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Serie A R Linchiesta

GIOVED 5 MARZO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

A CONTI FATTI

ATALANTA

BOLOGNA

Equilibrio raggiunto Saputo ha sanato


con le operazioni
il crac e presto dar
di calciomercato
altri 20 milioni
I conti tornano grazie alle
operazioni di mercato: le
plusvalenze di 5,7 milioni per
Schelotto (Inter), di 4,6 per
Peluso e di 2,5 per Barlocco
(Juve) sono state decisive per
chiudere il bilancio al 31
dicembre 2013 in utile di 10mila
euro. La gestione caratteristica,
altrimenti, sarebbe stata in
perdita: 61 milioni di costi - di cui
34,2 per il personale - e 48,6 di
ricavi. Lindebitamento lordo
cresce di quasi 10 milioni (da
58,8 a 68,2). Nel corso del 2013
il patron Percassi ha dato
ossigeno alla macchina
nerazzurra: 2,2 milioni versati in
capitale. Si legge nella relazione:
ferma intenzione degli
amministratori proseguire nel
progetto industriale di profondo
riequilibrio della gestione
dellazienda Atalanta.
29,7

4
6,2
8,7

Il vecchio Bologna targato


Guaraldi aveva chiuso con un
rosso di 16 milioni, che si
aggiungeva al -4 del 2012-13 e al
-6,2 del 2011-12. Gli stipendi (39,1
milioni) si mangiavano quasi
tutto il giro daffari (45,9) con
le plusvalenze da 19,5 milioni a
cercare di tamponare le falle.
Patrimonio netto negativo,
retrocessione, corsa contro il
tempo per iscriversi alla B
facendosi anticipare il
paracadute. Poi arrivato litalocanadese Saputo a salvare i
rossobl: 12 milioni di
ricapitalizzazione per diventare
socio di maggioranza. Il suo
impegno non terminato qui,
visto che lattuale esercizio sar
ancora in deficit: presto verr
convocata unassemblea per un
altro aumento di capitale,
superiore ai 20 milioni.
4,1
6,2
5,5

CHIEVO

30,1

FIORENTINA

Le microplusvalenze Secondo utile di fila


regalano profitti
con le mega-cessioni
C lasset Bottagisio E adesso Cuadrado
Il piccolo Chievo resiste
mostrando una certa dose di
creativit sul mercato. I profitti
di 316mila euro sono stati
possibili grazie alle plusvalenze,
gran parte delle quali di piccolo
cabotaggio: 367mila per Anastasi
alla Reggiana, 400mila per
Carrotta alla Juve Stabia,
750mila per Paiolo al Vicenza,
600mila per Sarzi al Carpi,
eccetera, per un totale di 7,7
milioni cui si aggiungono altri 7,9
milioni di proventi da
compropriet. C da dire che il
monte-stipendi del Chievo il pi
basso della Serie A edizione
2013-14: 23,3 milioni. Crescono i
debiti con le banche, ma si tratta
di debiti virtuosi: lIstituto per il
credito sportivo ha concesso un
finanziamento di 3,8 milioni per il
centro sportivo di Bottagisio,
inaugurato a dicembre.
1,8
5,3
7,3

27,9

Cedere gioielli diventata la


specialit a Firenze. Dopo anni
trascorsi a pompare denaro
nelle casse (200 milioni in totale)
per ripianare le perdite, i fratelli
Della Valle sono riusciti a
registrare utili per due esercizi di
fila: +1,2 nel 2012 e +1,4 nel 2013,
anche se nel bilancio chiuso il 31
dicembre 2013 figurano
versamenti soci per 15,1 milioni.
Sono state le ricche plusvalenze
a rimettere in equilibrio i conti:
22,1 per Jovetic, 9,7 per Ljajic.
Stipendi in crescita (da 52,4 a
60,5 milioni) e costi totali che
sono inferiori solo alle big
Juventus, Milan, Inter, Roma e
Napoli. Il bilancio al 31 dicembre
2014 dovrebbe chiudersi in
perdita, in assenza di cessioni
eccellenti. Ma con Cuadrado a
gennaio la Fiorentina tornata a
vendere.
9,8
13,1
10

