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Economia Aziendale

di Valentina Minerva
Appunti del corso di Economia Aziendale. Consentono una familiarizzazione
con i principali temi e argomenti della materia, approfondendo tutto ci che
riguarda gli aspetti economici dell'azienda. Corredati di numerosi esempi.

Universit:
Facolt:
Esame:
Docente:

Universit Cattolica del Sacro Cuore di Milano


Economia
Economia Aziendale
Confalonieri Marco

Valentina Minerva

Sezione Appunti

1. Cenni storici di economia aziendale


Leconomia aziendale una disciplina introdotta agli inizi del 1900.
Gli studi legati alla ragioneria, quindi contabilit, bilancio, ecc, risalgono per gi ai tempi antichi, dove
venivano gi utilizzati metodi quantitativi di controllo.
Nel passato sono stati introdotti alcuni concetti:
INVENTARIO : elenco di beni, crediti o debiti, posseduti da un certo soggetto. Veniva utilizzato per
definire il patrimonio di un ente.
Linventario pu essere:
- FISICO : lindividuazione dei beni (ad esempio un appartamento, un terreno)
- MONETARIO : rappresenta lassegnazione ai singoli beni di un determinato valore.
Con linventario quindi si determina il PATRIMONIO : insieme di beni o diritti attivi (immobile) o diritti
passivi (mutui)di un soggetto.
Il patrimonio lordo dato dai beni o diritti attivi, il patrimonio netto dato dalla differenza tra i beni o diritti
attivi e i diritti passivi.
Il patrimonio si misura in un determinato momento, in base al momento il patrimonio pu variare, pu
generare o perdere ricchezza. Si dice che pu variare nella sua entit.
Ma il patrimonio pu variare anche nella sua composizione, ad esempio il denaro pu diventare un bene
materiale.
Gi dallantichit avvenivano scritture per verificare le modifiche del patrimonio. Ma non esisteva ancora la
partita doppia, si utilizzava la
PARTITA SEMPLICE : a differenza della partita doppia, presuppone una rilevazione sotto un solo aspetto
(ad esempio luscita di denaro, il conto corrente bancario)
Lo strumento per rilevare questi soggetti il CONTO, che segue la struttura della partita semplice.
Fin dai tempi antichi esisteva la differenza tra
CONSUNTIVO : conto esposto dopo fatti realmente avvenuti
PREVENTIVO : ipotesi fatte prime del fatto, rappresentano previsioni future.
Cade lImpero Romano, ma queste regole rimangono.
Solo con la ripresa delleconomia, tra 1300 e 1400, con il rinascimento, il fiorire dei traffici grazie
allattivit dei mercanti e le scoperte delle nuove rotte, subentra la necessit di stabilire il REDDITO : il
GUADAGNO.
Nelle aziende complesso stabilire il REDDITO TOTALE, in quanto non determinante, perch tra la data
di costituzione e la data di liquidazione dellazienda possono passare parecchi anni, o non avvenire proprio.
Quindi il reddito totale oggettivo.
A differenza per determinare il REDDITO DESERCIZIO si tiene conto di un anno solare, di un periodo
limitato, la misurazione quindi soggettiva, perch un periodo e la valutazione a fine anno varia in base a
quellanno. Per non tutti i beni sono facilmente riconducibili a denaro.
PARTITA DOPPIA : Rappresenta i movimenti di conto del patrimonio e determina la perdita o il ricavo di
denaro. Vede il fenomeno aziendale sotto due punti di vista.

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Dal 1300, con Luca Paciolo (colui che ha creato larte di tenere i conti), fino al 1900, avviene uno sviluppo
degli studi di ragioneria.
Nel 1800 litaliano Villa introduce oltre ai concetti contabili amministrativi, altri concetti legati allazienda
sotto altri aspetti.

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2. Fabio Besta e Gino Zappa: metodi di rilevazione contrapposti in


economia aziendale
Il concetto di economia aziendale si sviluppato solo con Fabio Besta e il suo allievo Gino Zappa.
Besta nel libro La Ragioneria sottolinea che lazienda deve essere esaminata sotto laspetto della gestione,
della direzione e del controllo.
Secondo Zappa, invece, lazienda deve essere vista sotto laspetto sempre della gestione (riguarda i processi
produttivi) e dell'organizzazione (coordinamento dellattivit dellazienda, quindi coordinamento uomo
macchina), ma a differenza ci deve essere la rilevazione contabile, ovvero tutti i fatti aziendali devono essere
iscritti partita doppia per poi arrivare alla contabilit.
Inoltre secondo Besta la gestione e la direzione sono troppo distanti tra loro, e variano da azienda ad
azienda, quindi non possono essere generalizzati; a differenza del controllo che uguale per tutte le aziende.
Zappa in contrapposizione, perch sostiene che possibile teorizzare la gestione e lorganizzazione per
tutte le aziende.
Quindi il termine economia aziendale, rappresenta la disciplina che studia la gestione, lorganizzazione e la
rilevazione, quindi aspetti di ragioneria, di unazienda. Questo permette di avere una visione globale
dellazienda.
Il metodo di rilevazione di Zappa, molto teorico, stato utilizzato in Italia fino a 10 anni fa, ora lItalia si sta
orientando verso il metodo di Besta, pi applicativo, che viene gi utilizzato dal resto del mondo.

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3. Differenze tra economia aziendale ed economia politica


Leconomia aziendale si pone allinterno dellazienda, esaminando i fenomeni che toccano lazienda
appunto dallinterno. A differenza leconomia politica si divide in macroeconomia, che si occupa di
fenomeni come il PIL, e microeconomia che si avvicina di pi alleconomia aziendale, e si occupa
dellazienda, del mercato.
Leconomia politica, quindi, studia i fenomeni aziendali ma dallesterno dellazienda, come osservatore
neutrale.
Leconomia aziendale studia anche il comportamento delle persone, partendo dallattivit economia e
arrivando allazienda.

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4. Classificazione delle aziende in economia aziendale


Le aziende possono essere classificate in:
AZIENDE PRODUTTIVE : sono costituite per produrre beni o servizi e si ricollegano alle IMPRESE. Il
fine quello economico, per produrre reddito.
Il fenomeno che le caratterizza il rischio di mercato, ovvero il rischio di non vendere i prodotti, a
differenza delle aziende erogative (famiglie) che non vendono ma producono per se.
Nelle imprese il rischio grava sia su chi ha messo i capitali propri, perch rischia di perderli, ma anche sui
lavoratori, che possono perdere il posto di lavoro, e su chi ha apportato capitale di credito, a titolo di
prestito, come le banche.
Esiste una differenza tra il termine azienda e impresa.
Tutte le aziende che producono beni o servizi sono realt aziendali, mentre chi opera con il rischio di
mercato costituisce unimpresa.
- La normativa giuridica definisce allart. 2555 l AZIENDA come complesso di beni organizzati
dallimprenditore per lesercizio dellimpresa. In economia aziendale questo concetto viene chiamato
patrimonio.
- Secondo Zappa lazienda un istituto economico destinato a durare nel tempo.
- L'azienda viene costituita per soddisfare bisogni umani.
- Permette di produrre o consumare ricchezza: lazienda di produzione produce ricchezza, viceversa
lazienda di erogazione consuma ricchezza (famiglia).
AZIENDE EROGATIVE : sono gli enti che consumano ricchezza e si distinguono in:
- FAMIGLIA
- ISTITUTI PUBBLICI : ovvero comuni, province e regioni;
- ENTI NO PROFIT : sono enti dotati di un patrimonio volto a soddisfare alcuni bisogni a fini sociali.
Per gli enti no profit sono delle realt che operano sul mercato, anche se non hanno come scopo esclusivo il
raggiungimento di risultati economici. In alcuni casi pu essere considerato come azienda di produzione,
perch opera sul mercato e di conseguenza soggetta al rischio di mercato, anche se il fine esclusivo non
quello economico.

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5. Classificazione delle imprese in economia aziendale


Le imprese possono essere:
- INDIVIDUALI : dove i capitali apportati a titolo di propriet sono di un solo soggetto.
- COLLETTIVE O SOCIET : dove il capitale non apportato da un unico soggetto, ma da pi soggetti che
prendono il nome di soci.
La specializzazione delle imprese si scompone in tre livelli:
1.La suddivisione in Famiglie, Imprese, Istituti Pubblici e Enti no Profit.
2.Si suddividono in base alle attivit che svolgono le aziende, in base a che tipo di specializzazione lazienda
intende fare in un determinato settore.
3.La specializzazione allinterno di ogni azienda, quindi riguarda lorganizzazione delle persone.
COMPORTAMENTO DELLE AZIENDE
Sia le aziende erogative che quelle produttive hanno un patrimonio.
Lente erogativi ragiona in termini di ENTRATE e USCITE, mentre lente produttivo ragiona in termini di
COSTI e RICAVI.
Le entrate e le uscite possono essere ORDINARIE, quando sono entrate ricorrenti; STRAORDINARIE,
quando sono eccezionali e a lungo andare portano ad una riduzione del patrimonio.
La differenza tra
USCITE : con luscita si consuma ricchezza.
COSTI : riducono il reddito e quindi il patrimonio, ma non rappresentano un costo razionale, perch
producono a lungo andare benefici per lazienda.
Pu esistere una separazione tra:
MOMENTO ECONOMICO : costi/ricavi. Laspetto pagamento pu avvenire in un secondo momento. Per
se sostengo i costi posso rafforzare la mia azienda perch ho un ritorno economico.
MOMENTO FINANZIARIO : entrate/uscite.
ENTE EROGATIVO : ad esempio una famiglia che acquista una macchina, sostiene unuscita di denaro in
quellanno. Questo viene definito principio di cassa, principio finanziario.
ENTE PRODUTTIVO, LE AZIENDE : distinguono laspetto economico e laspetto finanziario, che spesso
possono coincidere (ad esempio quando lazienda paga immediatamente lacquisto di una materia prima).
Ma possono anche esserci momenti differenti, quando avviene una separazione tra luscita di denaro, che
avverr dopo un certo periodo di tempo, e il costo che lazienda ha sostenuto. Questo si chiama principio di
competenza, quando laspetto finanziario si importante, ma lazienda cerca di correlare in quellanno costi
e ricavi che hanno una ,manifestazione economica.

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6. Definizione di operazione di gestione


Queste operazioni devono avere la condizione di efficienza, ovvero tutte le attivit devono essere gestite in
maniera economica, con il fine di produrre reddito.
- OPERAZIONI DI TRASFORMAZIONE FISICO-TECNICA : possono essere operazioni di imprese che
producono beni o servizi, aziende erogative, come le famiglie che consumano le derrate alimentari
- NEGOZIAZIONI DI BENI PRIVATI E PUBBLICI : sono legati al mercato e rappresentano i rapporti che
ha lazienda con altri soggetti.
- PRESTITO : un ente presta del denaro e limpresa ottiene un finanziamento. Lazienda deve pagare degli
interessi, e ad una certa scadenza, stabilita tra le parti, rimborsare il debito.
- NEGOZIAZIONI DI RISCHI SPECIFICI : assicurazioni
- NEGOZIAZIONE DI CAPITALE PROPRIO : rappresenta il mercato dei capitali, la borsa.
CAPITALE PROPRIO : un soggetto decide di investire il proprio capitale, ad esempio in una societ, cos
diventa socio della societ. Lazienda aumenter cos il proprio capitale.
BENEFICI PER IL SOCIO
- remunerazione periodica, che si chiama dividendo. Questa non predeterminata, perch si distribuisce il
dividendo solo quando lazienda ha utile.
- la societ che decide in che maniera distribuire il dividendo
Chi conferisce il capitale proprio non ha la possibilit di chiedere il rimborso di quanto ha versato se non
alla liquidazione dellazienda, per pu vendere la sua quota o in borsa o ad un altro soggetto.
Lazienda non ha quindi obblighi di pagare interessi, n di rimborsare questi finanziamenti.
CAPITALE DI TERZI : chi presta denaro, come la banca, riceve una remunerazione predeterminata a
differenza dellazionista. Questa viene definita interesse.
- NEGOZIAZIONE DEL LAVORO : composto dalle aziende che cercano personale e da soggetti che
offrono la propria prestazione.
ALTRE OPERAZIONI
- OPERAZIONI DI ORGANIZZAZIONE : aspetto tipico dellazienda, dove necessario che personale,
macchinari e capitali siano organizzati per arrivare a scopi determinati.
- OPERAZIONI DI RILEVAZIONE : sono i processi di contabilizzazione
Le aziende svolgono attivit per produrre reddito che il fine per soddisfare le proprie esigenze.
Lente erogativi sostiene con il proprio patrimonio, reddito, deve soddisfare esigenze di consumo.
Producono ricchezza per soddisfare esigenze ad esempio famigliari.

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7. Bisogni dell'ente erogativo


Lente erogativi ha varie possibilit di SCELTE DI CONSUMO.
- BENI PRIMARI : necessit di mangiare, vestirsi, acquistare unabitazione BENI VOLUTTARI : beni
secondari
- BENI COMPLEMENTARI : sono legati hai bisogni che sono soddisfatti dallesigenza di avere pi beni.
Ad esempio un viaggio (composto da trasporto, alloggio, ecc)
- BENI FUNGIBILI : beni sostituibili (penne)
- BENI DIFFERENZIABILI: beni con determinate caratteristiche (automobile)
- BENI NON DIFFERENZIABILI : materie prime: acciaio, ferro, carbone, petrolio
- BENI DI CONSUMO : bene che esaurisce la sua utilit dopo un processo produttivo, serve solo per un
processo produttivo. misurato con un costo che grava nel periodo in cui lho utilizzato.
- BENI STRUMENTALI O DUREVOLI : beni che servono per produrre qualcosaltro. Sono utilizzati per
pi processi produttivi. Rimanendo in azienda pi a lungo, legato ad un processo di ammortamento.
20 000 (COSTO BENE) : 10 ANNI = 2 000 (COSTO)

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8. Definizione di assetto istituzionale


Per assetto istituzionale si intende per chi stata costituita lazienda e quale fine ha.
Lassetto istituzionale composto da combinazioni economiche:
- assetto tecnico, dato dai macchinari
- personale
- assetto tecnico e personale sono oggetto di organizzazione e quindi si parla di assetto organizzativo
- patrimonio, con il quale si acquistano i beni di consumo e beni strumentali, attraverso il lavoro, si ottiene
il prodotto, vendendolo si ottiene un utile, che aumenter il patrimonio.

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9. Componenti dellassetto istituzionale


- SOGGETTO ECONOMICO (a livello generale)
E linsieme di soggetti o enti che hanno linteresse economico per lazienda.
- CONFERENTI DI CAPITALE PROPRIO (soci)
- CONFERENTI DI LAVORO
- CONFERENTI DI CAPITALE DI CREDITO (finanziatori)
- CLIENTI E FORNITORI
- CONCORRENTI
- COMUNIT LOCALE
- STATO e ENTI PUBBLICI

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10. Definizione di soggetto economico improprio - a livello specifico


Persona o gruppo di persone che prendono le decisioni importanti di unimpresa.
Nelle IMPRESE INDIVIDUALI, lIMPRENDITORE il proprietario e unico soggetto, e quindi lui a
prendere decisioni importanti.
Nelle SOCIET, sono i SOCI DI MAGGIORANZA a prendere decisioni.
SHEREHOLDERS : portatori di azioni, quindi i soci (legato al soggetto economico improprio)
STAREHOLDERS : portatori di interessi (legato al soggetto economico)
- CONTRIBUTI CHE VENGONO APPORTATI
- RICOMPENSE, che attendono i soggetti che apportano contributi allazienda, e i contributi possono essere
capitali, lavoro
- MANSIONI ATTRIBUITE AI SINGOLI SOCI
- I FINI E GLI SCOPI DELLATTIVIT
- LA STRUTTURA DELLE ATTIVIT ECONOMICHE

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11. Tipologie di societ


Le societ possono essere:
- Societ di persone
- Societ di capitali
- Societ cooperative

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12. Caratteristiche della societ di persone


- Ha molta rilevanza la figura del socio
- Il terzo pu fare affidamento sia sul patrimonio della societ, sia sul patrimonio personale dei soci
- Si sceglie questo tipo di societ, quando la societ che si vuole costituire pi modesta, viene immesso
cos meno capitale
- Solitamente il socio solo, o con la famiglia, ma comunque di persone di cui si fida, perch impegna tutto
il suo patrimonio

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13. Caratteristiche della societ di capitali


- La societ ha una prevalenza rispetto ai soci
- Il terzo pu fare affidamento solo sul capitale della societ, non si pu quindi rivalere sul patrimonio
personale dei soci come persone fisiche
- Si scegli questa societ, quando la societ che si vuole costituire ha una certa rilevanza
- I soci vogliono tenere distinto il proprio patrimonio dai capitali che investono in azienda. Non hanno cos
responsabilit patrimoniale, ma perdono solo ci che hanno investito.

