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LE TANGENTI NON SONO ALLARME SOCIALE?

IL PROCURATORE AGUECI:
NON HO PAROLE
Questo il commento del magistrato alla notizia del parere dellAvvocatura e alla conseguente
mancata costituzione di parte civile della Regione al processo contro un proprio dipendente
accusato di corruzione
di Alberto Samon

Non ho parole. Questo il commento del procuratore aggiunto Leonardo Agueci alla notizia della
mancata costituzione di parte civile della Regione siciliana al processo contro un proprio dipendente
infedele accusato di corruzione. Mancata costituzione dovuta a un parere dellAvvocatura
distrettuale dello Stato. Non ho proprio parole ha detto il magistrato proprio
perch lAvvocatura dello Stato di Palermo sempre stata sensibile su questi temi. Ho sperimentato
la sensibilit dimostrata in altre occasioni, ecco perch questa notizia mi ha lasciato di stucco. Devo
leggere le motivazioni.
Eppure, in tal caso la sensibilit non si tradotta in un orientamento conseguente. La vicenda
quella relativa al procedimento penale a carico del funzionario dellassessorato al
Territorio,Gianfranco Cannova, arrestato mesi fa con laccusa di avere intascato tangenti e usufruito
di soggiorni in lussuosi alberghi, per oliare una pratica nel settore dello smaltimento dei rifiuti e
delle discariche.
Il dipendente regionale attualmente alla sbarra davanti al tribunale di Palermo ma, male che gli
vada, potr incassare una condanna penale, mentre non vi sar alcuna provvisionale, alcun
risarcimento in favore della Regione, in quanto questa non si costituita parte civile.
Un dietro-front, dovuto al fatto che lAvvocatura distrettuale dello Stato, investita della questione,
ha spiegato che se il danno provocato allente pubblico non eccessivo, allora non il caso che
questo si costituisca parte civile. Una decisione, motivata con parole che lasciano di stucco,
soprattutto nella parte in cui viene definita inopportuna leventualit della Regione di costituirsi
al processo per far valere il proprio ruolo di parte offesa. La stessa Avvocatura aveva motivato il
proprio orientamento con lesiguit del danno provocato dal singolo caso al patrimonio pubblico
e per il non particolare allarme sociale connesso alle fattispecie concrete contestate.
Tanto bastato per convincere la Regione Siciliana a non costituirsi in giudizio quale parte offesa.
http://www.loraquotidiano.it/2015/02/06/le-tangenti-non-sono-allarme-sociale-il-procuratore-aguecinon-ho-parole_24348/

Le mazzette? Non provocano allarme sociale E la Regione siciliana non si


costituisce parte civile
Le mazzette non sono un fattore di particolare allarme sociale dice lAvvocatura
distrettuale dello Stato in un parere consegnato alla Regione siciliana. E questo bastato
allamministrazione regionale per decidere di non costituirsi parte civile nel processo per
corruzione a un proprio funzionario.
Il processo cominciato lo scorso 19 gennaio nei confronti di Gianfranco Cannova,
dipendente dellassessorato al Territorio, che ha ammesso di aver preso tangenti (denaro
e soggiorni gratis in alberghi di lusso), in cambio di autorizzazioni ad alcuni imprenditori
titolari di discariche. La notizia stata pubblicata da Repubblica. Eppure, dopo larresto di
Cannova, avvenuto lo scorso luglio, il governatore Rosario Crocetta tuon contro la nuova
tangentopoli.

Ma lAvvocatura ha giudicato inopportuna la costituzione di parte civile, attesa la


esiguit del danno e il non particolare allarme sociale connesso alle fattispecie concrete
contestate. Secondo lAvvocatura, la Regione pu esimersi dal chiedere un risarcimento
perch sufficiente limpulso accusatorio del pubblico ministero, si legge in una nota del
10 novembre scorso, firmata dallavvocato distrettuale Massimo DellAira e dallincaricato
Pierfrancesco La Spina.
Lassessore regionale al Territorio, Maurizio Croce, spiega di aver saputo dai giornali della
mancata costituzione come parte civile: grave la nostra posizione dice e vergognosa
la motivazione fornita dallAvvocatura. E Crocetta aggiunge: Non so cosa sia successo.
Disporr uninchiesta interna.
5 febbraio 2015

http://www.si24.it/2015/02/05/regione-sicilia-processo-gianfranco-cannova-mazzette-allarmesociale/79361/
CANNOVA GIANFRANCO ASCESA E DECLINO DELL'ANTIMAFIA DEGLI
AFFARI "CHE NON SI POSSONO RIFIUTARE"
Giulio Ambrosetti

Un' inchiesta coinvolge la dirigenza di Confindustria Sicilia e indirettamente quei politiici antimafia
che dovevano rappresentare "il nuovo" rispetto ai vecchi "comitati d'affari". Mala gestione dei beni
sequestrati alla mafia, conflitti d'interessi alla Regione, irregolarit sull'utilizzo dei fondi europei,
privatizzazione degli aereoporti... La magistratura ultimo baluardo in difesa della legalit?
Tira unaria pesante in questi giorni lungo lasse Palermo-Caltanissetta-Roma. Agli incroci di mafia
e antimafia c un po di traffico. Un ingorgo da legalit strillata. Storie strane. E uninchiesta su
presunti fatti di mafia che coinvolge il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante,
considerato uno degli uomini di punta dellantimafia e dellantiracket. Si tratta di dichiarazioni di
pentiti di Cosa nostra che lo tirano in ballo. Notizie da prendere con le pinze, ovviamente. Ma il
fatto che siano venute fuori, beh, segno che alcune cose, nellIsola, stanno cambiando. Anche,
anzi soprattutto per chi, dal 2008, di diritto o di rovescio, esercita in Sicilia un potere pieno e,
adesso, un po controllato: il senatore del Megafono-Pd, Giuseppe Lumia.
E lui, ormai da sette lunghi anni, luomo politico pi potente della nuova e della vecchia
Sicilia. E lui il garante di tanti, forse troppi accordi in bilico tra politica, economia e chiss
cosaltro ancora. A lui fa riferimento Antonello Montante, oggi sfiorato dal dubbio che dai tempi
di Crispi e di Giolitti fino ai nostri giorni illumina come unombra sinistra tanti politici siciliani
ascesi al soglio del potere. Dubbi che, nel caso dellex presidente della Regione, Tot Cuffaro, si
sono trasformati in condanna a sette anni per mafia. Dubbi che hanno accompagnato il suo
successore, Raffaele Lombardo, anche lui fulminato da una condanna di primo grado sempre per
mafia (in questi giorni dovrebbe iniziare il processo di secondo grado). Ogni storia giudiziaria, ogni
inchiesta dei magistrati inquirenti, si sa, storia a s. Ma impossibile non vedere in questa vicenda
il contesto politico in cui maturata la svolta giudiziaria che coinvolge Montante. Proviamo a
illustrarla.
In politica sono importanti i segnali. E il primo segnale sinistro arrivato circa una settimana prima
del siluro che ha colpito il presidente di Confindustria Sicilia. Ed stata la scoperta che la Regione
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siciliana della quale Rosario Crocetta il presidente - anche lui, neanche a dirlo, personaggio
legato a doppio filo al senatore Lumia - non si costituita parte civile in un procedimento
giudiziario che coinvolge un funzionario regionale finito in manette per tangenti. Questa mancata
costituzione di parte civile da parte della Regione, stando a indiscrezioni, potrebbe essere legata al
fatto che il funzionario finito sotto processo, Gianfranco Cannova, era il responsabile del
procedimento amministrativo di importanti autorizzazioni ambientali. La firma sui
provvedimenti di autorizzazione non poteva essere la sua, perch si tratta, come gi accennato, di
un funzionario e non di un dirigente.
Viene da chiedersi, a questo punto, perch hanno arrestato lui, se a firmare erano, a norma di
legge, altri dirigenti. E in questo scenario che si inserisce la mancata costituzione di parte civile
da parte del governo regionale di Crocetta. Con molta probabilit, dietro questa storia c un
comitato di affari.
E questo comitato di affari che la Regione sta cercando di proteggere non costituendosi parte
civile?
E Cannova non sa nulla di questa storia?
Le domande sono pi che legittime, perch quello che sta succedendo veramente strano.
In ogni caso, per il presidente Crocetta - un personaggio che, a parole, si proclama sempre
antimafioso e paladino della cultura della legalit - una pessima figura, sia nel caso in cui avesse
semplicemente dimenticato di costituirsi parte civile, sia nel caso in cui si dovesse venire a
scoprire che dietro questa storia c un comitato di affari. La cosa strana che gli ultimi due
dirigenti che stavano sopra il funzionario regionale finito in manette non ci sono pi. Il primo
- Vincenzo Sansone - andato in pensione negli stessi giorni in cui esplodeva il caso
Cannova. Il secondo - Natale Zuccarelo - con parenti importanti nel mondo politico siciliano,
stato trasferito negli uffici del dipartimento regionale dei Rifiuti.
Una settimana dopo lo scivolone di Crocetta (che comunque, come gi accennato, non nuovo a
questo genere di stranezze, se vero che il suo governo, in tanti, forse troppi casi, ha ignorato le
regole sullanticorruzione) arrivata la botta a Montante. Agli osservatori non sfugge che il
presidente di Confindustria Sicilia stato chiamato a far parte dellAgenzia per i beni confiscati
e sequestrati alla mafia. Una struttura, inventata dalla politica italiana, della cui presenza in vita i
cittadini del nostro Paese non avvertivano e non avvertono ancora oggi il bisogno.
Su questo punto bene essere chiari. Dei beni sequestrati e confiscati alla mafia si occupa gi la
magistratura. Ci sono state polemiche sul fatto che chi va a gestire questi beni - che di solito sono
avvocati e commercialisti nominati dai magistrati - non avrebbe e competenze imprenditoriali per
gestire aziende confiscate che poi, magari, falliscono. Il problema esiste. Ma non si capisce perch,
a risolverlo, dovrebbero essere soggetti nominati da una politica che spesso collusa con la mafia.
Insomma, senza girarci tanto attorno, il dubbio, tuttaltro che campato in aria, che la politica stia
provando a togliere ai magistrati la gestione dei beni confiscati alla mafia. E siccome sono noti i
rapporti tra mafia e politica, non da escludere che i politici, con questo stratagemma, puntino a
restituire, sottobanco, i beni confiscati ai mafiosi o ai loro eventuali prestanome.
Nessuno, per carit!, vuole offendere i soggetti - Prefetti in testa - chiamati a gestire lAgenzia per i
beni confiscati o sequestrati alla mafia. Le nostre sono semplici considerazioni politiche che non
coinvolgono i Prefetti. Considerazioni legate, piaccia o no, alla storia del nostro Paese. E un
peccato di lesa maest ricordare - lo faceva nei primi del 900 Gaetano Salvemini - che Giolitti, nel
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Sud dItalia, esercitava il suo potere proprio con i Prefetti in combutta con i prepotenti e i mafiosi
dellepoca? E ci sono dubbi sul fatto che, in Italia, ancora una volta, lultimo baluardo contro
unillegalit mai doma rappresentato dalla magistratura?
Detto questo, la politica farebbe bene a sbaraccare subito questa inutile Agenzia per i beni confiscati
e sequestrati alla mafia. Quanto ai problemi legati alla mancata gestione imprenditoriale delle
aziende confiscate alla criminalit organizzata, beh, sufficiente affiancare ai commercialisti e agli
avvocati imprenditori o associazioni di imprese. Ma questo deve farlo la magistratura e non i
politici attraverso uninutile Agenzia controllata dalla politica!
Fine delle considerazioni sullaria pesante che oggi si respira nellIsola? Niente affatto. I
cambiamenti in corso sono ancora pi profondi. Qualcuno, in Sicilia, a partire dal 1994, pensava di
essere immune da qualunque controllo di legge. E, in effetti, forse in parte stato cos. Chi scrive
ricorda un sindaco di Corleone di sinistra che in quegli anni affidava e rinnovava appalti a una
societ riconducibile a parenti stretti del boss Bernardo Provenzano. Per non parlare della storia del
miliardo di vecchie lire messo a disposizione dallOnu nel 2000. SOLDI , affidati a soggetti
dellantimafia, di cui non si saputo pi nulla.
Tra i personaggi che hanno sempre navigato in unAntimafia molto discutibile c il gi citato
senatore Lumia. Che oggi non sembra pi il politico irresistibile di un tempo. Qualcuno ha creduto
che lui e i personaggi a lui vicini non sarebbero mai stati chiamati a rispondere del proprio operato.
Forse perch ha pensato, errando di grosso, che la magistratura era assimilabile agli altri poteri dello
Stato italiano, pi o meno addomesticabili. Ebbene, questo qualcuno si sbagliato. Perch sia la
magistratura nel suo complesso (con riferimento, come vedremo, anche al Tar, sigla che sta per
Tribunale amministrativo regionale della Sicilia), sia la Corte dei Conti stanno rispondendo ai
prepotenti, ai furbi e anche ai mafiosi, vecchi e nuovi con un solo linguaggio: quello della
legalit.
La vicenda che oggi coinvolge Montante - vicenda, lo ribadiamo, legata a dichiarazioni di pentiti
ancora tutte da verificare - arriva da lontano e, con molta probabilit, destinata ad andare lontano.
Toccando tutti i gangli del sistema di potere che dal 2008 tiene in pugno la Sicilia. Chi scrive, gi
nei primi mesi dello scorso anno, sul quotidiano on line LinkSicilia, segnalava, ad esempio, lo
strano caso di Patrizia Monterosso, segretario generale della presidenza della Regione (in
pratica, il pi alto burocrate della Regione siciliana che, lo ricordiamo, in virt della propria
Autonomia, potrebbe essere assimilato a uno Stato americano se la stessa Autonomia venisse
applicata correttamente: cosa che non avviene), e di suo marito, lavvocato Claudio Alongi.
Con la prima che si pronunciava su un incarico del marito presso la stessa amministrazione
regionale! E con il secondo che forniva pareri legali alla moglie per fatti che riguardano la stessa
amministrazione regionale!
Entrambi in palese conflitto di interessi.
Quando abbiamo scritto queste cose ci hanno quasi presi per matti. Non ci credevano. Ma oggi
questa vicenda diventata di dominio pubblico. E, con molta probabilit, al vaglio delle autorit
competenti. Superfluo aggiungere che anche la Monterosso fa parte del sistema di potere del
senatore Lumia.
Il senatore Lumia - che il vero presidente ombra della Regione siciliana, in quanto inventore
della candidatura di Crocetta insieme con i geni dellUdc, formazione politica in via di
decomposizione politica - comincia a perdere colpi. Ben prima del siluro che in questi giorni ha
centrato Montante, lo stesso segretario generale della presidenza della Regione, la gi citata Patrizia
Monterosso, stata condannata dalla Corte dei Conti al pagamento di oltre un milione di euro
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( 1.279.007,04) per fatti riguardanti il settore della formazione professionale. ( SENT. N.

401/2014 http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/03/blog-post_14.html )
Un altro pezzo importante del sistema di potere di Lumia - la dirigente generale del
dipartimento Lavoro della Regione, Anna Rosa Corsello - stata di recente bastonata dal
Tar Sicilia, che ha dichiarato nullo un atto amministrativo da lei confezionato (si tratta del
decreto di accreditamento degli enti di formazione, atto che avrebbe dovuto essere firmato dal
presidente della Regione e che, invece, stato firmato dallex assessore regionale, Nelli
Scilabra). Il decreto dichiarato nullo dal Tar Sicilia potrebbe avere effetti dirompenti, perch
sui SOLDI gi spesi sulla base di un decreto nullo la Corte dei Conti dovrebbe avviare unazione
di responsabilit a carico dei protagonisti di questa incredibile storia (parliamo di milioni di euro).
Non solo. Sembra che, adesso, anche lUnione europea si stia svegliando. Fino ad oggi Bruxelles,
sulla formazione professionale, ha fatto finta di non vedere violazioni incredibili. I burocrati legati
allattuale governo regionale hanno bloccato lassegnazione di fondi europei per rivalersi su errori
commessi nellerogazione di fondi pubblici. Solo che i fondi erogati irregolarmente erano regionali,
mentre quelli con i quali la Regione ha provato a rivalersi erano europei. Due tipologie di fondi
pubblici non sovrapponibili.
Morale: la Regione non avrebbe dovuto bloccare lerogazione di fondi europei per recuperare
fondi regionali erogati illegittimamente.
Ma c, nella gestione della formazione professionale siciliana, unirregolarit che sta ancora pi a
monte. Una storia molto pi grave che Bruxelles non ha ancora sanzionato. I fondi europei, per
definizione, sono addizionali: si debbono, cio, sommare ai fondi nazionali e regionali. La
Regione siciliana, invece, dal 2012, utilizza i fondi europei sostituendoli totalmente ai fondi
regionali. E questo non si pu fare. Non a caso in corso una class action da parte del mondo della
formazione professionale siciliana contro la Regione che, ormai da quattro anni, non si dota del
Piano formativo regionale della formazione professionale con fondi regionali, finanziando tutto con
le risorse del Fondo sociale europeo. Cosa, questa, che non si dovrebbe fare perch a vietarlo la
stessa Unione europea che, fino ad oggi, violando leggi e regolamenti che essa stessa si data, fa
finta di non vedere tutto quello che succede in Sicilia in questo settore, rendendosi complice di
unirregolarit ai danni di se stessa.
Tutto questo vale per il passato e per il presente. Ma il siluro che ha colpito Montante e il sistema
di potere del senatore Lumia riguarda anche il futuro. E noto a tutti che, guarda caso in questi
giorni, si aperta la caccia alle tre societ che gestiscono gli aeroporti siciliani. Sono la Sac, che
gestisce gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso; la Gesap, che gestisce laeroporto
Falcone-Borsellino di Palermo; e lAirgest, che gestisce laeroporto Vincenzo Florio di Trapani.
Per motivi misteriosi queste tre societ - fino ad oggi controllate da soggetti pubblici - dovrebbero
essere privatizzate. Si tratta di societ che, se gestite con oculatezza, potrebbero dare utili e
ricchezza alla collettivit. Ma siccome siamo in Italia questa ricchezza se la debbono incamerare i
privati. A questo sembra che punti il governo Renzi che, non a caso, su questi e su altri argomenti
perfettamente in linea con Berlusconi, alla faccia della sinistra che lo stesso Pd di Renzi dice di
rappresentare!
Laffare pi grosso rappresentato dallaeroporto di Catania, il pi importante della Sicilia,
destinato a diventare un hub. Non a caso su questo aeroporto si gi gettato come un falco Ivan Lo
Bello, altro esponente di Confindustria Sicilia vicino a Montante. Chi prender il controllo della Sac
- societ per azioni oggi controllata dalle Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa,
dallIstituto regionale per le attivit produttive e dalle Province di Catania e Siracusa - assumer
pure la gestione dellaeroporto di Comiso, snodo aeroportuale importante per il flusso turistico
verso il Barocco di Noto, Siracusa e Ragusa e per il trasporto cargo di tutta lortofrutta prodotta
nelle serre che, dal Ragusano, arrivano fino a Gela e Licata.

Un po meno importanti - ma non per questo da tralasciare - gli aeroporti di Palermo e Trapani.
Nella Gesap - societ che, come ricordato, gestisce laeroporto Falcone-Borsellino - troviamo la
Provincia di Palermo come socio di maggioranza, poi il Comune e la Camera di Commercio,
sempre di Palermo. Mentre lAirgest fa capo per il 49 per cento alla Provincia di Trapani, per il 2
per cento alla Camera di Commercio, sempre di Trapani, e per il restante 49 per cento a un gruppo
di privati.
Non sfugge agli osservatori che Montante, oltre che presiedere la Camera di Commercio di
Caltanissetta, presidente dellUnioncamere, cio dellUnione delle Camere di Commercio della
Sicilia. E le Camere di Commercio, in tutte tre le eventuali privatizzazioni delle societ
aeroportuali, giocheranno un ruolo centrale. Lo stesso discorso vale per le Province siciliane, tutte
commissariate e gestite dalla stessa Regione, cio dallaccoppiata Lumia-Crocetta
Insomma, i conti tornano. O meglio, cominciano a non tornare per Lumia, per Montante e per
Crocetta. Tre personaggi che hanno fatto fortuna utilizzando lantimafia come trampolino di lancio
per la politica (e per gli affari). Ma adesso tutto questo mondo sembra in difficolt.
Una caduta che non sembra risparmiare nemmeno il numero due di Confindustria Sicilia, Giuseppe
Catanzaro, titolare della pi grande discarica della Sicilia in quel di Siculiana, in provincia di
Agrigento. Sotto scacco - non a caso sempre da parte della magistratura - finita tutta la gestione
dei rifiuti in Sicilia imperniata ancora sulle discariche. Una follia tutta siciliana che inquina
lambiente.
Va ricordato che quasi tutte le discariche siciliane non sono a norma di legge. Nelle discariche non
possono essere sotterrati i residui organici, cio il cosiddetto umido che andrebbe lavorato a parte.
Invece in quasi tutte le discariche siciliane i camion pieni di immondizia entrano, scaricano e vanno
via. Ma questo non si pu fare, la legge non lo consente. E invece si fa. Ma adesso la festa sembra
finita.
Non va meglio per la gestione dellacqua. Tutti in Sicilia sanno che, in due anni e oltre di
legislatura, il Parlamento siciliano, di fatto, ha bloccato il disegno di legge diniziativa popolare per
il ritorno alla gestione dellacqua pubblica. La mafia, in Sicilia, sempre stata contro lacqua
pubblica. Era cos ai tempi di Don Calogero Vizzini e Giuseppe Genco Russo. Ed cos anche oggi
che la mafia opera da Bruxelles, imponendo i proventi delle attivit criminali nel calcolo del Pil dei
Paesi dellUnione europea.
La mafia non vuole il ritorno allacqua pubblica. E la politica siciliana si sta adeguando alle
richieste della mafia che, come insegna Il Padrino, in genere, non si possono rifiutare. Questo
spiega perch, proprio mentre scriviamo, mezza Regione siciliana mobilitata a bloccare i tentativi
di alcuni Sindaci dellAgrigentino di gestire lacqua nellinteresse dei cittadini. Un esempio
intollerabile
Insomma, tutto il mondo che gira attorno a Lumia, Montante, Catanzaro, Lo Bello e Crocetta - che
un mondo di politica legata agli affari, dallagenzia dei beni confiscati alla mafia alla gestione della
burocrazia, dalle societ aeroportuali ai rifiuti, fino allacqua - in un modo o nellaltro non sembra
pi in sintonia con una certa idea di antimafia. La Giustizia da una parte e i grandi interessi che si
scontrano, dallaltra parte, stanno disegnando in Sicilia nuovi scenari.

http://www.lavocedinewyork.com/Ascesa-e-declino-dell-Antimafia-degli-affari-che-non-sipossono-rifiutare-/d/9843/

BATOSTA PER IL GOVERNO CROCETTA DECRETO-ACCREDITAMENTI


ANNULLATO
Venerd 30 Gennaio 2015 - 17:27 di Accursio Sabella

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di decine di enti tra cui l'Anfe e lo Ial. Il decreto
dell'assessore Scilabra che stabiliva i requisiti per ottenere i finanziamenti pubblici illegittimo:
doveva essere deliberato dalla giunta e firmato dal governatore.
PALERMO - Nuova bacchettata del Tar al governo Crocetta. Una bocciatura che rischia di far
esplodere il mondo della Formazione. I giudici amministrativi hanno dato ragione a una quarantina
tra enti e associazioni che avevano presentato un ricorso contro il decreto che disciplina gli
accreditamenti nel mondo dei corsi professionali. In particolare, nei confronti del passaggio in cui si
prevede la revoca dell'accreditamento in caso di presenza di contenziosi tra l'ente e la pubblica
amministrazione. Un provvedimento che era apparso fin da subito contrario persino alle regole del
buon senso. Ma i giudici amministrativi sono andati oltre. Bocciando, di fatto, l'intero
provvedimento. Quello sulla base del quale sono stati distribuiti e sono stati tolti gli accreditamenti
agli enti. E il motivo quasi grottesco: quel provvedimento, firmato da Nelli Scilabra, doveva
invece stando allo Statuto essere sottoscritto dal presidente della Regione. Uno scivolone
clamoroso.

Gi alla fine del 2013, il Tar aveva accolto la richiesta di sospensiva avanzata da queste
associazioni. Con due distinti ricorsi: uno dell'Anfe Sicilia e di altre associazioni e uno di un nutrito
gruppo di enti. Enti che, come detto, si erano opposti contro le norme contenute nel decreto
assessoriale del 23 luglio 2013. Si tratta, del provvedimento che elenca i nuovi requisiti per
laccreditamento, strumento utile per poter partecipare alla distribuzione dei contributi pubblici per
lo svolgimento dei corsi di Formazione.
In quellatto, firmato come detto dall'allora assessore Nelli Scilabra, fra le altre cose, si inibiva
l'accreditamento a quegli enti che avessero in corso "liti" e contenziosi con l'amministrazione
regionale. Ma un primo e pi grave vizio di quel decreto sta proprio nel firmatario. Quelle
disposizioni, infatti, precisano i giudici hanno la caratteristica della novit, introducendo
condizioni, caratterizzate altres dalla generalit ed astrattezza, ulteriori rispetto a quelle fino a quel
momento esistenti laccreditamento di enti di formazione e per il mantenimento dello medesimo
status: in altri termini quelle di cui si discute si atteggiano quali vere e proprie norme di carattere
secondario rispetto la disciplina primaria. Veri e propri regolamenti, quindi, che, stando allo
Statuto siciliano devono essere deliberati dalla Giunta di Governo ed adottati nella forma del
Decreto Presidenziale, mentre ai singoli assessori spetta esclusivamente il potere di proporre
ladozione di regolamenti nelle materie di rispettiva competenza. Nel caso di specie si legge - il
decreto oggetto di impugnazione non risulta adottato in conformit al quadro normativo appena
richiamato. Conseguentemente lo stesso decreto risulta illegittimo.
I ricorsi accolti sono due: uno stato proposto da Asef e Anfop, associazioni che raccolgono diversi
enti, assistite dal legale Carlo Comand. "L'aspetto importante - sottolineano dallo studio Comand
- che stato annullato l'intero decreto per effetto di una contestazione preliminare fatta da noi: non
doveva essere un decreto assessoriale, ma un decreto del presidente della Regione. Il
provvedimento doveva dunque passare da un ok del Cga". L'altro stato proposto dall'Anfe, dallo
Ial e da un'altra ventina di enti (tra questi l'Interefop, il Cufti, l'Anapia, l'Ecap di Agrigento) difesi
dagli avvocati Sebastiano Papandrea e Fulvio Ingaglio.
Oltre a una causa di illegittimit legata al mancato rispetto delle norme sul soggetto che ha la
potest di emanare regolamenti, poi, ecco che i giudici entrano nel merito di quel passaggio relativo
all'eventuale lite pendente (od anche sopravvenuta) che, spiegano i giudici amministrativi, non di
per s indice della inaffidabilit dellimpresa, potendosi la lite chiudere a favore della stessa (con
riconoscimento delle relative ragioni). Inoltre, - si legge nella sentenza - sintomatico della non
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necessaria finalizzazione alla selezione qualitativa dei partecipanti, il fatto che la clausola in esame
individui come fatti ostativi non solo le liti attuali, ma altres quelle passate. Una norma non solo
incomprensibile, spiegano i giudici, ma anche inutile. Non porterebbe, infatti, alcun vantaggio
all'attivit amministrativa: Una simile previsione si legge infatti - non ha alcuna proiezione sul
terreno dellefficacia dellazione amministrativa, ma unicamente una evidente ed univoca finalit di
penalizzazione, dal momento che lesercizio del diritto di difesa (principale interesse antagonista a
quello dellamministrazione), di cui allarticolo 24 della Costituzione, sembra costituire un fatto
ostativo rispetto alla stipula di contratti con lamministrazione intimata, anche in relazione a
vicende ormai definite ed a rapporti esauriti. Agli enti, stando a quel passaggio indicato dal
governatore, in quei giorni, quasi come un segno della moralizzazione in atto nel mondo della
Formazione, non sarebbe stato garantito il diritto di difendersi dalla Regione, visto che la
conseguenza sarebbe stata quella dell'immediata estromissione dai finanziamenti pubblici. Un
ingiustizia. E due errori in uno. La Regione scivola ancora una volta e clamorosamente. Sul terreno
insidioso della Formazione siciliana.
http://livesicilia.it/2015/01/30/formazione-nuova-batosta-per-il-governo-crocetta-il-tar-annulla-ildecreto-sugli-accreditamenti_592101/

L'INCHIESTA SUL FLOP-DAY, ANNA ROSA CORSELLO: "AI MAGISTRATI HO


CONSEGNATO LE CARTE E SPIEGATO TUTTO"
GIUSEPPE MESSINA 10 OTTOBRE 2014

FORMAZIONE E LAVORO La documentazione fornita dall'ex dirigente generale dei


dipartimenti formazione e lavoro della regione siciliana e' adesso al vaglio della procura della
repubblica di palermo
Ci sono volute cinque ore per fare luce sulla gestione dei tirocini formativi finanziati con le risorse
del Piano Giovani e sul flop day dello scorso 5 agosto.
La dottoressa Anna Rosa Corsello, ex dirigente generale dei dipartimenti Lavoro e Formazione
professionale ha esaminato, davanti ai magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale
di Palermo, tutti gli aspetti inerenti l'attuazione del Piano Giovani e, in particolare, i tirocini
formativi 'appaltati' senza gara ad Italia Lavoro, la societ del Ministero del lavoro che in Sicilia
sembra aver trovato l' 'America'.
Nel lunghissimo interrogatorio di oggi, i magistrati hanno focalizzato l'attenzione su alcuni aspetti
della vicenda che la dottoressa Corsello ha puntualmente spiegato nei minimi particolari, supportata
dall'ampia documentazione depositata. Dall'affidamento diretto alle ragioni della scelta di Italia
lavoro e delle altre societ esterne alla Regione: Formez, Ett e Sviluppo Italia Sicilia. Atti
amministrativi effettuati dall'Amministrazione regionale sulla base di un'apposita delibera adottata
dalla Giunta regionale di Rosario Crocetta.
Inoltre, l'ex dirigente generale ha chiarito ai magistrati i problemi generati dall'utilizzo del sistema
informatico che, inceppatosi lo scorso 5 agosto, ha estromesso dalla candidatura e dall'incrocio con
le aziende decine di migliaia di giovani.
In particolare, la dottoressa Corsello si soffermata sugli affidamenti diretti inerenti al sistema
informatico Silav creato per gestire le adesioni dei giovani entro i 25 anni al Piano della Garanzia
Giovani Sicilia e che hanno riguardato il collegamento con il sistema dei Centri per l'impiego. A tal
riguardo, la relazione tra i tirocini e i Centri per l'impiego strato oggetto di confronto nel corso del
citato interrogatorio.
Lo strumento del tirocinio formativo, lo ricordiamo, destinato ai giovani tra i 18 ed e 35 anni che
possono usufruire di un periodo di lavoro presso le aziende che ne fanno richiesta, percependo una
somma pari a 500 euro al mese per complessivi 6 mesi. All'azienda riconosciuto un rimborso di
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250 euro al mese al quale aggiungere un BONUS finale nel caso di assunzione a tempo
determinato che aumenta se il contratto subordinato.
Sono 2000 i tirocini messi a bando in Sicilia non ancora assegnati per l'insipienza del Governo
regionale. Anche per questo - e non solo per aver lasciato senza stipendio oltre 8 mila lavoratori
della Formazione professionale - l'assessore Scilabra sar oggetto di una mozione di censura da
parte dell'Ars.
Il flop-day dello scorso 5 agosto ha paralizzato l'attivit amministrativa. L'Amministrazione
regionale sta ancora valutando se validare il click-day dello scorso 5 agosto e aprire una nuova
finestra per garantire l'accesso ai giovani.
Dalle ultime notizie, pare che 'appatteranno le carte' assegnando i mille e 600 tirocini ai 'fortunati'
che sono riusciti a collegarsi al discusso sito, in barba ad altre decine di migliaia di giovani che non
sono riusciti a collegarsi. Cos avrebbero deciso i soliti Azzeccagarbugli.
Tornando all'interrogatorio, in una nota pervenuta in redazione, Salvatore Modica, uno dei legali
della dottoressa Anna Rosa Corsello riferisce che l'interrogatorio, richiesto dall'ex dirigente
generale dei dipartimenti Lavoro Formazione professionale si svolto in un clima di assoluta
serenit e di massima collaborazione, senza che venissero mosse specifiche accuse.
La dottoressa Corsello, prosegue la nota, ha fornito ampie e dettagliate spiegazioni in ordine agli
articolati passaggi tecnici che connotano le vicende oggetto di indagine, inchiesta condotta da
magistrati attenti e rigorosi sui quali l'ex dirigente generale ripone massima stima e fiducia far il
proprio corso.
"Ho avuto ieri pomeriggio alle 15,30 l'incontro da me richiesto e mi sono presentata accompagnata
dai miei legali - racconta al giornale la dottoressa Corsello -. L'incontro si svolto all'insegna della
massima collaborazione e cordialit - aggiunge - ho fornito i chiarimenti per i quali avevo chiesto di
essere sentita ed ho depositato gli atti inerenti la procedura amministrativa".
"Nulla mi stato contestato o addebitato - ci dice l'ex dirigente generale dei dipartimenti Lavoro e
Formazione professionale - e non ho mosso accuse nei confronti di alcuno, limitandomi a spiegare
gli atti che producevo".
"Ci sono volute cinque per consentire ai magistrati di verbalizzare i chiarimenti - sottolinea l'ex
dirigente generale dei dipartimenti Formazione e Lavoro - esclusivamente inerenti le procedure
amministrative che hanno riguardato il mio operato".
"Sono serena - conclude la dottoressa Corsello - e mi rimetto alle valutazioni dei magistrati che mi
hanno seguita con molta attenzione".
http://palermo.meridionews.it/articolo/28627/linchiesta-sul-flop-day-anna-rosa-corsello-aimagistrati-ho-consegnato-le-carte-e-spiegato-tutto/

L'AMARO/ LUMIA COME SCHOPENHAUER: IL MONDO COME LO VEDI


BRASIL 24 SETTEMBRE 2013

POLITICA Non che sottovalutiamo i politici siciliani? non che con la fretta di giudicarli quali
ascari, tiranni ed affaristi, prendiamo qualche abbaglio? il dubbio irrompe all'improvviso. A
generarlo sono le parole pronunciate da beppe lumia, senatore del pd a roma, promotore de il
megafono in sicilia, nonch regista del governo crocetta insieme con la lobby dei "professionisti
dell'antimafia" di confindustria sicilia, nel corso della direzione regionale del pd, ancora in corso al
san paolo palace di palermo.
Non che sottovalutiamo i politici siciliani? Non che con la fretta di giudicarli quali ascari,
tiranni ed affaristi, prendiamo qualche abbaglio? Il dubbio irrompe all'improvviso. A generarlo
sono le parole pronunciate da Beppe Lumia, Senatore del Pd a Roma, promotore de il Megafono in
Sicilia, nonch regista del Governo Crocetta insieme con la lobby dei "professionisti dell'antimafia"
di Confindustria Sicilia, nel corso della direzione regionale del Pd, ancora in corso al San Paolo
Palace di Palermo.
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Il Senatore, con la sua capacit oratoria, ha ricordato a tutti un grandissimo filosofo: Arthur
Schopenhauer e la sua opera somma: "Il mondo come volont e rappresentazione". Di che si
tratta? Detto in maniera molto rozza (non abbiamo la saggezza degli esponenti del Megafono), in
questo capolavoro dell'intelletto umano, il filosofo tedesco sostiene che ognuno di noi percepisce la
realt che vuole. E, in effetti, Lumia, nel suo intervento parla di cose che, evidentemente, percepisce
solo lui:
"Questo e' un partito che si isola dalla stampa nazionale e mondiale, che vede con simpatia un
Presidente per la prima volta davvero in grado di rompere col passato. I cittadini siciliani, i
giornali, l'opinione pubblica, la classe dirigente nazionale del partito vedono il presidente Crocetta
come una grande risorsa"ha detto dinnanzi ad una platea inferocita che ha votato il documento del
segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, che propone l'abbandono della Giunta Crocetta.
Ma che giornali legge Lumia? Di quale opinione pubblica parla? E, soprattutto, dove vive? In
Sicilia, a quanto ci risulta, si parla di un Governo che si era presentato come rivoluzionario, e che
invece si piegato ai diktati di quattro affaristi, peraltro non eletti, e si inchinato dinnanzi a quelli
degli apparati ministeriali romani legati alle oligarchie finanziarie dell'Ue. Altro che popolo
Siciliano...
Forse, il Senatore dal doppio partito, non ha letto la seconda parte dell'opera del filosofo tedesco.
Dove spiega che vero che la realt fenomenica come c' la rappresentiamo ma che tra noi e la
vera realt come se vi fosse uno schermo che ce la fa vedere distorta e non come essa
veramente: il velo di Maya di cui parla la filosofia indiana, alla quale Schopenhauer spesso si rif.
Il 21 Settembre scorso, ricorreva l'anniversario della morte del filosofo tedesco, datata 1860. Non
da escludere che il suo spirito stia vagando proprio in questi giorni nell'Universo, e che magari, si
fermato anche al San Paolo Palace hotel. Ma solo per pochi secondi.
www.glialtrionline.it/2012/03/05/il-nuovismo-e-le-sue-lobby-in-sicilia-vince-ilpartito-pro-lombardo/

12 luglio 2013 - 20:29

Nuova puntata sul gruppo di Potere Crocetta-Lumia-Lo Bello-Montante che domina in Sicilia. Nel
silenzio della stampa. E mentre Fontanarossa, in mano a Confindustria, rischia di essere svenduta a
imprenditori amici, la zona industriale di Catania, retta sempre da Confindustria, va in malora. Nella
giunta Bianco, stato Giuseppe Lumia a convincere ling. Luigi Bosco, ad accettare lincarico
assessoriale in giunta. Bosco, si notato subito, ha differenze di vedute con il sindaco su Corso dei
Martiri, una megaoperazione immobiliare al centro di Catania, che potrebbe cambiare il volto
della citt per i prossimi decenni. Senza dimenticare lIrsap che significa zone industriali, uno dei
numerosi obiettivi nel mirino della lobby dei quattro che continua, grazie al decisivo ruolo del
governatore di Sicilia, a tessere le fila di unoccupazione militare di posti e luoghi determinanti per
le sorti dellIsola, di Marco Benanti
PENTITI CONTRO LEADER DI CONFINDUSTRIA: MONTANTE INDAGATO PER
MAFIA
A suo carico, secondo il quotidiano la Repubblica, vi sarebbero uninchiesta della
procura di Caltanissetta e una dellufficio inquirente di Catania. Originario di
Serradifalco, limprenditore e titolare dellomonima fabbrica di biciclette fondata negli
anni 20 del secolo scorso, e presidente della Camera di Commercio nissena e il 20
gennaio scorso stato designato su proposta del ministero dellInterno
componente dellAgenzia nazionale per i beni confiscati
di Giuseppe Pipitone

10

il delegato per la Legalit di Confindustria, e ha guidato gli imprenditori siciliani nella


rivoluzione contro il racket e contro Costa Nostra. Risulta per coinvolto anche in
unindagine di mafia della procura di Caltanissetta. Un vero e proprio paradosso,
quello di Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia, che, secondo
ledizione odierna di Repubblica,sarebbe sotto inchiesta per reati di mafia da parte
della Procura nissena. Uninchiesta top secret quella su Montante, indicato pochi
giorni fa dal ministero dellInterno come componente dellAgenzia dei beni confiscati,
che gestisce le propriet immobiliari confiscati ai boss di Cosa Nostra.
A suo carico, sempre secondo il quotidiano diretto da Ezio Mauro, ci sarebbero le
dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia. Uno Salvatore Dario Di
Francesco, mafioso di Serradifalco, lo stesso paese di Montante. Arrestato un anno fa
dalla Squadra Mobile , Di Francesco ha iniziato a raccontare di appalti pilotati nella
zona e in particolare al Consorzio Asi, larea di sviluppo industriale, dal 99 al 2004. Di
Francesco stato definito il collettore tra esponenti di Cosa nostra e i colletti
bianchi della provincia. Il pentito compare del mafioso di Serradifalco Vincenzo
Arnone (il padre di questultimo, Paolino Arnone era un boss di Cosa nostra e si
suicid nel carcere nisseno di Malaspina nellautunno del 92 dopo una retata), che
stato compare di nozze di Montante.
Una notizia gi resa pubblica lo scorso anno dalla rivista I Siciliani Giovani: in rete
venne diffusa una foto di Montante insieme a Vincenzo Arnone nella sede di
Assindustria nissena, scattata negli anni Ottanta, ma anche il certificato di nozze di un
giovanissimo Montante aveva solo 17 anni insieme ai quattro testimoni. Due erano
proprio Paolino e Vincenzo Arnone. Anche queste lontane conoscenze, a quanto
pare, sono confluite nellindagine, rappresentata soprattutto dalle dichiarazioni del
pentito Di Francesco. Il leader di Confindustria ha spiegato che le sue frequentazioni
con Arnone, altro non erano che legami dovuti alla comune origine paesana legata
a Serradifalco.
dalla piccola cittadina in provincia di Caltanissetta che parte la scalata
imprenditoriale dei Montante, attivi gi dagli anni venti con una fabbrica di biciclette.
Un marchio storico rilanciato da Antonello Montante, che anche fondatore della
Msa, Mediterr Shock Absorbers spa, unazienda di ammortizzatori per veicoli
industriali con sedi in tutto il mondo. Poi limprenditore nisseno inizia ad impegnarsi
anche in Confindustria: nel 2008, insieme al suo predecessore Ivan Lo Bello, stato
tra gli artefici del codice etico e della svolta anti racket degli industriali siciliani. Un
nuovo corso che molti hanno definito come la rivoluzione antimafia dellIsola, dato
che parallelamente alle denunce contro il pizzo, gli industriali emarginarono alcuni ex
leader di Confindustria considerati vicini ai clan: primo tra tutti Pietro Di Vincenzo,
condannato in via definitiva a nove anni per estorsione.
No comment, altro non posso aggiungere. E quanto si limitato a dire allAdnkronos
il Procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, interpellato sullinchiesta per mafia a
carico del Presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante. Lindustriale sotto
indagine considerato vicino a molti magistrati delle procure siciliane che in questi
ultimi anni hanno creduto alla rivolta antimafia dellimprenditoria siciliana, e la sua
cordata ha avuto un ruolo importante nellelezione di Rosario Crocetta a Palazzo
dOrleans. Proprio per questo lindagine a suo carico suscita un notevole scalpore
negli ambienti politici e finanziari dellIsola. Ora che alcuni pentiti parlano delle sue
pericolose frequentazioni, come scrive La Repubblica, i casi sono due: o qualcuno ha
voluto ordire una trama per infangare il simbolo di una Sicilia che vuole cambiare,
oppure arrivato il momento di riflettere sui possibili travestimenti dellAntimafia.

