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GIROLAMO CARDANO E LO STUDIO DI PAVIA

a c u ra di S ilv ia F a zzo

Il D e propria vita e i ruoli dei lettori pavesi negli anni delPinsegnamento cardaniano
I riferimenti di Cardano alla propria attivit di insegnamento presso lo
Studio di Pavia sono nel D e propria vita particolarmente numerosi e preci
si. Non mi risulta tuttavia che siano ancora stati verificati nella loro accura
tezza sulla base dei documenti d archivio.
Cos, non sar privo d interesse valersi del raffronto con una documen
tazione specifica, che viene qui pubblicata come Appendice: i documenti
chiamati in latino rotuli, da cui litaliano ruoli, della facolt pavese di ar
ti e medicina.
II periodo interessante va virtualmente dal 1536/1537, anno nel quale
Cardano, pur essendo stato chiamato a insegnare spicca per la sua assenza,
o pi effettivamente dal 1546, anno della sua vera comparsa, passando per
gli anni 1552-1559, nei quali i ruoli ci consentono di collocare una lunga
parentesi di allontanamento dalla Cattedra, fino al 1562, anno nel quale il
nostro definitivamente pass da Pavia a Bologna.
Sar utile guardare anche pi avanti, fino al 1562/1563 ed oltre ancora,
perch le annate successive ci mostrano quali meccanismi di successione e
avvicendamento nelle cattedre fossero messi in gioco dallassentarsi di
Cardano dalla prima cattedra di medicina teorica: cattedra che per sua natu
ra e statuto, pu essere utile ricordarlo sin d ora, era la pi prestigiosa e
normalmente la meglio pagata (dunque tendenzialmente la pi invidiata)
della facolt di arti e medicina.
Come tutte le cattedre ordinarie (che per questa facolt sono tre: filoso
fia, medicina teorica, medicina pratica) essa si esercitava regolarmente in
concorrenza: due cattedratici (primo e secondo locus ) tenevano lezione ne
gli stessi orari commentando gli stessi testi, contendendosi gli alunni e con
frontandosi anche in modo diretto nelle disputationes che i cattedratici te
1.
Cfr. le disposizioni riportate al f. Ir in Milano, Archivio di Stato, Studi parte
antica, cartella 390, volume Ruoli dei Professori, e Salariati deHUniversit di Pa521

Silvia F azzo

nevano a turno in determinate riunioni serali, i circo li *. Questo vale a sottolineare che di per s emulazione e rivalit erano componenti in qualche
modo istituzionali nel rapporto fra docenti di uno stesso Studio. I concor
renti sono in quanto tali rivali perch il prestigio delluno va quasi automa
ticamente a discredito dellaltro.
Confrontando dunque le indicazioni autobiografiche di Cardano con
quelle contenute nei ruoli, torna utile dire brevemente di quelle che riguar
dano le tappe fondamentali della sua carriera pavese.
Mi limiter qui a vagliare rapidamente il sommario cronologico del cap.
4; e a esaminare poi la parte finale del capitolo 30, che contiene un lungo,
singolare e in qualche modo enigmatico excursus narrativo, ambientato
presso lo Studio di Pavia durante lanno accademico 1561/1562, anno che
si concluse con la partenza di Cardano da Pavia.
D a l capitolo 4: Vitae cursus breviter explicatus

Per quanto dunque riguarda il capitolo 4, possiamo dire in sintesi che le


indicazioni che esso contiene coincidono tutte con precisione, per quanto
dato riscontrare, con quelle dei ruoli.
Cardano dice che infatti nel 1536 gli fu offerto di insegnare medicina a
Pavia, ma rifiut perch non ne avrebbe ricavato uno stipendio ( VP 4a 414). In effetti, nel 1536 Cardano non compare nel ruolo definitivo2. Una for
mulazione precedente dello stesso ruolo3 contemplava Cardano sulla secon
da cattedra di medicina. M a al momento dellassegnazione dei salari il Se
nato, per quellanno, assegn uno stipendio solo a sette lettori su venti4, e,
fra i lettori di medicina teorica, solo al primo cattedratico, Gabriele Cagnola, non a Cardano. La rinuncia di Cardano fu dunque reale e giustificata.
Leggiamo poi che la ripresa dellinsegnamento avvenne in anni ancora
pi critici: nel 1543 a Milano (perch non si insegnava a Pavia) e nel 1544,
crollata a Milano la casa di Cardano, a Pavia, ma senza concorrente e senza
salario (VP 4a 57-62).
Le condizioni disastrate dellinsegnamento in quegli anni, alle quali i
cenni di Cardano sembrano alludere, sono confermate dal fatto che i sudvia. (qui e in seguito indicato come ASM 390 R uoli ) edite in appendice qui in
fr a a p. 533 e la nota introduttiva su Concorrenza e disputationes a p. 528.
2. ASM 390 Ruoli f. 25r-v.
3. Pavia, Archivio di Stato, fondo Universit (qui e in seguito: ASPU), cart. 21,
p. 239.
4. ASPU 21, p. 238. Nella lettera di accompagnamento indirizzata il 5 gennaio
1537 al Vicario Vescovile di Pavia, vicecancelliere dello Studio, il segretario m ila
nese Cattaneo (lo stesso che firm a fino al 1552 i rotuli che vengono spediti a Pavia)
giustifica la restrizione con la difficile congiuntura economica (senatus n oster habita ratione omnium quae habenda est e t pra ecip u e qu alitatis huiusque tem poris congruum salarium assignavit). La lettera copiata dal Parodi su un biglietto di minor

formato incollato nel centro della p. 239.


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G irolam o C ardano e lo Studio di Pavia

detti anni accademici non hanno lasciato traccia nei documenti di archivio
n a Milano n a Pavia. Lucilio stesso, parlando di quel periodo, scrisse
che lattivit dello Studio si ferm quasi per due anni5.
Dopo Testate del 1546, dice proseguendo, Cardano torn ad insegnare
(VP 4b 5-6). effettivamente in questo anno I546/47 che lo troviamo
comparire in modo effettivo nei ruoli dello Studio, sulla prima cattedra di
medicina teorica.
Un mese prima di essere chiamato in Inghilterra nel febbraio 1552, scri
ve, smise di insegnare a Pavia e si ferm a Milano (VP 4b 15-17).
Questo suo assentarsi ad anno accademico avviato chiaramente attesta
to nei ruoli: quelli contenenti le sole letture, che si preparavano in ottobre,
lo danno come presente6. Quello dei salari, che si pubblicava a gennaio, di
ce invece: Cardanus non legit1. Il suo stipendio (2000 librae o lire imperia
li) viene conferito a Giulio Delfino, che fino a quellanno era stato suo
concorrente sulla seconda cattedra, con mandato triennale (et cum hoc an
nuo salario legat p e r triennium, dice il ruolo). Anche in questo caso, consi
derazioni economiche devono aver motivato la scelta di Cardano di lasciare
lo studio: fra il 1551 e il 1558 sono attestati gravissimi disordini e ritardi
nel pagamento dei salari ai docenti dello Studio8, cosa che conferma la te
stimonianza di Cardano (quod stipendium non remuneraretur, 4b 16-17).
Anche le ultime indicazioni coincidono perfettemente: Cardano dice di
avere poi ripreso linsegnamento dal 1559 al 1562 (VP 4b 35-38). Cos, nei
ruoli, Cardano torna sulla prima cattedra nel 1559/15609. Prende per con
corrente Andrea Camuzio; mentre Giulio Delfino, che era sulla prima cat
tedra, passa su una cattedra di medicina teorica straordinaria ma in una si
tuazione di privilegio, mantenendo cio un salario pari a quello della prima
cattedra ordinaria (2400 lire), che diverr addirittura superiore (2700 lire),
quando il Delfino sale allonorifica carica di Regio Protofisico dello Stato
di Milano (1561/1562). La situazione di privilegio di Delfino si commisura
bene in relazione a una comune cattedra di medicina straordinaria, quale fu
tenuta in quello stesso anno per 200 lire da Fioravante Rabia, gi rettore
degli studenti nel 1559/1560.
5. Cfr. la prefazione di Lucillus Philaltheus, D e m ethodo recitandi curas, Papiae,
apud Hieronymum Bartholum, & Constantinum Soncinum Socios, 1565.
6. ASPU cart. 20.
7. ASM 390 Ruoli , f. 78r.
8. Nel 1555, i lettori pavesi erano privi di stipendio da quindici mesi, cfr. M. C.
Zorzoli, Universit, dottori, giureconsulti. L organ izzazion e della facolt legale
di P avia n ell'et spagnola, Padova 1986, p. 44-45. In quell'anno, troviamo Lucilio
Filalteo indebitarsi per 2400 lire imperiali, pari a due annate di stipendio, come si
vede in un documento del 13 settembre 1555 tratto dalle imbreviature del notaio
Giovanni Francesco Negroni e conservato in Archivio di Stato di Milano, Studi
Parte Antica, cart. 390. E da notare altres che la situazione economica era sfavore
vole ai docenti che non possedevano beni immobili, perch una parte importante,
per quanto indiretta, del salario era costituita dallimmunit fiscale; sui contenziosi
sollevati da tale istituto, cfr. Zorzoli, p. 35-42 e Rizzo (cfr. infra, n. 36), p. 99-112.
9. ASM 390 R uoli , f. 144r.
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Silvia Fazzo

D al cap. 30: D e insidiis lethalibus

Il racconto di insidie mortali (insidiae lethales) tese a Cardano dai colle


ghi pavesi nellultimo anno trascorso a Pavia (1561/1562) costituisce in
qualche modo un corpo a s stante nel D e vita propria e in particolare nel
capitolo 30 (P ericu la et casu s, et de in sid iis m u ltip licib u s va riis et
assiduis) del quale fa parte. Se in generale il D e vita propria appare regi
strazione minuziosa e schedatura distaccata, quasi meccanica, di casi ed
aspetti della vita di Girolamo raccolti per rubriche10, e se questo vero an
che per la prima e per l ultima parte del capitolo 30, l invece dove si arri
va a quod vero a d insidias lethales attinet (p. 20a 26) Cardano inserisce un
qualche cosa di diverso (forse gi redatto in una fase anteriore) che egli
stesso denomina in vari modi: rara historia, fabula, tragoedia.
La realt, sembra dire Cardano, supera talora la fantasia: N arrabo mira
dictu - esordisce rivolgendosi al lettore - attentus esto, nam rara historia
est (20a 26-8). Della tragedia, la narrazione che qui comincia ha la scansio
ne in tre atti, con il progressivo disvelamento delle trame occulte dei colle
ghi sottolineato da Cardano nel passaggio fra un atto e laltro: Ergo absoluto prim o actu tragoediae inchoatur secundus, qui lucem attuiit prim o (20b
44-45), e poi, con reiterata allocuzione al lettore, sed audi tertium actum
qui omnia detexit (21a 17). Il disvelamento sintende comunque agli occhi
del protagonista, Cardano stesso, non a quelli del lettore. Il lettore invece
viene progressivamente informato sul decorso generale degli eventi con
una serie di anticipazioni pi o meno eloquenti (in un caso pi eloquenti
nella tradizione manoscritta che nel testo a stam pa1') Al tempo stesso il
10. 11 modello narrativo pi prossimo stato identificato sovente e con buona ra
gione con le Vite d ei C esari de Svetonio. Nondimeno, da notare che lordinamen
to della materia nei capitoli segue in parte, pur con qualche libert, ampliamento,
selezione e digressione, quello dei libri III e IV della cosiddetta T etrabiblos , il trat
tato di astrologia di Tolomeo. Nella T etrabiblos , i libri III e IV sono per l'appunto
quelli dedicati alla genetlialogia, cio alla definizione dei caratteri umani in base al
la configurazione degli astri al momento della nascita; noto d altra parte che Car
dano fece cominciare il D e p ro p ria vita con il proprio oroscopo (espunto per
nelledizione di Naud e in quella di Spon) e che i primi capitoli nominano conti
nuamente lautorit astrologica di Tolomeo. Strutturando la descrizione di s e della
propria biografia secondo la ripartizione degli argomenti nel trattato tolemaico Car
dano mira evidentemente a inscrivere la propria esistenza nei destini cosmici astrologicamente considerati, e verifica la possibilit di presentare lautosservazione in
una forma quanto possibile deduttiva, facendone derivare i dati dalla configurazione
del cielo natale. Dal punto di vista della composizione, non da escludere che lo
schedario che costituisce la base del D e p ro p ria vita fosse stato raccolto con questo
tipo di finalit; salvo integrarsi poi con elementi ulteriori che, senza lasciarsi ricon
durre ad una prospettiva astrologica, ampliano e arricchiscono il quadro d insieme.
11. Dopo se d non sic erat, ut postm odum eventus docu it (O pera, 20b 43-44) si
legge nella tradizione manoscritta: C oncursor senatus nom ine tam quam bonus exp lo ra to r munus legendi secundo loco vulpi illi acri iuveni, e t adulatori egregio: de
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G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

lettore vede il protagonista passare dallo sbigottito stupore del primo atto12
al barlume di dubbio che lentamente si insinua fra il secondo atto e linizio
del terzo13 fino a rendersi conto nel corso del terzo atto, per intervento del
giovane amico Ercole Visconti, che qualcuno sta in ogni modo attentando
alla sua vita14, cosa che invece il lettore era venuto a sapere gi negli ante
fatti15; e ancora, la massima chiarezza viene solo dallepilogo, dagli eventi
successivi alla partenza di Cardano da Pavia e dallo Stato di M ilano16.
Bench per fabula in 21a 27 si intenda a quanto sembra lintreccio, la
trama, la narrazione ha per qualche cosa anche della favola classica, esopica: tre personaggi centrali protagonisti della congiura sono per cos dire
travestiti da animali: il lupo, la volpe, la pecora.
La scelta di non chiamare i nemici col loro nome in qualche modo in l
nea con una costante tendenza cardaniana che si riscontra anche in altre par
ti del D e vita propria. Certo, come Cardano ripetutamente sottolinea, questa
lopera verace di un uomo che non mente mai, e che nella sua sincerit
evidenzia anche i lati negativi del proprio carattere; ma sui nemici Cardano
reticente: basta confrontare il capitolo 15 del D e vita propria, quello sulle
amicizie (Amici et patron i ), con il 16, sui nemici, significativamente intito
lato Inimici et aem uli: notiamo che linimicizia va subito accoppiata con
quella che con un eufemismo viene chiamata emulazione ma che sostanzial
mente invidia e rivalit accademica; solo virtualmente, per, perch il raf
fronto mostra chiaramente che il capitolo 16 come il cassetto di uno sche
dario vuoto: in poche righe, Cardano si limita a qualche considerazione ge
nerale, riflettendo che gli invidiosi vanno pi che altro commiserati; e che
nominarli uno per uno serve solo a immortalarne indebitamente la fama, co
me avvenuto a quel medico di nome Tessalo che Galeno ha avuto pi volsecundo ne verbum quidem factu m fu isse puto, ut quem reiectum a C ollegio despectum a suis, et inepto p r certo haberent. Il passo, invero claudicante, si trova in

tutti i seguenti manoscritti, dei quali ho consultati i microfilm presso il Centro stu
di del pensiero filosofico del Cinquecento e del Seicento (CNR) di Milano: V Bi
blioteca Apostolica Vaticana, Fondo Vaticano Latino, 2445, f. 105 ss.; E = M ode
na, Biblioteca Estense, Ms. L. 739. a. Q. 8. 18, ff. 54r-58 v; M = Milano, Biblioteca
Ambrosiana I. 218. inf.
12. 20a 50-52: nesciebam quid agerem , quid dicerem , quidve responde rem, neque interpretari poteram quorsum h aec ; 20b 5 obstipui; 20b 21-23: tunc m agis
etiam obstipui, neque enim prorsu s de dolo suspicabar.
13. 21 a 15-17: ex hoc tunc coepi nescio qu id suspicari, inscius tamen quid suspicarer, 21a 35-39: itaque instructus om nibus m odis, ut si non prorsu s fuissem
amena & excors, possem fa c ile interpretari quid agitarent, cum tamen neque tunc
anim adverterem .
14. 21a 46-52 Gli dice Ercole: nunc iam aperta est fabu la: volunt detrahere dom esticos om nes tuae mensae, ut veneno te enocent: neque solum diligen ter huiusm odi technis prospiciendum est, se d cuicum que occasioni, haud dubium enim est,
quaeritare illos in exitium tuum.
15. 20a 43-50: Aem uli [...] inierunt consilium trucidandi, non fe rro p ro p te r infamiam, & metum Senatus, se d dolo.
16. 21 b 29-30: confusus sem per mansi, donec ex p a tria discessi.
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Silvia F azzo

te linaccortezza di citare per nome. Ma non c solo questo: nel ricorso al


singolare pastiche narrativo del capitolo 30 Cardano trova anche una strada
per mettere in scena con una certa libert ma senza vere falsificazioni quella
che egli presenta come una vera e propria congiura nei suoi confronti. Di
nuovo, si pu osservare che la ricostruzione di congiure e persecuzioni subi
te di prammatica nella letteratura apologetica, sul modello delle orazioni
giudiziarie di Cicerone; qui, nella fattispecie, Cardano ha buon gioco
nellaccumulare indizi ed episodi non necessariamente connessi fra loro, ma
che il lettore in qualche modo indotto ad associare; e non risparmia di in
serire aspetti romanzeschi se non addirittura paradossali, senza compromet
tersi con un riferimento troppo preciso a personaggi ed episodi reali.
D altra parte, motivato a quanto sembra da una specie di scrupolo di sin
cerit, talora lo stesso Cardano ad avvertire in sordina il lettore che il ca
rattere cospiratorio che egli palesemente attribuisce agli eventi narrati so
lo una possibile interpretazione: poteva anche trattarsi di casi fortuiti17.
Stando cos le cose, ci si potrebbe ragionevolmente chiedere se anche
queste pagine, come quelle del cap. 4, possano avere valore documentario;
se cio sia possibile, in quale misura e con quale grado di sicurezza, con
nettere i protagonisti e i comprimari della vicenda narrata con personaggi
storicamente esistiti, in specie con i docenti che Cardano ebbe per colleghi
nellultimo anno del suo insegnamento a Pavia. Soprattutto, si vorrebbe sa
pere se Cardano sia a tale riguardo testimone attendibile e veritiero - del
che sembra essersi sinora prevalentemente dubitato, almeno in riferimento
a questa parte del D e propria vita.
I due dottori, il lupo, la volpe, la pecora

I
protagonisti non direttamente identificati sono i due dottori menzionati
nellesordio (20b36 ss.) e poi il lupo, la volpe e la pecora (21b37 e infra)
con buone possibilit di sovrapposizione fra le due allusioni.
Dei due doctores di 20b36 ss.18, il callidus l ex-allievo che pi oltre
Cardano chiama vulpes (20b37) e vulpecula (20b42, 21b30-31) cio Filip
po Zaffiro. Questi, come si vede dai ruoli, ottenne lanno seguente la catte
dra ordinaria, ma cess presto le lezioni e mor entro i primi mesi del 1563:
le notizie di Cardano sono sostanzialmente esatte19. Cardano nomina d al
17. Cos si chiudono in particolare gli episodi della trave e del piombo perico
lanti, 20b59-60 nescio m odo an fortuito an consulto id egerint; 2 la 11-12 quom odo
et qua arte id factu m non assequor.
18. Cum essent duo D octores, quorum unus vir callidus, & qui discipulus meus
olim fuerat, a lte r profitebatu r m edicinam extraordinariam , simplex, neque ut puto
m aius: verum qu id non a g it cupiditas honorum atque opum, tum m axime cum simul, & honestis studiis coniun gitur? E rat autem nothus hic.

