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prof.

Giuliano AGOSTINETTI ESERCIZI PER LA LETTURA (DISLESSIA)


INTRODUZIONE
Si propone un metodo atto a migliorare le capacit di lettura in alunni con problematiche di dislessia, nella
scuola dell'obbligo.
Gli esercizi previsti si riferiscono ad uno spettro abbastanza vasto di abilit e relative difficolt, posto che
ormai la pedagogia moderna riconosce l'esistenza di molteplici dislessie, legate a diverse eziologie.
Il metodo presentato si articola in schede raggruppate secondo le difficolt affrontate. Attraverso la lettura di
tali schede, seguendo le regole ed indicazioni via via esposte, l'allievo ottiene i risultati auspicati. La figura
dell'insegnante rimane in qualche modo a lato, avendo una quasi esclusiva funzione di controllo.
Il metodo pertanto concretamente realizzabile su vasta scala con le strutture attualmente esistenti.
L'attivazione volontaria da parte dell'alunno , s'intende, elemento imprescindibile.
Un primo esercizio nasce dall'osservazione che nei dislessici la permanenza sensoriale visiva maggiore
che nei non dislessici: poich il movimento verticale degli occhi pi lento di quello orizzontale, facendo
leggere all'allievo le parole scritte in senso verticale si evitano sovrapposizioni disturbanti.
La percezione dell'accento tonico in ogni parola spesso incerta anche negli alunni considerati lettori
discreti. Particolarmente difficile appare risalire da una parola scritta non conosciuta o non esistente su cui sia
indicato l'accento tonico, alla sua pronuncia. Tale difficolt aumenta grandemente nel dislessico, e per tale
motivo si sono inseriti alcuni relativi esercizi (in cui la partecipazione dell'insegnante un poco pi importante
che nella media degli altri). Tali esercizi, mediamente assai difficili per il dislessico, vanno graduati con grande
misura e prudenza. In caso di grosse difficolt utile educare l'orecchio del bambino con una lettura sillabica,
in cui la vocale accentata viene resa sdoppiandola chiaramente in una pi acuta che glissa verso la stessa,
ma pi grave - o viceversa, se la situazione lo impone (interrogazioni, accenti acuti).
Un esercizio obbliga lallievo a far precedere ad ogni vocabolo il relativo articolo determinativo, che non
scritto. Lallievo trova CANE e deve leggere IL CANE, anzi, ILCANE, tutto attaccato. Cos si ottiene una prima
indicazione sulle capacit di comprensione. In pi l'esercizio stimola le capacit di integrazione del testo
visibile, necessarie per una veloce comprensione, ed induce ad una certa presa di distanza (indipendenza
critica, se si vuole) dal testo stesso. Si impedisce che l'integrazione, operando prima della comprensione,
interferisca con questa causando errori. L'esercizio permette al lettore di "prender tempo", dovendo
pronunziare pi fonemi di quanti grafemi debba decifrare. Abitua, infine, il lettore a non "incespicare" nelle
parole, ed attendere di avere un'idea globale dell'enunciato ancor prima di emettere la voce: questo
corrisponde esattamente all' "andare avanti con gli occhi" del buon lettore (esempio: il giornalista del
Telegiornale deve aver gi letto quello che dir con gli occhi rivolti al pubblico).
A maggior ragione, quando larticolo si trova gi scritto, l'aspetto fondamentale che all'allievo deve venir
chiesto di leggere le due parole come se fossero una sola. cos che il bambino pensa e parla, dunque cos
che deve arrivare a leggere se non vuole perdere per strada il significato. Si noter che alcuni crederanno di
risolvere il problema leggendo le due parole insieme pi velocemente: questo esattamente il momento di
mostrar loro che non si tratta della stessa cosa! Si far osservare con esempi che due parole possono venir
legate in una anche leggendo molto adagio.
Caratteristica comune di moltissimi dislessici il "gettarsi ansiosamente" sulle parole brevi, in quanto pi
facili da leggere Il risultato una lettura di questo tipo (evidenzio le pause con spazi vuoti): "Io ho visto il
cane che correva nel
giardino". La lingua italiana esige esattamente lopposto!
ATTENZIONE: linsegnante pregato di leggere preventivamente TUTTE le istruzioni sparse nelle varie
schede: alcune gli risulteranno assai utili anche per esercizi precedenti.
Infine: si prenda nota che le pagine 49, 50, 54, 55, 56, 59, sono da stampare a colori.

ISTRUZIONI INIZIALI
Il presente corso si intende preceduto dalla prima parte degli esercizi del La Spisa Sartori,
Lettura e dislessia, od equivalenti esercizi per il riconoscimento delle singole lettere. Esso
composto di schede che lallievo legge in presenza delleducatore (non necessario uno specialista)
e senza pi intervenire con la matita, e va inteso come sostitutivo della seconda parte di esercizi del
testo suddetto.
Linsegnante, o leducatore, siede a fianco dellallievo e semplicemente di volta in volta gli spiega
il compito da svolgere, come in Identikit (La Spisa Sartori, Lettura e dislessia).
Per scegliere se sedere a destra o a sinistra si pu valutare il grado di confidenza tra i due. Per
esempio, in presenza di timori e angoscia paralizzante nellallievo, quando cio linsegnante
venga vissuto come un ostacolo, sar forse meglio sedersi a sinistra dellallievo. Se linsegnante
viene vissuto positivamente probabilmente utile che sieda a destra (ma occorre valutare caso per
caso: comunque normalmente non si tratta di un particolare proprio fondamentale).
Le sedute dureranno allincirca dai 10 ai 20 minuti ciascuna, da tre a sei volte la settimana, e
riguarderanno i soli due interessati, allievo e insegnante, escludendo comunque la compresenza di
altri allievi. A seconda delle difficolt trovate si andr da una a massimo quattro schede per seduta.
Durante il periodo di rieducazione alla lettura (quattro mesi circa) sarebbe opportuno che gli allievi
interessati venissero esonerati in sede scolastica dalla maggior parte degli impegni di lettura.
Uno dei capisaldi di questi esercizi riguarda il rapporto tempo di preparazione esecuzione,
compresa la qualit dellesecuzione stessa. In parole povere, lallievo non deve mai provarci,
buttare l: al contrario, la lettura deve sempre essere perfetta, e raramente aiutata. In compenso,
lallievo ha tutto il tempo che vuole (= di cui ha bisogno) per la lettura muta, cio per preparare
lesecuzione. Dopo aver letto a mente (una parola, poi due, poi tre per volta ecc.) deve pronunciare
chiaramente una volta sola quanto ha letto. Ci gli dar sicurezza. Naturalmente di volta in volta
potranno presentarsi piccole incertezze o piccoli errori ma, appunto, piccoli, e rari.
Dunque lallievo ha tempo quanto gliene serve, infinito, per cos dire. E gli severamente
vietato di sbagliare (la cosa va vissuta con la seriet di un gioco interessante). Fondamentale una
grande pazienza nelleducatore, nel senso di saper attendere i tempi, anche lunghi, necessari al
discente. Lallievo deve percepire questo atteggiamento. Non serve molto altro.
Quanto alle istruzioni presenti nelle schede: esse sono l per linsegnante, che a sua volta le dar
allallievo con linguaggio opportuno. In ogni caso non proibito allallievo di prenderne visione, se
lo desidera.
Se se la sente, linsegnante pu lui stesso creare, imitandone il criterio, ulteriori schede di un tipo su
cui occorra insistere, ove esse siano considerate particolarmente utili per un caso specifico. inoltre
necessario che, prima di cominciare a usare le schede, linsegnante abbia visionato tutto linsieme,
sia per motivi didattici, sia perch alcune indicazioni utili fin da prima sono riportate talora in
schede posteriori, per motivi solitamente legati alla grafica del testo.