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14. Elenco e funzioni degli organi societari


- SOCI
- ASSEMBLEA DEI SOCI : organo deliberativo, prende decisioni
- CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE O AMMINISTRATORE UNICO : organo esecutivo, gestisce
lazienda
Nelle societ lassemblea a prendere decisioni e delibera a maggioranza. Lassemblea composta dai
SOCI.
Le decisioni possono riguardare:
- nomina degli amministratori
- approvare il bilancio
- nominare i dirigenti
- decidere il dividendo
- prendere decisioni strategiche
In base alle dimensioni dellazienda si sceglie lamministratore unico per le societ piccole o medio-piccole.
Le sue funzioni sono:
- gestire lazienda
- assumere dipendenti o dirigenti
- svolge lattivit dellimprenditore secondo le deleghe ricevute dallassemblea
In alternativa dellamministratore unico, si pu costituire un organo collegale, composto da pi persone.
Questo rappresenta il consiglio di amministrazione che gestisce lazienda.
lo statuto della societ che fissa il numero dei componenti del consiglio di amministrazione, solitamente il
numero dispari per avere una maggioranza.
Allinterno del consiglio di amministrazione, i consiglieri nominano il presidente, che ha la funzione di
rappresentanza dal punto di vista giuridico, ovvero rappresenta lazienda di fronte a terzi. Pu essere
esecutivo o meno.
Spesso accanto al presidente si trova lamministratore delegato, un consigliere con particolari compiti e
responsabilit. delegato dal consiglio di amministrazione di seguire giorno dopo giorno lazienda,
lamministratore pi operativo. La nomina di questa figura volontaria, dipende dallo statuto.
DIPENDENTI DELLA SOCIET, sono gli organi interni della societ
DIRETTORE GENERALE : pu essere direttore commerciale, tecnico amministrativo
COMITATO ESECUTIVO : un anello fra il consiglio di amministrazione e lamministratore delegato o
direttore generale. un organo deliberativo.
ORGANO DI CONTROLLO : esterno allazienda. un organo collegiale, che non gestisce lazienda ma
deve fare riferire ai soci che lazienda gestita in maniera corretta. Il controllo sugli aspetti giuridico
formali.
In Italia nelle societ di capitali abbiamo:
COLLEGIO SINDACALE : professionisti contabili che danno giudizi sullattivit, sullorganizzazione e
sulle normative

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SOCIET DI REVISIONE : ente che si occupa della contabilit, formati da professionisti indipendenti dalla
societ, anche se vengono pagati dalla societ stessa.

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15. Sigle che definiscono i vari tipi di societ


SOCIET DI PERSONE, le delibere vengono assunte in base alle quote
- SOCIET IN NOME COLLETTIVO SNC
La responsabilit completa dei soci. Il soggetto economico sono i soci, ma sono anche soggetti giuridici
perch sono i responsabili di fronte alla legge.
- SOCIET IN ACCOMANDITA SEMPLICE SAS
Allinterno della societ ci sono:
- Accomandatari, coloro che rispondono anche con il proprio patrimonio personale.
- Accomandanti, coloro che rispondono solo con la quota apportata nella societ
SOCIET DI CAPITALI, la societ stessa soggetto giuridico, per pu esistere il presidente che diventa
soggetto giuridico, ovvero ha la responsabilit di fronte ai terzi.
- SOCIET A RESPONSABILIT LIMITATA SRL
Utilizzata per societ medio piccole, perch costa meno gestire dal punto di vista giuridico una srl. La
responsabilit del socio si esaurisce nella quota che conferisce. In questo caso si parla di quote. Per essere
costituite il capitale non deve superare i 100 000 euro
- SOCIET PER AZIONI SPA
Non si parla di quote ma di azioni. Ci sono regole societarie pi complesse: ci sono due tipi di assemblee:
straordinarie o ordinarie. C la separazione tra patrimonio sociale e personale.
Se per un amministratore a provocare un danno per la societ, e si comportato in maniera scorretta, pu
essere attaccato il suo patrimonio personale.
- SOCIET IN ACCOMANDITA PER AZIONI SAA

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16. Elenco delle diverse tipologie dimprese


- IMPRESE AD ASSETTO PROPRIETARIO CAPITALISTICO : che sono le societ individuali.
- PUBLIC COMPANY : societ quotate o non quotate in borsa (solitamente sono quotate), che hanno la
caratteristica di avere un capitale diffuso. Non esiste un soggetto economico improprio, ma una societ con
tanti piccoli azionisti, questi sono risparmiatori e investono, ma in sede assembleare non costituiscono una
maggioranza.
La public company si basa sul PATTO DI SINDACATO, ovvero un accordo tra un gruppo di piccoli
azionisti, che si impegnano a prendere le decisioni di comune accordo, nominano un comune rappresentante,
formando quindi il soggetto economico improprio.
- GLI AZIONISTI PERDONO DIMPORTANZA E ASSUMONO IMPORTANZA I DIRIGENTI
- IMPRESE CON SOCI PRIVATI O PUBBLICI (STATO, REGIONI ) : il socio di riferimento
pubblico, lo stato, le regioni
Su queste tipologie dimprese c la distribuzione del diritto di propriet, ovvero non tutte le azioni danno il
medesimo diritto di voto.
TIPI DI AZIONI
Ci sono due tipi di azioni
- ORDINARIE : azioni che normalmente vengono emesse dalla spa
- PRIVILEGIATE : possono avere privilegi legati al riparto degli utili o u privilegio in sede di delibere.
Se c un utile , prima viene pagato il dividendo alle azioni privilegiate, poi si paga il dividendo a quelle
ordinarie. Per queste azioni hanno un potere di voto limitato.
Allestero le azioni privilegiate non hanno un privilegio nel voto ma nel dividendo.
- GOLDEN SHARE : azioni connessa a processi di privatizzazione, lo stato vende un certo numero di azioni
ai privati, mantenendo una quota. In certe situazioni lo stato, avendo una minoranza, ha il privilegio della
golden share, quindi pu intervenire con il suo voto. Quindi si pu definire unazione privilegiata nel voto.
Lazionista ordinario pu votare sia nelle assemblee ordinarie, che in quelle straordinarie, mentre lazionista
privilegiato pu votare solo nelle assemblee straordinarie. Solitamente queste azioni interessano ai
risparmiatori, ai piccoli azionisti a cui non interessa prendere decisioni, ma prendere un dividendo pi alto.

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17. Politica sulla distribuzione dei dividendi in azienda


Il dividendo che non viene distribuito ai soci e rimane in azienda costituisce la riserva.
In sede di assemblea posso distribuire tutto in dividendo 8ma il 5 % deve per forza andare a riserva) o
lasciare tutto in riserva.
Se lutile viene portato a riserva si parla di autofinanziamento dellazienda. Lazienda si pu finanziare in tre
modi:
- chiedere ai soci altro denaro, cos aumenta il capitale sociale
- chiedere un prestito, cos la societ si indebita con la banca e emette un credito obbligazionario
- autofinanziamento, con gli utili ottenuti dalla gestione posso fare altri investimenti

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18. Tipologie di assemble in ambito aziendale


ORDINARIE : delibera una volta allanno su:
- bilancio desercizio
- nomina dei sindaci (se c il collegio dei sindaci)
- distribuzione degli utili
- nomina degli amministratori
STRORDINARIE : non ricorrenti, si convoca solo quando ci sono fatti straordinari:
- aumento di capitale
- cambiamento dello statuto
- SCISSIONE
- FUSIONE
Lo statuto il regolamento interno della societ, dove indicato loggetto sociale, ovvero lattivit
dellazienda.
Se si vuole modificare lo statuto, bisogna convocare lassemblea straordinaria e cambiare statuto.
Lo statuto contiene:
- oggetto sociale
- entit del capitale
- come funziona lassemblea
- che organi amministrativi ha

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19. Tipologie d'imprese oltre a quelle con assetto capitalistico


Abbiamo visto le IMPRESE AD ASSETTO PROPRIETARIO CAPITALISTICO, ma ci sono altre tipologie
dimprese:
- IMPRESE AD ASSETTO PROPRIETARIO NON CAPITALISTICO : sono entit che operano con il
rischio di mercato sul mercato.
Un esempio sono le cooperative di lavoro, ovvero imprese in cui i soci non apportano capitali ma portano
una prestazione lavorativa.
- IMPRESE AD ASSETTO PROPRIETARIO MISTO : sono imprese in cui i soci apportano sia il lavoro sia
il capitale. Il capitale viene apportato allinizio da parte dei soci. Possono anche essere definite imprese a
propriet ibrida.
- IMPRESE CON DIRITTI PROPRIETARI LIMITATI : classici esempi sono le societ di gruppo di
imprese: il gruppo di imprese permette di evidenziare la differenza tra soggetto giuridico e soggetto
economico improprio.
Il gruppo costituito da tante societ con una propria identit giuridica.
C un solo soggetto economico improprio, perch le societ non sono autonome economicamente, ma
esiste un rapporto di partecipazione dellazienda madre al capitale delle altre.
Nelle assemblee sempre la societ con pi quote di capitale a prendere decisioni. Il soggetto economico di
questo gruppo sono i soci che controllano la societ che possiede le maggiori quote di capitale.
Le societ possedute sono chiamate SOCIET CONTROLLATE da una SOCIET CAPO
CONTROLLANTE, o HOLDING, o FINANZIARIA.
Le controllate svolgono delle attivit specifiche, e il loro patrimonio dato da beni, macchinari, ecc.
Il patrimonio della societ controllante dato dal possesso delle azioni nelle sue varie societ.
Lassemblea delle societ controllate hanno scarsa autonomia nelle decisioni, per questo si chiamano
imprese con diritti proprietari limitati.

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20. Sistema ordinario delle aziende: modelli di riferimento


MODELLO ITALIANO
- ASSEMBLEA
- CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
- SINDACI / SOCIET DI REVISIONE
Da qualche hanno sono subentrati altri modelli:
MODELLO MONISTICO
- ASSEMBLEA
- CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE : nominato dallassemblea
- SOCIET DI REVISIONE
MODELLO DUALISTICO : tipico esempio tedesco
- ASSEMBLEA DEI SOCI : nomina il consiglio di sorveglianza
- CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA : amministratori che non gestiscono lazienda ma controllano e
nominano il consiglio di gestione.
- CONSIGLIO DI GESTIONE : soggetti che operano nellazienda

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21. Funzione delle combinazioni economiche


Le combinazioni economiche indicano cosa fa unazienda, come lo fa e quindi quali aree significative ci
sono allinterno dellazienda; ovvero tutti i processi produttivi che partano dalle materie prime e, secondo
diverse fasi, arrivano al prodotto finito.
Allinterno dellazienda ci sono diverse combinazioni parziali.
Linsieme di tutto questo prende il nome di FUNZIONI, ovvero attivit svolte allinterno di unazienda per
raggiungere il fine aziendale.
Le funzioni possono essere di
GESTIONE : e sono quelle che riguardano larea
- LOGISTICA : trasporti, vendite, approvvigionamento
- TECNICA : riguarda la produzione, stabilisce i tempi di produzione
- COMMERCIALE : riguarda la vendita, ad esempio se viene per tramite di agenti o direttamente al cliente
- FINANZA : si occupa degli aspetti legati ai flussi monetari: entrate ed uscite
ORGANIZZAZIONE : riguarda il personale, in particolare
- ORGANIZZAZIONE : reclutamento personale, promozione personale, gestione personale
- RELAZIONI INTERNE : rapporti fra i vari uffici, fra i dipendenti
RILEVAZIONE : riguarda
- AREA DELLA CONTABILIT GENERALE : si occupa del bilancio
- PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO : funzione contabile tipicamente interna
- SISTEMI INFORMATIVI : processi di softwere per tenere la contabilit
Accanto a questa classificazione ne esiste unaltra, che pu andare bene per qualsiasi istituto e serve per il
calcolo del BILANCIO DESERCIZIO, e in particolare per il CONTO ECONOMICO, che riepiloga costi e
ricavi.
GESTIONE CARATTERISTICA : riguarda lattivit specifica, tipica di cui si occupa lazienda.
Ad esempio se lazienda fabbrica automobili, la gestione caratteristica riguarda la produzione di automobili.
GESTIONE PATRIMONIALE : riguarda i beni non strumentali dellattivit tipica. I beni patrimoniali non
centrano con la gestione caratteristica.
GESTIONE FINANZIARIA : parte che si occupa delle fonti di finanziamento, quindi di come si finanzia
lazienda, come utilizza questi finanziamenti. un fattore molto importante per le imprese.
GESTIONE DEI TRIBUTI : sono i rapporti con lamministrazione finanziaria
- X LE FAMIGLIE : rappresentano le imposte, le tasse
- X GLI ENTI PUBBLICI : rappresentano delle entrate
NEGOZIAZIONI CON I TERZI:
- COSTI DI TRANSAZIONE : sono quei costi aggiuntivi che lazienda ha per effetto dellacquisto da parte
di un terzo. Se il bene viene prodotto in azienda non ci sono questi costi.
- SIMMETRIA INFORMATIVA : lazienda non ha la conoscenza completa del mercato
- INVESTIMENTI SPECIFICI : dipendono dalla valutazione se acquistare un bene da unaltra azienda o
produrlo in azienda

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- FORZA CONTRATTUALE : potere contrattuale dellazienda

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22. Aspetto organizzativo personale nelle aziende: gli incentivi


Lorganismo personale caratterizzato dalla DINAMICIT e FLESSIBILIT. Un elemento di flessibilit
allinterno di unazienda sono proprio i dipendenti.
Loggetto personale pu essere visto sotto due livelli:
INDIVIDUALE : riguarda le caratteristiche professionali del personale, quindi di che tipo di personale
necessita lazienda, ecc.
Inoltre importante capire i VALORI e i BISOGNI del personale, perch nella fase di rimunerazione
contano anche questi fenomeni che prendono il nome di INCENTIVI. Gli incentivi possono essere:
- INCENTIVI AL LAVORO : una quota di denaro che viene data al lavoratore oltre alla rimunerazione fissa
e servono per stimolare il miglioramento della produttivit. Gli incentivi al lavoro si dividono a loro volta in
due sottoinsiemi:
* INCENTIVI DI TIPO MONETARIO : tipico dei dirigenti. Rappresenta uno stipendio aggiuntivo legato a
certi risultati aziendali.
*INCENTIVI DI PRODUZIONE : un compenso extrastipendio, che viene concesso solitamente agli
operai, che riescono a produrre di pi di quanto stabilito.
(Il Manager tende ad aumentare il fatturato, ovvero il volume delle vendite, rispetto al reddito, perch pi
lazienda grande, pi essere dirigenti di unazienda grande gratificante)
- INCENTIVI MORALI : dipendono dalla realt economica, sociale, politica di un determinato paese. Sono
legati alla cultura e alle tradizioni.
- PREMI, RICONOSCIMENTI AZIENDALI : ci possono anche essere premi non monetari.
DI GRUPPO : premiano la capacit di chi svolge attivit di gruppo, molto importante la coesione interna
tra gruppi, bisogna evitare i conflitti tra le persone.
Un altro aspetto dellorganizzazione aziendale la CULTURA AZIENDALE, ovvero le idee, i valori,
condivisi allinterno dellazienda, perch fanno parte della storia dellazienda. Questo aspetto pu essere
manifestato sul mercato in modo differenti.
La cultura ha un impatto anche sui dipendenti, perch vivendo in un certo ambiente finiscono per seguirne le
caratteristiche.
Quindi per cultura aziendale si intendono anche i rapporti fra le persone, laspetto organizzativo.
Allinterno dellazienda il personale fondamentale e in relazione a questo si parla di ESPERIENZA
DELLAZIENDA, che si divide in:
- ESPERIENZA ACQUISITA DALLAZIENDA : linsieme dei segreti di fabbricazione, dei brevetti, dei
nuovi processi produttivi, degli aspetti organizzativi. Linsieme quindi del KNOW HOW, ovvero la
conoscenza dellazienda.
- ESPERIENZA ACQUISITA DAL SINGOLO LAVORATORE : in campo tecnico, amministrativo,
commerciale. Quando una persona lascia lazienda, lesperienza e a volte i rapporti che il dipendente si
creato, lo seguono. Ad esempio se un dipendente passa alla concorrenza, si pu portare dietro i clienti.

