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Metodi di calcolo per lanalisi della sicurezza sismica di edifici

in c.a.
Biagio Pisano Ingegnere, analista STACEC s.r.l.
Introduzione
Come evidenziato da ogni evento sismico, il patrimonio edilizio italiano (sviluppatosi in
maniera importante con il boom degli anni 60-70) presenta diffuse condizioni di criticit. In
modo particolare, le strutture in c.a. ricoprirono un ruolo importante nella vulnerabilit in
quanto la loro diffusione come sistema costruttivo privilegiato ha ormai superato il secolo.
Inoltre, la gran parte degli edifici in c.a. non stata progettata seguendo adeguati criteri
antisismici. Il primo documento normativo italiano in cui sono presenti dettagli costruttivi
(di tipo avanzato) per strutture antisismiche stata la Circolare LL.PP. n. 65 AA.GG del 10
aprile 1997. Nella sua stesura sono presenti indicazioni costruttive (minimi di armatura e
staffatura di derivazione Eurocodice) tali da scongiurare rotture fragili. Purtroppo, essendo
sotto forma di circolare, la sua applicazione non ha avuto una diffusione metodica, anche
per motivi prettamente economici legati al maggior costo di realizzazione delle armature
metalliche.
Inoltre, per le strutture esistenti, alle normali incertezze legate ai modelli di comportamento
da utilizzare, si aggiungono le problematiche inerenti alla caratterizzazione dei materiali,
dei carichi applicati e della geometria della struttura. Pertanto, la loro verifica di
vulnerabilit sismica ricopre un aspetto molto delicato del calcolo strutturale.
In maniera particolare negli ultimi venti anni, la comunit scientifica si spinta allo studio
di metodi e modelli, al fine di costruire nuovi edifici pi sicuri, che hanno consentito di
approfondire fenomeni legati anche a quelli esistenti. La vera novit delle nuove
applicazioni normative rappresentata dallo sviluppo di criteri di modellazione affidabili
(ed applicabili) per le strutture esistenti, in modo particolare per quelle in c.a. Prima
dell'O.P.C.M. 3274, eccetto le applicazioni riguardanti gli edifici in muratura (e dopo eventi
sismici rilevanti), la normativa italiana non si era mai dedicata alla definizione di metodi
appositamente dedicati alla valutazione del grado di resistenza all'azione sismica delle
strutture esistenti.
Se per gli edifici nuovi ci si rapporta sempre con loperazione del progetto delle varie
componenti, per le strutture esistenti le metodologie di analisi dipendono dalle finalit che
si vogliono perseguire. Inoltre, per le strutture esistenti la valutazione della vulnerabilit
dipende dalla tipologia di carichi o forze da analizzare. Relativamente agli effetti
dellazione sismica, le operazioni di verifica pi comuni sono le seguenti:

Analisi di vulnerabilit
Miglioramento
Adeguamento

Lanalisi di vulnerabilit consiste nello stabilire lentit delle azioni (in questo caso
lazione sismica) che portano al non superamento dello stato limite in esame. Pertanto
1

questo tipo di analisi, nella generalit dei casi, assume una metodica iterativa di
incremento del carico, cio lazione sismica viene incrementata linearmente fino a quando
uno dei controlli effettuati per la verifica dello stato limite risulta non superato. In
particolare, ai fini sismici, conviene esprimere la resistenza della struttura in termini di
accelerazione al suolo, in quanto sin dallO.P.C.M. 3274 fino al D.M. 14/01/2008 lazione
sismica di base legata allaccelerazione locale impressa dal sisma di progetto. Pertanto
per una struttura esistente importante valutare la PGA (Peak Ground Acceleration) tale
da compromettere la stabilit di parti o dellintera struttura.
Utilizzando il criterio dellanalisi di vulnerabilit possibile confrontare due configurazioni
differenti riguardanti un edificio esistente: ante e post interventi. Tale confronto, nel caso si
ottenga un incremento dellazione sismica assume la definizione di miglioramento
sismico.
Ladeguamento sismico consiste, invece, nel superamento delle richieste di un
determinato stato limite (ad esempio SLV) secondo i livelli di sicurezza delle nuove
costruzioni. In pratica consiste nelleffettuare le verifiche richieste utilizzando gli spettri di
progetto relativi alle nuove costruzioni, per i vari stati limite richiesti.
Relativamente ai metodi di analisi, i metodi pi accreditati sono i seguenti:

