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VISITA AL CENTRO DI RICERCA DI GINEVRA

LUNIVERSO

VISTO DAL CERN


TESTI E FOTO
DI PIERGIORGIO PESCALI

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NEI LABORATORI DEL CERN

SCIENZA E RELIGIONE

IN CONFLITTO?
DI

PIERGIORGIO PESCALI

Il Cern probabilmente il pi prestigioso laboratorio di fisica delle particelle al mondo. unistituzione in cui la ricerca raggiunge i pi alti livelli, ma anche un luogo dove scienziati di tutto il
mondo lavorano in cooperazione. Lo abbiamo visitato in occasione del suo 60.mo compleanno
cercando risposte a una domanda antica e controversa: scienza e religione sono in conflitto?
Al Cern la risposta (unanime) stata no. Ma fuori dai laboratori non tutti concordano.
l 2015 sar un anno importante per la fisica almeno per due motivi: il primo la celebrazione
dellAnno internazionale della luce indetto
dallUnesco; il secondo riguarder il Cern,
lOrganizzazione europea per la ricerca nucleare,
il centro di ricerca sulle particelle che ha sede poco
lontano da Ginevra e che nel 2014 ha compiuto 60
anni. Qui, dopo tre anni di manutenzione, ripartir
lLhc, il Large Hadron Collider (Grande collisore
adronico), il ciclopico anello dalla circonferenza di
27 chilometri in cui protoni e ioni pesanti collidono
per dividersi nelle loro particelle elementari: i
quark (riquadri a pagg. 42-43).
Sono stati gli esperimenti effettuati allLhc che
hanno permesso di verificare nel 2012 lesistenza di
ci che i fisici teorici avevano solo ipotizzato sin dagli anni Sessanta: il bosone di Higgs (quella che
dai media stata ribattezzata la particella di
Dio).
I prossimi anni saranno dedicati alla ricerca di
aspetti della materia che, se confermati dalle sperimentazioni, rivoluzioneranno totalmente il Modello
standard, lo schema matematico che descrive le
particelle fondamentali con le loro interazioni e,
quindi, la nostra visione del mondo.
Lidea di tutti gli esperimenti che vengono effettuati dai laboratori dellLhc, Alice, Atlas, Cms e
Lhcb quella di ricercare segnali di fisica che non
siano previsti dallattuale Modello standard afferma Monica Pepe-Altarelli, fisica che lavora allesperimento Lhcb del Cern.
I fisici, specialmente quelli teorici, oltre ad essere
dei grandi conoscitori della materia, sono anche un
po burloni, poeti, filosofi e la caccia a queste particelle ha scatenato la fervida fantasia dei ricercatori
i quali hanno chiamato i corpuscoli con nomi bizzarri: materia oscura, energia oscura o, ancora,

La sala controllo del progetto Atlas (A Toroidal Lhc


Apparatus).

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Susy (dalle iniziali di Super Symmetry), proprio


come una sirenetta a cui piaccia nascondersi tra i
flutti del mare cosmico.
La scienza, la fede e lorigine
delluniverso
Frequentare il Cern e i suoi laboratori come essere sul set di Guerre Stellari, con la grande differenza che qui la fantascienza non esiste e la battaglia che si combatte non quella per la sopravvivenza, ma per la conoscenza.
Il Cern molto pi che un luogo di semplice ricerca. un centro per leducazione e la formazione
di studenti e di insegnanti ribadisce Monica PepeAltarelli. Qui, a differenza di altre istituzioni, si comunica. E parlo di comunicazione non solo tecnologica, ma anche culturale e umana. Il Cern un retaggio di cooperazione pacifica ed efficiente tra popoli e paesi.
Con il potenziamento dellLhc i ricercatori sperano
di riprodurre lo stato di materia che si form 10-35

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DOSSIER MC

Linizio,
luniverso, luomo

Luniverso stato creato o si evoluto?


Creazionismo o evoluzionismo?
Il Big Bang veramente linizio del tutto o
solo una fase transitoria di un percorso che
si ripete ciclicamente?
Riuscir mai luomo a capire lorigine delluniverso?
Di cosa siamo fatti?
Perch ricercare i mattoni primari della
materia?
Pu Dio aver creato qualcosa senza poterne
determinare ogni caratteristica?
Come leggere la Bibbia? La Bibbia pu
spiegare scientificamente luniverso?
Qual il confine che separa scienza e
religione?
secondi1 dopo il Big Bang, il momento in cui luniverso cominci ad essere visibile anche ad un ipotetico uomo che lo avesse potuto guardare, dato
che raggiunse la grandezza di una mela, pur mantenendo una temperatura di 1030 gradi centigradi2. Fu, quella, lEra dellinflazione, quando la
forza elettronucleare si separ in due componenti,
la forza elettrodebole e la forza forte dando origine
alle coppie di particelle e antiparticelle che si annichilirono a vicenda.
Lumanit, quindi, far un ulteriore passo in avanti
(o, se vogliamo, indietro, visto che il nastro degli
accadimenti verr riavvolto verso linizio di tutto),
giungendo molto vicina a quella che fu la nostra
nascita galattica, il Big Bang appunto.
Sar un viaggio incredibilmente affascinante che

