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Capitolo 10

Soluzioni di Quesiti ed esercizi





4
2
.
Quesiti ed esercizi svolti 10.1. (1) Sia data la matrice A =
3 1
(i) Determinare gli autovalori di A, stabilendo per ciascun autovalore la molteplicit`a algebrica.
(ii) Determinare gli autospazi di A, fornendo per ciascun autospazio una base.
(iii) Stabilire se A e` diagonalizzabile ed, in caso affermativo, trovare la matrice diagonale D simile
ad A e la matrice M tale che D = M 1 AM .
Svolgimento. (i) Il polinomio caratteristico di A e` :
PA (T ) = T 2 3T 10 = (T 5)(T + 2).
Pertanto A ammette due autovalori distinti, ciascuno semplice. Poich`e la matrice e` di ordine 2,
questo ci permette di affermare gi`a che A e` sicuramente diagonalizzabile: infatti, ogni autovalore
semplice ha necessariamente molteplicit`a geometrica uguale alla molteplicit`a algebrica, che e` 1;
quindi lunione dei due autovettori relativi ai due autovalori semplici distinti, sono sicuramente una
base per R2 .
(ii) Per determinare lautospazio relativo allautovalore 1 = 5, che scegliamo come primo, si deve
risolvere il sistema omogeneo

X1 + 2X2 = 0
.
3X1 6X2 = 0
Questo sistema fornisce lautovettore v 1 = (2, 1), le cui componenti sono rispetto alla base canonica e di R2 . Pertanto V5 (A) = Lin(v 1 ).
Lautospazio relativo allautovalore 2 = 2 si determina mediante il sistema

6X1 + 2X2 = 0
.
3X1 + X2 = 0
In tal caso, abbiamo v 2 = (1, 3). Pertanto V2 (A) = Lin(v 2 ).
(iii) Nel punto (i) abbiamo gi`a discusso i motivi per cui A e` sicuramente diagonalizzabile. Se
scegliamo come base per R2 la base v := v 1 , v 2 allora, con questo ordine scelto e senza dover fare
conti con le matrici, dalla teoria generale sappiamo che la matrice A in base v diventa la matrice


5
0
D=
;
0 2
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60

CAPITOLO 10. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI

in altri termini, la matrice M che determina la similitudine tra A e D e` la matrice M := Me v


cambiamento di base dalla base canonica e alla base v, i.e.


2 1
.
M=
1
3
Il lettore svolga il conto
M 1 AM
per avere unulteriore verifica che si ottiene la matrice D.
Se avessimo scelto come base per R2 la base w := v 2 , v 1 , allora A in base w si sarebbe trasformata
nella matrice


2 0
0
D =
0 5
e la matrice M 0 per la similitudine sarebbe stata
0

M = Me w =

1 2
3 1


.


5 1
(2) Sia data la matrice A =
.
1
3
(i) Determinare gli autovalori di A, stabilendo per ciascun autovalore la molteplicit`a algebrica.
(ii) Determinare gli autospazi di A, fornendo per ciascun autospazio una base.
(iii) Stabilire se A e` diagonalizzabile ed, in caso affermativo, trovare la matrice diagonale D simile
ad A.
Svolgimento. (i) Il polinomio caratteristico di A e` :
PA (T ) = T 2 8T + 16 = (T 4)2 .
Pertanto A ammette un solo autovalore = 4 di moteplicit`a algebrica 2.
(ii) Per determinare lautospazio relativo allautovalore = 4 si deve risolvere il sistema omogeneo

X1 X2 = 0
.
X1 X2 = 0
Questo sistema fornisce un solo autovettore v = (1, 1), le cui componenti sono rispetto alla base
canonica e di R2 . Pertanto V4 (A) = Lin(v).
(iii) Notiamo che la molteplicit`a geometrica di = 4 e` g(4) = 1; infatti dim V4 (A) = 1. Poiche
dal punto (i) sappiamo invece che a(4) = 2, allora g(4) < a(4). Pertanto A non pu`o essere
diagonalizzabile. In altri termini, non si potr`a trovare mai una base per R2 costituita da autovettori
di A.



