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CHIMICA

DELLA
DETERGENZA

Indice degli argomenti


La solubilit
Cenni di chimica organica dei tensioattivi
Quali sono le fasi del lavaggio
Quali sono i fattori che influenzano il lavaggio:
detergente, substrato, ambiente, temperatura
Cos un detergente: qual la sua
composizione chimica e qual la funzione dei
suoi componenti
Quali sono le tipologie dei tessuti ( bianchi
colorati, tipi di fibre)
Quali sono i tipi di macchie
Effetto dellambiente: durezza dellacqua
Corrosione esterna degli apparecchi.
2

LE SOLUZIONI: la solubilit
(N.B. = si considerano solo solventi liquidi!)

KMnO4 si
scioglie in
H2O

I2 si
scioglie in
CCl4

H2O + CCl4

1) EFFETTO DELLA STRUTTURA SULLA SOLUBILITA

SOLUZIONI: simile scioglie simile


Solventi polari
Esempio: H2O

es: H2O + CH3OH


Il metanolo solubile
in acqua

Lacqua pu partecipare a legami determinati :


4da interazioni dipolo-dipolo indotto (es. gas atmosferici)
4da interazioni dipolo-dipolo
4da interazioni ione-dipolo (composti ionici)
4da legami a H ( un fattore primario per sciogliere composti organici)

interazioni ione-dipolo

E richiesta molta energia per separare ioni Na+ e Cl-, ma


essi possono formare legami relativamente forti con i dipoli
di H2O (compensando cos lenergia fornita)

Solventi non polari


Esempio: CCl4

Il solvente (CCl4) e il soluto (I2) sono legati da forze di


dispersione relativamente deboli e di entit confrontabile: si
possono quindi instaurare forze di attrazione tra le molecole di
entrambi.

2) EFFETTO DELLA TEMPERATURA SULLA SOLUBILITA


La maggior parte dei solidi ionici e molecolari pi solubile
allaumentare della temperatura
I gas generalmente diventano meno solubili allaumentare della
temperatura

3) EFFETTO DELLA PRESSIONE SULLA SOLUBILITA


A temperatura costante, la solubilit di un gas in un liquido
direttamente proporzionale alla pressione parziale esercitata dal gas
sulla soluzione.
In altre parole, se aumentiamo la pressione del gas, aumenter la sua
solubilit nel liquido
Legge di Henry
Sgas = KH x Pgas
KH costante di Henry

La soluzione (solvente + soluto) in grado di condurre


corrente elettrica?

La corrente elettrica un flusso di cariche elettriche, per


cui pu essere condotta solo da soluzioni contenenti ioni:
SOLUZIONI ELETTROLITICHE

elettroliti forti
il soluto presente tutto
sotto forma di ioni

elettroliti deboli
il soluto ionizzato in modo
incompleto (presenza di
molecole indissociate)

Previsione della conducibilit elettrica di soluzioni - ioni


NaCl: sale tenuto insieme da forti
interazioni
elettrostatiche
(legame ionico)
si formano interazioni ione-dipolo
con le molecole di H2O
lenergia impiegata per vincere le
interazioni
elettrostatiche

compensata dallenergia liberata


dallinstaurarsi di interazioni ionedipolo
attorno a ogni ione si associano
molecole di H2O (ioni idrati)
gli ioni idrati non riescono a
ricostituire il solido
la corrente elettrica pu essere
condotta

Previsione della conducibilit elettrica di soluzioni-molecole


Saccarosio:
solido
molecolare
insieme da legami a H
si formano legami a H con le
molecole di H2O
lenergia impiegata per vincere i
legami a H nel saccarosio
compensata dallenergia liberata
dalla formazione di legami a H tra
H2O e saccarosio
le molecole di saccarosio restano
intatte, quindi la corrente elettrica
non pu essere condotta

singole molecole di
tenuto
saccarosio

SOLUBILITA DEI COMPOSTI IONICI

composto ionico
insolubile

composto ionico
poco solubile

composto ionico
solubile

a temperatura ambiente (25C)

ALCUNI ESEMPI DI COMPOSTI SOLUBILI/INSOLUBILI


Composti solubili
composti degli elementi del gruppo I
composti dellammonio
cloruri, bromuri, ioduri, eccetto quelli di Ag+, Hg22+, Pb2+
nitrati, acetati, clorati, perclorati
solfati, eccetto quelli di Ca2+, Sr2+, Ba2+, Pb2+, Hg22+, Ag+
Composti insolubili
carbonati, cromati, ossalati, fosfati, eccetto quelli degli
elementi del gruppo I e dellammonio
solfuri, eccetto quelli degli elementi dei gruppi I e II e
dellammonio
idrossidi e ossidi, eccetto quelli degli elementi dei gruppi I e
II

Acqua e olio non sono miscibili.


Perch?

14

Cenni di chimica organica dei tensioattivi

Principali elementi contenuti nei composti organici


CARBONIO: un elemento del quarto gruppo, quindi:

La catene possono essere


lineari o ramificate o
cicliche

Gli acidi grassi sono composti organici costituiti da catene


contenenti da 16 a 26 atomi di carbonio

Acidi grassi si dissociano e formano Sali (di potassio e di sodio)


che in acqua formano micelle

O
ONa
Stearato di sodio
Ottadecanoato di sodio
Non
polare

polare

CH3(CH2)16CO Na+

Reazione di saponificazione

Struttura di una micella

Acqua e olio non sono miscibili.


Perch?

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La durezza dellacqua

Gi in tempi antichi era stato notato che alcune acque avevano la


propriet di sciogliere male il sapone e di non essere adatte alla
cottura dei legumi.
A met del 1700 venne scoperto che tali propriet erano causate
dai sali di calcio e magnesio contenuti nellacqua: le acque ricche di
tali sali vennero chiamate acque crude o acque dure.

La durezza dell'acqua il contenuto di sali,


in particolare bicarbonati di calcio,
bicarbonati di magnesio.
I bicarbonati di calcio e magnesio, Ca(HCO3)2 e Mg(HCO3)2 a temperatura
ambiente, sono solubili in acqua ma, a temperature elevate, precipitano
formando incrostazioni che comunemente vengono chiamate calcare.

La durezza dovuta a questi sali di Ca e Mg detta TEMPORANEA, perch


eliminabile con l'ebollizione. La durezza dovuta invece agli altri sali, eliminabile
solo tramite processi di addolcimento, detta PERMANENTE.
La somma delle due la DUREZZA TOTALE.
La durezza dell'acqua viene misurata in gradi francesi (F) o tedeschi (D).

La durezza dell'acqua viene misurata in gradi


francesi (F) o tedeschi (D).

In pratica la durezza di unacqua definita come la somma del contenuto di Ca e Mg,


espressi come carbonato di calcio o, in alternativa, come ossido di calcio; nel primo caso, 10
mg/l di CaCO3 corrispondono ad 1 grado di durezza francese, nel secondo 10 mg/l di CaO
corrispondono ad 1 grado tedesco.
Naturalmente le due unit di misura sono in diretto rapporto
1 grado di durezza francese (F)
uguale a
0,56 gradi di durezza tedesca (D)

Classificazione delle acque in base alla loro


durezza

In genere, le acque vengono classificate in


base alla loro durezza come segue
fino a 7 f: molto dolci
da 7 f a 14 f: dolci
da 14 f a 22 f: mediamente dure
da 22 f a 32 f: discretamente dure
da 32 f a 54 f: dure
oltre 54 f: molto dure

Classificazione delle acque in base


alla loro durezza

DUREZZA IN GRADI FRANCESI


DELLACQUA NELLE REGIONI ITALIANE

Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Umbria QUASI DOLCE


Da 0 a 15 F
Piemonte, Valle dAosta, Liguria, Trentino, Veneto, Abruzzo,
Molise, Campania, Puglia, Basilicata.
MEDIAMENTE DURA
Da 15 a 30 F
Lombardia, Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia
DURA
Da 30 a 40 F
Emilia Romagna, Marche
MOLTO DURA
Oltre 40 F

Effetto durezza dellacqua

Effetto durezza dellacqua


Le incrostazioni di calcare rappresentano un forte isolante
che rallenta, diminuisce o, addirittura, impedisce lo scambio
del calore., Lla formazione di incrostazioni rimpicciolisce le
sezioni dei tubi e determina un'erogazione sempre pi ridotta
a scapito della richiesta di acqua della lavastoviglie. Le
pompe incrostate nelle palette e sull'asse devono compiere
uno sforzo maggiore per vincere il maggior peso e attrito,
con rischi di rotture. Inoltre il calcare che aderisce alle
superfici di plastica, plastificate o di acciaio inox , costituisce
un ricettacolo per lo sporco che la normale dose di
detergente non riesce a rimuovere completamente. Tutti i
detergenti per lavastoviglie contengono sequestranti che
sono in grado di eliminare gli inconvenienti dovuti alla
durezza dell'acqua. Purtroppo esistono acque che possono
raggiungere una durezza superiore a 40 - 45 GF; in questo
caso, consigliabile trattare l'acqua con un addolcitore.

