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n10 Ottobre 2007

Corso di formazione sugli impianti elettrici

Dimensionamento delle condutture


VIII Lezione
I calcoli di tenuta termica alle sovracorrenti, trattate nella lezione precedente costituiscono delle verifiche finali, ai fini della sicurezza, che possono imporre il riesame dei criteri di
progettazione strettamente tecnici,
adottati a monte, che sono la scelta
della conduttura in funzione:
l dellambiente
(sollecitazioni derivanti
dalle influenze esterne);
l della tensione nominale
(condizioni di servizio);
l della portata;
l della caduta di tensione.

7.1 Identificazione dei cavi


I cavi devono essere contrassegnati
in modo che si possa identificare il
costruttore mediante un filo distintivo ovvero una stampigliatura del
nome dello stesso sulla guaina o
sullisolante di almeno un conduttore.
Devono essere altres apposti i marchi IMQ o HAR.
I conduttori di neutro o di punto mediano devono essere identificati dal
colore blu per tutta la loro lunghezza,
mentre quelli di protezione devono
essere identificati dalla combinazione bicolore giallo/verde (questa
combinazione non deve essere usata
per altri scopi), per tutta la loro lunghezza. I conduttori PEN, quando sono
isolati, devono essere contrassegnati
secondo uno dei seguenti metodi:
- giallo/verde su tutta la loro lunghezza con, in aggiunta, fascette
blu alle estremit;
- blu su tutta la loro lunghezza con,
in aggiunta, fascette giallo/verde
alle estremit.
Lidentificazione dei conduttori isolati nei cavi rigidi e flessibili aventi da
2 a 5 conduttori deve essere conforme alla Tabella riportata in Allegato
A alla norma CEI 64-8/5. Per i cavi
aventi pi di 5 conduttori identificati
dai numeri, il conduttore di protezione o il conduttore di neutro devono
essere marcati rispettivamente giallo/verde e blu, a ciascuna estremit.
raccomandato di identificare i conduttori di fase per tutta la loro lunghezza con i colori marrone o nero o
grigio. permesso luso di uno di
questi colori per tutti i conduttori di
fase di un circuito (art. 514.3.7 norma
CEI 64-8/5). I cavi unipolari nel caso
di grandi sezioni, superiori a 16 mm2,
possono essere usati come:
- conduttore di protezione se presente una marcatura giallo/verde a ciascuna estremit;
- conduttore PEN se presente una
marcatura giallo/verde e una marcatura blu a ciascuna estremit;
- conduttore di neutro se fornita una
marcatura blu a ciascuna estremit.

a cura di Andrea Gulinelli

7.2 Designazione dei cavi


I cavi sono identificati dal punto di
vista elettrico, fisico e della configurazione con dei codici alfanumerici che ne forniscono una descrizione abbreviata. Per i cavi armonizzati o i tipi nazionali riconosciuti
dal CENELEC, con tensione nominale fino a 450/750 V compresi, la
designazione stabilita dal CENEL
in sede di armonizzazione ed i relativi criteri sono contenuti nella
norma CEI 20-27 1 - Cavi per energia e per segnalamento. Sistema di
designazione (Tab. 7.2.1).
Per i cavi non armonizzati, inclusi i
cavi nazionali riconosciuti i criteri di
designazione sono invece riportati
nella tabella CEI-UNEL 350112 - Cavi
per energia e segnalamento. Sigle di
designazione. Esse rappresentano le
varie parti componenti del cavo procedendo dallinterno (conduttore)
verso lesterno (guaina):
a) nu m e r o, s e z i o n e n o m i n a l e e
particolarit dei conduttori;
b) natura e grado di flessibilit
dei conduttori;
c) natura e qualit dellisolante;
d) conduttori concentrici e schermi
sui cavi unipolari o sulle singole
anime dei cavi multipolari;
e) rivestimenti protettivi sui cavi
unipolari o sulle singole anime dei
cavi multipolari;
f) composizione e forme dei cavi;
g) conduttori concentrici e schermi
dei cavi multipolari;
h) rivestimenti protettivi sullinsieme
delle anime dei cavi multipolari;
i) eventuali organi particolari;
j) tensioni nominali verso terra e concatenata precedute da un trattino;
k) precisazioni complementari eventuali dopo lapposizione di un asterisco.
Va tenuto presente che un medesimo
simbolo pu avere significati diversi
a seconda della collocazione (posto)
che esso occupa nella sigla.

