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Luomo dei miei sogni

Autrice: D.S. Nicoletta


Romanzo damore

Volume 2

A mia madre Teodora, che riposi in


pace

Questa storia frutto di fantasia, nomi,


personaggi, luoghi ed eventi sono frutto
della fantasia dellautrice, o sono usati in
modo
fittizio
e
funzionale
allimmaginazione dellautrice stessa,
non devono essere considerati come
reali. Ogni somiglianza a persone vive o
morte, eventi realmente accaduti, luoghi,
e/o organizzazioni realmente esistenti
da considerarsi accidentale e/o casuale,
lo stesso dicasi per quanto riguarda la
base militare, le manovre, i codici e
quantaltro relativo ad essi.
Tutti i diritti riservati.

2014 By D.S. Nicoletta

Titolo dellopera: Luomo dei miei


sogni Vol. 2
Propriet letteraria e artistica riservata
Edizione eBook Giugno 2014
Copertina a cura dellautore
Romanzo Romantico\Erotico Self
Publishing

Preambolo

Ci sono molte storie che parlano di amori


tormentati, violenti, torbidi passioni che
includono sofferenze e umiliazioni, con
dominatori, schiave sottomesse, donne
compiacenti alla ricerca del proibito,
superando quei limiti che poche riescono a
raggiungere, ma ci sono anche storie che
parlano di un altro tipo di dominazione e
schiavit, fatto damore, quellamore che la
maggior parte di noi sognano, quello pieno
di dolcezza e passione, di baci, carezze,
coccole e tenerezze, rispetto e pazienza ma
anche con un pizzico di possesso e gelosia,

che non guasta. Ed di questo che parla


Luomo dei miei sogni di cui la nostra
protagonista (Andrea) si trover a esserne
schiava, fino a non poterne fare a meno, con
la sua dose di felicit e sofferenza. Lo stesso
far il nostro protagonista (Liam), non
riuscir a stare lontano da lei nemmeno un
secondo, perch lei sar la sua droga a cui
non ci sar assuefazione, in un rapporto
passionale e possessivo dove lamore con la
A maiuscola e la gelosia saranno padroni
assoluti, trascinandoli in un vortice di
passione. Ma tutto ha un prezzo. Perch per
raggiungere il Paradiso prima dovranno
passare per lInferno.

Parigi - casa Marchesi


Andrea
Devo dire che questo
problema
dell'iscrizione
mi
ha
scombussolato, per sono contenta di essere
riuscita a far capire a mia madre
l'importanza della mia scelta. So che per un
genitore, una madre poi, vedere sua figlia
farsi una vita lontano da lei sempre
doloroso. Non gli sembra vero, non gli
sembra vero che sua figlia sia cresciuta, per
loro rimaniamo sempre bambini, e invece
no, cresciamo, maturiamo e prendiamo delle
decisioni che porteranno dei cambiamenti

nella nostra vita, cambiamenti importanti...


Liam, chiss se... adesso lo chiamo, saranno
le dieci di sera a Los Angeles, certo, sono
ancora sottosopra per il fuso ma cerco di
tirare avanti, niente che un buon sonno possa
sistemare. Faccio il numero di Liam. Mi
manca e voglio sentire la sua voce.
Risponde al primo squillo.
Ciao dico solo.
Ciao piccola sento la
sua voce calda allorecchio, e un brivido mi
scende lungo la schiena.
Mi manchi bisbiglio,
emozionata.
Anche tu, da morire,
quando torni?
Faccio mente locale.
Prestissimo, ho quasi sistemato la faccenda

delluniversit.
Davvero? Ne sono
felice. Ti stai divertendo? sento che
sorride.
Mi mordo un labbro.
Certo, alla grande mi faccio seria.
Torna presto da me
Andrea, sto male senza di te confessa.
Lo so. Far il possibile.
Ti amo.
Anchio.
La giornata si rivela lunga
e pesante. Quando rientro a casa mia madre
li ad attendermi, fingo un emicrania che
non ho, vorr sapere come andata ma ora
non voglio parlare. Ne me vado in camera, a
dormire. Sfinita da tanti pensieri, da Liam.
Mi manca.

Liam
Era da tanto tempo che non
dormivo dai miei. Ma ero troppo triste per
stare da solo. Sono nella mia stanza a fissare
una parete. In parte c'entra il cretino
dodicenne. Anzi, non in parte, proprio del
tutto. Il problema pi grave che non ho un
motivo valido per essere felice questa sera,
mi sono rifiutato di uscire con chiunque me
lo abbia chiesto perch non sono dell'umore
adatto. Katrin compresa. Chiss quali
pensieri contorti frullano in quella testa
marcia, non riesce ad accettare che lei non
mi interessa, merce avariata per me. Lidea
che possa toccarmi mi fa star male. Non
riesco a capire cosa non vada in me. Va
bene, lo ammetto. Mi manca Andrea. Non la
vedo
da quando l'ho accompagnata

all'aeroporto, dopo che abbiamo dormito


insieme. Abbiamo fatto l'amore. Pensarci mi
fa male. Dio quanto mi manca.
Liam, come mai sei cos
triste questa mattina? Non mi sembra che tu
abbia dormito bene.
Ma che dici? Ho dormito
benissimo.
Mia sorella sempre pi
strana, da quando ha sorpreso Andrea
dormire da me si comporta come se fosse
gelosa. Gelosa di cosa poi...
Mmh...Non mi piace...
Che cosa?
Tu mi stai nascondendo
qualcosa.
E come potrei? Viviamo
nella stessa citt.

Tu e quella... ragazza,
cosa c' tra voi?
Cos', mi fai il terzo
grado adesso?
Dio Liam, una cameriera,
quella tizia una cameriera ti rendi conto?
Nella sua voce c' tutto il
disgusto che una persona possa provare
verso quella categoria. E non capisco
perch.
E allora? Qual il
problema? mi irrigidisco.
Puoi avere di meglio, e lo
sai, spero non farai sul serio. Santo Cielo,
quanti anni ha? Dodici?
Smettila di dire stronzate
Megan, maggiorenne, e non una
cameriera, e ha un nome, Andrea, ricordatelo

quando ti riferisci a lei, e la prossima volta


che la incontrerai vedi di comportarti meno
da stronza, anche se non ti piace non vuol
dire comportarsi da maleducati sbotto,
irritato.
Lho salutata
educatamente. ComunqueStai attento Liam,
le ragazze facili come lei cercano solo
potere e ricchezza da uomini come te.
Non mi degno nemmeno di
risponderle, finirei per offenderla, e
sinceramente non ne vale la pena. Non
capisco cosabbia contro Andrea, non si
sforza nemmeno di conoscerla e spara
sentenze. Sar colpa della sindrome
premestruale oppure i problemi del cazzo
che si crea con Peter?
Hai una relazione con

quella cameriera, Liam? insiste lei.


Non mi piace quel tono. Non mi piace che il
fatto che giudica Andrea inferiore a me. Mi
sono solo innamorato. Che cazzata, sar
anche famoso, ma avr pure diritto ad avere
una vita!
Da quando giudichi una
persona dal lavoro che fa? Non ti facevo di
mentalit cos ristretta. Per fortuna non devo
rendere conto a te, grazie a dio.
Adesso sono incazzato, pi
che con Megan con tutta questa societ di
merda, fondata su stupidi luoghi comuni e
convenzioni ridicole! Che cazzo, non siamo
pi nel Medioevo!
Megan inizia a camminare
avanti e indietro per la stanza,
massaggiandosi la fronte e sbuffando in

maniera
piuttosto
ansiosa.
Poi
improvvisamente si blocca e quando mi
guarda vedo lespressione del suo viso
completamente cambiata. Non c pi
rabbia, solo preoccupazione, premura ed una
leggera frustrazione.
Sei innamorato di lei?
Voglio dire... una cosa seria? mi domanda.
Il suo tono palesemente
addolcito e questo mi aiuta a calmarmi.
Forse ho sbagliato ad alzare la voce, forse la
domanda sulla mia relazione con Andrea non
era dispregiativa. Ma meglio mettere in
chiaro bene come stanno le cose.
Si. Faccio sul serio con
lei, cerca di ricordarlo Megan.

Parigi Casa Marchesi

Due giorni dopo


La faccenda delluniversit
sistemata ma ora? Accidenti no, questo non
ci voleva, adesso come lo dico a Liam?
Miseriaccia. Anche lo
sciopero ci voleva, non bastano tutti i casini
che combinano, no, adesso ci si mettono pure
con lo sciopero. E si, stamattina mi sono
alzata felice come una pasqua pensando al
rientro. Decisa ad andare in aeroporto per
prenotare il volo e stare tranquilla ma
quando arrivo trovo una brutta sorpresa.
L'addetta al Check-in mi comunica che non
ci sar nessun volo perch stato indetto uno
sciopero dei piloti. Ma porca di quella
adesso come lo dico a Liam?

Ehi ciao amore scusami,


ero fuori e ho fatto una corsa del diavolo per
non perdere la chiamata, allora dimmi, a che
ora arrivi?
Dove sei? A casa o...
Alla base, allora? A che
ora arrivi? il suo tono impaziente.
Ehm... Liam io...
tentenno.
Andrea? C qualche
problema? E successo qual...
Si, successo che c
un... non mi lascia finire.
Cosa c, ti hanno fatto
del male? Non stai bene? Dio And... si
agita.
Ma la smetti di
interrompermi e mi lasci finire di parlare?

Stai calmo lo riprendo.


Okay, okay scusami,
dimmi.
C uno sciopero dei voli
e non potr rientrare per almeno tre giorni
faccio una smorfia.
Ah dice soltanto come
sarebbe scusa! Uno sciopero? riprende.
Ma che caz... tre giorni? Ma non se ne parla
neanche conclude scocciato.
Mi dispiace Liam, ho
cercato di vedere se era possibile trovare
anche un volo privato ma nessuno vuole
assumersi la responsabilit di un singolo
volo, sono costretta a rimanere qui altri tre
giorni, dio che agonia, mi credi che sono
rabbiosa?
Tu? E io cosa dovrei

dire? Cristo Andrea, non ce la faccio ad


aspettare altri tre giorni, non so cosa troverai
se non rientri alla svelta mi dice con una
punta damarezza.
Lo so amore dai, cerca di
resistere, anche per me e cos ma non posso
farci niente sospiro.
Tu no ma io si. Ci
sentiamo presto amore, un grosso bacio e...
Liam? Cosa vorresti dire
con "io si" oddio non vorr mica...
Non preoccuparti, adesso
vedo cosa posso fare per farti tornare a casa,
non se ne parla che io ti lasci l ancora tre
giorni. Ciao amore, ti amo da morire.
D'accordo ma non fare
cavolate okay?, Ti amo anch'io, tantissimo.
Chiss perch ho il sospetto che sta per

combinarne una delle sue.


Torno a casa con le pive
nel sacco, nervosa per il fatto di non poter
partire.
Chiamo Sara
comunicandole
l'inconveniente, anche lei dispiaciuta.
Lascia stare Sara, sono di un nervoso, gi
mi immaginavo a casa con Liam. E tu? Con
Dylan hai concluso? Dai racconta e mi
racconta tutto, di essere stata invitata fuori e
come al solito non ha saputo resistere,
sorrido tra me. Quella proprio assatanata,
ha mantenuto la parola, l'ha portato a casa
sua (tanto io non c'ero) e praticamente la
violentato (si fa per dire perch lui era molto
consenziente) oh Sara. Chi ti cambia pi, si
divertita alla grande. Mi fa piacere che si
sia trovata bene con Dylan. E un bravo
ragazzo e a quanto pare si e preso una bella

cotta per lei, finalmente potr scopare


all'infinito, a sentire lei.
Intanto sono arrivata a
casa, la chiacchierata con Sara e il fatto di
essere andata a casa a piedi dal centro mi ha
fatto calmare perch vedo mia madre
venirmi incontro con quell'aria da
cospiratrice, fortuna che sono calma
altrimenti la ucciderei con le mie mani.
Quando mi guarda cos c sempre qualcosa
di cui mi devo preoccupare. Mamme. Ma
guai se non ci fosse.
Allora com' andata? Hai
potuto prenotare il volo? No perch abbiamo
sentito di uno sciopero dice mia madre con
un mezzo sorriso.
Gi, non me ne parlare
mi sento frustrata.

E dai, guardala dal lato


positivo, starai con noi ancora tre giorni,
oddio come sono felice dice quasi
saltellando dalla gioia, giuro, se non fosse
mia madre
Mamma, per favore!
mormoro stizzita.
Dai, non fare quella
faccia, vedrai, tre giorni passeranno in fretta,
potresti aiutarmi con la sfilata, se ne hai
voglia.
Mamma, tu non hai idea
di quello che sta per succedere me lo sento,
Liam far qualcosa
Cio? Cosa vuoi che
succeda, solo uno sciopero.
Se, tu non conosci Liam.
Quello sta tramando qualcosa, sarebbe

capace di venirmi a prendere con il suo


caccia. Accidenti, sarebbe fantastico.
rispondo ridendo.
Non dire stupidate, mica
suo l'aereo, propriet dell'esercito
Americano replica lei.
Mamma tu non hai idea di
cosa pu fare lui se vuole raggiungere uno
scopo sorrido tra me.
Beh, allora spero che non
ci riesca, insomma vorrei che questi tre
giorni li passassimo insieme, facendo
qualcosa che ci piace, poi non ti vedr per
un anno intero e gi la cosa mi rende triste
dice con malinconia.
Hai ragione mamma
scusami, allora cosa vuoi fare? Non dirmi
che devo fare la bambola e provare i tuoi

modelli vero?
Oh sarebbe una cosa
veramente carina, tu hai un bel corpo piccola
e non hai idea di che vestiti mi hanno dato
per il servizio fotografico dice orgogliosa.
Mamma ti prego... tutto
ma non quello e scoppiamo a ridere.
La mattina arriva come un
fulmine. Una bellissima giornata di sole, se
penso che il tempo volato da quando ho
lasciato la Francia. Sono partita ai primi di
Giugno e siamo gi a fine Luglio. Accidenti,
due mesi che sto con Liam. Quasi. diciamo
un mese e mezzo, e la cosa mi ha
scombussolato la vita, in meglio. Liam...
Sorrido al solo pensiero di lui. Cos dolce,
gentile, tanto sexy da farti perdere la testa, le
ragazze che incontro quando sono con lui lo

divorano con gli occhi, e si... molto


sensuale, per non parlare delle sue labbra,
dio adoro le sue labbra, sono cos... piene,
morbide e... cristo Andrea, basta pensare a
lui, ti fa male visto che lui non c, meglio
alzarsi e fare colazione. Oggi voglio andare
a trovare le mie amiche di liceo, non voglio
stare in casa col pensiero fisso che mi manca
Liam. Impazzisco. Meglio uscire e fare
qualcosa. Cos dicendo, mi alzo dal letto e
mi accingo ad uscire dalla mia stanza per
andare in cucina quando un capogiro
improvviso mi costringe ad aggrapparmi allo
stipite della porta. Il mio solito calo di
zuccheri, devo mangiare qualcosa di dolce.
Mamma? Per caso hai
preparato la colazione? chiedo, ancora in
preda alle vertigini.

Si tesoro, in cucina c
del caff, croissant, marmellata, pane e
nutella, piccola sei pallida, non stai
bene?
No, il solito calo di
zuccheri, faccio colazione e passa tutto la
vedo sorridere con laria triste, non le piace
vedermi star male.
Mentre mia madre mi
spiega qualcosa su alcuni modelli sentiamo
suonare alla porta. Vado io tesoro
risponde lei con un sorriso, annuisco con un
verso d'assenso mentre entro in cucina.
Sto cercando di spalmare
della nutella su una fetta di pane tostato
quando sento mia madre che mi chiama,
urlando. Che accidenti successo ora!
Che c mamma, che hai

da urlare tanto, di prima mattina mi


rimbamb... rimango senza parole, incantata
da
ci
che
vedo
Liam?
LIAM?...ODDIO!!!!!! mi lancio addosso a
lui andando a sbattere contro una solida
montagna di muscoli, lui mi afferra e mi
stringe, regalandomi un meraviglioso
sorriso. Lo assalgo di baci mentre mi
avvinghio al suo corpo muscoloso. Lui mi
stringe immergendo il naso tra i miei capelli
e aspirando il mio odore.
Andrea sussurra
avvolgendomi come una spirale. Mi sei
mancata da morire, non riuscivo a smettere
di pensare a te mormora. Mi sciolgo nel
suo abbraccio. Mi mancato cos tanto. Lui
continua a stringermi quando un colpo di
tosse riecheggia nella stanza, facciamo finta

di niente, ma poi il tossire di mia madre mi


fa capitolare.
Ehm... Liam... mettimi
gi... per favore. Ci sono i miei sorrido
tra un bacio e l'altro, lui non riesce a
staccarsi da me, e nemmeno io Liam..?
sussurro, mia madre mi guarda, le braccia
conserte mentre un accenno di sorriso
compare sulle sue labbra.
Mmh... aspetta un
attimo ancora sospira tra i miei capelli
inspirando il mio odore, baciandomi il
collo amore mi sei mancata come l'aria,
lasciami assaporare questa sensazione
meravigliosa, voglio sentire il tuo profumo,
il tuo calore mormora al mio orecchio,
infossando il viso nell'incavo della mia
spalla, intensifica la stretta sul mio corpo.

Porto le
mani tra i suoi capelli
accarezzandoli,
lo
sento
sospirare
sciogliendo lentamente la morsa del suo
abbraccio.
Liam...? Vieni, ti presento
i miei...
Finalmente riesco a
staccarmelo di dosso con dolcezza mentre
mio padre e mia madre rimangono incantati
dalla sua prestanza fisica. Sono li, con la
bocca semi aperta e gli occhi spalancati,
senza riuscire a dire una parola fino a
quando non li riscuoto dal loro stato di
coma.
Liam loro sono Carla e Domenico.
Mamma, pap... lui Liam. Il mio ragazzo
dico con orgoglio il... pilota di cui vi
parlavo

Liam ha unaria
imbarazzata, arrossisce mentre si passa una
mano sulla nuca per poi farla sparire tra i
capelli. Oh, cos bello. Il suo sguardo
sempre su di me. Famelico ma pieno
damore e desiderio.
Ehm... salve risponde
timidamente,
allungando la mano per
stringerla ai miei.
Oh santo cielo ma ...
vero? Andrea dimmi che non pu esistere un
ragazzo cos, sembra un Vichingo vestito
da angelo. Santo cielo com bello. Adesso
capisco il tuo stato. Che pezzo di
Marcantonio, accidenti ma cosa vi danno da
mangiare a voi Americani! dice mia madre
guardando Liam da testa a piedi,
meravigliata.

Mamma, ma che dici!!


rispondo, guardandola con un sorriso
compiaciuto. Per fortuna ha parlato in
Italiano.
Beh? Che ho detto! Ma
l'hai visto? Porca miseria ma quanto e alto?
Mi mette paura, sicura di voler stare con lui?
Ma hai visto com grosso? Non ...
pericoloso? dice piano ma con tono
compiaciuto.
Mamma ti prego, non dire
sciocchezze. Cos', adesso devo farmi dei
problemi perch lui troppo alto? Dio,
l'adoro anche per quello rispondo
sorridendo mentre continuo a mangiarmi con
gli occhi Liam.
Dici che ha mai
pensato di fare il modello? Sarebbe perfetto

per rappresentare lintimo di Kav


Mamma!! Ma non se ne
parla proprio. Intimo? Vorresti che lui
posasse in mutande? Ma sei sono
scioccata, Liam sorride per la scena pur non
capendo di cosa parliamo.
Va bene, non ti
arrabbiare, dicevo cos per dire.
Ciao figliolo parla mio
padre, in Inglese dai vieni in cucina,
davanti a una tazza di caff ci racconti come
sei arrivato qui continua poi mio padre
facendogli cenno di seguirlo.
Ehm... okay.... farfuglia, prendendomi
per mano.
Mi dici come hai fatto?
sussurro curiosa.
A fare cosa? risponde

lui evasivo, pur sapendo a cosa mi riferisco.


Ad arrivare qui
nonostante lo sciopero.
Cos', hai la
bacchetta magica?
No per... aspetta che
siamo tutti insieme e ti racconto risponde
sornione.
Appena in cucina la madre
lo fa accomodare porgendogli una tazza di
caff, scorgo mio padre guardare prima me
e poi Liam prima di parlare.
Allora giovanotto,
raccontaci qualcosa di te visto che mia figlia
stata molto avara di particolari dice
bonariamente mio padre.
Beh, sono un pilota.
Faccio parte del corpo speciale dei Marine,
presso la base AirTek di Los Angeles. Sono

pilota di mezzi speciali. Ho 27 anni, laureato


in ingegneria. Sono nato a Londra ma vivo a
Los Angeles. Sono una persona seria e
matura e amo immensamente vostra figlia.
Ho tutte le intenzioni serie di questo mondo
con lei e... forse ve lo avr anche accennato,
vorrei che venisse a vivere con me. So che
ci conosciamo da poco, che non sappiamo
molto luno dellaltro ma ho intenzioni
serie con lei. Io sono in grado di provvedere
a tutto ci di cui ha bisogno
Mi ritrovo ad arrossire
quando i nostri sguardi si incrociano.
Lo sai che deve finire gli
studi vero? Comincia adesso l'universit, e
tu... sei in grado di provvedere alle sue
necessit?
Pap! Ma che dici io...

sono in imbarazzo.
Non preoccuparti amore,
si dice rivolto a mio padre lo so che deve
finire gli studi e a me sta bene e, come le ho
appena detto, sono perfettamente in grado di
provvedere a tutte le sue necessit e oltre,
non ho nessun problema, comunque lei
libera di regolarsi come vuole, a me
interessa che stia bene e stia con me mi
guarda con amore.
Capisco. Si, ci aveva gi
accennato a questo e... visto che

maggiorenne libera di fare le sue scelte,


l'importante prendere coscienza di ci a
cui si va incontro. La convivenza non un
gioco, l'anticamera del matrimonio, una
scelta molto importante e tutto deve essere
fatto nell'ordine del rispetto risponde serio

io amo mia figlia e voglio tutta la felicit


che si merita, non voglio vederla soffrire
come gi capitato, devi capire a cosa
rinuncia lei per seguire te.
Lo so, so che non una
decisione facile ma io l'amo e la voglio nella
mia vita, prometto che c la metter tutta
per non farle mancare niente e non farla
soffrire.
Dai pap, adesso basta,
non siamo in un tribunale accidenti, gli hai
fatto il terzo grado. dico sbuffando.
Va bene ragazzi, adesso
facciamo colazione e poi... comincia mia
madre.
Mamma? E poi un bel
niente, voglio fargli vedere la nostra
bellissima citt prima di ripartite, e la

colazione la facciamo fuori, ti va? dico


rivolta a Liam. Voglio stare da sola con lui.
Voglio toccarlo, perdermi baciandolo.
Certo, non vedo l'ora
sorride felice, specchio dei miei stessi
desideri.
Si ma, a cena state qui
vero? riprende mia madre.
Non lo so mamma, non ti
prometto niente.
Oh dai piccola, mangiamo
tutti insieme insiste.
Si va bene.
***
Dopo varie proteste da
parte di mia madre che non ne voleva sapere
di lasciarci andare, siamo riusciti ad
allontanarci prima che lo soffocasse di

domande.
Forte tua madre, si vede che ti adora, anche
tuo padre mi sta simpatico, credevo di
trovarmi puntato addosso un fucile scherza.
Si lo so, lui molto
protettivo nei miei confronti, anch'io ho
avuto questa paura, dai vieni, ti faccio fare il
turista, a proposito, non mi hai ancora detto
come hai fatto ad arrivare qui chiedo
curiosa.
Semplice. Ho chiesto al
mio comando se potevo usare uno dei caccia
per una faccenda delicata e molto personale.
Hanno tentato di estorcermi il motivo ma poi
alla fine hanno desistito e mi hanno dato
l'okay.
Ho
chiesto
l'autorizzazione
all'aeroporto Charles de Gaulle per
l'atterraggio e non me l'hanno negato.

Siamo in buoni rapporti


con la Francia, inoltre ho degli amici qui, in
torre di controllo, ed eccomi qui.
Sbarro gli occhi per la
sorpresa Oh. Mio. Dio. Vorresti dirmi
che... mi riporterai a casa con quel...
mostro? chiedo euforica.
Si, esattamente con quel
mostro dice sorridendo.
SIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!
Non ci credo ma. Non ci credo... favoloso.
Oh Liam, se sapessi come sono felice gli
salto addosso
riempiendolo di baci.
Incapace di reprimere la mia felicit.
Cavoli amore, se sapevo che reagivi cos
giuro, l'avrei fatto molto prima, comunque
puoi venire sul mio aereo tutte le volte che
vuoi risponde stringendomi forte e

baciandomi dolcemente.
Sono felice, felice come
non mai, non volevo confessarlo ma, non
vedevo l'ora di salire sopra a uno di quei
mostri volanti,
provare l'emozione di
guardare il mondo da lass, di dare uno
sguardo dal cielo. So che sar unesperienza
emozionante, indimenticabile.
Mi improvviso guida
turistica. Stiamo girando per le vie della
citt, mostrandogli una piccola parte di
Parigi, quella parte che mi ha sempre
emozionato. La Tour Eiffel, le Champes
Elyse,
gli Invalid, Notre Dame,
la
piramide di vetro, il quartiere degli artisti e
il mercatino delle pulci lungo la Senna. Nel
pomeriggio ci fermiamo in un pub. Il mio
pub, dove di solito andavo con le mie

amiche e anche con... il mio ex, Victor. Ed


proprio lui che lo intravedo mentre ci
avviciniamo al pub per bere qualcosa. Lo
vedo e lui vede me, resto per un attimo senza
parole mentre sento il cellulare di Liam che
squilla.
Scusami amore. E la
base, mi sposto un attimo perch qui c
tanto rumore.
Annuisco, mentre lui si
allontana per rispondere alla chiamata, mi
giro verso un angolo della strada e vedo
Victor che mi guarda incredulo, curioso,
meravigliato. Prego dio che non si avvicini
perch se lo fa andr incontro a non so quale
catastrofe con Liam cos vicino. Mi giro
verso Liam il quale mi guarda salutandomi
con un cenno della testa e sorridendomi, poi

si gira piegando la testa per sentire meglio


il suo interlocutore, disturbato dal rumore
assordante causato dal traffico cittadino.
Vedo Victor azzerare la
distanza che ci separa con passi veloci fino a
giungere dinanzi a me con un sorriso sporco,
mellifluo, lascivo, con lo sguardo percorre
lentamente il mio corpo, spogliandomi con
gli occhi. Un brivido freddo attraversa la
mia spina dorsale facendomi accapponare la
pelle, un brivido di disgusto, mentre
sorridendo mi dice.
Oh ma guarda chi
abbiamo qui mi dice in tono meravigliato
Andrea, accidenti, come stai?
Victor... bene grazie, ...
tu? chiedo per educazione, a essere sincera
di lui non mi importa niente.

Bene bene, accidenti non


sei cambiata per niente, sei sempre pi bella
a mio parere, come mai sei qui? Mi avevano
detto che eri partita per gli Stati Uniti.
Si infatti... sono venuta a
trovare i miei ma domani riparto.
A si? E come scusa, c
uno sciopero in corso, per... se vuoi posso
provvedere io, lo sai che mi piaci ancora
dice
malizioso
mentre
mi
guarda
divorandomi.
No, grazie ho gi chi
provveder a questo cavoli spero che vada
via alla svelta, se lo vede Liam sono guai,
anzi lo ha gi visto e lo vedo irrequieto
mentre ci viene incontro continuando a
parlare al cellulare.
Ma dai? E chi se posso

saperlo riprende malizioso.


Un amico, adesso scusami
ma devo andare mi asp... ma lui mi ferma
prendendomi per un polso.
No aspetta dai, ti offro da
bere, lo sai che non ti ho dimenticata? Sei
sempre nei miei pensieri, e cavoli devo
proprio dirtelo, sei ancora pi bella di come
ricordassi, sei... molto sensuale se posso
permettermi ... ti vedo con una luce diversa
negli occhi, sei splendente, che accidenti
hai fatto e?
Diciamo che adesso sto
bene rispondo divincolandomi con uno
strattone.
E come mai? Hai forse
deciso che lasciarsi andare non era cos
brutto come pensavi? Ah capisco, ci sei

andata a letto vero? mi dice stizzito.


Non sono fatti tuoi Victor,
lasciami andare. rispondo secca.
E gi, con me facevi
sempre la sostenuta e poi... dopo nemmeno
due mesi ecco che apri le gambe al primo
venuto. Cos'? Ti sei svegliata tutto dun
tratto? E perch non l'hai fatto con me? A
gi... io non ero serio invece tu... dopo due
mesi si... complimenti risponde con tono
maligno.
Forse sar perch lui mi
ama? E non solo, probabilmente sar che lui
non va con cinquantamila ragazze ne si sbatte
una delle mie amiche, o probabilmente non
provavo per te quello che provo per lui, tu
sei... non riesco a definirlo e comunque non
mi interessa, tu non fai pi parte della mia

vita lo guardo seria.


Sempre con la stessa storia, sempre con la
voglia di metterci il cappio al collo cazzo, lo
volete capire che non siamo di vostra
propriet? Credi che lui sia diverso da me?
Lui vuole esattamente la stessa cosa.
Scoparti. Comunque un vero peccato lo
sai? Magari saremmo stati bene insieme mi
dice con cupidigia sei splendida lo sai?,
Non ti ho mai visto cos.
La stessa cosa vale per
voi, sempre e solo sesso vero? Senti adesso
devo proprio and... ma non mi lascia finire,
mi prende ancora per un polso e mi attira a
se.
Dai Andrea, possiamo
sempre riprovarci, mi piaci un casino,
adesso non sto con nessuna e ti prometto che

far il serio stavolta, dai dammi una


possibilit mormora, divorandomi con gli
occhi.
Oh ma davvero? Non stai
con nessuno? Ma guarda e fino a quando?
Tra un ora magari non pi, non mi interessi
Victor, non sono la tua ruota di scorta. Non
mi frega niente di te, sono felicemente
fidanzata, ora lasciami dico seria.
Ma non mi dire! Credevo
avessi chiuso con gli uomini mi stringe
ancora pi stretta facendomi percepire il suo
alito caldo sul viso, rabbrividisco
disgustata.
Come ho fatto a stare con un uomo simile per
sei mesi, ancora me lo chiedo.
Dai Victor lasciami, si
ho un ragazzo che se non smetti di toccarmi

come minimo ti scaraventa nella senna lo


ammonisco.
Non farmi ridere, dov'
questo fantomatico ragazzo, dai sono curioso
di conoscerlo stuzzica.
Lasciami Victor, per
favore gli intimo.
Solo un bacio dai e
poi... non finisce la frase che vedo Liam
avvicinarsi sbuffando come un toro e
prendendolo per la collottola della camicia
lo solleva di peso senza sforzo
Ehi testa di cazzo, se hai
finito di toccare la mia ragazza ti conviene
andartene chiaro?, Tu stai bene? chiede
rivolta a me.
Si ma... lascialo dai.
Ehi stronzo lasciami

andare, chi ti credi di essere? Credi di farmi


paura? urla impaurito Victor notando a
occhi spalancati lenorme stazza di Liam.
Se c uno stronzo qui
quello sei tu, chi cazzo sei che ti permetti di
mettere le tue mani addosso alla mia
ragazza!
Ehi, ehi amico vacci
piano e mettimi gi strabuzza gli occhi,
spaventato.
Amico un cazzo, non sono
tuo amico ringhia Liam rabbioso.
Liam per favore lascialo
per un attimo resta fermo l, furioso, indeciso
su cosa fare. Poi sbuffando lo mette gi.
D'accordo ma... chi sto
coglione.
Il mio ex.

Ah... quello stronzo che ti


ha tradita con una tua amica?
Gi, stava per andarsene
vero?
Chi ti credi di essere tu
Yankee. Vieni qui nella mia citt a dirmi
cosa fare, e lei se permetti ancora la mia
ragazza lasciami azzarda Victor rosso di
rabbia e paura.
Liam non gli risponde
neanche, lo prende ancora per il collo della
camicia e gli molla un pugno con tanta forza
che sento il rumore delle ossa della mascella
incrinarsi, scaraventandolo direttamente
nella senna.
E ringrazia il tuo dio e lei
che ho deciso di farti fare solo un bagno, la
prossima volta che ti azzarderai a toccarla ti

ammazzo come un cane, stronzo urla


incazzato.
Bastardo io ti denuncio, ti
mando in galera urla di rimando Victor
massaggiandosi la mascella.
Si dai, non vedo l'ora,
esci da li e affrontami da uomo coglione,
vediamo se hai le palle oppure sei una
femminuccia capace solo di aggredire le
ragazze ringhia furioso.
Dai Liam, accidenti a te,
andiamo a casa lo trascino via mentre
Victor urla tutti gli improperi possibili e
immaginabili verso di lui, mi scappa da
ridere mentre vedo la gente avvicinarsi a
Victor nel tentativo di aiutarlo.
Brutto coglione
deficiente mormora furente.

Sei pazzo lo sai? Non


devi reagire cos dico quasi compiaciuta
anche se mi dispiace per Victor ma... se l'
cercata.
Se si azzarda ancora ad
avvicinarsi a te giuro che io.... sibila
stringendo i pugni e la mascella.
Non succeder, lui vive
qui e noi stiamo per partire per l'America,
ricordi? dico scherzando.
Lo vedo
distendersi e sorridere mentre mi passa un
braccio sulla spalla e mi attira a se
stringendomi e posando un lieve bacio sulla
testa.
Dio, quando ho visto le
sue mani addosso a te... ho perso la testa,
nessuno ti deve toccare, io... non ragiono,
non ti ha fatto del male vero?

Oh Liam. Perch sei cos


dolce!
No, dai tranquillizzati,
non successo niente, non devi fare cos
Liam, mi spaventi.
Mi dispiace, non volevo
spaventarti ma... quando ti ha toccata io...
non ci ho visto pi ammette.
Lo so, non piace neanche
a me, grazie, dai andiamo a prendere un
aperitivo visto che sono le sei passate
annuisce e stringendomi per una spalla ci
avviamo verso il centro.
Con fatica sono riuscita a
calmare Liam, era intenzionato a tirare fuori
Victor dalla Senna per strapazzarlo per bene.
L'ho portato in un bistrot nel quartiere latino
S. Michelle a spizzicare qualcosa visto che

ormai era quasi sera, riuscendo finalmente a


tranquillizzarlo. Siamo seduti fuori mentre
discutiamo di quello che appena avvenuto.
Chi era al telefono?
Qualche problema? chiedo cauta.
No, era Dylan. Voleva
sapere se era andato tutto bene, gli ho
risposto di si sospira prima di affondare lo
sguardo nel mio e cos quello era Victor.
Si, non pensavo di
incontrarlo, scusa per quello che successo
dico dispiaciuta ma tu esageri sempre, devi
stare calmo, non puoi picchiare tutte le
persone con cui ho avuto a che fare dico
seria ma non troppo perch inutile
nasconderlo, quel suo modo di essere geloso
e protettivo mi fa letteralmente impazzire.
Non sei tu a doverti

scusare e poi come credi che avrei dovuto


reagire, ti ha messo le mani addosso e stava
per baciarti con la forza, cazzo nessuno ti
deve toccare, nemmeno sfiorare, brutto figlio
di... e quanto tempo ci sei stata con quel
campione di gentilezza? chiede stizzito.
Sei mesi, l'unica storia
lunga che abbia avuto con un ragazzo.
rispondo abbassando gli occhi.
Bella roba fa una
smorfia, seccato.
Ehi, non sei tu quello che
ha avuto centinaia di avventure? E poi tutte
di solo una notte? Non ci credo, non puoi
avere avuto solo quel tipo di esperienza, non
un ragazzo come te. Mi sembra strano che tu
non abbia avuto una storia seria, chiss
quante ti hanno incontrato e rivisto vero?

Magari con il pensiero di rimettersi con te


Mi mordo il labbro, nervosa..
E vero, non sono state
tutte cos, c... stata una storia importante.
Almeno per me lo era lo sento sospirare.
E... posso sapere chi era?
Se... ti va... lo vedo soffrire all'idea e mi
dispiace. Segno che gli fa ancora male
pensarci. E fa male anche a me.
Intanto ci alziamo e ci dirigiamo verso un
piccolo parco dietro alla Tour Eiffel, ci
sdraiamo sull'erba sotto ad un albero, io
appoggiata con la schiena contro l'albero e
Liam sdraiato sull'erba, ginocchia piegate e
con la testa appoggiata sulle mie gambe.
Lentamente gli accarezzo i capelli mentre lui
chiude gli occhi prendendo un grosso
respiro.

Non sei obbligato a


dirmelo se non vuoi dico dolcemente
perch vedo che la cosa lo fa soffrire, e
questo mi fa star male, ma lui fa un cenno
d'assenso e comincia a parlare.
No, giusto che tu
sappia, non voglio che ci siano segreti tra
noi. Si chiamava Tamara, aveva due anni
pi di me ed era la pi bella ragazza che
avessi mai conosciuto, dopo di te ovvio e
sono sincero. E' durata un anno in cui mi
sembrava di essere in paradiso. Non mi
sono mai sentito cos felice come allora, ma
poi col passare del tempo mi accorsi che non
era solo amore quello che ci univa. Non era
me che lei voleva. Mio padre vedeva in lei
la possibilit che era mancata a lui. Quella
di poter far parte dell'alta societ. Un mondo

al di sopra di ogni regola e possibilit. Era


da un po che continuava a ripetermi che
quella era la persona giusta per me, che
dovevo prendere in esame un legame serio e
duraturo. Come il matrimonio. Ma io non ne
ero convinto, sentivo che c'era qualcosa che
mi sfuggiva e poi un giorno, al rientro da una
missione in Afghanistan, rientrai prima del
previsto e la sorpresi nel mio alloggio, in
salotto, sul divano, avvinghiata ad un
ufficiale, un mio amico tra l'altro, si stavano
baciando, erano mezzi nudi e... per me fu un
colpo tremendo. Io sono per l'amore per
sempre, non amo molto le avventure anche se
le donne che ho conosciuto fin ora non erano
dello stesso parere, a loro piaceva
divertirsi, gli piaceva come facevamo
l'amore ma... io volevo di pi, volevo una

donna che mi amasse e che un giorno avrei


sposato. In quel momento guardando Tamara
capii che mi stava usando.
Mi vennero in mente le
parole di mio padre quando diceva che era
la donna giusta per me. Ero prevenuto nei
suoi confronti, pensavo che come al solito
giudicava le persone secondo il suo metro
che, guarda caso, non combaciava con il
mio,
e avevo ragione.
Le chiesi
spiegazioni, e l'unica cosa che mi sentii dire
era che si era stancata di me, della mia
ritrosia al matrimonio, della mia gelosia, del
fatto che ero possessivo, gli toglievo l'aria.
Lei mirava in alto, io gli servivo per il suo
scopo, quello di entrare in un certo giro di
ufficiali. Per me fu una vera mazzata sentirmi
dire che mi aveva usato per arrivare oltre.

Aveva messo gli occhi addosso a un pezzo


grosso e non sapeva come avvicinarlo. Si
era servito di me per entrare in accademia.
Per me fu peggio di una doccia gelata.
Peggio di una coltellata nel cuore, stetti male
per parecchio tempo. Lei mi lasci da un
giorno all'altro, insultandomi, dandomi della
nullit, del fallito e del fatto che non ero in
grado di prendermi certe responsabilit
come il matrimonio. Mi ha ferito nel
profondo. Non puoi capire come mi sentivo.
Mi concentrai sul lavoro come un dannato,
accettando missioni pericolose pur di non
pensare al male che mi aveva fatto. Volevo
dimenticare.
Volevo cancellare tutto,
compreso lei. Ho impiegato quasi un anno
per riprendermi, un anno fatto di dolore,

amarezza, solitudine, ma ci sono riuscito, e


poi ho conosciuto te, e la mia vita
cambiata, in meglio, molto meglio, di lei non
ho saputo pi niente, posso dire di aver
ricominciato a vivere da quando sto con te,
perch quello che provo ora non ha niente a
che vedere con quello che provavo per
Tamara. Tu sei tutto, sei l'aria che respiro,
senza la quale morirei, tu sei radicata in me
in profondit nel mio animo e sradicarti mi
impossibile, ci che provo per te va aldil
del desiderio fisico ha gli occhi lucidi per
lemozione.
Mi dispiace, scusami io
non... sono cos addolorata per lui.
Non devi scusarti,
scherzi? Va tutto bene ora. Acqua passata, tu
sei tutto quello di cui ho bisogno, ti amo da

morire, non posso vivere senza di te, quello


che provavo per lei non nulla in confronto
a quello che provo per te. Neanche da
paragonare, te lho detto, tu sei l'aria che
respiro, sei lo scopo che mi tiene in vita, che
mi fa apprezzare ogni giorno che passa, ogni
cosa che faccio, anche la pi odiosa perch
penso che alla fine della giornata avr la mia
ricompensa. Te. Con te mi sento completo,
tra le tue braccia mi sento a casa. Andrea tu
non immagini cosa sei per me, se dovessi
lasciarmi credo proprio che non riuscirei a
vivere, non potrei farcela e parlo sul serio
mi dice guardandomi negli occhi.
Hai... davvero passato
tutto questo? so che una domanda stupida,
dato che se me l'ha appena raccontato,
evidentemente, perch l'ha passato, ma

l'unica cosa che riesca a dire in questo


momento.
Si sussurra lui,
contraendo le sopracciglia e affondando gli
occhi nei ricordi, in quell'espressione un po'
assorta e sofferente.
Mi... mi dispiace, io non
pensavo... improvvisamente vedo tutto sotto
un'ottica diversa: la prima volta che l'ho
conosciuto, tutte le cose che mi ha detto, la
sua dolcezza, i suoi riguardi, le sue
attenzioni, le sue premure...
Come dev'essere stato riprovarci, dopo un
anno cos? Come dev'essere stato cercare di
ricominciare da capo, con una persona
diversa, con nuove speranze? Come
dev'essere stato lasciarsi tutto alle spalle,
per cercare di ricostruire pezzetto dopo

pezzetto il proprio cuore.


Improvvisamente lo guardo e lo abbraccio
di slancio. Trattengo le lacrime, che mi
prudono il naso non appena l'immagine di un
Liam innamorato, rifiutato e disperato viene
a galla nella mia mente. Lo stringo forte,
quasi a mozzargli il respiro, e trattengo il
mio, per paura che sia superfluo, che sia
fuori luogo.
Qualsiasi cosa diventa cos
stupida difronte alla tristezza. E io ne so
qualcosa.
E quanto sono stata stupida
io: tutte le mie pare, le preoccupazioni, i
dubbi... quando davanti a me avevo solo una
persona sincera, con il cuore in frantumi, che
vedeva in me nient'altro che la cosa pi
bella che gli fosse capitata da un sacco di

tempo.
Liam mi stringe a sua
volta, ma la sua una stretta delicata, quasi
come se dovessi essere io quella da
consolare. Non ci posso pensare, non devo
essere debole. Liam stato forte, devo
esserlo anch'io. Per una volta, lascer che
sia lui ad appoggiarsi a me. Vorrei essere la
sua colonna.
Allungo una mano e gli accarezzo lentamente
una guancia, fino a giungere tra i suoi capelli
che sposto allindietro, facendo scorrere le
seriche ciocche tra le mie dita.
Non succeder mai, te lo
prometto. Non devi mai pensare di non
valere niente. Tu sei una persona speciale,
sei intelligente, coraggioso, gentile, maturo,
generoso, disponibile verso il prossimo,

istruito e soprattutto sei molto responsabile,


questo ci che io vedo. Un uomo. L'uomo
che ho sempre sperato di incontrare. Non hai
nulla da invidiare a nessuno, hai tutte le carte
in regola per diventare la persona pi
importante del globo, se tu lo volessi ovvio,
per me lo sei gi, hai tutto ci che cercavo in
un uomo mi allungo per poterlo baciare.
Davvero pensi questo di
me? chiede dolcemente.
Si, perch sei cos. Tu hai
tutte queste qualit, e anche di pi, non
dubitarne mai rispondo con sincerit.
Grazie amore, per me
molto importante sapere che per te sono...
speciale.
E' la verit. Eri cos
geloso anche allora? lui mi guarda con

occhi luminosi e pieni d'amore. Mi sorride


dolcemente. Ed qualcosa che ti ferma il
cuore.
Ah, Andrea, io sono, -
giusto che tu lo sappia-, tremendamente
geloso, possessivo, impulsivo, protettivo.
Con te mi sto trattenendo molto perch non
voglio perderti, solo il fatto che tu mi dica
che ti senti soffocare mi farebbe soffrire, non
voglio che succeda quello che successo
con...Tamara. Cerco di limitarmi anche se a
volte cos... difficile controllarsi dice
volgendo lo sguardo altrove.
Scherzi vero? Io adoro
quel tuo modo di fare, il tuo essere geloso e
possessivo, ma sei anche dolce e molto
protettivo nei miei confronti e non mi togli la
mia libert. Questo mi fa sentire bene,

voglio che tu sia quello che sei, non devi


cambiare il tuo modo di essere, certo,
neanche andare in giro a picchiare tutti quelli
che incontro, ecco quello mi fa paura. La
violenza. Il resto... ti voglio come sei
realmente anche perch io sono molto pi
gelosa di te, in un modo vergognoso dico
con un mezzo sorriso.
Davvero? ammicca
sai... sono contento che tu abbia accettato di
venire a vivere con me, non hai idea ti
quanto mi abbia reso felice.
Si, lo so, sono felice
anch'io ma... devo confessarti che ci sono
delle cose che vorrei cambiare.
Cio? Ho fatto qual....
c preoccupazione nel tono di voce.
No, no, tu non hai fatto

niente e che... ci sono delle condizioni.


Sarebbe? Spara. Far
tutto quello che vorrai pur di averti.
Beh... per cominciare si
cambia casa.
Ah! Credevo ti piacesse
l'attico mormora, corrugando la fronte.
Mi piace ma, sa troppo
di... Megan? Arredato da lei, gestito da lei...
ci dorme pure lei... non voglio niente di tutto
questo, mi piacerebbe qualcosa di solo
nostro senza lei tra i piedi, voglio che lo
arrediamo insieme, io e te e... soprattutto che
tua sorella non si fermi mai a dormire. Non
posso vietarti di invitarla o vederla ma...
niente soste notturne, voglio qualcosa che sa
solo di noi. Lo vedi? il mio lato geloso e
possessivo riemerge implacabile confesso

con una smorfia.


E' la cosa pi bella che tu
potessi dirmi. O scricciolo sei incredibile, e
io che pensavo chiss cosa, certo fattibile,
appena arriviamo puoi cominciare a
sistemarla come piace a te risponde con
tenerezza, accarezzandomi la guancia.
Che piace a noi.
Okay, passiamo alla
seconda.
Voglio contribuire come
posso a tutto ci che occorrer, lavorer e
studier, mi prender cura di te e delle tue
cose e...
Aspetta amore senti... va
bene studiare, va bene prendersi cura di me
ma... lavorare... vorrei che non lavorassi, hai
gli studi davanti non ricordi?

Lo so ma posso farc....
Andrea? No... niente
lavoro, ti prego. Solo il pensiero di saperti
al locale la sera, con tutti gli uomini che
sbavano mentre ti spogliano con gli occhi,
non lo sopporto, divento pazzo e poi visto
che di giorno sei a scuola e devi studiare al
pomeriggio, rimarrei solo alla sera e
sinceramente non mi va, voglio poterti
godere quando rientro dopo una giornata di
lavoro, voglio annegare tra le tue braccia,
perdermi dentro i tuoi occhi e morire sulle
tue labbra.
Oh, Liam... allaccio le
braccia al suo collo.
Ti amo Andrea. In un
modo talmente doloroso che mi toglie il
respiro, e farei qualunque cosa per te,

qualunque.
Lo so, farei anchio la
stessa cosa. Solo per te.
Io... ho sempre paura che
tu un giorno possa stancarti di me o... che
salti fuori qualcuno e ti porti via da me, ne
morirei mormora tra i miei capelli.
Non succeder, a parte
Victor non
ho avuto molte storie,
conoscenze occasionali le quali non hanno
portato nemmeno ad un bacio e poi, ti amo
troppo per lasciarmi incantare da qualcun
altro, non mi interessano gli altri, voglio
solo te.
Lui sorride teneramente, e
allungandosi con il collo si avvicina al mio
viso, lo bacio delicatamente a fior di labbra.
Andrea volevo

togliermi un dubbio.
Sarebbe?
Ecco io non ho
usato protezioni quando mi guarda
incerto, corrugando la fronte. Avvampo
capendo a cosa allude.
Non preoccuparti, prendo
la pillola.
Come mai? Non hai mai
avuto rapporti prima di me
Ho il ciclo ballerino e
doloroso confesso non senza imbarazzo.
Ah. Era solo per chiarire,
ti avrei sposata allistante, e lo far, quando
avrai finito gli studi o appena tu ti sentirai
pronta. Oppure ti costringer a farlo se
aspetti troppo.
Liam! Sei pazzo! lo

spingo via scoppiando a ridere.


No, semplicemente di
amo da impazzire, voglio prendermi cura di
te, ti voglio solo per me, tutta per me nel
modo giusto, per sempre.
Liam. mi sciolgo, a
mia volta commossa e felice, sulle sue
labbra.

Liam
Ti sembrerebbe troppo
infantile se ti chiedessi di rimanere a
dormire qua invece che in albergo? chiede
Andrea tutto d'un fiato.
Non capisco per quale
strana ragione pensi una cosa del genere.
Mai e poi mai mi allontanerei da lei.
E -scusa se te lo chiedoperch dovrebbe essere infantile? spero

che capisca la mia perplessit.


Oh. No, nulla. Allora, ti
va?
E me lo chiede pure. Alzo
gli occhi al cielo.
Nemmeno in un universo
alternativo potrei rifiutare annullo i venti
centimetri di distanza che separano le nostre
labbra, dando inizio a uno dei baci pi
intensi di tutta la mia vita. Gli altri risalgono
tutti agli ultimi giorni, in ogni caso. Mentre
entriamo in camera da letto mi rendo conto
di non avere nessun cambio per dormire.
Sono partito senza preoccuparmi di fare la
valigia.
Mmh...mi sa che questa
notte avrai un uomo in mutande nel letto
scherzo.

Finge di essere dispiaciuta,


ma non le riesce molto bene, perci faccio il
giro del letto e la circondo con le braccia,
facendo aderire la sua schiena al mio petto.
Spero che non si sentir
troppo a disagio signorina le soffio
nell'orecchio, poi le mordicchio il lobo.
Ah-ah. Non siamo soli,
Liam mi rimprovera, senza nascondere un
brivido.
In realt avevo preso in
considerazione questo fattore, non c'era
nessun secondo fine nel mio gesto. Anche se
la voglia di lei mi sta facendo impazzire. Mi
limito a sorridere e ad allontanarmi per
cominciare a spogliarmi. Andrea non si
volta, e con la schiena ancora rivolta verso
di me si sfila la maglietta. Deglutisco, con

gli occhi sgranati. Non penso che smetter


mai di farmi questo effetto. Poi fa lo stesso
con i pantaloni. Deglutisco di nuovo
rumorosamente. Questa volta anche quello
che ho tra le gambe decide di partecipare,
ma lo ignoro, perch tanto questa sera la sua
presenza inutile. Come se niente fosse,
Andrea esce dalla camera, per andare in
bagno presumo. Non so nemmeno cosa tenga
in mano. Probabilmente il cambio. Quando
torna, addosso ha una maglietta di cotone
rosa e un paio di pantaloni a quadretti rosa e
bianchi. Anche cos sembra appena uscita da
un sogno.
Wow riesco a dire.
Dopo giorni di agonia sono
qui, con lei. E ancora non mi capacito. Con
il cuore sul punto di esplodere al pensiero

che finalmente saremo soli, io e lei. Io e


Andrea. Anche se solo apparentemente. La
sua figura appare davanti ai miei occhi in
tutto quel sensuale splendore che mi ha
sempre ossessionato. Ripenso a quanto lho
desiderata dalla prima volta che lho vista,
desiderata ed odiata allo stesso tempo. Un
desiderio atroce, furioso, devastante,
ossessivo, possessivo, quasi insopportabile.
Un desiderio che mi avrebbe prosciugato,
forse ucciso, se non lavessi avuta, almeno
una volta. E quellodio diventato un amore
altrettanto atroce, altrettanto furioso,
altrettanto devastante, altrettanto ossessivo,
e ancora pi possessivo, quellamore che
non si sarebbe mai potuto accontentare di
averla soltanto una volta. Quellamore che
sfocia in bisogno, in necessit di

appartenersi in ogni modo possibile. Ed


improvvisamente tutto il resto non conta pi
un cazzo.
Finalmente sono qui, con
lei. Finalmente insieme. E' bellissima. La
sua sola vista, la vista del suo corpo, del suo
sorriso, della sua espressione quasi insicura,
tutto questo pi eccitante di qualunque altra
cosa al mondo.
Scusami Liam ma...Non
stasera, quando saremo a casa. Capisci
vero?
Certo che capisco, siamo
in casa dei suoi e potrebbero sentirci
mentre... Annuisco e le sorrido sinceramente.
Mi regala un altro sorriso e un altro bacio.
La stringo a me. Vorrei tenerla sempre tra le
mie braccia, vorrei fare ancora lamore, ma

non posso. E poi non devo essere


impaziente, c tutta la vita davanti. Giusto?
Perci mi rassegno e mi accontento di
tenerla stretta a me. Incapace di starle
lontano le trattengo il viso. Non voglio
lasciarla andare, e so che nemmeno lei lo
vuole. Mugugno in modo lamentoso ogni
volta che prova a separarsi da me. Sembro
un bambino viziato, lo so... ma pi forte di
me.
Amore... fai il bravo.
Uhm uhm.
Ok, la capisco, siamo in
casa dei suoi e non vuole farci sorprendere a
fare lamore, mi secca ma lo capisco, dopo
giorni di astinenza sto malissimo, averla qui,
tra le mie braccia e non Ci mettiamo sotto
le coperte, i suoi piedi cercano subito il

calore dei miei. Sono gelati e un brivido mi


attraversa tutto il corpo.
Scusa dice
ridacchiando.
Spero di funzionare
meglio di quelle stupide coperte elettriche
che danno in dotazione negli hotel.
Questa volta Andrea
scoppia a ridere di gusto.
Buonanotte, Scaldino
mormora.
'Notte rispondo
stringendola ancora di pi.
***
Apro gli occhi,
disorientato. Poi mi ritorna in mente tutto:
sono a Parigi, nella casa dei genitori di
Andrea. Mi concedo un lungo sbadiglio, poi

mi isso su un gomito per contemplarla.


Dorme ancora, la bocca
dischiusa, gli occhi serrati, probabilmente
per riflesso alla luce che filtra attraverso la
tenda della finestra. veramente l'immagine
della perfezione. All'improvviso guardo
l'orologio. Sono le otto e mezza,
decisamente ora di alzarsi, ma non la sveglio
ancora.
Mi alzo per andare verso il
bagno, la mia tappa successiva sar la
cucina, per preparare il caff da portarle a
letto. Sperando di non incontrare nessuno.
Nel corridoio regna un
silenzio beato, segno che i genitori di
Andrea non sono ancora svegli, cos vado in
bagno e chiudo la porta a chiave (nel caso
che qualcuno si svegliasse e decidesse di

fare direttamente tappa in bagno proprio in


questo momento). Esco e ancora con gli
occhi appannati dal sonno ripercorro il
corridoio in senso contrario rispetto a prima.
Andrea buongior...
cinquetta la donna mentre esce dalla cucina
con una tazza in mano.
Sono cos stordito da non
aver nemmeno percepito il forte odore di
caff che si sente per tutta la casa? La
signora Marchesi paralizzata, mi fissa con
gli occhi sgranati, ancora pi scioccata di
quando sono arrivato. buffa e mi viene da
sorridere, ma non ci riesco perch infondo
anche io sono abbastanza sorpreso. E anche
imbarazzato, ma non capisco perch. Oh.
Sono in boxer davanti a una donna che per di
pi la madre di Andrea. Cazzo! Okay,

forse il caso che dica qualcosa.


Ehm...mi scusi, pensavo
che eravate ancora a letto dico in tono
dispiaciuto. La mia voce ancora roca per il
sonno dal momento che sono le prime parole
che dico.
Andrea sveglia? mi
chiede ancora in preda allo shock.
Andrea... dorme... credo
biascico imbarazzato.
Ah riesce soltanto a
rispondere.
La vedo squadrarmi dalla
testa ai piedi ed arrossire. Si appena
accorta che sono mezzo nudo a quanto pare.
Scusa, ti lascio andare a
vestirti! dice voltandosi per ritornare in
cucina.

Rimango ancora l
impalato per qualche secondo, poi entro in
camera di Andrea, richiudendomi la porta
alle spalle.
Ciao mi saluta lei.
Mi butto sul letto e le do un
bacio a fior di labbra.
Ho appena incontrato tua
madre nel corridoio. E... siccome dalla sua
espressione traspariva che non fosse molto
contenta... be', suppongo che ti toccher
rispondere a qualche domanda appena
usciremo di qui lavverto.
Liam, sei uscito cos? mi
guarda scandalizzata.
Scusa, credevo
dormissero mi giustifico.
Mi infilo sotto le coperte

attirandola a me. Ma non dovrebbe essere


abituata a vedere uomini nudi? In fondo
gestisce una casa di moda no?
Si, certo, ma non
abituata a vedere te nudo, Liam tu hai troppa
roba addosso, e non mi riferisco ai vestiti
ride di gusto, una risata che smorzo con un
bacio, trascinandola sotto di me.

Andrea
Liam Dobbiamo alzarci
se vogliamo arrivare a Los Angeles ad un
orario decente lo scuoto, baciandogli la
punta del naso.
Mmh... si... solo un
attimo, dai tienimi stretto, voglio sentire il
calore del tuo corpo, mi sei mancata cos
tanto si lamenta. Dio quanto sei morbida
amore sospira, con zero voglia di alzarsi.

Sei proprio un
bambinone, ma ti adoro anche per questo tuo
lato infantile gli mordicchio il labbro
inferiore.
Si... il tuo bambinone che
se non la smetti di provocare ti salta addosso
e buona notte, adesso stringimi e non
allontanarti da me
per almeno cinque
minuti mi bacia ancora, un bacio dolce
cercando la mia lingua che cattura e succhia
mentre il bacio si fa pi profondo, le mie
mani accarezzano il suo bellissimo corpo
facendo guizzare i suoi possenti muscoli e
qualcosaltro.
Liam... ma... sei
incredibile, non sei stanco? Non risenti del
fuso?
Scherzi? Con la fame che

ho di te? Mai cos dicendo si avventa su di


me e comincia a mordermi ovunque, cerco
di divincolarmi ridendo quando prende a
farmi il solletico.
Ah Liam ti prego... basta,
sei... ahhhh noooo ti prego Dio... non
valido, giochi sporco lo sai... strillo
cercando di salvarmi dal solletico.
A si? Mmh... mi guarda
con fare malizioso, cerco di spingerlo via
per sottrarmi alla sua tortura ma lui mi
afferra e prende a baciarmi con amore. Mette
fine ai giochi accarezzami, baciandomi e
mordendomi le labbra, quando sentiamo
bussare alla porta.
Accidenti. Mia madre che
probabilmente ci ha sentiti urlare.
Ehm... ragazzi tutto bene?

Ho sentito urlare... farfuglia, probabilmente


imbarazzata.
Si mamma, non
preoccuparti
va tutto bene intanto
sghignazzo mordendo il collo di Liam che
sussulta.
La colazione pronta se
volete alzarvi cosi la facciamo insieme.
Va bene, adesso
arriviamo, il tempo di vestirci sbuffo
perch non ho voglia di uscire da quel letto e
Liam dello stesso parere.
Dobbiamo proprio? Non
ho voglia di uscire da questo letto, ehi vieni
qui tu... dove credi di andare mi acchiappa
per un polso quando cerco di uscire dal
letto.
Ah, dai Liam... se non

usciamo mia madre capace di entrare e


tirarci fuori di peso dico ridendo mentre mi
stringo a lui baciandolo lentamente.
Amore se continui cos
non rispondo pi di me, ti farei di tutto e
anche di pi risponde provocatorio, quando
gli succhio il labbro inferiore.
Non tentarmi, avremo
tempo per noi appena arriviamo a casa dico
in un sussurro, "ci puoi giurare" e la sua
risposta sussurrata nel mio orecchio e con
malavoglia ci alziamo, ci vestiamo e ci
ritroviamo tutti in cucina per la colazione.
Allora... a che ora
pensate di partire? chiede mio padre.
Appena finito la
colazione ci prepariamo e... via rispondo
decisa.

Sicura di non voler


restare ancora qualche giorno?
No pap, Liam deve
rientrare alla base, e da stamattina che gli
suona il cellulare anche se lui fa finta di
niente vero?
gli
rivolgo un
occhiataccia, il quale fa spallucce.
Ah lo sai... Dylan non
Dylan se non rompe almeno un po
risponde sorridendo mentre mi guarda.
Liam posso parlarti un
attimo? dice mio padre. E io lo guardo
male, sicuramente vorr fargli la ramanzina.
Certo.
Senti, vedo che con mia
figlia fai sul serio, ma voglio solo dirti una
cosa. Non farla soffrire, lei ti ama troppo da
quello che ho visto, e non voglio vederla

ferita unaltra volta, rispettala e proteggila,


sembra forte e per certi versi lo ma
anche fragile, ed molto giovane. Se vengo
a sapere che la trascuri o la tratti male io
Non lo dica neanche per
scherzo, amo profondamente sua figlia,
ladoro, e farei qualunque cosa per farla
felice, qualunque, non potrei mai farle del
male, preferirei morire piuttosto che metterle
una mano addosso se non per una carezza, e
non si preoccupi, la protegger a costo della
mia vita, non le far mancare niente, le dar
tutto ci che le occorre e anche di pi.
dico guardandolo negli occhi.
Okay, scusami ma dovevo
dirtelo, voglio solo che sia felice con un
uomo che la rispetti, fin ora ha sempre
trovato dei bastardi che lhanno trattata

molto male ferendola, anche nel fisico.


Si me lha detto Andrea,
se solo lavessi tra le mani quel bastardo...
odio chi fa del male alle donne, ma ucciderei
chiunque facesse del male ad Andrea lo
vedo annuire mentre un sorriso appare sulle
sue labbra.
Comunque se vengo a
sapere che Andrea sta male vengo a
prenderla e la riporto di volata a casa
sbattendomene le palle se sei un militare e
un Capitano dei marine, ci siamo capiti?
dice serio, annuisco senza riuscire a
nascondere la simpatia che provo per
Domenico con un sorriso. Cavoli, pensavo
di essere il peggio e invece Domenico mi
batte in fatto di possessivit.
Certo signore, ma con

rispetto parlando, dovr passare sul mio


cadavere per riuscire a portarmela via,
signore rispondo a mia volta.
Sei forte Liam, mi piaci,
daccordo, portala via prima che cambi idea
e rendila felice ride dandomi una pacca
sulla spalla.
Avete finito vuoi due? E
tu pap, non gli avrai fatto delle minacce
vero? Non provarci.
E tutto a posto amore,
tranquilla mi tranquillizza Liam, come solo
lui sa fare.
Dopo svariate
raccomandazioni da parte di mia madre,
oltre alle lacrime che non riesce a contenere,
e i saluti da portare a Sara riusciamo
finalmente a chiamare un taxi e arrivare in

aeroporto dove, dopo aver espletato le


pratiche burocratiche per la partenza, ci
avviamo verso la pista di decollo dove si
trova il caccia di Liam. Non ho parole, sono
li, imbambolata mentre lo fisso trattenendo il
respiro, il cuore in gola ha smesso di battere
dall'emozione, la sua silouette mi colpisce in
modo incredibile, bello, nero, lucido,
affusolato con le sue ali spiegate pronto per
solcare l'azzurro mare del cielo, deglutisco
al pensiero di salire su un simile gioiello.
Guardo Liam che mi sorride felice mentre
per mano mi accompagna e sollevandomi di
peso mi deposita automaticamente dentro
l'abitacolo, mi metto il casco e la maschera
per l'ossigeno ma prima lo bacio mentre lo
vedo sistemarsi al posto di guida, accende la
radio e chiede conferma per il decollo.

Qui Condor a torre di


controllo, chiedo l'autorizzazione per il
decollo, passo.
Qui torre di controllo a
Condor, autorizzazione per il decollo
concessa, fai buon viaggio Liam e... non
aspettare una vita prima di venirci a trovare,
passo dice l'addetto alla torre di controllo
ridendo, sono amici da tempo da quello che
mi ha detto Liam. Sorrido al pensiero, ha
amici ovunque vada, e non potrebbe essere
diversamente, una persona meravigliosa.
Okay grazie Alfred e...
alla prossima passo avvia i motori, dopo
essersi infilato il casco, baciato me che
sprizzo gioia e felicit da tutti i pori e di
conseguenza pure lui. Poi si accinge a far
volare il mostro alato sotto di noi dopo

essersi messo la maschera per l'ossigeno.


La sensazione che si prova
non pu essere descritta in due parole,
sarebbe molto riduttivo, la libert, gli spazi
infiniti e la sensazione di galleggiare sopra
un letto di nuvole, leggere, tanto da inebriarti
la mente, il mondo visto da lass una cosa
infinitesimale. Sto letteralmente scoppiando
dalla felicit, non potete capire se prima non
avete provato, c anche un pizzico di paura
ma quello che ti colpisce in assoluto e il
totale senso di libert. La senti espandersi
dentro di te e ti senti piena, completa,
nonostante la differenza di pressione ti fa
tremare lo stomaco comprimendolo, ed
euforia allo stato puro. Vorrei tanto poter
sporgere la testa fuori dal finestrino per
poter assaporare in pieno questo senso di

appagamento ma non possibile. Liam mi


ha guardata con una smorfia quando ho
accennato alla cosa, "mai, vuoi forse
morire? e io con te?" stata la sua risposta
canzonatoria prima di accarezzarmi un
ginocchio e farmi l'occhiolino, sono
scoppiata a ridere e in un attimo siamo
arrivati alla base.
Siamo gi arrivati? Ma
quanto tempo ci hai messo scusa? Cos'! Pi
veloce della luce come Superman?
Quasi dice soddisfatto.
Attraversiamo il cortile
per raggiungere il suo alloggio e depositare
le sue cose quando ci viene incontro Dylan.
Ma porca miseria, era ora
che tornassi all'ovile e? E tu ragazzuola me
lo stai traviando alla grande.

Non vero, lui gi cos


di suo. Ciao Dylan, tu? Tutto okay? stringo
Dylan in un abbraccio.
Si... abbastanza, e...
E basta... adesso
dobbiamo andare Dylan, mi dirai tutto
domani okay? risponde serio, strappandomi
dallabbraccio di Dylan.
Che brutto carattere,
come fai a starci insieme mi dice Dylan
sorridendo, sorrido a mia volta con aria
sorniona, facendo spallucce.
A volte me lo chiedo
anch'io rispondo di rimando.
Ehi, questa era cattiva
apostrofa Liam, mettendo un adorabile
broncio.
Dai non te la prendere, lo

sai che scherziamo, adesso devo andare, c


una certa donzelletta che mi sta aspettando
trepidante. riprende Dylan
Se, come no lo sfotte.
A proposito Liam... gli
hai detto della festa di sabato?
No, lo stavo giusto
pensando, adesso gliene parlo, ciao a dopo
e lo liquida con un gesto della mano, Dylan
sorride mentre si dirige verso la sua
macchina.
Festa? Che festa?
Quella dellaviazione,
ogni anno festeggiamo
con una festa
commemorativa gli aviatori caduti durante
le missioni in guerra. Una specie di
celebrazione tipo quattro Luglio. Noi piloti
ci esibiamo in acrobazie con i nostri aerei, e

dopo ci sar una festa dove si mangia, si


beve, si balla, ci si diverte.
Wow fantastico, ti
vedr volteggiare lass?
Gi, e voglio approfittare
della festa per presentarti i miei genitori.
Capisco lo fisso negli
occhi.
Che c amore, se non
vuoi non sei...
No, no, non quello, e
che... se non dovessi piacergli? vengo colta
dal panico.
Scherzi? Ti adoreranno,
sei una splendida persona oltre ad essere una
splendida ragazza, la mia ragazza.
Lo sguardo che mi regala
mi fa accartocciare lo stomaco. Facendomi

sentire le famose farfalle.


O h, Liam. Sorrido alle sue parole ma non
riesco a scacciare la sgradevole sensazione
che si impadronita di me. Mentre siamo in
strada
mi suona il cellulare. E mio
fratello.
Ehi, ma che fine hai
fatto?
Ciao anche a te fratellone,
tutto bene? rido mentre lui mi sorride
guardandomi, io gli giro la testa verso la
strada, prima di fare un incidente.
Dove sei?
In macchina con Liam,
siamo appena atterrati e...
Davvero? Oh santo cielo
e... com'? Dimmelo chiede euforico.
E tu come lo sai? chiedo

meravigliata.
Me l'ha detto Liam prima
di partire, sapessi come ti ho invidiata,
allora com' essere su quel mostro volante?
Uomini. Sono come
bambini davanti ai loro giocattoli.
Non si pu descrivere,
dire favoloso, meraviglioso molto riduttivo
credimi,
bisogna
provare
gongolo
sfottendolo alzando gli occhi.
Ah grazie e? Spiritosa,
tornando a noi, la mamma? Sta bene? E
pap?
Si stanno tutti bene e ti
salutano, tu piuttosto... dove sei.
In albergo, sto per partire,
vado a casa per preparare il tutto ma fra
pochi giorni ritorno e mi sistemo alla base.

Oh che peccato, non


possiamo vederci, volevo passare una sera
insieme, magari a cena e raccontarti tante
cose.
Lo so, lo faremo al mio
ritorno va bene? Adesso ti saluto, e arrivato
il taxi che mi porter in aeroporto, salutami
Liam.
Si okay e... Luca?
Si?
Chiamami quando arrivi va bene? Non
preoccuparti del fuso orario.
Si va bene, a presto.
Sono cos felice per lui.
Finalmente un riconoscimento ai suoi sforzi,
se lo merita.
Ora non mi resta che chiamare Sara ma...
visto l'ora sar sicuramente in giro a fare

shopping. Al terzo squillo risponde. Ehi


sciroccata dove accidenti sei!
Oddio Andrea ma... da
dove chiami? Sei gi a casa?
Si e no, siamo appena
arrivati e Liam mi sta portando a casa sua,
tu invece dove sei!
In centro a fare follie la
sento ridere.
E ti pareva, sola?
No, con Dylan, appena
arrivato precisa.
Davvero? Pi veloce
della luce quel ragazzo, ci sei riuscita a
traviarlo vero? Ricordati che un bravo
ragazzo, non rovinarlo lammonisco
ridendo, mentre Liam mi guarda curioso
sorridendo.

Ehi... senti perch non mi


raggiungi? Facciamo follie in quattro.
No grazie, siamo un po
stanchi per via del viaggio, magari stasera...
andiamo da qualche parte a divertirci,
sempre se non crolliamo prima, ti va?
Okay andata, adesso ti
devo salutare, ci vediamo stasera,
mangiamo insieme, baci baci e divertiti con
il tuo arm...
Sara!!!!!
...adio... Liam, ciao la
sento sghignazzare.
Ah, Sara sempre la
solita, non cambia mai. Nel frattempo siamo
arrivati a casa di Liam, cavoli ha infranto
ogni tipo di codice della strada pur di
arrivare presto. Ho una precisa idea di cosa

voglia fare, lo capisco da come mi guarda, e


io... lo lascer fare molto ma molto
volentieri. Sorrido sotto i baffi pensando a
quello che mi aspetta.
Perch ridi? mi guarda
confuso e curioso.
Scuoto la testa lasciandomi travolgere
dal suo sorriso.
Siamo appena arrivati a
casa quando mi suona il cellulare, Liam mi
fa segno che va a farsi la doccia, annuisco
mentre prendo la chiamata. Mia madre.
Piccola, tesoro perch
non mi hai chiamato appena arrivata, lo sai
che poi sono in pensiero, tutto bene? Il
volo?
Mamma, sono appena
entrata in casa e ho ancora le valigie in

mano, si, tutto bene, il volo andato bene


con un pilota come Liam non potevo
dubitare. Voi? Tutto bene?
Si tesoro, tutto bene.
Caspita, siete gi arrivati? Ma che ha fatto?
Ha inserito il turbo? chiede divertita mia
madre
Quasi, scommetto che sei
gi in traffico con le valigie.
Mi conosci bene vedo,
certo, tu non immagini la quantit di roba che
dobbiamo portarci dietro, sai in Nepal fa un
freddo micidiale, laria pi rarefatta che
qui da noi, l siamo ad alta quota.
Lo so, mamma, state
attenti tu e pap, e prima di partire vi
chiamo, adesso devo lasciarti, saluta il pap
e ci sentiamo in settimana, devo fare la

doccia e riposare... sai il fuso.


Ah... si okay va bene,
chiamami appena ti riprendi. Perch poi non
avremo molto tempo prima di partire per il
Nepal e vorrei risentirti, salutami tanto
Liam.
Va bene mamma, ci
sentiamo chiudo la comunicazione con un
sospiro, mi giro e vedo Liam uscire dal
bagno con un asciugamano intorno alla vita e
un altro con cui si sta strofinando i capelli.
Resto li come un ebete, senza fiato sbavando
alla vista di tutti quei muscoli luccicanti,
delle braccia forti e muscolose, il petto largo
e forte. Porca di quella miseria... ti toglie il
fiato da tanto bello. Il petto ancora umido,
molto muscoloso, le gambe lunghe e
possenti, alto, un vero gigante. resto

incantata a guardarlo, non ci posso fare


niente, non ho ancora fatto l'abitudine a
quella massa ambulante di muscoli e carne.
Ehi che c? dice lui,
vedendomi incantata a guardarlo. Mi mordo
il labbro inferiore per non urlare e saltargli
addosso.
La sua bellezza qualcosa
di illegale. Ti uccide.
Niente rispondo incerta
arrossendo, lo vedo avvicinarsi, il suo
profumo mi avvolge, e mi ritrovo ad
ansimare senza che abbia fatto niente, mi
alza il mento con un dito per guardarmi negli
occhi.
Dio, quanto sei
adorabile sussurra, e mi bacia, un bacio
lieve a fior di labbra mentre le mie mani

corrono dietro al suo collo dove mi attacco


per non cadere, approfondisco il bacio
mordendogli le labbra, leccandole e
succhiandole e... senza nemmeno accorgermi
mi ritrovo stesa sul letto con lui sopra di me
che mi bacia, mi accarezza sussurrando
all'orecchio Andrea... mi stai facendo
impazzire, sei cos... bella da togliermi il
fiato, tu non hai idea di cosa ti farei adesso.
Liam.... pigolo
spogliami... non riconosco la mia voce,
cos roca e bassa. Lui mi guarda e i suoi
occhi si illuminano, con delicatezza mi
toglie la maglietta, poi le sue mani scivolano
verso il basso sbottonandomi i jeans,
abbassano la cerniera, e un brivido mi
attraversa il corpo, inarco la schiena per
agevolare lo sfilamento dei pantaloni mentre

sospiro guardandolo sempre negli occhi.


Non stacco mai il contatto con i suoi occhi
mentre sento le sue mani accarezzarmi la
pelle, le mie scorrono sulla sua schiena
facendolo rabbrividire, flette i muscoli delle
braccia facendomi impazzire, porto le mani
dietro alla sua nuca e l'attiro a me
baciandolo con foga, cercando la sua lingua
che, trovandola la mordo, la succhio
facendolo gemere nella mia bocca, gli tolgo
l'asciugamano che aveva intorno alla vita
lasciandolo nudo ed eccitato davanti ai miei
occhi. Dio quant' bello. Mi mordo le
labbra per non cedere alla tentazione di
saltargli addosso, ma ci pensa lui a farlo a
me, comincia a baciarmi la pelle,
sfilandomi
lentamente le mutandine,
accarezzandomi le cosce fino a risalire

all'inguine Li... am.... mugolo inarcando la


schiena.
Voglio di pi, voglio lui.
Come se mi avesse letto
nel pensiero mi bacia, stringendomi forte al
suo petto, sento il battito del suo cuore sotto
le mie dita. Sono al settimo cielo.
I miei seni diventano
turgidi a contatto con la sua pelle accaldata.
Affonda la testa tra i miei capelli, annusando
il mio odore, mi sfiora la spalla con le
labbra, e io penso che se non mette fine al
mio tormento credo che impazzir. Le sue
mani prendono ad esplorare la mia pelle e io
inizio a muovermi sotto le sue carezze, lui mi
sovrasta mettendo le mani ai lati della mia
testa, il corpo su di me, vibra di passione,
con un ginocchio preme tra le mie gambe,

obbligandomi ad allargarle. Lo sento entrare.


Mi sfugge un gemito, ondate intense che
salgono sempre pi su. Sa come muoversi,
adesso pi veloce, poi pi lentamente,
incapace di connettere assecondo i suoi
movimenti, il cuore impazzito. Mi aggrappo
alle sue spalle mentre il mio piacere
esplode, facendomi tremare. Lui mi
raggiunge, affondando ancora una volta,
gemendo nella mia bocca. Le sue braccia mi
avvolgono e il suo respiro si infrange sul
mio collo, caldo e ansante. Un ultimo
brivido ci scuote. Il respiro ancora
affannato e il cuore che sembra voler
esplodere.
Ti amo mormoro
sommessamente.
Mi sento appagata e sazia.

Lui mi guarda, la testa


inclinata, gli occhi felici, e tutto il respo
scompare. C solo lui, immensamente lui.
Sono distesa sul letto persa nell'abbraccio di
Liam, le sue mani si muovono pigramente
sulla mia spina dorsale, con laltra mi tiene
stretta a se, non ricordo dove sono, quanto
tempo passato, non mi importa poi molto.
Sbadiglio, sono cos indolenzita, felicemente
appagata, e con le ossa doloranti. Faccio
per girarmi quando sento la sua voce.
Ciao, ben svegliata mi
dice posandomi un bacio sulla spalla.
Mi sono addormentata?
Come un sasso risponde
sorridendo.
Oddio scusami ma... che
ore sono? Io... cavoli Sara!!!!! Abb...

Ehi, ehi tranquilla, non


siamo in ritardo, hai solo dormito un'oretta,
sono le sei.
Oh, che spavento,
scusami ma ero stanca e dopo il tuo assalto
io...
Ah... sarei il maniaco di
turno vero? sorride si sbieco, stringendomi
ancora pi forte.
Mmh, si... proprio un
maniaco, mi faccio una doccia cos mi tolgo
un po di stanchezza e poi usciamo, ho una
fame che non ci vedo.
E ci credo, da ieri che
non mangi niente, non va bene amore, devi
mangiare, per questa volta ti lascio uscire
indenne da questo letto ma la pros... non fa
in tempo a finire che gli suona ancora il

cellulare.
Stavolta lui a mimare
mia madre.

Liam
mi chiami
qualcosa?

Ciao mamma, come mai


quest'ora? E successo

Liam! Tesoro, come stai?


Mi spieghi perch non mi chiami mai?
Resto un attimo in silenzio.
Indeciso su cosa dire.
Ehm...Sai, mamma, sono
stato molto impegnato...Tra le esercitazioni,
i trasferimenti di lavoro, i voli... Non...
Smettila di raccontarmi
bugie, su. Chi ? Come si chiama? Perch
non ci hai detto niente? Oh. Adesso capisco
questa telefonata.

Se c' una cosa che mia


madre non sopporta che le venga nascosto
qualcosa di importante. E lei sa che quando
io scompaio per un po' perch c' in ballo
qualcosa di importante, per di pi ho la netta
sensazione che abbia visto qualche foto di
me e Andrea che qualche stronzo di
giornalista ci ha fatto a nostra insaputa.
Mmh...certe volte ho la
sensazione che tu sia pi pericolosa dei
ribelli e dei fanatici dico abbracciando
stretta Andrea.
Tesoro, lo so che ormai
sei grande e indipendente, per sono pur
sempre una madre e venire a sapere certe
cose dai giornali non carino. Non pretendo
che tu mi dica tutto, ma almeno che mi
accenni qualcosa spiega, con un tono di

voce addolcito.
Okay, che ne dici di
parlarne alla festa? Ci sar anche lei mi
rassegno.
Ah, va bene. Raccontami
un po' tu...Almeno sei felice?
Si vede cos tanto nelle
foto?
Si vede benissimo anche
che lei una bellissima ragazza, molto
giovane devo dire, comunque che ne dici
invece di parlarne a cena magari questa
sera? risponde e so che sta sorridendo.
Alzo gli occhi per l'esasperazione mentre
vedo Andrea
sorridere mamma non
esagerare ti prego, maggiorenne, e questo
mi basta, per quanto riguarda la cena no... mi
dispiace ma non posso disdirla, sar per la

prossima volta e poi... sabato c la


manifestazione e il party, ci vedremo
sicuramente.
E per lei vero? E con lei
che esci stasera?
Mamma! Ti prego
rispondo esasperato.
Che ho detto di male
scusa? Vorrei solo essere messa al corrente
di un piccolo pezzetto della tua vita, non
voglio che mi escluda.
Non ti escludo infatti, e
comunque si... esco con la mia ragazza,
Andrea e... un urlo quasi mi assorda.
Oddio!!!!!!!! Ma allora
vero, e chi ? simpatica? Altrimenti non
staresti ancora con lei, conoscendoti ride.
Senti mamma la

conoscerai sabato adesso scusami ma mi


devo preparare, ciao e prima che possa
dire qualcosa metto gi. Mia madre quando
comincia a parlare non la smette pi, meglio
tagliare prima di essere travolto dal suo
entusiasmo.
Problemi a... casa?
chiede cauta mentre con un dito traccia il
contorno del mio viso.
No, mia madre la solita
apprensiva, lei deve sempre tenere tutto
sotto controllo, se qualcosa le sfugge apriti
cielo, a quanto pare qualche fotografo ci ha
scattato delle foto la guardo di sottecchi.
Ah, sono fotogenica
almeno? scherza lei.
Mmh, si... amore vieni
qui... tu sei molto fotogenica, non hai idea di

che effetto la guardo perdendomi nei suoi


occhi e trascinandola sul mio petto.
Oh Liam sei tutto matto,
facciamo tardi lo sai? sussurra ridendo
sulle mie labbra, guardandomi con dolcezza,
accarezzandomi i capelli. Adoro quel gesto,
fatto solo da lei.
Mi crogiolo per quel
contatto,
tanto
dolce
e
delicato,
stiracchiandomi come un gatto.
Si... ma voglio solo stare
ancora cinque minuti a contatto del tuo
corpo, sei cos... morbida, l'odore della tua
pelle mi ha marchiato a fuoco. Stringimi
scricciolo, stringimi forte, ne ho un bisogno
fisico mi lamento.
Liam? ... facciamo
davvero tardi sorride sulla mia pelle, poi

lascia piccoli baci sul mio petto. Come


possono dei piccoli gesti come quelli che mi
sta facendo farmi perdere completamente la
testa? Un brivido attraversa il mio corpo, ho
voglia di mangiarla tutta.
No dai... ancora un
attimo, stringimi amore, voglio sentire la tua
pelle contro la mia, dio santo quanto sei
calda e morbida dico mentre accarezzo
lentamente la sua schiena , fino alle sue
natiche che prendo nelle mie mani. Adoro
accarezzargli le natiche, cosi piccole, tonde
e perfette.
Dai amore, dobbiamo
andare altrimenti poi chi li sente quei due?
Mmh... e chi se ne frega,
dai vieni qui, coccolami, baciami, stringimi,
fammi tutto ma non uscire da questo letto il

mio un lamento.
O signore Liam sei
proprio un bambinone mormora ridendo
mentre la bacio dolcemente, la stringo in un
caldo abbraccio accarezzandogli la pelle,
chiude gli occhi e sospira mentre le sue mani
continuano ad accarezzarmi la schiena e le
natiche.
Amore io...
Liam!!! Ma... non
possibile, tu non sei normale, abbiamo
appena finito non puoi avere ancora voglia.
Beh a quanto pare non
cos, vieni qui dove credi di andare
l'acchiappo per un polso mentre cerca di
scappare dal letto ridendo voglio fare
l'amore con te.
Non possiamo, gi tardi

e devo fare ancora la doccia e.... sussurra


poco convinta.
No, non mi frega niente,
aspetteranno, ora ho voglia di te la blocco
sotto di me e comincio ad accarezzarla tutta,
molto lentamente.
Liam fai il bravo,
dobbiamo andare altrimenti facciamo tardi
lo blandisco.
Mmh Ok, solo per
stavolta.

Andrea
Dopo aver lottato
duramente per lasciare il letto con Liam che
metteva il broncio, sono riuscita a farmi la
benedetta doccia, vestirmi in fretta, se no
subivo un altro attacco, ed uscire
trascinandolo fuori a forza. Lo fa apposta ad

esasperarmi cos.
Dai, solo uno, un bacio
solo dice con un lamento mentre siamo
sulla porta pronti per uscire.
No! Neanche per idea,
finiremmo per passare la serata a letto, oh
insomma Liam... se fosse per te passeresti
tutto il tempo a letto vero? rispondo
esasperata ma felice.
O anche sul divano, sul
tavolo, per terra, ovunque si possa fare
l'amore il suo sguardo pura malizia.
Mi strappa un sorriso. Sei
incredibile, dai andiamo... spiacente ma
tardi, dobbiamo andare detto questo
trascino Liam con il broncio a forza fuori
casa.
Finalmente siamo in centro

e passeggiando passiamo davanti ad un


negozio di Dolce & Gabbana. In vetrina c
esposto un bellissimo abito verde cupo. E
veramente splendido ma so di non potermelo
permettere, peccato perch addosso mi
starebbe davvero bene.
Allora? Vogliamo
entrare? mi sprona.
A fare? rispondo
perplessa.
Per prendere un vestito,
scusa non mi hai appena detto di voler
venire al party?
Perch, occorre un abito?
I jeans non vanno bene?
Certo, ma essendo una
festa tutte saranno in abito da sera e non
voglio che tu ti senta a disagio, a meno che

non possiedi gi un abito adatto inclina il


viso sorridendomi di sbieco.
Abbasso la testa frustrata,
sistemandomi una ciocca di capelli dietro
lorecchio.
No... non possiedo niente
del genere rispondo abbassando gli occhi.
Bene allora and...
No! Senti non voglio che
spendi dei soldi per me, ovvio che non
posso permettermi di compr...
Ma la smetti di
preoccuparti sempre per niente? Mi dici a
che servono i soldi se non li posso
spendere? Dai amore, non farti problemi,
voglio farti un regalo, accettalo per favore
mi supplica.
Ci penso su un attimo

prima di accettare. D'accordo ma solo per


stavolta, che ore sono?
Le 20,00 intanto che tu ti
guardi in giro chiamo Dylan e l'avviso che
siamo in zona cos ci raggiungono.
Annuisco sapendo che non
lavrei vinta con lui. In fondo solo un
vestito.

Liam
Vedo Andrea interessata
alla vetrina che sta guardando cos decido di
invogliarla ad entrare altrimenti capace di
cambiare idea e allora addio vestito.
Amore, che ne dici se
entriamo? le dico dolcemente.
La vedo arricciare il naso
e stringere le labbra pensierosa, non ne
sembra particolarmente contenta. E dura

convincerla e?
Liam ionon so se il
caso dice in imbarazzo, forse per via del
prezzo..
S che il caso. Amore.
Accidenti, va bene ma
voglio che compri anche tu un vestito per la
festa, qui hanno anche degli smoking
risponde decisa
Io indosser la divisa,
non sei contenta? la interrompo.
Davvero? Indosserai la
divisa? i suoi occhi si illuminano, so che
adora vedermi in divisa, mi trova cos
sexy.
Ah-ah, esatto cosa
vorrei farle quando mi guarda in quel modo,
sembra una bambina che ha appena ricevuto

un bel regalo. Cristo se ladoro.


Finalmente si decide,
entriamo in quello che a lei le piaciuto per
primo, il negozio di Dolce & Gabbana.
I vestiti esposti sono tutti
bellissimi, in seta, in pizzo, in raso, davvero
splendidi. Vedo Andrea sgranare gli occhi
nellammirare tutto quello splendore, ma lei
non sa che lei stessa uno splendore, se solo
me lo chiedesse gli comprerei il mondo
intero. Sospiro mentre muoio damore
guardandola.
Posso esservi d'aiuto?
chiede
cordialmente
una
commessa
avvicinandosi.
Si io cercavo un abito
da cocktail dice lei arrossendo.
Bene, mi segua, le

mostro quello che abbiamo risponde la


commessa gentilmente.
Ci porta nel reparto donna
dove ci sono tantissimi abiti per tutte le
occasione, uno pi bello dellaltro, non sa
davvero cosa scegliere, scommetto che
pensa al costo.
Do unocchiata in giro e
poi la chiamo le dice imbarazzata.
Allora vi lascio
guardare, per qualunque cosa potete
rivolgervi a me e alle mie colleghe ci
lascia soli, prima di andarsene mi squadra
da testa a piedi con un sorrisino
compiaciuto.
Spiacente ragazza, il mio
cuore gi impegnato.
Andrea si aggira per il

locale in cerca di qualcosa, io non me ne


intendo cos mi limito a guardarla, la vedo
osservare i cartellini e sorrido. Che tenera,
non si rende conto che per me quelle cifre
sono niente, potrei comprarle tutto il
negozio, se solo lo volesse. La sento
sbuffare fino a quando attira lattenzione
della commessa, la quale arriva solerte
spogliandomi con lo sguardo.
Mh
sospiro, mi spiace bellezza ma io sono solo
suo, del mio scricciolo.
Ecco, questi potrebbero
andarle
bene
dice
la
commessa
mostrandogli alcuni abiti, uno nero in pizzo,
stretto in vita e con la gonna a campana.
Molto bello. Un secondo abito, blu, lungo
con spacco sul fianco destro, spalline larghe
e con il collo a scialle. Ma quello che mi

colpisce in particolar modo quello rosso,


molto sexy, un tubino senza spalline, corto e
aderente con il bustino semirigido e scollato.
Vedo la faccia di Andrea
fare Wow! Prima di prendere la merce e
entrare nel camerino.