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PREMESSA ESERCIZI TIPO B


Gli esercizi di lettura verticale non richiedono particolari cognizioni da parte
dellinsegnante. Per contro, ripetiamolo, il punto fondamentale che lallievo non
deve MAI pronunciare quanto ha letto se non sicuro di quanto dir. E lo pronuncia
una volta sola (salvo errori, che devono risultare eccezioni). E dunque, egli HA A
DISPOSIZIONE TUTTO IL TEMPO CHE DESIDERA, o di cui ha bisogno, e ci
gli va comunicato chiaramente. Per contro ogni errore, soprattutto se dovuto a fretta,
impulsivit, angoscia da prestazione e simili, va intransigentemente combattuto, non
deve proprio accadere. Se accade, e talora accade, linsegnante deve essere MOLTO
severo su questo punto, deve infuriarsi, peraltro ricordando allallievo che egli ha a
disposizione tutto il tempo che vuole, anche esagerato. Delle finte e scherzose
punizioni corporali spesso risultano utili, soprattutto se la relazione allievoinsegnante buona. Si deve anche scherzare!
La maggior parte degli esercizi tende a far capire al bambino che in Italiano non ci si
ferma dopo una parola breve, per dirla un po grezzamente, ma solo dopo una
parola lunga (come per riposarsi). Pi precisamente di solito ci si pu concedere
una breve pausa quando la parola da leggere pi corta di quella appena letta. Ci
viene percepito visivamente con facilit ed immediatezza. Attenzione: esistono
eccezioni di vario tipo; questa, pi che una regola, una tendenza della nostra lingua.
Parole tronche (che quindi sottintendono altre sillabe, come citt=cittade ecc),
particolari combinazioni aggettivo-sostantivo, sostantivo-participio ecc. possono
contraddire apparentemente questa tendenza (ma analizzando pi a fondo nella gran
parte dei casi si tratta di eccezioni, appunto, apparenti) (per maggiori dettagli v. G.
Agostinetti, Dimmenso millumino, Campanotto 1998).
(breve esemplificazione): Comunque, /la regola /va fatta rispettare, /con buon senso,
anche perch /se, /per esempio, /chi legge /si ferma /dopo ogni articolo/ (in quanto
breve/ e pi facile /da decifrare)/ e prima /del relativo sostantivo/ (perch pi lungo/ e
non immediatamente decifrabile),/ non capisce /pi niente/ nessuno, /tantomeno/ il
lettore.
Qua e l si noteranno negli esercizi delle eccezioni alla detta regola, usi delle
maiuscole talora un po arbitrari, frasi che permettono alloccasione uno scambio
comunicativo (ora puoi andare.., hai lavorato con molto impegno) con lallievo, e
cos via. Il tutto ha sempre qualche motivazione che pare superfluo evidenziare qui.
Si noter anche che la progressione delle difficolt non sempre lineare, ed in mezzo
o alla fine degli esercizi possono esserci dei punti di relativo ed opportuno riposo.
Si ricorda che le schede sono nate per essere stampate su carta e cos fatte leggere
allallievo. La lettura diretta dallo schermo di un computer forse possibile, ma non
mai stata sperimentata. Si ricorda inoltre che queste schede sono utilizzabili per
unet che va dai sette anni in poi, sino alla terza media e anche oltre.

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Parole verticali da leggersi due per volta (facilitato)

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ESERCIZIO B/2
Parole verticali: leggere due per volta. Terminare ogni frase/colonna prima di passare alla seguente.

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ESERCIZIO B/3
Parole singole verticali.
ATTENZIONE: premettere ogni volta alla parola il relativo articolo determinativo (il, lo, la, i, gli,
le).
ES: casa verr letto la casa (anzi, lacasa, tutto attaccato).

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ESERCIZIO B/4
Parole singole verticali.
ATTENZIONE: premettere ogni volta il corretto articolo indeterminativo (un, una, uno).
ES: casa verr letto una casa (anzi, unacasa, tutto attaccato). Trabocchetti finali!

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ESERCIZIO B/5
Parole verticali da leggersi tre per volta (facilitato)

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ESERCIZIO B/6
Parole verticali da leggersi tre per volta

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ESERCIZIO B/7
Parole verticali da leggersi tre per volta

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ESERCIZIO B/8 Pronunciare premettendo larticolo determinativo adeguato

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ESERCIZIO B/9
Qui serve la collaborazione attiva dellinsegnante. Egli copre con un cartoncino tutte le righe, e fa
vedere, scoprendola con un movimento orizzontale, la prima riga allallievo in modo che questi la
legga; ma, attenzione, la riga diventer visibile solo mentre lallievo dice AAAAA.., oppure, a
scelta delleducatore, MMMMM.., (la sua voce, per cos dire, apre e tiene aperta la porta),
venendo invece subito coperta dallinsegnante nei periodi in cui lallievo non emetta il suono,
ovvero quando infine abbia pronunciato le parole scritte. E cos via con le righe seguenti. In tal
modo, nel momento in cui parla, allallievo non visibile quello che ha letto. Esercizio per la
memoria e per lagilit (rapporto voce/occhi). In realt un po difficile anche per leducatore,
occorrono riflessi Lesercizio pu esser vissuto come un gioco ma, beninteso, con seriet.
Lallievo prenda ogni volta un bel respiro: potrebbe servirgli del tempo
NB: qui necessario che il maestro sieda alla destra dellallievo. v. anche B/10, istruzioni.
Questo esercizio pu venire applicato, se utile, ad altre schede.

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ESERCIZIO B/10
Come il precedente (se prima era AAAA ora sar MMMM e viceversa). Fare attenzione che
lallievo non parli se non quando sicuro. Gli vietato aprir bocca se non per dire la frase
completa! (come sempre, peraltro). Se non subito pronto la prima volta che smette lAAAA, basta
che ricominci col suono, e il cartoncino/schermo verr di nuovo subito spostato dallinsegnante
verso destra. Un bel respiro ogni volta. Senza esagerare

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ESERCIZIO B/11 Nota per il solo insegnante


Si fa notare allallievo che in alto c scritto Ho visto il cane e alla fine il letto. Si spiega che
lallievo dovr leggere mentalmente ogni frammento verticale e poi pronunciare lintera frase, con
antecedente e susseguente (Ho visto il cane seduto sotto il letto), senza fermarsi, tutta insieme. Indi passer
al secondo frammento verticale, e cos via. appena il caso di segnalare che non spetta allallievo leggere
queste righe di informazione.

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HO VISTO IL CANE
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IN MANO
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ESERCIZIO B/12
Parole singole verticali con indicato laccento.

