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IL NUOVO

ESAME DI STATO
PER GLI ARCHITETTI
a cura di

Riccardo Bedrone
Giuliana Chiappo Jorio

UTET

IL NUOVO
ESAME DI STATO
PER GLI ARCHITETTI
a cura di

Riccardo Bedrone
Giuliana Chiappo Jorio

UTET

Riccardo Bedrone
Presidente Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Torino
Professore associato di tecnica e pianificazione urbanistica, 2 Facolt di Architettura,
Politecnico di Torino
Giuliana Chiappo Jorio
Architetto libero professionista, Torino
Membro della Commissione per alcune sessioni dellesame di Stato

La presente edizione del fascicolo Il nuovo esame di Stato per gli architetti
di Riccardo Bedrone e Giuliana Chiappo Jorio, offerta gratuitamente dalla UTET
ai laureati in architettura che intendono sostenere lesame di Stato.

2002 Unione Tipografico-Editrice Torinese


corso Raffaello, 28 - 10125 Torino
Sito Internet Utet: www.utet.com
e-mail: utet@utet.it
I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di
riproduzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche),
sono riservati per tutti i Paesi.
Fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di
periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dallart. 68, comma 4, della legge 22 aprile 1941
n. 633 ovvero dallaccordo stipulato tra SIAE, AIE, SNS
e CNA, CONFARTIGIANATO, CASA, CLAAI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI il 18 dicembre 2000.
Le riproduzioni ad uso differente da quello personale
potranno avvenire, per un numero di pagine non superiore al 15% del presente volume/fascicolo, solo a seguito di
specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, via delle
Erbe, n. 2 - 20121 Milano - Telefax 02/809506 - e-mail
aidro@iol.it
Composizione: Puntografica - Torino
Stampa: O.G.E. Zeppegno - Torino

PREMESSA DELLEDITORE

Lesame di Stato, punto finale di un lungo percorso di studi e momento iniziale dellitinerario professionale, non
solo unesperienza di grande valore simbolico, moderno
rito di iniziazione che separa la condizione di studente
da quella di professionista; ma anche una prova non banale dal punto di vista pratico, poich il suo superamento
non cosa facile; ed giusto che non lo sia, perch tale
esame corrisponde a una garanzia che lo Stato fornisce
ai cittadini sulla sicurezza con cui potranno affidarsi al futuro architetto.
Lesame di Stato viene perci affrontato dai candidati con
un certo timore, o almeno con incertezza; non solo perch
non si mai sicuri al cento per cento della propria preparazione, ma anche perch a differenza degli esami universitari sostenuti in precedenza, che corrispondono a singole materie e ad argomenti delimitati lesame di Stato pu vertere
su una gamma vastissima e imprevedibile di temi.
Lincertezza ancora maggiore in questo momento, in
cui le riforme dellUniversit e degli Ordini professionali
hanno cambiato le carte in tavola, o meglio le stanno cambiando, poich esse sono ancora in corso.

Listituzione di due livelli di laurea, e la ripartizione della


professione di architetto in progettisti, pianificatori, conservatori e paesaggisti (cui si aggiungono gli architetti e i pianificatori junior) modificano di necessit anche lesame di
Stato, il cui futuro svolgimento non ancora del tutto chiaro.
Per questo la nostra Casa editrice, che ha sempre svolto un
importante ruolo di informazione e di aggiornamento per architetti e ingegneri, ha pensato di venire incontro alle esigenze
dei futuri professionisti con questo agile opuscolo, dove sono
esposte in modo sintetico le caratteristiche tradizionali dellesame di Stato, le principali novit che si vanno delineando ed
alcuni esempi di temi assegnati negli esami degli anni passati.
A ci si aggiunge una parte in cui si prendono brevemente in rassegna e si illustrano gli aspetti principali dellordinamento e della deontologia che pi frequentemente possono essere oggetto di discussione nella prova orale.
Lintento di fornire un servizio, piccolo ma prezioso, di
informazione; laugurio che questo libretto risulti gradito
e utile a tutti i candidati allesame di Stato per un agevole
superamento della prova e per lavvio della propria carriera
professionale.

INDICE

Il nuovo esame di Stato per gli architetti .......................................................................................................


Riccardo Bedrone

p.

Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale .................................................................................


Riccardo Bedrone

13

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati ................................................................................................


Giuliana Chiappo Jorio

23

Decreto di riforma delle professioni ...............................................................................................................

33

Classi di laurea e accesso ai settori degli albi delle professioni


tecniche secondo il D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328 ...........................................................................................

IL NUOVO ESAME DI STATO PER GLI


ARCHITETTI1
Riccardo Bedrone

1 LA RIFORMA E LA DIRETTIVA EUROPEA


Con la recente legge di riforma stato introdotto nelluniversit italiana un profondo cambiamento, conseguente allampliamento dellautonomia in materia didattica conferitale attraverso le disposizioni, concernenti i criteri generali
per lordinamento degli studi e la determinazione delle tipologie dei titoli di studio rilasciati, che aboliscono i corsi
di diploma ed istituiscono le lauree triennali e le lauree
specialistiche quinquennali. Unautonomia resa pi evidente dalla possibilit, offerta alle diverse sedi, di differenziare
i contenuti della didattica e i relativi profili formativi.
Allautonomia nella definizione degli studi attribuita ai singoli Atenei si accompagnata, ad opera del legislatore, la
previsione di una nuova normativa di accesso alle professioni
(il D.P.R. n. 328 del 5 giugno 2001, pubblicato sulla G.U. n.
190 del 17 agosto 2001), comportante come inevitabile
conseguenza la completa revisione dei requisiti per lammissione allesame di Stato e delle relative prove da superare
per liscrizione agli albi professionali, nonch listituzione
negli albi stessi di sezioni distinte per dare formale riconoscimento professionale alle figure individuate dai nuovi titoli di
studio intermedi previsti dalla riforma e ai diplomati, rimasti
fino ad ora privi di riconoscimento.
Dora in avanti, dunque, lesame di Stato per coloro che
conseguono un titolo di studio nelle Facolt di Architettura
sar articolato in prove differenziate, per durata degli studi
e per profilo formativo. Con la laurea specialistica sar
possibile, superandolo, iscriversi nella sezione A degli albi,
comprendente i settori dellarchitetto, del pianificatore, del
paesaggista e del conservatore. Con la laurea e quindi
con il ridursi della durata degli studi e della presumibile
difficolt dellesame sar consentito solo laccesso alla
sezione B, con limitazione ai soli settori dellarchitetto e
del pianificatore, qualificati entrambi come iunior.
evidente la complessa articolazione del procedimento di
reclutamento nel corpo professionale che si verr a creare e
che impone quindi di unificare, per quanto consentito, i
comportamenti dei vari Ordini, chiamati attraverso i loro
rappresentanti nelle Commissioni desame a giudicare il pi
possibile equamente e pariteticamente i candidati in situazioni
geografiche e formative sempre pi diverse.
Le figure professionali che a seguito del D.P.R. 328/2001
potranno entrare a far parte degli Ordini degli Architetti (i
quali diventeranno a loro volta Ordini degli architetti, pianifi-

catori, paesaggisti e conservatori) hanno in ogni caso come


elemento unificante larchitettura e pertanto devono necessariamente confrontarsi con i contenuti della Direttiva 85/384
CEE2. Nel definire le modalit di svolgimento delle molteplici prove previste per i sei nuovi esami di Stato dei laureati
nelle facolt di Architettura questo il quadro di riferimento
culturale e normativo al quale vanno ricondotti i principi, le
modalit e gli strumenti da tenere in considerazione.
Questa Direttiva europea e le relative raccomandazioni
formulate nel corso degli anni dal Comitato consultivo per
la formazione nel campo dellarchitettura 3 costituiscono
infatti, nellinsieme, un corpus di principi e di norme che
d luogo ad un quadro di riferimento istituzionalmente autorevole, ampio nei contenuti e articolato abbastanza da
poter presiedere alla definizione dei requisiti delle prove
dellesame di ammissione alla professione. Essa si applica
alle attivit del settore architettura ovvero alle attivit
che si intendono esercitate abitualmente col titolo professionale di architetto in Europa e riguarda in generale i requisiti ritenuti necessari per esercitare il mestiere di architetto, a partire da una verifica comparativa in cui sono stati
presi in considerazione gli elementi comuni a tutti i paesi.
Unicamente a partire da questo presupposto stato possibile al Consiglio Europeo procedere allindividuazione
dei criteri della formazione, ovvero delle caratteristiche,
delle modalit, dei tempi necessari per consentire lacquisizione delle capacit e conoscenze ritenute convenienti per
un architetto. La Direttiva, infatti, stabilisce in 11 punti le
caratteristiche del mestiere che la formazione deve fare
raggiungere: si tratta degli aspetti della formazione che
costituiscono requisiti permanenti e comuni per lesercizio
della professione .
Con riferimento alla formazione gli 11 punti mostrano
con chiarezza lintento di individuare in modo analitico i
diversi settori disciplinari che concorrono alla costituzione
disciplinare dellarchitettura4 e quindi linsieme degli insegnamenti ai quali lattivit dellarchitetto pu essere ricondotta. Dal punto di vista della padronanza del mestiere, gli
obiettivi posti sono legati a due fattori principali, sintetizzabili nel raggiungimento della capacit progettuale e nel possesso dellinsieme delle conoscenze che possono influire
sulla qualit del progetto: Le conoscenze richieste riguardano la storia e le teorie dellarchitettura, le tecnologie
e le scienze umane, le belle arti, lurbanistica nonch gli

1 Questo scritto una libera rielaborazione ed una sintesi del


Documento di principi e di indirizzi sullesame di Stato e sul tirocinio
del Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, approvato il 9 gennaio 2002 ed inviato a tutti i Consigli degli
Ordini italiani.
2 Si tratta di un documento approvato pi di quindici anni orsono dalle
istituzioni comunitarie, che costituisce ancor oggi lunico accordo reale

tra i paesi membri sul reciproco riconoscimento dei titoli di studio, ai fini
della libert di circolazione degli architetti in Europa. La sua stesura ha
comunque impegnato per 18 anni i rappresentanti europei.
3 Operante presso la Commissione europea.
4 Come si precisa nella Raccomandazione del marzo 1990
(Considerazioni e raccomandazioni sullart. 3, parte II), secondo cui i
dieci punti successivi sono subordinati a quanto contenuto nel primo .
1

Il nuovo esame di Stato per gli architetti

aspetti fisici e funzionali degli edifici. La capacit di comprensione richiesta riguarda la destinazione e linserimento
nellambiente degli edifici, la costruzione e la progettazione
La capacit pratica richiesta riguarda la progettazione.
Per poter soddisfare le esigenze di natura estetica e tecnica
occorre saper tenere conto dei vari elementi e decidere di
conseguenza .
Nel merito del progetto occorre notare che la Direttiva fissa, in taluni casi specificatamente, soglie di scala (in particolare quelle delledificio e, in termini pi generici, del piano)
ma pi frequentemente tende a non distinguere trattando, in
linea generale, di concezione architettonica in termini unitari. La capacit di creare progetti architettonici che soddisfino esigenze estetiche e tecniche risulta, quindi, il punto darrivo generale della formazione e la condizione sostanziale e
necessaria per lesercizio della professione, ovvero la base
sulla quale, alla fine, dovr trovare credibilit il procedimento
di valutazione dei candidati che vorranno superare lesame di
Stato, prescritto espressamente dallart. 33 della Costituzione
italiana per labilitazione ad ogni esercizio professionale.
2 LE MODALIT DI SVOLGIMENTO
DELLESAME
Una questione di particolare delicatezza ed importanza culturale costituita dal rapporto che si porr tra le procedure
da adottare nel nuovo esame di Stato e le modalit fino ad
ora seguite nello svolgimento del vecchio, dal momento
che, per il numero maggiore delle prove5 e per la maggiore
specificit che ne caratterizza limpianto, il nuovo pu essere valutato come sensibilmente pi difficile o comunque
pi severo dellattuale. Occorrer valutare quanto sia corretto cambiare dun colpo un esame di abilitazione per architetti (nelle varie accezioni introdotte dal Decreto), a
fronte di un mercato professionale che ha subito mutamenti
non altrettanto repentini seppur rapidi, quando semmai
linsegnamento che stato sottoposto a variazioni profonde
e non ancora definitive ed in ragione di queste che la legge intervenuta a mutare la forma della verifica. Potr
dunque essere opportuno pervenire ad un accrescimento
progressivo della difficolt dellesame attraverso un altrettanto progressivo adeguamento della complessit dei temi.
Particolare attenzione dovr essere dedicata alle relazioni
tra le diverse prove. La definizione dellesame per la sezione B contenuta nel Decreto, infatti, connota in modo esauriente il suo carattere eminentemente tecnico, indirizzando
senza equivoci, per differenza, i contenuti di quello della
sezione A, volto a fare emergere una attitudine alla comprensione generale ed al coordinamento delle tecniche e
delle discipline apprese. Nel merito dellesame per la se-

5 Sono previste quattro prove (una pratica, due scritte, una orale) per liscrizione nel settore architettura sia della sezione A che B; tre prove (una
pratica, una scritta, una orale) per liscrizione nei settori pianificazione territoriale di entrambe le sezioni e paesaggistica, inserito solo nella sezione
A; ancora tre prove (due scritte, una orale) per liscrizione nel settore conservazione, anchesso limitato alla sola sezione A.
6 Semmai una prova di disegno automatico, in questo caso, corrisponderebbe davvero al tipo di attivit che viene richiesta a questa figura, il cui compito, dopo tre anni di studi universitari, deve riguardare capacit ben maggiori
del semplice ridisegno manuale.
7 A causa anche del carattere di evidente conflitto di un lavoro concentrato e frettoloso con tutte le norme comportamentali connesse alla delicatezza, al valore sociale, alla seriet, alla ricerca della qualit, ecc. proprie
del mestiere di architetto.

zione B si deve per osservare che la prova di disegno dal


vero6 non sembra corrispondere alle caratteristiche di una
figura professionale che ha precipui, se non esclusivi, compiti di ausilio nella progettazione.
Quanto alle modalit, in questi anni stata sempre pi
fortemente avversata la prova scritta tradizionale, svolta
nella forma dellesercitazione ex tempore, che potrebbe a
maggior ragione essere giudicata inadeguata per la prova
pratica dellesame di Stato. Occorre per sottolineare che
questo, nella sua nuova versione, consente di assimilare le
prove scritte a parti integrative della prova pratica stessa,
costituendo una estensione effettiva del tempo desame.
Ci richieder di dare rapidamente nellatteso Regolamento attuativo del D.P.R. 328/2001 una chiara definizione delle tipologie dei temi desame, delle regole per la preparazione dei materiali desame (la cui chiarezza e completezza costituiscono una garanzia fondamentale per
consentire di concentrare il lavoro efficacemente nei tempi
prescritti) e, infine, dei livelli di elaborazione richiesti.
Ancora sullex tempore occorre osservare che se da un lato vero che nelle scuole di architettura italiane non viene
utilizzato da anni questo tipo di esercizio7, dallaltro sostenibile che in una giornata di lavoro, sempre che i problemi
vengano formulati in termini chiari, i termini di una risposta
forzatamente sommaria ed abbozzata possano consentire di
esprimere le componenti prioritarie e generali di unidea di
progetto (di natura tipo-morfologica dellimpianto e degli
elementi costitutivi, insieme a indicazioni sui caratteri costruttivi e dei materiali) in grado di far apprezzare, seppur in
modo assai sintetico, il livello dellesperienza8 acquisita.
In merito alla dimensione temporale della prova pratica
sembra comunque difficile trovare alternative allo svolgimento dellesame in ununica giornata, a causa delle difficolt di prolungare ulteriormente il lavoro di progetto per
problemi di custodia dei materiali, per possibili interferenze
esterne nella pause tra le prove, per comuni difficolt generali di organizzazione, di impegno e di eccessiva dilatazione
dei tempi di assistenza, sorveglianza e controllo da parte delle commissioni esaminatrici e del personale ausiliario.
3 I CARATTERI SPECIFICI DELLE PROVE
Larchitetto (sezione A, settore architettura)
Per diventare architetto la riforma dellesame di Stato ha
posto, quale requisito indispensabile per liscrizione al settore architettura della sezione A, il possesso della laurea
specialistica nella classe 4/S Architettura e Ingegneria edile
(corso di laurea corrispondente alla Direttiva 85/384
CEE)9, ovvero il superamento di studi svolti secondo le

8 Dal punto di vista delle modalit e dei temi per lesame di Stato, un riferimento opportuno pu rintracciarsi nella struttura del concorso di architettura, per il quale, analogamente, si procede alla preparazione dei materiali, alla
enunciazione di un tema e alla definizione precisa del tipo di elaborazione.
Si tratta di una analogia talmente marcata da consentire anche di riutilizzare i
materiali di un concorso svolto, cambiando alcune parti dello schema, ad
esempio loggetto proposto. Luso di questo strumento pu risultare importante, ovviamente, anche per rafforzare e diffonderne il ricorso, contribuendo
ad accogliere una delle istanze pi ricorrenti e motivate degli architetti.
9 Larchitetto specialista sar, per effetto del riconoscimento comunitario, la
figura professionale privilegiata scaturente dal nuovo ordinamento, a cui data la possibilit di svolgere tutte le prestazioni gi riservate o attribuite dalla
legislazione vigente. prevista liscrizione automatica a questo settore della
sezione A di tutti i professionisti architetti gi iscritti negli Albi precedenti.

Il nuovo esame di Stato per gli architetti

modalit previste dalla Direttiva e secondo piani di formazione riconosciuti dagli organismi europei preposti.
Si desume, quindi, che nella prova pratica lambito del
progetto debba essere affrontato nella sue manifestazioni
problematiche cos come nella sua dimensione teorica e
tecnica tenendo conto anche della possibilit, data dalle
prove scritte successive, di integrare e specificare come
precisato nel Decreto quanto espresso nella prova pratica
di progetto sia in termini strutturali e costruttivi che di teoria, storia e tecniche progettuali, ovvero di spiegazione in
merito alle scelte compiute ed ai loro riferimenti.
A titolo di esempio, prendendo in considerazione i contenuti della prova pratica per la professione stabiliti dalla riforma dellesame di Stato, per il settore architettura viene proposta, in alternativa, la progettazione di unopera di edilizia civile o di un intervento a scala urbana ; per la prima
prova scritta, inoltre, il Decreto pone unalternativa corrispondente al tipo di prova pratica svolto laddove indica come
argomenti la giustificazione del dimensionamento strutturale o insediativo relativo alla prova pratica . La differenza sembra potersi riferire pi che a scale diverse di intervento al tipo di operazione proposta: la prima di natura prevalentemente tipologica e strutturale e riguarda un singolo
elemento edilizio, la seconda di natura prevalentemente volumetrica e morfologica e riguarda un insieme composto da
elementi diversi.
Alla luce della citata Direttiva CEE, in ogni caso, il primo argomento risulta adeguato quando anche gli aspetti legati allinserimento armonico nellambiente circostante
siano stati presi in considerazione cos come, per il secondo, appaiono importanti anche gli aspetti di concezione, di
organizzazione e di realizzazione delle opere edilizie.
Il pianificatore (sezione A, settore pianificazione
territoriale)
Il contenuto della prova pratica, disposto dal D.P.R.
328/2001, deve essere volto a dimostrare lacquisizione da
parte del laureato di un adeguato livello delle conoscenze
idonee, sul piano tecnico, ad indagare i fenomeni urbani
e/o territoriali o ad effettuare le valutazioni di piani e programmi per tutte le scale di intervento.
La prova pratica potr riguardare, ad esempio, lapplicazione di alcune delle molteplici tecniche di analisi poste a
base del piano urbanistico o territoriale: landamento demografico, il patrimonio edilizio, il dimensionamento del
piano, la definizione degli standard prestazionali, il degrado delle risorse naturali o culturali, la produzione delle medesime. Oppure potr essere volta a mostrare la conoscenza delle nuove tecniche di concertazione pubblico-privato,
anche dando attuazione ai principi della perequazione e
non tralasciando le applicazioni pi propriamente rivolte
con specifiche soluzioni alla progettazione microurbana
od urbanistica. Non debbono escludersi anche i metodi di
indagine dellambiente urbano volti a definire il sistema di
relazioni tra forme degli spazi urbani ed esigenze dei cittadini.
Daltra parte, le conoscenze utili per la formazione di piani
e programmi di trasformazione appaiono molto vaste e la loro
dimostrazione dovrebbe per conseguenza comprendere le modalit valutative della loro fattibilit amministrativa, urbanistica, ambientale, economica e finanziaria e tendere a rivelare il
possesso di specifiche nozioni relative alla struttura della pub-

blica amministrazione, agli obiettivi della gestione urbanistico-ambientale, allanalisi economico-finanziaria dellinvestimento immobiliare.
La prova scritta richiede che il candidato abbia conoscenza dei fondamenti del diritto urbanistico ed ambientale
che possono individuarsi, strutturalmente, nel rapporto fra
funzione e potest pianificatoria dellente locale e regionale e diritti della propriet immobiliare e nella costruzione
di processi di condivisione delle decisioni pianificatorie e
progettuali. Dalla prova scritta dovrebbe infine scaturire la
descrizione delle forme possibili di superamento degli strumenti urbanistici esistenti, a favore di quelli che possono
sostanziare i nuovi possibili rapporti tra amministrazione,
cittadini ed operatori. Posta la notevole articolazione della
legislazione regionale la prova descritta potrebbe infine
suggerire eventuali facoltative esplicitazioni di norme proprie di singole regioni.
Il paesaggista (sezione A, settore paesaggistica)
I campi operativi dellarchitetto del paesaggio, secondo le
definizioni date nel 1998 dallEFLA (European Foundation for Landscape Architecture) comprendono la progettazione di parchi e giardini pubblici e privati, giardini pensili,
orti botanici, cimiteri e campi da golf; la riqualificazione di
parchi, giardini e paesaggi storici; lanalisi, la valutazione e
la pianificazione paesistica. Altri possibili settori in cui
possono essere chiamati ad intervenire, quanto meno offrendo consulenza specialistica, riguardano gli studi di impatto ambientale, il recupero e la riqualificazione di cave,
miniere e aree dismesse, la riqualificazione dei corsi dacqua, linserimento paesistico di reti infrastrutturali ferroviarie, autostradali e di servizio.
I possibili ambiti di verifica delle sue conoscenze comprenderanno di conseguenza:
lanalisi paesistica, indirizzata alla valutazione, alla interpretazione e alla diagnostica necessari per lo svolgimento di studi di impatto ambientale relativi al paesaggio;
i contributi alla redazione di piani paesistici, piani del
verde, progetti di inserimento nel paesaggio di complessi
civili e industriali e nello sviluppo di proposte di riduzione dellimpatto di impianti e infrastrutture;
la progettazione di nuove aree verdi, di sistemi del verde,
di spazi aperti, di giardini privati e pubblici, di allestimento di mostre ed esposizioni, di assetto ed organizzazione
delle aree scoperte di complessi turistici, di sistemazioni
fluviali e cimiteriali, nonch degli interventi di recupero,
valorizzazione e restauro di parchi, complessi ambientali
storici e paesaggi culturali.
La prova scritta, in particolare, potr mettere in luce lattitudine alla collaborazione (con competenze specifiche sul
paesaggio) svolta allinterno di gruppi di studio e di progettazione interdisciplinari; alla predisposizione di pareri,
studi, relazioni, perizie implicanti conoscenze giuridiche
sulla legislazione attinente la tutela dellambiente naturale
e antropizzato e sulle specificit dellesercizio della professione; alla concreta applicazione delle conoscenze acquisite di carattere tecnico, valutativo, estimativo e gestionale in
ordine alla predisposizione di computi metrico-estimativi,
alla direzione dei cantieri ed al controllo delle operazioni e
delle tecniche di realizzazione delle opere a verde.