Andrea
Sono nel camerino e
comincio a provare i primi due, quello nero
e poi quello blu. Non mi convincono, sono
troppo seriosi per la mia et. Decido di
provare quello rosso, se mi sta bene lo
prendo altrimenti cercher qualcosaltro.
Ed quando lo metto che mi rendo conto di
non conoscere la donna riflessa nello
specchio, sono davvero io quella? Wow
stupenda, un abito davvero deffetto,
aderente, senza spalline, corto al ginocchio,

mette in evidenzia ogni curva del mio corpo,


lo completano delle scarpe rosse con tacco a
spillo. Wow se questo leffetto che fa a
me, chiss a Liam. Faccio per chiudere la
cerniera ma si inceppa, forse perch il
vestito leggermente stretto oppure
difettoso, sta di fatto che non riesco a
chiuderlo. Decido di chiamare il mio
ragazzo per farmi aiutare. Lui fuori dal
camerino sprofondato in una poltroncina e
sta sfogliando distrattamente una rivista.
Liam?
Si amore? C qualche
problema?
Si, puoi venire un attimo?
Mi si bloccata la cerniera.

Liam
Quando la raggiungo

rimango ad osservarla ad occhi sgranati fino


a quando non cammina verso di me, in un
modo che dovrebbe essere dichiarato
illegale. Dalla sua voce capisco che ha
trovato il suo vestito. E so che dai miei
occhi ha capito che anche io ho trovato il suo
vestito. Labito che Andrea indossa
semplicemente stupendo. Lei stupenda.
Un tubino rosso acceso senza spalline, che le
fascia il corpo come una seconda pelle.
Aderente, sensuale. E talmente sexy che ho
paura di non riuscire a resistere dallo
strapparglielo di dosso. E talmente stretto
che mette in evidenzia ogni singola curva del
suo magnifico corpo. In un attimo tutto il mio
sangue si concentra in un unico punto.
Causandomi
una
dolorosa
erezione.
Deglutisco mentre con il respiro corto

sollevo lo sguardo dal suo corpo voluttuoso


e portarlo sul suo viso.
Liam? Puoi guardare
cosha la cerniera? Non riesco a chiuderla.
Si, ce certo balbetto,
incapace di pensare razionalmente. La seguo
nel camerino chiudendo la porta. Prendo la
cerniera
per
poterla
chiudere
e
inavvertitamente le sfioro la pelle, calda,
morbida. Vellutata. Basta quello per farmi
perdere il controllo. Non resisto. Infilo le
mani sotto al vestito dai fianchi catturando i
seni. Lei inarca la schiena fremendo e
mugolando il mio nome.
Liam sei pazzo, la
commessa dice con tono eccitato,
appoggiandosi al mio petto.
Non mi importa amore,

sei troppo bella per non toccarti rispondo


sussurrando al suo orecchio mentre le mie
mani vagano sui suoi seni pieni e sodi, li
soppeso tra le mani stuzzicando i capezzoli
con il pollice, sospira di piacere il mio
amore, prende a strusciarsi con le natiche sul
mio inguine. Reprimo a stento un gemito. Se
fosse per me la prenderei qui, adesso. In
questa posizione. Faccio scivolare la mani
sulladdome, sulla pancia, mentre con le
labbra le percorro il collo con piccoli baci e
colpi di lingua.
Ah, Liam non qui
riesce a dire tra un gemito e laltro mentre
continua a strusciarsi su di me, e io sto
seriamente pensando di prenderla adesso.
Sei cos bella amore...
mugolo al suo orecchio, le catturo il lobo

succhiandolo delicatamente. La mia mano


arriva ad accarezzarle le cosce e infilarsi tra
loro, voglio toccarla, accarezzarla, mi
intrufolo nelle sue mutandine riuscendo a
toccarla intimamente strappandole un gemito,
si struscia ancora di pi contro la mia
dolorosa erezione. Dio bagnata, eccitata
e vogliosa. Lerezione diventa ancora pi
dura. Sto impazzendo, la voglio io
Come va?
La voce della commessa
mi fa sussultare violentemente. Sono in un
camerino di prova e sto toccando
intimamente la mia ragazza. E sono
eccitato come un toro. Chiudo gli occhi,
cercando di riprendermi e allontanandomi da
lei.
Tutto bene l? chiede

ancora la commessa.
Nel sentire la sua voce
impreco a denti stretti, con il risultato di
spaccare la cerniera. Andrea sussulta
riprendendosi dal momento erotico Liam
sei cattivo, non puoi eccitarmi cos e poi
non finisce che la commessa ci esorta a darle
risposta.
Signorina, tutto bene?
Si, tutto bene risponde
lei con voce roca. Quanto mi piace vederla
cos eccitata sei pazzo lo sai? Ti sembra il
momento di continua.
Amore tu non hai idea di
come ti sta questo vestito, cazzo se non lo
togli te lo strappo di dosso, ho paura a
lasciarti sola alla festa, e credo che questo
vestito far una brutta fine.

Liam mi sorride,
arrossendo.
Mi dispiace amore, credo
di aver fatto un danno le dico, constatando
il danno della cerniera.
Oh, peccato, mi piaceva,
adesso ci tocca pagarlo, lo sai vero? si
morde le labbra.
Amore sussurro. Non
mi frega niente del vestito tanto te lavrei
strappato di dosso comunque, sei troppo
sexy, Cristo.
Ma io voglio questo.
Magari possono sistemarlo.
Annuisco continuando a
guardarla con sguardo ardente, infuocato,
famelico.
Liam? Smettila di

guardarmi come un allupato, abbiamo un


appuntamento con i nostri amici mi
ricorda.
Le sorrido malizioso.
Amore io sono allupato
ed eccitato come non mai. Possiamo andare
a cas
Neanche per idea
risponde prendendo fiato e sistemandosi alla
meglio. Usciamo dal camerino dove ci
attende la commessa. Okay, prendiamo
vestito e scarpe, c solo un problema dice
alla commessa mentre lei guarda maliziosa
prima me.
Cosa? risponde con il
fiato corto mangiandomi con lo sguardo.
Nel provarlo mi si rotta
la cerniera, dato che mi piace vorrei

chiederle se possibile sistemarlo. chiede


alla commessa che continua a guardarmi
senza dare retta ad Andrea.
La guardo truce
riportandola alla realt. E che cavolo.
Cer... certo si, per domani
pomeriggio pu ritirarlo, la riparazione non
le verr addebitata risponde con sguardo
sognante.

Andrea
Dopo aver camminato per
le vie del centro arriviamo al ristorante
dove abbiamo appuntamento con i nostri
amici. Stiamo parlando del party quando
una voce di donna attira l'attenzione di Liam.
Liam? Oh. Mio. Dio. Sei
proprio tu?
Cristo! No! dice Liam

con un fremito.
Cosa ce? chiedo
preoccupata.
Scusami non credevo di
rivederla, non dopo tutto quello che mi ha
fatto passare la sua voce un sussurro.
Un brivido percorre la mia
schiena quando afferro il significato delle
sue parole. Capisco immediatamente di chi
sta parlando. La sua ex, quella che l'ha fatto
soffrire come un cane qui, davanti a noi, e
la cosa mi mette angoscia e... altro che
adesso non riesco a definire. Lei lo chiama
ancora, catturando la sua attenzione. E io mi
sento ribollire dalla rabbia per come ha
trattato Liam in passato. Gli occhi di Liam
abbandonano i miei e si posano sui nuovi
arrivati, rivolgendo loro tutta l'attenzione.

Dal canto mio, non riesco a smettere di


guardarlo, cominciando a sentire un peso
sullo stomaco, estremamente fastidioso. Ma
questa volta, questo peso so cos'. E paura.
Vedo quella misteriosa coppia avvicinarsi a
noi. La ragazza sta ancora fissando il mio
ragazzo, al mio fianco; il modo con cui si
avvicina a noi la fa sembrare una vipera
stronza molto pericolosa, mi sento mancare
la terra sotto i piedi. Il ragazzo invece ha
laria curiosa, ma anche preoccupata e
parecchio infastidita. Penso di avere pi o
meno la sua stessa espressione.
Ho gi capito chi questa
ragazza che ora si fermata davanti al nostro
tavolo, ma che non parla, limitandosi a
fissare Liam con un grosso sorriso stampato
sul volto e gli occhi luccicanti. lunica

persona che avrebbe potuto ridurre Liam


nello stato di shock in cui caduto da
quando l'ha vista, a fatica, facendo leva con
le mani sul bordo del tavolo, Liam si alza in
piedi. Il mio sguardo si sposta dalluno
allaltro, dagli occhi spalancati e sconvolti
di Liam , al sorriso della ragazza. Non mi
piace il suo sorriso, ha un non so che di
viscido e mellifluo.
Chiss perch,
allimprovviso ho voglia di spaccargli la
faccia e togliergli quel sorriso da stronza
patentata. La vedo muovere le labbra e poi
lanciarsi su di lui, stringendolo in un
abbraccio. Non appena i loro corpi entrano
in contatto, vengo assalita da un attacco folle
di gelosia. Riesco solo a sentire la voce di
Liam.
Tamara.

Non una domanda, ma


una semplice constatazione. Tamara sorride,
se possibile, ancora di pi.
Gi, proprio io dice con
tono mellifluo, quasi quanto il suo sorriso.
I suoi occhi non
abbandonano nemmeno per un attimo Liam,
scendono fino al basso, sembra quasi gli stia
facendo una radiografia. Il che mi rende
furiosa, la gelosia mi sta divorando dentro.
Percorre con lo sguardo il profilo delle
braccia, scende gi fino al torace, e poi vaga
fino alle gambe. Anzi, tra le gambe, e questo
mi fa incazzare ancora di pi. Un sorriso gli
spunta sulle labbra. Un sorriso maligno,
viscido. Sento il cuore accelerare i battiti e
il respiro aumentare furioso. Cieca di
gelosia cerco di prendere aria deglutendo,

mi alzo in piedi, richiamando lattenzione su


di me, spostando la sedia facendola grattare
sul cemento. Non sono incazzata, di pi.
Sono rabbiosa.
Ho una voglia pazzesca di
mettere le mani addosso a questa stronza,
strappargli quegli occhi grigi che si ritrova,
e fargli seriamente del male. Non so davvero
cos che mi stia trattenendo dal farlo. Forse
quel poco senso civile che mi rimane.
Oppure per non deludere Liam e non dare
soddisfazione a questa immensa stronza.
Purtroppo non ottengo leffetto desiderato,
dal momento che i loro occhi restano
incollati. Sembra proprio che Liam non
abbia colto il segnale, chiaro come il sole,
che gli occhi di Tamara gli stanno lanciando;
urlano voglio strapparti i vestiti di dosso e

scoparti sulla prima superficie che riesco a


trovare. Te lo puoi scordare stronza, lui
mio.
E questo, ovviamente, non
posso tollerarlo. Ma non voglio fare scenate
in un luogo pubblico, ma lui dovr darmi
spiegazioni di questo suo comportamento.
Eccome se me le deve , a costo di
strappargliele con forza. Sto per mettermi a
tossicchiare quando un colpo di tosse mi
interrompe; volto la testa verso la fonte di
quel rumore: il ragazzo sconosciuto. Bene, a
quanto pare ho un alleato, anche se, da come
si comporta non e di conforto. Sfoggio il
migliore dei miei sorrisi e tendo la mano
verso di lui.
Piacere, Andrea.
Lui mi sorride,

abbagliandomi. Certo che proprio un bel


ragazzo, sono costretta ad essere oggettiva.
Ciao, io sono Sean.
Ci diamo la mano.
Le nostre presentazioni
sembrano aver riportato sulla terra Liam e
Tamara, che ci rivolgono ora tutta la loro
attenzione. Liam tende la mano a Sean,
lanciandogli uno sguardo un po strano. Lo
sguardo di Tamara invece ancorato al mio,
anche io la guardo fissa, sperando che riesca
a cogliere nei miei occhi tutto il mio odio nei
suoi confronti e il mio volutamente malcelato
avvertimento: Liam non si tocca. Lui mio.
Sembra quasi che stia avvenendo una
silenziosa battaglia tra noi due, battaglia che
sono intenzionata a vincere. Tamara sorride,
viscida, da: me la tiro perch c lho solo

io. E si rivolge a Liam, che a quanto pare


e rimasto scombussolato.
Allora Liam, non mi
presenti la tua giovane amica?
Mi sto incazzando ancora
di pi per il tono molto confidenziale con cui
si e rivolta a lui rimarcando sulla parola
giovane.
Tamara, Andrea.
lunica cosa che riesce a
dire ancora sconvolto.
Andrea? Curioso,
Italiana? dice quasi con malignit.
Non le rispondo perch sono sicura che
andrei oltre il consentito con gli insulti, e
forse anche altro. Forse potrei addirittura
sputargli in faccia. Oppure le mollo un pugno
sul naso, come ho fatto con Gwen.

Sfoggio nuovamente il mio migliore sorriso,


aggiungendoci questa volta per tutta la
falsit che riesco a mettere, e stringo la mano
che Tamara mi sta porgendo.
Piacere, io sono Andrea,
la fidanzata di Liam.
Vedo i suoi occhi
stringersi, la sua mano aumenta la stretta
attorno alle mie dita. Stringo ancora di pi
anche io, contraendo i muscoli, ringraziando
mentalmente tutte le lezioni di ginnastica
fatte in Italia. Tamara mi lancia uno sguardo
cattivo, ma un attimo, poi torna a sorridere.
Brutto segno, deve aver pensato a qualcosa
di veramente orrendo da dirmi.
Io invece sono Tamara, la
ragazza di Liam.
Ma che accidenti dice? E

scema? Lei la sua ragazza? Se, te lo puoi


sognare. Gli ha rovinato la vita, lo ha ferito
come nessun altro e ora si presenta qui,
tranquilla, dispensando sorrisi falsi in giro
col chiaro intento di riprenderselo e osa dire
che la sua ragazza? Questa pazza furiosa.
Aspetto. Conoscendo Liam fra poco sentir
le sue urla, sar costretta ad intervenire per
fermarlo , ma sar comunque una
soddisfazione assistere. Sorrido, aspettando
la sua reazione. Reazione che per non
arriva. Mi volto verso di lui, distogliendo a
fatica lo sguardo da Tamara. Mi sento
vulnerabile senza la possibilit di contro
ribattere. Non mi piace averlo cosi vicino a
lei e non avere la certezza di poter
controllare la situazione. So che detto cos
sembra strano; quasi che Tamara sia un

animale. Ma in effetti questa la sensazione


che mi da. Mi sembra un serpente,
estremamente viscida, e pericolosa.
Lascio anche la sua mano,
e mi concentro su Liam; sta fissando Tamara,
unespressione indecifrabile sul volto. Ora
come ora non penso che sarebbe in grado di
mettere una parola dietro laltra, figuriamoci
articolare una risposta pungente. Tamara
sorride nel constatare la mia reazione di
fronte a Liam, e soprattutto nel constatare la
reazione in cui ha ridotto il mio ragazzo.
Chiama un cameriere e,
senza attendere un invito che non sarebbe
mai arrivato, dice: Porti altre due sedie per
favore. Io e il mio amico ci uniamo ai
signori per la cena.
E qui non ho potuto

trattenermi con un livello di rabbia e


frustrazione talmente alti da poterli tagliare
con un coltello, ma quello che mi lascia
basita e il comportamento di Liam che, a
quanto pare rimasto lo stesso, in uno stato
catatonico totale, evidentemente l'arrivo di
questa vipera, -perch cosi che deve
essere chiamata- l'ha sconvolto a tal punto
da non riuscire a reagire, allora lo faccio io.
Mi dispiace ma stiamo
aspettando degli amici, non potete occupare
questi posti.
Davvero? Oh che peccato, ma
possiamo starci lo stesso, aggiungiamo
altre sedie e...
No! senza rendermene
conto ho alzato la voce facendo risvegliare
Liam dal suo stato di coma.

Tamara, che cosa ci fai


qui chiede lui sorpreso.
Guarda che non sei il
padrone della citt, posso venirci tutte le
volte che ne ho voglia risponde
provocatoria.
Certo, ma ti conosco, se
sei qui per un motivo risponde lui,
fissandola negli occhi.
Oh, Liam, non fare il
melodrammatico, guarda che non sei al
centro delluniverso, sono qui per motivi
personali, ti ho visto e cos risponde con
noncuranza.
Sempre pi stronza.
Capisco, hai saputo della
manifestazione e sei arrivata, cos non ti
bastato lultima volta che sei stata qui? Vuoi

ripassarti ancora tutta la base? gli dice lui


acido, dandomi finalmente un minimo di
soddisfazione. Lei incassa il colpo senza
battere ciglio.
Non essere assurdo Liam,
vedo che la cosa ti disturba ancora, sai
allora ero giovane e ingenua e
Tu ingenua? Ma per
favore, tutto puoi dire di te stessa tranne di
essere ingenua.
Daccordo, lasciamo
stare, che ne dici se ci sediamo e ne
parliamo? Magari da soli? mi guarda di
sbieco sfidandomi. Te lo sogni che lascio
Liam nelle tue spire di serpente.
Cosa? Tu sei fuori,
vattene Tamara, per favore, non oggi, stiamo
aspettando gente, non mi sembra il caso.

D'accordo, possiamo
vederci domani? Ho assolutamente bisogno
di parlarti... da solo ribadisce guardando
me con un sorriso maligno. Io mi limito a
guardarla con sguardo assassino senza
riuscire a nascondere il mio nervosismo.
Noi due non abbiamo
niente da dirci la sua risposta, secca.
Liam ti prego, ti chiedo
solo cinque minuti del tuo tempo e poi ti
lascer per sempre in pace. Come recita
male, brutta stronza, sta giocando con il suo
senso dellonore, perch sa che pu ottenere.
Vorrei sputargli in faccia per come si sta
comportando con Liam.
Va bene, adesso lasciaci
per favore acconsente lui, con voce calma.
Nel pomeriggio al solito

posto? annuisce mentre con un cenno della


testa
Tamara saluta me e Liam
mangiandoselo con gli occhi.
Chiaramente questa una
dichiarazione di guerra, un guerra all'ultimo
respiro e che ho intenzione di vincere.
Allora quella era
Tamara dico con tono seccato incrociando
le braccia sul petto.
Si. Mi dispiace amore,
scusami, non mi sono comportato bene nei
tuoi confronti e che... non mi aspettavo di
rivederla e il fatto di trovarmela davanti, ti
giuro mi ha fatto star male, sopra tutto
pensando a te, io... non ho saputo reagire nel
modo giusto, mi sono sentito male, come se
mi mancasse la terra sotto i piedi e i ricordi
mi sono affiorati nella mente rendendomi

inerme, non da me lo so ma... mi ha colto


alla sprovvista, non volevo mancarti di
rispetto o ignorarti credimi, e l'ultima cosa
che farei dispiaciuto.
Va bene, non
preoccuparti, mi gi passata, certo non
posso dire che mi sia simpatica, cazzo a
momenti ti spogliava da come ti guardava e
sinceramente l'idea che vi incontriate da soli
non mi va gi, scusami.
Lo so ma... devi avere
fiducia, lo sai che non ti tradirei mai e con
lei tutto finito, non c speranza e si deve
mettere l'animo in pace.
Di te mi fido, e di lei che
ho paura.
Non devi, non mi lascer
incantare una seconda volta, io voglio te, e

nessun'altra mi dice, rassicurandomi.


Vorrei sapere cosa deve dirti, che bisogno
ha di incontrarti da solo dopo tutto questo
tempo, vi siete lasciati e non vi vedete da
quanto?
Due anni, e sinceramente
non saprei risponderti, non ho idea di cosa
voglia parlarmi ma tu... non devi dubitare di
me, io ti amo e voglio vivere la mia vita con
te, non c niente di ci che mi dir che mi
far cambiare idea.
Allora non avrai niente in
contrario
se
vengo
anchio
allappuntamento! lo sfido guardandolo
dritto negli occhi.
Credimi amore, lo vorrei
anchio ma conoscendola non farebbe
altro che rendersi ancora pi odiosa e

insopportabile
e io non
riuscirei a
controllarmi, lascia che senta cosa vuole e
poi pu andare al diavolo, se non lo
faccio
mi renderebbe la vita difficile
coinvolgendo anche i miei genitori visto che
mio padre stravede per lei.
Gi un vera vipera con
le gambe. Okay, non parliamone pi anche
perch vedo arrivare i nostri in effetti vedo
Sara che si sbraccia per attirare la nostra
attenzione mentre incrocia Tamara, Sara la
squadra da testa a piedi e dalla smorfia che
fa capisco che l'ha gi inquadrata a dovere.
Passiamo una bella serata,
divertendoci, sono riuscita a dimenticare
per un attimo quella brutta stronza della sua
ex. Prendendo in disparte Sara mentre
torniamo a casa le racconto dell'incontro, si

incazzata pi di me rassicurandomi per di


stare tranquilla e di fidarmi di Liam il quale
non mi tradirebbe mai ma... sempre meglio
tenere un occhio aperto, per quanto riguarda
la sua ex ovvio. Abbiamo riso, scherzato e
quando arrivata l'ora ognuno si ritirato
nella propria casa, Sara nella sua con Dylan
e io da Liam. Questa cosa della ex non
riesce ad uscire dalla mia testa. Quella
brutta stronza, dopo due anni rispunta
allimprovviso e cosa vuole? Incontrarsi da
sola con Liam, ma ha sbagliato a capire se
spera di portarmelo via, se vuole la guerra
bene, guerra avr.
Sei tranquilla? chiede
lui premuroso, appena a casa.
Se devo essere sincera
no, ma lo sar appena l'incontro con... quella

sar passato, mi prometti che qualunque cosa


succeda me lo dirai?
Certo, non voglio
nasconderti niente, ma vedrai... sar una
delle sue solite paranoie che la distinguono.
Lo so che lo dice per
tranquillizzarmi ma mi da fastidio che si
vedano da soli.
Va bene, che ne dici di
andare a letto, sono parecchio stanca e non
riesco a tenere gli occhi aperti confesso,
sbadigliando.
Certo, dai vieni, una bella
dormita ci rimetter in sesto.
Mi prende in braccio
portandomi di sopra,
adagiandoci
dolcemente sul letto, dove scoprendo le
lenzuola ci accoccoliamo stretti tra le nostre

braccia dopo esserci spogliati.


***
Mi sveglio di soprassalto,
sudata come se avessi corso la maratona di
New York. Ho avuto un incubo tremendo.
Tamara che cercava di portarmi via Liam, e
litigavo con Megan, poi ero al party e Liam
mi presentava i suoi genitori, dalle loro
espressioni capivo che non apprezzavano la
sua scelta in fatto di donne. Avevo voglia di
scappare, di nascondermi. Solo il pensiero
mi fa passare la voglia di tornare a dormire.
Mi alzo lentamente,
cercando di districarmi dalle braccia di
Liam senza svegliarlo, e sembra che ci
riesca. Cerco le ciabatte con i piedi a tastoni
sul pavimento e quando le trovo le infilo, per
poi alzarmi traballante e ancora assonnata e

dirigermi in cucina, dove ho intenzione di


prepararmi una bella camomilla.
Devo soltanto andare a una
fottuta festa, Nulla di che. Respira, Andrea.
Dove vai? mi chiede la
voce impastata dal sonno di Liam quando
arrivo sulla porta.
A farmi una camomilla
bofonchio nella speranza che non domandi
altre spiegazioni.
Lo vedo voltarsi a stento
verso la sveglia sul suo comodino. Alle
quattro e trentasette minuti del mattino?
Ne ho voglia proprio
adesso, s cerco di liquidare cos la
faccenda e sfuggire al suo speciale radar che
coglie sempre ogni mia minima reazione.
Andrea... mi rimprovera,

con la voce di un genitore che ha appena


beccato il proprio figlio con le mani nella
credenza all'ora di andare a dormire.
Che c'? borbotto
nervosamente. Non riesco a nascondere
l'agitazione. Non riesco ad essere
impassibile.
Sei nervosa per la festa,
vero?
Ripenso allincontro con la
sua ex, al vestito che mi ha comprato, costato
un occhio della testa, all'appuntamento dalla
parrucchiera e con la truccatrice che ho
voluto prendere per cercare di essere
presentabile almeno una volta nella vita e
non far fare una magra figura a Liam. Ma
soprattutto penso alle scarpe dal tacco
impossibile che Sara mi ha comprato ieri

mattina a tradimento. Penso anche alla folla


che far a pugni per capire chi la brunetta
che sta abbracciata all'uomo tra i pi sexy e
desiderati del mondo.
Nervosa? No, solamente
terrorizzata.
No, ma che dici? tento
di ingannarlo.
Sento il fruscio delle
coperte e lo vedo alzarsi nella penombra,
avvicinandosi a me. Si ferma a due passi
dalla
sottoscritta,
provocando
un'accelerazione istantanea ai battiti del mio
cuore e al mio respiro.
Passa le braccia attorno ai miei fianchi e mi
attira contro il suo petto, tenendomi per alla
distanza minima che gli consenta di
guardarmi negli occhi, anche se la luce che

illumina l'ambiente quella delle diverse


spie rosse degli apparecchi elettronici in
giro per la stanza e della sveglia.
Se non vuoi venire, non
importa. Nessuno ti obbliga a fare qualcosa
che non ti senti di fare. Te l'ho chiesto
soltanto perch mi innervosiscono questi
eventi, e tu sei il calmante pi efficace che
conosca. Per di pi sarebbe un'ottima
occasione per rendere ufficiale il nostro
fidanzamento e farti conoscere i miei, e che
finalmente sono molto pi che felice. Ma,
ripeto, non sei obbligata.
La preoccupazione che
trapela dalla sua voce mi fa sentire un po' in
colpa, ma i tremiti non accennano a
diminuire, da quando mi sono svegliata ho
sempre quel brutto presentimento che non

vuole abbandonarmi.
Non lo so, Liam. Ho
tenuto un basso profilo per un sacco di
tempo e mi riesce difficile pensare di uscire
allo scoperto cos, direttamente davanti a
tutto il mondo. E poi la storia della tua ex
sinceramente mi innervosisce, che accidenti
vuole quella? Non si ancora rassegnata?
Andiamo amore, abbi
fiducia, non hai nulla da temere da lei, io
amo te, per il resto voglio semplicemente
farti conoscere la mia famiglia, e fin che sei
con me non devi temere niente mi rassicura
dolcemente.
Ti hanno mai detto che sei
un angelo? scherzo, grata per tutta la sua
comprensione.
Mmh... Forse per questo

che c' una lunga coda di donne fuori la


porta delle camere da letto di tutti gli hotel
in cui mi capita di soggiornare ridacchia
sadico.
Lo colpisco con uno
schiaffo leggero sul petto e metto il broncio.
Non affatto divertente, Liam McEvans.
Scordati di mettermi le mani addosso almeno
fino alla fine di questa settimana.
Cos cosa? Scherzi
vero? ribatte sconvolto dalla mia
punizione.
Sono seria. Senza contare
che non particolarmente bello avere una
fila di persone che non ti conoscono
nemmeno, che aspettano di fare sesso con te
l'ultima parte del discorso mi esce in un
sussurro, quasi la voce se ne fosse andata

Ehi, guarda che scherzo,


non farei mai una cosa del genere.
Lo so che non volevi dire
nulla di serio, ma non colpa tua, amore.
Sono io che riesco ad associare qualsiasi
cosa al mio passato gli spiego. Non voglio
che pensi in alcun modo che le sue parole mi
abbiano ferita pi di tanto, dal momento che
perfino il ricordo di Victor
riesce a
ricordarmi dei momenti della mia vita
passata.
Mi stringe forte, in un
abbraccio che soffoca tutte le parole che
vorrei dirgli per rendere meglio l'idea di
quanto lui sia la mia riserva di vita
personale.
Non devi mai dubitare di
me Andrea. Ti amo troppo per ferirti.

Non mi lascerai mai,


vero?
Non potrei, amore. Non
potrei...
Senza aggiungere nessuna
parola, mi riporta a letto, dove entrambi
ricadiamo nuovamente in un sonno profondo,
questa volta per nessun incubo riesce a
rovinare la stretta delle sue braccia.
La scodella gira su se
stessa come una trottola sul pavimento in
legno, ed io ringrazio il fatto che sia di
plastica e non di vetro. Unica nota positiva
in mezzo al disastro totale.
Merde!
Il mio un grido talmente
isterico e rimbombante che, nel caso in cui

questa casa sia stata costruita su un suolo un


tempo adibito a cimitero, fra poco la cucina
si riempir di cadaveri putrescenti e
oltremodo seccati perch una pazza
imbranata ha deciso di risvegliarli dal loro
sonno eterno.
Mentre minginocchio per
raccogliere quello che era nato per essere il
secondo polpettone pi importante della mia
vita il primo conserva il dolce sapore di
un ti amo sento il suono ovattato dei passi
ansiosi di Liam. China per terra, quando fa il
suo ingresso trionfale in cucina, vedo solo i
suoi piedi nudi che si avvicinano a me, e
conoscendolo mi stupisco che non sia
scivolato mentre scendeva le scale e correva
fin qui.
Non indossa mai le

scarpe quando in casa. Da quando era


rientrato dopo una giornata in qualche palude
maleodorante situata chiss dove, e i suoi
anfibi hanno tracciato un sentiero di fango
che dalla porta di casa ha attraversato il
soggiorno fino a riempire la cucina.
Evidentemente sono innamorata di un uomo a
cui piace rotolarsi nel fango pi che ai
bambini. Comunque, quella volta persi
definitivamente la pazienza e gli imposi di
non fare pi mezzo passo dentro casa, anche
se la casa sua, con indosso qualunque
delle decine di paia di scarpe che ha. La
maggior parte anfibi e scarponi militari.
Come se gli mancassero i soldi per
comprare scarpe normali... E poi si
sorprende degli sguardi perplessi e quasi
irritati con cui lo trafiggo ogni volta che mi

incoraggia a prendere la sua carta di credito


per fare un po di sano shopping per me. Un
giorno di questi la prender sul serio, la sua
carta, ma i vestiti che comprer non saranno
certo per me. E comunque, torniamo al
presente.
Amore, tutto a posto? mi
domanda, accucciandosi accanto a me e
carezzandomi una spalla.
Si, certo! esclamo,
mentre getto con rabbia limpasto perduto
nella scodella Non lo sai? Oggi va di moda
servire il polpettone sul pavimento
Sono certa che abbia afferrato lo sconforto e
la tensione che si celavano dietro la mia
ironia. Mi alzo in piedi e lui mi segue. Apro
il mobiletto che contiene la spazzatura e mi
trattengo a stento dal gettarvi dentro anche

me stessa oltre allimpasto ormai inutile.


Poso la scodella nel lavabo e inizio a farvi
scorrere
lacqua
per
ripulirla.
Fortunatamente, ho abbastanza ingredienti da
poterne preparare un altro, ma il problema
non questo...
Sono un disastro,
maledizione! sbuffo, appoggiandomi al
ripiano della cucina e fissando lacqua che
riempie il contenitore di plastica.
Sono cos nervosa e
infuriata che anche i miei occhi si riempiono
di lacrime pungenti che a mala pena riesco a
ricacciare nelle ghiandole da cui
provengono.
Amore, calmati. E solo
una festa...
La voce di Liam cos

placida e la sua mano che scorre sulla mia


schiena cos confortante, che io stessa mi
sorprendo del fatto che, in realt, non
sortiscano gli effetti desiderati.
Sono tesa come una corda
di violino. Lo sono da ieri mattina, quando
Liam mi ha informato della festa e che
conoscer i suoi genitori. Ho dormito
malissimo, anzi, a dire il vero non ho chiuso
occhio, nonostante il caldo abbraccio di un
uomo fantastico. E siccome sono in piena
fase di ciclo, non ho nemmeno potuto
sfruttare in altri modi la mia mancanza di
sonno... Dannazione! Se c una cosa che
proprio mi distrae da tutto il resto fare
lamore con lui... e se c una cosa che mi
rende nervosa il non poterlo fare... Se
teniamo conto del fatto che il mio

nervosismo era gi a livelli stratosferici a


causa di quella stronza di Tamara, il
risultato una crisi isterica che se la si
potesse imbottigliare e far esplodere
avrebbe lo stesso effetto di una bomba
atomica.
E solo una festa
ripete tra i miei capelli.
No Liam! Non solo una
festa! sbotto, voltandomi ad incontrare il
suo sguardo celeste.
Chiss se arriver mai il
giorno in cui riuscir ad abituarmi al suo
viso, a non sentirmi risucchiare dal senso di
inadeguatezza di fronte alla sua bellezza.
Perfino ora, che potrei rompere qualunque
oggetto avesse la malasorte di capitarmi tra
le mani, vengo sopraffatta dalla sua

perfezione. Lo guardo ed i miei occhi


bruciano come se stessi fissando il sole.
Forse Dio ha creato il Sole cos accecante
perch troppo bello da poterlo guardare con
i deboli occhi degli essere umani. E forse
Dio ha voluto che Liam nascesse per essere
una sorta di Sole tra le persone, ti puoi
scaldare con il suo sguardo, ti puoi accecare
con il suo sorriso, e rispetto allAstro, lo
puoi guardare, ma solo un po di pi. Poi ti
senti costretta a distogliere lo sguardo, come
se i tuoi occhi non meritassero di posarsi su
di una cosa tanto bella.
Una festa quando ci si
incontra con gli amici per una pizza, si fa
casino e si sparano cazzate. Quando c in
ballo la tua famiglia, non sar mai solo una
festa

Non ho pi fiato quando


finisco il mio monologo. Fisso lo zio Sam
che punta un dito a qualcuno di non visibile
che gli intima "arruolati nell'aviazione",
stampata sulla maglietta bianca di Liam,
come se in esse si nascondesse una soluzione
per poter annullare la serata che
probabilmente sar fondamentale per le mie
possibilit di prosecuzione nella relazione
con Liam. Le speranze che i suoi genitori mi
accettino e mi accolgano come la ragazza
perfetta sono del tutto infondate. Nessuno
vorrebbe vedere al fianco del proprio figlio
una ragazzina ribelle, strafottente e nulla
tenente. Probabilmente i signori McEvans
sono perfettamente a conoscenza di ci,
perch, come tante volte mi ha detto Liam, in
quella famiglia non ci sono segreti. Ed io

nemmeno voglio che ce ne siano, preferisco


che mi vedano per quella che sono, cos da
poter decidere in maniera limpida e senza
maschere se merito o no un posto negli
album di famiglia. Il fatto che abbiano
accettato di conoscermi prima di mandarmi
eventualmente e definitivamente al diavolo
gi un passo, ma questa magra consolazione
non sufficiente a farmi sentire pi
tranquilla. Tuttaltro.
Cos che ti preoccupa, si
pu sapere? mi domanda con un sorriso.
Non lo so, sono nervosa,
lo so, stupido ma non posso fare a meno di
esserlo, se non dovessi piacergli? In fondo
non sono nessuno mentre tu... sei famoso in
tutti gli stati.
Ti accetteranno

tranquilla, sei una ragazza meravigliosa,


loro
vogliono
conoscerti.
Non
giudicherebbero mai una persona a cui tengo,
non prima di averla conosciuta almeno. E
quando ti conosceranno, non potranno che
essere felici per me e capiranno che una
ragazza splendida e bellissima come te non
la incontrer mai nella mia vita.
Liam, andiamo, chi mai
vorrebbe una ragazzina come fidanzata per il
proprio figlio? E poi...
Mi posa un dito sulle labbra, per impedirmi
di terminare la frase. Poi le sue mani
scorrono tra i miei capelli, fino a chiudermi
il viso tra i suoi palmi caldi.
Andrea... te lho ripetuto
mille volte e continuer a ripetertelo fino
alla morte. Io ti amo, e non rinuncer a te,

nemmeno per i miei genitori. Quello che


importa ci che vedranno stasera, ci che
sei. Lamore che proviamo reciprocamente.
Nonostante la tua giovane et sei una donna
forte, una donna che non ha paura di
affrontare le difficolt, una donna sveglia e
tosta fino allirritazione ma bellissima, la
compagna migliore che potessi avere... una
donna semplicemente meravigliosa. Ecco
cosa vedranno.
Liam parla e mi fissa con
tale sincera intensit che non credergli mi
diventa quasi impossibile. Quasi. Ho paura,
una dannatissima paura di perdere Liam. Una
paura che evapora ogni volta che mi stringe
la mano, ogni volta che mi guarda negli
occhi mentre facciamo lamore, poco prima
di dirmi ti amo. Questo equilibrio, questa

felicit, pur nella loro solidit e concretezza,


conservano ancora tracce di fragilit dovute
alle mie esperienze passate. Perch, per
quanto Liam possa cercare di convincermi, e
di convincersi, che il passato non conta, ci
che stato non lo si pu cancellare. Lui dice
che sono forte, ma solo perch ho imparato
ad anestetizzare il dolore. Lui dice che non
ho paura di ricominciare, ma solo perch
accanto a lui non ho scelta. Lui dice che sono
sveglia e sono tosta, ma solo perch non lo
sono stata abbastanza quando Brandon mi ha
presa e picchiata. Quando ha cercato di
violentarmi. O quando John mi ha picchiata,
l alla base, anche se lui non lo sa.
E se invece vedessero
una ragazza che non ti merita? Perch
ricordati sempre che anche questo che

sono, una giovane ragazza senza null'altro in


dote che se stessa.
Andrea smettila, quello
che hai tutto ci che voglio mi rimprovera
luomo che amo, scuotendo la testa e
attirando il mio viso contro il suo petto.
E nel suo abbraccio, nella
carezza delle sue dita tra i miei capelli,
riesco a ritrovare un po di serenit. E
incredibile lascendente che ha su di me. Ad
ogni modo, quanto sta succedendo ora, la
chiara dimostrazione di quanto io e lui siamo
diversi. Io sono come la tempesta, e lui come
la quiete. Diversi, si, ma complementari.
Tutto il mio universo ruota intorno a lui. Lui
capace di controllare le mie emozioni,
come solo mia nonna Teodora riusciva a
fare.

Sono patetica, vero?


Stupida e patetica borbotto con la faccia
premuta contro il suo petto. Me ne sto qui a
piagnucolare quando ho una cena da
preparare.
Lo sento sorridere, prima
di posare le sue labbra sulla mia fronte.
Non sei patetica, ti
preoccupi troppo per ci che non esiste.
Perch non andiamo fuori? Prenoto in un bel
ristorante cos non ti stanchi, e ti rilassi.
No, mi piace cucinare, mi
rilassa, e ne ho davvero bisogno.
Mmh... io conosco un
modo fantastico per rilassarsi mugugna sul
mio collo.
Liam! Credo che mi stia
per arrivare il ciclo, forse sono nervosa

anche per quello.


Mmh... peccato, quando
dovrebbe arrivare?
Sei impossibile gli
mollo un pugno sulla spalla, facendolo
sorridere.
***
Un altro giorno trascorso
tranquillamente, unaltra notte fatta di incubi.
Unaltra notte in cui mi sono sentita amata e
coccolata. E gi mattino, la luce accecante
mi colpisce in pieno viso ferendomi con il
suo bagliore, mi giro in cerca di Liam. Lui
l, attaccato al mio fianco, non mi ha lasciata
nemmeno un minuto, le sue braccia mi
stringono in un abbraccio caldo e
possessivo. Un sorriso languido mi si
stampa sulla bocca pensando alla notte

appena passata, mi sento appagata e


soddisfatta, sia di sonno che di... lui, lo sento
muoversi mentre mi avvicino con le labbra
per lasciare un tenero bacio sulla sua fronte.
Ciao miagolo stirandomi
languida.
Mmh... ciao... ma...
waww... che ore sono?
sbadiglia
stiracchiandosi.
Le nove rispondo
accarezzandogli i capelli, tirandoglieli
indietro.
Accidenti.... tardi, devo
essere alla base, abbiamo le prove per la
festa di domani. Mmh mi hai distrutto
stanotte mi dice poi, con un sorriso
soddisfatto.
Davvero? rido,

accoccolandomi tra le sue braccia.


Si, davvero, sei un
demonio insaziabile. Purtroppo ora devo
andare, non vorrei ma devo, uff... scusami,
faccio una doccia veloce e poi... pranziamo
insieme?
Va bene, il mio bel
pilotino domani far evoluzioni. Chiss
come vi divertite voialtri, peggio dei
bambini, dai corri altrimenti ti fucilano
dico ridendo.
Eccome Si. E poi tu
scherzi ma sarebbero capaci di farlo
davvero, fucilarmi intendo risponde
stringendomi al petto.
Ma non eri tu il
Capitano? mi dice, mentre gli accarezzo i
capelli.

E gi, ma non sono


immune alle punizioni.
Lo attiro a me, posandogli
un piccolo bacio sulla punta del naso. Mi
accarezza
dolcemente
una
guancia
sorridendomi. Si stacca da me con uno
sforzo, lo vedo alzarsi dal letto e fa per
andare in bagno quando si ferma e torna
indietro gattonando verso di me.
Che c? chiedo curiosa
guardandolo maliziosa.
Il buon giorno, ho
dimenticato di darti il buon giorno, non
vorrai mica che ti lasci andare via cos?
dice malizioso mentre mi bacia vorace
avvolgendomi tra le sue braccia.
Liam.... farai.... tardi...
riesco a dire tra un bacio e l'altro.

Non ci provare... non ti


liberi di me se prima non ti avr divorato di
baci, voglio la mia dosa quotidiana di
coccole, la pretendo e riprende a baciarmi
con passione, foga, stuzzicandomi le labbra
con la lingua, mordendole, succhiandole, un
fremito mi coglie, e sorride sulle mie labbra
per la mia reazione, mentre affonda le mie
mani tra i miei capelli.
Liam farai tardi
ripeto ancora, tra un bacio e laltro.
Lo so, ma voglio la mia
dose di coccole, non posso farne a meno mi
dice riprendendo a baciarmi.
Non sia mai che lasci il
mio bel pilotino senza coccole dico appena
me lo lascia fare.
Puoi dirlo forte risponde

continuando a baciarmi,
le sue mani
scorrono lente sulla mia pelle meglio che
vada perch sto seriamente pensando di
prenderti in modo brutale, talmente troppa
la voglia che ho di te che... dio devo
calmarmi, ma stasera sei tutta per me
amore
sospira
prendendo fiato, e
malvolentieri mi lascia andare.
Lo lascio preparare,
intanto preparo la colazione, che consuma in
fretta, mi faccio portare a casa di Sara, la
quale appena mi vede mi assale per sapere
tutto di Tamara.
Cazzo Andry... ma, la sua
ex? Quella? Brutta storia, ti dar del filo da
torcere, ho visto lo sguardo che aveva
mentre guardava Liam, lo mangiava e
contemporaneamente ti sfidava.

Lo so, l'ho visto e la cosa


che pi mi fa incazzare che oggi si
incontreranno da soli, chiss di cosa deve
parlargli.
Io non mi fiderei, non di
lui dice Sara.
Lo so ma ho promesso di
avere fiducia... ho paura Sara, ho paura che
possa portarmelo via, tu non hai idea di
come mi senta dico frustrata.
Senti... non credo che
possa succedere, Liam pazzo di te.
Facciamo una bella cosa, oggi devi gi
andare in centro a ritirare il vestito vero? E
gi questo merita una punizione, come hai
osato fare shopping senza di me! mi fa la
faccia truce.
Lo so dico con mezzo

sorriso ma Liam ha insistito per prendermi


un vestito e cos... a proposito vieni alla
festa vero?
Si certo, non vorrai che
lasci solo Dylan in mezzo a tutte quelle
sgallettate con gli ormoni a palla vero? Tu
non immagini di cosa sono capaci quelle
ma, non cambiare discorso, dicevo, visto che
gi dobbiamo andare in centro, controlliamo
i due piccioncini no? Semplice!
Non lo so... io...mi
sembra una cosa brutta da fare, sopra tutto
nei confronti di Liam ma, devo ammettere
che non sapere cosa faranno mi sta
torturando in un modo doloroso.
Allora deciso, andiamo
in centro insieme e li controlliamo, basta non
dirgli niente ed fatta.

Non ne sono troppo


convinta, non mi piace nascondergli le cose
ma se non lo faccio sto peggio. Adesso
mi devo preparare, mangio con Liam a
mezzogiorno, tu che fai?
Dylan risponde con un
enorme sorriso. Gli do una pacca sulla
spalla, chiaramente divertita.
Siamo in centro io e Sara
per ritirare il vestito.
Allora? Cosa ne pensi?
chiedo
mostrandogli il vestito che ho
acquistato, o meglio, che Liam mi ha
regalato.
Oh porca paletta ma...
un D&G, ma ti rendi conto? 5000$ dollari
di vestito? Tu e il tuo solito culo e?
Decisamente di abbina alle scarpe che ti ho

regalato.
Ehm lo so, non volevo
fargli spendere tutti quei soldi, mi sento in
colpa ma lui ha insistito cos tanto e poi
dovevo pur prendermi qualcosa per la festa.
Per bello vero?
Bello? Magnifico vorrai
dire, chiss come ti sta bene.
E si, dovevi vedere
Liam, rimasto senza fiato, comunque non
dovevi spendere tutti quei soldi per le
scarpe evito di dirgli che a momenti mi
prende nel camerino.
Ci scopriamo a ridere
mentre usciamo dirigendoci sul
luogo
dell'appuntamento.
Limportante che ti
piacciano dice poi.

Le adoro. Grazie Sara,


davvero.
Ci appostiamo in un angolo
del bar di fronte, so che non dovrei farlo, mi
sembra quasi di tradire la fiducia di Liam ma
pi forte di me, mi odio da sola quando
faccio queste cose ma ho subito troppi
tradimenti per non farlo, la mano di Sara
sulla mia spalla mi scuote quando li vediamo
arrivare, almeno, prima arriva Liam il quale
si siede e ordina qualcosa al cameriere, poi
dopo dieci minuti arriva lei (stronza lo deve
pure fare aspettare) sorridente e felice, si
siede di fronte a lui e cominciano a parlare,
li vedo gesticolare, parlare, abbassare gli
occhi, lei allunga una mano verso il suo
braccio stringendolo.
Cazzo, mi sto
infervorando mentre mi alzo di scatto dalla

sedia ma Sara mi trattiene lanciandomi


unocchiataccia. Sbuffando mi risiedo e
continuo ad osservarli quando ad un certo
punto vedo lei che si alza con aria offesa, lui
la raggiunge e sento che la chiama, lei si
gira e gli si butta tra le braccia baciandolo
con foga. Cazzo. Rimango l... interdetta...
senza capire quello che sta succedendo, non
mi sembra vero che lei lo stia baciando cos
come non mi sembra vero che lui non la
allontani, anzi Mi sento morire, non posso
credere a quello che sto vedendo, per un
attimo il cuore perde un battito. Ho paura,
sento freddo e sono tremendamente
incazzata,
sto seriamente pensando di
andare l e prenderla a pugni, ma quello che
mi lascia incredula e il comportamento di
Liam. Come pu baciarla e stringerla in

quel modo, lo stesso modo in cui bacia me,


stringe me, quando mi ha assicurato che non
c'era pi niente tra loro. Ed ecco che la
rabbia mi assale, una rabbia cieca,
devastante, mi sento tradita, presa in giro, mi
alzo con l'intenzione di andare da loro e
chiedere spiegazioni ma Sara mi ferma
bloccandomi per un braccio, la guardo
furiosa senza capire.
Andrea non fare
stupidaggini, calmati, vedrai che ci sar una
spiegazione.
Calmarmi? Dico sei cieca
per caso? Non lo vedi cosa sta succedendo?
E io dovrei rimanere qui in attesa che
quella... stronza me lo porti via? Ma che
cazzo dici!! quasi urlo.
Ehi, non fare cos,

abbassa la voce, non vorrai farci scoprire!


Sicuramente ti spiegher ma adesso devi
stare calma e non giungere a conclusioni
affrettate.
Conclusioni affrettate
dici? Io mi limito a pensare in base a quello
che vedo, e in questo momento vedo il mio
ragazzo che... non solo la sta baciando con
passione ma anche stringendo tra le braccia
senza avere l'intenzione di allontanarla, io lo
ammazzo.
Aspetta dai... senti tu...
No, senti un cazzo, io me
ne vado, non ci resto qui, non voglio
ritrovarmelo davanti e fare finta di niente,
non ci riesco.
D'accordo senti, adesso tu
ti calmi ok? Andiamo a casa, aspettiamo che

arrivi e poi credo che ti spiegher tutto lui,


vedrai che andr tutto bene. Comunque se
non ti lasciassi accecare dalla gelosia
avresti caso a una cosa, non hai visto che
stata lei a baciarlo? Si buttata praticamente
tra le sue braccia. Evidentemente lui non se
laspettava ed rimasto l come un allocco.
Vedrai cha sar cos. Passiamo una bella
serata e poi se vorrai ucciderlo potrai farlo
quando sarete da soli a casa sua va bene?
C troppa gente, non fare piazzate per poi
pentirtene, vedrai che una spiegazione logica
c
Prendo fiato dando un
senso alle parole di Sara. Ha ragione, fare
una piazzata qui non mi porterebbe a niente,
anzi darebbe pi soddisfazione a quella
immensa stronza.

Okay, hai ragione come al


solito, non voglio fare scenate a dare
soddisfazione a un pezzo di m... come quella,
andiamo a casa va... cos mi doccio e mi
calmo, sicuramente mi dar una spiegazione
anche se ho le idee un po confuse.
Lasciamo perdere per ora, andiamo detto
questo senza pi degnare di uno sguardo
Liam e quella stronza, ci allontaniamo per
poter andare a casa.
Mi sento frustrata, delusa,
tradita, mi fa male la testa. Non riesco a
capire il comportamento di Liam, non c
niente da fare, cerco con tutte le forze di
pensare che non ci sia niente tra loro ma non
ci riesco, ho paura, una fottuta paura di
perderlo. Voglio una spiegazione ma, non
sar io a chiederla, voglio vedere come si

giustificher, non gli dir che ero li e ho


visto tutto. Lo so, e da vigliacchi ma non
posso farci niente, la fiducia alla base di
tutto e, se manca quella allora......non ci resta
pi niente. Ho voglia di piangere dalla
rabbia, e ho il cuore che batte a mille, la
paura si fa sempre pi presente e una
domanda mi sorge spontanea: perch Liam
non l'ha respinta quando lei lo ha baciato?
Perch lui l'ha stretta tra le braccia come
fosse la sua ragazza? Perch sorrideva
quando si allontanato da lei? E lei... cosa
voleva da lui? Solo un bacio? Un abbraccio?
O qualcosa di pi. Cosa c effettivamente
tra loro? Sara pu dire quello che vuole,
che non stato lui ma lei a buttarsi tra le sue
braccia e a baciarlo, ma sta di fatto che lui
non lha respinta, almeno, cos mi parso.

La testa mi scoppia, troppe domande a cui


non so dare una risposta, devo solo attendere
questa
sera,
voglio
vedere
come
giustificher quel suo strano comportamento,
sempre ammesso che me lo dica... per
conoscendolo non ho dubbi.

Liam
Tamara. Non pensavo di
doverla rivedere. Trovarmela davanti ha
sortito uno strano effetto, non piacevole
comunque. Mio sto lambiccando il cervello,
chiedendomi di cosa voglia parlarmi dopo
tutto questo tempo. Non abbiamo niente da
dirci. Cretino che sono stato, reagire cos,
lasciarmi prendere dai ricordi dolorosi
trascurando la donna della mia vita, gli ho
fatto fare una pessima figura con quella
strega. Non capiter pi Lidea che mi si

avvicini ancora mi fa accapponare la pelle.


non voglio perdere Andrea per una stronza
megalomane e ipocrita, non dovrei
assecondare i suoi capricci, dovrei dare
retta al istinto e dimenticarmi di lei, ma so
anche che se lo facessi non mi lascerebbe in
pace, mi darebbe il tormento, togliamoci il
pensiero e vediamo di cosa vuole parlarmi.
Mi sto ancora chiedendo
perch sono qui. Perch le do ancora retta.
Sono al bar dove solitamente ci
incontravamo quando stavamo insieme.
Passano appena dieci minuti quando la vedo
arrivare.
Ciao Liam, sempre pi
bello dice mordendosi il labbro.
Tamara... bando ai
convenevoli, dimmi il motivo per cui hai

voluto incontrarmi da solo, che sia valido


perch non voglio ritrovarmi a litigare con
la mia ragazza per un tuo capriccio.
Non un capriccio Liam
caro, io volevo vederti, davvero.
Si, va bene, allora? Di
cosa devi parlarmi? questa situazione mi
mette a disagio. Mi disturba.
Devo dire che ti trovo
davvero bene, sei in gran forma.
Si certo, sicuramente non
grazie a te, dimmi cosa vuoi rispondo
piccato e impaziente.
Ecco vedi, io...
ultimamente mi sono ritrovata a pensare
spesso a... te, a noi e... mi sono accorta che,
nonostante tutto il tempo passato non ho mai
smesso di pensarti, io... sento di amarti

ancora, forse pi di prima e vorrei che


cancellassi tutto e tornassimo insieme.
Per un attimo rimango l
come un ebete, forse ho capito male. Prendo
un bel respiro prima di parlare. Ha una
bella faccia tosta, con tutto quello che mi ha
combinato? Dopo due anni? Cos' che
vuole?
Cosa? Tu sei pazza, mi
fai venire qui per questa stupidata? Scusami
Tamara ma forse non ti sei resa conto che ho
gi una ragazza, che amo moltissimo, che la
mia vita ora perfetta, che per te non provo
altro che rancore no, forse nemmeno
quello perch vorrebbe dire darti
importanza, no, tu sei uscita completamente
dalla mia vita.
Senti non voglio metterti

fretta, lo so che hai una ragazza ma chi ti


dice che lei quella giusta, magari io
potrei...
Scoppio a ridere. Che
commediante. Non scherzare, tra noi
finito molto tempo fa, non provo niente per
te, con tutto quello che mi hai fatto, ho
sofferto abbastanza, mi dispiace Tamara
ma... amo Andrea pi di ogni altra cosa al
mondo, non rinuncer mai a lei per una
come te, fattene una ragione, non mi
piacciono gli avanzi degli altri. Sei merce
avariata Tamara.
Non ti facevo cos duro
nei miei confronti. Liam so daver
sbagliato, daverti ferito ma non mi
merito il tuo disprezzo, e non sono un avanzo
di nessuno. Ho solo fatto delle scelte che, a

quanto sembra si sono rivelate sbagliate.


Sbagliate? Che faccia
tosta che hai. Sappi che ti meriti di peggio.
Tu non ti rendi conto di quello che mi hai
fatto passare. Di come ti sei comportata nei
miei confronti, e con quelli della base.
Dovresti solo vergognarti
Sento limpellente bisogno
di respirare aria pura, di allontanarla da me.
Odio perfino sentire la sua voce.
Ho capito, io... senti forse
in passato non sono stata onesta con te ma
ora... credo che si possa perdonare uno
sbaglio no?
Uno sbaglio? Tamara, ti
rendi conto di quello che dici? Tu mi hai
tradito, mi hai trattato come un idiota, mi hai
fatto sentire un fallito, una nullit e non solo

una volta, non hai fatto altro, io ti amavo, e


tu mi hai piantato come un allocco e sei
sparita con quel... coglione di Maggiore come-cazzo-si-chiama.- E ora rispunti come
niente fosse con questa richiesta ridicola
le dico sprezzante.
Lo so e mi dispiace,
vorrei cancellare tutto con un colpo di
spugna e ricominciare. Dammi una
possibilit, ti prego.
Non cambierebbe nulla,
non ti voglio nella mia vita, tanto meno
voglio che ti fai vedere da Andrea, la volta
buona che ti metto le mani addosso per farti
male, e ne sarei capace se ti avvicini a lei
minaccio, lanciandole unocchiata torva.
Io Liam, io ti ho
sempre amato, anche se tutto sembra dire il

contrario e, visto come stanno le cose,


vorrei solo chiederti una cosa, sperando
che tu me la conceda.
Cosa? la mia voce
fredda come il ghiaccio.
Un bacio, un bacio di
quelli speciali, uno solo e non ti chieder
pi niente, scomparir dalla tua vita, lo
giuro.
Tu sei pazza, non ci penso
neanche resto allibito.
Ti prego... uno solo, fallo
in memoria dei vecchi tempi, per favore
Liam, non chiedo altro, voglio sentire le tua
braccia stringermi ancora una volta dice
mielosa.
Tu sei fuori di testa, credi
che questo sia un gioco? Ho una donna a cui

tengo troppo e tu?, Te ne esci fuori con


queste stronzate? Se per questo che hai
voluto vedermi potevi risparmiartelo faccio
per alzarmi e andare via ma lei mi ferma.
Ti prego Liam... mi sei
mancato moltissimo, lo so che ho commesso
degli errori ma... mi manchi, da morire e...
vorrei che restassimo amici
Non voglio essere tuo
amico. I veri amici non ti pugnalano alle
spalle, e non chiedono baci, scusami ma
questa tua richiesta non ha senso, mi hai
trascinato qui solo per un...? Bacio? Roba da
matti. Non sarei dovuto venire, ora che ci
siamo chiariti le nostre strade si dividono
qui sentenzio.
Ti prego Liam... uno solo
e non ti disturber pi.

Finiscila Tamara... devo


andare, credevo volessi vedermi per
qualcosa di serio ma a quanto pare... non sei
cambiata per niente.
Liam ti prego, io ti amo,
voglio solo un bacio, non respingermi, io...
sono cambiata, potremo... insiste.
No! Tra noi tutto finito
tanto tempo fa, io amo un'altra ragazza, e tu
fai parte del passato, non posso dimenticare
quello che mi ha fatto, con che coraggio ti
presenti qui, davanti alla mia ragazza,
insultandola e offendendola con il tuo
comportamento da ipocrita, e ora con queste
richieste ridicole. Vattene Tamara, lasciami
in pace.
Il viso di Tamara una
maschera di dolore, davanti alla quale resto

indifferente. La vedo alzarsi e buttarsi di


colpo addosso a me, incollando le labbra
sulle mie, preso alla sprovvista resto l un
attimo di troppo prima di reagire, la spingo
via facendola sbilanciare, lafferro mio
malgrado perch non voglio fargli del male,
lei ne approfitta per avvinghiarsi a me,
mordendomi le labbra in modo famelico, un
senso di nausea mi prende alla bocca dello
stomaco, in un impeto di rabbia la
scaravento lontano da me.
Sei pazza? Che accidenti
ti prende? Vattene, lasciami in pace, non
avvicinarti mai pi a me, tu per me non
esisti, tu per mei sei morta.
Senza attendere risposta mi
allontano. Per un breve attimo mi pare di
cogliere uno sguardo di trionfo negli occhi di

Tamara, ma
impressione.

forse

solo

una

mia

Andrea
Arriva sera, il momento di
ritrovarsi tutti e quattro per andare a cena,
mi sento fiacca e nervosa ma non mollo.
Suonano alla porta, Sara va ad aprire
notando il mio nervosismo. Ed ecco
comparire i nostri eroi. Liam e Dylan
vestiti in modo semplice ma che colpisce.
Liam in jeans neri molto aderenti e camicia
bianca con le maniche arrotolate fino al
gomito, Wow, davvero sexy, se penso che
oggi ha baciato un altra ragazza io... mi sento
ribollire dalla gelosia, ti brucia dentro, ti fa
marcire l'anima, il cervello.
Per non
pensarci sposto lo sguardo su Dylan, certo

che anche lui in fatto di bellezza non scherza,


nero di capelli, pelle abbronzata, ben
piazzato in fatto di muscoli, vestito anche lui
con jeans chiari e camicia nera, splendidi,
tutti e due. Da infarto.
Ciao amore, allora sei
pronta? chiede Liam.
Si, pronta sono sui
carboni ardenti, devo chiederglielo allora?
L'incontro con la tua... ex? Com' andata?
Cosa voleva?
Ah lei, ma niente, solo
rinvangare i vecchi tempi e... la voce di
Dylan ci interrompe.
Ehi voi due, muovetevi
altrimenti facciamo l'alba, dopo avete tutto il
tempo per confessarvi, adesso sto morendo
di fame dice ridendo.

Accidenti a lui, non poteva


aspettare a parlare? Ora siamo tutti presi ad
ultimare di prepararci ed uscire di corsa da
casa.
Abbiamo passato una bella serata, sarebbe
stata perfetta se non fosse che avevo la testa
occupata da altri pensieri. La sua risposta,
molto evasiva, mi ha messa in allarme,
perch non mi ha accennato che l'ha baciata?
Allora devo pensare che ci sia sotto
qualcosa da nascondere? Sto cercando di
essere razionale ma lui non me la rende
facile. Abbiamo parlato di tutto e sopra tutto
della festa di domani, delle acrobazie che
dovranno fare
per dare spettacolo,
accorgimenti, astuzie e roba varia e nessun
accenno a l'incontro di oggi, mi sto
letteralmente consumando il fegato in un

attacco folle di gelosia, ho quasi mal di


stomaco e non vedo l'ora che questa tortura
finisca. Ormai la cena finita e i ragazzi ci
accompagnano a casa con la promessa di
vederci il giorno dopo direttamente alla
base, a questo scopo ci hanno dato due
lascia passare speciali in modo da non avere
problemi, e anche il posto riservato. Ormai
il mio nervosismo ha raggiunto livelli
paurosi e Sara se ne accorge cos mette fine
alla conversazione.
***
Ho passato la notte
completamente in bianco, nonostante la
stanchezza non sono riuscita a dormire, col
pensiero di loro due che si baciavano. Mi
rode in un modo che fa male. Ho visto lo
sguardo perverso della sua ex, sicuramente

sta macchinando qualcosa, me lo sento, devo


stare attenta a lei, un tipo molto pericoloso
ma se pensa di riuscire a portarmi via Liam
beh, ha sbagliato a capire. Visto che non
riesco a dormire e sono le nove tanto vale
alzarsi e fare colazione. Oggi devo fare un
mucchio di cose tra cui andare dal
parrucchiere, l'estetista e altro che Sara
sicuramente tirer in ballo.
Ho passato tutta la mattina
in giro con Sara per svolgere tutti gli
appuntamenti presi per essere perfette (come
dice lei) per la festa. Ora arrivato il
momento di andare a mangiare un boccone
visto che gi pomeriggio.
Abbiamo
deciso di andare alla base e sfruttare il
rinfresco in attesa dello spettacolo. Ormai
manca poco. Cos, messe sportive ci

avviamo verso la base dopo essere passate


da casa a prendere le nostre cose per la
serata. Per l'occasione l'Aviazione ha messo
ha disposizione del pubblico un enorme
spazio verde con annesso capannone
allestito per il ricevimento, appena fuori
dalla base dove si svolger la festa. Si
balla, si mangia, si gioca, mentre fuori dallo
spazio riservato al pubblico si svolgeranno
le acrobazie dei piloti, oltre ai giochi
preparati per l'occasione.
Appena dentro notiamo
una enorme confusione, un fiume di gente
tutta indaffarata, chi mangia, chi gioca, chi
urla e chi corre, praticamente un enorme
fiera con tanto di giostre, baracchini e
zucchero filato, una confusione pazzesca.
Bambini che urlano, corrono, giocano,

ridono, c tanta allegria, si vede che la


sentono dentro questo tipo di feste, non puoi
fare a meno di sentirti contagiata
dall'allegria, ma la maggior parte delle
persone sono tutti ammassati presso delle
transenne che dividono il campo d'azione
dove sono in fermo gli aerei, ogni volta che
li osservo mi manca il respiro, sempre un
enorme emozione. Osservo sospirando.
Non ancora iniziato lo spettacolo e c gi
una marea di gente, anche se manca poco
allinizio. Mi giro intorno in cerca di lui, ed
eccolo l, in tutto il suo possente splendore,
indossa una tuta nera aderente che mette in
risalto tutta la sua muscolatura. Guardandolo
venirmi incontro non riesco a fare a meno di
pensare; Che schianto. E poi con un moto
dorgoglio penso; Quello schianto mio.

Mentre mi viene incontro


alza lo sguardo incontrando il mio, e io resto
senza fiato. Il tempo pare rallentare fino a
fermarsi. Sento il mio cuore battere
allimpazzata, rombandomi nelle orecchie.
Rimango a guardarlo, incapace di muovermi.
Le gambe lunghe e possenti che procedono a
grandi falcate, le mani nelle tasche dei
pantaloni. Un raggio di sole in quel momento
sfiora la sua testa, e fa brillare i suoi
splendidi capelli rendendoli simili alloro.
Ogni passo un tonfo nel mio petto, lui si
avvicina sempre di pi senza mai staccare
gli occhi dai miei. Mi manca il respiro e
sento la mia pelle prendere fuoco, trapassata
da uno strano formicolio.
Sta per raggiungermi
quando viene placcato da una giornalista,

sbuffa passandosi una mano tra i capelli e


accetta l'intervista sconsolato mentre mi
lancia unocchiata dispiaciuta, fa tenerezza
nel vederlo cos impacciato. Sorrido
prendendo fiato, un uomo grande e grosso
che farebbe paura perfino a Godzilla non
riesce a liberarsi di una giornalista.
Lo sai che sei
bellissima? mi dice dopo avermi raggiunta.
Oh, Liam, anche tu.
Anche tu non sei niente
male sussurro, baciandogli la pelle del
collo.
Amore farfuglia.
Sei cos sexy con questa
tuta che... mi fanno venire strani pensieri.
Lo sai che a momenti quella ragazza sviene?
Certo che fai un certo effetto alle donne e?

giro la testa, indicando una ragazza che si


sentita male nel vederlo.
Quali strani pensieri?
Guarda che mi dici queste cose... addio
evoluzioni.
Mmh.
Ah... faccio quest'effetto
alle donne? Mi dispiace per lei e... faccio lo
stesso effetto anche a te? chiede divertito,
tenendomi stretta.
A volte.
Sei incredibile, fai
sempre la dura vero? Mmh... mi piace,
adesso devo andare perch tocca a noi piloti
dare spettacolo ma... appena ho finito ci
defiliamo, voglio stare da solo con te e...
toglierti questi vestiti che mi stanno facendo
impazzire, dio sei cos... bella, devo stare

attento, perch non sono il solo a far svenire


le persone dice allusivo, vedendo gli
sguardi degli uomini presenti.
Non posso fare altro che
sorridere.
Ci vediamo dopo amore,
adesso dammi il bacio della buona sorte, e
anche un po di coccole.
Mi costa cos poco
accontentarlo.
Comincia lo spettacolo. I
piloti salgono dentro ai loro aerei,
accendono i motori, senti il rombo dei
motori ruggire potente, sollevando una
nuvola di polvere, prendono la rincorsa e in
un attimo si librano nel cielo con la grazia di
un gabbiano, sfruttano le correnti d'aria
galleggiando leggeri.
Sfrecciano veloci

lasciando una scia di fumo colorato, i colori


della bandiera Americana, fanno evoluzioni,
capovolte, giri della morte, avvitamenti sotto
lo sguardo eccitato degli spettatori, un
applauso gigantesco risuona nell'aria quando
gli aerei passano rasenti sorvolando le
nostre teste, uno spettacolo che ti toglie il
fiato, dura solo un'ora ma talmente intenso
che ti lascia senza parole, poi tutto finisce in
un gigantesco applauso da parte del
pubblico, che immediatamente si disperde
tra le bancarelle dei giochi e del cibo. Non
mi sono mai sentita cos emozionata, lo
spettacolo mi ha messo i brividi e i piloti
sono stati bravissimi, per un attimo ho
temuto per loro, quando hanno rasentato il
terreno con un volo radente, anche Sara
rimasta colpita dalle evoluzioni di Dylan,

che ragazzi in gamba, sfidano la morte ogni


giorno, per noi un gioco ma per loro no,
una scommessa con la morte. E la posta la
propria vita. E tutto cos emozionante che
resto senza respiro, fino a quando lo
spettacolo giunge alla fine.
Allora? Piaciuto lo
spettacolo?
Mi prende in braccio e mi
fa volteggiare girando su se stesso.
Stupendo sussurro sulle
sue labbra sono rimasta molto colpita,
non
pensavo
fosse...
cos
Wow,
elettrizzante sono emozionata.
Davvero? Sono felice che
ti sia piaciuto, l'ho dedicato a te, ho pensato
a te mentre ero lass
I suoi occhi sono braci

ardenti.
Ne sono felice gli rubo
un bacio.
Dai ragazzi, adesso ora
che ci prepariamo, forza Andrea, dobbiamo
cambiarci se vogliamo andare al party dice
Sara, non vuole ammetterlo ma molto
emozionata.
Va bene, Liam abbiamo
lasciato tutto nel tuo alloggio, non ti dispiace
vero se ci prepariamo da te? chiedo anche
se so che dir di si.
Certo che no, posso
assistere mentre ti cambi? Magari hai
bisogno di aiuto mi guarda malizioso.
Assolutamente no rido.
***
La festa al culmine,

l'ambiente pieno di gente, ci sono


parecchie persone tutte molto importanti, tra
cui i genitori del mio ragazzo. Sono davvero
emozionata, finalmente far conoscenza con
la sua famiglia.
Amore vieni, voglio
presentarti delle persone mi prende per un
polso trascinandomi con se.
La coppia che si avvicina
davvero splendida. Lei un bella donna,
vestita con un abito nero lungo, semplice ma
di classe, snella, alta e con un portamento
fiero, porta i capelli biondi raccolti in un
sofisticato chignon. Assomiglia cos tanto a
Liam. Luomo che laccompagna
imponente, quasi come Liam, ben piazzato,
brizzolato e con vivi occhi azzurri, ha laria
di un Generale pur indossando uno smoking.

Mamma, pap, voglio presentavi una


persona per me molto speciale, lei
Andrea, la mia ragazza dice con orgoglio.
Salve tendo la mano
timidamente.
Ciao, Andrea? Che nome
singolare, Italiano vero? Bello devo dire, io
sono Claire la mamma di Liam, finalmente ci
conosciamo. Tesoro, molto pi bella di
come appare in foto dice a suo figlio,
stringendomi la mano con una stretta
delicata.
Lui si limita a sorriderle,
guardandola in tralice.
Vieni cara, voglio
presentarti il resto della famiglia. Lui
William, mio marito mi presenta il padre
di Liam il quale mi fa solo un cenno della

testa.
Okay mamma, Megan l'ha
gi conosciuta, adesso le faccio fare un giro
e poi ci troviamo al bar risponde
impaziente, reclamandomi.
Sempre possessivo vero?
D'accordo, allora a dopo risponde con un
sorriso caldo e delicato.
Il padre di Liam non ha
aperto bocca, e rimasto tutto il tempo ad
osservarmi e la cosa mi ha messo un certo
non so che addosso.
Amore hai sete? mi
chiede
premuroso. Annuisco, lui
si
allontana pregandomi di non allontanarmi
troppo.
Lo vedo dirigersi al bar
per prendermi da bere e io mi aggiro in

cerca di Sara che, da quando siamo entrati si


data alla latitanza. Mentre mi aggiro per il
salone in attesa che arrivi Liam vedo suo
padre venirmi incontro con l'aria di uno che
vuole parlarmi.
Allora tu sei... Andrea
vero?, Posso parlarti un momento? dritto al
punto. Che vorr dirmi?
Si certo lo seguo in una
stanza attigua al salone.
Entriamo e lui si dirige
verso la finestra con le mani incrociate
dietro la schiena mentre io chiudo la porta.
E cos tu saresti la
ragazza per il quale mio figlio ha perso la
testa comincia, guardando fuori dalla
finestra.
A quanto pare... di cosa...

voleva parlarmi? balbetto intimorita. Una


strana sensazione si appropria di me.
Dimmi Andrea, quanti
anni hai? si gira verso di me.
Diciotto.
Praticamente una bambina... perci studi
ancora,
non
sei...
economicamente
autonoma, sei una perfetta nessuno e ti fai
mantenere dai tuoi genitori!
Le sue parole mi feriscono.
Comincio l'universit a settembre e i miei
provvedono alle mie esigenze, c qualche
problema? sto sulla difensiva.
Lui non risponde passando
ad un altra domanda.
Hai fatto caso alle
ragazze presenti in sala?
Lo guardo stranita. No,

dovrei?
Si, dovresti. Sar franco
con te, niente mezzi termini, giusto che tu
sappia cosa ne penso del vostro rapporto.
Dal momento che ti ho visto mi sono posto
una domanda. Perch mio figlio, -ragazzo
brillante, bello, intelligente, ricco, molto
ricco, e famoso-,
- perch - dicevo,
dovrebbe interessarsi a... te, ragazza normale
senza distinzione di sorta, scusami se sono
brutale ma... quello che vedo, un abbozzo
di donna che pi che scaldargli il letto non
pu fare? Non hai niente da offrirgli a parte
quello.
Vuole offendermi. Come pu dire questo?
Neanche mi conosce, mi sta offendendo
sono senza parole.
Lui va avanti con la
sua filippica piantandomi addosso i suoi

occhi gelidi.
Vedi? Questo dilemma
non mi fa dormire, vorrei una risposta da te,
visto che sei la cosa pi normale e anonima
che io abbia mai conosciuto, dimmi cosa ci
trova in te Liam. E non dire l'amore perch
sono tutte cazzate, roba da adolescenti
frustrati e immaturi, l'amore con la A
maiuscola non sapete nemmeno che sapore
abbia, l'amore una cosa effimera che
sfugge via come sabbia tra le dita, qui
parliamo di qualcosa di pi concreto visto
che di solo amore non si vive, per il sesso?
Visto che non hai nient'altro di interessante
da offrirgli, probabilmente sei brava a letto,
per questo ancora con te, e tu sei
interessato alla sua ricchezza
dice
pungente.

***
Per la seconda volta mi ha
offesa. Ma che arrogante.
Non ha un buon giudizio
di suo figlio, lo fa sembrare un cretino
idiota, crede che di importante ci sia solo il
sesso? Si vede che non lo conosce altrimenti
non direbbe una cosa del genere, che lei ci
creda o no noi ci amiamo.
Amore che stronzata.
Ti sei chiesta che tipo di donne frequenta
mio figlio? Chi sono le ragazze presenti
stasera? No? Peccato. Vedi, sono figlie di
gente importante, ricche, belle, istruite, uno
zoo interessante dove poter pascolare in
libert senza doversi scervellare per
sceglierne una, e ti assicuro che tante di loro,
se non tutte farebbero volentieri il sacrificio

nel lasciarsi portare al pascolo da un


ragazzo come Liam, senza impegni di sorta.
Questuomo pazzo.
Sono senza parole.
Bella metafora,
complimenti, paragonarci a del bestiame,
certo che ha un'alta opinione delle donne, mi
chiedo se sua moglie a conoscenza di
questo pensiero profondo non credo di
essermi sentita tanto umiliata.
Non facciamo della
retorica inutile, veniamo al sodo, quanto
vuoi?
Non capisco.
Non fare la finta tonta,
dimmi quanto vuoi per uscire dalla vita di
Liam.
Perch questo no? Solo una
questione di soldi, le donne da lui vogliono

due cose; essere scopate e pagate, punto.


Sbaglio o mi ha appena
dato della puttana? Non so se ritenermi
offesa o insultarlo.
Per! Torno a ribadire il
suo alto concetto sulle donne, non credo che
a Liam far piacere saperlo ora basta, mi
ha umiliata abbastanza. faccio per uscire
dalla stanza quando riprende a parlare
bloccandomi.
Non sei la donna giusta
per lui, mio figlio merita di meglio e il
meglio si trova fuori da questa porta, non ha
che l'imbarazzo della scelta, li pu trovare
ricchezza, bellezza, classe... cose che tu non
possiedi, o almeno, ne possiedi una, non
posso negare che tu sia bella ma la
bellezza una cosa che non dura, col tempo

svanisce e cosa ti resta? Niente dice acido.


Questo troppo.
E a cosa serve sapere chi
sono le ragazze qui fuori, visto che, secondo
lei, lui dovrebbe usarle solo per scoparci!
Mi permetta di dirle che lei, visto che fin ora
si preso la briga di offendermi senza
ritegno dandomi della puttana, non otterr
nulla con questo suo atteggiamento, lui mio
e fin ch non sar lui a lasciarmi lei dovr
accettare il fatto che noi stiamo insieme, io e
lei non siamo costretti a frequentarci o a
piacerci, io non invader il suo spazio e lei
far lo stesso con il mio. E quando suo
figlio
sapr
di
questa
nostra
conversazione non ne sar felice non
potrei essere pi fredda e determinata.
Liam solo un ragazzino

viziato che non sa cosa vuole, devi lasciarlo


andare, per lui sono importanti solo due
cose, la famiglia e la carriera e tu le stai
distruggendo tutt'edue, si stancher presto di
te, sei solo il suo giocattolo del momento,
afferra l'occasione che ti offro mi sbatte
sotto il naso il blocchetto degli assegni.
Mi sento morire. Come pu
questo essere disgustoso trattarmi come
se non valessi nulla! Con chi crede daver a
che fare? Chi si crede di essere per trattarmi
in questo modo!
Liam un... ragazzino? Mi
scusi ma lei ... fuori di testa. Suo figlio un
uomo fatto e finito e sa ci che vuole
replico scuotendo la testa. Non ho nessuna
voglia di continuare questa discussione. Mi
ha insultato abbastanza, sono cos rabbiosa,

come osa questo insulso uomo


paragonarmi a unarrivista senza orgoglio ne
spina dorsale, mai avrei pensato a questo,
offrirmi dei soldi per lasciarlo libero. Roba
da pazzi.
Lui sta trascurando tutto
per te, la sua vita, la sua carriera, tutto a
puttane da quando ti ha conosciuta prosegue
imperterrito guardandomi in faccia ma
dimmi, il vestito che indossi te l'ha regalato
lui vero? Quanto ha speso... diciamo 4000
dollari?, Non credo tu sia in grado di
permettertelo, un vero spreco visto che finir
in un angolo remoto del tuo armadio
dimenticato per sempre. Voi donne non
mettete mai due volte lo stesso vestito, lo
vedi? Alla fine si riduce sempre e solo ad
una questione di soldi.
Siamo tutti

mercenari, tutti abbiamo un prezzo, dimmi il


tuo e chiudiamo la faccenda, prendi i soldi
e tornatene da dove sei venuta, trovati un
meccanico, un commesso, uno qualsiasi,
sposati e fai tanti figli conclude. Gelido.
E riuscito a lasciarmi
ancora senza parole.
Non credevo sarebbe
arrivato a tanto, come spende i soldi suo
figlio a lei non deve interessare, forse non
avr le qualit che lei cerca nella donna
ideale per suo figlio, ma questo non vuol
dire che non ne abbia, mi reputo una persona
di sani principi morali, seria e capace di
prendermi le mie responsabilit, che vanno
aldil della mia giovane et, lamore e la
fiducia sono alla base della nostra unione
checch ne dica lei. Mi ha offeso in ogni

modo possibile, non sono venuta qui per


essere trattata come una prostituta, non mi
sono mai sentita cos umiliata e ferita, la
questione chiusa, lei non merita un figlio
come Liam, che molto pi maturo di quello
che lei crede e... lo sa cosa pu farci dei
suoi soldi? Le lascio usare l'immaginazione
che di certo non le manca detto questo
faccio per uscire quando lo sento ancora
parlare. Merda, l'ultima parola deve essere
la sua a quanto pare.
Non accetter mai che
una ragazzina mediocre ed insignificante
entri a far parte della mia famiglia, a costo
di diseredare mio figlio. Sei solo una
misera bambinetta ignorante e arraffona che
si fa sbattere da un ragazzo ricco e famoso
che merita molto di pi, hai visto

lopportunit di arricchirti a sue spese, di


fare la signora senza dare niente e ne hai
subito approfittato, cos come anche la tua
amica
vero? Lho vista con Dylan,
scommetto che si e fatta sbattere anche lei da
Liam vero? A lui piace cambiare, secondo
me ha gi organizzato una serata con Tamara
visto che c anche lei, l'ha invitata lui lo
sapevi? Come vedi, non sei lunica ad
interessargli. Ora ripeter per l'ultima volta
la mia offerta,
dimmi quanto vuoi e
facciamola finita.
Ha giocato la sua ultima
carta, so che lha fatto per ferirmi, e c
riuscito in pieno. Non riesco a ragionare,
vedo tutto nero, sono senza fiato e ho una
voglia spasmodica di piangere. Mi fa male
dentro sentire quanta poca considerazione ha

di me. Non merito tutto questo. Non so se


credere a ci che mi sta dicendo, questo
arrogante e meschino essere. Come osa
dirmi certe cose, su Sara poi, eTamara?
Liam ha invitato Tamara? Per questo non
mi ha detto niente di ieri? Prendo aria per
calmarmi, ho voglia di insultarlo, di fargli
male anche solo a parole. Mi ritrovo a
stringere
spasmodicamente
i
pugni
conficcandomi le unghie nella carne fino a
farmi sanguinare i palmi delle mani.
Trattengo le lacrime per non dargli
soddisfazione ma fa male, fa maledettamente
male sentire quelle parole. Voglio andare
via da qui. Improvvisamente mi manca
laria, non riesco a respirare. Fa per tirare
fuori il blocchetto degli assegni e non ci
vedo pi, adesso la rabbia a farmi parlare,

e questo stronzo merita una lezione.


Mi dispiace per lei ma le
cose non cambieranno, non immaginavo di
dover affrontare una simile situazione. Non
la insulto perch sono una persona civile e
rispetto suo figlio, ma voglio che sappia una
cosa, sono io che non vorrei mai far parte
della sua famiglia escluso Liam, e dopo che
avr parlato con suo figlio credo che
nemmeno lui vorr farne pi parte, non solo,
arriver il momento in cui rimpianger di
avermi trattata in questo modo e dovr
strisciare ai miei piedi se vorr ottenere il
mio perdono, che... non detto conceda. Io
non ho bisogno di lei dico con le lacrime
agli occhi. Bastardo figlio di puttana, non
sono un tipo vendicativo ma non mi piace
essere trattata cos, su questa non ci passo

sopra, nemmeno se me lo chiede Liam.


Esco correndo sopraffatta
da un dolore acuto che si diffonde nel mio
petto. Parole che bruciano come fuoco. Non
posso credere che mi abbia detto quelle
cose, non posso credere di essere poca cosa
per lui. Mi sento cos male, non mi sono mai
sentita cos umiliata, ferita. Scappo via
dalla stanza senza guardarmi in giro, prendo
la mia borsa e giacca e corro via verso la
macchina. Improvvisamente ho voglia di
andare a casa, fortuna che ho io le chiavi.
Non riesco a trattenere le lacrime, come pu
un essere cos farmi tanto male, penso alle
sue parole e mi viene in mente il pomeriggio
di ieri quando ho visto Liam baciare
Tamara. Una fitta al cuore farebbe meno
male paragonata a come mi sento in questo

momento. Le sue parole, parole di fuoco che


ti marchiano la pelle, ti bruciano l'anima,
non ragiono pi, in preda al pianto guido
come una matta fino ad arrivare al vicolo
dietro al mio palazzo, entro nel vicolo e mi
fermo, appoggio le mani sul volante e la
testa in mezzo mentre vengo scossa da
tremori, sto piangendo in modo convulso
singhiozzando. Entro in casa ma non c
nessuno. Sara ancora alla festa, nessuno
si accorto che sono andata via, e presto
Liam mi verr a cercare. Dio che bastardo
suo padre, non si ferma davanti a niente pur
di raggiungere il suo scopo. Insultarmi in
quel modo, mi ha trattata come l'ultima
puttana da strada. Non sono una puttana
cazzo, e questo mi fa rabbia, come far a
dirlo a Liam? Non posso tenere nascosta

una cosa del genere, no se devo condividere


la sua famiglia. A cominciare da suo padre
per finire con sua sorella. Mio Dio. E se lui
non sar d'accordo? Oppure non dovesse
credermi? O se dovesse lasciarmi, costretto
a scegliere? Allora vorr dire che ho
sbagliato tutto ancora una volta. Mi dico
tristemente, sentendomi stringere il cuore in
una morsa.
Finalmente dopo un po di
tempo mi sono ripresa. Nervosa passeggio
nella sala avanti e indietro come una belva
in gabbia, non capisco come mai Liam non
mi chiama, sono passate due ore da quando
ho lasciato la festa, possibile che non si
accorto che manco? Mi sembra impossibile
conoscendolo, non risponde nemmeno al
cellulare, probabilmente l'avr spento visto

la confusione della festa, ma forse crede che


sono andata a casa sua, si... deve essere
cos.
Esco di corsa, incurante di
tutta quella gente che ride, urla, gesticola e
beve. Prendo la macchina e mi avvio verso
casa. Dopo una buona mezz'ora arrivo,
lascio la macchina in una zona vietata, tanto
a quest'ora non passano i vigili. In ogni caso
questo lultimo dei miei pensieri. Di corsa
salgo le scale senza suonare, ho le chiavi,
arrivo alla porta e mi fermo, indecisa se
suonare oppure no, opto per la seconda
opzione e apro la porta. Entro e il silenzio
mi accoglie, mi guardo in giro, niente, nessun
vestito per terra, ne scarpe in giro, silenzio
totale. Salgo le scale che portano alla
camera da letto, quella sul soppalco, e

quello che vedo mi raggela il sangue.


Lui... disteso sul letto...
nudo... e... sopra di lui... la sua ex... Tamara,
nuda, e so benissimo cosa sta facendo, sono
bloccata li, ferma, non riesco a muovere un
passo, mi manca il respiro e la rabbia assale
il mio cervello mandando in tilt ogni mio
pensiero coerente. Sento la voce di Tamara
che parla a Liam.
Mentre si muove su e gi sul suo corpo, lui
non dice niente, per un attimo si gira verso di
me, apre gli occhi e sorride, poi volta il viso
verso Tamara e sospira muovendo il bacino.
Tamara prende le mani di Liam e le porta
sopra i suoi seni, coprendoli e sospirando.
Ma quello che mi ferisce
maggiormente e mi raggela ancora di pi la
presenza di un'altra donna che si avvicina al

letto, seminuda. Cammina lentamente,


muovendosi leggiadra come una concubina,
mi guarda e sorride maligna, con cattiveria e
trionfo. Megan. Il mio cuore perde un battito.
Il respiro si ferma. Le lacrime scendono. E
la delusione sta prendendo il controllo di
me. La vista si annebbia e lo sconcerto
prende il posto della delusione.
Oh guarda chi abbiamo,
la stronzetta che voleva portarmi via il mio
amore. Lo vedi? Avevo ragione a dirti che
te l'avrei portato via, me lo sto godendo
come non mai. Lo sai? Scopa da Dio ma
forse questo lo sapevi gi, adesso smamma
che sei di troppo mi dice Megan, e scoppia
a ridere sguaiatamente.
Non reggo a tutto questo. Voglio scappare
via, voglio scomparire. Lei mi guarda con

malizia
e cattiveria, senza rendermene
conto mi ritrovo a scendere le scale di corsa
in preda ad un dolore acuto, incapace di
trattenere le lacrime, mi sento male, ho
voglia di morire, questo troppo, allora suo
padre aveva ragione, bastardo... bastardo, ti
odio Liam, ti odio con tutta me stessa. Entro
in macchina e rifaccio a ritroso la strada
verso casa mia in preda ai singhiozzi. Sto
male, non respiro, ho mal di testa e mi viene
da vomitare. Non so nemmeno io come trovo
la strada. Arrivo per miracolo nel solito
vicolo .Fermo la macchina, poggio le mani
sul volante e appoggio la testa tra di esse in
preda a tremori, mentre le lacrime scendono
copiose sul mio viso. Non mi accorgo della
portiera che si apre all'improvviso. Vedo
una mano che mi afferra per i capelli dietro

alla nuca, e con uno strattone mi tira fuori


dall'auto trascinandomi di peso, il mio urlo
di dolore si diffonde nella notte.
Oh guarda chi abbiamo
qui, la macaroni dice la voce cattiva.
John? Che accidenti vuoi,
lasciami mi fai male! urlo quando mi tira
ancora per i capelli.
Lasciarti? Non ci penso
neanche, tu non hai la minima idea di cosa
sta per capitarti la sua voce giaccio puro.
Un brivido di paura attraversa il mio corpo.
Cos... cosa vuoi? A Liam
non piac... cerco di divincolarmi ma lui mi
afferra i capelli stringendoli ancora pi
forte, facendomi gemere dal dolore.
Non me ne frega un cazzo
di quel coglione di Liam, stasera ti far

provare cosa vuol dire essere scopati da un


vero uomo cosi dicendo mi prende ancora
per i capelli e mi sbatte contro il muro,
picchio la fronte cos forte che quasi svengo
dal dolore.
Ahhhhh lasciami, mi fai
male! non so dove trovo la forza di parlare.
Taci troia o dovr fare in
modo di tapparti la bocca, indovina con
cosa, adesso ci divertiamo, vero puttana?
Sei solo una puttana e come tale ti tratter.
Mi strappa il vestito e le
mutandine con tanta violenza da lasciarmi il
segno sulla pelle mentre vengo travolta dalla
paura, Dio no, quello no, non voglio.
Lasciami non mi toccare,
Liam ti uccider quando lo verr a sapere
gli urlo sconvolta e in preda al terrore.

Oh, ti sbagli, quando


Liam lo verr a sapere ti getter via come
fossi spazzatura, a lui non piace che gli si
tocchi ci che reputa suo, come successo
con Katrin, me la sono scopata e lui non lha
pi voluta, tu per lui sarai merce avariata,
gli farai talmente schifo dopo che avr finito
che non vorr nemmeno vederti e io sar gi
dallaltro capo del mondo. Ora girati
puttana, vogli prenderti come la cagna che
sei.
Mi gira con la faccia verso il muro
schiacciandomi contro, sento le sue mani tra
le mie gambe che mi toccano, mi frugano
Vengo travolta da un fortissimo senso di
nausea.
Nooo!!! Non farlo ti
prego, ti prego no, non mi toccare non mi
toccare non mi tocc...

