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Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art.

1, comma 1, DCB LIVORNO


Febbraio 2015
Anno XV - n 152

LEditoriale
di Enrico Dello Sbarba

Buon
lavoro
Presidente
Mattarella!
Una scelta giusta, un uomo giusto: cos intitola leditoriale
Marco Tarquino - direttore di
Avvenire - nel commentare
lelezione di Sergio Mattarella
alla Presidenza della Repubblica.
Ed una volta tanto, in questo
paese, in cui gli organi di informazione si distinguono, salvo poche eccezioni, a criticare
tutto e tutti, i consensi sono
stati praticamente unanimi, salvo le scontate eccezioni delle
due testate milanesi notoriamente vicine alle posizioni pi
oltranziste della destra.
La figura di Sergio Mattarella un democristiano a tutto tondo, grande amico di Aldo Moro,
fuori discussione per la seriet, la dirittura morale, limpegno politico. A nessuno nemmeno ai dioscuri
della Lega il cui patriarca Matteo Salvini, pronto ad ereditare, nel contesto di una protesta viscerale, quellincidente di
percorso che si chiama 5Stel
segue a pag. 2

Un segno
dei tempi
di Nicola Graziani
Ora che Sergio Mattarella ha ricevuto
il crisma del dodicesimo Presidente
della Repubblica Italiana possiamo permetterci un sospiro di sollievo, ed un
bilancio della vicenda politica che lo ha
visto assurgere alla massima magistratura del nostro ordinamento.
Primo punto: i tempi. Molto rapidi, pi
rapidi del previsto, hanno dimostrato
come il meccanismo costituzionale sia,
almeno a riguardo, pienamente funzionante e oleato. Non ci sarebbe bisogno di cambiare quorum e maggioranze qualificate, come invece le riforme
renziane vorrebbero fare. Lasciamo le
cose come stanno, per favore.
Secondo punto: chi uscito vincente.
Il discorso complesso. Iniziamo dal
premier: Matteo Renzi ha capito che
doveva giocare entro alcuni limiti, sen
segue a pag. 2

Sergio Mattarella

Il parere di Giorgio Kutuf sullelezione del Presidente Mattarella

Il pi adatto ad accompagnare il Paese


in questa difficile fase di transizione
Riprendiamo dal giornale on line della
Diocesi di Livorno La Settimana tutti i
giorni la dichiarazione di Giorgio Kutuf sull'elezione del Presidente Mattarella.
Esprimo grande soddisfazione per l'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della
Repubblica che rappresenta, per me, la scelta pi giusta per molti motivi.

Il Paese ha bisogno di un uomo equilibrato


ed insieme fermo, profondamente rispettoso della nostra Costituzione, convinto tutore della legalit e della lotta alla mafia, impegno per cui ha pagato un prezzo altissimo
con l'uccisione del fratello Pier Santi.
Un uomo coerente, di profondi principi ai
quali non ha mai derogato. Un uomo schivo
segue a pag. 3

Politica

dalla prima pagina

Buon lavoro
Presidente
Mattarella!
le, e che ha tenuto a precisare di non
sentirsi rappresentato dal nuovo Presidente eletto con una marea di voti,
pu essere consentito di mettere in
discussione le preclari qualit del neo
presidente.
Da parte sua,lex comico Grillo,
dopo che i suoi parlamentari hanno
continuato a sostenere un ex magistrato, in cerca, evidentemente, di un
po di pubblicit perduta, si limitato a dichiarare, bont sua, vedremo
cosa sar capace di fare.
Ma queste,in un panorama politico caratterizzato da una vasta messe di consensi, fanno parte di quelle manifestazioni di dissenso o di forzato distinguo presenti sotto ogni orizzonte.
La verit che il neopresidente sta
raccogliendo, nellintero paese, una
messe di favorevoli commenti a conferma dellottima scelta avvenuta
dopo tanti giorni di fibrillazioni: stato eletto, senza ombra di dubbio, un
galantuomo, un personaggio di alto
profilo, che sapr sicuramente tenere
alto il prestigio e la dignit del nostro
paese sulla falsariga del grande ruolo
svolto dal presidente Napolitano.
La sua prima dichiarazione gi di
per se indicativa di quello che sar la
caratteristica prevalente del suo settennato il pensiero va sopratutto e
anzitutto alle difficolt ed alle speranze dei nostri concittadini ha affermato poco dopo, la sua trionfale
elezione.
Ha interpretato, in maniera nobile e
concisa, quello che il dramma che
lItalia sta attraversando: senza fare
ricorso a frasi roboanti, ha affrontato subito, con sano realismo, il compito difficile ed improbo che sta dinnanzi a noi: quello cio di mettere in
moto tutte le energie per cercare di
superare questo difficile e lungo empasse che sta mettendo a rischio il
nostro futuro.
Resta il fatto che le qualit di questuomo cos riservato, di questo
politico onesto, gi uomo di governo
rigoroso, serio nemico di tutte le

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mafie, di cattolico limpido e, ci sia


consentito, di democristiano intemerato, le scopriremo durante il suo
settennato.
Le inevitabili luci che si accenderanno dimostreranno il grande livello di
Sergio Mattarella: un presidente
esclusivamente al servizio del paese
e degli italiani.
Nel chiudere queste brevi note, non
possiamo ignorare limportanza del
ruolo svolto,nella difficile congiuntura, da Matteo Renzi, presidente del
consiglio nonch segretario del Partito Democratico: ha saputo, con abilit ed intelligenza, condurre verso un
porto sicuro, cio verso una soluzione intelligente, un passaggio politico,
pieno di insidie e di pericoli.
A conclusione di queste brevi note,
caro Presidente Mattarella, gli amici
de Il Centro Le rivolgono il pi affettuoso augurio di buon settennato per
il bene dellItalia.

Un segno
dei tempi
n avrebbe richiato l'osso del collo.
Comprendere che non si onnipotenti
indice di maturazione. Non a caso
alla fine della storia esce molto bene,
come anche lopposizione interna al
Pd: non pi il ragazzo da picchiare
che tanto comodo faceva a Renzi, ma
un interlocutore politico con cui fare i
conti. Bersani poi ha dato l'impressione
di saper ben guardare al di l del cortile
di casa, ed anche questa una buona
notizia per la tenuta generale del quadro politico. Viceversa il centrodestra si
presenta come il vero perdente.
Silvio Berlusconi si autoescluso dal
giro (come anche i grillini, del resto). Ora
appare pi bolso di prima. Il partito potrebbe scoppiargli in mano da un giorno
all'altro. I centristi con tutti i loro tentennamenti sono ancora pi marginali di
ieri, all'interno del governo.
Quanto ai cattolici del centrodestra,
sono quelli che meno hanno gradito la
candidatura di Mattarella. Chiediamoci il perch, ma non diamoci una risposta, perch potremmo finire a pensare che si tratti di una miope forma di
gelosia nei confronti di un cattolico
serio che non appartiene alla loro tradizione culturale.
Queste cose noi non le pensiamo, e

diffidiamo chiunque dall'attribuircele.


Comunque sarebbe stata uneccellente occasione per dimostrare lefficacia
della formula dello sparpagliamento
nelle varie componenti politiche, predicata per molti anni.
Purtroppo non andata cos: legittimo
adesso dubitare della funzionalit dello
schema. Riflettiamoci bene, in futuro.
Uniti si lavora meglio, se poi si collabora
pure si pu concorrere alla creazione di
un futuro migliore per l'Italia
C per un ultimo aspetto della faccenda. Lelezione di Mattarella segna
nei fatti una rivalutazione della corrente politica e culturale del cattolicesimo
democratico.
Erano molti anni che questo, nella sua
concezione pi pura rappresentata dal
nuovo Capo dello Stato, non riceveva
un riconoscimento tanto aperto. Il fatto
deve far pensare: pone sotto una nuova luce unesperienza che, nel corso
degli ultimi decenni, sembrava ormai
messa ai margini. Invece, allimprovviso,
un Paese stanco e confuso proprio ad
essa si rivolto, trovandovi inaspettate
energie pronte ad essere messe in campo. Quanto avvenuto, insomma, pare proprio essere un segno dei tempi.
Periodico mensile
del Circolo Culturale

Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 2/3/2005


Redazione ed Amministrazione:
Via Trieste 7, tel. 0586/427137 - Livorno
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DIRETTORE RESPONSABILE:
Enrico Dello Sbarba
COMITATO DI REDAZIONE:
Massimo Cappelli,
Laura Conforti Benvenuti,
Sergio Cini,
Francescalberto De Bari,
Davide Livocci, Mauro Paoletti,
Marisa Speranza, Franco Spugnesi.
Hanno collaborato a questo numero:
Paolo Arzilli, Cristina Battagliani,
Marcello Battini, Laura Benvenuti,
Jacopo Bertocchi, Ivo Butini, Massimo Cappelli, Nicola Graziani, Luca
Lischi, Mario Lorenzini, Antonio
Melani, Silvia Menicagli, Angela Simini, Marisa Speranza, Franco Spugnesi.
STAMPA: Editrice Il Quadrifoglio,
Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno

Giornale chiuso in tipografia il 4/2/2015

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Politica

Del patriottismo cattolico


dellOn. Ivo Butini

Il 7 gennaio si celebr a Reggio Emilia, a


cura della Associazione Nazionale Primo
Tricolore, il 218 anniversario del Tricolore. Due secoli fa. Cera Napoleone e
cerano le repubbliche giacobine. Questanno cerano a Reggio Emilia il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica,
Paolo Gentiloni, e il Sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio,
gi Sindaco della citt.
Il Ministro illustr il rapporto tra il tricolore
e la Costituzione. Al tricolore dedicato larticolo 12 della Costituzione.
Il Sottosegretario afferm che loccasione ci faceva tornare a dire che ciascuno
di noi che questa patria va amata, curata,
conservata. Il Vescovo di Reggio Emilia,
mons. Massimo Camisasca, tenne la lectio magistralis. Una bella lezione. Il Vescovo affront il tema del patriottismo
cattolico rispetto allunit dItalia. E quello del rapporto tra patriottismo e universalismo cattolico. Cit due sacerdoti che
sarebbero in seguito diventati Papa, Giovan Battista Montini e Angelo Giuseppe
Roncalli. Richiam Alessandro Manzoni,
Silvio Pellico e Niccol Tommaseo, per
avvertire il rischio che il patriottismo diventi un valore esclusivo. Mons. Camisasca ricord che il discorso nazionale, negli ultimi due secoli, non stato
monolitico. Ci sono state (ci sono?), ad

esempio tra noi, diverse idee dellItalia,


unItalia confederata e unItalia unita. E
sottoline laffermazione delle autonomie
che presero forza, in particolare, attraverso lesperienza del Partito Popolare Italiano.
Alla riflessione cattolica non poteva, e
non pu, sfuggire la relazione tra patriottismo e universalismo. E i rischi del nazionalismo, che pure abbiamo vissuto.
Cos il patriottismo venuto articolandosi in patriottismo regionale, nazionale,
europeo. LEuropa ha storie diverse e patriottismi diversi, tentazioni nazionaliste
che rendono impegnativa la realizzazione duna convivenza europea. Lintegrazione economica ha pure bisogno di regole tecniche. La tecnica un sistema di
procedure, di scadenze, di compensazioni di risorse e di poteri, che rende possibile la realizzazione degli ideali.Qualche
volta il dissenso tecnico nasconde, occupa la visione ideale.
Forse non abbiamo sempre lucida coscienza di questo conflitto. E gli ideali

rischiano strumentalizzazioni. Questanno ricorre il centenario dellentrata dellItalia nella Grande Guerra. La sua conclusione non chiuse i problemi della pace.
E quei problemi pesano ancora in alcune
aree del nostro mondo.
Mons. Camisasca giustamente avverte di
non considerare valori privati le diverse
storie dei popoli e di non confondere luniformit con luguaglianza.
Sono temi di fondo, resi opachi dalle urgenze della crisi economica. Sono temi
sui quali i cattolici in Italia non manifestano un pensiero lucido e unitario. La
politica il governo dei conflitti e i conflitti sono chiari fin dai tempi di Mos. In
una nota del quotidiano della Citt del
Vaticano si leggeva, il 21 gennaio 2015,
lannuncio del rettore della Grande Moschea di Parigi: nelle moschee aderenti
alle varie federazioni musulmane, durante la preghiera del venerd, sar pronunciata una invocazione di pace e una benedizione della Francia. Patriottismo francese.

rimento a quella esperienza dimostra che


le Brigate Rosse non hanno vinto completamente la loro battaglia.
Sono convinto che non sar un settennato facile quello che lo attende. Al di l della
grave crisi economica e sociale che il nostro Paese attraversa, c' da accompagnare le istituzioni nel passaggio delicato fra
la Costituzione vigente e quella che, profondamente modificata, all'approvazione alle Camere.
Sono convinto che l'on. Mattarella seguir questo processo con la sensibilit democratica che lo ha sempre contraddistinto, rimanendo fedele all'obiettivo di restituire al cittadino la reale sovranit, il potere di scelta, ora gravemente compromes-

so dal vigente sistema elettorale.