19. Per la precisione, mentre Cardano dice che Zaffiro ebbe la seconda cattedra,
ai ruoli gli risulta invece attribuita la terza, per il fatto che partito Cardano le catte
dre ordinarie furono portate da due a tre. Un cenno alla prom ozione di Zaffiro si
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tronde Zaffiro espressamente in 2 I b i 2, quando dice che con un gruppo di


allievi si present a casa sua per invitarlo a una cena. M a il passo stato
incompreso dalla tradizione manoscritta e dalle stampe latine (vi leggono
infatti: mane adveniunt quatuor aut quinque ex discipulis m eis cum zapphira) cos da far intendere che un gioiello gli fosse portato in regalo20.
Il
secondo dottore, sim plex, di natali illegittimi, lettore sulla cattedra di
medicina straordinaria, che Cardano pi oltre chiama anche pecora {pecus, 20b31) Fioravante Rabia. Cardano lo dice sim plex anche pi oltre
(20b33) nonch, con connotazione pi esplicitam ente negativa, rudis
(21a28). Su questa identificazione, che pure apertamente suggerita dal
brano stesso, il caso di insistere brevemente. Non solo notizia per altri
versi sconosciuta ci che qui ci dice Cardano, cio che Rabia era figlio ille
gittimo e pertanto non era aggregato al collegio dei medici21. Soprattutto,
non ancora successo che questo Fioravante Rabia venga correttamente
identificato come protagonista dellepisodio. Regolarmente, questo rude
pecorone stato sinora identificato con il pi noto Leonardo Fioravanti
(inventore di un fortunato balsamo o elisir che porta il suo nome) il quale
invece, come i ruoli chiaramente attestano, non insegn mai a Pavia. Que
sto fa cadere laccusa di falsificazione nella quale Cardano conseguente
mente incorreva, poich alla fine del capitolo dice che questo Fioravante
mor poco dopo il 1563, mentre Leonardo Fioravanti, come annotano i cu
ratori del D e p ro p ria vita, era ancora vivo quando C ardano stava
scrvendo. Invece Fioravante Rabia scompare dai ruoli nel 1566: la notizia
di Cardano sostanzialmente corretta22.
Non resta a questo punto da identificare che il lupus. Questi sicuramente
un vero nemico di Cardano e proprio per questo lidentificazione meno
evidente. Come sopra si osservato, Cardano stesso ci dice nel D e vita
trova anche nel passo, conservato nei soli manoscritti dopo ut postm odum eventus
docu it (20b39), riportato qui supra, n. 11: ... secundo loco vulpi illi acri iuveni, et
adulatori egregio... A detta di Luca Contile, R agionam ento sopra la p ro p rie t d e l
le im prese (...) de gli A cadem ici A ffidati (...), Pavia, G. Bartoli 1574, c. 57v-58r,
Zaffiro mor a circa trentaquattro anni. Dovette essere allievo di Cardano prima che
questi lasciasse lo Studio e partisse per lInghilterra.
20. Cos Bellini si scandalizza perch dopo tanta cortesia Cardano si sente anco
ra perseguitato: doveva soffrire, sentenzia, di manie di persecuzione e di nevraste
nia ( L A utobiografia di G erolam o Cardano, Milano 1932 nn. 8 e 9 a p. 226 s). Il
fraintendimento si trova rettificato in traduzioni pi recenti, in particolare quella di
A. Ingegno, Milano 1982, p. 99.
21. Q uestultima notizia si trae dallinedita nota qui sopra citata, che i mano
scritti portano dopo ut postm odum eventus docu it (20b39): di questo secondo dotto
re dice che era reiectum a C ollegio, despectum a suis. Questo spiega ci che Conti
le (op. cit., c. 58v-59r) e Argelati ( B ibliotheca, s.v.) dichiarano, e cio che Rabia
come medico lavorava per lo pi gratis, curando i poveri.
22. Dice il ruolo del 1566/1567 che per la cattedra, che era stata sua, di m edici
na teorica straordinaria: prim us locus vacat (cfr. ASPU, c. 21).
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Silvia F azzo

pro p ria che meglio evitare di perpetuare la fama degli avversari: evita

dunque di chiamarli per nome pi spesso del necessario.


C comunque almeno un indizio per u n identificazione quasi sicura. Il
movente degli attentati cos indicato in 20a50-52: namque concursor vid eb a t se non po sse esse primum, nisi ego discederem . Si tratterebbe cio
del concorrente, titolare della seconda cattedra, insofferente di un primario
cos scomodo e impegnativo (come noto infatti i due titolari erano tenuti
a confrontarsi nelle pubbliche dispute) e smanioso di divenire egli stesso
primo titolare. Tale concorrente, mai nominato espressamente in questo ca
pitolo, era Andrea Camuzio23.
Va comunque menzionato, oltre a Camuzio, un altro avversario la cui
presenza aleggia adombrata nel corso dellepisodio (20b28-9; 21b39): que
sti Giulio Delfino, la cui brillante carriera era offuscata soltanto, non m e
no di quella di Camuzio, dalla presenza di Cardano sulla prima cattedra di
medicina teorica.
La prim a attestazione di D elfino tra i lettori dello studio risale al
1546/1547, quando concorrente di Lucilio Filalteo sulla cattedra di filo
sofia, in assenza di Branda Porro. Tornato questi, ne resta concorrente per
il 1547/1548 (Filalteo invece scompare, e riapparir nel 1552/1553). Dal
1548/1549 al 1551 Delfino concorrente di Girolamo Cardano sulla catte
dra ordinaria di medicina teorica fino alla fine del 1551. Partito Cardano
allinizio del 1552, Delfino ottenne immediatamente il salario dellillustre
collega (2000 lire annuali) con un mandato triennale; e dallanno dopo
(1552/1553) assunse la prim a cattedra, che mantenne fin quando, nel
1559/1560, Cardano ritorn sulla prima cattedra. A quel punto, fu istituita
per lui una speciale cattedra straordinaria di medicina teorica, sulla quale
Delfino inizialmente conserv un salario di primo lettore ordinario (2400
lire). D allanno seguente, 1561/1562, nel quale si ambientano i fatti qui
narrati, il suo salario fu portato a 2700 lire, super dunque di 300 lire lo
stipendio di Cardano. A partire da questo stesso anno, Delfino sal anche
allincarico pi prestigioso per un medico dello Stato di Milano, quello
cio di cesareo protofisico (lincarico che fu pi tardi del pi celebre cele
bre Ludovico Settala)24. Nel 1562, inoltre, Delfino compare come fondato
re negli atti della costituzione (o ricostituzione) della celebre Accademica
degli Affidati, glorioso istituto pavese del quale proprio in queste pagine
Cardano manda una cos fosca immagine25. Nel 1562/1563, partito Carda
23. Cfr. infra, Cardano e Camuzio (VP 12).
24. Per un mandato particolare del 23 febbraio 1562, Delfino percep u n ulterio
re retribuzione d 800 lire (come si vede dai documenti del segretario Francesco Petranigra conservati insieme al volume Ruoli in ASM, Studi parte antica, cart. 390).
Traccia di un trattamento privilegiato di Delfino da parte del Senato si trovano an
che negli appunti legati insieme ai ruoli nel suddetto volume. Sulla carriera di D el
fino cfr. gi qui supra, p. 425 s.
25. VP 20b46 ss. Si noti in particolare che in 20b56-58, dove Cardano dice che,
pur riluttante, accett di entrare nellAccademia, una ragione addotta che non fu
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G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

no, va a lui la prima cattedra, mentre Camuzio resta sulla seconda e Zaffiro
va sulla terza. Ad ogni modo, se Cardano parla di Delfino nel capitolo 30,
questo soprattutto per mostrare che i suoi avversari non godono del favo
re divino: Delfino, come Zaffiro, sopravvisse di poco alla partenza di Car
dano da Pavia: mortuus eodem anno D elphinus (21b38-39). Anche qui,
Cardano fornisce unindicazione corretta: effettivamente Delfino dovette
mancare nel corso del 1563, come si vede dal ruolo 1563/1564, dove Ca
muzio finalmente passato sulla prima cattedra, e Delfino cessat in rotulis
- come diceva il Parodi - cio sparisce dai ruoli senza pi ricomparire.

I ruoli delle letture e dei salari nella facolt di arti e medicina dello
Studio di Pavia al tempo di Cardano
Introduzione. 1 ruoli delle letture e dei salari fr a X V e XVI secolo

Costituitosi sul modello dello Studio di Bologna, lo Studio di Pavia era


in origine, come quello, universitas degli studenti, era cio costituito e go
vernato tradizionalmente dagli studenti, che ne eleggevano il rettore, e ap
poggiato allautorit del Vescovo, che era Cancelliere dello Studio. Studen
te era il rettore stesso (magnificus rector) che presiedeva la redazione dei
ruoli e le sedute di laurea e aveva sugli altri studenti giurisdizione civile.
Questi lo eleggevano (fin quando venne eletto, cio fin verso la fine del
XVII secolo) tramite i rappresentanti (con siliarii ) delle diverse regioni di
provenienza (nationes ) citramontani e ultramontani (cio stranieri). Quanto
al Vescovo, era ordinariamente sostituito dal Vicario, il Vicecancelliere,
che con alterne vicende rester sempre una figura centrale per il funziona
mento dello Studio26.
Il
governo studentesco degli organi dello Studio era un uso medievale,
che per gi in et sforzesca conobbe importanti limitazioni.
tenuto a tenere corsi regolari (tandem acquievi, tum m axim e quod me e profiten di
m unere in A cadem ia certis quibusdam diebu s liberaren t ) (devo la precisazione, ri
spetto alla corrente interpretazione del passo, alla dott. A lessandra Ferraresi).
N ellAccademia degli Affidati, Cardano aveva il ruolo di Aritmetica e Geom e
tria, cfr. in questo volume Lucilio Filalteo, interlocutore del C areer, p. 427.
26.
Nel XVII secolo, sparita la figura del rettore, il Vescovo si contende con il
podest di Pavia, che un senatore milanese, la giurisdizione sugli studenti, tentan
do di arrogarsi almeno quella sugli studenti chierici e su quelli dei collegi, cfr. Z or
zoli Universit, dottori, cit., p. 19-22. Le C ostituzioni di Filippo II (1549-1559) per
lo Studio di Pavia, raccolte e curate in una memoria a stampa dal Senato di M ila
no, trasmesse nel 1559 dal segretario Francesco Petranigra al Vicecancelliere, con
servate in ASM, Studi p. a., cart. 390, stabiliscono fra laltro eh e fa c u lta s indicendi
fe sta non sit am plius Bidellorum se d reverendi V icecan cellarii (lv ); e che i consi
glieri degli studenti siano ristretti al numero di sei, tre citramontani e tre ultram on
tani (anche questo provvedimento mira probabilm ente a limitare il potere degli stu
denti).
529

Silvia F azzo

Per non soffermarci che sullaspetto che qui ci interessa, cio sui ruoli
che stabiliscono lassegnamento ai lettori delle diverse cattedre e dei diver
si salari, ricorderemo che nel 400 il rettore portava a Milano durante lin
terruzione estiva delle lezioni il rotulus o ruolo delle letture, senza salari,
nel quale recepiva le nomine del Consiglio Segreto milanese e aggiungeva
alcune nomine che erano considerate di sua competenza.
Il
ruolo, destinato nella sua forma definitiva a essere pubblicamente af
fisso presso lo Studio di Pavia come tabula (dunque i ruoli definitivi con
servati a Pavia sono denominati tabulae) era una lista nella quale si elenca
vano le varie cattedre e i nomi dei lettori che si accingevano a tenerne i
corsi. Prima di divenire effettivo e definitivo, il ruolo era soggetto a diverse
fasi di redazione. La prima stesura era curata (e dunque firmata, quando era
firmata) dal rettore e dai consiglieri delle nationes. Tale ruolo, che per bre
vit chiameremo ruolo del rettore, costituiva la base per il ruolo definiti
vo; ma gi nel 400 non era vincolante. Non comprendeva i salari, che ve
nivano stabiliti dai membri del consiglio del Senato milanese preposti agli
affari delluniversit. Questi inoltre curando lattribuzione dei salari e dun
que il ruolo dei salari potevano intervenire modificando anche la scelta
dei lettori e la loro assegnazione alle diverse cattedre. Si avevano dunque
due ruoli, quello curato a Pavia con le sole letture, e quello dei salari, effet
tivo e definitivo sia per lindicazione degli stipendi che per quella dei letto
ri, per la quale poteva in parte differire da quello pavese27.
Tale situazione si fa nel XVI secolo ulteriormente complessa.
Possiamo distinguere infatti almeno tre tipi fondamentali di ruoli: il ruo
lo proveniente da Pavia, senza salari, firmato dal rettore e/o dai consiglieri,
il ruolo delle letture redatto a Milano e inviato a Pavia allinizio dellanno
accademico, normalmente in ottobre, il ruolo dei salari, stabilito anchesso
dalle autorit milanesi ad anno accademico gi iniziato, verso dicembre o
gennaio28. I ruoli preparati dal Senato venivano firmati per approvazione
27. Questa la situazione che per il 400 stata descritta da Agostino Sottili met
tendo anche a confronto, per un singolo anno accademico, i due ruoli, e commentan
do le rispettive differenze. Cfr. A. Sottili, Universit e cultura a Pavia in et visconteo-sforzesca, Storia di P avia, III.2 D al libero comune alla fin e d el p rin cipato indipendente 1024-1535, Milano 1990, pp. 359-451. Sottili pubblica inoltre un docu
mento senza data, ma da collocarsi negli ultimi decenni del 400, una lettera con la
quale gli studenti chiedono di poter mandare per una volta il rotulus a Milano non
per mano del rettore, bens per mano di uno studente accompagnato dal bidello; evi
dentemente la spedizione del rettore comporta un impegno anche economico per le
spese di rappresentanza cui non si in grado di far fronte, come nota Sottili, ibid.;
ma supplicano che non per questo si voglia togliere loro tale importante prerogativa.
28. Cfr. la lettera del Presidente del Senato Pier Paolo Arrigoni ASM Studi (p.
antica, 390, Ruoli e professori, f. 8 Ir) datata 16 ottobre 1562, presumibilmente in
relazione con il magistrato delle entrate ordinarie che era incaricato fra laltro di fare
da tramite con i tesorieri cesarei e di pagare gli stipendi ai lettori: Certus Gymnasii
Ticinensis sumptus in anno proximo nunc dari non potest, cum tabulae stipendio530

