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Tiziano

Belluno 1488- Venezia 1576.


Inizialmente esegue opere destinate ad un pubblico molto ristretto, in un second
o momento le sue opere, commissionate da personalit illustri (papi, imperatori, r
e, ecc.) sono apprezzate in tutta Europa.
Fu allievo di Giovanni Bellini, entra poi nella bottega di Giorgione da cui appr
ende il tonalismo.
CONCEZIONE ARTISTICA:
Uso del tonalismo cromatico rielaborato (classicismo cromatico), rapidit dell
a pennellata, presenza di contrasti cromatici e di movimento, indagine psicologi
ca dei personaggi e ricerca di solidit.

L'Assunta
1516-1518; olio su tavola; Venezia, Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari
Riferimenti alla Trasfigurazione di Giorgione.
Uso di colori avvampanti, come il "rosso tiziano" delle vesti e dei capelli (col
ore dell'umanit) o l'oro solare della luce che avvolge la Madonna. La pennellata
massiccia (colore denso) e rende molto bene i dettagli (ciocche di capelli, spil
la preziosa, mantello). Si esprime la concezione artistica di Tiziano: connubio
tra luce, colore e movimento.
L'opera si suddivide in tre fasce:
coinvolgimento umano ad un evento miracoloso inspiegabile (reazioni moltepli
ci ed espressioni particolari dei volti),
Madonna con folto gruppo di angioletti, nuvole rette da serafini (separatric
i tra mondo umano e divino);
fortissimo scorcio di Dio Padre con angeli e semicorona di cherubini in fasc
ia dorata con luce diffusa.

Pala Pesaro
1519-1526; olio su tela; Venezia, Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari
Opera celebrativa della vittoria nella battaglia di Santa Maria dei veneziani su
i turchi.
La Madonna, seduta in alto sul trono, in scorcio mentre Ges Bambino visto frontal
mente.
La famiglia Pesaro prevalentemente a DX, ma ci sono dei personaggi a SX che impu
gnano lo stendardo con lo stemma dei Pesaro-Borgia.
Sono presenti San Pietro (con le chiavi appoggiate ai piedi), San Francesco d'As

sisi (con le stimmate) e San Antonio da Padova. Francesco e Antonio erano due im
portanti santi francescani promotori del culto dell'Immacolata Concezione. Il Ba
mbino, protetto dal velo della madre, voltato verso Francesco e sembra osservarn
e le stimmate con interesse, come prefigurazione della Passione. I 2 angioletti
sulla nube plumbea sorreggono una croce, anch'esso simbolo della Passione.
Le possenti colonne di ordine gigante che oltrepassano lo spazio del dipinto sim
boleggiano:
la potenza della cristianit;
la potenza della famiglia Pesaro.
Il sottins conferisce alle persone, lievemente in movimento, ed alle parti archit
ettoniche maest e nasconde il paesaggio retrostante che si staglia su un cielo az
zurro reso pi luminoso dai cumuli bianchi che rifrangono la luce.

Venere di Urbino
1538; olio su tela; Firenze, Galleria degli Uffizi
Opera ispiratrice di Goya (Maya desnuda, Maya vestita) e Manet (Olympia).
Raffigura una donna distesa nuda sul letto, con un cagnolino ai piedi, mentre, s
ullo sfondo della stanza, 2 serve vicino ad una cassapanca istoriata l preparano
gli abiti.
Diversamente dalla Venere dormiente di Giorgione, ignara, questa donna consapevo
le della propria bellezza e , rivolgendo lo sguardo verso lo spettatore, propens
a a catturare la sua ammirazione.
Predominanza del "rosso tiziano" (rivestimento con fiorellini, fiori, veste di u
na serva) che, con il drappo verde retrostante la donna, il bianco del lenzuolo
e dei guanciali, contrasta con la carnagione rosea-aurata e i capelli biondo-ram
e della donna; uso del colore tonale.
Alla finestre c' una pianta proporzionata e si vede una colonna possente che conf
erisce stabilit e solidit all'opera.
Si dice che Guidobaldo da Montefeltro si sia innamorato della Venere.

Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese


1546; olio su tela; Napoli, Gallerie Nazionali di Capodimonte
Tiziano non pi analitico nei contorni perimetrali dei personaggi e degli oggetti.
Indaga psicologicamente i personaggi che raffigura (3 personaggi = 3 atteggiamen
ti differenti).
Paolo III con sguardo volpino ascolta il nipote Ottavio che si pone in modo fals
o, inchinandosi ("captatio benevolentiae") e trattenendo il cappello. Alessandro
, quasi in posa, non interessato alla conversazione e guarda verso lo spettatore
.
Il velluto delle vesti molto consistente (drappo simile a tendone, mozzetta di v
elluto con pelliccia di ermellino, tovaglia che cade pesantemente, veste di Ales

sandro) rappresenta l'ipocrisia dei rapporti umani.