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ESERCIZIO B/13
Frasi verticali con comprensione. Lallievo legge anche la domanda e poi risponde.
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ESERCIZIO B/14 Come sopra


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ESERCIZIO B/16
Lallievo impara a memoria la frase orizzontale e la pronuncia completandola con la prima parola
verticale e aggiungendovi larticolo determinativo adeguato; poi ripete con la seconda colonna ecc.,
senza interruzioni nellemissione, ma potendo aspettare quanto vuole prima di ogni nuova
ripartenza (per meglio se pu non fermarsi mai, piuttosto legga assai lentamente. Es.: Tutti
hanno visto il fermaglio, tutti hanno visto le caserme, ecc. In tal modo pu pronunciare la prima
parte della frase mentre legge la seconda, simultaneamente).
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NON CI SONO PI
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ESERCIZIO B/17
Come il precedente, ma con la preposizione articolata [a+articolo adeguato] (es. Proprio in mezzo al
rame)
PROPRIO IN MEZZO A(L)
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ESERCIZIO B/18
Per meglio far propria una strategia dattacco alla parola in cui legge mentre contemporaneamente
sta parlando, lallievo dovr ora, per ogni frase orizzontale, iniziare con la prima parte (GUARDA)
inserire larticolo adeguato (IL) e la relativa parola verticale (GATTO), completare con lultima
parte facendola concordare correttamente (BIANCO).
Solo la descrizione dellesercizio macchinosa, tutto il resto assai pi semplice.

*Prima parte *

*inserire parola*

GUARDA IL (LA ecc.)

BIANCO

DOBBIAMO STUDIARE IL (LA ecc.) .


ORA POTETE VEDERE.

*ultima parte*

(o Bianca, ecc.)

MODERNO

(/A, /I, E)

SOLITARIO

(/A, /I, E)

e ancora, a scelta:
Prendiamo ad esempio(il gatto)..rosa
Intorno a(l gatto)privo di colore
Oggigiorno .. cambiato
Raccontami de.che hai conosciuto

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possibile ampliare lesercizio riutilizzando le schede B3 e B4, la B17 e ancora la B8


(evidentemente talora si dovr rinunciare ad un senso coerente, ma questo non pregiudica
lesercizio, anzi, lo rende pi utile).
A questo punto lallievo dovr essere quasi ossessionato dal fatto che, di solito, non ci si pu
fermare dopo una parola piccola, e invece di solito dopo una parola lunga, comunque pi
lunga di quelle che la seguono, ci si ferma. Non si insister mai abbastanza su questo punto.
Linsegnante pu anche cogliere allevenienza loccasione per spiegare le eccezioni che si
presentino.

ESERCIZIO B/19

Lettura obliqua

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ESERCIZIO B/20
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Lettura obliqua
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ESERCIZIO C/1
Leggi due parole per volta (facilitato). Non provarci, parla solo quando sei sicuro.
Pause lunghe A VOLONT.

1) Nella strada

pericoloso

esser frettolosi:

pu succedere

2) Quando guardo
di Luigi

che talvolta

dalla finestra

perch Luigi

3) Prendi bene

essere distratti,

non studia

in mano

4) Puoi vedere

unautomobile

vedo Gianni
e allora

tu allora

nellocchio

tienila dura

punterai forte

che cosa

ci investa.

che gioca col pallone


lo tengono

questa corda,

il battello star partendo:

ma anche

a casa.

anche quando
i piedi

per terra.

mi disturba

facendomi lacrimare?

5) LAmerica

6) Non venire

7) Il bosco
a giocare

8) Per aprire
lapriscatole

lontana

dallEuropa

questa sera

non
nel bosco

ci saranno

troppo buio

non devi

che tutto

dallAsia.

troppe persone

di giorno

a nascondino

quella scatola
e vedrai

e anche

poco simpatiche.

dunque andiamo

anche subito.

avere fretta:

diventer facile.

premi bene

ESERCIZIO C/2

1) Lo studio

Come il precedente

del passato

possibile,

la conoscenza

2) Il buco
nella parete
fa passare
troppo freddo
perch voglio
che domani
loperaio
lo ripari.

3) Quanti fiori!
la campagna

Tante margherite
sul prato,
veramente
molto interessante.

del futuro

impossibile.

perci portami

pochi papaveri

nel campo

4) Sono scivolato
sul marciapiede,
sono caduto
nel fango,
ha sfiorato
lo zainetto:
avevo freddo
e paura.

5) Quasi tutti
oggi abbiamo
si impegnano
con costanza

6) Sto leggendo

con ritmo

un hobby,
una passione,
per diventare
molto abili.

due parole

7) In aeroplano
si vedono
per forse
questa situazione

8) Gli occhiali

9) Con pazienza
avevo costruito

ho raccolto
il castello

10) Il capitano
voleva urlare
quando improvvisamente

11) Se ascoltate

le parole

12) Il numero
pi perfetto
che
un sei
a testa

una mana,

le montagne,
ai paurosi.

per vedere

da vicino

i pezzetti
che Andrea

di legno
ha distrutto

tre
in gi.

ma pochi

i fiumi,

non potrete

ma quello

le citt,

il giornale.

con cui
senza volerlo.

alla ciurma
di gettare
un colpo
di vento
lo gett

del maestro

unautomobile

alla volta.

le pianure,
non piace

mi servono

del cemento

le gomene
in mare.

mai sbagliare.

pi simpatico

nove,

ESERCIZIO C/3
Parole singole verticali con accento (distinguere altres se possibile acuto e grave)

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ESERCIZIO C/4

Ritmi di tre parole

1) Ieri ho nascosto
Lo hai trovato?

nel tuo armadio

2) Sopra la lavatrice
Mi sento male!

i tre gatti

un leone azzurro

hanno fatto fuori

3) E tu tieni
le tue bistecche
Sei davvero sciocco.

4) Metti nel frigorifero


questa carne rosicchiata

fatto di panno.

le nostre bistecche.

sulla vecchia lavatrice?

senza farti scorgere

dal tuo cane

dai tuoi gatti.

5) Quando mi scorgerai
dietro al muretto
urla forte: entra!
portando dolciumi buonissimi
e molto cioccolato.

Noi allora entreremo

6) Sei forse preoccupato


ma ti confermo:
puoi restare tranquillo.
Il tuo cane
nel magazzino
a mangiare pastasciutta.
7) Stravolto dalla stanchezza

8) Stavolta hanno aperto


senza aspettare dicembre.

mi sono buttato

il tanto atteso

9) La nostra alleanza
va perlomeno modificata
questo difficile combattimento.

Palazzetto dello Sport

per non perdere

10) Sopra il tetto


della vecchia capanna
cantava canzoni orrende.

11) Sotto il pavimento


nascosti dentro scatole
come si conviene.

sul nudo terreno.

un giovane ubriaco

troverai certi diamanti


di legno rinforzato

12) Fai un piacere


vai a giocare
in altre stanze:
qui mi disturbi
perch sto scrivendo
una triste storia
che far piangere
le bambine sensibili
nella loro cameretta
e le nonne
mentre cucinano fagioli
la sera tardi.

ESERCIZIO C/5
Tre parole per volta con comprensione. Dopo aver letto lallievo risponde alla domanda, che pure
avr letta lui e non linsegnante.

1) Ho proprio paura

che il gatto

si possa mangiare

il mio topolino.

(Pu succedere?)

2) Scendendo dal loro

rosso disco volante

agitando le antenne.

3) Neve e ghiaccio

entrarono nellappartamento

(Chi erano?)

sono ambedue composti

solo di acqua.

