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IL SISTEMA OPACO. LA GIUSTIZIA NELLA FICTION ITALIANA


Milly Buonanno

1. Perry Mason abita ancora qui


Prime time televisions great lawyers never die: they just retire to
syndication1. Il grande avvocato a cui questa affermazione si riferisce ,
abbastanza prevedibilmente, Perry Mason: protagonista negli anni
cinquanta e sessanta di uno dei primi legal drama della televisione
americana2, importato e trasmesso con largo successo in Italia a partire
dal 1959. E bene rammentare come la televisione pubblica italiana,
allepoca nella sua prima infanzia, praticasse una politica fortemente
restrittiva nei confronti delle importazioni di prodotto seriale straniero, in
specie di origine statunitense3. Ma la fama di Perry Mason ebbe ragione
di cautele e resistenze, e una volta insediato sul Programma Nazionale il
personaggio si avvi a diventare rapidamente, anche in Italia, licona
imperitura dellavvocato difensore, campione della verit e paladino
dellinnocenza.
Dopo pi di mezzo secolo, Perry Mason ancora fra noi, a conferma che
certi eroi del prime time non muoiono mai, o possono comunque godere
di una lunga afterlife nei circuiti di un secondo mercato televisivo,
laddove esiste, o nei tanti rivoli del contemporaneo ambiente multicanale,
o nellennesimo passaggio sulle stesse reti del broadcasting. Di recente,
gli episodi della vecchia serie sono ricomparsi nella programmazione sia
di Rete 4 sia della rete satellitare Fox Retro. Ma, in modo alquanto
paradossale, la persistente presenza della figura di Perry Mason non tanto
o non soltanto sui nostri teleschermi quanto in un diffuso immaginario
giudiziario degli italiani, disvelata, tra laltro, dalluso corrente di una
locuzione con cui si intende asserire esattamente il contrario: ovvero,
Perry Mason non abita qui. Utilizzata in diversi contesti discorsivi, e
con diverse articolazioni di significato invariabilmente pervase da un
senso di privazione relativa per quel che non abbiamo- la frase ha

1N.Rosenberg,PerryMason,inR.M.Jarvis&P.R.Joseph(eds.),Primetimelaw,
CarolinaAcademicPress,Durham1998,p.115.
2 La prima generazione dei legal drama americani si caratterizza, secondo
Barbara Villez, per il ruolo protettivo e salvifico, da angeli custodi, dei
personaggiprotagonisti.Cfr.B.Villez,Televisionandthelegalsystem,Routledge,
London2008.
3InpropositorimandoaM.Buonanno,Lafictionitaliana.Narrazionitelevisivee
identitnazionale,Laterza,Roma2012,inparticolareicapp.1e2.

acquisito lautorevolezza di un taken-for-granted; sebbene la sua valenza


sia pi evocativa e suggestiva che cognitiva. A seconda dei casi, o degli
intenti del discorso, il nome del personaggio evoca infatti, o sta per,
lidealtipo di unintera categoria professionale (gli avvocati), di una
peculiare maniera di intendere ed esercitare il ruolo di difensore4, di un
popolare genere narrativo (il legal e il courtroom drama), e perfino della
giustizia tout-court5. E basterebbe il carico simbolico e metaforico che
viene in tal modo sostenuto dalla figura di Perry Mason per riconoscere
come questa sia ancora in grado di fornire riferimenti (di senso comune) e
di costituire la pietra di paragone su cui gli standard del funzionamento
nonch della rappresentazione del sistema giudiziario in Italia possono
venire misurati di norma per stigmatizzare la distanza dal tipo ideale
emblematizzato da Perry Mason -.
In realt, il tempo ha perfino accorciato certe distanze. Il modello
accusatorio del processo, introdotto alla fine degli ottanta dalla riforma
del codice di procedura penale, ha creato ad esempio le condizioni di un
habitat dibattimentale analogo a quello in cui, mezzo secolo fa, un
torreggiante Perry Mason aveva trionfalmente ragione dellaccusa, a tutto
beneficio dellinnocenza e della giustizia. Una giustizia etica, sintende,
che non necessariamente coincide con il buon funzionamento di un corpo
di norme e pratiche legali in grado di garantire tanto la tutela dei diritti
degli imputati quanto la individuazione e la equa condanna dei veri
colpevoli.
Non occorre neanche un esercizio ermeneutico troppo approfondito per
scorgere come, nella serie eponima (e ancor pi esplicitamente nei
romanzi), lavversario di cui sistematicamente - con enorme astuzia e
malcelato compiacimento - Perry Mason scardina i meccanismi, sia un
sistema giudiziario disfunzionale, votato allerrore, subordinato al potere
dellaccusa, viziato dalle procedure di designazione politica dei giudici:
scenario transatlantico di giustizia imperfetta nel quale, oggi forse con
maggiore chiarezza di ieri, potremmo cogliere, al di l delle differenze, le
similarit con gli scenari della inferma giustizia domestica.
Daltro canto, limmaginazione stessa di un personaggio come Perry
Mason non potrebbe trovare la sua genesi e il suo terreno di coltura se
non nellassunto del malfunzionamento di una macchina legale
reiteratamente esposta e incline al rischio fatale dellerrore giudiziario; da