CERN

ci permetter di scoprire nuove frontiere restando


comodamente seduti davanti ai nostri computer
afferma Giulio Aielli, dellUniversit di Tor Vergata
di Roma e ricercatore al detector Atlas, uno dei due
laboratori del Cern (laltro il Cms) in cui stata dimostrata lesistenza del bosone di Higgs.
In questa Atene della Fisica (non la sola al mondo)
inevitabile che si concentrino le attenzioni di numerose istituzioni non solo scientifiche, ma anche
umanistiche e, soprattutto, religiose.
Lo studio dellimperscrutabile e dellessenza di ci
che siamo , da sempre, stato campo di scontro tra
scienza e teologia. Ma se dalla parte della fisica (il
campo di cui ci stiamo occupando) si riscontra una
maggiore apertura verso il dialogo, in alcuni ambienti teologici sussiste un atteggiamento di diffidenza (se non addirittura di ostilit) verso la
scienza.
Sergio Bertolucci, direttore della ricerca e calcolo
scientifico al Cern di Ginevra (cfr. intervista a pagg.
46-49) smussa i toni affermando che Il conflitto tra
scienza e religione non esiste pi nella cultura occidentale da almeno trecento anni, dal momento in
cui la gente ha deciso che la fisica ha a che fare con
lo spazio e il tempo e la religione ha a che fare con
quello che esiste al di fuori dallo spazio e dal tempo.
Ci sono ambiti come la medicina, in cui questa disputa ancora presente perch i confini sono meno
separati gli uni dagli altri, ma nel caso della fisica
letica non viene modificata.
Eppure ancora oggi c chi contesta questa distinzione: la laicit del Cern stata oggetto di speculazioni e di critiche da parte di chi vorrebbe la scienza
asservita ai dogmi religiosi. Durante un recente
convegno di creazionisti evangelici americani, un
oratore ha contestato il fatto che al centro di ricerca
europeo vi sia solo un simbolo religioso, per di pi
non cristiano. Si tratta della statua di Shiva Nataraja, il Signore della Danza, donata dal governo indiano nel 2004, che simboleggia la danza della creazione e della distruzione cosmica di Shiva.
Personalmente avrei preferito un luogo meno pubblico, pi appartato, ma non vi stata alcuna polemica tra i fisici per la scelta fatta. La fede un problema personale, la scienza un problema allinterno di una costruzione della conoscenza. Il mio
rapporto con Dio un problema personale perch
nella conoscenza questo rapporto non esiste dato
che non lo posso verificare: o ci credo o non ci
credo spiega ancora Sergio Bertolucci.
Alla ricerca del tempo zero
Per lefebvriani, creazionisti, Testimoni di Geova e
alcuni (per fortuna pochi) ambienti cattolici integralisti, linterpretazione della Bibbia viene fatta in
modo letterale dimenticando che un libro scritto a
pi mani e redatto in funzione di una riflessione teologica. Il versetto Sapienza riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dellattivit di
Dio (Sap 7, 26) viene cos interpretato in modo fondamentalista accettando solo quel tipo di ricerca
della conoscenza che viene fatta in nome di un fine
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teologico. Tutto quanto viene proposto in alternativa a questa visione visto come fumo negli occhi.
Una tesi molto diversa da quella formulata da agostiniani e francescani ancora nel XIV secolo, che attribuisce una doppia propriet alla luce parlando di
luce divina (lux divina) e luce contratta (lux contracta) considerano la prima come la firma permanente di Dio del cosmo e la seconda come partecipazione limitata della conoscenza di quello stesso
Dio tramite la ricerca scientifica. La luce sarebbe
lentit fisica mediatrice tra uomo e Dio, secondo la
tesi di Nicola Cusano, teologo e scienziato del XV
secolo.
Luomo riuscir mai a raggiungere il fatidico
Tempo zero, listante esatto da cui tutto ha avuto
inizio? Per essere pragmatici stiamo parlando di
qualcosa che difficilmente potr accadere nei prossimi milioni di anni chiarisce Michelangelo Mangano (la sua intervista sar in un prossimo numero
di MC, ndr), uno dei massimi fisici teorici che ha
dedicato la sua vita allo studio delle particelle derivanti dalle collisioni che avvengono allinterno dellLhc. L umanit potrebbe anche non avere tempo
di raggiungere un tale traguardo: la comprensione
di cosa sia successo a T=0 (il punto esatto in cui si
manifestato il Big Bang, ndr); qualora anche potesse raggiungere questo punto, non vedo uno scenario in cui la scienza possa dimostrare che non vi
sia alcun intervento divino.
In altre parole il versetto biblico La tua scienza ricopr la terra, riempiendola di sentenze difficili
(Sir 47,15) mette alla prova scienziati e ricercatori a
cui spetta il compito di intuire queste sentenze
difficili.
Da Einstein a Pierre Teilhard de Chardin
Proprio come affermava Albert Einstein, Dio, a differenza delluomo, non gioca a dadi, perch tutto
prestabilito e fissato. Paradossalmente stato proprio questo sottile ragionamento a far rifiutare al
grande scienziato ebreo il modello proposto dal Big
Bang di un universo in continua evoluzione e lo
stesso principio di indeterminazione di Heisen-

berg, secondo cui ogni oggetto sia particella che


onda e, dunque, non possibile determinare al
tempo stesso posizione e velocit.
Einstein rifiutava lidea che possa esistere qualcosa
di indeterminato nelluniverso: Dio non pu aver
creato qualcosa di cui neppure lui pu determinare
con assoluta certezza tutte le caratteristiche. Non
posso credere nemmeno per un attimo che Dio giochi a dadi scriveva Einstein. Piantala di dire a
Dio che cosa deve fare con i suoi dadi gli rispondeva Niels Bohr, altra mente eccelsa della fisica
moderna.
Paradossalmente, per, stata proprio la meccanica quantistica a creare uno squarcio nel materialismo, ridando vigore a chi crede nellesistenza di
Dio. Eugene Wigner, premio Nobel per la fisica, ha
detto che il materialismo non una dottrina che
regge dopo lintroduzione della meccanica quantistica e la sua dottrina probabilistica.
Il mondo, lungi dallessere originato dal caos, somiglia a un libro ordinato. Nonostante elementi irrazionali, caotici e distruttivi intervenuti nel corso
della sua trasformazione, resta leggibile alla mente
umana ha specificato papa Benedetto XVI in un
convegno tenutosi nel 2008. stato per merito di
questo papa, fine teologo e scienziato della mente
umana, il cui pontificato stato ingiustamente poco
apprezzato, che scienza e fede si sono riavvicinate
scatenando le ire di chi si ostina a vedere la scienza
come eterno nemico della fede sino ad arrivare a
negare anche lo stesso Big Bang adducendo questioni puramente ideologiche o dogmatiche.
Una bella svolta rispetto allHumani generis di Pio
XII, che nel 1950 criticava la temerariet [di coloro che] sostengono lipotesi monistica e panteistica delluniverso soggetto a continua evoluzione.
Era, quello, un attacco neppure troppo velato verso
il gesuita e scienziato Pierre Teilhard de Chardin,
che qualche anno prima aveva cercato di conciliare
scienza e religione con la teoria di una Coscienza
suprema, il Punto Omega, che vedeva unire le coscienze attraverso levoluzione. Il Punto Omega altri non che Cristo (Dio dunque lesito finale delUn breve tratto del superconduttore
magnetico del Large Hadron Collider
(Lhc), il pi lungo e potente acceleratore di particelle al mondo.

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DOSSIER MC

CERN

1954-2014: la storia del Cern

8 maggio 1945 in Europa si abbassava il sipario sullevento pi drammatico della sua storia moderna: la seconda guerra mondiale. Il
giorno prima il generale Alfred Jodl, capo di stato
maggiore del governo tedesco, aveva firmato la
resa incondizionata della Germania ponendo fine al
Terzo Reich e alla sua aberrante ideologia. Jodl
verr giustiziato a Norimberga il 16 ottobre 1946.
Il conflitto lasciava un continente diviso e distrutto
sia dal punto di vista economico che morale e sociale. La risposta ai problemi fu la creazione di una
nuova Europa in grado di fronteggiare le sfide della
ricostruzione e, al tempo stesso, opporsi in modo
unanime contro la presenza sovietica a Est.
Le divergenze politiche e gli interessi nazionali ritarderanno e, per molti versi, faranno deragliare il percorso di unificazione del Vecchio Continente.
Sul versante scientifico le cose procedevano un po
pi speditamente: interessati pi alla ricerca che
alla politica, gli scienziati europei e statunitensi sognavano di unire le loro conoscenze per sviluppare i
loro studi. Erano gli anni in cui la scienza era vista
come la panacea per le miserie delluomo. Poco
tempo prima la fissione nucleare aveva aperto infinite prospettive per il progresso e lo sviluppo della
societ, anche se il suo utilizzo in campo militare rischiava di scatenare unaltra guerra planetaria.
Il 9 dicembre 1949 alla Conferenza culturale europea di Losanna, il fisico francese Luois de Broglie
propose la creazione di un laboratorio o un istituto dove sia possibile effettuare ricerca scientifica
al di l del quadro nazionale dei vari stati membri
[] un ente dotato di risorse maggiori di quelle disponibili ai laboratori nazionali che possa quindi farsi
carico di compiti le cui dimensioni e la cui natura
siano tali che i singoli stati non possono svolgerli da
soli. Lidea venne riproposta il 7 giugno 1950 durante il congresso Unesco a Firenze da Isidor Isaac