(Vero o falso?)

4) Quando piove forte

se stai fermo

sotto il cielo

non ti bagni.

(Vero o falso?)

5) Non ti buttare

dallottavo piano

senn ti ammazzi.

6) Credi a me

la bella musica

si pu sempre

(Vero o falso?)

ascoltare con piacere.

(Vero o falso?)
7) Quando il cane
quando nervoso

agita la coda

proprio contento

invece il gatto

lo rende evidente

muovendo la coda.

8) Sui verdi colli


della mia regione
o una affermazione?)

volano molti uccelli.

9) Il mio cappello
che ha dormito

(Lo sapevi?)
( una domanda

tutto pieno
di peli rossi:
questa colpa
del mio cane
sopra il cappello
dentro larmadio. (Sono contento?)

ESERCIZIO C/6
Parole singole verticali con accento (contenuto astratto)

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e ora leggere le seguenti parole prive di senso rispettando laccento indicato.

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ESERCIZIO C/7
Gruppi di 1,2,3 o 4 parole (facilitato)

Gli studenti

delle superiori

c molto pi

da studiare

non hanno
e poi

vita facile.

i professori

Prima di tutto

sono pi severi

e chi non studia


viene sempre bocciato.
Comera comodo
stare alle medie
dove i professori
erano buonissimi
e si studiava
cos poco!
Quel periodo
purtroppo finito
e non torner mai pi.
Quasi quasi, per,
alle superiori
proprio quello
che ci interessa.

si sta meglio

perch

si fa molto sport

e si studia

Tornando a casa
da scuola
vedo ogni giorno una strana vetrina assai buia
e minacciosa.
Dentro ci sono
molte fotografie
di persone anziane
che mi spaventano
perch
non sono a colori
ma in bianco e nero.
Guardando quella vetrina
mi chiedo
se queste persone
il tempo di giocare.
Forse no,
perch sono molto tristi.
per ormai
si sono dimenticate
quantera bello giocare.

da piccole abbiano avuto


Ma forse invece s,

(nota per linsegnante: gi qui, e comunque non appena possibile, si faccia notare allallievo
lutilit del riunire le parole in gruppi e come in tal modo la lettura migliori. La cosa pu anche
essere anticipata ai primi tempi della lettura verticale, magari aiutandosi suggerendo limmagine
di una candela e la sua fiamma, cio la parola lunga sotto (candela) e la fiamma sopra (parola
breve). In orizzontale potrebbe essere utile limmagine della locomotiva e del (dei) vagone-i. In
tal modo i ritmi di lettura si adattano a quelli naturali della lingua italiana che, come abbiamo
ripetuto sino alla noia, tendono a porre le pause allorch si passa ad una parola che sia
sensibilmente pi corta della precedente ).

ESERCIZIO C/8
Gruppi di 1,2,3 o 4 parole (facilitato)

I soldati
entrarono nel giardino
e presero la nonna di Roberto.
Poich la signora urlava
tutti i vicini
accorsero
per aiutarla.
Ma il cane
che avrebbe dovuto salvare la nonna
era scappato subito
nel sottoscala:
vergognosamente si era messo a piangere
anzi
a guaire
e lo sentivano
da due chilometri di distanza. Perci un soldato
si avvicin
al cane
e gli dette
una carezza sulla testa. Fu cos
che quellanimale imbecille
lasci portar via
la nonnina
senza fare niente.

Sveva trascorreva molto tempo con il padre: lei ne era felice. Lui possedeva
infatti
grande fantasia ed inventiva e per la sua Principessa aveva costruito
nella nuova casa,
usando cartone
e materiali riciclati,
una cucina
in miniatura,
con tanto
di cappa
e forno,
dove la piccola fingeva
di preparare per il suo babbo,
deliziosi manicaretti. Poi facevano i compiti
di scuola, pap
laiutava
a studiare
la lezione
e quindi uscivano
ad incontrare
gli amichetti
sul lungomare
e a giocare
col pallone
sulla spiaggia.
Talvolta
Sveva
si fermava
a dormire
con pap
che le aveva preparato un angolo
per il riposo tutto rosa,
colore preferito
dalla bambina.
Rosa
era il lettino,
le lenzuola,
la coperta
e persino
le bambole
e i pupazzi
che aveva comprato
per far compagnia ai sogni
della figlia.
Ci sapeva proprio fare
il pap di Sveva
per far luccicare
gli occhi
alla sua bambina!
Tutto quello
che lui voleva era che la piccola
non risentisse
per nulla
della mutata
situazione familiare.
E sia Sveva
che i suoi compagni,
avevano accettato
con serenit
e naturalezza
il nuovo tipo di vita,
pronti
ad aiutarsi,
solidali
tra loro,
coscienti
seppure ancora piccoli..

Tutti credono
che il Padre Eterno,
che abita
il cielo,
si trastulli
tutto il giorno,
limitandosi
a controllare
dallalto
che gli uomini non combinino
qualche guaio.
Detto tra noi,
non sempre
ci riesce, perch
gli uomini
di guai
ne
continuano
a fare,
imperterriti, sia di giorno
che di notte.
Infatti,
su questo
nostro
bel pianeta, quando
da noi
giorno,
sulla facciata opposta
notte,
per cui il povero
Padre Eterno
non ha mai
un attimo
di pace:
c sempre
qualcuno
di sveglio
da sorvegliare!
Spesso sbuffiamo quando dobbiamo riordinare
la
nostra stanzetta,
cucinare,
organizzarci
il lavoro: se in quei momenti
pensassimo
alla gestione del cielo,
sterminato territorio celeste ,
non ci
lamenteremmo
di sicuro
e avremmo un po pi
di comprensione
per
il Grande Vecchio.

ESERCIZIO C/9
2,3,4 parole per volta, con comprensione (come esercizio C3)

1) LAmerica

un continente

2) Dal fruttivendolo

3) Il vetro
4) I vetri

puoi comprare

molto pi duro
delle finestre

non si rompono

6) Di notte
(Vero o falso?)

(Ci sei stato?)

oltre che la frutta.

del diamante.

(Vero o Falso?)

(Vero o Falso?)

(Vero o Falso?)

mai.

ci si ferma

le parole piccole
bene fermarsi

la verdura

e pi caro

5) Quando si legge
e si leggono

molto grande e molto bello.

dopo parole lunghe:

si appoggiano alla parola


insieme

a questa,

legate.

dopo le parole lunghe.

gli uomini dormono

7) Ogni volta che accendo


(Vero o falso?)
8) Se butto
una piuma
(Vero o Falso?)

dalla finestra

9) Quando usciamo
dalla scuola
per esempio,
una marca)

10) Per uscire di casa quando piove


(Per esempio, che cosa?)

invece

(Capito?)

ma i bambini

la televisione

che segue

il suo schermo

non dormono mai.

diventa luminoso

cade molto lentamente.

vedo automobili

bene prendere

sulla strada.

qualcosa

(Dimmi,

per ripararsi.

ESERCIZIO C/10
leggere le seguenti parole prive di senso rispettando laccento indicato.

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ESERCIZIO C/11
Esercizio di accenti. LEGGERE QUESTE PAROLE NON COME DOVREBBERO ESSERE, MA
PROPRIO COME SONO SCRITTE, CIO CON LACCENTO SBAGLIATO (es. leggere gicato
e non giocto).