JUVENTUS

54,8

LAZIO

Come ogni anno, la Gazzetta pubblica


uno studio sui bilanci societari delle
squadre di Serie A. I bilanci vengono
approvati e resi pubblici solo diversi
mesi dopo la fine della stagione
sportiva (e alcuni club, come il Milan,
posticipa la chiusura dellesercizio
a fine anno solare). Pertanto
questanalisi offre una fotografia del

LA GUIDA

campionato di Serie A 2013-14. Ecco


perch trovate squadre nel frattempo
retrocesse in B (Bologna, Catania
e Livorno) e non le neopromosse
(Cesena, Empoli e Palermo).
Nelle schede di ciascuna societ,
in basso, sono riportati i valori
dei ricavi, voce per voce,
espressi in milioni di euro.

COMPOSIZIONE DEI RICAVI


Dati in milioni di euro

DIRITTI TV compresi quelli delle coppe europee


STADIO
COMMERCIALE

Crac Serie A
ALTRO

LA CASSA PIANGE
E I DEBITI SALGONO
DA 1,6 A 1,7 MILIARDI
FATTURATO

1.500

1.421
1.219

twitter@marcoiaria1

RISULTATO NETTO

Dati in milioni di euro

1.575

1.494

1.772

1.754

-203

-186

12-13

13-14

1.628 1.640

1.277
1.064

1.000

500

-176

-64

-148

-210

-193

07-08 08-09

09-10

-198

-307

-292

10-11

11-12

-500
Stagioni

04-05 05-06 06-07

Gazzetta sui bilanci delle societ del massimo campionato,


relativi alla scorsa stagione.

LANALISI
di MARCO IARIA

COS NELLULTIMO DECENNIO

*Il fatturato degli anni precedenti al 2010/11 stato ricalcolato sottraendo i costi della
mutualitinterna alla Serie A per rendere il confronto omogeneo. Con la vendita centralizzata
dei diritti tv, infatti, i club non riconoscono pi alle squadre ospiti una percentuale degli incassi
GDS

on ci sono pi soldi. Una


contraddizione in termini per unindustria
questo pretende di essere la Serie A che fattura 1,7 miliardi
di euro e che, come tutto il calcio globale dlite, riuscita ad
evitare la recessione che ha
colpito altri pezzi delleconomia. Eppure non ci sono pi
soldi. Perch il livello dei costi,
escludendo le plusvalenze
spesso utilizzate come giochino contabile, rimane insostenibile e si comprime a fatica. Ed
allora ecco che galoppano le
passivit. I debiti, al netto dei
crediti, sono in costante crescita: 1.715 milioni di euro nel
2013-14, oltre un centinaio in
pi in dodici mesi (1572 milioni nel 2012-13) e un incremento del 27% in cinque anni
(1.350 milioni nel 2009-10).
questo il dato pi allarmante
dellinchiesta annuale della

TENSIONI LIQUIDE Il caso Parma la punta di un iceberg.


Non significa che le altre 19
squadre siano a un passo dal
fallimento. Questo assolutamente no. Ma vuol dire che in
tante, in troppe attraversano le
cosiddette tensioni di liquidit
che solamente col ricorso al
credito si riescono ad arginare.
Basti guardare anche al patrimonio netto aggregato della
Serie A: 213 milioni, pochini
rispetto alle dimensioni del business pallonaro. Le difficolt
di diverse aziende hanno ridotto i margini di intervento dei
proprietari: tra versamenti in
conto capitale e prestiti, nel
2013-14 i soci hanno immesso
222 milioni nelle casse dei
club, 60 in meno dellanno prima. Lazionista non interviene? Allora pronta la banca,
soprattutto listituto di factoring, ben contento di prestare
denaro in cambio della cessione di contratti futuri per tv e