Rabi, il quale sugger al collega italiano Edoardo


Amaldi liniziativa di proporre un centro di ricerca
simile al Brookhaven National Laboratory di Upton,
a Long Island. Rabi era convinto che, pi che la politica, fosse la scienza ad avere il compito di unire
lEuropa. Nel 1952 la proposta del fisico statunitense divenne realt con laccordo tra undici nazioni che convennero alla creazione di un Conseil
Europen pour la Recherche Nuclaire (Consiglio
europeo per la ricerca nucleare), il Cern. Il 1 ottobre 1952 il consiglio provvisorio del Cern scelse
come sede dei futuri laboratori il cantone di Ginevra, nella neutrale Svizzera. Nel giugno 1953 la popolazione cantonale ginevrina approv il progetto
con 16.539 voti a favore e 7.332 voti contrari ed i
lavori di costruzione iniziarono il 17 maggio 1954.
Il 19 settembre 1954 dodici stati (Belgio, Danimarca, Francia, Germania Ovest, Grecia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Svizzera e
Yugoslavia) fondarono lOrganisation Europenne
pour la Recherche Nuclaire (Organizzazione europea per la ricerca nucleare). Nonostante il cambio
di denominazione, lacronimo Cern rimase effettivo, sembra per volont del fisico Werner Karl Heisenberg, capo della delegazione tedesca.
Lo statuto del Cern precisa che il centro non dovr
sviluppare ricerche a scopi militari e obbliga a pubblicare i risultati dei lavori sperimentali e teorici.
Oggi al Cern aderiscono 20 stati, tutti europei
tranne uno, Israele, e vi lavorano circa 2.500 persone di cui 79 fisici ricercatori, 1.021 scienziati e ingegneri, 883 tecnici, 397 amministratori. Ogni
anno, per, nel centro di ricerca passano 11.000 tra
scienziati, ricercatori e tecnici di altri instituti ed
universit, mentre al solo progetto Lhc lavorano in
totale circa 10.000 scienziati e tecnici provenienti
da 500 istituti di ricerca e industrie di tutto il
mondo.

levoluzione) che, tramite una forza attrattiva (metafora della forza gravitazionale), curva le pulsioni
delluomo (spazio-tempo) sino a farle convergere in
se stesso. Una sorta di Big Crunch teologico-scientifico.
La Noosfera di Teilhard il luogo in cui luomo condivide i sentimenti e i desideri con tutto il creato, il
vertice piramidale verso cui convergono tutte le
strutture delluniverso. Una sorta di Dna del cosmo
in cui ogni atomo, ogni cellula, consapevole del
proprio insieme e del Tutto. Teilhard afferma che
spostare un oggetto allindietro nel passato equivale a ridurlo nei suoi elementi pi semplici. () le
ultime fibre del composto umano si confondono con
la stoffa stessa delluniverso.
La stoffa delluniverso sono le particelle elementari.
Insomma, il gesuita fu un precursore degli scienziati del Cern.

Il dibattito sul Big Bang:


Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Lematre
La conoscenza della fisica progredisce in maniera
talmente immensa che, se guardiamo alla scienza
di soli cento anni fa, essa oggi ci sembra primitiva
ricorda Michelangelo Mangano, il quale continua:
Questo non vero per la religione. Il sistema religioso pu essere pi o meno affinato e raffinato
nella maniera in cui si descrivono e si pongono i
concetti. Per i concetti base sono rimasti sempre
quelli: non c allinterno del pensiero religioso uno
spazio epistemologico. Se, fra qualche miliardo di
anni la scienza avr fatto dei progressi tali da potersi porre un problema di questo tipo, non vedo
perch questa conoscenza debba, o non debba, riflettere il concetto di Dio o entit superiore.
Naturalmente la ricerca scientifica, in quanto ricerca, deve possedere quella che Sergio Bertolucci
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definisce onest intellettuale, che non solo prerogativa del Cern, ma deve essere comune a tutta
la scienza. Onest intellettuale significa che bisogna evitare i pregiudizi, le scorciatoie, riconoscere
costantemente la propria inadeguatezza nel fatto
che non si capisce, ma al tempo stesso non bisogna
perdere lottimismo. Se un esperimento non procede nel verso previsto, non bisogna desistere.
un concetto, questo, che pu essere espresso con
chiarezza dalle parole di papa Giovanni Paolo II al
congresso di cosmologia avvenuto in Vaticano nel
1981 e a cui era stato invitato anche lo scienziato
Stephen Hawking. Durante quel convegno il papa
ribad che la scienza poteva indagare su quello che
era successo dopo il Bing Bang, ma quello che era
successo prima apparteneva a Dio.
Stephen Hawking aveva invece formulato una teoria per cui il tempo si muoveva in maniera circolare
escludendo, dunque, la necessit di un Dio. Il concetto, poi, stato ribadito nel libro Il grande disegno: Poich esiste la legge di gravit, luniverso
pu crearsi e si crea dal nulla. La creazione spontanea il motivo per cui c qualcosa anzich nulla,
per cui luniverso esiste, per cui noi esistiamo! Non
necessario invocare Dio.
Questa diversit di vedute non ha impedito alla
Pontificia Accademia delle Scienze di nominare
Hawking proprio membro nel 1986. Una dimostrazione in pi, se vogliamo, dei tentativi di conciliazione post-galileana da parte della Chiesa cattolica.
Ne passata di acqua dopo il Concilio e se la religiosa Radio Vaticana, in piena contestazione studentesca mandava in onda canzoni come Dio
morto di Guccini o Il Testamento di Tito di Fabrizio De Andr censurate invece dalla vecchia Rai, altrettanta strada stata fatta in campo scientifico.
stato ancora papa Benedetto XVI a riabilitare
Theilhard de Chardin, facendo propria la visione
che poi ha avuto anche Theilhard de Chardin: alla
fine avremo una vera liturgia cosmica, dove il cosmo diventi ostia vivente.
Naturalmente questa visione duramente confu-

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tata dai creazionisti, la cui popolarit negli Stati


Uniti approdata anche nelle serie televisive. In
The Big Bang Theory, Sheldon contesta alla madre, fervente religiosa e creazionista che Levoluzione non mai stata una opinione, ma un dato di
fatto, per poi sentirsi rispondere dalla stessa madre: E questa esclusivamente una tua opinione.
Eppure le prime speculazioni sul Big Bang sono
state sviluppate da due rappresentanti di istituzioni dalle idee opposte tra loro: un fisico sovietico,
Aleksandr Aleksandrovi Friedman (1888-1925) e da
uno scienziato cattolico belga, il gesuita Georges
Edouard Lematre (1894-1966). Entrambe, sebbene
in termini diversi ed in modo indipendente luno
dallaltro, elaborarono una teoria rivoluzionaria:
luniverso non statico e immutabile, bens in continua evoluzione. Il sovietico Friedman, pur non arrivando alla conclusione che luniverso fosse in continua espansione, scrisse che nel tempo passato
tutto ebbe inizio da un singolarit di volume pari a
zero. Il gesuita Lematre invece, basandosi sulla
legge di gravit di Einstein pubblicata nel 1915, postul lidea di un universo in evoluzione che si dilatava in tutte le direzioni con una velocit di recessione direttamente proporzionale alla distanza
delle galassie.
Le congetture di Friedman e Lematre vennero
considerate con scetticismo dal mondo scientifico
fino a quando Edwin Hubble, nel 1929, allosservatorio astronomico del Monte Wilson in California, dimostr che le galassie si allontanano le une dalle altre ad altissima velocit, confermando lipotesi che
Lematre aveva fatto due anni prima.
Il gesuita, confortato dalla scoperta di Hubble, si
spinse a proporre un modello di creazione delluniverso veramente rivoluzionario: se le galassie si allontanano, allora riavvolgendone il corso temporale
possibile risalire ad un punto di inizio in cui tutta
la massa delluniverso attuale era concentrata in un
unico atomo, che chiam atomo primigenio, o
atomo primitivo, contenente tutta la materia di cui
composto lintero universo.