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23. Definizione di patrimonio aziendale


Il patrimonio di unazienda linsieme delle condizioni di produzione e consumo appartenenti ad essa. Il
patrimonio dato da:
- CONDIZIONI POSITIVE [ riconducibili ai beni posseduti dallazienda, quindi BENI ATTIVI.
- CONDIZIONI NEGATIVE [ legate ai debiti posseduti dallazienda, quindi BENI PASSIVI.
I beni attivi si dividono in:
- BENI MATERIALI c beni dotati di fisicit
- BENI IMMATERIALI c beni che non hanno una consistenza fisica (es. know how, brevetti, immagine
dellazienda)
- BENI MONETARI
In contabilit si segnano nel bilancio:
- BENI MATERIALI c quando derivano da acquisti da terze economie (lazienda acquista un bene da
unaltra azienda)
- BENI IMMATERIALI c quando sono acquistati da terzi, non quelli prodotti allinterno dellazienda.
Inoltre i beni possono essere dati da:
- FENOMENI ESOGENI c componenti del patrimonio acquistati dallesterno, da terze economie
- FENOMENI ENDOGENI c beni prodotti allinterno dellazienda

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24. Definizione di capitale di funzionamento aziendale


Il capitale di funzionamento rappresenta le fonti di finanziamento, ovvero i flussi che raggiungono lazienda
per alimentare la propria attivit, e sono dati dal capitale proprio e dal capitale di finanziamento.
Le passivit possono anche essere chiamate capitale di terzi o capitale di finanziamento
Il capitale di funzionamento quindi il sistema di valori positivi o negativi che esprimono il valore delle
condizioni patrimoniali di unazienda.
Il capitale di funzionamento il capitale proprio misurato in sede di un sistema contabile con il fine della
determinazione del reddito.
Nel capitale di funzionamento non vengono valorizzati due fenomeni che caratterizzano limpresa, perch ci
sono regole giuridiche che indicano che non si possono mettere in contabilit beni che non hanno avuto
scambi con terze economie:
- lavoro
- elementi patrimoniali immateriali
Il RISULTATO REDDITUALE dato dalla differenza tra:
- CAPITALE NETTO FINALE CAPITALE NETTO INIZIALE
- COMPONENTI POSITIVI COMPONENTI NEGATIVI

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25. Definizione di capitale economico o capitale in sede di cessione


Serve per quantificare il capitale di unazienda, ma non per determinare il reddito, ma per cedere lazienda
funzionante. Quindi valuta quanto vale lazienda se si decidesse di venderla.
In questo caso bisogna tener conto oltre al capitale di funzionamento, del lavoro e dei beni economici
immateriali.
Per quanto riguarda i VALORI STORICI, quindi i beni acquistati nel passato e dei quali nella contabilit di
bilancio si scrive il valore al prezzo dacquisto, quando si vende lazienda, vengono venduti ad un prezzo
maggiore rispetto a quello dacquisto

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Sezione Appunti

26. Definizione di capitale di liquidazione


Presuppone la chiusura dellazienda, a differenza degli altri due capitali, che invece prevedono il
funzionamento dellazienda, e la vendita dei beni presenti allinterno di essa.
Lazienda vendendo i beni, realizza del denaro, paga i debiti e se avanza del capitale lo distribuisce tra i
soci.

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27. Criteri di valutazione per tutti i capitali


Ci sono valori in bilancio di tipo:
- OGGETTIVO c sono dati riferiti a valori oggettivi (stipendio dipendenti)
- SOGGETTIVO c presuppongono un processo di valutazione dei beni. I criteri utilizzati nella valutazione
incidono sul reddito desercizio e sul patrimonio. Sono soggettivi perch dipendono dalla persona che li
attua.
Nel CAPITALE DI FUNZIONAMENTO : i valori negoziati con terze economie sono contabilizzati al
valore di negoziazione, vengono chiamati beni storici quelli che rimangono per pi esercizi.
Nel CAPITALE ECONOMICO : che indica a quanto lazienda pu vendere o acquistare unazienda, i beni
storici vengono valutati al momento della vendita.
Nel CAPITALE DI LIQUIDAZIONE : indica quanto si pu realizzare dalla vendita dei singoli beni, i beni
storici hanno valori pi bassi rispetto agli altri capitali.

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28. Scelte di formazione e valorizzazione del patrimonio aziendale


- SCELTE DIMENSIONALI DI INTEGRAZIONE VERTICALE c lazienda si occupa di tutto il processo
produttivo.
e di INTEGRAZIONE ORIZZONTALE c lazienda rimane nel campo dellattivit di base, aumenta per la
produzione.
- DIMENSIONAMENTO DELLA CAPACIT PRODUTTIVA c valuta se conviene aumentare la
produzione (si ottengono economie di scala) e andare verso nuove dimensioni.
- FUSIONE O ACQUSIZIONE c presuppongono lassorbimento di altre aziende. Hanno un unico soggetto
economico e giuridico.
- FORMAZIONE DI AGGREGATI INTERAZIENDALI c accordi fra varie aziende che mantengono pi o
meno la propria autonomia economica e giuridica.
Ad esempio il FRANCHISING, un contratto dove c unazienda di riferimento che si associa con altri
soggetti giuridici-economici, altre realt aziendali. Tutti avranno un marchio comune e dovranno distribuire
i prodotti dellazienda di riferimento. I vantaggi per i FRANCHESEE sono: possedere un marchio di
unazienda importante e godere della pubblicit di questa azienda.. Gli obblighi invece sono: non si pu
abbandonare il commercio per un determinato periodo e si possono prendere le materie prime solo
dallazienda di riferimento.
- LOCALIZZAZIONE c unazienda pu decidere di posizionarsi in un unico stabilimento in una localit e
produrre in questo stabilimento; oppure lazienda decide di avere pi stabilimenti sul territorio (ad esempio
per ragioni legate ai costi di trasporto). La scelta della localizzazione pu avvenire anche per ragioni storiche
e ambientali.
La scelta di posizionarsi sul territorio obbligata per quelle aziend eche hanno contatto con il territorio
(banche, catene alberghiere, catene di supermercati).
- SCELTA DELLA STRUTTURA DEL RAPPORTO CAPITALE PROPRIO (CAPITALE APPORTATO
DAI SOCI) E CAPITALE DI TERZI (DEBITI) c riguarda il settore finanziario. Il rapporto dipende da molti
fattori. Ad esempio in Italia specialmente nelle piccole-medio imprese, il capitale proprio inferiore rispetto
ai debiti poich i soci o limprenditore non vogliono investire troppi capitali nellazienda, preferiscono farsi
finanziare. Inoltre se si indebitano devono pagare alle banche degli interessi passivi che li indebitano. Se
lazienda molto indebitata un vantaggio che lazienda guadagni molto.

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29. Bilancio desercizio


Il bilancio desercizio si compone di due parti:
- CAPITALE DI FUNZIONAMENTO (STATO PATRIMONIALE) [ ATTIVO - PASSIVO = CAPITALE
NETTO
- REDDITO DESERCIZIO (CONTO ECONOMICO) [ COMPONENTI POSITIVI COMPONENTI
NEGATIVI = RISULTATO REDDITUALE
Elemento di pareggio tra le due tavole lUTILE o la PERDITA desercizio:
se RICAVI > COSTI = UTILE
COSTI > RICAVI = PERDITA
PERIODO AMMINISTRATIVO
E un arco temporale, che per convenzione di un anno, che pu non coincidere con lanno solare.
ESERCIZIO
Indica tutte le operazioni del periodo amministrativo che vengono imputate a questo arco di tempo, ovvero
entrano in questo esercizio anche tutte le operazioni che competono a questo esercizio, anche se non sono
ancora state sostenute o riscosse. Laspetto finanziario separato dallaspetto economi9co.
PRINCIPIO DI COMPETENZA
Vengono imputate allesercizio tutte le operazioni avvenute in quellesercizio, anche se il pagamento o la
riscossione avverr in un altro momento.

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30. Reddito desercizio


E legato alla comparazione dei costi e dei ricavi secondo il principio di competenza.
Allinterno dei costi e dei ricavi ci sono costi e ricavi che non hanno problemi di valutazione (stipendio
dipendenti), legati quindi a negoziazioni; e costi e ricavi soggettivi, che presuppongono un processo di
valutazione che avviene a fine esercizio.
Durante lanno si rilevano i fatti di gestione, alla fine dellanno si valutano alcune caratteristiche secondo
due processi soggettivi:
- STIMA : lazienda nellesercizio successivo pu avere un riscontro con la stima
- CONGETTURA : valutazioni soggettive senza riscontro nellesercizio successivo.
ESERCIZIO

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La stima sbagliata nel momento in cui il bene viene sostituito prima di quanto era stato previsto.
fondo ammortamento: un valore che rettifica i valori delle immobilizzazioni.
rimanenze: presuppongono una valutazione

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31. Stato Patrimoniale: attivit


Nellattivo lordine dei beni dato dalla praticit di ricondurre i beni a moneta, quindi secondo il criterio di
liquidit crescente del bene, dal bene che pi difficile apportare a denaro al bene pi facilmente
apportabile a denaro.
Lattivo composto da:
- IMMOBILIZZAZIONI : hanno unimportanza gestionale per lazienda
- DISPONIBILIT : sono beni destinati allazienda
IMMOBILIZZAZIONI (sono tutti beni strumentali)
- MATERIALI : beni durevoli, dotati di consistenza fisica: terreni (non subisce il processo di
ammortamento); fabbricati, impianti, automezzi
- IMMATERIALI : non hanno una consistenza fisica: brevetti, marchi, diritti dautore, avviamento
(condizione dellazienda, il vantaggio che unazienda gi funzionante rispetto a una nuova)
Possono essere valutati in bilancio solo se sono stati oggetto di cambio con altre economie, non quelli
generati allinterno dellazienda.
Anche quelli acquistati dallazienda sono soggetti al processo di ammortamento.
- FINANZIARIE : sono legate a titoli o quote di societ possedute che sono considerate strategiche per
lazienda: titoli obbligazionari.
Non si calcola lammortamento, restano iscritte per quel valore.

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32. Stato Patrimoniale: disponibilit


- RIMANENZE FINALI : beni destinati alla vendita. Sono i beni presenti nel magazzino e destinati ad
entrare nel processo produttivo per una sola volta:
- MATERIE PRIME : beni che devono subire ancora un processo di lavorazione.
- SEMILAVORATI : beni che hanno gi subito una lavorazione, ma devono essere utilizzati in altri processi
produttivi
- PRODOTTI FINITI : destinati alla vendita.
Questi tre tipi sono tipici delle produzioni destinate ad alimentare il magazzino.
Certe aziende producono invece per commesse, su specifiche richieste, a fine dellesercizio bisogna valutare
il lavoro eseguito finora.
- CREDITI:
* VERSO CLIENTI : riguardano il processo di gestione tipica dellazienda
* CREDITI DI PRESTITO : sono crediti legati a un finanziamento che lazienda fa ad un altro soggetto. In
genere questi crediti fruttano INTERESSI ATTIVI, che il debitore deve pagare alla scadenza.
* CREDITI VERSO LERARIO (Stato)
* C/C BANCA E CASSA : riguardano le liquidit

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33. Stato patrimoniale: passivit


- Debiti verso i fornitori o di funzionamento
- Debiti di finanziamento, ovvero prestiti da parte di un finanziatore e solitamente generano INTERESSI
PASSIVI
- Debiti tributari
- FONDO TFR : diritto maturato dai dipendenti e viene dato al dipendente quando questo lascia lazienda.
CAPITALE NETTO O PROPRIO, apportato dai soci
- CAPITALE SOCIALE : valore nominale dellapporto fatto dai soci
- RISERVE O UTILI NON DISTRIBUITI
- UTILI DISTRIBUITI

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34. Definizione di equilibrio istituzionale in azienda


Tutti i membri del soggetto distituto condividono i valori e gli obbiettivi dellistituto e ricevono ricompense
considerate congrue.
un equilibrio di lungo periodo, e si ha lequilibrio istituzionale nel momento in cui i soggetti permangono
nellazienda.

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35. Definizione di economicit aziendale


Leconomicit la capacit dellazienda di operare senza accumulare perdite. Se lazienda ha delle perdite:
- cessa di esistere
- un altro istituto acquista lazienda
- altri soggetti si occupano delle perdite con i capitali

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36. Caratteristiche di unazienda


- DURABILIT : la vita dellazienda non deve essere breve ma di lungo periodo
- AUTONOMIA : nei confronti di chi apporta capitale proprio. Lazienda non pi in grado di stare in
piedi con le proprie forze
- ECONOMICIT : capacit di non avere perdite e capacit di produrre reddito
elementi delleconomicit
- EQUILIBRIO REDDITUALE : i costi sono fronteggiati dai ricavi o perlomeno pareggio. Lequilibrio
reddituale pu essere esaminato in relazione al:
- TEMPO : pu essere di breve periodo, ovvero nellimmediato i ricavi devono essere maggiori dei costi, o
di lungo periodo, dove i ricavi sono maggiori dei costi dopo un certo periodo di tempo.
Lequilibrio reddituale a breve dipende dalla scelte dellazienda, per ragioni di prestigio, di tipo produttivo,
manageriale o per scelte particolari.
Per le aziende meglio proseguire un reddito duraturo e nel tempo.
- OGGETTO
* EQUILIBRIO RDDITUALE AZIENDALE : equilibrio di una singola azienda
* EQUILIBRIO DI GRUPPO : ad esempio unazienda con buona redditivit perch riceve componenti che
servono per produrre beni a prezzi molto bassi e la buona redditivit data solo da questo. Oppure
unazienda viene mantenuta anche se perde perch porta dei vantaggi o immagine ad altre aziende.
- EFFICIENZA E FLESSIBILIT : laziende deve avere un buon livello defficienza, che si pu ottenere:
* RENDIMENTI FISICO-TECNICI : laziende deve produrre i beni in determinate quantit, con una certa
qualit e in certi tempi. La produttivit esamina come vengono impiegati i fattori produttivi e che resa
hanno, la redditivit la capacit di ritorno dei capitali investiti.
ESEMPIO DI PRODUTTIVIT : VOLUME DI PRODUZIONE OTTENUTA / VALORE DI FATTORE
IMPIEGATO
Il rendimento fisico tecnico mette in relazione i parametri fisici, la produttivit invece i valori monetari.
- PROCESSI PRODUTTIVI : lazienda cerca di migliorare la propria produttivit sui processi produttivi
attraverso tecniche di origine giapponese:
- JUST IN TIME : invece di tenere un grande magazzino centralizzato che fornisce materiale alla catena di
montaggio, si riduce il magazzino centralizzato per avere piccoli magazzini nei vari reparti.
VANTAGGI : meno investimenti per il magazzino
RISCHIO : avendo meno magazzino c la possibilit di non avere materie prime e si ferma la produzione.
Quindi gli operai devono segnalare tempestivamente le necessit e i fornitori devono essere puntuali.
- TOTAL QUALITY : tendenza da parte dellazienda a perseguire un prodotto di alta qualit, un processo
che parte dal basso, dagli operai, che segnano le inefficienze e i miglioramenti della produzione.
SVANTAGGI : non funziona in un contesto critico nei confronti della propriet
- FLESSIBILIT ED ELASTICIT : come potersi adeguare prontamente e in modo economico alle
esigenze del mercato.
- CONGRUIT DELLE RETRIBUZIONI DEL LAVORO E DEI CAPITALI

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- EQUILIBRIO MONETARIO : susseguirsi ordinato di entrate e uscite. Avviene quando le entrate si


bilanciano con le uscite e lazienda non fa operazioni ad alto costo per mantenere equilibrio tra entrate e
uscite.
Se lazienda non ha equilibrio economico si intacca lequilibrio economico, perch i costi sono maggiori dei
ricavi, quindi lazienda ha delle perdite che creano uno squilibrio patrimoniale.
Lazienda deve essere in grado di rimunerare i salari, i dividendi e mantenere una certa disponibilit
nellazienda per fare investimenti.