Analisi lineare con spettro elastico


Analisi lineare con fattore di struttura q
Analisi statica non lineare (push-over)

Per i metodi lineari necessaria la classificazione in elementi fragili e duttili. Nel caso di
spettro elastico la differenziazione in termini di verifica (elementi fragili in termini di
resistenza e duttili in termini di deformazioni). Nel caso di utilizzo del fattore di struttura q,
la differenza tra i due tipi di elementi legata al diverso valore del fattore di struttura.
Questultimo metodo consente di valutare lapporto dei vari rinforzi anche in termini di
duttilit. Il metodo push-over, derivato dalle prime applicazioni alle pile da ponte, consente
di stimare levoluzione di formazione delle cerniere plastiche e di conseguenza la curva di
comportamento globale della struttura.
Nel presente articolo approfondiremo il calcolo della PGA resistente della struttura
utilizzando lanalisi lineare dinamica, in quanto presenta una giusta via di mezzo tra
affidabilit e rapidit di calcolo. Ci verr abbinato allutilizzo dello spettro di progetto con
lutilizzo del fattore di struttura q, che consente di considerare, per le strutture esistenti,
unadeguata soglia di duttilit. Dopo di ci daremo cenni sul calcolo della vulnerabilit con
metodi non lineari. Infine, verr riportato un esempio di applicazione delladeguamento
sismico relativo ad un intervento realmente eseguito.

Quadro normativo attuale per il calcolo della PGA


Il capitolo 8 delle Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14/01/2008), definisce
interventi e modalit di verifica relativamente alle costruzioni esistenti. In particolare il
paragrafo 8.3 si addentra nella definizione di valutazione della sicurezza, specificando il
carattere di stima quantitativo volto a stabilire se una struttura in grado o meno di
2

resistere alle azioni di progetto (adeguamento), oppure, volto a determinare lentit delle
azioni sopportabili (vulnerabilit). Il paragrafo 8.4 dedicato alla definizione dei vari tipi di
intervento. Oltre a quelli indicati precedentemente, presente anche la tipologia di
intervento locale, riguardante interventi riferiti a parti limitate delledificio, i quali non
modificano il comportamento globale della struttura.
Le Norme Tecniche per le Costruzioni e la circolare esplicativa 617/2009, invece
definiscono diversi tipi di stati limite da analizzare, sia per costruzioni nuove che esistenti:
SLC (collasso), SLV (salvaguardia della vita), SLD (danno), SLO (operativit). Lo stato
limite di collasso non pu essere calcolato tramite lanalisi lineare in quanto necessario
ottenere la sequenza di formazione delle cerniere plastiche ottenuta con la ridistribuzione
del comportamento sismico anche in campo plastico.
Gi lO.P.C.M. 3274 definiva tre condizioni di stato limite da analizzare: CO (collasso), DS
(danno severo) e DL (danno lieve). Lo stato limite DS assimilabile allo SLV (stato limite
di salvaguardia della vita) di una costruzione nuova. Lo stato limite DL invece corrisponde
per le nuove costruzioni allo SLD (stato limite di danno).
Infine, lO.P.C.M. 3362 dell8/07/2004 ha introdotto il concetto di indicatore di rischio, che
relativo ai vari stati limite indica il grado di pericolosit sismica in cui versa ledificio. Gli
indicatori di rischio sono da definire sia in termini di accelerazioni che in termini di tempi di
ritorno dellevento sismico critico. La citata ordinanza ha introdotti tale parametri al fine di
stabilire le priorit di finanziamento nellambito degli edifici pubblici di interesse strategico.

Il calcolo della PGA con lanalisi dinamica modale lineare


Ai fini del calcolo della PGA, come precedentemente accennato, lutilizzo di analisi lineari
consente una maggiore snellezza di calcolo e un adeguato margine di sicurezza. Nel caso
di analisi lineare il metodo segue i seguenti passi fondamentali:
1.
2.
3.
4.
5.