Il nuovo esame di Stato per gli architetti

Il conservatore (sezione A, settore conservazione dei


beni architettonici ed ambientali)
Questo laureato specialistico deve acquisire una formazione
teorico-scientifica, oltre che metodologico-operativa, tale da
consentirgli di interpretare criticamente e rappresentare approfonditamente i problemi della conservazione dei beni architettonici ed ambientali, considerandone la molteplicit degli aspetti. Trova collocazione autonoma nel mercato del lavoro, con funzioni di responsabilit anche in tutte le
istituzioni e gli enti pubblici e privati operanti nei campo del
restauro e della valorizzazione.
Gli studi seguiti devono permettergli di identificare, formulare e risolvere anche in modo innovativo i problemi
sottostanti al restauro e alla conservazione dei beni architettonici e ambientali con un approccio multidisciplinare e
con lutilizzo, tra le altre, delle conoscenze acquisite nel
campo dellorganizzazione e delletica professionale. Con
lobiettivo della realizzabilit dei progetti, deve poter intervenire nel processo di conservazione con piena conoscenza
degli aspetti estetici, storico-critici, distributivi, funzionali,
strutturali, tecnico-costruttivi, gestionali, economici e ambientali, ponendo particolare attenzione al momento della
definizione degli usi compatibili. Deve infine saper esercitare attivit di tutela con ruoli direttivi e di coordinamento
di speciali sezioni relative agli ambiti di interesse delle istituzioni.
Gli argomenti dellesame di Stato, posto che il D.P.R.
328/2001 non prevede lo svolgimento della prova pratica,
potrebbero riguardare:
il rilievo della consistenza e lanalisi del degrado e dei dissesti che interessino edifici, complessi edificati o parti del
territorio di pregio architettonico e ambientale;
lo svolgimento, con appropriata metodologia, di indagini
storiche su tessuti urbani, emergenze culturali e esempi
di architettura storica;
gli studi per la conservazione, ladeguamento e la rifunzionalizzazione di beni e sistemi architettonici e ambientali di interesse storico (sia puntuali che di tipo diffuso);
la valutazione economica e gestionale dei progetti di restauro e valorizzazione dei beni architettonici e ambientali;
le conoscenze giuridiche, con appropriata descrizione del
dispiegamento dei loro effetti, riguardanti la legislazione
sui lavori pubblici attinenti i beni architettonici e ambientali, specialmente in materia di tutela e restauro.

lativa alla valutazione economica quantitativa della prova


pratica costituisce una estensione della prova pratica stessa.
Nei limiti indicati dal Decreto il laureato pu svolgere attivit di progettazione di costruzioni civili semplici, con
luso di metodologie standardizzate10, di cui deve saper
mostrare la conoscenza e la padronanza. Allinterno della
seconda prova scritta, consistente in un tema o in una prova
grafica nelle materie caratterizzanti il percorso formativo,
saranno individuati temi e modalit che, soprattutto allinterno della prova grafica (pi adatta a rispondere alle finalit della verifica desame), consentano di verificare tale
capacit.
Il pianificatore iunior (sezione B, settore
pianificazione)
La prova pratica appare identica a quella disposta per il
laureato specialistico. Differenze sensibili si trovano nella prova scritta riguardante la valutazione della compatibilit urbanistica di un opera pubblica e nella successiva, scritta o grafica, tesa a verificare la preparazione nelle materie caratterizzanti. La prova orale rientra nello
schema logico delle tematiche legislative della materia.
logico ritenere che la dimostrazione pratica debba rispondere ad un livello di prestazioni che dovrebbero configurarsi nei termini di collaborazione e concorrenza alla redazione del piano o progetto urbanistico. Questa prova dovrebbe perci tendere a dimostrare soprattutto gli obiettivi
cui finalizzata lapplicazione del sistema delle tecniche di
analisi poste a base del piano o del progetto urbanistico. Tale
condizione dovrebbe essere estesa anche ai caratteri delle altre tre prove.
Sulla base di queste considerazioni e dellampiezza di
contenuto della prova pratica si ritiene che la valutazione
desame debba consentire di riconoscere nel laureato soprattutto la convinzione dellunit del processo pianificatorio e della sua costante reiterabilit a fronte delle innovazioni che lo stesso processo acquisisce nel tempo. In
questottica sembra proponibile laccentuazione delle verifiche di conoscenza dei suoi strumenti gestionali.

Larchitetto iunior (sezione B, settore architettura)


La prova pratica, cos come indicata nel Decreto, riguarda
le conoscenze e le capacit necessarie per svolgere i ruoli
previsti di concorso e di collaborazione alle attivit progettuali per le quali si richiede lo sviluppo grafico di un progetto dato. Si tratta di una prova che riguarda la conoscenza e limpiego dellapparato tecnico e quindi impone una
comprensione ampia dei problemi connessi alla definizione
e alla stesura degli elaborati progettuali. La prova scritta re-

4 I TIROCINI E I CORSI SOSTITUTIVI DELLE


PROVE DESAME
Il D.P.R. 328/2001 agli artt. 17 (comma 5) e 18 (comma 4)
dedicati agli esami di Stato rispettivamente per le sezioni A
e B della professione di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore recita testualmente: nel caso vengano attivate, con apposite convenzioni fra Ordini ed
Universit, attivit strutturate di tirocinio professionale,
adeguatamente regolamentate ed aventi durata massima di
un anno, la partecipazione regolamentata a tali attivit
esonera dalla prova pratica.
Il Decreto introduce, quindi, nella disciplina abilitativa, la
possibilit e non limposizione per il candidato, di scegliere se sostituire una prova, in particolare quella pratica,
con unattivit di tirocinio documentata. evidente il caratte-

10 In particolare modo dovrebbe essere chiarito se questa definizione


influisce anche sulle tecniche (di disegno, di calcolo e di computo dei lavori) che il laureato deve assimilare e saper utilizzare, dal momento che
nessuno pi nega lutilit del disegno automatico e nelle scuole di architettura luso del computer da parte degli studenti in costante espansione,

ovviamente a discapito dei procedimenti manuali. Occorrer perci dare


una risposta precisa a questo problema, per quel che riguarda non solo le
modalit della prova pratica dellesame di stato ma soprattutto le competenze attribuite, che per i laureati possono significare pi ampie prospettive professionali.

Il nuovo esame di Stato per gli architetti

re non obbligatorio dello stesso e la sua non coincidenza con


le forme di tirocinio previste allinterno del percorso formativo universitario e costituenti il pacchetto minimo di crediti
obbligatori per ottenere la laurea o la laurea specialistica.
Anche per il tirocinio dovranno naturalmente essere seguiti
percorsi particolari e differenziati per ciascuna delle sei figure professionali introdotte dal Decreto, avendo riguardo del
fatto che esso non previsto per i conservatori, in quanto non
viene loro richiesto di sostenere la prova pratica allesame di
Stato, non rientrando la progettazione tra le loro competenze.
I tirocini previsti dalla legge in sostituzione della prova pratica per la professione di architetto costituiscono una grande
novit per lItalia. Praticato da gran tempo e obbligatoriamente in diversi stati europei e presente da sempre, ma in forme spontanee, nel nostro paese, il tirocinio post-laurea impone, dora in avanti, che evolva un vero e proprio costume allinterno del corpo professionale e universitario. C bisogno
che si consolidi poco a poco in quelle forme stabili di conduzione e di rapporto che, seppur del tutto naturali per un mestiere basato largamente sullesperienza e sulla sua trasmissione, necessitano di un certo tempo per diventare consuetudine, per definirsi e sedimentarsi in forma stabile.

IL TIROCINO PROFESSIONALE
PER GLI ARCHITETTI IN EUROPA
Paese

UE

Modalit di tirocinio

Austria

si

tre anni con esame

Belgio

si

da due a tre anni dopo il conseguimento della laurea (con


controllo finale)

Danimarca

si

tre mesi durante lultimo anno del corso di laurea

Finlandia

si

di breve durata durante gli studi

Francia

si

sei mesi durante il il secondo anno del terzo ciclo

Germania

si

da due a tre anni secondo i Lnder

Gran Bretagna

si

un anno tra il terzo ed il quinto anno pi due anni


successivamente

Grecia

si

Irlanda

si

Italia

si

Lussemburgo

si

un anno dopo il primo ciclo, due anni complessivamente

Norvegia

no

Paesi Bassi

si

due anni obbligatori per liscrizione allassociazione


privata BNA (Bond van nederlandse architekten)

Polonia

no

obbligatorio di tre anni

Portogallo

si

introdotto solo in alcune scuole, un anno obbligatorio dal


2002

Spagna

si

Svezia

si

quattro mesi, obbligatorio per liscrizione allassociazione


privata SAR (Svenska arkitekters riksforbund)

Svizzera

no

un anno tra il sesto e il settimo semestre

Ungheria

no

due anni dopo il diploma

Fonte dei dati: Archieuro e Consiglio degli Architetti dEuropa (CAE) al 1999

Nello sforzo di ricercare una terminologia non equivoca


fra lingue e metodologie diverse, il gi citato Comitato
Consultivo per la formazione nel campo dellarchitettura
concord definizioni puntuali su termini simili e ricorrenti,
riportati dalla Direttiva:
lesperienza pratica un termine usato per indicare

11

Pubblicato sulla rivista LArchitetto n. 132 del 1999.

lesperienza acquisita fuori degli istituti di formazione e


dopo aver ottenuto i titoli accademici , obbligatoria in
alcuni Stati membri;
la formazione pratica consiste in programmi elaborati dalle scuole di architettura, anche in collaborazione
con i professionisti, per dare un modello strutturato dinsegnamento imperniato sullapplicazione delle conoscenze teoriche a situazioni concrete e sulla realizzazione pratica del processo progettuale . Il termine abbraccia una gamma di attivit che rientrano nel
programma accademico o ne sono estranee ma sempre
in relazione ad esso e soggetto a supervisione;
lesperienza professionale viene acquisita in un contesto professionale attraverso il contatto diretto sia con la
realizzazione di costruzioni, quanto nella conoscenza delle
pratiche sia in architettura che in urbanistica . La responsabilit ricade, di regola, sui professionisti che impartiscono questa esperienza, efficace soprattutto al termine
del programma di studi. Essa pu essere dispensata anche
durante gli studi ed implica, in questo caso, la partecipazione delle scuole;
la formazione ed esperienza pratiche (tirocinio) sono lespressione utilizzata pi propriamente perch non si limita ai due elementi succitati, ma ne implica leffettiva integrazione. Lobiettivo pu essere raggiunto in pi
modi, in particolare introducendo degli elementi a stadi
differenti ed in contesti diversi, secondo la struttura e le
modalit dei cicli di studi esistenti o previsti .
Sempre secondo la stessa raccomandazione, lesperienza
pratica in un primo tempo pu comprendere il lavoro con
imprese di costruzione e su cantieri edili per permettere
agli studenti o ai neolaureati di familiarizzare con i procedimenti costruttivi e di avvicinarsi alla realt del mestiere,
piuttosto che acquisire competenze specifiche.
La formazione completa, comunque, dovr comprendere
un programma di formazione pratica strutturata obbligatoria, nel quale sia compresa una esperienza professionale di
almeno un anno, compiuta dopo lottenimento del diploma
e coordinata con la professione. Lesperienza professionale
deve essere controllata da uno studio di architettura, dalla
scuola e dalle organizzazioni professionali riconosciute.
Per ci che concerne lo studio, la supervisione dovr essere
assicurata da un architetto sperimentato, pienamente responsabile dellesecuzione del programma. Lo studio potr
essere di dimensioni grandi o piccole, pubblico o privato,
purch abbia un programma differenziato di lavoro.
Durante tutto il programma di formazione pratica, le attivit e la partecipazione del tirocinante dovranno essere annotate in un registro.
Nasce quindi lesigenza di mettere in atto tutte le iniziative possibili affinch i programmi di formazione pratica
siano indirizzati a facilitare anche gli scambi internazionali. Anche se le differenze di organizzazione della professione, nei vari Stati, potranno generare problemi di comparabilit, la libera circolazione e gli scambi debbono essere al
primo posto nella scala delle priorit.
Un accordo raggiunto nel giugno 1998 in Italia dalla
commissione paritetica Universit-Consiglio Nazionale degli Architetti11 e finalizzato allistituzione di un tirocinio

Il nuovo esame di Stato per gli architetti

obbligatorio, cos come richiesto dalle raccomandazioni


CEE, permette di individuare le linee-guida per tutti i punti
che in qualche modo possano essere riconducibili al tirocinio previsto dal Decreto:
deve essere svolto dopo aver superato tutti gli esami del
corso di studi, con la possibilit comunque di ottemperare a tale adempimento contestualmente alla preparazione
della tesi di laurea durante lultimo anno universitario;
deve comportare un impegno complessivo pari a 800 ore
di attivit, valutabile con la formula dei crediti in modo
da consentire che una parte di detto impegno, non superiore alle 300 ore, possa essere svolta anche presso strutture universitarie. Tali strutture dovranno essere accreditate e lattivit in esse svolta dovr essere indipendente
dalla didattica;
deve compiersi presso strutture private (studi professionali, societ professionali e imprese o industrie del settore) italiane o di altri paesi della Commissione Europea o
pubbliche (uffici tecnici di pubbliche amministrazioni,
universit ed enti locali);
deve essere correlato alla nuova configurazione dellesame di Stato, nel senso che la prova di esame verter sullesperienza maturata dal tirocinante durante il periodo di
praticantato, documentato con elaborati e materiali vari
opportunamente raccolti a dimostrazione del tipo di
esperienza svolta e della capacit di inserimento nel contesto professionale scelto;
deve essere indipendente e separato, per quanto attiene
alle responsabilit istituzionali, dal corso di studi universitario ed essere quindi posto sotto la guida organizzativa
ed il controllo dellOrdine professionale, stabilendo forme di collaborazione con lUniversit opportunamente
convenzionate.
Per quanto riguarda invece i tirocini interni alle strutture
universitarie indispensabile che questi vengano imperniati su attivit concrete, legate a temi impegnativi, complessi e fortemente connessi ai caratteri indicati dalla
riforma dellesame di Stato per quanto riguarda le attivit professionali degli iscritti nella sezione A (art. 16,
comma 1) ovvero attivit che implicano luso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali . Tali
caratteri, riguardando in generale le attivit dellarchitetto, devono trovare luoghi nei quali la sperimentazione sia
condotta secondo modalit avanzate in termini di rapporti interdisciplinari, di dotazione di strumenti e spazi, di
rapporti con realt estere, ecc. Rendere operative le scuo-

le significa infatti creare ambienti nei quali poter coniugare formazione e avanzamento scientifico e rafforzarne
il compito educativo attraverso la costruzione dellesperienza.
Il D.P.R. 328/2001 allart.5, comma 2, cos recita inoltre:
Sono esentati da una delle prove scritte coloro i quali provengono dalla sezione B o da settori diversi della stessa sezione e coloro che conseguono un titolo di studio allesito
di un corso realizzato sulla base di specifiche convenzioni
tra le universit e gli ordini professionali . Occorre, quindi, saper tenere conto delle modalit e degli strumenti previsti nel testo della Direttiva 85/384 CEE e nelle esperienze
avviate allestero istituendo un periodo sperimentale adeguato e sufficiente a tenere sotto speciale osservazione il
sistema previsto.
Pi liberi devono essere considerati in ogni caso la struttura ed i contenuti dei corsi eventualmente da attivare, di natura professionalizzante, che una volta seguiti con profitto
dovrebbero consentire lesenzione da una delle prove scritte.
Le iniziative-pilota condotte in alcune facolt italiane consentono di segnalare come i pi meritevoli di diventare alternative alla prova scritta siano quei corsi sperimentali (anche
nella forma del workshop) che investono aspetti specifici e
concreti dellesercizio professionale. Essi devono saper anticipare, con il concorso di docenti esperti e professionalmente attivi, possibilmente segnalati o concordati dagli Ordini
che si vorranno convenzionare con le Universit, le modalit
di svolgimento di attivit che obbligatoriamente fanno parte
del bagaglio di conoscenze di un professionista: ad esempio
le responsabilit amministrative, civili e penali, la deontologia, la sicurezza nel progetto e sul cantiere, la direzione e la
contabilit dei lavori.
La loro durata dovrebbe essere pari a 120 ore, essendo da
commisurarsi allunico corso (di competenza degli Ordini
professionali) che ha dato origine, negli ultimi anni ad attestazioni di frequenza abilitanti: quello per diventare responsabile della sicurezza previsto dal D. Lgs. 494/1996.
E per la loro natura, dovranno essere concepiti e sviluppati in stretto accordo tra le strutture didattiche universitarie e gli Ordini o le loro Federazioni. Naturalmente, la loro
esplicita configurazione di complemento formativo professionalizzante non potr che portare il candidato allesame
di Stato, una volta che abbia superato il necessario esame
di profitto finale anche di siffatti corsi, allesenzione della
prova scritta vertente sulle problematiche culturali e
conoscitive dellarchitettura.

CLASSI DI LAUREA E ACCESSO


AI SETTORI DEGLI ALBI
DELLE PROFESSIONI TECNICHE
SECONDO IL D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328

34/S. Ingegneria gestionale

82/S. Scienze e tecnologie per lambiente


e il territorio

88/S. Scienze per la cooperazione allo sviluppo

79/S. Scienze e tecnologie agrozootecniche

78/S. Scienze e tecnologie agroalimentari

86/S. Scienze geologiche

77/S. Scienze e tecnologie agrarie

82/S. Scienze geofisiche

74/S. Scienze e gestione delle risorse


rurali e forestali

61/S. Scienza e ingegneria dei materiali

54/S. Pianificazione territoriale urbanistica


e ambientale

37/S. Ingegneria navale

38/S. Ingegneria per lambiente e il territorio

36/S. Ingegneria meccanica

35/S. Ingegneria informatica

33/S. Ingegneria energetica e nucleare

32/S. Ingegneria elettronica

31/S. Ingegneria elettronica

30/S. Ingegneria delle telecomunicazioni

29/S. Ingegneria dellautomazione

28/S. Ingegneria civile

27/S. Ingegneria chimica

Ingegnere
industriale

26/S. Ingegneria biomedica

Ingegnere e
ambientale

Ingegnere

Geologo

Geologo

25/S. Ingegneria aerospaziale e astronautica

23/S. Informatica

10/S. Conservazione dei beni architettonici


ed ambientali

7/S. Biotecnologie agrarie

4/S. Architettura e ingegneria edile - corso


corrispondente direttiva 85/384/cee

Conservatore dei beni


architettonici ed ambientali

Dottore agronomo e
Dottore forestale

Paesaggista

Pianificatore
territoriale

3/S. Architettura del paesaggio

Architetto

Dottore agronomo e
Dottore forestale

Architetto, Pianificatore, Paesaggista e Conservatore

Classi di laurea specialistica e accesso ai settori della sezione A degli albi delle professioni tecniche secondo il DPR n. 328/2001

Ingegnere
dellinformazione

1. Biotecnologie

Biotecnologo
agrario

Geologo iunior

Ingegnere civile e
ambientale iunior

Agrotecnico
laueato

Ingegnere
dellinformazione
iunior

Ingegnere
industriale
iunior

42. Disegno industriale

40. Scienze e
tecnologie zootecniche
e delle produzioni
animali

27. Scienze e
tecnologie per
lambienta e la natura

26. Scienze e
tecnologie informatiche

25. Scienze e
tecnologie fisiche

23. Scienze e
tecnologie delle arti
figurative, della musica,
dello spettacolo e della
moda

21. Scienze e
tecnologie chimiche

Zoonomo

Agrotecnico

Ingegnere

20. Scienze e
tecnologie agrarie,
agroalimentari e
forestali

Agronomo e
forestale iunior

Geologo

Pianificatore
iunior

Dottore agronomo e dottore forestale

17. Scienze
delleconomia e della
gestione aziendale

16. Scienze della terra

10. Ingegneria
industriale

9. Ingegneria
dellinformazione

8. Ingegneria civile e
ambientale

7. Urbanistica e scienze
della pianificazione
territoriale e
ambientale

4. Scienze
dellarchitettura e
dellingegneria edile

Architetto
iunior

Architetto, pianificatore
paesaggista e
conservatore

Classi di laurea e accesso ai settori della sezione B degli albi delle professioni tecniche secondo il DPR n. 328/2001

Geometra
laureato

Geometra

Perito
agrario
laureato

Perito
agrario

10

11

Tabella A (prevista dallart. 8, comma 3) - Possibilit di accesso allesame di Stato della Sezione B per i diplomati nei corsi triennali di diploma universitario

ALBO PROFESSIONALE

DIPLOMI UNIVERSITARI

Architetto - Sezione B
Settore architettura

Edilizia
Materiali per la manutenzione del costruito antico e moderno

Settore pianificazione

Operatore tecnico ambientale


Sistemi informativi territoriali
Tecnico di misure ambientali
Valutazione e controllo ambientale

Ingegnere - Sezione B
Settore civile e ambientale

Edilizia
Ingegneria civile
Ingegneria dellambiente e delle risorse
Ingegneria delle infrastrutture
Ingegneria
Ingegneria per lambiente e il territorio edile

Settore industriale

Ingegneria aerospaziale
Ingegneria biomedica
Ingegneria chimica
Ingegneria dei materiali
Ingegneria dellautomazione
Ingegneria delle materie plastiche
Ingegneria elettrica
Ingegneria elettrica con teledidattica
Ingegneria energetica
Ingegneria industriale
Ingegneria logistica e della produzione
Ingegneria logistica e della produzione - orientamento tessile
Ingegneria meccanica
Produzione industriale
Scienza e ingegneria dei materiali
Tecnologie industriali e dei materiali

Settore dellinformazione

Ingegneria delle telecomunicazioni


Ingegneria dellautomazione
Ingegneria elettronica
Ingegneria informatica
Ingegneria logistica e della produzione
Economia e ingegneria della qualit
Ingegneria biomedica

