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PERIODICO DI INFORMAZIONE

DEL CONSORZIO PIAVE

Anno 1 - numero 1

Un consorzio
e tante sfide
Veneto pi sicuro:
c tanto da fare
Pedemontana
i cantieri avanzano
Il contratto
del Piave
Lidrovora
di Portesine

ACQUA DI VALORE

COLOPHON

Orario di apertura uffici


dalle ore 8.30 alle ore 13.00
escluso il sabato.
Il pomeriggio su appuntamento.
Sede:
Via Santa Maria in Colle, 2 Montebelluna
Unit periferica:
Via Belluno,2 Oderzo
Unit periferica:
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fax 0423.601446
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Acqua di valore
Periodico di informazione
del Consorzio Piave
Editore
Consorzio di Bonifica Piave
31044 Montebelluna
Via Santa Maria in Colle,2
Presidente
Giuseppe Romano
Direttore Responsabile
Danilo Guerretta
Redazione:
Tiziana Favero, Luigino Pretto, Paolo
Battagion, Dametto Giuseppina, Antonio
Zannin
Il Consiglio di Amministrazione
Giuseppe Romano Presidente
Silvio Barbon Vice Presidente
Mario Merlo Componente
Lorenzo Bandiera Componente
Mauro Dal Zilio Rappresentante Assemblea
dei Sindaci
Pietro Furlan Revisore dei Conti
Autorizzazione del Tribunale di Treviso
n. 211/2013 reg.stampa del 2/10/2013
Foto
Propriet Consorzio Piave
La riproduzione delle immagini e dei testi
autorizzata solo citando la fonte

FSC MISTO una garanzia


che la cellulosa contenuta
nella carta impiegata, proviene
da foreste correttamente
gestite e certificate.

In copertina
disegno tratto da Dissegno generale
di tutta la Brentella di Angelo Prati, 1776
Il dissegno, commissionato dallUfficio alle Acque
del Comune di Treviso al pubblico perito Angelo
Prati, raccoglie un insieme di 57 mappe del territorio
in-teressato al corso del canale Brentella delle sue
diramazioni.
Come scrive esattamente il Serena ( ), il rilievo
doveva servire a rappresentare le 57 ville della
Trevigiana alle quali il canale doveva dar acqua e che
nelle condizioni pietose in cui si trovava non riusciva
a dare.Lopera fu realizzata in-teramente dal Prati
nel 1763. Alcuni aggiornamenti furono compilati dal
figlio dellautore, Antonio. Nel 1823 furono unite
due carte sciolte ad opera del Pubblico Perito Andrea
Zambon.
Il registro, rilegato in pelle con borchie ed angoli in
ottone ed incisioni in oro, custodito dal Consorzio
di bonifica Piave, e rappresenta lopera
pi importante dellarchivio.

EDITORIALE

IL PIAVE
SI RACCONTA
I report degli ultimi mesi raccontano di un territorio messo a
dura prova da unondata eccezionale di maltempo. In sofferenza
il sistema urbano, limpresa, ma soprattutto lagricoltura: come
nel novembre di quattro anni fa, la nostra gente stata chiamata
ad un nuovo sforzo per fronteggiare lemergenza.
Una circostanza che ha visto impegnato in prima linea anche
il personale del Consorzio, ventiquattrore su ventiquattro, nei
punti chiave della provincia. E proprio dalle colonne del Giornalino, che torna nelle nostre case e uffici con una veste grafica
e contenuti rinnovati, vi raccontiamo il nostro impegno nellar-

co di queste difficili giornate. Con le 28 idrovore consorziali in


funzione a pieno regime nella zona sudorientale della Marca, da
Roncade a Oderzo a Motta di Livenza, stato possibile scongiurare la sommersione totale del suolo. In cinque giorni si sono
concentrate circa un terzo delle precipitazioni che usualmente si
registrano nellarco di un intero anno.
Nonostante leccezionalit del fenomeno si evitato il peggio:
gli allagamenti hanno riguardato aree per lo pi agricole, contenuti o assenti i disagi in aree urbane in particolare nei centri pi
importanti come Motta di Livenza, Gorgo al Monticano, Oderzo,

ACQUA DI VALORE

EDITORIALE

Roncade, Meolo, Monastier. Buona parte delle emergenze sono


state causate dalla risalita dellacqua dalle falde; lassorbimento
del terreno diventato nullo e la conseguenza stata lallagamento delle zone pi depresse. Nellalta pianura, compresa tra
Castelfranco, Montebelluna e Treviso, il riempimento controllato
delle dieci casse despansione oggi attive ha impedito la tracimazione dei corsi dacqua pi insidiosi come il Brenton e lAvenale. La sola ex-cava di Riese, inaugurata nel 2012, per la prima
volta giunta quasi a completo riempimento; anche la cassa despansione di via Grotta a Castelfranco, ultimata da tre mesi, si
riempita quasi del tutto, contribuendo in modo determinante a
contenere i disagi nellarea a sud di Castelfranco. La sorveglianza
continua degli operatori consorziali ha permesso di effettuare il
riempimento e lo svuotamento del riempimento delle casse in
funzione dellevolvere dellintensit di precipitazione. I bacini di
laminazione costituiscono lunica via percorribile per controllare
il territorio dellalta e media pianura, fortemente impermeabilizzato e spesso privo di scoli sufficienti a garantire lo smaltimento
degli apporti meteorici, specie nelle condizioni di terreni fradici
e ripetuti episodi a breve distanza uno dallaltro.
Limpegno del Consorzio pertanto continua in questa direzione.
A breve prenderanno il via i lavori di costruzione di due ulteriori casse di espansione lungo il Rio Dosson a Preganziol, dove
si sono verificati gli allagamenti nelle zone gi interessate dagli
stessi fenomeni. Sono inoltre in corso i lavori di costruzione della
cassa despansione di Sernaglia della Battaglia lungo il torrente
Patean. In area a sollevamento meccanico tra Fontanelle e Lutrano si proceder a breve allaffidamento dei lavori nel bacino
Dolza-Trattor, che prevedono tra laltro il potenziamento dellidrovora e il recupero di un invaso da destinarsi alla laminazione
delle piene.
Con il nostro ritrovato Giornalino, passo dopo passo, vi racconteremo il nostro lavoro per migliorare il territorio.
Perch il Consorzio di tutti, non solo di quelli che ci lavorano o

Bonifica significa gestione


e manutenzione delle reti
idrauliche minori ma anche
opere di difesa idraulica
contro allagamenti ed
alluvioni.

di chi utilizza lacqua in grandi quantit per irrigare i campi o approvvigionare gli allevamenti. Perch il Consorzio non si occupa
solo di irrigazione.
Bonifica significa infatti gestione e manutenzione delle reti
idrauliche minori ma anche opere di difesa idraulica contro allagamenti ed alluvioni.
Il nostro territorio ha conosciuto nei decenni scorsi una cementificazione selvaggia. Poco o nulla si fatto per affiancare lo sviluppo urbanistico dei centri a corrette politiche di salvaguardia
idraulica degli stessi.
A volte basta un semplice acquazzone per far finire sottacqua i
nostri paesi. Altre volte i danni sono stati maggiori come lalluvione del novembre di quattro anni fa, o quella dei mesi scorsi.
Crescita e sviluppo del territorio significa anche ripensare le politiche abitative e costruttive ed i consorzi sono uno degli attori
di questa rinascita. Acqua di valore vuole essere uno strumento per raccontare questa rinascita i cui protagonisti sono tutti:
amministratori, tecnici, associazioni e cittadini. Ecco perch
importante ridurre le distanze tra i vari soggetti.
La legge che ha riformato i consorzi prevede una massiccia
partecipazione dei sindaci alle attivit consortili. LAssemblea
composta dai consorziati eletti ma anche da tre primi cittadini
(uno dei quali presente in consiglio di amministrazione). Anche
questo stato fondamentale per instaurare un nuovo rapporto
con i cittadini, di cui i sindaci sono rappresentanti.
I sindaci hanno compreso il ruolo fondamentale che il Consorzio
ha per progettare e gestire questo nuovo sviluppo del territorio, e sempre di pi chiedono la collaborazione per interventi in
situazioni critiche o perch sollecitati, come tramite, dai propri
concittadini.
Sono numerose le iniziative di coinvolgimento di scuole e associazioni varie e molte le presentazioni pubbliche della nostra
attivit, anche questa rivista, realizzata con costi ridotti, vuole
essere un contributo per ridurre la distanza dai cittadini, il tutto
allinsegna della professionalit e della trasparenza.