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http://www.loraquotidiano.it/2015/02/09/pentiti-contro-leader-di-confindustriamontante-indagato-per-mafia_24680/

NICOL MARINO: LA MIA LOTTA CONTRO LAFFAIRE MONNEZZA


Praticamente Montante, siccome avevo scritto una nota nei confronti di Catanzaro sullemergenza
rifiuti, prende posizione contro di me per difendere lamico. Lumia cerca di mediare, Lo Bello sta
zitto. Alla fine si calmano le acque, lindomani mattina mi vedo a Tusa con Crocetta e gli dico:
Rosario, non puoi consentire una cosa del genere. E Crocetta? Cambi discorso. Ma perch
lha nominata assessore? Sono convinto che Crocetta fosse certo che tramite Lumia (con il quale
ero in sintonia quando era vice presidente della Commissione parlamentare antimafia) potesse
controllarmi
di Luciano Mirone

11 novembre 2014

Dopo sette mesi dal suo siluramento punta il dito contro il governatore Rosario Crocetta, contro i
vertici di Confindustria Sicilia ovvero il vice presidente Giuseppe Catanzaro e il
presidente Antonello Montante , contro il vice presidente di Confindustria nazionale Ivan Lo
Bello, contro il senatore del Pd Giuseppe Lumia, contro alcuni funzionari regionali che avrebbero
firmato atti palesemente illegittimi. Tante le accuse: dal rilascio delle autorizzazioni alle
manovre messe in atto per evitare la realizzazione delle piattaforme pubbliche per favorire le
discariche private, specie quella di Siculiana (Agrigento), gestita dal vice presidente di
Confindustria Sicilia.
Detto e sottoscritto da Nicol Marino, ex assessore del Governo Crocetta con delega ai Rifiuti,
allAcqua e allEnergia, dal 12 dicembre 2012 al 14 aprile scorso.
Oggi Marino rompe un lungo silenzio e in questa intervista spiega molti retroscena legati allo
scandalo della spazzatura nellisola. Non sappiamo cosa c dentro le nostre discariche e nel nostro
sottosuolo, potrebbero anche esserci rifiuti pericolosi: in questi anni non stato controllato nulla n
dallArpa, n dalle Province. Un affare gigantesco come questo non poteva lasciare indifferente la
criminalit organizzata, che a Mazzarr SantAndrea, per esempio, ha scaricato limmondizia della
Campania.
un fiume in piena lex magistrato. Non voglio che passi il messaggio (come il presidente
Crocetta ha cercato di fare anche in questi giorni) di essermi occupato, durante il mio mandato, solo
della discarica di Siculiana per un pregiudizio nei confronti di Giuseppe Catanzaro, trascurando
quelle di Mazzarr SantAndrea (nei giorni scorsi sottoposta a sequestro preventivo) e di Motta
SantAnastasia (anche questa formalmente chiusa). Unaccusa che Marino respinge al mittente
proprio nei giorni in cui con le inchieste della magistratura e della Commissione nazionale
antimafia i nodi dellaffaire spazzatura stanno venendo al pettine.
La verit dice Marino che mi sono occupato a trecentosessanta gradi del ciclo dei rifiuti,
cercando delle soluzioni finalizzate al risparmio e al bene comune.
A difendere lex assessore scendono in campo i sindaci di Furnari, Mario Foti, e di Misterbianco,
Nino Di Guardo, che da anni lottano per la chiusura degli impianti di Mazzarr e di Motta:
Crocetta dichiarano allunisono ha buttato fuori lex assessore Marino che stava portando
avanti una seria azione di rinnovamento e di trasparenza.

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Va ricordato al presidente Crocetta afferma Marino che una delle pi grosse autorizzazioni
rilasciate (3 milioni di metri cubi di volume) stata concessa nel 2009 a favore della discarica del
vice presidente di Confindustria Sicilia.
E poi: Catanzaro il primo imprenditore dellisola a sferrare lattacco pi grave al governo
Crocetta. Quando? Quando ottenemmo il decreto legge dal governo Monti per lemergenza rifiuti.
Al momento della conversione in legge, Catanzaro scrive, in qualit di vice presidente di
Confindustria Sicilia, al presidente della Commissione ambiente del Senato, Marinello, sostenendo
che non bisognava convertire in legge la parte di rifiuti relativa allimpiantistica, cio alle
discariche, in quanto le esperienze del passato avevano dimostrato che lemergenza era stata la
breccia tramite la quale erano entrati gli interessi mafiosi. Il problema che Catanzaro aveva avuto
unautorizzazione illegittima, e si era inserito nella gestione della discarica di Siculiana
approfittando di quellemergenza rifiuti che lui stesso aveva stigmatizzato. In pratica Catanzaro ha
sferrato un attacco al Governo Crocetta, ma stato protetto dallo stesso Crocetta con dichiarazioni
pubbliche anche a mio danno.
Perch Crocetta difende Catanzaro e attacca Marino?
Crocetta ha goduto degli appoggi di Confindustria come sindaco di Gela, come parlamentare
europeo e come presidente della Regione siciliana. Il governatore non vive bene la presenza di
personaggi che oscurano la sua immagine. Mantenendo la mia autonomia lho messo in crisi.
Perch, dottor Marino, lei accusa anche il presidente di Confindustria?
Mentre sono ancora assessore mi chiama il senatore del Pd Beppe Lumia, e mi dice:
Quando vieni a Palermo?.
Domani.
Assolutamente no, ci dobbiamo vedere stasera.
Beppe, sono a Catania, non posso.
Allora veniamo noi: io, Antonello Montante e Ivan lo Bello.
Lincontro avviene allhotel Excelsior di Catania. Montante esordisce cos:
Se vuoi fare la guerra a colpi di dossier io sono pronto, la devi smettere di mandare in giro
Ferdinando Buceti (mio capo di Gabinetto ed ex vice Questore della Polizia di Stato, nonch
appartenente alla Dia di Caltanissetta) ad acquisire informazioni sul mio conto.
Gli rispondo: Sei veramente fuori di testa. Non ho bisogno di mandare persone in giro per saperne
di pi su di te, sono sufficientemente informato. Non ti permettere di fare insinuazioni di questo
tipo.
Praticamente Montante, siccome avevo scritto una nota nei confronti di Catanzaro sullemergenza
rifiuti, prende posizione contro di me per difendere lamico. Lumia cerca di mediare, Lo Bello sta
zitto.
Alla fine si calmano le acque, lindomani mattina mi vedo a Tusa con Crocetta e gli dico:
Rosario, non puoi consentire una cosa del genere.
E Crocetta?
Cambi discorso.
Cosa avvenne a seguito della sua inchiesta?
Il direttore generale del dipartimento Territorio e Ambiente, dott. Gaetano Gullo, scrisse che la
situazione di Siculiana e di Motta era regolare. La cosa assurda che questo signore, che ritengo

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assolutamente incapace e inadeguato per svolgere le funzioni conferitegli, rimanga ancora al suo
posto nonostante le mie sollecitazioni a Crocetta di sollevarlo dallincarico.
Qual il ruolo del senatore Lumia?
Ha sempre sponsorizzato Catanzaro, anzi, direi che Lumia, Catanzaro e Montante sono la stessa
cosa.
Perch Crocetta la nomina assessore?
Me lo chiedo anchio. Sono convinto che Crocetta fosse certo che tramite Lumia (con il quale ero
in sintonia quando era vice presidente della Commissione parlamentare antimafia) potesse
controllarmi.
Unoperazione di facciata?
Alla luce di questi fatti, direi proprio di s.
http://www.loraquotidiano.it/2014/11/11/nicolo-marino-la-mia-lotta-contro-l-affairemonnezza_12086/
12 novembre 2014

RIFIUTI, MONTANTE E LO BELLO QUERELANO NICOL MARINO


Il vicepresidente nazionale e il presidente regionale dellorganizzazione industriale hanno
dato mandato ai loro legali di denunciare il dottor Marino, in relazione alle interviste
apparse sul nostro giornale e sul quotidiano La Sicilia
di Luciano Mirone

guerra aperta fra i vertici di Confindustria e lex assessore ai Rifiuti del Governo
Crocetta, Nicol Marino. Il vicepresidente nazionale e il presidente regionale
dellorganizzazione
industriale,
rispettivamente Ivan
Lo
Bello e Antonello
Montante, hanno dato mandato ai loro legali di denunciare il dott. Marino, in
relazione alle interviste apparse sul nostro giornale e sul quotidiano La Sicilia,
rinvenendosi nelle stesse contenuti gravemente diffamatori e minacciosi, oltre che
riferimenti a fatti e circostanze fantasiosamente ricostruite e completamente destituite
di ogni fondamento.
La nota diffusa dallufficio stampa di Confindustria Sicilia fa riferimento a
unintervista apparsa nei due quotidiani, in cui lex assessore regionale ai Rifiuti,
allAcqua e allEnergia accusava soprattutto il vice presidente di Confindustria
Sicilia, Giuseppe Catanzaro di essere stato destinatario, secondo lex magistrato, di
una serie di autorizzazioni illegittime per la discarica di Siculiana (3 milioni di metri
cubi di volume), che lo stesso Catanzaro gestisce.
A parere di Marino, sarebbero state messe in atto delle vere e proprie manovre per
evitare la realizzazione delle piattaforme pubbliche (specie quella prevista a Gela) per
favorire la discarica di Siculiana, che perderebbe buona parte del suo fatturato
attuale. Marino nellintervista tira in ballo il governatore della Sicilia Rosario
Crocetta, protettore di Catanzaro, ma anche il senatore del Pd Beppe Lumia (ha
sempre
sponsorizzato
Catanzaro),
nonch
i vertici
di Confindustria Lo
Bello e Montante, sostenendo che Lumia, Catanzaro e Montante sono la stessa

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cosa. Motivo? Crocetta ha goduto degli appoggi di Confindustria come sindaco di


Gela, come parlamentare europeo e come presidente della Regione siciliana.
Unintervista durissima quella rilasciata ieri da Marino, dopo sette mesi di guerra
fredda fra lui e il presidente della Regione, dopo il siluramento subito dallex
magistrato da uno degli assessorati pi delicati di Palazzo dOrleans. A difendere
loperato dellex assessore ai Rifiuti, in questi giorni sono scesi in campo il sindaco di
Misterbianco, Nino Di Guardo, e di Furnari, Mario Foti, che da anni lottano per la
chiusura delle discariche di Motta SantAnastasia e di Mazzarr SantAndrea: Crocetta
ha buttato fuori lex assessore Marino che stava portando avanti una seria azione di
rinnovamento e di trasparenza.
La replica dei vertici di Confindustria Lo Bello e Montante non si fatta attendere.
Silenzio, Sul caso intervenuto anche il senatore Lumia: singolare che lex
assessore allEnergia e ai Rifiuti della Regione Siciliana Nicol Marino dedicava e
continua a dedicare gran parte del suo tempo ad attaccare pubblicamente quegli
imprenditori del settore che hanno denunciato Cosa nostra. Contro la mafia dei rifiuti,
invece, Marino non ha mai detto nulla. Nessuna valutazione, nessun giudizio, ha
dichiarato Lumia. Per quanto mi riguarda aggiunge mi sono sempre schierato
dalla parte di quegli imprenditori che rischiano la vita e che con Confindustria Sicilia
hanno fatto una scelta storica e senza precedenti contro Cosa nostra. Con questa
Confindustria si dialoga e ci si confronta, con la mafia dei rifiuti no, anzi la si
aggredisce. Col presidente Crocetta spiega non siamo mai entrati nel merito
delle scelte amministrative e di gestione dei rifiuti fatte da Marino, ma non potevamo
stare zitti e fermi di fronte a questo suo modo scellerato di attaccare limpresa sana.
Semmai sono note le nostre opinioni a favore delle discariche pubbliche e contro il
proliferare di quelle private. Quindi conclude Lumia Marino dovr dar conto delle
sue affermazioni, non solo sul piano giudiziario ma anche delletica pubblica.
http://www.loraquotidiano.it/2014/11/12/rifiuti-montante-bello-querelano-nicolomarino_12194/

MONTANTE INDAGATO PER MAFIA. E IVAN LO BELLO RESTA SOLO?


La notizia il Presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante indagato per mafia. Sar la
magistratura a stabilire la verit, ma tutto come un deja vu.
Su LOra Quotidiano del 9 Febbraio 2015: Pentiti contro leader di Confindustria: Montante
indagato per mafia.
Una notizia bomba. Antonello Montante, infatti, oltre ad essere il Presidente di Confindustria
Sicilia, :
Delegato nazionale di Confindustria per i problemi della legalit;
Componente dellAgenzia Nazionale per i beni confiscati alla mafia (su designazione del Ministero
dellInterno);
Presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta;
Presidente di Unioncamere Sicilia
del novembre 2014 laltra accusa. Quella che il magistrato Nicol Marino mosse ai vertici di
Confindustria siciliana. La questione era legata alla gestione dei rifiuti e il dito era puntato sul vice
presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, ma non solo.
Marino ha indicando ci che a suo parere costituisce un sistema di potere e di collusioni formato
da Montante, Lo Bello, Lumia (senatore PD. Poteva mancare il PD?), Catanzaro e lo stesso
Presidente della Regione Siciliana Crocetta.
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Crocetta ha goduto degli appoggi di Confindustria come sindaco di Gela, come parlamentare
europeo e come presidente della Regione siciliana.
Montante e Lo Bello hanno prontamente querelato Nicol Marino che, per, pare non essersi affatto
intimidito. Anzi, ha rincarato la dose.
Questa Amministrazione scrive Marino ben a conoscenza che nel lontano 1995 la Catanzaro
Costruzioni s.r.l. ebbe ad aggiudicarsi il servizio per la gestione della discarica di Siculiana in ATI
con la FORNI ed Impianti industriali Ing. De Bartolomeis S.p.a. di Milano (lunica in possesso dei
requisiti per la partecipazione alla gara), questa ultima coinvolta successivamente nellinchiesta
TRASH della DDA di Palermo, per vicende connesse alla turbativa dasta in gare per discariche,
depuratori ed altri impianti di smaltimento, inchiesta culminata finanche nellarresto del suo
direttore generale, Massimo Tronci, per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso,
risultato in rapporti di affari con RIINA Salvatore, BUSCEMI Antonio, LIPARI Giuseppe, VIRGA
Vincenzo, NANIA Filippo, BRUSCA Giovanni e SIINO Angelo1
Per inciso, Siculiana in provincia di Agrigento. Provincia di Giuseppe Catanzaro, ma anche del
Ministro dellInterno Angelino Alfano, lo stesso che ha nominato Montante allAgenzia Nazionale
dei beni confiscati alla mafia.
Montante indagato per mafia. Mah!
A proposito dellincarico conferito da Angeli Alfano, ci sarebbe pure quel piccolo problema
sul conflitto di interessi:
giusto insomma che uno dei membri del consiglio direttivo dellAgenzia che assegna i beni
confiscati alle mafie sia anche uno dei pi influenti soci di un ente che ha tra le sue finalit la
gestione dei beni confiscati a Cosa Nostra?
Strano destino, quello di Confindustria Sicilia.
Oggi abbiamo Montante indagato per mafia, ma dei vertici di Confindustria Sicilia ebbe gi ad
interessarsi la Commissione nazionale Antimafia degli anni 70 che, in diverse pagine, menziona
ling. Domenico (Mim) La Cavera, lallora Presidente di Confindustria Sicilia.
I suoi rapporti con lineffabile avvocato Vito Guarrasi di Palermo2 . Strano tipo, Vito
Guarrasi. Imparentato con Enrico Cuccia(Mediobanca).
Definito il vero boss, lavvocato dei misteri.
Per il giudice Calia presenzi perfino alla sottoscrizione del trattato di Cassibile, rappresentando gli
interessi della mafia.
Amici inseparabili, lui e La Cavera. Insieme e con il deputato comunista Emanuele
Macaluso furono i fautori e i sostenitori della stagione del milazzismo in Sicilia3
Silvio Milazzo, dopo le elezioni, il 12 agosto 1959 form un secondo governo, dove per non entr
pi il MSI. Questo secondo governo ebbe allora un sostegno variegato, dalle sinistre, ai monarchici,
ai vertici di Sicindustria, allora guidata da Domenico La Cavera che gi aveva rotto con
Confindustria, fino ad esponenti vicini alla mafia.
La Cavera ebbe relazioni anche con laltro (oltre lo stesso Guarrasi) grande attore del Caso
Mattei, Graziano Verzotto, e con lo stesso Enrico Mattei.
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stato uno dei promotori insieme a Vito Guarrasi e Graziano Verzotto della Sofis (ente pubblico
siciliano nato nel 1957) di cui fu nominato direttore. Il suo nome compare nelle relazioni compiute
dalla Commissione parlamentare antimafia negli anni 70.
Ma i suoi affari in contiguit con la mafia andavano oltre:
Fu amministratore delegato della SIRAP, (societ controllata dallESPI), coinvolta nellindagine su
Angelo Siino, il gestore degli affari economici di Cosa Nostra
Antonello Montante e Ivan Lo Bello per Domenico La Cavera erano i ragazzi.
Montante e Lo Bello (e Catanzaro) son sempre andati damore e daccordo. Sicilia ovest al primo e
Sicilia est al secondo.
Presidenza della Camera di Commercio di Caltanissetta al primo, quella di Siracusa al secondo.
Altre grandi Camere di Commercio siciliane (Catania e Messina) ma anche Enna, ad esempio
sono tenute dal Governo Crocetta in condizione di commissariamento di dubbia legittimit.
Antonello Montante indagato per mafia. Si stenta a crederlo!
Dice il deputato regionale siciliano Leanza4
Lo Bello e Montante? Sono i padroni della Sicilia
Solo ultimamente, secondo alcune voci, si sarebbero creati dissapori tra loro, ma lingue ancor pi
malevole sostengono che sia tutto teatro. In ballo ci sono gli accorpamenti delle Camere di
Commercio siciliane e con essi la gestione delle (s)vendite degli aeroporti siciliani.
E adesso ci si ritrova Antonello Montante indagato per mafia.
http://ilcappellopensatore.it/2015/02/montante-indagato-per-mafia-e-ivan-lo-bello-resta-solo/
A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2015/02/blog-post_11.html

LO SCANDALO DEI POTERI INVISIBILI ZOOM SULL'AVVOCATURA DELLO


STATO
Gioved 05 Febbraio 2015 - 17:01 di Salvo Toscano
Con un imbarazzante parere, l'Avvocatura suggerisce al governo di non costituirsi parte civile al
processo contro un funzionario per corruzione, perch non desta "allarme sociale". Ma gi altri
pronunciamenti dell'ufficio avevano messo nei guai la giunta. Che, fragile e maldestra, delega
all'oracolo anche le decisioni pi politiche
PALERMO La decisione non era passata inosservata. Ed era stata raccontata da Riccardo Lo
Verso su Livesicilia il 19 gennaio scorso. La decisione era quella del governo regionale di non
costituirsi parte civile, tramite l'Avvocatura dello Stato, al processo che vede imputati Gianfranco
Cannova, funzionario dell'assessorato regionale Territorio Ambiente, e quattro imprenditori, tutti
accusati di corruzione. Oggi un tassello in pi della clamorosa vicenda lo aggiunge Repubblica, che
d notizia delle motivazioni addotte dall'Avvocatura dello Stato a supporto della scelta di non
costituirsi parte civile. Secondo l'Avvocatura, riporta il giornale, la corruzione "non costituisce
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allarme sociale", e il danno all'erario esiguo. E dire che proprio su questo caso Rosario Crocetta
aveva tuonato pubblicamente. Nel corso di una conferenza stampa pochi giorni dopo il blitz il
governatore comment: "Il caso Cannova? Potrebbe essere solo l'inizio. Stiamo vagliando l'ipotesi
della confisca o dell'esproprio per pubblica utilit delle discariche private". L'inchiesta
riguardava un presunto giro di mazzette (ammesse dallo stesso funzionario) nell'ambito dello
smaltimento dei rifiuti.
Insomma, malgrado i ripetuti allarmi lanciati a pi riprese dai massimi vertici istituzionali sul tema,
la corruzione secondo l'Avvocatura dello Stato, almeno nella fattispecie, non desta allarme sociale.
Una posizione che sta suscitando scandalo e scatenando polemiche, e che stata stigmatizzata dallo
stesso Crocetta, che secondo Repubblica caduto dalle nuvole apprendendo della vicenda, in
merito alla quale ha annunciato INDAGINI interne. Pi che la scelta in s, infatti, a colpire sono da
un lato le motivazioni addotte e dall'altro la reazione spaesata del governo. S, perch laddove la
politica debole e distratta, altri poteri incrementano il proprio peso specifico. L'Avvocatura dello
Stato, con i suoi pareri, non fa eccezione. Anzi, i pareri dell'ufficio sono diventati pane quotidiano e
bussola per una politica fragile e insicura, in tempi carichi di insidie. Anche nell'ambito di decisioni
in cui l'ultima parola dovrebbe spettare alla politica. Ne nato quasi un tutt'uno, una sorta di
governicchio parallelo le cui mosse sono state in pi d'una occasione smontate da altri poteri
discreti, come quello della Corte dei conti.
In effetti, nel recente passato l'Avvocatura ha manifestato parametri di giudizio a volte
controversi. La morbidezza sulla vicenda Cannova, ad esempio, stride con l'intransigenza
mostrata su un altro caso ovviamente ben diverso dal punto di vista giuridico che invece stato
al centro dell'attenzione dei media, quello sul vitalizio di Tot Cuffaro. Nel maggio scorso l'Ars
chiese un parere sulla vicenda all'Avvocatura. La norma infatti, scriveva Palazzo dei Normanni,
prevedeva la sospensione del vitalizio dei parlamentari solo per reati contro la pubblica
amministrazione. L'Avvocatura distrettuale di Palermo scrisse che la sospensione del vitalizio era
invece giustificata dalle norme del codice penale (in particolare gli articoli 28 e 29), specificando
che il vitalizio non assimilabile a una pensione. Un responso che arriv anche sull'onda delle
proteste di una parte di opinione pubblica e nel clima scottante causato dalla vasta eco mediatica
scatenata dal caso. Per aver man forte sulla propria interpretazione, l'Avvocatura di Palermo chiese
conforto all'Avvocatura generale dello Stato, che conferm quella interpretazione. Curioso per che
malgrado il riferimento a norme nazionali, il vitalizio non sia ancora stato sospeso - o almeno non
se ne ha notizia - ai parlamentari nazionali condannati e che al momento il codice penale
sembrerebbe applicarsi al solo Cuffaro.
D'altronde, il parere sul caso Cannova non il primo a inguaiare il governo regionale. Gi in un
paio di vicende eclatanti i buoni consigli dell'Avvocatura hanno messo in difficolt la giunta
regionale. Emblematico il caso delle assunzioni a Sicilia e-Servizi, che avevano avuto il parere
favorevole dell'Avvocatura e che sono state invece contestate dalla Corte dei conti (che ha accusato
di danno erariale lo stesso avvocato dello Stato Dell'Aira). L'altra insidia arriv dalla Sanit e dalle
nomine dei direttori generali delle aziende catanesi Paolo Cantaro e Angelo Pellican. Nomine
giunte il giorno prima dell'entrata in vigore del decreto Renzi che stoppava gli incarichi manageriali
per le persone in quiescenza. Quanto basta per spingere il governo regionale a chiedere appunto un
parere all'Avvocatura. Secondo l'avvocato dello Stato, quelle nomine andavano stoppate perch il
rapporto di lavoro si sarebbe formalizzato all'atto della sottoscrizione del contratto, che sarebbe
giunto, quindi, dopo l'entrata in vigore del decreto "stoppa-pensionati". Cos, partita la revoca di
quelle nomine, che ha anche innescato forti polemiche e l'apertura di un fascicolo da parte della
Procura di Catania. Qualche settimana dopo lo stesso ministro Madia a fornire, attraverso una
circolare esplicativa, la corretta interpretazione della norma. Una interpretazione che smentisce il

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parere dell'avvocatura: le nomine sono arrivate prima dell'entrata in vigore del decreto. E quindi non
sono sottoposte ai limiti previsti dalla norma.

Uno schema analogo: la politica cerca riparo nel parere dell'oracolo, i magistrati contabili o il
governo nazionale smontano tutto. E adesso arriva lo scandalo Cannova. Che irrita, tardivamente, lo
stesso governo regionale offrendone un'immagine maldestra. Governo che proprio in questi giorni
chiamato a decidere su un'altra eventuale costituzione di parte civile. Quella nel procedimento
davanti al Tribunale di Palermo che coinvolge undici persone, tra cui l'ex assessore regionale Pippo
Gianni - l'udienza preliminare stata fissata per il 25 febbraio - per una vicenda di presunta
corruzione nell'ambito delle energie alternative.
http://livesicilia.it/2015/02/05/lo-scandalo-dei-poteri-invisibili-rapporto-sullavvocatura-dellostato_594167/
CORRUZIONE, LA REGIONE NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE M5S:
VERGOGNOSO E PARTONO INTERROGAZIONI ALLARS E ALLA CAMERA
PUBBLICATO IL 5 FEBBRAIO 2015

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Inviata a Crocetta anche una lettera a firma di tutti i deputati siciliani del Movimento
allArs, alla Camera, al Senato e a Bruxelles La missiva sottoscritta pure dai sindaci
Cinquestelle
Due interrogazioni allArs e alla Camera e una lettera al presidente della Regione. Il movimento 5
Stelle reagisce con forza in Sicilia, a Roma e a Bruxelles alla allucinante decisione della Regione
di non costituirsi parte civile nel procedimento contro un funzionario che ha ammesso di aver
ricevuto denaro in cambio di autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti. I deputati condannano
anche lancor pi assurdo parere dellAvvocatura dello Stato, che non ha ravvisato nel
comportamento del funzionario nessun allarme sociale
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Crocetta afferma il deputato allArs Giancarlo Cancelleri lesto a issare il vessillo


dellantimafia in qualsiasi occasione, ma quando c da far parlare i fatti rimane spesso indietro. E
corruzione e mafia vanno spesso a braccetto. Ci spieghi i motivi di questa assurda decisione che
nessun sconclusionato parere dellAvvocatura dello Stato potr mai giustificare.
Allamarezza sulla mancata presenza della Regione a questo processo afferma la deputata a sala
dErcole Angela Foti - si aggiunge la beffa delle motivazioni espresse dallavvocatura. Cadono le
braccia. Con questo governo abbiamo gettato la spugna della speranza. Troppe le azioni scellerate,
come la cacciata di Marino allindomani del dossier sulle discariche private in Sicilia, depositato e
secretato presso la commissione antimafia Ars e alla Procura. Evidentemente l affaire rifiuti in
Sicilia non deve essere smosso, se non con le chiacchiere. C comunque un altro processo, Terra
mia, in cui la Regione pu costituirsi parte civile. Crocetta non si lasci sfuggire quantomeno questa
occasione
Dalla mia posizione sul banco della presidenza afferma la deputata alla Camera Claudia
Mannino lho visto con i miei occhi, Crocetta, il grande elettore siciliano, spellarsi le mani per
applaudire il presidente della Repubblica durante discorso dinsediamento. Mattarella ha parlato di
livelli inaccettabili della corruzione che favorisce le consorterie e penalizza gli onesti. Un vero
attore. Prima si commuove poi rientra a Palermo e fa spallucce
La Mannino e gli altri deputati alla Camera M5S proporranno ai deputati siciliani degli altri partiti
di firmare linterrogazione rivolta sullargomento al Presidente del Consiglio. Intanto tutti i
parlamentari M5S di Camera, Senato ed Ars hanno indirizzato una lettera a Crocetta, sottoscritta
anche dalleurodeputato Corraro e dai sindaci di Bagheria e Ragusa, Cinque e Piccitto.
Nella lettera si legge tra laltro la corruzione corruzione e la costituzione di parte civile, aldil del
parere dellAvvocatura dello Stato a dir poco irrituale, sarebbe stata unautentica occasione per dire
no Il suo comportamento , a nostro parere ingiustificabile. Proprio Lei che da parlamentare
europeo ha ricoperto lincarico di Vice Presidente della Commissione speciale sulla criminalit
organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro. Perch?
Sconcerta tanta disattenzione soprattutto se si pensa che, proprio Lei, era deputato europeo quando
la Commissione con la nota 19-1-2011 ha presentato al Parlamento europeo, la STRATEGIA
TEMATICA SULLA PREVENZIONE E IL RICICLAGGIO DEI RIFIUTI

http://www.sicilia5stelle.it/2015/02/corruzione-la-regione-non-si-costituisce-parte-civile-m5svergognoso-e-partono-interrogazioni-allars-e-alla-camera/
Signor Presidente,
alcune settimane fa, qui a Palermo, il presidente dell'Autorit anticorruzione, Raffaele
Cantone ha dichiarato che per tenere legati le istituzioni e l'apparato burocratico, le
organizzazioni mafiose ricorrono alla corruzione pi che agli atti intimidatori, sottolineando
che l'autorit da lui presieduta, in Sicilia sta indagando sui rifiuti.
Il messaggio del magistrato era chiaro, bisogna punire i colpevoli e premiare chi rispetta le
regole.
Presidente Crocetta, avevamo confidato nelle sue parole e ci saremmo aspettati
che le stesse potessero produrre fatti concreti, invece, apprendiamo, con stupore, dalla
stampa che la Regione Sicilia malgrado tutto non si espone, non prende il toro della
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corruzione per le corna, neppure di fronte allevidenza di un funzionario infedele e reo


confesso.
Signor Presidente, la corruzione corruzione e la costituzione di parte civile, aldil
del parere dellAvvocatura dello Stato a dir poco irrituale, sarebbe stata unautentica
occasione per dire no, io non ci sto, i siciliani non ci stanno. Il suo comportamento , a
nostro parere ingiustificabile. Proprio Lei che da parlamentare europeo ha ricoperto
lincarico di Vice Presidente della Commissione speciale sulla criminalit organizzata, la
corruzione e il riciclaggio di denaro. Perch?
Sconcerta tanta disattenzione soprattutto se si pensa che, proprio Lei, era deputato
europeo quando la Commissione con la nota 19-1-2011 ha presentato al Parlamento
europeo, la STRATEGIA TEMATICA SULLA PREVENZIONE E IL RICICLAGGIO DEI
RIFIUTI.
A tale proposito, ci preme informarLa che, insieme ai colleghi senatori del M5S, abbiamo
presentato una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale conseguente alla seconda
condanna della Corte di Giustizia Europea sulle discariche abusive. Giacch diversi di
questi invasi insistono sul nostro territorio, abbiamo segnalato anche il suo nome alla
Magistratura contabile. Sarebbe profondamente iniquo, infatti, che le multe inflitte dalla
Corte al nostro Paese le debbano pagare, gli incolpevoli cittadini siciliani.
Ci dica almeno a che punto il procedimento disciplinare nei confronti del funzionario reo
confesso.
Cordialmente,
Dep. Claudia Mannino
Dep. Villarosa Alessio
Dep. Cancelleri Azzurra
Dep. Francesco DUva
Dep. Chiara Di Benedetto
Dep. Di Vita Giulia
Dep. Grillo Giulia
Dep. Lorefice Marialucia
Dep. Lupo Loredana
Dep. M arzana Maria
Dep. Nuti Riccardo
Dep. Rizzo Gianluca
Sen. Mario Michele Giarrusso
Sen. Nunzia Catalfo
Sen. Ornella Bertorotta
Sen. Vincenzo Santangelo
Euro Dep. Ignazio Corrao
Sindaco Federico Piccitto
Sindaco Patrizio Cinque
Dep. Cancelleri Giovanni Carlo
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Dep. Cappello Francesco


Dep. Ciaccio Giorgio
Dep. Ciancio Gianina
Dep. Ferreri Vanessa
Dep. Foti Angela
Dep. La Rocca Claudia
Dep. Mangiacavallo Matteo
Dep, Palmeri Valentina
Dep. Siragusa Salvatore
Dep. Tancredi Sergio
Dep. Trizzino Giampiero
Dep. Zafarana Valentina
Dep. Zito Stefano
https://drive.google.com/file/d/0B7CXjOhUiR9eakRkV2RBUndkRDhSMEp1NW9xMTlQMnNKd
0NV/view

TANGENTI E RIFIUTI, IL PROCESSO LA REGIONE GRANDE ASSENTE


LUNED 19 GENNAIO 2015 - 18:03 DI RICCARDO LO VERSO

La Regione Siciliana e il governatore Crocetta non sono costituti parte civile al processo che vede
imputati Gianfranco Cannova (nella foto), funzionario dell'assessorato al Territorio e ambiente, e 4
imprenditori. Sono tutti accusati di corruzione.
PALERMO - C' un tempo per le conferenze stampa e gli annunci. E c' un tempo in cui alle parole
possono seguire i fatti. Oggi la Regione e il suo governo hanno perso l'occasione per un gesto
concreto. Non si sono costituti parte civile, tramite l'Avvocatura dello Stato, al processo che vede
imputati Gianfranco Cannova, funzionario dell'assessorato regionale Territorio Ambiente, e quattro
imprenditori. Sono tutti accusati di corruzione.
Cannova avrebbe intascato mazzette in cambio di agevolazioni nel rilascio di autorizzazioni per lo
smaltimento dei rifiuti. Oltre al presunto dipendente infedele sotto accusa ci sono Giuseppe
Antonioli, amministratore delegato della discarica di Mazzarr Sant'Andrea, nel Messinese,
Domenico Proto, titolare della discarica, i fratelli Calogero e Nicol Sodano, proprietari della
Soambiente di Agrigento.