G irolam o C ardano e lo Studio d i P avia

dal Presidente del Senato stesso, oltre che eventualmente da qualcuno dei
suoi collaboratori, fra i quali distinguiamo le firme di noti senatori quali
Hermes Stampa e di Francesco Sfondrati (allaiuto di questultimo, si ricor
der, Cardano scrisse di dovere la chiamata sulla cattedra a Pavia, oltre che
lammissione al collegio dei medici milanesi)29. Il ruolo viene trasmesso
come tabula da pubblicare a Pavia da un segretario addetto agli affari dello
Studio, che lo firma: si succedono in questa carica, sui documenti qui esa
minati, Ioannes A. Catanaeus (fino al 1552), Franciscus P etranigra (15531563), H annibal Cruceius (1563-1576)30.
In questo modo, rispetto al secolo precedente, sembra dunque comparire
una redazione del ruolo in pi: nel Quattrocento erano tuttuno il ruolo del
rettore e quello delle letture, mentre nel Cinquecento il Senato interviene
gi inviando il ruolo delle letture allinizio dellanno accademico. Questo
esautora evidentemente in buona parte il ruolo del rettore, lunico redatto a
Pavia, sulla base del quale sembra che ancora nel quattrocento lanno acca
demico prendesse le mosse, salvo il ricorso a eventuali aggiustamenti (che
evidentemente non dovevano essere n frequentissimi n troppo rilevanti)
una volta pubblicato il ruolo dei salari.
A questo punto, il ruolo pavese viene ad avere funzione meramente con
sultiva e di fatto assume espressamente i modi e il tono della petizione (vi
compaiono locuzioni evidentemente non prescrittive quali desideratur, dom inacionibus vestris rem ittitur31, petim us32). Il ruolo delle letture, quando
entrambi i documenti sono conservati, si rivela non solo diverso ma anche
diversamente strutturato, per esempio per lordine di comparsa delle lettu
re, cos che luno non sembra pi necessariamente il fondamento, sia pure
modificabile, dellaltro.
rum non conficiantur, nisi sub initium Ianuarii proximi. Verisimiliter tamen non est
futuru s ampli or sumptu anni superioris, qui fuit librarum 3)839. Et ita ad Catholicam M aiestatem scribi potest. Arrigonus [sono conservate di seguito due pagine di
conti, dove si nominano anche gli stipendi di Cardano e di vari altri docenti; di Fi
lippo Zaffiro, si legge Zaphirus m aior Senago, se. Agostino Senago lettore di medi
cina teorica straordinaria, che fu meno retribuito di Zaffiro dal 1556/1557: non ne
cessariamente i fogli sono legati esattamente in ordine di redazione.
29. La firma di Sfondrati si trova sui ruoli degli anni accademici conservati nel
volume ASM 390 Ruoli fra il 1532/1533 e il 1541/1542. Cfr. VP 4a56, 12b9.
30. U naltra copia dello stesso ruolo, nella quale viene anche calcolato lam m on
tare totale dei salari e possono d altronde venire omessi i nomi dei lettori non sala
riati viene spedita al presidente e ai questori del magistrato per le entrate ordinarie,
che devono incaricare i ragionieri di preparare i mandati di pagamento e far retri
buire i salari a tempo debito, come prescrivono le numerose lettere di accom pagna
mento firmate dal presidente del Senato Arrigoni e conservate con i ruoli stessi nel
volume ASM 390 Ruoli.
31. Ibid., f. 64r (1548/1549). In una fase intermedia, intorno allanno 1535/1536,
troviamo ruoli del rettore corredati di comm ento giustificativo delle singole desi
gnazioni (election es ), cfr. ASM, Ruoli, ff. 22-24.
32. ASM Studi p. a. 390, Ruoli, f. 84r (1552/1553).
53 1

Silvia F azzo

L esautoramento del rettore degli studenti confermato dal fatto che


mentre per i primi decenni del secolo (ancora forse nel 1541/154233) il ruo
lo definitivo viene spedito da Milano al rettore, il Senato cerca poi un in
terlocutore pi stabile, prima nel bidello (1545/154634), poi, almeno dal
primo anno della presidenza di Arrigoni (1552/1553)35 nel Vicario Episco
pale di Pavia, Vicecancelliere dello Studio, che si trova allora incaricato,
talora espressamente, di mediare il difficile rapporto fra Senato e corpo do
cente, in particolare nella sua componente municipale e locale. Di fatto, il
rettore cessa di essere eletto a partire dagli ultimi anni del XVI secolo e il
Senato milanese assume interamente in carico la gestione dello studio, con
leventuale supervisione governativa di emissari della corte madrilena,
esercitata tramite le Visitas generales 3fl.
G radualit di progression e e interventism o m ilanese n e llassegnazione d el
le cattedre

Nelle Visitas G enerales relative allispezione degli anni 1585 ss. testi
moni pavesi lamentano arbitri e favoritismi a beneficio dei docenti milane
si, specie se imparentati con i senatori. I lettori milanesi o protetti in qual
che modo da notabili milanesi parevano privilegiati dalle decisioni del Se
nato sia nella progressione di carriera sia nei salari. Questo ci aiuta a in
quadrare il clima di rivalit nel quale sia Cardano che Lucilio, del quale
qui sopra si discorso, si trovavano a insegnare. Cardano sal in cattedra
per lappoggio di Francesco Sfondrati, Lucilio per quello del Governatore
marchese del Vasto e del capitano di Giustizia, Giovanni Battista Speciani.
Sia luno che laltro arrivano direttamente sulla prima cattedra ordinaria,
luno di medicina teorica, laltro di filosofia. Questo tipo di carriera fulmi
nea appariva molto facilmente un sopruso agli occhi di quei lettori che ave
vano insegnato per anni gratuitamente o quasi sulle cattedre minori per po
ter aspirare gradualmente, non di diritto ma per antiquo quodam et usitato
m ore, come dice Cardano37, a quelle pi prestigiose e retribuite. Era infatti
33. Ibid. f. 45r.
34. Ibid. f. 48r.
35. Ibid. f. 90r. Per quasi tutto il periodo arrigoniano fino al 1563 il volume dei
Ruoli in ASM Studi p.a. 390 riporta pi o meno regolarmente le bozze delle lettere
di accompagnamento predisposte per le due copie dei ruoli che venivano inviate una
al Vicecancelliere, laltra al presidente e ai questori per le entrate ordinarie.
36. Cfr. M. Rizzo, L Universit di Pavia tra potere centrale e comunit locale
nella seconda met del Cinquecento, Bollettino della Societ P avese d i Storia P a
tria, n. s., 39, 1987, pp. 65-125, con le relative indicazioni della n. 1 a p. 65. Parti
colarmente significative sono le indicazioni che Rizzo trae dalluso degli atti della
visita allo studio pavese effettuata dal visitatore don Luis de Castilla dall8 giugno
1585, conservati in Archivio General de Simancas, Visitas gen erales d e l E stado de
M ilan, 292, f. 1373v (cfr. Rizzo p. 69 e n. 13).
37. VP 20b 41-2: si tratta in particolare delluso di lasciar salire il secondo con
corrente delle cattedre ordinarie alla prima lettura (prim us locus) quando questa si
renda vacante.
532

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

uso corrente passare dalle letture propedeutiche di logica o dialettica a


quelle straordinarie prima di passare sui secondi e infine sui primi luoghi, o
cattedre, ordinari. In alcuni casi la filosofia (come pi in generale le catte
dre artistiche gi dal Quattrocento almeno) vista come propedeutica alla
medicina: essendo questultima una cattedra pi pagata, gli ordinari di filo
sofia possono talora aspirare a quella di medicina (con successo Giulio
Delfino, temporaneamente Branda Porro, e persino il logico Ludovico
Tridino; senza successo Lucilio, che nel 1565 pubblic due opere mediche
evidentemente con questo intendimento38). Il caso di Cardano non ecce
zionale, ma uno di quelli nei quali il Senato, per le cattedre pi importan
ti, sceglie i lettori senza curarsi delle anzianit pregresse. I commenti dei
lettori pavesi della fine del secolo sulla politica senatoria in fatto di catte
dre, commenti che si trovano attestati negli atti delle Visitas generales rie
saminati da Rizzo, possono verosimilmente immaginarsi analoghi a quelli
suscitati dalParrivo di Lucilio e di Cardano: un testimone, docente di giuri
sprudenza riferisce che alcune volte si visto anteponer alcuni ad altri pi
antiani nella lettura [...] lasciando indietro gli estraordinarij et institutarij
che havevano letto molti anni. [...] Non negher gi che non sintenda che
questo aviene in parte almanco per esser loro Milanesi, et qualche cosa pa
renti d alcuni senatori. La testimonianza, con il riferimento alla lettura di
istituzioni, viene come si detto da un docente dellaltra facolt, quella di
giurisprudenza; ma si applica facilmente anche al caso di Cardano e a quel
lo di Lucilio, che scavalcano le cattedre propedeutiche di logica o dialettica
e non passano nemmeno per quelle straordinarie. Altre testimonianze ripor
tate nelle Visitas hanno carattere anche pi apertamente accusatorio, asse
rendo che nelle cattedre tutti procedevano gradualmente, tranne i Milanesi,
e aggiungendo che alcune cattedre venivano appositamente create per favo
rire qualche professore piuttosto che per effettive esigenze accademiche39.
Che questulti ma lamentela non fosse priva di fondamento, si trova con
fermato, nei ruoli degli artisti degli anni cardaniani, dalle speciali cattedre
straordinarie istituite per Branda Porro (di nobile famiglia milanese) in filo
sofia (1546/47) e per Giulio Delfino (futuro protofisico dal 1561/1562) in
medicina (1559/60) con il chiaro intento di creare per i due lettori una si
tuazione privilegiata: le due cattedre, contro ogni consuetudine, sono paga
te quanto o pi di quelle ordinarie, hanno un orario agevolato, almeno nel
caso del Delfino40, e sono comunque meno impegnative in specie perch il
38. Le due opere costituiscono un unico volume: Lucilli Philalthaei medie, opt.
Libellus de methodo recitandi curas ad eos qui lauream petunt nuper editus, una
cum Tomo secundo de re M edica Consiliorum. Papiae, apud Hieronymum Bartholum, & Constantinum Soncinum Socios. MDLXV. Pavia 1565, 8.
39. Rizzo, cit., p. 74-75. La citazione diretta viene da Visitas generales d el Estado de M ilan , Archivo General de Simancas, f. 292, f. 1389.
40. Una volta passato dalla lettura straordinaria alla prima cattedra di medicina
ordinaria, Delfino ottenne di mantenere lo stesso orario (qui leget eadem hora qua
hactenus consuevit, dice una glossa del ruolo del 1562/1563 in ASPU, c. 21.
533

Silvia Fazzo

lettore straordinario non ha concorrente e questo lo esonera da una compo


nente importante dellimpegno accademico.
Peraltro, questo meccanismo di ascesa graduale fa s che quanto pi alta
la cattedra, tanto pi numerosi sono coloro che hanno interesse a vederne
partire il cattedratico. La rivalit dei colleghi pu essere tenuta a freno dal
prestigio del docente ma si scatena nel momento in cui, come avviene a
Cardano con la condanna del figlio ( 1560), diviene drammaticamente pale
se che lappoggio del Senato nei suoi confronti non totale n senza riser
ve. Nel complesso, si potrebbe dire che fra il 1560 e il 1562 Cardano a Pa
via si trov in difficolt perch osteggiato dai colleghi senza essere suffi
cientemente sostenuto dal Senato.
Concorrenza e disputationes

Che la rivalit sia una componente per cos dire costitutiva e originaria
nei rapporti fra docenti, insita nella strutturazione stessa dellorganico e
delle cattedre, si vede particolarmente bene nellistituto della concorrenza.
La concorrenza era la migliore garanzia dellimpegno e della qualit
dellinsegnamento dei docenti ordinari.
A Pavia, nella facolt di Arti e Medicina, le discipline di insegnamento
dette ordinarie (con il che si potevano distinguere da eventuali ulteriori
cattedre straordinarie) erano Filosofia, Medicina teorica (detta la Teori
ca) e M edicina pratica, e prevedevano tendenzialmente (discorreremo pi
oltre di una certa irregolarit e discontinuit che in proposito di rileva) al
meno due cattedre o luoghi (loci). I due lettori erano detti concorrenti
(concursores) ed erano tenuti, almeno originariamente, a leggere sugli stes
si testi nelle stesse ore. Cos, gli studenti potevano confrontare gli appunti e
scegliere quale lettore seguire, e i bidelli contavano il numero degli studen
ti presenti dei due docenti41. Avere molti allievi era vantaggioso anche per
ch solo i docenti dei quali gli studenti avevano seguito i corsi li potevano
presentare allesame di laurea (doctoratus) percependo pertanto particolari
integrazioni di stipendio dette prom otiones42. Com comprensibile i pi
zelanti difensori della concorrenza sono da rinvenirsi fra gli utenti dei vari
insegnamenti, cio gli studenti: a Pavia come a Padova, li troviamo talora
protestare contro il privilegio, alluno o allaltro concesso, di insegnare
senza concorrente43.
41. Una caratterizzazione generale della concorrenza si pu abbozzare anche sul
la scorta del modello padovano del quale brevemente ha discorso B. Nardi, Saggi
su llA ristotelism o padovan o dal XIV al XVI , Firenze 1958, p. 123 s.; pi ampia
mente A. Belloni, P rofessori giuristi a P adova nel secolo XV, Frankfurt am Main
1986, su dispute ed elezioni dei docenti pp. 52-62, su cattedre e orario pp. 63-79,
sulla concorrenza pp. 80-83.
42. Cfr. Zorzoli, Universit, dottori, giureconsulti, p. 46.
43. Sul caso padovano di Nicoletto Vernia, cfr. Nardi, op. cit., ibidem', per Pavia,
cfr. per es. la lettera dei consiglieri studenteschi conservata in ASM Ruoli, f. 24r-v,
nella quale si contesta la lettura senza concorrente del celebre giurisperito Andrea
534

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Lo scambio informale e il raffronto di appunti, che pure era agevolato


dallobbligo di leggere sugli stessi testi, non era comunque n lunica n la
principale e pi diretta possibilit per confrontare l abilit e la competenza
dei due lettori in concorrenza.
U noccasione specificamente dedicata a questo scopo era invece quella
delle disputationes fra concorrenti.
Una tabella dellordine da tenere nelle dispute fra lettori dello Studio di
Pavia si trova nel frontespizio del volume dei ruoli 1486-1563 conservato
allArchivio di Stato di Milano (Studi p.a. 390). Essa fa seguito ad una sor
ta di orario delle lezioni che, menzionando Branda Porro, a quanto sembra,
come lettore straordinario (la tavola prevede poi chegli disputi con i do
centi di teologia e metafisica), suggerisce come possibile datazione dellin
tera tabella lanno 1546/1547. La grafia la stessa dei ruoli firmati dal se
gretario Cattaneo, dunque si tratter in ogni caso di un anno precedente il
1553, quando a questi subentr il segretario Petranigra (cfr. supra, p. 525).
Tanto lorario dei corsi che la tabella delle dispute sono pubblicati qui sotto
cos come il volume li porta, cio in testa alla serie dei ruoli.
Cardano e Camuzio (VP 12)

Come si vede chiaramente dalla tabella di ASM 390 Ruoli, listituto del
la disputa prevede che a turno ciascuno dei due avversari un giorno argo
menti, un altro risponda (qui una die arguit, altera die respondeat ). Alla
disputa come pratica in qualche modo istituzionale si riferisce Cardano al
meno tre volte nel capitolo 12 del D e propria vita, e su questi riferimenti
pu essere utile soffermarsi, visto che non sempre sono stati intesi nella lo
ro pregnanza i riferimenti allalternanza di ruoli fra concorrenti che la di
sputa prevede e comporta.
Il
capitolo 12, per lappunto, D isceptandi et profitendi studium, concer
ne labilit dimostrata da Cardano nellinsegnare e nelle dispute. Dai venti
tr anni in poi, dice, nessuno fu pi in grado di disputare con lui n argo
mentando, n rispondendo (neque enim M ediolani aut Papiae, vel Bononiae, neque in Gallia, nec G erm ania ab annis XXIII citra, aut contradictorem aut disputatorem inveni, p. 9b 19-22); coloro che avrebbero dovuto di
sputare con lui non ne avevano il coraggio (quibus cum [scii: quibuscum ],
disputaturus essem non audebant, 9b5-6); Angelo Candiano, medico erudi

tissimo e di chiarissima fama, dopo aver argomentato pubblicamente da


vanti a molti eruditi, e Cardano rispondeva, si rifiut di invertire i ruoli
(non erubuit dicere: ego me velie argum entari testatus sum, non tibi respondere 9b 31-33). Quanto a quella famosa disputa di tre giorni con
Camuzio (triduana illa disceptatio P apiae cum Camutio instituta), CardaAlciati (amico fra laltro di Cardano, che ne scrisse una biografia, cfr. O pera I (VP)
12b 11, IX 569 s.); sembra che in questo caso ci sia una spaccatura fra alcuni consi
glieri e il vicerettore per il 1535/36, il vicario del barone Othone Tuchses di Waldburg, che aveva invece designato Alciati come lettore senza concorrente, per lim
possibilit di trovargli un concorrente adeguato (f. 22r-23v).