NEL 2013-14 FATTURATO E COSTI IN LEGGERO CALO, DEFICIT DI 186 MILIONI


RISTAGNANO I RICAVI COMMERCIALI E DA STADIO, DIPENDENZA DALLE TV
LIVORNO

MILAN

NAPOLI

PARMA

In crescita le spese
Lotito torna allutile Toccata e fuga in A
per rafforzare la rosa Il club paga 9 milioni Spinelli rimette
Exor presta 50 milioni alle societ sorelle mano al portafogli

Non bastano i tagli


Ottavo utile di fila
Debiti fuori controllo
Senza Champions
e zero debiti bancari Il revisore non firma
interviene Fininvest Al cda 5,5 milioni
lultimo bilancio

Da -95,4 a -48,7 a -15,9 a -6,7


milioni. La Juve si risanata
continuando a potenziare la rosa.
Il record dei ricavi nel 2013-14
(280,4 milioni) potrebbe essere
ritoccato in questa stagione
spingendosi il pi avanti possibile
in Champions: al momento i
proventi europei ammontano a
60 milioni contro i 50 dellanno
scorso. Ma le plusvalenze, in
attesa delle compropriet di
giugno, sono calate: da 35 a 12
milioni. Insomma, pu darsi che i
conti 2014-15 peggiorino:
dipender molto dal cammino in
Champions. Di certo le spese
sportive crescono ancora: +6%
per gli stipendi e +18% per gli
ammortamenti nel primo
semestre. Exor ha concesso una
linea di credito di 50 milioni
utilizzabile fino al 31 dicembre.

Negli ultimi due esercizi


il Milan, a suon di spending
review, era riuscito a ridurre
drasticamente le perdite: -6,9
milioni nel 2012, -15,7 nel 2013.
Stipendi tagliati del 27% tra il
2011 e il 2013, fine della
grandeur. Ma lassenza dalla
Champions ha vanificato tutto.
Il bilancio al 31 dicembre 2014,
che sar approvato ad aprile,
vedr un deficit attorno ai 50
milioni. Fininvest, dopo aver
chiuso per un po i rubinetti, ha
gi dovuto correre ai ripari per
ripianare il buco. E in soccorso
sono arrivate pure le banche che
durante il 2014 hanno concesso
due linee di credito da 60 e 36,3
milioni, dopo che al 31 dicembre
2013 la posizione finanziaria
netta risultava negativa per
256,4 milioni.

41
19,9

151
68,5

Dopo la perdita di 5,9 milioni


del 2012-13, la Lazio tornata
allutile (+7) con il taglio degli
stipendi (da 64,3 a 52,3) e il
ricorso alle plusvalenze (23, di
cui 20 per Hernanes allInter).
Sotto controllo il debito: al 30
giugno 2014 la posizione
finanziaria netta era negativa
per 16,9 milioni. La Lazio va bene
e foraggia addirittura le aziende
della galassia Lotito: nel corso
del 2013-14 sono stati registrati
8,9 milioni di costi per servizi di
vigilanza, manutenzione, mensa,
informatica forniti dalle
cosiddette parti correlate. La
semestrale di questa stagione,
tuttavia, si chiusa in rosso per
11,9 milioni: le spese rimangono
stabili, mancano allappello i
proventi di Europa League e le
plusvalenze.
7,3
12,7
8,2

56,3

Il bilancio del Livorno al 31


dicembre 2013 copre solo la
prima met della stagione 201314 disputata in Serie A. Quanto
basta per apprezzare il balzo dei
ricavi col passaggio di categoria:
da 8,3 a 20,5 milioni, grazie
soprattutto ai diritti televisivi. Ma
sono quasi raddoppiati gli
stipendi (da 6,6 a 11,5) e
lesercizio risulta in rosso per 2,1
milioni, in peggioramento
rispetto al deficit di 628 mila
euro del 2012. In aumento i
debiti verso i fornitori: da 0,6 a
4,3 milioni. Il Livorno non ha
evitato la retrocessione in serie
B e il presidente Spinelli, che nel
corso del 2013 aveva prestato 1,5
milioni alla squadra, ha dovuto
ricostituire il capitale sociale,
visto il patrimonio netto negativo
per 1,8 milioni.
11,3
1,8
1,8
5,6