Elaborazione delle matrici di rigidezza, delle masse e dei vettori dei carichi
Soluzione del sistema generalizzato
Classificazione degli elementi (fragili/ duttili)
Verifiche in assenza di sisma
Iterazione della verifica con sisma incrementato linearmente sino al raggiungimento
del primo stato di insufficienza

L'analisi modale consente di determinare le oscillazioni libere della struttura discretizzata,


indipendentemente dalle condizioni di regolarit della struttura, al punto da essere definito
il metodo normale per la risoluzione di strutture. Tali modi di vibrare sono legati agli
autovalori e autovettori del sistema dinamico generalizzato, che pu essere riassunto in:
[ ]

{ }

[ ]

{ }

(1)

Dove [ ] definita matrice di rigidezza, [ ] rappresenta la matrice delle masse, { } sono


gli autovettori del sistema,
sono gli autovalori del sistema. In particolare, il valore
rappresenta la frequenza angolare delli-esimo modo di vibrare, e pertanto da essa
possibile calcolare direttamente il periodo di vibrazione associato ( ). Come vedremo in
3

seguito questo parametro pu essere utilizzato in maniera determinante nel progetto di


interventi, in quanto al variare del periodo si hanno comportamenti strutturali pi o meno
vantaggiosi relativamente agli effetti dellazione sismica, essendo la stessa definita da uno
spettro in accelerazioni funzione del periodo.
In funzione della direzione di analisi del sisma viene utilizzato un opportuno vettore di
trascinamento al fine di calcolare i "fattori di partecipazione modali" :
(2)

[ ]
dove

sono gli autovettori normalizzati relativi al modo i-esimo.

Per ogni direzione del sisma vengono scelti i modi efficaci al raggiungimento del valore
imposto dalla normativa (85%) per la quantit di massa eccitata, opportunamente
miscelati con la combinazione quadratica completa (CQC).
Il parametro di riferimento il "fattore di partecipazione delle masse", la cui formulazione
:

Al fine di calcolare spostamenti e sollecitazioni sugli elementi strutturali opportuno


definire i cinematismi nodali del modello strutturale, calcolati genericamente come:
( )

dove S d (Ti ) lordinata spettro di risposta di progetto contenente anche il fattore di


struttura. Il vantaggio nellutilizzo dellanalisi lineare viene evidenziato in questo ultimo
passaggio. Infatti, utilizzando lo spettro di risposta con accelerazione unitaria, possibile
in fase di post-processing scalare i risultati della condizione di calcolo sismica, risolta
attraverso le operazioni matriciali riportate. Ovviamente, lo stesso procedimento
utilizzabile con lanalisi statica lineare, con le opportune differenze nellanalisi sismica del
modello strutturale.
Da queste considerazioni possibile evidenziare come il metodo sia facilmente
implementabile su calcolatore, in quanto il calcolo di sollecitazioni e spostamenti viene
ricondotto allo stesso flusso, indipendentemente dal valore dellaccelerazione,
concentrando le fasi pi costose, in termini di operazioni, solo alla fase iniziale di
risoluzione del sistema generalizzato.
Ad ogni iterazione, scalando i risultati per il moltiplicatore corrente, vengono effettuate
tutte le verifiche differenziate in base alla classificazione degli elementi strutturali. Ci
affinato dallutilizzo del fattore di struttura differenziato per elemento strutturale
(fragili/duttili) e variabile tra i valori 1.5 e 3. Il vettore dei cinematismi nodali, in funzione del
quale verranno calcolate le sollecitazioni, diventa ad ogni iterazione e per ogni modo :
(

)
4

Dove:

Il contributo

verr calcolato una sola volta prima di iniziare le iterazioni.

La classificazione degli elementi strutturali in c.a.


Le verifiche vengono differenziate in funzione del comportamento prevalente degli
elementi strutturali ([3], [4] e [5]). A tal fine vengono definiti due comportamenti principali:

fragile
duttile

In realt la definizione del meccanismo di rottura di un elemento strutturale in c.a. presenta


notevoli difficolt, al punto che nella normativa non ci si addentra compiutamente nel
problema. Pertanto sono da ricercare dei criteri convenzionali che rappresentano
caratteristiche di ragionevolezza in funzione dei fenomeni che intervengono nei diversi
comportamenti, come evidenziato in prove sperimentali.
Un semplice criterio di classificazione pu essere utilizzato effettuando semplici
considerazioni riportate in [6].
I meccanismi fragili sono caratterizzati dalle seguenti caratteristiche:

rottura a taglio che precede quella a flessione (verifica a taglio condizionante


rispetto alla verifica a flessione)
rottura dei nodi che precede quella degli elementi che concorrono nel nodo stesso
elementi soggetti ad elevata compressione in cui:

dove:
lo sforzo normale adimensionalizzato;
lo sforzo normale agente;
larea della sezione resistente;
la resistenza a compressione di calcolo corretta del livello di conoscenza
La classificazione viene effettuata in funzione dello stato di sollecitazione in assenza di
sisma. Infatti, essendo il valore dellazione sismica subordinato al fattore di struttura,
sarebbe impossibile stabilire ad ogni iterazione il comportamento dei singoli elementi
strutturali. Inoltre, data la relativa istantaneit dellevento sismico, risulta adeguatamente
corretto, nei riguardi anche di fenomeni globali, classificare gli elementi utilizzando lo stato
di quiete della struttura.
Riportando gli esiti delle verifiche (flessione composta, taglio e resistenza del nodo) in
termini di coefficienti di sicurezza (esito positivo se maggiore o uguale ad 1) possibile
ordinare le verifiche in ordine di criticit e stabilire il comportamento dellelemento
strutturale.
5

Un metodo pi generale (e pi corretto) per la classificazione del comportamento degli


elementi di edifici esistenti consiste nellanalizzare le modalit di collasso attraverso la
comparazione dei valori resistenti per le varie verifiche: resistenza del nodo, resistenza a
taglio, resistenza a flessione. Il metodo di classificazione per valori resistenti, riportato
qui di seguito con riferimento ai pilastri, viene applicato mediante il seguente diagramma
di flusso:
Test VResNodo > VResTaglio

se NO

se SI

Fragile

Momenti resistenti estremi MRes


Taglio T(MRes) calcolato come:MRes / L
Test T(MRes) < VResTaglio

se SI

se NO

Duttile

Fragile

Il valore chiamato VResNodo viene calcolato iterativamente mediante lapplicazione delle


formule relative al collasso in funzione del tipo di nodo (non staffato, con staffe, rinforzato
con FRP, metodo CAM, ecc.).
Il valore di VResTaglio invece il valore del taglio resistente relativo al contributo delle
armature trasversali e del calcestruzzo, secondo le formulazioni indicate in normativa.
Anche per il calcolo di VResTaglio possibile considerare la presenza di rinforzi strutturali
applicati per lincremento di resistenza al taglio quali fibre di carbonio, incamiciatura con
calastrelli ed angolari, metodo CAM, incamiciatura in c.a., ecc.
Confrontando i valori VResNodo e VResTaglio possibile gi identificare il comportamento
dellelemento. Infatti, nel caso in cui il collasso fosse determinato dalla rottura del nodo
lelemento verrebbe classificato come fragile. Nel caso in cui invece, il valore VResTaglio
fosse maggiore del valore VResNodo, affinch lelemento sia duttile necessario
confrontare la resistenza a taglio con la resistenza a flessione, questultima riportata in
forze di taglio per equilibrio VFles. Il taglio di confronto in funzione dei momenti resistenti
calcolabile come:

I parametri
e
rappresentano i valori del momento resistente agli estremi,
considerando lo stato di sollecitazione assiale agente sullelemento. Il comportamento di
6

tipo duttile viene associato alla condizione in cui il valore V Fles inferiore al taglio
resistente VResTaglio.
Le verifiche strutturali (analisi lineare)
Il diverso tipo di comportamento degli elementi strutturali pregiudica diversi approcci in
merito alle verifiche da effettuare ai fini della vulnerabilit sismica. In generale, ai fini degli
SLV, gli elementi fragili vanno verificati in termini di resistenza, per gli elementi duttili,
invece, si effettueranno verifiche connesse alla deformazione.
Gli elementi fragili vanno verificati a:

Resistenza relativa alle armature longitudinali (flessione semplice o composta, retta


o deviata)
Resistenza delle armature a taglio
Resistenza del nodo strutturale

Gli elementi duttili sono da verificare a:

Resistenza relativa alle armature longitudinali (flessione semplice o composta, retta


o deviata)
Resistenza delle armature a taglio
Resistenza del nodo strutturale
Capacit di rotazione alla corda

La verifica di capacit di rotazione alla corda, utile per la verifica in termini di deformazioni,
deve essere effettuata solo se si utilizza lanalisi lineare con spettro elastico, per il quale

presente una procedura di accettabilit utilizzando i rapporti


relativi a
domanda e capacit a flessione degli elementi primari. Per gli elementi di fondazione,
rientranti per caratteristiche tra la categoria fragili, da effettuare in aggiunta la verifica di
portanza del sistema di fondazione.
In particolare, la verifica del nodo, che viene effettuata solo sui nodi non confinati, viene
elaborata calcolando i valori di trazione e compressione diagonale.
La verifica, qui descritta nel caso di nodi privi di staffe e di rinforzi, prevede il controllo di
due disuguaglianze:

) |

dove:
la tensione di trazione diagonale;
la tensione di compressione diagonale;
larea della sezione orizzontale del nodo;
lo sforzo normale agente sul nodo;
7

lo sforzo di taglio, comprensivo della trazione derivante dalle armature delle


travi convergenti al nodo;
la resistenza unitaria del calcestruzzo corretta del fattore di confidenza.
Alla luce delle esperienze dei vari terremoti accaduti, si potuto osservare che il collasso
di tipo fragile particolarmente concentrato nei nodi perimetrali e pertanto la verifica del
nodo assume un aspetto fondamentale negli edifici esistenti. da evidenziare ancora che
le normative recenti obbligano, per le nuove strutture, linserimento di staffe
adeguatamente dimensionate allinterno del nodo per conferire confinamento.
Nelle strutture esistenti la verifica del nodo non stata mai affrontata dalle varie normative
prima dellO.P.C.M. 3274.
Come gi accennato, la verifica degli elementi in termini di deformazioni pu essere
condotta mediante la valutazione della capacit di rotazione rispetto alla corda confrontata
con la domanda relativa alla stessa rotazione.
Per gli elementi duttili, nel caso di SLV il valore limite pari a:

Per la verifica dello SLD il valore limite pari a:

Per analogia con le strutture di nuova costruzioni, per edifici di classe III e IV, dovrebbe
essere condotta anche la verifica allo SLO. Il valore limite da considerare :

Ai fini degli SLD/SLO, le verifiche possono essere effettuate anche in termini di drift
controllando i valore relativi di spostamento ai vari piani.
Per la valutazione della capacit di rotazione rispetto alla corda in condizioni di collasso,
oltre a metodi numerici pi avanzati, la normativa suggerisce luso alternativo della
relazione:
(

))

dove:
la rotazione rispetto alla corda allo snervamento;
la curvatura ultima considerando le deformazioni ultime del conglomerato e
dellacciaio;
la curvatura a snervamento valutata considerando lacciaio alla deformazione di
snervamento;
la luce di taglio;
la lunghezza della cerniera plastica
8

Una stima della lunghezza della cerniera plastica data dalla relazione presente nella
circ. 617/2009, formulata in funzione della luce di taglio, delle resistenze ei materiali e del
diametro medio utilizzato, in base alla quale:

La luce di taglio
valutabile come rapporto tra momento e taglio sollecitante nella
sezione di estremit considerata. Approssimativamente, considerando solo il caso delle
sollecitazioni derivanti da azione sismica (diagramma del momento a farfalla), possibile
fissare la luce ti taglio pari alla met della luce libera delle elemento strutturale.
La capacit di rotazione totale rispetto alla corda allo snervamento pu essere valutata
tramite le relazioni:
(
(

per travi e pilastri

per pareti

Le formule descritte sono, se pur valide e utilizzabili ai fini normativi, semplificative e non
consentono una valutazione del fenomeno in maniera completa. Tuttavia lavorando con
sezioni rettangolari con la comune distribuzione di armatura risultano comunque valide per
la stima dei valori. Questa formulazione viene utilizzata anche per definire il
comportamento delle cerniere plastiche a flessione per lanalisi statica non lineare.
Come precedentemente descritto, il metodo di calcolo per la valutazione della PGA
iterativo, incrementando linearmente il moltiplicatore e partendo dal valore zero. Ad ogni
iterazione le verifiche stabilite vengono ripetute utilizzando le sollecitazioni calcolate con il
nuovo . Il metodo si conclude quando una delle verifiche risulta non superata per lo stato
limite considerato.
Per riferire laccelerazione al suolo e confrontarla in termini dei valori di zona, il valore
della PGA assume la seguente espressione:

dove:

il moltiplicatore corrispondente ad esito negativo di una delle verifiche;


il coefficiente di suolo utilizzato per lo spettro dello stato limite corrente
il coefficiente di amplificazione topografica