Mi auguro che operi per riportare all'esercizio del voto tutti gli elettori bloccando
quel gravissimo fenomeno del crescente
assenteismo.
L'on. Sergio Mattarella, per come l'ho conosciuto, un uomo pacato ma determinato, di solidissime radici cristiane, che ha
fatto della sobriet uno dei valori fondanti
della sua azione politica, l'uomo, come ho
detto, il pi adatto ad accompagnare il Paese in questa difficile fase di transizione.
Sono certo che operer con molto equilibrio, senza inutili protagonismi ed avr un
posto d'onore e di rispetto nella storia della nostra Repubblica.
Giorgio Kutuf

dalla prima pagina

Il pi adatto
ad accompagnare
il Paese
e riservato, sobrio completamente fuori dagli schemi che ora vanno per la maggiore.
Vivo soprattutto la sua elezione come una
tardiva e limitata riparazione a quella tragedia nazionale che fu il rapimento e l'omicidio di Moro.
Ritengo che la tragica scomparsa dello statista pugliese abbia comportato delle gravissime conseguenze che paghiamo duramente per l'assenza di quella guida.
L'assunzione di grandi responsabilit da
parte di un a persona che, come me, fa rife-

Politica

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Il populismo e la demagogia non aiutano a risolvere


ma creano problemi ancor pi grandi di quelli denunciati

Euro o non Euro?


Un falso problema
di Massimo Cappelli
Se parliamo di moneta, intesa come
valuta di un Paese o di una area geopolitica, sappiamo, dai concetti base
rimasti dagli studi di economia, che
quanto pi il Paese o larea in questione stabile politicamente e sviluppata
industrialmente, tanto pi la sua moneta risulta affidabile e viene considerata moneta forte.
Il primo esempio che ci sovviene riguarda il dollaro, moneta di riferimento non
solo per gli Stati Uniti ma in molteplici
transazioni a livello internazionale, tra
le quali quelle del petrolio, fonte dellenergia mondiale.
Una moneta, pur tra gli alti e i bassi,
considerata comunque forte perch appartenente ad un Paese, anzi ad una
Confederazione di stati, industrialmente avanzati, politicamente stabili, uno
dei motori della economia internazionale.
Cos in passato anche il marco tedesco e ancor oggi lo yen giapponese e
la sterlina inglese.
In questo novero, alla stregua del dollaro e, in certi periodi forse ancora di
pi, la moneta dellEuropa, lEuro.
Una moneta che rappresenta leconomia di una area geopolitica di quasi
mezzo miliardo di persone di 28 stati
diversi, adottata da 19 di questi stati e
divisa di riferimento per gli altri.
Una moneta rispettata e temuta anche
dagli stessi Stati Uniti.
Ricordate quando Saddam Hussein,
prima della sua caduta, propose di sostituire il dollaro con leuro nelle transazioni petrolifere dellIraq e dei paesi
del Golfo? Forse anche questo acceler la sua fine. Chi lo sa?!
Oggi il problema che si pone riguarda
sopratutto la doppia velocit delle economie europee.

Pi forte e sostenuta nei Paesi del nord


Europa, pi debole e problematica nei
Paesi del sud Europa, caratterizzati da
forte disoccupazione e alto debito pubblico.
Il problema da risolvere quello del lavoro e dellattuazione di quelle riforme
necessarie per dare stabilit, nel tempo, ai conti dei Paesi aderenti allunione europea. Cose fatte nel nord Europa, meno nel sud Europa.
Se ci non avverr, anche secondo lautorevole opinione del prof. Zingales,
prender sempre pi corpo lidea di avere un doppio euro, uno pi forte e uno
pi debole per le due diverse aree di
riferimento.
Questo scenario ,per altro, quello
che, a livello politico, si vuole ad ogni
costo evitare perch incrinerebbe limmagine di una Europa unita.
In questo contesto il recente autorevole intervento della Banca Centrale Europea di facilitazione quantitativa (QE
quantitative easing) con acquisto di titoli e immissione di liquidit, tende proprio a produrre una svalutazione di un
Euro divenuto troppo forte e penalizzante per le economie dei Paesi europei pi deboli.

Temi complessi che richiedono soluzioni concertate tra i Paesi membri e


non strappi demagogici quali quelli proposti dalla Lega o dai Cinque Stelle per
luscita, tramite referendum, dallEuro.
Sarebbe un disastro.
In questo tutti gli economisti pi autorevoli concordano.
Zingales, affrontando questa ipotesi, ricorda le vicende dellArgentina: banche
chiuse, perdita di risparmi, ripresa galoppante dellinflazione ben superiore
ad una timida ripresa economica.
Gran parte degli Italiani ricorderanno gli
anni settanta quando dopo il primo
shock petrolifero linflazione inizi a galoppare. In due anni il costo delle abitazioni raddoppi e i continui aumenti
di salario non coprivano gli aumenti dei
prezzi.
Penso che il ricordo sia ancora presente, forse per questo che ai banchetti
per la raccolta delle firme sulluscita dallEuro non si vedono file di persone.
Problemi complessi richiedono soluzioni studiate. Il populismo e la demagogia non aiutano a risolvere ma creano
problemi ancor pi grandi di quelli denunciati.
Lo dovremmo ricordare sempre.

Politica

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Quando la satira diventa insulto

Quelle vignette non mi piacciono affatto


ma posso pensare anchio Je Suis Charlie
di Antonio Melani
Le vignette pubblicate dal giornale satirico francese sono molto forti, ed evidente che a molti, a me per esempio certamente, suscitino fastidio. In molti casi, sono
del parere anchio, che si sia passato il
confine della satira per invadere il territorio dellinsulto. Ma niente merita, soprattutto nel campo delle opinioni, un pugno in faccia.
Questo lo penso prima di tutto come cristiano, in quanto tale cerco di aderire allamore, non alla vendetta. Poi lo penso
per cultura.
Quella cultura giudaico, ellenistica, cristiana e illuminista che mi sta alle spalle e,
che anche se le pi volte non me ne rendo
conto, la base sulla quale sono vissuto,
educato e cresciuto.
Quella cultura che viva. Cambia nei tempi, e noi abbiamo la sfrontatezza di dire
che ci migliora. O almeno viviamo in questa speranza e operiamo per questa tendenza.
Lo fa anche lIslam?
Ho ascoltato unintervista radiofonica al
politologo Pasquino, nella quale si affermava linferiorit dellIslam di fronte alla
bellezza, ricchezza culturale e tecnologica
delloccidente, inferiorit che nasce dallimpossibilit per molti musulmani di accedere a questo patrimonio.
A ben vedere si potrebbe dire che molti di
questi problemi nascono nellIslam dallaver interrotto il progresso della propria
cultura.
E questa interruzione stata ad un tempo
culturale e politica. Voler affermare un volto dellIslam, sacrificandone un altro, approfittando di questa congelata interpretazione per umiliare e stroncare qualunque progresso, diremmo noi, democratico
e laico, affermando un potere politico teocratico, con una legislazione immutabile
e presa letteralmente dalle scritture del Corano. Sarebbe un po come se in un tribunale di Tel Aviv, la contesa di due madri,
su di un figlio, fosse risolta dal giudice,
decidendo di dividere in due il bambino e
consegnadone met a ciascuna mamma.

Linterruzione di questo processo nellIslam avviene in modo violento, gli intellettuali islamici che compongono il movimento di revisione, sono in genere, o
un ricordo perch uccisi, o scompaiono
per timore.
Ricordo, autentico martire dellIslam,
Mohmoud Mohamed Taha, che spese la
vita nel tentativo di separare la parte di
missione religiosa del profeta, su cui si
costruisce lIslam, quella s perenne, dalla
parte politica, quella medinese, nella quale il profeta legifer, come diceva Taha,
quella legislazione statuale, dunque al
passo con i tempi (in quel caso la societ
araba del VII secolo).
Naturalmente fu perseguitato. Nel 1965 fu
rinviato a giudizio. Ne dichiararono il divorzio dalla consorte. E poi gli fu chiesto
di pentirsi e di ritirare le sue eresie. Al suo
eroico rifiuto, il tribunale ne decret la
morte e fu impiccato a Kartoum il 18 gennaio 1985, esattamente 30 anni fa.
Cito questo episodio, se ne potrebbero
citare ahim, moltissimi altri avvenuti in
Algeria, in Pakistan, in Iran, in Tunisia, in
Egitto, per questo mi consente di vedere chiaramente il senso del progresso.
Quanta simmetria c infatti in quel muoversi dei giudici musulmani con gli inquisitori europei di quattrocento anni fa. Questi oggi sarebbero stati i primi accusatori
e carnefici dei vignettisti parigini. Ma la
cultura occidentale progredita, avanzata.
Quindi non porgiamo lorecchio troppo a
una visione sociologica, economica del
fenomeno dei terroristi di provenienza isla-

mica. Non pensiamo che siano conseguenze di cattive politiche europee o occidentali, applicate alle periferie delle citt
o alle dichiarazioni di guerra, sbagliate, e
operate in pi con prove false (anche se
questi eventi, non hanno favorito, ma il
non accadere, non avrebbe certo impedito questi accadimenti).
Come noi in Occidente dobbiamo combattere per evitare che superficialit e ideologia
ci costringano ad attuare di nuovo errori del
genere, cos dobbiamo pretendere e sostenere il movimento di revisione culturale islamico, un islam non laicista che sarebbe impossibile, ma laico, consapevole della propria missione spirituale e profondamente
radicato nella realt contemporanea.
Anche lIslam ha bisogno di un confronto con gli spetti laici della vita; cos come
da sempre avvenuto in occidente dove
la cultura stata sempre la sintesi tra Altare e Trono.
Tendere a questo obiettivo comporta attivit coerente, sacrifici, certamente anche
la pratica di azioni di forza, difensive ma
anche preventive; perch bene prenderne atto, con questa visione dellIslam, siamo in guerra.
E non solo lOccidente Cristiano.
E per tornare ai poveri vignettisti di Parigi,
ai poveri poliziotti, ai cittadini ebrei morti,
dobbiamo riconoscere, qualunque giudizio si possa dare sui disegni, che quel sangue Consacrazione di Libert, e allora,
anche se non mi piacciono le vignette,
sono qui sulla scrivania e posso pensare
anchio con profondo dolore oui, Je Suis
Charlie.

