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BULGARINI

ANTONIO LONDRILLO CLAUDIA PETRUCCI

IL MONDO
CHE
CAMBIA
Corso di Geografia

Copyright 2009

EDITORE BULGARINI FIRENZE


Prima edizione marzo 2010
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Indice
Modulo 1 Europa

Modulo 2 Regione euroasiatica

18

Modulo 3 Asia occidentale e centrale

34

Modulo 4 Asia meridionale

48

Modulo 5 Asia orientale

62

Modulo 6 Africa settentrionle

76

Modulo 7 Africa subsahariana

88

Modulo 8 America anglosassone

102

Modulo 9 America latina

116

Modulo 10 Oceania

130

Fonti Statistiche, cartografiche e documentarie


Appendice Gli Stati del mondo
Glossario

142
144
156

MODULO

Europa
Spazi fisici e ambienti naturali
Tre regioni fisiche

LEuropa (circa 6 milioni di km2, esclusa la Russia europea che studieremo nel Modulo 2) comprende 40
Stati. unita allAsia, con la quale forma ununica massa continentale (lEurasia), mentre separata dallAfrica dallo Stretto di Gibilterra, un braccio di mare largo 13 km. Il territorio europeo ha la forma di una grande penisola triangolare, bagnata a nord-ovest dallOceano Atlantico e a sud dal Mar Mediterraneo, che
penetrano profondamente nel continente, rendendo
molto articolate le coste (pi di 37.000 km di lunghezza) con la presenza di numerosi mari interni, penisole
e isole. NellAtlantico si protende la Penisola Scandinava, che chiude il Mar Baltico, ed emergono lIslanda e le Isole britanniche, bagnate dal Mare del Nord.
Atlantico e Mediterraneo sono separati dalla massiccia Penisola Iberica, mentre nel Mediterraneo si protendono la Penisola Italica e la Balcanica, che chiudono mari interni come lAdriatico, lEgeo e il Mar Nero, ed emergono isole e arcipelaghi, come la Sicilia, la
Sardegna, la Corsica, Cipro, Creta e le Baleari.

NellEuropa settentrionale e centrale si estende la regione delle montagne e dei massicci antichi, profondamente erosi dalle antiche glaciazioni, come le
Alpi Scandinave, i rilievi britannici e quelli dellEuropa continentale (Massiccio Centrale, Giura, Selva
Boema, Monti Metalliferi).
Un caso a s costituito dallIslanda, una grande
isola vulcanica che si formata nellAtlantico settentrionale per lemersione di grandi quantit di magma
proveniente dal rift medio atlantico sul quale si trova.

La formazione geologica
Rispetto agli altri continenti, lEuropa ha una altitudine media poco elevata (solo 292 metri s.l.m.) con
prevalenza di pianure e rilievi di modesta altitudine.
Nella parte settentrionale e centrale, il rilievo europeo
stato profondamente modellato dalle glaciazioni,
che hanno creato vaste pianure, hanno formato la regione nord-orientale dei laghi, hanno scavato le valli
costiere oggi occupate dai fiordi. La parte meridionale del continente stata invece plasmata dal corrugamento alpino, ed soggetta a fenomeni sismici e
vulcanici, perch si trova lungo la faglia che divide la
zolla africana e quella euroasiatica. In questa regione,
pertanto, sono frequenti terremoti, anche violenti, e
sono presenti vulcani attivi come lEtna.
Se prendiamo in considerazione il rilievo e la geologia, in Europa possiamo individuare tre grandi regioni fisiche.
4

LEuropa meridionale corrisponde in gran parte alla


regione delle montagne giovani, formata dalle catene montuose pi elevate del continente, prime fra
tutte le Alpi, che con alcune cime superano i 4000
metri di altitudine (Monte Bianco, 4807 m). Altre catene giovani sono i Pirenei, i Carpazi, le Alpi Transilvaniche e le montagne che scendono nella penisola balcanica fino alla Grecia (Alpi Dinariche, Balcani, Pindo).
Nella regione meridionale scorre il maggior fiume dellEuropa (esclusa la Russia), cio il Danubio (2860
km), che attraversa la pianura ungherese e la Romania prima di sfociare nel Mar Nero con un vasto
delta. Di modesta entit gli altri fiumi meridionali, come il Tago, lEbro, il Rodano e il Po, perch le montagne corrono a ridosso del mare.

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La fascia centrale del continente, dalla Francia alla


Bielorussia e allUcraina, coincide con la regione
delle grandi pianure, formata dal Bassopiano
Francese, dal Bassopiano Germanico Settentrionale e dal Bassopiano Sarmatico, che prosegue
poi nella Russia europea. In queste pianure scorrono
verso lAtlantico grandi fiumi ricchi di acque, come la
Loira, il Reno, lElba, la Vistola, mentre sfocia nel
Mar Nero, dopo aver attraversato Bielorussia e
Ucraina, il Dnepr.

Un continente marittimo

1.

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Modulo 1 EUROPA

2.

Clima e ambiente
La prevalenza del clima temperato

Situata in gran parte alle medie latitudini, lEuropa


presenta per lo pi un clima temperato, contraddistinto da temperature invernali non troppo fredde
ed estive non troppo elevate, e da una discreta piovosit. Temperature e piovosit variano tuttavia da
una regione allaltra, non solo per la latitudine, ma
anche per influenza dellOceano Atlantico e del
Mediterraneo. LAtlantico, grazie alla presenza
della Corrente del Golfo, mitiga le temperature
delle regioni costiere fino alla Norvegia e apporta
abbondanti piogge, sospinte dalle correnti occidentali; il Mediterraneo, mare chiuso e meridionale, addolcisce le temperature invernali delle regio-

Isola di Port Cros (Francia), situata nel Mediterraneo di fronte alla Costa Azzurra.

Isole Lofoten (Norvegia), un arcipelago del grande Nord europeo.

ni che vi si affacciano. Influiscono sul clima delle


regioni europee anche laltitudine di alcune zone e
la prevalente disposizione delle catene montuose
da ovest a est, che ostacola la penetrazione verso
sud dei freddi venti nordici e favorisce lafflusso
verso linterno del continente dei venti umidi atlantici.
Sulla base di questi fattori, possiamo individuare in Europa tre regioni climatiche principali,
che corrispondono a tre grandi regioni ambientali: settentrionale, occidentale e centrale, meridionale.

Dalla tundra
alla macchia mediterranea
LEuropa settentrionale, dallIslanda alla parte interna della Scandinavia, dominata dal clima subpolare e da un clima boreale, caratterizzati da
temperature molto rigide in inverno e fresche in
estate, e da scarse precipitazioni, che si concentrano nella breve stagione estiva. questa la regione
della foresta di conifere, che nellestremo Nord
cede il posto alla tundra. Simile ai climi settentrionali il clima dalta montagna, presente nelle zone pi elevate delle maggiori catene montuose europee, come le Alpi.
Tutta la fascia centrale del continente, dalle Isole
Britanniche alla Bielorussia, ha un clima temperato
fresco, con caratteristiche che variano man mano
che si procede verso linterno. Infatti, la regione costiera affacciata sullAtlantico ha piogge abbondanti e
una debole escursione termica annua, tra estati moderatamente calde e inverni non troppo freddi, grazie allinfluenza mitigatrice dellAtlantico e della Corrente del Golfo. Avanzando verso linterno, il clima diventa progressivamente pi continentale, con piogge
meno abbondanti e maggiore escursione termica annua, fra estate calda e afosa e inverno freddo. In tutta questa regione climatica predominano foreste di
latifoglie, pascoli naturali e praterie.
Infine, nellEuropa meridionale predomina il
clima mediterraneo, contraddistinto da temperature calde destate e miti dinverno, con piogge
autunnali e invernali e lunghe estati secche. La vegetazione formata dalla foresta mediterranea,
oggi in gran parte degradata in una macchia cespugliosa; in alcune zone pi interne, la macchia mediterranea cede il posto a una steppa arida.

EUROPA Clima e ambiente

LEuropa si sta tropicalizzando?


l riscaldamento globale del
pianeta, provocato dal crescente consumo di combustibili fossili, sta producendo evidenti e preoccupanti cambiamenti climatici e ambientali anche nel nostro continente.
Per quanto riguarda le modificazioni del clima europeo, le conseguenze pi allarmanti sono due.
La prima rappresentata da un
aumento delle temperature estive, con violente ondate di calore,
simili a quelle del 2003 (lanno pi
caldo dal 1850) che provocarono
la morte prematura di 22.000 Europei. In particolare, nelle regioni
meridionali, sempre pi investite
durante lestate dallanticiclone
sahariano, questo aumento delle
temperature aggraver i problemi
ambientali gi esistenti, come la
siccit e gli incendi boschivi.
La seconda conseguenza consiste nel ripetersi, specialmente
nelle regioni atlantiche, di tempeste simili agli uragani tropicali,
come il ciclone Kyrill che ha colpito quelle aree nellinverno del
2007, con venti fino a 225 km
orari e violente piogge, causando
la morte di 44 persone.
Anche sugli ambienti europei il
riscaldamento globale produce i
suoi effetti drammatici, in particolare sulle montagne e sui mari
della fascia meridionale. Sulle
Alpi sono presenti, infatti, pi di
5000 ghiacciai che, nel corso degli ultimi 150 anni e con un ritmo acceleratosi negli ultimi decenni, hanno perso il 50% del loro volume. Un caso clamoroso
quello del ghiacciaio svizzero
dellAletsch, il pi grande dellEuropa continentale, che in un
solo anno, nel 2005, arretrato
di ben 66 metri. Se, come sembra, nel corso di questo secolo la
temperatura globale aumenter

di 3-5 C, nel 2100 il volume dei


ghiacciai alpini risulter diminuito dell80% o essi saranno addirittura scomparsi. Ci comporter conseguenze disastrose per
le portate dei fiumi e per le falde
acquifere, per le centrali idroelettriche, per lequilibrio idrogeologico dei territori montani e
anche, naturalmente, per il turismo invernale.
Ugualmente, le acque del Mediterraneo, mare meridionale
chiuso, si stanno pure esse riscaldando: nel 2003 la loro temperatura ha raggiunto i 27 C (32
C in superficie), il livello pi alto
degli ultimi tremila anni. Leffetto pi immediato di questo aumento di temperatura lo stravolgimento della flora e della fauna, per la crescente diffusione di
specie vegetali e animali di tipo
tropicale, che prendono il sopravvento su quelle autoctone,

con esiti devastanti. Cos avviene, ad esempio, per le praterie


sottomarine di Posidonia, fondamentali per il bioma mediterraneo, che rischiano di scomparire
anche a causa dellinvasione di
alghe tropicali come la Caulerpa
taxifolia.

Il ghiacciao
dellAletsch,
nellOberland
bernese (Svizzera),
arretrato, in un
anno, di 66 metri.
Prateria di
Caulerpa
taxifolia, detta
lalga killer.

Modulo 1 EUROPA

3.

Popolazione e urbanizzazione
Molti Europei,
ma sempre pi vecchi

Berlino
(Germania).
Scorcio del
moderno centro
della citt, nei
pressi della
Potsdamer Platz.

LEuropa abitata da quasi 600 milioni di persone e risulta il terzo continente per popolazione; pi
significativa appare la sua densit demografica, che
corrisponde a circa 100 ab/km2, un dato superiore a
quelli degli altri continenti. Naturalmente la densit demografica varia allinterno del continente, per
le differenti condizioni fisiche e ambientali e le diverse vicende storiche.
Il cuore demografico costituito da una fascia
che va dallInghilterra allItalia settentrionale, comprendente gli Stati pi popolosi (Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia) e quelli con la pi alta
densit (Belgio, Paesi Bassi, Germania). Le densit
pi basse (inferiori ai 20 ab/km2) si registrano nella
regione settentrionale (Islanda, penisola scandinava e Stati baltici).
Lelevata densit demografica dellEuropa dipende sia dalle favorevoli condizioni ambientali del
suo territorio, sia da un popolamento continuo, iniziato fin dalla preistoria e diventato particolarmente intenso negli ultimi due secoli. Ma, da alcuni decenni, tutto il continente entrato in una fase di
declino demografico, con tassi di natalit e di
crescita sempre pi bassi, che in parecchi Stati delle regioni balcaniche e orientali sono addirittura al
di sotto dello zero.

Alla Festa dellEuropa (Palermo, maggio 2008) hanno


partecipato molti giovani, risorsa preziosa in un continente che
tende a invecchiare.

Il crollo del tasso di natalit e laumento della vita


media degli Europei provoca un crescente invecchiamento della popolazione, con conseguenze
preoccupanti soprattutto per il futuro delleconomia.

Londra (Regno Unito). I nuovi edifici del centro economico,


costruiti sulle due rive del Tamigi.

EUROPA Popolazione e urbanizzazione

Forti flussi migratori


Molti Paesi, in particolare quelli pi sviluppati della
regione occidentale (Germania, Francia, Inghilterra,
Svizzera) e quelli pi vicini alle coste africane (Italia
e Spagna), sono da decenni diventati polo di attrazione per milioni di migranti extracomunitari,
provenienti soprattutto dallAfrica (specialmente
Maghreb e Africa occidentale) e dallAsia (in particolare Asia meridionale e Cina). Molto forte anche
il flusso migratorio interno allEuropa, per lo pi dai
Paesi orientali e balcanici verso quelli occidentali e
nordici. Gli Stati con il maggior numero di stranieri
sono la Germania (pi di 7 milioni), la Francia
(3.200.000), lItalia (3 milioni) e la Gran Bretagna (2
milioni e mezzo). I Paesi europei, che hanno bisogno
di manodopera, cercano di favorire linserimento
economico e sociale degli immigrati regolari, mentre
adottano diverse forme di contenimento nei confronti di quelli clandestini (espulsioni, centri di raccolta, accordi con gli Stati di provenienza).

Una fitta rete di citt


e regioni urbane
LEuropa uno dei continenti pi urbanizzati del
mondo: gli Europei che vivono nelle citt sono

circa 450 milioni, con un indice urbano medio del


70%, che in alcuni Stati come la Germania, la
Gran Bretagna e i Paesi Bassi supera l80. La rete urbana particolarmente fitta nella regione
centrale, che va dallInghilterra allItalia settentrionale. Qui troviamo le due maggiori metropoli
europee: Parigi, il cui agglomerato sfiora i 10 milioni di abitanti, e Londra che ne raccoglie 7 milioni e mezzo. La capitale inglese si trova al vertice della maggior regione urbana europea, la Megalopolis England, un insieme di sette conurbazioni nel quale vivono 40 milioni di individui. La
seconda regione urbana europea la megalopoli
franco-tedesco-olandese, formata dalla Randstad-Holland la citt anello olandese, che
comprende 17 citt di medie e grandi dimensioni
e dalla conurbazione Reno-Ruhr tedesca, dove si allineano 20 citt con oltre 100 mila abitanti
ciascuna. Ai margini di questultima si trova la capitale tedesca Berlino, con il suo agglomerato di
4 milioni di abitanti. Molte metropoli milionarie
dellEuropa sono capitali di Stato, al centro di reti urbane monocentriche, cio formate da poche
altre citt importanti, e raccolgono una parte
consistente della popolazione nazionale. il caso
di Madrid (con 5 milioni di abitanti), ma soprattutto di Atene, Lisbona, Budapest, Vienna, nelle quali si concentra il 20-30% della popolazione
dei rispettivi Stati.

Lisbona
(Portogallo). La
piazza Don Pedro,
nel cuore del
centro storico.

Modulo 1 EUROPA

4.

Economia e societ: il settore primario


Un benessere diffuso,
ma sempre pi minacciato

1
Allevamento
bovino in un
alpeggio austriaco.

2
Agrumeto nella
provincia di Toledo
(Spagna).

3
Coltivazione dei
cereali in Ucraina.

4
Campi di colza in
Westfalia
(Germania). La
colza viene
impiegata nella
produzione di olio
e carburante
(biodiesel), ma
anche come
foraggio.

5
Pescatori in un
porto bretone
(Francia).

6
Sfruttamento
forestale in
Finlandia.

10

Gli Europei hanno un livello medio di benessere


molto alto, con un PIL pro capite e un ISU notevolmente superiori a quelli degli abitanti di altre regioni
continentali, come lAfrica e lAsia, con tassi di disoccupazione ridotti, con unampia diffusione di efficienti servizi sociali, come listruzione e lassistenza sanitaria. Ci il prodotto di uno sviluppo economico che
ha le sue radici storiche negli imperi coloniali, formatisi in conseguenza delle scoperte geografiche, e nella diffusione del modello industriale nato in Inghilterra alla fine del Settecento. Nel XX secolo lEuropa,
sconvolta da due guerre mondiali e privata delle sue
colonie, ha perso il primato mondiale a favore degli
Stati Uniti. Ma dopo la seconda guerra mondiale,
lEuropa occidentale, separata dalla parte orientale
rimasta sotto il controllo dellURSS, ha avviato un rapido processo di sviluppo e modernizzazione in tutti i
settori produttivi, che ha portato molti Paesi ai vertici delleconomia mondiale. Il ruolo centrale europeo
nelleconomia globale stato favorito anche dal progressivo rafforzamento dellUnione Europea e dal
suo allargamento agli Stati orientali dopo la caduta
dei regimi comunisti. Tuttavia, oggi, leconomia europea e il benessere dei suoi abitanti sono minacciati da
fattori esterni, quali la concorrenza sui mercati mondiali delle nuove potenze industriali come la Cina,
laumento crescente del prezzo delle materie prime,
in particolare del petrolio, e le ricorrenti crisi finanziarie che hanno scosso il sistema economico internazionale; ma anche da fattori interni, come linvecchiamento demografico e il permanere di sensibili
differenze economiche e sociali sia tra gli Stati (un
cittadino danese ha un PIL p.c. dieci volte superiore
a quello di un Rumeno), sia allinterno degli Stati tra
le diverse regioni e tra la popolazione.

Unagricoltura molto produttiva


Circa il 30% del territorio europeo occupato dal
suolo coltivato, con percentuali pi elevate nei
Paesi pianeggianti e in quelli mediterranei. Lagricoltura rappresenta in Europa meno del 5% del
PIL e della forza lavoro, tuttavia, data la sua elevata produttivit, garantisce lautosufficienza alimentare alla popolazione e permette anche le-

sportazione di alcune produzioni di qualit.


Se consideriamo le strutture e i prodotti principali, possiamo distinguere nel settore tre tipologie.
Sulle coste scandinave, nelle isole britanniche,
nelle pianure continentali atlantiche e nelle regioni montane, come le Alpi, prevale lallevamento
intensivo dei bovini da latte. Nella fascia centrale continentale (dalla Francia alla Polonia fino
allUcraina), dominano le coltivazioni di cereali

EUROPA Economia e societ: il settore primario

e di piante industriali: Francia e Germania sono


tra i massimi produttori mondiali di frumento e
orzo, utilizzato anche per la fabbricazione della
birra, mentre nella penisola balcanica prevale il
mais. La terza regione quella delle colture mediterranee, unagricoltura specializzata dai tipici
prodotti: ulivi (Italia, Spagna e Grecia sono ai primi tre posti nella graduatoria mondiale per lolio
doliva), agrumi, viti, alberi da frutto, tabacco,
ortaggi.
La pesca costituisce un importante settore economico nei Paesi dellarea nord-atlantica, che presenta una piattaforma continentale assai estesa con
acque molto ricche di plancton. Norvegia, Islanda
e Danimarca, da sole, raccolgono circa la met del
pescato complessivo europeo.
Lo sfruttamento forestale ha un certo peso
nei Paesi alpini e nella regione scandinava, dove
le foreste (che in qualche caso superano il 60%
della superficie nazionale) alimentano una fiorente industria del legname (Svezia e Finlandia sono
tra i primi 10 produttori mondiali) e della carta.

11

Modulo 1 EUROPA

5.

Economia e societ: lindustria e il terziario


Industria allavanguardia
e grandi risorse energetiche

1
Impianto chimico
presso Colonia
(Germania).

2
Industria del latte
in Spagna.

3
Estrazione
petrolifera
off-shore
nel Mare del Nord
(Regno Unito).

4
Treno ad alta
velocit (Francia).

5
Folla di turisti alla
Fontana di Trevi
(Roma).

12

Lindustria moderna, nata in Europa alla fine del


Settecento, ha svolto un ruolo fondamentale per lo
sviluppo economico, particolarmente in Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Italia,
con la formazione di una delle pi estese regioni industriali del mondo.
I settori di punta sono la chimica, dove predominano tre multinazionali tedesche (BASF, Hoechst e
Bayer), lagroalimentare, nel quale primeggiano il
gigante anglo-olandese Unilever e la multinazionale
svizzera Nestl, laeronautica e lelettronica, che
produce componenti e strumentazioni utilizzati in
moltissimi prodotti di largo consumo e in quasi
tutte le macchine e le attrezzature industriali.
Le maggiori aziende elettroniche sono tedesche come la Siemens (tra le prime venti multinazionali del mondo), olandesi come la Philips, svedesi
come la Ericsson e finlandesi come la Nokia. Al contrario, il settore tessile e quello siderurgico da decenni registrano una grave crisi, provocata soprattutto dalla crescente concorrenza dei Paesi extraeuropei, in particolare asiatici.
LEuropa una regione poco ricca di risorse minerarie; fa eccezione il carbone, la cui estrazione
(che dura da pi di due secoli) oggi per in
netta diminuzione, mentre resta assai elevata
la produzione di lignite in Germania, prima
nel mondo. Il petrolio e il gas naturale vengono estratti dai ricchi giacimenti del Mare del
Nord: grazie a essi, Norvegia e Gran Bretagna sono entrate nella graduatoria mondiale dei maggiori produttori petroliferi, mentre i Paesi Bassi
sono discreti produttori di gas naturale.
Per quanto riguarda lenergia elettrica, lEuropa ne produce e ne consuma
pi di qualsiasi altro Paese al
mondo. La produzione si deve
in gran parte alle centrali termoelettriche, che bruciano
combustibili fossili; nei Paesi
scandinavi e alpini hanno un
certo peso le centrali idroelettriche, mentre in Francia, Belgio,
Spagna, Svezia elevata anche la produzione delle centrali termonucleari.

Il decollo postindustriale
Da alcuni decenni, la regione europea entrata nella fase postindustriale, nella quale hanno crescente
importanza le attivit terziarie, a spese dellagricoltura e dellindustria. Oggi, in quasi tutti gli Stati
del continente, il settore terziario d lavoro a pi
della met della popolazione attiva e produce oltre
la met del PIL.
Fondamentale, in questo settore, appare il commercio, in particolare quello globale; nella gradua-

EUROPA Economia e societ: lindustria e il terziario

toria dei dieci Paesi leader del commercio internazionale, ben sei sono infatti europei: Germania,
Francia, Gran Bretagna, Italia, Belgio e Paesi Bassi.
Ancora pi rilevante sul piano internazionale il
ruolo dellEuropa nellesportazione di capitali, o
meglio, nei cosiddetti Investimenti Diretti allEstero (IDE): nel 2000, quelli dellUnione Europea
rappresentavano da soli ben il 50% degli IDE mondiali.
Allinterno del continente, gli spostamenti di
merci e di persone possono contare sulla pi fitta
rete stradale e ferroviaria del mondo, in parti-

colare su un sistema di autostrade e di ferrovie ad


alta velocit che molto sviluppato nelle regioni
occidentali, specialmente in Francia, Germania,
Belgio e Paesi Bassi.
LEuropa, infine, il cuore del turismo mondiale: verso di essa si dirige il 55% dei flussi turistici internazionali, con pi di 400 milioni di arrivi ogni anno. Dei dieci Paesi del mondo con il maggior numero di turisti stranieri, ben sette sono europei: Francia, prima al mondo con circa 80 milioni di presenze, Spagna, Italia, Gran Bretagna, Ungheria, Austria e Germania.

13

Modulo 1 EUROPA

6.

Popoli e Stati
La formazione storica
degli Stati europei

Il territorio dellEuropa stato abitato sin dallantichit da numerosi popoli, spesso provenienti dalla vicina Asia, a partire da quelli di ceppo indoeuropeo
(migrati dal VII millennio a.C.), dai quali derivano
quasi tutte le lingue parlate oggi nel continente. Tra
questi popoli, i Greci, i Latini, i Celti, gli Slavi, i Germani, i Normanni dettero vita a civilt agricole e urbane, a regni e imperi e, a partire dal Basso Medioevo, ai primi Stati nazionali moderni. Ma lattuale carta
politica europea si formata soprattutto dopo la prima guerra mondiale, con la disgregazione dei grandi
imperi austro-ungarico, russo e ottomano. Alla fine
della seconda guerra mondiale, il continente fu lacerato da una grave divisione: mentre gli Stati occidentali si trovarono uniti nella scelta del sistema democratico liberale e nellalleanza con gli Stati Uniti, quelli centrali e orientali occupati dalle truppe sovietiche
divennero Stati comunisti alleati dellURSS. Il Paese
che sub maggiormente gli effetti di questa lacerazione fu la Germania, che venne divisa in due Stati contrapposti tra loro (Repubblica Federale Tedesca e
Repubblica Democratica Tedesca).

quello fra protestanti e cattolici nellIrlanda del


Nord o quello promosso dal movimento indipendentista della Corsica francese, hanno trovato una
soluzione pacifica; in altre regioni, come i Paesi Baschi spagnoli, invece ancora attivo un movimento
indipendentista che ricorre persino ad attentati terroristici. Preoccupante anche la situazione in Belgio, dove negli ultimi anni si fatta pi difficile la
convivenza tra le due comunit, quella fiamminga di
lingua tedesca e quella vallone di lingua francese.

Successi e difficolt
dellUnione Europea
Nella seconda met del Novecento, gli Stati europei
hanno attuato un processo di unificazione politica ed economica che, in successive tappe, ha portato alla nascita nel 1993, a seguito del Trattato di
Maastricht, dellattuale Unione Europea. Oggi
(2008) i 27 Stati dellUE rappresentano uno spazio
abitato da 500 milioni di persone, che concentra una

I cambiamenti e i conflitti
dellepoca post-comunista
Dopo il 1989, la caduta dei regimi comunisti e la
disgregazione dellURSS hanno prodotto importanti cambiamenti geopolitici: le due Germanie si sono
riunificate, gli Stati che appartenevano allURSS
(Stati baltici, Bielorussia, Ucraina, Moldova) hanno
proclamato lindipendenza, Cechi e Slovacchi si sono divisi in due Stati e nella penisola balcanica la
disgregazione della Jugoslavia ha prodotto la nascita
di sei nuovi Stati. Purtroppo, in questultima regione,
la presenza di numerosi popoli e minoranze etniche
con storia e cultura diverse ha provocato contrasti e
conflitti militari, a volte degenerati in massacri delle
minoranze. La situazione politica in questarea non si
ancora stabilizzata, come dimostra la proclamazione nel 2008 dellindipendenza del Kosovo, una regione serba abitata in maggioranza da Albanesi, indipendenza riconosciuta da alcuni Stati europei e dagli
USA ma non dalla Serbia n dallONU.
Conflitti regionali storici sono tuttora presenti anche nellEuropa occidentale. Alcuni, come
14

Bucarest (Romania). Nella piazza dellUniversit, una singolare


segnaletica dichiara il superamento del regime comunista.

EUROPA Popoli e Stati

ricchezza pari al 25% del PIL mondiale. Il progressivo allargamento dellUnione ha prodotto certamente
un suo rafforzamento a livello mondiale, tuttavia esso comporta anche nuovi problemi, che derivano soprattutto dalle differenze economiche e sociali tra i
Paesi pi sviluppati e quelli ex comunisti, in particolare i pi poveri e arretrati di essi, come la Bulgaria e
la Romania. Difficolt e divergenze riguardo al progetto di rafforzamento dei poteri comunitari, a scapito di quelli nazionali, sono emerse negli ultimi anni
anche allinterno dei membri storici, come dimostrano la bocciatura in Francia e in Olanda, mediante referendum popolari, della Costituzione europea. Per cercare di superare i recenti ostacoli e ridare slancio allUE, nel 2007 i capi di governo hanno firmato il Trattato di Lisbona, che mira a realizzare
unEuropa pi democratica, attraverso il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, unEuropa pi efficiente e maggiormente garante dei diritti e
dei valori di libert, solidariet e sicurezza, e anche
pi attiva nella difesa dellambiente e protagonista
sulla scena internazionale.

Settimana europea per lenergia sostenibile (Bruxelles 28 gennaio-1 febbraio 2008),


espressione dellimpegno dellUnione per lambiente.
LUNIONE EUROPEA

2008

Mar di Barents

FINLANDIA

SVEZIA

Mare
del Nord

REGNO
UNITO

ltic
o

LETTONIA

Ba

DANIMARCA

IRLANDA

OCEANO
ATLANTICO

ESTONIA

r
Ma

LITUANIA

PAESI
BASSI

BELGIO

GERMANIA

POLONIA

REP.
CECA

LUSSEMBURGO

SLOVACCHIA
FRANCIA

AUSTRIA UNGHERIA
SLOVENIA

ITALIA

ROMANIA

PORTOGALLO

Mar Nero
BULGARIA

SPAGNA

GRECIA

Bruxelles (Belgio). Un grande striscione annuncia la


nascita dellestensione web europea .eu, che pu
essere utilizzata da aziende e istituzioni.

MALTA

Mar
Mediterraneo

CIPRO

15

Modulo 1 EUROPA

Esercizi
UnEuropa senza bambini?
Uno dei principali problemi dellEuropa attuale il suo declino
demografico determinato da una natalit sempre pi modesta,

mentre laumento della vita media d luogo al crescente invecchiamento della popolazione.
Proviamo ad analizzare alcune caratteristiche di questo problema sociale e le sue possibili cause e conseguenze.

1. Con i dati sullincremento naturale della popolazione degli Stati europei (vedi pag. 144) e in base alle indicazioni
della legenda, colora la carta dellEuropa. Quindi aggiungi le sigle corrispondenti ai dati demografici della seguente tabella, che si riferiscono al tasso di fecondit, cio al
numero medio di figli per ogni donna in et feconda.
tasso
di fecondit
Albania
2,2
Austria
1,4
Belgio
1,7
Bielorussia
1,2
Bosnia-Erzegovina
1,3
Bulgaria
1,3
Ceca Repubblica
1,3
Cipro
1,5
Croazia
1,4
Danimarca
1,8
Estonia
1,5
Finlandia
1,8
Francia
1,9
Stato

Stato
Germania
Grecia
Irlanda
Islanda
Italia
Lettonia
Lituania
Lussemburgo
Macedonia
Malta
Moldova
Montenegro
Norvegia

tasso
di fecondit
1,3
1,3
1,9
2,0
1,3
1,3
1,5
1,7
1,5
1,4
1,2
1,7
1,8

Stato
Paesi Bassi
Polonia
Portogallo
Regno Unito
Romania
Serbia
Slovacchia
Slovenia
Spagna
Svezia
Svizzera
Ucraina
Ungheria

tasso
di fecondit
1,7
1,2
1,4
1,8
1,3
1,5
1,3
1,2
1,3
1,8
1,4
1,1
1,3

INCREMENTO NATURALE
meno dello 0
dallo 0 all1
dall1 al 3
pi del 3
FECONDIT
M = media (2 e pi)
B = bassa (da 2 a 1,4)
BB = molto bassa (meno di 1,4)

a. Quali sono gli Stati europei nei quali la popolazione


ha iniziato a diminuire? Quali gli Stati con la crescita
maggiore?
b. Secondo i demografi, lindice di sostituzione, cio il
numero medio di figli necessario per mantenere
costante una popolazione, deve essere superiore a 2.
Quali Stati europei sono in questa situazione? Quale
sar la conseguenza del fatto che quasi tutti gli Stati
europei sono al di sotto di questa media?
c. Quando lindice di fecondit molto basso, ovvero
inferiore a 1,3, una popolazione si dimezzer nel giro
di 45 anni: quanti e quali Stati europei si trovano in
questa condizione?
d. Utilizzando i dati delle pagg. 144-145, la tabella
riportata e le indicazioni contenute nelle domande
precedenti
individua i 5 Paesi a pi alta densit attuale di
popolazione in Europa e controlla quale sia il loro
attuale tasso di fecondit;
prova ad avanzare qualche ipotesi sulla densit di
popolazione tra 50 anni. Da quali fattori potrebbe
dipendere la sua diminuzione? Da quali fattori
potrebbe dipendere il suo aumento?
16

EUROPA

Esercizi
2. Osserva la carta, che indica come cambier la
popolazione europea tra il 2000 e il 2050.
a. In quali regioni europee ci sar una
diminuzione pi forte? Quali Stati invece
registreranno un aumento?

4. Per valutare le conseguenze del declino demografico


dellEuropa, bisogna considerare anche un altro fatto, che
risulta chiaramente dalla carta e dal grafico qui sotto.
OCEANO ARTICO

b. Prova a spiegare quale rapporto esiste tra


landamento demografico e le condizioni
economiche e sociali dei due gruppi di Stati.
OCEANO
PACIFICO

Mar di Barents
ISLANDA

OCEANO
PACIFICO

OCEANO
INDIANO

OCEANO
ATLANTICO

FINLANDIA
NORVEGIA

REGNO
UNITO

OCEANO
ATLANTICO

Ba
ltic
o

ESTONIA

DANIMARCA

IRLANDA

OCEANO ANTARTICO

SVEZIA

Mare
del Nord

r
Ma

PAESI
BASSI

BELGIO

GERMANIA

POLONIA

dal 20 al 25%

REP.
CECA

UCRAINA

SLOVACCHIA
MOLDOVA
AUSTRIA UNGHERIA
SLOVENIA
ROMANIA
CROAZIA

SVIZZERA
FRANCIA
PORTOGALLO

ITALIA

BOSNIA SERBIA
ERZ.
BULGARIA
MONTENEGRO
MACEDONIA
ALBANIA

Mar Mediterraneo

Mar Nero

-20% e oltre
tra -20% e -10%

dal 25 al 35%
dal 35 al 40%
dal 40 al 45%
pi del 45%

speranza di vita per grandi aree, dati 2007


America latina
Medio Oriente
Asia
Africa
Europa
America settentr.
Oceania
Mondo
0

GRECIA

MALTA

come cambia la popolazione

dal 10 al 20%

BIELORUSSIA

LUSSEMBURGO

SPAGNA

popolazione di et inferiore
a 15 anni (% sul totale; dati 2007)

LETTONIA
LITUANIA

71
67
67
50
74
78
75
65

20

40
anni di et

60

80

CIPRO

tra -10% e 0
popolazione in aumento

3. Seguendo lo schema proposto, cerca di spiegare le


possibili cause del declino demografico della popolazione europea. Quindi, in classe, confronta le tue risposte
con quelle dei tuoi compagni.
Cause economiche (lavoro, disoccupazione, lavoro
femminile ecc.).
Cause sociali (trasformazioni della famiglia, divorzi ecc.).
Cause culturali (istruzione, contraccezione, valori personali ecc.).

a. Qual la situazione dellEuropa rispetto agli altri


continenti per quanto riguarda la speranza di vita
della popolazione?
b. Quali sono le cause del fatto che gli Europei, come i
Nordamericani, hanno una speranza di vita maggiore?
c. Dal grafico e e dalla carta risulta che in Europa i
bambini sono sempre di meno e i vecchi sempre di pi:
prova a trovare alcune possibili conseguenze negative
di questo fenomeno, soprattutto riguardanti leconomia.
d. Quali conseguenze pu avere limmigrazione sulla
composizione demografica della societ europea?
Per quali motivi?
5. Per concludere, in classe formulate alcune proposte (di
carattere economico, sociale, culturale) da avanzare alle
autorit degli Stati europei per evitare che lEuropa diventi in futuro un continente senza bambini.

17

OCEANO

Regione
euroasiatica

ATL ANTICO
NORV
EG
IA
SVEZIA

Vorkuta

AN

RE

Niznij Tagil

Samara

Pervouralsk

Ufa

Orenburg

al

Tobolsk

Tjupien

Celjabinsk

Miass
Kopejsk
Magnitogorsk

U
r

Stavropol

Ekaterinburg

ZlatoustKamensk-Uralski

ni

Ob

Serov

a
Kam

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Ivdel

Perm

Kazan
Izevsk

Serginy

Vjatka

G
AL

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DEL

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Berezovo

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Penza

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Narodnaja

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Kurgan

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Don Volgograd

Krasnodar

MON

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Niznij Novgorod

Mihajlovka

Novorossijsk

en
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Grozny

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Kur

ARMENIA

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K A Z A K I S T A N

GEORGIA

Lago di
Mingecaur

Lago di
Sevan

AZERBAIGIAN
Kura

Araks

IR
A

Il territorio della regione bagnato a occidente da alcuni mari interni dellAtlantico; a nord-ovest
dal Mar Baltico che penetra tra
Russia, Finlandia ed Estonia con il
Golfo di Finlandia e a sud-ovest
dal Mar Nero, con il piccolo Mar
dAzov, e dal Mar Caspio.

op

MOSCA

Rostov sul Don

EREWAN

Una regione affacciata


su tre oceani

ss

VA

Baia
d. Dvina

Lago
di Rybinsk

Voronez

OV

Elbrus
5642
Shkhara 5068

Ba

PENISOLA
DI KANIN

Lago
Onega

l
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Volga

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Onega

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BIELORUSSIA

Penisola
di Kola

Novgorod

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Lov

Moncegorsk

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Pskov

La regione euroasiatica comprende la Russia e i tre Stati del Caucaso, Georgia, Armenia e Azerbaigian, che fino al 1991 facevano parte dellUnione Sovietica.
Complessivamente la sua superficie di 17.200.000 km2, dei quali
17 milioni sono occupati dalla Russia, il pi vasto Paese del mondo,
che si estende per circa tre quarti
nella fascia settentrionale dellAsia,
nellimmensa Siberia.

MAR
BI A N CO

Neva
Lago
Ladoga
Lagodei
Ciudi San Pietroburgo

Tra lEuropa e lAsia

18

L
IN

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Go
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Spazi fisici
e ambienti
naturali

Murmansk

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1.

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4506

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3491

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2412

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Ulan-Ude

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AleksandrovskSahalinsk
Uglegorsk

Komsomolsk
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Juzno-Sahalinsk
SovetskajaGavan

2640

Korsakov

Habarovsk

Birobidzan

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Ceremhovo
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Belovo
Kiselevsk Prokop evsk

Barnaul

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Kemerovo
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Leninsk- Kuznecki

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2578

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2999

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PetropavlovskKamcatski

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3456

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1701

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2959

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Kljucevskaja Sopka
4750

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Kamcatka

Magadan

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3000
2000
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SCALA 1:22 000 000
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200

400

600

800

0
1000 km

depressione

19

Modulo 2 REGIONE EUROASIATICA

Gran parte del territorio russo si


affaccia a settentrione sullOceano Artico, con una costa lunga
pi di 10.000 km e molto articolata per la presenza di mari (Mar
Bianco, Mare di Barents, Mare
di Kara, Mare della Siberia
Orientale), golfi, profondi estuari,
penisole (Penisola di Kola, Penisola di Kanin). Numerosi anche
gli arcipelaghi e le isole, tra le
quali spiccano per estensione
quelle di Novaja Zemlja, Severnaja Zemlja e Nuova Siberia. La
costa orientale, bagnata dallOceano Pacifico, caratterizzata
dalla presenza della grande Penisola di Kamcatka e dellisola di
Sahalin che, assieme alle isole
Curili, delimitano il Mar di Ohotsk.
La Russia separata dallAlaska
americana dai 92 km dello Stretto
di Bering.
Se consideriamo il rilievo e lidrografia, possiamo individuare nella
regione quattro aree fisiche.

Il Mar Caspio, visto da satellite.

Lisola di Novaja Zemlja,


vista da satellite.

Quattro regioni fisiche


La parte europea per lo pi occupata dal Bassopiano Sarmatico, unantichissima pianura che si
allarga a ventaglio per oltre 4 milioni di km2, dallEuropa centrale alla catena degli Urali. Confine
orientale del continente europeo,
questi si allungano da nord a sud
per circa 2500 km, con altitudini
modeste (la cima pi elevata il
Narodnaja, 1894 m), perch geologicamente antichi. Il Bassopiano
interrotto da basse ondulazioni
(Rialto Centrale Russo, Alture
del Volga, Uvali Settentrionali,
Monti Timani), che delimitano i
bacini dei maggiori fiumi europei: il
Volga, che percorre 3500 km per
sfociare con un ampio delta nel
Caspio, lUral (pure tributario del
Caspio), il Dnepr, che si getta nel
Mar Nero (Ucraina), il Don, che si
dirige verso il Mar dAzov, e il Pecora, che ha foce del Mar di Barents. Nella parte settentrionale
20

Il Mare di Kara.
La costa occidentale
della penisola di Kamcatka.

Il territorio vulcanico
della Kamcatka sudorientale.

REGIONE EUROASIATICA Spazi fisici e ambienti naturali

della pianura russa si estendono


anche i pi vasti laghi europei, formatisi durante le ultime grandi glaciazioni: il Ladoga (18.400 km2),
che alimenta la Neva, il fiume di
San Pietroburgo, lOnega e quelli
di Rybinsk e dei Ciudi.
Il delta del Volga, visto da satellite.

La grande catena del Caucaso,


vista da satellite.

Il fiume Pecora, visto da satellite.

Il monte Elbrus, nel Grande Caucaso.

La seconda regione la Caucasia, situata tra il Mar Nero e il Caspio e dominata dal Caucaso, un
elevato sistema montuoso originatosi con il corrugamento alpinohimalayano. La sua parte centrale
formata dalla catena del cosiddetto Grande Caucaso dove sinnalzano apparati vulcanici, due
dei quali superiori ai 5000 metri
(Elbrus, 5642 m; Shkhara, 5068
m). A sud del Grande Caucaso,
dopo lampia valle del fiume Kura,
si ergono, soprattutto in Armenia,
le montagne e gli altipiani del Piccolo Caucaso, con al centro il Lago Sevan. A nord si trova infine la
Ciscaucasia, una regione facente
parte della Russia.
Al di l degli Urali, nella Siberia occidentale si estende limmenso
Bassopiano Siberiano Occidentale delimitato a sudest dai Monti
Altaj e dai Monti Sajani. La grande
pianura attraversata da due dei
maggiori fiumi asiatici, che hanno
origine in queste montagne meridionali e sfociano nellOceano Artico: lOb con il suo affluente Irtys
(5410 km) e lo Jenisej.

I Monti Altaj.
Il Lago Bajkal.

Estesa fino al Pacifico, la Siberia


orientale in gran parte montuosa, dominata dal vasto Altopiano
della Siberia Centrale. Nella parte pi estrema si innalzano i Monti di Verhojansk e i Monti Cerski,
mentre nella fascia meridionale si
allungano le catene degli Stanovoj e degli Jablonovj. La Siberia
orientale attraversata dalla Lena, che nasce dal Lago Bajkal (il
pi profondo del mondo, 1620
m), e dallAmur, che segna per
gran parte il confine con la Cina.

Il Lago Ladoga.

21

Modulo 2 REGIONE EUROASIATICA

2.

Clima e ambiente
Climi freddi
e continentali

Nellimmenso territorio euroasiatico, possiamo individuare quattro grandi regioni climatiche e ambientali, che si differenziano soprattutto per la latitudine.
Lungo la fascia pi settentrionale affacciata sullOceano Artico presente un clima sub-polare,
con inverni gelidi, brevi estati fresche e scarsa piovosit. Poich i terreni sono costituiti dal permafrost, la cui superficie si scioglie solo in estate e per
pochi decimetri, vi cresce solo la tundra.

Scendendo pi a sud, dal Baltico alla costa del


Pacifico predomina un clima boreale, caratterizzato da inverni freddissimi e da una forte continentalit, soprattutto nella Siberia orientale, dove
le temperature invernali si aggirano spesso attorno ai -50 C e dove situato il polo del freddo dellemisfero settentrionale (-71 C!). In questa regione si estende il pi vasto bioma dellEurasia, la
taiga, 7 milioni e mezzo di km2, il 46% del territorio russo.
Nella parte centrale della Russia europea e nella regione del Caucaso troviamo un clima temperato fresco, pi continentale e arido nellinterno,
pi mite e piovoso lungo la fascia costiera del Mar
Nero. Questa regione climatica dominata dalle
foreste miste di conifere e latifoglie, che per
sono state in gran parte abbattute per far posto allagricoltura.
Infine, larea sud-orientale della Russia europea
e quella dellAzerbaigian che si affaccia sul Mar Caspio presentano un clima continentale arido,
con precipitazioni inferiori ai 300-400 mm annui e
con estati calde; qui predomina una prateria di erbe alte, che diventa steppa e poi predeserto nelle
zone pi aride a nord del Caspio.

Una slitta attraversa lentamente le terre ghiacciate della zona


artica.

Il corso dellIlich attraverso la taiga, nella regione degli Urali.

La regione euroasiatica si estende per gran parte


nella fascia pi settentrionale dei due continenti;
inoltre, si affaccia soprattutto sulle fredde acque
dellOceano Artico, mentre linfluenza benefica del
Pacifico ostacolata dalla presenza delle montagne
orientali. Il clima regionale pertanto dominato dal
freddo e dalla continentalit.

La tundra, limmensa taiga


e le steppe meridionali

22

REGIONE EUROASIATICA Clima e ambiente

La preoccupante eredit del nucleare


no dei pi gravi problemi
ambientali della Russia,
motivo di preoccupazione per tutta lEuropa e il mondo
intero, la disastrosa eredit
nucleare, militare e civile, dellex Unione Sovietica. Nei decenni della cosiddetta guerra fredda, dagli anni Cinquanta,
lURSS aveva prodotto pi di 50
mila testate nucleari: circa 130
tonnellate di plutonio e 1200 di
uranio arricchito, due sostanze
altamente radioattive. A tale scopo, soprattutto nelle aree pi impervie della Siberia, erano state
edificate ex novo dieci citt nucleari, talmente segrete da non
risultare indicate nelle carte geografiche e da essere accessibili,
fino al 1991, esclusivamente agli
addetti (scienziati, tecnici e operai). La pi grande di esse, vicina
alla citt siberiana di Tomsk, era
Seversk, dove venivano prodotte
molte testate nucleari sovietiche. In ventanni, 280.000 metri
cubi di liquidi radioattivi sono
stati scaricati nel sottosuolo e nei
vicini fiumi Tom e Romashka,
che sono oggi i pi contaminati
del mondo: le loro acque presentano livelli di radioattivit supe-

riori a quelli degli scarichi di 10


mila centrali nucleari! Non a caso, nella Siberia occidentale i casi di cancro tra la popolazione superano di una volta e mezzo la
media russa.
Durante la guerra fredda,
lURSS aveva costruito anche 248
sommergibili a propulsione nucleare e circa 40 navi di servizio
per il trasporto del materiale fissile (altamente radioattivo), che attualmente sono in disarmo nei
porti del Mare di Barents e del Mar
Bianco, con grave pericolo di contaminazione delle acque marine.
Ancora pi grave la situazione
delle aree utilizzate nei decenni
passati per i test nucleari, in particolare le isole della Novaja
Zemlja e a sud, ai confini con il
Kazakistan, il poligono di Semiplatinsk, dove sono state fatte
esplodere 124 bombe in atmosfera e 343 nel sottosuolo: nessuno
ancora in grado di dire quali sono, e saranno, i danni provocati
allambiente e alla salute degli
abitanti di queste zone.
Infine, non si deve dimenticare la situazione del nucleare civile. In Russia, infatti, sono ancora
in funzione una quarantina di

centrali nucleari in gran parte


vecchie e pericolose.
Gi da alcuni anni stato comunque avviato un programma
per lo smantellamento e la messa
in sicurezza di tutte le testate nucleari, la bonifica dei siti inquinati
nonch la smobilitazione delle
centrali: i costi sono elevatissimi e
per sostenerli dovr intervenire
anche la comunit internazionale.
Soltanto per lintervento sulle centrali nucleari obsolete stato calcolato che la Russia dovr spendere in quindici anni circa 1,6 miliardi di dollari.

Sottomarino
nucleare russo:
un grave pericolo
seppure ormai in
disarmo.

Missile a testata
nucleare
dellepoca sovietica.

Il fiume Tom, presso Tomsk (Siberia), le cui acque sono altamente radioattive.

23

Modulo 2 REGIONE EUROASIATICA

3.

Popolazione e urbanizzazione
Debole popolamento
e crisi demografica

Nel corso del XX secolo, lUnione Sovietica aveva


registrato un popolamento lento, per le difficili
condizioni ambientali di gran parte del suo territorio, in particolare quello siberiano, ma ancor pi
per una serie di eventi storici drammatici, che hanno falcidiato la popolazione russa: prima la rivoluzione e la conseguente guerra civile, poi i genocidi
operati dalla dittatura staliniana e infine i milioni di
morti prodotti dalla seconda guerra mondiale. Dai
100 milioni del 1914 i Russi erano passati, nel 1950,
a soli 116 milioni. Nei decenni successivi si avuto
un incremento della natalit, che ha portato la popolazione ai 147 milioni del 1989.
Ma la disgregazione dellURSS e la nascita della
Russia attuale hanno prodotto un nuovo rallentamento demografico, con un calo di quasi 5 milioni di abitanti nellultimo decennio. Da alcuni anni,
infatti, il Paese registra un basso tasso di natalit,
accompagnato da uno alto di mortalit rispettivamente, nel 2007, il 10 e il 16 dai quali deriva
un incremento naturale molto negativo (-6); negativi sono anche i dati relativi alla mortalit infantile (11 contro il 4,7 dellItalia) e alla speranza di vita, che di soli 59 anni per gli uomini e di
73 per le donne. Le cause di questa situazione sono

Mosca. Scorcio
panoramico della
capitale russa,
oggi unimmensa
metropoli, con il
lungofiume
gremito di pullman
turistici e gli edifici
storici: al centro
svettano le torri
del Cremlino,
lantica fortezza
degli zar.

24

la diffusione di piaghe sociali, come lalcolismo, e di


malattie croniche, come la tubercolosi, ma anche il
peggioramento dellassistenza sanitaria pubblica.
Diversa la condizione demografica negli Stati
caucasici. Armenia e Azerbaigian presentano elevati tassi di natalit e saldi naturali positivi (in
Azerbaigian il tasso di natalit del 17 e lincremento naturale superiore al 10), mentre pi lentamente cresce la popolazione in Georgia.
Bisogna infine ricordare che il crollo dellURSS
ha portato alla liberalizzazione dei movimenti
migratori, fino agli anni Ottanta molto deboli perch ostacolati dal regime. Notevoli sono oggi i flussi di lavoratori verso lEuropa occidentale, ma anche allinterno della regione, dai Paesi del Caucaso
verso la Russia.

Le concentrazioni urbane
e il grande vuoto siberiano
Se analizziamo la densit demografica e la rete urbana della regione euroasiatica, possiamo riconoscervi notevoli differenze.
Nella Russia europea si concentrano 110 milioni di
persone (oltre il 75% della popolazione totale) e sono
presenti circa 15 metropoli milionarie. Al vertice di
questa rete di popolazione e citt, si trova Mosca, la

REGIONE EUROASIATICA Popolazione e urbanizzazione

Novosibirsk (Russia) una delle maggiori citt della Siberia. Nellimmagine la


stazione della ferrovia Transiberiana.

capitale, che oggi conta 10 milioni di abitanti ed ha


formato attorno a s, unarea metropolitana con un
raggio di 50 km, che raccoglie altri venti centri urbani
per una popolazione complessiva di 4 milioni. Il secondo polo urbano della Russia europea San
Pietroburgo (4.800.000 abitanti), situata sul delta della Neva, nella parte pi interna del Golfo di Finlandia. Le altre metropoli dellarea (Niznij Novgorod, Kazan, Samara e Volgograd) sono concentrate lungo la media e bassa valle del Volga, che ha sempre avuto unimportante funzione di collegamento tra
popoli del nord e popoli delle steppe.
Anche il vasto territorio che comprende il Caucaso e la zona degli Urali presenta una discreta densit demografica e urbana. Nel Caucaso, metropoli
milionarie sono le tre capitali, Tbilisi (Georgia),
Erewan (Armenia) e Baku (Azerbaigian). Questultima sorge sulla sponda occidentale del Caspio
ed uno dei pi antichi centri urbani dellAsia occidentale; il suo sviluppo legato soprattutto allo
sfruttamento dei giacimenti petroliferi sottomarini,
iniziato sul finire dellOttocento. Ugualmente forte
lurbanizzazione negli Urali, per lo sviluppo economico prodotto dallo sfruttamento delle grandi risorse minerarie presenti; le maggiori metropoli milionarie sono Ekaterinburg, Perm e Celjabinsk.
Diametralmente opposta la situazione demografica della Siberia, la maggior parte del cui territorio
ha meno di 1 ab/km2: su una superficie che molto
pi grande dellEuropa intera vivono solo 31 milioni di persone, per lo pi concentrate nella fascia

San Pietroburgo
(Russia). La reggia
dello zar Pietro I il
Grande.

sud-occidentale, dove hanno sede le due maggiori


metropoli: Omsk e Novosibirsk. Lungo la linea ferroviaria transiberiana, che collega la Russia europea fino alla costa del Pacifico, si allineano infine altre citt di medie dimensioni.

Baku (Azerbaigian).
Negozi e caff
animano il centro
pedonale della
capitale azera.

25

Modulo 2 REGIONE EUROASIATICA

4.

1
Coltivazione dei
girasoli e altre
piante industriali
nella Russia
meridionale.

2
Allevamento
degli ovini nella
regione caucasica
(Azerbaigian).

3
Pesca dello
storione nel
basso Volga
(Russia).

4
Attivit di pesca
nel Pacifico,
presso le Isole
Curili.

5
Trasporto del
legname per
fluitazione sul
fiume Jenisej
(Russia).

26

Economia e societ: il settore primario

Elementi di forza e debolezze


di uneconomia di transizione
Pur avendo perso, con la fine dellURSS, il ruolo di superpotenza politica ed economica, la Russia occupa
oggi un posto importante nelleconomia mondiale. Il
principale elemento di forza di questo Paese (e anche, in misura minore, dellarea caucasica) costituito dalla disponibilit di enormi ricchezze minerarie,
in particolare idrocarburi la cui importanza sta crescendo nella prospettiva di un esaurimento entro il
secolo delle riserve mondiali. Le debolezze dellintera
regione derivano invece, in gran parte,
dalleredit del recente passato e dal
modo come si sta realizzando la
transizione da uneconomia collettivista a una liberale. I regimi comunisti
avevano costruito uneconomia basata
sulla pianificazione centralizzata, sulla
propriet di Stato e sulla prevalenza dellindustria pesante; oggi in Russia funziona il libero mercato e la maggior parte delle aziende produttive sono state privatizzate. Tuttavia questo processo avvenuto
attraverso una accumulazione selvag-

gia, in un clima di totale deregulation che ha favorito pochi grandi capitalisti, i cosiddetti oligarchi
(spesso provenienti dal vecchio Partito Comunista) o
addirittura il crimine organizzato. Lo Stato ha mantenuto il controllo di alcune grandi industrie obsolete,
per evitare il licenziamento di masse di lavoratori. Oggi i cittadini russi dispongono di una vasta gamma di
beni di consumo e possono intraprendere attivit private, ma larghi strati della popolazione vivono in condizioni difficili (come dimostra anche il PIL p.c., che

REGIONE EUROASIATICA Economia e societ: il settore primario

un quinto di quello italiano) per il basso livello dei salari, per la crescente inflazione e soprattutto per labolizione nel 2006 del sistema di sicurezza sociale.

Agricoltura a sud, allevamento


e sfruttamento forestale a nord
Quanto alle attivit primarie, il territorio della regione euroasiatica pu essere suddiviso in due
grandi sezioni: un centro-sud, nel quale prevalgono
le coltivazioni agricole, e un nord, nel quale sono
particolarmente sviluppati lallevamento e lo sfruttamento forestale.
In Russia i suoli coltivati occupano solo il 7%
della superficie nazionale. I prodotti agricoli principali sono i cereali (frumento, segale e avena), le
patate, le barbabietole da zucchero e, nelle zone pi meridionali, i girasoli, il tabacco, il cotone,
la frutta e luva.
Gli Stati caucasici dispongono di spazi coltivabili ancor pi limitati, ma in compenso i loro climi pi
temperati permettono coltivazioni mediterranee e
subtropicali come la vite, i frutteti, gli agrumi e il
t, di cui grande produttrice la Georgia. Negli ultimi anni, la produzione agricola dellintera
regione aumentata, anche grazie alla priva- 3
tizzazione di numerose aziende statali e co-

operative, tuttavia risulta ancora insufficiente il


processo di modernizzazione delle tecniche di produzione e di commercializzazione.
Poco estesa, in Russia, anche la superficie destinata ai prati, utilizzati, con i cereali, nellalimentazione degli animali allevati, per lo pi bovini e suini; ma ultimamente il patrimonio zootecnico notevolmente diminuito e cos pure la produzione di carne, mentre resta elevata quella lattiera. Nelle zone
meridionali pi aride e nelle montagne del Caucaso
abbastanza diffuso lallevamento degli ovini e tra
le popolazioni siberiane presente quello delle renne. Anche le attivit di pesca hanno subito negli ultimi anni una sensibile riduzione; i porti pi attrezzati si trovano sulla costa del Pacifico (Nahodka) e
sul Mar Bianco (Murmansk e Arcangelo), dove si
pescano soprattutto aringhe e merluzzi. Lungo il
basso Volga vengono invece pescati gli storioni, dai
quali si ricava il pregiato caviale.
La Russia dispone del pi grande patrimonio forestale del pianeta (pi della met della superficie
nazionale, corrispondente a quasi 9 milioni di km2),
il cui sfruttamento in continua crescita per la produzione di legname, nella quale il Paese si colloca
al sesto posto su scala mondiale.
5

27

Modulo 2 REGIONE EUROASIATICA

5.

Economia e societ: lindustria e il terziario


Le enormi ricchezze minerarie
e le difficolt dellindustria

Gli Urali e la Siberia formano uno dei maggiori distretti minerari del mondo, in particolare per quanto
riguarda i minerali energetici. Grazie al loro sfruttamento, crescente soprattutto nelle aree siberiane
pi fredde, la Russia la prima produttrice mondiale
di petrolio e gas naturale, immesso in gasdotti che
riforniscono diversi Paesi europei. Elevata anche la
produzione di carbone e di minerali preziosi e strategici: il ferro degli Urali, ma soprattutto i diamanti

e loro estratti in Siberia. Nel Caucaso sono molto importanti i giacimenti di petrolio dellAzerbaigian, sul
Mar Caspio, che hanno dato vita anche a impianti di
raffinazione, e le miniere di manganese della Georgia, tra le pi ricche del pianeta. Nella regione euroasiatica, lenergia elettrica in gran parte prodotta da
centrali termoelettriche e termonucleari; queste
ultime sono per vecchie e poco sicure.
Durante lepoca comunista, gli Stati dellURSS
sono rapidamente passati da uneconomia a prevalenza agricola a una di tipo industriale, favorita del
resto dalla disponibilit di enormi
risorse minerarie. Ancora oggi lindustria vi ha un peso economico
notevole: in Russia, ad esempio,
la forza lavoro del settore secondario si aggira attorno al 30%
del totale. Molte, per, sono

28

REGIONE EUROASIATICA Economia e societ: lindustria e il terziario

industrie pesanti (siderurgia, chimica) che, un


po come in tutta lEuropa, si trovano in crisi e che,
per di pi, risultano tecnologicamente obsolete; altrettanto in crisi quelle che producono beni di consumo (tessili, agroalimentari, elettronica) per la
concorrenza dei prodotti di importazione.