Oggi il processo ha preso il via. Si costituito parte civile il Comune di Motta Sant'Anastasia.
Respinta, invece, la richiesta del Comune di Misterbianco e di due associazione onlus: Centro per i
diritti del cittadino e Codici Sicilia. La grande assente era la Regione che, in soldoni, non potr
chiedere i danni qualora gli imputati venissero condannati al termine del dibattimento.
Il funzionario palermitano, nel corso di un interrogatorio, ammise di avere intascato tangenti per
facilitare le pratiche degli imprenditori. Bastava pagare per evitare i controlli nelle discariche e le
possibili chiusure. Il prezzo della corruzione sarebbero stati migliaia di euro in contanti - diecimila
euro o forse pi - televisori ultramoderni e soggiorni in alberghi di lusso. Fatti gravi tanto che oggi
il Tribunale ha respinto la richiesta di Cannova che avrebbe voluto patteggiare quattro anni di
carcere.
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Fatti gravi come sottoline lo stesso governatore Rosario Crocetta, nel corso di una conferenza
stampa pochi giorni dopo il blitz: "Il caso Cannova? Potrebbe essere solo l'inizio. Stiamo vagliando
l'ipotesi della confisca o dell'esproprio per pubblica utilit delle discariche private". Ed ancora: "Da
quando c' questa amministrazione, per, non ci sono pi coperchi. Forse, quando siamo intervenuti
con le rotazioni, dovevamo essere pi incisivi ancora. La frequenza di queste inchieste mi fanno
pensare: altro che tangentopoli... . Dopo la Formazione, il Ciapi, i Beni culturali, la sanit...".
Sono tutti temi caldissimi, diventati materia dei dossier consegnati in questi mesi da Crocetta in
Procura per denunciare il malaffare che si annida nella pubblica amministrazione regionale. Un via
vai negli uffici giudiziari, quello del governatore. Per raggiungere le stanze dei procuratori Crocetta
transitato a pochi metri dala stessa aula dove oggi la Regione e il suo governo erano i grandi
assenti.
Assenza reiterata, per la verit. La Regione avrebbe potuto costituirsi parte civile gi quattro mesi in
sede di udienza preliminare quando Cannova e gli altri furono rinviati a giudizio sulla base della
richiesta della Procura. Una richiesta che indicava la Regione siciliana come parte offesa del
processo. La stessa Regione, grande assente del processo.
http://livesicilia.it/2015/01/19/rifiuti-tangenti-processo-regione-siciliana-palermo-rosariocrocetta_588019/
TANGENTI, CROCETTA ALL'ATTACCO: "CANNOVA? SOLO L'INIZIO"
Gioved 24 Luglio 2014

Il governatore: "Questa una nuova tangentopoli. Stiamo pensando alla


confisca delle discariche private. Pippo Gianni? Non ho letto le carte...".
PALERMO - "Il caso Cannova? Potrebbe essere solo l'inizio. La vicenda che riguarda Pippo
Gianni? Non ho ancora visto le carte...". Il presidente della Regione da un lato attacco, dall'altro
"smorza". I filoni coinvolti dalle ultime inchieste della magistratura, infatti, sono due. Da un lato il
rovente settore delle discariche. Dall'altro le mazzette per il fotovoltaico. La Regione, comunque,
investita dagli scandali. E il governatore, che giunge in conferenza stampa insieme all'assessore
Calleri, annuncia interventi drastici. Estremi.
"Chideremo un parere all'Avvocatura dello Stato e all'ufficio legale. Stiamo vagliando l'ipotesi della
confisca o dell'esproprio per pubblica utilit delle discariche private". Le discariche gestite da
alcune aziende finite al centro appunto delle INDAGINI giudiziarie. "Abbiamo revocato - ha detto
Crocetta - l'autorizzazione a Oikos e anche a Soambiente, nei confronti della quale c' anche una
informativa antimafia 'interdittiva'. Ma non solo. Abbiamo riscontrato delle anomalie anche in
un'altra discarica che ancora non entrata in funzione, quella di Sant'Agata di Militello. Abbiamo
raccolto le denunce del sindaco: quella discarica stava sorgendo su una fiumare. Andr a controllare
con i miei occhi".
Ma al di l dei singoli fatti, il tema, pi generale quello di una corruzione dentro la Regione che
appare pi ampia del previsto: "Da quando c' questa amministrazione, per, - ha precisato Crocetta
- non ci sono pi coperchi. Forse, quando siamo intervenuti con le rotazioni, dovevamo essere pi
incisivi ancora. La frequenza di queste inchieste mi fanno pensare: altro che tangentopoli... Dopo la
Formazione, il Ciapi, i Beni culturali, la sanit...". E in vista, cos, ecco i provvedimenti anche nei
confronti dei funzionari coinvolti: "Certamente li sospenderemo. Poi - ha annunciato Crocetta verificheremo la possibilit, nel caso in cui le accuse si faccessero pi concrete, di procedere col
licenziamento. Non abbiamo bisogno di questi collaboratori dentro la Regione".

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E i prossimi passi potrebbero essere rappresentati da ispezioni a tappeto in tutti gli assessorati, ma
soprattutto in quello dell'Energia: "Intanto - ha detto il governatore - verificheremo le pratiche
curate da Cannova negli ultimi cinque anni. Servono controlli pi intensi sia nelle fasi autorizzative
che in quelle di gestione". Ma attorno a Cannova ecco il giallo: il funzionario, inizialmente oggetto
di una rotazione, sarebbe rientrato dopo poco pi di un anno nello stesso ruolo: "Ho saputo solo
adesso - spiega Crocetta - che quel dipendente rientrato nella vecchia mansione a causa delle
pressioni operate da un sindacato autonomo".
Ma oltre ai rifiuti, come detto, ecco esplodere il "caso" delle mazzette per l'insediamento di un mega
impianto fotovoltaico a Monreale. Una vicenda che, stando alla ricostruzione dei pm,
coinvolgerebbe, oltre a funzionari della Regione, anche l'ex assessore all'Industria Pippo Gianni. "Il
funzionario, - ha precisato l'assessore Calleri - cio la dottoressa Marcen, verr subito sospesa".
"Pippo Gianni? Ancora - ha detto invece Crocetta - so troppo poco di questa inchiesta. Vedremo. In
una convention dei Drs chiesi a Savona di uscire dalla sala? I fatti sono molto diversi...".
"Il settore dell'Energia e dei Rifiuti, - ha detto Calleri - da monitorare secondo noi con
grandissima attenzione. ora di dire basta a una situazione del genere. Lo dico da assessore e da
persona che combatte da una vita contro il malaffare e la mafia. Anche per questo, tutti gli atti di cui
siamo venuti a conoscenza sono stati gi inviati alla Procura".
La conferenza stampa finita.
17.32 Crocetta: "Sar necessario pure un lavoro retroattivo, e capire con quali dirigenti e quali
funzionari abbiamo a che fare".
17.26 Crocetta: "Gianni? Non abbiamo ancora elementi. Savona? Erano questioni
diverse...aspettiamo di sapere, di conoscere gli atti. Magari ci sono intercettazioni non rese note.
Faremo correttamente le nostre valutazioni. L'Eolico? La giunta sta approvando un progetto di
legge che render molto difficile i nuovi INVESTIMENTI ".
17.19 Crocetta: "Il coinvolgimento di Pippo Gianni? Io voglio guardare le carte. Cannova era
tornato al suo posto? Sono curioso di verificarlo. Avevo dato disposizione che quelli trasferiti non
dovevano tornare al dipartimento di provenienza".
17.15 Crocetta: "Servono controlli pi intensi sia nelle fasi autorizzative che in quelle di gestione.
Chi ci assicura che nelle discariche non arrivino rifiuti tossici?".
17.09 Crocetta: " mai possibile che, tra eolico e energia si debba sempre passare dalla mafia o
dalla corruzione?".
17.05 Crocetta: "Dobbiamo pensare a un nuovo modo di vedere il mondo dei rifiuti. Non possono
essere pi gestite da societ con questi requisiti. Chi ci tutela, ad esempio, sullo smaltimento dei
rifiuti pericolosi?"
17.02 Crocetta: "Di fronte a certe cose, stiamo pensando se possibile operare anche attraverso
l'acquisizione o la confisca delle discariche. Coinvolgeremo l'Ufficio legislativo e l'Avvocatura per
verificare se dal punto di vista legislativo si pu intervenire. A volte non riesco a far comprendere
anche alla politica che lo Statuto ci deve aiutare a fare meglio".
17.00 Crocetta: "Dove sar possibile, da parte nostra, agiremo attraverso i licenziamenti, dopo la

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sospensione immediata dall'incarico. Non abbiamo bisogno di questi collaboratori dentro la


Regione".
16.58 Crocetta: "Abbiamo riferito alla Procura. E stiamo anche raccogliendo le autorizzazioni
rilasciate da Cannova negli ultimi cinque anni. E saranno analizzati gli atti compiuti da funzionari e
dirigenti all'Energia che hanno riguardato alcune autorizzazioni".
16.55 Crocetta: "Il funzionario Cannova? Non pu essere un fatto isolato. Peccato quella "n" in pi,
avremmo avuto il privilegio di avere un Canova alla Regione".
16.54 Crocetta: "La frequenza di queste inchieste ci fanno dire: altro che tangentopoli... Dopo l
Formazione, il Ciapi, i Beni cultural, la sanit...".

16.52 arrivato il presidente Crocetta: "Da quando c' questa amministrazione, non ci sono pi
coperchi. Forse, quando siamo intervenuti con le rotazioni, dovevamo essere pi incisivi ancora".
16.49 Calleri: "Sul settore dell'Eolico e dell'energia l'attenzione, in tutta Italia, altissima. Si tratta
di una sorta di Tangentopoli".
16.45 Calleri: "Sulle ultime vicende riguardanti il fotovoltaico, stiamo valutando come intervenire
nei confronti dell'unico funzionario coinvolto, la dottoressa Marcen".
16.41 Calleri: "Ho inviato tutto ci di cui sono venuto a conoscenza alla Procura della Repubblica.
Anche su alcune criticit su una discarica a Sant'Agata di Militello".
16.38 Calleri: "Abbiamo disposti la calendarizzazione cronologica delle pratiche sull'Energia.
Riguardo alle discariche, abbiamo ordinato la chiusura dell'Oikos. Abbiamo anche revocato
l'autorizzazione alla Soambiente, in seguito a una informazione prefettizia negativa. Siamo
intervenuti allo stesso modo con Tirreno Ambiente".
16.37 Calleri: "Non sottovalutiamo il settore dell'Energia e dei Rifiuti, da monitorare secondo noi
con grandissima attenzione. ora di dire basta a una situazione del genere. Lo dico da assessore e
da persona che combatte da una vita contro il malaffare e la mafia".
16.35 arrivato a Palazzo d'Orleans l'assessore all'Energia Salvatore Calleri: "Il presidente Crocetta
sta arrivando".
16.29. La conferenza stampa sta per iniziare.
Alle 16 il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e l'assessore all'Energia, Salvatore
Calleri terranno una conferenza stampa "sul tema delle tangenti all'Ambiente e all'Energia", presso
la sala Alessi di Palazzo d'Orleans, a Palermo.
LiveSicilia seguir l'evento in diretta.
http://livesicilia.it/2014/07/24/tangenti-conferenza-stampa-di-crocetta-livesicilia-seguira-ladiretta_520264/
RIFIUTI E MAZZETTE IN ASSESSORATO ARRESTATI UN FUNZIONARIO
REGIONALE E 4 IMPRENDITORI
VENERD 18 LUGLIO 2014 - 20:05 DI RICCARDO LO VERSO

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di RICCARDO LO VERSO Gli imprenditori sono un catanese, due agrigentini e


un novarese con interessi a Messina. Un impiegato dell'assessorato regionale al
Territorio e ambiente avrebbe intascato tangenti per rilasciare certificazioni
favorevoli e ammorbidire i controlli sulle discariche e sullo smaltimento dei
rifiuti.(Leggi i nomi degli arrestati e delle discariche coinvolte). Video:
gli arresti e i sequestri di gioielli e tv
PALERMO- Con le mazzette filava tutto liscio come l'olio. Un
funzionario dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente di
Palermo e quattro imprenditori del settore dei rifiuti sono stati arrestati dalla
sezione reati contro la pubblica amministrazione della Squadra mobile di
Palermo. Gli imprenditori sono un catanese, due agrigentini e un novarese con
interessi a Messina.
Gli agenti hanno monitorato i loro intrecci illeciti fin dal 2011,
scavando nel complicato iter amministrativo che accompagna la gestione
delle discariche e lo smaltimento dei rifiuti. La corruzione si sarebbe annidata
fra i tanti passaggi burocratici. Soprattutto quelli sulle valutazioni di impatto
ambientale. Che diventavano favorevoli dietro il pagamento di tangenti. Non
solo soldi ma anche regali vari. In barba soprattutto alle normative contro
l'inquinamento.
Il funzionario nei mesi scorsi stato trasferito d'ufficio per evitare che
continuasse a gestire quello che gli investigatori definiscono "un
grosso giro di affari". Le misure cautelari sono state chieste e ottenute dal
pool della Procura che si occupa di pubblica amministrazione, coordinato
dall'aggiunto Leonardo Agueci.
I poliziotti parlano di "stratificazione normativa e complesso apparato
burocratico che hanno permesso al funzionario infedele do giostrare nella
gestione delle procedure connesse al rilascio dei provvedimenti, agevolando gli
imprenditori e preservandoli dallordinaria attivit di controllo e monitoraggio
della pubblica amministrazione sulla modalit di gestione delle discariche e
dello smaltimento dei rifiuti, consentendo loro in questo modo di bypassare
indenni tutti i controlli".
*Aggiornamento ore 11.22
Il funzionario dell'assessorato arrestato Gianfranco Cannova. Questi, invece, i
nomi degli imprenditori finiti in manette: gli agrigentini Calogero e Nicol
Sodano, il catanese Domenico Proto e il novarese Giuseppe Antonioli. Le
discariche coinvolte nell'inchiesta sono tre: Mazzarr Sant'Andrea,
"Soambiente" di Agrigento e "Oikos" di Motta Sant'Anastasia.
PALERMO - E' Gianfranco Cannova, 56enne, il funzionario dell'assessorato
regionale al Territorio e ambiente arrestato nell'ambito dell'inchiesta che a
Palermo ha svelato un giro di mazzette legate allo smaltimento dei rifiuti e ai
controlli nelle discariche siciliane. Questi, invece, i nomi degli imprenditori finiti
28

in manette: i fratelli agrigentini Calogero e Nicol Sodano, di 54 e 53 anni,


titolari della discarica "Soambiente" di Agrigento, il catanese Domenico Proto,
48 anni, titolare della discarica "Oikos" di Motta Sant'Anastasia (Ct) e il
novarese Giuseppe Antonioli, 53 anni, amministratore delegato della discarica
di Mazzarr Sant'Andrea (Me).
http://livesicilia.it/2014/07/18/rifiuti-e-mazzette-in-assessorato-i-nomi-degliarrestati_517722/
a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2015/02/le-tangenti-non-sonoallarme-sociale-il.html

TANGENTI E RIFIUTI, IL PROCESSO LA REGIONE GRANDE ASSENTE


Gennaio 2015 - 18:03 di Riccardo Lo Verso

La Regione Siciliana e il governatore Crocetta non sono costituti parte civile al


processo che vede imputati Gianfranco Cannova (nella foto), funzionario
dell'assessorato al Territorio e ambiente, e 4 imprenditori. Sono tutti accusati di
corruzione.

PALERMO - C' un tempo per le conferenze STAMPA e gli annunci. E c' un tempo in cui alle
parole possono seguire i fatti. Oggi la Regione e il suo governo hanno perso l'occasione per un
gesto concreto. Non si sono costituti parte civile, tramite l'Avvocatura dello Stato, al processo che
vede imputati Gianfranco Cannova, funzionario dell'assessorato regionale Territorio Ambiente, e
quattro imprenditori. Sono tutti accusati di corruzione.

Cannova avrebbe intascato mazzette in cambio di agevolazioni nel rilascio di autorizzazioni per lo
smaltimento dei rifiuti. Oltre al presunto dipendente infedele sotto accusa ci sono Giuseppe
Antonioli, amministratore delegato della discarica di Mazzarr Sant'Andrea, nel Messinese,
Domenico Proto, titolare della discarica, i fratelli Calogero e Nicol Sodano, proprietari della
Soambiente di Agrigento.

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Oggi il processo ha preso il via. Si costituito parte civile il Comune di Motta Sant'Anastasia.
Respinta, invece, la RICHIESTA del Comune di Misterbianco e di due associazione onlus:
Centro per i diritti del CITTADINO e Codici Sicilia. La grande assente era la Regione che, in
soldoni, non potr chiedere i danni qualora gli imputati venissero condannati al termine del
dibattimento.
Il funzionario palermitano, nel CORSO di un interrogatorio, ammise di avere intascato tangenti
per facilitare le pratiche degli imprenditori. Bastava pagare per evitare i controlli nelle discariche e
le possibili chiusure. Il prezzo della corruzione sarebbero stati migliaia di euro in contanti diecimila euro o forse pi - televisori ultramoderni e soggiorni in alberghi di lusso. Fatti gravi tanto
che oggi il Tribunale ha respinto la RICHIESTA di Cannova che avrebbe voluto patteggiare
quattro anni di carcere.

Fatti gravi COME sottoline lo stesso governatore Rosario Crocetta, nel corso di una conferenza
stampa pochi giorni dopo il blitz: "Il caso Cannova? Potrebbe essere solo l'inizio. Stiamo vagliando
l'ipotesi della confisca o dell'esproprio per pubblica utilit delle discariche private". Ed ancora: "Da
quando c' questa AMMINISTRAZIONE , per, non ci sono pi coperchi. Forse, quando siamo
intervenuti con le rotazioni, dovevamo essere pi incisivi ancora. La frequenza di queste inchieste
mi fanno pensare: altro che tangentopoli... . Dopo la Formazione, il Ciapi, i Beni culturali, la
sanit...".
Sono TUTTI temi caldissimi, diventati materia dei dossier consegnati in questi mesi da Crocetta in
Procura per denunciare il malaffare che si annida nella pubblica AMMINISTRAZIONE regionale.
Un via vai negli uffici giudiziari, quello del governatore. Per raggiungere le stanze dei procuratori
Crocetta transitato a pochi metri dala stessa aula dove oggi la Regione e il suo governo erano i
grandi assenti.

Assenza reiterata, per la verit. La REGIONE avrebbe potuto costituirsi parte civile gi quattro
mesi in sede di udienza preliminare quando Cannova e gli altri furono rinviati a giudizio sulla base
della richiesta della Procura. Una richiesta che indicava la Regione siciliana come parte offesa del
processo. La stessa Regione, grande assente del processo.

magnafranco 19-01-2015 - 18:15:53


la REGIONE avrebbe dovuto dare mandato per costituirsi parte civile e chiedere i danni che sono
derivati dal comportamento infedele ed a delinquere del cannavo, ma evidentemente la magistratura
deve ancora scavare a fondo, perch non si costituisce parte civile e il solo funzionario avrebbe
potuto ordire a tutto quanto accaduto. chi st coprendo cannavo', sicuramente gli avranno promesso
indulgenza e quindi occorre fargli dire quello che sa' e come si svolgevano i fatti realmente.
RISPONDI
rabbit 19-01-2015 - 19:38:47
Concordo, certamente da solo il funzionario non poteva gestire i rilasci di queste delicate e
complesse autorizzazioni e il non costituirsi parte civile da parte della REGIONE uno scandalo
nello scandalo. ECCO perch il cannova non ha mai fatto nomi ma si limitato solamente a
riconoscere le proprie responsabilit, forse ha avuto fatta qualche promessa. Che buffoni!!!
Cico (l'originale) 19-01-2015 - 18:33:29

30

La Regione avrebbe dovuto costituirsi parte civile per un danno di qualche decina di migliaia di
euro nei confronti di un suo dipendente infedele? Ma se non lo ha mai fatto contro suoi ex deputati,
ex assessori ed ex presidenti per danni praticamente incalcolabili?
lux 19-01-2015 - 18:58:34
COME siete malpensanti su scurdaru !!!!!!
dani 19-01-2015 - 19:31:44
Solo una PAROLA ripetuta tre volte: vergogna vergogna vergogna
marco68 19-01-2015 - 20:48:00
Trovata la spiegazione: in tema di balli sud-americani Cannova non balla la samba di Pappagone,
ma solo il tango col casqu, quindi forse per questo che Pappagone non si costituito. A parte gli
scherzi, ma l'assessore-avvocato Caleca, che ha licenziato un funzionario che intascava tangenti,
che ci dice di QUESTA disparit di trattamento, ovvero di questa vergogna pappagoniana e della
giunta di cui componente?
dipende 19-01-2015 - 20:49:29
Cari siciliani, dovete capire che costituirsi parte civile non fa odiens, quindi perche
perderci TEMPO . Ormai siamo all'isola dei famosi, quindi se non tira al presidente ed ai suoi
cuccioli (dirigenti generali ed assessori) non conta. Che schifo... ma ormai visto che fanno schifo
sempre neanche li tocca un aggettivo del genere.
Pippo BIANCO 19-01-2015 - 20:53:55
Hanno paura che racconti TUTTO il magna magna dei burattinai del governo crocetta...e se lo
provocano pu far saltare il governo.
Argo 19-01-2015 - 21:59:21
Concordo appieno.
antimafia a gogo' 19-01-2015 - 23:22:38
Caro Lo Verso, indaga indaga che andrai lontano....... tanto da qualcun ALTRO che avrebbe
l'obbligo di indagare......
non ci possiamo aspettare nulla........
GIUSEPPE Maritati 20-01-2015 - 11:58:37
Si va facendo sempre pi tormentato e incomprensibile il cammino del governo regionale che non
riesce a compiere un solo passo partendo dalle sue eccellenti risorse naturali e umane. Il presidente
Crocetta prima concede una proroga ai termini di SCADENZA degli ATO confermandoli fino a
giugno. Poi non si costituisce parte vivile nel processo dove imputato di corruzione il funzionario
pubblico che distribuiva permessi a suo piacimento personale. Mi sembrano due decisioni, prese in
questo difficile momento, che lungi dal contrastare poteri e interessi criminali, li alimenta e li
ravviva.
scettico 20-01-2015 - 12:03:50
Il nostro caro Presidente non manca di stupirci, lui che si vanta di essere un paladino della legalit e
poi al MOMENTO di dimostrarlo si nasconde.
Vergogna anzich ANDARE in procura vattene a casa per il bene di chi lo ha votato.
hiro 20-01-2015 - 16:07:00
Inquietante il comportamento del governo.
O

31

http://livesicilia.it/2015/01/19/rifiuti-tangenti-processo-regione-siciliana-palermo-rosario-crocetta_588019/

Mazzette e rifiuti alla Regione Territorio, funzionario a giudizio


08 Ottobre 2014

Gianfranco Cannova avrebbe intascato mazzette in cambio di agevolazioni nel rilascio di autorizzazioni
per lo smaltimento dei rifiuti. Il processo al via il 15 gennaio. Con lui a giudizio anche 4 imprenditori.

PALERMO - Il gup di Palermo ha rinviato a giudizio un funzionario dell'assessorato


regionale Territorio Ambiente, Gianfranco Cannova, e quattro imprenditori. Sono tutti
accusati di corruzione. Cannova avrebbe intascato mazzette in cambio di agevolazioni nel rilascio di
autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti. Oltre a Cannova, andranno a giudizio, il 15 gennaio
davanti alla terza sezione del Tribunale, Giuseppe Antonioli, amministratore delegato della discarica
di Mazzarr Sant'Andrea (Me), Domenico Proto, titolare della discarica, i fratelli Calogero e Nicol
Sodano, proprietari della discarica Soambiente di Agrigento.
Secondo l'accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Alessandro Picchi, il funzionario
avrebbe agevolato gli imprenditori preservandoli dall'ordinaria attivit di controllo e monitoraggio
imposte a chi gestisce le discariche e previste per lo smaltimento dei rifiuti e avrebbe consentito
loro di bypassare indenni tutti i controlli. Tutti i personaggi coinvolti vennero arrestati a luglio.
(ANSA).

"Mazzette dagli imprenditori" Chiesto il giudizio per Cannova


18 Settembre 2014

L'indagine sulle autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti. Chiesto il processo, oltre che per il
funzionario della Regione, anche per Giuseppe Antonioli, Domenico Proto e i fratelli Calogero e Nicol
Sodano.

PALERMO - La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di un funzionario


dell'assessorato regionale Territorio Ambiente, Gianfranco Cannova, e di quattro
imprenditori. Sono tutti accusati di corruzione. Cannova avrebbe intascato mazzette in cambio di
agevolazioni nel rilascio di autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti. L'indagine, iniziata nel 2011
e durata due anni, e' stata condotta dalla polizia di Palermo e Agrigento avendo coinvolta anche due
imprenditori agrigentini. Oltre a Cannova, il processo stato chiesto per Giuseppe Antonioli,
amministratore delegato della discarica di Mazzarra' Sant'Andrea (Me), Domenico Proto, titolare
della discarica, i fratelli Calogero e Nicolo' Sodano, proprietari della discarica Soambiente di
Agrigento.
Anche muovendosi nel complicato groviglio delle procedure amministrative, il funzionario avrebbe
agevolato gli imprenditori preservandoli dall'ordinaria attivit di controllo e monitoraggio imposte a
chi gestisce le discariche e previste per lo smaltimento dei rifiuti e avrebbe consentito loro di
bypassare indenni tutti i controlli. Tutti i personaggi coinvolti vennero arrestati a luglio. Secondo le
indagini i titolari di grossi impianti di smaltimento avrebbero pagato svariate migliaia di euro per
ottenere i favori di Cannova. Ma non solo. Al funzionario infedele sarebbero state messe a
disposizioni escort, viaggi e impianti televisivi da oltre 17 mila euro.

http://m.livesicilia.it/2014/09/18/mazzette-dagli-imprenditori-dei-rifiuti-chiesto-il-giudizio-per-cannova_540186/

Mazzette e discariche, aperta un'indagine interna all'assessorato


Ambiente: "Si cercano complicit"
Nelle carte dell'inchiesta i dubbi degli inquirenti sul sistema dei
controlli. Una commissione al dipartimento "Accertamenti affidati a
32

esterni". Nel mirino i contatti del funzionario regionale arrestato con


altri burocrati e politici. I rapporti con i big del settore rifiuti
di ANTONIO FRASCHILLA

Davvero un semplice funzionario poteva influenzare e a volte prendere decisioni


su discariche, rifiuti e autorizzazioni milionarie? Davvero Gianfranco Cannova,
arrestato perch secondo gli inquirenti avrebbe intascato mazzette dai titolari
delle principali discariche private siciliane, ha fatto tutto da solo? A queste
domande prover a dare una risposta una commissione che sar nominata dal
dirigente del dipartimento Territorio e ambiente Gaetano Gullo, che sulla vicenda
delle discariche dell'Oikos e della Tirreno ambiente vuole vederci chiaro. Specie
dopo che lui stesso luned scorso ha firmato un verbale che alle contestazioni
mosse dall'ex assessore Nicol Marino e dal dirigente Rifiuti Marco Lupo
sull'Oikos risponde che tutto a posto e la discarica pu continuare a lavorare:
"Convocher subito i dirigenti del mio dipartimento per capire perch hanno
dato parere favorevole e mi hanno fatto firmare questo atto su una discarica
nell'occhio del ciclone", dice. Il funzionario
del servizio autorizzazioni Via-vas deve rispondere al dirigente dell'Unit
operativa, al dirigente del servizio, al dirigente generale del dipartimento e, a
volte, anche all'assessore al ramo. Come faceva Cannova a garantire il risultato
agli imprenditori in piena solitudine? Insomma, sull'assessorato Territorio e
ambiente, ma anche sui dirigenti che hanno lavorato all'assessorato Energia,
ancora ci sono zone d'ombra sulle quali fare luce. Da qui la decisione del neo
dirigente generale Gullo di nominare una commissione d'inchiesta esterna:
"Voglio nominare professionisti che non hanno alcun rapporto con dipendenti
dell'amministrazione ", dice Gullo.
Una cosa certa: dalle carte dell'indagine che ha portato all'arresto del
funzionario e di quattro imprenditori (tra i quali i re delle discariche siciliane, il
33

catanese Domenico Proto e Giuseppe Antonioli) emergono dubbi degli inquirenti


sul coinvolgimento di altri dirigenti, quanto meno superficiali in alcuni
atteggiamenti e decisioni. A esempio nelle carte dell'indagine si cita un pranzo
avvenuto tra Proto, Cannova e un altro alto dirigente del settore Rifiuti in un
noto ristorante di Palermo. Gli inquirenti sottolineano "l'atipicit" di questo
incontro in ambienti non istituzionali tra i funzionari pubblici e "un soggetto
privato" interessato in un procedimento amministrativo gestito da quegli stessi
funzionari. Ma c' di pi. Dalle intercettazioni emerge anche che il Cannova
avrebbe proposto a Proto di pagare anche questo alto dirigente del Rifiuti che, a
suo dire, era vicino al Partito democratico.
In un'altra intercettazione, invece, Cannova tranquillizzava gli imprenditori
sull'esito di una conferenza di servizio grazie ai "suoi canali e amicizie" all'interno
della macchina burocratica. Non solo, dalle carte
emerge poi come Cannova entrava in contrasto con alcuni dirigenti dei
dipartimenti Territorio e Rifiuti, questi magari erano mossi da altri motivi politici
perch parenti di deputati catanesi che sponsorizzavano altre iniziative a scapito
della Oikos.
E, ancora, Cannova dimostra di avere rapporti diretti anche con ispettori
dell'Arpa, che invitava a pranzo per discutere di iniziative su alcune discariche.
Ad altri dirigenti del dipartimento, invece, Cannova chiedeva "informazioni"
riservate: come ad esempio sulla situazione burocratica riguardante la societ
Osmon, riconducibile all'imprenditore Antonioli, ottenendo "dettagliate
informazioni nonch l'apparente disponibilit dello stesso dirigente contattato ad
aiutare l'Antonioli e la sua societ". Il dirigente in questione provava poi a
convincere della bont dell'iniziativa presentata dalla Osmon l'allora responsabile
del dipartimento Energia Gianluca Galati.
Insomma, le complicit, pi o meno volontarie, ci sono state, eccome. E proprio
su queste si baser adesso l'indagine interna al dipartimento Ambiente: "Ci
saranno trasferimenti, qui dobbiamo cambiare proprio aria", assicura l'attuale
dirigente generale Gullo, che denuncia come il caso Cannova riguardi anche il
sindacato. "Avevamo trasferito il dipendente ben prima degli arresti di ieri,
proprio perch ci era sembrato che qualcosa non quadrava - dice Gullo - a
esempio vedevamo troppi politici venire in dipartimento a parlare direttamente
con lui. Ma la Uil ci ha fatto opposizione perch in quanto rappresentante
sindacale Cannova non poteva essere trasferito. Cos tornato nello stesso
ufficio della Via-Vas e delle autorizzazioni. Anche questo un paradosso sul quale
andrebbe fatta chiarezza". Intanto i grillini chiedono di revocare l'autorizzazione
alla discarica di Motta Sant'Anastasia dell'Oikos, nonostante proprio luned
scorso Gullo abbia firmato il verbale che invece sostiene che nel sito tutto in
regola. Una bella matassa che sar difficile da districare.

34

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/20/news/mazzette_e_discariche_a
perta_un_indagine_interna_all_assessorato_ambiente_si_cercano_complicit92003770/
CHI SONO I DIRIGENTI E FUNZIONARI DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E
AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA ANCHE DIVERSI DA QUELLO ARRESTATO?

CHI SONO I DIRIGENTI E FUNZIONARI DELL'ASSESSORATO


TERRITORIO E AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA ANCHE DIVERSI
DA QUELLO ARRESTATO?
Fermo restando il quadro accusatorio nei confronti del funzionario
dell'assessorato territorio e ambiente, arch.Cannova, & relativi soci
attualmente individuati. quello che viene riportato dalla stampa e,
stranamente, anche dal virgolettato degli inquirenti non pu non
apparire poco verisimile ed incongruo.
A quanto dato conoscere :
Cannova un funzionario e come tale, ovviamente, non era nei suoi
poteri rilasciare, come invece erroneamente riportato, alcuna
autorizzazione.
Cannova stato, al pi, il responsabile dei procedimenti
amministrativi a lui affidati dal dirigente dell'unit operativa o dal
dirigente del Servizio VIA-VAS, e tra l'altro stato per anni fino a
poco tempo fa il segretario di conferenze dei servizi, spesso per il
rilascio delle AIA, ma la sua funzione non poteva andare oltre.
Cannova, in quanto funzionario, non poteva che svolgere le sue
funzioni o incardinato in una Unit Operativa retta da un dirigente o
alle dirette dipendenze funzionali del dirigente responsabile del
Servizio VIA-VAS deputato al rilascio anche delle AIA; ci risulta
che era il segretario delle conferenze dei servizi indette dal Servizio
VIA-VAS e colui che andava a seconda dei casi a rendere i pareri nelle
conferenze dei servizi per il rilascio di autorizzazioni di competenza di
altri dipartimenti, pareri tuttavia predisposti non da lui ma dai
responsabili gerarchici a lui superiori.

35

Quindi, Cannova poteva s fornire "consigli" o qualcos'altro agli


imprenditori "amici", ma poteva "condizionare" il rilascio delle
autorizazioni solo ed esclusivamente se chi stava gerarchicamente
sopra di lui
in prima battuta il dirigente dell'Unit Operativa doveva
condividere il procedimento e trasmetterlo al responsabile del servizio,
in seconda il responsabile del servizio se condivideva la
proposta dell'U.O. rilasciava l'autorizzazione nel caso di sua
competenza,
in terza il dirigente generale del dipartimento se condivideva
la proposta del servizio rilasciava l'autorizzazione nel caso di sua
competenza
ed in quarta se l'assessore condivideva la proposta del
dipartimento, vagliata dal suo gabinetto, rilasciava l'autorizzazione
nel caso di sua competenza,
non si accorgeva di nessuna eventuale irregolarit o faceva parte della
rete del "condizionamento".
Quindi, ai vari livelli,

o Cannova,

dal basso superava tutte le varie maglie e faceva


fessi dirigenti di unit operativa e responsabile del servizio, dirigente
generale, segreteria tecnica dell'assessore e l'assessore,

o nessuno

controllava gli atti e le autorizzazioni erano firmate senza


neppure leggere i decreti che si firmavano
o...Cannova era soltanto il primo anello della catena.
Ecco perch la versione cos come riportata dalla stampa fa acqua da
tutte le parti, le autorizzazioni rilasciate da Cannova sono inesistenti e
se Cannova condizionava, chi erano i condizionati lungo i vari
passaggi amministrativi che portavano al rilascio delle autorizzazioni o
alla fornitura dei pareri del servizio VIA-VAS nelle conferenze dei
servizi presso altri dipartimenti?
Pu darsi, anzi speriamo, che lo dir Cannova meditando nelle patrie
galere.
Un'ultima perla.
36

Ricordiamo tutti quando "scoppia" al dipartimento ambiente la bomba


Crocetta-Lo Bello delle 3500 pratiche inevase al servizio VIA-VAS.
Stante il numero esorbitante logico pensare che si siano accumulate
quantomeno nel corso degli ultimi anni.

Chi sono stati i dirigenti responsabili di questo Servizio negli ultimi


anni, i dirigenti generali del dipartimento ambiente, i dirigenti
responsabili del controllo di gestione ed i dirigenti responsabili della
valutazione delle attivit dirigenziali?

I nomi sono tutti arcinoti e si trovano nel sito dell'ARTA, ma ci


limitiamo solo a rilevare, perch sono dati pubblicati sempre nel sito
dell'ARTA, che i responsabili del Servizio di quel periodo, hanno avuto
attestato di avere raggiunto negli stessi anni dell'accumulo tutti gli
obiettivi previsti (???) ed hanno di conseguenza intascato le relative
indennit (circa 9300 euro/anno per gli obiettivi e oltre 23340
euro/anno in quanto a indennit d'incarico).
Quindi, per attestazione della stessa amministrazione, il
Servizio VIA-VAS ha funzionato al meglio, nonostante che, a
detta della stessa amministrazione, avesse accumulato 3500
pratiche inevase.
Qualcuno
dei
dirigenti del
Servizio
VIA-VAS ha
ricevuto
dall'amministrazione denunciante, in primis Crocetta, Lo Bello e
Arnone
(dirigente
generale) qualche
contestazione,
qualche
provvedimento di responsabilit dirigenziale? Manco a parlarne.
Anzi, come "botto" della bomba, i dirigenti responsabili del Servizio
VIA-VAS non solo non sono stati chiamati a rispondere delle
responsabilit dell'enorme accumulo, ma anzi, uno dei dirigenti stato
trasferito ad altro dipartimento sempre come capo servizio, l'altro
stato addirittura promosso da Crocetta a dirigente generale,
prima nello stesso dipartimento ambiente e dopo in un altro (il
dipartimento regionale tecnico).
E' notizia di qualche giorno che quest'ultimo si appena messo in
pensione con almeno 7000 euro al mese ed una buonauscita che
assommerebbe di diverse centinaia di migliaia di euro.
Come si dice in siciliano, chi ddici?