LINTERVISTA

INTERVISTA A
GIUSEPPE ROMANO,
PRESIDENTE
DEL CONSORZIO PIAVE

UN CONSORZIO
E TANTE SFIDE
Le risorse per la sicurezza del
territorio ci sono, basta poterle usare.
Un euro investito oggi significa cinque
euro risparmiati domani.
Un comprensorio che comprende 93
comuni e che si estende dalla Pedemontana alla bassa pianura trevigiana. Dieci
milioni di risorse proprie investiti in manutenzione straordinaria (canalette, frane e pulizia di fossi e canali) e la doppia
sfida di rendere la Marca pi sicura da frane e allagamenti e razionalizzare lacqua
del Piave utilizzata per irrigare i campi.
Giuseppe Romano guida dal 2010 il Piave, uno dei pi importanti consorzi del
Veneto. Dal 2011 anche a capo dellUnione Veneta Bonifiche, la realt che raggruppa tutti i consorzi della Regione.

Parole come fusione e spending review sono ora allordine del giorno.
Voi avete anticipato tutti fondendo
tre consorzi (Brentella, Destra e Sinistra Piave) in uno. Sono stati maggiori i benefici o i problemi?
Non stato semplice e non nascondo
che abbiamo avuto diversi problemi a
mettere assieme tre realt cos diverse,
ma i benefici sono stati superiori alle criticit. Il mio timore pi grande era che un
unico Consorzio provocasse una sorta di
centralizzazione e cos ci trovassimo
nellimpossibilit di essere presenti in

modo efficace sul territorio: basti pensare che solo lattivit irrigua strutturata
interessa 48 mila ettari in destra Piave e
circa 8.500 in sinistra Piave, si aggiunga
lirrigazione di soccorso che interessa oltre 5.000 ettari in area bonifica e un migliaio di ettari in area irrigua. Ma ce labbiamo fatta, seppur con notevoli sforzi e
impegno. Uno dei risultati pi importanti
stato lapprovazione dei Regolamenti Irrigui, di bonifica e delle concessioni
precarie: mettere insieme tre tipologie
di regolamenti diversi stato importante perch abbiamo garantito uniformit

ACQUA DI VALORE

LINTERVISTA

nelle prescrizioni tecniche a utenti e professionisti per gli interventi fatti da privato e pubblico sul territorio e sulle nostre opere:
una chiarezza che era necessaria soprattutto al fine di garantire
la sicurezza idraulica del territorio.
Come stata riorganizzata lattivit del Piave?
Abbiamo individuato due aree operative: quella irrigua, sopra la
fascia delle risorgive in destra del fiume Piave e quella di bonifica, interessante il territorio in sinistra Piave e quella tra il Piave e Sile a sud della linea delle risorgive. La sede centrale a
Montebelluna, essendo anche la struttura pi ampia in grado di
accogliere i lavoratori, abbiamo mantenuto le due unit periferiche di Oderzo e Treviso. Qui oltre al front office che garantisce
ogni giorno lapertura al pubblico, c il settore Manutenzione
per larea della bonifica e a Treviso il settore Catasto. In tutta la
provincia, siamo poi coperti con i nostri cantieri dove operano
gli operai della Squadra Lavori sempre presenti sul territorio.
Abbiamo anche provveduto ad assumere guardiani di zona per
larea di bonifica che ne era sguarnita. Ho citato solo alcuni degli

aspetti che abbiamo realizzato garantendo maggiori risparmi,


mettendo insieme sinergie importanti e proprio per questo mi
auguro che altre realt seguano questa strada.
Quali sono i compiti e le funzioni di un Consorzio?
Sono molteplici e differenti tra loro. La bonifica e lirrigazione
innanzi tutto. Poi la difesa del suolo, Importante anche il ruolo in
materia ambientale: tutela della qualit delle acque e gestione
dei corpi idrici, promozione e realizzazione di corridoi ecologici
legati alla rete idraulica superficiale. La partecipazione alla redazione dei piani di gestione della rete ecologica dei siti di interesse comunitario ed infine il coordinamento dei propri consorziati
per lo sviluppo e la realizzazione di iniziative agroambientali.
La provincia di Treviso una terra sicura dal punto di vista idrogeologico?
Un territorio completamente sicuro difficilmente immaginabile. Ma una maggiore sicurezza un diritto di tutti i cittadini. Non
si pu parlare di sicurezza idraulica dimenticando gli interventi

LINTERVISTA

sulla rete idraulica minore, che costituisce ben l85% dellidrografia di pianura e collina. Le grandi opere sono importanti ma da
sole non bastano. Per questo necessario fare molta prevenzione. Per troppi anni abbiamo sviluppato la nostra provincia esclusivamente dal punto di vista economico e produttivo a discapito
del territorio e della sua sicurezza. Ora arrivato il momento di
pensare a opere per la prevenzione del rischio idraulico e di anteporle a strade e urbanizzazioni, sia civili che industriali. Ogni
euro che oggi investiamo in prevenzione sono cinque euro risparmiati nel futuro.
Le risorse che Stato e Regione assegnano alla messa in
sicurezza del territorio bastano?
Assolutamente no. Ma la cosa pi importante sarebbe poter
spendere quelle che ci sono. Molto si potrebbe fare se queste
risorse fossero escluse dal patto di stabilit. Negli ultimi anni, per
effetto di questo vincolo, i tempi di pagamento sulle opere realizzate in concessione dalla Regione hanno generato notevoli
difficolt finanziarie anche ai consorzi, che anticipano i pagamenti alle imprese. Inoltre si registra il quasi totale azzeramento
dei capitoli di spesa il che comporta limpossibilit di realizzare
anche una minima parte dei tanti progetti realizzati per mettere
in sicurezza il territorio.
Pi volte lei ha lanciato un appello ai sindaci per la pulizia di fossi e canali, per evitare che un semplice acquazzone possa causare allagamenti. Che risposte ha avuto?
Anche su questo aspetto importantissima la quotidiana collaborazione con i comuni ma anche con gli stessi professionisti.
Attraverso prescrizioni su pareri e autorizzazioni ma soprattutto
attraverso il contributo che viene dato per la stesura, per esempio, dei Piani Comunali delle acque, attraverso anche gli innumerevoli incontri pubblici che abbiamo organizzato o dove siamo
stati chiamati ad intervenire dai comuni stessi. Sicuramente, su
ci ha fatto chiarezza ed stata importantissima lapprovazione
dei Regolamenti consorziali.
Lacqua del Piave diventata sempre pi preziosa (soprattutto nei periodi di siccit) ed anche motivo di contesa tra comuni montani e rivieraschi. Chi ha piu ragione o diritto di reclamarla?
giunto il tempo che tutti facciano un passo indietro per poter
fare un grande passo in avanti ed avere una visione ampia e lungimirante, non rinchiusa in logiche localistiche o di interesse di
pochi. Nel concreto dico che arrivato il momento di confrontarci con tutti e realizzare il contratto di fiume, si tratta di uno
strumento di programmazione negoziata con processi di pianificazione strategica per la riqualificazione dei bacini fluviali; un
percorso di copianificazione in cui la metodologia e il percorso
stesso sono condivisi in itinere con tutti gli attori.
Ci permetterebbe di realizzare degli scenari di sviluppo durevole dei bacini elaborati in modo partecipato, affinch siano am-

giunto il tempo che


tutti facciano un passo
indietro per poter fare un
grande passo in avanti ed
avere una visione ampia e
lungimirante, non rinchiusa
in logiche localistiche o di
interesse di pochi.

ACQUA DI VALORE

LINTERVISTA

piamente condivisi e quindi dare risposte.


Non dimentichiamo per che il Consorzio nel suo piccolo persegue tenacemente la politica del risparmio dellacqua: attraverso
la realizzazione di nuovi impianti pluvirrigui che riducono il consumo dacqua anche della met e attraverso il recupero delle
cave di alta pianura (a Treviso ce ne sono tante) per riempirle
dacqua quando c n molta e cos riutilizzarla quando manca.
Sfruttare il Piave e farlo diventare ancora di pi una fonte
di energia pulita e rinnovabile possibile?
In realt dovremmo sfruttare maggiormente le opportunit offerte dai canali e dalle condotte che gi abbiamo nel nostro territorio che sono parecchie, magari non di grandi dimensioni ma
ugualmente utilizzabili.
Ci per noi fondamentale, anche perch oltre a utilizzare energia pulita e rinnovabile (tra laltro priorit programmatica del
mio mandato), il risparmio ottenuto dallo sfruttamento delle
condotte esistenti potrebbe essere reinvestito in opere di sicurezza idraulica.
Quali sono le sfide che il Consorzio dovr vincere in futuro?
Sono tante e tutte importanti. Dalla sicurezza idraulica alla certezza di avere lacqua nelle nostre campagne e citt. I mutamenti climatici, del resto, stanno dettando lagenda a tutti. Altra sfida
fondamentale rimane quella della chiarezza nel rapporto con gli
utenti, in un patto che chiarisca le competenze. Spesso, tra enti,
non c certezza o chiarezza su chi deve fare e che cosa debba essere fatto. Questo si ripercuote con gravi disagi, disservizi e
danni sicuramente nei confronti dei cittadini, ma soprattutto del
territorio e ci sotto gli occhi di tutti.