La crescita del terziario


e larretratezza delle infrastrutture
Lo sviluppo economico russo trova un freno nellarretratezza delle infrastrutture, a partire
dalle vie di comunicazione. La rete stradale e autostradale infatti inadeguata e spesso in condizioni
disastrose, soprattutto nelle campagne. Le ferrovie, che rappresentano il sistema di trasporti pi
utilizzato, particolarmente in Siberia, sono sovrac-

cariche di traffico e maltenute. Le vie marittime restano bloccate per gran parte dellanno dai ghiacci,
mentre risulta pi sfruttata la rete dei fiumi e dei
canali navigabili, che si estende per 84.000 km.
Il processo di modernizzazione delleconomia russa pi evidente nel settore terziario,
che oggi fornisce il 62% del PIL nazionale (rispetto al 28% del 1990) e che in continua crescita grazie soprattutto al fatto di rappresentare
il settore nel quale maggiore lintervento privato. Il comparto creditizio stato il primo ad essere liberalizzato oggi conta numerose banche,
che hanno accumulato ingenti capitali anche attraverso traffici illeciti come il riciclaggio. Molto
diffusa la propriet privata anche nel commercio
e nei trasporti e addirittura in ambiti che costituivano un vanto del regime comunista, quali la
scuola e la sanit.

1
Piattaforma
petrolifera russa
nellestremo nord
siberiano.

2
Acciaierie di Nijini
Taguil, negli Urali
(Russia).

3
Impianti per la
produzione e il
trasporto del gas
siberiano
(Russia).

4
Estrazione e
trasporto del
petrolio nel Mar
Caspio
(Azerbaigian).

5
Automobili
dimportazione
esposte
allingresso di un
supermercato di
Rostov sul Don
(Russia).

67
San Pietroburgo
(Russia). Un fastfood del centro
cittadino e il
terminal turistico
nel porto
commerciale.

29

Modulo 2 REGIONE EUROASIATICA

6.

Popoli e Stati
Dallimpero zarista
alla Russia post-sovietica

Antica carta della


Moscovia con la
citt di Mosca.

La storia nazionale della Russia prende avvio nellAlto Medioevo dalla fusione degli Slavi, insediatisi nella regione dal VI secolo, con gruppi di Vichinghi (o
Normanni) chiamati Variaghi. Dopo le invasioni dei
Mongoli e dei Tatari dellOrda dOro, emerse il Ducato di Mosca, che nel XV secolo si liber dellegemonia tatara, creando la Moscovia, primo nucleo dellimpero russo. Nei secoli successivi, la Russia si tra-

Libri per tutti i rami del sapere, manifesto del periodo rivoluzionario e (in alto sulla
destra) il simbolo dellUnione Sovietica.

30

sform in un impero sempre pi vasto, espandendosi a occidente verso la Polonia, ma soprattutto a


oriente al di l degli Urali, in Siberia: agli inizi dellOttocento limpero zarista russo si estendeva dalla Polonia orientale allOceano Pacifico.
Dopo lo scoppio della rivoluzione bolscevica
(1917), che sotto la guida di Lenin abbatt il potere degli zar, dalle ceneri dellimpero nacque
(1922) lURSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche o, pi brevemente, Unione Sovietica) nella quale entrarono anche Georgia, Armenia
e Azerbaigian.
Nel 1991, con la disgregazione dellURSS, tutti
gli Stati europei e asiatici non russi che facevano
parte dellURSS si sono resi indipendenti. La Russia
oggi una repubblica federale ripartita in Regioni
amministrative, Repubbliche a base etnica, Circondari autonomi e Municipalit metropolitane.

Mosca, 1991. Lesercito presidia la Piazza Rossa durante la crisi


di agosto, che porter alla fine dellURSS.

REGIONE EUROASIATICA Popoli e Stati

I Russi
e gli altri popoli della regione
I Russi, che appartengono alla grande famiglia dei
popoli slavi, costituiscono l80% della popolazione
della Russia, perch nel corso dei secoli ne hanno
popolato e colonizzato le diverse regioni, fino allestremo oriente. Tuttavia, sono presenti consistenti
minoranze nelle repubbliche etniche poste tra gli
Urali e il medio Volga, nella Transcaucasia, a nord
del Caspio e in Siberia, soprattutto nelle zone settentrionali e orientali.
La regione del Caucaso costituisce un complesso mosaico etnico e linguistico, per la presenza di
almeno 50 popoli diversi, che parlano lingue appartenenti a tre famiglie principali: indoeuropee come
larmeno, caucasiche come il georgiano e altaiche
come lazero.

Fra le minoranze presenti in Russia spiccano i


Tatari (nella fotografia, durante un festival
folcloristico), i Baschiri e i Mongoli della
Calmucchia.

Cavaliere della Siberia nordorientale,


dove vivono Jacuti, Evenki, Nenci e
Ciukci, piccole popolazioni con cultura
ed economia tradizionali.

Caucaso,
una regione martoriata
Il Caucaso una regione martoriata tuttora da
violenti conflitti, provocati dalla presenza, come
si detto, di tanti popoli e minoranze culturalmente diversi, dallespansionismo otto-novecentesco russo e ottomano e dal fatto di possedere
ricchi giacimenti petroliferi e importanti oleodotti. Uno dei popoli che hanno subito le pi violente repressioni quello degli Armeni, che gi nel
I secolo a.C. aveva costruito un grande impero. La
situazione in Armenia precipit in un vero e proprio genocidio, provocato dopo la prima guerra
mondiale dalla giovane repubblica turca, con la
morte di circa un milione e mezzo di Armeni. Lultimo episodio della tormentata storia armena
stato il conflitto per il Nagorno-Karabakh, una regione armena assegnata allAzerbaigian dopo lingresso degli Stati caucasici nellURSS. Con la disgregazione dellUnione Sovietica e la nascita degli Stati attuali, per il controllo di questa regione
scoppiato un sanguinoso conflitto tra Armenia e
Azerbaigian.
Oggi i conflitti pi gravi sono presenti in alcune
regioni situate lungo il confine tra Russia e Georgia.
questo il caso della Cecenia, una regione della
Ciscaucasia facente parte della Federazione russa.
Dopo la sua proclamazione unilaterale dindipendenza nel 1991, la Russia intervenuta militarmen-

te fino a occupare la capitale Grozny, scatenando


una cruenta guerra civile, con attentati terroristici
da parte dei guerriglieri ceceni, che si ispirano allestremismo islamico, bombardamenti di citt da
parte dei Russi, che hanno provocato decine di migliaia di morti. Ultimo episodio dei conflitti caucasici, lintervento militare della Russia in due province
della Georgia, lOssezia del sud e lAbkahzia, dove dal 1992 la popolazione, composta in maggioranza da Russi, ha espresso la volont di unirsi alla Federazione russa.

Erewan (Armenia).
Museo della
memoria e
monumento
dedicato agli
Armeni vittime del
genocidio turco
(1915-1917).

31

Modulo 2 REGIONE EUROASIATICA

Esercizi
Conflitti e tensioni ai confini della Russia
La disgregazione dellURSS ha avuto come effetto positivo la
nascita di nuovi Stati, che in molti casi erano stati inglobati con

la forza nellUnione Sovietica, ma ha anche prodotto lemergere


di conflitti e tensioni tra popoli e Stati situati ai confini della nuova Federazione russa.
Analizziamo la situazione pi in dettaglio.

1. Confronta la carta che riproduce i confini dellUnione Sovietica fino al 1992 con una carta politica attuale dellEuropa e dellAsia e completa le tabelle.
OCEANO ARTICO

ESTONIA
LITUANIA

LETTONIA
BIELORUSSIA

MOLDOVA

R U S S I A

UCRAINA

GEORGIA
KAZAKISTAN
ARMENIA
UZBEKISTAN
AZERBAIGIAN
TURKMENISTAN
KIRGHIZISTAN
TAGIKISTAN

Stati appartenenti allURSS e diventati indipendenti dopo il 1992

a. Quali Stati sono oggi pi legati alla Russia?

in Europa

b. Quali Stati hanno invece cercato di rendersi sempre


pi autonomi dalla Russia? Attraverso quali decisioni?
c. Per quali motivi storici questi Stati hanno un
atteggiamento poco favorevole nei confronti della
Russia?

nel Caucaso

d. Negli Stati caucasici i Russi sono piccole


minoranze: su quali basi la Russia ha dichiarato di
riconoscere lindipendenza dellOssezia del sud e
dellAbkhazia, le due regioni georgiane ribelli?

in Asia

Stati dellex URSS


aderenti alla CSI
Federaz. russa
Bielorussia
Ucraina
Moldova
Georgia
Armenia
Azerbaigian
32

entrati nellUE

entrati nella NATO


Estonia
Lettonia
Lituania

candidati della NATO


Ucraina

2. Divisi in gruppi, scrivete una sintesi storica degli Stati


confinanti con la Russia, raggruppati come nellelenco
sotto, cercando di mettere in evidenza i rapporti pacifici
e conflittuali tra questi Stati e limpero zarista prima,
lURSS poi.
Stati baltici;
Polonia;
Ucraina e Bielorussia;
Stati caucasici.

REGIONE EUROASIATICA

Esercizi
3. Dopo aver letto la scheda (la Repubblica, 10 agosto
2008), costruisci per ciascuno Stato caucasico, con i dati della tabella, un areogramma come il nostro (relativo alla Russia). Spiega quindi in quali aree e perch la religione rappresenta un altro importante fattore di instabilit e
conflitti della regione.
religioni (%)
Stato

ortodossi

cattolici
e protestanti musulmani
1
10

altri

ortodossi

Russia

17

Georgia

84

10

Armenia

65

20

10

63

Azerbaigian

LA CRISI DELLA REGIONE

72

cattolici e protestanti
musulmani
altri

Inguscezia
Una delle repubbliche russe pi povere. Ha accolto 300.000 rifugiati
dalla Cecenia, e continua a subire
linfluenza del conflitto: rapimenti,
omicidi, attentati. Il presidente un
ex generale dei servizi segreti russi.

DAGHESTAN

RUSSIA

Asigezia

INGUSCEZIA
Karacajevo
Cerkessia

Sukhumi

Cabardino
Balcaria
OSSEZIA
DEL NORD

Grozny
CECENIA

Mar Caspio

ABKAHZIA
Tskhinvali

Mar Nero

Dadjaria

Ossezia del nord

OSSEZIA
DEL SUD

GEORGIA

ARMENIA

Repubblica autonoma della Russia,


ospita la pi grande base militare della regione. Nel 1992 un conflitto ha
opposto lOssezia del nord, a maggioranza cristiana, allInguscezia. Forti
tensioni tra cristiani e musulmani.

TURCHIA

Daghestan

popolazione

700.000

etnie

Osseti
53%, Russi 30%,
Ingusceti 5%

La pi grande repubblica della Russia a maggioranza musulmana. Dal


1999 teatro dincursione di ribelli
ceceni. Centinaia di morti.
Attacchi contro polizia e autorit
sono ancora frequenti nella regione.

Aspro conflitto con la Georgia dal


1989. Nel 92 in un referendum la
popolazione si espressa per lindipendenza e lunione con il Nord. La
maggioranza dei suddosseti ha passaporto russo e leconomia di fatto integrata con quella di Mosca.

AZERBAIGIAN

IRAN

superficie (kmq) 8000

Ossezia del sud

NAGORNO-KARABAKH

50.000 morti. La Cecenia rimane indipendente di fatto. Dal 90 le forze


russe tornano per unoperazione antiterroristica.
superficie (kmq) 17.300
popolazione

1.100.000

etnie

Ceceni 59%, Russi 23%

superficie (kmq) 50.300


popolazione

2.676.000

etnie

Ceceni 58%, Ingusceti 13%,


Russi 23%

Abkahzia

Cecenia

Proclamatasi indipendente nel 1992,


dopo un anno di guerra. La pace
mantenuta a stento dai soldati russi.

Autoproclamatasi indipendente nel


1991. Nel 1994 la Russia scatena la
guerra: 21 mesi di conflitto, oltre

Nagorno-Karabakh
Enclave a maggioranza armena (cristiana) in Azerbaigian (maggioranza
musulmana). Gli scontri cominciano
nei primi anni 90. Dal 1994 dopo
un cessate il fuoco la zona sotto
controllo degli armeni, ma proseguono gli incidenti con le forze azere.
33

MODULO

Asia occidentale
e centrale
M

1.

AR

Spazi fisici e ambienti naturali

Un ponte fra tre continenti

Tre regioni fisiche


La spina dorsale della regione costituita da un insieme di catene che fanno parte del grande sistema
alpino-himalayano. Procedendo da ovest verso est, incontriamo i Monti del Ponto e quelli del Tauro, il Caucaso (Ararat, 5165 m), i Monti Zagros, gli Elburz (Damavand, 5605 m) e i Kopetdag, fino allHindukush, al
Pamir e al Tian Shan, dove si eleva la massima cima
regionale, il Picco Ismail Samani (7495 m).
A fianco dei sistemi montuosi pi elevati, si allargano
alcuni vasti altipiani e tavolati con altitudine media
di circa 1000 metri. Il pi esteso il tavolato arabo,
che occupa gran parte dellomonima penisola ed
bordato a oriente e a sud da una serie di catene che
superano anche i 3000 metri; lungo il lato nord-occidentale, tra Giordania e Israele, esso invece delimitato da una fossa tettonica occupata dal fiume
Giordano, che attraversa il Lago di Tiberiade e si
immette nel Mar Morto, posto a quasi 400 metri sotto il livello del mare. Gli altri altipiani della regione si
estendono nellAnatolia, in Iran e nel Kazakistan orientale, dove giace il grande Lago Balhas.

SUDAN

34

EGITTO

La regione, vasta circa 9 milioni di km , costituisce un


ponte naturale dellAsia con lAfrica, alla quale collegata dalla penisola del Sinai, e con lEuropa, separata dai pochi chilometri di mare degli Stretti del Bosforo. Anche per questa posizione, essa ha avuto in
passato un importante ruolo per la comunicazione e lo
scambio tra i popoli e le civilt dei tre continenti.
Allinterno dellAsia occidentale e centrale (che comprende 20 Stati) possiamo distinguere tre grandi regioni storico-geografiche: il Vicino Oriente, che include gli Stati affacciati sul Mediterraneo (Turchia, Libano, Siria, Israele e Giordania) e lisola di Cipro; il Medio Oriente, che comprende i Paesi della Penisola
Arabica e del Golfo Persico (Iraq, Iran, Arabia Saudita, Yemen, Oman, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein,
Kuwait); lAsia centrale vera e propria, che abbraccia
lAfghanistan e gli Stati interni che fino al 1991 facevano parte dellUnione Sovietica (Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan).
Dal punto di vista fisico, la regione formata da una
parte continentale e da due grandi penisole.
La parte continentale si estende dalla Siberia occidentale al Golfo Persico ed bordata a occidente
dal grande Mar Caspio, che bagna il Kazakistan, il
Turkmenistan e lIran.
La parte peninsulare costituita dalla Penisola Anatolica, protesa tra il Mediterraneo orientale e il Mar
Nero verso lEuropa, e dalla Penisola Arabica, separata dallAfrica, a occidente, dal lungo e stretto
Mar Rosso, e bagnata, a oriente, dallOceano Indiano (Mare Arabico e Golfo Persico). La Penisola del
Sinai, politicamente egiziana, sotto laspetto fisico
appartiene invece a questa regione, di cui rappresenta lestrema propaggine occidentale.
Se consideriamo il rilievo e lidrografia dellAsia occidentale e centrale, possiamo individuare tre principali regioni fisiche.
2

Vi sono infine due grandi pianure, nelle quali scorrono i maggiori fiumi: la Mesopotamia, attraversata
dal Tigri e dallEufrate, che nella parte terminale si
uniscono e sfociano nel Golfo Persico con lo Shattal-Arab, e il vasto Bassopiano Turanico, percorso
da due fiumi endoreici, lAmudarja e il Syrdarja, che
hanno foce nel Lago dAral. Nel lato occidentale,
bordato dal Mar Caspio, il Bassopiano Turanico
scende a formare la Depressione Caspica. Anche il
lato orientale della Penisola Arabica formato da
una fascia pianeggiante che borda il Golfo Persico fino al Mare Arabico.

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(Rivend. d. YEMEN)

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Stretti

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I Monti Kopetdag.

Il lago di Tiberiade.

Laltopiano iraniano.

35

Modulo 3 ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE

2.

Clima e ambiente
Una regione arida con vasti deserti

Il clima dellAsia occidentale e centrale caratterizzato quasi ovunque dallaridit; vi si registrano,


infatti, precipitazioni per lo pi inferiori ai 500 mm
annui. Laridit della regione dovuta a due fattori
principali: la latitudine e la continentalit. La latitudine, perch gran parte del territorio si estende
nella fascia del Tropico del Cancro, una fascia climatica che, come sappiamo, caratterizzata durante tutto lanno da alte pressioni stabili; la continentalit, perch la parte centrale situata in una
zona interna, separata dallOceano Indiano dalle
barriere montuose dellIran e dellAfghanistan. Laridit la caratteristica fondamentale dei due climi
principali della regione.
La Penisola Arabica, la Mesopotamia e la fascia
meridionale dellIran e dellAfghanistan presentano
un clima subtropicale arido, con precipitazioni
molto scarse, inferiori ai 250 mm annui, inverni miti ed estati torride; nella Penisola Arabica si raggiungono anche i 50 C quando soffia il vento caldo
del deserto. Data lestrema aridit, in queste aree si
estendono vasti deserti: la Penisola Arabica, ad

esempio, quasi interamente occupata da quelli di


An-Nafud e Rubal Khali.
Sugli altipiani e nelle pianure interne dellAsia
centrale prevale un clima continentale, con precipitazioni scarse, estati molto calde e inverni gelidi, soprattutto quando soffiano i venti di origine siberiana, che apportano tempeste di neve. Lescursione termica annua pu raggiungere anche i 60-70
C. Predominano anche qui i deserti, come quello
di Lut nella parte centrale dellIran e quelli del Karakum e del Kizilkum nellAsia centrale; attorno a
essi e sullaltopiano anatolico si allargano steppe
predesertiche.
Si differenziano, sia per le precipitazioni che per
le temperature, la fascia costiera anatolica, la costa
mediterranea orientale e la regione settentrionale
della Mesopotamia, caratterizzate da un clima mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti e piovosi, in modo particolare sulle rive turche
del Mar Nero. La vegetazione quella tipica dellarea mediterranea.
Infine, nelle zone montuose pi elevate dellAnatolia, dellIran e dellAfghanistan presente un
clima montano, con precipitazioni abbondanti e
temperature rigide in inverno, fresche destate.

Turchia. Un tratto della costa lungo il Mediterraneo.

Le formazioni rocciose che bordano il deserto di


An-Nafud, nella Penisola Arabica.

36

ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE Clima e ambiente

Progetti e conflitti per lacqua


Asia occidentale e centrale una regione ricchissima di petrolio, ma povera
di acqua, data la grande aridit
del clima che contraddistingue la
maggior parte del suo territorio.
Negli ultimi decenni, per alcuni
Paesi della regione la crisi idrica
diventata drammatica a causa
dellincremento dei consumi, soprattutto per lagricoltura e gli
usi civili di una popolazione in
forte crescita. Gi oggi i Paesi
della penisola araba hanno a disposizione meno di 1000 m3 pro
capite annui di acqua dolce (contro i 4000 dellItalia) e questa situazione di penuria idrica si allargher nei prossimi 20 anni a
tutti gli altri Stati della regione.
Per far fronte al continuo aumento dei consumi idrici, nel Vicino Oriente sono state costruite, o sono in progetto, grandi dighe sul corso superiore del Tigri
e dellEufrate, ma ci ha provocato gravi tensioni fra la Turchia,
la Siria e lIraq, i tre Stati attraversati dai due fiuni. In particolare, la Turchia ha approvato il cosiddetto GAP (Great Anatolian
Project), un progetto gigantesco
che prevede la realizzazione, lungo il corso superiore dei due fiumi mesopotamici, di ben 22 dighe
e bacini artificiali, allo scopo di irrigare quasi 2 milioni di ettari di
territorio e mettere in funzione
numerose centrali idroelettriche.
Se questo progetto sar attuato,
lIraq perder l80% delle proprie
risorse idriche.
Il controllo delle acque del
Giordano , dal canto suo, una
delle ragioni del perdurante conflitto tra Israeliani e Palestinesi;
questi ultimi accusano, infatti,
Israele di impadronirsi della
maggior parte delle acque del
fiume e delle sue falde sotterra-

La grande diga
Atatrk, innalzata
dai Turchi
nellambito del
Progetto per
lAnatolia, sullalto
corso dellEufrate.

nee, soprattutto mediante il controllo delle sorgenti di Banias,


che si trovano sulle alture del
Golan occupate dal loro esercito.
In Asia centrale, poi, motivi di
contrasto sono sorti tra Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan
per lo sfruttamento dei fiumi
Syrdarja e Amudarja, che portano sempre meno acqua al Lago
dAral, contribuendo ad aggravarne le gi gravi condizioni: in alcuni decenni, esso ha quasi dimezzato la sua superficie, soprattutto per leccessivo prelievo di
acqua impiegata nelle piantagioni
di cotone delle regioni circostanti. Altrettanto critica la situazione del Mar Morto, che si abbassa
ogni anno di circa 80 cm a causa
della forte evaporazione: per fermare questo depauperamento,
Israele e Giordania hanno in progetto la costruzione di un canale
di 166 km in grado di portare acqua dal Mar Rosso.

Infine, per far fronte alla crescente richiesta idrica, i Paesi


della penisola araba cui il petrolio garantisce enormi disponibilit energetiche hanno realizzato grandi impianti di desalinizzazione dellacqua marina: lArabia Saudita e gli Emirati Arabi
Uniti sono primi al mondo con
una produzione di acqua desalinizzata rispettivamente di circa 7
e 6 milioni di m3 al giorno.

La centrale di Al
Taweelah, presso
Abu Dhabi (EAU),
combina la
produzione di
energia elettrica
con un impianto di
desalinizzazione
che produce 230
milioni di litri di
acqua potabile al
giorno. Comprende
anche una
moschea, per le
maestranze di fede
musulmana.

37

Modulo 3 ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE

3.

Popolazione e urbanizzazione
Bassa densit
e rapido incremento demografico

Istanbul (Turchia).
Un frequentato
mercato del
centro.

LAsia occidentale e centrale abitata da circa 300


milioni di persone, su un territorio assai pi vasto di
quello dellEuropa: la densit demografica media
pertanto di poco superiore ai 30 ab/km2. Tuttavia, allinterno della regione si registrano forti differenze
nella distribuzione della popolazione. Gli Stati meno
popolati (sotto ai 10 ab/km2) sono lArabia Saudita,
lOman e il Kazakistan, che hanno vaste aree desertiche disabitate. Le maggiori concentrazioni umane

si registrano invece nel Vicino Oriente, in particolare nel Libano e in Israele, dove la densit demografica supera i 300 ab/km2. Tra i grandi Stati, abbastanza
popolata la Turchia (circa 100 ab/km2).
Una caratteristica demografica della regione, e
specificamente degli Stati arabi del Medio Oriente,
la rapida crescita della popolazione, per un
tasso di natalit che in alcuni di essi oltrepassa il
30-40 (quello italiano del 9): lArabia Saudita, ad esempio, ha registrato negli ultimi decenni
un tasso di crescita del 30, passando fra il 1974 e
il 2005 da 7 a 25 milioni di abitanti. Lincremento
demografico stato favorito anche da una sensibile
diminuzione del tasso di mortalit, dovuta al miglioramento delle condizioni di vita, e da un aumento dei flussi migratori in entrata. Particolarmente rilevante limmigrazione nei Paesi della penisola araba di lavoratori provenienti dagli Stati vicini, dallAfrica orientale e dallAsia meridionale;
oggi, ad esempio, in Arabia Saudita gli stranieri superano il 20% della popolazione e il 50% di quella
attiva.
I miglioramenti delle condizioni di vita non hanno
tuttavia eliminato i forti squilibri sociali n le
discriminazioni nei confronti delle donne, in
particolare in quegli Stati arabi che applicano la legge islamica.

Citt storiche
e futuristiche metropoli

Arabia Saudita. Lavoratori immigrati dalla regione indiana dopo


una giornata ai pozzi petroliferi.

38

La regione ha unantichissima tradizione urbana: le


prime citt della storia umana sono sorte in Turchia, in Palestina e nella Mesopotamia e, successivamente, vi si sono sviluppate le grandi capitali dei
diversi imperi succedutisi (Baghdad, Instanbul, Teheran, Gerusalemme) e gli importanti centri commerciali e porti delle vie carovaniere che collegavano lAsia al Mediterraneo (Aleppo, Riyadh, Damasco, Samarcanda).
Le citt tradizionali, che in alcuni casi hanno
conservato le loro caratteristiche architettoniche,
nellultimo secolo (anche per effetto dellinfluenza
coloniale europea) si sono allargate nel territorio,
formando vaste aree metropolitane con la nascita
di nuovi e pi moderni quartieri di tipo occidentale,
di zone industriali, ma anche di misere bidonville.
Oggi lAsia occidentale e centrale conta circa 20
metropoli milionarie, pi numerose in Turchia e

ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE Popolazione e urbanizzazione

Masdar (EAU). LIstituto di Scienza e Tecnologia, che sar


completato e inaugurato entro il 2009.

Iran. La maggiore Istanbul, il cui agglomerato


urbano supera i 10 milioni di abitanti. Altre grandi
metropoli sono la capitale iraniana, Teheran, con i
suoi oltre 7 milioni e mezzo di abitanti,quella irachena, Baghdad, che ha raggiunto i 5 milioni, e
quella saudita, Riyadh, che ne ha pi di 4 milioni.
Negli ultimi decenni, gli Stati monarchici della
penisola araba, grazie ai capitali derivanti dalle ricchezze petrolifere, hanno visto ledificazione di
nuove metropoli, con grattacieli che si ispirano ai
modelli nordamericani reinterpretati in stile arabeggiante: Al Kuwait, in Kuwait, Gidda e la stessa

Riyadh in Arabia Saudita, Doha nel Qatar sono gli


esempi pi significativi di queste nuove citt. A Dubai e a Kuwait City sono in fase di realizzazione
due grattacieli che dovrebbero superare i 1000 metri. Presso Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi
Uniti, iniziata nel 2008 la costruzione di Masdar,
una citt per 30.000 abitanti interamente eco-sostenibile. A Rabigh, nel nord dellArabia Saudita,
sulla costa del Mar Rosso, si sta edificando la Citt
Economica di Re Abdullah, su unarea di 168 milioni di m2, con 3000 km di strade, 50 km di canali e
53 ponti.

Riyad (Arabia Saudita). Due dei pi arditi grattacieli che svettano sulla metropoli.

Teheran (Iran).
Uno scorcio del
centro.

Al Kuwait (Kuwait).
Le Kuwait Towers,
ormai simbolo della
citt, furono
inaugurate nel
1979 come punti di
osservazione e
cisterne per lacqua.

39

Modulo 3 ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE

4.

Economia e societ: il settore primario


Fra tradizione e modernit

Leconomia e la societ dellAsia occidentale e centrale presentano contraddizioni fra progresso e arretratezza, tradizione e modernit, che sono tipiche dei
Paesi in via di sviluppo, ma che in questa regione hanno assunto caratteristiche pi macroscopiche. Laspetto tradizionale delleconomia rappresentato
principalmente dallagricoltura e dallallevamento,
due attivit poco produttive perch basate su tecniche e strutture fondiarie (latifondi e minifondi) arretrate, ma anche da attivit terziarie come il piccolo
commercio e la produzione artigianale. Laspetto pi
moderno deriva invece, soprattutto, dalle ingenti riserve di petrolio, il cui sfruttamento ha permesso a
molti Paesi dellarea di sviluppare le attivit industriali, di modernizzare le citt e la rete dei servizi.
Anche la societ mediorientale presenta evidenti contrasti tra arretratezza e progresso. Masse popolari povere e analfabete vivono accanto a minoranze di ricchissimi, che hanno acquisito una cultura e modelli di vita di tipo occidentale; inoltre, particolarmente nei Paesi islamici pi tradizionalisti,
forte il contrasto tra la modernizzazione economica
e aspetti sociali tradizionali, come la condizione di
inferiorit delle donne, e strutture politiche spesso
autoritarie o scarsamente democratiche.

1
Agricoltura
specializzata
(agrumeto) di un
kibbutz israeliano.

2
Coltivazione del
papavero da
oppio nel sud
dellAfghanistan.

3
Produzione di
datteri nelle oasi
dellArabia Saudita.

4
Piantagione di t
in Turchia.

5
Allevamento
tradizionale dei
cammelli in
Kazakistan.

40

Oasi agricole
e allevamento estensivo
Le condizioni naturali e climatiche della regione sono in generale poco adatte allagricoltura: vasti deserti e aree montuose, scarsa piovosit, pochi fiumi
perenni. In alcuni Stati della penisola arabica (Arabia Saudita, Yemen, Oman, Giordania), i terreni improduttivi superano l80% della superficie nazionale;
in altri (Kazakistan, Afghanistan, Siria) prevalgono i
pascoli stepposi. Le colture si concentrano in zone,
pi o meno estese, che spesso costituiscono delle
oasi in mezzo a vaste aree improduttive. Le principali sono le pianure dei grandi fiumi in particolare la
Mesopotamia e le regioni costiere del Vicino Oriente, della Turchia e del Mar Caspio; ad esse bisogna
aggiungere le oasi vere e proprie, presenti nelle regioni desertiche. Le colture principali sono i cereali
(frumento, orzo e miglio), dei quali massima produttrice la Turchia, gli ortaggi, le piante mediter-

ranee come gli agrumi e gli ulivi (Turchia, Siria e


Israele) e quelle subtropicali come il t, in cui primeggiano Turchia e Iran, le palme da datteri (lArabia Saudita la massima produttrice mondiale di
datteri) e il cotone, molto diffuso in Uzbekistan e
Turkmenistan. Infine, da ricordare che in Afghanistan concentrato pi dell80% della produzione
mondiale di papavero da oppio.
In molte zone della regione praticata lagricoltura di sussistenza, che impiega una numerosa manodopera: ancora oggi nei Paesi pi poveri, come
lAfghanistan e lo Yemen, gli addetti al settore primario superano il 60% della popolazione attiva. Negli ultimi decenni, tuttavia, lagricoltura commerciale di alcune aree si sensibilmente modernizzata, grazie allintroduzione di nuove tecniche e colture e alla diffusione dei sistemi di irrigazione. il

ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE Economia e societ: il settore primario

caso, soprattutto, della Turchia, dellIran e dellArabia Saudita, dove gli ettari coltivati sono passati
in poche decine danni da circa 150.000 a pi di 3
milioni. Particolarmente avanzata lagricoltura di
Israele, che si basa su tipiche aziende cooperative
(kibbutz) e moderne tecniche di coltivazione e irrigazione.
Lallevamento nomade e seminomade di camelidi, ovini e caprini una delle attivit tradizionali
delle regioni aride dellAsia occidentale e centrale
oggi in declino e in alcuni casi stato sostituito da
un allevamento stanziale. I Paesi con i pi consistenti patrimoni di animali allevati sono lIran (80 milioni
di capi di ovini e caprini), la Turchia dove dal vello
delle capre si ricava la pregiata lana mohair e lAfghanistan, dove si allevano invece gli agnelli karakul dai quali si ricava la pelliccia di astrakan.
41

Modulo 3 ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE

5.

Economia e societ: lindustria e il terziario


Il regno del petrolio

1
Controllo della
pressione di un
pozzo petrolifero
nella regione del
Golfo.

2
Oleodotto
costiero nel
Kuwait.

3
Lemittente
televisiva Al
Jazeera, con sede
nel Qatar, un
punto di forza del
terziario avanzato
nella regione.

Nel Medio Oriente, in particolare nella regione del


Golfo Persico, si trovano i pi ricchi giacimenti e le
maggiori riserve accertate di petrolio (circa il
65%) e di gas naturale (55%) del mondo. Degli
otto maggiori Paesi petroliferi, ben quattro sono
mediorientali: Arabia Saudita (la cui produzione
inferiore solo a quella della Russia), Iran, Emirati Arabi Uniti e Kuwait. Nel Medio Oriente si
estrae circa un terzo della produzione mondiale di
petrolio, che viene in gran parte esportato: infatti,
circa il 75% delle esportazioni dellarea rappresentato dal greggio. Unaltra regione molto ricca di
idrocarburi, solo in parte sfruttati, quella circostante il Mar Caspio, dove oggi si estrae soprattutto
gas naturale (in Uzbekistan e Kazakistan), prodotto in notevoli quantit anche in Iran e Arabia Sau-

dita. Gas naturale e petrolio greggio giungono, tramite gasdotti e oleodotti, in numerosi porti dislocati sulle coste del Mediterraneo, del Golfo Persico e
del Mar Rosso.
NellAsia centrale sono sfruttati anche ricchi
giacimenti di uranio, oro, argento, rame e ferro,
mentre nel Vicino Oriente, in particolare in Giordania, Siria e Israele, si estraggono rilevanti quantit
di fosfati.

Progressi dellindustria, sviluppo


del terziario
In tutta la regione sono diffuse attivit artigianali e
industriali di tipo tradizionale, specialmente agroalimentari e tessili: tipica la produzione di tappeti
apprezzati in tutto il mondo, particolarmente sviluppata in Turchia, Iran e Uzbekistan. Molto pi

42

ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE Economia e societ: lindustria e il terziario

concentrate sono invece le aree industriali moderne, in gran parte collegate allo sfruttamento delle risorse petrolifere. I Paesi che hanno attuato i maggiori progressi in campo industriale, grazie soprattutto ai proventi del petrolio, sono lIran, che possiede una consistente industria di base finanziata
dallo Stato e da capitali russi e giapponesi; Israele,
che ha sviluppato i settori industriali pi moderni
(elettronica, ottica, informatica, farmaceutica) e in
misura minore la Turchia, lArabia Saudita e la Siria.
Negli Stati dellAsia centrale, nati dalla disgregazione dellURSS, si sono invece verificate la crisi e la
chiusura di numerose industrie pesanti ormai invecchiate e scarsamente produttive.
Le entrate petrolifere hanno dato un forte impulso anche alle attivit terziarie, in particolare a
quelle bancarie, che oggi in alcuni Paesi (come lArabia Saudita e il Kuwait) impiegano oltre l80%
della popolazione attiva.

Numerose e di grande interesse le localit


turistiche della regione. Tra le mete storico-archeologiche si distinguono le citt dellantica Ionia sulle coste egee della Turchia, Istanbul, la
Cappadocia, Gerusalemme, Petra in Giordania,
Esfahan in Iran, Samarcanda in Uzbekistan,
Sana nello Yemen. Il turismo di lite anchesso
in forte crescita, particolarmente sulle coste e
nelle moderne citt della penisola araba; tre le
iniziative destinate a questo turismo, per esempio, Dubai ha realizzato The World, una citt
del divertimento costruita su isole artificiali che
ricalcano la forma dei cinque continenti. Complessivamente ogni anno nellAsia occidentale e
centrale affluiscono circa 30 milioni di visitatori;
purtroppo per le potenzialit turistiche della regione sono frenate dallinadeguata rete delle vie
di comunicazione e dei servizi, ma soprattutto dai
numerosi conflitti scoppiati negli ultimi anni.

4
Dubai (EAU). La
spiaggia di
Jumeirah, una
delle pi lussuose
destinazioni del
turismo di lite.

5
Samarcanda (in
Uzbekistan) tra
le mete del
turismo storico
archeologico

6
Raffineria di
petrolio di Atyran
(Kazakistan).

7
Tessitura
tradizionale dei
tappeti in Turchia.

43

Modulo 3 ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE

6.

Popoli e Stati
Dalle prime civilt
agli Stati attuali

Kermanshah
(Iran).
Manifestazione per
lindipendenza del
Kurdistan, oggi
diviso fra Turchia,
Siria, Iraq e Iran.
Come gli Ebrei di
Israele, i Curdi
rappresentano una
minoranza etnicolinguistica della
regione, nella
quale le
popolazioni pi
consistenti sono
gli Arabi, i Turchi e
i Persiani.

Il Vicino e il Medio Oriente sono le regioni nelle quali luomo inizi a praticare lagricoltura circa 10.000
anni fa e dove sorsero le prime civilt urbane, poi
sviluppatesi nei grandi imperi degli Hittiti, degli Assiri, dei Babilonesi, dei Persiani e dei Fenici. Dopo la
dominazione dei Greci e dei Romani, gli Arabi nel
Medioevo vi diffusero la nuova religione dellIslam,
fondando un vasto impero che nel IX secolo comprendeva tutta lAsia occidentale e centrale. Dopo il
Mille, giunsero Mongoli e Turchi, popolazioni nomadi provenienti dallAsia centrale, che si islamizzarono. Dinastie turche fondarono due grandi imperi islamici: quello dei Selgiuchidi e, dal XV secolo, quello
degli Ottomani, che hanno dominato nella regione fino agli inizi del Novecento. La formazione degli Stati attuali stata la conseguenza di tre principali
eventi storici del XX secolo: la disgregazione dellImpero ottomano dopo la prima guerra mondiale, la fine del colonialismo europeo dopo la seconda guerra
mondiale e infine la disgregazione dellURSS.

Il cuore
del mondo islamico
LAsia occidentale stata la culla delle grandi religioni monoteistiche: lebraismo e, successivamente, il
cristianesimo e lislamismo. Questultimo, nato
dalla predicazione di Maometto in Arabia Saudita, si

poi diffuso in tutta la regione, che oggi costituisce il


cuore dellIslam. In quasi tutti gli Stati dellAsia occidentale e centrale la religione musulmana infatti
professata da oltre l80% della popolazione. Fa eccezione Israele, in cui il 78% degli abitanti di religione ebraica.
In Iran, dopo la rivoluzione guidata dallayatollah Khomeini (1979), che abbatt la monarchia, si
instaurato un governo integralista islamico che ha
favorito la nascita in tutto il mondo musulmano di
movimenti fondamentalisti, sostenitori della necessit di modellare le leggi e la vita politica e sociale secondo i principi del Corano. Alcuni di questi
movimenti hanno compiuto attentati terroristici
non soltanto contro governi di Stati arabi considerati troppo filoccidentali, ma anche in altri Paesi
del mondo.

Conflitti territoriali,
economici e religiosi
Da decenni il Medio Oriente scosso da gravi conflitti, che in alcuni casi hanno assunto le caratteristiche di sanguinose guerre internazionali. Molti di questi conflitti sono stati provocati da contrasti territoriali tra popoli e Stati, ma altrettanto importanti sono
i motivi religiosi e quelli economici, legati soprattutto
ai ricchissimi giacimenti petroliferi della regione.
Uno dei Paesi maggiormente lacerati da cruenti
conflitti Israele, nato nel 1948 sulla base di una
decisione dellONU che prevedeva la divisione del-

La Mecca (Arabia Saudita). Un religioso chiama alla preghiera


limmensa folla dei pellegrini nella citt santa dellIslam.

44

ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE Popoli e Stati

Iraq, gennaio 1991. Gli aerei della coalizione guidata dagli USA bombardano i pozzi petroliferi
iracheni.

la Palestina in due Stati, uno ebraico e uno arabo. Il


rifiuto dei Palestinesi e dei Paesi arabi vicini ha prodotto ben quattro guerre, vinte da Israele, che ha
occupato altri territori nei quali ha fondato nuove
colonie. La conflittualit ormai permanente, con
attentati terroristici, attacchi militari, bombardamenti che spesso colpiscono la popolazione civile,
tanto palestinese quanto israeliana. Nel 2004 Israele ha lasciato ai Palestinesi una delle zone occupate, la cosiddetta Striscia di Gaza, ma la situazione
rimane critica e la creazione dei due Stati diventa
sempre pi difficile.
Tormentata dalle guerre anche larea del
Golfo Persico, dove negli ultimi decenni se ne sono susseguite ben tre. La prima scoppi fra Iran e
Iraq per il controllo di alcune zone dello Shatt-alArab e si concluse dopo otto anni, con centinaia di
migliaia di morti. La seconda fu provocata dallinvasione del Kuwait da parte del dittatore iracheno
Saddam Hussein, bloccato da un intervento internazionale autorizzato dallONU. La terza, iniziata
nel 2003, stata decisa dagli Stati Uniti che, con
lappoggio di alcuni alleati, sono intervenuti in Iraq
per abbattere il regime di Saddam Hussein, accusato di possedere armi di distruzione di massa e di
proteggere il terrorismo internazionale. Purtroppo
il conflitto non si concluso con la rapida occupazione dellIraq da parte delle truppe americane,
perch da allora il Paese piombato in una situazione di violenze continue.
Altra regione conflittuale lAfghanistan, nel
quale alloccupazione militare dellURSS (19781989) succeduto il governo islamico integralista
dei talebani, abbattuto nel 2001 in seguito a un intervento militare degli USA e degli alleati NATO.

Iraq, aprile 2003. Bombardamento di Baghdad da parte


degli alleati occidentali.

Afghanistan,
dicembre 2007.
Militari della
Guardia Nazionale
USA in unarea
sotto controllo
americano.

Palestina, 2007.
Bambini della
Striscia di Gaza si
recano a scuola.

45

Modulo 3 ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE

Esercizi
Dal petrolio ricchezza
e guerre per il Medio Oriente
Dagli anni 30 del Novecento quando le compagnie petrolifere
occidentali iniziarono a sfruttare i ricchissimi giacimenti di oro
nero dellArabia Saudita, da poco diventata un regno indipen-

dente per il Medio Oriente, e in particolare per la regione del


Golfo, iniziata una nuova epoca storica, caratterizzata dal decollo delleconomia, con le conseguenti profonde trasformazioni
economiche e sociali, ma anche da conflitti, provocati spesso
proprio dalla presenza delle pi grandi riserve petrolifere della
Terra, con lattrazione che queste esercitano sul resto del mondo.

1. Colora la carta secondo le indicazioni della legenda e,


con i dati sui principali produttori di petrolio e gas naturale del Medio Oriente, costruisci dei grafici come i nostri
(relativi allIran).
Iran
Stato

produzione petrolio export petrolio riserve petrolio produzione gas riserve gas

Arabia Saudita

10,5

8,5

26%

200

4%

Iran

4,0

2,4

9%

295

16%

EAU

2,8

2,5

9%

128

3,5%

Kuwait

2,5

2,3

9%

35

1%

Iraq

2,0

1,5

11%

1,8%

Qatar

1,0

1,0

136

14,5%

(i dati sulla produzione e sullexport di petrolio sono in milioni di barili al


giorno, quelli sulla produzione di gas in milioni di m3 al giorno; i dati sulle
riserve di entrambi sono in percentuale sul totale mondiale)

produzione petrolio e gas

produzione petrolio
1 milione di barili al giorno

export petrolio

riserve petrolio e gas


% sul totale mondiale delle riserve

produzione gas 10 milioni di m3


export petrolio 1 milione di barili

A
U

Z
R

A
H

CIPRO

I A

CASPIO

LIBANO

S I R I A

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IS

ISTAN
GHIZ
KIR

TA

GIORDANIA

AR

ISRAELE

N
TAG

AFGHANISTAN

IKI

ST

AN

a. Quali sono i due Paesi della regione che hanno la maggiore produzione di petrolio e gas e anche la maggiore
esportazione di petrolio?
b. In quali Paesi la quasi totalit del petrolio estratto viene
esportata?
c. Come spieghi questo fatto e come spieghi che in Iran e
Arabia Saudita tale percentuale invece pi bassa?

Y E M E N

Paesi con produzione di petrolio e gas pari a


1 o pi milioni (barili/m3 al giorno)
Paesi con produzione di petrolio e gas pari a
meno di 1 milione (barili/m3 al giorno)

46

d. Che percentuale delle riserve


mondiali di petrolio e gas si
concentra complessivamente nella regione del Golfo?
Completa lareogramma colorando le aree corrispondenti alle riserve di petrolio e
gas della regione del Golfo.

ASIA OCCIDENTALE E CENTRALE

Esercizi
2. Proviamo a valutare qual lapporto del petrolio alla ricchezza degli abitanti di questi Paesi. Con i dati sul PIL pro
capite (vedi pagg. 146) e in base alle indicazioni della legenda, colora la carta della regione. Quindi, dopo aver
calcolato le entrate in dollari pro capite derivanti dal petrolio per i Paesi maggiori produttori, completa la tabella e
riporta sulla carta i relativi simboli.
entrate petrolio
(mld di dollari 2005)

Stato
Arabia Saudita

65

Iran

18

EAU

24

Kuwait

18

Iraq

24

Qatar

10

popolazione

entrate p.c.

a. Ci sono eccezioni di Paesi che, pur non essendo grandi produttori di petrolio, hanno un PIL elevato? Come
si possono spiegare tali situazioni?
b. Ci sono Paesi che, pur avendo una elevata produzione
di petrolio, non hanno un PIL altrettanto elevato? Come lo spieghi?

3. Il petrolio stato anche una delle principali cause dei


conflitti che hanno tormentato il Medio Oriente negli ultimi
decenni. Raccogli informazioni su quelli che si sono succeduti dagli anni Ottanta a oggi e cerca di mettere in evidenza qual stato, in essi, il ruolo del petrolio.

4. Osserva il grafico sullandamento del prezzo del petrolio


dagli anni Settanta a oggi.
100
90

A
Z
R

A
H

CIPRO

I A

LIBANO

80
I

TUR KME N ISTAN

IS

ISTAN
GHIZ
KIR

TA

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GIORDANIA

N
TAG

IKI

ST

70

S I R I A

ISRAELE

AN

$/barile

CASPIO

60
invasione Kuwait

50

30
AFGHANISTAN

20
10
1970

Y E M E N

PIL p.c. superiore a 20.000 dollari


PIL p.c. da 11.000 a 20.000 dollari
PIL p.c. da 2000 a 10.000 dollari
PIL p.c. inferiore a 2000 dollari
per 1000 dollari di entrate petrolifere p.c.

guerra in Iraq

40
media = 35,56 $
(dal 1970 ad oggi)

1975

1980

media = 27,35 $
(dal 1986 ad oggi)

1985

1990

1995

2000

2007

a. Le variazioni del prezzo del petrolio sembrano corrispondere alle fasi di conflitto armato nella regione.
Quali potrebbero essere i motivi di queste corrispondenze?
b. Puoi individuare i fattori che hanno provocato laumento del prezzo del petrolio negli ultimi anni?

47

MODULO

O
C

TAGIKISTA

K2
8616

AFGA N I S TAN

ISLAMABAD Kashmir
Gujranwala
Amritsar
I
3452
Lahore
Ludhiana
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Meerut

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Jodhpur
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BANGLADESH
DHAKA

Kalewa

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2818
Phou Bia

Mandalay

Haiphong
Golfo
del
Tonchino

L
Aparri
Tuguegarao

Laoag
Pulog
2930

Luzon
Baguio
Quezon City

S. Fernando
MANILA

S. Pablo

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Bandaaceh

Simeulu

Leuser
3381

Ipoh

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di

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KUALA LUMPUR

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Kuching

as
pu
Ka

Borneo
(Kalimantan)
Raja
2278

Asia meridionale

1.

Spazi fisici e ambienti naturali

Grandi penisole e isole


tra lOceano Indiano e il Pacifico
LAsia meridionale occupa un territorio di circa 9 milioni di km2
e comprende 18 Stati. un insieme di grandi penisole e isole che si estendono tra lOceano Indiano e lOceano Pacifico.
Procedendo da ovest verso est, incontriamo la compatta Penisola Indiana, dalla caratteristica forma triangolare, che si
48

Balikpapan

Tanjung

Kelang Malac
ca SINGAPORE Pontianak
Laut
L. Toba S
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Kumai
Banjarmasin
Is. Lingga
Sibolga
m
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St
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JAKARTA Semarang
3159
Surabaya
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3676
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Giava
813

Medan

MALE

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Pinang

(INDIA)

MALDIVE

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Kandy
COLOMBO Kotte

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(Calcutta)
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Chiang Mai
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dell Indocina
2598
Bhubaneswar
Dhulia
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Puerto Princesa MAR
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THAILANDIA
b
Aurangabad
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Palawan
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Godavari
Moulmein Nonthaburi
Mumbai
Zamboanga
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(Bombay)
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Ho Chi Minh
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Kinabalu
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PHNOM PENH
Kakinada
Vijayawada
Bengala
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Kota Kinabalu 2988
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(INDIA)
del Mekong
2423
Arcip. Ranong
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Madras
Mangalore
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Bangalore
Is. Amindivi
Sangkulirang
Is. Bunguran
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Pattani
(Natura)
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2988
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Coimbatore
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Phuket
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Cochin
Kuala Terengganu
Samarinda
Is. Laccadive
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TAIWAN

IDIONALE

MA

Kanchenjunga Kangto
Annapurna
8598
7089
8091 Everest
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8846
M
8516
THIMPHU

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N
k

A
a

Srinagar

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M

8126 Ind
o

Peshawar

Nanga
Parbat

2457
MTI. CHAGAJ

protende nellOceano Indiano, delimitando a ovest il Mare


Arabico, a est il Golfo del Bengala. Al vertice sud-orientale
della penisola emerge lisola dello Sri Lanka, mentre al largo
dellOceano Indiano sono disseminate gli arcipelaghi corallini
delle Maldive, Laccadive, Andamane e Nicobare.
La parte centrale della regione formata dalla penisola dellIndocina, che si prolunga con la stretta Penisola di Malacca, separando lOceano Indiano dal Pacifico. Lungo le coste

Alture dei Ghati Occidentali.

Il fiume Godavari.

FILIPPINE
P

P
Calbayog

Samar

Tacloban

Leyte

Butuan

Bohol

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2954
Mindanao
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Timor
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Sumba

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2960

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(Makasar)

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3455

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(Sulawesi)

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M T 5040 Tanahmerah
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Is. Sangihe

Jayapura
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Lombok

4000
3000
2000
1000
500
200
SCALA 1:30 000 000
0

250

Tre regioni fisiche


La sezione centrale e meridionale della Penisola Indiana corrisponde in gran parte al Deccan, un tavolato di origine molto antica e di modesta altitudine, inclinato verso est, dove si trovano
le alture dei Ghati Orientali, e pi elevato lungo i margini occidentali, dove si innalzano i rilievi dei Ghati Occidentali. A nord,
esso attraversato dai Monti Vindhya e Satpura. Da tutti questi rilievi nascono alcuni fiumi che si gettano nel Mare Arabico,
come il Narmada, o nel Golfo del Bengala, come il Godavari.
Rilievi e tavolati geologicamente antichi formano anche la parte
orientale della penisola indocinese.

TIMOR

Roti

Sawu

Il fiume Mekong.

Mare di Celebes. Fa parte di questarea anche lIrian Jaya,


cio la parte occidentale dellisola di Nuova Guinea.
LAsia meridionale attraversata dal margine convergente della placca asiatica e di quella indo-australiana ed perci soggetta a disastrosi terremoti, mentre le isole indonesiane rappresentano una delle zone pi vulcaniche del mondo, con circa 100 vulcani attivi. Lungo i bordi meridionali dellIndonesia,
laddove la placca indo-australiana sprofonda sotto quella asiatica, si formata una depressione lunga 4500 km, che nella
Fossa di Giava sprofonda fino 7455 m.
Le caratteristiche del rilievo e dellidrografia ci permettono di
individuare nellAsia meridionale tre regioni fisiche e geologiche.

I F
I C
O
DELLE
I

Il Monte Everest,
la cima pi alta del mondo.

500

750

0
1000 km

depressione

indocinesi si susseguono tre ampi golfi: del Tonchino, del


Siam e di Martaban.
Nella sezione sud-orientale, infine, si estende la cosiddetta Insulindia: migliaia di isole grandi e piccole, raggruppate in due
arcipelaghi principali: lArcipelago Indonesiano, con alcune
tra le pi estese isole del mondo (Borneo, Sumatra), e le Filippine. Tra tutte queste isole, lOceano Pacifico forma numerosi mari interni: Mar Cinese Meridionale, Mare di Giava,

Pi giovane, in quanto si corrugato in epoca terziaria e quaternaria, invece limponente sistema di catene montuose che
sbarrano la regione a nord. Spiccano in esso a nord-ovest il Pamir e il Karakoram (K2, 8616 m) e al centro lHimalaya, dominato da alcune delle cime pi elevate del mondo, superiori
agli 8000 metri (Everest, 8848 m; Kanchenjunga, 8598 m;
Lhotse, 8501 m). Le montagne proseguono a sud-est con i
Monti Arakan Yoma e con le catene che attraversano le isole
indonesiane, raggiungendo la massima altitudine con i 5040
metri del Puncak Jaya, nella parte occidentale della Nuova Guinea.
Ai piedi dei grandi sistemi montuosi e degli altopiani indiani e
indocinesi si allargano ampie pianure, dove scorrono i maggiori fiumi della regione, che sfociano nellOceano Indiano e
nel Pacifico con vasti delta: la pianura indo-gangetica, percorsa dallIndo (3180 km), che si getta nel Mare Arabico, e
dal Gange, che nel corso inferiore si unisce al Brahmaputra,
raggiungendo poi il Golfo del Bengala; la lunga pianura dellIrrawaddy, nel Myanmar, e la quella indocinese del Mekong,
che con i suoi 4500 km di lunghezza il massimo fiume dellAsia meridionale e uno dei maggiori dellintero continente.
49

Modulo 4 ASIA MERIDIONALE

2.

Clima e ambiente
La regione dei monsoni

Gran parte dellAsia meridionale ha un clima tropicale influenzato dai monsoni, venti stagionali determinati dallo scambio di masse daria tra il continente
e gli oceani in conseguenza delle differenze di pressione. I monsoni invernali, freschi e secchi, si dirigono dallinterno verso il mare; quelli estivi seguono
la direzione inversa e, a contatto con le montagne,
scaricano sul continente enormi quantit di pioggia.
Quando le temperature delle due zone si equivalgono, i venti cessano e inizia la stagione calda e secca.
Si hanno dunque due stagioni: una secca, che
va allincirca dallautunno alla primavera, e una stagione delle piogge, corrispondente ai mesi estivi.
La loro durata e la quantit delle precipitazioni variano comunque da zona a zona. Le aree pi piovose sono le coste esposte a sud-ovest che hanno alle
spalle barriere montuose, come il Bengala, a ridosso del quale si erge la catena dellHimalaya, dove
cadono anche 10.000 mm (10 metri!) di pioggia allanno. Invece, nelle coste orientali del Deccan e
dellIndocina la stagione delle piogge pi breve e
nellinterno del Deccan dura solo quattro mesi.

La sezione nord-occidentale dellIndia e il Pakistan


sono scarsamente influenzati dai monsoni estivi e
pertanto hanno un clima tropicale arido, con temperature medie annue abbastanza elevate e precipitazioni molto scarse. A causa del clima arido la regione
coperta da steppe e deserti, come quello di Thar.
Infine, la regione dellHimalaya e le maggiori catene dellIndocina hanno un clima di alta montagna, caratterizzato da temperature molto fredde
ed elevata umidit. In queste aree montuose la vegetazione varia a seconda dallaltitudine: dalle foreste sempreverdi sub-tropicali, alle foreste di conifere, fino ai prati daltura che precedono le zone
rocciose e glaciali pi elevate.

Dalle foreste del Borneo


al Deserto di Thar
Il lembo terminale della penisola di Malacca e le isole di Sumatra, Borneo, Celebes e Molucche, attraversate dallEquatore, hanno un clima equatoriale con temperature medie annue elevate (25-30
C) e precipitazioni abbondanti (oltre 2000-3000
mm) durante tutto lanno. questa la regione della
densa foresta equatoriale.
LIndia peninsulare, lIndocina, le Filippine e le
isole meridionali dellIndonesia (Giava, Bali, Flores,
Timor) hanno un clima tropicale monsonico,
con temperature medie annue elevate (nonostante
una certa oscillazione tra la stagione piovosa pi
fresca e quella secca pi calda) e piogge che si concentrano nei mesi estivi (corrispondenti, nellemisfero australe, a gennaio-febbraio). Queste regioni
sono il regno delle foreste tropicali e delle savane, ambienti oggi in gran parte scomparsi per lespansione dellagricoltura.
La regione desertica verso
il passo Khyber, in Pakistan.

50

Gli effetti del monsone estivo nel Bangladesh.

ASIA MERIDIONALE Clima e ambiente

Cicloni tropicali e tsunami


monsoni estivi rovesciano sullAsia meridionale piogge spesso torrenziali e talvolta danno
origine a disastrosi cicloni, tempeste tropicali simili agli uragani
che si abbattono sulle coste dellAmerica centrale, e ai tifoni che flagellano quelle giapponesi e cinesi.
Negli ultimi decenni, per effetto del riscaldamento globale, questi eventi sono aumentati di numero, frequenza e intensit ed hanno
preso a verificarsi anche in periodi
diversi dalla stagione delle piogge.
Inoltre, la crescente antropizzazione e la deforestazione, in particolare delle coste, fanno crescere
anche il numero delle vittime e
lentit dei danni.
Particolarmente esposte a questi fenomeni sono le pianure fluviali e costiere del Bangladesh e
del Myanmar, dove possono verificarsi disastrose inondazioni da
parte sia dei fiumi, che esondano, sia del mare, che avanza con

Banda Aceh,
costa dellisola di
Sumatra
(Indonesia).
Dicembre 2004:
quello che resta
dopo lo tsunami.

onde enormi (tsunami) sospinte da fortissimi venti.


A oggi, il bilancio pi tragico
risale al 1970, quando il ciclone
Bhola uccise mezzo milione di
Bengalesi, mentre ventimila morti furono successivamente causati, nel 1991 e nel 1997, da altri
due cicloni. Pi recentemente,

nel 2007 Sidr ha provocato oltre


duemila vittime e quasi un milione
di sfollati nel Bangladesh, mentre
nel maggio del 2008, Nargis ha
devastato il delta dellIrrawaddi,
in Myanmar, cagionando la morte
di trentamila persone e la distruzione di centinaia di migliaia di
abitazioni.

Mumbai (India).
Luglio 2005:
migliaia gli sfollati
per lalluvione
monsonica.

51

Modulo 4 ASIA MERIDIONALE

3.

Popolazione e urbanizzazione
Un terzo dellumanit

LAsia meridionale una delle regioni pi popolate


del mondo. Complessivamente vivono nel suo territorio quasi 2 miliardi di persone, circa un terzo del
totale mondiale; in particolare, lIndia supera 1
miliardo e 100 milioni di abitanti ed seconda nel
mondo per popolazione, lIndonesia oltrepassa i
220 milioni, il Pakistan e il Bangladesh ne hanno rispettivamente 157 e 141 milioni.
La densit demografica elevata quasi ovunque.
Le maggiori concentrazioni umane, con pi di 1000
ab/km2, si registrano nella vallata del Gange-Brahmaputra e nellisola di Giava. Le regioni meno popolate sono invece la sezione occidentale del Pakistan,
formata da un territorio desertico, le montagne himalayane, la parte pi interna dellIndocina, il Borneo e la Guinea occidentale (appena 6 ab/km2).
In tutti i Paesi della regione in atto un forte
aumento della popolazione, con tassi di incre-

mento naturale mediamente superiori al 10-20.