37

Vabb, tanto c'...Cannova !!!


Comitato Cittadino isola Pulita
di Isola delle Femmine sede dello Stabilimento Italcementi
a cui stato concessa Autorizzazione Integrata Ambientale decreto
693 18 luglio 2008 a firma dell'ing. Vincenzo Sansone,
responsabile del Servizio VIA-VAS, con segretario della relativa
conferenza dei servizi arch. Gianfranco Cannova.

LA BELLA VITA DEL FUNZIONARIO REGIONALE CANNOVA FATTA DI


"MONEZZA"
MARKEZ

Gianfranco
Cannova,
funzionario
regionale
allassessoratoTerritorio Ambiente, faceva da consulente agli
imprenditori dello smaltimento dei rifiuti. Dava le dritte su
quanto avvenivano le ispezioni a sorpresa, consigliava gli
adeguamenti della tariffa di smaltimento dei rifiuti dando
anche le motivazioni delle richieste....e vacanze, viaggi, bella
vita.
MimmoMimmouna cosa una cosa sola. diceva Cannova a
Domenico Proto titolare della discarica di Motta SantAnastasia La
tariffa di 5 anni fa. ma tu lo sai il gasolio a quanto era 5 anni f?. Per
questi servigi veniva ripagato e bene. Sono stati almeno 20 i soggiorni
per il funzionario e tutta la sua famiglia al prestigioso Baja Verde di
Acicastello. Viaggi anche a Rimini tutto pagato dallazienda di Proto.
Sempre Cannova nel corso di unintercettazione spiegava al figlio il
suo rapporto di collaborazione con Domenico Proto, titolare del
mega impianto nel catanese. Quello che io guadagno in un anno, lui
lo guadagna in un mese.
E il figlio gli chiede perch non gli d un po soldi. Se io
lavoro mi da mi da soldi pe non regala nessuno niente. Se
tu li meriti perch sei bravo e lavori, te li danno. Il figlio a
questo punto chiede se il padre collabora con Domenico Proto.
38

Certo! Non lo vedi che abbiamo lav abbiamo parlato di


lavoro? E quanto ti d chiede il figlio. Dipende quello che
faccio, se guadagno 10.000 mi da 10.000, se guadagno 5.000
mi da 5.000.
Un dialogo (alla cui lettura si rinvia) i cui termini e i cui contenuti
davvero non meritano altri commenti dal momento che il Cannova si
esprimeva come se fosse stato lui limprenditore interessato alla
pratica amministrava e non il funzionario pubblico dellufficio
regionale.
Cerano alcuni problemi nella gestione della discarica di Motta
SantAnastasia e Gianfranco Cannova organizz un pranzo al
ristorante Papoff di via Isidoro La Lumia. Al tavolo si sedettero il 6
marzo 2012 Domenico Proto, Gianfranco Cannova, Domenico Michelon
e Roberto Li Causi, questi ultimi funzionari del Dipartimento Acque
Rifiuti.
Un consesso atipico sottolineano gli investigatori in ambienti
non istituzionali tra i funzionari pubblici e un soggetto privato
interessato in un procedimento amministrativo gestito da
quegli stessi funzionari. Michelon svolgeva il ruolo di subcommissario delegato allemergenza rifiuti ed il Dipartimento
Acque e Rifiuti era soggetto istituzionale coinvolto nelle
Conferenze dei Servizi.
Prima dellincontro Cannova, spiera prima dellarrivo del Proto,
aveva incontrato brevemente nella sua autovettura Michelon e Li
Causi preparandoli, per cos dire, sulle tematiche di interesse di
Mimmo (cio di Domenico Proto) in specie mostrandosi contrariato
per la procedura di annullamento in autotutela del precedente
decreto di autorizzazione a favore della societ Oikos, che
lingegnere Natale Zuccarello, avrebbe messo alla firma del
Dirigente Arnone Giovanni, allinsaputa del Cannova stesso

http://www.qtsicilia.it/2013-08-25-07-23-18/39-la-regione-siciliana/1603-la-bella-vitadel-funzionario-regionale-cannova-fatta-di-qmonezzaq.html

Rifiuti e corruzione, arrestato Mimmo Proto


In manette 4 imprenditori e un funzionario
Di Carmen Valisano | 18 luglio 2014

39

Loperazione, denominata Terra mia, ha portato allindividuazione di un complesso sistema


di procedure ambientali non seguite e controlli evitati grazie al presunto pagamento di
tangenti. Coinvolti quattro titolari di discariche, tra i quali il proprietario dellimpianto di
contrada Tirit, a Motta SantAnastasia. Il dipendente regionale rilasciava le autorizzazioni
Aia e gestiva lufficio come suo feudo. Con gli imprenditori amici era prodigo di consigli
anche per fregare lamministrazione pubblica.

Un funzionario della Regione e quattro imprenditori legati alla gestione


dei rifiuti sono stati arrestati stamattina dagli uomini della squadra mobile
di Palermo. Tra loro spicca il nome di Domenico Proto, titolare della Oikos
spa, la ditta proprietaria del mega-impianto di contrada Tirit-Valanghe
dinverno.
Secondo
le
accuse, Gianfranco
Cannova (dipendente
dellassessorato regionale Territorio e ambiente) avrebbe avuto un ruolo nella
gestione delle procedure pi importanti, quelle legate al rilascio delle
autorizzazioni allattivit delle discariche. In cambio di regali e viaggi,
avrebbe agevolato gli iter d evitato agli impiantiamici controlli e monitoraggi ai
quali avrebbero dovuto invece sottostare. Un quadro di corruzione definito
dagli inquirenti molto grave nel quale sono coinvolti, oltre a Proto,
gli imprenditori Giuseppe Antonioli (amministratore della discarica di
Mazzarr SantAndrea, in provincia di Messina) e i fratelli Calogero (ex
senatore della Casa delle libert) e Nicol Sodano, responsabili della
Soambiente di Agrigento.
Loperazione, denominata Terra mia, ha avuto inizio nel 2011 ed durata
oltre due anni. I titolati delle indagini hanno messo in rilievo come questo
settore amministrativo caratterizzato da unastratificazione normativa e da
un complesso e macchinoso apparato burocratico. Elementi che hanno
facilitato lazione contestata al presunto funzionario infedele. La corruzione
e i corrotti sono un rifiuto speciale e pericolosi - dichiara il procuratore
aggiungo di Palermo Dino Petralia - Limprenditore del Catanese (Domenico
Proto, ndr) aveva bisogno di ampliare la discarica a tre milioni di metri cubi.
Aveva bisogno dellAutorizzazione integrata ambientale.Sembra che lazione
per ottenerla in modo illegale sia la regola. A lui fa eco il
collega Leonardo Agueci: Il funzionario regionale rilasciava le autorizzazioni
Aia e gestiva lufficio come suo feudo. Con gli imprenditori amici era
prodigo di consigli anche per fregare lamministrazione pubblica. Nessuna
40

remora di controlli. Poteva svolgere una attivit illecita con la massima


disinvoltura.
Sia il sito di contrada Tirit-Valanghe dinverno che limpianto
messinese di Mazzarr SantAndrea sono sotto inchiesta da parte della
dirigenza regionale allAmbiente per presunte violazioni compiute nella
gestione dei rispettivi impianti. Uninchiesta avviata qualche mese fa dallex
assessore regionale Nicol Marino. Soambiente gestisce i siti agrigentini
di Siculiana e contrada Monserrato e a Noto (in provincia di Siracusa)
quello di contrada Stallaini.

A poche ore dallarresto di Proto, intanto, Confindustria Catania ha


sospeso la ditta Oikos, interrompendo il suo rapporto con
lassociazione. Il provvedimento stato adottato durgenza, in
ottemperanza del codice etico di Confindustria, spiegano.
http://ctzen.it/2014/07/18/rifiuti-e-corruzione-arrestato-mimmoproto-in-manette-4-imprenditori-e-un-funzionario/

Mafia, rifiuti e mazzette: i fratelli Sodano traditi dalle intercettazioni

Mafia, rifiuti e mazzette: i fratelli


Sodano traditi dalle intercettazioni
Gli inquirenti hanno disegnato il quadro accusatorio grazie alle
discussioni, tra le altre, dei fratelli Sodano, inizialmente sottoposti
ad intercettazione per confermare un sospetto rapporto con la
criminalit organizzata. LE INTERCETTAZIONI

41

(da sinistra) Calogero e Nicol Sodano

Mafia, rifiuti e mazzette: i fratelli Sodano traditi dalle intercettazioni

LE intercettazioni telefoniche nei confronti dei fratelli Nicol e


Calogero Sodano, arrestati stanotte nell'ambito dell'indagine sulle
mazzette alla Regione Sicilia, partirono inizialmente per acquisire
elementi di prova che confermassero presunti rapporti tra i
Sodano con ambienti della criminalit organizzata. Ma durante
l'ascolto dei loro telefoni e delle microspie piazzate tra auto e
uffici, i poliziotti hanno sentito tutt'altro.
Sin dalle fasi iniziali dell'indagine, infatti, venivano intercettati assidui
contatti
telefonici
con
il
funzionario
regionale
Gianfranco Cannova, in qualit di responsabile del procedimento
funzionale al rilascio del provvedimento di autorizzazione. Cos
gli inquirenti avrebbero appurato come lo stesso Cannova si
sarebbe ripetutamente attivato ogniqualvolta gli imprenditori
Sodano ne caldeggiavano un intervento. Ma non solo: talvolta
stato proprio lui stesso a sollecitare i due fratelli agrigentini,
nel corso delle diverse fasi dei procedimenti amministrativi,
ad assumere pi iniziative; sollecitazioni che si sarebbero
concretizzate in incontri anche a stretto giro, per i quali Cannova
avrebbe pi volte dato la disponibilit di raggiungere i due
imprenditori ad Agrigento.

Sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori finito, in


particolare, un incontro avvenuto il 2 maggio del 2011, quando i
Sodano incontrarono Cannova nei suoi uffici a Palermo. Poco prima
che i fratelli giungessero nel capoluogo di regione, per, i poliziotti
intercettarono una telefonata in cui Calogero Sodano chiede ad
un proprio collaboratore di quantificare la disponibilit di soldi
contanti in azienda; una richiesta alla quale il dipendente ha riferito
42

l'ammontare di 3mila e 585 euro che Calogero Sodano - pur


lamentato la scarsit della liquidit - avrebbe chiesto di avere il
prima possibile, in quanto doveva recarsi urgentemente a
Palermo. Una richiesta che per gli inquirenti trova spiegazione nella
consolidata pratica di portare, di volta in volta, delle "mazzette" al
funzionario regionale.
Ma per gli investigatori la dimostrazione forse pi eloquente del
rapporto delittuoso viene fornita una discussione tra i due fratelli
Sodano, intercettata nel settembre del 2011 grazie ad una
microspia piazzata sulla loro auto, nella quale Nicol e
Calogero commentano
tra
loro
il "costo
esagerato"
del
funzionario regionale, ricordando il fatto che lo stesso aveva gi
ricevuto circa cinquantamila euro.

C = a CANNOVA lo faccio chiamare tramite l'avvocato ora...


G = si!
C = inc
G = perch non ha ancora convocato la conferenza dei servizi
C = Ah?
G = gli devi dire, avvocato, ...inc..., avvocato...e noi non lo
chiamiamo pi ! Cio, deve capire che siamo offesi noi con lui...
C = perci, se noi gli facciamo capire che siamo offesi con lui, a
questo il culo sai come gli diventa ? Dice non credo che mi
denunciano... non credo che... minchia!
G = qualche trenta.. qualche trentamila euro (30.000) gli abbiamo
dato...
C = ma che fa! ma che dici!
G = qualche cinquantamila euro (50.000) gli abbiamo dato.. L
(diminutivo di Calogero)
C = ma che minchia dici ! E poi quando all'ultimo ci ha chiesto tutti
quei soldi... hai visto che ci ha detto "accontentatevi con questa
discarica"
G = si! bello chiaro...
C = bello chiaro... per ora questo... prendetevi questo per ora...
G = eh,infatti...
C = da lui dipende... tutte cose lui manovra...
G = si, tutte cose lui...
C = per ha di sopra la politica, capito?
G = la mafia politica...
C = no ! Lui ... lui ...
G = per dargli un incarico di questo... Li (diminutivo di Calogero)
43

C = lui ...
G = inc. per dargli un incarico di questo... inc. deve fare quello che
dicono gli altri...
C = se c' la politica ...inc... vanno secondo legge, secondo... qua la
legge...inc.
G = ...inc... non solo i grana (soldi, n.d.r.), ma diventato anche di
prestigio, pure.
http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/intercettazioni-fratelli-sodanovillaseta-agrigento.html

Tutto parte dall'esposto di Gullo


"Sospensione per Cannova"
Venerd 18 Luglio 2014 - 11:46 di Claudio Reale

La vicenda che ha portato agli arresti di stamattina quella finita al


centro dello scontro fra Nicol Marino e Mariella Lo Bello. Il dirigente
del Territorio: "Da luned il funzionario non sar pi in servizio"

Gaetano Gullo

PALERMO Mentre in corso la conferenza stampa sugli


arresti, Gaetano Gullo aspetta notizie. Ma chi , Cannova?. S,
Gianfranco Cannova il funzionario arrestato stamattina dalla polizia
44

nell'ambito dell'inchiesta su rifiuti e mazzette. Non indica un nome a


caso, Gullo: era stato proprio il dirigente dell'assessorato al Territorio
a segnalare alla Procura una strana vicenda che aveva appreso alla
fine del 2013, una storia di presunte mazzette legate alle
autorizzazioni per le discariche. Adesso, per Cannova scatta la
sospensione, un provvedimento immediato: Da luned spiega Gullo
il funzionario arrestato non sar in servizio per tutta la durata delle
esigenze
cautelari.
La vicenda che ha portato al blitz di stamattina era esplosa a
marzo. E si era trasformata in uno scontro politico fra l'allora
assessore all'Energia Nicol Marino e la titolare del Territorio Mariella
Lo Bello: oggetto del contendere, l'autorizzazione per una discarica
pubblica bloccata da una lettera che lo stesso Gullo aveva firmato
senza leggerla fino in fondo, come spieg il dirigente a LiveSicilia.
Quella lettera dice Gullo era stata materialmente predisposta da
Cannova. cos che si accesero i riflettori sul funzionario: Cannova fu
trasferito al servizio Parchi, e intanto Gullo e Lo Bello raccontarono ai
magistrati la storia appresa pochi giorni dopo la lettera. Il funzionario
arrestato oggi ha gestito le autorizzazioni ambientali per la discarica di
Mazzarr Sant'Andrea e - secondo la tesi, tutta da dimostrare,
raccontata da Gullo ai magistrati - poi avrebbe acquistato un'auto in
Lombardia da un'azienda riconducibile a un altro degli indagati.
Sospensione immediata, dunque. Ma non solo. In questi casi
prosegue Gullo si avvia un procedimento disciplinare che potrebbe
portare al licenziamento. Quando ci sono profili di carattere penale la
conclusione del procedimento per successiva all'eventuale
condanna. Insomma: prima si deve concludere l'eventuale processo e
poi la commissione di disciplina prender una decisione.
http://livesicilia.it/2014/07/18/tutto-parte-da-un-esposto-di-gullo-ora-sospensione-percannova_517755/

Tutto parte dall'esposto di Gullo 'Sospensione per Cannova' - Live Sicilia


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ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SICILIA ARRESTI... di isolapulita

Vacanze extralusso e soldi in contanti


Sms e intercettazioni svelano le mazzette
Venerd 18 Luglio 2014 - 16:03 di Riccardo Lo Verso

Secondo gli inquirenti, tra il funzionario regionale Gianfranco Cannova e


I'imprenditore catanese Domenico Proto c'era un consolidato, stratificato e
articolato rapporto criminoso". Le intercettazioni che inchioderebbero gli
indagati.Una foto degli arresti del blitz tratta dal video.

PALERMO - Soggiorni in hotel di lusso - pi di venti vacanze - e


mazzette in contanti. C' tutto questo alla base di quello che i
magistrati definiscono il consolidato, stratificato ed articolato
rapporto criminoso instaurato dal funzionario pubblico Gianfranco
Cannova con l'imprenditore catanese Domenico Proto, detto Mimmo.
Proto presidente della Oikos, la societ che gestiva lo
smaltimento di rifiuti nella discarica di contrada Tirit, a Motta
Sant'Anastasia. Cannova aveva presentato all'assessorato regionale
al Territorio e ambiente la richiesta per ampliare la discarica nella
vicina contrada Valanghe d'Inverno. La Oikos un colosso del settore.
Nel 2011 ha fatturato 30 milioni di euro, saliti a 45 nel 2012. Il
46

previsto ampliamento aveva scatenato la reazione di alcuni comitati


No discarica, preoccupati per la salute pubblica.
Un affare milionario che Proto non poteva rischiare di mandare
all'aria e si sarebbe servito della collaborazione di
Cannova. E cos quando, il 12 settembre 2011, Proto gli chiedeva
informazioni (Sai se domani stato organizzato una visita in
discarica da Palermo), il funzionario lo metteva in guardia: ...
domani l'ing Michelon (Domenico Michelon dell'Arpa ndr) domani alle
ore 09:00 vengono a fare un controllo con ing Polizzi (Alberto Polizzi,
dipendente del Dipartimento ndr) e un consulente dell'Assessore per
le problematiche del comitato no discarica. Cannova non sembrava
preoccupato, ostentava sicurezza: Per quanto riguarda domani,
domani c' questa riunione e tra l'altro Michelon e Pulizzi... che non
gliene fotte niente di questa cosa. la stanno facendo soltanto perch
gli lo ha ordinato l'assessore... non sono interlocutori che vengono per
fare casino o per fare danno anche perch io gli l'ho detto a Michelon
acquisisci i verbali dell'Arpa... prendendoti i verbali dell'Arpa non hai
bisogno di fare niente... perch sta facendo queste cose. Perch
l'assessore praticamente ha letto i giornali e sulla scorta dei giornali
che hanno scritto che non sono state risposte... non sono state date
risposte all'interrogazione di Burtone.
Onde evitare di farsi trovare impreparati, per, Cannova decide
di acquisire lo stesso delle informazioni. Tre giorni dopo
contattava dopo Federico Vagliasindi (allora consulente dell'assessore
regionale all'Energia Giosu Marino) che era stato designato per
partecipare all'ispezione: Le ripeto la questione non urgentissima
volevo concordarla con lei per studiare una linea comune tutto qua
per vedere se lei concordava con il mio pensiero.
In ballo c'era un affare enorme, visto che la Oikos si era
portata avanti con i lavori,spendendo 28 dei 31 milioni di euro
necessari per l'ampliamento della discarica. E cos il 10 ottobre
Cannova passava a Proto una nuova notizia riservata: Il fascicolo in
mano a Mimmo e stasera mi dice se va bene. Alle 20 e 36 dello
stesso giorno scriveva. I documenti vanno bene. Domani mi faccio
spedire da veronica la firma digitale e presento il tutto. Veronica era
una collaboratrice di Proto. Cannova, dunque, scrivono i pm, si
interessato di seguire, passo passo, tale pratica amministrativa
addirittura concordando con il Proto le fasi successive.
Pi che un funzionario pubblico, dunque sarebbe stato al soldo
47

di Proto. In cambio di cosa?Innanzitutto di viaggi e soggiorni. Tutti


extra lusso. Nel novembre 2011 l'imprenditore catanese ha pagato al
dipendente la trasferta a Rimini in occasione della fiera Ecomondo sul
riciclo di rifiuti. Ti ho messo partenza da Catania, vedi... perch se no
dovevi... - diceva proto a Cannova -. Fai una cosa, parla con
Veronica.... dagli l'input qual la disponibilit e ti faccio cambiare
tutte cose. E Cannova ricambiava con informazioni preziose: Senti,
vedi che arrivato l'altro documento che praticamente parla di nuovo
di e... annullamento del decreto AIA nei confronti di Oikos... ora faccio
i fax e glieli faccio arrivare a Veronica, quindi questa cosa continua,
quella del direttore, pensavo fosse finita e invece continua"
Proto temeva il ritiro dell'autorizzazione: Da parte di chi arriva
questo documento?. Risposta: Da parte del direttore, che,
praticamente, gli ha scritto l'ufficio di gabinetto dell'assessore, perch
ha avuto la richiesta da parte della Prefettura. Ufficio di presidenza,
segreteria tecnica, da parte del presidente... della... della Regione...
Scrive Arnone perch vuole risposta la Monterosso, Patrizia
Monterosso, ch' il capo di gabinetto di Lombardo... te lo faccio
arrivare tramite fax.. ehm... stasera vattelo a prendere in ufficio.
Cannova partito per Rimini, portandosi dietro il documento in
originale e ha alloggiato al Grand Hotel. Cinque stelle lusso. Il conto 717 euro - stato pagato con carta di credito di Proto. E non l'unico
soggiorno.
Dal 3 al 7 gennaio 2012 Cannova, con tutti i suoi familiari, ha
dormito all'Hotel Baja Verde di Acicastello. Sempre a spese della
Oikos. stato lo spunto investigativo per andare a ritroso nel tempo e
scoprire che tra il 2008 ed il 2012 i Cannova hanno soggiornato venti
volte nello stesso albergo. Le fatture erano tutte intestate, tranne
una, alla Oikos per un totale di 31.152. D'altra parte, secondo i
poliziotti della Sezione reati contro la pubblica amministrazione della
Suadra mobile di Palermo, i servigi di Cannova sarebbero stati decisivi
per gli affari dell'imprenditore.Era, ad esempio, lo stesso Cannova a
suggerire al Proto di chiedere laumento della tariffa per il
conferimento dei rifiuti in discarica: Quindi, se tu vuoi, la revisione
della tariffa, non della TIA (Tariffa Igiene Ambientale ndr), della tariffa
la puoi chiedere a me direttamente... Mimmo... Mimmo... una cosa
una cosa sola. La tariffa di 5 anni fa, ma tu lo sai il gasolio a quanto
era 5 anni f?... ti do un'altra chiave di lettura, un'altra soluzione.
E...io sto mettendo avanti l'aggiornamento... ora a febbraio
programmo la prima conferenza... in occasione dell'approvazione
48

dell'AIA dell'aggiornamento... e tutto questo incide, incide tantissimo.


Ecco perch non si pu tenere quella tariffa. Infatti la questione va
rivista, per la camuffiamo, come AIA. Capisci?.
Viaggi, ma anche soldi in contanti. Come emergeva da una
conversazione fra Cannova e il figlio che, sostengono gli aggiunti
Agueci e Petralia e il sostituto Picchi, si commenta da sola: Se io
lavoro mi da mi da soldi pe non regala nessuno niente; Se tu li
meriti perch sei bravo e lavori, te li danno; Ma tu con Mimmo ci
collabori?, Certo; E quindi te li da i soldi?; Certo; Quanti soldi ti
ha dato?, Dipende quello che faccio, se guadagno 10.000 mi da
10.000, se guadagno 5.000 mi da 5.000.

Bustarelle, viaggi e sesso


Arrestato funzionario regionale

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In cambio di denaro, viaggi, regali costosi un funzionario regionale


dellAssessorato Ambiente della Regione siciliana, Gianfranco
Cannova, avrebbe
rilasciato
autorizzazioni
richieste
per
lo
smaltimento dei rifiuti nellIsola. Ma il dipendente infedele stato
scoperto e arrestato. Con il funzionario regionale sono finiti in carcere
quattro imprenditori, tre siciliani e uno del Nord. Si tratta di Domenico
Proto 48 anni di Catania, Giuseppe Antonioli, novarese di 53 anni e
gli agrigentini Calogero e Niccol Sodano rispettivamente di 54 e 53
anni.
Loperazione stata condotta dalla Polizia di Stato che allalba
di oggi ha dato esecuzione ad unordinanza cautelare nei confronti dei
cinque arrestati, accusati, a vario titolo di corruzione nellambito dei
procedimenti
amministrativi
volti
al
rilascio/rinnovo
delle
autorizzazioni richieste per lo smaltimento dei rifiuti.
Il provvedimento stato emesso dal locale ufficio gip, su
richiesta della Procura della Repubblica di Palermo. Lindagine,
iniziata nel 2011 e protrattasi per due anni, stata condotta dagli
agenti di polizia di Palermo, con lausilio dei colleghi di Agrigento, in
considerazione del coinvolgimento nellindagine di due imprenditori
nativi e operanti nellAgrigentino e di altra attivit investigativa,
insistente in quel territorio, dalla quale si tratto spunto.
Nel corso delle indagini, la Polizia di Stato ha acclamato che
questo settore amministrativo caratterizzato da una stratificazione
normativa e da un complesso e macchinoso apparato burocratico. Tali
peculiarit hanno permesso al funzionario infedele, nelle diverse fasi
della procedura amministrativa, di giostrare nella gestione delle
procedure connesse al rilascio dei provvedimenti, agevolando gli
imprenditori e preservandoli dallordinaria attivit di controllo e
monitoraggio della PA circa le modalit di gestione delle discariche e
dello smaltimento dei rifiuti, consentendo loro in questo modo di
bypassare indenni tutti i controlli.
Il quadro di corruttela venuto alla luce , per gli inquirenti senza
ombra di dubbio caratterizzato da estremi di rilevante gravit, in
quanto strettamente connessi alla
salute pubblica e alla
preservazione del territorio da gravi danni ambientali.
Le indagini hanno fatto emergere lillecita attivit del
funzionario regionale che forniva i propri servizi a pagamento
50

anteponendo agli interessi pubblici mere logiche di guadagno e


arricchimento personale. Era lui il destinatario di sistematiche regalie
ed ingenti somme di denaro da parte degli imprenditori che
necessitavano della connessione di indispensabili autorizzazioni
amministrative rilasciate dalluffcio a cui era preposto Cannova.
Secondo gli inquirenti il funzionario finito in carcere sarebbe
stato a disposizione degli imprenditori rilasciando o rinnovando i
provvedimenti autorizzativi, o comunque garantiva una corsia
prefenziale al procedimento, nellattivit di consulenza tecnica degli
aspetti amministrativi. In sostanza il funzionario avrebbe rilasciato
delle autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti in cambio di
mazzette. Alcune delle tangenti sono state carpite in diretta dagli
investigatori. Ricostruiti invariati benefit e regalie di cui beneficiava:
dai soggiorni gratis in prestigiose strutture alberghiere per s e la
sua famiglia e il pagamento e luso di una autovettura a nolo, ma
anche prestazioni sessuali a pagamento.
Cannova faceva della corruzione un lavoro, una regola di
vita, ha spiegato Silvia Como, dirigente della sezione per i reati
contro la pubblica amministrazione alla Squadra mobile di Palermo.
C una intercettazione spiega Como in cui Cannova si trova in
auto e spiega al figlio: se io lavoro mi danno i soldi, riferendosi
agli imprenditori, insomma un padre d uneducazione al figlio
alquanto inquietante, sul suo modo di affrontare una funzione
pubblica. Tra le tangenti intascate ci sono anche soggiorni in
alberghi lussuosi, nel Catanese per un valore di 30 mila euro
almeno, dice Como. Oltre a un impianto tv e stereo ad altissimo
livello.
Le norme oscure e complicate sono il sogno di ogni corrotto,
ha detto il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo,
commentando gli arresti di oggi non basta lazione repressiva per
combattere la corruzione. pi importante semplificare le norme ed
eliminare le facolt discrezionali, ma anche tempi e scadenze certi.
http://www.siciliainformazioni.com/106497/viaggi-regali-smaltimento-rifiuti-terremotoallassessorato-ambiente

51

Smaltimento rifiuti in Sicilia, arrestato funzionario


della Regione e 4 imprenditori per corruzione
PALERMO. Un funzionario pubblico e quattro imprenditori, accusati a
vario titolo di corruzione nell'ambito dei procedimenti amministrativi
volti al rilascio e rinnovo delle autorizzazioni per lo smaltimento dei
rifiuti, sono stati arrestati questa mattina nel corso dell'operazione
Terra Mia condotta dalla Polizia di Stato. Il provvedimento stato
emesso dal Gip, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo.
L'indagine, iniziata nel 2011 e protrattasi per due anni, stata
condotta dagli agenti di polizia di Palermo, con l'ausilio dei colleghi di
Agrigento, in considerazione del coinvolgimento nell'indagine di due
imprenditori agrigentini. Nel corso delle indagini, la Polizia di Stato ha
constatato che "questo settore amministrativo caratterizzato da una
stratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato
burocratico". Un complesso di norme che ha consentito al funzionario
infedele - dicono gli investigatori - nelle diverse fasi della procedura
amministrativa, di "giostrare" nella gestione delle procedure connesse
al
rilascio dei provvedimenti, agevolando gli imprenditori e
preservandoli dall'ordinaria attivit di controllo e monitoraggio della
pubblica amministrazione circa le modalit di gestione delle discariche
e dello smaltimento dei rifiuti, consentendo loro in questo modo di
bypassare indenni tutti i controlli. Il quadro di corruzione emerso
molto grave, secondo gli investigatori, in quanto ha messo a
repentaglio la salute pubblica e alla preservazione del territorio da
gravi danni ambientali. I dettagli dell'operazione saranno resi noti
durante una conferenza stampa che si terr alle 11 nella sala stampa
della Procura a Palermo.

52

Gli arrestati sono Giuseppe Antonioli 53 anni, amministratore delegato


della discarica di Mazzarr Sant'Andrea (Me), Gianfranco Cannova, 56
anni, funzionario regionale dell'assessorato territorio e ambiente,
Domenico Proto, 48 anni, titolare discarica di Motta Sant'Anastasia
(Ct), i fratelli Calogero e Nicol Sodano, 54 anni e 53 anni, titolari
della discarica Soambiente ad Agrigento.
http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/3609
79/
NEL MARZO DELL'ANNO IN CORSO............

Carmelo Catania

Mazzette ad un funzionario regionale: ecco come


avrebbe ottenuto lAia lecomostro, mentre al
processo Vivaio regge limpianto accusatorio. La
discarica era cosa loro
Lassessorato siciliano allAmbiente dopo unindagine interna avviata
a seguito della segnalazione di strani ritardi nelliter autorizzativo
della nuova (sic) discarica di Gela ha scoperchiato un giro di
mazzette che coinvolgerebbe funzionari del dipartimento, con
conseguente denuncia alla procura, firmata dallassessore Mariella Lo
Bello.
Nel mirino finito un funzionario, non solo per il caso della discarica di
Gela, ma anche per altre procedure autorizzative rilasciate in passato.
In particolare per la convocazione, nel settembre 2008, di una
conferenza dei servizi, dallo stesso presieduta, che ha rilasciato
lAutorizzazione integrata ambientale per lampliamento di una
discarica nella Sicilia orientale, omettendo la vicinanza a un centro
abitato. Il Tar ha poi annullato questa autorizzazione ma, guarda
caso, nellottobre del 2008 il funzionario ha acquistato unAudi A6 in
Lombardia, in una concessionaria che faceva riferimento a un
amministratore della discarica in questione.

53

Cos stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente


riferisce lassessore Lo Bello che subito dopo aver presieduto una
conferenza di servizi che procedeva al rilascio dellautorizzazione,
diventato proprietario di unautomobile acquistata presso una
concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta
essere anche lamministratore delegato della societ alla quale era
stata rilasciata lautorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due
diverse sentenze nel 2012, ha annullato. Abbiamo cos trasferito il
funzionario e presentato una denuncia sospettando un giro di tangenti
per oliare alcune pratiche piuttosto che altre, il tutto in un assessorato
noto per le sue lentezze e le improvvise accelerazioni, dice Mariella
Lo Bello.
Vi dice niente? A quale discarica si riferisce lindagine dellassessore Lo
Bello? Chi presiedette quella conferenza dei servizi?
Per chi avesse avuto modo di leggere il mio La collina della munnizza
(2012) ricorder che nel riportare la cronaca relativa al secondo
ampliamento della discarica di Mazzarr scrivevo (pag. 61): La
seconda conferenza dei servizi si tenne il 12 settembre del 2008 []
dal verbale della riunione risulta che nelloccasione fu chiesto alla
Tirrenoambiente
dai
rappresentanti
dellArpa
di
spiegare
lincongruenza di informazioni circa la quantit di abbancamento dei
rifiuti rilasciato sulla precedente Aia nei confronti della ditta stessa. Il
punto doveva essere di una certa rilevanza visto che, come risulta
sempre dal verbale, sullargomento ci fu unampia discussione sul
quale si erano bloccati i lavori della conferenza. Lintervento del
presidente Cannova [che evidentemente aveva fretta di concludere i
lavori, N.d.A.] con la dichiarazione che sullargomento in questione
avrebbe preparato una memoria, pose fine al dibattito.
Presunte mazzette o meno, sta di fatto che la decisione dimperio
del presidente diede il via definitivo allAia.
In questi stessi giorni stata inoltre emessa lattesa sentenza al
processo dappello scaturito dalloperazione Vivaio del 2008. Al centro
dellindagine gli illeciti interessi del clan di Mazzarr dal 2003 in poi: il
business rifiuti, con lo smaltimento e le assunzioni alle societ che
gestivano le discariche di Mazzarr e Tripi, Tirrenoambiente e lAto
comprensoriale, lo smaltimento illecito del pastazzo, le estorsioni alle
imprese edili titolari di importati commesse pubbliche: le gallerie
autostradali e ferroviarie, ad esempio, passando per la guerra interna
al gruppo tra la famiglia di Bisognano, negli anni in cui il boss era in
carcere, e il reggente Tindaro Calabrese, ansioso di prenderne il
posto, forte dellalleanza col reggente dei barcellonesi, Carmelo
DAmico, e i contatti con i Lo Piccolo, culminata nellomicidio di Nin
Rottino. Agli atti dellinchiesta anche linterferenza nelle elezioni
54

amministrative di Furnari, comune poi sciolto dal Presidente della


Repubblica nel 2009 per infiltrazioni mafiose.
Limpianto accusatorio dei pm Verzera e Massara regge anche in
secondo grado. Nel 2012 la prima sentenza aveva stabilito 16
condanne per quasi 130 anni di carcere e un ergastolo, e subito dopo
erano scattati gli arresti per due colletti sporchi ritenuti collusi ai
clan. Quella confermata dalla Corte dappello di Messina pu essere
ritenuta a ragione la prima grossa condanna ad un maxi processo per
ecomafia in Sicilia.
Il verdetto dappello ha confermato lergastolo per Aldo Nicola Munaf,
braccio destro del boss Tindaro Calabrese al quale sono stati inflitti
16 anni accusato di essere lesecutore dellomicidio Rottino, il
camionista eliminato nellestate nel 2006 nella guerra tra Calabrese e
il boss, oggi collaboratore di giustizia, Melo Bisognano. Sconto di pena
per questultimo, 7 anni e mezzo. Sconto di pena anche per il
professore Nello Giamb, ex presidente di Tirrenoambiente ed ex
sindaco di Mazzarr S. Andrea. La condanna per lui scende da 14 a 8
anni. Otto anni anche per limprenditore Michele Rotella inteso u
baruni che, insieme a Bisognano e Giamb costituirono la triade a
cui si deve la nascita della discarica.
http://www.isiciliani.it/mazzette-ad-un-funzionario-regionale-eccocome-avrebbero-ottenuto-laia-lecomostro-mentre-al-processo-vivaioregge-limpianto-accusatorio-la-discarica-era-cosaloro/#.U8j5xpR_sV8
Cannova arch gianfranco 30 aprile 2012 organigramma dta.pdforganigramma
dta from Isola Pulita

CANNOVA NOVEMBRE 2013 Organigramma Dra Novembre 2013 by Pino Ciampolillo

Cannova 2008 Arch Gianfranco Rup 2008 Salvatore Anza' Autorizzazione-IntegrataAmbientale2 by Pino Ciampolillo

Cannova arch gianfranco rup aia italcementi aia scaduta-18-luglio-2010-denunciain-autotutela2from Isola Pulita
55

Cannova Gianfranco Arnone Giovanni 13 Aprile 2011 Aia-d-d-g-232-Del-13!04!2011 by Pino


Ciampolillo
Cannova Gianfranco Dic 2008 Drs996 by Pino Ciampolillo
Cannova Gianfranco 31 Ottobre 2012 Cipro Gest by Pino Ciampolillo
CANNOVA GIANFRANCO 2008 Autorizzazione-Integrata-Ambientale2 by Pino Ciampolillo
ITALCEMENTI DIFFIDA a AIA ITALCEMENTI TAVOLO TECNICO D'ANGELO GIORGIO.pdf by Pino
Ciampolillo
Tolomeo Sansone Firmatario Del Decreto Aia Italcementi by Pino Ciampolillo
Italcementi Conferenze Dei Servizi Per Concessione a.i.a., Dec 693 18 Luglio 2013 Conf. Serv.
Italcementi by Pino Ciampolillo
Italcementi Autorizzazione Integrata Ambientale Decreto 693 18 Luglio 2013 Diffida Ritiro Decreto e
Denunci... by Pino Ciampolillo

Smaltimento rifiuti in Sicilia, arrestato funzionario della Regione e 4 imprenditori per


corruzione Bustarelle, viaggi e sesso Arrestato funzionario regionale

Smaltimento rifiuti in Sicilia, arrestato funzionario della Regione e 4 imprenditori per


corruzione,ITALCEMENTI,CANNOVA,TOLOMEO,ZUCCARELLO,SANSONE

Mazzette e discariche, aperta un'indagine interna all'assessorato


Ambiente: "Si cercano complicit"
Nelle carte dell'inchiesta i dubbi degli inquirenti sul sistema dei
controlli. Una commissione al dipartimento "Accertamenti affidati a
esterni". Nel mirino i contatti del funzionario regionale arrestato con
altri burocrati e politici. I rapporti con i big del settore rifiuti
di ANTONIO FRASCHILLA

Davvero un semplice funzionario poteva influenzare e a volte prendere decisioni su


discariche, rifiuti e autorizzazioni milionarie? Davvero Gianfranco Cannova, arrestato
perch secondo gli inquirenti avrebbe intascato mazzette dai titolari delle principali
discariche private siciliane, ha fatto tutto da solo? A queste domande prover a dare una
risposta una commissione che sar nominata dal dirigente del dipartimento Territorio e
ambiente Gaetano Gullo, che sulla vicenda delle discariche dell'Oikos e della Tirreno
ambiente vuole vederci chiaro. Specie dopo che lui stesso luned scorso ha firmato un
verbale che alle contestazioni mosse dall'ex assessore Nicol Marino e dal dirigente Rifiuti
Marco Lupo sull'Oikos risponde che tutto a posto e la discarica pu continuare a
lavorare: "Convocher subito i dirigenti del mio dipartimento per capire perch hanno dato
parere favorevole e mi hanno fatto firmare questo atto su una discarica nell'occhio del
ciclone", dice. Il funzionario
56

del servizio autorizzazioni Via-vas deve rispondere al dirigente dell'Unit operativa, al


dirigente del servizio, al dirigente generale del dipartimento e, a volte, anche all'assessore
al ramo. Come faceva Cannova a garantire il risultato agli imprenditori in piena solitudine?
Insomma, sull'assessorato Territorio e ambiente, ma anche sui dirigenti che hanno
lavorato all'assessorato Energia, ancora ci sono zone d'ombra sulle quali fare luce. Da qui
la decisione del neo dirigente generale Gullo di nominare una commissione d'inchiesta
esterna: "Voglio nominare professionisti che non hanno alcun rapporto con dipendenti
dell'amministrazione ", dice Gullo.
Una cosa certa: dalle carte dell'indagine che ha portato all'arresto del funzionario e di
quattro imprenditori (tra i quali i re delle discariche siciliane, il catanese Domenico Proto e
Giuseppe Antonioli) emergono dubbi degli inquirenti sul coinvolgimento di altri dirigenti,
quanto meno superficiali in alcuni atteggiamenti e decisioni. A esempio nelle carte
dell'indagine si cita un pranzo avvenuto tra Proto, Cannova e un altro alto dirigente del
settore Rifiuti in un noto ristorante di Palermo. Gli inquirenti sottolineano "l'atipicit" di
questo incontro in ambienti non istituzionali tra i funzionari pubblici e "un soggetto
privato" interessato in un procedimento amministrativo gestito da quegli stessi funzionari.
Ma c' di pi. Dalle intercettazioni emerge anche che il Cannova avrebbe proposto a Proto
di pagare anche questo alto dirigente del Rifiuti che, a suo dire, era vicino al Partito
democratico.
In un'altra intercettazione, invece, Cannova tranquillizzava gli imprenditori sull'esito di una
conferenza di servizio grazie ai "suoi canali e amicizie" all'interno della macchina
burocratica. Non solo, dalle carte
emerge poi come Cannova entrava in contrasto con alcuni dirigenti dei dipartimenti
Territorio e Rifiuti, questi magari erano mossi da altri motivi politici perch parenti di
deputati catanesi che sponsorizzavano altre iniziative a scapito della Oikos.
E, ancora, Cannova dimostra di avere rapporti diretti anche con ispettori dell'Arpa, che
invitava a pranzo per discutere di iniziative su alcune discariche. Ad altri dirigenti del
dipartimento, invece, Cannova chiedeva "informazioni" riservate: come ad esempio sulla
situazione burocratica riguardante la societ Osmon, riconducibile all'imprenditore
Antonioli, ottenendo "dettagliate informazioni nonch l'apparente disponibilit dello stesso
dirigente contattato ad aiutare l'Antonioli e la sua societ". Il dirigente in questione
provava poi a convincere della bont dell'iniziativa presentata dalla Osmon l'allora
responsabile del dipartimento Energia Gianluca Galati.
Insomma, le complicit, pi o meno volontarie, ci sono state, eccome. E proprio su queste
si baser adesso l'indagine interna al dipartimento Ambiente: "Ci saranno trasferimenti,
qui dobbiamo cambiare proprio aria", assicura l'attuale dirigente generale Gullo, che
denuncia come il caso Cannova riguardi anche il sindacato. "Avevamo trasferito il
dipendente ben prima degli arresti di ieri, proprio perch ci era sembrato che qualcosa non
quadrava - dice Gullo - a esempio vedevamo troppi politici venire in dipartimento a
parlare direttamente con lui. Ma la Uil ci ha fatto opposizione perch in quanto
rappresentante sindacale Cannova non poteva essere trasferito. Cos tornato nello stesso
ufficio della Via-Vas e delle autorizzazioni. Anche questo un paradosso sul quale andrebbe
fatta chiarezza". Intanto i grillini chiedono di revocare l'autorizzazione alla discarica di
Motta Sant'Anastasia dell'Oikos, nonostante proprio luned scorso Gullo abbia firmato il
verbale che invece sostiene che nel sito tutto in regola. Una bella matassa che sar
difficile da districare.
57

"Oikos e Mazzarr? Bloccate da me Crocetta dice sciocchezze"


di Claudio Reale
L'ex assessore: "La vicenda Cannova non c'entra niente con lo scontro di marzo.
Crocetta lo sa. A bloccare il rinnovo delle autorizzazioni per le discariche del
Catanese e del Messinese sono stato io".