3 5
.
2 3
(i) Determinare gli autovalori di A, stabilendo per ciascun autovalore la molteplicit`a algebrica.
(3) Sia data la matrice A =

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(ii) Determinare gli autospazi di A, fornendo per ciascun autospazio una base.
(iii) Stabilire se A e` diagonalizzabile ed, in caso affermativo, trovare la matrice diagonale D simile
ad A.
Svolgimento. (i) Il polinomio caratteristico di A e` :
PA (T ) = T 2 + 1.
Questo polinomio non ammette radici in R. Pertanto A e` priva di autovalori reali. Precisamente,
gli autovalori di A sono i numeri complessi e coniugati
i e

i,

dove i e` lunit`a immaginaria definita da i2 = 1.


(ii) Poiche A e` priva di autovalori reali, essa non ha nemmeno autospazi (reali, cio`e che siano
sottospazi vettoriali di R2 ).
(iii) Per i precedenti motivi A non e` mai diagonalizzabile.
(4) Sia dato loperatore lineare f su R3 , definito sui vettori della base canonica e nel seguente
modo:
f (e1 ) = 2e1 + e2 + e3 , f (e2 ) = 3e1 + 2e2 + e3 , f (e3 ) = 3e1 + e2 + 2e3 .
(i) Determinare il polinomio caratteristico di f , gli autovalori di f ed i rispettivi autospazi,
specificando per ogni autovalore la molteplicit`a geometrica ed algebrica.
(ii) Stabilire se f e` diagonalizzabile ed, in caso affermativo, trovare una base v per R3 di autovettori di f e la matrice Mv (f ).
Svolgimento. Loperatore f ha, in base canonica e, la matrice rappresentativa

2 3 3
2
1 .
A := Me (f ) = 1
1
1
2
Dalla teoria generale, sappiamo che il polinomio caratteristico di un operatore lineare e` invariante
rispetto ai cambiamenti di base. Pertanto, per calcolare Pf (T ) basta calcolare PA (T ). Questo
polinomio e`
PA (T ) = T (T 1)2 .
Loperatore f ha quindi due autovalori distinti: 1 = 0, di molteplicit`a algebrica a(0) = 1, e
2 = 1, di molteplicit`a algebrica a(1) = 2.
Per determinare lautospazio relativo allautovalore 1 = 0, che scegliamo come primo, si deve
risolvere il sistema omogeneo

2X1 3X2 3X3 = 0


X1 + 2X2 + X3
= 0 .

X1 + X2 + 2X3
= 0

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CAPITOLO 10. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI

Il rango della matrice dei coefficienti del sistema e` 2, in quanto la prima equazione e` uguale allopposto della somma delle rimanenti due. Dal Teorema di Rouche-Capelli, sappiamo subito che
dim V0 (f ) = 3 2 = 1. Infatti, questo sistema fornisce lautovettore v 1 = (3, 1, 1), le cui
componenti sono rispetto alla base canonica e di R3 . Pertanto V0 (f ) = Lin(v 1 ).
Lautospazio relativo allautovalore 2 = 1 si determina mediante il sistema

3X1 3X2 3X3 = 0


X1 + X2 + X3
= 0 .

X1 + X2 + X3
= 0
Il rango della matrice dei coefficienti del sistema e` banalmente 1. Dal Teorema di Rouche-Capelli,
sappiamo che dim V1 (f ) = 3 1 = 2. Infatti, questo sistema fornisce le soluzioni della forma
X1 = s, X2 = t, X3 = s t,
con s e t parametri indipendenti. Pertanto, la soluzione generale del sistema si scrive come
s(1, 0, 1) + t(0, 1, 1).
Questo significa che i due autovettori relativi allautovalore 2 = 1 sono
v 2 = (1, 0, 1), v 3 = (0, 1, 1).
Pertanto V1 (f ) = Lin(v 2 , v 3 ).
(ii) Il sistema di vettori
v := v 1 , v 2 , v 3 ,
costituito dai vettori trovati al punto (i), e` una base di R3 costituita da autovettori di f . Pertanto v e`
una base diagonalizzante per f ; in altri termini, f e` diagonalizzabile. In effetti, per le scelte fatte,
abbiamo che

0 0 0
Mv (f ) = 0 1 0 .
0 0 1
3
(5) Sia f loperatore
lineare su

R la cui matrice rappresentativa, rispetto alla base canonica e di


0
1
3
3

1 1
2 .
R e` A =
1
0 3
(i) Determinare gli autovalori di f ed i rispettivi autospazi, specificando per ogni autovalore la
molteplicit`a geometrica ed algebrica.
(ii) Stabilire se f e` diagonalizzabile ed, in caso affermativo, trovare una base v per R3 di autovettori di f e la matrice Mv (f ).