7.3 Scelta dei cavi in relazione


allambiente3
In relazione alla possibilit che
possa propagarsi un incendio i cavi
si distinguono in:
l cavi senza particolari requisiti;
l cavi non propaganti la fiamma; dove appunto la fiamma si spegne
quando si allontana la sorgente di
calore, se il cavo esposto singolarmente e non in fascio (tali sono ad
esempio i cavi tipo N07V-K rispondenti alla norma CEI EN50265-1);
l cavi non propaganti lincendio;
in quanto autoestinguenti anche
se installati a fascio e con percorso
verticale conformi alla norma
CEI EN 5026;
l cavi resistenti al fuoco rispondenti
alle norme CEI 20-36/4-0 (EN50200)

1 Vedasi anche la: Variante V1, che aggiunge l'Appendice A in seguito a decisioni concordate in ambito europeo e la Variante V2 che presenta modifiche al campo di applicazione e alle tabelle 1a, 2d,
2f e 4 della norma base.
2 Vedasi anche la Variante V1 6756: 2002-12.
3 Vedasi anche: la norma CEI 20-40 - 01/10/1998 - fasc. n. 4831 che fornisce indicazioni a riguardo dell'utilizzo dei cavi di bassa tensione sulla base delle condizioni di installazione (sollecitazioni meccaniche, ambientali e di posa), la Variante V1 - 01/09/2004 - fasc. n. 7402 che aggiunge alla guida base l'articolo E. 4.4.7 riguardante la posa dei cavi interrata e la Variante V2 - 01/09/2004 n. 7403 che riporta
modifiche e aggiunte ad alcune tabelle indicanti l'uso dei cavi, rispetto a quelle della norma base.

Tab. 7.2.1 Designazione dei cavi armonizzati


secondo la norma CEI 20-27.

o CEI 20-36/5-0 (EN 50362); norme


che verificano la capacit di un cavo
di assicurare il funzionamento per
un determinato tempo durante e
dopo lincendio.
In relazione al luogo, al tipo di posa e
alla tensione nominale disolamento,
i cavi si distinguono in quelli utilizzati:
l allinterno degli edifici e anche
allesterno se non sono interrati (si
usano generalmente i cavi, con o
s en z a g u a in a , d e l ti p o H 0 7 V- K ,
N07V-K e FROR 450/750);
l per la posa interrata dove devono
essere utilizzati solamente cavi muniti
di guaina con tensione nominale disolamento uguale o superiore a 0,6/1 kV;
l nei cantieri edili, per i quali la cos
detta posa mobile richiede limpiego
di cavi resistenti allacqua e allabrasione, generalmente con isolamento in EPR.
Nelle reti e negli impianti MT e AT
ormai generalizzato lutilizzo di cavi,
a campo radiale, con isolamento
solido estruso in HEPR (gomma etilenpropilenica alto modulo) o in
XLPE (polietilene reticolato) rispettivamente unipolari avvolti ad elica
visibile oppure disposti in piano o
a trifoglio.

7.4 D e t e r m i n a z i o n e d e l l a
portata dei cavi (trasportabilit
al limite termico)
Nota la corrente dimpiego IB si tratta
di individuare il cavo con un valore
di IZ appena superiore per soddisfare
le due condizioni imposte per la
protezione contro i sovraccarichi.

La portata IZ effettiva di un cavo dipende dal suo regime di funzionamento (permanente, ciclico o transitorio), dalle sue condizioni di installazione (temperatura ambiente, modalit di posa, ecc.), dal numero dei
cavi e dal loro raggruppamento dovendosi tener conto che il suo riscaldamento dipende anche da quello
causato dalle correnti circolanti negli altri cavi adiacenti.
La portata dei cavi in regime permanente si calcola con i criteri analitici contenuti nella norma CEI 20214, ma allatto pratico si utilizzano
le tabelle CEI UNEL.
In particolare, per i cavi con tensione non superiore a 1000 volt in
c.a. e 1500 in c.c, descritti nella
parte 5 della norma CEI 64-8 5 , si
utilizzano le tabelle:
l CEI UNEL 35024/1
cavi in rame
con isolamento elastomerico o termoplastico, posati in aria;
l CEI UNEL 35024/2 cavi in rame con
isolamento minerale, posati in aria;
l CEI UNEL 35026 cavi in rame
per posa interrata6.
Per i cavi di sistemi elettrici con tensione superiore a 1 kV le portate sono invece indicate nelle tabelle:
l CEI UNEL 35027-82 per i cavi con
isolante in carta ovvero elastomerico
o termoplastico;
l CEI UNEL 35028/135028/3 per i
cavi appena detti ma per posa in aria;
l CEI UNEL 350289/135029/3 per
gli stessi cavi in caso di posa interrata.
Per i cavi con tensione nominale disolamento superiore a 18/30 kV la
portata viene stabilita dai costruttori.

