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PERIODICO DI CULTURA NEO-ILLUMINISTA

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gratuita
ER

Libero Amore
in libero Stato

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NUMERO 23 MARZO 2015 (ANNO Ix N.1)

IO DIC

IL

numero di Civilt
Laica che avete tra
le mani speciale
per diversi motivi.

PROPETARIO ED EDITORE
Associazione Culturale Civilt Laica,
Via Carrara, 2 - 05100 Terni
e-mail: redazione@civiltalaica.it
tel.: 348-4088638

DIRETTORE RESPONSABILE
Sergio Moscatelli

COMITATO DI REDAZIONE
Maurizio Magnani, Alessandro Petrucci,
Massimiliano Brasile; Alessandro Chiometti, Marcello Ricci, Cecilia M.Calamani
Stampato per lAss. Cult. Civilt Laica dalla Tipografia Visconti - Terni
Autorizzazione del Tribunale di Terni n.
03/07 dell/8 Marzo 2007

GRAFICA

Katapulta Design di Agnieszka Goclowska


http://katapultadesign.eu

FOTO IN COPERTINA
Alessandro Chiometti

E il primo numero della rivista a sedici pagine anzich otto, ed il primo numero in cui
gli autori non appartengono allassociazione
omonima. Infine, cosa pi importante, non si
tratta di articoli ma di racconti di narrativa
scelti fra quelli che hanno partecipato al concorso Libero amore in Libero Stato indetto
da Civilt Laica stessa, da Dalia edizioni e dal
Circolo Uaar di Terni.
I racconti selezionati sono i tre premiati dalla
giuria, quello a cui stata assegnata la menzione speciale di laicit e un mio contributo
che era fuori concorso per ovvi motivi.
Lesperimento stato un discreto successo,
in particolare per linteresse suscitato (oltre
il migliaio di download del bando) mentre la
partecipazione degli aspiranti scrittori si
estesa al di fuori di Terni e dellUmbria.
Lintento era quello di sensibilizzare le persone inquadrando una tematica piuttosto
comune (lamore) con i suoi risvolti con le sovrastrutture statali e sociali che purtroppo lo
condizionano e finanche hanno la pretesa di
decidere quale forma di amore sia giusta e
quale sia sbagliata. Quale deve essere riconosciuta con dei diritti e quale no.
I racconti che seguono raccontano la questione sotto diversi punti di vista; ma ovviamente, com logico aspettarsi le tematiche lgbt
fanno da padrone con leccezione del racconto di Samantha Falciatori che ha inquadrato
il tema sotto un punto di vista diverso.
Alessandro Labianca ci regala una visione
onirica delle cose, Michael Crisantemi esprime la sua amarezza per la situazione italiana
fin dal titolo, Alex Coman (il vincitore) da un
quadro al tempo stesso contemporaneo e metafisico della questione. Il mio racconto fuori
concorso invece vuole parlare di un futuro
dove le cose cambiano ma sempre in modo
gattopardesco come nella nostra migliore
tradizione.
Augurandovi buona lettura vi invito sempre
a inviare i vostri commenti, critiche, suggerimenti, osservazioni, ai recapiti indicati.
Alessandro Chiometti
Presidente Civilt Laica

tanotte la mamma ha pianto tanto. Cercava di piangere in silenzio, di affogare le


lacrime nel cuscino, ma io lho
sentita lo stesso e sono andato
da lei, senza farmi sentire. La finestra era aperta e la luce della
luna entrava discreta a illuminare il suo viso rigato di lacrime.
E molto triste e io vorrei tanto
aiutarla, ma lei come assente. Meno male che c pap. La
abbraccia, se la stringe forte al
petto e dopo un po lei si calma.
Io non so cosa sia successo, nessuno dei due me lo ha spiegato.
Ho provato a chiederlo, ma entrambi hanno ignorato la mia
domanda. Forse non ne vogliono
parlare e preferisco non insistere. Sono un po di giorni che mi
sento strano anche io in realt.
Mi sembra di avere la testa pesantemente vuota, come quando
ti svegli da un sogno vividissimo, ma di cui non ricordi nulla.
Pazienza, mi torner in mente
se era un sogno bello. Chiss se
anche la mamma si sente cos.
Per il suo sogno devessere stato brutto, se piange sempre!
Oggi dobbiamo andare di nuovo dal
dottore e ho deciso che lo chiedo a
lui cosa succede, visto che mamma
e pap non vogliono dirmelo.
La sala daspetto tutta bianca e
verde mela, piena di poster con
bambini piccoli e mamme sorridenti. Metto istintivamente la
mano sopra quella di mamma e
sento che si rilassa, poi il dottore
esce e chiama il suo nome. Tocca
a noi. Entriamo nello studio e il
dottore visita la mamma. C un
silenzio pesante che mi mette a
disagio, cos mi faccio coraggio e
lo chiedo al dottore che cosa ha.
Lui mi guarda e dice che va tutto
bene, la mamma sta guarendo e
deve stare tranquilla.
Allora perch piange sempre la
notte?, gli chiedo. Lui sospira e
chiede alla mamma se vero che
la notte non dorme. Lei abbassa lo sguardo e annuisce. Vedo
il dottore che scrive qualcosa
su un pezzo di carta e lo porge a pap. Prima di andarcene,
mamma ringrazia il dottore per
tutto quello che ha fatto per lei
e che altri medici non hanno fatto. Dovere, risponde lui stringendole la mano. Ce ne andiamo
dallo studio, immergendoci in
un tiepido pomeriggio autunnale. Cammino davanti a mamma e
pap che, mano nella mano, mi
tengono docchio mentre mi diverto a schiacciare le foglie che
colorano il marciapiede... mar-

Civilt Laica Numero 23

rone, gialla, rossa, arancio!


Per il dottore non mi ha risposto... io non ho mica capito cosa
ha la mamma.
Passano i giorni e la mamma sembra stare sempre meglio. La notte
non la sento pi piangere, anzi ieri la sentivo che rideva con pap
e mi sono addormentato contento. Sembra felice adesso e anche
io sono pi sereno. Al mattino siamo andati al parco e mi sono divertito un sacco a rincorrere le anatre.. come sono buffe! Mentre
giocavo ho visto pap che baciava la mamma, pensando che non li
stessi guardando. Ho fatto finta di niente ma mi veniva da ridere!
Oggi invece siamo andati in un posto chiamato cimitero. La mamma era tesa, lo percepivo. Giravamo per le tombe senza cercarne
una precisa, finch a un tratto mamma e pap si sono fermati davanti a una grossa croce al centro dellincrocio di due viali. Non
era una tomba, anche se ai suoi piedi cerano fiori e lumini. Ho
chiesto alla mamma perch ci fossimo fermati proprio l, ma lei
si limitata a mettere un grosso giglio bianco nel vaso di bronzo.
Mi sono sentito confuso.
Pensi che un giorno riuscir a perdonarci?. E mamma a rompere
il silenzio.
Per cosa?.
Per aver deciso al posto suo.
Anche lui ha deciso al posto tuo.
La mamma ha tirato un lungo sospiro e, mentre abbassava lo
sguardo, ho incrociato i suoi occhi. Occhi profondi, chiari, occhi che hanno sofferto, che hanno amato, che hanno visto cose
che nessuna creatura dovrebbe vedere.. occhi che parlano di un
pomeriggio destate, di un viottolo deserto, di cinque ragazzi e
una ragazza. Occhi che si paralizzano dalla paura quando realizzano che quei cinque ragazzi apparentemente distratti li stanno
accerchiando, occhi increduli che si spengono allodore forte e
pungente di chiss che cosa...
Era ancora giorno quando riapristi gli occhi. La luce del sole morente entrava calda e rassicurante dai finestroni e tu riemergesti
dal buio al canto squillante e familiare dei merli. Le betulle che
circondavano il caseggiato frusciavano leggere agli ultimi raggi.
Solo ora percepisco il tuo panico quando ti riscopri legata su un
letto e il terrore nero che ti attanaglia la gola e il cuore quando
una voce che non conosci ti saluta sarcastica: Ciao piccola, ti
sei svegliata finalmente. Senti quella voce chiamarne altre, voci
sghignazzanti, volti invisibili, nascosti dal passamontagna. Sento
che non ci credi, devessere un incubo, non pu succedere a te,
ma le mani che ti slegano, ti agguantano, ti spogliano sono reali,
reali sono i tuoi tentativi di opporti e altrettanto reali sono le
botte, i corpi che ti saltano addosso per inchiodarti sul letto, le
tue urla, le loro risate...
Il posto isolato, non c nessuno che possa sentirti, solo una luna
luminosamente fredda, che sorge ridente e incurante dei mondi
che illumina. Nessun uomo, nessun dio, finch, prima dellalba, ti
avvolgono in una coperta e ti ritrascinano sul furgoncino.
Ti risvegli in un letto dospedale, al tuo fianco c pap che ti tiene la mano e ti accarezza la fronte, incapace di proferir parola.
Percepisco la vergogna infinita che ti lacera lanima, vedo la tua
mano ritrarsi di scatto e sento lo schianto del cancello del tuo
cuore che si chiude a un mondo che non vuoi pi. Il calvario per
solo agli inizi: ora c la freddezza dei medici da affrontare, il
cinismo dei poliziotti e persino linflessibilit dei preti.
Eccoli i primi, nei loro camici bianchi, che ti studiano come fossi un insetto da collezione, che ti toccano senza ritegno, senza
guardarti nemmeno negli occhi; eccoli i secondi, nelle loro divise impeccabili, che cominciano a interrogarti come se fossi tu il
colpevole, anzich la vittima. Non bastano neanch i lividi che

Civilt Laica Numero 23

M enzion

hai su tutto il corpo a smorzare linvadenza delle loro domande,


mentre trascrivono quello che ricordi come si trascrive unordinazione al ristorante. In fondo, sono casi di routine per la polizia.
Se ne vanno promettendo di fare il possibile, pur con le poche
informazioni che hai fornito. Tu non li hai visti in faccia.
I medici concludono che non hai subito danni gravi e dopo pochi
giorni ti mandano a casa. Pap fa di tutto per starti vicino, anche
se tu lo respingi, anche se i primi giorni non vuoi nemmeno dormire con lui nel letto e per questo lui si trasferisce sul divano.
Non gli rivolgi la parola, non lo guardi nemmeno pi negli occhi
e io sento che pap ne soffre tanto. Si sente impotente, inutile,
rifiutato. Eppure ti ama tanto mamma, perch lo tratti cos?
Poi un giorno decide di affrontarti. Si siede accanto a te e, quando fai
per alzarti, ti trattiene. Ti divincoli come se ti avesse toccato una vipera,
ma lui con dolcezza ti invita a sederti.
Perch mi tratti cos?, ti chiede senza giri di parole.
Tu taci.
Lo capisci che voglio solo aiutarti? Che dobbiamo affrontarlo
insieme, che non puoi sperare di superarlo da sola?.
Tu taci.
Non colpa tua, se questo che ti blocca. Io non ce la faccio pi
a vederti cos.. permettimi di aiutarti.
E tu taci, anche quando, un po rassegnato, ti d un bacetto sulla
tempia. Fa per alzarsi, quando finalmente dici qualcosa:
Perdonami. Lui ti guarda perplesso, ma non risponde.
Non credo di essere pi la donna di cui ti sei innamorato. Non
riesco pi nemmeno a guardare negli occhi luomo che amo,
come potrei vivere al suo fianco? Mi vergogno cos tanto...
Stai scherzando spero!- sbotta incredulo pap- E questo il problema? Ti senti in colpa nei miei confronti?!.
Tu non rispondi e scoppi in lacrime.
Aurora, se qui c qualcuno che deve sentirsi una merda e che si
strugge lanima col senso di colpa, quello sono io! E se c qualcuno che deve vergognasi sono le bestie che ti hanno messo le
mani addosso. E prega che la polizia li trovi prima di me perch
altrimenti..... Pap arrabbiatissimo e non riesce a finire la frase. Sospira, vedo che fa fatica dominarsi. Poi continua:
Non devi mai vergognarti per quello che successo e non devi
mai mettere in dubbio il mio amore, chiaro?! Adesso guardami.
Tu scuoti la testa, ma lui te la prende delicatamente e ti fissa negli occhi.
Ti amo cos tanto... Fatti aiutare, Aurora, lo supereremo insieme.
Finalmente ti sciogli e lo abbracci per la prima volta dopo tanto
tempo. Lo fai anche dormire nel lettone con te quella notte. Sembrava che le cose stessero migliorando.
Ma un giorno pap torna a casa e ti trova in bagno, in preda ai
singhiozzi, seduta per terra con la testa tra le mani. Accanto a te
c una specie di termometro, con due lineette rosa. Tu non riesci
a parlare, ma pap sembra capire lo stesso: cade in ginocchio e ti
prende tra le braccia. Io non capisco perch, ma dal quel giorno
cominciano a succedere cose strane... pap ha paura a lasciarti
sola, tu urli che vuoi morire, che non lo vuoi.. ma cosa non vuoi?
Poi una mattina pap esce di casa e io decido di andare con lui.
Entriamo in una chiesa. Si siede sulla prima panca, davanti allaltare e inizia a fare una cosa che non gli avevo mai visto fare:
inizia a pregare. E a piangere. A un tratto da una porta vicina
allaltare esce un signore anziano, con una tunica marrone e una
corda bianca sulla vita. Si avvicina a pap e con discrezione gli si
siede accanto, posando una mano sulla sua spalla. Ha lo sguardo
gentile e per un po se ne sta cos, in silenzio.
Sono tanti anni che non metti pi piede qui dentro. Sono contento