L'ex assessore Nicol Marino

PALERMO - Oggi mi hanno chiamato in causa diverse persone. Quasi tutte a


sproposito. Da stamattina il telefono di Nicol Marino non ha smesso di squillare. Dopo
l'operazione che ha portato all'arresto di un funzionario dell'assessorato al Territorio e di
quattro imprenditori per le presunte mazzette nel settore dei rifiuti, l'ex titolare della
delega all'Energia nel governo Crocetta tornato al centro del dibattito. Chiamato in causa
per lo scontro con l'allora assessore al Territorio Mariella Lo Bello nei giorni in cui stato
presentato l'esposto su Gianfranco Cannova, ma anche per le sue posizioni sulla questione
rifiuti: Temo ha detto il presidente della Regione dell'ex assessore - che su tutta la
questione-rifiuti lui abbia commesso alcuni errori di valutazione.
Ha sbagliato? Aveva ragione Mariella Lo Bello?
Quelli che dicono questo dimenticano che questa vicenda riguara le autorizzazioni per le
discariche dell'Oikos e di Mazzarr. E che sono stato io a costituire la commissione per
quegli impianti.
Si era arrivati a uno stop alle autorizzazioni, se non ricordo male.
Pi precisamente sono stati avviati i procedimenti per il diniego del rinnovo delle
autorizzazioni.

58

Quando?
Per Oikos all'inizio dell'anno, per Mazzarr dopo la fine del mio incarico. Ma il risultato
ottenuto dalla commissione che ho fatto nascere io.
In quei giorni, per, si scontrava con la Lo Bello. Che ha presentato l'esposto su
Cannova.
La vicenda Cannova non ha niente a che vedere con il dissidio di marzo. E soprattutto
non c'entra con la commissione. Anche perch fino a luned Gullo, che ha denunciato la
vicenda, ha continuato a ribadire che per Oikos tutto in regola. Tutta questa attivit
dell'assessore al Territorio e Ambiente io non la vedo.
In quei giorni si parlava di due modelli diversi. Qual era il suo?
Togliere il monopolio delle discariche ai privati e fare i controlli sui prezzi di conferimento
in discarica. Su quest'ultimo elemento spero che il mio successore vada avanti. Da quando
me ne sono andato io tutto rimasto fermo, e inoltre si anche vanificata l'azione di
razionalizzazione.
Ok, riformulo la domanda. Qual il punto sul quale si consumato lo scontro
con Crocetta?
Secondo me la pubblica amministrazione deve essere terza e la politica deve avere un
ruolo moralizzatore. Deve prescindere da quello che fa l'autorit giudiziaria.
Come? Proprio lei che un magistrato dice cos?
La politica ha un ruolo diverso. Io ho trasmesso tutti gli atti alla magistratura, ma limitarsi
ad aspettarne l'azione un errore. Il governo Crocetta si muoveva in una logica diversa.
Una volta, su un'altra vicenda, il presidente me lo disse esplicitamente: 'Aspettiamo i
magistrati'. Questo andava contro la mia logica.
Detto oggi suona male. Oggi aspettare la magistratura ha portato i suoi effetti.
Le ripeto: Cannova non c'entrava niente con la lettera. E tutte le cose che sto dicendo a
lei sono state dette al presidente. Crocetta non solo non ha fatto niente: insieme
all'assessore pro-tempore ha solo creato ostacoli. Era stato informato, mi creda. Ma lui fa
cos, l'ha capito?.
Cos? Come?
Cavalca l'onda delle inchieste. Lui invece deve amministrare. Si circondato di persone
non idonee, e io gliel'ho detto molte volte. Lui non solo non si adeguato, ma si ritiene un
tuttologo. Crocetta e l'assessore Lo Bello sanno bene che cosa abbiamo contestato io e il
dottore Lupo. Ma le dico di pi.
Dica.
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Crocetta farebbe bene a dimenticare il mio nome. Dice sciocchezze, come quelle che ha
detto in Aula sulla vicenda Catanzaro o come quelle che racconta sull'inchiesta di oggi. Lui
lo sa che non vero, e lo sa che questa inchiesta non c'entra nulla con quello scontro di
marzo. Ma Crocetta fa cos.
http://livesicilia.it/2014/07/18/oikos-e-mazzarra-bloccate-da-me-crocetta-dice-solosciocchezze_517969/

IL BUSINESS DEI RIFIUTI IN MANO AI PRIVATI, ECCO I BIG E I LORO


SPONSOR
di ANTONIO FRASCHILLA

a Sicilia in mano ai padroni dei rifiuti e rischia di ritrovarsi in un'emergenza sanitaria


senza precedenti se chiuderanno soltanto alcuni dei siti amministrati dagli imprenditori finiti
agli arresti. Una situazione paradossale, frutto di scelte politiche e di un monopolio difeso
con le unghie e con i denti dai proprietari dei principali impianti dell'Isola, spesso con
l'aiuto dello sponsor politico giusto. A pagare, i cittadini di una regione che non ha
praticamente livelli di differenziata accettabili, meno del 10 per cento, e si trova oggi con
appena cinque grandi discariche in funzione e autocompattatori che viaggiano da una
parte all'altra dell'Isola.
Ma chi sono i proprietari delle discariche? Quali i loro sponsor politici negli anni? E perch
si arrivati a questo stato dell'arte? Accantonata la vicenda termovalorizzatori dopo lo
stop della Corte di giustizia europea e il sospetto di accordi a tavolino, il governo
Lombardo nel 2009 punta tutto sulle discariche. Soprattutto su quelle private, che da sole
si vedono in alcuni casi triplicare i volumi di abbancamento di rifiuti concessi per un giro
d'affari da 700 milioni di euro. Una fetta grossa va proprio alla Oikos della famiglia di
Domenico Proto che, come scrivono i pm nell'ordinanza di arresto, ottiene dal governo
Lombardo autorizzazioni ad ampliamenti nelle discariche di Motta Sant'Anastasia per 2,5
milioni di mc.
Ma chi Domenico Proto? Sicuramente un imprenditore conosciuto da diversi fronti della
politica catanese, con rapporti e amicizie trasversali, dall'ex governatore Raffaele
Lombardo all'ex senatore Domenico Sodano. Nelle ultime elezioni amministrative a Motta
Sant'Anastasia il nome di Proto stato spesso evocato dai vari candidati. Una campagna
elettorale, quella nel Comune etneo, che si giocata proprio sulla discarica della Oikos,
contestata da alcuni, sostenuta da altri. Proto considerato amico dell'ex senatore
Sudano: la nipote, Valeria, una deputata di Articolo 4 e insieme a Luca Sammartino,
capogruppo all'Ars, ha sostenuto il sindaco vincente Anastasio Carr, accusato dai rivali di
avere una posizione morbida sul futuro della discarica.
Ma anche altri candidati sindaco hanno avuto un ruolo negli ampliamenti della discarica
dei Proto, come l'ex sindaco Mpa Angelo Giuffrida, e proprio con il capo del partito,
Lombardo, Proto vanta di avere rapporti diretti. In ogni caso, la Oikos insieme alla ditta
romana Ipi entrata anche nella raccolta dei rifiuti a Catania sotto l'amministrazione
Stancanelli. Trovandosi oggi ad essere sia gestore della raccolta sia della discarica dove i
rifiuti vanno a finire. Stancanelli per assicura di non avere tra i suoi amici i Proto: "Ho
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ricevuto nella scorsa campagna elettorale un finanziamento di 50 mila euro dalla Ipi, i
Proto non mi hanno appoggiato nella sfida contro Enzo Bianco", dice.
Tra i principali avversari di Proto e della discarica dell'Oikos c' il sindaco di Misterbianco
Nino Di Guardo del Pd, che ha appena pubblicato un bando per la realizzazione di un
grande impianto di compostaggio vinto dalla Sicula Trasporti. E qui compaiono gli altri
grandi padroni dei rifiuti in Sicilia, la famiglia Leonardi che, nel 2009, si vista autorizzare
dalla Regione abbancamenti per 1,9 milioni di mc nella discarica di Grotte San Giorgio.
Altra mega discarica quella di Mazzar Sant'Andrea, gestita dalla Tirreno Ambiente, il cui
amministratore Giuseppe Antonioli finito agli arresti: nel 2009 sotto il governo Lombardo
ha avuto autorizzati abbancamenti per un fatturato apri a 155 milioni.
C' poi una quarta grande discarica in funzione gestita da privati: quella di Siculiana di
propriet di Giuseppe Catanzaro, numero due di Confindustria Sicilia, l'associazione che
dal 2009 esprime un assessore, sia nel governo Lombardo con Marco Venturi alle Attivit
produttive, sia in quello Crocetta con Linda Vancheri. Catanzaro ha avuto autorizzazioni
nel 2009 per 2,9 milioni di metri cubi. Da qualche mese all'assessorato Energia sono stati
avviati i procedimenti di revoca sia alla Oikos sia alla Tirreno Ambiente, ai quali si oppone
l'assessorato Territorio e ambiente, ma una cosa fuor di dubbio: un'eventuale chiusura
dei siti farebbe scattare l'emergenza.
L'Isola com' finita nelle mani dei privati? Il consulente nominato dall'ex assessore Marino,
il docente Aurelio Angelini, non ha dubbi: "Per una scelta precisa del governo Lombardo,
che negli stessi anni negava ai Comuni l'apertura di piccole discariche lasciando il
monopolio ai privati".
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/23/news/il_business_dei_rifiuti_in_mano_ai_privati_e
cco_i_big_e_i_loro_sponsor-92245931/

SCANDALO MAZZETTE, LA REGIONE CHIUDE LA DISCARICA DI MOTTA


SANT'ANASTASIA

Dopo l'arresto di un funzionario regionale e di quattro imprenditori del


settore dei rifiuti, l'assessorato all'Energia non rinnova l'autorizzazione
alla discarica catanese. A rischio il conferimento dei rifiuti per 90
comuni siciliani
di ANTONIO FRASCHILLA

L'assessorato regionale all'Energia non ha rinnovato l'autorizzazione per la discarica di


contrada Valanghe d'Inverno, a Motta Sant'Anastasia, in provincia di Catania, bloccando il
rinnovo del decreto del 2009 che la autorizzava. La decisione arriva dopo l'arresto di un
funzionario regionale e di quattro imprenditori dei rifiutinell'ambito dell'operazione
"Terra mia".
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In particolare lo stop arriva anche per "la mancanza dell'obbligo di trattamento dei rifiuti
con l'effetto che la discarica non dotata di un impianto a monte idoneo". Il provvedimento
firmato dal dirigente Marco Lupo d 60 giorni di tempo alla Oikos, la societ che gestisce
la discarica, per presentare il piano di chiusura, in quanto la nuova discarica realizzata a
fianco di quelle gi esistenti e piene stata aperta da meno di un anno e adesso deve
essere bonificata. La societ pu fare ricorso al Tar, ma per la Regione a settembre la
discarica deve essere chiusa

Soddisfazione per il no della Regione Siciliana alla discarica stata espressa dai deputati
M5s all'Ars. "Lo scorso anno - commentano i Cinquestelle - avevamo sottoscritto la
mozione all'Ars, in cui impegnavamo il governo alla revoca del medesimo decreto. Veniva
chiesto, altres, di provvedere all'individuazione di un sito alternativo, adeguatamente
distante dai centri abitati".

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/23/news/scandalo_mazzette_la_regione_chiude_la_dis
carica_di_motta_sant_anastasia-92245709/

Il funzionario confessa e collabora


Rifiuti, l'indagine parallela
Marted 22 Luglio 2014 - 06:11 di Riccardo Lo VersoRiccardo Lo Verso

Il funzionario dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente risponde al Gip e si dice


pronto a farlo anche con i pubblici ministeri di Palermo. Che oggi gli chiederanno notizie
non solo sull'inchiesta sfociata negli arresti di venerd, ma pure su quella ancora top
secret. Possibile il coinvolgimento di altri imprenditori.

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Gianfranco Cannova

PALERMO - Confessa e collabora. Gianfranco Cannova risponde al Giudice per le


indagini preliminari e si dice pronto a fare la stessa cosa con i pubblici
ministeri. Che gli chiederanno notizie non solo sull'inchiesta per cui venerd stato
arrestato,
ma
pure
su
quella
ancora
top
secret.
Esiste, infatti, un'indagine parallela a quella sulle mazzette intascate dal
funzionario dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente, sfociata nel blitz
di venerd scorso. E sempre di tangenti si tratterebbe, ma nel mirino ci sarebbero altri
imprenditori. Non solo i quattro finiti ai domiciliari. E non escluso il coinvolgimento anche
di altri pubblici funzionari.
I pubblici ministeri di Palermo scandagliano quella che stata definita la
capacit di Cannova di sfruttare le sue doti di abile tessitore di rapporti
professionali, di amicizie e di contatti gestendo il proprio incarico di servizio come un
fatto privato; peraltro emerso che gli interventi facenti parte dei patti criminosi hanno
riguardato anche atti non di stretta competenza dell'ufficio dove operava direttamente il
funzionario, ma comunque venuti a conoscenza di quest'ultimo in ragione del suo ruolo
istituzionale o sfruttando le sue conoscenze e amicizie con soggetti operanti in altri uffici
pubblici, anch'essi impegnati nel settore delle discariche e dello smaltimento dei rifiuti.
La due giorni in Procura di Cannova iniziata ieri e proseguir oggi. Innanzitutto ha
scelto di non avvalersi della facolt di non rispondere nel corso dell'interrogatorio di
garanzia davanti al Giudice per le indagini preliminari Vittorio Anania. Tre ore di risposte,
fra mattina e pomeriggio, in presenza dei suoi legali, gli avvocati Massimo Motisi e
Giuseppe Torre, per ammettere alcuni episodi di corruzione e per smentirne altri. La
vicenda della macchina e del televisore pagati dagli imprenditori per i suoi favori non
sarebbero andate, secondo il suo racconto, per come li hanno ricostruiti i poliziotti della
sezione Reati contro la pubblica amministrazione della Squadra mobile.
Era impossibile, per, negare l'evidenza delle intercettazioni da cui emergevano le
mazzette in contanti. Gli imprenditori finiti ai domiciliari sono gli agrigentini Calogero e
Nicol Sodano, il catanese Domenico Proto e il novarese Giuseppe Antonioli. C', per,
l'inchiesta parallela per cui Cannova nei mesi scorsi ha ricevuto la proroga delle indagini.
Ed un'indagine successiva ancora in divenire per la quale stato necessario un
supplemento investigativo.
http://livesicilia.it/2014/07/22/fianfranco-cannova-confessione-mazzette-corruzione-rifiutitangenti-palermo_519232/?stampa=1

Motta, i motivi della chiusura della discarica La Regione: stop e bonifica entro ottobre
Di Carmen Valisano | 23 luglio 2014

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Se il programma stilato dal dirigente regionale Marco Lupo verr rispettato, entro
lautunno limpianto di contrada Valanghe dinverno dovr terminare ogni attivit. Nel
frattempo lazienda proprietaria la Oikos spa, coinvolta nellinchiesta della magistratura
palermitana Terra mia dovr garantire il servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti. Ma
rimane lincertezza su quali saranno le nuove destinazioni dei compattatori di 90 Comuni
Uninchiesta effettuata da un pool di tecnici, diverse conferenze dei servizi,
unindagine della magistratura il cui eco ancora si fa sentire tra le pareti di numerosi uffici
regionali e non solo. Tanto stato necessario per permettere al dipartimento regionale
dellEnergia di non rinnovare lAutorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata
alla Oikos spa per lattivit della discarica di contrada Valanghe dinverno, a Motta
SantAnastasia. La notizia giunta oggi, ma la decisione stata presa il giorno prima dal
dirigente incaricato, Marco Lupo.
Le obiezioni presentate ai vertici della Oikos (il cui rappresentante, Domenico Proto,
agli arresti domiciliari perch coinvolto nelloperazione Terra mia) non sono state
superate. Nella loro relazione i tecnici avevano evidenziato, sotto diversi
profili, linsussistenza delle condizioni giuridiche e fattuali necessarie per il
richiesto rinnovo del drs 221 del 29 marzo 2009, si legge nel decreto firmato
ieri. Criticit non da poco, che assumono particolare rilevanza, ai fini del diniego del
rinnovo dellautorizzazione. Lelenco denso: si va dalla dichiarazione di illegittimit
dal punto di vista urbanistico, al procedimento di Via (Valutazione di impatto
ambientale, ndr) viziato perch redatto e depositato oltre i termini. E poi la violazioni di
alcune normative anche comunitarie per il pretrattaggio dei rifiuti e la
biostabilizzazione della frazione organica e la mancanza di delimitazione dellarea di
pertinenza dellimpianto Oikos
Nellordinanza viene citata linchiesta dalla Procura di Palermo, un elemento,
confermano vertici del dipartimento regionale, che ha avuto un indubbio peso sulla
decisione finale del dirigente Lupo. Viene dunque ritenuto necessario e conseguente
allemissione del provvedimento di diniego di rinnovo dellAia 221/2009,
la predisposizione di un progetto di chiusura definitiva e inoltre autorizzare e
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programmare le modalit di realizzazione del ripristino ambientale e le attivit di


postgestione della discarica. Chiusura e bonifica.
Ma il problema che numerosi cittadini di Motta e della vicinaMisterbianco, subito dopo
leuforia per la notizia della chiusura, hanno sollevato attraverso i social network riguarda
la nuova destinazione dei rifiuti. Un interrogativo al quale i dirigenti regionali non
danno risposta. Ad oggi presso la discarica vengono conferiti i rifiuti prodotti nei territori
di circa 90 Comuni appartenenti a diversi ambiti ottimali (Ato). Sono quattro catanesi,
uno di Enna e di Ragusa, tre di Messina. Allazienda intimato di assicurare la
continuit del servizio pubblico di raccolta degli rsu destinati allo smaltimento, per un
periodo breve ma idoneo a consentire al dipartimento di riorganizzare il flusso dei rifiuti e
riprogrammare un piano dei conferimenti che ad oggi vengono effettuati nella discarica di
contrada Valanghe dinverno, mediante lindividuazione di siti alternativi per lo
smaltimento. Quali saranno le nuove rotte difficile prevederlo. Laltro sito emergenziale
della Sicilia orientale quello messinese di Mazzarr SantAndrea, anche questo sotto
inchiesta, che gi ospita camion da oltre cento cittadine siciliane. Laltra struttura papabile
dunque quella di Siculiana, in provincia di Agrigento.
Per il sito mottese disposto che il progetto definitivo di chiusura e ripristino ambientale
dovr essere trasmesso al dipartimento regionale dellAcqua e dei rifiuti entro il 31
agosto. Il documento sar verificato dagli enti competenti e dovr essere attuato entro
60 giorni dallapprovazione. Se il probabile ricorso presentato da Proto non dovesse essere
accettato, entro ottobre i cancelli dellimpianto di contrada Valanghe dinverno
dovrebbero chiudersi.
http://ctzen.it/2014/07/23/motta-i-motivi-della-chiusura-della-discarica-la-regione-stop-ebonifica-entro-ottobre/

RIFIUTI: ATO 2 FALLITO, EMERGENZA NEL PALERMITANO


DIPENDENTI A RISCHIO, 1 MILIARDO DI DEBITI VERSO LE
DISCARICHE
GIULIO AMBROSETTI 13 GENNAIO 2015

CRONACA La gestione commissariale dell'Ato Belice Palermo 2


scadr il 15 gennaio. Dal giorno dopo chi raccoglier la
spazzatura nei 17 Comuni interessati? Anche di questo si
parlato ieri in due riunioni convocate alla Regione. Nel
frattempo la discarica di Bellolampo accoglie i rifiuti di decine
di Comuni anche dell'Agrigentino
Tanto per cambiare, in buona parte dei paesi della provincia di
Palermo esplosalemergenza rifiuti. Il 23 dicembre scorso
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fallito lAto rifiuti alto Belce Palermo 2, societ dambito che


vede insieme i Comuni di Monreale, San Cipirello, San Giuseppe
Jato, Camporeale, Bisacquino, Chiusa Sclafani, Giuliana, fino
a Contessa Entellina. Sono 17 Comuni per un totale di circa
120mila abitanti. Fino al 15 gennaio lAto andr avanti con il
commissario regionale, Maurizio Norrito (tutti gli Ato rifiuti
della Sicilia sono commissariati), e con la curatela
fallimentare. E dopo?
Il tema stato affrontato ieri nel corso di due riunioni
convocate a Palermo. La prima - di mattina - presso la sede
dellassessorato ai Rifiuti. La seconda, nel pomeriggio, presso
la Prefettura del capoluogo dellIsola. Va detto che questo
scenario di crisi stato ereditato dal nuovo assessore
regionale ai Rifiuti, Vania Contraffatto, che sta provando ad
affrontare una situazione difficilissima. Perch non facile
capire come affrontare il problema rifiuti in questi 17 Comuni
dal 16 gennaio in poi.
Non pu essere esclusa una soluzione legislativa, ovvero una
legge da parte del Parlamento siciliano. Ma, ovviamente, non si
tratterebbe di una soluzione a brevissimo periodo. Intanto c
da affrontare lemergenza, perch con il fallimento dellAto
Palermo 2 non si capisce chi dovr raccogliere limmondizia in
questi 17 paesi. E non si capisce che fine faranno i 277
dipendenti di questo Ato.
La situazione grave anche nei Comuni del Palermitano
dellAto Palermo 1(Carini, Capaci, Villagrazia di Carini,
Terrasini, Cinisi, Isola delle Femmine, fino a Partinico). Da
queste parti, in realt, lemergenza dura ormai da qualche
anno: nel senso che limmondizia rimane non raccolta per
settimane e settimane. Lo spettacolo fa una certa impressione,
perch nelle strade che collegano questi centri, spesso, le
montagne di rifiuti si susseguono per chilometri.
LAto Palermo 1 non fallito, ma la gestione sempre stata
sofferta. A Carini, dove in media vengono prodotte 100
tonnellate di spazzatura al giorno - si legge in un lancio
dellAnsa - c' una distesa di spazzatura lunga due chilometri.
Per arginare l'emergenza il Comune ha deciso di impegnare
20mila euro per potenziare le operazioni di raccolta. Sulla
vicenda intervenuto il sindaco di Carini che, sempre allAnsa,
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ha detto: Stentiamo a raccogliere la spazzatura che si


accumulata durante le festivit. Oggi per strada ci sono 700
quintali di rifiuti non raccolti. Ho disposto un intervento
straordinario perch i mezzi dell'Ato Palermo non bastano.
Entro venerd la situazione dovrebbe rientrare.
Il problema rifiuti, in Sicilia, ha mille sfaccettature. C la crisi
degli Ato. Quello dellalto Belce Ambiente Palermo 2, come gi
accennato, fallito. Ma ce ne sono altri che non sono messi
meglio. Al 31 dicembre 2012 lindebitamento di tutti gli Ato
rifiuti della Sicilia verso il sistema delle discariche (e quindi
verso le discariche pubbliche e private) ammontava a circa un
miliardo e 400 milioni di euro. Oggi non si sa se
lindebitamento diminuito o cresciuto.
Si sa, invece, che, negli ultimi due anni, la Regione ha
anticipato ai Comuni una parte dei fondi per pagare il sistema
delle discariche. Ma adesso lassessorato regionale ai Rifiuti
avrebbe fornito i dati allassessorato allEconomia perchiedere
ai Comuni la restituzione delle somme anticipate. Un bel
problema per gli stessi Comuni coinvolti, che saranno costretti
ad aumentare le tariffe. Insomma, a pagare per la disastrosa
gestione dei rifiuti della Sicilia - imperniata ancora oggi sulle
discariche - saranno i cittadini.
Un altro problema riguarda le stesse discariche. Alcune sono
state chiuse dalla magistratura in seguito a indagini (Motta
SantAnastasia e Mazzarr SantAndrea). Durante le vacanze di
Natale un contestatissimo provvedimento amministrativo del
dirigente
generale
del
dipartimento
regionale
dei
Rifiuti,Domenico Armenio, invitava i cittadini di un bel gruppo
di Comuni della provincia di Palermo e Agrigento a tenersi in
casa limmondizia per mancanza di discariche.
Scelta, questa, che stata contestata dal presidente dellAnci
Sicilia, Leoluca Orlando, che anche sindaco di Palermo, che
ha parlato di una Regione che favorirebbe i privati. In effetti,
lo stesso Orlando qualche giorno prima, ha messo a
disposizione dei Comuni del Palermitano la discarica di
Bellolampo, che pubblica. Cos la Regione ha fatto
precipitosamente marcia indietro, ritirando il provvedimento
amministrativo che avrebbe obbligato i cittadini di tanti

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Comuni del Palermitano e dellAgrigentino a teneri i rifiuti in


casa.
Il vero problema di tutta questa incredibile storia che in
Sicilia la raccolta differenziata dei rifiuti, oggi, sotto il 5-6
per cento. Era cresciuta dal 2001 al 2008, soprattutto in
provincia di Agrigento. Poi arrivato il governo LombardoPd. E sono tornate le discariche, in buona parte private.
http://meridionews.it/articolo/30831/rifiuti-ato-2-fallitoemergenza-nel-palermitano-dipendenti-a-rischio-1-miliardodi-debiti-verso-le-discariche/
http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/01/rifiuti-ato-2-fallito-emergenzanel.html

Operazione Terra mia, Motta parte civile


Per tutelare interessi e immagine del Comune
CARMEN VALISANO

CRONACA Tra pochi giorni, il 15 gennaio, partir il processo che mette sotto accusa
un dipendente regionale dell'assessorato Territorio e ambiente e i dirigenti di tre
discariche in tutta la Sicilia. Tra queste anche quella di propriet della Oikos spa, nel
territorio mottese. La giunta guidata dal primo cittadino Carr nominer con
provvedimento urgente un legale per tutelare la cittadina
Motta Sant'Anastasia si costituir parte civile nel procedimento scaturito
dall'operazione Terra mia. L'inchiesta della procura della Repubblica di Palermo, resa
nota lo scorso luglio, ha messo in luce un sistema di presunte corruzioni nella gestione
delle discariche private in tutta la Sicilia. Nell'indagine coinvolta la Oikos spa,
azienda proprietaria della contestata discarica nel territorio mottese, da qui la decisione
presa dalla giunta guidata dal primo cittadino Anastasio Carr che mira a tutelare gli
interessi e l'immagine del Comune di Motta Sant'Anastasia. Come si legge
nella delibera firmata lo scorso 2 gennaio, dal lavoro della procura emergono, tra l'altro,
inquietanti scenari in merito alle attivit di gestione dei rifiuti nella discarica sita in
territorio comunale e di cui titolare la suddetta societ.
Secondo gli inquirenti palermitani, fulcro del meccanismo sarebbe stato Gianfranco
Cannova (dipendente dell'assessorato regionale Territorio e ambiente) che avrebbe
rilasciato autorizzazioni alle attivit di diversi impianti senza i relativi
controlli, accettando denaro, regali e viaggi, agevolando gli iter per gli
impianti amici. Un eventuale quadro di corruzione preoccupante nel quale
sarebbero coinvolti il proprietario della Oikos spa Domenico Proto, gli
imprenditori Giuseppe Antonioli (amministratore della discarica di Mazzarr

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Sant'Andrea, in provincia di Messina) e i fratelli Calogero(ex senatore della Casa delle


libert) e Nicol Sodano, responsabili della Soambiente di Agrigento.
Tutti gli indagati sono stati rinviati a giudizio e gioved 15 gennaio compariranno
davanti ai giudici del tribunale di Palermo. Cos, quasi sei mesi dopo l'apertura del
fascicolo e gli arresti domiciliari per Proto, i rappresentanti del Comune mottese
propongono di costituirsi parte civile nel procedimento penale scaturito
dall'operazione, e - con provvedimento esecutivo, data l'urgenza - dare mandato al
sindaco di provvedere con propria determina a nominare il professionista di fiducia.
Una mozione uguale, condivisa da tutta l'opposizione, era stata gi approvata dal
consiglio comunale a ridosso dello scandalo. Anche il sindaco del vicino Comune
di Misterbianco, Nino Di Guardo, negli infuocati giorni successivi, aveva annunciato
la stessa misura.
http://catania.meridionews.it/articolo/30679/operazione-terra-mia-mottaparte-civile-per-tutelare-interessi-e-immagine-del-comune/
RIFIUTI E CORRUZIONE, ARRESTATO MIMMO PROTO IN MANETTE 4 IMPRENDITORI E UN FUNZIONARIO

CARMEN VALISANO 18 LUGLIO 2014

CRONACA L'operazione, denominata Terra mia, ha portato all'individuazione di un


complesso sistema di procedure ambientali non seguite e controlli evitati grazie al
presunto pagamento di tangenti. Coinvolti quattro titolari di discariche, tra i quali il
proprietario dell'impianto di contrada Tirit, a Motta Sant'Anastasia. Il dipendente
regionale rilasciava le autorizzazioni Aia e gestiva lufficio come suo feudo. Con gli
imprenditori amici era prodigo di consigli anche per fregare lamministrazione
pubblica.
Un funzionario della Regione e quattro imprenditori legati alla
gestione dei rifiuti sono stati arrestati stamattina dagli uomini della
squadra mobile di Palermo. Tra loro spicca il nome di Domenico
Proto, titolare della Oikos spa, la ditta proprietaria del megaimpianto di contrada Tirit-Valanghe d'inverno. Secondo le
accuse, Gianfranco Cannova (dipendente dell'assessorato regionale
Territorio e ambiente) avrebbe avuto un ruolo nella gestione delle
procedure
pi
importanti,
quelle
legate al rilascio
delle
autorizzazioni all'attivit delle discariche. In cambio di regali e
viaggi, avrebbe agevolato gli iter d evitato agli impianti amici controlli
e monitoraggi ai quali avrebbero dovuto invece sottostare. Un
quadro di corruzione definito dagli inquirenti molto grave nel
quale sono coinvolti, oltre a Proto, gli imprenditori Giuseppe
Antonioli (amministratore della discarica di Mazzarr Sant'Andrea, in
provincia di Messina) e i fratelli Calogero (ex senatore della Casa
delle libert) e Nicol Sodano, responsabili della Soambiente di
Agrigento.
L'operazione, denominata Terra mia, ha avuto inizio nel 2011 ed
durata oltre due anni. I titolati delle indagini hanno messo in rilievo
come
questo
settore
amministrativo

caratterizzato
da
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una stratificazione normativa e da uncomplesso e macchinoso


apparato burocratico. Elementi che hanno facilitato l'azione
contestata al presunto funzionario infedele. La corruzione e i
corrotti sono un rifiuto speciale e pericolosi - dichiara il
procuratore aggiungo di Palermo Dino Petralia - L'imprenditore del
Catanese (Domenico Proto, ndr) aveva bisogno di ampliare la
discarica a tre milioni di metri cubi. Aveva bisogno dell'Autorizzazione
integrata ambientale. Sembra che l'azione per ottenerla in modo
illegale sia la regola. A lui fa eco il collega Leonardo Agueci: Il
funzionario regionale rilasciava le autorizzazioni Aia e gestiva
l'ufficio come suo feudo. Con gli imprenditori amici era prodigo di
consigli anche per fregare l'amministrazione pubblica. Nessuna
remora di controlli. Poteva svolgere una attivit illecita con la
massima disinvoltura.
Sia il sito di contrada Tirit-Valanghe d'inverno che l'impianto
messinese di Mazzarr Sant'Andrea sono sotto inchiesta da
parte della dirigenza regionale all'Ambiente per presunte
violazioni compiute nella gestione dei rispettivi impianti. Un'inchiesta
avviata qualche mese fa dall'ex assessore regionale Nicol Marino.
Soambiente gestisce i siti agrigentini di Siculiana econtrada
Monserrato e a Noto (in provincia di Siracusa) quello di contrada
Stallaini.
A poche ore dall'arresto di Proto, intanto, Confindustria Catania ha
sospeso la ditta Oikos, interrompendo il suo rapporto con
l'associazione. Il provvedimento stato adottato d'urgenza, in
ottemperanza del codice etico di Confindustria, spiegano.
http://catania.meridionews.it/articolo/11522/rifiuti-e-corruzione-arrestato-mimmo-proto-in-manette-4-imprenditori-e-unfunzionario/