Silvia F azzo

no parla come rivolgendosi a chi sa gi di che cosa si tratti: dice che, aven
do cominciato lui ad argomentare, Camuzio non seppe rispondere e fu ri
dotto al silenzio gi con il primo argomento della prima giornata, anche a
giudizio dei rivali stessi di Cardano (ipse prim o argumento prim ae diei silut , vel iudicio omnium aemulorum qui intererant). Ne resta traccia, ag
giunge, nelle opere a stampa di Camuzio (habentur eiusdem im agines
quaedam typis excusae in Camutii monumentis, 9b 10-12). Un tale riferi
mento alla triduana disceptatio con Camuzio potrebbe sembrare un sempli
ce esempio se non fosse anche en passan t una sorta di succinta apologia,
come si capisce solo dal confronto con ci che ne dice Camuzio. Camuzio
infatti, animato forse da una sorta di esprit de l escalier, oltre che certo da
una forma particolarmente biliosa di rivalit accademica (si lamenta nella
dedica che tanti giovani laureino citando lautorit di Cardano contro quel
la di Galeno, come se fosse loracolo di Delfi44), si era affrettato a pub
blicare, proprio lanno successivo alla partenza del suo concorrente (1563),
un volume di D isputationes contro Cardano. Attaccando lultima delle
trenta Cardani conclusiones prese di mira, Camuzio fa riferimento con
ogni evidenza a quella stessa disputa cui Cardano accenna nel D e propria
vita: rimprovera a Cardano di aver promesso di disputare per tre giorni, e
di essere invece sparito dopo il primo come un fuggiasco (f. 71)45. Trovia
mo cos, nuovamente, un Cardano tanto preciso e scrupoloso nel dare noti
zia dei fatti che lo riguardano, quanto attento a volgere a proprio favore
linterpretazione dei fatti stessi. Accusarlo, comunque, di falso storico o di
44. A ndreae Cam utii D isputationes, quibus H ieronym i C ardani M agni nominis
viri C onclusiones infirmantur, Galenus ab eiusdem iniuria vindicatur, H ippocratis
pra eterea aliqu ot loca diligentius multo, quam unquam alias, explicantur. Papiae,
ap. Hieronym um Bartolum, 1563. Nella dedica a Daniele Barbaro Patriarca di
Aquileia, Camuzio dice che Girolamo Cardano fu desideroso di umana gloria pi
del giusto: non si accontent di una gloria mediocre ed onesta ma si adoper per
espugnare Galeno, non diversamente da colui che incendi il tempio di Diana ad
Efeso. Quella sorta di haeresiarcha in qualche modo insigne - continua - ha fonda
to in medicina una nuova setta, in molti luoghi diversa da Galeno, affermando di
essere medico ippocratico: come se Galeno non fosse stato emulo e imitatore di Ippocrate. Scrivo - dice dunque Camuzio - solo per vendicare dallingiuria un autore
cos insigne, visto che persino Ippocrate fu difensore dei medici antichi; e invece in
Italia si promuovono tanti alla laurea, che non si vergognano di citare Cardano con
tro Galeno, come se fosse loracolo di Delfi. N ellesordio d ellopera, Camuzio cita
poi trenta conclusioni di Cardano, che questi avrebbe sottoscritto il 28 giugno 1561.
Nel controbattere la prima, Camuzio fa riferimento a ci che Cardano aveva detto
in pu blicis congressibus (lr-v), nel controbattere la seconda e la terza, usa gli stessi
argomenti che aveva usato in pu blicis concertationibus (ff. 3r, 8v). Delle altre, ec
cetto la settima, dice di non aver discusso pubblicamente con Cardano, ma si rif ad
appunti presi dagli studenti sul quelle sentenze di Ippocrate nelle quali, a detta di
Cardano, Galeno si trova contraddetto. Dopo lultima conclusio, Camuzio critica la
critica di Cardano alla teoria dei quattro elem enti (71 v ss.).
45. L edizione della A pologia a d Andream Camutium di Cardano fu progettata in
Cardani Opera I, f. IV v, per il voi. V ili delledizione Spon, dove per non compare.
536

G irolam o C ardano e lo Studio di Pavia

aperta mistificazione non affatto cos facile come sinora sembra essersi
creduto.
Avvertenza

Con questo, trova un senso la presente ricerca, finalizzata essenzialmen


te ad una migliore comprensione del periodo pavese di Cardano. Per altri
aspetti, lungi dallessere completa ed esaustiva, ma si limita ad anticipare
in un prospetto generale informazioni sullo Studio di Pavia nel XVI secolo
che troverebbero sicuro giovamento da precisazioni ed approfondimenti in
pi direzioni. Pu essere utile in questa prospettiva qualche sommaria noti
zia sullo stato dei materiali sinora utilizzati.
I ruoli, che venivano redatti sa a Pavia che a Milano, sono pervenuti so
lo in parte, e pi spesso nella versione finale piuttosto che nella redazione
pavese (ruolo del rettore); di alcuni anni accademici sono conservate due o
anche tre redazioni, di altri, nessuna. Tale discontinuit pu essere in parte
ovviata, come qui si tenta di fare, ricomponendo in serie documenti disper
si in fondi diversi. I ruoli infatti sono conservati in parte a Pavia, in parte a
Milano, e sovente documenti redatti a Pavia sono conservati a Milano men
tre documenti redatti a Milano si trovano a Pavia, in conformit d altronde
con la natura e la destinazione dei documenti stessi (da Pavia si inviavano
proposte a Milano, da Milano si impartivano disposizioni a Pavia).
II periodo meglio documentato proprio quello nel quale insegn Car
dano, sotto la presidenza del Senato di Giacomo Filippo Sacchi (marzo
1531 - ottobre 1550), M arco Barbavara (ottobre 1550 - dicembre 1552),
Pietro Paolo Arrigoni (dicembre 1552 - agosto 1565). Centrale per la do
cumentazione di quegli anni il volume di originali rilegati Ruoli dei P ro
fessori, e Salariati d e llU niversit di Pavia [1486-1562] (cc [158] + [100]
cc. bb., cm 1 9 x 2 9 + [2] cc. sciolte) conservato insieme ad altri fascicoli di
documenti sciolti in M ilano, Archivio di Stato, fondo Studi, parte antica,
cart. 390. A questo volume mi riferisco d ora in poi come ASM 390 Ruoli,
indicandone i fogli come si trovano numerati nel volume. Del XV secolo,
c solo un elenco di lettori del 1486. Del XVI, sono conservati e qui ripor
tati, per la facolt di arti e medicina i seguenti anni accademici: 1531/1532,
1532/1533, 1533/1534, 1536/1537, 1539/1540, 1541/1542, da 1545/1546 a
1562/1563. Vi si trovano altres, generalmente prima dei ruoli di arti e me
dicina e anche per gli anni 1519/1520, 1521/1522, 1522/1523, i ruoli di
giurisprudenza e alcuni ruoli dei corsi tenuti a Milano, che qui non sono
esaminati. Un ulteriore fascicolo contiene ruoli dal 1448 al 1480.
I
documenti conservati in Pavia provengono da Archivio di Stato, U ni
versit (Notaio Griffi) cart. 20, Ruoli e tabelle dei pro fesso ri d e llU niver
sit di P avia dei secoli XV. XVI fino al 1602 con alcune lacune (o rigin a
rli) (qui e in seguito: ASPU 20; per il XVI secolo, la prima tavola ripor
tata relativa al 1538/1539); cart. 21, Studi Ticinensis 1361/1700, Rotuli
Lectorum (qui e in seguito: ASPU 21); questultim a un volume rilegato,

copia settecentesca di documenti tratti anche d allArchivio della Curia


Vescovile; la mano che com pila la prim a parte fino al 1556/1557 e che
537

Silvia F azzo

rivede la successiva quella di Giacomo Parodi (1693-1773)46. Il primo


foglio di mano del Parodi consta di una tabella, databile al 1748, intestata
come segue: Series Rotulorum et tabularum lectorum omnium qui scientias et artes professi sunt in publico Ticinensi Gymnasio cum litteris et decretis ad eorum respectivas electiones stipendiorum assignationes promotiones et additiones spectantibus ab anno restaurationis eiusdem Studii
1361 ad annum *euntem* 1748 huc usque recol<l>ecta. Sono menzionati,
come documentati nel volume, gli anni accademici seguenti47: XIV secolo:
1374, 1387, 1389, 1392-1395; XV secolo: 1402,1404-1409, 1412, 1415,
1416, 1418, 1419, 1421, 1425-1428, 1430-1435, 1439, 1441, 1443-1447,
1453, 1455, 1461, 1464, 1466, 1467, 1469, 1472, 1475, 1476, 1480-1483,
1486-1490, 1492, 1494-1499; XVI secolo: 1536-154048, 1548-1578, 15801599; XVII secolo: 1600-1627, 1631-1637, 1643-1650, 1652-169949. Alle
pagine del volume di trova apposta una numerazione alquanto irregolare
(che qui comunque stata rispettata); gli atti del XVI secolo cominciano
dopo le pp. 221-2 (bianche). Dallo stesso fondo ASPU, si trova il mano
scritto Syllabus dei lettori in due volumi (ASPU 17 e 18), una compilazio
ne manoscritta a cura di Giacomo Parodi che raccoglie notizie sulla carrie
ra presso lo Studio e cenni bibliografici su quasi tutti i lettori contemplati
nei ruoli, raccolti in ordine alfabetico50.
In conformit con la distinzione fra i tipi di ruoli tratteggiata qui sopra,
chiaro che i documenti pi significativi, perch effettivi e completi, sono
quelli redatti a Milano, in particolare quelli corredati con i salari. Questi, in
buona parte conservati nella loro redazione originale allArchivio di Stato
di Milano (fondo Studi, parte antica, 390, Ruoli) sono dunque pubblicati
nella lista che segue. L uso di fonti diverse viene di volta in volta segnalato
in nota.
46. Contiene anche appunti del Parodi in preparazione del S yllabu s , cfr. per es.
p. 223-4, dove si trova una lista di lettori in ordine alfabetico, e di fianco a ciascun
nome sono annotate le ultime due cifre del primo anno nel quale il lettore fu chia
mato a insegnare. Il frontespizio, porta, di mano diversa, la seguente nota: Questo
volume segnato G contiene i ruoli d e professori ( rotuli lectorum ) con altre notizie
di professori, tratti gli uni e le altre dagli archivi vescovile e municipale e dalle me
morie manoscritte di Girolamo Bossi. E dovuto anchesso alle cure del prof. G iaco
mo Parodi.
47. La presenza degli anni 1499 e 1599 stata desunta dallesame del volume
perch la parte finale del foglio illeggibile. Dove un solo anno solare menziona
to, ci si riferisce alla seconda e maggiore parte dellanno accademico (dunque per
es. 1541 sta per 1540/1541).
48. Sulla tavola del frontespizio aggiunto il [ 1540/] 1541 ma nel volume dopo
il 1539-1540 si passa direttamente al 1548/1549.
49. La tabella menziona anche annate del XVIII secolo: 1700-1723, 1725-1748.
M a il volume termina con l anno 1698/1699.
50. Le notizie del Syllabus manoscritto del Parodi sono state fondam ento delle
note sui singoli lettori in M em orie e docum enti p e r la storia d e llUniversit d i P a
v ia ... Parte I, Pavia 1878.
538

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

ff. Ir]51

Ordo servandus in Universali Ticinensi academia Dominorum Artistarum


Legentes de mane
DD. Logici
51.
Seguono qui trascritti i ruoli degli anni accademici seguenti: 1531/15321533/1534, 1536/1537, 1538/1539 (solo ruolo delle letture, da A SPU 20)
1539/1540, 1541/1542, 1546/1546-1563/1564. L indicazione dellanno accademico,
che qui precede in corsivo lintestazione dei documenti, si trova solo in alcune co
pie Parodi (ASPU c. 21) ed stata comunque aggiunta davanti a tutti i ruoli per fa
cilit di consultazione. Le molte abbreviature sono state quasi sempre sciolte. Ho
lasciato abbreviato D. (Dominus) che precede quasi tutti i nomi dei lettori,
nonch i titoli reverenziali attribuiti ai religiosi, quali Ven.[erabilis], R ev.[eren dus]\
inoltre fior. Leni] (fiorini). Salvo diversa segnalazione, come si premesso, i numeri
d f o lio si riferiscono al volume R uoli dei Professori, e Salariati d e llUniversit di
P avia conservato insieme ad altri fascicoli di documenti sciolti in Milano, Archivio
di Stato, fondo Studi, parte antica, cart. 390 (qui: ASM 390 Ruoli). Alloccorrenza,
la lettura stata integrata (fra parentesi quadre nel caso di nomi singoli o parole)
con il ricorso ad altri documenti nello stesso volume o conservati in Pavia Archivio
di Stato, fondo Universit (Notaio Griffi) cartelle 20 (originali, fogli non numerati)
e 21 (copie del XVIII secolo). In particolare per i nomi poco leggibili sono stati
consultati pi esemplari; ma le diverse copie sono incostanti nella grafia, ed anzi da
un anno allaltro e da un ruolo allaltro in uno stesso fascicolo ci sono variazioni e
queste dove chiaramente attestate sono state conservate. La denominazione stessa
delle cattedre subisce variazioni sia da una raccolta allaltra sia nella stessa raccolta,
in particolare non fissa la grafia delle parole di origine dotta, cos linsegnamento
di M edicina Theorica spesso senza h anche se, come per lo pi avviene, la tabula
redatta in latino, e la M edicina P ractica non ha sempre la c davanti alla t. An
che queste variazioni ortografiche minori sono state prevalentem ente rispettate. E
stato pi difficile rispettare luso dei manoscritti per quanto riguarda gli aggettivi
ordinaria ed extraordinaria apposti al nome delle cattedre di filosofia e di medici
na. Questi aggettivi si trovano infatti quasi sempre abbreviati, ma nei pochi casi nei
quali sono in forma sciolta non si trovano concordati sempre allo stesso modo. A
rigore, si dovrebbe intendere che ordinaria o straordinaria sia la lettura, non la filo
sofia; ma per una sorta di metonimia consueta nel linguaggio universitario dellepo
ca laggettivo si trova tendenzialmente concordato, a quanto si pu vedere in ASM
390 Ruoli, con la materia sulla quale verte la lettura. Si declina pertanto in caso ge
nitivo (per es. al f. 30r si legge A d lecturam Philosophiae extraordinariae). Quando
per alla lecturam si riferisce anche un altro aggettivo (per lo pi indicazioni di
orario, quali matutina, vespertina) anche ordinaria o straordin aria possono accor
darsi con lecturam allaccusativo - e cos al f. 157r si legge A d lecturam M edicinae
Theoricae ordinariam m atutinam. Tale generale tendenza che si riscontra in questi
documenti (e che pure conosce esempi contrari come ai ff. 14 e 18, qui trascritti fe
delmente) valsa qui come criterio quando gli aggettivi si trovavano abbreviati.
Quanto alle maiuscole e minuscole, i documenti ne fanno un uso molto libero e di
screzionale che qui stato per lo pi regolarizzato, lasciando o portando in m aiu
scolo solo le lettere che seguono un punto fermo e le lettere iniziali dei nomi pro
pri, del sostantivo Calendae (rispettando luso costante dei documenti in esame) e
della titolatura generale delle cattedre (M edicina, Logica, P h ilo so p h ia .. .). I termini
di incerta lettura sono preceduti e seguiti da un asterisco (*).
539

Silvia Fazzo

una et eadem hora


DD. Teorici
DD. Almansoris lectores52
una et eadem hora
DD. Metaphysici
D. Branda post suprascriptos teoricos et logicos immediate
Legentes de sero
DD. philosophi ordinarii
una et eadem hora
DD. pratici ordinarii
D. Theologus post completam lectionem istorum

Ordo circulorum
Conveniant omnes legentes, Theologo excepto, hora 22 vel circa in circulis in eodem loco.
Concurrant primo logici donec compleatur lectio theologiae vel circa,
dehinc Philosophi. Una die arguat alter illorum, altera die qui fuit primus
respondens subsequatur et arguat.
52.
La lectura A lm ansoris era stata introdotta a Pavia alla fine del XIV secolo,
probabilmente per volont di Gian Galeazzo Visconti (come si evince dalle parole di
dedica che il primo dei docenti, Sillano Negri, premette alla sua E xpositio , MS Bibl.
Marciana di Venezia lat. VII 52 (2818) cfr. T. Pesenti, Le origini dellinsegnamento
medico a Pavia, Storia di P avia , III.2 cit., p. 453-474, in part. 473 s.). Vi si leggeva
prevalentemente il nono trattato del cosiddetto Alm ansor, compendio di medicina in
dieci trattati ad opera di Abu Bakr M uham mad ibn ZakarTy a ar-RazT(in latino Rhazes, IX-X sec. d.C.) dedicato ad al-M ansr, sovrano di Ray in Persia, citt natale di
R zI Tradotto in latino gi da Gerardo da Cremona, VAlmansor era stato stampato
per la prima volta a Milano nel 1481 dai tedeschi Leonardo Pachel e Ulderico Scinzinzeler. Per il loro carattere eminentemente pratico, ebbero particolare fortuna il set
timo trattato, di chirurgia, e soprattutto il nono trattato dellopera, che tratta detta
gliatamente patologie e cure per tutte le parti del corpo (De aegritudinibus a capite
usque a d p e d e s ): questultimo fu stampato separatamente (per esempio in una mi
scellanea medica edita nel 1506 proprio a Pavia: Johannitius, Incipiunt H ysagoge ...
in m edicina, per Iacob de Burgofranco, imp. Bartholomei de Morandis civis Bergomensis) e ripetutamente commentato. Tali commenti finirono per costituire trattati di
medicina pratica (per esempio un commento al nono trattato la voluminosa Practica loannis Arculani, Venezia, Ottaviano Scoto 1497, 178 cc. in folio). Del nono trat
tato pubblic una parafrasi annotata Andrea Vesalio (P araphrasis A ndreae Vesalii in
nonum librum Rhazae . . . a d regem Alm ansorem , Basileae, Winter, 1537); inoltre in
una lettera del 1546 Vesalio stesso dice di aver parafrasato e annotato intensamente
tutti i dieci libri, istituendo paralleli con le opere di medicina greche; ma di aver bru
ciato il manoscritto in un momento di stizza prima di lasciare lItalia, gesto del quale
in seguito pi volte si era pentito (Vesalii O pera, II, Lugduni 1725, p. 680 s.).
540

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Subsequenter arguant primo Teorici ordinarii, mox pratici ordinari, et


qui una die arguit, altera die respondeat.
Deinde dabitur altera die M etaphysicis, Theologo et extraordinario ut
pariter concurrant
Ultimo sequantur ordinem consuetum lectionum ordinariarum *qui non
pervertatur*.
[f. 9r]

1531 ad 1532
Salarium lectorum Gymnasii Papiensis in rottulo iam misso descriptorum constitutum per Reverendum Senatum die 11 Decembris 1531 solvendum unoquoque mense ad ratam.
[...]
Ad lecturam Theologiae
fior.
Ven. frater Iulius Seronus ordinis Sancti Francisci
200
Ad logicam
Prior Carmelitarum Papiensium

fior.