Laicit

IL GIGLIO BIANCO

eci ale

di

Samantha Falciatori

e sp

che sei venuto, ma speravo non dovesse servire una cosa cos terribile per spingerti a tornare, dice piano.
Non so nemmeno io perch sono qui. Sono davvero disperato..
Devi farti forza Lorenzo. Dio te la dar se gliela chiedi, vedrai
che riuscirete a superarlo.
Padre, io...
Padre? Ma non tuo padre, pap!
Non solo questo.. Aurora incinta.
Inci-che?
Il signore anziano sembra irrigidirsi e per un attimo rimane senza parole.
Sei sicuro?, chiede alla fine.
S. Il ginecologo ha detto che gi entrata nel secondo mese.
Non so davvero cosa fare... temo per lei, per la sua vita...
Ne deduco che lei non lo vuole, chiede atono il signore. Pap
scuote la testa.
E tu?
Io... io non lo so, non... non spetta a me decidere...
E a chi spetta?
Pap lo guarda vagamente perplesso: A lei, ovviamente.
Il signore anziano sospira e si abbandona allo schienale della panca.
Lorenzo, tu lo sai che la vita un dono, vero?. Vedo pap contrarsi, sembra a disagio.
Certo che lo , ma non questo il punto. Aurora caduta in depressione dopo la violenza, ha smesso di mangiare, di dormire,
gli psicologi dicono che va tenuta sotto osservazione perch potrebbe compiere gesti inconsulti e da quando ha scoperto di essere incinta non fa che piangere e dire che vuole morire, che vuole
farla finita e.. ho paura che lo faccia davvero.
Dov adesso?
In ospedale, nonpu restare sola neanch un minuto.
Lorenzo, quello che le capitato orribile, non ci sono parole
per descrivere la bestialit umana, ma per questo che ora devi
starle accanto, per farle superare la violenza e accettare il dono
di Dio che porta in grembo. Vedo pap sgranare gli occhi.
Ascolta Lorenzo- prosegue il signore- lo so cosa pensi in questo
momento, ma per quanto abominevole sia quello che successo,
nel ventre di Aurora pulsa la vita ora. E la vita un dono, sempre.
Il Male si vince con lAmore e non c cosa pi nobile per rimediare al male inflitto che dare una possibilit a quella povera creatura innocente. Non spetta a noi decidere se una vita meritevole o
meno. Se Dio ve lha mandata ci sar un motivo e..
Un motivo?, sibila indignato pap. Dio ha voluto che Aurora
fosse violentata da un branco per mandarci un bambino?!?
No, non volevo dire questo. Dio ci ha donato il libero arbitrio
e quegli uomini hanno coscientemente commesso un crimine
ignobile per cui bruceranno allInferno, ma ci non toglie che
da questo scaturito il miracolo della vita. Se Aurora abortisce,
si render complice di quellabominio uccidendo una creatura
innocente. Spetta a te il duro compito di convincerla a salvare
questo bambino e a crescerlo con amore insegnandogli ci che
giusto e cosa....
No no, io non credo che tu abbia capito bene ci che ho detto. Aurora distrutta, morta in quel casolare, sia come donna
che come essere umano, e non posso tollerare prediche sui doni
di Dio quando Dio non ha fatto niente per impedire che QUELLA
creatura innocente fosse torturata e abusata. Dovera Dio mentre invocava aiuto? Mentre piangeva tra le mani di quelle bestie?
Dove??
Capisco il tuo dolore Lorenzo e so che non sei lucido adesso...
Lucido?? No, non sono lucido infatti, perch non puoi esserlo
quando vedi la donna che ami che si consuma nel dolore, condannata due volte, e sentirsi pure dire da un prete che in fondo un
dono e che va preso cos com!, urla pap, alzandosi di scatto e
avviandosi verso luscita.
Non condannare anche la creatura che porta in grembo! Se sei venu-

to qui devesserci un motivo, pensaci!, lo esorta accorato il signore.


Infatti stato un errore venire qui! Te comunque pensa a venire
in ospedale a vedere di persona il tuo dono di Dio!, replica pap,
mentre lascia veloce la casa del Signore.
Il giorno dopo il signore anziano va a trovare la mamma in ospedale. Lo vedo entrare, sembra leggermente imbarazzato, mentre
guarda la mamma con evidente tenerezza. La mamma seduta
sul letto, con lo sguardo fisso davanti a s. Pap davanti alla
finestra e, appena lo sente, si mette a braccia conserte, con fare
un po ostile.
Ah, sei qui.
Dubitavi che sarei venuto, Lorenzo?, risponde il signore con
dolcezza. Pap sembra distendersi, mentre il signore si siede accanto al letto. Tu mamma lo riconosci e gli sorridi.
Che sorpresa, padre. Io onestamente ne dubitavo.
Perch non sarei dovuto venire, Aurora?.
Perch so che hai parlato con Lorenzo e che probabilmente mi
consideri un essere spregevole.
No figliola, non sei di certo tu lessere spregevole. Tuttavia, non
posso stare a guardare mentre ti rovini la vita senza fare niente
per aiutarti.
La mia vita gi rovinata, padre.. e lo sar ancora di pi se non
fermo tutto questo al pi presto.
E come? Togliendoti la vita? Uccidendone due in un colpo solo?
A volte ne avrei voglia padre.. non ce la faccio a sopportare tanto
dolore, rispondi mentre le lacrime cominciano a sfuggirti, imperlandoti gli occhi come goccioline di rugiada. Lui te le asciuga
con un gesto spontaneo e prosegue:
Dio non ci manda mai pi sofferenze di quante possiamo sopportarne e ci d sempre la forza per affrontarle. Solo Lui pu decidere quando la nostra ora e noi non possiamo andare contro
il destino che ha deciso per noi... Vedo pap che si agita, ma non
dice nulla.
Io non voglio morire, padre!, lo interrompi singhiozzando. Ma
non voglio nemmeno affrontare 8 mesi di tortura, sono troppo
giovane per questo, non mi sento pronta, non voglio buttare allaria la mia vita, ho dei progetti, voglio finire gli studi e... con cosa
dovremmo mantenerlo poi? Che futuro potremmo garantirgli se
non possiamo nemmeno garantire il nostro, se non abbiamo un
soldo, senza lavoro, senza...
Calmati ora, dice il signore accarezzandoti i capelli corvini. Lo
so, lo capisco, ma so che puoi gestirla, se solo lo volessi.
Ma io non voglio! Non voglio passare il resto della vita incatenata
a una cosa che non ho voluto, una cosa che mi ricorder ogni giorno del dolore che ho patito.. come potrei amarlo? Se non potr
guardarlo negli occhi senza rivedere quelli degli uomini che mi
hanno fatto del male, senza rivivere la notte al casolare..... La
voce ti muore in gola e il signore ti prende tra le braccia, mentre
ti abbandoni al pianto. A pap si lucidano gli occhi e si volta a
guardare fuori dalla finestra.
Aurora, non saresti sola. Lorenzo non ti abbandoner mai e nemmeno io, nemmeno Dio.
Dio lo ha gi fatto, dici seria, mentre ti liberi dal suo abbraccio.
Lo guardi con laccusa negli occhi, mentre lui cerca di farti capire
che la colpa delluomo, non di Dio.
Comunque la vita la mia, devo decidere io. Tagli corto con decisione. E ho deciso che non condanner me stessa e Lorenzo a una
vita che non vogliamo.
Il signore resta in silenzio per un attimo, poi dice, tagliente:
Non vuoi condannare te stessa ma sei disposta a condannare una creatura innocente, che non ha alcuna colpa.
Soffriremmo in tre se non lo facessi! Come potrei sopportare che
chiami pap luomo che amo, sapendo che non lo ? Sarebbe una
pugnalata al cuore tutte le volte.. La sua vita non sarebbe serena perch sua madre non lo amerebbe mai, MAI!!, sbotti sfinita,
mentre pap ti si siede accanto e tu appoggi la testa alla sua spalla, bagnandogli la camicia.

Civilt Laica Numero 23

Leredit

ommaso e Natascia scesero dal taxi che fluttuava nella


piazza deserta di San Venanzo, presero i loro due bagagli
e attivarono il sistema antigravit che consentiva di spostarli con una leggera pressione o una leggera trazione mentre
erano sospesi nel vuoto.
Era pi o meno lo stesso principio che aveva rivoluzionato i trasporti trentanni prima, grazie alle guide diamagnetiche posizionate sulle strade le macchine potevano fluttuare sopra di esse,
riducendo cos al minimo lo sforzo per spostarsi. Piccoli motori
elettrici bastavano a far compiere allauto centinaia di chilometri
senza mai fermarsi.
Una ragazza sui trentanni gli venne incontro attraversando la
piazza, quando gli fu di fronte allung la mano e disse Ciao, io

Civilt Laica Numero 23

ori

conco

rso

Alessndro Chiometti

operatoria, e pap che si china su di te per darti un bacio in fronte, sussurrando che ti ama. Vedo le luci accecanti del corridoio
che percorriamo, insieme per lultima volta...
Ora capisco ci che non potevo capire n sapere. E come avrei
potuto? Come potevo sapere del giorno pi brutto della tua vita,
come potevo sapere che la causa ero io? E questo dunque il sogno
che sembrava sfuggirmi, che mi stava incollato addosso come
una seconda pelle. O una seconda vita. Mi sono svegliato, finalmente, ma non riesco a capacitarmene. Vi osservo davanti alla
croce, davanti al monumento dei morti senza nome, dei morti
mai nati, davanti a quella che dovrebbe essere la mia tomba. Il
grosso giglio bianco, sfumato di giallo come la flebile fiamma di
un amore mai nato, dunque per me. E nella delicatezza di quel
gesto pietoso che si chiude il mio cerchio, nel cuore sanguinante
di una donna che ha avuto il coraggio di scegliere come amare,
nel velo di lacrime che annega i luminosi occhi neri di un uomo
che ha avuto la forza di mettere la libert della donna che ama
davanti a tutto.
Vedo pap che ti prende la mano. Non so nemmeno perch continuo a chiamarti pap. Ora so che non lo sei. Ma non importante,
cos come non importante che tu non mi abbia mai considerato come tuo figlio. Ami la mamma pi della tua vita e hai dimostrato che faresti qualunque cosa per farla stare bene. Questo
importante. Perch nonostante tutto le voglio tanto bene anche
io, anche se una parte di me prova tanta rabbia, perch mi avete
negato tutto, persino la possibilit di nascere, e perch gli uomini
che hanno fatto male alla mamma lo hanno fatto anche a me. Anche io avrei voluto almeno una possibilit, anche io avrei voluto
provare questa cosa chiamata Vita e decidere da me se una cosa
bella o brutta, anche io avrei voluto....
Basta cos. Non era giusto farlo a scapito tuo, mamma. Tutto questo avrebbe significato per te una vita di sofferenze, ingiustizie e
sacrifici e io so che hai gi sofferto abbastanza per causa mia, non
meriti che altri decidano ancora per te, come se fossi un oggetto
fatto per fare cose che non vuoi. E giusto cos, non vorrei mai
farti soffrire ancora.
Basta cos, meglio per tutti. Anche se non sapremo mai se ti
avrei davvero causato solo ricordi dolorosi o se invece ti avrei
potuto aiutare a superarli dandoti il mio amore.
O forse no.
Forse ce la potr avere anche io una seconda possibilit, forse
potremmo avercela tutti. Se tu e pap vi amate cos tanto, forse
un giorno torner. Senza dolore stavolta, senza lacrime. Ma con
tanta fiducia e dolcezza.
Per ora devo lasciarvi, giusto cos.
Forse un giorno torner.
E sar un giorno bellissimo. Per tutti e tre.

Fu

Non posso permetterti di uccidere una vita innocente, nemmeno


in un contesto drammatico e doloroso come questo, sentenzia il
signore mentre si alza. La vita sacra, sempre, e anche se non
sempre possiamo capirla, abbiamo il dovere di rispettarla e onorarla a ogni costo. E tu, Lorenzo...
Io, padre, rispetter e onorer Aurora a ogni costo, qualunque decisione prender. La amo troppo per costringerla a fare qualcosa
contro la sua volont. Non la giudicher mai e, come hai detto, non
la abbandoner mai, qualunque cosa accada, nel bene e nel male.
State commettendo un terribile errore!
Padre ma possibile che tu e il tuo Dio siete disposti a calpestare e
violare tutti i diritti di una creatura in nome di quelli di unaltra, che
tra laltro non esiste ancora?, chiede pap con evidente sconcerto.
Pensateci bene ragazzi.- si limita a dire il signore scuotendo la testaIo pregher per voi. Nessuno dei due risponde mentre il signore se
ne va via amareggiato.
Ora capisco che parlavate di me. Non mi volevi, mamma. Non mi
hai mai voluto, nemmeno se crescevo dentro di te e mi nutrivo di
ci che nutriva te. Ora ti vedo uscire dallospedale, hai gi deciso.
Ti vedo fare il giro dei medici, con pap sempre al tuo fianco, ti
vedo affrontare lostilit di certi dottori che non vogliono che tu
mi butti via come un rifiuto, che dicono che sbagliato, perch
io sono innocente, non ho chiesto io di essere creato, non cos. Vi
vedo che allinizio insistete, dite che un vostro diritto, dite che
c una legge che vi d ragione, sento pap che parla di una cosa
chiamata autodeterminazione e i dottori che parlano di una cosa
chiamata assassinio.
Voi non potete impedircelo, siamo in un Paese libero e ogni donna ha il sacrosanto diritto di decidere del proprio corpo e della
propria vita!, urla pap.
Non possiamo impedirlo, ma di certo non avverr qui! Ho giurato di curare e preservare la vita, non mi render complice di un
omicidio!, replica alterata la dottoressa. Io non lo so, vi seguo
confuso, so che troppo tardi... Sono tanti quelli che rifiutano di
aiutarvi, alcuni si arrabbiano, parlano di obiezione di coscienza,
uno vi caccia persino via dicendo che: In questo ospedale le vite
non si uccidono, si salvano!. Vedo che tu, mamma, ne soffri tanto, cominci anche a ricevere delle brutte lettere che pap prontamente straccia e butta via. Anche il signore anziano riprende a
farvi pressioni, con ostinazione, arriva persino a minacciarvi di
negarvi i sacramenti se lo fate. Tu ti senti assediata, umiliata, ferita, non capisci perch di te non importa niente a nessuno... Solo
pap ti capisce e alla fine ti porta in unaltra citt, dove parlate
con altri dottori e finalmente uno decide di aiutarvi. Lo vedo mentre ti spiega come funziona e ti chiede mille volte se sei sicura,
perch una volta iniziato non si torna indietro. Ma tu sei sicura.
Rivuoi la tua vita, vuoi guarire e voltare pagina.
Ti vedo avvolta nel lenzuolo verde, sul lettino che ti porta in sala

sono Serena, voi siete i nipoti di Tobia e Marco vero?


