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Attualit

SABATO 14 FEBBRAIO 2015 IL PICCOLO

Lotta alla corruzione


Ok alle pene pi severe
Sconti a chi collabora
In commissione Giustizia arrivano gli emendamenti
Slitta il falso in bilancio: sar portato direttamente in aula
di Natalia Andreani
ROMA

Le riforme

Come approvate dal Senato con le modifiche fino ad oggi votate alla Camera (in corsivo)

CAMERA DEI DEPUTATI

SENATO DELLA REPUBBLICA

rappresenta la funzione legislativa;


titolare del rapporto di fiducia col Governo
deputati

rappresenta le istituzioni territoriali;


raccorda Ue-Stato-altri enti repubblicani
senatori

630

100

approvano
le leggi ordinarie
il Senato pu chiedere modifiche entro 30 giorni,
ma il voto definitivo resta ai deputati
(a maggioranza assoluta su materie Stato-Regioni,
su leggi di Bilancio e Rendiconto)

95

territoriali
(21 sindaci e
74 consiglieri regionali
eletti dai Consigli Regionali
con metodo proporzionale)

nazionali
(ex capi di Stato
e altri nominati
per 7 anni,
non rinnovabili)

BICAMERALISMO PERFETTO
Revisione della Costituzione, leggi costituzionali, leggi sul referendum popolare; altre leggi su: trattati
con la Ue, Comuni e Citt Metropolitane, sistemi elettorali delle Regioni, temi eticamente sensibili
ELEZIONE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Sar fatta da deputati e senatori in seduta comune: 730 grandi elettori.
Quorum: 2/3 dei voti nei primi 3 scrutini, 3/5 dal quarto al sesto, 3/5 dei votanti dal settimo scrutinio in poi
SITUAZIONI STRAORDINARIE
Il Presidente della Repubblica pu sciogliere la Camera, non pi il Senato.
Capo dello Stato supplente sar il Presidente della Camera, non pi quello del Senato.
Il Parlamento in seduta comune presieduto dal Presidente del Senato, non da quello della Camera
confermata in toto
riconosciuta in toto
IMMUNIT DEI PARLAMENTARI
confermata in toto

INDENNIT AI PARLAMENTARI

negata

ANSA

Dopo settimane di annunci e


dietrofront, anche da parte del
Guardasigilli Andrea Orlando,
la maggioranza di governo
avrebbe raggiunto un accordo
sulle linee di riforme delle norme di contrasto alla dilagante
corruzione. Un accordo condensato in nove punti anche se,
in sostanza, si potrebbe parlare
di un accordo a met. Dal disegno di legge che gioved 17 sar votato dalla commissione
Giustizia del Senato in sede referente - dopo lennesimo slittamento - sparirebbe infatti uno
dei capitoli pi spinosi, quello
del falso in bilancio con relative
soglie: argomento che lesecutivo, per aggirare faglie trasversali e non - sarebbe intenzionato
a portare allesame diretto
dellAula.
Il
disegno
di
legge
anticorruzione (il ddl S19) depositato da Pietro Grasso al Senato il lontano 15 marzo 2013,
pur rimanendo fermo nel testo,
potrebbe subire i seguenti
emendamenti. Si comincia con
laumento delle pene per il delitto di corruzione per un atto
contrario ai doveri dufficio (articolo 390 codice penale). La
modifica consiste nellinnalzamento di due anni sia del massimo, che arriva cos dagli attuali
8 ai 10 anni, sia del minimo, che
passa dagli attuali 4 a 6 anni.
Un secondo emendamento
riguarda laumento delle pene
per il delitto di induzione indebita a dare o promettere utilit
(319 quater). La modifica consiste nellinnalzamento di un anno della pena minima, che arriva a 4 anni, e di due anni della
pena massima, che arriva cos a
10 anni.
Il terzo punto dellaccordo
prevede laumento della durata
massima, da 3 a 5 anni, della pena accessoria dellincapacit di
contrattare con la pubblica amministrazione. Quarto: estensione della pena accessoria
dellestinzione del rapporto di
lavoro presso amministrazioni
o enti pubblici, o a prevalente

Sopra il ministro Andrea Orlando; nella foto grande la rissa alla Camera

Lavoro

Job acts, Poletti convoca i sindacati


Il ministro del Lavoro, Giuliano
Poletti, ha convocato una
riunione con le organizzazioni
sindacali e le associazioni dei
datori di lavoro mercoled 18
febbraio alle ore 15.30, presso la
Sala Massimo DAntona. Lo
riferisce una nota. Oggetto
dellincontro, lattuazione della
legge delega lavoro, con
particolare riferimento alla
rideterminazione delle tipologie
contrattuali. Immediate le
reazioni dei sindacati. Ci

aspetteremmo fosse vero che il


ministro Poletti ci ha convocato
per discutere. Perch, purtroppo,
lesperienza che abbiamo fatto in
questi mesi di monologhi
rispetto ai quali non era possibile
dire nulla o di assenza di senso,
dice Susanna Camusso (Cgil).
Spero che Poletti mi stupisca
cancellando le norme sulla
precariet, aggiunge Carmelo
Barbagallo (Uil). Pi ottimista la
Cisl. Per Anna Maria Furlan si
apre una pagina nuova.