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Fu questa visione di Lematre, espressa il 9 maggio


1931 in un articolo su Nature, che Einstein rigett.
In seguito lo scienziato ebreo si ravvide definendo
questo rifiuto come uno dei pi grandi errori della
sua vita.
Lidea delluovo cosmico, metafora attribuita, forse
erroneamente, allo stesso Lematre piuttosto che
dellatomo, si avvicinava meglio al postulato del
prete belga: lesplosione sarebbe avvenuta non partendo da una singolarit, come aveva scritto Friedman, ma da un punto leggermente spostato in
avanti nel tempo. In questo modo labate rispettava
anche il principio di San Tommaso dAquino, dottore della Chiesa, che nella Summa Teologica affermava che linizio del mondo esclusivamente oggetto di fede e nessuna dimostrazione scientifica
potr mai arrivare a tanto.
Ma Lematre si spinse oltre: espose il concetto che
lintero universo fosse permeato da una radiazione
di fondo generata dallesplosione primordiale. Se si
fosse dimostrata lesistenza di quella radiazione, si
sarebbe avuta la conferma definitiva della creazione da un unico punto.
Fino agli anni Sessanta Lematre si riferiva al suo
modello chiamandolo, a seconda dei casi, modello

CERN

dellatomo primitivo o modello dei fuochi artificiali,


una metafora che rende comprensibile, anche a chi
a digiuno di fisica e di astronomia, la nascita improvvisa ed espansiva delluniverso.
- continua a pag. 44 -

Il Big Bang e
alcune date storiche

13,77 miliardi di anni fa:


il Big Bang d origine alluniverso.
1927: Werner Karl Heisenberg enuncia il
Principio di indeterminazione.
1929: Edwin Hubble dimostra che le galassie si allontanano le une delle altre.
1931: il gesuita Georges Lamatre ipotizza
che luniverso abbia avuto inizio da un
atomo primitivo.
1948: Fred Hoyle ipotizza un quadro alternativo al Big Bang: la teoria dello stato stazionario.
1950: Pio XII pubblica lHumani generis che
critica la teoria delluniverso soggetto a
continua evoluzione.
1954: nasce il Cern.
1964: il fisico inglese Peter Higgs teorizza
lesitenza della particella che prender il
suo nome: bosone di Higgs.
Anni Ottanta: Stephen Hawking e James
Hartle ipotizzano un nuovo modello alternativo al Big Bang.
2008: al Cern entra in funzione lLhc.
2012: viene confermata lesistenza del bosone di Higgs e del campo di Higgs.
2015: lLhc viene riavviato con una potenza
di 14 TeV (rispetto ai 7 TeV precedenti).

Sopra: Monica Pepe-Altarelli.


A fianco: Giulio Aielli (sin.) e Mauro Iodice
(des.). Sotto: Michelangelo Mangano.
Sopra a sinistra: il rilevatore
di particelle denominato Compact Muon
Solenoid (Cms).

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La fisica
delle particelle

utto quanto vediamo e tocchiamo nelluniverso,


dalle galassie pi lontane alla briciola di pane
fino al nostro stesso corpo, composto da sole
quattro particelle chiamate in gergo particelle di
prima generazione: quark up, quark down, neutrino elettronico e elettrone.
Per ragioni ancora sconosciute, da queste quattro
particelle madri sono state replicate altre due generazioni, identiche in carica e spin, ma di massa via via
maggiore, tanto che la particella elementare di terza
generazione pi grande, il top quark, ha la stessa
massa di un atomo di oro.
Nel Modello standard della fisica delle particelle, lUniverso e la sua evoluzione possono essere interpretati in termini di quark, che risentono di tutte e quattro le forze fondamentali della fisica (forte, debole,
elettromagnetica, gravitazionale) e di leptoni, che,
invece, non risentono della forza forte.
Il quadro del Modello standard viene completato
dalle interazioni tra le diverse particelle elementari.
In realt delle quattro forze fondamentali, solo tre
vengono prese in considerazione dal modello: linterazione forte, quella debole e lelettromagnetica,
mentre non viene contemplata la forza gravitazionale. Questo perch, se la forza gravitazionale influisce su grandi quantit di materia (pianeti, galassie,
stelle), nella meccanica quantistica, che tiene conto
di scale infinitesimali di materia, sono altre le interazioni che aggregano le particelle.
La forza forte tiene legati i protoni e i neutroni allinterno del nucleo; la forza elettromagnetica aggancia gli elettroni attorno al nucleo atomico ed in questo modo responsabile delle propriet dei solidi, liquidi e gas; la forza debole responsabile delle trasformazioni allinterno del nucleo tra protoni e neutroni e del loro decadimento radioattivo. , ad esem-

pio, linterazione debole che porta lidrogeno a trasformarsi in elio mediante la fusione nucleare, la reazione principale allinterno di una stella.
Come agiscono queste forze sulla materia? Affinch
queste interazioni vengano trasmesse alle particelle
fondamentali, occorre che vi siano dei mediatori
(gauge), cio altre particelle che trasportino pacchetti di forza a quark e leptoni.
Questi messaggeri di forza sono i:
gluoni, mediatori di forza forte
fotoni, mediatori di forza elettromagnetica
bosoni W e Z, mediatori di forza debole
gravitoni, mediatori di forza gravitazionale, i quali
non sono ancora stati osservati. Tra le quattro forze,
quella gravitazionale la pi debole.

Le particelle

BOSONE DI HIGGS - Il bosone di Higgs una particella

(o quanto) che forma il campo di Higgs, responsabile nel conferire alle particelle una massa rallentando la loro velocit.
ADRONI - Gli adroni (da cui Lhc, Large Hadron Collider, Grande Collisore di Adroni, lacceleratore di
particelle del Cern) sono particelle (protoni, neutroni) soggette a forza nucleare forte a loro volta
formate da altre particelle: i quark.
QUARK - Sono i mattoni della materia. La scoperta
dei quark e della loro interazione con le forze che
permeano lintero universo (forza elettromagnetica, forza forte, forza debole e forza gravitazionale) inaugur una nuova era della fisica moderna:
il Modello standard.
Sono loro, i quark, a rappresentare oggi ltomos,
cio lindivisibile. La caratteristica dei quark che
hanno carica frazionaria, ma si compongono fra
loro per formare gli adroni in modo da costituire
cariche intere.
LEPTONI - Particelle elementari a cui appartengono
lelettrone e il neutrino a cui sono associate altri
tipi di particelle: il muone, il tau (che sono elettroni
pi pesanti), il neutrino muonico e il neutrino tauonico (neutrini pesanti).
GLUONI - Dallinglese glue, colla. Sono particelle
prive di massa che incollano i quark permettendo la formazione di protoni e neutroni. Sono, in
altre parole, dei mediatori dellinterazione forte.
A sinistra: microcosmo, sfera al plasma. Pagina
accanto: lezione di fisica; si discute sulle caratteristiche del bosone di Higgs e sulle implicazioni sul Modello standard.

