imprese e da nessuna di esse in particolare. Nessuna impresa pu
cio acquistare vantaggio dallaumento di prezzo operato dal singolo
produttore e, simmetricamente, nessun danno questultimo pu arrecare alle
rimanenti imprese qualora decida di ridurre il prezzo del bene: in
questultimo caso, infatti, il singolo produttore sottrarrebbe clientela a tutti
quanti i rimanenti imprenditori ed a nessuno di essi in particolare.
Un siffatto regime di mercato, come intuibile, esclude quindi qualsiasi
forma di interdipendenza tra gli imprenditori. In tale situazione di mercato,
in particolare, la concorrenza concerne essenzialmente la conquista di una
sempre pi stabile clientela, di un mercato isolato e, pertanto, insensibile
alle attivit di promozione condotte dalle altre imprese. Ed questa, in
realt, una gara che va vinta soprattutto con lo strumento della pubblicit,
delle agevolazione negli acquisti, della corsa alla qualificazione ed alla
diversificazione del bene prodotto prescindendo pure, talora dalle specifiche
caratteristiche possedute.
5.7.1.

Il prezzo di equilibrio

In regime di concorrenza monopolistica, la ricerca del prezzo di


equilibrio si presenta in termini analoghi al monopolio unilaterale del
venditore. Ci in quanto ciascun imprenditore tende inizialmente a
comportarsi da monopolista puro provvedendo a massimizzare il profitto,
uguagliando perci il costo marginale al ricavo marginale (punto E in figura
37, cui corrisponde il livello di produzione 0qE ed un profitto totale massimo
rappresentato dallarea del rettangolo di vertici A1, A2, A3 ed A4).

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P
D1
C'
Cmed
A3

A4
PE
A1

E
A2
r'

D2

qE

Figura 37. Equilibrio di breve periodo in un mercato di concorrenza monopolistica

Tuttavia, per effetto della concorrenza, dovuta tra laltro allingresso nel
mercato di nuove imprese, la curva di domanda dei beni prodotti da ciascun
imprenditore tende poi a spostarsi progressivamente verso il basso, con una
conseguente diminuzione del profitto realizzabile. La situazione teorica di
equilibrio, quindi, viene raggiunta quando la curva di domanda diviene
tangente alla curva del costo medio di produzione (figura 38), situazione
nella quale evidentemente si annulla il profitto imprenditoriale.
P

C'
Cmed

D1'
P'

D2'
0

q'

Figura 38. Equilibrio di lungo periodo in condizione di concorrenza monopolistica

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