4Cfr.adesempioF.SarnoeM.Sarno,Levoluzionedellalegittimadifesa,Giuffr,
Milano2008,dovegliautoricommentanolancorscarsapropensionedellaclasse
forenseitalianaalladifesaattivaconlespressionecanonicaInsostanza,Perry
Masonnonabitaqui,ononancora(p.134).
5 Perry Mason non abita qui era il titolo di un pubblico incontro con il
magistrato Giancarlo De Cataldo, svoltosi il 18 novembre 2011, per discutere
sullaGiustizia.

qui la necessit di una pirotecnica figura di eroe-difensore6 , teso ad


assicurare il riconoscimento dellinnocenza e il trionfo della verit contro
ogni logica e pratica distorta o iniqua di gestione del procedimento
penale. Risoluzione sicuramente apportatrice di grande sollievo morale e
di speranzosa fiducia nella possibilit che giustizia sia fatta, ma nella
quale anche possibile riconoscere una concezione invero un po
personalistica del modo stesso di fare giustizia, non estranea in quanto
tale alla n alla realt n allimmaginario italiano. Cos come non ci
estraneo il paradigma rigidamente manicheo che presiede alla costruzione
dei casi giudiziari affrontati da Perry Mason, dove non c spazio per
alcun ragionevole dubbio o sfumatura poich gli indagati sono sempre
irrefutabilmente innocenti e gli inquirenti sempre pervicacemente in
errore.
Si badi bene che non si tratta di una presunzione di innocenza di schietta
matrice garantista, in opposizione polare con la presunzione di
colpevolezza che tanto spesso da noi produce mostri sbattuti in prima
pagina e misure di protratta carcerazione preventiva. Si tratta piuttosto di
una chiara scelta di campo, sulla base di una problematica conflazione tra
fare giustizia e stare dalla parte giusta: per principio Perry Mason accetta
di difendere solo gli innocenti, e ci ne fa senza dubbio un paladino degli
sventurati cui accade di venire inquisiti e incriminati senza colpa, ma non
proprio un convinto ed esemplare portabandiera del diritto alla difesa di
ogni imputato, anche se colpevole di reati. Di fatto, poi, la principale e
davvero vincente abilit difensiva di Perry Mason consiste non tanto nel
raccogliere ed esibire prove in grado di contraddire o smontare le tesi
accusatorie nei confronti dei suoi assistiti, quanto nellottenere grazie ai
suoi incalzanti interrogatori la pubblica confessione dei veri colpevoli:
momento di massimo apice drammaturgico, di cui ben si comprende (e si
apprezza, innegabilmente) la efficace funzione liberatoria di climax
risolutivo della intera vicenda processuale, ma che per altro verso non
manca di insinuare qualche ragionevole dubbio su una sovrapposizione di
ruoli e di poteri fra difesa e accusa. Di certo niente come la scoperta del
vero autore del delitto pu asseverare linnocenza dellimputato e
garantire il trionfo della difesa; tuttavia la confessione piena che Perry
Mason puntualmente ottiene dai colpevoli invero senza esercitare forme
di coercizione o intimidazione - non soltanto funzionale alle sue
strategie difensive, o alla necessit di dare soddisfacimento allattesa che
il delitto non resti impunito. E, piuttosto, al servizio di ci che sembra
stare maggiormente a cuore al protagonista, forse non al di l ma al di

6TrovoladefinizionediMasoncomepyrotechnicianinF.M.Nevins,PerryMason,
inM.Asimow(ed.),Lawyersinyourlivingroom,ABAPublishing,Chicago2009,
pp.5160.

sopra del sistema giudiziario con i suoi immanenti diritti di difesa, le


imputazioni di colpa, le sentenze di assoluzione e di condanna: ovvero
ladesione a una sorta di credo o di legge superiore that demands not
simply justice but THE TRUTH7.
Si potrebbe discutere sul carattere semplicistico e forsanche fuorviante di
una verit che, liberandosi dalle ombre e dai misteri, si svela
inconfutabilmente nella confessione del colpevole; senza peraltro
misconoscere come proprio nella instancabile ricerca di una verit che a
un tempo condizione e realizzazione di giustizia risieda la nobilitazione e
la eroicizzazione della figura di Perry Mason. Appena un po fuori
dallalone del mito, tuttavia, si scorge qualcosa di pi inquietante: e cio,
che nel perseguire la sua missione di truth-seeking, il personaggio si
appropria di tutti i ruoli e le prerogative che entrano in gioco nel
procedimento penale. Agisce, infatti, non soltanto da difensore (come gli
spetta) e da investigatore (come anche da noi consente e incoraggia il
nuovo codice di procedura), ma per di pi da pubblico ministero
(assumendosi il compito di individuare il colpevole e indurlo a
confessare), e in qualche misura da giudice (poich egli emette in
partenza un giudizio assolutorio nei confronti di coloro che accetta di
difendere). La confessione del vero colpevole, per giunta, consegna alla
giuria un verdetto gi pronto alluso8.
Affermare che Mason is a defense lawyer who epitomizes the
Althusserian concept of an ideological state apparatus9 probabilmente
eccessivo non si pu davvero imputargli di essere al servizio di un
progetto autoritario -. Ma la sua innegabile tendenza accentratrice e il suo
protagonismo ne fanno una figura di uomo di legge la cui (improbabile)
irreperibilit nel nostro habitat giudiziario reale e immaginario non
dovrebbe suscitare troppi rimpianti e sensi di privazione.
E, per entrare e restare da qui in avanti nella sfera dellimmaginario
televisivo italiano: se Perry Mason non abita pi il legal e il court drama
americano, che si sviluppato nel tempo in direzione sempre pi
realistica e critica nella rappresentazione delle professioni legali e del
funzionamento del sistema giudiziario (basti pensare alla serie ventennale
Law and order e ai suoi spin-off10), si pu invece essere certi che abita
ancora la fiction italiana. Dove si reincarnato nella nostrana ma
inconfondibilmente Perry Mason-inspired figura di Rocco Tasca, il
protagonista del legal drama di maggior successo degli anni duemila, Un