Una sberla feroce si


abbatte sul mio viso per poi sbattermi la
testa contro il muro mettendo fine alle mie
grida. Il dolore lancinante, ho le vertigini
e un conato mi sale su per lo stomaco, dal
labbro esce del sangue, lo sento dal sapore
ferroso sulla bocca, mi sento male, mi manca
il respiro e la paura paralizza il mio
cervello. Mentre lacrime bollenti solcano il
mio viso.
Stai zitta troia!!! Prendilo
e dimmi com' ringhia furioso.
Strappa con violenza un altro pezzo del
vestito, mi allarga brutalmente le gambe e in
un attimo mi penetra in modo violento, rude.
Limpatto della penetrazione cos duro e
doloroso che mi toglie il fiato. Sento la mia
carne lacerarsi. Urlo per il dolore mentre lo

sento spingere sempre pi a fondo, quasi mi


alza da terra tanto sono forti le sue spinte,
cerco di divincolarmi ma un'altra botta
mette a tacere il mio urlo, sbatto la testa
contro il muro lacerandomi il viso,
il
sangue esce copioso annebbiandomi la vista
e il dolore insopportabile, dolore che si
aggiunge al dolore. Umiliazione che si
aggiunge a umiliazione. Piango in preda al
terrore che possa farmi di peggio, l'unico
mio pensiero che riesco a formulare : fa che
finisca in fretta.
Ma lui grugnisce schiacciandomi con il suo
corpo, ansimando come un animale,
stringendomi la carne, strappandomi urla di
dolore, lasciando segni indelebili.
Lo senti troia? Dimmi che
lo senti, questo scopare, prendilo puttana,

non ti dimenticherai di me dopo questa


E spinge ancora pi a
fondo, annientando ogni mia resistenza. Le
sue mani mi stringono, mi toccano ovunque
facendomi male, mi graffia la pelle, mi
morde ovunque arrivi con i denti lasciando
segni profondi sulla mia carne. Sono allo
stremo, non ce la faccio pi, cerco di
estraniarmi per non sentire tutto questo ma
non ci riesco, troppo reale, troppo
doloroso, troppo brutale. Lui geme, e lo
sento venire dentro di me con un grugnito di
soddisfazione, spinge convulsamente con
violenza il suo sesso fino a farmi urlare
ancora, e ancora, mi sbatte ancora la testa
contro il muro talmente forte mettendo a
tacere anche il mio cervello, l'unica cosa che
sento
lui che esce dal mio corpo

lasciandomi cadere per terra, lasciandomi li,


nuda e agonizzante come fossi immondizia, il
buio mi avvolge e il dolore scompare.

Liam
Sono quindici minuti che
cerco Andrea, al cellulare non risponde. Mi
passo nervosamente una mano tra i capelli.
Poi vedo Sara e decido di chiedere a lei.
Scusa Sara, hai visto Andrea?
Ciao Liam, festa
grandiosa. No, un po' che l'ho persa di
vista mi sorride ma come, te la sei
lasciata scappare? Non da te, vedrai che
star chiacchierando con qualcuno, stai
tranquillo, tanto non scappa, lei peggio di
te
cerco di minimizzare ma sono
preoccupato.
Mi guardo in giro in cerca

di Andrea quando vedo venirmi incontro


mia sorella Ciao Liam, bella festa vero?
il suo sguardo mi percorre con avidit
divorandomi. Non capisco.
Si certo, scusami ma sto
cercando Andrea, ci vediamo dopo.
E' inutile che la cerchi,
l'ho vista andare in bagno, anzi, mi ha detto
di aspettarla in veranda che arriva, sembra
che dobbiate parlare, ecco, prendi questo,
un cocktail che Andrea mi ha dato da
portarti, ciao fratellino, ci vediamo mi
porge il bicchiere e si allontana.
Grazie tiro un sospiro di
sollievo. Mi dirigo in veranda ad aspettarla,
bevo il cocktail buttandolo gi nella gola in
un colpo solo. Non faccio in tempo ad
arrivare alla veranda che mi coglie un

capogiro, mi attacco allo stipite della porta


che da sul giardino, vengo travolto dalle
vertigini, accidenti ma che mi succede? Mi
gira la testa, vedo tutto annebbiato e mi
viene da vomitare, faccio per cercare un
posto dove sedermi quando mi sento
prendere per un braccio e trascinato via
da Tamara.
Tamara? che accidenti ci
fa lei qui!
Ehi che ci fai tu qui? Chi
ti ha invitato? faccio uno sforzo per riuscire
a tenere aperti gli occhi. Tutto mi gira
intorno come una trottola, il bicchiere mi
scivola di mano andando a frantumarsi sul
pavimento.
Dai vieni, non stai bene,
ti accompagno a casa vuoi? dice con

gentilezza.
No... io... devo cercare
Andrea, voglio Andrea la mia voce esce a
fatica, strascicata, cerco di rimanere in
piedi ma mi gira la testa e il senso di nausea
aumenta.
La cerco io dopo, tu adesso ti devi
stendere, non hai una bella cera, vieni, ti
porto a casa.
Incapace di oppormi, come sotto l'effetto di
una colossale sbronza,
la seguo. Mi
accompagna alla sua macchina e una volta
dentro si avvia, dove non lo so, perch il
buio mi avvolge.

Andrea
Non ricordo dove sono,
non ricordo cosa ho fatto, ma ricordo la
violenza e il dolore, tanto dolore, mi duole il

corpo, ovunque, ogni centimetro del mio


corpo urla quando cerco di rialzarmi, faccio
in tempo a mettermi in ginocchio e un conato
mi sale su per la gola, non lo trattengo, non
ne ho la forza e vomito, vomito anche
l'anima mentre lacrime di dolore e
umiliazione bagnano le mie guance. Dio
perch... perch a me. Sento freddo e ho
voglia di andare a casa, ho voglia di lavarmi
per togliere questa sozzura dal mio corpo.
Non posso cancellare quello che avvenuto
stasera, non posso dimenticare quello che
sento dentro di me, quello che ho provato.
Continuo a piangere,
cercando di mettere insieme i miei pensieri,
con uno sforzo enorme mi metto in piedi tra
uno spasmo di dolore e l'altro. Ho freddo
fin nelle ossa e mi gira la testa, tenendomi

rasente al muro raggiungo dopo un tempo


indefinito l'ingresso del mio palazzo, mi fa
male camminare, devo fare uno sforzo
immenso e stringere i denti per non urlare,
ma quello che pi mi fa male l'immagine
stampata dentro di me di Liam. Nudo, a letto
con la sua ex, stanno facendo l'amore, il suo
viso mentre si gira verso di me mostra il suo
splendido sorriso anche se un po
annebbiato, dal piacere?... Dalla sorpresa?...
Perch? Perch mi hai fatto questo Liam?
Con tua sorella poi... dio che schifo, non me
lo meritavo. Cos come non meritavo quello
che mi ha fatto John. Mi sento distrutta.
Tutte le mie speranze di un futuro andate in
fumo. Entro in casa, chiudo la porta e mi
appoggio contro, mi lascio scivolare per
terra fino a sedermi con le ginocchia al

petto, appoggio la testa sulle ginocchia e


riprendo a piangere, i singhiozzi non pi
trattenuti scoppiano facendomi dolere la
gola, lo stomaco. Il mio corpo scosso da
tremori, mi ritrovo ad urlare. Sto urlando
tutta la mia frustrazione, la vergogna, lo
shock. Mi rannicchio, facendomi piccola
piccola, come se in questo modo possa
proteggermi dal dolore, ma invano, le
parole, le mani e la voce di John riempiono
il mio cervello. E in questo momento vorrei
solo morire.
Non ricordo quanto tempo
passato. A malapena riesco a ricordare
dove sono. Con un certo sforzo mi alzo,
cercando di mettere insieme i miei pensieri,
sento l'urgente necessit di lavarmi. A fatica
raggiungo la doccia, apro l'acqua e, senza

nemmeno togliermi ci che rimane del


vestito, mi lascio inondare dall'acqua
purificatrice. Mi siedo in un angolo
abbracciandomi le ginocchia al petto, lascio
che l'acqua lavi tutta l'umiliazione dal mio
corpo, mi appoggio alle piastrelle bianche e
mi lascio andare, sento un torpore
avvolgermi, mi fa male respirare, ho dolori
al petto, al viso, la testa mi scoppia,
rannicchio le gambe sotto di me, incrocio le
braccia al petto e ricomincio a piangere,
lasciando che il mio corpo scivoli nell'oblio
del buio.

Liam
Mi sveglia un feroce mal
di testa. La luce che filtra dalle finestre
ferisce le mie pupille chiare facendomele
chiudere con un battito di ciglia. Dove

sono? Mi sento come se mi fosse passato


sopra un tir, o ubriacato, eppure ... non
ricordo di aver bevuto, tranne... il cocktail
che mi ha dato...? Tamara? O era Megan?
Che confusione. Che ore sono? Alzo la
testa ma vengo assalito da una vertigine e da
un conato di vomito. Mi gira la testa,
guardo la sveglia alla mia destra, segna le
12,00, Dio santo, mezzogiorno e sono ancora
a letto, nudo, ma... porca puttana. Nudo? Un
pensiero mi colpisce come un pugno nello
stomaco... Andrea, cristo che fine ha fatto
Andrea. Mi guardo in giro e noto che sono
nel mio letto, da solo. La testa mi pulsa in
modo doloroso, cerco di alzarmi ma non ci
riesco, non subito, a causa delle vertigini, mi
fa male lo stomaco e mi viene da vomitare.
Cazzo, Andrea, devo cercare Andrea.

Perch sono a casa mia? Come ci sono


arrivato?. Che cosa successo? Troppe
domande a cui non so dare risposta, devo
alzarmi, quando lo faccio barcollo, tutto
sembra girare, afferro lo stipite della porta
cercando di restare in piedi, la testa gira e il
senso di nausea non mi abbandona. Cerco il
cellulare, che trovo sul comodino, noto
diverse chiamate, alcune di Sara e altre di
Dylan, tre di Andrea, alla una di notte?
Cazzo, che ho fatto dalla una di stanotte ad
ora? Un brivido di terrore mi attanaglia lo
stomaco. C qualcosa che non quadra, ma
non so cosa. Mi muovo con difficolt
cercando di restare in piedi, mi lavo con
acqua fredda per cercare di svegliarmi, e
dare un senso ai miei pensieri. Mi vesto e
con fatica esco prendendo la macchina.

Devo andare da Andrea, capire perch non


era con me, e voglio sapere perch Sara e
Dylan mi cercavano con tanta insistenza.

Andrea
Buio. Dolore. Paura.
Freddo. Ho freddo, tanto freddo, sento il
corpo dolorante, ho come limpressione di
essere stata travolta da una mandria di
bufali. E un sogno, sto sognando. Una voce
amica risuona nella mia testa.
Andrea? sussurra la
voce.
Non voglio ascoltarla.
Lasciami in pace voce.
Andrea? continua la
voce.
A fatica apro gli occhi ma
li richiudo allistante feriti dalla luce del

sole, mentre la voce continua a chiamarmi.


Andrea?
Mmh...
Andrea sei sveglia?
continua la voce.
Mi occorre un attimo per
capire a chi appartiene la voce. Oh?
Sara... ma che... biascico intontita, ho
difficolt a parlare, e il dolore ovunque, il
viso mi brucia, mi gira la testa. Il mio
povero corpo cosa gli successo? Cerco
di mettermi seduta ma il dolore troppo, e il
senso di nausea mi opprime. Mi accascio
pesantemente sul letto sussultando per il
male.
Ehi, ehi, piano, non
affaticarti, abbiamo tutto il tempo, che
successo? la voce di Sara mi giunge

ovattata.
Sara?
Si?
Io dove sono? Chi mi
ha portato a letto? Non ricordo di esserci
andata da sola riesco a dire con una certa
difficolt.
In ospedale. Come stai?
Accidenti, mi ha fatto prendere uno spavento
della madonna. Andrea, lo so che magari
non il momento ma vorrei sapere che
accidenti successo, chi ti ha conciata
cos.
E preoccupata, e ha gli
occhi lucidi.
Io... oh Sara un groppo
duro mi serra la gola.
Se non te la senti non

importa vor....
No... devi sapere,
successo un casino Sara, mi sento male, tu
non hai idea di cosa... cerco di dire.
Non ce la faccio, scoppio a piangere. Le
braccia di Sara mi avvolgono, sicure e
amorevoli, e io mi lascio andare a un pianto
disperato.
Dio Andrea, mi fa male
vederti cos, misericordia io... mi dispiace
tesoro, mi dispiace da morire, se non te la
senti mi racconti tutto domani tanto, ho
aspettato due giorni posso aspettarne un
altro mi dice continuando ad accarezzarmi
la testa.
Il mio corpo scosso da
tremori convulsi, mi stringo a lei cercando
sostegno e amore per scacciare il freddo che

sento dentro di me. Le sue braccia mi


cingono con forza e la sua voce incrinata
sussurra parole di conforto. Ma io non sono
qui. Sono morta, il mio cuore morto cos
come la mia anima. La favola finita, e la
realt torna pi dura e spietata che mai.
Due... giorni? Cosa vuoi
dire? chiedo, registrando le ultime parole.
Che sei rimasta priva di
sensi per due giorni e mezzo dice tirando su
con il naso e asciugandosi le lacrime il
dottore dopo averti visitata ti ha dato un
calmante visto com'eri conciata, poi ti
abbiamo portato qui, in ospedale, non era il
caso di tenerti a casa, il calmante ti ha fatto
dormire per due giorni, il fatto che in
questi due giorni Liam non ha chiamato n si
visto e la cosa mi preoccupa, l'abbiamo

cercato ma non siamo riusciti a trovarlo, n


al cellulare n a casa sua, almeno, non siamo
riusciti ad entrare. La porta era chiusa a
chiave, non c nemmeno alla base, Dylan
preoccupato a morte, non da Liam
scomparire cos, e forse stato lui a....
No, non lui.
Le racconto tutto con molta
difficolt, tra un singhiozzo e latro. Le
racconto dell'incontro avuto con il padre di
Liam, di essere andata a casa sua,
dall'averlo sorpreso a letto con Tamara e
sua sorella e la violenza subita da parte di
John.
Lei sbianca di colpo.
O mio Dio. Non
possibile. Andrea... che figlio di... oh che
bastardo, come ha potuto fare una cosa del

genere a te. Cristo, quando Liam lo verr


a sapere e suo padre, che figlio di buona
donna, ma John, brutto animale, come ha
potuto, ha infierito in modo pazzesco sul tuo
corpo, peggio di una bestia, O Dio Andrea,
quanto mi dispiace, sto male,
povera
piccola chiss come sei stata male e per non
parlare della paura che avrai provato. Il
pensiero di lui che ti ha fatto questo Mio
Dio. Com possibile che possano accadere
certe cose. Questa volta non la passa liscia,
devi dirlo a Liam perch se non lo dici tu lo
faccio io arrabbiata. Ma il mio pensiero
altrove.
Cos ho dormito due
giorni, e Liam ? Non si visto ne sentito?,
Come ha potuto farmi questo dico tra le
lacrime, mi sento morire, forse centra anche

lui ma non oso pensarlo, non mi capacito del


fatto che per due giorni non mi abbia cercato
dopo tutto quello che successo.
Mi dispiace tanto Andrea
credimi, se solo avessi immaginato... senti,
devi denunciarlo quel bastardo.
No, non sopporterei un
interrogatorio, con i militari poi, sappiamo
come andrebbe a finire. E anche se c'eri non
avresti potuto fare niente, l'unica cosa che
voglio fare e andarmene, ho bisogno di
cambiare aria.
Andare dove? chiede
preoccupata.
Voglio partire Sara, vado
dai miei, voglio andare via da questa merda,
ho bisogno di riflettere, c qualcosa che mi
sfugge e non riesco a capire cosa.

Non andresti molto


lontano, lo sai che ti verrebbe a cercare
ovunque tu andrai.
Non torner a casa.
Ormai ho preso la mia
decisione.
No?, E... dove andresti
scusa ora seriamente preoccupata.
Da Alex le dico,
abbassando lo sguardo.
Da Alex? Ma... Andrea
sei ammattita per caso? Non dirai sul serio
vero? resta di sasso.
Mai stata pi seria, vado
da Alex, ho bisogno di lui.
Dio Andrea, no, non da
lui, lo sai com' fatto, lui ...
Sara! Non credevo che tu

avessi dei pregiudizi. Ho bisogno di lui, lo


capisci? Ho bisogno di tranquillit, serenit,
dolcezza e tanta pazienza, e Alex l'unico
che pu darmele. Se solo ci fosse mia
nonna
Non questione di
pregiudizi, lo sai. In ogni caso non lo
troverai a casa, so che era in giro in tour per
l'Europa.
Lo so, ci siamo sentiti
prima della festa, mi ha chiamata lui e so
che tra due mesi partir per Tokyo per una
tournee, ha voglia di vedermi, e anch'io,
andr con lui.
Cazzo And mi
dispiace, io non voglio perderti... se vai
con Alex non ci vedremo pi. Lui
sempre in giro per il mondo e...

Lo so, ed per questo che


ho bisogno di andare da lui, non posso stare
qui, non dopo quello che successo, ho
bisogno di aria pulita, voglio togliermi di
dosso tutto questo schifo, di non pensare e...
Io Ti prometto che ci rivedremo presto,
appena mi sentir in grado di farlo.
Ti
prego Sara, non dire niente a nessuno,
soprattutto a mio fratello, per favore
promettilo la mia voce tradisce la paura.
D'accordo ma... e...
Liam? Oh Andrea, ti rendi conto che quando
lo sapr impazzir? Non dovresti chiarirti
prima? Magari non come pensi. Io non
voglio che tu parta.... che casino, ho paura di
quello che succeder.
Liam? Figurati, non ho
niente da chiarire con lui, dopo quello che

ho visto capisco perch non si fatto vivo,


che schifo, in ogni caso se dovessi sentirlo
non dirgli niente, ora come ora voglio solo
andarmene, cercare di dimenticare, ti prego,
io... lo so, dispiace anche a me ma... non
posso restare, non me la sento, ogni cosa mi
procura dolore, ho bisogno di cambiare, ho
bisogno della mia famiglia.
Non ci posso credere, lui
con... Tamara e... sua sorella?, Non posso
crederci, non da Liam... e... John... come
pu essere arrivato a farti questo. Peggio di
una bestia. Quando vorresti partire? chiede
incredula e dispiaciuta.
Domani, adesso avviso i
miei cos mia madre mi aspetta.
Oh And... non vorrai
andare davvero in... Nepal vero? E...Tokyo?

Ti prego, sono cos amareggiata per tutto


questo. E Liam non sopporter tutto
questo dice con un sospiro malinconico.
Ti prego Sara, non dire
niente a lui e a Luca per favore, questa una
questione che devo gestire nel giusto modo,
ci sono cose che non vanno dette, diglielo
anche a Dylan per favore, non una parola con
nessuno supplico.
D'accordo. Se te la senti
puoi lasciare lospedale, cos facciamo
colazione insieme, devo anche
fare la
spesa, non c niente nel frigo. Accidenti, da
quando viene Dylan non riesco a far durare
la roba, mangia come un lupo.
***
E gi un po che giro per
casa indecisa, non so cosa mettere in valigia,

tutto non ci sta, devo fare una scelta. Mentre


sono persa tra camicie, jeans e magliette
sento suonare alla porta, Sara. Sempre la
solita sbadata, sicuramente avr dimenticato
le chiavi. Piano piano mi dirigo verso la
porta aprendola e pronta con una delle mie
battute, mi blocco subito vedendo chi mi
trovo davanti. Liam.
Dio Andrea, ma che fine
hai fa... che ti successo al viso? Cristo, ti
hanno aggredita ancora? Chi? stavolta lo
ammazzo quel bastardo. Dimmi chi stato
mi dice appena si rende conto del mio stato.
Oh Liam. Com bello. I
suoi
occhi
azzurri
mi
scrutano
minuziosamente soffermandosi sul mio viso.
Rimango l, impalata, senza riuscire a dire
una parola, sentire la sua voce come una

pugnalata al cuore, ma il mio cervello gi


in fermento, pensa in fretta Andrea. Non
farti distrarre dalla sua bellezza e
perfezione. Ho tanta rabbia in corpo che
potrei fulminarlo solo toccandolo ma...
voglio adottare la tecnica di mia madre, mi
sento lucida dopo il breve attimo di
sbandamento, mia madre dice sempre che, se
vuoi colpire il nemico direttamente al cuore
c solo una cosa da fare, ignorarlo, non c
offesa peggiore, credo che le dar retta, non
voglio urlare, insultare, anche se ne ho una
voglia matta.
Cosa vuoi? la mia voce
trema.
Ma... Andrea, come cosa
vuoi? Voglio parlarti, dove sei stata io... chi
stato a farti questo chiede sorpreso.

Dove sono stata? Dimmi


dove sei stato tu, anzi no, lo so dove sei
stato, a letto con Tamara e tua sorella,
finalmente ha avuto ci che pi desiderava...
te... E stato bello? Ti piaciuto pi che
con... me? In due poi... chiss che
divertimento la mia rabbia riaffiora, sto
facendo fatica a controllarmi.
Ma di che parli amore, io
non capisco, mia sorella? Tamara? Mi dici
che cosa successo? Posso entrare?
No. Ah non capisci, soffri
della sindrome di Alzheimer, comodo, mi
lasci sola ad una festa, vengo insultata da tuo
padre, vengo a cercarti a casa tua e ti trovo a
letto con Tamara che ti cavalca alla grande,
e tua sorella partecipa attivamente, che mi
invita gentilmente alla porta. Che bella

famiglia, non sapevo che ti piacesse il


menages a trois. Non ti fai vedere per due
giorni e tu? Mi dici dove sono stata? Cos'
una nuova tecnica? Lo insegnano in
caserma? Mh... devo impararla, se non altro
e pi originale di "non come credi"
rispondo con ironia.
Co cosa? Ma ti rendi
conto di quello che dici? Non vero, io non
ho fatto niente, non ricordo niente, cosa
c'entra mio padre.
Andrea ti prego,
possiamo parlare un attimo? Per favore,
voglio capire cos successo, fammi entrare
per favore supplica.
Tuo padre, -tanto per la
cronaca-, mi ha offerto dei soldi purch ti
lasciassi, mi ha dato della puttana e ha detto
che non sono la donna giusta per te, che non

mi accetter mai nella vostra famiglia, anzi,


ti toglier tutto se non smetto di
frequentarti.
Non faccio fatica a farlo
credimi, non dopo averti visto con quelle...
due, sai lui ci tiene molto a che tu faccia
carriera e sposi una di quelle ragazze per
bene. Gi... io non lo sono perch, a sentire
lui, non ho classe, niente fascino, solo un
corpo per scopare, e io mi sono scopata te,
lo fanno le altre va bene, lo faccio io sono
una puttana cerco di calmarmi ma
davvero dura.
Mio padre ha... detto questo?... Cazzo... io
l'ammazzo, Andrea io... casco dalle nuvole,
non ho mai fatto quello che dici, ti prego
dammi la possibilit di capire cosa
successo, non posso aver fatto quello che
dici con mia Tamara, con mia sorella poi.

Non c' la faccio, ce la sto


mettendo tutta per trattenermi dal non
prenderlo a sberle, vorrei sputargli in faccia
tutta la rabbia, l'umiliazione che ho dovuto
ingoiare, il suo modo di fare mi sta facendo
incazzare di brutto .
Sei proprio un bastardo...
non credevo che arrivassi a tanto, vattene...
non voglio pi avere a che fare con te e la
tua famiglia, mi avete insozzato abbastanza,
non mi sono mai sentita cos umiliata e ferita
in tutti i miei diciotto anni, mi fai schifo e
gli sbatto la porta in faccia. Sento la rabbia
salirmi al cervello e le lacrime che ormai
scendono libere sulle mie guance, devo
calmarmi se voglio ragionare con la testa.
Lui ancora fuori dalla porta che chiede di
poter entrare ma io lo ignoro, non voglio pi

sapere niente di lui, mi ha distrutta, uccisa


dentro.
Ti prego Andrea fammi
entrare, dammi modo di capire io... non ho
fatto quelle cose... per favore.
Ma io non lo sto a sentire,
mi manca il fiato e sento il mio corpo scosso
dai singhiozzi, devo smetterla,
voglio
resistere, non voglio farmi vedere debole,
apro la porta e lo guardo con tristezza e
delusione per l'ultima volta dopo essermi
asciugata il viso.
Non voglio pi vederti
Liam, mi hai ferita, umiliata, derisa, tradita,
sono stata solo un diversivo per te, non me
lo meritavo, ti sei preso gioco dei miei
sentimenti in un modo crudele, io ti amavo, ti
ho dato tutta me stessa e tu hai sporcato tutto,

vattene, esci dalla mia vita. E proprio


vero... gli uomini merda sono e merda
rimangono. Dico con tristezza trattenendo il
magone.
Cos dicendo richiudo la
porta sbattendola, lunica cosa che mi
dispiace davvero in questa faccenda che ho
buttato via un pezzetto della mia vita, e che
quindi sar costretta a tornare in Francia dai
miei, ricominciare tutto da capo per trovare
un giusto equilibrio anche se so che sar
difficile. Basta uomini, sono tutti stronzi
bastardi. E Megan. La odio, non ho mai
odiato nessuno come odio lei. La odio per
tutto quello che rappresenta, per quello che
mi ha fatto, e odio me stessa per aver
permesso che tutto questo succedesse. Ho
voluto qualcosa al di sopra delle mie

aspettative e ora ne pago le conseguenze.


Troppi ricordi.
Troppo dolore da
dimenticare. Dicono che il dolore come un
animale, che vive di vita propria e nessuno
si pu sottrarre ma non sapevo facesse cos
male.
Andrea sussurra Liam.
Non voglio sentirlo.
Andrea, per favore, ti
scongiuro fammi entrare
supplica,
avvicinandosi alla porta.
Vattene Liam riesco a
dire con il magone.
No, voglio spiegarti, e
voglio capire, ti prego aiutami a capire, non
so cosa sia successo, davvero.
Ti ho detto di andartene,
non voglio parlarti sibilo, e mi fa

dannatamente male dirglielo.


Io non me ne vado di qui
finche non mi ascolti.
La sua voce si fa pi
decisa, ma noto anche una sfumatura di
dolore. Vorrei riaprire la porta, vorrei
guardarlo negli occhi, ma non posso farlo.
Ho paura; paura di quello che potrei
leggerci, paura di cedere, di buttarmi tra le
sue braccia non resisterei al suo sguardo.
Continuo a riporre le mie cose lentamente
dentro la valigia, senza preoccuparmi di lui,
e lo sento spazientirsi.
Andrea, ti prego, fammi
spiegare.
No! Non voglio sentire
niente. Sono stanca delle tue bugie!!!
Vattene!!!! urlo, tanta la rabbia che provo.

Vorrei prenderlo a pugni,


lo desidero veramente tanto, anche perch
ormai non avrei niente da perdere, mi limito
ad ignorarlo, ma non posso fare a meno di
riversargli tutta la mia frustrazione.
Complimenti, sei stato
proprio bravo. Sei riuscito a prendermi in
giro! Non ho mai sospettato niente! Che bella
accoppiata tu e la tua ex, complimenti, per
non parlare di tua sorella, un vero esempio
di virt e amore fraterno dico con rabbia.
Mi sento come un fiume in
piena, non riesco a frenare le parole. Sto
dando voce a tutti i miei pensieri di questi
giorni.
Sei riuscito a farmi
innamorare di te, e poi mi hai spezzato il
cuore! Me lo hai pugnalato a dovere. Me

l'hai schiacciato, stritolato, polverizzato e


gettato al vento le polveri. Dimmi Liam, ti
sei divertito alla grande con me vero?
Chiss che risate con i tuoi amici, tu sei
riuscito ad arrivare dove gli altri nemmeno
se lo sognavano, per poi? Arrivare a questo?
Devo ammettere, se pur con rabbia, che
aveva ragione tuo padre, io sono stata per te
il tuo giocattolino nuovo e adesso ti sei
stufato e mi getti via, sei solo un gran
bastardo dico a denti stretti, non riuscendo
a trattenere le lacrime.
senza parole, non riesce
a dire niente, si limita a sospirare stupito, lo
sento mentre si appoggia alla porta.
Come puoi dire questo?
Non lo pensi davvero tu non sei mai stata
un giocattolo per me, io ti amo, ti prego,

voglio solo capire che cosa successo,


dammi questa possibilit sussurra.
Si invece! E sai cosaltro
penso? Penso che mi hai rovinato la vita!
Ucciso l'esistenza, se non ti avessi
conosciuto non mi sarebbe mai successo
quello
che successo rispondo con
cattiveria, fissando lo sguardo nel vuoto
mentre non riesco pi a trattenere le lacrime.
Voglio ferirlo. Voglio farlo
soffrire quanto ho sofferto io, voglio fargli
passare quello che ho passato io, e a quanto
pare ci sto riuscendo. In questo momento
sento di odiarlo e l'unica cosa che voglio
vendicarmi, probabilmente non su di lui
che dovrei riversare il mio odio, ma in
questo momento ho solo lui a disposizione e
con qualcuno devo pure prendermela, so

cosa gli sto facendo, di come lo sto trattando


e di come sta reagendo, ma adesso mi rendo
conto che l'unica cosa che desidero che
vada via, che esca dalla mia vita. Non
voglio altro.
Lasciami spiegare e
fammi capire, per favore singhiozza. Ed
la prima volta che lo sento piangere.
Mi dispiace Liam, mi hai
fatto troppo male non voglio pi saperne
di te mormoro, e basta questo a bloccargli
il respiro.
Ti prego non farmi
questo, io ti amo, non lasciarmi.
Mi dice solo questo, ed
come ricevere un pugno nello stomaco.
Vattene allinferno Liam,
con me hai chiuso rispondo con rabbia e

chiudo per sempre ogni conversazione.


Mi sento svuotata, priva di
forze, mi accascio a terra, appoggiandomi
contro la sponda del letto, travolta da
singhiozzi dolorosi. Ho paura di non riuscire
a sopportare tutto questo dolore, mi sento
come se la pelle fosse sgusciata via dal mio
corpo, la mia anima volata via, e non ho
idea di come io possa ricominciare ad
affrontare la vita. Per un momento mi
soffermo a pensare allamore, quellamore
che ho rincorso con tanto accanimento, non
avrei mai pensato che amare facesse cos
male, soprattutto quando finisce. Non credo
ci siano volte in cui si soffre pi delle altre,
in cui si prova un livello di sofferenza
impossibile da sopportare, ogni volta
sempre pi doloroso, la cosa che pi mi

strazia quella sensazione di abbandono che


ti piomba addosso appena ti rendi conto che
quellamore non ti appartiene pi, che non
mai stato tuo, ed finita per sempre.

Liam
Le sue parole mi feriscono.
Se mi avesse pugnalato dritto al cuore, mi
avrebbe fatto meno male. La testa gira
vorticosamente ed ho unirresistibile voglia
di piangere. Piangere, incazzarmi ancora di
pi, urlare. Buttare fuori tutto quello che ho
dentro. Ma gli occhi di Andrea, il suo viso
pieno di lividi e rigato da lacrime di dolore
causate anche dalle sue stesse parole,
sembrano racchiudere in un barattolo tutta la
mia ira. Non riesco ad arrabbiarmi con lei,
non completamente. Sto male alla sola idea.
Esco dal palazzo di

Andrea sconvolto e con un peso sullo


stomaco. La mia mente lavora, se pur con
difficolt. Cerco di mettere insieme tutte le
informazioni ricevute, di mettere in moto tutti
gli ingranaggi per capire questa intricata
faccenda. Non posso credere a quello che ha
detto Andrea, a come mi ha trattato,
sicuramente c una risposta logica e lunica
che pu darmela lei. Tamara. Devo
cercarla. Voglio capire cosa successo. Se
centra lei in tutto questo casino giuro che
la uccido con le mie stesse mani. E Megan,
l'ultimo ricordo che ho di lei quando mi ha
offerto il cocktail, poi pi nulla, devo
parlare con Dylan, magari sa qualcosa e
poi... voglio chiarire la faccenda di mio
padre. Perch mio padre le ha detto quelle
cose? Cazzo non posso crederci, come ha

potuto farmi questo. Devo sapere, voglio


sapere anche chi ha aggredito Andrea, Per la
miseria, devo risolvere la questione, non ci
capisco pi niente, questo un incubo, da
cui voglio uscire con la donna della mia vita
al mio fianco. Non voglio perderla, no... ne
morirei, ho paura, una fottuta paura di
perderla. Dio ti prego, se esisti aiutami, non
voglio perderla, l'amo troppo. Mentre sono
in strada con la mia macchina chiamo Dylan.
Liam? Dove cazzo sei
finito, porca puttana sono due giorni che ti
cerco, tu non immagini che casino
successo!! la sua voce alterata.
Dylan, tu sai? Dobbiamo
vederci, dimmi dove sei, devo sapere che
accidenti successo, Andrea mi ha detto
delle cose e poi mi ha cacciato via.

E ti credo, tu non
immagini il casino che hai fatto, dai senti...
mi trovo in centro con Sara, ti aspetto al
nostro solito pub, e fai in fretta, ah... un'altra
cosa... John ha chiesto il trasferimento
per...
DYLAN!!!! Non me ne
frega un cazzo di John porca puttana!! Fallo
tu, avvisa il comando, io non ho tempo!
Non posso farlo e lo sai,
John fa parte della tua divisione perci... e,
si che ti frega, fai come ti dico, blocca il suo
trasferimento, molto importante.
Perch? C'entra anche
lui? sono frastornato. Mi passo una mano
sul viso, cercando di scacciare il torpore che
sento dentro la mia testa. Sono cos confuso.
Soprattutto lui, tu non hai

idea di cosa a combinato quel figlio di


puttana, insieme alla tua ex, capirai dopo,
ah... dagli codice rosso cos non sapr da chi
arriva l'ordine, altrimenti mangia la foglia e
addio John.
Si, lo so cos' un codice
rosso. Cristo che casino, va bene, provvedo,
tu aspettami che arrivo chiamo la base in
preda all'agitazione.
Sono il Capitano
McEvans della 5 divisione, il sergente
Miller ancora li?
Si signore, sta ultimando i
preparativi per il trasferimento.
Il trasferimento del
sergente Miller annullato, con effetto
immediato, missione a codice rosso, in
attesa di istruzioni ordino passandomi

nervosamente una mano sul viso.


Ehm... signore non so se
faccio in tempo, credo che...
Soldato? Se al mio arrivo
non dovessi trovare il sergente Miller, ti
scuoio vivo con le mie mani, ci siamo
capiti? Questo un ordine con priorit
assoluta la mia voce non ammette replica.
Si signore, agli ordini,
codice rosso, provvedo immediatamente.
Sono in preda
allagitazione, terrorizzato allidea di
perdere Andrea, ho bisogno di chiarezza
perch quello che mi ha detto lei e Dylan mi
sembra tutto cos assurdo da non sembrare
vero. Non riesco a ricordare gli eventi che
mi hanno portato a queste conclusioni, ho la
mente confusa e vaghi ricordi della sera

della festa. Non vedo lora che arrivi Dylan,


sono nervoso, impaurito e confuso, non
riesco a schiarirmi le idee, non ricordo
niente dei due giorni appena passati e non
riesco a capacitarmi di tutto quello che
successo. Che accidenti successo ad
Andrea? Cristo aveva una faccia come se
l'avessero investita con un tir, cazzo no, non
un'altra volta. Sono furioso, incazzato perch
ancora una volta le hanno fatto del male. Ma
questa volta sono intenzionato a scovare il
bastardo che le ha messo le mani addosso
conciandola in quel modo. Lo ammazzo quel
figlio di puttana. Sono immerso nei miei
pensieri quando sento la voce di Dylan. C
anche Sara.
Liam.
Cazzo, era ora che

arrivaste, dove accidenti eri finito.


Dire che sono nervoso e
preoccupato un eufemismo.
Dovevamo appurare una
certa cosa, adesso sappiamo esattamente
cosa successo mi dice prendendo fiato,
abbiamo cercato Tamara e abbiamo fatto
appena in tempo, stava scappando la
stronza.
Tamara? Ma che...
Aspetta, lascia che
cominci dallinizio mi ammonisce severo.
Ti sto ascoltando
rispondo
impaziente,
passandomi
nervosamente le mani sul viso.
Ok, e tu non
interrompermi prima di aver ascoltato tutto
fino in fondo, chiaro?

Chiaro, vai ti ascolto


rispondo impaziente.
Comincio col dirti che
tutto partito da tua sorella e...
Mia sorella? Che cos...
Ti ho detto di non
interrompermi, se lo fai per ogni parola che
dico facciamo notte mi ammonisce Dylan.
Si scusa, vai avanti.
Allora, dicevo, tua
sorella innamorata persa di te da quando a
imparato a camminare, taci e ascolta sbuffa
quando cerco di dire la mia, poi riprende e
quando ha visto che eri perso per Andrea gli
mancata la terra sotto i piedi. Poi, quando
per puro caso ha incontrato Tamara gli si
accesa la speranza, sapeva che vi eravate
incontrati, sapeva dell'astio di Tamara verso

di te e ha saputo sfruttarlo. Hanno


organizzato tutto nei minimi dettagli. Megan
ha promesso una cospicua somma di denaro
a Tamara se riusciva ad allontanare Andrea
da te, Tamara ha accettato, e la festa era
loccasione ideale, Megan si procurata una
specie di droga che metterebbe KO un
cavallo, ha esagerato nel metterla nella tua
bibita, ha invitato Tamara alla festa in modo
che Andrea potesse vederla, sapeva anche
che tuo padre era intenzionato a parlarle, lui
non ha accettato il fatto che ti sei messo con
lei, per te vuole qualcosa di meglio, secondo
lui, vorrebbe unire la tua famiglia con quella
dell'armatore Stephen, facendoti mettere con
sua figlia Katrin, con annesso matrimonio.
Comunque, Megan sapeva che cosa gli
avrebbe detto tuo padre e...

Faccio fatica a seguire il


ragionamento, tutto cos pazzesco, non
sembra vero quello che mi sta dicendo.
Che figlio di puttana.
Andrea mi ha accennato qualcosa ma... cosa
le ha detto esattamente mio padre? sibilo
sulla difensiva, sempre pi preoccupato.
Senti... non ti piacer
ma... quello che ci ha raccontato Andrea,
io gli credo.
Non ho detto il contrario
Dylan, sentiamo mi faccio pi attento e
sento che la cosa non mi piacer. Lui mi
guarda di sottecchi prima di continuare.
Beh praticamente gli ha
dato della puttana, gli ha offerto dei soldi
per andare via, ci andato gi pesante, ha
detto che non l'accetter mai nella sua

famiglia perch non la donna giusta per te,


non la ritiene all'altezza anche per il fatto
che non Americana, solo una con cui
scopare una notte e.... fa una pausa.
Per un attimo mi pare che il tempo si fermi,
non riesco a respirare, non posso credere
alle mie orecchie. Mio padre si permesso
di dire quelle cose cos offensive alla mia
ragazza? Alla donna per cui ho perso
completamente la testa. Dio santo come ha
potuto...
Cazzo cazzo cazzo, fottuto
bastardo, come si permesso di dire questo
ad Andrea, CRISTO, IO L'AMMAZZO
QUEL FIGLIO DI PUTTANA! ringhio
rabbioso, alzandomi di scatto dalla sedia,
attirando l'attenzione della gente presente nel
pub. Dylan mi blocca posando con fermezza

una mano sulla mia spalla.


Stai calmo, non tutto. Dicevo, Megan ha
drogato la tua bibita e quando l'hai bevuta
sei andato in catalessi, ti ho visto andare
fuori con Tamara, il ch mi ha messo in
allarme. In quel momento Andrea era corsa
a casa in condizioni pietose, ha provato a
chiamarti diverse volte ma non ci riuscita,
poi ha pensato che potevi essere a casa tua
per qualche motivo a lei sconosciuto e cos
venuta a cercarti, voleva parlarti di tuo
padre, era sconvolta, c l'ha detto lei, ma
quando arrivata ti ha trovato a letto con
Tamara e... Megan, nudi, mentre lei... si,
insomma era chiaro cosa stavate facendo.
Per lei stato come prendere una mazzata in
testa.
E corsa via in preda alla
disperazione e... qui viene il peggio...

Dylan tentenna in preda


allangoscia. Ho una fottuta paura che quello
che sta per dirmi non mi piacer.
Cristo, io non ho fatto
quelle cose, non ricordo niente riesco a
dire, incapace di formulare un pensiero
coerente.
Lasciami finire, parlavo
dell'aggressione.
Da chi stata
aggredita? dio questo un incubo da cui
faccio fatica a svegliarmi.
Aspetta io...
Da chi? Chi il bastardo
che si perm...
Se mi lasci parlare ci
arrivo... sospira passandosi nervosamente
una mano sul viso dicevo, arrivata a casa

in preda a una crisi, stava male, ha


parcheggiato nel solito vicolo e... non ha
fatto in tempo a spegnere il motore che si
sentita tirare fuori dalla macchina a forza,
per i capelli e... cazzo Liam io.... si ferma
cercando di respirare. Dio, ho una
bruttissima sensazione.
Cristo Dylan, ti decidi a
dirmi chi il bastardo che l'ha aggredita?
ho sempre pi la sensazione di soffocare.
Liam, senti devi stare
calmo e non fare cose avventate, va bene?
mi dice mostrando una calma che non ha.
Dimmi chi stato a
metterle le mani addosso non riesco a
contenere la rabbia.
Ora Sara a parlare.
E... stato John, gli aveva

messo gli occhi addosso da quando l'ha


vista al locale quella sera del litigio, me lha
detto Andrea la sera stessa, aveva perso la
testa per lei ma siccome piaceva a te...
andato fuori di testa. L'ha presa, l'ha
picchiata, violentata in modo brutale, il
dottore gli ha dovuto mettere dei punti
interni, era conciata male, non stava in piedi,
stata male per due giorni, ha perso molto
sangue, quando tu sei arrivato lei si era a
malapena ripresa, non del tutto e... fa una
pausa, trattenendo le lacrime.
Per un attimo smetto di
respirare, il mio cuore perde un battito.
Cazzo! No! Sento la rabbia invadermi il
cervello.
Che cosa? Che
accidenti stai dicendo Sara! John ha fatto

cosa!!? chiedo incredulo.


Liam mi dispiace ma
quello che successo, lui le ha fatto del
male e
No. Non pu essere, John
lui non alzo una mano per fermarla, non
riesco ad assimilare altro, tutto rimasto
fermo a violenza, picchiata sangue.
Faccio fatica a respirare, la sensazione di
vertigine mi sta soffocando. Non dico niente,
di colpo mi chiaro solo una cosa; John ha
fatto del male, molto male ad Andrea, lha
toccata, insudiciata, ferita e umiliata. Nella
mia testa lurlo della vendetta urla a
squarcia gola. Ho voglia di spaccare tutto.
Ma pi di tutto, ho voglia di ammazzare quel
figlio di puttana. Come una furia esco di casa
sbattendomi la porta alle spalle senza dare

ascolto alle parole di Dylan che cerca di


calmarmi. No! Non possibile, non ad
Andrea no. Questo no, John non pu aver
fatto una cosa simile, non al mio amore, al
mio piccolo scricciolo. Non lo posso
sopportare. Esco di corsa e salgo in
macchina, corro via come un matto, accecato
dalla rabbia. Non posso credere a quello che
mi ha raccontato Sara. John, bastardo, sei un
uomo morto.
Appena entro chiedo di
John, mi dicono che in magazzino, bene,
da solo, molto meglio. Lo vedo, li che si
aggira furioso come un leone in gabbia per il
fermo forzato. Bastardo, volevi scappare
vero? Appena mi vede sbianca per la
sorpresa, non immagina cosa lo aspetta, mi
sorride, come se non avesse fatto niente.

Ehi, ciao Liam come mai


sei qu... non lascio finire la frase, mi
avvento su di luui come una belva feroce,
che gli mollo un pugno sulla faccia e uno
nello stomaco, sento il crack della
mandibola che si incrina mentre lui si piega
in due cadendo in ginocchio.
Siamo soli, a parte Dylan e
Sara.
Liam, ragiona, se lo
ferisci tu Dylan cerca di fermarmi.
Ferirlo? Io lo voglio
morto, togliti dalle palle Dylan, questa una
cosa che non ti riguarda, stanne fuori
ringhio rabbioso per poi accanirmi su John.
Bastardo, come hai
potuto... come hai potuto fare una cosa del
genere pezzo di merda, fottuto animale,

solo una ragazzina piccola e indifesa tu...


me l'hai uccisa, figlio di puttana!!!!!! e mi
avvento su di lui con rabbia, sollevandolo
di peso lo sbatto contro uno scaffale,
finendo infilzato contro uno spuntone
d'acciaio. Un urlo selvaggio lacera laria
mentre lo vedo scivolare per terra. Vedo il
sangue uscire copioso mentre John ha
difficolt a respirare. Ma io continuo senta
lasciargli tregua.
Non so quanto tempo
passato. Nella mia testa solo le urla di John,
carne lacerata, ossa spezzate, e sangue, tanto
sangue, fino a quando la voce e le braccia di
Dylan mi riportano alla realt. Ma ormai non
posso tornare indietro. Non dopo il macello
che mi ritrovo davanti.
Osservo inorridito le mie

mani sporche di sangue senza riuscire a


capire cosa esattamente ho fatto, le mie mani
hanno agito da sole, la mia mente va ad
Andrea, a quello che le successo e lira mi
assale totalmente, mi invade ogni angolo del
cervello. Vengo distratto da un suono sordo,
una specie di ruggito primordiale che si
diffonde nellaria, e mi rendo conto che quel
suono quasi animalesco esce dalla mia gola.

Ore dopo
Cristo Liam, ma ti ha
dato di volta il cervello? Cazzo spero che
non muoia dissanguato, Cristo tu... far in
modo da nascondere il tuo coinvolgimento
ma cazzo, non credevo arrivassi a tanto mi
dice Dylan preoccupato.

Non me ne frega un cazzo


delle conseguenze. Non dovevi fermarmi,
dovevo ammazzarlo, quel figlio di puttana
io... devo andare da Andrea, ho bisogno di
lei, mi sento soffocare.
No, non adesso, troppo
arrabbiata, lasciale qualche giorno per
calmarsi, adesso non ti ascolterebbe dice
Sara.
Lo so sospiro mi ha
cacciato rabbiosa. Perch a lei, perch?
Non colpa sua se bella, cazzo, ci ho gi
provato a spiegarle ma non mi ha dato
nessuna possibilit, ho bisogno di lei, un
bisogno disperato, mi manca, non posso
stare lontano da lei, devo andare confesso,
incurante dei loro sguardi.
Liam!! riprende Dylan
scuotendomi

peggioreresti la situazione, lascia passare


domani, lasciala sbollire e poi con calma ti
aiutiamo a farla ragionare, lo sai che se la
prendi di petto peggiori la situazione, ...
cocciuta.
Lo so sospiro, la voglia
che ho di andare da lei terribile,
ingovernabile, sento il bisogno di
rassicurarla, coccolarla, proteggerla, voglio
sentire le sue braccia stringermi, e stringerla
a mia volta, voglio sentire la sua voce, dolce
e tenera che mi parla e mi coccola, ne ho
bisogno come l'aria che respiro ma so anche
che Dylan ha ragione va bene, anche se sto
male, aspetter fino a domani ma poi dovr
ascoltarmi, devo sistemare questo casino e
cercare Tamara dico immerso nei miei
pensieri.

E partita mi dice Dylan.


Partita? E quando?
Te lo stavo spiegando
prima. Stamattina, abbiamo fatto appena in
tempo a bloccarla, ho torchiato Megan per
sapere cosa era successo e ci ha detto che
Tamara voleva andare allestero. L'abbiamo
acciuffata e costretta a parlare, per quello
che sappiamo che stata tua sorella a
mettere la droga nel tuo bicchiere, c lo ha
detto Tamara, poi e partita per il Messico
o non so dove.
***
Siamo rientrati nel mio
alloggio lasciando al piantone di turno il
compito di occuparsi di John senza dare
spiegazioni, ordinandogli di farci rapporto
quando fosse arrivato il medico. Al resto

avrebbe pensato Dylan.


Mi siedo sul mio letto, i
gomiti appoggiati sulle ginocchia, il viso tra
le mani, chiudo gli occhi e do suono ai miei
pensieri. Dio, mi sembra un incubo, non
pu essere vero quello che mi sta
succedendo, non ci credo, fino all'altro ieri
ero l'uomo pi felice della terra e adesso?
Perch, perch a me, cosa ho fatto di male
per meritarmi tutto questo, e mio dio il
mio piccolo amore, perch colpire lei in
quel modo orribile! Lei non centra niente.
La colpa solo di mio padre, se non
lavesse insultata lei non sarebbe scappata
via e devo parlare con lui, devo sapere
mi alzo deciso ad andare a fondo della
faccenda quando Dylan mi ferma.
Liam, Stavolta veniamo

con te, non voglio vederti fare ancora


cazzate, non con tuo padre.
Mi guarda fisso negli
occhi, nei miei la rabbia evidente, puoi
toccarla con mano. Annuisco e ci avviamo.
Non ci metto molto ad arrivare a casa dei
miei, ho guidato come un pazzo infrangendo
chiss quante regole del codice della strada,
ma non me ne frega un cazzo, sono furioso,
il respiro accelerato e nellauto c solo
silenzio.
Oddio Liam, come sono
contenta che sei qui ma, non dovevi essere
alla base? chiede mia madre appena entro
in casa, vedo spuntare Megan dalla sua
camera, mi guarda curiosa e preoccupata. Lo
sguardo che le lancio di puro disprezzo.
Sussulta preoccupata. Si, fai bene a

preoccuparti,
tranquilla.

poi sistemo pure te, stai

Dov' mio padre?


chiedo senza darle risposta.
Nel suo studio, Liam ...
successo
qualcosa?
Mi
sembri
preoccupato.
Devo parlare con mio
padre, scusami scanso mia madre e mi
dirigo verso lo studio incrociando lo
sguardo di Megan che accenna un sorriso.
La ignoro perch potrei dire o fare qualcosa
di cui poi mi pentirei.
Senza neanche bussare apro la porta ed entro
nello studio seguito da Dylan e Sara mentre
mio padre, che seduto dietro alla scrivania
intento a scrivere, alza lo sguardo e mi
guarda accennando un sorriso.

Ciao figliolo, quale buon


vento ti porta da queste parti.
Non gli do modo di andare
oltre e nemmeno di continuare a sorridere,
faccio per andargli incontro e afferrarlo per
sbatterlo un po ma Dylan mi ferma per una
spalla bloccandomi,
ma la mente
offuscata dalla rabbia e frustrazione. Prendo
un bel respiro prima di parlare.
Come hai potuto farmi
una cosa del genere! Come? la mia voce
un sibilo rabbioso.
Di cosa stai parlando, non
capisco!
Tu tu... hai insultato la
donna che amo pi della mia vita, l'hai
umiliata, ferita e cacciata via come un cane
randagio, e mi chiedo con quale diritto tu

abbia potuto farlo! trattengo a stento la


voglia di strozzarlo.
Modera le parole figliolo
lei... ringhia di rimando.
Non chiamarmi figliolo,
non sono pi un ragazzino, te l'ho gi detto
una volta, sono un uomo in grado di
prendersi le proprie responsabilit, ma a
quanto pare tu non vuoi capirlo, non ti
riconosco, che cosa ti successo, perch
ferirmi in questo modo, per colpa tua lei si
allontanata dalla mia vita per... presumo non
rovinarmi la carriera, CHE CAZZO ME NE
FREGA DELLA CARRIERA!!!!!! a fatica
riesco a trattenere le lacrime dal nervoso,
una lacrima scende silenziosa sul mio viso e
mi appresto ad asciugarla velocemente.
L'ho fatto per il tuo bene,

lei non la donna giusta per te, Liam, solo


una ragazzina, insignificante per giunta, sai
quante ne puoi avere meglio di lei?
Chi sei tu per decidere
chi meglio per me!!! Solo perch mi hai
messo al mondo credi di avere il diritto di
scegliere per me? Io non voglio nessuno
allinfuori di lei, ti difficile accettare
questa realt?, Non voglio una delle tue
cosiddette ragazze perbene, cazzo. Ragazze
che ti danno anche quello che non vuoi senza
chiederlo. Non le voglio porca puttana!! , Io
voglio Andrea lo capisci!!!!? Io lamo Santo
Iddio, io lamo da morire e tu... sbatto un
pugno contro il muro per la frustrazione. E
dura controllarsi.
Dylan mi fa segno di
calmarmi facendomi tornare alla realt.

Smettila di voler
controllare la mia vita, non ci riuscirai, con
tutte le cose
che hai fatto questa
sicuramente la peggiore, la pi ignobile, non
ti riconosco pi come padre, non sei degno
di esserlo.
Liam ascolta... tu non
capisci, adesso sei arrabbiato ma quando ti
calmerai e rifletterai, capirai che era la cosa
giusta da fare, c di mezzo la tua carriera, il
tuo prestigio, la fama, l'onore, l'impegno,
sono cose molto importanti, e poi c Katrin,
lei sicuramente la donna giusta per te, ha
classe, intelligenza, fascino, e potere, e su di
lei che ti devi concentrare oltre alla carriera,
dimenticati della Francese\Italiana o quello
che , guarda avanti e...
Trattengo a stento la rabbia

e la voglia di picchiarlo a sangue.


Katrin?... Tu vorresti
vedermi con Katrin? Quella specie di
ninfomane succhiacazzi? Quella che non sa
nemmeno com' fatto un uomo se non tra le
gambe? Quella che non sa cosa vuol dire
amare? Non conosce la passione, il calore di
un abbraccio, lonest e la fiducia. Per lei
sono solo parole vuote, l'unica cosa che sa
fare bene aprire le gambe perch vuole
solo scopare, tu vorresti vedermi con quella
immensa troia? Che si fatta sbattere da tutti
gli ufficiali e non, della base? Cristo santo,
non credo alle mie orecchie trattengo a
stento la rabbia, passandomi una mano tra i
capelli. Della carriera e di lei me ne fotto,
piuttosto che farmi toccare da quella
lurida puttana mi arruolo nella legione

straniera. Dopo questa sono senza parole, tu


hai insultato l'essere pi puro, bello e gentile
che abbia mai incontrato per una... puttana da
quattro soldi? O per i tuoi interessi? S, lo so
che vorresti stringere un legame con la sua
famiglia per i tuoi sporchi interessi, non me
ne frega un cazzo dei tuoi intrallazzi di
merda, non osare mai pi intrometterti nella
mia vita, meriteresti la morte. Non ti metto
le mani addosso solo perch sei mio padre
ma con me hai chiuso, lascio l'aviazione,
questa famiglia, da oggi sono solo un orfano
in pi.
Quando esco dallo studio
incrocio mia madre che mi guarda
dispiaciuta, ha ascoltato tutto. Come hai
potuto che potesse accadere, mamma
dimmelo, tu... sapevi? chiedo col fiato

corto.
Io... mi dispiace Liam, io
sapevo che voleva parlargli ma non
credevo che sarebbe arrivato a tanto, sono
cos addolorata, ti prego non fare
sciocchezze.
Sono molto deluso
mamma, non mi aspettavo un simile
comportamento da te, l'hai appoggiato in
questa follia che ha distrutto il mio essere, il
mio cuore, la mia anima, non posso
perdonarti, mi dispiace, non ora almeno, e tu
Megan,
il
tuo
comportamento

inqualificabile, vergognoso, come hai potuto


pensare che io potessi essere interessato a te
in quel modo! Solo all'idea mi sento
contorcere lo stomaco, mi fa venire da
vomitare, non mi farei toccare da te

nemmeno se fossi l'ultima donna sulla faccia


della terra, tu non immagini cosa mi hai fatto,
non ti odier mai abbastanza per questo. Stai
lontano da me e da Andrea, perch se solo ti
avvicini a lei, giuro su Dio che ti metto le
mani addosso e tammazzo come la cagna
che sei e senza una parola in pi esco da
quella casa che non sento pi mia.

Andrea
Quanto tempo passato?
Me lo sto chiedendo da un po. A quanto
pare ho perso la cognizione del tempo, ma il
dolore no. Quello sempre presente.
In tutto questo dolore mi
ritrovo a pensare a mia nonna e di come
questa mancanza mi abbia tenuta occupata la
mente, ma ora, mentre nel soggiorno di casa
mia mi fa compagnia solo il ticchettio

dell'orologio da mensola, mi rendo conto di


avere solo cercato di evitare di pensare a
lui, il momento in cui entrer nella mia
camera che sa ancora di lui, tutto sa di lui, e
dovr ammettere con me stessa che lui non
c pi, per sempre. Mi alzo di scatto prima
di perdermi d'animo, devo reagire, sono
forte mi ripeto come un mantra e mi
concentro sul compito di mettere un piede
davanti all'altro mentre percorro il corridoio
per andare nella mia camera, appena entro
mi spoglio e mi infilo la canotta lunga,
quella sotto cui Liam ha infilato le sue belle
mani sfiorando leggero la mia pelle,
facendola bruciare di desiderio. Calde
lacrime scendono sul mio viso senza che io
abbia dato loro il permesso di essere
liberate. Lui si portato via il mio cuore, la

mia aria, la mia anima, tutto. Seduta sul letto


prendo la spazzola e comincio a spazzolarmi
i capelli fino a renderli lucenti, quando sento
bussare alla porta e mi fermo a met colpo,
con la spazzola in mano.
Chi e?. chiedo
asciugandomi veloce le lacrime.
Sono io Andrea, posso
entrare? la voce di mio padre trasuda
angoscia.
Si, certo.
La porta si apre cigolando
e ho come la sensazione che una folata di
aria gelida arriva dal corridoio, mio padre
la chiude in fretta, mi raggiunge e si siede
accanto a me, sul letto, come faceva quando
ero piccola. Fa segno indicando la spazzola.
Me la dai un attimo?

Gliela passo, cercando di


non mostrare il mio stupore mentre mi volto
e gli offro la testa da spazzolare, comincia a
darmi lunghi colpi di spazzola, partendo
dalla sommit del capo per arrivare fino alle
punte, mentre guardo il nostro riflesso nello
specchio di fronte al letto, la scena porta
viva alla mia mente quando era la nonna a
spazzolarmi i capelli. Quando passavo le
mie vacanze estive nella sua casa di
campagna, nella bella Toscana.
Te la ricordi? chiedo a
mio padre sapendo gi a chi mi riferisco.
Si ma... poco, sai ero
sempre via per lavoro... tu? esita un attimo
in attesa di risposta.
Si, e mi viene in mente
l'odore della sua pelle, mi piaceva, era

buono, profumava di gelsomino e... di


arancia... credo. Mi manca cos tanto, a volte
credo di non riuscire a sopportarlo
confesso.
Lo so, manca tanto anche
a me. Davvero? Aveva quell'odore?, Non lo
sapevo sussurra malinconico.
Dai pap ora lascia che
mi pettini da sola, sai... non sono pi una
bambina.
Andrea?
Si?
E' successo qualcosa con
Liam? Ti... ha fatto del... male? osa
chiedere.
No pap, lui non mi
farebbe mai del male e che... ci sono state
delle incomprensioni cos... ci siamo detti

addio dico soltanto, con la gola stretta in


una morsa.
Non posso dire la verit a
mio padre. Non quella verit. Lo
ucciderebbe.
Capisco. Mi dispiace
tanto Andrea, non voglio vederti soffrire, ti
prego se posso fare qualcosa io... mi
guarda consapevole di essere impotente
davanti al mio dolore.
Non c' niente che tu
possa fare pap, non ti preoccupare passer,
come sono passate le altre, ti ricordi? dico
con amarezza, asciugandomi rapidamente le
lacrime.
Si, e fa male credimi.
Lo so. Vorrei non essere
mai andata via riesco a dire.

Piccola, non lasciarti


andare mi raccomando e pensa che qui c'
chi ti vuole bene, quando avrai voglia e te la
sentirai, vorrei che mi raccontassi quello che
successo mi prende il viso tra le mani
accarezzandolo dolcemente.
Oh pap, mi si scaldano le
guance mentre mi scruta, tenendo il viso
vicino al mio.
Sono qui Andrea, come lo
sono sempre stato, ti voglio bene piccola
mi dice strappandomi ancora una lacrima.
Lo so, grazie pap.
Bene, se hai bisogno sono
in soggiorno si schiarisce la voce,
innegabilmente commosso.
Annuisco e gli faccio
capire che sono stanca e vorrei dormire, mi

accarezza la testa protendendosi verso di me


con un sorriso amaro e triste, mi circonda le
spalle con un abbraccio baciandomi la testa,
e in silenzio si alza ed esce chiudendo la
porta dietro di se, ed io ancora una volta
cerco di trattenere le lacrime.
Siedo sull'orlo del letto
alla fioca luce che entra dalle finestre. Sto
cercando di non pensare a ci che mi fa star
male, e prepotente mi assale il ricordo di
mia nonna, mai come in questo momento
sento la sua mancanza, pensare a lei mi
permette di rinviare il momento di pensare
ad altro, i ricordi si accavallano nella mia
mente, belli, felici, il sorriso di mia nonna
che mi scalda e rassicura. Il suo abbraccio,
la sua voce, e quel suo sguardo pieno
damore. E poi Liam, pronunciare il suo

nome, mi fa troppo male. Lotto contro un


incipiente attacco di panico, mi rendo conto
che la mia vita e cambiata da quando lui non
c pi, un'agonia allo stato puro, e dolore,
sofferenza. In me c' solo un enorme senso di
vuoto che difficilmente riuscir a colmare.
Non riesco a smettere di
piangere. Sono ormai settimane che mi
rifugio nella mia stanza in preda alla
disperazione. Anche oggi ho pianto. Lacrime
piene di dolore, che non ho cercato di
fermare. Unaltra giornata dura e pesante,
che va ad aggiungersi a tutte quelle gi
passate. Da tre giorni sono chiusa in queste
quattro mura senza avere il coraggio di
uscire, sono morta dentro, provo un dolore
insopportabile, un dolore acuto che mi
opprime il petto, dandomi un senso di nausea

e oppressione. Non faccio altro che pensare


a lui. La mia mente talmente piena di
pensieri e ricordi da farmi dimenticare di
mangiare, mi sforzo di mandare gi qualche
boccone giusto per non morire di fame e
dare ulteriori dispiaceri ai miei genitori.
Non se lo meritano. Ma il mio stomaco non
ne vuole sapere, chiuso a ogni intrusione,
non riesco a gestire il mio corpo, la testa
pesa come un macigno, il cuore un groviglio
di disperazione e rabbia. Un senso di vuoto
opprimente che mi schiaccia ogni minuto
della mia vita. Ma nonostante tutto quello
che successo, non riesco a odiare Liam.
Lo amo da morire, e mi manca come laria
che respiro. Non so cosa darei per mandare
indietro il tempo, riavvolgerlo come un
nastro di pvc vergine. Ma so che

impossibile. Non si pu cancellare il


passato. Non si pu dimenticare il dolore,
segni indelebili conficcati nellanima e nella
mente.
Odio me stessa per essermi
cullata nellillusione di una vita migliore,
innamorandomi perdutamente di un essere
superiore alle mie aspettative. Non me lo
meritavo evidentemente. Lamore ha diverse
facce, distruttivo, illusorio. Credevo di
essere diventata pi forte, autonoma,
coraggiosa, e invece? Sto morendo di
dolore, abbandonata e reclusa, e ora sto
male, un male che toglie le forze e riempie il
cuore di tormento, la mente di ricordi,
solitudine e tristezza.
E' passato pi di un mese
da quando sono partita da Los Angeles per

tornare a casa e poi andare in Nepal con i


miei, dove ho partecipato al servizio
fotografico per la rivista GQ con la massima
soddisfazione di mia madre, qualche giorno
prima di partire per il Nepal Liam mi ha
tempestato di messaggi, telefonate ai quali
non ho mai risposto, ne letti. Mia madre se
lo trovato dietro alla porta di casa ma io,
fortunatamente ero via. E rimasto in Francia
parecchi giorni con la speranza di un mio
ritorno, non gli ho dato loccasione, non me
la sono sentita di rivederlo, non ancora.
Voglio stare sola,
crogiolarmi nel mio dolore. Ci sono giorni in
cui desidero la morte come una liberazione,
ed solo la presenza dei miei e le chiamate
di Sara che mi impediscono di commettere
quellatto impuro, vigliaccheria che non fa

parte del mio bagaglio genetico. Ma le


immagini delle mani di John sul mio corpo,
il disgusto per quelluomo, la sua voce,
lodore della sua pelle resta indelebile nella
mia mente, non vuole andarsene, e mi fa
soffrire. Mi toglie il respiro e la voglia di
vivere.
So che in tutto questo
tempo Liam mi ha cercato con maniacale
insistenza, non ha tralasciato niente, nessun
angolo del pianeta, anche il pi sperduto, ma
sono stata brava a non farmi trovare. La
ferita nel mio cuore troppo fresca e
sanguinante per pensare di ricominciare una
vita con lui. Se poi questo quello che
realmente voglio. In questo momento non so
cosa voglio, sono confusa, ferita,
amareggiata. Non pensavo che perdere Liam

mi avrebbe ridotta in questo stato. Mi


sorprendo ad osservare la mia stanza, quella
stanza in cui sono nata, in cui ho vissuto, e
ho fatto lamore con luomo che amo. Ora
ridotta alla succursale di una piccola
discarica, riviste sparse ovunque sul
pavimento, biancheria intima buttata sulla
sedia, larmadio aperto e avanzi di cibo
stantio sparsi ovunque.
Mi lascio andare di peso
sul letto mentre la mia mente si perde nei
ricordi. Vedo il suo viso su di me, il suo
sorriso meraviglioso, i suoi occhi di un
azzurro brillante, la sua bocca che bacia la
mia mordendomi il labbro inferiore, le sue
mani che vagano lente e fameliche sul mio
corpo accaldato, il suo corpo che invade
dolcemente il mio, trascinandomi in un

vortice di piacere, il suo odore che marchia


la mia pelle, lo sento addosso, ovunque. E
straziante ma non posso farne a meno.
Vorrei che i ricordi sparissero allistante e
allo stesso tempo non riesco a farne a meno.
Piango lacrime silenziose, irrefrenabili,
cogliendomi impreparata a quellonda nuova
di dolore, che sa di paura e di solitudine. Ci
sono giorni in cui vorrei davvero
scomparire, dissolvermi nel nulla per
dimenticare. Lunica forza che mi permette
di andare avanti lamore che i miei genitori
nutrono per me. Non sanno cosa mi
capitato, e mai lo sapranno, mi sono molto
vicini dimostrandomi quanto amore un
genitore pu dare al proprio figlio. Immenso
e incommensurabile.
Il lieve bussare alla porta

mi strappa dai miei ricordi. La voce


preoccupata di mia madre mi avvisa che
pronto da mangiare, ma ho lo stomaco chiuso
e non riuscirei a mandare gi nemmeno una
briciola di pane. Cerco di ignorarla ma lei
insiste, minacciando di buttare gi la porta.
Alla fine mi alzo e mi trascino con passo
pesante fino alluscio, che apro con lentezza
esasperante. Quando mia madre entra e si
guarda in giro sussulta preoccupata, poi mi
guarda sgranando gli occhi.
Che succede piccola!
chiede accarezzandomi una guancia. Senza
aspettare
risposta
mi
abbraccia
calorosamente, e mi da un bacio sulla fronte.
Il calore di quellabbraccio mi fa sciogliere
e mi abbandono a quella sensazione che sa
di amore.

E in quellabbraccio posso sentire tutta la


sofferenza e la preoccupazione di quella
piccola donna che mi ha messo al mondo.
Bambina mia che
succede? Comincio a preoccuparmi tesoro
mi guarda con amore e preoccupazione.
Dio. Come ho potuto
pensare di tenerla fuori dalla mia vita?
Crollo. Come una diga senza pi controllo,
crollo. Le racconto tutto. Con coraggio e
onest, senza remore n pudore. Di quello
che mi ha fatto John, del tradimento di
Megan, labbandono da parte mia verso
Liam. Del malessere che si impadronito
della mia mente, del mio cuore. Goccia dopo
goccia le riverso su di lei. E lei beve, le
assorbe
come
carta
assorbente.
Silenziosamente. Alla fine del racconto mia

madre sta piangendo, affranta, commossa,


dispiaciuta e felice daverla fatta sentire
parte della mia vita. Mi stringe ancora
rassicurandomi, facendomi sentire realmente
e tangibilmente la sua presenza, un abbraccio
che dice tutto, e io mi lascio cullare da
quella meravigliosa sensazione che sa di
amore e comprensione, ritrovandomi a
condividere le stesse lacrime.
***
E passata una settimana
dal rientro dal Nepal, sono partita da Parigi
e sono appena arrivata al Lax di LA, ho
come un deja-v, solo tre mesi prima
atterravo senza sapere cosa mi sarebbe
capitato e ora ci ritorno per salutare e
chiudere il capitolo pi doloroso della mia
vita. Sono giunta a Los Angeles dove Sara

ad attendermi insieme a Dylan.


Ciao Andrea, come sono
felice, passato troppo tempo, vieni qui tu
maschiaccio, ehi, sei dimagrita o sbaglio!
mi stritola in un abbraccio degno di uno
scaricatore di porto.
Lascia perdere, ahia cos
mi disfi, accidenti mi lascio andare a una
piccola risata mentre Dylan fa la stessa
cosa, stritolandomi in un abbraccio, per un
breve attimo mi irrigidisco tra le sue
braccia..
Allora dai racconta,
com' il Nepal? Ci sono bei ragazzi?
chiede Sara felice.
O beh, dipende da cosa
reputi bello, e il Nepal ... da mozzare il
fiato per il paesaggio ma.... tutto neve e

montagne, non ho mai preso tanto freddo


come quando ero l, non vedevo l'ora di
tornare a casa ridiamo dirigendoci verso la
macchina.
Cielo come mi e mancata
questa casa, ma soprattutto mi mancata
Sara, la sua allegria, il suo modo di essere.
Mi guardo in giro e i ricordi mi assalgono,
rivedo Liam nella mia camera, che si aggira
in cucina in cerca di caff, la sua voce, la
sua risata, mi sento male, mi manca l'aria.
Sara mi abbraccia da dietro riportandomi
alla realt. Mentre prepara da mangiare ci
raccontiamo le reciproche avventure fino a
quando si fa seria, e capisco di cosa deve
parlarmi.
Senti Andrea ho bisogno
di parlarti, molto importante dice seria.

Se devi parlarmi di lui


risparmiati la fatica, non me la sento, ci sto
ancora male perci... ho chiuso con lui.
Rispondo abbracciandomi il petto.
E molto importante
credimi, ci sono cose che tu non sai ed
giusto che tu le sappia, poi deciderai cosa
fare ma... prima mi devi ascoltare.
Ti prego Sara, gi dura
essere qui, sono gi stata male, molto male,
il solo sentire il suo nome mi fa impazzire,
per favore, non oggi la mia una supplica.
Lo so che ti fa soffrire ma
credimi, davvero importante, le cose non
sono andate come credevamo, Andrea... lui
sta male, veramente male e siamo
preoccupati per la sua salute, impazzito,
completamente, non ci sta pi con la testa

credimi sospira pesantemente.


Sospiro a mia volta, so gi
che mi sentir male appena pronuncer il suo
nome ma conosco Sara, non moller fino a
quando non mi dir quello che ha in mente,
la guardo rassegnata.
D'accordo, se proprio ne
vuoi parlare fallo ma sappi che non
cambier niente, domani riparto per Parigi e
poi per il Giappone, e tutto finisci qui,
oggi. Annuisce suo malgrado e comincia a
raccontare mentre Dylan si fa silenzioso.
Allora cominciamo
dall'inizio, e sei pregata di non interrompere
fino a che non ho finito.
Annuisco in silenzio.
Tutto cominciato con
l'arrivo di Tamara e

E mi racconta tutto, nei


minimi dettagli. Della macchinazione di
Megan e del coinvolgimento di Tamara e
John, del fatto che Liam mi ha cercato in
Francia e di come ha ridotto John.
Non riesco a credere a
quello che mi sta dicendo, sembra un film
horror di serie b, un vero incubo da cui per
faccio fatica ad uscirne.
O mio dio, Liam ha fatto
tutto questo? ... Non credevo che... e sua
sorella arrivata a tanto? Santo cielo, Liam
ha fatto cosa a John?
Diciamo che ora John usa
la cannuccia per mangiare e la sedia a
rotelle per muoversi risponde Dylan.
Resto senza parole. Nella
testa un vorticare di parole.

Non credevo che lui ha


fatto quelle cose a... John? Non ci credo
dico incredula, non da Liam usare tanta
violenza.
E fai male, lui diventa un
altro uomo, quando qualcuno ti tocca e ti fa
del male, ... troppo possessivo nei tuoi
confronti e ti ama alla follia, il pensiero che
John ti abbia... cazzo lo sta facendo
impazzire, ma soprattutto, sta impazzendo
all'idea che tu esca dalla sua vita dice con
rammarico.
Oh!
Andrea non ho mai visto
nessuno amare una persona come lui ama te,
una cosa fuori dal mondo, pazzo di te, e
sta morendo per te, non ho mai visto nessuno
stare male come sta male lui, credimi,

l'ombra di se stesso da quando sei andata via


ma sei ancora in tempo a rimediare se
vuoi... dice Sara.
No... non posso non mi
sento pronta allimprovviso mi manca
laria.
Si che puoi dice Dylan
ascolta, lui sta male, passa giorni interi
senza uscire dal suo alloggio, mangia poco
e dorme ancora meno, nervoso, non parla,
non si cura pi della sua persona, non gli
interessa pi niente, nemmeno del suo aereo,
non vuole vedere nessuno, ridotto l'ombra
di se stesso, l'ultimo che ha cercato di
entrare in casa sua l'ha quasi ammazzato,
sono riuscito a toglierlo dalle mani appena
in tempo, da allora nessuno pi entrato nel
suo alloggio, l'unico che riesce ancora a

parlargli sono io. Abbiamo paura che possa


fare qualcosa di drastico, tu sei l'unica che
pu tirarlo fuori da quello stato, ti prego
c dolore e disperazione nella sua voce.
Io... ho paura, non posso,
sento ancora addosso le mani di John, e
limmagine di lui con sua sorella, io
troppo presto, non mi sento pronta, non ora.
Sento il panico affacciarsi.
Cazzo Andrea tu scherzi?
Sta morendo dentro perch tu sei andata via,
lo capisci? Sei l'unica che pu veramente
aiutarlo, pensa che non ha pi visto i suoi
genitori, ha litigato ferocemente con suo
padre, ho avuto veramente paura quel
giorno, l'ha affrontato con una tale ferocia
che... non voglio pensarci, adesso pi di un
mese che non si vedono, sua madre lo

chiama ogni giorno, lo cerca ogni ora ma...


niente, ha chiuso la porta su tutto, vuole
lasciare l'aereonautica e lavorare per una
societ privata, ha gi compilato la
domanda riprende Dylan.
Oh Liam. Mi dispiace.
Non posso farci niente,
vi ripeto che non mi sento pronta ad
affrontarlo, mi sento persa, ho il cuore a
pezzi, per non parlare del corpo, ho bisogno
di tempo, sto cercando di raccogliere tutti i
pezzi della mia vita, con tutto quello che mi
successo, ora non me la sento di rivederlo.
Non gli avrete detto che sono qui vero?
chiedo preoccupata.
No, in missione in
Turchia, Andrea, ogni volta che lo vedo
dormire non fa altro che ripetere il tuo

nome. Ti prego non lasciare che delle


incomprensioni vi allontanino ancora, metti
da parte l'orgoglio e aiutalo, se lo ami
davvero... dice Dylan.
Non questione di
orgoglio credimi, e solo che tu non puoi
immaginare come mi sento, quello che ho
provato, se solo ci penso impazzisco. Non
mi sento pronta per affrontarlo, non ho
ancora superato il trauma della violenza io...
ogni fottuto momento rivivo quell'esperienza
e... posso assicurarti che non piacevole, mi
sveglio di notte urlando, Dio... non posso, vi
prego non ora supplico, nascondendo il
viso tra le mani.
D'accordo, non voglio
forzarti, prenditi il tuo tempo, non troppo,
ma promettimi che lo farai, ti prego dice

Sara.
Va bene, ti prometto che
appena avr superato la cosa lo chiamer,
voglio chiarire tutto... ma ho bisogno di
tempo mormoro.
Okay, dai adesso
mangiamo e poi tutti fuori a divertirci
risponde allegra Sara.
Scusami ma preferisco
andare a letto presto, sono stanca e comincio
a risentirne del fuso orario, inoltre vorrei
finire di sistemare le mie cose se voglio
partire domani.
Sicura di voler partire
domani? Non puoi restare qualche giorno?
chiede anche se sa gi la risposta.
No, non posso, fra tre
giorni parto per Tokyo, con Alex e devo

preparare le mie cose.


Lei mi guarda seria ma poi
annuisce dispiaciuta.
So davergli dato un
dolore ma non posso restare qui. Troppi
ricordi. Mi dispiace per Sara e Dylan che
vorrebbero vedermi sistemare le cose con
Liam ma proprio non me la sento di
affrontarlo ora. Un giorno, forse... perch la
questione ancora aperta.

Liam
Andrea! Aprimi!
Un mese, cazzo un mese
che
aspetto questo momento, tra una
missione e laltra che mi hanno tenuto
occupato ora sono qui. Dopo un viaggio che
mi sembrato infinito, finalmente sono a
Parigi, e mi ritrovo a sbattere il pugno

contro la sua porta come un invasato. Come


se mi fossi sparato in vena una potente dose
di adrenalina, non ho nemmeno provato a
suonare il campanello. Finalmente la porta si
apre.
Liam...
Non nascondo la mia
delusione quando mi appare la figura di
Carla, la madre di Andrea.
Signora devo parlare con
Andrea.
Liam...
Lei mi guarda come se
avesse visto un fantasma.
La prego, ho bisogno di
parlarle!
Liam! Lei non qui!
Il mio cuore sembra

bloccarsi per qualche istante. Il fatto che lei


non sia in casa, mi preoccupa molto pi del
lecito.
Come... come sarebbe?
Sarebbe che non a casa,
Liam!
Carla sembra frustrata e
preoccupata quanto e pi di me, e questo non
mi piace affatto.
E dov? domando, pur
sicuro dallespressione di Carla che
nemmeno lei lo sa.
Non lo so... Da qualche
parte in Giappone, credo. Sono giorni che
tento di chiamarla al telefono ma ha il
cellulare staccato. Ha lasciato questa per
te.
Mi porge una busta bianca,

chiusa. Il presagio che sentivo questa mattina


si sta avverando. Ho una fottuta paura di
leggere quello che c scritto nella lettera.
La prendo con mano tremolante. Il respiro
affannato, mi brucia la gola. I criceti del mio
cervello stanno correndo pi veloci del
vento per formulare almeno un pensiero
intriso di logica e non di paura.
In... Giappone? A fare
cosa? riesco a dire mentre infilo la lettera
nella tasca posteriore dei jeans.
Ecco, appunto, questa
una domanda logica...
Non ne ho idea, mi
dispiace, se vuoi entrare e parlarne io...
Non perdo nemmeno tempo
a formulare una scusa, che schizzo via di
casa, deciso a cercare Andrea anche in capo

al mondo.
Scendo le scale di corsa
senza prendere l'ascensore e mi fiondo in
auto.
Dove sei Andrea? Dove
sei? Dove sei? Dove sei? Dove... dove...
Il telefono della persona
chiamata potrebbe essere sp
Riaggancio prima che
quell odiosa voce femminile termini la
frase. La stessa frase che mi sta facendo
scoppiare i timpani da non so pi quanto
tempo, ne ho perso ormai la cognizione.
Sono spaventato, incazzato! In altre parole,
sono letteralmente sullorlo di una crisi di
nervi! Se non ho scagliato il cellulare fuori
dalla finestra solo perch spero che
Andrea senta i mille messaggi che le ho

lasciato in segreteria e mi richiami. Spero


che sua madre le dica che lho cercata, che
sono stato l, a casa sua. Una speranza che so
perfettamente essere vana. E colpa mia,
stata tutta colpa mia. Del mio egoismo, della
mia stupidit, del mio essere una fottuta testa
di cazzo! Vorrei avere il coraggio di sbattere
contro il muro questa specie di bozzo inutile
e vuoto che ho attaccato al collo.
Evidentemente Quando sono nato, Dio ce
laveva con me... Mi ha fatto incontrare la
persona pi meravigliosa che esiste e poi...
me l'ha tolta. Mi ha cacciato, vero. Mi ha
detto che non mi ama. Ha di nuovo simulato
quella freddezza dei primi tempi, quella
freddezza che non le appartiene, quella
freddezza che usa solo per nascondere
quello che prova davvero. Perch io so che

mi ama, ed anche per questo che mi ha


cacciato via. Ed io stupido che me ne sono
andatoCome ho potuto lasciarla cos,
dopo tutto quello che le successo. Dio,
odio John, odio Tamara, odio Megan, e odio
me stesso.
***
Caro Liam
Sai che ti amo, averti
conosciuto mi ha fatto sentire come se ti
amassi da sempre. Negli ultimi tempi non
sono stata troppo bene, a dire la verit sto
malissimo. Dopo quello che successo
quella notte in quel vicolo buio e sporco.
Quella notte ho subito qualcosa di
tremendo, qualcosa che ha lasciato il segno
sul mio corpo e nel mio cuore e non riesco

a cancellarlo. Ho passato questi ultimi


mesi con questo peso, sentendomi sporca,
inadeguata. Quella sera, quando sono
uscita dallospedale, quando Sara mi ha
raccontato quello che avevi fatto a John, al
dolore che ti ha causato ho capito che era
arrivato il momento di lasciarmi tutto alle
spalle, non potevo farlo a Los Angeles, con
te vicino.
Sto disperatamente
cercando di riprendere la mia vita, senza
troppi risultati devo ammettere.
Mi dispiace, non importa con quanta forza
io cerchi di non pensarci, di liberarmi da
quel peso che mi opprime e mi tormenta
ogni notte, la sensazione che ho fatto bene
ad andare via non mi ha ancora
abbandonata. Non so dove andr n cosa

far, ma so che era giusto allontanarmi


altrimenti credo che avrei fatto una brutta
fine se fossi rimasta, e cosa peggiore, che
tu
potessi
assistere
alla
mia
autodistruzione. Vorrei che tu stessi bene
ma so che non pu essere cos, vorrei che
mi dimenticassi e continuassi con la tua
vita, andando oltre, costruendoti un futuro,
anche se fa male dirlo.
Sappi che ho lottato molto
per restare, ma non ce lho fatta, sappi che
sei il mio unico e grande amore, so con
certezza che mi mancherai in ogni istante.
Quello che ho provato e avuto con te
stata la cosa pi bella e unica che mi sia
mai successa, e non lo cambierei con
niente.
Ti amo, e sempre ti amer,

sei stato il mio unico vero amore, ti ho


amato come non ho mai amato nella mia
vita, per sempre.
Addio.
Andrea
Continuo a rileggere la
lettera di Andrea, incapace di accettare la
dura realt. Iincredulo, le sue parole, la
sofferenza in essa contenuta come
ricevere una pugnalata al cuore. Fa male
cazzo. Fa dannatamente male. Ho paura che
non la rivedr pi. Mi rendo conto solo ora
che sto piangendo, per la prima volta nella
mia vita piango. I miei occhi non ne vogliono
sapere di fermarsi, un fiume impetuoso si
riversa sulle mie guance e al diavolo tutto,
voglio piangere, anche se fa un male

tremendo.
***
Seduto sul letto, mi reggo
la testa con le mani, come se il mio bozzo,
seppur vuoto, fosse troppo pesante per stare
su da solo. Sto impazzendo. Sto impazzendo.
Sto impazzendo. So che non dovrei fare
nulla. So che dovrei lasciarla andare. So che
dovrei scomparire dalla sua vita, per
concederle quella normalit che merita. Ma
io la amo. La amo, e non ce la faccio a
lasciarla andare. Vorrei poterla accontentare
ma non ce la faccio, non posso... Non posso
e non voglio perdere la cosa pi bella della
mia vita.
Infilo frettolosamente la
giacca e mi avvio alla porta.
***

Sono appena rientrato alla


base dopo una missione in Afghanistan, dove
la guerra, la disperazione e la morte fanno
da padrona. Rientro nel mio alloggio con
amarezza nel cuore ripensando all'ultima
volta che ci sono stato. Era il giorno della
festa, Andrea indossava quel vestito rosso
tanto sexy che... Un dolore sordo preme sul
mio cuore. Pensare a lei mi fa sentire
malissimo, ho il cuore stretto in una morsa e
mi manca il respiro. Non riesco a non
pensare a quello che le successo. Chiss
come sta, sta bene? E il trauma della
violenza gli avr lasciato il segno? Lavr
superato? Ne dubito, non si pu dimenticare
una cosa del genere, lei cos piccola e
indifesa, dover affrontare una cosa del
genere tutta sola. Dove sar? Come se la sta

passando? E sola? O con chi? Mi sento cos


solo. Vorrei che fosse qui, vorrei poterla
stringere e confortarla, facendola sentire
protetta e al sicuro, cosa che non sono
riuscito a fare quella sera. Mi sembra di
impazzire.
Mi manca. Mi manca da
morire. Non riesco a respirare. Non riesco a
pensare, il mio mondo si capovolto e non
riesco a farlo tornare nella sua giusta
dimensione. Mi butto sul letto lasciando
cadere per terra il borsone da viaggio.
Chiudo gli occhi cercando di calmare i miei
pensieri.
Liam... stai bene? chiede
Dylan preoccupato. Scuoto la testa
impotente. Siamo stati in missione insieme,
non mi ha mai lasciato solo. Se non ci fosse

lui io... non so che fine avrei fatto.


Mi metto a sedere sul bordo del letto
appoggiando i gomiti sulle ginocchia e
nascondendo il viso tra le mani scuotendo la
testa. Non riesco a smettere di pensare a
lei. Dio non riesco a smettere di pensare a
lei, Dylan... io... non faccio altro che pensare
a lei, non riesco a togliermela dalla testa, mi
manca, mi manca come l'aria e mi sento
morire il magone mi serra la gola.
Liam... mi dispiace tanto,
davvero io...
La rivoglio, Dylan, la
rivoglio, rivoglio Andrea nella mia vita, ti
prego... per favore, riportala da me lo
supplico in preda alla disperazione.
Vorrei tanto poterlo fare
fratello, davvero, te la porterei di corsa, a

costo di legarla sul dorso di un mulo te la


porterei qui, ma non posso risponde
dispiaciuto, dandomi una pacca leggera sulla
spalla.
Mi lascio andare, il corpo
scosso dai singhiozzi, nascondo il viso tra
le mani.
Perch amare fa cos
male? mi dico disperato, ma pi una
costatazione a me stesso, che rivolta a lui.
Lasciami solo Dylan.
Liam...
Vattene Dylan, voglio
stare solo, per favore resta un attimo
incerto su cosa fare, poi annuisce ed esce
silenziosamente.

Andrea
Sei mesi senza... lui, non

mi sembra vero, sto sempre peggio, credevo


che con il tempo sarei stata meglio, avrei
dimenticato ma... non si pu dimenticare
l'uomo che ami, gi, l'amore, che cosa
meravigliosa e distruttiva, l'amore un'arma
a doppio taglio, da un lato di fa sentire
speciale fino a farti toccare il cielo con un
dito, e dall'altro... ti fa precipitare
direttamente nella bocca dell'inferno, un
inferno come quello che sto vivendo ora. A
volte la vita davvero una merda.
Sono a Roma, in centro,
mentre Alex impegnato in una conferenza
stampa, osservo le vetrine dei negozi senza
particolare interesse quando mi suona il
cellulare.
Andrea, ma che fine hai
fatto? Stai bene? Dove sei?

Luca? Ma... sto bene,


sono felice di sentirti, tu dove sei! mi
conforta sentire mio fratello, spero solo che
Sara non gli abbia detto niente.
Bene grazie, senti, volevo
chiederti una cosa, che accidenti successo
tra te e Liam!, Lo vedo male il ragazzo.
Un dolore sordo preme nel
mio petto nel sentire il suo nome. Niente,
noi...
Voi cosa? Andrea
successo qualcosa? Vi siete... lasciati?
Perch?
Luca, non ho voglia di
parlarne.
E invece parli, Liam sta
male, non pi lo stesso, sciupato,
taciturno, nervoso, e poi sempre via per

missioni pericolose, sono tuo fratello ho il


diritto di sapere cosa succede.
Missioni pericolose? Oh
no.
Non succede niente, Luca
senti...
Senti un cazzo, smettila di
trattarmi come un deficiente, lo so che
successo qualcosa tra voi, non ho mai visto
Liam in quello stato, non lui, la mamma mi
ha detto che...
Hai parlato con la
mamma? sbianco.
Si, ed molto
preoccupata per te, per la tua salute, mi dici
che accidenti successo? Per favore.
Okay, no! Non stiamo pi
insieme rispondo con tristezza.

Perch?
Luca, ti prego... cos...
difficile, non ci riesco, sappi solo che non
mi sentivo pronta per convivere con lui, ho
agito senza pensarci e... ho bisogno di
tempo sto cercando di trattenere le lacrime.
Andrea... stai dicendo un
mucchio di stronzate, tu non immagini
nemmeno chi la persona che hai lasciato,
ma non voglio entrare nella tua vita in merito
alle tue scelte, sappi solo che stai facendo
un grosso errore.
Ci mancava la paternale di
mio fratello.
Senti luca, per ora mi va
bene cos.
A si? Scappando? Con
Alex poi, bello. Molto maturo da parte tua.