Ne deriva che in questi Paesi i giovani con meno di
15 anni costituiscono dal 30 al 40% della popolazione totale; in alcuni come lIndia e il Pakistan nella popolazione giovane prevalgono i maschi, essendo ancora diffusa, malgrado il divieto di legge, la
pratica dellaborto selettivo. Il tasso di mortalit
in diminuzione e di conseguenza cresciuta la speranza di vita, passata in qualche decennio da una
media di 40 a una di oltre 60 anni. Tuttavia, ancora
oggi una larga fascia della popolazione afflitta da
gravi problemi sociali: pi del 30% della popolazione indiana e bengalese sottonutrita e l80% vive con meno di 2 dollari al giorno.
I flussi migratori internazionali che caratterizzano la regione sono tra i maggiori del mondo:
solo lIndia conta pi di 20 milioni di emigrati, soprattutto verso lAmerica e il Medio Oriente; milioni sono anche quelli delle Filippine, del Bangladesh
e dello Sri Lanka per lo pi indirizzati verso lEuropa e il Nordamerica.

In molte citt fluviali e marittime, quali Bangkok, Hanoi, Manila, la popolazione pi povera abita in caratteristici quartieri
galleggianti, formati da giunche e sampan (imbarcazioni di legno larghe e piatte), oppure da palafitte di legno.

52

ASIA MERIDIONALE Popolazione e urbanizzazione

Delhi (India). Una vivace strada della grande metropoli. Sullo sfondo, a sinistra, lingresso di un cinema.

Villaggi rurali
e gigantesche metropoli
La maggior parte della popolazione regionale (salvo
eccezioni, come la Malaysia e le Filippine) vive in villaggi rurali, che nella sola India ammontano a oltre
600.000 e raccolgono il 70% della popolazione. Tuttavia, anche in questa parte dellAsia, lurbanesimo
un fenomeno in forte crescita negli ultimi decenni.
Vi sorgono, infatti, decine di metropoli milionarie:
pi di 30 solo in India. Al vertice stanno sei metropoli gigantesche, che hanno creato agglomerati di oltre
10 milioni di abitanti: in ordine di grandezza, Mumbai (Bombay), quinta nel mondo con i suoi 16 milioni; Kolkata (Calcutta), Jakarta e Delhi (13 milioni); Manila e Dhaka (pi di 10 milioni).
Anche in Asia meridionale lurbanesimo un fenomeno antico, ma molte delle attuali metropoli si
sono sviluppate durante lepoca coloniale come porti fluviali e marittimi, espandendosi in anni pi recenti soprattutto per il crescente afflusso di immigrati dalle campagne. Accanto ai nuclei storici di
origine coloniale o precoloniale, in queste metropoli sono sorti nuovi quartieri degli affari dove si concentrano le principali attivit economiche e che
presentano spiccate caratteristiche occidentali:
grandi viali percorsi da un intensissimo traffico automobilistico, moderni palazzi e grattacieli. Tipiche,
in tal senso, Kuala Lumpur, capitale della Malaysia, con le caratteristiche Petronas Towers alte 452
metri, e ancor pi la citt-Stato di Singapore, con

la sua selva di modernissimi grattacieli di vetro e acciaio progettati dai pi famosi architetti del mondo.
Nelle citt della regione, tuttavia, la spinta della
continua immigrazione dalle campagne ha fatto
crescere anche smisurate periferie urbane; spesso
si tratta di misere bidonville, dove le condizioni di
vita sono al limite della sopravvivenza. Ne esempio emblematico la citt di Mumbai, nelle cui baraccopoli si raccoglie il 60% della popolazione.

Kuala Lumpur
(Malaysia). Le
Petronas Towers,
che rappresentano
il simbolo dello
sviluppo
malaysiano.

Angkor, capitale dellantico regno cambogiano (sopra), era una metropoli di un milione di
abitanti, mentre in Birmania sorgeva Pagan, capitale dellimpero omonimo con i suoi
tredicimila edifici religiosi. Oggi queste citt assieme ad altri importanti centri storici e
religiosi, come lindiana Agra con il suo celebre mausoleo del Taj Mahal sono tra le mete
turistiche della regione.

53

Modulo 4 ASIA MERIDIONALE

4.

Economia e societ: il settore primario


Cambiamento
e contrasti

LAsia meridionale formata da un complesso di


Stati che si differenziano tra loro per numerosi
aspetti storici e geografici; tuttavia possibile individuare alcuni caratteri comuni che riguardano
la loro economia e la societ. Innanzitutto il ruolo
fondamentale dellagricoltura che storicamente si
sviluppata soprattutto nelle grandi pianure fluviali della regione. Negli ultimi decenni la produzione agricola destinata allalimentazione locale
aumentata pi della popolazione, garantendo cos
quasi ovunque lautosufficienza alimentare e la fine delle carestie che avevano colpito la regione indiana fino agli anni Sessanta. Unaltra caratteristica di alcuni Stati della regione come lIndia, la
Thailandia e lIndonesia il recente forte sviluppo delle attivit industriali e terziarie, strettamen-

te collegato alla crescita impetuosa della popolazione urbana. Questi due elementi economici hanno permesso di migliorare le condizioni di vita della popolazione, come testimoniano il dimezzamento della mortalit infantile dopo il 1970 e laumento di circa 15 anni della vita media. Tuttavia, lAsia
meridionale continua a essere una regione in via di
sviluppo, nella quale la povert colpisce il 20-30%
della popolazione e sono molto forti i contrasti sociali tra le masse popolari e una ristretta classe di
benestanti.

La coltura del riso


e le piantagioni tropicali
Lagricoltura rappresenta la principale attivit
economica dellAsia meridionale; in alcuni Stati
(Bangladesh, Laos, Cambogia, Vietnam) essa for-

54

ASIA MERIDIONALE Economia e societ: il settore primario

nisce il 30-40% del PIL nazionale e i suoi addetti


superano il 50% della popolazione attiva. La coltura principale il riso, che in questarea rappresenta anche la base dellalimentazione umana:
dei 10 maggiori produttori mondiali, ben sette appartengono allAsia meridionale, primi fra tutti
India (seconda nel mondo), Indonesia e Bangladesh. La loro produzione complessivamente supera il 50% del riso mondiale e per alcuni di essi il
cereale costituisce una delle prime voci desportazione. Lincremento produttivo stato realizzato anche grazie alla cosiddetta rivoluzione verde degli ultimi decenni del XX secolo, che ha introdotto moderne piante ibride, che maturano
pi velocemente e permettono di ottenere fino a
tre raccolti allanno.
Al riso e ad altri cereali come il frumento e il miglio, diffusi nelle zone pi secche, si affiancano alcune colture tropicali, tra le principali voci delle espor-

tazioni: Thailandia, Indonesia e Malaysia sono le prime produttrici mondiali di caucci; altrettanto elevata la produzione di t, soprattutto in India (primo
posto nel mondo), Sri Lanka e Indonesia, ma anche
di canna da zucchero (lIndia il secondo produttore mondiale), di caff (Vietnam e Indonesia), banane (India, Filippine), cotone (India e Pakistan),
olio di palma (Malaysia e Indonesia sono prime nel
mondo). Malgrado le severe leggi antidroga adottate
dai governi dellIndocina, ancora elevata la produzione di papavero da oppio nel cosiddetto Triangolo doro, una regione montuosa posta tra Laos,
Thailandia e Myanmar. Molto intensa, con conseguenze devastanti per gli equilibri ambientali, la produzione di legname pregiato nelle foreste, soprattutto dellIndonesia e dellIndia, mentre lallevamento molto sviluppato in Pakistan (ovini e caprini)
e in Vietnam (suini); assai diffuso nel Sudest e in Indonesia lutilizzo dei bufali nel lavoro dei campi.

1
Coltivazione del
cotone nel cuore
del Deccan.

2
Piantagione di t
nello Stato indiano
del Bengala
Occidentale.

3
Produzione del
caucci in
Malaysia.

4
Risaie nellisola di
Bali (Indonesia).

5
Trasporto del
legname
proveniente dalle
foreste del Borneo
(Indonesia).

Impiego del
bufalo
nellagricoltura
tradizionale delle
Filippine.

55

Modulo 4 ASIA MERIDIONALE

5.
1

Azienda hightech nel distretto


tecnologico di
Hyderabad (India).

2
Villaggio turistico
delle Maldive.

3
Estrazione del
petrolio in
Malaysia.

4
Impianti e
capannoni
industriali presso
Jakarta
(Indonesia).

5 6
Singapore. La
grande area
industriale e il
traffico del porto
container.

Economia e societ: lindustria e il terziario


Il decollo dei NIC
e lesplosione dellIndia

Storicamente, gli Stati della regione sono Paesi agricoli con deboli attivit industriali di tipo tradizionale,
ma negli ultimi decenni alcuni di essi sono entrati nel
gruppo dei cosiddetti Nuovi Paesi Industriali (in
inglese NIC), grazie soprattutto allo sfruttamento
delle risorse minerarie e allafflusso di capitali stranieri, in particolare giapponesi e sud-coreani, attratti dal basso costo della manodopera. Alcuni Stati della regione possiedono infatti consistenti ricchezze
minerarie. Innanzitutto, Indonesia e Malaysia sono
ricche di gas naturale e petrolio, ma anche grandi
produttrici di stagno, mentre nelle Filippine si
estraggono rame e nichel. Ricca di minerali inoltre lIndia, che ai primi posti nel mondo per lestrazione di carbone e ferro.
Le attivit industriali hanno avuto un certo incremento in Indonesia, Malaysia, Singapore, Thailandia e Vietnam, tanto nei comparti tradizionali
(tessile e agroalimentare), quanto, e soprattutto,

56

nellambito dellindustria pesante e di quella tecnologica.


Ma, senza dubbio, lo sviluppo industriale e terziario maggiore si avuto in India, dopo alcune riforme che hanno convertito leconomia al libero
mercato, favorendo cos lesportazione internazionale dei suoi prodotti e lafflusso di capitali stranieri. Accanto alle industrie tradizionali, in particolare
quelle siderurgiche e meccaniche (dislocate soprattutto nel nord-ovest ricco di ferro e carbone), e
allindustria tessile, negli ultimi decenni ha registrato un impetuoso sviluppo lindustria elettronica e informatica. Oggi la regione posta nel sud
del Deccan, tra Bangalore e Hyderabad, chiamata
la nuova Silycon Valley, perch in essa operano
alcune delle maggiori multinazionali dellindustria
high-tech mondiale. Dopo il 2000, lIndia divenuta seconda solo agli USA nellesportazione di software e dalle sue fabbriche proviene circa un quinto
di tutti i computer esportati nel mondo. Alcune industrie indiane, come la Tata Motors, sono attualmente tra le pi importanti multinazionali globali.

ASIA MERIDIONALE Economia e societ: lindustria e il terziario

Il ruolo storico delle ferrovie


e dei porti
In tutta lAsia meridionale le attivit terziarie sono in
lenta crescita e ancora oggi rappresentano meno del
40% della forza lavoro, anche se le statistiche ufficiali non conteggiano numerose modeste attivit,
diffuse soprattutto nelle metropoli, come il piccolo
commercio ambulante e il lavoro dei domestici.
3

La rete ferroviaria, che rappresenta la principale


via di comunicazione e trasporto, ancora la stessa
costruita durante lepoca coloniale, mentre quella
stradale, a larghe maglie, risulta inadeguata rispetto
ai bisogni di una popolazione e di uneconomia in crescita. Pi efficienti sono i trasporti marittimi e quelli
aerei. I porti dellAsia meridionale hanno sempre avuto, fin dallepoca coloniale, un ruolo fondamentale nei
commerci marittimi tra Europa e Asia, tra Oceano Indiano e Pacifico. Un esempio significativo dellimportanza di questi traffici nella regione dato da Singapore, uno dei Paesi pi ricchi e sviluppati dellAsia (il
PNL per abitante quasi pari a quello del Giappone).
Oggi questa citt-Stato uno dei principali porti commerciali del mondo, soprattutto nel traffico dei container, grazie anche al fatto di essere porto franco.
Quanto al turismo, gli Stati che ricavano le
maggiori entrate sono la Thailandia, la Malaysia e
lIndonesia, ricche di testimonianze storiche e di localit balneari. Le attivit turistiche rivestono un
ruolo fondamentale in alcuni Stati insulari come le
Maldive e lo Sri Lanka.

57

Modulo 4 ASIA MERIDIONALE

6.

Popoli e Stati
La stratificazione delle culture

Il palazzo reale
thailandese a
Bangkok. Alla
vigilia della prima
guerra mondiale,
lallora Regno del
Siam era lunico
Stato ad aver
conservato una
qualche
indipendenza dalle
potenze coloniali
europee che
dominavano
lintera regione.

LAsia meridionale costituisce una regione di passaggio tra lAsia occidentale e lEstremo Oriente, tra lOceano Indiano e il Pacifico. Per questa sua posizione,
nel passato ha subito continue migrazioni e influenze di popoli e culture provenienti da altre aree.
NellIndia del II millennio a.C. migrarono dallAsia occidentale gli Arii, popoli indoeuropei che sottomisero le originarie popolazioni dravidiche. Gli
Arii introdussero il brahamanesimo, dal quale
derivato linduismo, che oggi la principale religione indiana. Nel VI secolo a.C., a seguito della
predicazione di Buddha, nacque in India il buddismo, che si diffuse soprattutto nella regione himalayana e a Ceylon (odierno Sri Lanka). Nel Medioevo, giunsero in India gli Arabi, che introdussero lislamismo, e successivamente i Turchi, che unificarono la regione nellImpero Moghoul. Dopo le scoperte geografiche, inizi nella regione la colonizzazione degli Europei, che vi introdussero il cristianesimo. Stabilitisi in alcuni porti marittimi, essi
crearono imperi commerciali sempre pi vasti ed
estesero il proprio dominio, tanto che alla vigilia
della prima guerra mondiale tutta lAsia meridionale era controllata dalle potenze europee.

Bagno rituale nel Gange, il fiume sacro dellinduismo, a


Varanasi (Benares).

Monaci buddisti della regione himalayana.

58

ASIA MERIDIONALE Popoli e Stati

La moschea Masjid Jami a


Malang, seconda citt dellisola
di Giava. La religione islamica fu
introdotta nellarcipelago
indonesiano verso il XII secolo,
da mercanti arabi provenienti
dallIndia, che percorrevano i
mari dellAsia sud-orientale
per il commercio delle spezie.
LIndonesia oggi il pi
popoloso Paese a
maggioranza musulmana
del mondo, pur non
essendo una repubblica
islamica.
Dakha, 1971. Due
firme per sancire
la nascita del
Bangladesh.

Data la sua posizione geografica, lIndocina ha


fortemente risentito, sin dallantichit, dellinfluenza politica, economica e culturale dei popoli e delle
civilt dellIndia e della Cina. DallIndia, assieme ai
prodotti commerciali, giunsero la lingua sanscrita e
le religioni induista e buddista; mentre la Cina per
tutto il I millennio a.C. inglobava la penisola, fino al
Vietnam settentrionale, nel proprio impero. Linfluenza cinese nel Sudest asiatico ha ricevuto un
forte impulso anche negli ultimi due secoli, con
limmigrazione di circa 20 milioni di Cinesi soprattutto in Indonesia, Thailandia e Malaysia.

Lalzabandiera di
Timor Est, lultimo
Stato sovrano nato
nella regione.

La lunga decolonizzazione
Il processo di decolonizzazione della regione, attuato nel secondo dopoguerra, stato lungo e a volte violento, anche per linsorgere di conflitti tra
i nuovi Stati. questo il caso dellIndia che, raggiunta lindipendenza nel 1947, lanno successivo
fu privata delle regioni a prevalenza musulmana,
che proclamarono la nascita del Pakistan. A sua
volta, nel 1971, si stacc la parte orientale del Pakistan, dando vita al Bangladesh.
Particolarmente lunga e drammatica stata la
decolonizzazione in Indocina, dove dal 1946 al 1954
fu combattuta contro i Francesi una guerra dindipendenza, conclusasi con la nascita del Laos, della
Cambogia e del Vietnam, diviso per in due Stati.
Segu poi il lungo e sanguinoso conflitto tra il Vietnam del Nord comunista, appoggiato dalla Cina e
dai guerriglieri comunisti del Sud (Vietcong), e il
Vietnam del Sud, filoamericano, durante il quale gli
Stati Uniti inviarono nella regione pi di 700 mila
soldati ed effettuarono ripetuti bombardamenti. La
riunificazione del Paese fu realizzata nel 1976, sot-

to la guida del regime nordvietnamita. Dopo la vittoria comunista in Vietnam (1975), movimenti di
guerriglia comunisti presero il potere in Laos e
Cambogia; in questultimo Paese, i Khmer rossi guidati da Pol Pot instaurarono un regime di terrore,
che provoc un milione di vittime.
Lultimo Stato della regione a ottenere lindipendenza stato Timor Est, che nel 2002 si staccato dallIndonesia.
Oggi, nellAsia meridionale permangono conflitti di tipo locale, spesso collegati a motivi nazionalistici e religiosi. Nella regione himalayana del
Kashmir, India e Pakistan si fronteggiano da decenni lungo un confine provvisorio che ha diviso larea
in due parti. Nel nord dello Sri Lanka, la minoranza
tamil, appartenente alle antiche popolazioni dravidiche di religione ind, lotta per lindipendenza
contro la maggioranza cingalese buddista. Nellisola filippina di Mindanao e nelle Molucche indonesiane operano movimenti nazionalisti e religiosi
spesso alimentati dal fondamentalismo islamico.
59

Modulo 4 ASIA MERIDIONALE

Esercizi
Metropoli dellAsia meridionale
LAsia meridionale tradizionalmente una regione a prevalenza
agricola, nella quale ancora oggi centinaia di milioni di persone
vivono in villaggi rurali.

1. Con i dati sulla popolazione urbana (vedi pag. 148) e in


base alle indicazioni della legenda, colora la carta dellAsia
meridionale. Quindi costruisci degli istogrammi con i dati
relativi alle pi popolose metropoli della regione.
a. Quali sono gli Stati con la pi elevata percentuale
di popolazione urbana? Che particolare caratteristica
geografica presentano?

Tuttavia, negli ultimi decenni, per effetto tanto dellimpetuoso


incremento demografico, quanto della crescente migrazione
dalle campagne, in questa regione si sono formate decine di
metropoli milionarie, alcune delle quali sono tra le pi popolose
della Terra.

2. Seguendo lindicazione della legenda, costruisci degli


istogrammi con i dati relativi alle pi popolose metropoli della
regione (riportati nella tabella).

b. Quali sono invece gli Stati con la percentuale pi


bassa?
c. Quali Stati hanno una percentuale simile a quella
dellItalia?
d. Quante sono le citt indiane il cui agglomerato
urbano conta 5 o pi milioni di abitanti?

POPOLAZIONE METROPOLI
= 5 milioni di abitanti

pop. agglom. urbano


(milioni)

citt
Mumbai
Kolkata
Jakarta
Delhi
Manila
Dakha
Karachi
Bangkok
Madras
Bangalore
Hyderabad
Lahore
Ho Chi Minh

16
13
13
13
11
10
9
7
6
6
5
5
5

POPOLAZIONE URBANA
= meno del 30%
= dal 30 al 50%
= dal 51 al 70%
del 70%

60

3. Con i dati 1900-2008 sulla


popolazione urbana dellIndia
e di alcune citt milionarie indiane, completa i due grafici.

POPOLAZIONE URBANA IN INDIA %


1900
1910
1920
1930
1940
1950

11
10
11
12
14
17

1960
1970
1980
1990
2000
2008

18
20
24
26
28
29

ASIA MERIDIONALE

Esercizi
5. Le fotografie si riferiscono ad alcune citt dellAsia meridionale. Raccogli informazioni che ti permettano di mettere in evidenza, in un testo, alcune caratteristiche comuni e alcune differenze tra queste citt.

popolazione di tre metropoli indiane (in milioni di ab)


citt
Kolkata
Mumbai
Delhi

1900
1,5
0,8
0,2

1920
1,8
1,2
0,3

1940
3,5
1,6
0,7

30

1960
5,7
4
2,4

1980
9
8,2
5,7

2000
11
10
9

2008
13
12
10

15

25
20

10

15
10

5
2008
0

0
1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000 2008

1900

1920

Kolkata

1940

1960

1980

Mumbai

2000

Delhi

a. Qual stato landamento della popolazione urbana


in India dal 1900 a oggi?
b. Tenendo conto dellattuale popolazione totale
dellIndia (vedi pag. 148), calcola quanti sono oggi
in valore assoluto gli Indiani che vivono in citt.
c. Quale metropoli ha registrato la crescita maggiore
nel secolo passato?
d. Quale differenza noti fra laumento della popolazione
urbana complessiva e quello relativo alle tre
metropoli?
4. Una delle conseguenze pi gravi dellurbanizzazione nellAsia meridionale, come nelle altre regioni in via di sviluppo,
la formazione di grandi slum, dove milioni di persone vivono in condizioni di estrema indigenza. Con i dati della tabella, costruisci per ciascun Paese un grafico a torta come
quello dellesempio.

Kolkata.

Singapore.

Bangkok.

Varanasi.

Kuala Lumpur.

Ho Chi Minh.

Costruisci un testo di commento ai dati, prima individualmente e poi in piccolo gruppo (3 o 4 persone).
Confronta in classe i testi prodotti e utilizzali per realizzare un cartellone o una serie di diapositive PowerPoint.
Indonesia

popolazione slum %

% di popolazione urbana che vive negli slum


Stato
Bangladesh
Bhutan
Cambogia
India
Indonesia
Laos

%
85
44
72
55
23
66

Stato
Myanmar
Nepal
Filippine
Pakistan
Vietnam

%
26
92
44
73
47

61

BG_MONDO BLU (062-075):geografia

MODULO

16-02-2011

15:11

Pagina 62

Asia orientale
K AZ AKISTAN

Kara

Yining

rm

K I RG H I Z I S TA N
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Kak 5982

IST

S H

Aksu
m He
Tari

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Deserto

e
Kongur Shan
ant H
7719
Yark
Shache
e

di Takla

an
Qarq

an

PA

LAsia orientale, detta anche Estremo Oriente, comprende 6 Stati e


ha una superficie di oltre 11 milioni di km2 quasi il doppio dellEuropa che corrisponde a poco
meno di un terzo dellintero continente asiatico (esclusa la Russia).
Circa l80% di questa immensa
regione formato dalla Repubblica cinese; gli altri Stati sono la
Mongolia, il Giappone, la Corea
del Nord, la Corea del Sud e Taiwan. LAsia orientale si affaccia
sullOceano Pacifico, che forma
grandi mari interni (Mar del Giappone, Mar Giallo, Mar Cinese
Orientale, Mar Cinese Meridionale), delimitati dalla penisola coreana e dalle isole del Giappone e
della Cina. Il territorio regionale
prevalentemente montuoso e comprende il versante interno dellHimalaya. Dalle montagne nascono i
grandi fiumi cinesi, tra cui il Chang
Jiang (Fiume Azzurro, 5800 km),
il pi lungo del continente asiatico.
LAsia orientale pu essere divisa
in tre grandi regioni fisiche.

La Mongolia e le province occidentali della Cina formano la regione


continentale, un territorio per lo
pi montuoso, percorso da ovest a
est da tre imponenti sistemi: a sud
le catene dellHimalaya e del
Transhimalaya, con il monte Everest (8848 m) posto ai confini con
il Nepal; al centro la catena del
Kunlun Shan; a nord quella del
Tian Shan, che prosegue con i
Monti Hangaj. Tra queste montagne si allargano elevati altipiani,
come lAltopiano del Tibet (altitudine media 5000 m) e lAltopiano
della Mongolia, ma anche bassopiani, come i bacini di Tarim e Zungaria, e deserti continentali, come
quelli di Takla Makan, Gobi e Ala
Shan. Nascono in questa regione
numerosi fiumi, che si dirigono a
nord, nella regione siberiana, e a
sud, verso lOceano Indiano (Indo,
Brahmaputra), ma soprattutto a
est, come i grandi fiumi cinesi.
Nella regione costiera, che comprende tutta la Cina orientale, si allargano a nord e al centro la pianu-

Muztag
7282

A M

K
Rutog
Shiquanhe

HI

nd

A L T
D E L

I
M

Barga

L.

Tre regioni fisiche

K2
8616

Minfeng

Ho
t

AN

Spazi fisici e ambienti naturali

LEstremo Oriente

62

ST

R
KA

1.

TA G I K

N
T I A

Brahma

L
Everest
8846

I
A

LAltopiano del Tibet.

ra della Manciuria e il Bassopiano Cinese; a sud si innalzano invece i rilievi del Wuyi Shan. Il Bassopiano attraversato dal corso
inferiore dei due maggiori fiumi cinesi, lo Huang He (Fiume Giallo)
e il Chang Jiang (Fiume Azzurro),
collegati dal Gran Canale. Il nome
del Fiume Giallo deriva dalla sabbia che le acque trasportano verso
il mare per lerosione di profondi
giacimenti di loess, che il fiume at-

Pagina 63

Il fiume Huang He.

Lisola di Hainan, vista da satellite.

Arg
un

ON

TI

Yining

r mqi

Abagnar Qi

b i
G o

Altopiano della Mongolia


d i
t o
D e s e r

- 154
Depressione
di Turfan
L. Bosten
Hu
di Takla
L. Lop Nur
Ma

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Cu

ING

ia

AR

Wakkanai
Rebun
Rishiri

Hegang
i
ar
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Su L. Hanka

Yichun

Sapporo
Otaru

Jixi

Harbin

Penisola
Oshima

Okushiri

Mudanjiang
Changchun

Nemuro

Kushiro

Hokkaido

Obihiro
C. ERIMO

Muroran
Hakodate
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Lisola di Hokkaido, la pi
settentrionale del Giappone.

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depressione

traversa nel suo corso medio. La


costa cinese bagnata dal Pacifico
fronteggiata a nord dalla penisola di Corea, che delimita il Mar
Giallo, e da altre due penisole minori (Shandong e Liaodong), che
formano baie pi interne.
La regione insulare formata soprattutto dallArcipelago giapponese, che si allunga da nord a
sud, cio dallisola siberiana di

Sahalin fino alla penisola coreana.


Esso formato da pi di 3000
isole, tra le quali spiccano le quattro maggiori: Hokkaido, Honshu,
Shikoku e Kyushu, che chiudono
il Mar del Giappone; al centro si
trovano le piccole isole Ryukyu,
che bordano il Mar Giallo e il Mar
Cinese Orientale.
Lungo la costa cinese emergono
altre due isole importanti: al centro
Formosa e a sud Hainan.

Tutta la regione insulare posta


lungo i margini convergenti della
placca del Pacifico con quella
asiatica; di conseguenza essa
soggetta a frequenti e violenti terremoti e assai ricca di vulcani: solo in Giappone ce ne sono circa
180, di cui 36 attivi.
Isole e coste dellAsia orientale
sono minacciate anche da violenti
tsunami, provocati da terremoti
sottomarini.
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Modulo 5 ASIA ORIENTALE

2.

Clima e ambiente
Dai deserti continentali
alle foreste monsoniche

LAsia orientale presenta una certa variet climatica dovuta allinfluenza di diversi fattori, a cominciare dallestensione in latitudine: le zone pi settentrionali della Cina e della Mongolia si trovano attorno al 55 parallelo nord (come Mosca), quelle cinesi pi meridionali si estendono oltre il Tropico
del Cancro (come il Sud della penisola araba). Altrettanto importante lestensione in longitudine, che aggiunta alla presenza di imponenti barriere meridionali, ostacola allinterno della regione
linflusso dellOceano Pacifico e ancor pi quello
dellOceano Indiano. Rilevante infine laltitudine, data la presenza nellinterno della Cina di catene montuose e altipiani molto elevati.
Nellimmensa area continentale predominano
due tipi di clima. La Cina nord-occidentale e la
Mongolia sono caratterizzate da quello continentale, con precipitazioni molto scarse (anche inferiori a 250 mm annui) e forte escursione termica
annua (fino a 45 C) tra linverno molto freddo e lestate torrida. Prevalgono qui gli ambienti aridi: vaste distese di steppa e deserti, come il Takla Makan e lAla Shan. La Cina sudorientale, posta allinterno del versante himalayano e lontana dal Pacifico, presenta invece un clima di alta montagna,
con inverni molto rigidi ed estati fresche, e con
scarse precipitazioni; lambiente naturale quello
della foresta mista.
Pi varia la climatologia della regione marittima,
che risente dellinfluenza oceanica e della latitudine. La Cina settentrionale ha un clima temperato

continentale, poco piovoso, con estati moderatamente calde e inverni freddi. La penisola coreana e
il Giappone centro-settentrionale si caratterizzano
invece per un clima temperato piovoso, con estati calde e umide. Nella fascia centromeridionale cinese e giapponese il clima subtropicale umido,
con estati molto calde, mentre la Cina meridionale
ha un clima tropicale molto piovoso, perch influenzato dai monsoni provenienti dal Pacifico. I
biomi, in gran parte sostituiti dalle coltivazioni,
vanno soprattutto dai boschi di latifoglie alle foreste tropicali delle aree monsoniche del Sud.

Il deserto di Gobi, in Mongolia.

Il deserto di
Takla Makan,
nella Cina
occidentale.

La foresta tropicale della piccola isola di Okinawa, nellestremo


sud dellarcipelago giapponese.

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ASIA ORIENTALE Clima e ambiente

I Cinesi contro la desertificazione


utta la fascia settentrionale della Cina, che si
estende per pi di 3300
km dalla Manciuria sino ai confini occidentali con il Kazakistan,
un susseguirsi di deserti e praterie polverose, punteggiate
da oasi.
Una parte consistente di questi deserti cinesi (oltre il 20%) fino a qualche decennio fa era terra coltivabile e prateria, che gli
uomini hanno progressivamente
desertificato con le loro attivit:
gli agricoltori sfruttando in modo
eccessivo suoli poco profondi,
acque fluviali e falde freatiche; i
pastori permettendo agli animali
allevati alle capre in particolare
di brucare lerba delle praterie
fino alle radici. In pochi decenni,
i terreni inariditi sono stati spazzati via dal vento.
Conseguenza della desertificazione anche lintensificarsi
delle tempeste di sabbia, che nella Cina settentrionale sono diventate sempre pi frequenti,
coprendo con nuvole di polvere
la costa e la stessa capitale Beijing/Pechino, colpita nel 2006 da
ben 17 di queste tempeste. In alcuni casi, le nuvole di sabbia hanno addirittura attraversato il Pacifico, fino a raggiungere le coste
nordamericane.
Per combattere la desertificazione del territorio, considerata
una delle pi grandi catastrofi
ambientali dei nostri tempi, le
autorit cinesi hanno iniziato dagli anni Settanta la realizzazione
della cosiddetta muraglia verde, una barriera di milioni di alberi per una lunghezza prevista
di circa 4500 km che, quando sar completata, tra qualche decennio, dovrebbe proteggere le
regioni agricole dallavanzata del
deserto. Per aiutare la lotta dei

contadini cinesi contro la desertificazione, pi recentemente


stato approvato un altro grandioso progetto: la costruzione di una
rete di canali che prelevano le
acque dei fiumi pi meridionali,
in particolare lo Huang He, e la
trasportano nelle zone aride del
nord.
Per prevenire il processo, invece, nel 2001 e nel 2002 le auto-

rit cinesi hanno approvato delle


leggi che vietano il pascolo in alcuni periodi dellanno, in particolare in primavera.
Nella Mongolia interna, infine, si prevede di trasferire l80%
dei pastori dalle praterie sempre pi aride in nuove oasi artificiali e in villaggi satellite, dove
potranno dedicarsi allagricoltura.

Beijing, 2003. Lingresso della Citt proibita prima e durante una delle violente
tempeste di sabbia che ciclicamente flagellano la citt.

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Modulo 5 ASIA ORIENTALE

3.

Popolazione e urbanizzazione
Un quarto degli abitanti
del mondo

Tokyo (Giappone).
La panoramica
dallalto consente
di cogliere laspetto
occidentale del
centro urbano della
capitale nipponica.

LAsia orientale abitata da oltre 1 miliardo e mezzo di persone, quasi un quarto della popolazione
mondiale. La Cina da sola ne accoglie 1 miliardo e
300 milioni e come tale il Paese pi popoloso
della Terra. La sua crescita demografica, molto
elevata fino agli anni Settanta, in seguito sensibilmente rallentata per la politica imposta dalle autorit comuniste: obbligo del figlio unico, legalizzazione dellaborto e della sterilizzazione, campagna
a favore del matrimonio tardivo. Lincremento naturale oggi , comunque, circa il 6, superiore ancora a quello di Taiwan e Corea del Sud. Il Giappone ha ormai raggiunto la crescita zero, mentre
Mongolia e Corea del Nord hanno incrementi demografici elevati, tipici dei Paesi in via di sviluppo.
La densit demografica della regione presenta
un forte squilibrio tra larea costiera e insulare,
dove quasi ovunque supera i 100-200 ab/km2, e
quella continentale, dove i valori medi sono inferiori a 10 ab/km2. Le densit pi elevate si registrano nellisola di Taiwan (oltre 600 ab/km2), nella Co-

rea del Sud (485 ab/km2) e in alcune province


orientali della Cina (Jiangsu, Shandong, Henan,
pi di 500 ab/km2). Viceversa, le pi basse si riscontrano in Mongolia (2 ab/km2) e nelle province
occidentali della Cina (Tibet, Xinjiang e Qinghai,
meno di 15 ab/km2). Il Giappone, la cui superficie
poco superiore a quella italiana, ha 130 milioni di
abitanti, con una densit di oltre 340 ab/km2, che
per varia sensibilmente tra la costa orientale affacciata sul Pacifico, molto popolosa e urbanizzata,
e la costa occidentale e lisola di Hokkaido, meno
abitate.
La popolazione dellAsia orientale, in particolare
quella cinese, ha registrato forti flussi migratori sia
internazionali che interni. Attualmente, i cosiddetti
Cinesi doltremare, presenti un po in tutti i continenti, sono circa 30 milioni, ai quali vanno aggiunti i
22 milioni che vivono a Taiwan. In tempi recenti, per
effetto del forte sviluppo industriale e dellabrogazione di leggi molto restrittive, la Cina ha registrato forti
e crescenti migrazioni dalle zone rurali verso le citt:
dal 1990 al 2000 si sono trasferiti pi di 200 milioni di
persone e si prevede che entro il 2020 altri 600 milioni di contadini si inurberanno nelle metropoli.

La megalopoli giapponese
e lesplosione urbana in Cina
In Giappone, il processo di urbanizzazione, iniziato
sin dagli anni Cinquanta, ha portato alla crescita costante della popolazione urbana (oggi circa l80% del
totale) e alla formazione di 11 metropoli milionarie.
Esse si allineano sulla costa centro-meridionale e sono raggruppate in tre grandi conurbazioni: il Kanto,
che concentra 40 milioni di persone ed ha al centro
la capitale Tokyo, la cui area metropolitana da sola
ne conta pi di 12 milioni; il Kansai-Kinki, con 22
milioni di abitanti raccolti nelle metropoli di Osaka,
Kyoto e Kobe; il Chubu-Tokai (7 milioni), che si sviluppa attorno a Nagoya. Insieme, le tre conurbazioni formano la gigantesca megalopoli giapponese,
abitata da oltre 70 milioni di persone. Lunica citt
milionaria esterna alla megalopoli Sapporo (poco
meno di 2 milioni di abitanti), nellisola di Hokkaido.
Viceversa, in Cina, quasi il 60% della popolazione vive ancora nelle campagne. Tuttavia, la crescita demografica e le migrazioni hanno provocato anche qui un forte aumento della popolazione urbana
e la formazione di grandi metropoli, alcune delle
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ASIA ORIENTALE Popolazione e urbanizzazione

quali sono tra le maggiori del mondo: la capitale


Beijing (Pechino) anche per effetto della febbre olimpica e Shanghai hanno entrambe un agglomerato urbano con oltre 17 milioni di abitanti,
mentre almeno altre cinque aree metropolitane superano i 5 milioni.

Seoul (Corea del Sud). Il complesso del World Trade Center e Coex
Convention Center, il pi tecnologico centro congressi del mondo.

Lesplosione urbana ha investito anche altri Stati della regione, come la Corea del Sud, la cui capitale, Seoul, accoglie nel suo agglomerato quasi 10
milioni di Coreani, un quarto del totale; o come Taiwan, dove lagglomerato della capitale, Taipei, supera i 6 milioni di abitanti.

Beijing (Cina).
Limmensa area
dellantica Citt
proibita, con i
palazzi imperiali,
sullo sfondo dei
moderni edifici e
grattacieli.

Shanghai (Cina).
Il grattacielo del
World Financial
Center, inaugurato
nellagosto 2008,
attualmente il
pi alto della
metropoli (492
metri). Nellambito
del rinnovamento
urbanistico delle
citt tradizionali, in
soli 10 anni a
Shanghai sono
stati costruiti 1500
grattacieli e per
lExpo
internazionale del
2010 verr
realizzato lo
Shanghai Center,
di 580 metri.

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Modulo 5 ASIA ORIENTALE

4.

Economia e societ: il settore primario


Disomogeneit
del panorama socioeconomico

1
Allevamento
di ovini e caprini
in Mongolia.

2
Coltivazione
del t in Cina.

3
Controllo
del pollame
in un allevamento
cinese, per la
messa in vendita.

4
Risaia
giapponese nel
periodo del
raccolto.

Se analizziamo leconomia e la societ delAsia


orientale, possiamo individuare tre regioni economiche, tre gruppi di Stati. La prima regione raggruppa i Paesi pi industrializzati e sviluppati: innanzi tutto il Giappone diventato una delle massime potenze economiche mondiali gi dopo la seconda guerra mondiale al quale si aggiungono la
Corea del Sud e Taiwan, di pi recente industrializzazione. Oggi il Giappone, la cui popolazione il 3%
di tutta quella asiatica, realizza da solo oltre il 50%
del prodotto complessivo del continente. In questi
tre Paesi, lo sviluppo delle attivit industriali e terziarie ha prodotto un notevole e diffuso innalzamento del tenore di vita.
La seconda regione rappresentata dalla sola
Cina, che sta attraversando una tumultuosa fase di
transizione dal collettivismo al capitalismo, da una
economia chiusa basata su unagricoltura arretrata
a una moderna industrializzazione aperta ai mercati globali. Negli ultimi trentanni il PIL cinese pi
che quadruplicato, un aumento mai registrato in
cos breve tempo nella storia economica mondiale.

Ma il rapido sviluppo economico ha prodotto nel


Paese anche una crescita delle diseguaglianze tra i
cittadini che hanno migliorato il loro tenore di vita,
in particolare i nuovi ricchi, spesso provenienti dallapparato politico, e le masse pi povere, soprattutto quelle rurali, ma anche i milioni di disoccupati o di lavoratori con bassissimi salari e i nuovi poveri urbani (circa 130 milioni).
La terza regione formata da due Stati, la Mongolia e la Corea del Nord, poveri e arretrati, con una
economia basata sullagricoltura e una societ caratterizzata dal basso tenore di vita.

Unagricoltura produttiva,
ma insufficiente
La Corea del Sud, Taiwan e, soprattutto, il Giappone hanno unagricoltura molto moderna e produttiva, basata sulla coltivazione del riso. Tuttavia, la loro limitata disponibilit di suolo agrario (solo il 13%
della superficie nazionale in Giappone) e la forte
industrializzazione e urbanizzazione fanno s che la
produzione agricola sia insufficiente rispetto ai bisogni della popolazione.

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ASIA ORIENTALE Economia e societ: il settore primario

La Cina un Paese tradizionalmente agricolo e


ancora oggi 385 milioni di Cinesi (quasi il 50% della popolazione attiva) lavorano nelle campagne.
Negli ultimi decenni, il settore ha registrato un
sensibile miglioramento, per effetto di grandi opere di irrigazione e della formazione di una classe di
proprietari che hanno creato aziende meccanizzate ed efficienti, facendo crescere la produttivit
dei terreni. Ma larghe masse di contadini senza
terra sono tuttora costrette a lavorare per salari
bassi o a emigrare in citt. Inoltre, lespansione urbana e industriale e la crescente desertificazione
vanno riducendo una superficie coltivabile che gi
oggi copre solo il 7% del territorio nazionale. Lagricoltura praticata prevalentemente nelle grandi pianure fluviali e costiere, ricche di acqua e fertile loess. Nel Bassopiano Cinese prevalgono frumento (prima produzione mondiale), mais, orzo
e patate; nella parte centrale del Paese, soprattutto nella valle del Chang Jiang, dominano il riso,
coltivato intensivamente sui rilievi collinari terrazzati, e il t (primi posti nel mondo). Nellarea pi
meridionale sono diffuse le colture del caucci,
della canna da zucchero, del cotone, degli agrumi e della frutta tropicale. Dovunque, in Cina, la2

gricoltura associata allallevamento di suini e


volatili, per i quali prima nel mondo. La sua vasta regione continentale e la Mongolia presentano,
invece, condizioni poco adatte allagricoltura; qui
prevalgono nettamente i pascoli, che permettono
lallevamento di milioni di capi ovini, caprini ed
equini.
Nella Corea del Nord, infine, la situazione delle
campagne drammatica a causa della politica di
stampo collettivista adottata dalla dittatura comunista, tanto che, secondo le stime dellONU, due terzi della popolazione nordcoreana soffrono di malnutrizione cronica.

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Modulo 5 ASIA ORIENTALE

5.

Economia e societ: lindustria e il terziario


Vecchie
e nuove potenze industriali

1
Beijing (Cina). Il
pc portatile
realizzato nel
2008, in
occasione delle
Olimpiadi, dalla
multinazionale
cinese Lenovo,
che ha sede nella
capitale ed fra le
prime cinque del
mondo nel settore.
.2
Beijing-Lhasa
(Cina). Un tratto
della nuova
ferrovia
transmanciuriana,
che attraversa
territori abitati da
minoranze nomadi.

Il Giappone, che oggi la seconda potenza economica del mondo, avvi un intenso processo di industrializzazione gi nei primi decenni del dopoguerra. Il successo dellindustria giapponese il risultato di diverse componenti: forte spinta alle
esportazioni internazionali e delocalizzazione delle
attivit in diversi Paesi asiatici, basso costo ed elevata produttivit della manodopera, stretti rapporti
tra il sistema industriale e quello finanziario, creazione di grandi aziende multifunzionali, sostegno
economico dello Stato. Oggi lindustria nipponica
forte sia nei settori tradizionali (siderurgia, meccanica, costruzioni navali, chimica), sia in quelli
pi moderni (elettronica e in-

formatica): il Paese primo al mondo nella produzione di autovetture e di molti beni di consumo
ad alta tecnologia (cellulari, fotocamere digitali, schermi televisivi, stampanti laser).
Negli anni Settanta, per lapertura ai capitali
giapponesi e americani attratti dal basso costo della manodopera, la Corea del Sud, Taiwan e Hong
Kong (allora colonia inglese) entrarono in una fase
di intenso sviluppo industriale. Pi recentemente, accanto alle industrie (tessile, automobilistica, elettronica, informatica), questi Paesi hanno sviluppato soprattutto le attivit finanziarie
e di servizio collegate al mercato cinese.
Pi recente, ma davvero impetuoso, lo sviluppo industriale della Cina, divenuta in pochi decenni la
quarta potenza industriale del mondo. Il
boom cinese stato favorito dallo sfruttamen-

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ASIA ORIENTALE Economia e societ: lindustria e il terziario

to delle notevoli risorse minerarie: la Cina il


terzo Paese minerario del mondo, il primo per almeno otto minerali strategici, in particolare carbone e ferro, mentre il petrolio estratto insufficiente per i bisogni nazionali. Questo sviluppo anche
il prodotto di alcune importanti riforme attuate
dalle autorit comuniste: riconoscimento della
propriet privata, liberalizzazione delle attivit
economiche, creazione di zone speciali nelle
metropoli costiere (prima fra tutte Shanghai), che
hanno attirato capitali e imprese da tutto il mondo
(oggi le industrie straniere dislocate in Cina sono
circa 500.000) e hanno fatto migrare dalle campagne una numerosa manodopera che lavora con dedizione e per salari bassi. Oggi lindustria cinese
opera in tutti i settori: dai pi tradizionali industria pesante, agroalimentare, del legno e soprattutto tessile e dellabbigliamento (la pi
diffusa nel Paese con oltre 40.000 aziende che
esportano in tutto il mondo) a quelli nuovi dellelettronica e dellinformatica.

Sviluppo e squilibri nei servizi


In Giappone e Corea del Sud il settore terziario rappresenta oltre il 60% della forza lavoro e del PIL
mentre negli altri Paesi scende sotto il 40%. Il commercio interno e internazionale uno dei punti di
forza degli Stati pi industrializzati della regione.
Cina e Giappone sono al terzo e quarto posto nel
mondo per gli scambi commerciali, non solo di manufatti industriali, ma anche di capitali e IDE. In
Giappone operano pi di 80 delle 250 maggiori imprese multinazionali, mentre in Cina, dove agiscono 11 di queste, in atto una corsa allacquisizione
di grandi societ industriali e terziarie di tutto il
mondo, USA ed Europa compresi.
LAsia orientale possiede alcuni dei maggiori
porti commerciali non solo del Pacifico, ma dellintero pianeta: i cinesi Shanghai (primo nel mondo per tonnellate di merci trafficate), Hong Kong e
Canton; i giapponesi Chiba e Nagoya, il sudcoreano Pusan. Pesano, invece, nella regione forti differenze nelle vie di comunicazione e nei trasporti terrestri. Mentre in Giappone e Corea del
Sud merci e persone si muovono su una fitta rete di
autostrade e moderne ferrovie anche ad alta velocit, in Cina prevalgono nettamente lantiquata rete
ferroviaria e quella dei canali e fiumi navigabili. Negli ultimi anni, per, sono state realizzate due ferrovie ad alta velocit, tra Canton e Shenzen e tra
Pechino e Shanghai, ed stata completata la linea
transmanciuriana, che da Beijing raggiunge Lhasa
in Tibet.

3
Hong Kong
(Cina). Il porto
commerciale
dellisola fra i pi
importanti del
mondo.

4
Shanghai (Cina).
Addette al
montaggio in
unazienda
elettronica. Le
industrie di questo
Paese emergente
non esportano solo
abiti, giocattoli,
televisori e cellulari,
a volte copiati da
quelli occidentali e
di scarsa qualit,
ma anche alta
tecnologia,
automobili, ricambi
per aerei, farmaci.

5
Tokyo (Giappone).
Il CEATEC, che si
tiene ogni anno,
la principale fiera
della produzione
tecnologica
giapponese.
Ledizione 2008 si
svolta in un
settore della
Makuhari Messe,
un futuristico
spazio espositivo
di circa 210.000
metri quadrati.

6
Taejon (Corea del
Sud). Il centro di
controllo di
unindustria ad alta
tecnologia.

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Modulo 5 ASIA ORIENTALE

6.

Popoli e Stati
Imperi millenari e popoli nomadi

La valle del Fiume Giallo stata la zona di pi antica


coltivazione del miglio e del riso e, dal II millennio
a.C., la culla dellImpero cinese. Nei secoli, i confini di questo si ampliarono sia a occidente, verso il
Turkestan e il Tibet, sia a oriente, in Corea; inoltre, si
succedettero diverse dinastie, che trasformarono la
Cina in una delle regioni pi sviluppate del mondo
dal punto di vista economico, culturale e scientifico.
Nel I millennio a.C., anche il Giappone entr nella
sua orbita, mutuandone la scrittura ideografica, che fu
adattata alla lingua locale, gli ordinamenti politici, che
diedero vita allImpero giapponese, e il buddismo.
Fin dallantichit, lImpero cinese dovette far
fronte alle ricorrenti invasioni dei popoli nomadi
della steppa, che pi volte giunsero a conquistarne
delle parti e a provocarne la divisione. A minacciare lImpero furono gli Unni, i Turchi e successivamente i Mongoli, che ne mantennero il controllo
dal XII al XIV secolo; guidati dal loro capo Gengis
Khan, essi nel XIII secolo estesero allAsia intera il
proprio dominio, che al culmine della potenza si
estendeva dalla Corea al Mar Nero.

Provincia di Guizhou (Cina). Giovani di un villaggio Miao in abito


tradizionale. I Miao sono una delle oltre 50 minoranze etniche e
linguistiche presenti nel territorio cinese. Fra le pi numerose si
ricordano i Tibetani, gli Uiguri, gli Zhuang e i Mongoli.

oggi la Cina rivendica la propria sovranit. Dopo la


seconda guerra e i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, fino al 1947 il Giappone, sconfitto e privato di tutte le sue colonie asiatiche e delle isole Kurili, fu soggetto a un governo di occupazione americano. La Corea venne divisa in due
Stati, uno nel Sud, filoamericano, e uno nel Nord,
comunista, che dal 1950 al 1953 si fronteggiarono

La nascita degli Stati moderni


e i conflitti regionali
Per secoli, la vita dei due imperi asiatici, cinese e
giapponese, fu caratterizzata dallisolamento, mantenuto nonostante i tentativi di penetrazione culturale ed economica da parte delle potenze europee.
Nella seconda met dellOttocento, i contatti con
lEuropa e gli Stati Uniti produssero in Giappone
una rapida modernizzazione economica e sociale,
mentre in Cina provocarono la crisi dellImpero e la
nascita della Repubblica (1911).
Nella prima met del Novecento, mentre il
Giappone rafforzava la propria potenza economica e militare e linfluenza nellAsia orientale giungendo a occupare anche la Corea e la regione cinese della Manciuria la Cina era sconvolta dalla
guerra civile tra nazionalisti e comunisti, che si
concluse con la vittoria di questi ultimi e la proclamazione, nel 1949, della Repubblica popolare cinese guidata da Mao Tse Tung: i nazionalisti di Chiang
Kai Shek si rifugiarono nellisola di Taiwan, riconosciuta indipendente dagli USA e sulla quale ancora
72

Mao Tse Tung, il grande timoniere, in un manifesto che


celebra la nascita della Repubblica popolare cinese.

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15:11

Pagina 73

ASIA ORIENTALE Popoli e Stati

in una guerra conclusasi con il mantenimento dello


status quo, cio dei due Stati. Negli ultimi anni, tra
le due Coree si sono avuti tentativi di pacificazione
e riavvicinamento, resi per difficili soprattutto
dalla presenza nella Corea del Nord di una dittatura incentrata sul culto della personalit.
Unaltra area di tensione il Tibet, regione che
in passato stata regno indipendente guidato dal
Dalai Lama, capo dei buddisti tibetani, o ha fatto
parte dellImpero cinese. Nel 1951 il regime comunista cinese lo occup, trasformandolo in una provincia della Repubblica popolare e attuando una
violenta persecuzione etnica e religiosa, con la distruzione anche di migliaia di monasteri. Recentemente, in occasione dei giochi olimpici di Beijing, le
proteste dei tibetani sono riprese con gran forza, arrivando a coinvolgere anche molti Paesi occidentali.

La moschea di Xining (Cina). NellAsia orientale sono


presenti varie fedi religiose. In particolare, nellOvest cinese
e in Mongolia si registrano consistenti minoranze di
musulmani; nel Tibet e nella stessa Mongolia prevale il
buddismo, che si affianca, in Giappone, allo scintoismo
(tradizionale culto degli antenati) e, in Cina, al
confucianesimo (dottrina filosofico-religiosa).

Hiroshima (Giappone). Il desolato


panorama del sito in una fotografia scattata
qualche tempo dopo il bombardamento
atomico. Oggi, al centro di questarea sorge
lHiroshima Peace Memorial.

Panmunjom (Corea del Nord-Corea del


Sud). Il varco nel muro di confine che
ancora oggi separa le due Coree,
presidiato dalle guardie ONU.

73

BG_MONDO BLU (062-075):geografia

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15:12

Pagina 74

Modulo 5 ASIA ORIENTALE

Esercizi
Giappone e Cina:
un confronto tra due giganti mondiali
Il Giappone e la Cina sono non soltanto le due massime potenze asiatiche, ma anche due colossi delleconomia mondiale

1. Cominciamo dalla popolazione. Completa la tabella con


i dati mancanti (vedi pag. 149). Quindi, utilizza quelli relativi alla Cina per realizzare dei grafici come i nostri (che riguardano il Giappone).
Giappone
popolazione
densit demografica
incremento naturale
popolazione in % per fasce det
(<15 15-60 >60)
speranza di vita (M F)

che sempre pi minacciano la supremazia degli Stati Uniti e


dellEuropa.
Mettiamo a confronto alcuni aspetti demografici e socioeconomici dei due Paesi, che presentano alcune somiglianze ma anche notevoli differenze geografiche.
2. Confrontiamo ora alcuni aspetti delleconomia e del
lavoro. Utilizza i dati della tabella per realizzare per il
Giappone dei grafici come i nostri, relativi alla Cina.

Cina

13 - 60 - 27

21 - 68 - 11

79 - 85

71 - 74

popolazione attiva in % nei settori 1 - 2 - 3


PIL % nei settori 1 - 2 - 3
% uso del suolo coltivato pascoli - foreste - improduttivo

Giappone
4 27 69
1,5-29,5-69

Cina
49 22 29
12-49-39

13-1-64-22

15-43-17-25

Cina

Giappone
popolazione attiva % sett.
popolazione

PIL % sett.

densit demografica incremento naturale

uso del suolo


popolazione % et

speranza di vita
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0

POPOLAZIONE
= 100.000.000 ab
DENSIT DEMOGRAFICA
= 10 ab/km2
INCREMENTO NATURALE
= da -1 a 0;
= da 0 a + 10

POPOLAZIONE IN % PER FASCE DET


= meno di 15 anni;
= da 15 a 60 anni;
= pi di 60 anni
SPERANZA VITA
=M
=F

a. Quali sono le differenze demografiche tra i due


Paesi asiatici?
b. Quali vantaggi e svantaggi comporta per il
Giappone e per la Cina la diversa composizione
della piramide della popolazione?
c. Quale dei due Stati ha per molti aspetti una
situazione simile allItalia?
74

POPOLAZIONE ATTIVA E PIL


= primario
= secondario
= terziario

USO DEL SUOLO


= coltivato
= pascoli
= foreste
= improduttivo

a. Quali sono le maggiori differenze tra i due Stati per


quanto riguarda i tre settori economici?
b. Quali deduzioni ricavi, da queste differenze, riguardo
alleconomia dei due Paesi?
c. Qual la principale differenza riguardo alluso del
suolo? Come spieghi la notevole diffusione di
pascoli in Cina?
d. Quali sono i principali prodotti agricoli dei due Paesi?

BG_MONDO BLU (062-075):geografia

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15:12

Pagina 75

ASIA ORIENTALE

Esercizi
3. Vediamo adesso qual stato lo
sviluppo delleconomia nei due
Stati negli ultimi anni. La tabella
riporta la crescita percentuale
del PIL in Giappone e in Cina dal
2000 al 2008. Con i dati della Cina, e in base alle indicazioni della
legenda, completa il nostro grafico, che gi contiene quelli del
Giappone.

anno Giappone
2000
0,3
2001
1,3
2002
-0,3
2003
-0,3
2004
2,7
2005
2,9
2006
2,6
2007
2,2
2008
1,9

12

Cina
8
7,5
8,2
9,6
9,6
9,1
10,6
11,4
8,1

5. Utilizzando i dati della tabella e le informazioni che puoi


raccogliere in questo libro e in altre eventuali fonti, scrivi
per ciascuno dei due Paesi un testo sullargomento, evidenziandone gli elementi positivi. Confronta infine i tuoi
testi con quelli dei tuoi compagni e realizza un cartellone
o una serie di diapositive PowerPoint che metta a confronto condizioni e qualit di vita nei due Paesi.

Giappone
Cina

11
10
9
8
7
6
5
4
3
2

PIL p.c. ($ USA)


graduatoria ISU
% popolazione povera (- di 2 dollari al giorno)
% popolazione sottonutrita
% analfabeti
tonn CO2/ab
% deforestazione
polveri sottili nelle citt con oltre 100.000 ab
(micrg/m3 annui)

Giappone
34.188
7 posto
35
<2
0
9,5
0
31

Cina
2001
81 posto
0
12
9
3,6
15
72

1
0
1
2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

a. Qual stato landamento del PIL in Giappone dal


2000 al 2008?
b. In quali anni si avuta una crescita negativa?
c. Qual stato, nello stesso periodo, landamento del
PIL in Cina?
d. In quale anno si avuta la crescita maggiore?

4. Utilizzando le informazioni del testo e altre eventuali


fonti di ricerca, e seguendo le indicazioni dellesempio,
costruisci per il Giappone e la Cina una mappa concettuale relativa allo sviluppo industriale.
fase storica del decollo
industriale

INDUSTRIALIZZAZIONE

fattori che hanno favorito lo


sviluppo

risorse
riforme politiche
aspetti economici e sociali

settori industriali
e prodotti
problemi sociali
e ambientali

Quali sono le somiglianze e le differenze tra i due Stati?

75

al-Farsiya

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El

Tidjikia

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al-Mr

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Araouane

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GUINEA
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Mopti

Bougouni

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Sikasso

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SIERRA
LEONE

CO S TA
D AVO R I O

GHANA

LIBERIA

Cinque regioni fisiche


Il Maghreb (in arabo occidente) la parte nord-occidentale,
occupata dallAtlante, un sistema montuoso formato da alcune
catene intervallate da pianure interne e altopiani. Lungo la costa mediterranea si innalza lEr-Rif, al centro il Medio Atlante e
pi a sud lAlto Atlante, che supera i 4000 m con il Monte
Toubkal, infine, lungo il bordo del deserto, lAnti Atlante e lAtlante Sahariano.
Il Sahara, che occupa oltre il 70% della regione, un deserto che presenta diversi paesaggi fisici (montagne vulcaniche, altipiani, depressioni) e tipologie desertiche: tavolati
rocciosi (hammada), distese di dune sabbiose (erg) come il
Grande Erg Occidentale e il Grande Erg Orientale dellAlgeria, pietraie (reg o serir). Tutta la sua superficie percorsa da una rete di uadi, corsi dacqua quasi perennemente
asciutti.
Il bacino idrografico del Nilo un territorio vasto 2.800.000
km2, situato tra Uganda, Etiopia, Sudan ed Egitto. Nel corso superiore, il fiume attraversa il Sudan, dove assume i nomi di Nilo
della Montagna e poi Nilo Bianco. A Khartoum, il Nilo Bianco
incontra il Nilo Azzurro, proveniente dallAltopiano Etiopico, e

TO GO

76

Ayorou

NIAMEY

La regione del Sahara


Il territorio dellAfrica settentrionale situato per lo pi lungo la
fascia del Tropico del Cancro ed delimitato a ovest dallOceano Atlantico, a nord dal Mediterraneo, a est dal Mar Rosso e
dallOceano Indiano; il Mar Rosso collegato al Mediterraneo
tramite il Canale di Suez e allIndiano attraverso lo Stretto di
Ormuz e il Golfo di Aden. La regione, vasta circa 14 milioni di
km2, corrisponde a quasi la met dellintera superficie africana e
comprende 15 Stati. Le coste sono in generale uniformi e rettilinee; al largo di quelle atlantiche emergono gli arcipelaghi di Madeira (Portogallo), delle Canarie (Spagna) e di Capo Verde.
Lungo il Mediterraneo si aprono gli ampi golfi di Gabes e della
Sirte, delimitati dal promontorio tunisino e dalla Cirenaica libica,
mentre a oriente si protende, tra il Golfo di Aden e lIndiano, la
massiccia e aguzza Penisola della Somalia, chiamata Corno
dAfrica1 per la forma simile a un corno di rinoceronte. Il territorio regionale formato in gran parte da un tavolato geologicamente molto antico (500 m di altitudine media), occupato dal
Sahara, il pi vasto deserto del mondo (9 milioni di km2, circa 30
volte la superficie dellItalia). Allinterno del tavolato, si ergono
isolati massicci di origine vulcanica (Tibesti, 3415 m; Haggar,
2918 m) mentre ai margini si innalzano i maggiori sistemi montuosi della regione, lAtlante marocchino e lAcrocoro (o Altopiano) Etiopico. Essendo desertica, gran parte della regione
priva di fiumi perenni. Nella fascia orientale scorre invece il Nilo,
il pi lungo del mondo (6672 km), mentre la regione sud-occidentale attraversata dal corso superiore del Niger.
LAfrica settentrionale pu essere divisa in cinque regioni storico-geografiche.

