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Aristotele

Vita e opere di Aristotele

28.1.
DallAccademia al Liceo
Le origini macedoni
e leducazione

Lingresso
nellAccademia di
Platone

Il cosmopolitismo e
le scienze naturali

| lezione 28 | Vita e opere di Aristotele |

Lezione

differenza di Platone nella Settima lettera, Aristotele non ci ha lasciato


indicazioni personali della propria biografia; le notizie su di lui provengono da Diogene Laerzio, Dionigi di Alicarnasso e da filosofi neoplatonici e
siriaco-arabi del V-VII sec. d.C. Egli nasce nel 384 a.C. a Stagira, una citt ionica sotto il regno di Macedonia situata nella penisola Calcidica, non distante
dallodierna Salonicco. La sua famiglia strettamente legata alla corte del re
macedone Aminta: il padre, Nicomaco, medico personale del re. Tuttavia, in
seguito alla morte precoce del padre, Aristotele fu presto sottratto alle influenze deleterie della corte per essere educato nella sua citt natale e ad Atarneo,
sulle coste occidentali dellAsia minore, sotto la tutela di un parente pi anziano di nome Prosseno.
A 17 anni probabilmente al fine di completare la sua cultura con studi di
ordine superiore si rec ad Atene alla scuola di Platone, dover rimase per
un ventennio, fino alla morte del maestro. Il primo ingresso di Aristotele
nellAccademia coincide col secondo viaggio di Platone in Sicilia, durante il
quale la direzione della scuola rimase affidata a Eudosso di Cnido, il grande
astronomo della cui profonda preparazione scientifica Aristotele dovette risentire prima ancora di accostarsi allinsegnamento diretto di Platone.
Due sono dunque gli elementi che, in questa prima fase, condizionano la
vita di Aristotele e la sua impostazione scientifico-culturale: a) la formazione
presso la corte macedone, tendenzialmente ostile a una struttura politica
classica come quella ateniese, caratterizzata da un confronto interno tra le
parti politiche e sociali ma gelosa delle proprie tradizioni e indisponibile a
una contaminazione con forme culturali esterne (la monarchia macedone
mostrava infatti aspirazioni espansionistiche e cosmopolitiche che contribui

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ranno a decretare la fine della plis greca); b) il contatto con le scienze naturali e le tecniche di conquista del sapere scientifico, contrassegnate da ordine
metodico, rigore logico e argomentativo, attenzione allesperienza e allosservazione dei fatti.
Per quanto riguarda i rapporti con Platone, certo che tra i due nonostante le divergenze dottrinali che ben presto emersero vi fosse un grande
rispetto reciproco, e sono da ritenersi infondate le notizie secondo cui le critiche mosse da Aristotele avrebbero condotto Platone a quella svolta del suo
pensiero che coincide col simbolico parricidio di Parmenide e con lassunzione di un modello intellettuale pi articolato e attento allesperienza. invece evidente lesatto opposto, cio la presenza di una fase platonica nella
formazione filosofica di Aristotele: essa coincide con lassunzione da parte di
questultimo del metodo dialogico socratico e con la sua partecipazione alle
discussioni allinterno dellAccademia, la cui struttura educativa favoriva, del
resto, il libero confronto e ladozione di atteggiamenti critici e confutatori.
Nel 360, pochi anni dopo lingresso di Aristotele nellAccademia, Filippo II,
figlio di Aminta, divent re di Macedonia, segnando una svolta decisiva per
la storia greca e per gli stessi destini di Aristotele. Appena salito al trono, Filippo riorganizz lesercito e lo Stato dando il via a una politica espansionistica che culmin nel 338 con la guerra e la vittoria su Atene (battaglia di
Cheronea). Questo evento indica la fine dellegemonia ateniese e il progressivo declino del modello classico della citt-stato, accentuato dallavvento al
trono macedone, nel 336, del giovane Alessandro, figlio di Filippo. La breve
stagione politico-militare e culturale di Alessandro Magno (336-323 a.C.) determiner per sempre le sorti dellintera storia antica, sia occidentale sia
orientale. Infatti, le sue conquiste e le numerose spedizioni non solo produrranno il definitivo assoggettamento della Grecia al regno macedone, ma soprattutto favoriranno luniversalizzazione della stessa cultura greca che giunger a toccare le rive del fiume Indo in Pakistan 1.