28,7
18,9

Aurelio De Laurentiis
abbonato allutile: otto di fila e il
record azzurro del +20,2 milioni
nella scorsa stagione. Grazie agli
incassi della Champions (40,2) e
soprattutto alla plusvalenza di
Cavani al Psg (64,4, in totale
69,4), il Napoli ha potuto alzare
sensibilmente lasticella dei costi
per sostenere gli acquisti di
Higuain e compagnia: gli stipendi
sono passati da 66,9 a 89,2
milioni, gli ammortamenti da
39,5 a 63,3. Il Napoli una
macchina da soldi con un
invidiabile patrimonio netto di
72,3 milioni, non vanta debiti con
le banche e cos De Laurentiis
pu permettersi di elargire ai
membri del cda, da lui stesso
presieduto, la bellezza di
5,5 milioni come compenso
per il 2013-14.

128,7
78,3

21,6
8,6

104,9
32,5

Gli ultimi fuochi della gestione


Ghirardi sono raccontati dal
bilancio al 30 giugno 2014,
approvato in extremis a fine
dicembre e non certificato dai
revisori di Audirevi per i dubbi
sulla continuit aziendale.
Lesercizio 2013-14 si chiuso
con un rosso di 13,7 milioni. Dopo
la cessione del marchio dellanno
prima, utile per rimandare lora
della ricapitalizzazione, si fatto
ancora ricorso in misura sfrenata
al calciomercato: ben 47,5 milioni
di plusvalenze, di cui 8,1 per
Crisetig. Equilibrio contabile
fuori controllo con uscite (108,3)
doppie rispetto alle entrate
(55,6). E debiti galoppanti:
quelli lordi sono schizzati dai 16,1
milioni del 2006-07 ai 197,4 del
2013-14, che diventano 96,5 al
netto dei crediti.
4,1
6,9
7,4

37,2

GIOVED 5 MARZO 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

CONTENUTO
PREMIUM
I BILANCI AI RAGGI X
SERIE A 2013-14 Ricavi

Costi

Plus-minusvalenze

Atalanta
Bologna
Cagliari
Catania
Chievo
Fiorentina
Genoa
Inter
Juventus
Lazio
Livorno
Milan
Napoli
Parma
Roma
Sampdoria
Sassuolo
Torino
Udinese
Verona

48,6
45,9
42,5
40,9
42,3
87,7
57,2
167,5
280,4
84,5
20,5
254,6
167,6
55,6
131,5
43,6
32,5
50,9
56
43,4

61
72,5
49,8
53,1
52,1
118,4
114,9
265,1
306,8
98,4
22,8
277,9
201,5
108,3
211,3
80,5
39,8
56,4
88,5
54

14,6
19,5
2,3
10,9
7
31,3
23
6,4
35,3
23
0,2
23,4
67,7
44,1
51,7
22,6
8,4
12,8
17,9
10,2

TOTALE

1.753,7

2.333,1

432,3

2012-13

Risultato netto
+0,01
-16
-0,4
-0,01
+0,3
+1,4
+0,4
-102,4
-6,7
+7,1
-2,1
-15,7
+20,2
-13,7
-38,8
-13,4
-0,2
+1,1
-12,1
+5,3

Debiti Patrimonio
netti
netto

-2,2
44,4
-4
40,9
-1
27,2
+0,1
39,8
+1,5
48,3
+1,2
21,4
-14,8 127,8
-82,7 360,5
-15,9 238,3
-5,9
98,3
in B
9,9
-6,9 244,4
+8,1
36,9
-3,2
96,5
-40,1 158,8
-38,1
37,5
in B
29,2
-11
19,4
+32,3
21,7
in B
13,8