942
Adrar
des Iforas

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BAMAKO

Borj
Moktar

Dir
Niafounk

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Kidal
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Niger
Tombouctou

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C. BIANCO

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S. Nicolau

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Spazi fisici
e ambienti naturali

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Knitra 2456
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Africa
settentrionale

Melilla (SP)

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Madeira

Ceuta (SP)
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Il Nilo Azzurro, visto da satellite.

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TANZ ANIA

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0

Nella parte meridionale, il deserto del Sahara sfuma in una fascia


stepposa chiamata Sahel (in arabo, bordo), allinterno della

Mereeg
Cadale

Chisimaio

RUANDA

prosegue attraverso il deserto della Nubia, dove forma due grandi anse e dove il suo corso caratterizzato dalla presenza di cateratte. Ad Assuan, in Egitto, il fiume stato sbarrato da una gigantesca diga che ha dato origine al Lago Nasser, un bacino artificiale vasto 5180 km2 (24 volte il Lago Maggiore). Dopo aver
attraversato tutto lEgitto, il Nilo sfocia nel Mediterraneo con un
delta triangolare di 24.000 km2, i cui due rami principali sono il
Nilo di Rosetta e il Nilo di Damietta.

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Il Grande Erg, deserto roccioso.

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200

400

600

800

1000 km

quale si trova il Lago Ciad, il maggiore della regione, e scorre il


corso superiore del Niger, mentre il fiume Senegal segna il confine pi occidentale con lAfrica subsahariana.
LAcrocoro Etiopico, posto nellarea orientale della regione,
un vasto altopiano dai versanti scoscesi; nella sua parte nordoccidentale formato da montagne isolate, con fianchi ripidi e
cima piatta (ambe, altitudine media superiore a 3000 m). La
Penisola della Somalia, che si protende tra il Golfo di Aden e
lOceano Indiano, costituita da un tavolato desertico, che digrada verso la pianura costiera, orlata da dune e lagune.
77

Modulo 6 AFRICA SETTENTRIONALE

2.

Clima e ambiente
Quasi ovunque un clima desertico

Etiopia. Un arido
panorama
dellAcrocoro nella
stagione secca.

Gran parte del territorio, cio la regione sahariana


e quella orientale del Corno dAfrica, ha un clima
subtropicale arido, con piogge assai rare e irregolari, di norma sotto a 50 mm annui; in alcune zone non piove per 10-15 anni di seguito. In estate,
le temperature medie superano i 40 C con frequenti punte di 48-50. Le medie invernali vanno
oltre i 10 C, con variazioni secondo la latitudine e
laltitudine. Molto forte, soprattutto in estate, lescursione termica diurna: si pu passare dai 50 C
del giorno a pochi gradi sopra lo zero nella notte.
Caratteristici del clima sahariano sono i venti, che
spesso provocano violente tempeste di sabbia, come lharmattan, che soffia in inverno dalla costa
settentrionale verso sudovest, il ghibli e il kamsin, che provengono da sudest in primavera ed
estate.
Nella fascia del Sahel e in gran parte della Somalia il clima subtropicale diventa meno arido: la
piovosit annua va da 250 a 500 mm e le precipitazioni si concentrano in pochi mesi estivi, mentre

Ciad. Tempesta di sabbia in unimmagine satellitare.

nellinverno secco le temperature aumentano, anche per effetto dei venti che spirano verso il Sahara. questa la regione della steppa.
Le piogge aumentano nella fascia pi meridionale della regione e in Etiopia, dove predomina il
clima tropicale, caratterizzato da una stagione
delle piogge che pu durare 4-5 mesi e una arida;
particolarmente piovose le zone pi elevate dellEtiopia, dove si superano anche i 1500 mm annui. Le
temperature sono abbastanza elevate per tutto
lanno, con un aumento nel periodo centrale della
stagione secca. In questa regione si passa dalla
steppa alla savana spinosa, che diventa savana
alberata sullAcrocoro Etiopico.
Infine, la regione costiera del Maghreb (Marocco, Algeria e Tunisia fino alla Cirenaica libica),dove
maggiore linfluenza del Mediterraneo, ha un clima mediterraneo, con discrete precipitazioni
concentrate nei mesi invernali, temperature elevate in estate e miti in inverno. Nelle zone montuose
pi interne, in particolare nellAtlante marocchino,
le piogge sono pi abbondanti e gli inverni diventano rigidi e anche nevosi. La vegetazione nelle zone
pi elevate costituita dalla foresta mediterranea.
78

AFRICA SETTENTRIONALE Clima e ambiente

Un ecosistema unico, oggi a rischio


ella regione del Sahel, ai
confini tra quattro Stati
(Niger, Ciad, Nigeria e
Camerun), situato il lago Ciad,
uno dei pi grandi del continente africano. Circa seimila anni fa,
questo lago era un vero e proprio mare, con una superficie di
400.000 km2 (pi dellattuale Mar
Caspio). Da allora, questa si ridotta continuamente, con forti
oscillazioni tra periodi di piena
e periodi in cui prendevano il so-

pravvento le sabbie del deserto.


Negli ultimi secoli, lestensione
media del Ciad stata di circa
20.000 km2, ma in circa cinquantanni si via via ridotta, fino agli
attuali 1500 km2; inoltre il bacino
lacustre ha una profondit di appena 7 metri.
Il lago alimentato da alcuni
corsi dacqua provenienti soprattutto dal sud pi piovoso: il maggiore il Chari, lungo 1200 km e
con portate elevate durante la sta-

Il lago Ciad fotografato da un aereo nel 1994.

gione delle piogge. Ma dagli ultimi


decenni il Ciad si va trasformando
in una palude, per effetto di diversi fattori: i cambiamenti climatici
globali, che provocano il progressivo inaridimento del Sahel; la costruzione di alcune dighe sul Chari; leccessivo sfruttamento delle
acque del lago per irrigare colture
destinate alle esportazioni e pascoli per lallevamento; laumento
di popolazione degli Stati che vi si
affacciano.
Il sovrasfruttamento delle acque dipeso soprattutto dalla sostituzione di piante e animali locali con variet pi produttive.
Ad esempio, da secoli si allevava
nella zona il kour, un bovino ben
adattato allambiente saheliano:
al suo posto sono state introdotte
razze selezionate, che producono
pi latte ma necessitano di maggiori quantit di foraggi e acqua.
Simile il caso di alcuni cereali selvatici locali, chiamati kreb, in
grado di resistere senza acqua
per mesi, che stanno scomparendo, sostituiti da altri, come il frumento, che abbisognano di molta
acqua, di fertilizzanti e pesticidi.
Il lago Ciad un ecosistema
prezioso anche per la presenza di
specie vegetali uniche al mondo,
come le alghe verdi dalle quali gli
abitanti della zona ricavano un
composto chiamato dih, povero
di calorie ma ricchissimo di proteine e sali minerali, oppure il
natron, un sale usato gi nellantico Egitto per limbalsamazione
delle mummie, e oggi utile nellalimentazione degli animali, perch ne stimola la crescita e li difende dai parassiti.

Il kour, oggi sempre meno allevato, era il


bovino tradizionale della regione del Ciad,
perch ben adattato alle scarse risorse
locali di acqua e foraggi.

79

Modulo 6 AFRICA SETTENTRIONALE

3.

Popolazione e urbanizzazione
Profonde differenze
tra il Mediterraneo e il Sahel

Tripoli (Libia).
Immigrati
nordafricani in
attesa di un lavoro.

Date le sue caratteristiche climatiche e ambientali,


gran parte della regione presenta una densit demografica molto bassa, con vaste aree del Sahara
disabitate. Libia, Niger, Ciad e Mauritania hanno meno di 10 ab/km2. Le zone pi densamente popolate
sono la valle del Nilo, nel cui tratto inferiore si superano i 200 ab/km2, e la fascia costiera del Maghreb,
dalla Tunisia al Marocco, dove se ne hanno pi di
100; densit superiori ai 50 ab/km2 si registrano sugli
altipiani dellEtiopia e lungo il corso del Senegal.
Gli Stati nordafricani sono caratterizzati da una
forte crescita demografica, con tassi di incremento naturale superiori al 20 e una popolazione
giovanile che costituisce dal 25 al 50% del totale. In
generale, la crescita naturale pi elevata negli
Stati del Sahel (in particolare Mauritania, Niger e
Ciad dove si avvicina al 30), pi bassa in quelli
mediterranei. La popolazione dellarea saheliana,
comprese Etiopia e Somalia, caratterizzata anche
da una vita media molto bassa (attorno a 50 anni), indice evidente di condizioni di vita molto difficili per ricorrenti carestie, insufficienza alimentare
e idrica, violenze etniche e religiose: significativo il
fatto che tra gli ultimi Paesi nella graduatoria mondiale dellISU si trovino Niger, Ciad ed Etiopia.

Le difficili condizioni di vita e i conflitti che insanguinano il Sudan e la Somalia hanno prodotto
negli ultimi anni un alto numero di migranti che,
attraversato il Sahara, si dirigono verso lEuropa
dai porti nordafricani, in particolare libici, su vecchie imbarcazioni spesso destinate a naufragare
nel Mediterraneo. Pi regolare il flusso migratorio
di Maghrebini, in particolare Marocchini.

Le metropoli moderne
e le citt tradizionali
Negli ultimi decenni i Paesi dellAfrica del Nord, come le altre regioni del Terzo Mondo, hanno visto
forti spostamenti dai villaggi alle citt e una notevole crescita delle aree metropolitane. Oggi, negli
Stati del Maghreb la popolazione urbana supera il
50% del totale, mentre nel Sahel ancora inferiore
al 30%, e le maggiori citt della regione si allineano
per lo pi lungo la fascia costiera mediterranea, che
vanta una lunga tradizione urbana. La maggiore
metropoli della regione, e la seconda dellintero
continente africano, la capitale egiziana Il Cairo,
con circa 8 milioni di abitanti e un agglomerato urbano dove vivono oltre 11 milioni di persone.
Altre metropoli milionarie sono Alessandria,
pure in Egitto, che il maggiore porto del Nordafri-

Alessandria (Egitto). La modernissima Bibliotheca Alexandrina, inaugurata nel 2002,


rinnova lo splendore di quella antica e rappresenta il pi importante centro di cultura del
Mediterraneo meridionale.

80

AFRICA SETTENTRIONALE Popolazione e urbanizzazione

Algeri (Algeria). Panorama della moderna area balneare di questa metropoli, fra le
pi popolose della regione.

ca e supera i 3.000.000 di abitanti; Casablanca


(2.500.000 ab), la citt pi popolosa del Marocco, e
la capitale dello Stato, Rabat; Algeri, capitale dellAlgeria, e Tripoli, capitale della Libia; le tre capitali del Corno dAfrica: Addis Abeba (Etiopia),
Khartoum (Sudan) e Mogadiscio (Somalia).
Le metropoli nordafricane conservano alcuni
aspetti tradizionali, come la medina, cio loriginaria citt araba (celebre quella di Algeri, detta casbah), le moschee (molto numerose al Cairo), i
suk, cio i mercati tradizionali, come quello di Tunisi. In generale, tuttavia, prevale ovunque un
aspetto di moderna metropoli di tipo occidentale
(nuovi quartieri residenziali, grande viabilit, zone
industriali e terziarie), affiancato dai tipici elemen-

Addis Abeba. Una frequentata strada nel centro della capitale etiopica.

ti urbani dei Paesi poveri, come i vasti slum del Cairo e di Khartoum.
Alcuni centri della regione hanno maggiormente conservato il caratteristico aspetto precoloniale. il caso di Marrakech e Fs, nellinterno del
Marocco, fondate dagli Arabi nel Medioevo e divenute molto importanti come nodi delle vie carovaniere tra la costa e la regione sahariana. Unaltra
citt storica famosa Tombouctou, nel Mali, anchessa antico centro del commercio transahariano, assai importante nel Medioevo, quando contava 100.000 abitanti e vantava ben 80 scuole coraniche; citt santa dellIslam, per secoli rimase proibita agli Europei che vi poterono entrare soltanto nel
XIX secolo.

La lunga
tradizione urbana
della regione risale
allantica
colonizzazione di
Fenici, Greci e
Romani, in seguito
consolidata dalla
dominazione araba
e dalla
colonizzazione
europea. Ne sono
testimonianza resti
archeologici come
lArco di Marco
Aurelio a Tripoli (a
sinistra) o il centro
storico della
marocchina Fs (a
destra).

81

Modulo 6 AFRICA SETTENTRIONALE

4.

Economia e societ

Pesanti squilibri economici


e sociali
Gli Stati mediterranei costituiscono una delle regioni pi sviluppate del continente, come risulta dai dati sul PIL pro capite e da quelli ISU, migliori rispetto
a quasi tutti gli altri Stati africani. Ci dipende da fattori storici (in particolare il susseguirvisi, nel passato, di grandi civilt) e geografici (come il clima pi
favorevole allagricoltura). In tempi recenti, alcuni di
questi Stati hanno potuto registrare un sensibile miglioramento socioeconomico grazie allo sfruttamento di notevoli giacimenti di petrolio e gas naturale.
Assai diversa la situazione nei Paesi del Sahel e
del Corno dAfrica, che formano la regione africana
pi povera con livelli di vita tra i pi bassi del pianeta.

La prevalenza
delleconomia agricola
In quasi tutta la regione il suolo coltivabile molto ridotto; infatti, se si eccettuano la Tunisia e il Marocco, viene utilizzato meno del 10% del territorio (addirittura meno dell1% in Mauritania). Tuttavia, lagricoltura rappresenta ancora la principale attivit
economica, soprattutto nel Sahel, dove occupa pi
del 50% della popolazione attiva, con punte superiori all80% in Niger ed Etiopia. Negli Stati saheliani
prevale unagricoltura tradizionale di sussistenza,
basata su coltivazioni di tipo alimentare (miglio,
sorgo, riso, manioca, datteri); non mancano per
alcune colture commerciali, come il cotone (nel sud
del Niger e del Ciad) e il caff, coltivato negli altopiani dellEtiopia (primo produttore africano).
Nel Maghreb le superfici coltivate sono pi estese e, accanto alle colture alimentari, sono in crescita i prodotti destinati allesportazione: primizie ortofrutticole, olio doliva, cotone, canna da zucchero, agrumi, uva, fiori. Lagricoltura la principale attivit delle oasi, a partire dalla grande oasi
formatasi da millenni in Egitto e Sudan, nella vallata del Nilo. Qui la tecnica irrigua permette di ottenere anche tre raccolti lanno di cereali, ortaggi,
arachidi e cotone, di cui lEgitto un grande produttore mondiale. La costruzione di un canale che
porta acqua dal Lago Nasser permetter allEgitto
di allargare larea coltivata nella fascia desertica di
82

nordovest. Nelle oasi sahariane, oltre agli ortaggi, si


coltivano soprattutto palme da datteri. Molto pi
diffuso nella regione comunque lallevamento
nomade o seminomade (ovini, caprini e camelidi), praticato soprattutto nella zona dellAtlante, nelle steppe del Sahel, nel Sudan e sugli altipiani dellEtiopia. Il Sudan ha uno dei maggiori
patrimoni di ovini e caprini del mondo (quasi 100
milioni di capi); molto consistente anche il numero dei bovini allevati qui e in Etiopia.

Le risorse minerarie,
base per il decollo di alcuni Paesi
Il Sahara possiede consistenti giacimenti di petrolio e gas naturale, attualmente sfruttati soprattutto in Algeria, Libia, Egitto e Ciad; lAlgeria il sesto
produttore mondiale di gas naturale, che viene
esportato in grande quantit anche in Europa. Unaltra risorsa mineraria che abbonda prevalentemente in Marocco (terzo produttore mondiale), Tunisia,
e nel Sahara occidentale sono i fosfati, utilizzati
per la produzione di fertilizzanti. Ricchi giacimenti
di ferro sono presenti in Mauritania, mentre il Niger
il quarto produttore mondiale di uranio.
Lo sfruttamento delle risorse minerarie ha permesso ad alcuni Stati soprattutto Marocco, Tunisia ed Egitto di avviare la costruzione di moderni
impianti industriali (petrolchimica, chimica, siderurgia e meccanica). Restano ovunque presenti le tradizionali industrie alimentari e tessili.
Il turismo un settore fondamentale delleconomia in Marocco, Tunisia ed Egitto, dove ogni anno affluiscono complessivamente oltre 15 milioni di
visitatori. Le principali mete sono i monumenti dellEgitto faraonico, lungo la valle del Nilo, le citt
storiche del Marocco, le localit balneari e archeo-

AFRICA SETTENTRIONALE Economia e societ

logiche1della Tunisia.

Lavorazione del
miglio nel Niger.

2
Attivit agricola
di sussistenza
nel Sudan.

3
Allevamento
delle capre in un
villaggio del Mali.

Pescherecci in un
porto marocchino.
La pesca ha un
discreto peso
economico negli
Stati del Maghreb,
particolarmente in
Marocco, dove
viene praticata
soprattutto lungo
la costa atlantica,
ricca di sardine e
tonni.

5
Impianti di
raffinazione
petrolifera presso
Orano, sulla costa
algerina
occidentale.

Le attivit
turistiche
regionali si
imperniano su
mete come la
Valle dei Re
presso il Cairo o le
localit balneari
tunisine.

83

Modulo 6 AFRICA SETTENTRIONALE

5.

Popoli e Stati
DallEgitto faraonico
alla colonizzazione europea

Nella valle del Nilo, dal IV millennio a.C., con linizio


dellepoca faraonica, si svilupp una fiorente civilt
urbana basata sullagricoltura irrigua. Nel I millennio a.C. le coste africane del Mediterraneo furono
colonizzate dai Fenici e dai Cartaginesi, mentre lEgitto faraonico passava prima sotto lImpero persiano, poi sotto i Greci e infine veniva inserito, con tutta lAfrica mediterranea, nellImpero romano. La
regione sahariana, che anticamente aveva un clima
meno arido ed era quindi maggiormente coperta da
steppa e savana, era abitata da cacciatori e allevatori.
Dal VII secolo, durante il Medioevo e lEt moderna, la regione fu progressivamente conquistata
e islamizzata dagli Arabi, che giunsero fino al Sahel,
dove si erano formati i Regni africani di Songhai,
Kanem-Bornu, Darfur ed Etiopia.
Nel XIX secolo, quando ebbe inizio la colonizzazione europea, gran parte della regione mediterranea faceva parte dellImpero ottomano, mentre in
Marocco e in Etiopia erano presenti due regni indipendenti. Nel giro di un secolo, tutta lAfrica set-

Djenn (Mali).
Venditori locali
presso lantica
moschea, risalente
al regno Songhai.

84

tentrionale fu colonizzata da Stati europei; alla vigilia della prima guerra mondiale, la Francia controllava tutta la parte occidentale; lInghilterra lEgitto
e il Sudan; lItalia la Libia, la Somalia e lEritrea; la
Spagna il Rio de Oro (poi Sahara spagnolo).

I conflitti dellarea sahariana


e del Corno dAfrica
Tutti gli Stati dellAfrica settentrionale sono diventati indipendenti in modo abbastanza pacifico dopo
la seconda guerra mondiale, fatta eccezione per
lAlgeria, dove labbandono della Francia avvenuto nel 1962, dopo otto anni di sanguinosa guerriglia. Leredit coloniale non ha trovato ancora una
sua conclusione definitiva nel Sahara Occidentale (ex Sahara spagnolo), occupato nel 1976 dal Marocco, ma la cui popolazione, i Sahrawi, dovrebbe
decidere per leventuale indipendenza dello Stato
con un referendum proposto dallONU. Ancor pi
grave la situazione in Sudan, dove da anni le popolazioni arabe del nord, che controllano il governo,
combattono contro le rivendicazioni autonomisti-

AFRICA SETTENTRIONALE Popoli e Stati

Regione sahariana dellHaggar (Algeria). Tuaregh. Le


popolazioni berbere dellAtlante e delle oasi algerine e libiche, di
cui i Tuaregh fanno parte, discendono dagli antichi abitanti
dellAfrica settentrionale, nella quale rappresentano una
consistente minoranza. I gruppi principali presenti nelle varie aree
della regione sono invece gli Arabi, i Sudanesi, i Nilo-Sahariani,
gli Etiopi e i Somali.

che delle popolazioni non arabe del sud e dellovest


(Darfur). In questarea, negli ultimi anni milizie irregolari arabe, protette dalle autorit, hanno provocato leccidio di 200 mila persone e la fuga verso
il Ciad e altri Stati africani di pi di 700 mila profughi; oltre 2 milioni sono gli sfollati in campi creati
nello stesso Darfur.
Nella seconda met del Novecento il Corno dAfrica stata una delle regioni maggiormente scosse
da conflitti regionali. La prima guerra ha avuto origine per lannessione dellEritrea da parte dellEtiopia nel 1962, che provocato una lunga lotta armata
tra il Fronte di Liberazione Eritreo (FLE) e lEtiopia governata dallimperatore Hail Salassi e, dal
1974, dopo un colpo di Stato militare, dal dittatore
Menghistu. Nel 1993, caduto il regime militare etiope, lEritrea ha proclamato lindipendenza, ma nel

1998 scoppiata tra i due Stati una nuova sanguinosa guerra di confine, iniziata con linvasione da
parte degli Eritrei della regione del Tigrai occidentale. Nel 2000 stata firmata la pace sotto legida
dellONU, ma permangono tensioni per la definizione dei confini.
Anche la Somalia, governata dal 1969 al 1991
dalla dittatura di Siad Barre, nel 1977 ha provocato
lo scoppio di un conflitto con lEtiopia, a seguito del
tentativo di annettersi la regione dellOgaden. La
sconfitta militare della Somalia ha avuto come effetto la caduta della dittatura e linizio di una lunga
guerra civile, nella quale ha cercato di intervenire
anche lONU con linvio di truppe. La guerra civile
ha provocato tra laltro la disgregazione dellunit
somala con la secessione di due regioni, il Somaliland e il Puntland, non riconosciute dagli organismi
internazionali.

Mogadiscio
(Somalia). Soldati
italiani della forza
multinazionale di
pace presente nel
paese nei primi
anni 90.

Sahara Occidentale (Marocco-Mauritania). Campo profughi


Sahrawi.

85

Modulo 6 AFRICA SETTENTRIONALE

Esercizi
Una regione di emigranti e profughi
Quasi ogni giorno ascoltiamo alla radio e alla TV o leggiamo sui
giornali notizie di gruppi di Africani che raggiungono le nostre
coste, ma anche quelle di altri Paesi mediterranei come la Spagna e la Grecia, a bordo di vecchie imbarcazioni, che a volte fan-

no naufragio. Infatti, negli ultimi anni cresciuta notevolmente la


migrazione di Africani che cercano di giungere clandestinamente in Europa, fuggendo da situazioni di miseria e violenza e cercando una vita migliore. Cos lAfrica settentrionale diventata
una regione di partenza e di transito di milioni di persone in fuga
dalla loro terra.

1. Osserva la carta, che mostra le principali direttici delle


migrazioni irregolari africane.
a. Quali sono le principali direttici (Paesi di partenza e
di attraversamento) di questi flussi migratori?

Spagna

AT L A N T I C O

Turchia
Grecia
Lampedusa

Tangeri

Melilla

Ceuta

Marocco

Malta

Tunisia

Algeria
(paese di
attraversamento)

Canarie

c. Dove si dirigono prevalentemente questi immigrati


clandestini?

Italia

Gibilterra

Algesiras

b. Quali sono i principali Paesi dimbarco e le rotte


percorse dalle imbarcazioni?

d. Quali problemi dovranno affrontare i migranti nel loro


viaggio terrestre e marittimo?

Francia

OCEANO

Sabha

Libia
Tamanrasset
Unione
europea

Niger

Mauritania
Mali

Agadez

Senegal
Stati
Uniti

Ciad
Sudan

Burkina
Faso

Gambia
Guinea

Nigeria

Ghana

Guinea-Bissau

Repubblica
Centrafricana

Sierra Leone
Liberia

Costa
dAvorio

Benin
Togo

Camerun
Congo
Gabon

Repubblica
Democratica
del Congo

2. Lemigrazione economica regolare di persone in cerca


di lavoro e migliori condizioni di vita un fenomeno storico per i Paesi nordafricani. Con i dati delle tabelle e in base alle indicazioni della legenda e ai nostri esempi, colora
la carta, inserisci i simboli e costruisci i grafici.
Stato

saldo migratorio % residenti allestero % disoccupati (uomini)

Marocco

-0,77

2.100.000

11

Algeria

-0,31

1.100.000

12

Tunisia

-0,44

500.000

14

Libia

10

Egitto

-0,21

3.600.000

9
SALDO MIGRATORIO

Stato
Francia

86

Marocchini
500.000

Tunisini
150.000

Algerini
480.000

saldo migratorio %
+7,7

Spagna

560.000

30.000

50.000

+15,3

Italia

370.000

100.000

10.000

+1,6

Egitto

RESIDENTI ALLESTERO

= da -1 a -0,5%

= fino a 500.000

= da -0,5 a -0,1%

= da 500.000 a 1.000.000

=0

= da 1.000.000 a 2.000.000

= da 0 a +3%

= 2.000.000 e oltre

= +3% e oltre

AFRICA SETTENTRIONALE

Esercizi
% disoccupati

- cronologia e avvenimenti dei conflitti;


- cause;
- conseguenze;
- situazione attuale.

comunit immigrati in Italia

20%

600.000
500.000

15%
400.000
10%

c. Corredate la ricerca con fotografie come le nostre e


scrivete per tutte le didascalie.

300.000
200.000

5%
100.000
0
ALGERIA

TUNISIA

LIBIA

EGITTO

Marocchini

Tunisini

Algerini

% DISOCCUPAZIONE MASCHILE

CONSISTENZA COMUNIT DI IMMIGRATI

valori = da 0 a 20%

valori = da 0 a 600.000
= Marocchini

= Tunisini

Darfur
(2003-2008)

= Algerini
SUDAN

a. Che tipo di saldo migratorio presentano quasi tutti i


Paesi nordafricani?

ER
IT
RE
EtiopiaA
Eritrea
(1998-2001)

GIBUTI
(1991-1994)

ETIOPIA

b. Che tipo di saldo migratorio presentano invece i tre


Paesi europei?

M
SO

c. Quale genere di rapporto esiste fra saldo migratorio


negativo e tasso di disoccupazione elevato?

(1991-2006)

d. Se prendiamo in considerazione la disoccupazione


femminile, nei Paesi nordafricani si registrano tassi
anche del 40-50%: sapresti spiegare questo dato
molto elevato?
e. Quali Paesi nordafricani hanno le pi numerose
comunit di cittadini allestero?

Ogaden
(1977-1979)

Sudan
meridionale
(1983-2002)

IA

MAROCCO

AL

0%

OCEANO
INDIANO

f. Quali sono le ragioni storiche della maggior


presenza di Africani maghrebini in Francia?
g. Anzich in Europa, molti Egiziani sono emigrati nei
Paesi del Golfo Persico: sapresti spiegarne i motivi?
3. In Sudan e nel Corno dAfrica, i fenomeni migratori sono
collegati soprattutto ai conflitti che da anni insanguinano
queste regioni: molto elevato , infatti, il numero dei rifugiati
in Paesi vicini e degli sfollati (cio dei cittadini costretti a trasferirsi da una regione allalStato
rifugiati
sfollati
tra del proprio Paese), coSudan
750.000
2.000.000
me puoi verificare dai dati
Somalia
400.000
400.000
della tabella che riporterai
Eritrea
130.000
sulla carta sotto forma di
Etiopia
50.000
grafici (istogrammi).
a. Quali sono i Paesi dove si verificata una maggiore
migrazione di profughi e sfollati a causa dei conflitti?
b. Divisi in gruppi, svolgete una ricerca sui conflitti di
ciascun Paese della regione (riportati nella carta)
seguendo questo schema:
87

DAKAR

Sen
e

This

gam
bia

SENEGAL

Rufisque

Kaolack

BANJUL

am

GAM BIA
Ziguinchor
BISSAU

Gabu

BURKINA
F A S O Kantchari

1538
Tamgu
Fouta Djalon

GUINE A
B IS S AU

OUAGADOUGOU
Bobo
Dioulasso

G U I N E A
Kankan

CONAKRY

M.ti Lama
1948

Koindu

Boundiali

C O S TA
D AV O R I O

Beyla

SIERRA LEONE
Pujehun

LIBE RIA
ta

Salaga
L.Volta

GHANA

Djougou
Kara

Ilorin

d.

Pe
pe

C. PALMAS

Avorio
ta d Abidjan
Cos
Sassandra

Lago
Kainji
Nig
er

G o l f o

la regione, sfociando nellAtlantico, come il Congo e il Niger,


o nellIndiano, come lo Zambesi.
LAfrica subsahariana comprende quattro grandi regioni fisiche.

Quattro regioni fisiche


Lampio territorio che si affaccia sul lato settentrionale del Golfo di Guinea ha coste pianeggianti abbastanza uniformi, divise in tratti (Costa dAvorio, Costa degli Schiavi). Esse bordano il tavolato africano, che si innalza nei Monti Adamaoua, al
cui limite occidentale si trova il Monte Camerun, un vulcano alto 4100 m. Tra i fiumi che attraversano la regione, il maggiore
il Niger (4160 km), con il suo affluente Benue.
La fascia equatoriale per lo pi occupata dal vasto bacino fluviale (3.690.000 km2) del Congo (4200 km), con i suoi
affluenti Ubangi e Kasai. Il fiume nasce da Monti Mitumba
con il nome di Lualaba, forma al centro vaste paludi e quindi precipita dal tavolato, verso la costa atlantica, con le Cascate Livingstone.
La grande faglia tettonica della Rift Valley formata da due rami principali, che si dividono a sud del Lago Turkana: uno attraversa il Kenya e la Tanzania, laltro forma un arco lungo i confini orientali del Congo. Nelle depressioni della faglia si trovano
i laghi Alberto e Tanganica, mentre sullaltopiano posto tra i
due rami si estende il grande Lago Vittoria. I due rami si riuniscono tra Mozambico e Malawi, dove giace il Lago Malawi. Attorno alle fratture della Rift Valley emergono numerosi rilievi, come i vulcani attivi Kilimangiaro e Ruwenzori.
La regione meridionale formata da un tavolato, bordato
lungo le coste da rilievi come i Monti dei Draghi e depresso al centro, in corrispondenza del Deserto del Kalahari. Il
territorio attraversato dallo Zambesi e dallOrange, che
sfociano rispettivamente nellOceano Indiano e nellAtlantico.
Al centro scorre lOkavango, un fiume endoreico, che getta
le sue acque nelle paludi omonime.

LAfrica subsahariana vasta circa 16 milioni di km2, pi della met dellintero continente, del quale occupa la parte a sud del Sahara. Ha la forma di un triangolo rovesciato: il vertice il Capo
Agulhas, i lati sono bagnati a ovest dallOceano Atlantico, a est
dallIndiano. Ne fanno parte 38 Stati.
Le coste atlantiche formano un angolo retto in corrispondenza del grande Golfo di Guinea, mentre quelle orientali presentano alcune baie molto aperte (Baia di Sofala, Baia di
Maputo). NellOceano Indiano emergono la grande isola continentale di Madagascar, separata dalla costa dal Canale di
Mozambico, gli arcipelaghi delle Seicelle, Comore e Mascarene e, pi vicine alla costa della Tanzania, le piccole isole di
Zanzibar e Pemba.
La regione, come lAfrica settentrionale, formata in gran parte da un tavolato geologicamente molto antico, quasi sempre
superiore ai 500 m di altitudine. Le uniche fasce pianeggianti
si trovano lungo le coste, in particolare quelle guineensi.
Allinterno, il tavolato si abbassa in corrispondenza del Bacino
del Congo (oltre 200 m s.l.m.); a est e a sud esso si innalza a
formare una serie di altipiani che superano i 2000 m di altitudine e sono delimitati da catene montuose (Catena dei Mitumba,
Monti Muchinga, Monti dei Draghi) di antica origine geologica
e quindi fortemente erose.
La parte orientale del tavolato percorsa, da nord a sud, dal
Canale del Mozambico al Mar Rosso, dalla Rift Valley, una
lunga fossa tettonica che divide la placca africana da quella
arabica. Questa enorme fenditura, della larghezza media di 50
km, si prodotta negli ultimi 50 milioni di anni per il movimento delle placche crostali, e col tempo si allargher fino a spezzare in due parti il continente africano. Tutta la Rift Valley
punteggiata di vulcani, molti dei quali attivi. Ai suoi bordi sorgono vulcani spenti che costituiscono le cime pi elevate del
continente (Kilimangiaro 5895 m e Kenya 5199 m), mentre
la fossa creata dal rift occupata dai grandi laghi africani, primo fra tutti il Lago Vittoria (68.000 km2).
Numerosi sono i grandi fiumi ricchi di acque che percorrono

Pr

~
S AO TO M
E P R N C I PE

Un triangolo compatto fra Atlantico e Indiano

88

~
SAO TOM

Spazi fisici e ambienti naturali

d i

G u i n e a

1.

Ibadan Akure

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subsahariana

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MODULO

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4000

3000

1000

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B a n d u n d u

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BRAZZAVILLE
Pointe Noire

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D E L

Negage

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Kapanga

Mwanza

Lago
Mweru

Zanzibar
Dar es Salaam

Rufiji

Mafia

Mohoro

Nakonde

2961
Makumbako
Rungwe

Karonga

Masasi

Quionga

Tunduru

Mzuzu

Gran
Comora

MORONI

L. Malawi

COM
Nzwani

OR

Mwali

Marrupa

M AL AWI

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L L

Is. Farauhar

C. BOBAOMBY

Antsiranana

Pemba

LILONGWE

M
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Is. Aldabra

LIndi

M. Tsaratanana
Nacala
Cuamba
2876
Lago di
Antsohihy
LUSAKA
Antalaha
Cabora Bassa Blantyre Serra 2419
Cuito
Nampula
Namuli
Cuanavale
Monze
Tombua
Chiange
Tete
Chirundu
a
Xangongo
Kataba
C. MASOALA
Kune
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L. Kariba Chinhoyi
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HARARE
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C. FRIA
Ovamboland
Kasane
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A Quelimane
Gorongosa
Chitungwiza
Shakawe
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Modulo 7 AFRICA SUBSAHARIANA

2.

Clima e ambiente
Uguale il caldo,
diversa la piovosit

La savana
alberata della
Tanzania nella
stagione umida.

LAfrica subsahariana attraversata dallEquatore


ed per lo pi compresa fra i due tropici; solo la zona pi meridionale si trova nella fascia temperata.
La latitudine ha perci debole influenza sulle temperature medie, che si mantengono per tutto lanno
abbastanza alte (15-30 C) su gran parte del territorio; maggiori, invece, le differenze quanto alla
piovosit, differenze che determinano la divisione
della regione in quattro climi principali.

La fascia centrale, che comprende le coste guineensi e il bacino del Congo, ha clima equatoriale, con temperature elevate durante lanno e precipitazioni costanti per 10-12 mesi; particolarmente
piovosa (oltre 4000 mm annui) la costa della Liberia, che subisce la maggiore influenza dei monsoni estivi provenienti dallAtlantico. questo il regno della foresta pluviale africana.
A nord e a sud di tale fascia se ne estendono due
dal clima tropicale umido, con piogge concentrate nei mesi estivi (maggio-settembre a nord dellEquatore, novembre-marzo a sud). La stagione
delle piogge diventa sempre pi breve man mano
che ci si avvicina ai tropici. In queste due fasce predomina la savana. Anche la regione dei laghi, sebbene a cavallo dellEquatore, per la sua maggiore
altitudine contraddistinta dal clima tropicale della savana.
Nella parte meridionale, attraversata dal Tropico del Capricorno, presente invece un clima
subtropicale arido. Le precipitazioni sono particolarmente scarse nellarea sud-occidentale,
per la presenza della corrente fredda atlantica e
della barriera dei Monti dei Draghi, che ostacola
lafflusso verso linterno dei monsoni: tali fattori
hanno dato origine ai deserti del Kalahari e di
Namib.
Nella punta meridionale dellAfrica entriamo
nella fascia del clima temperato, che si differenzia tra il lato occidentale, dove si ha un clima di tipo
mediterraneo, con inverni umidi, e il lato orientale,
dove invece, per linflusso dei monsoni indiani, prevale un clima temperato subtropicale, con una lunga estate umida.

Le dune del Deserto


di Namib, lungo le
aride coste della
Namibia.

90

AFRICA SUBSAHARIANA Clima e ambiente

Le foreste perdute del Congo


a foresta pluviale africana si estende attraverso
sei Stati: Camerun, Repubblica Centroafricana, Repubblica
del Congo, Guinea Equatoriale,
Gabon e, soprattutto, Repubblica Democratica del Congo, nel
grande bacino idrografico del
fiume omonimo. In questo Stato,
la superficie forestale di circa
1.700.000 km2 (quasi sei volte lItalia): la seconda foresta tropicale
del mondo, dopo quella amazzonica, e, come quella, ricchissima
di specie viventi. Ospita infatti
ben 1000 specie di uccelli e 400 di
mammiferi, tra i quali i grandi primati, cio i nostri pi vicini parenti: gorilla, scimpanz e bonobo.
La foresta pluviale congolese
contiene il 70% dellacqua dolce
del continente e ospita 12 milioni
di Africani, tra i quali i Pigmei
Baka, popolazione seminomade
che da essa ricava tutto il necessario per vivere: cibo, riparo, medicine e la stessa cultura.
Purtroppo, per, questo immenso serbatoio di vita rischia di
scomparire nei prossimi decenni,
soprattutto a causa di una crescente e dissennata opera di deforestazione. In tutta lAfrica,
ma specialmente nella regione
congolese, in soli dieci anni
(1990-2000), sono stati abbattuti
55 milioni di ettari di foresta primaria (due volte la superficie dellItalia), che non stata rimpiazzata da nuove piantagioni forestali. Altrettanti ettari di foresta sono
stati dati in concessione a multinazionali straniere, occidentali
ma anche asiatiche, per ricavarne
soprattutto legno pregiato da utilizzare per produrre pavimenti:
moabi, afromosia, iroko, bubinga.
Gli esiti della deforestazione
sono allarmanti: in pochi anni

Limmenso
bacino del
Congo (con lalto
corso del fiume e
i suoi affluenti, in
basso a sinistra),
in unimmagine
satellitare. La
distanza di ripresa
consente di
apprezzare le
diverse aree di
vegetazione,
mostrando come
la foresta primaria
si faccia via via
meno densa,
anche per la
crescente e
dissennata
deforestazione.

nella regione diminuita fortemente lumidit e lacqua dei rovesci, diventati pi brevi e violenti, scorre con conseguenze
disastrose su un terreno indurito
e privo di alberi. Alcuni animali
della foresta, come gli elefanti,
non trovano pi cibo e devastano le coltivazioni, altri sono uccisi illegalmente per procurare
carne agli operai che abbattono
e trasportano i tronchi. Responsabili di questo disastro, oltre alle societ straniere, sono certi
governanti locali, che accumulano enormi capitali, messi al sicuro allestero, e non fanno nulla
per una popolazione che tra le
pi povere del mondo. Altrettanto devastante labbattimento illegale della foresta provocato da gruppi di guerriglieri che
operano in Congo ai confini
orientali con il Ruanda e lUganda.
Area di stoccaggio del legname
pregiato, ai margini della zona di taglio
(Repubblica Democratica del Congo).

91

Modulo 7 AFRICA SUBSAHARIANA

3.

Popolazione e urbanizzazione
Elevato incremento demografico,
bassa speranza di vita

Ambulatorio in
Sierra Leone, uno
dei Paesi della
regione pi colpiti
dallAIDS.

Anche la regione subsahariana partecipa della forte


crescita demografica del continente. In particolare, alcuni Stati come lUganda, il Congo, il Burundi,
il Madagascar presentano tuttora tassi di incremento naturale attorno al 30: con questi ritmi la
loro popolazione raddoppier in meno di 30 anni.
Dovuta a una natalit molto alta, la crescita
per in parte frenata da una mortalit ancora elevata, in particolare quella infantile, che in alcuni
Paesi colpisce pi di 200 bambini sotto i cinque anni ogni 1000 (in Italia 5). Negli ultimi decenni la
mortalit aumentata per la recrudescenza di malattie infettive, come la malaria e la tubercolosi, ma
soprattutto per la spaventosa diffusione dellAIDS,
che, agli inizi del nuovo secolo, nella regione subsahariana aveva infettato circa 30 milioni di persone.
La conseguenza pi diretta che, per lo pi, la
speranza di vita non supera i 50 anni, o addirittura non raggiunge i 40, come in Angola, Sierra
Leone, Zambia, Botswana.
In gran parte del territorio regionale la densit
demografica inferiore ai 10 ab/km2. Le aree pi

Poveri rovistano fra le immondizie a Lagos (Nigeria).

popolate (oltre 50 ab/km2) sono la costa guineense,


la regione dei laghi e la costa sudorientale. La Nigeria lo Stato pi popoloso del continente, con quasi 140.000.000 di abitanti, mentre, allopposto, la
Namibia, la cui superficie quasi il doppio di quella
italiana, ne ha solo 1.700.000.
LAfrica subsahariana, in particolare gli Stati
della regione guineense, alimentano da decenni un
forte flusso di migranti per ragioni economiche
verso lEuropa. Consistenti sono anche i movimenti di popolazione tra i diversi Stati, dovuti ai conflitti regionali: nellultimo decennio del Novecento soltanto in Congo si sono riversati dai Paesi vicini,
sconvolti da guerre civili e genocidi, quasi 2 milioni
di profughi.

Metropoli e bidonville
Per tutto il periodo precoloniale, il fenomeno urbano nella regione era raro e debole; citt con funzioni religiose e politiche sorgevano solo nellarea sudanese e in quella orientale. La colonizzazione europea produsse loccidentalizzazione delle citt esistenti e la nascita di nuove, di tipo europeo, lungo
le coste e nelle zone minerarie. Queste ultime furono spesso costruite prevedendo una netta separazione tra la minoranza bianca e la maggioranza nera. Fino a pochi decenni fa, comunque, la regione
presentava la pi bassa percentuale di popolazione
urbana del mondo: nel 1960 questa superava appe92

AFRICA SUBSAHARIANA Popolazione e urbanizzazione

Abidjan (Costa dAvorio). Il centro economico della


metropoli ivoriana: sulla destra, il grattacielo di una grande
banca francese.

Lo Stato di Lagos una delle regioni amministrative


della Nigeria, e praticamente si identifica con
lagglomerato urbano della citt.

Uno slum di Dodoma, dal 1988 capitale della


Tanzania.

na il 10%, mentre in Europa era gi pi del 50%. In


tempi recenti, lurbanizzazione africana si invece
fatta impetuosa, tanto che il suo tasso di crescita
urbana diventato il pi rapido del mondo. Alcune
citt, come Abidjan e Kinshasa, dal dopoguerra sono aumentate di oltre 50 volte!
Oggi le citt milionarie sono circa 15 e tra queste si distinguono Lagos, in Nigeria, la pi popolosa dellAfrica, il cui agglomerato urbano supera
13.000.000 di abitanti; Kinshasa, capitale della
Repubblica Democratica del Congo, con oltre
7.000.000; Abidjan, nella Costa dAvorio, e la sudafricana Johannesburg, con pi di 3.000.000.
Purtroppo la migrazione di milioni di individui

verso citt cresciute troppo in fretta ha fatto sorgere attorno a esse immense e squallide bidonville,
dove le condizioni sono spesso al limite della sopravvivenza. Nelle baraccopoli della capitale keniana, Nairobi, per esempio, vivono circa 700.000 persone, quasi un quarto della popolazione cittadina.
Dopo lindipendenza, alcuni Stati subsahariani
hanno creato nuove capitali, diverse da quelle sorte in epoca coloniale, che spesso risultavano troppo
decentrate rispetto al territorio nazionale: il caso
di Yamoussoukro, che in Costa dAvorio ha sostituito Abidjan; di Abuja, dal 1995 capitale della Nigeria al posto di Lagos; di Dodoma, capitale della
Tanzania in luogo di Dar es Salaam dal 1988.

La sede
della Bank of
Tanzania a Dar
es Salaam. Pur
avendo ceduto il
ruolo di capitale,
questa resta la
citt pi
importante e il
polo economico
del Paese.

93

Modulo 7 AFRICA SUBSAHARIANA

4.

Economia e societ: il settore primario


Un continente vittima
della globalizzazione

Quasi tutti i Paesi dellAfrica subsahariana costituiscono, assieme a quelli del Sahel, la regione pi
povera e arretrata del pianeta. A differenza di altre
aree continentali che negli ultimi decenni hanno
registrato sensibili sviluppi (come lAsia
orientale e meridionale), qui i progressi economici e sociali prodotti dalla globalizzazione sono stati assai de-

boli e il divario con il resto del mondo aumentato.


Oggi lAfrica, con una popolazione che circa il
13% di quella mondiale, contribuisce solo al 2% degli scambi commerciali internazionali (nel 1980 era
il 4%); il PIL di tutto il continente di circa 700 miliardi di dollari, quando quello del solo Giappone
superiore ai 4000. La globalizzazione e lingresso
forzato nel libero mercato internazionale non hanno
favorito lo sviluppo delle attivit industriali e terziarie, mantenendo al contrario molti Paesi africani in
un ruolo di esportatori di materie prime agricole e
minerarie, simile a quello che il continente aveva

94

AFRICA SUBSAHARIANA Economia e societ: il settore primario

nel periodo coloniale. Gran parte delle esportazioni


servono a pagare gli enormi debiti internazionali
contratti dagli Stati e a importare beni di lusso per
una ristretta classe di ricchi al potere; mentre per
centinaia di milioni di Africani le condizioni di vita
sono caratterizzate da povert, scarsit di cibo e di
acqua, diffusione di malattie e analfabetismo. Ancora oggi, nellAfrica subsahariana, il 31% della popolazione denutrito, il 44% vive con meno di un dollaro al giorno, 300 milioni di persone non hanno accesso allacqua potabile. I 20 Paesi pi poveri e con
il pi basso ISU del pianeta sono tutti africani.

Agricoltura per autoconsumo,


ma anche commerciale
Lagricoltura costituisce la principale attivit economica della regione: a essa e alla pastorizia che
rappresentano mediamente dal 30 al 60% del PIL
dedito circa il 70% della popolazione. Prevale tuttora, quasi ovunque, lagricoltura di sussistenza, che produce cibo per la popolazione locale ed
pi diffusa nella fascia sudanese della savana che
va dal Senegal allEtiopia e lungo la regione orientale della Rift Valley, fino al Sudafrica. In queste zone agricole, che pure dispongono di un clima favorevole con temperature abbastanza alte e una stagione piovosa lunga, i rendimenti sono ancora bassi a causa del suolo poco fertile, del degrado ambientale provocato dalla desertificazione e dalla deforestazione, di tecniche colturali arretrate e, non
ultimo, delle distruzioni e delle stragi provocate
dalle frequenti guerre civili. La conseguenza che,
nellultimo decennio, a differenza del resto del
mondo, la disponibilit alimentare della popolazione subsahariana diminuita di quasi il 10%. Tra i
principali prodotti destinati allautoconsumo sono
da annoverare i cereali, in particolare miglio,
mais e riso, ma anche tuberi e radici, come
igname, manioca e patate dolci.
Nelle zone agricole pi fertili, esiste invece unagricoltura commerciale abbastanza sviluppata, che
produce soprattutto caff, cacao, t, arachidi, canna da zucchero e palma da olio. NellAfrica subsahariana si raccoglie l80% del cacao mondiale (Costa
dAvorio e Ghana sono i primi due produttori del mondo) e il 20% delle arachidi. Nei pascoli della savana
praticato lallevamento nomade di ovini e bovini,
mentre in Sudafrica diffuso lallevamento commerciale brado. La foresta tropicale sfruttata per
la produzione di legnami pregiati, in particolare nel
Gabon e nel Congo, in Nigeria e in Uganda.
La pesca costiera e nei laghi viene praticata su
piccola scala per integrare lalimentazione locale.
Ha invece un certo peso commerciale quella praticata nei mari sudafricani e lungo le coste atlantiche
(Senegal), ricche di pesce azzurro per la presenza
della corrente delle Canarie.

1
Donne in un
villaggio del
Burkina Faso. Il
lavoro femminile
fondamentale per
leconomia di
sussistenza
subsahariana: il
70% del cibo, ad
esempio,
prodotto dalle
donne.

2
Piantagione di
igname per
autoconsumo in
Costa dAvorio.

3
Fluitazione di
pregiato legname
tropicale in
Gabon.

4
Allevamento
nomade degli
ovini in Namibia .

5
Piantagione
commerciale di
t in Uganda.

6
Piantagione di
canna da
zucchero, nella
regione dellOrange
(Sudafrica).

7
Pesca artigianale
lungo la costa del
Senegal.

95

Modulo 7 AFRICA SUBSAHARIANA

5.

Economia e societ: lindustria e il terziario


Oro, diamanti, petrolio:
ricchezze per pochi

LAfrica subsahariana ricca di risorse minerarie, che interessano i mercati internazionali. Dalle coste orientali del Golfo di Guinea si estraggono
grandi quantit di petrolio: la Nigeria,
con oltre 100 milioni di tonnellate annue
di greggio, ne la maggiore produttrice africana, seguita dallAngola, dal Gabon e dalla Repubblica
del Congo. Ancora pi importanti loro e i diamanti. Per loro, il Sudafrica il primo produttore mondiale, mentre il Botswana e la Repubblica Democratica del Congo lo sono per i diamanti; notevoli quantit di diamanti sono comunque estratte anche in vari Paesi dellarea guineense, in Angola, Namibia e Sudafrica. La Repubblica Democratica del Congo la

96

AFRICA SUBSAHARIANA Economia e societ: lindustria e il terziario

massima produttrice mondiale di coltan, minerale


fondamentale per le industrie high-tech. In Sudafrica uno dei grandi forzieri della Terra sono inoltre attive miniere di cromo, rame, uranio, carbone. Discreta produzione mineraria hanno anche lo
Zimbabwe e lo Zambia.
Le esportazioni di minerali, cos come quelle dei
prodotti di piantagione, rappresentano quasi il 50%
dellintera ricchezza regionale. Purtroppo, per,
queste esportazioni sono finora servite soprattutto
per pagare i debiti internazionali degli Stati e per
arricchire da un lato le corrotte lite al potere in alcuni di essi, dallaltro le compagnie internazionali
sia occidentali che asiatiche, in particolare quelle
della Cina, oggi il pi importante partner commerciale di molti Paesi africani. Alla popolazione non
restano che le briciole, se non, addirittura, i perversi effetti di questo accaparramento di ricchezze:
devastazione ambientale e guerre civili.

Arretratezza delle industrie


e dei servizi
Le attivit industriali e terziarie, che potrebbero dare un forte impulso alleconomia della regione, sono
ancora poco sviluppate; infatti tutto il continente
contribuisce solo all1,3% della produzione manifatturiera mondiale. Piccole aree industriali sono concentrate attorno alle citt principali, ma in genere si
tratta di produzioni tradizionali alimentari e tessili,
destinate ai mercati locali, oppure di industrie di base collegate alla lavorazione dei minerali.

Unica importante eccezione il Sudafrica, il


Paese pi industrializzato dellAfrica, i cui prodotti entrano anche nei mercati internazionali. Alla
base dellindustria sudafricana ci sono le attivit
connesse alla lavorazione dei minerali (siderurgia
e metallurgia), ma sono molto sviluppati anche la
meccanica (automobili, navi, aerei) e i comparti
chimico, agroalimentare e tessile. Il decollo industriale stato favorito anche dalle notevoli risorse
di carbone, che la principale fonte energetica
del Paese.
Il settore dei servizi ugualmente poco sviluppato in quasi tutta la regione; infatti, se si eccettuano alcuni Stati meridionali, nellAfrica subsahariana gli addetti al terziario rappresentano meno del
30-40% della popolazione attiva. Il continente nel
complesso dispone di un sistema di trasporti terrestri e marittimi che rimasto praticamente quello
costruito dalle potenze coloniali per trasportare le
ricchezze minerarie e agricole. In molti Paesi la rete delle strade, in gran parte non asfaltate e maltenute, inferiore a 100 km per 1000 km2 di superficie (in Italia supera i 1000 km), mentre la lunghezza delle ferrovie, che formano una vera e propria
rete solo nella parte meridionale, risulta quattro
volte inferiore a quella europea.
Il turismo costituisce unimportante fonte di
reddito solo per quei Paesi che dispongono di vasti
parchi naturali e di centri balneari, come il Sudafrica (pi di 6 milioni di visitatori allanno), il Kenya, il
Senegal e le Seicelle, il piccolo Stato insulare dellOceano Indiano che ricava dal turismo quasi i 3/4
delle sue entrate.

1
Incendio per
fuoruscita di
greggio da un
oleodotto
nigeriano. Lo
sfruttamento delle
risorse petrolifere
da parte di societ
straniere un
forte elemento di
tensione nel
Paese.

2
Impianto per
lestrazione dei
diamanti in
Sudafrica.

3
Lavoratore di una
miniera
congolese, dove
viene estratto il
minerale da cui si
ricava il coltan.

Grande segheria
nello Swaziland.
La lavorazione del
legname
abbastanza
sviluppata in
questa parte della
regione
subsahariana.

5
Ngorongoro
Conservation
Area (Tanzania). I
grandi parchi
nazionali, insieme
alle aree balneari,
sono unimportante
risorsa turistica
della regione.

97

Modulo 7 AFRICA SUBSAHARIANA

6.

Popoli e Stati
Dagli ominidi
agli imperi coloniali

Larea orientale della regione, dallEtiopia al Sudafrica, stata la culla dellumanit: qui, 5 milioni di
anni fa, comparvero i primi ominidi, i nostri pi lontani antenati, e sempre qui, dopo un lungo processo
di evoluzione, ebbe origine la nostra specie, lHomo
sapiens. Durante il I millennio d.C. vi si erano ormai
diffuse la lavorazione del ferro e lagricoltura, anche
a seguito delle migrazioni dei popoli bantu.
Dal Medioevo, gli Arabi musulmani dellAfrica
settentrionale estesero i propri insediamenti allintera costa dellOceano Indiano, mentre regni neri
sorgevano su quelle guineense (Benin, Yoruba,
Ashanti, Dahomey) e congolese, e nello Zimbabwe (Monomatapa).
La colonizzazione europea inizi dal XV secolo nellarea del Golfo di Guinea, con i Portoghesi,
che nei due secoli successivi furono seguiti da Spagnoli, Inglesi, Francesi e Olandesi. Questi ultimi,
nel Seicento, fondarono allestremo Sud, nella zona
del Capo di Buona Speranza, una colonia di contadini liberi, i Boeri. Gli insediamenti costieri furono
il punto di partenza della tratta degli schiavi,
cio del trasferimento di milioni di Africani nelle
colonie americane.

La cattura degli schiavi e lo spaccato di una nave negriera,


in una stampa del XIX secolo.

Labolizione della schiavit, in un dipinto celebrativo francese


di fine Settecento.

La spedizione
del francese
Mizon nellAlto
Congo, in
unincisione del
1892.

98

Nella seconda met dellOttocento, dopo le esplorazioni di scienziati e viaggiatori nelle aree interne ancora sconosciute, la regione subsahariana fu interamente conquistata e spartita fra le potenze europee
(Francia, Inghilterra, Germania, Italia, Belgio, Portogallo e Spagna). Alla vigilia della prima guerra mondiale, vi era rimasto indipendente soltanto il piccolo
Stato della Liberia, creato nel 1822 da una colonia di
ex schiavi americani. Retaggio della dominazione coloniale il fatto che, dopo lindipendenza, molti Stati
subsahariani hanno adottato il francese o linglese come lingua ufficiale o come seconda lingua ufficiale.

AFRICA SUBSAHARIANA Popoli e Stati

Lindipendenza
e i suoi gravi conflitti
La decolonizzazione e la nascita degli Stati attuali, avvenute dopo la seconda guerra mondiale, hanno posto fine al domino europeo della regione, ma non ne
hanno garantito n la pace, n lo sviluppo. Infatti,
nella seconda met del Novecento essa stata sconvolta da sanguinosi conflitti tra Stati o tra popolazioni e gruppi etnici allinterno degli Stati stessi. In alcuni casi (come in Angola, Mozambico, Sudafrica,
Congo), tali conflitti sono stati provocati dal rifiuto
degli Europei di lasciare libere le colonie, oppure dal
desiderio di mantenere il controllo di zone minerarie particolarmente ricche. Tale situazione si
protratta fino agli anni Ottanta in Sudafrica e Rodhesia (oggi Zimbabwe), Stati indipendenti ma a lungo
governati dalla minoranza bianca dei discendenti europei, che avevano imposto una politica di segregazione razziale (apartheid) nei confronti della maggioranza nera.
Pi spesso, per, allorigine del conflitto (e dellarretratezza economica e sociale) vi sono cause
locali: rivendicazioni territoriali di confine, governi dittatoriali che non garantiscono libert ai diversi gruppi etnici, colpi di Stato e rivolte sociali, contrasti etnico-religiosi allinterno di uno stesso Paese. Negli ultimi decenni, le guerre pi sanguinose
sono state combattute in alcuni Paesi della costa
guineense (Sierra Leone, Liberia, Costa dAvorio),
nella Repubblica Democratica del Congo, in Angola e negli Stati orientali del Ruanda e del Burundi.

Noi alleviamo i loro figli, loro uccidono i nostri. La scritta antiapartheid, su un muro
di Citt del Capo (Sudafrica), degli anni 70 e allude alla tradizionale massiccia
presenza di personale domestico di colore presso le famiglie bianche.

27 aprile 1994,
Pretoria. Le prime
elezioni a suffragio
universale
decretano Nelson
Mandela come
Presidente del
nuovo Sudafrica
post-apartheid.