partecipazione pubblica, anche ai casi di condanna alla reclusione non inferiore a due anni e non pi, come oggi, a tre
anni, per i delitti di peculato,
concussione, corruzione.
Il quinto punto introduce
una specifica circostanza attenuante (da un terzo alla met
della pena da irrogare) in favore
degli imputati di delitti di corruzione che collaborino efficacemente con lautorit giudiziaria. La fattispecie di concussione - sesto punto - viene estesa
oltre che al pubblico ufficiale,
allincaricato di pubblico servizio.
I condannati per i delitti di
peculato, concussione e corru-

zione, dovranno poi pagare alla


Pa una somma pari allammontare di quanto indebitamente il
pubblico ufficiale o lincaricato
abbiano ricevuto.
Un emendamento governativo prevede infine che nei procedimenti per peculato, concussione e corruzione, il giudice
possa ammettere il patteggiamento solo se c il versamento
anticipato e integrale di quanto
costituisce prezzo o profitto del
reato. Lultimo punto riguarda
la possibilit che il giudice subordini la sospensione condizionale della pena, nei suddetti
delitti, alla restituzione integrale del maltolto.

Montecitorio dice no alle macroregioni


Bocciato lemendamento di Forza Italia e Ncd che puntava allaccorpamento. Gigli: Specialit salva
di Roberto Urizio
TRIESTE

Gian Luigi Gigli

Macroregioni bocciate, almeno


per ora. La Camera dei deputati
ha detto no allemendamento di
Forza Italia e Ncd che puntava
ad accorpare alcune Regioni, inserendo un limite minimo di abitanti. Nei mesi scorsi erano state
presentate anche altre proposte
in tal senso, compresa quella del
democratico Roberto Morassut
che mirava a creare 12 macroregioni. Governo e maggioranza,
non senza una discussione
tuttaltro che scontata, alla fine
hanno deciso di non appoggiare

lemendamento forzista ma la
partita non si chiusa la scorsa
notte. Il dibattito su una riorganizzazione che coinvolga anche
le regioni rimane attuale spiega il deputato del Pd, Ettore Rosato e lipotesi di accorpamenti potr essere discussa in futuro. Ma abbiamo valutato che,
nel contesto di riforme gi molto corpose, limpatto di unoperazione di questo genere sarebbe stato troppo pesante. Ma la
questione di uno Stato pi snello rimane.
Soddisfatto Gian Luigi Gigli
(PerlItaliaCentro Democratico): Siamo convinti che il tema

delleventuale accorpamento
delle regioni sia un tema certamente molto serio, ma siamo altrettanto convinti che esso non
possa essere affrontato inserendolo quasi di striscio allinterno di un tema quale la riforma
costituzionale. Esso, infatti, come stato gi richiamato da alcuni interventi che mi hanno
preceduto, un tema che richiederebbe certamente una discussione molto pi ampia, una discussione che coinvolga le popolazioni, i comuni, le regioni. In
ogni caso - insiste Gigli - il discorso sulle macroregioni certamente non potr interessare le

regioni autonome a statuto speciale perch la definizione del


territorio delle regioni autonome a statuto speciale parte integrante dello statuto di queste
regioni e, come tale, richiederebbe una rivisitazione del regime
pattizio, che non pu essere effettuata semplicemente sulla base di un voto del Parlamento.
Per la capogruppo di
Ncd-Udc, Nunzia De Girolamo,
lennesima occasione persa
da parte del governo che, anzich pensare alla modernizzazione del Paese, si chiaramente
piegato ai diktat della minoranza interna del Pd, esprimendo

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parere contrario al nostro emendamento che avrebbe semplificato il processo di formazione


delle macroregioni. Questo cambio di rotta del governo davvero incomprensibile: lesecutivo
non ha fatto sua unesigenza di
alleggerimento delle procedure
che fino ad ora, rendono di fatto
impossibile la modifica dei confini regionali. De Girolamo si dice anche stupita che i colleghi
della Lega non si siano schierati
al nostro fianco in questa battaglia, dal momento che sulle macroregioni Roberto Maroni ha
impostato la sua campagna elettorale che lo ha portato alla guida della Regione Lombardia.
Purtroppo non c stata una
convergenza del Pd aggiunge
la vicecapogruppo Dorina Bianchi - ma il nostro impegno continuer con forza in tutte le sedi.
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