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37. Sistemi di rilevazione e informazione in ambito aziendale


PROCESSI DI RILEVAZIONE:
Esistono due processi di rilevazione:
- CONTABILE : riferimento alla CONTABILIT GENERALE
- EXTRACONTABILE : dati di vario tipo (ad esempio rilevazioni di mercato, rilevazioni statistiche).
Occorre procedere a fenomeni di rilevazione per avere informazioni di tipo:
- STRATEGICO : informazioni sulla concorrenza e sui soggetti esterni
- DIREZIONALE : informazioni interne allazienda, e si basano sul controllo e sulla programmazione di
certe grandezze.
- OPERATIVA : informazioni sempre interne allazienda che riguardano ad esempio lelenco dei clienti, i
tempi di consegna.
Queste informazioni possono essere di tipo:
- LOGISTICO
- COMMERICALE
- DI PRODUZIONE
- LEGATE A RICERCHE E SVILUPPO
Le informazioni servono per gestire lazienda e per prendere decisioni sul controllo di essa.

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38. Strumenti di controllo di tipo contabile


Gli strumenti di controllo di tipo contabile sono:
- CONTABILIT GENERALE : un sistema contabile che ha come fine la determinazione del reddito
desercizio, che scaturisce dalle scritture contabili in Conto Economico e in Stato Patrimoniale e del reddito
imponibile, ovvero la base per la tassazione della societ.
diretta sia ad interlocutori interni (management, amministratori), sia ad interlocutori esterni (portatori di
interessi).
imposta dalla legge. Si basa sul metodo della partita doppia: piano dei conti, registri contabili e bilancio.
Ci sono obbligazioni civilistiche che obbligano lazienda a tenere il libro giornale.
- CONTABILIT ANALITICA INDUSTRIALE DEI CONTI - MANAGERIALE : non rivolta ai
terzi, ma interna allazienda, di tipo manageriale e serve per prendere decisioni e per avere informazioni
(ad esempio sui costi e sui ricavi che succederanno). utilizzata anche per la produzione di costi di
prodotto. Non obbligatoria e pu essere tenuta con il metodo della partita doppia o con il metodo della
partita semplice (delle schede).

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39. Scopi della rilevazione dei costi - in contabilit analitica


Rilevare i costi serve a:
- avere informazioni sui costi prodotti
- effettuare un controllo sulla gestione
- rilevare la convenienza economica, quindi lopportunit o meno di continuare certe produzioni.
- Per la valutazione del magazzino: capire a che valore bisogna contabilizzare le rimanenze
- Per il BUDGET : un documento contabile preventivo.
A differenza il bilancio un consuntivo, perch si basa su fatti realmente realizzati; il budget un
preventivo, perch ipotizza i costi e i ricavi dellanno successivo, stimando quello che pu essere
landamento, per poi verificare durante la gestione e lazienda ha raggiunto gli obbiettivi prefissati.

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40. Classificazione dei costi in contabilit aziendale


I costi si differenziano in base alla classificazione sulle modalit di aggregazione nella contabilit generale e
nella contabilit analitica.
CONTABILIT GENERALE
I costi vengono aggregati per:
- NATURA : vengono tenuti separati i costi di natura certa dai costi di natura stimata (ad esempio costi delle
rimanenze iniziali). Questo perch in questo modo il lettore del bilancio pu distinguere gli elementi
oggettivi da quelli soggettivi.
- CONDIZIONI DI PRODUZIONE : sono date da un insieme di costi, alcuni tipici e imputabili ad un
determinato bene (ad esempio la plastica serve per costruire le penne, il legno le matite, ) altri comuni per
tutte le produzioni (camion che trasporta ai negozianti penne e matite).

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41. Contabilit analitica aziendale: classificazione dei costi


I costi vengono aggregati per:
- DESTINAZIONE : la contabilit analitica una contabilit direzionale, quindi non interessa la differenza
tra costi stimati e costi al manager, mentre interessa sapere ad esempio:
IL COSTO DEL VENDUTO = rimanenze iniziali ( stimate) + acquisti (certi) rimanenze finali (stimate);
oppure
COSTO DEL PERSONALE = stipendio (certo) + oneri previdenziali + accantonamento a fondo TFR
(stimato).
Al manager interessa il costo del prodotto totale, non i singoli elementi che invece interessano
allaggregazione per natura.
- COSTO DI PRODOTTO
ALTRE CLASSIFICAZIONI DEI COSTI:
- COSTI PREVENTIVI : sono costi revisionali, come quelli del budget economico, che vengono stimati per
lanno successivo. Servono per controllare e verificare la differenza (se esiste) con il costo effettivo.
- COSTI CONSUNTIVI : rilevati dopo che si sono manifestati. Si trovano in Conto Economico e servono
per quantificare il reddito desercizio.
- COSTI EFFETTIVI : basati su elementi legati alla realt, si basa sullesperienza storica
- COSTI STANDARD : costi ipotetici, ovvero costi in condizioni ideali di andamento di gestione
dellazienda, quindi con una normale o addirittura massima efficienza.
Lanalisi dei costi standard prevede unanalisi delle variazioni di prezzo o di qualit, che permette di capire
ci che sta alla base di queste due variazioni.
- COSTI VARIABILI : costi che variano al variare della produzione con proporzionalit variabile.
- COSTI FISSI : costi costanti al variare della produzione in un certo periodo di tempo determinato (breve
termine 12 mesi) perch nel medio-lungo termine tutto varia.
- COSTI SEMI-FISSI : rimangono costanti per intervalli di produzione, ma crescono con laumentare di
questa. Esempio: costo del personale.
I costi fissi e variabili riguardano:
- la flessibilit di unazienda: maggiori sono i costi variabili, pi lazienda flessibile.
- Quanto bisogna produrre per non avere delle perdite.
- COSTI SPECIALI : sono quei costi che riguardano un unico centro di costo, ovvero loggetto della mia
analisi; quindi sono tutti quei fattori produttivi che vengono utilizzati per un solo reparto o per la produzione
di un prodotto o servizio. Esempio: lavanderia delle stanze.
- COSTI COMUNI : riguardano il funzionamento di tanti centri di costo. Esempio: imposte.
- COSTI DIRETTI, OGGETTIVI : I costi diretti sono i costi speciali, ma non tutti i costi speciali sono
diretti, come ad esempio il costo dellenergia elettrica di una stanza. I costi variabili sono costi diretti.
- COSTI INDIRETTI, SOGGETTIVI : (i costi fissi sono costi indiretti). Tutti i costi comuni sono indiretti,
inoltre si calcolano in modo indiretto anche quei costi speciali che sarebbe troppo costoso calcolarli in modo
diretto. Viene definito soggettivo in quanto ogni azienda utilizza un proprio criterio per limputazione, in

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funzione del ragionamento scelto il risultato finale sar diverso.


COSTI SPECIALI TIPICI:
- meterie prime
- manodopera diretta
COSTI COMUNI TIPICI:
Sono tutti gli altri costi che non si possono imputare in maniera specifica ad un determinato bene. Questo
costo deve essere ripartito in modo empirico.

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42. Come si possono definire i costi comuni


SU BASE UNICA : si ripartisce il costo con un solo elemento empirico.
ESEMPIO: A B C ; COSTI COMUNI 1 000
RIPARTISCO PER LE ORE DI MANODOPERA IMPIEGATE
A = 10 ORE
A + B + C = 40 ORE
1 000 X (10/40) = 250
SU BASE MULTIPLA : per ripartire i costi comuni si utilizzano due parametri.
Tutto ci serve per arrivare ai CENTRI DI COSTO, che sono aggregati di costo comuni che non si possono
imputare ai beni determinati.

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43. Configurazione di un costo


Come si possono aggregare i costi per arrivare al costo di prodotto.
COSTO PRIMO : non ha bisogno di riparti
- MATERIE PRIME DIRETTE
- MANODOPERA DIRETTA
- COSTI SPECIALI INDUSTRIALI (es. energia elettrica)
COSTO INDUSTRIALE
- COSTO PRIMO +
- COSTI INDUSTRIALI OGGETTO DI RIPARTO (costi diretti + costi indiretti di tipo industriale)
COSTO COMPLESSIVO
- COSTO INDUSTRIALE +
- COSTI GENERALI E COMMERCIALI ANCHE QUESTI OGGETTO DI RIPARTO (costi diretti + costi
indiretti di tipo industriale)
COSTO ECONOMICO-TECNICO
- COSTO COMPLESSIVO +
- ONERI FIGURATIVI

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44. Definizione di onere figurativo


Gli oneri figurativi sono costi che lazienda non sostiene, su cui per limprenditore deve riflette:
- STIPENDIO DIREZIONALE : lo stipendio che dovrebbe essere pagato al direttore, ma che non viene
pagato perch il direttore proprietario.
- AFFITTO FIGURATIVO : se limmobile di propriet del direttore, questo non paga laffitto e laffitto
non soggetto a quote di ammortamento.
- INTERESSE DI COMPUTO : interessi che limprenditore percepirebbe se invece di investire nellazienda
investisse in attivit diverse.

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45. Contabilit analitica o industriale


La contabilit analitica o industriale pu essere tenuta attraverso :
- SISTEMA UNICO
- SISTEMA DUPLICE CONTABILE
- SISTEMA DUPLICE MISTO
Con il SISTEMA UNICO, da ununica contabilit si ottengono sia gli elementi per il bilancio desercizio
(quindi per la contabilit generale), sia gli elementi per la contabilit analitica. Questo sistema tipico del
sistema di Besta : SISTEMA PATRIMONIALE.
In Italia ha prevalso il sistema di Zappa che prevede che il reddito unitario, quindi non ha senso
evidenziare dati parziali. Quindi il sistema contabile era preordinato per il calcolo del reddito unitario, per
non da informazioni per la contabilit analitica.
Il SISTEMA DUPLICE MISTO un sistema contabile dove la contabilit generale tenuta in partita
doppia, mentre per il calcolo dei costi di prodotto lazienda tiene delle schede su cui annota i vari costi dei
diversi costi.
Il SISTEMA DUPLICE CONTABILE tiene la contabilit generale in partita doppia, ma anche la contabilit
industriale tenuta in partita doppia con dei conti di raccordo.
DIFFERENZE TRA LA CONTABILIT GENERALE E LA CONTABILIT ANALITICA

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46. Contabilit direzionale integrata


La contabilit direzionale integrata fornisce le informazioni che servono allimprenditore per prendere
decisioni ed data da:
- CONTABILIT GENERALE
- CONTABILIT ANALITICA
- BUDGET O STANDARD
- RILEVAZIONI EXTRACONTABILI

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47. Definizione di budget


Strumento contabile di tipo preventivo, rileva certi fenomeni allinizio di un determinato tempo prestabilito.
Lo scopo del budget quello di confrontare i dati preventivi con i dati consuntivi.
Il budget si struttura su base annuale, ma viene diviso su periodi di tempo pi brevi, ad esempio trimestrali.
Alla fine del primo trimestre si confronta il dato di budget con il risultato effettivo, se ci sono gi
scostamenti si possono prendere contromisure per migliorare la situazione (ad esempio si riducono i prezzi o
si introducono nuovi prodotti).
Il budget varia in base alloggetto preso in considerazione:
- BUDGET ECONOMICO : coinvolge tutte le funzioni aziendali. I costi e i ricavi devono essere
preventivati da certi uffici. (Costo personale dallufficio personale; Vendite dallufficio personale). Ha una
costruzione dal basso verso lalto.
- BUDGET FINANZIARIO : entrate e uscite
- BUDGET PATRIMONIALE : investimenti e fonti di finanziamento

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48. Rilevazioni extracontabili


Non ci sono scritture in partita doppia, ma evidenziano altri dati, come ad esempio il giudizio dei clienti,
elementi sul mercato, ecc.
Sono dati non propriamente contabili, ma che servono per prendere decisioni. Questo sistema chiamato
REPORTING.
Con luso dei computer viene segnalato ai massimi dirigenti gli elementi realmente importanti.

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49. Momenti della strategia direzionale di unazienda


Per arrivare a definire una strategia le aziende attraversano tre fasi dellattivit manageriale:
- PIANIFICAZIONE
E affidata allalta direzione ed unattivit di tipo strategico: consiste nel tracciare le linee guida dello
sviluppo dellazienda. Si individuano quindi:
- Gli obbiettivi
- Gli indirizzi strategici
- Predisporre risorse
- PROGRAMMAZIONE
Una volta che sono stati stabiliti gli obbiettivi, individuate le strategie e si dispongono le risorse, la
programmazione la fase operativa per mettere in pratica le strategia dellalta direzione. Si basa sulla stima
dei tempi legati allintervento e con verifiche nel corso del tempo.
La previsione differente dalla programmazione perch una stima, unipotesi futura. Programmare vuol
dire attrezzarsi e far si che la previsione sia attuata.
- CONTROLLO
Verifica che il piano dellazienda sta seguendo le direttive imposte.

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50. Riclassificazioni del bilancio aziendale


- FORMA DEL BILANCIO : rappresentazione grafica del prospetto di bilancio. Si distingue in:
- FORMA A SEZIONI CONTRAPPOSTE : quella pi vicina alla contabilit generale in partita doppia ed
tipica del sistema di Zappa, che sosteneva che il reddito unitario, non ha quindi senso dividerlo in
risultati parziali.
- A SCALARE : il bilancio e in particolare la sezione del conto economico, non evidenziato su tavole
contrapposte, ma su una stessa tavola, come sommatoria.

videnzia uno schema a scalare dove vengono indicati risultati intermedi che danno giudizio sulla gestione.
struttura del conto economico: indica come vengono aggregati i valori. Mentre la forma una modalit di
rappresentazione, la struttura indica il modo con cui i valori economici vengono aggregati.
Si pu impostare il conto economico con classificazione a:
conto economico a costi, ricavi e rimanenze: tipico di Zappa, presuppone una distinzione per natura dei
conti e separa in bilancio valori di origine certa e stimata.
conto economico a costi e ricavi del venduto: il conto economico si presenta nel seguente modo:

Il costo del venduto dato dalla sommatoria di tutti gli altri elementi:
+ rimanenze iniziali di materie
800
+ rimanenze iniziali di prodotti
2 000
+ acquisti materie
5 600
+ costi produzione
1 200
- rimanenze finali di materie prime 1 000
- rimanenze finali di prodotti
1 800
________
7 000

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Tutti questi conti che nel conto economico a costi e ricavi del venduto vengono sintetizzati sotto la voce
costo del venduto, nel conto economico a costi, ricavi e rimanenze vengono tutti inseriti nel conto
economico.

La RICLASSIFICAZIONE serve ad evidenziare il bilancio sotto particolari aspetti, ma un azione


volontaria, non per legge.