Tommaso la guard e dopo un attimo di esitazione contraccambi la stretta di mano. Si, scusa ma siamo un po frastornati dal
viaggio, e poi i voli da Madrid per Roma non so perch ma sono
sempre in ritardo
Tanta tecnologia per restare inchiodati ai ritardi come nel secolo scorso si intromise nel discorso Natascia che strinse anchessa
la mano di Serena. Ciao, sei tu la Serena che ci ha scritto vero?
Si certo... se vi accomodate nel mio fuoristrada raggiungiamo
subito la casa dei vostri nonni
Scommetto che non c il nastro diamagnetico per arrivarci
disse Tommaso
Hai vinto la scommessa! Qui in Umbria molte frazioni ancora

non ce lhanno
Da noi in Spagna lhanno messo anche a Ubegun, ormai non
credo che rimanga qualche posto non coperto
Serena apr le portiere e sospinse facilmente i bagagli allinterno, lasci accomodare gli ospiti sui sedili e entr anche lei nel
fuoristrada.
La casa vi piacer vedrete, Tobia e Marco lhanno curata per
tutta la vita, un vero gioiello
A mia madre non farebbe piacere il fatto che siamo venuti qui
disse Natascia
Mamma non c pi Natascia, e neanche Pap.... e adesso neanche i nonni siamo rimasti soli mia cara... e poi ora di lasciare
da parte i vecchi rancori
Natascia guard suo fratello Tommaso e il suo volto divenne triste, come se solo allora si fosse ricordata il motivo per cui eranoli. Serena avvi il motore diesel, una reliquia della storia della
motorizzazione, e si avviolungo la strada che da San Venanzo
conduceva sul monte Peglia.
Arrivati alla villa i due fratelli entrarono nellatrio, labitazione
era effettivamente arredata con estremo gusto e sembrava fatta
apposta per accogliere le persone.
I nonni ci sapevano fare con larredamento disse Tommaso.
Beh erano dei designer, sapevano il fatto loro fece eco Natascia
che poi guard Serena Ma tu dove abiti Serena?
Io abito con mia mamma nella dpendance... mia madre sempre stata molto vicina a Tobia e Marco e li ha aiutati nei loro
ultimi anni di vita
La porta dellingresso si apr e una donna con i capelli lunghi
e bianchi entr nellatrio, Sei esagerata Serena, Marco e Tobia
sono stati sempre molto indipendenti fino alla fine... fino a quando hanno scelto come morire... benvenuti ragazzi... non credo
che vi potete ricordare di me, ma io vi ho visti quando i vostri
genitori vi hanno portato qui lultima volta... oddio ormai saranno pi di venti anni fa!
Ventitr per lesattezza, io avevo sette anni e mia sorella due...
ma non mi ricordo di lei... lei la mamma di Serena?
Si... il mio nome Irene Fogli... con i vostri nonni eravamo molto amici Irene guard Natascia e le fece istintivamente una carezza con un istinto protettivo che inevitabilmente le persone
anziane hanno nei confronti di quelle giovani Ho condiviso con
i vostri nonni la gioia di quando hanno potuto adottare Lionel,
vostro padre... guardate Irene si diresse nel soggiorno e prese la
cornice di metallo che era appoggiata sul tavolino di fronte al caminetto, la porse a Tommaso e indic il proprio volto sessantanni pi giovane, sulla foto si trovava in piedi dietro a Marco e
Tobia che tenevano per mano un bambino con i capelli arruffati.
Vedi? Era il 6 Marzo del 2020, la legge che permetteva alle persone omossessuali di adottare dei bambini era stata firmata solo
due mesi prima, ma Marco e Tobia avevano pronti i documenti
per adottare Lionel, cio vostro padre, almeno da un anno. Fu la
prima adozione omosessuale del nostro paese... fece scalpore...
molto scalpore allora!
Lo so... ce lo insegnano a catechismo... senza lappoggio della
nostra Santissima Chiesa Cattolica non si sarebbe mai potuta ottenere la legge.
Irene guard istintivamente sua figlia Serena che nascose con
la mano la risata che le stava per nascere. Lintesa di sguardi fra
madre e figlia non sfugg a Natascia che per non disse niente
sulla questione e cambi discorso: Irene ma eri bellissima... cio
scusa... voglio dire... sei ancora una bellissima donna, ma qui eri
proprio... voglio dire... quanti anni avevi in questa foto?
Ragazza mia, non essere cos educata, so benissimo che ormai
sono vecchia... per hai ragione allora ero proprio bella... avevo
un sacco di ragazzi che mi correvano dietro, peccato che i miei
gusti fossero diversi! Irene si sedette sulla poltrona che sarebbe
risultata posizionata in favore del calore del camino se questo
fosse stato acceso.

Oggi mia figlia che a quarantanni fa impazzire ancora i maschi e non decide di darsi una sistemata... ma prima o poi la caccio fuori di casa
Mamma, dagli una chiusa vecchia brontolona... che maschi
vuoi che trovo qui su questo monte? Solo caproni di montagna
Natascia guard madre e figlia, decise di non chiedere niente ma
Irene ormai aveva intuito quello che ronzava per la testa della
ragazza e lasci correre la lingua Si Natascia, Serena mia figlia naturale e prima che me lo chiedi no, non ho fatto qualche
gioco strano con le provette.... semplicemente la mia identit
sessuale stata sempre confusa con continui ripensamenti... comunque sono stata sempre indipendente grazie al lavoro con
Tobia e Marco, non ho mai dovuto chiedere niente e non ho mai
dovuto rendere conto a nessuno... quando Serena ha voluto conoscere suo padre glie lho presentato tranquillamente anche se
non ci vedevamo pi da un pezzo. Dopodich Serena ha deciso
che preferiva stare su un monte con questa vecchia brontolona
e i suoi amici gay che al centro della mondo nella nostra capitale
con suo padre
Dio ci ama tutti a prescindere dalle nostre scelte sessuali disse
Tommaso.
Amen sentenzi Irene poi intervenne Serena: Allora le vostre
camere sono di sopra, lavatevi cambiatevi, fate quello che volete
vi aspetto per pranzo con il mio miglior pollo arrosto, ok?
Tutti acconsentirono e i due fratelli si diressero alle loro camere.
Il pranzo era stato delizioso e Tommaso aveva molto apprezzato
la successiva camminata sul monte Peglia che aveva facilitato
la digestione delle leccornie. La cena invece era consistita in un
semplice t visto che nessuno aveva voglia di rimettersi a tavola.
Si era parlato molto della vita di Marco e Tobia, attivisti dei diritti GLBT proprio negli anni in cui lItalia aveva cambiato le sue
leggi riconoscendo finalmente il diritto di sposarsi e di adottare bambini. Sembrava impossibile che sessantanni prima uno
Stato occidentale come lItalia fosse ancora preda di leggi che
negavano i diritti umani e civili.
Fortuna che lamore di Dio trionfa sempre pens Tommaso
mentre si aggirava per i corridoi della villa deserta. Sua sorella
gi dormiva e gli faceva quasi invidia, lui non si addormentava mai prima della notte fonda e quella sera era cos eccitato
dallessere nella casa dei suoi nonni che non riusciva ne a leggere ne a connettersi alla rete.
Lattesa dellapertura del testamento dei nonni che sarebbe avvenuta a Todi il giorno dopo lo teneva ulteriormente in ansia;
se il notaio li aveva chiamati era chiaro che cera qualcosa per
loro nonostante negli ultimi venti anni non si erano ne visti ne
sentiti mai. Sapeva che i nonni avevano litigato con sua madre,
Sandra Alduquerque, ma non sapeva perch. Sua madre aveva
impedito a suo padre Lionel di riportare i nipoti dai nonni negli
ultimi ventanni. Poi le coincidenze si erano susseguite velocemente, i suoi genitori Lionel e Sandra erano morti in un incidente aereo due anni prima, un trauma a cui credeva che non si sarebbe mai abituato. Pochi giorni prima invece la mail di Serena
che annunciava la morte dei suoi nonni. Tobia e Marco avevano
praticato su di essi leutanasia in seguito alla scoperta che uno
dei due aveva un male degenerativo incurabile.
Tommaso e sua sorella non avevano problemi economici, lassicurazione dei genitori copriva largamente tutte le possibili pese
per la loro vita futura, avevano un attico al centro di Madrid e una
casa estiva a Santander . Tommaso poi aveva la sua associazione
dei Cruzados Cristianos che, ne era convinto, lo avrebbe sempre
supportato. Sua sorella Natascia invece gli dava un po da pensare
con quellatteggiamento anarchico sempre fuori luogo.
Mentre rifletteva su tutto questo intreccio di vite arriv nel seminterrato, dove molti cataloghi erano archiviati negli scaffali.
Leggeva velocemente le etichette che li catalogavano Ordini e
lavori 2050-2060 poi Ordini e lavori 2040 -2050 e cos a scalare fino al 2016 quando era iniziato il lavoro di designer di Marco
e Tobia evidentemente.

Civilt Laica Numero 23

Tommaso ne apr uno a caso, cerano reportage fotografici dei


lavori di arredamento svolti dai due nonni, che erano unautorit
di fama nazionale e non solo, come dimostravano alcuni scatti
provenienti da Berlino e da Edimburgo in quel catalogo.
Pass quindi alle scaffalature successive, in questo caso il disordine era molto pi pronunciato; sulla maggior parte dei contenitori cera scritto Associazione GLBT ma non erano catalogati
per data. Poi uno attir la sua attenzione, cera scritto Per la
memoria storica, lo prese in mano e lo apr. Erano una raccolta
molto voluminosa di e-mail stampate su carta.
16 Maggio 2022 ore: 22.13
Da: ilredeire@gmail.com
A: segreteria@dirittilbgtperugia.it
Oggetto: fate schifo
Grazie a voi ora la gente si sposer con i cani e con le scimmie e con
queste si accoppieranno pure, e tanto faranno sempre meno schifo
di voi. Bruciate allinferno maiali.
W Cristo
Tommaso ebbe un sussulto, cosera quella roba? Gir il foglio e
pass alla seconda stampa.
18 Ottobre 2020 ore 5.56
Da: buoncristiano1980@tiscalinet.it
A: segreteria@dirittilbgtperugia.it
Oggetto: studiate capre
22Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: cosa
abominevole. 24Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche,
poich con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io
sto per scacciare davanti a voi. 29Chiunque praticher qualcuna di
queste abominazioni, ogni persona che le commetter, sar eliminata dal suo popolo. (Levitico 18,22;24;29)
Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due
hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il
loro sangue ricadr su di loro. (Levitico 20,13)
Capito ? La vostra stirpe condannata, chi vi uccide compie solo un
atto giusto e spero che lo facciano al pi presto.
Ma possibile che sessantanni prima cera ancora qualcuno che
citava in modo letterale lantico testamento? Non gli sembrava
credibile... possibile che lignoranza fosse ancora cos grande?
8 Agosto 2018 ore 10,26
Da: italianofiero@libero.it
A: segreteria@dirittilbgtperugia.it
Oggetto: voglio sposare il mio cane mi potete aiutare?
Salve sono molto innamorato del mio cane Tommy e vorrei sposarlo, dato che voi portate avanti questa battaglia per far sposare i
froci che di certo sono peggio del mio cane pensavo che mi potreste
dare una mano no?
Ah vorrei anche che fosse possibile scopare con mia nipote di dieci
anni, tanto lo sanno tutti che voi froci siete anche pedofili prima o
poi farete essere possibile anche quello no?
Spero di beccarvi in giro da soli una di queste sere cos vi do tante
di quelle mazzate che forse vi faccio capire qualcosa.
Morite froci bavosi. W il Papa!!!
No era troppo, W il Papa no. Un ignorante che cita il vecchio
testamento ci pu anche essere ma uno che nel 2018 scriveva W
il papa in una lettera di minacce agli omosessuali no. Con tutto
che in quegli anni tutti sapevano che cerastato Papa Francesco
che era uno di quelli che aveva fatto di pi per far approvare la
legge sui diritti degli omosessuali.
Cosera quel contenitore?
Tommaso lo mise sottobraccio e si diresse in camera suo, sconvolto. Non avrebbe dormito quella notte.
Lapertura del testamento, come era prevedibile lasciava ai nipoti parte delle propriet immobiliari di Marco e Tobia. A Tommaso
veniva assegnata una casa sulla riviera ligure, mentre a Natascia
la propriet di due piccoli appartamenti al centro di Perugia.
La casa sul monte Peglia invece era assegnata a Serena, con lob-

Civilt Laica Numero 23

bligo di lasciare la dpandance alla madre Irene.


