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Rappresentazione

Perch ho scelto il termine


Sopratutto perch uno dei termini pi ricorrenti del corso de filosofia della
conoscenza e si pu dire che questo concetto stato utilizzato per quasi tutti i filosofi
per elaborare le sue teorie della conoscenza. Anche se il concetto della rappresentazione
stato presente fin dallinizio della storia della filosofia, dai primi filosofi che
cominciarono la riflessione sulla conoscenza, il termine come tale posteriore. un
termine che si sviluppato lungo la storia, ci sono stati delle modificazioni della sua
nozione, funzione e ruolo nel processo della conoscenza, ma alla fine si pu vedere che
ci sono elementi comuni in tutti quanti. per questo che la loro riflessione della
conoscenza si pu aggrappare dentro della categoria della rappresentazione, sebbene si
scopre che il rapporto fra loggetto ed il soggetto conoscente molto differente nei loro
sistemi.
Aspetti psicologici
Come nel processo della conoscenza il conoscere dipende da questa
rappresentazione, gli elementi psicologici hanno avuto ogni volta di pi unimportanza
con il passare del tempo, essendo oggetto di studio anche per la psicologia. In questa
disciplina il termine stato sviluppato con uno scopo diverso a quelli della gnoseologia,
perch loro tengono in conto il valore o il ruolo della coscienza. Lo studio della
rappresentazione fu compiuto in termini prevalentemente psicologici dopo Hume e cos,
il termine della rappresentazione si collega a quello della percezione. La definizione che
d la Enciclopedia Bompiani tiene in conto anche questo approccio pi psicologico, ma
io mi fermer soltanto nel suo senso filosofico. E in questapproccio, voglio mostrare
soprattutto come si sviluppato il concetto, come lo stesso termine stato usato da un
filosofo di una maniera e come pi tardi in un'altra scuola si sono prodotte dei
cambiamenti.
Struttura della presentazione
Per questo, la struttura della presentazione sar cos:
1.- La funzione e formulazione della rappresentazione classica
2.- Lo sviluppo concettuale nel razionalismo ed empirismo. Non parler in
profondit della loro filosofia, ma vorrei piuttosto mostrare le differenze pi notevole
fra di loro. Secondo la definizione dellEnciclopedia, stato questo il momento del
problema della rappresentazione ha la sua formulazione e i suoi sviluppi pi tipici. 1
Il termine rappresentazione: da una definizione generale a una pi specifica
Comincio dando una definizione in senso generale del termine
rappresentazione, includente la psicologia e non soltanto la filosofia e dopo voglio dare
una definizione dal punto di vista della filosofia della conoscenza. Voglio dare, dopo,
una definizione su gli aspetti comuni nei filosofi presi in considerazione dalla
Bompiani.

Per Husserl, che nella sua teoria della conoscenza non le basta soltanto la rappresentazione,
ma aggiunge un carattere pi intenzionale per completare il processo della conoscenza, vede
nellempirismo, e sopratutto in Hume, un antecessore.