La valutazione della vulnerabilit mediante analisi non lineari


La valutazione della PGA di una struttura pu essere effettuata anche riferendosi ad
analisi non lineari. Utilizzando il metodo push-over, il primo passo lelaborazione delle
curve in funzione delle caratteristiche di comportamento assegnate e del metodo di
modellazione seguito (plasticit concentrate o distribuite).
Il risultato lelaborazione delle tre curve tipiche del metodo N2 per lanalisi statica non
lineare: la curva MDOF, la curva SDOF e la bilineare. La prima quella elaborata
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direttamente dallanalisi, la seconda elaborata riducendo la prima tramite il fattore di


partecipazione:
[ ]
[ ]
Il suo significato analogo al coefficiente di partecipazione delle masse descritto per
lanalisi modale. In generale, per tutti i tipi di spinta assume il significato di coefficiente di
trasformazione (come descritto nellEurocodice 8). Gli spostamenti sono normalizzati
rispetto allo spostamento del punto di controllo, [ ] la matrice delle masse e e il
vettore di trascinamento (indica la direzione del sisma).
Nella figura sottostante sono rappresentate le tre curve caratteristiche dellanalisi pushover:

Il calcolo della PGA viene effettuato calcolando iterativamente la domanda in spostamento


(funzione di ) in modo da uguagliare la capacit in spostamento
della struttura. Il
metodo pu essere riassunto nel seguente diagramma di flusso:

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Dopo aver determinato il comportamento del sistema SDOF equivalente attraverso la


bilineare, la domanda in spostamento pu essere scritta in funzione di
mediante le
seguenti formule:

( ) assumendo il significato
Il parametro contenuto nello spettro in spostamento
dellaccelerazione . Il periodo di vibrazione
del sistema equivalente ad un grado di
libert calcolabile mediante la seguente formula:

Nella precedente formula


la massa partecipante del sistema equivalente e
la
rigidezza secante del sistema equivalente ad un grado di libert. La massa partecipante
viene calcolata mediante la seguente formula:
[ ]
Il periodo
rappresenta il periodo di fine tratto di risonanza (caratterizzato da
accelerazione costante) dello spettro elastico. Il valore
rappresenta il rapporto tra la
forza di risposta elastica e la forza di snervamento del sistema equivalente (fattore di
struttura del sistema equivalente), calcolato come:
(

Nelle formule sin qui descritte sono presenti il valore dello spettro di risposta elastico in
( ) e il valore dello spettro di risposta elastico in accelerazioni ( ),
spostamento
entrambi valutati in corrispondenza del periodo del sistema equivalente .
Il termine
rappresenta la forza resistente della bilineare del sistema equivalente,
calcolata iterativamente variando il valore
di in modo da equilibrare la somme delle aree
comprese tra la curva SDOF e la bilineare.
In definitiva quando la domanda
uguaglia la capacit
si assume il valore di
valore
di accelerazione critica, dalla quale verr calcolata la PGA.

come

I parametri di valutazione della vulnerabilit


In termini assoluti il valore della PGA ci fornisce la resistenza della struttura in termini di
accelerazione. Connesso non solo a problematiche tecniche, ma anche al bisogno di
stabilire un criterio ai fini della ripartizione di fondi statali, viene definito dalla normativa
(O.P.C.M. 3362 dell8/07/2004) il parametro detto "indicatore di rischio".
In generale pi basso tale valore e pi sono richiesti interventi atti a migliorare il
comportamento sismico della costruzione. Lindicatore di rischio (generalmente indicato
11

con ) un coefficiente di sicurezza relativo allaccelerazione


zona per i vari stati limite da considerare: per una struttura in
superiore od uguale ad 1.
Aggiornando i coefficienti agli stati limite del D.M. 14/01/2008
indicatori di rischio in termini di accelerazione (
) e quattro in
(
), riferiti alle diverse probabilit di superamento dellevento (

sismica di progetto della


sicurezza assume valore
otteniamo quattro diversi
termini di tempo di ritorno
):

Stato limite

5%

10%

63%

81%

Gli indicatori di rischio in termini di tempo di ritorno assumono ancora pi importanza nei
riguardi della differenziazione del rischio in merito alla classe duso delledificio. Il calcolo
del tempo di ritorno associato viene effettuato mediante un metodo di interpolazione
inversa dalle tabelle.
Il primo passo il calcolo del parametro a g (relativo alle coordinate del sito) per i vari tempi
di ritorno della tabella: 30, 50, 72, 101, 140, 201, 475, 975, 2475. Ci viene fatto tramite la
formula descritta in allegato A del D.M. 14/01/2008:

Il tempo di ritorno TR , associato al valore di a g dello stato limite considerato, sar ricavato
dalla seguente formula:

)] [

Dove:
il valore dellaccelerazione di base;
e
sono i periodi di ritorno pi prossimi a
dellaccelerazione.