4 Norma CEI 20-21. - Calcolo delle portate dei cavi elettrici. Elaborata sulla base della Pubblicazione IEC 287 (1982), riguarda la portata dei cavi elettrici in regime permanente (fattore di carico 100%) e si applica ai cavi considerati in particolare dalle Norme del CT 20 del CEI destinati
alla trasmissione e distribuzione di energia elettrica.
5 La portata dei cavi utilizzati nelle linee di distribuzione pubblica dellenergia elettrica in bassa tensione sono stabilite nelle relative norme di prodotto o dintesa fra costruttore e cliente in sede di specifica tecnica di costruzione.
6 La portata dei cavi con conduttori in alluminio si ottiene moltiplicando per 0,78 la portata dei
cavi in rame.

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linea dove collegato il carico alimentato;


Uop tensione stellata in partenza
della linea;
l U
oa tensione stellata allarrivo della linea dove collegato il carico alimentato;
l P carico trifase alimentato dalla linea caratterizzato da un valore di
cos tale per cui la corrente equilibrata di linea, che determina la caduta di tensione, vale:

Andiamo ora ad esaminare le modalit di determinazione della portata


di un cavo nei casi di posa in aria e
di posa interrata. La posa di cavi in
aria a fascio pu essere (a titolo
esemplificativo e non esaustivo vedasi norma CEI 64-8/5, Tab. 52 C): entro canale (fig. 7.4 a)), entro tubazione (fig. 7.4 b)), su passerella perforata (fig. 7.4 c)), ecc. Lapplicazione
delle tabelle I e II della norma CEI
UNEL 35024/1 per determinare la
portata di un cavo richiede la conoscenza, una volta individuata la sezione, dei seguenti elementi:
I
tipo disolamento;
tipo di posa;
II
III
temperatura ambiente;
IV
numero di conduttori caricati,
cio percorsi da corrente (n.
2 nei circuiti monofase, n. 3
nei circuiti trifase equilibrati);
V
numero di circuiti assiemati.
Le tabelle forniscono:
l I
portata di un singolo circuito
o
alla temperatura ambiente
di 30 C, in funzione del tipo
di posa e del tipo di cavo;
l
K1 fattore di correzione per
temperatura ambiente diversa
da 30 C (vedi punto III);
l K
fattore di correzione per cavi
2
installati in fascio o a strato, per tener conto del fenomeno fisico del
mutuo riscaldamento; il suo valore
diminuisce con laumentare del numero di circuiti e quindi del numero
di conduttori caricati (vedi punto V);
questo coefficiente valido a condizione che nel fascio i cavi siano della
stessa sezione, diversamente occorre utilizzare, in luogo di K2, un fattore
correttivo dato da: F =1/CD
n dove n
rappresenta il numero dei circuiti.
Conseguentemente la portata effettiva del cavo data da (art. 2.1):
IZ = Io K1K2
Quando invece si tratta della modalit posa interratala (CEI UNEL
35026) la determinazione della portata
espressa dalla seguente relazione:
IZ = Io K1K2 K3K4
Con il seguente significato dei fattori
correttivi utilizzati per:
l

l
l
l

K1 temperature del terreno


diverse da 20 C, suddivise
per isolamento in PVC e in EPR;
K2 tener conto di pi circuiti
installati sullo stesso piano;
K3 profondit dinterramento
diversa da 0,5 m;
K4 resistivit termica
del terreno diversa da1,5.

n 10 Ottobre 2007

I=

P
3Ucos

(1

Indichiamo la caduta di tensione come la differenza fra tensione in arrivo sul carico P e la tensione in partenza dalla sorgente di alimentazione. Tenendo conto che si tratta di
vettori :

U o = U op U oa = ZI

Fig. 7.4. Posa in aria secondo


CEI UNEL 35024/1.

