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DIFETTI RETICOLARI Zerodimensionali Unidimensionali — — Difetti Puntiformi : atomi mancanti o situati in posizioni

DIFETTI RETICOLARI

Zerodimensionali

Unidimensionali

Difetti Puntiformi: atomi mancanti o situati in posizioni fuori dalla regolarità reticolare (vacanze, interstiziali);

Difetti lineari:

gruppi di atomi in posizioni non regolari

rispetto al reticolo cristallino (dislocazioni a spigolo e a vite);

Bidimensionali

Difetti Planari:

interfacce fra regioni omogenee del

Tridimensionali

materiale (bordi di grano, superfici esterne); Difetti Volumetrici: difetti di tipo esteso (vuoti, cricche).

DIFETTI PUNTIFORMI

I difetti puntiformi possono riguardare o atomi in difetto rispetto alla struttura reticolare considerata, oppure in eccesso. Si dice “vacanza” una posizione reticolare mancante di un atomo e pertanto “vuota”. Si dice “interstiziale” un atomo situato nello spazio compreso fra gli atomi occupanti normali posizioni reticolari. Tale atomo può essere dello stesso elemento del cristallo ospitante, e si dirà allora autointerstiziale, oppure un’impurezza di un altro elemento.

, oppure un’ impurezza di un altro elemento. Numero di vacanze reticolari all’equilibrio Ad una certa

Numero di vacanze reticolari all’equilibrio

Ad una certa T :

n

N e

E V

KT

Dove

n= numero vacanze N= numero atomi

Ev = energia attivazione vacanza

1. vacanza; 2. autointerstiziale; 3. atomo interstiziale; 4. atomo sostituzionale di dimensioni minori delle dimensioni

1. vacanza;

2. autointerstiziale;

3. atomo interstiziale;

4. atomo sostituzionale di dimensioni minori

delle dimensioni dell’elemento che costituisce la matrice;

5. atomo sostituzionale di dimensioni

maggiori delle dimensioni dell’elemento che

costituisce la matrice.

NOTA: Le frecce rappresentano il verso degli sforzi locali introdotti dalla presenza dei difetti.

Soluzioni solide

Le soluzioni solide sono formate da una matrice di atomi (solvente) in cui sono presenti atomi di un secondo elemento (soluto). La quantità massima di soluto che può essere presente in condizioni d’equilibrio è detta solubilità.

Le soluzioni solide sono omogenee su larga scala. Nella matrice di atomi di solvente gli atomi

di soluto occupano posizioni o reticolari o interstiziali. Nel caso in cui gli atomi di soluto

occupino posizioni reticolari parleremo di soluzioni solide sostituzionali, se essi

occupano posizioni interstiziali le diremo soluzioni solide interstiziali.

C’è inoltre la possibilità che gli atomi di soluto formino composti chimicamente stabili con gli

atomi di solvente chiamati “seconde fasi”.

con gli atomi di solvente chiamati “ seconde fasi ”. SOLUZIONI SOLIDE SOSTITUZIONALI L’atomo di soluto

SOLUZIONI SOLIDE SOSTITUZIONALI L’atomo di soluto occupa posizioni

reticolari.

Se gli atomi di soluto sono disposti in maniera ordinata si parla di s.s. ordinate, altrimenti di s.s. disordinate

Regole di Hume-Rothery

Dimensioni atomiche: per non creare eccessivi sforzi sul reticolo, i due

elementi non devono avere dimensioni eccessivamente diverse. In particolare il soluto non deve avere un raggio atomico che differisca per più del 15% da

quello del solvente.

Strutture cristalline: le strutture cristalline di soluto e solvente puri devono essere quanto più simili possibile, ovvero devono essere la stessa.

Elettronegatività: le elettronegatività delle due specie di atomi devono

essere quanto più simili possibile. In caso contrario sarà maggiore la probabilità

che si creino composti ionici e non soluzioni sostituzionali.

Valenza: le valenze degli atomi devono essere quanto più simili possibili.

Soluzioni solide interstiziali

Soluzioni solide interstiziali Importanza delle dimensioni atomiche. le strutture metalliche sono molto dense e gli spazi
Soluzioni solide interstiziali Importanza delle dimensioni atomiche. le strutture metalliche sono molto dense e gli spazi

Importanza delle dimensioni atomiche. le strutture metalliche sono molto dense e gli spazi vuoti nei reticoli BCC, FCC e HCP sono

molto piccoli. E’ necessario quindi che gli

atomi di soluto abbiano raggi atomici molto piccoli. I principali atomi interstiziali sono infatti l’idrogeno, il boro, il carbonio e l’azoto.