TIRIT, TRA CAMBI DI POLTRONE E CONFIDUSTRIA UNA SVOLTA


SULLA DISCARICA DEI VELENI?
CARMEN VALISANO 9 APRILE 2014

CRONACA Il pool di esperti inviato dall'ex assessore Nicol Marino a verificare le


condizioni degli impianti regionali ha sollevato pesanti dubbi sul sito di propriet della
Oikos. Irregolarit riscontrate sia nella struttura attiva da circa un anno che in quella
ormai dichiarata esaurita. Ma i passi successivi alla relazione sono messi in dubbio
dall'avvicendamento con Salvatore Calleri, considerato vicino agli ambienti
dell'associazione di imprenditori che in Sicilia ha come vicepresidente Giuseppe Catanzaro.
Proprietario della discarica pi grande dell'isola
Un cambio di poltrone alla Regione, gli interessi di Confindustria su un settore
strategico, un Comune alle prese con la campagna elettorale. E una discarica
da 2,5 milioni di metri cubi a ridosso di due centri abitati che non smette di
turbare i sonni di cittadini e politici. Siamo finalmente a una svolta nella
questione dell'impianto della Oikos spa? La struttura di gestione dei rifiuti
sorge nel Catanese, tra Motta Sant'Anastasia e Misterbianco. notizia di
70

ieri che Nicol Marino, assessore regionale all'Ecologia, sar sostituito alla
guida dell'ente da Salvatore Calleri: renziano, presidente della fondazione
dedicata ad Antonino Caponnetto (era uno dei suoi collaboratori)
e considerato vicino agli ambienti di Confindustria. L'associazione - per
bocca di uno dei suoi rappresentanti pi influenti, Giuseppe Catanzaro - negli
ultimi mesi ha avuto uno scontro durissimo con Marino. Terreno di battaglia,
proprio i rifiuti. Il gruppo Catanzaro, infatti, gestisce la discarica di Siculiana,
in provincia di Agrigento, e l'ex assessore ha lanciato pesanti accuse sui
presunti intrecci con Cosa nostra scatenando una reazione fatta di querele
e richieste di risarcimento milionarie.
Le irregolarit individuate dalla Regione nel sito catanese riguardano la tutela
dell'ambiente e della salute e danno ragione ai cittadini che da tempo
lamentano una serie di violazioni dal punto di vista ambientale. Paure che
emergono sotto forma di un incessante e venefico odore che avvolge i due
Comuni e che sembrano avere finalmente un riscontro ufficiale. Tutto comincia
con la revisione, da parte dell'assessorato guidato ancora da Marino, delle
autorizzazioni concesse agli operatori proprietari degli impianti nella
regione. La Oikos gestore di un sito oramai chiuso (in contrada Tirit) e di
uno entrato in funzione l'anno scorso nella contigua contrada Valanghe
d'inverno per il quale stato proposto l'avvio del procedimento di diniego
dell'istanza di rinnovo. Nella comunicazione inviata anche all'azienda della
famiglia Proto, il dirigente regionale ricorda che il 17 gennaio 2014
stata costituita una commissione ispettiva per la verifica degli atti relativi
alle discariche private in esercizio per rifiuti non pericolosi site nel territorio
siciliano. Pool che ha inviato, tre mesi dopo, una relazione conclusiva. Il
documento mette in rilievo alcuni punti: l'assenza delle prescrizioni del
sindaco, la mancata applicazione del principio di unica Aia (Autorizzazione
integrata ambientale, ndr) per uno o pi impianti localizzati sullo stesso sito e
gestiti dal medesimo gestore. E poi le difformit. Quella nel rispetto del
programma di riduzione dei rifiuti biodegradabili, la presenza di rifiuti non
ammessi (come liquidi e pneumatici), la mancanza di piani di gestione
operativa e post operativa, sorveglianza e controllo e ripristino ambientale. E
ancora violazioni volumetriche, il mancato rispetto delle migliori tecnologie
disponibili, la mancanza di coerenza con il piano regionale di gestione dei
rifiuti. Inoltre, il decreto Aia rilasciato non possiede le caratteristiche di
conformit legislativa pi volte richiamata n conseguenzialmente permette
l'effettuazione di controlli efficaci sulle attivit di gestione rifiuti autorizzate.
Secondo le accuse della Regione, le attivit di gestione dei rifiuti sono
state svolte in difformit ad alcune condizioni imposte nel decreto e
nel propedeutico giudizio di compatibilit ambientale (Via), nonch in
difformit al decreto legislativo 36/03 e decreto legislativo 59/05, che
normano
rispettivamente
la gestione
delle
discariche e
la riduzione
dell'inquinamento.
L'altra bomba ecologica rappresentata dall'impianto ormai saturo e chiuso di
contrada Tirit. Secondo la relazione, la discarica rimasta in attivit in una
situazione di "non conformit legislativa" per tutto il periodo esaminato
dal 1999 al 2006. La Prefettura di Catania ha di fatto utilizzato una discarica
che non era in possesso dei requisti di legge (tecnici e autorizzativi) per lo
71

smaltimento dei rifiuti urbani. Anche qui la commissione segnala diverse


violazioni, compresa la mancata inclusione dei valori limite per le emissioni
fissati per le sostanze inquinanti. Assente anche il giudizio di compatibilit
ambientale. E, come sottolineano i dirigenti dell'assessorato, l'impianto
sarebbe rimasto operativo anche in data successiva alla scadenza
dell'autorizzazione in assenza di valida autorizzazione, e lo tutt'oggi in fase di
gestione post operativa delle vasche esaurite. Anche per queste ragioni la
Oikos chiamata a effettuare l'analisi di suolo e acque sotterranee per
escludere l'esistenza di fenomeni di degrado ambientale e di potenziale
contaminazione delle matrici acque, suolo e aria. All'azienda viene chiesto un
piano di indagini che analizzi arealmente e tridimensionalmente
l'estensione delle aree della discarica di contrada Tirit oggetto di
abbancamento rifiuti a far data dal primo utilizzo storico (1983). Il piano
dovr essere redatto sotto la vigilanza dell'Arpa e della Provincia e a
curare il coordinamento saranno il dipartimento regionale e la Prefettura
catanese.
Per domani convocata una conferenza dei servizi presieduta da Marco
Lupo, dirigente generale del dipartimento dell'Acqua e dei rifiuti, area di
competenza dell'ormai ex assessore Marino. un momento importante,
perch la Regione riconosce le ragioni dei comitati, spiega Massimo La
Piana, coordinatore di uno dei due movimenti cittadini che nei Comuni
interessati da tempo portano avanti la battaglia contro la discarica, quello di
Misterbianco. L'appuntamento di domani, nel quale la Oikos avr la possibilit
di difendersi, importante anche per l'altro paese, Motta, alle prese con la
campagna elettorale che porter al voto tra circa un mese. Il sindaco uscente e
candidato, Angelo Giuffrida, a lungo stato criticato per non aver affiancato i
cittadini
nelle
numerose
proteste
e
adesso,
finalmente,
prende
posizione. Domani dovrebbe dare parere negativo, anticipa La Piana.
Una previsione confermata anche sul sito internet del primo cittadino. I due
sindaci hanno anche manifestato pubblicamente il proprio sostegno a Nicol
Marino, esortando il governatore Rosario Crocetta a mantenere il magistrato al
comando del settore. Eppure l'ex assessore non ha sempre goduto delle
simpatie dei comitati, cos come il sindaco mottese. Personalmente, il cambio
di direzione pu starmi anche bene pur di raggiungere il risultato, osserva
pragmaticamente Massimo La Piana. Quello di domani un punto
fondamentale: se non dovessero rinnovare l'autorizzazione alla Oikos, si
bloccherebbe la discarica. Ovviamente l'azienda potr ricorrere al Tribunale
amministrativo regionale, ma intanto sarebbe un riconoscimento per la
nostra battaglia, spiega il coordinatore del movimento.
Il nodo successivo da sciogliere quello relativo alla figura del nuovo
assessore. La nomina di Salvatore Calleri, in questo momento, complica la
questione, riconosce con una certa preoccupazione La Piana. Bisogna vedere
quanto ci metter a rivedere il caso, se bloccher l'iter o - come sperano i
cittadini - agir in continuit amministrativa. I timori degli abitanti
risiedono tutti nel legame tra il leader toscano del Megafono e Confindustria.
Associazione legata a doppio filo con il nome del gruppo Catanzaro, dato che
Giuseppe Catanzaro ne il vicepresidente, oltre a guidare quella che oggi la

72

discarica pi grande della Sicilia. Laicamente cercheremo un contatto e


chiederemo urgentemente un incontro, promette La Piana.

http://catania.meridionews.it/articolo/10656/tiriti-tra-cambi-dipoltrone-e-confidustria-una-svolta-sulla-discarica-dei-veleni/
Carmelo Catania - 11/07/2014

E giunta la parola fine per la discarica di Mazzarr


SantAndrea?
Marco Lupo, dirigente generale del Dipartimento Enegia e rifiuti della
Regione, ha avviato il procedimento di diniego allistanza di rinnovo
delle Autorizzazioni integrate ambientali concesse a Tirrenoambiente
nel 2009, e scadute lo scorso 21 maggio senza che lattivit di
smaltimento venisse interrotta, con le quali si consentiva alla societ
partecipata del comune di Mazzarr SantAndrea di ampliare, per la
terza volta nellarco di un decennio, la discarica di contrada Zupp e
realizzare un impianto di selezione e biostabilizzazione e al cui interno
opera, dal 2008, anche un impianto di produzione di energia elettrica
dalla combustione del biogas da discarica, impianto, ricordiamo,
sequestrato per ben due volte dalla procura di Barcellona e sanato
solo lo scorso anno da un provvedimento regionale.
Ricordiamo anche che i due provvedimenti per i quali oggi la Regione
nega il rinnovo erano stati annullati da due sentenze del Tar di
Catania per evidenti violazioni nelliter autorizzativo. Era stato
cancellato dalle carte geografiche un intero paese che, complice la
miopia delle istituzioni, da troppo tempo costretto a subire
linquinamento derivante da una discarica che non sarebbe mai dovuta
nascere.
Oggi, nonostante il ribaltamento di quelle due sentenze da parte del
Cga, che non aveva riconosciuto la legittimazione ad agire dei
ricorrenti cittadini di Furnari, a seguito dellistruttoria svolta dalla
Commissione ispettiva nominata dallex assessore Marino sono state
accertate criticit tecniche nei provvedimenti autorizzatorie e
molteplici violazioni della normativa di riferimento .
Gli ispettori della regione hanno evidenziato come la discarica stata
gestita in fase operativa in assenza delle garanzie finanziarie
obbligatorie e lo tuttoggi in assenza di autorizzazione allesercizio a
far data dalla scadenza del decreto AIA. Inoltre viene contestata alla
Tirrenoambiente la mancata inclusione dei valori limite per le
emissioni fissate per le sostanze inquinanti, la mancata indicazione
degli opportuni requisiti di controllo delle emissioni, nonch lobbligo

73

di comunicare alle autorit competenti ed ai comuni interessati i dati


relativi ai controlli delle emissioni.
E infine, la mancanza dei pareri degli enti preposti secondo il regime
vincolistico, poich larea ricade nel Piano stralcio di bacino per
lassetto idrogeologico del torrente Mazzarr.
Una discarica, sottolinea la Commissione ispettiva realizzata in
difformit al decreto legislativo 36/2003, nella zona di rispetto dove
insistono i pozzi ad uso idropotabile (lo andiamo ripetendo, inascoltati,
dal 1999) di approvvigionamento del comune di Furnari e le cui
modalit di impermeabilizzazione non sono conformi a quanto
previsto dal decreto 36/2003,
Un quadro, quello rilevato dal Dipartimento, che avendo forti
ripercussioni di carattere ambientale nellambito della effettiva
protezione messe in atto ed esistente nelle matrici, suolo, sottosuolo
ed acque, in aggiunta allavvio delle procedure di infrazione per non
aver ottemperato agli obblighi previsti da alcuni articoli delle direttive
75/442/CEE, 91/689/CEE e 1999/31/CE concernenti i rifiuti, quelli
pericolosi e la gestione delle discariche, dovrebbe portare alla
definitiva chiusura del sito.
Tirrenoambiente ha a disposizione solo dieci giorni di tempo per
produrre le proprie contro-deduzioni. Poi la Regione esaminer la
documentazione prodotta e nella conferenza di servizi del 2 settembre
presso gli uffici del Dipartimento Acque e Rifiuti.
http://www.isiciliani.it/e-giunta-la-parola-fine-per-la-discarica-dimazzarra-santandrea/#.VKxvAdKG_wh
REGIONE, CROCETTA NOMINA I NUOVI ASSESSORI I CATANESI
FIUMEFREDDO E TORRISI IN GIUNTA
REDAZIONE 8 APRILE 2014
POLITICA Il presidente della Regione Sicilia ha reso noti i nomi dei
nuovi assessori regionali ieri sera in tarda serata. Un squadra che
cambia per met, con sei nuove nomine. Entrano nel gioverno
regionale anche tre catanesi: sono Salvatore Calleri, presidente della
Fondazione Antonio Caponnetto; Antonio Fiumefreddo, noto penalista
e politico etneo; e Nico Torrisi, imprenditore e gi presidente della
Sac, la societ di gestione dell'aeroporto di Fontanarossa
E' arrivato ieri in tarda serata l'annuncio della nuova squadra di
governo del presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. Un
rimpasto deciso dopo lunghe settimane di confronti, anche aspri,
all'interno dei partiti di maggioranza, e che vede cambiare sei
74

assessori su dodici. Rinconfermate Lucia Borsellino (Salute), Nelli


Scilabra (Formazione), Mariarita Sgarlata (Beni culturali), Patrizia
Valenti (Funzione pubblica e personale), Michela Stancheris(Servici
sociali e Famiglia) e Linda Vancheri (Attivit produttive). I nuovi
assessori la maggior parte ancora in attesa di delega sono:
Roberto Agnello, avvocato palermitano, esperto di bilancio, ha
lavorato presso il Ministero della Salute, in quota Pd.
Giuseppe Bruno, avvocato palermitano, anche lui in quota Pd.
Salvatore Calleri, nato a Catania e residente a Firenze da molti
anni, presidente nazionale della Fondazione Caponnetto. Uomo di
fiducia del governatore, avr la delega all'Energia.
Antonio
Fiumefreddo, noto penalista etneo, gi legale
di Raffaele Lombardoe notissimo alle cronache politiche
catanesi: candidato a sindaco di Catania nel 2001, stato
successivamente assessore alla Cultura nella giunta di
Umberto Scapagnini, suo avversario nella tornata elettorale.
Nel 2008 l'allora presidente della regione Raffaele Lombardo lo
nomina commissario straordinario del teatro Massimo Bellini,
ruolo per il quale stato molto contestato. Nel 2010 fonda il
giornale Sudpress, attraverso il quale si consuma un violento
scontro proprio con Lombardo. Oggi anche professore della
Link University di Roma. In quota Drs (Democratici riformisti per
la Sicilia).
Paolo Ezechia Reale, avvocato di Siracusa, in quota Articolo 4.
Nico Torrisi, dottore commercialista, imprenditore del settore
turistico di Catania come amministratore dell'hotel Baia Verde.
Per poco tempo, nel 2012 stato presidente della Sac, la
societ che gestisce l'aeroporto catanese di Fontanarossa. in
quota Udc.
Dallo staff del governatore Crocetta, informano che non c' ancora
una data stabilita per quanto riguarda l'assegnazione delle deleghe
specifiche dei nuovi assessori, che potrebbe avvenire entro il fine
settimana.
http://catania.meridionews.it/articolo/10650/regione-crocetta-nomina-i-nuoviassessori-i-catanesi-fiumefreddo-e-torrisi-in-giunta/
MAZZARR, DISCARICA INQUINANTE: DUE BUROCRATI REGIONALI
INDAGATI PER FALSO IDEOLOGICO
Nel
mirino
della
procura
di
Barcellona
Pozzo
di
Gotto Gianfranco Cannova, gi in cella per l'indagine su rifiuti e
tangenti,
e Vincenzo
Sansone.
Nel
2009
rilasciarono
75

un'autorizzazione alla societ TirrenoAmbiente che gestiva il


sito. Sotto inchiesta anche Armando Cappadonia, funzionario
dell'Arpa
di MANUELA MODICA

Cinque avvisi di garanzia per reato ambientale e falso ideologico. Si estende


l'inchiesta della procura di Barcellona Pozzo di Gotto sulla discarica di Mazzarr
Sant'Andrea. Altre cinque persone risultano adesso indagate: tra loro, due
funzionari dell'assessorato regionale al Territorio e un funzionario dell'Arpa,
agenzia regionale per l'ambiente, per i quali viene ipotizzato il reato di falso
ideologico commesso da pubblico ufficiale.
Si tratta di Gianfranco Cannova, gi detenuto al Pagliarelli di Palermo perch
accusato di aver incassato tangenti per favorire alcuni imprenditori nel settore
delle discariche, e Vincenzo Sansone, dirigente generale del dipartimento
regionale tecnico. A entrambi viene contestata un'autorizzazione rilasciata alla
societ che gestisce la discarica, la TirrenoAmbiente Spa, nel febbraio del 2009.
Armando Cappadonia, funzionario dell'Arpa, invece indagato per
un'autorizzazione rilasciata nel 2006.
Dopo la richiesta di sequestro, firmata lo scorso 3 novembre e nella quale
risultavano indagati gli ex amministratori di TirrenoAmbiente Antonio Crisafulli,
Giuseppe Antonioli (gi con divieto di dimora in Sicilia a seguito di un'indagine
per corruzione di un dirigente regionale) e Pino Innocenti, il prossimo 16
dicembre la procura avvier una verifica, non ripetibile in dibattimento, per
accertare la presenza di eventuale inquinamento nel sito della discarica.
Le indagini si estendono anche a Sebastiano Giamb, ex sindaco di Mazzarr
Sant'Andrea, gi presidente del Cda di TirrenoAmbiente, oggi agli arresti
76

domiciliari dopo la condanna in primo grado nell'ambito dell'operazione Vivavio


della Dda di Messina, per concorso esterno in associazione mafiosa, e Francesco
Cannone, anche lui ex presidente del Cda della stessa societ. Per loro la
procura ipotizza il reato ambientale.
Si attende adesso la verifica disposta dalla procura per il prossimo 16 dicembre:
a eseguirla sar l'ingegnere Francesco Melidoro, lo stesso che nel rapporto del
17 settembre aveva rilevato: "Le acque sotterranee della discarica presentano
notevoli indici di inquinamento, sulle pareti della discarica esistono situazioni di

criticit correlate con fuoriuscita di percolato tali da generare locali profonde


incisioni... e le condizioni precarie di equilibrio del corpo della discarica...
potrebbero portare fenomeni gravitativi o franosi di rilevante pericolo per
l'ambiente e per l'incolumit delle persone, i quali potrebbero manifestarsi in
un breve medio periodo di tempo, in occasione soprattutto di intense
precipitazioni atmosferiche".
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/12/09/news/mazzarr_discarica_i
nquinante_due_burocrati_regionali_indagati_per_falso_ideologico102508090/

La
discarica
di
Siculiana
nell'occhio
Domani Catanzaro davanti al Gip di Agrigento

del

ciclone

ANTONELLA SFERRAZZA

CRONACA A comparire davanti al giudice sar il fratello del vice presidente di


Confindustria Sicilia, insieme con l'ex Presidente della Provincia e due
funzionari regionali. I Carabinieri parlano di autorizzazioni illegittime rilasciate
con la complicit di funzionari pubblici. Mentre le denunce dell'ex assessore
Marino vengono segnalate alla Commissione Nazionale Antimafia
Riesplode in Sicilia, con un boato che arrivato pure a Roma, l'affaire della
gestione delle discariche private nell'Isola. A fare detonare la bomba le dichiarazioni
che l'ex assessore regionale all'Energia e ai Rifiuti, Nicol Marino, aveva rilasciato nel corso
di una una intervista a Meridionews e che ha ribadito ieri su altri organi di stampa.
Dichiarazioni in cui, in buona sostanza, Marino, che tornato a fare il magistrato, attacca
a muso duro Confindustria Sicilia e le sue ingerenze sul governatore
Crocetta per garantirsi delle situazioni di vantaggio con il mero biglietto da visita
dell'antimafia, privo di sostanza.
Ritengo - ha detto chiaramente al nostro giornale - che la mia posizione molto dura
contro l'ingerenza, anche nei settori dei rifiuti, di alcuni uomini di Confindustria che
facevano riferimento a Ivan Lo bello, Antonello Montante e Giuseppe Catanzaro ha
determinato una grande conflittualit per la quale sono stato allontanato.

77

Come gi aveva fatto da assessore (e per questo, secondo una opinione diffusa stato
'defenestrato'), ha quindi puntato il dito contro la discarica di Siculiana,
nell'agrigentino, di cui comproprietario il numero due dell'associazione degli
industriali siciliani, Giuseppe Catanzaro: Catanzaro, approfittando dell'emergenza,
ha gestito per tanti anni una discarica che prima apparteneva al comune di Siculiana ha
detto Marino a Meridionews. E ieri, ha rincarato la dose: Il problema che Catanzaro
aveva avuto unautorizzazione illegittima.

78

79

Nel bel mezzo di queste polemiche e scontri all'arma bianca (querele incluse),
spunta anche una inchiesta giudiziaria sulla discarica di Siculianache va avanti da
anni e che domani finir sul tavolo del Giudice per le Indagini preliminari di Agrigento.
Davanti al quale sono chiamati a comparire Lorenzo Catanzaro, fratello del numero
degli industriali siciliani e rappresentante legale dell'impianto, l'ex presidente della
Provincia regionale di Agrigento, nonch attuale deputato regionale in quota
Ncd, Vincenzo Fontana, e due funzionari della Regione, Vincenzo Sansone e
Gianfranco Cannova (gi rinviato a giudizio nell'inchiesta Terra Mia sulla discarica di
Mazzar).
Il giudice dovr decidere se archiviare il caso, come gli ha chiesto la Procura, o se andare
avanti, come vorrebbe il Comune di Siculiana che nel procedimento parte offesa.
L'inchiesta parte nel 2007 quando il Nucleo operativo Ecologico dei Carabinieri,
durante un controllo nella discarica dei Catanzaro, contesta alcune irregolarit
sul suo ampliamento. E ipotizza per i sopra citati protagonisti di questa storia, il reato di
abuso d'ufficio, falsit materiale ed ideologica in atti pubblici e illecita gestione di
una discarica per rifiuti solidi urbani.
I Catanzaro, in buona sostanza, secondo i Carabinieri, hanno ottenuto le autorizzazioni
necessarie a gestire ed ampliare la loro discarica, attraverso falsa documentazione e
con la complicit di funzionari pubblici. Ricordiamo che la storia di questo impianto
controversa sin dall'origine. Parliamo di una discarica che era pubblica, e che come in un
racconto di Pirandello, un bel giorno si risveglia privata (qui vi abbiamo raccontato la sua
storia nel dettaglio).
Come finir questa storia sul piano giudiziario difficile da prevedere.
Quello che certo che il vaso di Pandora del business rifiuti ormai stato scoperchiato,
e come abbiamo detto all'inizio, del suo contenuto si parler anche a Roma. Sempre ieri,
infatti, Erasmo Palazzotto, deputato palermitano alla Camera, ha inviato una
lettera alla Commissione Nazionale Antimafia,invitandola ad indagare sulle denunce
di Marino sul ruolo di Confindustria e del Senatore Beppe Lumia.
http://meridionews.it/articolo/29408/la-discarica-di-siculiana-nellocchio-del-ciclone-domani-catanzaro-davanti-al-gip-di-agrigento/

AUTORIZZAZIONI PER LA DISCARICA DI SICULIANA, QUATTRO INDAGATI IN


TRIBUNALE
Tutto part da una denuncia dei carabinieri del Noe, i quali denunciarono i due funzionari
dell'Assessorato regionale "Tutela ed Ambiente", il rappresentante legale della "Catanzaro" e
l'allora presidente della Provincia di Agrigento, ritenendoli responsabili, a vario titolo, di abuso
d'ufficio, falsit materiale ed ideologica
Sono comparsi oggi dinnanzi al Gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, la
"Catanzaro costruzioni", lex presidente della Provincia Enzo Fontana e i
dirigenti regionali Vincenzo Sansone e Gianfranco Cannova, coinvolti in
un presunto abuso d'ufficio nelle procedure di allargamento della discarica
di contrada Materano, a Siculiana. SI attende la decisione del giudice
rispetto alleventuale accoglimento della richiesta di archiviazione avanzata dal
pubblico ministero.
Tutto part nel 2007 da una denuncia dei carabinieri del Noe, i quali
denunciarono i due funzionari dellAssessorato regionale Tutela ed
Ambiente, il rappresentante legale della Catanzaro e lallora
80

presidente della Provincia di Agrigento, ritenendoli responsabili, a


vario titolo, di abuso dufficio, falsit materiale ed ideologica
commessa in atti pubblici, nonch per illecita gestione di una
discarica per rifiuti solidi urbani.
Autorizzazioni per la discarica di Siculiana, quattro indagati in
Tribunale
Ci sottoponiamo con serenit al giudizio, stato il commento della
ditta che gestisce limpianto.
http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/discarica-siculiana-abuso-ufficio-udienza-quattro-indagatiagrigento.html

CANNOVA SANSONE SETTEMBRE 2008 DRS 996 30 SETT E DRS 1457 16 DIC 2008 CISMA AMBIENTE CONTRADA
BAGALLI MELILLI

CANNOVA SANSONE SETTEMBRE 2008 DRS 996 30 SETT E DRS 1457 16 DIC 2008 CISMA AMBIENTE CONTRADA BAGALLI
MELI... by Pino Ciampolillo

CANNOVA SANSONE ZUCCARELLO TIRRENO AMBIENTE OIKOS


SICULIANA RELAZIONE COMMISSIONE DISCARICA OIKOS 2014

CANNOVA SANSONE ZUCCARELLO TIRRENO AMBIENTE OIKOS SICULIANA


- relazione_commissione_discarica_oikos-2014.pd... by Pino Ciampolillo

MAZZARR: ALTRI CINQUE INDAGATI PER LA DISCARICA


SOTTO SEQUESTRO
Si allarga linchiesta della procura di Barcellona. Ora linchiesta
coinvolge altre cinque persone: tra questi, due funzionari
dellassessorato regionale al Territorio e un funzionario dellArpa. Le
ipotesi: reato ambientale e falso ideologico
di Redazione
Cinque avvisi di garanzia per reato ambientale e falso ideologico.
Linchiesta della procura di Barcellona Pozzo di Gotto sulla discarica di
Mazzarr SantAndre si allarga e coinvolge altre cinque persone: due
funzionari dellassessorato regionale al Territorio e un funzionario
dellArpa, agenzia regionale per lambiente, per i quali viene ipotizzato
il reato di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. I nuovi
indagati sono Gianfranco Cannova, gi detenuto nel carcere di
Pagliarelli di Palermo perch accusato di aver incassato tangenti per
favorire alcuni imprenditori nel settore delle discariche, e Vincenzo
81

Sansone, dirigente generale del dipartimento regionale tecnico. Sono


accusati entrambi di aver rilasciato nel febbraio del 2009
unautorizzazione
alla
societ
che
gestisce
la
discarica,
la TirrenoAmbiente
Spa. Il
terzo
indagato
Armando
Cappadonia, funzionario dellArpa, per unautorizzazione rilasciata
nel 2006. Gli ultimi due coinvolti nellindagine sono Sebastiano
Giamb, ex sindaco di Mazzarr SantAndrea, gi presidente del Cda
di TirrenoAmbiente, oggi agli arresti domiciliari dopo la condanna in
primo grado nellambito delloperazione Vivavio della Dda di Messina,
per concorso esterno in associazione mafiosa, e Francesco
Cannone, anche lui ex presidente del Cda della stessa societ. Per
loro la procura ipotizza il reato ambientale.
I cinque si aggiungono ai primi tre nomi iscritti nel registro degli
indagati subito dopo la richiesta di sequestro della discarica, firmata lo
scorso 3 novembre: gli ex amministratori diTirrenoAmbiente
Antonio Crisafulli, Giuseppe Antonioli (gi con divieto di dimora in
Sicilia a seguito di unindagine per corruzione di un dirigente
regionale) e Pino Innocenti.
Si attende adesso la verifica dei livelli di inquinamento disposta
dalla procura di Barcellona per il prossimo 16 dicembre: lesperto
incaricato per i rilievi lingegnere Francesco Melidoro, lo stesso
che nel rapporto del 17 settembre aveva rilevato: Le acque
sotterranee della discarica presentano notevoli indici di inquinamento,
sulle pareti della discarica esistono situazioni di criticit correlate con
fuoriuscita di percolato tali da generare locali profonde incisioni e le
condizioni precarie di equilibrio del corpo della discarica potrebbero
portare fenomeni gravitativi o franosi di rilevante pericolo per
lambiente e per lincolumit delle persone, i quali potrebbero
manifestarsi in un breve medio periodo di tempo, in occasione
soprattutto di intense precipitazioni atmosferiche.
http://www.loraquotidiano.it/2014/12/10/mazzarra-altri-cinqueindagati-per-la-discarica-sotto-sequestro_16383/
MAZZAR SANTANDREA, SEQUESTRATA LA DISCARICA PER RIFIUTI
GESTITA DALLA TIRRENO AMBIENTE S.P.A.
E avvenuto alle 11,30 di questa mattina a Mazzarr SantAndrea. I
Carabinieri della Compagnia di Barcellona P. G. al Nucleo
Operativo Ecologico di Catania hanno dato esecuzione al
decreto di sequestro emesso dal G.I.P. del Tribunale di
Barcellona P. G., su richiesta della locale Procura della
Repubblica, della discarica per rifiuti non pericolosi gestita
dalla Tirrenoambiente S.P.A. situata in contrada Zuppa.
82

Il provvedimento stato adottato nellambito delle indagini avviate


dalla Procura della Repubblica diBarcellona P. G. a seguito della
relazione elaborata dalla Commissione ispettiva per la verifica degli
atti relativi alle discariche private in esercizio per rifiuti non pericolosi
site nel territorio siciliano istituita con D.A. n. 54 del 17/01/2014. Lo
sviluppo delle indagini delegate ai Carabinieri, con lausilio di tecnici
del settore, hanno permesso di accertare la realizzazione di lavori di
sbancamento propedeutici ad un ulteriore ampliamento della discarica
in totale assenza di autorizzazioni edilizie.
E stato anche accertato che labbancamento di rifiuti in discarica
violava le prescrizioni contenute e richiamate nei provvedimenti
autorizzativi, condotta che integra il reato previsto dallart. 256 c. 3-4
del decreto legislativo n. 152 del 2006. Nello specifico, sono stati
conferiti in discarica oltre 1 milione di mc. di rifiuti ulteriori
rispetto ai rifiuti abbancabili. La illegittima coltivazione
avvenuta in sopraelevazione, comportando concreto rischio di
fenomeni franosi con rilevante pericolo per lambiente e per la
incolumit delle persone. Sulle pareti della discarica sono state
rilevate situazioni di criticit, con fuoriuscita di percolato. E
stato anche accertato che le acque sotterranee della discarica
presentano notevoli indici di inquinamento. Per i reati ravvisati
rispetto ai fatti di cui sopra, sono stati notificati ai tre indagati, C.
A. di anni 53, A. G. di anni 53 e I. G. di anni 61, altrettanti
avvisi di garanzia.
La discarica di Mazzarr SantAndrea (ME) da diverso tempo al
centro delle cronache anche a seguito della condanna ad 8 anni di
reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa dellex
Presidente del Consiglio di Amministrazione, Sebastiano Giamb, per
fatti attinenti la carica ricoperta.
Di recente la discarica stata oggetto dei lavori della Commissione
Parlamentare Antimafia nellultima visita effettuata a Messina e
Barcellona P. G
http://www.24live.it/87045-mazzara-santandrea-sequestrata-ladiscarica-per-rifiuti-gestita-dalla-tirreno-ambiente-s-p-a
Carmelo Catania - settembre 2014

Una svolta sulla discarica dei veleni?


La commissione istituita dallex assessore Marino per verificare le
condizioni degli impianti privati ha sollevato pesanti dubbi sul sito di
propriet della Tirrenoambiente. Diverse le irregolarit riscontrate.
83

Quella della discarica di contrada Zupp, una delle tre pi grandi


discariche private siciliane, una storia lunga pi di dieci anni e pi
volte al centro di inchieste tra commistioni politico-affaristico-mafiose.
Unenorme collina dargilla e spazzatura posta a cavallo tra i comuni di
Mazzarr SantAndrea e Furnari, in cui ogni giorno arrivano oltre 700
tonnellate di rifiuti prodotti da Messina e altre provincie.
Raccolte, triturate, trasportate e interrate dagli operai della
Tirrenoambiente Spa, lazienda guidata da Giuseppe Antonioli che
incamera circa 70.000 euro al giorno (in media ogni tonnellata viene
pagata 100 euro), una miniera doro per i gestori.
Nonostante la Regione abbia approvato da tempo un deliberato che
impone una distanza minima di 5 chilometri tra le discariche e i centri
abitati, linvaso sorge ad appena 400 metri dal centro abitato di
Furnari, abitato da oltre 3 mila persone, appestando laria con miasmi
e un fetore insopportabile, tanto da non poter aprire le finestre
nemmeno destate.
Potrebbe finalmente prospettarsi una svolta nella questione
dellimpianto della Tirrenoambiente.
La commissione ispettiva
Tutto comincia con la revisione, da parte dellassessorato regionale
allEnergia, guidato ancora da Nicol Marino, delle autorizzazioni
concesse agli operatori proprietari degli impianti privati nella regione.
Per limpianto di contrada Zupp, entrato in funzione nel 2003, stato
proposto lavvio del procedimento di diniego dellistanza di rinnovo.
Nella comunicazione inviata anche allazienda partecipata dal comune
di Mazzarr SantAndrea, il dirigente regionale Marco Lupo ricorda che
il 17 gennaio 2014 stata costituita una commissione ispettiva per
la verifica degli atti relativi alle discariche private in esercizio per rifiuti
non pericolosi site nel territorio siciliano.
Commissione che ha sollevato pesanti dubbi sul sito di
Mazzarr.
Le irregolarit individuate dal pool investigativo, raccolte in una
relazione conclusiva di 170 pagine depositata lo scorso giugno, nel
sito messinese riguardano la tutela dellambiente e della salute e
danno ragione ai cittadini di Furnari che da tempo lamentano una
serie di violazioni dal punto di vista ambientale.
Paure che sembrano avere finalmente un riscontro ufficiale.
Carenze e violazioni

84

Il documento mette in rilievo alcuni punti: lassenza delle prescrizioni


del sindaco, la mancata applicazione del principio di unica Aia
(Autorizzazione integrata ambientale) per uno o pi impianti
localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo gestore. E poi le
difformit. Quella nel rispetto del programma di riduzione dei rifiuti
biodegradabili, la presenza di rifiuti non ammessi (come liquidi e
pneumatici), la mancanza dellobbligo di trattamento dei rifiuti, dei
piani di gestione operativa e post operativa, sorveglianza e controllo e
ripristino ambientale. E ancora violazioni volumetriche, la mancanza di
coerenza con il piano regionale di gestione dei rifiuti.
Inoltre, il decreto Aia rilasciato non possiede le caratteristiche di
conformit legislativa pi volte richiamata n conseguenzialmente
permette leffettuazione di controlli efficaci sulle attivit di gestione
rifiuti autorizzate. Secondo le accuse della Regione, le attivit di
gestione dei rifiuti sono state svolte in difformit ad alcune condizioni
imposte nel decreto Aia, nonch in difformit al decreto legislativo
36/03 e decreto legislativo 59/05, che normano rispettivamente la
gestione delle discariche e la riduzione dellinquinamento.
E ancora la legittimit dellatto palesemente inficiata dallassenza
agli atti del preventivo giudizio di compatibilit ambientale positivo
(Via), non sono conformi limpermeabilizzazione, e manca lindicazione
della capacit totale dellimpianto. Non solo, il progetto della barriera
di confinamento realizzata al di sotto del corpo rifiuti non stato
trasmesso: ci non rende possibile attestare se la base
dellampliamento non si attesti su aree gi coltivate.
Gli ispettori inoltre fanno notare come alcune aree intermedie fra la
nuova e la vecchia discarica storica siano oggetto di coltivazione ed
abbancamento. Le immagini tratte da Google Earth sembrerebbero
confermare lavvenuto sbancamento in tempi non definiti.
Infine, non risulta che il piano finanziario sia stato mai trasmesso ed
approvato, cos come le garanzie finanziarie. Alla commissione,
inoltre, non chiaro se la polizza assicurativa sia scaduta a maggio
del 2012 e soprattutto se sia stata adeguata dopo lampliamento.
Decisione rinviata a settembre
Tirrenoambiente, che ha annunciato la chiusura del sito per il
prossimo 31 agosto per esaurimento della capienza, avrebbe stilato
un documento con le contro deduzioni.
Il prossimo 2 settembre a Palermo stata convocata una conferenza
dei servizi alla quale stato invitato anche il comune di Furnari, che
ottiene finalmente il riconoscimento delle proprie ragioni.