Effetto durezza dellacqua

Unacqua dura influisce negativamente sui processi


di lavaggio: infatti le molecole che costituiscono il
detergente si combinano con gli ioni calcio, formando
composti insolubili che, oltre a far aumentare il
quantitativo di detergente necessario.

Nei tessuti: si depositano dei tessuti facendole


infeltrire. Nelle stoviglie lasciano depositi biancastri che
rendono necessari.

Per indumenti lacqua dolce permette di non avere


infeltrimento e qdi evita lutilizzo di ammorbidente e
lutilizzo di una minore quantit di detersivo con
diminuzione uso fosfati

Per stoviglie evita lutilizzo del brillantante.

Le istruzioni sulle etichetta dei contenitori


forniscono ai consumatori le dosi corrette da
utilizzare, anche in funzione della durezza
dell'acqua.
Per poter seguire queste istruzioni necessario
conoscere il grado di durezza dell'acqua di cui si
dispone.

Determinazione durezza
dellacqua

Metodo complessometrico

La misura della durezza viene fatta in modo preciso titolando il


campione di acqua con una soluzione di acido etilendiamminotetraacetico
(EDTA) a concentrazione esattamente nota in presenza di nero eriocromo T
(NET), un indicatore che forma un complesso di colore rosa con gli ioni di
calcio e magnesio.
l'EDTA forma con gli ioni calcio e magnesio un complesso molto
stabile e molto pi stabile di quello formato dal NTE. .
Quando tutti gli ioni di calcio e magnesio risultano complessati
dall'EDTA, il nero eriocromo T vira da rosa a blu scuro

Lo schema delle reazioni il seguente


Ca2+ + NET --> [Ca-NET]2+ (rosa)
[Ca-NET]2+ + EDTA --> [Ca-EDTA]2+ + NET (blu scuro)
lo ione magnesio (Mg2+) si comporta allo stesso modo.
.

Come diminuire il grado di durezza


dellacqua?

resine a scambio
ionico

Osmosi inversa

COSA E UN ADDOLCITORE?

Un addolcitore uno strumento atto ad addolcire l'acqua, ovvero a diminuirne la


durezza.
La maggior parte degli addolcitori sfrutta lo scambio degli ioni di calcio e magnesio con
ioni di sodio facendo fluire l'acqua da addolcire su un letto di resina a scambio ionico.
Tale resina spesso un polimero di stirene e divinilbenzene che reca dei gruppi
solfonato SO3- sulla propria struttura. I gruppi solfonato sono legati a ioni di sodio Na+
che vengono scambiati con gli ioni calcio e magnesio presenti nell'acqua. Tali resine
vengono successivamente rigenerate per trattamento con salamoia (ovvero acqua salata
per cloruro di sodio) concentrata, che ripristina gli ioni sodio sulla superficie della resina.

Come funziona
Il cuore dell'impianto composto da un cilindro
contenente delle speciali resine impregnate di ioni di
sodio (sale).
Queste resine reagiscono al passaggio dell'acqua,
trattengono gli ioni di calcio e magnesio presenti
nell'acqua dura attraverso uno scambio chimico che
scambia ioni sodio.
Col passare del tempo il sale si esaurisce e le resine
non hanno pi modo di effettuare lo scambio chimico.
E' questo il momento di rigenerarle.
Questa operazione si effettua facendo scorrere una
soluzione molto concentrata di acqua e sale attraverso
le resine, in questo modo gli ioni di sodio vanno a
sostituire gli ioni di calcio e magnesio che vengono
trasportati dall'acqua fino allo scarico.
A questo punto le resine rigenerate hanno di nuovo la
capacit di produrre acqua dolce.

Cos losmosi
E il flusso di un solvente attraverso una membrana da una soluzione pi

concentrata, ad una meno concentrata


La pressione osmotica la pressione occorrente per porre fine al flusso
netto del solvente attraverso una membrana semipermeabile.

Esempio di pressione osmotica

Il sangue una soluzione isotonica perch la concentrazione dei


sali simile a quella allinterno delle cellule, ad esempio i globuli
rossi

Soluzione
isotonica
rispetto alla
cellula

Soluzione
ipertonica

Soluzione
ipotonica

PRESSIONE OSMOTICA
L'osmosi inversa il processo in cui si forza il passaggio delle molecole di
solvente dalla soluzione pi concentrata alla soluzione meno concentrata
ottenuto applicando alla soluzione pi concentrata una pressione maggiore
della pressione osmotica. In pratica, l'osmosi inversa viene realizzata con
una membrana che trattiene il soluto da una parte impedendone il passaggio
e permette di ricavare il solvente puro dall'altra. Questo fenomeno non
spontaneo e richiede il compimento di un lavoro meccanico pari a quello
necessario per annullare l'effetto della pressione osmotica.
membrane semipermeabili
(permeabili a H2O e
impermeabili a NaCl)

La tecnica dellosmosi inversa pu essere


riassunta in stadi:
Scegliere
una
membrana
semipermeabile in grado di far passare
solo le molecole del solvente.
Pretrattare mediante filtraggio il
solvente in modo da eliminare quelle
particelle che possono recare danno alle
membrane .
Esercitare una pressione (opposta
in direzione e maggiore in modulo di )
sulla soluzione pi concentrata in modo
che le molecole fluiscano dalla soluzione
pi
concentrata
a
quella
meno
concentrata, invertendo cos il processo
spontaneo di osmosi.

Dallacqua salata allacqua dolce: come avviene


losmosi inversa.
La tecnica dellosmosi inversa
viene utilizzata maggiormente per
la depurazione delle acque:
Solvente puro: acqua
Soluzione: soluzione acquosa
contenente impurit (sali, ioni di
metalli pesanti, composti organici,
virus, batteri...)

Cosa sono gli "stadi" in un sistema ad osmosi inversa?


La membrana il cuore del sistema e ha bisogno di essere
protetta.
Per questo esistono i pre-filtri che effettuano una prima pulizia
dell'acqua prima che arrivi alla membrana.
Ogni passaggio in cui l'acqua viene filtrata chiamato stadio:
Primo stadio - Filtro in cotone fino a 5 micron
Per rimuovere residui come sporcizia, sabbia e ruggine.
Secondo stadio - Filtro a carboni
E' usato per rimuovere il cloro, alcuni metalli pesanti e altri
contaminanti.
Terzo stadio - La membrana
Come gi menzionato questo il cuore del sistema che riesce a
trattenere il 92-98% di tutte le particelle solide disciolte nell'acqua.
Per fare questo di fondamentale importanza la qualit della
membrana.

Cosa sono gli "stadi" in un


sistema ad osmosi inversa?
La membrana il cuore del
sistema e ha bisogno di essere
protetta.
Per questo esistono i pre-filtri che
effettuano una prima pulizia
dell'acqua prima che arrivi alla
membrana.
Ogni passaggio in cui l'acqua
viene filtrata chiamato stadio:
Primo stadio - Filtro in cotone fino
a 5 micron
Per rimuovere residui come
sporcizia, sabbia e ruggine.
.
Secondo stadio - Filtro a carboni
E' usato per rimuovere il cloro, alcuni metalli pesanti e altri contaminanti.
Terzo stadio - La membrana
Come gi menzionato questo il cuore del sistema che riesce a trattenere il 92-98% di tutte le particelle
solide disciolte nell'acqua.
Per fare questo di fondamentale importanza la qualit della membrana.