Rappresentazione in senso generale indica la propriet della conoscenza


di proporsi un contenuto oggettivo di un oggetto esterno Ancora la Bompiani offre
altre definizioni per dare un senso pi accurato del termine: La rappresentazione
implica unesistenza di secondo grado delloggetto, in quanto esiste oltre che per s
anche per la conoscenza in virt di una capacit attiva di riproduzione esplicata
dalla conoscenza stessa
La funzione rappresentativa da un punto di vista psicologico fa sorgere il
problema gnoseologico da come passare dell`immagine che ci siamo rappresentati e che
si trova nella coscienza (approccio psicologico) alloggetto reale. La rappresentazione,
come oggetto che si offre allatto conoscitivo, si deve supporre come loggetto
immediato della conoscenza? Oppure come il mezzo con cui la coscienza si rivolge
intenzionalmente fuori di s, alloggetto reale? Questo il problema gnoseologico che
sorge quando il termine rappresentazione si formula psicologicamente.
In questo senso, adesso do una definizione pi specifica tenendo in conto
soltanto laspetto gnoseologico:
La rappresentazione un atto conoscitivo intermedio fra la sensazionepercezione e lintellezione. La rappresentazione rientra in questo caso nella
famiglia dellimmagine e, come limmagine, il rinnovarsi di unesperienza
percettiva in assenza dello stimolo sensoriale che sempre accompagna alla
percezione. In questo caso, la rappresentazione mantiene con loggetto percepito
un rapporto di somiglianza [] La funzione gnoseologica della rappresentazione
rispetto allintelletto in quanto essa risulterebbe mediatrice fra la particolarit
della percezione sensoriale e luniversalit del concetto
Tommaso
Sebbene il concetto di rappresentazione possa risalire fino Platone, per far
riferimento a quale era la funzione della rappresentazione nel periodo classico, presento
la teoria di san Tommaso. Come dice la Bompiani la funzione della rappresentazione
risulta maggiormente chiarita in Tommaso, in quella che si potrebbe definire come la
teoria generale della rappresentazione
Il processo della conoscenza in san Tommaso si svolge cos:
Il processo conoscitivo lo possiamo dividere in due passi: 1. C unattivit
sensitiva e dopo quella intellettiva. I sensi percepiscono lindividuale, il particolare, da
dove provengono le immagini o i fantasmi. Da questa sensazione emerge la specie
sensibile, la forma sensibile delle cose. Ma , per conoscere gli oggetti, dobbiamo
astrarre il concetto universale, per il quale abbiamo bisogno della facolt conoscitiva spirituale: lintelletto. Il nostro intelletto in potenza, per questo san Tommaso lo
chiama intelletto possibile. Per passare allatto, ha bisogno di qualcosa che lo determini
e lo renda capace di poter accogliere luniversale. Ci che lo determina lintelletto
agente, che astrae dai fantasmi la specie intelligibile. Questa specie intellegibile solo
pu essere conosciuta dallintelletto possibile. E questa specie somministrata
allintelletto possibile, lo fa passare dalla potenza allatto. Questa specie passa a
chiamarsi specie impressa, perch simprime modificando e determinando lintelletto
possibile. Adesso lintelletto possibile in grado di formarsi la specie espressa, che il
concetto universale nel senso pieno. Abbiamo passato dal particolare alluniversale tale
com concepito dallintelletto. Nel concetto si trova la similitudine perfetta con la
cosa, lintelletto ha colto lessenza priva dei suoi particolari.

Ma il concetto universale non loggetto immediato della conoscenza,


soltanto il mezzo tramite il quale lintelletto intende la cosa fuori della mente. Il
concetto la similitudine delloggetto, mezzo mediante il quale si conosce, non
loggetto della conoscenza. Adesso, il concetto deve rivolgersi alloggetto esterno in un
atto di giudizio.
Per san Tommaso la similitudine delloggetto costituita dalla specie
intelligibilis che rende lintelletto in atto (specie impressa) o dalla specie espressa, che
costituisce la vera rappresentazione che lintelletto si forma. Per importante
segnalare che la rappresentazione non ci che lintelletto intende, ma soltanto il
mezzo per conoscere loggetto reale.
La funzione rappresentativa quella che caratterizza ogni atto dellintendere
ma non loggetto dellintendere perch per san Tommaso non si pu escludere una
funzione intenzionale nella conoscenza.
Ma come ho detto allinizio la funzione della rappresentazione, si formuler di
un modo diverso nel pensiero moderno.
Filosofia moderna
Se per Tommaso il concetto non era loggetto della conoscenza, ma il mezzo
mediante il quale si conosce, per la filosofia moderna, la conoscenza il conoscere delle
idee, che a loro volta rappresentano le cose fuori della mente.
Adesso, nel conoscere si tiene in conto il contenuto interno alla coscienza di
cui dipender la conoscenza. Ma comunque si deve fare corrispondere le idee
alloggetto reale esterno.
Razionalismo
Per Cartesio lunica verit di cui sicuro la sua esistenza Cogito ergo sum,
in quanto pensante. Di questo lui non dubita. Adesso Cartesio cerca la possibilit di
uscire da questo ambito, cerca un principio che lo permetta aprirsi alle cose esterne. Se
la mia esistenza caratterizzata per essere pensante, le idee devono essere i contenuti
del pensiero. Questa sar la sua via di uscita. Di tutte le idee, Cartesio sinteressa in
quelle che sembrano venire dal di fuori e cos trovare la ragione che fa le idee simili agli
oggetti. Ci sono delle idee che non hanno nessun rapporto con altre cose, in questo
senso hanno una realt formale: idee innate. Ma ci sono altre idee che rappresentano le
cose. La differenza di queste idee che hanno una diversa realt oggettiva. Questa realt
oggettiva il contenuto rappresentativo. grazie alla realt oggettiva delle idee e al
principio di causalit2 che viene stabilito il rapporto di corrispondenza del Cogito con il
mondo esterno.
Per Cartesio tutte le idee sono delle rappresentazioni in quanto hanno una
loro realt interna allcoscienza e una funzione rappresentativa della realt
esterna. E questo appunto il problema del razionalismo: come trovare la
corrispondenza fra la rappresentazione (loggetto immediato del pensiero) e
loggetto esterno, la cui presenza esistenziale e la cui essenza da conoscere sono
mediate dalla rappresentazione o idea. Adesso, il mezzo non sono le rappresentazioni
ma loggetto reale. La rappresentazione una conoscenza particolare, legata ai sensi. 3
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un principio interno alla persona umana.