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51. Definizione di unificazione contabile


Processo volto a rendere confrontabile i bilanci di aziende differenti dalla stessa azienda nel tempo.
La legge in certi paesi, tra cui lItalia, impone uno schema di bilancio.
Nel passato la legge non dava uno schema da seguire, e ogni azienda pubblicava il bilancio, in particolare il
conto economico come volevano, in modo da tenere nascosti certi dati competitivi.
Con la legge 216/1974 la legge prevede che il conto economico debba seguire lo schema a costi, ricavi e
rimanenze.
Nel 1991 entrata in vigore la IV direttiva CE, dove i singoli paesi sullo schema della direttiva CE hanno
impostato il bilancio tipo: un conto economico che evidenzia i consumi.
Il lettore del bilancio pu piegare questo schema in base alle sue esigenze, questa la
RICLASSIFICAZIONE.
Quindi unazienda deve seguire due processi:
UNIFICAZIONE CONTABILE : rende omogenei i bilanci delle varie societ e pu essere:
- VOLONTARIA : tipico dei paesi anglosassoni. La legge non interviene sui programmi, vengono per
pubblicati da organismi contabili delle indicazioni di come ci si deve comportare in presenza di certe
situazioni contabili. Sono strumenti volontari.
- OBBLIGATORIA : tipica dei paesi continentali. La legge prevede documenti contabili standard che
riguardano:
* PIANO DEI CONTI : solo per alcuni paesi, come Francia e Spagna, in Italia non si fa. Il piano dei conti
linsieme di tutti i conti della contabilit generale. La legge impone che tipo di conti bisogna aprire, e che
numero apportare.
* BILANCIO : schema obbligatorio
* CRITERI DI VALUTAZIONE : la legge pu indicare il processo di valutazione dei beni, legato a stime e
congetture. In Italia il codice civile indica dei principi generali, lascia libert ai gestori dellazienda.
In Italia abbiamo sia elementi volontari che elementi obbligatori.
Per certi settori esistono disposizioni specifiche: la banca da indicazioni sul contenuto del bilancio bancario,
lassicurazione su quello assicurativo, ecc
Con il conto economico scalare, oltre a vedere lutile netto, vedo i risultati parziali.
Il Conto Economico previsto dal codice civile scalare, evidenzia quindi i consumi e le variazioni delle
rimanenze.

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52. Risultati parziali significativi derivanti dalla riclassificazione del


conto economico
REDDITO OPERATIVO : il risultato economico parziale che costituito da:
- ONERI FINANZIARI : ovvero interessi passivi
- IMPOSTE
- COMPONENTI STRAORDINARI DI REDDITO
VALORE AGGIUNTO : permette di capire come la ricchezza generata dallazienda viene distribuita tra i
vari interlocutori. Il valore aggiunto dato dalle VENDITE ACQUISTI.
Si pu quantificare il valore aggiunto tramite i processi produttivi nellimpresa in aumento ai beni e agli
acquisti dellesterno. il valore ante remunerazione dei fattori produttivi (salari, stipendi, imposte e
dividendi, autofinanziamenti).
MARGINE DI CONTRIBUZIONE : risultato parziale che non si trova nel Conto Economico civilistico,
perch interessa la produzione industriale.
dato da: RICAVI COSTI VARIABILI = MARGINE PER COPRIERE I COSTI FISSI

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53. Riclassificazione dello stato patrimoniale


Nel 1991 entrata in vigore la direttiva CE, con la quale lo Stato Patrimoniale stato impostato secondo una
METODOLOGIA DI TIPO FINANZIARIO.
Unaltra interpretazione la DISTINZIONE FRA ATTIVIT CORRENTI E ATTIVIT NON
CORRENTI, ovvero una distinzione tra poste liquidabili o esigibili entro lanno e poste liquidabili o
esigibili oltre lanno.
RENDICONTO FINANZIARIO DELLE VARIAZIONI DEI MEZZI MONETARI
La posizione finanziaria pu essere monitorata attraverso una previsione, un preventivo finanziario. Oppure
si possono costruire rendiconti finanziari o consuntivi finch permettono di capire i flussi monetari in entra e
in uscita dellesercizio.

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54. Definizione e calcolo di reddito imponibile


Rappresenta un concetto fiscale, ed dato dallutile sul quale si calcolano le imposte. Per calcolarlo si parte
dal reddito desercizio e con alcune rettifiche legate a valutazioni di bilancio, si arriva al reddito imponibile.
La preoccupazione del fisco che venga abbassata la base per calcolare le imposte, per questo vengono
fissati dei TETTI da rispettare per le valutazioni di bilancio.
STABILIZZAZIONE DEI DIVIDENTI in antitesi alla STABILIZZAZIONE DELLUTILE
Questi elementi sono connessi alla politica di bilancio. Agire sullutile scorretto perch questo dovrebbe
essere il risultato di corrette valutazioni, quindi lazienda deve prevedere un utile svincolato dalla
stabilizzazione, deve essere calcolato in modo corretto.
Invece si potrebbe puntare a rendere costanti i dividendi negli anni, o comunque incrementarle (quando i
risultati lo permettono) in modo ragionevole. I dividendi si stabilizzano con accantonamenti di utile in
eccesso. Oppure creando una RISERVA CONGUAGLIO DIVIDENDI, quando si ha un esercizio con utile
pi basso che non permette di distribuire i dividendi come sempre, si utilizza quindi per la distribuzione dei
dividendi oltre allutile dellesercizio anche questa riserva.

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55. Differenza tra reddito e redditivit


La redditivit riguarda componenti economici. Il reddito un elemento assoluto, mentre per redditivit si
intende landamento reddituale dellazienda. Si utilizza una grandezza di reddito come elemento assoluto e
una grandezza di tipo patrimoniale.
La redditivit permette di dare un giudizio sulla congruit di un investimento.

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56. Come si misura le redditivit


ROE RETURN EQUITY
Si misura attraverso il rapporto: REDDITO NETTO / CAPITALE NETTO O PROPRIO
Il risultato un indice che indica quanto lazienda ha guadagnato o meno nellanno; interessa allinvestitore
perch si ottiene un giudizio sulla redditivit dellazienda.
Per unazienda quotata in borsa il rapporto dato da: DIVIDENDO / PREZZO DELLAZIONE
ROA RETURN ON ASSET (attivo netto)
che la stessa cosa di: ROI RETURN ON INVESTIMENT
ROA= REDITTO OPERATIVO / ATTIVO NETTO
ROI = REDDITO OPERATIVO/ CAPITALE INVESTITO
Il REDDITO OPERATIVO non tiene conto di:
- IMPOSTE
- INTERESSI PASSIVI
- COMPONENTI STRAORDINARI DI REDDITO
Il ROE si suddivide in: ROE = (RO/AN) x (AN/CN) X (RN/RO)
RO : REDDITO OPERATIVO ; AN : ATTIVO NETTO ;
CN : CAPITALE NETTO ; RN : REDDITO NETTO
AN / CN : RAPPORTO DI INDEBITAMENTO
Se il rapporto di indebitamento non uguale a 1, si ha un EFFETTO LEVA, ovvero in presenza di debiti e
di un certo reddito operativo, i debiti possono amplificare la redditivit dellazienda in positivo o in
negativo.
ESEMPIO
CN = 10 000
CAPITALE TERZI = 40 000 (debiti)
ROA = 12%
ROA = 6000 (RO) / 50000 (CN + CT) = 12%
Se il TASSO MEDIO DI INDEBITAMENTO del 15%, quindi superiore al ROA, in questa situazione
tutta la redditivit dellazienda va a rimunerare i finanziatori.
DEBITI 40 000 X 15% = 6 000 INTERESSI PASSIVI
CONTO ECONOMICO
REDDITO OPERATIVO 6 000
INTERESSI PASSIVI 6 000
In questa situazione o si aumenta la redditivit dellazienda o si elimina lindebitamento.
CN = da 10 000 si porta a 20 000
DEBITI = da 40 000 si porta a 30 000
cos 30 000 x 15% = 4 500 INTERESSI PASSIVI
CONTO ECONOMICO
REDDITO OPERATIVO 6 000

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INTERESSI PASSIVI 4 500


1 500 : rimane qualcosa agli azionisti

ESEMPIO, con i dati sopra utilizzati


ROA = 12%
TASSO MEDIO DI INDEBITAMENTO = 10%
DEBITI 40 000 X 10% = 4 000 INTERESSI PASSIVI
CONTO ECONOMICO
REDDITO OPERATIVO 6 000
INTERESSI PASSIVI 4 000
2 000 : UTILE PRIMA DELLE IMPOSTE
Quando il ROA maggiore del TASSO DI INDEBITAMENTO per lEFFETTO LEVA allazienda
conviene indebitarsi di pi, perch pi si indebita pi guadagna.
DEBITI 40 000 : 45 000
ROA = 6 600 / 55 000 ( CP 10 000 + CT 45 000) = 12%
Con il REDDITO OPERATIVO 6 000 gli INTERESSI PASSIVI sono
45 000 x 10% = 4 500
CONTO ECONOMICO
REDDITO OPERATIVO 6 600
INTERESSI PASSIVI 4 500
2 100 : UTILE PRIMA DELLE IMPOSTE
RN / RO : QUANTO PESANO I COMPONENTI STRAORDINARI DI REDDITO
Si possono avere due casi:
- RO positivo e RN negativo : indica una gestione industriale positiva e affossata dagli interessi passivi e
componenti straordinari
- RO negativo e RN positivo : presuppone una situazione di perdita industriale ribaltata da componenti
straordinari. Qui il guadagno dato dai componenti straordinari. Lanno successivo per ci sar ancora una
situazione di perdita.

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57. Redditivit della gestione operativa


Il ROA pu essere scomposto in due indici:
ROS (redditivit sulle vendite) = RO / V (REDDITO OPERATIVO / VENDITE) : indica la percentuale di
reddito sulle vendite.
TR (tasso di rotazione) = V / AN (VENDITE / ATTIVO NETTO) : indica quante volte lattivo netto gira nel
corso di un determinato periodo.
Un altro indice di redditivit:
PRICE EARNINGS
Viene utilizzato dagli investitori finanziari per capire il rendimento per azione.
PREZZO DELLAZIONE / UTILE PER AZIONI NETTO
= si ottiene un parametro che d un giudizio sulla redditivit dellazienda.

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58. Indici di rotazione


GIACENZA MEDIA DELLE SCORTE
Prende in considerazione le scorte nette sui ricavi netti moltiplicati per 365 giorni.
(SCORTE NETTE / RICAVI NETTI) X 365 GG = NR DEI GIORNI
Il nr dei giorni indica entro quanti giorni le rimanenze vengono utilizzate e portate in produzione o in
vendita.
CLIENTI - FORNITORI
Questo rapporto indica in giorni la durata media del credito fatto ai clienti e la durata media del debito
pagato ai fornitori:
- DURATA MEDIA DEL CREDITO VERSO CLIENTI
(CREDITI V/ CLIENTI / VENDITE) X 365 = NR DEI GIORNI
Il nr dei giorni indica che i clienti pagano mediamente dopo questi giorni.
- DURATA MEDIA DEI DEBITI VERSO I FORNITORI
(DEBITI V/ FORNITORI / ACQUISTI E SERVIZI) X 365 = NR DEI GIORNI
Il nr dei giorni indica che lazienda mediamente paga i fornitori dopo questi giorni.

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59. Indici riguardanti lo stato patrimoniale


SOLIDIT PATRIMONIALE DELLAZIENDA
Riguarda i rapporti che esistono fra alcune grandi classi di grandezze che esistono nello Stato Patrimoniale.
Gli indici di solidit cercano di capire che rapporto esiste tra il Capitale Netto e i Debiti, in relazione alle
Immobilizzazioni.
Per capire come le Immobilizzazioni possano essere coperte dal Capitale Proprio e i Debiti dalle
Disponibilit.
Se IMMOBILIZZAZIONI = CAPITALE NETTO
e CREDITI = DEBITI
Si tratta di una situazione tranquilla.
Se IMMOBILIZZAZIONI > CAPITALE NETTO e DEBITI
Si tratta di una situazione critica.
La situazione pu essere maggiormente critica, in base a che tipo di debito ha lazienda. Ad esempio:
1 SITUAZIONE
MUTUI: 80
SCOPERTO DI CONTO CORRENTE: 10
DEBITI: 90
2 SITUAZIONE
MUTUI: /
SCOPERTO DI CONTO CORRENTE: 90
DEBITI: 90
I debiti sono sempre 90, ma pi tranquilla la 1 situazione perch lo scoperto di conto corrente presuppone
che la banca presti denaro, per pu chiedere dalloggi al domani di restituire quanto prestato. Il mutuo
invece una forma di finanziamento a medio lungo termine e quindi ha una scadenza ben precisa e la
tranquillit data proprio da questa scadenza.

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60. Indici: rapporto di indebitamento


AN / CN
Lattivo netto dato dalla somma tra il Capitale Netto e il Capitale di Terzi.
Il limite di questo indice che non dice come composto lattivo netto. Si potrebbero avere tante o poche
immobilizzazioni. Indica solo il rapporto tra attivo netto e capitale netto.
GRADO DI COPERTURA DELLE IMMOBILIZZAZIONI NETTE
CN / IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE
Questo indice, a differenza di quello precedente, d indicazioni su come si muove lazienda dal punto di
vista della SOLIDIT PATRIMONIALE.
Nei prestiti obbligazionari bisogna indicare la scadenza, il tasso di interesse, la data del pagamento degli
interessi.
Altre considerazioni sulla SOLVIBILIT A BREVE:
Si possono avere due QUOZIENTI:
QD (QUOZIENTE DISPOPONIBILIT) = ATTIVO CORRENTE / PASSIVO CORRENTE
QL (QUOZIENTE DI LIQUIDIT) = LIQUIDIT IMMEDIATA E DIFFERITA / PASSIVO CORRENTE
La liquidit immediata e differita non tiene quindi conto del magazzino.
Con questi indici si hanno giudizi sulla solvibilit a breve e a lungo termine.

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61. Riclassificazione specifica della contabilit analitica


CONTO ECONOMICO A MARGINE DI DISTRIBUZIONE
E costruito per esigenze interne. Presuppone la divisione tra costi fissi e variabili. Serve per dare
indicazioni sulla redditivit di certe produzioni e sulla possibilit o meno di tenere queste produzioni.
Il conto economico a margine di contribuzione pu essere:
- PER PRODOTTO : si parte dai ricavi netti, si tolgono i costi variabili e si arriva al margine di
contribuzione.
- PER AREA STRATEGICA DAFFARI (ASA) : riguarda la divisione, le aree daffari, in modo da capire il
margine di contribuzione di ciascunarea. Il margine di contribuzione permette di capire il margine di
guadagno di certe produzioni e di capire quali produzioni conviene o meno mantenere.

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62. Definizione di strategia dimpresa


E un concetto che pu essere inteso in vari modi: in ambito aziendale indica come limpresa utilizza le sue
risorse o interagisce con lambiente per raggiungere certi fini.
CONCETTO PI AMPIO : include i fini fondamentali dellazienda, le politiche, comunque legati
allassetto istituzionale.
CONCETTO PI RISTRETTO : come deve comportarsi limpresa per raggiungere i suoi fini. Concetto pi
operativo. Si avvicina di pi al concetto militare di strategia.
ORIENTAMENTO STRATEGICO DI FONDO
E la sua identit profonda, o meglio, la parte nascosta o invisibile del suo disegno strategico. una realt
impalpabile e nascosta, fatta da:
- idee guida
- valori
- convincimenti di fondo
E un insieme di idee radicate negli attori chiave dellimpresa.

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63. Elementi dellorientamento strategico di fondo


- campo di attivit cui limpresa si ritiene adatta
- ruolo fini obbiettivi (ruolo azionisti, lavoratori)
- filosofia gestionale e organizzativa
Lorientamento strategico dimpresa il prodotto della sua storia, dei suoi uomini guida, della visione di chi
gestisce oggi lazienda.
STRATEGIE ATTRAVERSO CUI LOSF SI CONCRETIZZA:
- aziendale
- area daffari : ASA area strategica daffari
- interno di un ASA
ASA reparto, divisione dellazienda, che pu essere merceologico, territoriale, ecc.
TIPI DI STRATEGIE:
- di portafoglio : che tipo di attivit lazienda svolge.
- Economico finanziaria : migliorare struttura economica e finanziaria
- Sociale
- Organizzativa
- Competitiva : rapporti con gli altri concorrenti
- Di gestione tipica (produzione, ricerca, marketing) : rientra negli aspetti operativi
STRATEGIA = FORMULA IMPRENDITORIALE (come lazienda decide di posizionarsi sul mercato).
STARTEGIE BASATE SU UN UNICO ELEMENTO DI SUCCESSO:
Lazienda non gestita al massimo delle sue possibilit, si basa su un unico elemento di successo, punta su
un solo aspetto, ad esempio qualit tecnica.
Il reddito che riesce a generare deriva da questa condizione favorevole. Quando questo unico elemento di
successo viene meno, lazienda entra in crisi e fallisce.
CONDIZIONI DI VANTAGGIO:
- Manodopera a basso costo
- Forte sviluppo della domanda
- Agevolazioni creditizie o fiscali
- Debolezza contrattuale dei fornitori : pu succedere quando un fornitore fornisce solo unazienda, ed
questa a stabilire i prezzi, perch il fornitore o vende a questa azienda, o non vende proprio.
- Barriere protezionistiche
- Superiorit tecnologica.
STRATEGIE BASATE SU PI ELEMENTI:
Non importante il solo profitto immediato, ma occorre assicurare un futuro allimpresa. Il profitto deve
avere basi solide, che si basano sulla:
- COESIONE : riguarda i vari interlocutori sociali.
- DOMINANZA : su una porzione pi o meno ampia del mercato.