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DOSSIER MC

Gli esperimenti

LARGE HADRON COLLIDER, GRANDE COLLISORE DI ADRONI -

LLhc il pi grande acceleratore di particelle al


mondo. Inaugurato nel 2008, un anello di 27 km di
circonferenza a circa 100 metri sotto terra tra Francia e Svizzera. Al suo interno vengono fatti circolare
fasci di protoni o di ioni pesanti che scontrandosi ad
una velocit prossima a quella della luce, si dividono
nelle loro particelle elementari: i quark. Lungo lLhc
sono stati costruiti quattro rilevatori che analizzano
le particelle emesse dalla collisione dei protoni e degli ioni che avvengono allinterno dellacceleratore:
Alice, Atlas, Cms e Lhcb
ALICE - Acronimo di A Large Ion Collider Experiment,
Esperimento del Grande Collisore Ionico. Alice
studia le collisioni tra ioni pesanti, come quelle tra
piombo-piombo per studiare il Quark Gluon Plasma,
uno stato di materia formatosi 10-6 secondi dopo il
Big Bang. In questo stadio la materia costituita da
quark e gluoni. A temperature relativamente basse
la densit che gli adroni devono raggiungere per
permettere alle particelle di formare il plasma di 3
x 1014 g/cm3. Questo significa che 1 centimetro
cubo di materia peserebbe ben 300.000.000 tonnellate.
ATLAS - Acronimo di A Toroidal LHC Apparatus, responsabile per la ricerca delle particelle che formano lantimateria e il bosone di Higgs. Come il suo
cugino Cms, un detector multifunzionale, adatto
ad analizzare le particelle generate dalle collisioni

CERN

protone-protone e ioni pesanti-ioni pesanti.

CMS - Acronimo di Compact Muon Solenoid, il Cms


un detector che, assieme allAtlas, studia le interazioni delle particelle protone-protone e ione pesante-ione pesante utilizzando, per, metodi differenti. In pratica Atlas e Cms studiano gli stessi fenomeni al fine di confermare reciprocamente eventuali nuove scoperte.
LHCB - Acronimo di Large Hadron Collider beauty experiment, il laboratorio dedicato allo studio dellantimateria, ed in particolare ai decadimenti conseguenti alle collisioni delle particelle di protoni che
producono quark e antiquark bottom (o beauty).

Inoltre

MODELLO STANDARD - Teoria che descrive la materia e

le sue interazioni. Secondo il Modello standard le


particelle fondamentali sono 12 (6 tipi di quark e
6tipi di leptoni) che interagiscono tra loro mediante
bosoni. I bosoni W e Z mediano linterazione debole, i fotoni quella elettromagnetica e i gluoni linterazione forte. Il Modello standard non completo
perch non include linterazione gravitazionale.
BIG BANG - Nome dato al modello di espansione delluniverso partendo da una singolarit infinitamente calda e densa. Sino ad oggi il modello che
descrive levoluzione delluniverso pi accettato
dalla comunit scientifica.
(a cura di Piergiorgio Pescali)

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Un universo eterno e immutabile


In alternativa allarchetipo del gesuita belga, nel
1948 gli scienziati Fred Hoyle, Hermann Bondi e
Thomas Gold proposero la teoria dello stato stazionario.
La legge da cui i tre ricercatori partivano per confermare i loro assunti, era il Principio cosmologico
perfetto secondo cui luniverso immutabile e
identico in ogni punto e in ogni epoca. A prima vista lidea di un mondo invariato avrebbe potuto far
pensare a un rimando dogmatico di stampo religioso (ed per questo che venne accolta con favore
dagli ambienti conservatori cristiani), ma essa era
proprio la tesi che i tre scienziati volevano confutare. Secondo loro lidea di Lematre collimava
troppo con la creazione biblica e occorreva riportare la scienza nel suo alveo neutrale.
La teoria dello stato stazionario andava a conciliarsi con la Legge di Hubble grazie allidea di una
continua creazione di materia. In questo modo la
densit energetica totale si sarebbe mantenuta costante. Considerando la grandezza delluniverso e
la sua espansione secondo la costante di Hubble, la
creazione di materia necessaria a compensare la
perdita di densit sarebbe stata bassissima: un
atomo di idrogeno per ogni metro cubo di spazio in
un miliardo di anni.
Fu durante questa iniziale controversia che il 28
marzo del 1949 Fred Hoyle, durante un programma
radiofonico alla BBC contest lipotesi che tutta la
materia delluniverso sia stata creata durante un
big bang in un tempo preciso del passato remoto.
Lidea di un improvviso big bang fu talmente efficace che il neologismo, originariamente creato per
screditare il modello di Lematre, venne adottato
dal mondo scientifico e non. Nel 1993 la rivista

astronomica Sky and Telescope avvi un concorso


mondiale per trovare un nuovo nome alla teoria del
Big Bang. La giuria composta da astronomi, presentatori televisivi e scrittori di fama mondiale decise che nessuna delle 13.099 proposte pervenute
fosse migliore di Big Bang.
Il modello di Lematre non spiegava, per, cosa
fosse in realt latomo primigenio, limitandosi a
dire che in quella limitata sfera era racchiusa tutta
la massa che avrebbe poi composto luniverso cos
come oggi lo vediamo.
Nel 1948 fu Ralph Alpher il primo a suggerire lidea
di un brodo primordiale di fotoni e particelle nucleari da cui si sarebbe evoluto luniverso. Il 24
aprile 1948 Science News Letter pubblic un articolo in cui, parlando della bomba atomica, cit un
passo di una relazione di Alpher, secondo cui Allinizio di tutto, luniverso aveva densit infinita concentrata in un singolo punto zero. Poi, appena 300
secondi - cinque minuti - dopo linizio di tutto, ci fu
una rapida espansione e raffreddamento della materia primordiale. I neutroni - le particelle che innescano la bomba atomica - iniziarono a decadere in
protoni costruendo i mattoni per gli elementi pi
pesanti () Questo atto di creazione degli elementi
chimici dur un tempo sorprendentemente corto,
appena unora. La Bibbia indica in circa 6 giorni
latto della creazione.
Teorie e dibattiti
La teoria del Big Bang fu contrastata dallUnione
Sovietica, che la considerava troppo legata alla religione e al mito biblico della creazione. Nel 1948 gli
scienziati sovietici si riunirono a Leningrado per
cercare una soluzione alternativa e pi materialistica al redshift, o spostamento verso il rosso, il fe-

Il rilevatore di particelle denominato


Alice (A Large Ion Collider Experiment).

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DOSSIER MC

nomeno secondo cui la velocit di allontanamento


delle galassie comporta uno spostamento della luce
da loro emessa verso il rosso cosa che dimostra la
veridicit della Legge di Hubble.
Nel 1951, durante la Conferenza di Cosmogonia, il
rifiuto del Big Bang si fece pi determinato, ma non
si trovarono alternative sufficientemente supportate dalla scienza per contrastare lidea dellorigine
delluniverso. Solo dopo la morte di Stalin la cosmologia, lastrofisica e lastronomia sovietica cominciarono ufficialmente ad accettare lidea del Big
Bang. La questione scientifica tenne banco fino al
1965 quando Arno Penzias e Robert Wilson scoprirono che le loro ricerche erano continuamente disturbate da un rumore di fondo. Da tre anni i due
astronomi avevano notato che un segnale uniforme
inquinava il segnale captato dal loro telescopio.
Escludendo un difetto tecnico, interferenze urbane
o extraterrestri, scoprirono che la radiazione si
manteneva costante anche durante le stagioni, eliminando dunque anche la possibilit che fosse originata da qualche sorgente del sistema solare.
La loro scoperta fu associata al Big Bang da Robert
Dicke e James Peebles dellUniversit di Princeton,
i quali, nellAstrophysical Journal del luglio 1965
scrissero che la palla di fuoco primordiale in cui
la materia cess di essere in equilibrio termico (i
due scienziati non parlarono n di Big Bang, n di
creazione o di origine delluniverso) aveva ora la
conferma scientifica preconizzata da Georges
Edouard Lematre: la radiazione di fondo.
Il Vaticano appoggi con estrema cautela la tesi del
Big Bang sin dallinizio, anche se, proprio come diceva Lematre, non una conferma biblica perch,
nelle parole di padre Jos Funes, direttore della
Specola Vaticana Il Big Bang , sino ad oggi, la migliore spiegazione che abbiamo sulla nascita delluniverso: comprovata scientificamente da numerose osservazioni e non in contrasto con la fede.
La Bibbia non una spiegazione scientifica del
mondo: stata scritta da uomini ispirati da Dio, migliaia di anni fa.
La vita ha un orologio?
Linteresse per il dialogo tra religione e scienza
aumentato negli ultimi decenni con gran soddisfazione anche delle case editrici, che hanno visto moltiplicare le vendite di libri che trattano, direttamente o indirettamente, temi metafisici come Il Codice da Vinci, Harry Potter, Angeli e Demoni, questultimo parzialmente ambientato al Cern, ma
come afferma Sergio Bertolucci anche se la prima
parte del film sostanzialmente inserita al Cern,
non un singolo fotogramma stato girato al centro
di ricerca.
E quando largomento trattato troppo specifico e
professionale per essere dato in pasto al grande
pubblico, ecco che si trovano furbescamente soprannomi fuorvianti, il cui unico scopo quello di
fare immediata presa sui mass media e pubblicizzare un prodotto altrimenti troppo di nicchia. La vicenda del bosone di Higgs - il cui appellativo stato