7N.Rosenberg,op.cit.,p.128.
8JuriesalmostneverhadtodeliberateinPerryMasonstrials:B.Villez,op.cit.,
p.14.
9M.P.Epstein,FromWillytoPerryMason:theegemonyofthelawyerstatesmanin
1950stelevision,inSyracuseLawReview,vol.53,2003,p.1215.
10Lawandorder.SpecialVictimUnit,eLawandorder.Criminalintent.

caso di coscienza (Rai 1). Ci arriveremo al termine di un rapido excursus


storico.
2. I processi celebri
Un motivo addotto di frequente per spiegare almeno in parte il successo
della serie Perry Mason presso il pubblico italiano la dinamica del
processo penale statunitense, caratterizzato secondo il rito accusatorio
dalla contesa dialettica fra laccusa e la difesa, linterrogatorio incrociato
di imputati e testimoni, e in generale un clima di vivace contraddittorio
che si presta a favorire una efficace resa drammaturgica. Sul pubblico
televisivo degli anni cinquanta e sessanta, in particolare, questa forma
inedita di dibattimento processuale esercitava verosimilmente il fascino
ulteriore dei rituali esotici.
Ma, al di l della forma, la sostanza il processo in s - che consente di
render meglio conto della attrazione esercitata dalla fiction giudiziaria nei
primi anni della televisione italiana; anni nei quali come scopriamo
retrospettivamente con un certo stupore, a causa della memoria sfocata
del passato nonch di una storiografia lacunosa della televisione - Perry
Mason era forse la pi popolare e di certo la pi mitopoietica, ma
tuttaltro che lunica narrativa di genere legale-giudiziario presente sugli
schermi domestici. Una ricostruzione dellofferta di fiction dagli anni
sessanta agli anni ottanta11 consente infatti di individuare almeno 35 titoli
riconducibili con certezza al genere in analisi; senza contare un certo
numero di sceneggiati tratti da romanzi in cui questioni e apparati di
giustizia, giudici, tribunali e verdetti, pur non essendo necessariamente il
fulcro della storia, rivestono un peso di rilievo negli sviluppi narrativi e
nel determinare il destino dei protagonisti 12 ; come egualmente pu
accadere nelle biografie di taluni personaggi storici 13.
Non mancano nel corpus delle 35 fiction giudiziarie prodotte e
programmate in questo arco trentennale gli adattamenti letterari quali Il
caso Mauritius, dal romanzo di J. Wasserman; Il giudice e il suo boia,
ripreso da F. Drrenmatt; Il processo, dallopera di F. Kafka; Il giudice,
da un racconto breve di J. Galsworthy o i soggetti originali, pi o meno
ispirati a casi reali di cronaca - ad esempio le serie antologiche Di fronte
alla legge e Processi a porte aperte .

11HoutilizzatoaquestoscopoinformazionireperibilisulsitodelleTecheRai,e
soprattuttolutilissimocatalogoacuradiFiorenzaFiorentino,1500filme
sceneggiatitv,NuovaEri,Torino1988.
12 Ad esempio Una tragedia americana (1962), Resurrezione (1965) I fratelli
Karamazov (1969), Delitto e castigo (1983).
13AdesempioLuisaSanfelice(1966)eSocrate(1971).

Tab. 1. Fiction giudiziarie: anni sessanta-ottanta (Reti Rai)


TITOLO
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.

11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.

Il caso Mauritius *
I grandi processi della storia
Un errore giudiziario
Sotto processo *
Dossier Mata Hari
Laffare Dreyfus
Di fronte alla legge
Il processo Slansky
Processi a porte aperte
La resa dei conti. Dal Gran Consiglio al
processo di Verona
Il giudice e il suo boia *
Processo a un atto di valore
Il giudice
Il caso Lafarge
Delitto di regime.Il caso Don Minzoni
Boezio e il suo re
Processo al Generale Baratieri

18. Processo per luccisione di Raffaele


Sonzogno
19. Il giudice *
20. Processo a Maria Tarnowska
21. Sacco e Vanzetti
22. Il processo *
23. Il delitto Patern
24. Diario di un giudice
25. Alto tradimento. Indagine su Cesare Battisti
26. Il delitto Notarbartolo
27. Il caso Graziosi
28.
29.
30.
31.
32.
33.
34.
35.