I rapporti con
Platone

Il significato
del dominio e
dellespansionismo
macedone

1. Limpero di Alessandro Magno


Os

so

Mar Nero
Pella
Macedonia

Granico Gordio
333 a.C.
Frigia

Mar
Caspio

Isso
331 a.C. Gaugamela
Cilicia
Alessandria Siria
Arbela
Mesopotamia
Euf
332 a.C.
331 a.C.
rat
Mar Mediterraneo
e
Damasco
Tigri
Tiro
Babilonia
Alessandria

Oracolo
di Amon

Arabia

Egitto
Nilo

Mar
Rosso

Alessandria
Proftasia

331 a.C.

Alessandria
di Characne

Persepoli

Alessandria
Carmania
Golfo
Persico

La Macedonia allavvento
di Alessandro (336 a.C.)

Battriana
Battra

327-326 a.C.
Taxila

Kabul

India

Alessandria
degli Arii

330 a.C.

Susa

324 a.C.

332 a.C. Menfi

330 a.C.

Alessandria
Escate

(Am Samarcanda
uD
arj
a)

Alessandria
Margiana
Alessandropoli

Alicarnasso

Ecbtana

329 a.C.

Conquiste
di Alessandro

Alessandria
di Aracosia

Ind
o

Unit

329 a.C.
Alessandria
di Makarne

Bucefala
Alessandria
Nicea
326 a.C.
Alessandria
Opiane
Pattala

325 a.C.
Itinerario
di Alessandro

Oceano
Indiano

382
Aristotele precettore
di Alessandro

La fondazione del
Liceo

Gli ultimi anni e la


morte

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Lascesa della potenza macedone influ direttamente sulle scelte di Aristotele. Nel 347, un anno prima della morte di Platone, non approvando la direzione della scuola lasciata da questultimo al nipote Speusippo e osteggiato
allinterno della stessa a causa dei suoi legami con la monarchia macedone,
Aristotele lasci lAccademia e si stabil ad Asso, citt sulla costa occidentale
dellAsia Minore. Ormai intellettualmente maturo, circondato da una solida
fama, egli pot qui sviluppare i suoi interessi naturalistici fino a quando, dopo essersi sposato, nel 342 venne chiamato da Filippo alla corte macedone
con lincarico di istruire il figlio Alessandro, allora quattordicenne. Tuttavia,
gi nel 340 Alessandro dovette sostituire il padre partito per una spedizione
militare; successivamente i rapporti ripresero, ma senza laspetto di un vero
e proprio discepolato. Secondo il grande storico del pensiero greco Theodor
Gomperz, lallontanamento tra i due fu dovuto alla divergenza di mentalit e
prospettive politiche: mentre Alessandro, imbevuto di spirito orientale, concepiva lidea di un dominio universale senza barriere interne, Aristotele rimaneva ancora legato allo spirito nazionale della plis e alle sue tradizioni.
Nel 335 Aristotele ritorn ad Atene e, vista la distanza ormai incolmabile
con limpostazione filosofica dellAccademia, affidata ora alla direzione di Senocrate, fond una sua scuola, il Liceo o Perpatos, contrassegnato da una
vasta organizzazione scientifica in cui, accanto alle discipline tipiche dellAcca
demia come gli studi dialettici e matematici, egli affianc indagini volte allo
studio della natura, tra le quali lastronomia, la biologia, la botanica e la medicina 2.
Con la morte di Alessandro Magno nel 323 la fortuna di Aristotele cambi
improvvisamente. Ad Atene presero il sopravvento fazioni politiche antimacedoni e, in seguito allaccusa di empiet (asbeia) per aver favorito ideali di
restaurazione monarchica, egli fu costretto a rifugiarsi in Calcide, la principale citt dellisola di Eubea, dove mor nel 322 allet di 62 anni.

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Lincompletezza
degli scritti esoterici

La funzione didattica
degli scritti esoterici

linterlocutore principale. Inoltre, scarsi frammenti rimangono di unaltra


considerevole parte dellopera aristotelica, ossia quella costituita dalle grandi
compilazioni enciclopediche riguardanti tutti i campi dello scibile e redatte dalla scuola sotto la sua direzione, tra cui una Costituzione politica degli ateniesi,
residuo di una vastissima raccolta delle costituzioni di tutta la Grecia.
Peraltro, questa incompletezza riguarda gli stessi scritti esoterici. A quanto pare, infatti, essi componevano originariamente una raccolta di non meno
di 1000 libri, mentre a noi ne rimangono circa 162, compresi gli apocrifi. Per
di pi, le opere che possediamo, bench significative dal punto di vista filosofico, non sono certo le pi estese dal punto di vista della cultura scientifica
generale, n si pu dire corrispondano alla visione che della produzione aristotelica avevano gli antichi, dato che per esempio la Metafisica non figura
affatto nei cataloghi del periodo alessandrino.
Unaltra questione non meno rilevante riguarda come abbiamo gi accennato il fatto che gli scritti esoterici, cio gli unici pervenutici con una
relativa integrit, avessero una funzione didattica e servissero come testo di
discussione per le lezioni. Essi devono perci essere considerati come insiemi
di appunti o compilazioni in cui spesso la mano di Aristotele si confonde