Percentuale della riduzione delle sostanze mediante un impianto ad osmosi


inversa:
Elemento

Percentuale di riduzione

Elemento

Percentuale di riduzione

Calcio
Sodio

93-98%
92-98%

Piombo
Uranio

95-98%
93-98%

Magnesio
Potassio

93-98%
92-96%

Bromuro
Silicato

90-95%
92-95%

Manganese

96-98%

Cloruro

92-95%

Ferro

96-98%

Nitrato

85-95%

Alluminio

96-98%

Fosfato

95-98%

Rame

96-98%

Solfato

96-98%

Nickel

96-98%

Iposolfito

96-98%

Cadmio

93-97%

Fluoruro

92-95%

Argento

93-96%

Polifosfato

96-98%

Zinco

96-98%

Ortofosfato

96-98%

Mercurio

94-97%

Cromato

85-95%

Ammonio

80-90%

Radioattivit

93-97%

Selenio

93-98%

Durezza totale

93-97%

Silice

80-90%

Durezza carbonatica

90-95%

Stronzio

96-98%

Batteri

99+

Cianuro

85-95%

Parti in sospensione

90-96%

I dati sono indicativi e possono variare a seconda della pressione, temperatura, e contenuto salino
dell acqua di alimento.

E sicura anche dal


punto di vista
batteriologico, infatti la
membrana osmotica
riesce a trattenere le
particelle con dimensioni
superiori a 0,005 micron
(un micron corrisponde
ad un millesimo di
millimetro).
Si vengono cosi ad
eliminare il 99,99% dei
batteri e il 98,00% dei
virus.

Dal punto di vista industriale i processi di osmosi


utilizzano strutture base per il filtraggio chiamate moduli
(modules); con questo termine si comprende:

Involucro esterno e guarnizioni


membrane
struttura di supporto delle membrane resistente alla pressione.
canale di alimentazione della soluzione e di uscita del prodotto
depurato e del prodotto di scarto

I principali tipi di modulo sono:


tubolare
fibra cava
spirale avvolta

Modulo

Materiali: per quanto riguarda il trattamento delle acque le membrane sono


solitamente di tipo organico:
Polipropilene
Acetato di cellulosa (CTA)
Poliammidi aromatiche (TFC)
Fibre cave di Nylon
In tabella vengono riassunte le principali caratteristiche dellosmosi inversa:

Processo

Pressione
applicata

Separazione

Larghezza
pori

Osmosi
inversa

Pressione
idrostatica

Permeabilit
selettiva

<2nm

Typical
operating
range
(m)
0,00010,001

Permeabilit

Impurit

Acqua,
molecole e
ioni molto
piccoli

Molecole
molto
piccole,
coloranti,
sali di calcio
e di
magnesio,
solfati,
carbonati,
nitrati, sodio
e ioni

Tale processo rappresenta la pi fine tecnica di filtrazione dell'acqua, in quanto non consiste
semplicemente in un ostacolo fisico (determinato dalle dimensioni dei pori) al passaggio delle
molecole, ma sfrutta la diversa affinit chimica delle specie con la membrana, permettendo infatti
il passaggio delle molecole idrofile (o water-like), cio chimicamente simili all'acqua (es. gli alcool
a catena corta). Dal punto di vista impiantistico il metodo sfrutta il principio della filtrazione
tangenziale, come anche altre tecniche separative mediante membrane quali la microfiltrazione,
l'ultrafiltrazione e la nanofiltrazione. L'osmosi inversa utilizzata nel trattamento dell'acqua, sia
per la desalinizzazione, sia per la rimozione di tracce di fosfati, calcio e metalli pesanti, nonch
pesticidi, materiali radioattivi e di quasi tutte le molecole inquinanti.
Nel processo di osmosi inversa vengono usate membrane composite di sottili pellicole (TFC o
TFM, Thin Film Composite Membrane). Queste membrane sono semipermeabili e fabbricate
principalmente per l'uso nella depurazione delle acque o in sistemi di desalinizzazione. Hanno
anche utilizzi in applicazioni chimiche come le batterie e le pile a combustibile. In sostanza un
materiale TFC un setaccio molecolare costruito nella forma di una pellicola di due o pi
materiali stratificati.
Le membrane usate nell'osmosi sono generalmente fatte in poliammide, scelta principalmente
per la sua permeabilit all'acqua e la relativa impermeabilit alle varie impurit disciolte, inclusi
gli ioni salini e altre piccole molecole che non possono venire filtrate.

ANTICALCARE
MAGNETICO:
funziona
davvero????

Detergenti
Definizione di detergente
Un detergente composto da una miscela di
sostanze chimiche in polvere o liquide che
servono per rimuovere lo sporco da una
superficie. ...

Quali sono le fasi chimicofisiche del lavaggio?

La detergenza un
processo chimico
fisico suddiviso in
7 fasi

Variabili:

Tipo di sporco

Tipo di substrato

FASE 1

bagnare
le molecole non desiderate ( lo sporco) e le superfici
da pulire
( tessuti per lavatrice e stoviglie per lavastoviglie)

concetto di bagnabilit..

FASE 2

deadsorbire
lo sporco dalle diverse superfici,
emulsionandole se oleose

mantene
rle
in
sospensi
one
acquosa
(
formand
o
micelle)

FASE 3

FASE 4

effettuare reazioni (bio) chimiche, a bassa


temperatura, per ossidare le molecole
recalcitranti ( sostanze colorate)
e distruggere i substrati proteici ed i grassi, per
ottenere molecole pi piccole e pi facilmente
eliminabili
.

FASE 5

addolcire l'acqua, riducendo la concentrazione in


soluzione dei cationi dei metalli alcalino terrosi che
rendono inefficaci i tensioattivi presenti nel detergente,
mediante complessazioni, scambio ionico e formazione di
sali insolubili, e mantenere un pH ottimale
.

FASE 6

dare agli oggetti puliti propriet accettabili di odore, colore


e di tatto

FASE 7

evitare la corrosione degli elettrodomestici


Favorire la scorrevolezza delle polveri e l'omogeneit dei
liquidi nei formulati finali.

I Detergenti

I detergenti sono formulati costituiti da miscugli di


tensioattivi e di additivi che aiutano la detergenza.

Le miscele hanno un potere detergente superiore a


quello che si pu avere dalla somma delle singole
sostanze detergenti.

Effetto sinergico potenziato.

Ingredienti di un
detergente
E' possibile individuare
detergente:
gli ingredienti coinvolti
direttamente ed indirettamente
nell' eliminazione e distruzione
dello sporco: tensioattivi,
antirideponenti, agento
sbiancanti ossidanti e relativi
attivatori, abrasivi, enzimi,
agenti anticalcare e agenti
complessanti per sequestrare
gli ioni metallici e agenti per il
controllo deol ph

tre classi di ingredienti di un

gli ingredienti che hanno


la funzione di migliorare
l'aspetto delle superfici
pulite:
Azzurranto ottici,
fragranze, profumi,
ammorbidenti e agenti
protettivi dei colori

gli ingredienti
complementari utili per
l'operazione di lavaggio
come cariche ( solidi
inerti o solventi),
coloranti ( per
identificare il prodotto),
inibitori di corrosione,
conservanti, agenti per il
controllo della schiuma.