La mano DX di Alessandro in atteggiamento molto raffinato, la mano SX di Paolo I
II quasi artigliante sul bracciolo (forse per l'et), la mano di Ottavio incomplet
a per non sottolineare ancor pi la falsit dell'atteggiamento ossequioso.
L'ambiente freddo (si capisce dalla pelliccia di lince del papa); l'opera incomp
leta a DX.

Piet (eseguita con Palma il Giovane)


1570-1576; olio su tela; Venezia, Gallerie dell'Accademia
Colori scuri, cupi, impastati (Tiziano nell'ultimo periodo dipingeva spesso con
le dita), luce livida (scena drammatica), pennellate veloci, quasi compendiarie
e imprecise, personaggi con caratteristiche spettrali.
Viene rappresentato il dramma umano individuale (la morte trova sempre imprepara
ti).
Caratteristiche manieriste nelle parti architettoniche sullo sfondo (nicchia con
catino con raffigurazione su fondo oro; pilastri con capitello tuscanico elabor
ato, timpano interrotto da 1 concio di chiave e 2 laterali che conferiscono maes
tosit).
La nicchia raccorda le figure della Madonna che sostiene Cristo deposto, Nicodem
o che regge la mano di Cristo e Maddalena disperata che urla e gesticola veement
emente.
Ai lati vi sono delle statue su alti piedistalli con muso di leone ruggente:
Mos con lingue di fuoco e Tavole della Legge (SX);
Sibilla Ellespontica (DX).
Sotto il piedistallo della Sibilla c' una tavoletta che mostra Tiziano stesso con
il figlio Orazio in atteggiamento orante davanti ad una Piet (Orazio aveva contr
atto la peste, che poi uccider anche Tiziano stesso).

Architettura manierista

Gli edifici cittadini, come i palazzi, sono di ispirazione classica; le costruzi


oni maggiori per si ritrovano in ambito militare con le fortezze.
Nel 1593 Giulio Savorgnan progetta la pianta della roccaforte di Palmanova del F
riuli (fortezza che aveva lo scopo di fermate gli eventuali assalti verso Venezi
a).
La pianta ottagonale, con ai vertici i bastioni (citt-fortezza), con impianto rad

io centrico caratterizzato da ottagoni concentrici.

Antonio da Sangallo il Giovane

Firenze 1483- Terni 1546.

Pianta della Fortezza da Basso


1534-1535
Struttura concepita a difesa sia dal nemico esterno, sia da eventuali rivoltosi,
secondo la volont della dinastia medicea.

Pozzo di San Pietro


1532-1537; Orvieto
Molto profondo (62 m), con 2 scale indipendenti a coclea (con alzata molto bassa
) che servivano al papa per sfuggire da eventuali attentati.

Palazzo Farnese
1515++; Roma
Di ispirazione per successivi edifici cinquecenteschi, presenta una facciata lis
cia con bugnato angolare e animata da 3 ordini di finestre; all'interno c' un cor
tile quadrangolare (tipo Palazzo Medici). Il portale e il cornicione sono stati
realizzati da Michelangelo.

Giulio Romano

Roma 1499 - Mantova 1546.


Fu l'allievo pi dotato di Raffaello, collabor con il maestro agli affreschi di Vil
la Farnesina, delle Logge e delle Stanze Vaticane. Alla morte di Raffaello eredi
t la bottega, ma fu inviato da Baldassarre Castiglione alla corte dei Gonzaga.

Palazzo Te
1525++; Mantova

Edificio commissionato da Federico II Gonzaga per un uso diurno (1 solo piano fu


ori terra la cui altezza circa un quarto della larghezza); si chiama cos dal luog
o dove sorge, Teieto (da "tejet" = tagliare l'erba).
a pianta quadrangolare tipo "domus" romana con cortile interno con peschiera (ba
cino idrico artificiale ospitante pesci), con 4 corpi di fabbrica (ai lati di qu
elli centrale ci sono le stalle); la parte antistante la facciata termina con un
'esedra traforata che da sulla campagna circostante.
La Loggia Grande rapporta le parti architettoniche con l'ambiente; composta da 3
arcate a tutto sesto rette da colonne doriche binate con trabeazione dorica e t
riglifi scivolati sottese a timpano interrotto; arcate laterali sottendono fines
tre.
Il cortile segue l'ordine dorico su colonne di marmo lasciate quasi grezze sormo
ntate da una possente trabeazione dorica.
All'interno vi sono numerosi affreschi dello stesso Romano tra cui la Caduta dei
Giganti (dipinto fra il 1532 e il 1535, ricoprendo la sala dalle pareti al soff
itto con l'illusionistica rappresentazione della battaglia tra i Giganti che ten
tano di salire all'Olimpo e Zeus).