(2

Dove Z costituisce limpedenza di linea esprimibile con:

Z = R 2 + X 2 ovvero: Z = R + jX (3

7 Ricordiamo che per gli impianti utilizzatori di BT, la norma CEI 64-8/5, art. 525, raccomanda che
la caduta tensione, in assenza di diversa indicazione del committente, fra lorigine dellimpianto
(misuratore dellenergia elettrica da parte del distributore) e un punto qualsiasi di esso, non superi il 4% della tensione nominale. Negli impianti della distribuzione pubblica di BT il valore nominale della tensione di fornitura dellenergia e quindi delleventuale scostamento in pi o in meno stabilito per legge.Secondo quanto stabilito dalla legge 8 marzo 1949 n. 105, tuttora in vigore, la tensione di fornitura in bassa tensione deve essere di 220/380 volt 10 %. Questo quindi
il valore ancora riportato sui contratti di somministrazione dellenergia elettrica che sono stipulati fra i distributori del servizio elettrico e i loro clienti. Per altro la norma CEI EN 50160 Caratteristiche della tensione fornita dalle reti pubbliche di distribuzione dellenergia elettrica ha unificato, a far data dal maggio 1995, il livello di 230/400 volt con tolleranza 10%. Tale norma per,
in armonia con la norma CEI 8-6, stabiliva che fino allanno 2003 il valore di tensione nominale
poteva differire dagli appena detti valori nella misura di: +6% e -10%.

(4

Riferita in termini percentuali alla


tensione nominale la (3 diventa:

U
3ZI
% = 100
U
U

(5

Allo scopo di evitare le complicazioni legate al calcolo del valore assoluto e dellargomento dellimpedenza
di linea con le espressioni (3, generalmente si procede ad alcune approssimazioni che danno origine alla
cos detta formula della caduta di
tensione industriale. Nel diagramma
vettoriale di fig. 7.5.2 rappresentato
in modo rigoroso il vettore caduta di
tensione U = 3ZI in valore assoluto e argomento.
La caduta di tensione industriale
intesa come la differenza aritmetica
fra la tensione in partenza e allarrivo della linea.
Essa si ottiene ruotando il vettore Up
su U a che equivale a considerare
nullo langolo . Trascurando poi il
segmento CCsi pu scrivere:

U =Up-Ua = AC AC = AB + BC =

7.5 La caduta di tensione


Come abbiamo gi avuto occasione
di dire il calcolo della caduta di tensione rappresenta una dei passaggi
obbligatori del progetto di una conduttura, anche quando solamente
raccomandato dalle norme7, perch
consente unottimizzazione della sezione e quindi, in ultima analisi, una
verifica sotto laspetto economico.
In generale una linea elettrica, alimentata a frequenza industriale, 50 Hz,
rappresentabile in via approssimata
da un circuito costituito dalle seguenti grandezze o costanti elettriche concentrate:
l resistenza dei conduttori, R = rl
con r in h /km e l lunghezza in km
della linea;
l reattanza induttiva della linea (che
tiene conto delleffetto di auto e mutua induzione fra i conduttori), X = xl
con x in h /km e l lunghezza in km
della linea;
l suscettanza, B che tiene conto della capacit fra i conduttori;
l conduttanza, G fra i conduttori.
Nelle linee con tensione nominale fino a 60 kV circa si tiene conto solamente dei cos detti parametri longitudinali, R e X, trascurando anche
limpedenza interna del sistema di
alimentazione. Con riferimento alla
fig. 7.5.1 indichiamo con:
l U tensione concatenata in partenp
za della linea (tensione nominale U);
l U tensione concatenata allarrivo della
a

U = U p U a = 3ZI

La (2 rappresenta la caduta di tensione riferita alla tensione stellata (di


fase) di una linea trifase percorsa da
correnti di fase equilibrate (corrente
di neutro zero). Nel caso di una linea
monofase deve essere sommata la
corrispondente caduta di tensione
sul conduttore di neutro. La caduta di
tensione trifase, ossia riferita alla
tensione concatenata, tenuto presente la relazione sussistente con la tensione stellata, diventa:

3 RI cos e
AB + HH e che: AB =CD
HH= CD
3 XI sen
Da cui, tenendo conto della (1,
esprimendo la lunghezza della linea e le costanti specifiche unitarie
della resistenza, r, e della reattanza,
x, si ottiene lespressione di largo
impiego della caduta di tensione:

Fig. 7.5.1 Determinazione della caduta di tensione


Con la Variante V1, del 01- 01- 2005 (fasc. 7515), che recepisce un Corrigendum CENELEC del
2002, il periodo di transizione per modificare le tensioni nominali degli attuali sistemi a 220/380
V e a 240/415 V a 230/400 V, indicato nella Norma base fino al 2003, viene esteso fino al 2008. In
ogni caso, per ottemperare ad un tempo a quanto previsto dalle norme CEI e dalla legislazione vigente, la tensione fase-neutro fornita ai clienti deve essere compresa fra un valore massimo di
242 volt (220+10%) e un valore minimo di 207 volt (23010%). La citata norma CEI 50160 stabilisce anche per quanto riguarda la tensione nominale delle forniture di energia elettrica in MT che
lo scostamento sia contenuto entro il valore del 10%. In ogni caso al di l delle norme il rispetto del valore nominale della tensione di alimentazione ai clienti da parte del distributore costituisce un obbligo stabilito nel contratto di somministrazione della fornitura dellenergia elettrica. Un
valore di tensione insufficiente ovvero eccessivamente elevato considerato alla stregua della
vendita di un prodotto (merce) difettoso quindi inutilizzabile in quanto non consente un corretto
funzionamento degli apparecchi utilizzatori.

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n 10 Ottobre 2007

to uguale a quella in partenza;


l a parit di caduta di tensione percentuale la potenza traspor tata
(trasportabilit compatibile con la
caduta di tensione) dalla linea varia
con linverso del quadrato della
tensione9.
Nella pratica della progettazione degli impianti utilizzatori di BT per il
calcolo della caduta di tensione ci si
avvale della tabella CEI UNEL 350237010 che fornisce il valore della caduta specifica in mV, in funzione della sezione, della tipologia del cavo,
del valore del fattore di potenza, per
un ampre di carico, derivato al termine di una linea lunga un metro.

Fig. 7.5.2 Diagramma vettoriale della caduta di tensione.

U
Pl
% = 100 3Il(rcos + xsen ) = 100 2 (r + xtg )
U
U

U
Analizzando la (6 si pu dire che:
l la caduta di tensione dipende oltre
che dalle caratteristiche della linea
anche dal fattore di potenza del cari-

8 Perch sia nulla la (6 deve essere: = arctg

(6

co, al punto che per un determinato


valore di cos in anticipo8 la caduta
di tensione si annulla nel senso che
tensione allarrivo in valore assolur
x

9 Passando da una distribuzione 125/220 V a 220/380 V, a parit di lunghezza e con la mede1735caduta


A5 f.to
265x186mm
g 5-09-2007
13:18
1
sima
di tensione
percentuale,
ricavando
P dallaPagina
(6 si evince
che la linea trasporta una
3 volte.
potenza tre volte maggiore essendo il rapporto fra le tensioni concatenate pari a CD

U =

Il
1000

(tab. CEI UNEL 35023-70);


I corrente di carico in A;
l lunghezza della linea in metri.
In proposito nellAllegato D della
norma CEI 64-8/6 riportato un diagramma, da utilizzare in sede di verifica della lunghezza massima di una
linea, di una determinata sezione,
compatibile con il valore di caduta di
tensione massimo raccomandato
dalla norma stessa.

fine della VIII e ultima lezione

Per ricevere
(7

Dove 11:
U caduta di tensione in volt;
caduta di tensione specifica,

3 (rcos + xsen ) , in mV/Am

le puntate precedenti contatta


il n 02/29412353 oppure
visita il sito www.maestri.it

10 Allegata anche alla ed. III della norma CEI 11-17.


11 Un esempio: l = 80 m, I = 5A- cos = 0,8, linea trifase con cavi unipolari tipo FG7OR 0,6/I kV
della sezione di 1,5 mmq. Sulla tabella CEI UNEL citata si legge: = 20,7 mV/Am; per cui :
5x80
U
U = 20,7
= 8,28V
1000

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