Svolgimento. Dal testo dellesercizio, abbiamo che A := Me (f ). Dalla teoria generale, sappiamo
che il polinomio caratteristico di un operatore lineare e` invariante rispetto ai cambiamenti di base.
Pertanto, per calcolare Pf (T ) basta calcolare PA (T ). Questo polinomio e`
PA (T ) = (T + 1)2 (T + 2).

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Loperatore f ha quindi due autovalori distinti: 1 = 1, di molteplicit`a algebrica a(1) = 2, e
2 = 2, di molteplicit`a algebrica a(2) = 1.
Per determinare lautospazio relativo allautovalore 1 = 1, che scegliamo come primo, si deve
risolvere il sistema omogeneo

X1 + X2 + 3X3 = 0
X1 + 2X3
= 0 .

X1 + 2X3
= 0
Il rango della matrice dei coefficienti del sistema e` manifestamente 2. Dal Teorema di RoucheCapelli, sappiamo subito che dim V1 (f ) = 3 2 = 1. Infatti, questo sistema fornisce lautovettore v 1 = (2, 1, 1), le cui componenti sono rispetto alla base canonica e di R3 . Pertanto
V1 (f ) = Lin(v 1 ) e quindi g(1 ) = 1.
Poiche lautovalore 2 = 2 e` unautovalore semplice, possiamo affermare con certezza che
g(2 ) = 1. Infatti, lautospazio relativo allautovalore 2 = 2 si determina mediante il sistema

2X1 + X2 + 3X3 = 0
X1 + X2 + 2X3 = 0 .

X1 X3
= 0
Questo sistema fornisce lautovettore
v 2 = (1, 1, 1),
i.e. V2 (f ) = Lin(v 2 ).
(ii) Poiche g(1 ) < a(1 ), loperatore f non pu`o essere diagonalizzabile. In effetti, entrambi gli
autospazi erano delle rette vettoriali di R3 , quindi non pu`o esistere una base per R3 costituita da
autovettori di f , dato che i due autovettori di f generano solmente il piano vettoriale
Lin(v 1 , v 2 ).

(6) Sia P2 lo spazio vettoriale dei polinomi in unindeterminata Y , a coefficienti reali e di grado
al pi`u 2. Sia b = 1, Y, Y 2 una base per P2 e sia f loperatore lineare su P2 definito da
f (1) = Y 2 , f (Y ) = Y 2 + Y 1, f (Y 2 ) = Y 2 .
(i) Calcolare gli autovalori e gli autovettori di f .
(ii) Stabilire se f e` diagonalizzabile. In caso affermativo, trovare una base v di autovettori di f e
la matrice Mv (f ).
Svolgimento. (i) Loperatore f ha, nella base b data, la matrice rappresentativa

0 1 0
1 0 .
A := Mb (f ) = 0
1
1 1

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CAPITOLO 10. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI

Dalla teoria generale, sappiamo che il polinomio caratteristico di un operatore lineare e` invariante
rispetto ai cambiamenti di base. Pertanto, per calcolare Pf (T ) basta calcolare PA (T ). Questo
polinomio e`
PA (T ) = T (1 T )2 .
Loperatore f ha quindi due autovalori distinti: 1 = 0, di molteplicit`a algebrica a(0) = 1, e
2 = 1, di molteplicit`a algebrica a(1) = 2.
Essendo 1 = 0 un autovalore semplice, allora g(0) = 1. Per determinare lautospazio V0 (f ) si
deve risolvere il sistema omogeneo

X2
= 0

X2
= 0 .

X1 + X2 + X3 = 0
Questo sistema fornisce lautovettore v 1 = (1, 0, 1), le cui componenti sono rispetto alla base b.
In altri termini, lautovettore v 1 corrisponde al polinomio Q1 (Y ) = 1 Y 2 , pertanto
V0 (f ) = { Y 2 | R} P2 .
Lautospazio relativo allautovalore 2 = 1 si determina mediante il sistema

X1 X2 = 0
0
= 0 .