La sera per celebrare la memoria di Marco e Tobia Serena invit
tutti al suo ristorante preferito, sperduto nelle strade fra San Venanzo e il monte, ma ricercatissimo da chi voleva mangiar bene.
Alla fine delle portateTommaso era cupo e pensieroso, non riusciva a togliersi dalla mente quelle mail della sera prima.
Insomma Tommaso coshai? Vuoi condividere le tue preoccupazioni con noi? Sembra quasi che tu abbia scoperto che i nonni
ci hanno lasciato una barca di debiti Natascia lo incalz.
ma no niente
C qualcosa che non va Tommaso? fece Irene
Tommaso si tir indietro sulla sedia del ristorante, sospir
non so se il caso di parlarne
Serena sorrise: pensavo fossimo diventati amici, cos che ti
tormenta?
che stanotte cio giravo per la casa dei nonni in attesa che
mi venisse sonno e ho trovato una cosa
Tommy ci vuoi far morire di curiosit? Dicci che hai trovato
insist Natascia.
Tommaso ci pens ancora un attimo poi vuot il sacco no niente di grave, solo che cera questa roba dellassociazione dei
nonni e gli ho dato un occhiata cera questo contenitore che
si chiamava per la memoria storica ero incuriosito e ho trovato
un bel po di roba strana.
Strana in che senso? domand Serena, Irene si aggiunse dellaltro
vino bianco al bicchiere.
che insomma, sembra roba scritta da fanatici religiosi, ma si
firmano come cattolici e insultano gli omosessuali e lassociazione di Perugia in particolare ma insomma non pu essere
no? Lo sanno tutti che grazie alla Chiesa Cattolica se qui in
Italia hanno approvato la legge sui matrimoni omosessuali
Serena guard la madre, che invece chiuse gli occhi. Per alcuni
momenti nessuno dei commensali parl.
Insomma continu Tommaso Papa Francesco fece pressioni
sul presidente del Consiglio che non mi ricordo come si chiamava e la situazione si sblocc superando le annose incomprensioni
fra destra e sinistra che nessuna delle due parti voleva votare
una legge dellaltro schieramento questa la storia.
Si la storia che vi insegnano a catechismo! disse Serena.
Serena! tuon Irene chiedi scusa
Mamma, ti ci metti pure tu? Sono grandi abbastanza, potranno
scegliere adesso in che cosa devono credere?
A Natascia scapp un sorriso Mi sa che qui abbiamo dei sostenitori della vera storia
Natascia che dici? Che vera storia?
Tommy, santiddio, ma possibile che in rete non cerchi mai
qualcosa che contraddica ci che sai? Almeno per metterti alla
prova dico io non sai che ci sono molte persone che non condividono la ricostruzione degli eventi storici cos come ci viene
proposta?
Ma ma come si fa a contestare i fatti ci sono le prove lhai
sentita pure tu la registrazione di Don Gallo che intimava a tutti
di rispettare gli omosessuali
Sai che lho conosciuto Don Gallo? intervenne Irene
Come? hai conosciuto il vescovo di Genova? disse Tommaso
Irene esplose in una risata fragorosa che fini con dei colpi di tosse profondi Oddio scusami Tommaso ma Don Gallo vescovo non
si pu proprio sentire
Tommaso guard con gli occhi spalancati lanziana signora.
Caro Tommaso ho vissuto a Genova fino al 2015 e nel 2013 a
tredici anni precisi sono andata in piazza per i funerali del religioso che non era neanche parroco
Ma ma
Si Tommaso scusa ma su questo, sar perch son testimone
io, te lo posso dire con certezza, Don Gallo era un viceparroco

Senza pareti

splose una granata o una preghiera. Di fronte alla chiesa un


coro di sigarette e di voci sommesse. Cerano dei bambini
che giocavano urlando e sudando sotto al sole dAgosto, i
padri li guardavano con aria sorniona ma accorta. La piazzetta di
fronte alla chiesa era piccola e completamente esposta al sole, la
luce rimbalzava sulle scarpe dei gentiluomini coi baffi, nere ma
sporche di polvere. Malgrado il chiasso, tutto sembrava immobile e attento, con la solennit adatta ad osservare quello che stava
accadendo. Non un filo daria, non una foglia che si muoveva e
che potesse attirare su di s lattenzione. Il silenzio.
Gi da tempo si vociferava dellimminente matrimonio. Molti dicevano che era la soluzione migliore, infondo i due erano amici
fin da bambini, vicini di casa e adesso lavoravano anche insieme,
gi al granaio. La conferma di una vera e propria relazione, per,
non cera mai stata. Nessuna parola, nessuno sguardo sospetto,
nessun segreto da lasciar svelare, nulla. Erano stati i compaesani
stessi a cucire addosso a quei due labito dei perfetti innamo-

s
c la s i fic

a to

Alessandro Labianca

che la religione fosse indispensabile per mantenere lordine civile, un idea che continua a resistere nonostante secoli di progresso scientifico. Quindi decise che i suoi figli sarebbero cresciuti conoscendo solo la versione ufficiale delle cose. Vedo per
che con te Natascia non c riuscita
Le informazioni sono in rete, io non so bene a chi credere su
questi fatti per mi piace sentire pi campane
Sul fascicolo che hai trovato Tommaso dopo ogni mail c una
lunga serie di codici giusto? disse Irene reinserendosi nel discorso. Tommaso fece cenno di si con la testa, non aveva la forza
per parlare.
Beh quello il source code di ogni mail, se lo fai vedere a qualche esperto pu garantirti che quelle mail arrivavano alla posta
dellassociazione Diritti LBGT Perugia da terzi assolutamente
estranei allorganizzazione non sono mail inviate da indirizzi
fittizi creati apposta. Questo sta a significare per la memoria
storica.
Tommaso si alz di scatto, fece per dire qualcosa ma poi se ne
and nervosamente fuori dal locale e si chiuse nel fuoristrada
di Serena.
Fu raggiunto poco dopo dalle tre donne, il viaggio di ritorno dal
ristorante al Monte Peglia fu assolutamente silenzioso.
Allora partite
Si Tommy ha prenotato i biglietti stanotte mentre smaltiva
larrabbiatura ci riporti alla piazza di San Venanzo dove pu
arrivare il Taxi diamagnetico?
Certo che siah dice mamma di non preoccuparti se Tommy
non lascia qui quel fascicolo, in realt ce ne sono pi copie ah e
dice anche che le farebbe piacere rivedervi ma che altri ventanni non li pu aspettare
Guarda io torner sicuro tra un paio di mesi se voi siete daccordo, mi piace molto questo posto Tommy, vedremo un
brontolone ma in fin dei conti un tipo tranquillo gli passer e
forse sapr convincerlo a tornare!
Mi dispiace, forse sono stata un po aggressiva ieri sera
Direi che a sentirti parlare sembrava di vedere i nonni come
me li raccontava pap!
Serena sorrise poi si avvicin allorecchio di Natascia Non facciamoci sentire da Tommy ma quella di mio padre a Roma era
una balla... ferma l per! Non chiedermi se mio padre fosse
Marco o Tobia, mamma non me lha mai voluto dire e non me lo
dir mai anche perch scommetto che non lo sa neanche lei!
Le due donne si abbracciarono in una risata, poi uscirono a godersi ancora un po il fresco del monte Peglia delle mattine di
Aprile.

odiato da tanti allinterno della Chiesa. Pensa che al suo funerale


ho visto gente che portava un cartello con scritto Che Dio ti possa perdonare per il male che hai fatto alla chiesa. Mi sempre
rimasto impresso questo fatto.
ma ma stato fatto santo
Anche Giovanna DArco stata bruciata sul rogo e poi fatta santa, non vuol dire niente Tommy
Natascia, ma ti ci metti anche tu? Insomma lo sanno tutti, Bergoglio ovvero Papa Francesco fece approvare i diritti degli omosessuali prima in Argentina e poi in Italia quando divenne Papa
Si peccato che in Argentina era cos arrabbiato con la Kirchner
che non si parlavano neanche pi dopo che lei aveva approvato il
nuovo diritto di famiglia Tommaso, vuoi sapere perch i nonni
avevano litigato con Sandra? Glielo posso dire mamma?
Serena non il caso
No invece lo voglio sapere, da tempo che me lo chiedo, Serena non aspettava altro e non aspett lassenso della madre per
continuare
Perch in quegli anni cominciata la politica revisionista della
Chiesa Cattolica sugli omosessuali dopo averli perseguitati per
oltre duemila anni si spacci per essere stata loro protettrice
e lo fece riesumando le voci di quei teologi che erano stati messi
al bando per anni quando erano in vita. Don Gallo, Hans Kung, i
teologi della liberazione. Si cerc di dimostrare con ogni mezzo
che sotto sotto la Chiesa aveva sempre lavorato per i diritti degli
omosessuali, quando invece era stata la pi grande oppositrice.
La gente come Marco e Tobia che aveva combattuto per decenni
contro i pregiudizi dei cattolici non sopportava vedere che salissero sul carro del vincitore si perch dopo ventanni che furono concessi i diritti agli omosessuali la gente comune constat
che se due omosessuali si sposavano gli eterosessuali continuavano a vivere esattamente come prima e quindi in breve tempo
tutti i pregiudizi o quasi furono superati.
Tommaso guardava a bocca aperta Serena, cerc conforto negli occhi di Natascia ma lei affond inaspettatamente il colpo
Non mi meraviglia, dicono che abbiano fatto la stessa cosa con
la questione ebraica nella seconda guerra mondiale, Pio XII non
disse una parola contro il nazismo anzi alla fine della guerra si
adoper per far fuggire gente come Mengele e poi grazie ai mass
media ufficiale si spacciarono come avversari del nazismo
Si beh, i nonni non cerano nella seconda guerra mondiale ma
quando la Chiesa cambi idea sugli omosessuali si e non sopportavano i voltagabbana. Invece vostra madre Sandra che era
cattolica ma pi che altro pragmatica, era fermamente convinta

rati. Al lavatoio non si parlava di altro. Chiss come saranno


belli, chiss cosa indosseranno, chiss chi si commuover
per primo, chiss la vita cosa gli riserver, se saranno in grado
di stringersi non come fanno due amanti, ma come fanno due
scogli per paura di cadere in mare. Ecco, questultima era una
voce fuori coro, fuori campo, non prevista e infatti mai messa in
scena fra le pareti del vecchio lavatoio, gi al fiume. Era Lucia,
madre di uno dei due sposi, a pensare quelle parole che rimbalzavano da una parte allaltra della sua testa senza avere la necessit di scendere, correre sulla lingua, e fuggirsene via trascinate
dal vento. Portava un fazzoletto sulla testa e un ciuffo di capelli
neri e grigi le copriva il volto, come a proteggerla dalle parole che le ronzavano intorno. Lavava in disparte, lei. La notizia
laveva scossa non poco. Tutti ne parlavano con aria sognante
e trepidante, non aspettavano altro che il giorno in cui i due si
sarebbero finalmente congiunti. Ma cosa ne potevano sapere
loro? Nessuno li aveva visti crescere, correre, urlare e piangere

Civilt Laica Numero 23

insieme come aveva fatto lei. Nessuno. Era proprio lei, spettatrice
della loro vita, lultima persona a poter immaginare un evento
simile. Una mattina grattava via dellunto da un paio di pantaloni
strappati e tac, i due sarebbero stati sposati di l a breve. Donna
Maria glielo comunic con un sorriso che spaccava in due le sue
guance calanti e rugose: Dai retta a me, Margherita, ne sono sicura. meraviglioso, non trovi?. No, non trovava affatto. E non
capiva nemmeno come facessero a saperlo quelle vecchie l prima
di lei,di sua madre. Sono solo supposizioni certo, mia cara. Ma
si sa, in un paese cos piccolo le voci corrono veloci e i segreti
scorrono via insieme allacqua sporca del lavatoio. Ma i segreti
non centravano niente e lo sapeva bene. Quando lei e suo marito
erano ancora fidanzati, vennero a sapere del loro matrimonio dalla piazza, dalle strade, dalle finestre che danno sui rumori di una
cucina e di una radio accesa. Tutto era assurdo in mezzo a quelle
quattro vie sterrate, niente accadeva ma tutto era fatto accadere.
Appena entrati in paese cera la scritta senza pareti affissa su un
melo ormai malato pronto ad essere abbattuto, dicevano che un
giorno sarebbe stata tolta e messa in un altro posto. Erano storiche
quelle due parole, anche se nessuno sapeva chi o perch le avesse
affisse proprio l, in mezzo al nulla. Fatto sta che Giovanni ci pass
ancora una volta davanti senza degnarle di uno sguardo. Aveva del
fieno sulla schiena e un po sul cappello di paglia da buttare. Anche
oggi non era riuscito a concludere niente, fra il caldo torrenziale e
quello che sarebbe successo fra poco. Si sposavano, proprio cos.
Glielo aveva detto raggianteLuigi, suo fratello nonch zio di uno dei
due sposi, piombandogliin casa addirittura dopo pranzo, quando
tutti dovrebbero essere lasciati in pace. Giovanni, fratello mio, ho
le lacrime agli occhi. Finalmente si sposano! Lo sapevo in cuor mio,
ne ero certo. Che Dio li benedica.
Giovanni si chiese da chi avesse potuto sapere di questo presunto
matrimonio. Di solito tutto nasceva dallacqua del lavatoio gi al
fiume, dove le vecchie prendevano ispirazione e potevano creare
in santa pace, e suo fratello quei posti non li frequentava di certo.
Donna Lisa, caro fratello, donna Lisa mi ha detto tutto e anzi, ti
manda queste. Erano due pagnotte di pane nero ancora calde.
Dice che la vita gli riserver tante cose belle, ne certa. Era
come vedere la vita da una barca poggiata su un fiume che taglia
un foglio a met, vederla passare piano descritta da parole di altri,
da volti di altri, da storie di altri. E allora le mani a cosa servono?
Solo per remare e permetterti di poterle vedere, quelle parole degli altri. Strana questa cosa di guardarsi da fuori e da dentro allo
stesso momento.
Giovanni chiuse la porta di casa e volse le spalle al suono dei pugni
del fratello sul legno di frassino, si stese sul letto e cont tutte le
cose che non sarebbero potute accadere, che tutte queste cose da
qualche parte sarebbero pur dovute andare.E forse era proprio
questo il fiume, forse erano proprio queste le vie del paese, le vecchie case bianche. Stavano tutti camminando sulle cose che non
sarebbero mai potute accadere.
Il rumore della foglia credo sia equiparabile a quello di una cascata,
se lo si ascolta dalle orecchie di una formica. E Maddalena tutto
questo lo sapeva bene. Cognata, non poteva essere vero. Per tutti
quello che stava accadendo era come se fosse la normalit, non un
rumore ma un suono leggero quasi impercettibile. Pensava a tutto
questo mentre era inginocchiata sul legno duro degli ultimi banchi, nella chiesa entrava pochissima luce, era sempre cos al rosario
del vespro. Sua madre era entrata da poco in chiesa, dopo essersi bagnata le mani con lacqua santa abbass lo sguardo come se
si vergognasse di qualcosa. Che lo fosse gi venuta a sapere? Poco
importa. Lacqua del lavatoio aveva parlato e con essa le voci delle vecchie. Maddalena ripens a quando lei, piccola, guardava da
lontano i due sposi correre per i campi e farsi il bagno nel fiume,
cenare insieme e poi scappare di corsa per giocare con i loro coetanei, troppo grandi per lei. Congiunse ancora pi forte le mani come
per scacciar via quei pensieri o per ingabbiarli bene e non lasciarli
fuggire. La preghiera che alz a Dio non faceva parte del rosario,
chiuse gli occhi e la disse pi forte come per arrivare prima, come
se magari davvero da qualche parte potesse arrivare. Ma una goccia
non fa rumore se cade in un oceano e con esso si fonde, fino a non

Civilt Laica Numero 23

sapersi distinguere pi.


