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I

La caduta di Lucifero
Chi pu contare il gran numero di demoni [...] che tentano e tormentano gli
uomini? [...] Sono come il pulviscolo nellaria [...] ci ronzano sempre intorno come
mosche [...] il loro numero noto solo a Dio1.
Cos, nella seconda met del Trecento, un predicatore, forse francescano,
celebrando la sconfinata grandezza del creato, registrava la diffusa sensazione della
concreta ubiqua presenza dei demoni nellorizzonte cristiano e anzitutto nella vita di
ogni giorno. Infiniti e infestanti come mosche solo Dio pu conoscere il numero i
demoni abitano nellaria attorno alla terra2 secondo una tradizione giudeo-cristiana, in
aere caliginoso3, per tentare e mettere alla prova gli uomini. Dunque, per volere di Dio,
nella zona intermedia dellaria, non con noi in terra, perch in tal caso come
annotava Pietro Lombardo sarebbero troppo molesti per gli uomini4.
Anche cos, tuttavia, molto faticoso e penoso dover stare sempre in guardia
contro le insidie del nemico e stare come fossimo in continua battaglia, ricorda
lanonimo predicatore citando la triste considerazione di un discepolo di Gregorio
Magno che non so quanta consolazione potesse trarre dalle parole dello stesso Gregorio:
non sar faticoso se affideremo la nostra difesa non a noi stessi ma alla grazia divina5.
Un numero sterminato di demoni ci sta attorno: grande la loro moltitudine
nellaria che ci circonda e non sono lontani da noi, si legge nella Vita di Antonio6; era
unesperienza comune dei monaci nel deserto, spazio proprio dei demoni. Qualche
decennio dopo la morte di Antonio, Cassiano, che trasferisce in Occidente lesperienza
dei Padri del deserto, repeter: grande il numero degli spiriti che affolla laria fra
terra e cielo, ove svolazzano senza star mai fermi n oziosi7. Non un caso se, in un
mondo tutto infestato da demoni, si facesse strada lidea, ben presente nella spiritualit
essenica e giudeo-cristiana come in alcuni Padri, che insieme al buon angelo custode
ogni uomo avesse presso di s un angelo malvaggio. Se ne ricorder Ignazio di Loyola
1

Texte aus der Zeit Meister Eckharts, II, hrsg. von A. Beccarisi, Hamburg 2004, p. 270 ; il testo um
insieme di citazioni da Aimone di Halberstadt, Bonaventura da Bagnoregio e Giovanni Damasceno.
2
Ef., 2,2; 6,12.
3
Cfr. J. Danilou, Thologie du Judo-Christianisme, Tournai 1958, pp. 149-150.
4
Petri Lombardi Sententiae in IV libris distinctae, lib. II, dist. IV, cap. 3, Grottaferrata 1971, vol. I, p.
356 (le successive citazioni si riferiranno sempre a questa edizione).
5
Texte cit., p. 273; cfr. anche Gregorio Magno, Dialoghi, III, 20, 3 (seguo led. latino-italiana della
Fondazione L. Valla, con il titolo Storie di santi e di diavoli, 2 voll., a cura di S. Pricoco e M. Simonetti,
Milano 2005-2006; quindi vol. II, p. 94)
6
Vita di Antonio, 21, a cura di G.J.M. Bartelink, Fondazione L. Valla, Milano 1974, p.50 (Il rinvio
sempre al texto latino, la versione italiana qui utilizzata a fronte; lavvertenza valida per tutti i volumi
della Fondazione L. Valla, Le traduzioni sono raramente modificare; per gli altri testi latini tradotti nel
corso Del saggio Le versioni sono mie, salvo diversa indicazione).
7
Cassiano, Collationes, VII, 12, P.L. 49, 740.