scontornare

28.2.
Il problema degli scritti
Gli scritti esoterici e
gli scritti essoterici

n via preliminare, il problema degli scritti aristotelici si presenta in modo


esattamente opposto rispetto a quello degli scritti platonici. Se questi ultimi, in quanto opere essoteriche o rivolte al pubblico, ci sono stati tramandati per intero e nella loro totalit mentre vi incertezza riguardo alle dottrine non scritte che, peraltro, costituiscono un corpus esoterico completamente orale , degli scritti aristotelici ci sono invece pervenuti solo quelli
esoterici o acroamatici, cio destinati allinsegnamento nella scuola e riservati ai discepoli, mentre solo pochi frammenti ci restano degli scritti essoterici,
cio delle opere letterariamente pi impegnative di Aristotele, destinate al
grande pubblico e composte per gran parte da dialoghi di cui era egli stesso

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Busto di Aristotele.
Copia romana di un originale greco di Lisippo.
Roma, Museo Nazionale di Palazzo Altemps.
Collezione Ludovisi.

2. Aristotele il lettore

Secondo un antico aneddoto, Aristotele fu soprannominato


la mente, oppure la chiara intelligenza della scuola.
Sembra pi degno di fiducia un altro aneddoto: Aristotele
avrebbe avuto nome il lettore. La posizione di un anagnostes
era nellAccademia quella di un servo; si trattava di uno
schiavo particolarmente addestrato a questo suo compito. Un
libro si considerava pubblicato quando era stato letto da un
anagnostes in pubblico. La maggior parte dei giovani Accademici
ascoltava i libri; Aristotele, per questo aspetto, si differenzi
dalla maggioranza; egli leggeva i libri come noi [...]. La storia
preziosa, perch illumina una differenza sostanziale fra Platone
e Aristotele. Cera verosimilmente una nota di discredito in
quel nomignolo; Platone si esprime sovente con disprezzo sui
doxosofi, coloro che si nutrono del cibo delle opinioni. Era
invece un tratto peculiare di Aristotele il confronto cos assiduo
con le idee degli altri pensatori. Per tutta la vita egli fu dotto
e assiduo lettore; ad ogni passo delle sue opere ci imbattiamo
nelle tracce di quelle sue sconfinate letture. Era benestante, e
pot quindi procurarsi una vasta biblioteca; dopo la morte di
Speusippo acquist anche la biblioteca di costui per tre talenti,
una somma considerevole per un privato.
I. Dring, Aristotele (1966), Mursia, Milano, 1976, pp. 15-16.

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Le vicissitudini
degli scritti esoterici
e ledizione di
Andronico di Rodi

I pi importanti
scritti essoterici

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con quella dei suoi allievi: solo le opere pi sistematiche e impegnative possono essere ritenute come esclusive del maestro 3.
A questa serie di incertezze filologiche, riguardanti lincompletezza, la
frammentariet e la parzialit testuale nellambito dellintero corpus originario, nonch lambiguit nellattribuzione degli autori, si deve infine aggiungere la storia romanzesca, leggendaria e per certi aspetti rocambolesca che
riguarda la sorte degli scritti dopo la morte di Aristotele. Egli lasci infatti le
sue opere esoteriche al discepolo Teofrasto e, dopo una serie di vicissitudini
che per oltre un secolo ne determinarono loblio, nel II sec. a.C. esse furono
riscattate da un ricco bibliofilo e riportate ad Atene. Da qui Silla le trasfer a
Roma nell85 a.C. e nel 50 a.C. Andronico di Rodi inizi la raccolta e la cura
della prima edizione definitiva delle opere aristoteliche. La perdita dei libri
essoterici devessere invece in gran parte imputata alla distruzione degli esemplari contenuti nella Biblioteca di Alessandria durante i ripetuti incendi che
la colpirono dal I al III sec. d.C. 4.
Degli scritti essoterici ci rimangono alcuni titoli di ispirazione platonica,
come per esempio un Convito, un Menesseno, uno scritto Sul bene, e un dialogo
Sulla giustizia. Pi importanti, perch testimoniano di un primo distacco dal
platonismo, sono lEudemo sullimmortalit dellanima, il Protrettico, una specie di esortazione alla filosofia, e infine lo scritto Sulla filosofia, composto in
tre libri presumibilmente dopo la morte di Platone e riguardante la storia del
termine sapienza (sofia) in relazione alla critica alla dottrina delle idee, a
favore di una nuova concezione teologica basata sulla concezione dei gradi