FCC ottaedriche

FCC tetraedriche

BCC tetraedriche

BCC ottaedriche

(½, ½, ½) e (½, 0, 0)

(¼, ¼, ¼)

(½, ¼, 0),

(½, 0, 0) e (½, ½, 0) + centro facce

DIFETTI LINEARI TEORIA DELLE DISLOCAZIONI

La presenza di difetti lineari è stata teorizzata analizzando la differenza fra le tensioni reali e teoriche necessarie per indurre deformazioni plastiche in un materiale, ovvero per indurre scorrimento fra piani reticolari adiacenti di un cristallo.

Proviamo a calcolare la tensione critica necessaria per innescare moti di scorrimento di

un piano reticolare su un altro in un cristallo ideale.

 2 x       sen   max  a
 2 x 
 sen 
max
a

per piccoli

spostamenti

  2

  In campo elastico

(10

2  10 3 )G
2
 10
3
)G

x

a

max

max sperimentale =

GG tanG Ga

max

2 d

10

1

G

x

d

Una dislocazione è un difetto di linea che separa una regione deformata del cristallo

dalla restante regione indeformata

del cristallo dalla restante regione indeformata ’ Dislocazione a spigolo Movimento di una dislocazione a

Dislocazione a spigolo

del cristallo dalla restante regione indeformata ’ Dislocazione a spigolo Movimento di una dislocazione a spigolo
del cristallo dalla restante regione indeformata ’ Dislocazione a spigolo Movimento di una dislocazione a spigolo

Movimento di una dislocazione a spigolo

Una dislocazione è caratterizzata da due grandezze: la linea di dislocazione e il

vettore di Burgers, b. La linea di dislocazione identifica la presenza dei difetti che danno origine alla dislocazione stessa, il vettore di Burgers rappresenta la direzione, l’entità e verso della deformazione associata alla dislocazione.

rappresenta la direzione, l’entità e verso della deformazione associata alla dislocazione. circuitazione di Burgers

circuitazione di Burgers

b perpendicolare Linea dislocazione b parallela alla Linea dislocazione

b perpendicolare Linea dislocazione

b parallela alla Linea dislocazione

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

Dislocazioni a spigolo:

Difetti lineari: DISLOCAZIONI Dislocazioni a spigolo: D i s l o c a z i o

Dislocazioni a vite:

lineari: DISLOCAZIONI Dislocazioni a spigolo: D i s l o c a z i o n

Dislocazioni miste:

lineari: DISLOCAZIONI Dislocazioni a spigolo: D i s l o c a z i o n

Sforzi associati ad una dislocazione

La presenza di difetti implica una certa distorsione del reticolo cristallino, con zone di compressione o di trazione o di sforzi di taglio. Una dislocazione a spigolo è caratterizzata soprattutto da sforzi di trazione (+) e di compressione (-), quella a vite esclusivamente da sforzi di taglio.

soprattutto da sforzi di trazione (+) e di compressione (-), quella a vite esclusivamente da sforzi

Comportamento delle dislocazioni come ‘cariche elettriche’

Comportamento delle dislocazioni come ‘cariche elettriche’ richiamo di atomi/impurezze interstiziali
Comportamento delle dislocazioni come ‘cariche elettriche’ richiamo di atomi/impurezze interstiziali

richiamo di atomi/impurezze

interstiziali

,

Sistemi di scorrimento

Le dislocazioni si muovono su piani privilegiati (piani di scorrimento) e direzioni provilegiate (direzioni di scorrimento). L’insieme dei piani di scorrimento e deille direzioni di scorrimento

si chiamano SISTEMI DI SCORRIMENTO.

I piani e le direzioni coincidono con quelle rispettive di massimo addensamento atomico. Lo scorrimento (dal termine glide) identifica il moto delle dislocazioni in assenza di ostacoli. In presenza di ostacoli le dislocazioni attivano altri tipi di moto energeticamente meno favoriti, come ad esempio: moti di climb (non conservativo) per le dislocazioni a spigolo e

moti di cross-slip (conservativo) per quelle a vite.

e moti di cross-slip (conservativo) per quelle a vite. 1{0001} X 3  2110  =

1{0001} X 32110= 3 S.S.primario

4 {111} X 3110= 12 S.S. primario

6{110} X 2 111= 12 S.S. primario

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

Energia di una dislocazione
Energia di una dislocazione

Deformazione:

Sforzo di taglio:

b

2 r G  

Gb

2 r

Energia elastica del tubo

per unità di lunghezza:

r   a b 0 1 R  N
r
 
a
b
0
1
R 
N

N

dE

l

1

L

E

l

r 0

1

2

 N N  dE l  1 L E l  r 0  

Distorsione del cristallo nelle vicinanze di una dislocazione a vite.