)] [

)]

per i quali si dispone dei valori

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Esempio di applicazione del metodo (analisi dinamica modello lineare)


Riportiamo un esempio di applicazione del metodo su un caso reale di un edificio
esistente. Ledificio la scuola media Peppino Brugnano di Marina di Gioiosa Ionica
(RC). Il progetto architettonico stato curato dallArch. Gabriella Di Stefano, la verifica
strutturale e il progetto degli interventi di consolidamento sono stati curati dallIng. Biagio
Pisano.
La struttura, realizzata da travi e pilastri in c.a. e risalente alla fine degli anni 60, presenta
dimensioni notevoli: 44.9 x 45.1 m. La costruzione realizzata su un terreno in pendenza,
per cui presenta da un lato un solo livello e dal lato opposto due livelli, come si pu notare
dalla sezione. Il calcolo stato effettuato con il software commerciale FaTA-e.

Pianta della copertura piana

Sezione trasversale delledificio

I problemi strutturali principali sono legati alla notevole irregolarit in altezza della struttura,
dovuta ai tre livelli del piano di appoggio delle fondazioni. In tal caso una corretta
modellazione abbinata allanalisi dinamica lineare consente di valutare il comportamento
della struttura sotto evento sismico e le forme modali significative. In questo caso, data
lelevata irregolarit in verticale, risulta impossibile lutilizzo dellanalisi statica non lineare.
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Il calcolo, eseguito mediante analisi lineare con fattore di struttura q, ha condotto per lo
stato di fatto i seguenti risultati in termini di PGA ed indicatori di rischio della struttura:
Verifica
Primo collasso a taglio (SLV)
Collasso di un nodo (SLV)
Capacit limite del terreno di fondazione (SLV)
Deformazione di danno (SLD)
Deformazione di operativit (SLO)

PGA
0.2272 g
0.1420 g
0.5396 g
0.0560 g
0.0400 g

Tr [anni]
341
121
2475
30
30

Indicatori di rischio
a
Stato Limite
Rapp. PGA (Rapp. Tr)
0.4593
0.4822
per la vita (uV)
0.4403
0.6821
di inagibilit (eD)
0.4058
0.8387
di inagibilit (eD)

I risultati numerici evidenziano linsufficienza della struttura allazione sismica prevista per
la zone dalle Norme Tecniche per le Costruzioni. Il progetto degli interventi stato mirato
alladeguamento sismico delledificio.
Lo studio delle forme modali, ha fornito gli spunti per confermare che lirregolarit della
struttura la causa del carattere torsionale dei modi di vibrare per entrambe le direzioni
del sisma. Inoltre, un ulteriore criticit dovuta alla presenza dei due torrini caratterizzati
da pilastri tozzi a comportamento fragile.

La forma modale predominante in direzione Y

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Gli interventi preposti mirano a:


1. migliorare la resistenza e duttili di alcuni elementi critici
2. aumentare la resistenza globale della struttura allazione sismica
Il primo obiettivo perseguito operando delle cerchiature con angolari e piatti in acciaio ad
alta resistenza, secondo le direttive descritte nella circolare 617/2009, ai pilastri dei vani
atrio che svettano dalla copertura. Tali pilastri sono caratterizzati da insufficienza di
resistenza al nodo e da comportamento di rottura fragile (collasso a taglio) dovuto al basso
rapporto altezza/sezione, tale da conformarli come elementi tozzi. In condizioni sismiche il
collasso di tali elementi potrebbe creare un meccanismo di rischio proprio nelle zone
preposte alle vie di fuga.
Il secondo obiettivo, ben pi importante, stato raggiunto grazie allapporto di nuovi
elementi di rinforzo in modo da assorbire lazione sismica. Tali elementi (evidenziati nella
figura sottostante), posizionati lungo la facciata a due livelli, sono costituiti da pareti di
dimensioni nette pari a 40 x 200 cm collegate tra loro da diaframmi orizzontali in c.a. di
pari spessore.