3. Lo stile della prosa scientifica aristotelica

Se vero che lo stile riflette la personalit dello


scrittore, ecco che la caratterizzazione corrente
dellasciuttezza di Aristotele senzaltro giustificata.
Le opere a noi pervenute sono per la maggior parte
manoscritti di lezioni; in esse Aristotele si rivolge
in primo luogo a un pubblico di ascoltatori: il suo
scopo quello di convincere luditorio della bont
delle sue opinioni; dunque del tutto conseguente
che vi dominino le argomentazioni lineari e positive,
e che lesposizione sia costantemente orientata in
senso pedagogico e spesso inframmezzata da sguardi
retrospettivi e anticipazioni.
I. Dring, Aristotele, cit., p. 27.

dellessere fino al grado supremo di Dio come assoluta perfezione. Gli scritti
esoterici si possono suddividere tematicamente e cronologicamente allinterno di ogni gruppo tematico nel seguente modo.
LOrganon

1. Scritti di logica, raccolti in epoca bizantina in un corpus chiamato Organon (strumento) e comprendenti: Topici (sul ragionamento dialettico,
sullarte della confutazione fondata su premesse probabili, e sulleristica), Categorie (sui predicati primi), Elenchi sofistici (sulla dimostrazione
e la confutazione dei ragionamenti sofistici), Sullinterpretazione (intorno alle proposizioni e al giudizio), Analitici primi (sulla struttura del
ragionamento e dei sillogismi deduttivi), Analitici secondi (sul procedimento induttivo, la definizione e la divisione dei principi).

Gli scritti di fisica

2. Scritti di fisica, storia naturale e matematica: Fisica, Sul Cielo, Sulla generazione e corruzione, Meteorologica, Storia degli animali, Sulle parti, generazione, trasmigrazione, movimento degli animali. La fisica tratta per Aristotele della natura dei corpi materiali in relazione al movimento, allo spazio
e al tempo, in quanto inerenti al divenire allinterno di un universo finito.

Gli scritti di
psicologia

3. Scritti di psicologia: Sullanima, Parva naturalia. La psicologia, cio la dottrina dellanima, si affianca alla fisica in quanto lanima rappresenta la
forma del corpo materiale e organico che ha la vita in potenza.

Gli scritti di
metafisica

4. Scritti di metafisica: Metafisica, in 14 libri. I pi importanti sono i libri IIII e XIII-XIV (metafisica originaria), XII (metafisica intermedia o di
transizione) e VII-IX (metafisica pi matura). La metafisica per Aristotele la filosofia prima che tratta dellessere in quanto tale, cio dei
suoi principi e aspetti fondamentali. Anche se dal punto di vista logico
e tematico essa manifesta una sua unit, non si tratta n di unopera
letterariamente unica, n gli scritti che la compongono furono in tal
modo riuniti e chiamati da Aristotele con tale termine, il quale anzi si
suppone coniato a tale scopo dai suoi allievi e poi utilizzato dallo stesso Andronico di Rodi nel I sec. a.C. La Metafisica contiene essenzialmente lontologia aristotelica e il suo stesso concetto di filosofia, esaminati
secondo diverse prospettive: storica (rassegna e critica delle dottrine
dei predecessori), epistemologica (i principi della scienza), logica (principio di non-contraddizione), terminologica (definizione dellambito della filosofia rispetto alle altre scienze), statica (teoria della sostanza),
dinamica (teoria della potenza e dellatto congiunta alla spiegazione
causale), relazionale (rapporto tra unit e molteplicit), teologica (Dio
come motore immobile), immanentistica (critica alla dottrina delle idee).

Gli scritti di etica

5. Scritti di etica: Etica eudemia, Etica nicomachea e Grande morale (probabilmente opera di un aristotelico tardo). Aristotele presenta qui il se-

4. Il problema degli scritti aristotelici


corpus
aristotelicum
scritti
esoterici
(riservati ai
discepoli)

scritti
essoterici
(per il grande
pubblico)

in certa parte conservati


filosofia aristotelica
classica

in gran parte perduti


introduttivi e di
ispirazione platonica

problemi
lacunosi,
in forma di
integrati
appunti e trasformati
dopo la morte
di Aristotele

problemi
scarsa
valenza
teoretica
poco
originali

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386

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condo genere di razionalit che si affianca alla ragione teoretica, ovvero la ragione o filosofia pratica, fondata sul concetto di saggezza e
virt etica come giusto mezzo.