CENNI SULLORDINAMENTO E
SULL ESERCIZIO PROFESSIONALE
Riccardo Bedrone

1 LORDINE PROFESSIONALE
Lesercizio professionale degli architetti protetto da un ordinamento introdotto con la legge n. 1395 del 1923, successivamente integrato dalle norme regolamentari del 1925 (approvate con Regio Decreto n. 2537), riguardanti sia larchitetto
che lingegnere. Entrambi i provvedimenti, anche se entrati in
vigore durante il fascismo, sono ispirati alla disciplina delle
professioni liberali nata in Italia nella seconda met del XIX
secolo: il fascismo provvide invece a sopprimere gli Ordini,
trasferendone le funzioni ai sindacati professionali operanti
allinterno delle corporazioni, che costituivano lorganizzazione unitaria delle forze di produzione del paese.
Prescrizioni ulteriori, volte al ripristino degli albi e delle funzioni disciplinari degli Ordini, vennero emanate durante la
guerra (con il Decreto luogotenenziale n. 262 del 1944) dopo
di che non sono pi intervenuti cambiamenti. In sostanza il
corpo normativo che riguarda le modalit di svolgimento della attivit degli architetti concentrato nella produzione legislativa del biennio 1923-25 (naturalmente emendata a seguito
della entrata in vigore della Costituzione Repubblicana), che
ha dato origine a tutto il modello ordinamentale sul quale si
basano ancor oggi il raggiungimento e il godimento dello status di architetto (o di ingegnere) professionale.
Come si pu ben immaginare, una professione descritta e
regolata da norme che risalgono a quasi ottantanni orsono
sicuramente necessita di revisioni profonde e di incisivi aggiornamenti. Peraltro il periodo in cui lorganizzazione professionale stata formalmente disciplinata coincideva con il
primo dispiegarsi dellassetto istituzionale dello Stato fascista: gli enti di rappresentanza professionale non potevano allora essere intesi come avviene oggi come enti di diritto
pubblico costituenti articolazioni decentrate del Ministero di
Giustizia (cio essenzialmente come organi giudicanti).
Allepoca vennero trasformati, semmai, in strutture ausiliarie dello Stato e pi specificamente nei raggruppamenti di
categoria che dovevano contribuire a indirizzare le politiche
economiche e sociali del governo, secondo un modello di organizzazione statuale che trovava allinterno delle rappresentanze delle libere professioni uno dei suoi appoggi.
Con il passare del tempo questo modello comportamentale ha mostrato i suoi limiti evidenti, in primo luogo di significativit della rappresentanza e di giustificabilit degli
interessi di cui era portatore. Alla fine della guerra, con la
caduta della dittatura e il ripristino delle istituzioni democratiche, gli Ordini hanno ripreso finalit e denominazione
originari, anche se le loro attribuzioni non sono cambiate
radicalmente, nel senso che i Consigli sono passati pi
semplicemente da quel ruolo sindacale che possedevano
nella corporazione ad un ruolo prevalentemente notarile e
di vigilanza, come magistratura di categoria, senza alcuna
apprezzabile estensione delle loro attribuzioni.
Se oggigiorno si parla degli Ordini come di enti periferici

dello Stato perch i loro compiti essenziali sono rimasti rivolti alla tutela, non pi dei professionisti, ma dellinteresse
pubblico e quindi allimposizione del rispetto di norme di
carattere disciplinare da parte degli iscritti. I loro compiti di
magistratura settoriale si esprimono nel controllo sullattivit dei professionisti (iscritti agli albi di cui sono tenutari)
e nella repressione degli abusi che essi possono commettere
nello svolgimento della professione. La vigilanza costituisce una funzione istituzionale cui i Consigli degli Ordini
non possono sottrarsi e tale attribuzione impone una puntuale verifica dei comportamenti che presentano alterazioni
rispetto al modello di condotta prospettato dal corpus delle
norme di autoregolamentazione che vengono chiamate
deontologiche (il cui significato studio dei doveri).
Il codice di comportamento di un libero professionista
quindi, in generale, delineato dallinsieme delle norme deontologiche nazionali e locali vigenti, volte a fornire alla collettivit rassicurazioni e garanzie sulla eticit di chi autorizzato a svolgere una professione in virt della sua appartenenza
ad un Ordine: vale, con diverse declinazioni ispirate alle specificit delle professioni esercitate, per avvocati, medici, farmacisti, ingegneri, ecc. e, naturalmente, anche per gli architetti.
Naturalmente ad un Ordine oggi non compete solo la responsabilit di far rispettare le norme deontologiche, ma la
sua funzione originaria e prevalente resta ancora questa. Da
ci discende chiaramente che un Ordine non e non deve essere confuso n con una libera associazione n con un sindacato, poich non nato n si adattato nel tempo per svolgere il ruolo di difesa o di promozione di interessi economici,
sociali, culturali della categoria specifica che riunisce.
Il fine che deve perseguire un Ordine il raggiungimento
di quellinteresse collettivo che si traduce nella tutela della
capacit professionale, da mettere a servizio della societ
nelle migliori condizioni possibili: il che significa anche la
difesa dei propri iscritti, quando nei loro confronti vengono
compiute azioni che possono impedire lo svolgimento delle
loro prestazioni intellettuali in piena libert e con la maggior
efficienza possibile. In questo senso linteresse collettivo
lOrdine lo persegue anche quando punisce gli iscritti che
compiono atti non necessariamente criminosi tendenti a
soddisfare il loro interesse particolare, ma a discapito di
quellinteresse generale che la societ si attende che scaturisca dallopera frutto di unattivit professionale protetta.
I compiti dellOrdine
Fin dalle origini, del resto, agli Ordini sono state attribuite
queste finalit, pi alcune altre incombenze, di carattere burocratico, che tendono a rafforzarne il carattere di istituto autoregolamentato di servizio generale pi che di tutela della categoria rappresentata e che si possono riassumere sinteticamente:
tenere aggiornato lelenco degli iscritti, dal momento che
sono gli Ordini i depositari degli albi professionali;
13

14

Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale

stabilire e riscuotere annualmente le quote di iscrizione, di


entit relazionata al costo dei servizi da svolgere istituzionalmente e delle spese obbligatoriamente da sostenere;
fornire pareri a tutti coloro che lo desiderano, tenendo
conto che quello pi comune diretto ad esprimere la congruit degli onorari richiesti al proprio cliente per le prestazioni svolte, in applicazione delle tariffe professionali;
vigilare sullesercizio della professione e intervenire nei
casi di violazione, da accertare, delle norme deontologiche.
La tenuta dellalbo , con ogni evidenza, un compito di routine, perch impone essenzialmente agli uffici di verificare
che coloro che intendono svolgere la libera professione abbiano conseguito la laurea prevista, abbiano superato lesame di Stato, non abbiano pendenze con la giustizia e che non
ci siano motivazioni di cui si possa avere notizia tali da sconsigliare di consentire loro lesercizio della libera professione.
E sono quindi molto rari i casi in cui il Consiglio dellOrdine
rifiuta liscrizione a qualcuno, per la mancanza di tali requisiti. Daltra parte, non sono consentite agli Ordini discrezionalit che possano configurarsi, sotto qualsiasi forma, come
indebita protezione di chi gi iscritto o come contingentamento degli accessi (fatto salvo il numero chiuso previsto
dallordinamento per farmacisti e notai).
Chi in Italia vuole svolgere la professione di architetto e
possiede i requisiti di legge (laureato e abilitato con qualsiasi punteggio, incensurato e con una accertabile buona
condotta) ha diritto quindi non solo di far domanda ma anche di ottenere liscrizione al proprio Ordine professionale,
che quello che ha sede nella provincia dove risiede.
Quanto allemissione di pareri, per lungo tempo gli
Ordini degli Architetti sono stati impegnati per lo pi nel
valutare la corrispondenza tra ammontare delle parcelle e
tariffe professionali, per categorie di prestazioni e per scaglioni di importo delle opere progettate e realizzate: un
compito cui erano tenuti obbligatoriamente ancorch non
sia mai stato obbligatorio in Italia rivolgersi loro e richiedere tale parere per attestare non tanto la qualit del lavoro svolto dal progettista quanto lesatta applicazione degli
onorari e delle spese.
Soprattutto le pubbliche amministrazioni hanno concorso
a instaurare questa prassi, rafforzando lautorevolezza degli
Ordini come istituti accreditati per la verifica dei compensi, poich, fino ai tempi pi recenti, i controlli sulle spese
degli enti locali per la realizzazione di opere pubbliche imponevano, per lapprovazione delle delibere di liquidazione
dei professionisti, la vidimazione delle loro parcelle come
misura liberatoria. E ci ha offerto agli Ordini lunica altra
fonte certa, continuativa e di apprezzabile entit di entrate
consentita dalla loro legge istitutiva, cio i diritti di vidimazione, corrispondenti ad una percentuale autodeterminata e
imposta su tutto il territorio provinciale di loro competenza, pari in media all1%-2% degli onorari liquidati. Una
fonte che di recente si praticamente esaurita, come conseguenza della esplicita rinuncia, da parte degli enti di controllo sugli atti delle pubbliche amministrazioni, ad impor-

re ulteriormente tale forma di certificazione ordinistica sui


compensi professionali.
LOrdine tenuto ovviamente anche a fornire pareri daltra
natura e finalit: sui conflitti che con una certa frequenza nascono tra colleghi o con i loro committenti, su particolari
aspetti dellattivit normativa e regolamentare degli enti
pubblici che possono interessare gli architetti, sullinterpretazione di provvedimenti legislativi che ineriscono lattivit
dei propri iscritti, sui confronti tra pi candidati che vertono
sulle idoneit professionali o sulle capacit creative. In questi ultimi casi si esprime attraverso i suoi rappresentanti appositamente nominati, quando viene chiamato dalle pubbliche amministrazioni a fare parte delle commissioni giudicatrici per lassunzione di personale, o delle giurie nei concorsi
di idee o di progettazione, o di organismi con funzioni consultive, dalle Commissioni edilizie comunali a quelle preposte allesame dei progetti di opere pubbliche o di provvedimenti di carattere prescrittivo.

1 In Italia manca una fonte unitaria di conformazione delle professioni e il quadro fondamentale di riferimento si presenta complesso ed articolato. Al di l di tale articolazione ci che caratterizza il sistema italiano di regolamentazioni il pregnante potere disciplinatorio degli
Ordini (per i laureati) e dei Collegi (per i diplomati). Proprio per indagare sulla compatibilit di tale potere con le libert assicurate dal mer-

cato unico venne condotta dallAutorit garante del mercato e della


concorrenza (la cosiddetta Antitrust) unindagine conoscitiva, avviata
nel 1994 su richiesta del Presidente del Consiglio e giunta a compimento nel 1997, sulla natura degli Ordini professionali e sulla loro eventuale violazione dei principi di libert e di rispetto della piena concorrenza.

Le prospettive di riforma
Questo insieme di compiti, ancor oggi sostanzialmente immutato dopo tanti anni, stato svolto per con un progressivo
mutamento dello sfondo operativo, a partire dagli anni settanta. Con il passaggio delle universit da sedi riservate di formazione intellettuale e professionale privilegiata a istituti di
acculturazione di massa, gli Ordini ne subiscono gli stessi
traumi, conseguenti al crescere impetuoso e progressivo delle
domande di iscrizione negli albi di neolaureati. Soprattutto
per gli architetti si esaurisce una storica concezione elitaria
della professione, mentre lesercizio professionale diviene
tendenzialmente pi difficile a causa di un inarrestabile fenomeno di accrescimento dei laureati, tanto ampio da non trovare riscontri in nessun altro paese al mondo.
Gli Ordini quindi a poco a poco sono stati costretti a forzare
la loro natura e le loro funzioni, sotto la spinta delle richieste
eterogenee chiarimenti, sollecitazioni, consigli, protezioni,
aiuti di un numero crescente di iscritti rivolte allunico organismo che, seppur impropriamente, pareva rappresentarli e li
rappresenta ancora, almeno nellopinione comune: come se
fossero un sindacato pi che una magistratura.
Obbligati a reinterpretare la legge istitutiva, nellattesa mai
soddisfatta di una riforma, per adattarsi a diventare qualcosa
di pi e di diverso, in certi casi ai limiti del consentito; a poco
a poco sottoposti a controlli pubblici sempre pi penetranti
sulla propria contabilit (bench amministrino unicamente risorse private); sospettati di tenere un condotta protezionistica
nei confronti dei propri iscritti (con limposizione di tariffe
professionali inderogabili, lapplicazione di sbarramenti impliciti alliscrizione negli albi conseguenti ad eccessiva severit negli esami di Stato, la supposta difesa aprioristica del loro operato in ogni circostanza); gli Ordini non potevano, con
il completamento del mercato unico europeo, non interessare
gli organi preposti, a livello comunitario e nazionale (ove
opera la cosiddetta Commissione Antitrust), alla vigilanza
sulla libert di concorrenza e alla difesa del consumatore1.

Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale

15

Dopo che pi volte negli ultimi anni stata messa in discussione la loro utilit e dunque la loro esistenza, da parte
di una sorta di blocco sociale eterogeneo comprendente
forze politiche, sindacati, associazioni di categorie imprenditoriali e nuove figure operanti come aggregazione finanziario-professionale, sembra ormai accantonata lipotesi di
scioglierli, in quanto componente pi o meno importante di
sistema di protezioni da scardinare. E sta emergendo invece un nuovo modello ordinistico, da tradurre ancora in
provvedimento di legge, che assegnerebbe loro compiti di
aggiornamento e di accreditamento professionale degli
iscritti pi che di registrazione e controllo degli accessi, facendoli in tal modo diventare a pieno titolo, anche in Italia,
soggetti che assecondano con la verifica e linnalzamento
delle capacit professionali il dispiegamento delle leggi
della domanda e dellofferta di un mercato particolare come quello delle prestazioni intellettuali.
Certo che, su un mercato sempre pi teso a ridurre alla
considerazione di un servizio anche lo svolgimento di una
prestazione professionale, avvocati, dottori, commercialisti, ingegneri, architetti, insomma tutto il panorama delle
professioni regolamentate gi da tempo deve fare i conti
con laffermazione delle regole di liberalizzazione che di
un mercato concorrenziale sono proprie. Il problema, secondo la Commissione Antitrust, non di impedire la
concorrenza tra professionisti allinterno del paese, quando
nellUnione Europea essa sempre pi largamente sollecitata e praticata, ma di adeguare la qualit delle professioni
che gli Ordini rappresentano al livello di eccellenza richiesto, in quel mercato che da un lato denuncia la presenza di
abusivi o di figure di preparazione insufficiente od approssimativa e dallaltro comincia a registrare lingresso massiccio di societ professionali e multinazionali che erogano
un servizio a prezzi inferiori ai minimi tariffari, senza contare la spersonalizzazione del rapporto con la committenza
che la loro configurazione giuridica introduce e che rende
vano il codice deontologico, il quale invece chiamava in
causa le responsabilit personali dei professionisti.
Dal punto di vista della scienza economica si rileva che
la fornitura di prestazioni professionali caratterizzata da
asimmetria di conoscenze tra chi la eroga e chi la riceve. In
una materia tanto delicata, non sarebbe possibile demandare la valutazione della capacit e la sanzione dellincapacit ad organi esterni dai tribunali ai comitati camerali
che per quanto autorevoli non possiedono le conoscenze
necessarie a esprimere giudizi sulle prestazioni svolte. N
potrebbero esercitare controlli o comminare sanzioni le libere associazioni, al cui modello di funzionamento, soprattutto di quelle di pi antica origine nei paesi di tradizione
liberistica, taluni vorrebbero rifarsi in Italia per abolire
ogni forma di protezione sullesercizio delle professioni.
I vantaggi di una regolazione della professione gestita
dai suoi organi rappresentativi stanno per nel fatto che
pi facile, e meno oneroso per la collettivit, per chi svolge

2 LA DEONTOLOGIA
Le attivit professionali protette si contraddistinguono per
tre aspetti fondamentali:
il carattere spiccatamente intellettuale delle prestazioni;
lindipendenza del professionista, il quale deve essere libero nelleffettuazione delle proprie scelte, al punto che
se non si sente di condividere limpronta della prestazione voluta dal suo committente libero di rinunciare allincarico;
la fiduciariet del rapporto, che rende a sua volta il committente libero di scegliere il professionista di suo gradimento, che ritiene tecnicamente pi capace e moralmente
pi affidabile.
Tenere un comportamento appropriato un obbligo che riguarda tutti i professionisti intellettuali e non solo gli architetti. E il denominatore comune della correttezza un atteggiamento in forza del quale si da priorit allinteresse
generale, allinteresse del proprio cliente e si subordina a
questi due interessi il proprio interesse personale che
quello della remunerazione o comunque dellaffermazione
professionale.
Se si osserva che la correttezza di un comportamento,
cio la sua conformit alletica di categoria, espressamente enunciata da quella legge 1395/1923 che ha riconosciuto
come liberi professionisti gli architetti e in particolare dalle
disposizioni di due articoli del Regolamento del 1925, si ricava la necessit di adottare norme che definiscano quali
siano i comportamenti a tale etica conformi.
Lart. 5 precisa che il Consiglio preposto alla tutela dellesercizio professionale e alla conservazione del decoro
dellOrdine, introducendo un chiaro riferimento ad una esigenza comportamentale; larticolo 37 aggiunge che il
Consiglio vigila sul mantenimento della disciplina degli
iscritti affinch il loro compito venga adempiuto con probit e diligenza, aggiungendo altre due definizioni a quello
che deve essere il modello di comportamento da tenersi.
La deontologia risulta essere dunque un coacervo di regole, in parte scritte e in parte non scritte, in forza delle quali i
liberi professionisti rispettano le suddette esigenze di correttezza, di decoro, di probit e di diligenza. Sono regole di carattere extragiuridico che per assumono valenza giuridica
nel senso giurisdizionale, e nel momento in cui vengono applicate e in conseguenza della loro applicazione pu derivarne una sanzione, cui si perviene con lemissione di un prov-

2 La sola iscrizione allAlbo comporterebbe quanto meno il pagamento di un diritto fisso commisurato al costo del personale impegnato
nelle registrazioni. Solo le Camere di Commercio, al momento, sarebbero attrezzate per svolgere immediatamente questo compito, in caso
contrario occorrerebbe costituire uffici appositi. A questi ultimi non
potrebbe per esser richiesta lemissione di pareri che comportino la
formazione di giudizi di merito e quindi il possesso delle conoscenze

che si conquistano solo con lesercizio di unattivit professionale.


Dunque tali pareri dovrebbero essere prodotti, a pagamento, da esperti
appositamente incaricati. Si penanfine alla materiale impossibilit in
termini di risorse umane e materiali da impiegare di trasferire alla
magistratura ordinaria, gi cronicamente in arretrato sulla propria attivit giudiziaria istituzionale, laccertamento e la repressione delle violazioni deontologiche.

la stessa professione valutare i bisogni e giudicare i comportamenti dei colleghi. Ecco perch, in ultima analisi, probabilmente continuer a spettare agli Ordini professionali
la funzione comparativa sullattivit dei professionisti, cui
si aggiunger quella di formazione e aggiornamento.
Perch lo svolgimento di tali compiti, affidato non a organismi elettivi e rappresentativi di autoregolamentazione ma
ad altri enti pubblici o privati, costerebbe di pi2.

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Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale

vedimento che nella sua fase finale pu essere esaminato di


fronte alla Suprema Corte di Cassazione. Sono regole inoltre
che si impongono alla conoscenza del professionista cosicch egli tenuto ad apprenderle, per quanto per loro natura
siano in una certa misura mutevoli, nel senso che devono
adattarsi alla coscienza collettiva e alla sua evoluzione.
Le fonti sono la consuetudine, cio tutto quello che divenuto pratica costante come derivazione del comportamento
passato dei colleghi, sono gli scritti degli organi rappresentativi di categoria e quindi linsieme delle regole in materia approvate dal Consiglio Nazionale degli Architetti, possono esserlo inoltre essere le pronunce e le decisioni prese da un
Consiglio provinciale dellOrdine.
Se vero che si tratta di regole che devono far parte delle
conoscenze professionali, altrettanto vero che almeno le
facolt universitarie professionalizzanti dovrebbero integrare il corso di studi e oggi non cos con una preparazione sulle tematiche della deontologia, perch solo il
crescere di una coscienza professionale induce quella sensibilit che poi propria di chi sa bene in cosa consista la
correttezza nel proprio operare, anche se poi calandosi
nel mondo del lavoro che si giunge realmente a comprendere quali siano le condotte da non porre assolutamente in
essere, se non per legittima difesa.
Il codice deontologico
Si verificata comunque una tendenza alla codificazione
delle norme deontologiche, quanto meno per gli architetti.
La prima stesura di tali norme in forma compiuta, emanate
come insieme unificato, risale al 1968, e venne curata dal
Consiglio nazionale degli Architetti. Anche il Consiglio
dellOrdine di Roma vi si ciment, approvandone una diversa redazione che divenne il suo codice deontologico:
ebbe successo e diffusione imprevisti anche tra gli altri ordini italiani. La versione rivista dal Consiglio di Roma aveva soltanto 11 articoli, quella iniziale del Consiglio Nazionale degli Architetti ne comprendeva 46. Soltanto alla fine
del 1993 ne stato approvato un testo riformato, adottato
dalla maggioranza degli ordini italiani, che entrato in vigore dal primo gennaio del 1994 e che integrando o rivedendo profondamente limpostazione precedente, ha portato il loro numero complessivo a 62.
Con questa codificazione non si esaurisce lelenco delle
condotte che possono avere rilievo deontologico, perch
nellampio concetto della violazione dei doveri di diligenza, probit e correttezza professionale, possono rientrare
altre fattispecie non previste, ma ritenute meritevoli di repressione da parte di singoli Ordini professionali.
La probit si riconosce nellintegrit e nella seriet morale del professionista. Probo dunque , per esempio, chi avverte il proprio potenziale cliente che la prestazione che gli
viene richiesta coster di pi di quanto potr ricavarne
materialmente o moralmente e si rifiuta di erogarla per
non approfittarne, a meno che il cliente non gli dichiari
apertamente di avere coscienza del danno che potrebbe subirne e manifesti la volont di richiedere egualmente la prestazione. Questo un comportamento probo, corretto, di
persona moralmente integra, cio di un professionista serio
che sa anteporre ai suoi interessi quelli del suo cliente.
Ma non sempre le norme deontologiche vigenti permettono di scoprire e perseguire chi non tiene analogo comportamento. In questi casi pu supplire il giudizio del