Caschi blu dellONU e soldati congolesi attraversano un villaggio della


Repubblica Democratica del Congo, uno degli Stati dellarea centroafricana pi
coinvolti nei conflitti.

Il ragazzo con il mitragliatore su un muro di Ngaoundaye


(Repubblica Centrafricana) ci ricorda che i soldati bambini sono
uno degli aspetti pi orribili delle guerre che devastano la regione.

99

Modulo 7 AFRICA SUBSAHARIANA

Esercizi
Povert e disuguaglianze sociali
Come abbiamo visto, le popolazioni subsahariane, nella quasi
totalit, occupano i gradini pi bassi nella graduatoria mondiale

dello sviluppo, a causa di uneconomia arretrata, della presenza


di governi autoritari, del susseguirsi di conflitti e guerre.
Analizziamo ora il principale aspetto del livello di vita nella regione, cio la ricchezza e la sua distribuzione.

1. Osserva la carta, che riporta il Prodotto Nazionale Lordo


per abitante negli Stati del mondo (a parit di potere dacquisto) e la sua distribuzione percentuale nelle grandi regioni continentali.
Europa orientale
e Asia centrale

Asia orientale
e Pacifico

PNL
6,9%

PNL
24,6%

Europa
occidentale

Nordamerica

Medio Oriente
e Africa settentrionale

PNL
24,2%

PNL
23,1%

PNL/ab in dollari/PPA*
pi di 25.000
20.000-25.000

America latina
e Caraibi

15.000-20.000

PNL
4,1%

Asia meridionale

Africa
subsahariana

10.000-15.000
5000-10.000
1000-5000
meno di 1000
dato non disponibile
* PPA = Parit di Potere dAcquisto

PNL
7,4%

PNL
7,3%
PNL
2,4%

Il PNL diverso dal PIL, in quanto comprende anche la ricchezza prodotta da


quei fattori produttivi che non si trovano allinterno del Paese ma allestero
(per es., entra nel PNL il reddito prodotto dagli emigrati allestero).

a. Quali sono e in quale continente si trovano (a parte


lo Yemen) tutti gli Stati con il PNL/ab pi basso?
b. Un PNL/ab inferiore a 1000 dollari allanno significa
che mediamente gli abitanti di questi Stati
dispongono di Quanti dollari al giorno?
c. Con lo stesso sistema di calcolo, trova di quanti
dollari al giorno disponga un abitante dellItalia.
d. Quali sono i pi ricchi fra gli abitanti dellAfrica
subsahariana?
e. Qual la percentuale del PNL/ab subsahariano
rispetto al totale mondiale?
f. Che differenza c tra questa percentuale e quella
dellintera popolazione africana sempre sul totale
mondiale?
g. Quali sono le regioni del mondo che hanno la fetta
maggiore di PNL/ab?
100

2. Con i dati delle tabella sulla percentuale di coloro che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno, costruisci per le
varie regioni del mondo un grafico come il nostro esempio, che si riferisce allAsia orientale e Pacifico.

popolazione che vive con meno di 1,25 $ al giorno (% sul totale)


regione
Asia orientale e Pacifico

1980

2005

78,8

17,5

1,6

5,0

12,3

8,2

8,6

4,6

Asia meridionale

59,4

40,3

Africa subsahariana

50,8

50,4

Mondo

52,0

25,7

Europa orientale e Asia centrale


America latina e Caraibi
Medio Oriente e Africa del Nord

AFRICA SUBSAHARIANA

Esercizi
4. Un altro dato per valutare la distribuzione della ricchezza
allinterno di un Paese costituito dalla consistenza percentuale (sul totale nazionale) del reddito e dei consumi del
20% della popolazione pi povera e del 20% della popolazione pi ricca del Paese stesso. Utilizza i dati della tabella
per costruire dei grafici come il nostro, relativo allItalia.

Asia orientale e Pacifico

1980

2005

00

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

% di reddito e consumi % di reddito e consumi


del 20% pi povero
del 20% pi ricco

Paese

a. Osservando il grafico relativo, che cosa puoi notare


a proposito dellAfrica subsahariana?

Rep. Centrafricana

2,0

65

Nigeria

4,5

56

b. Che differenze riscontri nellevoluzione del dato fra


questa regione e le altre del cosiddetto Terzo
mondo?

Sudafrica

3,0

65

Kenya

5,0

51

Austria

10,5

33

Francia

7,0

40

Italia

9,0

36

3. Il PNL (cos come il PIL) pro capite un dato medio che,


come sappiamo, non permette di valutare come realmente distribuita la ricchezza allinterno di una popolazione, quali sono le disuguaglianze di reddito. A tale scopo,
come ricorderai, disponiamo dellindice di Gini, dove il valore 0 corrisponde allassoluta uguaglianza nella distribuzione del reddito, mentre il valore 1 corrisponde alla massima disuguaglianza. I valori del Gini possono essere indicati anche in percentuale.
Stato

Africa

Asia

America latina

Paesi
industrializzati

Indice di Gini (in %)


Sierra Leone

63

Zimbabwe

57

Sudafrica

59

Bangladesh

30

India

32

Cina

41

Brasile

59

Colombia

57

Cile

49

Italia

35

Regno Unito

37

Francia

33

Stati Uniti

40

a. Come distribuita la ricchezza nei Paesi africani


presi in esame?

Italia

a. Quali differenze noti tra i Paesi


africani e quelli europei?
b. Sapresti spiegare perch in Africa
le disuguaglianze sociali sono pi
forti rispetto alle regioni pi
sviluppate come lEuropa?

5. Prova, infine, a sintetizzare le cause della povert della


popolazione africana, completando la mappa concettuale.
LA POVERT
DELLA POPOLAZIONE AFRICANA

dipende da

i rapporti
internazionali
infatti

leconomia
del continente

lagricoltura

le risorse
minerarie

la situazione politica
infatti

lindustria

b. Che differenze noti tra questi Paesi e gli altri del


mondo, in particolare quelli asiatici ed europei?

101

MODULO

8
A

le

1.

l e
I s o

America
anglosassone
Spazi fisici e ambienti naturali

Le Americhe

Tre regioni fisiche

LAmerica un continente vasto 42 milioni di km2 che si estende dalla regione artica a quella antartica nei due emisferi terrestri per ben 16.000 km: il punto pi settentrionale costituito
dal Capo Morris Jesup, in Groenlandia, quello pi meridionale da Capo Horn, presso la Terra del Fuoco. Pi che di America corretto parlare di Americhe; infatti il continente formato da tre regioni fisiche: America settentrionale (Canada, Stati Uniti e Messico), America centrale (Stati istmici e caraibici),
America meridionale (tutti i Paesi dalla Colombia al Cile). Dal
punto di vista umano, invece, si soliti suddividere il continente in America anglosassone, formata da 2 Stati, il Canada e
gli Stati Uniti, la cui popolazione parla in prevalenza linglese, e
America latina, comprendente tutti gli altri Stati dove si parlano lo spagnolo e il portoghese, lingue neolatine.

A occidente corre da nord a sud unampia fascia montuosa costituita da un insieme di catene geologicamente giovani, molto
elevate: le maggiori sono la Catena dellAlaska, dove si innalza il monte McKinley (6194 m), il pi elevato del Nordamerica,
le Montagne Rocciose, le Montagne Costiere e la Catena
Costiera, la Sierra Nevada. Allinterno di queste catene si allargano vasti altipiani, come il Great Basin e lAltopiano del
Colorado. I maggiori fiumi che nascono da queste montagne
e sfociano nel Pacifico sono lo Yukon, che attraversa lAlaska,
il Columbia e il Colorado.

Tra Atlantico, Oceano Artico e Pacifico


LAmerica anglosassone una regione di quasi 10 milioni di
km2, bagnata a nord dallOceano Artico, a est dallAtlantico e
a ovest dal Pacifico, che si protende verso lAsia con la grande penisola dellAlaska e con larcipelago delle Aleutine; i
due continenti sono separati dallo Stretto di Bering, un braccio di mare largo 92 km, che mette in comunicazione lOceano Artico con il Pacifico.
Le coste artiche si presentano molto articolate per il susseguirsi di numerose isole, anche di grandi dimensioni, tra le
quali la Groenlandia, la pi grande del mondo (2.175.000
km2), le isole di Baffin e Vittoria, larcipelago Regina Elisabetta. Le acque dellArtico penetrano nella grande Baia di
Hudson, delimitata dalla penisola del Labrador. Lungo le coste atlantiche emergono a nord le isole di Terranova e Nuova
Scozia, mentre a sud si protende la penisola della Florida,
che delimita lampio Golfo del Messico. Pi uniformi le coste
del Pacifico, che nella sezione settentrionale sono incise da
numerosi fiordi.
In base allaspetto fisico e alle caratteristiche geologiche,
possiamo individuare nellAmerica anglosassone tre grandi
regioni.
102

Tutta la regione centrale, che ricalca la forma triangolare del


continente, occupata dalle pianure centrali (Interiors
Plains) canadesi e statunitensi. Alla base settentrionale di
questo triangolo, attorno alla Baia di Hudson, si trova lo zoccolo pi antico del continente, il cosiddetto Scudo Canadese. Il suo territorio stato profondamente eroso e modellato
dalle antiche glaciazioni, che hanno formato colline moreniche
e un insieme di grandi bacini lacustri che si susseguono dallArtico allAtlantico: in Canada i maggiori sono il Grande Lago degli Orsi, il Grande Lago degli Schiavi, il Lago Winnipeg, mentre tra Canada e Stati Uniti si estende la regione dei
Grandi Laghi, cio il Lago Superiore, il pi esteso del mondo
(84.131 km2) e i laghi Michigan, Huron, Erie e Ontario, collegati allAtlantico dal fiume San Lorenzo. Le grandi pianure
sono percorse anche dai maggiori fiumi nordamericani, in particolare dal Mississippi, che con i suoi affluenti, come il Missouri e lArkansas, forma un bacino idrografico di 3.300.000
km2 e sfocia nel Golfo del Messico con un grande delta.
La terza regione costituita dalla fascia costiera atlantica che
si allunga negli Stati Uniti dal Golfo di San Lorenzo al Golfo
del Messico. La pianura costiera si allarga nella parte meridionale, dove forma la penisola della Florida, e lungo la costa del
Golfo del Messico. Alle spalle delle coste si allungano per
2500 km, con una serie di catene, altipiani e massicci isolati,
i Monti Appalachi, rilievi antichi fortemente erosi che superano di poco i 2000 metri con il Monte Mitchell.

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ne

C. MORRIS JESUP

C. COLUMBIA

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(Brit.)

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Le Montagne Rocciose.

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Raleigh
C. HATTERAS
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Knoxville

Little Rock
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New York
Filadelfia
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WASHINGTON

Louisville

St. Louis

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Oklahoma City

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Cincinnati

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Kansas City

Boston
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Detroit
Lago Erie
Chicago
Pittsburgh
Cleveland
Bassopiano
Columbus
Indianapolis
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i

Dallas

M E S S I C O

Anticosti

AS
Puerto Rico

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(USA)

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Il fiume Mississippi.

Saint John's

Terranova

Golfo di
S. Lorenzo

Sault Sainte
Montral
Marie
Lago
Superiore
Lago OTTAWA
Huron
Lago
Lago Michigan
Toronto
Ontario

Saint Paul

Fort Worth

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Chicoutimi

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Spokane

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degli Schiavi

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OCEANO ARTICO

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Arches Park (Utah).

REP.
DOMINICANA

Modulo 8 AMERICA ANGLOSASSONE

2.

Clima e ambiente
Dalla tundra artica
ai deserti del sudovest

Everglades
National Park,
Florida (USA).
Nella regione del
Golfo del Messico,
alla fine dellestate,
violenti uragani
atlantici spesso
raggiungono le
coste meridionali
degli USA,
devastandole.
Invece, lungo la
fascia a ridosso
delle Montagne
Rocciose si
formano furiosi
tornado, prodotti
dallo scontro delle
masse daria calda
provenienti dal
Golfo del Messico
e quelle fredde
polari.

Situata fra il Tropico del Cancro e il Circolo polare


artico, lAmerica anglosassone presenta condizioni
climatiche tipiche delle regioni temperate e di
quelle fredde. Su di esse ha notevole influenza la
disposizione nord-sud delle catene montuose occidentali, che favorisce lafflusso dei gelidi venti polari e di quelli umidi tropicali, provenienti dal Golfo
del Messico, mentre ostacola quello verso linterno
del continente degli umidi venti occidentali. Molto
importante anche linflusso delle correnti calde del
Golfo sulle coste atlantiche, della corrente calda
delle Aleutine e di quella fredda della California
sulle coste del Pacifico.
Nelle isole artiche, nellAlaska statunitense e
nella fascia costiera settentrionale si ha clima polare, con inverni rigidissimi, estati fresche e una
scarsa piovosit: questa la regione della tundra
artica. Quasi tutto il restante territorio canadese
dominato dal clima boreale, con inverni molto
freddi ed estati miti; le piogge sono scarse nelle zone interne, pi abbondanti sulle coste, soprattutto
quelle del Pacifico, e nellarea dei Grandi Laghi, dove, inoltre, le temperature medie sono meno fredde; tutta la regione occupata dalla foresta di conifere. Pi diversificata la situazione climatica degli Stati Uniti. Le principali differenze riguardano i

climi posti a est e quelli posti a ovest del 100 meridiano, considerato il confine tra la regione umida e
quella arida.
A oriente del meridiano, sono presenti due regioni climatiche. Quella settentrionale, che comprende i Grandi Laghi, caratterizzata da clima
temperato fresco, con piogge abbondanti, soprattutto nei mesi estivi, e temperature medie moderate. Invece la regione meridionale, affacciata
sul Golfo del Messico, ha clima subtropicale
umido, con temperature invernali miti ed estati
calde e piovosit elevata, particolarmente in primavera-estate. La vegetazione formata da rigogliose foreste di latifoglie; tipiche delle zone pi
meridionali sono le aree paludose boscate, come le
Everglades della Florida. A occidente del 100 meridiano, domina il clima continentale arido, caratterizzato da forti escursioni termiche annue e
ridotta piovosit. La vegetazione tipica di questa
regione la prateria (grasslands). Nella parte
sud-occidentale il clima molto arido, con temperature estive elevate: dalla prateria si passa alla
steppa e ai deserti, come il Great Basin e il Mojave, dove si trova la Valle della Morte. Lungo la
costa nord-occidentale, il clima, temperato umido, ha favorito la formazione delle caratteristiche
foreste di sequoie e abeti Douglas; nella zona meridionale il clima si fa pi caldo e secco e si passa
alla macchia mediterranea.

La Valle della Morte, nel Deserto di Mojave, tra la California e il Nevada (USA).

104

AMERICA ANGLOSASSONE Clima e ambiente

In pericolo il Grande Nord americano


ghiacci polari, la tundra e le foreste boreali, cio gli ecosistemi del Grande Nord
americano, sono seriamente minacciati dalle attivit umane. Per
effetto del riscaldamento globale,
pi elevato nelle zone settentrionali, i ghiacci polari si stanno rapidamente sciogliendo: in ventanni
(1988-2008), la loro superficie
passata da circa 7,5 a 4,5 milioni di
km2. Particolarmente preoccupante la situazione della Groenlandia, che da sola raccoglie il 10%
dei ghiacci del pianeta, con strati
vecchi anche di otto milioni di anni; infatti, laumento dellacqua
dolce di fusione, che in un decennio pi che raddoppiato, innalzer il livello degli oceani e potrebbe
alterare il percorso della Corrente
Nordatlantica. Inoltre, la scomparsa dellambiente glaciale minaccia
la vita tradizionale dei circa 10.000
Inuit groenlandesi, che vivono
soprattutto di caccia e pesca. Anche la superficie del permafrost si
sta rapidamente riducendo, con la
conseguenza che la tundra si trasformer in un deserto.
Lo scioglimento dei ghiacci polari ha riaperto il passaggio di
nordovest fra Atlantico e Pacifico,
ma anche questo effetto, positivo
per le comunicazioni internazionali, diverr negativo per lambiente, poich ha rilanciato la corsa alle ricchezze minerarie dellArtico tra gli Stati che vi si affacciano. Lo sfruttamento delle risorse
minerarie, in specie petrolio e gas
naturale, la principale minaccia
anche per la tundra e le foreste
dellAlaska e del Canada. NellAlaska settentrionale, la vasta tundra
affacciata sul Mare di Beaufort,
ricchissima di fauna (uccelli, carib, balene boreali), ha gi visto il
sorgere di 19 campi petroliferi:
una superficie di 26.000 km2 su cui

Gli Inuit groenlandesi vedono oggi minacciati i loro modi di vita tradizionali dalla crisi
dellecosistema glaciale.

corrono 3000 km di oleodotti. Altrettanto grave la situazione nelle


foreste occidentali dellAlberta canadese, nella valle dellAthabasca
dove si trovano i pi ricchi giacimenti di sabbie bituminose del
mondo (corrispondenti a 174 miliardi di barili di petrolio, pari quasi alle riserve saudite). Laumento
crescente del prezzo del petrolio
ha reso conveniente lo sfrutta-

mento di queste sabbie da parte di


compagnie alle quali il governo canadese ha accordato concessioni
su una superficie di quasi 50.000
km2. Le conseguenze saranno non
solo la distruzione delle fitte foreste dellAlberta, ma anche linquinamento dellAthabasca e del lago
omonimo, per le sostanze tossiche
impiegate nel processo di estrazione.

La maestosa bellezza di un
paesaggio del Grande Nord
americano, nella regione dello
Yukon (Canada).

105

Modulo 8 AMERICA ANGLOSASSONE

3.

Popolazione e urbanizzazione
Il melting pot

Manifestazione
per i diritti degli
immigrati
messicani negli
USA. Paghiamo le
tasse. Creiamo
ricchezza. Siamo
esseri umani.
Siamo lavoratori.
Non siamo
criminali. Non
siamo terroristi.

Lattuale popolazione dellAmerica anglosassone


(300 milioni di Statunitensi e 31 di Canadesi) il
prodotto del flusso di immigrati giunti negli ultimi quattro secoli, tanto da essere definita un
melting pot (crogiuolo). NellOttocento e nei
primi decenni del Novecento, negli Stati Uniti si
verific la fase di maggiore immigrazione di Europei, provenienti da tutte le regioni del nostro
continente, ma in particolare da quelle centroorientale e mediterranea, al ritmo di un milione
di arrivi allanno; molto elevato anche lafflusso
di Asiatici sulle coste del Pacifico. Dopo un periodo di rallentamento, dovuto allintroduzione
di norme pi restrittive, dal secondo dopoguerra
si aperta lattuale fase, caratterizzata da una
forte ripresa dellimmigrazione sia negli Stati Uniti che in Canada, soprattutto dallAsia e dallAmerica latina, con un ritmo annuo di circa un
milione di persone negli USA e 400.000 in Canada. Recentemente, molto cresciuta limmigrazione clandestina dal Messico e dallAmerica
centrale, che le autorit statunitensi hanno cercato di bloccare con la costruzione di un muro
lungo i confini meridionali; si calcola che attualmente gli immigrati illegali negli USA siano pi di
12 milioni.

Migrazioni interne,
densit e ritmi demografici
Lattuale distribuzione demografica dellAmerica
anglosassone il prodotto delle migrazioni del passato, ma anche delle forti migrazioni interne caratteristiche degli Statunitensi. Nei primi decenni del
Novecento fu soprattutto la popolazione nera a
spostarsi dalle vecchie piantagioni del Sud verso le
citt del Nord. Dopo la seconda guerra mondiale, i
flussi hanno seguito due direttrici principali: dal
Nordest verso la California e, in tempi recenti, verso la Florida e il Sudovest. Pi modesti gli spostamenti dei Canadesi verso le coste del Pacifico. Oggi la regione pi densamente abitata degli USA
(con oltre 100 ab/km2) quella nord-orientale, da
sempre la principale porta daccesso dellimmigrazione europea. Altrettanto elevata la densit demografica della regione dei laghi, sia sul versante statunitense che su quello canadese, il cosiddetto
Canada utile, dove vive il 90% dei Canadesi. Invece, gran parte del Canada e vaste regioni montuose e desertiche degli Stati Uniti di Sudovest registrano densit inferiori a 1 ab/km2.
Limmigrazione ha condizionato anche i ritmi demografici della popolazione nordamericana: poich
gli immigrati sono soprattutto giovani, ne deriva lelevato tasso di crescita naturale della popolazione, che negli ultimi decenni ha superato il 10.

Gara podistica per le vie di San Francisco (California). La


popolazione nordamericana abbastanza giovane e presenta un
elevato tasso di crescita naturale.

106

AMERICA ANGLOSASSONE Popolazione e urbanizzazione

La Chinatown di Manhattan, a New York (USA). La diffusa presenza asiatica


nel Paese dovuta ai consistenti flussi migratori, che datano sin dallOttocento.
Lespansione urbana di Boston dal XIX al XXI secolo. Termini del confronto sono una
mappa del 1838 e una fotografia satellitare del 2001.

Unespansione urbana
relativamente recente
Lurbanesimo nella regione un fenomeno abbastanza recente, essendo nato nel XIX secolo, ma in poco
tempo ha avuto unespansione enorme. Oggi la popolazione urbana supera infatti l80% del totale regionale. Negli USA, le citt milionarie sono 29, di cui sei superano i 5 milioni. Le aree ad alta densit urbana sono in primo luogo la costa nordorientale degli Stati
Uniti, da Boston a Washington D.C., dove si estende
la megalopoli atlantica, una delle maggiori del mondo
(complessivamente, oltre 50 milioni di abitanti), con
al centro la citt di New York, il cui agglomerato ur-

bano supera i 18 milioni di abitanti, e altre due metropoli con pi di 5 milioni, cio la capitale federale
Washington D.C. e Filadelfa. Contigua a essa la
regione urbana dei Grandi Laghi, nella quale si addensano le maggiori metropoli canadesi (Toronto e
Montreal) e numerose metropoli industriali statunitensi, prima fra tutte Chicago, nella cui area metropolitana vivono circa 10 milioni di persone, seguita da
altre citt milionarie come Detroit, Cleveland, Minneapolis e Pittsburgh. Tra le altre citt multimilionarie statunitensi primeggiano le metropoli californiane di Los Angeles e San Francisco, i cui agglomerati urbani accolgono rispettivamente 16 e 7 milioni di abitanti.

La skyline di
Toronto, in cui
spicca la Canadian
National Tower
(553 m). Con il
suo 36% di
abitanti di origine
non europea, la
metropoli
canadese
considerata una
delle citt pi
multiculturali del
mondo.

Pittsburgh,
Pennsylvania (USA).
La grande citt, che
sorge alla
confluenza di due
fiumi, presenta gli
elementi urbanistici
che differenziano le
citt nordamericane
da quelle europee:
la pianta regolare
(o a scacchiera) e
la mancanza di un
centro storico,
sostituito dal Centro
degli affari (Central
Business District)
con la caratteristica
skyline dei grattacieli.

107

Modulo 8 AMERICA ANGLOSASSONE

4.

Economia e societ: il settore primario


dividualismo intraprendente. Infine, bisogna ricordare il ruolo svolto nelleconomia mondiale dalla
formazione negli USA di gigantesche multinazionali con ramificazioni in tutto il mondo e il peso politico e militare conquistato con la vittoria nella seconda guerra mondiale e cresciuto dopo la fine dellURSS. Negli ultimi anni per, soprattutto dopo le
crisi che hanno colpito la rete finanziaria internazionale che agli USA fa capo, sono emersi con maggiore evidenza alcuni punti di debolezza delleconomia nordamericana, come la perdita di competi1

La regione guida
delleconomia mondiale
1
Foresta destinata
allo sfruttamento
del legname in
Canada.

2
Allevamento dei
bovini da latte in
California (USA).

3
Allevamento
brado dei bovini
(ranching) nel
Wisconsin (USA).

4
Agrumeto della
Florida, nella
Subtropical Belt
(USA).

5
Coltivazione del
frumento
nellIndiana (USA).

6
Piantagione di
cotone nel
Mississippi (USA).

108

Da pi di un secolo lAmerica anglosassone, e in


particolare gli Stati Uniti, rappresenta la massima
potenza economica del mondo, dove ha diffuso un
modello basato sulleconomia liberista e i consumi.
Lapice della potenza fu raggiunto negli anni Cinquanta, quando gli USA controllavano il 50% della
produzione mondiale. Nei decenni successivi diventata sempre pi forte la competizione dellEuropa, dellURSS, del Giappone e, pi recentemente,
delle nuove potenze asiatiche. Tuttavia gli USA rimangono la prima potenza in ogni settore economico, dallagricoltura allindustria manifatturiera, dallhigh-tech ai servizi, in particolare finanza e telecomunicazioni: oggi sono i primi nel mondo per il valore del PNL nazionale e nel commercio internazionale (con il 13% del totale). Alla base del prodigioso sviluppo degli Stati Uniti, e in misura minore del
Canada, vi sono diversi fattori geografici e storici, a
cominciare dalla disponibilit di vasti spazi fertili e
di notevoli ricchezze minerarie. La crescita impetuosa della popolazione, e in particolare di quella
giovane proveniente da tutti i continenti, ha a sua
volta favorito lo sviluppo di uneconomia capitalistica molto dinamica e di una societ basata sullin-

AMERICA ANGLOSASSONE Economia e societ: il settore primario

tivit nei confronti dei Paesi emergenti quali la Cina, la conseguente crescita della disoccupazione e
lenorme indebitamento dello Stato e dei cittadini.

I fattori di unagricoltura
da primato
Lagricoltura nordamericana una delle pi efficienti e produttive del globo: infatti, gli Stati Uniti, la
cui popolazione costituisce meno del 5% del totale,
2

forniscono il 13% della produzione agricola mondiale; in particolare lagricoltura nordamericana la


prima esportatrice di cereali e primeggia nella produzione di mais, soia e cotone. Tale enorme successo dovuto allo sfruttamento di vasti spazi coltivabili, in particolare le fertili pianure centrali e meridionali; alla disponibilit di grandi quantit di acqua, potenziata con la costruzione di centinaia di dighe lungo i fiumi principali; allimpiego di tecniche
allavanguardia e alla meccanizzazione spinta, che
ha ridotto gli addetti al settore primario al 2% della
popolazione attiva; alla formazione di multinazionali del cosiddetto agrobusiness, che controllano i
mercati mondiali dei prodotti agricoli. Molto importante per lo sviluppo dellagricoltura stata, ed ,
anche la creazione di fasce territoriali (belt) specializzate, secondo le condizioni ambientali.

Le grandi belt degli USA


e le immense foreste canadesi

Nelle pianure centrali degli Stati Uniti, si trovano a


nord la fascia del frumento (Wheat Belt), al centro
la fascia del mais e della soia (Corn-Soy Belt), pi
a sud quella del cotone (Cotton Belt). Nella regione dei laghi si incontra la fascia dellallevamento
bovino e suino, attorno alla megalopoli atlantica la
fascia frutticola e avicola, mentre le coste meridionali della Florida e del Golfo del Messico costituiscono la Subtropical Belt, specializzata in canna da zucchero, tabacco, riso, agrumi. Tutta la
parte occidentale del territorio statunitense, pi
arida e montuosa, si dedica allallevamento estensivo di bovini e ovini (ranching), mentre in California, Arizona e New Mexico sono state create oasi specializzate nella produzione di frutta, ortaggi
e cotone. Nelle regioni montuose dellOvest e dellEst, infine, le foreste sono sfruttate per la produzione di legname, di cui gli USA sono i primi produttori mondiali.
Il Canada ha una superficie coltivata pi ridotta
(5% del territorio nazionale), dalla quale si ricavano
per elevate quantit di cereali. Ma la principale
ricchezza primaria del Canada sono le foreste (3
milioni di km2, dieci volte la superficie italiana), dalle quali si ricavano grandi quantit di legname.

109

Modulo 8 AMERICA ANGLOSASSONE

5.

Economia e societ: lindustria e il terziario


Unindiscussa leadership
industriale

1
Sfruttamento
petrolifero
delle sabbie
bituminose
nella valle
dellAthabasca,
nella provincia
canadese di
Alberta.

2
Produzione
di microchip
in unazienda
high-tech della
Silicon Valley,
presso San
Francisco
(California).

3
Industria
aeronautica
presso Los
Angeles
(California).

4
Estrazione del
petrolio nel Texas.

5
La Borsa di New
York, nel distretto
finanziario di Wall
Street, centro
delleconomia
mondiale.

6
Industria della
carta e della
pasta di legno in
Canada.

Da oltre un secolo, gli Stati Uniti rappresentano la


massima potenza industriale del mondo. Alla base
di tale sviluppo vi sono, innanzi tutto, le notevoli risorse minerarie, a partire dal carbone e dal ferro
estratti in grandi quantit dai ricchi giacimenti del
nordest e degli Appalachi. Furono proprio questi
giacimenti, oltre alla presenza di grandi citt con la
vasta manodopera fornita dagli immigrati, a favorire sin dalla fine dellOttocento il sorgere nellarea
nord-orientale, dai Grandi Laghi alla costa atlantica, della fascia industriale, la Manifacturing Belt.
Questa ancora oggi la pi grande regione industriale del Paese, tuttavia alcuni settori tradizionali
(siderurgia e meccanica) che hanno fatto nascere grandi poli industriali a Chicago, Detroit,
Pittsburgh, Filadelfia, Baltimora sono in crisi; basti pensare al settore di punta dellautomobile: nel
1946 si produceva qui pi dell80% delle vetture del
mondo, oggi le autovetture statunitensi sono meno
della met di quelle prodotte dal Giappone.
Subito dopo il carbone, a dare una spinta imponente alla produzione industriale degli Stati Uniti
stato il petrolio, estratto in grandi quantit assieme
al gas naturale (gli USA ne sono rispettivamente i
terzi e i secondi produttori mondiali) nelle regioni
meridionali (Texas, Louisiana, Golfo del Messico, California) e pi recentemente in Alaska. Carbone e petrolio, oltre a fornire materia prima per lindustria
chimica, costituiscono la principale fonte di produzione dellenergia elettrica (80% del totale).
Negli ultimi decenni grandi regioni industriali
sono sorte prima nel Sud, attorno ai giacimenti petroliferi, e, pi recentemente, a Ovest, in California,
ma anche attorno a metropoli come Phoenix e
Seattle; in queste zone si sono sviluppati i settori
dellindustria pi avanzata, basati sulla ricerca e
sullalta tecnologia, nei quali gli USA detengono
una forte leadership mondiale: elettronica, informatica (nella cosiddetta Silicon Valley, presso

110

AMERICA ANGLOSASSONE Economia e societ: lindustria e il terziario

San Francisco, massima produttrice di software


per computer, ma anche nel nordest), aeronautica, telecomunicazioni, biotecnologie.
Anche il Canada ricco di minerali, in particolare gas naturale, petrolio (sabbie bituminose)
uranio (primo posto nel mondo). Le attivit industriali canadesi, concentrate nellarea metropolitana dei Grandi Laghi, spaziano in tutti i settori da
quelli pi tradizionali (cantieristica, industria
della cellulosa e della carta) a quelli con elevato
contenuto tecnologico (bioingegneria, biotecnologie, chimica fine, industria aerospaziale).

Il ruolo globale della finanza


e del commercio
3

Oggi, comunque, leconomia dellAmerica anglosassone si basa soprattutto sulle attivit terziarie, che
occupano oltre il 75% della popolazione attiva e svolgono un ruolo economico fondamentale a livello
mondiale, a partire da quelle finanziarie. Gli Stati Uniti esercitano, infatti, un controllo sulla Banca Mondiale e sul Fondo Monetario Internazionale, anche
grazie al ruolo del dollaro negli scambi internazionali (50% delle transazioni) e alla presenza a New
York della maggiore borsa mondiale (Wall Street).
Gli USA, che costituiscono il modello della societ consumistica, sono inoltre la patria delle tecniche
e delle strutture commerciali diffusesi in tutti il
mondo, quali i supermarket, i discount store, i centri commerciali, il franchising, la vendita per corrispondenza, la televendita e il commercio online.
Non un caso che una delle maggiori multinazionali esistenti sia proprio unazienda commerciale, la
Wal-Mart, che ha costruito in tutto il mondo una catena di supermercati con 1.600.000 dipendenti e un
fatturato di 310 miliardi di dollari, superiore al PIL
della Turchia. Gli Stati Uniti continuano a detenere
il primato nel commercio internazionale, di cui controllano il 15%, anche se da decenni la bilancia commerciale statunitense in forte passivo.

111

Modulo 8 AMERICA ANGLOSASSONE

6.

Popoli e Stati
Dalle prime colonie
alle attuali confederazioni

Prima della sua scoperta da parte degli Europei, il


Nordamerica era abitato da circa 3 milioni di Amerindi, gli Indiani, discendenti dai gruppi di cacciatori, pescatori e raccoglitori migrati dallAsia circa 40 mila anni fa attraverso lo Stretto di Bering:
decine di popoli che parlavano lingue differenti e
con diversi tipi di culture ed economie. Nel XVI secolo, sulla scia dei colonizzatori spagnoli che dallattuale Messico si erano spinti verso nord, coloni
olandesi e inglesi si erano insediati sulla costa atlantica del Nordamerica, dove agli inizi del Settecento avevano fondato tredici colonie, nucleo originario degli USA. Linterno del continente, a partire
dalla regione dei Grandi Laghi, era stato invece
esplorato e colonizzato dai Francesi, mentre in Alaska erano giunti i Russi. Nel 1775 le tredici colonie
inglesi della costa atlantica si ribellarono alla madrepatria sotto la guida di George Washington e il
14 luglio 1776 il Congresso di Filadelfia proclam
lindipendenza degli Stati Uniti dAmerica, riconosciuta dallInghilterra nel 1783.
Nel corso del XIX secolo gli Stati Uniti, anche
per la spinta della crescente immigrazione dallEuropa, si estesero verso sud e verso ovest, creando
nuovi Stati mediante accordi con la Francia, la Spagna e il Messico. Ma la conquista effettiva dei territori del West fu realizzata attraverso guerre contro
i popoli amerindi, infine decimati e costretti a vivere in riserve. Gli ultimi territori della Federazione
furono lAlaska, comprata dai Russi nel 1867, e le
Hawaii, larcipelago del Pacifico conquistato nel
1898. I due territori sono diventati il 49 e il 50 Stato USA nel 1958 e nel 1959.
Anche il Canada nel XVII secolo fu popolato da
coloni inglesi e francesi, passando interamente nel
1764 sotto la dominazione britannica; ma nella regione del Quebec continuarono a vivere circa 70 mila coloni francofoni. NellOttocento anche le colonie
canadesi si costituirono in Confederazione, rimasta
dominion della corona inglese fino al 1931, quando
ne fu riconosciuta la piena indipendenza nellambito
del Commonwealth. Il Canada, come gli USA, uno
Stato federale, diviso in 10 province e 3 territori.
La battaglia presso Yorktown, in Virginia (dipinto americano
dellOttocento). La disfatta dei Britannici a Yorktown segn di
fatto la fine della guerra dindipendenza.

112

Viaggiatori bianchi in un grande accampamento indiano


(stampa del XIX secolo).

AMERICA ANGLOSASSONE Popoli e Stati

La formazione
di una potenza mondiale
Gli Stati Uniti, che gi alla fine dellOttocento erano
diventati la massima potenza economica, nel corso
della prima met del Novecento hanno assunto un
ruolo mondiale anche come potenza politica e
militare. Decisivo impulso in questa direzione
stato dato dalle due guerre mondiali: il loro intervento militare in Europa e in Asia e il declino delle
potenze coloniali europee hanno aperto agli USA la
strada per diventare la nazione guida del mondo
occidentale. Dagli anni Cinquanta, essi hanno fronteggiato lUnione Sovietica e i Paesi del blocco comunista nella cosiddetta guerra fredda attraverso il crescente rafforzamento dellapparato militare, soprattutto nucleare, e anche intervenendo militarmente in alcune guerre locali (Corea, Vietnam); inoltre hanno realizzato una rete di trattati
con molti Stati del mondo, per il contenimento dellespansione comunista. Negli anni Novanta, in seguito alla disgregazione dellURSS con la fine dei
regimi comunisti dellEuropa orientale, gli USA sono diventati lunica grande potenza protagonista
della globalizzazione; ma il loro predominio politico
messo in crisi da nuove minacce come il terrorismo internazionale, mentre il predominio economico messo in forse dalla crisi economica internazionale e dallimpetuoso emergere di nuove potenze mondiali, come la Cina.

Soldati statunitensi in Vietnam, nellambito della guerra conclusasi nel 1975.

I discendenti dei coloni bianchi


e degli immigrati europei
rappresentano la maggioranza della
popolazione nordamericana. Le
minoranze sono costituite dagli
Afroamericani che discendono
dagli schiavi deportati nel SeiSettecento e ancora oggi subiscono
forme di discriminazione economica
e sociale dagli Asiatici, dagli
Ispanici (attualmente la pi
consistente), dagli Amerindi (nella
fotografia qui a fianco) circa met
dei quali, negli USA, vive ancora
nelle riserve e dagli Inuit canadesi,
ai quali nel 1999 il governo ha
riconosciuto lampia autonomia del
territorio del Nunavut. Sempre in
Canada, rappresentano una
minoranza anche i francofoni del
Quebec, che da decenni rivendicano
una qualche forma di indipendenza
(nella fotografia allestrema destra),
tuttavia bocciata da un referendum
nel 1995.

113

Modulo 8 AMERICA ANGLOSASSONE

Esercizi
Melting pot e conflitti di culture
La popolazione dellAmerica anglosassone, come abbiamo visto, si
formata nel giro di pochi secoli per la crescente immigrazione di
individui provenienti soprattutto dallEuropa, ma anche dagli altri
continenti. Ne nato un tipo di societ particolare, che stata defi-

1. Con i dati della tabella sulla popolazione degli Stati Uniti, costruisci un grafico cartesiano come il nostro esempio, relativo ai flussi migratori.
andamento demografico degli USA
tra il 1850 e il 2006 (in milioni ab)
anno

popolazione anno
23

1940

132

1860

31

1950

151

1870

39

1960

170

1880

50

1970

203

1890

63

1980

226

1900

76

1990

248

1910

92

2000

281

1920

106

2006

300

1930

123

f. In che cosa si differenzia il flusso migratorio degli


Europei da quello dei Latinoamericani e degli
Asiatici?

immigrati per aree di provenienza


50

1961-70
1971-80
1981-91
1992-02

40

percentuale

30

10

1850

1900

1950

Africa

America
meridionale

Canada,
Messico,
Caraibi,
America C.

Europa

2. Con i dati degli Stati Uniti relativi alle proiezioni al 2050


e in base alle indicazioni della legenda, disegna un areogramma come il nostro esempio, che si riferisce ai dati del
2008. Disegna un areogramma anche con i dati della tabella relativa al Canada.
composizione etnica della popolazione
(% sul totale)
Stati Uniti
gruppo etnico

20

Asia

milioni di persone

c. Esiste un rapporto tra la crescita della popolazione e


landamento dei flussi migratori?

e. Da quale regione continentale proviene la


maggioranza degli immigrati nella seconda met del
Novecento?

flussi di immigrazione per decenni


10

b. In quali decenni la crescita demografica stata


maggiore? In quali pi lenta?

d. Come spieghi il forte calo delle migrazioni nei


decenni 1920-40?

popolazione

1850

nita, con espressione inglese, un melting pot, cio un crogiuolo,


una mescolanza di popoli e culture. Altri hanno invece paragonato
questa societ a una salad bowl, una insalatiera, nella quale le diverse verdure si mescolano ma rimangono distinte e conservano le
proprie caratteristiche. Inoltre, ancora oggi lintegrazione tra i popoli e le culture non ha eliminato i conflitti sociali tra di essi.

2008

Bianchi non ispanici

69,5

46,0

Ispanici

14,0

30,0

Afroamericani

12,0

15,0

Asiatici

4,0

8,0

Amerindi

0,5

1,0

2000

= Bianchi non ispanici

Dopo aver osservato il grafico e listogramma, rispondi alle domande.

= Ispanici
= Afroamericani
= Asiatici

a. Qual stato landamento demografico degli Stati


Uniti dal 1860 a oggi?

114

2050

= Amerindi

AMERICA ANGLOSASSONE

Esercizi
composizione etnica della popolazione
(% sul totale)

USA: composizione etnica della popolazione di alcuni Stati


(% sul totale)

Canada

Stato

gruppo etnico

2005

Bianchi anglofoni

34,0

Bianchi francofoni

23,0

Altri bianchi europei

= Bianchi anglofoni
= Bianchi francofoni

20,0

Bianchi e altri Afroamericani Ispanici

Massachusetts

85

Michigan

82

14

Colorado

77

19

North Carolina

72

22

Arizona

69

28

Florida

65

16

19

Louisiana

64

33

Georgia

63

30

California

60

35

New Mexico

59

39

Texas

53

12

35

District of Columbia

37

56

= altri Bianchi europei

Amerindi e Inuit

4,0

altri

= Amerindi e Inuit

19,0

= altri

Stati Uniti: et media dei tre principali gruppi etnici

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100
New
Hampshire
Maine
Vermont

Washington
Montana

North Dakota

a. Qual la situazione attuale della popolazione


statunitense per quanto riguarda la sua
composizione etnica?
b. Come cambier nel 2050? Quali sono le cause di
tale cambiamento? Per rispondere osserva anche il
grafico che riporta let media delle tre principali
etnie.

Idaho

South Dakota

Wisconsin
Iowa

Nevada
Utah

Arizona

New Mexico

Kansas

Missouri

Oklahoma

Arkansas

Texas

Pennsylvania Connecticut
New
Ohio
Jersey
West
Delaware
Virginia Virginia
Kentucky
North Carolina Maryland
Tennessee
South
Carolina District of
Columbia
Alabama Georgia

Illinois Indiana

Colorado

California

New York
Michigan

Wyoming
Nebraska

Rhode
Island

Michigan

Minnesota

Oregon

Mississippi

Massachusetts

Louisiana

Florida

c. Per quali aspetti la composizione etnica della


popolazione canadese molto diversa da quella
Statunitense?
d. Sai spiegare la presenza in Canada di una
consistente comunit di bianchi di origine francese?

a. In quali Stati maggiore la presenza di ciascuna


delle tre etnie principali?

e. Dove concentrata questa comunit?

b. Come spieghi la maggiore concentrazione di


Ispanici negli Stati meridionali?

f. Chi sono gli Inuit e quale importante riconoscimento


politico hanno ottenuto negli ultimi anni?

c. Perch, invece, gli Afroamericani sono pi numerosi


negli Stati dellEst?

3. Mediante grafici come il nostro (relativo al Massachusetts), riporta sulla carta degli USA, i dati relativi alla composizione etnica di alcuni Stati, come risultano dalla tabella
(usa i colori della legenda dellesercizio 2).

4. Per concludere, divisi in gruppi, svolgete una ricerca, illustrando, per ciascuno dei principali gruppi etnici presenti
nellAmerica anglosassone, storia, consistenza attuale,
distribuzione territoriale, condizioni sociali, conflitti.

115

MODULO

America latina

1.

Spazi fisici e ambienti naturali

Dal Messico alla Terra del Fuoco

Tre regioni fisiche

Con il nome di America latina si indica la regione storico-geografica che comprende i 32 Stati del continente anticamente
colonizzati dalla Spagna e dal Portogallo, nei quali ancora oggi si parlano prevalentemente lo spagnolo o il portoghese. Vasta circa 22 milioni di km2, essa si estende dal Golfo del Messico a Capo Horn, nella Terra del Fuoco, la punta pi meridionale dellAmerica. interamente bagnata a est dallOceano Atlantico e a ovest dal Pacifico, comunicanti nellestremo
sud attraverso il Canale di Drake e lo Stretto di Magellano,
che separa dal continente le isole della Terra del Fuoco. Dal
1914 i due oceani sono collegati anche dal Canale di Panam (81 km), scavato nella parte pi stretta dellistmo dellAmerica centrale.
LAmerica latina pu essere divisa in due grandi aree: la vasta
regione comprendente il Messico e lAmerica centrale e limmenso territorio continentale dellAmerica meridionale.
La prima si affaccia sul Golfo del Messio e il Mar dei Caraibi, separati dalla penisola messicana dello Yucatan. Il Mar
dei Caraibi chiuso a oriente dalle numerose isole delle Antille, raggruppate in due arcipelaghi principali: le Grandi Antille, con le isole maggiori (Cuba, Giamaica, Hispaniola e
Portorico), e le Piccole Antille, che si lanciano ad arco fino
alle coste venezuelane. Sul lato del Pacifico, si prolunga
parallela alla costa la Penisola di California, che chiude lomonimo golfo.
LAmerica meridionale, dalla forma di un triangolo, presenta
un profilo costiero generalmente uniforme, caratterizzato
dalle profondi foci dei grandi fiumi continentali. Nella sua
punta meridionale, le coste pacifiche risultano frastagliate
per la presenza di numerosi fiordi. Al largo delle coste emergono, nellAtlantico meridionale, le Isole Falkland e della
Georgia del Sud, nel Pacifico, le Galpagos e altri piccoli
arcipelaghi.
Considerando il rilievo e la geologia, possiamo individuare nellAmerica latina tre grandi regioni fisiche.

Tutta la fascia occidentale dellAmerica latina percorsa longitudinalmente da un sistema di catene montuose caratterizzate, per
la loro giovane et geologica, da cime molto elevate e numerosi
vulcani attivi. Nel Messico e nellAmerica centrale si trovano a
nord la Sierra Madre Occidentale e la Sierra Madre Orientale,
che chiudono lAltopiano Messicano, e a sud la Sierra Madre
del Sud. NellAmerica meridionale si snoda, da nord a sud per
7500 km, la Cordigliera delle Ande, il pi lungo sistema montuoso del mondo. La sezione settentrionale delle Ande costituita da tre cordigliere che si uniscono nella parte centrale del continente, dove le montagne si allargano nellampio Altopiano della
Bolivia, dove giace il Titicaca, il lago pi esteso dellAmerica meridionale. Nella sezione centrale, le cime risultano pi elevate, superando anche i 6000 m, come lAconcagua (6959 m), lOjos
del Salado (6880 m) e lHuascarn (6768 m). Infine, nella sezione meridionale, le Ande si sfrangiano in rilievi meno elevati fino alla Cordigliera Patagonica.

116

La parte orientale dellAmerica meridionale occupata da scudi, che costituiscono i resti di antichissime montagne erose dagli agenti esogeni: il Massiccio della Guyana e il vasto Altopiano del Brasile, inclinato verso occidente e circondato da
numerose catene chiamate sierre, che sfiorano i 3000 m. Anche la Patagonia argentina, situata nella sezione meridionale
del continente, formata da un tavolato, che digrada dalle Ande verso lOceano Atlantico.
Fra le Ande e gli altipiani si allargano tre ampi bacini fluviali, percorsi dai maggiori fiumi del continente. A nord, si allungano i Llanos venezuelani in cui scorre lOrinoco. Pi a sud, si estende lenorme Bassopiano Amazzonico (7 milioni di km2), occupato dal
Rio delle Amazzoni e dai suoi numerosi affluenti (Rio Negro,
Maran, Madeira, Tapajs); con i suoi 6280 km, esso risulta inferiore per lunghezza soltanto al Nilo-Kagera, ma per portata di
acque (in media 150.000 m3 al secondo) il primo nel mondo. Infine, nelle pianure meridionali del Gran Chaco e delle Pampas argentine, scorre il Paran, ricco di affluenti tra cui il Paraguay, che
sfocia nellAtlantico con il profondo estuario del Rio de la Plata.

Tijuana

PTA.
EUGENIA

Mexicali

U N I T I

Il Rio delle Amazzoni,


visto da satellite.

Golfo del Darin

Ri o B
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Parna

CAPO
S. ROQUE

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6425 L.Titicaca LA PAZ
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Arequipa
Cochabamba
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6457
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Santa Cruz
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Campo
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Sucre
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Belo Horizonte
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2890
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Bolivia
Ribeiro
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Pico Vitria
Salar de Uyuni
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Rio de Janeiro
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6723
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6880
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LAconcagua,
nelle Ande argentine.

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js

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1000 km

500

Guiana
Francese

Estuario del Rio


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Chiclayo
Trujillo
Chimbote
6768
Huascarn
Huancayo
Callao

SCALA 1:40 000 000

AY

Mamor

(Ecuador)

Guayaquil
il
Iqutos
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(Is. Galpagos)

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200

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5750
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CMESA
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PTA. GALERA
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QUITO
5897
ECUADOR Cotopaxi

1000

Bucaramanga

Canale
di Panama

2000

Ciudad Guayana
GEORGETOWN
Llanos noc
i Ciudad Bolivar
5493
PARAMARIBO
M. Roraima G
Medelln
2810
Caienna
BOGOT

V E N E Z UoE L A

PANAM Ccuta

alena

COSTA RICA

TRINIDAD E TOBAGO
PORT OF SPAIN

Aragu

Coln

SAN JOS

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Barquisimeto

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ST. VINCENT E GRENADINE/ KINGSTOWN

3000

Barranquilla
Cartagena

BARBADOS/ BRIDGETOWN

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NICARAGUA

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4000

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Il Lago Titicaca, visto


da satellite.

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Georgia del Sud


(Brit.)

117

Modulo 9 AMERICA LATINA

2.

Clima e ambiente
Selvas, cerrado e pampas

LAmerica latina, attraversata nella fascia centrale


dallEquatore, si estende in gran parte fra i due tropici; di conseguenza, vi prevalgono climi tropicali
e per lo pi piovosi. Influiscono per sulla regione,
in maniera pi o meno accentuata, altri fattori, che
ne fanno variare anche sensibilmente le condizioni
climatiche da una zona allaltra. Innanzi tutto la latitudine, che ha peso nelle aree pi meridionali, e laltitudine, importante soprattutto nelle zone pi elevate della cordigliera andina e delle sierre messicane. Rilevanti sono anche la disposizione nord-sud di
questi sistemi montuosi, che ostacolano lafflusso
verso oriente dellaria umida proveniente dal Pacifico, e la presenza delle correnti oceaniche: quelle
calde equatoriali sulle coste atlantiche, quella fredda di Humboldt sulle coste pacifiche.
Lungo la fascia dellEquatore, nella parte pi
settentrionale del Sudamerica, troviamo un clima
equatoriale con piogge abbondanti (pi di 1500
mm) durante tutto lanno e temperature medie superiori ai 25 C. Questa regione climatica, che corrisponde in gran parte al bacino del Rio delle Amazzoni, il regno delle selvas, la foresta pluviale
amazzonica, con una superficie di 6 milioni di km2.
Amazzonia (Brasile). Larida e spinosa
caatinga della regione di sudest e il
paludoso igap, coperto di mangrovie. Gli
altri due tipi di foresta sono la vrzea
(periodicamente inondata dai fiumi) e la
terra firme (non inondabile).

A nord e a sud dellEquatore, fino ai tropici, predomina il clima tropicale umido a due stagioni
di lunghezza variabile una piovosa, corrispondente ai mesi estivi, e una secca con temperature medie abbastanza elevate. Nella fascia atlantica dellAmerica centrale e nelle grandi Antille, la maggiore piovosit favorisce la crescita di una rigogliosa
foresta tropicale. Nelle zone sudamericane pi
vicine alla fascia equatoriale, con stagione umida
lunga (7-9 mesi), si estende la savana alberata
(in Brasile detta cerrado), mentre in quelle con
stagione umida pi breve predomina una savana
arida e spinosa (chaco e caatinga).
Un clima subtropicale arido interessa sia il
Messico settentrionale (deserti di Chihuahua, Sonora e Bassa California), sia la costa pacifica tra
Per e Cile; qui la presenza della corrente fredda di
Humboldt ha dato origine al deserto di Atacama,
uno dei pi aridi del mondo.
Il cosiddetto Cono sud, cio la regione continentale posta sotto il Tropico del Capricorno, presenta
clima temperato: umido e mite sui litorali atlantici; pi arido nella fascia centrale dal Gran Chaco
alla Patagonia dove prevalgono praterie (pampas) e steppe; molto piovoso e freddo lungo le coste meridionali del Pacifico, ricche di foreste miste di latifoglie e conifere.
Le sezioni pi elevate delle Ande e delle sierre
messicane hanno un clima di alta montagna, con
foreste di tropicali sempreverdi (yungas) e
steppe cespugliose, chiamate paramo nelle zone
pi elevate delle Ande settentrionali.

Le acque del Colorado filtrano nel Deserto di Sonora (Messico).

118

AMERICA LATINA Clima e ambiente

Megadighe, problemi e diritti


olti dei grandi fiumi latinoamericani, ricchi di acque durante tutto lanno,
sono stati sbarrati da dighe, utilizzate soprattutto per la produzione di energia elettrica: sul Rio
delle Amazzoni gli sbarramenti
sono 11 e ben 47 quelli sui fiumi
Paraguay-Paran-la Plata, che
bagnano cinque Stati (Bolivia,
Brasile, Paraguay, Uruguay, Argentina).
Tra le dighe costruite sul
Paran spicca quella di Itaip,
fra il Brasile e il Paraguay, una
delle pi grandi del mondo: uno
sbarramento che supera in altezza i 200 m e in lunghezza i 7 km
ed ha creato un bacino lacustre
di 2260 km2.
Queste megadighe permettono di produrre notevoli quantit di energia idroelettrica; il
Paraguay, ad esempio, grazie alla
produzioni delle tre dighe di Itaip, Acaray e Yacyret, ha energia
da vendere agli Stati vicini come
lArgentina. Daltra parte, questi
giganteschi bacini idroelettrici
provocano danni enormi allambiente e alle popolazioni locali,
perch sommergono vasti territori coperti di foreste ricche di
biodiversit e costringono alla
migrazione migliaia di persone,

Yacyret
(Paraguay). Le
installazioni della
gigantesca diga
sul Paran, verso il
confine con
lArgentina.

in particolare popolazioni indie


di agricoltori e pescatori.
per questi motivi che, negli
ultimi decenni, diventata sempre pi forte lopposizione delle
popolazioni locali ai progetti di
costruzione di nuove dighe in diversi Stati latinoamericani. In
Guatemala, per esempio, la realizzazione di uno sbarramento sul
Rio Chixoy negli anni Ottanta sottrasse illegalmente le terre alle locali popolazioni maya, ridotte in
condizioni di estrema povert, e
circa 500 persone del villaggio di
Rio Negro furono trucidate dagli
squadroni della morte della dittatura guatemalteca. Il Guatemala e
il Messico hanno progettato per il
fiume Usumacinta una diga che
dovrebbe provocare la sommersione di unarea di 10 mila km2,

dove vivono e lavorano famiglie di


agricoltori e dove si trovano centinaia di siti archeologici.
Sempre in Messico, nella regione di Acapulco, la prevista diga La Parota sul fiume Papagayo
distruggerebbe una regione naturale ricchissima di biodiversit
e abitata da 36 comunit di nativi
discendenti dai Maya.
Ma forse il caso pi drammatico quello della diga Yacyret sul
Paran, la pi grande del Sudamerica, che ha gi provocato la distruzione dellecosistema fluviale,
con la strage di migliaia di scimmie e pesci, e lo spostamento forzato di 7000 famiglie di Indios.
Oggi si pensa di portare laltezza
di questa diga da 76 a 83 metri: ci
costringerebbe altre 80 mila persone a lasciare le loro case.

Un tratto
dellUsumacinta
(MessicoGuatemala). Il
fiume, per il quale
in progetto una
grande diga,
scorre in una
regione ricca di
biodiversit, oltre
che di attivit
agricole e siti
archeologici.

119

Modulo 9 AMERICA LATINA

3.

Popolazione e urbanizzazione
Le immigrazioni di ieri,
lemigrazione di oggi

Anche nellAmerica latina, come in quella anglosassone, la popolazione attuale il prodotto di successive ondate migratorie, provenienti, dopo la scoperta del continente, soprattutto dallEuropa e dallAfrica. Dal XVI al XVIII secolo Spagnoli e Portoghesi si trasferirono in numero crescente nelle colonie sudamericane, deportandovi anche milioni di
schiavi africani. Il maggiore afflusso di Europei si
ebbe fra la met dellOttocento e i primi decenni
del Novecento, in particolare in Brasile e Argentina, dove nel giro di un secolo gli abitanti passarono
da 25 a 145 milioni. Durante tutto il Novecento, per
effetto di un tasso di incremento naturale del 2530, la popolazione latinoamericana aumentata,
tanto da raggiungere i circa 750 milioni. Oggi, per,
la crescita demografica sta rallentando sensibilmente per la diminuzione della natalit e quasi
ovunque lincremento naturale inferiore al 15.
Consistenti sono poi i flussi migratori verso il Nordamerica e lEuropa: particolarmente elevato quello
di migratores dal Messico e dallAmerica centrale
verso gli Stati Uniti (sono circa 25 milioni i Messicani entrati negli USA).
Gran parte del continente sudamericano presenta densit demografiche inferiori a 10 ab/km2. Quasi
disabitati, cio con meno di 1 ab/ km2, sono il Messico nordoccidentale, vaste aree della foresta amazzonica, le savane brasiliane, le zone andine pi elevate, la Patagonia. Le regioni pi densamente popolate e urbanizzate sono invece le isole caraibiche, le
coste atlantiche del Sudamerica, dal Brasile centrale allUruguay, ma anche le Ande settentrionali, dove il clima pi favorevole, e il Cile centrale.

Le regioni urbane delle coste


atlantiche e le metropoli daltura
Dalla met del Novecento, la crescita della popolazione latinoamericana stata accompagnata da unancor
pi forte crescita di quella urbana e dalla formazione
di oltre venti citt milionarie, otto delle quali superano
i 5 milioni di abitanti. La popolazione urbana particolarmente alta (pi dell85%) nei Paesi di maggiore immigrazione europea (Argentina, Uruguay, Cile, Brasile); invece pi bassa nel Centroamerica, dove spesso non raggiunge il 60% del totale, e negli Stati andini.
120

La Paz (Bolivia). La capitale andina, insieme alla citt satellite di


El Alto, forma larea metropolitana pi popolosa del Paese.