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64. ASA risultato parziale


Allinterno di un unico bilancio, si possono individuare divisioni aziendali, che sono realt autonome, e ogni
ASA ha un dirigente che si occupa di gestirla.
Le ASA possono essere divise per:
- prodotto
- mercato geografico
- beni offerti
- servizi
Queste divisioni vengono individuate perch lazienda che si organizza in ASA una grande azienda e una
grande azienda ha dei vantaggi, per a fianco a questi vantaggi ci possono essere degli inconvenienti. Quindi
per contrastarli si sfruttano i vantaggi dellintera azienda, ma anche quelli delle varie piccole dimensioni,
che portano a dei vantaggi.
Ad esempio si calcola il REDDITO PARZIALE, ovvero si calcola la capacit di reddito di ogni area. Quindi
si realizzano contabilit sezionali, per le singole ASA, non richiesta dalla legge.
Si possono poi individuare allinterno dell ASA:
- investimenti
- strategie competitive
- quali quote di mercato lazienda vuole raggiungere.

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65. Fenomeno dell'unitariet in ambito aziendale


Le fasi della produzione sono interconnesse tra di loro, quindi lazienda un complesso unitario.
Il mutamento o certi aspetti di una fase possono influenzare le altre fasi, proprio per questa integrazione.
Lunitariet pu essere vista sotto vari aspetti che riguardano certi fenomeni:
- INTERDIPENDENZA : aspetto organizzativo. Se modifico un elemento, questa modifica si riporta a
catena sugli altri elementi.
- COMPLEMENTARIET : riguarda diverse operazioni:
* combinazioni parziali (acquisti, vendite)
* fattori produttivi (lavoro, impianti, materie prime)
- FUNGIBILIT : possibilit di sostituire certi fattori produttivi, ad esempio il rapporto:
* capitale / lavoro
* fattori produttivi alternati
* classi di operazioni
- COMUNANZA : processi di rilevazione dei dati aziendali ai fini del bilancio sono comuni a pi fattori.
- CONGIUNZIONE : processi che portano alla produzione di pi prodotti tecnicamente congiunti. Una
materia prima, immessa in un unico processo produttivo permette di ottenere pi prodotti.
Sorge per il problema di stabilire i prezzi, che devono tenere conto anche dei costi produttivi, ma il
processo produttivo unico e quindi non si possono utilizzare i costi dei singoli prodotti, si terr conto di
altri fenomeni.
- UNIFORMIT : si possono rendere uniformi certi fattori produttivi, certi processi produttivi, dei prodotti
(ad esempio con il fenomeno della standardizzazione).

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66. Definizione di ambiente in campo aziendale


Lambiente tutto quello che esterno allazienda, per importante per lattivit dellazienda stessa.
La dinamica e la struttura dellazienda, sono influenzate dalla dinamica e dalla struttura dellambiente.
Lambiente un insieme di condizioni e di fenomeni esterni allazienda che influenzano lazienda stessa.

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67. Definizione di ambiente economico


Lambiente economico quella parte di ambiente che ha un impatto immediato sullazienda.
Allinterno di questo ambiente si trova:
- MERCATO : insieme omogeneo di negoziazioni di beni e di crediti
- STRUTTURA DOMANDA E OFFERTA : di lavoro, di capitali, di beni
- I SETTORI : insieme di aziende con combinazioni economiche simili, ma che sono in concorrenza sugli
stessi mercati.
- POLITICHE ECONOMICHE MONETARIE E FINANZIARIE : attuate dalla pubblica amministrazione, e
che incidono notevolmente sulla vita dellazienda.

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68. Definizione di ambiente non economico


Riguarda la cultura della collettivit, le infrastrutture, la configurazione fisica del territorio, ecc. Tutte queste
componenti hanno un peso perch incidono sui gusti, sulle esigenze, cambiando cos lattivit dellazienda
in funzione di questi fattori.

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69. Variazione della dimensione aziendale


importante perch con laumento della dimensione ci sono diversi vantaggi.
Per determinare i vantaggi bisogna essere in grado di definire le imprese:
per definire la piccola, media e grande impresa si individuano due parametri:
- QUANTITATIVI : si riconducono a fenomeni di natura:
- ECONOMICA : fatturato, valore aggiunto.
Il valore aggiunto dato da FATTURATO COSTO delle materie semilavorate
- TECNICA : capacit dellimpianto
- PATRIMONIALE : capitale sociale, capitale investito
- ORGANIZZATIVA : numero dei dipendenti, numero dei livelli dirigenziali.
In genere per per identificare la dimensione dellazienda si tiene conto principalmente:
- FATTURATO
- NUMERO DEI DIPENDENTI
- CAPITALE INVESTITO
- QUALITATIVI : sono legati:
* Allo stile di direzione dimpresa
* Rapporti con le altre imprese: lazienda di grande dimensione ha una capacit di imporsi ad aziende pi
piccole.
* Influenza sul mercato: laspetto pi importante per riconoscere la grande impresa da una piccola.
In alcuni settori la dimensione conta di pi rispetto ad altri, ad esempio se si vogliono costruire aerei. In
alcuni settori ci pu essere la compresenza tra piccole e grandi imprese.

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70. Motivazione per cui le aziende tendono alla grande dimensione


Le aziende tendono alla grande dimensione per i vantaggi economici legati alle:
ECONOMIE DI SCALA : legate alla riduzione dei costi unitari allaumento della produzione. Questo fatto
si spiega in vari aspetti:
- DI TIPO PRODUTTIVO : si producono pi pezzi, ma ad esempio con un numero inferiore di operai.
- DI TIPO FINANZIARIO : se lazienda aumenta, aumenta anche il suo peso contrattuale.
- DI TIPO COMMERCIALE : ad esempio legato alle campagne pubblicitarie
- LEGATE ALLA RICERCA E SVILUPPO : effettuabile solo dallazienda di grande dimensioni.
- DI TIPO MANAGERIALE : i migliori manager sono attratti dalla grande azienda.
ECONOMIE DI SCOPO O SINERGIE O A RAGGIO DAZIONE : vantaggi che certe aziende riescono ad
ottenere aumentando la propria dimensione, non nel settore specifico in cui lazienda opera, ma verso altri
settori vicini, tali da permettere riduzioni di costo.
Esempi:
- unazienda che produce macchine fotografiche, punta verso la produzione di macchine fotocopiatrici.
- Unazienda che opera nel mondo della moda, decide di entrare nel settore dei profumi. Si ha cos una
sinergia legata al marchio.
ECONOMIE DI TRANSAZIONE : le economie di transazione presuppongono unintegrazione verticale,
ovvero lazienda decide di svolgere delle produzioni a monte o a valle.
Esempi:
- Lazienda decide di non vendere pi ai grossisti, ma direttamente ai consumatori, si integra quindi a valle.
- Lazienda acquisisce combinazioni economiche precedenti alle sue, si integra quindi a monte.
Questa crescita dimensionale pu essere attuata:
- CRESCITA ESTERNA : acquistando unazienda gi funzionante a monte o a valle.
- CRESCITA INTERNA : aumentando la struttura aziendale.
Secondo lo studioso Williamson, nel momento in cui lazienda ha una transazione con una terza economia,
deve sostenere certi costi legati al controllo della transazione stessa, costi per:
- Contratto
- Verificare qualit prodotti
- Contestazioni
Tutti questi costi vengono chiamati COSTI DI TRANSAZIONE. Se lazienda decide invece di produrre
allinterno, non deve pi sostenere questi costi.

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71. Tipi di aumento dimensionale dell'azienda


Laumento della dimensione pu anche avvenire attraverso due tipi di crescita:
- CRESCITA INTERNA : si aumenta la struttura produttiva dellazienda dallinterno.
- CRESCITA ESTERNA : presuppone lacquisizione o la fusione con aziende gi funzionanti.
Ci sono vantaggi e svantaggi legati a queste due crescite.
La crescita interna pi lenta da realizzare, ma consente di calibrare linvestimento come meglio si crede.
Se lazienda punta ad una diversificazione rispetto alla sua produzione, la crescita interna pi rischiosa
perch la allontana dalle sue competenze. Mentre acquistare unazienda gi funzionante, anche se opera su
un altro settore, pi vantaggioso, perch quellazienda conosce gi il suo settore.
La crescita esterna pu anche avvenire con ACCORDI, oltre che attraverso lacquisizione e la fusione.
Con lacquisizione e la fusione limprenditore diventa soggetto economico improprio dellazienda che
acquista o con la quale si fonda.
Con un accordo lazienda si lega ad altre realt, ma con un legame pi debole. Si tratta di aziende autonome
che decidono di collaborare insieme, un accordo di tipo collaborativi.
Per rendere pi stabile laccordo si possono vincolare le parti contrattualmente con un vero e proprio
contratto, che ad esempio stabilisce il tempo di durata dellaccordo.

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72. Fenomeno della crescita orizzontale aziendale


La crescita inoltre pu essere:
- ORIZZONTALE : lazienda si espande nel medesimo settore in cui opera. la forma di crescita meno
rischiosa, perch non si allontana dalle sue conoscenze specifiche. Laumento di dimensione viene misurato
con lINCREMENTO DELLA QUOTA DI MERCATO.
Questa crescita viene anche attuata quando lazienda si trova di fronte a prodotti maturi, e quindi per
crescere lunica cosa che si pu fare acquisire un concorrente, perch cos si elimina un concorrente dal
mercato e aumenta la quota di mercato per lazienda.
- La via di fuga da un prodotto maturo la
DIVERSIFICAZIONE : lazienda va verso settori, mercati differenti.
Ad esempio si abbandona il mercato di riferimento e si punta su altri settori.
una forma di crescita molto rischiosa, perch lazienda si allontana dalle sue competenze specifiche. Il
rischio pu essere maggiore quando il gruppo dirigente si diversifica perch risente della concorrenza del
mercato. Per questo rischio visto come un fattore di debolezza.

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73. Fenomeno della crescita verticale aziendale


Puessere misurato attraverso un rapporto:
GRADO DI INTEGRAZIONE VERTICALE = VALORE AGGIUNTO / FATTURATO
1 il grado di integrazione verticale massimo, perch non si pu avere un valore aggiunto maggiore del
fatturato, pu essere al massimo uguale.
Lintegrazione verticale si pu perseguire per:
- ridurre i costi di transazione.
- Ridurre i rischi legati alla vendita (presupposto integrazione a valle)
- Continuit e sicurezza negli approvvigionamenti ( presupposto integrazione a monte)
- Possibilit di un maggiore controllo sui costi.

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74. Definizione di break even


BREAK EVEN ANALISI O ANALISI DEL PUNTO DI PAREGGI
Lanalisi del punto di pareggio presuppone che analizzando i costi fissi, i costi variabili e i ricavi si pu
capire quanto lazienda deve produrre affinch R = CT, e quindi affinch ci sia utile.
Q = quantit minima affinch R = CT
FORMULA:
R = CF + CV + RN
Q X P = CF + CV
Q = CF / (P CV)
ESEMPIO :
PREZZO = 1 200
CV UNITARIO = 900
CF = 21 000 000
Q = 21 000 000 / (1 200 900) = 70 000 UNIT
1 200 X 70 000 = 900 X 70 000 + 21 000 000 = 0
R = CV + CF = 0
R = CT = 0
F (FATTURATO) = CF / (1 0.75) = 84 000 000
0.75 : PERCENTUALE CV RISPETTO AL PREZZO
LIMITI DI QUESTA ANALISI:
- Non tiene conto delle economie di scala.
- Le vendite presuppongono prezzi di vendita costanti.
- PRODUZIONE = VENDITE, perch non tiene conto delle scorte di magazzino, ma tiene conto che tutto
quello che viene prodotto deve essere venduto.
- unanalisi semplice per le imprese monoprodotto.
- Presuppone una situazione senza nuovi investimenti, ovvero che lazienda si muova con la propria struttura
produttiva attuale, senza acquistare nuovi macchinari, se no si deve valutare limpatto di questa acquisizione
sulla produzione.

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75. Contabilit aziendale


CONTABILIZZARE significa rilevare delle operazioni, prendere nota in qualsiasi modo delle variazioni di
cassa, quindi delle entrate e delle uscite.
La contabilizzazione permette di evidenziare le tipologie di spesa, quindi come vengono spesi i soldi.
I vari soggetti, tra loro, possono avere tipologie di spese differenti.
Le rilevazioni devono avere un LINGUAGGIO COMUNE, semplice e veloce, che permetta di comprendere
a tutti (italiani o stranieri) il metodo di rilevazione.
Ci sono diversi tipi di contabilit:
CONTABILIT ELEMENTARI
Forniscono informazioni riguardanti particolari fenomeni di gestione, considerano singoli elementi
costitutivi del patrimonio aziendale e singoli componenti di reddito.
Delle contabilit aziendali fa parte lo SCADENZIARIO: un elenco dei crediti e dei debiti ordinati per
scadenza. uno strumento molto importante sia per i debitori, che in questo modo possono essere avvisati
delle scadenze dei debiti, sia per i creditori, che lo usano sempre per verificare le scadenza dei debiti.
Non tutte le contabilit aziendali sono viste da una legge quindi non sono obbligatori, ma facoltativi,
lazienda ne pu per trarre un vantaggio.
Per ad esempio ci sono alcune contabilit elementari obbligatorie, come la CONTABILIT IVA.
CONTABILIT GENERALE
Considera i fenomeni aziendali nella loro unitariet, riflettendo la gestione nel suo complesso.
obbligatoria.
CONTABILIT ANALITICA
Ha come scopo la determinazione e lanalisi dei costi e dei ricavi, nonch il calcolo di risultati economici
particolari al fine di orientare le scelte operative e di consentire la programmazione e il controllo della
gestione.
Lanalisi dei costi e dei ricavi serve quindi per prevedere, programmare, orientare lazienda. Permette
allazienda di analizzare stati consuntivi (quelli gi accaduti), fare previsioni per un esercizio futuro e
verificare oltre alla correttezza delle previsioni, anche se lazienda in grado di fare previsioni.
Non obbligatoria.
Rilevazioni statistiche
Sono costituite dalla rielaborazione di dati interni o esterni mediante strumenti tipici della metodologia
statistica (tabelle, grafici, indici, ecc.)
Non obbligatoria.
Lobbiettivo della CONTABILIT GENERALE la determinazione del reddito desercizio e del collegato
patrimonio di funzionamento.

