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Aprile 2014

MenteSuggeSostanza Edizioni
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grafica ed impaginazione: InFraRed
in copertina: Paul Celan

Pubblicato con Licenza Creative Commons 3.0


Attribuzione, Non Commerciale, Non Opere Derivate

Io sono il Perlustrato
Poesie scelte di Paul Celan

a cura di MSS

a-versi in-versi

Indice
Introduzione

Limbisch/Limbico
Augengneise/Gneis docchio
Mit Seetang-Geschmeide Gefesselt/Legato con monili...
Notgesang/Canto demergenza
Die Eingeweide/Le viscere
Den Wind im Rcken/Il vento alle spalle
Narbenheraldik/Araldica di cicatrici
Es Schleichen Kpfe umher/Strisciano teste attorno
Das Vergessen/Loblio
Du suchst Zuflucht/Tu cerchu asilo
Welt/Mondo
Das leise Gemerk/Il lieve accorgersi
Dem das Gehrte/A chi sgorga

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Introduzione
La Poesia, Signore e Signori: questa patente dinfinito
data a quanto pura mortalit e vanit!
Paul Celan
In questi versi c' tutta la poetica di Celan, poeta rumeno di
origini ebree, esiliato dalla sua terra, costretto a scrivere in
una lingua non sua, storia simile ad un altro influente personaggio del '900, Emil Cioran, altro esule fantasmagorico di
una terra troppo martoriata.
Celan il poeta dell'impossibilit dell'espressione di un contenuto, della non-parola, del senso svuotato, di un qualcosa
di Tragico che sottende all'Essere, ma che non pu essere nominato, anzi non riesce esso stesso a trovarsi un nome, e la
sua vita e la sua poesia sono indissolubilmente legate, dato
che la sua esperienza umana si concluder con una tragedia
personale, il suicidio, quindi il silenzio del nulla imperscrutabile.
In ebraico la parola che indica il nome "Davar", che allo
stesso tempo indica la "cosa", quindi soggetto ed oggetto, il

poeta maestro di parole un veggente che crea. Da queste


prime righe si pu comprendere come la questione dell'identit sia nella poesia di Celan un tema principale, Atemkristall
(Cristallo di respiro) d'altronde forse la sua opera pi complessa, ed proprio basata su un dialogo tra un Io e un Tu
non meglio precisati.
La realt per il poeta non data a priori, essa va piuttosto
conquistata a tastoni, con la fatica delle mani. La poesia si
pone al servizio di tale missione, essa ambisce a conquistarsi
realt di fronte ai capricci dell'assurdo, ed offre riparo, identit e senso di fronte alle torsioni surreali della storia.
Anche in virt di ci il poeta afferma di non scorgere differenza di principio tra un poema e una stretta di mani. Il
silenzio da lui (il poeta) ricercato come humus primigenio
che precedendo la parola ed il movimento il terreno ideale
per aprirsi a-limite, la poesia cos prende vita in forma autonoma, e il poeta diviene un mezzo per trasmettere questo
suono:
Io non ho nome. (Marcisce nella palude umana).
Io non ho nome e solo questuna mano.
(Laltra giace dal nome essa germoglia, germoglia.
Con cento dita germoglia: il nome marcisce e marcisce)

Delimitare il limite del dicibile, stabilire un confine porta


per con s anche una possibilit di trasgredirlo. Ma il salto
oltreconfine non sar logico n progressivo, sar improvviso
e assurdo.
Celan smembra il linguaggio, lo rarefa, lo riaddensifica, un
chirurgo, il corpo lessere, il sangue la parola, lo rende simile
ad uno spartito musicale, con fughe ed armonia disarmoniche, in modo da ottenere quellanalogia tra silenzio-musicaparola.
Vieni fino a noi sulle mani
Chi solo con la lampada
Ha solo la mano per leggerci dentro
Con questo invito finale richiamiamo alla memoria di tutti
ci che in fondo Celan ci ha lasciato in eredit: lo spasimo del
reale identificato dalle parole che lotta ogni singolo istante
con il vuoto insensato delluniverso.

Limbisch/Limbico
Ein Reizversuch, hippokampisch,
du wasrt eaine Faser davom,
geht ein
ins Koronargerusch,
die Strgren
wedeln,
der Herr, subkutan,
ampelt.
Un tentativo di stimolo, ippocampico,
tu ne eri una fibra,
entra nello strepitocoronario,
i grossi perturbatori
sventolano,
Il Signore, sotto la pelle
fa luce intermittente.

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Augengneise/Gneis docchio
Augengneise, umvandelt
von Fiebern,
gehorsam
sammeln sich unbndig die Isothermen,
Isoglossen zerfallen
zu einerlei, steinerlei
Freiheit.
Gneis docchio, girovagati
da febbri,
ubbidienti
si raccolgono indocili gli isotermi,
isoglosse si spezzano
in uguale, pietrale
libert.

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Mit Seetang-Geschmeide Gefesselt/Legato con monili marini di fuoco

Die Anrufungen, alle, freigetrunken,


die kmpferischen Klagelaute, - freigelauscht.
Hierr herrscht die Ertrunkene Kette.
Den Schmaltsen Schultern aufgeladen
Die brige Dmmerfracht.
Du hier und du, ihr sollt bleiben:
Es ist euch
Noch Anderes zugedacht,
und auch die Klage
will in die Klage
will in sich zurck.
Le invocazioni, tutte, liberate nel bere,
le combattive lamentazioni,- liberate nelludire.
Qui regna la catena, Annegata.