Rio de Janeiro (Brasile). La celebre e affollata spiaggia di


Copacabana

Le attuali metropoli furono per lo pi fondate


dai colonizzatori europei, sviluppandosi poi come
centri del potere politico o luoghi di raccolta e smistamento delle ricchezze agricole (caff, canna da
zucchero) e minerarie (argento e oro) dellinterno.
Perci molte di esse sono citt costiere, in particolare della costa atlantica centro-meridionale. Nel
sudest del Brasile si trova la pi popolosa regione
urbana del continente, formatasi attorno a tre metropoli: San Paolo, Rio de Janeiro con agglomerati urbani rispettivamente di 19 e 11 milioni di
abitanti e Belo Horizonte, con i suoi oltre 5 mi-

AMERICA LATINA Popolazione e urbanizzazione

Una favela di San Paolo (Brasile). Il


crescente afflusso dalle campagne ha
prodotto intorno alle citt latinoamericane il
formarsi di grandi slum, dove la vita
assolutamente precaria: le tristemente note
favelas brasiliane (oltre 3000) o le
callampas cilene. Vi si concentra la
popolazione povera, che in alcuni Stati
(Haiti, Bolivia, El Salvador, Venezuela)
rappresenta quasi la met del totale.

lioni. Altro grande agglomerato urbano (circa 11


milioni di abitanti) quello sviluppatosi intorno alla capitale argentina Buenos Aires, mentre importanti citt costiere atlantiche sono Montevideo, capitale dellUruguay, le brasiliane Salvador e
Recife, la capitale venezuelana Caracas. Alcune
metropoli sono presenti anche sulla costa del Pacifico, come Guayaquil (3.200.000 ab), la pi popolosa citt ecuadoregna, e la capitale del Per, Lima,
il cui agglomerato accoglie 7 milioni di persone. Altre grandi metropoli sudamericane sono situate sulle Ande, come la capitale boliviana La Paz, la pi al-

ta del mondo (3600 m s.l.m.) e quella colombiana


Bogot, che sorge a 2650 m. Sullaltopiano brasiliano, a oltre 1000 m di altitudine, stata costruita dagli anni Cinquanta la nuova capitale Brasilia che
supera oggi i 3 milioni di abitanti. Troviamo metropoli daltura anche nellAmerica centrale, prima fra
tutte la capitale messicana Citt di Messico, che
si estende su un altopiano a 2300 m ed la pi popolosa dellintero continente americano, con un agglomerato urbano di quasi 20 milioni di abitanti.
Nelle isole caraibiche, la maggiore citt la capitale di Cuba, LAvana.

Bogot
(Colombia). Nel
centro cittadino, i
moderni grattacieli
si giustappongono
ai vecchi e bassi
edifici.

121

Modulo 9 AMERICA LATINA

4.

Economia e societ: il settore primario


I progressi e le difficolt
di uneconomia dipendente

1
Piantagione
di caff nella
regione di San
Paolo (Brasile).

2
Allevamento dei
lama nelle Ande
boliviane.

3
Allevamento
ovino nella
Patagonia
argentina.

4
Coltivazione
delluva in Cile.

5
Attivit di pesca
in Per e Cile. Il
Per tra i primi al
mondo per
quantit di
pescato,
soprattutto
acciughe. Negli
ultimi decenni,
per, i suoi mari si
sono impoveriti per
leccessivo
sfruttamento e per
larrivo di una
corrente calda
tropicale che
blocca quella
fredda ricca di
plancton
(fenomeno del
Nio).

6
Fluitazione del
pregiato legname
amazzonico verso
Manaus (Brasile).

122

LAmerica latina si colloca a met strada fra i Paesi


pi ricchi e quelli pi poveri del mondo. Infatti, i
progressi dellagricoltura commerciale e delle attivit industriali e terziarie non hanno rotto i vincoli
di dipendenza economica dalle aree pi forti, n
eliminato le forti diseguaglianze sociali e la povert
dei milioni di abitanti delle zone rurali pi arretrate
e degli slum metropolitani. Le cause di queste contraddizioni sono soprattutto storiche. Per secoli,
durante la dominazione coloniale, la regione fu depredata delle sue risorse naturali, sia minerarie
(oro e argento) sia agricole (prima canna da zucchero, poi caff, bovini e
legname), secondo una logica dettata dai mercati internazionali. Dopo la conquista
dellindipendenza, la situazione
non cambi sostanzialmente, perch alle vecchie potenze coloniali si
sostituirono la Gran Bretagna e gli Stati
Uniti, mentre le ricchezze nazionali rimanevano
nelle mani di una ristretta oligarchia terriera.
Nel XX secolo, in particolare dopo la seconda
guerra mondiale, i maggiori Stati latinoamericani
anche grazie allo sfruttamento delle risorse minerarie (petrolio e rame) e a ingenti prestiti internazionali sono entrati in una fase di industrializzazione e sviluppo che ha innalzato le condizioni di vita della popolazione, ma insieme ha provocato un
crescente indebitamento. Le politiche liberiste fatte adottare dalle autorit monetarie internazionali,
poi, hanno favorito lafflusso di investimenti e di
imprese straniere senza incidere realmente sulle
diseguaglianze sociali e regionali n sul tasso di
disoccupazione, che resta elevato in molti Stati.

Lagricoltura delle regioni tropicali


e temperate
Lagricoltura regionale tuttora caratterizzata dal
forte contrasto tra una massa di contadini privi di
terra, o proprietari di minifondi poco produttivi, e
unlite di latifondisti o di imprese straniere che
controllano vaste e moderne piantagioni. Accanto
allagricoltura commerciale assai diffusa, soprat-

AMERICA LATINA Economia e societ: il settore primario

tutto nei territori meno produttivi, quella per autoconsumo (mais, patate, legumi e ortaggi). Le maggiori produzioni sono quelle di tipo tropicale: il
caff (per cui Brasile e Colombia sono primo e
quarta nel mondo), la canna da zucchero (il Brasile il massimo esportatore mondiale di zucchero), le banane (il cui primato mondiale di Brasile ed Ecuador) che costituiscono la principale monocoltura di esportazione nellAmerica centrale, il
cacao e gli agrumi. I cereali, in particolare il mais
e il riso, sono per lo pi destinati ai consumi interni, ma vengono anche esportati da Argentina e
Brasile; questi due Paesi sono forti produttori
mondiali anche di soia, mentre nelle zone temperate del Cile e dellArgentina vi una buona produzione di uva. Negli ultimi anni si allargata anche nelle zone forestali la coltivazione di mais e
canna da zucchero per la produzione di agrocarburanti.
Lallevamento, prevalentemente brado, di bovini
ha da secoli notevole sviluppo nelle praterie della
pampa argentina e uruguayana e degli altipiani brasiliani: Brasile e Argentina sono tra i primi Paesi nel

mondo per numero di capi (complessivamente pi di


220 milioni) e per quantit di carne esportata. Nei
Paesi andini diffuso lallevamento dei camelidi sudamericani (lama e alpaca), che forniscono lane
pregiate.

Notevoli ricchezze forestali


e marine
Una delle principali ricchezze naturali dellAmerica
latina, in particolare degli Stati amazzonici, sono le
foreste tropicali. Il Brasile ha una superficie forestale di circa 5.000.000 km2, mentre in Bolivia, Venezuela e Per oltre il 50% del territorio nazionale coperto da boschi. Lo sfruttamento di queste risorse
intenso, tanto che il Brasile risulta uno dei leader
mondiali nei legnami pregiati (palissandro, cabreuva, ip lapacho).
I mari che bagnano il Per e il Cile sono una delle
zone pi pescose del pianeta, anche per la presenza
della fredda corrente di Humboldt, che vi fa affluire
grandi quantit di plancton.
123

Modulo 9 AMERICA LATINA

5.

Economia e societ:
lindustria e il terziario
Dallargento al petrolio

Nei secoli passati, le colonie latinoamericane erano grandi produttrici di metalli preziosi, in particolare oro e argento, estratti in Brasile, in Messico e
nella regione andina. Ancora oggi, essi conservano
una certa importanza, soprattutto in Per e Messico, che sono i primi due produttori mondiali di argento. Nel Novecento ha assunto peso crescente
lestrazione del petrolio e del gas naturale,
specialmente in Messico e Venezuela, che sono tra i primi 10 Stati petroliferi del mondo, ma anche in Brasile, Colombia
e Argentina. Il Cile il maggiore produttore mondiale
di rame e nitrati, men-

tre il Brasile tra i primi per ferro e bauxite. Tra


le fonti energetiche, dopo la costruzione della diga
di Itaip sul Paran (una delle pi grandi del mondo), divenuta molto importante quella idroelettrica.

Le nuove potenze industriali


Nella seconda met del Novecento, come si visto,
hanno avviato un processo di sviluppo industriale e
terziario molti Stati latinoamericani, primi fra tutti
Brasile, Messico e Argentina, ma anche Cile e Venezuela. In Brasile, oggi la decima potenza industriale del mondo, accanto alle tradizionali industrie pesanti controllate dallo Stato (siderurgia,
petrolchimica), in tempi recenti si avuta una forte espansione delle industrie private, per un terzo
affiliate a multinazionali straniere, anche nei settori pi avanzati dellinformatica e delle telecomunicazioni. La principale regione industriale brasiliana si formata attorno al triangolo sudorientale
costituito dalle metropoli di San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte. In Argentina un forte im-

124

AMERICA LATINA Economia e societ: lindustria e il terziario

pulso alle attivit industriali, concentrate nel basso


corso del Paran, da Buenos Aires a Santa F, stato dato dallo sfruttamento di notevoli riserve di gas
naturale e dalla costruzione di due gigantesche dighe sul Paran per la produzione di energia idroelettrica. Alla base dello sviluppo industriale messicano vi invece il petrolio, che fornisce anche la
materia prima per unindustria chimica molto diversificata. Assai diffuse anche le aziende agroalimentari e tessili: queste ultime sono per oggi in
crisi per la concorrenza dei manufatti statunitensi
e asiatici. Molte piccole industrie (le maquiladoras) sono dislocate lungo i confini con gli USA, dove operano nellassemblaggio di prodotti per conto
di imprese statunitensi.

La crescita del terziario


e le regioni turistiche
Nei Paesi pi industrializzati della regione via via
cresciuto il peso economico del settore terziario. Il
ruolo dellAmerica latina nel commercio internazionale ancora nettamente inferiore a quello delle zone pi sviluppate del mondo (meno di 300 mi-

liardi di dollari contro i 4000 dellEuropa occidentale) e nelle esportazioni sono ancora determinanti i prodotti dellagricoltura e dellallevamento.
Un apporto crescente alleconomia latinoamericana dato dal turismo, che pu contare su numerosi punti di forza: dalle testimonianze archeologiche delle civilt precolombiane alle spiagge tropicali. Le regioni di maggiore afflusso del turismo balneare sono le isole dei Caraibi, lo Yucatn messicano e le coste del nordest brasiliano; le principali
mete di quello storico-archeologico sono i siti aztechi e maya in Messico e America centrale e le localit andine della civilt inca. Alcune isole caraibiche, grazie soprattutto a una legislazione favorevole al segreto bancario e allofferta di notevoli vantaggi fiscali, sono inoltre diventate poli finanziari a
livello mondiale e sedi di multinazionali.
La rete delle vie di comunicazione terrestri ancora imperniata su due principali assi costieri: la
Panamericana, che dal Messico raggiunge Santiago e da qui Buenos Aires, e la strada che costeggia
lAtlantico, dal Brasile orientale alla Patagonia.
per in progetto unautostrada che dovrebbe unire
i due oceani scavalcando le Ande. Pi frammentaria e antiquata risulta invece la rete ferroviaria.

1
Piattaforma
petrolifera
messicana nel
Golfo del Messico.

2
Estrazione del
rame a
Chiquicamata
(Cile). Si tratta
della pi grande
miniera a cielo
aperto del mondo.

3
La torre delle
telecomunicazioni
a Santiago (Cile).

4
Impianto chimico
nella grande
regione industriale
Belo Horizonte-Rio
de Janeiro-San
Paolo (Brasile).

5
La Panamericana
nel tratto finale,
in prossimit di
Buenos Aires
(Argentina).

125

Modulo 9 AMERICA LATINA

6.

Popoli e Stati
Le civilt precolombiane
e gli imperi coloniali

Recipiente
antropomorfo
risalente alla
civil inca (Per).

La reduccin di
Itamarac
(Nordeste
brasiliano) in
unantica stampa.
Le reducciones
erano le missionivillaggio nelle quali
i Gesuiti
raccoglievano gli
indios delle foreste
per evangelizzarli,
ma anche per
insegnare loro le
norme del vivere
civile e le tecniche
di unagricoltura
pi produttiva.

126

Prima dellarrivo degli Europei, lintera regione, dal


Messico alla Terra del Fuoco, era abitata da popoli
amerindi, chiamati Indios dagli esploratori spagnoli. Nel IV-III millennio a.C. nellarea della Mesoamerica (parte del Messico e dellAmerica centrale) e sulle Ande centrali si era iniziato a praticare lagricoltura, coltivando mais, fagioli, patate e
zucche. In seguito, fino al Medioevo, alcuni popoli
come gli Olmechi, i Toltechi, i Maya e gli Aztechi
in Mesoamerica, gli Inca sulle Ande, avevano raggiunto un elevato livello di civilt, dando vita a potenti Stati con popolose citt.
Dopo la scoperta dellAmerica, i conquistadores
spagnoli guidati da Hernn Corts invasero e distrussero lImpero azteco, mentre il piccolo esercito
spagnolo di Francisco Pizarro port a termine in pochi anni la conquista dellimpero inca. Nel XVI-XVII
secolo, Spagnoli e Portoghesi si spartirono il nuovo continente: i primi occuparono la parte occidentale, con i Vicereami della Nuova Spagna, della Nuova Granata e del Rio della Plata; i secondi quella
orientale, dove dettero vita al Viceregno del Brasile.
La popolazione amerinda, gi decimata dalle
guerre di conquista e dalle malattie portate dagli Europei, fu costretta a lavorare in condizioni disumane
nelle miniere e nelle aziende agricole dei coloni europei, ma presto fu sostituita dai forti schiavi neri
deportati dallAfrica.

Lindipendenza e la lunga
conquista della democrazia
Nei primi decenni dellOttocento i Creoli, cio i discendenti dei colonizzatori bianchi, influenzati dalle
idee di libert provenienti dal Nordamerica e dallEuropa e desiderosi di rompere i legami commerciali
con la madrepatria, si ribellarono alla Spagna, che fu
sconfitta e, dal 1816 al 1825, tutti gli attuali Stati ispanofoni dellAmerica latina dichiararono la propria indipendenza. Diversa per caratteristiche, ma contemporanea, fu anche lindipendenza del Brasile.
Numerose isole dellarea centrale e caraibica rimasero invece colonie europee e statunitensi fino a
tutto il Novecento, e ancora oggi alcune sono territori esterni della Francia (Guadalupa e Martinica),
dei Paesi Bassi (Antille Olandesi), del Regno Unito
(Isole Vergini), degli USA (Puerto Rico).
Nel XIX secolo molti Stati latinoamericani furono travagliati da guerre di confine, instabilit interna e ricorrenti colpi di Stato (golpe) attuati da capi
militari (i cosiddetti caudillos), espressione dei
gruppi sociali dominanti.
Nei primi decenni del Novecento, grazie allo sviluppo delle attivit commerciali e industriali e allafflusso di lavoratori dallEuropa, gli Stati sudamericani conobbero un periodo di benessere, bruscamente interrotto dalla crisi mondiale degli anni
Trenta. Dopo la seconda guerra mondiale, la vita
politica e sociale dellAmerica latina stata caratterizzata per alcuni decenni da conflitti sociali e poli-

AMERICA LATINA Popoli e Stati

Gli Yanomami sono la popolazione india pi numerosa


dellAmerica latina. Vivono tra lAmazzonia e il Venezuela e la loro
esistenza minacciata dalle distruzioni delluomo bianco.

Abitanti di un villaggio quechua nel Per. Oggi i discendenti degli Amerindi,


presenti soprattutto sulle Ande, sono solo 20 milioni, mentre quelli degli schiavi neri
ammontano a 100 milioni. Il gruppo principale (circa met della popolazione
latinoamericana) sono i Bianchi, sia discendenti dagli antichi colonizzatori, sia,
soprattutto, giunti con le grandi migrazioni degli ultimi due secoli.

tici ancor pi violenti dei precedenti. Da un lato, i


profondi squilibri sociali e linflusso della rivoluzione cubana hanno favorito la nascita di movimenti di
guerriglia, spesso di ispirazione comunista; dallaltro, le oligarchie dominanti e le forze militari hanno
attuato golpe e instaurato regimi autoritari e feroci
dittature, come quella di Pinochet in Cile.
Alla fine del Novecento, cadute le ultime dittature, tutti gli Stati sudamericani hanno riacquistato
la democrazia e quasi ovunque i movimenti rivoluzionari si sono esauriti o sono stati soffocati. Soltanto in Colombia permane una situazione di grave
instabilit, per la presenza di gruppi armati rivoluzionari che si finanziano anche con il traffico di cocaina. La crisi economica e sociale che negli ultimi
decenni ha colpito lintera regione, e che in alcuni
Paesi come lArgentina ha avuto conseguenze drammatiche, ha inoltre aperto una nuova fase di instabilit, portando allelezione di governi fortemente
contrari allingerenza politica degli Stati Uniti nel
continente sudamericano.

Pozzi di petrolio in Venezuela. Il presidente venezuelano Hugo


Chavez, uno dei nuovi governanti latinoamericani decisamente
ostili agli USA, vuole sottrarre le ricche risorse petrolifere del suo
Paese al controllo delle multinazionali nordamericane. Il boliviano
Evo Morales, esponente delletnia india, ha invece dichiarato di
voler difendere i contadini produttori delle piante di coca.

127

Modulo 9 AMERICA LATINA

Esercizi
Campesinos senza terra
e multinazionali agroalimentari
Lagricoltura e lallevamento costituiscono un settore economico
importante delleconomia latinoamericana, sia per lalimentazio-

ne delle popolazioni locali, sia per i prodotti coloniali di esportazione.


Ma il mondo rurale anche, storicamente, la base delle disuguaglianze sociali e dei conflitti che da secoli agitano la regione, in
particolare il continente sudamericano.

1. Completa la tabella, inserendo i dati relativi alla percentuale di popolazione attiva addetta al settore primario (vedi pag. 153). Quindi, seguendo le indicazioni della legenda, utilizza questi dati per colorare la carta e quelli del PIL
per realizzare dei grafici come il nostro (relativo al Messico), che riporterai sulla carta.
Stato
Messico

% addetti
primario

% PIL

Stato

% addetti
primario

Messico

% PIL

3,8

Colombia

12,5

22,0

Venezuela

4,0

Belize

17,5

Ecuador

6,0

El Salvador

12,0

Guyana

35,0

Honduras

14,0

Suriname

5,0

Nicaragua

17,0

Brasile

7,5

Costa Rica

8,5

Per

7,0

Panama

7,0

Bolivia

15,0

Cuba

3,5

Paraguay

25,0

Haiti

27,0

Argentina

9,0

Rep. Dominicana

9,0

Uruguay

9,0

Giamaica

6,0

Cile

5,0

Guatemala

a. Quali sono gli Stati nei quali lagricoltura riveste una


maggiore importanza, sia in termini di PIL che di
addetti?
b. Indica alcuni Stati che hanno unelevata % di addetti
al primario, ma una bassa % di PIL di questo
settore. Come spieghi questa differenza?
c. Quali sono i fattori che influiscono sulla produttivit
dellagricoltura di un Paese?
2. Il peso economico dellagricoltura dipende, naturalmente, in primo luogo dalle condizioni ambientali. Osservando
la carta fisica dellAmerica latina e tenendo conto dei diversi climi presenti nella regione, sapresti dire quali possono essere i Paesi pi favoriti per lagricoltura e quali invece i pi svantaggiati? Motiva le tue risposte.
128

% ADDETTI PRIMARIO
= - del 10%
= dal 10 al 20%
= + del 20%

% PIL PRIMARIO
= PIL del settore primario
= PIL dei settori secondario e terziario

3. Con i dati sulluso del suolo agricolo, costruisci, per ciascun Paese presente nella tabella, un grafico come il nostro, relativo allItalia.
arativo

boschi

prati

incolto

AMERICA LATINA

Esercizi
5. In America latina, lo sviluppo e il miglioramento sociale
dei contadini sono ostacolati principalmente da due problemi. Il primo costituito dai forti squilibri nel possesso
delle terre coltivabili. A questo proposito riportiamo sotto
alcuni dati che si riferiscono al Brasile, dove la situazione
particolarmente grave. Con i dati puoi costruire dei grafici a tua scelta.

uso del suolo (%)


Stato

agricoltura

pascoli

foreste

improduttivo

Cile

17

21

59

Brasile

23

64

Messico

14

42

29

15

Guatemala

17

24

27

32

Argentina

10

52

23

25

Cuba

41

20

21

18

Bolivia

31

49

18

a. I latifondisti, che rappresentano l1% dei proprietari,


possiedono il 47% di tutte le terre coltivabili, divise
in grandi fazendas monoculturali, superiori a 1000
ettari.

a. Esistono, tra gli Stati, delle differenze riguardo alla


percentuale di suolo coltivato e pascoli. Prova a
spiegare da che cosa dipendono.
b. Inoltre, alcuni di essi hanno elevate percentuali di
suolo improduttivo. A tuo parere, perch?
4. Osserva il grafico, che rappresenta la distribuzione delle
colture nelle Ande settentrionali secondo laltitudine.

b. Il 62% di queste fazendas formato da terre


lasciate incolte.
c. Il 65% dei campesinos (lavoratori agricoli) possiede
microfondi inferiori a 10 ettari, che occupano il 3%
di tutte le terre coltivate.
d. I campesinos senza terra sono circa 4.800.000 e
rappresentano circa un quarto di tutta la
popolazione attiva addetta al settore primario.
e. Negli ultimi dieci anni pi di 1000 persone sono
state uccise nei conflitti per la terra.

6000 m
ghiacci
5000 m

pascoli

terreno
brullo
4000 m

PATATE

GRANO

PISELLI

FAGIOLI

3000 m
zona
fredda
2000 m
MAIS

ANICE

CAFF

BANANE

COTONE

CANNA ZUCCH.

CACAO

TABACCO

RISO

Svolgi una breve ricerca su questa organizzazione.

terreno
brullo

pascoli

pascoli

Negli ultimi decenni in Brasile si formato il Movimento


dei senza terra (MST), il quale sostiene circa cinquantamila famiglie di contadini, che hanno occupato terre incolte in 23 Stati brasiliani.

zona
temperata
1000 m

pascoli

zona
calda
0m

a. Qual la coltura che risulta pi diffusa perch


cresce a diverse altitudini?
b. Quali sono le colture delle pianure tropicali e a quali
altitudini cresce il caff?
c. Quali sono le coltivazioni che crescono alle altitudini
pi elevate?

6. Laltro problema che pesa sullagricoltura latinoamericana la presenza di multinazionali statunitensi ed europee,
che condizionano a proprio favore i costi della manodopera e i prezzi dei prodotti venduti sui mercati internazionali. Il caso pi clamoroso quello della produzione di banane: 5 multinazionali (Dole, Chiquita, Del Monte, Noboa
e Fyffes) detengono l80% delle esportazioni mondiali,
anche attraverso il controllo diretto delle piantagioni, soprattutto centroamericane. Alcune multinazionali sono
state anche processate negli USA perch accusate di
aver fatto assassinare sindacalisti latinoamericani che lottavano per i diritti dei campesinos.
Svolgi una ricerca sulla ripartizione della propriet terriera in
Brasile e America centrale, tra grandi aziende e piccoli proprietari, e con i dati che hai trovato costruisci una tabella.

129

10

MODULO

Kure

Is. Midway
Lisianski
Gardner Pinnacles
Necker

SCALA 1:40 000 000


Farallon
de Pajaros

1000 km

aw

le
Pagan
Alamagan
Anatahan Sarigan

M A R
D E L L E

Saipan
Rota

F I L I P PI N E

Agana

Guam
(USA)

500

Ba
B a lo n
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ar
lin

AL
IA

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di

Is.
Yasawa

Viti Levu

SUVA

Kandavu

Niuato Putapu

Norfolk

Raoul

(Austr.)

(N. Zel.)

Macauley

Abisso Vitjaz III


10 045

C. SUD-EST

Pyramid

Is. Three King

C. NORD

Auckland

Baia di
Plenty

Hamilton

M A R

D I

Is. del Nord


C. DI FAREWELL

T A S M A N

Is. del Sud

Mt. Cook

3764

C. EST

M. Ruapehu
2797

NUOVA

WELLINGTON
Co

ok
Is. Chatham
Christchurch Chatham (N. Zel.)

M
ZELANDA
PI
AL
Dunedin
Stewart Str. di Foveaux

Pitt

C. OVEST

C. SUD-OVEST

Samo

Is. Suwarrow

(USA)

Pago Pago
Tutuila

Man

Nassau

Is. Manua

Is. Tongatapu

Is. Kermadec

rn

Pukapuka

Swains

Vavau

NUKUALOFA

Nouma Is. d. Pini

(Is. dellUnione)
(N. Zel.)

Is

ol

(N. Zel.)

TON GA

di

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di B
r.
Is. Furneaux
St
M. Ossa
1617
Tasmania

Savaii
Upolu

Ono-i-Lau

Hunter

l
Is. Tokelau

Niue

Palmerston

Co

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Haapai

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Is. Horn

(Austr.) Balls

Newcastle
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Wollongong
CANBERRA

(US

Enderbury

SAMOA APIA

Alofi

Vanua Levu

Eromanga
Tana
Aneytium

Is.

(FR.) Uva

Futuna

Lord Howe

M. Kosciusko
2228

Nukunonu

Is. Wallis

Lau

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Jarvi

ice

o
Atafu

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Is.

ri

Gold Coast

Hobart

I N D I
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130

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PORT VILA

Is. Ebr
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Is. del Re

Is

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C. WEST HOWE

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Gardner

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Vitjaz II
10 882

Brisbane

on

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1109

P L A I NL. Gairdner
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Fraser

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LLA

L. Frome

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L. Eyre

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(Fr.)

Maewo
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L. Barlee

Dongara

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Artesiano

ISORIA

Gran
D e s e r t o Vi t t o r i a

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M. Hutton
914

na

DIV

Ca

CAPO
ARNHEM

CA

Wreck Reef

MTI. MACDONNELL
L. Mackay
M. Ziel
M. Bruce
1510 Deserto
As 1236
L. Disappointment L. Amadeus Simpson
hb
urton
Deserto Gibson 1440
Baia d
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MTI. MUSG RAVE
L. Carnegie
1106
ar M. Augustus

C. NORD OVEST

M. Dalrymple
A 1277

Nuova
Caledonia

Is. Chesterfield

Arorae

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Huon

Is. Blep

Townsville
rs

V A N U A T U

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Winslow

Is. Nanumea

Gran Deserto
Sabbioso

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Deserto
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1611

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di Arnhem

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be

Baker (USA)

Hull

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(USA)

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Stati federati di Micronesia


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Is. Ulithi
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Sonsorol
Is. Mortlock
Kolonia Kusaie

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Garapan

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2000

Wake (USA)

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3000

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4000

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500

Is

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IDI
ON
A

ghiacci

Is. Bounty

Ra

Av

I Monti Mc Donnell,
in Australia.

ai
Oahu

Oceania

Molokai
Maui

ulu

(piccole isole), formato da tre arcipelaghi principali con isole di


piccole dimensioni: le Marianne, le Caroline e le Marshall. Pi
a sud, si trova il gruppo della Melanesia (isole nere, perch
abitate da popolazioni di pelle pi scura), che comprende la parte orientale della grande isola della Nuova Guinea, lArcipelago
di Bismarck, le Isole Salomone, le isole di Vanuatu, la Nuova
Caledonia e le Figi. Infine, la sezione orientale del continente
formata dalla vasta Polinesia (molte isole), che comprende numerosi arcipelaghi tra i quali le Samoa, le Isole Cook, le Kiribati, le Marchesi, le Tuamotu, fino alle Hawaii, spostate pi a nord,
che politicamente sono uno Stato degli USA.
Dal punto di vista morfologico, le isole oceaniche sono di due
tipi: quelle vulcaniche, nelle quali si trovano molti vulcani attivi
(ad esempio le Hawaii, con il Mauna Kea e il Mauna Loa che
superano i 4000 m), e quelle coralline, che spesso hanno la
forma di una laguna costruita attorno alla parte sommitale di un
rilievo vulcanico spento.
Il territorio continentale dellOceania coincide per lo pi con
lAustralia che, date le sue dimensioni (7.700.000 km2), costituisce da sola un continente. Dal punto di vista geologico,
lAustralia un continente fossile, cio molto antico, perch
formatosi pi di 3 miliardi e 500 milioni di anni fa. Il suo territorio ha grossomodo la forma di un pentagono con i due lati
orientali bagnati dallOceano Pacifico e gli altri tre dallIndiano.
I due oceani comunicano attraverso il Mare degli Arafura,
che separa il continente dalle isole orientali dellIndonesia. Le
coste settentrionali sono caratterizzate dallampio Golfo di
Carpentaria, delimitato dalla Terra di Arnhem e dalla aguzza
Penisola di Capo York. Di fronte alle coste sudorientali emergono lisola di Tasmania e ancor pi a oriente, separata dal
Mar di Tasman, la Nuova Zelanda.
Se prendiamo in considerazione il rilievo e la geologia, possiamo
riconoscere nel territorio australiano tre principali regioni.

4205
Hawaii Mauna Kea

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(USA)

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(Christmas)

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(Morotiri)

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Is. Gambier
Mangareva

Tikopia, nelle Isole Salomone.

Oeno

Ducie
Pitcairn Adamstown

Is. Pitcairn
(Brit.)

Isola Sala y Gomez


Isola di Pasqua
(Cile)

Spazi fisici
e ambienti naturali

Un continente di acque e di isole


LOceania, come indica il nome, un continente particolare
perch formato in gran parte dallOceano Pacifico e dalle isole disseminate nelle sue acque per pi di 8000 km, dallIndonesia fin quasi alle coste dellAmerica meridionale. Complessivamente, lOceania ha unestensione di circa 70 milioni di km2,
di cui meno di 9 milioni costituita da terre emerse e oltre 60
dalloceano, e comprende 14 Stati. Le circa 10.000 isole che
ne fanno parte, distribuite soprattutto nella sezione occidentale e centrale del Pacifico, sono raggruppate in tre grandi insiemi di arcipelaghi. Il pi occidentale di questi la Micronesia

(Cile)

Tre regioni fisiche


Lo scudo australiano, che occupa la parte centrale e occidentale, un tavolato di rocce cristalline molto antiche (alt. media
300-400 m); si innalza fino ai 1500 m con i Monti Macdonnell
e Musgrave e digrada verso gli oceani con fasce pianeggianti,
come lampio Nullarbor Plain meridionale.
A oriente si allunga da nord a sud una regione montuosa, la cui
ossatura principale costituita a nord dalla Grande Catena Divisoria e a sud dalle Alpi Australiane, nelle quali si eleva la
massima cima australiana (Monte Kosciusko, 2229 m).
Tra lo scudo occidentale e le montagne orientali, si estende da nord
a sud il Gran Bacino Artesiano, un vastissimo bassopiano formato da detriti sedimentari, il cui sottosuolo ricchissimo di falde acquifere. Il bacino percorso dai maggiori fiumi australiani, il Murray
Darling (2740 km) e il Copper Creek, che alimenta il Lago Eyre.
131

Modulo 10 OCEANIA

2.

Clima e ambiente
Una discreta variet climatica

Canali e
mangrovie nella
paludosa costa
della Terra di
Arnhem
(Australia). Un
fenomeno
climatico tipico
delle fasce
tropicali
dellOceano
Pacifico poste a
nord e a sud del
5 parallelo sono i
tifoni, violenti
uragani che si
abbattono sulle
isole dellemisfero
settentrionale da
luglio a novembre,
su quelle
dellemisfero
meridionale
(comprese le
coste australiane)
nellestate australe,
cio da gennaio a
maggio.

Gli arcipelaghi del Pacifico e la Nuova Guinea sono


distribuiti tra il Tropico del Cancro e il Tropico del
Capricorno e quindi rientrano in una zona climatica calda e molto umida, anche per linfluenza delle masse oceaniche del Pacifico e dellIndiano. In
questa vasta regione insulare predomina infatti un
clima equatoriale, con temperature medie annue superiori ai 25 C e piogge abbondanti durante tutto lanno, in particolare sui rilievi della Papua-Nuova Guinea dove annualmente cadono anche pi di 5000 mm. In questa regione climatica,
cresce una ricca foresta pluviale, con numerose
specie, alcune delle quali usate per lalimentazione, come lalbero del pane e la palma da cocco.
Pi varie sono le condizioni climatiche dellAustralia e delle isole meridionali del continente (Tasmania e Nuova Zelanda). Nel nord australiano si
ha un clima tropicale umido, di tipo monsonico,
molto caldo e abbondantemente piovoso durante
lestate australe: la vegetazione costituita da tipiche foreste tropicali di eucalipti.
Gran parte del territorio australiano dominata
dal clima subtropicale arido, con precipitazioni inferiori ai 250 mm annui nella zona centrale e occidentale. Laridit di queste regioni dovuta al fatto di tro-

varsi lungo la fascia tropicale, caratterizzata da alte


pressioni stabili, ma anche allinfluenza della corrente
fredda antartica lungo le coste occidentali del continente e alla presenza lungo quelle orientali delle catene montuose, che bloccano i venti umidi provenienti
dal Pacifico. Ci ha dato origine a vaste estensioni desertiche (Deserto di Simpson, Gran Deserto Vittoria, Deserto di Gibson, Gran Deserto Sabbioso), attorno alle quali si estende una steppa cespugliosa e
spinosa (scrub). Le temperature sono molto elevate
in estate, miti in inverno, quando, per, nelle zone pi
interne e continentali, possono verificarsi gelate.
Nellarea orientale del continente, dove spirano
i venti umidi del Pacifico, si passa a un clima subtropicale umido, caratterizzato da abbondanti
piogge, soprattutto in inverno, e temperature medie superiori ai 20 C. Qui prevalgono foreste e savane tropicali.
La costa meridionale dellAustralia presenta un
clima mediterraneo con estati calde e secche, inverni miti e piovosi e con una vegetazione formata
in prevalenza dalla macchia cespugliosa.
Infine, nelle coste australiane sud-orientali, nella
Tasmania e nella Nuova Zelanda il clima temperato umido, con estati calde e inverni freschi e piogge
abbondanti soprattutto in inverno. Sulle coste australiane predominano le foreste di eucalipti, mentre in
Nuova Zelanda crescono foreste di palme e conifere.

Un caratteristico paesaggio del Deserto di Simpson (Australia).

132

OCEANIA Clima e ambiente

Proteggere la Grande Barriera Corallina


e isole dellOceania e le coste dellAustralia rappresentano una delle maggiori
aree di barriere coralline del mondo. In particolare, il reef pi vasto
(circa 350 km2) la Grande Barriera Australiana, che occupa
le coste nord-orientali per una
lunghezza di 2000 km e una larghezza verso il mare aperto di 260
km. La Grande Barriera, che si
formata nella piattaforma continentale dellAustralia, ampia e
poco profonda, costituita da un
insieme di scogliere, atolli insulari
e barriere (almeno 2800) dalla
forma pi varia. Le formazioni coralline sono, assieme alle foreste
tropicali, lecosistema pi ricco di
specie viventi: nella Barriera Australiana vivono sei delle sette
specie di tartarughe marine esistenti al mondo e sono state scoperte 200 specie di pesci e 4000 di
molluschi.
Come tutte le piattaforme
continentali, anche questa ricca di giacimenti di idrocarburi,

La Grande
Barriera
Corallina, in una
fotografia da
satellite.

che le compagnie petrolifere, negli anni Settanta, erano intenzionate a sfruttare. Ma, nel 1975, il
governo australiano ha dichiarato zona protetta quasi tutta larea, attraverso listituzione del
Great Barrier Reef Marine
Park, uno dei primi parchi marini creati al mondo. In alcune zo-

ne del parco sono vietate tutte le


attivit umane; in altre, quelle
come la pesca e la raccolta di
conchiglie e pesci da acquario
sono regolamentate.
Listituzione della riserva protegge la Grande Barriera da alcuni pericoli che minacciano invece i coralli di altre zone, quali
la pesca di frodo con luso di dinamite o di cianuro per sciogliere il calcare. Purtroppo, per,
anche qui si fanno sentire gli effetti del riscaldamento globale,
minaccia mortale per la formazione dei coralli; unaltra minaccia proviene dallentroterra dal
quale affluiscono le acque di
scarico delle citt, delle industrie e delle piantagioni di zucchero che hanno sostituito le foreste. Il riscaldamento e lintorbidimento delle acque, infatti,
provocano lo sbiancamento dei
coralli o la diffusione di infezioni
che ne bloccano la crescita.

Gli smaglianti colori delle Gorgonie,


una variet di corallo tra quelle a rischio di
sbiancamento nel reef australiano.

133

Modulo 10 OCEANIA

3.

Popolazione e urbanizzazione
Trentaquattro milioni di persone,
sparse su un immenso territorio

Sidney (Australia).
Panorama della
metropoli, protesa
sul Mar di Tasman
(in basso a
sinistra, lOpera
House, cio il
teatro lirico, un
edificio di
modernissima
concezione).

134

La regione oceanica conta complessivamente circa


34.250.000 abitanti, con una densit decisamente
scarsa, appena 4 ab/km2, la pi bassa tra tutti i continenti. Quasi il 60% (corrispondente a meno di 20
milioni di persone) vive in Australia, dove comunque, data la vastit del territorio, la densit media
scende a 3 ab/km2; infatti, 19.850.000 Australiani
popolano un territorio che sette volte quello italiano. Questa popolazione si concentra lungo la
costa sud-orientale e in quella sud-occidentale,
nella regione di Perth. Oltre il 90% del territorio
australiano ha densit di appena 1 ab/km2, con vaste zone disabitate. Gli altri Stati pi popolosi dellOceania sono Papua-Nuova Guinea e la Nuova
Zelanda, che contano rispettivamente 6 e 4 milio-

ni di abitanti, mentre tra i piccoli Stati oceanici


soltanto le Figi superano i 500.000. La crescita demografica risulta abbastanza sostenuta soprattutto in Papua-Nuova Guinea, nelle isole Samoa e Salomone, dove lincremento naturale supera il
20.
Nel secondo dopoguerra, la presenza di vasti
spazi scarsamente popolati ha attirato in Australia
circa 3 milioni di immigrati, provenienti dallEuropa e dallAsia (Cina, Vietnam, Libano). Oggi gli
stranieri costituiscono pi del 20% della popolazione, ma negli ultimi anni il governo australiano ha
posto forti limiti allimmigrazione asiatica. In alcune isole, come le Figi, si sono tra laltro verificate situazioni di forte tensione tra le popolazioni locali e
questi immigrati. Intensi anche i flussi migratori interni dalle isole del sud Pacifico verso lAustralia e
la Nuova Zelanda.

OCEANIA Popolazione e urbanizzazione

Le concentrazioni urbane
dellAustralia e delle isole maggiori
LAustralia e la Nuova Zelanda presentano tassi di
urbanizzazione elevati, simili a quelli dei Paesi pi
sviluppati del mondo: rispettivamente l88% e il
77%. Abbastanza consistente la popolazione urbana anche in Papua-Nuova Guinea, mentre negli altri Stati insulari essa non supera il 50% del totale e
spesso si attesta su valori inferiori al 20.
NellAustralia sudorientale, quattro metropoli
con le loro conurbazioni hanno formato una vera e
propria rete urbana, che raccoglie il 60% della popolazione totale. Data la loro origine come scalo di
colonizzatori e immigrati, queste citt sorgono tutte
lungo le coste, in prossimit della foce di un fiume.
La pi popolosa Sidney, il cui agglomerato urbano supera i 4 milioni di abitanti; fondata dagli Inglesi nel 1788 come colonia penale, essa oggi il principale centro industriale, commerciale e culturale
del Paese. Il secondo polo urbano Melbourne
(agglomerato superiore a 3.500.000 abitanti), che
stata capitale del Paese nei primi decenni del Novecento. Le altre due metropoli milionarie sudorientali sono Brisbane e Adelaide, questultima situata

alla foce del fiume Murray, in una fertile vallata. Tra


Melbourne e Sidney, ai piedi delle Alpi Australiane,
giace Canberra, capitale della federazione australiana, appositamente progettata e costruita fra il
1923 e il 1927. Isolate rispetto a questa grande regione urbana sono Perth, sulla costa sudoccidentale, e Darwin, nellestremo nord australiano.
Negli altri Stati della regione prevalgono le cittadine e i villaggi, ma vi si trova anche qualche citt
di medie dimensioni, come Auckland e la capitale
Wellington in Nuova Zelanda, la capitale Port Moresby in Papua-Nuova Guinea.

Famiglia di
immigrati dalla
Scozia appena
sbarcati, con tutti
i loro averi, sulla
costa australiana
(litografia
dellepoca).

Wellington. Scorcio della capitale neozelandese, con la funicolare che porta ai quartieri
in collina.

135

Modulo 10 OCEANIA

4.

Economia e societ
Gli Stati pi sviluppati
degli antipodi

Australia e Nuova Zelanda fanno parte dei


Paesi pi ricchi e sviluppati del pianeta, in
particolare sono primi fra tutti quelli
dellemisfero australe. Infatti, una
popolazione in gran parte di giovani
immigrati ha saputo sfruttare le risorse di un territorio molto vasto,
adatto soprattutto allallevamento, ricchissimo di riserve minerarie e di potenzialit turistiche. Dalla seconda met del
Novecento, i due Stati hanno concentrato
i loro investimenti e le esportazioni prima
verso gli Stati Uniti e il Giappone, pi recentemente
verso il mondo asiatico, che oggi per diventato un
pericoloso concorrente per le imprese locali.
I progressi delleconomia hanno permesso alla popolazione dei due Paesi di raggiungere alti livelli di
benessere, come testimonia la loro collocazione nella
graduatoria ISU: lAustralia al 3 posto, la Nuova Zelanda al 20, poco sotto allItalia.

Lovile del mondo

1
Allevamento
degli ovini in
Nuova Zelanda.

136

Australia e Nuova Zelanda possiedono un ingente


patrimonio di ovini, che dispongono di vasti pascoli naturali; in Australia essi vengono allevati in zone
specializzate (belts) nella produzione di carne e latte, ma specialmente di lana, per la quale il Paese
primo nel mondo. Consistente anche il patrimonio
di bovini, che alimenta lesportazione di carni.
Lagricoltura incontra in Australia alcuni ostacoli naturali, in particolare la scarsit di acqua e la
limitata superficie di suolo fertile: solo il 6% del
territorio nazionale coltivato e di questo irrigato solo un decimo. Ci nonostante, in entrambi i
Paesi le attivit agricole sono molto moderne e
produttive, tanto da coprire i fabbisogni interni e
da alimentare anche le esportazioni, soprattutto di
cereali (frumento e orzo). Nelle regioni australiane pi ricche di acque e nelle zone vicine alle
metropoli sono diffuse lorticoltura e la coltivazione di alberi da frutto (meli, agrumi, kiwi e
frutti tropicali come gli ananas e le banane);
lAustralia anche grande produttrice di canna
da zucchero.

Australia: una potenza mineraria


e industriale
LAustralia uno dei maggiori forzieri della Terra. Gi alla fine del Settecento i primi coloni iniziarono lestrazione del carbone, ma fu soprattutto nel
XIX secolo, con la scoperta dei giacimenti auriferi,
che il grande Paese oceanico divenne una potenza
mineraria. Le risorse del sottosuolo, che oggi costituiscono pi del 50% delle esportazioni australiane, sono numerose e ricche, a partire proprio dalloro (per il quale seconda nel mondo) e altri minerali preziosi (diamanti, uranio, platino), seguiti dai minerali metallici, come il ferro (terzo posto nel mondo), la bauxite (leader mondiale) il
piombo, lo zinco, il rame. La produzione energetica si basa soprattutto sul carbone e la lignite. Grazie alla disponibilit di tutte queste risorse, lAu-

OCEANIA Economia e societ


3

stralia diventata una grande potenza industriale,


soprattutto nei settori di base (siderurgia, chimica, meccanica); le aree industriali si concentrano
nella regione sudorientale, in corrispondenza delle
principali metropoli. Negli ultimi decenni, comunque, aumentato anche qui il peso del terziario
(75% della forza lavoro), soprattutto per la crescita del commercio internazionale e del turismo.
La Nuova Zelanda dispone soprattutto di risorse
minerarie energetiche (carbone, gas naturale,
petrolio), anche se il 75% dellenergia elettrica
fornito dalle sue ricche risorse idriche. Ampio il
settore industriale, da quello tradizionale (agroalimentare e chimica) ai nuovi comparti tecnologici
(telecomunicazioni, elettronica, biotecnologie).

Agricoltura, pesca e turismo


nelle piccole isole
In Papua-Nuova Guinea troviamo una situazione simile a quella dei Paesi meno sviluppati dellAsia, con
unagricoltura che occupa circa l80% della popolazione attiva e produce soprattutto per il consumo interno. Fra i prodotti da esportazione prevalgono il caff
e il cacao, ma le maggiori entrate commerciali derivano dalle notevoli riserve minerarie di rame, oro, argento e anche petrolio.
Leconomia dei ministati oceanici si basa su
unagricoltura per lo pi destinata al consumo locale (palma da cocco, banane, manioca), sulle cospicue entrate derivanti dalle concessioni di pesca alle flotte giapponesi e cinesi e, in alcune isole,
sullestrazione di fosfati. In crescita il turismo, attualmente diretto, soprattutto verso le Hawaii (politicamente statunitensi) e la Polinesia Francese.

2
Coltivazioni di
frutta tropicale per
esportazione nel
Nuovo Galles del
Sud (Australia). La
siccit, causata
dalleffetto serra ha
messo in crisi il
principale bacino
idrografico, il
Murray-Darling,
determinando
notevoli problemi, in
particolare per
lagricoltura. Gravi
anche lerosione e
la desertificazione
dei suoli, favorite
dalla deforestazione,
dalle ricorrenti
invasioni di
cavallette e dalla
grande diffusione di
conigli selvatici,
discendenti di quelli
introdotti
dallEuropa alla
met del XIX
secolo.

3
Produzione di
energia
geotermica nella
regione del vulcano
Wairakei (Nuova
Zelanda).

4
Grande impianto
siderurgico
nellAustralia
meridionale.

5
Estrazione del
ferro a Port Latta,
nellisola di
Tasmania
(Australia).

6
Villaggio turistico
a Bora Bora, nella
Polinesia Francese.

137

Modulo 10 OCEANIA

5.

Popoli e Stati
Dalla preistoria alle grandi
migrazioni polinesiane

Famiglia di etnia
Dani (PapuaNuova Guinea).

Le prime regioni oceaniche popolate dallHomo sapiens furono la Nuova Guinea e lAustralia, dove
gruppi umani giunsero, probabilmente a bordo di
zattere e barche di bamb, circa 50.000 anni fa, in
unepoca glaciale di regressione marina. In Nuova
Guinea, come nelle altre isole dellarcipelago indonesiano, dallVIII millennio a.C. gruppi umani appartenenti alla famiglia etno-linguistica degli Austronesiani iniziarono a praticare lagricoltura,
coltivando tuberi come ligname e il taro, che in
quella regione crescono spontaneamente, e in seguito riso, orzo e canna da zucchero. Gli Aborgeni dellAustralia continuarono invece a basare la
propria economia sulla caccia e la raccolta in pratica fino allarrivo degli Europei, nel XVIII secolo.
Nel II-I millennio a.C., i popoli austronesiani iniziarono a esplorare e colonizzare le isole della Melanesia e successivamente la Polinesia, in particolare le Tonga, le Figi e le Samoa fino alle Marchesi.
Queste ultime furono il centro dirraggiamento dei
popoli polinesiani, che si diffusero in tutto il Pacifico fino alle Hawaii a nord, allIsola di Pasqua a
est, alla Nuova Zelanda a sud (Maori). Prima dellarrivo degli Europei, nelle isole dellOceania vivevano circa 3 milioni e mezzo di individui, mentre gli
Aborigeni australiani erano circa 300.000.

La colonizzazione
e la nascita degli Stati attuali
Nel XVI-XVII secolo, diverse isole dellOceania erano
state raggiunte da esploratori spagnoli, portoghesi,
francesi e olandesi. In particolare, il navigatore olandese Abel Tasman diede il nome alla Tasmania ed
esplor le isole della Nuova Zelanda, le Tonga, le Figi
e le Bismarck, mentre nel Settecento si ebbero i viaggi del francese Louis Antoine de Bougainville e
quelli dellinglese James Cook, che prese possesso
dellAustralia e della Nuova Zelanda per conto della
Corona britannica. Alla fine dellOttocento anche lOceania, come gli altri continenti del mondo, era stata
colonizzata dallInghilterra, dalla Francia, dalla Ger-

1770. Il capitano Cook sbarca a Botany Bay e prende


possesso dellAustralia per la Corona britannica (illustrazione
dellAustralian National Travel Association).

Giovani Maori in una danza tradizionale (Nuova Zelanda).

138

OCEANIA Popoli e Stati

mania e dagli Stati Uniti. Ottenuto il diritto allautogoverno, nel 1901 le colonie inglesi dellAustralia si riunirono in uno Stato federale, il Commonwealth of
Australia, con lo status di dominion (ovvero di colonia con governo autonomo) del Commonwealth
britannico; la stessa condizione di dominion fu acquisita dalla Nuova Zelanda nel 1907. Dopo la seconda
guerra mondiale, durante la quale il Giappone era
giunto a espandere il proprio impero su gran parte
del Pacifico, quasi tutte le isole dellOceania e la parte orientale della Nuova Guinea sono diventate piccoli Stati indipendenti; alcune, come le Salomone e le
Figi, allinterno del Commonwealth britannico. Altre
isole sono invece rimaste sotto il controllo di Stati europei o degli USA, come la Polinesia Francese, Guam
e le isole Midway statunitensi. Le Hawaii nel 1959 sono diventate il 51 Stato degli USA, mentre le isole di
Pasqua e Sala y Gomez fanno parte del Cile.

Tanti, i popoli oceanici


Oggi le popolazioni originarie dellOceania sono pi
consistenti in Papua-Nuova Guinea e negli arcipelaghi del Pacifico, mentre in Australia e Nuova Zelanda
sono diventate piccole minoranze perch sopraffatte
e decimate dagli immigrati europei giunti nel continente nel corso degli ultimi tre secoli. La situazione

1901. Il Parlamento, riunito a Melbourne, decreta la nascita del


Commonwealth of Australia (stampa dellepoca).

pi favorevole quella di Papua-Nuova Guinea, dove


l84% della popolazione costituito dai Papua e il
14% dai Melanesiani, che invece prevalgono negli arcipelaghi di Melanesia, Salomone, Vanuatu, Figi. In
queste ultime isole, nell800, gli inglesi trasferirono,
come manodopera per le piantagioni di canna da zucchero, dei lavoratori indiani, i cui discendenti costituiscono oggi il 40,5% della popolazione. Nelle isole
della Micronesia e della Polinesia predominano le popolazioni polinesiane, con leccezione delle Hawaii
che, dopo lingresso negli USA, hanno registrato una
forte immigrazione di bianchi. In Australia, i discendenti degli Aborigeni sono poco pi del 2%, cio circa
200.000 persone, mentre in Nuova Zelanda i Maori e i
Polinesiani rappresentano il 20% della popolazione.

Giovane
guerriero della
trib Huli (PapuaNuova Guinea). Gli
Huli, che vivono
nella parte
centrale del Paese,
hanno conservato
le tradizioni e i
modi di vita
anteriori al
contatto con gli
Europei.

Due Aborigeni australiani si esibiscono in una strada di Brisbane (quello a destra suona il didgeridoo,
lo strumento sacro). Decimata, immiserita, privata della terra e dei diritti dai colonizzatori, questa popolazione
deve ancora oggi, spesso, arrangiarsi per sopravvivere.

139

Modulo 10 OCEANIA

Esercizi
Aborigeni e Maori, dal genocidio
alla difficile integrazione
LAustralia e la Nuova Zelanda costituiscono uno degli esempi
pi drammatici delle conseguenze prodotte dalla colonizzazione

1. Con i dati storici relativi


alla popolazione australiana e le stime sul quella aborigena, completa i
due grafici e rispondi alle domande.

popolazione
totale (milioni) aborigena (migliaia)
1800

0,6

350

1820

0,33

300

1840

0,190

250

1860

1.145

180

1880

2.200

130

1900

3.700

95

1920

5.400

75

1940

7.100

82

1960

10.300

115

1980

14.800

160

2000

19.100

400

2006

19.800

410

europea sulle popolazioni e sulle culture locali. Tanto gli Aborigeni australiani, quanto i Maori neozelandesi hanno infatti subito
discriminazioni che nel caso degli Aborigeni hanno preso la forma di vere e proprie persecuzioni.
Vediamo la questione nel dettaglio.

2. Svolgi una breve ricerca sulle cause dirette e indirette


del tracollo demografico degli Aborigeni australiani e dei
Maori neozelandesi nellOttocento e nei primi decenni del
Novecento, utilizzando anche le informazioni della scheda
della pagina seguente.

3. La carta riporta lattuale dislocazione delle riserve aborigene e il popolamento storico degli europei in Australia.

Darwin

Northern
Townsville

Territory
milioni
20
19
18
17
16
15
14
13
12
11
10
9
8
7
6
5
4
3
2
1
0
1800

migliaia
450

Western

Queensland

400

Australia

Brisbane

350
Geraldton
300

Perth

South Australia
Kalgoorlie

Moree

New

South Wales
250
Albany

riserve
aborigene

200

Sidney
Canberra

Adelaide

Victoria
Melbourne

150

popolamento
100

fino al 1830

1875-1900

50

1830-1850

dopo il 1900, ma
comunque pressoch
disabitato

1850-1875

0
1900

2006

1800

1900

b. In che periodo si avuto il maggiore incremento?


c. Quale pu essere stata la causa di tale incremento?
d. Qual stato landamento della popolazione aborigena?
e. Come spieghi il brusco tracollo demografico degli
Aborigeni, verificatosi dalla met dellOttocento ai
primi del Novecento?
f. Come spieghi, invece, la ripresa demografica di
questa popolazione negli ultimi decenni?

Tasmania

Hobart

2006

a. Qual stato landamento della popolazione


australiana dal 1800 a oggi?

140

Yuendumu
Hermannsburg Alice Springs

a. Come avvenuto il popolamento degli Europei?


b. Perch si sono insediati soprattutto sulla costa sudorientale?
c. Dove sono concentrate oggi le riserve degli
aborigeni? Quali caratteristiche climatiche
presentano queste regioni?
4. Con i dati percentuali sulla composizione della popolazione dellAustralia e della Nuova Zelanda oggi, costruisci
un areogramma per ciascun Paese.

OCEANIA

Esercizi
composizione etnica della popolazione (% sul totale)
Australia
gruppo etnico

Nuova Zelanda
%

gruppo etnico

Bianchi

95,0

Bianchi

67,5

Aborigeni

2,5

Maori

14,5

Asiatici

1,5

Polinesiani

7,0

altri

1,0

Asiatici

9,0

altri

2,0

se questi coltivavano terre demaniali. Ogni cambiamento nella


destinazione di questi terreni (ricerche minerarie, costruzione
di infrastrutture turistiche, cambiamenti delle semine) poteva
avvenire solo dopo consultazione degli Aborigeni. Il governo
reag cercando di difendere gli agricoltori con un altra legge,
fortemente restrittiva dei diritti degli indigeni. La proposta di
legge spacc in due il Paese e fu bloccata due volte al Senato, ma infine, nel luglio 1998, venne approvata.
Nel frattempo i sostenitori dei diritti dei nativi hanno cercato di
bloccare le concessioni minerarie relative a territori particolarmente significativi nelle tradizioni aborigene.
terra.sat, edizioni Corriere della Sera

a. Quali differenze noti tra i due Paesi?


5. Dopo aver letto la seguente scheda, rispondi alle domande.

I diritti degli aborigeni


Gli Aborigeni hanno vissuto in Australia per 40.000 anni prima
dellarrivo degli Europei. I conflitti e le malattie seguite al contatto con questi li hanno decimati. I coloni si sono poi impossessati della terra senza riconoscere i diritti preesistenti delle
trib native: si riteneva, infatti, che lAustralia fosse terra di
nessuno. Gli Aborigeni che volevano continuare a vivere secondo le loro tradizioni sono stati confinati nelle riserve.
Il primo tentativo di conciliare le rivendicazioni aborigene fu
compiuto nel Territorio del Nord nel 1976, con listituzione dei
Land Councils: strutture che amministrano terreni rivendicati
dagli Aborigeni e ceduti dal governo o acquistati per conto degli Aborigeni. I Land Councils vennero istituiti anche in altri
Stati, soprattutto nel Sud, ma non in Stati conservatori come il
Queensland, che ha la pi alta presenza di Aborigeni. Il
Queensland ha anzi dato alle societ minerarie concessioni
per lo sfruttamento di territori e siti considerati sacri dagli Aborigeni, suscitando vivaci polemiche.
Il Native Title Act, promulgato dal governo nel 1993, fu il primo
tentativo di regolare la materia a livello federale. La legge prese le mosse da una sentenza dellAlta Corte, che, chiudendo la
causa presentata da un isolano dello Stretto di Torres contro il
governo del Queensland, stabiliva che gli indigeni avevano un
titolo di propriet precedente allarrivo degli Europei. La sentenza annull quindi il vecchio concetto di terra di nessuno,
limitando per i diritti dei nativi alle sole terre della Corona,
cio del demanio statale e federale. In tutti gli Stati vennero
istituite delle corti per valutare i diritti dei nativi, nonostante la
resistenza delle compagnie minerarie, particolarmente forte
nellAustralia Occidentale.
Inaspettatamente, nel dicembre 96, una causa presentata dal
popolo dei Wik nella penisola di Capo York (nel Nord del
Queensland) termin con una sentenza secondo la quale i diritti dei nativi dovevano coesistere con quelli degli agricoltori,

a. Cosa significa che i coloni europei consideravano


lAustralia terra di nessuno?
b. Quando sono stati riconosciuti i primi diritti agli
Aborigeni?
c. Che cosa sono i Land Councils?
d. Che cos e cosa prevede il Native Title Act?
e. Quale legge stata approvata nel 1998?
6. Le fotografie presentano alcuni aspetti delle culture aborigena e maori. Scrivi per ciascuna una didascalia, dopo
esserti documentato sui temi illustrati.

141

Fonti statistiche, cartografiche e documentarie


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ASPO-Italia.
Centro di documentazione Legambiente.
CIA (Central Intelligence Agency), The World Factbook 2007.
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Commissione europea, EUROSTAT, Eurostat Yearbook 2008.
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Corriere della Sera.
Ecoalfabeta.
FAO (Food and Agriculture Organization), Faostat - Statistical Database.
FAO (Food and Agriculture Organization), Statistical Yearbook 2005-2006.
ILO (International Labour Organisation), Yearbook of Labour Statistics 2008.
Il Sole-24 ore.
IMF (International Monetary Fund), Annual Report 2007.
IMF (International Monetary Fund), International Financial Statistics 2008.
IMF (International Monetary Fund), World Economic Outlook 2008.
International Rivers Network.
ISTAT (Istituto nazionale di Statistica), Annuario statistico
italiano 2007.
ISTAT (Istituto nazionale di Statistica), LItalia in cifre 2008.
ISTAT (Istituto nazionale di Statistica), Rapporto annuale
2007.
la Repubblica.
Le Monde diplomatique.
Ministero dellAmbiente, Relazione sullo stato dellambiente
2005.
Ministero della Difesa, Marina Militare.
NATO (North Atlantic Treaty Organisation), Guide to the NATO Science for Peace and Security Programme, 2007.
OMS/WHO (World Health Organisation), WHO World Health
Statistics 2008.
Population & Avenir.
PRB (Population Reference Bureau), World Population Data
Sheet 2006.
PRB (Population Reference Bureau), World Population Data
Sheet 2008.
Terna Rete Elettrica Nazionale.
The Economist, Economist Country Briefings.
The Third World Institute - Social Watch, Gender Equity Index 2007.
The World Bank/Banca Mondiale, The World Bank Data &
Research.
The World Bank/Banca Mondiale, The World Bank Millennium Development Goals, september 2008.