CERN

cambiato dalla casa editrice Houghton Mifflin


Company di Boston dalloriginale Goddam Particle
(la particella dannata) a God Particle (la particella di Dio) - un classico esempio di una maldestra manipolazione della ricerca scientifica che rischia di increspare ulteriormente le acque tra
scienza e religione.
Come ha giustamente scritto il fisico Vivek
Sharma, uno dei protagonisti della ricerca del bosone di Higgs: Detesto il nome particella di Dio.
Non sono particolarmente religioso, ma trovo il termine offensivo verso coloro che lo sono. Io sperimento la fisica, non Dio.
Ma mettere daccordo profitto e verit, si sa, un
po come ritirarsi in Texas a insegnare evoluzionismo ai creazionisti, come si era provocatoriamente
prefisso di fare Sheldon Cooper il protagonista
della serie The Big Bang Theory.
Il Cern resta comunque una preziosa testimonianza di convivenza pacifica tra i vari popoli e, anche chi non particolarmente interessato alla fisica, rimane colpito dalla variet di culture, lingue,
religioni, stili di vita che si intrecciano quotidianamente al centro.
Si pu affermare, in questo caso, che la scienza riuscita a compiere ci che la religione non ha mai
fatto: unire le persone di cos tante e varie culture.
pur vero che si parla di persone particolarmente
mature dal punto di vista culturale e motivate professionalmente, ma le differenze culturali, religiose,
politiche se le portano comunque appresso ed il
fatto che vengano smussate un traguardo comunque notevole.
Questo perch la scienza non si basa sulla fede acquisita, ma su dati di fatto concreti sui quali si
chiamati a confrontarsi e su cui tutti convergono.
spiega Michelangelo Mangano. Un esempio sono
gli studenti palestinesi che lavorano al Cern, i quali
sono pagati da borse di studio di fondazioni israeliane. Inoltre ai vari esperimenti lavorano assieme
americani e iraniani, musulmani e ebrei, cattolici e
ortodossi.
Un centro non solo di fisica, quindi, ma anche di
sviluppo di cultura umana per cercare di rispondere alleterna domanda senza risposta: che cosa
la vita? Una risposta lha tentata la poetessa Raquel
Lanseros una dei sei poeti dellAccademia mondiale
di poesia invitati al Cern per comporre opere ispirate allinfinitamente piccolo e allinfinitamente
grande: Un giorno nel futuro, in un posto qualsiasi, un uomo solitario guarder verso i cieli. Proprio come migliaia e milioni di anni prima (se
prima e dopo esistono veramente). La vita ha
un orologio? O la vita il motore dellorologio?.
(1) 10-35 secondi equivale a 0,000 000 000 000 000 000 000 000 000
000 000 01 secondi. Le ere della nascita delluniverso durano, per i
primi istanti, miliardesimi di secondo.
(2) 1030 gradi centigradi equivale a 10.000.000.000.000.000.
000.000.000.000.000 gradi celsius. In paragone la temperatura attuale del centro del Sole di circa 15.000.000 di gradi centigradi.

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INCONTRO CON IL DIRETTORE SERGIO BERTOLUCCI

LA RICERCA,

MOTORE VITALE
DI

PIERGIORGIO PESCALI

Perch spendere risorse e intelligenze in ricerche che non si concretizzano in risultati pratici per la
societ e luomo comune? Diamo spazio a una conversazione tanto difficile quanto affascinante.
ergio Bertolucci direttore della ricerca e calcolo scientifico al Cern di Ginevra. Laureato a
Pisa, ha lavorato al Desy di Amburgo, al Fermi
National Laboratory (Fermilab) di Chicago e ai Laboratori nazionali di fisica di Frascati, dove stato
direttore tra il 2002 ed il 2004. Tra il 2005 ed il 2008
stato vicepresidente dellIstituto nazionale di fisica
nucleare, mentre tra il 2004 ed il 2007 ha presieduto
il comitato Lhc (Large Hadron Collider).

Dottor Bertolucci, cosa c oltre il bosone di Higgs?


Con la scoperta di Higgs abbiamo svelato tutte
quelle particelle che, in gergo scientifico, si chiamano known-unknowns. Sin dallinizio della ricerca,
per, sapevamo che avremmo avuto una vittoria
certa: dagli esperimenti fatti in precedenza e conoscendo il funzionamento dellLhc eravamo convinti
che, entro il 2012, avremmo dimostrato o lesistenza
del bosone di Higgs o la sua non esistenza (knownunknown). Ma se lei chiede ai miei colleghi trover
che c una leggera maggioranza, me compreso, che
avrebbe preferito dimostrare la non esistenza del
bosone di Higgs. La non esistenza avrebbe aperto la
strada a nuove ricerche che sarebbero state possibili senza procedere al potenziamento dellLhc e avrebbe spinto i fisici a dimostrare nuove ipotesi del Modello
standard. Per fortuna, oggi sappiamo esattamente cosa fare, almeno per i prossimi dieci anni.
vero che abbiamo scoperto questa
particella, terminando una ricerca iniziata nel 2008, ma nel
Modello standard, una volta nota
la massa, si conoscono tutte le
altre propriet della particella. Sappiamo, ad esempio, quante volte un boIl dottor Sergio Bertolucci,
direttore della ricerca e
calcolo scientifico, durante
lincontro al Cern.
Pagina seguente: uno scorcio dellacceleratore Lhc
(Large Hadron Collider).

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sone di Higgs decade in due fotoni, come si accoppia


con vari tipi di materia. La precisione della misura
di questi accoppiamenti che prima era del 30 per
cento, oggi scesa all1 per cento. Questa focalizzazione ci permette, attraverso lHiggs, di aprire
nuove strade di ricerca fondamentale. Se, ad esempio scoprissimo che laccoppiamento Higgs-fotoni
pi alto di quello previsto dal Modello standard, non
solo scopriremo che lHiggs non quello del Modello
standard, ma avremo anche lidea della scala di una
nuova fisica attraverso quelli che sono i nuclei virtuali con cui il bosone di Higgs si accoppia.
Si apre per noi una fase estremamente interessante perch stiamo entrando in una sfera inesplorata ed al tempo stesso cerchiamo di fissare il Modello standard. Avendo trovato lHiggs ora siamo in
condizione di avere una teoria - il Modello standard
appunto - che funziona benissimo, ma che sappiamo non essere completa perch non spiega determinati eventi, come la materia e lenergia
oscura; non spiega come mai la massa dellHiggs
sia cos piccola, non spiega lo sbilanciamento tra
materia e antimateria nelluniverso.
Sfortunatamente non sappiamo dove la Natura ha
messo il prossimo salto e ci troviamo in un territorio molto simile alla fisica di fine Ottocento quando,
con la scoperta dellelettromagnetismo e dellelettrodinamica, non si riusciva a capire perch le
cose non funzionassero. Allora cera voluta la
relativit e la fisica quantistica per compiere il
successivo salto.
Noi siamo oggi in un territorio molto
simile e una delle cose che cerchiamo di spiegare ai cittadini
che quando si fa ricerca fondamentale in modo onesto, una
delle cose di cui non si sicuri quando si raggiungeranno i risultati. In poche
parole potremmo andare
avanti con lLhc e non
scoprire nulla di nuovo
oppure, gi dal prossimo anno, aprire nuove
strade della fisica.