Componenti di un detergente
Tensioattivi

Alcali
Builder
(sequestranti di durezza)
Sbiancanti

Enzimi

Additivi

Componenti e funzioni
Componenti
Fosfati

Silicati

Zeoliti

Citrati

Fosfonati

Soda =Carbonato di sodio

Tensioattivi anionici

Builder
(sequestranti di durezza)

Ipoclorito di sodio

Percarbonato di sodio Perossido di idrogeno


Lipasi

Amilasi

Proteasi

Cellulasi

Anti-scoloranti

Sbiancanti ottici

Anti-ingrigimento

Essenze profumate

Builder (colonna dorsale dei


detersivi)

Alcali

Azione saponificante, emulsiona lo


sporco

Tensioattivi

Legano lo sporco e lo tengono in


sospensione

Tensioattivi anfoteri

Tensioattivi non ionici Tensioattivi cationici

Perborato di sodio

Funzioni

Sbiancanti

Rimuovono macchie colorate


e tenaci mediante ossidazione

Enzimi

Neutralizzano lo sporco
degradandolo/frazionandolo

Additivi

Sostanze ausiliarie

COMPOSITION OF A DETERGENT

a) a surfactant (detergent) (8-18%)


b) a builder (20-45%) e.g. phosphates or zeolites
c) a bleach (15-30%) e.g. sodium perborate
d) a fluorescer - 'whiter than white' (0.1%)
e) a filler (5-45%) e.g. sodium sulphate
It also contains 4-20% water and may contain up to 0.75%
enzyme.

Esempio di formulazione

Schede dati degli ingredienti


AQUA SODIUM
DODECYLBENZENESULFON
ATE SODIUM CITRATE
SODIUM PALM KERNELATE
C12-14 PARETH-7 SODIUM
LAURETH SULFATE
ALCOHOL DENAT. C14-15
PARETH-4 MEA-BORATE
SULFATED ETHOXYLATED
HEXAMETHYLENEDIAMINE
QUATERNIZED PROPYLENE
GLYCOL AQUA
HYDROGENATED CASTOR
OIL PARFUM PROTEASE
SODIUM
DIETHYLENETRIAMINE
PENTAMETHYLENE
PHOSPHONATE
POLYSTYRENE C12-15
ALCOHOLS FLUORESCENT
BRIGHTENER 28
GLYCOSIDASE
POLYETHYLENE GLYCOL
SODIUM CHLORIDE SODIUM
SULFATE GLYCOSIDASE
GLYCOSIDASE
GLYCOSIDASE
DIMETHICONE SILICA Benzyl
Salicylate Butylphenyl
Methylpropional Citronellol
Hexyl Cinnamal
Hydroxyisohexyl 3Cyclohexene Carboxaldehyde
Linalool

I tensioattivi
Cosa sono?

I tensioattivi
I tensioattivi sono sostanze dotate di propriet
schiumogene, bagnanti, detergenti e solubilizzanti ed il
potere di abbassare la tensione superficiale di un liquido,
principalmente lacqua.

Hanno questa propriet le sostanze organiche nella cui


molecola coesistono due zone:una idrofila (a cui piace lacqua) e una
lipofila ( a cui piace il grasso).
72

Tra le molecole di una


sostanza ci sono delle
forze di attrazione
responsabili di alcune
propriet dei liquidi, tra
queste propriet vi la
tensione superficiale.
Le molecole situate
all'interno del liquido
sono soggette a forze di
attrazione agenti in tutte
le direzioni, mentre
quelle disposte sulla
superficie sono attratte
solo verso il centro della
massa e di fianco.

Tensione superficiale

Tensione superficiale

L'azione di tali forze fa si che lo strato delle molecole


supeficiali si comporti come una membrana che avvolge
la sostanza stessa e gli impedisce di aderire ad un altro
corpo.
Tale forza superficiale di coesione tra le molecole prende
il nome di tensione superficiale
lacqua il fluido avente il valore pi alto di tensione
superficiale a temperatura ambiente, salvo i metalli e
certi silicati allo stato liquido.

Effetti dovuti alla tensione superficiale

Ecco perch lacqua in effetti non bagna, non aderisce cio alle
superfici con cui viene in contatto; ed ecco perch, se si vuole far si che
lacqua bagni il substrato (ad es. lo sporco, nella detergenza), occorre
abbassare la tensione superficiale dellacqua, cio rompere in buona
parte le forze coesive (i legami didrogeno) che tengono legate le sue
molecole. A ci servono i tensio-attivi, che sono cio sostanze capaci di
far si che lacqua bagni il substrato.

Effetti della tensione superficiale dellacqua

Osservando da vicino
si mette in evidenza
come questi oggetti
non stiano
galleggiando
sull'acqua ma vi sono
proprio "appoggiati".

76

Effetti dovuti alla


tensione superficiale

pond skaters, gli insetti


pattinatori,
sfruttano la tensione
superficiale per pattinare
sull'acqua.
Questi insetti che
camminano sull'acqua.
Sono provvisti di peli
superficiali ricoperti di oli, cio
sostanze idrofobe che
respingono l'acqua e permettono
alla parte terminale delle zampe,
di non forare la membrana
superficiale dell'acqua.

77

Effetti dovuti alla tensione


superficiale

Scarsa, tra l'acqua e


strato
ceroso delle foglie
(gocce di rugiada).
Parziale film lacrimale
su lente a contatto in
PMMA.
Bagnabilit massima:
olio su vetro

Bagnabilit

Tensione superficiale

Bagnabilit nulla:
mercurio su acqua
Acqua su vetro

Galleggiamento di polveri o insetti, tra cui possiamo trovare i


cosiddetti insetti pattinatori (pond skaters, water striders).
Possiamo notare linfluenza dei tensioattivi sulla vita acquatica.
La sequenza
fotografica che
segue,mostra come
la
Acqua distillata
0.001 M
0.002 M
diminuzione della tensione superficiale renda impossibile agli
insetti pattinatori di sostenersi sulla superficie dellacqua
addizionando sodio laurilsolfato (PM=288)
0.003 M

0.004 M

0.005 M

Il tensioattivo un
composto organico
caratterizzato da una parte
lipofila e una parte idrofila.
Parte lipofila:
generalmente costituita da
una catena
idrocarburica
lunga da 10 a 20 atomi di
carbonio, insolubile
in acqua.
Parte idrofila: pu essere di
vari tipi ma sempre solubile
in acqua.

Semplificando la rappresentazione possiamo immaginare il


tensioattivo come un cerino, il gambo ha una struttura
affine al grasso(apolare), mentre la testa rappresenta la
testa polare.
La testa si rivolger sempre verso lacqua, mentre la coda si
attaccher sempre allo sporco(che generalmente di natura lipidica).

Ecco perch vengono


chiamati anche

penetranti

agenti bagnanti
detergenti
disperdenti
emulsionanti
82

Funzioni di un tensioattivo
I tensioattivi hanno

quattro propriet
fondamentali:

Potere distaccante: si
infilano sotto lo sporco
e lo staccano dalla
superficie cui
attaccato;

Funzioni di un tensioattivo
I tensioattivi hanno

quattro propriet
fondamentali:
Potere bagnante:
aumentano la superficie
di contatto sulle
superfici;

Funzioni di un tensioattivo
I tensioattivi

hanno quattro
propriet
fondamentali:

Potere
emulsionante:
avvolgono lo
sporco formando
delle minicelle che
vengono poi

Funzioni di un tensioattivo
I tensioattivi hanno quattro

propriet fondamentali:

Potere schiumogeno:
avvolgono laria formando
delle micelle che vengono poi
asportate dallacqua di
risciacquo.

Funzioni di un tensioattivo

Tensioattivi anionici

La zona idrofila formata da un anione o gruppo carico negativamente. Sono in


genere i pi diffusi e sono costituiti la lunghe catene di atomi di carbonio terminanti
con gruppi carbossilato solfonato o solfato.
I tensioattivi anionici sono particolarmente efficaci nella pulizia di sporco unto e
sospensioni di sporco olio/argilla e nelleliminare residui di ammorbidente.
Tuttavia, possono reagire nell'acqua del lavaggio con gli ioni positivi dell acqua
(calcio e magnesio), con la conseguente disattivazione parziale. Per impedire questo
fenomeno, necessario laggiunta di altri ingredienti come i builders (sequestranti di
Ca/Mg); in ogni caso, l'acqua dura richiede un maggiore quantitativo di detersivo.
Producono molta schiuma.
I tensioattivi anionici pi comunemente utilizzati sono gli alchilsolfati, gli
alchileterisolfati ed i saponi. Sono biodegradabili quelli a catena lineare (molli).