85

Un appuntamento che potrebbe essere fondamentale: se le criticit


riscontrate non dovessero essere risolte, la Regione esprimer parere
negativo al rinnovo delle autorizzazioni.
Ma i passi successivi sono messi in dubbio dallavvicendamento di
Marino con Salvatore Calleri, considerato vicino agli ambienti di
Confindustria.
Il modello Marino prevedeva di togliere il monopolio delle discariche
ai privati e fare i controlli sui prezzi di conferimento in discarica.
Ed proprio sui rifiuti che nei mesi scorsi lex assessore si scontrato
con Giuseppe Catanzaro, che di Confindustria vicepresidente,
lanciando pesanti accuse sui presunti intrecci con Cosa nostra
scatenando una reazione fatta di querele e richieste di risarcimento
milionarie.
I timori degli abitanti di Furnari risiedono tutti in questo legame tra il
leader toscano del Megafono e Confindustria. Associazione legata a
doppio filo con il nome del gruppo Catanzaro.
Come agir la Regione, alla luce di quanto evidenziato dalla
commissione ispettiva?
Calleri bloccher liter o come sperano i cittadini agir in
continuit amministrativa?
Mazzette alla Regione
Negli stessi giorni in cui allassessorato si avviava liter del
procedimento di diniego delle autorizzazioni, la procura di Palermo
portava a termine loperazione Terra Mia, ordinando larresto proprio
dellamministratore delegato di Tirrenoambiente, Giuseppe Antonioli,
insieme ad altri tre imprenditori della munnizza (Domenico Proto
della Oikos di Misterbianco, Calogero e Nicol Sodano, titolari della
discarica Soambiente di Agrigento e del funzionario dellassessorato
regionale al Territorio e ambiente, Gianfranco Cannova, figura chiave
di un sistema di corruzione messo in atto per raggirare il sistema di
autorizzazioni allo smaltimento dei rifiuti.
Gravi i danni ambientali
Secondo gli investigatori il quadro di corruzione emerso molto
grave, in quanto ha messo a repentaglio la salute pubblica e alla
preservazione del territorio da gravi danni ambientali.
Nel corso delle indagini, polizia e Noe dei carabinieri, hanno constatato
che questo settore amministrativo caratterizzato da una
stratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato
burocratico che ha consentito al funzionario infedele, pur non
rivestendo un ruolo apicale, di giostrare nella gestione delle
86

procedure connesse al rilascio dei provvedimenti, agevolando gli


imprenditori e preservandoli dallordinaria attivit di controllo e
monitoraggio della pubblica amministrazione consentendo loro in
questo modo di superare indenni tutti i controlli.
Cannova, secondo laccusa, gestiva il suo ufficio come un feudo,
ricevendo regalie e ingenti somme di denaro dai diversi imprenditori
che attendevano dal suo ufficio le autorizzazioni amministrative per
lesercizio delle discariche e che si vedevano garantire una corsia
preferenziale per le loro pratiche. Il funzionario, inoltre, avvertiva in
anticipo le imprese dei controlli o le informava del risultato di riunioni
in assessorato.
QuellAudi sospetta
Nei confronti del dipendente regionale lex assessore regionale al
Territorio Mariella Lo Bello aveva presentato lo scorso marzo un
esposto. Il funzionario: aveva predisposto un atto che bloccava
lautorizzazione a una discarica di Gela. A quel punto lassessore Lo
Bello, insospettita dallo strano comportamento, avvia una serie di
verifiche e salta fuori la storia di una conferenza dei servizi convocata
nel settembre 2008 e presieduta dallo stesso Cannova che aveva
rilasciato lAutorizzazione integrata ambientale per lampliamento della
discarica di Mazzarr SantAndrea, omettendo la vicinanza al centro
abitato di Furnari.
Nellottobre del 2008 il funzionario acquista unAudi A6 in Lombardia,
in una concessionaria che faceva riferimento allamministratore
delegato della societ alla quale era stata rilasciata lautorizzazione.
Abbiamo cos trasferito il funzionario e presentato una denuncia
sospettando un giro di tangenti per oliare alcune pratiche piuttosto
che altre, il tutto in un assessorato noto per le sue lentezze e le
improvvise accelerazioni, commentava la Lo Bello.
Inoltre, il decreto Aia rilasciato non possiede le caratteristiche di
conformit legislativa pi volte richiamata n conseguenzialmente
permette leffettuazione di controlli efficaci sulle attivit di gestione
rifiuti autorizzate. Secondo le accuse della Regione, le attivit di
gestione dei rifiuti sono state svolte in difformit ad alcune condizioni
imposte nel decreto Aia, nonch in difformit al decreto legislativo
36/03 e decreto legislativo 59/05, che normano rispettivamente la
gestione delle discariche e la riduzione dellinquinamento.
E ancora la legittimit dellatto palesemente inficiata dallassenza
agli atti del preventivo giudizio di compatibilit ambientale positivo
(Via), non sono conformi limpermeabilizzazione, e manca lindicazione
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della capacit totale dellimpianto. Non solo, il progetto della barriera


di confinamento realizzata al di sotto del corpo rifiuti non stato
trasmesso: ci non rende possibile attestare se la base
dellampliamento non si attesti su aree gi coltivate.
Gli ispettori inoltre fanno notare come alcune aree intermedie fra la
nuova e la vecchia discarica storica siano oggetto di coltivazione ed
abbancamento. Le immagini tratte da Google Earth sembrerebbero
confermare lavvenuto sbancamento in tempi non definiti.
Infine, non risulta che il piano finanziario sia stato mai trasmesso ed
approvato, cos come le garanzie finanziarie. Alla commissione,
inoltre, non chiaro se la polizza assicurativa sia scaduta a maggio
del 2012 e soprattutto se sia stata adeguata dopo lampliamento.
Decisione rinviata a settembre
Tirrenoambiente, che ha annunciato la chiusura del sito per il
prossimo 31 agosto per esaurimento della capienza, avrebbe stilato
un documento con le contro deduzioni.
Il prossimo 2 settembre a Palermo stata convocata una conferenza
dei servizi alla quale stato invitato anche il comune di Furnari, che
ottiene finalmente il riconoscimento delle proprie ragioni.
Un appuntamento che potrebbe essere fondamentale: se le criticit
riscontrate non dovessero essere risolte, la Regione esprimer parere
negativo al rinnovo delle autorizzazioni.
Ma i passi successivi sono messi in dubbio dallavvicendamento di
Marino con Salvatore Calleri, considerato vicino agli ambienti di
Confindustria.
Il modello Marino prevedeva di togliere il monopolio delle discariche
ai privati e fare i controlli sui prezzi di conferimento in discarica.
Ed proprio sui rifiuti che nei mesi scorsi lex assessore si scontrato
con Giuseppe Catanzaro, che di Confindustria vicepresidente,
lanciando pesanti accuse sui presunti intrecci con Cosa nostra
scatenando una reazione fatta di querele e richieste di risarcimento
milionarie.
I timori degli abitanti di Furnari risiedono tutti in questo legame tra il
leader toscano del Megafono e Confindustria. Associazione legata a
doppio filo con il nome del gruppo Catanzaro.
Come agir la Regione, alla luce di quanto evidenziato dalla
commissione ispettiva?
Calleri bloccher liter o come sperano i cittadini agir in continuit
amministrativa?
Mazzette alla Regione
Negli stessi giorni in cui allassessorato si avviava liter del
procedimento di diniego delle autorizzazioni, la procura di Palermo
portava a termine loperazione Terra Mia, ordinando larresto proprio
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dellamministratore delegato di Tirrenoambiente, Giuseppe Antonioli,


insieme ad altri tre imprenditori della munnizza (Domenico Proto
della Oikos di Misterbianco, Calogero e Nicol Sodano, titolari della
discarica Soambiente di Agrigento e del funzionario dellassessorato
regionale al Territorio e ambiente, Gianfranco Cannova, figura chiave
di un sistema di corruzione messo in atto per raggirare il sistema di
autorizzazioni allo smaltimento dei rifiuti.
Gravi i danni ambientali
Secondo gli investigatori il quadro di corruzione emerso molto
grave, in quanto ha messo a repentaglio la salute pubblica e alla
preservazione del territorio da gravi danni ambientali.
Nel corso delle indagini, polizia e Noe dei carabinieri, hanno constatato
che questo settore amministrativo caratterizzato da una
stratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato
burocratico che ha consentito al funzionario infedele, pur non
rivestendo un ruolo apicale, di giostrare nella gestione delle
procedure connesse al rilascio dei provvedimenti, agevolando gli
imprenditori e preservandoli dallordinaria attivit di controllo e
monitoraggio della pubblica amministrazione consentendo loro in
questo modo di superare indenni tutti i controlli.
Cannova, secondo laccusa, gestiva il suo ufficio come un feudo,
ricevendo regalie e ingenti somme di denaro dai diversi imprenditori
che attendevano dal suo ufficio le autorizzazioni amministrative per
lesercizio delle discariche e che si vedevano garantire una corsia
preferenziale per le loro pratiche. Il funzionario, inoltre, avvertiva in
anticipo le imprese dei controlli o le informava del risultato di riunioni
in assessorato.
QuellAudi sospetta
Nei confronti del dipendente regionale lex assessore regionale al
Territorio Mariella Lo Bello aveva presentato lo scorso marzo un
esposto. Il funzionario: aveva predisposto un atto che bloccava
lautorizzazione a una discarica di Gela. A quel punto lassessore Lo
Bello, insospettita dallo strano comportamento, avvia una serie di
verifiche e salta fuori la storia di una conferenza dei servizi convocata
nel settembre 2008 e presieduta dallo stesso Cannova che aveva
rilasciato lAutorizzazione integrata ambientale per lampliamento della
discarica di Mazzarr SantAndrea, omettendo la vicinanza al centro
abitato di Furnari.
Nellottobre del 2008 il funzionario acquista unAudi A6 in
Lombardia, in una concessionaria che faceva riferimento
allamministratore delegato della societ alla quale era stata rilasciata
lautorizzazione. Abbiamo cos trasferito il funzionario e presentato
una denuncia sospettando un giro di tangenti per oliare alcune
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pratiche piuttosto che altre, il tutto in un assessorato noto per le sue


lentezze e le improvvise accelerazioni, commentava la Lo Bello.
http://www.isiciliani.it/una-svolta-sulla-discarica-deiveleni/#.VIhpstKG_wg
CANNOVA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE CANNOVA
ARCHITETTO GIANFRANCO 7485 11 10308 11 ORDINANZA-CANNOVAPROTO-F.LLI-SODANO

CANNOVA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE CANNOVA


ARCHITETTO GIANFRANCO 7485 11 10308 11 ORDINANZA-CANNOVAPR... by Pino Ciampolillo
REGIONE, BANCOMAT DELLA CORRUZIONE: IN UN ANNO CENTO
MILIONI DI TANGENTI

Dalla pubblicit all'energia: ecco perch nell'Isola dilaga il malaffare


di ANTONIO FRASCHILLA

TANGENTI e malaffare per oltre 100 milioni di euro in poco pi di un


anno nell'isola del tesoro. Nel mirino la Regione, che si sta rivelando
sempre di pi il cuore di un sistema che garantisce truffe da capogiro
tra mazzette e scarsi controlli. Seguono a ruota Comuni e altri enti
90

locali: complessivamente, negli ultimi sedici mesi soltanto la Guardia


di finanza ha segnalato frodi per 520 milioni e danni erariali per 826
milioni. Rifiuti, energia, formazione, sanit, finanziamenti Ue sono i
settori pi aggrediti perch bancomat perfetti per affari milionari.
"Una nuova tangentopoli, il regno della manciugghia", ha detto il
governatore Rosario Crocetta. Un malaffare che continua per a
espandersi, in particolare proprio nei corridoi dell'amministrazione
regionale, con funzionari coinvolti in indagini e vicende poco chiare
tutti rimasti spesso al loro posto nonostante annunci mediatici di
rotazioni e trasferimenti, e con politici, pi che chiacchierati, che
siedono in maggioranza.

Una cosa comunque certa: i numeri forniti dal comando regionale della Guardia di
finanza guidato dal generale Ignazio Gibilaro sono impressionanti e lanciano l'allarme
sulla corruzione in Sicilia, che vede la Regione cuore pulsante di questo mondo nero.
Basta leggere le cronache delle indagini principali in corso delle Procure dell'isola sui
fondi del Ciapi utilizzati per pagare i politici, le tangenti versate da imprenditori a
deputati regionali per oliare le pratiche in materia di energia, le mazzette garantite dai re
dei rifiuti per avere le autorizzazioni ambientali, gli enti di formazione in mano agli
onorevoli e, nel mezzo, funzionari e dipendenti pubblici corrotti, nella peggiore della
ipotesi, distratti nella migliore. Mentre la politica sembra confusa e annuncia riforme su
riforme senza andare al dunque: lo scenario migliore per chi vuole continuare a fare
affari illeciti all'ombra di Palazzo d'Orleans e dei Comuni dell'Isola. Cio dei siciliani.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/27/news/regione_banc
omat_della_corruzione_in_un_anno_cento_milioni_di_tangenti92497279/
Affari, tangenti e lobby il sistema rifiuti nell'Isola costa un miliardo
l'anno
ANTONIO FRASCHILLA

91

ECCO il risultato di anni di mala gestio in un comparto chiave per la


salute dei cittadini e il rispetto dell'ambiente: un sistema di
smaltimento poco compatibile e un costo che pari a 200 euro a
siciliano, neonati compresi, contro i 190 del Lazio e i 111 euro della
Lombardia. Il tutto mentre non ci sono abbastanza impianti per la
differenziata, che non a caso vede l'Isola ultima nel Paese con meno
del 10 per cento, con conseguente rischio di condanne dell'Unione
europea.
Al di l delle indagini giudiziarie, che stanno alzando il velo su
tangenti,
legami
pericolosi
con
la
politica
e
pressioni
sull'amministrazione, e hanno portato agli arresti di due
amministratori di discariche, dell'Oikos e della Tirreno ambiente, il
sistema dei rifiuti in Sicilia dopo quasi quindici anni di cattiva gestione
adesso quasi al collasso e non pi economicamente sostenibile. Al
momento i rifiuti siciliani per il 90 per cento finiscono in quattro
discariche: oltre a quelle citate, vanno nei siti della Sicula Trasporti e
della Catanzaro. La Sicilia attraversata da compattatori stracolmi di
rifiuti. A esempio, da Termini Imerese i mezzi partono alla volta di
Mazzar Sant'Andrea (dove per conferire la tariffa di 90 euro a
tonnellata) oppure a Motta San'Anastasia (102 euro a tonnellata),
compiendo pi di 300 chilometri tra andata e ritorno. A Bagheria da
qualche giorno gli autocompattatori carichi di rifiuti vanno a scaricare
a Siculiana nel sito gestito dalla ditta Catanzaro Costruzioni. Il
servizio reso a Siculiana ha un costo di 78 euro per tonnellata di
rifiuto contro il costo sostenuto per andare a scaricare a Catania di
140 euro per tonnellata, ha detto il sindaco grillino Patrizio Cinque.
In media comun- que il costo per conferire i rifiuti nelle quattro
discariche siciliane private costa 100 euro a tonnellata.
Considerando i rifiuti prodotti ogni hanno dai siciliani, pari a 2,5
milioni di tonnellate, e che di questi ben il 90 per cento finisce sotto
terra, il costo complessivo di 250 milioni di euro all'anno. A questa
cifra occorre aggiungere la spesa per i 13 mila addetti al servizio, in
gran parte assunti negli anni d'oro degli Ato che, chiaramente, hanno
92

accumulato un miliardo di euro di debiti. Nell'Isola c' un operatore


ogni 398 abitanti, contro l'uno ogni mille di Treviso e una media
nazionale di un addetto per 680 abitanti.
Dal 2003 scattata una corsa folle ad assumere personale, spesso a
ridosso di tornate elettorali, e i nodi sono venuti al pettine negli ultimi
anni. Oggi questi stipendi costano circa 520 milioni di euro all'anno.
Ma le spese del sistema rifiuti siciliano non finisco qui. A queste cifre
occorre aggiungere anche il 30 per cento di spese che va per oneri di
gestione, manutenzione e acquisti di attrezzature: altri 200 milioni di
euro all'anno. Il totale fa 970 milioni di euro all'anno, circa un
miliardo. A fronte di questa mole di costi, i tributi riscossi dagli enti
locali per lo smaltimento dei rifiuti Tarsu o Tia, ammontano a 650
milioni di euro. Quindi ogni anno il sistema accumula debiti per oltre
300 milioni di euro: oggi tra Ato e Comuni, il debito nei confronti delle
imprese pubbliche e private che lavorano nel comparto salito cos a
1,5 miliardi di euro, nonostante i 600 milioni di euro di fondi regionali
bruciati negli ultimi anni attraverso il cosiddetto fondo di rotazione
istituito proprio per aiutare i Comuni.
Insomma, costi elevati e una macchina mangiasoldi perfetta. Ecco il
sistema della spazzatura in Sicilia, mentre la magistratura indaga sulle
tangenti e il ruolo della politica. Nel frattempo il piano rifiuti rimane in
gran parte incompiuto: i Comuni non hanno i soldi per avviare la
differenziata e dopo la fine dell'emergenza, con annesso
commissariamento affidato alla Regione, dovrebbero essere le nuove
Srr ad investire negli impianti. S, ma con quali fondi? Fino a quando i
rifiuti andranno a finire solo nelle discariche? Il governo Crocetta ha
dichiarato guerra ai privati coinvolti nelle indagini e minaccia di
requisire le discariche. Ma quali sono i programmi del governo per
cambiare questo sistema?
Dopo gli ultimi arresti il governo Crocetta ha dichiarato guerra ai
privati Ogni dodici mesi si accumulano debiti per trecento milioni di
euro
GLI OPERATORI
In Sicilia c' un operatore ogni 398 abitanti Da sinistra, una discarica
e Palazzo d'Orleans
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/07/26/affari-tangenti-elobby-il-sistema-rifiuti-nellisola-costa-un-miliardo-lannoPalermo05.html?ref=search

APPALTI E INCHIESTE, IL RITARDO DELLA POLITICA


Salvo Toscano

93

Con le indagini su discariche e fotovoltaico, gli inquirenti arrivano prima della


politica, malgrado i tanti campanelli d'allarme suonati in questi anni. Serve un
intervento deciso sulla burocrazia. Ma anche le imprese hanno qualcosa su cui
riflettere, a partire dalla "convenienza" della legalit

PALERMO L'ultimo annuncio in ordine di tempo risale a oggi,


quando il presidente Rosario Crocetta ha detto che sar creata una
banca dati on line, il cui accesso sar riservato alle forze dell'ordine e
alla magistratura, con tutte le informazioni relative agli appalti
pubblici della Regione". Ma la settimana horribilis per la Regione, con
due inchieste che hanno fatto tremare il Palazzo, quella
sulle discariche e quella sul fotovoltaico, promette strascichi. Le
indagini hanno svelato presunti incroci pericolosi tra burocrazia e
affari, storie di tangenti e promiscuit tutte, sia chiaro, ancora da
dimostrare in sede giudiziaria che gettano pi di un'ombra sulla
burocrazia regionale. Storie che affondano le proprie radici in quella
matassa ingarbugliata di norme e codicilli, in quel labirinto nel quale
non perdersi, per cittadini e imprese, pratica non semplice, in quel
pantano in cui le poche certezze fanno il gioco di disonesti e avidi a
scapito del diritto.
Colpisce, nelle cronache di questi giorni, la corsa dei politici per piazzarsi primi nel
gioco del l'avevo detto io. Tanti si sono iscritti, eppure resta il fatto che fino
all'intervento della magistratura, lo status quo, per esempio sulla vicenda delle
discariche, era rimasto quasi intatto. La Procura arrivata a conclusioni che la politica
non ha saputo trarre: ha fatto prima delle istituzioni politiche, ha sintetizzato in
un'intervista a Livesicilia il deputato del Pd Anthony Barbagallo.
Eppure, i campanelli d'allarme erano suonati abbondanti, dentro e fuori dal
Palazzo. Sul fronte delle energie alternative, ad esempio, una relazione
dell'assessorato all'Energia aveva sollevato gi forti perplessit sulle procedure per
l'autorizzazione per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili,
dipingendo un quadro a dir poco caotico degli uffici. Quanto alla vicenda rifiuti,
basta sfogliare le collezioni dei giornali. Solo pochi mesi fa, a marzo, era stata la Fit
Cisl a chiedere maggiore trasparenza nel settore, invitando la commissione
Antimafia a rendere pubblico subito l'esito dei controlli antimafia sulle imprese
che gestiscono le discariche in Sicilia, a partire da quelle pubbliche guidate da
politici che pertanto devono dare per primi l'esempio. Prima ancora c'erano state
le esternazioni con tanto di polemiche interne alla giunta degli assessori Nicol
Marino e Mariella Lo Bello. Gi a dicembre del 2010, sul Sole 24 Ore la
Confindustria siciliana denunciava come nell'Isola si rilasciassero autorizzazioni in
materia di protezione ambientale senza accertarsi che le aziende richiedenti
avessero le carte in regola per averle. Passava un anno, e nel settembre del 2011 lo
stesso vicepresidente degli industriali Giuseppe Catanzaro, imprenditore del
settore, tornava alla carica, parlando al Giornale di Sicilia di resistenze di pezzi
94

malati di burocrazia e della politica che impediscono il cambiamento,


denunciando ritardi nell'informatizzare le procedure e a lasciare traccia di ci che
si fatto. Nella stessa intervista Catanzaro lamentava: Si spendono i fondi europei
per comperare un sistema informatico di gestione delle pratiche, il Sivvi, di cui ad
oggi non c alcuna applicazione, aggiungeva l'imprenditore.
Il Sivvi un sistema informativo di valutazione di impatto
ambientalerealizzato da Sicilia e-Servizi e Sicilia e-innovazione con i
fondi europei, presentato in pompa magna nel giugno 2009 con una
conferenza stampa a cui presero parte tra gli altri l'allora assessore
Pippo Sorbello e la dirigente Rossana Interlandi. Doveva assicurare
trasparenza nelle procedure. Lo si cominciato usare solo nel 2011,
ma in assessorato non pare sia troppo apprezzato, malgrado spiega
il dirigente generale del dipartimento Ambiente Gaetano Gullo
all'epoca vi furono spesi 900 mila euro. La digitalizzazione, spiega lo
stesso Gullo, comunque c', sia attraverso Sivvi, sia per mezzo di un
software
realizzato
da
risorse
interne
che
permette
consultando quest'indirizzo di seguire l'iter delle pratiche su pagine
excel.
Software o non software, il quadro emerso dalle ultime
inchieste richiede alla politica una tempestivit e una decisione
nell'intervenire che fin qui non si vista a sufficienza. E questo al di l
dei proclami e dei data base da mettere a servizio degli investigatori.
Servono piuttosto misure che davvero semplifichino gli iter burocratici
garantendo trasparenza e criteri oggettivi e certi, interventi volti a
evitare che si creino regni troppo lunghi negli uffici pubblici per
mezzo di rotazioni mirate (che non degenerino nel caos), ogni sforzo
possibile volto a evitare occasioni di contatti diretti tra uffici e ditte, e
in ultimo sanzioni severe per i dipendenti infedeli, premiando invece i
meritevoli e preservando questi ultimi da generalizzazioni. Insomma,
occorre che la politica ristabilisca il suo primato sulla burocrazia, che
da tempo ormai s' ridotto invece alla sola attivit di spartizione delle
poltrone
pi
pesanti
secondo
criteri
di
appartenenza.
Ma d'altra parte, anche per le imprese (e non solo per la
politica) le inchieste di questa settimana offrono senz'altro
spunti di riflessione. Un passaggio interessante dell'ordinanza la
conversazione tra due imprenditori coinvolti nell'indagine, Calogero e
Giovanni Sodano. Parlando di presunte richieste di denaro da
Gianfranco Cannova, il funzionario al centro dell'inchiesta, i due
commentavano: Ora il dottore (Cannova, ndr) ci racconta le solite
minchiate... che vuole soldi... non dobbiamo dare pi niente noi... non
95

ci credo che Catanzaro molla una lira per... per... per avere queste
discariche... neanche una lira.... S.... E il primo che si permette a
dirgli dammi mille lire quello lo denuncia... noi troppo esagerati siamo
stati.... Un passaggio che fa riferimento al gi citato vicepresidente
degli industriali siciliani e che sembra dar forza alla scuola di pensiero,
forse ancora minoritaria, della "legalit conveniente", per la quale proprio come accade nei confronti degli estorsori di Cosa nostra - la
denuncia alle autorit la migliore e pi efficace difesa per tenere alla
larga eventuali corrotti e concussori.
http://livesicilia.it/2014/07/25/appalti-e-inchieste-il-ritardo-della-politica_520950/

Appalti e inchieste, il ritardo della politica - Live Sicilia

Rifiuti ed energia, tangentopoli di Sicilia


di Rosario Battiato

Gli ultimi due capitoli: l'operazione Terra Mia e le presunti


tangenti per la costruzione del parco fotovoltaico di Monreale.
Nei due settori gli interessi di criminalit organizzata, malaffare
e corruzione. Un sistema denunciato da anni e mai colpito

PALERMO In Sicilia, i rifiuti e l'energia sono due panieri ricchi di


risorse e braccati da interessi milionari non sempre trasparenti.
Nessuno stupore, pertanto, se proprio in questi settori si sono annidati
gli scandali della nuova tangentopoli siciliana. La storia dell'Isola
ricca di esempi, ma i fatti pi recenti hanno riguardato l'inchiesta
Terra Mia e l'affare del parco fotovoltaico di Monreale.
Come tanti altri avevano fatto prima di lui, anche l'assessore
regionale all'Energia, Salvatore Calleri, ha tuonato contro la
corruzione nella Pubblica amministrazione e ha ribadito l'impegno dei
suoi uffici nel solco tracciato dal suo predecessore, Nicol Marino, che
in maniera incisiva aveva agito per rimodulare il potere delle
discariche private nella direzione della legalit e della trasparenza e
per normare un settore strategico per l'energia verde come l'eolico.

96

Prima di lui anche Giosu Marino e Pier Carmelo Russo, entrambi


assessori all'Energia durante il governo Lombardo, avevano espresso
diverse e, in alcuni casi, ben documentate perplessit. Lo stesso
governatore aveva sottolineato nel febbraio del 2010 in audizione alla
Commissione parlamentare sui rifiuti, e poi in aprile all'Ars, che c'era
un forte appetito della mafia intorno alla gestione dei rifiuti. E le
operazioni che si sono susseguite in questi anni hanno confermato un
lato oscuro sin troppo conosciuto: dall'affare dei termovalorizzatori
alle discariche abusive nelle miniere abbandonate di Sicilia,
dall'operazione "Trash" di Bronte del 2008 fino alla Nuova Ionia del
2013.
Solo qualche esempio pescato nel mare del malaffare che ruota
attorno ai rifiuti e che nei giorni scorsi ha portato alla luce l'ennesimo
scandalo che arriverebbe fino alla Regione con l'operazione Terra Mia,
un certosino lavoro di intercettazioni che fa risalire alcune delle
registrazioni pi importanti al 2012.
Salvatore Calleri, che viene proprio da una roccaforte di legalit come
la Fondazione Caponnetto, non ha voluto essere da meno dei suoi
predecessori e nei giorni scorsi ha rilanciato. Per quanto riguarda la
discariche il mio assessorato - ha spiegato - ho disposto la chiusura
della Oikos Spa di Motta Sant'Anastasia. Entro pochi mesi abbiamo le
gare d'appalto per le discariche pubbliche. Abbiamo, inoltre, revocato
l'autorizzazione alla ditta So Ambiente srl di Agrigento, dove avevamo
avuto un'informazione prefettizia negativa. Per quanto riguarda
Tirreno Ambiente, che si trova vicino Barcellona, siamo intervenuti.
Altri interventi hanno riguardato la discarica di Sant'Agata di Militello
per situazioni di cui sono venuto a conoscenza che potrebbero avere
rilievi penali e dei quali sarebbe stato interessato il procuratore
Leonardo Agueci.
Azioni lodevoli, ma c' evidentemente un problema di funzionamento
della macchina burocratica. Lo ha ammesso implicitamente lo stesso
Rosario Crocetta rispondendo risposto ai cronisti che chiedevano le
motivazioni del rientro al posto originario in circa un mese e mezzo
del funzionario dell'assessorato al Territorio, Gianfranco Cannova, da
venerd ai domiciliari in quanto coinvolto nell'inchiesta, che era stato
trasferito ad altro ufficio cos come disposto dal governo regionale lo
scorso anno con il provvedimento di rotazione dei dirigenti. Netta la
97

riposta: Avevo dato disposizione che i dirigenti trasferiti non


dovevano tornare nei settori dai quali erano stati provenivano.
Perch chi doveva eseguire questo ordine non l'ha fatto?
Capitolo energia. Anche qui la Sicilia non si mai fatta mancare
nulla: dall'operazione Broken wings che ha messo nel mirino il re
dell'eolico Nicastri ritenuto vicino al superlatitante Matteo Messina
Denaro al primo scandalo fotovoltaico, il processo in corso, che ha
coinvolto i deputati Vitrano e Bonomo. Il fotovoltaico si concesso un
bis nei giorni scorsi dopo che la Guardia di Finanza di Napoli,
nell'ambito di un'indagine sulla maxi evasione fiscale di due
imprenditori toscani, aveva intercettato un giro di mazzette che
riguardava la realizzazione del parco fotovoltaico di Monreale.
Coinvolti l'ex assessore, oggi deputato coi democratici riformisti, Pippo
Gianni, e il dirigente Martino Russo, indagati per corruzione, e
Francesco Marcen, dirigente regionale indagata per abuso d'ufficio.
Per i funzionari previsto un provvedimento di sospensione.
http://www.qds.it/16839-rifiuti-ed-energia-tangentopoli-di-sicilia.htm

Cannova Ordinanza Di Custodia Cautelare Cannova Architetto Gianfranco 7485 11 10308 11 Ordinanza-cannova-pr... by Pino Ciampolillo

Cannova Architetto Gianfranco Intercettazioni Ambientali Paduano Valeriaordinanza Custodia Cautelare Cannov... by Pino Ciampolillo

ASSESSORI CONTRO DURO SCONTRO TRA M marino-e-lo-bello-14-marzo-2014


ASSESSORI CONTRO DURO SCONTRO TRA MARINO E LO... di isolapulita

CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI SPROPOSITA

CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE


RIFIUTI... di isolapulita Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori
Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori di isolapulita Comm.Parlamentare
RIfiuti Cuffaro Genchi

98

LUGLIO 2007 Comm.Parlamentare RIfiuti Cuffaro Genchi Luglio... di isolapulita


Cannova conversando telefonicamente con sua moglie Valeria
Paduano le confidava che aveva la disponibilit di unautovettura
Della ditta, una locuzione riferita alla ditta del Proto esternata in
modo cos confidenziale da ingenerare qualche confusione persino
nella stessa moglie dellindagato bench fosse anche lei a conoscenza
della familiarit dei rapporti del marito con limprenditore catanese:
V: E poi a Rimini come ci vai?
G: C' una macchina che mi aspetta.
V: Di chi? G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !
V: Quale Ditta ? G: Sei scema?
V: Che Ditta non lo so.
G: Quella di Mimmo.!.
Cannova di sfruttare la sua compromettente amicizia con il Proto
anche per sistemare, almeno in un prossimo futuro, il figlio Paolo:
G: Infatti probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare
l.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare l...vediamo le cose
come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu gi pensi a Paolo
dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunit..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che ancora all'inizio, ho paura
che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, a due ore di strada..
GRAND HOTEL RIMINI allegata in atti, che attesta che la societ
OIKOS s.p.a. ha sborsato per il soggiorno del Cannova la somma
complessiva di euro 717,00 carta credito Master Card n. 5529 7500
7810 4933 intestata a Domenico Proto.
P: Senti, ma Mimmo almeno qualcosa te la esce per questa cosa che
hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI? Meno male che c
lui!!perche con questoQuanto ti costano questi, omissis.,
ricevendo dal marito la seguente emblematica riposta di assenso:
G: Se ne fotte lui dei soldi..
Hotel Baja Verde, di cui sopra si detto:

99

P: Io mi spavento.. io ti ho sempre detto stai attento con Mimmo


perch io sono sicura che lui ha troppe attivit, troppe cose, io..eee..
quando una prende soldi facili, prima o poi le paghi
G: Ma che vuoi dire?
P: A me dispiace per lui ma prescindere perch con noi si sempre
comportato bene.
G: Che vuoi dire non ho capito..
P: Che mi spaventa larresto..
G: Spaventati!
P: Che hai i cazzi pure tu, cominciano a fare.. ci sono intercettazioni
che andiamo al Baia Verde, andiamo qua.. andiamo l.. anche ste
cose, io proprio oggi pensavo mi sarebbe piaciuto andare a Taormina,
ora anche ora, a Capo Taormina, per ci dobbiamo un po limitare, tu
sei troppo leggero nelle tue cose.
G: Limitati, ci vado solo
P: Dove?
G: A Capo Taormina.
La preoccupazione della moglie del Cannova di giustificare il loro
tenore di vita va anche posto in relazione al fatto che
dallaccertamento bancario esperito sui conti correnti del Cannova e di
Paduano Valeria tra laltro risulta che nel
conto Unicredit, n. 300508486,
intestato alla Paduano,
il saldo finale a giugno 2012 ammontava ad euro 200.732,10,
mentre negli anni precedenti risultavano i seguenti saldi:
anno 2011 euro 459.335,25;
anno 2010 euro 35.918,18;
anno 2009 euro 8.301,80;
anno 2008 euro 56.960,04;
anno 2007 euro 11.637,98
Lo scellerato patto criminale viene, come da trascrizioni telefoniche
che seguono, consumato, nella specie, con la rivelazione di segreti
dufficio da parte del CANNOVA al PROTO e, di converso, con la
dazione, da parte dellimprenditore, di denaro contante, regalie di
vario tipo al funzionario infedele per le sue indebite prestazioni
finalizzate ad agevolarlo negli atti amministrativi che riguardano la
sua societ. Si specifica che gli atti oggetto del mercimonio sono di
competenza dellufficio regionale del CANNOVA, il quale sperava nella
futura assunzione del figlio adottivo Paolo nelle societ del PROTO al
compimento della maggiore et, come poi lo stesso CANNOVA riveler
a sua moglie Paduano Valeria.
100

In particolare, CANNOVA, una volta venuto a conoscenza


dellintenzione di revocare lA.I.A. alla societ del PROTO,
immediatamente rivelava la notizia al diretto interessato affinch
questi potesse correre ai ripari, muovendo eventualmente proprie
conoscenze e amicizie, tra cui quella con lallora Governatore della
Regione, Raffaele Lombardo (in quel periodo Commissario
Straordinario allemergenza rifiuti per la Sicilia), il quale lo ricever
privatamente, come poi racconter il PROTO stesso in un
intercettazione pi avanti riportata.
Ovviamente PROTO, come stato documentalmente accertato
(vedi infra) ha pagato gran parte delle spese di viaggio sostenute a
Rimini da CANNOVA, a mezzo di carta di credito a lui stesso intestata
(Mastercard nr.5529 75007810 4933 con scadenza del 05.2013).
Nella specie, Domenico PROTO si fatto carico delle spese sostenute
da CANNOVA durante la permanenza a Rimini (dal 09/11/2011
all11/11/2011), ed particolare:
lautonoleggio di unautovettura marca Passat 2000 TDI SW, targata
EH 746 YG, costata nel periodo di riferimento al Proto 229,45, di cui
149,46 a mezzo voucher pagato dal PROTO e 79,99 dal CANNOVA
con carta di credito, autovettura direttamente data in consegna al
CANNOVA, il quale nella bolla di consegna figura quale dipendente
della Oikos Spa
i costi alberghieri sostenuti, pagati da PROTO con la carta di credito
sopra riportata, spendendo stavolta complessivamente per il solo
CANNOVA 717, dichiarazione a firma del direttore dellAlbergo
Grand Hotel di Rimini);
le spese del biglietto aereo del CANNOVA da Palermo a Bologna A/R
compagnia Alitalia, del costo complessivo di 486,46, pagato con
carta di credito di PROTO
In una conversazione Cannova ha avvisato PROTO della prossima
emissione del decreto di annullamento dellAIA per la sua societ;
CANNOVA, poi, violando qualsiasi dovere di segretezza dufficio, si
preoccupava di inviare allimprenditore catanese il documento a
mezzo fax, cosa che poi di fatto non avveniva poich, in
conversazione telefonica successiva, CANNOVA diceva a PROTO che il
documento lo avrebbe portato con s e glielo avrebbe fatto leggere in
occasione del viaggio a Rimini.
101

P: PROTO Domenico
S: SUDANO Domenico
S: Pronto?
P: Senatore!
S: Pronto? Ehi, Mimmuzzo!
P: Come stai, senatore, come stai?
S: Come stai tu? Mi fanno battagliare... mi fanno battagliare, Mimmo,
per va' bene v..!
P: Come, come, come ti fanno...
S: Come stai tu?
P: Chi costui, che lo uccido! chi costui, che lo uccido!
S: Eh eh eh.. no, abbiamo predisposto gi la risposta e marted la
firma Berlusconi, quindi, da marted in poi, nel giro di dieci giorni, otto
giorni, dovremmo chiudere sta partita, dai, se Dio vuole...
P: Ah ah ah ah....! Avanti, dai! Ci facciamo il SANTO NATALE, eh eh
eh..
S: Avanti, va' bene, ve bene. Tutto bene tu?
P: Tutto bene, si si, tutto bene, volevo sentire la tua voce e la volevo
sentire bella, carica, come la sto sentendo ora!
S: Si si si,.. (incompr.).. io sono lottatore, Mimmo, dai!
P: Nel giusto! Noi, nel giusto sempre!
S: Nel giusto! Sempre nel giusto...
P: Nel giusto!
S: Sempre nel giusto Sempre nel giusto. Va' bene Mimmuzzo
(incompr.)
P: Un bacio grosso,un bacio grosso, allora, ok?
S: Grazie, ci vediamo, ciao gioia, ciao, un bacio ciao.
C:CANNOVA GIANFRANCO (CHIAMANTE)
P:PROTO DOMENICO (CHIAMATO)
P: Gianfranco?
C: Ehil! Mimmuzzo!
P: Allora, ti hanno mandato il messaggino?
C: No!
P: Non ti apparso...
C: No!
P: Ti ho messo partenza da Catania, vedi... perch se no dovevi...
C: incomprensibile
P: Ho messo partenza da Catania se no dovevi partire all'una, mi
sembra, alle dodici e trenta...
C: Si... eh... asp un minuto Mimmo per... io posso partire
mercoled!
102

P: Ah!
C: Perch tu mi avevi detto che partivamo mercoled e invece ora
Veronica mi ha detto che partite merco... marted!
P: Noi si mercoled...
C: incomprensibile
P: ... noi, vabb e ti par... parti un altro giorno allora, scusa.
C: E questo infatti volevo post...
P: Fai una cosa, parla con Veronica, eh.... dagli... dagli l'input
qual' la disponibilit e ti faccio cambiare tutte cose.
C: Oh! Un'altra cosa e... a questo punto rientriamo gioved tutti
assieme oppure noi ci tratteniamo fino a venerd? Tu come sei messo?
P: No, io venerd mattina c'ho, alla Sicilia a Catania, appuntamento
con.... giornale, dobbiamo fare delle dichiarazioni.
C: Ho capito!
P: Se no incomprensibile ...
C: Mimmo?
P: Si, ti sento!
C: Senti, vedi che arrivato l'altro documento che
praticamente parla di nuovo di e.... annullamento del decreto
AIA nei confronti di OIKOS... ora faccio i fax e glieli faccio
arrivare a Veronica, quindi questa cosa continua, quella del
direttore, pensavo fosse finita e invece continua. Hai capito?...
Pronto?... Pronto?...
(VOL. II aff. 131 ss)
C: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
P: PROTO Domenico (CHIAMATO)
P: Gianfranco?
C: Ehi, Mimmo, ti stavo dicendo, ti devo trasmett...
P: In ufficio, dico? Sei in ufficio?
C: No, per ora no, sono... ora devo rientr... ora rientro, comunque,
perch devo andare a fare questi fax.eve arrivare..
P: Mmh... Da parte di chi arriva questo documento?
C: Da parte del direttore, che, praticamente, gli ha scritto
l'ufficio di gabinetto dell'assessore, perch ha avuto la
richiesta da parte della Prefettura. Ufficio di presidenza,
segreteria tecnica, da parte del presidente..ehm... della.. della
regione.
P: Ma il direttore che scrive?
C: Si!
P: Cio, ZUCCARELLO Scrive?
C: No! ZUCCARELLO non direttore, non cominciamo!
P: Allora chi , scusa?
103

C: Scrive ARNONE! Perch vuole risposta la MONTEROSSO,


Patrizia MONTEROSSO6, ch' il capo di gabinetto di
LOMBARDO.
P: Ho capito! Va' beh, questo... questo...
C: Te lo faccio arrivare tramite fax.. ehm... stasera vattelo a prendere
in ufficio.
P: Va' bene.
C: Va' bene?
P: Va' bene Gianfranco.
Quindi, di seguito la telefonata e lsms che il segretario particolare di
Domenico PROTO, Giuseppe Arcidiacono, fa a CANNOVA per
confermargli gli orari di partenza per Rimini. In questa conversazione
telefonica il Cannova chiedeva che gli venisse messa a disposizione
unautovettura.
A: Giuseppe ARCIDIACONO (CHIAMANTE)
C: Gianfranco CANNOVA (CHIAMATO)
C: Giuseppe!
A: Si, architetto, buongiorno!
C: Buongiorno.
A: Ha ricevuto il messaggio? Io ho chiuso perche le stavo scrivendo il
messaggio, in pratica.
C: No, Gius, non arrivato ancora.
A: Comunque, gliel'ho inviato ora. In pratica confermata
quella partenza che mi diceva lei, nove-undici, va' bene?
C: Eh! Nove-undici... L'orario?
A: Parte il nove e rientra l'undici, l'orario quello che diceva lei.
Va' bene?
C: Ah, va' bene. Va' bene, ok.
A: Ok? c' messo numero di prenotazione e tutto....
C: La macchina, Giuseppe? Per la macchina?
A: Per la macchina poi... poi si senta col presidente
C: Eh e quando, lui...
A: O la vuole prenotata? Non lo so, per me come dice lei.
C: Lui che ha detto?
A: Non lo so, io a lui non... Ora, ora ... ora ne parlo col presidente e
glielo faccio sapere, va' bene?
C: Eh, me lo faccia sapere, perch se no sono a piedi, poi...
A: Va' bene, ok, va' bene...
C: E' l il presidente?
A: No, il presidente non c'. Dovrebbe venire, non lo so...
C: E deve venire, perche probabilmente deve prendere a cosa...a
Veronica
A: Va' bene?
104

C: Ok, aspetto a lei, allora, Giuseppe


A: Ok, grazie. Arrivederci.
C: Arrivederci
A seguire una conversazione tra CANNOVA e sua moglie Paduano
Valeria, in cui il primo confida nella possibilit che un giorno il figlio
Paolo possa lavorare per il Proto:
(VOL. II aff. 141 ss)
Progressivo n: 6064 Data : 09/11/2011 Ora : 16:05:38 Durata :
0:02:52
G: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
V: PADUANO Valeria (CHIAMATA)
V: Pronto.
G: Vale..
V: Ma sei partito, dove sei?
G: In piscina... non devo collocare tutti e due prima..
V: Ma parti alle cinque?Sei in ritardo.
G: No alle cinque in aereoporto.
V: E a che ora parti?
G: Alle sette meno dieci.
V: Come?
G: Sette meno dieci.
V: Sette meno dieci?
G: Si.
V: Cio arrivi l alle dieci... il tempo che arrivi..Arrivi a Bologna?..
Palermo, Bologna?
G: Si si.
V: E poi a Rimini come ci vai?
G: C' una macchina che mi aspetta.
V: Di chi?
G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !!!!!!!!!!
V: Quale Ditta ?
G: Sei scema?
V: Che Ditta non lo so.
G: Quella di Mimmo.! [Domenico PROTO]
V: Che ti aspetta, perch lui si portato la ditta appresso, cio la
macchina appresso..
G: Si c'ha delle macchine affittate l..
V: E dopodich andate l, e poi c' la cena e tu stasera.. allora tu mi
vuoi fare credere che tu non andrai in questi locali? Insieme a
mimmo?
105

G: Nooo, stasera (inc.)