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DOSSIER MC

Perch allora i contribuenti europei dovrebbero


spendere miliardi di dollari in tasse per finanziare
una ricerca dai risultati dubbi e che non sembra
abbia risvolti pratici immediati?
Noi del Cern, ma anche negli altri istituti di ricerca, pensiamo che una delle nostre missioni sia
quella di spiegare alle persone il motivo per cui la
ricerca una molla fondamentale per dare alle societ un futuro sostenibile. La cosa fondamentale
nella ricerca di base non il risultato, ma come si
fa. Il valore della ricerca di base quello di spingere
il limite della conoscenza sempre pi avanti. fondamentale che venga spiegato questo perch, a differenza di tutto ci in cui si pu definire una data
per i risultati, ad esempio unopera architettonica,
nella ricerca di base lunica scadenza sicura il
come si fa giorno per giorno e il modo in cui cerchiamo un risultato. Questo per richiede che le
persone capiscano che il valore fondamentale del
Cern - e vorrei sottolineare che centri di ricerca simili ce ne sono pochi al mondo - sta nel fatto che
esso sia il pi grosso concentrato di intelligenza
sulla ricerca fondamentale. Bisogna capire che
senza ricerca fondamentale una civilt arriver,
presto o tardi, ad un valore asintotico. gi successo nel passato: quando la sete di conoscenza si
prosciugata per i motivi pi svariati (economici, sociali, politici, carestie, religiosi) iniziato il declino.
Questo pu accadere anche a noi dato che nulla
garantito sotto questo punto di vista.
Il valore vero della ricerca fondamentale quello di
fare il salto dalla candela alla lampadina. Se una societ si ferma alle candele, costruir candele sempre pi belle, ma non riuscir mai a fare lampadine.
Tutta la storia della civilt si risolve in una continua ricerca del punto di discontinuit. Le rivoluzioni scientifiche sono strane. Mentre le rivoluzioni
sociali hanno un valore di rottura, ma anche di inclusione, quelle scientifiche incorporano una visione pi ampia dellintelligenza pura che luomo ha
raggiunto fino a quel momento innalzandola attraverso un processo che non continuo, ma che caratterizzato da un salto intellettuale enorme. Pensiamo ad esempio al balzo che la fisica ha permesso
di fare alla civilt mondiale definendo il mondo non
pi bidimensionale, dove tempo e spazio procedevano assieme, ma a tre dimensioni in cui tempo e
spazio sono separati. Lo stesso vale per la meccanica quantistica dove le quantit non sono continue, ma discrete. Questo ha indotto implicazioni
enormi su causa ed effetto che hanno cambiato
completamente la visione che abbiamo del mondo.
Teniamo conto che fino allinizio dellOttocento si
pensava che latomo fosse composto da un nucleo
attorno al quale girava un elettrone, ma non si riusciva a comprendere lesistenza degli atomi perch lelettrone roteando emette energia, per cui
avrebbe dovuto cadere nel nucleo nel giro di pochi
microsecondi. Se, invece, lelettrone un grado di
emettere energia quantizzata, basta che sia un
poco sotto lultimo quanto di energia che pu dare,
per stare l per sempre. Queste cose sono talmente

CERN

importanti che le loro implicazioni si vedono venti,


trentanni dopo.
Prenda, ad esempio, il transistor: se non ci fosse la
meccanica quantistica il transistor non si potrebbe
costruire. Nessuno mai pensa a questo, ma la dimostrazione di quanto importante sia la ricerca
fondamentale. Quello che oggi manca nella cultura
occidentale, spinta come dallavere risultati a brevissimo termine, riconoscere che se una societ
non disposta a investire un piccolo quantitativo
della sua ricchezza nella ricerca, destinata a
scomparire. Noi non siamo ancora spaventati abbastanza da questa prospettiva.
Ha parlato di societ occidentale, le altre societ
invece?
La Cina, ad esempio, in questo momento sta
raddoppiando i suoi investimenti nella ricerca fondamentale ogni tre anni.
Va detto per che la ricerca in Cina partita da livelli pi bassi rispetto a quelli presenti in Europa o
negli Stati Uniti, quindi percentualmente il raddoppio pi facile da raggiungere.
Indubbiamente partita da livelli molto bassi,
ma proprio per questo ci si aspetterebbe che investa pi in cose materiali. I cinesi, e con essi gli indiani ed i coreani, hanno invece compreso che la colonna su cui puntellare il futuro la conoscenza,
non solo scientifica, vista sia come motore dello sviluppo nazionale, ma anche come motore per trasformare queste nazioni in societ di riferimento
planetario. La Cina in questi ultimi ventanni ha
fatto progressi enormi sfruttando nel migliore dei
modi una profonda tradizione scientifica che affonda nella propria storia antica e che ha radici culturali. Ha inoltre linnegabile vantaggio di avere un
enorme serbatoio umano: ogni anno si laureano un
milione di ingegneri e venticinquemila fisici. Sono
numeri enormi. Ma soprattutto il ciclo delleccellenza un ciclo che diventa facilmente esponenziale. Se uno continua ad investire, leccellenza aumenta. I politici cinesi lhanno capito. Un esempio
che moltissimi scienziati cinesi emigrati in Occidente, oggi stanno ritornando in Cina dove hanno
molto pi spazio.
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Qui a destra: ledificio che ospita


il progetto Alice (A Large Ion Collider
Experiment).
A sinistra: uno scorcio del rilevatore di
Alice; lungo 16 metri, alto 16, largo 16
e pesa 10mila tonnellate.
Pagina seguente: la scienziata italiana
Fabiola Gianotti (qui accanto ad Atlas),
recentemente nominata direttore
generale del Cern (dal 1 gennaio 2016;
nel 2015 affiancher il direttore uscente
Rolf Heuer).

Il potenziamento dellLhc cosa porter?