Il caso Murri
Lenigma Borden
Bebawi, il delitto di via Lazio
Il processo Matteotti
Il tenente del diavolo*
Il caso Ettore Grande
Attentato al Papa
Uno scandalo per bene

ANNO
Anni sessanta
1961
1962
1963
1964
1967
1967
1967,1970,1974
1968
1968-1971
1969
Anni settanta
1972
1972
1973
1973
1973
1974
1974
1975
1977
1977
1977
1978
1978
1978
1978
1979
Anni ottanta
1981
1982
1982
1983
1984
1984
1985
1986
1986

*adattamento letterario

Ma, come si coglie immediatamente scorrendo lelenco dei titoli, la


televisione pubblica dellepoca appare soprattutto impegnata nella
rievocazione di grandi vicende giudiziarie del presente e del passato che

hanno fatto scalpore per la natura dei crimini o per i soggetti coinvolti, e
hanno lungamente appassionato e diviso lopinione pubblica sulla
colpevolezza e linnocenza degli imputati, e l equit o larbitrariet del
verdetto finale. Si avvicendano cos sul piccolo schermo ricostruzioni di
processi per delitti o enigmi privati - il caso Lafarge, il processo a Maria
Tarnowska, i delitti Patern e Notarbartolo, il caso Bebawi, il caso
Bruneri-Canella, e altri e per delitti politici, quando non si tratta in
realt di processi politici basati su imputazioni pretestuose i casi
Matteotti e Don Minzoni, laffare Dreyfus, il processo Slansky, il caso
Sacco e Vanzetti, e altri -. Il tutto rientra nella categoria, o meglio nel
genere dei processi celebri o delle cause celebri.
Ibrido a composizione variabile di romanzo e cronaca giudiziaria, di
letteratura e di diritto, il genere delle cause celebri - lorigine e la
denominazione risalgono agli anni trenta del diciottesimo secolo 14 attingeva materia narrativa dalla vasta riserva degli atti giudiziari dei
processi famosi, per restituirli in forma di racconti, solitamente riuniti in
serie a pubblicazione periodica. Le raccolte di cause celebri hanno
goduto di una larghissima popolarit nazionale e internazionale che si
protratta fino al novecento, quando le potenzialit drammaturgiche del
genere e le sue capacit di impatto emotivo e di familiarizzazione con i
riti dellarcano e temuto potere giudiziario ne hanno fatto una risorsa
rapidamente appropriata dalla televisione. Anche altrove in Europa e
negli stessi Stati Uniti gli esordi del courtroom drama sono avvenuti per
il tramite dei processi famosi; una serie dal titolo Famous Jury Trials
andata in onda ad esempio fra il 1949 e il 1952 su una rete americana15.
Sulla base degli elementi di comparazioni disponibili si pu tuttavia
affermare con buona certezza che, pi di quanto non sia accaduto altrove,
la televisione italiana abbia fatto del dibattimento processuale il momento
topico e il fulcro della propria rappresentazione della giustizia,
lungamente costruita sulla narrazione di veri casi giudiziari.
Proprio la peculiarit di una fonte ispirazionale situata sul terreno di una
documentata realt ed esperienza16 giudiziaria, e in parte di una grande

14 Si veda laffascinante ricostruziona storica fornita da A. Mazzacane,


Letteratura, processo e opinione pubblica: le raccolte di cause celebri tra bel
mondo,avvocatierivoluzione,inM.MarmoeL.Musella(acuradi),Lacostruzione
dellaveritgiudiziaria,ClioPress,Napoli2003,pp.53100.
15Cfr.E.Rapping,Lawandjusticeasseenontv,NewYorkUniversityPress,New
York2003,p.22.
16Aquestultimoproposito,giovaadesempioricordarecheDiariodiungiudice
(1978) tratto dal libro del magistrato Dante Troisi, ritenuto scandaloso
allepoca della sua prima pubblicazione nel 1955 per le scomode verit sul
mestiere di magistraro. Il libro stato e ristampato di recente da Sellerio: D.
Troisi,Diariodiungiudice,Sellerio,Palermo2012.