Antonio scendeva lungo la via principale che portava dritta al
fiume, costeggiava le mura del forte ormai andato in rovina. Era
solo un bambino ma capiva perfettamente cosa stava accadendo.
Non avrebbe mai pensato che potesse accadere cos presto, essere un cognato era una cosa da grandie da persone con i baffi, con
la giacca e col cappello. Se ne era portato uno vecchio del padre,
in qualche modo doveva pur iniziare ad essere un uomo. La luce
del sole andava scomparendo, solo del rosso e del viola allorizzonte mentre le ombre continuavano ad allungarsi e a segnargli
il cammino. Mentre camminava cercava di immaginarsi come
quei due si fossero conosciuti; il primo sguardo, la prima parola,
la prima volta che le loro pelli si erano attaccate e poi staccate,
vuoi per caso, vuoi per destino. Avrebbe voluto essere nato prima solamente per guardarli da lontano mentre si presentavano,
sapendo che poi, un giorno, qualcuno o qualcosa avrebbe deciso
tutto questo. Perch le cose devono accadere per forza?
Arriv al fiume che solo una piccola luce leggera accarezzava
ancora il pelo dellacqua. Cerano dei grilli che dicevano qualcosa
di incomprensibile, Antonio si mise un fiore in bocca e si sdrai
sullerba secca a braccia aperte, guardando il cielo. Era ancora
troppo giorno per riuscire a vedere le stelle, era gi troppa notte
per poter riuscire a scorgere il sole. Poteva ancora riuscire a distinguere le nuvole, per, rade ad aggrappate fra di loro a costruire un
qualcosa di incomprensibile ma a cui lui voleva dare un senso. Vedeva perfettamente due braccia, due gambe, le scarpe. Forse erano
quattro, le braccia e le gambe, quattro anche le scarpe. Non capiva
se si stessero pugnalando o abbracciando alle spalle, la luce spar
del tutto prima che potesse riuscire a capirlo totalmente. Allora si
alz in piedi ed inizi ad immergersi nel fiume, si bagn la testa
e poi si lasci entrare nellacqua, abbandonandosi alla corrente.
Laveva fatto almeno un miliardo di volte da quando era nato, fermandosi poi esattamente davanti al lavatoio, dove lacqua era pi
bassa. Non lo avrebbe fatto mai pi, si ripromise calcandosi il cappello bene in testa, ormai era un uomo.
Il paese era invaso dal silenzio. Ogni piccolo angolo, ogni via, ogni
panchina, era violentata dallassenza di ogni tipo di rumore. Anche la fontana al centro della piazza era muta, cerano delle foglie
sedute sui suoi scalini e non si muovevano, si lasciavano essere.
Tutto cos immobile eppure cos in fermento, cera una forza misteriosa che partiva da tutto e in tutto si fermava. Il paese era
composto di poche case bianche dal tetto a terrazzo, non pioveva
quasi mai e per questo, destate, le vecchie lasciavano l le zucchine e le melanzane ad essiccare per riprenderle poi solo alcuni
giorni dopo. Intorno a quel piccolo ammasso di case, il nulla.Se
solo fosse possibile dipingere quel paesaggio, se si potesse imprigionarlo in una tela bianca, servirebbe solo il verde di un melo e
il giallo del grano, una foto di un forcone lasciato a riposare su un
una balla di fieno. E il paese si lasciava galleggiare in tutto quello,
una specie di isola o di peschereccio in mezzo al mare, circondato
da tutto e da niente, infondo. Guardava solo, non interferiva. Le
voci che rimbalzavano sulle case basse nellora pi calda, le preghiere e le bestemmie che si mischiavano insieme, la musica di
una festa al centro della piazza la domenica sera. Lasciava accadere anche quel matrimonio l, nato nel lavatoio e lasciato scendere nel fiume per arrivare da qualche parte. Non sapeva se i due
si amassero davvero, non sapeva neanche se lamore amasse loro
e lavesse scelti davvero, se il lavatoio aveva creato tutto questo per uno scopo preciso. Sapeva, per, che non si poteva porre
alcun rimedio e neanche nessun contrario del rimedio, qualora
fosse servito. Solo il vento che spingeva la corrente ad andare pi
veloce, ad incresparne la fronte e a nascondere la sua voce che
diceva: io sono pronto.
Esplose una granata o una preghiera. Di fronte alla chiesa un coro
di sigarette e di voci sommesse. Cerano dei bambini che giocavano urlando e sudando sotto al sole dAgosto, i padri li guardavano
con aria sorniona ma accorta. La piazzetta di fronte alla chiesa
era piccola e completamente esposta al sole, la luce rimbalzava
sulle scarpe dei gentiluomini coi baffi, nere ma sporche di polvere. Malgrado il chiasso, tutto sembrava immobile e attento, con

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Roma Madrid
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la solennit adatta ad osservare quello che stava accadendo. Non un filo


daria, non una foglia che si muoveva
e che potesse attirare su di s lattenzione. Il silenzio.
Tutto era pronto a far accadere quel
che era forse giusto accadesse, le panche della chiesa erano piene e un bisbiglio faceva da sottofondo al destino. Le
teste delle donne erano tutte coperte
con dei veli, alcuni bianchi, alcuni neri,
e dei ventagli facevano alzare ed abbassare i ciuffi di capelli che rimanevano scoperti. Quello nero con un po
di grigio di donna Lucia, invece, rimaneva perfettamente immobile, il suo
volto sudato non aveva bisogno di essere rinfrescato. Accanto a lei Giovanni
con ancora dei fili di fieno nascosti fra
i capelli, Luigi e il cappello del padre,
Maddalena con le mani giunte. Tutti e
quattro seduti in prima fila con gli occhi rivolti verso laltare dove, la mattina stessa, tutti gli abitanti del paese
avevano riposto dei doni per onorare
Dio e la sua benedizione sui due sposi.
Cera del vino, una pagnotta di pane,
della frutta raccolta un giorno prima
e posata in un cesto di vimini. Cera
il cartello con su scritto senza paretipoggiato l, alle basi dellaltare, e
spostato da quellalbero per sempre.
Il vecchio prete con la voce tremante invit tutti ad alzarsi in piedi.
Con loro si alz al cielo una cantilena che sembrava quasi nascere dalle
mura stesse della chiesa, invece che
da quei vecchi banchi scricchiolanti. Ogni singola bocca, ogni singolo
petto sembrava tremare intonando
quella preghiera. Tutti guardavano laltare, il prete, il cartello con
su scritto senza pareti proprio l
davanti. Mentre le voci dei devoti
continuavano ad infuriare, il prete
inizi la sua personale preghiera con
la mani alte, chiudendo gli occhi. La
calma del paese venne spazzata via
da quegli istanti, da quelle voci e da
quegli sguardi trepidanti, dalla consapevolezza che sarebbe comunque
tutto stato come prima.
Poi il silenzi tuon e le voci si rifecero piccole, lasciando lo spazio necessario a ci che stava per accadere. Il
prete abbass le mani congiungendole, prestando la sua voce al destino.
I due si strinsero in un bacio lunghissimo, piangendo e respirando
insieme, unendo due barbe, quattro
labbra, due cappelli, due giacche e
mille ore delle rispettive vite passate insieme. Le vecchie in prima fila
si commossero, la famiglia trattenne
delle lacrime di gioia, che il dolore
era scappato.
Il lavatoio questa volta non aveva
creato niente, aveva solo dato un lieto fine a una storia che, da soli, non
avrebbero mai potuto creare.

( ? )

terminal degli arrivi di Ciampino affollato come al solito. Gente che va, gente che
viene, qualcuno fugge a pagare il parcheggio, altri vivono comodamente lo stesso.
Non c posto per sedersi, poco male: sgomitando riesco a conquistarmi il posto
proprio davanti alle porte scorrevoli che sputano fuori passeggeri di ogni nazionalit,
tutti un po stanchi, un po trasandati a dire il vero, anche se hanno provato a fare del loro
meglio: dopo tutto stanno arrivando in Italia, la culla dellarte e della moda. A Roma per
di pi, nella citt eterna. E poco importa che ci siano giunti low cost.
Guardo per un attimo i loro volti, cos felici, cos vivi. Non riesco a comprendere la loro
gioia, se potessi prenderei il primo volo,per dove non importa. Ma oggi in fondo sono felice anchio e non il momento di polemiche inutili. Per una volta sono proprio dove vorrei
stare: davanti a queste porte che presto mi restituiranno il mio amore.
Guardo il mazzo di fiori che ho confezionato io stesso prima di partire: due rose bianche
circondate da rose rosse e felci, unite su da uno spago e tanto amore. Certamente non
il bouquet pi bello che si sia mai visto ma limpressione generale non male. Tutti mi
stanno gi fissando, mi guarda la suora, la guardia, la famigliola, il bullo di borgata. Tutti
si stanno chiedendo per chi siano questi fiori, chi stia aspettando. Se solo sono riuscito a
portare un po di poesia nello squallore di questo terminalallora mi sar meritato la felicit che mi attende.
Si aprono le porte: un francese, o forse un belga, mi si fa appresso e mi chiede se i fiori
siano per lui.
Je suis dsol. Riesco solamente a rispondere.
Intanto dal monitor vedo che il volo da Madrid appena atterrato. Cerco di scaricare la
tensione sfogandola sui poveri fiori, del resto gi malridotti. Cosa dir? E cosa far al suo
arrivo?
Cominciano ad uscire i primi passeggeri: i ragazzi, sciatti e vestiti male, con le loro camicione
rosse a scacchi neri da boscaiolo, le ragazze pi nude che vestite e dallo sguardo generoso. Io
sto ancora ragionando per luoghi comuni quando finalmente appare trascinandosi dietro di
s una valigia piccolina dove avr riposto per magia tutto il suo armadio. Si guarda un secondo
con aria smarrita, prega che sia gi arrivato, poi si scioglie in un sorriso liberatorio che mi
accende in cuore una strana gioia di vivere.
Ormai a pochi metri da me, non unillusione.
Hola mi amor...
Qu tal ha ido...? La domanda mi muore in bocca. Nella sua bocca.
Lo stringo forte a me, Ismael non mai stato cos bello, cos vero. Un silenzio surreale
sceso intanto nel terminal degli arrivi dellaeroporto di Ciampino: sembra che tutti ci
stiano guardando, alcuni felici, altri sognanti, i pi incuriositi. E poi sbigottiti, stizziti,
scandalizzati. La suora gi ha estratto un rosario di legno e sta snocciolando diverse Ave
Maria per la salvezza della nostra anima; le do un ulteriore argomento per pregare: afferro il culo del mio amore, con un gesto plateale di sfida. Vorrei prenderlo qui, davanti a
tutti, ma mi limito a porgergli i fiori.
Qu bonitas! Esclama. Mi piace anche quando bugiardo.
Leggi il bigliettino.
La rosa ms bella de mi jardn eres t. Mi salta al collo e mi bacia.
Cosa vuoi fare? Ti porto a vedere i fori?
Quiero casarme contigo.
Non so cosa rispondere, allimprovviso mi pare di non capire pi questa strana lingua che
lo spagnolo, n riesco a decifrare la sua espressione incomprensibile.
Qu te pasa? Riesco solo a dire, Ests loco?
Pues s, me tienes loco... E mi sovvengono tutti i momenti dintimit in cui mi ha sussurrato quelle parole...
Y yo tambin. Te quiero, lo sabes .
Entonces quiero ser tu esposo. Vamos a casarnos. Afferra la valigia, mi prende per mano
e mi trascina via verso il parcheggio dei taxi. Ne prendiamo al volo uno, mi dice di chiedergli di portarci al comune.
Cario, mira que no podemos casarnos aqu.
Non sente ragioni, vuole solo che il taxi ci porti al Campidoglio. Un modo per risolvere la
faccenda la trover lui, dice.

Civilt Laica Numero 23

Si quieres podremos hacerlo el proximo mes en Madrid...


Non sente spiegazioni: il suo sogno quello di sposare un ragazzo
italiano. In Italia. E di diventare italiano.Non lo capisco, ma mi
piace la sua follia. In fondo, lo amo anche per questo.
Il taxi sfreccia facendosi largo tra le macchine sparpagliate a caso
lungo la strada: la vita troppo breve per mettersi in coda ad
aspettare. Noi non ci curiamo delle curve e degli sballottamenti
dentro labitacolo: andiamo insieme, e solo questo importa veramente. E senza accorgercene lasciamo i pini e i campi, gli antichi
acquedotti diroccati, entriamo in citt: iniziano i primi palazzoni
disperati, le propaggini della metro, gli ingorghi inestricabili, le
bestemmie, le osterie, i souvenir, le puttane, i clienti e i clientelismi. Siamo finalmente a Roma.
Il taxi ci lascia ai piedi della salita del Campidoglio. Pago il dovuto e do al conducente una mancia generosa per portare i nostri
bagagli in hotel.
Ci prendiamo per mano e saliamo insieme la scalinata: ad attenderci la statua di Marco Aurelio che benedice la nostra unione. Ci
guardiamo intorno, leggiamo qualche cartello, chiediamo aiuto
ad un vigile e ci cacciamo dentro un ufficio.
Limpiegata piuttosto giovane ma stanca: sembra stare sul punto di staccare o cambiare vita.
Buona sera. Cerco di attirare la sua attenzione con un grande
sorriso. Non serve a niente: non mi calcola.
Vorremmo sposarci. Solo allora alza gli occhi dal grande libro
su cui li teneva puntati, ci fissa, ci scruta e poi senza troppo entusiasmo ci dice che prima dobbiamo richiedere la licenza di matrimonio.
Nome degli sposi?
Guardo Ismael entusiasta.
Lo ves? No era tan dificil, verdad?
Michele Smercianti Mi affretto a rispondere, temendo che
cambi idea nato a Roma il 20 gennaio 1984.
E Ismael Romero Cruz, nacido en Ciudad Real el 5 diciembre 1985.
Bene. Fa limpiegata. Nome delle spose?
Quali spose? Chiedo guardando Ismael, sconsolato.
Quelle che volete sposare.
No, guardi, ci deve essere un malinteso: vogliamo sposarci tra di noi.
Voi? Limpiegata scoppia in una risata poco gentile. Sono felice
almeno di aver rallegrato la sua triste vita. Si ricompone, cerca di
abbandonare il linguaggio cinico e freddo da funzionaria.
Lui, lo capisco pure, straniero... ma tu... si rivolge a me come
se fosse mia madre, non lo sapevi che in Italia non permesso?
Lo sapevo Ammetto mesto, ma stato lui a chiedermelo. Lo
guardi... come si fa a dirgli di no?
Ismael sorride, limpiegata mi d ragione dopo tutto: De dnde
eres? Gli chiede in uno spagnolo forzato che avr imparato in
qualche vacanza.
De Castilla la Mancha risponde fiero Ismael, la tierra de Don
Quijote, de los molinos...
A complimenti... Gli dice con aria sognante, complimentandosi
per i molini, per Don Chisciotte o per non so bene quale cosa.
Meglio non sapere.
Mire seora, si nos deja casarnos usted ya est invitada en
Espaa, puede quedarse en mi casa lo que quiera.
Dice che se ci lascia sposare la invita a stare da lui in Spagna.
Se dipendesse da me lo farei subito. Ma come faccio? Ci rimetterei il posto. una cosa assolutamente impossibile.
Mirenos seora. No somos tan bellos juntos? No somos una
bonita pareja?
Non capisco...
Ci guardi signora. Non siamo forse belli insieme? Non formiamo
una bella coppia? Traduco trattenendo a stento le lacrime. Solo
adesso capisco che non avrei dovuto assecondarlo. A questora
saremmo potuti stare in albergo a fare lamore, comera giusto

Civilt Laica Numero 23

che fosse. Quello, ancora, nessuna legge lo vieta.