28.3.
La pratica dei concetti

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a) Quale aspetto del cerimoniale di corte


alessandrino i greci pi colti rifiutavano e per
quale ragione?
....................................................................................................................................................

Gli scritti di politica

Gli scritti di retorica


e di estetica

6. Scritti di politica: Politica e Costituzione degli ateniesi (frammento). Vengono qui esposte e discusse la teoria dello Stato e le fondamentali forme di governo.
7. Scritti di retorica e di estetica: Retorica, Poetica. Si tratta di scritti in cui
assume rilievo la terza forma di sapere (accanto alle scienze teoretiche
e pratiche), cio il sapere poietico che riguarda larte, riscattata cos dalla svalutazione che ne aveva fatto Platone. A tal fine, vengono evidenziate le nozioni di verosimile, di metafora e di espressione discorsiva, congiunte alla rivalutazione dellarte tragica 5.

1.
Periodo dellAccademia
in Atene (367-347)

2.
Periodo dei viaggi: Asso,
Lesbo, Macedonia (347-334)

fase della vita di Aristotele?

a) .........................................................................................................................................
.........................................................................................................................................

Caratteri
dellindagine
filosofica

-- Categorie, Sullinterpretazione,
Topici;
-- dialogo Sulla filosofia, relazione
Sul bene, dialogo Eudemo, Protrettico, dialogo Sulla Giustizia;
-- Poetica, Retorica, Grande mo
rale;
-- Fisica I-VII, Sul cielo, Sulla
generazione e corruzione, Meteorologica IV;
-- Metafisica, libri I, III, X, XIII,
XIV.
-- Etica eudemia.

-- Storia degli animali;


-- Sulle parti degli animali,
II-IV;
-- Sulla trasmigrazione degli
animali;
-- Prima stesura di Sullanima e
Parva naturalia;
-- Politica, I, VII-VIII.

Il ventennio filosofico iniziale in


realt quello pi importante.
Nella prima parte di questo periodo (367-355) Aristotele lavora
intensamente: legge, raccoglie
materiali, polemico e critico.
Mostra unerudizione sorprendente: conosce in dettaglio quasi
tutte le opere dei predecessori
che trattano di filosofia, letteratura e scienza.
Nella seconda parte del ventennio
(355-347) pone le basi per la sua
scienza della natura, per lindagine etica e politica.
Le opere traboccano di vitalit
e di fiducia in s stesso: si tratta
del periodo culminante della sua
vita.

Inizia la sua collaborazione con


Teofrasto, destinata a durare
tutta la vita.
Lambiente nuovo e i numerosi
viaggi gli permettono di accogliere nuovi stimoli e di intrattenere numerose relazioni.
Dominano le grandi raccolte di
materiali (illustrazioni, tradizioni, scritti) e si sviluppano le
osservazioni empiriche.

-- Rielaborazione della Retorica;


-- Politica, II-VI;
-- Metafisica: libri IV, VI, VII, VIII,
IX;
-- Fisica, VIII;
-- Sulle parti degli animali, I;
-- Sulla generazione degli animali;
-- Sul movimento degli animali;
-- Stesura definitiva di Sullanima
e Parva naturalia;
-- Etica nicomachea.

Questultimo periodo detto


anche fase psicologica.
Si modifica lo stile e si attenua
il tono polemico, pi cauto e
compassato.
I contenuti sono ricchi di sfumature e molto articolati.
Si manifesta in massimo grado
la vena teorica e speculativa che
fa di Aristotele il prototipo del
professore dotto ed erudito.

b) Quali furono, secondo lo storico, le cause della


rottura tra Alessandro e Aristotele?
....................................................................................................................................................

b) .........................................................................................................................................
.........................................................................................................................................
.........................................................................................................................................

....................................................................................................................................................

c) Che significato ha, a tuo parere, linvito di


Aristotele in base a cui Alessandro dovrebbe
trattare i Greci come amici e familiari,
servendosi degli altri [dei barbari] come di
animali o piante?

....................................................................................................................................................

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....................................................................................................................................................

....................................................................................................................................................

....................................................................................................................................................

....................................................................................................................................................

....................................................................................................................................................
....................................................................................................................................................

Scritti
principali

....................................................................................................................................................

....................................................................................................................................................

platonica della filosofia aristotelica?

3.
Secondo periodo ateniese.
La fuga da Atene e la morte in
Calcide (334-322)

....................................................................................................................................................

.........................................................................................................................................