Tensioattivi cationici

La zona idrofila formata da un catione o gruppo carico positivamente.(saponi


inversi). Sono meno efficaci degli altri tensioattivi.
Vi sono tre diverse categorie di tensioattivi cationici, ognuna con la sua
specifica applicazione. Negli ammorbidenti e nei detersivi con ammorbidente, i
tensioattivi cationici apportano morbidezza. Nell'ambito dei prodotti per il bucato
vengono principalmente utilizzati negli ammorbidenti per tessuti aggiunti in fase di
risciacquo. Per esempio, l'esterquat uno dei tensioattivi cationici pi utilizzati negli
ammorbidenti per tessuti aggiunti in fase di risciacquo.
L'esterquat un esempio di tensioattivo cationico.

Tensioattivi cationici

Nei detersivi per bucato, i tensioattivi cationici migliorano l'azione delle


molecole di tensioattivi anionici (a carica negativa) nell'interfaccia macchia/acqua.
Questa combinazione contribuisce a ridurre la tensione interfacciale sporco/acqua,
ottenendo un sistema di rimozione delle macchie pi efficace, soprattutto in presenza
di macchie di unto.
Un esempio di tensioattivo cationico utilizzato in questa categoria il sistema
quaternario monoalchilico.

Tensioattivi non ionici

Questi tensioattivi non hanno una carica elettrica, il che li rende resistenti
alla disattivazione causata dalla durezza dell'acqua. Utilizzati nei prodotti per il
bucato, la pulizia della casa ed i piatti, sono molto efficaci nella rimozione del
grasso.
La maggior parte dei detersivi per il bucato contengono sia tensioattivi non ionici
che anionici, in quanto le loro azioni detergenti sono complementari . I
tensioattivi non ionici contribuiscono a rendere il sistema del tensioattivo meno
sensibile alla durezza dell'acqua.
I tensioattivi non ionici pi comunemente impiegati sono eteri o alcoli grassi

In che modo i tensioattivi impediscono allo sporco di


ridepositarsi sui capi?
Interazioni elettrostatiche
I tensioattivi anionici vengono adsorbiti sia sulla superficie dello
sporco che viene disperso nella soluzione detergente che sulla
superficie del tessuto. Questo crea una carica negativa su entrambe
le superfici, con conseguente repulsione elettrostatica che impedisce
allo sporco di ridepositarsi sul tessuto.
In presenza di acqua dura, tuttavia, i cationi calcio e magnesio
fungono da "ponte" tra lo sporco sospeso ed il tessuto ed annullano
linterazione elettrostatica. Questa un'altra ragione per la quale i
sequestranti di durezza sono spesso utilizzati nei detersivi.
Impedimento sterico:
Anche i tensioattivi non ionici come gli alcoli etossilati adsorbono
sullo sporco. La loro lunghe catene di etossilati si estendono nella
fase acquosa ed impediscono alle gocce o alla particelle di sporco di
unirsi e di ridepositarsi sulla superficie del tessuto.

Classificazione dei tensioattivi


Categorie
Tensioattivi
anionici:

Gruppi chimici
Gruppo carbossilato

Saponi

Tensioattivi
sintetici

anionici

Gruppo solfato
Gruppo solfonato

Propriet
Biodegradabili, poco costosi, basso
potere detergente in acqua dura,
possono
aggregare
sostanze
per
addolcire lacqua, imprimono pH alcalino
alle soluzioni acquose
Elevato potere detergente; economici,
poso sensibili alla durezza, molto
aggressivi verso pelle e capelli

Tensioattivi
cationici

Sali di ammonio

Non sono buoni agenti lavanti, sono


presenti nei cosmetici, hanno un elevato
potere antimicrobico, si usano nelle
soluzioni disinfettanti.

Tensioattivi
anfoteri

Betaine

Sono poco costosi, hanno maggiore


affinit con la pelle, un moderato
effetto detergente, sono usati per
ligiene delle pelli delicate, dei capelli
sottili ed infantili e per ligiene intima.

Tensioattivi non
ionici

Gruppo con funzione


non idrolizzabile ma
con caratteristiche
polari

Solfobetaine

Hanno buon potere detergente,


producono poca schiuma, sono utilizzabili
nelle lavatrici, sono poco influenzati
dalla durezza dellacqua.

Nomi di alcuni tensioattivi

Classificazione dei tensioattivi


Tensioattivi anionici
Potere
Distaccante
Potere Bagnante
Potere
Emulsionante

Medio
Ottimo
Basso

Tensioattivi non ionici


Potere Distaccante
Potere Bagnante
Potere
Emulsionante

Ottimo
Basso
Ottimo

Classificazione dei tensioattivi


Tensioattivi cationici
Potere Distaccante
Potere Bagnante
Potere Emulsionante

Nullo
Ottimo
Nullo

Tensioattivi anfoteri
.

Potere Distaccante
Potere Bagnante
Potere Emulsionante

Basso
Basso
Basso

enzimi

ENZIMI
Diversi detersivi contengono enzimi per velocizzare la degradazione delle
proteine e dei lipidi che compongono le macchie. La papaina, enzima
estratto dalla papaya, invece utilizzato in numerosi prodotti per le sue
caratteristiche proteolitiche.

PROTEASI Utilizzate nelle fasi di prelavaggio, con applicazione diretta sulle


macchie di natura proteica.
AMILASI Utilizzate per il lavaggio di stoviglie con macchie particolarmente
resistenti di amido e derivati.
LIPASI Utilizzate per ottimizzare la rimozione di macchie di unto e grassi di
vario tipo.

Sono note anche molecole attivatrici dell'enzima, in grado di aumentarne


l'attivit. L'attivit pu essere anche influenzata dalla temperatura, dal pH e
dalla concentrazione di substrato.

Enzimi
Gli enzimi dei detersivi rimuovono sporco (proteine, grasso, amido ecc.)
frazionando le molecole grandi in frazioni pi piccole in modo specifico.
Le frazioni pi piccole vengono poi rimosse dai piatti/ tessuti.
Gli enzimi rimangono inalterati e quindi possono lavorare su macchie successive
Fattori destabilizzanti sono l detergenti anionici gli agenti ossidanti e il pH elevato e la
temperatura elevata.
Substrato

Prodotto

Enzima
Substrato+enzima

Complesso enzimaSubstrato

Prodotto+enzima

Enzimi
Caratteristiche degli enzimi:
Lavorano a temperature pi basse rispetto ai tensioattivi ( quindi la
temperatura di lavaggio pu non superare i 40)
Sono attivi a concentrazioni molto basse
Sono biocatalizzatori che possono sostituire altri tensioattivi e sono
molto specifici

Sono completamente biodegradabili

Enzimi

Amilasi

Amido

Proteasi

Proteine

Lipasi

Grassi

Cellulasi

Cellulosa

Enzimi
Gli enzimi hanno funzioni molto specifiche.

Macchie
contenenti
proteine
es polsini

Macchie
di unto e
cibo

Rompono le
molecole di
zucchero
Es salse
gelati sugo

Minimizzano peluria
su tessuti di cotone
ripristinando colore
e annullando
ingrigimento

cellulase

Enzimi
Influenza del pH sullattivit degli enzimi

sbiancanti
La loro funzione simile a quella degli enzimi: eliminano le macchie di colore
ossidando le molecole di pigmento e frammentandole in molecole pi piccole
che vengono poi eliminate.
Lazione sbiancante permette di eliminare lingrigimento dei tessuti.

Gli sbiancanti aggiunti normalmente in un detergente sono:


Candeggina- ipoclorito di sodio

Perborato di sodio (problemi ambientali)


Percarbonato di sodio
Spesso utilizzati insieme con
Peracidi
attivatore TAED gli additivi in
polvere
Acqua ossigenata: comunemente contenute nei candeggianti liquidi

sbiancanti
Candeggiare con ossigeno attivo:
Perborato di sodio e percarbonato di sodio (detersivi
in polvere)
Perossido di idrogeno (detersivo liquido) =>
candeggina delicata
Valore pH 10-11
Temperature da 60C
Buona capacit sbiancante
Effetto igienizzante

Cosa fare a basse temperature ad es. in presenza di fibre sintetiche?