Che avete tutti contro


Alex! E per la cronaca io non sto
scappando! quasi urlo.
Niente, solo che
sempre in giro per il mondo, non ha una
dimora fissa, frequenta delle strane
compagnie.
Ma per favore, di solo
che non accetti quello che , e una casa c
l'ha, comunque non devo giustificarmi con te,
sono maggiorenne e faccio quello che
voglio mi difendo, toccata sul vivo.
Okay, fai come vuoi ma...
non perdere i contatti con le persone che ti
amano, che ti vogliono nella loro vita, tienilo
presente, adesso devo andare, ci sentiamo
presto, ciao sorellina, salutami Alex.
Lultima frase detta con ironia.

Si, okay, grazie, a presto


Luca, ti voglio bene ricambia e mette gi,
so che ora dovr cambiare il numero di
cellulare, l'ennesimo. Le parole di Luca mi
hanno lasciato l'amaro in bocca e mi sento lo
stomaco stringere in una morsa, sento che sto
per piangere ma fortunatamente la voce di
Alex mi distrae, con un sorriso stampato
sulle
labbra
gli
vado
incontro
abbracciandolo.

Liam
Un anno! E' passato un
anno da quando Andrea mi ha lasciato, se ne
andata via portandosi via il mio cuore, la
mia anima, tutto me stesso, mi sento perso,
come un naufrago alla deriva. La vita non ha
pi senso senza di lei. Tutti i progetti per il
nostro futuro andati in fumo. Non c' pi

niente. Amore mio, mi manchi da morire,


spero almeno che tu stia bene, ovunque ti
trovi. Dove sei Andrea, amore mio? Sembra
che la terra ti abbia inghiottito. Sono appena
rientrato da una missione in Iraq, le
immagini di quei luoghi ti martellano nella
mente, quello che ho perso io niente in
confronto a quello che quella gente non ha
pi. Famiglie, affetti, amici, casa, tutto, non
hanno pi niente se non la loro fede, ma...
nel mio piccolo mondo, senza nulla togliere
al dolore della perdita dei loro cari , anchio
ho perso tutto. Ho perso la persona pi
importante della mia vita e ora non so che
farmene. Non cerco la morte, sarebbe da
vigliacchi ma non mi tiro indietro quando c
da partecipare a missioni pericolose.
Dopo un anno mi ritrovo

qui, davanti alla porta del mio


appartamento. Non ci sono pi entrato da
allora, troppo doloroso. Tutto sa di lei, ma
ora devo prendere il coraggio a due mani e
affrontare la realt. Lei non c pi. Non
torner pi da me. L'ho cercata per mari e
monti ed come sparita dalla faccia della
terra, in Italia non sono riuscito a trovarla, e
un paese immenso e non so come muovermi
anche se Luca mi stato davvero di molto
aiuto ma, come dice lui, se un topo non vuol
farsi prendere dal gatto sa dove nascondersi.
Ma ora devo andare avanti
e provare a sopravvivere. Prendo un bel
respiro , apro la porta ed entro. L'impatto
devastante. Il suo odore, la sua presenza,
come se non fosse mai andata via, lei
sempre stata l. Mi manca laria, e sento per

la seconda volta le lacrime pungermi gli


occhi, un nodo alla gola mi strozza il
respiro, sto male, ed cos dannatamente
doloroso. Deglutisco e inspiro aria, mi
faccio forza ed entro chiudendo la porta alle
mie spalle. Un passo dietro l'altro arrivo in
camera da letto. Un altro colpo al cuore. Il
letto disfatto, i suoi vestiti buttati sulla sedia
nell'angolo, sotto la finestra. In bagno c
ancora il suo spazzolino da denti, il suo
profumo preferito. Tutto rimasto come
l'aveva lasciato lei. Mi sento morire, mi
rendo conto che sto piangendo, il dolore che
sento dentro come una morsa che ti stritola
il cuore, lo schiaccia e ti senti soffocare. Mi
butto sul letto vinto dalla stanchezza e dal
dolore, le lenzuola sanno ancora di lei, il
cuore perde un battito, piango come non ho

mai fatto in vita mia, affondando il viso nel


suo cuscino e le mani a stringerlo come
fosse il suo meraviglioso corpo. Singhiozzo
sconfitto, stanco e frustrato fino ad
addormentarmi.
Una leggera carezza tra i
miei capelli, la mano si muove lenta, dolce,
facendo scivolare le mie ciocche tra le dita,
mi avvicino al corpo caldo che sento vicino
mentre sussurra il mio nome Liam....
lancio un mugugno, non voglio svegliarmi,
cos bello farsi cullare da quelle mani. Mi
avvinghio al suo corpo infossando il viso nel
suo petto mentre la stringo forte, sento fare
altrettanto da lei. Un altro sussurro vicino al
mio orecchio; Liam... sei sveglio? chiede
la voce.
No rispondo flebile

mentre mi stringo ancora di pi a lei, le


bacio il collo mentre inspiro il suo odore
sussurrando il suo nome Andrea amore,
se non sei reale non svegliarmi ti prego.
Mugugno inspirando il suo profumo, ma...
c qualcosa che non va, l'odore... non il
solito odore, non il suo odore, e la pelle, la
sua pelle cos morbida, calda, non la sua
pelle quella che sto toccando.
Mi sveglio di soprassalto
mettendomi seduto sul letto. E l'alba, e
dalle finestre si intravede il sole che sorge
inondando la stanza con i suoi raggi dorati.
Mi guardo in giro, confuso. Dio, era un
sogno, solo un sogno, chiudo gli occhi e li
sfrego con i pugni mentre cerco di calmare il
mio respiro per farmi coraggio. Una mano
mi sfiora la guancia delicatamente, no...

allora....? Non un sogno. Spalanco gli


occhi mentre mi giro, e la vedo... ma... non
lei.
Non Andrea.
Metto a fuoco
l'immagine e mi blocco un secondo per poi
scattare in piedi gi dal letto. La rabbia mi
invade, cieca. Ecco cosa provo in questo
momento, una folle rabbia per via della
persona che mi trovo davanti a me, nel mio
letto. E che mi sta toccando. Megan. Di
colpo mi allontano con uno scatto repentino.
Che cazzo ci fai tu qui!
Esci immediatamente! urlo disgustato.
Liam ti prego io...
sussurra Megan.
Ti ho detto di uscire
cazzo! la rabbia mi offusca il cervello.
Ti prego ascolta io...
Non voglio ascoltarti, hai

un bel coraggio a presentarti qui dopo tutto


quello che hai combinato, hai distrutto la mia
vita, esci immediatamente da qui o mi vedr
costretto a farlo personalmente la fulmino
con un occhiata feroce.
Liam ti scongiuro
ascoltami, lo so, ho sbagliato ma io l'ho fatto
per amore. dice con una preghiera.
Per amore? Che cazzo
stai dicendo, tu non conosci l'amore, sei solo
una... non farmelo dire, ti odio dal profondo,
ora esci da qui, non farmelo ripetere alzo
un braccio indicandole le scale.
Io ti amo Liam, ti
desidero da morire, ti prego perdonami,
vorrei che tu mi amassi come amavi lei, lei
non c pi e io vorrei...
Tu cosa! Sei pazza, non

verrei a letto con te nemmeno morto, mi fai


schifo, non mi farei toccare da te neanche se
mi sparano, figuriamoci venire a letto.
Cristo, vattene Megan, vattene prima che mi
faccia prendere dalla voglia di metterti le
mani addosso e ucciderti sento la rabbia
invadermi il cervello.
Per fav...
VATTENE!!!!!!!!! ESCI
DA
QUESTA
CASA
PORCA
PUTTANA!!!!!!! urlo senza controllo.
Liam... sussulta lei,
spaventata.
Fuori! Subito! Stai
ammorbando laria di questa casa con la tua
presenza, sei riuscita a insozzare l'unico
ricordo che avevo di lei, le lenzuola dove ha
dormito l'ultima volta e ora... mi toccher

bruciarle perch le hai contaminate con il tuo


marciume.
Fuori! dico con rabbia e
risentimento. La vedo abbassare gli occhi e
alzarsi dal letto.
Liam... pensaci...
potremmo essere felici insieme insiste.
Non ci vedo pi dalla
rabbia, senza risponderle la prendo per i
capelli dietro alla nuca e la trascino via di
peso mentre lei urla aggrappandosi a me, e
scendendo le scale di corsa senza
preoccuparmi di farle male apro la porta e la
sbatto fuori a malo modo scaraventandola
per terra Sei solo una lurida cagna. Non
osare mai pi avvicinarti a questa casa e alla
mia persona, o te ne far pentire detto
questo chiudo la porta sbattendogliela in
faccia. Rimango l, nel corridoio, in preda

ai miei pensieri. Sono scioccato, disgustato


da quanto accaduto. Voglio andarmene da
qui, basta non lo sopporto pi tutto questo,
ho bisogno d'aria, aria nuova, pura. Voglio
andarmene lontano dove non c nessuno a
distruggermi la vita, la mente, l'anima, il
cuore. Piango perch tutto questo non c
l'ho pi da un anno. Qualcuno se l portato
via lasciando solo un involucro vuoto.

Andrea
Due anni. Sono passati due
anni dagli eventi che hanno cambiato la mia
vita, che mi hanno portata a lasciare Los
Angeles, chiudendo il capitolo pi doloroso
della mia vita e anche il pi intenso, ormai
manca poco a Natale, di Liam non ho saputo
pi niente, i primi sei mesi sono stati
davvero terribili, non faceva altro che

mandarmi messaggi e
telefonate, che
puntualmente rifiutavo. Ho girato mezzo
mondo con Alex per non pensare a lui, per
rimettere insieme la mia vita, ma poi ha
smesso ormai da tempo di inviarmi
messaggi, da quando ha capito che non avrei
mai risposto. Mi fa male pensare a lui ma
inevitabile, mi ha lasciato un segno
indelebile.
Ricordo il nostro ultimo
incontro, ricordo le ultime parole dette,
parole piene di veleno, dolore, rabbia.
Ancora una volta pensare a lui mi fa salire le
lacrime agli occhi, ripenso a come era
semplice la mia vita prima che lui
cominciasse a farne parte, ricordo tutto il
male che ho subito, e ancora una volta mi
convinco di aver fatto la scelta giusta e che
il tempo mi dar ragione.

Sono passati due anni ma


non riesco a dimenticarlo. Sara continua a
chiamarmi e a chiedermi quando vado da
lei. Non tornare pi a Los Angeles stata
la decisione pi difficile che io abbia mai
preso, ogni tanto Sara cerca di parlarmi di
lui ma la zittisco all'istante. Nonostante tutto
il tempo passato non riesco a non pensare a
lui, la notte ho ancora gli incubi, mi sveglio
urlando in un mare di sudore. E mi ritrovo a
piangere disperata. Sto cercando di rifarmi
una vita , trovare un giusto equilibrio anche
se difficile. Mi sono iscritta alluniversit
con un anno di ritardo, fortunatamente
concessomi dalla facolt adducendo motivi
di salute. All'universit ho conosciuto un
sacco di ragazze e ragazzi, uno in particolare
si preso la cotta per me. Pi di una volta

mi ha chiesto di uscire ma ho paura. L'idea


che un altro uomo mi possa toccare mi
terrorizza, non riesco ad avere un giusto
rapporto con loro, nemmeno d'amicizia,
forse perch non voglio. Il trauma della
violenza sempre presente, non riesco a
dimenticare, non si pu dimenticare una
simile esperienza, ti segna nel profondo.
Non ci sar mai nessuno dopo Liam, lui
era... speciale. Mi viene da piangere se
penso a lui, a come mi faceva sentire.
Cerco di andare avanti, di non pensare.
Ho preso una decisione,
quella di incontrarlo, dopo le feste di Natale
voglio andare a Los Angeles, non c la
faccio pi ad andare avanti cos, credo di
essere in grado di affrontarlo, voglio
vederlo, parlargli sperando che... non abbia

cambiato vita, magari si sposato, ha dei


figli, io... Dio, com difficile, ma stando qui
non concluder niente. Ormai ho preso la
mia decisione.
Non so come andr, non so
cosa gli dir. Non posso puntare
sullorgoglio stavolta, sono io ad averlo
lasciato crogiolare nel dolore e sono io ad
aver messo fine ad una storia che lui era
intenzionato a continuare. Sono stata crudele
proprio nel momento in cui lui si
dimostrato pi vulnerabile e se ce lha con
me ne ha tutto il diritto.
***
Sono in facolt. Oggi c
euforia nell'aria perch tra pochi giorni ci
saranno le feste di Natale e tutti sono felici
di passarle lontano da scuola, tutti tranne

me. Sara mi ha chiesto se vado da lei a


passare le feste ma ho gi detto di no, non
gli ho detto che forse mi vedr arrivare dopo
le feste per paura che ne parlasse a Dylan
che poi lo avrebbe detto a Liam... mi viene
male al pensiero di doverlo incontrare. Ho
bisogno di tempo per metabolizzare e
concretizzare quello che voglio fare. Sara mi
ha raccontato che ha lasciato il lavoro al
locale e che Dylan si trasferito da lei,
l'aiuta con le spese, e che insieme a Liam
hanno lasciato la base, adesso lavorano per
i privati in attesa di realizzare un loro
progetto. Non sono molto contenta, mi
dispiace che abbiano lasciato la base, avrei
preferito che portasse a termine la carriera
militare, non potranno mai pi pilotare uno
di quei mostri neri e bellissimi.

Mi vengono in mente le
parole di mia nonna quando mi diceva che
avrei incontrato un angelo biondo con le ali
nere. Sar anche scettica su certi argomenti
ma questo Se ora fosse qui, direbbe che
tutto un disegno del destino. Mi manca cos
tanto, non pensavo si potesse sentire cos
profondamente la mancanza di una persona.
La nonna era davvero una persona speciale.
Mi sento persa, mi manca
lui, mi manca tutto, per fortuna ci sono gli
amici, non possono alleviare il dolore che
sento dentro ma riempiono le mie giornate.
Decido di andare a trovare Jake in negozio,
sicuramente ci sar anche Nicole.
Appena arrivo in negozio,
c' la folla inferocita.
Oh dannazione.

Andrea! Sei tornata! Per


fortuna, ci dai una mano? mi chiede Nicole
entusiasta, ignorando completamente una
signora che continua a ripeterle "Jake
Gyllenhaal, si ricorda? C' Jake Gyllenhaal
nel film!"
Certo!- salve signore,
posso aiutarla? le rispondo urlando, e
cerco di andare in aiuto di Jake, che mi
sorride con quegli occhi luminosi,
portandogli via qualche cliente imbizzarrito.
Dio quanto mi mancato
tutto questo.
Mi devi raccontare tuttoil film si chiama 'Donnie Darko', signora, ha
presente? E' uscito qualche anno fa, quindi
esaurito, spiacente le risponde Nicole.
Tutto cosa? urlo di

risposta Il silenzio degli innocenti', dice?


Certo che ce l'abbiamo, ed tra i film in
promozione dio, mi sembra di non
essermene mai andata.
Io e Nicole sembriamo due
cretine: che sono uno da una parte e una
dall'altra della stanza, a urlare e
contemporaneamente parlare con dei clienti che tra parentesi, ci pagano apposta per
prestar loro attenzione- separati da un fiume
di gente e da un muro fatto di brusii.
Ed niente rispetto a come
dovr sentirsi in questo momento Jake.
Lo sento avvisare i clienti
dicendo cose tipo; Signora, se cerca
qualcosa lo chieda a me, non sposti i film
cos, per favore - O no, ragazzino, non
toccare quello scaffale- no- no!

La discussione rimandata
a un'oretta pi tardi, quando la folla
scemata e c' un attimo di quiete.
Allora, racconta tutto, per
filo e per segno, quello che successo fa
Nicole, con lo sguardo da esaltata,
aggrappandosi ferocemente alla sedia su cui
si accovacciata.
Cosa dovrei dirle? Quello che mi successo
non si pu raccontare, non a loro, non qui.
Ehm... Jake? chiamo il
mio amico, giusto per guadagnare tempo.
Andrea, non mi
deconcentrare, qui hanno compiuto un
massacro, un brutale massacro! risponde
istericamente, mettendosi le mani tra i
capelli e fissando gli scaffali dei dvd.
Uhhh, ok, scusa inarco le

sopracciglia, e riporto lo sguardo su Nicole,


che mi sta fissando con gli occhi stretti e
un'espressione omicida.
Non hai scampo. Spara
Allora... mh... sono
andata a Los Angeles
Mh-mh? fa lei in attesa.
E niente, una bella citt,
c un sacco di gente in giro, tutti che urlano,
che si agitano, che corrono, e poi ci sono un
sacco di boutique, Rodeo Drive stupenda,
e gli uomini sono stronzi, la maggior parte
ecco.
Mi sembra un biglietto da
visita piuttosto invitante.
Si, vero?, Trovo anche io
che sia una citt adorabile.
E poi?

E poi cosa?
Non dirmi che non hai
conosciuto nessuno. E quel tipo di cui ci
parlavi allinizio?
Beh, diciamo che ecco,
preferirei non parlarne Nicole fa cos male
pensarci, ma non posso evitarlo.
Scherzi? Perch no?
Allora hai conosciuto qualcuno! Quel tizio
che fine ha fatto? esclama tutta felice.
Che palle!
Diciamo di si.
E poi?
Ah che palle!!
Ok, ho conosciuto un
ragazzo, bello come il sole, ti basta? Non ti
dico nientaltro sappilo dico, sollevando le
spalle e inclinando la testa da una parte. Non

voglio parlare di lui.


Nicole inizia a urlare in
modo isterico, si alza in piedi e -saltellandosi dirige verso Jake e gli si aggrappa alla
schiena.
Jake, hai sentitooo?...Ha
conosciuto un bel ragazzo, magari si sono
anche baciati!
Mh, si, grandioso
commenta, e io lo guardo male.
Cio, guardo male la sua
schiena, perch sta dedicando tutta la sua
attenzione ai dvd, e non a me, come vorrei
che facesse.
Non sembri molto
entusiasta" osservo, e Nicole fa schioccare
la lingua.
Nah, solo geloso.

Anche tu con questa


storia?! si volta improvvisamente, irritato.
Uh, ecco qualcosa che
riesce a distrarlo dal suo rito contro la
pazzia.
Ah, perch, non sono
l'unica a pensarla cos? dice lei,
casualmente.
E io alzo la mano.
Gliel'avevo detto anche io di non essere
geloso, quando si era presentato quel tizio
con un maglioncino di un colore
improponibile, ricordi?
Ma che divertente, sei
unisterica Nicole, come quando hai la
sindrome premestruale.
Non fare battute sulle
mestruazioni, ora che sei ufficialmente gay le

devi evitare, ricorda: le vagine ti fanno


schifo ridiamo
Non sono gay! E le vagine
non mi fanno schifo...
Si, vabb, quel che
borbotta lei, roteando gli occhi, e Jake ci
fissa con l'espressione traumatica di un
bambino davanti al corpo imbalsamato del
suo cagnolino.
Voi due avete qualche
problema
osserva
con espressione
rassegnata.
Da che pulpito! esclama
la nostra amica, ed io sollevo un
sopracciglio.
Credo che dovrei iniziare
a preoccuparmi seriamente, nel momento in
cui un ossessivo-compulsivo viene a dirmi

che ho un problema.
Si, dovresti ripete Jake,
sospirando, ed io e Nicole scoppiamo a
ridere.
Dio! Adoro i miei amici,
sul serio. Mi fanno dimenticare per un attimo
tutte le brutture della vita.
Ok, che ne dite di una
capatina da Mac Donald? Offro io
propongo per mettere pace. Un sorriso
luminoso si distende sul viso di Jake. Pace
fatta.
***
Oggi una bella giornata,
nonostante il freddo pungente c il sole.
Sono seduta nell'area pic-nic della facolt
con Nicole, mia migliore amica dinfanzia,
sto cercando di concentrarmi su un compito

molto difficile, equazioni impossibili ma non


facile con lei che continua a parlarmi
distraendomi.
Andrai a Los Angeles per
Natale? la domanda di Nicole mi spiazza.
Non credo, non subito
almeno, magari dopo le feste, per Natale
vorrei andare in Italia, da mio fratello, ci
sto ancora pensando, e tu?
Dai miei nonni, ad
Amsterdam, perch non vieni con me? E
tanto che non passiamo del tempo insieme..
Lo so e mi dispiace
credimi, non credo che sarei di molta
compagnia con tutta la confusione che ho in
testa, comunque resta una bella mazzata per
te visto che devi prendere parecchi aerei.
Gi, non dirmelo ma i

miei ci tengono. E loccasione per rivedere


i miei nonni e per i miei i loro genitori.
I miei invece non ci
saranno, vanno via per un servizio
fotografico rispondo senza staccare gli
occhi dal libro.
Mi ha chiamato Alex
laltro giorno, a quanto pare in partenza
per lItalia anche lui, Venezia mi pare abbia
detto.
Mmh si lo so, c' la
serata degli oscar, a quanto pare gli hanno
dato la nomination. Ci siamo sentiti laltro
ieri, mi ha invitata ad andare da lui
affermo.
Perch non ci vai? Gi
stufa di lui? Ti ha fatto impazzire lultima
volta che sei andata da lui di la verit mi

chiede con una punta dinvidia.


Nah lo sai com lui,
zuzzurellone, e poi non amo il red carpet,
preferisco andare da mio fratello visto che
andr con la sua ragazza a trovare i genitori
di lei.
Lei vive con lui?
Si, dallanno scorso, si
trasferita a Los Angeles, e presto si
sposeranno.
Che bello, beati loro.
Gi sospiro con
amarezza.
Per devo dire che
Alex cavoli, che bel ragazzo che
diventato, davvero bello. Assomiglia a Mika
vero?
Mika?

Si, il cantante di X
factor.
Ah. Si, molto bello, non
dirmi che ti sei presa una cotta per lui
ironizzo.
Ha anche gli stessi gusti
sessuali, ma questo non lo dico.
No, ma che dici. Siamo
grandi amici lo sai, e poi lui gi il suo
amore. Ha detto che presto viene a trovarmi,
se non lo fa, come succede tutte le volte che
lo dice, giuro, lo vado a pescare e lo
uccido.
Scoppio a ridere. Ma dai Nicole, lo sai
com lui, sempre preso con gli impegni di
lavoro.
Sar. Ma dimmi, Andrea,
Comera Tokyo?

La domanda mi spiazza,
non me laspettavo, causandomi un dolore
insopportabile.
Stupenda, da toglierti il
fiato ma troppo caotica.
Davvero? Ehh... sospira
mi piacerebbe tanto andarci. Hai sentito la
novit? dice poi, cambiando discorso.
No, che novit? chiedo
guardandomi in giro.
Oggi arriva l'assessore
alla cultura, pensa, viene dalla Florida, che
ficata.
Che assessore? E
perch?
Lassessore Glassom,
Karl Glassom, a quanto pare in campagna
elettorale e siccome si trasferito qui da

noi, intendo a Parigi, sta cercando voti dai


giovani promuovendo la distribuzione di
testi gratuiti, non tutti, sarebbe magnifico
visto i costi, senza contare le migliorie che
vorrebbe apportare alla facolt dice
elettrizzata.
Che migliorie?
Beh, la palestra, tanto
per cominciare, poi c la biblioteca e...
Okay, okay ho capito,
un'accaparra voti, tutti cos i politici, ti
promettono mari e monti e poi... sono solo
parole, di fatti concreti se ne vedono pochi.
Uomini, tutti uguali rispondo con un alzata
di spalle.
Ehi, cos'hai contro gli
uomini, e Lucien? Non ti dice niente? E un
uomo, e pure bello, cavoli Andrea, ti muore

dietro da mesi e tu lo ignori completamente,


se solo guardasse me come guarda te dice
lei con un sospiro.
Puoi tenertelo se vuoi,
non mi interessa.
No, a me piace Alain ma
lui sbava per Clarisse, la quale sbava per
Alphonse, il quale sbava per Marie, la quale
sbava per Lucien il quale sbava per te che
manco lo caghi di striscio, e il cerchio si
chiude. Che schifo la vita dice con una
punta di amarezza.
Cavoli Nicole, sei
ridicola, peggio di una soap opera, come
fai a sapere tutte queste cose non riesco a
trattenere una risata.
Cloe, quella
perennemente depressa, non la sopporta

nessuno e ogni volta che riesce a beccarmi


mi stressa con ste trame da zuppa riscaldata,
sapessi che palle dice alzando gli occhi al
cielo, fa tante scene ma so che si diverte con
i pettegolezzi.
Ma dai, come fa a
piacerti Alain, ... scheletrico, tutto pelle e
ossa, e alto, ok, e biondo ed carino non lo
metto in dubbio, ha gli occhi azzurri...
Grigi, gli occhi sono grigi
Andrea.
Se, va bene grigi, ma per
la miseria, se soffia un filo di vento se lo
porta via come niente. E' tutto pelle e ossa
sfotto.
Dillo che tutta invidia la
tua. Non a tutti piacciono gli armadi a due
ante sai mi fa il verso ghignando

scherzosamente.
Figurati, io con gli uomini
ho chiuso quasi un sussurro triste il mio,
ma a Nicole non sfugge il senso.
Qualcuno ti ha fatto
soffrire vero? E parecchio anche. C'entra il
tuo ragazzo senza volto? Liam? Visto che
non mi hai mai mostrato una sua foto
continua.
Scusami Nicole ma... non
voglio parlarne, adesso devo studiare se no
il prof mi uccide, cavoli non riesco a capire
quest'equazione, la formula non mi entra in
testa.
Vedere? Accidenti
vero, neppure io ci sono riuscita, ho chiesto
aiuto ad Alain.
Ah... Ci penser, dai

andiamo altrimenti facciamo tardi


Mi avvio verso le aule, tra
poco ricominciano le lezioni, la pausa
quasi finita. Mentre sono in strada vedo un
assembramento di ragazzi agitati.
Che succede? chiedo a
Nicole.
E arrivato l'assessore,
scusa vado a vedere, ci vediamo dopo, ciao
e corre via come un fulmine, mi calo il
cappuccio in testa, adesso sento freddo, c
aria di neve nell'aria, mi stringo nella mia
giacca mentre continuo a camminare, intorno
a me l'agitazione aumenta. Sento i commenti
delle ragazze sul nuovo venuto e su chi lo
accompagna. Il pilota e la guardia del corpo.
Dio ma lo hai visto? Che
pezzo di manzo, cavoli sar alto almeno due

metri dice una ragazza.


Chi? Di chi stai
parlando? Della guardia del corpo?
risponde l'amica.
Ma no, del pilota, mamma
mia com' bello, accidenti gli salterei
addosso e... riprende la ragazza.
Beh, anche la guardia del
corpo non niente male, accidenti questi
Americani, sono dei veri giganti, chiss se
ha la ragazza risponde l'amica.
Anche se fosse? Da
quando ti fai questi problemi, io voglio il
pilota, me lo voglio scopare e adesso vado
da lui, lo invito fuori e poi vediamo
risponde sicura la ragazza.
Sicura? Hai visto che
armadio? Chiss se tutto cos risponde

laltra, maliziosa, scoppiando a ridere.


Sorrido a mia volta, sono
le stesse parole che disse Sara quando
conobbi Liam. Al diavolo, meglio cambiare
pensieri. Mi avvicino all'entrata quando
sento una voce, calda, profonda. Per un
attimo resto ferma, il respiro accelerato,
no... non pu essere lui, impossibile, non
pu essere qui, mi sar certamente
sbagliata. Proseguo mentre la voce si fa
sentire ancora, stavolta seccata mentre si
rivolge, presumo, alla ragazza di prima.
Metta gi le mani, non mi
va di essere toccato, chiaro? dice la voce
con tono secco e con un francese abbozzato.
Un brivido percorre la mia
spina dorsale al suono di quella voce.
Scusa, volevo chiederti

se ti andava di uscire con me, per bere


qualcosa, magari stasera dice la ragazza
per niente offesa dal tono. La riconosco. E
quella stronza di Clarisse.
No grazie, cercati qualcun
altro risponde l'uomo secco, ancora una
volta mi irrigidisco al suono di quella voce.
Dio, assomiglia in modo impressionante a
quella di... non voglio pronunciare il suo
nome, mi fa male, sento il mio cuore
stringersi in una morsa. Mi stringo nella
giacca e continuo a camminare immersa
nella lettura quando sento Nicole affiancarmi
e ridendo perch Clarisse ha fatto cilecca
con il pilota, era arrabbiata, ben gli sta,
quella si scopata mezza scuola, che schifo,
l'ascolto sorridendo mentre sono sempre
immersa nella lettura, libro aperto davanti

agli occhi, naso dentro al libro, non guardo


dove vado a sbattere, fino a quando qualcosa
di duro sbatte contro la mia fronte, o meglio,
io vado a sbattere contro qualcosa di duro,
facendomi sobbalzare e fermarmi mentre
risento ancora quella voce.
Dovresti guardare dove
vai, potresti farti male dice serio sempre in
francese, mi viene in mente Liam, e alle
poche lezioni di francese che ero riuscita a
dargli, non riusciva a farselo entrare in testa,
diceva che era pi facile imparare l'Italiano.
Non ho dubbi, la sua
voce quella che sto ascoltando, cos
possente, calda se pur secca. Il respiro si
ferma, il cuore accelera il battito per poi
perderlo, sto tremando e non riesco ad alzare
il viso per guardarlo, sono bloccata, non

riesco a muovere un muscolo mentre sento la


mia amica che mi scuote ma non riesco a
muovermi, ho il respiro sempre pi veloce e
il cuore che sembra voglia schizzarmi fuori
dal petto da tanto sono agitata, lui si accorge
del mio stato e con tono preoccupato chiede.
Tutto bene?, Ti sei fatta
male?
Dio, la sua voce, calda,
dolce, come miele sulle mie ferite. Non
riesco a rispondere, mi limito a scuotere la
testa in segno di negazione, l'unica cosa
che riesco a fare, cerco di allontanarmi da
lui quando mi ferma prendendomi per un
braccio, mi blocco, la sua stretta decisa ma
delicata.
Ehi aspetta, fammi
vedere, tu... stai tremando, scusami non

volevo spaventarti dice preoccupato, il


tono ora ancora pi dolce e io sento che
sto per piangere, sento gli occhi di tutti
addosso, soprattutto quello di Clarisse, che
si rode dall'invidia perch lui sta parlando
con me tenendomi per un braccio. Non c
la faccio, devo guardarlo, voglio guardarlo
anche se so che far male, come reagir? E
se... non volesse parlarmi? Dio, voglio
mettere fine a questa agonia, la mia almeno,
perch lui non so se ancora libero, magari
ha trovato un'altra con cui stare. Mi fa male
questo pensiero, il pensiero di non poter
baciare le sue labbra, toccare la sua pelle,
accarezzare e stringere il suo corpo ma,
devo farlo, basta, voglio cogliere
l'occasione che mi si presenta, anche se
questo mi porter a perderlo per sempre.

Ehi, stai bene? chiede


sempre pi preoccupato dovuto al mio
silenzio..
Lentamente alzo la testa e
incontro i pi begli occhi azzurri mai visti in
tutta la mia vita, il respiro mi si ferma cos
come si ferma quello di lui, lo vedo
spalancare gli occhi e aprire la bocca, quella
bocca che ho baciato una moltitudine di
volte, mi sento invadere da una gioia
immensa nell'ammirarlo in tutta la sua
bellezza. La sua espressione d'incredulit e
sorpresa. Non so cosa pensare quando lo
vedo li, di fronte a me che mi guarda
incredulo, mi sono sempre chiesta cosa gli
avrei detto se me lo fossi trovato davanti, E
adesso che qui davanti a me, adesso che
posso finalmente rivederlo, adesso che

potrei nuovamente toccarlo, non riesco a


dire niente.
Ha sempre quei suoi grandi
occhi azzurri espressivi e curiosi fissi su di
me, ha sempre quei suoi capelli spettinati e
sconvolti, che ricordo essere piacevolmente
morbidi al tatto, li sta facendo crescere.
sempre Liam. sempre massiccio. I suoi
occhi sono luce pura. I suo capelli oro
lucente. Sembra un Dio guerriero, alto e
forte. Ed bello da morire.
Non riesco a respirare, lui
qui, di fronte a me. Bello come non mai,
con quei suoi occhi splendidi che mi
osservano curiosi, sorpresi il suo corpo
possente, le sue labbra piene, la dolcezza
della sua voce. E mi sento mancare, colta da
vertigini. La testa mi gira, il respiro si

ferma, il cuore perde un battito. La sua voce


mi riporta alla realt ed come essere
risucchiati dentro un vortice.
And... Andrea... sei...
tu...? chiede incredulo. Gli occhi spalancati
per lo stupore.
Riesco a malapena ad
annuire, la tensione talmente forte che non
riesco a sopportarla e, in un attimo, come a
rallentatore, vedo il mio libro scivolarmi
dalle mani cadendo con un tonfo sordo per
terra mentre i miei occhi roteano facendomi
perdere conoscenza, riesco a sentire due
forti braccia afferrarmi prima di scivolare
nel buoi totale.
Apro gli occhi e una luce
accecante mi assale, mi fanno male gli occhi
mentre una voce risuona vicino a me, una

voce dolcissima e carica damore. La voce


di Liam.
Andrea... mi hai fatto
spaventare, stai bene? Dimmi di si ti prego
dice la voce con tono dolcissimo e
preoccupato.
***
Sono spaesata, confusa,
impaurita, non riesco a realizzare dove mi
trovo, fino a quando vedo un camice bianco
avvicinarsi a me, il dottor Reno, medico
della
facolt,
realizzo,
mi
trovo
nell'infermeria del campus.
Allora signorina
Marchesi, come si sente? chiede il medico.
Io... bene... credo ma...
cosa successo? sono chiaramente
confusa, mi sento addosso gli occhi di lui,

non oso guardarlo,


mi tiene la mano
accarezzandomi le dita, il suo tocco
leggero e delicato, porta la mia mano alle
labbra e vi posa un piccolo bacio. Mi sento
andare a fuoco per quel gesto semplice e
dolcissimo. Quanto mi mancato.
Ha avuto un capogiro, un
calo di pressione, ha la pressione bassa,
deve ingerire degli zuccheri, per il resto
tutto bene, pu andare se vuole, per oggi la
esonero dalle lezioni dice il medico.
Mi hai fatto spaventare lo
sai? Quando ti ho vista cadere io

Liam sei qui il mio


un debole sussurro.
Si, sono qui sussurra a
sua volta.

Sei tu chiedo incredula


con voce tremolante.
Si, sono io risponde con
un sorriso, una lacrima scivola leggera sul
mio viso, subito catturata dalle sue dita in
un gesto delicato e tenero.
Andrea non piangere, ti
prego la sua voce cos triste, mentre mi
accarezza una guancia.
Scusami io... non riesco
a parlare, un nodo in gola me lo impedisce,
abbasso gli occhi mentre sento la sua mano
sotto al mento che cerca di rialzarmi il viso.
Andrea... guardami, se te
la senti vorrei che uscissimo, ho bisogno di
parlarti chiede con un sussurro e uno
sguardo dolcissimo.
Lo guardo e la voglia di

buttarmi tra le sue braccia e baciarlo mi


assale prepotente.
Annuisco mentre mi alzo
dal letto sostenuta da lui.
Usciamo
dirigendoci al bar della facolt, non ha
voluto sapere ragioni, ha voluto che
mangiassi qualcosa, mi ha praticamente
trascinata quasi di peso, in questo non
cambiato, sempre cos protettivo, quanto mi
mancato questo suo modo di fare.
Allora... come stai? A
parte lo svenimento di prima... ti vedo un
po... sciupata, mangi abbastanza?
Si, non preoccuparti, senti
Liam... faccio una pausa tu come stai? Non
hai un aspetto migliore del mio riesco a
guardarlo negli occhi.
Me la cavo, non come

vorrei ma... cerco di sopravvivere anche se


non facile, allora qui che studi.
Gi, e tu sei il pilota
dell'assessore, chi l'avrebbe mai detto
sorrido mesta.
No, dovevo un favore ad
un amico e cos... sei cos bella quando
sorridi, mi mancato tantissimo, tu mi sei
mancata tantissimo e... sei bellissima...
io la sua voce incrinata dallemozione.
Liam... mi dispiace per
tutto quello che successo, io... sto ancora
male, non sono scappata se questo che hai
pensato... avevo bisogno di ritrovarmi. Di
raccogliere i pezzi ma non ci sono ancora
riuscita
Avrei voluto che fossi
venuta da me, parlarne, avrei voluto chiarire

il malinteso, il tuo allontanamento mi ha fatto


soffrire, e ci sto ancora male, come te,
anchio porto le mie ferite, e sono profonde
credimi mi dice con rammarico.
Lo so, e mi dispiace, la
colpa solo mia che non ho tentato nemmeno
una volta di chiamarti ma non mi sentivo
pronta, scusami mi difendo,
mentre
lacrime silenziose bagnano le mie guance.
Andrea no, non
piangere ti prego. Non stata colpa tua, se
non ti avessi lasciata sola quella sera tutto
questo non sarebbe mai successo, tu sei stata
quella che ha sofferto maggiormente e questo
mi rattrista. Ma quello che mi fa stare
peggio, sapere di non essere riuscito a
proteggerti come dovevo.
Non vero, tu mi hai

sempre protetta, solo non potevi sapere


quello che sarebbe successo quella sera. Ho
saputo che hai lasciato la base, perch? ...
successo qualcosa che non so? lo guardo e
mi perdo in quell'azzurro cielo dei suoi
occhi, bellissimo e triste.
Non me la sentivo di
continuare, ho voluto cambiare, adesso
lavoro per conto mio, e tu? Ho visto le foto
sulle riviste, sei bellissima dice in un
sussurro.
Si io... mia madre non la
smetteva pi di asfissiarmi e cos... ho
ceduto rispondo vergognandomi.
Stai bene? Ti occorre
qualcosa? Mangia dai, ti prendo un'altra
cioccolata.
No grazie, sto bene cos,

adesso devo andare vorrei avere il


coraggio di chiedergli com ora la sua vita,
se sta con qualcuna, anche se non ne ho il
diritto.
No aspetta dai, il medico
ti ha esonerato dalle lezioni, puoi fermarti
ancora un momento?
la sua una
preghiera.
Io... cos difficile, non
lo so.
Andrea per favore, io
ho bisogno di chiarire alcune cose.
Lo so, anchio mi
mordo nervosamente il labbro inferiore.
Andrea... senti, staserai
hai degli impegni? Io lavoro fino alle 18 poi
sono libero, l'assessore si sposter in auto e
ci pensa la sua guardia del corpo a portarlo

in giro cos... magari possiamo vederci e


parlare un... po... mangiare insieme se ti
va la sua quasi una supplica, che non
posso ignorare, anche se ho paura.
Non ci posso credere,
sono sparita per due anni senza mai
chiamarlo e non ho avuto il coraggio di
chiedergli niente mentre lui vuole uscire con
me Va... bene.
Grazie. Allora passo a
prenderti a casa tua alle... 19?
D'accordo, alle 19,
perfetto, adesso devo proprio andare.
Va bene, allora ci
vediamo, non sparire mi raccomando.
Annuisco mentre mi dirigo
verso laula per recuperare le mie cose. Non
ci posso credere, Liam qui. Questo un

miracolo, sono preda di una forte emozione.


La speranza si risveglia in me. Forse mi
vuole ancora, non ha nessuna relazione con...
frena Andrea, non correre, meglio non
illudersi, troppo bello per essere vero.
Mentre sono persa nei miei pensieri sento lo
sguardo infuocato di Liam sulla mia schiena
e Lucien guardarlo con ostilit.
Liam arriva puntuale, alle
19 gi fuori dalla porta. Parigi bella,
vista con gli occhi di un innamorato lo
ancora di pi. Improvvisandomi per la
seconda volta guida turistica, porto Liam in
giro per la citt, mano nella mano, come due
adolescenti travolti dalla loro prima cotta.
Ed cos che mi sento in questo momento.
Siamo in centro,
nello stesso Bistrot
dell'altra volta, ci siamo seduti all'interno, il

freddo troppo pungente per stare fuori.


Parigi incantevole in questo periodo
dellanno, lo sfavillio delle luci natalizie la
rende simile a un paesaggio delle fiabe, ogni
vetrina, ogni albero e usco di casa
luminoso e pieno di lucine colorate.
Il viale degli Champs
Elysee gremito di gente, di luci colorate, di
gente impazzita alla ricerca del regalo
ideale. Nellaria odore di dolci, pane
appena sfornato, e profumi e spezie di paesi
esotici. In fondo al viale riusciamo a
scorgere la Tour Eiffel tutta illuminata, tanto
bella da toglierti il respiro. Liam resta
affascinato dallo spettacolo che ha davanti
agli occhi, si limita ad osservare come un
bambino davanti a delle caramelle.
Andrea ... mi dispiace per

tutto quello che successo, non mi aspettavo


una cosa simile dai miei famigliari, mi ha
ucciso, se solo potessi fare qualcosa per
tornare indietro io... se penso allinferno che
hai dovuto affrontare, mi sento male dice
dopo un po.
Si, un inferno che porto
ancora dento. Ormai non possibile tornare
indietro, non dopo tutto quello che
successo. Ma ora basta, parlami di te,
dimmi della tua nuova attivit, come
procede.
Bene, abbiamo un sacco di lavoro, io e
Dylan abbiamo costituito una societ, anche
lui non sopportava pi l'idea di lavorare alla
base, non dopo quello che successo con...
John l'ultima frase quasi sussurrata per
non spaventarmi.

Mmh... capisco, sono


contenta che il lavoro va bene anche semi
piaceva vederti su quei mostri alati, e per il
resto tu... stai bene?
Vorrei chiedergli se sta con qualcuna,
confesso che ho paura. Beh, in fondo io lho
lasciato, giusto che si sia rifatto una vita.
Ma chiss perch non mi consola saperlo.
Non troppo, questi due
anni sono stati un inferno, quando mi hai
lasciato stato come se qualcuno mi avesse
tolto l'ossigeno dai polmoni, strappato il
cuore dal petto. E stato terribile, mi
sembrava di morire, ero sull'orlo della
pazzia, se non fosse stato per Dylan... Sono
distrutto Andrea, non sono pi io, e la vita
uno schifo, mi sento a met e per stare bene
mi occorre l'altra met... tu continua lui

sospirando, guardandomi negli occhi.


Sospiro a mia volta.
Liam... mi dispiace, io mi sono sentita allo
stesso modo, ho rischiato il suicidio,
credimi, ero un uno stato catatonico, non
mangiavo, non dormivo, non parlavo, ho
passato un brutto periodo, i miei erano molto
preoccupati, temevano che potessi
credevano che mi sarei tolta la vita, non
nego daverci pensato. Mia madre mi stata
molto vicina. Penso sempre a quel giorno,
mi dispiace per come ti ho trattato, per il
fatto di non averti creduto, mi sento male
solo a pensarci, sono una codarda, ho avuto
paura, lo shock che ho subito mi ha
sconvolta a tal punto che faccio una pausa
per non crollare.
No, non sei una codarda,

quello che hai passato non una cosa da


niente, e la colpa non tua, n mia, hanno
costruito una bella commedia, ci sto male
anch'io credimi, soprattutto per come hanno
trattato te e per quello che ti successo,
dio... vorrei ucciderlo quel...
Cerco di non pensarci
anche se difficile, non una cosa che puoi
dimenticare dall'oggi al domani, sono stata
davvero male e... non ne sono ancora uscita,
ogni volta che ci penso vorrei morire ma
cerco di tirare avanti lo stesso... per i miei
genitori, loro non meritano questo.
Mi dispiace... mi dispiace
tantissimo e vorrei poter tornare indietro
credimi, se solo penso a quello che ti ha
fatto quel bastardo, vorrei ucciderlo mille
volte, mi sento maledettamente in colpa.

Non devi, tu non ne hai


colpa, lui mi voleva e da quello che ho
capito ti odiava, stato pi uno sfregio nei
tuoi confronti, ha solo unito le due cose.
Bastardo, solo un
grandissimo bastardo... come ha potuto fare
una cosa del genere Ancora non mi
capacito, lidea che ti abbia messo le mani
addosso, e quello che ti ha fatto mi fa
impazzire confessa con rabbia scusami
meglio cambiare discorso, non voglio
vederti star male.
Senti io... volevo
chiederti... tu ti vedi con... qualcuno?
Alzo gli occhi e lo fisso
intensamente.
Scuoto la testa sospirando.
Diciamo che negli ultimi tempi, esattamente
da quando ho lasciato l'America ho

parecchie difficolt a relazionare con il


genere maschile, solo l'idea che un uomo
possa sfiorarmi mi terrorizza dico con tono
amaro e... tu? Esci con qualcuna?
Non mi sfuggito il senso
di sollievo che traspare dal suo viso, ma ora
sono io quella che sta trattenendo il respiro.
In attesa di una sua risposta. I suoi occhi
restano incollati ai miei.
No, ci ho provato a dire
la verit ma... non ha funzionato, non per
andarci a letto sia chiaro, ma per
accontentare Dylan, lo sai com', uno scassa
palle mi strappa un sorriso eravamo in
compagnia con amici e c'erano delle ragazze,
con la prima siamo andati a cena e non ha
fatto altro che parlare di se e di non so chi,
non l'ho ascoltata, non mi diceva niente, non

sentivo niente, lho scaricata la sera stessa.


La seconda mirava ad una sola cosa, ma
non ero interessato. Mi mancavi tu mi dice
alla fine.
In questi due anni non sei
uscito con nessuna a parte quelle due? resto
basita.
Si risponde in
imbarazzo.
O signore, Liam, tu non
hai fatto... niente per due anni? ora sono io
che lascio trasparire un certo sollievo. Sar
anche egoista, ma sono immensamente felice
sapere che nessuna labbia avuto.
Gi, non ce la facevo a
farmi toccare da un'altra donna che non fossi
tu e, a quanto pare non sono il solo, mi
dispiace, non che tu non esca con i ragazzi

ma per come devi sentirti, vorrei poter fare


qualcosa, qualsiasi cosa, e vorrei poter
cancellare tutto l'orrore che hai dovuto
affrontare mi dice con tono greve.
Lo so ma, non possibile,
queste sono esperienze che ti lasciano il
segno.
Gi, allora... adesso cosa
conti di fare? E Sara? La senti ancora?
Si, ed sempre pi
matta abbozzo un sorriso timido.
Senti Andrea io... c una
cosa che vorrei dirti e non so se... mi dice
con difficolt.
Cosa! ti prego fa che non
sia quello che penso. Mi dico mentalmente
respirando lentamente.
Ecco io... vorrei avere un

altra occasione per... riprovarci... io ti amo


tantissimo, non riesco a dimenticarti, non ci
ho mai provato a dire il vero, ho sempre
conservato la speranza di ritrovarti un
giorno... ti prego non dirmi di no, ho bisogno
di te, se i tuoi sentimenti non sono cambiati
dammi la possibilit di ricominciare,
sempre se mi vuoi ancora.
Spalanco gli occhi mentre
il respiro si ferma. Lui sembra in sospeso.
Passano due interminabili minuti, che a me
sembrano un eternit, prima di rispondergli.
Liam... non mi sento pi
quella di prima, ho paura, paura di guardarti,
paura di toccarti, paura di farti del male,
l'idea di stare con te e vederti soffrire per
non potermi toccare, avere, mi fa soffrire, io
non riesco ad avere un contatto fisico,

capisci? Almeno per ora, io mi sento...


sporca. Dentro di me si rotto qualcosa,
non sono pi la stessa e non so quanto valga
la pena di aspettare, l'opzione tempo
indefinita, non so tu fino a che punto sei
disposto ad aspettarmi, magari dopo un mese
stanco e frustrato non vuoi pi saperne di...
me e... io.... mi ritroverei sullorlo di un
burrone, non riuscirei pi a riemergere
la mia voce trema, a stento trattengo le
lacrime.
Amore, guardami, non ti
far del male, io ti voglio nella mia vita e
non importa quando dovr aspettare, anche
fino alla morte ma non posso pensare di
vivere senza di te, sono quasi morto quando
te ne sei andata ed ora che sei qui mi sembra
un miracolo, un segno del destino, non

voglio perderti ancora, mai pi, sapr


aspettare, con pazienza e tanto amore sono
sicuro che riuscirai a venirne fuori, non ti
toccher, non ti sfiorer fino a quando non lo
vorrai tu ma... ti prego non lasciarmi ancora,
stavolta sono sicuro di non riuscire a farcela,
non dopo averti ritrovata la sua voce
cos triste.
Liam deglutisco ti
occorrer davvero tanta pazienza, cos
dura per me, la notte mi sveglio urlando in
preda agli incubi, e ho paura ogni volta che
esco, ogni volta che qualcuno mi rivolge la
parola, ho paura a stare sola, io... oh, Liam
le lacrime non pi trattenute sgorgano
copiose.
La sua voce appena un
sussurro.

Non piangere ti prego, ti


aiuter io, ti star vicino, non ti lascer mai
sola promesso, ti protegger, ti amer senza
chiederti niente. Dammi solo la possibilit
di ricominciare amore mio. Aspetter tutto il
tempo che ti occorrer, non ci sono
problemi, scherzi? Io voglio averti nella mia
vita, tutto il resto verr da se mi guarda
dolcemente, intrecciando la mano con la
mia.
Non mi sembra vero. Dopo
tutto quello che successo mi vuole ancora.
Oh Liam... non faccio
altro che pensare a te. A volte mi chiedo
come ho fatto a stare due anni lontana da te,
non sono riuscita a dimenticarti, ti amo
tantissimo anche se so che sar difficile.
Niente difficile se si

ama, ti aiuter io amore, ti prometto che avr


tanta pazienza, ho aspettato due anni cosa
vuoi che sia aspettarne altri due mi regala
un sorriso meraviglioso.
Quanto mi mancato. Sei
matto lo sai?
Si lo so che sono matto,
ma lo sarei di pi se ti lascio andare. Tu sei
mia Andrea, sei sempre stata mia, dal primo
momento che ho messo gli occhi addosso a
te sei stata mia. Ti ho amata e ti amer
sempre, ogni singolo istante della mia vita,
qualsiasi cosa succeda.
Resto l senza riuscire a
dire niente. Profondamente commossa dalle
sue parole. E davvero un ragazzo
dolcissimo, luomo dei miei sogni.
Liam soffio, allungo

una mano accarezzandogli una guancia. Tu


non puoi nemmeno immaginare cosa voglia
dire questo per
me riesco a dire,
perdendomi nel suo sguardo dolcissimo che
ne dici se andiamo a casa mia? I miei che
non vedono l'ora di vederti mi sento pi
leggera. E mi sento bene, pi che bene, ho
finalmente ripreso a respirare.
Ne sarei pi che felice
mi abbaglia con uno dei suoi sorrisi speciali.

***
Liam
Ci siamo fermati non so
per quanto tempo a parlare, ci siamo chiariti,
detti tutto quello che cera da dire. Ora lei
felice, allegra, pi sollevata. Certo, questo
non potr mai cancellare linferno in cui si
trovata e con cui sta combattendo, ma una

ragazza forte e coraggiosa, e poi ha me, non


pi sola, questa battaglia la combatteremo
insieme, far di tutto per vincerla e
renderla felice. Torniamo indietro a piedi
passeggiando lungo la Senna mano nella
mano, la osservo di sottecchi ed davvero
stupenda, il suo modo di muoversi, quei
jeans attillati, la maglietta aderente e i
capelli sciolti che le scendono sulle spalle la
fanno sembrare una piccola sirena, sento il
mio cuore battere allimpazzata per la troppa
felicit, attraverso la mano riesco a sentire
tutto il calore del suo corpo, il suo profumo
delizioso e la sua voce argentina. Dio quanto
mi mancata. Il mio corpo trema, la
desidera pi che mai, peggio di prima, ma
devo andarci piano anche se la voglia di
toccarla, di stringerla mi sta facendo uscire

fuori di testa. Ma non oltrepasser i limiti,


aspetter che lei sia pronta.
Allora deciso, verrai
con me a Los Angeles vero? Lascia che porti
il Senatore a destinazione e poi vengo a
prenderti, non....cambiare idea chiedo
prendendo aria.
No, non cambio idea.

Andrea
Oh, mio dio, davvero?
No dico... tu e quel... pezzo di marcantonio
state insieme? chiede curiosa Nicole.
Si, da oltre due anni
rispondo in imbarazzo.
Accidenti che fortuna, mi
sembra un tipo molto dolce, vero? Ed
cos... cos tanto, grosso, muscoloso, forte,
bello... dolce

Nicole? Piantala, ho
capito, si lui tutto questo ma finiscila tanto
non ti dir niente, chiaro? a fulmino,
conoscendola, mi chieder di pi.
Okay, ho tentato,
comunque ti invidio tantissimo, cavoli
quanto bello, e quanto alto, un vero
gigante, ha l'aria di uno romantico vero?
Si, molto romantico
alzo gli occhi al cielo.
E lui il ragazzo di cui
parlavi?
Si.
Geloso? insiste.
Nicole? Basta... geloso e
possessivo, okay? Adesso smettila, andiamo
in classe altrimenti mi becco un altro
cazziatone ci incamminiamo verso l'aula

incrociando lo sguardo di fuoco di Lucien,


che non mi sfiora minimamente. Non mi
frega niente di lui, pu essere incazzato
quanto vuole che non mi tocca.
Si ma poi mi racconti
tutto prosegue Nicole, strappandomi dai
miei pensieri.
Tu sei malata lo sai?
Pu darsi, ma non te la
cavi cos, voglio sapere tutto di Liam
vero?
Si.
Ahhhh Liam
dolcissimo.
Nicole?
Si?
Asciugati la bava, lui
mio mi sorride dandomi una spinta,

corriamo per andare in aula.


Da questo capisco che
non passerai il Natale con me vero?
afferma sicura. Faccio spallucce annuendo.
E' quasi sera quando sento
suonare il campanello di casa mia, ho
avvisato i miei dell'invito a cena di Liam.
Sono rimasti piacevolmente sorpresi e felici,
mi hanno vista soffrire e piangere in questi
ultimi due anni, non potendo fare niente per
aiutarmi. Non li ringrazier mai abbastanza
per la loro sensibilit e delicatezza
standomi vicina. Apro la porta e mi trovo
davanti il pi bel sorriso dell'universo, oltre
ad un enorme mazzo di tulipani bianchi. Non
riesco a nascondere una certa commozione.
Si ricordato che adoro i tulipani.
Vieni entra, dammi qua,

questi li mettiamo in un vaso, grazie, non


dovevi disturbarti.
Figurati, un piacere,
vorrei darti molto di pi la sua tenera
risposta.
La prendo come una
promessa.
Puoi giurarci.
Abbiamo cenato, parlato,
riso e discusso. I miei non smettevano di
fargli domande visto che dallultima volta
che lhanno visto non sono riusciti a sapere
molto. Liam ha risposto educatamente,
sempre col sorriso sulle labbra, senza
lasciarsi andare e scoprire le proprie carte.
A fine cena usciamo a fare due passi in
centro.
E il senatore? Dove l'hai

lasciato?
A una festa di
beneficenza, con la sua guardia del corpo, il
mio compito finito, sono libero e per un
po non voglio prendere impegni.
Senti volevo chiederti
una cosa.
Spara.
Volevo sapere dei tuoi
... azzardo.
Sospira prima di parlare.
Con i miei ho chiuso, non
voglio nemmeno sentirne parlare, se penso a
come ti hanno trattata mi viene una rabbia...
Oh, senti... c un
problema per quanto riguarda il mio venire a
Los Angeles.
Sarebbe? Non dirmi che

non puoi perch mi sparo, giuro mi dice


preoccupato.
Niente di tutto questo, il
fatto e che se sto da Sara sarei di terzo
incomodo, come sai Dylan vive con lei
e... mi sistemo una ciocca di capelli dietro
l'orecchio.
Accidenti, un vero
problema
ironizza. Senti, possiamo
risolverla cosi, vieni a stare da me, ho tanto
spazio che dici? risponde sornione con tono
scherzoso.
Oddio, scusa, sembriamo
due bambini deficienti, okay aggiudicato
scoppiamo a ridere mentre mano nella mano
giriamo per la citt.

Stati Uniti - Los Angeles

Un urlo lancinante mi
assorda all'improvviso, quando entriamo in
casa di Sara. Accidenti quella ragazza deve
darsi una calmata. Un giorno o laltro mi far
venire davvero un infarto.
Oddio And, finalmente,
non vedevo l'ora che arrivassi, ciao Liam,
come stai? mi abbraccia stretta.
Bene grazie, e voi
ragazzi? Ehi Dylan, vedo che hai messo su
pancia, devi fare movimento fratello sfotte
Liam ridendo. Non lho mai visto cos
felice.
Piantala cazzone, non ti ci
mettere pure tu, gi mi basta lei per il
movimento, cazzo, credo che morir giovane
se vado avanti cos risponde allusivo, e

scoppiano a ridere. Dio Liam, di che ti


lamenti, pensa che bella morte sarebbe gli
tira un cuscino beccandolo in pieno.

Liam
Non ricordo quando stata
lultima volta in cui mi sono sentito cos
felice, leggero. La serata stata magnifica,
ci siamo divertiti. E sera
quando
rientriamo a casa mia. Appena dentro mi
sorprendo a guardarmi in giro. Dalla sera in
cui ho sorpreso mia sorella nel mio letto, ho
fatto davvero un casino, preso dalla rabbia
ho spaccato tutto, vasi, piatti, quadri e ogni
cosa a portata di mano e non sono pi
rientrato, e ora il risultato di quella
violenza sparso ancora sul pavimento.
Andrea osserva il disastro ma non dice
nulla. Si limita a guardarmi stupita ma va

oltre. Ho preparato il divano perch non


sono sicuro che le faccia piacere avermi
cos vicino ma non mi lamento, solo l'idea di
averla ancora per casa, di vederla trafficare
in cucina mi rende euforico, felice come non
mai. So che sar dura starle lontano, non
poterla toccare, ma ci prover con tutto me
stesso, non voglio perderla ancora, non
credo di riuscire a sopravvivere. Lei mi
guarda come se immaginasse i miei pensieri,
va in cucina, la vedo prepararsi il caff,
ormai un rito per lei. Adoro vederla
trafficare, mi fa sentire davvero a casa.
Beviamo in silenzio il caff, appoggiati alla
sponda della finestra, mentre sotto di noi la
gente corre e si agita per le feste natalizie
imminenti.
Allora buona notte

Andrea, se ti occorre qualcosa, qualsiasi


cosa non farti problemi, chiamami.
Va bene, sei sicuro di
dormire bene sul quel coso? mi dice
indicando il divano.
Certo, star benissimo, a
domani amore lei mi sorride, le stringo la
mano accarezzandogli le dita mentre le sfila
dolcemente per andare di sopra a dormire.
Il suo incedere mi fa impazzire, non
ricordavo l'effetto che mi provoca vederla
muoversi cos, roba da manicomio, meglio
non pensarci.

Andrea
E buio. C una fitta
coltre di nebbia che avvolge il paesaggio.
Sto correndo, ho il fiatone e sono sudata, un
sudore freddo, glaciale. O Dio, che ci faccio

qui? Ho freddo. Ho paura, una paura che


passa attraverso la pelle, infiltrandosi nelle
ossa, ti prende la mente impedendoti di
ragionare, ti prende i polmoni, ti toglie l'aria
e ti senti soffocare. Sento dei passi dietro di
me, passi pesanti carichi di dolore e morte,
comincio a correre attanagliata da una paura
viscerale, i passi si fanno pi vicini, cerco
di correre ancora pi veloce ma il mio corpo
non c la fa, le mie gambe cedono,
incespicano, cado con un tonfo sordo che si
ripercuote in tutto il mio corpo, mi ritrovo
per terra, in ginocchio e con i palmi delle
mani appoggiati a terra, cerco di prendere
aria, di pensare ma la paura mi ottenebra la
ragione, i polmoni bruciano per la mancanza
di ossigeno. Sento la sua presenza incombere
su di me. La presenza del male. Sento il suo

alito sul mio collo e una voce dura, maligna


che grida il mio nome. Lombra di una mano
si allunga. Mi prende per i capelli,
tirandomeli mi sbatte contro il muro, riesco a
sentire il dolore, un dolore allucinante,
pungente, impossibile da sopportare, cerco
di urlare ma la voce resta imprigionata
dentro la mia gola. Le sue mani mi toccano
ovunque, scalcio, graffio, mordo e quando
sento che mi tocca tra le gambe la voce trova
la sua strada, e urlo... urlo tutta la paura, la
frustrazione, l'impotenza che prigioniera
dentro di me. Un urlo fatto di terrore e
agonia.
Una voce dolcissima mi
chiama verso la luce. Amore... Andrea
calmati, solo un sogno, amore sono io.
La sua voce squarcia la

nebbia della mia coscienza. ...Lia... m...


lui... ... mi guardo in giro confusa, sudata
e senza respiro, tremo mentre mi aggrappo
alla sua maglietta. Chiudo gli occhi e cerco
di respirare. L'aria non riesce a raggiungere i
polmoni e la testa pulsa pi violentemente.
Non so come, ma mi ritrovo a piangere, a
singhiozzare con le mani tra i capelli. Devo
sforzarmi per tenermi dentro l'urlo che
minaccia di scaturire ancora dalla mia gola,
che preme per essere liberato. Se lo
lasciassi andare, sarebbe probabilmente il
pi forte di tutta la mia vita. Due braccia mi
circondano e mi obbligano a voltarmi, per
far scontrare il mio viso contro un petto a me
cos familiare, che tanto amo. Gli sto
spezzando il cuore, anzi, l'ho gi fatto. Lui
mi ha riportato qui. tutto chiaro, cristallino

come una coppa di champagne. Mi ha trovata


e non mi ha abbandonata.
Che stupida che sono!
Shh. Va tutto bene,
Andrea. solo un incubo, sei a casa
sussurra al mio orecchio.
E io vorrei gridargli di
lasciarmi andare, di non voltarsi indietro, di
riprendersi la vita che aveva prima di
incontrarmi. Cerco in ogni modo di spingerlo
via, ma non mi molla.
Smettila, non ti lascio,
Andrea. Non capisci? Non posso.
Lasciami, per favore! Vai
via! Non vedi che cosa sono?
Devi
lasciarmi andare, adesso! Cercati qualcuno
senza i problemi del cazzo che mi ritrovo
sto urlando sul serio e la mia testa non ne

affatto contenta, ma non importa. Importa


soltanto che lui si salvi.
Ormai non mi controllo
pi, ho perso tutta la capacit di farlo che
avevo accumulato in anni.
Lasciarti? Sarebbe come
decretare la mia morte, e io voglio vivere,
con te. Ti amo. Non poi cos difficile da
capire. Il resto un capitolo chiuso mi
stringe pi forte e le mie difese cadono.
Sono cos debole quando si tratta di lui.
Pensavo di averti persa
continua sul mio collo.
E questa sua affermazione
mi esplode dentro, come una bomba ad
orologeria.
Liam... resta con me, non
lasciarmi sola ti prego, tienimi stretta, non

lasciarmi andare sono sconvolta.


No, non ti lascio andare
amore, stai tranquilla, sono qui.

Liam
Liam mormora.
E ancora spaventata,
confusa. La stringo a me, cercando di farle
capire con il mio corpo che sono qui, che mi
dispiace, che la amo e che voglio soltanto
starle vicino. Quanto hai sofferto, Andrea?
Chiudo gli occhi e la
stringo talmente forte che posso sentire la
resistenza che oppongono le sue ossa alla
mia stretta. Ma lei non si oppone e mi stringe
a sua volta. La stringo forte, poi mi viene in
mente una domanda che avrei gi dovuto
farle prima. La allontano per poterla
guardare negli occhi, mi perdo in quel verde

immenso, quasi come se ci fosse solo quello.


Non lo farai pi, vero
Andrea? Non mi lascerai pi, vero?
Non pretendo una risposta,
perch so che ora non pu darmela. Ma
ancora una volta, riesce a stupirmi. Sempre
con grande fatica, solleva il mento per
potermi guardare negli occhi. I suoi sono
visibili a mala pena, ma per come si erano
messe le cose, quel poco di verde che mi
concesso vedere pi che sufficiente. Le sue
labbra si muovono. Andrea scava dentro di
s per riesumare anche la minima scintilla di
vita che le rimasta solo per potermi
parlare.
Scu... scusami.
Scuoto il capo per farle
capire che non deve farlo. Non deve

scusarsi. Non questo che voglio. Quello


che voglio lei, sempre e solo lei. Ogni
giorno. Nel bene e nel male.
Le ho chiesto di non
lasciarmi, ma la mia non era nemmeno una
domanda, ma una supplica. E senza che
nemmeno me ne accorga, la mia voce
giustifica questa preghiera.
Io non posso vivere senza
di te...
Prima di conoscerla, non avrei mai pensato
che avrei avuto il coraggio di dire, e di
provare, una cosa del genere. E non voglio
dimostrare nulla, semplicemente la verit.
Io. Non. Posso. Vivere.
Senza. Di. Lei.
Ti... ti amo... balbetta
quelle parole che ho temuto di non sentire

pi, prima di addormentarsi.


Di nuovo al sicuro. Di
nuovo tra le mie braccia. Ancora e sempre
mia. Continuo a tenerla tra le braccia, come
se sentissi il suo bisogno del mio calore. La
sua mano mi stringe la maglietta. E
stremata. Il respiro oltremodo lento, come
il movimento delle sue palpebre. Non voglio
nemmeno pensare a quello che ha passato e
che costretta a rivivere ogni fottuta notte.

Andrea
Quando mi sveglio gi
mattino inoltrato, il sole illumina la stanza
con il suo debole chiarore dorato, mi giro
nellenorme letto, Liam stretto a me, non mi
ha lasciata un attimo, mi ha sempre tenuta
stretta a se fino a quando non mi sono
tranquillizzata, trasmettendomi quella pace

che solo lui sa darmi. Sono cos felice che


tutto si sia sistemato tra noi, abbiamo
passato una parte della notte a parlarci, ne
ho sentito un bisogno estremo, doloroso, mi
ha fatto sentire bene, protetta, l'unica cosa
che mi dispiaciuto e sentirlo eccitato e non
riuscire a fare niente, lui mi ha detto
chiaramente che mi avrebbe rispettata e
aspettato i miei tempi. Chiudo gli occhi
massaggiandomi le tempie. Lo sento agitarsi
mentre allenta per un attimo la stretta dal mio
fianco, sospira e finalmente apre gli occhi.
Ciao biascico sulle sue
labbra baciandolo dolcemente, mi sono
mancate cos tanto.
Mh... ciao amore, vieni
qui, perch ti sei allontanata da me!
mormora biascicando a sua volta,

attirandomi a se.
Scusami per stanotte, mi
sono comportata da stupida, volevo
allontanarti e... grazie per esserti preso cura
di me pigolo, accarezzandogli i capelli.
Mi dispiace che tu debba
soffrire anche quando dormi. Per me stato
un piacere poterti stringere ancora, sapessi
quanto mi mancato il contatto con il tuo
corpo. Non mi devi ringraziare, e d'ora in
poi sar sempre cos se lo vorrai, perch
prendermi cura di te il mio scopo primario,
il pi importante.
Si, lo voglio, voglio
potermi sentire al sicuro, e solo con te mi
sento cos, sei l'unico con cui non ho
problemi a farmi toccare. Senti che ne dici
se ci alziamo cos mentre preparo la

colazione tu ti rendi presentabile. Usciamo,


hai bisogno di prendere aria, sei un po
pallido, hai bisogno di sole, luce, aria, ti
voglio vedere in forma perch io lo
guardo di sottecchi, lui mi guarda stranito.
Tu cosa? Di cosa stai
parlando! chiede senza capire.
Beh... ecco... io... stanotte
mi sono resa conto che la tua vicinanza non
mi ha creato problemi, stato come
tornare a respirare confesso.
Il mio corpo lo desidera, la
mia mente lo desidera, e io mi sento cos
stupida per essermi negata a lui.
Ehi piccola, non c
fretta, stai tranquilla e non preoccuparti per
me, vieni qui amore, abbracciami. Come sei
morbida, mi sei mancata tanto mi attira a

se stringendomi ancora pi forte.


Anche tu mi sei mancato.
Non hai idea quanto gli sfioro le labbra.
***
Siamo al parco, seduti su
una panchina, quando mi suona il cellulare.
Mia madre.
Ciao tesoro, come stai?
Tutto bene?
Ciao mamma, si tutto
bene, e voi? Novit?
Ah, tutto tranquillo,
senti... volevo sapere tu stavi bene e con...
Liam se era tutto a posto chiede con un
pizzico di apprensione.
Si mamma, tranquilla,
tutto a posto, vi saluta tantissimo, senti
adesso siamo fuori a fare una passeggiata, ti

chiamo pi tardi e ti racconto va bene?


Okay va bene, salutami
Liam faccio un verso d'assenso e chiudo la
comunicazione.
Ai tuoi hai raccontato
tutto?
Solo a mia madre, mio
padre sa solo che ci sono state delle
incomprensioni , e con Luca mi sono
trattenuta, non gli ho detto niente di... John
e... anche se credo abbia capito qualcosa.
Tranquilla, non sapr
niente da me, un capitolo troppo doloroso
per entrambi, meglio dimenticare, ogni
volta che ci penso mi sento ribollire il
sangue e la voglia di andare da lui e
ucciderlo si fa sempre pi pressante, non
voglio pensarci. Vieni andiamo a prendere

una cioccolata calda, ti va?


Si, grazie, senti e... con i
tuoi? Che intenzioni hai?
Per il momento tutto
rimane cos, non posso perdonare il
comportamento di mio padre nei tuoi
confronti, compreso l'indifferenza di mia
madre, ancora non ci credo che lui ti abbia
detto quelle cose, mi fa una rabbia che...
cazzo, ma quello che mi fa specie mia
sorella, non credevo potesse arrivare a
tanto il suo quasi un ringhio.
Lo so, non mi capacito
nemmeno io, se non ti va di vederli non sar
certo io che ti obbligher a farlo, quando ti
sentirai pronto allora... mi dispiace solo
che... non riesco a fare finta di niente, le
parole dette da tuo padre sono state molto

dure... mi hanno ferita troppo, non riesco a


dimenticare, per non parlare di tua sorella,
scusami.
Scherzi? Dovrebbe
scusarsi lui, anzi... ma ora pensiamo a noi,
non voglio passare la giornata a parlare di
loro, non ho nessuna intenzione di rivederli,
e non voglio che incontrino te, per nessuna
ragione al mondo.
Abbiamo passato un bel
pomeriggio, abbiamo girato la citt rivestita
di luci colorate, i negozi a Beverly Hills
strapieni di gente dal portafoglio gonfio,
impazienti di farselo svuotare, il tempo
volato. Ovviamente il cellulare di Liam non
ha smesso un attimo di suonare ignorato da
lui, le chiamate erano quasi tutte di sua
madre e un paio di sua sorella. Non riesco a

reprimere un senso di sconforto. Non posso


credere che abbia avuto il coraggio di
chiamarlo, dopo quello che ha combinato.
Siamo rientrati a casa e ho
sistemato quasi tutto il casino, quello che
non sono riuscita a fare lo far domani la
donna di servizio. Siamo riusciti a passare
dalla base, i ragazzi erano tutti felici di
rivedere Liam, soprattutto Dylan che non la
smetteva di ringraziarmi, volevo che
riprendesse il suo posto.
Lo vedi? Cosa ti avevo
detto! E bastata la tua presenza per farlo
uscire dalla tana, grazie Andrea, voglio
molto bene a Liam, come ad un fratello e
vederlo ridotto cos mi faceva star male mi
dice Dylan, con un sorriso, nel cortile della
loro base.

Lo so, e mi dispiace
credimi, come mai qui? Sara qui con te?
Si adesso arriva, ha
ricevuto una chiamata e siccome qui c
casino si allontanata.
Annuisco vedendola
arrivare tutta sorridente, deve aver parlato
con i suoi.
Ehi bambina domani
tieniti libera, si fa shopping, ah i miei ti
salutano mi comunica lei tutta pimpante.
Grazie e... che? Tu sei
matta, odio lo shopping, e poi non dobbiamo
fare la spesa?
Nah, niente scuse, la
spesa la facciamo lo stesso e tu Liam,
domani lavori vero? Cos la lasci respirare
sta povera ragazza, tra un po ricoveriamo

lei perch le togli l'aria lui fa per


risponderle ma poi cambia idea. Scoppiano
tutti a ridere e Liam annuisce malvolentieri.
Liam e Dylan hanno
ripreso il loro posto alla base accettato con
felicit e orgoglio dal Colonnello Tower, gli
era dispiaciuto quando erano andati via, gli
mancavano ancora quattro anni prima di
poter lasciare l'aviazione e poi poteva
mettersi in proprio esattamente come
avevano in mente di fare. Sono felice che
tutto si sia sistemato, rimane l'incognita
genitori, forse il caso di ricapitolare e
chiudere un occhio. Anche se non lo da a
vedere so che Liam ci soffre, soprattutto per
la mancanza di sua madre. Sistemer
sistemato anche quello. Per lei posso fare
uno sforzo.

Allora dove andiamo?


Sara, riuscita a portarmi a Beverly Hills
per lo shopping, purtroppo quando si mette
in testa una cosa non c verso di farle
cambiare idea. E davvero un mastino.
Ma da D&G bambina, che
ne dici?
No grazie, l'ultima volta
che ho preso qualcosa da loro e finita male
perci...
Che c'entra, quella stata
sfortuna e... non fa in tempo a finire quando
una voce mi chiama.
Andrea?
Si? rispondo voltandomi
in direzione della voce. Oh, cavoli. Claire,
la mamma di Liam.
Ciao Andrea, posso

disturbarti un attimo? chiede titubante la


donna.
Per cosa? mi metto sulla
difensiva.
Ho bisogno di parlarti, ti
prego, da sola.
Non ho segreti con la mia
amica, perci...
Va bene, ti dispiace se ci
accomodiamo l? indica un pub allangolo
della via, annuisco e ci sediamo ordinando
un caff.
Di cosa mi deve parlare?
Non di suo marito spero lo ammetto, sono
sui carboni ardenti.
No, di Liam, ho bisogno
di vedere mio figlio, ho bisogno di
parlargli.

Io non saprei cosa fare,


pu sempre chiamarlo al cellulare faccio
spallucce.
Lo sai che non mi
risponde, una vita che ci provo, tu sei
l'unica che pu aiutarmi sospira torcendosi
le mani nervosamente.
E come?, Lui sa che lei lo
chiama ma se non vuole parlarle...
Andrea... ti prego... basta
una tua parola perch lui torni a parlarmi, sei
l'unica che riesce a farlo ragionare, per
favore, ho bisogno di mio figlio supplica
con voce strozzata.
Io... non lo so... non
voglio obbligarlo a fare niente che lui non
voglia, capisce? Evidentemente non si sente
pronto per riallacciare i contatti con voi, non

dopo tutto quello che successo, la prego


non me lo chieda supplico a mia volta
Ti scongiuro Andrea, non
posso perdonare il comportamento di mio
marito, mi dispiace che ti abbia ferita in
modo cos profondo, non lo sapevo, ho solo
immaginato quello che avrebbe potuto dirti
ma non quello che poi effettivamente
successo, per non parlare di Megan, ancora
stento a crederci che si sia presa una cotta
per Liam, e che poi abbia scuote la
testa in segno di resa purtroppo io non
posso far tornare indietro il tempo e poter
cancellare tutto, ho sbagliato a non
intervenire. Sapevo che voleva parlarti
quella sera, e anche di cosa, a grandi linee
ma non immaginavo che si sarebbe spinto
cos lontano,
non ho fatto niente per

fermarlo, non credevo che il rapporto che vi


univa fosse cos forte, tanto forte da spingere
Liam ad escludere dalla sua vita la sua
famiglia, coloro che ha sempre amato sopra
ogni cosa. Ti prego, se davvero gli vuoi
bene allora... aiutami, anche tu hai dei
genitori, mettiti nei mie panni e nei loro.
Nei suoi occhi c tanta tristezza, si vede
tutto l'amore che prova per suo figlio, e
anche che gli manca. Penso ai miei genitori,
e basta questo per farmi cedere.
Va bene, vedr cosa
posso fare, non verr mai a casa sua, questo
lo sa gi una certezza la mia.
Si, non pretendo tanto,
possiamo vederci da voi, se... non ti
dispiace, o in qualsiasi altro posto magari...
domani o... quando vuoi.

Va bene ma... non


nell'immediato, non le prometto niente per,
prover a parlargli e se a Liam sta bene...
ma non lo obbligher se questo che spera.
Mi lasci il suo numero, appena riesco la
chiamo annuisce tirando un sospiro di
sollievo. Mi da il numero del suo cellulare,
mi ringrazia. Poi si alza e con un sorriso
triste si allontana mestamente.
Certo che ha una bella
faccia tosta e? professa Sara.
Gi, Liam non la
prender bene, lo so gi.
Andrea, lui lo far solo
perch sei tu a chiederlo.
Riprendiamo il giro del
centro con somma gioia di Sara che, a quanto
pare ha voglia di spendere, facciamo anche

la spesa decidendo il men di Natale.


Decidiamo di rientrare che pomeriggio
inoltrato dopo aver ricevuto una decina di
chiamate da parte di Liam.
Certo che non ti lascia
nemmeno girare. Cazzo cos possessivo?
Porca miseria siamo fuori da appena quattro
ore e gi chiama si lamenta Sara,
sbuffando.
Lo so ma... voglio che sia
cos, ne ho bisogno, mi sento bene quando mi
intorno, dai rientriamo altrimenti ci viene a
cercare rispondo.
Sara alza gli occhi
rassegnata.
Come fai a resistere, non
ti manca l'aria? Ti sta sempre addosso, cos'
ha paura che scappi? Dio ormai avete

chiarito tutto no? riprende, roteando gli


occhi.
Lui fatto cos, mi piace
questo suo modo di fare, mi fa sentire
protetta, al sicuro, guai se non fosse cos
rispondo abbassando gli occhi.
Contenta te, io impazzirei,
... troppo... cazzo, per... forse dovreste
passare un po di tempo da soli, che so... al
mare, sicuramente sente il bisogno di
recuperare il tempo perduto ma ti toglie il
respiro da come ti sta addosso conclude
strappandomi un sorriso.
Smettila, si preoccupa
per me, tutto qui. Al mare dici? Magari, mi
piacerebbe, ma Liam sempre preso con il
lavoro alla base e non mi va di creargli
problemi.

I problemi te li crei da
sola cara mia mi rimprovera lei.
Pu darsi, pensiamo una
cosa alla volta okay? alza gli occhi e
annuisce sorridendo, mentre riprendiamo il
giro.
***
Natale arrivato. Tutta la
citt in festa, ma senza la neve non la
stessa cosa. La gente corre impazzita per gli
ultimi regali da mettere sotto lalbero, io il
mio lho gi avuto. Liam. Nessun regalo
avrebbe mai potuto superarlo, ma lui non si
risparmiato. Si presentato con un bouquet
enorme di tulipani lilla e piccole roselline
bianche, un vero amore, e una scatoletta in
velluto blu, spiazzandomi. Dentro cera un
braccialetto in platino con tanti piccoli

diamanti a forma di tulipani. Sono rimasta


senza fiato. Mai visto niente di pi bello.
Pensando a quanto deve essergli costato, ho
cercato di protestare ma lui mi ha zittita con
un lungo e dolcissimo bacio, facendomi
capitolare. In compenso io e Sara ci siamo
date da fare, abbiamo preparato tutto a base
di pesce, un men da Re. Ricco e gustoso.
Cosa che hanno gradito, divorando tutto
come fossero degli affamati. Ho chiamato i
miei e Luca per gli auguri, raccontandoci i
rispettivi men.
A cena finita rientriamo nel
nostro appartamento. Ci spaparanziamo
mollemente sul divano, la mia testa
appoggiata alla sua spalla. Lo sai amore?
Mi piacerebbe che tu arredassi questa casa
mi dice Liam, improvvisamente.

Davvero? Io ne sarei
felice, come mai questa decisione?
giocherello con una ciocca dei suoi capelli.
Come hai detto tu un po
di tempo fa, voglio qualcosa che sia solo
nostro, e dopo le feste Natalizie che ne dici
se cercassimo luniversit adatta a te? Cos
puoi riprendere gli studi, hai gi perso un
anno, sempre che tu lo voglia.
Si, certo, voglio
riprendere gli studi, voglio laurearmi e poter
finalmente coronare il mio sogno. Diventare
architetto lascio trapelare tutta la mia
felicit.
Bene, allora deciso
soffia con quel suo sorriso mozzafiato.
Liam? decido che il
momento di parlargli di sua madre, meglio

prima che poi.


Si?
Mi chiedevo... se era il
caso di sentire tua madre, non mi piace che
continui a chiamare e tu ignori le telefonate
mormoro accarezzandogli i capelli.
Lo sai perch lo faccio,
non mi va basta, non ora almeno.
Mi stringo a lui
accarezzandogli dolcemente i capelli.
Sospira godendosi il momento.
Perch non provi a sentire
cosa ha da dirti? Magari vuole chiederti
scusa insisto baciandogli la fronte. Non
con me che deve scusarsi, senti dobbiamo
parlare per forza di lei? la sua voce si
fatta bassa e roca.
Beh, ma se non gli dai

l'occasione come pensi possa scusarsi con


me?, Mi piacerebbe sentire cosa ha da
dirmi continuo dolcemente.
Mmh... lo sai? Sei
diabolica, scommetto che mia madre ti ha
chiamato vero?
Pu darsi, allora? Ti va
bene se... una sera la invitiamo a cena?
continuo ad accarezzargli i capelli.
Cosa? Ma neanche per
sogno risponde indignato.
Ok, cambiamo tattica.
Liam? mi spalmo su di lui, mettendomi a
cavalcioni .
Lui spalanca gli occhi
trattenendo il respiro.
Amore cos giochi
sporco, non valido, lo sai che non riesco a
negarti niente se fai cos mugola sulle mie

labbra quando gliele mordo.


Lo so mi allungo su di
lui e lo bacio, mordendo, leccando e
succhiando le sua labbra, mi sposto sul collo
leccando ogni centimetro di pelle. Sento il
battito del suo cuore accelerare.
Amore abbi piet se
continui cos non sar in grado di fermarmi,
due anni di astinenza fanno di me un uomo
molto pericoloso se stuzzicato. Non ti farei
mai del male ma potrei non rispondere delle
mie azioni dice rauco, mentre chiude gli
occhi deglutendo.
Ha ragione ma non me ne
pento. Lo guardo e mi perdo vedendolo cos
abbandonato alle mie carezze, sento il
desiderio di lui invadermi il cervello, lo
voglio, lo desidero, fino ad oggi ci siamo

limitati solo ad abbracci e baci leggeri ma


vedo lo sforzo che fa per non saltarmi
addosso ogni volta che posa gli occhi su di
me. Abbiamo due anni da recuperare. Ma
forse posso aspettare ancora un po.
Scusami hai ragione, non
voglio farti star male io... non... mi ritrovo
ad arrossire, mi sistemo una ciocca di
capelli dietro l'orecchio.
Ehi tranquilla, non hai
ancora superato i limiti ma... ti prego fai la
brava mi sorride accarezzandomi una
guancia dai adesso ci facciamo una bella
dormita e domani via... si ricomincia
d'accordo? mi bacia leggero cercando di
non stringermi troppo. Sento la sua erezione
premermi contro.
Ah! Non so perch ma

sono delusa, forse speravo in un suo


tentativo di di cosa? Andrea gli hai detto
chiaramente che non sei pronta. Mi
sbeffeggia la mia vocina interiore.
Va bene mi solleva
senza nessuno sforzo da sopra il suo corpo,
alzandoci ci avviamo verso la camera da
letto dove, una volta spogliati ci infiliamo
sotto le coperte accoccolati uno nelle
braccia dellaltro.
Lo sai? Stavo pensando
che mi piacerebbe fare una vacanza con te,
in un posto caldo, magari al mare, a causa
del mio lavoro non ti porto mai da nessuna
parte afferma baciandomi i capelli. La mia
schiena contro il suo petto, cos
possente, caldo, solido come solo lui sa
essere.

Pensa che ne stavo


parlando proprio oggi con Sara, mi
piacerebbe si, adoro il mare mi giro, alzo il
viso baciandolo dolcemente.
Allora fatta, lasciami
sistemare quattro cose e poi andiamo via io
e te da soli mi stringe a se catturando le mie
labbra in un bacio dolcissimo.

Liam
E' notte fonda quando mi
sveglio per via del caldo, un po per colpa
del riscaldamento e un po per via di
Andrea, praticamente non si mossa dalla
posizione iniziale. E rimasta avvinghiata a
me per paura che scappassi. Mi incanto nel
vederla dormire, cos bella, cos indifesa.
Sembra una bambola di porcellana.
Quando mi muovo le si muove, sembriamo

due satelliti che gravitano nella stessa orbita.


Apre gli occhi sbattendo le
palpebre. E un leggero sorriso le increspa le
labbra.
Liam? soffia.
Cosa? domando, ad un
paio di centimetri dalle mie labbra.
Qualunque distanza maggiore sarebbe
insopportabile in questo momento.
Com possibile che tu mi
ami cos tanto? mi domanda, quasi scettica,
mentre il verde dei suoi occhi diventa un
liquido tanto simile alloceano.
Sorrido, e in un attimo
lattiro a me, attento a non farle male. Le
prendo le mani e le porto sul cuscino,
allaltezza del suo viso, costringendola in
una specie di prigione fatta del mio corpo.

Andrea non oppone alcuna resistenza, troppo


impegnata a nascondere la commozione e a
bloccare le lacrime che non vedono lora di
scivolarle lungo il viso. Come biasimarle? A
volte vorrei essere anche io una goccia
dacqua per potere scivolare lungo tutto il
suo morbido corpo, lungo la sua pelle liscia
e setosa.
Vorrei che il mio sorriso
fosse in grado di esprimere la mia gioia a dir
poco incontenibile. Il corpo troppo limitato
per poter esprimere unemozione cos
intensa. Non esistono parole, poesie, canzoni
che possano dar voce alla mia felicit.
Quella felicit delirante di cui parlava
Anthony Hopkins in Vi presento Joe
Black. E qui, tornano in ballo, se non gli
angeli, le creature ultraterrene

Mi abbasso quanto basta


per poter incontrare le sue labbra. E
finalmente ci abbandoniamo in un bacio
vero, pieno, completo. Il primo da quando
abbiamo fatto lamore nella mia camera
dalbergo,
due
giorni
fa.
Prima
dellennesimo evento che ha rischiato di
distruggere la nostra storia e la nostra vita.
E nel mio bacio, nel modo
spasmodico con cui le mie labbra
posseggono le sue e la mia lingua
letteralmente si attorciglia con la sua,
indubbio che Andrea possa leggere tutta la
paura fottuta che ho avuto. Se lavessi persa
ioio davvero non so cosavrei fatto. E
quasi mi sembra incredibile di essere con
lei, ora, sul divano di casa sua. Quasi non mi
sembrano vere le nostre dita intrecciate, le

nostre bocche unite, i nostri respiri gi


affannati, il nostro desiderio incombente e
incontenibile.
Liam? sussurra la mia
dolce Andrea, quando ci separiamo per
riprendere fiato.
Cosa? domando, ad un
paio di centimetri dalle sue labbra.
Qualunque distanza
maggiore sarebbe insopportabile in questo
momento.
Mi vuoi ancora?
Cosa?
Non posso aver capito
bene. Andrea non pu avermi chiesto una
cosa del genere.
Mi desideri ancora? Mi
desideri ancora... nonostante tutto?

Cazzo, Andrea! Chiedimi


se il sole sorge e tramonta! Chiedimi se la
Terra davvero non piatta! Chiedimi se uno
pi uno fa due! Chiedimi di che colore il
cavallo bianco di Napoleone! Chiedimi
anche come mi chiamo... Ma non mi chiedere
una cosa talmente ovvia!
Cosa dovrei risponderti?
Si? Che ti desidero ancora? Che
probabilmente non ti ho mai desiderato come
in questo momento? A tal punto da provare
dolore...
Dovrei risponderti questo?
Eh no, cara. No. Fiato
sprecato. E soprattutto tempo sprecato.
Abbiamo solo un paio dore, ed io non
voglio sprecare neanche un minuto di pi.
Vuoi sapere se ti desidero

ancora? Ti accontento subito.


Mi getto sul letto, con il suo corpo ancora
avvinghiato al mio. Le sue dita tra i miei
capelli mi fanno impazzire, ma voglio essere
solo io ad occuparmi di lei. Voglio
dedicargli tutte le mie attenzioni. Voglio
darle un piacere che non ha mai provato
nemmeno con me. E non mi accontenter n
fermer fino al momento in cui non la sentir
urlare e implorarmi di smetterla, perch il
piacere addirittura troppo forte da
sopportare
Vuoi sapere se ti desidero
ancora?
La mia mano si fa spazio
sotto il suo pigiama, sulla sua pelle. E
subito, un gemito. Tutto quel tessuto inutile
mi spazientisce, perci me ne libero, quasi

strappandolo. Sono veloce, velocissimo. La


mia foga, il mio desiderio sono tali che temo
solo che si possa spaventare. La parte pi
animale di me prende il sopravvento... Ma
non devi aver paura, amore mio. Sono
solamente pazzo di te, magari pi del
solito... ma sono sempre io. E sempre il
mio amore folle.
Ma... vuoi sapere se ti
desidero ancora?
Le mie labbra si muovono,
a caccia sul suo collo. La mordo, e le piace.
Le sue dita stringono e stritolano le mie
ciocche. La sua voce si scompone in mugolii
trattenuti. Non vuoi dimostrarti debole,
vero? Ma tanto so che ti piace. So che stai
impazzendo. Ah! Amore... non puoi
nemmeno immaginare quanto mi ecciti

quando fai la dura! Ho quasi voglia di


affondare i miei canini direttamente nella suo
giugulare. Ho quasi voglia di bere il suo
sangue e nutrirmi di lei, per sentirla scorrere
anche fisicamente dentro di me. Ma c un
modo diverso e meno... vampiresco. E pi
eccitante.
Vuoi sapere se ti desidero
ancora?
La mia bocca scivola sul
suo seno. Ci faccio lamore, con le labbra,
con la lingua, con i denti. Amore, non sei
mai stata tanto morbida e succosa... La mia
mano gi alle prese con lelastico del suo
pigiama. Li prendo, li spingo verso il basso
con una mano. Li sfilo completamente dalle
sue gambe usando i piedi, perch non voglio
nella maniera pi assoluta che la mia bocca

perda il contatto con quel seno cos saporito.