letteratura, offre alla fiction dellepoca il vantaggio di poter esercitare sul


pubblico il richiamo del ritorno del gi noto; ma soprattutto offre
lopportunit di trasgredire la visione uniforme e semplificata della
giustizia iteratamente riproposta da un concept seriale come quello di
Perry Mason, consentendo invece di mettere insieme nel tempo gli
elementi di una raffigurazione variegata e difforme e dai forti chiaroscuri.
E gi sintomatico che il lungo ciclo delle fiction giudiziarie esordisca nel
1961 con ladattamento de Il caso Mauritius, storia tragica di un errore
giudiziario (il tema ritorna in altre produzioni) che innesca profonde
riflessioni sulla responsabilit del giudice; cos come significativo
lascolto elevatissimo (quasi 17 milioni di spettatori) ottenuto nel 1978
dal Il giudice e il suo boia, amara elaborazione di Drrenmatt sulla
inconciliabilit tra verit e giustizia. Altre fiction svelano il retroscena
intricato e indicibile che talora si cela dietro le confessioni (Sotto
processo), lastuzia di imputati e difensori nel riuscire a evitare un
verdetto di condanna (Bebawi, il delitto di via Lazio), la iniquit dei
processi politici (Laffare Dreyfus, Il processo Slansky, Sacco e
Vanzetti,); e ancora dimostrano come sentenze di condanna (Il caso
Lafarge) o di assoluzione (Lenigma Borden) non valgano in ogni caso a
dissolvere i dubbi sulla reale colpevolezza o innocenza degli imputati, e
quanto pesante sia per un magistrato il fardello della responsabilit di
giudicare i propri simili (Il diario di un giudice).
Quel che ne emerge, in definitiva, un problematico scenario di giustizia
non fatta o estremamente ardua da fare destinato a scomparire nella
fiction dei successivi decenni -.
3. La breve stagione del magistrato
Nel gennaio del 1988 esordisce sulla terza rete Rai Un giorno in pretura,
a tuttoggi uno dei programmi pi longevi della televisione italiana. Un
giorno in pretura - il titolo richiama un umoristico film a episodi dei
primi anni cinquanta - porta le telecamere nelle aule giudiziarie, offrendo
al pubblico televisivo la inedita possibilit di assistere a veri dibattimenti
processuali, che vengono ripresi in diretta nella loro interezza e poi
sottoposti a una massiccia operazione di editing per renderli compatibili
con i formati temporali televisivi. Invero lesperienza non del tutto
inedita, essendo stata preceduta nel 1979 dalla ripresa di un processo per
stupro17 e del dibattimento per la strage di piazza Fontana. Ma solo con
Un giorno in pretura che il procedimento giudiziario diventa una

17LatrasmissionediProcessoperstuproesibagliocchidimilionidispettatorila
violenzasimbolicacuivenivanosottoposteintribunaleledonnevittimedi
violenzasessuale.

componente stabile, seriale, del palinsesto televisivo; da questo momento


gli italiani sono virtualmente ammessi nelle aule dei tribunali con
regolare periodicit settimanale, e possono seguire gli andamenti e gli
esiti di piccoli e grandi (Tangentopoli, il mostro di Firenze) casi
giudiziari.
Non probabilmente una mera coincidenza che il ciclo finzionale delle
cause celebri al di l di una isolata quanto fallimentare riproposizione a
met degli anni novanta venga a esaurimento allorquando cause pi e
meno famose sono rese disponibili in una versione fattuale, che
asseconda ed emblematizza lascesa e la voga, in quello stesso periodo,
della cosiddetta TV verit.
La fiction peraltro non diserta del tutto il genere giudiziario; ma basta
soffermarsi sui titoli delle produzioni messe in onda negli anni novanta
per cogliere immediatamente, gi a partire dalla soglia paratestuale, i
segni inequivocabili di una svolta.

2. Fiction giudiziarie: anni novanta


TITOLO
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.

RETE

Il magistrato
Canale 5
Il giudice istruttore
Rai 2
Un cane sciolto 1
Rai 1
Un cane sciolto 2
Rai 1
Un cane sciolto 3
Rai 1
I grandi processi
Rai 3
Lavvocato delle
Rai 2
donne
8. Lavvocato Porta
Canale 5
9. Avvocati
Rai 2
Fonte: Osservatorio Fiction Italiana

ANNO
1990
1990
1990
1991
1992
1996
1997

AUDIENCE media
(in migliaia)
4.939
2.661
8.041
5.911
7.016
3.608
4.740

1997
1998

6.638
3.138

Non pi processi, casi, affari, parole olistiche che ricomprendono ed


evocano un correlato insieme di eventi, attori sociali, procedimenti; ora i
titoli insistono sulle figure che personificano la pubblica accusa e la
difesa privata, il magistrato e lavvocato, nuovi protagonisti delle fiction
giudiziarie di un decennio segnato, tra le altre cose, da ricorrenti
fenomeni di personalizzazione mediatica di certi esponenti del sistema di
giustizia.
Si afferma contemporaneamente nella fiction italiana una tendenza
ibridatoria, allorigine di trame narrative multilineari dove vicende e
problemi di vita pubblica e privata, ambiti della sfera personale e
professionale dei protagonisti si trovano affiancati e mescolati.