142

The World Bank/Banca Mondiale, The World Bank World Development Indicators 2008.
UICN/IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione
della Natura).
UN Department of Economic and Social Affairs, Population Division, World Population Prospects: The 2006 Revision.
UN Department of Economic and Social Affairs, Statistics Division, International Statistics.
UN Department of Economic and Social Affairs, Statistics Division, UNdata.
UNDP (United Nations Development Programme), Human
Development Reports 2005-2006.
UNDP (United Nations Development Programme), Human
Development Reports 2007-2008.
UNEP (United Nations Environment Programme), Geo Data
Portal.
UNEP (United Nations Environment Programme), Maps and
graphics for Global 2008.
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2007/Annual Report, 2008.
UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), UNESCO Courier.
UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) Institute for Statistics, Statistical Yearbook
2007.
UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), United Nations World Water Development
Report: Second edition, 2006.
UN-Habitat, The Challenge of Slums - Global Report on Human Settlements 2003.
UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees),
UNHCR Global Report 2007.
UN Secretariat, Department of Economic and Social Affairs,
The Millennium Development Goals Report 2008.
Universit di Milano, Facolt di Scienze matematiche, fisiche e naturali, Dipartimento di Biologia, Sezione di Ecologia.
Universit di Roma La Sapienza, Dipartimento di Scienze
della Terra, Abstract of Departmental Publications.
University of Kentucky, Lexington, Kentucky (USA).
USCB (United States Census Bureau), USCB International
Data Base.
USGS (United States Geological Survey), USGS Observatory.
US-NOAA (United States -National Oceanic and Atmospheric Administration).
World Climate, Buttle and Tuttle Ltd, Isle of Man.
World Wind Energy Association.
WRI (World Resources Institute).
WTO (World Trade Organisation), International Trade Statistics 2007.
WWF (World Wildlife Fund), Living Planet Report 2006.
WWF (World Wildlife Fund), Living Planet Report 2008.

Appendice
Gli Stati del mondo
Glossario

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellEuropa


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

Albania

28.748
2,9

Tirana

repubblica
albanese
lek

3.149.000
110
45,4

10
M 71 F 77

73 posto
2899
2870

98,7
1200

primario 58,5
secondario 13,5
terziario 28

Austria

83.871
28

Vienna

repubblica federale
tedesco
euro

8.279.700
99
66

0,4
M 77 F 82

14 posto
38.961
3740

100
7850

primario 5,5
secondario 27,5
terziario 67

Belgio

30.528
3,3

Bruxelles

monarchia fed. cost.


francese e neerlandese
euro

10.541.893
345
97,2

1,4
M 77 F 82

13 posto
37.214
3610

100
8579

primario 2
secondario 20,5
terziario 77,5

Bielorussia

207.600
6,3

Minsk

repubblica
bielorusso e russo
nuovo rublo bielorusso

9.750.500
47
72,4

-4,9
M 64 F 76

67 posto
3808
2880

99,6
3144

primario 10,2
secondario 34,6
terziario 55,2

Bosnia-Erzegovina

51.209
0,5

Sarajevo

3.912.000
76
45,7

1,1
M 71 F 77

62 posto
2533
2730

96,7
2180

primario 2,7
secondario 36,7
terziario 60,6

Bulgaria

110.970
9,5

Sofia

repubblica federale
bosniaco e serbocroato
marco convertibile
repubblica
bulgaro
nuovo lev

7.718.750
70
70,2

-5,4
M 69 F 76

54 posto
3995
2910

98,2
3949

primario 8,9
secondario 34,2
terziario 56,9

Cipro

5896
4

Nicosia

repubblica
greco e turco
lira sterlina di Cipro

766.400
130
69.6

-3,7
M 77 F 82

29 posto
23.676
3280

96,8
5415

primario 6,9
secondario 21
terziario 72,1

Croazia

56.594
6,5

Zagabria

repubblica
croato
kuna

4.443.000
79
56,5

-2,1
M 71 F 78

44 posto
9558
2800

98,1
3317

primario 17,3
secondario 28,6
terziario 54,1

Danimarca

43.098
44

Copenaghen

monarchia cost.
danese
corona danese

5.447.084
126
85,6

1,8
M 76 F 80

15 posto
50.965
3480

100
6629

primario 3,2
secondario 21,4
terziario 75,4

Estonia

45.227
30,9

Tallinn

repubblica
estone
corona estone

1.344.684
30
69,3

-2,2
M 67 F 78

40 posto
12.203
3220

99,8
5484

primario 4,6
secondario 33,5
terziario 61,9

Finlandia

338.145
7,8

Helsinki

repubblica
finnico e svedese
euro

5.276.955
16
61,1

2,1
M 76 F 83

11 posto
40.197
3130

100
16.784

primario 4,7
secondario 25,7
terziario 69,6

Francia

543.965
13,3

Parigi

repubblica pres.
francese
euro

61.353.000
113
76,7

4,5
M 77 F 84

16 posto
35.404
3630

100
7689

primario 3,4
secondario 20,4
terziario 76,2

Germania

357.093
30

Berlino

repubblica federale
tedesco
euro

82.437.995
231
88

-1,8
M 76 F 82

21 posto
35.204
3500

100
7030

primario 2,2
secondario 25,5
terziario 72,3

Grecia

131.957
2,8

Atene

repubblica
greco
euro

11.127.179
84
59

0,2
M 77 F 81

24 posto
27.610
3720

96
5150

primario 11,9
secondario 22,2
terziario 65,9

Irlanda

70.273
0,7

Dublino

repubblica
inglese e irlandese
euro

4.234.925
60
60,5

8,2
M 77 F 82

4 posto
52.440
3670

100
6184

primario 5,7
secondario 27,3
terziario 67

Islanda

102.819
5,6

Reykjavk

repubblica
islandese
corona islandese

307.261
3
92,8

8,3
M 79 F 83

2 posto
54.858
3270

100
28.126

primario 6,3
secondario 21,4
terziario 72,3

Italia

301.317
12,5

Roma

repubblica
italiano
euro

59.619.290
195
67,6

0,1
M 78 F 84

17 posto
31.791
3730

98,4
5644

primario 4,3
secondario 30,1
terziario 65,6

Lettonia

64.589
13,9

Riga

repubblica
lettone
lats

2.294.590
36
68

-4,9
M 66 F 77

45 posto
8550
3030

99,7
2549

primario 11
secondario 27,6
terziario 61,4

144

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

GLI STATI DEL MONDO

Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Liechtenstein

160,5
40,1

Vaduz

principato
tedesco
franco svizzero

35.010
110
-

83
4,8 M 78 F

100.860
3531

primario 1,3
secondario 43,9
terziario 54,8

Lituania

65.300
10,6

Vilnius

repubblica
lituano
litas

3.384.789
52
66,8

-4
M 65 F 77

41 posto
8610
3410

99,6
3145

primario 12,4
secondario 29,7
terziario 57,9

Lussemburgo

2586
17

Lussemburgo

monarchia cost.
lussemburghese
euro

459.500
178
82,8

3,8
M 76 F 82

12 posto
87.955
3606

100
16.509

primario 1,2
secondario 20,9
terziario 77,9

Macedonia

25.713
7,1

Skopje

repubblica
albanese e macedone
denar

2.043.000
79
60

2,1
M 71 F 76

66 posto
3059
2900

96,1
3184

primario 19,5
secondario 32,2
terziario 48,3

Malta

315,6
1,4

Valletta

repubblica
inglese e maltese
lira maltese

405.000
1283
95,3

1,8
M 78 F 81

32 posto
15.293
3530

87,9
4800

primario 2,4
secondario 29,5
terziario 68,1

Moldova

33.843
1,4

Chisinau

repubblica
moldavo
leu moldavo

3.974.000
117
39

-1,9
M 65 F 72

114 posto
957
2720

98,4
1228

primario 40,6
secondario 16
terziario 43,4

Montenegro

13.812
-

Podgorica

repubblica
serbo-croato
euro

624.000
45
52,2

2,4
M 71 F 75

3310
-

97,7
-

primario 1,8
secondario 28,3
terziario 69,9

Norvegia

323.802
20,1

Oslo

monarchia cost.
bokml e nynorsk
corona norvegese

4.681.134
14
77,8

3,4
M 78 F 82

1 posto
72.306
3550

100
24.650

primario 3,3
secondario 20,7
terziario 76

Paesi Bassi

41.528
14,6

Amsterdam

monarchia cost.
olandese
euro

16.357.000
394
80,2

3,1
M 77 F 81

10 posto
40.571
3490

100
6923

primario 1,7
secondario 17,5
terziario 80,8

Polonia

312.685
27,1

Varsavia

repubblica
polacco
nuovo zloty

38.132.277
122
61,4

-0,1
M 71 F 79

37 posto
8890
3420

100
3418

primario 17,1
secondario 27,9
terziario 55

Portogallo

92.152
5

Lisbona

repubblica
portoghese
euro

10.569.000
115
57,6

0,2
M 75 F 81

28 posto
18.465
3750

93
4516

primario 11,4
secondario 30,9
terziario 57,7

Regno Unito

242.514
13,2

Londra

monarchia cost.
inglese
lira sterlina

60.393.000
249
89,7

2,3
M 77 F 81

18 posto
39.213
3460

100
6206

primario 0,9
secondario 16,8
terziario 82,3

Repubblica Ceca

78.866
15,8

Praga

repubblica
ceco
corona ceca

10.251.079
130
73,5

-0,5
M 73 F 79

30 posto
13.848
3330

100
6224

primario 4
secondario 39,5
terziario 56,5

Romania

238.391
5,1

Bucarest

repubblica
romeno
leu

21.610.000
91
53,7

-2,1
M 68 F 75

60 posto
5633
3620

97,3
2271

primario 32,2
secondario 30,3
terziario 37,5

Serbia

88.361 (compreso
il Kosovo)
3,8

Belgrado

repubblica
serbo-croato
nuovo dinaro iugoslavo
(Serbia); euro (Kosovo)

10.497.000
119
52,2

-4,6
M 70 F 75

4220
2720

96,4
3998

primario 3,3
secondario 31,6
terziario 65,1

Slovacchia

49.034
25,2

Bratislava

repubblica
slovacco
euro

5.389.180
110
55,4

0,2
M 70 F 78

42 posto
10.158
2780

99,6
5089

primario 4,4
secondario 38,8
terziario 56,8

Slovenia

20.273
7,3

Lubiana

repubblica
sloveno
euro

2.008.516
99
51

-0,3
M 74 F 81

27 posto
18.610
2950

100
6425

primario 4,6
secondario 37,9,
terziario 57,5

Spagna

505.957
7,7

Madrid

monarchia cost.
spagnolo
euro

44.566.232
88
76,7

1,9
M 77 F 84

19 posto
27.767
3450

98
5924

primario 4,8
secondario 28,5
terziario 66,7

Svezia

450.295
9,2

Stoccolma

monarchia cost.
svedese
corona svedese

9.080.000
20
84,2

1,1
M 78 F 83

5 posto
42.383
3190

100
15.420

primario 2
secondario 22
terziario 76
145

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellEuropa


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Svizzera

41.285
28,7

Berna

repubblica fed.
francese, italiano,
reto-romancio,
tedesco
franco svizzero

7.459.128
181
73,3

1,6
M 79 F 84

9 posto
51.771
3550

100
8102

primario 3,7
secondario 23,8
terziario 72,5

Ucraina

603.700
3,4

Kiev

repubblica
ucraino
hrivna

46.379.223
77
67,9

-7,6
M 62 F 74

77 posto
2274
3080

98,8
3151

primario 19,3
secondario 24,2
terziario 56,5

Ungheria

93.030
8,9

Budapest

repubblica
ungherese
fiorino ungherese

10.076.581
108
66,3

-3,8
M 69 F 77

35 posto
11.340
3590

99
3680

primario 3,4
secondario 32
terziario 64,6

Gli Stati della Regione euroasiatica


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Armenia

29.743
10

Erewan

repubblica
armeno
dram

3.219.000
108
64,1

3,5
M 70 F 76

80 posto
1889
2340

99,4
1428

primario 45,4
secondario 12,2
terziario 42,4

Azerbaigian

86.600
7,3

Baku

repubblica
azero
manat

8.436.400
97
51,6

10,9
M 70 F 75

99 posto
2336
2730

98,8
2438

primario 39,1
secondario 13,2
terziario 47,7

Georgia

69.500
4

Tbilisi

repubblica presid.
georgiano
lari

4.401.300
63
52,5

0,8
M 69 F 77

97 posto
1779
2630

100
1577

primario 54,3
secondario 3,8
terziario 41,9

Russia

17.075.400
8,8

Mosca

repubblica federale
russo
rublo

142.753.551
8
73

-5,9
M 59 F 73

65 posto
6856
3090

99,4
5642

primario 10,2
secondario 29,8
terziario 60

Gli Stati dellAsia occidentale e centrale


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Afghanistan

645.807
0,3

Kabul

Arabia Saudita

2.149.690
37,1

Riyadh

monarchia
arabo
riyal

Bahrein

728,3
1,3

Manama

monarchia
arabo
dinar di Bahrein

146

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

repubblica islamica
28.100.000
dari e pashto
(compresi i nomadi e
nuovo afghani
i rifugiati allestero)
43
22,9

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

26,3
M 43 F 43

335
1755

28,1
28

primario 69,6
secondario 4,9
terziario 25,5

23.960.000
11
88

27
M 70 F 74

76 posto
14.715
2800

79,4
6181

primario 7,1
secondario 9,2
terziario 83,7

744.000
1022
96,5

14,4
M 72 F 77

39 posto
21.447
-

86,5
10.855

primario 0,8
secondario 55,2
terziario 44

GLI STATI DEL MONDO

Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Emirati Arabi Uniti

83.600
4

Abu Dhabi

federazione di Emirati
arabo
dirham

4.417.000
53
76,7

13,2
M 77 F 81

49 posto
33.397
3250

78,8
11.331

primario 6,7
secondario 36,2
terziario 57,1

Giordania

88.778 (esclusa la
Cisgiordania)
10,9

Amman

monarchia cost.
arabo
dinar giordano

5.473.000
62
82,3

20,8
M 71 F 72

86 posto
2544
2730

89,9
1575

primario 3,1
secondario 20
terziario 76,9

Iran

1.648.195
6,6

Teheran

repubblica islamica
farsi (persiano)
rial

70.472.846
43
66,7

9,6
M 69 F 71

96 posto
3046
3120

77
2045

primario 24,9,
secondario 30,4
terziario 44,7

Iraq

434.128
-

Baghdad

27.180.000
63
66,9

27
M 67 F 70

1159
2197

74,1
1245

primario 7,9
secondario e
terziario 92,1

Israele

20.700
16,2

Gerusalemme

repubblica
arabo
dinar iracheno e
dollaro USA
repubblica
ebraico e arabo
sciclo

6.984.300
337
91,7

15,2
M 79 F 83

23 posto
20.399
3610

97,1
6808

primario 1,8
secondario 21,5
terziario 76,7

Kazakistan

2.724.900
2,9

Astana

repubblica
kazaco
tenge

15.217.700
6
57,1

8
M 60 F 72

79 posto
5113
2820

99,5
3626

primario 33,5
secondario 17,4
terziario 49,1

Kirghizistan

199.900
3,6

Biskek

repubblica
kirghiso e russo
som

5.189.800
26
35

14,2
M 64 F 72

110 posto
542
3110

98,7
1421

primario 38,9
secondario 17,6
terziario 43,5

Kuwait

17.818
2,6

Al Kuwait

monarchia
arabo
dinar kuwaitiano

2.322.000
130
98,3

18,8
M 76 F 78

33 posto
31.051
3060

93,3
14.952

primario 1,9
secondario 13,5
terziario 84,6

Libano

10.400
0,5

Beirut

repubblica
arabo
lira libanese

3.844.000
370
86,6

14,7
M 70 F 75

78 posto
6110
3190

88,3 2499

primario 2,6
secondario e
terziario 97,4

Oman

309.500
11,3

Mascate

sultanato
arabo
rial Omani

2.550.000
8
78

21,4
M 73 F 75

56 posto
13.846
-

81,4
3836

primario 10,1
secondario 44,4
terziario 45,5

Qatar

11.525
0,6

Doha

emirato
arabo
riyal del Qatar

838.100
73
95,4

14,9
M 71 F 76

46 posto
62.914
-

89
15.852

primario 2,7
secondario 41
terziario 56,3

Siria

185.180
1,9

Damasco

repubblica
arabo
lira siriana

18.589.000
100
50,6

23,4
M 69 F 71

107 posto
1645
3070

79,6
1317

primario 17,1
secondario 32,9
terziario 50

Tagikistan

143.100
18,2

Dusanbe

repubblica
tagico
somoni

6.920.300
48
26,4

21,8
M 62 F 68

122 posto
440
1907

99,5
2240

primario 67,4
secondario 8,7
terziario 23,9

Turchia

783.562
3,9

Ankara

repubblica
turco
nuova lira turca

72.970.000
93
67,3

12,7
M 69 F 74

92 posto
5408
3320

87,4
1766

primario 26,1
secondario 25,7
terziario 48,2

Turkmenistan

488.000
4,1

Asgabat

repubblica
turkmeno
manat

5.770.000
12
46,2

18,9
M 58 F 67

105 posto
4280
2820

98,8
1740

primario 48,2
secondario 13,8
terziario 38

Uzbekistan

447.400
4,6

Taskent

repubblica
uzbeco
sum

26.485.000
59
36,7

18,3
M 63 F 70

113 posto
605
2290

99
1722

primario 29,1
secondario 13,2
terziario 57,7

Yemen

527.968
0

Sana

repubblica
arabo
riyal yemenita

21.050.000
40
27,3

34,6
M 60 F 64

150 posto
693
2010

50
165

primario 53,4
secondario 11
terziario 35,6

147

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellAsia meridionale

148

Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Bangladesh

147.570
1,3

Dakha

repubblica
bengali
taka

138.512.000
939
24,7

21,6
M 62 F 62

137 posto
451
2200

41
140

primario 51,7
secondario 9,9
terziario 38,4

Bhutan

46.640
26,4

Thimphu

691.000
15
30,9

12,6
M 62 F 65

135 posto
1254
-

100
218

primario 94
secondario 1
terziario 5

Brunei

5.765
38,3

Bandar Seri
Begawan

monarchia
dzongkha
ngultrum e rupia
indiana
monarchia assoluta
malese
dollaro di Brunei

375.000
65
73,5

17,3
M 75 F 79

34 posto
30.298
2800

92,7
7609

primario 2,9
secondario 33,7
terziario 63,4

Cambogia

181.035
21,6

Phnom Penh

monarchia cost.
khmer
riel

14.080.653
78
19,7

17,8
M 59 F 65

129 posto
503
2070

73,6
104

primario 60,3
secondario 12,5
terziario 27,2

Filippine

300.076
6,5

Manila

repubblica
pilipino e inglese
peso filippino

86.972.500
290
62,7

18,5
M 68 F 73

84 posto
1345
2490

92,6
597

primario 36,6
secondario 14,7
terziario 48,7

India

3.287.263
5,4

New Delhi

repubblica federale
hindi e inglese
rupia indiana

1.117.733.000
340
28,9

16,7
M 64 F 66

126 posto
797
2470

61
457

primario 5,3
secondario 25,6
terziario 69,1

Indonesia

1.860.360
9,1

Jakarta

repubblica
bahasa Indonesia
rupia indonesiana

222.051.300
119
48,3

14,1
M 67 F 72

108 posto
1640
2890

90,4
478

primario 44,1
secondario 13,1
terziario 42,8

Laos

236.800
16

Vientiane

repubblica
lao
nuovo kip

5.739.000
24
20,6

24,2
M 53 F 57

133 posto
567
2370

68,7
135

primario 75,6
secondario e
terziario 24,4

Malaysia

329.847
17,3

Kuala Lumpur;
Putrajaya

feder. monarchie cost.


malese
dollaro malaysiano

26.640.000
81
67,3

14,2
M 72 F 76

61 posto
5718
2880

88,7
3166

primario 14,7
secondario 33,3
terziario 52

Maldive

298
-

Male

repubblica pres.
dhivehi
rufiyaa

298.968
1003
32,8

16
M 72 F 73

98 posto
2864
2600

96,3
490

primario 2,9
secondario 13,4
terziario 83,7

Myanmar

676.577
4,6

Yangoon

repubblica
birmano
kyat

47.650.000
70
30,6

8,4
M 59 F 64

130 posto
230
2940

89,9
104

primario 68,6
secondario e
terziario 31,4

Nepal

147.181
16,3

Kathmandu

repubblica federale
nepalese
rupia nepalese

25.887.000
176
15,8

21,6
M 62 F 63

138 posto
339
2430

48,6
69

primario 92,9
secondario e
terziario 7,1

Pakistan

796.096
9,1

Islamabad

repubblica
urdu
rupia pachistana

156.000.000
196
34,9

21,9
M 62 F 64

134 posto
830
2320

49,9
425

primario 45,6
secondario 20
terziario 34,4

Singapore

704
2,2

Singapore

3.608.500
5126
100

5,7
M 78 F 82

25 posto
29.917
3121

92,5
8171

primario 0,7
secondario 30,6
terziario 68,7

Sri Lanka

65.610
17,2

Colombo

repubblica
cinese, inglese,
malese, tamil
dollaro di Singapore
repubblica
singalese e tamil
rupia di Sri Lanka

19.870.000
303
21

11,6
M 72 F 77

93 posto
1355
2390

90,7
345

primario 32,2
secondario 26,6
terziario 41,2

Thailandia

513.116
19

Bangkok

monarchia cost.
thai
baht

65.218.965
127
32,3

7
M 70 F 74

74 posto
3136
2400

92,6
1865

primario 38,9
secondario 22,7
terziario 38,4

Timor Est

14.604
-

Dili

1.007.000
69
26,5

20,9
M 64 F 68

142 posto
350
2350

49
301

primario 81,3
secondario e
terziario 18,7

Vietnam

329.315
3,6

Hanoi

repubblica dem.
portoghese e tetum
dollaro USA
e dollaro australiano
repubblica socialista
vietnamita
dong

84.155.874
256
27

13,3
M 68 F 74

109 posto
723
2630

90,3
501

primario 56,8
secondario 17,9
terziario 25,3

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellAsia orientale


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Cina

9.572.900
14,9

Beijing

Corea del Nord

122.762
2,4

Pyongyang

Corea del Sud

99.646
3,9

Seoul

repubblica
coreano
won sudcoreano

Giappone

372.824
8,6

Tokyo

Mongolia

1.564.160
13,9

Taiwan

36.188
8,2

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

repubblica popolare 1.307.560.000 (esclusi


Hong Kong e Macao)
cinese
137
yuan renminbi
43
repubblica socialista
23.113.000
coreano
188
won nordcoreano
61,6

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

5,9
M 71 F 74

81 posto
2001
2930

90,9
1585

primario 49,1
secondario 21,6
terziario 29,3

9
M 69 F 74

517
2180

93
827

primario 26,6
secondario e
terziario 73,4

47.515.000
477
80,8

4
M 75 F 82

26 posto
18.392
3030

98
7391

primario 7,7
secondario 26,3
terziario 66

monarchia cost.
giapponese
yen

127.805.590
343
65,8

-0,2
M 79 F 85

7 posto
34.188
2770

100
8076

primario 3,9
secondario 26,9
terziario 69,2

Ulan-Bator

repubblica
mongolo
tughrik

2.594.100
2
56,7

11,6
M 62 F 68

116 posto
1081
2250

97,8
1273

primario 39,9
secondario 16,8
terziario 43,3

Taipei

repubblica
cinese
nuovo dollaro
di Taiwan

23.036.000
637
80

3
M 74 F 80

15.482
2900

97,2
9264

primario 5,5
secondario 36,6
terziario 57,9

Gli Stati dellAfrica settentrionale


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Algeria

2.381.741
5

Algeri

repubblica
arabo
dinar algerino

33.500.000
14
63,3

16,9
M 74 F 76

102 posto
3413
3070

69,9
812

primario 20,7
secondario 26
terziario 53,3

Capo Verde

4033
0

Praia

484.904
120
57,3

18,7
M 67 F 74

106 posto
2371
3215

78
100

primario 24,7
secondario 18,8
terziario 56,5

Ciad

1.284.000
9,3

Ndjamena

repubblica
portoghese
escudo del Capo
Verde
repubblica
arabo e francese
franco CFA

9.835.000
8
25,3

29,5
M 45 F 49

171 posto
707
2130

25,7
11

primario 72
secondario 7
terziario 21

Egitto

1.001.449
13,3

Il Cairo

repubblica
arabo
lira egiziana

72.579.030
72
42,8

18
M 69 F 74

111 posto
1489
3330

71,4
1215

primario 29,9
secondario 19,7
terziario 50,4

Eritrea

121.100
3,2

Asmara

repubblica
arabo e tigrino
nakfa

4.492.000
37
19,4

24,9
M 52 F 56

157 posto
244
1519

60,5
56

primario 76
secondario e
terziario 24

Etiopia

1.127.127
16,9

Addis Abeba

rep. fed. democr.


amharico
birr

75.067.000
67
16,2

23,5
M 48 F 50

170 posto
177
1850

45,2
33

primario 80,2
secondario 6,6
terziario 13,2

Gibuti

23.200
0,5

Gibuti

repubblica
arabo e francese
franco di Gibuti

700.000
30
86,1

20,6
M 52 F 54

148 posto
1028
2270

70,3
455

primario 76,5
secondario e
terziario 23,5

Libia

1.759.540
0,1

Tripoli

repubblica socialista
arabo
dinaro libico

5.900.754
3
84,8

23,3
M 74 F 79

64 posto
8430
3380

84,1
2520

primario 7,1
secondario 23,1
terziario 69,8

Mali

1.248.574
2,1

Bamako

repubblica
francese
franco CFA

12.603.000
10
30,5

32,7
M 47 F 51

175 posto
485
2200

19
33

primario 41,5
secondario 16,5
terziario 42
149

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellAfrica settentrionale


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Marocco

458.730
1,2

Rabat

monarchia cost.
arabo
dirham

30.367.000
66
58,7

14,6
M 68 F 73

123 posto
1886
3110

52,3
595

primario 45,4
secondario 19,5
terziario 35,1

Mauritania

1.030.700
1,7

Nouakchott

repubblica
arabo
ouguiya

2.980.000
3
40,4

29
M 51 F 55

153 posto
921
2740

51,2
60

primario 51,6
secondario e
terziario 48,4

Niger

1.267.000
6,6

Niamey

repubblica
francese
franco CFA

12.922.000
10
16,3

30,8
M 50 F 50

177 posto
274
2150

28,7
40

primario 86
secondario 2
terziario 12

Somalia

637.657
0,7

Mogadiscio

repubblica
arabo e somalo
scellino somalo

8.860.000
14
35,2

28,6
M 46 F 50

265
1531

24
33

primario 66,9
secondario 12
terziario 21,1

Sudan

2.503.890
4,7

Khartoum

repubblica
arabo
sterlina sudanese

36.297.000
14
40,8

26
M 57 F 60

141 posto
1037
2270

60,9
92

primario 58,3
secondario e
terziario 41,7

Tunisia

164.150
1,3

Tunisi

repubblica
arabo
dinar tunisino

10.126.100
62
65,3

11,2
M 72 F 76

87 posto
2982
3280

74,3
1157

primario 19,3
secondario 32,1
terziario 48,6

Gli Stati dellAfrica subsahariana


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

Angola

1.246.700
12,1

Luanda

repubblica pres.
portoghese
kwanza

15.925.000
13
53,3

19,8
M 36 F 38

161 posto
2758
2120

67,4
124

primario 71
secondario e
terziario 29

Benin

112.622
23

Porto-Novo

repubblica
francese
franco CFA

7.840.900
70
40,1

27,1
M 51 F 54

163 posto
626
2590

34,7
67

primario 54
secondario 10
terziario 36

Botswana

581.730
30,2

Gaborone

repubblica
inglese
pula

1.767.000
3
57,4

-6,1
M 35 F 35

131 posto
6869
2196

81,2
1325

primario 12,3
secondario 25,5
terziario 62,2

Burkina Faso

270.764
15,4

Ouagadougou

repubblica
francese
franco CFA

13.902.972
51
16,2

30,1
M 47 F 49

174 posto
451
2500

21,8
32

primario 84,9
secondario 3,5
terziario 11,6

Burundi

27.834
5,6

Bujumbura

repubblica
francese e kiRundi
franco del Burundi

7.454.000
268
10

28,7
M 49 F 50

169 posto
119
1660

59,3
23

primario 89,6
secondario e
terziario 10,4

Camerun

475.442
8,9

Yaound

repubblica
francese e inglese
franco CFA

17.034.000
36
54,6

22,8
M 51 F 52

144 posto
1002
2260

67,9
207

primario 55,7
secondario 14,1
terziario 30,2

Comore

1862
2,7

Moroni

repubblica
arabo, comoriano,
francese
franco comoriano

614.000
330
37

29,1
M 60 F 64

132 posto
642
1770

56,8
32

primario 71,3
secondario e
terziario 28,7

150

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

GLI STATI DEL MONDO

Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Costa dAvorio

320.763
16,4

Yamoussoukro

repubblica
francese
franco CFA

19.658.000
61
46,7

24
M 49 F 53

164 posto
939
2644

48,7
176

primario 49
secondario 14
terziario 37

Gabon

267.667
16,2

Libreville

repubblica
francese
franco CFA

1.332.000
5
83,6

24,3
M 54 F 57

124 posto
6527
2680

59
928

primario 68
secondario 14
terziario 18

Gambia

11.295
4,1

Banjul

repubblica
inglese
dalasi

1.485.000
131
26

27,3
M 52 F 56

155 posto
507
2240

42,5
101

primario 77,3
secondario e
terziario 22,7

Ghana

238.533
14,7

Accra

repubblica
inglese
cedi

21.472.000
90
47,8

13,2
M 55 F 57

136 posto
602
2690

57,9
247

primario 55,7
secondario e
terziario 44,3

Guinea

245.836
6,1

Conakry

repubblica pres.
francese
franco della Guinea

8.174.000
33
33

26,4
M 48 F 51

160 posto
347
2430

29,5
89

primario 81,8
secondario e
terziario 18,2

Guinea Bissau

36.125
7,3

Bissau

repubblica
portoghese
franco CFA

1.352.000
37
29,6

20,9
M 45 F 49

173 posto
187
2030

44,8
45

primario 79,2
secondario 4,8
terziario 16

Guinea Equatoriale

28.051
14,3

Malabo

repubblica
francese e spagnolo
franco CFA

1.153.000
41
38,9

21
M 48 F 52

120 posto
7802
2230

87
51

primario 50
secondario 20
terziario 30

Kenya

582.646
12,7

Nairobi

repubblica
swahili
scellino del Kenya

33.947.066
58
20,7

28,2
M 49 F 47

152 posto
681
2150

73,6
140

primario 18,1
secondario 19,5
terziario 62,4

Lesotho

30.355
0,2

Maseru

monarchia cost.
inglese e seSotho
loti

2.300.000
76
18,7

-3,6
M 34 F 36

149 posto
679
2626

82,2
-

primario 38,1
secondario e
terziario 61,9

Liberia

111.369
12,7

Monrovia

repubblica
inglese
dollaro liberiano

3.634.000
33
58

21,7
M 37 F 41

185
1930

58,9
174

primario 65
secondario e
terziario 35

Madagascar

587.051
2,6

Antananarivo

repubblica
francese e malagasy
ariary

17.834.000
30
26,8

30,1
M 54 F 59

143 posto
299
2050

70,7
50

primario 76,7
secondario 7,4
terziario 15,9

Malawi

118.484
16,4

Lilongwe

repubblica
chichewa e inglese
kwacha del Malawi

12.757.883
108
17,2

31,9
M 45 F 47

166 posto
171
2120

64,1
77

primario 80,8
secondario e
terziario 19,2

Maurizio

2040
0,9

Port Louis

repubblica
inglese
rupia di Maurizio

1.253.000 (con le dipendenze)


614
42,4

8,1
M 69 F 76

63 posto
5129
2980

84,4
1683

primario 10
secondario 32,4
terziario 57,6

Mozambico

799.380
8,6

Maputo

repubblica
portoghese
nuovo metical

19.888.701
25
31

23,4
M 47 F 51

168 posto
364
2080

50,4
367

primario 80
secondario e
terziario 20

Namibia

824.115
14,6

Windhoek

2.002.000
2
35,1

6,8
M 47 F 48

125 posto
3084
2290

85
1389

primario 31,1
secondario 12,2
terziario 56,7

Nigeria

923.768
6,1

Abuja

repubblica
afrikaans, inglese,
tedesco
dollaro namibiano
repubblica federale
inglese
naira

140.003.542
152
48,2

23,4
M 46 F 47

159 posto
770
2720

70,8
104

primario 28,9
secondario e
terziario 71,1

Repubblica Centr.

622.436
15,7

Bangui

repubblica
francese
franco CFA

4.094.000
7
38

15,5
M 49 F 53

172 posto
355
1960

48,6
35

primario 56
secondario 12
terziario 32

Repubblica del
Congo

342.000
14,1

Brazzaville

repubblica pres.
francese
franco CFA

3.507.548
10
60,2

29,7
M 51 F 53

140 posto
2147
2160

85,8
131

primario 58
secondario 13
terziario 29

Repubblica Dem. del


Congo

2.344.858
8,4

Kinshasa

repubblica
francese
franco congolese

59.320.000
25
32,1

30,6
M 50 F 53

167 posto
144
1590

67,2
93

primario 60,8
secondario e
terziario 39,2
151

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellAfrica subsahariana


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Ruanda

26.338
7,6

Kigali

8.958.000
340
19

24,6
M 43 F 46

158 posto
261
2110

64,9
39

primario 89,8
secondario e
terziario 10,2

So Tom e Principe

1001
-

So Tom

repubblica
francese, inglese,
kinyaRwanda
franco del Ruanda
repubblica
portoghese
dobra

152.000
152
58,3

34,1
M 65 F 69

127 posto
474
2490

83,1
102

primario 31,5
secondario 17
terziario 51,5

Seicelle

455
1

Victoria

83.300
183
52,9

10,2
M 66 F 77

47 posto
9051
2460

91,8
2716

primario 3,1
secondario 21,3
terziario 75,6

Senegal

196.722
10,8

Dakar

repubblica pres.
creolo-francese,
francese, inglese
rupia delle Seicelle
repubblica
francese
franco CFA

10.817.844
55
50

27,8
M 55 F 57

156 posto
774
2360

39,3
176

primario 77
secondario 7
terziario 16

Sierra Leone

71.740
3,9

Freetown

repubblica
inglese
leone

4.250.000
59
40,7

22,7
M 38 F 42

176 posto
254
1943

35,1
49

primario 60,6
secondario e
terziario 39,4

Sudafrica

1.220.813
6,1

Pretoria,
Bloemfontein,
Citt del Capo

47.390.900
39
59,3

3,4
M 49 F 53

121 posto
5384
2980

82,4
4976

primario 6,7
secondario 28,7
terziario 64,6

Swaziland

17.363
3,5

Mbabane, Lobamba

repubblica
afrikaans, inglese
e 9 africane
rand sudafricano
monarchia
inglese e siSwati
lilangeni

1.108.000
64
24,1

-0,9
M 33 F 34

146 posto
2301
2342

79,6
-

primario 25,6
secondario 27,8
terziario 46,6

Tanzania

945.090
38,4

Dodoma

repubblica
inglese e swahili
scellino della Tanzania

38.180.000
40
24,2

21,5
M 45 F 46

162 posto
335
1960

69,4
53

primario 82,3
secondario 2,4
terziario 15,3

Togo

56.600
11,2

Lom

repubblica
francese
franco CFA

5.337.000
94
39,9

27,2
M 55 F 59

147 posto
350
2350

53,2
87

primario 67
secondario 12
terziario 21

Uganda

241.038
26,3

Kampala

repubblica
inglese e swahili
scellino ugandese

27.356.900
113
12,6

34,5
M 48 F 49

145 posto
316
2370

66,8
59

primario 73,3
secondario 4,2
terziario 22,5

Zambia

752.614
41,5

Lusaka

repubblica
inglese
kwacha zambiano

11.520.000
15
35

19
M 38 F 37

165 posto
922
1975

68
692

primario 67,5
secondario e
terziario 32,5

Zimbabwe

390.757
14,7

Harare

repubblica
inglese
dollaro dello
Zimbabwe

12.010.000
31
35,9

6,3
M 40 F 38

151 posto
472
1980

91,9
795

primario 15,4
secondario 22,2
terziario 62,4

Gli Stati dellAmerica anglosassone

152

Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Canada

9.984.670
6,8

Ottawa

stato federale
francese e inglese
dollaro canadese

31.612.897
3
80,1

3,4
M 78 F 84

6 posto
38.951
3630

100
17.179

primario 4,1
secondario 20,1
terziario 75,8

Stati Uniti

9.372.614
23,2

Washington D.C.

repubblica federale
inglese
dollaro USA

299.398.484
32
80,8

5,8
M 75 F 81

8 posto
44.190
3760

99,5
13.338

primario 1,6
secondario 19,8
terziario 78,6

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellAmerica latina


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

Antigua e Barbuda

442
0,9

Saint Johns

78.000
176
39,1

11,9
M 69 F 74

59 posto
11.685
2313

85,8
1603

primario 2,6
secondario 14,6
terziario 82,8

Argentina

2.780.403
6,2

Buenos Aires

monarchia cost.
inglese
dollaro dei Caraibi
Orientali
repubblica federale
spagnolo
peso argentino

38.970.611
14
90,1

9,3
M 72 F 80

36 posto
5458
2920

97,2
2301

primario 1,3
secondario 19,9
terziario 78,8

Bahama

13.939
0,9

Nassau

monarchia cost.
inglese
dollaro delle Bahama

327.000
23
90,4

8,9
M 67 F 73

52 posto
18.917
2660

95,8
6700

primario 3,5
secondario 17,8
terziario 78,7

Belize

22.965
30,4

Belmopan

monarchia cost.
inglese
dollaro del Belize

301.000
13
50,2

24,1
M 67 F 70

95 posto
4028
2850

94,7
708

primario 22,5
secondario 15,2
terziario 62,3

Bolivia

1.098.581
19,8

Sucre, La Paz

9.627.270
9
64,2

16,2
M 63 F 68

115 posto
1125
2220

86,7
435

primario 6,3
secondario 28,1
terziario 65,6

Brasile

8.514.876
18,7

Braslia

repubblica
aymar, quechua,
spagnolo
boliviano
repubblica federale
portoghese
real

186.770.562
22
84,2

10,3
M 68 F 76

69 posto
5717
3110

88,6
1955

primario 21
secondario 21
terziario 58

Cile

756.102
20,8

Santiago, Valparaso

repubblica
spagnolo
peso cileno

16.433.000
22
86,7

9,6
M 75 F 81

38 posto
8854
2870

95,7
3084

primario 12,6
secondario 23,6
terziario 63,8

Colombia

1.141.748
31,6

Bogot

repubblica pres.
spagnolo
peso colombiano

42.764.000
37
75

12,3
M 70 F 76

70 posto
2888
2580

92,8
866

primario 22,4
secondario 18,8
terziario 58,8

Costa Rica

51.102
23,3

San Jos

repubblica
spagnolo
coln

4.269.884
84
61,7

12,8
M 76 F 81

48 posto
4858
2810

94,9
1667

primario 14
secondario 21,7
terziario 64,3

Cuba

109.886
15,1

LAvana

repubblica socialista
spagnolo
peso cubano

11.243.836
102
75,6

3,2
M 76 F 80

50 posto
4165
3320

99,8
1177

primario 21,3
secondario 18
terziario 60,7

Dominica

751
4,5

Roseau

69.000
92
72,9

8,9
M 72 F 78

68 posto
4181
2760

88
1243

primario 21,1
secondario e
terziario 78,9

Ecuador

256.370
53,5

Quito

repubblica
inglese
dollaro dei Caraibi
Orientali
repubblica
spagnolo
dollaro USA

13.408.000
52
62,8

18,5
M 71 F 77

83 posto
2987
2670

91
687

primario 8,3
secondario 21,2
terziario 70,5

El Salvador

21.041
0,9

San Salvador

repubblica
spagnolo
coln e dollaro USA

6.990.657
332
59,8

11,9
M 68 F 75

101 posto
2619
2560

81,1
629

primario 20
secondario 22,2
terziario 57,8

Giamaica

10.991
13,5

Kingston

monarchia cost.
inglese
dollaro giamaicano

2.660.721
242
53,1

9,9
M 72 F 75

104 posto
3952
2710

79,9
2452

primario 18
secondario 17,7
terziario 64,3

Grenada

344,5
0,2

Saint Georges

104.000
302
41,5

15,1
M 63 F 66

85 posto
4989
2930

96
1628

primario 22
secondario e
terziario 78

Guatemala

108.889
30,8

Guatemala

monarchia cost.
inglese
dollaro dei Caraibi
Orientali
repubblica
spagnolo
quetzal

12.294.000
113
47,2

24,7
M 65 F 71

118 posto
2508
2230

69,1
514

primario 14,1
secondario 23
terziario 62,9

Guyana

214.999
2,2

Georgetown

repubblica pres.
inglese
dollaro della Guyana

760.000
4
38

16,3
M 63 F 68

103 posto
1147
2790

99
1172

primario 15,8
secondario e
terziario 84,2

Haiti

27.700
0,1

Port-au-Prince

repubblica
creolo e francese
gourde

8.234.000
297
38,8

25,1
M 51 F 54

154 posto
528
2110

54,8
30

primario 59,6
secondario e
terziario 40,4
153

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellAmerica latina


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

Honduras

112.492
20

Tegucigalpa

repubblica
spagnolo
lempira

7.367.000
65
48,7

23,7
M 68 F 71

117 posto
1213
2340

80
586

primario 39,2
secondario 20,9
terziario 39,9

Messico

1.958.201
8,7

Citt di Messico

repubblica federale
spagnolo
peso messicano

104.700.000
53
76

14,5
M 73 F 78

53 posto
8066
3110

91
1804

primario 15
secondario 25,4
terziario 59,6

Nicaragua

130.373
18,2

Managua

repubblica
spagnolo
crdoba oro

5.245.000
40
55,9

20,4
M 68 F 73

112 posto
908
2290

76,7
397

primario 29,1
secondario 19
terziario 51,9

Panam

75.001
24,6

Panam

repubblica
spagnolo
balboa

3.283.959
44
70,8

15,3
M 73 F 78

58 posto
5211
2300

91,9
1466

primario 15,7
secondario 17,2
terziario 67,1

Paraguay

406.752
5,8

Asuncin

repubblica
guaran e spagnolo
guaran

6.010.000
15
58,5

20,1
M 69 F 73

91 posto
1483
2530

94,4
785

primario 32,4
secondario 15,7
terziario 51,9

Per

1.285.216
13,3

Lima

26.545.000
21
72,6

14,6
M 68 F 73

82 posto
3374
2580

87,7
794

primario 35,6
secondario 14,4
terziario 50

Repubblica Dominicana

48.671
32,6

Santo Domingo

repubblica
aymar, quechua,
spagnolo
nuovo sol
repubblica
spagnolo
peso dominicano

9.125.000
187
66,8

18,1
M 66 F 71

94 posto
3653
2270

87
1071

primario 14,9
secondario 22,1
terziario 63

Saint Kitts e Nevis

269,4
9,7

Basseterre

39.000
145
32,2

9,6
M 69 F 75

51 posto
11.742
2712

97,8
3256

primario 19,1
secondario e
terziario 80,9

Saint Lucia

617
2,4

Castries

167.000
271
27,6

12,6
M 71 F 76

71 posto
5650
2930

90,1
1851

primario 15,9
secondario 16,2
terziario 67,9

389
1,3

Kingstown

107.000
275
59

10,3
M 72 F 76

88 posto
4360
2626

88,1
940

primario 22,6
secondario e
terziario 77,4

Suriname

163.820
11,5

Paramaribo

monarchia cost.
inglese
dollaro dei Caraibi
Orientali
monarchia cost.
inglese
dollaro dei Caraibi
Orientali
monarchia cost.
inglese
dollaro dei Caraibi
Orientali
repubblica
olandese
dollaro di Suriname

493.000
3
77

12,4
M 67 F 73

89 posto
4081
2730

89,6
3537

primario 18,3
secondario e
terziario 81,7

Trinidad e Tobago

5.128
1,8

Port of Spain

1.298.000
253
12,2

2,3
M 67 F 73

57 posto
15.355
2820

98,8
4659

primario 4,4
secondario 30,8
terziario 64,8

Uruguay

176.215
0,4

Montevideo

repubblica
inglese
dollaro di Trinidad e
Tobago
repubblica
spagnolo
peso uruguayo

3.315.000
19
93,5

4,9
M 72 F 79

43 posto
6007
2920

98
1867

Venezuela

916.445
62,9

Caracas

repubblica federale
spagnolo
bolvar

27.030.656
29
93,4

16,9
M 71 F 78

72 posto
6736
2340

93
2760

primario 4,6 (compresa


industria mineraria),
secondario 21,9
terziario 73,5
primario 10,7
secondario 19,8
terziario 69,5

Saint Vincent e
Grenadine

154

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

GLI STATI DEL MONDO

Gli Stati dellOceania


Stato

Superficie km2
Superficie protetta
%

Capitale

Forma di governo
Lingua ufficiale
Moneta

Popolazione
Densit ab/km2
Urbanizzazione %

Incremento nat.
Speranza di vita

Australia

7.703.429
17,5

Canberra

Stato federale
inglese
dollaro australiano

19.852.969
3
88,2

6,5
M 78 F 83

3 posto
36.553
3120

100
11.126

primario 3,6
secondario 21,1
terziario 75,3

Figi

18.272
0,3

Suva

repubblica
inglese
dollaro figiano

850.000
47
50,8

17,1
M 67 F 72

90 posto
3454
2940

92,9
627

primario 16,2
secondario 27
terziario 56,8

Isole Marshall

181,4
0,7

60.000
331
66,7

28,6
M 68 F 71

1791
-

91
-

primario 20,4
secondario 7,8
terziario 71,8

Kiribati

811
1,5

Bairiki

repubblica
inglese
dollaro australiano

94.000
116
47,4

22,5
M 59 F 65

630
2800

92,5
153

primario 2,8
secondario 7,4
terziario 89,8

Nauru

21,2
-

Yaren

repubblica
nauruano
dollaro australiano

10.300
486
100

18,3
M 59 F 67

4068
3011

95
2909

primario secondario terziario -

Nuova Zelanda

270.534
19,6

Wellington

monarchia cost.
inglese e maori
dollaro neozelandese

4.027.947
15
86,2

7,5
M 78 F 82

20 posto
24.943
3190

100
8887

primario 6,7
secondario 21,7
terziario 71,6

Palau

488
0,4

Melekeok

repubblica
inglese e palauano
dollaro USA

20.000
41
77,4

5,7
M 68 F 76

6925
-

99,9
10.947

primario 7,8
secondario 16,6
terziario 75,6

Papua-Nuova Guinea

462.840
3,6

Port Moresby

monarchia cost.
inglese
kina

6.078.000
13
13,4

22,6
M 63 F 67

139 posto
708
2192

57,3
249

primario 72,3
secondario 3,6
terziario 24,1

Salomone

28.370
0,2

Honiara

484.000
17
17

26,7
M 62 F 63

128 posto
649
2230

76,6
69

primario 35,3
secondario 7,9
terziario 56,8

Samoa

2831
1,8

Apia

monarchia cost.
inglese
dollaro delle Isole
Salomone
monarchia cost.
inglese e samoano
dollaro delle Samoa

185.000
65
22,4

9,5
M 68 F 74

75 posto
1958
2930

99
613

primario 32,8
secondario e
terziario 67,2

Stati federati
di Micronesia

702
0,1

Palikir

repubblica federale
inglese
dollaro USA

111.200
158
30

20,2
M 68 F 72

1951
-

94,2
174

primario 0,8
secondario 7,7
terziario 91,5

Tonga

748
27,7

Nukualofa

monarchia cost.
inglese e tongano
paanga

101.134
135
24

20,4
M 71 F 74

55 posto
2189
2946

98,9
356

primario 31,8
secondario 30,6
terziario 37,6

Tuvalu

25,63
0,004

Vaiaku

monarchia cost.
inglese e tuvaluano
dollaro di Tuvalu

10.100
394
48,1

14,7
M 66 F 70

2516
-

95
-

primario 25
secondario e
terziario 75

Vanuatu

12.190
0,2

Port Vila

repubblica
bislama, francese,
inglese
vatu

223.000
18
23,5

15,2
M 67 F 71

119 posto
1737
2600

74
208

primario 5,2
secondario 8,9
terziario 85,9

Dalap-Uliga-Darrit
repubblica
(DUD)
inglese e marshallese
dollaro USA

ISU (graduat.)
Alfabetizzazzione %
PIL/ab ($ USA)
Consumo di energia
Disponibilit calorica
elettrica kWh
ab/giorno
(ab/anno)

Occupazione
per settore %

155

Glossario
Glossario
A
ACNUR/UNHCR Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees); organismo dellONU che fornisce protezione internazionale e assistenza
materiale ai rifugiati e profughi,
perseguendo soluzioni durevoli alla
loro drammatica condizione. Venne
istituito nel dicembre del 1950, allindomani della seconda guerra
mondiale, per soccorrere i profughi
in Europa, ma in seguito il suo raggio di azione si via via allargato a
molti e diversi ambiti di emergenza
che provocano migrazioni forzate.
acque di fusione acque prodotte
dallo scioglimento di un ghiacciaio.
acquitrino terreno ricoperto da uno
strato di acqua stagnante.
affluente fiume secondario, che sfocia in uno maggiore.
affluente (Paese, societ) su modello dellinglese affluent, si usa per
indicare un Paese e/o una societ
ricchi, opulenti, del benessere.
agenti endogeni forze interne alla
crosta terrestre, che provocano
formazione di montagne, eruzioni
vulcaniche e terremoti.
agenti esogeni forze che agiscono
sulla crosta terrestre dallesterno
(venti, acqua, ghiaccio ecc.).
agricoltura biologica agricoltura
particolarmente attenta al rispetto
e al mantenimento degli ecosistemi; per es. utilizzando mangimi naturali nellallevamento del bestiame
ed evitando limpiego di fitofarmaci
e altri prodotti chimici nella coltivazione delle piante.
agricoltura di mercato agricoltura
tipica dei Paesi pi sviluppati, i cui
prodotti sono destinati quasi esclusivamente alla commercializzazione sui mercati interni e internazionali.
agricoltura di sussistenza agricoltura, diffusa ancora oggi nei Paesi
in via di sviluppo, i cui prodotti sono destinati in gran parte allalimentazione delle popolazioni rurali.
agricoltura di villaggio agricoltura
tradizionale tipica dellAfrica e dellAsia.
agricoltura irrigua agricoltura che
si basa su terreni abbondantemente irrigati.
agricoltura promiscua coltivazione
del terreno basata sia su colture
arboree, sia su seminativi.

156

mercato, impiegando energia, utensili, macchinari e lavoro umano.

agrocarburanti carburanti industriali ricavati da colture agricole, come


mais, frumento, barbabietola (etanolo) o colza, girasole, olio di palma e soia (agrodiesel); pur essendo fonti rinnovabili di energia, il loro impatto ambientale altissimo,
perch si tratta di monocolture
che consumano risorse idriche, inducono alla deforestazione e allo
sfruttamento di aree fragili, aumentano luso di fertilizzanti chimici e pesticidi e sottraggono aree
vastissime di suolo agricolo alla
produzione alimentare.

anecumene termine con cui gli antichi indicavano gli spazi disabitati
o abitati solo temporaneamente.

alisei venti costanti che soffiano


dalle regioni tropicali verso lEquatore.

arcipelago gruppo di isole vicine, che


presentano caratteristiche morfologiche simili.

bacino idrografico regione che raccoglie tutte le acque che si riversano in un fiume.

allevamento brado (o ranching) allevamento bovino praticato allaperto, in pascoli naturali, senza
somministrazione di mangimi.

area protetta zona di particolare interesse e rilievo naturalistico o


storico-culturale, per la cui conservazione sono predisposte specifiche tutele di legge.

baia rientranza non molto ampia di


un tratto di costa.

allevamento stallino allevamento


bovino praticato in stalle, dove gli
animali vengono nutriti con mangimi e fieno.
alluvione inondazione dovuta allo
straripamento dei corsi dacqua,
anche in seguito ad abbondanti
precipitazioni.
alpeggio migrazione estiva del bestiame in pascoli di montagna;
nelle aree alpine (da cui ha preso
nome) i pascoli estivi si trovano tra
i 1000 e i 2500 metri di altezza.
alta marea innalzamento periodico
(ogni dodici ore) del livello del mare e degli oceani, per effetto dellattrazione esercitata dalla Luna e,
in misura minore, dal Sole.
alta pressione peso dellaria superiore a quello medio che si registra
a livello del mare. Lalta pressione
corrisponde di solito a una massa
daria pi secca e pi fredda.
alta velocit linea ferroviaria che
permette limpiego di treni in grado di raggiungere i 300 km orari.
altitudine altezza di un rilievo rispetto al livello del mare espressa in
metri sul livello del mare (m s.l.m.).
alveo parte centrale del letto di un
fiume.
ambiente tutto ci che circonda gli
uomini; si parla di ambiente naturale quando in esso predominano
gli elementi naturali (rocce, foreste ecc.), ambiente antropizzato
quando prevalgono gli elementi
artificiali (edifici, strade ecc.) prodotti dagli uomini.
analfabetismo condizione di chi non
sa leggere n scrivere.

anticiclone (o area anticiclonica)


zona di alta pressione atmosferica,
nella quale le masse daria in circolazione sono in prevalenza calde e
secche e per questo creano una
situazione climatica caratterizzata
da tempo buono e venti deboli.
antropizzazione processo storico di
trasformazione dellambiente da
parte delluomo, per adattarlo alle
proprie esigenze.

areogramma tipo di rappresentazione grafica dei risultati di unindagine statistica, in cui le diverse percentuali rispetto al totale sono visualizzate dalle corrispondenti e
proporzionali aree di una figura
geometrica.
argine terrapieno artificiale eretto
lungo le rive naturali di un corso
dacqua per contenerne le piene.
aridocoltura agricoltura praticata
nelle zone aride o semidesertiche,
che utilizza sporadiche precipitazioni o esili vene dacqua sotterranee.
asilo politico ospitalit offerta da
uno Stato a qualcuno che per motivi politici ha dovuto abbandonare
il proprio Paese.
atmosfera strato di gas che avvolge
la Terra per unaltezza di circa
1000 km.
atollo isola corallina di forma anulare, tipica dellOceano Pacifico e
dellOceano Indiano.
attivit economiche attivit mediante le quali gli esseri umani utilizzano risorse naturali, lavoro, tecnologia per produrre beni necessari alla loro vita.
attivit primarie attivit attraverso le
quali gli uomini utilizzano direttamente le risorse fornite dalla natura
per produrre beni di prima necessit.

attivit terziarie attivit che non forniscono merci, ma servizi: commercio, turismo, credito e assicurazioni, servizi collettivi di interesse
pubblico (istruzione, sanit ecc.).
autoconsumo utilizzo, totale o parziale, di un prodotto, bene o servizio
da parte del suo stesso produttore.

banca genetica laboratorio scientifico in cui sono depositati i semi


delle specie vegetali o il DNA di
quelle animali.
BM Banca Mondiale (The World
Bank); istituzione specializzata
dellONU, nata nel 1945, che opera nel settore del credito; il suo
obiettivo dichiarato la promozione dello sviluppo e la riduzione
della povert, perseguito specialmente attraverso prestiti ai PVS.
Tuttavia, il modello liberista proposto si tradotto generalmente
nella privatizzazione dei settori
pubblici e nella sottovalutazione
delle conseguenze ambientali delle scelte economiche suggerite.
Le critiche suscitate hanno portato negli ultimi anni ad una maggiore attenzione della BM verso
progetti di sviluppo sostenibile.
banchisa immensa calotta ghiacciata dello spessore di circa 3 metri,
che copre lOceano Artico e lAntartico.
baraccopoli (o bidonville) (favela in
Brasile, callampa in Cile, township
in Sudafrica); insediamento di baracche e casupole alla periferia di
grandi agglomerati urbani, specialmente nei PVS. Tra baraccopoli e
slum (vedi) non c grande differenza, anche se non detto che lo
slum sia fatto solo di baracche: non
tanto il tipo di edifici a definire
queste realt, quanto lemarginazione sociale degli abitanti, la propriet
irregolare delle abitazioni e le cattive condizioni sanitarie e ambientali.

attivit quaternarie attivit di organizzazione, decisione e ricerca che


coinvolgono i sistemi di comunicazione pi avanzati.

barometro strumento che serve per


misurare la pressione atmosferica.

attivit secondarie attivit che


estraggono e/o trasformano le materie prime in prodotti destinati al

barriera parte della calotta glaciale


che si estende sul mare formando
dei vasti tavolati di ghiaccio.

GLOSSARIO

barriera corallina cintura formata da


banchi di corallo lungo le coste continentali o insulari dei mari tropicali.
bassa marea abbassamento del livello delle acque marine, successivo allalta marea.
bassopiano vasta area pianeggiante leggermente rialzata rispetto al
livello del mare.
beni di consumo beni che non richiedono unulteriore trasformazione per essere utilizzati e che sono
destinati a soddisfare i bisogni immediati di individui o famiglie.
beni durevoli beni di consumo la cui
utilit non si esaurisce in un unico
atto, ma perdura nel tempo (automobili, elettrodomestici, computer,
mobilia ecc).
bidonville vedi baraccopoli.
bilancia commerciale differenza, in
termini monetari, tra il valore delle
esportazioni e quello delle importazioni di uno Stato: in attivo
quando il valore superiore quello
delle esportazioni; in passivo
quando il valore superiore quello
delle importazioni.
biodiversit variet delle specie vegetali e animali presenti sul pianeta.
biomasse insieme di materiali di
origine esclusivamente vegetale
(come legna da ardere, scarti da
attivit agricole, allevamento o industria del legno, o anche specie
vegetali coltivate per lo scopo) riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica;
la loro combustione libera nellambiente una quantit di carbonio non superiore a quella assimilata dalle piante durante la loro
crescita. Per ridurre limpatto ambientale, bene che le centrali
termiche siano di piccole dimensioni e alimentate con biomasse
locali (spostamenti lunghi implicano alti consumi energetici per il
trasporto).
biotecnologia insieme di tecniche e
di applicazioni che utilizzano i sistemi biologici e gli organismi viventi per ottenere o modificare
prodotti o processi. La biotecnologia agraria manipola i geni degli
organismi vegetali per creare prodotti agricoli pi resistenti e pi
produttivi (Organismi Geneticamente Modificati).
bocage termine francese che indica
il paesaggio agrario a campi chiusi, ovvero costituito da terreni divisi in parcelle irregolari delimitate
da cespugli, siepi o filari di alberi.

bonifica agraria complesso di opere


e di lavori con cui si prosciuga un
terreno coperto da paludi per renderlo produttivo e capace di accogliere un insediamento agricolo.
boom demografico aumento eccezionale della popolazione.
Borsa finanziaria compravendita
pubblica, regolata dalle leggi, di
merci, titoli di credito, azioni e valori privati.
brezza vento periodico che soffia
nelle regioni costiere (dal mare
verso la terraferma, o viceversa) e
nelle zone di montagna (dal monte alla valle e viceversa).