Amore, ma che hai fatto? Ti sei cosparsa di
miele mentre non guardavo? Piccola strega!
Diavolessa tentatrice che non sei altro...mi
manderai al manicomio! Ti adoro.
Ma vuoi sapere se ti
desidero ancora?
La svesto anche delle
mutandine. E abbandono la sua pelle per
poterla guardarle negli occhi.
Vuoi sapere se ti desidero
ancora? sussurro al suo orecchio.
Non mi risponde,
totalmente persa nelle mie attenzioni. La
sento rabbrividire. Il mio corpo scivola,
lungo il suo. Ammiro il suo splendore, la sua
bellezza, mentre Andrea intuisce cosa voglio
fare. Cosa voglio farle. E mi da il permesso

con una sola occhiata. E io oso, vado avanti.


E la mia bocca affonda l, tra le sue gambe.
Ancora una volta, ma adesso senza nessuna
piet. Attraverso il pi intimo dei baci,
riesco a bere di lei, a nutrirmi di lei. Oh
amore... qui sei ancora pi buona. Non mi
sono mai sentito cos... cos affamato come
ora. Un animale a caccia. Un animale che ha
appena catturato la sua preda ed ora ne sta
succhiando il sangue, come un vampiro. Ma
sono sicuro che se un vampiro potesse
assaggiare il tuo nettare, cambierebbe dieta
immediatamente. Dio amore, ma che cosa sei
veramente? Bevo, assetato, affamato. Ed
come se stessi sorseggiando della cioccolata
fusa, dolce, calda e rassicurante. E allo
stesso tempo come se stessi ingollando del
whisky ben invecchiato, perch il tuo sapore

mi d alla testa e mi brucia la gola.


Ora hai capito, quanto ti
desidero? Ancora?
Non riesco a vedere il tuo
viso, ma ti conosco abbastanza per
immaginarlo. Ti vedo mentre tieni gli occhi
chiusi e ti mordi il labbro inferiore per
trattenere i gemiti e le urla. Ma prima o poi
dovrai cedere amore, perch non ti ho mai
sentito tremare in questo modo. Non ti ho
mai voluto fare impazzire come ora.
E finalmente, si libera. Quando proprio non
ne pu pi. Quando tutto troppo
amplificato. E grida. Grida il mio nome. Mi
chi ama Liam, mi chiama amore. Invoca
persino Dio! Mi prega di smettere, perch
non ce la fa pi.
E va bene amore, se

proprio insisti...
Abbandono il suo centro,
risalendo fino ad incontrare il suo volto
sconvolto. Sconvolto come non lo mai
stato prima dora. E scossa, profondamente
scossa. Al punto che il suo corpo sembra
quasi attraversato da spasmi simili a scosse
elettriche. Sorrido. Dio amore, quanto sei
bella... mentre ti passi una mano tra i capelli
e cerchi di riprendere fiato.
Sei cos dolce amore...
cos buona bisbiglio contro il suo collo.
Ti voglio Liam. Ti voglio
dentro di me...
Come sei ingenua, amore.
Come se ci fosse bisogno di dirmelo o di
chiedermelo...
In un attimo, il mio pigiama chiss dove sul

pavimento. E lattimo dopo, sono dentro di


lei. La stringo, mentre le sue braccia si
allacciano dietro al mio collo e le sue gambe
si avvinghiano alla mia vita. Come se mi
volesse ancora pi dentro, sempre pi
dentro.
Chiedimelo ancora
Andrea.
La mia voce rotta dal
piacere della foga delle mie spinte.
Mi... mi vuoi... ancora?
Sempre. Sempre.
Sempre...
Veniamo insieme. Come
sempre. Sempre insieme. E un momento
troppo bello per non condividerlo
pienamente con la persona che ami. Ed io la
amo. Cazzo, se la amo! I nostri corpi si

irrigidiscono
per
poi
rilassarsi
completamente. Con il fiato corto, appoggio
la testa sul suo petto. Il battito del suo cuore
somiglia pi ad una sinfonia di Chopin mai
scritta. Se avessi un pianoforte qui con me,
imparerei a suonarlo, e darei finalmente vita
ad una composizione solamente seguendo il
ritmo del suo cuore. Che d la vita a lei e la
restituisce direttamente a me. Le piccole
mani di Andrea mi accarezzano i capelli. Le
sue dita percorrono le linee della met del
mio viso non appoggiata al suo petto. Si
spostano per disegnare il contorno delle mie
labbra. Mi piace stare cos. Percepisco un
calore mai provato.
Non lasciarmi.
La mia quasi una
preghiera. Non so perch lho detto,

semplicemente mi sfuggito. So che


stupido, solo per il fatto che ha accettato di
vivere con me, di essere presente nella mia
vita. Sono talmente sopraffatto dalle mie
emozioni da essere totalmente incapace di
controllare la mia voce ed i miei movimenti.
Non ci riuscirei, Liam.
Non ci riuscirei nemmeno se volessi.
Ora lo so. Che cosa sei
Andrea. Sei la conferma che quelle creature
ultraterrene esistono.
Sei un angelo. Cattivello,
paradossale, spesso diabolico. Ma rimani
pur sempre un angelo. Il mio angelo.
Ti amo mormora il mio
amore.
Dimmelo in Francese
amore supplico.

Je taime mi dice, con


gli occhi che luccicano.
Alzo leggermente la testa
per arrivare a sfiorarle le labbra con un
bacio. Le sue braccia mi avvolgono stretto.
Je taime... ripeto sulle
sue labbra, con la voce carica di emozioni.
Non allontanarti mai da
me, non allontanarmi dalla tua vita ti prego
le dico timoroso.
Non ci riuscirei una
seconda volta, Liam. Ti amo troppo per
volerti lontano e mi dispiace che sia
accaduto, io... ho avuto paura che tu... non mi
volessi dopo tutto quello che successo
abbassa lo sguardo.
Dio Andrea, come puoi
pensare che non ti voglia pi, impazzisco se

non ti ho, anche solo per un giorno. Ti amo e


fai parte interamente del mio essere, te lo
ripeto, non posso vivere senza di te, lontano
da te, e tutto quello che successo stata
solo un immensa farsa crudele creata da...
Non dirmi niente, ti
prego, dimentichiamo quello che stato e
ricominciamo a vivere da questo momento.
Si amore, far di tutto
per renderti felice.

Andrea
Sono passati due mesi da
quando la mia vita ha ripreso a trascorrere
tranquilla, non ho superato il trauma della
violenza subita ma Liam mi stato di grande
aiuto. Lui cos premuroso, delicato, sensibile
e dolcissimo, sempre attento alle mie
esigenze fino all'inverosimile, con lui tutto

diventa facile. A volte mi chiedo cosa ho


fatto per meritarmi una persona speciale
come lui. Ma anche lui si porta dentro le sue
ferite. A volte, in certe notti lo sento urlare
in preda agli incubi, dovuti alla nostra
lontananza, e mi fa soffrire sapere daverlo
ferito cos profondamente, mi auguro che con
il tempo e il nostro amore possa superare
tutto.
Mi sveglio di soprassalto.
Mi gira la testa e ho troppo caldo. Liam
avvinghiato a me come un rampicante.
Borbotta nel sonno mentre mi sfilo dal suo
abbraccio, ma non si sveglia. Mi tiro su a
sedere e guardo lora. Sono le tre del
mattino. Ho bisogno di andare in bagno e di
bere. Ho la gola cos secca. Scivolo fuori
dal letto indossando una sua camicia, adoro

farlo, adoro sentirmi addosso il suo odore.


Silenziosamente scendo le scale e vado in
cucina. Nel frigorifero trovo un cartone di
succo darancia e me ne verso un bicchiere.
Mmh delizioso, e larsura alla gola si
calma immediatamente. Vado in bagno e
faccio quello che devo, esco e mi avvicino
alla grande vetrata che dalla sala da sullo
Skyline della citt, guardo Los Angeles che
dorme. La citt silenziosa sotto di me. Le
luci brillano e ammiccano come enormi
lucciole. Premo la fronte contro il vetro
freddo. un sollievo. E bello essere qui
con lui. Mi appoggio con una spalla alla
vetrata, e guardo fuori. La citt ha un aspetto
cupo, cos silenziosa e solitaria. Un
pensiero scorre veloce nella mia mente.
Potrei mai vivere qui sposata con Liam? E

difficile pensare a lui come mio marito e io


sua moglie, probabilmente dipende dal fatto
che sono ancora molto giovane, sposarsi mi
da lidea di impegno tra due persone mature.
Sono cos confusa ed elettrizzata allo stesso
tempo. Ha ragione mia madre quando dice
che non una decisione facile.
Se mia nonna fosse qui
so gi cosa mi direbbe.
Bambina non fartelo
scappare, lui langelo che aspettavi, lui ti
dar quella felicit che cerchi, sposalo e
fallo tuo.
Scuoto la testa svuotandola
da simili pensieri. Mi sento cos strana a
volte, ma mi piace la calma serenit di
questa casa, calda e rassicurante. Poi il
pensiero di stare qui ritorna. Potrei vivere

qui? Nella buona e nella cattiva sorte? In


salute e in malattia? Chiudo gli occhi e
appoggio la fronte contro il vetro, facendo un
respiro profondo, purificatore. Lassoluto
silenzio viene lacerato da una voce
angosciante che invoca il mio nome. Mi giro
e faccio le scale, raggiungo di corsa la
camera da letto prima che leco della sua
voce sia svanito, il cuore che mi martella per
la paura. Premo uno dei due interruttori della
luce. Liam l, seduto in mezzo allenorme
letto, con lo sguardo perso nel vuoto. Le
mani tra i capelli e il respiro affannoso.
Liam! mi chino su di
lui, lo prendo per una spalla, e lo scuoto.
Lui si gira verso di me, guardandomi con
occhi, stravolti e vacui, che perlustrano
rapidamente la stanza prima di fermarsi

su di me. Il letto era vuoto, non ti ho


trovata borbotta spaventato, lo sguardo
stralunato. Ha unaria cos persa che mi
fa star male.
Oh, Liam
Sono qui mi siedo sul
letto di fianco a lui. Sono qui mormoro
dolcemente nel tentativo di rassicurarlo. Gli
passo la mano tra i capelli, cercando di
tranquillizzarlo.
Ho avuto paura che te ne
fossi andata sussurra affannosamente. I suoi
occhi sono ancora stravolti e spaventati, ma
sembra che si stia calmando.
Sono andata in bagno e
poi in cucina a prendere da bere. Avevo
sete.
Lui chiude gli occhi e si

stropiccia il viso. Quando li riapre, sembra


cos afflitto. Perdonami scricciolo per
averti spaventata mi afferra e mi attira
accanto a s.
Tranquillo amore
mormoro continuando ad accarezzargli il
viso. Riesco a sentire tutta la sua paura. E mi
fa male.
I l suo petto madido di
sudore, e il suo cuore martella mentre lui mi
abbraccia forte. Mi sta fissando come per
rassicurarsi che sono davvero l. Gli
accarezzo dolcemente i capelli e poi la
guancia.
Liam, sono qui. Non vado
da nessuna parte cerco di calmarlo.
Oh, Andrea dice in un
sospiro. Mi prende il mento per tenermi

fermo il viso e poi la sua bocca sulla mia.


Il desiderio lo attraversa, e il mio corpo
risponde immediatamente, come se avesse
premuto un pulsante. Le sue labbra sono sul
mio orecchio, sulla mia gola, poi di nuovo
sulla bocca; i denti che mordono
delicatamente il mio labbro inferiore, la sua
mano che percorre il mio corpo dal fianco al
seno, infilandosi sotto la camicia.
Accarezzandomi e insinuandosi nei meandri
del mio corpo, le sue carezze mi strappano
un gemito, il suo tocco mi manda brividi
ovunque. Gemo mentre la sua mano
racchiude il mio seno in una coppa e le sue
dita si stringono sul capezzolo.
Perdonami amore se ti ho
spaventata, stringimi ti prego mormora con
laffanno.

Sono qui Liam. Sono


qui.
Lui geme e mi bacia ancora
una volta, appassionatamente, con un fervore
e una disperazione che non gli avevo mai
sentito prima. Poi, inginocchiandosi tra le
mie gambe, mi toglie la camicia.
I suoi occhi sono seri, pieni paure mai
sopite. Mi prende il viso tra le mani e mi
bacia, ed entrambi sprofondiamo di nuovo
sul letto, la sua coscia tra le mie, cos che
per met sopra di me. La sua erezione
preme contro il mio fianco, attraverso i
boxer. Mi vuole, sento la sua paura di
perdermi, deve aver sognato il giorno in cui
ci siamo lasciati. Ognuno di noi porta in se il
proprio incubo difficile da scacciare.
Oh, Liam gemo sulla sua

bocca.
Andrea sussurra
mordicchiandomi il lobo.
Ah! Sussulto, sentendolo
nel mio basso ventre, e il mio corpo si
inarca, tradendomi. Sono cos intossicata di
lui che non riuscirei mai a dirgli di no, non
voglio dirgli di no, il mio corpo lo reclama.
Ti amo Andrea e ho
bisogno di te. Ho bisogno di sentire che sei
reale. Toccami. Per favore strofina il suo
naso contro il mio, e la sua supplica sincera
mi commuove e mi fa sciogliere.
Mi sento disorientata. Amo
toccarlo. Non farei altro. Si alza su di me
timoroso di un mio rifiuto, guardandomi
negli occhi, e nella penombra della debole
lampada sul comodino riesco a capire che

sta aspettando la mia decisione, i suoi occhi


brillano, la sua bocca socchiusa emette un
flebile respiro.
Esitante, alzo una mano e
accarezzo i muscoli del suo petto.
Lui freme e dischiude le
labbra. La sposto sulla sua spalla, sentendo
il tremito che lo percorre tutto. Geme, e io lo
attiro verso di me, appoggio tutte e due le
mani sulla sua schiena sentendo i muscoli
guizzare sotto le mie dita. E cos caldo e
cos indifeso. Odio vederlo cos. Mi fa
sentire impotente. Nasconde la testa contro il
mio collo, aspirando il mio odore prima di
percorrerlo con il naso fino al mio mento,
baciandomi ancora. La sua lingua si
impadronisce della mia bocca, le sue mani si
muovono su tutto il mio corpo, di nuovo. Le

sue labbra scendono scendono e


scendono sul mio seno, adoranti, le mie
mani rimangono sulle sue spalle e poi sulla
schiena, a gustarsi il guizzare dei suoi
muscoli finemente scolpiti, la pelle ancora
sudata dopo lincubo. Le sue labbra si
chiudono sul mio capezzolo, tirandolo e
succhiandolo, tanto che questo si solleva per
incontrare la sua bocca stupenda, calda e
morbida.
Gemo e faccio correre le
unghie sulla sua schiena. Lui ansima.
Oh, Dio, Andrea
boccheggia, a met tra il lamento e il gemito.
Ogni muscolo del mio corpo si tende.
Adesso ansimo con lui.
La sua mano scende sulla
mia pancia, e pi sotto, proprio l, tra le mie

gambe, e le sue dita sono su di me, poi


dentro di me. Ansimo mentre lui muove le
dita in circolo, e spingo il bacino verso
lalto per accogliere le sue carezze.
Andrea sussurra.
Allimprovviso si stacca da me e si mette
seduto. Si toglie i boxer con gesto veloce. I
suoi occhi sono di un azzurro ardente mentre
mi guarda. Mi vuoi Andrea? Dimmi di no
se non vuoi mormora.
Liam. Anchio ti
desidero mormoro perdendomi nella sua
dolcezza infinita.
Lui si sposta
allimprovviso, cogliendomi del tutto di
sorpresa, e io mi trovo sopra di lui.
Oh, mio Dio!
Prendimi tu soffia, i suoi

occhi brillano di unintensit selvaggia.


Mon Dieu!
Lentamente, oh, molto
lentamente, affondo sopra di lui. Liam getta
la testa allindietro, chiude gli occhi e geme.
Gli appoggio le mani sul
petto e inizio a muovermi, crogiolandomi
nella pienezza del possesso, godendo della
sua reazione, osservandolo mentre ansima
sotto di me. Mi sento una dea. Mi protendo
su di lui e gli do un bacio sul mento, facendo
correre i denti lungo la sua mascella coperta
da un accenno di barba. Ha un sapore
buonissimo. Lui mi afferra i fianchi e
stabilizza il mio ritmo, lento e disinvolto.
Andrea, toccami ti
prego.
Mi chino in avanti e mi

tengo in equilibrio appoggiando le mani sul


suo torace. Geme, e il suo gemito quasi un
singhiozzo, e si spinge ancora pi
profondamente dentro di me.
Ah gemo e faccio
scorrere delicatamente le unghie sul suo
petto, tra i suoi muscoli duri e perfetti. Lui
mugola forte e si contorce, e allimprovviso
sono ancora una volta sotto di lui.
Dio amore ansima. Non
lasciarmi Andrea ed una supplica che sa
damore.
Mai!
Gli prendo il volto tra le
mani, sentendo che le sue guance sono
bagnate, e lo attiro verso le mie labbra, per
poterlo baciare. Le mie mani scivolano sulla
sua schiena. Il suo gemito profondo e

basso, gutturale, mentre lui si muove dentro


di me, spingendo, e io mi sciolgo, ancora
una volta
Oh amore sto per
mormora tra un gemito e laltro mentre la sua
bocca cattura la mia.
S! esclamo. Si muove
piano,
facendo
roteare
i
fianchi,
ripetutamente.
Accidenti cos bello!
Ti prego amore. Vieni
con me, per favore.
Ed come se mi avesse
puntato una bacchetta magica. Esplodo, il
mio corpo schiavo del suo; mi avvolgo
intorno a lui, aggrappata come ledera
mentre lui grida il mio nome, e viene con me,
per poi lasciarsi andare, con tutto il suo

peso, premendomi contro il materasso.


Lo ascolto ansimare.
Andrea invoca il mio nome come fosse
una preghiera. Mi stringe forte al suo petto,
affonda la bocca sul mio collo, mordendomi
piano, assaporando la mia pelle, alzo le
gambe fino a cingergli i fianchi. Mi bacia,
non mi lascia respirare. Sono sua, solamente
sua, il mio cuore pare scoppiare.
E
lamore che provo per lui, gioia, pura
delizia.
Andrea ogni volta che
lascia la mia bocca pronuncia il mio nome.
Sono tua, e non vado da
nessuna parte senza di te riesco a dire.
Mi bacia ancora, non mi
lascia dire pi nulla. Non mi lascia pensare
pi a niente se non a noi due. Siamo insieme,

e solo questo conta.


Lo stringo pi forte al
pensiero, perch sono felice. Perch so che
non potrei lasciarlo mai pi, perch ma
che importa poi? Sono tra le sue braccia e
affondo le mani tra i suoi capelli, senza pi
nessuna paura. Mi sfiora il viso, gli occhi, le
labbra, quasi volesse accertarsi che sono qui
per davvero. Rabbrividisco a ogni tocco,
ogni sua carezza. E domani sar ancora cos,
sar per sempre. Stringo Liam tra le braccia,
la sua testa sul mio petto, mentre restiamo
sdraiati nel piacevole ricordo del rapporto
appena consumato. Faccio scorrere le dita
tra i suoi capelli e ascolto il suo respiro
tornare normale.
Non lasciarmi mai
sussurra, e io sorrido a quella tenerezza,

nella consapevolezza che non pu vedermi.


So che stai sorridendo
mormora spiazzandomi, e sento un lieve
sorriso nella sua voce.
Mi conosci bene replico
piano.
Ma non abbastanza
confessa.
Gi. Abbiamo perso due
anni
della
nostra
vita,
dobbiamo
riprenderceli. Cosa cera nel tuo incubo?
oso chiedere.
Il solito si passa una
mano tra i capelli sconvolti, senza lasciarmi
andare.
Raccontamelo.
Lui deglutisce e
sirrigidisce prima di emettere un lungo

sospiro. Mi fa male solo pensarci


esclama.
Allora non dirmelo lo
rassicuro.
Mi guarda con tristezza, e
io rabbrividisco mentre il gelo si fa strada
nel mio cuore.
Fa male dice. il
dolore che ricordo. quello che mi fa avere
gli incubi. Il dolore del tuo abbandono. Due
lunghi anni di sofferenza. La guerra, le mie
missioni per dimenticarti, cosa in cui ho
fallito miseramente. Ho paura che possa
ripetersi, perderti mi terrorizza, non credo di
riuscire a sopportarlo.
Oh Liam. Come fai a non
capire che provo le stesse sensazioni? Che
anchio ho il terrore che tu possa lasciarmi?

Mi stringo di pi a lui, le mie gambe e le mie


braccia lo tengono saldamente contro di me,
e cerco di non lasciare che la disperazione
che provo mi soffochi.
Non succeder Liam. Non
ti lascer. Non pensarlo neanche per un
istante. Per favore ed una preghiera che
vale anche per me.
Chiude gli occhi e si
stringe ancora di pi a me. Si struscia contro
il mio seno, inspirando profondamente,
cercando di calmarsi.
Davvero? mi guarda
sospirando e accarezzandomi una guancia
Davvero sotto di lui, mi
dimeno in modo provocante e Liam sorride.
O Dio, com bello quando sorride.
Troppo bello.

Sei cos preziosa per me,


Andrea. Voglio che tu mi sposi. E voglio
avere dei bambini da te. Metter il mondo ai
tuoi piedi amore mio. Ti desidero, corpo e
anima, per sempre. Per favore, dimmi di si.
Resto senza parole. Sposarlo? Bambini?
Le parole mi ronzano in testa come api in
un alveare. Lo voglio? Voglio sposarlo?
Oddio, cos grande questo pensiero
che mi fa paura.
Ci penser, Liam. Lo
far lo rassicuro, vacillando ancora davanti
alla sua proposta. Accidenti. Sorride
rassicurato. Allunga una mano per spegnere
la luce e mi attira contro di s.
Guardo la sveglia. Merda. Sono le cinque.
Lui stringe le braccia intorno a me,
abbracciandomi da dietro, e si strofina

contro il mio collo. Ti amo, Andrea


Marchesi, e ti voglio al mio fianco, sempre
mormora e mi bacia sul collo. Mi dispiace
averti svegliata e spaventata. Non avrei
voluto. Ora cerca di dormire.
Chiudo gli occhi. Riluttante, sollevo le
palpebre pesanti e una luce forte riempie la
stanza. Piagnucolo. Mi sento intorpidita,
disconnessa dalle mie membra di piombo, e
Liam avvinghiato a me come un viticcio
duva. Come sempre, ho troppo caldo. Non
pu essere pi tardi delle sette di mattina. La
sveglia non ancora suonata. Mi muovo per
dissipare un po di calore, girandomi tra le
sue braccia, e lui sospira nel sonno. Guardo
lorologio. Le otto e quarantacinque.
Accidenti, far tardi al
lavoro e io ho un sacco di cose da fare. Non

vorrei ritrovarmi Sara dietro la porta.


Scendo dal letto e mi fiondo in bagno. In
meno di cinque minuti ho fatto la doccia. Mi
guardo allo specchio e faccio fatica a
riconoscere la persona riflessa. Sono io
quella? Sono davvero cos? Ho le guance
arrossate, gli occhi grandi e splendenti, la
bocca tumida e gonfia, probabilmente per
via dei baci, i capelli arruffati come la
criniera di un leone. Mi osservo inclinando
la testa di lato, inevitabile il sorriso che mi
si stampa sul viso. Sono felice. E dunque
questa la felicit? Ha un sapore cos dolce!
Stai bene? mugola Liam
dal letto. Posso chiamare e dire che sono
malato mi fa quel suo sorriso di traverso,
devastante, assolutamente erotico. Oh, una
tentazione cos forte. La mia dea interiore mi

sta dicendo di
vergognosamente.

approfittarmi

di

lui

No, Liam, non puoi. Non


vorrai passare per
un
megalomane
bellissimo che pu fare quello che vuole,
quando vuole.
O si che posso e il suo
meraviglioso sorriso raggiunge la perfezione
che solo un Dio pu avere.
Liam! lo rimprovero.
Gli getto addosso lasciugamano e lui ride.
Cos sono
bellissimo, eh?
S. Lo sai che effetto mi
fai mi metto la vestaglia.
Davvero? sbatte le
palpebre con aria innocente.
S che lo sai. Lo stesso

effetto che fai su tutte le donne. davvero


irritante vederle sbavare per te. Mi fa
incazzare.
Ah, s? inarca un
sopracciglio, ancora pi divertito.
Non fare linnocente,
soldatino, non ti si addice borbotto
distrattamente mentre mi sistemo i capelli in
una coda e mi infilo i jeans e poi le scarpe.
Ora alzati o farai tardi al lavoro borbotto
guardandolo in tralice.
Mmh mugugna.
Che c? rispondo al
suo mugugno.
Prima voglio un bacio
sorride ancora con fare malandrino. Oh
Liam, sei scorretto.
Quando mi chino per

dargli un bacio, lui mi afferra e mi attira sul


letto, stendendosi su di me, inchiodandomi
sotto il suo possente corpo, sorridendomi da
un orecchio allaltro. Oh, talmente bello;
occhi pieni di malizia, capelli arruffati,
sorriso abbagliante.
E bello vederlo
sorridere. Strillo per la sorpresa e lui mi
stringe ancora di pi baciandomi con
passione.
Cosa posso fare per
convincerti a rimanere a letto con me?
sussurra sulle mie labbra con dolcezza, e il
mio cuore manca un battito e poi inizia ad
accelerare. Questuomo la tentazione
personificata.
Non puoi fare nulla
mormoro, divincolandomi per tirarmi su a
sedere. Lasciami andare.

Fa il broncio e io mi
arrendo. Sorridendo, sfioro con le dita le sue
labbra scolpite. Lo amo con tutti i suoi
cambi dumore. Gelosia, possessione,
caparbiet. Cocciutaggine. E tutti gli altri
aspetti del suo carattere che ancora devo
scoprire. Lo bacio con dolcezza. Lui
risponde con un bacio lungo e pieno di
passione, poi, velocemente, mi spoglia e io
lo lascio fare, avida di lui, la sua bocca
cattura famelica la mia, lasciandomi stordita,
senza fiato e leggermente tremante. E la
danza riprende, dolce e piena di passione.

***
Sei mesi dopo
Oggi una bellissima
giornata, fa un caldo micidiale e c un

sacco di umidit. Laria irrespirabile. In


questo momento l'unico posto in vorrei
essere al mare. Vorrei tanto poterci andare,
sento il bisogno di stare un po da sola con
Liam ma i vari impegni non fanno altro che
allontanare questa possibilit.
Sara ha deciso di farmi impazzire tanto per
cambiare, si messa in testa di farmi fare
ancora shopping. Cristo, ogni tre per due in
ballo a fare shopping, cos venuta da me a
rompermi le scatole di prima mattina, io
odio lo shopping, almeno, come intende lei,
vuole andare in centro e non c verso di
farle cambiare idea, cos mi ha tirata gi dal
letto quasi all'alba, beh, alle dieci e mezza
tanto per essere precisi, quella ragazza deve
darsi una regolata o un giorno o l'altro la
trucido. Se c una cosa che odio quello di

dovermi alzare presto quando posso farne a


meno. Eh, Liam mi ha proprio viziata,
quando sto con lui e non ha impegni non ci
alziamo dal letto
prima delle due di
pomeriggio, e solo per mangiare. Gongolo al
pensiero. Mi piace stare a letto e farmi
coccolare da lui. La voce di Sara mi sveglia
del tutto.
Andrea? Ti muovi!
Che c!
Come che c... c che
facciamo tardi, ma a cosa pensi si pu
sapere! Ah, non dirmelo, Liam vero? mi fa
un sorriso a tutta bocca.
E allora? Stavo pensando
che un po di tempo che non vado da
nessuna parte e avrei voglia di mare, io e lui
da soli, tutto qui, ma che premura hai scusa,

abbiamo un sacco di tempo, io odio


svegliarmi presto, tu e la tua mania dello
shopping mi lamento, contrariata.
E tu le 10,30 lo chiami
presto? Ah grazie, io non sono nessuno e?,
Ma quale mania, e poi anche tu hai bisogno
di prenderti qualcosa.
Dai che hai capito...
ultimamente non riusciamo mai stare un po
per conto nostro se non alla sera, sia per il
lavoro che per lo studio e sinceramente
comincio ad essere un po stufa Mi
giustifico.
Ti capisco, lo stesso
succede tra me e Dylan, perch non andate
via questo Week- End, che so al mare
magari, non dovevate andare gi da un po?
mi guarda con un sorrisino.

Lo so, Liam mi ha
accennato di volermi portare al mare
qualche mese fa ma... mi piacerebbe, per ho
da studiare accidenti, anche se lui mi ha
detto che se riesce ad organizzarsi forse,
quando non lo so.
Siamo in estate e per
l'universit che non hai ancora le idee
chiare, anche se non studi per un paio di
giorni che cambia scusa!
Lo so ma preferisco
essere preparata con lo studio.
E... di sua madre? Hai
saputo pi nulla?
No, dovrei chiamarla,
prima voglio sentire Liam, l'ultima volta che
glielo chiesto non era molto propenso a...
comunque se ha voglia di rivederla okay,

altrimenti
insistere.

lascio

stare.

Non

voglio

Capito. Okay ma adesso


muoviti o ci vorr tutta la mattina prima di
uscire di casa.
E una settimana che nella
testa mi ronza la richiesta della madre di
Liam, non posso ignorarla, non nel mio
carattere. Credo sia arrivato il momento di
definire la questione. Invitandola a cena. Il
giorno dopo sua madre arriva puntuale. Ha
un sorriso stampato in faccia quando le apro
la porta, Liam appoggiato al bancone della
cucina mentre mangiucchia un pezzo di
pane, la guarda serio, io sorrido e la faccio
accomodare.
Ciao Liam saluta Claire.
Ciao mamma.... risponde

serio mentre le fa segno di sedersi.


Io... volevo scusarmi con
te e con Andrea, non mi sono comportata
molto bene nei suoi confronti ma... non mi
sembra giusto il tuo comportamento.
riprende lei.
A no? E tu come lo
chiami fregarsene di tutto e tutti? Io egoismo,
lei non centra con i vostri malcontenti gli
dice sarcastico.
Liam ti prego... non cos
lo riprendo guardandolo. Siamo a tavola e
sa che vorrei che cenassimo in tranquillit.
Scusa... non volevo
arrabbiarmi ma....
Lo so Liam ... difficile
per tuo padre accettare la cosa sai, lui ha una
visione della vita molto personale e...

Mamma!!! sibila tra i


denti non voglio parlare di lui, per favore ,
mi sta bene che tu sia qui stasera, mi fa
piacere che accetti la situazione, non
immagini cosa ho passato e soprattutto non
sai cosa ha passato lei, perci non
parlarmi di lui.
Lo so, e mi dispiace
credimi, vorrei poter tornare indietro, mi fa
male pensare a quanto hai sofferto Liam, a
quanto deve aver sofferto lei, non credevo
che fossi cos coinvolto emotivamente,
scusami, e scusami anche tu Andrea, potrai
mai perdonarmi?
Non ha niente da farsi
perdonare, non lei almeno, caff? chiedo,
visto che abbiamo finito di cenare. Annuisce.
Vado in cucina a

prepararlo in modo da lasciarli soli per


potersi chiarire, li sento parlare, il tono e
abbastanza leggero, sento Liam discorrere
tranquillo, mi fa piacere che i toni si sono
alleggeriti. Servo il caff e parliamo del pi
e del meno, lei ci fa sapere che vorrebbe
invitarci a pranzo un giorno di questi ma
Liam rifiuta per via del padre anche se... sua
madre ci ha assicurato che quel giorno lui
non ci sar. Sono seduta al mio posto, mi
alzo per sparecchiare quando Liam mi
chiama. So gi cosa vuole, da quando ci
siamo allontanati soffre della sindrome
dell'abbandono. Soffre quando mi allontano.
Amore? mi chiama.
Mmh? Si?
Potresti per favore venire
qui? Ti prego la sua preghiera mi

travolge.
Eccomi, sono qui, stai
tranquillo lo rassicuro.
Mi metto dietro di lui,
poggio le braccia sulle sue spalle e le mani
sul petto, le mie labbra tra i suoi capelli.
Tira un lungo sospiro, chiude gli occhi
stringendomi a se.
Allora mamma dicevi?
riprende lui appoggiando la nuca sul mio
addome. Cosa c mamma, qualche
problema? chiede preoccupato quando lei
non risponde.
Vedi Liam fa una
pausa devo confessarti una cosa, molto
importante.
Cosa? chiede curioso.
Riguarda Megan.

Megan? Non nominarmi


quella rabbioso.
Liam lo riprendo ti
prego, lasciala parlare.
Annuisce sospirando.
Che c'entra Megan? chiede rassegnato
mentre fa scorrere le mani sulle mie braccia.
C'entra. Vedi... lei non
mia figlia rivela cauta.
Come? Ma... siamo
stupiti.
Lasciami parlare Liam.
Dicevo, Megan non mia figlia. Devi
sapere che tuo padre aveva un fratello, un
bellissimo ragazzo, sposato con una bella
ragazza tedesca. Purtroppo come spesso
capita, si era sposato molto giovane e dopo
qualche anno ha cominciato a tradire la

moglie con una ragazza minorenne, la moglie


lo sapeva ma per paura di perderlo non ha
mai detto niente finch un bel giorno la
favola fin. La ragazza rimase incinta, aveva
17 anni, per lui fu uno shock, non ebbe il
coraggio di dirlo alla moglie, la ragazza
all'inizio non voleva tenerlo ma lui la
convinse a non rinunciare al bambino, e cos
fece ma, nel darlo alla luce la ragazza mor,
non sappiamo ancora per quale motivo, se
di setticemia, emorragia, o cos'altro, i
medici furono molto evasivi all'epoca. E non
essendoci altri parenti della ragazza il caso
fu chiuso come fatalit. Cos tuo zio si
ritrov con un piccolo fagottino tra le mani
di cui non poteva occuparsi visto che era un
soldato e passava la maggior parte della sua
vita in missioni pericolose. Cos un giorno

chiese l a tuo padre di occuparsi della


bambina perch doveva partecipare ad una
missione in Mogadiscio, da cui non fece mai
pi ritorno, se non da morto. Prima di partire
per quella missione tuo zio si fece
promettere da tuo padre che in caso non
fosse pi tornato avrebbe provveduto alla
bambina.
Restiamo tutti e due senza
parole a quella rivelazione. Megan non la
sorella di Liam.
La notizia della sua morte
fu uno shock per tutti noi, volevamo molto
bene allo zio Gregor, tuo padre ne soffr
parecchio, gli ci vollero pi di sei mesi per
accettare la sua morte e il fatto di aver
ereditato un figlio. Si present a casa con
quel piccolo fagottino tra le braccia, mi

spieg tutta la faccenda e quando vidi la


bambina me ne innamorai subito, all'epoca
non potevo avere bambini, cos mi fu
diagnosticato dal mio ginecologo, per via di
una disfunzione ovarica.
Morale,
decidemmo di tenerci la bambina facendola
passare per nostra figlia, partimmo per la
Scozia in modo da dare tempo alla gente di
dimenticare la tragedia, all'epoca ero gi
vedova e sposata con tuo padre. In accordo
gli dette il suo cognome e due anni dopo la
sua nascita nascesti tu, fu un miracolo. Un
miracolo divino, ero talmente felice.
Evidentemente il ginecologo si era sbagliato.
Tuo padre ti ha amato subito, lui voleva un
maschio e quando sei arrivato tu per lui
cambiato tutto.
Tuhai tenuto questo

segreto per tutti questi anni?


Si.
Perch non hai detto
niente alla moglie dello zio!
Tuo padre mi fece
promettere di non dire nulla, non voleva
infangare il suo ricordo.
Non voleva cosa?, Ti
rendi conto di quello che ha fatto? Di quello
che avete fatto. Lei aveva tutto il diritto di
sapere che razza di uomo era suo marito.
Anche in questo mio padre si distingue
vero? dice quasi con rabbia.
Liam, tu non sai
Perch non mi hai detto la
verit? Perch non mi hai raccontato come
stavano le cose a suo tempo? chiede
confuso.

Perch avevo paura che


non l'avresti accettata, paura di un tuo rifiuto,
lo so, sono stata una sciocca ma l'ho fatto per
proteggervi.
E... la moglie dello zio?
Che fine ha fatto?
E tornata in Germania,
dopo la morte di suo marito non pi stata
la stessa, ha mollato tutto ed tornata a casa
dai suoi, della bambina non sa niente, e non
ho intenzione di dirgli niente, non voglio
rovinare il ricordo di suo marito, l'amava
alla follia. Purtroppo gli errori li
commettono tutti.
Quale ricordo? Quello di
un traditore fedifrago? O signore, tutto
questo ... pazzesco sospira, passandosi
una mano tra i capelli.

Gi. Vorrei che tu mi


perdonassi Liam io...
Ora come ora le cose
rimangono come sono mamma, caso mai
Megan che dovrebbe fare ammenda, ma non
posso perdonarle quello cha ha fatto,
soprattutto ad Andrea. Non smetter mai di
odiarla.
Il perdono si concede a tutti. Mi dispiace
per quello che ha fatto, sicuramente spinto
dal desiderio e lamore che prova per te, non
quellamore che c tra fratelli. L'ho amata
come una figlia se non di pi e mai avrei
immaginato che... anche se potevo arrivarci.
E sempre stata infatuata di te, dall'et di 10
anni.
Perci lei... non mia
sorella.
Adesso
capisco
il
suo

comportamento, e lei lo sa?


Si... da dieci anni.
E come lha scoperto?
Si resa conto che non
cera somiglianza tra di voi, lei bionda,
occhi grigi, pelle diafana e lineamenti
marcati, insomma tutto un altro tipo
geneticamente diverso da te, mi ha chiesto
spiegazione, ha voluto sapere tutto e Liam,
vorrei chiederti una supplica dice con tono
affranto.
Mamma ti prego, non
chiedermi di perdonarla, non posso, non
dopo tutto il male che ha fatto a Andrea... e a
me, non posso. Tu non immagini lodio che
provo per lei.
Ma tuo padre...
Mio padre un'altra cosa,

anche lui dovr fare ammenda, per parecchi


anni, anche lui ha la sua parte di colpa, non
intendo incontrarlo ne perdonarlo, non ora.
Ha insultato Andrea dandogli della sibila
stringendo i pugni.
Liam mormoro,
accarezzandogli una guancia.
Allora non posso sperare
in una tua visita a casa mia, magari a pranzo
un giorno di questi prosegue lei.
Non possibile, lo sai il
perch
nervoso,
continua ad
accarezzarmi le braccia.
Capisco. Bene, forse
ora che vada, non voglio approfittare del
vostro tempo risponde sua madre avvilita
grazie Andrea per linvito e per
lopportunit che mi hai dato, vedere mio

figlio mi ha resa felice.


Gi, se non era per lei
la rimprovera serio, guardandola negli
occhi.
Comunque grazie Andrea,
e grazie anche a te Liam, ora meglio che
vada, sarete stanchi di sentire le lamentele di
questa vecchia la sua allusione chiara
vedendoci cos intimi.
No, non si preoccupi, e
che... non riesce a tollerare una lontananza
maggiore sento Liam sorridermi sulla pelle
mentre si alza e mi bacia il collo e con le
mani mi accarezza i fianchi, l'addome e la
pancia molto dolcemente, stringendomi in
modo possessivo, mi sta facendo impazzire,
ogni tanto devo ricordarmi di respirare. Lo
sento avvicinarsi al mio orecchio e

sussurrare; sei cos bella con questo


vestito... subito una scossa elettrica mi
trapassa.
La mia mente viene subito
sommersa da immagini poco caste.
Devo ammettere che non
tutto il male viene per nuocere. L'incontro
con sua madre ha dato un buon risultato, ha
potuto riabbracciare suo figlio e... anche
Liam si dovuto ricredere. Sono felice che
siano riusciti a chiarirsi e a chiedere scusa a
me, ma per quanto riguarda suo padre resta
un incognita e li... non ho nessuna intenzione
di intermediare. Ci siamo salutati con la
promessa di rivederci ancora e soprattutto
Liam lascer la porta aperta con sua madre.
Lui mi dice che vuole fare una doccia. Il
luccichio che vedo nei suoi occhi non lascia

spazio allimmaginazione. Lo vedo andare al


piano di sopra e io mi dirigo in cucina per
lultimo caff della serata. Penso a quanto
sono stata fortunata ad incontrarlo, non sono
mai stata cos felice. Mi ha pure iscritta alla
pi prestigiosa universit della citt. Sono
talmente immersa nei miei pensieri che non
lo sento arrivare. Lodore di bagnoschiuma e
colonia mi assale mandandomi in estasi.
Sapevo che ti avrei
trovata qui quella voce mi coglie totalmente
di sorpresa, ma piacevole, un turbinio di
pensieri comincia subito ad affollarmi la
mente.
Chiudo gli occhi in attesa
che mi parli ancora, per assaporare ogni
sfumatura di quella voce cos sexy. Il cuore
mi batte a mille, ma cerco di ignorarlo.

Perch mi fa sempre questeffetto? Quale


strano potere ha per ridurmi in un eterno
stato di eccitazione? Credo che non lo sapr
mai.
Andrea, Andrea... sei
cos... bella il tono suadente che usa mi fa
letteralmente girare la testa, mi sento quasi
come se stessi volando, e non riesco a
rispondergli. Sono eccitata, inutile
nasconderlo, tutta sera che lo desidero. I
passi divengono sempre pi vicini, ma sono
troppo lenti. Vorrei correre verso di lui e
saltargli addosso, tuttavia me ne rimango
immobile e ad occhi chiusi ad aspettare la
sua prossima mossa.
Tutto a un tratto qualcosa
si appoggia sui miei fianchi e lo riconosco
subito come un paio di mani. Mani grandi,

forti
e
callose,
che
prendono
immediatamente ad accarezzarmi su e gi:
dalla vita all'orlo del vestito, e poi di nuovo
su fino alla vita. Non per nulla eccitante.
da manicomio, soprattutto sapendo a chi
appartengono quelle mani cos perfette. Non
apro ancora gli occhi, voglio godermi il
momento, conscia che sto seriamente per
perdere il controllo, mollo tutto quello che
stavo facendo per concentrarmi su di lui. Al
diavolo il caff.
Sei davvero morbida,
Andrea... e questo vestito ti sta d'incanto,
tutta sera che ti guardo... mi stavi facendo
impazzire. Non vedevo l'ora che mia madre
andasse via mentre parla avvicina il viso al
mio collo e sento per la seconda volta il suo
alito sulla mia pelle. Istintivamente sospiro,

senza riuscire a trattenermi, e mi scappa un


gemito quando le sue labbra fameliche si
posano
nell'incavo
della
clavicola.
Ridacchia soddisfatto, solleticandomi il
collo con il suo respiro. Intanto continua a
far scivolare le mani da una parte all'altra
del mio corpo, consapevole di starmi
facendo impazzire. Una di esse si sposta
sulla mia spalla e fa calare la spallina del
mio vestito, per poi stringermi il braccio
mentre con la punta della lingua lui disegna
piccoli cerchi sul mio collo. Ormai sono
totalmente impazzita.
Oh, Liam gemo
voltandomi ed aprendo gli occhi per
guardarlo.
una visione. il pigiama
che indossa ne risalta la bellezza e la

sensualit, pur nella sua semplicit, in fondo


indossa dei semplici pantaloni e maglietta,
eppure non ho mai visto nulla di pi bello e
pi erotico in vita mia. Forse anche merito
della patina di eccitazione che oscura le
pupille e del gonfiore che troneggia come
sempre al centro dei suoi pantaloni. Quel
gonfiore. Tra le mie gambe. Immediatamente.
Non perde tempo e, dopo avermi dato
qualche istante per ammirarlo, si getta
ancora una volta all'esplorazione del mio
collo. Appena tento di assecondare i suoi
movimenti e di fare anche io la mia parte lui
mi prende in braccio e mi porta di sopra, mi
posa per terra delicatamente mentre mi
spinge indietro, fino a quando non sento i
contorni del letto sotto di me dove mi lascio
cadere seduta. Mi ritrovo a baciarlo

passionalmente, in un modo per nulla dolce e


delicato, ed quasi una liberazione. Quasi
perch per esserlo davvero dovremmo
passare alla fase successiva, un bacio non
basta. Istintivamente allargo leggermente le
gambe, e il vestito si tira ancora pi su
mostrando il mio corpo al suo sguardo
famelico. Ormai la parte coperta davvero
insignificante. Liam ne approfitta subito e si
insinua fra di esse e di certo io non lo fermo,
ma prendo le sue mani e dai miei fianchi le
porto sotto le ginocchia.
Andrea... sussurra.
Con i palmi comincia a
risalire lentamente le mie cosce. Quando
arriva al bordo del vestito e inizia a far
passare le dita sotto lo strato sono percorsa
da
una
scarica
elettrica
simile

all'elettroshock e il mio respiro si fa ancora


pi affannoso. Quasi ansimo, ma quello me
lo risparmio per quando si spinger oltre.
Devo fermarmi?, mi
sussurra bloccando la mano con cui nel
frattempo ha raggiunto la pelle sopra il
limite delle mutandine.
Prima di rispondergli mi
concedo di guardarlo negli occhi perch ogni
mia resistenza cada grazie alla forza del suo
sguardo.
Assolutamente no
mormoro accaldata.
Non appena finisco di parlare mi bacia
ancora la spalla liberata dalla spallina del
vestito, questa volta succhiando anche la
pelle.
Mi vuoi, Andrea?, mi

chiede all'orecchio dopo aver attentato alla


mia sanit mentale mordicchiandomi il lobo.
Vuoi fare l'amore con me? Adesso?
sussurra sulla mia pelle.
Senza aspettare che io risponda mi bacia
ancora la bocca e la sua lingua a contatto con
la mia fa morire ogni possibile risposta
negativa sul nascere. Tutte e due le mani
sono ormai sotto al vestito e io comincio a
sfilargli la maglietta. Finisce sul pavimento
nel giro di un nanosecondo. Nel mentre
continua ad accarezzarmi ovunque e a
baciarmi, il suo respiro ancora peggio del
mio. Passo le mani lungo il suo petto e
arrivo al suo ventre perfetto, dove gli
addominali perfetti rabbrividiscono al mio
tocco. Le sue dita si chiudono intorno
all'elastico delle mie mutandine.

Posso?, chiede in
conferma.
S, sussurro
impercettibilmente. Ormai l'eccitazione
talmente intensa che il calore che emano
quasi in grado di alterare la temperatura
della stanza. Stringe di pi l'elastico e
comincia a tirare quel triangolo di stoffa
verso il basso...
Oh mon Dieu! esclamo
eccitata aprendo gli occhi.
Vedo lui che mi guarda
sorridendo, e eccitato quanto me, il suo
respiro e affannoso, irregolare, sento le sue
mani abbassarmi le mutandine fino a
toglierle completamente, ora le sue mani
vagano in quella parte del mio corpo che sta
impazzendo
di
desiderio,
ansimo

pronunciando il suo nome Liam ti... prego


prendimi.
Amo sentirti parlare
Francese mormora sulla mia pelle.
Lo vedo abbassare
pantaloni e boxer e in un attimo e dentro di
me, si muove in modo armonico, sotto di me
i suoi movimenti sono lenti e mi eccitano da
morire lo sento ansimare mugolando il mio
nome, spinge sempre pi forte, pi veloce
fino a farmi urlare dal piacere, le mie mani
tra i suoi capelli, le sue sulla mia schiena
che mi spingono verso di lui, le nostre
labbra unite in un bacio vorace, famelico,
manca il respiro, e il mio cervello
annebbiato dal piacere, le sue spinte si
fanno pi possenti, veloci, possedendomi
come non aveva mai fatto e io sto

impazzendo, arriviamo all'apice insieme


mentre urla il mio nome dio Andrea... poi
tutto si calma, anche i nostri respiri, apriamo
gli occhi guardandoci felici e appagati.
Siamo ancora distesi sul
letto e appena abbiamo ripreso fiato
abbiamo ancora fatto l'amore. Liam cos...
dolce, passionale, mi eccita da morire e lo
amo ancora di pi, ma un dubbio mi sorge
pensando al discorso che mi ha fatto un
giorno il maggiore Foster.
Liam io....
Si? Cosa c' amore!
chiede, stringendomi tra le sue braccia.
Senti io mi chiedevo,
giusto quello che stiamo facendo? Voglio
dire, io ti amo e tu mi ami ma la tua carriera
pi importante, forse dovremmo rivedere

un attimo le proprie priorit.


Andrea non scherzare, io
ho una sola priorit e se tu, il resto non
conta, certo adesso sono nel bel mezzo della
carriera e allora? Non devo farne una
ragione di vita, mi piace il mio lavoro ma io
voglio vivere la mia vita senza restrizioni,
con te. mi dice guardandomi negli occhi.
Lo so, ma per adesso sei
impegnato con l'esercito e non puoi
permetterti distrazioni, mi pare che il tuo
capo abbia usato questo termine ed io sono
una distrazione, forse la peggiore visto che ti
tolgo le forze rispondo accarezzandogli il
petto.
Non mi importa un
accidente di quello che dice il Maggiore
Foster, io voglio te e tu puoi togliermi tutte

le forze che ho in questo modo, e se solo si


azzarda ancora ad avvicinarti se la vedr
con me. Andrea io voglio fare sul serio con
te, studia, prendi la laurea e poi sposami,
puoi anche lavorare se vuoi, oppure stare a
casa ed accogliermi a braccia aperte al mio
rientro, puoi fare tutto quello che vuoi,
lasciami solo il tempo di terminare quello
che ho iniziato e poi... le dico dolcemente.
Cosa? Cosa stai dicendo
Liam, sposarti? Ma... ma allora dicevi sul
serio?
Mai stato pi serio, io ti
voglio Andrea solo per me, tutta per me, per
sempre. L'idea che un altro uomo ti possa
avere mi rende folle di rabbia, non posso
accettarlo, ti prego, pensaci, abbiamo tutto
il tempo, senza fretta, devi solo dirmi di si e

tutto il resto verr da se e se l'idea che io


apra un agenzia di volo non ti piace... beh,
possiamo trovare un alternativa che soddisfi
tutti e due.
Oh, questuomo mi ama
davvero.
Oh Liam. Si, la mia
risposta si, nemmeno io sopporterei di
vederti tra le braccia di un'altra donna, mai,
finiamo quello che abbiamo iniziato e
quando sar il momento va bene anche
realizzare il tuo sogno perch anche il
mio sogno, non lo sapevi? Comunque quello
che importa sapere che ci apparteniamo.
Si, ci apparteniamo per sempre mi da un
bacio dolcissimo a questo proposito ho una
cosa per te mi porge una piccola scatoletta
che ha preso dal comodino.

Liam ma... lo guardo,


confusa.
Shh aprila, e se non ti
piace ti porto da Tiffany mormora eccitato
come un bambino.
Oh Santo cielo ...
bellissimo.
Tra le mani stringo un
anello in oro bianco, con sopra delle pietre
disposte a grappolo, multicolore. E davvero
stupendo, particolare, un anello unico nel
suo genere. Sono senza parole.
Voglio fare le cose per
bene, questo il simbolo che tu mi
appartieni, che sei solo mia, voglio che
diventi mia moglie, ti amo immensamente
Andrea, non posso fare a meno di te, vuoi
sposarmi? chiede guardandomi con amore.

E bellissimo Liam, non


ho mai visto un anello del genere esclamo
meravigliata.
Era di mia nonna, ho
pensato che era fatto apposta per te, cos
particolare.
Oh, che pietre sono
queste?
Diamanti di vari colori,
la montatura platino. Forse fuori moda e
loro un po rovinato, se vuoi posso
No, perfetto cos, bello
in ogni sua sfumatura.
Allora mi sposerai? i
suoi occhi brillano.
Una forte emozione mi
travolge facendomi inumidire gli occhi. Amo
questuomo meraviglioso.

Si, si, si mi butto


addosso a lui, travolgendolo con la mia
euforia. Non capisco perch ho aspettato
tanto a dirgli di si. Non mi sono mai sentita
cos felice come in questo momento.

Liam
Mi sveglio e cerco lei,
quando non la trovo vengo travolto da
unondata di panico, cerco di calmarmi
ripetendomi che non andata via, che in
casa. Respiro profondamente quando sento
l'acqua della doccia e mi calmo, la notte
appena passata stata una cosa
indescrivibile, ho sempre pi voglia di lei,
delle sue carezze, dei suoi baci, non mi
bastano mai, evidentemente i due anni
passati lontani hanno influito parecchio. La
vedo uscire dal bagno e il cuore si ferma, il

respiro si blocca. E talmente bella che fa


male agli occhi guardarla. Il desiderio di lei
mi sta bruciando lanima, il corpo, la mente.
La voglio. La desidero da morire.
Ciao la sua voce
appena un sussurro. E io resto li, incantato,
stregato da questa meravigliosa creatura. I
capelli umidi e sciolti mandano riflessi
ambrati, gli occhi languidi, le labbra carnose
mi fanno venire pensieri poco casti. E il suo
odore. Dio, da manicomio.
Persino la sua voce scatena
i miei istinti pi primordiali. Che cosa mi
hai fatto? Cosa mi hai fatto per farti amare e
desiderare fino alla pazzia? Forse sei nata
proprio per questo. Forse Dio ha voluto che
tu nascessi per entrare nella mia vita e
stravolgerla completamente. Dovrei essere

educato e rispondere al suo saluto, ma la


voglio talmente tanto da dimenticare cosa sia
la cortesia. La prendo per mano e la trascino
sul letto. La costringo a sdraiarsi e senza
darle il tempo di respirare getto le mie
labbra sulle sue. Bramavo di baciarla ancora
in questo modo. Labbra contro labbra.
Lingua contro lingua. Respiro contro respiro.
Corpo contro corpo. Le sue mani tra i miei
capelli, finalmente. Le mie attorno al suo
viso, finalmente. Sono passati pochi minuti
da quando uscita dal letto ma mi sono
sembrati uneternit. Lamo e la desidero
fino a farmi male. Faccio scivolare le mie
mani sulla sua pelle sotto l'accappatoio. Le
sue mani sono gi su di me. Le sue dita e i
suoi palmi vagano sulla mia pelle. Sono
calde ma sento lo stesso i brividi, ma i

brividi che mi scuotono derivano da altro, da


ben altro. Le mie dita armeggiano con la
cintura dell'accappatoio. Le mie labbra sono
sul suo collo. Vorrei divorarglielo, ma mi
limito ad assaggiarlo con le labbra, poi con
la lingua e poi con i denti. Non le faccio
male, lo sento dal modo in cui ansima e dal
modo in cui mi stringe per avere di pi.
Le piace che la torturi in
questo modo, lo sento. E mi eccita sempre di
pi. Le tolgo l'accappatoio e la sua bellezza
mi ferisce gli occhi, sei troppo bella amore
mio. Velocemente, mi sfila la maglietta del
pigiama. La guardo, e lei guarda me. I suoi
occhi sul mio petto, le sue mani sul mio
petto. Cosa c in me di tanto speciale da
guardarmi e toccarmi come se al mondo non
esistesse nulla di pi bello? Lascia che

anche io ti guardi e ti tocchi allo stesso


modo. Le tolgo laccappatoio, le prendo le
mani, le sollevo fino a portarle sopra la sua
testa. Le mie dita scivolano lungo le sue
braccia. Sento la sua pelle rabbrividire. Le
sfioro le spalle, il seno, fino a raggiungere
lombelico, vedo la sua pancia piatta, soda e
poi il suo seno incantevole, pienoSi lasci
spogliare anche dal mio sguardo, trattenendo
il respiro e abbandonandosi completamente
a me. Lei mia. Ed io sono suo. Le sollevo
la testa e tolgo il fermaglio che tratteneva i
suoi capelli, adoro il modo in cui quelle
onde ambrate ricadono sulle sue spalle. La
bacio ancora, in modo possessivo, in modo
urgente, forse anche rude.
E lei mi bacia allo stesso
modo e questo mi incoraggia a continuare.

Sentire che il suo desiderio pari al mio


pura estasi. Le mie labbra abbandonano le
sue per posarsi sul suo seno. E il suo
ansimare diventa un vero e proprio gemere,
mentre riservo ad esso la stessa tortura
succulenta che ha subito il suo collo. Labbra,
lingua e denti rispondono solamente alla
volont di darle quel piacere che mai
nessuno le ha fatto provare e che mai
nessuno si impegnato a farle provare. La
faccio alzare dal letto. Mi inginocchio, le
mie labbra scendono sulla sua pancia. E
cos bella, ti guardo amore mio, sei
diabolicamente sensuale. Faccio scivolare le
mie mani verso il basso, lungo le sue belle
gambe snelle. Le mie dita accarezzano le sue
cosce. La sua pelle dorata e liscia come la
seta. Raggiungo il bordo delle mutandine.

Le tolgo anche quelle. Amore, perch tremi?


Abbiamo gi fatto lamore, il tuo corpo non
ha pi n deve avere segreti per me. Sei
bellissima, sei la mia donna, la mia regina,
la mia dea, il mio tutto. Ti amo, ti adoro, ti
desidero, ti venero, ti necessito. Sei mia, io
sono tuo. Voglio darti tutto, voglio farti di
tutto. Voglio farti impazzire, voglio
possederti in tutti i modi, purch tu lo
desideri. Mi piace sentire la tua voce
strozzata che invoca il mio nome, mentre la
mia bocca tortura la parte pi preziosa e
profonda del tuo corpo.
La sento impazzire e so che
vorrebbe dirmi che mai nessuno le ha dato
questo. Lo so. Sono il primo, cos come
voglio essere lultimo, lunico che labbia
fatta sentire amata e desiderata in ogni modo

possibile. Il primo, lultimo, lunico che


labbia avuta completamente e veramente, in
ogni modo possibile. La sento urlare, quando
il piacere diventa insopportabile. Sorrido
sulla sua pelle, perch amo il suo
sconvolgimento. Amo il suo sapore, il suo
odore. Amo il suo respiro affannato. Amo il
modo in cui si lascia andare. Amo il modo in
cui si abbandona totalmente a me, Amo
sentire che si fida di me, che mi desidera,
che mi ama. Lascio un tenero bacio accanto
al suo ombelico. Mi attira verso di se e di
nuovo i nostri sguardi si incontrano. I suoi
occhi sono inumiditi, la sua espressione
estasiata, il suo volto illuminato da un
sorriso senza eguali. Mi accarezza il viso e
mi bacia sulla labbra ancora intrise del suo
sapore. Ci sdraiamo sulla calda e morbida

trapunta che ricopre il letto.


E
meraviglioso sentire il suo corpo cos vicino
al mio. Sollevo un po il bacino per
permetterle di togliermi i pantaloni del
pigiama. In poco tempo, anche il mio corpo
completamente libero. Mi perdo nei suoi
occhi verdi. Limpidi e trasparenti. Mi guarda
con desiderio, ma soprattutto con amore.
Ti voglio, Liam...
sussurra.
Entro dentro di lei in un
attimo, con estrema facilit. Oramai i nostri
corpi hanno una compatibilit perfetta. Si
appartengono, come le nostre anime. Ti amo
Andrea. Ti amo, ti amo, ti amo. Vorrei
ripeterlo ad ogni spinta, ma non riesco. Il
piacere, la felicit, la pazzia e la paura di
dire qualcosa di sbagliato mi impediscono di

parlare. Si aggrappa alle mie spalle, come


se avesse bisogno di sentire ancora di pi la
mia presenza. E meraviglioso, il paradiso,
perdermi dentro di lei. Non riesco a
respirare, non riesco a pensare. Posso
solamente vivere quello che sto vivendo,
adesso, con lei. La felicit, quella vera,
quella pura. E lamore, quello vero, quello
puro. Il piacere ci raggiunge travolgendoci,
selvaggio, devastante, facendoci
urlare
mentre la stringo forte a me.
Mi sdraio accanto a lei. La
stringo, mentre il suo viso affonda sul mio
petto. Le nostre gambe si intrecciando. Le
nostre mani accarezzano la pelle calda. I
nostri respiri ancora affannati si mescolano.
Mi allontano leggermente per guardala negli
occhi. Sono cos luminosi, come se la

felicit avesse accesso una lampadina dentro


di essi. Dio amore, non ti ho mai vista cos
bella, cos dolce, cosi innamorata, e sei mia,
solo mia perch tu mi appartieni.

Andrea
Non so perch ma oggi mi
sono svegliata con un certo non so che,
qualcosa di indefinito che mi rende inquieta,
probabilmente sono solo paranoie post
sveglia, o forse la crisi premestruale, so
solo che mi sento strana, come se dovesse
succedere qualcosa ma non so cosa. Forse
meglio non pensarci. Mi giro nel letto e vedo
Liam. Dorme beato stringendomi a se, in un
abbraccio rilassato, morbido. Mi alzo e
vado in bagno, ho bisogno di riprendermi
dopo i pensieri strani che affollano la mia
mente. Mentre mi sto lavando sento il

cellulare di Liam che suona, lo sento


sbadigliare e imprecare mentre mi chiama
Amore?, Dove sei!
chiede con apprensione biascicando le
parole.
In bagno, adesso arrivo
gli do voce, lui mugugna qualcosa di
incomprensibile facendomi sorridere. Esco
dal bagno e lo raggiungo nel letto
accoccolandomi tra le sue braccia che subito
mi stringono dandomi un bacio sulla fronte,
per poi continuare a parlare al telefono
imprecando.
Cazzo Sam, non puoi
chiedermi questo... l'ho gi fatto l'ultima
volta adesso tocca a Tyler... si si lo so che
non in grado di portare a ter... senti non mi
interessa, porca di... chiedilo a qualcun'altro,

siamo in tremila e tu lo chiedi sempre a me


io... lo so, non comprarmi con le lusinghe... e
allora? Si... voglio stare a casa con Andr...
cazzo Sam... cosaaa!!!! Una set porca
put... sei impazzito? Non puoi chiedermi
questo Sam santo Dio... sospira
imprecando tra se si si... ho capito sibila.
Cos' successo?, Qualche
problema alla base? chiedo preoccupata
mentre lo vedo chiudere la chiamata e
passarsi la mano tra i capelli. Gli accarezzo
il petto lentamente baciandogli il collo e
annusando la sua pelle.
Gi... uff... i capi hanno deciso di testare i
nuovi arrivi, dei modelli droni elettronici,
dobbiamo controllare il loro funzionamento
nel deserto, vedere il loro orientamento
senza punti di riferimento, che palle, hanno

chiesto che fossi io a testarli, con Dylan.


Mmh... per... forte,
perch sempre voi due? chiedo mentre
continuo ad accarezzarlo sul petto per poi
scendere sul ventre.
Perch dicono che siamo
i migliori sorride e mi stringe baciandomi.
Non voglio andarci accidenti, voglio stare
qui con te, che palle, sono appena rientrato
cavoli dice sbuffando mentre mi stringe
ancora di pi succhiandomi il labbro
inferiore, le sue mani scorrono lente sulla
mia pelle, mi accarezza i fianchi per poi
spostarsi sul seno, dove, intrufolandosi sotto
alla camicia da notte prende ad accarezzarmi
, lento, dolce, torturandomi e facendomi
gemere.
Liam... mh... mugolo

sulle sue labbra quando... devi...


partire...? chiedo tra un gemito e l'altro
mentre le mie mani accarezzano i suoi
capelli.
Tra due giorni, dobbiamo
preparare tutto l'occorrente per sopravvivere
nel deserto... Dio amore quanto sei bella
sussurra mentre mi bacia.
Mmh... e... quanto...
starete... via... ohh... Liam... mormoro tra un
bacio e l'altro mugolando di piacere, le sue
labbra baciano con passione le mie, le sue
mani vagano sul mio corpo esplorandolo
dolcemente, facendomi impazzire.
Andrea... amore... io...
non riesco a starti lontano, sto male al
pensiero di dovermi allontanare per una
settimana
sospira
amareggiato,

continuando ad accarezzarmi amore sei


la mia droga sussurra guardandomi negli
occhi una settimana lontano da te
unagonia. Comincio a prendere in
considerazione l'idea di lasciare l'esercito.
Davvero? Mmh... non
credo che ti lascerebbero andare, sei troppo
bravo amore dico accoccolandomi
nell'incavo della sua spalla e mordendogli il
collo, per poi risalire verso l'orecchio e
morderlo, lo sento fremere mentre mi stringe
ancora di pi.
Gi, ma la cosa pi brutta
e che non potr chiamarti, non ci sono
ripetitori nella zona dove andremo, e anche
con il satellitare non sar possibile
chiamarti. Sto gi impazzendo all'idea
risponde frustrato.

Oh, anche per me


comincia ad essere difficile non averti
intorno, una settimana senza vederci ne
sentirci... Oh, Liam sbuffo chiudendo
gli occhi.
Mi sento male al
pensiero mi dice, io continuo ad
accarezzarlo scendendo con la mano sempre
pi gi.
Amore? Lo sai che se
continui a stuzzicarmi in questo modo non ne
uscirai viva vero? la sua voce maliziosa mi
fa sorridere, cattura le mie labbra, con la
mano scende sull'addome per poi inoltrarsi
tra le gambe,
accarezzandomi leggero
l'interno coscia senza toccare il mio centro,
mi sta facendo morire oltre che eccitare
all'inverosimile.

Ohh... mh... Liam... e


quello che spero miagolo sulla sua bocca,
strusciandomi su di lui, incapace di resistere
lo bacio, un bacio avido, possessivo
avvinghiandomi al suo corpo stringimi
Liam, stringimi forte, fammi sentire tutti i
tuoi muscoli avvolgermi la mia supplica.
Cristo amore, lo sai che
divento matto quando mi chiedi di stringerti,
vieni qui, tra le mie braccia mi da un bacio
dolcissimo prima di riprendere la danza pi
antica del mondo.
***
I due giorni sono passati,
Liam partito per il deserto con la morte nel
cuore. Ha lottato come un leone pur di non
partire ma non c stato niente da fare. Il suo
comandante gli ha imposto l'ordine

perentorio di partire e a nulla sono servite le


sue lamentele. Lo stesso vale per Sara che
non vedr Dylan per una settimana.
Accidenti, certo che
comincia a stufarmi la storia delle trasferte,
una settimana, che palle si lamenta Sara.
A me lo dici? Io sto
messa peggio, non c la faccio, appena dice
che deve andare gi mi manca, vorrei essere
li con lui. Affronterei il torrido caldo del
deserto pur di averlo vicino, oh Sara, dici
che sono malata? mi lamento sbuffando.
No, solo innamorata,
normale. Dai pensiamo a come passare
questa settimana in modo da non soffrire
propone.
Mmh... giusto... magari
potremo and... non riesco a finire che il

cellulare di Sara si mette a suonare. Mi fa


segno di aspettare mentre risponde, la vedo
sbiancare mentre parla in modo concitato.
Che successo! chiedo
preoccupata al termine della telefonata.
Merda, And... mia
madre...
Che successo a tua
madre, sta male? chiedo sempre pi
preoccupata.
Ha avuto un malore e
l'hanno portata in ospedale. Il cuore, ha
avuto un collasso, non ho capito bene,
perch quella cretina di Gemma, mia cugina
non ha saputo spiegarsi, devo andare a casa,
devo sapere cosa successo dice
sospirando.
Cavoli, mi dispiace per

tua madre, spero non sia niente di grave, non


preoccuparti, vai tranquilla io trover
qualcosa da fare.
Perch non vieni con
me!
Ci penso su un attimo.
Mh... potrebbe essere un id... non finisco
di parlare che adesso il mio cellulare a
suonare. E che cavolo, cos? La giornata
del telefono impazzito? Il numero mi
famigliare ma al momento non riesco a
collocarlo con nessuno.
Pronto?
Andrea? Sei tu?
Si, chi parla!
O mio dio,
Andreaaaaaaa!!! Dio come sono felice di
sentirti.

Alex? Sei tu? chiedo


incredula.
Siiiiiiii! Come stai!
Certo che sei una bella cattivella, parti, non
dici niente, sparisci, non ti fai sentire,
non....
Ehi frena, cos mi fai
venire il mal di testa rido ciao Alex,
come sono felice di sentirti, io sto bene ma...
successo qualcosa?
Non farmi
preoccupare chiedo con apprensione.
Oh sentila... adesso uno
non pu nemmeno chiamarla che subito deve
pensare al peggio mi sfotte.
Beh sai, non ci sentiamo
da una vita, e ogni volta che "TU" ed
enfatizzo il tu chiami, succede sempre
qualcosa dico con ovviet.

Ma davvero? Non mi
risulta, se non ricordo male sei tu quella
che
Alex? Lascia perdere ok?
Dimmi che c prima che metta gi gli
intimo.
Se, se come no, non
successo niente, ti chiamo per darti una bella
notizia mi dice euforico.
Davvero? E sarebbe?
Lo sai cosa c in questi
giorni ad Amsterdam?
N... no cosa? balbetto,
stupita.
La mostra mondiale dei
fiori rari.
E allora? sto perdendo
la pazienza.

Come allora! Santo cielo


Andry... Sveglia. Fiori... Piante... Tulipani...
Simon Mirett... ti dice niente questo nome?
ora mi sfotte.
O cazzo.... rimango
basita.
Beh non proprio quello
sghignazza per hai capito no?
E... e... ci sar... anche...
mi manca il fiato per la sorpresa.
Esatto... Simon Mirett,
l'Ice Star, verr esposto alla fiera, ti rendi
conto? E un evento a cui non puoi mancare
Andrea , so che il tuo preferito.
Non ci posso credere,
sono anni che aspetto questo momento sono
senza fiato invasa dallemozione.
Gi, quando Nicole mi ha

chiamato per dirmelo ho fatto fatica a


crederci, e il nostro primo pensiero stato
quello di chiamarti.
Nicole?
Si Nicole, ti ricordi vero
che lei Olandese, i suoi sono di
Amsterdam.
Sono sorpresa. Si, si lo
so, non sfottere, che centri tu con Nicole
rispondo stizzita, non riesco a crederci, il
mio fiore preferito verr esposto al pubblico
quando ci sar la mostra?
Fra cinque giorni, mi ha
chiamato lei, ti conviene fare i bagagli e
partire.
E perch ha chiamato te?
Non poteva chiamare me? E poi non ci
saranno pi biglietti dico sconsolata e

dovrei prenotare l'albergo e...


Calma piccola, a che
servono gli amici, in questo caso parenti, io
e Nicole abbiamo pensato a tutto, l'aereo
gi pronto, il mio per la precisione, parti
domani, offre il sottoscritto, e per l'albergo,
neanche a parlarne, siamo ospiti da Nicole,
io te e... Marco lo dice con un certo
imbarazzo. Credo che sia anche arrossito.
Marco? Che fine ha fatto
Carlo?
Mmh... eravamo
incompatibili, mi ha tradito quel... figlio di
buona donna risponde arrabbiato.
Alex? lo riprendo.
Che c? Era un vero
bastardo, mi ha fatto soffrire quel
cattivello la sua voce carica di tristezza.

Capito e... Marco


carino?
Troppo, e anche sexy
sospira.
Come l'hai conosciuto?
chiedo curiosa
A Parigi, ero l per
promuovere il mio ultimo film che uscir tra
un mese e Nicole mi ha chiesto dei biglietti
per la rappresentazione, per lei e suo
cugino Marco.
Cosa!? Il cugino di
Nicole ... questo poi. Le sorprese non
finiscono mai.
Certo, una vera sorpresa
oltre che un vero schianto dice malizioso.
Che spreco, un cos bel
ragazzo lo sfotto.

Ehi, vedi di stargli alla


larga quando verrai qui, lui mio capito?
dice con tono da checca isterica.
Scoppio a ridere, non ci posso credere,
Marco, quel Marco che ho conosciuto cinque
anni fa e un... va beh lasciamo stare. Ci
mettiamo d'accordo per tutto, al mio arrivo
ci saranno loro a prendermi.
Sei proprio stronza quando
fai cos Andry mi dice falsamente risentito..
Scusa Alex, e che... sto
ridendo come una matta e non riesco a
smettere, anche Alex scoppia a ridere.
Beh, ho rimediato un
viaggio, cos non dovr stare da sola, l'unica
cosa che non mi va e quella di non poterlo
dire a Liam dico a Sara dopo aver chiuso la
telefonata con Alex.

Ma tanto quando lui sar


tornato tu sarai gi a casa.
Gi, vero.
Sono contenta per te,
davvero, una vita che sogni di poterlo
vedere con i tuoi occhi, mi dispiace solo di
non poterti accompagnare, vai e divertiti, fai
tante foto e portamele che voglio vedere
questo fenomeno di fiore mi dice lei, felice.
Si, unico nel suo
genere.

Amsterdam - Aeroporto Le urla di tre scalmanati


attirano la mia attenzione oltre a quella di
mezzo aeroporto. Dio, perch tutti quelli che

conosco hanno la necessit di assordarmi?


Andreaaaa urla Alex
come sono felice di rivederti, fatti
abbracciare e mi stritola nel suo abbraccio.
Alex mi abbraccia, e
Nicole abbraccia Alex, Marco abbraccia
Alex, che abbraccia me.
Silenzio.
Ragazzi, questa cosa
pericolosamente sentimentale ridacchio.
E loro. Zitta, stai
rovinando il momento.
Scoppiamo tutti a ridere, e
quando si allontanano da me gli occhi di
Nicole sono lucidi, e Alex si sta mordendo
le guance mentre abbraccia ancora Marco.
Che bello averti qui, non
mi sembra vero, oh Andry quando ho saputo

della mostra non ho pensato ad altro che a te,


dovevo assolutamente avvisarti ma... non
avevo il tuo numero nuovo e non sapevo
come fare, io ero gi qui e non sono riuscita
a contattare i tuoi, fortuna che ho chiamato
Alex, cos ho potuto fare tutto dice Nicole
euforica.
E tu come hai fatto ad
avere il mio numero chiedo incredula,
rivolgendomi ad Alex.
Luca... risponde lui.
Mio fratello?
Si, siamo sempre in
contatto, lui non un asociale come qualcuno
di mia conoscenza mi rimprovera. Gli
mollo un pugno sulla spalla spingendolo via.
Comunque ho chiamato Luca al quale ho
spiegato tutto e mi ha dato il tuo numero, il

resto lo sai, siamo ospiti di Nicole mi dice


con un sorriso mentre guarda con amore
Marco.
Ci saranno anche i tuoi?
chiedo a Nicole
No, saranno impegnati in
non so che cosa, abbiamo la casa libera e tu
avrai la stanza di mio fratello, lui non
potuto venire per mi ha detto di salutarti.
Che fine ha fatto Jake,
Nicole?
E in Australia, a quanto
pare ha conosciuto una stangona bionda che
lo ha preso allamo, si sposeranno presto, ti
saluta e credo che molto presto lo
sentiremo.
Ma sta bene vero? Non ci
siamo pi sentiti dallultima volta che ci

siamo visti
Certo, non lho mai visto
cos felice.
Non lavora pi al
videonoleggio vero?
No, ha trovato di meglio a
quanto pare, ho smesso anchio di lavorarci,
senza di voi non aveva pi senso confessa.
Siamo arrivati a casa di
Nicole. Una bella casa, enorme, luminosa e
piena di fiori. Mi sistemo nella mia camera
sistemando svuotando velocemente la
valigia.
Dopo una
doccia veloce ci
troviamo tutti nel salone e Alex mi mette al
corrente di tutte le novit, a partire dal suo
ultimo film a quello che deve visionare qui
ad Amsterdam. Gli hanno offerto un copione
per un film d'amore molto impegnativo e lui

dovr decidere se accertare o no. Cosi


passiamo il resto della giornata a parlare di
film, di Marco e di Nicole, per poi passare a
me, parlo di Liam e vedo Alex spalancare
gli occhi quando gli descrivo il mio ragazzo.
E lui? Quello che ti ha
scombussolato la vita? decisamente
sbalordito.
Gi, e devi vedere che
muscoli, roba da fare invidia a
Schwarzenegger rispondo orgogliosa.
Caspita, mi piacerebbe
conoscerlo di persona, sono comunque felice
che tutto si sia risolto tra voi risponde
strizzandomi locchio, Marco gli molla uno
scappellotto, infastidito. Li vedo sorridere
prima di lasciarsi andare ad un abbraccio
affettuoso.

Non mi ha mai dato


fastidio vedere mio cugino Alex
in
atteggiamenti teneri con il suo ragazzo, gay
e allora? Non devo mica condannarlo per
questo. Gli voglio bene e mi sono sempre
trovata bene con lui, sin da bambini, quando
giocavamo alle bambole, e si, proprio cos,
lui giocava con le mie bambole. E un
bravissimo attore ed molto ricercato. Non
stato molto fortunato in amore, ha sempre
trovato persone che hanno sfruttato la sua
fama per poi tradirlo in modo vergognoso,
lui come me, serio nei sentimenti, non gli
piacciono le avventure, lui cerca stabilit
seriet e fedelt, un ragazzo molto
sensibile, dolce, premuroso e possessivo.
Anche molto bello, credo che soffra di una
forma acuta di gelosia. Lo vedo lanciare

certe occhiate a Marco quando quest'ultimo


parla di altri ragazzi.
Ok ragazzi, non so voi ma
io ho una fame da lupi, che ne dite di andare
tutti da Mac Donalds? propongo.
Andata fanno in coro.
Il tempo di riporre la mia
valigia e siamo tutti seduti al fast food.
Cos stai con un
gigante, che spreco, sicura che sia quello
giusto? Magari un maniaco mi stuzzica
Sei geloso per caso? lo
sfotto.
Io geloso? Ma che
dici.
Si, sei geloso.
Nah, non vero, dico
solo

Solo?lo incito.
Potresti avere di meglio.
Mi sfotte guardando
altrove.
Lui il meglio credimi.
Sar, io dico di no, con
tutto quello che ti fa passare.
A si? E tu che ne sai?
Cos fa spallucce
guardandosi le unghie.
Mmh Oh, ho capito, lo
vorresti per te vero? Alexander Turturro
geloso lo pungolo.
Cosa?! Ma come ti viene
in mente?! mi guarda di scatto, spalancando
gli occhi ulteriormente. E perch poi dovrei
esserlo?!.
Ah, non so, perch il

ragazzo molto bello alto, biondo,


muscoloso, occhi azzurri come il mare...
vado avanti?
Andrea, sei paranoica.
Silenzio.
Io Marco e Nicole ci
guardiamo trattenendoci dal ridere.
Intendevo: geloso del
fatto che a lui piaccio io, non geloso del
fatto che lui stia cercando di portarmi via da
te, mica avrai frainteso?
CHE?! Ma... io... non...
senti, sei assurda, va bene!? Questa
conversazione assurda, strana, smettila!
Ma se tu...
Andrea, BASTA.
Ed di nuovo silenzio.
Lascio passare qualche

secondo prima di chiamarlo Alex.


Cosa c' adesso?
risponde esasperato.
Qual il tuo gelato
preferito?
Eh?
Il tuo gelato preferito.
Perch? Che ti frega?!
Dimmelo e basta!
...Jogurt.
Da quanto tempo non fai
sesso con il tuo ragazzo?
E? ma.....
Rispondi.
Una settimana sbuffa.
Marco diventa color
bordeaux.
Hai litigato con lui e non

te lo da?
No ma che dici e che...
che cazzo te ne frega di quello che fac...
Ok allora ti sei preso una
settimana sabbatica per far riposare il
cetriolo, parole di Nicole e?
Ehi, io non ho detto.
inveisce Nicole
Perch non pensi a
scopare tu invece di stuzzicarmi e sognare il
principe azzurro.
Zitta tu. Quante dita hanno
in totale le tue mani? proseguo.
Dieci.
Di che colore sono i tuoi
occhi?
Ma che caz...
Rispondi.

Neri.
Qual il tuo piatto
preferito?

La pizza.
Sei geloso di lui?
Si.
AH! LO SAPEVO! urlo,
alzando le braccia verso l'alto in segno di
vittoria mentre saltello felice come una
deficiente.
No! Cosa... ma che?! Non
vero! Falla finita!
Ah-ah! Sei tutto rosso!
continuo a prenderlo in giro, e lui sembra
sempre pi disperato.
Arreso, fa il broncio e si
volta dall'altra parte. Marco lo stringe a se
baciandogli la fronte. Ridacchio tra me, e

penso che gli innamorati siano davvero una


specie bizzarra. Forse perch io non sono
mai stata innamorata. Questo prima di
conoscere Liam, visto quello che ho passato
con Victor e Brandon. Mi avvicino a lui e gli
metto una mano sulla spalla Eddai...
normale essere gelosi, infondo io sono una
persona fantastica, tutti vorrebbero essere
miei migliori amici e portarmi i fiori o a
cena fuori... a letto... ma non con la gelosia
che si risolvono le cose proseguo in tono
scherzoso, e Alex mi mette il suo broncio e
si scioglie in un sorriso che cerca in tutti i
modi di trattenere, e accetta il mio invito ad
abbracciarci. Di solito facciamo cos,
quando dobbiamo 'fare pace', o cose simili:
ci abbracciamo. E Nicole e Marco si
aggiungono allabbraccio.

Non sono geloso, mi


preoccupo per te borbotta, quando
l'abbraccio si scioglie.
Si, certo sorrido, e gli
scompiglio i capelli con una mano.
.***
E tutto il giorno che non
faccio altro che chiamare Liam ma a quanto
pare concretamente impossibile. Alle
cinque e mezza in punto smetto di provarci,
spengo il computer e vado in cucina. Oggi ho
voglia di cucinare, Alex adora la mia
cucina, retaggio della nonna Italiana. Ho
deciso di fare il mio famoso Roastbeef,
conoscendolo so gi che avr da dire la sua.
Perch fai il roastbeef
allinglese? Non puoi farlo allitaliana?
Ecco, lo sapevo. Perch

mi piace, e non allinglese, al sale.


Il sale salato.
Ma va? che acume.
Scusa, volevo solo
aiutarti.
Allora mollami e vai di la
a guardare la tv.
Oh andiamo Andrea, sei
di malumore.
E gi, vorr dire che me
ne far una ragione.
Ma lui non demorde. Sai
che se aggiungi uno spicchio daglio pi
saporito?
Odio quando si
intromettono in cose che non li riguardano.
Sai che se non lo aggiungo non se ne
accorge nessuno?

Prendo una terrina capiente


e lunga.
Io si!
E ti pareva! Vorr dire
che non mangerai il roastbeef.
Il pacco del sale grosso
dalla credenza.
Ma dai, a me piace il tuo
roastbeef, solo che a volte un po
insipido.
Ecco, quando fa cos lo
odio. Sei un bugiardo, e pure una palla.
Non vero. Se lo mangio
con le mani poi si riempiono di sale.
Dio. E peggio di un
bambino.
Rovescio met del sale
nel fondo della terrina con Alex che mi gira

intorno.
Se non ci metto il sale
non pi roastbeef al sale.
Non potresti farlo
arrosto? chiede con gli occhietti che
scrutano la carne.
Vuoi arrosto di
roastbeef?
O si!
Vai in rosticceria e
compratelo.
E dai ciccina, a me piace
quello che fai tu.
Ciccina tua sorella. Esci
di qui e lasciami cucinare, oppure stai zitto.
Lo fai al sale o arrosto?
chiede ancora.
Ma allora sei un cretino.

Idea! Se lo facessimo al
burro? insiste.
Parli al plurale perch
vuoi farlo tu? rispondo spazientita.
No, no, lascio fare a te, se
vuoi ti aiuto.
No grazie. Faresti solo
casini.
Non vero. E se ci
mettessimo dei capperi?
Ecco, come volevasi
dimostrare.
Alex!! Non mi piacciono i
capperi e poi carne, non pesce.
A me si.
Ma va? Perch non vai a
stressare qualcun altro?
Non abbiamo capperi

vero?
No.
Ah, ecco perch. Certo
anche farlo alla cacciatora non sarebbe
male.
Vuoi che mi procuri un
cacciatore da tenere sempre pronto? Magari
anche cappuccetto rosso gi che ci siamo?
ironizzo.
Oh, andiamo Andrea, non
hai fantasia, e alle mandorle ti piace?
Che due coglioni. Dire
stratosferici davvero poco. Quando ci si
mette Alex davvero snervante.
No, voglio fare roastbeef
al sale. Sparisci per favore.
E se lo facessimo alla
birra? insiste.

La birra mi fa schifo, e
non va bene con il roastbeef.
Sai, la birra fa bene.
Si, come no. Ho bevuto
birra una volta sola e mi bastata. Perch
non vai a rompere le palle a Marco?
Andiamo Andrea, non hai
nemmeno un pizzico di humor.
Humor? Alex sei una
noia.
E se lo facessimo al
tartufo? insiste.
Ahh ma allora lo fa
apposta.
Che palle Alex!
Al limone?
Vattene!
Al pepe?

Ma la finisci? Guarda
che smetto di cucinare. Non hai un copione
da leggere? Delle battute da imparare?
Certo, anzi mi
chiedevo se eri disposta a darmi una mano
provando la parte femminile.
Che carino che sei. Cosa
sono secondo te, un criceto? sbotto
esasperata.
Sei davvero
incontentabile e ingestibile.
Io? Che coraggio.
Marco!!! Vieni a
prenderlo ti prego!
Sento lui e Nicole ridere
di gusto. Che bastardi.
Giuro! Non cuciner mai
pi per un parente.

Deserto del Mojave

Liam
Che palle Dylan, non
vedo l'ora di finire i collaudi e tornare a
casa, non c' verso, mi manca Andrea, mi
manca come l'aria.
Ti capisco, lo stesso vale
per me, Sara mi manca e il brutto di questa
situazione e che non possiamo nemmeno
consolarci parlandoci.
Cazzo quanti giorni e che
siamo qui! chiedo frustrato.

Mmh... tre risponde


Dylan sospirando.
Solo? Mi sembra di
essere qui da una vita, non c la faccio
cristo mi passo nervosamente una mano tra
i capelli.
Forse meglio continuare
a lavorare cos il tempo passa e la nostra
mente occupata da altro.
Gi, altrimenti non ne
esco vivo, ma questa l'ultima volta che mi
faccio fregare, e... non riesco a finire la
frase che un soldato si ferma davanti a me.
Mi scusi signor Capitano
ma appena arrivata una comunicazione
dalla base.
Una comunicazione? E
come ci arrivata se non c segnale sono

sorpreso.
Tramite telegrafo.
Eh? Con il morse? In
questo posto dimenticato da Dio esiste una
linea telegrafica? incredibile.
Si signore, vecchia di
centanni ma c.
E cosa dice.
Dobbiamo rientrare, il
resto degli apparecchi hanno avuto dei
grossi problemi in fase di assemblaggio e
non stato possibile consegnarli.
O cazzo allora possiamo
andare a casa sono felice come un bambino
davanti a delle caramelle.
Si signore, rientro
immediato.
Non mi sembrava vero.

Non vedevo l'ora di riabbracciare il mio


scricciolo. Siamo rientrati alla velocit della
luce, una volta espletato il compito di stilare
il rapporto alla base mi fiondo di corsa a
casa. Non l'ho chiamata, voglio fargli una
sorpresa, mi sento euforico, i tre giorni che
sono stato via mi sono sembrati un'eternit,
un vero inferno, e non vedo lora di
stringerla tra me braccia. Sono a casa ma
entrando non trovo nessuno, la casa in
ordine, non c niente fuori posto, vuota,
nessun rumore, nessun odore, niente. Che
strano mezzo giorno e pensavo di trovarla
a casa, forse da Sara, al diavolo la
sorpresa. Sono deluso per non averla
trovata a casa. La chiamo al cellulare visto
che la sorpresa saltata, ma non risponde,
probabilmente spento. Strano, non da lei.

Comincio a essere preoccupato. Chiamo a


casa di Sara ma non risponde neppure lei,
libero ma non risponde nessuno. Dove
accidenti sono finite. Riprovo ancora ma
sempre la stessa storia.
Comincio a
preoccuparmi. Chiamo sul cellulare di Sara
ma non mi arriva segnale.
Cazzo, questa storia non mi
va, comincio a preoccuparmi davvero. Vado
a casa di Sara, suono ma non risponde
nessuno, uscendo mi trovo Dylan fuori dal
portone.
Ehi Dylan ma... che
cazzo successo, Andrea non a casa, Sara
non risponde e...
Tranquillo, Sara mi ha
mandato un messaggio che ho appena
ricevuto, sua madre ha avuto un malore,

stata ricoverata in ospedale e lei partita


per raggiungerla, sicuramente Andrea con
lei, io parto stasera, voglio raggiungerla,
vieni anche tu?
Si, certo ma prima voglio
essere sicuro che lei sia con Sara, ti
dispiace chiamarla o mandarle un
messaggio? Chiedi conferma lo vedo
annuire e chiamarla, dopo aver parlato con
lei e messosi daccordo per raggiungerla
mette gi.
Mi dispiace Liam ma
Andrea
non con lei, partita per
Amsterdam con un certo Alex da quello che
ho capito, parlava di fiori, tulipani, non ho
capito bene, comunque mi ha dato l'indirizzo
di dove si trova.
Porca puttana. Amsterdam?

Cosa!!? Amsterdam? Con Alex?... E chi


cazzo Alex. Cristo santo, non faccio in
tempo a partire che gi sparisce. Dammi
l'indirizzo sbraito furioso.
Ehi Liam, dove stai
andando?
A riprendermi ci che mi
appartiene ringhio.
Dopo un viaggio
allucinante dove ho immaginato di trucidare
questo stronzo di Alex, di cui non sapevo
lesistenza, atterro ad Amsterdam, e con la
macchina presa a noleggio
arrivo a
destinazione. Una graziosa casetta su tre
piani, colorata, nel tipico stile Olandese.
Suono il campanello e dopo un po una
graziosa ragazza bionda mi apre la porta
tutta sorridente.