2. Per quale ragione possiamo parlare di una fase

5. I periodi della vita di Aristotele in relazione


ai principali scritti e ai caratteri della sua filosofia
Periodi

1. Quali sono gli aspetti che determinano la prima

4. La perdita degli scritti essoterici di Aristotele

devessere imputata a:

3. Leggi attentamente il seguente brano e rispondi

la trascuratezza con cui essi furono trattati dal


loro stesso autore;

Ancor meno favorevolmente Greci e Macedoni


consideravano il dichiarato intento di Alessandro
dimporre anche a loro losservanza del
cerimoniale di corte persiano, che prescriveva la
prosternazione innanzi al sovrano. Pi degli altri
erano insofferenti di questo rito servile [...] i pi
colti dei Greci presenti alla corte, tra i quali un
nipote di Aristotele, lolintio Callistene [...]. Alcuni
di questi paggi cospirarono, per un risentimento,
contro la vita di Alessandro: una delazione
provoc larresto e il processo dei congiurati, che
dallassemblea dellarmata vennero condannati
a morte; e con loro Alessandro mand a morte
Callistene, accusato di complicit. [...] Luccisione
di Callistene alter profondamente i sentimenti
di quei Greci che avevano nutrito simpatia per
Alessandro: primo tra questi [...] fu Aristotele,
che [...] aveva esortato lantico discepolo ad
agire verso i Greci come un condottiero, verso i
Barbari come un despota, curando i primi come
amici e familiari, servendosi degli altri come di
animali o piante: perch i Barbari, essendo per
natura pi servili che i Greci, e gli Asiatici pi che
gli Europei, sopportano senza reagire il regime
despotico.

i l fatto che essi contenessero dottrine


superficiali, poco rilevanti dal punto di vista
filosofico;

g li incendi che colpirono la Biblioteca di


Alessandria in cui erano conservati;

il fatto che avevano una funzione didattica;

lignoranza e la noncuranza di chi li eredit.

alle domande:

G. Pugliese Carratelli, Storia greca,


cit., pp. 233-234.

5. Dalla tabella a p. 386 ricava una mappa

concettuale che utilizzi le seguenti caselle di


testo.
Levoluzione della filosofia di Aristotele /
atteggiamento critico-polemico / collaborazione
con Teofrasto / carattere teorico e speculativo
I fase accademica / fase dei viaggi / ultima frase
psicologica / nuovi stimoli / lettura delle opere
dei predecessori / atteggiamento pi riflessivo
/ grandi raccolte / fase dei viaggi / ultima frase
psicologica / nuovi stimoli / lettura delle opere
dei predecessori / atteggiamento pi riflessivo /
grandi raccolte

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28.4.
La pratica della lettura
La personalit e la dottrina di Aristotele in lotta contro la tradizione
Il grande studioso svedese Ingemar Dring, una delle massime autorit nel
campo degli studi aristotelici, nel suo volume del 1966 dal titolo Aristotele critica i numerosi luoghi comuni addensatisi intorno alla figura dello Stagirita,
tra cui quello secondo il quale, mentre Platone il filosofo incompreso, in
particolare dal ceto politico, Aristotele invece il sapiente di successo grazie
alla sistematicit e allevidenza delle sue dottrine. La situazione invece esattamente opposta: Aristotele deve fronteggiare una tradizione a lui contraria
quando egli ancora in vita. Tutto questo, daltra parte, non sembra toccare
la costruzione del sistema aristotelico, che si rivela lineare, concettuale e logicamente rigorosa grazie alluso di un linguaggio scientifico e argomentativo.

Le testimonianze sulla personalit e sul carattere di Aristotele derivano quasi tutte dalla tradizione a lui avversa:
la situazione storica che spiega come questa tradizione sia cos
ricca e multiforme. Quando Platone mor, ormai da quarantanni
guidava la sua scuola. Era un uomo celebre, e gi al momento della
morte veniva considerato una figura storica. LAccademia era unistituzione ben salda, e i successori e gli scolari di Platone fecero
del loro meglio per continuare la sua opera; essi si preoccuparono
anche di raccogliere le sue opere e di metterle in commercio. Abbiamo buoni motivi per credere che ancor oggi noi possediamo
tutte le opere che Platone aveva scritto nel corso della sua vita; le
citazioni platoniche degli autori antichi, nella misura in cui sono credibili, possono facilmente essere rintracciate nel testo di
Platone che oggi possediamo. I numerosi frammenti papiracei e
le citazioni provano inoltre quanto rapidamente e quanto largamente si sia diffusa la conoscenza delle sue opere. La sua memoria
fu celebrata con la stesura di biografie e con esposizioni della sua
dottrina: se anche aveva dei nemici, essi erano tuttavia cos insignificanti che la loro voce non trov ascolto. Una tradizione antiplatonica si form al pi presto un secolo circa dopo la sua morte,
ma a quellepoca questa tradizione trovava un valido correttivo
nelle sue opere, che erano accessibili nelle biblioteche pubbliche.