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ESERCIZIO C/12
ATTENZIONE: ORA LE PAROLE SONO SEMPRE ACCOPPIATE A DUE A DUE, PER
STAVOLTA LA PAUSA VA MESSA TRA DUE PAROLE VICINE E NON TRA QUELLE
LONTANE, LE QUALI INVECE VANNO UNITE: PROPRIO IL CONTRARIO DI PRIMA.
STARE BEN ATTENTI PRIMA DI COMINCIARE. EVENTUALMENTE FARE UN ESEMPIO.

Queste
parole vanno
lette a
coppie:per
legando le
parole tra
cui si
trova molto
spazio e
facendo una
pausa tra
quelle che
sono tutte
vicine. E
cos vi abituate a legare le
parole pi brevi a
quelle pi lunghe e
pronunciandole tutte
assieme. Non tutti i
discorsi sono
fatti di
coppie di
parole: molto spesso si
legano a
tre per
volta, o
quattro o
cinque.

La casa i
soldati il
giardino nel
campo sul
ramo in
pensione
con grazia per caso tra
poco con
te senza
pace quasi rotto come
sopra qualche
soldino pochi
nemici colore
giallo tranne
alcuni
forza amici. Leggi
adagio con
calma in
acqua fai
piano vai
via cerco
monete un
povero due
struzzi sette cammelli e
dopo non
cappello si
bagnava ci
sto sono
quattro una
volta forte
Alighieri giacca azzurra sale
fino sole
forte sale
vuote a
me cubo
bagnata argento
vivo.

piangere quale
vento Dante
colorato terra

(NB: se viceversa linsegnante prover egli stesso a leggere unendo le parole vicine e staccando quelle
lontane, avr un discreto esempio di come si trovi a leggere chi ha difficolt, come il dislessico, e prover di
persona che cosa ci significhi rispetto alla comprensione del testo).

ESERCIZIO C/13
Sempre pi difficile! Le parole sono scritte a gruppi di due, ma vanno lette a gruppi di tre. Come
sempre, tempo senza limite, ma nessun errore, letture incomplete comprese.

In

questa scheda

//

ci sono

modo: tre

per volta;

spazi bens

ascoltando attentamente

Siete ancora

anche pi

che il

tra loro
la lettura
ritmo che

ritmo vi

perch il

sempre composte
parole da

potete aiutare
questo curioso

il fatto

stare attenti

frasette saranno
tre o

dunque non

facilitati per

futuro dovrete

parole//legate

ritmo non
ora con

una ora

//

in questo

calcolando gli
chiameremo ternario.

pu guidare.
potr guidarvi,
con due

Per in
ma le
ora con

legare.

Lo sguardo
svogliato della povera bambina, poggiata sul libro, in
quel momento
venne improvvisamente
attratto dalla
finestra spalancata
sul grande
giardino, che
lasciava ammirare
il magnifico
lavoro compiuto
dalla Primavera. Sveva stava
trascorrendo nella
grande casa
della vecchia
nonna
le
vacanze Pasquali, ed era
gi aprile
molto avanzato,
in un
tripudio di
tulipani rossi,
allegre margherite
bianche e azzurri giacinti.
Quasi al limitare del
vasto giardino,
calmo si
stendeva un
piccolo stagno,
forse poco
pi di
una pozzanghera.

ESERCIZIO C/14
Gruppi di quattro parole (nella prima frase viene evidenziato come i gruppi possano derivare dallunione di
due gruppi minori, 3 + 1, 2 + 2 ovvero 1 + 3).

1) Nonostante le mie urla //

2) Ho dato la vita

il gatto non usciva // ma stava sulla porta // drizzando la sua coda.

per un grande ideale

3) Veramente io ho creduto

4) Lungo il viale alberato


che una cara vecchina

e ora che soccombo

di farle un piacere

ma se lei vuole

stavano molti graziosi gattini


portasse loro il cibo.

non ne sono pentito.

posso anche non farlo.

aspettando con grande fiducia

5) Leducazione dei ragazzi


una cosa importante.
Probabilmente nemmeno listruzione
invero altrettanto importante.
Non per questo bisogna
credere che i ragazzi
siano come dei selvaggi
cui occorre insegnare tutto.

ESERCIZIO C/15
Serie di parole esistenti e non (con laccento).

mim

otto

did

llu

lul

lllo

lllo

mssi

lit

lti

viv

lulla

nan

effeff

nna

ttu

cuc
tut

fffa ffa

lfa

flafl

do do dododo adoadodo
cipicp
tit tit
tittit
tititit
mumm
ummumm
umumna
nmina
nni
nmmi
mnimi
porpa
porpa

tutut

ddi
loll

loll

pssi
lafa

psami
gurdalo
fcile
nbile vndalo
guggano
ccice
nride
vttano

porop
propa

bbbo

bo

fafal
stbile
sttise

ba

inmini
minnimi

bo

dod

ddo

psalo
ppago
bio

ddomi

ppapi

cpi

cccuruc
nmi
mim
mmi

cp
mun
nni

propa
porop
propa
porpa porpa porop
porop porpa
porpa porpa porop

cpicp

ESERCIZIO C/16
Gruppi di parole evidenziati solo dal colore. Dopo una prima lettura, rileggere per afferrare meglio
il senso.

Nonostante il nome gli fosse stato dato in onore al Patrono della citt, Marco provava
sentimenti contrastanti nei confronti di Venezia.
Apprezzava la possibilit di girare a piedi, con la testa fra le nuvole, senza il timore
delle automobili e questo, per un bambino di dieci anni vissuti tutti a Milano,
significava autonomia e libert di azione. E i canali, e lacqua? Ma lo sanno tutti che
non ci cade dentro pi nessuno, neppure gli ubriachi e, se malauguratamente
succedeva, il malcapitato veniva immediatamente recuperato dai passanti con lunico
rischio di un raffreddore!
Apprezzava i palazzi, le chiese, le opere darte cos numerose e importanti,
concentrate nello spazio limitato della citt, ma soprattutto era affascinato da quei
personaggi che caratterizzano Venezia, i frequentatori di bacari. Sono locali a met
tra il bar e una piccola trattoria, dove i veneziani veri, quelli che vanno sempre a piedi,
sostano per rifocillarsi con un cicheto e una ombra de vin. Poi c chi ha fatto del
bacaro il suo luogo di lavoro, lufficio, e trascorre le giornate commentando i giornali
con i clienti, giocando a terziglio con gli altri, esercitando piccoli commerci, sempre
pronti allironia e alla citazione, il che dimostra il possesso di una certa cultura. Come
Nane, che era stato gondoliere: recitava a memoria tutto Il Mercante di Venezia di
Shakespeare e inveiva contro i turisti restii e stanchi di camminare "Venezia Venezia,
chi non ti vede non ti prezia" e che, dalla porta sempre aperta del bacaro, strizzava
locchio a Marco quando lo vedeva passare.
Non amava invece i gruppi di turisti che intasavano i percorsi, ostacolando chi
voleva camminare con pi fretta. E poi, cos strette e con le case alte e incombenti,
le calli gli provocavano oppressione, per cui Marco, nei suoi spostamenti, andava alla
ricerca di calli pi larghe e campielli pi ariosi e, cambiando itinerario, scopriva
sempre qualcosa che valeva la pena di conoscere: una iscrizione su un vecchio muro,
un capitello annerito dal tempo, massicci portoni per celare i particolari rigogliosi
giardini veneziani.