LINTERVENTO

INTERVENTO DI
LUCA ZAIA,
PRESIDENTE
DELLA REGIONE DEL VENETO

VENETO
PI SICURO: C
TANTO DA FARE
In tre anni stanziati 11 milioni solo
nella Marca. Per avere un territorio
sicuro bisogna dire basta alla
cementificazione selvaggia.
Abbiamo fatto tanto, ma il lavoro da fare
per mettere definitivamente in sicurezza il nostro territorio daI punto di vista
idrogeologico ancora molto. Si tratta
di una assoluta priorit per questa amministrazione regionale, un punto di riferimento costante della nostra azione
di governo. In questi tre anni abbiamo
finanziato opere ed interventi per circa
392 milioni di euro.
Per quel che riguarda la provincia di Treviso sono stati stanziati 11 milioni di euro.
una cifra importante, ma il tema di
primaria importanza per i cittadini. Per
questo il nostro impegno non finisce qui,
ma abbiamo trasferito anche circa 73 milioni di euro ai Comuni della Marca per
poter svolgere e finanziare lavori di primaria importanza.
Dopo la grande alluvione del 2010 che
ha lacerato il Veneto, larrivo della pioggia crea preoccupazione ogni qualvolta
le previsioni meteo annunciano possibili
piogge intense. Quelli dei cittadini e degli amministratori sono timori legittimi
perch la concentrazione delle precipitazioni nel tempo e nei luoghi, verificatasi
specialmente negli ultimi anni, evidenzia linsufficienza del sistema di difesa
idraulica del territorio regionale di fronte
a possibili eventi estremi. In soli 3 anni
sono stati realizzati 925 interventi pun-

tuali da parte di 365 imprese in 233 comuni del Veneto e 44 sono in provincia
di Treviso. Siamo in procinto di realizzare
bacini di laminazione capaci di contenere 33 milioni di metri cubi dacqua su 810
ettari per una spesa di 131 milioni di euro
e ne sono in programma altri per 27 milioni di metri cubi.
Sono queste le cifre che delineano il qua-

dro delle cose fatte, ma anche di quelle,


tante e costose, che ancora restano da
fare per garantire al massimo livello la sicurezza del territorio.
Oggi il Veneto pi sicuro di tre anni fa,
quando gli allagamenti furono la conseguenza di slittamenti o di cedimenti
arginali, ma per essere sicuri al massimo
grado occorrerebbe attuare il piano re-

Il Piave visto da Vidor

10

ACQUA DI VALORE

LINTERVENTO

datto in quella drammatica occasione dal prof. Luigi dAlpaos,


che individua tutti gli interventi che servono in una regione
dove nei precedenti 80 anni non si era realizzata nessuna nuova
opera di difesa.
Il quadro di spesa complessiva ammonta a 2 miliardi 731 mila
euro, meno gli interventi gi realizzati; lo Stato deve intervenire:
meno asfalto, pi difesa del suolo. La sicurezza idraulica e idrogeologica deve essere una priorit nazionale. Per di pi in un
territorio come quello trevigiano, dove senza ombra di dubbio
il Piave rappresenta unemergenza e la sua fuoriuscita potrebbe
provocare danni ingenti in tutte le zone circostanti. Per questo
la messe in sicurezza delle zone adiacenti al letto del fiume un
assoluta priorit.
In un contesto come quello descritto, il Consorzio di Bonifica
Piave il braccio operativo della Regione sul territorio e grazie al
lavoro del presidente Giuseppe Romano e di tutti i tecnici sono
stati raggiunti risultati straordinari. A loro va il mio grazie per
limpegno e per la professionalit che mettono nel loro operato
quotidiano.
E questo houseorgan oltre che a raccontare lattivit del Con-

Fase di lavorazione per la centralina di Volpago

La Regione continuer
il suo impegno su questa
strada, consapevole come lo
dimostrano i numeri e i fatti,
che la sicurezza idrogeologica
del territorio un aspetto
imprescindibile per i cittadini
e per il futuro del Veneto e
dei veneti, sapendo di poter
contare su un ente virtuoso,
competente ed efficiente come
il Consorzio di Bonifica
Piave.

sorzio di bonifica pu rappresentare un ottimo strumento per


aumentare la trasparenza dei nostri enti e spiegare il cittadino
quello che facciamo in modo chiaro ed esaustivo. Sono certo
che le pagine di questa pubblicazione potranno sensibilizzare
ed informare al cittadino su un aspetto che lo riguarda da vicino
come la sicurezza idraulica. Per mettere in sicurezza il territorio,
per, non bastano bacini di laminazione, rafforzamento degli
argini e interventi di supporto ma la sfida quella di tutelare e
proteggere il territorio e questo pu avvenire mettendo fine alla
cementificazione selvaggia. Ed infatti a breve faremo una legge
su questo tema per dare un segnale importante e consegnare
alle generazioni future un territorio non dominato dal cemento,
ma dove ci siano spazi verdi. Oggi con molti capannoni abbandonati e molte case sfitte fondamentale puntare sulla ristrutturazione e sulle lavorazioni possibili sullesistente.
La Regione continuer il suo impegno su questa strada consapevole, come lo dimostrano i numeri e i fatti, che la sicurezza
idrogeologica del territorio un aspetto imprescindibile per i
cittadini e per il futuro del Veneto e dei veneti sapendo di poter
contare su ente virtuoso, competente ed efficiente come il Consorzio di Bonifica Piave.

GRANDI OPERE

Pedemontana avanti tutta. Il Tar del Lazio


ha respinto lo scorso 16 gennaio il doppio
ricorso presentato dallassociazione Parco
Rurale delle Rogge e da un gruppo formato da una quarantina di cittadini. Ora
la pi importante opera viaria della provincia di Treviso pu proseguire liter che
prevede il taglio del nastro entro il 2017.
La Superstrada congiunger lautostrada A4 da Montecchio, poco a ovest di
Vicenza, con lautostrada A27, poco a
sud di Spresiano. La lunghezza totale del
tratto di quasi novantacinque chilometri
equamente divisi tra le province di Treviso
e Vicenza. La maggior parte del tracciato
(circa cinquanta chilometri) si sviluppa
in trincea, la rimanenza in rilevato e per
una parte minore in galleria. Oltre allasse
principale verranno realizzati ulteriori 53
chilometri di viabilit complementare e di
adduzione ai caselli.
La sezione tipo costituita da una doppia
carreggiata con due corsie da 3,75 metri
oltre ad una banchina da 2,50 metri. Il
sedime in cui trover sede la superstrada
ricade quasi totalmente in area agricola e
verr espropriato secondo le procedure di
legge.
Limpatto sullagricoltura e sui proprietari interessati direttamente dallopera
sicuramente molto pesante. A questo si
aggiunge un impatto decisamente pesante anche sullattivit del Consorzio Pia-

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PEDEMONTANA
I CANTIERI
AVANZANO
Quattro i ricorsi finora vinti davanti
a Tar e Consiglio di Stato. A ottobre
cantieri in provincia di Treviso.
Importante limpatto sulle reti
idriche e sulle opere del Consorzio.
ve, che comprende al suo interno lintero
tratto Superstrada in provincia di Treviso,
pi precisamente nei comuni di Altivole,
Castelfranco Veneto, Castello di Godego,
Giavera del Montello, Loria, Montebelluna,
Povegliano, Riese Pio X, San Zenone degli
Ezzelini, Spresiano, Trevignano, Vedelago,
Villorba, Volpago del Montello.
Attraversando il territorio dellalta pianura
in senso trasversale, est-ovest, la Pedemonatana interseca trasversalmente tutte le

reti irrigue e di scolo in gestione al Consorzio, che si sviluppano per loro natura
nel senso nord-sud. Nel corso degli ultimi
mesi sono infatti state analizzate e progettate, congiuntamente ai tecnici della
Superstrada, quasi quattrocento intersezioni con reti a pelo libero o in pressione
in gestione al Consorzio, come tubazioni
a pressione (fino a diametri di 120 centimetri), canali irrigui (dal canale Brentella,
al canale di Ponente alle loro diramazioni),
torrenti di scolo (Muson, Avenale, Brenton
Giavera ed altri).
Da quando i lavori interesseranno la provincia di Treviso (secondo gli addetti a
ottobre 2014) e fino allultimazione dellopera, i cantieri interferiranno in modo pesante con lesercizio della rete consorziale,
con lattivit irrigua e con lutenza stessa.
Data limportanza che lopera avr per il
futuro sullassetto territoriale e sullattivit
del Consorzio, la struttura tecnica consorziale sar chiamata a fare ogni possibile
sforzo al fine di limitare i disagi conseguenti ai lavori e a verificare la corretta
esecuzione delle opere idrauliche e delle
modifiche alle reti irrigue che si renderanno via via necessarie.
Ing. Paolo Battagion