50

Ad philosophiam ad secundum locum


Magister Augustinus Iacob.

fior.

150

Ad Medicinam videlicet ad Theoricam ordinariam matutinam ad secundum


locum
Magister Silvester Bamerius
fior.
150
Ad lecturam Praticae ordinariae in vespris
Magister Baptista Glussianus

fior.

400

Ad lecturam Praticae extraordinariae de sero


Magister Nicolaus Bergontius

fior.

50

Ad lecturam Almansoris ad secundum locum


Magister Regulus Campisius

fior.

100

Ad lecturam chirurgiae
Magister Petrus M aria53 Tronus

fior.

10

Bidellus artistarum Nicolaus de Garaldus54

fior.

10

53. se d legendum Petrus Martir. Pietro Martire Trono la figura pi persistente


nei ruoli qui in esame: insegn chirurgia ininterrottamente dal 1536 al 1569 alme
no. Il suo nome si trova qualche volta frainteso nei primi ruoli e lo anche nella
tradizione del cap. 30 del D e p ro p ria vita di Cardano, dove compare incidentalmen
te (21a8): nei manoscritti noti (cfr. su pra , n. 11) e nelle due edizioni latine si legge
infatti, in genitivo, P etri M arci Troni.
54. Un discorso a parte meriterebbero i bidelli. Nel Cinquecento, nello Studio di
Pavia, il mestiere di bidello sembra tramandarsi di padre in figlio. Dopo il bidello
qui attestato (f. 14, 1532/1533) Nicola Garaldo, fu bidello di questa facolt suo fi
glio Giovanni Pietro Garaldo (cfr. f. 14r, anno 1532/33); un altro Garaldo ancora,
Giovanni Agostino Garaldo, fu invece bidello nella facolt di giurisprudenza, dove
541

Silvia Fazzo

[signatus]
Ioannes Novarensis
Hermes [Stampa]

1532 ad 1533
[f. 14r, I 81- F
Rotulus stipendiorum artistarum Gymnasii Papiae qui incipit in anno
1532 et finit in 1533.
Ad lecturam Rectoris
D. Rector

fior.

50

Ad lecturam Theologiae
Ven. frater Iulius de Serono

fior.

200

fior.

100

fior.

40

Ad lecturam Logicae ad primam


Ven. frater...56 ordinis Carmelitani
Ad secundam
D. Magister Baptista Blanchus de Biumio

si affianc ad Antonio Beccio dal I545/46. Un ulteriore Garaldo, Ioannes lacobu s


G araidus, fu poi bidello per la facolt di arti e medicina dal 1554/1555 (cfr. qui in
fra ). A quanto risulta dagli atti delle V isitas generales esaminati da Rizzo, art. cit.,
il bidello esaminato dal supervisore inviato da Madrid non sapeva il latino e non sa
peva leggere le abbreviazioni. Interrogato su come svolgesse un ruolo di tanta re
sponsabilit (aveva fra laltro in cura oltre ai locali e alla loro manutenzione, il con
trollo della condotta di docenti e studenti, tutta la registrazione e lamm inistrazione
delle matricole nonch, fin verso met secolo, la definizione del calendario scolasti
co, cfr. supra, p. 523 n.) rispondeva: Signore, io f queste cose il meglio che pos
so ... (ap. Rizzo, p. 83, n. 64).
55. Nel volume ASM, Studi p. a., c. 390 Ruoli il ruolo dei salari conservato
spesso in due esemplari, forse in conformit con la duplice destinazione del ruolo
stesso. Questo infatti, come si vede dalle numerose bozze di lettere di accom pagna
mento che pure si trovano nel volume, veniva inviato da una parte a Pavia per la
pubblicazione, con la firma del segretario, d allaltra ai membri del magistrato
delle entrate ordinarie perch si provvedesse al pagamento dei salari. Relativamente
a questo anno accademico 1531/1532 conservata al f. 19r-v anche la proposta di
ruolo firmata dal rettore e da tre consiglieri. E alquanto diversa, in particolare per
ch Branda Porro non solo, ma ha due concorrenti: Vincentius de M adiis Brixiensis e Augustinus de Iacopo.
56. Lo spazio del nome lasciato in bianco. Dallanno successivo, attestato su
questa cattedra fr a te r A rchangelus Carm elita, che insegn sulla cattedra di logica
dal 1533 al 1537 e su quella di metafisica dal 1538 in avanti, tranne che nel
1545/1546 quando fu posto come concorrente di Lucilio Filalteo sulla seconda cat
tedra di filosofia ordinaria. Sulla carriera sua e degli altri docenti di teologia e di
metafisica (quando attivata) cfr. S. Negruzzo, Theologiam D iscere et docere. La
fa c o lt teologica d i P avia nel XVI secolo, Bologna 1955.
542

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Ad lecturam Philosophiae ordinariam


D. M agister Branda Porrus

fior.

400

Ad lecturam Philosophiae extraordinariam


D. Magister Valerius Grossus

fior.

50

Ad Medicinam videlicet ad Teoricam ordinariam matutinam


fior.
D. M agister Franciscus Cassianus
fior.
D. M agister Silvester Bernerius

300
150

Ad lecturam M edicinae extraordinariam de mane


D. Franciscus Modegnanus

fior.

200

Ad lecturam ordinariam Praticae in sero


D. M agister Gabriel Cagnola

fior.

400

Ad lecturam extraordinariam praticae de sero


D. M agister Ioannes Nicola Bergontius

fior.

50

Ad lecturam Almansoris
D. M agister Baptista Glussianus

fior.

400

Ad lecturam Chyrurgiae
M agister Petrus M aria57 Tronus

fior.

40

Ad calculos extrahendos
M agister Octavianus Brambilla

fior,
et solidi

Bidellus
Nicolaus Garaldus

fior.

468
2458
20

fsignatus]
[f. 14r] I. A. Cataneus
[f. 18r] lacobus Philippus [Saccus], Ioannes Antonius Novariensis, Franciscus Sfondratus.

1533 ad 1534
[f. 20r]
Rotulus stipendiorum artistarum Studii Papiensis incipiens 1533 finiens
1534. Iste habuit effectum.
D. Rector ad suam lecturam

fior.

50

Ad lecturam Theologiae
Ven. D. frater Iulius de Serono ordinis Sancti Francisci

fior.

200

Ad lecturam logicae
fior.
Ven. D. frater Archangelus Carmelita
Ven. D. frater lacobus Philippus Marchesius ordinis Sancti
fior.
Francisci
57. Cfr. su pra : Petrus Martir.
58. Lo stipendio di Ottaviano Brambilla m anca nel f. 14r.
543

200
50

Silvia F azzo

Ad lecturam philosophiae
D. M agister Branda Porrus
Ven. D. frater Ioannes Molius ordinis Sancti Francisci
[Valerius] Grossus ad extraordinariam
Filius Bobiini ad extraodinariam

fior.
fior.
fior.

Ad lecturam M edicinae ordinariae de mane videlicet ad Theoricam


D. Magister Franciscus Cassianus
fior.
D. Magister Franciscus Modegnanus
fior.

500
200
50

500
200

Ad lecturam Medicinae extraordinariae de sero


D. Rector
D. Magister Regulus Campisius

fior.
fior.

50
60

Ad lecturam Almansoris
D. Magister Gabriel Cagnola
D. M agister Baptista Glussianus

fior.
fior.

400
400

fior.

40

Ad lecturam Chirurgiae
Magister Petrus Tronus
M agister Georgius Dordonus
Ad calculos extraendos
Magister Octavianus Brambilla

fior.
et soldos

Bidellus
Nicolaus Garaldus

fior.

468
24
30

Item extraordinarie magistro Baptistae Landulpho


fior.
100
et extraordinarie magistro Gabrieli Cagnola
fior.
100
et hae duae ultimae partitae dabunt Magnifico D. Thexaurario qui eas non
publicet
[signatus] Hermes Stampa, Franciscus Sfondratus, Saccus.

1536 ad 1537
[ASPU 21, p. 238, p. 239]59
59. Per questo anno accademico i ruoli preparati in Milano sono conservati solo
a Pavia, ASPU 21, p. 239 (ruolo delle letture, il pi completo) e p. 238 (ruolo dei
salari, che menziona solo i nomi di sette lettori, perch solo sette furono quelli retri
buiti quellanno, e fu redatto pi tardi; ma come si vede i documenti non si trovano
sempre legati in successione cronologica precisa). Per ricostruire il ruolo definitivo
bisogna dunque ricorrere per i nomi de lettori ad ASPU 21, p. 239 e per i salari a
ASPU 21, p. 238. In ASM 390 Ruoli f. 25r-v c invece la proposta di ruolo inviata
da Pavia e firmata dal rettore e da sei consiglieri. Vi si fa qui ricorso fra parentesi
quadre quando utile a chiarire il nome di un lettore o il titolo di una lettura, men
tre le divergenze sono segnalate in nota).
544

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Rotulus dominorum artistarum et medicorum de praesenti legentium in


Studio Papiensi
D. Rector ad suam lecturam
[Magnificus D. Nicolaus de Augustis Rector]60
Ad lecturam Theologiae
Rev. D. frater Iulius de Serono ordinis minorum
Rev. D. frater Hieronymus Pomerius ordinis praedicatorum
Ad lecturam logicae de mane
Rev. D. frater Archangelus Carmelita

fior.

250

Ad lecturam M etaphysicae
Rev. D. frater Cornelius Mutius [platonicus] ordinis minorum
Ad lecturam Philosophiae
D. M agister Branda Porrus
Ven. D. frater [leronimus] Griellus6' ordinis minorum
Ad lecturam Philosophiae extraordinariae
[D.] M agister [Ioannes Matheus] Bobius62
Ad lecturam Medicinae de mane videlicet ad Theoricam
D. Magister Gabriel Cagnola
D. M agister Hieronymus Cardanus63
Ad lecturam Practicae extraordinariae
D. M agister Ioannes Andreas de Cellanova

fior.

700

fior.

50

fior.

500

fior.

4064

Ad lecturam meridianam
D. M agister Ioannes Baptista Facinus
D. Magister Baptista Boldonus

60.11 nome del rettore riportato solo nel ruolo dei salari.
61. Poco leggibile, il nome del lettore Griellus si desume da altri ruoli.
62. Dopo Matteo da Bobbio il rettore aveva proposto una seconda cattedra per
A lexan der Crotus (ASM 390 Ruoli, f. 25r).
63. Il rettore aveva invece proposto Franciscus Cassanus. Come si menzionato
nellintroduzione, Cardano rinunci alla nomina, e venne sostituito sulla seconda
cattedra di medicina teorica da N icolaus Boldonus (cfr. a.a. 1538/1539) cui per il
1536/1537 il rettore aveva suggerito di assegnare una cattedra serale di medicina
straordinaria, proponendone anche una per se stesso. Si legge infatti nel ruolo pro
posto dal rettore: A d lecturam M edicinae E xtraordinariae de sero D. M agister N i
colaus de Augustis Rector, D. M agister N icolaus Boldonus. Il Senato non istitu le
due cattedre straordinarie ma evidentemente tenne in seguito presente la candidatu
ra di Boldoni.
64. Questa lettura non indicata nel ruolo dei lettori ma solo in quello, redatto
pi tardi, dei salari.
545

Silvia F azzo

Ad lecturam M edicinae extraordinariae de Sero


Excellentissimus Vicarius Dominus Matheus de Curte65
Ad lecturam Graecam
Remigius [Ampheronimus Belga]66 modo legat Auctores Medicinae qui
Graece scripserunt.
Ad lecturam Philosophiae M oralis in festis
D.nus Magister Franciscus Alius67
Ad lecturam Prognosticorum
Deputandus a D. Rectore
Ad lecturam Almansoris
D. Magister Baptista Glussianus
D. Magister Baptista Landulfus

fior.

600

Ad lecturam Cijrogiae [sic]


Magister Petrus M artir Tronus
M agister Georgius Dordonus

fior.

60

Ad officium bidellatus et ad custodiam Scholarum


Nicola Garaldus

librae

6468

[Signatus] I. A. Catanaeus.69

1538 ad 1539
[ASPU cart. 20]
Rotulus Artistarum Legentium in Studio Papiensi incipiendo in anno
1538 et finiendo in 1539
D. Vicerector ad suam lecturam
Ad lecturam Theologiae
65. Il rettore aveva proposto per Matteo da Corte la cattedra, poi non attivata, di
medicina pratica ordinaria.
66. Rem igius Am pheronim us B elgae ASM 390, R uoli , f. 25v; Rem igius Flaminrigius ASPU 21, p. 238.
67. Il rettore aveva suggerito Giulio de Ferrari, platonico. Notasi che la secon
da lettura proposta dal rettore e dai consiglieri per un platonico (come si vede qui
sopra, il francescano Cornelio, platonico, anch'esso proposto dal rettore, confer
mato A d lecturam M etaphysicae).
68. Il salario del bidello attestato sia in lire (secondo quello che sar luso cor
rente a partire almeno dal 1545/1546) che in fiorini (secondo un appunto rinvenuto
da Parodi separatamente: In actula particulari: In Rotulo Artistarum lacobus Ga
raldus fi. 40), Poich un fiorino sono 32 soldi, una lira 20 soldi, la conversione
precisa: sia 64 lire che 40 fiorini fanno 1280 soldi.
69. La firma del segretario in calce al ruolo dei salari (ASPU 2 1, p. 239).
70. Questo ruolo manca in ASM Studi p. a. 390, Ruoli. Si legge come ruolo del
le letture, senza stipendi, in ASPU cart. 20, dove il primo ruolo riportato per il
XVI secolo.
546

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

D. Magister Iulius de Serono ordinis minorum


D. Magister Hieronymus Pomerius ordinis praedicatorum
Ad lecturam Logicae
D. Magister Andreas Camutius
D. Magister Ioannes Baptista Bonetus
D. Magister Iacobus Philippus Marchesius Guardianus Sancti Francisci Papiae
Ad lecturam M etaphysicae
D. M agister Archangelus ordinis Carmelitarum
D. M agister Pontianus Cremonensis
Ad lecturam Philosophiae
D. Magister Branda Porrus
D. M agister Griellus ordinis minorum
Ad lecturam Philosophiae extraordinariae
D. Magister Ioannes Matheus de Bobio
D. Magister Alexander Crotus
Ad lecturam Medicinae de mane videlicet ad Teoricam
D. Magister Gabriel Cagnola
D. M agister Nicolaus Boldonus
Ad lecturam Teorices meridianam
D. Magister Ioannes Baptista Facinus
D. Magister Ioannes Andreas de Cellanova
Ad lecturam Medicinae extraordinariae de sero
D. M agister Regulus Campisius
D. Magister Ioannes Angelus Landulfus71
Ad lecturam ordinariam Praticae de sero
D. Magister Franciscus Cassianus
Ad lecturam Graecam
D. Magister Andreas Astutus
Ad lecturam Philosophiae Moralis in diebus festivis
D. Magister Ioannes Franciscus Dugnanus
Ad lecturam Pronosticorum
D. Magister Antonius Cussanus
Ad lecturam Astronomiae
Deputandus a D. Vicerectore
Ad lecturam Almansoris
D. M agister Baptista Glussianus
Ad lecturam Chyrurgiae
D. M agister Petrus M artir Tronus
D. M agister Georgius Dordonus
71. 11 nome di questo lettore aggiunto in un secondo tempo.
547

Silvia Fazzo

Bidellus
Nicolaus Garaldus et in eius absentia seu impotentia Ioannes Petrus eius filius
[signatus] I. A. Catanaeus

1539 ad 1540
[f. 29rv, f. 30rv]
Rotulus Dominorum Lectorum Artistarum Studii Papiensis incipiendo in
anno 1539 et finiendo in 1540.
D. Vicerector ad suam lecturam

fior.

50

Ad lecturam Theologiae
D. M agister Iulius Seronus ordinis minorum

fior.