5
-6,7
19,1
29,1
3,3
92,2
2,3
3,2
42,6
15,7
-1,8
-66,9
72,3
9,6
-81,3
10
3,1
1,8
52,4
7,7

1.715

212,7

-185,7

Le cifre, espresse in milioni di euro, sono relative ai bilanci chiusi al 30 giugno 2014, tranne che per Atalanta, Fiorentina, Genoa, Livorno, Milan, Sampdoria, Sassuolo e
Torino (chiusura al 31 dicembre 2013). I ricavi e i costi sono al netto delle plusvalenze e delle minusvalenze per la cessione dei calciatori. I costi di Juventus, Lazio e
Roma sono ricalcolati con ammortamenti (relativi, per esempio, alla campagna acquisti), svalutazioni e accantonamenti, per uniformarli a quelli delle altre societ.
La voce plus-minusvalenze il saldo tra le plusvalenze e le minusvalenze da cessione calciatori. I debiti netti sono la differenza tra debiti e crediti
GDS

sponsorizzazioni: erano 977 i


milioni di debiti bancari nel
2012-13, sono diventati 1056
nel 2013-14. Inter e Roma, per
risanarsi, hanno internazionalizzato il debito creando societ ad hoc contenenti tutti i beni
pregiati e affidandosi a Goldman Sachs: 230 milioni ai nerazzurri (che stanno discutendo lemissione di un bond), 175
per i giallorossi. Beninteso, la
leva del debito non deprecabile di per s. La azionano tutte
le aziende, anche quelle sane.
Ma va rapportata ai flussi di
cassa e deve servire per investimenti in grado di dare sviluppo
dentro e fuori dal campo.
VALORE ZERO Il passivo del
calcio italiano cos elevato
che, in alcuni casi, le societ
vengono messe in vendita ed
acquistate a debito, con valutazione minima delle azioni in
s, di sicuro inferiore alle attese che una squadra, un brand
suscitano: si pensi alla Roma
che UniCredit ha ceduto a condizioni di certo non sfavorevoli
a Pallotta e soci, si pensi allIn-

ter che la cordata di Thohir ha


rilevato con un aumento di capitale di 75 milioni, si pensi alla Sampdoria che Ferrero ha ricevuto da Garrone a costo zero
e con provvidenziali iniezioni
dellex patron.
SQUILIBRIO Le preoccupazioni sulla Serie A sono legate proprio alla capacit di ripagare i
debiti con le risorse proprie,
come dimostra il Parma. Anche perch la gestione economica, in generale, non migliora. Rispetto al 2012-13, i dati
fondamentali non subiscono
variazioni rilevanti. Il fatturato
diminuisce leggermente (da
1.772 a 1.754 milioni) cos come i costi (da 2.365 a 2.333
milioni), continuano a crescere le plusvalenze al netto delle
minusvalenze (da 409 a 432
milioni) e il risultato netto aggregato negativo per 186 milioni. Un po meglio rispetto al
-203 dellanno prima ma pur
sempre in rosso. Dodici squadre su venti sono in deficit: le
pi profittevoli Napoli (+20,2
milioni), Lazio (+7,1) e Verona

LA CHIAVE

222
I milioni che i soci hanno
immesso nelle casse dei
club di A nel 2013-14,
tra prestiti e versamenti
in conto capitale

Lapporto dei proprietari


calato sensibilmente
nellultimo anno (-60
milioni) anche a causa
della crisi economica