ESERCIZIO C/17 Come sopra. Gruppi un po pi lunghi. Si noti come la congiunzione e possa
facilmente fondere due gruppi in uno pi grande. Ancora: come le parole tronche suggeriscano una
pausa e come talora alla fine di una frase i gruppi tendano a fondersi in gruppi composti pi
lunghi. Si notino anche le fusioni proposte, quali il rullio dei tamburitra due unit minori.
In quei giorni, agli zii era stata portata una vecchia spada da restaurare e Alvise e Giacomo
approfittarono delloccasione per concretizzare lo scherzo che da tempo stavano architettando alle
spalle del cuginetto. Una mattina i tre ragazzi si ritirarono in una stanza e, con aria di mistero,
Marco venne messo a conoscenza della leggenda della testa mozza. Gli mostrarono poi la spada
affermando essere proprio quella larma che aveva decapitato la bella Elena. Marco si era bevuto il
racconto a bocca aperta e occhi sbarrati, un po per la curiosit e un po per la paura. I ragazzi,
constatato leffetto della storia su Marco, continuarono nella narrazione aggiungendo particolari
macabri e truculenti, facendo smorfie che nelle loro intenzioni dovevano impaurire ancora di pi il
cugino, e sfidandolo, infine, ad una prova di coraggio. Per superarla, il ragazzo avrebbe dovuto
recarsi di sera in campo del remer, affacciarsi sul canale e, allapparire di Fosco Loredan con la
testa della moglie, recitare una filastrocca a voce alta che, da sola, avrebbe sortito leffetto di far
sparire per sempre lannegato e, per lui, di entrare di diritto a far parte del mondo degli adulti.
Ottenuta la curiosit e lattenzione del cugino, Alvise e Giacomo gli diedero pochi giorni di tempo
per decidere se affrontare o meno la prova, ed esattamente tre giorni, fino alla prima sera senza
luna.
Marco non sapeva che pesci pigliare: pauroso comera avrebbe rinunciato volentieri a quella
tortura, ma ne temeva le conseguenze, cio lesclusione dal mondo e dai giochi dei cugini e le
loro canzonature.
Vedendolo serio e pensieroso la Cate, che aveva avuto dieci figli e perci con i bambini ci sapeva
proprio fare, lo prese in disparte e, assicurandolo del suo silenzio, si fece raccontare quanto era
successo. Marco fu ben felice di confidarsi con lei e di dividere il peso del segreto; la Cate riusciva
sempre a tranquillizzarlo e a dargli consigli utili. Questa volta gli disse "Non temere, sottoponiti alla
prova. Tutto andr per il meglio se tu non ti volterai mai indietro, qualsiasi cosa succeda".
In quattro e quattro otto, venne organizzata la sortita prima che Marco ci ripensi, dicevano i
ragazzi e, con la scusa, per i genitori, di un gelato, si diedero appuntamento alle otto della prima
sera senza la luna.
Nonostante le rassicurazioni della Cate, Marco aveva una paura barbina. Dopo un primo momento
in cui aveva accettato lepicit della prova fino al punto di considerarla indispensabile, ora lunica
cosa che desiderava era quella di girare i tacchi e di tornarsene a casa di corsa, senza una parola e
approfittando del buio. Certo sarebbe stata una clamorosa dimostrazione di fifa. E accusare un
improvviso attacco di mal di pancia? Non sarebbe stato creduto. E inginocchiarsi chiedendo piet ai
cugini? Ma loro avevano dimostrato di possedere un cuore di pietra e poi, sarebbe riuscito a
sopportare i loro lazzi di scherno e la loro presa in giro? Si sentiva proprio come un condannato dal
Maggior Consiglio dellantica Repubblica di Venezia, solo, sconsolato e senza speranza.
La calle che portava al campiello era sufficientemente larga per permettere ai tre ragazzi di
procedere affiancati, con Marco in mezzo tra Alvise e Giacomo che, procedendo con passo
cadenzato, simulavano con i gesti e con la voce il rullo dei tamburi. Oramai era in ballo e solo un
miracolo avrebbe potuto far rimandare la prova, ma Marco aveva una speranza ancora: confidava
sulla Cate e sulle sue promesse.
Finita la calle, i due pi grandi si fermarono allimboccatura del campiello. Da l allacqua cerano
pochi metri e i ragazzi sollecitarono Marco ad affacciarsi sul canale e a recitare la filastrocca,
raccomandando la voce molto alta. Solo un lampione illuminava il campiello, ed era fioco, ma
Alvise aveva portato con s una pila e con quella illumin la strada al cugino. Con passo incerto e
lento, non potendo pi tornare indietro, Marco si diresse verso la riva, qui si inginocchi sul bordo
e, affacciandosi sull'acqua ad occhi serrati, url con quanto fiato aveva in gola.

ESERCIZIO C/18
SCHEDA DIFFICILE: LE SPAZIATURE NON CORRISPONDONO ALLE PAUSE

Questa scheda serve per


brevi anche se c

abituarvi a

molto spazio

parole

brevi con quelle

occorre

che non vi

non fermarvi dopo le

dopo, ma sempre

lunghe. Per poter


fermiate dopo le

legare

parole
le

leggere correttamente

parole brevi, ma prima!!

Ricordate anche
che, se locchio corre
avanti,
potete essere preparati
e
sapere prima
a
che
cosa
andate
incontro.
Leggere pronunciando adagio e chiaramente le
parole, come se
si
parlasse a dei
bambini piccoli

molto
utile
per voi
stessi
voi stessi
riassunto

perch vi costringe ad
essere chiari: potete cos capire meglio
quello che leggete.
Ora, per esempio, fate un breve
orale di
quello che avete letto. Se non potete, rileggete.

ESERCIZIO C/19
Piccolo esame: spesso le spaziature NON corrispondono alle pause.

Chi legge
bene questa
scheda non avrebbe
bisogno di
studiare ancora per
migliorare la propria lettura. Infatti ha
imparato
a legare
tutte le
parole brevi
a
quelle lunghe che seguono,
ma
al
tempo
stesso ha imparato che
bisogna fare tante pause; durante
queste
pause locchio va
avanti e legge. Dimmi
ora tu, Pierino, com che si legge?
Signor maestro, io non
voglio leggere, voglio
giocare.
Ma Pierino!!! Ricorda almeno che le parole
brevi sono come piccole locomotive
che
si tirano dietro lunghi vagoni. E attenzione: anche se le pause non si vedono perch le parole
sono vicine, tu devi farle
sentire.

Variante con maiuscole e minuscole.

C MOLTA differenza tra la SCUOLA elementare E LA scuola MEDIA: ALLE ELEMENTARI


un SOLO maestro ci insegnava TUTTE le MATERIE IMPORTANTI, mentre ADESSO abbiamo
un professore PER ogni MATERIA E CAMBIAMO AD ogni ORA quando SUONA LA
campanella. Perci noi SIAMO SEMPRE in attesa DELLA CAMPANA quando c un
PROFESSORE ANTIPATICO O esigente, E invece NON vorremmo MAI CHE SUONASSE
quando ce n UNO DI buono.