(clima, economia, rete stradale o


ferroviaria ecc.).
carta topografica rappresentazione
cartografica di un territorio di media grandezza come quello di una
citt, di un comune o di una provincia con scala da 1:10.000 a
1:100.000.
cartogramma rappresentazione cartografica dei dati statistici relativi a
un certo fenomeno.
catena successione di montagne
collegate tra loro, che hanno caratteristiche morfologiche comuni.

brughiera zona dove il terreno (di


solito di formazione alluvionale) risulta sterile: vi dominano cespugli
e arbusti, in particolare lerica.

CECA Comunit Europea del Carbone e dellAcciaio; nucleo originario dellUnione Europea, formato nel 1951 in base al trattato tra
Francia, Germania, Italia, Olanda,
Belgio e Lussemburgo.

buco dellozono riduzione dello


strato di ozono dellatmosfera, in
gran parte causata dallemissione
di clorofluorocarburi (vedi); provoca un maggiore passaggio delle
radiazioni ultraviolette.

CEE Comunit Economica Europea


detta anche Mercato Comune Europeo (MEC); istituita nel 1957
grazie allaccordo di Francia, Italia,
Repubblica Federale Tedesca, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

bussola strumento dotato di ago


magnetico che, indicando sempre
il Nord, serve a determinare i punti cardinali e quindi a orientarsi.

cementificazione opera di massiccia costruzione di edifici, strade,


strutture in cemento, che comporta la perdita di vaste zone di terreno agricolo o naturale.

C
camino vulcanico condotto attraverso il quale risale il magma di un
vulcano.
campo profughi campo di accoglienza provvisoria per i profughi, costituito da tende e strutture igieniche
e sanitarie di primo intervento.
canyon fossa dai ripidi pendii, valle
profonda anche centinaia di metri,
scavata da un corso dacqua.
carsismo fenomeno provocato dallazione dellacqua piovana, che
determina particolari forme di erosione superficiali e sotterranee
nelle rocce calcaree.
carta fisica carta geografica in cui sono indicati solo gli elementi fisici di
un territorio (rilievo, idrografia ecc.).

censimento rilevazione ufficiale dei


dati riguardanti la popolazione di
uno Stato (numero degli abitanti,
delle famiglie, degli occupati, dei
disoccupati ecc.). In Italia il censimento si effettua ogni dieci anni.
centrale geotermica impianto che
produce energia elettrica sfruttando il calore terrestre e i vapori
presenti nel sottosuolo.
centrale idroelettrica impianto che
produce energia elettrica sfruttando la caduta dellacqua.
centrale maremotrice impianto che
produce energia elettrica sfruttando il movimento delle maree.
centrale termoelettrica impianto
che produce energia elettrica attraverso la combustione di carbone, oli minerali e gas.

carta politica carta geografica in


cui indicata solo la divisione in
regioni e Stati (con le relative citt) di un territorio.

centrale termonucleare (o nucleare) impianto che produce energia


elettrica attraverso il calore sprigionato da una fissione controllata
di combustibile nucleare (uranio).
Trasmettendosi allacqua, il calore
produce vapore che mette in rotazione una turbina collegata a un
generatore di corrente.

carta tematica carta geografica in


cui illustrato soltanto un particolare fenomeno naturale o umano

centro-citt il luogo pi importante


della citt verso il quale convergono i flussi pi significativi di perso-

carta geografica rappresentazione


approssimata, simbolica e ridotta di
una parte della superficie terrestre.

ne, beni e capitali e nel quale vengono prese le decisioni che riguardano tutta la struttura urbana.
centro degli affari larea urbana in
cui si concentrano gli edifici che
ospitano le banche e gli uffici
commerciali e finanziari.
centro storico nucleo storico di una
citt, in cui si trovano edifici e monumenti che ne testimoniano le
origini.
ciclo dellacqua trasformazione
continua delle acque marine, fluviali e lacustri in vapore acqueo e
di questo in precipitazioni che, cadendo, alimentano corsi dacqua e
falde freatiche, per tornare di nuovo al mare e agli oceani.
ciclone (o area ciclonica) zona di
bassa pressione atmosferica, pi
umida e calda della massa daria
circostante, caratterizzata da tempo instabile e perturbato.
circolazione atmosferica movimenti dellatmosfera e del vapore
acqueo in essa contenuto dalle
zone di alta e bassa pressione
presenti sulla superficie terrestre.
citt nuove centri urbani costruiti
attorno a una metropoli secondo
una precisa programmazione urbanistica, con lo scopo di decongestionare la metropoli centrale.
citt satellite centro urbano sorto in
prossimit di una metropoli dalla
quale dipende in parte per le attivit economiche e i servizi.
clima linsieme delle condizioni meteorologiche medie di una data
zona, ottenute da rilevazioni omogenee dei dati per un periodo di
almeno 20-30 anni.
clima alpino clima delle zone di alta
montagna, caratterizzato da inverni freddi con abbondanti nevicate
e da estati fresche e piovose.
clima equatoriale clima della fascia
equatoriale, caratterizzato da temperature superiori ai 25 C tutto
lanno e da abbondanti precipitazioni distribuite in tutti i mesi.
clima mediterraneo clima delle regioni che si affacciano sul Mediterraneo: caratterizzato da inverni
miti e piovosi, estati calde e secche.
clima polare clima della regione artica e di quella antartica, caratterizzato da temperature molto rigide e scarse precipitazioni.
clima steppico clima tipico delle zone aride, contraddistinto da estati
molto calde e secche e inverni rigidi.

157

GLOSSARIO

clima temperato clima caratterizzato


da inverni non particolarmente
freddi, da estati non caldissime e
da una discreta piovosit.
clima tropicale clima tipico delle zone poste tra lEquatore e i tropici,
caratterizzato da temperature calde e, per quanto riguarda le precipitazioni, da due stagioni, una piovosa e una arida.
clorofluorocarburi (CFC o freon)
gas utilizzati come fluidi refrigeranti nei frigoriferi e condizionatori e
come propellenti nelle bombolette
di aerosol; oggi messi al bando
perch responsabili della riduzione
dello strato dozono dellatmosfera.
collina rilievo di modesta altezza,
non superiore ai 600 metri sul livello del mare.
colonialismo politica di conquista e
sfruttamento di nuovi territori, tipica dellEuropa a partire dal secolo
XV, che raggiunse lapice alla fine
dellOttocento.

conifere piante con foglie aghiformi


e frutti a cono, che raggiungono
spesso altezze notevoli e si trovano soprattutto nelle zone montane
e nelle regioni fredde.
cono vulcanico edificio vulcanico
dalla caratteristica forma conica.
conurbazione agglomerato urbano
sorto dallunione di due o pi metropoli.
corrente marina spostamento di
grandi masse dacqua del mare
generato dai venti o da altri fenomeni, come la differenza di temperatura e di salinit dellacqua.
corrugamento increspamento della
superficie terrestre con la conseguente formazione di montagne,
in seguito ai movimenti delle placche terrestri.
costa alta costa che scende a picco
sul mare, costituita principalmente
da scogliere.
costa bassa costa per lo pi sabbiosa, che scende gradualmente
al mare.

coltivazione estensiva coltivazione


che si effettua su vasti territori
con bassi investimenti, senza
sfruttare al massimo le potenzialit del suolo.

crescita zero espressione usata in


demografia per indicare lincremento nullo della popolazione.

coltivazione intensiva coltivazione


che tende a sfruttare al massimo
le capacit produttive di un terreno, usando tecniche e macchinari
altamente specializzati e qualificati.

crosta terrestre lo strato pi esterno della Terra, con spessore medio molto variabile: 5 km sotto gli
oceani, qualche decina di km sotto le catene montuose.

colture arboree coltivazioni di alberi


di alto fusto che producono frutti
o legname.

cultura linsieme delle conoscenze,


degli atteggiamenti, dei comportamenti e dei valori che una comunit elabora come risposta allambiente e che trasmette di generazione in generazione.

colture di serra coltivazioni praticate in condizioni climatiche controllate, allinterno di capannoni le cui
pareti sono costituite da grandi
vetrate o da fogli di materiale plastico.
colture specializzate coltivazioni
basate su una sola specie di pianta come, ad esempio, vite o olivo.
combustibili fossili minerali prodotti dalla fossilizzazione di organismi
vegetali (carbone) e animali (petrolio, gas naturale), utilizzati come
fonte energetica.
commercio estero lo scambio fra
Stati, formato dallinsieme delle
esportazioni e delle importazioni.
commercio interno gli scambi che
avvengono nellambito del territorio nazionale di uno Stato.
Commonwealth termine inglese indicante lassociazione del Regno Unito e altri Stati, ex colonie oggi indipendenti, che riconoscono come
proprio capo il sovrano britannico.

158

curve di livello (o isoipse) linee


dallandamento curvilineo tracciate
sulle carte geografiche intorno ai
fianchi di un rilievo. Ogni curva di
livello unisce tutti i punti posti alla
stessa altitudine.

D
decolonizzazione processo di liberazione dal dominio coloniale e di
conseguimento dellindipendenza
nazionale, attuato dai Paesi dellAfrica, dellAsia e dellAmerica latina
in gran parte dopo la seconda
guerra mondiale.
decremento demografico diminuzione della popolazione che si verifica quando il numero dei decessi supera quello delle nascite.
debito linsieme dei debiti contratti
dai PVS in conseguenza dei pre-

stiti ottenuti dalla Banca mondiale


e da altre istituzioni economiche
internazionali; costituisce uno dei
maggiori ostacoli allo sviluppo e un
forte elemento di dipendenza dai
Paesi industrializzati e pertanto, da
pi parti, se ne chiede la riduzione
o addirittura la cancellazione.
deforestazione abbattimento progressivo delle foreste effettuato
dalluomo per procurarsi legname
o per ricavare spazi coltivabili.
delta foce ramificata di un fiume
creata dai depositi detritici. Il nome deriva dalla sua somiglianza
con la lettera greca delta (D).

disboscamento taglio di un bosco


effettuato allo scopo di un rinnovamento naturale, o per procurarsi
legname, o per ottenere suolo coltivabile. Pu causare gravi danni
allequilibrio ecologico.
dolina depressione a forma di imbuto, tipica dei territori carsici.
dominion comunit autonoma un
tempo appartenente allImpero britannico, che oggi mantiene un legame con la Corona inglese e fa
parte del Commonwealth.
duna accumulo di sabbia desertica
trasportata dal vento che forma
una sorta di rilievo collinare.

democrazia pluralista sistema politico di uno Stato che si realizza quan-

do i cittadini eleggono liberamente gli


organi di governo, scegliendo tra diversi partiti politici, e quando libert e
diritti civili sono garantiti a tutti.
demografia scienza che studia lo stato e il movimento della popolazione
di un territorio (crescita della popolazione, densit, mortalit ecc.).

E
eccedenza alimentare la quantit
di prodotti alimentari che non viene assorbita dal mercato e resta
invenduta; detta anche surplus.

densit demografica numero medio di abitanti in un km2 di territorio, calcolato dividendo la popolazione totale di quel territorio per la
sua superficie (ab/km2).

ecologia scienza che ha per oggetto le relazioni tra gli organismi viventi e il loro ambiente naturale,
da cui ricavano le risorse per vivere. Oggi si occupa soprattutto dellimpatto ambientale prodotto dalle
attivit umane.

deposito alluvionale accumulo di


detriti naturali trasportati dalle alluvioni fluviali e successivamente
sedimentatisi.

economia sommersa (o economia informale) economia che


sfugge alle statistiche ufficiali perch evade gli obblighi di legge.

depressione zona la cui altitudine


inferiore a quella delle terre circostanti o al livello del mare. In meteorologia indica invece una zona in cui
la pressione atmosferica inferiore
a quelle delle aree circostanti.

ecosfera insieme degli organismi


animali e vegetali che vivono in relazione alle condizioni fisiche e naturali dellambiente terrestre.

desalinizzazione procedimento con


cui si elimina il sale da un liquido,
principalmente dallacqua marina.
desertificazione progressivo inaridimento del terreno per cause climatiche o antropiche.
deserto ambiente arido, privo quasi
totalmente di vegetazione perch
caratterizzato da irregolarit e
scarsit di precipitazioni (meno di
250 mm annui).
detriti frammenti rocciosi di natura e
dimensioni varie, prodotti dalla disgregazione meccanica operata
dagli agenti esogeni sulle rocce.
diga sbarramento costruito su un
corso dacqua per vari scopi: rallentare la corrente di un fiume,
creare bacini di acqua per irrigazione, realizzare riserve dacqua
potabile, alimentare centrali idroelettriche.

ecosistema ambiente ecologico


considerato come complesso specifico di organismi viventi e materia non vivente (mare, bosco ecc.).
ecumene termine con cui gli antichi
designavano gli spazi abitati dalluomo.
effetto serra effetto prodotto dallatmosfera che consiste nella riflessione di una parte del calore solare irraggiato dalla superficie terrestre; tale effetto aumentato nellultimo secolo a causa dellinquinamento atmosferico provocato
dalle attivit umane.
emigrante (o migrante) chi lascia
la propria terra per trasferirsi in un
altro Paese.
emigrato chi dalla propria terra si
trasferito in un altro Paese.
emigrazione fenomeno per cui alcuni individui, spinti da difficolt economiche e sociali, abbandonano il
proprio luogo di nascita per trasfe-

GLOSSARIO

rirsi in un altro, che possa offrire


loro migliori prospettive di vita.
emigrazione forzata migrazione imposta dautorit per motivi economici, politici, razziali; ne sono stati
esempi la tratta degli schiavi africani e le deportazioni degli ebrei
durante la seconda guerra mondiale.
emissario fiume o canale le cui acque escono da un lago.
enclave porzione del territorio di uno
Stato posta allinterno dei confini
di un altro Stato, dal punto di vista
di questultimo.
endoreico (bacino) bacino idrografico le cui acque non hanno sbocco al mare.
energia idroelettrica energia prodotta in centrali che sfruttano il
movimento di caduta dellacqua
corrente di fiumi.
energia pulita energia prodotta
sfruttando fonti rinnovabili (Sole,
vento, acqua), che non provocano
inquinamento n consumo di risorse naturali.
energia termoelettrica energia prodotta in centrali che sfruttano il calore prodotto dai combustibili fossili oppure dai minerali radioattivi
(energia termonucleare) o utilizzano il calore terrestre (energia geotermica).
epicentro il punto della superficie
terrestre nel quale il terremoto si
manifesta pi violentemente.
equilibrio idrogeologico condizione
di stabilit di un territorio dovuta
allequilibrio dei vari componenti: il
suolo, la sua copertura vegetale
naturale e la presenza di acqua.
equilibrio idrologico la funzione
che svolgono i laghi assorbendo le
acque degli immissari in piena e alimentando gli emissari in secca; in
questo modo contribuiscono a equilibrare le acque della zona.
erg deserto formato da distese di
sabbia e dune.
erosione lenta azione di disgregazione del suolo e delle rocce, causata da agenti esterni (acque,
venti, ghiaccio ecc.).
eruzione fase in cui un vulcano in
attivit espelle materiali come
magma, gas, lapilli.
escursione termica differenza tra
la temperatura massima e la temperatura minima di un giorno
(escursione diurna) o di un anno
(escursione annua).

esportazioni linsieme dei beni e servizi prodotti al suo interno che uno
Stato vende in uno o pi Stati esteri.

foce parte finale di un corso dacqua


che si immette nel mare, in un lago, o in un altro corso dacqua.

il trasporto del gas naturale dal


luogo di estrazione a quelli di utilizzazione.

estuario tipo di foce a imbuto molto


frequente nelle coste oceaniche,
dove il mare si addentra notevolmente nel letto fluviale.

FMI Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund);


istituzione specializzata dellONU,
nata nel 1946,che opera nel settore economico per promuovere la
cooperazione monetaria e valutaria internazionale, facilitare lespansione del commercio internazionale, aiutare gli Stati membri
(185) a ridurre gli squilibri nella bilancia dei pagamenti anche mediante la concessione di prestiti.
Come quello della BM, loperato
del FMI stato oggetto di critiche
da parte di settori importanti dellopinione pubblica internazionale,
soprattutto dei PVS.

generatore eolico apparecchio capace di produrre energia elettrica


tramite la forza del vento.

euro moneta unica europea in vigore dal 1 gennaio 1999 e in circolazione dal 1 gennaio 2002.
Europa verde denominazione data
alla politica agricola dellUnione
Europea.
exclave lo stesso che enclave (vedi),
ma dal punto di vista dello Stato
cui questa appartiene.
extracomunitario immigrato proveniente da territori che non appartengono allUnione Europea.

F
faglia frattura della crosta terrestre
conseguente alla pressione esercitata dai movimenti di allontanamento o avvicinamento reciproco
delle placche crostali.
falda acquifera (o freatica) accumulo di acque che si forma nel
sottosuolo, al di sopra di uno strato di roccia impermeabile.
falesia formazione rocciosa tipica
delle coste alte, con pareti che
scendono a picco sul mare, dovuta allerosione del mare.
FAO Organizzazione per lalimentazione e lagricoltura (Food and
Agriculture Organization); organismo specializzato dellONU, nato
nel 1943 per favorire il progresso
dellagricoltura e il miglioramento
delle condizioni alimentari dellumanit.
fenomeni atmosferici fenomeni
che si verificano nellatmosfera,
come la pioggia e il vento.
fertilizzante sostanza usata per la
concimazione del terreno agricolo.
fiordo profondo golfo chiuso da pareti rocciose molto ripide, formatosi in seguito allinvasione del mare
in una antica valle glaciale.
fitofarmaci prodotti chimici usati in
agricoltura per difendere le piante
dalle malattie.
fluitazione sistema di trasporto del
legname mediante la corrente fluviale, cui i tronchi dalbero vengono affidati per essere trascinati fino ai luoghi di raccolta e/o lavorazione.

fondovalle la parte pi bassa di una


valle.
fonte energetica risorsa naturale o
processo capace di liberare energia; pu essere rinnovabile (come
lacqua, il calore solare, il vento
ecc.) e non rinnovabile (come il
carbone, il petrolio ecc.).
foraggera (pianta) pianta usata per
alimentare gli animali allevati.
foresta boreale formazione vegetale
tipica delle regioni che si trovano
nellemisfero boreale (Siberia, Russia settentrionale e Scandinavia),
formata da conifere e da betulle.
foresta pluviale foresta tipica delle
regioni con clima equatoriale, caratterizzata da un fitto intreccio di alberi sempreverdi (alti fino a 50 metri) e da cespugli, liane e muschi.
forra stretta e ripida valle scavata
dallazione erosiva delle acque.
frana movimento verso il basso di
una massa di terreno o di roccia.
fumarola apertura del terreno dalla
quale fuoriescono vapore acqueo
e gas.

G
gaia termine coniato dallo scienziato
americano James Lovelock per
designare la Terra, derivante dal
greco antico gea. Secondo la visione di Lovelock, tutte le specie
viventi sarebbero le cellule di Gaia,
gli ambienti naturali i suoi organi.
gariga vegetazione caratteristica
delle zone aride mediterranee, formata da bassi arbusti (cisto, timo,
ginestra) e prati stepposi.
gasdotto sistema di condutture per

geomorfologia studio delle varie


formazioni della crosta terrestre e
dei fenomeni che ne causano le
modificazioni.
geyser sorgente termale da cui
zampilla, con gettiti intermittenti,
acqua calda ricca di minerali.
ghiacciaio grande massa di ghiaccio originato dalla solidificazione
della neve, che si muove lentamente verso valle erodendo (esarazione) il terreno sottostante. In
un ghiacciaio il bacino di alimentazione la zona in cui il ghiaccio si
forma e si consolida, mentre il bacino di ablazione la zona in cui si
ha perdita di ghiaccio per fusione,
evaporazione, frantumazione e
distacco di masse. Un arretramento continuo della linea di equilibrio
tra alimentazione e ablazione segnala che il ghiacciaio a rischio
di scioglimento.
giungla savana con fitta e rigogliosa
vegetazione dovuta alle precipitazioni monsoniche.
glaciazione espansione dei ghiacci
che nel passato ha interessato vaste estensioni della superficie terrestre.
Global Change termine inglese che
significa cambiamento globale,
cio linsieme delle modificazioni
climatiche e ambientali su scala
planetaria.
globalizzazione estensione in tutto
il mondo delle caratteristiche economiche, sociali e culturali proprie
del mondo occidentale.
gola valle stretta e profonda, dalle
pareti ripide.
golfo rientranza della costa di notevole ampiezza e profondit.
gruppo etnico gruppo umano classificato in base alletnia, ovvero a
comuni caratteristiche fisiche, linguistiche, storico-demografiche,
culturali.
guerra fredda termine nato per indicare i rapporti di tensione che si
crearono allindomani della seconda guerra mondiale tra i due
schieramenti costituiti dagli Stati
Uniti e dai Paesi occidentali da
una parte e dallUnione Sovietica
e dai Paesi del blocco comunista
dallaltra.

159

GLOSSARIO

H
habitat insieme delle condizioni ambientali in cui vive una determinata
specie animale o vegetale.
hammada deserto formato da tavolati rocciosi e catene montuose.

I
iceberg blocco galleggiante di ghiaccio, formatosi dalla frattura della
calotta glaciale, che va alla deriva
sotto la spinta di onde e maree.
ideogramma grafico che riproduce
dati statistici con un disegno che
raffigura, attraverso dei simboli facilmente leggibili, il fenomeno
analizzato.
idrocarburi composti organici costituiti da carbonio e idrogeno.
idrosfera parte della superficie terrestre costituita dalla acque superficiali dei fiumi, dei laghi, del
mare o da quelle sotterranee.
ILO Organizzazione Internazionale
del lavoro (International Labour Organization); agenzia delle Nazioni
Unite che si occupa di promuovere
la giustizia sociale e i diritti umani
nel campo delle relazioni di lavoro;
ne fanno parte 178 Stati.
immigrato straniero proveniente da
un altro Paese.

dellazione preventiva, in base al


quale la migliore politica ambientale consiste nel prevenire gli effetti
negativi legati alla realizzazione dei
progetti anzich combatterne successivamente gli effetti.
imperialismo tendenza di uno Stato a
estendere i propri possedimenti territoriali e a imporre il proprio dominio
politico ed economico su altri Paesi.
importazioni linsieme dei beni e
servizi che uno Stato acquista
presso uno o pi Stati esteri.
incremento naturale (tasso di) dato
statistico che riguarda la crescita
della popolazione, calcolato sulla differenza fra il numero dei nati e quello dei morti ogni mille persone ().
incremento naturale della popolazione aumento della popolazione
che si verifica quando il numero
dei nuovi nati superiore a quello
dei morti.
Indice di Sviluppo Umano (ISU)
indicatore elaborato nel 1990 dal
Programma per lo Sviluppo dellONU che considera aspetti sia economici (PIL pro capite), sia legati
alla qualit della vita di uno Stato
(speranza di vita alla nascita, alfabetizzazione).
indipendentismo rivendicazione di
completa autonomia politica da
parte di minoranze etniche e linguistiche.

immigrazione fenomeno opposto allemigrazione, ovvero larrivo in un


Paese di un gruppo di persone
provenienti da unaltra regione.

industria di base industria che converte le materie prime in semilavorati, i quali a loro volta costituiscono materia prima per lindustria di
trasformazione.

immigrazione clandestina immigrazione in un Paese straniero di


individui privi del regolare permesso di soggiorno rilasciato dalle autorit competenti.

industria di trasformazione industria che converte i semilavorati in


prodotti finiti; a seconda del tipo di
questi ultimi, si divide in pesante e
leggera.

immigrazione legale immigrazione


in un Paese straniero di individui
in possesso del regolare permesso di soggiorno rilasciato dalle autorit competenti.

industria energetica industria che


produce energia elettrica.

immissario corso dacqua che affluisce in un bacino lacustre.

industria leggera industria di trasformazione specializzata in articoli poco complessi e poco voluminosi.

impatto ambientale linsieme degli


effetti diretti e indiretti dellattivit
umana sullambiente (fauna, flora,
suolo, acque, aria, clima, paesaggio
e patrimonio culturale). Per individuare, descrivere e valutare questi
effetti, prima di dare via libera a un
progetto (edilizio, industriale, di costruzione di infrastrutture), le leggi
prevedono una Valutazione preventiva di Impatto Ambientale
(VIA); questa si fonda sul principio

160

industria estrattiva industria che si


occupa dellestrazione e della lavorazione dei minerali.

industria manifatturiera industria


che utilizza materie prime per produrre manufatti semilavorati.

zione) del petrolio greggio e del


gas naturale.
infrastrutture linsieme delle opere
pubbliche (per es., acquedotti, reti
ferroviarie e stradali, fognature, reti
di comunicazione, scuole, ospedali
ecc.) necessarie in un qualsiasi
territorio per favoririre la vita quotidiana e le attivit degli abitanti.
inlandsis calotta glaciale che copre
la Groenlandia e lAntartide.
inquinamento immissione nel terreno, nelle acque, nellaria di sostanze
che danneggiano le caratteristiche
fisiche e biologiche dellambiente e
ne alterano gli equilibri ecologici.
insediamento presenza stabile di
un gruppo umano in un territorio.
integralismo religioso indirizzo
ideologico che mira ad imporre legemonia di una religione sulle altre, partendo dal presupposto che
solo i principi di questa hanno assoluta validit, e che ritiene che
lintera organizzazione sociale
debba modellarsi sulle regole della religione stessa.
Internet sistema di reti informatiche
attraverso cui sono messe in comunicazione tutte le parti del mondo.
invecchiamento della popolazione tendenza ad avere un numero
sempre maggiore di anziani e uno
sempre minore di giovani, a causa
dellaumento dellet media e della
bassa natalit.
ipocentro il punto dal quale inizia un
movimento sismico.
isobare linee di una carta climatica
che uniscono tutti i punti aventi la
stessa pressione atmosferica.
isobate linee cartografiche che uniscono tutti i punti di un fondale
marino aventi la stessa profondit.
isoiete linee di una carta climatica
che uniscono tutti i punti aventi la
stessa quantit di precipitazioni.
isoipse linee cartografiche che uniscono tutti i punti di un rilievo
aventi la stessa altitudine.
isoterme linee di una carta climatica
che uniscono tutti i punti aventi la
stessa temperatura.

industria pesante industria di trasformazione che produce oggetti


molto voluminosi come, ad esempio, le automobili.

ISTAT Istituto nazionale di Statistica; ente pubblico di ricerca, fondato nel 1926; il principale produttore di statistica ufficiale italiana a supporto dei cittadini e degli
operatori pubblici.

industria petrolchimica comparto


dellindustria chimica attivo nella
lavorazione (in particolare, raffina-

istogramma grafico che rappresenta una distribuzione di grandezze


attraverso elementi (segmenti, ret-

tangoli ecc.) affiancati, le cui dimensioni sono proporzionali alle


grandezze stesse.

K
kobold tipo di turbina in grado di
convertire lenergia cinetica prodotta dalle correnti marine in
energia meccanica rotativa, con
un rendimento pari o superiore a
quello di altre fonti rinnovabili (Sole, vento). Ne in funzione gi da
qualche anno un prototipo nello
stretto di Messina.
krill specie di plancton di cui sono
ricchi i mari antartici e che costituisce lalimentazione dei cetacei.

L
lago carsico lago nato nelle cavit
create dallerosione delle acque
sulle rocce calcaree.
lago costiero lago che si formato
da una laguna quando essa si
separata definitivamente dal mare.
lago di circo piccolo lago glaciale.
lago di origine tettonica lago originato dai movimenti geologici che
hanno abbassato in alcuni punti la
crosta terrestre, formando delle
conche.
lago di origine vulcanica lago che
si forma nel cratere di un vulcano
spento.
lago di sbarramento lago nato in
seguito allo sbarramento (naturale
o artificiale) di un corso dacqua.
lago glaciale lago formatosi nelle
valli scavate in tempi remoti dai
ghiacciai.
laguna specchio dacqua poco profondo separato dal mare, ma a esso
collegato tramite aperture che permettono il rimescolamento delle acque salate marine e di quelle dolci
dei fiumi che vi sfociano.
lapilli piccoli frammenti di lava infuocata eruttati da un vulcano.
latifoglie piante caratterizzate da foglie grandi (latus in latino vuol dire
grande, ampio).
latifondo grande propriet fondiaria
(latus in latino vuol dire grande,
esteso) con un solo proprietario, i
cui terreni vengono in parte coltivati estensivamente, in parte lasciati a pascolo o a bosco. I contadini che vi lavorano sono braccianti o coloni.

GLOSSARIO

latitudine indica la distanza dallEquatore di un qualsiasi punto della


superficie terrestre; misurata in
gradi (Nord o Sud, a seconda dellemisfero in cui giace il punto) e
costituisce una delle due coordinate necessarie per determinare
la posizione del punto stesso (laltra la longitudine).
lava magma incandescente che fuoriesce dal cratere di un vulcano
durante uneruzione; solidificandosi, d origine alle rocce magmatiche (dette anche eruttive o ignee).
legenda (dal latino legenda, cose
che devono essere lette) linsieme delle scale e dei simboli in base ai quali una carta geografica
stata costruita; posto al margine
della carta, ne consente la lettura.
limite delle nevi persistenti confine altitudinale oltre il quale la neve non si scioglie mai durante lintero arco dellanno.
lingua glaciale parte terminale di
un ghiacciaio attivo, dalla caratteristica forma allungata.
litorale fascia costiera.
litosfera parte rocciosa esterna della superficie terrestre.
localizzazione atto di localizzare, di
situare un luogo in rapporto ad altri luoghi (punti di riferimento).
longitudine indica la distanza dal
meridiano fondamentale di Greenwich di un qualsiasi punto della superficie terrestre; misurata in gradi (Est o Ovest) e costituisce una
delle due coordinate necessarie
per determinare la posizione del
punto stesso (laltra la latitudine).

M
macchia mediterranea vegetazione
spontanea costituita prevalentemente da arbusti sempreverdi alti
fino a 3 m (alloro, corbezzoli, mirto).
maggese terreno agricolo tenuto a
riposo perch riacquisti fertilit.
magma roccia fusa, con temperature superiori ai 1000 C, che si trova allinterno della crosta terrestre
e pu fuoriuscire attraverso le
fratture del terreno.
magnitudo energia liberata dalle
onde sismiche ed espressa in gradi secondo la Scala Richter.
mangrovia formazione vegetale che
si trova lungo le coste basse e
fangose, presso gli estuari dei fiumi e le paludi delle regioni calde.

manodopera linsieme delle persone


che svolgono mansioni subordinate, per lo pi manuali, nelle aziende
agricole, nelle industrie ecc.
mappa carta in cui si riproduce nei
minimi dettagli una parte circoscritta di territorio; come una citt
o una zona agricola.
mappamondo (o planisfero) rappresentazione piana, su una carta,
dei due emisferi della Terra; con il
termine mappamondo si indica
anche, comunemente, il globo che
gira intorno a un asse e su cui si
trova rappresentata la superficie
terrestre.
marea il moto periodico delle acque
del mare, causato dallattrazione della Luna e del Sole, che si alterna di
sei ore in sei ore durante un giorno.
marketing termine inglese che significa ricerca di mercato; indica
lindagine che unazienda di produzione effettua per capire gli orientamenti e le richieste del mercato.
massiccio massa compatta di montagne dal profilo poco articolato,
oppure montagna singola dalla
base molto larga.
materie prime risorse vegetali, animali o minerali utilizzate dalle industrie per produrre semilavorati e
manufatti.
meandro curva sinuosa e ampia di
un fiume in pianura.

della maggioranza della popolazione dello Stato in cui vive.


monocoltura coltivazione di un unico tipo di pianta.
monsone vento periodico che destate spira dallOceano Indiano
verso lAsia meridionale, portando
piogge abbondanti, e dinverno,
quando freddo e secco, spira dal
continente verso lOceano Indiano.
morena accumulo di materiale detritico che viene trasportato e depositato dai ghiacciai dopo essere
stato eroso dal movimento dei
ghiacci stessi.
mortalit (tasso di) dato statistico
consistente nella percentuale annua di decessi sul totale della popolazione di un territorio.
mortalit infantile numero di decessi nel primo anno di vita.
multinazionale societ industriale o
finanziaria di grandi dimensioni che
ha il suo centro direttivo in un Paese, ma numerose attivit di produzione e di vendita in altri Paesi del
mondo.

N
natalit (tasso di) dato statistico
consistente nella percentuale annua di nascite sul totale della popolazione di un territorio.

megalopoli grande regione urbanizzata costituita da un insieme continuo di conurbazioni e metropoli.

NATO Organizzazione del Trattato


dellAtlantico del Nord (North Atlantic Treaty Organisation); organizzazione internazionale per la
collaborazione nella difesa, nata
nel 1949, in supporto allalleanza
militare del Patto Atlantico, con lo
scopo di difendere gli Stati democratici europei e di contenere lespansione comunista.

mercato di vendita il mercato a cui


destinato un determinato prodotto per la commercializzazione.

nazione gruppo di individui che condivide un comune patrimonio storico, culturale e linguistico.

meridiani semicirconferenze convenzionali che congiungono Polo


nord e Polo sud.

nevaio deposito di neve che di anno


in anno si accumula in conche naturali al di sopra del limite delle
nevi persistenti.

MEC Mercato Comune Europeo


(corrispondente alla CEE), creato
nel 1957 allo scopo di agevolare
leconomia dei Paesi dellallora
Comunit Europea, rendendola
competitiva a livello mondiale.

meteorologia scienza che ha come


oggetto di studio latmosfera terrestre e i fenomeni che vi si verificano.
metropoli citt di grandi dimensioni
(generalmente con oltre un milione di abitanti).
migrazione spostamento di una o
pi persone da un luogo allaltro.
minoranza etnica gruppo etnico
che presenta caratteristiche fisiche, linguistiche, storico-demografiche, culturali diverse da quelle

new town termine inglese che significa citt nuova; le new towns sono
cittadine sorte nel dopoguerra in Inghilterra attorno alle maggiori metropoli con lobiettivo di riequilibrare
le grandi concentrazioni urbane.
nio (el) in spagnolo il bambino; cos viene chiamato il periodico riscaldamento del Pacifico meridionale,
che provoca sconvolgimenti climatici come siccit, piogge disastrose,
temperature caldissime ecc.

nomadismo sistema di vita di popoli, soprattutto cacciatori e allevatori, che non abitano stabilmente in
un luogo, ma si spostano continuamente per trovare i mezzi di
sussistenza.

O
oasi zona del deserto nella quale
lacqua che affiora dalle falde sotterranee permette di praticare lagricoltura.
OCSE Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Organisation for Economic
Cooperation and Development);
organizzazione internazionale che
raccoglie i Paesi sviluppati. Fondata dopo la seconda guerra mondiale, per favorire la rinascita economica europea, assunse il nome
attuale nel 1961. I 30 membri sono: Australia, Austria, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca,
Finlandia, Francia, Germania,
Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia,
Spagna, USA, Svezia, Svizzera,
Turchia, Ungheria.
off-shore termine inglese che significa in mare aperto; viene usato
per indicare una piattaforma petrolifera o altra installazione posta
al largo della costa.
OMC/WTO Organizzazione mondiale
del commercio (World Trade Organization); organismo internazionale
nato nel 1995, che opera in campo
economico su temi connessi ai
commerci: tariffe, investimenti, concorrenza, trasparenza delle regole e
comportamenti internazionali.
oleodotto sistema di condutture per
il trasporto del petrolio greggio dal
luogo di estrazione a quelli di utilizzazione.
ONU Organizzazione delle Nazioni
Unite (United Nations); organizzazione internazionale nata nel 1945
per salvaguardare la pace, la sicurezza mondiale e tutelare i diritti
umani.
OPEC Organizzazione dei Paesi
Esportatori di Petrolio (Organization
of the Petroleum Exporting Countries); organizzazione internazionale istituita nel 1960 per creare una
politica commerciale comune dei
Paesi produttori e regolare i rapporti con le societ petrolifere.

161

GLOSSARIO

openfield termine inglese che indica il paesaggio agrario a campi


aperti, in cui, cio, il terreno diviso in parcelle regolari non delimitate da alcun tipo di barriera
(siepi, boschi, recinti o muretti).
Organismo Geneticamente Modificato (o OGM) locuzione con cui si
indica un organismo le cui modificazioni genetiche non siano opera
della selezione naturale ma siano
state operate artificialmente dalluomo (biotecnologia). Quando lorganismo stato modificato con
linserimento di geni esogeni (inserendo ad esempio il gene di un animale o di un batterio in un vegetale) si parla di OGM transgenico.
orientamento atto dellorientare (o
dellorientarsi), che in geografia significa trovare la posizione di un luogo (nella realt o su una carta geografica) rispetto ai punti cardinali.
orogenesi (dal greco oros, monte, e
ghenesis, nascita); fenomeno geologico che determina il piegarsi della
crosta terrestre e il conseguente
sollevarsi di catene montuose.

P
pack enorme lastra di ghiaccio che
raggiunge anche i 3 metri di spessore, creata dalla rottura della
banchisa polare.
paesaggio visione di una parte di
spazio geografico, da un determinato punto di vista.
Paesi neoindustriali PVS, in particolare dellAsia orientale, che, a
partire dagli anni Settanta-Ottanta
del secolo scorso, hanno imboccato la strada di una rapida industrializzazione basata sulla produzione di merci a basso costo.
palude superficie di terreno coperta
da acque stagnanti.
pampa vegetazione erbacea tipica
delle regioni aride dellAmerica
meridionale.
paralleli circonferenze convenzionali tracciate parallelamente allEquatore.
parco nazionale area protetta istituita
e amministrata dalle autorit statali.
passo punto pi basso di una catena
montuosa, che rende possibile il
passaggio tra due opposti versanti.
Patto di Varsavia alleanza militare
tra i Paesi del blocco sovietico,
nata nel 1955 in contrapposizione
alla NATO e sciolta nel 1991.

162

pedologia scienza che studia la composizione, la genesi e le modificazioni del suolo sotto lazione dei diversi
fattori (geologici, ecologici ecc.).

per mezzo di istogrammi orizzontali la ripartizione della popolazione di uno Stato secondo le diverse fasce det.

pendolare individuo che ogni giorno


si reca a lavorare in una citt diversa da quella in cui abita.

pista carovaniera strada che attraversa regioni poco abitate come i


deserti e le steppe e che percorsa da carovane di mercanti o
allevatori nomadi.

penisola parte pi o meno estesa di


terra che si protende sul mare ed
circondata dalle acque marine
su tre lati.
periferie urbane zone urbane esterne al centro citt, costituite da quartieri residenziali, aree industriali,
centri commerciali.
periurbanizzazione insediamento
di cittadini nelle campagne prossime a una citt.
permafrost strato di terreno perennemente gelato sotto il livello superficiale del suolo, presente nelle regioni dove le temperature scendono
per lungo tempo sotto lo zero.
piano abissale la parte pi profonda della superficie sottomarina.
pianta rappresentazione particolareggiata di una citt o di edifici quali
abitazioni, chiese, teatri, musei ecc.
piantagione grande azienda agricola, tipica delle regioni tropicali,
specializzata in una monocoltura
(caff, cacao, banane ecc.) destinata allesportazione.
pianta transgenica pianta ottenuta
attraverso manipolazioni genetiche.
pianura alluvionale pianura formatasi in un antico specchio marino
per laccumulo progressivo di detriti trasportati dai fiumi.
piattaforma continentale fascia
pianeggiante della crosta terrestre
sottomarina che corre intorno ai
continenti a una profondit non
superiore ai 130 metri.
picco vetta di un monte in posizione
isolata, con punta aguzza e fianchi
scoscesi.
PIL (Prodotto Interno Lordo) valore monetario di tutti i beni e servizi
che sono stati prodotti sul territorio nazionale di uno Stato durante
un determinato periodo di tempo.
Dividendo tale cifra per il numero
degli abitanti, si ottiene il PIL pro
capite (cio a testa).
piogge acide precipitazioni contenenti un elevato tasso di acido
solforico e nitrico, causato dallinquinamento atmosferico, e per
questo dannose alla vegetazione.
piramide delle et (o della popolazione) grafico che rappresenta

placche o zolle crostali grandi


blocchi in cui suddivisa la crosta
terrestre e che si muovono lentamente, avvicinandosi o allontanandosi luna dallaltra.
plancton insieme di organismi animali e vegetali che vivono nellacqua e costituiscono il principale
nutrimento degli animali acquatici.
planisfero carta rettangolare o ovale che riproduce lintero globo terrestre.

prateria ambiente vegetale caratterizzato dalla presenza di vaste distese


di erbe selvatiche con radi arbusti.
precipitazione caduta delle acque
meteoriche dallatmosfera al suolo
sotto forma di pioggia, di neve o di
grandine.
pressione atmosferica peso esercitato dallatmosfera sulla Terra;
viene misurata in bar.
primario (settore) settore economico comprendente le attivit che
utilizzano direttamente le risorse
naturali per produrre beni di prima
necessit.
profugo colui che fugge dal proprio
Paese in conseguenza di un conflitto, una persecuzione politica,
una catastrofe naturale.

podere azienda agricola costituita


da un terreno coltivabile e da una
casa colonica.

proiezione cartografica metodo


matematico usato per riprodurre
con la minor deformazione possibile la superficie terrestre (curva)
su un foglio (piano).

poggio modesta elevazione del terreno (pi bassa di quella di una collina), dal profilo dolce e tondeggiante.

promontorio parte della costa, generalmente montuosa, che si protende sul mare.

polders territori dei Paesi Bassi sottratti alle acque mediante unopera di bonifica.

PS Paesi sviluppati.

polo ciascuno dei due punti estremi


dellasse sul quale ruota la Terra. Il
Polo nord si trova nellemisfero
settentrionale o boreale; il Polo
sud si trova nellemisfero meridionale o australe.
polo urbano una citt che esercita
unattrazione di persone, beni e
capitali dal territorio circostante.
popolazione attiva parte della popolazione formata da coloro che
svolgono unattivit lavorativa e da
coloro che la potrebbero svolgere
(disoccupati).
popolazione non attiva parte della
popolazione formata da coloro
che non svolgono unattivit lavorativa (pensionati, ragazzi di et inferiorie ai 14 anni, studenti, inabili,
casalinghe).
popolazione relativa vedi densit
demografica.
popolazione rurale linsieme degli
abitanti di un territorio che vivono
nelle campagne, in case sparse,
villaggi o cittadine agricole.

punti cardinali punti che indicano le


direzioni necessarie allorientamento e che restano invariati in
qualunque luogo della Terra. Essi
sono lEst, lOvest, il Nord e il Sud.
PVS Paesi in via di sviluppo.

Q
quartiere residenziale zona urbana
formata in prevalenza da abitazioni
dove risiedono i cittadini.
quaternario (settore) settore del
terziario avanzato che comprende
le attivit decisionali e manageriali
delle imprese, la ricerca scientifica, la cultura, linformazione, la direzione politica.

R
reddito il guadagno che il singolo ricava da unattivit economica.
reef vedi barriera corallina.

popolazione totale numero di persone che vive stabilmente in un


Paese.

regime autoritario ordinamento politico nel quale i rappresentanti del


potere non sono stati eletti democraticamente dai cittadini, ma si
sono imposti con la forza.

portata quantit dacqua che scorre


in un fiume, misurata in m3 al secondo.

regime fluviale landamento delle


portate medie mensili di un corso
dacqua in un anno.

GLOSSARIO

regime nivo-glaciale regime dei fiumi alimentati prevalentemente dallo scioglimento dei ghiacciai e delle nevi.
regime pluviale regime dei fiumi alimentati in prevalenza dalle piogge.
regione deltizia zona umida e paludosa in corrispondenza del delta di
un fiume, che costituisce un ambiente naturale ricco di fauna.
regione funzionale territorio urbano
allinterno del quale si trovano una
metropoli e piccole citt satelliti; in
questa regione si muovono ogni
giorno migliaia di persone che
gravitano attorno alla metropoli.
regione industriale regione geografica caratterizzata dalla presenza di numerosi centri industriali.
rete telematica rete di tutti i tipi di
telecomunicazioni (telefono, comunicazioni, Internet).
rete urbana insieme di citt di un
determinato territorio che intrattengono relazioni reciproche, secondo una certa gerarchia determinata dallimportanza di ciascuna.
reticolato geografico linsieme dei
paralleli e dei meridiani tracciati su
una carta geografica.
riforma agraria legge che mira a
migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali e ad aumentare la produzione agraria attraverso
la redistribuzione delle terre e la
creazione di infrastrutture.

rivoluzione industriale processo di


profondo cambiamento economico-sociale avviatosi nel XVIII secolo, in conseguenza del quale si
pass da un sistema agricolo-artigianale-commerciale a uno in cui
la produzione contrassegnata
dallimpiego generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dalluso di nuove fonti, quali
i combustibili fossili.
Rivoluzione verde processo di modernizzazione dellagricoltura, iniziato in Messico alla fine degli anni 40 e poi diffuso in tutti i PVS;
caratterizzato da un aumento della
produttivit ottenuto con lintroduzione di macchinari, concimi, variet pi produttive di piante alimentari, uso di antiparassitari.
rocce sedimentarie rocce formatesi da materiali depositatisi nel fondo del mare o di laghi e compressi
nel corso di milioni di anni.
rocce vulcaniche rocce originatesi
milioni di anni fa dal raffreddamento di lave e altro materiale
provenienti dallinterno della crosta terrestre.

S
sahel fascia dellAfrica posta ai margini meridionali del Sahara e coperta da unarida vegetazione
stepposa.

rift lunga spaccatura della superficie


terrestre, provocata dallallontanamento delle placche, dalla quale
fuoriesce magma.

savana ambiente vegetale, tipico


delle zone tropicali con due stagioni (una piovosa e una secca),
caratterizzato da erbe alte, punteggiate di alberi sparsi.

rilievi morenici rilievi formatisi dalle


morene, ovvero dallaccumulo di detriti dovuti allerosione dei ghiacciai
e trasportati dai ghiacciai stessi.

scala rapporto che indica quanto


stato ridotto il territorio disegnato in
una carta geografica rispetto alle
dimensioni che esso ha nella realt.

rilievo linsieme delle deformazioni


della superficie terrestre rispetto
al livello marino, con particolare riferimento alle montagne.

scorie radioattive materiale radioattivo prodotto come residuo da un


reattore nucleare in attivit (per es.
in una centrale termonucleare).

riserva quantit ben definita di un


certo minerale (oro, petrolio ecc.)
presente nella crosta terrestre.

scrub termine inglese che indica le


regioni steppose con cespugli spinosi, tipiche dellAustralia.

risorse naturali beni che si trovano


in natura (acqua, piante, terra ecc.)
che garantiscono alluomo il necessario per vivere.

scudo zona geologicamente molto


antica della crosta terrestre, che si
presenta oggi come un piano leggermente convesso (da cui il nome).

rivoluzione agricola cambiamento


radicale dei sistemi di coltivazione,
grazie allintroduzione di nuove
tecniche e attrezzature.

secondario (settore) settore economico comprendente le attivit


che estraggono o trasformano le
materie prime per produrre beni
destinati al mercato, impiegando
energia, utensili, macchinari e lavoro umano; ci pu avvenire in ma-

rivoluzione demografica aumento


repentino e massiccio della popolazione.

niera artigianale (piccoli produttori


autonomi, utensili semplici, pochi
prodotti per volta e tutti diversi) o
industriale (grandi strutture, operai
dipendenti, macchinari complessi,
produzione in serie standardizzata).
sedimenti detriti prodotti dallerosione che si depositano e si accumulano particolarmente sui fondali
marini e lacustri.
seminativo campo atto alla semina
di cereali e altre colture erbacee.
senilizzazione processo di crescente aumento dellet media di
un gruppo o una popolazione; progressivo invecchiamento.
serir deserto formato da ghiaia e
ciottoli.
silvicoltura disciplina che studia i
problemi relativi allimpianto, alla
coltivazione e allo sfruttamento dei
boschi: in particolare, le relazioni
che intercorrono fra il bosco e lambiente in cui esso vive, le esigenze
e lutilizzo delle specie arboree.
simboli nelle carte geografiche linee, colori, figure geometriche che
rappresentano gli aspetti geografici di un territorio.
sisma violento e improvviso scuotimento della superficie terrestre
provocato dalle forze endogene;
terremoto.
sistema economico collettivista sistema che si basa sulla propriet
statale di tutta la terra e di quasi tutte le attivit economiche e produttive. Il modello di riferimento stato
quello dellex Unione Sovietica.
sito localit; luogo dove sorgeva o
sorge un elemento di interesse
(citt, impianto, ecc.) .
slum area urbana estremamente degradata, dove le abitazioni sono
prevalentemente costituite da baracche o da costruzioni abusive e
mancano i servizi essenziali (acqua
potabile, fogne); generalmente sorge ai margini di una grande metropoli di un Paese in via di sviluppo.
smottamento cedimento di una
parte di terreno.
sorgente punto di origine di un corso dacqua.
sottosviluppo condizione propria di
un Paese caratterizzato da condizioni di povert diffusa (con insufficienza alimentare, analfabetismo,
bassa speranza di vita) e crescita
economica assai lenta.
spartiacque linea, passante per le
creste dei rilievi montuosi, che se-

para i bacini idrografici che si trovano sui versanti opposti.


spazio geografico tutta la superficie terrestre, con le sue caratteristiche fisiche ed ecologiche, utilizzata e trasformata dagli esseri
umani.
speranza di vita numero probabile
di anni che un individuo, in un determinato tempo e Paese, pu
aspettarsi di vivere, nellipotesi che
i tassi di mortalit rimangano quelli in atto al momento.
statistica scienza che studia i fenomeni di ogni genere (naturali, sociali, politici ecc.), quantificandoli e
traducendoli in dati numerici.
Stato entit politica formata da tre
elementi fondamentali: un territorio delimitato da confini, una popolazione, una sovranit, cio un
potere esercitato dalle istituzioni
politiche sul territorio e sulla popolazione.
steppa ambiente vegetale tipico
delle zone aride predesertiche e
continentali, dominato da rada vegetazione erbacea e cespugli spinosi.
stratosfera parte dellatmosfera terrestre che si estende dagli 80 ai
100 km di quota.
stretto (o canale) braccio di mare
che separa le coste di due isole o
quelle di unisola dalla terraferma.
strutture agrarie insieme delle caratteristiche delle aziende rurali (estensione, tipo, propriet, tecniche).
superficie agraria parte dello spazio terrestre utilizzata per le coltivazioni e lallevamento.
superpotenze termine riferito agli
Stati Uniti e allURSS durante gli
anni della guerra fredda (vedi).
sviluppo sostenibile miglioramento
delle condizioni economiche e sociali progettato e realizzato in modo da non compromettere gli ecosistemi naturali e le risorse per le
generazioni future.

T
taglia e brucia tecnica agricola primitiva che si basa sul principio di
tagliare e bruciare tutta la vegetazione spontanea di una zona per
fare spazio alle colture.
taiga foresta, prevalentemente di
conifere, che caratterizza le zone
dal clima continentale freddo.

163

GLOSSARIO

tasso di natalit numero annuo medio di nascite in una determinata


area geografica.

tombolo lingua di sabbia che unisce


la terraferma a unisola quando fra
queste si formata una laguna.

telecomunicazioni sistemi di comunicazione a distanza tramite fili, cavi,


onde radio, fibre ottiche (telefono,
radio, televisione, telefoni cellulari).

toponimo (dal greco topos, luogo


e onoma, nome) nome di una localit.

telerilevamento misura a distanza


dello stato della superficie terrestre per mezzo di rilevatori installati su satelliti.

torbiera strato di residui fossili depositati sul fondo di un lago o di


uno stagno.

temperatura massima il grado pi alto raggiunto dalla temperatura durante tutto il giorno (temperatura massima diurna) o durante lanno (temperatura massima annua diurna).

tornado violento vortice di aria con


grande potenza distruttiva, il cui
diametro di base pu andare dai
100 ai 500 metri, mentre laltezza
pu variare tra i 100 e i 1000 metri. Nel caso di dimensioni minori
si parla di tromba daria.

temperatura minima il grado pi


basso raggiunto dalla temperatura
durante il giorno o lanno.

torrente corso dacqua montano, caratterizzato da notevole pendenza


dellalveo e regime irregolare.

terrazzi fluviali ripiani di terra che


si formano lungo lalveo di un fiume per effetto dellerosione provocata dalle acque nel corso del
tempo.

traforo apertura scavata allinterno


di una montagna per renderne
possibile lattraversamento con
una strada o una ferrovia.

terremoto vedi sisma.


territorio parte della superficie terrestre caratterizzata da aspetti naturali e dalle trasformazioni operate dagli uomini.
terziario (settore) settore economico che si distingue dal primario
(agricoltura, pesca ecc.) e dal secondario (industria), in quanto finalizzato non alla produzione di
merci e beni, ma di servizi.
Terzo Mondo linsieme dei Paesi in
via di sviluppo, cos chiamati negli
anni Sessanta per distinguerli dai
Paesi occidentali capitalisti (Primo
Mondo) e da quelli orientali comunisti (Secondo Mondo).
tettonica a placche teoria che spiega gran parte dei fenomeni fisici
della superficie terrestre (orogenesi, vulcanesimo, terremoti) con il
fatto che la crosta terrestre risulta
fratturata in zolle che si muovono
lentamente allontanandosi o avvicinandosi tra loro.
tifone denominazione dei cicloni degli oceani Pacifico e Indiano.
tinte altimetriche gradazioni di colore con cui, in una carta geografica, si indicano pianure, colline e
montagne.
tombamento (di un corso o di uno
specchio dacqua) copertura o riempimento del letto mediante materiali solidi; interramento.

164

transizione demografica modello


scientifico interpretativo della storia demografica mondiale; consiste in tre passaggi successivi: 1)
regime tradizionale: la popolazione
cresce lentamente; 2) drastica diminuzione della mortalit: si determina una vera e propria esplosione demografica; 3) nuovo regime:
tanto la mortalit quanto la natalit sono basse e quindi la crescita
lenta o addirittura nulla.
Trattato di Maastricht trattato che
ha dato vita allUnione Europea,
sottoscritto nella cittadina olandese
di Maastricht nel dicembre 1991.
tromba marina vortice verticale che
si eleva sopra la superficie marina
risucchiando a spirale le acque e
facendole muovere con s.
troposfera la parte pi bassa dellatmosfera dove hanno luogo le perturbazioni (piogge, venti ecc.)
tundra ambiente vegetale caratterizzato dallassenza di alberi e costituito da muschi e licheni; tipico delle
regioni subartiche dove il terreno
gelato per diversi mesi dellanno.

U
uadi corsi dacqua temporanei delle
zone desertiche, che rimangono
asciutti per mesi e addirittura anni.
UE Unione Europea; nata nel
1993 con lentrata in vigore del

Trattato di Maastricht, unorganizzazione costituita da istituzioni


sovranazionali e da un sistema di
trattati vincolanti economici e politici tra gli Stati europei che ne sono membri. La sua nascita corona
lattivit di cooperazione economica e politica costruita tra i Paesi
dEuropa nella seconda met del
XX secolo.
UNDP Programma delle Nazioni
Unite per lo Sviluppo economico e
sociale (United Nations Development Program); organismo istituito nel 1966 con funzioni di ricerca, monitoraggio e individuazione
di strategie per superare le situazioni di svantaggio sociale e sottosviluppo anche conseguenti a crisi
economiche o politiche degli Stati.
UNEP Programma per lambiente
della Nazioni Unite (United Nations Environment Programme);
organismo dellONU per la tutela
ambientale e lutilizzo sostenibile
delle risorse naturali, istituito nel
1972; monitora le condizioni ambientali (su scala nazionale, continentale e planetaria) al fine di sviluppare strumenti per la tutela delle risorse naturali e paesaggistiche, rafforzare le istituzioni per una
corretta gestione delle fonti energetiche, trasferire conoscenze e
tecnologie che rendano possibile
uno sviluppo sostenibile.
UNESCO Organizzazione delle Nazioni Unite per lEducazione, la
Scienza e la Cultura (United Nations Educational, Scientific and
Cultural Organization); ufficio speciale dellONU fondato nel 1945.
UN-HABITAT Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti
umani (United Nations Human
Settlements Programme); programma che coordina gli interventi
dellONU sui temi degli insediamenti e dello sviluppo urbano. Realizza propri progetti di sviluppo,
orientati a migliorare le infrastrutture urbane, le condizioni di vita nei
quartieri poveri e lapprovvigionamento di acqua potabile, e a lottare
contro la condizione di senzatetto;
attua inoltre progetti nellambito del
buongoverno urbano. Dal 2005
pubblica un rapporto annuale (Global Report on Human Settlement).
uragano ciclone caratteristico dellAmerica meridionale, in particolare
del Mare delle Antille.
urbanizzazione espansione e svi-

luppo dei centri urbani di un territorio; ma anche, trasferimento di


un numero crescente di persone
dalle campagne in citt, con le trasformazioni sociali e nei modi di
vita che ne derivano.

V
valle depressione della superficie
terrestre posta tra montagne e generalmente percorsa da un fiume.
valle fluviale valle dalla caratteristica forma a V, creata dallazione
erosiva delle acque del fiume che
la percorre.
valle glaciale valle occupata da un
antico ghiacciaio dalla caratteristica forma a U, creata dallazione
erosiva del ghiacciaio stesso.
valle longitudinale valle che corre
parallela alla catena montuosa
principale.
valle trasversale valle che corre
perpendicolare alla catena montuosa principale.
versante ciscuno dei due fianchi di
un rilievo (colle, monte, catena
ecc.).
villaggio centro abitato di piccole dimensioni, prevalentemente situato
nella campagna e abitato da una
popolazione rurale.
ville nouvelle in francese lo stesso
che new town (vedi).
vulcano apertura della crosta terrestre da cui escono materiali di
ogni genere: lapilli, lava, gas, cenere ecc.

W
WWF Fondo mondiale per la Natura
(World Wildlife Fund); associazione internazionale fondata nel
1961 per difendere la natura e
per sensibilizzare lopinione pubblica al rispetto dellambiente.

Z
zona industriale zona generalmente
posta alla periferia di una citt, nella quale si concentrano le industrie.
zootecnia scienza che studia le metodiche di produzione, allevamento e
sfruttamento degli animali domestici.

Referenze fotografiche
J. Shenai/S. Griggs Agency, Ed Kashi, Emmanuel Dunon/Reuters, G. Angri, Dino Fracchia, K. Daher/Gamma, Gerd Ludwig, E. Martino, J. Maroon, Reza, E. R. Tyrrel, L. Lefkowitz, O. Pasquiers/Ciric, R. Ragazzini, Tom Wagner/Saba-Rea, R. Ragazzini, G. Neri, J. Richardson, Peter Loughran, John Hartley/NHPA, Susy Mezzanotte, R. Dei, Giovanni Giovannetti, Jean-Pierre Amet/Sygma, Tom Myers, George Green, Greenpeace/Morgan, World Press Photo, Stephen Krasemann/Neri, James P. Blair, Jonathan
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