12

ACQUA DI VALORE

I NUMERI

BONIFICA E
IRRIGAZIONE.
GLI INTERVENTI
DEL PIAVE
stato un mandato ricco di interventi
con la realizzazione e la consegna dei
lavori di alcune casse di espansione.
Sul fronte irrigazione si fatto un
passo in avanti per nuovi impianti
pluvirrigui.
I NUMERI DEL CONSORZIO PIAVE
Dalle Prealpi alla Laguna. Dalle aree collinari dellAsolano al Quartier del Piave.
Centonovanduemila ettari percorsi da
Sile, Muson, Monticano e Livenza e divisi in due dal Piave, per tutti pi semplicemente il fiume. Eccoli i numeri del
Consorzio Piave. Nato dalla fusione dei
tre precedenti consorzi, si estende su 93
comuni (novanta in provincia di Treviso e
tre in quella di Venezia).
La morfologia del territorio comprende
tutti i tratti tipici della pianura veneta:
dalle aree pi depresse a sud, appartenenti al classico paesaggio della bonifica,
a quelle centrali e pi prossime alla linea
delle risorgive, ricche di acque superficiali e di terreni di media tessitura, fino allalta pianura, tipicamente contraddistinta
da terreni ghiaiosi a media ed elevata
pendenza, contornata a nord dalle colline e dai primi rilievi delle prealpi.
Ad ampie distese ancora prevalente-

mente agricole dellarea pi meridionale, contornate da medi o grandi corsi


dacqua spesso arginati, si sostituiscono
gradualmente verso nord territori via via
pi densamente urbanizzati, allinterno
dei quali la rete idrica di dimensioni pi
ridotte legata storicamente alla costruzione delle grandi derivazioni dal fiume
Piave.
Il Consorzio svolge due grandi compiti istituzionali, delineati dalla normativa
istitutiva che risale ancora al R.D. 211 del
1933 e ripresi dal recente riordino regionale in tema di bonifica di cui alla L.R. 12
del 2009: la bonifica e lirrigazione.
LA BONIFICA
La bonifica, termine spesso frainteso o
mal recepito, comprende lattivit di gestione e manutenzione delle reti idrauliche minori che, nel territorio del Consorzio Piave, coincidono con lintera rete
di scolo al di fuori dei fiumi Piave, Sile,

I NUMERI

Lavori bonifica

13

Comune

Anno ultimazione

Importo

Fontanelle

in fase di
approvazione

130.000,00

Ammodernamento impianti idrovori


Fontanelle,
Saccon di Lia, Fossa dei Negadi,
Gorgo al Monticano,
Campomolino e Masotti
Gaiarine, Oderzo

lavori in corso

500.000,00

Elettrificazione impianto idrovoro


Fossa delle Vizze

Mansu

lavori in corso

360.000,00

Motta di Livenza

2013

700.000,00

Oderzo

2013

1.420.000,00

Potenziamento idrovora Dolza


da 1,5 a 3 mc/s

Potenziamento idrovora
S. Giovanni da 6 a 9 mc/s

Potenziamento idrovora Paludei di


Fratta da 3 a 4,5 mc/s

Muson, Monticano e Livenza. Nelle aree


poste lungo il margine sud del comprensorio lattivit di bonifica molto evidente: il sollevamento delle acque raccolte
dai canali durante gli eventi meteorici
attraverso 30 impianti idrovori verso i ricettori naturali quali Piave, Monticano, Livenza e Sile, indispensabile a garantire
la sicurezza idraulica dei luoghi. La quota
dellacqua nei ricettori risulta infatti, specie durante gli eventi di piena, pi elevata rispetto a quella delle campagne che
attraversano, pertanto le acque meteoriche in esse raccolte devono essere estromesse con lausilio di pompe idrovore.
Nel 2012 entrato in funzione il nuovo

Tab. 1 - Elenco dei principali interventi di bonifica.


Sistemazione di sponda Torrente Codolo
in comune di San Fior

14

ACQUA DI VALORE

I NUMERI

Impianto pluvirriguo

impianto idrovoro Dolza in comune di Fontanelle, dotato di una


pompa sommersa da 1,5 mc/s con scarico nel canale Borniola
e predisposto per linstallazione di una seconda pompa da 1,5
mc/s.
Nel 2013 sono stati ultimati i lavori di spostamento e potenziamento da 3 a 4,5 mc/s dellidrovora Paludei in localit Fratta di
Oderzo.
Lidrovora S. Giovanni in comune di Motta di Livenza stata potenziata da 6 a 9 mc/s.
Sono ormai conclusi anche gli interventi di ammodernamento
delle idrovore Fossa dei Negadi (comune di Gorgo al Monticano)
Saccon di Lia (comune Fontanelle), Masotti (Oderzo), Campomolino (Gaiarine), e gli interventi di elettrificazione dellimpianto
idrovoro Fossa delle Vizze in comune di Mansu, con contestuale installazione di uno sgrigliatore automatico e un gruppo elettrogeno fisso di emergenza.
In tutto il comprensorio il Consorzio si occupa inoltre di mantenere e regolare i corsi dacqua di scolo, provvedendo a garantire
la loro efficienza attraverso la pulizia delle sponde, svolta anche
pi volte lanno e lespurgo, normalmente con cadenza pluriannuale. Sempre pi necessari e frequenti stanno diventando gli
interventi straordinari di ripresa frane lungo le strutture arginali
o la realizzazione di difese di sponda in roccia o pali in legno
affiancati, al fine di contenere lazione erosiva della corrente.
Oltre alle consuete manutenzioni ordinarie, per lanno 2014 lamministrazione consorziale ha stabilito di procedere con interventi di ripresa frane per limporto di circa un milione di euro finanziati con fondi propri.
Nella parte alta della pianura, i corsi dacqua hanno un com-

portamento torrentizio, amplificato di recente sia dallaumento


della concentrazione dei fenomeni meteorici brevi e intensi, sia
dalla progressiva estensione delle aree urbanizzate e della conseguente impermeabilizzazione dei suoli, fattore che ha comportato un netto ed evidente aumento degli afflussi meteorici
alle reti idrauliche di scolo. In queste aree la bonifica assume i
caratteri di difesa idraulica dei territori dalle piene che transitano
lungo la rete di scolo e che sempre pi frequentemente danno
luogo a fenomeni di esondazione, pur brevi e di estensione limi-

La bonifica comprende
lattivit di gestione e
manutenzione delle reti
idrauliche minori che, nel
territorio del Consorzio
Piave, coincidono con lintera
rete di scolo al di fuori dei
fiumi Piave, Sile, Muson,
Monticano e Livenza.

INSERTO DA STACCARE

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Goppion
Consorzio
Case Zanatta Consorzio
Salvatronda
Consorzio
Via Tuna
Consorzio
Monticano 1
G. Civile
Monticano 2
G. Civile
Monticano 3
G. Civile
Pra dei Gai
Consorzio
Monticano 4
G. Civile
Monticano 5
G. Civile
Monticano 6
G. Civile
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Consorzio
Valli
Consorzio
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Consorzio
Poggiana
Consorzio
Borso
G. Civile
Viazza
G. Civile
Riese
Consorzio
Salvarosa
Consorzio
Liedolo
Consorzio
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Consorzio
Brenton
Consorzio
Perosina
Consorzio
Perosina
Consorzio
Capovilla
Consorzio
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INSERTO DA STACCARE

I NUMERI

tata, ma sempre dannosi per residenti e


infrastrutture.
Constatata linsufficienza strutturale delle reti esistenti, nate con dimensioni e
scopi diversi e non adeguabili se non a
costi proibitivi, il Consorzio ha studiato
soluzioni pi percorribili e meno costose:
tra queste assumono particolare rilievo
le casse di laminazione, ovvero volumi
disponibili allaccumulo delle acque di
piena, realizzati in fregio ai corsi dacqua
pi significativi e in posizioni tali da assicurare una sorta di valvola di sfogo o
vaso di espansione in caso di apporti
meteorici consistenti, a difesa dei territori
situati a valle.
Nellalta pianura trevigiana il Consorzio
gestisce 10 casse di espansione, per una
volume totale disponibile di quasi due
milioni di metri cubi, realizzate e gestite
dal Consorzio, con fondi proprie o tramite finanziamento regionale.
Ad esempio, la sicurezza idraulica della
citt di Castelfranco Veneto, attraversata dagli alvei di minacciosi corsi dacqua
a carattere torrentizio come il Muson,
lAvenale e il Brenton, dipende da cin-

Elenco casse
laminazione

19

Sopra:
Cassa di espansione - Salvarosa

que casse di laminazione per un totale


di oltre un milione di metri cubi disponibili, lultima delle quali, per un invaso
di mezzo milione di metri cubi, stata
inaugurata nel 2012 ed stata ricavata
dopo la bonifica e la sistemazione di
una ex-cava/discarica in comune di Riese Pio X.