=> TAED (Tetra Acetil Etilene Diammina) un attivatore degli sbiancanti
a bassa temperatura ( reazione con sbiancanti e produziona acido
peracetico)

sbiancanti

Schede dati
degli ingredienti
SODIUM
SULFATE SODIUM
CARBONATE
PEROXIDE SODIUM
SILICOALUMINATE
SODIUM
BICARBONATE AQUA
TAED SODIUM
CARBONATE SODIUM
DODECYLBENZENESU
LFONATE
ETHOXYLATED
HEXAMETHYLENEDIA
MINE QUATERNIZED
SODIUM ACRYLIC
ACID/MA COPOLYMER
CITRIC ACID
CELLULOSE GUM
SODIUM CHLORIDE
C13-15 PARETH-7
GLYCOSIDASE
GLYCOSIDASE
PARFUM SODIUM
SILICATE DISODIUM
DISTYRYLBIPHENYL
DISULFONATE NONE
COLORANT Butylphenyl
Methylpropional
Limonene

Schede dati degli


ingredienti
Aqua
Dipropylene Glycol
Butyl Ether
Hydrogen Peroxide
Sodium Lauryl
Sulfate
Alcohol Denat.
Citric Acid
Magnesium Sulfate
Lauramine Oxide
Trimethoxybenzoic
Acid
Sodium Hydroxide
PARFUM
Sodium Chloride
Sodium Carbonate
Silicon

Sbiancanti ottici
.Sono sostanze che assorbono l'energia ultravioletta della radiazione
solare e la rimettono sotto forma di luce blu. Hanno un duplice effetto:
Aumentano la luce riflessa ==== aumentano la luminosit
neutralizzano il colore giallo delle fibre, infatti il colore giallo
dovuto all'ossidazione delle fibre.

Gli sbiancanti ottici NON sono candeggianti,


quindi non rimuovono le macchie dai tessuti!!!
Quindi.

stilbenzene.cumarina

BUILDER

Hanno una percentuale che va dal 20 al 40% circa.


Sono sostanze in grado di legare cationi ( soprattutto calcio, Ca2+ e
magnesio Mg2+) con conseguente addolcimento dellacqua.
Questo permette ai tensioattivi di aumentare lefficienza di lavaggio.
Possono formare Sali insolubili che precipitano.
Migliorano la rimozione delle macchie dai tessuti ( che spesso sono
legate al substrato da ioni calcio).

Nella formulazione di un detergente normalmente sono presenti


diversi tipi builder: STTP,zeoliti, citrati, silicati

SISTEM BUILDER

Effetto durezza
dellacqua
Unacqua dura influisce negativamente sui processi di lavaggio:
infatti le molecole che costituiscono il detergente si combinano con
gli ioni calcio, formando composti insolubili che, oltre a far
aumentare il quantitativo di detergente necessario
1- si depositano nelle fibre dei tessuti facendole infeltrire. E quindi
necessario ricorrere alluso di ammorbidenti che possono essere
allergizzanti.
2- Nelle stoviglie lasciano depositi biancastri e rendono necessario
lutilizzo del brillantante che pu essere cancerogeno.
Per gli indumenti lacqua dolce permette il non infeltrimento e quindi
evita lutilizzo dell ammorbidente e lutilizzo di minor quantit di
detersivo.
Per le stoviglie evita l utilizzo del brillantante.
Inoltre, la presenza di sostanze incrostanti, dannosa per gli impianti
industriali,sia per la loro azione corrosiva, sia per le incrostazioni che
formano.Per questo sono spesso utilizzate tecniche di addolcimento.

BUILDER
.

STPP ( trifosfato di Sodio) (polifosfati) il Builder pi efficace.


E in grado di scambiare ioni sodio con i cationi calcio e magnesio
dellacqua formando un sale insolubile che precipita.
stato da anni sostituito per la tendenza eutrofizzante per la vita
acquatica.

Ca2+

Mg2+

BUILDER
Le Zeoliti

sono silicati di alluminio di sodio - o argille sintetiche - che vengono


utilizzati nei detergenti per la loro capacit di scambio cationico. La loro
peculiarit consiste nello scambiare cationi sodio e potassio contenuti
nella loro struttura cristallina-con cationi calcio e magnesio presenti
nellacqua. La maggior parte dei moderni detersivi in polvere per bucato
e compresse, che non contengono fosfati, contengono zeoliti.

Le Zeoliti, come le argille, sono insolubili in acqua e sono presenti


come cristalli finemente dispersi (con un diametro di ca. 4 micron).
Macroscopicamente, una particella zeolite consiste di migliaia di strati
sovrapposti contenenti ioni sodio e potassio.

La Zeolite A una forma di zeolite, che ottimizzato per l'utilizzo


nei detergenti, conosciuto anche con il nome commerciale di Sasil .
La concentrazione di zeolite A utilizzata nei detersivi in genere varia dal
20 al 34%.

BUILDER

Esempio di SISTEM BUILDER: Poliacrilato + Zeolite

I Policarbossilati (PAA) sono polimeri idrosolubili che hanno una


elevata capacit di assorbire cationi bivalenti come Ca2 + e Mg2 + quando
sono accoppiati ad uno scambiatore di cationi come la zeolite.

PAA-Zeolite un SISTEM BUILDER comunemente utilizzato al posto


del trifosfato di sodio in fosfato di oggi, soprattutto in detersivi in polvere.

La molecola PAA funziona come un servizio navetta trasportando i


cationi bivalenti dalla superficie del tessuto allo scambiatore di ioni (
zeolite).
Oltre alla funzione di builder il PAA ha funzione di disperdente.

Alcali

Un esempio di alcale il Carbonato di Sodio


Na2CO3.

La sua funzione quella di aumentare il pH della


soluzione migliorando le prestazioni dei tensioattivi
anionici.

Inoltre in grado di scambiare il catione sodio con i


cationi calcio e magnesio formando Sali insolubili.

Viene attualmente limitato perch la formazione di


Sali insolubili e la loro precipitazione sui tessuti e sulle
pareti interne della lavatrice provoca incrostazioni e
infeltrimento.

ALTRI ADDITIVI.
Profumi: vengono aggiunti per migliorare lodore di un detergente/
ammorbidente e per mascherare lodore di alcune materie prime.
Nel caso degli ammorbidenti possono causare dermatiti.
-> 26 componenti delle varie profumazioni, a causa del loro potere
allergenico devono essere dichiarati se superano una determinata
concentrazione.

Sequestranti:o chelanti sono composti chimici in grado di formare


complessi pi o meno stabili con atomi.
Un esempio LEDTA che un composto in grado di combinarsi
con lo ione calcio e magnesio diminuendo la durezza dellacqua.
Stabilizzatori: es glicoli servono per mantenere stabile la miscela
Solventi: es acqua

profumi

Allergeni molto potenti

Cinnamaldeide (fortemente allergenico),


isoeugenolo, muschio quercino, pseudevernia
furfuracea

Allergeni potenti

Cinnamil alcool, idrossicitronellale (profumo),


HMPCC = Lyral =
idrossimetilpentilcicloesene carbossaldeide

Allergeni deboli

Profumi non valutati con


obbligo di dichiarazione

Amile cinnamale, citrale, eugenolo, farnesolo,


lilialo,
butil-fenil-metil-proprionale , metil-eptil carbonato,
alcool amile cinnamale, benzene, silcato di
benzene, cumarine, geraniolo
Alcool dellanice, benzil cinnamato, linaloolo,
benzil benzoato, citronellolo,
esil cinnamale,
d-Limonane alfa isometilionone