200

Ad lecturam Logicae
D. Magister lacobus Philippus Marchesius ordinis minorum fior.
D. Magister Ioannes Augustinus Ariminensis72
fior.

100
8073

Ad lecturam Metaphysicae
D. M agister Archangelus ordinis Carmelitarum

fior.

25074

Ad lecturam Philosophiae
D. M agister Branda Porrus
D. M agister Ioannes Andreas Camutius

fior.
fior.

800
250

Ad lecturam Philosophiae extraordinariam


Magister Ioannes Baptista Caymus
D. M agister Vincentius de Pergamo

fior.
fior.

5075
50

Ad lecturam Medicinae de mane videlicet ad Teoricam


D. Magister Gabriel Cagnola
D. M agister Nicolaus Boldonus

fior.
fior.

600
400

Ad lecturam Teoricae meridianam


D. M agister Ioannes Matheus Bobinus76
D. M agister Ioannes Franciscus Dugnanus

fior.
fior.

100
7577

72. Il nome, lo stesso che si legge in ASPU 20, preceduto da una cancellatura,
sotto la quale si legge: D. M agister Ioannes B aptista Bonetus.
73. E cancellato un terzo lettore: D. M agister Nicolaus Perusinus, ordinis sirvorum, florinos 50. Segue la nota: non vult legere.
74. Nel f. 29r segue, cancellato il nome di D. M agister Urbanus Landrianus,
con la nota: non venit.
75. Nel f. 29r questo nome sostituito a quello, cancellato, di Ioannes M atheus
de Bobio.

76. Nel f. 29r questo nome sostituito a quello, cancellato, di Ioannes Angelus
L andulphus.

77. Questo lettore menzionato solo nel f. 30r e in ASPU 20 (dove aggiunto
in un secondo tempo); nel f. 29v, meno aggiornato, era deputato all filosofia morale
in diebu s festis.
548

G irolam o C ardano e lo Studio d i P avia

Ad lecturam Medicinae extraordinariae de sero


D. M agister Regulus Campisius
D. M agister Georgius Dordonus78

fior.
fior.

80
40

Ad lecturam Praticae de sero


D. M agister Ioannes Baptista Glussianus79

fior.

600

Ad lecturam Sophistariae
D. M agister lacobus Modegnanus

fior.

25

scuti

50

fior.

25

Ad lecturam Graecam
D. Magister Andreas Astutus de Castellacio
Ad lecturam Philosophiae Moralis in diebus festis
D. M agister Franciscus Torellus
Ad lecturam Pronosticorum
D. M agister Ioannes Antonius Moratus

fior. 25

Ad lecturam Astronomiae
Deputandus a D. Vicerectore
Ad lecturam Almansoris
D. M agister Ioannes Andreas Cellanova
D. Magister Silvester Bernerius80

fior.
fior.

300
200

Ad lecturam Chirurgiae
Magister Petrus Martir Tronus
M agister Augustinus Catanaeus

fior.
fior.

30
25

Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus
Item pr refectione scolarum81

fior.
fior.

30
10

Io. A. Novarensis
Franciscus Sfondratus
Saccus

1541 ad 1542
[f. 47r-v]82
Rotulus stipendiorum Dominorum artistarum profitentium in Studio papiensi incipiendo in 1541 et finiendo in 154283.
78. Questo nome sostituito a quello, cancellato, di Ioannes B aptista Caymus.
79. Questo nome sostituito a quello, cancellato, di F ranciscus Cassanus.
80. Questo nome sostituito a quello, cancellato, di B aptista Glussianus.
81. Item pr refectione scolarum si legge solo al f. 30v e in ASPU 20.
82. Nello stesso volume ASM 390 Ruoli sono conservate tre redazioni: ff. 44r-v
(con i salari), 47r-v (con i salari, pi aggiornato), 75r-v (solo letture). Si trascrive
qui il f. 47.
83. verosimilmente a questo anno accademico, o ad altro molto vicino, che si
riferisce la proposta di ruolo firmata dai consiglieri studenteschi delle nationes m i
lanese, piemontese, cremonese, piacentina, novarese e da altri trentadue studenti
provenienti da Lombardia, Piemonte, Genova e Piacenza (segue, forse allegato, un
549

Silvia Fazzo

D. Rector ad suam lecturam

fior.

50

Ad lecturam Theologiae
D. Magister Iulius Seronus ordinis minorum
D. M agister Pontius Polytius Carmelita

fior.
fior.

250
200

Ad lecturam logicae
D. M agister lacobus Philippus Marchisius ordinis minorum
fior.
D. Magister Ioannes Augustinus Ariminensis ordinis sancti Augustini
fior.
D. M agister lacobus Ottolinus
fior.

100
80
50

Ad lecturam Metaphyisicae
D. Magister Archangelus Carmelita
D. Magister Ioannes Baptista Astensis ordinis servorum

fior.
fior.

250
100

Ad lecturam Philosophiae
D. Magister Branda Porrus
D. Magister Andreas Camutius

fior.
fior.

900
300

Ad lecturam Philosophiae extraordinariae


D. M agister Vincentius de Pergamo84 ordinis minorum
D. M agister Ioannes Baptista Caimus
D. M agister Augustinus Senagus

fior.
fior.
fior.85

Ad lecturam M edicinae de mane vide licci ad Theoricam


D. M agister Gabriel Cagnola
D. Magister Nicolaus Boldonus

fior.
fior.

700
500

fior.
fior.

140
25

Ad lecturam M edicinae extraordinariae de sero


D. Magister Regulus Campisius
D. M agister Georgius Dordonus

fior.
fior.

80
40

Ad lecturam Practicae de sero


Excellentissimus D. M agister Mattheus Curtius

scuti

1000

Ad lecturam Sophistariae
D. M agister Archangelus Carmelita

fior.

25

Ad lecturam Graecam
D. M agister Andreas Astutus de Castellatio

scuti

50

Ad lecturam Theoricam meridianam


D. Magister Ioannes Mattheus Bobiensis
D. M agister Franciscus Dugnanus
D. Magister Philippus Morengus86 sine salario

50
50

foglio di sottoscrizione, non numerato nel volume, con altre nove firme) conservata
senza data in ASM Studi p. a. 390 Ruoli, f. 11 r-v.
84. de Bergamo f. 44r, f. 11 r.
85. Il salario di Senago lasciato in bianco sia al f. 47r che al f. 44r.
86. Marengus f. 44r.
550

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Ad lecturam Philosophiae moralis in diebus festis


D. M agister Hector Marchisi us

fior.

25

Ad lecturam Pronosticorum
D. Magister Ioannes Antonius Meratus

fior.

25

Ad lecturam Astronomiae
Deputandus a Domino Rectore

fior.

25

Ad lecturam Almansoris
D. M agister Ioannes Baptista Glussianus
D. Magister Ioannes Andreas Cellanova
D. Magister Silvester Bernerius

fior.
fior.
fior.

700
300
250

Ad lecturam Chyrurgiae
D. Magister Petrus M artir Tronus
D. Magister Augustinus Catanaeus

fior.
fior.

80
25

Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus
Item pr cura scolarum

fior.
fior.

30
10

[signatus] Iacobus Philippus, Ioannes Novariensis87

1545 ad 1546
[f. 49r]88
Rotulus Dominorum Artistarum Legentium in Studio papiensi incipiendo in anno 1545 et finiendo in 1546 una cum eorum honorariis.
D. Rector ad suam lecturam

librae89

80

Ad lecturam Theologiae
D. M agister Iulius Seronus

librae

400

Ad lecturam logicae
D. Magister Ludovicus Tridinus
D. Magister Octavianus Ferrarius

librae
librae

160
160

Ad lecturam Metaphysicae
D. Magister Iacobus Philippus Marchesius
Deputandus

librae
librae

160
160

87. Le due firme sono sul f. 44v (ruolo dei salari); sul f. 75v (ruolo delle lettu
re): Ioannes Antonius N ovarensis, Franciscus Sfondratus, Saccus.
88. Di questo anno accademico il volume porta due ruoli, f. 49r in latino, f. 52r
in volgare, interamente concordante sia per le indicazioni dei lettori che per quelle
dei relativi onorari. Viene qui di seguito trascritto il f. 49r.
89. A partire da questa data, dopo le vicissitudini subite dallo Stato di M ilano e
conseguentemente dallo Studio di Pavia negli anni 43-44, i ruoli tornano ad essere
conservati regolarmente e gli stipendi sono indicati in librae , lire imperiali invece
che in fiorini. Un fiorino valeva 32 soldi, una lira 20, dunque una lira vale 5/8 di un
fiorino.
551

Silvia Fazzo

Ad lecturam philosophiae ordinariam


D. M agister Lucillus Philaltheus
D. Magister Archangelus Carmelita

librae
librae

1200
500

Ad lecturam philosophiae extraordinariam


D. Magister Augustinus Senagus

librae

80

Ad lecturam Theoricae ordinariae de mane


D. M agister Silvester Bernerius
D. M agister Andreas Camutius

librae
librae

700
900

Ad lecturam Theoricae meridianam


D. M agister Matheus Bobiensis

librae

224

Ad lecturam Praticae de sero


D. M agister Andreas Cellanova

librae

480

Ad lecturam Almansoris
D. M agister Ioannes Baptista Glussianus

librae

1120

Ad lecturam Chirurgiae
Magister Petrus M artir Tronus

librae

128

Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus

librae

64

[signatus] lacobus Philippus <Saccus>


Ioannes Novariensis

1546 ad 1547
[f. 55r-v]
Rollo delli Lettori Artisti nel Studio di Pavia, cominciando a Calende di
Novembre 1546 et che finir a Calende di Novembre 1547.
Magnifico D. Iacopo Antonio Gezo Rettore alla Sua Lettura lire

80

Alla lettura de Theologia


D. Magistro Giulio Serono

lire

400

Alla lettura de Logica


D. Magistro Ludovico Tridino
D. Magistro Ottaviano Ferrara

lire
lire

160
160

Alla lettura de Metaphisica


D. Magistro Archangelo Carmelita
D. Magistro Iacopo Philippo Marchese

lire
lire

500
160

Alla lettura de Philosophia straordinaria


D. M agistro Branda Porro

lire

1600

Alla lettura de Philosophia ordinaria


D. Magistro Lucilio Filalteo
D. Magistro Giulio Delphino

lire
lire

1000
1000

5 52

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Alla lettura de Philosophia straordinaria


D. Magistro Agustino Senago

lire

80

Alla lettura de Theorica ordinaria de matina


D. Magistro Gieronymo Cardano
D. Magistro Andrea Camutio

lire
lire

1600
900

Alla lettura de Theorica meridiana


D. Magistro Mattheo da Bobio

lire

224

Alla lettura de pratica da sera


D. M agistro Andrea Cellanova
D. M agistro Silvestro Bernerio

lire
lire

700
700

Alla lettura de Medicina straordinaria con le declarationi et Simplici


D. Magistro Georgio Dordono
lire

64

Alla lettura del Almansore


D. M agistro Gio. Battista Giussano

lire

1120

Alla lettura de Chyrurgia


D. Magistro Pietro Martire Trono
D. Magistro Agustino Cattaneo

lire
lire

160
40

Bidello
Giovanni Pietro Garaldo

lire

64

1547 ad 1548
[ff. 58r-v, 6 Ir]90
Rotulus Dominorum Artistarum legentium in Studio Papiensi incipiendo
in Calendis Novembris anni 1547 et finiendo in Calendis Novembris anni
1548.
D. Rector ad suam lecturam

librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. M agister Iulius Seronus ordinis Minorum

librae

400

Ad lecturam Logicae
D. Magister Ludovicus Tridinus
D. M agister Octavianus Ferrarius

librae
librae

160
160

Ad lecturam Metaphisicae
D. M agister Archangelus Carmelita
D. Magister lac. Philippus M archesius ordinis minorum

librae
librae

500
160

90.
Di questo anno accademico il volume porta due rotuli entrambi in latino; il f.
61 r di pi ampio formato, ripiegato per entrare nel volume. firmato da laco.
Phi. - Io. A. Novariensis. Le due redazioni concordano sia nei nomi che negli
onorari, salvo che il f. 61 non menziona Ottolino, che insegna senza salario sulla
seconda cattedra di medicina straordinaria; inoltre calcola la somma di tutti i salari.
553

Silvia F azzo

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Magister Branda Porrus
D. M agister Iulius Delphinus

librae
librae

1600
1000

Ad lecturam Philosophiae extraordinariae


D. Magister Augustinus Senagus

librae

80

Ad lecturam Medicinae Theoricae de mane


D. Magister Hieronymus Cardanus
D. Magister Andreas Camutius

librae
librae

1600
900

Ad lecturam Theoricae meridianae


D. Magister Matthaeus Bobiensis

librae

224

Ad lecturam Practicae de sero


D. Magister Andreas Cellanova
D. Magister Bernardinus Padernus

librae
librae

700
1000

Ad lecturam Medicinae extraordinariae cum declaratione Simplicium


D. Magister Georgius Dordonus
librae
D. M agister Ioannes lacobus Ottolinus

64

Ad lecturam Almansoris
D. M agister Ioannes Baptista Glussianus
D. M agister Silvester Bernerius

librae
librae

1120
600

Ad lecturam Chyrurgiae
D. M agister Petrus M artir Tronus
D. M agister Augustinus Catanaeus

librae
librae

160
40

Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus

librae

64

[f. 60r]
Rotulus Secretus pr additione honorarii facta nonnullis lectoribus Studii
Papiensis in anno 1548.
D. lacobus M andellus de A lba
librae
400
D. M agister Branda Porrus
librae
400
D. Magister Ludovicus Tridinus
librae
40
D. M agister Octavianus Ferrarius
librae
150
D. M agister Andreas Celanova
librae
100
D. M agister Petrus M artir Tronus
librae
20
D. M agister Augustinus Cataneus
librae
40
[f. 66r-v]91
91.
Il ruolo si presenta nel volume milanese in tre redazioni, ai ff. 62r-v, 64r-v,
66r-v. Il f. 64, con le proposte pavesi, firmato dal Rettore degli artisti e dai consi
glieri delle diverse nationes', esso si trova ad essere alquanto diverso dalle tavole
dei ff. 62 e 66, relative alle deliberazioni del senato. Oltre alle differenti assegna
zioni delle varie cattedre, che saranno segnalate in nota, il ruolo del rettore del f. 64
prevede letture che poi furono assenti in quello del Senato: a d Lecturam A strono
554

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

1548 ad 1549
Rotulus Dominorum Artistarum legentium in Studio Papiae incipiendo in
Calendis novembris anni 1548 et finiendo in easdem Calendas anni 1549.
D. Rector ad suam lecturam

librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. M agister Iulius Seronus ordinis minorum

librae

400

librae

400

librae

160

Ad lecturam Metaphisicae
D. M agister Archangelus Carmelita
D. Magister Iac. Philippus Marchisius ordinis minorum93

librae
librae

500
160

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Magister Branda Porrus
D. Magister Octavianus Ferrarius95

librae
librae

200094
500

Ad lecturam Medicinae Theoricae de mane


D. Magister Hieronymus Cardanus
D. M agister Iulius Delphinus96

librae
librae

1700
1200

Ad lecturam M edicinae extrardinariae videlicet ad Theoricae97


D. M agister Augustinus Senagus98
librae

150

Ad lecturam Medicinae meridianae


D. M agister Georgius Dordonus

librae

100

Ad lecturam Practice de sero


D. M agister Silvester Bernerius
D. M agister Bernardinus P adernus"

librae
librae

700
1150

Ad lecturam Logicae
D. Magister Ludovicus Tridinus
Item ad philosophiae extraordinariae
D. M agister Federicus M antuanus92

m iae D eputandus a D. R et tore; a d Lecturam P rognosticorum D. A ugustus Tibolderius; a d Lecturam M athem aticae D. Ludovicus Ferarius. Rispetto al f. 62, firmato
da Ioannes N ovariensis, il f. 66 concorda quasi per intero, segnalando in pi alcuni

aumenti di salario: per Branda Porro, per Andrea Cellanova, per il bidello. Le diffe
renze sono segnalate in nota.
92. Sulla seconda cattedra di logica, il ruolo del rettore prevede Ottaviano Ferra
ri (f. 64r).
93. G abriel de Coronato Ianuensis nel ruolo del rettore (f. 64r).
94. L ibrae 1600 f. 62r.
95. Nel Ruolo del rettore (f. 64r) come concorrente di Branda Porro compare
inizialmente Giulio Delfino, a fianco del cui nome si aggiunge pi tardi una nota:
D. Gullius D elphinus qui it a d lecturam theoricae: a scolasticis m axim e desideratur dum m odo in eorum numerum cooptari p ossit.
96. D. A ndreas Cam utius f. 64r.
97. A d lecturam M edicinae extrardinariae de nonis f. 64r.
98. D. Ioannes M atheus de B obio f. 64r.
99. E llecti fuerunt indiferenter, de loco tamen dom inacionibus vestris rem ititur

f. 64r.
555

Silvia Fazzo

Ad lecturam Alm ansoris100


D. M agister Andreas Celanova
D. M agister Matthaeus Bobiensis

librae
librae

800101
300

Ad lecturam Chyrurgiae
D. M agister Petrus M artir Tronus
D. M agister Augustinus Cataneus

librae
librae

180
80

Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus

librae

80102

1549 ad 1550
[f. 68r-v]
Rotulus Dominorum Artistarum Legentium in Studio Papiensi incipiendo in anno 1549 die 18 Octobri et finiendo in anno 1550 in festa Assumptionis Beatissimae Virginis Mariae.
D. Rector ad suam lecturam

librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. M agister Iulius Seronus ordinis Minorum
D. M agister Angelus Schioffus Florentinus

librae
librae

400
320

Ad lecturam Logicae
D. M agister Ludovicus Tridinus

librae

400

Ad lecturam Philosophiae extraordinariae


D. Magister Federicus Mantuanus

librae

250

Ad lecturam M etaphisicae
D. M agister Archangelus Carmelita
D. Magister lacobus Philippus Marchisius ordinis minorum

librae
librae

500
160

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Magister Branda Porrus
D. Magister Octavianus Ferrarius

librae
librae

2000
600

Ad lecturam M edicinae Theoricae de mane


D. M agister Hieronymus Cardanus
D. Magister Iulius Delphinus

librae
librae

1800
1400

Ad lecturam Medicinae Theoricae extrardinariae


D. Magister Augustinus Senagus

librae

180

Ad lecturam M edicinae meridianae et Simplicium


D. Magister Georgius Dordonus

librae

200

100. Al f. 64r per questa lettura: A d lecturam A lm ansoris D. M agister Baptista


Glussianus, D. M agister Ioannes A ndreas de C ellanova, D. M agister S ilvester Bernerius.
101. L ibrae 700 f. 62v.
102. Librae 500 f. 62v.
556