Salve, cerco Andrea, in


casa? non riesco a nascondere un certo
nervosismo.
Lei mi guarda a bocca
aperta, come se avesse visto un alieno.
Si, tu sei Liam vero?
Ciao, io sono Nicole mi dice sorridendo.
Le stringo la mano che lei mi porge aspetta
che la chiamo riprende, invitandomi ad
entrare.
Non fa in tempo a
chiamarla che
vedo Andrea uscire
avvinghiata ad un ragazzo che la sta
baciando, le sue braccia gli cingono il
collo, le gambe allacciate ai fianchi del
ragazzo, le loro bocche unite in un bacio
mozzafiato, lingue intrecciate e sospiri
agitati. Non ci metto molto a reagire. Il

sangue mi parte subito al cervello. Porca


puttana. La rabbia sale vertiginosamente
mentre un ringhio rabbioso mi esce dalla
gola.
Chi cazzo sei tu, toglile le
mani di dosso stronzo!! li vedo fermarsi
mentre il ragazzo mi guarda meravigliato, lei
si gira sorpresa di vedermi li.
Liam? Che ci fai qui?
Non eri nel deserto? chiede sorpresa,
staccandosi dal ragazzo.
La guardo negli occhi con
sguardo di fuoco, cerco di controllarmi per
non mettere le mani addosso allo stronzo che
la stava baciando. Non rispondo, prendo il
ragazzo per una spalla e lo allontano da lei
con uno strattone.
Toglile le tue luride

zampe di dosso, bastardo abbaio prima di


rivolgermi ad Andrea. Che ci fai tu qui, e
lui chi ? Perch lo stavi baciando? Cazzo
Andrea, non faccio in... sono talmente
furioso che non riesco a parlare.

Andrea
Oddio, Liam qui? Resto
meravigliata e spaventata nel vederlo cos
arrabbiato.
Aspetta Liam, lascia che
ti spieghi lui .... cerco di calmarlo ma so
che non sar facile, ha visto Alex baciarmi e
non lo perdoner.
Non mi frega un cazzo di
chi lui, perch diavolo lo stavi baciando!!
sibila nervoso.
Liam stai calmo, se mi
lasci spieg... ma non mi la lascia finire.

Prendi la tua roba e


andiamo mi intima.
Cosa? No tu adesso mi
ascolti, lascia che ti... ma mi interrompe
ancora.
Ti ho detto di prendere la
tua roba! Sono poco incline ad ascoltarti
ora, a casa mi spiegherai tutto abbaia.
Ascolta Liam, non
stavamo facendo niente, io devo stare qui,
vedi lui ha... cerco di calmarlo.
Prendi la tua roba o ti
porto in spalla!!!!!! sbotta, incapace di
contenersi.
Ehi non trattarla cos,
brutto bestione, lei ... Alex non finisce la
frase che Liam gli molla un pugno in faccia
scaraventandolo contro il muro.

Brutto gorilla, come ti


permetti di colpire il mio ragazzo urla
Marco, fa per rispondere al pugno quando
Liam lo blocca prendendolo per il bavero
della camicia sollevandolo da terra senza
sforzo.
Nel frattempo Alex si rialzato con il
naso sanguinante, come una carica di
bisonti si lancia contro Liam. Razza di
bestione analfabeta, toglili subito le mani
di dosso prima che ti disfi.
Tu non riusciresti
nemmeno a fare il solletico al culo di un
cammello, nano ringhioso. Togliti dalle palle
se non vuoi che ti schiacci come il verme
che sei risponde alterato.
Coosa!!? Brutto non
fa in tempo a finire la frase che Alex gli si

lancia addosso colpendolo nello stomaco


con una testata, ma non solo non gli fa
male, non riesce nemmeno a spostarlo di un
millimetro. Santo cielo.
Quelluomo una roccia.
Nonostante la situazione non delle
migliori, e i miei amici hanno la peggio, non
posso fare a meno di ammirare la sua forza e
possanza fisica. E davvero bello, sembra un
angelo vendicatore.
Cosa credi di fare
nanerottolo! lo tira su di peso,
scaraventandolo via. Marco, arrabbiato, si
lancia a sua volta in aiuto di Alex contro
Liam che, lo blocca con una mano sulla
fronte, e prendendolo per il collo della
camicia lo solleva senza sforzo.
La situazione rischia di

perdere il controllo, decido di intervenire


prima che sia troppo tardi.
Lascialo stare, non fargli
male, lui non centra, Liam ma che ti prende,
sei ammattito? gli dico piazzandomi davanti
a lui. E, furioso lo lascia andare
scaraventandolo lontano.
Allora ti conviene dire a
quel nano con la parrucca di starti lontano
risponde guardando truce Alex.
Che cavolo dici
deficiente, questi sono i miei capelli sibila
Alex offeso, mentre si massaggia il collo.
Ma con chi ti sei messa? Con il figlio di
Godzilla? E un pazzo furioso mi dice
incredulo, massaggiandosi la nuca.
Prova a ripeterlo e non
avrai bisogno del parrucchiere, coglione

risponde Liam con un ringhio.


Stronzilla sibila Alex
guardandolo in cagnesco. Sembra una scena
del film Duello al sole.
Ok, ora basta sono
seccata.
Se ti sfiora ancora lo
ammazzo, andiamo il suo un ringhio a
denti stretti.
Andiamo cosa!, Non
posso partire adesso, c la mostr...
Non me ne frega un
cazzo. Tu vieni via con me! Adesso!
risponde furioso senza ascoltarmi.
Resto senza parole,
sorpresa dalla sua reazione, non aveva mai
alzato la voce con me prima dora.
Liam, lascia almeno che ti

spieg... cerco di mantenermi calma ma la


situazione rischia di sfuggirmi miseramente.
Lo farai a casa! Sei sorda
per caso!? Voglio vederti fuori di qui...
subito!
Lo sapevo. Liam ha perso
la testa ed impossibile farlo ragionare. Ma
non voglio dargliela vinta, consapevole di
non aver fatto niente di male.
Col cavolo, neanche se
mi trascini di peso, io resto qui!! E tu mi fai
il santo piacere di ascoltarmi abbaio a mia
volta. Lui diventa rosso dalla rabbia, sbuffa
come un toro, e senza dire niente mi prende
e mi carica in spalla come fossi un sacco di
patate, poi si rivolge
con tono duro a
Nicole.
Prendi le sue cose e

portamele fuori entro due secondi altrimenti


bruciale.
Lasciami animale!!
Idiota!!! mi dimeno, cercando di liberarmi
dalla sua stretta mettimi gi Liam...
mettimi gi!! mi contorco furiosa.
Appena in macchina, e
stai ferma altrimenti ti farai del male
replica serio.
Lasciami!!... questa me
la paghi!!!... Idiota!... Bestia!!... gli urlo,
tempestandogli di pugni la schiena.
Ecco, adesso stai calma
altrimenti mi costringi a legarti borbotta
quando mi deposita nell'auto, chiude la
portiera bloccandola. Fa il giro, carica la
mia valigia che nel frattempo Nicole gli ha
consegnato, poi sbloccando la portiera del

guidatore, sale chiudendola, si mette al


volante e parte per l'aeroporto.
Oddio. Sono cos furiosa
che faccio fatica a ragionare, per il modo in
cui mi ha trattata e soprattutto per non avermi
dato la possibilit di spiegarmi. Questa me
la paga, eccome se me la paga, brutto
bestione.
Liam, apri la portiera,
adesso sibilo, dopo essermi calmata.
Neanche per idea
risponde, senza degnarmi di uno sguardo.
Apri questa fottuta
portiera e fammi scendere ripeto,
trattenendo la rabbia.
Smettila, tanto non ti
lascio scendere.
Ma che ti prende si pu

sapere? Perch fai cos. Non sei il mio


padrone, fammi scendere o te la far pagare
molto cara minaccio.
Fammi quello che ti pare
ma tu da qui non esci fino a quando non
saremo arrivati a casa replica freddo,
guardando avanti. Stringo i pugni per la
rabbia, con la voglia matta di picchiarlo.
Il tragitto in auto stato
lungo e silenzioso, nessuno dei due ha detto
una parola. Al diavolo la sua gelosia, mi
dico. Rassegnata mi appoggio al sedile, la
guancia appoggiata al finestrino. Mi sento
male per come si comportato, ha picchiato
Alex e, non solo... ha offeso Nicole e Marco,
ma quello che pi mi addolora , che dopo
tanti anni, ancora una volta non riuscir a
vedere l'oggetto che tanto desidero.

Chi era quello! Forse


Alex? , Perch ti stava baciando! Cazzo
Andrea, per questo che non mi hai detto
che partivi? Volevi incontrarlo? Chi cazzo
Alex porca puttana!!!! urla avrei voluto
ucciderlo quel bastardo, baciarti in quel
modo, e tu? Come hai potuto farmi questo!
Mi devi dire tutto, cosa successo tra te e
lui in questi giorni. E il tuo amante?.
Non rispondo. Cosa dovrei
dirgli? Nello stato in cui ci troviamo
riusciremmo solo a ferirci. Non dovrebbe
esserci fiducia tra noi? Dov finita? Non lo
riconosco pi. Dov finito il dolcissimo
ragazzo che conosco? Non da lui questo
comportamento tanto autoritario.
Allora? Ti decidi a dirmi
come stanno le cose? chiede spazientito.

Cazzo Andrea quando fai cos mi mandi in


bestia, ci sei andata a letto? Te lo sei
scopato?
Ma pazzo per caso?
Come osa? Che voglia che ho di pestarlo a
dovere. Meglio che stia zitta altrimenti
Continuo nel mio mutismo. So che lo far
incazzare ancora di pi
Andrea per favore, vuoi
spiegarmi cosa ci facevi in quella casa? E
chi Alex? E... cos' successo tra voi.. mi
dice poi con calma.
Lo ignoro, cercando di
calmare il mio respiro. La mia testa
appoggiata al finestrino, guardo fuori la citt
che mi passa davanti, senza vederla
realmente. Sento le lacrime affacciarsi nel
voler uscire. Lacrime di rabbia e

frustrazione. Odio piangere. Ma odio di pi


non poter andare alla mostra. Ho atteso tutti
questi anni e ora? Non potr mai perdonarlo
per questo, non ho fatto niente di male santo
cielo. Se solo mi lasciava spiegare non
saremmo arrivati a questo. Ottuso e testardo.
Ma lui non demorde, torna
ancora alla carica.
Allora? Devo pensare di
peggio? Cosa avete fatto voi due in questi
giorni e? la calma di prima ora non c pi
te lo chiedo ancora Andrea, mi vuoi dire
che cosa hai fatto?... Ci sei andata a letto?
Dimmelo nei suoi occhi brilla una luce
diabolica. Lo ignoro continuando a guardare
fuori dal finestrino Cristo Andrea, chi tace
acconsente vero? Allora ci sei andata a
letto? Ci sei andata a letto? Dimmelo!!!!!

lo vedo diventare paonazzo, credo che la sua


rabbia abbia raggiunto il limite.
Ma sentitelo, chi si crede
di essere? Lo guardo male, e la voglia di
ferirlo mi assale prepotente.
Oh si, lho scopato alla
grande, e mi piaciuto, mi ha fatto di tutto
con la lingua e con
Inchioda la macchina di
colpo, lasciando due centimetri di copertoni
sullasfalto. Stringe spasmodicamente il
volante tra le mani, tanto che temo possa
spezzarlo mentre il suo respiro accelera
paurosamente. Si gira verso di me
guardandomi con ferocia glaciale. Dovrei
avere paura ma non cos, so che lui non mi
farebbe mai del male.
Prende fiato prima di

parlare. Ritira quello che hai detto mi


intima gelido.
Neanche per sogno, mi
hai chiesto se ci sono andata a letto e
riesco a dire.
Smettila!! Io lo ammazzo
quello stronzo!! ringhia tra i denti.
Sono furiosa, vorrei
spaccargli la faccia per quello che ha detto,
brutto scimmione ottuso. Vaffanculo Liam,
credi che tutte le donne siano puttane? Forse
quelle che frequentavi tu lo erano, ma non
io mi giro ancora verso il finestrino senza
degnarlo di uno sguardo.
Lho spiazzato.
Non lhai fatto vero?
Scoparlo intendo, tu non ci sei andata a
letto con quel insiste.

Mi sento talmente offesa


Che non mi prendo nemmeno la briga di
rispondergli.
Odio quando ti comporti
in questo modo, da irresponsabile stringe
ancora di pi il volante fino a farlo
scricchiolare.
Arriviamo in aeroporto.
Liam lascia la macchina presa a noleggio
nell'apposito parcheggio, tira fuori i biglietti
e fa il check-in, ogni tanto mi guarda di
sottecchi ma lo ignoro. Saliamo sull'aereo
sempre in silenzio, mi siedo sul sedile
vicino all'obl, mi allaccio la cintura e
appoggio la fronte sul finestrino chiudendo
gli occhi. Mi sento il cuore stringere in una
morsa mentre il rullare dei motori annuncia
l'imminente partenza. Non posso fare pi

niente, ho perso la mia pi grande occasione


di vedere il fiore pi raro sulla terra, non mi
capiter mai pi una cosa del genere. Non
riesco a trattenere un singhiozzo di
frustrazione. Nel frattempo ho ricevuto dei
messaggi da parte di Alex e Nicole, mi
chiedono se va tutto bene, li rassicuro
dicendogli che li richiamer appena arrivo
a casa, poi spengo il cellulare.
Andrea per favore mi
vuoi rispondere? Non vorrai fare tutto il
viaggio ignorandomi! Scusami per quello
che ho detto prima dispiaciuto ma in
questo momento non me ne frega niente.
Resto trincerata nel mio
silenzio, guardo l'aereo muoversi sulla
pista, ormai non riesco pi a trattenere le
lacrime che silenziose scendono sul mio

viso, calde e umide, facendo fremere le mie


spalle. Ripeto, odio piangere ma sono
troppo arrabbiata e frustrata e non riesco a
trattenerle. Non riesco a spiegare come mi
sento, una cosa incredibile, non ha avuto
fiducia in me e non ha voluto nemmeno
ascoltarmi. Non riesco a credere che il
ragazzo tanto dolce e che mi adora alla
follia mi abbia fatto questo.

Liam
Mi sento male vederla
piangere, e questo peggio che prendere un
pugno nello stomaco. Sono stato un immenso
stronzo, l'ho trattata malissimo senza darle la
possibilit di spiegarsi, e con la forza l'ho
portata via. Ho paura di averla combinata
grossa stavolta.
Amore... Andrea ti prego

io... non voglio vederti piangere, scusami e


che... ti dispiace spiegarmi cosa ci facevi
l?
Andrea non dice nulla.
Continua a roteare gli occhi lucidi per
evitare di guardarmi. Odio i silenzi, ma i
suoi mi terrorizzano. Vorrei essere un
sensitivo, cos da poterle leggere nel
pensiero, ma dato che non lo sono, sono
costretto a domandare anche le cose pi
orribili per sapere. Le tocco una spalla nel
tentativo di attirare la sua attenzione ma lei
mi scuote via la mano con un'alzata di spalle
mentre
la
sento
singhiozzare
silenziosamente. Ormai siamo in volo da
quasi cinque ore, tra poco pi di due ore
saremo a destinazione e lei continua nel suo
mutismo. Si addormentata spossata e con le

guance ancora umide di lacrime. Mi sento


un verme.
Una hostess si avvicina.
Le serve qualcosa
signore? Ha sete, ha fame, le serve una
coperta? chiede gentilmente mentre mi
squadra da testa a piedi soffermandosi sul
mio torace, si morde le labbra abbozzando
un sorriso. La ignoro.
No grazie, al momento
non mi serve niente, appena la mia ragazza si
sveglia chiedo se vuole qualcosa rispondo
gentile ignorando il suo sguardo languido.
Va bene, non si faccia
scrupoli, qualunque cosa chiede lo avr
risponde maliziosa, annuisco e la liquido
con un cenno della testa ignorando le sue
avance, gi sono nella merda con Andrea,

non so esattamente che accidenti successo


tra lei e quel verme capellone, spero di
chiarire al pi presto altrimenti divento
pazzo. Non posso vederla in questo stato.
Si appena svegliata
quando l'aereo atterra al Lax, lei non mi
guarda, ha lo sguardo assonnato e triste, le
guance arrossate e gli occhi gonfi per il
pianto. Ho il cuore pesante e il petto chiuso
in una morsa. Cristo Liam, non da te
trattarla cos, che ti successo? Limmagine
di Alex ancora vivida nella mia mente.
Lidea che un altro uomo labbia toccata
mi manda fuori di testa, e lei lo stava
baciando. Questo ancora pi grave.
Amore dai qui, la porto io
la valigia faccio per prenderla ma si
allontana con uno strattone.

Non... toccarmi... mi
intima.
Dai amore, lo vedo che
pesa, lascia che te la porti io le dico
dolcemente. Mi addolora che mi allontani.
Mi guarda in cagnesco e
poi la molla per terra di peso senza
rivolgermi
la
parola,
prende
ad
incamminarsi verso l'uscita. Non mi piace
vederla cos, ho fatto un casino e...
Dai Andrea scusami, io...
lo so, non mi sono comportato bene, ma
cazzo anche tu dimmi cosa posso fare
per... non vorrai tenermi il muso per quanto?
Un giorno? Dai, ti prego
supplico
rincorrendola.

Andrea
Com che siamo arrivati a

questo? Cosa puoi fare? Niente, ecco cosa


puoi fare lo attacco ti sei comportato da
vero despota, senza darmi la possibilit di
spiegarti come stavano le cose, tu e il tuo
cervello da troglodita, adesso vuoi
rimediare?
Un po tardi non credi?
Spiacente, non c niente che puoi fare, di
sicuro non puoi cancellare il pugno che hai
dato ad Alex e soprattutto, cosa a cui tenevo
pi della mia vita, non posso pi andare alla
mostra dei fiori dico con amarezza
scuotendo la testa, riprendo a camminare
fino ad arrivare al parcheggio dove si trova
la Porsche di Liam.
La... mostra dei fiori?
Che centra la mostra dei fiori! mi guarda
interdetto.
Dio! Sono cos arrabbiata

con lui Chi accidenti credi di essere?


Credi di essere padrone della mia vita?
Credi di poter fare quello che vuoi con me?
Di potermi trattare come una pezza da piedi
solo perch ti gira?
Certo che no, cerco solo
di proteggerti.
Proteggermi un
accidente sbotto. Il mondo non gira
intorno a te granduomo. Questo non
proteggere, questa violenza contro la mia
persona. Non sono il tuo giocattolino, n il
tuo cagnolino da mettere al guinzaglio
continuo a ruota libera quello che hai fatto
sbagliato e crudele. Mi hai umiliata e
offesa davanti ai miei amici, offendendo
anche loro con il tuo modo di fare. E la cosa
che pi mi fa rabbia il fatto che non te ne

rendi conto.
Allora spiegami... dimmi
come stanno le cose ripete frustrato.
Devo ripeterti ancora che
ti sei comportato male?. Santo cielo Liam.
Forse, preso come sei a fare il prepotente
con me, giocando a fare il dominatore, non ti
sei accorto che amo i tulipani. La mostra dei
fiori che si tenuta ieri ad Amsterdam la
pi importante del globo. Li stato esposto
il fiore pi raro di tutti. Il tulipano Ice-Star,
unico nel suo genere. Ho aspettato anni che
il suo creatore lo mettesse in mostra, sono
andata ad Amsterdam proprio per poterlo
ammirare ma tu... come al solito hai rovinato
tutto con la tua assurda gelosia. Non mi hai
dato nemmeno la possibilit di spiegarmi, di
dirti che i tulipani sono la mia passione. Li

adoro in modo viscerale e, che Alex mio


cugino, fa l'attore di professione, e quando
tu sei entrato stavamo provando una scena
del suo ultimo film. Doveva provare il
copione e gli ho chiesto se potevo fare io la
parte femminile. Quel bacio era pura
finzione, un bacio cinematografico. Dio! E
tutto cos assurdo. Scuoto la testa e
poi, come facevo ad avvisarti che partivo!
E stata una cosa improvvisa. Tu stesso mi
hai detto che non c'era il satellitare, ci ho
provato, senza risultato lascio trasparire
tutta la delusione che provo.
Senti io... se volevi un
mezzo lo trovavi per avvisarmi farfuglia.
Oh certo, che stupida, la
prossima volta vado in cima ad un
grattacielo e mi metto a fare i segnali di

fumo, o magari ti mando un piccione


viaggiatore. Visto che io potevo trovare il
sistema per chiamarti, come mai tu non lhai
fatto? Avevate finito i piccioni? rispondo
velenosamente sarcastica.
Comunque non potevo
immaginare che... mi ha dato enormemente
fastidio vederti addosso a lui, perch lui ti
stringeva in quel modo? E la sua lingua di
esplorava il palato? Raccontalo ad un altro
che non c stato niente, che era solo
finzione mi dice stizzito.
E tanti saluti al fattore
fiducia vero? Sei un vero cretino Liam,
lasciatelo dire. Alex gay, ma anche se non
lo fosse non ti tradirei mai rispondo
scuotendo la testa.
Come?

Alex gay, e l'altro


ragazzo era il suo fidanzato, non gli interessa
avere un rapporto con l'altro sesso, per di
pi con me... sua parente.
Ah. Non avevo capito
sembra confuso.
Gi, questo il tuo
problema, tu non capisci, mi hai ferita e
umiliata con il tuo comportamento, per
questa tua carognata non potr perdonarti
tanto facilmente, non sono la tua fottuta
sottomessa replico furente.
***

Liam
E quasi l'alba quando mi
sveglio con una strana sensazione. Mi giro
nel letto in cerca di lei ma non c. Poi mi
ricordo della litigata, mi alzo e scendo in

salone, lei l, accoccolata sul divano con in


mano ancora il telecomando della tv e la
stessa accesa. Com bella, ho voglia di lei,
una voglia prepotente, devastante. Sono
giorni che la desidero, ora sto agonizzando,
sono in astinenza da troppo ma devo
resistere fino a quando non le passer
l'arrabbiatura. Per forse... devo parlare
con Sara, forse ho trovato il modo per farmi
perdonare. La prendo in braccio e la porto di
sopra, non mi va che dorma sul divano e...
cosa pi grave non mi va che dorma lontano
da me, ho bisogno di sentirla vicina, ho
bisogno del contatto con la sua pelle, il suo
corpo, il suo odore, cazzo sto male, ho
dolore al basso ventre, sono eccitato,
l'erezione mi pulsa dolorosamente, vorrei
che lei facesse qualcosa per porre fine a

questa tortura, a questo dolore, vorrei sentire


le sue mani su di me, le sue labbra sulla mie,
sulla mia pelle, vorrei averla sopra di me...
io dentro di lei. Cazzo!! Basta Liam, stai
perdendo la ragione.
Ma come si fa, lei ... cos
bella, sensuale, calda, morbida. La stringo
nascondendo il naso tra i suoi capelli,
inalando il suo eccitante profumo, mentre
salgo le scale, la deposito dolcemente sul
letto e mi metto di fianco a lei, le sfilo i
jeans e la t-shirt lasciandola in intimo, la
guardo e non riesco a non toccarla, con un
dito prendo a scorrere sulla sua pelle
partendo dal collo, sulla spalla, sul braccio
fino al fianco per poi scendere sulla natica
soda e rotonda, come mi piace toccarle
quelle rotondit, mi fanno impazzire, sono

cosi... burrose, sode. Con la mano comincio


ad accarezzarla dolcemente mentre la sento
sospirare. Non ce la faccio, la voglio. Lei
la mia droga, la mia ossessione, troppo
tempo senza poterla avere mi sta facendo
morire di dolore e desiderio.
Voglio
toccarla, baciarla tutta. Voglio entrare nel
suo corpo, muovermi dentro di lei, voglio
impazzire di piacere e sentirla urlare il mio
nome. Cazzo, sono dolorosamente eccitato
e non posso porvi rimedio, cazzo come sto
male. Il suo profumo mi assale mentre la
vedo girarsi verso di me, la sua mano corre
a posarsi sul mio petto e mi ritrovo a
fremere. Scivola leggera sulla mia pelle, mi
accarezza il petto, l'addome, il ventre
soffermandosi sui muscoli mentre la sento
mugolare e sospirare continuando a

dormire.
Mi sento morire e la voglia
di lei mi sommerge prepotentemente. Gemo
quando la sua mano tocca l'elastico dei
boxer. Mi accarezza l, lentamente toccando
la mia pulsante erezione. Mi sta torturando.
Chiudo gli occhi cercando di calmare il mio
respiro. La sua mano scivola e supera
lelastico de i miei boxer, trattengo il respiro
pregando che non smetta. Ti prego amore
continua, non ti fermare, dammi un minimo di
sollievo. Forse mi ha sentito, o forse vuole
semplicemente uccidermi, sta di fatto che si
ferma.
Ti prego amore. Non farmi
soffrire, toccami ancora. Ma sono io che
prendo a toccarla, incapace di starle lontano.
La testa mi dice di lasciar stare, se dovesse

svegliarsi sar guerra aperta, e lo sconfitto


sar io, ma non gli do retta. Continuo a
toccarla ovunque, prendo a stuzzicarla tra le
gambe quando la vedo trasalire, un ansito le
ferma il respiro, un gemito rauco gli esce
dalla bocca, apre gli occhi e per un istante
tutto si ferma, si gira verso di me con il
respiro accelerato, mi guarda, i suoi occhi
sono come braci accese. Spalanco gli occhi
quando vedo la sua mano alzarsi e
prepotentemente mi molla una sberla da
farmi girare la testa. E furiosa, arrabbiata,
no, di pi, incazzata nera. Senza dire una
parola esce dal letto muovendosi sinuosa e
va in bagno, dove la vedo sparire chiudendo
la porta.
Cazzo.
Mi passo una mano tra i

capelli con fare nervoso, quando esce dopo dieci minuti - ha addosso quel
maledetto perizoma color carne che non le
copre niente. Facendomi impazzire, lo fa
apposta. Lo so che lo fa apposta. Sopra
indossa una canotta tanto aderente che il
seno sembra voler schizzare fuori da tanto la
stringe. Senza una parola o uno sguardo
scende le scale a passo di marcia, ormai
sono le sette e devo alzarmi, tanto vale che
la seguo in cucina. Se devo affrontare una
guerra meglio farlo subito.
Lei l, seduta al tavolino in cucina che
sorseggia il caff, nervosa, lo sento, lo
vedo da come si muove.

Andrea
Allora? Mi dici cos'
successo? chiede Sara.

Siamo sedute in un pub del


centro mentre facciamo colazione.
Innanzitutto dimmi come
sta tua mamma chiedo preoccupata.
Bene adesso, ha avuto un
malore ma non era niente, solo un calo di
pressione per via dello stress, adesso sta
molto meglio, adesso raccontami tutto mi
mette alle strette. E gli racconto quello che
successo.
Davvero? Lui ti ha
cosa?... scoppia a ridere.
C' poco da ridere, sono ancora
arrabbiata, ti rendi conto? Ha picchiato
Alex e poi... mi ha portata via di peso...
sono cos amareggiata per non aver potuto
andare alla mostra, tu non hai idea
rispondo con amarezza.

Ti capisco, so quanto ami


quei fiori, mi dispiace, lo sai...lui... molto
geloso.
Geloso? E un pazzo
furioso. Ma questa non una giustificazione
sufficiente per come si comportato.
Stavolta non la passa liscia rimugino,
finendo di fare colazione.

Liam
Sono passati due giorni
dagli ultimi avvenimenti e lei ancora
arrabbiata con me, non mi parla, non ne
vuole sapere, la sera dorme sempre sul
divano. Sono sullorlo di una crisi di nervi.
Senti Andrea io non
posso andare avanti cos, picchiami,
insultami, fammi quello che vuoi ma parlami,
mettiamo fine a questa cosa che mi sta

logorando dentro, per favore.


Lei si gira e mi guarda con
un sorrisino ironico.
A si? Povero piccolo, mi
rapisci portandomi via di peso, mi vieti di
visitare una mostra importante, picchi uno
dei miei pi cari amici, mi stupri mentre
dormo e tu? Mi dici che ti sto logorando?...
Non me ne frega un accidente di come ti
senti, sei solo una bestia insensibile, grande
grosso e idiota mi accusa.
Non fare la bambina
Andrea.
E tu luomo delle
caverne.
Non ti ho stuprata e lo
sai. Okay senti, facciamo cos, oggi vieni
con me alla base, devo mostrarti qualcosa di

importante e poi vediamo di trovare un


accordo per sistemare la faccenda.
Perch non vai a farti
fottere? Te lo puoi scordare, io con te non
vengo da nessuna parte.
La smetti di essere cos
scurrile? Non mi piace sentirti parlare in
quel modo. Lo sai che se ti rifiuti ti porto di
peso, in spalla rispondo, per nulla offeso
dal suo insulto.
Io parlo come mi pare. Se
solo ti azzardi a farmi ancora una cosa del
genere... giuro, ti prendo a calci nelle
palle minaccia.
Sempre testarda vero?
Dai preparati, ho una bella sorpresa per te
insisto e per niente preoccupato della sua
minaccia.

Cos' sei scemo? Io non


vengo sbuffa scocciata.
Va bene, allora non mi
resta altro da fare che portarti di peso
sorrido divertito, mi avvicino a lei, faccio
per prenderla quando lei alza di scatto,
mettendosi a correre per tutta la casa
strillando.
Lasciami stare, se lo fai
ancora giuro che vado via per sempre.
Okay, ho davvero bisogno
che tu mi accompagni alla base, per favore.
Cos' che vuoi, perch
devo venire alla base chiede cauta.
Ho prestato la mia auto
ad un amico e sono venuto qui con quella
dell'esercito, il mio amico parte domani
mattina e non riesce a riportarmi la

macchina, se tu mi accompagni posso ritirare


l'auto e riportare questa alla base, tutto qui,
per favore.
Perch non chiami un tuo
tirapiedi? sospettosa.
Lo farei ma sono tutti
impegnati nelle manovre.
Ma non mi dire, che
coincidenza. Chiss perch mi puzza di
trappola, non mi fido di te mi guarda in
cagnesco.
No davvero, cos...
Mmh... va bene ma...
niente scherzi ho te la far pagare molto
cara minaccia.
Grazie amore.
Poteva andarmi peggio.
Arriviamo alla base in

silenzio, ha cercato di intavolare una


conversazione ma non servita a niente, lei
si chiusa in un mutismo assoluto, cazzo,
certo che quando ci si mette ti fa morire.
Cocciuta come un mulo, ma lascia che ti
metta le mani addosso e... Cristo ti consumo
a furia di fare l'amore.
Ma... non dovevamo
andare dal tuo amico? chiede sospettosa.
Ah certo e che mi ha
mandato un messaggio, si trova gi qui.
Che cazzata, lo sapevo
che mi fregavi, cosa stai combinando Liam?
Niente, vieni, devo
mostrarti qualcosa.
Non voglio vedere niente,
voglio andare a casa, da Sara seria.
Okay ma dopo, questa la

devi vedere, davvero mi guarda incuriosita


mentre la porto in un grande salone, quando
entra rimane un attimo spaesata, quando vede
la persona che le sta andando incontro a
momenti sviene.
Oh... mio... dio... io...
non... La sorpresa tale da lasciarla senza
parole.
Buona sera Signorina
Marchesi, mi spiaciuto molto che non
abbia potuto presenziare alla mia mostra.
Io... sono onorata di
poterla incontrare di persona sig. Mirett,
io... balbetta per la sorpresa.
Simon, la prego mi
chiami Simon gli dice lui sorridente.
Ma... che ci fa lei qui
chiede confusa e meravigliata.

Sono stato invitato dal qui


presente Capitano, devo essere sincero, il
suo ragazzo davvero molto insistente e
testardo lo sa? sorride.
Non me lo dica, ci lotto
tutti i giorni con la sua testardaggine.
Allora, mi hanno detto
che appassionata di tulipani, in particole
dell'Ice Star.
Si io io l'adoro,
vorrei tanto poterlo ammirare.
Credo si possa fare, tra
l'altro mi stato detto che a giorni il suo
compleanno, tanti auguri Andrea... posso
chiamarla Andrea vero? gli dice
avvicinandosi a lei con un vaso del famoso
fiore, la vedo sgranare gli occhi mentre il
respiro si ferma respira Andrea, respira,

non un sogno, la realt, ecco, prendi,


tuo gli porge il vaso che prende con mano
tremante.
Oh mio Dio ...
bellissimo, stupendo, meraviglioso sorride
commossa grazie, grazie di cuore, non
poteva farmi regalo migliore.
Ringrazi il suo ragazzo,
se non lo facevo credo che mi avrebbe
sbattuto in cella e buttato via la chiave
confessa con una smorfia.
Liam io... che meraviglia,
grazie so daverla spiazzata. Mi butta le
braccia al collo dopo aver posato il vaso.
Ne abbia cura, mi
raccomando, molto delicato dice Marett.
Arrivederci e ancora tanti auguri per il suo
compleanno.

Come facevi a sapere del


mio compleanno... chiede ancora incredula.
Sara. Le ho parlato del
mio piano e lei mi ha detto del tuo
compleanno. Ho sbagliato portandoti via in
qual modo e volevo a tutti i costi rimediare,
ho visto quanto ami questi fiori, ne hai casa
piena, spero che adesso tu mi perdonerai.
In parte si, ma dimmi,
quanto ti costato questa cosa?
Non importa io...
Liam? Quanto... ti ...
costato... mi guarda sospettosa.
La Porsche confesso,
massaggiandomi la nuca.
Cosa!!? Hai...
Ho fatto uno scambio
equo, lo sai quanto vale quel fiore? Cavoli

non credevo che una pianta potesse davvero


valere cos tanto e... lui sbavava per la mia
Porsche sostengo il suo sguardo con
un'alzata di spalle.
Hai dato la Porsche in
cambio di questo...? resta allibita, sapendo
quanto tengo alla mia macchina, non l'avrei
mai data via. Ma in questo caso stato uno
scambio equo. Tutto pur di farla felice.
Si, ne valeva la pena,
tanti auguri amore.
Oh Liam. Non ci posso
credere. Che peccato per, mi piaceva la
Porsche si morde il labbro inferiore.
Trasmettendomi un brivido.
Cazzo. Vorrei morderlo io
quel labbro. Amore, dimmi di che colore la
vuoi e te la compro allistante, se vuoi.

Posso darti un bacio senza essere preso a


morsi calci e pugni? azzardo.
Okay ma... occhio a
quello che fai, sono ancora molto arrabbiata
perci... risponde guardandomi storto ma
poi... grazie Liam mi dice infine.
E' stato un piacere la
bacio stringendola a me, ma troppo breve
dura il bacio che la sento divincolarsi dal
mio abbraccio.
Che ne dici di andare a
mangiare un boccone visto che ormai
sera! propongo, sorvolando sul fatto che
potrei saltarle addosso.
D'accordo ma...
rimaniamo qui? Alla base?
Se vuoi... anche se
preferirei, domani ho un incontro importante,

mi devo alzare presto.


Va bene, restiamo qui
ma... tu dormi sul divano mi dice puntando
un dito contro il mio torace.
Dai amore, per favore, lo
sai che non riesco a dormire lontano da te,
far il bravo te lo prometto ma fammi
dormire con te supplico.
Neanche per sogno, come
minimo mi salti addosso.
Beh, tecnicamente ti
salterei addosso anche adesso, ma far il
bravo, promesso le faccio lo sguardo da
cucciolo
abbandonato. Mi guarda
sospettosa ma poi sospirando annuisce.
Va bene ma... se fai
qualcosa di strano giuro che ti prendo a calci
nelle palle e poi vado via apostrofa. Non

riesco a trattenere un sorriso.


Promesso rispondo
strizzandogli locchio con fare complice. Ma
so gi che non riuscir a mantenere la
promessa. La desidero troppo per starle
lontano.

Andrea
La notte passata
tranquilla e serena. Non posso credere a
quello che avvenuto ieri, mi sembra un
miracolo, il tulipano raro, tra le mie mani,
Liam non poteva farmi regalo migliore,
devo ringraziarlo.
Ma stato anche bastardo per come si
comportato. Ma posso perdonarlo, per
questa volta. Mi giro nel letto in cerca di lui
ma non c, nessun rumore mi giunge a farmi
capire che lui in casa.
Ricordo

dell'incontro importante
che aveva,
lincontro con una persona importate. Odio
svegliarmi sola. Faccio per alzarmi quando
noto sul cuscino accanto un piccolo
pacchettino rosa, sotto c un biglietto, lo
prendo e lo leggo;
"Buon compleanno amore, 21 anni sono
pochi ma fanno di te una persona matura e
responsabile, mi sento molto fortunato ad
averti incontrata, la mia vita non vale
niente senza di te, ti amo da morire, spero
di passarne a migliaia di giorni con te, e
che questo piccolo pensiero mi faccia
ulteriormente perdonare. sei una persona
stupenda, ti adoro, a pi tardi, Liam".
So di avere un sorriso da

ebete. Quel ragazzo sa farsi perdonare come


si deve, devo riconoscerlo.
Apro il
pacchetto e rimango senza fiato. Pazzo. Ma
che ha combinato? La scatoletta contiene
una catenina in oro bianco. Molto sottile e
luccicante, con un piccolo ciondolo a forma
di tulipano, tre petali frontali di colore
diverso, ogni petalo ha incastonato un...
diamante? Oppure un cristallo? Non riesco
a distinguerli, non mi intendo di pietre
preziose ma una cosa veramente splendida.
E simile al braccialetto che mi ha regalato
tempo fa a Natale. Mi metto davanti allo
specchio
indossandolo,
accarezzando
dolcemente le pietre, sono perfette, fredde e
luccicanti. La rabbia scemata, la parentesi
di Amsterdam accantonata. Saltellando per
la felicit, scendo le scale dirigendomi in

cucina, dove faccio colazione, mi lavo e mi


vesto, indossando dei semplici jeans e una
camicetta leggera, bianca e con maniche a tre
quarti. E una splendida giornata, il sole
splende e scalda il mio viso, sono talmente
felice che ho voglia di correre e urlare come
una pazza. Non per il regalo in se stesso ma
per il fatto che ci ha pensato e ha cercato di
rimediare al suo errore.
Mentre faccio tutto questo
sento suonare il cellulare.
Guardo il display. Alex!
Ehi, piccola, come stai?
Ancora tutta intera
rispondo, guardandomi allo specchio.
A si? Meno male.
Stronzilla ti ha risparmiato o lhai frantumato
tu?

Smettila di chiamarlo
cos. Dove sei a proposito?
A Milano. Lo so. E notte
fonda qui e ho appena terminato una
conferenza, ma avevo voglia di sentirti, se
stavi bene o se avevi commesso un
omicidio sghignazza.
Si, grazie, va tutto bene,
mi dispiace per quello che successo, Liam
un tantino geloso e possessivo mi
giustifico.
Un tantino? Quello
pazzo furioso credimi.
Lascio andare una
fragorosa risata, parliamo ancora per cinque
minuti prima di chiudere la comunicazione
con la rassicurazione che ci saremmo rivisti
molto presto.

***
So che adesso Liam
dovrebbe essere presso gli angar, per un
controllo
ad
un elicottero
posso
raggiungerlo e guardarlo lavorare. Be, credo
che oggi la giornata giusta, visto il regalo
che mi ha fatto, e che oggi anche il mio
compleanno. Con premura ed entusiasmo
esco dallappartamento. Allungo un braccio
per fermare un taxi e do lindirizzo
allautista. Forse dovrei chiamare Liam per
avvertirlo, ma preferisco fargli una sorpresa,
dato che lui me ne regala una ogni giorno. E
non parlo di cose materiali, come la
collanina, il mio fiore preferito, , il
bracciale e tanto ancora, Ho cercato di
fargli capire che non era necessario farmi
simili regali, che sono una persona con gusti

semplici ed economici, ma lui non fa altro


che scuotere la testa senza ascoltarmi. La
verit, che lui stesso una sorpresa, ogni
giorno. E una sorpresa il suo sguardo, il suo
sorriso, la sua imprevedibilit, ogni
abbraccio ed ogni ti amo sussurrato dalle
sue belle labbra. Ed io voglio continuare a
sorprendermi ogni giorno della mia vita.
Anche se a volte assume le sembianze e il
carattere dellincredibile Hulk.
Signorina, siamo arrivati
Il tassista mi risveglia
dalle mie riflessioni. Pago la corsa e scendo
dallauto. Davanti a me, c' l'enorme
ingresso della base, che ho varcato con mio
fratello tempo fa. Il ricordo di John mi
assale all'improvviso, ma lo scaccio via,
oggi un giorno speciale, e niente deve

offuscarlo,. Quel periodo appartiene al


passato, e come dice sempre Liam, storia
chiusa.
Prendo un bel respiro ed
entro annunciandomi alla guardia davanti
all'ingresso Senta... io sarei qui per
vedere il Capitano Liam McEvans... sono...
sono la signorina Andrea Marchesi.
Senza rispondermi, infila
una mano in tasca e ne estrae un foglietto che
intuisco essere una lista di nomi. Spero
davvero che tra questi ci sia anche il mio.
Certo, pu gentilmente
mostrarmi un documento per favore?
Certo.
Gli porgo la mia carta
didentit e dopo aver controllato la
corrispondenza della foto con il mio viso,

alza la sbarra giusto quel poco che basta per


farmi passare. Ignorando le occhiate, i fischi
e le imprecazioni dei soldati alle mie
spalle, faccio finalmente il mio ingresso
trionfale dentro alla base. Sono sinceramente
emozionata allidea di guardare Liam
lavorare. Non ho nemmeno mai visto
armeggiare su uno di quei mostri alati su cui
ama volare. E' bravo il mio soldatino. Certo
che bravo! Riceve incarichi ogni giorno
per missioni sempre diverse.
Un soldato mi accompagna
lungo quello che sembra quasi un
accampamento, data la presenza di
mostruose jeep e di container. Guardandomi
attorno, riesco a scorgere gruppi di militari
intenti in manovre di addestramento del tipo
corsi di sopravvivenza. C' davvero molto

movimento, c' chi urla, chi corre, chi


armeggia attorno a macchine e moto militari.
E' davvero impressionante. Lungo il tragitto,
incontro tante persone che vanno avanti e
indietro, chi rilassato chi agitato. E in
lontananza si profilano una lunga schiera di
mostri alati, tutti neri e luccicanti. Wow. E
davvero impressionante.
Giungiamo davanti al
portone di un palazzo, sorvegliato da due
energumeni.
E la signorina Marchesi
per il Capitano McEvans.
Prego, venga mi intima
unaltra guardia.
Lo seguo allinterno del
palazzo, che da su un altro enorme cortile,
completamente pieno di gente, telecamere,

fari e microfoni. Sembra di essere su un set


cinematografico e non in una base militare.
Do uno sguardo in giro e finalmente lo vedo.
E seduto ad un tavolino, insieme ad alcune
persone, ed a una ragazza piuttosto carina,
con i capelli biondi e un corpo da modella.
Entrambi stanno parlando con uno degli
uomini, che immagino essere un suo amico.
Lei indossa un vestitino azzurro e attillato, e
delle scarpe altissime. E bella, e piuttosto
sensuale con quellabito. Liam, invece,
vestito con un semplice pantalone mimetico
e una maglietta mezza manica. Pi che altro
mi colpiscono i suoi muscoli, evidenziati
dalla maglietta aderente. E bello, davvero.
Sembra cos sicuro di se, anche se nei suoi
occhi e nella sua posa rilassata ritrovo
quella sua incantevole e positiva infantilit.

Il suo fascino davvero senza tempo.


Farebbe stragi di cuori anche conciato cos.
Rimango in silenzio a
contemplarlo, finch finalmente guarda nella
mia direzione e mi vede. Alzo una mano per
salutarlo, e sul suo viso si accende il mio
sole
personale.
E
stupito,
ma
piacevolmente, almeno credo. Dice qualcosa
al tizio seduto al tavolo e corre subito verso
di me.
Ciao! esclama,
stringendomi forte tra le sue braccia.
Ciao rispondo,
abbandonandomi a quellabbraccio.
Lui esiste, reale. Ed
mio.
Dio Andrea, bello
vederti qui.

Volevo farti una


sorpresa... spero non ti dispiaccia.
Scherzi? Ne sono felice.
Lunica cosa che mi dispiace che non
posso darti retta, in questo momento sono
impegnato per un problema tecnico su un
aereo. Altrimenti ti avrei messa al muro a
baciata senza ritegno.
Sorrido imbarazzata. Liam
lunica persona al mondo che in grado di
farmi arrossire.
Liam! Siamo pronti! lo
chiama uno degli uomini.
Mi dispiace amore. Devo
andare, ma non dovrei metterci molto.
Ok, allora... posso
rimanere qui?
Si, basta che non ti

annoi... Ah, buon compleanno amore mi da


un bacio veloce. Non faccio in tempo a
chiedergli perch dovrei annoiarmi e
rispondere al bacio, perch lui gi tornato
a passo svelto dalle persone che lo
attendono.
Mi accomodo su una sedia
indicatami da una signorina in divisa,
dallaria gentile e mi preparo ad assistere
alla scena. Inutile negare quanto io sia
emozionata mentre guardo Liam cercare la
concentrazione, con il capo chino e lo
sguardo perso sul mostro alato che ha
davanti. Limpegno e la passione che
impiega nel suo lavoro sono papabili gi
dalla sua espressione. Liam e la tipa iniziano
a conversare, ma io non sento nulla. Vedo
solamente la mano della tipa scorrere su e

gi lungo il braccio di Liam e le dita di lei


disegnare il profilo del suo volto. Non so se
mi diano pi fastidio questi gesti o lo
sguardo languido e malizioso con cui lei lo
fissa. E la distanza tra i loro visi un po
troppo poca per i miei gusti. Calma Andrea,
calma, solo immaginazione la tua, e lei
una stronza. Si, sar anche immaginazione...
ma lei lo sta toccando, lei lo sta toccando
come lo tocco io Che cazzo succede? Chi
quella, e come mai Liam non si ribella,
sapendo che io sono qui e lo sto guardando?
Quegli occhi... quello sguardo...
Lui ti ama Andrea. Quella
solo una sconosciuta figlia di pap. Mi
dice la mia vocina interiore.
Una mano della ragazza
raggiunge la sua nuca. Lattira verso di s,

verso le sue labbra... Ed io, stupida e


codarda, chiudo gli occhi per non vedere.
Ma solo per riaprirli qualche secondo dopo,
come se una forza sconosciuta dentro di me
mi costringesse a guardare.
Non un bacio finto, a fior
di labbra, nascosto. No. E un bacio vero,
che somiglia troppo ai nostri. Le loro labbra
si uniscono, si modellano luna con laltra.
Sento il loro respiro che accelera. C
passione in quel bacio, c ardore, c
desiderio. E pi va avanti, pi io mi sento
morire dentro. Sgretolata, sbranata da quel
mostro che si chiama gelosia. Si, sono
gelosa. Una gelosia cos forte da farmi
bruciare il sangue nelle vene. E come se
avessi il cuore chiuso in una morsa e lo
stomaco completamente sbudellato. Vorrei

che si aprisse una voragine sotto di me e mi


risucchiasse completamente. Non sta
succedendo davvero, non sta succedendo
davvero... Continuo a ripeterlo, nel disperato
ed inutile tentativo di scacciare la paura
fottuta che mi sta logorando. E se gli stesse
piacendo davvero? E se quella gli piacesse
pi di me? E stato bello, stato bellissimo
finch durato.
E basta che cazzo! Ma
che ti preso Annette! sbotta Liam,
riportandomi alla realt.
Ma non basta a cancellare
quel bacio, a farmi sentire meglio. Sapevo
che non dovevo venire. Sono tutti cos
rilassati, sorridenti. Nessuno si imbarazza,
nessuno ridacchia, nessuno si preoccupa del
cadavere ambulante che sta osservando

questo spettacolo. E che non rimarr qui un


minuto di pi. Stupida e codarda, stupida e
codarda, stupida. Incazzata, spaventata,
gelosa, ma soprattutto incazzata. Vorrei
andarmene, ma Liam mi raggiunge prima che
possa muovere un solo passo verso luscita.
Non mi ero nemmeno accorta che nel
frattempo si fosse congedato.
Faccio pausa, andiamo a
mangiare?
Ma vaff
Calma Andrea... Non fare
scenate, non qui almeno.
Annuisco senza dire nulla e
senza nemmeno guardarlo negli occhi.
Stringo i manici della mia borsa con
entrambe le mani, per non dover essere
costretta a scostare la mano nel caso

provasse
a
prendermela.
cammino,
mantenendomi a distanza di sicurezza. Non
parlo, perch se aprissi bocca non so
davvero cosa uscirebbe fuori. E respirare fa
male, mi brucia la gola ed il petto. Mentre
cammino, lo sento scambiare due
chiacchiere con non so chi. Bene, preferisco
che sia distratto e che non mi veda in questo
stato. Finalmente siamo fuori dal cortile
interno. Finalmente perch avevo bisogno di
percepire un po di aria fredda sul mio volto
e sul mio corpo in balia di quelle che mi
sembrano fiamme infernali. Liam allunga un
braccio per cingermi la vita e non so quale
parte di me trova la forza per scostarsi.
Ehi, va tutto bene? mi
chiede fermandosi.
Ah, ora si preoccupa se va

tutto bene? Cinque minuti fa non che gliene


fregasse molto.
Calma Andrea, lascia che
sia lui a spiegare quello che successo.
Si rispondo, con un tono
molto poco convincente.
Andiamo Andrea, ti
conosco, dimmi cosa c'.
Cazzo, cos che non
capisce? Lo vedo baciare un'altra e mi
chiede cosa c?
Andrea... ti prego.
No, non lo capisce. E va
bene, visto che non ci arriva, gli dar quello
che vuole. Ora, subito, qua fuori, chi se ne
frega se ci guardano tutti! E una star,
abituato a non avere una privacy!
Cosa vuoi sentirti dire?

Complimenti per la tua performance? Si,


complimenti! Davvero... perfetta!
Il suo sguardo mi fa capire
che ha colto pienamente il sarcasmo che
trapelava dalla mia voce.
Oh Andrea, andiamo... hai
visto anche tu che mi si buttata a dosso,
non me l'aspettavo.
Cerca di sorridere, cerca
di apparire tranquillo. Ma non lo . Lo
conosco, forse fin troppo bene ora.
Ah si? Be sai dalle mie
parti quando una donna cerca di fregare
l'uomo di un altra, quest'ultimo come minimo
l'allontana all'istante. Ma tu non sembravi
affatto uno con quelle intenzioni, anzi!
Sembrava che tu fossi piuttosto... coinvolto e
che ti piacesse pure!

Che accidenti stai


dicendo? Stai scherzando vero? mi
domanda, pi irritato che curioso.
Ti sembra che io stia
scherzando, Liam?! Ho la faccia di una che
scherza?!
Ora sto davvero urlando.
Ma soprattutto, non sto rispondendo pi di
me. Quella stronza a momenti ti stacca le
labbra e tu? Te ne stai come un ebete
lasciandola fare. Dio, non so pi chi sono,
dove sono. Non so nemmeno che cosa sto
dicendo. So solo che sto male, malissimo.
Che ho bisogno di urlare per cercare di
lenire il dolore.
Andrea, ti prego... non
fare cos. Abbassa la voce! dice senza
preoccuparsi dagli sguardi di tutti gli altri,

tutti puntati su di noi


Non dirmi quello che
devo fare, chiaro?!Non ti azzardare, brutto
stronzo! Prima fai il carino e subito dopo ti
bacia la prima stronza che passa per strada,
il giorno del mio compleanno poi grido
ancora pi forte, puntandogli il dito contro.
Adesso basta!
Liam mi afferra un braccio,
stringendomi con forza ma senza farmi male
e trascinandomi dentro il suo appartamento.
Mi lascia andare non appena chiude la porta.
Ah! Questa bella! Ti
lasci baciare da una stronza patentata e poi ti
meravigli del mio atteggiamento? Che cazzo
dovrei fare secondo te, stare a guardare
senza dire niente? Non ti bastata Tamara?
Ma ti stai rendendo conto

delle stronzate che stai dicendo?! Io qui ci


lavoro.
Stronzate?!Era una
stronzata quella a cui ho assistito poco fa? E
sarebbe questo il tuo lavoro?
Dio, Andrea, mi ha
baciato per ringraziarmi per un favore che
gli ho fatto, tutto qui, non me lo aspettavo
che reagisse cos.
Guardarla e toccarla
come se non vedessi lora di scopartela?! E
che cazzo di favore gli hai fatto e?
Ma che accidenti dovevo
fare, me lo spieghi?! Dovevo picchiarla per
un misero bacio che non ha nessun
significato per me?
Un misero bacio un cazzo,
chi si faceva infilare un metro di lingua in

bocca eri tu! E poi che cazzo ci faceva


quella in questo posto!
Non esprimerti in quel
modo, volgare e non ti si addice.
Ma sentitelo il
santarellino. Io sarei volgare?!
Non ho detto che sei
volgare, ho detto che la parola volgare!
Parli senza nemmeno renderti conto di quello
che dici!
Ah bene! Adesso sono
volgare e pure deficiente!
No! Sei solamente una
grandissima testarda.
E tu sei solamente un
grandissimo bastardo.
Bene, perfetto! Visto che
abbiamo chiarito i ruoli, che ne dici di

prenderti una camomilla cos ti calmi e


possiamo festeggiare il tuo compleanno!
Ma vaffanculo.
Mi volto di scatto,
dandogli le spalle, mentre lui si avvicina
alla porta per uscire. Dalla casa, dalla mia
vita.
Ed io non posso e non voglio
guardare.
In questo momento sento di
odiarlo!
Ma soprattutto, odio quella
parte tanto idiota di me che mi fa voltare
lentamente, nello stesso momento in cui lui
ruota il capo verso di me. Mi fissa con le
labbra dischiuse e con uno sguardo
indecifrabile. La sua mano sospesa sopra
la maniglia, pronta per aprirla. Forse aspetta
solamente un mio cenno di assenso e di

accettazione della fine, che per non arriva.


E odio anche questo, odio essere
completamente paralizzata a fissarlo. Odio
non riuscire a dirgli Dai, vattene, o me ne
vado io. Odio non riuscire a distogliere lo
sguardo dai suoi occhi. Odio il fatto che
nonostante tutto io continui a considerarli
semplicemente meravigliosi. Odio essere
cos debole. Odio essere cos innamorata di
lui.
Continuiamo a fissarci, in
silenzio. Non respiro mentre cerco di capire
che diavolo gli stia passando per la testa. So
solo che se uscisse da quella porta io potrei
anche morire. La sua mano vicina alla
maniglia mi fa paura. Odio quella mano.
Odio questa situazione. Odio me stessa per
le cose terribili e senza senso che gli ho

detto. La sua mano si muove, si abbassa,


verso la maniglia. La oltrepassa. E poi, con
un rapido movimento delle dita, chiude la
porta a chiave. E un attimo, e sono di nuovo
tra le sue braccia. Liam mi stringe in un
modo assurdo, forte come non mai, ma non
mi fa male. E subito le nostre labbra si
ritrovano, in un bacio disordinato e
sconclusionato, talmente lurgenza,
talmente la fretta, talmente la passione,
talmente il desiderio, talmente lamore.
Ok, lo amo!
E lui ama me!
Mi bacia le labbra, e tutto
scompare. Mi bacia il collo, e tutto
scompare. Mi toglie la camicia, mi sbottona
i jeans, e tutto scompare. Lo spoglio, senza
curarmi nemmeno che la fuori c' gente che

lo aspetta. Non mi importa. Non ora. Lo


desidero troppo, lo desidero come mai
prima dora. E lui lo capisce dal modo
spasmodico in cui lo accarezzo, da come sia
affannato e pesante il mio respiro. E un
desiderio che si mescola con il bisogno
smisurato di sentirlo mio, solamente mio.
Mi spinge sul divanetto
alle mie spalle, sovrastandomi con il suo
corpo magnifico. Mi toglie il reggiseno, gli
slip. Lo spoglio dei boxer, mentre le sue
labbra scivolano avare sul mio seno. No
Liam, niente preamboli, ti voglio subito.
Voglio sentirti dentro di me ora, ne ho
bisogno. Altrimenti potrei morire. Lo spingo
con forza, finch non mi ritrovo a cavalcioni
su di lui. Lo guardo negli occhi, di un blu
scurito dal desiderio, e poi lo accolgo dentro

di me. Nel mio corpo che non ha mai


reclamato
il
suo
compagno
cos
prepotentemente. Mi muovo su di lui in
modo quasi violento, troppa lintensit del
mio desiderio e del mio bisogno. Ma lui mi
asseconda, stringendomi con le sue forti
braccia per non perdere minimamente il
contatto.
Sei mio? gli domando,
con la voce spezzata, quando sento la
necessit di sentirglielo dire.
Sono tuo. Solo tuo.
Sempre, non dubitarne mai.
Sorrido, stringendomi
ancora di pi a lui e gettando indietro la
testa, abbandonandomi completamente a
queste
sensazioni
magnifiche,
alla
completezza, al piacere che ci coglie

entrambi nello stesso momento, lacerante


come una pugnalata, meraviglioso come il
paradiso. Quando lestasi pi totale si placa,
nascondo il viso sulla sua spalla,
lasciandomi stringere dolcemente. Una sua
mano inizia ad accarezzarmi i capelli e
sento il suo respiro acquietarsi sula mia
pelle.
Ho solo paura di perderti
Liam confesso.
Sento la sua stretta
rinforzarsi.
Andrea, come puoi
pensare che possa lasciarti, io ti amo. Ti
amo troppo. Sei tutto per me.
Non pu neanche
immaginare quanto sentissi il bisogno di
sentirglielo dire. Scosto il viso dalla culla

della sua spalla, per poterlo guardare negli


occhi e sfiorare nuovamente le sue labbra
con le mie.
Per vero che sono una
testarda... ammetto, tornando ad appoggiare
la testa sullincavo del suo collo.
Si... ed vero che anche
io a volte sono un po stronzo... lei ha voluto
solo ringraziarmi credimi, non era nulla,
quel bacio non ha rappresentato niente sia
per lei che per me. E'... stato improvviso, mi
ha colto di sorpresa, io non ti tradirei mai
amore. Mai. Non hai motivo di essere
gelosa.
Ok dico soltanto.
Ed una leggera e tenera
risata ci unisce, come ci uniscono tante altre
cose. Troppe cose ormai.

Grazie per il bellissimo


regalo dico dopo un po, giocando con la
catenina.
Ti piace?
Moltissimo... cosa sono
queste pietre? la rigiro tra le mani.
Ehm... meglio che tu non
lo sappia.
Ti prego... il mio
compleanno miagolo, succhiandogli il
labbro inferiore.
Non riesco mai a dirti di
no. Lho sempre detto che sei una creatura
molto pericolosa... mi dice guardandomi
con amore sono diamanti, e la catenina in
platino risponde con naturalezza.
Cos... cosa?... Diamanti?
Ma sei matto? Chiss quanto hai speso.

Niente mai abbastanza


per te, l'importante e che ti piaccia mi
bacia accarezzandomi la pelle.
E... bellissima, stupenda,
meravigliosa. Oh Liam... grazie... grazie
davvero, mi hai resa felice lo stringo forte,
avvolgendomi attorno a lui.
Andrea, lo sai che
succede se mi stuzzichi sussurra lui.
Ah s? Cosa? soffio sue
labbra.
Mm-mm mormora con
gli occhi fissi sulla mia bocca.
Per... comincio
allontanandomi improvvisamente, andando
in cucina e lasciandolo interdetto con le
braccia protese verso di me. Mi appoggio

all'isola della cucina e continuo.


Mi hanno detto che una
tua allieva del corso di addestramento
venuta a letto con te pi volte lo stuzzico
fissandomi le unghie di una mano come se
stessi dicendo una sciocchezza. Alzo lo
sguardo e vedo l'immagine pi comica di
questo mondo. Liam, con gli occhi sgranati e
la bocca spalancata. sbiancato e sembra
anche che faccia fatica a respirare. E' cos
tenero. Quanto lo amo.
Cos...cosa? Ma che stai
dicendo, non vero sibila.
Ops. Forse anche un po'
incazzato. Annuisco, perch le parole
sarebbero di troppo.
Chi lo stronzo che ha
detto questa cazzata? mi chiede con uno

sguardo indagatore.
A rimanere interdetta sono
io.
Non lo so, non conosco il
suo nome dico alzando gli occhi al cielo,
divertita, a dire la verit.
Tira un sospiro di sollievo
e si avvicina, attirandomi a s.
Dovrei punirti per questo
scherzo bisbiglia al mio orecchio.
Non aspettavo altro. E
senza alcun preavviso mi lancio in un bacio
provocante che non incontra alcuna
resistenza.
Mmm...quanto mi sei
mancata sussurra sul mio collo.
Mi solleva e mi fa sedere
sull'isola, facendo scorrere una mano sulla

mia coscia. Ora si incendier l'intera casa a


causa mia. La sua mano arriva fino
all'inguine, mentre la sua lingua traccia
disegni casuali nella mia scollatura.
Liam ti staranno
aspettando riesco a dire.
Bene, aspetteranno. Penso
che sia meglio trasferirci sul letto, l'isola la
possiamo provare un'altra volta propone
con la voce spezzata a causa dell'eccitazione
che vedo nei suoi occhi. Continuando a
guardarlo negli occhi lo mordo sul collo, per
poi cominciare ad accarezzare il suo petto
ampio fino ad arrivare al confine con il
proibito. A quel punto mi prende in braccio,
senza dire niente, e mi lascia andare
solamente quando arriviamo in camera da
letto. Dove prevedo di rimanere almeno per

un paio d'ore.
***

Liam
Sto tornando felice verso
casa con un sacchetto di carta stretto in
mano, pronto a godermi questi deliziosi frutti
con la donna che amo. Sono stato via quasi
una settimana e mi pareva di morire, Andrea
mi mancata troppo. Ho sofferto come un
cane la nostra lontananza. sono schiavo del
mio angelo, la mia droga, l'amo troppo e
questa storia sta diventando una vera
tortura. Non mi aspetta di vedermi cos
presto, dovevo rientrare tra un paio di giorni
e invece... le far una sorpresa, sar felice
di vedermi. Ho pensato di comprare delle
fragole, a lei piacciono molto. Ho preso
anche della panna, tanta panna, ho preso la

bomboletta gigante. Voglio ricoprirla di


panna e mangiarla tutta. Un centimetro alla
volta. Voglio farla impazzire cos come lei
fa impazzire me. Apro la porta di casa ma
quando entro mi trovo immerso nella semioscurit con una semplice canzone dolce in
stile jazz di sottofondo. Dopo qualche
istante, i miei occhi si abituano alla luce
soffusa delle candele.
?....?
Candele?
S, decine e decine di
candele sparse per tutta la casa, un po a
caso, un po a formare un percorso che va
fino su, alla stanza da letto. Mh... intrigante,
chiss cosa combina il mio amore.
Andrea? chiamo.
La vedo spuntare dalla

stanza da letto con dei pantaloncini che


fasciano cos bene quel suo sederino piccolo
e perfetto, gambe lunghe e ben tornite, la
canotta aderente corta... niente reggiseno,
mh... da mangiare, i capelli scompigliati, le
braccia rilassate lungo i fianchi.
O signore Iddio.
Me ne resto a fissarla
boccheggiando con ancora il sacchetto in
mano, senza riuscire a muovere un passo.
Sei rientrato prima di
quanto mi aspettassi commenta solo,
portando le mani sui suoi fianchi mentre mi
sorride felice.
Scuoto leggermente la
testa, cercando di accantonare per un attimo
tutte le voglie da censura che mi sono venute
in mente e concentrarmi sulla parte del mio

cervello adibita alla conversazione. La vedo


avvicinarsi a me con il suo incedere sinuoso,
morbido, mentre si avvinghia al mio corpo
baciandomi leggera mi sei mancato...
sussurra.
Provo un fremito damore
e dorgoglio per questa piccola ninfa che mi
ha stregato.
Anche tu... moltissimo,
non vedevo l'ora di tornare da te, sei come
l'ossigeno dico stringendola come facevi a
sapere che sarei arrivato oggi? chiedo
prendendo fiato.
Sara e non dice altro. E
so che la colpa di Dylan.
Dylan, quel ragazzo non
imparer mai a tenere la bocca chiusa
riesco a dire.

Buon compleanno amore


sussurra sulle mie labbra mentre mi bacia.
Grazie... tieni, ho preso
queste, so che ti piacciono rispondo mentre
l'attiro a me inspirando il suo profumo. Mi
guarda negli occhi, con un mezzo sorriso
sulle labbra e gli occhi che brillano.
Per non mi hai dato il
tempo di finire di prepararti la sorpresa la
sua voce pura malizia.
Deglutisco, incapace di
lasciare i suoi occhi. Si allontana
leggermente a me, ad appena un respiro di
distanza dal mio viso, ma senza neanche
sfiorarmi.
Cristo!
Mi sfila il sacchetto dalle
mani, lo apre e prende una fragola dal suo

contenitore di plastica. Riporta lo sguardo su


di me mentre avvicina lentamente il frutto
alla bocca per poi addentarne la punta.
Buona sussurra.
Cazzo, mi ha mandato in
tilt il cervello solo mordendo una fragola, il
fatto ... come lo fa, in modo sensuale,
erotico... cristo troppo erotico, non posso
farcela, non con lei. E sono gi eccitato da
morire. Si volta e torna verso la stanza da
letto ed io la seguo, mi viene spontaneo,
come un cane che segue il padrone. Si siede
sul letto con il sacchetto appoggiato vicino
sulle coperte. Mangia unaltra fragola senza
mai staccare gli occhi da me, che sono
appoggiato allo stipite della porta.
Tu non le vuoi? mi
chiede con un sorriso malizioso.

Faccio appena qualche


passo dalla porta che lei si alza, prende il
sacchetto e si avvicina a me, raggiungendomi
a met strada. Siamo uno di fronte allaltro,
immobili con lo sguardo perso in quello
dellaltro, fino a che estrae una fragola dal
sacchetto e la avvicina alla mia bocca. La
addento, sempre senza distogliere lo sguardo
dalle sue pupille lucide dall'eccitazione.
Estrae la panna dalla busta per ricoprirci
unaltra fragola. La intrappola tra i denti e
avvicina il viso al mio. La mordo, sfiorando
le sue labbra con lei mie. Resta a un soffio
di distanza da me, masticando lentamente. Se
non fossi totalmente impegnato a leggere nei
suoi occhi tutto quello che intende farmi, lo
troverei buffo per via di quel batuffolo di
panna rimastagli allangolo della bocca. Si

muove velocemente e allimprovviso, tanto


che non mi accorgo quando si avvicina di
nuovo a me da quando mi guardava, Chiudo
gli occhi appena la sua lingua passa sulle
mie labbra, resto immobile a godermi questo
contatto, completamente alla sua merc. Non
ci posso fare niente, sono schiavo di lei.
Cera ancora un po di
panna sussurra.
Riapro gli occhi,
trovandola ancora a pochi centimetri da me,
mentre si lecca le labbra pulendosele a sua
volta.
Sei ancora sporco
aggiunge avvicinandosi di nuovo.
Ah si? riesco a
mormorare senza fiato, cercando di
assecondarla.

Eh, si
Posa il sacchetto di carta
sul mobile vicino ma tiene la bomboletta di
panna.
Qui.
Mi avvicina la bomboletta
e spruzza sul collo, il contatto con la panna
fredda mi fa rabbrividire ma chiudo gli
occhi e sospiro, immaginandomi cosa vuole
fare. Mi ha sporcato la giacca e la camicia,
ma non mimporta, voglio solo sentirla. Le
sue labbra mi si posano sul collo sopra la
panna, la sento leccarsi le labbra sulla mia
pelle, succhiarla via. Mi stringe un fianco
con la mano libera, pressando leggermente il
mio corpo contro il suo. Porto istintivamente
le mani sulle sue spalle, le stringo e lascio
cadere la testa indietro, lasciandogli spazio.

Socchiudo un occhio quando si ferma e la


vedo allungare una mano verso il sacchetto
sul mobile ed estrarne una fragola. Affonda
una mano tra i miei capelli, costringendomi a
rialzare la testa e guardarla. Lo zucchero
sulla pelle mi da incredibilmente fastidioso
ma questo certamente lultimo dei miei
pensieri. Succhia la punta della fragola
guardandomi negli occhi e con un lieve
sorriso a increspargli le labbra. Mi sbaglio o
questo un messaggio non molto
subliminale?
Deglutisco,
guardandola,
incapace di fare altro. Allontana la fragola
dalle labbra e la porta sul mio collo,
raccogliendo gran parte della panna, e la
riporta alla bocca. Il sangue mi fluisce tutto
in un unico punto, facendomelo diventare
tanto duro da dolere.

Deliziosa commenta con


un sorriso.
Prima che io riesca a dire
o fare qualcosa lei di nuovo sul collo a
leccare via la panna rimanente. Serro le
labbra per impedirmi di gemere gi adesso
ma un compito davvero arduo; anche se
sono abituato a questo comportamento da
parte sua, continua a leccarmi, io non credo
riuscir neanche a muovermi se lei non mi
dice che posso farlo, adesso sono io che
vorrei gridare il suo nome.
Ma Liam Questi vestiti
sono tutti sporchi dice maliziosa.
Ma davvero? Non lo avrei
mai detto, me li hai sporcati tu tesoro!
Dovresti toglierli
Una sua mano arriva alla

mia cravatta, slacciandola con una lentezza


esasperante mentre con laltra mano si porta
il beccuccio della bomboletta di panna in
bocca
e
spruzza,
riempiendosela,
ovviamente senza mai staccare gli occhi dai
miei. Mi manca laria. Apro la bocca in
cerca del respiro che ho perso e lei sorride,
soddisfatta dal suo gioco, mentre mi sfila la
cravatta dal colletto e la lascia cadere a
terra. Posa la bomboletta vicino alla busta
ed entrambe le mani vanno alla mia camicia,
slacciando i bottoni lentamente, il modo
quasi crudele. Realizzo improvvisamente
che non posso stare qui immobile e anchio
cerco di togliergli la canotta.
Io non ho i vestiti
sporchi, Liam dice, sfilandomi la camicia
e la giacca insieme, sfiorandomi le

braccia.

Perch togliermeli?
Amore non vorrai farmi il
torto di essere l'unico nudo, mai sentito
parlare di solidariet? trovo la forza di
rispondere con un sorriso.
Sorride, abbassando lo
sguardo sul mio corpo. Mi sfiora il petto con
la punta delle dita ed io sento un brivido
corrermi lungo la schiena. Gli sfilo la
canotta e la lancio a terra, cercando per i
suoi occhi che ancora corrono sul mio corpo,
quasi come se fosse la prima volta che lo
vede. Mi sfiora di nuovo il collo con le
labbra, ma poi passa oltre e lascia un bacio
sulla spalla.
Andrea... la chiamo.
Sono qui.
Perch non mi hai ancora

baciato? lo sai che adoro baciarti, voglio le


tue labbra sulle mie amore mi lamento.
Si ferma un attimo, ancora
con le labbra sulla mia spalla, ed io ne
approfitto per riprendere aria. Riporta il
viso allaltezza del mio, mi guarda negli
occhi e quella scintilla dolce che glieli
caratterizza. Mi prende il viso tra le mani e
lo porta verso il suo, le sue labbra sulle mie
sono morbide e delicate, sanno ancora di
fragole e panna. Introduce la lingua tra le
mie labbra con dolcezza, cerca la mia, la
stuzzica e adesso un mugolio mi esce dalle
labbra per finire tra le sue. Si separa da me
solo al momento in cui siamo entrambi senza
respiro, ma ci concediamo appena il tempo
di prendere una boccata daria che le sue
labbra tornano sulle mie, ma entrambi

abbiamo ancora gli occhi aperti, persi luno


nello sguardo dellaltro. Lascia le mie
labbra, con mio grande disappunto, ma non
mi bacia pi, n sulle labbra n da
nessunaltra parte. Afferra la bomboletta e
la lancia sul letto, per poi afferrarmi per i
fianchi e condurmi a ritroso verso il letto.
Mi fa sedere e si mette cavalcioni su di me,
gattono sui gomiti fino ad arrivare ai cuscini
per sdraiarmi.
Si sistema sopra di me,
sovrastandomi, sorreggendo il suo corpo su
una sola mano, mentre laltra cerca di nuovo
la bomboletta. Vorrei fare qualcosa, vorrei
fargli provare quello che lei sta facendo
provare a me, ma non riesco a muovere un
muscolo, mi
sento completamente
sottomesso a quello che mi fa. Avvicina di

nuovo il viso al mio, mi bacia languidamente


e tutto quello che riesco a fare portare una
mano tra i suoi capelli e accarezzarli. Sento
improvvisamente freddo sul petto e
rabbrividisco, spezzando un gemito in gola.
Andrea mi ha quasi interamente ricoperto il
petto di panna. Panna che adesso sta
rimuovendo con le labbra, sporcandosi tutto
il viso. La guardo, sorreggendomi sui gomiti.
Mi mordo a sangue il labbro inferiore per
non gridare. Quello che sto vedendo fa salire
la libidine a livelli
insostenibili,
questimmagine rappresenta lerotismo nella
sua forma pi umana, i miei pi depravati
sogni che diventano realt.
Mi lascio cadere di nuovo
con la testa sul cuscino e inizio a muovere
inconsciamente il corpo verso di lei,

cercando il suo in un contatto pi intimo.


Non vuole assecondarmi, vuole solo farmi
impazzire. Mi afferra i fianchi e mi blocca
contro il materasso, continuando la sua lenta
tortura. Si alza, lasciandomi sul letto.
Mormoro parole incomprensibili anche a me
per il disappunto, ma faccio appena in tempo
ad aprire gli occhi per vedere dove finita
che me la ritrovo di nuovo cavalcioni sulla
mia vita, con il sacchetto di fragole anche
lui adesso sul letto. Prende una fragola e mi
ci accarezza il petto, rimuovendo un po di
panna. Me la avvicina alla bocca e credo
che la sua espressione potrebbe farmi venire
nel giro di pochi attimi. Gli occhi sono
quasi scuri per le pupille dilatate, opacizzati
e spalancati, la bocca aperta e arrossata.
Mentre io mordo la fragola, lei si morde il

labbro inferiore, come se avessi appena fatto


un giochetto particolarmente perverso con
una sua non tanto ignota parte del corpo.
Dio, Liam mormora,
avvicinando il viso al mio.
Chiude gli occhi e
appoggia la fronte contro la mia. Non mi
bacia, ma sento le sue mani scivolarmi sul
petto, spargendo la panna ovunque, ma sento
solo le sue dita che mi mandano a fuoco, che
mi fanno ricoprire la pelle di brividi. Un
brivido pi violento mi fa sussultare di
piacere sotto di lei e solo adesso riapre gli
occhi.
Dimmi che mi vuoi Liam
soffia, maliziosa ed eccitata.
La sua voce, cristo! Fa gi
male cos, perch infierisce? E carica

dalleccitazione, bassa, roca sensuale, da


brivido, da pazzia.
Ti voglio Andrea riesco
a mormorare in preda all'eccitazione.
Mi bacia in modo quasi
vorace, mi morde le labbra quasi a sangue e,
come se non bastasse, spinge il bacino
contro il mio, strusciandosi sulla mia
dolorosa erezione, interrompo il bacio e
gemo, incapace di fare altro. Si abbassa di
nuovo, portando via dal mio petto tutta la
panna rimanente con la lingua. Gemo di
nuovo, fremo sotto di lei. Affondo le mani
nei suoi capelli e la spingo di pi verso di
me. Sembra venga improvvisamente
posseduta da Satana perch aggredisce il
mio corpo con maggior fervore, mi morde e
lecca entrambi i capezzoli ed io mi ritrovo a

inarcare la schiena sotto di lei, preso da


spasmi di piacere intenso. Si rialza appena,
pulendosi la bocca dalla panna con il
braccio e riprende la bomboletta, scendendo
ancora sul mio corpo. Alza lo sguardo su di
me ed io, sotto quello sguardo, tremo.
Spruzza la panna sotto allombelico, sporcando anche i pantaloni, unico
indumento rimasto incolume fino a questo
momento- facendomi rabbrividire di nuovo.
Riprende a rimuovere la panna con le
labbra, rimanendo per con lo sguardo alto,
sui miei occhi, curandosi bene di farmi
vedere la lingua che scorre sulla mia pelle.
Come se non la sentissi, poi. Slaccia la
cintura in modo crudelmente lento, senza
smettere di guardarmi negli occhi e leccarmi
la pelle.
Deglutisco
vistosamente,

passandomi la lingua sulle labbra secche.


Sorride leggermente,
guardandomi. Slaccia anche il bottone e
abbassa la cerniera, sempre con la stessa
esasperante lentezza. Cerco di trattenere
limpazienza, voglio reggergli il gioco per
tutto il tempo in cui vuole mandarlo avanti.
Si sposta, mettendosi al mio fianco, e mi
sfila velocemente sia i pantaloni sia i boxer,
lanciandoli a terra.
Sospiro sollevato
appena mi sento liberato da quelle soffocanti
costrizioni e chiudo gli occhi. Sento una sua
leggera risata, ma non ho la forza di alzare la
testa e guardare in basso per vedere che cosa
abbia trovato di divertente. Non riesco
neanche a manifestare il mio disappunto per
quella risata immotivata che mi si mozza il
fiato in gola.

Perch...
Ride di nuovo. Riprende la
sua micidiale tortura un attimo dopo, sento
istantaneamente tutti i muscoli del corpo
contrarsi, il sangue scorrere tanto veloce da
sentire ogni goccia muoversi. Il suo
giochetto consiste nel dare veloci e brevi
leccate al mio sesso.
Questo, Liam. Ridevo
esattamente per questo. Mimmaginavo la tua
reazione e la soddisfazione che ne avrei
avuto.
Sadica torturatrice.
Torna allaltezza del mio
viso, abbassandosi su di me con tutto il
corpo; il suo bacino si scontra con la mia
erezione, strappandomi un altro gemito.
Appena si accorge delleffetto devastante

che questo ha su di me, si sistema tra le mie


gambe e inizia a dare piccole spinte. Serro
gli occhi, tanto che dietro le palpebre si
formano strane figure colorate. Sto per
impazzire, ne sono sicuro. Socchiudo gli
occhi e la trovo impuntata sulle mani con la
schiena inarcata verso lalto, mentre ansima
silenziosamente. Devo averla. Le mie mani
corrono immediatamente alla cintura dei
pantaloncini, ma le scaccia con un gesto
secco.
No, Liam. Questa volta
sar io a viziare te. E poi stai raggiungendo
una certa et, non vorrei che ti venisse un
infarto scherza brevemente con un sorriso
quasi perfido.
Okay, va bene che questa
situazione mi sta facendo impazzire, ma

sentirmi dare del vecchio no!


Ehi... ho solo trentunanni
anni, non sono cos vecchio sibilo,
avvicinando il viso al suo.
Davvero? mh... Liam...
miagola.
Oh, cazzo.
Rabbrividisco al pensiero
delle sue vere intenzioni e, sinceramente, mi
sta facendo morire. La voglio. Continua a
dare leggere spinte contro di me, sento
ancora la stoffa strofinarsi sulla mia erezione
pulsante. Mi viene spontaneo spingere il
bacino verso di lei e stringergli le natiche
per spingerla verso di me e, finalmente,
geme. Stringo i suoi capelli ed avvicino il
suo viso al mio.
Prendimi dico

sussurrando.
Annuisce
impercettibilmente, aggredendo di nuovo la
mia bocca.
quelle piccole spinte che
minfliggeva prima, voglio entrare dentro
di lei, voglio sentirla ansimare per il calore
del mio corpo.
Amore... non resisto, ti voglio mugolo, la
vedo mettersi a cavalcioni sopra di me e
accogliermi dentro di lei, un ringhio rauco
esce dalla mia gola mentre le afferro i
fianchi e comincio a muovermi dentro di lei.
Tutto questo non
sopportabile. Si muove sinuosa mentre si
lascia andare completamente sul mio sesso.
Non si ferma fino a che non pu pi andare
oltre, rilasciando un sospiro soddisfatto.
Porto una mano sulla sua nuca e la riporto

sulle mie labbra, continuando ad artigliare la


sua spalla con la mano libera quando inizia a
spingere. A ogni spinta lei geme tra le mie
labbra. Credo sia sentirla gemere cos che
mi porta a dare colpi sempre pi profondi
lasciando spazio a un piacere indefinibile,
intenso, che va man mano crescendo. Si
muove pi a fondo quando un mio mugolio
si spegne sulla sua lingua, che mi costringe
ad interrompere il bacio per gemere. Un
piacere sconvolgente, troppo forte
per
essere sopportato, ho le vertigini. Riapro gli
occhi e trovo subito i suoi.
Non so cosa legga nei miei
ma sorride e si muove roteando il bacino in
un modo che mi fa impazzire, facendomi
gemere di nuovo, ancora, ancora, lei mi
chiede di pi, mi fa impazzire quando mi

vuole in quel modo, spingo sempre pi


violento e veloce, fino a che lorgasmo si fa
talmente imminente che diventa quasi
impossibile da trattenere, ma lo faccio
comunque, voglio aspettarla. Com' bella
vederla rapita dal piacere che riceve da me.
Non geme neanche pi, ansima soltanto,
tanto veloce che ogni ansito viene spezzato,
e mi lascio sconvolgere dallorgasmo solo
quando la sento venire, e io dentro di lei.
Crolla sul mio corpo, esausta, le mie braccia
l'avvolgono. Entrambi siamo ancora scossi
tra brevi scariche di piacere per scaricare
le ultime tensioni. Dio... ogni volta e da
infarto. L'ho dico sempre io... mi far morire
giovane. Cazzo per... che bella morte.
Riesco a sollevare una mano fino ad
accarezzargli i capelli anche se adesso sono

troppo stanco anche solo per aprire gli


occhi. Afferra la mia mano e se la porta alla
bocca, baciandola delicatamente.
Buon compleanno Liam
sussurra, ancora ansimando.
Questo senza dubbio il
miglior regalo che abbia mai ricevuto
rispondo ancora ansante.
Ride leggermente. Si
accoccola sul mio petto stringendosi a me.
Lavvolgo tra le mie braccia senza alcuna
voglia di lasciarla andare.
Il mio regalo non solo
questo. Il mio regalo una vacanza di dieci
giorni a Firenze, io e te da soli.
Resto ancora qualche
attimo a fissare il soffitto prima di riuscire a
sciogliermi in un sorriso. Cosa abbia fatto io

per meritarmi una ragazza come lei, ancora


devo scoprirlo.
Perch Firenze? riesco a
dire
E la citt dove ha
vissuto mia nonna, alla sua morte ho
ereditato un piccolo casale su a Montorsoli,
sulle colline intorno a Firenze, davvero
stupenda la vista da lass riesco a leggere
nei suoi occhi una profonda emozione. Dio,
quanto amo questa donna.
Devi aver amato davvero
tanto tua nonna.
Si dice soltanto. E i
suoi occhi si velano di tristezza.
Ti manca? alza lo
sguardo, sorpresa.
Tanto mormora. Lattiro

a me, confortandola.
Mi dispiace, vuoi
parlarne?
Magari unaltra volta.
Va bene. Grazie amore, a
volte penso di non meritarti replico
baciandola con amore.
Si... lo penso anch'io
ride, lasciandosi andare nel mio abbraccio.
Tiro su le coperte
coprendoci con il lenzuolo, le poso un
piccolo bacio tra i capelli, comincio a
respirare, sentirla cos vicina mi fa sentire
bene, a casa. La paura di perderla sempre
l che bussa, ma molto lentamente, lei qui,
con me, e questo la sola cosa che conta. Su
questi pensieri mi addormento stringendola
possessivamente nel mio abbraccio.

***
Tre anni dopo

Casa di Sara
Andrea
Ahh Andrea
Dioooo!!! urla Sara.
Piantala di urlare
accidenti a te, mi perfori i timpani, si pu
sapere perch urli cosi? chiedo spazientita.
Oh. Mio. Dio. Andry tu
non immagini cosa mi hanno regalato i miei
per il mio compleanno dice euforica.
Cosa? chiedo curiosa.

Un viaggio saltella
felice.
Un viaggio? E per
dove?
Roma, ma ti rendi conto?
Un viaggio di una settimana a Roma,
fantastico, una vita che desidero andarci,
due biglietti in prima classe e albergo a
quattro stelle.
Wow!... Roma? Beata te,
io quando ci sono stata non ho potuto
godermela appieno, non ho visto granch il
ricordo di tutto quello che mi successo mi
fa ancora male.
Vieni con me,
l'occasione giusta per visitarla come si
deve. Ho due biglietti e Dylan non pu
accompagnarmi per via delle esercitazioni

che faranno nel deserto lo dice


guardandomi con sguardo da cucciolo.
Si, Liam mi ha
accennato qualcosa, io venire a... Roma?
Magari, sarebbe fantastico ma... non credo
che a Liam farebbe piacere, lo sai com'
protettivo. Basta pensare come ha reagito
quando sono andata ad Amsterdam.
Gi, me lo ricordo, a
proposito come va tra voi? Liam mi pare
cambiato, pi non lo so, duro, serio,
asfissiante,
maniaco
del
controllo,
possessivo allennesima potenza.
Si, pi maturo, pi
uomo, mi piace anche se questo nuovo
carattere va a discapito di quello giocoso e
allegro, con il tempo forse torner quello
di un tempo.

Mh sar, comunque mi
piaceva anche prima, ma adesso Wow! E
davvero fico, ma resta sempre un
megalomane possessivo.
E dai, due anni sono stati
duri da affrontare, per tutti e due, so come ci
si sente, lo so che esagera ma sono
cambiata anchio, non solo lui.
Beh scusa, avrai anche il
diritto a divertirti e che diamine, dai Andrea,
ci pensi? Io e te nella citt eterna, sarebbe
fantastico, mi dispiacerebbe andare da sola e
sprecare un biglietto, i miei non potevano
sapere che Dylan sarebbe stato occupato fa
il broncio.
Mi piacerebbe, sai hai
ragione, non vado da nessuna parte da tanto
tempo, solo scuola e casa, un bel viaggio mi

far sicuramente bene e poi devo farti il


regalo di compleanno, lo prendiamo a Roma,
che ne dici? dico ridendo.
Fantastico!!!! risponde
urlando mentre saltella felice per la casa.
Bene, adesso la parte pi
difficile ... come dirlo a Liam confesso
con una smorfia.
Oh, sono sicura che
troverai il metodo giusto mi sorride
maliziosa.
Ehi, guarda che non uso
il sesso per ottenere quello che voglio
replico stizzita.
Se, se, raccontalo ad un
altro, dai comunque convincilo, tra dieci
giorni si parte dice euforica.
***

Sono a casa, sera e a


momenti Liam rientrer dopo una giornata
passata alla base.
Ciao amore, sono a casa
dice entrando e guardandosi in giro.
Sono in cucina urlo,
mentre lo sento borbottare.
Certo che i giornalisti
sono una brutta razza cristo borbotta,
entrando in cucina con un giornale in mano.
Che c? Qualche brutta
notizia?
Guarda, leggi qui, mi
hanno fotografato con la moglie del
comandate e subito pensano che sia una mia
nuova fiamma, cristo, sempre a buttare
merda sulla gente arrabbiato.
Dai non prendertela, lo

sai come sono fatti quelli, vieni a sederti,


pronto gli do un bacio avvinghiandomi a
lui.
Fortuna che ci sei tu,
vieni qui, fatti abbracciare sussurra a sua
volta stringendomi forte.
Mangiamo in tranquillit
raccontandoci la giornata, finito rimetto a
posto la cucina e ci accoccoliamo sul divano
decisa ad affrontare largomento Roma
prima di andare a letto.
Liam?
Mmh... ? Si?, Dimmi
risponde mentre sonnecchia beato tenendomi
tra le braccia.
Senti, lo sai che tra dieci
giorni il compleanno di Sara inizio.
Certo, vuoi fare una

festa? Per me va bene, lo sai che non ci


sono problemi sorride accarezzandomi i
capelli.
No, vedi lei ha... ricevuto
in regalo dai suoi, un viaggio di una
settimana a Roma lentamente mi sposto e
mi metto a cavalcioni su di lui.
Davvero? Fantastico,
vieni qui amore, baciami mormora
attirandomi a s.
Si, fantastico rispondo
a mia volta, mordendogli il labbro inferiore .
Non stuzzicarmi piccola
strega, se continui cos giuro che ti prendo
qui sul divano risponde eccitato.
Ma va? Sei sempre il
solito. Te lo immagini? Vedere Roma il
mio sogno tiro un sospiro.

Non gli ho mai detto che ci


ero gi stata con Alex quando ci siamo
allontanati. Non voglio riaprire un dolorosa
ferita, so che lui sta peggio di me quando ci
pensa. Ha sempre paura di perdermi.
Davvero? Per... quand'
che dovrebbe partire? lo sento distratto
mentre continua ad esplorare la mia pelle.
Tra dieci giorni gioco
con le ciocche dei suoi capelli. Lui chiude
gli occhi mugolando.
Oh... mh.... mi sa che
dovr andarci da sola, io e Dylan saremo
presi con le esercitazioni, ti ho gi detto che
dovremo spostarci per tre-quattro giorni nel
deserto? Che strazio, non ho voglia di stare
lontano da te, solo il pensiero mi uccide
sbuffa.

Liam... per Roma


giocherello con una ciocca dei suoi capelli.
Mh?... Si scusa, qualcuno
mi ha distratto Beh, dicevo lei...
vorrebbe andarci con... me sgancio la
bomba.
Ah si acciglia.
Liam... io vorrei andarci,
mi piacerebbe vedere Roma gli prendendo
il viso tra le mani guardandolo negli occhi.
E pericoloso risponde
con lansia nella voce.
Liam... mormoro.
Andrea, No, non
chiedermelo, ti prego, lo sai come la penso
in proposito mugugna.
Dai amore, solo una
settimana, tanto sarai occupato nel deserto e

io rimarrei sola a casa dico dolcemente


accarezzandogli il viso. Sospira scuotendo
la testa.
Senti Andrea, con tutto
quello che ti capitato ultimamente non mi
sento sicuro a lasciarti andare da sola, sto
male, se ti succedesse qualcosa non potrei
mai perdonarmelo, e non ho ancora digerito
la storia di Amsterdam mi dice
guardandomi in tralice.
Non sono sola. C Sara
con me. Liam non puoi proteggermi da tutto,
voglio vivere la mia vita all'aria aperta e
non sotto una campana di vetro, devi avere
fiducia riprendendo a baciarlo, insinuo la
lingua nella sua bocca in cerca della sua, lo
trovo, la succhio, la mordo, chiude gli occhi
e sospira mugolando sulle mie labbra, le sue

braccia si stringono attorno a me.