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Attualit

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La legge primaria di sopravvivenza di fronte ad eventi tragici

Il naufragio della Norman Atlantic


di Marcello Battini
La tragedia di mare che ha segnato le passate vacanze natalizie ha confermato, ancora una volta, che in condizioni estreme, le masse, fatte salve le doverose eccezioni, rispettano solo la legge primaria
di sopravvivenza, dimenticando ogni altro valore costruito ed imposto artificialmente, in condizioni meno avverse.
Luso della forza fisica maschile, naturalmente superiore a quella femminile, per
conquistare la precedenza, nelle azioni di
soccorso, ampiamente dimostrata da
molte convergenti testimonianze.
La superiore prestanza fisica dei maschi,
rispetto alle femmine, un fatto naturale,
non modificabile e non necessariamente
negativo. Sono molte le occasioni nelle
quali il suo utilizzo indispensabile e
positivo per lintero genere umano. Sarebbe auspicabile che questa qualit fosse sempre posta al servizio dellumanit
e non, invece, strumentale rispetto al
conseguimento di un fine prevaricatorio.
Poich, in condizioni sociali ed emotive
usuali, luso della forza fisica realmente
usata, in prevalenza, a fini benefici
e,comunque, assai raramente, per raggiungere situazioni di non ritorno, ne consegue che la prima regola da rispettare per
consentire il buon uso della forza, la
seguente: Evitare la creazione di situazioni estreme. Quelle naturali, come i terremoti, sono difficilmente evitabili, ma
quelle sociali (le guerre) si possono sempre evitare perch le leggi sociali, anche
se meno esatte di quelle naturali, possono indicare, anche con molto anticipo, i
rischi che una collettivit pu correre, al
verificarsi di determinate situazioni. Meno
prevedibili sono le situazioni di emergenza individuali create dai singoli soggetti, ma in questi casi, anche il rischio
prevalentemente individuale e solo una
buona educazione ed una provata esperienza di vita pu ridurre le probabilit
avverse.
Esaminiamo, adesso, la questione dal
punto di vista femminile. Le femmine sono
surclassata dai maschi, dal punto di vista
della forza fisica, quindi questo il loro
tallone dAchille, ma prevalgono, sui maschi, sul piano dellavvenenza, della ca-

Lincendio che ha devastato laNorman Atlantic

pacit dattrazione sessuale (maternit e


procreazione, altro istinto primario), per la
quale, invece, i maschi hanno il loro punto di minima resistenza. In situazione estreme, abbiamo visto che questa forza relativa delle femmine non ha valore. Invece, in
situazioni ordinarie, quelle pi probabili,
nella vita di ognuno, il punto di forza delle
femmine non trova alcun serio ostacolo in
campo maschile.
Ci premesso, ne consegue che tutte le
discussioni attuali sui rapporti tra maschi
e femmine, non essendo sostenute da basi
scientificamente corrette, hanno solo,
pericolosamente, valore propagandistico.
Considerando che nelle situazioni estreme non esistono possibili mediazioni, vediamo i possibili sviluppi che possono
prendere i rapporti tra maschi e femmine,
nelle situazioni comuni. Tutto dipende dal
comportamento femminile. Se una donna,
in piena libert ed autonomia, usa il potere di cui dispone per finalit cooperative,
lintera collettivit ne trarr enorme vantaggio. Se, al contrario, nella donna prevarr un disegno edonistico, tutta la collettivit sar penalizzata.
Le scelte umane guidate dalledonismo
(senza alcuna differenza tra maschi e femmine), da subito, ma soprattutto nel lungo
periodo, producono gravi iniquit sociali
e, se non si provvede in tempo, degenerano facilmente in situazioni destremo pericolo, nelle quali la forza fisica riprende il
sopravvento ed il mondo femminile ritorna nella sofferenza.
Qualcuno che conosce le mie simpatie

scientifiche potr chiedersi: Perch un


cultore di scienze economiche dedica il
suo tempo ad occuparsi della questione
femminile? La risposta: Alla base dellEconomia c il mercato. Questo pu esistere solo se supportato dalla fiducia interpersonale che, in tempi di globalizzazione (che mette in contatto persone fisicamente molto distanti tra loro) non facile da radicare.
Il comportamento edonistico, non cooperativo, semina sfiducia, discordia, liti,
fino ad arrivare al blocco completo del
mercato (default). Il comportamento sessuale delle femmine che dominante nelle relazioni interpersonali, pu determinare questa situazione di estremo disagio sociale delle quali esse ed i loro piccoli saranno le prime vittime, con ci tradendo anche la loro funzione riproduttiva (maternit).

FRATELLI NERI
S.P.A.
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Attualit

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RELITTI MEDIEVALI

Il curioso caso di Ignazio La Russa


di Paolo Arzilli

Le parole sono importanti, gridava in Palombella Rossa il morettiano Michele Apicella in faccia a
una attonita Mariella Valentini.
Davvero dovremmo fare uno sforzo per ricordarcelo pi spesso,
che -aldil di furbe e consapevoli
ambiguit lessicali e sotterfugi di
retorica- siamo responsabili sia di
quel che pronunciamo sia del
modo con il quale accettiamo o rifiutiamo lesprimersi altrui.
La Treccani ci spiega ad esempio
che il termine gaffe significa testualmente atto, comportamento,
espressione e sim., commessi o
detti per goffaggine, inesperienza
o anche semplice distrazione, che
creano comunque imbarazzo negli
altri; ecco perch i giornali hanno sbagliato - per goffaggine, inesperienza o distrazione - quando
hanno catalogato come gaffe
lespressione culattone gridato
dal medievale Ignazio La Russa
allo studente palermitano Angelo
Antinoro, reo di aver domandato
dal palco del convegno milanese
Difendere la famiglia per difendere la comunit se ciascuno dei
presenti fosse assolutamente certo

dellidentit sessuale dei propri


figli.
Viene difficile ipotizzare che il fascista La Russa - (il termine fascista non una gaffe) infatti fu
lui a dire nel settembre 2008 che
andrei contro la mia coscienza
se non ricordassi oggi i soldati
come quelli della RSI (Repubblica Sociale dItalia o di Sal), che
dal loro punto di vista combatterono per la difesa della patria abbia agito per inesperienza o
goffaggine, mentre pi immediato supporre che la sua simpatia abbia effettivamente prodotto qualche imbarazzo agli altri: certo al giovane Antinoro, subissato dai fischi e dalle grida
dei campioni delletica eterosessuale, molto meno a tutti quei
politicanti che, neanche dieci
giorni prima, si prodigavano in
accorati e commossi Je suis
Charlie.
Insomma, per alcuni sembrerebbe pi facile difendere la libert
despressione solo quando questa riguarda casa altrui: evidentemente troppo comodo, dove le parole sono importanti, ricordate?- comodo ci che dimostra convenienza, opportunit,
ci che torna utile.

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Pisa/Amburgo: luned: 15.45 - 17,50;
venerd: 16.10 - 18.15. Amburgo/Pisa:
luned: 10.55-12.55; venerd: 13.40 15.45.
Pisa/Manchester: mercoled: 1213.30; sabato: 14.10 - 15.40. Manchester/Pisa: mercoled: 7.55-11.25; sabato: 10.05-13.35
Le due nuove rotte si aggiungono a
quelle gi operative per Londra (Gatwick e Luton), Bristol, BerlinoSchnefeld e Parigi Orly, portando
a quota 7 i collegamenti easyJet da/
per Pisa.
Cresce il nostro investimento allaeroporto Galileo Galilei dove rafforziamo la nostra posizione di seconda compagnia ha commentato
Frances Ouseley, Direttore di easyJet
per lItalia. Siamo lieti di poter offrire da oggi ai passeggeri in partenza
da Pisa ancora pi scelta per volare
in Europa a tariffe convenienti.
Gina Giani, Amm.re Delegato e Direttore Generale SAT S.p.A., ha commentato: Siamo molto felici di rafforzare la nostra partnership, oramai decennale, con easyJet e di annunciare
lapertura di nuove rotte a sostegno
dellincremento delle connessioni e
dei flussi turistici, sia business che leisure, tra lEuropa e la Toscana.
I voli per tutte le destinazioni easyJet
da/per Pisa sono in vendita su
www.easyjet.com.

Cinguettare

- Stiamo vivendo in un periodo storico


complesso e intriso da una crisi sempre
pi invasiva. Eppure ci sono ancora soggetti Istituzionali che non hanno capito,
o non vogliono capire, che i tempi richiedono svolte epocali anche per quelle Istituzioni storiche che forse nel passato
hanno foraggiato senza troppi limiti. Le
unificazioni tra Enti che superino i confini
dei territori provinciali sono orami indispensabili e non ci saranno pi possibilit di sanatorie o di ritorni al passato. Possibile battibeccare e perdere tempo in proteste che rivendicano autonomie territoriali, quando le Province, enti previsti dalla
Costituzione, ormai sono scatole vuote o
semivuote? Non sarebbe pi opportuno
manifestare per procedere con urgenza a
unificazioni di Enti che non hanno pi ragione di rimanere divisi in un mondo sempre pi globalizzato?

- Le Camere di Commercio potrebbero


da subito dare esempio di unificazione.
Prima ancora di attendere imposizioni di
legge. Prendano esempio dalle Province:
anni di discussioni, paure di accorpamenti, proteste, riunioni fiume, tempi di ragionamenti futili e inconcludenti. E poi cancellate quasi con un tratto di penna e adesso in mano ai Sindaci, che furono i primi a
non credere nelle Province, e ancora di
pi nel baratro dellinefficienza e dellinutilit, con il personale nel caos pi totale. Prendano urgentemente esempio le Camere di
Commercio e facilitino da subito percorsi di
unificazioni che non potranno altro che fare
bene (soprattutto a loro stesse).

- Anche le Autorit Portuali potrebbero


anticipare, con azioni concrete e abbattendo campanilismi obsoleti e inefficaci,
la loro unificazione. Immaginiamo una Toscana con un soggetto unico (o almeno
unico per Livorno e Piombino) capace di
promuovere un sistema portuale toscano
nel mondo globalizzato. Lunione fa la
forza e permette una comunicazione mirata e chiara capace di intercettare traffici
e di ridare slancio ad un settore che ha
sempre rappresentato sviluppo e che purtroppo da troppi anni in una palude.

- La strada degli accorpamenti, anche nelle Usl, portata avanti con fermezza e saggezza dal Governatore Enrico Rossi luni-

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

Cinguettare
di Luca Lischi

ca via percorribile per ridare slancio e seriet ad una sanit che ha bisogno di innovazione. Concentrarsi sulle eccellenze e creare poli strategici significa offrire
la massima efficienza e far s che i migliori
professionisti possano lavorare al meglio
offrendo i migliori risultati. Chi ,oggi, nellera della iper-informazione istantanea
(vedi internet), nel momento in cui ha un
problema non cerca leccellenza? Nessuno vuole eliminare poli periferici, ma facciamo s che nei poli periferici siano svolte attivit di routine e lasciamo che le eccellenze, nella loro unicit e professionalit, siano concentrate in poli strategici.
Non solo un problema di costi (non da
sottovalutare) ma un problema di qualit
della vita e di vita!

- Proteste infinite e anche nauseanti, quelle di chi protetto nel pubblico e ha


timore di andare a casa. Il mondo sta
cambiando e la politica ha innescato una
frenata ai troppi privilegi concessi nel
passato che purtroppo hanno rovinato
loggi. Adesso occorre avviare una nuova marcia, faticosa, ma necessaria per la
sopravvivenza di un sistema non sempre
altamente produttivo. I tribunali hanno un
gran bisogno di personale (migliaia di pratiche arretrate), altri Enti hanno personale
in esubero; la giusta logica sono i trasferimenti, al massimo nellarco di 50 chilometri. Ma la giusta logica non logica quando si intaccano i diritti personali, con il
rischio nei tribunali, forse, di lavorare troppo! Meglio protestare finch i sindacati
reggono!