10

Specialmente nel caso di personaggi identificati con apparati e funzioni di


potere, con influenti categorie professionali in maggiore o minor misura
temute e percepite distanti quali appunto magistrati e avvocati il fatto
di ritrarli anche nella loro veste privata serve a riposizionarli su un
terreno di prossimit, rendendoli partecipi di una comune e condivisa
(con gli spettatori) condizione umana. Ma evidente che in tal modo il
procedimento giudiziario, per quanto possa rimanere un asse portante di
legal e courtroom drama, obbligato poco o molto a recedere sul piano
diegetico e temporale; mentre la scena del dibattimento tende a perdere
di centralit e topicalit, nel momento in cui laula di giustizia non
costituisce pi lo spazio privilegiato della narrazione18, e per giunta la
ricostruzione della fase investigativa viene a prevalere sulla
rappresentazione della fase dibattimentale. Inoltre e forse ancora pi
importante come segnale di svolta la nuova struttura narrativa,
imperniata su figure di attori del sistema di giustizia che in quanto
protagonisti non possono per convenzione essere altro che eroi positivi (e
vincenti), crea le condizioni perch dora in poi nelle storie di fiction
giustizia sia fatta, sempre e comunque.
Magistrati e avvocati dunque si avvicendano sulla scena televisiva.
Peraltro gli esponenti della classe forense, che nella seconda met del
decennio sostituiscono le figure dei giudici e dei pubblici ministeri19,
faticano a imporsi come protagonisti-eroi; se Lavvocato delle donne va
ricordato quale primo e finora unico esperimento di legal drama al
femminile, nellinsieme i tentativi di consolidare limmagine degli
avvocati come artefici di giustizia non raggiungono lo scopo. Per questo
bisogner attendere gli anni duemila.
Si iscrive invece nella esplorativa e discontinua produzione di fiction
giudiziaria degli anni novanta la pi interessante e accattivante figura di
magistrato che abbia finora abitato limmaginario televisivo italiano: il
giudice De Santis, protagonista del breve ciclo di miniserie Un cane
sciolto messe in onda su Rai 1 tra il 1990 e il 1992. Egualmente lontano
dagli eroici furori di un pretore dassalto come dallalgido rigore
delliconografia tradizionale del giudice, il personaggio di De Santis
quello di un buon magistrato, altrettanto dotato di umana sensibilit che
di un alto senso della giustizia e della dignit del suo ruolo; uno stile

18Ladislocazionedelbaricentrospazialefuoridallauladigiustiziasiverificata
anche nel legal drama americano dalla seconda met degli anni ottanta; cfr. J.
Brigham,Representinglawyers:fromcourtroomstoboardroomsandtvstudios,in
SyracuseLawReview,vol.53,2003,pp.11651199.
19Vale la pena segnalare, sia pure soltanto in nota, come la magistratura nella
suafunzionegiudicantesiapraticamenteinvisibile,inognicasoirrilevante,sulla
scena della fiction giudiziaria italiana; il magistrato sempre e soltanto
rappresentatonellefunzioniinquirentierequirenti.

11

misurato e understatement, alieno da atteggiamenti protagonistici, una


prassi di correttezza procedurale, un impegno tenace ma per nulla
declamatorio o persecutorio nella ricerca della verit e dei colpevoli,
lindipendenza da qualsiasi tipo di potere (un cane sciolto, appunto)
convergono nel disegnare il profilo credibile e affidabile20 di un giudice
che cerca di far bene, responsabilmente, il suo difficile mestiere. Passa
attraverso questo personaggio limmagine sostenibile, per dirla nel lessico
contemporaneo, di una giustizia imperfetta ma perfettibile. Nelle tre
edizioni di Un cane sciolto certi aspetti del malfunzionamento del sistema
giudiziario - burocratizzazione, lentezze, errori, talora abusi, non ultimo i
legami pericolosi con uninformazione sensazionalistica passano al
vaglio di uno sguardo critico, e tuttavia non disilluso o cinico, n proteso
verso soluzioni pirotecniche. Sia pure a condizioni tuttaltro che facili o
scontate, la giustizia rimane un obbiettivo raggiungibile. Si veda in
particolare, nella terza edizione, il pubblico riconoscimento da parte del
giudice De Santis di un errore commesso in fase istruttoria e che, quasi a
conclusione di un processo, lo induce a revocare in dubbio il suo stesso
castello accusatorio e a rivolgersi alla giuria nella sofferta coscienza della
propria fallibilit - io potrei indurvi a un errore gravissimo - finendo
poi col chiedere lassoluzione dellimputato.
La terza edizione di Un cane sciolto va in onda a met gennaio del 1992.
Un mese dopo, lordine di cattura di Mario Chiesa voluto dal giudice Di
Pietro d avvio alla cosiddetta inchiesta Mani pulite. A maggio e a luglio
dello stesso anno vengono assassinati i giudici Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino. Due nuove immagini del magistrato lintemerato inquisitore
della corruzione politico-finanziaria e leroe-martire della lotta antimafia
si stagliano da quel momento, e vi abiteranno a lungo, nellimmaginario
collettivo degli italiani.
Per il giudice De Santis, che nelle intenzioni degli autori e del produttore
Sergio Silva avrebbe dovuto incarnare leroe della fiction degli anni
novanta cos come il commissario Cattani de La Piovra era stato leroe
degli anni ottanta il confronto evidentemente impari, e il personaggio
esce definitivamente di scena.
4. Perry Mason nel paese dei bugiardi
Gli anni duemila vedono espandersi la presenza e diversificarsi la
tipologia delle storie giudiziarie nellofferta di fiction italiana. In fatto di

20 Per unanalisi pi estesa del personaggio e del programma si veda M.


Buonanno, De Santis facci sognare. Un giudice senza collare, senza padrone, un
cane sciolto, in ead. (a cura di) Non la stessa storia. La fiction italiana LItalia
nellafiction,RAINuovaERI,Roma1993,pp.85100.