Consiglio dellOrdine cui la questione venga sottoposta. Va


comunque sempre segnalato il fatto che non tutto ci che
illecito deontologicamente stato codificato, cos come
non tutte le volte in cui un architetto si macchia di un reato
commette anche illecito deontologico.
Quali sono i reati che costituiscono anche violazione deontologica? Certamente quelli che hanno direttamente a che fare con lesercizio della professione, come gli abusi edilizi, in
particolar modo se sono stati commessi con dolo, cio con
coscienza e volont dellazione, nel contravvenire il precetto
penale. In effetti il contravvenirlo volontariamente implica un
venir meno a un dovere di probit che grava indifferentemente su tutti i cittadini, quindi a maggior ragione il professionista che commette un reato con dolo commette anche un illecito deontologico: ad esempio, se compie un furto su unautovettura. Per tacere di altri reati, di cui si sono macchiati
molti architetti cos come molti altri professionisti nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, quali la concussione, la
corruzione, labuso in atti dufficio, il falso in atto pubblico,
che hanno indubbiamente rilievo sotto il profilo disciplinare.
Daltro canto, ci sono certamente reati che non dovrebbero costituire, nella libera valutazione dei Consigli degli
Ordini che esaminano il contegno dei loro iscritti, un illecito deontologico comportante un provvedimento disciplinare. La valutazione va fatta caso per caso. Ma se un architetto viene imputato di omicidio colposo perch alla guida del
suo autoveicolo contravveniva alle norme sulla circolazione stradale e uccideva un pedone per disgrazia, pensare di
sanzionarlo disciplinarmente in questo circostanza sfortunata pare veramente troppo. Se per il presupposto alla
violazione delle norme del codice della strada lassunzione di stupefacenti o lubriachezza, la cosa pu invece essere esaminata anche sotto il profilo disciplinare.
In ogni caso, le sanzioni sono previste dallart. 45 del
Regolamento del 1925 e sono quattro:
lavvertimento, erogato nei casi di condotte di pi lieve
rilevanza deontologica o come misura repressiva adottata
dai Consigli dellOrdine pi garantisti perch meno percettibile, risulta il provvedimento pi frequente; ne resta
traccia nel curriculum personale dellarchitetto ma non
costituisce precedente, e consiste di un richiamo scritto;
la censura, che un richiamo ufficiale, espresso in forma
scritta come diffida inoltrata alliscritto con la quale gli
si rendono note le scorrettezze messe in essere nellesercizio dellattivit professionale, lo si rimprovera e lo si
invita formalmente a non ripetere lazione riprovata;
la sospensione, che in ordine di severit crescente interviene gi nel caso delle mancanze pi gravi e impedisce
lesercizio professionale, a chi ne colpito, per un periodo la cui durata non pu essere superiore a sei mesi;
la cancellazione, infine, che a dispetto dellapparenza
non si pone come provvedimento definitivo ma temporaneo, come la sospensione; pu essere intesa infatti come
una forma di sospensione automatica per due anni e consente, a domanda e dietro parere conforme e motivato del
Consiglio dellOrdine, la reiscrizione negli albi professionali. Dopo tale periodo pu essere revocata con una
sorta di riabilitazione.
3 LE RESPONSABILIT PROFESSIONALI
Il principio generale a cui attenersi nello svolgimento di
qualsiasi attivit professionale nella specie lattivit del-

Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale

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larchitetto che la prudenza deve essere la grande maestra di vita: mai fare cose che sembrino affrettate, che appaiano fuori dallordinario, che facciano trapelare una non
completa cognizione di quello che si compie. Serve cercare
invece di ragionare avendo come punto di riferimento le
cose che sono governabili, dominabili, che in certa misura
si riescono a rappresentare dalla genesi fino al loro ultimo
compimento, anche perch il criterio della prudenza, che
sembra pi di ordine etico-morale e comportamentale, in
realt uno di quelli che il legislatore ha utilizzato per valutare le condotte professionali.
Il concetto di responsabilit, come logico, legato inevitabilmente ad un concetto che precede, quello della obbligazione: c responsabilit nel momento in cui, in presenza
di un certo obbligo, questo non viene adempiuto. Il nostro
Codice Civile, che legge del 1942 ma che sicuramente
legge di attualit anche perch tuttora vigente identifica
tra le fonti di obbligazioni una serie di istituti che sono:
1) il contratto (entriamo in un negozio per fare un acquisto, dunque stipuliamo un contratto con il negoziante a
prestazioni corrispettive tali per cui, a fronte della merce che ci consegna, ci obblighiamo a corrispondergli il
prezzo relativo; lobbligazione di pagarla trae la sua genesi nel contratto di compravendita che accettiamo
un contratto verbale, non essendo possibile stipularne
uno scritto tutte le volte che andiamo a far compere
per la forma per questo tipo di contratto libera, per
cui non sono richieste caratteristiche particolari);
2) il fatto illecito, che non deve necessariamente identificarsi con il reato, ovvero con la violazione del Codice
Penale ed descritto allart. 2043 del Codice Civile come qualunque fatto dannoso o pericoloso, che crea in
capo a qualcun altro evidenti conseguenze dannose o
pericolose (fatto illecito, come esempio, il comportamento imprudente dellautomobilista che investe il passante sulle strisce pedonali e discende dalla condotta
contravvenzionale tenuta da chi, sapendo di dover concedere la precedenza al passante che cammina in sede
protetta, ciononostante non si ferma. Lobbligazione che
ne deriva di carattere risarcitorio);
3) ogni altro fatto o atto idoneo a produrle in conformit dellordinamento giuridico.
Tutto ci, ai sensi dellart. 1173 del Codice Civile sulle fonti
di obbligazione nellambito della responsabilit civile, si traduce nellindividuazione di due forme di coinvolgimento:
una di carattere contrattuale (la responsabilit che deriva al
professionista per effetto dellessere incaricato da un committente dellesecuzione di una certa prestazione) e una di ordine
extracontrattuale (che non ha cio la sua genesi nel contratto
ma in un fatto esterno, sia esso illecito o di altra natura, in relazione al quale un certo atto, fatto o comportamento tenuto
dal professionista procura ad altri un danno ingiusto).
Accanto a questo tipo di responsabilit, di natura civile,
ce ne sono altri che derivano, per esempio per quella penale, dalla commissione di un fatto illecito che il nostro ordinamento qualifica come reato. Se ci che si fa la redazione di un atto, per esempio rilevante per la legge penale,
la responsabilit deriva dal fatto di averlo redatto commettendo un reato, cio di averla violata.

Le obbligazioni contrattuali
Il contratto che si stipula tra un committente pubblico o
privato e un professionista viene definito contratto di prestazione dopera intellettuale ed anchesso descritto nel
Codice Civile3. Tale tipo di contratto spiegato in particolare negli artt. 2239 e 2230, nel senso che viene cos chiamato limpegno reciproco che ha per oggetto la prestazione
di unopera dingegno regolato dalle norme del capo in cui
ricompreso e per quanto compatibili dalle disposizioni del capo precedente.
Per capire qual ne il contenuto bisogna preventivamente
definire da un punto di vista giuridico che cos una prestazione di carattere intellettuale, e questo lo fa la dottrina affermando che essa si contraddistingue per una serie di aspetti peculiari: innanzitutto per la natura tipicamente professionale della prestazione, che assume particolare rilievo perch
comporta lassunzione di una posizione sociale ben determinata e anche relativamente permanente; in secondo luogo per
il carattere marcatamente intellettuale e tecnico della prestazione stessa (larchitetto non vende delle merci, ma produce
delle idee); infine per il fatto che lautonomia si trasforma in
vera e propria manifestazione della libert professionale del
singolo, che caratterizzata dalla assoluta discrezionalit.
Allinterno di questa definizione occorre individuare
qual il tipo di obbligazione che assume il soggetto libero
professionista che sottoscrive con un committente privato
un contratto di prestazione dopera intellettuale. E qui bisogna fare un passo indietro, per suddividere gli impegni a
cui si pu sottoporre in un caso di questo genere in due categorie:
1) le obbligazioni di mezzi lincarico che viene affidato
allavvocato, per esempio, non di vincere la vertenza,

3 Al titolo III del libro V, intitolato Del lavoro in generale. Si fa riferimento al lavoro autonomo nel capo I agli artt. 2222-2228 e, per

quanto riguarda le professioni intellettuali, nel capo II agli artt. 22292238.

Altre fonti di responsabilit di carattere amministrativocontabile sono quelle legate alla circostanza di svolgere come professionisti attivit di rilievo pubblicistico, che trovano cio la loro committenza nella pubblica amministrazione e sono connesse alluso del denaro pubblico. La cattiva
gestione del denaro pubblico comporta infatti lintervento
di una magistratura particolare, la Corte dei Conti che
la magistratura contabile la cui giurisdizione si esercita
anche nei confronti del privato, quale pu essere il libero
professionista, nel momento in cui questi assume nelle prestazioni che compie una funzione di carattere pubblicistico.
Il cattivo utilizzo di denaro pubblico nella progettazione o
realizzazione di unopera pubblica pu pertanto essere sanzionato, da un punto di vista contabile, proprio dalla Corte
dei Conti.
E vi infine un ultimo livello di responsabilit di carattere amministrativo, che quella di carattere disciplinare.
Normalmente la verifica si svolge al cospetto del Consiglio
dellOrdine professionale di appartenenza che il titolare
dellesercizio del potere disciplinare nei confronti dei propri iscritti, ma pu svolgersi altres quando la professione
di architetto viene svolta alle dipendenze di un ente pubblico al cospetto del proprio datore di lavoro, perch anchesso titolare di un potere disciplinare nei confronti dei
propri dipendenti.

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Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale

ma di mettere a disposizione del cliente le proprie cognizioni, le proprie competenze, le proprie capacit professionali, in modo tale che la causa venga condotta al
meglio impongono di impegnare gli strumenti di cognizione, di competenza, di professionalit di cui si dispone, ma non sicuramente di garantire al cliente il risultato (cio, nel caso dellavvocato, la vittoria della
causa). Il risultato auspicato una eventualit, pu accadere oppure pu non accadere;
2) le obbligazioni di risultati chi vuole avere un naso alla
francese chiede al chirurgo plastico una serie di previsioni sullesito dellintervento; il chirurgo le sottopone al
cliente e, ottenutone lassenso, si obbliga nei suoi confronti ad intervenire sul suo naso in modo tale che lesito
preventivato, cio la forma alla francese, sia il prodotto
effettivo della sua prestazione richiedono che il risultato
ottenuto coincida con quanto prospettato al momento dellassunzione dellincarico.
Per quanto riguarda lobbligazione che contrae larchitetto,
un professionista tecnico, nei confronti del cliente dal quale
riceve un incarico di progettazione, occorre chiarire che si
opera nellambito delle non certezze, un ambito cio in cui
giurisprudenza recente ha raggiunto risultati diametralmente contrastanti con pari fondatezza di motivazione. A distanza di un anno, infatti, due sezioni della Corte di Cassazione
affermano4 una che si tratta di una obbligazione di mezzi,
laltra di risultati, a seguito peraltro di una discussione dottrinaria che corrisponde ad elaborazioni giurisprudenziali
protrattesi almeno per una decina danni. Se lincarico affidato ad un professionista oscilla tra obbligazioni di mezzo
ed obbligazioni di risultato, pare assolutamente certo invece
che lobbligazione che assume il direttore dei lavori sia
unobbligazione di mezzi e non di risultati.
A seconda che si tratti delluna o dellaltra, dal punto di
vista della responsabilit derivano per conseguenze diverse.
La prima che, se si tratta di obbligazioni di risultato
(realizzare unopus materiale, una cosa), i vizi del progetto
qualora essi non siano noti immediatamente e conoscibili
da parte del committente sono, se visibili, superati dallaccettazione del progetto; se occulti, subiscono lo stesso trattamento previsto dallart. 2226 del Codice Civile per lopera realizzata da un qualsiasi altro lavoratore autonomo
devono essere denunciati entro otto giorni dalla scoperta e
la decadenza della relativa azione giudiziale (cio della
possibilit di proporre una causa per consentire a chi ha subito un danno di essere risarcito) matura al termine di un
anno. Tutto questo sul presupposto che lobbligazione che
un architetto assume sia di risultato. chiaro che si tratta
di termini temporali estremamente ristretti, che impegnano
il committente a rendersi immediatamente conto se lopera
che gli stata consegnata soddisfa o non soddisfa le sue
esigenze. Il risultato della prestazione svolta a favore del
committente sottoposto quindi a termini di verifica estremamente brevi, tali per cui i vizi noti sono superati dallac-

cettazione dellopera, i vizi occulti devono essere denunciati entro 8 giorni dalla scoperta e comunque lazione giudiziale decade se non avviata entro 12 mesi dalla loro scoperta. Se invece si tratta di obbligazioni di mezzi, il termine prescrizionale quello ordinario di 10 anni previsto
dallart. 2946 del Codice Civile.
Allora in termini di mera convenienza si pu ritenere
che sia meglio unobbligazione di risultato nel senso che la
responsabilit che ne deriva si risolve nel giro di un anno. Ma
deve essere chiaro che si tratta di quella tal obbligazione in
forza della quale, essendo stato conferito lincarico di redigere un progetto, gli elaborati preparati devono essere cos perfetti da ottenere lautorizzazione, o la concessione edilizia, o
da rendere concreta la possibilit di eseguire i lavori previsti.
E sotto questo aspetto non vi dubbio sul contenuto maggiormente impegnativo dellobbligazione di risultato rispetto
a quella di mezzi, perch con la prima il professionista si impegna a fornire al cliente unopera che sia tanto concepibile
quanto realizzabile, mentre con la seconda si impegna ad assicurargli il frutto del suo lavoro professionale senza assumere nessuna responsabilit sul fatto che lAmministrazione comunale lo approvi e che in concreto quellopera possa essere
portata a compimento.

4 Corte di Cassazione, sezione seconda, 27 maggio 1997: La redazione di un progetto di ingegneria d luogo ad una obbligazione di
mezzi e ha come oggetto un bene immateriale, anche se estrinsecato in
una cosa che ne rappresenta lo strumento di espressione. Secondo tale
sentenza quella che contrae un professionista incaricato di dirigere un
progetto dunque unobbligazione di mezzi, che comporta di mettere
a disposizione del proprio committente le proprie conoscenze, compe-

tenze e capacit per redigere un progetto allaltezza della situazione. Allopposto, cos si era espressa la stessa Corte di Cassazione, sezione Prima, il 24 marzo 1996: La redazione di un progetto di ingegneria forma oggetto di una obbligazione di risultato, per cui loperativit della garanzia per le difformit e i vizi subordinata alladempimento dellonere ed alla loro tempestiva denuncia da parte del
committente.

La protezione della professione


In merito alle prestazioni a carattere professionale, si dicono protette alcune professioni intellettuali che hanno la loro definizione allinterno di norme di legge: la professione
dellavvocato, del medico, dellingegnere, dellarchitetto,
tutte attivit di tipo professionale che sono sottoposte ad un
organismo di controllo, individuato negli Ordini o Collegi
professionali di appartenenza. Ma sono definite protette
perch il legislatore ha ritenuto che si tratti di attivit che
meritano unattenzione particolare in virt della valenza
pubblicistica del contenuto delle prestazioni che consentito svolgere a chi ne ha i requisiti.
Quando lavvocato esercita il suo mestiere svolge, vero,
una prestazione a favore di un privato, ma nel contempo gli
consente di esercitare un diritto costituzionalmente garantito. Possono dunque svolgere una professione protetta soltanto coloro che posseggono analoghi requisiti, e i requisiti
sono anchessi definiti dalla legge. Non tutti possono presentare dei progetti edilizi, come non tutti possono difendere davanti al giudice: i progetti infatti li pu presentare alle
autorit competenti quel soggetto che ha conseguito un certo titolo di studio, che ha superato un certo esame di Stato,
che iscritto ad uno specifico albo professionale. Ci consente di applicare al solo soggetto che possiede queste caratteristiche tutta la normativa che regola lassunzione della
responsabilit professionale, tant che lart. 2232 del
Codice Civile stabilisce espressamente che il prestatore dopera, cio il professionista incaricato, deve eseguire personalmente lincarico assunto.
Ovviamente, se questa norma fosse letta in senso restrit-

Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale

tivo, si prospetterebbe una situazione in cui la professione


di architetto dovrebbe essere svolta allinterno di uno studio modestissimo, in un rapporto diretto e personale tra il
committente e il progettista: unipotesi che neanche il legislatore del 1942 si rappresentato in questi termini, tant
che lo stesso art. 2232 afferma subito dopo che il prestatore
dopera cio il professionista pu comunque avvalersi
sotto la propria direzione e responsabilit di sostituti e ausiliari, se la collaborazione di altri consentita dal contratto o dagli usi e non incompatibile con loggetto della prestazione.
LUnione Europea, a proposito del contratto di prestazione dopera, esprime per delle posizioni leggermente diverse rispetto al legislatore nazionale. Mentre in Italia come si accennato la definizione civilistica di contratto di
prestazione dopera si rinviene allinterno del libro intitolato Del lavoro e del titolo Del lavoro autonomo, gli organi comunitari ritengono invece che non sia niente altro
che un contratto di appalto. Abitualmente, il contratto di
appalto considerato lo strumento con cui un certo committente affida ad una certa impresa edile la realizzazione
di una certa opera: ebbene, dal punto di vista del trattamento giuridico lUnione Europea ritiene che lincarico affidato da un committente ad un professionista abbia le stesse
caratteristiche. Da questo fatto derivano una serie di affermazioni di principio che mettono in crisi limpostazione
personalistica della prestazione.
La prima novit la legittimazione di soggetti giuridici
che svolgono attivit professionale non in forma singola
ma associata: le societ di ingegneria, le societ di progettazione, che sono due istituti ormai facenti parte del nostro
ordinamento, per essere stati previsti e regolamentati dallarticolo 17 della legge 109/1994 (la cosiddetta legge
Merloni), la quale ha completamente riordinato la materia
dei lavori pubblici e, come corollario, degli appalti pubblici. Vi si recita infatti che la redazione del progetto preliminare, definitivo o esecutivo o parti di essi nonch lo
svolgimento di attivit tecnico-amministrative connesse alla progettazione possono essere affidati a liberi professionisti singoli, associati o raggruppati temporaneamente ovvero a societ di ingegneria . La versione definitiva
della legge, la cosiddetta Merloni ter, individua altres le
societ tra professionisti come possibili soggetti destinatari
di incarichi di progettazione.
Lindividuazione quindi di un soggetto giuridico affidatario di un incarico professionale che non sia il libero professionista operante singolarmente crea delle ulteriori conseguenze dal punto di vista della responsabilit, perch si spersonalizza il rapporto fiduciario intrattenuto con il
committente. Per effetto di tale spersonalizzazione, il regolamento applicativo della disposizione contenuta nella legge
244/1997 (legge che abroga il divieto di esercitare lattivit
professionale in forma societaria), pone il problema di far
coincidere in qualche modo le esigenze della personalizzazione, e quindi della protezione dellesercizio professionale,
con il fatto che possono essere soggetti diversi i destinatari
dellincarico professionale.
La direttiva comunitaria 92/50, che latto giuridico europeo di riferimento in materia di servizi e che deve essere applicata nellaffidamento degli incarichi di progettazione, quando i compensi relativi siano superiori alla soglia comunitaria
(corrispondente a 200.000 euro di valore), gi prevede che

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non sia consentito da parte dei singoli ordinamenti di uno


Stato membro di limitare laccesso alle gare di questo genere
solo a persone fisiche o solo a soggetti giuridici, anche quando in realt nellordinamento nazionale si sia introdotta una limitazione di questo tipo. Tuttal pi si possono introdurre limitazioni legate alla sicurezza, tali cio incaricata una societ di ingegneria che la redazione del progetto di messa in
sicurezza avvenga da parte di soggetti abilitati a farlo, ma non
si pu per questo vietare alla societ di ingegneria di partecipare alla gara. Ma questo principio gi previsto nel nostro
ordinamento dal Decreto Legislativo 157/1995, che recepisce
la direttiva comunitaria 92/50.
Ma qual loggetto della prestazione professionale? E
che cosa pu fare legittimamente il professionista incaricato in adempimento allobbligazione che assume nei confronti del committente? Qui i limiti sono assolutamente
tassativi perch le conseguenze che derivano dallo svolgimento di prestazioni che non siano proprie corrispondono a
sanzioni particolarmente severe:
1) la nullit del contratto. Se larchitetto assume lincarico
per lo svolgimento di una prestazione che non rientra
nellambito delle sue competenze, non ha diritto di essere pagato perch il contratto nullo. E ci vale sia per
larchitetto che ha conseguito la laurea e poi non ha sostenuto o superato lesame di Stato, sia facendo un
esempio-limite per lavvocato che si arroghi il diritto
di presentare un progetto edilizio. Questultimo esercita
una professione che non la sua, che si pone al di fuori
dei limiti della sua cognizione. E quali siano i limiti della professione del progettista, che un aspetto particolare della pi complessa e articolata professione dellarchitetto viene descritto, per quanto riguarda gli incarichi
pubblici, nellart. 16 della citata legge 109/1994, che illustra dettagliatamente le tre fasi della progettazione,
suddivisa in progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva. Prima di questa descrizione i limiti della professione di architetto erano sommariamente esposti solo
nellart. 52 del Regio Decreto 2537/1925 (il Regolamento per le professioni di ingegnere e di architetto).
2) ai sensi dellart. 348 del Codice Penale, la reclusione fino a sei mesi o una multa da duecentomila lire a un milione di lire. Ci si deve al fatto che, svolgendo unattivit protetta senza averne i titoli, si commette un reato e
si viola quindi la legge penale. Come conseguenza, la
pena molto pi grave.
I criteri di valutazione delle prestazioni
Quanto alle responsabilit che conseguono dallinosservanza del contratto avente per oggetto la prestazione dopera
professionale, nellordinamento italiano sono stati introdotti un criterio di diligenza di carattere generale nelladempimento di tutte le obbligazioni e un criterio di diligenza particolare nelladempimento di quelle che hanno un contenuto specifico. Lart. 1176 del Codice Civile, a proposito
delle obbligazioni in generale, precisa che nelladempierle
il contraente deve utilizzare la diligenza del buon padre di
famiglia. Si usano questi concetti poich hanno il vantaggio di consentire, a chi dovr applicare in concreto la legge, di regolare la propria valutazione dei comportamenti a
seconda di come la societ civile li riempie di contenuti.
Daltra parte, la diligenza del buon padre di famiglia ottocentesco diversa rispetto a quella del capofamiglia del se-

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Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale

gnificativi rispetto a quelli derivanti dal ripetere una cosa che


gi stata fatta. Il legislatore si fa carico di non tarpare le ali
alla riflessione progettuale e individua nellart. 2236 del
Codice Civile un livello di colpa che la colpa grave applicabile solo ed esclusivamente laddove il tipo di prestazione
richiesta implichi la soluzione di problemi tecnici di speciale
difficolt. Quando un progettista assume un incarico di contenuto professionale speciale, tale per cui il problema da affrontare nuovo, la diligenza che gli si richiede superiore
rispetto alla diligenza ordinaria.
Di fronte alla diligenza ordinaria si usa un criterio di valutazione misurato dallimpegno che tale diligenza presuppone,
ma di fronte alla diligenza straordinaria non si pu utilizzare
quello stesso criterio di valutazione. Allora nella responsabilit civile viene sanzionata la colpa lieve ai sensi dellart.
1176 quando la prestazione ordinaria viene svolta difformemente dallordinaria diligenza; viene invece sanzionata civilisticamente la prestazione straordinaria per colpa grave, solo
nellipotesi in cui questa prestazione abbia caratteristiche tali
da implicare la soluzione di problemi tecnici di speciale difficolt. In tal modo il problema relativo alla valutazione della
responsabilit civile del professionista viene sostanzialmente
risolto5.