- Il tema dellassenteismo deve essere affrontato con urgenza e con tempestivit.

Anche per la nostra citt. Troppi giorni a


casa, sia nel pubblico che nel privato, in
particolare nelle grandi aziende, sono un
freno allo sviluppo, alla crescita e alla credibilit di un territorio. Siamo una citt del
benessere nel tempo libero e non una citt del benessere al lavoro. Ogni occasione per lavorare meno (pur mantenendo lo
stesso reddito) diventa loccupazione primaria a cui dedicarsi. Senza un cambio
vero di atteggiamento che riporti alla laboriosit, allimpegno e a pi lavoro e
meno tempo libero la nostra credibilit
sar dura da recuperare!

- Dacci oggi, il nostro pane quotidiano.


Ci sono indicatori economici che leggendoli fanno rabbrividire e innescano, anche nel lettore pi ottimista, un vero senso di disperazione. I tassi di disoccupazione sono in continua crescita, le difficolt delle famiglie aumentano in modo
esponenziale tanto che si assiste ad una
contrazione della spesa, anche dei beni
primari. Le attivit commerciali arrancano
e le chiusure di tanti piccoli negozi, con
un depauperamento delle citt, sono un
fenomeno in aumento. Del resto basterebbe frequentare certi ambienti per rendersi
conto della profonda crisi che imperversa
nel nostro Paese. Farebbe bene, molto
bene, ai nostri politici, e a tutti noi, passare qualche ora, nei centri di accoglienza
delle associazioni di volontariato per comprendere il bisogno impellente di pane
quotidiano.

- VeryBello! il sito realizzato in occasione di Expo2015 che raccoglier gli eventi


Culturali per evidenziare la bellezza del
nostro paese. E stato presentato il contenitore, al momento con scarso contenuto. Mancano pochi mesi a Expo (1 maggio-31 ottobre) e adesso tocca ai territori
(Comuni in primis, dal momento che le
Province stanno sparendo) essere capaci di riempire quel bel contenitore con
proposte accattivanti e possibilmente
inerenti lambito tematico che caratterizza questo Expo2015: Nutrire il pianeta,
energia per la vita. Auspichiamo che
Livorno e provincia, territori di grandi
eccellenze agroalimentari e nel passato
anticipatori di grandi eventi sullargomento, siano capaci e desiderosi di esserci. Veloci, il tempo tiranno e il rischio
di rimanere fuori!

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it

Succede
in questo nostro
povero Paese
A Bologna, si legge sul quotidiano La Stampa di domenica 18 gennaio, sono state rifiutate 45 dei 55 alloggi appena ristrutturati perch privi di ampi e comodi balconi.
Si tratta di appartamenti freschissimi, di
recente ristrutturazione, dotati di videocitofono, porta blindata, doppi vetri alle finestre e sensori per prevenire fughe di gas,
oltre alle termovalvole per il riscaldamento
ma, purtroppo, privi del balcone!!
Eppoi il nuovo tribuno della Lega - Matteo Salvini - in costante ascesa secondo
gli ultimi sondaggi: si lamenta, urla e magari ci bestemmia anche se assegnate agli
extracomunitari!!

Eh, si cari
Gasparri e La Russa
Mentre il primo pubblica il suo tweet osceno su Greta e Vanessa su presunti rapporti sessuali con i loro rapitori, lex ministro della Difesa Ignazio La Russa da del
culattone a un giovane gay che stava parlando a un convegno, molto discusso per
la verit, sui valori della famiglia tradizionale organizzato dalla Regione Lombardia.
E beh da insigni rappresentanti della cultura e della politica come lo sono "loro due"
cosa vogliamo aspettarci?

La terrazza Mascagni
ed i nostri punti verdi
Dalla giunta grillina, capitanata dall'ingegnere spaziale Filippo Nogarin, era logico
aspettarsi un gesto simbolico di grande
immagine e di facile successo: una bella
ripulita ai giardini, ai parchi della citt, al

e
r
u
t
lo a
g
i
Sp
nostro magnifico lungomare ed in particolare alla tenuta dignitosa della terrazza Mascagni, uno dei pochi gioielli della citt labronica.
Ed invece siamo di fronte ad un fallimento
completo perch la situazione, gi discutibile ai tempi della giunta Cosimi, ora sta letteralmente precipitando.
Non riusciamo a capire perch (nemmeno
Firenze naviga nelloro) nella citt del giglio
vi sia un servizio di pulitura continuata nel
centro ed una frequente manutenzione del
verde, mentre a Livorno questo non sia mai
stato possibile; nemmeno ora che, al grido
cambiamo tutto, sembrava fosse scoppiata
la rivoluzione.
Ed invece tutto come prima no, peggio di
prima!!

Tutti in fila a Pisa


per Mod
Nel pomeriggio di sabato 31 gennaio, 26
livornesi, qualcuno anche di Rosignano, disciplinatamente in fila, si sono recati a Pisa
sul Lungarno a visitare nellospitale e bel
Palazzo Blu la grande mostra dedicata allartista livornese Amedeo Modigliani.
Ottima lorganizzazione, eccezionale la guida, bellissima e di largo interesse lesposizione dei quadri: un pomeriggio indimenti-

Spigolature

cabile di alto livello culturale.


Al termine ci siamo ritrovati alluscita: noi
livornesi, forzatamente ospiti di Pisa, ci
siamo guardati nelle palle degli occhi, non
ci siamo detti nulla ma ci siamo capiti......
Nessun commento, pensiamo che tutti capiranno il nostro imbarazzo.......

Il musical
su Don Bosco
C da non crederci: un musical
al PalaModigliani su Don Bosco, il
Santo dei giovani, per ricordare i
200 anni dalla sua nascita. Uno
spettacolo commovente e coinvolgente rappresentato dai giovani e
dai bambini della Famiglia Salesiana di Livorno di fronte ad un vastissimo pubblico che ha apprezzato la
capacit di mettere in scena un opera vivace e accattivante da parte di
soggetti non professionisti che frequentano la parrocchia, loratorio
e le scuole della comunit dei salesiani. Un lavoro che non ha assolutamente niente di secondario rispetto a tanti musical che girano nei teatri italiani.
Uno spettacolo che presenta bene e
profondamente la figura di Don Bosco, che cerca di essere amico dei
ragazzi. Egli aveva capito che Il
cuore dei ragazzi si apre dal di dentro e se i ragazzi si sentono amati
aprono il loro cuore. La serata del
1 febbraio 2015, sar ricordata a
Livorno come epica ha affermato
Don Gino, colui che oggi insieme
alla Famiglia Salesiana, a Livorno,
continua lopera preziosa e affascinante di Giovanni Bosco.
Abbiamo visto e c da crederci
quante potenzialit rappresenta Livorno con la presenza dei Salesiani, una ricchezza per la citt, da incentivare. Con rammarico abbiamo
notato una scarsa presenza delle Istituzioni, unoccasione persa che
avrebbe permesso di cogliere in
una serata, con oltre 400 giovani
in scena, che hanno stupito con la
loro bravura e il loro impegno, qualcosa di positivo, che fa bene, in momenti di crisi. (Luca Lischi)

10 Livorno

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

TANTI NEMICI TANTO ONORE!


(Enrico Dello Sbarba) - Si lo ricordiamo
tutti chi pronunci quella frase ed anche
come fin e come ridusse il paese: "tanti
nemici tanti onori". Una circostanza,molto
meno devastante, che si sta ripetendo anche a Livorno e che vede, in prima fila, il
Sindaco di Livorno - Filippo Nogarin imprevedibilmente divenuto tale a seguito
di una serie dii carenze ed inerzie commesse
dalla precedente giunta comunale, per la
voglia di novit dei livornesi, per la prosopopea della classe dirigente del PD che, non
avvertendo la gravit del pericolo dopo il
primo round elettorale, in sede di ballottaggio, nemmeno tent di trovare qualche alleanza tanto era certa del succcesso.
Preciso di non essere mai stato tenero nei
confronti di Filippo Nogarin, gi all'indomani della sua candidatura, in quanto nessuno pu improvvisarsi leader con tutto
il rispetto per le sue qualit, non lo ritenevo, in effetti, assolutamenrte maturo per
amministrare una citt complessa come
Livorno e nel bel mezzo di una crisi economica ed occupazionale devastante.
Proprio per il suo noviziato e per le difficolt che avrebbe incontrato, sarebbe stato opportuno che il neo sindaco, fin dai
suoi primi passi, pur salvaguardando "i
sacri principi contenuti nel vangelo del
duo Grillo-Casaleggio e assicurando ai
neofiti ed impazienti componenti del gruppo consiliare dei 5stelle, l'attuazione di una
linea politica e comportamentale largamente innovativa", avesse cercato di contemperare queste esigenze con il ricorso
alla sempre necessaria "realpolitique".
Avrebbe dovuto tenere conto che i dintorni istituzionali e politici, da cui circondato, non erano sicuramente ben disposti nei suoi confronti cos a a Livorno, come a Firenze ed anche a Roma anche perch, nel frattempo,nessuno si era
convertito al "grillismo" pi puro e pi
duro. Ed invece, il nostro, ha agito proprio come se "l'intero mondo che lo circonda fosse divenuto tale".
Non mia intenzione elencare la lunga
serie di errori che ha commesso, fin dal
suo esordio: ha cominciato con l'umiliare" la livornesit della citt" escludendo,
a priori, salvo qualche rara eccezione, dalla formazione della giunta e delle residue
partecipate, valide e preparate esperienze
locali.
Ha inventato la logica innovativa delle
scelte attraverso la impervia e discutibile

Filippo Nogarin

logica dei "curricula" provenienti "dall'universo mondo"


consacrando assessori, presidenti o manager, tutti illustrii sconosciuti, (non sappiamo bene se anche bravi e competenti)
ma certamente digiuni di esperienza politica e senza avere fatto un giorno "di salutare gavetta". Ha proseguito aprendo
una serie di fronti per combattere le Isti-

tuzioni e gli Enti economici locali il, Presidente della Regione e relativi assessorati,
Ministri e sottosegretari del governo, rischiando di creare un vuoto pericoloso
per il futuro della citt.
Ma proseguendo in questa logica parossistica, ora sta allargando il fronte: si
incontrato a Pisa con i suoi compagni grillini per trovare alleanze nella sua anacronistica battaglia contro il PRG del Porto
Marittimo in ritardo di oltre cinquantanni.
Se un consiglio posso dargli, da vecchio
esponente politico della sempre pi ben
ricordata Prima Repubblica, da anni, alla
direzione del periodico Il Centro e Presidente dell'omonimo Circolo Culturale, un
attento osservatore delle vicende cittadine e non solo, quello di suggerirgli di
evitare, ma sul serio, il rischio di compromettere l'approvazione del PRG del Porto
di Livorno: sarebbe un autentico suicidio
politic, con conseguenze drammatiche per
il futuro della citt. Correzioni, in corso
d'opera sono sempre possibili; nelle attuali circostanze benenon scherzere con
il fuoco! Ed allora
amichevolmente, lo invito a seguire il suggerimento del Manzoni nei Promessi Sposi:" adelante Pedro ma con judicio!!