Lista di fragranze "allergizzanti" (con la terminologia usata in


etichetta) BENZYL ALCOHOL AMYL CINNAMAL CINNAMYL
ALCOHOL CITRAL EUGENOL HYDROXYCITRONELLAL
ISOEUGENOL AMYLCINNAMYL ALCOHOL BENZYL SALICYLATE
CINNAMAL COUMARIN GERANIOL HYDROXYISOHEXYL 3CYCLOHEXENE CARBOXALDEHYDE ANISE ALCOHOL BENZYL
CINNAMATE FARNESOL BUTYLPHENYL METHYLPROPIONAL
LINALOOL BENZYL BENZOATE CITRONELLOL HEXYL CINNAMAL
LIMONENE METHYL 2-OCTYNOATE ALPHA-ISOMETHYL IONONE
EVERNIA PRUNASTRI EXTRACT EVERNIA FURFURACEA
EXTRACT

ammorbidenti
Gli ammorbidenti sono coadiuvanti di lavaggio, nel senso che accompagnano il
lavaggio dei tessuti, quindi integrano lutilizzo di detersivi o prodotti per la pulizia.
La composizione degli ammorbidenti include in prevalenza lesterquat, tensioattivo
cationico, la cui origine pu essere vegetale o animale. Gli altri componenti sono
quasi sempre additivi, profumi, addensanti o perlanti, coloranti ed altre sostanze
spesso non biodegradabili.
Lazione di queste sostante lisciante rispetto alle fibre dei tessuti. In un certo
senso lammorbidente forma una specie di pellicola che aderisce ai tessuti. Ecco
perch bisogna usarlo con parsimonia e secondo le dosi suggerite. Loperazione
che un ammorbidente compie la seguente: il prodotto agisce sullelettricit
statica dei capi appena lavati, eliminandola.
Le molecole del prodotto hanno cariche positive che gli permettono di
unirsi elettrostaticamente alle fibre dei tessuti che rimangono caricate
negativamente, creando una sottile patina. Leffetto finale sar una
maggiore morbidezza del capo, unita alleventuale profumo
caratteristico del prodotto.

Detergenti per capi scuri


La principale differenza fra i normali detersivi e questa tipologia
sta nella composizione: in questi ultimi normalmente non sono
presenti agenti sbiancanti, come perborato o sodio percarbonato,
che decolorano i tessuti.

Detergente per lavastoviglie

Un detergente per lavastoviglie contiene:


Fosfati (30 %) per dissolvere cationi calcio e magnesio
Agenti sbiancanti (1-5 %)
a base di cloro che ossidano i depositi organici e sbiancano Tensioattivi
non ionici (5%) abbassano la tensione superficiale dellacqua
migliorando la bagnabilit, emulsificando gli oli e i depositi di grasso.
Enzimi: a secondo della loro funzione trasformano amidi proteineecc in
molecole pi semplici che vengono lavate
Agenti anticorrosivi: spesso viene utilizzato il silicato di sodio per prevenire
la corrosione dei componenti interni della lavastoviglie.
Agenti antischiuma
Profumi

Anti-caking agents (in granular detergent)


Starches (in tablet based detergents)
Gelling agents (in liquid/gel based detergents)
Sand (inexpensive powdered detergents)
Dishwasher detergents are strongly alkaline (basic).

brillantante
Sono prodotti particolari ad effetto tensoriduttore che
vengono impiegati quali additivi dell'acqua di risciacquo sia
nelle lavastoviglie a ciclo discontinuo che in quelle a nastro.
Presentano due propriet: effetto tensoriduttore, abbassa la
tensione superficiale dell'acqua riducendola a meno della
meta, evitando cosi la formazione di gocce grossolane;
l'acqua scola uniformemente sulla superficie e viene
eliminata con facilita. Effetto autoasciugante, una
conseguenza dell'effetto tensoriduttore che si ottiene
incorporando negli additivi di risciacquo sostanze ad alta
volatilit che, a caldo, consentono una rapida asciugatura
delle stoviglie. I brillantanti sono essenzialmente costituiti da
quantit di sostanze tensioattive in abbinamento ad alcoli
che facilitano l'effetto asciugante a caldo, data la loro
tendenza all'evaporazione. II brillantante di risciacquo d i
risultati migliori a temperature intorno ai 78 - 82C.

5-15% propanolo
5-15% alccol
grasso etossilato
propossilato
2-5% acido
propan
bicarbossilico

Ora che abbiamo capito leffetto del detergente analizziamo.

Effetto del substrato


da lavare

. L'energia meccanica rappresenta

lo sbattimento della lavatrice, ha dei


parametri fissi; numero di giri al minuto, velocit periferica del cestello,
nervature del cestello sterro, e dei Parametri modificabili; carico della
biancheria (peso e pezzatura dei capi), volumi dell acqua e quindi altezza
di caduta della biancheria al pelo libero del bagno;si visto che la
biancheria si lava al meglio quando ha a disposizione dieci decimetri cubici
di cestello per ogni chilo di peso (asciutta); nel caso di fibre sintetiche
miste il volume cambia, lo stesso per cotone lavorato in un certo modo es.
spugna.
Ovviamente per biancheria molto sporca conviene ridurre la quantit
introdotta in lavatrice come per capi particolari molto grandi. La Quantit
d'acqua necessaria al "lavaggio" dei cotoni risulta composta dall'acqua
assorbita dalla fibra e da quella libera del bagno circolante, che ha il
compito d mantenere in sospensione lo sporco, far circolare il detersivo,
veicolare il calore ecc. Questo rapporto peso biancheria - acqua totale si
chiama rapporto di bagno ( 1 : 4 solitamente per prelavaggio e lavaggio,
1 : 6 per ammolli e risciacqui) ed particolarmente elevato per la lana, in
quanto questa richiede ridotta energia meccanica per non infeltrire.

Fattori che influenzano


il lavaggio: tessuti e tipo di sporco

lavatrice

Tessuti

Tipi di tessuto
Fibre naturali
vegetali

Cotone
Lino
Ramie
Sisal
Cocco
Juta

Sono fibre naturali ricavate


da fiori o dal fusto di piante
verdi.
Sono fibre molto
resistenti, robuste, versatili.
Assorbono molto lacqua, (cellulosa)
lasciano traspirare lumidit e
possono essere lavate fino a
90C e stirate a temperatura
alte.

Tipi di tessuto

Sono fibre naturali costituite


da proteine simili a quelle dei
capelli prodotte dagli animali
a propria protezione dal caldo
e dal freddo (come il pelo o il
bozzolo della seta).
Sono
resistenti, calde ma molto
delicate da trattare.
Richiedono lavaggio e
stiratura a temperatura
molto bassa.

animali

Peli
Lana
Lana vergine
Cachmere
Angora
Lama

Seta

Fibre sintetiche
Cellulosa

Viscosa
Modal
Lyocell
Acetato
Triacetato
Cupro

Petrolio

Poliestere (PES)
Poliammide (PA)
Poliacrilato (PAN)
Elastan
Poliuretano
Polipropilene
Polivinil cloruro

Sono fibre normalmente lavabili a temperature basse.

Come sono cambiati i nostri capi di


abbigliamento nel tempo

Levoluzione dei tessuti


rende sempre pi complesso
il processo di lavaggio
Lavaggio + trattamento
adeguato delle fibre

TESSUTI TECNICI es GORETEX

Tessuti

Trattamento delicato dei capi

E le macchie ????