colo scorso o di questo inizio di millennio, ma questa ancora una diligenza ordinaria.
La diligenza richiesta a chi svolge unattivit professionale
invece una diligenza qualificata. In altre parole, al soggetto
al quale lordinamento accorda la protezione richiesta in
cambio, dallo stesso ordinamento, unattenzione nello svolgimento dellattivit professionale che sia superiore, come intensit, rispetto alla diligenza ordinaria. Lo stesso art. 1176
afferma che nelladempimento delle obbligazioni inerenti lesercizio di unattivit professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dellattivit esercitata.
A ci si deve aggiungere invece un altro principio: larchitetto nelladempimento della propria prestazione professionale deve usare la normale diligenza che deve essere impiegata nello svolgimento di quella attivit professionale. Il
legislatore impone perci ai professionisti in genere di dedicare, nellesercizio della propria professione, una attenzione particolare, connessa con il tipo di preparazione, con
il livello di professionalit, con il possesso di un certo grado di cognizioni tecniche e non solo tecniche che si ritengono acquisite per il fatto di aver ottenuto un particolare titolo di studio, di aver superato un esame di Stato, di essere
iscritti in un albo professionale riservato.
La diligenza che deve usare un professionista nello svolgimento dellattivit che gli stata commissionata sembrerebbe quindi la normale diligenza che un professionista deve mettere in atto nello svolgimento in generale del proprio
lavoro. A prima vista non gli si chiede nulla di straordinario, ma ovviamente la diligenza normale nello svolgimento della propria attivit non cosa di poco conto, poich impone allarchitetto una previa cognizione del tessuto
normativo, dei contenuti tecnici, della natura dei luoghi dove lintervento deve essere svolto.
La colpa conseguente alla accertata mancanza di un
comportamento conforme viene valutata dal giudice in relazione al tipo di obbligazione che si assume e alla diligenza ritenuta necessaria per il suo adempimento. Il nostro ordinamento conosce diversi livelli di colpa: lievissima, lieve, grave. Il passaggio successivo il dolo, ma il dolo ha
come presupposto un diverso elemento intenzionale, cio
una diversa coscienza e volont di violare la norma.
Nellapplicazione dellart. 1176 del Codice Civile diventa
interessante da questo punto di vista la valutazione della colpa lieve: si esige dal professionista la massima attenzione nellordinario svolgimento della propria attivit professionale,
tanto che qualsiasi violazione rispetto a questa ordinaria diligenza colposa e sanzionabile. Diverso invece il principio
della colpa grave: nellipotesi in cui il problema tecnico che il
professionista chiamato a risolvere non sia banale ma ponga una questione di difficolt peculiare che involge uno studio particolare, il professionista si assume unobbligazione
professionale dai contenuti di diligenza estremamente pi si-

Reati tipici del progettista


La responsabilit penale consegue la violazione della legge
penale, con la commissione di un reato. I reati si distinguono in delitti e contravvenzioni, ma tutti quanti professionisti e non professionisti sono soggetti che, a dire il vero,
potenzialmente possono violare la legge penale (ad esempio rubando).
Ci sono per violazioni penali che costituiscono reati tipici, perch possono essere commessi solo da alcuni attori, tanto che se chi li commette non ha determinate caratteristiche, il comportamento che tiene non viola la legge penale. Reati tipici sono per esempio tutti quelli commessi da
pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio o esercenti servizi di pubblica utilit. Il pubblico ufficiale che distrae a proprio vantaggio denaro pubblico commette peculato, e il peculato un furto qualificato dal fatto che chi lo
compie un pubblico ufficiale e il provento del reato , appunto, denaro pubblico. Chi non pubblico ufficiale non
pu commettere peculato, caso mai commette altri reati.
Inoltre, certi reati che riguardano gli architetti come progettisti possono essere da loro commessi solo nel caso in
cui rivestano questo tipo di funzioni.
Larchitetto incaricato da un Comune di redigere un Piano
regolatore diventa nello svolgimento di questa particolare attivit progettuale un pubblico ufficiale, perch esercita il potere di pianificazione nellinteresse della collettivit, e pu
commettere per esempio reati di falso materiale o di falso ideologico in atto pubblico. Nel caso che il suo commit-

5 La legge 109/1994 stabilisce allarticolo 25 (comma 1, lettera d) che


le varianti in corso dopera sono in linea di principio vietate e che lopera
deve essere esattamente corrispondente alla progettazione. Non consentito apportare modificazioni strada facendo. Ci sono per alcune eccezioni: una deriva dal manifestarsi di errori od omissioni del progetto esecutivo che pregiudicano in tutto o in parte la realizzazione dellopera ovvero
la sua utilizzazione. I titolari di incarichi di progettazione sono responsabili per i danni subiti dalle stazioni appaltanti in conseguenza di omissioni
od errori di progettazione. Chi commette uno sbaglio nella progettazione, rendendo necessario apportare una variante, se ne vede imputare le

conseguenze, che sono di tipo pecuniario: le spese relative alla nuova progettazione e gli oneri conseguenti allintervento riparatore. La cosiddetta
Merloni ter descrive in modo ancora pi preciso lerrore o lomissione
di progettazione: linadeguata valutazione dello stato di fatto, la mancata
o erronea individuazione della normativa tecnica, il mancato rispetto dei
requisiti funzionali ed economici prestabiliti un ente pubblico, quando
stazione appaltante, deve avere la certezza della spesa e, in caso di mancato rispetto dei requisiti economici prestabiliti, viene direttamente impegnata la responsabilit del progettista incaricato la violazione delle norme di diligenza nella predisposizione degli elaborati progettuali.

Cenni sullordinamento e sullesercizio professionale

tente sia un privato non pu invece commettere nessun tipo


di falso ideologico in atto pubblico.
La DIA (Denuncia di inizio di attivit) riguarda i lavori
edilizi che non necessitano n di autorizzazione n di concessione edilizia. Lamministrazione del Comune in cui si
devono svolgere ne prende atto e basandosi semplicemente sulla relazione del progettista pu tenere due diversi comportamenti nei venti giorni successivi alla presentazione della denuncia:
1) non dire nulla, con il che consente, decorso tale termine, di darvi inizio;
2) fare delle osservazioni, in base a cui il progettista responsabile pu modificare la denuncia.
In questo caso la prestazione che viene richiesta a chi la presenta particolarmente qualificata, perch il professionista
si sostituisce in un certo senso allente pubblico e lo esonera
dal verificare la veridicit di quanto afferma. Nello svolgimento di questa funzione il professionista non pi semplicemente incaricato dal committente privato, ma si trova ad
esercitare un servizio di pubblica necessit, ai sensi dellart.
359 del Codice Penale: quindi pu essere sanzionato se dice
una cosa diversa dal vero, dal punto di vista sia disciplinare,
sia deontologico, sia soprattutto penale, ai sensi dellart. 481
del Codice Penale, che punisce il falso ideologico commesso
dal soggetto esercente un servizio di pubblica necessit.
Come progettisti gli architetti nel presupposto che il
progetto sia errato possono anche commettere reati
contro la pubblica incolumit: se crolla un ponte per-

21

ch non sopporta i carichi calcolati dal progettista e certificati dal collaudatore, lautore progettista concorre nel
reato di disastro colposo e se, a causa del disastro colposo qualcuno perde la vita, di omicidio colposo. Se
tutto ci deriva da difetti di carattere progettuale, il professionista ne risponde per levento dannoso che conseguito al cattivo svolgimento dellattivit professionale
commissionata.
Un tempo, infine, il professionista incaricato di redigere
i progetti non era tenuto a determinare anticipatamente le
misure di sicurezza da porre in essere da parte dei prestatori dopera; per effetto di una disposizione di legge (il
Decreto Legislativo 494/1996) si ora regolamentata la sicurezza nei cantieri temporanei e mobili fin dalla fase della
progettazione. stata introdotta, nellambito delle attivit
connesse alla progettazione e alla realizzazione di lavori
edilizi, una figura particolare, che pu coincidere o no con
quella del progettista ed definita coordinatore della sicurezza in fase di progettazione. Il progettista incaricato della progettazione esecutiva deve tenere conto dellesigenza
di consentire la realizzazione del proprio progetto in sicurezza assoluta e, laddove lelaborato del piano di sicurezza
fosse un elaborato manchevole, per non aver preventivato
tutti i possibili rischi e tutte le opere provvisionali per la
realizzazione dellintervento in sicurezza, il progettista sarebbe sanzionabile penalmente, perch le violazioni del D.
Leg. 494/1996 sono contravvenzioni intese come violazione
della legge penale.

LESAME DI STATO FINO AL 2001:


TEMI ASSEGNATI
Giuliana Chiappo Jorio

La prova scritta dellesame di Stato consiste nello sviluppo


di un progetto, a scelta del candidato, fra tre temi definiti
dalla commissione nelle discipline:
urbanistica.
nuova edificazione o recupero di edifici esistenti.
architettura degli interni o arredo urbano.
Lapprofondimento richiesto dipende dalla tipologia del tema; gli elaborati che il candidato deve produrre sono comunque quelli atti a far comprendere alla commissione lidea progettuale ed a valutare il bagaglio tecnico culturale
del candidato.
I temi di urbanistica sono perlopi relativi alla redazione di strumenti attuativi del P.R.G. (P.E.C., Piani di
Recupero, Sistemazioni urbane) di aree interne od esterne
a centri abitati.
Alluopo vengono allegate al tema desame planimetrie,
sezioni delle zone dintervento in scale adeguate, e tutti i
dati quantitativi e gli indici per sviluppare il progetto.
Gli elaborati richiesti sono perlopi un progetto planivolumetrico o una planimetria con lindividuazione di tutte le
diverse destinazioni, private e pubbliche ed una relazione
descrittiva dellintervento.
Alcuni temi sono relativi a progetti circoscritti, quali la
sostituzione di fabbricati allinterno di un tessuto urbano
esistente; vengono allegati anche i prospetti degli edifici
contigui e viene richiesto uno studio pi attento che tenga
conto delle preesistenze. Gli elaborati richiesti sono in scala a maggior dettaglio, a volte si richiede di specificare anche i materiali usati.
I temi di edilizia sono relativi a progetti di nuove costruzioni (piccole case, edifici commerciali, scuole) o a
progetti di recupero, di ampliamento, di rifunzionalizzazione di edifici esistenti.
Per le nuove costruzioni viene a volte allegata la planimetria del lotto dintervento e vengono specificati i dati urbanistici e gli indici di edificabilit.
Gli elaborati richiesti sono perlopi in scala 1:100 con la
definizione di particolari costruttivi.
Per i progetti di recupero viene sempre allegato un rilievo delledificio da ristrutturare, una documentazione fotografica e si richiede che il candidato dimostri di saper intervenire tenendo conto dei caratteri architettonici e tipologici delle preesistenze.
I temi di architettura degli interni o di arredo urbano
sono relativi a progetti di design o di sistemazioni di aree a
verde con manufatti di serie e rifinitura di materiali specifici. I disegni da redigere sono quindi in scala pi di dettaglio ed particolarmente adatta la rappresentazione a mano
libera con luso di matite e penne colorate per meglio rendere leffetto del progetto.

TORINO
I SESSIONE ANNO 1995
1. Progetto di sistemazione urbanistica consistente nella lottizzazione di unarea a destinazione residenziale con previsione planivolumetrica.
Elaborati richiesti:
Progetto planivolumetrico degli interventi previsti in scala
adeguata con definizione viabilit interna.
Piante piani interi e sezioni degli edifici, ridotte in forma
schematica in scala 1:200.
Prospetto quantitativo dei dati progettuali.
Uno o pi schizzi prospettici illustrativi.
Eventuale rappresentazione con sviluppo in dettaglio di elementi significativi.
2. Progetto di casa di civile abitazione sita in un lotto di completamento di m2 680 (allegata planimetria).
Elaborati richiesti:
Piante, una sezione, due prospetti, scala 1:100 con particolare costruttivo scala 1:20.
Schizzi prospettici.
3. Progetto di sistemazione di uno spazio urbano ad uso pubblico a servizio degli abitanti del quartiere (dimensione dellarea m. 80  120).
Prevedere la sistemazione di:
spazi verdi ed attrezzature;
giochi bimbi;
giochi delle bocce e giochi diversi;
teatri allaperto;
piccolo fabbricato a un piano fuori terra con bar e servizi;
parcheggi ed elementi di arredo e per lilluminazione.
Elaborati richiesti:
Plano-altimetrico delle opere previste comprendente planimetrie quotate, profili e sezioni di scale appropriate.
Progetto di massima del fabbricato di servizio.
Rappresentazione dettagliata di alcuni elementi di arredo e
di particolari costruttivi.
Illustrazione dei materiali da impiegare e delle piantumazioni.
Schema funzionale dei parcheggi.
II SESSIONE ANNO 1995
1. Costruzione di una stazione di servizio per autoveicoli.
Occorre prevedere:
Un fabbricato a piano terra contenente bar e servizi, ristoro,
un locale commerciale per articoli vari e per alimentari di
produzione locale, servizi per il pubblico e per il personale,
due uffici per i gestori, un locale per ingrassaggio autoveicoli e di officina.
Doppia serie di colonnine per lerogazione del carburante
con struttura di copertura.
Sistemazione aree esterna con spazi per la viabilit e la sosta
degli autoveicoli.
23

24

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

Elaborati richiesti:
Planimetria generale quotata in scala adeguata.
Piante, sezioni, prospetti del fabbricato in scala inferiore a
1:100.
Particolari costruttivi.
Eventuali altri elaborati (schemi strutturali, schizzi prospettici, ecc.).
2. Ristrutturazione di una copertura industriale sita sulla riva
di un lago da utilizzare a circolo velico per piccole derive
carrellabili (allegata planimetria e disegni copertura).
Si richiede pertanto anche una sistemazione esterna di parcheggio per 50 auto ed il posteggio di 100 imbarcazioni.
Elaborati richiesti:
Planimetria in scala 1:500.
Pianta della ristrutturazione scala 1:100.
Sezione trasversale e longitudinale scala 1:100.
Prospetti scala 1:100.
Accenno di particolare scala 1:20.
3. Progetto di sistemazione urbanistica di area di 21.000 m2
rientrante nel perimetro del centro abitato (allegata planimetria scala 1:1000).
Destinazione a:
Verde pubblico.
Residenza e attivit commercio al minuto.
Parcheggi.
Elaborati richiesti:
Sistemazione planivolumetrica in scala 1:1000.
Sezioni principali in scala 1:500.
Schemi distributivi di una unit abitativa;
Conteggi analitici.
I SESSIONE ANNO 1996
1. Progetto di ristrutturazione di una mansarda (allegata pianta e sezione).
La ristrutturazione deve prevedere: soggiorno/pranzo, due camere da letto, due bagni e cucina.
Elaborati richiesti:
Pianta con disposizione dellarredo (scala 1:50).
Sezione (scala 1:50).
Particolari dellarredo della cucina e di un serramento interno (scala 1:20).
2. Progetto di una casa a torre altezza totale libera (allegata
planimetria del lotto).
Elaborati richiesti:
Pianta piano terreno.
Pianta piano tipo.
Una sezione.
Prospetti.
Planimetria con sistemazione parcheggi e verde scala 1:500.
3. Progetto di trasformazione di una tettoia mercatale aperta
esistente in edificio chiuso adatto a contenere attivit commerciali al minuto (allegata planimetria generale e sezioni).
Elaborati richiesti:
Planimetria.
Pianta, prospetti ed almeno una sezione significativa in scala
1:200.
II SESSIONE ANNO 1996
1. Progetto di un arredo urbano di un edicola per giornali con
una superficie massima di 20  25 m2.
Elaborati richiesti:
Planimetria.
Piante, prospetti ed almeno due sezioni, in scala 1:20.
Particolari costruttivi in scala 1:5.
Schizzi prospettici di particolari.

2. Progetto di un blocco di case a schiera, composto da


quattro unit unifamiliari in un lotto di m 48  25.
Elaborati richiesti:
Piante di tutti i piani, compresa sistemazione del giardino,
seminterrato e copertura in scala 1:100.
Particolare di facciata significativo.
Schizzi, annotazioni, descrizioni utili per la comprensione
del progetto.
3. Progetto di Piano Particolareggiato di un isolato (allegata
planimetria in scala 1:2000) con utilizzo prevalentemente residenziale e commerciale di servizio.
Oltre al fabbricato dovranno prevedersi:
Parcheggi pubblici per una superficie di circa 1500 m2.
Parcheggi di uso pubblico al servizio delle attivit commerciali (80 m2 ogni 100 m2 di superficie commerciale).
Parcheggi privati (100 m2 ogni 1000 m3).
Aree verdi pubbliche (5000 m2).
Elaborati richiesti:
Progetto planivolumetrico dellarea con sistemazione dei
fabbricati, delle aree verdi, delle alberature, dei parcheggi e
dei percorsi.
Redazione di tabella con i principali dati dimensionali.
I SESSIONE ANNO 1997
1. Progetto di edificio residenziale in lotto di un sito periferico
di centro storico (allegata planimetria).
Individuazione di due volumi distinti e diversificati in altezza
(5 piani f.t. e 9 piani f.t.) con ubicazione degli accessi al gruppo scale ed ascensori fra i due volumi.
Elaborati richiesti:
Sistemazione dellarea in scala 1:500.
Piante quotate del piano tipo con scala 1:100.
Due prospetti significativi in scala 1:100.
Studio di una sezione limitata a due livelli in cui si evidenziano i materiali usati per le strutture in scala 1:50.
Striscia di facciata, limitata a tre livelli, piano terreno, piano tipo ed ultimo piano in cui siano evidenziate le tecniche ed i materiali di finiture in scala 1:20.
2. Progetto di complesso residenziale composto da fabbricati
unifamiliari disposti a schiera, ciascuno dotato di proprie
pertinenze a verde e parcheggio, ovvero da unit abitative binate (allegata planimetria in scala 1:200).
Si richiede la redazione di un piano particolareggiato che preveda la disposizione dei fabbricati, le nuove strade ed i percorsi
di accesso, i parcheggi, le aree verdi e alberate.
Elaborati richiesti:
Planivolumetrico dellarea con la rappresentazione della sistemazione di tutte le destinazioni.
Profili e sezioni in scala 1:500.
Schema di una cellula abitativa in scala 1:200.
Tabella con i principali dati dimensionali del piano.
3. Progetto di ristrutturazione di una baita sita in un villaggio di
montagna adiacente ad un comprensorio sciistico (allegate
piante, prospetti e sezioni del fabbricato in scala 1:200).
La nuova destinazione a rifugio/ostello di circa 20/30 posti
letto.
Elaborati richiesti:
Piante, sezioni, prospetti in scala 1:100 e un particolare costruttivo in scala 1:20.
II SESSIONE ANNO 1997
1. In un contesto naturalistico particolarmente suggestivo inserito il fabbricato industriale per la lavorazione della lana,

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

della seconda met dell800 (allegate piante, prospetto e sezione in scala 1:200). Progettare la ristrutturazione delledificio con destinazione di servizio per iniziative volte a raccogliere, conservare, esporre documenti di cultura materiale.
La proposta dovr documentare, nelle scale che si ritengono
pi opportune:
Lorganizzazione funzionale ai diversi piani.
Ladeguamento del sistema strutturale prescelto per la creazione di un solaio intermedio e un dimensionamento di massima degli elementi principali che lo compongono.
I dettagli costruttivi dei diversi elementi di finitura, con particolare attenzione agli orizzontamenti ed al sistema di coibentazione della copertura.
Uno studio di massima delle attrezzature espositive, la loro localizzazione negli spazi espositivi e le soluzioni per lilluminazione del materiale esposto.
2. Progetto di una Residenza Protetta per malati terminali sita su unarea a margine di un parco urbano.
La capienza della Residenza deve essere di 15 20 ospiti e dovr essere composta delle seguenti aree funzionali:
Area destinata alla residenzialit con camere ad un posto letto e bagno accessibile ai disabili;
Servizio ambulatorio-medicheria, soggiorno e area pranzo;
Area di socializzazione: bar, sale e soggiorni polivalenti, locali per attivit occupazionali.
Area destinata alla valutazione ed alle terapie.
Elaborati richiesti:
Planimetria in scala 1:200 della sistemazione generale dellarea.
Piante, prospetti e sezioni delledificio in scala 1:100.
Particolare costruttivo in scala 1:200.
3. Abitazione e galleria di un collezionista darte.
Ristrutturazione di serre esistenti (allegati planimetria, pianta e
sezione in scala 1:100).
Potr essere progettata una nuova costruzione solo se manterr
laspetto e la volumetria originali il pi possibile simile a quello di una serra.
Il candidato dovr avvalersi delle tecniche di costruzioni metalliche e risolvere i tamponamenti esterni per la maggior parte in
vetro.
Elaborati richiesti:
Piante e prospetti in scala 1:100.
Sezione longitudinale in scala 1:50.
Particolare costruttivo in scala 1:20.
I SESSIONE ANNO 1998
1. Progetto di un lotto (allegata planimetria generale e planimetria
del lotto) interno ad un P.E.E.P. a destinazione residenziale,
con le seguenti strutture:
Centro commerciale di 1500 m2.
Centro sociale di 200 m2.
Area a parcheggio.
Area per il tempo libero.
Area con attivit sportive (campi calcetto, tennis volley-basket, ecc.).
Elaborati richiesti:
Progetto urbanistico e planivolumetrico dellarea a servizi
scala 1:1000.
Progetto definitivo piante, prospetti e sezioni in scala adeguata.
Relazione illustrativa.
2. Progetto di edificio residenziale di tre piani f.t., garage interrato e giardino in un lotto urbano ottocentesco (allegate
planimetrie del lotto in scala 1:1000 e in scala 1:200).
Elaborati richiesti:
Piante dei piani, sezioni trasversali, prospetti sistemazioni
esterne giardino in scala 1:200.

25

3. Progettazione di un piccolo padiglione esistente allinterno di un parco, destinato a sala mostre (allegati planimetrie, disegni e foto del padiglione) con sistemazione dellarea esterna.
Elaborati richiesti:
Piante, sezioni schematiche in scala 1:100 ma ricche di modificazioni statico-costruttive ed indicanti il dimensionamento di massima della struttura.
II SESSIONE ANNO 1998
1. Progetto di area a servizi sita allinterno di una zona a vincolo cimiteriale (allegata planimetria).
Devono essere realizzati:
Unarea a verde per il tempo libero.
Unarea sportiva di quartiere.
Unarea di parcheggio pubblico di circa 100 posti.
Elaborati richiesti:
Planimetria delle attrezzature.
Piante, prospetti e sezioni del manufatto edilizio facente parte
dellarea sportiva.
2. Progetto di villino unifamiliare in zona precollinare inserito
in unarea lottizzata a fine 800. Il progetto dovr avere una
tipologia analoga ai fabbricati gi esistenti documentati dai disegni allegati (piante, prospetti e sezioni in scala 1:400).
Elaborati richiesti:
Limpianto architettonico compreso il giardino.
Piante di tutti i piani in scala 1:100.
Sezioni, prospetti in scala 1:100, particolari costruttivi che permettono di intendere il linguaggio architettonico proposto.
3. Progetto di rifunzionalizzazione dei locali di un fabbricato
settecentesco in un centro urbano, in funzione dellallestimento fisso per mostre temporanee (allegate planimetrie e
pianta e sezione fabbricato).
Il progetto dovr essere articolato per una parte nel recupero
edilizio e per una parte nella ristrutturazione dellambiente urbano.
Elaborati richiesti:
Planimetria generale in scala 1:500.
Piante e sezioni in scala 1:100.
Breve relazione illustrativa.
I SESSIONE ANNO 1999
1. Progetto urbanistico di unarea di 20.000 m2 ad uso residenziale dotata di spazi a verde pubblico ed a parcheggio
(allegata planimetria in scala 1:5000 e 1:1000).
Elaborati richiesti:
Planimetria della viabilit, degli spazi destinati a parcheggi
ed a verde, delle aree destinate alledificazione in scala
1:1000.
Sezioni quotate delle strade tipo.
Schemi distributivi di una unit abitativa.
2. Sostituzione di edificio di abitazione nel tessuto edilizio di
un centro storico con destinazione residenziale e commerciale al piano terra (allegate planimetrie e prospetti delle facciate su via).
Elaborati richiesti:
Planimetria generale con linserimento delledificio in scala
1:500.
Piante di tutti i piani in scala 1:100.
Sezioni e prospetti in scalaa 1:100.
Particolare costruttivi ed architettonici in scala 1:50.
Relazione con la descrizione dellintervento, la scelta dei
materiali, i computi delle superfici e della cubatura.