Comune

Volume invaso

Anno ultimazione

Riese Pio X

500.000 mc

2012

4.114.891,00

Cassa Salvarosa

Castelfranco

50.000 mc

2013

1.300.000,00

Cassa Salvatronda

Castelfranco

50.000 mc

in fase di
approvazione

1.700.000,00

Sernaglia

60.000 mc

lavori in corso

1.000.000,00

Preganziol

50.000 mc

lavori in corso

2.100.000,00

S. Zenone
degli Ezzellini

12.000 mc

2014

Fontanelle

15.000 mc

in fase di
approvazione

470.000,00

Mansu e
Portobuffol

16.000.000 mc

in fase di
approvazione

39.000.000,00

Cava Riese

Cassa Sernaglia

Cassa Dosson

Cassa Capovilla

Cassa Trattor

Cassa Pr dei Gai

Tab. 2 - E
 lenco delle casse di espansione realizzate negli
ultimi anni o in fase di approvazione/realizzazione.

Importo

80.000,00
(in area comunale)

LE CASSE DI ESPANSIONE.
Lattivit del settore progettazione
nellambito delle casse di espansione
in continua evoluzione:
Nel 2012 terminata la realizzazione
di un serbatoio da 1.000.000 mc utilizzando una cava di ghiaia dismessa in
comune di Colle Umberto (cava Merotto).
A novembre 2013 si ultimata la cassa despansione di 50.000 metri cubi
posta lungo un insidioso affluente del
fiume Zero in localit Salvarosa di Castelfranco Veneto.
Unaltra cassa despansione da 50.000
metri cubi, ora in fase di approvazione
regionale, prevista in localit Salvatronda di Castelfranco Veneto.
Nello scorso dicembre 2013 sono stati
consegnati i lavori per la realizzazione di una nuova cassa di espansione
da circa 60.000 metri cubi a Sernaglia
della Battaglia, lungo il torrente Patean,
ben noto per i disagi frequenti che ha
causato.
Entro i primi mesi del 2014 avranno inizio i lavori di sistemazione del Rio Dosson in comune di Preganziol, Treviso,
Zero Branco e Quinto, nellambito dei
quali verranno realizzate alti due invasi
di laminazione per un totale di 50.000
metri cubi.
in fase di screening regionale il pro-

20

ACQUA DI VALORE

I NUMERI

Il Consorzio svolge due


grandi compiti istituzionali:
la bonifica e lirrigazione.
getto per la realizzazione delle casse di espansione lungo il
Livenza da 16 milioni di metri cubi di invaso in localit Pr dei
Gai, comuni di Mansu e Portobuffol.
LIRRIGAZIONE
Altro importante filone di attivit istituzionale per il Consorzio
lirrigazione. Lalta pianura trevigiana, corrispondente alla porzione pi settentrionale del comprensorio consorziale, contraddistinta dalla presenza di unantica rete di canali derivati dal fiume
Piave, che da oltre cinque secoli hanno consentito di trasformare
un territorio arido e privo di idrografia superficiale in una verde
e fertile campagna irrigata. Il canale Derivatore Brentella di Pederobba dalla presa di Fener, il canale della Vittoria, con i derivati Priula, Piavesella e Ponente, dalla presa di Nervesa e il canale
Emanuele Filiberto dal sistema Meschio-Fadalto, sono testimoni
nel tempo del grande bisogno dacqua che affligge i territori
dellalta pianura.
Se non esistessero grandi derivazioni e altrettanto imponenti
strutture di distribuzione irrigua estese su quasi sessantamila
ettari lungo la fascia che va dalle pendici collinari fino alla linea

Sotto:
Sistemazione torrente Albinella in comune di Godega S. Urbano

Sopra:
Condotta adduttrice di Loria

delle risorgive a nord di Treviso, non sarebbe possibile garantire


un reddito da attivit agricola ai territori compresi, ben noti per
lassoluta permeabilit dei suoli e la profondit della falda.
Circa la met del territorio irrigato con strutture fisse utilizza la
pluvirrigazione, con alimentazione a gravit e tramite il sollevamento meccanico presso 24 impianti di pompaggio esistenti. La
rimanenza del territorio irriga con modalit a scorrimento.
Da questo deriva la centralit del fiume Piave come fiume vitale
per la campagna trevigiana. Lacqua svolge una funzione economica destate, consentendo coltivazioni di pregio e redditivit del settore primario, ma garantisce anche una funzionalit
ambientale e paesaggistica, alimentando per tutto lanno i corsi dacqua ben noti allopinione pubblica e tali da rendere citt
come Castelfranco e Treviso note come citt dacqua.
ben noto comunque che il fiume Piave molto sfruttato specie sotto il profilo dellutilizzo idroelettrico. In aggiunta, recenti e
sempre pi frequenti eventi siccitosi hanno messo in luce sempre a pi chiare lettere che lacqua, limitata nella disponibilit,
un bene comune e deve essere utilizzata contemperando le
esigenze dei fabbisogni irrigui al rispetto dei vincoli ambientali: la sopravvivenza del fiume, un ecosistema da salvaguardare

I NUMERI

ricco di fauna e diversit biologiche ed


ambientali riconosciute a livello europeo
un valore comune da non mettere in
discussione.
Su questo fronte il Consorzio si fatto
parte attiva facendosi garante dellutilizzo pi attento e ottimizzato della derivazione ed in particolare del rispetto del
Deflusso Minimo Vitale a valle delle proprie derivazioni, ovvero di quella portata
di rispetto che deve essere sempre presente nel fiume anche in corrispondenza
al massimo prelievo. Ma non v dubbio
che il minimo deflusso vitale si aggiunge
agli usi, come un nuovo rilevante utilizzatore, mettendo ancora pi in luce la
limitata disponibilit dacqua nei periodi
pi critici.
Per questo non si pu prescindere da
iniziative di tipo strutturale per contribuire a ridurre i consumi ed ottimizzare
luso della risorsa: lutilizzo dellirrigazione a scorrimento comporta un consumo
dacqua circa doppio rispetto a tecnologie pi recenti come la pluvirrigazione o
addirittura quadruplo rispetto alla somministrazione irrigua a goccia. Limpegno
del Consorzio nellultimo decennio rivolto a reperire ogni possibile risorsa per
conseguire la trasformazione del metodo irriguo nelle reti strutturate dallo scorrimento alla pluvirrigazione, perseguendo un risparmio dacqua di oltre il 50 per
cento. Ma per far questo serve gradualit
e finanziamenti consistenti.
Dal 2000 ad oggi sono stati trasformati
oltre diecimila ettari di terreni irrigui da

21

Interventi di riconversione irrigua


da scorrimento a pluvirrigazione

Superficie

Anno ultimazione

Importo

Montebelluna e Trevignano 2 Stralcio

820 ha

2010

2.800.000,00

Montebelluna (localit Busta)


e Altivole (localit Caselle)

570 ha

2013

2.600.000,00

Bolda (Mareno di Piave, Vazzola


e Santa Lucia di Piave)

1370 ha

2013

10.250.000,00

Nervesa
(loc. Sovilla e Bavaria)

180 ha

2014

1.000.000,00

Spresiano (loc. Lovadina)


e Villorba

400 ha

2014

3.500.000,00

Vedelago (loc. Albaredo)

250 ha

2014

800.000,00

Mareno, Cimadolmo e
S. Lucia di Piave (loc. Mandre)

970 ha

2015

7.667.000,00

Tab. 3 - Elenco degli interventi di riconversione irrigua pi recenti

scorrimento a pluvirrigazione. Allinizio


del 2013 sono stati completati i lavori di
conversione del sistema irriguo a Montebelluna (localit Busta) e Altivole (localit
Caselle) per un totale di 570 ettari.
Si sono conclusi anche i lavori di conversione del sistema irriguo Bolda mediante la realizzazione di un impianto pluvirriguo di circa 1370 ettari nei comuni di
Mareno di Piave, Vazzola e Santa Lucia di
Piave.
In questo momento sono in corso ben
quattro appalti di trasformazione per un
totale di circa 1800 ettari. A novembre
2013 sono iniziate infatti le riconversioni
irrigue nei comuni di Nervesa (loc. Sovil-

la e Bavaria), Spresiano (loc. Lovadina),


Villorba, Vedelago (loc. Albaredo), Mareno, Cimadolmo e S. Lucia di Piave (loc.
Mandre). I lavori avranno termine entro la
prossima stagione irrigua ad eccezione
dellimpianto di Mandre, disponibile per
il 2015.
Un altro importante intervento, che sar
ultimato prima dellinizio della stagione
irrigua 2014, riguarda la manutenzione
straordinaria e ladeguamento strutturale della condotta adduttrice di Loria
diametro 700 mm per una lunghezza di
6 km.
Ing. Luigino Pretto

Circa la met del territorio irrigato con strutture fisse utilizza


la pluvirrigazione, con alimentazione a gravit e tramite
il sollevamento meccanico presso 24 impianti di pompaggio
esistenti. La rimanenza del territorio irriga con modalit a
scorrimento.