G irolam o C ardano e lo Studio d i P avia

Ad lecturam Practicae de sero


D. M agister Bernardinus Padernus
D. M agister Silvester Bernerius

librae
librae

1150
700

Ad lecturam Almansoris
D. M agister Andreas Celanova
D. M agister Matthaeus Bobiensis

librae
librae

800
300

Ad lecturam Astronomiae
Deputandus a D. Rectore

librae

40

Ad lecturam Chyrurgiae
D. M agister Petrus M artir Tronus
D. M agister Augustinus Catanaeus

librae
librae

360
130

Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus

librae

80

1550 ad 1551
[f. 71r-v]103
Rollo degli Artisti Legenti nel Studio di Pavia cominciando a Calende di
Novembre 1550 et che finir a Calende di Novembre 1551l04.
Magnifico D. Francesco Capra Rettore

lire

80

Alla lettura di Theologia


D. Magistro Giulio Serono

lire

400

Alla lettura de Logica


D. Magistro Ludovico Tridino
D. Magistro Federico Mantoano

lire
lire

500
350

Alla lettura de Metaphisica


D. M agistro Archangelo Carmelita
D. Magistro Iacopo Philippo Marchesio

lire
lire

500
160

Alla lettura de Philosophia ordinaria


D. Magistro Branda Porro
D. Magistro Ottaviano Ferraro

lire
lire

2000
900

Alla lettura de Theorica la matina


D. Magistro Hieronymo Cardano
D. Magistro Giulio Delphino

lire
lire

2000
1600

Alla lettura de Medicina straordinaria


D. Magistro Augustino Senago

lire

180

Alla lettura de Medicina m eridiana105


103. Questo ruolo riportato anche nello stesso volume ASM 390 Ruoli f. 73r, in
latino. Il f. 73 sembra precedente il 71, cfr la lettura di astronomia, dove al 73 il ret
tore deve scegliere un lettore, al f. 71 v ha scelto di impartire egli stesso la lettura.
104. e tfin ie n d o in vigilia Assum ptionis B.V.M. 1551 ASM f. 73r, ASPU 21.
105. A d lecturam m edicinae m eridianae e t sim plicium f. 73r.
557

Silvia F azzo

D. Magistro Georgio Dordono

lire

200

Alla lettura de pratica la sera


D. Magistro Silvestro Bernerio
D. Magistro Bernardo Paderno

lire
lire

850
1300

Alla lettura delAlmansore


D. Magistro Andrea Celanova
D. Magistro M attheo da Bobio

lire
lire

800
300

Alla lettura d Astronomia


Magnifico D. Francesco Capra R ettore106

lire

40

Alla lettura di Chyrurgia


D. Magistro Pietro M artire Trono
D. Magistro Augustino Cataneo

lire
lire

360
130

Bidello
Giovanni Pietro Garaldo

lire

80

1551 ad 1552
[f. 78r-v]107
Rotulus stipendiorum Lectorum Artistarum Gymnasii Ticinensis incipiendo in Calendis Novembris 1551 et finiendo in eisdem Calendis 1552.
80

D. Rector ad suam lecturam

librae

Ad lecturam Theologiae
D. M agister Iulius Seronus ordinis minorum

400

Ad lecturam Logicae et Philosophiae extraordinariae


D. M agister Ludovicus Tridinus pr utraque lectura
D. M agister Vincentius Cacianus bergomensis minorit

librae
librae

500
200

Ad lecturam Metaphysices
D. Magister Archangelus Carmelita
D. Magister lacobus Philippus M archesius M inorit

librae
librae

500
160

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Magister Branda Porrus
D. Octavianus Ferrarius

librae
librae

2000
900

librae

2000

Ad lecturam matutinam M edicinae theoricae108


D. Cardanus non legit
D. Magister Iulius Delphinus
et cum hoc annuo salario legat per triennium

106. D eputandus a D. R ectore f. 73r.


107. Complessivamente pi leggibile ma meno aggiornato il ruolo dei lettori
dello stesso anno in ASPU 21 p. 248.
108. ASPU 21 p. 248: A d Lecturam M edicinae T heoricae de m ane: D. H ieronimus Cardanus, D. Mag. Iulius Delphinus. Cfr. la nota precedente.
558

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Ad lecturam M edicinae extraordinariae


D. M agister Augustinus Senagus

librae

180

Ad lecturam M edicinae meridianae et Simplicium


D. M agister Georgius Dordonus

librae

200

librae
librae

850
1600

Ad lecturam Practicae vespertinam


D. M agister Silvester Bernerius
D. Magister Bernardinus Padernus
et legat per triennium cum hoc salario annuo
Ad lecturam Almansoris
D. M agister Andreae Cellanova
et legat per triennium cum hoc annuo salario
D. M agister M attahaeus Bobiensis

librae

1000

librae

300

Ad lecturam Graecam
D. M .r Bartolomaeus M oiranus109

librae

160

Ad lecturam Chirurgiae
D. M agister Petrus M artir Tronus
D. M agister Augustinus Catanaeus

librae
librae

360
130

Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus

librae

80

[signatus] Ioannes A. mediolanensis, Marcus [Barbavara]

1552 ad 1553
[f. 93r-v]no
Rotulus stipendiorum constitutorum lectoribus Artistarum in Gymnasio
Ticinensi profitentibus a Calendis novembris anni 1552 ad easdem Calendas anni 1553.
D. Rector ad suam lecturam

librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. M agister Antonius de Augusta ordinis minorum

librae

300

Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus de Tridino et pr lectura philosophiae extraordinariae
librae
D. frater Vincentius Cacianus bergomensis
librae
D. Vincentius D inallus111
librae

500
200
200

109. La lezione del nome del lettore di greco varia tra ASM 390 Ruoli f. 78v
M oiran us , f. 79r (letture tenute a Milano) M aioragius e ASPU 21 p. 248 Maioraggius de
volume
110.
111.

Papia, ma poco prima, in una carta di formato minore legata nello stesso
ASPU 21, M oijragus Papiae.
Il ruolo con le proposte del rettore conservato al f. 84r-v.
om. f. 84r (ruolo del rettore).
559

Silvia F azzo

et anno sequenti deliberabitur de duobus tantum lectoribus logicis constituendis, quo tempore habebitur ratio D. Tridini
Ad lecturam Ethices
D. Caesar Ripa sine salario112
Ad lecturam Metaphisices
D. M agister Archangelus Carmelita
librae
D. M agister lacobus Philippus Marchesius Minorit
librae
ita quod non accedat ad contionandum in Quadrigesima113.

500
200

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Lucillus Philaltheus
D. Octavianus Ferrarius

librae
librae

1200'14
1000

Ad lecturam M edicinae Theoricae ordinariae


D. M agister Iulius D elphinus115
D. M agister Branda Porrus

librae
librae

2000
2000

Ad lecturam M edicinae116 extraordinariae


D. M agister Augustinus Senagus
D. Ioannes lacobus O tholinus117

librae
librae

250
200

Ad lecturam M edicinae extraordinariae et Simplicium


D. M agister Georgius Dordonus

librae

200

Ad lecturam Practicae ordinariae vespertinam


D. M agister Bernardinus Paternus
D. Magister Silvester Bernerius

librae
librae

1600
850

Ad lecturam Almansoris
D. M agister Ioannes Andreas Cellanova
D. M agister Ioannes Matthaeus Bobiensis

librae
librae

1000
300

Ad lecturam Astronomiae
Deputandus a D. Rectore

librae

40

Ad lecturam Graecam
D. Bartholomaeus Moiranus

librae

160

Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
D. Augustinus Catanaeus

librae
librae

360
130

112. om. f. 84r.


113. Per la lettura di questa e di altre note poco nitide ringrazio la gentile consu
lenza del Dr. Maurizio Savoja dell'A rchivio di Stato di Milano.
114. D. Branda Porrus f. 84r.
115. H ieronim us C ardanus (et ipso desiniente D. A ndreas Cam utius et si non
vcnerit D. Ioannem lacobu m Ottolinum petim us) f. 84r. Nota che Ottolino viene re
cuperato dal Senato di M ilano sulla cattedra di medicina straordinaria, mentre An
drea Camuzio resta escluso. Nel f. 84 Giulio Delfino sulla seconda cattedra.
116. T heoricae f. 84r.
117. om. f. 84r.
560

G irolam o C ardano e lo Studio d i P avia

Ad lecturam et incisionem Anatomiae


D. Gabriel Cuneus

librae

100

Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus

librae

80

[signatus] Ioannes Ar. mediolanensis; Arrigonus

1553 ad 1554
[f. 99r-v] " 8
Rotulus sive Tabula stipendiorum Lectorum Artes et Medicinam profi tentium in Gymnasio Ticinensi a Calendis novembris proximis ad easdem
Calendas anni 1554.
Dominus Rector ad suam lecturam

librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. frater Antonius de Augusta ordinis minorum

librae

300

Ad lecturam D ialectices119
D. Ludovicus Tridinus et pr lectura infra
D. Vincentius Dinallus
D. Philippus Zaphirus

librae
librae
librae

200

Ad lecturam Philosophiae extraordinariae


Idem D. Ludovicus Tridinus
D. frater Vincentius Cacianus Bergomensis

librae

200

Ad lecturam Metaphysices
D. frater Archangelus Carmelita
D. frater Iacobus Philippus Marchesius minorit

librae
librae

500

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Lucillus Philalteus
D. Octavianus Ferrarius

librae
librae

1200
1000

Ad lecturam M edicinae Teoricae ordinariae


D. Iulius Delphinus
D. Branda Porrus

librae
librae

2200

800
160

200

2000

118. Cfr. anche al f. 97r il ruolo delle letture, senza salari, datato al 25 ottobre
1553, firmato, come il ruolo del f. 99r-v, dal presidente del Senato Arrigoni.
119. A proposito della cattedra di dialettica, il f. 97r annota ci che segue: legant om nes easdem lection es et eadem hora. Anno autem sequente erunt nisi duo
lectores. Tale indicazione conforme alle indicazioni di una delle varie carte di ap
punti che si trovano legate nel volume ASM 390 R uoli , cfr. in particolare gli ap
punti del f. 94r dove si legge A d Lecturam L ogices: D. Tridinus Librae 8 0 0 cum ex
traordin aria ph ilosoph ia; D. D inallus L ibrae 200; D. Zaphirus L ibrae 160 e t legat
om nes easdem lectiones e t anno sequenti erunt duo. Si nota peraltro con chiarezza
che lectura logices o logicae e lectura d ialectices sono qui sinonimi.
561

Silvia Fazzo

Ad lecturam M edicinae extraordinariae


D. Augustinus Senagus
D. Ioannes lacobus Otholinus

librae
librae

250
200

Ad lecturam M edicinae Meridianae et Simplicium


D. Georgius Dordonus

librae

200

librae
librae

2200
1800

librae
librae

1000
400

Ad lecturam Mathematicarum
M agnificus D. Franchinus Rossignolus Rector

librae

40

Ad lecturam Graecam
D. Bartolomeus Moiranus

librae

160

Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
D. Augustinus Cataeneus

librae
librae

360
130

Ad lecturam Practicae ordinariam vespertinam


D. Nicolaus Boldonus
D. Bernardinus Paternus
Pares. Boldonus tamen habeat optionem cathedrae
Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Andreas Cellanova
D. Matthaeus Bobiensis
Ad lecturam Prognosticorum 120
D. Antonius Paparantius

Ad Anatomiam
D. Gabriel Cuneuo librae 100
Cuneus deletus fuit ordine senatus quia hoc anno non est facta anatomia
cadaveris hum anis121.
Bidellus
Ioannes Petrus Garaldus
[signatus] Arrigonus 122

librae

80

1554 ad 1555
[f. 104r-v]
1555 Die 12 februarii
120. om. f. 99v.
121. Nel ruolo delle letture era stato per previsto diversamente, cfr. f. 97v:
Anatom iam L egent Theorici M edici altern is annis e t D. G abriel Cuneus fa c ie t incisionem etiam ossium cum ostensione et declaratione. Tale decisione di far leggere

anatomia Porro e Delfino ad anni alterni era stata presa dopo una contesa fra i due
(gli studenti erano intervenuti a favore di Porro) attestata in Parodi, Elenchus, atti
del 16-12-1552 e 17-1-1553.
122. ASPU 21: [subscriptum] Franciscus Petranigra.
562

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Rotulus seu Tabula stipendiorum Doctorum Artes et M edicinam profitentium in Gymnasio Ticinensi a Calendis Novembris proximis ad easdem
Calendas anni praesentis 1555.
D. Rector ad suam lecturam

librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. frater Antonius de Augusta ordinis minorum

librae

300

Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus Tridinus
pr hac et etiam pr lectura Philosophiae extraordinariae
D. Vincentius D inallus123
D. Philippus Zaphirus

librae
librae
librae

800
200
160

Ad lecturam Metaphysices
D. frater Archangelus Carmelita
F. frater Iacobus Philippus M archesius Minorit

librae
librae

500
200

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Lucillus Philaltheus
D. Octavianus Ferrarius

librae
librae

1200
1000

Ad lecturam Medicinae Theoricae ordinariam


D. Iulius Delphinus
D. Branda Porrus

librae
librae

2200
2000

Ad lecturam M edicinae extraordinariae


D. Augustinus Senagus
D. Ioannes Iacobus Otholinus

librae
librae

250
200

Ad lecturam M edicinae meridianae et Simplicium


D. Georgius Dordonus

librae

200

librae
librae

2200
2000

Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Andreas Cellanova
D. Matthaeus Bobiensis

librae
librae

1000
400

Ad lecturam Mathematicarum
deputatus a D. Rectore

librae

40

Ad lecturam Graecam
D. Bartolomeus Moiranus

librae

160

Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus martir Tronus
D. Augustinus Catanaeus

librae
librae

360
130

Ad Lect. Practicae ordinariam vespertinam


D. Nicolaus Boldonus
D. Bernardinus Paternus
et legat per triennium cum hoc salario annuo

123. om. ASM 390 Ruoli f. 104, add. s. 1. ASPU 21 p. 249.