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Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

3. Progetto di edificio residenziale di nuova costruzione o


ampliamento di edificio di scarso valore architettonico allinterno di una lotizzazione (allegata planimetria in scala
1:250, piante, prospetti e sezioni in scala 1:100).
Elaborati richiesti:
Planimetria generale in scala 1:250.
Piante di tutti i piani e sezione in scala 1:100.
Particolari di facciata in scala 1:50.
Relazione di progetto.
Eventuali schizzi prospettici o assonometrici.
II SESSIONE ANNO 1999
1. Riutilizzo con destinazione culturale di un edificio pubblico
settecentesco con annesso giardino (allegate piante, prospetti
e sezioni in scala 1:200).
Elaborati richiesti:
Planimetria generale in scala 1:200 con le sistemazioni
esterne.
Piante di tutti i piani in scala 1:200
N. 2 prospetti ed una sezione in scala 1:200.
Pianta in scala 1:100 del nuovo organismo con particolare
costruttivo di facciata.
Eventuale schizzo prospettico o assonometrico.
Relazione illustrativa anche sotto forma di note esplicative
sugli elaborati grafici.
2. Progetto di P.E.C. (piano esecutivo convenzionato) esteso allintera area riportata nella planimetria allegata. Si richiede
linserimento di 4 fabbricati di 3 piani f.t. condominiali. (Si riportano gli indici di edificabilit e gli standard minimi di legge
dei servizi).
Elaborati richiesti:
Planimetria generale della sistemazione dellarea in scala
1:500.
Sezioni del terreno con il profilo degli edifici in scala 1:500.
Sezione trasversale tipo quotata di una sede stradale comprensiva delle opere di arredo in scala 1:100.
Schema della distribuzione degli alloggi allinterno di un
edificio in scala 1:200.
Breve relazione con lindicazione dei dati quantitativi.
3. Progetto di case unifamiliari a schiera in zona collinare, per
una superficie comprensiva di 1000 m2 (allegata planimetria
con curve di livello in scala 1:1000 e 1:500).
Elaborati richiesti:
Planimetria generale 1:500 con sistemazione aree verdi, percorsi, sezioni e prospetti schematici.
Progetto di due unit abitative con piante, sezioni e prospetti
in scala 1:100.
Sezione e fascia di prospetto in scala 1:50.
Breve relazione di progetto o legenda dei disegni.
Eventuali schizzi e/o assonometrie.
I SESSIONE ANNO 2000
1. Progetto di recupero di edificio esistente (ex cascina) per
destinarlo a residenza collettiva di studenti universitari per
n. 20-30 studenti (allegate piante in scala 1:200 e documentazione fotografica).
Elaborati richiesti:
Sulle piante allegate (si possono usare le stesse fotocopie
senza ridisegnarle) risistemazione dei locali e rimodellazione con nuove facciate.
Ampliamenti consentiti rappresentati con piante, prospetti e sezioni, larredo di una camera e della mensa in scala idonea.
Studio di particolari costruttivi esterni ed interni.
2. Progettare, allinterno di una cappella barocca, uno spazio
per mostre temporanee, allesterno uno spazio delimitato

per concerti allaperto per n. 200 persone ed un corpo adiacente contenente un piccolo museo e una sala biblioteca conferenze per n. 25 posti. (allegate planimetria in scala 1:500
e piante, sezioni, prospetti della cappella in scala 1:100).
Elaborati richiesti:
Planimetria, piante, sezioni, prospetti, schizzi assonometrici
e particolari costruttivi nelle scale che il candidato riterr pi
opportune.
3. Progetto di sostituzione edilizia in un centro storico, con volume edificabile uguale a quello esistente (allegati planimetria 1:1000 e documentazione fotografica).
Elaborati richiesti:
Planimetria del lotto con sistemazione area interna in scala
1:500.
Piante di tutti i piani in scala 1:100.
Prospetti interni ed esterni in scala 1:100.
Particolare di facciata in scala 1:20.
II SESSIONE ANNO 2000
1. Intervento di sostituzione edilizia in un centro storico per la
realizzazione di un centro sociale comprendente sala per riunioni, pranzi sociali, giochi, biblioteca/emeroteca, bar con annessa piccola cucina, servizi (allegata planimetria in scala
1:500 e documentazione fotografica).
Elaborati richiesti:
Piante, prospetti, sezione in scala 1:20.
Particolare di facciata in scala 1:20.
Planimetria con sistemazione area interna in scala 1:200.
2. Redazione di un Piano Esecutivo Convenzionato (P.E.C.)
inserito in un tessuto edilizio urbano preesistente.
Linterveno deve prevedere edifici unifamiliari, bifamiliari e
plurifamiliari (allegata planimetria in scala 1:500).
Elaborati richiesti:
Planimetria in scala 1:500 con lindicazione dei percorsi,
delle aree da dismettere a servizi e delle principali opere di
urbanizzazione primaria.
Progetto planivolumetrico dellintervento con profili e sezioni in scala adeguata con indicazione delle tipologie edilizie
(piante, prospetti e sezioni schematiche dei vari tipi di edifici previsti).
3. Progetto di arredo urbano per la pedonalizzazione di via
cittadina (allegate planimetrie 1:500 e documentazione fotografica) con linserimento di:
Struttura prefabbricata per piccole esposizioni e mercatini.
Aree verdi con alberate dotate di fontana e punti di sosta pedonale.
Nuova struttura per edicola di giornali.
Nuova illuminazione.
Elaborati richiesti:
Planimetria generale in scala 1:500.
Sezioni longitudinali e trasversali significative in scala
1:500.
Piante, sezioni, prospetti e particolari costruttivi in scale grafiche adeguate della struttura prefabbricata, della fontana e
delledicola.
Particolari costruttivi degli elementi di arredo.
I SESSIONE ANNO 2001
1. Progetto di un centro commerciale di prima necessit per
circa 300 nuove famiglie (allegate planimetrie 1:500 e
1:1000). Dovranno essere previsti:
Negozio a libero servizio di circa 600 m2.
N. 8-10 negozi di tipo specializzato.
Bar-pizzeria di 200 m2.
Farmacia di 50 m2.

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

Aree a parcheggio per circa 1000 m2.


Aree verdi di pertinenza.
Elaborati richiesti:
Schizzi, piante, prospetti, prospettive, descrizioni scritte che
dimostrino il progetto.
2. Progettazione definitiva ed esecutiva di parcheggi interrati
di circa 200 posti che un comune montano intende affidare
attraverso la procedura di gara per servizi ai sensi della L.
109/94. Il candidato ipotizzi di essere, quale dipendente
dellEnte, responsabile del procedimento al quale viene richiesto di formulare il progetto preliminare delle opere quale presupposto per la gara per lincarico dei servizi di ingegneria da
affidare a liberi professionisti. Il candidato provveda allelaborazione del progetto preliminare cos come previsto dalla normativa vigente ed elenchi, in forma indicativa tutti i documenti
tecnico-amministrativi necessari (allegati estratto di P.R.G.,
estratto catastale 1:1000, planimetria generale con curve di livello 1:1000, rilievo area 1:1000, profili del terreno, documentazione fotografica).
3. Progetto di larga massima per la realizzazione di case di
abitazione, con parcheggi e aree verdi su di unarea di circa
2 ha in periferia storica di una citt (allegate planimetrie
1:2000, 1:1000 e disegno prospettico dellintorno).
Elaborati richiesti:
Planivolumetrico con lindicazione delle sagome in pianta
delle case (con il n. dei piani f.t.), le strade, i parcheggi utilizzando lo schema prospettico allegato.
Indicazione delle tipologie edilizie e costruttive utilizzando
schizzi con ampie didascalie.
4. Ristrutturazione di una cascina in disuso per adibirla a residenza familiare ed a laboratorio di falegnameria (allegati
planimetria scala 1:200, piante, sezione e prospetto in scala
1:100). Il candidato valuti se i locali siano abitabili e le strutture tipologicamente sicure, indicando le opportune opere di risanamento senza alterare il carattere del complesso.

ROMA
I SESSIONE ANNO 1999
1. Progetto di un piccolo albergo in una localit marina, su un
terreno a forma rettangolare 160  200 m, con capacit ricettiva di n. 12 stanze a due letti con servizi igienici.
Lalbergo pu essere strutturato su pi livelli. Il terreno servito da una strada parallela al lato maggiore, dove ubicato laccesso principale. Prevedere:
Deposito surf.
Saletta ricevimento.
Pranzo.
Soggiorno.
Cucina.
Dispensa.
Piccolo alloggio di servizio.
Elaborati richiesti:
Stralcio planimetrico in scala 1:200.
Pianta ai vari livelli in scala 1:100.
Due sezioni in scala 1:100.
Prospetti sui quattro lati in scala 1:100.
Particolari in scala 1:50 o 1:20.
2. Progetto di un campeggio su unarea di 4 ettari, pianeggiante, in localit marina, distante 500 metri dalla linea di

27

costa. Il volume realizzabile non deve superare 0,20 m3 per


ogni metro quadro di superficie. Laltezza massima ammessa
di m 7,50. Localizzare 100 piazzole di sosta di tende e camper,
area di parcheggio e servizi necessari al funzionamento dellimpianto: ingresso e accoglienza, spaccio e ristoro, servizi
igienici, attrezzature sportive.
Elaborati richiesti:
Planimetria dellintervento in scala 1:1000.
Rappresentare uno dei manufatti suddetti in scala adeguata.
Relazione esplicativa.
3. Progetto un insediamento di unit a schiera in un lotto di
terreno rettangolare 200  100 m di lato , che preveda al
piano terra ed al piano primo alloggi duplex (150 m2), ed al
piano superiore una serie di alloggi a ballatoio (simplex), di
taglio ridotto (90 m2) serviti da corpi scala indipendenti.
Porre particolare attenzione al sistema strutturale che potr essere in setti portanti o a telaio.
Elaborati richiesti:
Planivolumetrico in scala 1:500.
Schema maglia strutturale in scala 1:200.
Per un modulo:
Pianta alloggio duplex in scala 1:100;
Pianta alloggio simplex in scala 1:100.
Stralcio:
Prospetti e sezioni in scala 1:100.
4. Progetto di un piccolo mercato di zona di circa 300 m2 utili
coperti, su un lotto di circa 300 m2. Prevedere:
Spazi connettivi, servizi igienici, depositi, ristoro (150 circa
m2).
Spazi per magazzinaggio, vendita ed esposizione (150 circa
m2).
Spazi per scarico e carico merci, parcheggi, verde.
Altezza massima 7,80 m circa.
Elaborati richiesti:
Planimetria in scala 1:1000.
Piante, sezioni e prospetti in scala 1:100.
Particolare costruttivo in scala 1:10.
5. Progetto di un padiglione per esposizioni di sculture e quadri, di circa 300 m2 utili coperti, su un lotto di 3.000 m2, con
pendenza del 5%, confinante su due lati con strade.
Prevedere:
Ingresso, atrio, cataloghi, informazioni, schede, computer ricerca, connettivi, servizi (120 circa m2).
Spazi e servizi igienici per il personale (30 m2).
Spazi espositivi (150 m2).
Spazi per scarico e carico, parcheggi e verde.
Altezza massima 7,80 m circa.
Elaborati richiesti:
Planimetria in scala 1:1000.
Piante, sezioni, prospetti in scala 1:100.
Progetto architettonico in scala 1:10.
6. Progetto di intervento di sostituzione edilizia su uno dei
fronti di unasse viario di prevalente edificazione della fine
del secolo XIX, congruente con il carattere storico-architettonico del sito. Laltezza degli edifici frontistanti la strada (larga 16 m) mediamente di 22 m in gronda. Il lotto misura lato
25  35. Le destinazioni duso sono abitative ai piani superiori
e commerciali al piano terreno.
Elaborati richiesti:
Pianta, prospetti e sezioni in scala 1:100
Particolari costruttivi nelle scale pi opportune.
Breve relazione introduttiva.

28

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

7. Progetto di una chiesa a pianta rettangolare delle dimensioni di m 15  25 di altezza m 17,50 ad una unica navata conclusa da una volta a botte. Prevedere una copertura a doppia
falda inclinata, una struttura portante in muratura e le fondazioni di tipo continuo.
Ipotizzare un intervento di consolidamento antisismico
(Legge n. 64/74) che riguardi lintera struttura: la muratura,
la copertura e le fondazioni.
Elaborati richiesti:
Pianta in scala 1:100.
Prospetto e sezione in scala 1:100.
Schemi degli interventi di consolidamento in scala opportuna.
Relazione tecnica (max 10 righe).
8. Progetto di un parco di pertinenza circoscrizionale su unarea rettangolare di circa 4 ettari, inserita in un tessuto residenziale, confinante su tre lati con la viabilit di quartiere e
sullaltro con la linea ferroviaria. Prevedere:
Piccole attrezzature di servizio per gli utenti.
Perimetro recintato con delle aree di parcheggio in corrispondenza degli accessi.
Elaborati richiesti:
Rappresentare la soluzione progettuale attraverso grafici in
scala 1:500 e 1:200.
Breve relazione.
Indicare le piantumazioni di essenze vegetali, il tipo e la localizzazione dei servizi e il sistema dei percorsi interni.
Approfondire la definizione progettuale di almeno un elemento costitutivo del parco in scala adeguata.
9. Progetto di una soluzione progettuale di un arredo urbano
relativa alla sostituzione della pavimentazione stradale, dellilluminazione pubblica e degli impianti tecnologici, per
creare aree di sosta e percorsi di viabilit pedonale, relativa
ad una piazza urbana allinterno di un centro storico di carattere architettonico prevalentemente rinascimentale o neo
rinascimentale. La piazza misura 55  265 m, laltezza degli
edifici frontistanti di 22 m in gronda, in media; il livello stradale in piano. Le eventuali alberature da porre a dimora devono essere di medio fusto alternate ad essenze arboree.
Elaborati richiesti:
Pianta, prospetti e sezioni.
Particolari costruttivi in scale opportune.
Breve relazione introduttiva.
10. Progetto di una piccola biblioteca di quartiere di circa 300
m2 utili, su un lotto di 3.000 m2, circondato da strade.
Prevedere:
Ingresso, atrio, cataloghi, informazioni, schede, computer
ricerca, connettivi e servizi igienici per il pubblico (120 circa m2).
Spazi e servizi igienici per il personale (50 circa m2).
Magazzino libri accessibile al pubblico per 10.000 libri (50
circa m2).
Sala lettura (60 circa m2).
Emeroteca (20 circa m2).
Parcheggi, verde.
Altezza massima 7,80 m circa.
Elaborati richiesti:
Planimetria in scala 1:1000.
Piante, sezioni, prospetti in scala 1:100.
Particolare costruttivo in scala 1:10.
II SESSIONE ANNO 1999
1. Progetto di un poliambulatorio di circa 330 m2 utili in superficie, su un lotto di circa 3.000 m2 circondato da strade.
Prevedere:
Accettazione/informazioni/cassa (30 circa m2).
Attesa (40 m2 circa).

Servizi igienici per il pubblico (25 m2 circa).


N. 6 sale ambulatorio (120 m2 circa).
N. 3 Locali laboratorio (60 m2 circa).
Servizi per il personale (25 m2 circa).
Deposito farmaci ed attrezzature (20 m2 circa).
Deposito pulizie (10 m2 circa).
Connettivi.
Parcheggi.
Aree a verde.
Altezza massima 7,80 m circa.

Elaborati richiesti:
Piante, schemi strutturali, sezioni, prospetti in scala 1:100.
Particolare architettonico in scala 1:10.
2. Progetto di un centro sociale polivalente di circa 360 m2 utili, su un lotto di 3.000 m2. Prevedere:
Ingresso, atrio, informazioni, schede, computer ricerca, servizi igienici per il pubblico (60 m2 circa).
Almeno n. 3 spazi per il personale, attesa e servizi igienici
per il personale (80 m2 circa).
Spazi a disposizione per attivit varie (120 m2 circa).
Spazio polivalente (100 m2 circa).
Connettivi.
Parcheggi, verde.
Altezza massima 7,80 m circa.
Elaborati richiesti:
Piante, sezioni, prospetti in scala 1:100.
Particolare costruttivo in scala 1:10.
3. Progetto di un edificio per uffici alto 8 piani, compreso il
piano terreno ed escluso il piano coperture, su un lotto di
70  45 m, servito su due da strade su due lati. Prevedere:
Superficie per piano di 600 m2.
Piano terreno pu essere in parte porticato.
Zone a parcheggi e a verde.
Elaborati richiesti:
Piante, schemi strutturali, sezioni, prospetti in scala 1:100.
Particolare costruttivo in scala 1:10.
I SESSIONE ANNO 2000
1. Progetto di un terminal per autobus urbani in una zona periferica su di un lotto piano di forma quadrata (60  60 m).
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari idonei alla definizione progettuale.
Planimetria generale con connessioni ad un ipotetico collegamento stradale in scala 1:500.
Piante, prospetti e sezioni delle attrezzature e dei servizi in
scala 1:100.
Particolari costruttivi nelle scale opportune.
2. Progetto di un vano scale interno ad un edificio pluripiano,
costruito con gabbia di cemento armato e tamponature in
murature di laterizio a cassetta e solai tradizionali laterocementizi. Adibire il vano a scale di sicurezza. Demolire una serie di solai allinterno di una campata strutturale di 5,00 m per
8,00 m, con una distanza di interpiano di 4,00 m ed uno spessore di solaio di 30 cm.
Elaborati richiesti:
Progetto esecutivo della scala e delle connessioni strutturali,
impiantistiche e funzionali al resto delledificio con elaborati in scala 1:50, 1:20.
Particolari costruttivi.
Computo metrico sommario delle opere, possibilmente estimativo.
Relazione tecnica descrittiva delle opere da eseguire.
3. Progetto di un edificio industriale da adibire a laboratorio
artigianale su di un lotto di terreno pianeggiante di forma
rettangolare 35.00x70.00 m., fronte strada sul lato corto.

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

Tener conto degli indici indicati dalla normativa alla suddetta


zona. La struttura potr essere in muratura, in cemento armato
o in acciaio. Prevedere:
Ambiente laboratorio con accesso carrabile.
Locale ufficio.
Servizi igienici.
Spogliatoio.
Magazzino.
Tutti i locali dovranno essere di adeguate dimensioni ed avere illuminazione e ventilazione naturale.

29

Elaborati richiesti:
Piante e sezioni di idonea scala.
Relazione che illustri le scelte, le soluzioni progettuali, la
descrizione dei materiali e le scelte delle essenze arboree.

Elaborati richiesti:
Planimetria generale in scala 1:200 indicante sistemazioni
esterne, percorsi, un parcheggio per almeno 6 auto.
Pianta in scala 1:50.
Pianta delle coperture in scala 1:50.
Due sezioni in scala 1:50.
Tutti i prospetti in scala 1:50.
Schema delle strutture in scala opportuna.
Sezione in scala 1:20 oppure due particolari costruttivi in
scala 1:10.

8. Progetto di consolidamento e di risanamento di un fabbricato


rurale del XIX secolo, di forma rettangolare (10,30  6,50 m),
con struttura portante costituita da muratura in pietrame incoerente di tufo dello spessore di 55 cm (p. terra) e di 40 cm
(p. primo), diviso internamente da un setto murario che divide lo spazio interno in due ambienti comunicanti di dimensioni pressoch uguali. Il solaio intermedio e il tetto di copertura
sono in legno e in pessime condizioni, mentre il pavimento del
piano terra poggia direttamente sul terreno e si presenta dissestato. I muri perimetrali presentano alcune lesioni verticali profonde
che non pregiudicano la stabilit del manufatto.
Formulare proposte progettuali con ampia libert di scelta per
ci che riguarda i materiali da utilizzare, per il consolidamento
strutturale delle murature, delle fondazioni, per il rifacimento
integrale della pavimentazione al piano terreno, del solaio intermedio, del tetto e per la realizzazione di una scala interna.

4. Progetto di sistemazione urbanistica di unarea pianeggiante di 4 ha circa di forma trapezoidale irregolare, in una zona C totalmente inedificata, posta alla periferia di una
citt di circa 20.000 abitanti, confinante, con uno dei lati,
con una strada di interesse locale e con gli altri con zone
agricole. Rispettare gli indici indicati e gli standard urbanistici
di cui al D.M. 274/68 n. 1444.

Elaborati richiesti:
Piante piano terra, primo e copertura, due sezioni e due prospetti in scala non inferiore a 1:100, relativi allo stato ante
operam.
Elaborati grafici in scala non inferiore a 1:50, relativi allo
stato post operam.
Almeno due particolari costruttivi.

Elaborati richiesti:
Schema planimetrico in scala 1:500 con indicazione degli
spazi destinati alla viabilit, parcheggi, servizi e residenza.
Abaco dei tipi edilizi in scala 1:200.
Planovolumetrico di una zona a servizi.
Schema di calcolo di verifica degli standard urbanistici.

9. Progetto di un edificio residenziale unifamiliare su di un


lotto di terreno pianeggiante di forma rettangolare 35,00 
70,00 m, fronte strada sul lato corto.
Tener conto degli indici indicati dalla normativa alla suddetta
zona. La struttura potr essere in muratura, in cemento armato
o in acciaio. Prevedere:
Tutti gli ambienti caratteristici della tipologia indicata.
Tutti i locali dovranno essere di adeguate dimensioni ed avere illuminazione e ventilazione naturale.
Elaborati richiesti:
Planimetria generale in scala 1:200 indicante almeno le sistemazioni esterne ed i percorsi.
Pianta in scala 1:50.
Pianta delle coperture in scala 1:50.
Due sezioni in scala 1:50.
Tutti i prospetti in scala 1:50.
Schema delle strutture in scala opportuna.
Sezione in scala 1:20 oppure due particolari costruttivi in
scala 1:10.