(+5,3). La dinamica caratteristica di costi e ricavi, senza


considerare operazioni di mercato e fatti straordinari (tipo
cessioni del marchio), resta
fortemente squilibrata: il deficit salirebbe a quasi 600 milioni. sul costo del lavoro che bisogna agire. A parte le spending review eclatanti di Inter e
Milan, in generale la Serie A
sta faticando molto ad avviare
un percorso virtuoso, come dimostra la rigidit delle spese
per il personale: 1.186 milioni
nel 2013-14, erano 1.156 nel
2010-11. Solo sei societ hanno ridotto questa voce nellultima stagione. Il problema degli
stipendi non qualitativo ma
quantitativo: troppi i tesserati,
troppi i trasferimenti. Lintroduzione del tetto alle rose imposta dalla Figc potr servire a
invertire la rotta.
SCADENZE Tutti i club a parte
il Parma di questa stagione rispettano con puntualit le scadenze trimestrali per il pagamento di buste paga con relativi contributi. Altrimenti scattano i punti di penalizzazione in
classifica. Leffetto collaterale,
per, perverso: lasciare nel
cassetto le fatture per giardiniere, catering, pullman. Cos i
debiti con i fornitori sono lievitati: dai 234 milioni del 200809 ai 391 della scorsa stagione.
Il malvezzo reso possibile dal
fatto che difficilmente un fornitore porta in tribunale un
club di calcio: una questione
di prestigio, di rapporti, di
quieto vivere. Certo, strano
scoprire che dal 2011 il Parma
non paga laffitto dello stadio
al Comune
DIRITTI E GUAI Lantico vizio
della Serie A quello di essere
teledipendente (nel senso dei
diritti tv del campionato ma
anche della Champions). Il
58% del fatturato arriva da l:
1.016 milioni. Poi c il commerciale, al 20% (349 milioni), e infine lo stadio, a un misero 11% (197). Il resto fa parte di altri ricavi (192). Nelle leghe di riferimento, Premier e
Bundesliga, la diversificazione
delle entrate molto pi equilibrata. Ma l non litigano per
un rigore, non si insultano a vicenda. Progettano il futuro.
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LINDEBITAMENTO NETTO CRESCIUTO DEL 27% NEGLI ULTIMI 5 ANNI


SI RICORRE SEMPRE DI PI ALLE BANCHE, RITARDI CON I FORNITORI
ROMA

SAMPDORIA

SASSUOLO

TORINO

CAGLIARI

CATANIA

Cellino ha lasciato
i conti in ordine
Dividendo in tasca

Crollo retrocessione
E il mutuo da pagare
per il centro sportivo

Lultima stagione di Massimo


Cellino alla guida del Cagliari si
chiusa in pareggio: 437mila euro
di perdita, per la precisione. Ma
se una mano al risultato
desercizio lha data lindennizzo
di 6 milioni da Infront per il
recesso del contratto da advisor
commerciale, lindice pi
importante il rapporto tra
stipendi e fatturato: 57%. Costi
sotto controllo, insomma. Prima
di andare via e di tentare
linfelice avventura in Inghilterra
con il Leeds, Cellino si regalato
un dividendo di 9,5 milioni
frutto degli utili accantonati in
precedenza: il patrimonio netto
cos sceso da 29 a 19,1 milioni. A
giugno si insediato Tommaso
Giulini, che punta a una crescita
sostenibile: la salvezza in A
cruciale per il piano di
equilibrio contabile.

Sette stagioni di fila in utile e


limpercettibile perdita di 9.553
euro nel 2013-14: il Catania di
Serie A ha saputo coniugare
performance sportive ed
economiche, fino alla
retrocessione dellanno scorso
che ora rischia di vanificare
tutto, visti anche i chiari di luna
di questo campionato di B. Il
presidente Pulvirenti, tra laltro,
ha sul groppone il mutuo con
lIstituto per il credito sportivo
concesso per il bellissimo centro
Torre del Grifo Village: al 30
giugno 2014 restavano da
pagare ancora 23,4 milioni.
Richiamo dei revisori dei conti:
lAgenzia delle Entrate ha
notificato avvisi di accertamento
da 4,6 milioni per tasse sulle
plusvalenze, ma la societ
sicura che da tali contenzioni
non scaturiranno passivit.