Dio amore non fare cos ti
prego io... questo giocare sporco, lo sai
frustrato si passa una mano tra i capelli.
Vedrai che non te ne
accorgerai nemmeno.
Andrea, chiedimi
qualunque cosa ma non questa risponde
riluttante.
Andiamo Liam... non cambia niente per te,
se resto sar sola comunque visto che tu sei
via, tanto vale che vado con lei.
Io lo so per saresti a
casa, al sicuro, io...
non lo so, non
arrabbiarti ti prego ma preferirei che tu
rimanessi a casa, al sicuro borbotta.
Non fare cos Liam, non
puoi vietarmelo, io voglio andarci dico con

tono dolce, baciandogli la punta del naso.


Senti la mia decisione
non negoziabile. A Roma ti ci porto io
appena ho finito con l'addestramento
risponde risoluto, guardando altrove.
Andiamo Liam non puoi
parlare sul serio, non puoi impedirmi di
andarci, tenermi qui solo per un tuo
capriccio... non sarebbe giusto mi mordo le
labbra.
Vuoi per caso lasciarmi?
mi dice in preda al panico.
No, certo che no, che
dici, perch pensi questo, solo una
vacanza, ho bisogno anchio della mia
libert scuote la testa confuso.
Allora no! Mi dispiace
ma.... non posso, credimi vorrei ma non

riesco a lasciarti andare, ho paura, una


fottuta paura che qualcuno possa portarti via
da me, o che possa farti del male, non lo
sopporterei, e non solo per me ma soprattutto
per te, non dopo quello che hai passato con
John... mi dispiace ma... tu resti a casa
terribilmente serio mentre lo dice.
Oh Liam, perch mi fai
questo!
Sono dispiaciuta per la
piega che ha preso il discorso Roma e mi fa
male, non riesco a nascondere lenorme
delusione. Mi alzo dal suo corpo
velocemente.
Quel periodo passato
anche se non l'ho dimenticato, perch fai
cosi, non capisco il mio quasi un
sussurro.

Cos come?, Cos' che


non ti chiaro! Ho paura per te e non voglio
che tu parta, ti cos difficile aspettare che
io torni? Si tratta solo di pochi giorni e poi
andremo insieme a Roma borbotta seccato.
Non questa la questione,
vorrei solo poter essere libera di fare ci
che voglio, non devo per forza fare tutto con
te, ma questo non vuol dire che ti abbandono
o che non apprezzi quello che fai per me.
Liam... sforzati di capire ti prego, voglio
solo che rispetti la mia libert sospiro
dolcemente.
Senti mi dispiace, non
voglio toglierti la libert ma non posso
cambiare quello che sono. La risposta no.
Fine della discussione.
Lui ha gi preso la sua

decisione e non c modo di fargli cambiare


idea. Ma non detto che io faccia ci che lui
vuole.
Non ti ho chiesto il permesso ribatto seria
guardandolo negli occhi.
A no? E cosa mi hai
chiesto, non capisco risponde alzandosi
dal divano.
Liam tu non puoi
decidere per me, tutto ci che mi circonda ti
appartiene ma, non la mia vita, quella
appartiene solo a me, io devo superare la
paura, devi lasciarmi andare, voglio andare
con Sara a Roma, per lei l'occasione per
rivedere i suoi genitori e anche per me che
una vita che non li vedo rispondo sempre
dolcemente.
Certo che posso decidere

per te, santo cielo Andrea, tu sei una


calamita per quanto riguarda le disgrazie, le
attiri come fulmini a ciel sereno, credi che
non veda come ti guardano gli uomini?
Cazzo ti spogliano con gli occhi e... cosa
pensi succeder quanto vi ritroverete sole,
due bellissime ragazze
in una citt
straniera? Solo l'idea mi fa ammattire
sbuffa nervoso.
Perch devi vedere
sempre il lato negativo delle cose! Credi
che per me sia facile? Ma devo farlo, sento
che devo farlo. Non saremo in una citt
straniera, ti sei dimenticato che sia i miei
che i genitori di Sara sono Italiani? Che
parliamo l'Italiano perfettamente? Ti prego
sii ragionevole, non voglio partire sapendoti
arrabbiato con me dico con fermezza.

Perch cos, senti non ti


ho mai negato niente, ho sempre cercato di
soddisfare ogni tua necessit ma su questo
non intendo passarci, mi dispiace ma tu resti
a casa, con questo ho chiuso l'argomento
risponde severo.
Anche perch non ti ho
mai chiesto niente insisto.
Forse... adesso non
ricordo ma... tu resti a casa la sua risposta
perentoria.
E la tua ultima parola?
chiedo in un sussurro.
Si risponde deciso, e
chiude ogni conversazione.
Mi dispiace che tu la
prenda cos Liam ma... ho deciso di partire e
tu non mi fermerai, solo... non voglio che tu

sia
arrabbiato
rispondo
alzandomi
allontanandomi. Sento il bisogno di caffeina.
Non sai quello che dici,
non sai a cosa vai incontro, come posso
proteggerti se ogni volta fai come vuoi tu,
sono stanco e non ho voglia di discutere,
vado a letto, domani sar una giornata
faticosa.
Se la smettessi di giocare
a fare il dominatore
A volte vorrei esserlo
davvero mugugna passandosi con gesto
nervoso una mano tra i capelli.
Rimarresti deluso, perch
io non sar mai la tua sottomessa rispondo
di rimando.
Vuoi sempre lultima
parola vero? Non ti ho chiesto di essere la

mia sottomessa, con il carattere che ti ritrovi


non facile addomesticarti, sei troppo
indipendente risponde acido.
E non sono neppure un fottuto cane da
addomesticare gli faccio eco con una
smorfia.
Com che dobbiamo
sempre litigare?
Senti, non voglio litigare
con te, non dopo aver passato una giornata
pesante, perci replica, nervoso.
Come ti pare, buona
notte mi metto le cuffiette dell'Ipod alle
orecchie e stordirmi con la musica, Mozart
mi ha sempre calmato. Apro il mio portatile,
sedendomi sul gradino della finestra, sento
le lacrime pungermi gli occhi, non credevo
che avrebbe reagito cos,... mi fa male.

Tu non... vieni a
dormire? mi osserva stupito.
No, devo fare una ricerca
in internet rispondo riprendendo a leggere.
No puoi farlo domani?
Per favore Andrea, sai che odio dormire da
solo sbuffa nervosamente.
Mi dispiace ma devo
farlo ora replico,
senza degnarlo di
unocchiata.
Andrea ti prego... non
essere testarda per favore, vieni a letto con
me, voglio poterti stringere, lo sai che non
riesco a dormire se tu non ci sei replica.
Beh dovrai farci
l'abitudine visto che starai via tre giorni,
come farai? Ti porterai una bambola
gonfiabile? Adesso scusami ma davvero,

devo fare questa ricerca accendo il


computer senza pi guardarlo. Al diavolo
tutto.

Liam
Cazzo. Odio starle lontano
ma odio ancora di pi impormi in questo
modo. Non con lei. Ma lei cos testarda,
cocciuta, peggio di un mulo, quando si mette
in testa una cosa non la schioda nessuno.
Non mi piace il risultato della nostra
discussione, avrei preferito fare lamore, mi
sento frustrato, non so cosa fare, so di averla
ferita, lo vedo dai suoi occhi, sono spenti
per la delusione e questo mi uccide, vorrei
dirle vai ma ho paura.
Perdonami amore, non
voglio vederti triste dico accarezzandogli
una guancia.

Non importa Liam... non


importa anche perch ho deciso di partire e
tu non mi fermerai la sua risposta.
Amore ti scongiuro sii
ragionevole, non costringermi a prendere
provvedimenti drastici... lo sai che non mi
piace.
Provvedimenti drastici?
Cosa vorresti dire, che mi legherai che ne
so, al letto e te ne andrai lasciandomi
legata?
Potrebbe essere un idea,
senti non voglio tornare sull'argomento,
chiedimi qualunque cosa e la far ma non
questa.
Tu sei fuori, non credevo
che avessi tendenze sadomaso. Ma
qualunque cosa tu decida di fare sappi che

a Roma ci vado comunque, adesso lasciami


sola per favore mi liquida stizzita.
Non do peso alle sue parole, dettate dalla
frustrazione. So che il mio comportamento
infantile e stupido. Mi sento un verme per
averla trattata in quel modo, ma preferisco
vederla triste piuttosto che saperla lontana
da me, o che subisca ancora una violenza, le
passer anche se... non mi fa sentire meglio,
anzi, vederla triste e delusa per colpa mia mi
fa sentire malissimo, un vero schifo.
E' notte fonda quando mi
sveglio di soprassalto, cerco lei ma... lei non
c, mi alzo di scatto e, con solo i boxer
addosso scendo le scale cercandola, la
trovo in cucina, braccia conserte sul tavolo
e il viso affondato dentro, una guancia
appoggiata su un libro mentre dorme, il suo

respiro e agitato e le guance sono umide per


via delle lacrime, un colpo al cuore farebbe
meno male di questo. La prendo in braccio
mentre mugola agitandosi e la
porto di
sopra dove, dopo averla spogliata la infilo
sotto le coperte. Mi sdraio accanto a lei e
l'avvolgo nel mio abbraccio, posandole un
piccolo bacio sulla fronte, so di averla ferita
e so con certezza che me la far pagare, il
suo modo calmo di discutere con me quello
che mi terrorizza maggiormente, quando
cos so con certezza che mi punir in modo
atroce.

Andrea
Il fatidico giorno della
partenza per il deserto arrivato, Liam ha
preparato tutto l'occorrente per il
trasferimento. Per
tre\quattro giorni si

accamperanno nel bel mezzo del nulla, nel


deserto del Mojave, luogo ideale per un
corso di sopravvivenza per delle reclute.
Non ci siamo parlati molto in questi giorni,
mi sono chiusa in un mutismo che lo ha ferito
ma lui ha ferito per prima me. Ha cercato in
tutti i modi di farsi perdonare ma ovviamente
non c riuscito, l'unica cosa che poteva
indurmi a perdonarlo non l'ha presa
minimamente in considerazione, avvallando
la sua idea di sicurezza nei miei confronti,
ho adottato la tecnica del silenzio, non mi va
di esternare una felicit che non provo. So
che ha paura di perdermi, immotivata tra
laltro, io non lo lascerei mai, lo amo troppo
ma questo non giustifica il suo
comportamento, togliendomi il libero
arbitrio non otterr niente. Accidenti a lui,

non ha ceduto a nessuna delle mie lusinghe o


preghiere ma io non ho intenzione di stare
qui ad aspettare che lui ritorni, voglio
andare a Roma e ci andr.
Sara? Allora? Che hai
deciso, parti? chiedo quando la chiamo al
telefono.
Oddio Andry mi hai spaventata, certo che
parto, tu che fai?
Ci sono, ci sono, lui
appena
partito,
possiamo
andare
tranquillamente, ho gi preparato la valigia,
prendo il passaporto e dei contanti e ti
raggiungo col taxi cos non lo devi chiamare,
tu fatti trovare pronta.
Lui come l'ha presa?
chiede Sara dubbiosa.
Mmh... non troppo bene,

mi ha detto di no ma io me ne frego, non il


mio padrone.
Okay, lo sai che questo lo
far incazzare di brutto?
Lo so ma.... non mi
uccider per questo, e poi quando torner
noi saremo gi a casa.
Porca miseria, ma dove
l'ho messo, era qui accidenti. Sono dieci
minuti che cerco il passaporto ma non lo
trovo, porca paletta, sempre stato qui con
quello di... Liam. Mi sorge un dubbio, ma...
mi auguro che non sia come penso. Lo cerco
ancora, in ogni cassetto, antina, vetrina, in
ogni mobile ma niente, non si trova, devo
togliermi il dubbio e se per caso ha fatto
quello che penso beh... stavolta non se la
cava tanto facilmente. Chiamo la base per

farmi mettere in comunicazione con Liam,


hanno un collegamento tramite telegrafo a
causa della mancanza di ripetitori ed
circondata da montagne chiamate mesa
verde, per ovviare a questo problema hanno
ideato un ponte radio in modo da comunicare
in caso di emergenza. Dopo una buona
mezz'ora posso finalmente sentire la sua
voce.
Ehi ciao amore,
successo qualcosa? chiede felice.
Dov' il mio passaporto
rispondo senza troppi preamboli.
Come scusa! non ho
capito.
Ti ho chiesto, dov' il
mio passaporto chiedo sempre pi stizzita.
Ehm... amore ascolta

io... il suo tono colpevole.


DOV'E'
IL
MIO
FOTTUTO
PASSAPORTO!!!!!
Non ti arrabbiare amore,
ascolta l'ho preso io, per precauz... non lo
lascio finire.
Perch!, Perch mi fai
questo! riesco a malapena a trattenere le
lacrime, sono cos arrabbiata.
Amore calmati, te lho
detto, voglio stare tranquillo, non voglio che
ti succeda niente, e per la tua sicur
Amore un cazzo! Sei un
fottuto bastardo Liam. Stavolta l'hai fatta
grossa, giuro che te la faccio pagare, chi ti
da il diritto di agire in questo modo?
Quando fai cos Ti odio sbotto rabbiosa
chiudendo di scatto la comunicazione.

***
Ma ti rendi conto? mi
sfogo con Sara che nel frattempo ho
raggiunto a casa sua.
Accidenti a lui, davvero
crede di poterti legare a lui comportandosi
in questo modo?.
Non so che dirti ma...
quando rientra stai tranquilla che la paga,
eccome se la paga, brutto... non lo sopporto
quando fa il prepotente sbotto nervosa.
Senti non serve
arrabbiarsi a questo punto, tanto vale
rassegnarsi mi dice lei dispiaciuta.
Dio che rabbia, se solo lo
avessi qui tra le mie mani giuro... lo
ucciderei, come si pu arrivare a tanto, oh
Sara sono cos frustrata per la rabbia che...

scoppio a piangere.
Ehi, dai, non fare cos,
vieni qui mi stringe tra le sue braccia
mentre mi lascio andare in un pianto di
frustrazione.
Tu se vuoi partire vai io
mi arranger le dico tirando su con il naso
dopo che mi sono calmata.
Scherzi? E lasciarti sola?
Ma non se ne parla, tanto i biglietti scadono
tra una decina di giorni, partir quando
arriva
Dylan, e la volta buona che gli
faccio conoscere i miei.
Davvero? Tu non...
parti? sospiro incredula.
Nah, e perdermi il
divertimento quando rientra Liam? Vuoi
scherzare? Voglio vederti farlo a fettine

sghignazza
regalandomi
un
sorriso
pensiamo piuttosto a come passare questi
tre giorni.
Scema, un'idea c'
l'avrei sorrido a mia volta.
Spara.
Andiamo a Malibu, siamo
in piena estate, affittiamo una stanza in un
hotel, ci facciamo il bagno e stiamo tutto il
giorno a oziare sulla spiaggia.
Wow, che bell'idea, non
ci avevo pensato, aggiudicato, dai prepara
tutto che si va risponde euforica.
Si ma... io non ci sono per
nessuno.
Si stai tranquilla mi fa
locchiolino.
Tre giorni al mare sono

quasi unaltra persona. Le giornate sono


state stupende, anche il posto lo . La sabbia
fine, il mare limpido, la gente allegra e un
sole caldo. Lideale per rilassarsi. Il mio
cellulare ha continuato a suonare
ininterrottamente giorno e notte per tutto il
tempo, non ho mai risposto. In questi tre
giorni ci siamo estraniati da tutto ci che
riguarda il mondo, al rientro veniamo a
sapere tramite il telegiornale che l'aereo che
doveva prendere Sara ha avuto un avaria ai
motori ed precipitato in pieno oceano
uccidendo tutti i passeggeri.
Cristo santo Andrea ma...
potevo esserci anch'io tra loro ci pensi?
dice Sara impaurita.
Mio dio non farmici
pensare, avrei potuto esserci anch'io,

l'abbiamo scampata bella, fortuna che non


sei partita.
Fortuna che non siamo
partite e che Liam ti ha preso il passaporto
altrimenti... brrrr...
Questo non lo salva da
una punizione sentenzio.
Che meraviglia. Peccato
che siano finiti. Tre giorni stupendi e sono
volati talmente veloci che quasi non mi
sembra vero dico a Sara mentre apro la
porta del mio appartamento.
Entro in casa e quello che vedo mi blocca. In
cucina vedo Liam e Dylan che parlottano
tra loro, quando si accorgono che siamo
arrivate restano li, imbambolati, Liam
serio, tira un sospiro di sollievo, Dylan
superata la sorpresa si getta tra le braccia di

Sara stringendola.
Dio amore, non hai idea
di come ho sentito la tua mancanza, non
vedevo l'ora di rientrare, stavo impazzendo,
perch non hai risposto alle mie chiamate di
ieri?, Non hai idea di cosa ho passato dice
Dylan a Sara con tono preoccupato.
Scusami e che avevo
lasciato il cellulare in Hotel perch era
scarico e l'avevo messo sotto carica, poi
nell'uscire mi sono dimenticata di tirarlo su,
scusami risponde dispiaciuta.
Ora va bene, sei qui e
questo mi basta dice con dolcezza Dylan
baciandola, con la coda dell'occhio vedo
Liam corrermi incontro con un espressione
preoccupata.
Non posso nascondere leffetto che mi fa

rivederlo, Wow! E davvero bello, lo


mangerei, ma non posso dimenticare lo
scherzo del passaporto, in un attimo il mio
sguardo cambia, diventa truce, feroce di
rabbia.
Dove cazzo sei stata? Ti
rendi conto di cosa ho passato? Ti credevo
morta... mi assale guardandomi serio, per
poi abbracciarmi.
Per un attimo assaporo il
momento di sentirlo intorno a me, il suo
odore, il suo abbraccio, mi mancato
nonostante tutto. Chiudo gli occhi e non
rispondo mentre mi divincolo, sono troppo
arrabbiata, non doveva farmi quello che ha
fatto.
Signore iddio, ho avuto
paura di averti persa! Esclama.

Lasciami ringhio.
Amore non hai motivo di
essere arrabbiata, inoltre guarda... ho
preso i biglietti, andiamo a Roma, noi
quattro, ho prenotato in un albergo di lusso, a
5 stelle in piazza Navona, tu sai dov'
vero? dice contento, tirando un sospiro di
sollievo.
Io non sono arrabbiata. Di
pi. Sono incazzata.
A si? In piazza Navona?
Addirittura? Carino... Lo guardo con un
sorriso da vera stronza, con un gesto di
stizza prendo i biglietti che lui sta
sventolando sotto il mio naso e con
nonchalance li strappo in due, in quattro, in
otto e li lascio cadere a mo di coriandoli
sotto i suoi occhi,
per poi girarmi

dirigendomi in cucina mentre lui rimane l...


di sasso, non aspettandosi la mia reazione.
Amore... ma... ho fatto
fatica a trovare i biglietti, se non volevi
andarci bastava dirlo dice serio mentre si
passa una mano tra i capelli. Sar anche
arrabbiata ma quando fa quel gesto ho voglia
di mangiarlo. Ma ora sono troppo arrabbiata
per pensare a...
Brutto stronzo, mi prende
anche per i fondelli, adesso ti sistemo io.
Ma davvero? E che problema hai? Tu di
soldi ne hai tanti, li spendi a puttane, cosa
vuoi che sia due biglietti dico ironica.
Che stai dicendo, io non
vado a lo sai, perch ti comporti cos...?
dice serio.
Ma ti rendi conto di

quello che hai fatto?!! lo fulmino con un


occhiataccia.
Guarda che non ho fatto
niente di che, ti ho solo impedito che ti
capitasse qualcosa di brutto, ti rendi conto
almeno che potevi morire se fossi salita su
quellaereo? E cos che mi ringrazi? Avr
anche sbagliato, ma ne sono felice, adesso
posso rimediare, non c'era bisogno di
strapparli i biglietti, non stato carino da
parte tua.
Basta, e che cazzo. Che
diritto hai di decidere per me, come hai
potuto, non sono il tuo cagnolino, ti sei
appropriato di una cosa non tua!!! Sei uno
stupido arrogante gli urlo in faccia.
Aspetta dai non far...
Stronzo, sei uno stronzo

prepotente, tu non puoi decidere per me,


sappilo, non puoi decidere cosa devo fare
io, sono libera di fare quello che voglio, ti
chiaro il concetto?
Non esagerare, ho solo
cercato di proteggerti, e a quanto pare ti ho
salvato la vita, se non era per me... tu ora
faresti parte dei cadaveri di quel fottuto
aereo, non voglio pensarci.
Questo non cambia le
cose, tu non decidi per me.
Dio santo Andrea, se non
l'avessi fatto a quest'ora eri in fondo al mare,
te ne rendi conto? Ti passa per la testa per
un attimo di come mi sono sentito alla
notizia? Cazzo, a momenti mi viene un
infarto, perci mi devi solo ringraziare
abbaia.

Non ti devo niente.


Quello stato solo un caso, nessuno sapeva
che sarebbe successo perci non accampare
diritti che non hai. Questo non cambia lo
stato delle cose lo guardo in cagnesco.
Ehm... ciao ragazzi, ci
vediamo dicono Sara e Dylan mentre
escono chiudendo la porta. Ma non ci
facciamo caso, troppo presi dal nostro
battibecco.
Davvero? Ma ti senti? Tu
non ragioni, perch non potevi aspettarmi?
Cosa ti costava? O avevi un altro scopo e?
risponde a denti stretti e con rabbia.
Cosa? Che accidenti vuoi
dire, che avevo un appuntamento con
qualcuno?
L'hai detto tu, vero?

chiede in preda alla rabbia.


Vattene Liam, dici solo
stronzate perch non riesci a giustificare
quello che hai fatto, non puoi pretendere di
tenermi rinchiusa tra quattro mura, esiste il
dialogo, e la capacit di capire quando una
persona ha bisogno del suo spazio, io non ti
vieto niente e pretendo lo stesso per me.
Conosci la parola "rispetto"? E fiducia?
Certo, e non l'ho mai
messo in dubbio ma per il resto... Non se ne
parla, il tuo paragone non ha senso, il mio
lavoro richiede degli spostamenti, altrimenti
sarei qui con te, non vado in giro per il
mondo a divertirmi lasciandoti sola.
Cosa vorresti dire! Che io
non faccio niente e devo restare qui ad
attenderti come se tu fossi il mio padrone?

rispondo guardandolo truce.


Non sarebbe una cattiva
idea provoca.
Che ipocrita, se speri di
trasformarmi un una cagnolina da tenere al
guinzaglio beh... hai sbagliato a capire.
Capisco perch prima di me non avevi
nessuna donna, se ragioni cos... lo pungolo
sul vivo.
Non esagerare Andrea,
quella di restare solo stata una mia scelta,
non certo per motivi futili caratteriali,
nessuna donna si mai rifiutata di stare con
me, ed giusto che tu lo sappia risponde
serio guardandomi negli occhi.
Che megalomane. Non
resisto, questa la goccia che ha fatto
traboccare il vaso. Vattene Liam, ti

conviene andare in albergo o magari da


qualche tua amica a dormire, sicuramente
non ti rifiuter un posto nel suo letto
rispondo acida e offesa.
Non ci penso neanche,
questa casa mia, e ho tutto il diritto di
restarci. Ora smettila di fare i capricci come
una bambina e parliamo da persone adulte.
Sento la rabbia salire
vertiginosamente. Hai ragione, questa
casa tua, non mia, io non ho niente, tranne la
mia libert che tu stai tentando di togliermi.
Vorr dire che sar io quella che andr a
dormire in albergo, e stai tranquillo che non
faticher a trovare qualcuno gentile che mi
offre un posto nel suo letto senza dover usare
i tuoi soldi. Tanto... il modo per pagarlo lo
trovo, magari scopando rispondo acida

pesando sulla parola "tuoi". Lo vedo


trasalire mentre stringe i pugni fino a
sbiancarli.
Cos... Cosa? Ma che
accidenti stai dicendo, sei ammattita?
Scopando? Scopando chi? Tu non scopi
nessuno porca puttana, tu sei mia. Tu non vai
da nessuna parte, andare con... Cazzo! Non
osare dirlo un'altra volta. Con un altro? il
suo sguardo gelido e rabbioso.
Fottiti Liam, mi scopo chi
cazzo voglio ribatto con rabbia, ed esco
sbattendo la porta.
Cazzo....no! il suo
grido prima di uscire sul pianerottolo,
afferrandomi per un polso e trascinandomi
dentro casa con me che urlo furiosa.
LASCIAMI

BESTIONE!!!!
Andrea ti prego,
parliamone, io...
Non me ne frega un
accidente, lasciami immediatamente.
No! Calmati, non volevo
dire... volevo solo dire che questa anche
casa mia e non voglio stare lontano da te,
non scappando che si risolvono i problemi,
parliamo ma tu non vai da nessuna parte
senza di me, in albergo poi, con uno
sconosciuto....
Lasciami!!!!! Non osare
toccarmi sibilo.
Ho detto no! Insultami se
vuoi ma tu resti qui, con me e parliamo
ripete, prendendomi per un braccio.
Non ho voglia di parlare,

di cosa poi! Sei solo un prepotente fottuto


bastardo che usa la forza per tenermi qui,
facile vero? E molto coraggioso anche, sono
un terzo di te e usi la forza per... non otterrai
niente cos... non riesco a parlare da tanta
la rabbia che ho dentro, sento le lacrime
scorrere sulle mie guance. Con uno strattone
mi divincolo dalla sua presa. Salgo le scale
di corsa chiudendomi a chiave nel bagno
mentre gli urlo. Tu qui non entri, dormi
dove cazzo vuoi ma qui dentro non ti voglio
e metto fine alla conversazione.
Il resto della giornata
passata lenta e frustrante. Mi aggiro furiosa
nella stanza andando avanti e indietro come
una belva in gabbia. Incredibile come basta
poco per rovinare tutto. La gelosia davvero
distruttiva. Non sono riuscita a chiudere

occhio fino alle tre di notte ma poi il sonno e


la stanchezza hanno vinto. Al risveglio noto
che sono le quattro di pomeriggio ma non ho
voglia di alzarmi, cos resto a letto ancora
per un paio d'ore, ripensando al giorno
prima, la discussione con Liam mi aveva
sfibrata e annichilita, non pensavo che fosse
cos, che pensasse in quel modo, non posso
vivere con un uomo che dice di amarmi e
poi vorrebbe togliermi tutto, facendomi
pesare che quello che uso suo. Io... ho
bisogno d'aria, ho bisogno di respirare, non
posso vivere cos, pensando che ogni volta
che vorr andare da qualche parte dover
affrontare tutto questo, no! Non ci riesco, ma
non voglio andare via, non sono una che
scappa, devo chiarire la situazione perch
non voglio dover dividere la casa non

rivolgendogli la parola.

Liam
Dire che ho dormito da
schifo un eufemismo, non per il divano che
non era neppure scomodo ma perch sono
stato lontano da lei. Non riesco a dormire se
lei non al mio fianco, e mi pento
vergognosamente di tutto quello che ho detto,
sono stato male tutta la notte, non ho fatto
altro che pensare alle parole che le ho detto,
e a quelle che ha detto lei. Ho sbagliato e in
preda alla gelosia ho detto cose che non
pensavo, preferirei non avere niente che
perdere lei. Non voglio perderla, devo
chiarire la questione ma che lei vada via
senza di me, beh... non se ne parla, pu fare
tutto quello che vuole ma con me. Mi alzo di
malumore mentre mi dirigo in bagno per

lavarmi. Vado in cucina con l'intenzione di


farmi un caff visto che ho lo stomaco chiuso
e non ho voglia di mangiare, quando la vedo
scendere dalle scale con indosso solo una
mia camicia, le maniche arrotolate sino ai
gomiti, scalza e con i capelli sciolti e
scompigliati. Cristo. Cazzo se bella. La
voglia di lei mi assale prepotente, un fuoco
divampa nelle mie vene facendo scorrere il
sangue velocemente, concentrandosi in un
unico punto. Mi mancata stanotte, mi
mancata da morire, non mi piace dormire
lontano dal suo corpo. Lontano da lei. Mi
ritrovo ad ansimare mentre la seguo con lo
sguardo di un affamato andare in cucina.
Andrea... buon giorno
amore le dico dolcemente ma lei non
risponde ne mi guarda mentre armeggia con

la caffettiera. Si muove sinuosa, leggera, i


capelli ondeggiano ad ogni suo movimento,
e il suo profumo mi avvolge prepotentemente
facendomi fremere e eccitare ancora di pi.
Ho voglia di toccarli, di insinuare le mie
mani tra loro facendo scivolare le ciocche
seriche tra le mie dita. Stringo i pugni per
non cedere alla tentazione quasi dolorosa.
Andrea ti prego, d
qualcosa, qualsiasi cosa ma lei continua a
non rispondere, la vedo andare in bagno
dopo aver messo la caffettiera sul gas, ne
esce gi vestita con camicetta e jeans,
peccato, adoro quando indossa solo le mie
camicie. Poi spegnendo la caffettiera si
serve il caff andando alla finestra e
guardando
fuori.
Ignorandomi
completamente.

Non mi piaciuto quello


che hai detto ieri dice dopo un po' senza
guardarmi i soldi sono tuoi, anche la casa,
vorr dire che non user i tuoi soldi, mi
trover un lavoro cos non peser su di te,
ma non... o magari posso ritornare in
Francia dice con un'alzata di spalle.
Sbianco all'idea che si allontani da me, che
mi lasci, non potrei sopportarlo.
Andrea per favore, ho
sbagliato e ti chiedo perdono, non succeder
pi te lo prometto ma...
Ma cosa? Chi ti credi di
essere? Solo perch sei ricco e famoso tu...
credi di poter fare il bello e cattivo tempo?
Non puoi decidere per me sbotta nervosa.
O signore Andrea, non
ricominciare, dammi la possibilit di

spiegarmi, di fare ammenda. Ho sbagliato,


perdonami, non volevo dire quello che ho
detto e tu lo sai, era dettato dalla rabbia,
tutto quello che ho tuo, io non lo voglio, io
voglio solo te.
Troppo comodo, prima
mi fai sentire un'intrusa, una mantenuta e
poi... vuoi che ti perdoni, e la mia libert?
Come intendi comportarti davanti elle mie
esigenze? Non vuoi che lavoro, che esca da
sola, va bene essere protettivi ma cos...
troppo. Questo non vivere.
Niente mai troppo
quando si tratta di te. In ogni caso questo
un altro discorso, quello che ho detto ieri
l'ho detto per rabbia e frustrazione ma non lo
pensavo veramente, e tu lo sai, per il resto...
ci penser, ok?

Ok? Che accidenti vuol


dire ok? Che ogni volta che vorr andare per
conto mio dovr farti la guerra? Tu non puoi
decidere per me, non cos che funziona
Liam la sua testardaggine davvero
frustrante.
Eccome se posso. Perci
smettila di dire stronzate, decido eccome,
non voglio che... rispondo esasperato ma
non finisco la frase che mi urla contro ancora
pi rabbiosa.
Cosa? Stronzate? Le mie
ragioni sarebbe stronzate? Questo vuol dire
che tutto quello che dico io non conta nulla?
Hai superato il limite McEvans mi molla un
sberla appena mi avvicino, mi copre di
pugni sul petto, troglodita che non sei altro,
come hai potuto farmi questo!!!!!! mi dice

furiosa.
Ti ho gi chiesto scusa.
Ma ora calmati o dovr sculacciarti cerco
di tenerla ferma, cavoli non lo mai vista cos
incavolata.
Devi solo provarci,
cavernicolo che non sei altro, io ti... non
sperare di cavartela cos a buon mercato
urla ancora prendendomi a pugni, cerco di
stringerla e mi molla un calcio nello stinco.
Ahia, mi ha fatto male, smettila di
picchiarmi rispondo lagnandomi, e lei
si arrabbia ancora di pi. Adesso basta
accidenti, se non la smetti giuro che ti
prendo ti sbatto sul letto e ti lego dico
severo.
Provaci arrogante
bestione!!!! mi urla dietro e mi molla un

altro calcio.
Ahia... okay, l'hai voluto
tu la prendo e me la carico sulle spalle a
mo di sacco e gli mollo una sculacciata
perch si divincola come una biscia, questo
la fa infuriare ancora di pi, e furiosa come
un gatto chiuso in un sacco. Prende a
tempestarmi la schiena di pugni, mi graffia,
mi morde e... mi rendo conto che questo suo
modo di fare mi ha fatto eccitare in un
modo pazzesco, la porto di sopra e la sbatto
sul letto mentre continua ad urlare e
scalciare, cazzo che furia, e com' bella,
rossa in viso il respiro ansante e gli occhi
spiritati, da toglierti il respiro. Gli blocco le
mani per farla calmare ma la fa infuriare
ancora di pi, adesso che faccio?
Lasciami, brutto...

animale che non sei altro, mollami ringhia


rabbiosa mentre cerca di divincolarsi.
Lasciami, non sono un maledetto sacco di
patate, idiota.
Non ci penso neanche, e
se continui a picchiarmi, giuro, ti sculaccio
ancora, e poi ti lego e ti imbavaglio, ora ti
libero le mani ma tu stai calma cerco di
essere serio ma trattengo a stento un sorriso.
Non toccarmi, lasciami
brutto bestione!!! si divincola furiosa
guardandomi con ferocia fa per graffiarmi
ma le blocco ancora le mani con una delle
mie, prende a scalciare ma la blocco con
una delle mie gambe.
Dio che fatica. Fortuna
che piccola. Ma una vera tigre. La
smetti di agitarti? Sono felice che tu sia

sana e salva, non hai idea di cosa ho passato


sapendoti lontana. Cazzo Andrea, mi sento
ancora male, e se penso che potevi essere su
quell'aereo... mi
vengono i brividi
confesso.
Non me ne frega un
accidente, hai preso il mio passaporto, come
ti sei permesso di fare una cosa del
genere!!! si agita, cercando di mordermi.
Per favore Andrea, non
essere arrabbiata, a volte dico cose senza
pensarci, io volevo solo proteggerti credimi.
Hai idea di come mi sono sentito in questi
giorni lontano da te, stavo impazzendo, mi
dispiace per come mi sono comportato ma...
se non l'avessi fatto a quest'ora chiss cosa ti
capitava, sto male a saperti lontana, voglio
esserti vicino, sempre i miei occhi fissi nei

suoi.
Resta per un lungo istante
in silenzio, ponderando le mie parole, per
poi arrendersi dietro un mio sorriso. Sospira
pesantemente prima di parlare.
Va bene. Come vuoi.
Sono furiosa sappilo, sono contenta che sia
andato tutto bene ma... non farlo mai pi, non
decidere mai pi per me, e soprattutto non
farmi sentire inutile dice poi dolcemente,
infossando la testa nell'incavo della mia
spalla.
Tiro finalmente un sospiro
di sollievo, lasciando uscire laria che
avevo trattenuto.
Lo so piccola, ti chiedo
scusa se ti ho dato un'impressione sbagliata,
sai che non lo farei mai, voglio darti tutto

Andrea, tu sei tutto per me. Tu sei mia


confesso.
D'accordo ma... la
prossima
volta
non
sar
cos
accondiscendente sappilo fa la dura.
Va bene, ti prometto che
se ci sar una prossima volta avr pi
rispetto di te e delle tue esigenze, e sapr
farmi perdonare per a Roma ci andiamo
vero?, Noi quattro sorrido stringendola
ancora di pi al mio corpo.
D'accordo ma non
pensare che ti abbia perdonato mugugna, e
si accoccola tra le mie braccia mentre mi
morde il collo.
E tu non provocarmi, ti
rendi conto di quello che hai detto? Scopare
con chi scusa? Cazzo, mi hai fatto andare

il sangue al cervello. Io sono lunico con cui


sei autorizzata a scopare lei mi guarda
mordendomi un lobo. Mh... dai amore, sii
buona, lo sai che sono tremendamente geloso
e possessivo, e facilmente infiammabile, se
continui cos lo sai come va a finire, ho
fame, tanta fame, di te il mio respiro
accelera.
Lo so, sei insaziabile
risponde mordendomi il labbro inferiore.
Un brivido attraversa la mia spina dorsale.
Senti chi parla rispondo,
baciandole la fronte con tenerezza.
Ehi mi hai scambiata per
una ninfomane? mi guarda corrucciata.
Assolutamente si
scoppio a ridere, avvolgendola in un
abbraccio possessivo.

Andrea
E' gi mattino quando apro
gli occhi, mi stiracchio languida mugolando
a bocca chiusa, ho caldo, e delle braccia
robuste mi circondano, mi giro lentamente
cercando di liberarmi da quella stretta. Con
un certo sforzo riesco a liberarmi e ad
andare in bagno dove, mi rinfresco, faccio
quello che devo fare, mi lavo i denti e la
faccia. Alzo lo sguardo nello specchio e mi
accorgo di non essere pi sola, sorrido nel
vederlo cos, appoggiato allo stipite della
porta con le braccia incrociate davanti
mentre mi sorride, nudo con indosso solo i
boxer, il petto ampio e muscoloso, le braccia
possenti, le gambe lunghe e muscolose mi
mandano in fibrillazione il cuore e il
cervello, signore iddio quanto grande,

possente, muscoloso, sembra davvero un


vichingo biondo, la stanza sembra piccola
quando c dentro lui, dio se bello, tanto
bello da toglierti il respiro con quei boxer
neri aderenti, e gi eccitato, si vede. Che
voglia che ho di infilare la mano dentro ai
boxer e toccarlo, mi piace frugarlo tra le
gambe, mi piace vederlo rapito e in preda ai
gemiti quando lo tocco. Mi mordo il labbro
inferiore per non mettermi ad urlare mentre
trattengo il respiro. Non c niente da fare,
qualunque cosa faccia non riesco a
rinunciare a lui, lo desidero come un
assetato desidera l'acqua. Voglio bere di lui.
Tutto.
Ciao sussurra.
Ciao rispondo
arrossendo mentre mi sciacquo la bocca dal

dentifricio, lo vedo avvicinarsi e fare le


stesse cose, cio lavarsi per poi allontanarsi
e tornare ad appoggiarsi sullo stipite e
guardarmi mentre continuo in quello che sto
facendo.

Liam
La guardo attraverso lo
specchio, mentre intenta a rinfrescarsi, e
cerco di rilassarmi. Fosse facile. Il mio
scricciolo ha un profumo buonissimo.
L'odore della sua pelle mi fa morire. Mi
sento eccitato come un ragazzino di
quattordici anni anche solo ad averla
accanto. Com' possibile? Ancora oggi me
lo chiedo. Mi guarda maliziosa e
avvicinandosi per prendere un asciugamano
sfiora la mia mano e all'istante sento mille
brividi percorrermi tutto il corpo, fino a

trasformarsi in un fuoco che si concentra


tutto tra le gambe andando ad aumentare
quello che gi era evidente. Cazzo, perch
mi fa sempre quest'effetto! Non smetter mai
di chiedermelo. Chiudo gli occhi e cerco di
rilassarmi per non saltargli addosso. Sto
seriamente pensando di prenderla e sbatterla
contro la parete del bagno senza tanti
complimenti. Ansimo mio malgrado,
accidenti, la guardo e mi accorgo che anche
lei respira velocemente. Il suo petto va su e
gi pi convulsamente. Dio amore, ma chi ti
ha inventata. Il mio amore indossa una
canotta aderente che mette in risalto il suo
bellissimo seno, ha il respiro agitato mentre
mi guarda negli occhi, il suo petto continua
a fare su e gi, velocemente. Muoio dalla
voglia di accarezzare il suo
corpo.

Accidenti Liam non puoi pensare sempre al


sesso. Non puoi pensare sempre a queste
cose! non colpa mia, e lei che
cos...erotica, sprizza sesso da ogni poro.
Dopo un paio di minuti, il mio amore prende
a respirare pi lentamente mentre i suoi
occhi sono fissi nei miei attraverso lo
specchio, la guardo e lei guarda me,
arrossendo, sembriamo due ragazzini alla
prima cotta.
Devi andare? mi chiede
in un sussurro.
C' tempo rispondo
sempre guardandola, non lo mai vista cos
bella, sensuale come in questo momento,
ogni cosa che fa lo fa molto lentamente, con
gesti morbidi e sinuosi. Mi sto eccitando in
un modo da far male.

Mi avvicino, Non riesco a


resistere, mi fa impazzire. Lei ritorna al
lavandino voltata di spalle, con le mani sul
lavabo. Solleva la testa e mi sorride dallo
specchio. Entro in bagno e mi chiudo la
porta alle spalle, fissandole gli occhi
attraverso lo specchio.
Speravo mi
raggiungessi... si volta verso di me e dopo
avermi preso per le spalle mi attira a se e mi
bacia, lenta, morbida. Le infilo le mani tra i
suoi capelli e la spingo verso il lavabo. La
sollevo per i fianchi facendola sedere sul
marmo del lavandino, facendomi ritrovare
tra le sue gambe.
Intanto, il nostro bacio diventato pi
passionale. Possessivo, le nostre lingue si
rincorrono in una lotta pazzesca nelle nostre

bocche. Non mi sono mai sentito cos


eccitato come in questo momento, e mi sta
solamente baciando! Se solo penso a come
mi sentir quando la prender, credo che
potrei venire nei pantaloni. Non posso farci
niente, ogni volta che la guardo e come se
fosse la prima volta, con lo stesso desiderio
feroce di averla.
Ho voglia di te...
mormora lei sulla mia bocca. E mi sento
avvolgere dal fuoco.
Anch'io... sussurro a mia
volta, cominciando a succhiarle la pelle del
collo. ti ho voluta dal primo istante che ti
ho vista...quando ti ho conosciuta, lo sai
questo vero? Lei sospira e si inarca contro
di me, buttando la testa all'indietro cos da
darmi pi accesso al suo collo morbido e

delicato. Glielo mordo e poi ricomincio a


leccare la sua pelle come un affamato.
Voglio che le resti un mio segno sul suo
corpo, voglio marchiarla, voglio che sia
chiaro che lei mia. Sono fottutamente
impazzito per lei, di lei, cazzo. Dio santo,
lei mia, solo mia. Le accarezzo i fianchi e
poi faccio salire le mani al suo seno,
stringendoglielo piano.
Oh,... amore... sussurra,
con quella voce roca che mi fa impazzire.
Le abbasso le spalline della canotta e le
libero il seno. Mi scosto dal suo collo per
guardarla e rimango senza parole. E' pi
bella di quanto immaginavo! Fa perfino male
guardarla. Faccio un respiro profondo e
comincio ad accarezzarle il seno. Lei
sospira e prende ad accarezzarmi il petto in

un modo che mi fa uscire fuori di testa.


Adoro le sue mani sul mio corpo. Mi lascio
sfuggire un sospiro e poi la bacio con ancora
pi voglia di prima. Mi guarda con sguardo
languido facendo scorrere lentamente le
mani lungo la mia spina dorsale. Ho avuto
tante donne nella mia vita. Ma mai nessuna
mi ha fatto provare delle sensazioni cos
forti, e solo accarezzandomi la schiena.
Perch con lei cosi? Perch con lei tutto
amplificato all'ennesima potenza? Non lo
sapr mai, credo che continuer a
chiedermelo finch campo. Ma una cosa
certa. Quello che provo per lei non muter
mai. Scuoto la testa, scacciando dal mio
cervello domande inutili, lei lei, basta
questo a mandarmi in orbita, e mi stacco
dalla sua bocca per abbassare la testa e

baciarle il seno. Prendo in bocca uno dei


capezzoli e comincio a succhiarlo e a
morderlo, mentre l'altro lo stringo
leggermente tra il pollice e l'indice.
Liam... Mmh... Di pi
chiede, sorrido contro il suo seno e scendo a
baciarle il ventre ancora coperto dalla
canotta. E' bella. E' ancora pi bella perch
sa quello che vuole e sa come prenderlo.
Cazzo se lo sa. E io sono disposto a darle
tutto. Le alzo la canotta e abbasso i
pantaloni del pigiama fino a toglierli e
comincio a baciarle l'interno coscia,
facendo salire le mani a sfilarle il leggero
perizoma che indossa. Le allargo di pi le
gambe fino a far comparire il suo sesso.
Trattengo per un attimo il respiro, stregato
da quello che vedo. Cazzo, quant' bella!

La accarezzo dolcemente
con un dito e sorrido, sentendola gi pronta
per me. Poggio un piccolo bacio sul punto
pi sensibile e lei si inarca di scatto,
sospirando. Offrendosi languida e sensuale.
Liam... Ah... non
fermarti... ti prego non me lo faccio
ripetere due volte, e immergo la testa tra le
sue gambe. Mordo, succhio, bacio e lecco
fino a quando non raggiunge un orgasmo
esplosivo, che cavalca fino in fondo.
Sollevo la testa mi lecco le labbra. Mh, che
buon sapore... Ah, adoro il suo sapore, miele
allo stato puro, dolce, caldo, roba da
perderci la testa.
Lei apre gli occhi e, dopo
avermi attirato su di se, mi bacia e mi afferra

l'elastico del pigiama abbassandomeli subito


dopo. Infila una mano nei miei boxer e
afferra, con dolcezza, il mio sesso. Mi fa
morire quando fa cos. Comincia ad
accarezzarlo lentamente, in tutta la sua
lunghezza, facendomi impazzire di desiderio.
Mi stacco dalle sue labbra e gemo. Mi sta
facendo morire. Ho una voglia matta di lei e
per dimostrarglielo l'accarezzo tra le gambe
sentendola umida, eccitandomi ancora di
pi. Lei sospira e sussurra contro le mie
labbra:
Liam... prendimi... dopo
averle afferrato con forza i fianchi
sollevandola leggermente, la penetro
profondamente. Un colpo solo. Lei sospira e
si inarca contro di me avvolgendomi le
gambe intorno ai fianchi.

Cazzo!
Stringo i denti e comincio
a spingere in lei con forza. Mi artiglia forte
le spalle affondando le unghie nella mia
carne, incollandosi a me, io continuo a
muovermi dentro di lei, sempre pi
velocemente.
Ancora amore... ancora...
pi forte ti prego... chiede gemendo. La
guardo negli occhi e vedo erotismo puro, e
questo mi piace da impazzire. S, mi fa
impazzire. La bacio,
continuando a
muovermi in lei. Mi stacco dalle sue labbra
e sospiro, vicino all'orgasmo. Anche lei
sospira, e mi sussurra all'orecchio:
Liam io... Sto... per
venire...
Gemo e sussurro a mia

volta. Anch'io... amore... anch'io... si


inarca contro di me e, dopo aver raggiunto
l'orgasmo, lancia un urlo, abbandonandosi
stringendosi a me. Continuo a spingere
ancora un paio di volte e poi vengo anch'io,
liberandomi in lei. Mi accascio su di lei,
cercando di riprendere a respirare
normalmente. Dopo qualche minuto, ci
stacchiamo e ci guardiamo negli occhi
mentre mi stringe con le braccia al collo, la
prendo e la porto sul letto dove ci
accoccoliamo. La stringo forte, ho sempre
bisogno di sentire la sua pelle a contatto con
la mia.
Mmh... accidenti Liam,
sei stato stupendo geme.
Anche tu amore, sei
talmente bella che mi togli ogni razionalit,

ho sempre voglia di te.


Non so darti torto, cos
anche per me, non devi rientrare alla base?
chiede dopo essersi ripresa.
Si ma... con calma,
adesso stringimi, voglio sentire le tue
braccia avvolgermi le catturo la bocca con
ingordigia.
Liam?... Lo sai che devi
andare vero? dice sorridendo dopo un po.
Oh, il suo sorriso come fonte di acqua
fresca e pura.
Cosa? Dai vieni qui,
baciami chiedo lamentoso.
Bambinone.
Mmh... si per mi hai
morso, mi hai fatto male lo sai? E mi hai
dato un calcio, anzi due metto il broncio

come i bambini.
Scoppia a ridere. Oddio,
non farmici pensare, per tu mi hai
sculacciata, non farlo mai pi mormora lei
con falsa minaccia.
D'accordo, stringimi
amore, baciami, voglio le tue labbra sulle
mie sospiro beandomi del suo abbraccio.
Adoro le tue labbra,
passerei tutto il tempo a baciarti sussurra
stringendosi a me, prende a baciarmi, a
mordermi, mi lecca il collo facendomi
rabbrividire.
Nessuno te lo vieta, per
amore se continui cos poi lo sai come va a
finire scherzo, mentre catturo ancora le sue
labbra.
Oh, abbiamo appena

finito e hai ancora voglia? Sei incredibile.


Non ti stanchi mai?
Mai. Ho sempre tanta
voglia di te, mi fai impazzire, lo sai? Sei di
un bello che mi fa star male.
Anche tu, non ho mai
visto niente di pi bello, davvero, a volte mi
sembra di impazzire all'idea che qualcuna
possa portarti via da me riesce a dire con
laffanno.
Non succeder mai
perch io sono tuo, totalmente tuo, per
sempre la guardo con amore. Allora
partiamo vero? chiedo incredulo.
Si, sistema la questione
del rientro anticipato e poi io prenoto il
volo, mi piacerebbe portarti a Milano, farti
conoscere la citt natale dei miei genitori, la

citt che amo dopo di te


mi dice
accarezzandomi una guancia per poi portare
la mano tra i capelli. Adoro quando fa cos,
amo quel gesto che sa di lei.
Si pu fare, e... ne sarei
felice ma... niente prenotazioni, andiamo con
il mio mezzo le strizzo locchio.
Oddio vuoi dire....?
senza parole dalla sorpresa.
Ah-ah, esatto, il mio
caccia resta senza parole, spalanca gli
occhi per la sorpresa, come mi piace quando
reagisce cos, mi fa morire.
Siiiiiiiiiiiiiii dio
siiiiiiiiiiiiiiii oh Liam...
esplode,
baciandomi con passione, avvinghiandosi a
me.
Cazzo se mi piace.

Andrea
Mi sveglio di soprassalto
in un mare di sudore, tremando e piena
d'angoscia, come ogni notte ho sognato John
e il male che mi ha fatto. Osservo la sveglia,
segna le cinque di mattina. Faccio per
alzarmi quando una carezza leggera sfiora il
mio fianco mentre un braccio forte mi attira a
se.
Amore, che hai? Non stai
bene? la voce di Liam mi riporta alla
realt.
Alzo gli occhi verso il suo
viso, e sento le lacrime voler uscire, non
devo piangere, passato, ora sono con Liam,
sto bene. Ripeto come un mantra nella mia
mente, lasciandomi avvolgere dal suo
abbraccio.

No, ho solo fatto un brutto


sogno mormoro annusando il suo odore.
Sicura? Stai tremando
come una foglia, vuoi raccontarmelo?
Magari ti senti meglio chiede preoccupato.
Io... non il caso
davvero, stringimi, fammi sentire protetta.
Scricciolo. Vieni qui, non
me la racconti giusta, ti prego dimmi cosa ti
preoccupa, sempre lo stesso incubo?
insiste stringendomi, baciandomi la fronte
con dolcezza.
Niente davvero, ho solo
fatto un sogno che non ricordo bene mento,
mentre mi accoccolo sul suo petto
Va bene, non insisto.
Davvero, devi andare?
Si, oggi sar una giornata

molto impegnativa, arrivano nuove reclute,


devo ispezionarle e dargli la destinazione,
odio queste mansioni, sono lunghe e noiose,
con persone arroganti e stupide che credono
di sapere tutto e poi sbagliano sbuffa.
Povero il mio bel
Capitano, sempre compiti ingrati dico
ironica, lo so che gli piace, fa la vittima ma
si diverte come un bambino a stuzzicare i
nuovi arrivati. Sono novellini?
Maggiore, sono stato
promosso con il grado di Maggiore. Non
tutti, alcuni hanno gi prestato servizio
presso altre caserme, ma abbiamo bisogno di
organico sulle piste e nei magazzini,
abbiamo richiesto manodopera, anche per
tuo fratello.
Maggiore? E non mi hai

detto niente lo accuso.


Scusa, hai ragione ma con
tutto quello che capitato ultimamente
lascia la frase a met.
Wow! Maggiore?
Caspita, sei importante vero?
Allora
bisogna festeggiare. E mio fratello? Non lo
trattano male vero? Lui non mi dice niente a
proposito.
Tranquilla, lo sanno che
sotto la mia ala protettrice, se solo lo
infastidiscono sanno che poi dovranno
vedersela con me mi guarda di sottecchi.
Bene.
Torna a dormire adesso,
presto.
***
Siamo al ristorante La

Grotta, un posticino davvero romantico,


situato nella zona pi bella della citt, in un
angolo appartato della grande sala osservo
la pioggia scivolare lungo i vetri delle
finestre, una serata umida ma non troppo
fredda n calda, vestita con un abitino
floreale a trama leggera mi godo la cena con
il mio ragazzo.
Mhhh... davvero ottima
dico prendendo un'altra forchettata di pasta.
Liam sorride versandomi il
vino, bianco e freddo. Come fai a
conoscere questo posticino? domando
gustandomi gli spaghetti allo scoglio. Adoro
il pesce, un po' meno il vino anche se mi
sforzo di apprezzarlo.
Mi ci ha portato mia
madre l'ultima volta che sono venuto

replica deponendo la bottiglia sul tavolo. A


quell'epoca cercava in tutti i modi di
appiopparmi la figlia di una sua amica.
Sorseggio con una smorfia
il pinot grigio, senza farmi vedere, non sono
da alcool, ma amo la compagnia di Liam,
perci faccio uno sforzo.
Cosa fai oltre a pilotare
aerei quando sei in missione? chiedo
incuriosita. Arrotolo un altro po' di spaghetti
con la forchetta mentre aspetto la risposta.
Non facile da spiegare
replica, indeciso se continuare oppure no.
Provaci lo incito.
Voglio conoscerti meglio, sapere quanto
pi possibile su di te. Mi sono persa due
anni della tua vita e vorrei rimediare.
Lui mi guarda con amore e

sorride, togliendomi il fiato. Dio quanto


bello, non mi stancher mai di dirlo.
Partecipo a missioni che
a volte si rivelano pericolose.
Oh, sei costretto ad usare
le... armi? azzardo anche se mi fa orrore
l'idea che si possa uccidere una persona con
un semplice gesto della mano.
A volte, dipende dai casi
e dai posti un cui mi trovo, ma non posso
esimermi dal farlo.
Oh, ... successo tante
volte?
Ci pensa su un attimo
prima di rispondere. L'ultima volta
successo ad Amman, accampati in mezzo al
nulla, in pieno deserto, non ci aspettavamo
un attacco di quel genere, eravamo l per

scoprire un traffico di armi e catturare dei


rivoltosi, successo cos all'improvviso
che... siamo caduti in un imboscata,
volavano pallottole da tutte le parti, urla,
grida, un vero caos, e poi cos com
successo, finito.
Ah, ci sono stati dei feriti
tra i tuoi soldati? Tu sei stato ferito? chiedo
con un pizzico di apprensione.
Si, parecchi, e non solo
feriti, alcuni dei miei uomini hanno perso la
vita, io sono stato ferito, nulla di grave come
vedi, sono qui dunque...
Lidea di lui ferito mi
terrorizza.
E' cos... spaventoso, non
vorrei mai che ti succedesse qualcosa di
brutto Liam confesso tristemente.

Tranquilla, presto lascer


l'Esercito, sono stanco di tutti questi
conflitti, guerre, morti, voglio stare
tranquillo e passare il resto dei miei giorni
con te.
Anch'io confesso a mia
volta.
Chiudo gli occhi e mi
lascio andare contro lo schienale della
sedia. Sai... la prima volta che mi
innamoro per davvero gli dico, senza
sapere perch.
A si?, Non nascondo di
essere contento di questa tua ammissione
anche se mi pare strano, so che mi hai detto
di aver avuto un ragazzo, che poi ti ha
tradito, e un altro che ti ha trattata male ma...
pensavo che tutti prima o poi nella vita

abbiano avuto un flirt!


Lo fisso costernata.
Andiamo Liam, ti dico che la prima volta
che mi innamoro e tu...
Vedi Andrea, il fatto
che non riesco a capire che razza di gente
frequentavi, dovevano essere dei veri
coglioni per non accorgersi di che ragazza
speciale tu sia, e faccio fatica, ma ne sono
felice, a credere che per te sia la prima volta
che provi un sentimento cos profondo verso
un uomo.
Invece proprio cos, non
ho avuto nessuna cotta adolescenziale pur
essendolo, non ho mai provato quello che
provo per te per nessuno dichiaro tu mi
sei entrato dentro come un fulmine a ciel
sereno e adesso non riesco a fare a meno di

te!
Andrea... mormora
emozionato.
La sua mano, dolce, s
infila sotto al mio mento. I suoi occhi
cercano i miei e mi scatenano un brivido
immenso. E' incredulo, ma felice. Non so
come faccia a dubitare di ci che provo,
evidentemente anche lui deve avere avuto
dei dubbi, soprattutto dopo Tamara.
Posso forse essere
arrabbiata con lui? No!
Non posso quando mi
guarda in quel modo. Cedo e gli sorrido, da
ragazza innamorata quale sono. Lui mi
accarezza dolcemente una guancia. Ha lo
sguardo adorante mentre mi contempla. Si
sporge verso di me e mi sfiora le labbra,

piano, come se avesse paura di vedermi


sparire, incurante delle occhiate che ci
riservano gli altri avventori presenti. Mi
allungo per avvicinarmi di pi, voglio
sentirlo vicino, stringerlo, ma lui si allontana
con un sorriso sulle sue bellissime labbra.
Raccontami qualcosa di
te.
Cosa vuoi sapere mi
dice lui, inclinando la testa di lato.
Com'eri da bambino.
Sorride, felice di
rispondere a una domanda facile.
Come tutti i bambini,
credo. Ero molto vivace, adoravo il mare e
gli aerei, ricordo che al mio undicesimo
compleanno mio padre mi regal una scatola
di modellismo, un caccia americano da

costruire, era un vero gioiello, da allora mi


esplosa la passione per gli aerei, ricordo
che mio padre spesso mi portava con lui alla
base dove lavorava, mi faceva salire sopra
gli aerei fermi negli angar, io correvo subito
nella cabina di pilotaggio e facevo finta di
pilotare quei mostri giganteschi. E fu allora
che presi la decisione di diventare un pilota,
volevo essere il migliore.
E lo sei gli dico con
amore.
Lui prende i bicchieri e li
riempie di vino, poi me ne passa uno. Lo
alza sopra di se, lo avvicina al mio.
A noi due allora, al
nostro futuro insieme, felice e duraturo i
calici si toccano con un leggero tintinnio.
Un altro brivido mi coglie

mentre avvicino il bicchiere alle labbra,


sorseggio il liquido fresco e frizzante
lasciandolo scivolare gi nella gola.
Ti amo Andrea mi
sussurra avvicinando il suo viso al mio.
Mi abbandono al suono
della sua voce, sentirmi sua cos totalmente
mi fa quasi stare male.
Ti amo anch'io Liam
riesco a dire prima che le nostra labbra si
tocchino.
Mmh
Liam sta strofinando il
naso contro il mio collo mentre mi sveglio
lentamente.
Ben svegliata, scricciolo
sussurra e mi mordicchia il lobo
dellorecchio.
Sbatto
le
palpebre

velocemente. La luce brillante del primo


mattino inonda la stanza, e Liam mi
accarezza
dolcemente
il
seno,
provocandomi. Poi mi afferra i fianchi,
mentre disteso dietro di me, e mi stringe
forte.
Mi stiracchio, godendomi
il suo tocco, e sento la sua erezione contro il
mio sedere. Mh lingordigia di Liam
McEvans.
A quanto pare qualcuno
felice di vedermi mormoro mezza
addormentata, contorcendomi in modo
provocante addosso a lui. Oh, quanto lo
voglio. Sento il suo sorriso contro la mia
spalla.
Oh si, molto felice dice
e fa scivolare la mano sul mio ventre

accarezzandomi la pelle con le dita. Mi


spiace di essermi negato ieri, ma eri troppo
stanca amore mi provoca con malizia e
gentilmente mi fa girare, cosicch mi trovo
sdraiata sulla schiena.
E cos bello Dio, lo
sbranerei.
Annuisco stando al suo
gioco, incapace di emettere suono,
guardandolo adorante.
Dormito bene? mi
chiede mentre le sue dita continuano la loro
sensuale tortura. Lui mi sorride. Il suo
abbagliante sorriso perfetto. Mi toglie il
respiro. Sei cos bella amore. Fa cos male
guardarti mormora e mi bacia sulla fronte.
Sorrido e mi strofino
languidamente contro di lui.

Non vorrei mai lasciarti


andare mi dice dolcemente e mi avvolge tra
le braccia.
Mmh Non voglio
andarmene mai. Non lasciarmi andare via
mormoro languida.
I miei fianchi cominciano a ondeggiare al
ritmo della danza che le sue dita hanno
iniziato. Lui mi bacia castamente sulle
labbra e poi scende verso il collo,
mordicchiando
debolmente,
baciando,
succhiando. Gemo.
delicato e la sua
carezza leggera e divina.
Stai bene? sussurra
tenero sulla mia pelle.
Pi che bene rispondo
ansimante.
Le sue dita affusolate

salgono, e lentamente accarezzano i miei


seni. Oh, Andrea mormora adorante contro
la mia gola. Sei cos morbida muove le
dita sui capezzoli facendoli inturgidire e le
sue labbra scivolano lentamente sulla mia
clavicola e poi gi, sul mio seno. Uno alla
volta, tormenta i miei capezzoli con i denti,
ma in modo cos oh cos delicato, ed
essi si induriscono e si allungano in dolce
risposta. Mugolo di piacere.
Mmh fa un ringhio
sommesso e solleva la testa per lanciarmi il
suo sguardo azzurro e ardente.
Dimmi cosa ha disturbato
il tuo sonno.
Ci penso su un attimo Ho
sognato mia nonna confesso.
Davvero? aggrotta la

fronte guardandomi dolcemente.


Raccontami di lei, so che
ti manca.
Si, tanto. La sogno
spesso, ultimamente un po meno confesso.
Oh, e cosa ti dice! La
curiosit riflessa nei suoi occhi.
Tante cose.
Qualcosa in particolare?
continua, muovendo le sue mani su di me.
Una volta mi ha detto che
avrei incontrato un angelo con le ali nere, gli
occhi azzurri e i capelli biondi mormoro
impacciata.
Lui mi guarda stranito,
spalanca la bocca e scoppia a ridere.
Io ne approfitto. Gli bacio
il collo. Gli accarezzo il petto, i muscoli

massicci del suo addome, e poi pi gi.


Ride e mi afferra la mano. Oh, piccola
streghetta. Sei sempre cos ingorda di me.
Faccio il broncio, e lui
sospira. Andrea, Andrea. Che cosa devo
fare con te? mi bacia sui capelli.
Vuoi che te lo dica io?
mi dimeno accanto a lui toccandolo tra
le gambe. Lui sorride con gli occhi lucidi.
Liam mormoro accarezzandogli una
guancia. Lui si fa serio mentre affonda lo
sguardo nei miei occhi.
Ti voglio cos tanto
Andrea. Ti desidero pi di quanto tu possa
immaginare. Sono ossessionato da te, respiro
te in ogni momento. Non riesco a tenere le
mani lontano da te. Sono un uomo egoista. Ti
ho desiderata fin da quando ti ho vista la

prima volta. Sei intelligente, gentile, onesta,


entusiasta, forte, arguta, generosa, spiritosa,
incantevolmente innocente. E estremamente
bella. Erotica allennesima potenza.
Lelenco infinito. Quello che provo per te
cos profondo e radicato in me che faccio
fatica a capire fin dove arriva. A volte mi fa
paura. So solo che non voglio perderti. Ti
voglio, e il pensiero che un altro possa
averti come una lama affilata che mi
strazia il cuore.
Rimango a bocca aperta.
Porca miseria. La mia vocina interiore
esprime una certa soddisfazione. Se questa
non una dichiarazione damore, non so
cosa sia. Ed la pi bella che abbia mai
avuto. E riuscito a spiazzarmi lasciandomi
senza parole. Lo stringo in un abbraccio e

appoggio la testa sul suo petto.


***
La serata stata magnifica.
Ora siamo al Baloon, un bellissimo locale
alla moda, dove tutto il Jet-set del bel mondo
si ritrova. Mi sto divertendo. Lambiente
cos bello, la musica di sottofondo riempie
laria con le sue dolci note. Liam si
allontana per prendermi da bere, io mi
aggiro per il locale osservando la marea di
gente che lo affolla, dirigendomi verso i
bagni. Quando i miei occhi fissano un punto
preciso. Una donna. Una figura vagamente
familiare ma che non riesco a inquadrare,
avvicina Liam, lo tocca posando una mano
sul suo braccio, e subito vengo travolta da
una punta di gelosia, vedo Liam scacciarlo
via infastidito allontanandosi da lei. Lei si

gira, mi vede e, con un sogghigno si dirige


verso di me.
Ora la riconosco. E
Katrin. La bionda che ho conosciuto al
locale di Ned.
Vorrei farti le mie pi
sentite congratulazioni per aver accalappiato
luomo pi bello e ricco del pianeta, ma
credo che sarebbero fuori luogo mi dice
Katrin, I suoi occhi azzurri, penetranti e
freddi fissano i miei, pieni dodio.
Ma che accidenti vuole
questa. Sempre tra i piedi. La odio a
prescindere.
Non ho bisogno delle tue
congratulazioni, n le desidero, Katrin
vero? Proprio non demordi.
Lei inarca un sopracciglio

scettica. Non pensavo che saresti stata una


degna avversaria, Andrea. Ma mi sorprendi
ogni volta.
Avversaria? Sei patetica,
tu non hai mai rappresentato niente per lui,
non mi interessa quello che pensi, stai
lontana da me la mia voce gelida. Ora,
se vuoi scusarmi, ho di meglio da fare che
perdere il mio tempo con una come te.
Non cos in fretta,
ragazzina sibila lei, appoggiandosi alla
porta
dei bagni e bloccandomi. Che
diavolo pensi di fare accettando di sposare
Liam? Se pensi anche solo per un minuto di
poterlo rendere felice, allora sei proprio un
idiota.
Quello che faccio con
Liam non affare tuo le sorrido con

sarcastica dolcezza. Lei mi ignora.


Lui ha dei bisogni
Bisogni che tu non puoi neanche iniziare a
soddisfare, piccola insignificante ragazzina,
lui ha bisogno di una donna, una donna come
me, che sa come farlo felice, chiedigli cosa
abbiamo fatto quando sei andata a Parigi
gongola.
Ti sbagli, lo soddisfo alla
grande, ed inutile che semini zizzania, tu
per lui sei merce avariata sbotto io.
Lindignazione brucia dentro di lei quando
mi fulmina con lo sguardo, mentre
ladrenalina mi invade il corpo. Il tarlo della
gelosia mi fa rodere il fegato. Come osa
questa stronza venire a fare la predica a
me? Sei malata, frustrata e molestatrice di
uomini altrui, se fosse per me, ti prenderei a

calci nel culo. Ora, togliti di mezzo. Oppure


devo pensarci io?
Piccola stronza arrogante.
Stai commettendo un grosso errore punta il
suo indice laccato di rosso davanti a me.
Come osi parlarmi in questo modo? Non
sei nessuno, e non hai idea di quello in cui ti
stai cacciando. E se pensi che lui possa
essere felice con una piccola e scialba
puttanella come te
Adesso basta! La mia
pazienza ha raggiunto il limite. Gli mollo un
pugno sul naso facendolo sanguinare e
urlare, mentre la voce di Liam mi riscuote
dalla rabbia cocente che provo.
Katrin! sibila Liam
che cazzo stai facendo?
E tu? Sei caduto cos in

basso da metterti con questa puttanella?


Una miserabile cameriera
gli dice
maligna, toccandosi il naso dolorante. Non
lho picchiata troppo forte evidentemente.
Liam la fulmina con uno sguardo facendola
ammutolire. Perch lei. Che cosha lei che
io non ho.
Non mi sei mai piaciuta
Katrin, mai! Mi fai schifo, lidea di farmi
toccare da te mi da il voltastomaco. Ti
chiaro il concetto ora? Stai lontano da lei
oppure dimenticher che tu sei una donna
lammonisce.
Non ho mai sentito Liam
trattare cos una donna. Mi ha lasciata senza
parole. Katrin impietrita, spalanca gli
occhi senza riuscire a dire una parola.
Dice che te la sei

scopata insinuo, in preda alla gelosia.


Non ascoltarla, ti fa male
la mano? chiede, premuroso.
Nego con un cenno della
testa. Lui mi prende per un gomito e mi
trascina via senza guardarsi indietro. Katrin
fa per dire qualcosa ma lui le lancia un
occhiata truce e significativa zittendola
allistante. Spero di essermi liberata
definitivamente di lei.
***
Siamo a casa, in tutto il
tragitto nessuno dei due ha aperto bocca fino
a quando la porta di casa non si chiusa alle
nostra spalle. Il nervosismo alle stelle.
Oh Andrea, perch devi
essere sempre cos insicura si lamenta.
Ah, adesso colpa mia!

Ti stava troppo addosso,


lo sai che non la sopporto, come si permette
quella stronza di dirmi con chi stare, e tu
non hai fatto niente per allontanarla da te
sibilo a mia volta.
Oh dai, andiamo. Cosa
avrei dovuto fare? Picchiarla? Non mi si
buttata addosso. Ti fidi cos poco di me?
mi blandisce.
A certo. Mancava solo
quello. Te la sei scopata dimmi la verit
sbotto nervosa ripetendo la domanda.
Cristo! Andrea. Hai cos
poca fiducia in me? Perch dobbiamo
litigare per qualcosa che non esiste? Per una
che non conta niente? Ti ho gi detto che non
lho toccata, e smettila di dire parolacce
ribatte stanco.

Le parolacce le dico
come e quando mi pare borbotto infastidita.
Lui chiude gli occhi un attimo, come se si
stesse sforzando di non perdere le staffe. Io
deglutisco e lo guardo ansiosa.
Ti prego amore, non
litighiamo per cose che non esistono. Sono
nello studio, devo lavorare, ho dei problemi
con il motore di un Black Hawk, vai a letto
amore, ti raggiungo appena ho finito mi
dice con calma.
Dopodich esce dalla
stanza.
Tutta colpa di quella
stronza e della mia gelosia.
Espiro. Non mi ero accorta
di trattenere il fiato. Mi sdraio sul letto, e
fisso il soffitto. Che palle, odio queste
situazioni. E odio quella stronza di Katrin,

che accidenti ci vuole a capire che non ben


accetta? E poi Black Hawk? E che
accidenti ? Sbuffo disorientata dai suoi
cambiamenti dumore. E cambiato, negli
ultimi due anni in cui siamo stati lontani
cambiato davvero tanto. Il ragazzo allegro e
spensierato non c pi, al suo posto ora c
un uomo fatto e finito, con le sue paure e
insicurezze, scorbutico a nevrotico. Maniaco
del controllo e possessivo. estenuante. Ma
lo amo davvero tanto anche nella versione
frustrante. Evidentemente stanco anche lui
di Katrin che continua a ronzargli intorno. E
ha ragione. Devo andare avanti. Lasciar
perdere. Spero che lei adesso la smetta di
insistere con Liam. Altrimenti la prossima
volta non mi limiter a dargli un pugno.
Giuro che la strangolo.

Scendo dal letto e mi


avvicino alla finestra. Faccio scattare la
serratura della portafinestra del terrazzo, la
apro, esco e passeggio fino alla balaustra di
vetro. La sua trasparenza mi inquieta. Laria
afosa e calda, e io sono cos in alto.
Guardo verso le scintillanti luci di Los
Angeles. Nonostante il buio riesco a
intravedere i contorni delle colline
circostanti, la scritta Hollywood talmente
luminosa che mi sembra di poterla toccare
con un dito. Mi sembra di essere su un altro
pianeta. Ha appena detto che mi ama,
quandecco che saltano fuori tutte queste
stronzate per colpa di quella donna
terribile. Alzo gli occhi al cielo. E tutto
cos complicato. La gelosia complicata, ci
fa dimenticare le cose che contano, come la

fiducia. Con un sospiro pesante e unultima


occhiata alla citt, distesa come un abito
doro lucente ai miei piedi, decido di
chiamare i miei. Mi risponde mio padre.
Non gli parlo da tempo. La conversazione
non breve, come sempre, e mi d modo di
accertare che lui sta bene e che sto
interrompendo i preparativi per un viaggio
di lavoro. Mi parla di Alex che mi ha
cercata, di Nicole che vuole che la chiami, e
di tanto altro ancora.
Spero che vada tutto bene
con Liam mi dice lui con noncuranza, e so
che sta cercando di ottenere delle
informazioni ma non vuole farmi domande.
S, alla grande pi o
meno. E sto per sposarlo. Ma questo non lo
dico. Anche se non abbiamo ancora fatto un

programma.
Ti voglio bene, pap.
Ti voglio bene anchio,
piccola
sospiro per non aver potuto
parlare con mia madre ma era a una riunione
di lavoro, la chiamer a giorni.
Chiudo la comunicazione e guardo
lorologio. Sono solo le dieci di sera. A
causa della nostra discussione, mi sento
stranamente carica e sveglia.
Mi faccio una rapida
doccia e torno in camera, dove decido di
indossare una delle camicie da notte che ho
comprato con Sara. Liam si lamenta sempre
che non compro mai niente. Ce ne sono
diverse. Scelgo quella avorio e me la infilo.
La stoffa mi scivola sulla pelle,
piacevolmente aderente, e mi avvolge tutto il

corpo. Ha unaria sontuosa: il raso pi fine e


sottile. Wow! Nello specchio sembro una
fotomodella. Alta, elegante molto diversa
da me. Mi metto anche la vestaglia abbinata
e decido di andare a scegliere un libro nello
studio. Potrei andare da Liam e vedere di
fare pace ma.. meglio di no. Lo lascer in
pace. Forse ritrover il suo buonumore una
volta che avr finito di lavorare.
Ci sono cos tanti libri
nella biblioteca. La maggior parte su aerei
militari. Strategie militari e armi. Ma anche
letteratura e storia. Per scorrere tutti i titoli
ci vorrebbe una vita. Non so cosa scegliere.
Mi decido per un libro di storia sugli aerei,
dal 1912 al 1945. Vediamo se interessante.
Mi rannicchio in una delle poltrone
imbottite, e leggo la prima riga. Mi sveglio

di soprassalto quando Liam mi solleva tra le


braccia.
Amore mormora ti sei
addormentata. Ti verr mal di schiena stando
qui.
Strofina il naso tra i miei
capelli. Assonnata, gli metto le braccia al
collo e respiro il suo profumo. Oh, ha un
odore cos buono. Lui mi riporta in camera.
Mi distende sul letto e mi copre.
Dormi, amore sussurra e
mi preme le labbra sulla fronte.
Mi sveglio allimprovviso per un brutto
sogno e rimango disorientata per qualche
istante. Controllo ansiosamente laltra met
del letto, ma non c nessuno. Dal salone mi
giungono le note smorzate di una nota
canzone di Aretha Franklin.

Che ore sono? Guardo la


sveglia. Le due del mattino.
Liam non venuto a letto.
Strano, non da lui. Raramente mi lascia
dormire sola. Mi libero le gambe dalle
lenzuola e scendo dal letto.
Scendo le scale. Nello
studio rimango in piedi nellombra, ad
ascoltare. Liam concentrato al computer.
Sembra al sicuro dentro la sua bolla di luce.
E la melodia che sta ascoltando ha una
musicalit cadenzata, che in parte mi suona
familiare. bella. Ha dei gusti raffinati
anche in fatto di musica. Perch questo mi
sorprende sempre? Lui continua a lavorare
senza intoppi, mentre mi avvicino. I suoi
occhi mi seguono, assorbono la mia
immagine, ardono, illuminandosi ancora di

pi. Quando lo raggiungo, si ferma. Mi


osserva rapito da ci che vede.
Andrea sei talmente
bella fa male agli occhi guardarti mi dice
ammirandomi.
Oh! Vieni a letto
sussurro, e i suoi occhi bruciano mentre mi
porge la mano. Quando la prendo, lui
inaspettatamente mi attira a se, tanto che gli
cado sulle ginocchia. Mi avvolge tra le
braccia e si strofina contro il mio collo,
dietro lorecchio, facendomi provare un
brivido.
Perch litighiamo? dice,
mentre mi mordicchia il lobo.
Il mio cuore manca un
battito, poi riprende a pulsare, diffondendo
calore in tutto il corpo.

Perch ho paura, perch


odio quando unaltra donna ti tocca, e tu sei
testardo, irascibile, lunatico e difficile
mormoro senza fiato, inclinando il capo per
dargli miglior accesso alla mia gola. Lui mi
accarezza il collo con il naso, e lo sento
sorridere.
Non devi, non c nulla
che devi temere, io sono tuo. Lo so che a
volte mi comporto da cavernicolo. C da
chiedersi come tu riesca a sopportarmi mi
pizzica il lobo e io gemo. Sono cambiato
cos tanto? sospira.
Abbastanza, sono
cambiata anchio, ma ti amo tanto.
Si, sei pi donna, pi
sensuale. Anchio ti amo. Da impazzire tira
la cintura della mia vestaglia, che si apre, e

la sua mano mi accarezza scendendo lungo il


corpo, sul seno. I miei capezzoli si
induriscono sotto il suo tocco leggero, si
tendono contro il raso. Lui prosegue, fino
alla vita, fino ai fianchi.
Sei cos bella sotto
questo tessuto, adoro vederti addosso della
seta mi accarezza piano la pancia
attraverso la stoffa, facendomi trasalire,
mentre con laltra mano mi stringe
delicatamente i capelli sotto la nuca.
Tirandomi indietro la testa, mi bacia e la sua
lingua insistente, incessante, bisognosa.
Gemo e accarezzo il suo bellissimo volto. La
sua mano mi solleva lentamente la camicia
da notte, senza fretta, stuzzicante finch non
mi scopre il sedere e inizia ad accarezzarmi
linterno delle cosce con il pollice.

Allimprovviso
si
alza,
facendomi
sussultare, e mi solleva sulla scrivania. I
miei piedi appoggiano sui cassetti sotto di
essa, e le sue mani mi percorrono le gambe
e mi aprono le ginocchia. Afferra le mie
mani.
Voglio fare lamore qui
Andrea sussurra, sorreggendomi mentre mi
adagio allindietro sulla scrivania. Il piano
duro e rigido sotto la mia schiena. Mi lascia
andare e mi fa aprire ancora di pi le gambe.
Oddio. Si.
Gemo forte mentre mi
bacia linterno delle ginocchia. Il raso
morbido della camicia da notte si solleva
ancora di pi, scivolando sulla mia pelle
sensibile, mentre lui spinge in su il tessuto.
Fletto i piedi, e qualcosa cade gi dalla

scrivania. Chiudo gli occhi, mi arrendo a lui


e la sua bocca raggiunge lapice delle mie
cosce.
Mi bacia l. Sul mio
sesso. Poi soffia delicatamente, prima di
accarezzarmi il punto sensibile con la lingua,
muovendola in cerchio. Mi spinge a
spalancare ancora di pi le gambe. Mi sento
cos vulnerabile, cos esposta. Mi tiene
ferma, le mani appena sopra alle mie
ginocchia, mentre la sua lingua mi tortura,
non mi d requie n sollievo n tregua. E
io mi consumo, sollevando i fianchi,
andandogli incontro, unendomi al suo ritmo.
Oh, Liam, per favore
gemo.
Oh, no, scricciolo, non
ancora mi stuzzica lui, e io mi sento sempre

pi eccitata mentre lo fa, ma lui si ferma.


No piagnucolo.
Questa la mia vendetta,
mia piccola ribelle mormora dolcemente.
Devi avere fiducia in me scricciolo. Non
potrei mai tradirti, men che meno con
Katrin mi lascia una scia di baci sulla
pancia, le sue mani che mi percorrono le
cosce, accarezzando, premendo, stuzzicando.
La sua lingua disegna cerchi intorno al mio
ombelico, mentre la sua mano e le sue
dita raggiungono la sommit delle mie
cosce.
Ah! grido mentre lui ne
spinge uno dentro di me. Laltro continua a
tormentarmi, con lentezza, straziandomi,
disegnando cerchi, ripetutamente. La mia
schiena si inarca, staccandosi dalla

scrivania, mentre mi contorco sotto le sue


carezze. quasi insopportabile.
Liam! grido, a un ritmo
vertiginoso, fuori controllo per il desiderio.
Lui sorride malizioso e
smette. Solleva i miei piedi dai cassetti e mi
spinge in avanti; slitto senza sforzo sul
piano, scivolando sul raso, e lui mi segue,
chinandosi solo un attimo per guardarmi con
amore. Mi domina dallalto e io ansimo,
mentre lo guardo desiderandolo in modo
quasi rabbioso, e mi rendo conto che
nudo. Quando si tolto i vestiti?
Mi guarda, e c una
richiesta nei suoi occhi, una richiesta
damore e di passione. Di desiderio
sfrenato. Toglie il fiato.
Sei mia sussurra

eccitato.
Tua mormoro
incapace di dire altro.
Ti desidero cos tanto
mi
dice
e
molto
lentamente,
meravigliosamente, affonda dentro di me.
***
Sono spalmata sopra di lui,
i capelli arruffati ricadono sul suo magnifico
torace, il corpo pesante e languido, sulla
sommit della scrivania in radica libera da
ogni oggetto, che ora si trovano sparpagliati
sul pavimento. Oddio. Metto le mani sul suo
torace accarezzandogli i muscoli possenti, ci
appoggio la guancia e rimango immobile.
Liam sospira e io ascolto il suo respiro
mentre si placa come il mio. Mi accarezza i
capelli delicatamente. La sua mano si muove

ritmicamente su e gi per la mia schiena,


accarezzandomi con tenerezza mentre mi
stringe con possesso.
Nonostante il tempo che
stiamo insieme sappiamo davvero poco
luna dellaltro mormoro.
Lo so e mi dispiace, due
anni di lontananza lasciano il segno dice
lui, e la sua voce triste. Mi siedo e lo
guardo.
Che cosa c? gli
chiedo. Lui scuote la testa, come se volesse
liberarsi di qualche pensiero spiacevole, e
sollevando la mano mi accarezza la guancia,
gli occhi luminosi e sinceri.
Ti amo, Andrea dice.
Ti amo da impazzire e mi dispiace per
quello che successo con Katrin, ti

prometto che non accadr pi. Non voglio


perderti.
Daccordo rispondo
accarezzandogli dolcemente i capelli
Voglio darti tutto amore,
voglio comprarti una casa al mare, so quanto
ami il mare, e una macchina, e vestiti,
gioielli, voglio
Sshh, troppo tutto insieme
guasta. Davvero vuoi comprare casa al
mare? chiedo meravigliata.
Si, per te sussurra
baciandomi dolcemente.
Per noi mormoro sulla
sua bocca.
***
La sveglia si accende con
le note del Rond Veneziano, e vengo

brutalmente strappata al mio inquietante


sogno su una donna troppo bionda e
appiccicosa che strappa i vestiti al mio
uomo. Il che giustifica la voglia che ho di
strozzare quella stronza di Katrin, ma vengo
subito distratta perch Liam avvolto
intorno a me come un viticcio, i miei capelli
in disordine sul suo petto, la sua mano sul
mio sedere e la sua gamba su di me, che mi
tiene ferma. Sta ancora dormendo, e io ho
caldo. Ma ignoro il disagio, e provo a far
scorrere dolcemente le dita tra i suoi capelli,
mentre si sveglia. Solleva i luminosi occhi
azzurri e mi sorride assonnato.
Oh, cos bello.
Buongiorno amore
sussurra guardandomi con amore.
Ciao gli sorrido di

rimando. Lui mi bacia, annusa il mio collo


per poi lasciarci un tenero bacio, si districa
da me, e si solleva sul gomito, guardandomi.
Dormito bene? chiede.
S, nonostante
linterruzione del mio sonno stanotte
sussurro languida.
Il suo sorriso si allarga.
Mhdovresti farlo spesso, amo sapere che
mi desideri mi dice dolcemente e mi bacia
di nuovo.
Non smetter mai di
farlo. E tu? Hai dormito bene?
Dormo sempre bene
quando ti ho tra le mie braccia, Andrea.
Niente pi incubi?
No.
Bene mi accoccolo tra

le sue braccia.
Domani ho un incontro
importante alla base, dovr alzarmi presto,
tu dormi tranquilla amore, mi spiace di non
poter fare colazione insieme a te mi dice
con un sospiro.
Oh! In cosa consiste?
chiedo curiosa.
Devo scortare un famoso
Senatore. Ci eravamo gi conosciuti in
passato. Il giorno chi ci siamo rivisti
alluniversit, ricordi?
Oh, capisco, per che
cosa?
Ricordi il Black Hawk?
E un elicottero speciale, il Generale Tower
mi ha chiesto come favore personale, di
testarlo e di portare un pezzo grosso del

governo in un luogo segreto, di cui non posso


dirti la destinazione, ci vorr tutto il giorno e
mi spiace di non essere qui con te confessa
dispiaciuto.
Anche a me sospiro a
mia volta accarezzandogli i capelli.
***
Profumo, l'aria profuma di
fiori, di erba appena tagliata, il ricordo del
sole sulla pelle risveglia in me ricordi felici,
grida garrule di rondini riempiono l'aria di
un cortile, fiori in ogni angolo, in ogni vaso e
cespuglio, bisbigli, risate e grida di bambini
che corrono felici, giocano, voci di adulti,
persone che forse ho conosciuto ma che ora
si mescolano ad altri ricordi che si
confondono nella mia mente. E una donna,
una piccola donna anziana che traffica in un

aiuola, osservo meglio quello che sta


facendo, sta piantando dei fiori, dei piccoli
tagete di vari colori, cespugli di erica rosa e
viola, sono bellissimi. La donna anziana
parla, mi sta dicendo qualcosa ma io non
riesco a capire cosa dice, si gira verso di me
e sorride, riconosco nel volto di lei quello di
mia nonna, mi sta dicendo qualcosa e indica
lingresso del cortile. Mi giro, incuriosita, e
poi lo vedo.
Lui, il suo sorriso, il suo
sguardo, la sua voce. E' bello, sembra un
angelo caduto in terra, un vero sacrilegio.
Apro gli occhi. mattina. Mi volto verso di
lui: gi in piedi, vestito, raggiante,
meraviglioso.
Che ore sono? mi
stiracchio come un gattino mugolando di

piacere. Dimentica per un attimo del sogno


appena fatto.
Buongiorno amore. Sono
le nove. Ho quellappuntamento di lavoro
mi ruba un bacio mozzafiato.
Hai un buon profumo mormoro,
mordendogli
il
labbro
inferiore,
stiracchiandomi i muscoli piacevolmente
indolenziti dopo la notte di passione. Gli
circondo il collo con le braccia.
Lui geme prendendo il mio viso tra le mani.
Non andare pigolo.
Lui piega la testa di lato e
solleva un sopracciglio. Questa
corruzione lo sai?
Io annuisco, ancora mezza addormentata, e
lui mi fa il suo bellissimo sorriso indolente.
Vorrei tanto accontentarti,

amore credimi, non sai quanto mi pesa


lasciarti sola, purtroppo devo andare. C un
sacco di gente importante che mi sta
aspettando, agenti del Governo, oltre al
Generale Tower mi da un bacio e si alza.
Indossa pantaloni mimetici con tasche ai lati
delle gambe, anfibi militari ai piedi e una
maglietta nera mezza manica,
davvero
attillata, mette in risalto i suoi enormi
muscoli, facendolo sembrare ancora pi
grande e massiccio, Wow, davvero sexy.
In una mano tiene un giubbotto nero di pelle.
Accidenti! Perch deve
essere cos bello e sexy! Ho voglia di
mangiarlo.
Ciao amore, devo
scappare, odio doverlo fare ma ci
vediamo presto dice baciandomi ancora, mi

stringe a se inalando il mio odore, si stacca


con difficolt affondando i suoi meravigliosi
occhi azzurri nei miei, poi mi bacia ancora
e se ne va.
***
E la luce violenta del sole
a svegliarmi. Guardo la sveglia, e noto che
sono gi le undici e mezza. Non devo averla
sentita suonare. Bene, ora di alzarsi.
Dopo essermi fatta una
doccia veloce chiamo Sara per vederci e
poi penso a cosa mettermi. Nella cabina
armadio prendo e indosso un paio di jeans
grigio antracite e una camicetta bianca.
Lungo la strada verso casa di Sara decido di
mandare un messaggio a Liam, mi mancato
da morire questa mattina e il fatto di non
aver fatto colazione insieme mi rattrista.

Prendo dalla borsa l Iphone che Liam mi ha


regalato e digito il testo del messaggio.
Ciao amore, mi sei
mancato questa mattina, spero che il
collaudo stia andando bene e che tu torni
presto da me. Ti amo, Andrea.
Lui mi risponde subito,
confermandomi che gli manco anchio, mi
ritrovo a sorridere come un bambino, felice
di saperlo sano e salvo. Non riesco a non
pensare alle parole dette, con amore.
Metter il mondo ai tuoi
piedi, Andrea. Ti desidero, corpo e anima,
per sempre.

Lui luomo dei miei


sogni. lamore che vorrei.
Ricordo quando mi sono
seduta da Starbucks soppesando i pro e i
contro delluomo che amo. Tutti i contro, la
differenza det, la posizione sociale, la
lontananza di luogo, diventano insignificanti
adesso. C solo lui.
E tutto il giorno che cerco di mettermi in
contatto con Liam ma non ci riesco, il
cellulare
mi
comunica
quellodioso
messaggio registrato su disco, ormai lo so a
memoria. Lui doveva rientrare nel tardo
pomeriggio ma non stato cos. Il pensiero
di una disgrazia non vuole andarsene dalla
mia testa, e l, fermo, presente come la
morte.
Il mio telefono suona

inaspettatamente e il cuore mi balza in gola.