Sopra:
Cassa di espansione - Riese - In fase di ultimazione

Sotto:
Cassa di espansione - Riese - In funzione

LATTUALIT

23

IL CONTRATTO
DEL PIAVE
Il Consorzio si fa promotore del
Contratto di fiume. Un accordo tra
enti di governo e categorie per una
corretta gestione del Piave. La regia
ed il coordinamento potrebbero
essere affidati alla Regione.

Un accordo
che individui
tutte le attivit
operative utili
alla salvaguardia
ed alla corretta
gestione dei fiumi
e delle attivit
(economiche e
sociali) ad essi
connesse.

Un accordo che individui tutte le attivit operative utili alla salvaguardia ed


alla corretta gestione dei fiumi e delle
attivit (economiche e sociali) ad essi
connesse. Attorno allo stesso tavolo i
rappresentanti degli enti locali e le categorie che hanno interessi legati al
territorio fluviale (agricoltori, industriali,
associazioni ambientaliste, pescatori,
turismo...).
questo il Contratto di fiume. Si tratta di un moderno approccio che vede il
coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti i portatori di interesse nella
definizione delle politiche in materia di
acque, modello che deve anche essere
promosso mediante la diffusione della
sua conoscenza.
Il Consorzio Piave, in quanto grande utilizzatore di acque a servizio del territorio
trevigiano e delle molteplici attivit sugli stessi, conscio delle molteplici problematiche che tale utilizzo comporta
ed altres della scarsa conoscenza di tale
realt plurisecolare da parte degli stessi
beneficiari, ritiene che per lattuazione
dei Piani di bacino, dei Piani di gestione
e dei Piani di risanamento delle acque
sia indispensabile attivare un Contratto
di fiume per il Piave. Dovrebbe essere la
regione ad assumere liniziativa ed il co-

ordinamento di tale contratto.


In questo senso lAmministrazione consorziale, anche come UVB (Unione Veneta Bonifiche) si sta muovendo da tempo
allinterno del Tavolo regionale di coordinamento per i contratti di fiume recentemente istituito dalla Regione.
I Contratti di fiume si iscrivono nel quadro dei cambiamenti introdotti dal recepimento e dallattuazione della Direttiva
Quadro sulle Acque (2000/60/CE) e rappresentano levoluzione di un quadro
normativo nazionale ed europeo consolidatosi attraverso alcune importanti
codifiche comunitarie tra cui la Direttiva 2003/35/CE sulla partecipazione del
pubblico nellelaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale.
Ma non c solo il Piave: il Consorzio
interessato a tutte le iniziative che vengono attivate per i corsi dacqua che interessano il comprensorio.
Tra i contratti promossi (assieme ai comuni di Roncade, Breda, Monastier e ad
alcune associazioni ambientaliste) anche quelli per i fiumi Meolo, Vallio e Musestre; inoltre il Consorzio ha gi dato il
proprio sostegno a unanaloga iniziativa
per i fiumi Melma e Nerbon.
Ing. Antonio Zannin

24

ACQUA DI VALORE

Lattivit di quello che oggi si chiama


Consorzio Piave ha origini molto antiche.
Risalgono infatti al quindicesimo secolo
le prime derivazioni dal fiume Piave. Pi a
sud, nella parte della provincia di Treviso
che si affaccia sulla Laguna, il tema della
bonifica idraulica era diventato pressante dopo le grandi opere idrauliche come
il Taglio del Sile del 1681 ad opera della
Repubblica di Venezia. Nel 2013 lAmministrazione consortile ha voluto iniziare
una collaborazione attiva con il GAL Terre
di Marca, un organismo territoriale comprendente una pluralit di comuni, il cui
scopo quello di promuovere iniziative
economiche e favorire la valorizzazione
del territorio attraverso la collaborazione tra enti e realt imprenditoriali locali.
Obiettivo finale quello di mettere in atto
iniziative volte alla salvaguardia ed alla
valorizzazione delle opere storiche gestite dal Consorzio.
Da queste sinergie locali, utilizzando
fondi europei si reso disponibile lavvio
dei lavori denominati Sollevar le acque:
Portesine, lidrovora del Sile. Gli interventi riguardano la riqualificazione del paesaggio rurale in ambito di archeologia industriale presso lidrovora di Portesine a
Roncade. Manufatto gestito direttamente dal Consorzio, situato allinterno del
Parco Naturale Regionale del fiume Sile
ed ancora perfettamente funzionante e
indispensabile per la sicurezza idraulica
di quel territorio.
Grazie alla collaborazione con il GAL Terre di Marca si potr procedere alla manutenzione straordinaria del manufatto
e delle sue pertinenze al fine di renderlo
fruibile a chiunque fosse interessato a

LATTUALIT

IDROVORA DI
PORTESINE:
QUATTRO
SECOLI DI
STORIA
Nel 2013 partito un progetto che
mira a valorizzare il manufatto.
Esempio unico di archeologia
industriale.
conoscere da vicino un esempio di archeologia industriale legato alla bonifica
idraulica delle terre.
Il percorso di visita allidrovora di Portesine e al parco annesso orientato a far
conoscere e divulgare le pagine di storia che ruotano attorno a questo luogo:
le bonifiche che lo hanno trasformato
da pal improduttivo e malsano, a

campagna fertile, vivibile e coltivabile,


la costruzione e la gestione della macchina idrovora che richiedeva limpiego di molte persone e lefficienza degli
impianti, il Sile come via dacqua, di trasporto e soprattutto fiume amico dei
territori attraversati.
Ing. Paolo Battagion

LATTUALIT

25

ENERGIA
IDROELETTRICA:
LA SCOMMESSA
DEL FUTURO
Sfruttare lacqua che scorre nei
canali per produrre energia significa
abbattere i costi. Nel 2014 lavvio della
costruzione della centrale di Nervesa.
Produrre energia sfruttando lacqua che
scorre nei canali. Ecco unaltra attivit del
Consorzio. Non solo irrigazione e bonifica, quindi, ma anche costruzione e gestioni di impianti idroelettrici in grado di
contenere i costi dellirrigazione.
Il futuro infatti un graduale passaggio
dal sistema a scorrimento a quello pluvirriguo.
Lacqua prima di finire sui campi deve
per essere sollevata e questo significa un aumento dei costi energetici per
il sollevamento. Con la produzione di
energia possibile ridurre tali costi. Attualmente il Consorzio ha in funzione
nove impianti propri, altri sono in fase di
progettazione (Nervesa, Palazzon e San
Vito). La produzione energetica annua
con questi impianti a regime, sar dellordine di sedici milioni di kWh. Molto di pi
dellenergia consumata.
La voce positiva in bilancio potr essere
incrementata realizzando impianti pluvirrigui a basso consumo di energia (ove
possibile impianti a gravit) e utilizzando
nuove condotte adduttrici.
Nellambito della redazione del P.G.B.T.T.
prevista la completa verifica delle potenzialit energetiche delle reti in parti-

Sopra:
Centrale idroelettrica di Fener

colare di quella irrigua, ma la verifica interesser anche le acque di bonifica.


Per rendere maggiormente utili tali iniziative, il Consorzio intende anche considerare con oculatezza luso e la destinazione del patrimonio consortile per il suo
reimpiego in iniziative che ne conservino
o, se possibile, incrementino il valore, ma

che al contempo rendano utilit tangibili


nella gestione delle opere, come appunto la produzione energetica.
Particolarmente rilevante sar il concreto avvio della costruzione della centrale
idroelettrica di Nervesa alla presa del Canale della Vittoria previsto per il 2014.
Ing. Paolo Battagion