30,1

0,9
4,9
6,6

GENOA

30,2

3
5,2
2,5

INTER

Stop al supermarket Spese insostenibili


In questa stagione
con queste entrate
15 milioni da Preziosi La sfida di Thohir
Il Genoa aveva esagerato
sul mercato: plusvalenze (e
minusvalenze) da capogiro,
ingaggi alle stelle, rosa
extralarge e i costi a doppiare i
ricavi. Un quadro insostenibile al
quale Enrico Preziosi ha iniziato
a porre rimedio, anche perch la
Fingiochi ha dovuto fare i conti
con la crisi. I primi frutti della
spending review si sono notati
nel secondo semestre 2013 con
una riduzione del 20% delle
spese per il personale e sono
proseguiti nel 2014. Lutile del
2013 stato condizionato dalla
plusvalenza di 27,5 milioni
per la cessione del marchio. Il
processo di risanamento stato
avviato ma ci vuole ancora
tempo, tant che il patron
rossobl in questa stagione ha
versato 15 milioni per assicurare
la continuit aziendale.
3,9
6,5

Il rosso da 102,4 milioni nella


stagione del trapasso epocale
da Moratti e Thohir rende
lidea di quale montagna debba
scalare lInter sulla via del
risanamento. Limprenditore
indonesiano ha predisposto un
piano quinquennale gettando
le basi per una rivoluzione
manageriale e una
internazionalizzazione del brand,
ma il ritorno in Champions
risulta imprescindibile per poter
avviare un circolo virtuoso. Il
bilancio nerazzurro, infatti,
presenta uscite insostenibili
in rapporto alle entrate: 265,1
milioni le prime, 167,5 le seconde.
In assenza di un balzo dei
proventi, solo le cessioni
di una o pi stelle (nel 2013-14
le plusvalenze nette erano
appena 6,4 milioni) potrebbero
mitigare il deficit.

29,6

21,6

17,2

18,8

UDINESE

83,6
43,5

VERONA

Costi in aumento
ma la Champions
ridurr il rosso

Quanti soldi spesi


da Garrone prima
di cedere a Ferrero

Squinzi il mecenate:
Cairo ha trovato
Meno plusvalenze
nel 2014 ha staccato
la formula giusta
e compropriet:
assegni da 14,5 milioni Nel 2014 altri profitti cos si va in perdita

Ritorno in Serie A
con +5,3 milioni
Iturbe d nuove gioie

Le ambizioni hanno un costo.


Lo sa bene la Roma che, in
attesa dei quattrini della
Champions, ha chiuso il bilancio
2013-14 con un disavanzo di 38,8
milioni, nonostante i 51,7 milioni
di plusvalenze al netto delle
minusvalenze (27,5 per
Marquinhos, 15,3 per Lamela). Gli
stipendi sono cresciuti del 14%:
ormai, con 107,6 milioni, sono
quasi al livello dellInter (117,3). E
anche nel semestre di questa
stagione il costo del personale
aumentato di un ulteriore 18%.
Ma sono stati conteggiati i 49,2
milioni della Champions e i 25,1
delle plusvalenze chiudendo i
primi sei mesi in attivo di 8,6
milioni. Lesercizio al 30 giugno
2015 previsto ancora in rosso,
ma con un sostanziale
miglioramento sul 2013-14.

Ci si chiede perch Garrone


abbia ceduto a condizioni
estremamente favorevoli la
Sampdoria a Ferrero. La risposta
sta nei deficit di bilancio
accumulati dai blucerchiati. Dopo
i 38,1 milioni persi a causa della
retrocessione in B, lesercizio al
31 dicembre 2013 si chiuso
ancora in rosso, seppur inferiore:
13,4 milioni. Praticamente la cifra
versata in conto capitale (13,7
milioni) dallex controllante San
Quirico nel corso del 2013. La
famiglia Garrone ha garantito la
continuit aziendale fino alla fine
iniettando ulteriore denaro nelle
casse della squadra prima della
girata delle azioni a Ferrero nel
giugno 2014. Nel 2013 il costo
del personale (47 milioni)
stato addirittura superiore al
fatturato (43,6).

