Sei sulla pagina 1di 4

Sede Enpas

di Bologna,
1952-57

Saverio Muratori

Grandi Maestri

Testo Luigi Pavan

Tra il settembre 1943 e il gennaio 1944,

ottenere la cattedra di Composizione

perfeziona una prima soluzione, poi modifi-

una estesa zona del centro di Bologna -

Architettonica a Roma. Dopo un iter piutto-

cata, che avrebbe previsto otto campate

gravitante sulle attuali piazza Martiri e piaz-

sto sofferto - in parte esito di una confusa

leggermente aggettanti sul portico basa-

za della Montagnola, aree di ristrutturazio-

temperie politico-amministrativa -, il Comune

mentale, in discontinuit con la campata ini-

ne urbanistica postunitaria - sottoposta a

di Bologna approva, in data 24 luglio 1957,

ziale, verticale e contigua alla cortina edili-

ripetuti bombardamenti aerei. Limmobile

il progetto di ricostruzione delledificio fir-

zia, su via dei Mille. Nel 1955, i disegni

preesistente allattuale sede Inpdap (gi

mato da Muratori che, per i calcoli statici,

esecutivi, pur registrando una raggiunta

Enpas), posto allangolo tra via dei Mille e

si avvale degli ingegneri Car e Giannelli di

stabilit formale sul tema delle quadrifore

via Montebello, viene gravemente danneg-

Roma, suoi collaboratori anche in altri

impilate tra i montanti delle campate, non

giato e, nellimmediato dopoguerra, il lotto

importanti cantieri dellepoca. I lavori di

giungono ancora a dirimere le forme degli

passa dalla propriet Gualandi allEnpas che

costruzione prendono avvio nel dicembre

appoggi - catene, pilastri e pulvini -, n lo

acquisisce, insieme allarea, la volumetria

1958 e sono condotti dallimpresa

spessore dei montanti strutturali che, a

delledificio pressoch distrutto. Nellaprile

Garbarino Sciaccaluga e diretti dalling.

quel momento, ancora di 50 centimetri.

del 1954, lEnpas avvia la procedura per la

Silvio Canella, tecnico interno dellEnpas.

Decisiva, in tal senso, sembra la successi-

riedificazione, con richiesta del contributo

Il 26 maggio 1961, il direttore provinciale,

va adozione del mattone bolognese da 28

statale previsto per i danni di guerra, affi-

Benedetto Alessandri, invia una dichiarazio-

centimetri che allarga a 57 lo spessore dei

dando il progetto per il nuovo edificio poli-

ne di fine lavori al Genio Civile a conclusio-

montanti permettendo un pi agevole inseri-

funzionale - destinato a servizi, ambulatorio,

ne di una complessa fase che lo stesso

mento dei setti cementizi nel nucleo struttu-

uffici e, in parte, a residenza - allarchitetto

Muratori considera una laboriosa opera di

rale che, cos rivestito, perviene alla sua

romano, di origine modenese, Saverio

progettazione, approvazione, esecuzione,

definizione. Ledificio realizzato cos com-

Muratori. Allepoca, Muratori, docente allo

attrezzatura protrattasi per oltre un decen-

posto: un corpo principale parallelo a via

Iuav, sta conducendo le ricerche che porte-

nio. Muratori, del quale non tuttora

dei Mille, successione seriale di nove cam-

ranno al noto Studio per una operante sto-

accessibile larchivio privato, infatti, elabora

pate di sette piani, sul quale si innesta una

ria urbana di Venezia ed prossimo ad

progetti fin dal 1952 e, tra 1954 e 1956,

piastra a due livelli, la sala del pubblico con

64

CIL 127

Nella pagina a fianco:


vista delledificio.

Assonometria.
ELAB. GRAFICHE Carlotta Rigo

65

GRANDI MAESTRI

Campata su via dei Mille.

Dettaglio pilastro-catene-montanti.

Portico su via dei Mille.