5. Progetto di un complesso residenziale di appartamenti con


annesse botteghe artigianali su un terreno piano di 20  40
m. Prevedere:
Altezza interna delle botteghe di 3,50 m.
Appartamenti sopra le botteghe (simplex o duplex) non possono superare i due piani e comunque il tutto non pu superare i 10 m.
Appartamenti da due o tre stanze da letto (80 100 m2).
Coperture piane o a falde inclinate.
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari idonei alla definizione progettuale.
Planimetria generale del complesso, piante, prospetti e sezioni in scala 1:100.
Sviluppo di un alloggio in scala 1:50.
Particolari costruttivi nelle scale opportune.
6. Progetto di una copertura leggera per una piscina di dimensioni della vasca di m 12,50 per m 25. La copertura deve arrivare a terra in modo da isolare lo spazio interno dellimpianto
sportivo dallesterno, prevedendo la connessione ad un preesistente manufatto adibito a spogliatoi e docce.
Elaborati richiesti:
Progetto in scala 1:200 ed 1:50 col disegno dei nodi strutturali e dei particolari costruttivi.
Analisi delle problematiche di bilancio energetico delledificio stesso.
Relazione tecnica descrittive corredata da calcolazioni strutturali ed energetiche.
7. Progetto di un parco pubblico in un lotto di terreno con
pendenza costante del 5% lungo il lato corto, di dimensioni
70  40 m. Prevedere un percorso con attrezzature per uno
spazio espositivo di limitate dimensioni, servizi igienici, uno
spazio per gioco bambini e verde attrezzato, nel rispetto della
legge n. 13/89.

II SESSIONE ANNO 2000


1. Progetto di un edificio di civile abitazione con tre unit abitative in un terreno pianeggiante di dimensioni 30  40 m.
Prevedere il parcheggio regolamentare di pertinenza dellimmobile.
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari dellipotesi progettuale.
Piante, prospetti e sezioni
Planimetria
Particolari costruttivi in scale opportune.
2. Progetto di un mercato rionale per la vendita di prodotti
alimentari e non in unarea urbana di forma rettangolare
70  80 m. Delimitata sui quattro lati da viabilit urbana a
doppio senso di marcia.
Elaborati richiesti:
Planimetria dinsieme in scala 1:200.
Disegni in numero e in scala ritenuti dal candidato sufficienti a rappresentare lidea progettuale di un banco tipo, adatto
alla vendita di prodotti alimentari.

30

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

3. Progetto di uno spazio per mostre temporanee di 360 m2 allnterno di un parco.


Prevedere:
Atrio.
Bagni.
Saletta multimediale
Ufficio del direttore con segreteria.
Sale espositive.
Parcheggi per i visitatori.
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari dellipotesi progettuale.
Planimetria in scala 1:500.
Piante, prospetti e sezioni in scala 1:100.
Particolari costruttivi in scale opportune.
4. Progetto di un villino unifamiliare su un lotto rettangolare
20  35 m confinante con uno dei lati minori con strada di
lottizzazione e con gli altri lati con i lotti confinanti. Tener
conto delle norme urbanistiche allegate.
Elaborati richiesti:
Planimetria generale in scala 1:200.
Piante, sezioni e prospetti sufficienti a rappresentare lidea
progettuale in scala 1:200.
Particolari costruttivi in scala 1:20 o 1:10.
Schemi grafici e calcoli di verifica di rispondenza del progetto alle norme urbanistiche.
5. Progetto di sistemazione di un percorso in un centro urbano di piccole dimensioni collocato in posizione panoramica,
che provenga da unarea di parcheggio posta in basso e
giunga ad una piazza/belvedere pedonale da attrezzare con
ambienti di sosta allaperto e al chiuso. Prevedere bar ristoro, piccolo market per souvenirs e prodotti tipici, deposito e
doppi servizi.
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari idonei a definire lipotesi progettuale.
Planimetria dellintero sistema sullarea ipotizzata a piacere
del candidato in scala 1:500.
Pianta del Belvedere in scala 1:200.
Piante, prospetti e sezioni delle attrezzature in scala 1:100.
Particolari costruttivi nelle scale opportune.
6. Progetto di una pensilina per fermate autobus urbani di dimensioni massime 6,00  2,00 e altezza 3,00 m. Prevedere la
possibilit di montaggio su marciapiedi urbani oltre che su piazzole di sosta ai capolinea. Definire il manufatto dal punto di vista
architettonico e tecnologico dellattacco a terra, di ogni elemento
costitutivo e delle giunzioni. Indicare i materiali costituenti.
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari idonei alla definizione progettuale.
Piante, prospetti e sezioni in scala 1:20 quotati e con indicazioni del progetto esecutivo.
Particolari costruttivi nelle scale opportune (tra 1:10-1:1).
7. Progetto di una copertura continua di un lungo percorso
pedonale interno ad un parco di sezione non superiore a
4,00 m di larghezza e 3,50 m di altezza.
Prevedere ladattabilit a parti di percorso con pendenze massime del 8%. Definire il manufatto dal punto di vista architettonico e tecnologico dellattacco a terra, di ogni elemento costitutivo e delle giunzioni. Indicare i materiali costituenti.
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari idonei alla definizione progettuale.
Piante, prospetti e sezioni in scala 1:20 quotati e con indicazioni del progetto esecutivo.
Particolare costruttivi nelle scale opportune (tre 1:10-1:1).
8. Progetto di una casa/modello (prototipo), unifamiliare (5

componenti), isolata; dimensioni obbligate 10  10  10 m.


Sistemi strutturali, tecnologie e materiali a scelta del candidato.
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari idonei alla definizione progettuale.
Piante, prospetti e sezioni in scala 1:100.
Particolari costruttivi nelle scale opportune.
Relazione sintetica nella quale vengano esplicate le scelte
organizzative, funzionali, strutturali e tecnologiche della
proposta.
9. Progetto di un complesso residenziale di appartamenti a
schiera su di un terreno piano di 50  100 m, con due strade di 9 m e marciapiedi di 3 m. lungo i lati lunghi e linee di
confine lungo i lati corti. Tener conto degli indici indicati.
Prevedere:
Due e tre stanze da letto per appartamento.
Coperture piane o a falde inclinate.
Parcheggio privato interno e parcheggio pubblico (1 m2 ogni
10 m3).
Elaborati richiesti:
Schizzi preliminari idonei alla definizione progettuale.
Planimetria in scala 1:500.
Piante, prospetti e sezioni in scala 1:100.
Particolari costruttivi nelle scale opportune.

NAPOLI
I SESSIONE ANNO 2000
1. Progetto di un piccolo edificio destinato a galleria commerciale di circa 1.200 m2. Prevedere: n. 20 box vendita distribuiti
su due livelli, servizi per il pubblico, n. 2 uffici ed un presidio
di pubblica sicurezza.
Elaborati richiesti:
Piante in scala 1:100.
Prospetto e sezione in scala 1:100.
Particolare costruttivo in pianta e sezione di uno stralcio del
prospetto in scala adeguata.
2. Progetto di due unit abitative inserite su un terreno pianeggiante distribuite su due livelli, di 120 m2 al piano terra
e di 85 m2 al primo livello. Prevedere per la prima tre camere,
per la seconda due camere e rispettivamente soggiorno, cucina,
ambiente pluriuso e doppi servizi.
Elaborati richiesti:
Piante in scala 1:100.
Prospetto e sezione in scala 1:100.
Particolare costruttivo di uno stralcio del prospetto in scala
adeguata.
3. Individuare i presumibili dissesti causati da evento sismico
ad un edificio religioso a tre navate, pianta a croce latina,
abside voltata, copertura con capriate in legno e indicare
gli interventi facendo riferimento a edifici monumentali conosciuti.
Elaborati richiesti:
Planimetria in scala 1:200.
Quadro fessurativo in scala 1:200.
Particolare intervento di consolidamento in scala 1:50.
Relazione.
4. Progetto di sistema industrializzato di chiusure perimetrali
esterne, data la struttura alveolare in calcestruzzo armato,
nella previsione di un uso ad unit abitativa in linea (allegata gabbia strutturale).
Elaborati richiesti:
Abaco delle chiusure e indicazioni di massima dei materiali
adottati.

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

Schema di insieme.
Principali particolari costruttivi.
5. Progetto di una cellula abitativa duplex.
Elaborati richiesti:
Piante in scala 1:100 o 1:50.
Prospetti e sezioni in scala 1:100 o 1:50.
Schema di aggregazione del tipo edilizio, con individuazione del raccordo con i collegamenti verticali dellinsieme
delle cellule iterate, in scala 1:200 o 1:400.
Descrizione schematica dei caratteri costruttivi, distributivi e
stilistici della cellula e accenni alla caratterizzazione architettonica del suddetto tipo edilizio da proporsi in un piccolo quartiere di edilizia sovvenzionata.
6. Progetto di casa unifamiliare di 5 vani in un comune della
provincia di Napoli, rispettando le direttive indicate dal regolamento regionale della Campania (allegato stralcio).
Elaborati richiesti:
Pianta dellalloggio in scala 1:50.
Prospetto e sezione in scala 1:50.
Sezione strutture e volumetrie.
Planimetria in scala 1:100 e 1:200.
7. Progetto di un fabbricato, a mano libera, inserito in una
cortina con destinazione duso abitazione e/o ufficio.
Elaborati richiesti:
Pianta piano terra e piano tipo.
Sezione
Prospetto inserito nella cortina.
8. Progetto di un servizio residenziale in un quartiere esistente nella provincia di Napoli, su unarea di m. 35  20 contornata da strada (h. max 5 m). Prevedere:
Sala riunioni n. 150/200 posti per assemblee, conferenze, associazioni, attivit teatrali, mostre, biblioteca, feste e cerimonie.
Ufficio del servizio sociale.
Sala riunioni di gruppo.
Vano afonico per attivit musicali.
Zona di sosta e conversazione, atrio.
Servizi igienici, deposito sedie, centrale termica.
Tener conto degli standard edilizi (distanze, volumetrie, superfici,
dotazione di servigi igienici), dellimpiantistica (isolamento termico e acustico), della legislazione normativa edilizia ed urbanistica.
Elaborati richiesti:
Planimetria, pianta e sezioni in scala 1:100.
Schizzi preparatori e di dettaglio con indicazioni dei materiali utilizzati.
9. Progetto di una casa/albergo per anziani su suolo pianeggiante o leggermente inclinato con 300 posti letto. Prevedere
vaste attrezzature a verde, porre particolare attenzione al problema delle barriere architettoniche e della sicurezza personale.
Elaborati richiesti:
Planimetria generale a mano libera in scala opportuna.
Piante a mano libera nelle scale opportune.
Sezioni e prospetti a mano libera nelle scale opportune.
Rappresentazione geometrica in scala 1:50 della soluzione di
una cellula con i servizi igienici.
10. Progetto di urbanizzazione di un lotto quadrato di 350 m
di lato in un complesso residenziale di 1.500 abitanti distribuiti in 330 famiglie (allegati gli indici). Prevedere:
Attrezzature scolastiche elementari e materne.
Attrezzature sportive e ricreative anche coperte.
Attrezzature commerciali, isolate o integrate alle abitazioni.
Non interferenza tra i traffici veicolari e pedonali.
Elaborati richiesti:
Relazione sui criteri progettuali, computo delle ripartizioni
insediative e calcolo dellindice di fabbricabilit.

31

Proporzionamento di un alloggio tipo.


Planimetriaa generale in scala 1:500 con sagoma dei fabbricati e sistemazioni delle infrastrutture.
Profili regolatori lungo le strade di penetrazione in scala
1:500.
11. Progetto di sistemazione dei locali al piano terra e al primo piano destinati alla vendita di capi di abbigliamento
con relativi schizzi prospettici. Provvedere al:
Consolidamento e sostituzione delle piattabande dei vani
porta e finestra.
Isolamento del pavimento del piano terra.
Sistemazione delle eventuali vetrine allinterno dellimmobile.
Elaborati richiesti:
Piante in scala 1:50.
Sezione in scala 1:50
Particolari costruttivi in scala 1:20.
12. Progetto di un padiglione per esposizioni in unarea di servizio dellAutostrada del Sole, su un terreno pianeggiante,
su due livelli di circa 600 m2. Prevedere:
Superficie di esposizione.
Atrio ingresso.
Guardaroba.
N. 2 locali per lamministrazione.
Servizi generali per il pubblico.
Elaborati richiesti:
Piante in scala 1:100.
Sezioni e prospetti in scala 1:100.
Particolare costruttivo in scala 1:50.
13. Progetto di una sostituzione edilizia a carattere residenziale in piazzetta Mondragone a Napoli con un minimo di
due appartamenti per piano.
Elaborati richiesti:
Pianta piano terra in scala 1:100.
Pianta piano tipo in scala 1:100.
Prospetto in scala 1:100.
Particolare costruttivo in scala 1:50.
14. Progetto di ununit abitativa di circa 200 m2 su di una superficie di terreno con pendenza del 30% , articolata su
due livelli. Prevedere:
Soggiorno-pranzo.
Cucina.
Locale per il tempo libero.
N. 3 camere da letto.
Doppi servizi.
15. Progetto di una Casa-Albergo per anziani di circa 1.400
mq di superficie utile, per n. 40 residenti, in unarea di
quartiere residenziale. Prevedere:
N. 20 camere da letto doppie con servizi.
Sala da pranzo con annessa cucina (60 30 m2).
Sala soggiorno (100 m2)
Piccola biblioteca con sala di lettura (60 m2).
In particolare al piano terra vanno previsti:
Portineria-accettazione.
Sala per linfermeria.
N. 3 uffici per la direzione e servizi (100 m2).
Elaborati richiesti:
Pianta piano terra in scala 1:200.
Pianta piano tipo in scala 1:200.
Prospetto e sezione in scala 1:200.
Pianta cellula in scala 1:50.
16. Progetto di un Poliambulatorio di circa 500 mq di superficie utile, articolato su due livelli, con quattro sezioni
di attivit specialistiche: odontoiatria, oculistica, otorinolaringolatria, ortopedia. Prevedere:
Modulo ambientale per le singole specialit di circa 50 m2
suddiviso in locale per visita, spogliatoio, servizio igienico.

32

Lesame di Stato fino al 2001: temi assegnati

Sala di attesa comune a due specialit di circa 16 m2.


Atrio di ingresso con posto di controllo.
Locale per laccettazione.
N. 3 locali per lamministrazione.
Spogliatoio per il personale.
Servizi generali per il pubblico e il personale.

Elaborati richiesti:
Piante 1 e 2 livello in scala 1:100.
Prospetto e sezione in scala 1:100.
Particolare esecutivo.
17. Progetto di un complesso per attivit culturali rionale di
circa 400 m2 articolato su due piani. Prevedere:
N. 2 sale di lettura di circa 60 m2.
Deposito libri di circa 80 m2.
Sala riunioni.
Ambienti per lamministrazione.
Servizi necessari per il pubblico e il personale.
Elaborati richiesti:
Piante primo e secondo livello in scala 1:100.
Prospetto e sezione in scala 1:100.
Particolari costruttivi in scala 1:50 o 1:20.
18. Progetto di una cappella di 200 m2 in unarea di servizio
dellAutostrada del Sole, con sacrestia di 40 m2, comprensiva di servizio e parlatoio.
Elaborati richiesti:
Pianta in scala 1:100.

Prospetto e sezione in scala 1:100.


Striscia di facciata in scala 1:50.
19. Progetto di intervento di consolidamento di una plurisecolare monumentale torre campanaria che ha subito un danno sismico. Descrivere la natura dei dissesti. Raffigurare il
quadro fessurativo. Alcune caratteristiche:
Pianta della torre a base quadrata (lato: 8 m).
Altezza totale della torre 20 m suddivisa in parte basamentale (8 m), due livelli intermedi (4 m ciascuno), coronamento (6 m).
Al piano terra si accede alla torre attraverso un vano rettangolare architravato; ai livelli intermedi, su due fronti, si
aprono finestre architravate; lungo il perimetro della cella
campanaria corre un loggiato continuo.
Materiale di costruzione il tufo, rivestito in pietra nella
parte basamentale, intonacato nel resto delledificio.
Fondazione continua.
Solai ad eccezione della copertura della parte basamentale
a volta, sono piani su armatura lignea.
Scala in legno.
Elaborati richiesti:
Relazione descrittiva.
Piante a quota 0.00, + 6.00, +14.00 in scala 1:50.
Prospetti necessari per illustrare lintervento in scala
1:50.
Sezione in scala 1:50.
Particolare costruttivo del consolidamento di un varco architravato in scala 1:20.

DECRETO DI
RIFORMA DELLE PROFESSIONI

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 giugno 2001, n. 328


Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per lammissione allesame di Stato e delle relative prove per lesercizio di talune professioni, nonch della disciplina dei relativi ordinamenti.
Pubblicato nella G.U.R.I. n. 190 del 17 agosto 2001 (Testo in vigore dal 1-9-2001)
(sono omessi i titoli e gli articoli che non attengono direttamente le professioni di architetto, di ingegnere, di geometra e collegate).
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto larticolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto larticolo 1, comma 18, della legge 14 gennaio 1999, n. 4, modificato dallarticolo 6, comma 4, della legge 19 ottobre 1999, n. 370;
Visto larticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Sentiti gli ordini e collegi professionali interessati;
Visto il parere del Consiglio universitario nazionale, espresso nelladunanza del 22 marzo 2001;
Visto il parere del Consiglio nazionale studenti universitari, espresso nelladunanza del 6 marzo 2001;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 aprile 2001;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nelladunanza del 21 maggio 2001;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 maggio 2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri ad interim Ministro delluniversit e della ricerca scientifica e tecnologica,
di concerto con il Ministro della giustizia;
EMANA
il seguente regolamento:
Titolo primo
NORME GENERALI
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento modifica e integra la disciplina dellordinamento, dei connessi albi, ordini o collegi, nonch dei requisiti
per lammissione allesame di Stato e delle relative prove, delle professioni di: dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo.
2. Le norme contenute nel presente regolamento non modificano lambito stabilito dalla normativa vigente in ordine alle attivit attribuite o riservate, in via esclusiva o meno, a ciascuna professione.
Art. 2.
Istituzione di sezioni negli albi professionali
1. Le sezioni negli albi professionali individuano ambiti professionali diversi in relazione al diverso grado di capacit e competenza
acquisita mediante il percorso formativo.
2. Ove previsto dalle disposizioni di cui al titolo II, negli albi professionali vengono istituite, in corrispondenza al diverso livello del
titolo di accesso, le seguenti due sezioni:
a) sezione A, cui si accede, previo esame di Stato, con il titolo di laurea specialistica;
b) sezione B, cui si accede, previo esame di Stato, con il titolo di laurea.
3. Liscritto alla sezione B, in possesso del necessario titolo di studio pu essere iscritto nella sezione A del medesimo albo professionale, previo superamento del relativo esame di Stato.
Art. 3.
Istituzione di settori negli albi professionali
1. I settori istituiti nelle sezioni degli albi professionali corrispondono a circoscritte e individuate attivit professionali.
2. Ove previsto dalle disposizioni di cui al titolo II, nelle sezioni degli albi professionali vengono istituiti distinti settori in relazione
allo specifico percorso formativo.
3. Il professionista iscritto in un settore non pu, esercitare le competenze di natura riservata attribuite agli iscritti ad uno o pi altri
settori della stessa sezione, ferma restando la possibilit di iscrizione a pi settori della stessa sezione, previo superamento del relativo
esame di Stato.
4. Gli iscritti in un settore che, in possesso del necessario titolo di studio, richiedano di essere iscritti in un diverso settore della stessa
sezione, devono conseguire la relativa abilitazione a seguito del superamento di apposito esame di Stato limitato alle prove e alle materie caratterizzanti il settore cui intendono accedere.
5. Formano oggetto dellattivit professionale degli iscritti ad un settore della sezione A, oltre a quelle ad essi specificamente attribuite, anche quelle attribuite agli iscritti del corrispondente settore della sezione B.
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Decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328

Art. 4.
Norme organizzative generali
1. Salve le disposizioni speciali previste nel presente regolamento, il numero dei componenti degli organi collegiali, a livello locale o
nazionale, degli ordini o collegi relativi alle professioni di cui allarticolo 1, comma 1, qualora vengano istituite le due sezioni di cui allarticolo 2, ripartito in proporzione al numero degli iscritti a ciascuna sezione. Tale numero viene determinato assicurando comunque
la presenza di ciascuna delle componenti e una percentuale non inferiore al cinquanta per cento alla componente corrispondente alla
sezione A. Lelettorato passivo per lelezione del Presidente spetta agli iscritti alla sezione A.
2. Nellipotesi di procedimento disciplinare i relativi provvedimenti vengono adottati esclusivamente dai componenti appartenenti alla sezione cui appartiene il professionista assoggettato al procedimento.
3. Con successivo regolamento ai sensi dellarticolo 1, comma 18, legge 14 gennaio 1999, n. 4, e successive modificazioni, verranno
definite le procedure elettorali e il funzionamento degli Organi in sede disciplinare, nel rispetto dei principi definiti nei commi 1 e 2.
Art. 5.
Esami di Stato
1. Coloro che hanno titolo per accedere allesame di Stato per la sezione A possono accedere anche allesame di Stato per la sezione
B, fermo, ove previsto, il requisito del tirocinio.
2. Salvo disposizioni speciali, gli esami consistono in due prove scritte di carattere generale, una prova pratica e una prova orale.
Sono esentati da una delle prove scritte coloro i quali provengono dalla sezione B o da settori diversi della stessa sezione e coloro che
conseguono un titolo di studio allesito di un corso realizzato sulla base di specifiche convenzioni tra le universit e gli ordini o collegi
professionali.
3. Il contenuto delle prove degli esami di Stato non modifica lambito delle attivit professionali definite dagli ordinamenti di ciascuna professione.
4. Nulla innovato circa le norme vigenti relative alla composizione delle commissioni esaminatrici e alle modalit di espletamento
delle prove desame.
Art. 6.
Tirocinio
1. Il periodo di tirocinio, ove prescritto, pu essere svolto in tutto o in parte durante il corso degli studi secondo modalit stabilite in
convenzioni stipulate fra gli ordini o collegi e le universit, ed eventualmente, con riferimento alle professioni di cui al capo XI, con gli
istituti di istruzione secondaria o con gli enti che svolgono attivit di formazione professionale o tecnica superiore.
2. Coloro che hanno effettuato il periodo di tirocinio per laccesso alla sezione B possono esserne esentati per laccesso alla sezione
A, sulla base dei criteri fissati con decreto del Ministro competente sentiti gli ordini e collegi.
Art. 7.
Valore delle classi di laurea
1. I titoli universitari conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello, appartenenti alla stessa classe, hanno identico valore legale ai fini dellammissione agli esami di Stato, indipendentemente dallo specifico contenuto di crediti formativi.
2. I decreti ministeriali che introducono modifiche delle classi di laurea e di laurea specialistica definiscono anche, in conformit alla normativa vigente, la relativa corrispondenza con i titoli previsti dal presente regolamento, quali requisiti di ammissione agli esami di Stato.
Art. 8.
Salvaguardia del valore dei titoli di studio e abilitativi
conseguiti in conformit al precedente ordinamento
1. Fatto salvo quanto previsto dalle norme finali e transitorie contenute nel titolo II, coloro i quali hanno conseguito o conseguiranno il
diploma di laurea regolato dallordinamento previgente ai decreti emanati in applicazione dellarticolo 17, comma 95, legge 15 maggio
1997, n. 127, sono ammessi a partecipare agli esami di Stato sia per la sezione A che per la sezione B degli albi relativi alle professioni di
cui al titolo II, ferma restando la necessit del tirocinio ove previsto dalla normativa previgente.
2. Coloro i quali, ai sensi della normativa vigente in ciascuna professione, hanno titolo ad iscriversi allalbo professionale indipendentemente dal requisito dellesame di Stato, conservano tale titolo per liscrizione alla sezione A dello stesso albo.
3. I diplomati nei corsi di diploma universitario triennale sono ammessi a sostenere gli esami di Stato secondo la tabella A allegata al
presente regolamento.
TITOLO SECONDO
DISCIPLINA DEL SINGOLI ORDINAMENTI
Capo I
ATTIVIT PROFESSIONALI
Art. 9.
Attivit professionali
1. Lelencazione delle attivit professionali compiuta nel Titolo II, per ciascuna professione, non pregiudica quanto forma oggetto
dellattivit di altre professioni ai sensi della normativa vigente.
Capo II
PROFESSIONE DI DOTTORE AGRONOMO E DOTTORE FORESTALE
omissis.
Capo III
PROFESSIONE DI ARCHITETTO, PIANIFICATORE PAESAGGISTA E CONSERVATORE
Art. 15.
Sezioni e titoli professionali
1. Nellalbo professionale dellordine degli architetti, che assume la denominazione: Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, sono istituite la sezione A e la sezione B.