Mi spiace davvero ragazzi, ma ho le mani legate.
Se la ruego seora, la suplico! Mire Miguel cmo se ha puesto,
est llorando... Pero por qu no podemos en Italia?
sempre stato cos. Forse un giorno cambier. Ma non oggi. Non
domani.
Djalo ya. Nos vamos...
De todas formas... le agradezco de nada. Que le vaya bien todo.
Hasta luego.
Per sollevarci un po di morale decido di fargli vedere le bellezze
di Roma. Cominciamo il giro da San Pietro. Evito volutamente di
passare per via della Conciliazione. Usciamo dalla metro e percorriamo a piedi via Ottaviano, piena di negozi che vendono souvenir religiosi dal gusto assai discutibile. Attraversiamo un arco, le
file di tre colonne e ci ritroviamo in piazza San Pietro.
Lo sguardo si perde e la bocca si spalanca di fronte a tanta grandezza, di fronte a tanta bellezza. La luce di Roma si riflette sul
marmo bianco e ci acceca di meraviglia. Lui ha la bocca spalancata di stupore, io pure rimango sbalordito nonostante labbia gi
vista uninfinit di volte.
Muoviamo i primi timidi passi nella piazza. Gli parlo brevemente
del colonnato del Bernini, della cupola di Michelangelo, dellobelisco di Nerone. Tutte cose che gi sa. Non mi sta nemmeno
ad ascoltare, perso com da quel tripudio di statue e di colonne.
Continuo a parlare, e non vorrei fare altro.
Da qualche parte c un punto dove le colonne si fondono alla
vista per sembrare una colonna sola. Dovrebbe essere ai fuochi,
gli dico. No, non c nessun incendio: sono i fuochi dellellissi.
Ci muoviamo incerti per la piazza aspettando il prodigio visivo.
Dovrebbe accadere a ridosso della fontana. Rimaniamo qualche
secondo in silenzio, perplessi. Fingiamo rassegnati di aver visto
ununica colonna e decidiamo di metterci in fila per entrare.
Ci spintona una marea di fedeli di tutte le nazionalit che si accalcano per entrare: tutta una vita che aspettano quel momento.
Qu te pasa amor? Lo vedo agitarsi e fremere sul posto.
Me meo!
Com possibile?
Mica sono come te che ci vai sempre.
Ci vado nei momenti opportuni! Non mi scappa in queste situazioni.
Me muero te lo juro!
I bagni sono da quella parte Indico un posto dietro il colonnato. Scompare in quella direzione.
Fa presto! E attento ai preti!
Un sacerdote dietro di me mi guarda male.
Mi scusi, non sono anticlericale, sono solo geloso.
Ismael torna dopo qualche minuto sorridente e raggiante soddisfatto. Con un salto agile salta la transenna di legno e mi abbraccia prima che quelli in fila dietro a noi possano dire qualcosa.
Fatta tutta?
Tutta tutta.
Bravo. Spero che non mi prenderai mai pi in giro per essere un
piscione. Se non fosse per me stavi ancora a cercare il bagno.
Tienes razn, amor. Mi bacia.
Ci avviciniamo al varco del controllo di sicurezza. Solo ora mi
rendo conto di portare in borsa degli oggetti che potrebbero richiamare lattenzione degli agenti: preservativi, lubrificante e
spray antiaggressione. Mi guardo intorno disperato: nessun cestino dove poter buttare il materiale compromettente. Poco male,
decido di affrontare le guardie con la faccia di bronzo che mi contraddistingue. Chiss se verranno a portarmi via i carabinieri o
le guardie svizzere. E dove mi porteranno? Le celle vaticane saranno sicuramente pi comode e confortevoli delle patrie galere.
Non dico niente ad Ismael per non spaventarlo. Affido la borsa e
il mio destino ad una guardia che ne passa in rassegna il conte-

11

nuto con attenzione. Mi fissa, sta per dire qualcosa, poi decide di
lasciarmi passare. Evidentemente ha capito che non ha a che fare
con un terrorista. N con una femen, nonostante sia femminista.
La lunga attesa viene finalmente premiata: attraversiamo il grande andito della basilica, passiamo il grande portone e muoviamo
i primi passi incerti in quellimmenso caos ordinato di turisti, fedeli, statue, marmi e ori accecanti. Lo sguardo fugge verso il baldacchino del Bernini (vuoto) e ancora oltre, rimbalza, si infrange,
nelle colonne, negli archi ampi e generosi, nel dedalo di marmi
policromi stesi sul pavimento. Mi afferra per mano, mi trascina
a destra. Sgomitiamo con un gruppo di cinesi e di sudamericani,
ci guadagniamo la prima fila davanti al vetro che ci separa dalla
Piet di Michelangelo.
Siempre quise verla... Ismael riesce a stento a sussurrare, rimasto a bocca aperta, allunga la mano, accarezza il vetro e gli
sembra quasi di sfiorare le vesti di marmo e di partecipare a quella scena.
Il corpo inerte del Cristo sembra sul punto di cadere da un momento allaltro, di scivolare alle braccia e allamore di quella madre dolorosa che lo trattiene a s per lultima volta. No, non c
resistenza alla tragedia che li ha stravolti, non c disperazione
nel suo lutto, solo una stoica rassegnazione e accettazione del suo
glorioso destino. Le vesti della gonna sembrano gridare ci che
il volto nasconde, dietro una maschera di funerea compostezza:
sembra che Fidia stesso sia tornato dal passato a modellarle a suo
piacimento.
Il corpo morto ha riacquistato quella mondanit che le parole gli
hanno sempre negato: le gambe sono abbandonatequasi con volutt, i muscoli del corpo ancora tesi in sovraumani sforzi.
La Vergine tende una mano sospesa in aria, ricorda forse i giorni
lieti che erano felici, poveri e sconosciuti alla storia, solo loro,
madre e figlio, a crescere insieme nella quotidianit degli affetti.
Quella mano, sola e vibrante nel vuoto, tradisce forse unindecisione, un desiderio di parlare. Parlare, dire, ma che cosa? Rompere il silenzio, in certi casi, quasi un sacrilegio.
Comment vous le dcrire! Je ne sais mme plus parler. Je suis en
deuil, je pleure, jai peur. Un peu de fracheur, Seigneur, si vous
voulez, si vous voulez bien!
Ismael si volta verso di me in lacrime.
Qu te pasa amor?
troppo bella... Affonda il viso sulla mia spalla, lo abbraccio e
gli bacio i capelli profumati. Nemmeno io riesco a trattenere le
lacrime. Guardo allins, il grande soffitto dorato a cassettoni e
mi chiedo se tutta questa bellezza non la stiamo pagando ancora
sulla nostra pelle...
Alla fine abbiamo deciso di sposarci ad Alicante. Non ce ne siamo
pentiti: ad accoglierci c un sole forte e deciso che accende di
magia la piazza e fa vibrare la facciata barocca del palazzo comunale. Le colonne tortuose che incorniciano il portale dingresso
sembrano slanciarsi e partorire nuovi arabeschi per salutare il
nostro arrivo. La grande piazza assolata e deserta, solo gli innamorati e i pazzi osano sfidare la calura estiva. Dei bambini, pi
nudi che vestiti, giocano al pallone che finisce per caso quasi semprenella fontana.
Per tutti lora del riposo, per noi il momento tanto atteso.
Ismael bello come sempre, pi di sempre, nel suo vestito da cerimonia elegante ed impeccabile. Mi guarda con amore, come mai
mi ha guardato prima. Ci prendiamo per mano e attraversiamo il
grande portone del palazzo, quindi saliamo la scala imponente
fino al piano nobile, un quartetto darchi suona un concerto di
Vivaldi. Ad accoglierci c un giovane consigliere comunale (di
sinistra): ci porta i saluti della sindaco che purtroppo non ha potuto officiare la cerimonia perch impegnata in altre faccende
istituzionali. Una mentira, sicuramente, il suo partito non accetta
e non ha mai accettato i matrimoni omosessuali e lascia fare il
lavoro sporco ai consiglieri dopposizione.Poco male. Il giovane
ha gli occhi che gli brillano di passione e crede ancora in quello
che dice: quel barlume di potere non ha corrotto la purezza dei

12

suoi ideali.
il suo primo matrimonio tra due ragazzi ed onorato di suggellare il nostro amore. Parla della Spagna ed fiero di vivere in
un Paese laico, civile, che non discrimina nessuno e che accoglie
tutti, anche chi costretto ad emigrare per vedersi riconosciuti i
propri diritti. Augura che anche lItalia arrivi presto a tale punto
di civilt.
Attacca con la lettura di rito degli articoli del codice civile. Pi
o meno come da noi. Fedelt, assistenza morale e materiale, il
matrimonio insomma.
Ismael Romero Cruz, consiente contraer matrimonio con Michele Smercianti y lo contrae con dicho acto?
S.
Michele Smercianti, consiente contraer matrimonio con Ismael
Romero Cruz y lo contrae con dicho acto?
Lo quiero. Te quiero.
Ahora podis proceder al intercambio de anillos.
Ismael prende la fede con la mano destra, con la sinistra sfiora la
mia; con delicatezza e precisione infila lanello allanulare: Yo,
Ismael Romero Cruz, te tomo a ti, Michele Smercianti, como esposo y prometo serte fiel y cuidar de ti en la riqueza y en la pobreza,
en la salud y en la enfermedad, todos los das de mi vida.
il mio turno: prendo la fede, mi tremano le mani e sono tutto
un fremito. Non riesco nemmeno a parlare: ho aspettato una vita
questo momento e ora la lingua mi si spezza e nulla mi pi possibile dire. Ismael mi aiuta gentile, gli porgo lanello. Lo guardo
e tutto diventa pi facile: Yo, Michele Smercianti, te tomo a ti,
Ismael Romero Cruz,como esposo y prometo serte fiel y cuidar de
ti en la riqueza y en la pobreza, en la salud y en la enfermedad,
todos los das de mi vida.
En virtud de los poderes que me confiere la legislacin del Estado espaol, os declaro unidos en matrimonio. Enhorabuena, podis besaros.
Impasto baci e lacrime sul suo volto, mentre mi stringe e ci stringe lapplauso dei presenti che si perde nella volta affrescata del
salone.
Ancora non ci credo.
Riscendiamo le scale e ci riversiamo nella piazza. Una brezza leggera ci chiama verso il porto. Fuggiamo sposi nel meriggio che ci
attende.
Conosco ogni centimetro del suo corpo, ho segnato il diario dei
suoi silenzi, le sue cicatrici ho confuso con la mappa del tesoro.
Eppure i corpi di due giovani sposi appaiono diversi, rinascono
puri e vergini grazie a quel s pronunciato su un futuro ancora
da scrivere.
Non sto pi in me, non riuscir ad aspettare fino a notte prima di
averlo. E non mi chiuder in una stanza dalbergo a nascondere il
mio desiderio. Troppo tempo ho passato a nascondere ci che ero.
Grider tutto il mio amore al sole del giorno, al vento e al mare.
I vestiti da cerimonia giacciono senza troppa cura sul granito
duro della spiaggia. La stessa spiaggia dove ci siamo incontrati
la prima volta. Sono passati tre anni ma lo ricordo come se fosse
ieri. Nulla cambiato, lui bello e giovane come sempre e sempre
sar ai miei occhi dinnamorato.
Si erge sullultimo scoglio contro il mare infinito e splendente
della Costa Blanca.
Gravido di luce e di speranza, guarda il mare infinito che trema
incerto sotto il mistero dei suoi occhi azzurri. Il corpo vibra di
energia al vento del Mediterraneo come le statue antiche della
Grecia o dei quadri di De Chirico. La pelle indorata dal sole, sotto
batte il cuore, pulsa il sangue voglioso, i muscoli allenati da ore e
ore di palestra: pare un dio dellOlimpo sceso sulla terra a salvarmi o a dannarmi. Ogni pudore ormai perduto, il suo pene saluta
fiero la fecondit dellacqua e del sole e la morte dellumida terra.
Taccio, vorrei che fosse eterno ci che destinato invece a passare.
Poi si volta verso di me: Qu pasa?
No pasa nada. Rispondo, fingendo di essere accecato dal sole.