La forza della figura e della dottrina platonica:


i vasti riconoscimenti dellAccademia, le opere
complete, il successo letterario e filosofico.

Del tutto diverso il caso di Aristotele; ad Atene egli era sempre stato considerato uno straniero; la casa di suo padre si trovava
a Stagira, quella di sua madre a Calcide, sua moglie veniva dallAsia minore; non era il capo di una scuola, era soltanto uno dei
molti professori stranieri dellAccademia. Aveva appena conseguito una certa posizione come professore quando si vide costretto, a
causa dei suoi legami con la Macedonia, a fuggire in Asia minore.
Quando fece ritorno, circa tredici anni dopo, arriv come amico
intimo di Antipatro, il reggente della Macedonia. Si facevano molti
pettegolezzi sui suoi rapporti con Ermia; insomma, aveva pochi
amici e molti nemici. La molla di questa avversione era per alcuni
lodio politico: Teopompo e Teocrito di Chio, per esempio, odiavano Ermia a motivo della sua intromissione negli affari di Chio e
riversarono questodio anche su Aristotele; Democare e Timeo trasmisero ai posteri questa calunnia ispirata da un motivo politico.
Altri invece erano ostili ad Aristotele perch avversavano il
suo insegnamento e la sua filosofia. Fin da giovane Aristotele si
era trovato in dissenso con Cefisodoro, un discepolo di Isocrate,
sui principi della retorica; Isocrate e i suoi scolari avevano grande
influenza in Atene, e la continua ostilit tra Aristotele e la scuola
isocratea ha lasciato pi di una traccia nella tradizione biografica.
Aristotele inoltre aveva rotto anche con i suoi compagni dellAccademia: durante la sua permanenza allAccademia aveva criticato talvolta senza riguardi le teorie di Platone e dei suoi colleghi
Eraclide, Speusippo e Senocrate. Anche con la scuola megarica si
trovava in contrasto per questioni dottrinali; Eubulide, un membro della scuola, gli rispose con oltraggi personali. Gli Eristi sono
rappresentati nella tradizione avversa di Alessino, i Pitagorici in
quella di Licone; ma i suoi nemici pi esasperati si trovano fra gli
Epicurei []. La campagna denigratoria condotta dagli Epicurei
ha lasciato tracce profonde, e sar destinata a rivivere nel Rinascimento per opera di Gassendi e Patrizzi.
La tradizione antiaristotelica era dunque gi affermata e diffusa quando Aristotele era ancora vivo, e non si pu dire che lui stesso fosse esente da colpa; la sua origine e i suoi legami di parentela
spiegano certo i suoi rapporti con la Macedonia, ma si comprende
molto bene che labbiano reso sospetto agli occhi degli Ateniesi
di sentimenti nazionalistici. Al tempo della sua giovinezza, poi,
si mostrava nelle sue lezioni polemico e conscio del proprio valore, e talora non privo di arroganza. Dietro le chiacchiere sul suo
atteggiamento di opposizione nellAccademia si trova perci probabilmente anche un granello di verit; vero che la polemica di

389

Liniziale debolezza della figura di Aristotele:


la precaria condizione politica e civile, i suoi
legami con la Macedonia, i molti nemici.

Le ostilit contro il pensiero aristotelico:


la tradizione retorica isocratea, le dottrine
accademiche, megariche, pitagoriche ed
epicuree. La permanenza storica dei pregiudizi
antiaristotelici.

La responsabilit diretta di Aristotele


nellalimentare una tradizione a lui avversa:
il suo stile polemico e talvolta arrogante
mosso dalla consapevolezza del valore del suo
pensiero.