ESERCIZIO C/20
Leggere mettendo le pause corrette

Quando
i
amici
giocano
col
mi
quando
questi
per

vedo
miei
che
fuori
pallone
domando
finir
compiti
casa.

Per
oggi
e
miei
saranno
a
in
loro.

fortuna
piover
i
amici
costretti
rientrare
casa

prover
invidia
solo
a
del
tempo.
invece
era
sole
abbiamo
per
ore
seguito.

Non
dunque
ma
tristezza
causa
brutto
Ieri
c
il
e
giocato
sei
di

ESERCIZIO C/21
(lalternanza dei colori aiuta a non fare confusione tra le righe)

LA TIGRE E LA PECORA
Un giorno una tigre trov un agnellino ferito, ma invece che mangiarselo, commossa, lo raccolse,
lo cur e prese ad allattarlo. Pian piano l'agnellino guar, crebbe e divent una bella e grassa pecora.
Per un giorno, mentre giocavano, la tigre atterr la pecora con una zampata e si accinse a
mangiarsela. "Come puoi farmi questo, tu che mi hai salvata, nutrita ed allevata?" grid la pecora.
"Tu hai vissuto - rispose la tigre - molto pi di quanto fosse ormai il tuo destino, e dovresti
piuttosto essermene grata. Inoltre, converrai, l'amicizia non cancella le differenze, diciamo cos,
sociali. Infine, l'uomo, che il re del creato, ti avrebbe forse trattata meglio di me, che sono, a suo
dire, una bestia feroce? Credimi, ti andata gi alla grande!"
LA GALLINA ARTISTA
Una gallina fece un uovo bellissimo, di una strana forma elegante, meravigliosamente colorato. Lo
mostr alle altre, ma quelle, per invidia, dicevano che era orribile e bizzarro. And allora a
mostrarlo al contadino, che la guard per storto e minacci di metterla in pentola se solo ne avesse
fatto un altro. Infine, quella sera, volle mostrarla alla volpe, che esclam: "Bellissimo, ma portalo
qui fuori ch'io lo ammiri meglio" e fu l'ultima volta che la videro. Difficile non crear arte, bens
trovarle spazio in un mondo meschino.
IL GUFO E L'AQUILA
Il gufo criticava ogni animale: e lo scoiattolo saltava invece che volare, e l'anatra aveva una voce
ridicola, e l'orso seduto sembrava un covone di fieno... Ma venne l'aquila e cattur il gufo,
portandolo rapidamente al cielo. Allora il gufo, dopo aver a lungo chiamato inutilmente aiuto, cos
prese a dire: - Ma che belle penne hai, che ampia ala, che nobile portamento...vorrei proprio esserti
amico! - tardi, gufo, queste paroline potevi forse usarle meglio con quegli amici che ora ti hanno
lasciato solo...
VENEZIANI AL VOLANTE
Non sempre agevole riconoscere da dietro un veneziano al volante. Se per accosti e guardi bene,
tutto diviene pi facile. Intanto, l'auto stessa: vernice lustra come nuova, e tuttavia targa, composta
di poche rade cifre, che darebbe le palpitazioni ad un antiquario. Modello: un tempo tra i pi banali,
oggi vera rarit di modernariato. Peraltro, anche vero che quest'auto ha visto ben poco del mondo
moderno, e quasi mai fuori provincia; per di pi, solo nei giorni di bel tempo (qualcuno ha
raccontato al proprietario che il fango corrode la carrozzeria).
A vedere una vernice cos incredibilmente lucida tu pensi che il veneziano non manchi di tempo da
perdere, e cominci a capire che Venezia non affatto spopolata: quelli che non vedi, stanno tutti in
garage a lustrarsi la carrozzeria. Per di pi, queste auto sembrano girare calme, come mucche su un
prato, e non verrebbe da pensare che trasportino passeggeri, ma piuttosto uova, quintali di uova, in
pericoloso equilibrio instabile dentro il bagagliaio, sopra i sedili, dappertutto. Niente di pi falso
della prima impressione: dal suo punto di vista lui sta correndo a Le Mans in mezzo a una turba di
pazzi furiosi, e si comporta di conseguenza: calma e mente fredda.

ESERCIZIO C/22
Leggere normalmente (i colori sono distribuiti casualmente). Favorisce le capacit di integrazione
del testo.
Tantissimo tempo fa il sole e la luna ancora non esistevano, ma sulla terra
faceva sempre giorno, poich erano le stelle stesse ad illuminarla. Assai diversi
da quelli di oggi, quasi informi e con sensi deboli ed ottusi,
gli uomini d'allora avevano
in mezzo alla fronte
una specie di occhio,
con il quale riuscivano
in qualche modo
a vedere nello spazio circostante e a muoversi
con discreto agio.
Il gatto-topo, detto anche squirt, un quadrupede della famiglia dei felini.
Esso lanimale pi pigro delluniverso.
I suoi cibi preferiti sono i topi, ma in mancanza di questi si mangia il proprio posteriore.
Non vive molto volentieri vicino alluomo.
Esso , come si capisce dal nome, mezzo gatto e mezzo topo.
Ama tirare con la coda piccoli sassi alle vecchie signore.
Il cibo che lui odia di pi la pastasciutta con i crauti. Se un uomo osasse dar da
mangiare un tale cibo al gatto-topo, la sua vita, quella delluomo, sintende, sarebbe in
pericolo.
Questo animale molto vendicativo e ci metterebbe poco a sbattere quella pastasciutta in
testa al temerario.
Per vedere un esemplare di questa odiosa bestia, basta andare in una scuola qualunque e
guardare sotto ai banchi. Infatti, essendo golosissimo di merendine, l che lo squirt trova
lambiente che pi lo favorisce. Mangia allora di nascosto le merendine dei ragazzi e poi si
diverte a vederli che litigano accusandosi a vicenda di averle rubate.

Il lovarino gracile un animale che vive nei paesi caldi a non pi di quaranta centimetri dal mare.
Alto circa duecento millimetri e lungo un metro, cammina appoggiandosi alternativamente sulle
zampe posteriori e sul naso: di conseguenza ha un pessimo fiuto e non distingue lodore della
cioccolata da quello delle prugne marce.
Poich, inoltre, le sue zampe posteriori terminano con una ventosa, spesso esse rimangono
appiccicate al suolo. Se allora arriva lalta marea, il lovarino perisce miseramente.
Questo animale si ciba soprattutto di canguri annegati. Pertanto, raramente soddisfatto, e se
mangia una volta ogni tre anni gi tanto.

ESERCIZIO C/23

da un solo ed unico accento.


Con questo sistema
Ogni gruppo di parole legato
si ottiene al tempo stesso
di evidenziare i gruppi
e anche gli accenti.

Farsi il pane in casa una gran cosa. Con quelle macchinette che ci sono adesso, poi,
pure
semplicissimo,
butti tutto dentro a caso, acqua, farina, lievito, sale: l'apparecchio fa poi il resto,
da solo.
Per di pi
il pane viene buono, e ci puoi aggiungere quello che vuoi,
a tua scelta,
olive, aromi,
verdure eccetera:
una vera pacchia.