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2. La sezione A ripartita nei seguenti settori:


a) architettura;
b) pianificazione territoriale;
c) paesaggistica;
d) conservazione dei beni architettonici ed ambientali.
3. Agli iscritti nella sezione A spettano i seguenti titoli professionali:
a) agli iscritti nel settore architettura spetta il titolo di architetto;
b) agli iscritti nel settore pianificazione territoriale spetta il titolo di pianificatore territoriale;
c) agli iscritti nel settore paesaggistica spetta il titolo di paesaggista;
d) agli iscritti nel settore conservazione dei beni architettonici ed ambientali spetta il titolo di conservatore dei beni architettonici ed ambientali.
4. La sezione B ripartita nei seguenti settori:
a) architettura;
b) pianificazione.
5. Agli iscritti nella sezione B spettano i seguenti titoli professionali:
a) agli iscritti nel settore architettura spetta il titolo di architetto iunior;
b) agli iscritti nel settore pianificazione spetta il titolo di pianificatore iunior.
6. Liscrizione allalbo professionale accompagnata dalle dizioni: sezione A - settore architettura, sezione A - settore pianificazione territoriale, sezione A - settore paesaggistica, sezione A - settore conservazione dei beni architettonici ed ambientali, sezione B - settore architettura, sezione B - settore pianificazione.
Art. 16.
Attivit professionali
1. Formano oggetto dellattivit professionale degli iscritti nella sezione A - settore architettura, ai sensi e per gli effetti di cui allarticolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni gi stabilite dalla vigente normativa, le attivit gi stabilite dalle disposizioni vigenti nazionali ed europee per la professione di architetto, ed in particolare quelle che implicano luso di metodologie
avanzate, innovative o sperimentali.
2. Formano oggetto dellattivit professionale degli iscritti nella sezione A - settore pianificazione territoriale:
a) la pianificazione del territorio, del paesaggio, dellambiente e della citt;
b) lo svolgimento e il coordinamento di analisi complesse e specialistiche delle strutture urbane, territoriali, paesaggistiche e ambientali, il coordinamento e la gestione di attivit di valutazione ambientale e di fattibilit dei piani e dei progetti urbani e territoriali;
c) strategie, politiche e progetti di trasformazione urbana e territoriale.
3. Formano oggetto dellattivit professionale degli iscritti nella sezione A - settore paesaggistica:
a) la progettazione e la direzione relative a giardini e parchi;
b) la redazione di piani paesistici;
c) il restauro di parchi e giardini storici, contemplati dalla legge 20 giugno 1909, n. 364, ad esclusione delle loro componenti edilizie.
4. Formano oggetto dellattivit professionale degli iscritti nella sezione A - settore conservazione dei beni architettonici ed ambientali:
a) la diagnosi dei processi di degrado e dissesto dei beni architettonici e ambientali e la individuazione degli interventi e delle tecniche miranti alla loro conservazione.
5. Formano oggetto dellattivit professionale degli iscritti nella sezione B, ai sensi e per gli effetti di cui allarticolo 1, comma 2, restando immutate le riserve e attribuzioni gi stabilite dalla vigente normativa:
a) per il settore architettura:
1) le attivit basate sullapplicazione delle scienze, volte al concorso e alla collaborazione alle attivit di progettazione, direzione dei lavori, stima e collaudo di opere edilizie, comprese le opere pubbliche;
2) la progettazione, la direzione dei lavori, la vigilanza, la misura, la contabilit e la liquidazione relative a costruzioni civili
semplici, con luso di metodologie standardizzate;
3) i rilievi diretti e strumentali sulledilizia attuale e storica.
b) per il settore pianificazione:
1) le attivit basate sullapplicazione delle scienze volte al concorso e alla collaborazione alle attivit di pianificazione;
2) la costruzione e gestione di sistemi informativi per lanalisi e la gestione della citt e del territorio;
3) lanalisi, il monitoraggio e la valutazione territoriale ed ambientale;
4) procedure di gestione e di valutazione di atti di pianificazione territoriale e relativi programmi complessi.
Art. 17.
Esami di Stato per liscrizione nella sezione A e relative prove
1. Liscrizione nella sezione A subordinata al superamento di apposito esame di Stato.
2. Per lammissione allesame di Stato richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi:
a) per liscrizione nel settore architettura:
1) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile - corso di laurea corrispondente alla direttiva 85/384/CEE;
b) per liscrizione nel settore pianificazione territoriale:
1) classe 54/S - Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
2) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile;
c) per liscrizione nel settore paesaggistica:
1) classe 3/S - Architettura del paesaggio;

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2) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile;


3) classe 82/S - Scienze e tecnologie per lambiente e il territorio;
d) per liscrizione nel settore conservazione dei beni architettonici ed ambientali:
1) classe 10/S - Conservazione dei beni architettonici e ambientali;
2) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile.
3. Lesame di Stato articolato nelle seguenti prove:
a) per liscrizione nel settore architettura:
1) una prova pratica avente ad oggetto la progettazione di unopera di edilizia civile o di un intervento a scala urbana;
2) una prova scritta relativa alla giustificazione del dimensionamento strutturale o insediativo della prova pratica;
3) una seconda prova scritta vertente sulle problematiche culturali e conoscitive dellarchitettura;
4) una prova orale consistente nel commento dellelaborato progettuale e nellapprofondimento delle materie oggetto delle prove
scritte, nonch sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale;
b) per liscrizione nel settore pianificazione territoriale:
1) una prova pratica avente ad oggetto lanalisi tecnica dei fenomeni della citt e del territorio o la valutazione di piani e programmi di trasformazione urbana, territoriale ed ambientale;
2) una prova scritta in materia di legislazione urbanistica;
3) una discussione sulle materie oggetto della prova scritta e pratica, nonch sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale;
c) per liscrizione nel settore paesaggistica:
1) una prova pratica avente ad oggetto le tematiche paesaggistiche ed ambientali;
2) una prova scritta su temi di cultura ambientale e paesaggistica;
3) una discussione sulle materie oggetto della prova scritta e pratica, nonch sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale;
d) per liscrizione nel settore conservazione dei beni architettonici e ambientali:
1) due prove scritte su temi di cultura e tecnica della conservazione;
2) una discussione sulle materie oggetto delle prove scritte, nonch sugli aspetti di legislazione e deontologia professionale.
4. Gli iscritti nella sezione B ammessi a sostenere lesame di Stato per lammissione alla sezione A sono esentati dalla prova scritta che
abbia ad oggetto materie per le quali gi sia stata verificata lidoneit del candidato nellaccesso al settore di provenienza.
5. Nel caso vengano attivate, con apposite convenzioni fra ordini ed universit, attivit strutturate di tirocinio professionale, adeguatamente regolamentate ed aventi una durata massima di un anno, la partecipazione documentata a tali attivit esonera dalla prova
pratica.
Art. 18.
Esami di Stato per liscrizione nella sezione B e relative prove
1. Liscrizione nella sezione B subordinata al superamento di apposito esame di Stato.
2. Per lammissione allesame di Stato richiesto il possesso della laurea in una delle seguenti classi:
a) per il settore architettura:
1) classe n. 4 - Scienze dellarchitettura e dellingegneria edile;
2) classe n. 8 - Ingegneria civile e ambientale;
b) per il settore pianificazione:
1) classe n. 7 - Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale;
2) classe n. 27 - Scienze e tecnologie per lambiente e la natura.
3. Lesame di Stato articolato nelle seguenti prove:
a) per il settore architettura:
1) una prova pratica consistente nello sviluppo grafico di un progetto esistente o nel rilievo a vista, e nella stesura grafica di un
particolare architettonico;
2) una prova scritta avente ad oggetto la valutazione economico-quantitativa della prova pratica;
3) una seconda prova scritta consistente in un tema o prova grafica nelle materie caratterizzanti il percorso formativo;
4) una prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte, e in legislazione e deontologia professionale;
b) per il settore pianificazione:
1) una prova pratica avente ad oggetto lanalisi tecnica dei fenomeni della citt e del territorio o la valutazione di piani e programmi di trasformazione urbana, territoriale ed ambientale;
2) una prova scritta vertente sullanalisi e valutazione della compatibilit urbanistica di unopera pubblica;
3) una seconda prova scritta consistente in un tema o prova grafica nelle materie caratterizzanti il percorso formativo;
4) una prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte e in legislazione e deontologia professionale.
4. Nel caso vengano attivate, con apposite convenzioni fra ordini ed universit, attivit strutturate di tirocinio professionale, adeguatamente regolamentate ed aventi una durata massima di un anno, la partecipazione documentata a tali attivit esonera dalla prova
pratica.
Art. 19.
Norme finali e transitorie
1. Gli attuali appartenenti allordine degli architetti sono iscritti nella sezione A, settore architettura.
2. Coloro i quali sono in possesso dellabilitazione professionale alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono
iscriversi alla sezione A, settore architettura.
3. Coloro i quali conseguono labilitazione professionale allesito di esami di Stato indetti prima della data di entrata in vigore del
presente regolamento possono iscriversi alla sezione A, settore architettura.
4. I possessori dei diplomi di laurea regolati dallordinamento previgente ai decreti emanati in applicazione dellarticolo 17, comma

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95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, sono ammessi a sostenere lesame di Stato per liscrizione nei settori previsti dallarticolo 14,
comma 2, secondo le seguenti corrispondenze:
a) per liscrizione nel settore pianificazione territoriale, la laurea in scienze ambientali e la laurea in pianificazione territoriale
ed urbanistica;
b) per liscrizione nel settore conservazione dei beni architettonici e ambientali, la laurea in storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali.
Capo IV
PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE
omissis.
Capo V
PROFESSIONE DI ATTUARIO
omissis.
Capo VI
PROFESSIONE DI BIOLOGO
omissis.
Capo VII
PROFESSIONE DI CHIMICO
omissis.
Capo VIII
PROFESSIONE DI GEOLOGO
omissis.
Capo IX
PROFESSIONE DI INGEGNERE
Art. 45.
Sezioni e titoli professionali
1. Nellalbo professionale dellordine degli ingegneri sono istituite la sezione A e la sezione B. Ciascuna sezione ripartita nei seguenti settori:
a) civile e ambientale;
b) industriale;
c) dellinformazione.
2. Agli iscritti nella sezione A spettano i seguenti titoli professionali:
a) agli iscritti al settore civile e ambientale, spetta il titolo di ingegnere civile e ambientale;
b) agli iscritti al settore industriale, spetta il titolo di ingegnere industriale;
c) agli iscritti al settore dellinformazione, spetta il titolo di ingegnere dellinformazione.
3. Agli iscritti nella sezione B spettano i seguenti titoli professionali:
a) agli iscritti al settore civile e ambientale, spetta il titolo di ingegnere civile e ambientale iunior;
b) agli iscritti al settore industriale, spetta il titolo di ingegnere industriale iunior;
c) agli iscritti al settore dellinformazione, spetta il titolo di ingegnere dellinformazione iunior.
4. Liscrizione allalbo professionale degli ingegneri accompagnata dalle dizioni: sezione degli ingegneri - settore civile e ambientale; sezione degli ingegneri - settore industriale; sezione degli ingegneri - settore dellinformazione; sezione degli ingegneri iuniores - settore civile e ambientale; sezione degli ingegneri iuniores - settore industriale; sezione degli ingegneri iuniores - settore
dellinformazione.
Art. 46.
Attivit professionali
1. Le attivit professionali che formano oggetto della professione di ingegnere sono cos ripartite tra i settori di cui allarticolo 45,
comma 1:
a) per il settore ingegneria civile e ambientale: la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il
collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di opere edili e strutture, infrastrutture, territoriali e di trasporto, di opere
per la difesa del suolo e per il disinquinamento e la depurazione, di opere geotecniche, di sistemi e impianti civili e per lambiente e
il territorio;
b) per il settore ingegneria industriale: la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo,
la gestione, la valutazione di impatto ambientale di macchine, impianti industriali, di impianti per la produzione, trasformazione e la distribuzione dellenergia, di sistemi e processi industriali e tecnologici, di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia
medico-chirurgica;
c) per il settore ingegneria dellinformazione: la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni.
2. Ferme restando le riserve e le attribuzioni gi stabilite dalla vigente normativa e oltre alle attivit indicate nel comma 3, formano in
particolare oggetto dellattivit professionale degli iscritti alla sezione A, ai sensi e per gli effetti di cui allarticolo 1, comma 2, le attivit, ripartite tra i tre settori come previsto dal comma 1, che implicano luso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali nella
progettazione, direzione lavori, stima e collaudo di strutture, sistemi e processi complessi o innovativi.
3. Restando immutate le riserve e le attribuzioni gi stabilite dalla vigente normativa, formano oggetto dellattivit professionale degli iscritti alla sezione B, ai sensi e per gli effetti di cui allarticolo 1, comma 2:
a) per il settore ingegneria civile e ambientale:
1) le attivit basate sullapplicazione delle scienze, volte al concorso e alla collaborazione alle attivit di progettazione, direzione dei lavori, stima e collaudo di opere edilizie comprese le opere pubbliche;

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2) la progettazione, la direzione dei lavori, la vigilanza, la contabilit e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici, con
luso di metodologie standardizzate;
3) i rilievi diretti e strumentali sulledilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualunque natura;
b) per il settore ingegneria industriale:
1) le attivit basate sullapplicazione delle scienze, volte al concorso e alla collaborazione alle attivit di progettazione, direzione lavori, stima e collaudo di macchine e impianti, comprese le opere pubbliche;
2) i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti macchine e impianti;
3) le attivit che implicano luso di metodologie standardizzate, quali la progettazione, direzione lavori e collaudo di singoli organi o
di singoli componenti di macchine, di impianti e di sistemi, nonch di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva;
c) per il settore ingegneria dellinformazione:
1) le attivit basate sullapplicazione delle scienze, volte al concorso e alla collaborazione alle attivit di progettazione, direzione lavori, stima e collaudo di impianti e di sistemi elettronici, di automazioni e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle
informazioni;
2) i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti impianti e sistemi elettronici;
3) le attivit che implicano luso di metodologie standardizzate, quali la progettazione, direzione lavori e collaudo di singoli organi o componenti di impianti e di sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni, nonch di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva.
Art. 47.
Esami di Stato per liscrizione nella sezione A e relative prove
1. Liscrizione nella sezione A subordinata al superamento di apposito esame di Stato.
2. Per lammissione allesame di Stato richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi:
a) per il settore civile e ambientale:
1) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile - corso di laurea corrispondente alla direttiva 85/384/CEE;
2) classe 28/S - Ingegneria civile;
3) classe 38/S - Ingegneria per lambiente e per il territorio;
b) per il settore industriale:
1) classe 25/S - Ingegneria aerospaziale e astronautica;
2) classe 26/S - Ingegneria biomedica;
3) classe 27/S - Ingegneria chimica;
4) classe 29/S - Ingegneria dellautomazione;
5) classe 31/S - Ingegneria elettrica;
6) classe 33/S - Ingegneria energetica e nucleare;
7) classe 34/S - Ingegneria gestionale;
8) classe 36/S - Ingegneria meccanica;
9) classe 37/S - Ingegneria navale;
10) classe 61/S - Scienza e ingegneria dei materiali;
c) per il settore dellinformazione:
1) classe 23/S - Informatica;
2) classe 26/S - Ingegneria biomedica;
3) classe 29/S - Ingegneria dellautomazione;
4) classe 30/S - Ingegneria delle telecomunicazioni;
5) classe 32/S - Ingegneria elettronica;
6) classe 34/S - Ingegneria gestionale;
7) classe 35/S - Ingegneria informatica.
3. Lesame di Stato articolato nelle seguenti prove:
a) una prova scritta relativa alle materie caratterizzanti il settore per il quale richiesta liscrizione;
b) una seconda prova scritta nelle materie caratterizzanti la classe di laurea corrispondente al percorso formativo specifico;
c) una prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte ed in legislazione e deontologia professionale;
d) una prova pratica di progettazione nelle materie caratterizzanti la classe di laurea corrispondente al percorso formativo specifico.
4. Gli iscritti nella sezione B ammessi a sostenere lesame di Stato per lammissione alla sezione A sono esentati dalla seconda prova
scritta, purch il settore di provenienza coincida con quello per il quale richiesta liscrizione.
5. Per gli iscritti ad un settore che richiedono liscrizione ad altro settore della stessa sezione lesame di Stato articolato nelle seguenti prove:
a) una prova scritta nelle materie caratterizzanti il settore per il quale richiesta liscrizione;
b) una prova pratica di progettazione nelle materie caratterizzanti il settore per il quale richiesta liscrizione.
Art. 48.
Esami di Stato per liscrizione nella sezione B e relative prove
1. Liscrizione nella sezione B subordinata al superamento di apposito esame di Stato.
2. Per lammissione allesame di Stato richiesto il possesso della laurea in una delle seguenti classi:
a) per il settore civile e ambientale:
1) classe 4 - Scienze dellarchitettura e dellingegneria edile;
2) classe 8 - Ingegneria civile e ambientale;

Decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328

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b) per il settore industriale:


1) classe 10 - Ingegneria industriale;
c) per il settore dellinformazione:
1) classe 9 - Ingegneria dellinformazione;
2) classe 26 - Scienze e tecnologie informatiche.
3. Lesame di Stato articolato nelle seguenti prove:
a) una prova scritta relativa alle materie caratterizzanti il settore per il quale richiesta liscrizione;
b) una seconda prova scritta nelle materie relative ad uno degli ambiti disciplinari, a scelta del candidato, caratterizzanti la classe
di laurea corrispondente al percorso formativo specifico;
c) una prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte ed in legislazione e deontologia professionale;
d) una prova pratica di progettazione nelle materie relative ad uno degli ambiti disciplinari, a scelta del candidato, caratterizzanti la
classe di laurea corrispondente al percorso formativo specifico.
4. Per gli iscritti ad un settore che richiedono liscrizione ad un altro settore della stessa sezione lesame di Stato articolato nelle seguenti prove:
a) una prova scritta relativa alle materie caratterizzanti il settore per il quale richiesta liscrizione;
b) una prova pratica di progettazione in materie caratterizzanti il settore per il quale richiesta liscrizione.
Art. 49.
Norme finali e transitorie
1. Gli attuali appartenenti allordine degli ingegneri vengono iscritti nella sezione A dellalbo degli ingegneri, nonch nel settore, o
nei settori, per il quale ciascuno di essi dichiara di optare.
2. Coloro i quali sono in possesso dellabilitazione professionale alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono iscriversi
nella sezione A dellalbo degli ingegneri, nonch nel settore, o nei settori, per il quale ciascuno di essi dichiara di optare.
3. Coloro i quali conseguono labilitazione professionale allesito di esami di Stato indetti prima della data di entrata in vigore del
presente regolamento possono iscriversi nella sezione A dellalbo degli ingegneri, nonch nel settore, o nei settori, per il quale ciascuno
di essi dichiara di optare.
Capo X
PROFESSIONE DI PSICOLOGO
omissis.
Capo XI
Art. 55.
Professioni di agrotecnico geometra, perito agrario, perito industriale
1. Agli esami di Stato per le professioni di agrotecnico, geometra, perito agrario e perito industriale, oltre che con i titoli e tirocini previsti
dalla normativa vigente e dalla attuazione della legge 10 febbraio 2000, n. 30, si accede con la laurea comprensiva di un tirocinio di sei mesi.
Restano ferme le attivit professionali riservate o consentite e le prove attualmente previste per lesame di Stato.
2. Le classi di laurea che danno titolo allaccesso sono le seguenti:
a) per la professione di agrotecnico: classi 1, 7, 8, 17, 20, 27, 40;
b) per la professione di geometra: classi 4, 7, 8;
c) per la professione di perito agrario: classi 1, 7, 8, 17, 20, 27, 40;
d) per la professione di perito industriale, relativamente allaccesso alle sezioni attualmente presenti nellalbo: le classi 4, 7, 8 (sezione
edilizia); la classe 9 (sezione elettronica e telecomunicazioni); la classe 10 (sezioni: elettronica ed automazione; costruzioni aeronautiche;
cronometria; industria cartaria; industrie cerealicole; industria navalmeccanica; industria ottica; materie plastiche; meccanica; metallurgia;
tessile con specializzazione produzione dei tessili; tessile con specializzazione confezione industriale; termotecnica); la classe 16 (sezione:
industrie minerarie); la classe 20 (sezione tecnologie alimentari); la classe 21 (sezioni: chimica conciaria; chimico; chimica nucleare; industria tintoria); la classe 23 (sezioni: arti fotografiche; arti grafiche); la classe 25 (sezioni: energia nucleare; fisica industriale); la classe 26
(sezione informatica) e la classe 42 (sezione disegno di tessuti).
3. Possono, altres, partecipare agli esami di Stato per le predette professioni coloro i quali, in possesso dello specifico diploma richiesto dalla normativa per liscrizione nei rispettivi albi, abbiano frequentato con esito positivo, corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, a norma del decreto del Ministro della pubblica istruzione 31 ottobre 2000, n. 436, recante norme di attuazione dellarticolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, della durata di quattro semestri, comprensivi di tirocini non inferiori a sei mesi coerenti
con le attivit libero professionali previste dallalbo cui si chiede di accedere.
4. Agli iscritti con il titolo di laurea di cui al comma 2 spetta il titolo professionale rispettivamente di agrotecnico laureato, geometra
laureato, perito agrario laureato, perito industriale laureato.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, add 5 giugno 2001
CIAMPI
AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministri
FASSINO, Ministro della giustizia
Visto, il Guardasigilli: CASTELLI
Registrato alla Corte dei conti il 20 luglio 2001
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 6, foglio n. 21