Il ruolo del Presidente


dellAutorit Portuale
(Cristina Battaglini) - Nel particolare momento di attesa della definizione del
nuovo Presidente dell'Autorit Portuale-Commissario, vorrei soffermarmi su
alcuni punti della mia visione personale degli obiettivi da raggiungere. Vorrei
ricordare i seguenti punti essenziali sui quali porre lattenzione:
La zonizzazione; i collegamenti viari, ferroviari e autostradali; l'escavo fondali e miglioramento aree di evoluzione e la possibilit di ingresso per navi di
elevata dimensione; una destinazione ottimale al bacino storico (ottimale
significa che deve creare occupazione); le tutele e gli incentivi ai lavoratori;
il potenziamento dellintermodalit nellottica di area vasta e nazionale e con
attenzione alle aree industriali; lalienazione del settore crocieristico a un
soggetto che possa garantire, oltrech unottima conduzione, una reale ricaduta positiva sulla citt; uno sguardo alle aree retro portuali per un potenziamento delle attivit relative; la Darsena Europa; la possibile acquisizione di
traffico di merci pregiate (contenitori e ro-ro); il possibile sviluppo di tecnologie davanguardia per lenergia pulita; il confronto con gli stakeholders e
le strategie locali, nazionali e internazionali; la definizione chiara di quella
che la propria personale mission del porto di Livorno nellambito dei
porti del Mediterraneo; e infine, un impegno attivo e non solo puramente
recettivo nei confronti della riforma della legge 84/94.

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it

Livorno

11

Se ne parlato di recento al Circolo Il Centro

Andrea Raspanti e la crisi


occupazionale della citt
di Angela Simini

Livorno. Crisi occupazionale e mancanza


di risposte concrete da parte di politica e
istituzioni: la citt non reagisce. E stato
questo il tema su cui Andrea Raspanti,
capogruppo di Buongiorno Livorno, ha
tenuto una ampia trattazione presso la
sede dellassociazione culturale Il Centro. Lesponente del movimento che ha
ottenuto un sorprendente e significativo
successo allultima tornata elettorale , tanto da essere divenuto ago della bilancia
del ballottaggio, prima di entrare nel merito della riunione, ha voluto illustrare la
spinta che ispira Buongiorno Livorno
pu essere sintetizzata nel concetto evangelico di prossimit, ripreso da Adriano Sofri nel suo recente libro Chi il mio
prossimo. Se infatti lamore e la solidariet devono essere alla base del senso
del vivere, a questa stessa filosofia deve
ispirarsi la politica e in essa possono convergere tutte le forze politiche in una alleanza di carattere innanzi tutto culturale.
Dopo questa premessa Raspanti entrato nel tema della serata, manifestando pi
di una preoccupazione per latmosfera di
grave depressione, non solo economica,
in cui versa la citt. Definisce drammatica la situazione che si creata con la
crisi di TWR, ENI e Cooplat per la cui
risoluzione Buongiorno Livorno si adoperato ed ha svolto un intenso lavoro per
sensibilizzare la citt e per trovare solidariet tra le forze politiche. La crisi occupazionale di Livorno rientra in un quadro
globale in cui il profitto il criterio che
domina le scelte delle aziende: TWR e ENI
non erano in cresi n per ritmi di lavoro,
n per produttivit, n per mancanza di
commesse. Questo dimostra, ha commentato Raspanti, che il destino delle persone passa del tutto al di sopra della loro
testa e dei loro comportamenti. Si impone perci un cambiamento delle regole del
gioco, che la politica riprenda un ruolo
guida sulleconomia, quello che aveva
prima che con Reagan e la Thatcher la

Andrea Raspanti

finanza prevalesse sulleconomia reale, e


che sappia fare scelte compatibili con il
territorio. La realt attuale deludente,
anche perch si verificato quello che
Berlinguer aveva previsto: i partiti sono
diventati sempre pi macchine.
Per tornare alla crisi delle aziende livornesi, secondo Raspanti, i sindacatati confederali non hanno saputo creare coesione
tra la cittadinanza e i lavoratori
Invece quello che si verificato stato
un grave ritardo dei sindacati confederali:
anche se Maurizio Strazzullo ( leader della
Cgil livornese) ha accompagnato i lavoratori TWR a Roma, non si ugualmente
giunti ad un accordo sullo sciopero. E
oltretutto sono stati pochissimi i negozi
che hanno abbassato le saracinesche
durante lo sciopero, mancata una grande manifestazione cittadina, come se non
si fosse capito che cosa avrebbe potuto
essere il licenziamento di 450 persone.
Livorno diventata una zona di grave
cresi e di grave vertenza. E stata follia
non aver dato risposta ai lavoratori. Di
tempo ne abbiamo perso abbastanza.
Quella avrebbe potuto essere loccasio-

ne in cui far sentire che il sindacato c.


Ed ora Raspanti preoccupato per la tenuta sociale di Livorno.
E c una grande differenza tra il modo di
leggere la crisi delle generazioni che avevano frequentato i vecchi partiti novecenteschi e i giovani, che invece si sono fatti
trascinare in una guerra tra poveri.
Le due grosse aziende Trw e Eni non erano in crisi n per ritmi di lavoro, n per
produttivit e commesse:oggi Trw non
sembra interessato ad avere aziende in
Europa Occidentale ed ha chiesto di incontrare i vertici dellazienda in America.
Il che significa- commenta Raspanti- che
il destino delle persone passa al di fuori
del loro agire. Va prendendo piede una
logica deresponsabilizzante che impone
un cambiamento delle regole del gioco:
guardare ad unarea vasta e valutare le
opportunit sulla base di quanto le proposte politiche siano compatibili e utili per
il territorio. E dunque importante programmare a lungo e a medio termine: puntare sulla scuola, sulla formazione delle
persone, per avere operatori preparati.
Compito precipuo della politica ora quello di riprendere il ruolo guida sulleconomia: come aveva prima che con la Thatcher e Reagan la finanza prendesse il
volo, scissa dalla realt. Il giovane Raspanti ha fiducia che la politica possa ritrovare la linea della compattezza istituzionale. Ma la realt del PD lo delude: gruppo di bande in lotta tra loro. Ed anche i 5
Stelle sono nellocchio del mirino: era necessario a Livorno un cambio di passo,
una discontinuit, per cui Raspanti li ha
appoggiati, ma adesso deve riconoscere
che finora non hanno agito Non credevano di vincere, non hanno esperienza,
ma non sono peggiori di chi laveva.
E riporta lattenzione sulla necessit che
la politica torni a programmare, a proporre il nuovo, a guidare il cambiamento, proprio perch avvenuto quello che Berlinguer aveva previsto I partiti sono diventati sempre pi macchine
Alla ampia conferenza di Andrea Raspanti ha fatto seguito un dibattito molto partecipato.

12 Livorno

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5-domande-5 a Alessandro

Sindaco di Rosignano e Presidente


di Enrico Dello Sbarba

1) Siamo arrivati ai primi sette mesi


dalla tua elezione. Possiamo azzardare un primo bilancio?
Non nascondo che i primi setti mesi
del mio secondo mandato sono stati
molto difficili per lAmministrazione
Comunale, ma soprattutto per le cittadine ed i cittadini di Rosignano che
hanno dovuto sopportare un significativo aumento dellimposizione fiscale.
Una scelta inevitabile, nellambito della quale comunque abbiamo sempre
salvaguardato le fasce pi deboli della

Alessandro Franchi nella veste di Sindaco.

popolazione. Una scelta dettata sia dal


quadro fiscale nazionale che dalla nostra precisa volont di non tagliare risorse sul sociale, sulle scuole e sulleducazione. Nel 2014 ci siamo trovati
ad operare con una manovra di bilancio da 8 milioni di euro di cui 6 legati
ad esigenze della finanza pubblica nazionale. Anche i Comuni, come i cittadini, sono stati colpiti duramente dalla
crisi e dalle scelte dei Governi di tutti i
colori: dal 2009 al 2014 il Comune ha
perso 18 milioni di euro tra riduzioni di
trasferimenti e peggioramento degli
obiettivi del patto di stabilit. In particolare 6 milioni (dei 18 indicati) sono
stati persi tra il 2013 e 2014 con 3,8
milioni di trasferimenti in pi che da
Rosignano sono andati a Roma per il
riequilibrio del fondo di solidariet e con
un ennesimo peggioramento di 2,3 milioni di euro del patto stabilit. E chiaro che per non mandare in dissesto finanziario il Comune abbiamo dovuto
agire sulla leva fiscale, ma anche su
una riduzione drastica delle spese (funzionamento, gestione, personale) e
sulla riduzione di alcuni servizi storici,
come campi solari e colonie estive dei
bambini. E tutto questo, tengo ancora
a sottolineare, per non toccare le risorse sul sociale, sulla scuola e sulleducazione, che sono state le nostre priorit.
2) Con il nuovo bilancio per il 2015
entreremo nel vivo del nuovo mandato, quali saranno le priorit?
Le priorit saranno sociale ed educazione da un lato e manutenzioni e decoro urbano dallaltro, dato che nel 2014
la carenza di risorse ci ha impedito di
provvedere come avremmo voluto proprio alla cura e alla manutenzione del
nostro territorio. Questanno, oltre allavvio di importanti investimenti legati
alla messa in sicurezza idraulica del
fiume Fine con 6 milioni di euro e del
torrente Tripesce con 2 milioni e mez-

zo, sar lanno del decoro urbano, in


tutti i sensi. Abbiamo gi messo a punto un programma di interventi per un
totale di 4 milioni e mezzo di euro, tra
cui: 508.000 per una prima fase di
asfaltature, 417.000 per le opere di urbanizzazione di via Buccari; 250.000
per il rifacimento di una parte di fognature bianche a Rosignano Solvay;
207.000 per riqualificare i parchi gioco
pi utilizzati dai bambini; 60.000 per
controllo sulle piante del territorio, a
partire dalla pineta Marradi; 138.000
per il Museo archeologico; 611.000 per
il palazzetto dello sport Gianni Balestri; 340.000 per il teatro LOrdigno;
226.000 per gli immobili comunali di
via dei Lavoratori e via Don Bosco;
100.000 per le passerelle di Castelnuovo; 137.000 per via Agostini; 24.000 per
il lungomare Colombo; 260.000 per risistemazioni urgenti prima dellavvio
dellestate; 135.000 per il cavalcavia di
Rosignano Solvay; 325.000 per il ponte del Quercetano; 73.000 per la segnaletica stradale; 20.000 per il guardrail; 25.000 per gli attraversamenti
pedonali rialzati; 120.000 per i raccordi delle piste ciclabili; 133.000 per le
scuole Novaro e lasilo Ngh; 20.000
per i primi sondaggi del terreno su cui
realizzeremo la nuova scuola delle colline; 195.000 per i cimiteri di Rosignano Marittimo e Nibbiaia; 240.000 per
la messa in sicurezza idraulica del torrente Vallecorsa.
3) Nel programma elettorale che ti
ha portato alla rielezione al 1 turno
si mette in primo piano il rilancio
delleconomia locale, ma la crisi
picchia duro. Quali iniziative possiamo mettere in campo?
Certamente anche limpegno di quattro milioni e mezzo di euro sul territorio potr contribuire significativamente
al rilancio di certi settori della nostra
economia, dopo anni di crisi e di scarsi investimenti in manutenzioni, anche

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it

Livorno

13

Franchi,

della Provincia

4) Hai di recente assunto il ruolo di


Presidente della Provincia di Livorno. Qual la situazione? Non un
ente a perdere? Quali iniziative
hai in mente?
Comprendo lo smarrimento ma no, non
certo un Ente a perdere. E chiaro
che in questa prima fase dobbiamo
prendere atto del riordino per poi raccogliere la sfida ed agire. Tra laltro c
anche una proposta di legge regionale
per il riordino delle funzioni e dunque
adesso importante studiare e capire
i meccanismi di quello che sicuramente sar un Ente con un ruolo completamente diverso dal passato. Sar un
Ente di area vasta, pi legato anche
ad un rapporto di collaborazione con i
Comuni, livornesi ma anche pisani. Insieme al Sindaco di Pisa e Presidente
della Provincia pisana Marco Filippe-

(foto Luca Lischi)

da parte del Comune. Parallelamente


stiamo lavorando per creare le condizioni di sviluppo di nuove aziende in
nuovi settori. Penso allaccordo quadro tra il Comune di Rosignano Marittimo, il Comune di Cecina, il Polo Tecnologico di Navacchio e il Polo Tecnologico della Magona per la creazione
di un Sistema di incubatori Toscana
Costiera che comprender il territorio
della Bassa Val di Cecina e della provincia Livornese. Con il Sistema di Incubatori Toscana Costiera puntiamo a
realizzare sul territorio un vero e proprio sistema di servizi qualificati di
supporto alla creazione di nuova impresa, attraverso lavvio, in forma integrata, di un servizio dincubazione sito
nel Comune di Rosignano e lulteriore
sviluppo del servizio di incubazione gi
attivo nel Comune di Cecina, presso il
Polo Tecnologico della Magona. E per
chiudere vorrei ricordare laccordo di
programma, le cui risorse andranno
nella direzione di un rilancio infrastrutturale e industriale anche nella nostra
area.