nei suoi Exercitia dando regole precise e utili per una piena distinzione degli spiriti
fra angelus bonus e malus, poich luno e laltro spirito si insinuano negli animi in
modi diversi8.
E poich la spiritualit cristiana ossessionata dalla presenza del male fra gli
uomini, Satana con il suo esercito di demoni occupa uno spazio amplissimo in tutti gli
scrittori fin dai primi secoli. Il Nuovo Testamento presente il Maligno (ache diavolo e
Satana)9, principe di questo mondo10, come il grande nemico di Dio che impedisce
lavvento del Regno messianico (della cui imminenza segno la cacciata dei demoni
operata da Ges), tenta persino il Cristo e continuer la sua definitiva sconfitta nei tempi
apocalittici. Tutte le vite e passioni dei martiri sono esempi della continua lotta fra il
bene il messaggio cristiano e il male impersonatto nelle figure dei persecutori e nelle
istituzioni pagane, manifestazioni di Satana.
La riflessione esegetica, apologetica e teologica dei primi secoli cristiani si
impegner nel difficile compito di ritrovare nel Vecchio Testamento unangeologia e
una demonologia ad esso estranea, sotto linfluenza dellapocalittica giudaica e della
tradizione filosofica greca, platonica e neoplatonica. Peraltro la demonologia che
trova largo spazio nel Nuovo Testamento rispondeva a un problema della presenza di
forze avverse, del male, del disordine, tanto pi difficile da spiegare in un universo che,
come nel mito del Genesi, formato si dir poi creato da Jahv che, il seso giorno,
si compiace della bont dellopera sua: E Dio contempl le cose che aveva fatto ed
erano molto buone11.
Il primato veterotestamentario di Jahv non permetteva soluzioni dualistiche,
attestate nel tardo giudaismo e nei primi secoli cristiani, soprattutto nello gnosticismo: il
male che nel Genesi si manifesta nella tentazione del serpente (creatura de Jahv,
astuta ma senza caratteri demonici) e nellinfrazione di Eva e di Adamo doveva
trovare un pi ampio scenario, tale da coinvolgere tutta la creazione. Allorigine del
male non poteva porsi solo la disobbedienza della prima coppia umana a un comando
divino, ma una pi profonda crisi nellordine creato da Jahv.
Nellambiente giudaico, nella comunit di Qumran, soprattutto nella letteratura
apocalittica, ove angelologia e demonologia avevano trovato ampi sviluppi, riflettendosi
negli scritti neotestamentari e quindi nella letteratura cristiana, si viene variamente
definendo lidea che lorigine del male vada ricercata in un atto delle potenze
superiori, delle prime creature, gli angeli, che hanno infranto lordine del creato e
8

Ignazio di Loyola, Exercitia spitiualia, Ed. I. Colveras et C. De Dalmases, Romae 1969, p. 393. Il tema
dei due spiriti buono e malvaggio presso ogni uomo (presente anche nella religiosit greca) gi nel
Manuale di disciplina, III, 18-26, trad. it. in I manoscritti di Qumran, a cura di L. Moraldi, Torino 1971,
p. 349 e p. 143. Cfr. Danilou, Thologie cit., p. 144; Id., Ls anges et leur missio daprs les Pres de
lglise, Chevetogne 1952, pp. 108 sgg.
9
Cfr. Mt., 13, 19; Mc., 4, 13; Lc., 8, 12.
10
Gv., 12, 31.
11
Gn., 1,31.

sono caduto o cacciati dalle sedi celesti nei cieli inferiori, nellaria caliginosa per
por essere chiusi nei luoghi infernali il giorno del giudizio.
Ampio scenario assume il tema dellorigine del male nella cosmoteologia
gnostica, ove anche la nascita dei demoni loriginario perfetto mondo del divino. E se
diverse sono le mitologie dei vari gruppi gnostici, comune e coerente al loro radicale
dualismo la connessione dei demoni con il mondo materiale, la sostanza ilica e con le
passioni ad essa inerente. Nella gnosi valentiniana, lultimo eone, Sofia, travolta dalle
passioni nate dallimmoderato desiderio di conoscere il Padre inconoscibile, provo il
disordine fra gli eoni e genera una sostanza sensa forma: la sostanza della materia,
figlia dellignoranza, del dolore, del timore e dello stupore, passioni di Sofia; ancora da
una di queste dall (lo sgomento) il Demiurgo, figlio del timore, creatore del
mondo materiale, trae la sostanza del diavolo, cos come dal dolore () nascono
gli elementi spirituali della malvagit; dalla sostenza materiale e diabolica il
Demiurgo ha formato anche il corpo delluomo. Maligno per natura, il diavolo, figlio
dellerrore e dellignoranza, una parte di tutta la materia. Sono i demoni, celesti
cronocratori, che attraverso i cieli governano il mondo, potenze malefiche di sinistra
in lotta continua con le potenze benefiche di destra: di qui trae origine la forza del
destino () dalla quale solo il Salvatore pu liberarci12.
(...)

(Tullio Gregory. Principe di questo mondo Il diavolo in occidente. Editori


Laterza, Roma-Bari, 2013, pp. 3-7)

12

Si vedano i temi cui ci fa cenno in Testi gnostici in lingua greca, a cura di M. Simonetti, Fondazione L.
Valla, Milano 1993, pp. 290, 334-336, 306, 338, 242, 386-388. Per Il rapporto fra e (il filo
assegnato dal destino) nel mondo greco, cfr. R.B. Onians, Le origini Del pensiero europeo, a cura di L.
Perilli, trad. di P. Zaninoni, Milano 1998, pp. 485 sgg.