Tab. 4 - Produzione Idroelettrica Consorziale

Potenza
nominale media

Producibilit
media annua

Entrata
in esercizio

Piavesella II salto

200 kW

1.300.000 kWh

1999

Piavesella III salto

250 kW

1.800.000 kWh

1995

Venegazzu

90 kW

400.000 kWh

31 maggio 2008

Fener

785 kW

5.500.000 kWh

8 aprile 2011

Campigo

400 kW

2.000.000 kWh

20 luglio 2011

4 nuove centraline in condotta

280 kW

1.500.000 kWh

19 dicembre 2012

Nervesa

500 kW

3.540.000 kWh

Inizio 2016

Palazzon

260 kW

1.840.000 kWh

in progetto

S.Vito di Altivole

100 kW

410.000 kWh

in progetto

Nome centrale

26

ACQUA DI VALORE

Assicurare la disponibilit di acqua ai terreni privi di impianti irrigui. Lirrigazione


di soccorso una necessit ma anche
una pratica che ha bisogno di organizzazione e controllo.
Dove esistono gli impianti la disponibilit dacqua alle aziende normalmente
garantita con turni di 7-10 giorni e dotazioni idriche di 0,6-0,7 litri al secondo per
ettaro con il pluvirriguo, il doppio con lo
scorrimento.
Diversamente, nelle aree senza impianti
irrigui i terreni sono difficilmente servibili (per scarsit dacqua e di strutture)
o caratterizzati da buona capacit idrica
o falda elevata, dove il bisogno di acqua
in relazione a prolungati periodi di assenza di pioggia (attorno al mese) e temperature elevate.
In tali casi lazienda attinge acqua dai canali di scolo o dai corsi dacqua naturali
locali, se lacqua sufficiente, ma le situazioni di carenza dacqua sono diventate
sempre pi frequenti negli ultimi anni.
Da qui la richiesta sempre pi pressante
di acqua per assicurare raccolti e redditi.
una situazione presente in molte delle
aree caratterizzate dalla bonifica idraulica, dove il problema principale stato in
passato quello di allontanare le acque in
eccesso. Per rispondere a tale domanda il
Consorzio da diversi anni interviene realizzando sostegni che nel periodo estivo
trattengono lacqua nei canali e realizzando collegamenti con i canali irrigui a
monte.
Ma gli anni pi siccitosi hanno messo
in evidenza linsufficienza delle misure
adottate perch i prelievi si concentrano
in tempi ridotti ed in tali situazioni lacqua disponibile non basta. La risposta
allora va cercata nellulteriore aumento
del volume invasato ma anche nella regolamentazione degli usi con turni irrigui e portate di prelievo limitate, come
avviene nelle aree strutturate. la strategia adottata dal Consorzio Piave: regolamentazione degli usi, costruzione
di nuovi sostegni, consolidamento delle
derivazioni, connessione tra reti di monte e di valle. Ad oggi lirrigazione di soccorso avviene in modo organizzato su

LATTUALT

IRRIGAZIONE:
IL CONSORZIO
VIENE IN
SOCCORSO
Lirrigazione di soccorso interessa
duemila ettari. Per implementarli
serve una programmazione regionale.
oltre duemila ettari, ma si potranno raggiungere risultati molto pi consistenti
se agli sforzi del Consorzio si affiancheranno un piano irriguo regionale e aiuti
alle aziende che investono in apparati
irrigui moderni.
Un ulteriore e importante passo avanti si
otterr inoltre quando la Regione affider

lintera gestione dei corsi dacqua minori, di interesse della bonifica, ai consorzi,
cio se al Consorzio sar affidato anche
il rilascio delle concessioni di prelievo
occasionale, che vanno regolamentate e
seguite per poter soddisfare i bisogni.
Ing. Antonio Zannin

LATTUALIT

27

CONSORZIO
PIAVE
CAMBIO AL
VERTICE

Sopra:
Ing. Paolo Battagion - Nuovo Direttore

Cambio ai vertici del Consorzio Piave.


Paolo Battagion, ingegnere di 50 anni
il nuovo direttore. Dallo scorso 1 febbraio subentrato all'ing. Antonio Zannin
che ha lasciato la carica per sopraggiunti limiti di et. Zannin ha diretto il Piave
dall'inizio del 2012, precedentemente era
stato direttore del Consorzio Brentella ed
era subentrato nella direzione del neonato Consorzio al geom. Massimo Patella
anche lui andato in pensione.
Il Consiglio di Amministrazione ha voluto ringraziare gli ex direttori per il lavoro
svolto con passione e competenza. In
particolare l'impegno perch i regolamenti venissero applicati e per il funzionamento della nuova struttura, omologando procedure e applicando i Piani di

A lato:
Ing. Antonio Zannin

organizzazione variabile voluti dall'Amministrazione.


Entrambi hanno rappresentato un importante punto di riferimento negli ex
consorzi di appartenenza e hanno consentito la loro fusione in un'unica realt
attraverso un'applicazione puntuale di
nuove procedure e regolamenti, uniformando modalit di lavoro, elaborando una riorganizzazione del personale
in grado di affrontare sfide e impegni
quotidiani. Il testimone ora passa all'ing.
Paolo Battagion, un direttore giovane
ma esperto del territorio e di questioni
idrauliche.
a lui che va l'augurio di un proficuo lavoro e un in bocca al lupo da parte del
Consiglio di Amministrazione.

A lato:
Geom. Massimo Patella

28

ACQUA DI VALORE

COMUNICAZIONE

SERVIZIO DI
RISCOSSIONE
VOLONTARIA
Gli avvisi di pagamento
saranno recapitati da
Poste Italiane Spa.
Da questanno il Consorzio di Bonifica
Piave gestisce il servizio di riscossione
volontaria in proprio e non pi tramite
Equitalia.
Gli avvisi di pagamento sono, pertanto,
recapitati da Poste Italiane Spa. Tale scelta permette un risparmio economico per
il contribuente perch solo in caso di
mancato pagamento la riscossione sar
effettuata tramite Equitalia.
quindi conveniente provvedere al pa
gamento entro la scadenza indicata
nellavviso di pagamento.
Per il Consorzio i risparmi economici
derivanti da questa operazione consentono di contenere i contributi richiesti e
di investire sul territorio maggiori risorse;
contemporaneamente,
lintroduzione
del logo consortile, permette lidentificazione immediata del mittente.
Cos e chi paga il contributo consorziale?
Il contributo al Consorzio di Bonifica pagato dai consorziati proprietari dimmobili
(terreni e fabbricati) finalizzato al finanziamento delle attivit di manutenzione
ordinaria e gestione delle opere e degli impianti di bonifica in tutta la rete dei canali
di scolo e dirrigazione e di tutela del territorio della provincia di Treviso e di parte
dei comuni veneziani di Meolo, Fossalta di
Piave e Noventa di Piave.

Si tratta di attivit, che il Consorzio svolge quotidianamente con i propri mezzi


(escavatori, trattrici, decespugliatrici ecc.)
e con proprio personale specializzato
nonch mediante appalti, indispensabile per tutelare lambiente e contenere il
rischio allagamenti.
Non gravano sul contributo le ulteriori
attivit effettuate dal Consorzio per conto di altri enti e regolate da convenzioni,
concessioni, accordi di programma, protocolli dintesa e altro.
Il contributo di bonifica trova la sua fonte
normativa nellart. 860 del Codice Civile,
negli artt. 10, 17 e 59 del R.D. 13.2.1933 n.
215 e nella Legge 12/2009 della Regione
Veneto; imposto annualmente a ogni
consorziato in rapporto al beneficio
che il suo immobile (terreno o fabbricato) riceve dallattivit del Consorzio, cos
come prevede la legge.
In sintesi, per individuare il beneficio e
quindi il contributo da applicare si procede come segue:
A) Il Consorzio elabora il Piano di Classifica che definisce gli indici idraulici di
beneficio per ogni bacino idraulico e
per ciascun tipo di attivit allinterno
del Perimetro di Contribuenza.
B) Ogni anno il Consorzio redige il bilancio di previsione delle spese da
sostenersi nel corso dellanno suc-

cessivo e individua quindi, in funzione delle necessit tecnico programmatiche, le entrate per fare fronte a
tali spese, ovvero la quota complessiva dei contributi consortili a carico
dei consorziati per bacino idraulico e
tipo di attivit.
C) Si procede al piano di riparto annuale delle spese sostenute dal Consorzio per la suddivisione dei costi fra
tutti i proprietari di immobili e terreni, secondo il beneficio calcolato
sulla base del valore e degli indici
individuati nel Piano di Classifica.
Tutti gli atti sopraindicati sono sottoposti
al controllo degli uffici competenti della
Regione.
Nella redazione del Piano di Classifica si
tenuto conto del rapporto di beneficio, derivato dallattivit del Consorzio,
tra i vari immobili ubicati nel territorio
di competenza, stato studiato il diverso comportamento idraulico, lintensit
delle opere e dellattivit di manutenzione, la diversa entit del rischio cui sono
soggetti gli immobili a seconda delle
caratteristiche idrauliche intrinseche del
territorio e dei suoli e la diversa entit del
valore fondiario o del reddito che, a parit di rischio idraulico e di comportamento dei suoli, viene tutelato e valorizzato
dallattivit della bonifica.