Passaggio di consegne alla Provincia di Livorno tra Alessandro Franchi e Giorgio Kutuf.

schi stiamo gi lavorando ad alcune


idee che, per il momento, non posso
anticipare. Sicuramente unarea vasta
che includa i territori di Livorno e Pisa
pu consentire di valorizzare le peculiarit, le caratteristiche e le risorse di
tutti.
5) Laccordo di programma annunciato dal Presidente della Regione
Rossi rappresenta una occasione
forse irripetibile. Quale approccio
necessario imprimere alluso
di queste risorse?
Laccordo di programma nasce purtroppo da una emergenza economica e sociale molto seria del territorio livornese e su proposta del Presidente della
Regione Enrico Rossi queste questioni sono diventate centrali per una di-

scussione con il Governo nazionale, al


quale insieme abbiamo presentato la
necessit di provvedere con investimenti e risorse pubbliche da destinare
al rilancio infrastrutturale e industriale.
La Regione ha messo a disposizione
delle risorse legate allattrazione di
nuova impresa sul territorio attraverso
incentivazioni e riduzioni fiscali consistenti. Inoltre ha gi stanziato con la
Legge finanziaria 170 milioni di euro da
destinare alla Darsena Europa. Ed
per la realizzazione di questa opera assolutamente fondamentale e strategica per il porto di Livorno che abbiamo
chiesto al Governo un impegno finanziario di pari entit. Per questo motivo
vitale arrivare quanto prima alla conclusione delliter per lapprovazione
definitiva del Piano Regolatore portuale.

14 Livorno

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

In programma numerosi eventi aperti al pubblico

Il calendario
della Corale Diapason
(Laura Conforti Benventi) - Ad alcune amiche che da tempo si interessano del sociale,
amanti della musica e del canto si presentata loccasione di frequentare una corale.
Per molte era la prima volta, ma per una di loro stato un revival della giovent (nel
Coro ha incontrato il marito pi di cinquantanni fa!!). Le stesse sono state accolte dalla
Corale Diapason di cui fanno parte alcune socie del Gruppo Archeologico Livornese,
dove hanno incontrato un clima sereno e allo stesso tempo impegnato. Grazie al Maestro Giorgio Gianetti , direttore del Coro, si cominciato anche ad apprendere le prime
nozioni di musica .Tutto ci stimolante e d positivi risultati. Infatti il Coro stato
invitato a tenere numerosi concerti soprattutto durante le feste natalizie sia da solo che
in compagnia di solisti come i soprani Rosalia Galiando Gonzales e Marianna Pace ,il
contralto Mandy, il basso Roberto Gherarducci e il flautista Michele Caporusso.
La Corale ha sede presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare in Via S. Jacopo in
Acquaviva dove ha svolto lultimo applaudito concerto a cura del Club 3 M. Per il
prossimo futuro il Coro ha gi molti impegni. Grazie allinteressamento delle Prof.sse.
Luigina Loiacono e Natalina Vadal ved, Pollifrone il Coro stato inserito in cinque
manifestazioni culturali progettate dal Cruppo Archeologico Livornse da tenersi proprio
al Circolo Ufficiali M.M. Mimbelli.,per cui ringrziano il presidente del Circolo Ufficiali
della Marina Militare.
Calendario degli eventi aperti al pubblico della nostra citt.
Marted 24 febbraio - ore 17.00 -18,30 Conferenza e proiezione di vignette umoristiche
a cura del Maestro Marc Sardelli ore 18,30 Coro in Coriandoli di canzoni ore 20.00
cena
Marted 24 marzo ore 17.00 18.30 proiezione film La mamma di Leonardo a cura
della regista Graziana Forzoni Art director Chimera Vision ore 18.30 Coro in Arcobaleno di canzoni-ore 20.00 cena
Marted 21 aprile- ore 17.00 -18.30 Conferenza La divina Commedia Inferno canto
XXVI Ulisse e il folle volo prof.ssa C. Quartarone - ore 18,30 Coro in Primavera di
Canzoni.ore 20.00 cena
Marted 19 maggio ore 17.00 -18.30 ci sar una lezione gestita interattivamente dal Coro
stesso sulla musicalit della poesia La pioggia nel Pineto di Gabriele dAnnunzio,
con proiezione, musica, recitazione e spiegazione- ore 18.30 Coro in cocktail di canzoni ore 20.00 cena:
Marted 16 giugno ore 17.00 18.30 Opera teatrale Il malato immaginario libera
interpretazione degli attori iscritti al corso di teatro cura della Prof.ssa Manola Scali ore
18,30 Coro in Un mare di canzoni- ore 20.00 cena

Il gruppo della Corale Diapason di Livorno.

Salvo
il Mascagni
Ora sembra veramente fatta! Ci riferiamo alle dichiarazioni rilasciate negli scorsi giorni dal sen. Claudio Martini del PD, componente della settima
commissione del Senato ospite dell'Istituto Mascagni di Livorno, presenti alcuni rappresentanti di istituti
musicali non statali di tutta Italia.
Nella sua qualit di relatore del disegno di legge, il sen.Martini ha dichiarato, tra l'altro, che le amministrazioni
locali non sono pi in grado di reggere l'onere per la sopravvivenza di questi essenziali istituti per cui indifferibile definire il processo di statizzazione, in mancanza sarebbe la fine miseranda di queste "eccellenze".
Vi sono tre alternative alla sopravvivenza degli 11 istituti musicali che saranno sottoposte, a breve, al ministro
della istruzione Giannini.
Questa battaglia sar vinta, ha affermato, nel suo intervento, il grande
protagonista di questa infinita telenovela -Giulio Cesare Ricci-presidente, purtroppo in scadenza dalla
presidenza dell'Istituto Mascagni che,
con coraggio, determinazione ed infinita pazienza , ha combattuto, in rappresentanza di tutti e undici gli istituti, questa difficile battaglia. Riconosciamogli questo merito che non pu
essere inquinato dagli ultimi arrivati anche se rappresentanti istituzionali della citt!!

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Livorno

15

Con le iscrizioni che si concluderanno il 15 febbraio

E tempo di scegliere la scuola


di Mario Lorenzini
Tempo di iscrizioni scolastiche. Si parte il
15 gennaio si concluderanno il 15 febbraio. Tutte via internet.
Nessun contatto con la scuola da scegliere. Le scuole hanno aperto le porte ai genitori nei giorni fissati.
La scelta un po una scommessa che
pu essere vinta fin dal primo anno se
lalunno consapevole che tutto nuovo sia che si tratti della prima media che
della prima di un qualsiasi istituto superiore e si impegni fin dal primo giorno,la
scuola, da parte sua, ha la responsabilit
di formare.fin dal primo giornp.un soggetto-lalunno di 11 o 14 anni-che vuole entrare nel miglior modo possibile nel futuro della sua vita. Auguriamoci i che la scelta sia sempre oculata.
Lanno scorso 1490 furono le iscrizioni
nei nove istituti secondari cittadini e lindirizzo tecnico prevalse con 701 alunni
seguito da quello liceale con 643,lindirizzo professionale fu scelto da 143 alunni.
La scuola tuttavia sar al centro di una
riforma tutta da vedere.
La buona scuola ovvero il progetto annunciato dal Presidente del Consiglio entrer in discussione in questo mese e sar
tutto da seguire.
S, dar le pagelle e pi soldi ai professori dice il Ministro Giannini in una intervista al settimanale Oggi e di fronte ad
una domanda: Ministro, si riuscir realizzare la riforma in tutti i suoi punti? risponde: La riforma dovr realizzare
tutti i suoi punti perch un progetto
organico solo cosi si pu compiere la

sfida educativa per il Paese. E previsto


un investimento di tre miliardi.Se listruzione diventa un pilastro dellagenda politica noi ci aspettiamo il sostegno necessario.
Staremo a vedere.

Intanto c da segnalare che i contributi


volontari che tutte le scuole chiedono ai
genitori per le cosidette piccole spese trovano difficolt ad essere riscossi e non c
da meravigliarsi vista la situazione precaria, sotto laspetto economico, della citt.

Pietre dinciampo per ricordare


i deportati di Auschwitz
(Mario Lorenzini) - Le chiamano pietre da
inciampo per ricordare i deportati nel campo
di sterminio di Auschwitz. Le ha ideate realizzate in tutto il mondo G. Denmig.
La Comunit di SantEgidio di Livorno ha voluto ricordare due deportati (Dina Bona Attal
e Dino Bieno) in occasione della Giornata
della Memoria con la posa di due pietre sul
marciapiede della strada dove vivevano.
Qualcosa di simile, qualche anno fa, labbiamo vista a Berlino nei pressi dellex
muro. Era un angolo riservato,ben tenuto.Come una volta erano ben tenuti i nostri
parchi della rimembranza.
Qui a Livorno le pietre da marciapiede non hanno ricevuto rispetto e dopo
ventiquattro ore erano gi sporche per il continuo passaggio della gente diretta
verso il vicino mercato di frutta e verdura.
Ho segnalato quanto visto e suggerito una collocazione sulla facciata del fabbricato dove i due concittadini vivevano.
Mi stato detto che le pietre sono state collocate in tutto il mondo cos come a
Livorno.
Le pietre devono essere un qualcosa in cui ci si imbatte per caso, non un qualcosa di separato dalla vita di tutti i giorni. Quindi ci deve essere il calpestio sullopera proprio come sono state calpestate e umiliate quelle persone.
Le pietre non devono essere tenute lucide e pulite, come fossero una scultura, ma
rappresentare vite calpestate nella vita di tutti i giorni.
E ho preso atto

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16

Livorno

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

Dopo la decisione dellAmministrazione comunale che le carte credito non saranno pi ricaricate