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| volume 1B | unit 5 | Aristotele |

Aristotele non ha mai un tono personale, bens si appunta sempre


solo sulle teorie dellavversario in questione; per, quando un giovane mosso, a quanto ritiene ed afferma lui stesso, dalla verit
in persona nei cortili dellAccademia rinfaccia ai suoi colleghi
pi anziani che le loro teorie sono stolte, ingenue o irragionevoli,
assurdit o vuote chiacchiere, possiamo poi meravigliarci se coloro
che sono oggetto di questa critica se la prendono a male, e cercano
di rifarsi in qualche modo?
La prima reazione contro la tradizione ostile ad Aristotele si
trova in Filocoro, uno storico attendibile, contemporaneo di Teofrasto. Nella sua opera storica costui tratta degli avvenimenti del
306, quando Sofocle, con lappoggio delloratore Democare, fece
votare dal popolo un decreto per cui tutti i filosofi di professione
dovettero lasciare Atene. Il fatto offr a Filocoro loccasione per
uno sguardo retrospettivo sui rapporti fra Accademia e Peripato:
a questa fonte risalgono le notizie cronologiche sulla vita di Aristotele che noi possediamo in tre redazioni. Filocoro confuta anche
alcune delle accuse mosse ad Aristotele: non vero che Aristotele
avesse cominciato soltanto tardi la sua attivit di professore; non
si era staccato dallAccademia e non aveva fondato una scuola propria, che potesse rivaleggiare con lAccademia. Va da s il valore
di queste antiche affermazioni, che confutano le odiose accuse
mosse ad Aristotele.
Chi si occupato a lungo delle opere di Aristotele ha talvolta
anche limpressione di vedervi rispecchiata la sua personalit.
impossibile non riconoscervi la sua forte coscienza morale che, del
resto, non lascia traccia solo nelle opere di etica e di politica. Egli
rileva spesso il valore della probit scientifica e il suo fondamento nel carattere dello scienziato: la natura deve averlo dotato in
modo tale, che egli risponda a ci che gli viene presentato con un
corretto amore e con una giusta avversione; solo in questo caso
pu decidere correttamente che cosa il meglio. Cos caratterizza il suo amico Eudosso: La sua dottrina che il piacere il valore supremo incontr maggior credito grazie alla purezza del suo
carattere che per se stessa. Egli era cio un uomo di non comune
temperanza, e perci si aveva limpressione che non avanzasse la
sua teoria come amico del piacere, bens che fossero le cose a essere in realt cos. Da questo passo trapela anche uno spiraglio
di luce sulla bigotteria scientifica dellAccademia. [...]
Ora, negli scritti migliori, quella di Aristotele una limpida
prosa scientifica che, malgrado la sua schietta aderenza alloggetto, serba un accento personale quasi in ogni frase. Ne ammiriamo

| lezione 28 | Vita e opere di Aristotele |

Filocoro e la prima reazione contro la


tradizione antiaristotelica. Non vero che
Aristotele avesse formato una scuola in
opposizione allAccademia platonica.

La personalit di Aristotele rispecchiata


nelle sue opere. Il carattere scientifico della
sua indagine e il suo amore per lobiettivit
smascherano il dogmatismo accademico.

la concisione e lacutezza dellespressione spesso intraducibile, la


ricca variet degli strumenti linguistici, con cui esprime in una
forma adeguata le sue proposizioni e le sue asserzioni, e comprendiamo allora come si apprezzasse la forza di persuasione insita
nella sua esposizione. Non eccessivo affermare che Aristotele
il creatore della prosa e della forma espositiva scientifica: lo si
vede chiaramente quando si proceda a un confronto con le opere
migliori del Corpus Hippocraticum; quella secchezza di cui tanto
si parla senza dubbio consapevolmente voluta, e Aristotele era
del parere che un linguaggio fiorito non convenga allargomentazione scientifica; per lo scienziato che ricerca la verit pi adatta
la fredda oggettivit.
Egli evita perci le parole poetiche e rare; desume la sua terminologia per gran parte dal linguaggio quotidiano: dobbiamo cercare, quando manchino i termini, di crearli noi stessi per riuscire
chiari e perch il lettore possa seguire facilmente. W. Wieland ha
mostrato molto bene come egli sapesse attenersi allespressione
pi naturale anche nelle argomentazioni pi astratte. Aristotele ha sfruttato fino allestremo la possibilit, tipica della lingua
greca, di presentare un universale come qualcosa di determinato
ricorrendo allarticolo determinativo; lespressione in quanto,
raramente usata da Platone, fu da lui sviluppata fino a diventare
uno strumento che gli dava la possibilit di isolare un aspetto di
una parola; quanto grande sia limportanza di questa struttura linguistica dimostrato, per esempio, dalla definizione del concetto
di kinesis. Il Wieland dice giustamente che la scoperta aristotelica
dellin quanto costituisce de facto una scoperta del concetto.
I. Dring, cit., pp. 24-29.

La prosa scientifica della filosofia aristotelica:


concisione, acutezza, ricchezza linguistica e
capacit logico-argomentativa.

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Laderenza di Aristotele al linguaggio


quotidiano e il desiderio di chiarezza
espressiva si traducono nella ricerca delle
cause concettuali di ogni aspetto della realt.