COMUNICAZIONE

VIAGGIO
NELLA STORIA
Dal 2011 c un progetto
per il riordino dellarchivio storico.
Prosegue lattivit editoriale con la
pubblicazione di due nuovi volumi
dei Quaderni di Fra Giocondo.
LARCHIVIO STORICO
Aggregare, riordinare e divulgare larchivio storico del Consorzio. questo
lobiettivo di un progetto triennale nato
nel 2011 ed affidato agli archivisti Sandra
Lazzari e Francesco Antoniol.
Un immenso patrimonio di documenti,
testimonianze, cartografie che vanno indietro nei secoli. Il progetto ha gi visto
lintervento sui fondi storici e di deposito
Brentella e Destra Piave e si concluder
questanno con il riordino della documentazione relativa allex Consorzio Sinistra Piave.
Contemporaneamente alle operazioni relative ai fondi storici e di deposito,
compatibilmente con le esigenze amministrative e logistiche dellente, si sta
intervenendo su alcuni aspetti della gestione corrente del flusso documentario
per far si che loperativit allinterno del
Consorzio e il servizio allutente rispondano a criteri di qualit ed efficienza.
Ad oggi la documentazione ammonta a
1800 metri lineari per gli archivi Brentella
e Destra Piave a cui vanno ad aggiungersi circa 700 metri lineari relativi al Consorzio Sinistra Piave sulla quale lintervento
di riordino inizier nella seconda parte
del 2014.
I QUADERNI DI FRA GIOCONDO
La collana storica realizzata dal Consor-

zio si arricchita di due nuovi volumi.


Il primo dal titolo Le opere di presa del Consorzio Piave. Sei secoli di
derivazioni di Piave e Meschio
una rassegna sulle opere di derivazioni dal fiume Piave. Un viaggio
indietro nel tempo che inizia nel
Quattrocento. Il volume affronta
poi il declino settecentesco e
la ripresa avvenuta nellOttocento della scienza idraulica,
la revisione degli antichi studi
e la progettazione di nuove e
grandi opere a fine irriguo e
idroelettrico. Alcuni di questi
progetti sono diventati di importanza nazionale.
Sono lopera di presa del Consorzio Canale della Vittoria di Nervesa, inaugurata
nel 1925 e la presa del Consorzio Brentella a Pederobba progettata a fine Ottocento e inaugurata nel 1929. Il volume
si conclude con le considerazioni dellex
direttore del Consorzio Piave ing. Antonio Zannin che affronta le norme ammi-

Un immenso patrimonio di documenti,


testimonianze, cartografie che vanno
indietro nei secoli.

29

30

ACQUA DI VALORE

COMUNICAZIONE

nistrative e tecniche che attualmente regolano la disciplina delle


derivazioni dal Piave.
Il secondo volume, sesto della collana dei Quaderni affronta il
tema della bonifica nella porzione di territorio a sud della Marca,
quasi a contatto con la Laguna veneta. Sollevar le Acque. Limpianto idrovoro di Portesine alla Fossetta il titolo del libro.
Nella prima parte sono illustrate le vicende legate alla fase pi
remota dellintervento delluomo sulla regimentazione delle acque nella zona: i progetti di diversione delle acque dalla Laguna,
le origini del canale navigabile della Fossetta e i delicati equilibri
della Laguna stessa.
Le opere di regimentazione e bonifica progettate ed eseguite
nel corso della storia non hanno per portato sempre gli effetti desiderati. Soprattutto lescavo del Taglio del Sile (1681) che
costituiva un vero e proprio argine verso la Laguna, fu la causa

Sotto:
Presa di Nervesa

principale del progressivo impaludimento delle terre poste alla


sua sinistra. Per risolvere questa emergenza nacque il progetto
di uno stabilimento idrovoro di Portesine alla Fossetta per il prosciugamento meccanico dei terreni pi bassi.
Dopo una breve descrizione dellimpianto (si trova in prossimit
dello sbocco dellantico canale navigabile della Fossetta in Sile
dove sono presenti tuttora le restaurate porte, il dazio e la tariffa
scolpita in pietra per il passaggio dei natanti), il volume prosegue con la descrizione del progetto di recupero paesaggistico e
culturale, sviluppato dal Consorzio Piave con il GAL Terre di Marca in vista di una fruizione anche turistica dellidrovia. La chiusura illustra le caratteristiche della bonifica odierna ed i compiti
che attualmente spettano a un moderno Consorzio.
Dott. Francesco Antoniol

ZONA 1
CONTE GIOACCHINO
M. 335 7255071
Possagno
Cavaso del Tomba
Pederobba
Vidor
Valdobbiadene
Moriago della Battaglia
Sernaglia della Battaglia
Susegana
Farra di Soligo
Pieve di Soligo
ZONA 2
LAVEDER ENRICO
M. 335 7255074
Biadene
Ciano
Cornuda
Covolo
Crocetta del Montello
Impianti Mb
Onigo
Pederiva
ZONA 3
SCHIAVON PAOLO
M. 335 7255079
Caonada
Giavera
Guarda
Signoressa
Trevignano Impianto
Volpago
ZONA 4
GUERRA NICOLA
M. 335 7255075
Contea
Fossalunga
Montebelluna
San Gaetano
SantAndrea
Trevignano
ZONA 5
PORCELLATO ROBERTO
M. 335 7255073
Asolo
Fonte
Maser
Pedemontana
San Vito
San Zenone
ZONA 6
BARUFFA ROBERTO
M. 335 7255076
Busta
Caerano
Caselle Di Altivole
Fanzolo
San Floriano (Castelfranco)
Vall (Riese)
ZONA 7
BARICHELLO PAOLO
M. 335 7255077
Altivole
Bella Venezia (Castelfranco)
Castelfranco
Castello di Godego
Loria
Riese
Villarazzo (Castelfranco)

ZONA 8
PASTRO CRISTIAN
M. 335 7255078
Vedelago
Barcon (Vedelago)
Salvatronda (Castelfranco)
Resana
Salvarosa (Castelfranco)
Campigo (Castelfranco)
ZONA 9
MARCONATO DANILO
M. 348 3431201
Badoere
Istrana
Morgano
Ospedaletto
Padernello
Paese
Pezzan
Porcellengo
Quinto di Treviso
Sala
S. Vitale
S. Trovaso
Villanova
Trevignano
ZONA 10
CAMPION LUCA
M. 348 3431202
Castagnole
Merlengo
Monigo
Musano
Paderno
Pocellengo
Postioma
Ponzano Veneto
Signoressa
S. Bona
S. Pelajo
Volpago Sud
ZONA 11
POZZATELLO GIANCARLO
M. 348 3431203
Arcade
Bidasio
Camal
Cusignana
Fontane Est
Giavera
Nervesa
Povegliano
Sovilla
Villorba
Visnadello
ZONA 12
MAGATON MICHELE
M. 348 3431204
Carit
Catena
Fontane Ovest
Lancenigo
Lovadina
Maserada sul Piave
Spresiano
Pezzan
Saletto
Vacil
Vascon

ZONA 13
ZAN DORIS
M. 348 4410588
Cordignano
Orsago
Gaiarine
Codogn Nord
San Vendemiano
Vazzola Parte
Mareno Parte
Conegliano Sud Est
Godega
San Fior
Colle Umberto
Vittorio Veneto
ZONA 14
MODOLO CLAUDIO
M. 348 4410592
Santa Lucia di Piave
Susegana Sud
Mareno
Vazzola
San Polo di Piave Nord
Cimadolmo Nord
Fontanelle Ovest
ZONA 15
TERZARIOL GUIDO
M. 348 4410583
Codogn Sud
Vazzola Nord Est
Fontanelle Est
Portobuffol
Mansu
Meduna di Livenza
Motta di Livenza
Gorgo al Monticano
Oderzo
Ormelle
Ponte di Piave
Chiarano
Salgareda
ZONA 16
ARDIT DAVIDE
M. 348 3431205
Treviso Sud
Carbonera Sud
Breda di Piave
San Biagio di Callalta
Silea
Roncade
Monastier
Zenson di Piave
Meolo
Preganziol
Quinto Sud
Morgano Sud
Fossalta di Piave
Zero Brano
Casale sul Sile

GUARDIANI DI SOSTITUZIONE:
MICHIELIN MAURIZIO
M. 335 7255080
FRASSETTO FABRIZIO
M. 335 7255081
VINCENZI ANDREA
M. 335 1656543
PERUZZA VALTER
M. 348 4410586

SERVIZIO EMERGENZA ATTIVO 24H


M. 335 69 06 178

M. 348 39 07 878

M. 345 22 75 335

AREA IRRIGUA: DERIVAZIONE FENER,


CANALE BRENTELLA

AREA IRRIGUA: DERIVAZIONE NERVESA,


CANALE DELLA VITTORIA

AREA BONIFICA: IN DESTRA


E SINISTRA PIAVE

Grafiche Antiga spa

SEDE MONTEBELLUNA:
Via Santa Maria in Colle, 2 - 31044 Montebelluna (TV)
Tel. 0423 29 17 - Fax. 0423 60 14 46
C.F.: 04355020266

UNIT PERIFERICA DI ODERZO:


Via Belluno, 2 - 31046 Oderzo (TV)
Tel. 0423 29 17 - Fax. 0422 81 41 44

UNIT PERIFERICA DI TREVISO:


Via San Nicol, 33 - 31100 Treviso
Tel. 0423 29 17 - Fax. 0422 54 18 66

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