La protesta del popolo delle social card


di Franco Spugnesi

Tra gli eventi del mese avvenuti in


citt, si segnala, per la sua unicit,
la protesta del popolo delle social
card, che sarebbero, dette in ita-

i prossimi
incontri del Circolo

Luned 16 Febbraio 2015, h. 18


presso il Circolo Il Centro - Via Trieste 7 - Livorno

incontro con

Marco Cannito
Capogruppo Lista Civica
Citt diversa

*****
Luned 23 Febbraio 2015, h. 18
presso il Circolo Il Centro - Via Trieste 7 - Livorno

incontro con

don Gino Berto


Salesiano
Parroco del Sacro Cuore di Livorno

*****
Luned 2 Marzo 2015, h. 18
presso il Circolo Il Centro - Via Trieste 7 - Livorno

incontro con

Gianfranco
Simoncini
assessore
alle attivit produttive, credito
e lavoro della Regione Toscana

liano corrente sempre meno usato, carte di credito precaricate assegnate ai cittadini in grandi difficolt economiche. La nuova Amministrazione comunale ha deciso che
da gennaio non saranno pi ricaricate. La manifestazione stata
cosa da poco, per carit, niente a
che vedere con la protesta dei dipendenti CoopLat, con urla fischi
aggressioni verbali e pattume sparso sulla piazza (allora si lottava per
il mantenimento del trattamento salariale messo a rischio dalla possibilit che il prossimo vincitore dellappalto AAMPS intendesse inquadrarli con un contratto meno favorevole).
Per Livorno si tratta di circa 500
persone e il servizio, (da sempre,
in appalto allArci) era in bilancio
nel 2014 per complessivi 325.000;
nel 2015 niente.
Devo confessare che sapere questa cosa mi ha creato disagio, come,
credo, in larga parte dei lettori. Mantenere il sussidio, (che non supera
mai gli 80 euro mensili) per alcuni
significa mantenere almeno un piede nella povert dignitosa di chi, a
fatica, riesce a pagare qualche bolletta o laffitto a della casa popolare senza precipitare nella miseria.
Un qualche effetto c stato. La giovane assessore al sociale Dhimgjini ha dichiarato che, anche su sollecitazione della maggioranza consiliare, ha avviato una revisione dei
servizi affidati allesterno da cui
spera di ricavare (?) i fondi per riprendere lerogazione.
Il chiodo fisso di questamministrazione sembra essere proprio quello di riportare allinterno della macchina comunale ogni attivit che, ormai da decenni, sia stata esternalizzata allo scopo di ridurne i costi
diretti e le complicazioni burocratiche che sembrano inevitabili nel
pubblico.
La teoria cinque stelle invece che
il privato non solo produce un servizio di minor soddisfazione per i
cittadini ma anche pi oneroso per

le casse (esauste) comunali.


Sembra quasi che si tratti di una posizione ideologica ereditata, (ma
penso che non vorrebbero sentirselo dire) dai vecchi strateghi del
PCI, oppure parto dello studio
Casalegno e associatio ancora la
motivazione va cercata nel non faremo quello che faceva la passata
amministrazione?
Va bene qualsiasi forma di revisione, controllo dei diritti, razionalizzazione della spesa ma possibile
che nel bilancio del Comune di Livorno non si reperisca, anche alla
presenza dei soliti tagli, lequivalente di 2 euro a cittadino per mantenere questo tenue principio di solidariet laica, istituzionale nei confronti dei nostri poveri?
Potremmo anche raccoglierli, questi 2 euro a testa, in un mega bussolo cittadino destinandovi quelli
che quotidianamente offriamo al povero davanti alla chiesa o ai venditori di strada, ma non sarebbe la
stessa cosa.
Come esistono i beni comuni (e
lamministrazione comunale particolarmente attenta a ci) esistono anche i poveri comuni che hanno diritto a un loro, anche se striminzito, capitolo in bilancio.

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Cultura

17

Lo struggente canto del violino

Memorie di uno strumento salvato dallOlocausto


di Silvia Menicagli
Se vero che le cose conservano memoria di
ci che hanno vissuto, il violino di Eva Maria
uno di questi oggetti. Luned 2 febbraio nellauditorium dellIstituto di alta formazione
musicale Mascagni di Livorno, alle ore
18,30, il pubblico rimasto ipnotizzato per
circa un ora dalle note emesse e dalle vibrazioni evocate dal violino della Shoah. La musica
non era solo composizione magistralmente
eseguita ma una vera a propria anima fattasi
voce, che ha attraversato le emozioni di tutti i
presenti. Tanti respiri che hanno condiviso il
respiro disperato di Eva Maria che ha affidato,
racchiuso e impregnato il suo violino, unica
concessione dei nazisti, di paura, disperazione, speranze, e dolore. Tutto questo, nello strumento rimasto, e come una porta aperta davanti ad una tempesta, lo strumento lo ha rilasciato al tocco dellarchetto sulle prime note.
I componimenti suonati: Kaddish, di Maurice
Ravel, composta nel 1914 su un testo aramaico del Libro di Preghiere degli ebrei; Kol Nidrei, serie di variazioni su melodie ebraiche,
risalenti al VII e allVIII secolo, che Max Bruch compose nel 1014; e infine Hebrische
Melodie, del 1911, del russo Joseph Achron;
da una emozionata Anna Maria Fornasier, docente di violino presso lo stesso Istituto musicale, accompagnata dal pianista Daniel Rivera anchegli docente, hanno dato voce ad un
ricordo. Un ricordo imperituro, che ha fatto si
che Eva Maria in quellauditorium fosse presente insieme a noi col suo violino, ancora
viva in altra essenza per ricordare allinfinito
ci che stato capace di compiere il lato oscuro dellessere umano.
Lo strumento, ritrovato appena due mesi fa
da uno dei pi importanti collezionisti di strumenti a pizzico, ling. Carlo Alberto Carutti,
in condizioni perfette, ed ha un suono, a
detta dei tecnici, perfetto, porta intarsiata la

La brava violinista Anna Maria Fornasier congratulata dopo lesecuzione da Giulio Cesare
Ricci, presidente del Mascagni.

stella di David e una storia al suo interno, nascosta con cura. La storia di Eva Maria, deportata ad Aushwitz, separata dalla famiglia,
ma determinata a salvare il suo violino, la sua
musica, tutto quello che le era rimasto, prima
di suicidarsi alla rete del recinto di prigionia,
lei riesce a passare al fratello anchegli prigioniero, il suo strumento e lui sopravviver allo
sterminio anche per questa missione. E forse
per il ricordo di sua sorella che ha continuato a
stringere i legni di quellemblema di speranza
per quella ninna nanna che Eva Maria aveva
nascosto dentro il violino come atto damore e
protezione verso di lui. Quindici anni dopo la
liberazione per seguir le sorti della sorella,
ponendo fine ai suoi ricordi allucinanti e insopportabili ma il violino ha continuato a sopravvivere per vie e mani sconosciute. Grazie
a Carutti ed alliniziativa di Giulio Cesare Ricci, presidente uscente del Mascagni, promotore e fautore della lunga battaglia per la statizzazione dello storico Istituto, nonch alladesione della Comunit Ebraica Livornese
che stato possibile vivere questa emozione a
Livorno.
Lamore per la musica stato pi forte dellorrore del lager e il canto del violino di Eva
Maria, lo ha dimostrato.

18 Rosignano

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

In merito alla situazione della Donati Laterizi

Siamo schierati con i Sindacati


(e.d.s) - Niente da fare, il comitato anticava del Gozzone ha di nuovo imbracciato le armi confermando la propria
assoluta contrariet ad ogni ipotesi di
sfruttamento della materia prima essenziale per una sicura sopravvivenza
della fornace Donati costretta ad arrangiarsi per procurarsi il m ateriale indispensabile al proseguimento delle attivit produttive.
Restano, pertanto, incerte le prospet-

Maurizio
Piccirillo
coordinatore
del Circolo
Il Centro
di Rosignano
Il comune di Rosignano M.mo ha accolto
la richiesta, a suo tempo presentata, di iscrivere il circolo culturale Il Centro, gi da
oltre dieci anni presente a Livorno, nell'elenco delle
associazioni
ed a seguito
di questo
provvedimento
il
direttivo ha
deliberato di
nominare
Maurizio
Piccirillo (nel
riquadro)
responsabile
della sezione
distaccata di
Rosignano.
E' un riconoscimento, si legge in un comunicato emesso dal direttivo del circolo,legato
alla seriet ed alla preparazione che Maurizio
Piccirillo ha in tanti anni dimostrato di grande impegno nel campo culturale e sociale.
La sezione rosignanese del circolo Il Centro, dopo la costituzione del direttivo, stiler un importante e qualificato programma di eventi ed iniziative che si svolgeranno nel territorio del Comune di Rosignano.

tive future dell'azienda su cui, a parte il


parere positivo espresso da tempo dalla Provinncia, lo stesso Comune ci appare piuttosto freddino nei confronti della messa in produzione della cava.
Ed allora, nella messianica attesa che
quel tratto di zona immediatamenrte a
nord di Castelnuovo, si trasformi in una
piccola California, prendiamo atto di
questa grave insensibilit nei confronti

di un'azienda che, fino ad oggi, ha


garantito un livello occupazionale di
circa 100 lavoratori.
Comunque il gruppo consiliare pentastellato, grande oppositore, si attiver, con solerzia ed impegno, affinch i lavoratori della Donati vengono
assunti tutti nelle strutture turistiche
presenti ed assicurano loro nascenti.

In ricordo di Joe
(eds) - Sabato 27 gennaio sono andato all'Hotel Universal sul lungomare di
Antignano per assistere ad un grande evento musicale: il recital di Beverly
Lewis, una notissima cantante newyorkese accompagnata da un trio di grande
rilievo: si trattato di una eccezionale serata di jazz.
Immediatamente prima, durante e dopo l'esibizione il mio riferimento costante
stato il mio grande amico Joe (Demo Bientinesi) al quale avrei sicuramente raccontato la bella serata trascorsa.
Ma Joe, qualche giorno dopo, scomparso: da qualche tempo aveva seri problemi di salute ma pensavo proprio che riuscisse a cavarsela.
Perch, nel ricordare su Il Centro, di cui, insieme alla moglie Mila, anch'essa
amica mia fin dall'infanzia, era assiduo lettore e sostenitore, ho voluto aprire
queste poche righe di commiato? Perch fu proprio, Lui, nella Sua abitazione
rosignanese, in Via San Martino ad iniziarci, insieme ad un altro comune amico,
Franco Crescini, anch'esso scomparso alcuni anni fa, a questo tipo di musica,
tutta americana ed, a quei tempi, poco italiana.
Ma di Joe non posso certo dimenticare i momenti importanti, vissuti insieme, a
Rosignano M. allorch costituimmo la Pro Loco per cominciare a valorizzare un
paese che rischiava di scomparire nell'anonimato, soverchiato dalla crescente
invasione di Rosignano Solvay (i famosi solvayni con i quali eravamo in
costante polemica).
Fu Joe a lanciare la proposta di piantare alcuni lecci lungo la Via S. Martino, poi
intitolata ad Antonio Gramsci, nel tratto compreso tra l'attuale caserma dei carabinierie e quella vecchia, ora sede degli uffici comunali e che fanno ancora bella
mostra di s.
E fu Joe ad accogliere le mie insistenti sollecitazioni perch nel 1956 accettasse
lincarico di candidato e poi, una volta eletto alla grande, capogruppo della D.C.,
come indipendente.
Ricordo la furiosa passione con la quale condusse una serie di coraggiose
battaglie in Consiglio comunale, in una stagione politica difficile e complessa
(basti ricordare i fatti di Ungheria) in cui la contrapposizione fra maggioranza
comunista e minoranza democristiana era durissima, anche se stemperata dallabilit e dallequilibrio dellallora sindaco prof. Demiro Marchi.
Fu per me, che ho avuto lonore di sostituirlo nel 1960, una esemplare testimonianza di come fare politica con equilibrio, buon senso e responsabilit.
Specialmente negli utlimi anni, le mie frequentazioni con Joe e Mila erano divenute pi assidue e quando lo rivedevo erano momenti di grande gioia e di indimenticabili ricordi di una giovent che non potr mai dimenticare.
Addio, caro Amico mio, sei stato un esempio di correttezza, di seriet, di professionalit e di bont per tutti e con tutti: mi stai gi dolorosamente mancando.