563

Silvia Fazzo

Bidellus
Ioannes lacobus Garaldus

librae

64

[signatus] Arrigonus124

1555 ad 1556
[f. 119r-v]125
1556 die 14 Ianuarii
Tabula stipendiorum constitutorum doctoribus Artes liberales et Medicinam in Gymnasio Ticinensi profitentibus a Calendis novembris anni 1555
ad easdem Calendas anni 1556.
D. Rector ad suam lecturam

librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. frater Antonius de Augusta ordinis minorum

librae

350

Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus Tridinus et pr infrascripta lectura
D. Philippus Zaphirus

librae
librae

800
160

Ad lecturam Metaphysices
D. frater Archangelus Carmelita
D. frater lacobus Philippus M archesius M inorit

librae
librae

500
200

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Lucillus Philalthaeus
D. Octavianus Ferrarius

librae
librae

1300
1000

Ad lecturam Medicinae Theoricae ordinariae


D. Iulius Delphinus
D. Branda Porrus

librae
librae

2200
2200

Ad lecturam M edicinae extraordinariae


D. Augustinus Senagus
D. Ioannes lacobus Otholinus

librae
librae

250
200

Ad lecturam M edicinae meridianae et Simplicium


D. Georgius Dordonus

librae

200

Ad lecturam Practicae ordinariae vespertinae


D. Nicolaus Boldonus
D. Petrus Albutius

librae
librae

2200
1400

Ad lecturam Philosophiae extraordinariae


Idem D. Ludovicus Tridinus

124. Franciscus Petranigra ASPU 21, p. 249.


125. Il ruolo delle letture, datato 16 ottobre 1555, anchesso firmato dal presi
dente Arrigoni, conservato nello stesso volume ASM 390 R uoli , f. 107r-v. Invece
in ASPU 21 il ruolo di arti e medicina del 1555/1556 assente. I ruoli dei lettori
delle due facolt del 1556/1557 sono gli ultimi trascritti personalmente dal Parodi
per il XVI secolo. Continua per gli anni successivi una mano coeva, alle cui trascri
zioni Parodi appone alcuni segni e annotazioni.
564

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Andreas Cellanova
D. Matthaeus Bobiensis

librae
librae

1000
400

Ad lecturam M athematicarum
Deputandus a D. Rectore

librae

40

Ad lecturam Graecam
D. Bartholmaeus Moiranus

librae

160

Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
D. Augustinus Cataneus

librae
librae

360
130

Ad lecturam et incisionem Anatomiae


D. Gabriel Cuneus

librae

100

Bidellus
Ioannes Iacobus Garaldus

librae

64

[signatus] Arrigonus

1556/57
[f. 129r-v]
1557 die sexto Februarii
Tabula stipendiorum constitutorum Doctoribus artes liberales et medicinam in Gymnasio Ticinensi profitentibus a Calendis novembris anni 1556
ad easdem Calendas anno 1557.
Rector ad suam lecturam librae 80
Ad lecturam Theologiae
D. frater Antonius de Augusta ordinis minorum

librae

350

librae
librae

800
300

Ad lecturam Metaphysices
D. frater Archangelus Carmelita
D. frater Iacobus Philippus Marchesius M inorit

librae
librae

500
200

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Lucillus Philaltheus
D. Octavianus Ferrarius

librae
librae

1300
1000

Ad lecturam Medicinae Theoricae ordinariae


D. Iulius Delphinus
D. Branda Porrus

librae
librae

2200
2200

Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus Tridinus et pr infrascripta lectura
D. Philippus Zaphirus
et legat per triennium cum hoc annuo salario
Ad lecturam Philosophiae extraordinariae
Idem D. Ludovicus Tridinus

565

Slvia Fazzo

Ad lecturam M edicinae Theoricae extraordinariae


D. Augustinus Senagus
Item pr lectura anatomiae

librae
librae

Ad lecturam M edicinae meridianae et Simplicium


D. Georgius Dordonus
librae
Ad eandem lecturam Simplicium tantum
D. Ludovicus Carissimus contentus fuit legere sine salario
Ad lecturam Practicae ordinariam vespertinam
D. Nicolaus Boldonus
librae
D. Petrus Albutius
librae
Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Andreas Cellanova
librae
D. Matthaeus Bobiensis
librae
Ad lecturam M athematicarum
Deputatus a D. Rectore
librae
Ad lecturam Graecam
D. Bartholomaeus Moiranus
librae
Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
librae
D. Ioannes Antonius Brandanus
librae
Item pr incisione cadaveris humani
librae
Bidellus
Ioannes lacobus Garaldus
librae
[signatus] Arrigonus

250
50
200

2200
1400
1000
400
40
160
360
130
50
64

1557 ad 1558
[f. I33r-v]
1558 die 8 Februarii
Tabula Doctorum Artes liberales et Medicinam in Gymnasio Ticinensi
profitentium, una cum eorum stipendiis, incipiendo a Calendis Novembris
proxime lapsi usque ad easdem Calendas anni praesentis.
Magnificus Ioannes Stephanus Taberna Rector ad suam lecturam
librae
Ad lecturam Theologiae
D. frater Antonius de Augusta ordinis minorum
librae
Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus Tridinus, etiam pr infrascripta lectura
librae
D. Philippus Zaphirus
librae
Ad lecturam Philosophiae extraordinariae
Idem D. Ludovicus Tridinus
Ad lecturam Metaphysices
D. frater Archangelus Carmelita
D. lacobus Philippus Marchesius Minorit
566

librae
librae

80
350
800
300

500
200

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Lucillus Philalthaeus

librae

1300

Ad lecturam Medicinae Theoricae ordinariae


D. Iulius Delphinus
D. Branda Porrus

librae
librae

2200
2200

Ad lecturam M edicinae Theoricae extraordinariae


D. Augustinus Senagus

librae

250

Ad lecturam Medicinae Practicae extraordinariam meridianam et Simplicium


librae
D. Georgius Dordonus
200
Ad eandem lecturam Simplicium tantum
D. Ludovicus Carissimus sine salario
Ad lecturam Practicae ordinariam vespertinam
D. Nicolaus Boldonus
D. Petrus Albutius

librae
librae

2200
1400

Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Andreas Cellanova
D. Matthaeus Bobiensis

librae
librae

1000
400

Ad lecturam M athematicarum
Deputatus a M agnifico D. Rectore

librae

40

Ad lecturam Graecam
D. Bartholomeus Moiranus

librae

160

Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
D. Ioannes Antonius Brandanus

librae
librae

360
130

Bidellus
Ioannes Iacobus Garaldus

librae

64

[signatus] Arrigonus

1558 ad 1559
[f. 138r-vJ
1559 die ultimo Ianuarii
Tabula stipendiorum constitutorum doctoribus artes liberales et Medicinam in Gymnasio Ticinensi profitentibus a Calendis proximi Novembris
1558 ad easdem Calendas anni 1559.
Magnificus D. Ioannes Stephanus Tabema Rector ad suam lecturam
librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. frater Antonius de Augusta ordinis minorum

librae

350

Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus Tridinus et pr infrascripta lectura
D. Philippus Zaphirus

librae
librae

800
300

567

Silvia F azzo

Ad lecturam Philosophiae extraordinariae


Idem D. Ludovicus Tridinus
Ad lecturam M etaphysices
D. frater Archangelus Carmelita
D. lacobus Philippus M archesius Minorit

librae
librae

500
200

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Branda Porrus
D. Lucillus Philalthaeus

librae
librae

2500
1500

Ad lecturam Medicinae Theoricae ordinariae


D. Iulius Delphinus
D. Andreas Camutius

librae
librae

2200
1200

Ad lecturam M edicinae Theoricae extraordinariae


D. Augustinus Senagus

librae

300

Ad lecturam Medicinae Practicae extraordinariam meridianam cum declaratione et viridario Simplicium


D. Georgius Dordonus
librae
200
D. Bartholomeus M ayarola
librae
80
Ad lecturam Practicae ordinariam vespertinam
D. Nicolaus Boldonus
D. Ioannes Petrus Albutius

librae
librae

2400
1600

Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Andreas Cellanova
D. Mattheus Bobiensis

librae
librae

1200
400

Ad lecturam M athematicarum
Deputatus a D. Rectore

librae

40

Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
D. Ioannes Antonius Brandanus

librae
librae

360
130

Ad lecturam Anatomiae
D. Gabriel Cuneus

librae

100

Bidellus
Ioannes lacobus Garaldus

librae

64

Ad lecturam Graecam. O.

[signatus] Arrigonus

1559 ad 1560
[f. 144r-v]
1560 die 19 Ianuarii
Tabula Stipendiorum constitutorum Doctoribus Artes liberales et Medicinam ac literas graecas in Ticinensi Gymnasio profitentibus a Calendis
Novembris 1559 ad easdem Calendas anni praesentis
568

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Magnificus D. Floravantus Rabia Rector ad suam lecturam librae

80

Ad lecturam Theologiae
D. frater Ioannes de Bergomo ordinis minorum

librae

300

Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus Tridinus
D. Petrus Imbertus

librae
librae

800
100

Ad lecturam Philosophiae extraordinariae


D. Philippus Zaphirus

librae

400

Ad lecturam M etaphysices
D. frater Archangelus Carmelita
D. frater Iacobus Philippus Marchesius Minorit

librae
librae

500
200

Ad lecturam Philosophiae ordinariae


D. Branda Porrus
D. Lucillus Philalthaeus

librae
librae

2500
1500

Ad lecturam M edicinae Theoricae ordinariae


D. Hieronimus Cardanus
D. Andreas Camutius

librae
librae

2400
1200

Ad lecturam Medicinae Theoricae extraordinariae


D. Iulius Delphinus solus

librae

2400

Ad lecturam M edicinae Practicae extraordinariae


D. Georgius Dordonus
D. Bartholomeus M ayarola

librae
librae

200
80

Ad lecturam Practicae ordinariam vespertinam


D. Nicolaus Boldonus
D. Ioannes Petrus Albutius

librae
librae

2400
1600

Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Andreas Cellanova, qui decessit mense praesenti
pr primo quarterio ad ratione librarum 1200 in anno
librae
D. Matheus Bobiensis
librae
D. Augustinus Senagus
librae

300
400
300

Ad lecturam M athematicarum
Deputatus a D. Rectore

librae

40

Ad lecturam Graecam
Presbyter Aluisius Bardonus

librae

160

Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
D. Ioannes Antonius Brandanus

librae
librae

360
130

Ad lecturam Anatomiae et incisionem


D. Gabriel Cuneus

librae

100

Bidellus
569

Silvia Fazzo

Ioannes Iacobus Garaldus librae 64


[signatus] Arrigonus
[f. 153r-v]

1561 ad 1562
1562 die 20 Ianuarii
Tabula Stipendiorum per Senatum constitutorum Doctoribus Artes liberales et Medicinam ac Literas Graecas in Ticinensi Gymnasio profitentibus
a Calendis Novembris 1561 ad easdem Calendas anni praesentis.
Magnificus D. Aluisius Varisius Rector ad suam lecturam librae
80
Ad lecturam Theologiae
D. frater Ioannes de Bergomo ordinis minorum
librae
300
Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus Tridinus
librae
800
D. Ioannes Petrus Imbertus
librae
160
et legat per triennium
Ad lecturam Philosophiae extraordinariae
D. Philippus Zaphirus
librae
400
Ad lecturam M etaphysices
Frater Archangelus Carmelita
librae
500
D. frater Iacobis Philippus M archesius M inorit
librae
250
sine spe ulterioris augmenti
Ad lecturam Philosophiae ordinariam
D. Branda Porrus
librae
2700
D. Lucillus Philaltheus
librae
1650
Ad lecturam Medicinae Theoricae ordinariae
D. Hieronimus Cardanus
librae
2400
D. Andreas Camutius
librae
1500
Ad lecturam Medicinae Theoricae extraordinariam matutinam
Egregius Protophysicus D. Iulius Delphinus solus cum qualitatibus iam expressis
librae
2700
Ad lecturam M edicinae theoricae extraordinariam meridianam
D. Floravantus Rabia
librae
200
Ad lecturam Medicinae Practicae extraordinariae et Simplicium cum eorum
demonstratione
D. Georgius Dordonus
librae
200
D. Bartholomeus Mayarola
librae
120
Ad lecturam Practicae ordinariam vespertinam
D. Nicolaus Boldonus
librae
2600
D. Ioannes Petrus Albutius
librae
1800
Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Matthaeus Bobius
librae
500
D. Prosper Ghiringhellus
librae
200
570

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

Ad lecturam Mathematicae
Deputatus a D. Rectore
Ad lecturam Graecam
Presbyter Aluisius Bardonus
Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
D. Antonius Brandanus
Ad lecturam Anatomiae et incisionem
D. Gabriel Cuneus
Bidellus
Ioannes lacobus Garaldus
[signatus] Arrigonus

librae

40

librae

160

librae
librae

500
160

librae

100

librae

64

1562 ad 1563
[f. 157r-v]
1563 die 13 Februarii
Tabula Stipendiorum per Senatum constitutorum Doctoribus Artes liberales et Medicinam ac Literas Graecas in Ticinensi Gymnasio profitentibus
a Calendis Novembris 1562 ad easdem Calendas anni praesentis.
librae
80
M.cus D. Aluisius Varisius Rector ad suam lecturam
Ad lecturam Theologiae
D. frater Ioannes de Bergamo ordinis minorum
Ad lecturam Dialectices
D. Ludovicus Tridinus
D. Ioannes Petrus Imbertus
Ad lecturam Philosophiae extraordinariae
D. Hieronimus Casonus
D. Castellinus Saccus sine salario, et immunitate
Ad lecturam Metaphysices
Frater Archangelus Carmelita
D. frater lacobus Philippus Marchesius M inorit
Ad lecturam Philosophiae ordinariae
D. Branda Porrus
D. Lucillus Philalthaeus
Ad lecturam Medicinae Theoricae ordinariam matutinam
Egregius Protophysicus D. Iulius Delphinus p. loco
[qui leget eadem hora qua hactenus consuevit]
D. Andreas Camutius 2 loco
D. Philippus Zaphirus 3 loco
[cuius loco suffectus est D. Ludovicus Tridinus] 126

librae

300

librae
librae

800
160

librae

200

librae
librae

500
250

librae
librae

2700
1650

librae

2700

librae
librae

1500
400

126. Le postille relative aHorario tenuto dal Delfino (cfr. supra, p. 525) e alla
cessata attivit dello Zaffiro si leggono non nella redazione conservata a Milano,
ma nella copia pavese (ASPU, cart. 21, p. 265).
571

Silvia Fazzo

Ad lecturam Medicinae Theoricae extraordinariam matutinam


Floravantus Rabia
librae

200

Ad lecturam M edicinae Practicae extraordinariae et Simplicium cum eorum


demonstratione
D. Georgius Dordonus
librae
200
D. Bartholomeus M ayarola
librae
120
Ad lecturam Practicae ordinariam vespertinam
D. Nicolaus Boldonus
D. Ioannes Petrus Albutius

librae
librae

2600
1800

Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Matheus Bobius
D. Prosper Ghiringhellus

librae
librae

500
200

Ad lecturam Mathematicarum
Deputatus a D. Rectore

librae

40

Ad lecturam Graecam
Presbyter Aluisius Bardonus

librae

200

Ad lecturam Chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
D. Antonius Brandanus

librae
librae

500
160

Ad lecturam Anatomiae
D. Gabriel Cuneus

librae

125

Bidellus
Ioannes Iacobus Garaldus

librae

64

[signatus] Arrigonus

1563 ad 1564
[ASPU 21, f. 266v]127
1564 die 15 Ianuarii.
Tabula Stipendiorum per Senatum assignatorum Dominis Doctoribus qui
Philosophiam et ceteras Artes liberales et Literas Graecas in Ticinensi Academia professuri sunt a Calendis Novembris anni 1563 ad easdem Calendas anni 1564.
Magnificus D. Nicolaus Aliprandus Rector ad suam lecturam
librae
Ad lecturam Theologiae
D. frater Ioannes de Bergomo ordinis minorum

librae

80
350

Ad lecturam Dialectices
127.
Con i ruoli del 1562/1563 si conclude la documentazione del volume ASM
390 Ruoli. Si d qui breve seguito alla serie con il ricorso alla copia conservata in
ASPU 21 del ruolo dei salari per lanno 1563/1564.
5 72

G irolam o C ardano e lo Studio di P avia

D. Ioannes Petrus Imbertus


D. Ioannes lacobus Cacia
D. Christophorus *Cramerius* Carmelita sine salario
gnia doctoratus assumat
Ad lecturam Philosophiae extraordinariae
D. Hieronimus Cassonus
D. Castellinus Saccus
et legat annos tres cum hoc salario

librae
160
librae
160
modo tamen insi-

librae
librae

200
. . . 128

Ad lecturam Metaphysices
D. frater Archangelus Carmelita
D. frater lacobus Philippus M archesius M inorit

librae
librae

800
250

Ad lecturam philosophiae ordinariae


D. Branda Porrus
D. Lucillus Philaltheus

librae
librae

2700
1650

librae
librae

1500
1000

Ad lecturam M edicinae Theoricae ordinariam matutinam


D. Andreas Camutius
D. Ludovicus Tridinus
et legat annos tres cum hoc salario

Ad lecturam M edicinae Theoricae extraordinariam matutinam


D. Floravantus Rabia
librae
et legat annos tres cum hoc salario
D. Bartholomeus M aiarola
librae
et legat annos tres cum hoc salario

300
200

Ad lecturam M edicinae Practicae extraordinariae


D. Antonius M aria Chiappa
D. Leonardus Puteus
ambo sine salario et immunitate
Ad lecturam et ostensionem Simplicium
D. Georgius Dordonus

librae

300

Ad lecturam Practicae ordinariam vespertinam


D. Nicolaus Boldonus
D. Ioannes Petrus Albutius

librae
librae

2600
1800

Ad lecturam Almansoris
D. Ioannes Matheus Bobius
D. Prosper Ghiringhellus

librae
librae

500
200

Ad lecturam Mathematicae
Deputatus a D. Rectore

librae

40

128.
Come si vede, il salario di Castellino Sacco lasciato in bianco, m a spe
cificato che il suo mandato triennale.
573

Silvia F azzo

Ad lecturam Graecam
Presbit. Aluisius Bardonus
Ad lecturam chirurgiae
D. Petrus M artir Tronus
et legat annos tres cum hoc salario
D. Ioannes Antonius Brandanus

librae

200

librae

700

librae

200

Ad lecturam Anatomiae
D. Gabriel Cuneus cui non apponitur salarium quia anatomia eb eo nonquam facta est; si fiet providebitur per litteras particulares
Bidellus
Ioannes Iacobus Garaldus

librae

64

[signatus] Annibalis Cruceius*

*
Ringrazio per la cortese collaborazione a questa ricerca A. Borsatti, V. Sacco,
A. Sottili, M.C. Zorzoli, G. Canziani, I. Baldi e il personale deirA rchivio di Stato
di Milano. Per i consigli sulla parte d ellintroduzione che concerne Cardano ringra
zio cordialm ente F. Alessio e A. Ingegno. Nessuno di loro responsabile di alcun
tipo di svista o errore che si possa ravvisare in queste pagine.
574