Le pareti di nuova costruzione hanno lo scopo di assorbire lazione sismica e diminuire


gli spostamenti orizzontali della struttura, soprattutto dellultimo impalcato, e di
regolarizzare il comportamento allazione sismica.
Al fine di garantire alle pareti elevata resistenza a taglio (con conseguente aumento della
duttilit e soprattutto della dissipazione di energia elastica) sono stati disposte opportune
armature resistenti inclinate allinterno della parete, progettate per assorbire lintera azione
di taglio agente sulle pareti (circa 1200 kN). Il comportamento della struttura dopo
lintervento stata analizzato mediante un modello di calcolo che, data le elevate
dimensioni e la complessit geometrica, ha richiesto la presenza di 1788 nodi, 1502 aste e
1199 shell. Lutilizzo della tecnica delle matrici sparse ha consentito di avere, comunque,
tempi di analisi estremamente ridotti.

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Conclusioni
La vulnerabilit sismica delle strutture risulta un problema di non facile soluzione. Spesso
ci si scontra con alcune evidenze che non possono essere trascurate. Il calcolo della PGA,
con i metodi e le applicazioni che abbiamo descritto, consente di stabilire
convenzionalmente la resistenza sismica di un edificio. Gli indicatori di rischio
consentono una rapida valutazione dellidoneit di una struttura alla zona sismica in cui
ricade. Volendo evidenziare i vantaggi del metodo descritto bisogna fare alcune
considerazioni di confronto con altri tipi di analisi, come le analisi non lineari:

Minor costo in termini di operazioni (sia nei confronto di analisi statiche che
dinamiche non lineari);
Maggior casistica di applicabilit rispetto allanalisi statica non lineare;
Facilit di implementazione;
Familiarit con i metodi classici per il controllo dei risultati.

da evidenziare come le analisi non lineari riescano a considerare adeguatamente il


campo plastico (e quindi ad evidenziare la duttilit della struttura) a patto che la definizione
del materiale sia correttamente schematizzata, spingendo la prove sperimentali fino alla
redazione di un diagramma di comportamento dei materiali. Tra i metodi non lineari
ricordiamo che consentono una migliore schematizzazione i metodi con elementi finiti a
fibre rispetto a quelli a non linearit concentrata. Il metodo dellanalisi statica non lineare
purtroppo condizionato dal limitato campo di applicabilit e lanalisi dinamica non lineare
richiede notevoli costi di elaborazione e conoscenze specifiche nella lettura dei risultati.
Una problematica comune a tutti i tipi di analisi quindi il livello di conoscenza della
struttura che stiamo analizzando. In generale di fondamentale importanza oltre che
attribuire ai materiali un adeguato modello di comportamento, conoscere esattamente la
distribuzione e la qualit di conservazione delle armature, nonch la distribuzione dei
carichi e la geometria degli elementi strutturali.
Concludiamo evidenziando ancora che lanalisi di vulnerabilit sismica, anche se
realizzata con metodi lineari, richiede lunghe e laboriose fasi di modellazione strutturale,
analisi ed interpretazione dei risultati, ed un valido strumento alla classificazione del
comportamento delle strutture soggette ad azioni sismiche.

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Bibliografia
[1] Dinamica strutturale Teoria e calcolo - Mario Paz Flaccovio editore - 1985
[2] Ordinanza del Presidente del Consiglio 3274 - 08/05/2003 - 'Primi elementi in materia
di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative
tecniche per le costruzioni in zona sismica.'
[3] Ordinanza del Presidente del Consiglio 3431 - 03/05/2005 - 'Ulteriori modifiche ed
integrazioni all'Ordinanza del Presidente del Consiglio 3274 - 08/05/2003.'
[4] D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni
[5] Circolare Ministero delle Infrastrutture 617 del 02/02/2009 - 'Istruzioni per l'applicazione
delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto ministeriale 14 gennaio
2008.'
[6] Linee guida Regione Lazio Indicazioni tecniche per le verifiche sismiche e gli
interventi di miglioramento o adeguamento da effettuarsi su edifici e opere strategiche, o
che possono assumere rilevanza in conseguenza di un eventuale collasso, ai sensi di
quanto previsto ai commi 3 e 4 dellart. 2 dellO.P.C.M. 3274/2003 e dalla DGR Lazio
766/2003.

Contatti

Ing. Biagio Pisano


Stacec s.r.l.
Email: biagio@stacec.com, biagiopisano@email.it

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