Nellera del tramonto del


mecenatismo milanese resiste
quello di provincia. Il Sassuolo
una piccola ma ha le spalle
coperte da Giorgio Squinzi.
Nellesercizio al 31 dicembre 2013
la controllante Mapei ha staccato
un assegno di 15,5 milioni per la
sponsorizzazione delle maglie e
dello stadio. E non finita qui. La
semestrale 2014 chiusa in rosso
di 12,6 milioni ha spinto lazionista
a versare 9,5 milioni per il
ripianamento delle perdite e a
ricostituire il capitale sociale a 5
milioni: in tutto 14,5 milioni.
Daltronde, gli investimenti per
potenziare la rosa non si sono
fatti mancare, con il conseguente
raddoppio alle voci stipendi e
ammortamenti gi nel 2013
e un ulteriore carico nel bilancio
2014 ancora da approvare.

Il ritorno in Serie A stato


celebrato anche fuori dal campo,
grazie ai 5,3 milioni di profitti,
determinati dalla cessione del
marchio (16 milioni) e dalle
plusvalenze (10,2, di cui 9 per
Jorginho). Gestione oculata,
quella del Verona, con gli
stipendi al 67% del fatturato e la
continua valorizzazione di talenti.
Negli ultimi mesi dello scorso
esercizio la controllante HV7
ha erogato unanticipazione
finanziaria di 14 milioni per
riscattare Iturbe (dal Porto)
cedendolo poi alla Roma
con una plusvalenza che
permetter di chiudere in
equilibrio anche il bilancio
relativo al 2014-15: in estate le
operazioni di mercato hanno
fatto registrare cessioni per 34,6
milioni e acquisti per 13,3.

23,4
21,5
17,9

68,7

4,2
3,6
2,9

32,9

1,6

10,5

2,9

17,5

Nel 2013 Urbano Cairo, dopo


aver versato 60 milioni dal suo
insediamento a Torino, ha
festeggiato il primo bilancio in
utile nel calcio: +1 milioni contro il
-11 di dodici mesi prima. La svolta
positiva arrivata con le
plusvalenze, in una gestione in cui
gli stipendi restano sotto il livello
di guardia (59% del fatturato). La
cessione di Ogbonna alla
Juventus per 13 milioni ha aperto
le danze, la scorsa estate stata
la volta dei gioielli Immobile e
Cerci. Ulteriori guadagni che
hanno consentito di far quadrare
i conti anche nellesercizio 2014,
che deve ancora essere
approvato e che quasi
sicuramente chiuder in attivo.
Lequilibrio contabile si sposato
con i risultati, come dimostrano
le imprese in Europa League.
5,2
6,6
4,2

34,9

Dopo tre utili di fila lUdinese


rivede il rosso. Il 2013-14 si
chiuso in perdita di 12,1 milioni. La
regina del trading di calciatori
questa volta ha dovuto fare i conti
con la risoluzione anticipata delle
compropriet (c tempo fino a
giugno) che hanno comportato
oneri per 15,5 milioni e con il
netto calo delle plusvalenze (27,9
milioni, erano 87,2 nel 2012-13).
La gestione caratteristica in
linea col passato: sono diminuiti i
ricavi di 10 milioni per la mancata
partecipazione alle coppe
europee, sono calati allo stesso
tempo i costi per i minori
ammortamenti. Una curiosit
tra le spese: 8,9 milioni a favore
del Watford. Il patrimonio netto
resta consistente (52,4 milioni) in
virt dei profitti accantonati in
questi anni.
3,5
5
10,9

36,6

5,3
3,6
7,5

27