Cultura

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19
7

Interessante convegno nellanniversario del terzo centenario della nascita del poeta melodrammatico

Calzabigi livornese europeo


di Marisa Speranza
Una biografia burrascosa, quella di Ranieri
Calzabigi (1714-1795), di cui si rispolverata
la memoria durante il Convegno a lui dedicato
presso la Sala Mascagni del Teatro Goldoni, in
occasione del terzo centenario della sua nascita. A parlarne, rinomati relatori, preceduti dal
saluto di Paolo Demi, direttore del Teatro; Stefano Guidi, direttore dell Istituto Musicale
Mascagni , che ha caldeggiato levento; Stella
Sorgenti, vicesindaco di Livorno; Federico
Marri, coordinatore dellincontro. Lucio Tufano si soffermato sulla carriera di un librettista che da Livorno spicc presto il volo per
lEuropa.
I Calzabigi risiedevano nella citt labronica sin
dal Seicento. Prima del fallimento della loro
Azienda (1738), Ranieri frequenta il Cicognini
di Prato (1722) guadagnandosi una solida formazione umanistica. Poi, i gravi problemi economici, i debiti da lui contratti, la lite con la
madre, le accuse dei parenti e un processo, lo
inducono a lasciare Livorno (1738). Tenta di
inserirsi in diversi settori: fallisce come bibliotecario a Palazzo Farnese e cantore delle riscoperte di Ercolano, ma promette bene come scrittore di testi da mettere in musica.
Nel 1740 a Napoli con lincarico di funzionario presso lAmbasciata francese. Gli viene
commissionato LImpero dellUniverso, un
componimento drammatico in onore del re di
Francia, Il sogno di Olimpia (1747), per la
nascita dellinfante Borbone e altre cantate celebrative.
Ma Calzabigi irrequieto e trasmigra a Parigi
(1751) dove condivide da protagonista la querelle sul melodramma (1753-54). A parlarne,
Anna Laura Bellina che si soffermata su Calzabigi tra comico e serio e sulla disputa sul
sistema di produzione francese che era protezionistico e, dunque, ostile allItalia. Ranieri
partecipa alla lotta scoppiata a Parigi tra la
musica italiana ( a suo favore gli Enciclopedi-

sti) e quella francese. E un fatto politico che


lo intriga e appassiona. Intanto, compone un
poema tuttora inedito, la Lulliade, e contribuisce alla popolarit del Metastasio con una
Dissertazione sulle sue opere, vivace esempio di una critica aperta e acuta. Ma a Parigi,
col fratello Anton Maria e il celebre Casanova,
forma una triade discutibile che, tra laltro,
introduce in Francia il gioco del lotto traendone notevole guadagni. Espulso dal re, passa a
Vienna dove diventa consigliere dellImperatore.
Scrive drammi musicati da Gluck (Orfeo ed
Euridice ,1762; Alceste,1766; Paride ed Elena,1769), che aderisce a quella sua riforma del
dramma musicale per cui la musica non sopraff la poesia, ma la asseconda. Per darne un
esempio, si offerto lascolto di un recitativo
(da Orfeo) e un bel momento teatrale con la
musica di Gluck e il testo di Calzabigi,. Che
tra il 1769 e il 1774, scrive commedie musicali
fra cui Lopera seria, una vera satira del
melodramma.
Come viene interpretato oggi Calzabigi? E la
domanda che si posta Agnieszka Pudlis. Sicuramente, ha spiegato la ricercatrice, litaliano del Settecento pone problemi di interpretazione e cantare in inglese o polacco pu fare
differenza. Per darne un esempio sono stati
proiettati due video per un confronto tra le
diverse interpretazioni di quella famosa scena
dellOrfeo in cui questi deve commuovere le

Furie (spettri dellInferno).


Per me Calzabigi un grande poeta, ha concluso la docente polacca, traduttrice di testi
poetici per musica italiani, francesi e tedeschi.
E Marco Bizzarini ha descritto lultimo approdo di Calzabigi a Napoli nel 1780 (dopo
una burrascosa parentesi pisana). Qui collabora con Paisiello e scrive un dramma per
musica che viene rappresentato nel Real Teatro del Fondo di Separazione . Si tratta di
Cook, ossia gli Inglesi in Othaiti , storia
damore tra un inglese (Cook) e una thaitiana
(la regina Oberea) , tradotta in diverse lingue.
Si tratta, forse, di un omaggio di Ferdinando
IV agli Inglesi , visto che egli aveva scelto
Acton come suo ministro per riordinare la
Marina.
E unopera scientifica, ma anche di gossip.
Problematico il libretto ha spiegato Bizzarini , e manca la prova definitiva che sia di
Calzabigi. Gli ultimi anni del letterato sono
costellati di delusioni e rancori. Nel 1786, scrivendo a un amico, aveva auspicato di poter
vivere in pace , caro agli amici, ma quando
muore nel 1795 , a Napoli, ha gi confidato che
patria per noi pi non esiste.
Grazie al Convegno, generoso nel concedere
momenti di ascolto e di visione inediti ai pi,
Calzabigi tornato nel ricordo della sua citt
natale. E l ascolto dei suoi testi, letti da Greta
Candura e Silvia Rosellini, ha ravvivato una
memoria piuttosto sopita.

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Cultura

21

Etruscan
Mines:
la breve e significativa
storia di unimpresa
mineraria
di Jacopo Bertocchi

Campiglia Marittima come pi volte abbiamo scritto, ricca di tesori e vecchia


di Storia. Sulle sue colline si rintracciano
i segni degli insediamenti dei pastori della
preistoria, nellattivit mineraria invece
si ritrova il motivo dellevoluzione di una
societ che da millenni popola questo meraviglioso territorio.
Dagli etruschi alle nobili famiglie toscane del XII sec, fino ai tempi pi recenti,
francesi, inglesi e non per ultimo italiani
sfruttano le valli dei Manienti e dei Lanzi
per lavorare ferro, rame e argento, facendo in modo che lattivit mineraria nel
campigliese non si arresti.

Divenendo negli anni una delle prerogative del mondo produttivo locale, la metallurgia contribuisce alla caratterizzazione di una societ, modificando per sempre e nel profondo, territori e pensieri.
Storie di grandi societ estere, di uomini
e di lavoro raccontate timidamente dalle
cronache del tempo, mitizzate da coloro
che ne prendevano appunti durante un
erudito girovagare, gelosamente custodite dagli appassionati.
Tra le societ operanti a Campiglia, chi
suscita ancora
oggi curiosit
lEtruscan Copper Estates Limited di Londra che
oper a Campiglia dal 1901 al
1907 con grande
determinazione e
imponenti investimenti.
Nella moderna visione imprenditoriale inglese si
prevedeva una
nuova era dello

sfruttamento minerario: cantieri per nuovi impianti metallurgici, gallerie, nuovi


pozzi, la realizzazione di un piano inclinato e di linee telefoniche, la costruzione di
un sistema ferroviario e ledificazione di
un maestoso villaggio alle pendici di
Monte Rombolo con alloggi e uffici amministrativi dallevocativo nome Etruscan Mines.
Oggi di questo maestoso progetto, non
resta che una visibile e concreta testimonianza di archeologia industriale, la societ, infatti, per cause ancora non chiare, abbandon prematuramente limpresa.
Nelle parole dellIng. Ferraris che prepar la relazione per lAzienda Minerali
Metallici Italiani, la sintesi di una storia
industriale catastrofica che rende onore
alla cultura mineraria facendo di Campiglia un polo dinteresse mondiale. Interessantissima sotto il punto di vista
della geologia pura, la regione di Campiglia non lo meno per quello minerario Conviene dunque esaminare questa interessante zona senza lasciarsi impressione dallingloriosa fine della Copper Estates.

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ORARI: Luned-Venerdi: 9-12.30/14.30-19 Sabato: 9-12.30

22 Spettacoli

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

Lunedi 2, Martedi 3 Marzo, ore 21


LA SCENA
con Angela Finocchiaro, Maria
Amelia Monti, Stefano Annoni
Martedi 10, Merc. 11 Marzo, ore 21
SARTO PER SIGNORA

prossimi appuntamenti

Venerdi 13 Marzo, ore 21


JONATHAN STOCKAMMER
direttore
pianista Lilya Zilberstein

INFO: Teatro Goldoni


Tel. 0586204237
www.goldoniteatro.it

Sabato 14 Marzo, ore 21


Balletto di Roma presenta
FUTURA ballando con Lucio

Teatro Goldoni

Sabato 14 Febbraio, ore 21


Sonics presenta
DUUM - Danza
Lunedi 16, Martedi 17 Febbraio, ore 21
CERCANDO SEGNALI
DAMORE DALLUNIVERSO
con Luca Barbareschi
regia Chiara Noschese

Luca Barbareschi
Venerdi 27 Febbraio, ore 21
EMILIO POMARICO direttore
pianista Roger Muraro
ORT Orchestra della Toscana

M Emilio Pomarico

Martedi 17, Merc. Marzo 18, ore 21


NON SI SA COME
di Luigi Pirandello
con M. Brinzi, F. Colella,
E. Ghiaurov, P. Lanciotti
Martedi 24 Marzo, ore 21
SALVATORE ACCARDO
direttore e violino
violino Aura Gorna
ORT Orchestra della Toscana
Giovedi 26, Venerdi 27Marzo, ore 21
MODIGLIANI ET LES FEMMES
con Marco Bocci ,
Romina Mondello

IN PROGRAMMA VENERD 27 FEBBRARIO, H. 17

La mia Dc di Enrico Dello Sbarba


sar presentata alla Biblioteca le Creste di Rosignano

Dopo il successo di pubblico e di critica ottenuto di recente alla nuova ed elegante Libreria
Belforte di via Roma a Livorno, il libro La mia Dc - Spezzoni di vita politica e i rapporti con
il Senatore Andreotti, scritto dal nostro direttore Enrico Dello Sbarba, sar presentato
venerd 27 febbraio (h. 17) presso la Sala conferenze della Biblioteca Le Creste di Rosignano
Solvay. Levento sar moderato da Paolo Rotelli, mentre i relatori saranno il pubblicita
Francescalberto De Bari e il sociologo Luca Lischi.
Nella foto la recente presentazione del libro da Belforte: da sin. Luca Lischi, Giorgio Kutuf,
Enrico Dello Sbarba e Francescalberto De Bari

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it

punti distribuizione

23
19

Periodico mensile
del Circolo Culturale

in distribuizione gratuita anche presso i


seguenti punti:

LIVORNO:
Libreria Nino Belforte, Via Roma
59; Libreria Edizioni Paoline,
Via Indipendenza;
Edicola Cairoli, via Cairoli 18;
Edicola Nelli, piazza Cavour 39;
Edicola P.zza Grande, lato Farmacia Ospedale,
Edicola Bianchi, via del Porticciolo, di fronte Camera Commercio;
Edicola Attias, corso Amedeo;
Edicola piazza Matteotti;
Edicola Paolini (Baracchina
Bianca), piazza S. Jacopo;
Ed. Lo Strillone, viale Italia 113;
Edicola c/o Bar Oasi, Ardenza
Mare; Edicola Barcellona, via
Goito;
Edicola Borghi, Corso Amedeo,
angolo via dellOrigine;
Tintoria Rossi, corso Mazzini;
Chico Sas, via C. Puini 9;
Ed. Martelli Anna Lisa, via Meucci
5 (Coteto).
CASTIGLIONCELLO:
Edicola Rossi, P.zza della Vittoria;
Edicola Tognotti, Staz. Ferroviaria;
LEdicola, Via Aurelia 512.
ROSIGNANO SOLVAY:
Edicola Giovannoni, via Allende;
Edicola Vallini, via O. Chiesa.
ROSIGNANO MARITTIMO:
Edicola Il Punto, via A. Gramsci.

PISA - MONTECATINI VAL DI CECINA - Loc. LA BACCHETTONA