Civilt Laica Numero 23

Si

asciuga la fronte ed esce dallarea pesi per andare verso le docce. Incontra lo sguardo sorridente di un ragazzo
biondo, che sta scendendo da un tapis roulan. Enrico fa
un cenno di saluto e recupera il suo libro dal quadro di comando.
Riccardo non risponde al cenno, ma continua a fissarlo. Sembra
che anche Enrico si stia dirigendo verso gli spogliatoi.
Ehi, frocione! urla nel corridoio che porta alle docce. Il biondo
si gira distinto, con aria interrogativa. S, s. Tu. dice Riccardo.
Aspettami, ti devo dire una cosa.
Enrico gli sorride, incurante dellappellativo con cui gli si rivolto. Tu sei quello che va sempre nella sala pesi, giusto? chiede
conferma.
Gi, sono io. Riccardo gli si avvicina. Entrambi continuano il
loro tragitto. Ho visto che sul tapis roulan stavi leggendo un libro. Gli indica il volume che ha in mano.
Enrico solleva il libro per mostrarglielo. Oh, s. Niente di che, in
realt. Mi piace leggere, tutto qui.
Sei luomo adatto a me! esclama Riccardo, notando limprovviso imbarazzo del biondo. Mi serve un consiglio. Dopo devo andare a un incontro di lettura e non so cosa portare.
Il rossore di Enrico si spegne un po. Se posso aiutarti. dice.
Cosa avevi in mente?
I due raggiungono lingresso agli spogliatoi. Riccardo si ferma tra
Enrico e la porta. Pensavo una cosa sulla famiglia ideale, hai presente? risponde. Quella composta da una madre, un padre e un
figlio? Diventa malizioso. Conosci qualche autore che ha scritto
sullargomento?
Il viso di Enrico muta. Per un attimo, Riccardo riesce a vederci
lindignazione. Be, s. risponde, tornando sorridente. Mi viene in mente qualche pagina di uno o due romanzi. Ma non sono
molto daccordo. Con un cenno indica la porta degli spogliatoi.
Credo di averli in borsa, sulle-reader. Entriamo, cos ti do i titoli. dice, intento a entrare.
Riccardo gli fa aprire la porta di poco. Mostra poi a Enrico una
fronte aggrottata, denti stretti e occhi fulminanti. Non credo
proprio. dice infine, arrestando con una mano lapertura della
porta.
Enrico sembra sorpreso. La sua mano ancora sulla maniglia.
Cosa?
Riccardo sbatte la porta, chiudendola con un forte boato. Hai
sentito benissimo. Tu qui dentro non entri, checca!
La mano di Enrico scivola via dalla maniglia. Sembra che gli faccia

Civilt Laica Numero 23

Voce Misteriosa

la s s i f i c

a to

Alex Coman

se fossi rimasto in Italia. Quali parole avrei scritto sulla sabbia


per gridare al mondo che s, anchio esisto. Sarebbe forse stata
una sopravvivenza, una lotta continua, una battaglia con me
stesso e con gli altri tutti. Per cosa poi? Nulla in fondo sarebbe
cambiato.
Per una volta ho scelto la felicit, per me. Chi ha detto che si
viene al mondo per essere infelici?
Forse un giorno torner, come torna il gabbiano in mare aperto
quando savvicina la fine.
Per il momento la mia vita qui, con lui, con questo mare essere felici, con questa luce essere felici, con questo mondo essere
felici.
Entra lentamente in acqua, il mare sembra essere stato concepito solo per accogliere il suo amante corpo immortale.
Indugia quando il pelo dellacqua gli bacia le natiche sode.
Qu tal el agua?
Si volta e mi guarda sorridendo: Te est esperando.

1 c

No! Dime que te pasa


Te idolatro... Confesso sottovoce.
Sorride. Timido, torna a guardare il mare.
Qu miras, amor?
Miro el orizonte.
Y despus del orizonte que?
C lItalia. Mi risponde con la dolcezza di un bambino che sta
imparando litaliano.
LItalia, cos vicina, cos lontana. Da qualche parte laggi, dietro la
linea dellorizzonte confuso pi dello sguardo che lindaga. Perch
la odiamo tanto quando vi siamo costretti? E perch ci manca terribilmente quando la fuggiamo?
Mi sento un esiliato, un rifugiato, un rifugiato damore. Eppure
mi sento in colpa, un egoista, vittima e traditore al tempo stesso.
Tradire la terra che mha generato e i giorni che mhanno visto
giocare. Le mani che mhanno fatto crescere e le parole - le parole!
-che mhanno fatto uomo. Chiss quale sarebbe stata la mia vita

male. Ma pensavo...
Nessun frocio pu vedere il mio strumento di perforazione.
Spinge Enrico, che batte la schiena contro il muro opposto, per
poi cadere. Riccardo apre poi la porta ed entra nello spogliatoio.
***
Cos tutto questo? chiedo. Dove mi trovo? Domanda stupida. Basta aprire gli occhi per sapere il dove. Ma voglio tenerli
ancora un po chiusi, sono curiosa. Non credo di comprendere e
non cercher di comprendere. Solo il Grande Spirito sa quando
sar tempo di capire.
Sorrido, mentre ascolto le ultime voci che ho in testa. Mi piace
questo stato confusionale, mentre rifletto. Ma ora di alzarsi,
anche se non mi sono ripresa del tutto.
Sento qualcuno. Howahkan!
Non comprendo il mio nome. No, non so cosa voglia dire, non
ancora. Apro gli occhi quando i suoni in testa ancora non sono
spariti. Vedo linterno della mia tenda e lentamente il Grande
Spirito mi da le mie conoscenze, che si mescolano a quelle nuove
della notte.
Howahkan! Sono Mahpya Lta. sento fuori dalla tenda. Se
un momento inopportuno, torno quando sarai pronta.
Riconosco la voce e riesco a comprendere tutto, ma non i nomi.
Forse il Grande Spirito vuole farmi concentrare sui nomi. Mi alzo
a sedere. No, ora va benissimo. affermo. Ripetimi il tuo nome,
per favore, e anche il mio.
Sono il capo pacifico, in passato della guerra, il portavoce della
trib Oglala Lakota.
Oglala. Coloro che stanno in mezzo.Omaglala. Coloro che si disperdono. Daccordo, ora capisco i nomi.
E tu sei una delle nostre tre winkte, lunica non ancora sposata,
nonch il nostro sciamano. continua luomo. Sono Nuvola Rossa. Tu sei Voce Misteriosa.
Bene. Faccio lultima prova. Grazie. Che il Grande Spirito sia con
te. dico. Ripetimi per favore la prima frase che hai detto.
Il portavoce della trib accetta la mia richiesta. Voce Misteriosa. Sono Nuvola Rossa. Se un momento inopportuno, torno
quando sarai pronta.
Ottimo. Apro la tenda e vedo Nuvola Rossa in viso, con la sua
penna remigante daquila da un colpo.
Ben alzata, Voce Misteriosa. dice in un sorriso. Vedo che il
Grande Spirito ti ha parlato ancora.

13

Devo ancora riflettere su cosa mi ha detto. confermo, uscendo


dalla tenda. Se per la nostra trib va bene, credo che questa sera
dovremmo raccontare delle storie.
Nuvola Rossa annuisce. Sentir gli altri. dice. Quali tradizioni
vorresti ricordare agli altri?
Mi stiracchio un po. No, non le nostre storie tramandate. dico.
Ma una storia inventata.
Nuvola Rossa sorride di nuovo. Voce Misteriosa, noi non inventiamo storie.
Lo so. gli confermo. Forse oggi arriver qualcuno che ce la
racconter.
Allora credo che sia gi arrivato. dice.
Lo fermo prima che vada avanti. Aspetta un attimo, Nuvola Rossa. Devi scusarmi, ma il mio pene si sta gonfiando.
Il portavoce scoppia in una risata. Vai, allora, Voce Misteriosa,
e dai alla nostra Terra quello che a te non serve. Io ti aspetter
qui, se vuoi.
Mi allontano da lui per fare i bisogni del mattino.
Allora, per cosa mi hai chiamato? chiedo, quando torno davanti alla mia tenda.
Credo che sia lo stesso motivo per cui il Grande Spirito ti ha parlato. risponde, facendo un ceno con la testa allaltra estremit
del nostro campo. arrivato un uomo bianco, dice di chiamarsi
Richard Almann, ma che lo possiamo chiamare Richard.
Abbiamo fatto pace coi bianchi. ricordo.
Esatto. Questo sa parlare discretamente la nostra lingua e dice di
volerci conoscere e studiare. Vuole fare parte della trib, ha detto.
I bianchi hanno strane idee in testa.
Sto cercando di riunire un consiglio per stabilire se questo
uno di quei bianchi. la volont di tutta la trib capire. afferma
Nuvola Rossa. Per ora ho chiamato i cinque anziani e te. Vorrei
poi chiamare anche le altre due winkte.
In pratica tutto il consiglio, con laggiunta di noi winkte. preciso.
Annuisce. Il popolo ha voluto aggiungervi, dopo tutti i conflitti
che abbiamo avuti coi bianchi. E credo che questa scelta sia giusta e che il Grande Spirito che ti ha parlato sia un buon segno.
Daccordo. accetto. Sar con voi nel consiglio e parleremo,
con Richard, il nuovo uomo bianco.
Grazie per il tuo servizio alla nostra trib. Mi mette le mani
sulle spalle e mi bacia le guance. Ci riuniamo fuori, affinch la
trib veda, quando il Sole sar a met della sua strada. Indietreggia e mi saluta. Il Grande Spirito sia con te. Ora vado a fare
richiesta alle altre due winkte.
Che sia anche con te, Nuvola Rossa.
Entro di nuovo nella tenda per riflettere. Devo concentrarmi sui
nomi? Era questo che mi voleva dire il Grande Spirito?
Howahkan. Nella lingua delluomo bianco si dice Voce misteriosa.
Richard. Cosa significa invece Richard?
***
La stampa sta intervistando una delle sentinelle vicino a Riccardo, che non vede lora di dire la sua.
Perch siete qui, davanti alla Biblioteca Comunale della citt?
sente chiedere allintervistatore.
La sentinella una donna bionda, con grossi cerchi dorati come
orecchini. Siamo qui solo per far vedere la nostra presenza, in
maniera del tutto pacifica.
Riccardo inizia ad andare avanti e indietro, vicino alla telecamera
della stampa. Intervista me. pensa. Non questi pacifisti del cazzo.
Ma gi il nome sentinelle, non individua in voi dei soldati che
difendono qualcosa? rilancia lintervistatore.
Riccardo vede come la donna bionda entra in confusione per
qualche attimo. Noi difendiamo la famiglia cristiana. La classica

14

famiglia italiana, composta da un padre e una madre e un figlio.


Quindi rifiutate il matrimonio tra due persone dello stesso sesso.
Altra confusione sul viso della donna.
S, cazzo, s. Io lo rifiuto. Noi tutti lo rifiutiamo.
Non siamo qui contro una legge che ostacola la nostra libert di
opinione. risponde invece la donna, in maniera pi diplomatica.
Non voglio essere arrestata perch dico a mio figlio cos una
famiglia anormale.
Per lei quindi, una famiglia padre-padre-figlio non normale.
conclude luomo della stampa. Come definirebbe questo tipo di
famiglia?
Riccardo continua a passeggiare avanti e indietro. Malata. grida, tanto da essere sentito dal microfono. La donna bionda sembra quasi influenzata dalla voce di Riccardo. S, forse malata
il termine giusto.
***
Penso ancora alle voci e alle immagini con cui il Grande Spirito si
rivolto a me, mentre mi avvicino alluomo bianco.
Lintero consiglio sta in prima fila, con la trib dietro e intorno,
mentre Richard a qualche metro da tutti gli altri. Siede in ginocchio con le mani poggiate sulle cosce, in attesa, senza dire
una parola.
Arrivo in prima fila, mi siedo e osservo il viso delluomo bianco. I
suoi tratti mi ricordano qualcuno. Forse lho visto nei sogni, forse assomiglia ad altri uomini bianchi che ho visto. Capelli neri,
mascella squadrata e occhi ben aperti. Non sembra avere paura,
almeno il suo volto non ne trasmette. Pare invece che stia analizzando tutto ci che vede, forse per curiosit e brama di sapere,
forse per altro. Ma devo considerare anche il segno del Grande
Spirito: lincontro di letture, anche se devo capire cosa siano.
Bene. afferma Nuvola Rossa. Ora tutto il consiglio riunito e
tutta la trib pu vedere e sentire. Si rivolge poi alluomo bianco. Ripeti a tutti il motivo per cui sei qui, Richard.
Richard sorride. Vorrei conoscere meglio il vostro popolo e le
vostre usanze. risponde. La sua voce quasi colorata, piena di
entusiasmo. Per questo sono qui. Voglio imparare i vostri modi
e i vostri rapporti, in modo da poter poi diffondere la vostra cultura attraverso i miei mezzi.
Uno degli anziani bisbiglia qualcosa nellorecchio di Nuvola Rossa e questo annuisce. Cane Che Non Abbaia vuole sapere quali
sono i tuoi mezzi. Come intendi diffondere la nostra cultura e
perch?
Lo osservo intensamente in questa fase, ma Richard non si scompone. Continua a sorridere, mentre risponde. Io scrivo quelli
che da noi chiamiamo romanzi. Sono dei testi, dei libri che poi
vengono venduti in molti stati. Chi legge pu apprendere nuove
conoscenze. Vorrei scrivere una storia su di voi.
Conosciamo i vostri libri. afferma Nuvola Rossa.
A questo punto sono io che mi avvicino a Nuvola Rossa per bisbigliarli nellorecchio. Chiedili se le storie che lui tramanda sono
vere o inventate, per favore. Raccontagli che ho parlato con il
Grande Spirito.
Nuvola Rossa annuisce di nuovo e aspetta che io prenda di nuovo
il mio posto. Sai cos uno sciamano, Richard? chiede infine.
Ancora sorridente, si limita ad annuire.
Una winkte, invece?
Si fa un po pi serio. No, mi dispiace. Ma vorrei saperlo.
Quando sar il momento. ribatte Nuvola Rossa. Per ora ti basta sapere che il nostro sciamano una winkte. Lei ha importanti dialoghi con il Grande Spirito e proprio la notte scorsa gli ha
parlato nel sogno.
Richard annuisce di nuovo, questa volta fissandomi.
Voce Misteriosa mi ha raccontato cosa ha visto e molte cose per
noi sono incomprensibili, mentre tu potresti comprenderle. Lei
chiede se le storie che tu scrivi sono inventate o se sono storie