X1 + X2 = 0
Il rango della matrice dei coefficienti del sistema e` banalmente 1. Dal Teorema di Rouche-Capelli,
sappiamo che dim V1 (f ) = 3 1 = 2. Infatti, questo sistema fornisce le soluzioni della forma
X1 = s, X2 = s, X3 = t,
con s e t parametri indipendenti. Pertanto, la soluzione generale del sistema si scrive come
s(1, 1, 0) + t(0, 0, 1).
Questo significa che i due autovettori relativi allautovalore 2 = 1 sono
v 2 = (1, 1, 0), v 3 = (0, 0, 1).
Questi autovettori corrispondono, rispettivamente, ai polinomi
Q2 (Y ) = 1 Y, Q3 (Y ) = Y 2 .
Pertanto
V1 (f ) = { Y + Y 2 | , R} P2 .
(ii) Il sistema di vettori
v := v 1 , v 2 , v 3 ,

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costituito dai vettori trovati al punto (i), e` una base di P2 costituita da autovettori di f . Pertanto f
e` diagonalizzabile. In effetti, per le scelte fatte, abbiamo che

0 0 0
Mv (f ) = 0 1 0 .
0 0 1

(7) Sia f loperatore


lineare
su R4 la cui matrice rappresentativa, rispetto alla base canonica e di

1 1 2 a

0
0 2 b
, con a, b, c R parametri indipendenti.
R3 e` A =
0
0 1 c
0
0 0 0
(i) Determinare i valori di a, b e c per cui f risulti essere diagonalizzabile.
(ii) Per siffatti valori, determinare una base v di R4 di autovettori di f e scrivere la matrice Mv (f ).
Svolgimento. Dal testo dellesercizio, abbiamo che A := Me (f ). Per calcolare Pf (T ) basta
calcolare PA (T ). Questo polinomio e`
PA (T ) = T 2 (1 T )2 .
Loperatore f ha quindi due autovalori distinti: 1 = 0 e 2 = 1, entrambi di molteplicit`a algebrica
2.
Ora f sar`a diagonalizzabile se, e solo se,
g(0) = 2 e g(1) = 2.
Per determinare lautospazio relativo allautovalore 1 = 0, che scegliamo come primo, si deve
risolvere il sistema omogeneo determinato dalle equazioni che rappresentano Ker f , i.e.:

X1 X2 + 2X3 + aX4 = 0
2X3 + bX4
= 0 .

X3 + cX4
= 0
Denotata con B la matrice del precedente sistema, sappiamo che
g(0) = 4 r(B).
Pertanto, g(0) = 2 se, e solo se, r(B) = 2. Imponendo a tutte le sottomatrici quadrate di ordine 3
di B di avere determinate nullo, si ottiene che
r(B) = 2 b = 2c.
Per determinare lautospazio relativo allautovalore 2 = 1, si deve risolvere il sistema omogeneo:

X2 + 2X3 + aX4 = 0

X2 + 2X3 + bX4 = 0
.
cX4
= 0

X4
= 0

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CAPITOLO 10. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI

Denotata con C la matrice del precedente sistema, vediamo che r(C) = 2 qualunque siano i valori
di a, b e c. Pertanto, dalla relazione
g(1) = 4 r(C)
si ha sempre g(1) = 2.
In conclusione, f e` diagonalizzabile se, e solo se, i parametri a, b, c sono t.c.
b = 2c.
(ii) Se in A andiamo a sostituire b = 2c e calcoliamo le basi dei relativi autospazi, abbiamo che
V0 (f ; a, c) = Lin((1, 1, 0, 0), (0, a 2c, c, 1))
e
V1 (f ; a, c) = Lin((1, 0, 0, 0), ((0, 2, 1, 0)).
Quali che siano i valori di a, c R, i quattro vettori sopra descritti costituiscono sempre una base
va,c per R4 , con a, c variabili in R. In ciascuna di queste basi va,c , abbiamo sempre

0
0
Mva,c (f ) =
0
0

0
0
0
0

0
0
1
0

0
0

0
1