Il potenziamento dellLhc ci apre un campo di
ricerca enorme. Rispetto allLhc che ha funzionato
in precedenza avremo una sensibilit pi di mille
volte superiore e quindi potremo esplorare un territorio enormemente pi vasto e, se vogliamo, pi
arduo. Ci che ci interessa esplorare le particelle
formate dalla collisione dei protoni. Immagini un
protone fatto da un certo numero di quark e da un
sacco di gluoni che spesso appaiono come coppie,
in un tempo piccolo virtuale di quark-antiquark che
ruotano attorno al vuoto. E questa unaltra cosa
interessante, una delle scoperte pi interessanti
della fisica moderna: non c nulla di pi pieno del
vuoto.
In sostanza, stiamo cercando nuove dimensioni
nello spazio, nuove particelle. Faccia conto che se
esistessero particelle di massa 2 TeV, le particelle
Supersimmetriche che ci piacerebbe esistessero,
molto probabilmente con il nuovo Lhc riusciremmo
a vederle. Occorre per vedere se piace anche alla
natura.
Si tratta quindi di abbandonare il Modello standard e far fare alla fisica un nuovo salto quantico?
Esatto. La natura ci sta suggerendo di ripensare
ad un nuovo concetto di spazio-tempo. Sino ad oggi
abbiamo sempre pensato allo spazio-tempo come
una linea di confine. E se invece lo spazio-tempo
non fosse il confine, bens una sorta di stringa e noi
vivessimo in una specie di reticolo?
Ci sono scienziati e teorie che ci dicono che, se queste extradimensioni fossero abbastanza grandi, noi
riusciremmo a vederne lo spessore nel momento
della collisione utilizzando lLhc, che alla fin fine
non altro che un enorme microscopio. Ecco, nel
momento della collisione potremmo vedere le particelle generate, che sono misurabili perch si ve-

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DICEMBRE 2014

drebbe la configurazione energetica delle stesse.


Poi analizziamo senza pregiudizi i dati ricavati. Ma
se da queste collisioni uscisse qualcosa di differente? Se scoprissimo cose che in questo momento
non sono misurabili o ipotizzabili, come dei mini
buchi neri (tenendo conto che non avrebbero il
tempo di accrescere)?
Ogni volta che facciamo questi esperimenti dobbiamo sempre essere pronti ad aspettare un
known-unknown: mi aspettavo un gatto e ho trovato un cavallo. questo known-unknow che tutti
si augurano di trovare al Cern.
Sotto questo punto di vista siamo in un bel periodo,
periodo in cui bisogna mantenere questa tensione e
sperare che dia risultati generosi.
Negli anni Cinquanta gli scienziati ci assicurarono
che la scienza avrebbe risolto i problemi principali
dellesistenza materiale delluomo, in particolare
quello energetico. Tutto questo non avvenuto: i
problemi energetici sono aumentati anzich essere
risolti. Luomo ha prodotto danni enormi allecosistema. Lincidente di Fukushima soltanto lultimo
esempio. Cosa ci dobbiamo aspettare per il nostro
futuro dalla scienza?
Credo che non sia vero che la scienza abbia deluso le aspettative. Un conto la scienza e un altro
luso che se ne fa della scienza e delle sue ricerche.
Prendiamo lesempio che lei ha fatto: Fukushima
il risultato di una cattiva gestione della centrale.
Non perch sia sbagliato costruire centrali nucleari, ma perch la ditta che gestiva la centrale di
Fukushima usava dei metodi non sicuri per una
centrale nucleare, come il fatto di averla costruita
vicina al mare, senza protezione. Lincidente di Fukushima avrebbe potuto essere evitato se queste
persone fossero state meno avide di denaro.
Senza il nucleare e senza la scienza il Giappone non
avrebbe potuto raggiungere il livello di benessere di
cui gode attualmente. Il Giappone ha contribuito
alla ricerca scientifica in maniera enorme perch
aveva una tradizione di ricerca sia prima della
guerra che dopo, ed ha usato quella sua conoscenza
per diventare la potenza economica che ora .
Senza energia nucleare il Giappone non avrebbe
potuto tenere il passo degli Stati Uniti e sarebbe
completamente dipendente del petrolio.

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DOSSIER MC

CERN

di quella grande opera che la scienza e la conoscenza della natura. Alle volte abbiamo anche noi
dei geni. Se vuole siamo unorchestra in cui, di
tanto in tanto, emerge il solista di talento. Bisogna
per riuscire a capire chi , riconoscerglielo e dargli la possibilit di esprimersi.
Infine, la ricchezza enorme del Cern che si vive in
un posto con cento nazionalit diverse. Il fatto di vivere e lavorare con persone di culture, lingue, religioni, stili di vita diversi la normalit. Noi quasi
non ci facciamo caso, ma questa mescolanza
unica al mondo.

Secondo lei, la scienza influenzata dalle ideologie


e dalle religioni?
Non direi. Tu puoi essere musulmano, ebreo,
buddista, cristiano, ma la tua religione, la tua fede,
il tuo credo non centrano con le regole universali
della fisica.
Al Cern abbiamo avuto grandissime dispute, anche
accese, sui risultati scientifici e sulle interpretazioni, ma non abbiamo mai avuto una disputa religiosa ed io penso che mai lavremo. Anche lidea
che la scienza renda le persone atee una sciocchezza. Al Cern abbiamo la stessa qualit di persone che si pu trovare in un supermercato.
A proposito di persone, cosa deve avere di speciale
un fisico per lavorare al Cern?
Deve essere bravo. Bravo significa che deve essere curioso, non avere pregiudizi, deve avere una
forte tendenza a vivere nel modello della competizione e della collaborazione, modello su cui si basa
il Cern e per il quale stato anche coniato un termine: coopetition.
Qui dentro non si fa niente se non si collabora. Progetti come Atlas, Cms o Alice, dove lavorano migliaia di persone e che sono costati migliaia di anni
uomo di lavoro, non potrebbero avanzare senza collaborazione. Per al tempo stesso c bisogno di
competizione. La competizione esiste tra il Cern e i
centri di ricerca del mondo; esiste tra i vari gruppi
che lavorano sui diversi progetti, esiste tra i vari
gruppi che lavorano allo stesso esperimento e allo
stesso detector. E poi ci deve essere onest intellettuale, che non solo prerogativa del Cern, ma deve
essere comune a tutta la scienza. Onest intellettuale significa che bisogna evitare i pregiudizi, le
scorciatoie, riconoscere costantemente la propria
inadeguatezza, ma al tempo stesso non bisogna
perdere lottimismo. Se un esperimento non procede nel verso previsto, non bisogna desistere.
Da ultimo occorre avere la capacit di riconoscere
che nessuno di noi, in media, un genio, per
ognuno di noi deve avere la consapevolezza che sta
portando il suo piccolo contributo alla costruzione

Questo dossier

Cern / Claudia Marcelloni

In questi casi bisogna avere il coraggio di separare


la scienza dalluso della scienza. Oggi sarebbe possibile fare centrali nucleari sicure e nel futuro,
checch se ne dica, saremo costretti a farle.

IL SITO DEL CERN:

http://home.web.cern.ch/

LE FOTO DELLE COPERTINE:

In prima pagina: il Globo allentrata principale del


Cern a circa 12 km da Ginevra, nei pressi del villaggio
svizzero di Meyrin, al confine con la Francia; il Globo
ospita la mostra interattiva The Universe of particles.
In ultima pagina: il rilevatore Atlas; si trova 100 metri sottoterra, ha una lunghezza di 46 metri, unaltezza
di 25, una larghezza di 25 e pesa 7mila tonnellate.
Immagine ripetuta: simulazione di buco nero in
Atlas (credito: Cern).

PROSSIMAMENTE:

In un prossimo numero di MCpubblicheremo unintervista aMichelangelo Mangano. Sulle tematiche del dossier saranno benvenute eventuali opinioni dei lettori.

PIERGIORGIO PESCALI:

Da anni assiduo collaboratore di MC, Piergiorgio Pescali


stato invitato pi volte al Cern. Ultimamente vi ha
presentato i risultati della sua visita alla centrale giapponese di Fukushima (cfr. dossier MC del novembre
2013). Questo dossier e un prossimo articolo sono il risultato delle visite e colloqui avuti con scienziati e fisici
che lavorano al centro di ricerca di Ginevra.

DOSSIER A CURA DI:

Paolo Moiola, redazione MC.

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OSSIER
FINE