sportelli e depositi, posta sul retro e sensi-

modo allusivo: la struttura esibisce un dop-

bilmente ribassata rispetto agli accessi sul

pio corpo strutturale - effettivo solo in que-

portico. Il corpo in linea, secondo Muratori,

sta singola campata terminale e allintero

affine alla serialit gotica della cultura

piano terra - allo scopo di esprimere pi

urbana di Bologna, ma vive anche della

compiutamente la cellula edilizia nellomo-

risonanza di altri riferimenti locali quali le

geneit del partito architettonico. In som-

merlature del palazzo di Re Enzo per la

mit, lo stesso fastigio, che definisce plasti-

sommit, mentre per lattacco al suolo

camente il coronamento lungo via dei Mille,

rimanda ai goticismi lignei di catene e pun-

qui volge pressoch a timpano a conferma-

toni tratti dalle medievali case Grassi e

re una volont di affaccio, di definizione

Isolani. Concordemente a questa intuizione

urbana per questa situazione allincrocio

ambientale, Muratori declina, come nei

delle due vie. Internamente, la pianta

quattro maggiori edifici che costruisce nel

mostra un triplo corpo strutturale, con

dopoguerra, una prova al vero della sua

distribuzione centrale a corridoio tra le due

teorizzazione strutturale. Ciascuno di essi

file parallele di cellule-ufficio: le forcelle dei

affine a una delle epoche che descrivono il

pilastri posti sullasse centrale del piano

ciclo di corsi e ricorsi critici presenti nella

terra, infatti, si biforcano allaltezza del

cultura occidentale: dal romanico della chie-

mezzanino e sostengono i montanti sdop-

sa di S. Giovanni al Gatano, a Pisa, al goti-

piati ai lati del corridoio a confermare vitru-

co dellEnpas, al classicismo tardorinasci-

vianamente laderenza del sistema struttu-

mentale del romano Palazzo Sturzo, per

rale a quello distributivo. Allultimo piano, la

giungere al barocco dellincompiuta chiesa

collocazione degli alloggi per dirigenti e

al quartiere Tuscolano. Bologna, come spie-

custode comporta il raddoppio dei nuclei di

ga in modo analitico Muratori, non classi-

collegamento verticale (doppie scale, dop-

ca e mediterranea come Roma; qui gi si

pio ascensore...). Ledificio a destinazione

respira un clima nordeuropeo. Ci lo indu-

mista, in parte direzionale e in parte sanita-

ce a mettere in atto una espressione parti-

ria e residenziale, dunque, si propone quale

colare della svettante fabbrica laterizia: una

autentica architettura di citt, nella quale

concezione osteologica, scandita dai mon-

convergono i luoghi del lavoro, dellassisten-

tanti, guida la conformazione del volume

za sanitaria e quelli del vivere, definiti

traforato dalle insistite quadrifore che, nel-

anche formalmente nellarticolazione dei

lintreccio di catene e contrafforti, si erge

livelli di facciata e nellambiguit del caratte-

plasticamente sui massivi appoggi del porti-

re strutturale. Il mattone, caratteristico

co posti a collegare ledificio al suolo. Nel

della pienezza massiva, infatti chiamato a

fronte su via dei Mille, si trovano due singo-

rivestire il cemento per conferire maggior

larit al centro delle quadrifore poste al

congruit ambientale ma, soprattutto, per

terzo piano della terza e settima campata:

caricare visivamente la struttura in modo

leliminazione dei pilastrini (quelli attuali, in

sostanzialmente diverso dalle pratiche allo-

legno, sono posteriori) genera una coppia

ra prevalenti. Una collaborazione tra lateri-

di fuochi ottici entro una figura che si pro-

zio e calcestruzzo che non la visione

pone come vero prospetto di un edificio

distinta e specialistica (telaio e tampona-

precisamente collocato e non tendenzial-

mento) presente in molti edifici dellepoca,

mente ripetibile allinfinito come si voluto

le cui sezioni strutturali, secondo Muratori,

pensare. Diversamente, nel retrostante

erano inadeguate a rappresentare latto tet-

fronte nord, in corrispondenza delle campa-

tonico. Conformemente alle sua teoria del-

te dei fuochi predetti, la collocazione dei

lambientamento strutturale, secondo

corpi scala causa una sfasatura dei livelli

Muratori larchitettura una metafora della

tra le colonne di quadrifore che, affidandosi

societ, o meglio, come essa dovrebbe

alla percezione distratta del retro, viene

essere: non divisa in tante parti sezionate e

mimetizzata dalluniformit di montaggio

funzionanti in modo autonomo, ma compo-

delle campate. Su via Montebello, il pro-

sta di elementi interagenti che collaborano

spetto rappresenta la sezione solo in

come in un organismo vivente.

66

CIL 127

Foto del modello originale (1954 ca.).

Riferimenti bibliografici
Paolo Portoghesi, La scuola romana, in
Comunit, 75, 1959, pp. 47-59.
Aa.Vv., Storia Architettura, n.1-2, a. VII, gennaio-dicembre 1984, monografico su Saverio
Muratori.
Giancarlo Cataldi (a cura), catalogo della
mostra Saverio Muratori architetto (19101973). Il pensiero e lopera, numero speciale di
Studi e documenti di architettura, n. 12, giugno 1984 (2 ed. ampliata 1991).
Gianfranco Caniggia, Saverio Muratori. La
didattica e il pensiero, in Marina Montuori (a
cura), Lezioni di progettazione. 10 maestri dellarchitettura italiana, Electa Milano 1988,
pp. 143-161.
Giorgio Pigafetta, Saverio Muratori architetto
- Teoria e progetti, Venezia 1990.
Giancarlo Cataldi, Larchitettura di Saverio
Muratori, in Aion, n.4, 2003.
Luigi Pavan, Larchitettura organica secondo
Saverio Muratori, in E. Mantese (a cura),
Carattere Narrazione Variazione. Studi sul
valore urbano dellarchitettura, Marsilio - Iuav,
Venezia 2008.

1
2
3
4
5
6
7
1

Opere principali
Piano regolatore generale e edifici del centro
di Cortoghiana (Cagliari), 1942 e segg.
Quartiere Ina-casa di San Paolo al Valco,
Roma, 1950 (con M. De Renzi)
Quartiere Ina-casa del Tuscolano II, Roma,
1950 (con M. De Renzi)
Chiesa di San Giovanni al Gatano (Pisa),
1954-57
Sede nazionale del partito della Democrazia
Cristiana in piazza Sturzo, Roma, 1956-62
Cripta della chiesa dellAssunzione al quartiere Tuscolano, Roma, 1954-70

Particolare
Legenda:
1. cemento bocciardato
2. lastra di vetro
3. pavimentazione in piastrelle ceramiche

4. pilastro in marmo
5. ringhiera in ferro verniciato
6. davanzale in marmo
7. rivestimento in laterizio
8. pilastro rivestito in lastre di granito

67

GRANDI MAESTRI

Archivi consultati
Archivio della Regione Emilia Romagna, fondo
Genio Civile, San Giorgio di Piano; archivio
regionale dellIstituto Nazionale Previdenza Dipendenti Amministrazione Pubblica (Inpdap);
fondo Muratori (gi Archivio Bollati-Marinucci) presso la Biblioteca civica G. Poletti,
Modena.