Tipi di sporco
Lo sporco altro non che la presenza di determinati materiali
al posto sbagliato
Idrosolubile (ca. 25%)
Sali inorganici
zucchero
urea
sudore

Non idrosolubile (ca. 75%)


Grassi

Pigmenti

Proteine

Polvere
terriccio
ossidi metallici

Sangue
uovo
latte
cioccolato

Carboidrati

Sporco
candeggiabile

Esempi
Grasso della
pelle
oli alimentari
oli minerali

Amido

Frutta
vino rosso
t/caff

http://www.casahenkel.it/rubriche/il-risolvimacchia

Grado di sporco

Simboli per il
trattamento dei tessuti
Lavaggio

Lava/indossa

Cotone

95 C, 60 C,
50 C, 40 C,
30 C
Temperatura normale

95 C , 70 C, 60 C,
50 C, 40 C, 30 C
Asciugatura
in asciugabiancheria

Stiro

Lavaggio a
secco

Candeggio

Lino, cotone

Sintetici

Lana/Seta

40 C, 30 C

40 C - 30 C
acqua fredda

Temperatura ridotta

Lana, Seta

Sintetici

Indicazioni per le lavanderie

Candeggiare con cloro o ossigeno

Candeggiare solo con ossigeno/


Evitare cloro

Non lavare

Non asciugare in
macchina

Non stirare

Non lavare a
secco

Non candeggiare

Come sono cambiati i nostri


capi di
abbigliamento nel tempo

Levoluzione dei tessuti


rende sempre pi complesso
il processo di lavaggio
Lavaggio + trattamento
adeguato delle fibre
Il futuro:
 Tessuti con microcapsule
 Tessuti con nanotecnologia
 Tessuti con elettronica

Esempio: il pile
La fibra di partenza il poliestere, che pu
essere lavorato in modi diversi. In alcuni casi
vengono aggiunte altre fibre sintetiche, come
poliammide, acrilico, elastane. Il pile il risultato
di una lavorazione a maglia particolare, che in
grado di rendere il tessuto soffice e voluminoso.

Il tessuto pile si pu lavare a 30 o


40C. Si asciuga in fretta e non
deve essere stirato. Il tessuto non
va candeggiato e alcune marche
consigliano di non usare
ammorbidenti, perch sfibrerebbero
il tessuto

Esempio: il goretex
COME LAVARE I CAPI IN Gore-Tex ?
A meno che letichetta del capo
non dia istruzioni diverse, Gore
consiglia di lavarli in lavatrice a
temperatura di 30.
Il lavaggio e lasciugatura aiutano
a conservare il trattamento
idrorepellente e traspirante
presente sulla superficie esterna
del capo.
Chiudere tutte le zip e i velcro.
Lavare a macchina, in acqua
tiepida, ciclo delicato. Usare un
detersivo delicato. Non usare
ammorbidenti o detergenti
contenenti oli o candeggina.
Asciugare all'aria.

Esempio: il piumino

Il lavaggio va fatto il meno possibile, in


lavatrice a temperature basse (35), con
pochissimo detersivo per capi delicati (senza
fosfati e sbiancanti) o specifico per piumino. Non
usare ammorbidenti. Il capo deve essere
risciacquato molto bene. La centrifuga deve
essere breve e non troppo veloce.

Per assicurare le massime prestazioni del


piumino estremamente importante comprimerlo
solo all'occorrenza. Arieggiatelo dopo ogni uso e
pulite con acqua eventuali macchie.
NON LAVARE
a secco

posate
Le posate in acciaio inox e argento vengono generalmente ben lavate in
lavastoviglie, ma bisogna adottare le seguenti precauzioni:
- Sciacquate via i residui di cibi acidi, quali ad esempio i condimenti per l'insalata
o la frutta, e di sale dagli oggetti prima di caricarli in macchina, dato che il
contatto diretto e prolungato con essi pu ossidare le posate.
- Quando caricate il cestello delle posate, evitate di addossare troppo gli oggetti
l'uno all'altro, per permettere all'acqua di risciacquare tutte le superfici. Ci
garantisce che ogni oggetto venga lavato, sciacquato e asciugato in modo
corretto.
- Evitate di versare il detersivo per lavastoviglie direttamente sulle posate, in
quanto ci ne potrebbe causare la corrosione.
- Togliere le posate subito dopo la fine del ciclo di lavaggio, per evitare di
lasciarle in ambiente umido che potrebbe causare corrosione o ruggine. Ci
particolarmente valido per le posate in argento.
- Non mescolate posate in argento e in acciaio inox nello stesso cestello, dato
che ci pu causare ossidazione e macchie di ruggine.

Corrosione delle posate


Le posate sono normalmente in acciaio
inox AISI 304.
Possono essere suscettibili a corrosione
per pitting ( vedi corrosione).

Costi della manutenzione: Corrosione puntiforme


segni di corrosione puntiforme

iniziale

media

avanzata

Cause frequenti:
effetto degli alogenuri (Cl-, Br-,
I-) (cloruri, bromuri,ioduri)
bagni decontaminanti
spazzolatura / abrasione
Alcalinit e scarsa
neutralizzaz.
lavaggio / risciacquo inadeguati

vetreria

La vetreria lavata dalla lavastoviglie pu presentare delle macchie biancastre nel tempo.
Le cause possono essere:

Deposito di calcare
Se la lavastoviglie ha esaurito il sale della resine a scambio ionico che addolcisce
l'acqua, e l'approvvigionamento di acqua "dura", possono apparire depositi di calcare su
tutte le stoviglie, ma sono particolarmente visibili sul vetro.
La lavastoviglie o dovrebbe essere ricaricata con sale, opportunamente dosato alla
durezza delle acque di approvvigionamento, o pu essere dovuto al malfunzionamento
della resina a scambio ionico dell addolcitore. Le resine possono essere rese inattive (
avvelenate) da sali di ferro o di manganese presenti nelle acque di approvvigionamento.
Corrosione del vetro
laspetto della chiazza lattiginoso e non pu essere asportato, come nel caso del
deposito di calcare. E dovuto alla dissoluzione del vetro, perch il detersivo fortemente
e il vetro si scioglie lentamente in soluzione acquosa alcalina. Diventa meno solubile in
presenza di silicati in acqua (aggiunti come agenti anticorrosione nel detergente della
lavastoviglie). Per limitare la corrosione del vetro imposrtante controllare il livello di
durezza dellacqua e la quantit di detergente.e la temperatura.

I cristalli ( vetri al piombo) non possono essere lavati in lavastoviglie perch per essi il
fenomeno corrosivo pi marcato e il piombo pu essere convertito in una forma solubile,
che potrebbero mettere a repentaglio la salute degli utilizzatori successivi.

Corrosione del vetro

Il vetro resistente alla maggior parte degli acidi, ma altamente


suscettibile di attacco da parte di sostanze alcaline, in particolare una
concentrazione di ioni OH- (pH superiore a 9.0). Il risultato un attacco del
reticolo di silice-ossigeno (Si-O), con conseguente scioglimento della
superficie di vetro.

Tossicit dei brillantanti


Pericolo dei detersivi e del brillantante:
L'assorbimento di detersivi da parte dei piatti, normalmente impiegati ad
uso domestico per il consumo dei cibi, avviene a causa di incrinature nella
ceramica o nella porcellana: per fenomeno osmotico si ha una
penetrazione dei prodotti chimico-tossici derivanti da detersivi e brillantanti
all'interno del vasellame durante il lavaggio a mano in acqua calda o in
lavastoviglie.
Durante il successivo raffreddamento ed asciugatura del vasellame, i pori
presenti nella ceramica dei piatti tendono a richiudersi, intrappolando cos
al loro interno le sostanze tossiche dei detersivi.
All'atto dell'aggiunta del cibo caldo sul fondo del piatto (es: pastasciutta,
brodo, etcc), il riscaldamento della ceramica determina la riapertura dei
pori, con dismissione quindi delle sostanze tossiche all'esterno della
ceramica, che entrano cos a contatto con il cibo.

Tossicit dei brillantanti


Il rischio di contaminazione chimica da parte dei piatti da cucine normalmente
impiegati da tutti, pu essere facilmente evidenziato sottoponendo tali piatti ad un
trattamento di micro-onde, allo scopo di dimostrare la possibile penetrazione di
liquidi (in questo caso solo acqua) all'interno dei piatti da cucina. Il fondo dei piatti
viene infatti parzialmente riempito con acqua distillata e posto nel forno a microonde. L'acqua presente nel piatto si riscalder subito. I piatti, invece, tenderanno a
restare freddi soltanto se l'acqua non sar penetrata al loro interno attraverso gli
eventuali pori presenti nella loro ceramica o porcellana. Se vi sar presenza di pori,
l'acqua penetrer all'interno dei piatti, e le micro-onde, riscaldando anche
quest'acqua interna, renderanno calda la superficie del
piatto da cucina.

Tossicit dei brillantanti

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