12

tipologie si va dal feuilleton melodrammatico (Sospetti), che


nellintreccio strettissimo di vicende personali e inchieste giudiziarie
condotte in modo personalistico inscena la lotta di un magistrato-Davide
contro il Golia di una multinazionale farmaceutica che sperimenta nuovi
medicinali su cavie umane (dei colpevoli far per cos dire giustizia la
spietatezza dei criminali alleati e lira dei mansueti, le vittime); alle
biografie degli eroi-martiri Falcone e Borsellino, in grado di convocare i
pubblici pi vasti; al ritorno dei grandi casi della cronaca poliziesca e
giudiziaria nazionale (Un uomo sbagliato, Il mostro di Firenze, Il delitto
di via Poma); ai diversi tentativi di dar vita a serie incentrate su un eroe
ricorrente avvocato o magistrato, quasi tutte rapidamente accantonate
per difetto di ascolti (Diritto di difesa, Cuore contro cuore, Il giudice
Mastrangelo). Ad eccezione di Un caso di coscienza, a tuttoggi
lunica serie legal italiana capace di assicurarsi una prolungata tenuta nel
tempo (quattro edizioni trasmesse con buon successo fra il 2003 e il
2010, una quinta stagione in arrivo). E qui che ha trovato dimora un
Perry Mason nazionale, come si vedr appena pi avanti.
Sul piano sostanziale, a fare da discrimine entro questo corpus di fiction
giudiziarie essenzialmente la fonte di ispirazione; ovvero, se le storie
rinviano a personaggi e vicende reali, oppure sono del tutto immaginate.
Non si tratta evidentemente di riproporre in maniera ignara e sprovveduta
una presunta dicotomia tra fact e fiction; ma soltanto di dar conto della
costatazione empirica che le fiction basate su casi realmente accaduti
finiscono per mostrare o lasciar trapelare sul funzionamento della
giustizia italiana qualcosa (poco o molto) di pi, rispetto alle storie di
pura invenzione. Le biografie di Falcone e Borsellino, ad esempio, pur fra
reticenze e cautele, fanno cogliere bene il clima di ostilit e insofferenza
che circondava i due magistrati allinterno del palazzo di giustizia21, e gli
ostacoli alle inchieste anti-mafia provenienti da ambienti della stessa
magistratura. Le ricostruzioni del processo al mostro di Firenze e delle
indagini per il delitto di via Poma, a loro volta, esibiscono con grande
evidenza la distesa degli errori, dei cavilli e dei rinvii disseminati lungo i
percorsi dei procedimenti giudiziari, la cui endemica lentezza non
peraltro garanzia di esito certo o verdetto equo. E, a questultimo
proposito, la rievocazione di un noto caso di errore giudiziario (Luomo
sbagliato), sia pure riparato a distanza di anni, mette drammaticamente di
fronte alla perversa trasmutazione del sistema di giustizia
nellimplacabile meccanismo accusatorio di un cittadino innocente.

21In proposito, si veda G. Bechelloni, I nostri eroi. La funzione bardica della


televisione,Liguori,Napoli2010.

13

3. Fiction giudiziarie: anni 2000


TITOLO

RETE

ANNO

1. Sospetti
2. Lavvocato Porta 2
3. Sospetti 2
4. Un caso di coscienza
5. Diritto di difesa
6. Paolo Borsellino
7. Sospetti 3
8. Un caso di coscienza 2
9. Luomo sbagliato
10. Cuore contro cuore
11. Giovanni Falcone
12. Il giudice Mastrangelo
13. Il giudice Mastrangelo 2
14. Lavvocato Guerrieri
15. Un caso di coscienza 3

Rai 2
Canale 5
Rai 1
Rai 2
Rai 2
Canale 5
Rai 1
Rai 1
Rai 1
Canale 5
Rai 1
Canale 5
Canale 5
Canale 5
Rai 1

2000
2000
2003
2003
2004
2004
2005
2005
2005
2005
2006
2006
2007
2008
2008

AUDIENCE
media (in migliaia)
5.390
5.954
7.870
4.205
2.509
10.834
6.075
6.395
8.855
4.323
7.597
5.482
3.898
4.166
5.440

16. Il mostro di Firenze


17.Un caso di coscienza 4
18. Il delitto di via Poma
19. Borsellino: i 57 giorni

Sky
Rai 1
Canale 5
Rai 1

2009
2010
2011
2012

n.d.
5.331
3.882
8.100

Fonte: Osservatorio Fiction Italiana

Una sorta di divisione del lavoro di rappresentazione sembra stabilirsi


tra da un lato - la fiction di ispirazione realistica, pi incline a mettere
in luce certi aspetti disfunzionali del sistema e gli statuti precari della
certezza del diritto e dallaltro - la fiction di ispirazione immaginaria,
dove laccento poggia sempre e comunque sulla indefettibile possibilit
di fare e ottenere giustizia. E pur vero che questo esito virtuoso si ottiene
di norma grazie allagire di individui speciali, artefici e garanti di una
realizzazione della giustizia che lordinario malfunzionamento di un
sistema infermo non sarebbe altrimenti in grado di assicurare.
Tuttavia, mai o quasi mai nel legal drama italiano le questioni relative
alla sfera del potere giudiziario vengono tematizzate e problematizzate
con qualche profondit, introducendo lungo liter del procedimento
giudiziario - e occorre ribadire in proposito la preminenza conferita alla
fase investigativa - elementi di discussione in materia ad esempio di:
legittimit delle procedure, garanzie degli imputati, attendibilit delle
prove, adeguatezza delle norme del diritto, interpretazione delle leggi,
fondatezza dei giudizi, certezza della pena, e ancora prerogative e