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76. Definizione di reddito d'esercizio e patrimonio di funzionamento


REDDITO DESERCIZIO: e il risultato economico (utile o perdita) che emerge dalla gestione relativa a un
dato periodo amministrativo
PATRIMONIO DI FUNZIONAMENTO: si forma nelle aziende in normale attivit operativa al termine di
ogni periodo amministrativo, contestualmente e in funzione della determinazione del reddito desercizio. Si
dice di funzionamento perch legato al fatto che lazienda duri nel tempo, ed molto rilevante per le
valutazioni alla fine dellesercizio, perch si deve tenere conto che lattivit prosegue e che i beni
continueranno ad essere utilizzati.
STATICO perch riferito a un determinato istante.
Il patrimonio quindi linsieme delle componenti attive e passive possedute da un soggetto.
Il patrimonio lordo dato dallinsieme delle componenti attive. Il patrimonio netto dato dalla differenza tra
le componenti attive e le componenti passive.
Con il passare del tempo il patrimonio varia nella sua entit. Si pu dire che composto da una serie di
flussi attivi e passivi.
Linsieme dei flussi genera il reddito, che un concetto DINAMICO perch non si riferisce a un
determinato istante: si pu parlare di reddito mensile, annuale, quindi di un periodo.
Il reddito il guadagno, che consente di effettuare delle spese, che incideranno sul patrimonio.
Il patrimonio pu essere visto sotto due aspetti:
- QUALITATIVO: il complesso eterogeneo di beni e/o di diritti appartenenti a un soggetto in un
determinato istante.
- QUANTITATIVO: il complesso di beni eterogeneo diventa un fondo omogeneo di valori, quindi indica
come questi beni e/o diritti eterogenei, diversi tra loro, possono essere qualificati in un unico modo:
riconducendoli al valore della moneta.
Allinizio del 1 esercizio di vita dellazienda viene costituito il PATRIMONIO DI COSTITUZIONE. Alla
fine del 1 esercizio si somma il PATRIMONIO DI COSTITUZIONE + REDDITO DI PRIMO
ESERCIZIO = PATRIMONIO DI FUNZIONAMENTO DEL PRIMO ANNO. Ogni anno si sommer al
patrimonio dellanno precedente, il reddito dellesercizio appena finito. Il PATRIMONIO NETTO FINALE
PATRIMONIO DI COSTITUZIONE = REDDITO TOTALE
Per REDDITO TOTALE si intende il reddito di tutta la vita dellimpresa. oggettivo perch tutte le
operazioni si sono concluse. Il reddito totale pu essere valutato solo in caso di cessazione dellattivit, in
questo caso sar oggettivo perch lazienda non deve stimare pi niente.
Invece il REDDITO DESERCIZIO indica il reddito valutato alla fine del periodo, dellesercizio. Questo
soggettivo, perch dipende dalla persona che ha valutato il reddito alla fine di quellesercizio.
PERIODO AMMINISTRATIVO
E un periodo di tempo al termine del quale si procede alla determinazione del tempo.
ESERCIZIO
E una parte della gestione, linsieme delle operazioni attribuite ad un certo periodo amministrativo. Si
parla di cicli, che non detto che corrispondano allanno solare, ma sono comunque di 12 mesi.

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77. Principio di competenza nella determinazione del reddito


Non tutte le componenti economiche concorrono alla determinazione del reddito desercizio, solo quelle di
competenza, cio quelle inerenti alla produzione attuata e venduta nellambito del periodo amministrativo.
In altre parole le componenti reddituali devono gravare sullesercizio indipendentemente dalleffettivo
pagamento o riscossione. Questo principio impone alle aziende di considerare anche quei costi che verranno
sostenuti poi. Nella contabilit generale viene utilizzato questo principio.

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78. Principio di cassa nella determinazione del reddito


Il principio opposto a quello di competenza. Si utilizza in termini fiscali per i liberi professionisti. Il costo
tale solo se pagato in quel determinato periodo, quindi indica il momento in cui un costo viene pagato e un
ricavo viene riscosso.

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79. Metodo della partita doppia

Le scritture sono composte da ALMENO DUE ANNOTAZIONI, perch ci sono due sezioni: DARE
(sinistra) e AVERE (destra).
Devono essere BILANCIANTI ovvero ci deve essere almeno unannotazione in dare che si controbilancia
con almeno unannotazione in avere
Il metodo della partita doppia registra i fatti di gestione con almeno due CONTI: la somma di quanto
annotato in dare deve essere uguale a quanto annotato in avere

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80. Sistema del patrimonio e del risultato economico


Il sistema del patrimonio e del risultato economico considera due aspetti ai fini della rilevazione:
ASPETTO FINANZIARIO : (concreto) rappresenta il primo aspetto da considerare in quanto
immediatamente percepibile; riguarda le variazioni di carattere monetario ed il sorgere e le successive
movimentazioni di debiti e di crediti, quindi le movimentazioni di denaro.
Pu avvenire che non ci sia un immediato pagamento, per questo esiste il debito: il servizio o il bene stato
utilizzato, e il patrimonio ha gi subito un cambiamento passivo, perch quel debito dovr essere pagato.
Nella maggior parte delle operazioni questo aspetto c, ovvero il sorgere di debiti e di crediti e le loro
movimentazioni.
Le documentazioni di cui dispone unazienda per giustificare le uscite o le entrate di cassa, possono essere
gli scontrini fiscali, le fatture attive o passive, gli estratti conto bancari, ecc.
Ci sono anche operazioni che danno luogo ad aspetti di carattere finanziario senza una documentazione.
ASPETTO ECONOMICO : (astratto) laspetto derivato dal precedente, che riguarda la causa che ha
generato il sorgere di aspetti finanziari quando questi non derivano da ulteriori movimentazioni finanziarie.

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I valori finanziari si indicano nello STATO PATRIMONIALE.


Mentre non tutti i valori economici vanno nel CONTO ECONOMICO, perch nel conto economico vanno
soltanto i valori economici relativi al REDDITO DESERCIZIO.
Quindi gli altri valori economici di reddito vanno nello stato patrimoniale.
Le QUOTE DI AMMORTAMENTO dei beni strumentali vengono registrate nel conto economico.
Il COSTO sorge nel momento in cui consumo un fattore produttivo, il RICAVO nel momento in cui si
emette la fattura, e sorge di conseguenza il credito.
ESEMPI:
- AUMENTO COMPONENTE ATTIVA DIMINUZIONE COMPONENTE ATTIVA : quando si
prelevano i soldi in banca, aumenta la componente attiva perch ho i soldi nel portafoglio, ma diminuisce la
componente attiva in banca.
- AUMENTO ATTIVO AUMENTO PASSIVO : con il mutuo, perch una finanziaria mi presta dei soldi e
quindi ho un aumento della componente attiva, ma allo stesso tempo ho un aumento di passivo perch dovr
restituire i soldi.
- AUMENTO PASSIVO AUMENTO COSTI : bolletta finanziaria.
CAMBIALE
p { margin-bottom: 0.21cm; } -la cambiale untitolo autonomo(rapporto tra girante egiratore), letterale(fa
fede ci che scritto), astratto(prescinde dal motivoper cui stata emessa). Lecambiali si utilizzano quando
non ci si fida del proprio cliente.Affinch la cambiale possa essere valida deve essere bollata, ma ilbollo
costa e normalmente viene pagato dal debitore. Se il debitorenon paga la cambiale, viene protestato,viene
iscritto sul bollettinodei protesti, vienequindi marchiato. La cambiale tutela quindi il venditore.

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81. Definizione di conto


Il conto linsieme di scritture riguardanti un determinato oggetto e aventi lo scopo di evidenziarne la
consistenza quantitativa iniziale e le successive variazioni.
In tutti i conti la sezione DARE la sezione a sinistra, mentre la sezione AVERE la sezione a destra.
DARE e AVERE sono indicazioni puramente convenzionali che, nella maggior parte dei casi, sono prive di
significato pratico.
La differenza tra la somma degli importi registrati in una sezione e la somma degli importi registrati
nellaltra sezione viene chiamata SALDO DEL CONTO.
Il conto a sezioni contrapposte.
Linsieme dei conti utilizzati da unimpresa costituisce il PIANO DEI CONTI della stessa.
I conti vengono spesso raggruppati per categorie (per esempio costi per servizi) e vengono individuati anche
mediante codici.
Le OPERAZIONI DI ASSESTAMENTO vengono effettuate a fine esercizio, si basano sul principio di
competenza e permettono di verificare se ci sono operazioni in corso.
PRICIPIO DI PRUDENZA O PRINCIPIO DI ASIMMETRIA DELLE STIME
Secondo il principio di prudenza bisogna far gravare allesercizio tutti i costi, anche se soltanto temuti, alla
data di chiusura dellesercizio.
Mentre i ricavi che gravano sullesercizio sono solo quelli realmente realizzati, omettendo di far gravare
quelli sperati.
Quindi quando si parla di costi bisogna largheggiare, tenere conto di un possibile debito.
ACCANTONAMENTO
Viene registrato un ipotetico debito, sottoforma di fondo, in avere, dello stato patrimoniale. Questo debito
comporta il sorgere di un costo, quindi una riduzione del reddito pari allaccantonamento che lazienda ha
fatto.
Anche i crediti in bilancio vanno iscritti al presumibile valore di realizzo. Il credito viene segnato in attivo e
quello che deriva da questo credito viene segnato nei ricavi.
Alla fine dellesercizio i crediti vanno valutati al presumibile valore monetario che si intende realizzare.
Se il debitore non paga si arriva ad un ACCORDO DI TRANSAZIONE: meglio per il creditore accettare
un valore minore al credito iniziale, che iniziare una causa per fare fallire il debitore.
La svalutazione di una componente attiva, porta una diminuzione dellattivo in avere e questo genera un
costo.
Questa cosa non vale per i debitori, che non si possono autoridurre il debito, devono pagarlo al valore
stabilito.
Quindi i ricavi non devono essere largheggiati, perch il fatto di far gravare eventuali ricavi sperati,
comporta unartificiosa lievitazione del reddito.

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82. Valori finanziari e valori economici


VALORI FINANZIARI : si suddividono in:
- LIQUIDIT : rappresentano il denaro in cassa e in banca, quindi sono quei valori finanziari a bravissimo
tempo.
- CREDITI E DEBITI DI REGOLAMENTO : sorgono a seguito di operazioni di carattere commerciale e
sono crediti verso i clienti per la vendita di prodotti, debiti verso i fornitori, ecc.
- CREDITI E DEBITI DI FINANZIAMENTO : sorgono a seguito di operazioni di carattere finanziario e
sono mutui passivi, tutti quei debiti che rappresentano un finanziamento ottenuto da terzi.
- VALORI FINANZIARI PRESUNTI : crediti e debiti che sorgono alla fine dellesercizio in ossequio al
principio di competenza e di prudenza (ratei passivi)
VALORI ECONOMICI : spiega il perch ci sono state variazioni di carattere finanziario e si suddividono
in:
- VALORI ECONOMICI DI CAPITALE : quando queste motivazioni riguardano il patrimonio della
societ.
- VALORI ECONOMICI DI REDDITO
Il MASTRO si aggiorna dopo ogni registrazione, e il vantaggio che i mastri sono unici, cos alla fine,
quando si dovr fare il bilancio basta prendere i mastrini, e tirare le somme di dare e avere. Il mastro il
conto.

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83. Modalit di ammortamento


Lammortamento pu essere:
- DIRETTO O IN CONTO: diminuisce direttamente il valore del conto da ammortizzare, che va a calare
fino a quando si estinguer.
Si usa per le immobilizzazioni immateriali, costituite da costi pluriennali o da beni immateriali (brevetti).
Tipi di immobilizzazioni immateriali costituite da costi pluriennali:
- COSTO DI IMPIANTI : costi che si sostengono per dare vita alla societ e per un impianto contabile
amministrativo (dal notaio)
- SPESE DI PUBBLICIT : ammortizzabile quando la pubblicit ripetuta nel tempo
COSTO STORICO FONDO AMMORTAMENTO = VALORE RESIDUO (non un valore reale)
Lammortamento indiretto si usa per le immobilizzazioni immateriali, perch al termine di ogni esercizio si
pu trovare il valore residuo del bene e quindi presente in contabilit sia il prezzo dacquisto che il fondo
di ammortamento con valore uguale.
I valori vengono inseriti in bilancio al netto.
valore storico = COSTO DACQUISTO + TUTTI GLI ONERI CAPITALIZZATI, OVVERO QUEI
VALORI CHE INCREMENTANO IL VALORE DEL BEN.
PER STABILIRE IL VALORE DA AMMORTIZZARE BISOGNA PRIMA TOGLIERE IL VALORE A
QUANTO SI VORR VENDERE IL BENE IN FUTURO, SU QUESTO SI CALCOLA
LAMMORTAMENTO.
minusvalenze da alienazioni : VENGONO INDICATE IN DARE E INDICANO LA PERDITA
OTTENUTA DALLA VENDITA DEL BENE STORICO A QUELLA CIFRA.
In caso di eliminazione del bene dove la perdita secca senza una vendita non si parla di minusvalenze ma
di SOPRAVVENIENZA PASSIVA.
Se rubano i soldi dalla cassa, la perdita conseguente si chiama INSUSSITENZA PASSIVA.

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84. Svalutazione del credito


E' necessario farla quando il creditore non paga e pu essere in parte o totalmente.
I ratei e i risconti fanno parte delle scritture di fine esercizio per determinare il reddito desercizio.
RATEO [ integrazione di costo / ricavo di competenza dellesercizio che verr rilevato posticipatamente
nellesercizio successivo.
RISCONTO [ rettifica di costo / ricavo di competenza di esercizi successivi rilevato anticipatamente
nellesercizio in chiusura.
RATEO:
- ATTIVO [ integrazione di ricavo
- PASSIVO [ integrazione di costo
INTEGRAZIONE [ aggiungere qualcosa dove manca. Riguarda quello prima del 31/12.
RISCONTO:
- ATTIVO [ rettifica di costo
- PASSIVO [ rettifica di ricavo
RETTIFICA [ togliere qualcosa di scritto in anticipo che non di competenza dellesercizio. Si riferisce alla
parte dopo il 31/12.

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85. Contabilit
Il codice civile prevede una serie di obblighi per limprenditore commerciale. Tra questi c la
CONTABILIT LEGALE. La finalit della CONTABILIT il calcolo del REDDITO DESERCIZIO.
Alla fine dellesercizio, limprenditore deve redigere il BILANCIO DESERCIZIO, sul quale si scrivono
tutte le operazioni che compie unazienda, utili per il calcolo del reddito desercizio.
REDDITO DESERCIZIO
E una delle misurazioni delleconomicit dellimpresa ed legalmente obbligatoria. Il reddito il risultato
dellattivit di gestione che deriva dalla contrapposizione tra i COSTI DESERCIZIO e i RICAVI
DESERCIZIO.
Pu assumere due aspetti:
- Se i RICAVI > COSTI : REDDITO POSITIVO, che si chiama UTILE DESERCIZIO.
- Se i RICAVI < COSTI : REDDITO PERDITA DESERCIZIO
COSTO
E un corrispettivo, una quantificazione monetaria, per lacquisizione di fattori produttivi o servizi.
RICAVO o DISIMPIEGO DEI COSTI
E il corrispettivo che si consegue dalla vendita dei beni o servizi prodotti o dei beni commercializzati.

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86. Attivit economica di unimpresa


Le imprese che producono beni o servizi acquisiscono fattori produttivi e li trasformano appunto in beni o
servizi, che vendono.
Limpresa viene costituita attraverso i conferimenti in denaro dei soci o di terze economie, che permettono
di acquistare le materie prime.
Nellimpresa i capitali vengono apportati da:
- LIMPRENDITORE, o se limprenditore composto da una societ, vengono apportati dai SOCI. Questi
conferiscono un capitale proprio di rischio, perch il capitale rischia di essere perso se gli affari vanno male.
- Pu essere apportato un CAPITALE DI PRESTITO, anche questo pu essere perso, ma solo dopo che
stato perso quello di rischio. I soggetti che prestano il capitale sono le banche oppure chi da beni, servizi o
prestazioni ma non viene pagato allatto della cessione (dipendenti, fornitori).

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87. A cosa serve il capitale che entra nellimpresa


Il denaro che entra nellimpresa si trasforma in PATRIMONIO : indica come vengono impiegati i soldi. Il
capitale finanzia il patrimonio. Questo pu essere composto da:
- BENI SRTUMENTALI
- BENI DI CONSUMO
Questi beni vengono trasformati per arrivare alla produzione di altri beni e servizi.
I costi che lazienda ha sostenuto e che le hanno permesso di produrre beni o servizi, vengono disimpiegati
dalla VENDITA. Il corrispettivo della vendita il RICAVO.

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88. A cosa serve la contabilit


La contabilit una CONVENZIONE, che storicamente stata inventata da Luca Pacioli nel 1400.
La contabilit composta da 8 regole. Per fare la contabilit bisogna sapere come convenzionalmente
bisogna registrare i costi e i ricavi desercizio.
La PARTITA DOPPIA lo strumento con la quale viene registrata la contabilit. La difficolt della partita
doppia quella di conoscere le operazioni.
Ci sono varie teorie sulla partita doppia, per il fine uguale per tutte le teorie. Queste servono per
interpretare le regole in modo diverso.
La pi usata la TEORIA DEL REDDITO di Zappa.
Le banche invece utilizzano la TEORIA PATRIMONIALE di Besta.