Delle scuole per camerieri


nulla so, tranne questo:
che non li mandano
in giro per il mondo a lavorare finch non abbiano imparato i fondamentali del mestiere.
Tra questi,
l'elemento principe
in ogni paese,
a qualunque livello,
uno solo: la capacit di ignorare il cliente. Hai voglia, far la bertuccia sopra il tavolo,
bofonchiare nelle tonalit pi varie,
tender mani e braccia verso l'inafferrabile giacca
come ad un michelangiolesco angelo del Giudizio. Macch: il cameriere, certo, verr:
quando, lui solo lo sa.
Hai capito?
Sedersi al ristorante
vuol dire
intraprendere una specie di guerra,
con la caratteristica tutta particolare
di essere persa in partenza.

Aspetti, aspetti,
finch un altro cameriere,
passa intensamente compreso
nei suoi pensieri,
e se per caso ti guarda
(e, per caso, ti guarda)
tuttavia evidente
che sta pensando al nipotino di nove mesi,
o alla tabaccaia in fondo alla strada,
con venti unghie laccate in rosso.
Per.
Per insomma,
alla fine
il detto cameriere ti scorge, ti d attenzione,
ti considera,
anche perch
sei praticamente montato
sullo schienale della seggiola
come uno Yeti
in stato di ipermotricit incontrollata
e gli fai segno:
"Buana, io volere te".

ESERCIZIO C/24
Leggere normale come se fossero parole italiane e avessero un senso. ATTENZIONE: LE PAUSE
SONO CORRETTAMENTE INDICATE

To perl, glas grugnt iussf

da brant estar.

Tru zabansi popolitni


ich iordni bazzantti,
nos flann,
nora vanatn,
ibi pognni aladolzzi. Vlag
ti li migni tar
de so dranassi
foln cenece,
ceneci, glia bergnia guno; ne vrequs a sambra: lis ompo ematorgi
gla piff schirr mnaso guchus.

Norvni dbliu sfolgna,


tre ertti azitinni: ichi g, nichi l, simo aglio.
Assi grusti voinau luafna:
en edzi,
glglio vovo nono,
zeie orpo
de saccagnaio.
Uni dquido
pops crocot
ili desanni; brustu
ias garfo
ne derta
sa fre dilti
cru iano dezpo.

Grorti froggi
se quaccartno
er proprocca
iade tagnussa,
na sdarozza
dra bortk,
uas drin farganti.
Tio tino ortigno?
Bracca
gna gagnasca,
esa tumpizza oscatti.
Asforti iosod, traspmo
uag tramaccio:
aspa fruminni
damogghi bren.

Mini li nillmi, in miti fiunmi, nili minu, lillini, sinu fitniamni


lilfutrni.
Lrtimi filnnimi,
immunarni,
tiffilurdi, millfri fifftto,
lilmuntio,
nilmtru.
Adobappo,
dopadebbo,
la poddbogo,
cecapco eddobrodio
cebe.
Zilenne chezzessa,
vivuzzi
mezz mezz
zareme
nemmenen.
Movanvo ririo,
gio monoscca,
vavccoma.
Ditti filidibbi bill
tiffi bidditti,
illiffi flitti,
iftilbi blddifi.

foln

ESERCIZIO C/25
Durante la lettura integrare le lettere mancanti, sostituite da un punto.

Quando comi.ciai ad andare a sc.ola, la disperazione si impo.sess di me, e mi venn. un


fegato cos, com. alle oche del Prigord che le i.chiodano, le ingozzano e poi ci f.nno il
pat. Quel codardo d.l pediatra, inv.ce di farmi star. a casa com'era suo p.eciso dovere,
ordin per me una diet. in bianco, che equivaleva in pr.tica a: basta sardine frit.e e
conserva di .omodoro succhiata dirett.mente dal tubetto, e via co. pastasciutte al b.rro il
cui sapore era rim.sto all'ufficio Oggetti S.arriti; o anc.e pastoni e pastoni di riso, un riso
cos. pallido e insulso, da f.rmi capire con s.upefacente precocit tutt. quella facce.da dei
kamikaze, e perch sono i gi.pponesi che ve.gono in vacanza qui, m.ntre noi, da loro, non
ci si va pr.prio mai.

Il vero venezia.o non fa mai uso del tele.onino quando guida: non .li serve. Venezia picc.la,
abituato cos, che b.sta urlare un po' dalla f.nestra per parlare con mez.a citt. In compenso asco.ta
fedelmente la radio, per via delle pr.visioni del tempo: perch, se pure a Sa.ta Marta fa bello, a
Mestre non si sa mai.
A fian.o del veneziano al v.lante (che, ripeto, da dietro non vedi) os.erva bene, quando pu.i: c'
sicurame.te sua moglie. Sicuramente, ovvio. Per uno solo no. valeva la pena di mu.vere la
macchina. E se, com' pro.abile, non la vedi, perch stai di.tro, sicuramente quant.meno puoi capire
se si parlano, o se stann. litigando. Se lui a urlare, la mac.hina sbanda verso d.stra e rallenta, com.
fosse una manovra di schi.cciamento. Se urla lei, lui tira a s.nistra e accelera, come per
un'impo.sibile fuga. Se si fanno muso duro recip.oco, l'auto cammina a due a.l'ora nel centro della
carreggiat., e tu t'illudi di superarla, a si.istra (contromano) o magari a destra: prov.ci, come nei
film con Al Capone, ovu.que tu intenda passar. ti s.hiaccer con cattiveria, verso il mar.iapiede,
destro o sinistro che sia. Ma c.me!, se l'ha visto fare anche alla p.lizia americana!

ESERCIZIO C/26

Ceraunavoltauncavallochenonsapevacavalcare. Anddunquedaunfamosoprofessoreperchiedergli
comesifacesse,mailprofessoreglidissechenonavevatempodaperdereinsimilisciocchezze. Alloraand
daunmedicocheglimiseunnumeroperognigamba, unoduetrequattro, epoiglispiegchedovevamuovere
primailnumerounopoiilquattropoiiltrepoiildue, mailcavallinofecesubitounagrandeconfusioneecasc
perterra. Passdilunasinocheglidisse: Oh, poverino, cheti succede? eilcavallinoglispiegtuttoper
filoepersegno. Mafacile! esclamlasino, faicomefaccioio
ecomincipacificoatrotterellargliintornoincoraggiandolo. Eilcavallo, vedendolo, spontaneamente
simiseamuoversiedopounpocotrotterellavabenissimo. Cos, spesso, quellochesannogliinsegnanti
nonserveanullaesiimparadipisenzaneanchecheunosichiedainqualmodopossafunzionare.

Ulteriori esercizi possono essere svolti utilizzando un normale testo scolastico, naturalmente solo
con gli allievi il cui livello lo permetta..
A: mentre lallievo legge, linsegnante ne disturba la lettura strisciando con una matita o un
bastoncino sopra il testo, perpendicolarmente alle righe. Stimola il passaggio dalla decifrazione alla
lettura
B: sempre con un testo scolastico normale, invitare lallievo a nominare la prima e lultima lettera
di ogni riga. Per esempio, nellesercizio C/25 lallievo leggerebbe: Qu, Enne, Effe, Elle ecc. Serve
per esercitarsi a seguire la riga orizzontale, cio a non saltare troppo avanti n tornare alla stessa
riga appena letta (errore frequente in presenza di righe lunghe).
C: mentre lallievo legge un testo qualunque linsegnante parla. Rinforza la volont, ma non
esagerare. Finire con una risata