Liam! Invece no, Sara.
Andrea!
Sara, che succede?.
Niente, volevo sapere se
Liam ha chiamato.
No sospiro frustrata.
Vuoi che vengo da te?
No, tranquilla, sar
sicuramente preso, mi chiamer.
Stai bene, Andrea?
S, benissimo.
No, non sto bene ma non
posso dirle come mi sento, che ho paura.
Ok, allora a domani
sospiro e lei chiude la comunicazione.
Dopo un po il cellulare
suona ancora, sempre Sara.

stare bene?
preoccupata.

Andrea, sei sicura di


mi chiede gentile e

S sorrido, anche se
sarei pi felice se sapessi dov Liam.
Mmh non ne sono
sicura, senti che ne dici se usciamo a bere
qualcosa?.
Non saprei Sara, se poi
Liam rientra e non mi trova?
Puoi sempre richiamarlo
pi tardi, mi secca saperti sola e triste.
No, preferisco aspettarlo
a casa.
Ok, come vuoi, se cambi
idea? lascia la frase a met.
Tranquilla, ti chiamo.
E se venissi da te? Ci

facciamo una birra che dici chiede poi.


Certo.
Sara arriva quasi subito. In cucina ci
sediamo, lei si protende sul tavolo
afferrando la bottiglia di birra. Allora
Liam ti ha chiesto di sposarlo.
Gi. mi stringo nelle
spalle.
Fortunata ragazza. Sono
cos felice per te Sara si ferma
allimprovviso e guarda il telefono.
Ciao, piccolo risponde.
Piccolo? Chiama Dylan piccolo? Pazza.
La sua espressione si rabbuia e mi guarda.
Certo dice e si volta verso di me.
Dylan vuole parlare con te.
Andrea. Il tono di Dylan
asciutto e serio. Mi sento soffocare dal

senso di paura che provo.


Cos successo?
Si tratta di Liam.
Abbiamo avuto un guasto e lelicottero
precipitato.
Cosa? Che cosa
significa?
Tranquilla tutto a posto,
Liam sta bene. E anche tuo fratello. Ora sono
in infermeria per un controllo.
E vivo? sussurro,
mentre mi sento mancare laria.
Si!
Non riesco a respirare.
Fisso la faccia stralunata
di Sara. E nonostante laria tiepida che
circola nella stanza, ho freddo. Ho freddo
nelle ossa. E tarda sera quando rientra, e

non sono mai stata cos felice di vederlo. Mi


mancato da morire, non sentirlo mi ha
messo in uno stato di agitazione pazzesco. La
mancanza di comunicazione mi ha gettata in
uno stato di prostrazione tale da farmi star
male. Lo osservo e noto la sua espressione,
sbalordita, preoccupata e sollevata allo
stesso tempo. Lascia cadere il giubbotto sul
pavimento. Solo ora capisco cosa deve aver
provato.
Liam, sei qui mormoro
preoccupata.
Lui avanza verso di me, gli
occhi azzurri brillanti, anche se affaticati e
ancora disorientati. Trovo in qualche modo
la forza di alzarmi dal divano, vacillando, e
di rifugiarmi tra le sue braccia aperte.
Liam! Non ti ho sentito

tutto il giorno, ero preoccupata, Dylan mi ha


detto singhiozzo. Lasciando libere le
lacrime.
Dio Amore dice lui e
mi tiene stretta, nascondendo il volto nei
miei capelli e inspirando a fondo. Alzo il
viso bagnato dalle lacrime verso il suo, e lui
mi bacia, disperato.
Ciao scricciolo
mormora stringendomi dolcemente.
Ciao sussurro di
rimando, il nodo in fondo alla mia gola
brucia.
Mi dispiace, scusami.
Non volevo farti preoccupare. Ora sono qui,
tranquilla ok?
Si. Tu stai bene?
Lui sorride. Si, adesso sto

bene e con una carezza gentile, mi asciuga


le lacrime che si rifiutano di fermarsi.
Che cosa successo?
Dylan mi ha detto che siete precipitati mio
fratello dico con voce strozzata.
Mi dispiace averti fatta
preoccupare. Perdonami Sono qui. Sono
qui tuo fratello sta bene, non era con me
mormora e mi
bacia dolcemente
stringendomi a se.
Stai bene? gli chiedo,
lasciandolo andare. Poi gli tocco il petto, le
braccia, i fianchi, per accertarmi che sia
davvero qui, di fronte a me. tornato. Lui mi
guarda con amore.
Sto bene. Non vado da
nessuna parte sussurra.
Oh, grazie a Dio lo

stringo intorno alla vita e lui mi attira a s.


Hai fame? Vuoi qualcosa da bere? chiedo
tra le lacrime.
S.
Faccio per scostarmi e
andargli a prendere qualcosa, ma lui non mi
lascia andare. Mi mette un braccio intorno
alle spalle stringendomi a se.
Posso aspettare, ora ho
bisogno di sentirti attorno a me mi dice
dolcemente.
Che cosa successo?
chiedo apprensiva abbracciandolo.
Siamo stati attaccati da un
gruppo di ribelli, ci hanno sparato addosso
colpendo le pale dellelicottero, e sono
precipitato in pieno deserto. Fortunatamente
non ero solo, ero seguito da una squadra

della Swat, siamo riusciti a bloccarli e


renderli inoffensivi, portando il senatore in
salvo a destinazione.
Oddio sussulto ma
non avevi la radio? chiedo perplessa.
Liam scuote la testa.
Nellimpatto andata distrutta. Il cellulare
non prendeva. Siamo stati costretti ad
attendere i soccorsi, sotto un sole micidiale,
senzacqua ne cibo, dove siamo atterrati era
pieno di rocce, impossibile farci atterrare un
elicottero. Siamo stati costretti a spostarci in
una zona pi idonea per ricevere i soccorsi.
Ci sono volute sei ore per arrivare alla base.
Per fortuna eravamo equipaggiati per ogni
evenienza, non ci siamo fatti male la sua
bocca
si piega in una smorfia di
disapprovazione.

Porca miseria. Mi irrigidisco e Liam mi fa


sedere sulle sue ginocchia stringendomi un
abbraccio possessivo.
Inizio a rilassarmi, appoggiando la testa sul
petto di Liam. Sa di aria aperta, con un vago
sentore di sudore, terra e sole bruciato. E di
Liam il profumo che amo di pi al mondo.
Le lacrime iniziano a scendermi sul viso di
nuovo, lacrime di gratitudine.
Amore sussurra. Mi
mette le dita sotto il mento e mi fa sollevare
la testa. Non voglio vederti piangere. Sto
bene, davvero mi rassicura stringendomi a
se.
Mi asciugo le lacrime con
il dorso della mano, in modo poco raffinato.
E tu smettila di scomparire.
Tiro su con il naso.

Sono stata cos in


pensiero, avevo paura che non saresti
tornato sussurro. Ecco, lho detto. Tutte le
mie peggiori paure in ununica breve frase,
di cui ora mi sono liberata.
Mi dispiace amore, non
avrei mai voluto che succedesse, odio
vederti soffrire. Sapessi come sono stato
male allidea di non poterti avvisare
confessa.
Liam ansimo, e
ricomincio a piangere.
Ssh. Ora sono qui e non
vado da nessuna parte. Ho bisogno di
lavarmi scricciolo. Ho la sabbia infilata in
ogni poro. Vieni a fare la doccia con me?
mormora lui.
Si! lo guardo. Non

voglio lasciarlo andare. Lui mi solleva il


mento con le dita.
Sai, soffro vederti
piangere, ma anche cos sei bellissima,
Andrea si china su di me e mi bacia, con
amore.
Oddio e io mi lascio
andare, sciogliendomi.
Voglio sposarti presto
Liam, voglio che tu sia totalmente mio Il
mio appena un sussurro.
Lui mi guarda meravigliato
trattenendo il respiro. Mi sposerai?
sussurra incredulo.
Io annuisco nervosamente, arrossendo, in
ansia e senza riuscire del tutto a capacitarmi
della sua reazione. La reazione di
questuomo che soltanto mio. Come pu

non capire quanto lo amo?


Dillo sussurra
dolcemente, il suo sguardo intenso e ardente.
S, ti sposer.
Lui fa un profondo respiro
e allimprovviso mi solleva e mi fa
volteggiare per la stanza in un modo che si
addice davvero a lui. Ride, giovane e felice,
pieno di gioia e felicit. Mi aggrappo alle
sue braccia possenti per tenermi, sentendo i
suoi muscoli guizzare sotto le mie dita, e la
sua risata contagiosa mi travolge: una
sciocca, frastornata ragazza follemente
innamorata del suo uomo. Mi rimette gi e
mi bacia. Appassionatamente. Le sue mani
sono sul mio volto, la sua lingua insistente,
persuasiva eccitante.
Oh, Andrea mormora

contro le mie labbra, e il suo un entusiasmo


che mi lascia senza fiato. Mi ama, non c
dubbio, e io assaporo il gusto di questuomo
adorabile, che pensavo di non poter rivedere
mai pi. La sua gioia evidente gli occhi
che brillano, il sorriso spensierato e il suo
sollievo quasi palpabile.
Tu sei mia, Andrea
sussurra sulla mia bocca.
Tua.
Lui sorride felice e si
sposta, facendomi sussultare.
E ora possiamo farlo
sapere a tutti, perch tu mi hai detto di s.
Che mi sposerai la sua voce reverenziale.
Adorante.
Lo amo Lo amo cos
tanto, e allimprovviso sono sopraffatta

dallenormit del mio amore e dalla


profondit dellimpegno che prender con
lui. Passer il resto della mia vita ad amare
questuomo.
stata una settimana
faticosa.
Sorride. vero.
Grazie a Dio sei qui
sussurro, pensando a quello che sarebbe
potuto accadere. Lui si irrigidisce e io mi
pento subito di averglielo ricordato.
Ho avuto paura ammette,
con mia sorpresa.
Davvero?
Lui annuisce, la sua
espressione seria.
Mio Dio. Com
successo?

Stavamo sorvolando
laerea desertica quanto allimprovviso
apparso un velivolo non identificato, ha
cominciato a spararci addosso. Per fortuna
non volavo troppo alto, in qualche modo ce
lho fatta. Poi sono intervenuti quelli della
Swat che ci facevano da scorta e tutto
finito bene.
Merde.
Alzo gli occhi su di lui.
serio, mentre lacqua ci cade addosso.
Quanto eri alto? Lui mi guarda.
Non molto. Ma sono
riuscito ad atterrare prima di schiantarmi
contro le rocce si ferma. Per un attimo, ho
pensato che non sarei tornato pi da te. E
questo pensiero mi stava uccidendo.
Lo abbraccio forte. Non

posso immaginare la mia vita senza di te,


Liam. Ti amo cos tanto che ho paura.
Anchio. Dice lui dun
fiato. La mia vita sarebbe vuota senza di te,
ti amo da impazzire. Sei tutto per me. Le
sue braccia mi stringono e lui si strofina
contro i miei capelli. Non ti lascer mai
andare via. Neanche se mi uccidono.
Non vorr mai andare
via. E non dovrai morire lo bacio sul collo,
e lui si protende verso di me e mi bacia
dolcemente.
Mi sveglio allimprovviso
per un sogno o un incubo, con il cuore che
batte forte. Mi volto, nel panico, e con mio
grande sollievo vedo Liam profondamente
addormentato accanto a me. Dato che mi
sono spostata, lui si stira nel sonno e si

allunga verso di me, cingendomi con le


braccia e appoggiandomi la testa sulla
spalla, sospirando debolmente. La stanza
inondata di luce. Sono le otto. Liam non
dorme mai fino a questora. Rimango
sdraiata e il mio cuore si calma. Perch
questansia? Sono i postumi della notte
scorsa? Mi giro e lo osservo. E cos bello,
dolce e tenero. qui. Faccio un respiro
profondo, per ricompormi, e studio meglio il
suo dolcissimo viso. Un viso che amo, tutti i
suoi lineamenti sono eternamente scolpiti
nella mia mente. Sembra pi giovane mentre
dorme. Cos vulnerabile e indifeso. Mi alzo
lentamente per non svegliarlo, indosso la
vestaglia allacciandola davanti e scendo
silenziosa le scale per poi andare in cucina e
preparare la colazione. Ho appena messo su

il caff quando sento la sua voce


raggiungermi.
Fai il caff anche per me
per favore? dice lui entrando in cucina.
Accidenti, indossa solo
dei boxer neri aderenti, che gli stanno
cos sexy. I miei occhi si soffermano pi del
dovuto sul suo sedere tonico e muscoloso.
Wow! Che voglia di morderlo. Liam si volta
verso di me e fa un sorrisetto compiaciuto,
mentre io lo fisso. Locchio cade sulla
protuberanza che spunta tra le sue magnifiche
gambe. Avvampo allistante ai pensieri
lascivi che scorrono nella mia mente. Lha
fatto apposta. Stringo gli occhi, cercando
disperatamente di recuperare lequilibrio, e
la sua espressione cambia sottilmente. Sa
che io so cosa sta tramando, e non gli

importa.
Stavo per portarti la
colazione a letto rispondo dandogli le
spalle.
Spavaldo, mi mette un
braccio intorno alla vita, mi solleva il mento
e mi pianta un sonoro bacio sulle labbra
degno di Liam!
Buongiorno, scricciolo
dice mangiandomi con gli occhi. Arrossisco
mentre lui sorride. Adoro quando
arrossisci. Ti stai mordendo il labbro
continua, e mi solleva il mento.
Un brivido mi percorre il
corpo al contatto con le sue dita. Senza
parlare, e mentre ho ancora un po di
coraggio, lo prendo per mano e lo conduco
di nuovo in camera da letto

Andrea mormora. Mi
afferra e mi bacia velocemente con passione,
e io sento un brivido attraversarmi tutta.
Ti voglio ancora Liam,
sempre sussurro senza fiato.
Una miriade di emozioni
gli attraversa il volto, a nessuna delle quali
riesco a dare uninterpretazione. Si fissa su
unespressione ansiosa, eccitante, e io lo
voglio ancora di pi. Osservo il suo
meraviglioso corpo, grande, muscoloso,
massiccio, forte e rassicurante mentre sento
il mio respiro accelerare.
S, amo lingordigia che
hai di me e si avventa su di me come un
lupo affamato.

Due anni dopo ancora

Liam
Non capisco... stai
solamente pranzando come tutte le persone
normali di questo mondo... perch quello ti
scatta fotografie come se tra noi ci fosse
qualcosa di sordido.
Se non me lo avessi fatto
notare, non mi sarei nemmeno accorto della
sua presenza...
confesso, addentando
unaltra patatina.
Lo so... anche perch
ormai ci avrai fatto labitudine e forse
nemmeno li vedi pi.
La sua non una
provocazione, ma una semplice deduzione.
Sinceramente, non vedo
lora che arrivi il giorno in cui potr darti

ragione
Andrea sorride
amaramente e da uno sguardo fuori dalla
vetrina. Siamo seduti dentro al Mac Donald,
a mangiare cibo spazzatura, se questo la
rende felice, chi sono io per negarglielo?
Ma quel gesto mi sembra pi un pretesto per
non guardarmi negli occhi, per impedirmi di
capire che qualcosa la preoccupa.
C dellaltro, vero? Andrea?, Cos' che ti
preoccupa.
Si volta lentamente,
mantenendo per lo sguardo basso. Avvicina
la sua mano alla mia appoggiata al tavola.
Intreccia le nostre dita e le osserva come se
fossero la cosa pi interessante del mondo.
Liam... se qualche
fotografo fastidioso il prezzo che devo

pagare per la felicit che tu stai regalando a


me, lultima cosa che posso permettermi di
fare lamentarmi.
Davvero sei felice? le
domando serio, prendendole la mano e
portandomela alle labbra.
La risposta di Andrea si
manifesta in un tenero bacio, di cui la mia
bocca iniziava davvero a necessitare. Sono
perdutamente innamorato delle sue labbra.
Le amo quando sanno di sale dopo aver
mangiato le patatine fritte. Le amo quando
sono la prima cosa che assaggio quando mi
sveglio e lultima prima di addormentarmi.
Le amo perch non hanno bisogno del
rossetto per essere quasi illegalmente
sensuali. Le amo perch sanno condurmi alla
pazzia. Le amo perch non conosco ragione

al di fuori di esse.
Ah amore! Quasi
dimenticavo... volevo parlarti di una cosa...
Si scosta da me, un po
troppo presto per i miei gusti. Ma immagino
che tutto questo improvviso entusiasmo
abbia una motivazione pi che valida.
Andrea fruga nelle sua
borsa in modo frettoloso, fino a che non
estrae un foglio di carta piegato.
Dai unocchiata.
Cos?
Apro quella che mi sembra
la pagina strappata da un quotidiano e inizio
a leggere. La scritta University of
California sovrasta limmagine in bianco e
nero delledificio principale in stile
neogotico. Sotto la fotografia, lelenco di

tutti i corsi di studio: designers, architettura,


studio di architettura...
E l'universit... ho fatto
una ricerca e ho visto che una delle
migliori in America.
Distolgo lattenzione dal
foglio che ho in mano per tornare a guardare
gli occhi della mia ragazza Francese ed
avere cos la conferma di aver capito bene
ci che vuole dire... Trovo nei lineamenti
irrigiditi del suo volto e nel modo in cui si
mordicchia il labbro una sorta di tensione
mista ad eccitazione. E attesa, attesa che io
le chieda o le dica qualcosa.
E cos... vuoi iscriverti
alluniversit? le domando, eccitato ed
incredulo.
Beh... si... come ben sai,

voglio laurearmi in architettura.


Lo dice quasi con timore,
senza nemmeno guardarmi, come se fosse
una faccenda dura da sopportare, come se
non ne avessimo gi parlato, quando in realt
cos. Ma nella sua voce colgo anche una
sfumatura di nervosismo, quasi di timore nei
confronti di quello che posso pensare di
questa decisione.
Vuoi diventare
architetto? domando, riuscendo finalmente
a dar voce a ci che mi frulla nel cervello.
Si, il sogno di una vita,
mia nonna diceva sempre che ero nata per
quel ruolo, da bambina adoravo disegnare
sui muri della sua casa case e giardini, mia
madre mi ha insegnato la differenza tra la
seta e il lino, so che pu centrare fino a un

certo punto sapere la differenza ma per me


stato... illuminante, e io mi sono ritrovata a
pensare; come sarebbe una casa con archi di
pietra, mattoni a vista e pareti a scomparsa,
tendaggi di seta fluttuante
Rapito dalle sue parole,
dalla sua voce, dalla determinazione nei
suoi, mi ritrovo a non sapere che cosa dire.
Mi
ha
spiazzato
completamente
riconoscendo che il suo sogno anche il
mio. Ho sempre pensato di iscriverla io alla
pi prestigiosa universit della California.
Sono cos orgoglioso di lei...
La mia Andrea... sempre
stata il centro del mio universo da quando la
conosco. La mia Andrea cos forte, cos in
gamba, come mai riuscirei ad essere io...
Amore mio, adesso forse vuoi il mio

sostegno, ma in realt il mio sostegno sei


tu...
Ti prego Liam, d
qualcosa... Ho bisogno che tu mi dica che
unidea fantastica e che posso farcela, e che
possiamo permettercela, mi mancano solo
due anni, io prometto che lavorer, mi dar
da fare come non ho mai fatto in vita mia, mi
occuper anche di te e...
Vomita fuori le parole
come se la sua voce fosse il TGV che
collega la California alla Francia.
Andrea...
Si Liam, lo so cosa
pensi... che difficile, so che occorrer tanto
impegno, che forse ti sentirai trascurato e
che io...
Andrea...

Non pretendo di fare


grandi cose, solo cercare di realizzare il pi
grande dei miei desideri.
Ehi, credevo di essere io
il tuo pi grande desiderio, comunque ora
basta. Chiudi quella tua bocca adorabile le
impongo, prendendole il viso tra le mani per
costringerla a guardarmi e stare zitta.
Mi fissa, con quel verde
nel quale tante volte ho rischiato di affogare.
C attesa nei suoi occhi. E speranza. E
paura. Ed eccitazione.
Primo, non voglio che tu
lavori, n che ti dia da fare al di fuori di me
e dello studio. Secondo, mi hai fregato alla
grande, volevo essere io a cercarti
luniversit. Tu... tu sei straordinaria... ed io
sono cos... cos orgoglioso di te. Neanche

volendo potrei negarti di realizzare il tuo


sogno, e non lo voglio.
Lo sei? Davvero? mi
domanda, con la voce che trema e gli occhi
che si fanno lucidi.
Ho visto quella reazione
solo due volte, quando le ho detto ti amo e
quando le ho chiesto di venire a vivere con
me. Come fa a non capire quanto sia
importante per me, questa sua decisione. Mi
ha solo preceduto di poco.
Ogni giorno, ma oggi...
oggi lo sono di pi. E sono sicuro che
domani lo sar ancora pi di oggi, perch tu
mi lasci senza fiato.
Una lacrima scivola lungo
la sua guancia e va spegnersi su uno dei pi
bei sorrisi che io abbia visto illuminargli

quel suo volto, gi di per s cosparso di


luce. E cos bella, ma ora lo anche troppo.
Ora davvero perfetta.
Mi abbraccia,
stringendomi con tutta la forza che le sue
esili braccia possiedono. Il mio amore. La
mia forza. Il mio sostegno. La mia vita.
Grazie... grazie sussurra ripetutamente,
con una voce che se potessi assaggiarla
saprebbe di miele. E la cosa pi bella
che mi potessi dire.
E tu sei la cosa pi bella che potesse
capitarmi...
Amore... non cos forte,
se no mi togli il respiro... scherzo, quando
la stretta delle sue braccia sembra
intensificarsi.
Oh... scusami risponde

mortificata, quando per un attimo sembra


crederci, sciogliendo labbraccio e portando
via alcune lacrime con il dorso della mano.
Tanto non cambia
molto... bisbiglio, portandole una ciocca di
capelli dietro lorecchio.
Che cosa?
Tu mi togli comunque il
respiro...
***
Le giornate si sono
accorciate, l'estate quasi alla fine, anche se
qui in California le temperature non
cambiano di molto. Oggi stata una giornata
lunga, pesante, nella mente solo la voglia di
stare con lei. E' tardo pomeriggio quando
rientriamo insieme a casa. Aiuto Andrea a
togliersi il giubbino, mettendolo sull'appendi

abiti.
Grazie mi dice,
rubandomi un piccolo bacio a fior di labbra,
che per non mi basta.
Per tutto il giorno, sono
stato lontano da lei, e non ho potuto n
stringerla n tantomeno baciarla, e direi che
giunto il momento di porre fine alla mia
agonia. Che egoisticamente spero sia anche
un po sua... La attiro di nuovo a me,
afferrandola per il polso, attento a non farle
male. Il suo corpo si scontra con il mio,
saldo e pronto ad accogliere la mia Andrea
in un abbraccio possessivo e desideroso. Le
mie labbra si gettano a capofitto sulle sue,
evitando ogni suo possibile tentativo di
rifiuto, che sarebbe solo un mero tentativo di
dimostrarmi che lei una donna con le

palle... Come se non sapessi che tutta un


gioco per farsi desiderare, sfuggirmi solo
per farsi acchiappare. Perch a lei piace
essere acchiappata da me, e non
presunzione. So anche che le piace quando la
bacio, soprattutto come la sto baciando
adesso. Con quel trasporto, quella passione,
quella dedizione che la fanno sentire unica,
lunico desiderio di un uomo che, a
giudicare dalla quantit di ragazze che gli
ronzano intorno potrebbe avere altre
migliaia di ragazze. Quando Andrea mi
guarda come se nei suoi occhi leggessi
sempre la stessa domanda: Perch proprio
io? Perch hai scelto proprio me? Perch
sono cos fortunata? Ma sta succedendo
davvero? Mi ha guardato come se fossi una
specie di visione, di miraggio. Non si rende

conto che il miraggio lei. La felicit,


lappagamento, linterezza che provo ora
mentre la stringo e mentre le sue labbra si
modellano sulle mie mi sono sembrate un
miraggio dal momento stesso in cui ho
iniziato a pensare e ragionare. Lamore era
un miraggio, una parola cos lontana e
sfocata che sarebbe potuta svanire con un
semplice alito di respiro. Una nuvoletta di
fumo e cenere al vento... E poi ho incontrato
lei e pensavo che a schiaffeggiarmi fossero
la sua acidit ed il desiderio spasmodico del
suo corpo. Ora invece mi rendo conto che,
non appena ho incrociato i suoi occhi, a
sbattermi in faccia stata la verit, la pura e
semplice verit: lei era e sarebbe stata la
risposta a tutte le mie domande, lei era e
sarebbe stata la boa attorno alla quale

avrebbe vorticato tutta la mia vita, lei era e


sarebbe stata il mio punto di partenza ed il
mio punto di arrivo, il mio inizio e la mia
fine.
Le nostre labbra si
separano, forse per consentirci di riprendere
un po di fiato. I suoi occhi sono ancora
chiusi, la sua bocca distesa in un sorriso
beato. E bellissima... potrei trascorrere il
resto della mia vita a ripeterglielo, a costo
di sembrare smielato e monotono. Forse
monotono lo sono davvero e lo sono sempre
stato, ma di certo non smielato... Quando
mai?! In fondo non faccio niente di
trascendentale. Mi assicuro solamente di
avere sempre il telefonino in tasca in
modalit vibrazione in attesa di un suo
messaggio... Semplicemente mi sciolgo e

sento lo stomaco attorcigliarsi anche se sul


messaggio c scritto Ciao o Il mio capo
un rompicoglioni...Ogni tanto mincanto a
fissare il vuoto con un sorriso da ebete
ripensando allultimo bacio che si siamo dati
quella mattina, e al primo, e al secondo, e al
terzo... Baci rubati, piccoli, brevi, per
necessit, che per cominciare bene la mia
giornata sono pi fondamentali di una tazza
di caff, il che tutto dire se stiamo
parlando di uno che diventato dipendente
dalla caffeina grazie ad Andrea. Quando
finalmente apre gli occhi, colgo subito che
un pensiero particolare le sta frullando in
testa. le ho chiesto di sposarmi. E lei ha
detto si! ha detto si, per la miseria, sar mia
moglie, molto presto.
Che c? le domando,

carezzandole la guancia.
Com liscia la sua bella e quanto bello il
mio amore...
Lo sai che...
Si interrompe ed abbassa o
sguardo, arrossendo come se si vergognasse
di quello che stava per dire.
Niente...
Dai, dimmelo sussurro,
sollevandole il mento con le dita, anche
perch non riesco a stare senza i suoi occhi
per pi di qualche secondo.
Che tu sei il primo... sei il
primo che io abbia mai baciato...e intendo
baciato veramente, con amore confessa,
palesemente imbarazzata come se la sua
fosse una grave mancanza.
Sapevo di essere per lei il primo in tante

cose, ma non in questa. Ho sempre creduto


che almeno nei baci fosse stata con qualcuno
capace di farla vibrare.
Sai, quando stavo con
Victor non mi piaceva baciarlo. Mi sono
sempre illusa, in modo infantile forse, che il
bacio rappresentasse qualcosa di troppo
romantico e sincero per poter essere
sprecato con uno che pensava solo ad
abbassarti le mutande.
Parlare del suo passato
doloroso per entrambi. Per lei perch
l'esperienza passata con quel coglione di
Victor evidentemente l'ha segnata, e per
Brandon, e per me perch la sola idea che un
emerito bastardo l'abbia toccata mi fa
impazzire. Ma ora sono felice, se ripenso a
tutte le volte che le nostre labbra si sono

incontrare. Un ulteriore conferma che siamo


fatti per stare insieme.
La abbraccio per aiutarla a
scacciare via quei ricordi che andata a
dissotterrare.
Ogni volta che la stringo
come se raggiungessi il paradiso con un
biglietto di sola andata. Il suo profumo, il
naturale profumo della sua pelle, mi scorre
dentro e si mescola con il mio sangue. Forse
vero quello che dicono, che quando un
amore finisce la cosa che pi ti manca
dellaltro il suo profumo... Ma come potrei
mai sentire la mancanza di un qualcosa che
oramai entrato completamente dentro di
me, si mescolato con me, una cosa sola
con me? Il suo profumo non potr mai
abbondarmi. Nemmeno quando sar in uno

stato di totale decomposizione, chiuso in una


bara, sotto strati e strati di terra e ghiaia. Il
suo profumo mi rimarr sempre addosso.
Uh! Me ne stavo quasi
dimenticando!
esclama,
sciogliendo
labbraccio e trascinandomi con s in
cucina.
Apre il frigo e tira fuori
delle uova, un pezzo di formaggio e due
confezioni di carne trita. Poi prende una
grande scodella gialla dal mobile sopra i
fornelli, un pezzo di pagnotta dal contenitore
del pane e appoggia tutto sul ripiano libero.
Che stai facendo?
Domani abbiamo ospiti
Sara e Dylan, voglio fare una ricetta
speciale, e devo preparare il ripieno
risponde, versando la carne nella grande

scodella.
E lo devi fare adesso?
domando incuriosito, appoggiandomi al
ripiano e addentando la mela che ho preso
dal frigo. Non avevo calcolato quanto fosse
fredda e riesco subito a sentire quella
fastidiosa sensazione sui denti.
Sicos lo lascio un po
nel frigo, deve assorbire laroma delle
spezie.
Adoro vederla muoversi in
cucina. Mi piace guardarla mentre bagna il
pane nel latte, rompe le uova, aggiunge il
formaggio grattugiato, aggiunge una quantit
e variet astronomica di spezie e mescola
tutto con la carne. Mi piace guardarla
mentre, con aria concentrata e tuttavia
serena, impasta tutto con le sue piccole mani.

Mi piace tutto di lei. Anzi,


amo tutto di lei. Amo ogni piega del suo
corpo. Amo ogni ciocca ambrata sei suoi
capelli. Amo ogni sfumatura di verde dei
suoi occhi. Amo ogni minuscola rughetta
delle sue labbra. Amo quando usa i miei
piedi per scaldare i suoi congelati appena ci
mettiamo a letto. Amo anche il fatto che
invece di chiamarmi amore, tesoro, cucciolo
mi chiami scaldino o pilotino. Amo la sua
naturale tendenza a perdere le staffe quando
qualcosa non le va gi. Amo il fatto che non
si faccia mettere i piedi in testa da nessuno.
Amo il fatto che sia irrimediabilmente
testarda e particolarmente permalosa. Amo i
suoi continui sbalzi di umore e tono di voce.
Amo non sapere mai cosa aspettarmi da lei e
sapere che comunque, in qualche modo, mi

rende felice. Amo quella sua sensibilit


incredibile che concede solo alle persone
che le sono care. Amo il coraggio che ha
avuto nel dire basta in pi di
unoccasione. Perch tutti sanno dire non ne
posso pi, ma in pochi sanno dire basta.
Amo la forza e lamore che condivide con
me. Amo il modo in cui cerca di fare tutto da
sola, ma poi quando mi guarda in realt mi
sta chiedendo aiuto e mi sta dicendo che ha
bisogno di me.
Oh, cazzo! Sono fottuto!
Ok, lo ammetto! Sono irrimediabilmente
fottuto, e ne sono felice.
La amo. La amo e... non
glielo dico mai abbastanza.
Ti amo le dico di botto.
Andrea non dice niente,

assorbe le due parole e continua a fissarmi


con quei suoi occhioni lucidi. Scosto le dita
dalla sua bocca solo quando il suo viso si
rilassa e sono sicuro che si sia calmata. La
osservo mentre deglutisce rumorosamente e
si trastulla nella ricerca di qualcosa da dire.
Anche con le mani
immerse nella carne trita? mi domanda, con
uno sguardo ed una vocina che mi ricordano
quelle di una bambina.
Sorrido e scuoto la testa.
Questa carne trita diventata unossessione.
Le prendo il viso tra le
mani e sfioro le sue morbide labbra.
Anche con le mani
immerse nella carne trita.
Si morde il labbro
inferiore e respira in modo pi profondo del

solito, come per prepararsi a chiss quale


sfida.
Ancheiotiamo.
Come?.
Sei sordo? Ho detto
anche io ti amo!
Diavolo ragazzina, tu mi
ucciderai.
Mi stringe le braccia
attorno al collo, attirandomi in modo quasi
violento nella trappola di un nuovo, dolce,
magnifico... romantico bacio.
Mi sposi lo stesso vero?
la mia domanda inutile e infantile.
Lei sorride, un sorriso
dolce, tenero che mi fa sciogliere.
Solo se mi lasci finire di
preparare
il
ripieno
infierisce,

sorridendomi a labbra aperte.


Dio quanto amo questa
donna.

Tre mesi dopo

Andrea
L'abito stupendo. Bianco,
lungo e vaporoso. Tutto pizzi e perline
opalescenti. Il corpetto rigido senza spalline,
modella il mio corpo alla perfezione,
sostenendo senza sforzo il mio seno pieno e
sodo.
Un Vera Wang. Mia madre
mi ha regalato un abito da sposa Vera Wang.
Accarezzo dolcemente il pizzo del corpetto

quasi fosse un miraggio. E' cos morbido,


liscio e delicato sotto ai miei polpastrelli.
Giro su me stessa, facendo una piroetta come
fossi una bambina che gioca con l'abito della
mamma. E' bellissimo con la gonna a
campana, morbida e fluttuante. Un capo
unico, perfetto per me. Fisso l'immagine
riflessa nello specchio, incapace di credere
che quella ragazza dall'aria radiosa, gli
occhi lucidi, le guance arrossate, le labbra
morbide, sono io. Non mi riconosco. Forse
la colpa della felicit che sento dentro di
me, sono felice come non lo sono mai stata.
Oggi un giorno speciale.
Il giorno del mio matrimonio. Il giorno in cui
coroner il sogno della mia vita, legando per
sempre a me l'uomo che amo, l'uomo che ho
sempre sognato di incontrare, l'uomo dei

miei sogni. Oggi, agli occhi del mondo e di


Dio, diverr a tutti gli effetti mio per sempre.
Mio marito. L'emozione mi travolge, mi fa
cedere le gambe e palpitare il cuore. Ma
devo resistere.
Mi impongo con una calma
che non ho, di terminare quello che ho
cominciato. Torno ad osservare la mia
immagine nello specchio e sorrido. I capelli
sono a posto, sistemati in una elaborata
acconciatura, sulla sommit del capo in
morbidi riccioli, sostenuti da una semi
invisibile coroncina di piccole roselline
bianche. Un paio di orecchini a lobo in oro
bianco e diamanti, una sottile catenina con un
piccolo ciondolo a forma di tulipano adorna
il mio collo, regalo di Liam, per un non
precisato evento, completano la mia mise da

sposa.
Posso farcela, posso farcela. Mi ripeto
mentalmente, per smorzare la tensione che
mi impedisce perfino di respirare
normalmente..
Mi allontano dallo
specchio osservando ci che mi circonda.
Una casa meravigliosa, spaziosa ed
accogliente,
elegantemente
arredata.
Disseminata di vasi di fine porcellana pieni
di bouquet di tulipani di vari colori.
Lappartamento immenso. E' stato il mio
primo lavoro come architetto, subito dopo la
laurea. L'appartamento occupa l'intero e
ultimo piano di un enorme grattacielo, tutto
nostro, in cui Liam ha creato il suo ufficio, la
Colibr Airlines, il mio ufficio e il nostro
meraviglioso appartamento. E' stato il suo

regalo di nozze. Amo questo luogo, plasmato


con le mie mani per le nostre esigenze, sa
d'amore, di mio, di noi, dove voglio
vivere, avere e far crescere i nostri figli.
Andrea, la macchina
arrivata.
Sara, la mia amica e
damigella d'onore si affaccia sull'uscio di
casa, strappandomi dai miei sogni ad occhi
aperti.
Sono pronta.
Dio mio, sei...
bellissima esclama. La sua voce incrinata
dall'emozione mi giunge come ovattata. Le
sorrido e la seguo, chiudendo la porta del
mio mondo privato.
Affiancato al marciapiedi
in attesa una limousine bianca. Bryan si

prestato a farmi da autista. Mi sorride,


incapace di nascondere la profonda
emozione che gli illumina lo sguardo. Apre
la portiera facendomi segni di accomodarmi.
Raccolgo l'abito con due mani e salgo,
seguita da Sara.
Il tragitto breve. Sara
resta in silenzio, capendo il mio stato
emotivo, anche volendo non riuscirei a dire
niente di sensato. La macchina si ferma
davanti alla chiesa gremita di gente, tra cui
molti curiosi. Sul sagrato vedo mio padre in
attesa, nervoso. Quando mi vede il suo
viso si distende, regalandomi un sorriso
radioso, che lo fa sembrare pi giovane, E'
bello nel suo abito Armani. Mi accoglie con
un abbraccio, stringendomi forte a se.
L'emozione traspare dai suoi occhi, resi

lucidi dalle lacrime a stento trattenute.


Ricambio l'abbraccio,
deliziandomi di quel calore che mi cos
familiare.
Sei bellissima tesoro,
vieni, sono tutti dentro mi dice con voce
tremante.
Mi prende per mano,
accompagnandomi all'interno, lungo la
navata della chiesa, seguita da Sara nel suo
stupendo abito da damigella color glicine
tenue. E bellissima e il colore le dona
davvero tanto, fa risaltare il biondo dei suoi
capelli e il colore dei suoi occhi. Fisso lo
sguardo sul bouquet di tulipani bianchi
contornato da sottili nastrini lilla, che tengo
nella mano, per non cedere, sopraffatta dalla
forte emozione che rischia di fermare il mio

cuore.
Un leggero brusio ci
accoglie quando attraversiamo la navata
verso l'altare. Alzo lo sguardo scorgendo
mia madre che piange commossa, confortata
da mio fratello e la sua ragazza. Mi regala un
timido sorriso che ricambio, a mia volta
emozionata, ma quando i miei occhi si
posano su Liam che il mio cuore smette per
un attimo
di
battere,
togliendomi
letteralmente il respiro.
Le note dell'Ave Maria di
Schubert si levano nell'aria, facendomi
venire la pelle d'oca. Rendendo tutto pi
magico, e cos reale.
Dio se bello, bello in
modo illegalmente indecente. Nel suo abito
scuro Armani, la camicia bianca, la cravatta

grigia, i capelli pettinati all'indietro, biondi


come oro. E' perfetto. E' bellissimo. E io lo
amo da morire. I suoi occhi sono lucidi, le
sue mani nervose, le sue labbra socchiuse, e
la sua postura trasmettono tutta l'emozione e
l'amore che prova per me.
Quest'uomo mio, mi dico
mentalmente, E' mio per sempre.
Non vedo cosa c' intorno
a me, non sento le voci di coloro che sono
presenti, ridotti a flebili brusii. Tutta me
stessa concentrata su l'uomo meraviglioso
che mi sta davanti.
Quando giungiamo davanti
all'altare, mio padre mi consegna nelle mani
del mio futuro sposo dicendogli "abbine cura
e rendila felice".
I nostri occhi si incontrano,

restano allacciati come se fossero sotto un


incantesimo, i suoi occhi mi scrutano, caldi,
dolci, amorevoli, trasmettendomi una potente
scossa elettrica che va a toccare ogni mia
terminazione nervosa. Cerco di portare il
mio respiro ad un livello normale, le nostre
mani restano intrecciate, trasmettendomi il
calore del suo corpo, fino a quando il
sacerdote inizia a recitare le frasi di rito. Il
mio corpo fluttua come sospeso in una bolla.
Non riesco a seguire la voce del sacerdote.
Non riesco a staccare gli occhi da Liam.
Tutto quello che ricordo il giuramento di
fedelt, e lo voglio, il resto un ricordo
racchiuso nella mia mente.
Pu baciare la sposa
dice il sacerdote.
Il sorriso emozionato di

Liam dice chiaramente che non ha bisogno di


quell'incitamento per baciarmi, lo aspetta da
ore. Come lo aspetto io.
Dalle sue labbra gli sfugge
un sospiro. Le sue braccia mi stringono, la
sua bocca cerca la mia. Ho i brividi, quei
meravigliosi, aspettati brividi che solo lui sa
farmi provare. Ho il cuore che batte
all'impazzata nel petto, il fiato corto e il
desiderio di lui sta diventando sempre pi
forte.
Andrea... sei bellissima
sussurra.
La sua voce calda. Mi
scatena un fremito che scende gi, fin sotto il
vestito, Sento un tuffo al cuore e la voglia di
lui mi assale prepotente. Alzo il viso e lo
guardo. I suoi occhi sono dolci, intensi. Le

sue mani mi stringono i fianchi. Alzo il viso


e mi bacia. Lentamente, assaporando le mie
labbra appena socchiuse. La sua lingua cerca
la mia. Mi lascio andare, il suo sapore
maledettamente inebriante. Mi alzo in punta
di piedi, gli affondo le dita tra i capelli e lo
attiro a me ancora pi vicino, incurante dei
colpi di tosse che giungono sempre pi
numerosi. E poi esplode, un enorme,
rumoroso
e
deflagrante
applauso,
strappandoci all'istante dal nostro dolce
momento privato.
Ragazzi, il resto fatelo in
camera urla Dylan, abbracciando Sara.
Ci guardiamo scoppiando a
ridere, rossi per l'emozione, mentre tutto
intorno a noi esplode in un tripudio di grida,
applausi e fischi.

Tre mesi dopo - Sede della Colibr


Ehi Liam non vorrai
davvero assumere quella li dice Dylan
incerto.
Davanti a me ho una
ragazza carina e semi vestita. I suoi occhi
non abbandonano mai i miei, mi scruta a
bocca aperta, come se fossi un miraggio, o
qualcosa da mangiare, non mi piace il suo
atteggiamento ma
Beh, l'importante che
sappia usare il pc.
No dico, ma l'hai vista
com' vestita? Cio com' svestita, quella il
pc non sa nemmeno dove sta di casa, non

vorrei essere nei tuoi panni quando la vedr


Andrea, minimo ti stacca le palle, ci
scommetto.
Cristo Dylan, cosa vuoi
che faccia? Hai visto anche tu, tutte le
ragazze che si sono presentate finora erano
anche peggio sbotto frustrato.
Lo so ma... questa non va
bene, guardala, ti sta divorando con gli
occhi, per me appena la vede Andrea si
incazza di brutto. E ti prende a calci in
culo.
Mai previsione fu pi
veritiera. Vedo arrivare
Andrea, che
osserva la ragazza con fare accigliato. Ohoh, tempesta in arrivo.
Allora dimmi, che ci fa
quella qui? indica la ragazza in mini-mini

veramente mini gonna e top che farebbe


prima a non metterlo.
Ehm... la... segretaria?
dico timoroso, so gi la reazione che avr il
mio scricciolo, cazzo se mi eccita quando fa
la gelosa, ma non da sottovalutare. E'
capace di negarmi quel suo corpicino
favoloso per giorni, e non lo sopporterei.
Segretaria? Conciata
cos? Al massimo la prostituta. Queste
ragazze sono senza vergogna, adesso te ne
liberi all'istante altrimenti... e poi non c
bisogno di prenderla cos giovane, una
donna di... mezza et? Non so 50 anni?
Amore dai, ho bisogno di
un impiegata non di un'infermiera rispondo
scherzando.
Liam?...Ti piacerebbe che

andassi conciata cos dai miei clienti? mi


ammonisce per sfida.
Spalanco gli occhi
incredulo e allo stesso tempo eccitato. Wow,
un vero fulmine a ciel sereno, smetter mai
di farmi questeffetto?
Scherzi? Non provarci
nemmeno conoscendola sarebbe capace di
farlo. Odio quando mi sfida.
Oh beh... spetta a te
decidere mi dice seriamente, accigliandosi.
Va bene va bene, come
vuoi tu, la mando via subito, dio santo lo sai
che mi attizzi di brutto quando fai la gelosa?,
Non sai cosa ti farei, potresti vestirti cos
in... privato? sussurro eccitato.
Scordatelo razza di
maniaco trattiene a stento un sorriso.

Peccato le mordo le
labbra stringendola a me.
E non faccio la gelosa, lo
sono, e tu prenderai una donna come si deve
e non una... caricatura vestita da bambola
gonfiabile, ricordati Liam. Tu. Sei. Mio
mi ammonisce, mordendomi un labbro.
Lo so, lo sono sempre
stato l'attiro a me baciandola mentre sento
la voce di Sara che chiama.
***

Andrea
Ehi ragazzi ci sono
novit urla Sara tutta eccitata.
Che novit? Hanno
risposto all'annuncio? domando, piena di
speranza.
Andrea? Che annuncio?

Liam mi guarda circospetto.


Abbiamo messo un
annuncio per un impiegato, te labbiamo
detto la settimana scorsa, non ricordi?
Anche noi abbiamo bisogno di un aiuto in
ufficio, per sbrigare le pratiche, cavoli
siamo sempre fuori e non riusciamo a fare
niente qui perci... dice Sara.
Allora? chiedo curiosa a
Sara chi che ha risposto? mi guarda con
fare circospetto.
Oh Andrea devi vederlo,
uno schianto di ragazzo Cubano che... ah, lo
mangeresti a colazione, pranzo e cena
dice ridendo mentre Dylan la guarda truce.
Ah bene, andiamo a
conoscerlo allora vedo la faccia di Liam,
curiosit e gelosia.

Ah, vedo che anche voi


avete lo stesso problema ma... forse meglio
prendere un prodotto locale non vi sembra?
Perch proprio un Cubano?
Sbotta
nervoso.
Mm... geloso? Non devi
gli dico facendogli il verso.
Senti il discorso di prima
vale anche per te, un uomo maturo? che so...
60 anni? Anzi no, meglio una donna, gli
uomini di quellet sono dei veri mandrilli
risponde stizzito e incazzato.
Oh Liam, non devo aprire
un ospizio, che scemo che sei scoppio a
ridere, lui fa altrettanto, prendendomi tra le
braccia.
Lo fai apposta vero? A
stuzzicarmi in questo modo, lo sai che non lo

sopporto, nessuno deve toccarti, lo uccido se


solo ti sfiora. Tu. Sei. Mia. Ricordalo.
Lo sono sempre stata
rispondo usando le sue stesse parole mentre
lo bacio con passione Liam? Se continui
cos addio lavoro per oggi.
Non sarebbe una cattiva
idea. Il suo tono malizioso.
Non ora, abbiamo del
lavoro da fare, forza, manda via
quella...cosa, e cerchiamo qualcuno serio.
Okay, niente Cubani
per.
Con un sorriso di
soddisfazione annuisco, incapace di
nascondere ci che provo per lui. Amo
Liam, lo amo da impazzire, e voglio che sia
solo lui a toccarmi, ad amarmi, sempre. Il

ragazzo Cubano (bellissimo)


stato
scartato, visto la reazione di Liam quando
l'ha visto. Gli ha ringhiato contro quando mi
ha stretto la mano mentre ci presentavamo,
spaventandolo a morte. Secondo lui l'ha
trattenuta troppo. La sua gelosia rasenta
l'incredibile. Abbiamo assunto un uomo sui
40 anni capace e esperto, gay per giunta. Per
la segretaria invece ho scelto una signora di
mezza et, sposata con figli, piccola, non
troppo bella ma in gamba, svolge il lavoro a
dovere, quello l'importante. Invece per
quanto riguarda il mio lavoro Liam ha
assunto un suo collega che ha lasciato la
base per poter lavorare con noi, ci fa da
guardia del corpo, ovunque andiamo lui
sempre presente, si chiama Tommy ed un
ragazzo in gamba, alto e robusto, fa paura da

quanto e grosso, adora Liam, il suo idolo


ed fidatissimo, e io mi sento al sicuro e
protetta.
Com' che di lui ti fidi?
E' un bellissimo ragazzo, muscoloso, alto...
Lo so, l'amichetto di
Bryan mi dice di sottecchi.
Cosa!!? Bryan ... gay?
Wow sono sorpresa.
Gi...
Oh signore questa poi,
non l'avrei mai detto... questa si che una
rivelazione.
Ma non solo per questo
che mi fido di lui, Tommy ha un senso
dell'onore che va aldil dell'amicizia stessa,
mi adora e stravede per me, sono il suo
idolo, e di rimando adora anche te, ti

proteggerebbe fino alla morte, sa quanto ci


tengo a te, per questo mi fido di lui a occhi
chiusi, gli affiderei la mia vita.
Va bene, come vuoi
rispondo rassegnata, anche a supplicarlo
Liam non avrebbe rinunciato alla presenza di
Tommy come mia guardia del corpo.
A sera eravamo tutti un po'
stanchi, Sara voleva andare a festeggiare
fuori ma io... avevo un altro programma in
mente, un programma molto molto eccitante.
Amore mi chiama ti
va se ordiniamo una pizza? Non voglio
vederti trafficare in cucina, oggi la giornata
stata pesante per tutti mi guarda con uno
sguardo che mi fa venire la pelle d'oca,
eccitazione allo stato puro. Oh, lo voglio.
Io ho un altro programma

in mente, la pizza pu aspettare lo tiro per


la cravatta portandolo verso la camera da
letto. Lo vedo fremere.
A si? E... posso sapere
cosa avevi in mente? sussurra sul mio collo
mentre l'attiro a me avvicinandomi al letto.
Mmh... non lo immagini?
Mio bel pilotino? sussurro maliziosa
baciandolo.
Sento le sue labbra
voluttuose baciarmi il collo, sono umide,
calde, morbide, la sua lingua scivola sulla
mia pelle in modo leggero mi sta facendo
impazzire, mentre le sue mani percorrono
lente ogni centimetro della mia pelle, arcuo
la schiena per il piacere immenso che sto
provando, se non mette fine a questa dolce
tortura credo che scoppier oppure morir,

le sue labbra percorrono tutto il mio corpo


fino a fermarsi sui miei seni, dove prende a
giocare con la lingua i capezzoli facendomi
gemere,
leccandoli,
succhiandoli
e
torturandoli con le sua labbra carnose, le
mie mani spingono la sua testa tra i miei
seni, non voglio che si sposti, mentre le sue
mani scivolano lente sui miei fianchi, sulle
natiche stringendole a palmi aperte mentre
mi spinge contro di lui, sento la sua erezione
pulsare contro il mio inguine, lo voglio,
voglio leccarlo, succhiarlo e farlo impazzire
con la mia bocca. Con un gemito rauco
riesco a staccarmi da lui e riprendere fiato
mentre si avventa sulla mia labbra,
mordendole, succhiandole con avidit e
possesso, mi sta facendo impazzire ma, ora
voglio che sia lui ad impazzire, lo fermo e

inverto i ruoli spingendolo sul letto.

Liam
Il suo respiro caldo mi
accarezza la pelle del collo, scatenandomi
un brivido incandescente che mi percorre
interamente, facendomi reclinare la testa
indietro sul cuscino morbido. Sento la bocca
di Andrea percorrere la mia gola, dove la
pulsazione gi eccessiva, per poi
scivolare, leccare e sospirare per il mio
petto, girovagando poi sul mio addome. Io
voglio solo che mi tolga i pantaloni, che me
li strappi via, mentre la sua mano si insinua
invece fra le mie cosce. La mia erezione
gi impaziente, mentre l'accarezza con il
palmo, premendola contro la stoffa, conscia
del fatto che potrei morire da un momento
all'altro. Lei ha ancora i vestiti addosso, a

parte la giacca che sono riuscito a sfilargli,


prima che mi assalisse e mi spingesse sul
letto. Cerco di sbottonargli la camicia e di
fargli sentire le mie mani sulla pelle, mentre
cerca di togliersi i jeans, con un sorriso cos
candidamente malizioso da farmi uscire fuori
di testa.
Stasera si cambia...
sussurra, liberandomi finalmente dei
pantaloni e dei boxer, mentre si spoglia e io
vorrei morire, perch quando mi guarda con
quello sguardo eccitato e malizioso segno
che vuole farmi soffrire, vuole torturarmi.
Del resto sono eccitatissimo, e intontito dal
suo profumo quanto basta per lasciarla fare,
mi eccita da morire quando fa cos, non ci
posso fare niente, sono suo schiavo e lei la
mia droga.

La sento muoversi sopra di me, sta per


mettersi a cavalcioni ma... amore mi stai
facendo morire ansimo, le sue mani di
nuovo fra le gambe mi accarezzano con
possessiva dolcezza.
Non quello che
voglio... dice, un'espressione diabolica gli
ridisegna quegli occhi meravigliosi, tremo al
pensiero di ci che potrebbe farmi, fortuna
che l'esperienza con l'avvocato (stronzo
bastardo) non l'ha segnata.
Un paio di secondi dopo la
sua lingua si muove leggera sulla mia pelle
facendomi impazzire, mi morde, mi lecca
ogni centimetro di pelle. La sua voce la
cosa pi sexy che esista per me in questo
momento, dopo ovviamente alle sue mani
che vagano delicate sul mio corpo fino a

giungere al mio sesso, lo lecca


meticolosamente per tutta la lunghezza,
lentamente e io mi sento morire, vorrei che
mi desse sollievo, chiudo gli occhi e sospiro
ansimando, spingendo il bacino verso di lei,
voglio di pi, voglio lei. Continua a
torturarmi ancora per un tempo che mi
sembra non finire mai, urlo e chiedo
sollievo, mi guarda e con fare malizioso
comincia a stuzzicare, leccare e mordere la
mia carne, gemo in modo vergognoso
arcuando il bacino, le mie mani tra i suoi
capelli, lei continua la sua tortura. Quando
sono vicino al limite l'allontano, con
dolcezza e rispetto, capovolgo la situazione
invertendo le posizioni, ora lei a trovarsi
sotto di me, mi guarda dandomi un bacio
dolcissimo che mi scioglie l'anima, e mi

distrae quanto basta per concedergli di


toccarmi ancora tra le gambe. Nh... Dio.
Andrea... gemo
mordendomi le labbra.
Prendimi risponde lei,
avvinghiando le gambe attorno al mio
bacino.
E il mio cervello va in tilt.
Il mio corpo segue una legge tutta sua. La
guardo mentre la faccio mia. Ha gli occhi
socchiusi e le labbra dischiuse, martoriate
dai suoi stessi denti, il contrario di me che
la guardo con gli occhi aperti e liquidi. E'
talmente bella che fa male agli occhi
guardarla.
Liam... oh... il suo
primo gemito da quando sono dentro di lei e
qualcosa mi dice che non sar l'ultimo. Mi

perdo dentro i suoi gemiti. Non c' la stanza,


non ci sono i muri, non c niente, c' solo
Andrea, ci sono io, ci siamo noi.
Liam... Baciami... la sua
richiesta viene esaudita istantaneamente, le
bacio il mento e poi gli percorro il collo, la
fronte, gli zigomi, la bocca. Mentre lotta con
la mia lingua, lentamente, il suo bacino
riprende a lottare con il mio. La sua mano
ancorata al mio fianco mi da conforto, sono
dentro di lei e sto impazzendo mi blocca il
respiro nel petto. Gli afferro le natiche e mi
spingo con pi forza dentro di lei, facendola
lievemente incurvare.
Oh mio Dio Liam... si!
ansima e geme, non riesce pi ad articolare
le parole mentre affondo dentro di lei, il
piacere che sento mi fa impazzire.

Mi ritrovo ad urlare.
Chiamo Dio a pieni polmoni, dando spinte
sempre pi forti, mentre Andrea divarica
ancora di pi le gambe, per potermi sentire
meglio e questo mi manda ancora di pi
fuori di testa.
Amore io... sto
arrivando sussurro gemendo.
Liam... fermati...
risponde riprendendo un attimo di lucidit.
Perch?...Ti ... faccio...
male? chiedo preoccupato ansimando
mentre cerco di resistere all'orgasmo che
sento arrivare.
No... non ho preso la
pillola mormora ansimando.
Oh Cristo... mi lamento.
Liam io...

Ti prego amore, non


chiedermi di uscire, non ce la faccio
supplico al limite.
Vedo Andrea Chiudere gli
occhi lasciandosi andare accogliendo la mia
preghiera. Respiro a fatica incapace di
controllare il mio desiderio.
Si... si amore, riempimi
tutta spinge le mie natiche contro il suo
bacino facendomi fremere.
And... rea... sto... per
venire...nh amore sei cos...calda
e
l'orgasmo esplode travolgendoci, lei ansima,
geme mugolando,
guardandomi tremare
mentre affonda le unghie nella mia carne.
Le sto pesando
involontariamente addosso schiacciandola
sul materasso con il mio peso e non riesco a

smettere di gemere, perch la forza delle


spinte non ha pi alcun ritegno. Mi sollevo
appena per non farle male.
La sento gemere urlando il
mio nome.
E' eccitante.
E' erotico.
E' sensuale
E' Andrea.
E la mia ossessione.
Ed mia. Solo mia.
Dio quanto l'amo, e vorrei
urlarlo ai quattro venti.
Trascorrono una decina di
minuti lei sopra di me perch nel frattempo
ho capovolto le posizioni per non pesarle
addosso, in
silenzio, intenti solo a
riprendere fiato. E' Andrea a spezzare quella

quiete provvisoria.
Liam... stato magnifico mi dice
senza fiato.
Si... magnifico, cos come
sei magnifica tu,
da manicomio, Dio
Andrea, ti amo da morire, non lasciarmi
mai
la bacio succhiandole il labbro
inferiore mentre l'avvolgo nel mio
abbraccio.
Non lo far, lo sai? C' il
rischio che diventi padre sussurra sulle mie
labbra. Trasmettendomi un brivido di gioia.
Sarebbe magnifico, il mio
desiderio pi grande avere un figlio da te,
la donna che amo pi di ogni altra cosa al
mondo sorride commossa mentre si
avvinghia al mio corpo infossando la testa
nell'incavo della mia spalla. Ed felice cos

come sono felice io, non potrei desiderare di


pi dalla mia vita, la felicit che provo in
questo momento mi sta facendo scoppiare il
cuore, ho avuto tutto, non posso volere di
pi. Le bacio i capelli mentre la stringo forte
nel mio abbraccio.
Sei mio Liam, solo mio
sussurra al mio orecchio.
Sono sempre stato tuo e
di nessun'altra, e sempre lo sar rispondo
commosso, abbracciandola stretta.

Un mese dopo
Andrea
Siamo al locale di Ned. A
quanto pare ha da poco fatto societ con
Liam, divenendo socio insieme a Dylan. Le

serate sono sempre piene, e quasi ogni sera


c un gruppo che suona o una serata al
piano bar con pianoforte. Stasera c pi
gente del solito, nonostante il locale sia
grande quasi non si respira, c fumo e l'aria
umida e afosa. Siamo seduti ad un tavolo
in un angolo, da dove possiamo vedere la
pista gremita di gente, quasi tutti ragazzi
giovani, coppie e piloti. Tutti amici di Liam,
con noi ci sono Dylan e Sara, Bryan e il suo
compagno, oltre a una coppia che non
conosco, lui un tipo alto, magro e con gli
occhi neri, capelli a spazzola, alla militare,
indossa una tuta mimetica, ed un tipo un po'
bizzarro, sempre nervoso, non molto gentile,
soprattutto con la sua ragazza, che ogni tanto
strapazza con risposte secce e scortesi.
E la cosa mi disturba.

Sono seduta con davanti il mio Ipad


appoggiato al tavolino, alle prese con un
preventivo da sviluppare, un vero casino,
mentre gli altri parlano di aerei e ogni tanto
di donne, come al solito, Sara mi da delle
gomitate per farmi capire di lasciare stare il
lavoro. Sbuffo e sorrido mentre il caldo si fa
sentire mettendomi sete e facendomi
contorcere lo stomaco, un conato mi sale in
gola acido. Sento il bisogno di rinfrescarmi.
Ragazzi fa un caldo
micidiale, vado un attimo in bagno a
rinfrescarmi
guardo Liam mentre gli
schiocco un bacio sulla guancia.
Mh... fai presto amore,
vuoi che ti ordini da bere? chiede
premuroso sotto lo sguardo meravigliato
della ragazza che non conosco.

Si, grazie, e di a quella


bionda di tenere le mani a posto, altrimenti
gliele taglio, chiaro? dico a Liam
guardandolo con sfida. Hanno assunto una
nuova cameriera e ogni volta che vede Liam
gli fa gli occhi dolci cercando di toccarlo,
cazzo, mi fa incazzare di brutto sta cosa. Lui
mio e nessuno lo tocca tranne me.
Amore, sei unica,
tranquilla, vai e torna presto scoppia a
ridere ricambiando il bacio.
Mi avvio verso il bagno,
una volta dentro mi rinfresco bagnandomi il
viso, quando faccio per uscire mi coglie un
capogiro, sento lo stomaco rivoltarsi e la
sensazione di vomitare mi fa star male.
Chiudo gli occhi e prendo un bel respiro
appoggiandomi al lavandino, sento la porta

aprirsi, e Sara fare capolino.


Andrea, stai bene? Hai
una faccia!
Mmh... non troppo, non
dire niente a Liam, lo sai che si preoccupa
per niente gli dico premendomi una mano
sullo stomaco.
Niente? E tu questo lo
chiami niente? Non glielo hai ancora detto?
mi dice Sara con tono accusatorio.
No, volevo essere sicura,
stasera gli dico tutto.
Sicura? Pi sicura di
cos.
Lo so ma Oh Sara ho
paura, sono spaventata confesso.
Lo so, ti capisco ma
ricordati che non sei sola. Dai, vieni, sei pi

bianca di un cencio, siediti e bevi un po'


d'acqua.
Si, ora mi passa, ho
bisogno di distrarmi gli dico guardandola
di sbieco.
Certo come no, magari
una bella lap dance sarebbe l'ideale.
Scema, perch no?
Infondo non sto male, solo sta maledetta
nausea, per tre mesi mi tocca sopportarla.
Davvero? E tu come fai a
saperlo?
Me l'ha detto la
ginecologa questa mattina, quando mi ha
confermato che aspetto un bambino, ma
doveri con la testa e? La dottoressa spiega e
tu non ascolti la rimprovero visto che era
con me durante la visita. Facciamo sempre

tutto insieme anche quando c Liam con noi,


Sara non mi lascia mai sola, soprattutto ora,
nelle mie condizioni. L'adoro e gli voglio un
gran bene. Pi se fosse mia sorella.
Scusa, hai ragione, ero presa a pensare al
bambino.
Dio Sara, non ci posso
credere... avr un bambino, ti rendi conto?
Chiss Liam come la prender.
Meraviglioso, e Liam
sar al settino cielo quando glielo dirai, non
vedi come ti adora? Credo che impazzir
dalla gioia. E diventer ancora pi
protettivo, e possessivo. Ma tu stai bene?
Si, insomma, a parte le
nausee mattutine, e a quanto pare anche
serali, e poi... secondo te normale
desiderare sempre di... si insomma...hai

capito no? avvampo imbarazzata.


Povero Liam, ho idea che
lo consumerai a furia di saltargli addosso,
ma non credo abbia motivo di lamentarsi
mi dice sorridendo maliziosa.
Scema. Allora? E'
normale? chiedo spazientita.
Certo che normale, gli
ormoni impazziscono e il desiderio aumenta,
ma tu non hai niente di che lamentarti, ti sei
sposata un vero stallone, dai andiamo mi
dice sorniona.
Sara! Sei una vera
cretina. Ma tu non dirgli niente, non fargli
capire nulla stasera.
D'accordo, purch non
esageri, e ora, se stai bene, usciamo da
questo cesso, Ned sar anche un grande al

banco ma per quanto riguarda il personale


delle pulizie... lascia un po' a desiderare.
Gi, quando c'eravamo
noi era meglio.
Lo puoi dire forte
confermo scoppiando a ridere.
Quando usciamo dal bagno
notiamo due ragazzi fermi sulla porta che ci
sorridono. Le mani appoggiate sullo stipite
ci impediscono di passare.
Scusa, dovrei passare
guardo al ragazzo che mi blocca il
passaggio.
Ciao, volevo chiederti se
ti andava di ballare. Sono Jason sorride.
Mi spiace ma sono gi in
compagnia.
Non importa, un ballo non

uccide nessuno.
Sono qui con mio marito,
e se non mi lascerai andare si arrabbier
parecchio.
Oh, si, ha un brutto
carattere dice Sara sorniona mentre guarda
in direzione del tavolo dove sono seduti i
nostri uomini.
Dai, un ballo solo, sei
cos bella che mi stai facendo impazzire, hai
dei capelli davvero splendidi, e un corpo da
dea mi stuzzica, senza dare peso alla
parola "marito" mentre il suo amico
ammicca a Sara.
Amico non scherzare,
mollaci finch sei in tempo, se i nostri
uomini vi vedono con noi, come minimo vi
disintegrano, almeno il mio, il suo

semplicemente vi ammazza dice Sara


maliziosa indicando me.
E dai, non facciamo
niente di male, mica ci uccider per un
ballo insiste il ragazzo, mentre il suo
amico cerca di attirare l'attenzione di Sara.
Ehm... Jason, ho idea che
ci conviene allontanarci Gli dice il suo
amico preoccupato mentre si guarda attorno
e notando due enormi figure avvicinarsi.
Perch?
Perch una montagna di
guai in arrivo, davanti a noi si agita,
mentre si gira guardando Liam e Dylan.
Una... montagna?
E gi, lo vedi quel
bestione con l'aria inferocita? Quello che ci
sta venendo incontro? E' mio marito

rispondo indicandogli Liam. E' talmente alto


e grosso che fa davvero paura. Ed bello da
impazzire.
La sua rabbia, il suo
cipiglio, la sua stazza, i suoi muscoli, le sue
labbra, il suo petto, lo fanno assomigliare ad
un meraviglioso guerriero, davvero
stupendo. Dio se lo amo. Ed mio. Mi
stancher mai di lui? Di desiderarlo cos
tanto? In questo momento vorrei essere nuda
tra le sue braccia.
Ehi coglione, non te l'ha
mai detto nessuno che non bisogna ostruire il
passaggio? gli ringhia Liam quando arriva
a tiro del ragazzo ti ha toccata? Questo
coglione ti ha messo le mani addosso? mi
chiede preoccupato, senza staccare gli occhi
dal malcapitato.

No, tranquillo, lascialo


stare, mi ha solo invitata a ballare ma gli ho
fatto notare che eravamo gi impegnate lo
tranquillizzo.
Mmh... a quanto pare
duro di comprendonio, vero? sibila
guardandolo con furia, tenendolo sempre
sollevato da terra.
Io... ok, lasciami e vado
via, non l'ho nemmeno sfiorata balbetta
Jason.
Fottuto figlio di puttana
sibila a denti stretti. Sei vivo per questo.
Ti lascio andare solo perch me lo ha
chiesto lei, alitale addosso ancora una volta
e ti scuoio come un maiale.
No, no, vado.
Appena posa i piedi per

terra si dilegua quasi correndo, lui e il suo


amico, mentre Liam mi prende per mano e mi
accompagna verso il tavolo.
Davvero non ti ha
toccata?
Si, tranquillo, non
dovresti reagire cos, non puoi andare in giro
a picchiare la gente.
Non lho picchiato, e non
mi va che degli stronzi si prendano certe
libert.
Ok, va bene.
Ti va di ballare? mi
chiede, trascinandomi sulla pista. Per fortuna
c un lento in sottofondo.
Senza attendere risposta,
Liam mi attira a se, stringendomi,
lasciandosi trascinare dal ritmo lento della

musica. Improvvisamente mi sembra che tutti


gli sguardi siano incentrati su di noi.
Non esagerare Liam,
fammi respirare riesco ad allentare la
stretta, ma solo di pochi millimetri, di pi
non mi concesso.
Sara e Dylan stanno
ballando poco distante da noi, lei non riesce
a smettere di sorridere ammiccando nella
mia direzione. Alzo gli occhi facendo una
smorfia. Le braccia di Liam mi avvolgono e
il suo viso vicinissimo al mio.
Che dici diamo
spettacolo? sussurra avvicinando la sua
bocca al mio orecchio. E il suo alito caldo
manda in tilt i miei neuroni.
Cocosa? Faccio in
tempo a chiedere che la sua bocca su di

me.
Nonostante non sia la
prima volta che mi bacia, sento le mie
ginocchia cedere quando la sua lingua
incontra la mia, il mio corpo brucia come
toccato da fiamma viva. Quando ci
stacchiamo il nostro respiro agitato, il
cervello sconnesso e il desiderio prende il
sopravvento.
Portami a casa Liam
sussurro, incapace di dire altro. Il suo
sguardo brucia come fuoco vivo. Mi prende
per mano e mi trascina fuori dal locale dopo
aver salutato velocemente gli amici, faccio
un cenno a Sara che mi sorride maliziosa.
Saliamo in macchina,
mentre Liam preso nella guida io comincio
a toccarlo incapace di stargli lontana. Infilo

la mano sotto la maglietta accarezzandogli il


petto muscoloso e possente per poi scendere
gi, sempre pi gi.
Amore... ti prego non
torturarmi mugola mentre continua a
guidare.
Appena in casa Liam
chiude la porta con un calcio e in braccio mi
porta in camera da letto, mi sbatte sul letto
senza tanti complimenti e si butta su di me
ansimando.
Piccola strega, mi ha fatto
morire in macchina, meriti una punizione mi
dice mordendomi il collo con piccoli morsi,
facendomi sussultare dal piacere.
Mi sembra di essere in
paradiso, quello vero, l'Eden di una notte
che sembra non avere mai fine, La musica

che mi entra nelle orecchie mi trapana la


mente mandando via ogni pensiero, c' solo
lui, ci siamo solo noi in questa immensa
casa, avvolta dalle note di Mozart, ci culla
amorevolmente. Liam mi sfila il vestito e lo
getta da qualche parte sul pavimento, lui fa
lo stesso, e in un attimo siamo nudi.
La sua pelle calda,
stupendamente calda, tonica e piena di
muscoli guizzanti. All'improvviso due
braccia robuste mi stringono i fianchi,
mentre un delicatissimo bacio si posa sulle
mie labbra. Premuto contro il mio petto sento
quello di Liam. Mi fa lo stesso effetto di una
scossa elettrica, eppure dovrei essere
abituata all'effetto che mi fa, ma ogni volta
come se fosse la prima, sempre nuova ed
eccitante. Liam mi solleva senza sforzo e mi

deposita delicatamente sul letto, la sua bocca


si posa sulla mia, delicata, dolce, lenta,
stasera vuole farmi impazzire con la sua
lentezza, mi sfiora e basta, dandomi tutto il
tempo di saggiarne la morbidezza, come se
non la conoscessi. Il mio sapore si mischia
al suo, tiepido e eccitante.
Socchiudo piano le labbra mentre la mia
mano risale fino alla sua spalla e la sua
lingua scivola sulla mia, facendomi fremere
per un lunghissimo attimo. E' tutto cos
eccitante. I suoi baci sono delicati, come
se capisse che nascondo un segreto, qualcosa
di fragile e prezioso. La sua lingua mi
solletica il palato, lambisce la mia bocca, il
tutto con una lentezza esasperante e insieme
estasiante. Sugge le mie labbra con dolcezza,
succhia piano quello inferiore, poi si

allontana, incurante del fatto che siamo nudi,


torna a viziarmi, affonda in me lasciandomi
tutto il tempo di godere di queste attenzioni.
Il suo respiro caldo mi
stordisce, facendomi andare fuori di testa; le
mie mani si uniscono dietro al suo collo, mi
stringo sempre di pi a lui, godendo della
deliziosa frizione che esercito sul suo corpo
muscoloso ed eccitato. Sento il suo corpo
sodo e muscoloso premere contro il mio e mi
piace, mi sta facendo impazzire, lo voglio
cos tanto.
Ad un certo punto per,
senza preavviso Liam si stacca da me, e io
spalanco gli occhi. Lui mi osserva con un
sorrisetto malizioso, sottile e affilato, e quei
suoi occhi da predatore mi confondono,
facendomi avvampare come una verginella,

senza sapere perch.


Ma io sono stanca di
giocare, lo voglio sopra e dentro di me. Ora.
Probabilmente riesce a leggermi nel
pensiero perch di botto mi prende in
braccio conducendomi in camera da letto,
dove mi adagia dolcemente. I suoi occhi fissi
nei miei sono di un azzurro luminoso, pieno
di promesse proibite.
Ti voglio amore mi
sussurra all'orecchio, e giuro che se non
fossi sdraiata sul letto crollerei sul
pavimento. Lui mi stringe a se, mi preme
contro il materasso, sono stretta tra il letto e
il corpo di Liam, e io sento che sto per
andare a fuoco, la sua mano scorre lenta
lungo la mia spalla e scende sul seno, le sue
labbra prendono possesso delle mie in un

bacio esigente, famelico. Oh Dio, che bello.


Sfioro il suo viso con il mio, morbidamente,
come se potessi imprimervi il mio odore e
renderlo mia personalissima propriet, ma
poi ricordo che lui gi di mia esclusiva
propriet e posso farne ci che voglio.
Torno al presente quando le sue mani mi
scivolano calde sulla mia pelle. Un lungo
brivido di piacere mi scende lungo la
schiena. Oh, cos bello.
Il suo sapore sulla lingua,
altri baci sulla mia pelle, gli occhi incollati
ai miei. La sua mano scivola ancora sopra un
mio seno, accarezzandomi lentamente. Sa
quando mi piace essere toccata, solo da lui.
Scende poi lungo il ventre, catturo ancora la
sua bocca, avida di lui. Le sue mani si
spostano lente, fino ad arrivare l, tra le mie

gambe ed inizia ad accarezzarmi. Nessuno


mi ha mai fatto provare un piacere cos
intenso. Con un movimento delicato le sue
dita entrano dentro di me, spingendo piano
all'inizio, per poi aumentare la velocit. Si
ferma guardandomi dritto negli occhi, e il
mio sguardo si fissa sul suo viso, sui suoi
occhi meravigliosi, caldi e carichi di
desiderio. Lo amo, grida il mio cuore, lo
amo da morire dice il mio cervello, ed
mio, solo mio. I miei occhi si fissano sulla
sua bocca, piena, calda ed esigente
Ti prego supplico con il
fiato corto, ti prego... non fermarti.
Dimmi cosa vuoi
risponde con un sussurro.
Te, voglio che mi riempi,
tutta gemo sulla sua pelle. Lui ignora la mia

preghiera e prosegue mordendomi ovunque.


. Ah Liam... ti prego!!! supplico. Ma lui
continua la sua lenta tortura, gemo e arcuo la
schiena, in preda alla frenesia urlo Liam ti
prego prendimi!!! sorride, lui sorride sulla
mia carne bollente. Sadico.
Gli prendo i capelli e tiro
verso di me, con la lingua disegna un umido
percorso fino alla mia bocca che cattura
avido, succhiandomi il labbro inferiore
mentre con un colpo solo mi penetra con
vigore. Il respiro si ferma,
cerco di
adattarmi alla sua enorme invasione. E'
bello, la sensazione che provo
indescrivibile, mi sento cos piena di lui, ho
talmente tanta voglia che mi sento svenire.
Di pi amore, ti prego, dammi tutto, fino in
fondo prende a muoversi, dentro e fuori dal

mio corpo, mentre le sue braccia mi cingono


ferree in un abbraccio possessivo, le sue
labbra vagano fameliche sulla mia pelle, sui
miei seni, torturandomi i capezzoli, le mie
mani esplorano minuziosamente il suo corpo
possente e muscoloso. L'orgasmo esplode
catapultandoci in una dimensione di colori,
odori, gemiti e sussurri, fino a lasciarci
senza respiro.
Restiamo cos.
Teneramente abbracciati in attesa di
riprendere fiato. Le mie parole sono come un
soffio di vento, leggere ma potenti, mentre
sussurro nel suo orecchio Liam... aspetto un
bambino, il nostro bambino.
Silenzio.
Per un attimo mi sembra di
non sentirlo respirare.

Lui non parla, si limita a


girarsi verso di me e infossare la testa
nell'incavo della mia spalla, stringendomi tra
le sue braccia, sento le sue spalle vibrare,
scuotersi, e mi rendo conto che sta
piangendo, sento le sue lacrime scendere
calde sulla mia pelle, e la sua voce
sussurrare; Grazie...
Vengo travolta da una forte
emozione. Il suo grazie speciale, un grazie
carico d'amore, riesco a sentire tutta la sua
forza, il suo coraggio in quelle lacrime, ma
soprattutto il suo amore, grande e infinito,
per la felicit appena ricevuta, per il figlio
tanto atteso e desiderato. Amo quest'uomo
fino a morirne. Lo stringo nel mio abbraccio
lasciandomi cullare dal nostro pianto
silenzioso che sa d'amore, un amore vero.

Mi sveglio che gi
mattino, mi giro nel letto allungando una
mano, in cerca di quel corpo caldo e forte
per farmi coccolare e stringere nel suo
abbraccio, ma non trovo nessuno. Sono sola.
Mugugno qualcosa, delusa sentendomi
abbandonata. Metto una camicia di Liam
allacciando qualche bottone. E' morbida e
leggera, e sa di buono, inspiro l'odore, il suo
odore, quell'odore che mi fa impazzire, che
sa di lui, e che mi fa sentire a casa.
Attraverso la sala a piedi
nudi, in silenzio. Dalla cucina mi giungono
dei rumori ovattati, mi affaccio alla porta
appoggiandomi allo stipite mentre osservo il
panorama. Magnifico devo dire. Liam mi da
le spalle, indossa solo i boxer ed un vero
spettacolo sexy, i boxer sono molto aderenti,

modellano il suo sedere in un modo che...


tutto da mordere, le spalle ampie e ben
modellate, con muscoli al posto giusto, non
riuscir mai ad abituarmi a lui, ha talmente
tanti muscoli che non so come faccia il suo
corpo a contenerli tutti, per non parlare delle
gambe, lunghe e muscolose, davvero
perfette, guardarlo mi fa venire strani
pensieri.
Non riesco a togliergli gli
occhi di dosso. Ho voglia di strappargli
quei
sexy
boxer
e
approfittare
vergognosamente di lui. Vederlo muoversi
tra pensili e fornelli appare ancora pi
grosso e possente mentre lo spazio della
cucina scompare, assorbito dalla massa
enorme del suo corpo. Lui si accorge della
mia presenza, si gira sorridendomi

togliendomi il respiro, guardandomi con


sguardo incupito dal desiderio. Oh, Liam.
Non mi stancher mai di dire quanto sia
bello. Cerco di trattenermi dal saltargli
addosso mordendomi il labbro inferiore. Un
raggio di sole che filtra dalla finestra fa
splendere i suoi capelli rendendoli simili
all'oro. Sembra un Dio. Oh, lo voglio.
Adesso.
Buon giorno amore, sto
preparando la colazione, perch non sei
rimasta a letto? Ti lavrei portata io.
Non mi piace svegliarmi
in un letto da sola metto il broncio,
spostandomi una ciocca di capelli dietro
lorecchio.
Scusa, non piace neanche
a me ma, pensavo di fare colazione con te

sotto le lenzuola.
Davvero? lo sto
mangiando con gli occhi. Dio, non mi
riconosco pi, da quando sono diventata cos
ninfomane?
Lui sorride vedendomi
arrossire.
Dio Andrea, arrossisci
ancora quando mi guardi? Lo sai che mi
piace da morire, vieni qui, voglio stringerti
mi dice in un sussurro.
Ma lui a muoversi. Con
due falcate mi raggiunge e mi avvolge nel
suo abbraccio catturando le mie labbra in un
bacio dolce e lento.
Ti ho gi detto che ti
amo? i suoi occhi brillano.
Forse, dimmelo ancora

mormoro baciandolo, ancorandomi alle sue


spalle massicce.
Ti amo Andrea, pi della mia vita
emozionato, anche per via del bambino
che tanto desiderava. Mi lascio andare
nel suo abbraccio, mi trascina vicino al
bancone per fare colazione.
E vero Andrea? Avremo
un bambino? sussurra con occhi carichi di
una luce brillante, felici.
Annuisco mentre mi
allaccio al suo mastodontico corpo
divorandolo di baci. Mi stringe a se in un
abbraccio caldo e possessivo, divorandomi
la bocca, per poi spostarsi sulla gola
lasciando una scia di piccoli baci.
Facendomi sciogliere.
Grazie per questo dono

meraviglioso, grazie per essere qui con me


mi dice emozionato, e mi sento invadere da
una gioia infinita. Lo lascio andare in modo
che possa finire di preparare la colazione.
E' davvero bello vedere un
uomo che si prende cura di te, in ogni senso.
E so che sar un padre meraviglioso.
Mettile sempre amore
fa un cenno della testa alludendo alla sua
camicia adoro sentire il tuo odore sulla mia
pelle sussurra mentre mi bacia con amore.
Dio. Come riesce a farmi
eccitare con solo due parole non lo sapr
mai.
Tu sei la mia droga,
Andrea mormora.
Gli prendo il volto tra le
mani, gli sollevo la testa e mi alzo sulla

punta dei piedi per baciarlo.


Mi fai dimenticare tutto.
Sei la mia salvezza sussurra dun fiato.
Sei la mia droga Andrea. Non ne avr mai
abbastanza di te. Non lasciarmi mormora e
mi bacia la pancia accarezzandola
lentamente.
La sua paura sempre
presente. Vorrei poterla cancellare.
Non vado da nessuna
parte Liam, ti ho sposato ricordi? E mi
sembra di ricordare che volevo essere io a
baciare il tuo corpo borbotto assonnata.
Lui sorride, con la bocca
sulla mia pelle.
Ti amo Andrea, ti amo
cos tanto!
Gli prendo il volto tra le

mani. Lo so, non smettere mai di dirmelo.


Liam mi prende la mano
sinistra, adorna della fede in platino con
diamanti che mi ha messo al dito quando ci
siamo sposati. La bacia, poi mi fissa
intensamente. Non ti far mai del male
amore, mai, ti amer finch avr respiro
mi dice con voce carica d'emozione. Voglio
proteggerti, amarti e onorarti per il resto
della mia vita, cos come amer il nostro
bambino.
Le sue parole vanno oltre
la promessa nuziale fatta davanti al prete. Il
mio cuore sembra scoppiare da tanto amore.
Adoro quest'uomo con tutta me stessa. E ora
ci apparteniamo per davvero l'una all'altro,
siamo due corpi in un anima sola.

Otto mesi dopo

-Negozio per bambini-

Andrea
Andrea, stai bene?

Sentendo quella domanda,


apro gli occhi. Finch Sara non ha parlato,
non mi ero neanche resa conto di averli
chiusi.
Stai bene? ripete.
Uhm, si rispondo, vaga.
Sono aggrappata a un espositore di tutine per
bambini. Batto pi volte le palpebre per
schiarirmi la vista offuscata.
Sar meglio che tu ti
sieda mi dice Sara fare shopping
particolarmente faticoso, sopra tutto se
qualcuno di mia conoscenza non ha fatto una
colazione adeguata e soffre di cali di
zuccheri, se lo sa Liam uccide prima me e
poi ti liscia il pelo, lo sai quant' protettivo
nei tuoi confronti. Soprattutto ora, nelle tue
condizioni.

Sto bene, ho solo avuto un


capogiro mormoro sbuffando, lo so che ha
ragione.
Certo, quando mi darai
ascolto sar sempre troppo tardi, e ora ti sei
messa in testa che non hai abbastanza
vestitini per il bambino, dovevi aspettare
l'ultimo momento per fare scorta vero? si
lamenta la mia amica.
Smettila l'ammonisco
mentre la sento sospirare Sara... che c'!
le chiedo preoccupata.
A volte ti invidio
confessa con un sospiro.
Per cosa? chiedo
curiosa.
Per tutto. Non
fraintendermi, non ti invidio in senso

negativo, ma per quello che hai. Dio, l'amore


che Liam prova per te... una cosa che va
aldil di ogni percezione umana. La luce che
ha negli occhi quando ti guarda, quasi con...
adorazione. Si. Adorazione la parola
giusta, quell'uomo ti adora in un modo
impossibile, pazzo di te in un modo
assurdo, farebbe qualsiasi cosa pur di farti
contenta. Tu non immagini il potere che hai
su di lui, lo vedrebbe anche un cieco, se gli
chiedessi di uccidere lo farebbe senza
chiedersi il perch, questo che ti invidio. Il
suo amore incondizionato.
Sara... non hai niente da
invidiarmi, Dylan ti adora, ti ama alla follia,
non dubitare mai di ci che prova per te, lo
vedo com' protettivo e attento alle tue
esigenze ed la verit.

Lo so, non mi sto


lamentando di lui, ci mancherebbe, so che
Dylan mi ama, ma nei suoi occhi non vedr
mai quella luce che possiede Liam quando
guarda te, ed una cosa meravigliosa, se
solo dovesse perderti, credo che si
toglierebbe la vita, lui vive per te, sei tutto il
suo mondo, e l'amore che prova talmente
forte che lo senti a pelle, ti toglie il respiro,
ed bellissimo, siete come due satelliti che
gravitano intorno ad un pianeta, si muove lui
ti muovi tu, e viceversa, pazzesco, sei molto
fortunata Andrea.
Lo so, quello che prova
lui nei miei confronti, lo provo anch'io nei
suoi, lui per me come l'ossigeno per i miei
polmoni, non posso vivere senza di lui, lui
la mia certezza, il punto fermo nella mia

vita, il mio presente e il mio futuro lo sai. E


non ho nessuna intenzione di lasciarlo,
preferirei morire che rinunciare a lui.
Gi, ed stupendo
sospira
lo sai che tua madre sta
arrivando? cambia discorso.
Si, mi ha chiamata ieri
per sapere come stavo, accidenti peggio di
Liam, pi apprensiva di una chioccia, mi
ha detto che sta arrivando e che si fermer
fino a quando non nasce il bambino.
Peggio di tuo marito non
c' nessuno credimi, peggiorato
ultimamente in fatto di possessivit. Santo
cielo, altro che chioccia sorride mentre
scuoto la testa sorridendole a mia volta.
Sono contenta che venga tua madre, ti sar
di molto aiuto, e a me toccher fare anche il

tuo lavoro, ah, arriva anche Alex con il suo


compagno, e la tua amica Nicole, cos mi ha
detto lui quando mi ha chiamata perch non
riusciva a mettersi in contatto con te.
Mmh... comincia ad
essere un po' affollata la mia vita, non
credi? rispondo sarcastica.
No, manca ancora tuo
fratello e Cristina mi dice ridendo.
O signore, ho idea che
migrer per paesi lontani alzo gli occhi al
cielo.
Sarebbe inutile, ti
ritroverebbero perfino in una Jungla
intricata. Liam poi, sarebbe capace di legarti
per non farti andare via mi dice ridendo.
Piantala di fare la scema,
per hai ragione, meglio non pensarci, dai

andiamo avanti a scegliere il corredino e...


non finisco la frase che vengo colta da
vertigini.
Ehi... che hai? Stai
bene? mi chiede Sara preoccupata.
Ho le vertigini confesso.
Okay, andiamo, devi
sederti mi prende per un braccio mentre mi
fa sedere.
Siamo in una boutique
specializzata in articoli per la prima
infanzia. Qualche giorno fa mi sono resa
conto di non aver preso tutto quello che mi
occorre per il piccolo in arrivo, la data del
parto imminente. Liam ha dipinto lui stesso
la stanza del piccolo, un colore neutro
perch non abbiamo voluto sapere prima il
sesso, un giallo canarino, caldo e tenero,

arredata di tutto punto. Non potevo


immaginare che sarebbe stato cos stancante
andare in giro per negozi con un pancione
ingombrante. Quando mi siedo, emetto
un'esclamazione di sollievo e ondeggio
leggermente avanti e indietro. La sedia su cui
mi siedo imbottita e morbidissima.
E' fantastica!
commento. Forse dovrei prenderne una da
portare a casa.
Se vuoi te la regalo dice
Sara.
Io la guardo e faccio una smorfia. Hai detto
la stessa cosa su ogni cosa che ho visto e
piaciuto finora.
E allora?
Allora non puoi
comprarmi tutto quello che mi piace per il

piccolo, lo vizierai prima ancora che nasca


obbietto.
Hai ragione, vorr dire
che mi accontenter di regalarti la met di
tutto ci che hai visto mi dice sorridendo.
Sbuffo indignata, con Sara
non riesco mai a ragionare quando si tratta di
shopping, da quando poi hanno saputo che
aspetto un figlio... sono impazziti tutti,
compreso mia madre, che ora sta arrivando
insieme a mio padre.
Se lo sa Liam che ho
acconsentito ad accompagnarti fuori a fare
acquisti... minimo mi uccide mi dice lei,
con mezzo sorriso.
Non riesco pi a seguire i
ragionamenti di Sara. Improvvisamente sento
le vertigini aumentare, ho la nausea e ho

voglia di sdraiarmi Sara... ti prego...


portami via riesco a mugugnare.
Cristo, Andrea... stai
male? chiede preoccupata, annuisco mentre
mi sembra di scivolare via. Riesco solo a
sentire Sara che chiama Liam al telefono e
poi buio.
Un leggero rollio mi
sveglia. Quado riapro gli occhi sono in
macchina, il viso di Liam concentrato nella
guida, un mio respiro e lui si gira verso di
me, mi osserva con uno sguardo accigliato.
Cristo Andrea. Si pu
sapere che ti prende? mi chiede con tono
accusatorio.
A fare shopping, ormai ci
siamo dico semplicemente.
Si ma potevi aspettarmi,

nelle tue condizioni non devi fare sforzi, non


voglio che ti succeda niente, a te e al nostro
bambino ora apprensivo.
Oh, andiamo Liam, sono
incinta,
non
invalida.
rispondo
guardandolo.
Oh, certo, a momenti mi
veniva un infarto quando Sara mi ha
chiamato, e non ti nascondo che ho avuto la
forte tentazione di strangolare la tua amica.
Non farlo mai pi, ti prego, mi ha fatto
morire, e se ti fosse successo qualcosa? Non
me lo sarei mai perdonato mi ammonisce.
Oh, mister maniaco del
controllo tornato.
Lo so, scusa, e che avevo
necessit di alcune cose e...
La prossima volta vorrei

che me lo dicessi, voglio accompagnarti, non


devi