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89. Concetto di contratto


Per conseguire la propria attivit lazienda compie dei negozi giuridici di contenuto patrimoniale che si
chiamano CONTRATTI, regolati dal Codice Civile.
Art. 1321 : Il contratto un accordo tra due o pi parti per costituire, regolare, estinguere un rapporto
giuridico patrimoniale.
Il contratto pu essere:
- TIPICO : regolamentato dalla legge
- ATIPICO : NON regolamentato dalla legge (ad esempio il Leasing)
COME SI CONCLUDE UN CONTRATTO
La maggior parte dei contratti si concludono con FATTI CONCLUDENTI. Ci sono:
- contratti che richiedono obbligatoriamente la forma scritta, come i contratti di compravendita (acquisto di
una casa)
- contratti che richiedono la sottoscrizione del contratto davanti ad un pubblico ufficiale. Si definisce
FORMA SOLENNE. Ad esempio la successione, la costituzione della societ di capitali.
CONTRATTI IMPORTANTI sono:
COMPRAVENDITA
Art. 1470 : La vendita il contratto che ha per oggetto il trasferimento della propriet di una cosa o il
trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo.
Se un soggetto non trasferisce il bene o non paga il corrispettivo interviene il giudice.
CONTRATTO DI APPALTO
Art. 1655 : Lappalto il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con
gestione a proprio rischio, il compimento di unopera o di un servizio, verso un corrispettivo in danaro.
DEPOSITO
Art. 1766 : Il deposito un contratto col quale una parte riceve dallaltra una cosa mobile con lobbligo di
custodirla e di restituirla in natura.
TRASPORTO
Art. 1678 : Col contratto di trasporto il vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose da
un luogo a un altro.
SOMMINISTRAZIONE
Art. 1559 : La somministrazione il contratto con il quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un
prezzo, a eseguire, a favore dellaltra, prestazioni periodiche o continuative di cose.
MEDIAZIONE
Art. 1754 : mediatore colui che mette in relazione due o pi parti per la conclusione di un affare, senza
essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.
ASPETTO FINANZIARIO
Anche laspetto finanziario, ovvero il pagamento del costo e la riscossione del ricavo, viene disciplinato dal
codice.

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90. Il contratto di compravendita


Solitamente allatto di compravendita allegato un DOCUMENTO, che certifica lavvenuto contratto.
Questo documento deve essere obbligatoriamente inserito nella compravendita.
Il documento viene regolato dall IVA (d.p. 633 / 1972).
Le imposte si dividono in:
- IMPOSTE DIRETTE : quelle che si pagano quando si produce ricchezza (IRPEF)
- IMPOSTE IDIRETTE : si pagano quando si spende il reddito prodotto (IVA). LIVA unimposta che
colpisce il consumo di beni ed stata regolamentata dalla Comunit Europea.
I costi e i ricavi devono essere registrati in contabilit a seguito dei documenti di compravendita. (ad
esempio gli scontrini fiscali)
Altri documenti che possono essere affiancati al contratto di compravendita sono:
FATTURA
BOLLA DOGANALE : fattura emessa dalla dogana
REDDITO: Il reddito contrappone i costi desercizio e i ricavi desercizio che vanno indicati in contabilit.
COSTO
ASPETTO ECONOMICO : sostenere un costo sena pagarlo
ASPETTO FINANZIARIO : pagare il costo
RICAVO
ASPETTO ECONOMICO : conseguire il ricavo senza ricevere il pagamento
ASPETTO FINANZIARIO : viene pagato il ricavo

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91. Difficolt per la registrazione in Partita Doppia


- CONOSCERE I CONTRATTI.
Dal punto di vista giuridico vengono rilevati diversi contratti, il pi comune il contratto di
COMPRAVENDITA. Ci sono per tantissimi altri contratti che dipendono dalloggetto del contratto preso
in considerazione..
Ad esempio il CONTRATTO ESTIMATORIO : il contratto tipico del giornalaio: si fa portare dai grossisti
i giornali, vende i giornali, quelli che non vende li restituisce. Diventa proprietario nel momento in cui
vende il bene che ha in deposito. In contabilit si registra il momento della vendita.
- MOMENTO in cui si devono registrare le operazioni in partita doppia: normalmente si registrano le
operazioni quando lazienda riceve il documento che comprova il contratto. Parlando di imprenditori, il
documento quello che interessa o lIVA o limposta di registro (imposte indirette).

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92. Caratteristiche dell'IVA


LIVA disciplinata dal d.pr. 633/1972. LIVA si applica in tutta Europa. Per quanto riguarda lItalia, lIVA
viene applicata allItalia doganale, che diversa da quella fisica.
Generalmente il documento emesso per il contratto di compravendita nella zona doganale della comunit
europea la FATTURA. Se viene da fuori la fattura deve essere integrata con la BOLLA DOGANALE, che
viene emessa dalla dogana di confine o interna.
REGIMI DOGANALI
TIR : regime doganale che dice che il camion arriva da fuori dalla comunit europea e la merce pu essere
aperta solo dopo il passaggio della dogana italiana.
TIF : rappresenta la merce che viaggia sulla ferrovia e segue la stessa procedura TIR.
L'IVA limposta sul reddito che colpisce il trasferimento del bene, ma in una maniera particolare: lo
colpisce solo sul valore aggiunto. Per tassare il valore aggiunto la comunit europea ha scelto la
METODOLOGIA DELLA DETERMINAZIONE DA IMPOSTA A IMPOSTA.
Tutte le volte che si acquista un bene, lIVA che viene addebitata dal venditore lIVA che diventa un
credito verso lo Stato.
Chi paga lIVA solo il consumatore finale.
VERSARE LIVA ALLO STATO
Si versa lIVA allo Stato attraverso via telematica (lF24 diventato informatico).
OPERAZIONI SOGGETTE E NON SOGGETTE A IVA
OPERAZIONI SOGGETTE A IVA : quando lIVA si applica allinterno della Comunit Europea. In realt
non si addebita lIVA nelle vendite fatte ai paesi della comunit europea per motivi di armonizzazione
allinterno della CE. Si tratta quindi sempre di unoperazione IVA, ma non imponibile.
OPERAZIONI NON SOGGETTE A IVA : ad esempio le merci vendute nelle zone non doganali della
comunit europea. Queste si chiamano operazioni fuori campo.
Inoltre lart. 10 prevede anche operazioni esenti dallIVA per motivi di tipo sociale, come le operazioni
prestazione dei medici, servizi postali, operazioni di assistenza, pompe funebri, ecc
documenti con cui applicare liva

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93. Caratteristiche della fattura


FATTURA : lart. 21 spiega le condizioni di questo documento.
DOCUMENTI CHE SOSTITUISCONO LA FATTURA:
- SCONTRINO FISCALE : sostituisce la fattura quando limpresa ha a che fare con i cittadini privati e non
con altre imprese.
- RICEVUTA FISCALE : una via di mezzo tra lo scontrino fiscale e la fattura. un documento intestato
che non va registrato in contabilit.
- BOLLA DOGANALE : fattura compilata dalla dogana al momento dellentrata nell CE di beni di
provenienza dai paesi extraCE.
I DAZI non si recuperano a differenza dellIVA, e sono una tassazione indiretta che colpisce alcuni beni che
provengono al di fuori della CE.
In base allorigine di provenienza del bene si paga il dazio. Questo controllo fatto dalla dogana.
Tutte le fatture devono essere obbligatoriamente registrate
FATTURE ACQUISTI : nel REGISTRO IVA ACQUISTI
FATTURE VENDITE : nel REGISTRO IVA VENDITE (solo per i soggetti che non emettono scontrino
fiscale o ricevuta).

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Valentina Minerva

Sezione Appunti

94. Normativa IVA


Normativa IVA
La normativa IVA prevede lobbligo di:
- liquidazione periodica imposta
- registrazione nel registro IVA acquisti e vendite
- se si svolge unattivit aperta al pubblico ci vuole il REGISTRO DEI CORRISPETTIVI, dove si annotano
gli scontrini fiscali, o ricevute, ma non le fatture.

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Valentina Minerva

Sezione Appunti

95. Operazioni di carattere straordinario del capitale sociale


Il capitale sociale il capitale costituito alla costituzione dellimpresa. il capitale sociale dei soci e serve
per garantire i terzi.
Nelle societ di capitali questo capitale ha una connotazione particolare, per questo per legge un minimo di
capitale per la costituzione di queste societ.
Viceversa nelle societ di persone il capitale non ha una certa connotazione perch spesso sono costituite
con capitali insignificanti.
In fase di costituzione il capitale deve essere interamente sottoscritto e in parte versato. Sottoscrivere un
capitale vuol dire divenire socio della societ e impegnarsi a eseguire i versamenti agli ordini di legge.
Versare il capitale vuol dire appunto versare il capitale gi sottoscritto. La parte non versata costituisce in
contabilit CREDITO V/SOCI SOTTOSCRITTORI.
Il capitale sociale deliberato interessa gli aumenti del capitale sociale, lassemblea dei soci a decidere gli
aumenti del capitale. Per aumentare il capitale i soci devono riunirsi in assemblea e deliberare con le
maggioranze previste per ciascuna societ o dallatto costitutivo.
Il capitale sociale pu subire aumenti o diminuzioni:
RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE:
- Rimborso capitale sociale ai soci
- Riduzione del capitale sociale per perdite.
AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE:
- Mediante conferimento di danaro.
- Mediante conferimento di un bene.
- Mediante conferimento di unazienda o rami aziendali (quindi un complesso di beni).
- Aumento con utilizzo di riserve.

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Valentina Minerva

Sezione Appunti

96. Determinazione del reddito


Il reddito si determina chiudendo il conto costi e ricavi desercizio. Si hanno due situazioni:
UTILE DESERCIZIO = RICAVI > COSTI
PERDITE DESERCIZIO = COSTI > RICAVI
Lutile desercizio dato dalleccedenza dei ricavi sui costi.
Se aumenta lutile, o aumentano le attivit o diminuiscono le passivit.
Lutile desercizio pu essere destinato:
- Tra i valori numerari passivi : sottoforma di dividendi.
- Nel netto : lassemblea dei soci pu decidere di non dividere gli utili, lutile viene quindi destinato a
RISERVA, vincolato a titolo di autofinanziamento.
Gli utili non sono quasi mai in cassa.
La riserva deriva dallutile, ovvero dal reddito desercizio.
Il legislatore obbliga la societ a trattenere una parte dellutile prodotto:
Il Codice Civile generalmente prevede che 1/20 dellutile desercizio (5%), fino al raggiungimento di 1/5 del
capitale sociale (20%) deve essere annualmente accantonato nellimpresa.
La riserva obbligatoria prende il nome di RISERVA LEGALE.
La riserva ha un massimo del 20% del capitale sociale, se si apportano altri utili prende il nome di
RISERVA STRAORDINARIA.
ESEMPIO:
1 000 000 EURO UTILE
Lassemblea destina lutile:
- 5 % RISERVA LEGALE
- 20 % RISERVA STATUTARIA
- 30% RISERVA STRAORDINARIA
- 45% DIVIDENDO
Le riserva legale e statutaria sono obbligatorie.
Tutte le riserve sono conti del capitale, parti proprie del netto.
Le riserve aumentano il capitale sociale gratuitamente.
Spesso le aziende hanno lobbligo di legge di avere un capitale sociale minimo e si pu tenere utilizzando
riserve.
IN CONTABILIT:
dare) RISERVE
avere) CAPITALE SOCIALE

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Indice
1. Cenni storici di economia aziendale

2. Fabio Besta e Gino Zappa: metodi di rilevazione contrapposti in economia aziendale

3. Differenze tra economia aziendale ed economia politica

4. Classificazione delle aziende in economia aziendale

5. Classificazione delle imprese in economia aziendale

6. Definizione di operazione di gestione

7. Bisogni dell'ente erogativo

8. Definizione di assetto istituzionale

9. Componenti dellassetto istituzionale

10

10. Definizione di soggetto economico improprio - a livello specifico

11

11. Tipologie di societ

12

12. Caratteristiche della societ di persone

13

13. Caratteristiche della societ di capitali

14

14. Elenco e funzioni degli organi societari

15

15. Sigle che definiscono i vari tipi di societ

17

16. Elenco delle diverse tipologie dimprese

18

17. Politica sulla distribuzione dei dividendi in azienda

19

18. Tipologie di assemble in ambito aziendale

20

19. Tipologie d'imprese oltre a quelle con assetto capitalistico

21

20. Sistema ordinario delle aziende: modelli di riferimento

22

21. Funzione delle combinazioni economiche

23

22. Aspetto organizzativo personale nelle aziende: gli incentivi

25

23. Definizione di patrimonio aziendale

26

24. Definizione di capitale di funzionamento aziendale

27

25. Definizione di capitale economico o capitale in sede di cessione

28

26. Definizione di capitale di liquidazione

29

27. Criteri di valutazione per tutti i capitali

30

28. Scelte di formazione e valorizzazione del patrimonio aziendale

31

29. Bilancio desercizio

32

30. Reddito desercizio

33

31. Stato Patrimoniale: attivit

37

32. Stato Patrimoniale: disponibilit

38

33. Stato patrimoniale: passivit

39

34. Definizione di equilibrio istituzionale in azienda

40

35. Definizione di economicit aziendale

41

36. Caratteristiche di unazienda

42

37. Sistemi di rilevazione e informazione in ambito aziendale

44

38. Strumenti di controllo di tipo contabile

45

39. Scopi della rilevazione dei costi - in contabilit analitica

46

40. Classificazione dei costi in contabilit aziendale

47

41. Contabilit analitica aziendale: classificazione dei costi

48

42. Come si possono definire i costi comuni

50

43. Configurazione di un costo

51

44. Definizione di onere figurativo

52

45. Contabilit analitica o industriale

53

46. Contabilit direzionale integrata

55

47. Definizione di budget

56

48. Rilevazioni extracontabili

57

49. Momenti della strategia direzionale di unazienda

58

50. Riclassificazioni del bilancio aziendale

59

51. Definizione di unificazione contabile

61

52. Risultati parziali significativi derivanti dalla riclassificazione del conto economico

62

53. Riclassificazione dello stato patrimoniale

63

54. Definizione e calcolo di reddito imponibile

64

55. Differenza tra reddito e redditivit

65

56. Come si misura le redditivit

66

57. Redditivit della gestione operativa

68

58. Indici di rotazione

69

59. Indici riguardanti lo stato patrimoniale

70

60. Indici: rapporto di indebitamento

71

61. Riclassificazione specifica della contabilit analitica

72

62. Definizione di strategia dimpresa

73

63. Elementi dellorientamento strategico di fondo

74

64. ASA risultato parziale

75

65. Fenomeno dell'unitariet in ambito aziendale

76

66. Definizione di ambiente in campo aziendale

77

67. Definizione di ambiente economico

78

68. Definizione di ambiente non economico

79

69. Variazione della dimensione aziendale

80

70. Motivazione per cui le aziende tendono alla grande dimensione

81

71. Tipi di aumento dimensionale dell'azienda

82

72. Fenomeno della crescita orizzontale aziendale

83

73. Fenomeno della crescita verticale aziendale

84

74. Definizione di break even

85

75. Contabilit aziendale

86

76. Definizione di reddito d'esercizio e patrimonio di funzionamento

87

77. Principio di competenza nella determinazione del reddito

88

78. Principio di cassa nella determinazione del reddito

89

79. Metodo della partita doppia

90

80. Sistema del patrimonio e del risultato economico

91

81. Definizione di conto

94

82. Valori finanziari e valori economici

95

83. Modalit di ammortamento

96

84. Svalutazione del credito

97

85. Contabilit

98

86. Attivit economica di unimpresa

99

87. A cosa serve il capitale che entra nellimpresa

100

88. A cosa serve la contabilit

101

89. Concetto di contratto

102

90. Il contratto di compravendita

103

91. Difficolt per la registrazione in Partita Doppia

104

92. Caratteristiche dell'IVA

105

93. Caratteristiche della fattura

106

94. Normativa IVA

107

95. Operazioni di carattere straordinario del capitale sociale

108

96. Determinazione del reddito

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