14

responsabilit dei diversi attori e settori della magistratura, e altro22. Di


fatto, dietro la messa in scena di conflitti etici elementari, schematiche
contrapposizioni delle parti, raggiungimento della verit per le vie brevi,
il sistema della giustizia nella complessit dei suoi meccanismi di
funzionamento, nel suo forte mix di burocratizzazione e di
discrezionalit, resta in larga misura opaco e inconoscibile nella fiction,
in senso proprio imperscrutabile.
Del resto la giustizia verit, la verit giustizia. Si potrebbe
condensare in questa parafrasi dei versi di John Keats23 tutto ci che
occorre sapere sulla giustizia, secondo quanto iteratamente si afferma e si
drammatizza nella serie giudiziaria pi longeva e popolare degli anni
duemila: la gi citata Un caso di coscienza, il cui protagonista avvocato
Rocco Tasca realizza finalmente lintento, perseguito dalla fiction italiana
attraverso un lungo tracciato di prove ed errori, di dar vita ad un emulo
nostrano, ma forse pi esattamente a una variante domestica di Perry
Mason.
Al pari di Perry Mason, Rocco Tasca difende solo gli innocenti, facendo
eventualmente eccezione per chi, reo confesso, abbia ucciso per piet e
per amore; oppure assume le difese di parte civile, schierandosi a tutela
dei diritti delle vittime. Ed egualmente al pari del suo modello non si
accontenta del ruolo della difesa, ma nella conduzione delle indagini,
nella (disinvolta) acquisizione delle prove, negli interventi dibattimentali,
agisce da lawyer-statesman24, a un tempo avvocato e magistrato, parte
privata e parte pubblica, facendo proprio con una sorta di accanimento
lobbiettivo della scoperta e dello smascheramento del colpevole.
Anchegli infine, e per di pi con una spiccata tendenza alla
esplicitazione verbale, persegue sopra ogni cosa la verit, e anzi con una
qualche enfasi retorica la pretende. E di norma la ottiene e la esibisce in
aula attraverso le dichiarazioni dei testimoni, guadagnati a loro volta
allimperativo etico della verit da una efficace opera di convinzione
dellavvocato e dei suoi collaboratori. Diversamente qui da Perry Mason,
Tasca non consegna dei rei confessi al giudizio del tribunale al
verdetto peraltro non si arriva mai, e non dato sapere se il crime riceva
il giusto punishment ma dei colpevoli la cui presunta e protestata
innocenza, sostenuta da difensori pi arroganti che capaci, viene
incontestabilmente smentita dalle veritiere rivelazioni dei testimoni.

22Nonsitrattadiintrodurretecnicismiincompatibiliconlanaturapursempredi
intrattenimento della fiction televisiva. Le serie legal inglesi e americane
riescono benissimo a incorporare simili argomenti in una impeccabile
drammaturgiadigenerefinzionale.
23Labellezzaverit,laveritbellezza.Questotuttocichevoisapetein
terraetuttocicheoccorresapere.
24M.P.Epstein,op.cit.

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Quanto alla variante domestica, la si vede allopera non soltanto nello


spazio larghissimo occupato dalla vita privata nel protagonista nella
diegesi narrativa, ma in modo pi significativo in un sorta di divisione
sociale della colpa e dellinnocenza sistematicamente riproposta nella
serie. Ovvero, nei casi dei quali lavvocato Tasca si occupa, accade che i
responsabili di crimini e delitti siano sempre o quasi sempre gli esponenti
di lites del potere e soprattutto del denaro; e anzi proprio lavidit del
guadagno, la smodata ricerca del profitto motiva il loro agire cinico e
delittuoso, di cui sono generalmente vittime persone semplici e indifese,
- carne da macello nelle parole del padre di un bambino intossicato dai
materiali di un giocattolo prodotto da una multinazionale senza scrupoli -.
Cos, la scoperta e la rivelazione dei colpevoli danno modo al
protagonista di esprimere la sua indignazione in vibranti tirate morali
contro coloro che hanno messo il profitto al di sopra della vita umana.
Rocco Tasca un indignato, e questo effettivamente marca una sensibile
distanza rispetto a Perry Mason.
Ma soprattutto, con la sua retorica della verit e la sua fede nelle
testimonianze, Tasca abissalmente distante dal personaggio di unaltra
fiction italiana; non un eroe ricorrente e neppure il protagonista di un film
di successo, lispettore Niccol Montella che conduce le indagini su Il
delitto di via Poma (regia di Roberto Faenza) lascia egualmente un segno
memorabile sulla scena della rappresentazione della giustizia, quando di
fronte alla valanga di errori e alla massa ingarbugliata dei risultati
dellinchiesta riconosce con sconsolata amarezza
mentono tutti un paese di bugiardi.