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Poggiato sulle pi piccole spalle


Il restante carico crepuscolare.
Tu e tu, voi dovete rimanere:
a voi
ancora altro destinato,
e anche il lamento
vuol andare al lamento
vuole tornare a s.

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Notgesang/Canto demergenza
Notgesang der Gedanken
von einem Gefhl her,
das hat
der wachgesungenen
Namen nicht viele,
stachling,
so, unverkennbar,
aus dem Hartlaubgebsch,
steht es mit ihnen hervor, dir
entgegen,
stachlig,
Es geht ein kleines Sterben
Umher, umher.
Canto demergenza dei pensieri
Nato da un sentimento,
che ha
dei nomi svegliati dal canto

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non molti,
spinoso,
cos, inconfondibile,
dalla macchia di duro fogliame,
sporge con loro; a te
incontro,
spinoso,
vaga
un piccolo morire.

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Die Eingeweide/Le viscere


Die Eingeweide des Klangsteins
Breitgetanzt im Licht
Des Elendsgestirns.
Le viscere della pietra di suono,
in danza calpestate nella luce
dellastro di miseria.

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Den Wind im Rcken/Il vento alle spalle


Den Wind im Rcken,
sterb ich miche in
in den Grospassat
und lebe erst recht.
Il vento alle spalle,
io mi addentro alla morte
nel grande aliseo
e per questo ora vivo.

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Narbenheraldik/Araldica di cicatrici
Narbenheraldik im Dunkeln, wir,
die Entnarbten, inmitten,
mit allem
ausgesendeten Pomp unsres Schiksals,
du singst mir
Velust zu, ich bin dir
ber, ichherrsche
Vorgewutes herbei,
alswie ein zweites,
mchtiges Glck.
Araldica di cicatrici nel buio, noi,
i senza-cicatrici, in mezzo,
con tutto
lo sfarzo disperso del nostro destino,
tu canti a me
perdita, io sono a te
superiore, io esigo
qui il preconosciuto,
come una seconda
potente felicit.

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Es Schleichen Kpfe umher/Strisciano teste attorno


Es Schleichen Kpfe umher
im Bannkreis
der Fehldiktion einer berKunst,
Kutteln, metallisch am Halse gelegt,
ugen,
ein Bolzen benimt und benimt sich
bei apriorischem Schein,
leicht
geneigt,
dominierst du auch diese
DaseinsAnrainer.
Strisciano teste attorno
nella malia
della dizione errata di una sopraarte,

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viscere, incatenate al collo,


occhieggiano,
un bullone sottrae e si comporta
in aprioristica luce,
un po
inchinato,
tu domini anche questi
confinantidessere.

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Das Vergessen/Loblio
Das Vergessen schenkt dir Gedchtnis
Am Tag des beflogenen Monds
Schon buddelstdu stilli m Astralstaub,
umstaunt vom Getschilp
der ewigkeitfesten
Microben.
Loblio ti regala memoria
Nel giorno del volo alla luna,
gi tu frughi in silenzio nella polvere astrale,
meravigliato dal cinguettio
dei microbi attorno,
certi in eterno.

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Du suchst Zuflucht/Tu cerchi asilo


Du suchst Zuflucht
Beim unauflslichen
Erbstern sie wird dir
Gewhrt. Jetzt
berlebst du dein zweites
Leben.
Tu cerchi asilo
nella indissolubile
stella ereditaria ti sar
concesso. Ora
sopravvivi la tua seconda
vita.

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Welt/Mondo

Welt
fingert an dir: befrag
ihre Hrten,
die umnagelte Mandel: bei ihr
vergewissere dich,
da du zu dir kommst, an deinen
lichtfhligen Rndern.
Mondo
ti tasta con le dita: tu interroga
le sue durezze,
la mandorla orlata di chiodi: da lei
rassicurati,
che rinvieni a te, ai tuoi
bordi alla luce sensibili.

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Das leise Gemerk/Il lieve accorgersi

Das leise Gemerk,


feucht noch von Augen:
dein Weg
knpft sich hinein
Il lieve accorgersi,
ancora umido di occhi:
la tua via
vi si annoda

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Dem das Gehrte/A chi sgorga


Dem das Gehrte quilltaus dem Ohr
Und die Nchte durchstrmt:
ihm
erzh, was du abgelauscht hast
deinen Hnden.
Deinen Wanderhnden.
Griffen sie nicht
nach dem Schnee dem die Berge
entgegenwuchsen?
Stiegen sie nicht
in das herzendurchpochte Schweigen des Abgrunds?
Deine Hnde, die Wandrer.
Deine Wanderhnde
A chi sgorga il sentito dallorecchio
e scorre per le notti:
a lui
racconta ci che hai origliato
dalle tue mani.
Le tue mani migranti.

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Non hanno cercato


di afferrare la neve verso cui
crescevano i monti?
Non sono discese
Nel cuorpalpitato silenzio dellabisso?
Le tue mani, le viandanti.
Le tue mani migranti.

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