;

dV

L



dV

R Gb



2 R

ln

r 0

rdr

4

densità di dislocazio ni

rdr

2

E

1

2

2

G b l

E

L

tendono ad essere rettilinee

E

b 2

b tende ad essere minimo

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

Forza agente su una dislocazione
Forza agente su una dislocazione
lineari: DISLOCAZIONI Forza agente su una dislocazione Lavoro della forza di taglio alla fine della deformazione:

Lavoro della forza di taglio alla fine della deformazione:

Q

L l b

Lavoro della forza agente sulla dislocazione:

Q

f

f l L

Dall’eguaglianza dei due lavori si ottiene:

Q

Q

f

f

b

Forza ortogonale alla linea di dislocazione

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

Il moto di puro scorrimento si ha solo in casi ideali.

Presenza di ostacoli e di difetti nelle dislocazioni portano ad una maggiore difficoltà e complessità dei moti delle dislocazioni.

ostacoli e di difetti nelle dislocazioni portano ad una maggiore difficoltà e complessità dei moti delle

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

Difetti lineari: DISLOCAZIONI CROSS SLIP. Moto conservativo DISLOCAZIONI a VITE La mobilità delle dislocazioni a vite

CROSS SLIP. Moto conservativo

DISLOCAZIONI a VITE
DISLOCAZIONI a VITE

La mobilità delle dislocazioni a vite è molto maggiore di quella delle dislocazioni

a spigolo

Non c’è più il vincolo di perpendicolarità fra direzione della dislocazione e vettore di Burgers

fra direzione della dislocazione e vettore di Burgers Una dislocazione in S ha la possibilità di

Una dislocazione in S ha la possibilità di procedere nel piano (111) o nel piano (1-11)

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

CLIMB. Moto non conservativo (attivato con la temperatura)

Proprio delle dislocazioni a spigolo
Proprio delle dislocazioni a spigolo
con la temperatura) Proprio delle dislocazioni a spigolo Termicamente attivato 100 – 1000 volte meno “facile”

Termicamente attivato

100 – 1000 volte meno “facile” dello scorrimento

Proprio delle dislocazioni a spigolo Termicamente attivato 100 – 1000 volte meno “facile” dello scorrimento

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

Intersezione di 2 dislocazioni
Intersezione di 2 dislocazioni
Difetti lineari: DISLOCAZIONI Intersezione di 2 dislocazioni Movimento delle dislocazioni: Intersezione di 2

Movimento delle dislocazioni:

Intersezione di 2 dislocazioni

Formazione di un difetto
Formazione di un difetto
Intersezione di 2 dislocazioni Formazione di un difetto Kink : Gradino contenuto nel piano di scorrimento.

Kink:

Gradino contenuto nel piano di

scorrimento.

Jog:

Gradino perpendicolare al piano

di scorrimento.

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

Sorgenti di dislocazioni:

un metallo sottoposto a sforzo aumenta la propria densità di dislocazioni.

Meccanismo di generazione di dislocazioni:

un metallo sottoposto a sforzo aumenta la propria densità di dislocazioni. Meccanismo di generazione di dislocazioni:
un metallo sottoposto a sforzo aumenta la propria densità di dislocazioni. Meccanismo di generazione di dislocazioni:

Difetti lineari: DISLOCAZIONI

Superamento di ostacoli:

Con gli stessi meccanismi le dislocazioni sono anche in grado di superare difetti

puntiformi, lasciando solamente un anello intorno al difetto:

le dislocazioni sono anche in grado di superare difetti puntiformi, lasciando solamente un anello intorno al

DIFETTI PLANARI

BORDI DI GRANO. I bordi di grano sono regioni di ‘saldatura’ tra i diversi cristalli componenti il materiale e sono zone di esiguo spessore ad alta distorsione reticolare. Normalmente, in virtù di tali distorsioni, i bdg sono regioni più resistenti meccanicamente del resto del cristallo.

più resistenti meccanicamente del resto del cristallo. GEMINATI . La geminazione si riferisce allo scorrimento di

GEMINATI. La geminazione si riferisce allo

scorrimento di piani reticolari per entità inferiore al

passo reticolare ed è tipica dei reticoli esagonali.

Nei reticoli FCC si può verificare al massimo per “errori” di impilamento dei piani reticolari. Il piano si dice geminato in quanto è un piano di riflessione per la struttura. Tali difetti possono essere importanti nella deformazione plastica a bassa temperatura (in cui è favorito rispetto allo scorrimento).

a bassa temperatura (in cui è favorito rispetto allo scorrimento). DIFETTI VOLUMETRICI : microvuoti, microcricche

DIFETTI VOLUMETRICI : microvuoti, microcricche