Civilt Laica Numero 23

veramente avvenute.
Leggo sul volto delluomo bianco uno stato di confusione. Forse
si sta chiedendo cosa centrino le sue storie con il Grande Spirito.
Del resto, lui non conosce il mio sogno.
Le mie storie sono inventate. risponde. Ma si basano sulla realt e la societ dalla quale vengo. Mi sta ancora guardando. E pi
mi osserva, pi la sua curiosit cresce in lui. Ricambio lo sguardo.
Dopo quella che sembra essere una breve riflessione, Nuvola Rossa parla di nuovo. Quindi le tue storie non sono mai accadute,
ma potrebbero accadere.
Richard si fa sfuggire una breve risata. Esattamente, anche se
difficile che accada tutto quello che ho scritto.
Bene. afferma Nuvola Rossa. Abbiamo stabilito da prima di
tenerti come nostro ospite, se questa sera ci racconterai una delle tue storie. In seguito, stabiliremmo se potrai essere un oglala,
con un nome sioux. Tu sei daccordo, Richard?
S e vi ringrazio. risponde. Racconter per voi una storia ogni
volta che vorrete.
Allora benvenuto nella nostra trib.
Prima che il consiglio si sciolga, mi alzo di nuovo per bisbigliare
qualcosaltro a Nuvola Rossa. Come sempre, questo annuisce.
Voce Misteriosa ti chiede di sciogliere la lingua. dice poi a Richard. Cosa vuoi domandarle?
Luomo bianco visibilmente sorpreso della mia richiesta. Mi
dispiace se sono stato inopportuno.
Non lo sei stato. chiarisce Nuvola Rossa.
Bene. Vorrei solo fare una domanda di curiosit, ma che forse
potrebbe offendere Voce Misteriosa. Non conosco le vostre usanze, quindi non so se porre o meno la domanda.
Cerco lo sguardo di Nuvola Rossa e del resto del consiglio. Tutti
annuiscono e quindi posso parlare.
Chiedi pure, Richard. Se sar offensiva, sapr che non lo sar
volutamente.
Richard mi osserva e sembra ancora pi confuso quando sente la
mia voce. Non riesco a capire cosa si aspettasse. Chiedo perdono
nel caso fosse offensiva. dice. La domanda questa. Voce Misteriosa maschio o femmina?
Alcuni della trib iniziano a ridere della stupidit del bianco.
Vedo altri del popolo che invece hanno paura per la mia reazione, ma Richard vuole solo capire e ha anticipato che la domanda
potrebbe essere offensiva.
Nuvola Rossa a rispondere. Voce Misteriosa, insieme ad altri
due membri di questo consiglio, una winkte. Lei non n maschio, n femmina e nello stesso tempo sono tutte e due le cose
insieme. Comprendi?
Non proprio, Nuvola Rossa. risponde Richard. Scusate se insisto. Forse la mia domanda corretta era un altra. Ha genitali maschili o femminili?
Questa volta scoppio a ridere, insieme al resto del consiglio.
Voi bianchi stabilite se qualcuno maschio o femmina solo in
base ai genitali. dice il portavoce, dopo essersi calmato. Ricordo molti bianchi che non comprendevano il nostro punto di vista. Si schiarisce poi la voce. Ascolta bene ora, Richard, perch
te lo spiegher e questo far parte di una delle cose che tu imparerai sul nostro modo di vivere.
Richard annuisce. Ascolter e cercher di comprendere.
Voce Misteriosa ha genitali maschili, ma ci nata. Questo non
vuol dire che sia un maschio, Richard. Lei ha il privilegio di scegliere se fare una vita da donna o una vita da uomo. Le altre
due winkte della nostra trib sono entrambe sposate, una con
un uomo e laltra con una donna. Voce Misteriosa, essendo sia
maschio sia femmina, pu vedere il mondo da tutti e due punti
di vista. molto rispettata tra noi e spesso io stesso chiedo a lei
consiglio. Lei, e le altre winkte ovviamente, quello che eravamo
tutti noi prima che il Grande Spirito stabilisse il nostro genere,
maschile o femminile.

Civilt Laica Numero 23

N maschio e n femmina ed entrambi allo stesso tempo. ripete Richard. Cercher di comprendere. Grazie per la spiegazione, Nuvola Rossa. Ho portato con me oggetti dal mio mondo.
aggiunge. Non per influenzare la vostra cultura, ma solo perch
altri mi hanno detto che alcuni di voi possono essere molto curiosi. Se apprezzate il gesto, sarei contento di condividere queste
cose con voi.
Ottimo. esclama Nuvola Rossa, alzandosi. Il consiglio sciolto. Fai vedere questi oggetti.
***
Riccardo torna a casa sbattendo il libro contro il primo muro. Il
padre non c. Come al solito, avr da fare con i suoi compaesani
americani. La madre, dai rumori dei piatti, sta in cucina.
Riccardo, sei tu? grida.
S, tranquilla. risponde, raccogliendo di nuovo il libro che ha
fatto finta di leggere durante lincontro con le sentinelle. Il pensiero lo riporta a quel maledetto intervistatore che non ha voluto
concedergli la parola per esprimere tutta la sua rabbia. Lancia
di nuovo il libro, che va a finire contro il mobile del soggiorno.
Riccardo! esclama la madre, raggiungendolo. Ma cosa diavolo stai facendo? Vede il libro e si accinge a raccoglierlo. Uh!
cambia poi tono, quando vede la copertina del volume. Hai ancora questo libro. Da piccolo te ne leggevo sempre qualche pagina. Lo sai chi lha scritto?
Riccardo si affloscia sbuffando sul divano. No, ho preso il primo che mi capitato nella libreria di pap. dice. Dopo qualche
istante a cercare il telecomando, accende la tv.
La madre lo raggiunge sul divano. Ah, allora tuo padre che lha
tenuto. A cosa ti serviva?
Riccardo cambio tre o quattro canali prima di rispondere. Non
a molto. Ho fatto solo finta di leggere a un incontro di letture.
Sul viso della madre appare lincomprensione. Come hai fatto a
far finta di leggere, senza che gli altri non se ne accorgano? Non
ti hanno sentito?
Ma no. risponde. Era una lettura in silenzio. In pochi hanno
veramente letto.
I dubbi di prima scompaiono e il volto della madre si fa pi duro.
Sei stato a fare la sentinella? Nonostante il tono interrogativo,
quella non sembrava affatto una domanda, ma un rimprovero.
Riccardo, da quando hai capito cos il sesso, tu sei sempre stato
omofobo. Colpa di tutti i tuoi amici.
Riccardo sbuffa per la seconda volta. Mica sono omofobo.
Hai appena manifestato contro i diritti di tutti i gay. dice la
madre, anche se con un tono pi morbido. Come la chiami questa, se non omofobia?
Omofobia vuol dire avere paura degli omosessuali. spiega Riccardo. E io non ho paura di loro. Solo, non mi piacciono.
La madre scoppia in una grande risata e gli lancia il libro tra le
braccia. Tieni. Leggi questo, e leggilo veramente. dice. Lha
scritto il tuo bisnonno, quando non sognava ancora di avere dei
figli e nemmeno immaginava che uno di questi si sarebbe trasferito in Italia. Il tuo nome lo prendi da lui.
Riccardo smette di stressare la tv col telecomando, prende il libro e osserva la copertina. Questo non me lo hai mai detto.
dice.
La madre si alza e si dirige di nuovo verso la cucina. Tuo padre
ti avrebbe raccontato tutto prima o poi. Voleva farti un lungo
discorso sulle sue origini. Sto ancora aspettando quel momento.
La copertina del libro non portava alcun titolo o autore. Solo un
disegno a schizzo di una piuma che sembrava in eterna caduta. Aprendo, Riccardo riconosce altri schizzi gi visti da bambino. Solo molte pagine pi in avanti, trova il titolo dellopera e il
nome dellautore. Voce Misteriosa di Richard Almann.
Se non fosse per il nome italianizzato, suo bisnonno si chiamava
proprio come lui. Riccardo Almann.
***

15

Osservo Colui Che Narra mentre balla insieme agli altri, a pochi
passi dal fuoco. Sembra felice, nonostante non indossi pi gli indumenti a cui allinizio sembrava tenere tanto. Non ha ancora nessun
colpo addosso e agli occhi di molti non ha grande valore, ma credo
che quasi tutti lo rispettino come uno di noi. Ha imparato molto
su di noi da quando qui lui dice che sono otto mesi, ma solo nei
sogni comprendo cosa significhi e solo dopo tutto questo tempo,
il Grande Spirito mi ha parlato di lui ancora una volta.
Mi allontano dal fuoco e chiedo a Nuvola Rossa di raggiungermi.
Ci sediamo molti passi pi distanti.
Il Grande Spirito mi ha parlato di Richard, lultima notte, dopo
che sono stata con lui. dico, senza giri di parole.
Nuvola Rossa sorride. Voce Misteriosa, non sapevo fossi attratta
da Colui Che Narra.
un buon amante. ammetto. Ma non so come se la caverebbe
con i genitali femminili. So che molte delle nostre donne sono
attratte da lui.
Vero. conferma lui. Molte sarebbero disposte a sposarlo, se
fosse uno di noi.
Proprio per questo ti voglio parlare ora. Domani tu e gli anziani
dovete sentire il popolo e poi decidere se pu fare la Danza del Sole.
Nuvola Rossa annuisce. Non so se sia pronto, ma quasi tutta la
trib a favore della sua Danza del Sole. Se entro domani il popolo non cambia idea, allora sar comunque dei nostri.
Bene. Sospiro. Ottimo.
Cosa ti ha detto il Grande Spirito?
Ci rifletto un secondo. Credo che mi abbia rivelato parte del futuro. Ho visto il libro che Colui Che Narra scriver su di noi. Cerano i disegni della nostra trib e si chiamava come me. Era firmato
con il nome con cui labbiamo conosciuto.
Anche Nuvola Rossa sembra riflettere. Ed un buon libro?
Buono, s. Ho visto uno dei suoi discendenti, in unaltra epoca e
unaltra Terra. Unepoca marcia, a mio avviso. Cera odio in molta gente verso gli uomini che amano altri uomini, o donne che
amano altre donne. Lo studio della nostra cultura potrebbe forse
mettere in pace molte anime arrabbiate.
Il Grande Spirito vuole una buona cosa. afferma Nuvola Rossa.
C dellaltro. dico. Dopo essere stata con lui, ho sentito avvicinarsi il Grande Spirito, prima di parlarmi in sogno.
Il portavoce fa una faccia perplessa. Cosa intendi dire, Voce Misteriosa? Ci stai per lasciare?
Annuisco. Credo di s. Per questo importante che il messaggio
del Grande Spirito arrivi al popolo, domani, quando decider il
destino di Colui Che Narra.
Ma perch? chiede Nuvola Rossa. C un grande dispiacere in
lui, lo sento.
Lo guardo sorridente e infine sorride anche lui.
Non comprenderei, vero?
No. Lo abbraccio, lo tengo per le spalle e lo bacio sulle guance.
Domani sar il mio ultimo giorno qui, ma tu avrai da fare, perci
ti saluto adesso.
Nuvola Rossa sospira. Addio, Voce Misteriosa. Grazie per il tuo
contributo verso il popolo.
Addio, Nuvola Rossa. E continua a servire il popolo.
Mi alzo e mi dirigo verso la mia tenda.
***
Riccardo chiude il libro, dopo aver letto lultima pagina e scende
dal tapis roulan. Non sa se le sue idee sono cambiate, eppure...
Credo di sentirmi in colpa. ammette, vedendo tutti gli altri tapis roulan vuoti. Non ha pi visto Enrico in quella palestra, da
quando si scontrato con lui.
Fa la doccia ed esce dalla palestra. Sta per entrare in macchina,
quando dallaltra parte della strada vede proprio il biondo a cui stava pensando. Lo osserva per un secondo, mentre si sta guardando
intorno con affare nervoso. Ogni tanto controlla lorologio al polso.

16

Non ci scommetterebbe, ma Riccardo crede di sapere cosa sta


aspettando Enrico. Sta aspettando che lui esca dalla palestra, per
poterci entrare.
Decide di chiamarlo. Ehi, Enrico!
Il ragazzo cerca la sua voce e appena lo vede, scappa a gambe levate.
No. urla Riccardo. Aspetta. Non voglio... Lascia la frase in
sospeso e si precipita a inseguirlo. Enrico. urla. Attraversa la
strada di corsa.
A grande velocit, una macchina interrompe il suo tragitto. Riccardo cade e struscia sullasfalto per metri. Lultima immagine
che ha in testa quella di Enrico e del libro che voleva regalargli.
***
Tutto il popolo ha da fare. Uno a uno aspetta la visita del portavoce per dire la sua su Colui Che Narra. So che non passer da me,
perci mi preparo al mio addio.
In un lato della tenda ho alcuni degli oggetti di Richard. Prendo
quello che lui chiama specchioe apro la tenda, per potermi vedere dentro. Lo osservo intensamente e fisso uno a uno tutti i miei
tratti del viso.
Limmagine davanti a me mi piace, sono bella. Sorrido e dico addio al mio corpo.
Lo specchio si trasforma lentamente. Spariscono i gioielli ai lobi
e al collo, spariscono i miei capelli lunghi. I piccoli dipinti sulla
faccia si dissolvono e lo sfondo dietro della mia tenda si trasforma in pareti bianche.
Svegliati. sussurro allimmagine. Svegliati, Riccardo.
***
Svegliati. sente sussurrare.
Cosa? chiede, rendendosi conto che parlare gli provoca dolore.
Oddio! sente ora la voce della madre. Santo cielo.
Riccardo apre lentamente gli occhi e la vede che si precipita a
spingere il pulsante demergenza. Infermiera! urla. Mio figlio
ha parlato!
Sono... Sbatte pi volte gli occhi. Sono in ospedale?
Qualcuno gli salta addosso per abbracciarlo. Riesce a capire che
si tratta del padre solo dal timbro vocale. Riccardo. dice. Non
ci credo. Riccardo, sei sveglio!
Pap? chiede confuso. Cosa ci fai qui? Si alza a sedere, non
preoccupandosi del dolore. Cosa ci faccio io qui? Cos successo?
Entra linfermiera e si stampa sul viso un sorriso smagliante.
Ben alzato, Riccardo. Com stato il coma?
Coma? chiede lui. Dov la mia trib?
Il padre scoppia a ridere. Non mancano le lacrime ai suoi occhi. Hai
letto quel libro. dice. Te lhanno trovato praticamente addosso.
Credo che il romanzo ti sia rimasto impresso nella memoria.
Qual lultima cosa che ti ricordi, Riccardo? chiede linfermiera.
Sta per rispondere La mia tenda quando nuovi ricordi gli invadono la testa. Stavo... Stavo attraversando di corsa la strada...
Bene. Nessun dato perso. Linfermiera fa i suoi esami di routine prima di andarsene.
La famiglia rimane sola.
Pap. chiama Riccardo dopo una breve riflessione. Credo che
il Grande Spirito mi abbia parlato.
Il padre sorride. Lo spero per te, figliolo.
No, sul serio. Facevo parte di una trib, ho parlato con Nuvola
Rossa! esclama. Ed ero una winkte!

Civilt Laica Numero 23