V: Vabb quelli chiudono alle sei di mattina..
G: Facciamo pure la cena, infatti facciamo pure la cena..
V: E tu mi vuoi fare credere che sei l e tu e Mimmo da solo tu non
andrai mai in questi locali?
G: Si da solo, siamo docidi persone.. da solo.c' suo figlio, sua figlia..
V: Suo figlio, sua figlia? E come mai?
G: Perch se li porta, per queste cose di lavoro, se li porta.
V: Se li porta.
G: Per queste cose fuori.. che gli dice che gli servono per imparare il
mestiere.
V: Ho capito. Vabb ci devo credere. no io non ci credo. Io glielo
chieder..
G: Chiama a Mimmo e glielo chiedi.
V: Gianfranco prima di partire, ora ci sentiamo. Io devo andare ora
dal notaio. Va bene.
G: Infatti probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare
l.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare l...vediamo le cose
come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu gi pensi a Paolo
dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunit..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che ancora all'inizio, ho paura
che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, a due ore di strada..
V: E lo so.. per...
G: Va l a dormire, e poi..
V: Io ho, ho obiettivi molto migliori per lui se se ne andasse in
Svizzera sarebbe la cosa..
G: Andare in Svizzera..
V: Si.
G: A fare il cameriere..
V: Vabb, fammi posteggiare..sto andando dal notaio..ora tra un p ci
sentiamo..
G: Ciao.
La
conversazione
telefonica
che
segue
iniziava
con
unesclamazione dialettale di CANNOVA: Agghiurno?!, cui
seguiva la conferma dellinterlocutore, quindi CANNOVA
raccomandava PROTO per un prossimo incontro con il Direttore
Generale dellAssessorato, Giovanni Arnone, in quanto dal
tenore della telefonata sembrerebbe che lArnone non aveva
106

gradito la visita fatta presso gli uffici dellAssessorato da


PROTO [dobbiamo muoverci diversamente con ..con il
direttore]. CANNOVA consigliava di farsi preannunciare la sua
visita presso gli uffici dellARTA da una telefonata
preventiva, poi i due alludevano ad alcuni viaggi gi fatti e da
farsi a Roma dal PROTO, e quindi al probabile intervento di un
non meglio identificato politico.
C: Cannova Gianfranco= Chiamato
P: Proto Domenico = Chiamante
C: Mimmo "agghiurn" finalmente?
P: "agghiurn agghiurn"!
C: "agghiurn" meno male!
Dalle ore 07:55:46 alle ore alle ore 08:01:12 omississ
C: Ah senti a proposito. La prossima volta, e.....
P: ..si..!
C: ..dobbiamo muoverci diversamente con ..con il direttore.
Perch ieri che eravamo assieme, mi fece una battuta. Mi fa, si
mette accanto a me e mi fa dice: "Ma quello di ieri che mi ha
salutato chi era? Io non lo conosco!" .
P: Cosa...cosa cosa?..Non ho capito!
C: Ieri....
P: ..si!...
C: ...ero assieme ad Emanuele,....
P: ..si!...
C: ...si mette accanto a me e mi fa: "Cannova ma quello di ieri
che mi ha salutato chi era? Che io non lo conosco a quello! Eh
no Il presidente dell'Oikos, si ricorda che aveva il problema...
si, si lo so ma io a questo non lo conosco e mi ha baciato pure!
quindi la prossima volta, siccome tutte questi..questi
personaggi sono tutti spaventati, una telefonata preventiva.
P: Ah! Certo, ho capito, ho capito|!
C: Hai capito?
P: (incompr.)
C: per evitare che continua a fare il cretino.
P: Ah! Ha detto che non mi conosce.
C: Si!..."ma chi ? Io a questo non lo conosco! Mi ha salutato
pure." .. lo so (incompr.)! ma io non lo conosco, dissi, gli stavo
dicendo, ma come? Ci sei andato a mangiare insieme e non lo
conosci?
P: Tu digli......digli ..ricordargli di ..Roma!
C: No, Mimmo!...una telefonata preventiva...
P: se le scorda le cose?
107

C: Si, se li scorda le cose. Una telefonata preventiva cosi la


prossima volta....
P: ....la
settimana
prossima
mi
faccio
prendere
l'appuntamento.
C: No! Ma infatti, il fatto di scendere una volta a settimana,
vedi che non sbagliato.
P: Eh, no, lo s, lo s. Poi mi faccio ...(incompr.)...da me.
C: Poi ho parlato nuovamente per la questione che aveva
sollevato lui ed in pratica...
P: ...si...
C: ...........il risultato dovrebbe essere che lui si piglia la tariffa
e l'a.i.a. rimane qu.
P: Ah!
C: Capito?
P: Ho capito, dai!
C: E' questa cosa dovrebbe essere un provvedimento che poi
va in giunta di governo..
P: ...ho capito.
C: Va be Mimmuzzu!
P: ottimo, ottimo, ottimo...
CANNOVA ben sapeva che la carica ricoperta dal suo Dirigente
Generale, Giovanni Arnone, fosse espressione della volont politica
dellallora Governatore della Regione Lombardo a cui PROTO, come si
vedr nel seguito, faceva riferimento per tentare di risolvere le sue
traversie amministrative: ci spiega perch entrambi si auguravano
che il provvedimento di loro interesse andasse poi in giunta di
governo.
Sibillina, e di dubbia interpretazione rimane la frase che il CANNOVA
pronunciava [il risultato dovrebbe essere che lui si piglia la
tariffa e l'a.i.a. rimane qua]: cosa intenda dire CANNOVA quando
asserisce Lui si piglia la tariffa non dato saperlo; non emerso,
infatti, dalle indagini nulla a carico del Direttore Generale
dellAssessorato al Territorio. Laffermazione, comunque, risulta
sintomatica del modo di pensare e di intendere lesercizio della propria
funzione da parte di CANNOVA.
Di seguito, altra conversazione telefonica tra CANNOVA e PROTO che
ribadisce il loro continuo rapporto basato esclusivamente sugli
interessi economici dellimprenditore catanese, che CANNOVA, in
spregio a qualsiasi senso di correttezza e probit che dovrebbe essere
proprio di un pubblico funzionario, cerca sempre di favorire.
108

In particolare, CANNOVA si preoccupava di dare le opportune


istruzioni a PROTO per la trattazione delle pratiche amministrative
gestite presso lAssessorato ove lavorava e nelle quali era
personalmente coinvolto. Infatti, PROTO faceva riferimento al fatto
che era CANNOVA a convocare le persone, alludendo con chiarezza
alla convocazione della Conferenza dei servizi che rientrava tra le
mansioni di CANNOVA quale funzionario istruttore:
P: PROTO Domenico
C: CANNOVA Gianfranco
P: Gianfranco!
C: Ehil, Mimmuzzo!!
P: Senti, rimandiamo, oggi, beddu!
C: Non ho capito, dimmi.
P: Rimandiamo oggi. Rimandiamo oggi il pranzo.
C: Va' bene, ok.
P: Spostiamolo a domani.
C: Va' bene, come vuoi.
P: Io domani ti porto un po' di documenti, e analizziamo a
fondo quella documentazione.
C: L'hai letto il messaggio che ti ho mandato, poi, ieri?
P: Si, si, si, l'ho letto e stamattina l'ho discusso, gli ho detto di
preparare la pratica, cos come dico io e di non mandarla, n di
l e n di l, poi sei tu che chiami....
C: Ma infatti, infatti. Minchia, uh... appena facciamo una cosa
del genere, nell'arco di cinque minuti lo saprebbe tutta
Catania!
P: Certo. Sei tu che chiami RACITI, chiami Tizio, chiami Caio e
li convochi!
C: E infatti! Va' bene....
P: Ok?
C: Ok Mimmuzzo!
Ora, da tale conversazione deve necessariamente essere messo in
evidenza quel facciamo pronunciato da CANNOVA, che manifesta
come il medesimo perseguisse pienamente gli stessi interessi di
PROTO, ed ancora la menzione ad una convocazione e
a Raciti non lasciano dubbi sul fatto che largomento attenga
allattivit amministrativa afferente le prerogative del funzionario
infedele.

109

Si ricorda che CANNOVA (cfr. sit di Zuccarello, vedi VOL. III aff. 6)
colui che rappresenta lAmministrazione Regionale nelle conferenze
dei servizi, per lappunto convocate, e che il Raciti si identifica in
Salvatore Raciti dirigente dellAssessorato Provinciale allAmbiente di
Catania.
Dalla telefonata che segue, non pu non rilevarsi la spregiudicatezza
di CANNOVA nellordinare al segretario di PROTO, Giuseppe
Arcidiacono, di prenotargli lalbergo Baia Verde, categoria 5 stelle, di
Aci Castello, ove poi soggiorner con la moglie: le spese alberghiere
saranno poi ovviamente sostenute da PROTO.
(VOL. II aff. 188 ss)
Progressivo n: 9407 Data : 28/12/2011 Ora : 19:32:09 Durata :
0:01:51
C: CANNOVA GIANFRANCO
A: ARCIDIACONO GIUSEPPE
A: Pronto?
C: Giuseppe, buonasera, Cannova.
A: Buonasera architetto, come va?
C: Bene, grazie Giuseppe tutto a posto l?
A: Si, si tutto a posto.
C: Gius notizie del principale ne ha?
A: Principale... oggi pomeriggio l'ho visto.
C: Non le ha detto niente?
A: No.
C: Non le ha detto niente. Senta Giuseppe, una cortesia mi deve
prenotare... domani, dal tre al sette con partenza l'otto.
A: Si.
C: va bene? Glielo dica...
A: D'accordo.
C: Che ne abbiamo parlato.
A: Ah?
C: Glielo dica che ne avevo parlato con lui.
A: Quindi tre...
C: Dal tre, tra notte al sette notte con partenza l'otto.
A: Ho capito, ma dove?
C: Al Baia Verde.
A: Va bene.
C: Mi da la conferma poi, Giuseppe?
A: Certo, ora le do la conferma, certo.
C: Va bene, grazie e... Giuseppe per una matrimoniale e una doppia.
A: Una matrimoniale?
110

C: ... e una doppia.


A: Va bene, ok.
C: Ci sentiamo dopo Giuseppe, grazie.
A: Niente, buonasera.
C: Arrivederci.
Il pagamento delle spese alberghiere a carico di CANNOVA deve
seguire una contabilit separata e nascosta, in quanto il funzionario
pubblico non pu apparire nei bilanci della societ. Come si vedr dal
contenuto della telefonata di seguito, erroneamente il suddetto
pagamento stava per essere contabilizzate a carico della societ
OIKOS, ma unimpiegata accorta della societ, Grazia Marletta7,
avvedutasi per tempo dellerrore, immediatamente chiamava PROTO
per riparare al problema:
G: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
V: PADUANO Valeria (CHIAMATA)
V: Pronto.
G: Vale..
V: Ma sei partito, dove sei?
G: In piscina... non devo collocare tutti e due prima..
V: Ma parti alle cinque?Sei in ritardo.
G: No alle cinque in aereoporto.
V: E a che ora parti?
G: Alle sette meno dieci.
V: Come?
G: Sette meno dieci.
V: Sette meno dieci?
G: Si.
V: Cio arrivi l alle dieci... il tempo che arrivi..Arrivi a Bologna?..
Palermo, Bologna?
G: Si si.
V: E poi a Rimini come ci vai?
G: C' una macchina che mi aspetta.
V: Di chi?
G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !!!!!!!!!!
V: Quale Ditta ?
G: Sei scema?
V: Che Ditta non lo so.
G: Quella di Mimmo.! [Domenico PROTO]

111

V: Che ti aspetta, perch lui si portato la ditta appresso, cio la


macchina appresso..
G: Si c'ha delle macchine affittate l..
V: E dopodich andate l, e poi c' la cena e tu stasera.. allora tu mi
vuoi fare credere che tu non andrai in questi locali? Insieme a
mimmo?
G: Nooo, stasera (inc.)
V: Vabb quelli chiudono alle sei di mattina..
G: Facciamo pure la cena, infatti facciamo pure la cena..
V: E tu mi vuoi fare credere che sei l e tu e Mimmo da solo tu non
andrai mai in questi locali?
G: Si da solo, siamo docidi persone.. da solo.c' suo figlio, sua figlia..
V: Suo figlio, sua figlia? E come mai?
G: Perch se li porta, per queste cose di lavoro, se li porta.
V: Se li porta.
G: Per queste cose fuori.. che gli dice che gli servono per imparare il
mestiere.
V: Ho capito. Vabb ci devo credere. no io non ci credo. Io glielo
chieder..
G: Chiama a Mimmo e glielo chiedi.
V: Gianfranco prima di partire, ora ci sentiamo. Io devo andare ora
dal notaio. Va bene.
G: Infatti probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a
lavorare l.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare l...vediamo le cose
come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu gi pensi a Paolo
dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunit..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che ancora all'inizio, ho paura
che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, a due ore di strada..
V: E lo so.. per...
G: Va l a dormire, e poi..
V: Io ho, ho obiettivi molto migliori per lui se se ne andasse in
Svizzera sarebbe la cosa..
G: Andare in Svizzera..
V: Si.
G: A fare il cameriere..
V: Vabb, fammi posteggiare..sto andando dal notaio..ora tra un p ci
sentiamo..
G: Ciao.

112

Formidabile riscontro di quanto sopra detto rappresentato dall


attestazione delle spese fatte dal Cannova Gianfranco redatta dal
Direttore della struttura alberghiera Grand Hotel di Rimini:

Evidenti motivi di segretezza delle indagini hanno impedito di


effettuare pi mirati accertamenti, che dovranno comunque disporsi,
quale lindividuazione del televisore e degli accessori, compendio della
corruzione.
La conferma dellintervento del PROTO nellacquisto dellimpianto si
ricava, senza nessuna ombra di dubbio, da un passo del colloquio in
auto avvenuto qualche giorno dopo tra CANNOVA e la moglie Paduano
Valeria, la quale, evidentemente a conoscenza della corruttela del
marito, esclama:
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 20:21:11
P: Senti, ma Mimmo almeno qualcosa te la esce per questa
cosa che hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI? Meno
male che c lui!!perche con questoQuanto ti costano
questi, omissis.
G: Se ne fotte lui dei soldi.
omissis da ore 20:21:35 sino alla fine
La cosa che ha fatto il marito stata lacquisto del televisore, e
PROTO ha dato (qualcosa te la esce per questa cosa che hai
fatto?) 10.000 (Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI?), a pieno
riscontro di quanto, nel corso dellambientale con CANNOVA prima
riportata, lo stesso PROTO diceva Eravamo rimasti a chisti
ciamma a fare avire autri 10000 euro in pi tu gli devi pagare
la tua tv: quindi il televisore lo ha pagato CANNOVA, limpianto
stereo PROTO.
Si segnala la preoccupazione della Paduano per il costo del loro tenore
di vita, infatti i due stavano proprio parlando dei costi da dover
affrontare e la donna ringraziava il fatto di poter sempre contare
sullamico catanese Meno male che c lui.
Lindagine ha permesso, inoltre, di dimostrare come la corruzione del
pubblico ufficiale abbia concretamente giovato al privato,
113

permettendogli di assicurare alla sua societ un ingente introito di


denaro.
In particolare, la Squadra Mobile aveva modo di sentire, la prima e
lultima settimana di aprile 2012, alcune conversazioni tra PROTO o la
sua collaboratrice Puglisi Veronica (responsabile del piano
sorveglianza e controllo della discarica della OIKOS10) e CANNOVA
particolarmente interessanti, relative ad un guasto dellimpianto.
Nella prima settimana si rilevava la necessit di contattare CANNOVA
in quanto lARPA, intervenuta sul posto per un controllo di routine,
aveva constatato il fermo impianto e chiedeva che la societ facesse
una comunicazione formale agli organi di controllo, ovvero la Regione
lufficio del CANNOVA -, lARPA e la Provincia di Catania; nellultima
settimana si verificava nuovamente il guasto e al solito CANNOVA
interveniva per risolvere i problemi burocratici.
Poich le sole intercettazioni non erano in grado di far comprendere
pienamente i fatti e necessitando, di conseguenza, specifiche
cognizioni tecnico-normative sulla materia ambientale, si ottenuta la
disponibilit dei Carabinieri del N.O.E., che, a seguito dellanalisi
puntuale delle intercettazioni e della documentazione acquisita
direttamente dalla OIKOS Spa (riguardante sia le autorizzazioni agli
impianti che il flusso dei rifiuti ricevuti/prodotti e/o smaltiti/recuperati
dalla societ), ha relazionato sullintera vicenda, come di seguito viene
rappresentato.
Lattivit di gestione dei rifiuti da parte della societ OIKOS consiste
nella ricezione, per lo smaltimento definitivo, di ingenti quantitativi
di rifiuti urbani indifferenziati, aventi codice CER12 200301, con
una media giornaliera di 700 tonnellate, prodotti dai Comuni della
Sicilia orientale ed ivi conferiti dagli A.T.O. (Ambito Territoriale
Ottimale)13 e/o da societ incaricate.
Gli stessi rifiuti, prima del loro smaltimento definitivo in discarica,
devono essere sottoposti ad unoperazione di selezione/trattamento,
conformemente al D.lgs. n36/200314.
La societ OIKOS Spa11, con sede in Motta S.Anastasia (CT), gestisce
gli impianti, complementari tra loro:
- di pretrattamento/selezione, denominato (IPPC)
- di discarica per rifiuti non pericolosi
114

entrambi siti in contrada Tirit del Comune di Motta S.Anastasia.


Unulteriore esigua quantit di altre tipologie di rifiuti (rifiuti proventi
dalla pulizia delle strade) viene invece conferita, sempre dagli A.T.O.
e/o societ incaricate, per essere smaltita direttamente nella stessa
discarica, senza alcun obbligo di preventivo trattamento.
Per lo smaltimento di tutti i rifiuti ricevuti, la societ OIKOS applica,
nei confronti dei conferitori (A.T.O. e societ di privati) e a seconda
della destinazione dei rifiuti (verso limpianto di trattamento o
direttamente in discarica), due distinte tariffe: quella relativa al
trattamento preventivo, pari a 72,57 a tonnellata, e quella
relativa allo smaltimento definitivo in discarica, pari a 9,25 a
tonnellata.
Nel corso del primo sopralluogo del 24 maggio 2012 (VOL. III aff.
592 ss) veniva accertata, in una porzione darea della discarica, la
presenza di rifiuti la cui tipologia non era consentito conferire ai sensi
dellart. 7 d.lgs. 36/03, o meglio:
- alcuni rifiuti che necessitavano in forza della loro tipologia, di essere
sottoposti a pretrattamento, che non avevano, invece, sostenuto;
- altri rifiuti (per esempio traversine in cemento armato, materiale in
legno, plastica e ferro, vedi foto da 21 a 25, VOL. III aff. 600-601)
non potevano invece proprio essere smaltiti in quella discarica, perch
per tale tipologia necessario uno specifico pretrattamento con un
impianto particolare, di cui la societ OIKOS non dispone, per il
successivo conferimento in discarica per i rifiuti inerti.
Le deduzioni fondate erano: 1) che non tutti i rifiuti transitassero
dallimpianto di trattamento preliminare; 2) che non si attuassero
idonee misure di sorveglianza e verifica dei flussi di rifiuti in ingresso;
3) che consapevolmente si smaltissero in discarica tipologie di rifiuti
non consentite.
Veniva acquisita quindi la documentazione ambientale ed in
particolare i registri di carico e scarico e le bindelle di pesa.
Nella stessa giornata CANNOVA conversava allinterno della propria
autovettura con la moglie, Paduano Valeria, riferendole che la Polizia
in mattina era stata nel suo ufficio, acquisendo documenti inerenti la
societ del Proto. La Paduano si mostrava molto preoccupata di un
probabile arresto del PROTO e consigliava il marito di limitare i loro
115

soggiorni presso lHotel Baja Verde, temendo che possibili


intercettazioni potevano svelare che tali soggiorni fossero sempre
interamente spesati dal PROTO (come poi effettivamente gi stato
accertato); la Paduano rimproverava, infatti, il CANNOVA di essere sin
troppo leggero, raccomandandogli maggiore cautela:
(VOL. II aff. 25 ss)
numero progressivo n2674, nel brogliaccio di ascolto delle relative
operazioni tecniche, registrata alle ore 16.00 del 29/05/2012, durata
60 minuti.
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 16.55.59
P: Io mi spavento.. io ti ho sempre detto stai attento con
Mimmo (ndr Proto Domenico) perch io sono sicura che lui ha troppe
attivit, troppe cose, io..eee.. quando una prende soldi facili,
prima o poi le paghi
G: Ma che vuoi dire?
P: A me dispiace per lui ma prescindere perch con noi si
sempre comportato bene.
G: Che vuoi dire non ho capito..
P: Che mi spaventa larresto..
G: Spaventati!
P: Che hai i cazzi pure tu, cominciano a fare.. ci sono
intercettazioni che andiamo al Baia Verde, andiamo qua..
andiamo l.. anche ste cose, io proprio oggi pensavo mi
sarebbe piaciuto andare a Taormina, ora anche ora, a Capo
Taormina, per ci dobbiamo un po limitare, tu sei troppo
leggero nelle tue cose.
G: Limitati, ci vado solo!
P: Dove?
G: A Capo Taormina.
omissis da ore 16:56:50 sino alla fine
CANNOVA, nella conversazione immediatamente successiva, spiegava
alla moglie lescamotage utilizzato dal PROTO per i pagamenti delle
spese da loro sostenuti presso i vari Hotel.
Secondo lui, per mascherare siffatti pagamenti presso le strutture
alberghiere, PROTO userebbe la carta di credito di una sua

116

impiegata, Grazia Marletta, ma si sbaglia, come gi accertato prima: i


pagamenti alle strutture ricettive o per i viaggi del CANNOVA sono
sempre stati eseguiti tramite bonifico bancario dalla Oikos S.p.a. o
direttamente con carta di credito del PROTO:
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 23.02.23
P: Ma il mio problema coi costumi sai qual , che ne ho due milioni
per andare quando a mare.
G: Vuoi andare da Giglio?
P: Si. Li uso solo quando vado Baia Verde, quando vado a
Taormina, questanno ce lo facciamo almeno un fine settimana
a Taormina, allAtlantis al coso, chi vuole venire viene. Non me
ne fotte niente. A spese di Mimmo [!!!!!!!!!!!!!!!!]. Con te parlo.
G: Vale anche se le cose diventano sempre pi difficili, perch
dice che ora ti controllano pure..
P: .. Cosa?
G: Le vacanze. Dove le fai.
P: Va b un, ma noi ce li abbiamo le nostre entrate siamo
sempre l, che fa non le abbiamo io ho tutto dichiarato, tu
magari ma tu hai a me, hai la villa che gi dichiarata,
abbiamo la nostra professione..
G: Valeria intanto ti controllano e poi ti giustifichi..
P: Ma infatti io, se vuoi risparmiare qualcosa, ma tu infatti, Mimmo
che se paga non deve dire, figurare perche senn
tinchiummano! [!!!!!!!!!!!!!!!!]
G: Mimmo non paga mai.. con carte Oikos o cose varie..
P: .. e con le sue personali non peggio? [!!!!!!!!!!!!!!!!]
G: Gliela d , gliela d a quella come si chiama..
P: Con quella sua personale non peggio?
G: No ma quale personale.. gliela d a quella, la sua impiegata
quella..
P: Si ma la sua impiegata..
G: Come si chiama Nancy..
P: .. Non lo so chi ..
G: Quella di l.. lhai vista..
P: Si ma, cio gli d la carta di credito dellimpiegata?
G: Gli fa pagare con la sua carta di credito e poi Mimmo gli restituisce
i soldi.

117

P: Si ma non ha senso, un impiegata come se lo permette di


pagare una vacanza do 6000 euro per una settimana? Perch
tanto noi consumiamo.. [!!!!!!!!!!!!!!!! Seimila euro a settimana]
G: Lo pu fare.
P: Un impiegata lo pu fare? Perch quanto guadagna?
G: Lo pu fare nel senso che la Ditta che le offre il premio del
soggiorno.
P: Mi sembra una stronzata. E se questa un giorno se la canta come
quella di Bossi? Lui non deve dare..lui non deve dare..
G: Questa.. ma stai scherzando..
P: Ma chi quella incinta, che era incinta.. ?
G: No quella grossa Nancy, Grace, Grace.. ecco!
P: Ma io questa non lho mai conosciuta?
G: Si lhai conosciuta..
P: Va b ma anche quando, tu, scusami, tu non puoi far
figurare che gli hai fatto lavori.. che tu.. cio per forza deve
essere come..
G: La Finanza comincia a controllare pure le vacanze dove si fanno, un
cinque stelle..
P: E le scuole. E le scuole..
omissis da ore 23:04:54 sino alla fine
A proseguire, nella medesima conversazione, innocentemente la
Paduano affermava che il marito era completamente stipendiato dal
PROTO e aveva paura che il loro alto tenore di vita, a seguito di un
possibile arresto del PROTO, potesse subirne gravi conseguenze.
Singolare che la donna non si pone alcun problema relativamente
alla condotta del marito e alle possibili conseguenze penali.

Anche CANNOVA ammetteva alla moglie di essere assolutamente


dipendente, dal punto di vista economico, dal PROTO; poi, per
tranquillizzarla, sosteneva che qualora fosse venuto a mancare
lapporto economico fornito dal PROTO, avrebbero alienato unit
immobiliari della moglie.
Si intuisce che i due hanno un forte bisogno di denaro poich stanno
progettando lacquisto di una casa il cui valore economico supera il
milione di euro.
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
118

PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P


omissis dall inizio a ore 17.08.54
P: Chi che ti ha chiamato, Gianfranco?
G: Lingegnere Zuccarello..
P: E che ti ha detto?
G: Che c la Procura ancora l..
P: E ti ha detto di andarci?
G: Si. Dice ma le avevo detto di venire dopo avere preso i ragazzi da
scuola..
P: Ma questo ancora non se ne andato?
G: Ma veramente no..
P: Ma che sei ai suoi ordini? Ma questo ancora non se n
andato?
G: E il responsabile sono io.. anzi..
P: Io vorrei capire una cosa, allora noi dove stiamo andando adesso?
G: In Agenzia..
P: Si dov? Dov?
G: Via Autonomia Siciliana..
P: Qui.. a due passi..bene allora io dico questo, a maggiore ragione
che c pure questa cosa di Mimmo, come facciamo fronte ad
una spesa del genere?
G: Qual il nesso fra Mimmo e questa..
P: Che Mimmo ti dava soldi!! E con questo ti aiutava a pagare..
G: E perch non me li d pi?
P: Gianfranco se Mimmo cha un indagine, una cosa, lo
arrestano..
G: Ma che arrestano!!! Ma che dici!!
P: Ma tu sei sicuro che Mimmo pulito?
G: Per Favore.
P: Ma tu sei sicuro che Mimmo pulito?
G: Sar sicuramente uno strascico di quello che successo
certo che pulito perch cho le indagini.. le cose antimafia a
casa, le le in ufficio le informazioni antimafia.
P: Va b quanti ce ne sono che channo le informazioni
antimafia e tutto insieme leggi nel giornale che lhanno
arrestato?
G: Noi abbiamo informazioni atipiche se ci sono procedimenti
in corso noi lo sapp.. siamo i primi a saperlo.
P: Io ti dico sempre Gianfranco, di essere prudente, un campo
brutto, non solo bisogna..
G: E po ti sto dicendo che sto lavorando per essere
indipendente da Mimmo.
119

P: Si ma stai lavorando perch tu sei dipendente da Mimmo,


scusa?
G: Per ora si!
P: Perch?
G: Per se Mimmo si ferma, minchia,
P: Attento
G: Tutti i fondi vengono messi in crisi.
P: Si ma comunque Mimmo o non Mimmo il discorso uno,
stai lavorando o non stai lavorando non sono cose che arrivano
da un momento allaltro.
G: Ma anche anche quando, ammesso e non concesso noi, ti ho
detto, abbiamo i rimedi di come fare.
P: E quali sono?
G: Via Ausonia e Mondello.
P: No. Cio che ci andiamo a vendere quattro case?
G: Possiamo valutare tutto.
P: incomp dopo che io ho faticato per avere quello che ho
non solo mi devo vendere via Cadorna e e via casa. Via
Monti Iblei, mi vendo pure Mondello.
G: Ma prendiamo
P: Ma stiamo scherzando?
G: Ma se siamo in crisi ti tieni tutte cose e rimaniamo in crisi?
P: Cera scritto LI VORSI?
G: Vendiamo Mondello
P: Lhai letto LI VORSI?
G: Si.
P: Ma Mondello ti sembra cos facile vendere ora?
G: Lanno scorso
P: Perch una vuole vendere piglia e vende?
G: Questa tipologia di casa si.
P: Va bene.
G: Lanno scorso hanno avuto una perdita di 4 milioni di euro LI
VORSI.
P: Lo so.
G: Hanno deciso, ci mangiamo i soldi che abbiamo.
Linteresse poi per lacquisto di una casa emerge anche dalla
trascrizione della conversazione ambientale, tra CANNOVA e la moglie,
che segue, ove la Paduano chiedeva al CANNOVA se avesse altri
50.000 euro da dare in nero al costruttore: denaro che la moglie
suggeriva, in caso di verifica fiscale, di far emergere dallaffitto della
villa di Mondello, in quel momento locata al giocatore di calcio del
Palermo, Barreto Edgar:
(VOL. II aff. 23 ss)
120

numero progressivo n2611, nel brogliaccio di ascolto delle relative


operazioni tecniche, registrata alle ore 01.00 del 27/05/2012, durata
60 minuti.
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 01.40.54
P: Tu devi farti un conto corrente, dove metti i soldi del.. un conto
corrente una cosa a parte, dove metti i soldi della villa un domani ti
troveraidi Barreto, un domani ti troverai un gruzzolo e tocchi gli
altri, le altre cose, non puoi mettere fondo sempre a questi 3 mila
euro.. perch tu ci devi pagare il mutuo e laltra met te li metti da
parte, mi senti quello quando parlo? Eh che ho detto?
G: Che parte del mutuo poi rivediamo la questione
P: Perch ancora non partito il mutuo della villa?
G: Abbiamo fatto mutuo per la villa?
P: A maggior ragione mettendoteli da parte
G: Per fare il mutuo devi fare latto..
P: Ma gi in un anno non hai 50.000 euro in pi da dargli a
questo? Eh.. ce li hai? Te li sei messi da parte?
G: Certo, li sto mettendo
P: sicuro? E quando glieli dai?
G: A questo chi?
P: A questo del costruttore.. a questo che gli devi pagare la
casa.. che gli hai dati soldi in nero.. non glieli puoi dare altri
50? Che sono quelli di Barreto che ti ha dato in un anno, una
anno ormai..
G: No Vale
P: Ma perch.
G: Perch la casa dobbiamo dichiararla per forza 300.. perch
al di sotto, non diventa pi credibile.
P: Quindi in nero non gli puoi dare pi niente?
G: Non diventa pi credibile.
I suddetti elementi di prova forniscono, per lattendibilit delle dichiarazioni,
definitivo riscontro alla piena integrazione del reato contestato e prova
dellallarmante danno sociale provocato dal patto scellerato tra CANNOVA e
PROTO
In occasione dellinvito fatto alling. Zuccarello Natale dalla Polizia per il giorno
01 giugno 2012, al fine di essere sentito a sit, questi, prontamente chiamava
CANNOVA per chiedere informazioni.
Emerge che lo Zuccarello, sovraordinato rispetto al CANNOVA, non ha
assolutamente alcuna idea sulla situazione della discarica di C/a Tirit
dellOIKOS, e che CANNOVA ha buon gioco nel confondergli le idee.
121

G: Cannova Gianfranco
V: Paduano Valeria
Omississ dalle ore 20:34:20 alle ore 20:35:35
Poi:
V: Con Paolo ora parliamo....
G: Salutalo a Mimmo ora se ne va...
V: Come?
G: Salutalo..salutalo...
V: C Mimmo? a casa?
G: Si!
V: Ah! Tu eri a casa con Mimmo?
G: Si!
V: Eh...perch non ci mangiamo una cosa fuori?
G: Perch c' un altro appuntamento e quindi non sa a che ora si
sbriga.
V: Lui, ha un altro appuntamento. Ho capito. Senti una cosa. Digli che aspetta
che sto arrivando......Ehi! lo voglio salutare. Mi senti Gianfranco?
G: Si!...mi stava dicendo che potrebbe pure rimanere...
V: Potrebbe pure rimanere?
G: Uhm!
V: Se lui rimane possiamo andarci a prendere un boccone. ma una cosa cos
niente di informale.
G: No anche perch non pu fare tardi.
V: A loro gli prendiamo due cose al Mc Donald e noi ci andiamo a
mangiare una cosa fuori
G: Va bene!
V: Ma anche un'insalata.....ah?
G: Va bene!....va bene ora mi organizzo in questo modo. dai!
Omississ dalle ore 20:36:41 alle ore 20:38:24

a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine


http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/2015/01/angenti-e-rifiuti-il-processo-la.html

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