Per Cartesio rappresentazione limmagine che si distingue dallintellezione o pensiero o qualche altra
idea. Noi possiamo pensare qualche figura, ma anche possiamo renderla presente grazie alla percezione.
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Ma queste idee non hanno in s nessuna ragione per dire che provengono dagli oggetti
esterni. E se lo fossero, non si potrebbe dire che si debbano assomigliare agli oggetti che
rappresentano, possono essere molto diverse da loro. Come ogni idea un oggetto
immediato dal pensiero, solo uninferenza pu provare la corrispondenza con gli
oggetti reali e questa rappresentazione compiuta dallidea.
In Cartesio tutte le idee si trovano nella mente e solo alcune di loro hanno una
certa similitudine con loggetto esterno dove la funzione rappresentativa si svolge
dentro della mente. Rappresentazione saranno tutte le idee che si trovano nel pensiero,
hanno una realt interna, ma anche hanno una funzione rappresentativa della realt
esterna. Il soggetto pensante ha la realt oggettiva dentro di s. Le idee rappresentative
stanno costituite per questa realt oggettiva e queste idee oggettive rappresentano le
cose esterne. Il rapporto di corrispondenza del cogito con il mondo esterno viene tramite
la realt oggettiva delle idee e il principio di causalit. Noi conosciamo prima le idee
non le cose. Non c un rapporto esperienziale con la realt che faccia sorgere le idee. In
questo consiste la conoscenza valida nel razionalismo. Sono le idee che rappresentano le
cose.
Empirismo
Nellempirismo il problema simposta in un modo diverso. Per loro sorge il
problema di dove vengono le idee, qual le loro origini. Lorigine delle idee
lesperienza. La conoscenza delle cose si trova dentro dellesperienza. Oltre lesperienza
non possibile avere una conoscenza valida. Se per lempirismo le idee sono loggetto
immediato della conoscenza, si pu vedere che la nozione di rappresentazione subir
certe modificazioni. Per gli empiristi, ha molta importanza la dimensione razionale e per
questo le loro teorie non si possono considerare come una teoria dellesperienza o
conoscenza sensibili.
In Hume tutto il problema della rappresentazione, la corrispondenza fra le idee
e le cose si risolve nella mente. Finora si detto che le idee rappresentano le cose. Ma in
Hume il problema della rappresentazione non riguarda le cose, si svolge nel soggetto. In
poi, il problema della rappresentazione non sar pi un discorso di conformit delle idee
alle cose, la rappresentazione sar puramente soggettiva. La funzione rappresentativa si
trasferisce alla mente nella corrispondenza fra le impressioni e le idee. Le impressioni
sono le percezioni che sorgono con il contatto diretto e attuale dei sensi e gli oggetti, e
le idee sono la capacit di riprodurre le impressioni. Fra di loro c un rapporto di
somiglianza e la connessione fra loro viene dalla esperienza. Questa connessione non si
pu verificare con ragionamenti a priori. La conoscenza della relazione causa ed effetto
non si pu prevedere da un ragionamento a priori, ma dallesperienza. Per mezzo delle
operazioni dellintelletto senza esperienza non si pu inferire la relazione causa ed
effetto. labitudine che ci permette di vedere la connessione di due fatti.
Le impressioni non hanno un carattere rappresentativo. Dalle impressioni
sorgono le idee. La vera corrispondenza si d fra le impressioni e le idee ed
limpressione che rappresentata per la idea. Hume se disinteressa della causa delle
impressioni, e quindi della loro conformit con gli oggetti esterni perch le impressioni
non hanno un carattere rappresentativo.